giovedì 26 dicembre 2013

Cosa si intende per "setta": vediamo un esempio

Quello che conta, nelle testimonianze, non è il modo di esprimersi ma l'attendibilità delle informazioni riportate e delle loro conseguenze. Riprendiamo un capitolo di una testimonianza di molti anni fa che, a rileggerla oggi, suona ancora attualissima nonostante le "approvazioni" lucrate dal Cammino Neocatecumenale.


Nessuno può ritenersi sicuro da plagi e da lavaggi di cervello

Nel corso della vita tutti attraversiamo periodi di maggiore vulnerabilità dovuti a sconfitte, gravi malattie, forti dispiaceri o a mancanza d’ideali.
Tutti abbiamo bisogno di sentirci compresi, accettati, amati, e pertanto frequentiamo ambienti che facilitano tale situazione.

Roma, 2012:i neocatecumenali si
"annunciano" senza dire chi sono
I capi delle sètte organizzano scientificamente ogni attività, troncando i rapporti col mondo esterno per far mancare ogni confronto, cosicché chi li frequenta non s’accorga dei lenti ma costanti cambiamenti che pian piano avvolgeranno l’adepto in un’invisibile "Tela di Ragno".

Le ‘Comunità Neocatecumenali’ nascono dopo un ‘Annuncio’.
Semplici laici si presentano al parroco e chiedono di poter fare una catechesi per adulti. I‘catechisti’ fanno le catechesi bombardando con concetti pseudo-protestanti, senza far capire la loro appartenenza ad un’organizzazione e, soprattutto, senza avvertirli che per loro sta iniziando un impegno che durerà almeno vent’anni. Nonostante numerose ‘stonature’ (che solo i pochi ben formati nella dottrina della Chiesa avvertono) solitamente tutti rimangono ad ascoltare fiduciosi, e rassicurati dalla presenza del parroco che fa da garante e dà sicurezza che si tratti pur sempre d’una proposta Cattolica.

Don Sergio non dice
quale "Cammino"
portano i "catechisti"...
Come avviene in tutte le Sette, al momento opportuno fanno scoppiare quella che gli psicologi chiamano la Love Bomb’ (la bomba d'amore), creando artificialmente un momento di raccoglimento gioioso che dia l’impressione d’una situazione d’amicizia, di concordia e d’amore. Tale situazione (spesso preparata con l’aiuto di digiuni mirati, seguiti dall’assunzione di dolci e di vino) crea un’atmosfera che vorrebbe essere la prova concreta che si tratti d’un gruppo privilegiato da Dio. Si tratta, invece, d’una tecnica di ‘uncinamento’ per agganciare e trattenere il neofito.

Chi frequenta il CN, nel corso degli anni si rende conto della potenza persuasiva dei capi e di come tra di loro, la concezione della famiglia sia ben diversa da quella classica cristiana. Nel Movimento si realizza un’unica grande famiglia di 40/50 persone che vengono guidate da un capofamiglia: il Catechista. La progettualità di coppia scompare. Al suo posto subentra quella che viene ispirata direttamente dal fondatore, Kiko Argüello!

Anche chi si sforza di conservare la sua autonomia di giudizio, si rende conto che i capi monopolizzano totalmente la vita privata delle singole persone attraverso gli impegni di gruppo (sempre più frequenti), con l’aumento naturale delle amicizie tra i membri del gruppo e col controllo psicologico esercitato attraverso le‘Confessioni pubbliche’, le ‘Risonanze’ e i cosiddetti "Giri di esperienze". In questi tre momenti si è forzati a raccontare (anche nei particolari più intimi) tutti i segreti della propria vita e i peccati commessi nel passato. Questi segreti intimi devono essere esternati davanti a tutta la Comunità per diventare, così, come una spada di Dàmocle che impedirà loro, per sempre, di lasciare il gruppo stesso.

"Annuncio" NC...
...ma non dicono chi sono!
I Capi delle Comunità e soprattutto il Catechista responsabile di tutte le Comunità della Parrocchia, vogliono conoscere, anche nei dettagli più scabrosi, tutti i particolari delle problematiche individuali, in modo da avere ‘in pugno’ la psiche del malcapitato, sostituendosi, di fatto, al confessore o al padre spirituale. Tutto ciò avviene senza che vi sia l’obbligo del segreto confessionale, perché non sono sacerdoti, ma semplici laici. Convincono le persone che la loro organizzazione è perfetta ed ispirata direttamente da Dio. Pertanto chi si permettesse anche solo minimamente di criticare i loro metodi, viene considerato un ‘Demonio’ o un ‘Faraone’ e quando qualcuno (anche sacerdote o Vescovo) muove obiezioni all’Organizzazione, ogni singolo membro deve trattarlo come un nemico personale.

Sin dai primi incontri, preannunciano misteriosi pericoli, ammonendo che:
  • che devono guardarsi da chiunque voglia dir loro cose diverse da quelle che i ‘Responsabili’ insegnano;
  • che nella stessa Chiesa cattolica ci sono molti che li "odiano" perché loro sono "i veri" e autentici scopritori del cristianesimo dei primi secoli;
  • che molti in futuro sentiranno il desiderio d’abbandonare quella esperienza, ma "mai nessuno avrà convenienza a farlo", perché "fuori del Cammino non può esserci che perdizione ed infelicità".
Alcuni prendono il coraggio a due mani e fuggono da questa esperienza, ma molto spesso si "pentono d’essersi pentiti" perché non hanno più la capacità di vivere una vita autonoma.

Orte, 2008: Kiko si vuole incontrare con te...
...i neocatecumenali non dicono chi sono!
Approfittando delle reali difficoltà che al giorno d’oggi si presentano nel fare e mantenere le amicizie, costringono i neofiti a frequentarsi solo tra loro e li coinvolgono in incontri sempre più numerosi, in modo che per anni non abbiano altre vere amicizie esterne. Fanno credere che questa esperienza è l’unica cosa al mondo che abbia importanza, e pian piano inducono gli adepti a non provare più interesse per la cultura, per l’arte, per lo sport, per la politica, ecc. Tutto diventa secondario!

Fin dall’inizio, i "capi responsabili" insinuano nei neofiti il sospetto che i cattolici che vanno alle ‘Messe normali’ siano cristiani di serie B, e lo affermano chiaramente chiamandoli "cristiani della domenica".

Invitano a liberarsi degli affetti, fino a convincere che anche le persone più care, se non si riesce a trascinarle in ComunitàÈ MEGLIO PERDERLE!

54 commenti:

Lino ha detto...

Giorni fa, per prepararmi a un dibattito nel quale - sono tra i pochi a pensarla così - propongo la tesi che il simbolismo del più noto e visitato monumento barocco napoletano tutto è tranne che massonico, ho riletto "Storia della Massoneria in Italia" di Carlo Francovich. Questi è uno storico (non massone) della Massoneria. Più che una storia della Massoneria, è una storia delle sette segrete del '700, giacché una cosa deve essere chiara: non esiste una Massoneria, sono esistite mille Massonerie che hanno propagandato le iniziazioni più varie (cattolicesimo giacobita, cristianesimo esoterico, teismo, deismo, razionalismo, templarismo, rosacrocianesimo, alchimia, spiritualismo e spiritismo, magia ai limiti del satanismo).
Non esistono, quindi, contenuti massonici comuni, a parte poche categorie morali. Perciò le "obbedienze" sono state tanto numerose e ancora oggi si frammentano in continuazione. Massonico è il metodo: silenzio e segreto, separazione degli adepti dai "profani", gradualismo negli insegnamenti, esclusione degli indegni, tappe di perfezionamento, invenzione e adozione sincretica di riti e simbolismi tratti da religioni e miti vari, simboli del Grado in cui "si lavora" raffigurati nei quadri di loggia, mutuo soccorso tra gli adepti quasi sempre finalizzato al carrierismo sociale o politico.

...segue

Lino ha detto...

...segue
Dal punto di vista del metodo, quindi, indipendentemente dai contenuti veicolati, è incontestabile che il Cammino neocatecumenale sia massone nel metodo.
Nello studio di Francovich ho trovato una chicca, molto interessante per chi è stato sottoposto agli scrutini. Presso gli "Illuminati di Baviera" venivano somministrati dei questionari con domande finalizzate a far convergere l'attenzione degli esaminandi sulle questioni d'interesse degli "illuminati", con le domande formulate in modo da suggerire la risposta nel modo voluto, una sorta di plagio psicologico!
Ah, questi catechisti NC illuminati! :-)

La verità vi farà liberi. ha detto...

Oggi pranzo in famiglia e con degli amici (nei prossimi giorni vi dico i dettagli), alle 16.00 arriva una famiglia NC al completo (2+5) con un passato da itineranti. Esordio del capofamiglia appena sulla porta: "gioite fratelli, oggi il Signore si è fermato in questa casa".

Metto insieme tutto quanto e faccio un post completo ;)

La verità vi farà liberi. ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Maurizio ha detto...

Carissimo Lino, tu sai che io ho portato nella evangelizzazione della mia Diocesi ed in quella vicina alla nostra, con altri Fratelli della mia Comunità almeno una trentina di cicli di Catechesi propedeutiche al Cammino. Inoltre ho partecipato a un numero indefinito di "Passaggi" con quelle domandine che tu, ferrato evidentemente piu' di me sulla materia, accomuni a quelle della iniziazione degli Illuminati di Baviera. Adesso dopo tanti anni non partecipo piu' alle riunioni del Cammino perchè dalle sue origini, io ho iniziato a 19 anni nel '73, ho percepito che dopo tanti anni e formazione di gruppi di Catechisti che mai hanno avuto in contatto diretto con Kiko, non esiste piu' quello Spirito iniziale che mi ha salvato per opera di Cristo, da situazioni personali che mi impedivano di vivere una vita normale, serena, ma che addirittura mi costringevano a letto, a fare nulla in uno stato di angoscia totale All'inizio la Parola di Dio letta nei gruppi nelle case mi si è rivelata una vera Fonte di acqua dissetante. E' stato un vero periodo di "fidanzamento" della mia anima con la Parola di Dio. Quando ho cominciato con un gruppo di fratelli a portare le catechesi, ho visto molte persone liberate realmente dalle loro schiavitu' spirituali Io sulla mia parola ti posso dire che MAI, in nessun caso, le persone sono state indotte a dire in pubblico i loro peccati, MAI. Qualche volta spontaneamente qualcuno, evidentemente spinto a parlare di se, per un possibile senso di liberazione ha cominciato a dire di se cose da confessionale, ma siamo stati bene attenti a bloccare manifestazioni di questo tipo, assolutamente fuori luogo. Tu dici metodi massonici: confesso la mia ignoranza, ma non conosco altro che per sentito dire, le pratiche di iniziazione massoniche. Io solo una cosa posso dirti, cosa certa e sicura che ho visto realizzarsi nelle persone e nel mio spirito. L'UNICA COSA ESSENZIALE che mi è rimasta nel cuore: che la Salvezza viene per OGNI PERSONA, dalla sua CROCE. L'UNICO INTENTO E IL VERO OBIETTIVO DEL CAMMINO E' RENDERE COSCIENTE LA PERSONA DI AVERE UNA CROCE CHE DIO HA SCELTO PER LUI. QUESTA CRICE CHE UNO PUò AVER SEMPRE MALEDETTO E CONSIDERATA UN OBBROBRIO DAL QUALE FUGGIRE è INVECE LA PIETRA ANGOLARE DELLA VITA DI OGNUNO. SU DI ESSA IL FEDELE PUò VEDERE IL PIANO DI SALVEZZA CHE DIO HA PREPARATO PER LUI E DA STRUMENTO DI LIMITE E DI MORTE TRASFORMARSI IN UNA CROCE GLORIOSA CHE FA SCOPRIRE IL PIANO DI AMORE CON IL QUALE CRISTO DIO HA VOLUTO PER NOI, PERCHè POTESSIMO PASSARE DAL MALEDIRE LA CROCE A BACIARLA, AVENDO TROVATO IN ESSA LA SALVEZZA E LA VITA ETERNA CHE SOLO LO SPIRITO DI CRISTO RISORTO PUò DARE. TUTTO IL RESTO è UN COROLLARIO. TOGLIETE IL PANE AZZIMO E DATECI LE OSTIE, ELIMINATE I DIPINTI DI KIKO CHE NON VI PIACCIONO, MA QUESTO NON TOGLIRTRCI, PER AMORE DEL SANTO SACRIFICIO CHE CRISTO HA CONSUMATO SULLA CROCE: NON ALLONTANATECI DALLA NOSTRA CROCE, DALL'AMARLA E CONSIDERARLA LA NOSTRA UNICA SALVEZZA NEL SIGNORE, LA PANACEA CHE COPRE TUTTI I NOSTRI PECCATI CON LA GRAZIA DELLA RESURREZIONE E DEL PERDONO VERSO TUTTI, IN PROMIS VERSO I NOSTRI NEMICI.

Ruben ha detto...

Esordio del capofamiglia appena sulla porta: "gioite fratelli, oggi il Signore si è fermato in questa casa".
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Ne più e ne meno,come i Testimoni di Jeova.

Mule ha detto...

Caro Maurizio

I peccati si chiedono durante gli scrutini: ti facio alcuni esempi di ciò che viene chiesto di fronte a 40/50 persone (i fratelli...ma anche qualcuno di altre comunita)
- paghi la decima?
- sei aperto alla vita?
- paghi le tasse?

Oltre a questo c'è l'esempio mitico da ricordare della comunità a Paolmera Altas quando i peccati se li dicevano in faccia. Questa attitudine a dire tutto di fronte agli atri anche trattandosi male (es.: le convivenze) è non comandata ma portata come esempio del buon catecumeno. Se non ti apri durante le convivenze ... che catecumeno sei

Ultima osservazione su "dateci le ostie etc..." Su questo punto sono d'accordo ma il fatto è che niente si cambia nel cammino. E' tutto bloccato. NOn verrà mai fatto.
Io ti capisco perché anche io ho iniziato a 15 anni il cammino e l'ho pure finito. Ma proprio alla fine mi sono reso conto che il carisma che ha attirato ed attira tanti: ovvero ritrovarsi con persone per pregare ed aiutarsi, è l'unico elemento che viene lasciato un pò morire. Mentre catechisti e struttura del cammino (anche quella che nessuno ammette dei potenti appoggi...) sono molto attivi nell'indirizzarti il + pox su pagare 10e, rispettare strettamente la liturgia come viene fatta nel cammino, "vagliarti" ai passaggi,

Un commentino su "rendere coscenti della propria croce". Io ritengo questo una delle presunzioni +gravi del cammino. Questa "forzatura" fà si che molti si scervellino a trovare la croce quando non l'anno. Il tempo gliela darà. E ti porto il mio esempio. Quando entrai nel cammino a 15 anni non avevo la croce. Ma dopo due/tre anni con il 1 pasasaggio e poi lo shema..o la trovi o non passi! Allora (sinceramente credimi) alla fine ho trovato una cosa che mi faceva soffrire e l'ho chiamata "croce". E da li mi ci sono fissato cominciando a sentir pesare questa "croce". E questo ha portato ad alcune decisoni nella mia vita che non sto a dire. POi adesso ho la croce, che brucia, adesso penso di sapere cos'è la croce. Perché è il Signore che permette di avere delle croci ed è la vita che te le fa sentire.
"voler far prendere coscenza" indica una studiata prassi per incidere nel foro interno delle persone e questo volere "far conoscere" a qualcuno forzandolo il suo stato mi sa tanto di serpente della genesi.

Ruben ha detto...

@Maurizio
"L'UNICA COSA ESSENZIALE che mi è rimasta nel cuore: che la Salvezza viene per OGNI PERSONA, dalla sua CROCE. L'UNICO INTENTO E IL VERO OBIETTIVO DEL CAMMINO E' RENDERE COSCIENTE LA PERSONA DI AVERE UNA CROCE CHE DIO HA SCELTO PER LUI."
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No Maurizio,no.
Questa è predestinazione di tipo protestante; noi siamo Cattolici, abbiamo il libero arbitrio e Dio non manda Croci.
Ovvero, se vengo colpito da una malattia,anche molto grave, rientra nell'ordine naturale delle cose o forse non ho fatto sufficiente prevenzione(libero arbitrio).
Se finisco sotto una macchina,pur avendo prestato la massima attenzione,rientra nell'imponderabile,se perdo il lavoro, forse; se ho un dissesto finanziario, sono stato abbastanza prudente per evitarlo?
Dio non manda ne disgrazie, ne Croci e chi crede in questo, si nasconde dietro la propria debolezza, "incolpando" Nostro Signore, che è per definizione stessa Bontà Infinità.
L'unica cosa che Dio può fare, quando questi incresciosi fatti nella nostra vita accadono,è aiutarci,e vi assicuro che lo fa,ad affrontarli ed a superarli, nel migliore dei modi!

Anonimo ha detto...

mi sembra, caro Lino, che fai almeno due errori, su cui mi interesserebbe sapere la tua opinione:

1) dare per assunto che realta' che mostrino analogie formali condividano la stessa sostanza o natura. non e' cosi' - semmai vale la pena di indagare se il percorso a tappe l'hanno inventato i massoni o non piuttosto la chiesa per i primi catecumeni, o qualcun altro prima di loro

2) descrivere le tappe del cammino come "di perfezionamento" e' davvero risibile. nella promessa iniziale come nella sostanza che segue, il cammino e' certamente di discesa nella consapevolezza di essere poveracci che non possono fare niente senza Dio, non un cammino di miglioramento o di perfezionamento o di acculturazione. certo, qualcuno all'inizio pensa di essere migliore degli altri, soprattutto di quelli fuori, ma piu' si va avanti piu' passa...

Roberto

Anonimo ha detto...

ciao Ruben, ho bisogno che mi chiariste questo discorso sulla croce, anche perchè in cammino i catechisti dicevano sempre che la croce era l'unico modo che Dio aveva per farmi convertire, per esempio uno che tutta la vita ha vissuto lontano da Dio, gli viene un cancro e la malattia, la sofferenza, la croce lo fa aggrappare a Dio... chiaritemi sta situazione per piacere, non ci sto a capire più nulla!

Ruben ha detto...

@ Anonimo ha detto...
ciao Ruben, ho bisogno che mi chiariste questo discorso sulla croce
---
Caro anonimo,
ho solo fatto un piccolo intervento in merito; vedrai che Tripudio e persone più esperte di me, lo faranno in modo più esauriente.

FDF ha detto...

@Anonimo 15:22

C'è una differenza sottile ma fondamentale tra dire che Dio può servirsi della malattia, della sofferenza e della morte per convertire un cuore e per condurci alla Salvezza, e dire invece (come nel cammino fanno i fondamentalisti) che Dio si serve della croce, della sofferenza al fine di convertirti. Da una parte c'è la possibilità dall'altra la certezza, non so se è chiaro come l'ho detto.

Poi c'è da considerare l'esistenza del male, che è un mistero, e che Dio non impedisce, non perché Egli non sia onnipotente, ma perché la nostra libertà (compresa quella di Adamo che ci ha consegnato alla nostra condizione decaduta) è più preziosa di ogni altra cosa ed Egli la rispetta pienamente.

Premesse queste due basi fondamentali, invece che annoiare con le mie parole ti suggerisco il Catechismo della Chiesa Cattolica al n. 1500-1501-1502 e al n. 272-273-274 per il resto lascio la parola a chi è ben più preparato di me (a proposito ti consiglio la Salvifici doloris, molto illuminante)

Michela ha detto...

2) descrivere le tappe del cammino come "di perfezionamento" e' davvero risibile. nella promessa iniziale come nella sostanza che segue, il cammino e' certamente di discesa nella consapevolezza di essere poveracci che non possono fare niente senza Dio, non un cammino di miglioramento o di perfezionamento o di acculturazione. certo, qualcuno all'inizio pensa di essere migliore degli altri, soprattutto di quelli fuori, ma piu' si va avanti piu' passa...

Roberto


sai che questo non è vero per due motivi
1. se fosse come dici tu le comunità sarebbero dei gruppi aperti a chi vuole partecipare anche se non avesse fatto tutti passaggi.

2. per stabilire chi è adatto a partecipare alla vita della comunità è necessario passare al vaglio di uno scrutinio che verifichi il livello di 'kenosi'. quindi si rientra a livello non solo formale, ma di sostanza in un percorso iniziatico, sconosciuto nella pratica della Chiesa, anche dei primi secoli.

Michela ha detto...

A Maurizio vorrei dire che la catechesi sulla croce è sbagliata a livello antropologico perchè è funzionale a mantenere le persone in uno stato di sudditanza psicologica, e a svilupparne il senso di colpa.
E spinge le persone a vedere il male ovunque, anche dove non c'è (pensa alla catechesi in cui si dice che il nemico è in famiglia e bisogna accettarlo come una croce)

Ma è terribile sopratutto dal punto di vista cristologico: se IO devo salire sulla croce, allora cosa accade di Gesù Cristo?
Dopo averlo tolto dalla liturgia eucaristica, lo togliete anche dalla croce, su cui dovrei salire io o la comunità.
Del resto Cristo è Kiko stesso, visto che si autodipinge come Cristo e si dichiara portatore del Messia.

PERCHè POTESSIMO PASSARE DAL MALEDIRE LA CROCE A BACIARLA, AVENDO TROVATO IN ESSA LA SALVEZZA E LA VITA ETERNA CHE SOLO LO SPIRITO DI CRISTO RISORTO PUò DARE

Quanti danni ha fatto questa frase!
Ho meditato molto sulla croce, ma con la mia vita, con le mie lacrime, e per fortuna!, ho rifiutato le banalità di questa frase che ti fa credere di poter comprendere la croce, di trovargli un significato comprensibile.
io preferisco restare con Giobbe, che non trova significati nella croce, a cui Dio chiede di non credere a spiegazioni troppo semplici, ma di lodare la bellezza della creazione: nel cammino non ho mai potuto fare l'esperienza della bellezza dolorosa della vita.

Mi dispiace per tanti che sono rimasti aggrappati ad una croce che si sono creati loro, invece di cercare la guarigione sia fisica che spirituale.

Sebastian ha detto...

Questo punto è davvero cruciale, se mi passate il gioco di parole.
Infatti sulla croce insistono fin dal primo giorno di catechesi, imprimendo una forte visione esistenziale su tutto il percorso NC, che si riflette in modo molto concreto sulla vita delle persone. Motivo per cui chi dal CN viene a scoprire la verità (cioè che ciò che insegna la Chiesa sulla croce e sul male e l'opposto di ciò che insegnano i catechisti) rimane del tutto spiazzato e incredulo, come l'anonimo delle 15:22, nonché il sottoscritto a suo tempo. E' questo forse uno dei fatti più difficili da accettare. E quanto sia radicato questo pensiero ce lo dimostra l'ex-catechista pluri-ventennale Maurizio.

All'inizio questo insegnamento può anche sembrare positivo: non devo scappare dalla sofferenza, perché è proprio (cioè solo) lì che incontro Dio. Allora poiché tutti hanno sofferenze più o meno grandi, scoprire che il male è sicuramente fonte di bene può dare una carica per affrontarlo. Tuttavia, poiché ciò è solo parzialmente vero, ben presto vengono i dolori. Infatti non è possibile amare un dio così cinico da avere bisogno di mandare il male ai propri figli per convertirli.

Altra conseguenza: se la sofferenza è voluta da Dio, allora è non solo inutile, ma anche sbagliato combatterla. La Chiesa ha sempre ripudiato questa visione delle cose, e grazie a ciò ha insegnato all'umanità a combattere il male, e a difendere i sofferenti.

Comunque ne abbiamo già parlato in thread passati, e sicuramente Tripudio avrà la pazienza di linkarti la relativa pagina.

FDF ha detto...

Concordo con Michela, quell'insegnamento astruso secondo cui è Dio stesso che ti affibbia una croce pensata per te, ti impedisce di guarirne, quando possibile, e si confondono facilmente le "croci" con le conseguenze dei propri peccati (se un figlio ti si rivolta contro, è una croce o forse sei stato un pessimo genitore? Se tua moglie ti lascia, è una croce o forse sei un pessimo marito?)

Sebastian ha detto...

Ancora ad anonimo 15:22

E' giusto e salutare trovare sostegno in Dio nella sofferenza. Chi più di lui può comprenderla?
Lui ha anche detto di prendere la propria croce e di seguirlo. Ma ciò non significa che la croce ce la mandi Dio stesso apposta per convertirci! La sofferenza è nel mondo, e questo è un grande mistero nonché un dato di fatto, ma in ultima analisi tutto ciò che è male è da ricondurre al Maligno. Dio nella sua infinita Misericordia e Provvidenza, è in grado di servirsi anche del male per compiere del bene, ma ciò non significa che questo sia il modo preferenziale o, peggio, l'unico modo con cui Dio può operare! Altrimenti sarebbe un dio non proprio onnipotente, oltreché cinico!

Questa visione cupa dell'esistenza porta i NC a disconoscere tutti gli altri veicoli dell'agire di Dio: la bellezza, la bontà, l'armonia.

Guardate, questo è proprio il punto che mi ha fatto svoltare quando ho deciso di lasciare il CN.
Una volta ad uno di quelli che definivo un "cristiano della domenica" feci un discorso molto simile a quello di Maurizio: cioè io affermavo che una certa persona doveva ringraziare Dio per aver avuto una croce, nella quale aveva avuto un incontro col Signore e si era convertita. Costui mi ha candidamente risposto: "Forse che Dio che è onnipotente volendolo non avrebbe potuto convertire questa persona al di fuori di quella sofferenza?".

Lino ha detto...

@ Roberto
Sul secondo punto, caro Roberto, ti ha risposto Michela. Ma tu sai bene che così è, in ogni aspetto. Non confondere il gradualismo degli studi con il gradualismo delle rivelazioni. Il primo è facoltativo e si può aggirare, il secondo forzato. Io superai l'esame di Scienza delle Costruzioni senza aver sostenuto quello di Meccanica razionale: nessuno me lo impedì.

Sul primo punto, non mi hai letto attentamente: ho scritto che le stesse tradizioni massoniche non condividono la stessa sostanza. Un metodo, però, per tua conoscenza, non è banale formalismo: un metodo è parte integrante del processo formativo - è un mio mestiere, da venticinque anni. Addirittura il metodo è caratterizzante.

Alla domanda su chi lo abbia inventato, rispondo: delle iniziazioni nel cristianesimo primitivo si conosce poco, certamente non duravano decine di anni. Per quanto posso osservare io, San Paolo le sue catechesi le faceva in pubblico, nell'Areopago addirittura.

Nemmeno duravano decine di anni le iniziazioni misteriche pagane. In questo, l'analogia tra massoneria (tappe inventate sopra tappe inventate) e Cammino NC è assoluta.

Magari potremmo continuare con le analogie sui simbolismi sincretici. E sulla passione per i numeri e per i fratelli potenti: a leggere la propaganda massonica, nella storia quasi tutte le persone di prestigio hanno appoggiato la massoneria o sono stati massoni. Così come oggi il Cammino riferisce che i Papi sono sempre e comunque dalla sua parte, così la Massoneria nel Settecento addirittura rivendicava l'appoggio se non l'affiliazione di qualche Papa. Si racconta che una bolla di scomunica (non ricordo se quella di Clemente V o di Benedetto XIV, credo il primo) fu emessa anche per stroncare queste dicerie.

Anonimo ha detto...


Direi che ciò che è accomunante con la Massoneria è certo impianto simbolico prettamente giudaico

Ioannis

Anonimo ha detto...

Le analogia tra il CNC e la Massoneria sono davvero tante anche se la differenza fondamentale tra le due realtà è che la Massoneria ha rilevanza esterna, cioè i suoi adepti gestiscono affari e ricoprono cariche che vanno al di fuori del loro movimento mentre il cammino ha rilevanza solo interna, cioè i suoi adepti possono ambire solo a ricoprire cariche interne al cammino; detto questo si evince che se c'è una macchinazione maligna in chi ha inventato il cammino il suo scopo era solo quello di rastrellare soldi tra i propri adepti con la scusa della conversione religiosa (che a detta dei catecumenali più" anziani" sappiamo che non avviene)

Il consigliere

by Tripudio ha detto...

Su questo blog ne abbiamo parlato in tante occasioni (per esempio smentendo la ridicolaggine neocatecumenale secondo cui «il Signore ti manda le disgrazie»: è che è, un Dio sadico e cattivo?)

Il fatto è che Kiko gioca con le parole e fa danni enormi.

Ognuno di noi ha sicuramente le sue croci, certo.

Ma attenzione. Col termine "croce" si possono dire tante, tante cose diverse...

L'errore di Kiko, parlando delle "croci" di ognuno, è quello di mettere sullo stesso piano i guai della vita quotidiana e i problemi della vita interiore, che sono due ambiti diversissimi.

Se uno dice "la mia croce è mia suocera", oppure "il mio lavoro", sta parlando di un problema della vita quotidiana esterno (del "foro esterno": tutti sanno che ha un lavoro precario e un principale intrattabile, tutti sanno che la suocera è una belva).

Se invece uno dice "la mia croce è questo vizio", sta parlando di un problema interiore (cioè del foro interno).

Orbene, nella foga di far "abbracciare la croce" ai suoi adepti, Kiko fa tutto un calderone: la vita interiore, la vita quotidiana, foro interno, foro esterno... Si tratta insomma di una pericolosissima "spettacolarizzazione" delle difficoltà dei singoli che produce -purtroppo- i ben noti tristi risultati.

Anzitutto non c'è bisogno di mettere le proprie "croci" al centro esatto della propria spiritualità: il centro esatto è la misericordia di Dio, non il nostro limite. Giuda Iscariota, cosciente della sua "croce", finì per abbracciarla talmente da... ammazzarsi.

Quanto al foro interno: riguarda solo sé stessi e il proprio confessore. Anche perché un vizio si può anche perdere (dicevano i Padri del deserto: se riesci a perdere un vizio all'anno, sei sulla buona strada), così come una malattia può anche guarire... ma le dicerie dei fratelli di comunità (che non sono vincolate né dal segreto né dalla scomunica) non guariranno mai.

Purtroppo oggi si fa un gran parlare della misericordia di Dio senza mai precisare che quella misericordia va domandata attraverso gli strumenti stessi che Dio ha stabilito (cioè i sacramenti: confessione e unzione), non attraverso la mediazione di cosiddetti "catechisti" e della comunità.

Lino ha detto...

@ Ioannis
Sì, c'è un certo impianto simbolico giudaico. Innestato, però, su un simbolismo cristiano oltre quello che fa la massoneria. Con sequenze innumerevoli di riti propri inventati (compreso quello della preparazione del pane, per esempio) ma questo anche è tipico della Massoneria che partì soltanto da tre gradi per aggiungerne a iosa.
Manca un elemento fondante della tradizione massonica, il mito/rito di Hiram. Questo è sostituito, nella prima catechesi, dal rapporto luce/tenebre del fango sul cieco nato inteso come peccato e dalla discesa nella Miqwa dove giace il cadavere che risorge.

Gli accenni alla cabala sono minimi, perlomeno nelle catechesi note. Sono presenti in alcune interviste di Gennarini.

I riferimenti massonici più inquietanti sono in questa icona:
"saluti massonici"
Braccia a squadra, cerchio (compasso) sulla mano sinistra, mano sotto il mento e - soprattutto - "l'occhio che vede tutto", l'occhio nel cuore, di Guénon.

by Tripudio ha detto...

Quello di Roberto delle 14:45 di ieri è uno dei classici stratagemmi neocatecumenali: insinuare dubbi ogni volta che la realtà non dà ragione al Cammino.

Alla base del suo stratagemma c'è la confusione kikiana tra percorso di preparazione e percorso iniziatico.

Roberto sicuramente considera il corso di inglese come un percorso iniziatico: infatti non puoi ascoltare la settima lezione se non hai ancora ascoltato la prima.

Solo che il corso di lingua inglese non ha segreti, può essere fatto in tanti modi diversi, e poi un insegnante di inglese non può trasmetterti una lingua inventandosi "nuovi significati".

Kiko è come un insegnante di un "inglese" personalizzato a propria immagine e somiglianza, in cui home significa pastasciutta al ragù e week-end significa lode a Kiko.

Ma questo non ve lo dice, per paura che scopriate che il suo corso gratuito improvvisamente diventa esigentissimo (oltre che costosissimo) e finalizzato solo ad apprendere un cumulo di arcane stupidaggini.


Quanto al termine "perfezionamento", è stato usato in venti secoli di spiritualità cattolica dai santi e dai Pontefici - per esempio, cerco con Google e ne pesco una a caso: Benedetto XVI, nel 2012, diceva che i singoli sono chiamati al «perfezionamento morale e spirituale».

Roberto ci dice che dato che siamo peccatori allora il Cammino non serve né a migliorare, né a perfezionarsi, né ad acculturarsi.

Cioè non serve a niente.

Non serve né a un perfezionamento morale ("migliorare"), né ad un perfezionamento spirituale ("perfezionarsi"), né a conoscere l'insegnamento della Chiesa (che Roberto disprezza come un "acculturarsi").

Il Cammino non serve a niente - ce lo conferma Roberto - ma in compenso è pesantissimo (in termini spirituali, sociali e perfino economici).

Dunque non è solo inutile: è perfino dannoso.

E non venite a dirmi che ha uno Statuto, visto che i neocatecumenali sono i primi a non rispettarlo (con la patetica pagliacciata della "comunione seduti") e che lo Statuto non significa essere autorizzati a mettere da parte a Tradizione e il Magistero.

Lino ha detto...

@ Il consigliere
"...il suo scopo era solo quello di rastrellare soldi tra i propri adepti"
Beh, se è per questo, tra gli inventori del sistema massonico detto della Stretta Osservanza, la quale intendeva ricollegare la Massoneria ai Cavalieri Templari sull'onda di quando aveva riferito Ramsay, ci furono fior fiori di imbroglioni che promettevano, in cambio di ricche sovvenzioni elargite dagli adepti, la rivelazione di segreti attinti del tempio di Salomone e da conoscenze cabalistiche superiori.
Uno di questi fu un pastore protestante di nome P. S. Rosa.
La massoneria esoterica, cabalistica e occultista del '700 abbondò di truffatori. Questa è storia.

Lino ha detto...

@ Tripudio
Roberto ci sta informando che la tappa finale del Cammino si chiama "tappa dello sprofondamento" e non "dell'elezione" e che alla fine, finalmente, riescono a indossare una veste insozzata studiando un discorso del burrone.

Certo, nello Statuto del Cammino la veste bianca viene segnalata come segno della "riscoperta battesimale" (quattro o cinque lustri o più, per riscoprire il Battesimo, praticamente più del tempo necessario a un massone per diventare "sublime principe del real segreto").

Tu, caro Roberto, queste cose le devi riferire a chi non conosce la potenza del simbolo, non a me che ho tenuto seminari in corsi di perfezionamento post laura a Lettere e Filosofia sul tema e pubblicato libri e saggi sulla materia.

La tappa è una tappa di elezione, s'indossano le vesti bianche, si celebrano i sermoni della montagna. La montagna è simbolo di elevazione, non di discesa, lo sai? E i simboli, ben oltre le spiegazioni che sono date, sono evocativi, hanno un potere psicologico impressionante (nel senso che impressiona).

Hai capito, Roberto, il nome della tappa, il colore delle vesti indossate, la montagna, dopo decenni di catechesi segretate ai profani?

Questo è una tappa per eletti inventata dalla gnosi di un laico, riferisce il simbolismo. Chiunque sia a celebrare il rito, fosse pure un Papa, comunque si cerchi di occultarlo sotto la riscoperta del Battesimo.

Anonimo ha detto...

Quanto detto da Lino al commento delle 11.18 lascia intendere una sola cosa: chi ha progettato il cammino doveva per forza conoscere come era organizzata la Massoneria poiché credo che sia impossibile reinventare due volte la stessa cosa, specie quando si tratta di movimenti così complessi, altro che ispirazione dalla Vergine Maria...

Il consigliere

Anonimo ha detto...

@Lino

Vi sono eccome i riferimenti qabballistici: basti pensare al rito della merkavah...

Ioannis

Lino ha detto...

@ Ioannis
Sì, hai ragione. Il carro di fuoco di Ezechiele 1, però, comunque rientra nel simbolismo veterotestamentario al quale attingono a piene mani. Non conosco il rito che fanno nel Cammino né so se hanno un rito della merkavah. Dagli Orientamenti alle equipe di catechisti che conosco bene, invece, mi sono sembrate semplici citazioni per gonzi, nel senso che non ho rilevato espressioni da misticismo Merkavah. Non escludo, però, che nel Cammino esistano tappe superiori.

Anonimo ha detto...

Nelle convivenze regionali a cui partecipavo c'era il supremo capo catechista spagnolo che parlava itagnolo e che,prima delle fatidiche chiamate ci spigava il significato del carro di fuoco e lui da ispirato iniziava il rito delle alzate dicendo:
"Jà siento la Merkavah che verrà a rapire alcuni di voi giovani................"

Quando tornavamo nelle nostre comunità, i nostri catechisti ci ossessionavano anche loro con le loro premonizioni........
anche loro nelle nostre convivenze da ispirati dicevano :

"Già sento la Merkavah........"

Vedi caro Lino ci vuole ben poco per poter appartenere a questo tipo di misticismo,

basta ripetere a pappagallo


ODG

Anonimo ha detto...

@Lino
Be' pure la Massoneria ha elementi cristiani... aprono la Bibbia sul prologo di S. Giovanni all'inizio dei lavori in Loggia, gli elementi giudaici sono successivi, cominciano ad essere rilevati dopo la distruzione dell'Ordine del Tempio. Ma nella Bibbia stessa è detto a proposito dell'edificazione del Tempio che i costruttori non erano del popolo ebraico.
Le corporazioni dei costruttori medievali erano perfettamente integrate nel contesto Cristiano
mi sovviene sempre difatti la raffigurazione del Cristo Verbo/Architetto.
Il probelama sorge sia nella Massoneria che nel CN, quando il simbolismo è palesemente "rovesciato" il cui esempio eclatante è quell' icona (un eufemismo chiamarla così) con il Cristo senza occhi e che benedice con la mano sinistra (in realtà ciò è una maledizione in quanto simbolicamente la Sinistra ha un significato ben preciso).
Un altro apsetto inquietante, che potrebbe essere relazionato a certa Massoneria deviata e luciferina se non proprio satanica è la profanazione dell'altare e del sacramento (balletti dionisiaci, la profanazione dei frammmenti etc.)

Ioannis

Lino ha detto...

@ ODG
"Jà siento la Merkavah che verrà a rapire alcuni di voi giovani..."
Infatti, ODG. E' una di quelle che io definivo citazioni per gonzi. Il misticismo della Merkavah è una delle elaborazioni mistiche più complesse, al punto tale che nemmeno è chiaro il suo collegamento con la mitologia gnostica e la sua ortodossia con il giudaismo rabbinico. Intendo il rapporto tra "Trono"-Merkavah con l'universo Pleroma-eoni-arconti, per esempio. Qui io ci starei attento: così come ho scritto che il metodo del Cammino è paramassonico ed è complesso nelle sue tappe, così sostengo che i contenuti sono invece banali, superficiali, irricevibili ed errati anche dal punto di vista del symbolarium, che stravolge lo stesso simbolismo ebraico. Come la storia del fango/peccato sul cieco nato, per esempio.

Ripeto: non so, naturalmente, se il tema è affrontato più seriamente in una tappa superiore per gli eletti prescelti. Non mi meraviglierei, considerato il metodo.

Anonimo ha detto...

@Lino
Il ricollegamento e le varie influenze reciproche tra gnosticismo e ortodossia giudaica viene sostenuto mi pare proprio da Scholem.

In effetti il tutto sembra molto raffazzonato, decontestualizzato, quasi dilettantesco ma non è detto che a livelli più alti ci sia la coscienza invece di ciò che si fa e soprattutto visto il clima così pressapochista facile è far cadere il tutto nella desacralizzazione e poi nella profanazione vera e propria.
La mistica della Merkavah con la mistica che si è venuta ad affermare nel Cristianesimo non ha molto in comune. Oltre ad Ezechiele non bisogna scordarsi del profeta Elia come riferimento a questo tipo di ascesi la quale, per quel poco che ne so, utilizza come pure altri metodi qabbalistici vere e proprie evocazioni che dovrebbero essere di Angeli, ma si sa come è facile che vi si intrometta pure qualcosa d'altro, specie tra gli apprendisti stregoni.

Ioannis

Lino ha detto...

@Ioannis
Caro Ioannis, io concordo perfettamente con quello che dici sui simboli. Da quando partecipo a questo blog, per il Cammino utilizzo l'aggettivo "sincretico", come per la massoneria. Il sincretismo, però, anche è metodo, non è contenuto: ai simboli le due organizzazioni danno significati diversi. Se io riferissi la lettura del fango sul cieco nato secondo Kiko al mio "amico" _Carpeoro_ (già direttore della casa editrice massonica Acacia, lo definisco "amico" perché ci siamo scambiati pareri in materia di simbolismo, è persona colta, cortese e educatissima che addirittura mi spedì gratuitamente tre suoi libri dopo che avevo contestato una sua tesi in un mio minisaggio) ebbene, lui si farebbe un sacco di risate.

Sono, però, prudente nell'accusa di satanismo - anzi: la contesto - anche nelle situazioni che hai esposto, perché il satanismo presuppone la volontà luciferina della profanazione e il culto del Diavolo. Questi poveretti NC, seguendo un falso profeta, credono in un'eucarestia che senza comunità non esiste e cessa di esistere quando ha svolto il suo fine comunitario. Certo, ogni eresia è conseguenza di superbia e quindi ha nel demonio il suo ispiratore, ma il satanismo è culto di Satana, è un'altra cosa.
In tutta onestà, non assimilerei Jp o P.T. o Katartiko ad Aleister Crowley :-)

Non farmi diventare un difensore del Cammino, ti prego :-)

Anonimo ha detto...

@Lino
No io non accuso nessuno di satanismo, ma c'è da star attenti come esso serpeggi. Profanare metodicamente il Sacramento non è certo "sbadatezza" o "sincretismo", ovviamente poi nei poveracci che in buonafede partecipano e ballano attorno all'altare che è SACRO ed è parte integrante del Sacrificio.
Nemmeno chi ascolta i Beatles o i Led Zeppelin può essere accusato di satanismo ma volente o nolente viene messo a contatto con influenze poco salutari. L'inganno del diavolo, la tentazione vera e propria è quella di far passare il male per bene e senza una bussola o un faro che indichi la direzione sicura è facile perdersi o far naufragare la nave con l'intero equipaggio.

Ioannis

Lino ha detto...

I Beatles no, Ioannis, per favore, tienili a parte.

Io sono un (modesto) poeta allegorista, forse non lo sai. E, in questa allegoria, chiunque poté sognare Paul McCartney, c'è la Vergine Maria:
"When I find myself in times of trouble /Mother Mary comes to me/Speaking words of wisdom,/let it be/And in my hour of darkness /She is standing right in front of me /Speaking words of wisdom..."

"Dicendo parole di saggezza... lascia che sia... E quando la notte è cupa c'è/ancora una luce che risplende su di me".

Se non è intesa come visione (onirica) della Vergine Maria questa, allora non esiste visione allegorica.

Anonimo ha detto...

@Lino
La foto di A. Crowley sulla copertina di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club ha ben poco di mistico purtroppo. Che McCartney poi lo sia, lasciami almeno esprimere dei forti dubbi.
Seguiamo pure le orme dei Padri Teofori e che siano loro le guide dei nostri cuori: sulle visioni "oniriche" e la loro inconsistenza è meglio seguire i consigli di un S. Giovanni della Croce o di S. Giovanni Climaco: lasciar perdere.

Ioannis

Lino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

@Lino
Per quanto mi riguarda mi attengo a S. Giovanni Climaco:
"Invero questo sia per te il segno dell'inganno: gli angeli ci mostrano punizioni, condanne e separazioni e, quando ci svegliamo, essi ci rendono tremanti e tristi. Quando cominciamo a prestar fede ai demoni nei sogni, allora di conseguenza si fanno beffe di noi anche una volta svegli. Colui che presta fede ai sogni è una persona priva di valore; chi invece non vi presta fede, costui sì che è un filosofo. Presta fede solo a tutte le punizioni e le condanne che ti sono annunciate, ma se la disperazione ti turba, anche queste vengono dai demoni."

Gradino III - La Scala del Paradiso

P.S. Pure il tuo amico Kiko ha avuto "visioni oniriche" della Beata Vergine; motivo in più per andarci coi piedi di piombo.

Ma torniamo all'argomento: la Massoneria non è propriamente una setta. Una caratteristica di quest'ultima e presente pure nel CN è di riuscire a circuire le persone che hanno dei problemi, l'ho visto proprio con i miei occhi come c'era "affinità" tra le persone con problemi e ciò che all'inizio promette il CN. La Massoneria non ha di queste misere ambizioni, anzi. I catechisti sono di basso livello intellettuale come pure il resto della comunità, la Massoneria ha degli adepti di ben altra levatura (non sempre eh!, i carrieristi e gli opportunisti sono ovunque). Quello che lascia perplessi è come un impianto simbolico così misero e di basso livello, una dottrina raffazzonata alla carlona, un cammino pseudo-iniziatico senza alcun senso (riscoprire il Battesimo? Ma non vuol dire nulla!), una liturgia profana e profanatrice sia riuscito ad avere una diffusione così capillare senza grossi problemi, passare indenne a reperire fondi per costruire Domus, chiese, seminari etc. E' qui che affondano le radici oscure del CN.

Ioannis

Anonimo ha detto...

oddio, Lino... si narra pure che la Mother Mary, sia la cara Maria Juana, in realtà.

e visti gli arresti di pochi anni dopo dei coniugi mccartney, consiglierei di tenerli fuori da questo giro

P.

Lino ha detto...

Caro P., in questo c'è la differenza del nostro approccio all'arte: io critico l'opera, la singola opera, mai l'autore. E distinguo tra l'errore e l'errante. Ho qui scritto che "la Madonna del silenzio" di Kiko mi piace. "Visti gli arresti"? Che suggerisci, di bruciare i dipinti di Caravaggio in Santa Maria del Popolo e nei Musei Vaticani?

"Let it be" è uno dei brani più belli mai scritti e musicati, un brano immortale. E' un gospel, con un organo dolcissimo. Il testo evoca i topoi di salmi ebraici; nelle parole, oltre il titolo, è chiarissimo il riferimento alla Sapienza. "There will be an answer, let it be" è un verso di speranza.
Qualcuno ci legge un riferimento alla marijuana? Mi deve spiegare perché la marijuana si dovrebbe chiamare Madre Mary. E spiegarmi come riferire alla marijuana ogni singolo sintagma della canzone.

E' evidente che Mother Mary è la canzone di una visione onirica. Essa, sul piano letterale, significa la madre terrena, la genitrice. E' una donna-sapienza sul piano allegorico, come Beatrice in Dante. Purtroppo, mi ripeto, nei nostri impoetici tempi, si crede che le allegorie siano semi di droghe sintetiche.

Anonimo ha detto...

bruciare Abbey Road?!?!? ci mancherebbe!

Intendevo solo che non dimenticherei la possibilità che Paul nasconda un riferimento all'erba, dietro alla facciata rispettabile.

D'altra parte è stato Julian a disegnare la sua amica Lucia nel cielo con i diamanti.

nessun intento demonizzatore.... e se anche qualcuno vuol demonizzare i beatles, peggio per lui, non sa cosa si perde
P.

Lino ha detto...

@ Ioannis ha detto: "La Massoneria non ha di queste misere ambizioni, anzi..."

Quale Massoneria, Ioannis? Forse non mi hai letto, ho ricercato per te il .pdf: qui ci trovi un bel po' di massonerie, dove si circuiscono persone che hanno voglia di conoscere i segreti e fare carriera, essendo disponibili a sborsare quattrini:
http://lamelagrana.net/wp-content/uploads/downloads/2012/05/Carlo-Francovich-Storia-della-Massoneria-in-Italia-lamelagrana.pdf

S. Giovanni Climaco ha detto: "Invero questo sia per te il segno dell'inganno... Colui che presta fede ai sogni è una persona priva di valore; chi invece non vi presta fede, costui sì che è un filosofo"
Filosofo? Con tutto il rispetto per il santo, se San Giuseppe non avesse prestato fede all'angelo, leggeremmo un Vangelo differente. Non dico, come Kiko per Giuda, che san Giuseppe fu necessario: dico che leggeremmo un Vangelo diverso. E - siccome le affermazioni dei santi non sono dogmi - anche dico che il vocabolo "filosofi" non lo amo. "Filosofia" è materia di questo mondo.

"Andarci con i piedi di piombo"? Certo, ma questo non significa negare le "porte regali" di Florenskij: il simbolo, l'icona, il sogno.

"Impianto simbolico così misero e di basso livello", hai scritto? Per chi, di basso livello? Un simbolo - per definizione - non è mai di basso livello, bensì di livelli stratificati.

"A ognuno narro del suo, secondo le sue conoscenze e le sue intenzioni", così si esprime il simbolo. Medita la parlata del simbolo, perdonami la presunzione: lo comprenderai meglio.

Anonimo ha detto...

@Lino
Filosofo va inteso nell'accezione della Patristica Orientale, l'autore visse nel VI sec. avanti Cristo.
Anche i sogni sono materia di questo mondo, sono immagini, Dio non è "immaginabile". Il discorso è complesso a proposito e, seppure interessante, per il momento lasciamolo stare. Se hai piacere, ti consiglio il cap. 2 della Salita al Monte Carmelo di S. Giovanni della Croce, che seppur non saranno dogmi, è pur sempre un Dottore della Chiesa.

La Massoneria è piena di carrieristi etc, ma pure di persone che hanno un certo livello ed una certa preparazione specie nella simbologia. Vuoi mettere la tradizione e l'antichità di certi riti massonici con le sparate di Kiko & Co.?
Con impianto simbolico di basso livello ne intendo appunto la scarsa comprensione ed interpretazione arbitraria. Il significato dei simboli non si "inventa". Un Cristo che benedice con la mano sinistra ha un significato chiaro ed inequivocabile che non è possibile giustificare. E quegli ignoranti patentati che cercano di farlo (e ce ne sono) dimostrano realmente la bassezza e la scarsità di intelletto che circola. E la famosa croce rovesciata che campeggia sul trono di G. Paolo II? Ma come è possibile che nel popolo di Dio possa passare il significato che essa sia il simbolo di Pietro e quindi associabile al Papa?

Ioannis

by Tripudio ha detto...

A me la bislacca figuretta che Kiko abusivamente qualifica come "Madonna del silenzio" mi sembra tutt'altro che religiosa. Occhioni da cartoni animati giapponesi, stilizzazione-silhouette da vignette di penultima pagina, colori cupi, dito innaturalmente storto, gesto sulle labbra che si addice più ad un santone che comanda il silenzio...

Kiko pretende che dalla sua "arte" nasca la preghiera. Crede di essere il novello Beato Angelico dei tempi odierni. Si illude di essere un Mozart o uno Schubert, capace di parlare della fede che non ha. Dimentica che un artista, che lo voglia o no, finisce sempre per trasmettere nelle sue opere ciò che ha in cuore, finisce sempre per dire molto più di quanto non riuscirebbe a fare con le parole.

Anonimo ha detto...

Vabbe' Kiko... ma quello che è incomprensibile è come sia possibile vedervi in primis l'arte e poi il sacro in quegli sgorbi osceni e blasfemi. Esiste o non esiste una Teologia delle icone che è "impersonale" per sua stessa natura?
Ma dove è finita la consapevolezza i tutto ciò sia nel clero che nel Popolo di Dio?


Ioannis

Lino ha detto...

@ Ioannis ha detto:
"Il significato dei simboli non si 'inventa'. Un Cristo che benedice con la mano sinistra ha un significato chiaro ed inequivocabile"
Io sono un cultore di Florenskij, Ioannis: i simboli non s'inventano ma i significati (piaccia o no) si stratificano nel tempo, magari in una piccola enclave come quella neocatecumenale dove c'è chi ritiene che il sicomoro sia simbolo di una pessima condotta di vita.

Per me quelle di Kiko non sono icone, figuriamoci. E il concetto "mi piace" (meglio: non mi dispiace) per l'icona della Madonna del silenzio è un concetto di gusto, il quale gusto non è critica estetica.

Significato inequivocabile, la mano sinistra? Ma no! La mano è un simbolo pluripotente. Nessun simbolo - per definizione - ha un significato inequivocabile. Onora quest'articolo con una tua lettura:

http://www.cartesio-episteme.net/ep8/lista-simbolo.pdf

Non era un segno di maledizione la mano sinistra. Certamente la benedizione biblica è con la mano destra, ma la mano sinistra non maledice; nell'ebraismo la mano sinistra è la mano della giustizia. L'Arcangelo Gabriele (il rivelatore delle visioni :-) è definito "la mano sinistra di Dio". Dio maledice il serpente, non l'uomo né tanto più il "figlio minore". Poi, siccome i simboli si stratificano con la logica ermetica degli opposti, con l'avvento dei satanisti, la mano sinistra è stata intesa come maledizione. Da qui l'assoluta mia critica a Kiko. L'intenzione del lettore che legge un significato satanista, però, per la natura stratificata del simbolo, è legittima, l'errore è in Kiko che non segue le significanze tradizionali.

Anonimo ha detto...

@Lino

Ti assicuro invece, e puoi informarti, che usare la mano sinistra nel gesto di "benedizione" viene utilizzato nelle messe nere. Il CN si propone come cammino "iniziatico" e la via "sinistra" è quella opposta. Del resto anche nel linguaggio si usa dire ad esempi un'atmosfera "sinistra"...
Gesù siede alla destra del Padre.
Quel significato della mano sinistra di Dio è ben diverso, l'ho trovato ad esempio in Ibn Arabi un sufi islamico che comunque condivide tutto questo impianto simbolico e riferisce chiaramente che la mano sinistra di Dio è comunque una mano "destra".
Quell'immagine di Kiko è inequivocabile: Gesù non benedice con la mano sinistra, quello non è Cristo è l'anticristo.
Inoltre il senso della croce rovesciata, nonostante le patetiche spiegazioni che ho sentito, non può essere riferita al Papa. Il significato di quel simbolo dal punto di vista cristiano è nell'apocrifo Atti di Pietro, in cui l'Apostolo che sta per essere crocifisso a testa in giù, simboleggia la condizione dell'uomo decaduto, che cade con la testa rivolta verso il basso e quindi vede la cose "a rovescia", è la condizione del peccato, il terrestre che prevale sul celeste.

Ioannis

Lino ha detto...

@ Ioannis
Certamente leggi il blog da poco, Ioannis: le affermazioni che stai facendo io le tengo in conto da sempre. Con una differenza: per me un simbolo - non sarebbe tale - si riempie di nuovi contenuti nel tempo e nello spazio. Infatti, per la croce capovolta, tu hai aggiunto un altro significato traendolo da un apocrifo. La croce capovolta è un attributo di San Pietro, in primo luogo, per i cristiani e significa altro: raffigura l'umiltà di Pietro che non si ritenne degno di morire come era morto Cristo.

Certo che la croce capovolta è utilizzata nelle messe nere, giacché i satanisti invertono tutti i simboli: la eliminiamo dall'iconografia come attributo di San Pietro, allora?

L'idiozia di Kiko (e di chi ha consentito a Kiko di figurarla su una sedia papale) sta nell'assegnare a un papa un attributo che è del primo pontefice. Se avesse dipinto una croce capovolta come attributo di San Pietro nessuno si sarebbe potuto lamentare.

Abbiamo un approccio differente al simbolismo, Ioannis: sin dai miei lavori sulla Cappella San Severo, io mi sono sforzato di preservare i significati del simbolismo cristiano. E, quando i massoni affermano che la quercia significa l'albero della conoscenza del bene e del male, io dimostro che storicamente è una baggianata, perché la "figura tautica" è simbolo dell'albero della Vita, addirittura nella mitologia romana e in Cesare Ripa.

Io non posso affermare che quello dipinto da Kiko sia l'anticristo, perché non conosco l'intenzione dell'autore: potrebbe essere semplicemente opera di un fesso presuntuoso che crede di poter impunemente stabilire nell'arte sacra, come Kiko riferisce, "una relazione armonica di colori, estetica e basta, senza nessun significato". Un signore che pensa di poter dipingere icone sostenendo che "non tutte le relazioni in arte sono arte. Se faccio una massa e dopo faccio alcuni scarabocchi non è arte, ma (è arte) le relazioni matematiche perfette in una superficie". Magari, per tentare un equilibrio di masse e simmetrie nel dipinto, ha fatto benedire Gesù con la mano sinistra per ottenere (sic!) nuove "leggi armoniche della bellezza".

Anche ritengo, però, che chi legge nei primi dipinti di Kiko la presenza di satanismi ha tutto il diritto di farlo perché quei dipinti sono ambigui e i simbolismi stravolti o invertiti.

Anonimo ha detto...

@Lino
Il simbolo si San Pietro per il cristianesimo "primitivo" (che tanto piace a certi) era la croce rovesciata per ciò che ti ho riferito e che è quello che dici anche tu. E' la stessa identica cosa. Consilgio la lettura di quel testo, apocrifo non è sinonimo di eretico.
Attribuirlo al Papa non è possibile. Le insegne del Pontificato sono le chiavi non la croce rovesciata. Un'ambiguità del genere non può essere permessa.
Io mica contesto il simbolo in sè, ma l'utilizzo ambiguo e senza una apparente coerenza.
Il problema dell'icona poi in questione non è solo la benedizione "sinistra" ma tutto il contesto è sinistro: senza gli occhi, vestito di nero, il sangue sulla Beata Vergine. Non è proprio possibile sbolognarla come una "distrazione" o chissachè. Esiste una precisa Teologia delle icone, non sono così per caso o per "creatività" dell'autore. E comunque l'ignoranza può essere certo una causa ma non è mai una scusa!

Ioannis

Lino ha detto...

@ Ioannis
Ma io non la "sbologno" come una distrazione, Ioannis! Figurati!
Io semplicemente ho detto che la lettura "satanica" va motivata e non sono una mano sinistra che benedice o gli occhi tenebrosi ad attestarla. Considero, poi, questi strani dipinti alla stregua di quadri di loggia, e Kiko sicuramente li spiega ai "massimi eletti". Che pensi, che Kiko illustri il quadro dicendo a qualche illuminato (magari vescovo) "questo è l'anticristo in braccio a Maria"?

La mia lettura, peraltro, già te l'ho riferita con l'arcangelo Gabriele, con la "mano sinistra di Dio" (che è la giustizia) e con il riferimento all'albero della Vita. Ed è una lettura non meno inquietante di quella satanica.

Lo vedi il segno nelle dita del "bambino"? E' una V di vittoria (forza, potenza); anche è V di quinto, però. E sul dipinto si allude a un nome di Dio (Alfa e Omega).

Io contestualizzo i simboli, prima di tentarne una decodifica: con il suo ebraismo esoterico, un contesto di Kiko è la Cabala. Le connotazioni negative del "bambino tenebroso" io le motivo con quelle della quinta sefirà dell'albero della vita cabalistico, la sephirà Gevurah. Questo spiega la mano sinistra, la V, gli occhi tenebrosi (contrapposizione del volto d'ombra al volto di luce).

In quell'icona ci sono tracce del dualismo del principio unico, Ioannis, altro che satanisti!

Anonimo ha detto...

@Lino
Non serve che Kiko spieghi, chi ha orecchie ed occhi per intendere...intende benissimo. Senza contare che poi non si conosce chi sia o siano gli ispiratori perché uno che non sa nemmeno fare un discorso coerente che abbia un senso compiuto, mi pare difficile riesca da solo a mettere in piedi un impianto così sistematico e metodologico.

Ora che nomini l'Alpha e Omega, pure quest'ultima è "rovesciata" in quel dipinto.
Senza contare poi la blasfema icona dell'ultima cena! L'Ebraismo, specie quello talmudico, è pieno di bestemmie e calunnie contro Gesù. Non lo nominano nemmeno e difatti in quanti quadri (basta io non le chiamo icone) mette il nome di Maria ma non quello di Gesù, ci mette il suo di nome!
C'è qualcosa di troppo sinistro, io sento una repulsione ed un'inquietudine immediata nel vedere quelle mostruosità.
Quando capitai a qualcuna delle loro catechesi rimasi subito colpito, a parte le emerite scemenze che sentivo, dall'inquietudine e la repulsione che mi trasmetteva il crocifisso a sogliola. L'arte, quella vera e sacra, a parte il senso estetico etc, che è del tutto secondario, ha una aspetto funzionale ed armonico. Ebbene in tutto quel materiale c'è qualcosa che "stona", e a me sovvengono sempre le parole di S. Agostino: satana è la "scimmia" di Dio.
Ora, per me quelle opere sono un vero e proprio "scimmiottamento" delle cose sacre, così come la pseudo-liturgia che si permettono e gli permettono di svolgere.
Ballare attorno all'altare magari dopo aver profanato il Santissimo Sacramento, poi è veramente l'apoteosi della schifezza.

Ioannis

Lino ha detto...

Ioannis ha detto: "mi pare difficile riesca da solo a mettere in piedi un impianto così sistematico e metodologico"

Su questo siamo perfettamente d'accordo.

Anonimo ha detto...

Ho preso spunto da questo segno di V come Sephirah.
Ebbene nella Qabbalah lurianica è quella che provoca la rottura dei vasi, la caduta dei mondi.
In alcuni trattati ascetici dell'Islam è detto che Dio creò l'Uomo con entrambe le mani i cui attributi sono destra/pace e sinistra/rigore-giudizio. Gli Angeli invece furono creati da una sola delle mani e, quelli che caddero furono quelli creati con la "Sinistra" mentre quelli rimasti fedeli dalla Destra.
Come se la vuole girare e mescolare quindi, il senso malefico di quell'orrido dipinto non cambia.

Ioannis

Lino ha detto...

Certo che non cambia il senso malefico. Abbiamo, però, contestualizzato il dipinto nella "cultura" di Arguello, collocato la lettera o cifra V nel dipinto e - almeno credo, non ho mai voluto approfondire la Cabala - motivato anche i colori (Gebulah è forza, severità di giudizio, rigore, punizione, paura, sangue, morte).

Anche abbiamo trovato una corrispondenza con il "Cristo" degli Orientamenti che - checché ne dicano i neocatecumenali che cianciano di amore - è un Cristo severo che taglia, chiude le porte, passa e non si fa più trovare.

Comunque la metti, quel dipinto è spaventevole, altro che "icona". E' come una carta dei Tarocchi.