martedì 1 dicembre 2020

Annuncio di Avvento 2020. Carmen ripeteva invano a Kiko che si vantava delle sue opere: «Non resterà pietra su pietra... »

 

La Parola scelta per l’Annuncio di Avvento [Sacrofano, Fraterna Domus (17 novembre 2020)] è tratta dal Vangelo di San Luca 21, 5-19.

Parola escatologica, sui segni degli ultimi tempi.

L’incipit di questo brano è per Kiko altamente evocativo. Quando egli partiva esaltato per la tangente, compiacendosi delle sue tante costruzioni, Carmen così lo appellava:

[Mentre alcuni parlavano del tempio e delle belle pietre e dei doni votivi che lo adornavano, disse: «Verranno giorni in cui, di tutto quello che ammirate,] 

«Non resterà pietra su pietra che non venga distrutta».

Neanche pensa che chi ascolta questa parola fa subito il collegamento con Carmen. Ma Kiko è uno che vola alto! E, d’altra parte, se Carmen era sincera (e questo non era solo l’ennesimo teatro fra i due, o gioco delle parti, che dir si voglia) purtroppo per lei bisogna dire che ne è uscita sconfitta. Carmen era una molto cocciuta, ma con Kiko ha dovuto cedere. Non ha ottenuto nulla con i suoi avvertimenti. Egli ha continuato a costruire e progettare. Fino al recente acquisto, ancora dopo la morte della co-iniciadora, con un impegno finanziario enorme, dell'ambita proprietà situata sul Monte degli Ulivi a Gerusalemme. Per farci cosa? Questo non si sa. Egli non ne ha neanche mai parlato ufficialmente ai fratelli finora. Perchè mai non condivide con loro, che poi sono quelli che cacciano i soldi, la realizzazione di un sogno?

Altre “pietre su pietre” votate alla distruzione nel Giorno del Signore, sempre più vicino. Nulla di più!

 

Gesù non lascia illusioni a chi pone la sua sicurezza

nella maestosità e nelle ricchezze del Tempio

 

Gesù, vuole togliere ai discepoli,

l’illusione di tempi facili;

per cui se ne potrebbe abusare senza conseguenze;

tempi, insomma, da “dolce vita”.

(da una Omelia di Padre Paolo Berti)


Brani estratti dall’Annuncio di Kiko Arguello:

 

Ragazzi, siete eletti da Dio! Per questo vi dico, congratulation! Perchè il Signore ha scelto voi e ha scelto anche me, Carmen e padre Mario per aiutarvi nella vostra fede. Sono tanti anni che il Signore sta con voi, vi protegge, vi rallegra, vi dà coraggio, vi fa venire in comunità, fa con voi un’opera grande e perciò siamo grati...per quanto opera nelle vostre comunità, per quanto è vicino a voi: questa è una cosa grandiosa! … Siamo eletti prima della creazione dell’universo per stare con Lui in cielo...

...Per aiutarci nell’amore ci ha dato una comunità, … ci ha dato dei catechisti, ci ha dato anche un cammino. Fantastico! Meraviglioso! Abbiamo un cammino, abbiamo dei catechisti, abbiamo degli spazi, abbiamo già vissuto un itinerario di formazione… e siamo lieti e contenti del Signore… di come sta con noi...

...Per questo siamo stati creati, perché Dio si compiaccia nell’amarci, nel volerci bene...

...Tutti desidererebbero essere amati ed amare, ma vedono la nostra povertà, che amiamo male e accettiamo l’amore degli altri in maniera imperfetta. Ma il Signore non si spaventa, non si scandalizza della nostra povertà, di ciò che siamo, anzi, Lui ci ama anche se siamo peccatori: sulla croce Cristo si offre per tutti noi, perché possiamo essere tutti in cielo con Lui.


Ci poniamo di fronte alla predicazione di Kiko. Sono trascorsi 50 anni e tutto è compiuto. Sconcerta l'infantilismo estremo e la banalizzazione.

Ci chiediamo d'impatto: Ma chi è questo dio minuscolo di cui Kiko ciancia? Questo signore piccolo piccolo che esiste solo nella sua mente? 

Descrivendo la religiosità naturale ci spiegava, già nelle sue catechesi iniziali, come Dio non è al servizio dell'uomo, Dio non va invocato per ottenere miracoli, Dio si fa presente nella storia... prende Lui l'iniziativa... questa è la Fede! (Già questa parola l'hanno rinnegata del tutto quando hanno proposto al culto dei camminanti Carmen la presunta "santa" speciale a cui chiedere insistentemente miracoli e grazie).

Ora qui c'è qualcosa in questo signore di Kiko che è molto più in basso del genio della lampada di Aladino, che pure nel testo delle prime catechesi è posto per esemplificare l'approccio deprecabile del religioso naturale con Dio. 

Tutto è meraviglioso per noi, questo "genio" tutto fa in nostro favore, queste le sconsiderate affermazioni del falso maestro. 

Un percorso lunghissimo per conseguire il Battesimo e la Fede Adulta e tutto questo solo per arrivare a ringraziare ogni giorno il loro signore del dono del cammino e dei catechisti (solo questo ripete e ripete per tutto l'annuncio). Che gran povertà!

La Buona Notizia è che Kiko promuove a pieni voti questo signore a sua immagine, fatto su misura per il suo cammino. E' patetico Kiko! Fa lo scrutinio perfino al suo signore il quale, ben per lui, supera la prova a pieni voti.

siamo lieti e contenti del Signore… di come sta con noi... (Scusate, non dovrebbe essere il Signore a valutare loro? Noi comuni mortali, al massimo, possiamo rallegrarci in Lui!)

Frana poi rovinosamente quando prosegue col dire che dopo 50 anni, purtroppo però, ancora amiamo male. Ma... tranquilli fratelli, il suo signore non si spaventa, non si scandalizza, non sia mai! Quindi, nessuna paura!

anzi, Lui ci ama anche se siamo peccatori (secondo la logica di Kiko, in vero, più cadiamo meglio è, perchè così ci conosciamo meglio)

L'importante, come si diceva un tempo, è che tutto finisca in gloria!! Essere tutti in cielo con Lui.

(Sfacciata presunzione della salvezza che in questo Annuncio sarà come la trama di tutto il messaggio falsato che si trasmette). 

 

colombari neocatecumenali

da vivi nelle salette, da morti in scatola

dietro kikiana effige, perfettamente uno

 

 

La nostra morte fisica è il giorno più bello della nostra vita. Ci attendono in paradiso, esiste il cielo!

Questa è la buona notizia: nel cielo ci aspettano i fratelli   (ndr. singolare che tutto gira solo nel ristretto ambito comunitario. Non si dice mica che ci aspettano i nostri cari! I neocatecumeni devono essere anormali in tutto, anche in questo) che ci hanno preceduto e anche noi andremo presto al cielo, con il Signore che ci sta aspettando, con la Santa Vergine Maria, Madre di Gesù e madre nostra. Anche lei è una donna piena di amore per noi, un amore di madre, un amore escatologico, un amore potente. Mentre siamo qui cosa vuole da noi? Questo: Amatevi e...siate perfettamente uno perché il mondo creda.

Questa unità la dobbiamo scoprire poco a poco, chiedere al Signore che ce la faccia capire, comprendere e vivere…


Il centro del messaggio non si discosta di una virgola dal precedente. Tutto ruota solo su loro stessi. Ebbene sì, possiamo affermare che Kiko se la canta e se la suona. Sono proprio strasicuri della salvezza finale: i fratelli ci aspettano e noi andremo presto. Non c'è traccia del SantoTimor di Dio. Il loro signore si adopera giorno e notte per farli felici in terra, mentre nel cielo li sta aspettando. Mi si confonde la mente. Scusate. Ma qui chi è il servo e chi il  padrone?

Anche la Santa Madre di Dio li aspetta e vuole da loro che SIANO perfettamente uno; Lei che ha ispirato questo cammino dove ogni fratello vede Cristo nell'altro fratello e i fratelli, tutti insieme, pensano che Cristo sia in Kiko (Signore mio, perdonami!).

Ma qui Kiko è mitico e raggiunge l'apice: tomo tomo, candidamente, conclude: 

Ragazzi, questa unità, piano piano la dobbiamo scoprire... dobbiamo chiedere al Signore che ce la faccia capire, comprendere e vivere…

C'è da uscir pazzi! Ma che avete fatto per 50 anni? Perso tempo? Ancora dovete anche solo scoprire l'unità? Altro che talento seppellito!! 


… Come non ringraziarti per la tua bontà, per la tua misericordia, per il tuo amore, per la tua presenza. Tu ci proteggi dal COVID, dal male, dalle malattie, ci proteggi da tutto. Vuole stare in noi, il Signore nella sua essenza è amore a noi, amore totale, amore che ci fa uno con Lui, in modo che questo amore deve essere realizzato nella comunità, profondamente.

Noi ci amiamo male, poveramente, ma non ci scandalizziamo di questo, perché non esiste amore se c’è scandalo. No noi accettiamo di essere quello che siamo, siamo lieti che il Signore ci ha scelti, che vuole vivere in noi…

...questo incontro è un incontro che aiuta a vivere questa unità… Chi vede me, vede Cristo, possiamo dire tutti…

Mamma mia! Pietà... com'è piccolo piccolo questo dio di Kiko! Egli non è il Signore della Gloria, non è Cristo Gesù il Figlio di Dio fatto Uomo, il Dio di Israele. Com'è falso, com'è buffo il dio di Kiko! Questo piccolo dio compiacente, coccolante, ammiccante. Con poteri certo, se no come si farebbe..., poteri da eroe dei cartoni animati.

...Tu ci proteggi dal COVID, dal male, dalle malattie, ci proteggi da tutto. 

 Ma può un santo iniziatore parlare così? Sembra più roba da patti col diavolo! Questo pover'uomo neanche prova vergogna, con tutti i morti che hanno contato anche nel cammino, cercando come hanno potuto di tenerli il più possibile nascosti. In un intero annuncio neanche un accenno un ricordo una preghiera per nessuno di loro, niente di niente.

Vuole stare in noi, ... in modo che questo amore...(questo passaggio finale proprio non poteva mancare!) ...deve essere realizzato nella comunità.

 Per questo il cammino deve riprendere, la comunità deve continuare ad esistere. Nessuna fede adulta senza la tua comunità neocatecumenale. 

Ma a che serve questo persistere nel cammino ad ogni costo? A NIENTE.

L'ammissione finale di fallimento con cui Kiko conclude la sua predicazione sull'Avvento ne è la prova più grande! Egli infatti dice: ci amiamo male, per non dire: non ci amiamo per niente

Ragazzi, qua tutto è un fallimento! E' questo uno scandalo? No, Kiko gestisce molto bene gli scandali, è risaputo!

No per noi non esiste scandalo, perchè non esiste amore se c’è scandalo, (e getta addosso ai fratelli un'altro pesante fardello moralista dei suoi). In sostanza che nessuno dei fratelli osi dire "Ma com'è che siam qui e ancora non ci amiamo?" Ma ...noi accettiamo di essere quello che siamo (sai che gran novità!) 

Di questo tutti ci siamo accorti: nessuna tensione ascetica, nessun desiderio di santità e perfezione, Nulla di tutto questo.

"Sono un poveraccio, un peccatore" sproloquia Kiko (fa bello usare queste espressioni, conferisce un'aureola di santità e profuma di umiltà)... ma intanto...  Chi vede me, vede Cristo...

... e i pecoroni dei camminanti lo credono davvero!

 

Ora parla il padre Mario. Parla Ascensiòn (che per sentirsi accettata cita e legge, legge e cita sempre la Carmen. E altro non fa nè sa fare: la sostituta ideale). 

Dai, questa volta c'è anche un Canto Nuovo, un canticino, un mini canto... funebre.

E poi... alla fine...

conclude Kiko Arguello. (Vorrei sorvolare, ma non posso). Perchè...ci credete?

Elenca di nuovo gli stessi motivi di gratitudine ripetuti in tutto questo pseudo-annuncio per ben altre due volte:

  • Dobbiamo essere tutti lieti perchè ci ha dato una comunità, ci ha dato dei catechisti, delle catechesi
  • Ci ha fatto conoscere il suo amore tenero presente nella comunità, presente nei catechisti.

Fuori di queste stanze c'è un mondo dove la gente corre, ha le proprie idee. Ma noi siamo stati privilegiati perchè Dio ci ha chiamati, ci ha eletti. Come non dargli grazie per quello che ha fatto? Anche per i vostri catechisti, sì! Dovete pregare per noi: è una grazia grande che io sia per voi. Molta gente non ha nessun catechista, non ha nessuno che l'aiuti. Mentre voi sì, l'avete.

C'è un fuori e c'è un dentro. Quelli di fuori corrono. Kiko invece i suoi li tiene bel tranquilli! Quelli di fuori hanno le proprie idee. Quelli di dentro, delle salette - invece - hanno tutti le idee di Kiko; pensiero unico, "spirito del cammino".

L'espressione finale condanna definitivamente l'esperienza neocatecumenale e ne decreta il definitivo fallimento:

è una grazia grande che io sia per voi. Molta gente non ha nessun catechista, non ha nessuno che l'aiuti. Mentre voi sì, l'avete.

Non dice io sono stato ma io sono per voi e voi avete me - non avete avuto - come catechista oggi e per sempre. 

Ma che razza di itinerario di formazione è questo? Una formazione che non forma un fico secco! Kiko  è solo uno status symbol. Oramai si è capito, il Cammino è fatto solo in funzione di tenere in piedi lui.

Ma allora, che senso avrà tutto questo quando Kiko non ci sarà più? Se la differenza tra loro e il mondo sta nel fatto che loro hanno Kiko?

Gesù Cristo da tempo ormai è scomparso del tutto.

 

17 commenti:

  1. Sempre più la comunità neocatecumenale, nella visione del suo fondatore, segretario generale, presidente, profeta, catechista dei catechisti, è una loggia massonica.
    Esistono il 'dentro' ed il 'fuori', come ci ha fatto notare Pax: dentro c'è una specie di paradiso in terra: catechisti che ti insegnano ogni cosa, amore a profusione anche se imperfetto, un dio in scatola, pret à porter, che perdona tutti i peccati prima ancora che tu li abbia commessi o per il solo fatto che, congratulations!, dai il tuo obolo a Kiko.
    Fuori invece, cioè non solo tra i 'Pagani' ma nella Chiesa stessa...una vera e propria massa damnationis.
    Ma mentre Kiko pensa a pompare l'autostima dei suoi adepti, stendendo tappeti rossi un po' ovunque, ci tiene però a chiarire una condizione per l'appartenenza a questo Eden in terra: non scandalizzarsi. Chi si scandalizza non ama. Chi non ama non è 'dentro', ma 'fuori'.
    Cosa vuol dire non scandalizzarsi? Accettare tutte le porcherie. Il tuo catechista è un perverso? Lui è già perdonato: tu che invece ti scandalizzi no. I soldi della decima vengono usati per comprare il cross-over al figlio del catechista e non per le medicine del fratello anziano cardiopatico? Non scandalizzarti...l'anziano di qualcosa pur doveva morire. E poi il morire è certamente migliore.
    Il Cammino dovrà essere smantellato pezzo per pezzo prima che si attacchi questo principio fondamentale: pagare, tacere e sopportare ogni scandalo.
    Ma dove è finita la parola di Gesù che dice: è inevitabile che gli scandali avvengano, ma guai a colui per colpa del quale avviene lo scandalo?

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  2. Forse sarà vero che nelle comunità ci amiamo male, almeno però tentiamo di farlo. Vi sfido a dimostrare dove vedete che la gente si ama meglio e di più delle comunità neocatecumenali. Nelle parrocchie forse la gente si ama meglio? In quale parrocchia avvie ciò fate nomi, per cortesia. Venite nella mia parrocchia vi mostrerò la realtà, e come si "amano". In parrocchia vedete più amore? Beh diteci dove sta questa fortunata parrocchia perché io nella parrocchia vedo 'tutta la miseria umana, pettegolezzi, lotte di potere, litigi, inimicizie, clan contrapposti l'uno contro l'altro. Voi che criticate tanto le comunita' neocatecumenali, mostrateci dove si fa meglio. Criticate e facile, agire e' più difficile. Dove sta tutto questo amore mostratecelo.

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    1. L'errore fondamentale di questo commento delle 12:17 sta nel presupposto di voler misurare l'amore.

      Misurare, cioè un discorso quantitativo. Quando in realtà il problema è qualitativo. Non è in questione "quanto" ami, ma se ami sul serio. E dato che il kikos si vanta che i suoi compari "tentano" di amarsi e si "amano" male, significa che sta vantando un tentativo alla cieca, non la direzione giusta.

      E comunque, se Nostro Signore fosse un "misuratore", avrebbe risposto al Buon Ladrone pentito: "sparisci, mariuolo, pagherai in eterno i tuoi peccati". Invece aprì a quest'ultimo le porte del Paradiso: il Signore è infinita misericordia (verso chi si ravvede) oltre che infinita giustizia.

      Ma anche a prescindere da quelle considerazioni, l'affermazione secondo cui "nelle comunità neocat ci amiamo male, almeno però tentiamo di farlo" è fondamentalmente sbagliata. Per confronto, sarebbe come se il medico ti dicesse: ti do una medicina sbagliata, però almeno ti sto dando una medicina. Eh, no, caro "medico" dei miei stivali: tu sei chiamato a curare, a dare la medicina giusta, altrimenti tu il paziente anziché curarlo lo uccidi e te ne lavi pure le mani.

      La pretesa che noialtri si vada "dimostrando" con misurazioni dell'«amore» neocatecumenale e non neocatecumenale, è pura arroganza. Infatti il punto è che esiste già un'infinità di dimostrazioni e di testimonianze che nel Cammino vige una mentalità settaria e per parecchi versi diabolica, oltre che ipocrita e arrogante e idolatra: basta solo saperle prendere in considerazione, cosa che il pasqualonico commentatore delle 12:17 si guarda bene dal fare (non c'è peggior sordo di chi non vuole ascoltare). Ma se Nostro Signore non riuscì a convincere i farisei, riusciremo forse noi a convincere i neocatecumenali alla luce di tutte le testimonianze sulle schifezze del Cammino e sui suoi madornali errori perpetrati da oltre mezzo secolo?

      È molto subdolo anche quel confronto fra il club "parrocchia" e il club "comunità del Cammino". Quando ai kikos fa comodo, quelle comunità vengono descritte come super integratissime nella parrocchia; quando invece il kikos dall'alto della sua arroganza e del suo anonimato vuole aggredire chi non loda l'idolo Kiko, improvvisamente il club "parrocchia" viene presentato come diametralmente opposto a quello del Cammino, col viscido sottinteso che almeno nel Cammino "si tenta di amare". Cioè per mettere in buona luce il Cammino vogliono per forza denigrare qualsiasi cosa che non sia il Cammino ivi incluse le parrocchie.

      Purtroppo per Mister Subdolo Fariseo Kikolatra, non esistono solo le parrocchie, e comunque le parrocchie non sono entità fatte con lo stampino, e la vita di parrocchia non segue ovunque un programma rigido a tappe (e costoso e umiliante). Il fedele cattolico è chiamato a santificarsi, punto e basta. Che ciò avvenga tramite la parrocchia, o un monastero, o sostenuti da un gruppo ecclesiale o cos'altro, l'importante è che il fedele cattolico si santifichi, personalmente, indipendentemente dal marcare presenza qui o là. Capite? Siamo di fronte al tipico errore neocat di pensare la vita cristiana come un banale elenco di attività da fare e di slogan da pronunciare. Errore madornale, oltre che tragicomico, perché è un "misurare", è un fare come i farisei - abilissimi nel rispettare i loro 613 precetti, incapaci di scorgere il Messia sebbene loro stessi lo avessero tanto "studiato dalle Scritture". Anche ai kikos si applica il detto biblico: "il mio nome è nella loro bocca, ma il loro cuore è lontano da Me".

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    2. Una delle panzane fondamentali del signor Argüello e della sua defunta associata Hernández è stata quella di presentare la vita cristiana come una pubblicità dei biscotti, dove tutto è allegro e gioioso e scoppiettante. Nella storia della Chiesa non è mai stato così. Nostro Signore stesso ce l'aveva chiarito in tempi non sospetti (cfr. Mt 10,34): «Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada». Quella "spada" è l'inevitabile divisione che sorge in ogni momento tra chi sta prendendo sul serio Nostro Signore, e chi sta cercando appena un filino di ammorbidire a proprio comodo il Vangelo. (Una volta mi dicevano: "quando in un ambiente di Chiesa non c'è divisione, significa che non c'è il Signore"; e i kikos, che amano strafare perché sono boriosi e arroganti, addirittura proclamavano che nelle comunità si "deve" litigare, che i kikolatri "devono" avere qualcuno da non sopportare, eccetera: come al solito, pur di sembrare più evangelici del Vangelo, finiscono per fare le opere del demonio).

      Non esisterà mai una comunità cristiana allegra, gioiosa e scoppiettante come negli spot pubblicitari dei biscotti di Don Kikolone e Sora Carmen l'Arrogante di Categoria Superiore. Gli inviti all'unità della Chiesa, la raccomandazione a promuovere la pace, ecc., sono appelli alla buona volontà dei singoli, non il programma di un club o di un partito. Del resto l'unità non è frutto della volontà, ma frutto di una fede personalmente vissuta.

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    3. Uno dei motivi espressamente declinati dai neocatecumenali per entrare in comunità è il seguente sillogismo: si è cristiani se ci si ama a vicenda, ma per amare bisogna conoscersi; in parrocchia non ci si conosce, quindi in parrocchia non ci si ama; ergo, la parrocchia non è una comunità cristiana, quindi per essere cristiano devi entrare in comunità.
      Certo, è un ragionamento da venditore di spazzole: solo il mio aspirapolvere elimina sporco e polvere, tu casalinga non hai il mio aspirapolvere, mai ti libererai da polvere e sporco! Abbiamo imparato da decenni che queste sono solo strategie di marketing , persino un po' puerili, anche se affascinano le menti semplici o distratte da altri pensieri.
      Il nostro commentatore neocatecumenale incalza: il nostro prodotto-Cammino non è efficientissimo? Noi almeno tentiamo di amarci. In parrocchia invece? Cosa fate per essere uno? (E questa è la domanda ossessiva di Kiko già da ormai più annunci: cosa fate per lavare più bianco del bianco? Sappiamo che la risposta è sempre quella: faccio il bucato con il Cammino).
      Ma, mio caro commentatore: tu evidentemente non credi nella parola di Cristo che la Verità ci fa liberi, se pretendi di sottoporci tutti alla servitù del Cammino neocatecumenale!
      Se ritieni che il Cammino sia necessario perché ci sia amore, allora tu hai sostituito Kiko allo Spirito Santo!
      Te ne rendi conto? Prova a chiudere gli occhi e a pensare alla Chiesa prima dell'avvento del fantastico elettrodomestico CNC o dopo la sua scomparsa: cosa vedi?
      (Secondo me il poveraccio ha il cervello così lavato dal detersivo di Kiko che non vede nulla)

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  3. "Sempre più la comunità neocatecumenale,....è una loggia massonica."
    Concordo con te e lo penso da tempo, uso e consuetudini, modus pensandi e operandis conducono a una loggia massonica di stampo ecclesiastico strutturata in gradi di apprendistato, riti iniziatici, gnosticismo filosofico a sfondo religioso/esoterico,scandali di natura economica, morale e sessuale e loro gestione abominevole, omertà, abusi di potere suicidi/omicidi di anime e corpi...
    Potrei continuare all'infinito, del resto ad un passagio avanzato si dichiarano figliastri del padreloro, che è colui che divide et impera,il menzognero e omicida. Purtroppo la scimmia di Dio, con le sue esalazioni ha inventato una pantomima di chiesa all'interno della Chiesa, ciò è stato permesso da Dio per mettere alla prova la Chiesa e la fedeltà degli uomini di Chiesa. Preghiamo in silenzio con fiducia e con tutto il cuore Colei che gli schiaccerà il capo e chiedere umilmente che questi tempi oscuri si abbrevino, nella certezza che ne i figliastri ne il padreloro vinceranno.___C.B.___

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  4. Anonimo delle 12 e 17:
    leggendo la tua descrizione di ciò che avviene nelle parrocchie: litigi, invidie, fazioni... sembra che ti sei ispirato a ciò che succede nel Cammino.
    Nel Cammino succedono queste cose e, a detta di alcuni miei conoscenti, ci sono casi in cui "volano le sedie".
    E tu proietti questa esperienza che fai del Cammino, nelle parrocchie.

    Faccio mie le risposte di Tripudio e di Valentina, che mettono in evidenza che se pretendi di misurare l'amore, non puoi farlo che con le OPERE, ma allora non è detto che misuri l'amore, potresti anche misurare la superbia.

    Le opere infatti non sono l'amore, ma, se causate dall'amore, ne sono una conseguenza.
    San Paolo descrive l'amore non per quello che FA ma per quello che E': è benigno, non giudica, tutto sopporta...
    Poiché però Dio, che è amore di carità, è anche vita (soprannaturale), l'amore si fa vita e agisce: da qui le opere di misericordia (quelle di cui parla Gesù).
    Le opere sono di misericordia se fatte in stato di grazia, altrimenti sono solo opere di filantropia.
    Meglio un semplice opera con grande carità, che mille opere con un basso grado di carità, o con niente carità, come il volontariato di chi vive in peccato mortale.

    L'amore è uno STATO che si manifesta anche attraverso le opere, ma mentre le opere si vedono, lo stato di amore (e perciò di grazia), non si può misurare.

    Voi cadete in questo in un enorme errore, tipico degli attivisti e dei modernisti: misurate l'amore dalle opere che fate, ma se così fosse le suore di clausura per voi amano poco anche se amano molto.

    Le parole: "noi facciamo questo e quello, guardate agli altri, chi meglio di noi?" ecc. sono la dismostrazione che nel cammino si scambiano le opere gnostiche del Cammino con grazia divina.

    Lo ammetto: per essere camminanti occorre anche dell'eroismo, ma non è un eroismo cristiano e non è gratis.
    Non è cristiano perché ci mettete sempre di mezzo il Cammino, per cui rubate la gloria a Dio, che è il solo che deve avere gloria, e non è gratis perché c'è un tornaconto. Ognuno ha il suo, a seconda della gerarchia che si ha nel Cammino.
    Ad esempio: l'autoconvincimento di essere meglio dei parrocchiani semplici.
    Per questa convinzione molti arrivano perfino a fare gli itineranti in lande desolate privandosi di tutto. Ma che c'entra con l'amore?
    L'amore non dice: "guardate le parrocchie e guardate il Cammino e vedete quanto noi siamo meglio". L'amore ama e basta: il resto viene dal maligno

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  5. @anonimo

    "io nella parrocchia vedo 'tutta la miseria umana, pettegolezzi, lotte di potere, litigi, inimicizie, clan contrapposti l'uno contro l'altro."

    E quando avresti visto tutto questo nella "parrocchia" dato che in pratica FATE DI TUTTO PER STARCI IL PIU' LONTANO POSSIBILE? E poi scusa: nel cammino non ti hanno insegnato che non si giudica? Neanche i pedofili si giudicano perchè "tu poi fare anche di peggio se il Signore ti leva le mani dalla testa".

    E allora com'è che sei così mirabilmente sicuro della situazione della "parrocchia" in generale?
    MA non è che forse forse tutto quello che hai detto lo vedi tutti i santi giorni NELLA TUA COMUNITA' e siccome ti hanno insegnato che tu sei fortunato ad essere nel cammino perchè fuori da esso c'è IL NULLA, allora istintivamente pensi che, se in comunità va così, fuori ci devono essere necessariamente le Bestie di Satana?

    Te lo lascio come spunto..vediamo se riesci ad utilizzarlo al meglio

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  6. @ Anonimo del 1 dicembre 2020 12:17

    Certo che se per difendervi dovete ricorrere ad argomenti del tipo: "siamo il meno peggio" se non addirittura: "almeno noi ci abbiamo provato", state proprio messi maluccio!

    Neanche il meno peggio, quindi, perchè per tua stessa ammissione, nelle comunità si riproduce pari pari quanto avviene in ogni altro contesto. Poichè dici a noi: indicatemi dove si fa meglio!
    E dunque?
    Ma noi siamo persone normali, non abbiamo ricevuto ispirazioni dall'alto, non andiamo in giro a far vanterie, non facciamo parte di comunità delle quali si debba dire "guardate come si amano", che sono UNO per far presente Cristo al mondo.

    Quello che operiamo per il bene, non abbiamo bisogno nè obbligo di ostentarlo. Che anzi il Signore dice "...il Padre tuo che vede nel segreto ti ricompenserà".

    Voi avendo messo su tutto questo teatro appariscente, state sempre sotto i riflettori. Voi avete questo problema. E la visibilità la cercate ogni giorno.
    Ogni occasione è buona per strombazzare davanti a voi... proprio come il Signore comanda di fare, non c'è che dire!

    Infine l'elenco che fai del male, parlando delle Parrocchie:

    "tutta la miseria umana, pettegolezzi, lotte di potere, litigi, inimicizie, clan contrapposti l'uno contro l'altro"

    Beh, fino ai clan contrapposti l'uno all'altro sono vere e proprie patologie comunitarie. (Vedrai cosa succede quando muore Kiko! Faide già in atto trapelano.)

    D'altra parte cosa aspettarsi dai figli di un megalomane presuntuoso e... Son tutto mi... IO IO IO!!

    Intanto fareste meglio a tacere, chè di tutto vi chiederà conto il Signore.

    Egli stesso dice che

    "A chi più è stato dato, sarà richiesto molto di più"
    No, proprio non vorrei essere nei vostri panni.

    Pax

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  7. Per tornare all'articolo sul mamotreto dell'Avvento 2020, è proprio vero che la presenza dell'ingombrante ereditiera Carmen Hernandez continua a farsi sentire, come una vera e propria maledizione sul Cammino e su Kiko: sono certa che anche lui pensa che sia un influsso nefasto, non certo, come vuol far credere, l'angioletto che trattiene la pioggia sugli orchestrali della sinfonia di Kiko, che in vita accusava d'essere un plagiatore senza nessuna originalità, e che distribuisce grazie puerili a persone che da viva schifava dall'alto della propria altezzosità.
    Alla follia auto celebrativa rasentante la bestemmia che sentiamobin questo Avvento dal superstite Kiko 'siamo contenti di come il Signore sta con noi', giustamente sottolineato da Pax, fa eco Carmen nelle pagine dei Diari:
    'Qui c'è il mio presente e il mio futuro.
    E colui che sta collaborando con me è Gesù Cristo. E questa collaborazione eccezionale sta dentro tutta la tradizione della Chiesa.'
    Mentre gli inviti frenetici del fondatore all'unità, rivelano la preoccupazione per il contro-attacco della Chiesa e la chiamata a serrare i ranghi del Cammino che già furono un leit-motiv della cofondatrice:
    'La lotta di attacco alla liturgia mi dà senso in questo battagliare. (...) Passività. Anni per creare la comunione, l'amore, e consegnamo il catecumenato come pasto al clero.'
    Hanno impiegato anni, Carmen e Kiko, per creare, nel loro folle separatismo, una dipendenza che chiamano 'amore' ed una mistificazione che chiamano 'liturgia'.
    È quasi naturale che temano che i 'pretacci' (pontefice in testa), l'abbiano finalmente vinta su di loro e gli mandino tutto a gambe all'aria.

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  8. C'era Peter che in un suo articolo scriveva: «...non sarebbe esagerato dire che continuo a re-imparare la mia fede, e ad impararla meglio, tramite la S. Messa: è una scuola alla quale sono sempre iscritto, dove l’insegnamento è tranquillo, rispettoso, coerente, serio, ed efficace. Qui, l’apprendimento è delizioso, perché avviene senza didattismi forzati, tediosa verbosità o trovate imbarazzanti. Avviene, piuttosto, in quel modo naturale per cui un nuotatore si bagna d’acqua, se nell’acqua si tuffa».

    Ebbene, il carattere "educativo" della Messa diventa profondamente diseducativo nelle liturkikie, che sono guidate più dagli interventi del popolino bue, premuroso di apparire "come Kiko comanda", che dai formulari liturgici. Quando ci si parla addosso, non c'è niente da imparare.

    I santi hanno imparato come Peter: assistendo alla Messa (oggi va di moda dire "partecipando" a Messa: ma il prendere parte, "partecipare", non esalta abbastanza il fatto che il miracolo della transustanziazione avviene davanti ai nostri occhi, miracolo a cui assistiamo, perché è il sacerdote a procurarlo, in virtù del fatto che Dio non mente, e perciò siccome Dio ha detto «fate questo in memoria di me» possiamo star certi che quel miracolo avviene davvero, quel Pane di vita eterna è davvero ciò che ci era stato garantito).

    Ma ai kikos non interessa santificarsi. Interessa solo decidere dove mettere sulla lavagnetta di "buono" e "cattivo", le cose che incontrano. "Buono" è solo Kiko, le sue deiezioni, il suo eretico Cammino; "cattivo" è tutto ciò che non loda Kiko e il Cammino, non premia Kiko e la sua setta, non dà soldi a Kiko e al suo impero.

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  9. Può darsi che non resterà pietra su pietra, ma resterà il catecumenato pre e post battesimale.Anzi io credo che in futuro, quando tante cose che oggi ci sono, non ci sarranno più e resterà pietra su pietra, il catecumenato sarà ancora più importante.Sotto una forma diversa, ma sempre quello sarà, perchè il catecumenato è parte della Chiesa e lo sarà sempre.

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    1. Il catecumenato degli adulti nella Chiesa non è esistito per 1500 anni e non esiste neppure ora. Il Cammino cosiddetto neocatecumenale non è catecumenato della Chiesa e tutte le sue invenzioni peregrine scompariranno con lui.

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  10. KIKO dice:

    "non esiste amore se c’è scandalo. No noi accettiamo di essere quello che siamo". A quanto pare per Kiko scandalizzare non è un problema, il problema è dei piccoli che si scandalizzano, perché non avrebbero amore. "Noi" cioè lui e i suai adepti, accettano di essere quello che sono.
    Qui Kiko dice che si accetta per QUELLO che è, ma sembra però intendere che si accetta per COME è, infatti per lui la conversione consiste nel seguire il Cammino e non nel cambiare il cuore sotto l'influsso della grazia.

    Per essere come uno è, cioè come Dio lo ha creato, spesso infatti NON deve accettarsi per come è: Kiko pare molto astuto nel confondere l'essere dal come: non so se la sua è un'astuzia quasi animalesca, tanto sembra istintiva, o se è ragionata, ma sa parlare ambiguo molto bene.
    Forse la sua genialità l'ha riversata in questo.

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  11. Kiko non parla mai di conversione a Gesù, ma solo al Cammino.
    Non parla mai di ubbidienza alla Chiesa e ai Pastori della Chiesa, ma di ubbidienza al Cammino (a lui) e ai catechisti (suoi luogotenenti).
    Grazie anche a questo blog il mistero dell'iniquità che porta il Cammino si sta rivelando sempre più.

    Nella parabola della ZIZZANIA, Gesù dice che il nemico l’ha piantata per rovinare la piantagione di buon seme.
    Il Cammino, in quest’ottica, non è un frutto del Vaticano II, ma è opera del nemico.

    La Chiesa lo ha fatto crescere col seme buono per non sradicare, con la zizzania, le piante buone, infatti all’inizio è difficile riconoscere il grano dalla zizzania.
    Il male e il bene in ogni ambito, a cominciare dall’animo umano, sono a volte è difficili da riconoscere, tanto che possono anche arrivare a “toccarsi”, ma non si CONFONDONO mai, così come dei fili bianchi e neri in un ordito: sono solo intrecciati tra loro: l’ordito da lontano si vede grigio, ma quel colore non fa parte della sua “natura”.

    Così il male rimane sempre male che, o scomparire soffocato, o matura fino a che si manifesta chiaramente il mistero dell’iniquità. Allora ci può essere già un primo parziale giudizio che comporta una estirpazione: “togliete il malvagio di mezzo a voi”, dice la Scrittura.
    La parabola della zizzania, infatti, non va separata dal suo contesto.

    Perciò è da tenere presente che se Papa Giovanni Paolo II ha approvato il Cammino, lo ha fatto a DETERMINATE CONDIZIONI e con la quasi ossessiva raccomandazione di UBBIDIRE ai Vescovi, cosa che il Cammino non ha fatto.

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  12. Sine Verbis.
    Il “mamotreto-Copione” quando a disposizione?

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