venerdì 25 aprile 2014

Le "alzate" e la "caccia alle vocazioni"

Da Valentina:
Ti assicuro che la richiesta di alzarsi per andare in Seminario (quello vescovile, non i seminari RM) cominciò poco dopo quel primo incontro con Giovanni Paolo II, nel 1979 o nel 1980.

Seminaristi neocatecumenali
La richiesta veniva fatta nelle megaconvivenze, subito dopo la richiesta di alzarsi per fare gli itineranti. Ne son sicura.

In particolare ricordo fu fatta nella convivenza dei cantori del 1983 e sicuramente a Roma nella primavera del 1984, quando, mi venne riferito, i ragazzi saltavano oltre le barriere per candidarsi (sic!).

Probabilmente, la nascita dei seminari RM [nel 1988] fu dovuta anche alla veloce dispersione di quelle vocazioni "emozionali" e quindi alla necessità di mantenere i giovani neocatecumenali in un ambiente "protetto".

Comunque, ribadisco la stretta correlazione temporale tra le "alzate" per il seminario e l'inizio del pontificato di Giovanni Paolo II.

A quel tempo ero ancora in cammino ed ero disgustata da questa iniziativa di Kiko che consideravo scorretta nei confronti di tanti ragazzi che, nell'euforia del momento, si offrivano senza la giusta maturazione che una tale vocazione dovrebbe avere. Un'operazione che a quel tempo mi parve fatta chiaramente per dimostrare al papa polacco come dal cammino scaturissero vocazioni sacerdotali.

Da un altro lettore del blog:
Voglio confermare i post di Valentina sulle "alzate emotive"; dopo i primi anni ottanta era una vera guerra fra i cosiddetti "catechisti" neocatecumenali e i giovani delle comunità NC. Questi "catechisti" si immedesimavano in santoni taumaturghi che, se esponevi loro un tuo problema, lo risolvevano con il consigliarti il "seminario", potevi avere anche solo un semplice mal di testa che l'unica via di guarigione a detta loro era solo ed esclusivamente il "seminario".

Nacque allora un vero e proprio mobbing verso i giovani delle comunità e credo che questo venga esercitato ancora.

Nella prima Giornata Mondiale della Gioventù svoltasi a Roma [23 marzo 1986] lo spettacolo delle "alzate" fu fatto al Palazzetto dello Sport di Roma.
Si "alzarono" fra ragazze e ragazzi circa 300 giovani dall'Europa allora rappresentata, in stragrande maggioranza eravamo italiani e spagnoli.
La sera in piazza San Pietro al cospetto di Giovanni Paolo II, Carmen Hernàndez si vantò dei frutti del Cammino e mentendo disse che i 300 giovani erano tutti spagnoli, fu un proprio campanilismo, al che il Papa ironicamente disse "Ah, la santa Spagna".

Tornati da questa GMG, nelle comunità della mia città si scatenò la caccia alle vocazioni, in una settimana per ben due volte seguendo l'iter Kikiano (cioè a pappagallo) i "catechisti" neocatecumenali durante le celebrazioni chiesero ai giovani se volevano entrare in seminario seguendo la logica de: "il ferro si batte quando è caldo".

Alcuni si alzarono ma poi mi confessarono che l'avevano fatto solo per poter conoscere Kiko da vicino.

Uno solo entrò in seminario (allora non c'erano i seminari RM di Kiko) ma alcuni anni dopo l'ordinazione uscì dal cammino confermandosi diocesano.

Anzi devo dire che delle molteplici vocazioni e confermazioni nate nel cammino su di una decina solo due sono rimaste fedeli al CN.

Ricordo pure che prima della creazione dei seminari RM, Kiko ordinava a chi si fosse "alzato" di entrare nell'ordine religioso retto in parrocchia (Francescani, Domenicani, Passionisti...), «così che il monda veda i frutti del Cammino».

Devo aggiungere che una chiave di volta in mano a Kiko verso Giovanni Paolo II fu un suo canto "Benedetta sei Tu Maria" che il Papa apprezzava molto: durante una convivenza cantori il Papa ci invitò tutti in Vaticano nel cortile San Damaso a cantarla e sono sicuro che il giorno della beatificazione i kikos canteranno interrottamente questo canto come un'approvazione papale.

A questo punto possiamo citare alla lettera un "avviso" neocatecumenale:
Su iniziativa del Vicariato di Roma ci sarà nella notte fra sabato 26 e domenica 27 p.v., come fu fatto in occasione della Beatificazione di Giovanni Paolo II alla Chiesa Nuova, una veglia di Preghiera in preparazione alla Canonizzazione dei Papi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II.

Al Cammino Neocatecumenale è stata affidata la Veglia nella Chiesa del Gesù all’Argentina (non alla Chiesa Nuova).

La veglia avrà inizio alle 21,30 e si protrarrà nella notte prevedendo un ampio spazio per la preghiera (vespri, rosario e litanie, adorazione del Santissimo Sacramento con preghiera silenziosa) per l’ascolto della Parola di Dio e la predicazione, per le confessioni con più di 70 presbiteri.

Molto probabilmente interverrà Kiko e si farà una chiamata vocazionale.

Sono invitate tutte le comunità di Roma, in particolare i giovani e le famiglie con bambini.

Per ulteriori informazioni rivolgersi ai responsabili di Settore o al Centro Neocatecumenale.

25 commenti:

Anonimo ha detto...

L'ufficio Liturgico ha predisposto tre schemi di veglia in preparazione alla Canonizzazione del Beato Giovanni XXIII e del Beato Giovanni Paolo II.

Per scaricare il testo si può cliccare qui.http://www.ufficioliturgicoroma.it/default.asp?iID=GKGDKE&item=GLLKFF#GLLKFF quindi mi chiedo se possono fare di testa loro anche in questa occasione con le chiamate vocaz...

Michela ha detto...

ricordo anch'io quella prima alzata vocazionale. Mi aveva impressionato, e avevo voluto parlare con le persone che conoscevo e che si erano alzate, sia maschi che femmine.
Dicevano di aver sentito una forza interiore che le aveva spinte, e non se ne davano una ragione.
Prima che arrivasse Kiko al palazzetto si scherzava, si faceva la ola. Quando è arrivato, in ritardo, lo abbiamo accolto come un cantante rock, con grida e urla. Poi, in questo clima da concerto rock, arriva il momento in cui "lo spirito agisce" e le persone si sono alzate, sull'onda dell'emozione.
Adesso capisco che era tutto studiato per impressionarci, e che questo meccanismo funziona anche adesso.

A quel tempo pensavamo che le alzate vocazionali fossero qulcosa di imprevedibile ed irrazionale, nel senso che poteva capitarci di sentire questa improvvisa forza interiore, e allora avremmo dovuto alzarci, anche contro la nostra volontà.

Quando adesso vedo e leggo i resoconti delle alzate, capisco che non è cambiato nulla.
l'unica cosa che è cambiata è che adesso si cercano anche famiglie per la missione, e con la crisi di lavoro, anche questo è un modo per mantenere la famiglia.

Valentina Giusti ha detto...

Nelle grandi adunate sì verificano dei meccanismi psicologici usati da sempre, ancor prima di essere studiati in psicologia.
Intanto il "trascinatore di folle" è sempre una persona abituata ad ottenere i propri scopi manipolando gli altri. Lo fa coscientemente, e non si pone alcun problema morale.
Quando si fa parte di una folla (soprattutto se di ragazzi!) entrano in azione potenti meccanismi di suggestione: perdita dell'io cosciente, senso di onnipotenza (dato dal gran numero di persone), suggestione, tendenza a credere a tutto ciò che viene detto e a mettere in atto immediatamente tutto ciò che viene suggerito.
Ecco il semplice motivo della "forza irresistibile" che fa alzare tanti ragazzi!
Che viene spesso preparato in comunità dove, se non sei sposato o non stai per farlo, cominci ad essere guardato con sospetto dai catechisti...
La potente forza della suggestione di massa è il motivo per cui viene richiesto di alzarsi proprio in occasione di questi grandi raduni.
È un bieco meccanismo, utilizzato ai loro danni. E viene chiamato Spirito Santo!

by Tripudio ha detto...

Sì, si può dire "è sbagliato tutto ciò che ha fatto il Cammino" ma occorre un esempio per precisare i termini del problema: se io ti dono una bottiglia di buon vino, è un bel gesto, ma se nella bottiglia ci ho messo anche un po' di veleno, quel dono è ancora un bel gesto?

Il desiderio di partire in missione è come il buon vino: ma nel caso dei neocatecumenali c'è del veleno dentro. Quel veleno è l'eredità di Kiko e Carmen - liturgica, dottrinale, musicale... Il kikismo-carmenismo è oggettivamente un cibo spirituale avvelenato, una vera e propria idolatria.

Più pontefici hanno lodato il desiderio di partire per la missione, ma hanno accompagnato quella lode alla raccomandazione di annunciare il Vangelo in unione con la Chiesa.

Invece, dovunque vadano i neocatecumenali, sono sempre esclusivamente in missione per conto di Kiko: icone di Kiko, canti di Kiko, suppellettili sacre di Kiko, fascette reggi-chitarra di Kiko, chiamate vocazionali di Kiko... I neocatecumenali si comportano come se credessero più a Kiko che a Cristo. Il mons. Bottari De Castello si lamentava che i kikos portano ovunque lo stesso "prodotto": in Camerun come in Giappone, sempre le stesse schitarrate in itagnolo, sempre le stesse "icone", ecc., infischiandosene dei vescovi e delle sensibilità locali (immaginate in Giappone, con una mentalità molto sobria e attenta alle forme, arrivano i kikos che strimpellano chitarrelle persino ai funerali!).

Ricordate poi quel "presbitero" italiano in Giappone che chiedeva soldi per mandare ragazzi alla GMG ? Ebbene, erano i ragazzi che «si dovevano alzare davanti a Kiko», ecco perché chiedeva soldi, per mandarli ad «alzarsi» da Kiko, "alzate" ovviamente decise dai cosiddetti "catechisti". Un qualsiasi altro missionario in una Chiesa economicamente povera come quella del Giappone, normalmente ha ben altre priorità che il fornire la claque al proprio idolo dall'altra parte del pianeta.

Ricordate poi il caso del Nepal? Stessa storia: la GMG vista come il trampolino di lancio per la professione solenne di kikismo-carmenismo, in barba alla situazione sociale, economica, politica e soprattutto ecclesiale (ed infatti i kikos si erano installati in Nepal senza essere invitati da nessuno, in contrasto con la propaganda kikiana che vanta "inviti dei vescovi" per qualsiasi cosa s'inventino i kikos).

Ed ancora, l'episodio in Inghilterra della giovane studentessa che parlava della GMG, cioè di Kiko il santo vivente che ti cambia la vita, infischiandosene addirittura del Papa.

Insomma, i neocatecumenali non portano Cristo ma portano Kiko. Portano l'idolatria. Un'idolatria travestita da cattolicesimo al suon di grida "Signore! il Signore!" e di chitarrelle ndrùng-ndrùng.

Il buon vino della disponibilità alla missione e del donarsi a Cristo viene adulterato dal veleno liturgico-dottrinale dei due "iniziatori" spagnoli e del loro intoccabile progetto di "neocatecumenalizzare" le parrocchie (la parrocchia "comunità di comunità neocatecumenali").

Una bottiglia di buon vino con dentro anche una goccia di arsenico, può mai essere un dono?

E se invece di una goccia c'è metà vino e metà arsenico?

È meglio ricevere in dono una bottiglia di vino normale, oppure un ottimo vino miscelato a veleno?

Anonimo ha detto...

Te l'ho sempre detto, caro ex ingegnere, pseudopoetaesegetateologo. Tutte le risposte sono GIÀ STATE DATE. Io potrei darti il mio personale parere ma, come le tue domande, non interessa a nessuno.
Katartiko

Anonimo ha detto...

Quello delle alzate emotive é uno degli aspetti del cn che trovo piú agghiaccianti, specie quando riguarda i giovani. E' la cosa che in assoluto mi turba di piú!
Mi atterrisce il pensiero che anche stanotte possa succedere di nuovo nella veglia per i papi santi. Speriamo di no.
Preghiamo per quelle creature indifese che in perfetta buona fede e con lo slancio proprio della loro bella etá, "alzandosi" rischiano di essere stritolate da questo ingranaggio impietoso che davvero poco ha a che fare con una vocazione vera e matura.
L'alzata alla quale ho assistito per intero in diretta tv é stata quella di Rio, al termine dell'ultima giornata della gioventú. Una delle cose che mi ha turbata in quell'occasione é stata che il centro congressi in cui si é svolta, il giorno prima aveva accolto il papa che salutava i volontari prima di tornare in Italia. Mentre il papa salutava, il centro era GIA' allestito per il raduno nc del giorno dopo con tre gigantografie immense del Cammino che lo sovrastavano creando un effetto davvero inquietante. Mi sapete spiegare come mai era allestito cosí dal giorno prima? Il papa lo sapeva?

Non dimentichiamoci di pregare per questi giovani!

by Tripudio ha detto...

Le non-risposte di Katartiko ci sono già state date.

Troppo comodo prendere fischi per fiaschi quando si tratta di difendere Kiko, eh?

Katartiko è la solita conferma che il Cammino va promosso a suon di menzogne e inganni, il che fa capire quale è il vero Padre del Cammino.

Lino ha detto...
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Lino ha detto...
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Lino ha detto...

P.S.
Andando al sodo: la non-risposta di Katartiko, naturalmente, concerne il prologo della lettera "Ogni qualvolta". Pietro non risponde perché io sarei un "millepiedi" (sic! Non può sapere quanto simbolicamente sia vero, considerato l'altro senso di "piede"), Katartiko perché non interessa.
Il prologo della lettera di GP II, però, rimane lì. Non so, ma s'incavolano perché, forse, non era stato sottolineata prima la questione del Concilio di Trento che - secondo GP II - fu ispirato e generò carismi come il CV II.
"Ogni qualvolta" non significa "Solo quella volta, dopo il CV II", come insegna il pittore laico Kiko.

A questi, quando ci leggono, viene il mal di fegato, caro Tripudio. La nostra sottolineatura del prologo della lettera "Ogni qualvolta" e della successiva nota di ciò che la "Mente del Santo Padre" intendeva è roba da farli rivoltare nel "letto", di notte. Bevete un po' di rabarbaro (pare che sia un epatoprotettore), infelicissimi NC, invece d'inviare commenti qui: vi sentirete meglio.

Lino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
psyco ha detto...

La canonizzazione di Giovanni Paolo II e di Giovanni XXIII è un tentativo di canonizzare il Concilio "in blocco" e "subito". E' una strategia politica. Risente anche del fatto che se passano altri anni i due papi finirebbero dimenticati. Il primo è poco conosciuto amato e venerato. Il secondo lo è solo da chi lo ha conosciuto in vita e quasi mai per motivi seri (come la Familiaris Consortio).

Con queste due canonizzazioni tutti i fabbricatori di "novità" sperano di guadagnare il "bollino blu". Chi ama sinceramente Giovanni Paolo II si sorprenderà a vedere quanti "innovatori" tentano di mettere il bollino GP2 sulle proprie idee.

psyco ha detto...

Giovanni Paolo II male informato ha coperto Maciel. Male informato ha protetto Kiko. Male informato ha partecipato ad Assisi.

Magister scrive:

Con Francesco il papato è finito in un cono d'ombra. La luce è tutta per lui, il papa. Non l'istituzione ma la persona.

Dalle norme canoniche egli si sente libero. In un solo anno ha già derogato sei volte dalla regola ferrea che esige un nuovo miracolo prima che un beato sia proclamato anche santo. Giovanni XXIII è l'ultimo di questi sei. Francesco voleva a tutti i costi che Giovanni Paolo II fosse canonizzato non da solo, ma bilanciato da un altro papa con un diverso profilo, meno guerresco, più misericordioso.

E così sarà fatto, domenica 27 aprile. La congregazione per le cause dei santi si è inchinata al suo volere e ha simulato di aver chiesto lei a Francesco la deroga, subito benevolmente concessa.

eLi ha detto...

Mio fratello è entrato da poco nel Redemptoris Mater del Belgio e vi assicuro che prima di entrare in seminario si era "alzato" diverse volte e per un periodo invece non si era più"alzato"...nessuno ha costretto nessuno...mio fratello è contento xke sta cercando di capire quale sia la sua vocazione,che non è nemmeno detto che sia quella sacerdotale...lui si è messo in gioco come per due fidanzati il periodo del fidanzamento. Vi posso solo dire che i Redemptoris Mater sono seminari MISSIONARI,per il resto sono legati alla Diocesi dove sorgono,tranquilli nessun arcano:). Un abbraccio

by Tripudio ha detto...

I seminari R.M. si autoqualificano "missionari", ma in realtà servono solo alle missioni di Kiko.

Non siamo noi a dirlo, ma i vescovi che lo hanno scoperto a proprie spese.

Un sacerdote, in virtù dell'ordinazione, appartiene a tutta la Chiesa: non è di proprietà del Cammino.

Invece i seminari R.M. non solo addestrano i nuovi preti alla liturgia di Kiko (quella zeppa di abusi liturgici e strafalcioni di ogni genere), non soltanto fanno vagliare i futuri sacerdoti da dei laici, ma addirittura spostano i preti a seconda delle esigenze del Cammino, infischiandosene delle esigenze della Chiesa locale.

I seminari R.M., infatti, furono inventati a suo tempo da Kiko e Carmen proprio allo scopo di creare un "clero neocat" da usare nelle missioni neocat.

E non è stata certo l'unica volta in cui i due "iniziatori" del Cammino hanno escogitato astuzie per scavalcare l'autorità della Chiesa.

sandavi ha detto...

@eLi

Sarebbe così, se non fosse che Kiko si lamenta continuamente di aver "formato" Sacerdoti a spese del Cammino e poi i Vescovi li rubano per usarli come tappabuchi. (Annuncio di Pasqua 2014!).

Capisci? Kiko è talmente arrogante che pensa che i Sacerdoti appartengano non alla Chiesa ma al Cammino! Che il ruolo del Sacerdote non sia edificare il Regno di Cristo, guidando, santificando e insegnando nel Popolo di Dio, ma che sia quello di assistere le famiglie in missione e le missio ad gentes.
Niente di più falso!
L'ordinazione è per tutta la Chiesa, perché il Sacramento lo impartisce la Chiesa e con quel Sacramento si imprime sulla persona un sigillo indelebile, una consacrazione, per cui il Sacerdote non appartiene più a nessuno, ma solo a Dio e alla Chiesa cui deve obbedienza.

Kiko non può rivendicare proprio nulla! Ha voluto i seminari Diocesani? Bene! Ora taccia perché ha formato Sacerdoti diocesani, che devono obbedire al Vescovo. Se non voleva questo avrebbe dovuto costruire scuole di formazione al kikianesimo e non seminari.

eLi ha detto...

I R.M sono missionari nel senso che i sacerdoti fanno per un periodo nella diocesi dove si sono formati e poi vengono mandati ovunque nel Mondo,xke la loro formazione è per la missione. Kiko si lamentava scherzosamente sul fatto che molti sacerdoti una volta finito il servizio diocesano non vengano più lasciati partire dai Vescovi che li vogliono tenere nella loro Diocesi!

Michela ha detto...

Io non credo più alle parole di Kiko.
Kiko mente dicendo che i vescovi gli 'rubano' i seminaristi.
Queste falsità servono a nascondere il fatto che ci sono accordi con i vescovi per cui si apre o si tiene un RM, ma in cambio si deve cedere una parte dei sacerdoti che resta a disposizione del vescovo.

Un tempo i RM erano di fatto sotto l'autorità di Kiko.
Oggi, sia perchè mancano soldi sia perchè con gli statuti il cammino ha perso un po' della sua libertà, è necessario venire a patti con i vescovi.

E' successo con la lettera di Arinze, è successo di nuovo adesso dopo i richiami del papa; se Kiko si lamenta vuol dire che sta mentendo, sta nascondendo qualcos'altro, e cioè gli accordi che segretamente prende con i vescovi.

Ma allo stesso tempo bisogna far credere al popolo neocat che non è cambiato nulla, che i RM sono i migliori seminari, che i vescovi sono per lo più nemici del cammino, che il papa appoggia i ncn, che il loro metodo di evangelizzazione è il migliore e poi nell'ombra si prendono accordi e si manipolano sacerdoti e vescovi.

Anonimo ha detto...

Un nuovo rapporto tra istituzione e carisma: il “capo” e il “cuore”
In altri termini,
ciò che è qui in gioco è il rapporto tra carisma gerarchico e carisma profetico (cfr. LG 4). Nei seminari
Redemptoris Mater la situazione ideale è un’autentica reciprocità e mutua inclusione (diremmo “pericoresi”)
tra le due realtà. È indispensabile che il seminario abbia come suo capo il Vescovo (e in quanto suo
rappresentante, il rettore) ma è altresì auspicabile che esso abbia come suo cuore i rappresentanti delCammino neocatecumenale, ossia il Consiglio pastorale. Se si dà tale “pericoresi” si può dire in verità che il seminario Redemptoris Mater è un autentico seminario diocesano, pur essendo veramente missionario - internazionale-neocatecumenale.

psyco ha detto...

Questo copia e incolla della pubblicità neocatecumenale è un esempio delle bugie del cammino. Dicono che il capo sarebbe la Chiesa ma il cuore sarebbe Kiko. Ovvio poi che il seminario R.M. "va dove ti porta il cuore". Inutile scomodare le "pericoresi", che i kikos non sanno neanche cosa siano.

Michela ha detto...

Anonimo ha detto...

Un nuovo rapporto tra istituzione e carisma: il “capo” e il “cuore”........

In altri termini, Se si dà tale “pericoresi” si può dire in verità che il seminario Redemptoris Mater è un autentico seminario diocesano, pur essendo veramente missionario - internazionale-neocatecumenale.


Come dici tu perchè ci sia tale 'pericoresi' ci vuole un darsi aperto e sincero da tutte e due le parti.
e questo manca da parte neocat,quando per es. il vescovo non saprà mai che cosa annunceranno i nuovi sacerdoti RM, dal momento che le catechesi sono segrete.

Malaparte ha detto...

Considero il rituale delle alzate una delle cose più vergognose e disoneste intellettualmente del CN.
Ho visto alzarsi bambini di 10 anni, persone con disagi mentali, ragazze un po' più fragili e sensibili spedite senza indugi in convento di clausura (chissà poi perchè per i NC l'unica vocazione femminile è il convento di clausura).

Avevo abbandonato la comunità da un paio di mesi, quando una sera mi squilla il telefono: era il mio responsabile che voleva darmi un consiglio, visto che ero in "crisi nera" (solo perchè avevo deciso di non andare più in comunità), voleva invitarmi ad andare al centro vocazionale.
La cosa bella è che in quel periodo lo stesso identico consiglio è stato dato a tutti i giovani single (e non), come se fosse arrivato una richiesta di vocazioni dall'alto.
Un povero ragazzo, in un periodo più debole della sua vita è stato convinto a smettere l'università e ad andare nel seminario RM (dal quale è uscito 3 anni dopo trovandosi con un pugno di mosche in mano).

Valentina Giusti ha detto...

" La cosa bella è che in quel periodo lo stesso identico consiglio è stato dato a tutti i giovani single (e non), come se fosse arrivato una richiesta di vocazioni dall'alto."

Sì, Malaparte! Quella delle richieste vocazionali è stata un'operazione orchestrata dall'alto, in tempi decisamente "sospetti"!
Ti basti pensare che, fino al 1983, Kiko faceva una convivenza annuale per i cantori.
Ma quelli, si sa, possono avere qualunque età, essere sposati e avere figli e nipoti.
Così, dall'84 in poi, ha deciso di sostituirla con un incontro con "i giovani" (poi confluito nella GMG); proprio lì, guarda caso, la richiesta di alzate per il Seminario, prima snobbata (ad una riunione precedente del Triveneto mi ricordo che non sì alzò nessuno) ebbe il "successo" che sappiamo (le ragazze che scavalcavano le barriere per farsi suore...).
Condivido il tuo orrore.
Per fortuna, ho letto su Cruxsanta che Kiko soffre perché gli hanno detto che le sue catechesi non sono adatte per i giovani! Aggiungerei un "soprattutto"...

franco di afragola -na- ha detto...

mi chiamo franco di afragola provincia di napoli ho letto alcuni di questi commenti e mi e' parso di capire che i frutti dello spirito santo sono messi a tacere. Riflettete su questo se il cammino neocatecumenale non fosse stato approvato dalla Chiesa sarebbe gia' finito.E poi kiko ha sempre ribadito che il cammino e' al servizio della Chiesa per la nuova evangelizzazione e non capisco perche' purtroppo molte persone vanno contro di esso ; la comunita' neocatecumenale e' formata da gente normale con i propri pregi e difetti e tutti hanno bisogno della parola di Dio per arrivare a Dio. Quindi a chi e' stato deluso dal Cammino forse pensava di trovare Santi all'interno di esso. Abbiamo tutti bisogno di Dio e se il Cammino e' uno strumento per arrivarci perche' non viverlo nella semplicita' senza preconcetti .

by Tripudio ha detto...

Franco,

siete voi neocatecumenali che mettete a tacere i frutti dello Spirito.

Nel Cammino Neocatecumenale promuovete strafalcioni liturgici e ambiguità dottrinali e vere e proprie eresie: questi non sono frutti dello Spirito.

Inoltre le vocazioni provenienti dal Cammino sono a disposizione del Cammino e promuovono gli stessi strafalcioni liturgici e corbellerie dottrinali. Dunque quelle vocazioni sono inquinate e rifuggono lo Spirito.

Lo Spirito è verità. I doni dello Spirito non contengono errori. Il Cammino contiene errori. Le vocazioni neocatecumenali promuovono quegli errori. Rifletti bene su queste cose.

Kiko dice che il Cammino è al servizio della nuova evangelizzazione: ma la nuova evangelizzazione non può procedere stravolgendo la liturgia e insegnando ambiguità (per esempio, rispetto ai peccati mortali, Kiko va blaterando che la confessione sacramentale sarebbe facoltativa, cioè dice il contrario di ciò che ha chiaramente detto Nostro Signore Gesù Cristo: «a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi»).

Il Cammino disubbidisce al suo stesso Statuto, che all'articolo 13, nella nota 49, fa suoi i rimproveri di Benedetto XVI contro gli strafalcioni liturgici (condannati anche da Giovanni Paolo II).

Per queste ragioni - e per moltissime altre che trovi indicate in questo stesso blog - il Cammino non può essere un vero strumento che porta a Dio.

Il Cammino deve rinunciare ai suoi strafalcioni liturgici, celebrando la liturgia della Chiesa e non la pagliacciata inventata da Kiko e Carmen. Il Cammino deve insegnare il Catechismo della Chiesa, e non le fandonie che i cosiddetti "catechisti" kikiani-carmeniani vi ripetono a memoria, né le eresie di Kiko (come quella sulla confessione citata poco fa). Il Cammino deve rinunciare all'idolatria per l'idolo Kiko (le vostre celebrazioni usano esclusivamente canti di Kiko, esclusivamente icone di Kiko, esclusivamente le forme inventate da Carmen e Kiko, esclusivamente le pagliacciate di Kiko come la mensa ortofrutticola liturgica che offende Nostro Signore oltre che essere ridicola, ecc.).