martedì 1 aprile 2014

«Erroneo», «equivoco» e «fuori strada» quello che dice Kiko

Kiko arringa i giovani
(Montorso, 2007)
Gentilissimo padre Angelo,

le sarei molto grato se lei potesse rispondere al mio quesito.

Mi rendo conto che la domanda è delicata, ma le questioni della nostra fede non ammettono riserve di sorta.

Nella GMG di Rio, da un palco, l'iniziatore laico di un noto movimento ecclesiastico ha detto (cito alla lettera, virgolettando):
"Oggi, ogni volta che si annuncia il Kerygma siete chiamati a conversione, ma per credere alla Buona Notizia dovete accettare che Cristo è morto per i vostri peccati, perché ti siano perdonati e perdonati i tuoi peccati, ora (in questo momento), domani SE VUOI lo sigillerai nella confessione, ma se tu ti penti di aver toccato quella ragazza o di esserti mas... ora stesso i tuoi peccati vengono perdonati e se i tuoi peccati sono perdonati può scendere lo Spirito Santo che diventa una sola cosa con te, si fa Uno con te....."
Ora, tra cattolici, si è molto discusso sull'inciso "se vuoi".

A lei pare che sia facoltativo, anche nel caso di una "contrizione perfetta", il sigillo della Confessione? Ci si può rivolgere così a decine di migliaia di persone, tutte possono avere contemporaneamente una contrizione perfetta? I peccati di tutti, soltanto accettando "la morte di Cristo per i vostri peccati" sono perdonati, nel medesimo momento?

Gli iniziatori laici del Cammino
Le sarò grato se vorrà darmi una risposta.
Cristo sia lodato, mia Madonna, mia salvezza.

Lino


Risposta del sacerdote

Caro Lino,

1. è rischioso e anche erroneo esprimersi così davanti ai ragazzi.
È vero che Dio può perdonare anche prima del sacramento della confessione attraverso il compimento di un atto di dolore che i teologi chiamano perfetto.
E dobbiamo essere certi che è Dio stesso a suscitare tale pentimento perché nessuno quanto Lui ci tiene tanto alla nostra riconciliazione.

2. Ma questo pentimento per essere perfetto deve essere motivato dal dispiacere di aver messo di nuovo in croce Gesù, come dice la Sacra Scrittura (“crocifiggono di nuovo il Figlio di Dio e lo espongono all'infamia”, Ebr 6,6) non per motivi più bassi.
Kiko porge la propria "reliquia"
alla venerazione dei suoi fedeli
Dire “Accetta che Cristo è morto per i tuoi peccati” non è la stessa cosa che accendere il pentimento del peccato e dare la consapevolezza di aver di nuovo crocifisso il Signore

3. Inoltre il pentimento è perfetto solo se include, almeno implicitamente, il proposito di andarsi a confessare.
Se non c’è questo proposito, il dolore non è perfetto, perché non si è disposti a fare tutto quello che Dio richiede per la riconciliazione.

4. Dire “domani SE VUOI lo sigillerai nella confessione”.
È un’espressione equivoca e penso che abbia potuto portare molti ragazzi fuori strada.
Non era obbligatorio andarsi a confessare il giorno dopo (domani).
Ma rimaneva l’obbligo di andarsi a confessare.
Proprio per il motivo che ti ho riportato: perché diversamente la nostra volontà non sarebbe riconciliata con la sua.

5. Soprattutto, quell’espressione è stata pericolosa perché avrebbe potuto indurre il pensiero, che tornati in grazia di Dio attraverso il dolore perfetto, sarebbe stato possibile accostarsi nel frattempo alla Santa Comunione.
Chi ha compiuto un atto di pentimento perfetto, anche se si è riconciliato nell’animo, non ha ancora fatto tutto quello che deve per l’espiazione dei peccati: la confessione, l’assoluzione, la penitenza.
Benedetto XVI mentre si dedicava
(anche da Papa!) al

ministero del confessionale
Per questo Giovanni Paolo II nell’enciclica sull’Eucaristia ha detto:
“Desidero quindi ribadire che vige e vigerà sempre nella Chiesa la norma con cui il Concilio di Trento ha concretizzato la severa ammonizione dell’apostolo Paolo affermando che, al fine di una degna ricezione dell’Eucaristia, «si deve premettere la confessione dei peccati, quando uno è conscio di peccato mortale»” (Ecclesia de Eucharistia 36).
Ti ringrazio di avermi dato l’opportunità di fare queste precisazioni, che purtroppo non raggiungeranno la moltitudine dei ragazzi di Rio.
Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo

(citato dalla sezione "Un sacerdote risponde"
del sito web Amici Domenicani)


Aggiornamento:

Chi vuole verificare con le proprie orecchie può andare sul filmato originale su youtube a questo link: si sente chiaramente Kiko che dice «mañana si quierés lo sigileras», cioè "domani SE VUOI lo sigillerai".

Non era un errore di traduzione (come falsamente avevano sostenuto certi neocatecumenali).

58 commenti:

Lino ha detto...

Naturalmente, come nell'articolo precedente ad essere ipotizzata falsa era la foto del "Kiko benedicente", nel caso in esame si tratterebbe di un errore da parte del traduttore dell'intervento nella GMG di Rio 2013, il quale avrebbe di propria iniziativa aggiunto l'inciso "se vuoi".
Sarà opportuno, allora - nel pomeriggio per quanto mi riguarda - ragionare sulla "CATECHESI DI CARMEN SUL SACRAMENTO DELLA PENITENZA". Non mi pare che la "confessione privata" sia esaltata, in questa catechesi NC.

by Tripudio ha detto...

Finché il presunto "errore del traduttore" non viene ufficialmente riconosciuto e rettificato all'interno del Cammino, l'errore si diffonderà ugualmente tra i kikos.

Anonimo ha detto...

se io mi pento di un peccato, mi pento davvero e credo che Gesù mi ama, Gesù già mi ha perdonato prima ancora che io vada a confessarmi..la confessione è solo un sigillo..tant'è vero che molti sacerdoti dicono che io posso comunicarmi anche senza essermi confessato, certo solo se il peccato è veniale, e al più presto confessarmi. Saluti

by Tripudio ha detto...

Non fa alcuna meraviglia vedere gli iniziatori del Cammino disprezzare e banalizzare il sacramento della riconciliazione.

Piuttosto, farebbe meraviglia se Kiko e Carmen dicessero che la confessione privata è giusta e necessaria così come comanda la Chiesa (ricordiamoci che per cancellare i peccati ci sono i tre sacramenti: il Battesimo, la Riconciliazione e l'Unzione; ma il Battesimo si riceve una sola volta, e l'Unzione, salute permettendo, non esclude la Riconciliazione).


Vediamo cosa ne pensa Carmen Hernàndez, cofondatrice e iniziatrice del Cammino:

«...I francescani e i domenicani estendono dappertutto la confessione privata come una devozione.

Appare la confessione molto frequente, tutto al contrario che nella Chiesa primitiva.

...Siccome tutto ciò è insostenibile si ritorna alle confessioni private ed a fare della confessione una devozione per la santificazione personale, cosa che giungerà fino ai nostri giorni...

...Così arriviamo al Concilio di Trento. Con il Concilio di Trento, dal XVI al XX secolo tutto rimane bloccato.

Appaiono i confessionali, queste casette sono molto recenti.

La necessità del confessionale nasce quando si comincia a generalizzare la forma della confessione privata, medicinale e di devozione portata dai monaci...

PER QUESTO LA VERA RINNOVAZIONE DEL SACRAMENTO DELLA PENITENZA VERRÀ CON LA SCOPERTA DEL CATECUMENATO E LA RIVALORIZZAZIONE DEL BATTESIMO».


Link: catechesi di Carmen sul sacramento della penitenza

Visto che nel Cammino il termine "devozione" è usato solo in senso dispregiativo (i neocat confondono deliberatamente la santa "devozione" cattolica con lo sterile "devozionalismo"), è perfettamente naturale che Kiko banalizzi la "confessione privata" che, ricordiamolo sempre, è di tradizione apostolica, e certe prassi discutibili (peraltro limitate nel tempo e geograficamente, nonostante le ipotesi di qualche teologo saccente) si sono comunque estinte grazie all'opera del monachesimo dei primi secoli e degli ordini mendicanti dopo il primo millennio.

Anonimo ha detto...

Si può leggere nella risposta di padre Angelo, un chiarimento importante sulla confessione e il pentimento che è stato per me edificante. Si noti che un domenicano non da mai risposte improvvisate senza essersi ben documentato e aver studiato approfonditamente gli argomenti.
Al contrario, Kiko per accattivarsi il pubblico non sempre dice cose precise sulla Dottrina della Chiesa.
Peggio ancora fanno tutti quei catechisti che superficialmente e scimmiottando il fondatore, deviano ancora di più dalla Dottrina.
Dove andranno i fedeli così mal istruiti?

Neocatecumenale pentito

Anonimo ha detto...

Una volta i domenicani si dedicavano soprattutto a combattere le eresie. Oggi, ho notato che errori gravi e talvolta anche quasi eretici se non proprio eretici sono all'interno della Chiesa stessa.
Il Cammino ha contribuito a diffondere tali gravi errori.
Ricordo che un sacerdote del Cammino ci disse che dovevamo partecipare a Messa sempre e senza non avessimo avuto tempo o possibilità di farlo prima, potevamo prendere la Comunione anche se fossimo caduti in peccato impuro (masturbazione) e poi ci saremmo confessati dopo.
Poi ho saputo da altri sacerdoti che non bisogna mai accostarsi al Sacramento in peccato.
Quindi, quel sacerdoti aveva diffuso errori gravissimi tra i fedeli.
Credo che la maggior parte di questi errori sono diffusi per ignoranza.

neocatecumenale pentito

sandavi ha detto...

se io mi pento di un peccato, mi pento davvero e credo che Gesù mi ama, Gesù già mi ha perdonato prima ancora che io vada a confessarmi..la confessione è solo un sigillo..tant'è vero che molti sacerdoti dicono che io posso comunicarmi anche senza essermi confessato, certo solo se il peccato è veniale, e al più presto confessarmi. Saluti

Bene. Grazie per la tua catechesi protestante.
Il peccato veniale non c'entra niente. Kiko ha citato due peccati mortali gravi, che escludono dalla possibilità di assumere il Corpo di Cristo. Non è un fatto di legalismi.
Tu accoglieresti il presidente Obama in visita a casa tua lasciando la casa sporca e disordinata? No. Allora come puoi assumere in te il Signore di tutti i signori, il Re dell'Universo con l'anima macchiata dalla ribellione del peccato?
L'ha detto il Papa! ti basta il Papa? Non basta pentirsi nel cuore!
O vogliamo ascoltare direttamente il Signore Gesù Cristo? "Se il tuo occhio è tenebroso tutto il tuo corpo è nelle tenebre" e le tenebre non possono accogliere Cristo. Ergo, a prescindere dal tuo sentimento personale, prima della Comunione, se hai peccati mortali, DEVI confessarti. Non è un consiglio. E' un OBBLIGO. E' chiara la differenza? Non è una scelta.

"Perciò chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore. Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna."

by Tripudio ha detto...

Un madornale errore di Kiko e di tanti altri stupidi che si ergono a maestri della fede, è quello di dimenticare (o addirittura ignorare) la differenza fra peccati veniali e peccati mortali.

Un peccato mortale - che cioè è sufficiente per portare l'anima alla morte eterna, all'inferno - ha tre caratteristiche:

- materia grave (che non è solo l'omicidio premeditato, eh!)

- piena avvertenza (cioè si sa ciò che si sta facendo)

- deliberato consenso (cioè si sceglie di farlo).

Sono questi peccati (in pensieri, parole, opere e omissioni) che vanno assolutamente portati in confessione prima di poter accedere alla Comunione. Tanto più quando si vive in situazioni di abitudine ai peccati mortali (che -ricordiamolo- riguardano tutti i comandamenti, non solo il sesto).

I peccati veniali non è obbligatorio confessarli, ma è generalmente consigliabile (per maggiori informazioni chiedere a padre Pio, a don Bosco, a sant'Alfonso de' Liguori, ad Escrivà...).

Quello che dice il commentatore delle 12:19 riguarda i peccati veniali (che non è tassativamente necessario confessare, poiché vengono cancellati dalla Comunione), ma è espresso in modo equivoco.

Anzitutto per il fatto che il sincero pentirsi dei peccati include la confessione sacramentale, come già chiarito bene dal citato padre Angelo nel suo intervento.

Dunque nel contesto del pentimento personale, il termine "sigillo" è una parola che si presta a equivoci.

Le anime che diventano tiepide smettono di capire la differenza fra peccati veniali e mortali e... smettono di confessarsi. È un dramma di vaste dimensioni, contro cui la Chiesa ha comandato di confessarsi e comunicarsi almeno una volta l'anno (figuratevi! "almeno una volta l'anno"! eppure sappiamo tutti che confessarsi una volta al mese è ancora troppo poco: quanti santi riescono a vivere un mese intero senza compiere neppure un peccato?).

Poi ci si mettono gli "iniziatori" che inventano una "chiesa primitiva" a proprio comodo, che disprezzano le devozioni e la confessione privata, che deridono le "casette" (cioè i confessionali, inventati per dare privacy e vincere la vergogna, evitando addirittura il guardarsi in faccia)...

Dopo che per mezzo secolo hanno insegnato tali corbellerie, vi parrebbe strano che Kiko parli in modo che la confessione sia un "sigillo" rinviabile a piacere?

Le cosiddette "catechesi" del Cammino, che continuamente martellano sul peccato (per lo più sul sesto comandamento, poiché Kiko e Carmen hanno una vera fissazione in tal senso), battono poi sul fatto che "Dio ti ama così come sei" facendo di fatto cadere il sacramento della riconciliazione in secondo piano. Con risultati grotteschi, come ad esempio gente che dopo vent'anni di Cammino ha ancora la gentile abitudine a gettar giù la moglie per le scale.

Il Cammino, anziché trasmettere ai singoli la necessità di quel sacramento, organizza delle periodiche celebrazioni "penitenziali" col risultato che im larghissima parte i kikos si confessano solo quando glielo pianifica il Cammino. Cioè si stacca la confessione dalla vita spirituale personale, per farla diventare un'attività comunitaria.

sandavi ha detto...

p.s.
E ci aggiungo anche, visto che il peccato è l'equivalente di infliggere nuovamente pene a Cristo esponendo il Suo Corpo nuovamente all'infamia e ai flagelli, ti sembra normale, dopo averlo flagellato, assumerne in te il suo Corpo,Sangue, Anima e Divinità?

sandavi ha detto...

Se qualcuno riesce a ritrovarmi il pezzo che riguarda la confessione nella catechesi di Kiko in spagnolo, lo traslittero e lo traduco, così giusto per fugare ogni dubbio sulla correttezza della traduzione italiana.

Video

Sebastian ha detto...

Ricordo che un sacerdote del Cammino ci disse che dovevamo partecipare a Messa sempre e senza non avessimo avuto tempo o possibilità di farlo prima, potevamo prendere la Comunione anche se fossimo caduti in peccato impuro (masturbazione) e poi ci saremmo confessati dopo.

Stessa cosa è capitata a me. Un sacerdote uscito dal Redemptoris Mater andava dicendo che si deve sempre prendere la comunione, basta l'intenzione di confessarsi dopo.
Sapeste quante volte mi sono comunicato senza essermi prima riconciliato.

Inoltre ho contribuito a diffondere la stessa eresia. Prima ancora che Kiko facesse quel discorso. Infatti questi sono concetti che anche se non espressi esplicitamente sono profondamente radicati nei NC. Per farla breve, mi trovavo a fare il catechista delle comunioni, e ai ragazzini una volta ho detto queste parole: "nel momento in cui pecchi, Dio ti ha già perdonato, poi sta a te accettare questo perdono a andare a riceverlo dal sacerdote".

Anonimo ha detto...

Mi ricordo di alcuni errori che venivano diffusi nelle Comunità neocatecumenali e che non si poteva contraddire perché i catechisti, alcuni cantori e figli di catechisti volevano avere sempre ragione loro.
Se poi un errore veniva diffuso da un sacerdote o da un seminarista si pretendeva anche l'accondiscendenza.
Non c'era via di scampo che la fuga.
Per esempio, si considerava la recita del rosario un devozionalismo, l'adorazione Eucaristica meno importante degli incontri neocatecumenali vari e, siccome in tanti anni non si faceva mai, era come se nei fatti venisse messo al secondo posto il SS Sacramento rispetto ad altri momenti, come la catechesi o le convivenze.
Lo stesso modo di ricevere Gesù seduti, per tanti anni, venne considerato perfetto da un punto di vista liturgico, se non addirittura più "ricco" e "bello", rispetto ad altre Messe.

Neocatecumenale pentito

Lino ha detto...

Innanzitutto chiariamo una cosa, giacché Pasquale Troisi (O Troise? No so, scegliete voi. Finché non si toglierà il vizio di citarmi per nome e cognome, io farò altrettanto) ha scritto:
"Ho invito [inviato, a padre Angelo, NdA]un link dell'utimo thraed dell'"osservatorio"... In modo che si renda conto chi è Lino e la scorrettezza di questo signore il quale non aveva spiegato a [Omissis] chi fosse e di chi stava parlando. Padre [Omissis] si è detto dispiaciuto del fatto".

Mi spiace che Padre Angelo si sia dispiaciuto. Rimane il fatto che le nostre furono mail private, scambiate nell'agosto del 2013 al fine di ottenere, dal mio punto di vista, il parere di un teologo. Padre Angelo le pubblicò appena una decina di giorni fa, giustamente perché non si citava il Cammino nè Kiko Arguello ma, in gioco, c'erano questioni fondamentali del cattolicesimo. Io ignoravo la pubblicazione di padre Angelo, così come ignoravo la decisione del presente blog di pubblicare l'odierno articolo (anche questa è una scelta ben fatta, perché in gioco ci sono temi fondamentali del cattolicesimo).
Io, in otto mesi, mai ho "usato" la corrispondenza con padre Angelo, la consideravo una questione privata. Purtroppo, una comare neocatecumenale ha ritenuto proficuo diffonderla, per incrementare i contatti e i commenti del proprio blog desertificato dalle idiozie che pubblica.

Tutto questo bailamme è stato generato da una comare di nome Pasquale Troisi (o Troise? Non so. Nessuno lo ha mai pubblicato, nel reale come in Google, perciò si fa pubblicità da sé) che va in giro per Google a ricercare tutto ciò che concerne il Cammino - ma chi glielo fa fare? Non Kiko, che lo vietò! - e il mio nome.
Occorrerebbe, da queste parti, la visita di un itinerante NC capace di valutare i danni che costui arreca al Cammino: http://chisinasconde.blogspot.it/2014/03/il-cosiddetto-osservatorioinquina-anche.html

Spero che padre Angelo possa veramente leggere. Io non gli scriverò, già ha avuto fastidi a iosa nel suo indirizzo mail - non da me, che lo giudico intelligente al punto di capire da solo la questione - per questa storia divulgata dalla comare neocatecumenale Pasquale Troisi (o Troise, non so).

Magari, padre Angelo potrà leggere anche di seguito, dove sarà opportuno discutere ancora dell'ennesima eterodossia neocatecumenale: quella di considerare la Confessione nelle "casette" come una confessione "privata".

Prego Tripudio e i fratelli del sito di mantenere ancora attiva questa discussione. Icone, simboli ed esegesi secondo Kiko in terzo luogo, io considero la questione della Confessione secondo Kiko subordinata per importanza soltanto all'Eucarestia secondo Kiko.

Lino ha detto...

@ sandavi
E' lo stesso di questo, Sebastian?
https://www.youtube.com/watch?v=bekKugPSaS8
Se lo fosse, ti ricerco il punto. E' pochi passaggi dopo la citazione di san Girolamo rappresentato come leone (minuto 47, nel video che ho or ora linkato).

Lino ha detto...

Bene, cominciamo. Continuerò stasera.
La catechesi NC inizia con il comando: "Alla gente non dite nulla di tutte queste cose, semplicemente rivalorizzate il valore comunitario del peccato, l'indole sociale, il potere della Chiesa e tutte queste cose".
Proseguirà Kiko: "Non imbarcatevi per nulla in questo discorso parlando con la gente perché creereste un mucchio di problemi".
La "gente"? Chi è la "gente"? E perché non parlarne? Silenzio e segreto? Lo sapevate, vero, che a diffondere la catechesi NC sulla "confessione secondo Kiko" la "gente" avrebbe avuto da ridire? Mica il senso della catechesi nei vecchi Orientamenti già era "domani, se vuoi"?

Ruben ha detto...

@ sandavi ha detto...
Se qualcuno riesce a ritrovarmi il pezzo che riguarda la confessione nella catechesi di Kiko in spagnolo, lo traslittero e lo traduco, così giusto per fugare ogni dubbio sulla correttezza della traduzione italiana.
---
"Il pezzo" è stato verosimilmente tagliato;prova ad ascoltare da h 1:36' troverai un taglio netto.
Magari raffronta con:

https://www.youtube.com/watch?v=bekKugPSaS8

Partendo da 47':00"

by Tripudio ha detto...

Intanto non capisco perché padre Angelo sia costretto ad essere dispiaciuto: le vaccate, infatti, non le ha mica dette lui.

Lui ha solo risposto con esattezza ad una questione che gli era stata posta.

Anonimo ha detto...

Pure papa Benedetto XVI fu costretto a dirsi dispiaciuto riguardo a qualche sua affermazione nei confronti della religione islamica.

un cattolico

Lino ha detto...

Infatti, Tripudio. Ragioniamo, allora, sulle frasi di Carmen/Kiko che già hai riportato insieme al link:
"siccome tutto ciò è insostenibile si ritorna alle confessioni private ed a fare della confessione una devozione per la santificazione personale, cosa che giungerà fino ai nostri giorni...
...Appaiono i confessionali, queste casette sono molto recenti.
La necessità del confessionale nasce quando si comincia a generalizzare la forma della confessione privata, medicinale e di devozione portata dai monaci..."

e aggiungiamoci soprattutto questa: "Così la confessione si trasforma in qualcosa di tanto privato che la comunità non si vede da nessuna parte. Il sacramento non è più espressione della comunità ecclesiale ma una devozione privata personale".

Davvero, sommi catechisti NC? Leggiamo cosa dice, invece, il Papa in una sua recente catechesi:
(segue...)

Lino ha detto...

http://www.vatican.va/holy_father/francesco/audiences/2014/documents/papa-francesco_20140219_udienza-generale_it.html

"Nel tempo, la celebrazione di questo Sacramento è passata da una forma pubblica - perché all'inizio si faceva pubblicamente - a quella personale, alla forma riservata della Confessione. Questo però non deve far perdere la matrice ecclesiale, che costituisce il contesto vitale. Infatti, è la comunità cristiana il luogo in cui si rende presente lo Spirito, il quale rinnova i cuori nell’amore di Dio e fa di tutti i fratelli una cosa sola, in Cristo Gesù. Ecco allora perché non basta chiedere perdono al Signore nella propria mente e nel proprio cuore, ma è necessario confessare umilmente e fiduciosamente i propri peccati al ministro della Chiesa. Nella celebrazione di questo Sacramento, il sacerdote non rappresenta soltanto Dio, ma tutta la comunità..."

Capito, sommi catechisti NC? Il sacramento è ancora "espressione della comunità ecclesiale", non è "una devozione privata personale", la comunità si vede e come.
Date ragione al Papa, NC, o a Kiko & Carmen?

sandavi ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
sandavi ha detto...

@Lino
Che domande! A Kiko! Del resto sei tu che non capisci che il Papa ha detto le stesse cose di Kiko!

by Tripudio ha detto...

Nel video di Catechista 2.0 l'affermazione che contiene quel "se vuoi" comincia dal minuto 48:57 e nonostante la voce del traduttore si sente chiaramente Kiko che dice "mattina" ("mañana") ed una o due parole coperte dalla voce dal traduttore, e subito dopo un termine che anche in spagnolo è simile all'italiano "sigillerai nella confessione".

Ci sono altri video su youtube, bisognerebbe trovare altri in lingua spagnola. Confermo che quello della TV di Murcia contiene dei tagli (ed è lungo tre ore e venti! poveri kikos!).

Lino ha detto...

@ Ruben
Quello che scrivo io e si viene a sapere a me non dà alcun problema, perché nessuno può ordinarmi di tacere. Io - come voi - non aderisco a sette con struttura gerarchico-piramidale. Il problema è di chi scrive e contribuisce alla diffusione di discussioni per le quali il fondatore-profeta aveva comandato: "Non imbarcatevi per nulla in questo discorso parlando con la gente perché creereste un mucchio di problemi". Senza l'articolo del geniale Pasqualone la presente discussione non esisterebbe perché io in otto mesi non avevo "usato" la risposta di Padre Angelo, per me era una mail privata. Oggi - parlo per me - ne so qualcosa di più sulle eterodossie del Cammino e posso suggerire di collegare la concezione neocatecumenale del Sacramento della Penitenza e Riconciliazione a quella dell'Eucarestia secondo Kiko. C'è un filo rosso che connette le eterodossie kikiane relative ai Sacramenti con la nuova estetica fondata sullo "spazio sacro" di Rudolf Schwarz.

Sebastian ha detto...

"mañana" vuol dire mattina, ma anche domani.
Poi dice si sente "si..." e la voce è coperta dal traduttore che dice "domani se vuoi". Probabile che Kiko abbia detto "mañana si quieres".

Lino ha detto...

@ Tripudio
Magari, se qualcuno già ha qualche contatto, scrivendo a cruxsancta si risolve il problema di trovare altri video. Non è facile la ricerca in Google España, l'ho tentata qualche giorno fa. In ogni caso, non capisco perché proprio in quel passaggio un traduttore (di dirette) avrebbe dovuto sbagliare due vocaboli così semplici. Per quel che più interessa, il concetto espresso è assolutamente coerente con la catechesi di Carmen.

@ sandavi
No, non è detto. A me, tra il 25 e il 26 marzo, ha inviato due mail, leggendone due mie. Restano privati i contenuti, naturalmente :-)

Ruben ha detto...

OT

Uno dei refrain più in voga del Cammino, è far notare con disprezzo che "le Parrocchie sono frequentate solo da anziani";va bene che non sono utilizzabili dal Cammino perché economicamente rendono poco,però da qui a considerarli dei diversi ce ne corre!
Forse il Cammino, è un po razzista?
Fine OT

Anonimo ha detto...

La settimana scorsa, in un giorno feriale, ho preso la messa in una delle chiese più importanti della mia città (mi trovavo nei pressi per altre ragioni...). In effetti quando sono entrata mi hanno fissato tutti come se fossi una sorta di apparizione mistica (ho 24 anni...). Comunque anche quando vado a messa nella mia parrocchia (completamente nc) succede la stessa cosa. E i giovani ci sono, in parrocchia, tutti NC. Fanno catechismo, ma poi basta. Mai visto nessuno in chiesa la domenica (non sia mai) o in qualsiasi altro giorno. Persino nei pellegrinaggi non usa la messa quotidiana. C'è sempre la penitenziale, ma è praticamente impossibile che il prete trovi un altro momento per confessare, anche se uno chiede.
Io ci sono cresciuta dentro, quindi mi sembrava normale, ma ora che sono uscita e faccio parte di un'altra realtà mi stona molto. Durante la settimana di vacanza che facciamo in montagna la messa quotidiana è irrinunciabile, e il prete che ci accompagna fissa almeno un'ora al giorno per le confessioni. Ognuno poi è libero di fare come vuole, ma la possibilità c'è!
Elen

Sebastian ha detto...

Ruben qui tocchi un tasto dolente!!! Non per me, ovviamente, ma per il CN. Era una cosa a cui pensavo proprio qualche giorno fa.

Infatti nel CN contano moltissimo i giovanissimi under 25 (nella cui categoria rientravo), per i quali si organizzano pellegrinaggi, GMG, scrutatio, i rosari di Kiko... Quelli un po' meno giovani devono andare in comunità e muti.

Una volta una giovane signora in confidenza si disse dispiaciuta del fatto che la sua generazione (quella dei 40enni per capirci) non veniva presa in considerazione per queste cose, sebbene anche loro sentissero il desiderio di partecipare.

Poi c'era un prete (ops, presbitero) RM che ce l'aveva proprio con le "vecchie" (uso questo termine poco carino perché è quello che usava lui). In parrocchia cercava di evitarle quando lo cercavano (magari per confessarsi o per avere una parola). A volte si lamentava schifato che le "vecchie" volevano la comunione sulla lingua. Poi quando celebrava in comunità anziane diceva "devo celebrare in una comunità piena di vecchi, sai che palle!".

Insomma, per rispondere a Ruben: sì, c'è del razzismo nei confronti degli anziani.

giacomo ha detto...

Scusatemi, io penso che voi esageriate... Io non ho ascoltato quella catechesi, non so che ha detto Kiko. Si può essere pure sbagliato, quello che so è che tutti i presbiteri del Cammino che ho conosciuto consigliano la confessione frequente. E (almeno a me) non è mai stato detto che la confessione è solo un sigillo. Questa cosa del solo un sigillo è una gran boiata. a me è stato insegnato che in peccato mortale non si può ricevere la comunione, perché lo dice il catechismo e san Paolo

Anonimo ha detto...

In Inghilterra si è ormai toccando il fondo dell'immoralità: matrimoni gay, bambini abortiti usati come combustibile, sperimentazioni genetiche di ibridi...
Forse è questo il motivo per cui hanno aperto anche un Seminario a Londra del Cammino. Tuttavia, c'è da chiedersi se il Cammino serve veramente a qualcosa...oppure non ha prodotto finora risultati positivi.
In Olanda, il Cammino non diede buoni risultati perché usava approcci molto invadenti, poco prudenti nel fare il bene. L'Olanda ha continuato a degenerare a livello morale

Ecco una Petizione per fermare l'orrore degli aborti usati come combustibile:
http://www.citizengo.org/it/6098-bambini-abortiti-usati-come-combustibile-gran-bretagna

Mario

Ruben ha detto...

@Giacomo
"Questa cosa del solo un sigillo è una gran boiata. a me è stato insegnato che in peccato mortale non si può ricevere la comunione, perché lo dice il catechismo e san Paolo"
---
Infatti "è", una "gran boiata",ciò non toglie che Kiko l'abbia detto ed è sotto gli occhi ed orecchie di tutti!
Tu che fai,continui a tenere il piede in due staffe?...

Anonimo ha detto...

Concordo con il Papa quando dice: "L'immagine di Dio è la coppia matrimoniale: l'uomo e la donna. L'alleanza di Dio con noi è lì rappresentata in quell'alleanza tra l'uomo e la donna. E questo è molto bello", ha spiegato, sottolineando che "quando l'uomo e la donna celebrano il matrimonio Dio si rispecchia in quella coppia, che diventa l'icona dell'amore di Dio".

Purtroppo, nel Cammino sono scoraggiati i matrimoni non neocatecumenali. Al contrario, l'amore coniugale vero va al di là del gruppo di appartenenza; i coniugi possono anche seguire spiritualità diverse, pur rimanendo nella Chiesa, mentre nel Cammino ciò è scoraggiato.
La perfetta coppia di marito e moglie neocatecumenale deve:
- avere una prole numerosa, tutti appartenenti al Cammino;
- lasciare tutto e tutti i beni al servizio del Cammino;
- partire in missione in qualunque posto verrà deciso per loro, aprendo nuove comunità in altri paesi.

Questa strada viene considerata migliore di tante altre. La Chiesa, per loro, dev'essere al servizio del Cammino.

Mario

Lino ha detto...

Giacomo ha detto: "non so che ha detto Kiko. Si può essere pure sbagliato..."
Magari Giacomo ci commenta la catechesi di Carmen/Kiko. Una catechesi del genere tecnica neocatecumenale: una fiumana di parole e - come intese tra i primi p. Enrico Zoffoli - ortodossie mischiate con eterodossie e ambiguità. La sintetizzo per lei di seguito, Giacomo: si sono sbagliati anche nei mamotreti, i vostri fondatori?

Ruben ha detto...

@Sebastian
"Una volta una giovane signora in confidenza si disse dispiaciuta del fatto che la sua generazione (quella dei 40enni per capirci) non veniva presa in considerazione per queste cose, sebbene anche loro sentissero il desiderio di partecipare."
---
Ma si infatti,
-Hai 40 anni,tra poco non sarai neanche più in grado di procreare, a cosa ti serve la GMG!?....

-La GMG è per i giovani,che debbono "conoscersi" tra di loro; poi, se vorranno, "sigilleranno" il giorno dopo,salvo diventare in seguito carne da macello per il Cammino!

Lino ha detto...

Secondo Carmen e Kiko:
1) Nella Chiesa primitiva c'era la "Confessione privata", non c'erano le "casette" che sono molto recenti e prive del senso comunitario del Sacramento.
2) La necessità del confessionale nasce "quando si comincia a generalizzare la forma della confessione privata, medicinale e di devozione portata dai monaci..."
3)"...il senso del peccato che ha oggi la società, - passata dall'essere una società individualista a società aperta al senso comunitario - fa sì che le forme ed i modi con cui oggi spieghiamo questo sacramento della confessione, non rispondono alle necessità attuali".
4)..."la confessione, così come è oggi, risponde ad un'idea legalista del peccato, non ad un'idea esistenziale quale oggi la psichiatria sta introducendo nel mondo. Risponde cioè ad un'idea molto individuale di peccato quando oggi si vanno scoprendo i valori comunitari".
5) "Così la confessione si trasforma in qualcosa di tanto
privato che la comunità non si vede da nessuna parte...".
6) "per questo la vera rinnovazione del sacramento della penitenza verrà con la scoperta del catecumenato e la rivalorizzazione del Battesimo".

Le ridò il link, Giacomo:
http://www.reocities.com/Athens/Delphi/6919/OR-Conv-161-192.pdf

Che mi dice, i suoi fondatori catechizzano come il Papa nella citazione che ho su riportato?
Che mi dice, c'è da meravigliarsi per il "domani, se vuoi", si esagera, avendo letto la catechesi NC? Se la legga anche lei e ci faccia sapere.

Lino ha detto...
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Lino ha detto...

Sintetizzo ancor di più Giacomo. Il Papa ha detto: "Nella celebrazione di questo Sacramento, il sacerdote non rappresenta soltanto Dio, ma tutta la comunità...".. Queste poche parole invalidano tutta la fiumana di bla... bla... bla... dei mamotreti con la quale siete stati sommersi.

P.S.
Ho cancellato il precedente commento per aggiungere: faccia argomentare sulla catechesi di Carmen il nostro amico NC della "cardarella" dell'altra parte: magari ci scrive un articolo sopra e dimostra di saper impastare il fango.

Anonimo ha detto...

Quando mi confessavo nel Cammino c'era un sacerdote che per molti anni mi dava l'assoluzione direttamente senza ascoltare i miei peccati. Non lo faceva solo con me.

Un cattolico

Anonimo ha detto...

Una volta fui infastidito da un neocatecumenale quando mi confessai: si mise ad origliare la mia confessione senza un minimo di rispetto. Probabilmente sono abituati con gli scrutini alle confessioni pubbliche.

un cattolico

Valentina ha detto...

Riprendo il discorso sul razzismo noecatecumenale per confermarlo.
Gli anziani sono tollerati perchè danno soldi ma vengono considerati meno di nulla, maltrattati nei passaggi quando non ignorati o presi in giro.
Neppure i bambini contano, se non per fare da coretto nella Veglia di Pasqua al momento della domanda "Cosa c'è di diverso questa Notte?". I giovani sono interessanti, ma solo se si sposano in comunità, fanno figli, diventano itineranti, vanno in seminario o in clausura.
In particolare c'è un odio per la femminilità che sconcerta. Le donne "vincenti" in Cammino, sono delle Carmen: molto mascoline, aggressive, prevaricatrici. Ma comunque non valgono nulla. E la vocazione religiosa femminile non ha alcun valore. E questo è certamente dovuto alla sessuofobia dei fondatori. Il disprezzo della femminilità produce tutte le conseguenze nefaste che sappiamo: mancanza di accoglienza, di vero calore, di pazienza. Mentre la Chiesa è madre, il cammino non lo è mai stato. E' un gioco da maschi. Una battaglia navale, un risico, un cow-boy contro indiani.

Anonimo ha detto...

Durante le risonanze (oppure scrutini), i catechisti raccomandavano di non dire pubblicamente le cose dette dai fratelli in comunità, perché era un grave tradimento nei loro confronti, un colpirli alle spalle. Purtroppo, non era sempre così. Spesso le cose trapelavano fuori ed alcuni si facevano anche le risate per le cose confessate dalla gente pubblicamente, alla presenza dei catechisti e dei sacerdoti del Cammino.
Mi disse un seminarista del cammino che il cammino funzionava perché la gente poteva parlare, esprimersi, persino confessare pubblicamente, un po come fanno i vip in tv.

Ex neocatecumenale

Anonimo ha detto...

"Le donne "vincenti" in Cammino, sono delle Carmen: molto mascoline, aggressive, prevaricatrici. Ma comunque non valgono nulla. E la vocazione religiosa femminile non ha alcun valore".

Purtroppo, è vero. Lo dico per esperienza. Una ragazza che conobbi nel Cammino fu mandata in missione in Giappone. Se fosse andata qualche anno dopo avrebbe rischiato la vita a causa del terremoto. Quello che le fecero fare era, in particolare, la donna delle pulizie nel centro neocatecumenale.
Se fosse stata aiutata in un'altra realtà forse sarebbe diventata suora...
Altre ragazze del Cammino erano esasperate per il fatto che l'unica opportunità matrimoniale che avevano erano all'interno dell'ambito del Cammino. Non potevano fidanzarsi con altre persone se non quelle del cammino.
Una volta volevano spingermi (costringermi) al fidanzamento con una signora di 20 anni più grande di me, mentre i miei interessi andavano per una mia coetanea che non era del Cammino.

Un cattolico

Anonimo ha detto...

Nel Cammino, la confessione dovrebbe essere fatta prima delle convivenze di comunità, cioè all'incirca mensilmente, ma non è così. Quando ero nel Cammino, molte volte non si facevano proprio.

ex neocatecumenale

Lino ha detto...

Pasqualone ha detto:
"Immagginate il Papa Francesco che 'premia' uno che dice che la confessione non serve è superflua?"

A prescindere dal fatto che sarebbe bene immaginare Papa Francesco con una sola "gi", gli è stato illustrato che nella catechesi di Carmen-Kiko si afferma quanto segue?
"Questo fatto della confessione dei peccati, con tutto il suo senso medicinale mediante il quale la gente si salva, rende tanto importante la cosa che il Concilio del Laterano impone l'obbligo ai fedeli di confessarsi una volta l'anno. E come appare l'obbligo di fare la Pasqua, così appare anche l'idea di confessarsi prima di fare la comunione. Questo fino ai giorni nostri"(Cfr. p. 174).
Magari qualcuno di quelli ai quali è stato insegnato che dal Concilio di Trento al CV II è tutta roba sbagliata da mettere tra parentesi - qualcuno di quelli che, parafrasando le pecorelle di Orwell, affermano "cristianesimo primitivo buono, cristianesimo medioevale cattivo" - potrebbe pensare che questa idea di confessarsi prima di fare la comunione è una trovata malsana.

P.S.
Che strano! Nemmeno un commento a difesa della catechesi di Carmen sul Sacramento della penitenza! Quando si citano i mamotreti zittiscono tutti. Mica è vietato discuterne con la "gente"? :-)

by Tripudio ha detto...

Una breve precisazione.

Il termine desueto «prendere la Messa» è carico di significato.

La santa Messa è infatti un beneficio sia per chi la celebra, sia per chi vi partecipa.

Infatti chi non va a Messa perde quel beneficio spirituale: i nostri nonni dicevano «prendere la Messa», per indicare che sarebbe da stupidi il non prendere quel beneficio così accessibile.

Il termine partecipare alla Messa sarebbe teologicamente più carico di significato (partecipare significa prender parte ai santi misteri che si celebrano), ma oggi viene malamente inteso come partecipazionismo, cioè il marcar presenza, il dare a vedere di essere lì, il darsi da fare, il recitare una parte (gesti, canti, preghiere dei fedeli, addobbi e preparazioni, ecc.): i neocatecumenali, come e più di altri pessimi cattolici, riducono la Messa ad uno spettacolino in cui bisogna darsi da fare per la sua "riuscita".

Non ricordo quale santa diceva che i benefici spirituali della santa Messa si prendono perfino se si è distratti, perfino se non li si vuole, poiché «a stare al sole ci si abbronza anche se non si crede all'esistenza del sole».

È ovvio che le buone disposizioni del cuore fanno "prendere" maggior beneficio... e che l'indaffararsi comporta il serio rischio di perdere di vista l'essenziale (ricordate nel Vangelo il caso di Marta e Maria? vale anche nell'aspetto liturgico).

Ruben ha detto...
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Ruben ha detto...

Ho trovato il fitmato originale in spagnolo della catechesi GMG rio di
"Popular television Espana"

Il filmato è Youtube,ma per sicurezza e meglio entrare da questo
adr:

https://br.video.search.yahoo.com/video/play;_ylt=A2KLqIiFZDxTNC4ABG4e6gt.;_ylu=X3oDMTBza2VqYWU4BHNlYwNzcgRzbGsDdmlkBHZ0aWQDBGdwb3MDMTQ-?p=camino+neocatecumenal+rio+2013&vid=115240a9435e3d4835b71632c8e9884f&l=3%3A10%3A48&turl=http%3A%2F%2Fts2.mm.bing.net%2Fth%3Fid%3DVN.607993165336215733%26pid%3D15.1&rurl=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3D2LfJ6VgoO-E&tit=Camino+Neocatecumenal+Encuentro+Vocacional+JMJ+2013&c=13&sigr=11aqbjp46&sigt=11janu9ho&age=0&fr=yfp-t-707&tt=b

Iniziare l'ascolto da h 1:38'50".

Il "manana si quierés lo sigileras" è chiarissimo.

psyco ha detto...

Grazie Ruben.

Il link abbreviato è
http://youtu.be/2LfJ6VgoO-E?t=1h38m58s

«Mañana si quierés lo sigileràs en la confessiòn».

Cioè: "domani SE VUOI lo sigillerai nella confessione".

Chiunque può verificare personalmente.

Se i neocatecumenali che hanno aggredito padre Angelo fossero onesti dovrebbero segnalargli il video e scrivergli:

"ci perdoni padre perché ci siamo sbagliati ad accusarla: Kiko è stato davvero erroneo, equivoco e fuori strada".

Anonimo ha detto...

"domani SE VUOI lo sigillerai nella confessione"

Era quello che pure diceva un prete ((se non hai avuto tempo o possibilità )"Ti confesserai dopo") responsabile del centro vocazionale di una grande città a cui facevano riferimento tutte le comunità della Provincia.

Neocatecumenale pentito

Lino ha detto...

Grazie mille, Ruben.
Il disertore menzognero aveva scritto: "Mi fanno ridere gli "osservatori" ora stanno cercando il video di Kiko in spagnolo".

Certo che ti fanno ridere, Pasqualone: a te la verità non interessa, per te ogni ricerca è un optional risibile.

"Domani, se vuoi...": la risposta di padre Angelo è pienamente applicabile alla catechesi di Rio.

Per quanto mi riguarda, già non avevo dubbi: questa è la concezione neocatecumenale che si evince dalla catechesi di Kiko e Carmen nei mamotreti, e non c'era motivo perché un traduttore di dirette video sbagliasse o aggiungesse due vocaboli così semplici.
Chiedi scusa a don Angelo, Pasqualone, mandagli il video. Io non so se lo farò, già gli avevo spedito la catechesi di Carmen. Peggiore catechesi di quella non fu mai scritta, una vergogna. "Non dite niente alla gente".

In ogni caso, limitati a offendere, Pasqualone, non entrare mai nelle questioni, ci fai più bella figura.

by Tripudio ha detto...

La verità, la semplice verità dei fatti, la nuda e cruda verità danneggia il Cammino.

L'aspetto comico della faccenda è che gli attivisti neocatecumenali azzeccano figuracce clamorose a causa della loro abitudine a mentire per difendere il Cammino.

Il caro fratello Carlo va farfugliando che l'assurda espressione di Kiko andava letta in un contesto "catechetico, non dogmatico": come se esistesse un qualche contesto cattolico dove si possano insegnare tranquillamente eresie e strafalcioni.

Questa scemenza la sentiamo ripetere dai neocat da interi decenni, nei loro patetici tentativi di giustificare l'ingiustificabile idolo Kiko. È la stessa cosa, per esempio, di quando vanno dicendo che Kiko è "spagnolo" e perciò si esprime male. Ma anche questa è una grossa corbelleria: l'essere spagnoli anziché italiani o turchi, non autorizza a insegnare corbellerie; avere un carattere "spagnolo" piuttosto che uno "giapponese" non significa poter insegnare eresie e poi essere esenti dalle critiche solo per il proprio "spagnolismo".

Chi non padroneggia una lingua, non può pretendere di "catechizzare" in quella lingua (gli Apostoli ricevettero il dono delle lingue proprio per sopperire a questo problema; ma erano gli Apostoli, non era un autoinventato "iniziatore").

Infine, teniamo presente che la grossa corbelleria detta da Kiko è stata in spagnolo, la sua lingua madre.

Dunque Kiko ha veramente insegnato che la confessione sacramentale sarebbe facoltativa, sarebbe un «domani se vuoi».

aleCT ha detto...

Certe volte basterebbe leggersi il vocabolario della lingua italiana per evitare di dire cavolate.

"catechesi" significa letteralmente "ISTRUZIONE ORALE" e se istruisci qlc è OVVIO, parlando della Chiesa cattolica, che debba essere dogmaticamente corretta.

Altrimenti sarebbe meglio chiamarla "informale chiaccherata tra amici", ma è ovvio che Kiko non stava facendo quello.

Quindi dire che la frase va messa "in un contesto catechestico e non dogmatico" è quantomeno un nonsenso.

Ma insomma, ci vuole tanto ad ammtetere che Kiko ha detto una stupidaggine?

aleCT ha detto...

VOGLIAMO RICAPITOLARE I DATI SALIENTI DI QUESTA STORIA?

1) Lino scrive una lettera a Padre Bellon mesi fa per chiarirsi un dubbio riguardo ad una certa affermazione di KIKO e questo SENZA NOMINARLO

2)dopo mesi padre bellon pubblica la sua lettera e la risposta.

Tutto sarebbe finito là senonchè...

3) il buon Pasquale spinto da non so che cosa decide di pubblicare lui tutto con l'intenzione DA UN LATO di mettere in cattiva luce Lino (perchè ovviamente non poteva dire che quello che aveva scritto Padre Bellon era sbagliato) e dall'altro di mettere in imbarazzo lo stesso Padre Bellon il quale

4) da un lato viene tacciato di disubbidienza dal buo Elio perchè si è permesso di scrivere quello che ha scritto e dal'altro alla fine ci si permette di dire che "ha capito il suo INVOLONTARIO ERRORE"

Resta ancora da capire quale sia questo errore.

Nel frattempo

a)si cerca in tutto in modi di dire che Kiko quella frase NON L'HA MAI DETTA. (tentativo fallito)

b) allora si dice che è la traduzione che è sbagliata (tentativo fallito anche questo)

c) visto che anche questo non va si cerca di sminuire la cosa dicendo che il contesto è "catechetico e non dogmatico"...come se le due cose fossero diverse.

Ora dico io...qual è quella realtà cattolica che per essere difesa ha bisogno di tali e tati arzigogoli mentali?

Lino ha detto...

@ aleCT
Grazie, aleCT. Hai ricapitolato la storia così come le date riferiscono:
- Mia mail a padre Angelo in data 08/08/13.
- Risposta (privata) di padre Angelo in data 06/09/2013
- Pubblicazione sul sito Amici domenicani in data 19.03.2014
- La "comare" neocatecumenale Pasquale Trosi - che va in giro al fine di pettegolare preferibilmente su di me - scopre il tutto e lo pubblica in data 25 marzo 2014 sul suo blog, importunando e ingenerando dubbi anche in padre Angelo.
- I commenti e il topic nell'Osservatorio sono tutti successivi ai pettegolezzi di Pasquale Troisi.

Le date sono queste, si confutino i numeri. Il resto sta nel presente articolo.

Vergognati, Pasquale Trosi - mi ripeto - limitati a offendere, non entrare nelle questioni, ci fai più bella figura.

Ho deciso: invio il link della catechesi in spagnolo a padre Angelo. Lo confesso, mi pare intellettualmente onesto, alla fine di questa querelle: il sacerdote domenicano me l'aveva chiesto il 25 marzo, probabilmente dopo una mail di Pasquale Troisi che aveva ingenerato il dubbio della traduzione. Poi, in una mail successiva, probabilmente perché infastidito dai "rumori", mi aveva domandato di soprassedere. La verità, però, non è mai rumorosa, la verità avanza silenziosamente, perciò ama farsi ricercare per poi diffondersi. Non è mai "non dite niente alla gente" come accade tra gnostici e massoni.

Ancora grazie anche a Ruben. Io la chiudo qui:
«Mañana si quierés lo sigileràs en la confessiòn».
"Se vuoi", solo se vuoi: tanto la confessione nelle "casette" è roba che "appare col Concilio del Laterano", non è cristianesimo primitivo neocatecumeno di "Giovanni battista in mezzo a noi".

Ruben ha detto...
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Lino ha detto...
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Anonimo ha detto...

Ogni cristiano cattolico è addolorato non solo ''dispiaciuto' come padre Angelo ,' quando non viene seguito ciò che l'unico Maestro e Signore ci ''comanda''. E Gesù è chiaro : a chi rimetterài sarà rimesso a chi non li rimetterài sarànno ritenuti.
io mi confesso ogni volta che un peccato è grave anche senza che abbia deliberatamente commesso . Mi sento liberata . E se da bene a me un sacramento Gesù è glorificato . Bisognerebbe dire che dopo la confessione è necessario fare vita di preghiera , come gioia x incontrare il Signore . Si è meno inclini ad allontanarsi dal Bene . I peccati , poi , non sono solo quelli contro la castità . Nominano così spesso il Nome di Dio invano! (X fare un esempio) . Grazie .