sabato 18 aprile 2020

DISPOSIZIONI KIKIANE SUL TEMPO PASQUALE: MAI RAMMENTATA LA CHIESA

Tra i kikos sono state fatte già girare le disposizioni per le celebrazioni delle comunità nel Tempo Pasquale.

Questo è il tempo, fino a Pentecoste, in cui le comunità che hanno finito il Cammino (finisce?) indossano le vesti bianche, con la consegna di celebrare l’Eucarestia tutti i giorni.

Gli "Eletti" durante l'"Eucarestia privata" della cinquantina
Naturalmente tale consegna viene ampiamente disattesa, perché la maggioranza delle comunità non celebra tutti i giorni, spesso per mancanza di preti disponibili o, dopo molti anni, per svogliatezza.

Mi ricordo che negli ultimi anni, prima di lasciare il Movimento Neocatecumenale, da noi si celebrava anche solo due volte, massimo tre a settimana, anche se è certo che alcuni preti “a pagamento” li avremmo potuti trovare facilmente. Era la voglia che mancava.

E’ anche il tempo in cui, nella prima settimana, si beveva “ALL’INTERNO DELL’EUCARESTIA”, la coppa di latte e miele, cantando per l’occasione, unica volta per soli eletti, il canto “Come stilla il miele dal favo delle api”. Canto segretissimo, che anche gli eletti possono cantare solo nella prima settimana della cinquantina, quando il prete passa tra di loro con la coppa dicendo “vedete e gustate quant’è buono il Signore” o qualcosa del genere, non ricordo esattamente.
"Arcano degli arcani". Non esistono foto
e nemmeno si vendono le coppe nei kiko-shop

Ed ora, a causa dell’isolamento coronavirus, come avverrà?

Niente paura! Le disposizioni per il Tempo Pasquale prevedono anche questo, anche se con ovvie limitazioni.

Innanzitutto vorremmo sottolineare che, come sta avvenendo sempre più spesso ultimamente, le disposizioni non arrivano direttamente da Kiko, stavolta sono a firma “Letizia”, la sempiterna segretaria del Centro Neocatecumenale romano.

Nemmeno stavolta, quindi, Kiko compare direttamente: “comunica” ad altri.

Lo scritto infatti inizia con la triste frase:

 “Kiko MI HA COMUNICATO la gioia…

Ma ha perso la lingua, questo Kiko?
Cos’ha perso? La salute? La “profezia”? Il “carisma”? La parola? La fede?

Ne conosciamo di leader che sono “spariti” nel tempo delle difficoltà, che si sono nascosti, che hanno cercato di salvarsi la pelle, rintanati come talpe, lasciando i loro seguaci a “sbucciarsela” da soli. Non erano mai persone “a posto”.
Il leader, il detentore del “carisma”, il “profeta” non sparisce. Sta coi suoi fino la fine, come il capitano del vascello, che non l’abbandona e mette tutti in salvo.

Il lupo si nasconde.
Comunque, anche se Kiko non parla, le disposizioni avvengono ugualmente, ci sono molti sottotenenti.
Vediamo dunque come si sono organizzati dopo le Veglie domestiche senza prete, che hanno celebrato in famiglia per la Pasqua, troppo stanchi al mattino, dopo aver anche consumato il "banchetto" con i segni della Pasqua ebraica, per potersi collegare con una Messa a scelta della Chiesa Cattolica.

Intanto Kiko avrebbe
 “la gioia al ricevere tantissime testimonianze del Passaggio del Signore nella Veglia Pasquale, soprattutto coloro che hanno celebrato come famiglie: le esperienze dei figli, la gioia di celebrare la Veglia nell’intimità della famiglia
Tradotto in termini comprensibili, ciò vuol dire che, lungi dal collegarsi con le Messe della Chiesa Cattolica disponibili ovunque, per i kikos il Signore “è passato” durante la Veglia laica, senza presenza sacramentale, presieduta dal semplice capofamiglia. Eh già, perché la Chiesa Cattolica ha celebrato le sue Messe nella tarda serata del sabato o la domenica mattina. Nessuna Eucarestia della Veglia notturna, se non per i pochi fortunati kikos che hanno potuto collegarsi con la Messa celebrata da un loro sacerdote.

Le disposizioni della CEI per le celebrazioni domestiche contemplavano certo un "luogo della preghiera" da predisporre in casa, ma non un un altare celebrativo, che poi i kikos hanno adattato alla regola kikiana, con icone ed immagini loro proprie. La CEI parlava di collocare, nell'"angolo della preghiera", i segni della Luce, della Parola, dell’Acqua e del Pane spezzato, più una croce ed un'immagine della Vergine. Non un vero e proprio altare, e tanto meno un altarino kikiano.
Altarino domestico kikiano
per la veglia kikiana
Il qui pro quo, infatti, ha indotto certi kikos a credere che la loro "casa", potesse essersi trasformata in Chiesa, intesa come edificio di culto.
Ne è riprova quanto scrivono alcuni sulla pagina Facebook del Camino Neocatecumenal Internacional:
  • "Ogni casa è una chiesa, Cristo è risorto"
  • "Così ogni casa è diventata una chiesa in cui la famiglia riunita benedice e loda Cristo Risorto!!!"
  • "La mia casa è la mia chiesa amen amen amen"
  • "Le nostre case erano templi di Dio e Spirito Santo".
  • "La mia chiesa domestica era piena di amore e fede, in unità e preghiera e approfittiamo della tecnologia per festeggiare con gli altri e da così lontano... senza sentirlo-solo vicinanza e fede.."
Già la Chiesa non serve più...

Tutti quelli senza presbitero “hanno fatto da sé” ed il Signore è passato lì, per loro, che non erano assolutamente privati della celebrazione online del sacerdote, ma che hanno SCELTO, secondo le indicazioni kikiane, di farne a meno.

"Mensa" domestica kikiana
Tralasciamo poi la questione dei casi "eccezionali", eccezione dell'eccezione, in cui è stata recapitata la comunione da asporto che il "Padre di Famiglia" ha sacrilegamente distribuito.

Dunque le famiglie dei kikos, nella Veglia Pasquale LAICA PER SCELTA, hanno visto “passare” il Signore.
Poi ci spiegheranno, se vogliono, come si fa a veder “passare” il Signore in una notte in cui PER SCELTA si fa a meno delle celebrazioni offerte dalla Chiesa Cattolica.

Anche quanto alla “gioia di aver celebrato la Veglia nell’intimità della famiglia”, siamo nel terreno della piena contraddizione con la prassi dei 50 anni di vita del Movimento Neocatecumenale: mai hanno agito per tenere la famiglia unita nella Veglia di Pasqua, perché sempre hanno disposto perentoriamente che la Veglia “VA VISSUTA CON LA PROPRIA COMUNITÀ per cui le famiglie, come ben diceva il buon Rossi all’annuncio di Pasqua, sono sempre state SPEZZATE. Un figlio in una saletta, uno in un’altra parrocchia in salette in affitto, i genitori in Chiesa… e così via.

Un'altra versione di
altarino domestico kikiano,
stavolta con le Palme Alte

e tappeto d'ordinanza

LA COMUNITÀ SEMPRE PRIMA DELLA FAMIGLIA, anche alla Veglia Pasquale.

Ma siccome nel Movimento Neocatecumenale sono molto furbi, non potendo in questo tempo mantenere le inossidabili disposizioni DIVISORIE DELLA FAMIGLIA, hanno reimpostato la questione esaltando la bellezza dello “stare con la famiglia”.

Ma quando mai a loro è interessato questo?

E i poveri catecumeni, imbevuti di puro kikianesimo fino al midollo, ci hanno come sempre creduto, esaltando la NUOVA BELLEZZA DELLA VEGLIA IN FAMIGLIA CON I PROPRI CARI”, si sono sentiti “preparati” dalle lodi domenicali, nella maggior parte dei casi “celebrando” senza sacerdote e senza la necessaria Messa Pasquale in collegamento con la Chiesa Cattolica.
Alcuni molto ben felici di pensare di “celebrare come nella Chiesa primitiva”. Che non è esattamente proprio la stessa cosa.

Come preannunciavamo prima, dovendosi distinguere “gli eletti” dal popolino comune, “KIKO HA DETTO” che “GLI ELETTI
celebrano le Eucarestie della Cinquantina CON LE VESTI BIANCHE”.
Al che è logico pensare che la celebrazione avvenga con un presbitero, dato che si parla di Eucarestie.

Invece no:
SE HANNO IL PRESBITERO, POSSONO FARE LA CELEBRAZIONE PER INTERNET [ndr: ma internet non era il demonio?], SE NON HANNO IL PRESBITERO, possono fare insieme via Internet la Celebrazione della Parola, con i canti e le risonanze, concludendo con la preghiera dei fedeli, detta  MESSA DEI CATECUMENI”.
Ci fa sorridere il pensiero che, nella propria casa dove abitano anche i figli, i genitori si apprestino a "celebrare" DI BIANCO VESTITI, con indosso le tuniche per la cinquantina.
Ma non è questo il punto. Il punto dolente è un altro.

Ciò che dice Kiko ha più valore
di ciò che dispone la Chiesa

In queste disposizioni, infatti, non c'è MAI alcuna menzione alla possibilità che, in assenza di presbitero, si debbano collegare con le Eucarestie offerte online dalla Chiesa Cattolica: l’importante infatti non è il presbitero celebrante i sacramenti, ma la “comunità”, con o senza prete fa uguale. Meglio la “Messa dei Catecumeni”, via Zoom con la propria comunità, che la Messa della Chiesa Cattolica.

È risaputo infatti che, in assenza di precise disposizioni, il neocatecumenale medio pensa di aver assolto il precetto festivo con la Messa del Neocatecumenale.
Anche nella mia ex comunità funzionava così e pochissimi sentivano la necessità di prendere anche la Messa sacramentale in Chiesa, dopo essersi ritrovati nella saletta di sabato sera a “celebrare” senza prete la "Messa dei Catecumeni”.

Quindi anche “gli eletti” senza presbitero, con la loro contraddistintiva “veste bianca”, si colleghino tra sé per fare la “Messa dei Catecumeni”. Del popolino ne verrà parlato dopo.

Così si va oltre, senza MAI fare riferimento alla Chiesa Cattolica, bensì solo al Movimento Neocatecumenale:
Coloro che non possono connettersi per Internet, celebrino la Messa dei Catecumeni presieduta dal Padre di Famiglia
Allora, riassumendo, per l’Eucarestia degli “eletti” ci sono 3 possibilità, 2 delle quali esclusivamente laicali, senza presbitero:

  1. si collegano con un presbikiko che faccia la liturgia neocatecumenale appositamente per loro, con tutte le regole neocatecumenali, risonanze, ammonizioni...
  2. chi non ha a disposizione un presbikiko NON SI COLLEGHI ALLA CHIESA UNIVERSALE, ma faccia la “Messa dei Catecumeni”, cosa che sarebbe anche ammissibile, se poi si disponesse di assistere ad una Messa online qualsiasi la domenica mattina. Ma no, questo non si dice: se qualcuno sentirà il bisogno della Messa con sacerdote, ci penserà da solo. Sennò, come so che vale per molti, basta la "Messa laicale" neocatecumenale.
  3. chi, poverello, nemmeno può connettersi ad Internet (chissà perché ora lo scrivono in maiuscolo), faccia la “Messa dei Catecumeni” in famiglia, dove presiede il Padre di Famiglia. Ci domandiamo ancora il perché della maiuscola per “Padre” di “Famiglia”.

Le maiuscole servono ad evidenziare l’importanza della parola, che non è comune ma “propria”. Ci teniamo quindi a sottolineare che il “Padre” di Famiglia, benché “padre”, non è in nulla assimilabile al “padre” ordinato, al prete, ministro sacramentale. A scanso di equivoci.

Poi si passa al POPOLINO, sbrigativamente:
Le Comunità che NON HANNO TERMINATO IL NEOCATECUMENATO, celebrino la Parola, secondo la propria tappa di Cammino, una volta alla settimana e il Sabato sera la Messa della Domenica.”
Ossia, il popolino deve continuare a fare uguale, celebrando il Sabato sera “la Messa della Domenica”.
Frase alquanto sibillina, ma che in termini neocatecumenali sbrigativi significa: «fate anche voi, come i vostri fratelli “eletti” la “Messa dei Catecumeni”».
Ancora una volta nessun accenno al potersi-doversi collegare con le Messe della Chiesa Cattolica Universale.

Addirittura, per il popolino, non ci sono nemmeno le specificazioni su come fare esattamente, se connettendosi via internet tra di loro, facendo Messa del Catecumeno, oppure collegandosi con un prete che dica messa “neocatecumenale” solo per “loro”.

Tanto loro sono ancora “catecumeni” (in gergo neocatecumenale, s'intende), mica ancora Chiesa, perciò, anche se battezzati, possono benissimo fare a meno della Messa, che è riservata a chi è “già cristiano col battesimo rinnovato” attraverso l’Elezione.

Infatti per una delle mie figlie che ha fatto solo il Primo Passaggio, i cosiddetti "catechisti" ed il responsabile "in appoggio" nemmeno si sono scomodati a passare le direttive per l'Eucarestia o a connettersi via internet con la comunità. Da quando è iniziato l'isolamento, questi poveri "figli del Cammino", sono rimasti con niente. Verissimo che sono tutti "figli del Cammino" e quindi hanno le famiglie "che provvedono", ma hanno totalmente perso i contatti con la loro comunità. Ringrazio Dio che nel mio caso, mia figlia gusta notevolmente le celebrazioni della Chiesa cattolica insieme a noi, quelle col Papa addirittura con molto latino. Le trova molto belle e solenni, nella loro semplicità. Ha almeno avuto contatto con la Chiesa Cattolica, visto che la sua comunità l'ha lasciata a se stessa.

Nel Cammino, nonostante i tanti proclami, ulla si vuol spartire con la Chiesa Cattolica Universale. Mai nemmeno rammentata. 

Le cose devono essere fatte secondo le regole neocatecumenali, a costo di privarsi della presenza sacramentale, dell’omelia sacerdotale e della Consacrazione delle specie, seppure solo visiva, alla quale ultimamente segue la recita della preghiera per la Comunione Spirituale.

O hai un prete neocatecumenale che fa la Messa secondo le norme neocatecumenali, o è meglio che faccia la “Messa dei Catecumeni”, perché non sia mai che ti venga in mente di collegarti con la Chiesa Cattolica.

Molto timidamente, quasi fosse possibile non farlo notare, sottraendolo al corpo della lettera, si accenna in un triste P.S. in fondo pagina che:
La convivenza delle famiglie è rimandata fino a prossima data, che vi comunicheremo”.
Vorremmo aggiungere che non solo quella è rimandata, ma tutti i vari passaggi, e tutto il “programma” contenuto nella Convivenza di inizio corso.

In tutte le disposizioni, che per correttezza della fonte abbiamo postato, ci vedete nominata la Chiesa Cattolica Universale, anche solo in uno striminzito punto?

Certo che no!

Il Movimento Neocatecumenale è autosufficiente anche quando non ci sono i preti, ha le sue regole e vanno seguite SEMPRE.

E’ evidente che i kikos NON SI VOGLIONO MESCOLARE CON LA CHIESA CATTOLICA UNVERSALE.

Quello che accadeva nelle salette, adesso è molto ben più visibile in tempo di isolamento, in cui i “fratelli” neocatecumenali, nero su bianco, sono SEMPRE E SOLO invitati a ritrovarsi come al solito tra di loro e a seguire le loro proprie “regole”.

Per non consigliare di collegarsi con le Messe della Chiesa Universale, addirittura consigliano di “fare la Messa del Catecumeno” senza prete e addirittura SENZA LA LETTURA DELLA PREGHIERA PER LA COMUNIONE SPIRITUALE, che non è menzionata nelle direttive come per esempio lo sono la “preghiera dei fedeli” e le risonanze, ma che comunque orienterebbe verso la Santa Chiesa Romana Cattolica ed Apostolica.

Con tutti i loro comunicati, ultimo questo attuale, hanno mostrato al mondo che POSSONO BENISSIMO FARE A MENO DELLA CHIESA.

L’utilizzo dei collegamenti internet, infatti, è sempre e solo disposto per collegarsi tra sé, al massimo con un prete neocatecumenale o uno disposto a seguire le loro regole, spesso “a pagamento”.

Nei loro scritti non c’è mai cenno alla CHIESA CATTOLICA, ma solo al MOVIMENTO NEOCATECUMENALE.

Altro” dalla Chiesa Cattolica Universale.
Adesso dovrebbe essere un po' più chiaro a tutti, visto che praticamente l'hanno dichiarato scritto loro stessi...

28 commenti:

  1. A titolo di curiosità:

    differenza di atteggiamento:

    - la conigliesca Conferenza Episcopale italiana proibisce le celebrazioni pubbliche ancor prima che le venisse chiesto, e poi si m ette in placida attesa che il potere civile le dia gli stessi diritti garantiti ai fumatori che vanno dal tabaccaio;

    - i kikos, nella loro proverbiale superbia (il pesce puzza dalla testa), fanno i furbetti a tutto spiano (con focolai d'infezione per il "rito mistico" del coppone-insalatiera, le celebrazioni abusive per i soli "Super Eletti", la kikiana "comunione da asporto", eccetera);

    - i "lefebvriani", sia pure non velocissimi, chiedono al governo di consentire le funzioni religiose.

    Che ci volete fare, è questione di mentalità: ognuno fa e chiede ciò che ritiene più giusto fare e più giusto chiedere.

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  2. Guardando la foto di Pasqua di Kiko e l' equipe, qualcuno ha pensato che fosse vivo,ma a ben pensarci non credo che sia una foto di quest' anno, a meno che al momento del lockdown i tre moschettieri non si trovassero insieme nello stesso luogo ( chi è la quarta?) La vedo difficile che abbiano potuto riunirsi per una celebrazione. E non vedo mascherine. Temo che sia una foto vecchia, e mi viene da pensare che Kiko sia morto ma non possono dirlo perché non potrebbe avere il giusto commiato dei suoi adepti da questa terra. D' altronde lo hanno fatto con Carmen, figuriamoci con Kiko.

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    1. La quarta signora presente nella foto abbracciata da Kiko si dice sia la mamma di Asuncion.
      La foto è fatta in una stanza comune, lo si desume dal mobile sullo sfondo e dal lampadario centrale, ma soprattutto dalla assenza di immagini kikiane.
      Ipotizzo che possa essere stata fatta in una stanza comune di un normale appartamento, forse neppure a Pasqua e, dal volto di Kiko meno gonfio e rubizzo di come appare ultimamente, risale a qualche tempo fa. Anche don Pezzi sembra stare in piedi senza doversi appoggiare.
      Insomma, non sembra una foto di questa Veglia Pasquale.
      Se lo fosse, Kiko sarebbe stato disobbediente come al solito perché le disposizioni della Congregazione per Culto Divino erano di celebrare la Pasqua esclusivamente nelle Chiese parrocchiali o nelle cattedrali, non nelle chiese non parrocchiali o in cappelle private o, meno che meno, nelle case.
      Ma, si sa, Kiko è Kiko...mica si può adeguare alle regole della Chiesa Cattolica!

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    3. Può anche essere che Kiko sia morto o in fin di vita,ma non lo dicono per paura che crolli tutto,soprattutto in questo periodo che i fratelli sono distaccati e non hanno appoggio dei catechisti.
      Scusate qualcuno ha notizie di IPG,non ho visto più un suo commento su questo blog,e siccome che era uno dei primi a commentare!!!!....ho paura che gli sia accaduto qualcosa.

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    5. Ho fatto la stessa domanda anch'io qualche giorno fa, ma nessuno mi ha risposto ☹ Sono preoccupata soprattutto perché in uno dei suoi ultimi commenti aveva dichiarato di avere la febbre alta.

      Frilù

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    6. Dopo che tu hai fatto la domanda, sono andato a vedere il suo blog, Apostoli della Risurrezione, lo menzionava ogni tanto, e risulta chiuso, non più attivo. Forse si potrebbe chiedere ai gestori di quel blog. Non so come si fa in questi casi.

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  3. Scandalose le disposizioni di Kiko!
    Ipotizzo che il motivo per cui non si espone personalmente, in questa lettera della segretaria Letizia, è il solito: poter cioè smentire la totale paternità delle disposizioni.
    Non è Kiko cioè a snobbare totalmente la Messa sacramentale a favore della messa del catecumeno (cioè una celebrazione protestsnte della Parola), é Letizia che ha dimenticato di farne menzione.
    A questo servono le segretarie, a fare da paravento.
    Fatto sta che le disposizioni sono state mandate alle comunità italiane (ed immagino anche di altri paesi in cui ancora non sia possibile tornare al tran tran delle salette), e molti neocatecumenali, convinti di essere "luce" per il mondo perchè fanno i balletti in casa, non sono in realtà parte di questa Chiesa che, con i mezzi di cui è a disposizione, si stringe attorno a Gesù Cristo realmente presente nella Santa Eucarestia (e non nella lettura della Bibbia che i neocatecumenali sottopongono a privata interpretazione).
    Purtroppo in questo tempo di Pasqua 2020 si consuma la scissione del Cammino dalla Chiesa Cattolica: una scissione non comunicata a parole ma consumata nei fatti.
    Ai neocatecumenali in buona fede chiedo: a cosa serve che vi consumiate gli occhi in diuturni collegamenti con i "fratelli se poi non fate l'unica, piccola cosa importante che vi metterebbe in comunione con la Chiesa, cioè partecipare alla Santa Messa?

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    1. Noialtri qui continuiamo ad augurare lunga vita a Kiko, perché ogni volta che parla danneggia seriamente il Cammino. Per dimostrare che è vivo e che sta bene potrebbe fare una "diretta streaming" di un minutino in cui accennare agli eventi più recenti - sarebbe spassoso sentire cosa ne pensa della comunità neocatecumenale pizzicata dalla polizia e multata perché aveva finto di capire male una circolare, anche se poi la responsabiltà se l'è presa il parrokiko, venendo insultato dai non-neocatecumenali perché aveva favorito solo un circolo di "Eletti"...

      Oppure ci piacerebbe sapere cosa ne pensa Kiko del "rito mistico" del coppone-insalatiera inventato da lui e Carmen cinquant'anni fa, e che ha costribuito a trasformare "convivenze" e seminari kikiani in veri e propri focolai di infezione. Cosa dice "il Signore" a Kiko con tutto questo? La mossa scaltra del 24 febbraio, di scaricare la responsabilità del "rito mistico coppone-insalatiera" sul «Parroco e/o Presidente», cioè su un soggetto ubbidientissimo ai cosiddetti "catechisti", ubbidientissimi a Kiko, è all'origine di parecchie infezioni e parecchi morti: cosa dice "il Signore" a Kiko e al Cammino, con tutto questo?

      Così come è stata nascosta per giorni la morte della deprecabile Carmen Hernández, non sarebbe affatto strano che la morte di Kiko venga "posticipata" fino a che tutti i preparativi sono pronti, magari fino a qualche festa liturgica importante. "Kiko è morto a Pasqua 2021!!"

      Ma no, Kiko è vivo. Come Hitler nel bunker, sta comandando di spostare "divisioni" che erano state annientate anni prima, urlando sempre più ai suoi collaboratori di portargli un'altra grossa aragosta a colazione, e di fargli nuovamente il resoconto dei milioni intascati con le Decime di questo mese. Lunga vita a Kiko, il vero nemico del Cammino!

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  6. Quello che appare evidente da questo post e quello che rimarca Libera: il Cammino è totalmente autosufficiente. Cioè: così crede Kiko.

    Per Kiko il Cammino non ha bisogno della Chiesa (a parte le strutture che gli servono per espandersi e per sopravvivere come un parassita), ma la Chiesa ha bisogno di essere rivitalizzata grazie allo spirito del Cammino.

    Probabilmente ha ragione Valentina: Assuncion parla al posto di Kiko per non esporlo. Ma se così:
    1) se Kiko non fosse stato in accordo con le parole di Assuncion doveva correggerla il giorno stesso, cosa che, conoscendolo per fama, so che avrebbe fatto senza troppi riguardi.
    2) Appare perciò evidente non solo che Kiko ha suggerito delle pratiche irrispettose delle norme della Chiesa, ma che SAPEVA che erano irrispettose, altrimenti non avrebbe mandato avanti Assuncion.

    Dal post inoltre emergono due pratiche sconcertanti che si usano nel Cammino: la LITURGIA DEL LATTE E MIELE inserita all'interno della Messa, che costituisce un abuso liturgico GRAVE e la così detta "Messa dei catecumeni" che per Kiko, se non c'è un prete, può anche essere celebrata dai laici e che vale per la Messa festiva. Cioè se uno prende la messa senza prete il sabato sera, che non è affatto una Messa, per Kiko la domenica può NON andare a Messa!

    Vorrei che intervenisse qualche camminante a spiegare la cosa ma, a meno che non sia qualche ingenuo esaltato che pensa di saperla lunga (spero che intervenga a testimonianza a favore del blog), non interverrà NESSUNO perché, sapendo che non possono giustificarsi, non saprebbero cosa rispondere. E per evitare danni peggiori alla loro setta, a cui fa comodo dirsi cattolica, taceranno.

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  7. «...Come molti uomini santi che l’hanno preceduto e sono stati a lui contemporanei – penso a padre Enrico Zoffoli, che vide il pericolo del Cammino Neocatecumenale o a mons. Marcel Lefebvre, che istituì una Fraternità Sacerdotale che è riuscita a salvare molte anime dall’Inferno o a mons. Antonio Livi, che ha dedicato l’intera sua vita ad insegnare il legame strettissimo tra la Ragione e la Fede contro le eresie del tempo in cui ha vissuto, nella piena consapevolezza che l’attuale gerarchia ha preferito a lui, tra i maggiori filosofi e teologi contemporanei, il signor Enzo Bianchi, proprio perchè “non crede più a niente” – Barsotti oggi ammonirebbe sul pericolo imminente, quello che fu annunciato da Cristo stesso nel suo “discorso escatologico”...»
    (Danilo Quinto)

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  8. Anch'io ho pensato che kiko fosse morto, ma se cosi fosse chi ha fatto i disegni degli annunci?

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    1. Tutti i dittatori sono stati storicamente filtrati dal loro "cerchio magico". La cerchia più stretta di Hitler ne influenzava le decisioni e ne filtrava i momentacci. Il "cerchio magico" di Stalin riuscì a nasconderne la morte per qualche giorno (addirittura si dice che sia stato avvelenato dal suo medico personale, ebreo, perché stava per orchestrare repressioni di ebrei). Non è da escludere che perfino nel caso di Kiko i suoi "pretoriani", che sono kikisti-carmenisti praticanti ma non credenti (credono infatti al dio Quattrino), e che hanno costruito i loro piccoli imperi e che hanno il terrore di perdere.

      La foto del "Kiko pasquale", storta e a risoluzione minuscola (quattrocentosessanta pixel? perfino le fotocamere dei cellulari di vent'anni fa avrebbero fatto di meglio), minuscola quanto basta per non identificare le cifre dell'anno sul super-cero pasquale (cifre larghe "due pixels" ciascuna; sarebbero bastati "tre pixels" per distiinguere tra un "1" ed un "2"), rimbalzata sui siti web kikiani all'impazzata fin da domenica sera, sembra essere il contentino d'emergenza per i kikolatri, scattato in fretta e furia a casa della Asunción (o della madre di costei). Tutto questo sempre assumendo che tale mini-foto non sia il solito photoshopping neocatecumenale (ricordate il santino di SanCarmen SanHernandez con aggiunte le mani giunte in photoshopping per fingere che pregasse? ecco: per i kikos si può mentire e ingannare perfino quando si parla di santità e di preghiera).

      A causa delle circostanze attuali è più che legittimo ipotizzare che Kiko sia almeno malato o depresso. Senza dubbio i pretoriani del satrapo avranno fabbricato un gran numero di alibi e di vie d'uscita - sono sempre stati ottimi pianificatori, prevedendo fin nei dettagli ogni "piano B" del "piano B" di ogni remota evenienza. Ricordate le manovrine gennariniane dietro le quinte riguardo al "certificato di proprietà" delle strutture del soppresso seminario neocatekiko di Guam? Avevano previsto ogni scappatoia, e si erano mossi fin dal 2011: quando il vescovo pedofilo neocatecumenale Apuron soffrì di infarto, gli fecero prontamente firmare la Declaration of Deed Restriction, un documento di valore legale in cui con un largo giro di paroloni legalistici ben calibrati camuffarono come "limitazione a sé stesso" quello che era un regalare una proprietà multimilionaria ai coniugi Gennarini e al presbikiko Pochetti. Se non fosse scoppiato - coi tanti strascichi - lo scandalo sessuale di Apuron, avrebbero fregato senza problemi la proprietà all'arcidiocesi in maniera inappellabile sul piano legale.

      I sullodati "pretoriani", che da una vita intera campano letteralmente di rendita, viaggiando "itineranti" a spese dei kikolatri e sempre riveriti, saziati e ubbiditi, e vedendo ogni iniziativa economica (libraria, kiko-shop, regalìe, raccomandazioni nel mondo del lavoro, autobus obbligatori per andare al concertino kikiano, eccetera) andare sempre in porto, hanno giustamente una fifa boia che la giostra dei soldi delle "Decime" rallenti o addirittura si fermi. Sebbene ci siano soggetti come il Rossi che parlano come se fossero convinti che l'intera crisi virus attualmente in corso non scalfirà i loro privilegi e le loro rendite, tanti altri "pretoriani" di ogni ordine e grado stanno intravedendo da tempo che il fiume carsico di soldi si è piuttosto rinsecchito. E chissà che non siano stati loro a convincere il Führer Kiko, adeguatamente oliato con whisky, aragoste e sigari, che tanto gli piacciono, ad autorizzare la "comunione da asporto", così necessaria alla superbia dei kikos e dunque al rinsecchito fiume carsico di soldi, letteralmente vendendo Nostro Signore per conservare la loro rendita di trenta denari.

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    2. Se Kiko è morto, ora chi lo spiega ai neocatecumenali che i loro 30 denari non sono sufficienti a comprarsi la salvezza.
      Chi gli spiega che è tutto finito e che il loro movimento ecclesiale ha fallito.
      Chi gli spiega che i loro catechisti laici ignoranti, superbi e spocchiosi non sono responsabili di quel centuplo che non è mai arrivato e non arriverà MAI.
      Chi gli spiega che si sono sacrificati, per una vita per sovvenzionare gente che non vale niente ed è lontano anni luce da Dio.
      Chi gli spiega che è stato tutto inutile e che loro sono dentro una SETTA.
      Chi gli dice: "Fratelli, ci dispiace è stato bello (per noi ELETTI) finché è durato, la farsa è finita, andate in pace".
      Poveri fratelli in Kiko, abbandonati all'oblio.
      Chissà se ora capiranno la verità di quello che hanno vissuto.
      Non credo che riusciranno a capire, ma in fondo hanno vissuto pieni di speranza, anche se nel profondo del loro cuore lo sapevano che prima o poi il sogno finiva.
      Il risveglio è sempre traumatico, ma è l'unico modo per crescere ed apprezzare la vera vita e la vera Fede.
      Benvenuti nella realtà.
      È ora di andare incontro a Gesù Cristo.

      LUCA

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  9. Uomo Libero!!!18 aprile 2020 18:03

    RENDETE FELICE KIKO, COMUNICANDOGLI IL VOSTRO IBAN BANCARIO..

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  10. Certo che questa assenza di kiko ha veramente dell'incredibile. Ok l'ipotesi che non si esponga con indicazioni da lui firmate per evitare di compromettersi, ma qua mi sembra veramente troppo. In tutto questo periodo niente di suo, solo parole riferite da altri. Qualcuno parlava di fuga, ma anche qui non mi convince: si trattava di fare un videomessaggio, non di rischiare la vita in un reparto covid. Ovviamente potrei sbagliarmi ma tutta la situazione mi fa proprio pensare a condizioni fisiche o psicologiche che non gli permettano di mostrarsi, e per le quali è filtrato dalla sua cerchia.

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    1. Potrebbe trattarsi di qualche malattia neurologica degenerativa, o qualcosa di simile. Guardando la foto, mi ha colpito la sua espressione (di kiko), come se fosse assente, non presente a se stesso. Non è il suo sguardo solito, ed è ben diverso dagli sguardi "vivi" degli altri fotografati.

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  11. la cosiddetta messa dei catecumeni non è una messa senza presbitero, Ma la prima parte di una messa celebrata col presbitero. non si può chiamare messa qualcosa che sia celebrato senza essere preceduto da un presbitero. La messa dei catecumeni era una messa normale presieduta dovutamente da un presbitero nella quale i catecumeni uscivano dopo la celebrazione della parola. quindi il termine messa dei catecumeni era sinonimo a quello che noi chiamiamo liturgia della parola nell'eucaristia. Dire che una semplice celebrazione della parola che utilizza le letture della messa domenicale si chiami messa è un errore storico, dottrinale, e di linguaggio.

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    1. L'anonimo delle 7:31 sta assumendo erroneamente che i neocatecumenali rispettino formulari liturgici validi per tutta la Chiesa.

      In realtà, nella mentalità neocatecumenale, tale "rispetto" esiste solo a parole, è solo una foglia di fico da apporre ai loro ridicoli rituali kikiani-carmeniani.

      p.s.: "catecumeno" è colui che ancora non ha ricevuto il battesimo; se dei battezzati si comportano come "non battezzati", con ciò stesso stanno insultando il sacramento del battesimo e Nostro Signore che lo ha istituito.

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  12. Vorrei segnalarvi una seria riflessione sulla riapertura delle chiese, riflessione che però verrà capita solo dai "cristiani della domenica".

    I neocatecumenali, infatti, con il loro profondo esclusivismo autoreferenziale e idolatra, e con il cervello perennemente disattivato ("dovete circoncidere la ragione", dicono i cosiddetti "catechisti"), non sono in grado di capirlo.

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    1. È inutile "scrutare le Scritture" ogni giorno se poi non si colgono i passaggi essenziali.

      Esempio: se il Signore ha comandato seriamente «pasci i miei agnelli, le mie pecorelle», se ne deduce che tali agnelli e pecorelle non possono essere messi a dieta. Dunque, coloro che lo hanno fatto - cioè la Conferenza Episcopale, ovviamente con diversi gradi di responsabilità da vescovo a vescovo - sono indubbiamente andati contro la volontà del Signore, e nessun discorsetto di "dovuto ossequio e ubbidienza" può cambiare il dato di fatto.

      Nel Cammino Neocatecumenale se ne sono sempre altamente infischiati della volontà dei vescovi (così come dei documenti liturgici e di tutto il resto), per cui - com'era facilmente prevedibile - hanno fatto da soli, con la "comunione da asporto", improvvisamente dando al "Padre di Famiglia" compiti da ministro ordinato. Ci manca solo che Kiko dica che il "Padre di Famiglia" può dare anche l'assoluzione. Ma Kiko non lo dirà, perché nel Cammino "l'uomo non può non peccare" e pertanto il sacramento della riconciliazione è facoltativo e rinviabile a piacere (parola di Kiko: rendiamo grazie a Kiko).

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    2. SONO ABITUATI A NOMINARE MINISTRI STRAORDINARI: IN UNA CONVIVENZA FU PREFERITO IL RESPONSABILE AD UN MINISTRO STRAORDINARIO..., IL RESPONSABILE DIVENTA UN SACERDOTE A TUTTI GLI EFFETTI PER LA COMUNITA' GLI MANCA PER DIRE SOLO LA CONSACRAZIONE, MA FORSE HANNO GIA' PENSATO ANCHE A QUESTO.

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  13. ANONIMO delle 7 e 31:

    nel mio intervento mi ero augurato che intervenisse qualche camminante esaltato che avrebbe dimostrato che questo blog ha ragione.
    Bene, tu confermi che la Messa dei catecumeni non è una vera Messa, ma è solo ascolto della Parola. Era esattamente ciò che volevo sentire.
    Solo che, come hanno già spiegato esaurientemente Tripudio e Libera, i camminanti sono TUTTI GIA' BATTEZZATI.
    Sono catecumeni per il Cammino, ma per la Chiesa non lo sono, per la Chiesa sono GIA' battezzati.
    Di conseguenza un battezzato che sostituisce la Messa festiva con la messa non Messa dei catecumeni, NON soddisfa il precetto festivo.
    Insegnare questo è gravissimo. Significa che per voi camminanti il Battesimo della Chiesa è una specie del battesimo del Battista, un battesimo di penitenza, preparatorio q quello vero, quello del Cammino, che si dà dopo 50 anni di preparazione!

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