martedì 20 ottobre 2020

'Fatevi due domande, che tanto le risposte ve le abbiamo già date noi': il questionario di Inizio Corso 2020

'Prima di valutare se una risposta è esatta, si deve valutare se la domanda è corretta.'
Immanuel Kant 

Abbiate pazienza, cari lettori di Osservatorio: quest'anno le informazioni sulla convivenza di Inizio Corso ci arrivano una ad una e ben distanziate, come se ci fosse pericolo di contagio, e qualcuno volesse evitare un assembramento di notizie.

Premessa:

sapete già che gli strumenti formativi utilizzati dal Cammino neocatecumenale risalgono agli anni 70, quindi ancor oggi nelle catechesi iniziali si usa la lavagnetta a fogli mobili, si ricorre ai lavori di gruppo fra i partecipanti alle riunioni, come alle simulazioni e ai giochi di ruolo.

(I giochi di ruolo piacciono così tanto da divenire una costante nel Cammino, in particolare quello per cui i soggetti meno preparati si improvvisano maestri, catechisti, psicologi e paragnosti).

 



Un altro elemento fisso dei meeting motivazionali del Cammino è il questionario.

 
I questionari del Cammino, pur essendo diversi come contenuto, sono caratteristici perché non servono a fare domande ma al contrario, servono a rispondere a domande che nessuno penserebbe di fare: le eventuali conclusioni diventano dei presupposti e le domande sono delle neppure tanto ben celate affermazioni, la cui validità non viene indagata.

 

I questionari del Cammino sono fatti in modo da dare per scontata la negatività della propria esperienza passata o della intera realtà al di fuori del Cammino (detta 'il mondo') e, per contrasto, enfatizzare la trasformazione che il CNC impartisce ed assicura a chi ad esso aderisce e si affida.


Ricordiamo a questo proposito la domanda del questionario del secondo scrutinio 'Prima della catechesi di quali idoli eri schiavo': meravigliosa domanda, che dava per scontato, allo stesso tempo, una situazione di schiavitù iniziale e l'efficacia liberante dell 'itinerario neocatecumenale.


I questionari del Cammino quindi non servono ad altro che a insinuare convinzioni  inducendo a raccontare un'esperienza che le confermi. 


Un esempio?
Il questionario di Pentecoste 2017, che dava per assodato che con la propria comunità neocatecumenale ci dovesse essere un rapporto sacramentale, sponsale, un 'finché morte non vi separi': "Nel matrimonio un uomo e una donna saranno due in una sola carne... Nella vostra comunità siete uno?"

 
Altri esempi?
Le domande chi è il tuo Mosè...chi è il tuo Giovanni il Battista hanno già la risposta nel presupposto: quali erano i tuoi idoli PRIMA del Cammino neocatecumenale. Il Cammino è il condottiero che salva dalla schiavitù dell'Egitto/Chiesa cattolica: anche in questo caso le domande servono per fare affermazioni, non per ottenere risposta.

 
Il Questionario viene introdotto sempre da 'parole autorevoli'; generalmente si tratta di brani del Vangelo, opportunamente tagliate o separate dal contesto in modo da far gioco a successive domande/affermazioni.




Quest'anno le parole autorevoli riportate a inizio questionario sono state quelle nell'incipit del discorso del Santo Padre fatto in occasione della preghiera straordinaria il 27 marzo dell'anno corrente. 

Di seguito, le parti estrapolate dal discorso del Pontefice, senza puntino di sospensione che facessero comprendere la presenza di importanti omissis.

 

Papa Francesco, dal sagrato della Basilica di San Pietro Venerdì, 27 marzo 2020

«Venuta la sera» (Mc 4,35). Così inizia il Vangelo che abbiamo ascoltato. Da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio: si sente nell’aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi. Ci siamo trovati impauriti e smarriti. Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa.

........ (omissis)

In questo nostro mondo, che Tu ami più di noi, siamo andati avanti a tutta velocità, sentendoci forti e capaci in tutto. Avidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta. Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato. Ora, mentre stiamo in mare agitato, ti imploriamo: “Svegliati Signore!”.
«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Signore, ci rivolgi un appello, un appello alla fede. Che non è tanto credere che Tu esista, ma venire a Te e fidarsi di Te. In questa Quaresima risuona il tuo appello urgente: “Convertitevi”, «ritornate a me con tutto il cuore» (Gl 2,12).

........



I puntini li abbiamo messi noi, nel questionario neocat le due parti del discorso del Papa sono state messe di seguito, facendo seguire alla parte con la constatazione della povertà umana, la situazione di peccato, la parte kerigmatica, l'appello alla fede ed alla conversione.
Non così nel discorso di papa Francesco. Riportiamo due tratti "censurati", il primo che integra la prima parte (quella del 'quanto facciamo schifo ma Dio ci ama come siamo, quindi possiamo continuare così') e il secondo, subito di seguito alla parte finale (che spiega in cosa consista effettivamente il ritorno a Dio):


"Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca… ci siamo tutti."

Queste frasi sono state censurate, perché nella visione del mondo neocatecumenale non tutti siamo necessari, solo loro, i fratelli discernenti, che non remano insieme a nessuno e non confortano nessuno: al massimo lo 'mettono nella verità ' con il proprio inappellabile giudizio. Oppure lo sopportano cristianamente e così facendo lo evangelizzano. Ma mai si chiedono 'io dove ho sbagliato' per poter remare insieme agli altri, seguendo le loro necessità, non imponendo le proprie.

"Ci chiami a cogliere questo di prova come un tempo di scelta. Non è il tempo del tuo giudizio, ma del nostro giudizio: il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è. È il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri. E possiamo guardare a tanti compagni di viaggio esemplari, che, nella paura, hanno reagito donando la propria vita."


Rotta della vita da reimpostare verso Dio? Questo non riguarda i camminanti. Ma soprattutto non li riguarda l'appello del Pontefice a reindirizzarla verso il prossimo e, nello stesso tempo, avere l'umiltà di prendere esempio dagli altri.
In buona sostanza il messaggio del Papa è stato completamente stravolto: mentre il Pontefice mirava ad allargare il concetto di fratellanza e di esemplarità al di fuori del recinto cattolico, il taglia e cuci neocatecumenale ha messo in bocca al Santo Padre il tipico ritornello kikiano.


Lo riportiamo nella sua esemplificazione più chiara: il messaggio di fine anno 2015 di Kiko Argüello:

"Di fronte alla profonda crisi che sta passando la società voglio dirvi qualcosa che forse non avete mai sentito, "Dio ti ama", Ascoltalo bene: Dio ti ama! A lui non importa che tu sia andato in un bordello perché Dio non ha schifo di te, lui non si scandalizza dei tuoi peccati, a lui non importa che cadi e cadi nello stesso peccato, la nudità delle donne nei tuoi pensieri, perché per gli altri potrai essere un maiale, ma per Dio sei molto prezioso e ogni giorno ti dà un'opportunità nuova per farsi conoscere, una occasione nuova per entrare nella conversione.Forse sei stato in un tempo di perdizione, vivendo come un animaletto che non ragiona, macchiando il tuo corpo, avendo rapporti qua e là, con un uomo e un altro uomo o con più donne. Forse Dio non ti importa, forse hai sentito che lui ti limita per quello che hai voluto vivere, di sicuro hai avuto casa, gioielli, viaggi, ma nonostante questo ti assicuro che c'è un vuoto, una solitudine tremenda nel tuo cuore. Ma animo io non ti giudico, chi sono io? Perché io non sono buono, sono peggio di te perché io ho fatto del male, mentito, io ho odiato! Tuttavia il Signore mi ha cambiato lentamente rinnovandomi attraverso il tempo, mi sta trasformando in un uomo nuovo e per questo mi permette di dirti questo oggi; credeteci, aprite l'orecchio, Dio ti ama! E ha mandato suo figlio l'unico a morire per tutto quello che hai fatto, ed è il tuo amore che vuole che esci da dove ti trovi ora, Dio ti ama, anche se hai una attrazione omosessuale, non importa come hai sporcato il tuo corpo, egli Ti ama!Ti rendi conto? Non ti condiziona per amarti come lo fanno gli altri, smettila di elemosinare amore; smetti di chiedere che il tuo ragazzo ti vuole solo un pochino, che tua madre ti vuole solo un pochino, la vita non ti viene da loro, ti viene da Dio che Non ti dà "solo un pochino d'amore" ma che ti dà il suo sangue, si dona a te. Sperimenta la vera felicità, fai pace con la tua storia, con i tuoi genitori, mettiti in pace con lui e avrai una vita piena. Se tu lo vuoi io posso aiutarti, ti invito a vivere in comunità e avvertire il perdono di Dio."

È abbastanza chiaro: il peccato è strettamente funzionale alla illuminazione; mentre il Papa non attribuisce a Dio la catastrofe e indica nella solidarietà e nell'unità la strada per il riscatto, Kiko prospetta solo: pace con la tua storia, cioè rassegnazione senza voler cambiare nulla o migliorare, vita in comunità e promessa di vita felice su questa terra, rasserenato dalla convinzione di essere perdonato da Dio perché tanto, è impossibile riscattarsi dal peccato, che tanto più è turpe, tanto più avvicina a Dio.


Date queste premesse, ecco le due inutili domande del questionario della Convivenza di Inizio Corso 2020:

  1. In cosa consiste esattamente il combattimento che ti presenta oggi il Signore? Dì fatti concreti.
  2. Cosa hai vissuto nelle celebrazioni domestiche nel tempo dell'isolamento?

Il combattimento, secondo l'estensore di queste domande, non è un'impulso a migliorare e a prendere in mano la propria esistenza, con l'aiuto di Dio.
Il combattimento, per la filosofia neocatecumenale, avviene sempre contro la propria stessa coscienza e la propria intelligenza per continuare a fare del Cammino l'unica risposta di una vita intera.

Traduzione: "O tu hai ricevuto la grazia dello Spirito Santo e te ne resti a casina tuo tutto contentino? No, allora non hai ricevuto nulla". Qualcuno spieghi a Kiko che lui non è Dio, non è il padrone della vita di nessuno!

 

Cosa hai vissuto nelle celebrazioni domestiche? La risposta è stata già opportunamente suggerita nel video di Pasqua: esse sono state per i camminanti un 'memoriale indelebile', una dimostrazione del fatto che il Cammino deve e può sostituirsi con solo alla Parrocchia ma ai Sacramenti della Chiesa e ai suoi stessi sacerdoti (surrogati dai pater familias). Sono state un esperienza di ritorno ai 'primissimi tempi apostolici', cioè alla autentica Chiesa prima della sua corruzione con la costruzione dei templi e della formazione delle parrocchie.


Ecco a cosa serve anche questa volta il famoso "questionario": a confondere il piano della realtà, quella dei veri "fatti concreti" con quella delle errate convinzioni che il Cammino Neocatecumenale spaccia come fede cattolica.

 
Riuscirà questa immagine a far dimenticare al neocatecumenale medio che, mentre la Chiesa non li ha abbandonati, nella figura di un Papa che pregava per tutti nel deserto di Piazza san Pietro il 27 Marzo, Kiko Argüello invece in tutto questo periodo li ha abbandonati, tremante nel bunker di Madrid, senza mai nemmeno pensare di presentare il suo volto e la sua voce ai fratelli chiusi nelle case?


 

26 commenti:

  1. zoom si frizzava sempre , quando la responsabile ripeteva da 30 anni sempre le stesse cose.

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  2. Uomo Libero!!!!!!!!!!!20 ottobre 2020 10:02

    ANCHE SCIENTOLOGY SOTTOPONE I POTENZIALI ADEPTI A QUESTIONARI SBALLATI

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  3. Invoglia all'ottimismo, questo articolo che comincia ricco di verve , a dimostrazione che l'ironia può aiutare anche nelle più grandi tragedie .. e

    il Cammino Neocatecumenale è una TRAGEDIA perché ti rovina la vita!

    E poi, rappresentazione teatrale lo è, che purtroppo non finisce quando esci dal palcoscenico, ma ti segue a casa, non ti lascia mai nella tua intimità, hai sempre l'impressione di "un grande fratello" che quasi riesce a leggere i tuoi pensieri, non esistono "pause"; nelle "rappresentazioni domestiche" i tuoi familiari recitano il copione con te (facendo sentire tutti, attori co-protagonisti) e diventano, loro malgrado, i tuoi "controllori" e i tuoi DELATORI se sbagli qualcuna delle "battute" che ti sono state assegnate.

    Il Cammino Neocatecumenale trasforma la tua vita reale in una perenne FINZIONE, con l'unico sfogo (poiché l'essere umano ha bisogno di "sentirsi vivo") di rappresentarla nei momenti che ti sono concessi di salire sul palcoscenico.

    Gli "scrutini" appunto, sono uno di questi momenti.
    E i questionari in cui, ben detto, le domande già contengono le risposte (se fossero vere domande - quelle cioè in cui ci si aspetta varietà di risposte dai vari interlocutori - non darebbero per scontate delle premesse mai enunciate) sono il copione da recitare.
    Una recita si vuole, non una risposta.

    Il "canovaccio" su cui il Cammino-teatro neocatecumenale scrive le sue battute (senza però nulla lasciare all'improvvisazione) è la Chiesa:
    i fatti della Bibbia, i Sacramenti, l'organizzazione ecclesiastica, la figura del sacerdote e del Papa sono come dei "tratteggi" che i capi NC riempiono con le loro distorte linee continue e i loro colori cupi, per sostituire la loro religione scenica alla religione cattolica, la loro gerarchia NC a quella della Chiesa, il loro leader-idolo al Papa (e anche a Dio).

    Basta l'esempio fatto nel post:
    il Papa si riferisce a tutti gli uomini e i NC, usando le sue stesse parole (però non tutte! Solo quelle che fanno comodo!), si riferiscono ai soli NC; il Papa parla di ritorno a Dio e i NC instillano e danno per scontato che ciò significa "ritorno alla tua comunità".
    Però in questo tempo di crisi, Kiko non è stato "completo" nel rappresentare la sua chiesa parallela imitante:
    il Papa la faccia ce l'ha messa sulla piazza deserta, la faccia di Kiko è rimasta nascosta (paura del virus? paura peggiore di far vedere che non sapeva cosa dire? paura che trapelasse la sua insicurezza "sotto il trucco"?) .
    Si è trovato un po' spiazzato Kiko (forse solo per poco e già si è ripreso) da questa particolare crisi .. era abituato troppo bene, abituato al fatto che finora era stata la realtà (mistero! che forse la "realtà" fosse 1 po' pilotata da altre parti in causa?) ad adattarsi alla sua finzione scenica, ma questa volta la realtà ha fatto un "frastuono" maggiore del suo.
    Che sia arrivato l'ultimo atto e si stia per chiudere il sipario?
    Mah! Lo spero per i giovani NC che potrebbero ancora aver modo, come si dice, di "rifarsi una vita".

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  4. PS
    Scusate se riporto la parte più brutta di tutto il post, perché possiamo esaminare, ora che siamo in condizione di lucidità, l'effetto che ci fanno queste parole, dalla "catechesi" di Kiko 2015.

    " Dio ti ama! A lui non importa che tu sia andato in un bordello perché Dio non ha schifo di te, lui non si scandalizza dei tuoi peccati, a lui non importa che cadi e cadi nello stesso peccato, la nudità delle donne nei tuoi pensieri, perché per gli altri potrai essere un maiale, ma per Dio sei molto prezioso e ogni giorno ti dà un'opportunità nuova per farsi conoscere, una occasione nuova per entrare nella conversione.Forse sei stato in un tempo di perdizione, vivendo come un animaletto che non ragiona, macchiando il tuo corpo, avendo rapporti qua e là, con un uomo e un altro uomo o con più donne. "

    A chi caspita si stava rivolgendo? A persone, giovani, famiglie comuni oppure a carcerati per reati sessuali?
    Sembrano affermazioni che si possono fare in un gruppo di autosostegno per disintossicarsi da dipendenze sessuali .. ma Kiko (e chi a pappagallo ripete queste idiozie) lo sa che esistono uomini (e donne) tra i suoi uditori, che hanno tutt'altro genere di pensieri e di problemi nella vita? Un po' più seri e stringenti ?
    Altro che "hai avuto casa, gioielli, viaggi, ma nonostante questo ti assicuro che c'è un vuoto, una solitudine tremenda nel tuo cuore."
    Beh, forse qui è l'unica volta che sta parlando veramente di se stesso, la "sua esperienza" .. poveraccio!

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    1. Infatti, pare che voglia convincere se stesso, più che gli altri, quando parla di tutti questi peccati sessuali, quando parla di case viaggi e ricchezze che non riempiono il vuoto e la solitudine, forse sta parlando della sua vita...Elena

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  6. Il post è di una importanza capitale per capire il Cammino.

    Kiko insiste molto sui peccati sessuali, anche riguardo ai particolari più turpi: è come una fissa. E non manca mai di fare un accenno al denaro...
    Ma la cosa sorprendente è che non parla di PERDONO, di CONFESSIONE, di vita in GRAZIA di Dio, di EUCARISTIA come la strada principale, inscindibilmente unita alla Confessione, per ottenere la grazia della salvezza.
    La catechesi per Kiko (cioè la "catechesi" del Cammino) non sembra un mezzo, ma il fine.

    Il Cammino usa la parola del Papa, ma anche quella del Vangelo, usando il taglia e cuci per adattarlo al messaggio di Kiko (invece dovrebbe accadere esattamente l'opposto).
    Ma anche il demonio nel deserto ha tentato Gesù usando la Scrittura in modo strumentale.

    Se fuori dal Cammino c'è il MONDO, allora la Chiesa dove sta?
    Se sta nel mondo è identificata col mondo, se sta nel Cammino, è identificata col Cammino.
    Per questo il Cammino è una SETTA.

    Che sia una setta appare chiaro anche nella domanda del questionario 2017:
    "Nel matrimonio un uomo e una donna saranno due in una sola carne... Nella vostra comunità siete uno?".

    Ma nel Nuovo Testamento il paragone sponsale è usato in relazione a Cristo e alla Chiesa.
    L'unità tra fratelli non è descritta come quella tra gli sposi, ma in relazione all'unità tra il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo, in quanto derivante dalla Trinità.
    Il paragone di Kiko perciò non è biblico, tanto più che Kiko strumentalizza l'unità spirituale in Dio facendo sembrare, col paragone del matrimonio, che appartenere a una comunità laicale del Cammino leghi inscindibilmente come il matrimonio.
    Ma questa è una evidentissima eresia.

    I laici possono far parte di realtà ecclesiali ma devono sempre privilegiare i doveri di stato.
    Parola della Chiesa.

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  8. Se questo modesto pifferaio psicopatico ha avuto successo negli ascolti c'è veramente da preoccuparsi.
    Del resto mietono identicamente ascolti grandi fratelli e sorelle, isole dei famosi e degli sconosciuti, isole della tentazione, barbarelle a tutte l'ore e compagnia cantando che si può pretendere dall'umanità... se non pensare che siamo maturi i tempi dell'Apocalisse ?

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    1. Stavo giusto in considerazioni simili. Il cammino ha attirato ascoltatori con le stesse tecniche della tv spazzatura: suspence, svisceramento collettivo di fatti privati e false promesse di profondità e riscatto, che poi si rivelano essere banale nudismo psicologico e pettegolezzo, per poi incancrenirsi nell'esibizionismo, nel voyeurismo e in tutte le prafilie che arrivano quando si comincia così male.

      E ancora, normalizzazione dello scandalo, deresponsabilizzazione, finta compassione finalizzata all'ottenimento di maggior informazione privata, scardinamento del senso morale e soppressione della coscienza personale, per lasciar posto all'intervento, da remoto, di un pecoraro che gioca a fare il pastore d'anime e che si permette di sentenziare, come la più "ardita" e meglio pagata delle chiromanti:

      "TI ASSICURO che c'è un vuoto, una solitudine tremenda nel TUO cuore."

      In galera, deve finire, con la sua palla di vetro, che è quello il posto suo.

      E tuttavia ce ne sono, di neocat, che per morbosità di interessi e spregevolezza di intenti sembrano passati più per gli studi televisivi di cui sopra, che per un gruppo religioso.

      Non oso parlare in termini apocalittici, ma di sicuro i falsi profeti di questo e quel settore si somigliano molto.

      A.Non.

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  9. Ricordo bene i questionari di inizio corso.

    Ci si riuniva in gruppi, mai i coniugi insieme, perché i coniugi siedono uno vicino all'altro ed i gruppi vengono formati dando un numero ai partecipanti ed i coniugi,seduti vicini non possono avere mai lo stesso numero.

    Poi veniva assegnato un tempo al gruppo per rispondere individualmente alle domande.
    Era obbligatorio rispondere tutti.

    Veniva eletto un "segretario" per ogni gruppo.

    Il segretario aveva il compito di formulare una risposta unica con tutte le risposte individuali.

    Dopo, ci si riuniva tutti insieme ed i catechisti mettevano i numeri dei gruppi in una contenitore chiuso e facevano una estrazione a sorte per ascoltare quello che era venuto fuori con questo lavoro.
    Considerata la programmazione rigida di queste convivenze difficilmente c'era il tempo di ascoltare la voce di tutti i gruppi, quindi si faceva scegliere allo Spirito Santo.

    Il segretario del gruppo estratto, leggeva la sua relazione sulle risposte date dai membri del suo gruppo.

    Ho saputo recentemente che questa prassi non è più seguita.
    Ora non c'è più un segretario che rappresenta un gruppo.
    I catechisti decidono la persona singola a cui far leggere solo le proprie risposte individuali del questionario.

    È evidente il fine di evitare risposte scomode.
    Basta scegliere le persone "giuste" per essere sicuri di avere le risposte giuste.
    Alla faccia dello Spirito Santo.

    Come evidenzia il post di oggi, le risposte giuste sono già nelle domande, scegliendo i "personaggi" giusti si riduce ogni possibile risposta "sbagliata".

    Ecco un ulteriore passo verso la democratizzazione del CN e verso il libero ascolto dei suoi adepti.

    LUCA

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  10. Quel «di' fatti concreti» è una delle tante dimostrazioni che il Cammino è una setta.

    In primo luogo, il "funzionamento" della Chiesa consiste - per volontà del Divin Fondatore - di proseguire l'opera di Nostro Signore. Che insegnò (dunque, lato "ascoltatori", al massimo si domanda qualcosa che non si è capito), guidò (dunque, lato "pecorelle", si segue il legittimo pastore - esse lo conoscono, e Lui le conosce), e santificò (mediante i sacramenti). La santità della Chiesa è tutta lì, fino alla fine dei tempi. Tutto il resto non è santità e non è nemmeno opera della Chiesa; al massimo è intrattenimento.

    Il miglior frutto, lato "ascoltatori", è la propria santificazione personale, che raramente è misurabile (sono esistiti fior di "santoni" abilissimi nelle virtù ascetiche ma eretici: non basta esibire virtù per essere qualificabili come santi). Non esiste un patentino di "fede adulta", tanto meno col bonus di "Come i Primi Cristiani delle Origini Cristiane". La tua fede, quanto più è vera, finisce per beneficiare te e in qualche modo anche le persone che ti stanno intorno. Più vivi la tua fede, e più la trasmetti senza neppure impegnarti, in maniere misteriose (che le vede solo il Signore) e in modi incomprensibili ai soloni di questo mondo.

    Il metodo neocatecumenale comprende quei ridicoli psicologismi da quattro soldi. L'errore fondamentale di tale vaccata da sessantottino invecchiato è quello di presumere che ogni partecipante abbia una serie di inossidabili qualità:
    - rispetto al meditare con estrema chiarezza le cose della propria vita
    - rispetto al saperle esporre con linguaggio vivo, preciso e comprensibile
    - rispetto al saper selezionare quelle con maggiore importanza per gli ascoltatori, specialmente dal punto di vista della loro crescita nella fede.

    Questa è una cagata pazzesca specialmente per il fatto che grandissima parte dei kikos è culturalmente terra-terra e piuttosto sprovvista di senso critico (altrimenti capirebbero subito che il Cammino è una setta interessata solo al proprio prestigio e ai loro soldi). Eppure basterebbe ricordare loro che Nostro Signore non ha mai chiesto a nessuno "di' fatti concreti".

    Peggio, poi, è quel requisito di dire «fatti concreti», cioè un sottile ricatto morale contro coloro che hanno giustamente ritrosia a sciorinare in pubblico questioni delicate della propria vita. Il risultato è l'ipocrisia: si inventano peccatoni (o ingigantiscono situazioni) in modo da "passare l'esame". In fondo al loro cuore hanno capito benissimo che gli aguzzini-"catechisti" vogliono solo lo show, e pertanto si esibiscono nello show così come gli aguzzini si aspettano.

    Quelle due domande possono avere solo due risposte ragionevoli:

    1) il combattimento consiste nel resistere alle tentazioni (ivi inclusa la tentazione di disperarsi). Fatto concreto: è faticoso resistere alle tentazioni, e ognuno ha le sue sensibilità e le sue debolezze, di cui si parla esclusivamente nel segreto della confessione;

    2) le celebrazioni domestiche sono state una pagliacciata inutile. In assenza dei sacramenti durante il lockdown, era importante la preghiera personale, non l'esibizione sui social della carnevalata domestica a gloria di Kiko Argüello.

    Ma ai capicosca della setta interessa solo «scarnificare le coscienze con domande che nessun confessore farebbe». Il demonio - quello vero - è molto soddisfatto di loro, e soprattutto di Kiko e Carmen, suoi zelanti servitori.

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  11. Il "canovaccio" su cui il Cammino-teatro neocatecumenale scrive le sue battute (senza però nulla lasciare all'improvvisazione) è la Chiesa:
    i fatti della Bibbia, i Sacramenti, l'organizzazione ecclesiastica, la figura del sacerdote e del Papa sono come dei "tratteggi" che i capi NC riempiono con le loro distorte linee continue e i loro colori cupi, per sostituire la loro religione scenica alla religione cattolica, la loro gerarchia NC a quella della Chiesa, il loro leader-idolo al Papa (e anche a Dio).
    Queste frasi di Roberta rendono in modo perfetto il gioco neocatecumenale: hanno cercato di sovrapporre a delle realtà viventi, a dei soggetti divini, come la Chiesa, le loro scenografie, e ai ministeri ecclesiali e ai Sacramenti stessi i loro vuoti simulacri.
    In ogni punto, finzione e realtà si incontrano: anche se drammatizzato dal Cammino un battesimo resta battesimo, una Eucarestia pure, una confessione anche, come pure un'ordinazione sacerdotale o un matrimonio.
    Il 'gioco' però mostra ampi strappi se, anche solo per un momento, si decide di rispondere a delle domande autentiche, non a quelle dei questionari di Kiko, o di leggere il discorso del Papa, per scoprire cosa dice davvero.
    Per farlo, bisogna solo chiedersi quale, fra le due realtà quasi perfettamente sovrapposte, è l'originale, e quale la copia. E scegliere sempre e comunque l'originale, accettando ogni eventuale decorazione solo quando non è in contraddizione con esso.

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    1. Concordo: la descrizione che Roberta fa del Cammino è non solo precisa, ma impressionante.
      Così impressionante da far pensare che a muovere il luciferino Kiko possa essere direttamente il kikino Lucifero

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    2. Non so se ridere o spaventarmi...😅🥵😈

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  12. Non sono più interessato a quello che offre il cammino. ..ne tanto meno quello che offre Papà Francesco,mi lasciano tutte e due nauseato.

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    1. Purtroppo la Chiesa sta attraversando una grossa crisi da oltre cinquant'anni. Una crisi del piano spirituale. Una crisi che è confermata dal fatto stesso che il Cammino ancor oggi riesce a spacciarsi per cattolico: i lupi entrati nel recinto, col consenso dei legittimi pastori. È comprensibile quel senso di nausea che provi.

      Quella crisi non è "colpa del covid". Di fronte alle epidemie la Chiesa ha sempre fatto ciò che andava fatto e detto ciò che andava detto. Ora, invece, i primi a scappare sono stati i preti - a cominciare dal nefasto Delpini a Milano che il 23 febbraio 2020 ha comandato di chiudere le chiese e di guardarsi la Messa in televisione; qui il [link] perché non mi sono inventato niente). Quando le pandemie facevano morire un terzo della popolazione, i preti erano in prima linea a celebrare la Messa, impartire assoluzioni, amministrare la Comunione. Salvo rare eccezioni oggi scappano, per ordine dei vescovi.

      L'unico "rifugio" di fronte a questa crisi spirituale è tornare all'essenziale, cioè a ciò che la Chiesa ha indicato come vero e valido in tutti i tempi e in tutti i luoghi.

      Se la "chiesa conciliare" (quella del Vaticano II) consente che eresie come il Cammino possano andare avanti, e comanda che i fedeli siano privati dei sacramenti, significa che i fedeli cattolici devono aspettare che questa generazione perversa di ecclesiastici si estingua o si ravveda, in attesa della prossima che abbia davvero a cuore la divina missione comandata dal Signore.

      Mi dispiace dire queste cose e apparire forse più severo del necessario, ma da tempo non se ne può più. Non se ne può più che i fedeli vengano calpestati e derisi dalla gerarchia, anziché sostenuti da dottrina e sacramenti; non se ne può più del venir estromessi dai consessi parrocchiali e diocesani per aver solo fatto notare che il Cammino è a dir poco discutibile in materia liturgica e dottrinale; non se ne può più di questi preti vogliosissimi di ubbidire alla dittatura sanitaria su norme ridicole che non si applicano a tabaccai e supermercati (se la contromisura X si applica ad Y ma non a Z, significa che o X è esagerata o X è solo security theater), e che trattano i sacramenti come orpelli facoltativi di una sala operatoria.

      Preferirei usare parole di speranza, ma di fronte alla situazione attuale qualsiasi discorso che si sforzi di suonare "speranzoso" sembra spesso una gran presa per i fondelli. Coloro che hanno acconsentito - direttamente e indirettamente - a che realtà come il Cammino potessero devastare la fede e la vita del gregge del Signore, hanno seminato vento e perciò raccoglieranno tempesta. Coloro che hanno addirittura comandato di affamare i fedeli dell'unico vero Pane di vita eterna, riceveranno la loro ricompensa. Coloro che ostacolano più o meno attivamente il ritorno dei fedeli ai sacramenti, con ridicole scuse tipo "preconciliare" o "lefebvriano", riceveranno la loro ricompensa. E state sicuri che il Cammino, in qualità di ferrovia sotterranea per predatori sessuali oltre che di setta idolatrica che ha devastato la vita spirituale e umana di tantissimi fedeli, riceverà una "particolarmente grossa ricompensa".

      E quando l'attuale gerarchia ecclesiale riceverà la stangata che ha fatto di tutto per meritarsi, proveremo dispiacere sì, ma ricorderemo cosa è successo in questi ultimi 50-60 anni.

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    2. Se la "chiesa conciliare" (quella del Vaticano II) consente che eresie come il Cammino possano andare avanti, e comanda che i fedeli siano privati dei sacramenti, significa che i fedeli cattolici devono aspettare che questa generazione perversa di ecclesiastici si estingua o si ravveda, in attesa della prossima che abbia davvero a cuore la divina missione comandata dal Signore.

      Il sipario ormai è calato e la "festa" è finita

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  13. Pultroppo la nausea è il sintomo più ricorrente dopo l'esperienza cammino neocatecumenale.

    LUCA

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  14. Buonasera, volevo dirvi con questo messaggio che vi seguo sempre, anche se non scrivo più da alcuni anni ormai sul blog.
    Penso infatti di avere raccontato tutto quello che era necessario sapere sul Cammino, oggi voglio solo vivere la mia vita cristianamente e non dare importanza a quell'esperienza.
    Posso solo dirvi che in questi ultimi anni ho potuto rincontrare alcuni miei (ex) camminanti, non mi hanno fatto una impressione piacevole o, perlomeno, non mi sono "convertito" al vederli e sentirli.
    Anche se prego ovviamente per tutti.
    Vi saluto, vi leggo e forse un giorno torno a scrivere qualcosa.
    C.

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    1. Caro C., sono contenta di leggerti e di sapere che ci segui ancora!
      Sì, sono d'accordo con te, ad un certo punto il Cammino va dimenticato per trovare una propria dimensione che non sia più necessariamente 'a favore' o 'contro' qualcosa.
      Però certi pensieri tornano sempre...soprattutto nel rivedere certi fratelli ancora nc per i quali invece sembra che il tempo si sia fermato.

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    2. Quello che dici («oggi voglio solo vivere la mia vita cristianamente») ci mette una grande gioia nel cuore perché significa che hai voltato pagina (e significa anche che sei vaccinato contro la prossima setta che tentasse di accalappiarti). E possiamo essere ben certi che c'è in cielo una gioia ancora più grande.

      La vita cristiana - e qui ci sforziamo continuamente di farlo notare ai nostri lettori, specialmente quelli che cominciano a chiedersi: come mai per "criticare il Cammino" vi basta riproporre le cose della fede cattolica? - è qualcosa di talmente semplice da essere adatta anche ai bambini. Non è un fardello da moralisti perbenisti, non è uno status symbol religioso da ostentare, non è un attivismo frenetico o un formulario astruso, non è un club da far primeggiare nei notiziari religiosi e a favor di telecamere, non è una gara con classifiche e punteggi. È qualcosa che riguarda solo la salvezza personale di ognuno di noi. Chi coltiva la propria fede, cioè frequenta i sacramenti e conoscere la dottrina cattolica secondo quanto consentono le proprie capacità intellettuali, sta involontariamente già evangelizzando, perché arricchire il proprio cuore con la grazia di Dio ha come effetto collaterale quello di trasmetterla agli altri in modi misteriosi.

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  15. Anche una semplice paginetta composta da loro diventa emblematica e svela il loro piccolo squallido mondo.
    Basta vedere come hanno tagliato le parole del Papa per farsene una idea chiara, ancora una volta.
    Così fanno sempre, con tutto, viene da dire: con la Parola di Dio, coi Vangeli, coi discorsi dei Papi di cui sono stati capaci di fare un libro per dimostrare che tutti i Papi li hanno solo elogiati, approvati, protetti mentre hanno fatto dei discorsi un taglia e cuci vergognoso e strumentale a quanto vogliono sentirsi dire. Solo da un orecchio ci sentono e sempre e solo la stessa musica, al resto son sordi e vogliono esserlo.
    Così fanno coi documenti del Concilio, con le Encicliche, i detti dei Padri del deserto, le vite dei santi (di cui narrano sempre gli stessi episodi e aneddoti) con tutto insomma.

    Piccolo, squallido mondo neocatecumenale.

    I due brani omessi ci dicono:

    Il primo

    "Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca… ci siamo tutti."

    Tutti importanti? Tutti necessari? Tutti chiamati a remare insieme?
    Quando mai!
    Ci sono i catechisti che sanno e comandano, i camminanti che non capiscono nulla nè devono capire e OBBEDISCONO.
    Il catechista in vedetta comanda Un Due..Un Due... e gli schiavi remano. Confortarsi a vicenda poi?! I catechisti non hanno bisogno del conforto di nessuno, sono anaffettivi, asettici, asburgici, insensibili, diversi da tutti gli altri uomini ma e senso peggiore del temine.
    ......

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    1. Il secondo

      "Ci chiami a cogliere questo di prova come un tempo di scelta. Non è il tempo del tuo giudizio, ma del nostro giudizio: il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è. È il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri. E possiamo guardare a tanti compagni di viaggio esemplari, che, nella paura, hanno reagito donando la propria vita."

      Beh, questo per loro è proprio indigesto! Niente da dire.
      Tempo di prova come tempo di scelta....
      Ahi, i decibel sono saliti all'improvviso e hanno portato le mani alle orecchie tappandole, come chi rischia lo sforamento dei timpani.
      SCELTA... scelta di che? Chi sceglie qua, attenzione. Qua non sceglie proprio nessuno per niente. E' Chiaro?

      Il tempo del NOSTRO giudizio, nostro di ciascuno?
      Qua giudica solo il catechista, che giudichi tu? Non osare.
      E ancora il TEMPO DI SCEGLIERE (ahi!) cosa conta e cosa passa, TEMPO DI SEPARARE cosa è necessario da cosa non lo è...
      ...così magari il camminante medio, collegando un attimo quei due neuroni atrofizzati che gli sono rimasti nel cervello, fa finalmente uno più uno che il cammino proprio forse non è poi così necessario... per tutto il lookdown CHE DIO HA PERMESSO egli ha vissuto SENZA COMUNITA', cosa inconcepibile, e non è morto, forse infondo sta pure meglio... senza tanti assilli inconcludenti e adempimenti onerosi. Lasciato finalmente in PACE.

      Infine reimpostare la rotta verso Dio e verso GLI ALTRI.
      E qui nel finale attenzione ci sono diverse parole chiave per il risveglio delle coscienze sopite:

      GUARDARE

      AI COMPAGNI DI VIAGGIO

      ESEMPLARI

      che, nella PAURA...
      hanno REAGITO...
      DONANDO LA PROPRIA VITA (e non facendo i peccati che non possono non fare).

      Persone anche eroiche, di buona volontà e retta coscienza, di cui il mondo è pieno nel nascondimento quotidiano e silenzioso. Il mondo che è FUORI dalle salette del C.N.

      Pax

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    2. Cara Pax, in poche parole hai fatto un ottimo ritratto del catechista "perfetto" (secondo il Cammino): anaffettivo è l'aggettivo che sintetizza al meglio il suo modo di essere e di agire, insieme a "insensibile". Aggiungerei anche il cipiglio costante: mai un sorriso, mai una parola scherzosa, mai un cenno di ironia, ancor meno (non fia mai!) auto-ironia. Sempre corrucciati e come immersi in pensieri molto importanti, seri e gravosi... a dare ad intendere che non sono mica come tutti i camminanti, loro. Loro si sentono di un livello superiore, affidatari di un "carisma" speciale che li rende simili ai profeti... E invece sono solo delle pietose caricature di uomini, che di autenticamente cristiano non hanno nulla...

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    3. Porto quella tua immagine dei catechisti "sempre corrucciati,seri e gravosi" è straordinariamente vera.
      Ricordo che una persona della mia comunità una volta ha detto ad uno di questi "signorotti" che tu descrivi molto bene :"E fattela ogni tanto una risata", suscitando l'ilarita' generale di tutta la comunità.
      Magari fuori sono persone normali, ma quando assumono il loro ruolo di "inviati di Kiko", diventano di una pesantezza assurda.
      Ed il bello è che ci credono, entrano nel ruolo e recitano la parte, copiando i loro mentori catechisti di grado più elevato.

      LUCA

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