sabato 24 ottobre 2020

"Se non vai in comunità, è perché dentro non hai la resurrezione": è confermato, sono proprio disperati


A Porto Rico, non c'è stata una convivenza di inizio corso: i responsabili della nazione, spagnoli, hanno deciso che quest'anno l'inizio corso  - chi vuole o può - se lo può  vedere sul computer, e precisamente  su YouTube.
 

Siamo nel  XXI secolo e finalmente le menti pensanti del Cammino neocatecumenale sono progredite fino al punto di comprendere che, per ascoltare un polpettone in cui non sono previste domande né tanto meno risposte, non sia necessario scomodare il pubblico, che comunque solo e sempre zitto deve stare, ma che è sufficiente registrare il video e metterlo a disposizione di chi lo voglia ascoltare.
 
Vero è che dichiarano che le convivenze di inizio corso verranno comunque fatte ma... è difficile crederlo: con la catechesi già anticipata su You Tube e magari persino svelato l'arcano del "Canto nuovo di Kiko", non c'è più nessun interesse, nessuna "grande sorpresa" ad indurre i neocatecumenali di Portorico a partecipare alle costose ed inutili kermesse di Inizio Corso.
 
Proviamo anche noi a seguirlo, seguendo la traccia dell'articolo che ne ha fatto Cruxsancta.
 
Non-presentazioni e introduzione

Inizia senza presentazioni di alcun tipo, se non quella del "muchacho" (trent'anni) di recente aggregato dall'equipe, proveniente dal NewJersey di famiglia colombiana oltre che neocatecumenale; per il resto si assume che sia universalmente noto chi siano i componenti della équipe. 
La coppia di spicco, che monopolizzerà la conferenza, è in effetti molto nota all'interno del Cammino e delle riunioni planetarie di Porto San Giorgio: si tratta di Julio e Isabel, catechisti itineranti responsabili di Nazione in Porto Rico da più di vent'anni.

Le prime cose che il relatore dice sono quelle che sempre siamo abituati a sentir dire dai catechisti in queste occasioni: le immense difficoltà che hanno dovuto superare per poter fare un viaggetto in Spagna per ascoltare - 'ricevere' in gergo neocatecumenale - la notizia - la parola - dalla viva voce del trio della équipe internazionale, e come  Dio si sia ingegnato a risolvergli tutti i problemi  in modo che potessero andare, esserci, ascoltare - ricevere - e tornare per trasmettere agli altri. Tutto un grande miracolo, come sempre.
 
In quest'anno  così provvidenziale  hanno avuto, durante l'incontro con Kiko, anche una chicca in più, l'imprevisto di una visita della polizia, racconta Julio il capo équipe, parlando dal leggio: naturalmente la fede nella Provvidenza neocatecumenale fa sì che vengano organizzati incontri che comportano viaggi anche molto impegnativi senza avere tutte le necessarie autorizzazioni.
E infatti la "Provvidenza" interviene e permette ugualmente lo svolgimento della convivenza.
 
La polizia spagnola è pronta a tutto!
 
La Pandemia ha chiuso delle porte, ma non ai neocatecumenali 

L'affermazione immediatamente successiva è l'assicurazione che il signore - quale signore? - ha in serbo  molte buone cose  per questo nuovo anno. 
Poiché nessuno può affermare di conoscere il pensiero di Dio, probabilmente si riferisce a colui che "firma ma non dipinge", il profeta-artista-catechista-iniziatore-tuttologo Kiko Argüello.

E non poteva mancare  la prevedibilissima affermazione che  il tema di quest'anno è riferito alla situazione della pandemia, "poiché non avrebbe senso ignorare ciò che accade nel mondo reale". Ma subito dopo, aggiunge Julio, "questa è una situazione che Dio permette". 
Poiché nel CNC non comprendono il concetto di libertà, che anzi,  combattono ferocemente, e nel contempo hanno una visione della fede compiutamente  catecumeno-centrica, la loro interpretazione   è che la pandemia, oltre ad essere più che permessa da Dio,  è giunta per favorire molte cose che solo loro - gli stessi Kikos - discernono e delle quali solo loro si avvantaggiano.
 
E infatti il capo équipe non manca di accennare a questa predilezione divina per gli Eletti del Cammino;
ma tutte quelle meraviglie che non si sarebbero potute manifestare senza la pandemia sono così magiche ed esoteriche, che lui le lascia per dopo, per quando il cervello degli ascoltatori sarà più assonnato. 
 
La Vergine Maria insegna ad obbedire...a chi?

Per il momento suona un canto (Maria casa di benedizione) e, non a caso, ciò che il catechista sottolinea del testo è che "la Vergine Maria ci insegna, e questo è il catecumenato, ad obbedire al Figlio per fare quello che ci dice."
La Vergine Maria viene strumentalizzata al punto da farla coincidere con l'insegnamento neocatecumenale, il cui obbiettivo  è l'obbedienza ai catechisti, al Cammino, a Kiko stesso e non a Cristo.

Ancora pandemia, morte, precarietà  

Dopo la cantatina dovrebbe venire una lettura - una proclamazione della parola, nel gergo dei neo-fratelli - ma sappiamo bene che non c'è lettura che possa aver luogo senza  che la preceda un lunghissimo discorso preparatorio. Quindi il catechista approfitta di quella che dovrebbe essere un breve monizione per insistere sull'idea che la pandemia è un avvertimento di Dio a livello globale, che si è verificata "perché Dio ha cercato di far entrare il mondo intero nella precarietà". 
Il catechista Julio sostiene che, nel caso in cui qualcuno non si fosse accorto  del piccolo dettaglio che tutti moriamo, prima o poi, la pandemia provvidenzialmente è stata inviata per noi, per comprendere questa realtà esistenziale che marchia la nostra vita terrena. Quindi, bugiardo chi ti racconta che se ti infetti non muori: morirai lo stesso! È solo una questione di tempo...
 
La "lettera" alle Comunità

Il capo-équipe decide in seguito - colpo di scena! -  che deve leggere una "lettera alle Comunità"  della Congregazione per il Culto. 


 
Il Cardinal Sarah ha scritto alle comunità? Così vuol far credere il nostro Julio. E si affanna a citare una frase del documento  in cui compare l'espressione "comunità  cristiana" (sappiamo che nel lessico kikiano solo i neocatecumenali sono comunità) e di seguito l'invito: 
Non appena però le circostanze lo consentono, è necessario e urgente tornare alla normalità della vita cristiana"
 
Ma, che strano! Il catechista Julio non completa la frase! Lo facciamo noi per lui: è necessario  tornare alla normalità della vita cristiana...

".. che ha l’edificio chiesa come casa e la celebrazione della liturgia, particolarmente dell’Eucaristia
come «il culmine verso cui tende l’azione della Chiesa e insieme la fonte da cui promana tutta la sua forza» (Sacrosanctum Concilium, 10)."

E infatti è la chiesa la casa dei cattolici e il luogo delle celebrazioni liturgiche: non le salette, non i catecumenium, non le palestre, non gli alberghi.

Ebbene, le istruzioni ricevute da Kiko sono state evidentemente  quelle di trasformare il suddetto documento da appello della Congregazione per il Culto  rivolto ai presidenti delle conferenze episcopali perché riaprano al popolo di Dio la frequenza della Santa Eucarestia nelle Chiese e nei Santuari, ad una "lettera per le comunità",  una supplica per il popolo delle comunità del Cammino, il gregge neocatecumenale , affinché, invece, torni a frequentare non certo le chiese, ma i catecumenia e le salette.
 
Secondo il catechista itinerante quindi (attraverso il quale è Kiko stesso a parlare ai suoi adepti) nientemeno che la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti nella persona del suo Prefetto Cardinale Robert  Sarah si preoccuperebbe di incoraggiare i neocatecumenali a riprendere la routine comunitaria non appena le circostanze lo consentono!😂
 

Quindi l'itinerante neocatecumenale Julio responsabile per il Porto Rico, o ha detto una falsità o è stato tragicamente malinformato nella catechesi cui ha presenziato in Spagna.
Non ci sarebbe nulla di strano: siamo abituati alle interpretazioni pro domo sua che Kiko Argüello e compagnia cantante (e danzante) fanno dei documenti ecclesiali e al loro concetto molto elastico di verità...
 
Se hai paura di tornare in comunità , non hai la resurrezione dentro di te

Fermiamoci ora un attimo a riflettere: non hanno appena affermato che è stato Dio stesso a far sì che succeda tutto questo disastro della pandemia solo per farli riflettere sulla loro precarietà? E, dopo tutto ciò, intendono tornare alle stesse vecchie routine il prima possibile? Come se non fosse successo niente? Come se non fosse stato Dio a costringerli a smettere di fare quello che stavano facendo?

Niente: tutto ciò non sollecita nessuna reazione da parte loro; nè si accorgono di cadere in continua, palese contraddizione.
 
La catechesi di inizio corso di Porto Rico  continua con una lunga lettura della lettera di San Paolo ai Corinzi.
Pare che San Paolo scrivesse "ai suoi catecumeni": il concetto che le prime comunità non fossero comunità di battezzati ma di catecumeni in perenne fase di apprendistato deve essere impresso con gran forza nelle menti di tutti i neocatecumenali!
 
Successivamente, il Kiko-catechista bersaglia il suo uditorio virtuale con lezioni di kikismo: "Dio ha inventato la paura"; "Dio ha creato la paura"; "se non neghi la risurrezione, perché non vuoi essere infettato?"; "Dio ha fatto sì che, con questa pandemia,   venisse fuori, diventasse visibile, quanta risurrezione ho dentro"; "la pandemia è stata come una radiografia in modo che tutti vediate quanta risurrezione avete"; "avete paura di andare in comunità? Hai paura della morte? Allora sei uno di questi che dice: Non esiste la risurrezione".

Neocatecumenali: se non rischiate l'infezione,
non avrete la resurrezione



E giunto a questi livelli di giudizio spietato nei confronti del prossimo, il catechista si affretta - secondo quanto ha "ricevuto" da Kiko, si suppone - a concludere che, allo stesso modo, se non vai in comunità è perché neghi la risurrezione: ciò implica che la tua fede è vana, è una fede sentimentale - accusa che dai kiko-adepti è considerata orribilmente vergognosa -  ed è del tutto inutile. 
E inoltre: ciò vuol dire che continui nei tuoi peccati ed è per questo che tua moglie è tua nemica, i tuoi figli, i tuoi genitori, i fratelli del Cammino e il mondo intero.

A questo punto, il kikotista fa una piroetta verbale arzigigolando su uno dei mantra preferiti del kikismo:  "tu forse hai già capito che quello che ti sta succedendo è che non puoi liberarti da quel peccato che ti porti ancora dentro". 
 
Alla fine fine, ci chiediamo: non è  la stessa cosa andare in comunità  o smettere di andare in comunità, visto che non puoi liberarti dal tuo peccato?
Quindi, perché così tante parole e tanta insistenza sul fatto che, se non vai, è perché non hai la vera fede?

Poi, altro giro di valzer:  "non succede nulla, non importa come sei, perché Gesù ha portato il tuo peccato ed è morto per te".

L'importante, per convincerti che devi andare in comunità, sì o sì, è che "se fuggi dalla morte, fuggi da Gesù Cristo, perché Gesù Cristo è entrato nella morte". 
Dire che la frase non ha alcun senso è il minimo, ma a questo punto del film nessuno riesce più a ragionare su nulla ciò che sente.
 
In conclusione, altre spiacevolezze assortite

E così l'oratore continua veleggiare verso la fine del suo discorso inanellando altre sciocchezze, come questa:  
 "coloro che sono morti a causa della pandemia, lo sono perché è stato scritto da quando sono nati che sarebbero morti così".

Ma cerchiamo di capirci: se secondo la teologia di Kiko la nostra vita e la nostra morte sono predeterminate, a che serve andare o non andare non andare in comunità? Se Dio ha deciso fin dalla tua nascita che tu muoia di Covid, stai già a posto. Aberrante, ma è così.

Come chicca finale, ecco un'altra sciocchezza sgorgata dalla bocca del catechista discernente: 
"siamo molto felici di vedere morire i fratelli, quelli che abbiamo visto morire".
La catechista Isabel, moglie di Julio, insiste da parte propria sull'impossibilità di rinnovare il battesimo guardando la televisione. Potremmo pensare che stia parlando degli Sacramenti ma no: intende dire che la fede si trasmette 'vedendo' ed 'ascoltando' i catechisti, così come lo Spirito Santo scende solo quando si è insieme ai fratelli... naturalmente devono essere i fratelli di comunità!

La Madonna dice di fare silenzio,
Gesù di non avere paura...
quindi accorrete, muti,
alle catechesi neocat!



E il presbitero? Al poveretto i super- catechisti non hanno affidato neppure la preghiera iniziale nè la preghiera finale. Lo chiamano solo per introdurre il Padre Nostro e per dire due parole, alla fine delle quali è a tal punto confuso da voler dare l'assoluzione  invece della benedizione.

Si conclude così la kermesse catechistica di inizio corso: la nostra équipe di itineranti spagnoli ha sfidato la paura della morte, ha fatto un bel viaggetto in patria, è andata a salutare famiglia e parenti, ha partecipato alla bellissimissima convivenza con Kiko, ha fatto il video su YouTube ed ora...Ánimo hermanos! Ora tocca ai catechisti autoctoni di secondo livello sobbarcarsi tutte le convivenze di inizio corso convincendo i riottosi fratelli a sottoporsi ai relativi rischi di contagio!

Sin miedo (senza paura), naturalmente.


 

34 commenti:

  1. L'aberrante kikatekista ha spacciato la solita eresia neocatecumenale secondo cui Dio sarebbe cattivo e vendicativo.

    Confondono il fatto che Dio onnipotente e onnisciente vede cosa accadrà (incluse le conseguenze della natura ferita dal peccato), con l'idea che Dio provocherà il male, anzi, ha già pianificato la tua morte.

    Nota tecnica: l'espressione «siamo molto felici di vedere morire i fratelli» si intende relativa ai soli fratelli ancora incapaci di pagare la Decima.

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    1. Confondono il fatto che Dio onnipotente e onnisciente vede cosa accadrà (incluse le conseguenze della natura ferita dal peccato), con l'idea che Dio provocherà il male, anzi, ha già pianificato la tua morte.

      Quando si ha una percezione illusoria e distorta della "realtà" si ha un'identica percezione falsa e deformata della divinità

      "Nelle equazioni di Newton era sempre presente, ma oggi nelle equazioni fondamentali della fisica il tempo sparisce. Passato e futuro non si oppongono più come a lungo si è pensato. E a dileguarsi per la fisica è proprio ciò che chiunque crede sia l'unico elemento sicuro: il presente. Sono tre esempi degli incontri straordinari su cui si concentra questo libro, che è uno sguardo su ciò che la fisica è stata e insieme ci introduce nell'officina dove oggi la fisica si sta facendo"

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  2. Un errore della vita sia dal punto di vista religioso, sia dal punto di vista umano. Se potessi cancellerei tutte le persone conosciute li dentro e cancellerei me da loro. Cercavo un aiuto, invece ho trovato il male che ha approfittato delle mie debolezze e insicurezze. Ormai sono stanco di sperare, è tutto inutile, ho perso tempo a credere in un dio che aiuta invece se ne frega di tutto con la scusa della sofferenza.
    PS. Evitare di difendere Dio, o dire che è colpa dell'uomo. Io se sbaglio pago e lo so, ma perché devo pagare anche per la colpa degli altri?? Il cammino sta facendo danni da 50 anni, tantissime vite distrutte, e la chiesa muta e dio come al solito guarda lo spettacolo dall'alto come fa dai tempi della pietra. Se Dio esiste non è quello che vi hanno fatto credere.
    Libero dal cammino e dalla Chiesa.

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    1. Evito di "difendere", dico solo
      "Se Dio esiste non è quello che vi hanno fatto credere".
      Non è forse questo il punto?
      Lo sbaglio per il quale tu e io stiamo ancora pagando?
      Abbiamo creduto a degli esseri umani, non a Dio, a degli esseri umani ingannevoli e ingannatori, chi con le parole (NC) chi con il mutismo (chiesa).

      Se ognuno pagasse solo per i propri errori, il mondo sarebbe "giusto" ma la realtà è che, fin da bambini, paghiamo anche per gli errori che hanno fatto i nostri famigliari e le successive persone che abbiamo incontrato nella vita.
      Cancellarli, cancellarsi? Magari!
      Tante volte vorrei e avrei voluto "scomparire", accartocciare il foglio , prenderne uno bianco e rifare da capo .. ma la realtà è che intanto il tempo è passato .. la biologia e la psicologia dicono che non è possibile recuperare "da vecchi" una formazione di vita che sarebbe stata necessaria all'età giusta .. come 1 pianticella cresciuta "storta", ormai deve continuare così .. a ricevere il nutrimento, l'acqua, l'aria, la luce del sole, a espandersi e cercare il suo spazio .. e se è diversa dalle altre o a qualcuno non piace, che importa?
      Lei vive lo stesso, a nessuna altra creatura deve rendere conto ma solo, vivere di fronte al suo Creatore..
      Anch'io tante volte dico di "essere stanca di sperare", ma credo sia logico pensare che, finché lo diciamo, vuol dire che speriamo ancora e vorremmo non sperare più solo per smettere di soffrire, perché sperare fa soffrire, perché finché speri sei soggetto sempre a delusioni e, dopo ogni delusione, la sofferenza aumenta.
      Che fare allora? Io non riesco a non sperare più .. non è che "non voglio" ma proprio "non riesco", non mi viene naturale e, dal fatto stesso che scrivi, capisco che anche per te è così .. anche se sei stanco, come io sono stanca.
      Penso però che fare come i buddhisti, che si sforzano di non avere più desideri per arrivare a non soffrire più, sia non solo difficile, ma soprattutto innaturale, non è quello che mi interessa.
      Mi interessava, mi sarebbe interessato, mi interessa .. essere amata ed amare, credo che gli esseri umani siano fatti per questo, ma non si può obbligare nessuno ad amare.
      Mi ricordo spesso di te nella preghiera, te lo dico non come cosa consolatoria, ma per dirti che (senza avere la pretesa di capire tutto) mi sento di capire e condividere quello che ti fa stare male.
      Vorrei proprio che "ce la facessimo", entrambi!
      Alla faccia "loro" ..
      Un abbraccio.
      PS
      Scusate tutti, i discorsi 1 po' ingarbugliati.

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    2. Grazie di cuore davvero, perché hai capito ciò che provo, essendoci passata anche tu e che ne porti ancora le conseguenze. Essere capito aiuta a trovare la forza per non mollare definitivamente. GRAZIE 😊🙏
      Libero dal cammino

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  3. Questa "convivenza" è un concentrato di affermazioni anti-cristiane, cattiverie e falsità tra le peggiori che si possano sentire.

    La strumentalizzazione della lettera del card. Sarah (diretta ai vescovi e non a loro) che gioca sul FRAINTENDIMENTO del termine "comunità", è non solo 1 "gioco sporco", ma anche dice che i capi NC considerano i loro uditori degli inetti a cui far bere qualunque cosa, senza considerare che sarebbe facilissimo, per chiunque, confrontarla col testo originale.
    Non lo fate, popolo NC? Allora i vostri capi hanno la giusta considerazione di voi.

    Il Vangelo di oggi dice (Luca 13)
    " Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo "
    Non mi pare che il Signore dica che "il modo" in cui uno morirà fosse "già stabilito da quando è nato"; al contrario, il Signore mette un "SE" cioè lega la "sorte" di un uomo a quello che l'uomo stesso farà nella vita, alla sua conversione verso il Dio vero, ossia alle scelte LIBERE dell'uomo stesso.

    Un'altra smentita alle affermazioni NC viene da San Paolo, ad es.
    (Colossesi 3)
    " Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra "
    Perché smentita?
    Perché "andare in comunità" NON è una cosa "di lassù" ma un comportamento che soddisfa a bisogni tutti di "quaggiù", siano psicologici (compagnia, realizzazione ..) o di convenienza (avere qualcuno di riferimento nel momento del bisogno) ma comunque sempre MATERIALISTICI.
    Lo dimostra come questi tali parlano della Risurrezione (molto differentemente da San Paolo):

    "quanta risurrezione ho dentro ...
    in modo che tutti vediate quanta risurrezione avete"
    --------
    Ma che significa?
    La risurrezione è una questione di "quantità"?
    Si misura la risurrezione?
    Uno può essere un po' morto e un po' risorto?
    Dico per quanto riguarda la vita di grazia.

    O uno è battezzato o non lo è, e i battezzati su questa terra hanno tutti la stessa dignità di figli di Dio, non c'è da misurare e soprattutto, non è cosa su cui un essere umano possa giudicare.
    O forse i "catechisti" si considerano qualcosa di più che esseri umani? In grado di dare la stessa Grazia che dà il Battesimo con la loro sola presenza e il suono della loro voce, per cui è necessario andare ad ascoltarli "in presenza"?
    Megalomani, ed anche blasfemi.
    Andare "in Comunità" NON è condizione necessaria a far agire la potenza del Battesimo (anzi, tende - senza però poterci del tutto riuscire - a soffocarla con i "farisaici" precetti);
    i Sacramenti sono 7 e la "Comunità" NC non è fra questi.
    Le aberranti parole di questi "catechisti" trattano la Grazia (resurrezione) come 1 polverina magica, chi "viene" ne prende di più, chi "non viene" ne prende di meno .. superstiziosi, santoni ingannatori, taroccatori!

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  4. "Dio ha inventato la paura"; "Dio ha creato la paura"
    ------
    Questa invece non l'avevo ancora sentita uscire dalle sante bocche NC.

    A parte il fatto che questi "catechisti" si possono permettere di dire 1 cosa e il suo contrario a distanza di poche battute .. ma questa è colpa vostra, uditori, pubblico, adepti .. non so come definirvi, popolo NC, che continuate a fornire loro, uditori appunto, ma senza far passare il CONTENUTO all'esame della vostra ragione .. neanche passa per il cervello, vi estasiate e drogate al solo SUONO della loro voce, qualunque cosa dicano .. tanto poi è facile impararsi a memoria quelle poche frasi necessarie a dimostrare la vostra "appartenenza" o ad adescare altri schiavi .. l'importante non è capire ma essere presenti, giusto?
    Scusate la digressione emozionale, ma a volte fate arrabbiare più di altre.

    Continuano i Kikointerpreti:
    "avete paura di andare in comunità? Hai paura della morte? Allora sei uno di questi che dice: Non esiste la risurrezione".
    ------
    Ma scusate, popolo NC, non avevano appena affermato che è Dio stesso a "creare la paura"?
    E non avevano appena insinuato che Dio è la "comunità"?
    Che stare lontano dalla "comunità" NC è stare lontano da Lui?
    Quindi Dio avrebbe "creato la paura" (della pandemia in qsto caso) per indurvi a stare lontano da Lui e al tempo stesso vi rimprovera se state lontano?
    Sono affermazioni contraddittorie e soprattutto FALSE.

    Dice il libro della Sapienza (cap11)
    Poiché tu ami tutte le cose esistenti
    e nulla disprezzi di quanto hai creato;
    se avessi odiato qualcosa, non l'avresti neppure creata
    "
    -----
    Infatti Dio non ha creato il male, la morte, la paura ..
    la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo , dice ancora la Sapienza (cap 2):
    " Sì, Dio ha creato l'uomo per l'immortalità;
    lo fece a immagine della propria natura.
    Ma la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo;
    e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono.
    "

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  5. Riguardo sempre alla PAURA, sentimento proprio di tutti gli esseri umani, da cui nessuno è immune, mi sembra si possa dire che Nostro Signore la comprende e ha pena per noi che ne soffriamo, ma certamente non la usa per MANIPOLARCI, come invece vogliono fare (e abbiamo sentito che neanche si preoccupano di nasconderlo) i "catechisti" NC;
    Dio invece può usare santi sacerdoti, persone di vera fede in Lui (non in 1 surrogato) per dare un insegnamento e un AIUTO affinché la paura non sia di OSTACOLO, come in effetti è, alla vera fede.
    Questo aiuto, personalmente, lo trovo ad es. nelle seguenti parole di don Giussani da

    "Il senso religioso(capX)"

    "La paura non è il primo sentimento dell'uomo. Esso è un'attrativa; la paura sorge in un secondo momento come riflesso del pericolo percepito che quella attrattiva non permanga.
    Innanzitutto è l'attaccamento all'essere, alla vita, è lo stupore di fronte all'evidenza [di una presenza che mi si impone nelle cose]
    ...
    si teme che quella evidenza scompaia, che quell'essere non sia tuo, che l'attrattiva non sia adempiuta. Tu non hai paura che vengano meno cose che non ti interessano, hai paura che vengano meno cose che prima ti devono interessare.
    ... (capxv)
    E siccome uno non può vivere cinque minuti senza in qualche modo affermare un quid ultimo, per il quale valga la pena vivere quei cinque minuti, l'inesorabile esigenza e urgenza del significato genera come un'ansia, una paura o un terrore, e nel terrore l'uomo è mal consigliato.
    Egli allora è come si aggrappasse alla sua esistenzialita' in modo eccessivo .. ed è spinto a identificare l'assoluto, il sicuro con qualcosa di sperimentato nella sua esistenza, a identificare ciò per cui vale l'ultima pena, con qualche aspetto, con l'aspetto più rassicurante della sua esperienza.
    Il dio diventa idolo.
    ...
    i rapporti con cui l'uomo si butta alla ricerca e al pssesso del'tu', vale a dire degli altri, delle altre persone, tutto questo è affrontato da un proprio punto di vista, secondo una propria misura, e non secondo la misura che deriva dal nesso con l'assoluto.
    Così l'uomo mutila se stesso, mutila l'altro, mutila le cose; e crea immagini abnormi, dalle forme schizofreniche."
    -------
    Dopo aver fatto luce sulla mia exp NC, mi trovo perfettamente d'accordo con queste parole .. è esattamente quello che succede quando uno "si aggrappa" al CN perché senza gli sembra di affogare e non si accorge che è invece il CN a soffocare in lui la vita che Dio gli ha dato.

    Ricordate, NC, questa VERITÀ elementare:
    "nel terrore l'uomo è mal consigliato" .. e dubitate perciò di chi usa il terrore del "fuori" per tenervi "dentro".

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  6. X anonimo delle 09:50

    Sto attraversando un periodo buio della mia vita,mi stà capitando di tutto e di più,tra sofferenze,malattie e ingiustizie.
    Anche Io come Te tante volte ho detto"MA DIO DOV È"?
    Ma poi se ci pensi bene,capisci che tutto il male che ci accade,non è colpa di Dio.
    Dio ci ha resi padroni di un mondo pulito,ci ha donato la bellezza dell' universo,San Francesco lodava Dio per ogni cosa che ci aveva dato.
    È stata la cattiveria dell' uomo a contaminare il mondo,il volere sempre di più,la superbia,l arroganza e tutto il male che ci circonda,non può essere colpa di Dio,ma dell' uomo che continua a non fidarsi di Lui e di credere che si è onnipotenti,che mai si deve morire.
    Per quanto riguarda il cmn,
    Gesù ci aveva avvertito di stare attenti ai falsi profeti, la chiesa invece ha permesso e ancora permette al cmn di fare danni a chi ha creduto in Lei.
    È vero che sono passati 50 anni e il cmn anche se zoppicando va ancora avanti,magari forse qualcuno di Noi non farà in tempo per gustarsi la gioia della sua fine,perchè i tempi nostri non sono quelli di Dio,Noi vorremmo la vendetta all istante,ma Dio ha i suoi tempi.
    L importante per chi è uscito da quella trappola è di aver capito l intrallazzo ed è andato via,poi anche gli illustri prelati avranno un giorno la loro ricompensa.un saluto.

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    1. Lo spero che un giorno pagheranno, almeno nell'altra vita per il male fatto, e che dio non li perdoni l'ultimo giorno se prima di morire si pentono.Troppo facile così, devono pagare per il male fatto.
      Colpa dell'uomo ok, ma perché dobbiamo pagare per le colpe altrui, quando già paghiamo per i nostri errori? Come dice Roberta Salerno bene, paghiamo anche gli errori di famigliari o chi abbiamo frequentato, ed è qui che non capirò mai, perché Dio lo permette? Purtroppo poi le conseguenze dovuto dagli altri, condizionano noi che poi sbagliamo, quindi paghiamo due volte. Comunque Grazie di cuore. Purtroppo non capirò mai un dio che invece di punire Caino, gli da una lunga discendenza, nessuno tocchi Caino, forse per questo Dio protegge le cattive persone e manda ingiustizie sofferenze e sfortune alle brave persone?? Come sempre nella storia chi decide le guerre, ma muore e soffre la povera gente, così come oggi, i politici chiudono tutto, però da sempre invece di investire in ospedali e medici hanno rubato, ed oggi ci chiudono perché non sanno come fare, però loro a fine mese i loro stipendi li prendono. E qui che non credo a dio,sono sempre i più deboli a subire, se ne frega, ma anzi invita a ringraziare per le sofferenze come dono. Non è felice per la sofferenza ma non interviene, ma anzi da quando esiste il mondo non è cambiato nulla. Ha creato la chiesa, la croce? In nome di ciò l'uomo ha fatto peggio soggiocandoci come fanno i catecumeni, ma anche gli stessi rappresentanti della chiesa che approfittano della loro posizione. Perché dovrei credere a Dio? Scusate lo sfogo.
      Libero dal cammino e dalla chiesa

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    2. @ Anonimo 15:31

      Capisco la Tua rabbia per tante ingiustizie che ci sono nel mondo,chi più di Me in questo momento difficile per la mia salute Ti può di re che,ragionando da uomini, hai pienamente ragione,ma sai Io mi limito a pensare che dietro tutte le ingiustizie che ci cadono addosso,ci sia per Dio una ragione,un mistero che ora forse non comprendiamo,ma sono fiduciosa che Dio mi farà vedere e comprendere dopo questa vita in questo mondo.
      Anche a Bernadette la Madonna disse che non poteva essere felice su questo mondo,ma lo sarebbe stata quando lasciava questa valle di lacrime.
      Caro anonimo,Io sono 10 anni che combatto con i tumori,ne ho avuto un altro fresco fresco,proprio durante il covid,ho dovuto subire chemio che mi hanno fatto stare malissimo,dovrò operarmi ancora un altra volta,e in tutto questo ho dovuto assistere al menefreghismo e allontanamento di parenti e amici,che hanno continuato a vivere la loro vita come se Io non esistessi,quando invece la mia vita per loro si è stravolta nel momento in cui hanno avuto qualche problema di salute.
      Ho lasciato il cammino per difendere la dottrina cattolica e le vere scritture che Dio ci ha lasciato,eppure mi trovo a subire,malattie,sofferenze,ingiustizie nei miei confronti,ho sempre avuto pietà di tutti,mi sono sempre scapicollata per il prossimo,ma comunque mi è toccata quella che per Noi uomini è un ingiustizia.
      Quando Ti avvicini a Cristo,iniziano le tribolazioni,è successo a tutti Santi,perchè la strada per arrivare a Dio è molto faticosa,d altronte(per quanto mi riguarda)Noi vorremmo andare tutti in paradiso,ma non si può se non accettiamo la croce.
      Se proprio devo scegliere,voglio soffrire adesso e no per l eternità.
      Degli altri che vivono senza alcun problema,penso che sono lontani dalla croce,ecco perchè non vengono tentati dal maligno.
      Ti auguro una buona serata.

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    3. Ti auguro tutto il bene possibile e che Dio ti faccia guarire e che ti sia dato merito e giustizia anche su questa terra che lo meriti. Ti abbraccio forte e ti ringrazio per la tua fede e forza nonostante il tanto male subito. Ti ammiro.
      Libero dal cammino

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    4. Hai ragione, mia cara Lilly. Il Cammino ci ha attirato come il paese dei balocchi, e uscirne deve voler dire anche rifiutare quella mentalità calvinista della 'croce gloriosa', del successo a tutti i costi, dell'autoreferenzialità, del vangelo della prosperità.
      La vita può riservarci tanto dolore, tanta solitudine, tanta ingratitudine; credere che Dio ci ama vuol dire cambiare la prospettiva da cui guardiamo alla nostra vita, vederci il più possibile come ci vede Lui e solo questo può dare serenità: non il vederci come ci vede Kiko, o quel parroco, quel vescovo, quel teologo...per quanto siano acclamati in questo mondo; il successo anche religioso in questo mondo non corrisponde né assicura un uguale successo nell'altro, che è quello che veramente conta.
      La Chiesa di cui abbiamo esperienza in questo mondo comprende i buoni come i cattivi, a tutti livelli, anche gerarchici; è normale che ci faccia soffrire la sua imperfezione, che d'altronde rispecchia la nostra stessa imperfezione umana. La Chiesa però non è solo quella militante, piena di zizzania, di pula, di vergini stolte, di vignaioli omicidi: la Chiesa è anche quella trionfante, quella dei Santi, delle Anime purificate, della Vergine Maria, di Gesù. Quando mi sento un po' in crisi con il volto imperfetto della Chiesa di quaggiù, io penso a quella di lassù e mi rassereno; e pensp che i Sacramenti che ci amministrano i servi imperfetti di quaggiù sono dei doni che vengono da lassù, mi farei del male a privarmene.

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    5. Allego un file YouTube che può essere interessante:
      https://youtu.be/Whs7rwvAjlo

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  7. E intanto, i neocatecumenali senza paura che hanno dentro di sé la resurrezione, si sono contagiati in gran numero per andare ad incontrare Kiko ad inizio corso e ci sono anche decessi.
    Stanno ovunque sollecitando la ripresa delle celebrazioni, secondo il mandato del GRANDE TOPO RINTANATO NELLA TANA A MADRID, contro ogni logica sia umana che cristiana. E stanno diffondendo anche il contagio, se insistono a riunirsi in "piccoli assembramenti" nelle case o nelle stanze. Laddove ci siano contagi e decessi conclamati, la prima cosa sensata da fare è evitare di incontrarsi, ma loro no, proprio adesso riaprono.
    Vedremo quanti avevano la resurrezione dentro: forse se il Cammino sussisterà ancora vorrà proprio dire che la maggioranza non aveva quella resurrezione e saggiamente si è astenuta dai loro assembramenti sfidanti Dio e le leggi della natura.
    Diversamente, sarà proprio la pandemia a fare tabula rasa di tutti coloro che avevano la resurrezione dentro.

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  8. Uomo Libero!!!24 ottobre 2020 13:04

    LA HOLDING DI KIKO & COMPANY È ATTRAENTE COME UN CLAN CAMORRISTICO

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  9. Ma non fanno prima a bere una coppona di cicuta? Almeno non contagiano nessuno con la loro morte socratica

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    1. La maggioranza dei neocatecumenali è succube, non complice della perfidia di Kiko e dei suoi ultrà.

      Ne è dimostrazione il fatto che anche quando per pigra abitudine cominciano a prendere sul serio un versetto biblico, o una parola di qualche Papa o di qualche santo, o anche soltanto uno degli slogan kikiani «l'altro è Cristo» applicandolo in maniera non kikiana, hanno già un piede fuori dal Cammino.

      Infatti nel Cammino «l'altro è Cristo» è uno slogan vuoto inteso a idolatrare il Cammino stesso nelle persone che ne fanno parte (specialmente i capibastone e i VIP kikiani); se però qualcuno comincia a intenderlo nel senso evangelico - cioè compiere atti di carità verso il prossimo anche non neocatecumenale, perché ogni cosa fatta ai "piccoli" del Signore è stata fatta a Lui -, finisce presto per scontrarsi coi capicosca del Cammino e con la mentalità del Cammino (per la quale l'assistere la cognata malata a costo di perdersi una convivenza è un gravissimo peccato contro il tripode Kiko-Carmen-Cammino, tanto sacro agli idolatri neocatecumenali).

      In altre parole, la cicuta non è la soluzione al problema. Tanto più che ai capicosca del Cammino dà più fastidio la verità che la cicuta stessa; in entrambi i casi si proclamerebbero perseguitati, assumento la faccia da timidi agnellini (ipocrisia su cui hanno una enorme dimestichezza), ma la verità la temono molto più della cicuta e di qualsiasi persecuzione. La verità dei fatti devasta il Cammino; la verità di fede distrugge il Cammino.

      Come profetizzò padre Enrico Zoffoli, la nostra generazione avrebbe visto la spettacolare caduta del Cammino, con un tonfo proporzionale all'arroganza e all'ipocrisia dei suoi capicosca. Per ogni anima che si separa dall'eresia neocatecumenale noi gioiamo e ringraziamo il Signore, e molto di più avviene nel regno dei cieli; figurarsi che festa quando il Cammino cadrà. Non "se", ma "quando" cadrà: è solo questione di tempo.

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  10. "avete paura di andare in comunità? Hai paura della morte? Allora sei uno di questi che dice: Non esiste la risurrezione".

    Che bell'asserto.

    Che razza di discorso sconclusionato.

    QUANTA RESURREZIONE HAI DENTRO....

    E tu, per non sentirti un fallito, uno che DOPO 40 ANNI DI CAMMINO - perchè questa è la media al ribasso degli anni buttati appresso a questi sconsiderti della gente che ha l'alto onore di ricevere la predicazione per bocca della prima linea di itineranti della risma di Julio e Isabel del video - nientepopodimeno rinuncia alla comunità PER PAURA della pandemia, chiudi gli occhi e ti lanci nel vuoto, senza paracadute.

    Perchè troppo insopportabile è l'idea di VENIR GIUDICATI dai propri catechisti, dai fratelli, dai catechizzati come uno che NON HA FEDE, NON HA RESURREZIONE DENTRO.

    E così come un cretino ti lanci nel buio e... "che Dio ce la mandi buona!"

    Cosa ancor più grave perchè tutti questi sventurati già hanno pagato tante volte (e fatto pagare ai propri cari)le conseguenze del loro fare fanatico e senza un minimo di cervello e buon senso, sempre per kikiana istigazione. Purtroppo NON LE HANNO PAGATE MAI, le medesime conseguenze, nè gli istigatori per kikiano mandato nè Kiko stesso - ut semper - ma solo chi ci ha rimesso la pelle (alla lettera), mentre loro neanche la faccia ci hanno messo e neanche quella hanno perso.

    Maestri nel tutelare IL BUON NOME DEL CAMMINO con ogni mezzo, lecito illecito, illegale, colpi bassi, calunnie, menzogne e quant'altro.

    Per inciso una domandina stupida: Ma come mai loro che sono i promotori di questi eroici comportamenti poi la pelle loro non ce la rimettono mai?
    Rispostina più semplice della domandina: Perchè dicono e non fanno, mandano gli altri allo sbaraglio e loro si preservano, come Kiko che già è tornato a casina sua a Madrid, della serie "armiamoci e andate". (fine dell'inciso)

    Ma si rendono conto questi, per il peso che le loro parole hanno - cosa che sanno molto bene - che prima di parlare a vanvera devono pesare bene ogni parola che si accingono a pronunciare?

    Invitare alla sconsideratezza, alla irresponsabilità, per dimostrare la solita orrida FEDE FORTE in salsa neocatecumenale che tanto male ha seminato, che tanti frutti marci ha prodotto! E' criminale, semplicemente.

    SONO INESCUSABILI.

    Che poi, mi domando e dico, ma SE HO FEDE DENTRO E HO RESURREZIONE DENTRO il mio Battesimo è bell'e realizzato. Giusto?
    E allora, a che mi serve rischiare la vita mia e dei miei cari per "andare in comunità" come un fesso se il mio percorso è completato e l'obiettivo raggiunto?
    Un percorso per il Battesimo: ho fede adulta? E dunque ho conseguito il titolo. Ora vivo la Vita Cristiana e non perdo tempo più ad andare a lezione dai soliti "professori" di una vita, o no?

    Da che parte la guardi guardi, l'affermazione che questi due grandi campioni di itineranti hanno ripetuto a pappagallo di sicuro per averla ascoltata dal grande Kiko, affabulatore dalle frasi a effetto (nefasto nel 99% dei casi), è una castroneria stratosferica nemica di ogni logica e di quel minimo di rispetto che dobbiamo a noi stessi per primi e poi soprattutto agli altri che, coniugi, figli, nipoti, genitori o catechizzati hanno avuto la sfortuna somma di avere a che fare con noi!

    Pax

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    2. È inutile richiamare alla VERGOGNA QUELLI che con "allegria" fanno tanto male alle persone .. evidentemente la loro COSCIENZA non è al momento raggiungibile ..

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  13. Devo dire che, in un fuggevole attimo della parlantina ispanica di Isabel, ho colto un concetto condivisibile, fra l'altro esattamente all'opposto rispetto a quanto detto e ripetuto dal marito: la paura della morte è causata dal peccato (e non viceversa). Peccato che non l'abbia sviluppato correttamente e abbia continuato invece ad insistere sul fatto che fosse necessario curare il sintomo, la paura, frequentando la comunità dei fratelli per poter ricevere lo Spirito Santo, e non fosse invece più necessario curare la causa, il peccato, frequentando i Sacramenti attraverso i quali si riceve la Grazia e lo Spirito Santo, e che non si trovano solo negli assembramenti dei fratelli di comunità, ma soprattutto nei Templi dove vengono celebrate le Messe cattoliche e amministrata Confessione e Eucarestia, là dove te ne puoi stare pure a distanza e nessuno ti obbliga al contatto umano continuato e ravvicinato.
    Questo è ciò che fa impazzire del Cammino: la confusione dei piani, il mosaico invertito di concetti, l'inversione dei significati e dei simboli, che vengono imposti a forza di parole e di ripetizioni fino alla noia, che inducono dell'ascoltatore confusione mentale e resa finale all'errore.

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  14. Con questo ragionamento Gesù era un peccarore impenitente visto che non ebbe paura della morte ma strapaura di essa .

    Gli apparve allora un angelo dal cielo a confortarlo. In preda all'angoscia, pregava più intensamente; e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadevano a terra. (Luca evangelista)

    Giunsero intanto a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai suoi discepoli: "Sedetevi qui, mentre io prego". Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Gesù disse loro: "La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate". Poi, andato un po' innanzi, si gettò a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da lui quell'ora. (Marco evangelista)
    Non è che ci siamo un pochino incartati?

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  15. No,non ci siamo incartati per nulla.
    La paura è subentrata nell'uomo a seguito del peccato originale e lo leggiamo nella Genesi, quando Adamo dichiarò a Dio di avere paura di Lui e vergogna per la loro sopravvenuta condizione di nudità e di peccato.
    Gesù pur essendo immune dal peccato originale, aveva assunto tutta la natura umana, quindi anche la tristezza, l’angoscia, la paura naturale di fronte alla morte.
    Tuttavia Gesù non subiva le emozioni come le subiamo noi.
    Sant'Agostino dice che Cristo “per un ben definito scopo provvidenziale prese questi moti con animo umano quando volle, così come quando volle si fece uomo”.
    San Tommaso scrive che queste passioni si trovavano in Cristo in modo diverso dal nostro sotto tre aspetti.
    Primo, per l’oggetto. Perché in noi il più delle volte queste passioni si volgono a cose illecite: ciò che non avveniva in Cristo.
    Secondo, per la causa. Perché tali passioni spesso in noi prevengono il giudizio della ragione, mentre in Cristo tutti i movimenti dell’appetito sensitivo nascevano dall’impero della ragione.
    Terzo, per l’effetto. Perché in noi a volte tali passioni non s’arrestano all’appetito sensitivo, ma trascinano la ragione.
    Ciò non avveniva in Cristo, perché tutti i moti attinenti alla carne umana erano così contenuti per sua volontà nell’appetito sensitivo che la sua ragione non ne veniva minimamente intralciata.
    Per questo motivo non ci è lecito dire che Cristo aveva paura della morte così come ne abbiamo noi soggetti al peccato originale e a passioni irrazionali e carnali.
    Purtroppo in cammino vi hanno insegnato a credere nel Gesù di Ario, un Gesù che non ha coscienza della propria missione divina, un Gesù il cui padre terreno aveva il volto dell'uomo della Sindone (vedi l'icona della Sacra Famiglia di KA).

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  16. No, Anonimo 08:19

    non giocare con le parole, che la situazione è seria e drammatica.

    Le spiegazioni dei Dottori della Chiesa riportate da Valentina, le puoi riassumere nella semplice verità di fede che Gesù fu vero uomo in tutto, fuorché nel peccato .
    Non è della propria morte che aveva paura, ma di quella delle anime che avrebbero rifiutato il Suo Sacrificio.
    Tutta la Sua preoccupazione era che fosse adempiuta totalmente la Volontà del Padre, cioè la Salvezza degli uomini (di quelli che accolgono il Suo Sacrificio, ovviamente ..)

    "Accettò in silenzio ogni forma di oltraggio ..
    Nel Getzemani invece Gesù fu invaso interiormente da un'angoscia gravissima ..
    Aveva chiesto a tre dei suoi Apostoli più cari di rimanere vicini a Lui per fargli compagnia, per infondergli coraggio con la loro presenza e il loro amore ..
    Perché tutta questa angoscia, quando nessuno ancora lo minaccia o lo percuote?
    Non vi sono le frustate .. Eppure è proprio in quel momento che Egli soffre in una maniera inimmaginabile.
    Fu il peso dei peccati degli uomini a schiacciarlo, fu il suo sentirsi solidale e responsabile di tutti gli uomini di tutti i tempi a farlo soffrire, e il carico fu tale che gli scoppiarono i capillari delle vene del corpo.
    Poi si riprese, si rialzò, e andò incontro alle torture con pace, con forza ..
    Nulla più poteva turbarlo, perché aveva vinto Satana sul terreno nel quale lo spirito del male lo aveva sfidato: come infatti il demonio aveva disobbedito e indotto Adamo ed Eva alla disobbedienza, così il Cristo, il nostro Signore, aveva obbedito e accolto pienamente il suo ruolo di riparatore dei peccati.."
    ( padre Serafino Tognetti - meditazioni su il Santo Rosario )

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  17. Francamente sono poco convinto di queste interpretazioni ex post che mi sembrano contraddittorie in loro e tra loro e arrampicate sugli specchi. L'istinto di conservazione appartiene a tutte le specie e quindi far discendere il sentimento di paura dal peccato mi appare come una forzatura. Si dovrebbe allora, molto banalmente, pensare che nel paradizo terrestre il lupo si mangiasse l'agnello nella completa indifferenza di entrambi.
    Oppure che non mangiassero affatto, cosa impossibile visto che l'uomo mangiava
    La sudorazione sanguigna nell'orto degli Ulivi inoltre può discendere dalla perfetta conoscenza del suo destino ( i peccati degli uomini di tutti i tempi e di tutti i luoghi beh ...francamente non sta in piedi)
    In ogni caso ringrazio per l'accurato sforzo di precisazione.

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    1. Il concetto di peccato è del campo teologico. Il concetto di paura è del campo psicologico, e anche del campo teologico. L'uomo ha "paura", in generale, perché si accorge di una realtà "ostile". Ma la realtà è "ostile" all'uomo a causa del peccato originale. La "paura" dell'uomo, in generale, è dovuta a una percepita mancanza di "sicurezza" (solo in Dio riposa il cuore dell'uomo, solo in paradiso ci sarà definitiva "sicurezza" e assenza totale di "pericolo"). Le cose sono connesse, tranne per chi ingenuamente vuol ridurre tutto a un meccanicismo animale, o a un discorsino meramente psicologico.

      In qualità di cattolici sappiamo che l'uomo non può essere definito da dinamiche puramente "animali". Per esempio, l'uomo non è una bestia, è capace di combattere i suoi istinti, ed è persino capace di «dare la vita per i propri amici». Sappiamo che nel paradiso terrestre la natura non era nemica dell'uomo (e pertanto, in modi a noi imperscrutabili, le bestie non lo aggredivano, i virus non lo ammalavano, eccetera). Sappiamo che l'inerranza della Bibbia non va confusa con la bacchetta magica di Harry Potter o con un algoritmo software o con la telecronaca dettagliata di un processo chimico. Sappiamo che la fede è accessibile a tutti - anche a chi non ha conseguito diverse lauree STEM o umanistiche o teologiche. Perfino Nicodemo, di fronte ad un linguaggio "non scientifico", ebbe qualcosa da obiettare ("come può un uomo nascere di nuovo...") finché non ha capito cosa sono le astrazioni, la similitudine, il linguaggio teologico. E Nicodemo era un «maestro in Israele», mica un buontempone qualsiasi. Nostro Signore glielo spiega chiaramente e ripetutamente (Gv 3,1-21).

      Soprattutto sappiamo che il Cammino è una setta. Una setta, per definizione (dal latino secta, cioè "si è divisa da, è separata da"), è di fatto staccata dalla Chiesa, anche se a parole fingesse il contrario. Sappiamo che i capicosca della setta hanno sempre più urgente bisogno di "fidelizzare" gli adepti, visti come sacchetti di monete con il simbolo del dollaro sopra, come nel deposito di zio Paperone: guai se un loro centesimo finisce altrove. Sappiamo pure che tali capicosca, scelti esclusivamente in funzione della loro fedeltà ai fondatori Kiko e Carmen, sono una manica di arroganti, incompetenti, palloni gonfiati e, meno spesso, volponi "non credenti ma praticanti", cioè gente ipocrita che non crede affatto alla santità di Kiko o alla bontà del Cammino, ma che recitando la parte dei catechistoni superfedelissimi acquisisce soldi, potere e anche buone occasioni di lussuria. Quando un cosiddetto "catechista" ha un minimo di sensibilità umana o un minimo di fede, ha già un piede fuori dal Cammino, è già candidato a farsi sbattere fuori: «non comprate più i suoi libri! ha un demonio! è in discomunione con Kiko! non seguitene più le catechesi! toglietegli il saluto!»

      Ogni volta che su questo blog documentiamo ciò, mostriamo ai fratelli delle comunità neocatecumenali i motivi per cui uscire dal Cammino è una grandissima grazia. Mostriamo loro che "il re è nudo", cioè che Kiko è eretico, che i suoi pretoriani non sono "angeli discesi dal cielo" ma lupi nell'ovile della Chiesa, mostriamo che dietro tutto l'indaffararsi e tutte le bizzarrie dottrinali e tutte le squinternate liturgie del Cammino non c'è il Signore ma c'è il demonio - quello vero, non il simpatico portasfortuna del Cammino. Per danneggiare il Cammino basta la verità, per devastare il Cammino sono sufficienti la dottrina cattolica e la liturgia cattolica, per impoverire il Cammino basta invitare i fratelli delle comunità a chiedere che fine fanno i soldi che versano.

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    2. Non sta in piedi che Gesù Cristo, l'Uomo Dio, fosse perfettamente cosciente del fatto che con il proprio Sacrificio avrebbe ripagato con sovrabbondanza tutti i peccati del mondo?
      Può essere che tu non lo creda, se non sei cattolico, ma non che non abbia una propria coerenza teologica.
      Comunque grazie per aver introdotto l'argomento. È possibile che anche un credente si ponga certe domande, per esempio che ritenga, in modo errato, che Cristo avesse fede, oppure che avesse paura o che amasse esattamente nel modo in cui lo facciamo noi. Per fortuna c'è già chi ha risposto a tutte queste domande.
      Ma rendiamoci conto che Julio, Isabel e i super catechisti neocatecumenali non si perdono dietro a queste sottigliezze: i loro strafalcioni sono ben maggiori! Vogliono misurare la risurrezione nei cuori altrui, credono che le comunità siano solo del Cammino e che il cardinal Sarah abbia scritto a loro, che la Madonna quando muoiono venga a riceverli per portarli in Paradiso perché catecumeni e che il Purgatorio lo debba fare chi non ha completato il Cammino o non lo ha fatto secondo le indicazioni di Kiko...credono che Cristo tornerà a Pasqua, durante la loro Veglia, che atterrerà nel piazzale della Domus e che regneranno con Lui per mille anni...
      Insomma, siamo ad un livello di distanza dalla dottrina cattolica da essere eguagliato solo dai protestanti pentecostali, ai quali probabilmente si ispirano.

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  18. Per legittimare il Cammino strumentalizzano perpetuamente Dio e la Madre di Dio. È molto pericoloso far ciò, poiché sarà proprio questo progredire nell' insulto al sacro e soprattutto nella bestemmia perpetua alla Vergine Santissima, sorta dagli albori del movimento sin da quella fatidica apparizione oscura, a causare la loro tragica disfatta. Questa loro attuazione satanica è un grave peccato!

    "Quindi, bugiardo chi ti racconta che se ti infetti non muori: morirai lo stesso! È solo una questione di tempo..."

    Un' asserzione angosciante stile "final destination" che determina timore e assoggettamento. Quella paura che cattura gli affiliati e che tiene in piedi la baracca da 50 anni a questa parte. Un filo superstizioso senza il quale il cammino sarebbe sorto e morto in un momento per mancanza di aderenti disposti a stare al gioco.

    "Se non rischi, se non credi ai kikatekisti, se non compi i doveri neocatecumenali...allora non hai la resurrezione!"

    Un vivido ricatto psicologico che mette in discussione l'integrità spirituale dei membri, i quali si abbandonano completamente al cammino per trovare sollievo, ma che invece si ritrovano a scendere i famosi gradini infernali che conducono alla palude torbida della kenosis kikiana.

    Questa espressione: "allora non hai la resurrezione" mi conduce ad una vicenda che vissi in prima persona. Il catechista di turno affermò: "se non accetti la volontá di Dio non hai la resurrezione in te".
    Secondo il loro astuto esporre, la volontà di Dio era il male subìto. Un concetto che proscioglie il peccatore e che induce la vittima a ritenere il Signore fautore del male. Mentre la resurrezione aveva a che fare con l'arrendevolezza ai fatti. Una docilità che protegge il delinquente ed il contesto eretico tutto. Io non ho mai ceduto a questa parenesi kikiana, certamente perché ero scudata dal santo Rosario.

    "Cardinale Robert  Sarah si preoccuperebbe di incoraggiare i neocatecumenali a riprendere la routine comunitaria non appena le circostanze lo consentono!😂"

    Si, l' emoticon che si sbellica ci sta perfettamente.
    Stiamo parlando di Robert Sarah, il convinto difensore della Tradizione liturgica e dottrinale della Chiesa cattolica cui ogni singolo pronunciamento risulta essere un fermo ammonimento al cammino.
    Sono ridicoli e penosi, ridotti da sempre ad estrapolare mezze frasi per ottenere considerazione e riconoscimenti da parte della Chiesa.
    Concordo con il prete neocatecumenale del video, che senza rendersene conto ha affermato il concetto più sensato: necessitano tutti di una confessione ben svolta e di una conseguente assoluzione. Solo allora potranno comprendere e parlare di resurrezione!

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  19. Qui si chiede di mandare allo sbaraglio la gente.
    Si afferma che Dio crea la paura, si afferma, senza vergogna, che non serve tutelarsi, perché tanto Dio ha già deciso chi vive e chi muore.

    E chi muore perché è andato in comunità ha la resurrezione garantita.
    Quindi, se vai in comunità ti ammali e muori non è colpa tua che stai tentando Dio, ma è Dio che aveva già deciso.

    Però sappi che tu hai dimostrato, ai tuoi catechisti laici neocatecumenali, che hai la resurrezione dentro, quindi LORO, I TUOI CATECHISTI, ti garantiscono che ti sei guadagnato nell’ordine : la salvezza dai peccati, la resurrezione, la vita eterna ed il paradiso.

    Esatto, LORO sono mandati da Dio, parlano per ordine divino e ripetono solo quello che Dio gli ha detto, a loro ed al loro Guru, Kiko Arguello.

    Mi sembra di leggere il Corano, dove chi muore, facendo guerra agli infedeli si guadagna la vita eterna.

    Si afferma senza vergogna e senza dubbi, che chi non ha la resurrezione ha paura di morire: cioè andare in comunità, bere dal coppone, continuare a frequentare gente che potrebbe avere il Covid.

    E questa cosa la decidono i catechisti neocatecumenali nel momento che esortano la gente a fare gli incontri in presenza.
    Chi accetta, ha la resurrezione, chi non accetta non la ha.
    Chi accetta, ha la fede, chi non accetta non la ha.
    Loro hanno il potere divino di leggere i cuori, di conoscere la verità della tua fede, di decidere quello che ti salva
    Kiko ed i suoi catechisti laici neocatecumenali garantiscono la resurrezione a chi và in comunità in questo tempo?

    Anche se Kiko se ne sta rintanato nel suo bunker con tutti i comfort?

    Perché non dà lui l'esempio, perché non beve dal coppone con tutti i suoi itineranti?

    Ma questi stanno fuori come un balcone! Non ci stanno con la testa!

    Invito tutti i neocatecumenali a partecipare ai loro incontri in presenza, nelle salette, magari Dio se li prende tutti in un colpo solo, 20.000 comunità neocatecumenali in cielo, che portano il CN in paradiso.

    Cari neocatecumenali date ascolto ai vostri catechisti, anzi invitateli TUTTI ai vostri incontri per darvi il buon esempio,esattamente come sta facendo il vostro Guru che sprizza allegria da tutti i pori, ma “non ha più parole” e si guarda bene dal mischiarsi con voialtri paurosi.
    Kiko diktat: Armiamoci E MORITE !!!!!

    LUCA

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    Risposte
    1. Concordo con te Luca, stanno proprio fuori come un balcone. E ancora più fuori quelli che ancora danno loro retta. Voglio vedere se qualche catecumeno avesse detto alla coppia di sedicenti "catechisti": anche io sarei contento di vedervi morire, voi che ne dite, siete d'accordo, volete morire? E, come dici tu, se infettarsi e morire è così bello, perché kiko quando si è scatenata la pandemia in Italia, se ne è scappato in Spagna? E perché non rischia lui stesso? Lui che si permette di giudicare tutti all'infuori di se stesso, perché non fa vedere quanta resurrezione ha dentro? Forse perché non ne ha tonnellate ma solo pochi decimi di grammo? Se sono contenti loro...

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  20. Vorrei pubblicamente ringraziare i due mega catechisti per aver dato l'ennesima dimostrazione che il cammino non è un itinerario di formazione cristiana, ma PAGANA. Solo i PAGANI infatti rispettavano ed offrivano sacrifici agli dei PER LA PAURA DI ORRENDI CASTIGHI. Affermare che il Dio di Gesù Cristo abbia "inventato" la paura è pura blasfemia. LA paura è conseguenza del peccato e Satana la usa per confondere le acque. Chi si sente amato da Dio non ha paura di niente che sia terreno. Fosse anche una pestilenza. Usa la prudenza (perchè tentare Dio E' PECCATO MORTALE), ma sa che Dio ha l'ultima sulla storia. Quindi non ne è terrorizzato.

    L'unica cosa che è rimasta a questi squallidi caporioni è buttarla sul terrore e poi dicono che è stato Dio ad inventarlo. Al momento opportuno gli si chiederà conto di questa cosa, se non in questa vita al momento del Giudizio (che esiste anche per voi carissimi del cammino...E NON VI VARRA' COME GIUSTIFICAZIONE DIRE CHE PAGAVATE LE DECIME O UBBIDIVATE AI CATECHISTI perchè DIO PADRE queste cose non ve le ha chieste.)

    La chiusa è perfettamente in linea con questo modus: dire di essere "felici di veder morire i fratelli" è veramente da pazzi. Ricordiamoci che dicono che questi fratelli erano "predestinati a morire di covid" (e questo solo per giustificare il loro "tentare Dio".

    Carissimi supermega catechisti, ma come queste cose non le dite a Kiko Arguello che sono mesi che è chiuso in un bunker? Già che ci siete ditegli pure che sia lui sia voi risponderete davanti a Dio delle vite che avete contribuito a stroncare prematuramente. E sappiate che non ci sarà cammino che tenga a giustificarvi

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