martedì 29 giugno 2010

Ci risiamo: sul tappeto sempre gli stessi problemi... fino a quando, Signore?

Già nel febbraio scorso commentavamo questa 'lettura' in chiave neocatecumenale di un evento ecclesiale, che oggi ci si ripropone, per effetto delle recenti vicende del Belgio e dell'attenzione e delle attese sulla 'rievangelizzazione' di quella nazione, affidata anche alla nuova nomina di Mons. Fisichella al Pontificio Consiglio per la Nuova Rievangelizzazione.

Riproduco di seguito, con le mie chiose, il testo del presbitero neocat, che abbiamo a suo tempo già commentato, ma che ora appare in una luce ancor più inquietante, nella consapevolezza che molto dipenderà da quanto e come riusciranno ad 'ammaliare' il nuovo responsabile designato dal Papa.

"Tradizionalisti e progressisti spiazzati dal soffio dello spirito"
Cerchiamo di capire. La nomina di Mons. Leonard a Bruxelles getta un fascio di luce sulla complicata geografia teologico-pastorale della Chiesa contemporanea. Esultano i cosiddetti tradizionalisti, i loro blog plaudono alla nomina, vagheggiando una reconquista e lo sbiadimento definitivo del Concilio. Piangono i cosidddetti progressisti, immaginando un futuro nero per lo spirito del Concilio. Eppure il Papa ha parlato e scritto chiaramente su di esso, sottolineandone la provvidenzialità e stigmatizzandone le interpretazioni e i compimenti fuori carreggiata, in un campo e nell'altro. Emerge purtroppo come i nostalgici del Papa Re e gli intellettuali della novelle vague conciliare abbiano un punto in comune: la tiepedizza nei confronti dell'annuncio del Vangelo. [Esprime solo pesanti e stereotipati luoghi comuni: nostalgia del Papa Re o fedeltà alla Tradizione Apostolica, cioè al Signore? Ed inoltre, bisogna per forza essere 'itineranti' NC per aver a cuore la 'nuova eveangelizzazione', talmente "nuova", la loro, da essere "altra"?] Gli uni rinchiusi nei templi ad incensare se stessi, gli altri persi tra dialoghi e zone grigie.[Vedete bene con che abilità si mettono 'fuori' dai tradizionalisti, identificandoli -riduttivamente- col rito Tridentino visto solo nella sua esteriorità, non avendo evidentemente orecchie (spirituali) per intenderne e assoporarne la indicibile grandezza e, soprattutto, l'autentico Culto a Dio che esso rappresenta. E si mettono fuori dai progressisti cogliendone i discorsi tanto fumosi quanto altisonanti, ma non accorgendosi di farne parte a pieno titolo, nonostante tutti i richiami ad una 'concretezza', che viene nutrita proprio da quel 'fumo'] Entrambi avversi ai carismi. [Ecco, l'ha pronunciata la parola magica che apre tutte le porte: i "carìsmi", dimenticando che i carìsmi sono i doni dello Spirito Santo che nei secoli non sono mai mancati alla Chiesa se è potuta arrivare fino alle soglie del III millennio e non sono certo una scoperta del Vatricano II. Di nuovo c'e solo l'enfasi autopromozionale con cui oggi c'è chi può arrogarsi la prerogativa di "carismatico", come se la Chiesa non fosse TUTTA carismatica] Il Papa invece pensa alla fede e a come annunciarla. Mons. Leonard incarna l'ideale di Vescovo che ha in mente il Papa e la rotta che sta imprimendo alla Chiesa. Fedele alla tradizione, esposto sui principi non negoziabili, lanciato con zelo nell'evangelizzazione. E' nominato nel cuore dell'Europa scristianizzata, dove c'è la Commissione Europea, centrale massonica e laboratorio sperimentale per ridurre all'insignificanza la Chiesa, e con essa la famiglia e la vita. E' la neo-linea Maginot della Chiesa in Europa, e Leonard è chiamato a dirigere difesa e contrattacco. Come? Annunciando il Vangelo, preparando presbiteri e comunità adulte nella fede, attingendo alla Tradizione e fedele al Magistero [quale Tradizione se nel cammino NC da Costantino al Vaticano II è totalmente bypassata e quale Magistero se (rigorosamenso solo "ad intra") viene espressamente dichiarato che esso non li riguarda, perché hanno gli indulti che consentono loro di essere quello che sono?]. E' un caso che al cuore di tutto ciò vi siano, come è stato a Namur da dove Leonard proviene, il Cammino Neocatecumenale, il Seminario Redemptoris Mater, e gli altri movimenti post-conciliari? Per capire che gli schemi ecclesiali non rispondono alle alchimie giornalistiche e ai desiderata delle nicchie elitarie, ed evaporano immancabilmente al soffio dello Spirito. Don Antonello Iapicca [Ecco come saranno risolti i problemi della "nuova evangelizzazione" in Belgio. Come del resto sta accadendo in tutte le parti del mondo, in cui vengono formate cellule del Cammino che non si integreranno mai con la Chiesa Locale e che diventano esse 'Chiesa cattolica' (!?) nei luoghi in cui una Chiesa locale non c'è o è ridotta i minimi termini. Come di fatto accade ad Antiochia in Turchia, nella culla del cristianesimo, in Terra Santa e, ora, anche nelle nostre diocesi, che la CEI -per giustificare l'introduzione della pastorale neocatecumenale- ha dichiarato bisognose di "conversione pastorale" presentato come "Rinnovamento dell'iniziazione cristiana"... spero che a nessuno sfugga l'ambiguità oltre che l'inesattezza dell'espressione conversione pastorale...]

domenica 27 giugno 2010

Continuano ad arrivare testimonianze. Ognuna genera riflessioni diverse

Pubblico una delle ultime testimonianze che continuano ad arrivare via mail, senza pormi problemi di privacy, dal momento che oltre a nome e cognome, che non indico, il nostro interlocutore usa anche uno pseudonimo e si esprime in termini generici. Penso sia utile per puntualizzare alcune cose e indurci a ulteriori riflessioni
E' di cristallina evidenza e non da adesso che o noi o loro non abbiamo capito nulla! Su Dio sulla sua natura, sui rapporti con gli altri, sulla liturgia ecc. ecc. ecc. Stando al comportamento di queste gerarchie ecclesiastiche a cominciare da Giovanni Paolo II a Papa Benedetto XVI a non aver capito niente siamo evidentemente noi. O meglio non volendo parlare per gli altri, io.
IO DICHIARO CHE IL MIO DIO NON HA ASSOLUTAMENTE NULLA IN COMUNE CON IL "DIO" NEOCATECUMENALE NON SONO NEMMENO LONTANISSIMI PARENTI E SE SI INCONTRASSERO (il che evidentemente non avverrà dato che il loro non esiste) FAREBBERO A PUGNI. SONO TOTALMENTE INCONCILIABILI.
E' così anche per i neocatecumenali del resto perchè chi non è dei loro NON E' CRISTIANO.
Sarebbe quanto mai opportuno dire a chiare lettere a Benedetto XVI e a chi sostiene o non prende posizione che poichè non ho capito nulla del Cristianesimo e il Dio "vero" è quello neocatecumenale non entrerò più in una chiesa se non per turismo o per lavoro dato che lavoro ai beni architettonici. Poi lascerò che sia Dio a giudicarmi.
Però devo dire a chi scrive su codesto sito che non è corretto continuare a lagnarsi senza fare nulla. A mio modestissimo parere occorre dire a chi di dovere: "O NOI O LORO!" Non siamo compatibili.
saluti. Fortebraccio
La testimonianza tocca il cuore del problema perché fa il nome di due Papi che hanno in comune un atteggiamento di apertura e di incoraggiamento nei confronti del Cammino, anche se non hanno mancato di dare, nel corso del tempo, indicazioni e direttive, senza peraltro che il fatto che esse siano risultate sempre disattese, abbia mai cambiato di una virgola la realtà. In fondo è proprio questo l'aspetto più disorientante oltre che sconcertante, che appare un elemento ormai consolidato nella Chiesa del nostro tempo: lasciar convivere l'errore senza interventi non solo orientativi, ma anche di correzione diretta e -diciamo pure la parola ormai espunta dal vocabolario e dalla prassi ecclesiale- senza condanna... Non siamo soltanto noi a dirlo, ma la nostra coscienza non può non aderire alla consapevolezza che non opporsi all'errore -e che di errore si tratti, per effetto dell'accertata e non supposta 'rottura' con la Tradizione ecclesiale, lo abbiamo dimostrato e documentato in molti modi- significa esserne complici, favorendone la proliferazione e moltiplicando il numero degli erranti. Non dimentichiamo che ogni errante è un'anima amata dal Signore e che a Lui dovrebbe essere ricondotta...

La reazione di chi ci scrive di disertare la Chiesa rientra nell'esercizio della sua libertà, ma non è certo la soluzione migliore, anche se ognuno di noi ha sperimentato e sperimenta la difficoltà e la sofferenza di cercare di parrocchia in parrocchia -spesso senza esito- un contesto in cui chi ama la Tradizione ed ha una spiritualità autenticamente cattolica possa sentirsi davvero "a casa sua", come dice il Papa (discorso ai Vescovi francesi) e come tutti dovrebbero sentirsi nella Chiesa.

A me viene spontaneo dire che la Chiesa non è la "Casa di tutti", ma la "Casa, nel senso di 'luogo' della Presenza di Dio Santissima Trinità", nel Figlio e per opera del Suo Spirito di Risorto che dà la vita ad ogni credente che ne vive e condivide la Fede... E mi pare evidente che la Chiesa, da sempre definita Corpo di Cristo come pure Popolo di Dio, è la Casa dei veri credenti, la cui unità è data non da superficiali irenismi o da sforzi orizzontalistici, ma dall'autentica condivisione dello Spirito del Signore Risorto. Mi dite che cosa condividiamo noi con i neocatecumenali? Le catechesi giudeo-luterano-gnostiche (termini ormai abusati ma comprovatamente attribuiti con pertinente esattezza); il rito desacralizzante dalla teologia eucaristica stravolta; le prassi che violano la dignità della persona e irreggimentano, massificano e distruggono la coscienza individuale?

Il problema sta tutto in un 'nodo' cruciale, purtroppo introdotto e avallato dal concilio e del quale non è dimostrabile la continuità col Magistero Perenne: il fatto che tutte le religioni e le confessioni si "equivalgano" dato che in ognuna possono trovarsi "elementi di salvezza". Anche i Padri della Chiesa rilevavano i logòi spermatikòi nelle filosofie pagane, ma non per questo riducevano l'opera salvifica della Redenzione, presente unicamente nella nostra Fede cattolica, in quanto detentrice e custode del Depositum Fidei Apostolico dato direttamente dal Signore ai suoi Apostoli e attraverso i secoli consegnato e trasmesso per Successione Apostolica "ad uomini provati e sicuri" e non ad ogni generico sedicente 'credente'...

Da cosa riconosciamo, oggi, questi "uomini provati e sicuri"? Finora, per quanto mi riguarda, ho imparato a fidarmi e nutrire la mia fede nei contesti amanti della Tradizione (non "Tradizionalisti" tout court, che non è la stessa cosa), nei quali si vive una 'continuità' reale e non solo conclamata, dimostrata dal fatto che il culto, la catechesi e la prassi non hanno subito commistioni o inquinamenti, che possono essere di vario genere ma, per lo più, hanno una comune matrice neo-protestante...

Quanto alla perentoria pretesa di aut aut nei confronti del Papa, mi sembra che non abbiamo alcuna autorità né siamo così presuntuosi da rivolgerci a lui in questi termini, anche se è vero che con i neocatecumenali siamo INCOMPATIBILI e l'incompatibilità -che altro non è se non 'estraneità di ordine spirituale!- non sembra rivestire alcuna importanza per il loro dilagare nelle diocesi (vedi "altra Chiesa" in quel di Campobasso e non solo).

Non ci resta che continuare a soffrire, abbracciando questa che è la croce del nostro tempo, non solo riguardo ai neocatecumenali ma anche a tutte le altre forme di apostasia più o meno subdola, ma spesso fin troppo conclamata, che stanno insidiando pesantemente la Chiesa ormai dal suo interno. Consapevoli tuttavia che la crisi non è DELLA Chiesa -perché quella UNA, SANTA, Sposa del Suo Signore è e resta custodita e viva in Lui, ma è NELLA Chiesa ed è dalle difformità ormai fin troppo visibili -purtroppo non da tutti- che dobbiamo continuare a guardarci e prendere le distanze, non cessando, per quanto possibile, di mettere in guardia chi ha orecchi per intendere

sabato 26 giugno 2010

La restaurazione: tornare a S. Tommaso

Scrive Caterina:
dalla catechesi meravigliosa del Papa, di mercoledì 23.6.2010, su san Tommaso, emergono tre punti fondamentali:
E' FONDAMENTALE DICE IL PAPA...
  1. tornare ad essere DISCEPOLI dell'Aquinate
  2. il magistero di san Tommaso è parte integrante del CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA, CHI SEGUE L'AQUINATE NON SBAGLIA!
  3. la Summa Theologiae è un capolavoro che è NECESSARIO RISCOPRIRE E SEGUIRE....
Ne ho fatto un video su commissione del Movimento Domenicano del Rosario
http://it.gloria.tv/?media=84064
Mettiamolo nel blog a dimostrazione di come si deve seguire il Papa e non Kiko....
un abbraccio!
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Aderisco volentieri, aggiungendo una riflessione. Finalmente dopo 50 anni si torna a parlare di S. Tommaso. Ma se S. Tommaso non rientra nei Seminari, nei quali prevale la formazione della cultura egemone, neo-modernista, per non parlare dei Redemptoris Mater (i Seminari del Cammino) nei quali, per statuto i presbiteri devono ripercorrere l'iter neocatecumenale assoggettati ai catechisti, infarcito di idee e prassi mutuate da Lutero, Bonhoeffer, Rahner e Farnes, nonché da detti rabbinici, midrashim e cabbalismi vari, queste bellissime e 'sapienti' parole resteranno lettera morta! E la deriva nella quale siamo incanalati continuerà a dispiegare i suoi nefasti effetti... Non resta che invocare, pregare, continuare ad osservare cosa succede, informare, custodire la nostra fedeltà al Signore e alla Sua Chiesa

giovedì 24 giugno 2010

Il Battesimo: da riscoprire, ratificare o sigillo perenne che alimenta la vita?

Quella qui a lato, come ripreso dall'Osservatore Romano di oggi, festa di S. Giovanni Battista, è "un'immagine speciale, che rimanda alla prima rappresentazione del battesimo di Cristo, secondo uno schema, estremamente semplice, rispettando i canoni della più antica arte cristiana. L'affresco, benché recentemente restaurato, appare molto svanito, ma lascia intravedere la figura del Battista sulla sponda del Giordano, mentre aiuta il Cristo a risalire dalle acque del fiume. Sulla scena si riconosce la figura della colomba che vola, a mezza altezza, per indicare la presenza dello Spirito, che sovrintende al mistico evento. La semplice raffigurazione sembra tradurre in immagine il luogo evangelico "Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua; ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui" (Matteo, 3, 16)."
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Per duemila anni il Battesimo, nelle fede dei cattolici:
Catechismo della Chiesa Cattolica (compendio)
1213 Il santo Battesimo è il fondamento di tutta la vita cristiana, il vestibolo d'ingresso alla vita nello Spirito (« vitae spiritualis ianua »), e la porta che apre l'accesso agli altri sacramenti. Mediante il Battesimo siamo liberati dal peccato e rigenerati come figli di Dio, diventiamo membra di Cristo; siamo incorporati alla Chiesa e resi partecipi della sua missione:4 « Baptismus est sacramentum regenerationis per aquam in verbo – Il Battesimo può definirsi il sacramento della rigenerazione cristiana mediante l'acqua e la parola ». (1 Ts 5,5)

1279 Il frutto del Battesimo o grazia battesimale è una realtà ricca che comporta: la remissione del peccato originale e di tutti i peccati personali; la nascita alla vita nuova mediante la quale l'uomo diventa figlio adottivo del Padre, membro di Cristo, tempio dello Spirito Santo. Per ciò stesso il battezzato è incorporato alla Chiesa, corpo di Cristo, e reso partecipe del sacerdozio di Cristo.

1280 Il Battesimo imprime nell'anima un segno spirituale indelebile, il carattere, il quale consacra il battezzato al culto della religione cristiana. A motivo del carattere che imprime, il Battesimo non può essere ripetuto. [Cf Concilio di Trento, Sess. 7a, Decretum de sacramentis, Canones de sacramentis in genere, canone 9: DS 1609; Ibid., Canones de sacramento Baptismi, canone 11]

Catechismo di S. Pio X
101. Che cos'è la grazia sacramentale?
La grazia sacramentale consiste nel diritto che si acquista, ricevendo un sacramento qualunque, di avere a tempo opportuno le grazie attuali necessarie per adempiere gli obblighi che derivano dal sacramento ricevuto.
107. Che cos'è il Battesimo?
Il Battesimo è il sacramento che ci fa cristiani, cioè seguaci di Gesù Cristo, figli di Dio e membri della Chiesa.

In conclusione, il Battesimo cristiano, a differenza di quello di penitenza di Giovanni, opera due cose: ci unisce al Corpo di Cristo e rende attuale la nostra crocifissione con Cristo. Stare nel Suo corpo significa che siamo risuscitati con Lui a novità di vita (Romani 6:4). Di conseguenza dobbiamo esercitare i nostri doni spirituali per far sì che quel corpo continui a funzionare nel modo giusto, così come si afferma nel contesto di 1 Corinzi 12:13. Ricevere l’unico Battesimo funge da base per mantenere l’unità della chiesa, come nel contesto di Efesini 4:5. Essere associati a Cristo nella Sua morte, sepoltura e risurrezione attraverso il Battesimo ci consente di sperimentare la nostra separazione dal potere del peccato che abita in noi e il nostro cammino in novità di vita (Romani 6:1-10; Colossesi 2:12) nutrito dalla vita sacramentale nella Chiesa, dalla preghiera e dell'Adorazione
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Sacerdozio dei Battezzati

Anche noi cattolici conosciamo e viviamo il sacerdozio dei battezzati, non è che l'ha scoperto Kiko o il cammino, la Chiesa lo insegna da due millenni senza per questo sminuire il sacerdozio ordinato

Lumen Gentium 10. Donavit ergo Ecclesiam suam participatione sacerdotii sui, nempe sacerdotio communi fidelium et sacerdotio ministeriali seu hierarchico, quae, etsi non tantum gradu sed essentia differunt, mutuo tamen in Ecclesiae communione ordinantur [Pur essendo il sacerdozio ministeriale e quello comune ordinati alla comunione ecclesiale, essi differiscono non solo in grado ma anche nell'essenza]

E invece il "siamo tutti sacerdoti" (il che è vero, ma a diverso titolo e con diversa funzione, come riconosce anche il documento conciliare) tende a sminuire il sacerdozio ordinato, ad assorbirne le funzione (vedi strapotere dei catechisti anche sui sacerdoti, che dovrebbero invece essere essi le 'guide')

Battesimo del Cammino

Dovrebbero spiegarci perché ci sono sempre più persone, già battezzate, che parlano di battesimo nel cammino... che significa questo? Davvero per scoprire il significato del battesimo è indispensabile la cosiddetta "iniziazione" neocatecumenale? Nella quale, secondo un documento diocesano (Campobasso) redatto proprio dai ‘testimoni’ (cioè i catechisti NC) della nuova Chiesa neocatecumenale che avanza, si parla di 'ratifica' del Battesimo; il che è una baggianata perché il Battesimo è un sacramento che conferisce il 'carattere' indelebile e non ha bisogno di essere ratificato, ma il bisogno è del fedele di ricevere e accogliere le verità di Fede che cambiano e ri-generano e danno un senso alla sua vita e la radicano sempre più nel Signore Risorto nel cui Corpo Mistico il Battesimo innesta.

Un conto è il "rinnovo" delle promesse battesimali che si fa in alcune celebrazioni liturgiche senza per nulla incidere sul carattere già ricevuto nel battesimo: cancellazione del peccato originale e identità cristiana, cioè incorporazione nel Corpo di Cristo che è la Chiesa... un altro conto è la 'ratifica'. Interlocutori neocatecumenali ci hanno spiegato che la ratifica’ consisterebbe nell’"aderire" a quel che altri hanno impartito dopo un itinerario di formazione. Ebbene, questo non può che preoccuparci, sapendo COSA viene impartito e conoscendo anche il senso biblico della parola "aderire", che significa affidarsi, attaccarsi: è la parola legata alla Fede e si riferisce al SIGNORE e non a "cose impartite", perché quel che dobbiamo conoscere del Signore ce lo dice la Rivelazione Apostolica e lo scrive nel nostri cuori la sua Grazia ricevuta nei Sacramenti e nella vita di fede nella Chiesa e non "quanto impartito" dai catechisti di un falso profeta e dalle tappe iniziatiche da essi (da lui) imposte...

Va richiamata l'attenzione sul fatto che Kiko insegna che dopo il Concilio "non si è parlato più di dogma della Redenzione" ed in effetti anche la predicazione successiva, allontana molto sia dalla Redenzione che dal Redentore. Intanto è necessario notare che non si parla mai di "peccato originale". Ed in effetti la nuova pastorale (neocatecumenale) delle diocesi (vedi in alto a sinistra il link al thread "la nuova Chiesa che avanza") quando parla degli effetti del Battesimo omette la cancellazione del peccato originale… Siamo in presenza di una rivelazione “altra” rispetto a quella Apostolica. Per sommi capi:

1. il peccato non offende Dio
2. Basta con i sacrifici di espiazione: Dio non aveva bisogno di espiazione...
3. Cristo non è modello di santità per nessuno. Quindi la nostra 'configurazione' a Lui (vedi S. Paolo), che è il progetto dell'uomo nuovo in Lui voluto dal Padre, non avviene
4. molto altro che abbiamo ripetutamente esaminato
5. NO HAY VIDA CRISTIANA SIN COMUNIDAD!!!

Kiko ancora non può eliminare i Sacramenti (per lui "magici") della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, pena l'esserne escluso. Ma solo per ora. Lo stesso concetto di Sacramento che hanno i "cattolici della domenica" è sbagliato per Kiko, è "magico", e sparirà. Per lui è solo una questione di tempo, e Sacramenti e Dogmi cadranno per lasciare posto ad una chiesa tutta nuova...

Per i neocatecumenali il lavacro post-battesimale, cioè la confessione individuale, è solo formale, un atto a cui per ora li obbliga il Papa, ma il vero perdono è ottenuto con la confessione davanti alla comunità.
La prassi vince sulla teoria.
La psiche prevale sullo spirito.
I neocatecumenali "si sentono" battezzati, "si sentono" perdonati, "si sentono" in comunione solo per mezzo della comunità. È un sentimento religioso. Un relativismo molto sottile...

Preteso ritorno alla Chiesa delle origini: contraddizioni

Kiko e Carmen non fanno altro che predicare ossessivamente il “ritorno alla Chiesa primitiva”, ma quando ciò non fa più comodo per le loro rivoluzioni, esce fuori che i Sacramenti sono vivi, non statici, devono “evolvere” e che perciò: “la riforma non consiste nel tornare alle forme della Chiesa primitiva”. E come se non bastasse tale avallata “trasformazione” dovrebbe obbedire ai gusti e alle sensibilità delle mode di pensiero del momento, e come finalità non c’è l’efficacia spirituale del Sacramento, ma “che la gente si senta perdonata, si senta in pace.”: cioè proprio quello di cui veniva accusata la confessione individuale e cioè di “mettere la coscienza a posto”. (!) Perciò, trovata una giustificazione all’azione rivoluzionatrice, si prosegue promettendo una cosa inquietante: “Tutto cammina evolvendosi così andremo evolvendo con il sacramento della penitenza per cominciare una volta trovatone il centro, nel cammino catecumenale a entrare veramente in conversione, in un vero riconoscimento del peccato. PER QUESTO LA VERA RINNOVAZIONE DEL SACRAMENTO DELLA PENITENZA VERRA' CON LA SCOPERTA DEL CATECUMENATO E LA RIVALORIZZAZIONE DEL BATTESIMO. Con ciò si comincerà a vedere che segno deve avere il sacramento penitenziale.”

Stiamo cogliendo brani significativi degli insegnamenti frutto della fanatica superbia di un uomo che pretende di affossare la Chiesa con le sue chiacchiere insipienti, rattoppi disordinati che vanno oltre il relativismo o il sincretismo religioso, che celebra un dio che non esiste, un dio senza storia, senza carne ed ossa, un dio col volto di Kiko, annidato nella comunità, mito segreto assiepato nel tavolo dei catechisti che promettono sempre 'vieni e vedi', 'vedrai, la tua vita sarà trasformata' e ancora 'conoscerai il Signore...'. Promesse rimandate 'scaltramente' di passaggio in passaggio, rimescolate, e sempre tradite.

Perché il Cnc tradisce il Vangelo, lo smentisce, lo travisa, lo traduce a suo uso e consumo. Per farsi una chiesa a sua immagine.

Il Cnc non fa altro che rubare la meraviglia di quell'incontro a tu per tu con l'Altro, l'Atteso, il Diletto. Entrambi assetati. Come la Samaritana di fronte a quel Gesù che ancora non conosce. Dopo una mezza vita spesa magari senza troppi perché, è lì, nel Suo Sguardo, che finalmente si trova, svelata a se stessa nel bene e nel male, si vede nella sua nuda realtà di donna, amante, peccatrice incallita, ma assetata di Lui.

Il Cnc, nelle massificazione e nell'identità comunitaria, porta via la limpidezza di quell'incontro, di quell'intimità segreta, ineludibile, che mentre ti svela a te stesso, ti risana e ti sospinge, come la Samaritana, verso il grido, l'annuncio, la testimonianza.

L'incontro al pozzo di Sicar è l'eredità del perdono lasciata alla Chiesa, affidata alle mani di uomini che il Signore ha voluto mettere da parte per Sé. Non uomini e basta, ma uomini scelti dall'eternità per essere segno di Lui, sacerdoti della Sua Volontà.

Avete presente che nella "nuova pastorale diocesana" messa nelle mani del cammino viene proposto di iniziare i fanciulli senza testi ma con "uno stile sinagogale"?

Noi lo abbiamo sottolineato, insieme a molte altre cose sulla pastorale imposta nella sua diocesi dal vescovo di Campobasso.... (vedi tra i link in alto a sinistra: Occupazione delle diocesi, la nuova chiesa che avanza) e sappiamo che sta accadendo in molte altre, Roma compresa. Ma a chi interessa?

Battesimo al Giordano

Infine, che ce ne facciamo della Legatura di Isacco o del Battesimo al Giordano e del Mantello di Elia, quando abbiamo già il nostro Battesimo grazie alla Croce e la Risurrezione di nostro Signore?

Ricordo l'atteggiamento di grande chiusura e silenzio ostinato di miei amici al ritorno dal battesimo al Giordano, ma ricordo anche tutta l'enfasi su Elia e il suo mantello e la lettura corrispondente pervenutaci da alcune testimonianze.

Re 2 - Capitolo 2
..[7]Cinquanta uomini, tra i figli dei profeti, li seguirono e si fermarono a distanza; loro due si fermarono sul Giordano. [8]Elia prese il mantello, l'avvolse e percosse con esso le acque, che si divisero di qua e di là; i due passarono sull'asciutto. [9]Mentre passavano, Elia disse a Eliseo: «Domanda che cosa io debba fare per te prima che sia rapito lontano da te». Eliseo rispose: «Due terzi del tuo spirito diventino miei». [10]Quegli soggiunse: «Sei stato esigente nel domandare. Tuttavia, se mi vedrai quando sarò rapito lontano da te, ciò ti sarà concesso; in caso contrario non ti sarà concesso». [11]Mentre camminavano conversando, ecco un carro di fuoco e cavalli di fuoco si interposero fra loro due. Elia salì nel turbine verso il cielo. ..

Non ci sono forse assonanze con il Cammino NC? Ecco tornare la markavà, il "carro di fuoco" così ricorrente nel cammino e anche così 'inquietante' per i suoi risvolti cabbalistici..
Credo di si. Varrebbe la pena di parlarne! Magari qualche frequentatore del blog che ha finito il Cnc potrebbe dire qualcosina in più. E' chiaro che non si va al Giordano solo a rinnovare le promesse battesimali, considerata la estrema segretezza che abbiamo sempre incontrato rispetto al viaggio finale in Israele.

Ma la Chiesa non può cambiare perchè non è opera dell'uomo. Se debba cambiare, deve stabilirlo Dio, non indegni suoi pseudo-pubblicisti che in suo nome osano apportare scempi e devastazioni. La Chiesa non può divenire oggetto di un divenire indefinito: è già costituita una volta per sempre come 'luogo' definitivo di salvezza, che scaturisce dalla Croce e dai Sacramenti che veicolano la Vita del Signore Risorto!

mercoledì 23 giugno 2010

Crisi della Chiesa: oscuramento del 'Verbum' e quindi dell''Imago' e dell'azione che proviene dalla conoscenza e dall'adesione del cuore

Apriamo con queste parole del nostro fraterno amico Francesco Colafemmina e vi aggiungiamo le nostre considerazioni:
"... Magari non li fermerete e non si faranno convincere dal vostro caritatevole zelo ma almeno avrete dato testimonianza! Perché Cristo oggi dobbiamo testimoniarlo non solo attraverso la fede in Lui, ma anche attraverso l'amore per le forme con cui la fede deve esprimersi. Se il contenitore è infatti deforme, conterrà anche una fede deforme, ne sarà espressione conseguente. Ecco dunque la necessità che noi semplici laici, senza una cattedra e senza galloni o mozzette, ci riappropriamo della bellezza, dell'ordine e dell'armonia delle nostre chiese. Alla fine, ne sono certo, anche se saremo sconfitti, il Signore ci sorreggerà e la nostra fede si riscoprirà più viva e meno assonnata. E forse anche combattendo capiremo il perché della crisi che la Chiesa attraversa oggi e delle ragioni per cui è diventato così complicato riuscire a incontrare il mistero e a gioire del bello e del vero nei nostri amati luoghi sacri."
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Oscuramento del 'Verbum' e, quindi, dell'Imago'

Francesco indirizza il suo impegno soprattutto sull'arte sacra, che in questo nostro tempo sta dando segni di profonda decadenza, anzi di vera e propria eclissi del "Bello e del Vero". E non potrebbe essere diversamente dal momento che essa segue la sorte di tutte le espressioni dell'uomo in questa civiltà frammentata e nichilista, patria del liberismo selvaggio - che soffoca ogni Bellezza e armonia perché, tramontato col relativismo il principio di Verità - basa le relazioni umane sul principio dell'utilità o, ancor peggio, dell'utilitarismo. Diretta conseguenza del fatto che, se viene oscurato il 'Verbum', l''Imago', che è l'espressione visibile della Verità e della Bellezza, anh'essa viene eclissata. E questo, come abbiamo ripetutamente dimostrato, incide sui comportamenti e non resta senza conseguenze sulla la crescita (o sulla de-voluzione) spirituale delle persone e delle strutture che esse animano.

La VERA azione parte dalla conoscenza e non viceversa

Noi invece ci troviamo a lottare -direi meglio a difendere- mostrando e tenendo vive le ragioni della nostra fede cattolica sul versante della Dottrina, che è quello da cui poi scaturisce, nell'ambito ecclesiale, anche la pastorale e corrispondentemente, nella società (etica, politica, famiglia, impegno sociale), tutto il restante ventaglio dei comportamenti umani dalla stessa fecondati.

Abbiamo più volte affermato di come il nostro difendere la Dottrina non sia segno di giuridismo o tradizionalismo come sterile attaccamento al passato e segno di chiusura ad ogni novità; ma autentica e consapevole apertura al Signore che "fa nuove tutte le cose" e, quindi al rinnovamento ed al sempre ulteriore disvelamento -Nova et Vetera insieme- della Tradizione Apostolica, senza contaminazioni da parte di falsi profeti, cattivi maestri e suggestioni neo-protestanti figlie del neo-modernismo e relativo "falso archeologismo liturgico" che, col pretesto del ritorno al passato, rinnega una tradizione arrivata fino a noi da due millenni di generazioni di credenti.

Mi trovo a pensare sempre più spesso e con sempre maggiori elementi di riscontro, che cercheremo di approfondire ulteriormente in base ad esempi concreti, che il concilio vaticano II, col suo definirsi Pastorale e non Dogmatico, ha in realtà introdotto nuovi comportamenti nella prassi ecclesiale che hanno inciso sulla formazione di una fede avulsa dal dogma e quindi dalla Verità. Di fatto una realtà come il cammino NC, non avrebbe mai potuto trovar posto in una Chiesa senza le falle introdotte dallo "spirito conciliare". Tutto ciò, a quanto appare, ben attenti a non toccare uno iota della Verità, ma solo nelle parole -se pure con qualche eccezione rivelativa che non intacca il dogma in quanto mai proclamata solennemente- e con una prassi generalizzata non coerente e di segno opposto.

Infatti, se le parole e le proposizioni conciliari e post-conciliari (ad esclusione degli abusi resi possibili dall'introduzione del Novus Ordo Missae) sembrano nelle grandi linee non allontanarsi dalla Verità e dal Dogma che la garantisce e la custodice nel fluire dei secoli, in realtà se ne sono allontanate nei fatti, nella liturgia in primis, che è la fonte e il culmine della fede e che 'forgia' le anime e le coscienze e determinandone gli atteggiamenti interiori e i conseguenti comportamenti nei confronti di Dio, degli altri e delle cose. Occorrerà poi dire qualcosa di più, approfondendo il malinteso senso del dogma veicolato dagli spirito-del-concilio-dipendenti.

Dobbiamo constatare, quindi, che oggi siamo nello svolgersi di una rivoluzione copernicana, tanto più dannosa quanto ingannevole e subdolamente travestita da rinnovamento secondo i segni dei tempi, certamente auspicabile e necessario, ma che non può mai essere autentico rinnovamento se staccato dai fondamenti portanti e dalle Radici, cioè della Tradizione Perenne.

Questa rivoluzione, che sembra corrispondere ad una 'rifondazione' piuttosto che ad un semplice 'rinnovamento' e che coinvolge la Chiesa post-conciliare rischiandone la vera e propria mutazione genetica, ha le sue 'spinte' nel mondo, che la Chiesa ha smesso di giudicare per trasfigurarlo in Cristo e dal quale si è lasciata contaminare per effetto di un malinteso senso del dialogo: il dialogo ad ogni costo, il dialogo per se stesso non è che un nuovo idolo che allontana dalla Verità e, quindi, dalla propria identità che è quella del Figlio, Verbum et Imago Dei.

Per queste ragioni, si impone di ripristinare nell’insegnamento -e nella Liturgia- la forma più perfettamente caritatevole che ci sia offerta da Dio, ossia la forma dogmatica, adeguatamente divulgata secondo i linguaggi di oggi. Ricordiamo il motto di sant’Ignazio d’Antiochia: «La fede è il principio, la Verità il fine»; solo la Verità può portare all’unità che è il fine vero e ultimo dell’insegnamento, specie con la Chiesa pregressa, cioè con la Tradizione, con la memoria dell’essere, da quasi cinquant’anni in grave pericolo». Questa unità potrà ritrovarsi solo «col fuoco del dogma».
Maria Guarini

lunedì 21 giugno 2010

ATTO DI RIPARAZIONE al Sacratissimo Cuore di Gesù

Gesù dolcissimo, il cui immenso amore per gli uomini viene con tanta ingratitudine ripagato di oblìo, di trascuratezza, di disprezzo, ecco che noi prostrati dinanzi ai tuoi altari intendiamo riparare con particolari attestazioni di onore una così indegna freddezza e le ingiurie con le quali da ogni parte viene ferito dagli uomini l’amantissimo tuo Cuore.

Ricordando però che noi pure altre volte ci macchiammo di tanta indegnità e provandone vivissimo dolore, imploriamo anzitutto per noi la tua misericordia, pronti a riparare con volontaria espiazione, non solo i peccati commessi da noi, ma anche quelli di coloro che errando lontano dalla via della salute, o rifiutano di seguire Te come pastore e guida ostinandosi nella loro infedeltà, o calpestando le promesse del Battesimo hanno scosso il soavissimo giogo della tua legge.

E mentre intendiamo espiare tutto il cumulo di sì deplorevoli delitti, ci proponiamo di ripararli ciascuno in particolare: l’immodestia e le brutture della vita e dell’abbigliamento, le tante insidie tese dalla corruttela alle anime innocenti, la profanazione dei giorni festivi, le ingiurie esecrande scagliate contro Te e i tuoi Santi, gli insulti lanciati contro il tuo Vicario e l’ordine sacerdotale, le negligenze e gli orribili sacrilegi ond’è profanato lo stesso Sacramento dell’amore divino, e infine le colpe pubbliche delle nazioni che osteggiano i diritti e il magistero della Chiesa da Te fondata.

Oh! potessimo noi lavare col nostro sangue questi affronti! Intanto, come riparazione dell’onore divino conculcato, noi Ti presentiamo — accompagnandola con le espiazioni della Vergine Tua Madre, di tutti i Santi e delle anime pie — quella soddisfazione che Tu stesso un giorno offristi sulla croce al Padre e che ogni giorno rinnovi sugli altari: promettendo con tutto il cuore di voler riparare, per quanto sarà in noi e con l’aiuto della tua grazia, i peccati commessi da noi e dagli altri e l’indifferenza verso sì grande amore con la fermezza della fede, l’innocenza della vita, l’osservanza perfetta della legge evangelica specialmente della carità, e d’impedire inoltre con tutte le nostre forze le ingiurie contro di Te, e di attrarre quanti più potremo al tuo sèguito. Accogli, Te ne preghiamo, o benignissimo Gesù, per intercessione della Beata Vergine Maria Riparatrice, questo volontario ossequio di riparazione, e conservaci fedelissimi nella tua ubbidienza e nel tuo servizio fino alla morte col gran dono della perseveranza, mercé il quale possiamo tutti un giorno pervenire a quella patria, dove Tu col Padre e con lo Spirito Santo vivi e regni, Dio, per tutti i secoli dei secoli. Così sia.
(Conclude la Lettera Eniclica Miserrentissimus Redemptor, del Sommo Pontefice Pio XI sull'atto di riparazione al Sacratissimo Cuore di Gesù)

Sostiamo pregando in una questa breve tappa, prima di riprendere il nostro percorso

domenica 20 giugno 2010

La situazione della Chiesa, oggi, con uno sguardo allargato ma inclusivo del 'vulnus' operato dal cammino NC

Ci scrive un nostro collaboratore:
Parole espresse dal Vescovo Giuliodori... "Sono presenti i seminaristi del Seminario Regionale Pio XI di Ancona e quelli del Seminario Diocesano Missionario Redemptoris Mater di Macerata che, sull’esempio di P. Matteo Ricci, si preparano per viver il sacerdozio con una particolare apertura missionaria."

Secondo me queste parole esprimono proprio la situazione attuale della Chiesa nei confronti del Cammino: da una parte (e ne ho conoscenza diretta) il Vescovo non ama per niente il Cammino e le sue "stranezze". Tanto che è stato ed è molto osteggiato dal Cammino locale. Ho anche conoscenza che un paio di anni fa ha sostanzialmente cacciato dal suo ufficio i catechisti responsabili della regione perché erano andati a "trattare" su come celebrare la veglia di Pasqua: il Vescovo ha infatti riportato la Veglia a quella che tutti noi conosciamo e il Cammino chiedeva di ripristinare tutte le aggiunte del Cammino (dialogo dei bambini con i genitori, risonanze, etc. etc.).

Dall'altra parte però fa queste dichiarazioni che farebbero capire l'esatto contrario... In sintesi, penso che l'idea di massima è quella di riportare il Cammino, i seminari RM etc. etc. sulla "retta via".... IMPRESA TITANICA, DIREI!

Che la situazione possa essere inquadrata in questi termini, a dir poco schizofrenici - che fanno il paio con le lodi alternate a reprimende nella Lettera del Papa a Cordes di qualche mese fa - lo possiamo riscontrare da questa testimonianza di un sacerdote su un Forum cattolico:
Ho avuto a che fare con il CnC specie durante l'ultima veglia pasquale (durata cinque ore...). L'atteggiamento corretto da parte della Chiesa è quello del dialogo e dell'accompagnamento in modo che possano purificare quanto di eterodosso vi è nella loro liturgia e modo di procedere. Se si interrompe il dialogo, si verificherà una perdita per loro e per la Chiesa.
Analoga impressione, con aspetti di maggiore preoccupazione perché più che 'tolleranza' denota spiccata propensione verso il cammino NC, si ricava dall'intervista rilasciata dal Vicario del Papa, Vallini, in conclusione del recente incontro Diocesano romano, in apertura del quale il papa ha avuto accenti 'forti' e fondanti sull'Eucaristia, imprescindibile fonte e culmine della nostra fede, ma purtroppo 'luogo' di abusi e di arbitrarie innovazioni nell'ambito del Cammino...

A questo punto, dovremo rassegnarci all'inesorabile completamento del processo di mutazione genetica riconoscibile nella nostra Chiesa, divenuto esplicito e quanto mai ingravescente nel clima post-conciliare, che fa sì che oggi si stia camminando sulle rovine della Chiesa. Queste non derivano soltanto dalla secolarizzazione e dal relativismo o dal neo-modernismo, ma dal fatto che la Chiesa, anziché rimanere se stessa di fronte alle tendenze del tempo, per conoscerle e assumerle su di sé vincendone nel Signore Risorto i germi di morte, col riconoscerli e rifiutarli, li ha lasciati penetrare al suo interno, come ha fatto col cammino nc, nell'illusione di 'trasfigurarli'...

Dobbiamo chiederci se davvero il concilio, con la medicina di un malinteso amore per tutti ha fatto sì che si sia cominciato ad accogliere l'errore insieme all'errante.

Il Signore non è entrato in dialogo col mondo e non ha recepito le istanze del mondo; ma ha predicato e si è fatto Salvezza NEL mondo SE e PER CHI accoglie LUI. Gesù non dialogava, ascoltava, insegnava con autorità e donava Sé stesso come fa ancora e sempre a chi Lo accoglie...

Il Signore non ha incarnato il Male per trasfigurarlo, si è incarnato assumendo la natura umana ma non il peccato, che ha preso su di sé per vincere, sulla Croce, il male che ne è all'origine. Quindi noi non dobbiamo incarnare o prendere sul serio le critiche infarcite di menzogna per trasfigurarle (se le incarniamo è la Chiesa che si trasfigura, o meglio, viene sfigurata; e del resto i frutti del post concilio ce lo stanno dimostrando), ma dobbiamo distinguere quel che è menzogna e respingerlo e vicerne le radici in Cristo. "Può esserci intesa tra Cristo e Belial?"

"...esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono” (1 Ts 5, 19)... Non possiamo trasfigurare ciò che non è bene, accogliendolo: dobbiamo però riconoscerlo e far sì che venga riconosciuto accettando il peso e la sofferenza che ci genera abbracciando la Croce, se le cose vanno diversamente. Non dobbiamo accogliere o incarnare il male per trasfigurarlo, ma riconoscerlo per vincerlo e questo è Opera di Cristo Vivo e Vero nella sua Chiesa. E' ovvio che quando parliamo di "male" anche a questo riguardo ci riferiamo alle idee e mai alle persone.

In conclusione, se i nostri Pastori - mi riferisco ai vescovi alle prese col cammino che non vi abbiano già aderito - hanno l'illusione di riuscire a trasfigurare solo accogliendola una realtà così fortemente identitaria, dalla struttura rigida e assolutamente imprescindibile, che ha suoi metodi, simboli, prassi, funzioni, insegnamenti e perfino una ritualità, diversi da quelli della Chiesa e che tendono a fagocitarla ed inglobarla piuttosto che a lasciarsi 'trasfigurare' o 'purificare', come intenderebbe il Papa, come la mettiamo? Non è che ci stiamo illudendo di "accogliere e ricreare il meglio" delle istanze moderniste, così come si sta facendo col cammino nc che, lungi da darci il meglio e lasciarsi ricreare, si sta rivelando un vero e proprio Cavallo di Troia?

Ora La Chiesa deve metter mano a difendere la Verità dall'errore insinuatosi in essa: anche questa è una minaccia dal suo interno. Non è altro che questa la Grande apostasia: falsi profeti, cattivi maestri, crollo della liturgia compresi gli abusi, la banalizzazione, le dissacrazioni...

Se vien meno la sua missione di rendere il vero culto a Dio e il munus sanctificandi, docendi, regendi dei sacerdoti, recentemente oggetto delle Catechesi del Papa, per la guida e la santificazione dei fedeli, da cui scaturiscono l'autentica testimonianza e l'etica evangelica, Opera del Signore e non solo sforzo umano, cos'è più la nostra Chiesa?

Lo sforzo umano è necessario, ma soltanto nel rispondere, aderire, ascoltare, assimilare, coltivare, a partire dal vivere un'autentica vita sacramentale nella Chiesa e, quindi, custodire e diffondere la Fede secondo la Tradizione Apostolica, non nell'introdurre metodi e strategie come si fa nel marketing... La Chiesa non è una organizzazione umana, è Divino-umana, come il Suo Signore... ma gli imbonitori del Sacro che vanno per la maggiore sembrano averlo dimenticato...

La gestione delle 'vocazioni' nel Cammino neocatecumenale

Prima di inserire il nuovo articolo, sintetizzo qui le riflessioni e conclusioni del precedente, per il risalto che meritano. Infatti, i post sono stati tanti e altrettanto numerose le puntualizzazioni rese necessarie. Prima di passare alla prossima riflessione, estraggo questi, particolarmente significativi, per coglierne insieme l'impatto forte e la testimonianza 'sulla pelle', che viene dal cuore e dalla fede rimasta viva nella Chiesa. E rivolgo un pensiero orante alle migliaia di persone, uscite dal Cammino (molte di più dei 'camminanti'), che purtroppo hanno abbandonato al Chiesa identificando il Cammino con essa. Di fatto si ricordano i "numeri" delle conversioni, che in realtà sono conversioni al Cammino (paradossalmente anche nel caso di "religiosi" che hanno già fatto la loro scelta vocazionale), ma non quelli delle defezioni, molto più numerose....
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Strl - Ad un certo punto AleCT dice "quando senti la vocazione la prima cosa che fai è parlarne IN PRIVATO con il tuo padre spirituale, ma vabbè forse sono solo fisime mie."...

Ma in realtà il neocatecumeno sta parlando con il suo padre spirituale...: il padre spirituale del NC è il catechista! E di fatto non ve ne possono essere altri. Ho assistito personalmente ad una discussione tra l'equipe dei catechisti e un catecumeno che, parlando di che cosa gli aveva suggerito di fare il proprio padre spirituale, riceveva questa tranciante risposta dall'equipe: "a che cosa ti serve un padre spirituale quando hai i catechisti??".

Per quanto riguarda la libertà di scelta di quale seminario seguire, anche li ho seri dubbi... Ho assistito personalmente un sacerdote NC dire ad un altro sacerdote ex NC di "tornare alla sua vera vocazione" intendendo quella delle comunità neocatecumenali. Per quanto riguarda il vaglio della vocazione, lasciamo perdere! Potrei offendere qualcuno e non è mia intenzione.

Mi viene solo da ridere pensando che, per mia esperienza diretta, tutta la guida spirituale di un sacerdote NC con cui mi confidavo si esplicava nel dire "rimani fedele ... AL CAMMINO!" Cioè rimani fedele ai tuoi catechisti...

Per quanto poi riguarda il discorso, accennato, secondo cui nei pellegrinaggi si va per ascoltare Kiko... ebbene sostanzialmente è quello che avviene! Qualunque NC sincero ti direbbe che il clou del pellegrinaggio si ha il giorno successivo con l'incontro con Kiko. E la giustificazione classica di questo comportamento è che il giorno prima il Papa ha dato le "linee guida", Kiko il giorno dopo inizia ad attuarle...

Per quanto riguarda l'altro discorso, appena accennato, del fare comunione insieme in Parrocchia... da quando sono un ex NC non vedo più nessuno perché, a parte la domenica delle Palme e il periodo delle catechesi in cui fanno gli annunci in chiesa, hanno una vita totalmente scollegata dal resto della Parrocchia. Per finire ringrazio tutti i blogger (anche i NC, che ho veramente piacere a leggere).

Jonathan - Alle domande precise e sacrosante di Alessandra, domande peraltro varie volte affiorate in questo blog, aggiungo questa: perché mai una persona che ha scelto la vita consacrata dovrebbe sentire il bisogno o anche solo il desiderio di continuare il cammino, di partecipare a convivenze, passaggi e scrutinii vari? Se la sua è una autentica vocazione, la perfezione della sua vita è lì. Che bisogno ha di ‘un itinerario di formazione’ o di riscoprire il suo Battesimo, ecc.? E’ una anomalia questa, insieme alle altre, che non può essere spacciata per una cosa normale, tipo ‘che c’è di strano, che c’è di male’. Se il Cnc fosse quello che dice di essere, dovrebbe fermarsi alla soglia del convento o del seminario, e prima ancora alla soglia della coscienza di chi incontra il Volto del suo Signore. Perché il Signore non ha bisogno di imbonitori, ma di umili servitori che vogliano andare laddove Egli vorrà.

Mic - Perché il Signore non ha bisogno di imbonitori, ma di umili servitori che vogliano andare laddove Egli vorrà.

andare e lasciar andare... anzi aiutare a trovare il proprio posto nel Corpo Mistico di Cristo che è l'INTERA Chiesa e non un Cammino inventato da un laico, che è riuscito a imporre a tutti la sua personale esperienza, frutto di una sintesi spuria tra cristianesimo protestante, gnosticismo ed ebraismo, con la prevalenza di quest'ultimo; tanto da oscurare sia nell'annuncio che nella pratica, perfino rituale, la Persona di Cristo Signore, di cui certamente si parla, ma in maniera che risulta funzionale al cammino e che sulle persone agisce a suon di slogan e non di concreta esperienza di Lui...

A. Rita - Dice NC: “Chiariamo una cosa : non è che una ragazza si alza ad una convivenza ed il mese dopo entra in convento.C'è un tempo di discernimento vocazionale, lungo o breve in cui viene valutata la cosa da dei preti e da delle suore. Per il resto non ci vedo niente di strano - il catechista si è incaricato di suggerire un'ordine etc.. etc.. -- non c'è nessun tipo di plagio o cose del genere.”

Questo è falso. In otto anni di “alzata”, cioè di manifestazione da parte mia del sentirmi chiamata alla vita contemplativa, non ho MAI ricevuto l’aiuto “da dei preti e da delle suore.”
Neanche dal cosiddetto Presbitero dell’equipe dei catechsti, ma solo sentenze dai catechisti laici, che prima mi hanno dirottato verso l’itineranza, nella speranza di non lasciarsi “scappare” un elemento fuori dal Cammino,poi…col fallimento dell’itineranza, in cui ho visto commettere di tutto di più…, sono semplicemente stata abbandonata a me stessa, senza più ricevere né aiuti, né consigli, salvo le sentenze durante gli scrutini del tipo: “devi abbandonare l’incontro che hai fatto con Dio (prima di entrare in Cammino), perché quello è il tuo idolo, quello è IL TUO ISACCO DA SACRIFICARE” !!!!!!!!!!!!!!!!!

dice sempre NC: "per il resto non ci vedo niente di strano - il catechista si è incaricato di suggerire un'ordine etc.. etc.. -- non c'è nessun tipo di plagio o cose del genere."

Quando un catechista si prende il disturbo di segnalare un ordine anziché un altro è perché in quel monastero ci sono buoni contatti col Cammino, come accade per le Benedettine di Offida(Ascoli Piceno), dove quasi tutte le monache provengono dal Cammino. E non è che in questo non ci sia nulla di strano, c’è molto di strano…

e consiste in questo: poiché la dottrina neocatecumenale è essenzialmente protestante, e non avvezza a sottomettersi all’austerità ascetica delle regole di un ordine cattolico, accade sovente che moltissime delle cosiddette vocazioni nate nel Cammino non reggano l’impatto di un programma serio di santificazione cattolico, segnato con l’accettazione della sottomissione ad una mentalità cattolica, l’accettazione anche di salutari umiliazioni, atte ad abbassare l’orgoglio presente in tutti, l’accettazione incondizionata al superiore dell’Ordine (quando questi non sia Kiko….) e perciò succede che queste vocazioni”, confrontandosi con gli Ordini veramente cattolici, falliscono, non reggono il livello di abnegazione, ed i candidati escono.

Infatti nella mia città, tutte le ragazze che in vent’anni sono entrate in monastero, provenendo dal Cammino, prima o poi sono uscite TUTTE. Perfino quelle che da molti anni avevano fatto i Voti Solenni, che avevano vent’anni di monastero alle spalle.

Per questo sorrido ripensando agli slogan pubblicitari di Kiko sulle alzate delle ragazze, quando dice che nei monasteri le ragazze provenienti dal Cammino sono 4000. Sono quindici anni che queste ragazze sono 4000!!! Allora, visto che ogni anno se ne alzano circa 3000, o tante ne entrano ed altrettante continuamente ne escono, oppure in tutti questi anni non è entrato quasi nessuno, altrimenti oggi dovrebbero essere decine di migliaia! Ma la verità è appunto che di quelle provenienti dal Cammino pochissime reggono quel tipo di vita di santificazione, non adatto ad un protestante… a meno che…
…a meno che… e qui c’è l’altra trovata del Cammino: a meno di non traviare dall’interno l’intero monastero. Per questo sempre più monasteri, ingannati dalla proposta di nuove “vocazioni” cedono a far entrare la predicazione neocatecumenale, stravolgendo la Regola originale del Fondatore e la sua SPIRITUALITA’, emblematico è lo scandaloso caso di Leira in Spagna, per cui “neocatecumenizzando” il monastero si risolve il problema del probabile insuccesso delle vocazioni luterano-kikiane.

"semplice no. conosco tanti che hanno fatto un periodo e dopo si sono sposati."

Caro Nc, non c'è niente di semplice! Ha ragione Alessandra: dietro ad ogni vocazione c'è un incontro personale con Dio, il Quale non può essere allegramente sostituito con un comune rapporto umano, perchè ti ricordo che il rapporto che scaturisce da una chiamata è di tipo sponsale. E per cortesia non venirmi a dire che tutti i battezzati, anche i coniugati, sono sposati con Cristo, perchè questa è una baggianata. Chi sposa una creatura si lega a quella e resta nel mondo a vivere la vita che lo stato matrimoniale richiede. Chi sposa Cristo - su questo San Paolo non da adito a fraintendimenti!- abbandona il mondo, "muore al mondo" e vive la sua vita ormai "nascosto con Cristo in Dio"! Certo, il rapporto 'sponsale' con Cristo è e resta la Vita di ogni anima credente; ma la chiamata alla "consacrazione religiosa" richiede un 'distacco' dal mondo maggiore.

Quindi, quando alle spalle c'è un incontro sponsale con Cristo, non si può tanto alla leggera cominciare una vita in Lui e poi cambiare idea, andarsene e sposarsi nel mondo, non sono due strade intercambiabili! Non è normale passare tranquillamente da una stato di vita all'altro. Lo capisci che è disumano?? E se si fa tranquillamente così questo vuol dire che "quell'incontro" con Dio NON C'E' MAI STATO. Allora ha ragione chi sostiene che le vocazioni del Cammino sono per lo più frutto di esaltazione emotiva ed elaborazione di una immaginazione fantasiosa ed autogratificante.

...e soprattutto non sono dei laici, che di "donazione a Dio con il cuore indiviso" non capiscono nulla, perchè non lo hanno mai vissuto, che possono fare discernimento sulla esistenza o no nella vita di un'anima, della Presenza sponsale di Dio!.. Lascino il compito ai Consacrati, che non saranno tanto superficiali da dire che una vocazione vale l'altra, basta sceglierne una... (!!!)

dice jeff: "Ale, se può confortarti ti posso assicurare che ogni vocazione all'interno del Cammino viene prima attentamente vagliata e viene fatto del discernimento come è ovvio e giusto che sia. Nessun catechista potrà mai dire ad una persona "tu hai questa specifica vocazione", ma si aiuta la persona che si è alzata affinchè faccia discernimento." A tal proposito esistono appositi "centri vocazionali".

E' ancora falso che nel Cammino la vocazione alla vita religiosa sia "attentamente vagliata" e che venga fatto un discernimento. A meno che questo non torni ad interesse del Cammino, come nel caso delle cosiddette vocazioni maschili, che sono tutti potenziali servitori liturgici della grande macchina neocatecumenale... ricordo infatti che all'ultimo scrutinio della mia comunità, ad un mio fratello che era seminarista nel RM di Pola, venne concessa la parola per tre quarti d'ora, tempo in cui ebbe modo di raccontare tutte le sue crisi compresa la telecronaca delle tentazioni e tutto quello che gli era passato per la testa, e quando toccò a me, dopo dieci minuti mi venne detto di tagliare corto, perchè stavo solo "cercando di attirare l'attenzione di tutti".

Poi è chiaro che un catechista cerchi di non sbilanciarsi nel tentenziare quale sia la vocazione di una persona (e questo già la dice lunga sul loro falso carisma profetico, altrimenti invece parlerebbero, ma non possono perchè non hanno nessuna luce), ma poichè comunque un parere se lo sono fatto, se il desiderio che il catecumeno manifesta non collima col loro pensiero, trovano comunque il modo di contrastarti, ignorandoti o impedendoti - per obbedienza - di fare quello che vorresti.

Come dice Jeff? I Centri vocazionali? In Umbria finchè fu vivo Giorgio Filippucci il Centro andò avanti (poi se ne possono discutere i metodi...), ma quando lui morì e venne a sostituirlo il grande Pino Manzari, il Centro fu subito chiuso, poichè lo scienziato-supercatechista sosteneva che il Centro vocazionale non serviva a nulla poichè - reggetevi forte - "E' LA COMUNITA' CHE FA DISCERNIMENTO SULLA VOCAZIONE".
Sic! anzi...sigh!

dice ancora Jeff: "Ale, sinceramente questo non mi sembra un problema così "sconvolgente". Per dire, è cosa nota che i seminaristi del Cammino vengano mandati tutti nei Seminari Redemptoris Mater[...] Comunque questo non deve sconvolgere: deriva semplicemente dal fatto che per i neocatecumenali è fondamentale continuare il Cammino anche nel seguire percorsi come il seminario o il monastero quindi immagino che le Suore Sacramentine offrano questa possibilità. Tutto qui."

Per quale motivo nel Cammino si propenda ad arruolare i ragazzi nei seminari neocat lo abbiamo già detto e non è certo per un principio di "continuità" (parola molto di moda...) fra l'atmosfera della comunità e l'impostazione presbiterale da dare ai seminaristi, ma perchè ad un movimento che abbia dottrina e liturgia diverse da quelle della Chiesa, occorrono operai specializzati per la creazione di quel prodotto specifico... E già questo è grave...

Diventa gravissimo quando si finge di non sapere che chi sceglie di entrare in un Ordine religioso e per di più contemplativo, ha fatto la scelta di morire al mondo, perciò è sufficentemente avanti nella crescita spirituale da non aver certo più bisogno dell'ABC di una "iniziazione cristiana" (sempre ammesso che il Cn sia davvero una iniziazione cristiana, e non gnostico-cabalistica). Perciò chi entra in un monastero, avente una sua specifica spiritualità, con relativa regola monastica, ha già tutto quel che serve per un completo cammino di santificazione, e non ha alcun bisogno di ricominciare da zero in celebrazioni con risonanze, indottrinamenti storti e riti sincretisti che fanno male a chiunque, figurarsi a chi ha tagliato i ponti col mondo e dovrebbe ritrovarsi a seguire metodi e prassi in cui lo spirito del mondo regna sovrano, visto che il Cammino è un movimento laicale.

mardunolbo - Ho assistito in silenzio alle tante risposte senza intervenire poichè digiuno di esperienza diretta di avenimenti ecclesiali, di cui spesso si è parlato, ma mi colpiscono molte frasi neocatecumenali"... più precisamente il CNC è un itinerario di formazione cattolica, quindi pensato per chi sente il bisogno di riscoprire l'essenza del suo essere cristiano e cattolico. E' un percorso per la riscoperta del battesimo, nient'altro che un aiuto per le parrocchie e per i vescovi..."

-PENSATO PER CHI sente il bisogno di riscoprire l'essenza del suo essere cristiano...- Qui sta uno dei passaggi che il neocat. NON avverte come possa completamente fuorviare! Infatti una cosa è questo bisogno e renderlo attuale con un percorso formativo... che male c'è ? Anzi tutto di bene! Il problema è come fare e dove fare questo percorso formativo. Se uno si dedicasse ad accertare quanti monasteri vi siano in Italia, ancora attivi, potrebbe fare un percorso formativo, ma quale sia l'influenza indiretta sul suo spirito non è dato di saperlo ed è molto difficile da scoprire. Perchè non seguire un "itinerario di formazione" già assodato, secolare e dottrinalmente congruo ? perchè cercare e "trovare" una nuova strada o "cammino"? Sta proprio qui il problema. Non si dubita che, come si disse già altre volte, Dio non pone limiti ad una scoperta di Lui e molte strade possono essere intraprese... già, ma alla fine tutte le strade devono convergere verso quella UNICA dottrina e liturgia altrimenti è APOSTASIA. C'è poco da filosofare !

Quel che vogliono negare ostinatamente i neocatecumenali, ripeto, con ebraica ostinazione, proprio seguendo le ritualità antiche, è la discrasia tra la "loro" ritualità e la ritualità secolare accompagnata da una dottrina e liturgia ben precisa. L'innovazione può essere positiva se esprime gli stessi concetti, la stessa dottrina, pur con espressioni nuove: questo è stato lo spirito del Concilio Vat.II. Ma questo è stato proprio malinterpretato, e con malizia, intendendosi "creare" e poi giustificare nuove forme anche di dottrina e di concezioni liturgiche. Questo fu l'errore ed è stato detto più volte dal Papa. Chi non segue e continua a non volersi adattare a questi ammonimenti E' FUORI dalla Chiesa. E, ripeto ancora una volta, tra non molto potrà trovarsi senza saperlo, scomunicato "ipso facto" (se non lo sono già, ma non voglio approfondire per carità, poichè se lo scoprissi, lo direi senza più alcuna remora). Insisto che queste giustificazioni dei neocatecumenali e queste riflessioni evadono sempre i punti centrali e si disperdono in mille questioni marginali senza affrontare mai i nodi dottrinali (che evidentemente non conoscono bene o non vogliono modificare rispetto a quel che hanno recepito nel cammino-setta).

Il non voler affrontare i nodi dottrinali e l'evadere la riflessione è tipico del superbo che non intende dialogare con discernimento. Del resto si sa che, più una persona nella sua vita, ha maturato decisioni, più queste diventano col passare degli anni delle convinzioni su cui basare le proprie sicurezze. Se si dovessero minare queste sicurezze, tutto crollerebbe. Per questo motivo introdursi in una setta come quella neocat. induce sensazioni di sicurezza che non DEVONO essere scalzate da alcunchè, pena il crollo di tutto quel che si è costruito e dei pensieri che sono stati evocati.

Cosa potranno fare coloro che avranno avuto 7 od 8 figli quando si renderanno conto di aver sbagliato: coniuge, cammino religioso, numero di figli, scelte di amici, tipologia di lavoro, tipo di missione cristiana, ecc. ? la cosa migliore per la mente è auto-convincersi di non aver sbagliato alcunchè e proseguire con ostinazione nella strada intrapresa. Per queste ragioni che conosco molto bene, trattandosi di percorsi mentali, ripetute volte analizzati nella mia vita, ammiro moltissimo quelli che scrivendo qui sono usciti dal "cammino" con un atto eroico e si sono ricostruiti di sana pianta seguendo il filone secolare della Chiesa...e gettando nella spazzatura il loro umano orgoglio !!

Con le considerazioni/esperienze vissute di Annarita, come si può avere il coraggio di replicare o di giustificare il "cammino" ? Quale mostruosa superbia spinge il neocatecumenale a proseguire ? Quale identificazione religiosa può avere chi non si sente smuovere ed indignare da quel che A.rita racconta ? Grazie A.rita delle tue parole. Non lasciarti intristire, stiamo vivendo un periodo così ! Nella storia della Chiesa molte volte dei credenti si sono trovati in tempi tristi come i nostri. Stringiamoci a quello che conosciamo di secolare nella tradizione incorrotta senza lasciarci deflettere da nessuno che sia corrotto od inerte della gerarchia odierna. La certezza del catechismo che ha sempre confortato con le parole più giuste ricordando che nei tempi incerti la sicurezza ci viene dalla tradizione e null'altro, ci conforta e sprona a proseguire a smascherare le ambiguità e falsità di un cammino apostata. Specialmente per voi che avete provato sulla vostra pelle con sofferenza, certe impronte.

giovedì 17 giugno 2010

Interrogativi di una ragazza su una "alzata" vocazionale

Cari tutti del sito,

vi ho già scritto una volta per quanto riguarda la mia personale esperienza nel conoscere membri del CNC. Vi ho scritto anche delle mie perplessità sulla liturgia. Vi riscrivo perchè ci tengo che voi sappiate quello che ho appena saputo.

Una delle ragazze che ho conosciuto (bravissima ragazza) mi ha contattato dicendo che questo sabato sua sorella entra come postulante nelle Sacramentine di Napoli. Avendo amici che sono stati chiamati alla vita religiosa (uno è scolastico gesuita e un altro, appena si laurea, entrerà tra i domenicani) e, conoscendo le loro storie, le ho chiesto perchè proprio le Sacramentine e lei mi ha detto, nell'ordine, che sua sorella:

  1. è stata mandata là dal suo catechista, dopo una delle "alzate" in una convivenza di comunità ("ha sentito qualcosa dentro e senza capire nulla si è alzata" parole testuali!)
  2. In quel convento TUTTE le suore sono del CNC
  3. lei stessa (questa ragazza, non la sorella) ha parlato con una suora che le ha detto che anche per lei è stato difficile alzarsi però ha chiesto al Signore " se sei tu che mi vuoi fammi alzare tu" e quando si è alzata aveva un grande desiderio cioè che non dovesse lasciare il cammino e che le suore dove doveva andare non fossero vestite di nero e le sacramentine, guarda caso, sono vestite di bianco con uno scapolare rosso.
  4. i catechisti di questa suora hanno catechizzato i catechisti della sorella di questa ragazza che conosco...

Dulcis in fundo mi dice "se questa non è la volontà del Signore mi chiedo quale sia". Per me è la volontà del catechista CNC. Poi mi lascia dicendomi che ha la "celebrazione della Parola"

Lascio a voi le conclusioni.

Se posso aggiungere qualcosa: la cosa che mi ha letteralmente shoccato è stato l'atteggiamento di completa passività che leggevo dalle parole di questa ragazza,di sua sorella, della suora...

Guarda caso tutto coincideva, (non abbandonare il cammino, il colore dell'abito, il fatto dei catechisti) tutto era "volontà di Dio" (come se la Volontà di Dio sia solo un insieme di coincidenze e non invece la verità di un progetto di Amore di Dio nei tuoi confronti che devi meravigliosamente scoprire con una santa fatica).

Mi ha dolorosamente colpito l'estrema ingenuità di questa ragazza che mi ha riferito tutto questo. Io l'ho conosciuta durante degli esercizi spirituali che ho animato nella scuola che frequenta e in cui insegna la mia ex prof di religione e mia madrina di cresima (che, come me non fa parte del CNC). Questa ragazza era partecipe, mi aiutava e aiutava gli altri.

Devo dire anche che ho animato il Rosario Meditato nella Parrocchia di San Leone in occasione della visita della Madonna di Fatima e ho visto anche cantori NC animare e aiutarmi ad animare senza problemi.
Spero di vederlo pubblicato presto sul blog.
Alessandra
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Nella sua scarna essenzialità la testimonianza è molto eloquente e mostra la capacità critica ed intuitiva di una giovane ragazza impegnata in esperienze ecclesiali "normali", che viene a contatto con persone e fatti del cammino nc.
Sull'argomento delle cosiddette "alzate" rinvio a questo link con l'indicazione che il documento contiene anche i link ai precedenti. (vedi precedente anche sul blog)

mercoledì 16 giugno 2010

16 giugno. Ricordiamo Padre Enrico Zoffoli, difensore dell'Eucaristia

"La miglior catechesi è l'Eucaristia ben celebrata". Lo ha detto Benedetto XVI a sacerdoti, diaconi e laici della diocesi di Roma presenti ieri sera nella Basilica di San Giovanni in Laterano per l'apertura del Convegno Ecclesiale.
"Nella celebrazione - ha spiegato - non inventiamo qualcosa, ma entriamo in una realtà che ci precede, che abbraccia cielo e terra". Da qui l'invito a seguire "le prescrizioni liturgiche dei padri della Chiesa". "Nell'itinerario di educazione alla fede si sottolinei - ha aggiunto - che nel sacramento dell'Eucaristia Cristo è realmente e sostanzialmente presente".
"La dimensione verticale - ha osservato il Pontefice riferendosi sia alla messa che alla vita stessa delle comunità cristiane - eleva anche quella orizzontale", cioè l'impegno nel sociale.
"Quando prevale quest'ultima invece - ha ammonito - si perde il senso della celebrazione comunitaria". "Nutrendoci del corpo di Cristo - infatti - noi cristiani abbandoniamo la logica del mondo per assumere quella divina del dono e della gratuità".
E la "forza diffusiva del bene può trasformarci [significa che non rimaniamo 'inesorabilmente peccatori!] e innescare un cambiamento autentico e permanente nella società, nelle menti e nei cuori". "Gesù - ha continuato il Pontefice parlando a braccio - è venuto a rivelarci l'amore del Padre e che l'uomo senza amore non può vivere. Sull'esempio di Cristo viviamo per lui".

E, poco prima il Santo Padre così aveva pronunciato CHIARO E FORTE: “Nell’offerta che Gesù fa di se stesso troviamo tutta la novità del culto cristiano. [...] Egli stesso in persona diventa quel sacrificio che la liturgia offre nella santa messa. Infatti, con la consacrazione il pane e il vino diventano il suo vero corpo e sangue. Sant’Agostino invitava i suoi fedeli a non soffermarsi su ciò che appariva alla loro vista, ma ad andare oltre: ‘Riconoscete nel pane – diceva – quello stesso corpo che pendette sulla croce, e nel calice quello stesso sangue che sgorgò dal suo fianco’. Per spiegare questa trasformazione, la teologia ha coniato la parola ‘transustanziazione’, parola che risuonò per la prima volta in questa basilica durante il IV Concilio Lateranense, di cui fra cinque anni ricorrerà l’ottavo centenario. In quell’occasione furono inserite nella professione di fede le seguenti espressioni: ‘il suo corpo e il suo sangue sono contenuti veramente nel sacramento dell’altare, sotto le specie del pane e del vino, poiché il pane è transustanziato nel corpo, e il sangue nel vino per divino potere’. È dunque fondamentale che negli itinerari di educazione alla fede dei bambini, degli adolescenti e dei giovani, come pure nei ‘centri di ascolto’ della Parola di Dio, si sottolinei che nel sacramento dell’eucaristia Cristo è veramente, realmente e sostanzialmente presente”.
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Accogliamo con gioia questo insegnamento del Santo Padre che 'conferma' quanto andiamo ripetendo da sempre e che speriamo sia entrato nelle orecchie e nel cuore dei NC certamente presenti ai lavori della Diocesi di Roma, essendo i prediletti del card Vallini... Se il Papa ha pronunciato queste parole, dobbiamo pensare che lo abbia ritenuto necessario perché questa verità fondante della nostra fede è purtroppo oscurata quando non cancellata del tutto...

E siamo lieti di farlo oggi, che ricorre il dies natalis di Padre Enrico Zoffoli, del quale abbiamo raccolto il 'testimone' e che preghiamo di intercedere per noi dal cielo

lunedì 14 giugno 2010

Pedofilia Chiesa: spostare lo sguardo dalla morale alla Verità

Francamente il battage mediatico cui abbiamo assistito e stiamo ancora assistendo è veramente abnorme e cavalca l’accaduto come un maglio distruttore nei confronti della Chiesa, focalizzando ed assolutizzando un problema serio e degno di attenzione e di soluzioni trasparenti - nel senso del resto in cui sta ora operando Benedetto XVI - ma non tale da fare di ogni erba un fascio.

Non dimentichiamo che il fenomeno, purtroppo, è trasversale a tutti gli ambiti della società e riguarda la Chiesa solo per una percentuale minima. Peraltro esso non risulta assolutamente legato al celibato, come si tenderebbe a far credere nei confronti degli ecclesiastici; il che non ne riduce la gravità, proprio trattandosi di persone che hanno dedicato la vita al Signore e al bene delle anime... Tuttavia, da qui a prenderlo a pretesto per una campagna massiccia di odio e di riprovazione condotta con artata aggressività, in un tempo di scarsa sensibilità al sacro e a tutte le sue manifestazioni come quello che stiamo attraversando, rischia di essere un 'vulnus' di non poco conto per la Chiesa e la Cristianità, se non sorgono voci ferme e autorevoli capaci di contrastare le accuse e di inquadrare la realtà nelle sue giuste dimensioni. A questo proposito, mi sembra che né la Curia né i media cattolici abbiano brillato per prontezza né per precisione confutativa di interventi...

Quello della pedofilia nella Chiesa sembra esser divenuto un fenomeno di “panico morale”. L'entità dello stesso in termini numerici non è proporzionale al modo con cui i media lo descrivono con titoli urlati e spesso ambigui, che risultano sferzate sull'emotività di chi legge, alimentate dalle imprecisioni e dalle omissioni atte ad enfatizzarlo, con toni forzati mirati a gettare il fango sul Papa e indurre massima confusione in credenti e non credenti. Per contro, non si riscontra, da parte delle fonti ecclesiali una efficace azione che, senza sminuire il crimine, che rimane riprovevole e ripugnante, richiami all’oggettività e all’equilibrio.

Soprattutto la generalizzata ed eccessiva autoaccusa, indotta dalle sferzanti denuncie di connivenza ed omertà, non presenta alcun accenno al fatto che la relazione preti-vescovo è ''una relazione sacramentale che crea dei legami molto speciali di paternità spirituale". Sempre nell'ottica di trasparenza e di penitenza perseguita da Benedetto XVI, è giusto inquadrare l'intervento del vescovo in due direzioni:
  • paterna e sollecita attenzione al colpevole accertato prendendo tutte le iniziative atte al suo ravvedimento ma contemporaneamente mettendolo in condizioni di non nuocere ulteriormente, a massima salvaguardia delle potenziali ulteriori vittime,
  • massima collaborazione con la giustizia civile.
Non dimentichiamo che la Chiesa, nel Mistero che essa incarna, non è tutta in quella visibile che, oltretutto, non può essere rappresentata soltanto da chi sbaglia. Inoltre gli errori non vanno visti ed enfatizzati, come sta avvenendo, unicamente nella sfera della sessualità. Purtroppo, se pensiamo:
  • al generalizzato idolo del carrierismo;
  • alla schiavitù dalle ideologie dominanti;
  • al ‘sociale’ messo al primo posto invece del vero culto a Dio che è la primaria funzione della Chiesa e dal quale la storia personale e collettiva si innerva di Vita che anima sane e costruttive relazioni;
  • alla banalizzazione del sacro;
  • all’asservimento ad una teologia che non ha al centro Cristo, ma l’uomo e inficia di “opinioni” la verità cattolica;
il peccato più grande ci appare l’egoismo e l’autosufficienza: il resto non è che conseguenza dell’estromissione del Signore e della sua Opera di Salvezza.

Inoltre questa esasperata attenzione alla morale - che vediamo presente in molti aspetti del vivere: si pensi ad esempio a tutte le varie facce della bioetica che oggi fanno tanto discutere scelte inedite fino ad oggi - rischia di distogliere l'attenzione dalle verità di Fede, soprattutto da parte dei Pastori, che sono coloro che dovrebbero custodire e diffondere la Verità; tant'è che li vediamo occuparsi prevalentemente di morale (o anche di politica) invece di diffondere e difendere i principi che ne sono Fondamento... Infatti il cristianesimo non E' un'etica, ma HA un'etica, che sgorga dal rapporto vivo e autentico con la Persona di Cristo Signore, vissuto nella perseveranza e quindi nella fedeltà, nutrito dalla vita sacramentale nella Sua Chiesa... Con questo non intendo sostenere che gli esponenti della Chiesa non debbano 'occuparsi' o parlare di morale o di politica; ma che debbano farlo a partire dalle ragioni che sottostanno alle affermazioni di cui sono prodighi nei confronti dei media: il loro diventerebbe quindi un vero Annuncio che feconda le scelte di vita e di comportamenti e non uno sterile moralismo di fatto ostico ai più.

Ebbene, oggi, è proprio la Verità che è oscurata. Non è la Verità 'posseduta' che si pretende imporre agli altri; ma la Verità conosciuta e accolta dalla Rivelazione Apostolica e 'mostrata' per quello che di essa ci è dato sempre ulteriormente 'conoscere' (in senso biblico) e vivere. Mi accorgo, con sconcerto e disorientamento, da molti segnali, che la Verità, nella Persona Adorabile del Signore, è sfigurata e tradita: basta ricordare recenti esternazioni di vescovi francesi, austriaci e tedeschi sulle quali si potrebbe molto discutere... e certe presenze di dubbia ecclesialità che agiscono a nome della Chiesa portando la "nuova evangelizzazione" - talmente "nuova" da risultare "altra" - in tutti i continenti.

Di fatto, tranne che in alcune omelie di Benedetto XVI, delle verità fondamentali della fede e del ritorno ad un senso del Sacro, che permetta di uscire dalla banalizzazione antropocentrica nella quale siamo invischiati, non si parla affatto e non ci sono molte voci capaci di accendere i cuori ad una Vis trasformante, ad una Speranza Trascendente che 'entri' nel quotidiano di ogni storia personale e comunitaria e fecondi e dia senso a tutte le sue espressioni. «Custos quid de nocte?» («Sentinella, che notizie porti della notte?») (Isaia 21, 11).

domenica 13 giugno 2010

13 giugno 2010. Sono questi i "segni dei tempi"? Parliamone

Caterina mi conferma questa sua segnalazione:

"Faccio TRISTEMENTE NOTARE che alla convocazione di ieri sera e stamani (si tratta del 10 e 11 giugno scorsi) in san Pietro ERANO ASSENTI I SEMINARI REDEMPTORIS MATER.. e non intendo riferirmi ai "seminaristi" non ancora, appunto sacerdoti, ma alla schiera dei già inviati che secondo Kiko sarebbero UN MILIONE DI PRETI in tutto il mondo (ipsissima verba di Kiko nel suo discorso al Papa del 2005 ascoltabile sul sito ufficiale del Cammino), quando sono solo 460 mila i sacerdoti in tutto il mondo.... ad ogni modo i sacerdoti di Kiko NON c'erano! "
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Un improponibile "milione" di preti (pur tenendo conto della nota tendenza ad enfatizzare dell'Arguello) forse perché nel cammino "siamo tutti sacerdoti" privilegia secondo il sentire protestante il sacerdozio comune dei fedeli nei confronti di quello ordinato dei sacerdoti e quindi egli si riferisce a tutte le persone reclutate per la cosiddetta "missio ad gentes", che nei vari luoghi in cui si espande in tutto il mondo, fonda cellule del cammino -inglobate nella piramidale rigida organizzazione che lo contraddistingue- che non si integreranno mai né con la Chiesa locale né con quella universale, continuando ad ignorare il richiamo del Santo Padre alla comunione durante l'incontro del gennaio 2009. [per approfondire vedi reale identità dell'entità ecclesiale di cui stiamo parlando]

Se è vero - e non c'è da dubitarne, dal momento che Caterina non scrive mai cose che non le risultino direttamente - il Papa ne è al corrente? E la motivazione? Almeno quella di comodo, c'è stata? Chissà se sarà mai dato saperlo!

Registriamo questo dato, per nulla insignificante ed al quale spero possa venir data adeguata interpetazione, a due anni dall'infausta "approvazione" di un metodo di cosiddetta "iniziazione cristiana" che sta portando in tutto il mondo quella che ormai pubblicamente viene definita "sintesi originale della totalità del cristianesimo" (RICARDO BLÁZQUEZ, Le comunità neocatecumenali. Discernimento teologico, Ed. San Paolo, Cinisello Balsamo 1999).

Possibile che nessuno comprenda - e noi ne abbiamo fornite prove documentali a iosa - che è proprio quell'"originale" lo "iota" e non solo, mancante, ed anzi totalmente sviante, rispetto all'integrità della Tradizione Apostolica che nutre la fede che siamo grati di professare, custodire e diffondere?

Possibile che nessuno ascolti il grido di tanti 'piccoli' e neppure quello dei Vescovi di Terra Santa che richiamano il Cammino a rispettare al Tradizione millenaria di quelle comunità, già in seria crisi di sopravvivenza per le difficoltà politiche e ambientali che stranamente sembrano non toccare in nessun modo i neocatecumenali? E di fatto succede, proprio nei luoghi in cui il cristianesimo ha mosso i suoi primi passi e hanno visto la luce e si sono diffuse le prime comunità, il diffondersi di questo esiziale inquinamento.

La drammatica conclusione da trarre è questa. Nell'Occidente cristiano il fenomeno è serio e di una gravità senza precedenti, perché i neocat stanno inondando la maggior parte delle diocesi conquistantone i vescovi con i numeri e la pubblicità ingannevole del "pacchetto chiavi in mano" che essi propongono a scatola chiusa, perché le loro catechesi, alle quali gli statuti fanno esplicito riferimento, NON SONO a tutt'oggi pubblicate. Tuttavia, pur nelle difficoltà, rimane un 'piccolo resto' di credenti che restano fedeli alla Tradizione Perenne.

Nelle più antiche comunità dell'Oriente cristiano, invece, il problema non è drammatico ma esiziale perché, mentre i nuovi convertiti - i cosiddetti 'lontani' o addirittura islamici - si convertono al verbo kicarmeniano, quelli che aderiscono al Cammino NC da una fede già ricevuta in comunità già decimate dall'esodo a causa delle difficoltà e delle persecuzioni che -stranamente- non riguardano il cammino, lasciano la loro millenaria Tradizione giunta indenne fino ad oggi per una scimmiottatura giudeo-luterano-gnostica del cristianesimo, che forma piccole comunità con il pretesto del ripetere l'esperienza delle origini. E invece non è altro che l'"insano archeologismo liturgico", già stigmatizzato dal Pio XII nella Mediator Dei, che è solo un pretesto e che è improponibile dopo una Tradizione millenaria -apertamente respinta dal Cammino- che si è arricchita della fede di generazioni di credenti.

Si lascia proliferare così una Chiesa nella Chiesa, "altra" dalla Chiesa di Cristo, che sta pian piano fagocitando - con le sue prassi, le sue gerarchie, le sue strutture, i suoi ruoli, i suoi simboli, persino l'oggettistica rituale identica in tutte le comunità di tutto il mondo, il suo rito sincretistico -, quel che è rimasto dopo il concilio dell'autentico cattolicesimo; termine ormai in disuso: già è tanto se si parla di cristianesimo, tenendo conto che anche i protestanti sono cristiani ma vivono una fede mutilata che nasce da una teologia mutilata, simile nella mutilazione se pur parzialmente diversa nei contenuti da quella neocatecumenale. Entrambe generano un'antropologia e conseguenti atteggiamenti interiori e comportamenti ben diversi dal 'sentire cum ecclesia' e dalla spiritualità cristiana autentica, che è rapporto Vivo e intimo, innanzitutto personale e non solo comunitario con il Signore, nutrito dalla preghiera e dalla vita Sacramentale nella Chiesa.

Quanto alle comunità d'Oriente, stiamo parlando della Terra Santa, della Turchia, di Cipro: quelle che si sono imposte alla nostra attenzione per eventi recenti che hanno formato oggetto dei precedenti thread e che ancora custodiscono le radici autentiche del cristianesimo... Le stesse dinamiche dobbiamo purtroppo constatare nei paesi dell'Est europeo nei quali, come nelle terre d'Oriente, vengono inquinate dal cammino NC perfino le comunità Ortodosse!

Il quadro generale appare fosco come non mai; ma confidiamo nel Signore... Chissà se il Sinodo per il Medio Oriente che si terrà nell'ottobre possimo riuscirà a farsi carico anche di questo grave dilemma e se qualche tanto efficace quanto amoroso "bastone" e "vincastro" si ergerà altrove?

Il tutto nonostante l'esistenza di uno statuto di fatto comprovatamente dopo due anni non rispettato nelle questioni che regola e che appare monco di metodi e prassi non regolati, che continuano ad andare avanti immutate, consentendo di continuare a formare - anzi de-formare - dopo un infausto quarantennio, altre generazioni di diversamente-credenti...