sabato 8 agosto 2020

"La Comunità ti battezza..."

Recentemente la Congregazione per la Dottrina della Fede ha trattato alcuni casi di amministrazione del sacramento del Battesimo nei quali è stata arbitrariamente modificata la formula sacramentale stabilita dalla Chiesa nei libri liturgici.
Nel caso in questione il Sacramento del Battesimo era stato infatti amministrato con questa bizzarra formula parole: «A nome del papà e della mamma, del padrino e della madrina, dei nonni, dei familiari, degli amici, a nome della comunità noi ti battezziamo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo».
Il Responsum della Congregazione in proposito, pubblicato ieri 6 agosto 2020, è stato categorico: il Battesimo conferito con la formula alterata non è valido e coloro che sono stati battezzati in tal modo devono essere battezzati nuovamente perché la celebrazione precedente non ha dato luogo al sacramento.
Leggiamo alcuni punti della interessante Nota esplicativa della Congregazione, approvata dal Pontefice Papa Francesco:

"A quanto sembra, la deliberata modifica della formula sacramentale è stata introdotta per sottolineare il valore comunitario del Battesimo, per esprimere la partecipazione della famiglia e dei presenti e per evitare l’idea della concentrazione di un potere sacrale nel sacerdote a discapito dei genitori e della comunità, che la formula presente nel Rituale Romano veicolerebbe."
Questa motivazione pastorale (cioè dare più valore alla partecipazione della comunità a discapito della funzione del sacerdote) "maschera, anche inconsapevolmente, una deriva soggettivistica e una volontà manipolatrice. Già nel secolo scorso Romano Guardini ricordava che se nella preghiera personale il credente può seguire l’impulso del cuore, nell’azione liturgica «deve aprirsi a un altro impulso, di più possente e profonda origine, venuto dal cuore della Chiesa che batte attraverso i secoli. Qui non conta ciò che personalmente gli piace o in quel momento gli sembra desiderabile…»"
I Sacramenti, infatti, in quanto istituiti da Gesù Cristo, sono affidati alla Chiesa perché siano da essa custoditi; la Chiesa può "in una certa misura determinare i riti che esprimono la grazia sacramentale offerta da Cristo" ma "non dispone dei fondamenti stessi del suo esistere: la Parola di Dio e i gesti salvifici di Cristo."
Perciò nessuno, anche se sacerdote, può, di sua iniziativa, aggiungere, togliere o mutare alcunché in materia liturgica. "Modificare di propria iniziativa la forma celebrativa di un Sacramento non costituisce un semplice abuso liturgico, come trasgressione di una norma positiva, ma un vulnus inferto a un tempo alla comunione ecclesiale e alla riconoscibilità dell’azione di Cristo, che nei casi più gravi rende invalido il Sacramento stesso".
"Alterare la formula sacramentale significa, inoltre, non comprendere la natura stessa del ministero ecclesiale, che è sempre servizio a Dio e al suo popolo e non esercizio di un potere che giunge alla manipolazione di ciò che è stato affidato alla Chiesa con un atto che appartiene alla Tradizione."

Facciamo tesoro delle indicazioni della Congregazione per la Dottrina della Fede che ben ci spiegano che nessuna pulsione di tipo soggettivistico o comunitario può giungere a modificare o a reinterpretare l'azione Liturgica. 
Ci pongano quindi mente ed attenzione i sostenitori del "rito neocatecumenale " della Eucarestia "seduti tutti insieme" del "calice necessario" della Penitenza "comunitaria" e del Battesimo per immersione perché "vale di più". 
Il rischio, molto probabile, è che ciò che la "comunità celebra" sia non solo incoerente, non solo anti estetico, non solo fantasioso, ma addirittura invalido.
E senza Sacramenti, anche se Dio si riserva sempre di raggiungere tutti per vie straordinarie con la sua Grazia, non c'è salvezza.

26 commenti:

  1. Quando diciamo che il Cammino Neocatecumenale è diabolico c'è sempre una frotta di neocatecumenali furiosi che dà forsennatamente in escandescenze.

    Poi ci arriva qualche notizia di cronaca, come ad esempio questa notizia che ad una celebrazione neocatecumenale il Sacramento del Battesimo era invalido perché hanno usato la formula "ti battezzo nel nome di mammà, papà e comunità" e qui riflettiamo e invitiamo a riflettere: solo il demonio può essere veramente contento del Cammino perché è grazie alla "spiritualità" del Cammino che un'anima innocente si è vista negare il Sacramento del Battesimo.

    Provate quindi a pensare che davanti a quella finzione di sacramento nessun kikos ha battuto ciglio, nemmeno i genitori del bambino, neppure il presbikiko celebrante. Evidentemente ai kikos lì presenti bastava la scenografia kikizzata (piscina ottagonale, "kikone" di Kiko esibite ovunque, grattugiate di chitarrella, presenza dei cosiddetti "catechisti" del Cammino...), e nessuno di loro sapeva che alterare arbitrariamente la formula «io ti battezzo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» comporta l'invalidità del sacramento.

    Ciò non ci meraviglia perché sappiamo quanto buffonesche siano le "liturgie" del Cammino, ridotte a cerimonialismi dove il centro non è Dio ma è Kiko, dove il protagonista non è il Signore ma è Kiko, dove il culmine non è il Santissimo Sacramento ma è Kiko, dove il celebrante non è il sacerdote ma è la "comunità". Pensate un po', il presbikiko che sbaglia volontariamente la formula del Battesimo perché deve esaltare la "comunità" neocatecumenale... e nessun kikos (neppure i cosiddetti "catechisti") si alza in piedi a gridare che quel battesimo non è valido, è solo una finzione.

    E questo la dice lunga sulla presunta "fede" degli autonominati riscopritori del Battesimo.

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  2. Uomo Liberoooooo!!!!!!8 agosto 2020 09:07

    LA COMUNITÀ TI BATTEZZA E TI RAPINA FINO ALLA FOSSA..

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  3. Sono anni che assisto a torrenti e fiumi in piena di gocce che rischiano di far traboccare il vaso strapieno del cammino neocatecumenale.
    Stranamente questo vaso non trabocca mai.
    E come se ci fosse qualcuno che lo riempie di giorno e qualcun altro che lo svuota di notte.
    Scavare nelle eresie del CN è diventata un opera infinità.
    Si continuano a trovare nuovi filoni di cose che non funzionano e più si scava e più si trovano altri filoni di cose che non vanno.
    Mi domando quando finirà tutto questo, quanta sofferenza, quanta cattiveria, quanta malignità, quanta falsità quanta ipocrisia, quanta malafede dovrà ancora essere trovata per mettere il tappo a questo vaso di Pandora e farlo sparire per sempre dalla faccia della terra e della Chiesa.
    Cosa deve succedere ancora per rendere palesamente giustizia e porre nella verità, una realtà che danneggia l'uomo e toglie spazio a Dio?
    In certi giorni tutto questo mi scoraggia, mi fà sentire una vocina che mi ripete che è tutto inutile, le cose non cambieranno mai, il male è destinato a vincere SEMPRE.
    Allora mi fermo e spesso penso che non vale la pena di continuare a combattere per una verità che non vuole nessuno.
    Penso che potrei impiegare il mio tempo in altri modi migliori, per me e per gli altri.
    E prima o poi lo farò, non fosse altro per smettere di soffrire e smettere di pescare ricordi spiacevoli.
    Qual'è la cosa migliore, cosa vuole il Signore da me?

    LUCA




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  4. Riportavo ieri le parole di Carmen: la liturgia deve essere per il popolo, non il popolo per la liturgia.
    Eccola qui sconfessata.
    Neppure la Chiesa è proprietaria della liturgia, fondata sulla parola di Dio e sugli atti di Cristo. Tanto meno il popolo, tanto meno un gruppo che crede di incarnare la Chiesa autentica delle origini.
    Scrivevo ieri che non mi consta che nella fattispecie in Cammino sia stata alterata la formula del battesimo: ma il rito è stato talmente inzeppato di elementi neocatecumenali da essere addirittura "privatizzato" fino al punto di essere celebrato in sale di albergo invece che in chiesa. Per non parlare di tutti gli altri abusi liturgici neocatecumenali.

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  5. Un piccolo promemoria per i cattolici che leggono queste pagine.

    I neocatecumenali non ci trovano niente di strano ad alterare la liturgia fino a rendere invalidi i sacramenti. Come quando aggiungono aromi e olivette nelle pagnottone focaccesche del masterChef Kiko: in quei casi ne siamo addirittura felici, poiché calpesteranno frammenti di pagnotta anziché il Santissimo Sacramento.

    Ma il punto che bisogna evidenziare è che i neocatecumenali non sono cattolici.

    Non gliene importa niente dei sacramenti, a loro basta spettacolarizzare le celebrazioni.

    Non gliene importa niente della dottrina: si accontentano di sproloquiare a vanvera e con paroloni altisonanti (possibilmente ebraici) per spettacolarizzare meglio i loro ridicoli discorsetti (pomposamente definiti "catechesi", "risonanze", "monizioni", "ti do una parola"...).

    Non gliene importa niente della Chiesa: ubbidiscono solo ai cosiddetti "catechisti" (e al sommo Kiko, autodefinitosi "il Vostro Catechista" e "Giovanni Battista in mezzo a voi"), specialmente quando la Chiesa li contraddice. Si veda ad esempio la lettera del 1° dicembre 2005 con le «decisioni del Santo Padre» contro le carnevalate liturgiche: ancor oggi, nel 2020, non hanno cominciato minimamente a ubbidire al Papa.

    Il centro di tutta la "spiritualità" neocatecumenale è Kiko, sempre Kiko, solo Kiko, più le sue deiezioni pseudo-canore, pseudo-artistiche pseudo-teologiche, più la sua gerarchia di fedelissimi "catechisti" che fingono di essere angeli discesi dal cielo che avrebbero una "parola" per te. I neocatecumenali si spacciano per cattolici, ma la loro intenzione è sempre e solo quella di convertire i cattolici all'idolatria del kikismo-carmenismo.

    L'unica cosa che entusiasma i kikos è l'attivismo neocatecumenale di "kikizzazione" di qualsiasi cosa. Questo spiega perché non perdono occasione di riaffermare la propria identità esibendo qualche gadget kikiano - specialmente nei contesti dove la propria convinzione religiosa non c'entra niente. Spiega pure perché quando sono lontani da casa (per lavoro o altro), anziché cercarsi una parrocchia cattolica per la Messa e i sacramenti, cercano esclusivamente "fratelli del Cammino" con cui celebrare le pacchianate kikiane-carmeniane.

    E spiega anche perché certi autori del panorama cattolico, per vendere meglio i loro libri, vanno lodando Kiko e il Cammino pur conoscendone le orribili schifezze. Marchette a gogò, un tacere la verità, un prostituirsi spirituale pur di far cassa.

    Intanto, guai ad avere nella libreria di casa un libro di qualche autore sgradito al Cammino. Per esempio, nessun kikos si azzarderà a comprare uno dei validi libri scritti da don Ariel Levi di Gualdo, perché l'ultimo suo libro si intitola La setta neocatecumenale. E se in casa tua vedono un libro di padre Zoffoli o di don Ariel, subito partono le frecciatine velenose del tutto gratuite e del tutto fuori contesto: per i kikos sputare su chi dice la verità sul Cammino è un obbligo liturgico immediato.

    I kikos adorano raccontare barzellette blasfeme, sulle quali ridono sguaiatamente. Però se qualcuno racconta una barzelletta su Kiko e Carmen, assumono la faccia da cane bastonato, si intristiscono, cercano di dirti che non è giusto farsi beffe degli "iniziatori", ti dicono che non sei cristiano, che giudichi, che stai peccando contro la carità... e poi raccontano barzellette blasfeme e ridono sguaiatamente. A noi cattolici si scioglie il cuore a sentir nominare il nome tre volte santo di Nostro Signore e della Beatissima Vergine; a loro invece si scioglie il cuore solo quando sentono nominare Kiko e Carmen.

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    1. Ve l'ho detto: i neocatecumenali non sono cattolici. Fingono di essere cattolici solo perché questo è l'ordine di scuderia e solo perché fuori dalla parrocchia sarebbero indistinguibili da una setta protestante campagnola. Kiko in più occasioni, lamentando di non essere stato prontamente accontentato da qualche Papa, pubblicamente minacciava: «che aspettano, che ce ne andiamo coi protestanti?»: chi dice questo, è già col cuore tra i protestanti, e sta solo fingendo di essere cattolico, e sta sfruttando (con quel ricatto morale al Papa) la fissazione di tutti gli ultimi Pontefici di rincorrere la pecorella smarrita nel deserto.

      Kiko più volte ha detto anche: «che aspettano, che ci ritiriamo nelle case, come in Giappone?» Quando in Giappone venne giustamente soppresso il seminario neocatecumenale di Takamatsu, e fallì miseramente l'operazione (orchestrata dagli amici kikiani a Roma, perché sanno bene che i vescovi giapponesi desiderano sempre ubbidire al Papa) di costruire un seminario neocatecumenale a Tokyo, molti neocatecumenali di stanza in Giappone si sono "ritirati nelle case" (cioè hanno fatto il loro piccolo scisma), celebrando le carnevalate kikiane "nelle case" anziché in parrocchia. L'operazione "case", se non è già fallita, starà fallendo miseramente, perché ai kikos serve disperatamente sembrar cattolici, occupando le parrocchie e fagocitandole. Se celebrano solo "nelle case" sono indistinguibili dai protestanti (e non possono raccattare altri adepti, e magari si beccano pure una sgridata per il fracasso a causa del regolamento condominiale). Tanto più che le carnevalate kikiane mal si accordano con la mentalità giapponese (molto ordinata, formale, poco avvezza a mischioni culturali occidentali, amante della sobrietà e del silenzio, estranea alle grattugiate di chitarrella urlate e stonate...).

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  7. Avete mai sentito un sacerdote del cammino dire noi ti battezziamo? Un po' di onestà intellettuale per favore.

    Grazie.

    Giacomo

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    1. Infatti, se leggi l'articolo e poi il mio commento, mi pare sia abbastanza chiaro che, almeno personalmente, non ho mai sentito modificare la formula battesimale dai presbiteri del Cammino.
      Come per esempio è altrettanto chiaro che il presbitero neocatecumenale si comunica al Corpo di Cristo insieme ai fedeli dopo la distribuzione e non all'altare. Anche su questo la CdF ha pubblicato un Responsu che stabilisce chiaramente che il sacerdote si deve comunicare all'altare.
      E cosa fanno invece gli obbedientissimi neocatecumenali? Preferiscono obbedire a Kiko e Carmen piuttosto che alla Chiesa.

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    2. Come dice Valentina,
      trovi scritto da qualche parte, in questo articolo o nei commenti, che sono i "sacerdoti del cammino" a dire così?

      Mi sa che ne hai bisogno tu di avere onestà intellettuale, anche se capisco che il luogo (fisico e spirituale) che bazzichi non ti aiuta in questo.

      Fanno cose ben peggiori, tali sacerdoti, nella liturgia e anche fuori, al fianco dei loro padroni
      "i catechisti" .. danneggiando moralmente e materialmente le "pecore" di cui dovrebbero avere cura, soprattutto le più deboli e ferite .. altro che "prenderle in braccio" come insegna il Buon Pastore!

      Sai che non dovrebbero esistere "sacerdoti del cammino" ma che tutti, anche quei cattivi pastori, cioè i "vostri", sono purtroppo sacerdoti della Chiesa cattolica?

      Ma sono più di Kiko che della Chiesa, anche quelli che non hanno il marchio doc del RM .. si riconoscono dal loro SILENZIO davanti ai prepotenti che bullizzano i deboli.

      E contesti che qui si parli di questa cosa del Battesimo perché non riferibile direttamente a voi NC?
      Non comprendi che è 1 spunto da cogliere per riflettere sul vostro comportamento?
      Ma se preferisci, guarda pure il moscerino e trascura l'elefante ..

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    3. Mi associo alle risposte che ti sono state date, Giacomo.
      Rileggi l'articolo e poni mente. Ci accusi di cose che non abbiamo affermato affatto.
      Fare appello poi all'onesta' intellettuale è davvero il colmo.
      Cerchiamo da anni di mettervi le cose in bocca col cucchiaino, ma non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Rimandate al mittente ogni volta che vi mettiamo sotto gli occhi le correzioni inconfutabili che la Chiesa ha tentato di imporvi (senza usare gli strumenti adeguati per costringervi all'obbedienza. E anche questo va detto, sempre per la famosa onestà!).
      In questo caso specifico vi abbiamo spiegato che il pensiero della Chiesa emerge chiaro e incontestabile dal Responsum.
      Ma voi, figurarsi, fate orecchie da mercante. Non obbedite ai comandi a voi impartiti, come potete darvi pensiero di comprendere cosa la Chiesa chiede a tutti i fedeli? Mica siete figli della gallina bianca, vero?
      In base a quali principi la Chiesa governa il suo popolo?
      Ma Voi siete la sola regola a voi stessi. Questa è cosa risaputa. E ve ne fregate del resto, anche se lo dice il Papa. Le famose tre tirate d'orecchie le ricordi? Campa cavallo che l'erba cresce.

      Pax

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    4. Il comunicarsi del presbitero insieme all'assemblea può essere un atto illecito ma non rende invalido il sacramento. Noi ti battezziamo altera la formula che è uno dei 3 elementi fondamentali del sacramento. Se il sacerdote dicesse "questo è il mio corpo offerto in sacrificio per la comunità" sarebbe invalido.

      Giacomo

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    5. "Può essere un atto illecito" non va bene. Ci sei vicino, sforzati un po' e ammetti che "È" un atto illecito.
      Fatto questo, vai ad avvisare i tuoi presbiteri e catechisti che stanno commettendo ogni sabato sera un atto illecito, riprovato dalla Chiesa, condannato dalla CdF e dal Magistero della Chiesa. Poi vieni a riferirci la risposta degli ubbidientissimi neocat.

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    6. Bravo Giacomo, vedi che se vuoi ragioni?
      Allora, prosegui nel ragionamento:
      un gruppo che, per ordine del suo leader, fa dei raduni settimanali nei quali si celebra 1 Sacramento valido in modo illecito, è 1 gruppo lecito?
      Ha facoltà di esistere lecitamente all'interno della Chiesa?
      Ma questa non è da fare ai tuoi "catechisti", è 1 domanda da fare in Vaticano ..

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    7. Dico anche io a Giacomo: forza che piano piano ci arrivi anche tu. Vedi che il nostro lavoro non è proprio inutile?

      Poi, visto come maltrattate le sacre specie non sarei tanto rassicurato, stessi nei vostri panni, dal fatto che la consacrazione non è invalida ma solo illecita.
      Tremate per i sacrilegi perpetrati da sempre nelle vostre squallide salette e inadatti saloni di alberghi. Di questo vi si chiederà conto.
      Non avete scampo anche se purtroppo i Pastori della Chiesa che non sono capaci neanche di mettervi in riga hanno una responsabilità più grande della vostra.
      La mia domanda è sempre la stessa. Ma che ci vuole a farsi obbedire con le buone o con le cattive? Io non mi capacito proprio.

      Pax

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  8. Dice la Congregazione per la Dottrina della fede:
    "Modificare di propria iniziativa la forma celebrativa di un Sacramento non costituisce un semplice abuso liturgico, come trasgressione di una norma positiva, ma un vulnus inferto a un tempo alla comunione ecclesiale e alla riconoscibilità dell’azione di Cristo, che nei casi più gravi rende invalido il Sacramento stesso".

    Riguardo agli abusi del Cammino nella celebrazione della Messa, a parte il caso in cui il pane da consacrare non fosse preparato aggiungendo olio, uvetta o altro, ritengo che la consacrazione sia valida. Illecita, anzi gravemente illecita, ma valida.
    Padre Bellon diceva infatti che la grande maggioranza dei teologi sono concordi nel dire che, perché la transustanzazione avvenga, devono essere pronunciate le parole "Questo è il mio Corpo"...

    Ma, anche se la Messa del Cammino è valida, la celebrazione costituisce un qualcosa di più di un semplice abuso, perché, dice la Santa Sede, alla Chiesa viene inferto: "un vulnus" che mina a un tempo la comunione ecclesiale e la riconoscibilità dell’azione di Cristo.
    Cioè, anche se il Sacramento è valido, visto che la Liturgia della Chiesa è anche espressione della sua dottrina, cioè della stessa VERITA', passa un messaggio ERETICO!

    Penso che, dopo le parole della Congregazione per la Dottrina della Fede, la cosa possa essere evidente a tutti, anche ai componenti del Cammino.
    Ha ragione Tripudio a dire che, "concretamente", cioè nei fatti (oltre che nella dottrina espressa nelle "catechesi"), il Cammino è eretico. Tanto più che non è disposto a seguire eventuali correzioni della Chiesa, come farebbe se l'errore fosse in buona fede.

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  10. «A nome del papà e della mamma, del padrino e della madrina, dei nonni, dei familiari, degli amici, a nome della comunità noi ti battezziamo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo».

    Non so a chi sia venuta questa idea balzana mista di sentimentalismi inutili e che offusca il fatto che l'efficacia e l'esistenza stessa dei Sacramenti è fondata solo e soltanto nel Sacrificio di Gesù Cristo Figlio di Dio e della Vergine Maria sulla Croce.

    Mi ha impressionato la posizione netta assunta rispetto a questa assoluta scempiaggine.

    Qualche prete desideroso di compattare la comunità di farla sentire protagonista, desiderio di vivacizzare il rito rendendolo coinvolgente. Non so. Fatto sta che si può solo apprezzare la chiarezza e la posizione netta assunta a scanso di equivoci e il tanto desiato sia il vostro parlare Si SÌ NO NO. poiché il resto viene dal maligno.

    Ma la conclusione dell'articolo nella sua cruda verità lascia l'amaro in bocca.
    Quanto espresso è pienamente condivisibile ed è agevole trarre le conclusioni che Valentina trae per il più mostruoso percorso presente oggi nella Chiesa. Infarcito com'è di trovate bizzarre, di effetti scenici, di un'inesauribile desiderio di fare le cose di Dio a modo loro, sempre e solo a modo loro, considerandosi unici, migliori, i più bravi, quelli che hanno capito tutto, che hanno dato un senso ai "segni" e li hanno valorizzati. Tutto è catechesi per loro, i simboli cristiani, gli stessi Sacramenti.
    Di qualunque cosa parlano loro ne scorgono e spiegano il significato e ritengono, perché o lo dicono espressamente o lo danno ad intendere, che sono gli unici capaci di penetrare a fondo i misteri. Dio è alla loro portata. Per questo, se vogliamo parlare dell'Eucarestia come fa giustamente Valentina che è il vulnus principale del cammino, comprendo che mai hanno obbedito alle correzioni né mai obbediranno perché NEANCHE ASCOLTANO QUANTO LA CHIESA DA QUASI 50 ANNI CERCA DI SPIEGAR LORO. Chi vuoi che gli levi dalla testa che quello che loro hanno scoperto e attuato stravolgendo la Liturgia cattolica sia la cosa giusta, sia la verità. Certo la Chiesa sbaglia, le Congregazioni, Papa e Cardinali, Vescovi e Parroci che sfiniti dalla loro arrogante irruenza hanno ceduto le armi prima di iniziare il combattimento.

    Questo io non lo perdono alla Chiesa.
    E quando leggo un Responsum come quello oggi pubblicato sul Blog della Congregazione per la Dottrina della Fede mi viene solo voglia di piangere.
    Pubblicato il 6 Agosto 2020. Festa della Trasfigurazione tanto cara a Carmen che partiva con i suoi effetti chimici e fisici della trasfigurazione della materia... Festa della Luce per eccellenza. Quella luce che gli Apostoli videro abbagliante sul volto di Cristo.

    La domanda è sempre la stessa.
    Noi ancora una volta abbiamo dovuto interpretare per analogia e casi simili la chiara Parola della Chiesa. Direi anzi che il caso a cui la Chiesa ha ritenuto di dover far fronte con tanta determinazione è di minima rilevanza rispetto agli scempi eucaristici che il Cammino perpetra indisturbato da sempre. E dentro le mura stesse della Chiesa oltre che fuori, dovunque gli paia bene celebrare. Così per l'eucarestia e per tutto il resto su cui mettano le mani. Nulla risparmiano.
    Chiesa perché taci? Perché parli e non ti imponi? Raccomandi e non ordini dando un termine improrogabile, ossia DA ORA e per sempre? Altrimenti FUORI.
    Dobbiamo ancora sopportare che "L'eresia si fece Kiko e venne ad abitare in mezzo a noi".
    Perché di fatto la Chiesa lo ha accolto e gli ha dato autorità sul popolo.

    Pax

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    1. "Mi ha impressionato la posizione netta assunta rispetto a questa assoluta scempiaggine."
      -----
      Forse sono stati sollecitati da qualche autorità civile nell'ambito della lotta alle mafie che, come sappiamo, hanno sempre usato battesimi, matrimoni e funerali come occasioni per dare sfoggio della loro opulenza davanti ai rivali e alla popolazione locale, quale esibizione di 1 potere che vuole superare quello dello Stato e quello ecclesiastico.

      Ma sugli abusi NC la Chiesa non interviene, quindi significa che il CN è 1 "famiglia" che, per la Chiesa, non è conveniente inimicarsi ..
      cos'altro?

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    2. Per dire la verità la CdF è già intervenuta per esempio per chiarire che il sacerdote si deve comunicare all'altare prima del popolo e non, come in comunità, insieme si fedeli. Abbiamo anche pubblicato il Responsum. Tutto sta a volerne prendere atto ed ubbidire.

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    3. E qui per me l'amarezza più grande che sempre metterò in evidenza.
      Vero, verissimo. Quello che la Chiesa richiede è chiaro come il sole.
      Ripeto la Chiesa lo ha divulgato nelle Festa della Luce, della Rivelazione più grande di Cristo Salvatore.
      Ma sempre vale che chi ha orecchi per intendere intenda e chi no si condanna da solo, ogni volta di più, all'indurimento del faraone.

      Io sto con Roberta e mi pongo domande perché non è possibile.
      Ok, la Congregazione per la Dottrina della Fede si è pronunciata in modo espresso.
      Ma io mi domando, è vero che i neocatecumeni PER COLPA DI KIKO E CARMEN sono educati alla disobbedienza cronica.
      MA CHI POI LA METTE IN ATTO OGNI SABATO, IN OGNI CELEBRAZIONE?
      Non è forse il presbitero o prete o parroco che presiede e celebra?
      Senza di lui nulla sarebbe possibile. Gli basterebbe rifiutarsi di celebrare nel "modo invalso" nel cammino e celebrare secondo i dettami della Congregazione.
      Facilissimo.
      Oppure per niente?

      Per questo io dico, con Roberta, che questi ministri della Chiesa Cattolica commettono un peccato più grande e hanno la più grossa responsabilità davanti a Dio e agli uomini.

      Pax

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  11. Supponiamo, come è probabile, che la maggior parte dei giovani del Cammino sia moralmente meno degradata della maggior parte dei giovani "del mondo".
    Anzi, esageriamo: supponiamo che i giovani del Cammino seguano le leggi del Cammino, anche quelle che coincidono con le leggi della morale della Chiesa, in modo irreprensibile.
    Se si dichiarasse NON cattolici, ci sarebbe da congratularsi della loro coerenza.

    Ma il Cammino si finge cattolico e, perciò, paradossalmente, al di là della buona fede dei giovani, che voglio presupporre, mi chiedo se e fino a che punto, di per se, tanta eventuale integrità non rafforzi l'inganno del Cammino che si finge cattolico e, perciò, non rafforzi l'eresia che il Cammino propaga.

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    1. Se posso rispondere secondo la mia esperienza personale, il Cammino non dà ai giovani una visione coerente della vita di fede e della necessità di una pulizia fisica e spirituale per poterla affrontare. Ti focalizza su ciò che è necessario fare o dire piuttosto che su ciò che devi "essere". Sopisce tutte le domande e fornisce tutte le risposte...che generalmente sono delle "non risposte". Ottunde ogni intelligenza in campo spirituale e religioso.
      Ora, io ritengo che non sia di nessuna utilità per la Chiesa una nuova generazione che non sa porsi delle domande, non sa soffrire per il dubbio, non sa avere curiosità e desiderio di crescita personale, e che sia addirittura dannoso avere dei cattolici che si ritengono addirittura di esempio per altri soprattutto nei social, come influencer, o nelle redazioni dei giornali cattolici, e che hanno delle gravissime lacune sia a livello di preparazione religiosa e culturale sia di coerenza personale nell'ambito della famiglia e del gruppo dei pari.
      Purtroppo i giovani neocatecumenali sono simili ai giovani protestanti evangelici delle chiese pentecostali, solo molto meno preparati biblicamente, per nulla attrezzati dal punto di vista della apologia e della difesa della propria fede, e moralmente assai più incerti e meno integri.

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    2. Valentina, penso che sei riuscita a centrare un punto di importanza fondamentale sulle dinamiche del Cammino, alla cui luce si spiegano tante degenerazioni

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  13. Condivido tutto quanto detto da Pax.
    Di fronte all'evidenza della disubbidienza ostinata del Cammino, la Chiesa tace. O, meglio, i Pastori tacciono, perché la Chiesa, come ci ricorda Valentina, ha già parlato chiarendo che il sacerdote DEVE comunicarsi PRIMA del popolo.

    Credo che se tanti Vescovi, invece di limitarsi a "osservare" il gregge, fossero anche intervenuti per guidarlo anche attraverso degli ordini ben precisi, tanti gruppi avrebbero ubbidito e tanti errori non sarebbero stati commessi.
    Il Cammino avrebbe comunque disubbidito, è chiaro, ma tanti cattolici non sarebbero stati ingannati e il Cammino, ormai, o sarebbe sparito, o sarebbe considerato una setta.

    Purtroppo tanti Vescovi hanno fatto come gli "osservatori dell'ONU": nulla.
    Lavoravano: incontri con le autorità civili, inaugurazioni, conferenze e anche tante cose utili, ma il popolo va guidato. Incoraggiato ma, anche, guidato.

    Oggi si parla tanto contro il formalismo, e giustamente, ma questo modo di fare è vero formalismo: si ha la forma del Pastore, e lo si è effettivamente, ma non lo si "fa".
    E' come quelli che, nei riguardi dell'aborto, dicono che occorre abbassare i toni.
    Invece occorre alzarli (nel senso che occorre evidenziare le contraddizioni di chi condanna, ad esempio, il Nazismo e non l'aborto, o di chi parla di diritti, ma non tiene in nessun conto i diritti dei più deboli).
    Se invece i toni si stemperano e si stempera la violenza delle contraddizioni, si vuole mantenere la forma di cattolico e, nello spesso tempo, piacere a tutti. Ma non è possibile.

    Una volta, parlando con un cattolico progressista, che MAI parlava di difesa della vita e di cultura della vita, gli domandai se fosse favorevole all'aborto. Lui mi rispose: "E' ovvio che sono contro l'aborto".
    Questo sì che è formalismo! Forma da cattolico, ma da quella forma ne esce solo un messaggio parziale e, perciò, settario e non cattolico.

    Così i Pastori che non DIFENDONO la fede: ciò che passa è l'eresia.
    Formalmente loro non sono eretici, e forse non lo sono neanche nel cuore, ma ci si comportano perché chi fa passare le eresie per ignavia è COMPLICE.

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