giovedì 14 dicembre 2017

Kiko e la «visione» di Natale

La mistica sostanza del tuo amore, Gesù Dio mio, del tuo essere versato in mille istanti... Camminavo dietro a te e ti vidi piangere mentre uccidevano i tuoi profeti a Gerusalemme.
Cristo con 25 anni ci augura Buon Natale!
Kiko 30/11/2017

In alcune pagine neocatecumenali di Facebook sulle quali ormai sono visibili informazioni dirette sulle novità del Cammino, abbiamo avuto l'occasione di vedere il biglietto di auguri natalizi di Kiko Argüello.

Si tratta di un volto disegnato a matita, con gli occhi chiusi, tre lacrime nere, come spesso Kiko traccia sui volti di Cristo e della Madonna; sullo sfondo, le croci del Golgota.

È il volto di un Cristo, la cui identità è confermata, a lato, dalle parole, vergate in corsivo: Cristo con 25 anni vi augura Buon Natale.
In basso, la firma e la data: Kiko 30/11/2017

Quindi, è Cristo in persona, "con" 25 anni (possiamo supporre di età, la preposizione "con" sembra però suggerire che i 25 anni siano riferibili anche ad altro) che augura felici festività.

Sul lato sinistro, in basso, sempre in corsivo, leggiamo queste frasi:
"La mistica sostanza del tuo amore, Gesù Dio mio, del tuo essere versato in mille istanti...
Camminavo dietro a te e ti vidi piangere mentre uccidevano i tuoi profeti a Gerusalemme."
Tabernacolo "Vergine del cammino"
con scritta profetica
Solitamente, nelle immagini e negli schizzi del fondatore del Cammino Neocatecumenale, le frasi apposte sono citazioni di salmi o di versetti biblici.
Questa scritta invece fa eccezione, insieme ad un'altra che ritroviamo nell'immagine-simbolo del cammino Neocatecumenale, la Madonna di Kiko; si tratta di parole che l'autore riferisce essergli state dette da Maria apparsagli come "visione intellettiva":
“Bisogna fare comunità come la Sacra Famiglia di Nazaret, che vivono in umiltà, semplicità e lode e nelle quali l’altro è Cristo”
Non pensiamo quindi di forzare l'interpretazione dell'opera se diciamo che la frase "Camminavo dietro a te e ti vidi piangere mentre uccidevano i tuoi profeti a Gerusalemme" riferisce una visione, o un sogno.
Notiamo il verbo "vidi" che ci conforta in questa lettura.

Non sappiamo se questa frase sia di Kiko o sia una sua citazione da altri autori, ma lo stile che gli conosciamo fin da quando ha composto il Vangelo dei Miserabili, fa supporre che siano proprio parole sue, dette nello stile profetico dei tempi delle baracche di Madrid.

Quindi è probabile che sia lo stesso Kiko ad aver visto, magari immaginato, non sappiamo, un Cristo che piange per i propri profeti uccisi in Gerusalemme.

Per l'analisi, possiamo rifarci al vangelo di Matteo, in cui Cristo delinea le due diverse ed opposte figure, quelle dei profeti di Dio e quelle degli scribi e dei farisei che, assisi sulla cattedra di Mosè, per difendere tradizione e status quo, li uccidono e li perseguitano.
La prima parte del commento di Kiko proprio a questo si riferisce, cioè al fatto che la mistica sostanza di Dio è nel suo continuo essere versato in mille istanti: ed infatti il ruolo del profeta è quello di essere attiva espressione del Dio che viene, mentre chi lo soppianta e lo combatte è il sacerdote, passivo amministratore del Dio che era.
È in nome di questo Dio che era che si continueranno a venerare i profeti uccisi e ad uccidere quelli vivi.

Leggiamo infatti in Matteo 23, 34-39 l'invettiva di Gesù contro scribi e farisei:

34 Perciò ecco, io vi mando profeti, sapienti e scribi; di questi alcuni ne ucciderete e crocifiggerete, altri ne flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di città in città;
35 perché ricada su di voi tutto il sangue innocente versato sopra la terra, dal sangue del giusto Abele fino al sangue di Zaccaria, figlio di Barachìa, che avete ucciso tra il santuario e l'altare.
36 In verità vi dico: tutte queste cose ricadranno su questa generazione.
37 Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono inviati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una gallina raccoglie i pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto!
38 Ecco: la vostra casa vi sarà lasciata deserta!
39 Vi dico infatti che non mi vedrete più finché non direte: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!».

Il messaggio di Natale a questo punto sembra chiarirsi, soprattutto se identifichiamo chi siano, per Kiko, i profeti e chi gli scribi e i farisei cui è indirizzata l'invettiva.
Noi ipotizziamo che i "profeti" siano i fondatori e i fedeli del Cammino, mentre "scribi e farisei" sarebbero i vescovi e i papi "faraoni" contrari al cammino e ne abbiamo una conferma indiretta nell'ipotesi, ventilata da Kiko nello scorso Annuncio di Pasqua, di un prossimo abbandono dei cristiani-catecumeni della sinagoga-chiesa di Gerusalemme.

In questa interpretazione ci conforta l'opinione di Lino Lista che scrive:
"Kiko ha deciso di comunicare attraverso la poesia; dopo il genio che se si ferma fa paralizzare il congegno anche questa è significativa.
Kiko ha problemi seri all'interno e con la Chiesa, questo dicono gli ultimi eventi, poesie comprese."
Questo che indossa l'efod
(paramento del Gran Sacerdote),
secondo l'«arte» di Kiko, sarebbe
Nostro Signore Gesù Cristo
Ci aiuta nel ragionamento un semplice indizio che l'autore stesso ci fornisce:
Il Cristo dell'immagine ha 25 anni e - per associazione di idee - la Torah comanda che il servizio religioso dei Leviti deve decorrere dall'età di 25 anni.
A ciò si aggiunga la felice "combinazione" che Kiko aveva esattamente 25 anni l'anno in cui fondò il Cammino Neocatecumenale, cioè nel 1964.

Quindi la "profezia" di Gesù raccolta da Kiko è rivolta al Cammino e/o ai suoi fondatori: proprio al suo sorgere ne vede il martirio, così come il profeta Simeone profetizzò a Maria la spada che le trafiggerà il cuore ed il sacrificio, che si sarebbe compiuto, del Bambino Gesù.

Leggiamo ora Luca 2,25-35 tenendo presente il parallelo tra i due neonati, Gesù - cammino neocatecumenale:

Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima».

Ed ecco che capiamo anche il collegamento della "profezia" kikiana con il Natale.

L'identificazione Kiko-cammino-Cristo sta rafforzandosi, nella mente del fondatore, raggiungendo l'apice e le sue estreme conseguenze.

Naturalmente, le nostre deduzioni rimarranno valide fino al momento in cui verrà data una spiegazione ufficiale del biglietto natalizio di Kiko Argüello ai suoi seguaci, anche se abbiamo l'impressione che, come spesso accade nel Cammino, una vera spiegazione, che renda conto dei tanti punti ambigui ed oscuri, non la otterremo mai.

martedì 12 dicembre 2017

Il "Bignami" del Cammino Neokat

«Qualcuno di voi si ricorda le catechesi iniziali del cammino neocatecumenale ?
In Chiesa, con il Parroco presente, con i bambini affidati gratuitamente alle baby-sitter, con questi due incontri settimanali dove dovevi solo ascoltare, con un tempo massimo di durata di un'ora.
Con la disponibilità dei catechisti a trattenersi e rispondere alle domande, con tanta pazienza e cortesia.
Con la promessa di una vita felice da subito, qui sulla terra, senza aspettare il paradiso.
Con la promessa di rivelare l'essenza reale del mistero di Gesù Cristo che la Chiesa non riesce a rivelare ai "piccoli" cristiani.
Senza mai nominare il cammino neocatecumenale.
Tutto bello, tutto limpido, tutto spontaneo, tutto in piena libertà,con la madre Chiesa che fa da garante alle parole di questi catechisti tanto ispirati.
Poi arriva la prima convivenza...
Scopri una Chiesa che ti accoglie, che ti ama per quello che sei, che ti inserisce in un gruppo che da oggi diventa la TUA comunità.
Poi, successivamente, ti parleranno del cammino...
Questa grazia del concilio Vaticano II...
Questi fondatori ispirati dalla Madonna...
Poi ti dicono che tutto quello che si dice nel cammino non va riferito fuori del cammino, perchè la gente non capisce il cammino, interpreta male quello che si fa in cammino e poi mica puoi raccontare in giro le cose personali delle persone che adesso sono tuoi fratelli di comunità e di fede.
Poi arrivano le convivenze mensili.
Bisogna tirare fuori i rospi, bisogna essere sinceri con i fratelli, bisogna aiutarli a correggere i loro errori, non si può essere più ipocriti.
Ci sono solo due argomenti da evitare: le critiche al cammino e ai cosiddetti "catechisti", per il resto si può dire tutto a tutti.
Poi arrivano i passaggi.
Bisogna trovarsi una croce, va be ne abbiamo tante, no, ne serve una che ti fa soffrire, la madre di tutte le croci.
Quando la trovi o ti aiutano a trovarla, bisogna abbracciarla.
Come si fà ad abbracciare la tua croce?
Semplice, se è una persona che ti fà soffrire, bisogna chiedergli perdono.
Non conta se sei stato vittima di una ingiustizia o se l'ingiustizia l'hai fatta tu.
Cominciano i compiti a casa: se vuoi trovare la tua felicità e se vuoi essere un vero cristiano, devi umiliarti e chiedere perdono a prescindere.
Se non lo fai, allora secondo loro non vuoi veramente essere Cristiano ed essere felice.
Poi devi fare una elemosina pesante, che ti faccia sanguinare il cuore, del tipo "Prendi un stipendio intero e donalo ad un mendicante", però prima gli dici che non deve ringraziarti, se ti ringrazia è tutto vano, hai avuto la tua ricompensa e non maturi un tesoro in cielo.
Poi arriva il secondo passaggio...
La porta stretta, il fuori o dentro dal cammino e dalla... Chiesa.
Bisogna tirare fuori tutti i peccati.
Tutti, ma proprio tutti, specialmente quelli più pesanti.
Si fa una confessione speciale con un sacerdote?
Assolutamente no: si parla, si parla TUTTI, a turno, davanti al Crocifisso, ci si confessa pubblicamente davanti ai "catechisti" e a tutta la comunità!
Poi arriva la decima mensile, cioè la tassa obbligatoria del 10% dei tuoi guadagni al cammino neocatecumenale.
Tutti i tuoi guadagni, anche le vincite del gratta e vinci.
Questo è denaro tolto al demonio e usato dal tuo responsabile e dai "catechisti" per fare del bene.
Qualche esempio?
Non ti interessa!!! Non ti devono interessare gli esempi!
Vuoi essere felice, vuoi essere cristiano, dunque con questo denaro fai del bene senza fare domande e ti garantisci la vita eterna, non ti serve sapere di più.
Il cammino sa come usare questo denaro secondo la volontà di Dio.
Avanti così e arriviamo alle Lodi giornaliere.
Altro passaggio dove il cammino insegna a pregare.
Ma io pregavo già anche prima.
Noooo! Quella la chiami preghiera?!?!
La preghiera è una cosa seria!
Intanto fai le Lodi tutti i giorni, da solo se sei single, insieme a tua moglie se sei sposato.
La domenica fai le Lodi con tutta la tua famiglia.
Tanto a messa ci vai il sabato sera e la messa del sabato vale come quella della domenica, lo dice anche lo Statuto.
Ma cosa è questo Statuto?
Non ti preoccupare dello Statuto, tu dà retta ai tuoi "catechisti" e non sbagli mai.
Bene, ora per essere un buon cristiano e essere felice i tuoi catechisti ogni tanto ti vengono ad interrogare, personalmente o tramite il tuo responsabile di comunità.
Alle convivenze mensili con la comunità ti si chiede: "Fai le lodi, fai la decima?"
Questi sono i segni importanti che indicano se ti stai convertendo.
Se non li fai è tutto inutile, stai vanificando anni e anni di cammino, stai perdendo tempo e lo stai facendo perdere ai tuoi catechisti ed ai tuoi fratelli, che per colpa tua, che rallenti la comunità, non possono fare altri passaggi, non possono crescere nella fede, non possono avere quelle rivelazioni che abbiamo promesso nelle catechesi.
Deciditi, smetti di esitare, finiscila di essere tiepido, ricorda che i tiepidi vengono vomitati da Dio.
Cosa stai a pensare a tutto quello che ti diciamo.
Fallo e basta!!!
Noi ti lasciamo libero, ma se non ci dai retta il Demonio sta lì in agguato e ti divora come un tartina.
Noi "catechisti" siamo ispirati da Dio, il nostro carisma viene da lui.
Cosa stai lì a ragionare sulle parole, cosa stai li a cercare spiegazioni.
Fai come i tuoi fratelli di comunità, obbedisci e scoprirai Dio nella tua vita.
Poi arrivano i dubbi, quelli veri.
Arriva il passaggio della Traditio.
Arriva la lista delle cose OBBLIGATORIE:

  • Divieto di intentare cause civili, anche per gravi torti subiti (ci si può difendere solo se citati in giudizio).
  • Chiedere perdono al nemico (non conta se si è ricevuto o se si è fatto il male).
  • Lodi giornaliere.
  • Decima (obbligatoria).
  • Pagare le tasse.
  • Apertura alla vita (niente contraccettivi, niente metodi naturali, niente astinenza periodica in accordo con il coniuge).
  • Evangelizzazione porta a porta per le strade del quartiere, tipo testimoni di Geova.

Allora se mi derubano, calpestano i miei diritti, stuprano mia figlia, cosa faccio, chiedo perdono?
Se non prego tutti i giorni come prescrive il cammino, la mia preghiera non ha valore e Dio non mi ascolta?
Se non pago la decima, perché non è scritto da nessuna parte dello Statuto, non ho aderito a nessuna richiesta e non me lo chiede neanche la Chiesa, sono un LADRO?
Se decido nel mio matrimonio, in accordo con mia moglie, di usare discernimento e paternità/maternità responsabile secondo i metodi naturali ammessi dalla Chiesa cattolica, vuole dire che non mi fido di Dio e sto vanificando il mio "cammino" di conversione?
Se faccio delle collette al cammino neocatecumenale, senza avere alcuno scontrino o registrazione, sto dando denaro in nero e sono complice di chi non paga le tasse.
Quando pago gli alberghi dove faccio le convivenze del cammino, perchè il cammino paga in nero gli albergatori?
Lo sanno i "catechisti" che così si diventa complice di chi non paga le tasse?
Quando contribuisco a pagare le baby-sitter durante le liturgie del cammino o nelle convivenze, perchè queste persone vengono pagate in nero, evadendo il fisco?
Perchè il cammino neocatecumenale è l'unica realtà della Chiesa che fa celebrazioni a porte chiuse e chiede ai suoi adepti di non dire niente delle cose personali dei catecumeni ma anche di non raccontare cosa si fa nel cammino neocatecumenale?
Il cammino afferma di essere approvato dalla Chiesa.
La chiesa ha approvato gli Statuti e il Direttorio catechetico del cammino.
Perché il cammino ha un suo Direttorio catechetico, non basta il Catechismo della Chiesa Cattolica?
Perchè il cammino non pubblica il Direttorio Catechetico?
È l'unica opera della Chiesa che non è possibile leggere.
La Chiesa rende pubblici i suoi scritti, perchè il cammino non può fare altrettanto?
Cosa c'è di così segreto il quei 13/14 libri?
Perchè il cammino non rispetta gli statuti?
Il cammino pretende l'obbedienza verso i suoi "catechisti" perché sono ispirati da Dio.
Allora la Chiesa e il suo Magistero da chi sono ispirati, da un Dio meno potente di quello del cammino?
Allora oltre ai cristiani di serie "B" della domenica, c'è anche un Dio di serie "B" che ispira la Chiesa?

Allora chi non è nel cammino neocatecumenale è un "Figlio di un Dio Minore"?

Cari fratelli catecumeni che leggete, vi chiedo per una volta di pensare con la vostra testa, di farvi venire qualche lecito e umano dubbio su quello che ci dicono questi signori sedicenti Illuminati dallo Spiriti Santo.
È importante, non per me, non per questo blog, ma per la vostra vita !!!»

(da: Luca)

domenica 10 dicembre 2017

La "notte oscura" delle Sante e....l'oscurità di Carmen.

Ringraziamo Roberta che ci aiuta a riflettere, ancora una volta, sulla "notte oscura" che avrebbe tormentato Carmen Hernandez - lungo 50 anni - in un totale nascondimento.

L'accostamento con la "notte oscura" della Santa Teresa di Calcutta, ci preme ricordarlo, è stato evocato, in primis, dal Cardinal Paul Josef Cordes, nella presentazione dei "Diari" a Madrid, poi ripreso dal Cardinale Arcivescovo di Vienna, Christoph Schönborn, a Roma.

Siamo grati per lo spunto offerto, veramente fecondo, come dimostra la seguente analisi!
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Roberta Salerno:
Pax ha raccontato :

- Kiko e Carmen SEMPRE ARCIGNA E SULLE SUE e, dietro a loro, tutti gli itineranti della prima ora.
Io ne ho conosciuto diversi, uno in particolare, sempre imbronciato, serioso, corrucciato.
Una volta gli disse una sorella, forte della sua disarmante ingenuità:
"Ma tu non sorridi mai? I santi......" -
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Il capitolo che ho letto stasera del libro sul cardinal Newman (convertitosi dall'anglicanesimo al cattolicesimo a metà del 1800) esordisce con 1 citazione di
San Filippo Neri (di cui Newman seguì le orme nell'Oratorio) :

"Il diavolo ha paura della gente allegra"

Stando alle testimonianze lette, c'è da pensare che invece si trovi a suo agio e per nulla spaventato in mezzo ai NC.


Saggezza di una vera santa che ricordiamo per il suo sorriso!
Battute a parte, ho ascoltato con 1 amica quella penosa presentazione dei diari di Carmen, ...

penosa perché una giornalista (nota 1), abituata a parlare in pubblico, nn dovrebbe avere quel tono così impacciato e voce tremolante .. quasi stesse parlando di sé e non del libro di una - prima cosa che ha sottolineato - persona MAI conosciuta;
nn dovrebbe insistere più e più volte che il "cammino" appartiene alla Chiesa: "ringrazio Carmen di aver portato questa sofferenza nascosta .. al Cammino, cioè al Cammino ma sempre nell'ottica della Chiesa perché mi sembra [come mi sembra? o lo ha letto o nn lo ha letto] che lei [Carmen] sempre ribadisce che il Cammino è della Chiesa , è 1 amore totale incondizionato alla Chiesa ... al Papa anche se è cattivo [?] perché Gesù si è compromesso con Pietro"..
non è superfluo sottolineare così marcatamente questo concetto? Non sta parlando, lei cattolica, ad un auditorio cattolico, di un'altra cattolica che considera tanto più grande di lei nella fede? Fondatrice di 1 associazione cattolica? (nota 2)
mi fa pensare alla pubblicità di una  marca di biscotti, dove il testimonial può dire tutto ciò che vuole, a patto che inserisca la frase "i nostri, da filiera garantita sono i biscotti migliori" .. come se magari qualche consumatore avesse dei dubbi che siano buoni veramente ;

Carmen predica!

penosa perché un Cardinale avvalla il fatto che si parli di Carmen come fosse santa - perché è qsto che ha implicitamente suggerito la giornalista dicendo che "altre vite di santi ce li fanno apparire lontani ecc." e anche più esplicitamente, come parere personale: "dai frutti io non dubito che Carmen sia una santa" - , mentre il Cardinale nn si sente minimamente in dovere di spiegare cosa significa per la Chiesa canonizzare un santo;

penosa anche perché un Cardinale avvalla l'autorità (datagli da chi?) di Kiko di fare esorcismi, come fosse cosa naturale per 1 laico, addirittura coadiuvato da Carmen che gli dice quando smettere (a qsto proposito, il commento di Dorothea che paragona la scena a "Casa Vianello"
è esilarante :) (nota 3) ) e di nuovo il Cardinale non si sente in dovere di intervenire x spiegare cos'è 1 esorcismo e quali sono le persone che lo possono eseguire (se Kiko ha ricevuto 1 specie di "autorizzazione" a fare ciò, perché il Cardinale non ha specificato da parte di chi, perché e quando ciò è avvenuto? )


Intanto provano a metterla accanto a Madre Teresa.
Eppure .. in queste sabbie mobili di mancanza di spontaneità dei relatori, la parte che mi è parsa più interessante è l'intervento di Kiko in cui ha letto e commentato un passo del diario .

Sarà forse perché l'aver detto che non si aspettava scritti di qsto genere e che la sofferenza di Carmen è rimasta sconosciuta per 50 anni .. mi ha evocato, per analogia, frasi pressoché identiche pronunciate da chi aveva vissuto a stretto contatto con Santa madre Teresa di Calcutta per  tutta la sua vita;

siccome si è parlato tanto delle sue lettere (che il suo padre spirituale aveva, su sua richiesta, distrutto ma non altrettanto aveva fatto il Vescovo con le copie fatte per lui) in cui si trova la descrizione della "notte oscura" vissuta per 50 anni fino alla morte.

Mi è venuto spontaneo fare un confronto: non avendo letto l'intero diario di Carmen ma solo il brano riportato, la comparazione si basa su quello, oltre che sul commento di Kiko e le testimonianze riportate nel blog (e da altre persone); mentre per madre Teresa si basa su brani di qste lettere e testimonianze di sue consorelle e del padre postulatore della causa di canonizzazione.

-Innanzitutto mi pare che, per stabilire la "santità" da parte della Chiesa nel caso di Madre Teresa, le lettere fossero un "di più" , cioè non necessarie, perché le opere compiute e le testimonianze di tutti coloro che l'avevano conosciuta bastavano a ciò; mentre nel caso di Carmen pare che i "diari" siano essenziali , cioè l'unica cosa che i NC possono presentare (con esito molto incerto visto il contenuto) ... e le "testimonianze? All'inizio della presentazione la giornalista ha detto 1 cosa significativa (secondo me Kiko avrebbe voluto fulminarla): " tra di voi ci sono persone che avrebbero potuto star qui al posto mio" ...

Appunto! Tra le tante persone che attorniavano Carmen, non ce n'era neanche 1 con i "titoli" adatti a presentare quest'opera letteraria , capace di introdurre il lettore ad una più profonda comprensione dell'opera e della personalità umana dell'autrice, magari con qualche episodio della sua vita, vista da vicino, particolarmente edificante?

C'è stato bisogno di ricorrere a qlcno che neanche l'aveva conosciuta?
- Anche se in precedenti post veniva affermato che i diari esprimono 1 personalità di Carmen diversa da quella reale .. mi pare, correggetemi se sbaglio, che da questo emerga abbastanza coerenza tra le cose scritte e com'era lei nei comportamenti.

Il fatto che scrive: "nn mi interessa nulla di nulla (comunita', catechisti ..) .. fumo drogatamente .. invecchiando nel nulla" è coerente con la persona, come l'avete descritta: arcigna, maleducata, mancante di empatia , sempre a comandare x veder esaudito ogni suo capriccio e mai interessata a commuoversi x i problemi che facevano soffrire le "sue " comunità, i "suoi" catechisti ecc.

Quindi, mi meraviglio io della meraviglia di Kiko .. cosa ha appreso di nuovo dai diari? Che questo modo di vivere causava a Carmen sofferenza? Se una mi dà dell'"idiota" e tratta tutti a pesci in faccia, insultando 1 ragazza perché indossa una medaglietta della Madonna e mancando di rispetto a sacerdoti e cardinali e contemporaneamente va predicando "Dio ti ama" e "la gioia della Pasqua"... mi pare non ci voglia molto a capire che è 1 persona che (oltre a far soffrire) soffre essa stessa perché non sta bene psicologicamente.

Invece, per chi stava vicino a madre Teresa è stata davvero 1 sorpresa scoprire le sue lettere.

Perché la serenità, la pace, la gioia, la compartecipazione ai sentimenti altrui, il sorriso sul suo volto, la luce nei suoi occhi .. facevano immaginare che vivesse in un perenne stato di unione mistica con Gesù.


E invece ..


Cito alcuni brani di un articolo che parla del libro scritto dal padre postulatore nel 2007 (in cui riporta frasi della Santa):

"Comprese che l''oscurità' era il 'lato spirituale del suo lavoro'.


CONDIVIDEVA il sentimento di non essere 'amata, benvoluta, apprezzata', che descriveva come la povertà più grande che c'e attualmente nel mondo...
La dolorosa notte dell'anima, che iniziò più o meno quando
incominciò il suo lavoro con i poveri e che continuò sino alla fine della sua vita,

condusse madre Teresa ad una sempre più profonda UNIONE con Dio. Con tale oscurità ella partecipò alla sete di Gesù ..

Di quell'oscurità interiore che ella sperimentava, mentre tutto il mondo ammirava la sua RAGGIANTE GIOIA, Madre Teresa diede conto solamente ai suoi direttori spirituali ..


Curiosamente, sembra che con l'inizio del servizio ai poveri sia calata su di lei un'oscurità opprimente, una grande prova interiore che la portò persino a dire:

'C'è tanta contraddizione nella mia anima: un profondo ANELITO verso Dio, così profondo da far male, e una sofferenza continua, e con essa la SENSAZIONE di non essere amata da Dio, di essere rifiutata, vuota, senza amore ...
Dicono che la pena eterna che soffrono le anime nell'inferno è la perdita di Dio .. nella mia anima io sperimento proprio questa terribile pena del dannato ...
Signore mio Dio, chi sono io perché Tu mi abbandoni? ... Chiamo, mi aggrappo, AMO però nessuno mi risponde, nessuno a cui afferrarmi, no, nessuno. Sola, dov'è la mia
fede? ' . 

Ma non è il dubbio che la assalta, ma la desolazione della sua anima, SIMILE al GRIDO di GESÙ sulla croce: 'Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?

Ciononostante NON si scoraggia nelle sue attività, ed è capace di scrivere alle sue sorelle: ' Mie care figlie, senza sofferenza il nostro lavoro sarebbe solo lavoro sociale, molto buono ed utile, ma non sarebbe L'OPERA di GESÙ CRISTO, non parteciperebbe alla REDENZIONE ..
solo essendo uno di noi ci poteva redimere, a noi è permesso fare LO STESSO: tutta la desolazione dei poveri .. anche la loro profonda miseria spirituale devono essere redente e dobbiamo CONDIVIDERLE..
Voglio vivere in questo mondo che è lontano da Dio ...dalla luce di Gesù, per aiutarLo , per caricare su di me una parte della Sua sofferenza. '
Madre Teresa ama!

Leggendo queste righe, impressiona profondamente pensare che questa donna che si dedicò completamente ai più poveri fra i poveri, che sembrava RICONOSCERE Gesù in TUTTO quello che faceva, che COMUNICAVA Dio da TUTTI i PORI, vivesse in un'oscurità e una desolazione così profonde...

Con la Grazia di Dio riuscì a nascondere tutto questo tormento sotto un SORRISO perenne:

' Lei SORRIDE SEMPRE, le suore dicono di me alla gente. Pensano che la parte più intima di me sia piena di fede, di fiducia, d'amore ... Se giungessero a sapere che il mio essere gioiosa non è altro che un manto con cui copro il mio vuoto e la mia miseria! '.

amando con tutto il suo cuore...

Tutto questo ci porta ad una profonda ammirazione per la fede e per le opere..di questa santa che NON sente, ma SA del profondo Amore di Dio ed agisce COME se lo sentisse, amando con tutto il suo cuore e FACENDO il BENE dovunque passa, senza pensare neanche per un momento a se stessa. "

Allora ... anche se le sante non sono "tutte uguali" , mi pare che certe caratteristiche le hanno però in comune ... (Chi conosce bene la vita di altri santi lo potrà confermare) .. questa caratteristica del sorriso ad esempio; poi la condivisione con chi soffre; basare la vita sul desiderio di Dio, di stargli vicino ma soprattuto di compiacerLo nella Sua volontà con una fede basata su quotidiani atti, a loro volta, di volontà, più che di sentimento e sicuramente non sul sentimentalismo o lo stato d'animo del momento.

intenta a brigare...unica foto con un bimbo vicino

Carmen ha mostrato queste caratteristiche ?
"Comunicava Dio agli altri da tutti i pori"?
Se le testimonianze dicono di no ...
per quanto Kiko sia bravo prestigiatore, penso non riuscirà a far uscire dal cilindro magico dei "Diari" una Carmen con un SORRISO postumo.

.. però non ne sono sicura .. ci sono tanti altri fattori da considerare ...

Fattori che se Dio vuole può spazzare via in 1 istante, prego faccia Lui questo.

Grazie
Roberta
______________________________

(nota 1)
Michela:
A suo tempo avevo apprezzato la provocazione della Miriano, anche nell'uso di slogan così inusuali, ma ripresi dalle scritture.
i Libri della Miriano sono purtroppo inutili esattamente come le catechesi di Kiko. Mancano entrambi di un solido fondamento filosofico/teologico per cui servono per impressionare l'uditorio ma non lasciano tracce durature, perché i concetti non sono argomentati. Usano uno stile che è immediatamente riconoscibile nella loro cerchia di aficionados. Chi è al di fuori non li comprende. Nel XX sec abbiamo avuto donne notevoli in ogni campo ed è stata fatta una riflessione sul ruolo femminile, ma se la Miriano non si inserisce in questa scia ( penso ad Edith Stein, per esempio) i suoi lavori saranno considerati al massimo letteratura comica.
Questo mi fa pensare che la Miriano non abbia il gusto della ricerca. Le sue fonti sono se stessa e le sue amiche ( come dice lei stessa). Ha trovato nei neocatecumenali un pubblico semplice, che non chiede di comprendere. I due semplificatori della fede, i due che non vivono ciò che predicano, i due che usano la chiesa come palcoscenico si sono ritrovati. Evidentemente hanno molte cose in comune; per esempio amano la gratificazione di un pubblico piuttosto che la verità e chiamano umiltà la faccia tosta.

A Dorothea vorrei dire che non credo che una che si presta a parlare in pubblico di un persona che non conosce sarà mai disposta ad informarsi con imparzialità, Secondo me ascolta solo quelli che comprano i suoi libri...

(nota 2
Beati pauperes spiritu:
Gentilissima Costanza, con il dovuto rispetto, lei parla di un argomento che non conosce. Lei non sa chi era Carmen, se non dalla lettura dei suoi diari posticci e dalla propaganda della setta neocatecumenale.
Lei è una giornalista, ha tutti gli strumenti per capire: ho letto sulla sua pagina Facebook che lei contesta un teologo, il dott. Grillo, il quale, come tutti i cripto-protestanti, mette in discussione la transustanziazione. Ebbene lei lo scorso 15 novembre sedeva accanto a uno che per più di trent'anni ha predicato che la trasustanziazione ë solo una parolina filosofica, che le discussioni sulla presenza reale nel periodo della riforma fanno ridere e che il Tabernacolo è essenzialmente inutile. Questa ultima proposizione eretica , autentica bestemmia contro la santità dell'Eucarestia, è stata proferita proprio dalla Santa che lei è andata ad elogiare. Un episodio del quale un giorno lei dovrà purtroppo vergognarsi.
È tanto amica di Kiko, si faccia consegnare i volumi del Direttorio, sui quali la cosiddetta Santa dovrebbe essere giudicata e la smetta anche lei di circoncidere il cervello ascoltando le eresie del più pericoloso eretico del XX secolo.


(nota 3)
 Dorothea D.:
Ma la scenetta di Kiko Vianello che si vanta di aver esorcizzato tutta la Cina e, mentre non aveva ancora finito di scacciare il demonio arriva Carmen Mondaini tutta trafelata che gli dice "Kiko ora basta chiama lo "spiritosanto"!" (e che, era pronta la cena?!) e proprio in quel momento arriva una colomba (ollallà un segno! un segno!) il cui passaggio viene recitato da Kiko peracottaro con i rumorini, le risatine caprine e tutto.... e Schönborn, pur essendogli a distanza di cartone sul muso, tace?

E l'Arguello che conclude lui la benedizione finale con "andiamo in pace! rendiamo grazie a "dio"!!", tutti che ridono e Schönborn, che pur essendogli a distanza di calcio di punizione non gli dice neanche una parola?

venerdì 8 dicembre 2017

MARKETING NC: Come conquistare la santità in cinque mosse

Ormai non è un mistero, e da entrambe le parti ci stiamo preparando ad affrontarla: una battaglia decisiva per il cammino si giocherà sul terreno della canonizzazione dei due fondatori, ultimo tassello del folle piano di conquista della cattolicità del cammino, ormai alle battute finali.

Naturalmente, come ogni piano che si rispetti, è stata seguita una strategia ben precisa, lenta, graduale e inesorabile, anche se in cammino amano far credere che tutto succeda un po’ così, inaspettatamente e senza impegno, perché “è Dio che lo vuole”.

Fino a qualche anno fa, se aveste chiesto a vari esponenti del cammino se secondo loro ci fossero velleità di santità per i fondatori, lo avrebbero negato con decisione, vi avrebbero presi per pazzi e pure un po’ meschini, avrebbero ostentato un completo disinteresse per questo tipo di dinamiche, vi avrebbero spiegato che il cammino si regge sull’umiltà e la semplicità e che assolutamente questioni di questo tipo non sfioravano neanche i vertici neocat. A distanza di relativamente poco tempo ci troviamo con striscioni e preghiere già pronti, santini già stampati, fior di dichiarazioni ufficiali e indirizzo mail creato appositamente per inviare testimonianze utili all’avvio del processo di beatificazione di Carmen. Cosa c’è nel mezzo?

Dal mio modestissimo punto di vista, a cui sicuramente sfuggono moltissimi tasselli importanti, (sicuramente i più preziosi, quelli nascosti), ecco a voi la ricostruzione dei 5 passi elaborati dal brillantissimo reparto Marketing e Comunicazione del cammino neocatecumenale per arrivare alla gloria degli altari con Carmen in avanscoperta e Kiko per la vittoria finale.

1) Anche l’occhio vuole la sua parte. Materiale visivo ad hoc
Partiamo dalla Quaresima 2012, in cui è accaduto un inedito assoluto: Kiko fa distribuire a tutti i camminanti uno strano messaggio (un po’ delirante a dire il vero) su quello che stava accadendo dal suo personalissimo punto di vista con gli ebrei grazie alla sua Sinfonia degli Innocenti, tirando in ballo un non ben identificato “Messia presente in Noi” (Noi chi?) con la richiesta di preghiere.


Il vero colpo da maestro di questa operazione è proprio l’immagine scelta, basta icone, basta riproduzioni farlocche, vi diamo finalmente l’unico originale inimitabile: faccione in primo piano di Kiko in posa, in uno struggente gioco di luci degno delle migliori soap opera. Narcisismo? Delirio di onnipotenza? Un po’ entrambi ma sicuramente un primo importante passo nell’immaginario collettivo: il bigliettino equivale a un santino, e mentre i perplessi iniziano a farsi sempre più domande, i fedelissimi iniziano a sentire odore di incenso.

Naturalmente, sebbene abbia dovuto aspettare la morte, come è giusto che sia, anche Carmen ha avuto il suo, anzi i suoi: a pochi giorni dalla morte ne è stato diffuso uno ufficiale, con dedica autografa di Kiko, ma poi qualcuno si è accorto che l’immagine scelta non era adatta all’uopo.


Carmen in versione scampagnata con tanto di sorriso (questo sì, un inedito, anzi, un miracolo) non è altrettanto efficace e così a distanza di poco tempo spunta un’altra immagine, ben più consona.


Una posa mistica, con sguardo rivolto all’alto, e tocco di classe: mani giunte photoshoppate (Mica si può avere tutto dalla vita…) Et voilà, con la grafica siamo a posto!

2) Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità. Dichiarazioni di santità come se piovesse
Su questo punto è stato necessario un lavoro molto più complesso, perché i furbissimi comunicatori del cammino si sono detti che sarebbe stato inelegante se a sdoganare l’abbinamento Kiko-Santo verbalmente fosse stato lui stesso. È una cosa che non si fa, bisogna che almeno le prime volte la proclamazione di santità provenga da qualcuno apparentemente super partes. Credo che la prima in assoluto a essersi prestata a questa importante missione sia stata l’amicona di Kiko Costanza Miriano.

Amicona, si, che ad ogni occasione dichiara di amarlo e stimarlo alla follia da quel 20 Giugno che li ha visti protagonisti insieme sul palco del Family Day di Piazza San Giovanni. La “bomba” la Miriano la sgancia appena 3 giorni dopo l’evento: in un’intervista su Il Foglio del 23 Giugno, alla domanda un po’ polemica su Kiko Argüello che, insinua l’intervistatore Camillo Langone, avrebbe “strabordato” presentandosi come “un laico che si atteggia, ambiguamente, a sacerdote” (come dargli torto?) la Miriano chiarisce: “Io non sono neocatecumenale (paura che ci si confonda, eh, Costanza?) ma credo che Kiko sia un santo”. Ed è subito notizia… La stessa Miriano tornerà sul tema in un post su Facebook del 9 Gennaio 2016 nel quale augura buon compleanno a Kiko, anche se non è molto chiaro se in un tentativo di rincarare la dose o aggiustare il tiro, definendolo nuovamente “un santo” ma specificando “cioè uno che ha capito che noi senza Dio non possiamo nulla, un tralcio della Vite”. Mah.
Comunque a un certo punto nel Gran Reparto Idee Geniali del Cammino Neocatecumenale si saranno detti: va bene, ma la Miriano da sola come sponsor non basta, bisogna trovare qualcun altro che si sbilanci così chiaramente. Magari avranno fatto qualche telefonata ma il nome giusto non è venuto fuori, finchè a qualcuno è venuta l’idea di tutte le idee. Non importa mica che il nuovo Testimonial della Santità di Kiko sia disposto a fare dichiarazioni ufficiali, e neanche che sia d’accordo e neanche che lo sappia. Ed ecco che la Convivenza di inizio corso 2015-2016 diventa un’occasione imperdibile per divulgare la nuova e sbalorditiva dichiarazione di santità a tutti i camminanti, messa in bocca a… Papa Francesco, senza un minimo di riscontro oggettivo come nella miglior tradizione, incorporata in una storia improbabile di un messaggero a piedi sotto la pioggia per non so quanti kilometri portatore della notizia che il Papa avrebbe detto ai Vescovi domenicani, tra le altre cose, di essere certo che Kiko è un santo. Una storia avvincente e a tratti esilarante, che ogni buon camminante degno di questo nome ha accolto con gioia, all’esito della 4 giorni di full immersion.

Ok, da questo punto in poi, la strada è in discesa: via libera alle Auto-dichiarazioni di santità, del resto la fantasia e la creatività per infilarle qua e là non mancano, con variazioni sul tema: Intervistato da Zenit a marzo 2016 rende pubblica l’autoprofezia che si è fatto rispetto al morire martire dopo il centesimo musulmano battezzato, fino al più recente a Trieste Tu pensi che mi canonizzeranno? (Ma quando mai un vero Santo si comporta così?), e siccome non sia mai detto che il nostro pecchi di autoreferenzialità, la stessa generosità la riserva alla sua compianta compagna, parlando pubblicamente di lei come Santa di categoria superiore e altre amenità…

3) The Show must go on: In memoria di Carmen Hernandez
Questo passaggio è stato decisivo, chiaramente un fatto del genere ha richiesto una certa dose di preparazione, gestione delle informazioni, mantenimento di un certo livello di Pathos generale. Ricordate? Solo per la morte di Carmen, abbiamo addirittura due date, una del 18 Giugno 2016 poi smentita fino al 19 Luglio 2016 data “ufficiale” della morte (e i più maligni si premureranno di ricordare questo particolare qualora, che so, la butto lì, nell’ambito delle Inchieste per la Canonizzazione uscisse fuori qualcosa di anomalo in merito, tipo sulla conservazione del corpo o cose del genere…), e poi la data del Funerale il 22 Luglio e quella della sepoltura il 2 Settembre (e curiosamente il comunicato di Padre Alonso in quell’occasione parla nuovamente della data di Giugno e non Luglio). Tutto questo tempo era necessario per preparare adeguatamente il luogo della sepoltura, già meta di pellegrini osannanti.


E se l’aspirante santa Carmen ha bell’e pronto il suo Mausoleo nel Seminario Redemkikos Mater di Madrid, Kiko non può essere certo da meno, ed ecco che circolano le foto della sua casa natale, già pronta ad accogliere pellegrini, e comunità di tutto il mondo.



4 4) Il Quarto Potere
Si sa, verba volant, scripta manent. Per i futuri santi era importante lasciare documentazioni scritte che fungessero da base per diffondere la rinnovata immagine di loro due bell’e pronta per essere canonizzata. Certamente non potevano essere utilizzati i mamotreti per ovvi motivi, quindi via a una vera e propria riscrittura dei personaggi.

Kiko diventa il protagonista di “Annotazioni 1988-2014”, una raccolta di meditazioni personali che ha dato il pretesto per una gara alle più sperticate lodi e ardite dichiarazioni, sempre con un occhio di riguardo al tema della santità, of course. Il Cardinal Müller nel corso del mega evento di presentazione del libro a Roma nel novembre 2016 ha buttato qua e là qualche parallelo con San Giovanni della Croce e San Paolo, per dire. La sinossi su Amazon, sempre per dire, chiude così: Queste Annotazioni sono il frutto della storia di un uomo, con i suoi problemi e i suoi dubbi, le speranze, le gioie e i dolori. Un uomo normale che ha compiuto nella sua vita opere straordinarie. Perché la vita dei Santi è la vita di uomini e donne comuni, pregni dell’amore di Cristo, sempre più somiglianti alla bellezza del Suo volto”.

Per Carmen abbiamo, a distanza di un anno, addirittura la pubblicazione di quella che si preannuncia una grandiosa saga. Il primo volume, Diari 1979–1981 è tutto un programma. Anche qui, al di là delle riflessioni sull’opera in sé (discutibile sotto tanti punti di vista come affrontato in post precedenti), preme ricordare come questa pubblicazione sia quantomeno opportuna per portare acqua al mulino della causa di santificazione. Lo ammette candidamente lo stesso Kiko quando sostiene che Carmen verrà canonizzata “senza dubbio, dopo i suoi diari” (E perché senza no? sarebbe interessante che qualcuno ci spiegasse…). E di nuovo parte il tour promozionale, con le presentazioni e le dichiarazioni ufficiali, Schönborn che la paragona a San Giovanni della Croce (ma almeno variassero un po') e Santa Teresa, poi Costanza Miriano che ci spiega di quanto maggiore è questa sorella nella fede per lei, della cui santità non dubita, e altre amenità di questo genere…

Oops, dimenticavamo, la copertina scelta per il libro? Un’icona dipinta da Kiko sulla falsariga del “santino” già realizzato, si proprio quello con le mani giunte photoshoppate, what else?



5 5) Vox Populi, Vox Dei
Ma si sa, nel cammino dove non arriva l’astuzia, dove non arrivano i soldi, dove non arrivano i potenti appoggi arrivano i numeroni.

E quindi l’istrionico Kiko con l’inizio corso 2017-2018 dà il via a una sorta di “Televoto planetario”, chiedendo ai camminanti di scrivere, scrivere, possibilmente intasare una casella di posta elettronica creata ad hoc con qualunque cosa ai camminanti veniga in mente che sia anche solo vagamente accostabile alla causa di canonizzazione di Carmen. Ma intendiamoci bene, bando a documentazioni e referti clinici, niente di oggettivo sia chiaro, servono solo numeroni buoni per impressionare. Al resto, come sempre, ci pensa lui…

Ma del resto il popolo dei Kikos ormai è talmente bene addomesticato che qualcosina aveva fatto partire già in autonomia, come le Novene a Carmen e il Movimento Femminile delle donne cristiane ufficialmente nato nel primo anniversario della morte di Carmen. E se qualche malfidato si sta già chiedendo se tale Movimento non sia altro che una costola del cammino, fondato e appoggiato da persone del cammino per finalità del cammino dobbiamo ricordare che tra le illustri sostenitrici compare come sempre, immancabile garanzia di imparzialità… Costanza Miriano, e chi sennò?

mercoledì 6 dicembre 2017

Annuncio di Avvento 2017: l'Assunzione secondo Kiko

Con grande tempestività, il nostro blog ha reperito il mamotreto dell'Annuncio di Avvento 2017 di Kiko, scaricabile a questo indirizzo:

Nonostante il documento sembri una mera ripetizione di quanto già detto in annunci e catechesi precedenti, qualcosa di interessante e, apparentemente, di originale, abbiamo trovato.
Vi proponiamo la traduzione dell'articolo di Charlie White in proposito, pubblicato sul suo blog The thoughtful Catholic
L'assunzione per Tiziano Vecellio

Dice Kiko nell'Annuncio di Avvento 2017:

"Per questo nell’icona della Chiesa di Oriente – che potete vedere lì in alto – si vede la Madonna che è morta e Gesù Cristo che viene e porta l’anima di Maria . 
Così Lui viene a prendere la nostra anima per farla uno con lui e portarla in cielo con lui. Il corpo, le nostre spoglie, restano qui e le portano al cimitero, ma Cristo viene per noi. Questa è l’icona della Chiesa d’Oriente per spiegare la morte di ogni cristiano, questa è la mia e la tua morte.
Nel momento della morte della Vergine Maria vengono gli apostoli, che sono stati portati da tutte le parti del mondo, e viene Cristo a prendere la sua anima e la porta in cielo, e c’è l’Assunzione della Vergine Maria."

Ci sono tre problemi con le parole di Kiko.
  • Primo: se Cristo porta con sè solo l'anima di Maria, allora Maria era morta. Invece la Chiesa non ha mai specificato se Maria sia morta o meno prima d'essere assunta in Cielo.
Kiko, quindi, con il proprio insegnamento fa un'innovazione
  • Il secondo problema è l'associazione della morte del cristiano con quella di Maria, che suggerisce che il corpo di Maria giaccia in una tomba, come avverrà al nostro corpo.
  • Il terzo problema, che è molto serio, è che, nel testo del suo annuncio di Avvento, esplicitamente associa all'Assunzione solo l'anima, non il corpo.
La dormizione di Kiko Argüello

È inutile che Kiko si difenda  dicendo che sta commentando un'icona, perché per i Neocatecumenali le icone di Kiko sono catechesi.

La Chiesa chiaramente e solennemente insegna che "finito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla celeste gloria col suo corpo e con la sua anima" (dal CCC 966).

Kiko ha combinato la tradizione ortodossa della dormizione di Maria con il dogma cattolico dell'Assunzione.
Kiko è in errore.


Nota Bene:

Per essere stata la Madre di Gesù, Figlio Unigenito di Dio, e per essere stata preservata dalla macchia del peccato, Maria, come Gesù, fu risuscitata da Dio per la vita eterna. Maria fu la prima, dopo Cristo, a sperimentare la risurrezione ed è anticipazione della risurrezione della carne che per tutti gli altri uomini avverrà dopo il Giudizio finale. Fu papa Pio XII il 1° novembre 1950 a proclamare dogma di fede l’ Assunzione di Maria. Le Chiese ortodosse celebrano nello stesso giorno la festa della Dormizione della Vergine.

La Chiesa Ortodossa professa anche che al momento della sua morte, Maria cadde in un profondo sonno, dal quale si risvegliò nella gloria del Cielo, anima e corpo.

Icona ortodossa copiata da Kiko:
scoprite le differenze!



Alcuni commenti di Lino Lista: 

Kiko falsifica sia l'Ascensione sia la Dormizione. 

"Dormizione" è già il risveglio nel regno di Dio. Non per caso la definizione completa è “Dormizione immortale”. Non è lecito definire quella di Maria semplicementete morte assimilandola alla morte di un qualsiasi cristiano.

Per conferma, ho chesto il parere a un sacerdote teologo ortodosso e a un laico ortodosso competente in materia di icone. 

Queste le rispettive risposte: 

Padre Atanasio: "Quello che dice non è corretto Per noi non significa questo
Assolutamente... Kiko è un problema per il cattolicesimo
ma grosso". 

Gianluca M. "Kiko dovrebbe parlare solo di quel POCO che capisce La Vergine, nelle Icone, passa per la Dormizione ...non per la morte
Ma davvero ha detto 'sta cavolata?".



Considerazioni finali:

Kiko aveva cominciato bene, attenendosi ai "pizzini" che prepara, di volta in volta, per correggere le catechesi eterodosse, dichiarando:

"Sappiamo, perché lo dice san Paolo, che ogni uomo, dopo la sua morte, si presenta al Tribunale di Cristo".

Però subito dopo -è più forte di lui!- fa emergere ciò che pensa davvero: per sè e per i neocatecumenali, nessun giudizio particolare, l'anima del morto viene accolta subito da Gesù, così come lo fu la Vergine Maria, concepita senza peccato originale e Madre di Dio.

Icona originale e icona di Kiko:
vengono eliminati i giusti in attesa di giudizio

*  Completiamo l'articolo con il commento di Lino nato dal confronto tra un'icona ortodossa sulla Dormizione della Vergine e l'icona di Kiko:


"Le Immagini sono similissime alle Lettere; la disposizione e l'alloggiamento delle Immagini alla Scrittura" recita un detto attribuito a Cicerone.
Con questa citazione, invito i lettori a confrontare l'icona di Kiko con quella mostrata prima dei miei commenti.
La differenza introdotta da Kiko non può essere casuale ed è perfettamente in linea con quanto affermato nell'Annuncio: Gesù, con la figura dell'anima della Vergine Maria tra le mani, si gira nell'atto di allontanarsi e guarda il corpo della Madre con un volto rattristato, come se stesse per congedarsi.
Ben differenti sono le icone orientali, dove Cristo sta ritto davanti alla Madre e niente lascia immaginare che ne lasci il corpo sul catafalco. D'altra parte, nella Chiesa ortodossa la dormizione è definita con locuzione più completa "Dormizione immortale" (athánatos koimesis); sarebbe un ossimoro assurdo, se non un eternare la morte, considerare la dormizione di Maria quale morte, perché si leggerebbe "morte immortale" o "eterna morte" come in una poesia di Quasimodo.(...)
Quindi, per concludere: la morte di Maria nella Chiesa ortodossa è un sonno profondo e come tale è celebrato sia dalla Chiesa ortodossa sia dalla Chiesa cattolica di rito bizantino. Gesù non si gira e va via con l'anima di Sua Madre tra le mani, lasciandone il corpo alla morte.







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lunedì 4 dicembre 2017

"Come condannati a morte". Identikit del catechista itinerante, in stile kikiano.

Voli privati
In questo tempo, più che mai, vale il "repetita iuvant".

Torniamo a riflettere sul canto del cammino "Come condannati a morte" (ispirato da 1 Corinzi 9, 4-13), recentemente oggetto di un post di Valentina, concludendo con l'analisi che fa Roberta nei suoi commenti.

Questo canto è interessante perchè, nel vasto panorama della produzione musicale di Kiko Arguello, può essere considerato alla stregua di un "Inno Nazionale".
L'«Inno Nazionale» degli itineranti: popolo nomade per vocazione, senza fissa dimora, cittadini del mondo ma con connotati propri, tanto da renderli unici ed inconfondibili, non solo rispetto agli altri comuni mortali, ma anche rispetto a tutti gli altri camminanti.

Gli itineranti sono una spanna sopra tutti gli altri "umani", razza eletta per eccellenza.

Banchetti tra grandi!
Il problema resta solo uno, e una sola è la domanda:
Quali sono i VERI connotati del "catechista itinerante" descritti dal Canto/Parola di Dio che, nella predicazione kikiana, da sempre, e più di ogni altro, li rappresenta?

Il post di Valentina, che mettiamo in evidenza, è un'ottima ripassata della scorrettezza congenita che affligge il Neocatecumenato kikiano.

Fa bene approfondire ogni volta e trovare nuove conferme.

Soprattutto avere la conferma che, GUARDA CASO, le loro mistificazioni vanno tutte nella stessa direzione.
Che sia una precisa strategia la loro?

"L'operaio ha diritto alla sua Mercede(s)"
Vocazione del c.n.:
poveri con i poveri

















Mi spiego:
Il caro Kiko, che ha fondato tutto il Cammino sull'ASCOLTO DELLA PAROLA DI DIO, che ci ha spiegato tante volte che NON HA MAI AVUTO UN PROGETTO PRECOSTITUITO, MAI HA STUDIATO A TAVOLINO, CHE NEANCHE SA DOVE IL SIGNORE LO VUOLE PORTARE, poi... come evidenzia bene Valentina... elimina dalla Parola di Dio sempre gli stessi concetti, bypassa sempre quelle precise caratteristiche proprie del cristiano, ma, evidentemente, non adatte a sé e ai suoi seguaci.

Guarda un po'!

Per uno che non ha preconcetti mi sembra davvero eccessivo, disdicevole, SCORRETTO E INGIUSTIFICABILE.

E cosa cancella della Parola di Dio in questo canto?

Canto che nelle SUE intenzioni e propositi (che non ha mai avuto, VISTO CHE È UNO CHE ASCOLTA LA VOCE DI DIO come una tabula rasa!) è quasi la carta d'identità della razza degli ITINERANTI da lui fondata e messa a base di tutto il cammino!

Cosa cancella se non...
«ci affatichiamo lavorando con le nostre mani».??????

Ma guarda un po'!

Questo lo ha sostituito con SIAMO FIGLI DI RE (a proposito aspetto la citazione precisa dai Vangeli a cui attinge Kiko, io non l'ho trovata), nel senso che NON POSSIAMO FARCI MANCARE NIENTE, QUINDI... (ovvia conseguenza)

CHE SIAMO NOI

I  C O N D A N N A T I   A   M O R T E

Perché per Kiko questo canto è la bandiera degli itineranti?
Perché per anni ne ha proibito l'uso nelle comunità, a meno che non avessero finito il cammino?

Quando gli itineranti lo cantano, si compenetrano profondamente nella parte e,
mentre si dichiarano:
SPAZZATURA DEL MONDO
CONDANNATI A MORTE
QUELLI CHE STANNO ALL'ULTIMO POSTO,

in realtà si sentono gli unici, i primi, gli insostituibili... quelli di cui né gli uomini né Dio possono fare a meno!

Continuiamo con Roberta:
(vedi anche nota 1):
...Non sapevo che questo canto fosse: "la bandiera degli itineranti"... ma allora ciò, rende ancora più grave di quanto pensavo il significato dei "tagli" di cui si parla nel post (tanto poi Kiko può sempre dire che il testo di un canto -come di un'opera pittorica - è a discrezione dell'autore... licenza poetica, insomma), perché praticamente attribuisce ciò che San Paolo dice degli Apostoli... ai "catechisti (itineranti)"...

Ma i successori degli Apostoli sono i Vescovi... non dei "primi che passano", non dei "catechisti qualunque"!

Comunque, volendo dare per scontato che testimoniare la fede deve valere per tutti i cristiani, allora non ci dovrebbe essere né un "permesso", né un "momento preciso" per esprimersi con questo canto. (vedi nota 2)

Se invece lo si vuole applicare proprio a Kiko e ai "suoi" catechisti itineranti.. allora i comportamenti smentiscono del tutto le parole (come spiegato anche nel commento precedente).

A parte il discorso del "lavorare" di cui avete parlato, mi sembra significativa la mancanza di quel versetto:
"Noi stolti a causa di Cristo, voi sapienti in Cristo; noi deboli, voi forti, voi onorati, noi disprezzati"
perché è proprio quello che spiega la MOTIVAZIONE dell'agire dei veri Apostoli (e discepoli) e cioè il SERVIZIO.

Gli Apostoli opportano privazioni e maltrattamenti pur di aiutare gli altri (tutti i generi di persone - dice San Paolo: "mi sono fatto tutto a tutti per salvare ad ogni costo qualcuno") per far progredire nella vita di fede (che non vuol dire "essere ammessi al passaggio successivo" ma compiere le "opere" di carità suscitate dalla fede in Gesù).

Dire di Kiko e della sua cerchia, viventi nel lusso e maneggianti fiumi di denaro:

  • "soffriamo sete e nudità" è ridicolo;

Dire "Siamo perseguitati .. e siamo il rifiuto di tutti", quando sono circondati da folle di fans ed hanno potentissimi appoggi in tutti gli ambiti che contano "del mondo":

  • è ridicolo;

Dire "Insultati, benediciamo e schiaffeggiati, lo sopportiamo, se siamo diffamati rispondiamo con amore", quando sono essi i primi che insultano le persone durante gli "scrutini" e anche fuori e si vendicano delle critiche che muovi loro (ad es. distruggendoti il matrimonio o tacciando di "schiavo del demonio" chi li abbandona):

  • è ridicolo;

Per quanto riguarda "andiamo erranti"... lì forse dicono il vero, nel senso che abbandonano la loro città x andare "in missione" da qualche altra parte, ma una volta stabilizzatisi e creato il loro personale feudo .. chi li schioda più?
(qua da me, mi risulta ci stanno da oltre 40 anni) ... "erranti" Sì, nel senso di "vacanzieri" in tutto spesati.
Allestimenti grandiosi

- Però, per quanto riguarda "come spettacolo per il mondo"...

...qui bisogna proprio lasciarli stare e dargli ragione:

nel fare SPETTACOLO Kiko è maestro insuperabile e ha addestrato bene i suoi discepoli!

Questa organizzazione NC è davvero SPAZZATURA, non per "il mondo" però, di cui è degna esponente, ma per la CHIESA, che ancora si ostina a tenerla in casa...
...io sono sempre stata una sostenitrice della "raccolta differenziata"... ma vorrei che chi di dovere si sbrigasse a trovare un sito adatto dove "conferirla".

grazie
Roberta

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(nota 1)  Premessa....

Grazie Valentina
del riferimento ai personaggi di Guareschi che infondono ottimismo con la loro semplicità e onestà da entrambe le parti ...

Purtroppo la realtà neocatecumenale sembra ben lontana da questo "piccolo mondo" (che ai suoi tempi era tutt'altro che immaginario - benché fossi ancora bambina, ho ricordo delle accese discussioni in famiglia tra nonno e zio, finché interveniva mia nonna a dire in dialetto: "basta litigare per la politica a tavola" e tutti magicamente tacevano); "Peppone", con il suo comunismo, appariva ben più cristiano dell'illusionista Kiko con il suo catecumenismo.

Che bello sarebbe se OGGI dentro la Chiesa ci fossero davvero dei "don Camillo" disposti a usare anche "i piedi" per combattere l'inganno e la malafede.
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(nota 2) Dal post: Le mancate verità della catechesi di Inizio Corso 2017-2018


 Quinta mancata verità: vogliamo fare proselitismo del cammino senza chiedere permesso a nessuno.

Kiko:
"Dopo vi darò questo libretto: “Invio due a due alle nazioni”. Qui dice che abbiamo inviato 13.000 fratelli – di cui: 1.140 presbiteri e 1.680 seminaristi – in 1.090 Diocesi di 101 Nazioni. Queste sono le testimonianze. Abbiamo chiesto ad ogni nazione di mandarci una pagina con le testimonianze. Abbiamo salvato dal suicidio più di 30 fratelli.(...)
Sono passati 10 anni dall’ultima volta, prima lo facevamo ogni 5 anni. Anch’io la prima volta sono andato all’isola di Ischia. Alla fine della missione una signora ci ha detto che il vescovo ci pagava un pranzo al ristorante. Ho chiesto: possiamo mangiare qualunque cosa? Sì, ha detto il vescovo di prendere quello che volete. Molto bene. Avevamo molta fame, eravamo stati rifiutati".
Addirittura alla costosissima isola d'Ischia, e con abbuffata finale a spese del vescovo!

Ecco dove Kiko perde un'altra bella occasione per dire la verità ammettendo che sta facendo proselitismo. Chissà cosa ne pensa il cardinal Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana:
"Bassetti ci ha detto che non avevamo bisogno di nessuna lettera (peccato non lo abbia scritto) che nel nostro battesimo è scritto: “Andate ed evangelizzate il mondo intero”. Altri vescovi hanno mandato una lettera a tutti i parroci perché non li accogliessero, perché non li ascoltassero! Ma come è possibile che un vescovo impedisca la missione? Abbiamo detto che non facciamo proselitismo, non parliamo del cammino e non andiamo a cominciare il cammino."
Kiko non ha dimenticato la lettera del vescovo di Faenza e di altri vescovi.
E comunque, ecco come Kiko spiega il "non facciamo proselitismo":
"In India due sorelle hanno annunciato il kerigma: hanno raccontato un po’ la loro esperienza, di come Dio attraverso il Cammino aveva salvato le loro famiglie… dopo un po’ marito, moglie e figlia si sono chiesti perdono, e piangendo si sono abbracciati… il giorno dopo la moglie ha radunato le sue amiche, ha raccontato quello che le era successo e insieme sono andate dal parroco e lo hanno convinto a chiamare il Cammino."
Come volevasi dimostrare.

sabato 2 dicembre 2017

Sfida ai camminanti

Braccia conserte??!!
Qualche giorno fa abbiamo lanciato una provocazione con la Top Ten dei motivi per NON santificare Carmen.

Non che la cosa ci abbia stupito particolarmente, ma è senz'altro degno di nota che non ci sono stati interventi di camminanti per confutare e controbattere ai nostri argomenti. È curioso in particolare se pensiamo che invece proprio ai camminanti è stato chiesto da Kiko in persona di essere parte attiva per l’avvio del processo di beatificazione, attraverso l’invio delle testimonianze degli avvenuti presunti “miracoli” (piccoli o grandi, documentati o meno, plausibili o no che siano, purchè si faccia numero, come nella miglior tradizione…).

Sarebbe quindi il caso che tali camminanti si ponessero in modo molto serio la questione, per evitare di farsi strumentalizzare come “utili idioti” alla causa.
In particolare sarebbe opportuno che i camminanti che intendono appoggiare questo progetto di santità per Carmen (che lo facciano con le mail, con la propaganda orale o con desideri del cuore) rispondessero in coscienza e onestà intellettuale in merito alle questioni più scottanti che la riguardano, e a questo proposito ripropongo questo commento (visto che in diversi hanno chiesto di farne un post a parte):

Da una parte c’è la macchina neocat che si è messa in moto con determinazione ed è disposta a giocarsi il tutto per tutto per portare a casa questo risultato della canonizzazione di Carmen, che ha una valenza politico-strategica più che altro. Dall’altra parte ci siamo noi, i poveri ingenui che ancora pensano che la santità sia ben altro che merce di scambio per giochi di potere, e ci indigniamo e impieghiamo le risorse a nostra disposizione per evitare che ciò avvenga e soprattutto che si aggiunga sofferenza e scandalo per chi è già stato colpito duramente dal mondo neocat e da Carmen e Kiko in particolare.

Pensiamo alle vittime di scandali sessuali vergognosamente coperti con la complicità della stessa Carmen, ma anche al sistema di corruzione che lei stessa portava avanti per i suoi obiettivi, e insegnava ai suoi adepti. Pensiamo alle sue dottrine e prassi malvagie per le quali chi sentiva aspirazioni ad atti di carità verso il prossimo veniva sbeffeggiato e maltrattato pubblicamente. Ho sentito testimonianze inquietanti di catechisti di alto rango, missionari in luoghi di profonda povertà e disagio sociale, ai quali Carmen ha letteralmente impedito degli atti di carità, fossero anche a favore di bambini!
Ebbene, per tutto questo e per molto altro ancora, davvero non si può assistere inermi a questo scempio, la Chiesa merita ben altro.

Carmen è stata l’emblema della disobbedienza alla Chiesa in tutte le sue forme, dall’ordine religioso di cui faceva parte e da cui è stata espulsa (per poi andare a raccontare in giro insieme al suo degno compare che dal momento della sua defezione lo Spirito avrebbe abbandonato l’ordine in questione), al deliberato stravolgimento degli insegnamenti della Chiesa sul peccato, sul Tabernacolo, sull’Eucaristia (pensiamo che in Italia fino al 1989 non era concessa neanche la ricezione dell’Eucaristia sulle mani ma prevista solo alla bocca, con quale arroganza gli “iniziatori” si sono concessi la licenza di portare avanti le loro liturgie fai da te?), ma anche pensiamo a quanti sacerdoti Carmen ha istigato alla disobbedienza verso l’ordine religioso di appartenenza per poter essere arruolati senza vincoli al servizio del Cammino Neocatecumenale, da don Pezzi in giù.
E infine, beffa delle beffe, quest’obbedienza così palesemente calpestata in ogni occasione, ridicolizzata, bypassata con ogni mezzo quando si trattava di darla alla Chiesa, si capovolge in necessaria, imposta e pretesa quando si trattava di esigerla dalla propria corte.

No, decisamente anche la più remota possibilità di una santa così non si può proprio ammettere. Se non per fede, per buon senso, pudore e perché no? Vergogna!

Meditate, camminanti, meditate, e a meno che non siate in grado di confutare… Giocate con i fanti, ma lasciate stare i santi!

Ma non ci dicevano che per le cose importanti
ci si deve vestire bene?