venerdì 22 dicembre 2017

Notizie dal Callao: i Neocatecumenali censurano chi balla e canta meglio di loro

Non c'è pace nella diocesi neocatecumenalizzata di Callao!
La diocesi di Callao (diocesi del Perù di poco più di un milione di anime e con un centinaio di sacerdoti) da dicembre 2011 è passata alla cure pastorali dello spagnolo Pérez del Palacio Mendel, un vecchio "itinerante" del Cammino fin dal 1970: i giornali, quando seppero della sua nomina, titolarono «un "kikos" spagnolo a capo di una diocesi in Perù» (che andava a sostituire mons. Irizar, già definito "il più grande amico del cammino neocatecumenale in Perù").
Da subito, in una diocesi in cui già il cammino si era comodamente installato fondando pure due seminari Redemptoris Mater, si è andato sviluppando un processo capillare di invasione delle parrocchie da parte dei kikos, che ha come punto cardine l'installazione di pastori di formazione neocatecumenale nelle parrocchie più importanti e popolose del territorio.
È così che nella diocesi hanno cominciato a succedere strane vicende, come quelle di sacerdoti non del Cammino minacciati o la rimozione dei parroci non neocat per sostituirli con "presbìteri" del Cammino, e non sono mancati scandali sessuali e ambigue vicende all'interno delle stesse comunità.
Da un articolo di Altavoz veniamo ora a sapere che, a uno dei sacerdoti a suo tempo minacciati, padre Victor Torres, è stato impedito, con documento diocesano, di celebrare, la Messa secondo il rito afro peruviano, privando così molti fedeli di colore del conforto di seguire la liturgia (rigorosamente secondo il messale Romano, non condita di "innovazioni" alla kikos) con i propri canti e danze tradizionali.
Eppure, il 1° febbraio 2014, papa Francesco chiese esplicitamente a Kiko Argüello e al Cammino Neocatecumenale di rispettare le tradizioni e le culture di appartenenza delle popolazioni oggetto del loro slancio "missionario": la risposta dei disobbedienti e prepotenti kikos non si è fatta aspettare.


Frontespizio della pagina FB "Callao necesita pastor"
Il gruppo etnico tradizionale del Callao viene censurato da sei mesi. Né con le proteste pubbliche né con l'intervento di organi dello Stato si è avuta risposta dalle autorità religiose.

(nostra traduzione di
un articolo di Ariana Lira)

Il 13 dicembre 2016, prima di celebrare quella che sarebbe stata l'ultima messa afro-peruviana del Callao, il sacerdote Victor Torres Vasquez (ndr: sacerdote NON neocatecumenale) ricevette una convocazione del vicario generale della diocesi del Callao, Óscar Balcázar (ndr: presbitero neocatecumenale).
Lettera di Mons.Balcázar
a padre Torres
Il motivo della convocazione era parlare a proposito della messa afro "senza il permesso del vescovo", e segnalare che né nella diocesi di Callao né nella conferenza episcopale peruviana esiste una pastorale afro.
Ciò che avvenne nell'incontro fra il sacerdote e il vicario del Vescovo, fu solo l'inizio di ciò che sarebbe stata un'inspiegabile censura al popolo afro-peruviano.
In quella lettera, Balcázar proibiva al padre Victor Torres non solo la celebrazione di Messe afro, ma qualsiasi attività di pastorale della comunità afro-peruviana del Callao.
Nella lettera, il motivo avanzato dal Vescovado per proibire la pastorale afro era che la Conferenza Episcopale Peruviana non la riconosceva.
Però quando il nostro giornale si è messo in contatto con la Conferenza Episcopale peruviana, questa ci ha comunicato di non avere competenza sul riconoscimento delle pastorali, e che sull'argomento doveva confrontarsi direttamente con il Vescovo di Callao.
Circostanza, questa, confermata da un avvocato esperto in diritto canonico.

LA PASTORALE AFRO

Dopo l'indipendenza del Perù, il porto di Callao venne ad essere il punto di ingresso più importante per l'immigrazione del paese.
Ciò ebbe come risultato una ricchissima diversità etnica nella città portuale.
Qui la popolazione afro peruviana ha una presenza importante: secondo le cifre del Genere Regionale del Callao, più del 20% della popolazione appartiene alla comunità afro peruviana.
Altra caratteristica significativa del Callao è la forte presenza della Chiesa Cattolica e Delle sue espressioni religiose. Esistono, nella diocesi, 53 parrocchie.

Come parte di questa tradizione religiosa, nel Callao esiste, dalla fine degli anni '90, la pastorale afro peruviana.
Essa si occupava, finché non è stata censurata, di celebrare le messe per la comunità afro. Le messe afro sono liturgie normali, come le altre, con la particolarità che cercano di esprimere la fede "secondo la cultura afro, con danze, canti e colori afro peruviani", ci spiega il sacerdote Victor Torres.
Le messe afro, ad ogni modo, esistono in tutto il mondo, con una speciale presenza in America Latina.

PASTORALE AFRO PERUVIANA NEL CALLAO

Padre Torres, coordinatore
della pastorale afro del Callao
Tale è il riconoscimento delle pastorali afro in America Latina che fin dal 1955 la Conferenza Episcopale Latino-americana (CELAM) sta promuovendo attivamente le espressioni religiose dei gruppi di amerindios e di afroamericani.
Il documento del CELAM, nel 2007, segnala l'importanza di "conoscere i valori culturali, la storia e le tradizioni degli afroamericani, entrare in dialogo fraterno e rispettoso con loro, è un passo importante nella missione evangelizzatrice della Chiesa".
Inoltre si afferma che la Chiesa "appoggia il dialogo fra la cultura negra e la fede cristiana e le sue lotte per la giustizia sociale, e incentiva la partecipazione attiva degli afroamericani nelle attività pastorali delle nostre chiese e del CELAM.
La Chiesa, con la sua predicazione, vita sacramentale e pastorale dovrà far sì che le eredità culturali ingiustamente sacrificate nella storia degli afroamericani, non lascino assorbire, né paralizzino al proprio interno, il dinamismo della loro personalità umana, della loro identità etnica, della loro memoria culturale."

Un dato curioso? Il presidente della commissione che redasse questo documento fu, né più né meno che l'attuale papa, Francesco, che allora era arcivescovo di Buenos Aires.

Però la cosa più interessante è che in Perù - e specificatamente nel Callao - nel 2003 si tenne il IX incontro della Pastorale Afroamericana.
Nel corso di questo evento, l'allora Vescovo, Miguel Irizar, riconobbe la pastorale afro-peruviana e designò il padre Victor Torres come suo coordinatore, cosa che è in contraddizione con ciò che ha detto Óscar Balcázar rispetto al fatto che il vescovado non riconosca questa pastorale.

TUTTE LE VOCI DI PROTESTA VENGONO IGNORATE

Riguardo alla proibizione della pastorale afro nel Callao, sia dall'interno della diocesi sia dall'esterno, incluse autorità dello stato, hanno manifestato la loro preoccupazione e hanno cercato, senza esito alcuno, di avere spiegazioni dal vescovado: unica replica, il silenzio.

A gennaio, membri della pastorale afroamericana hanno promosso una manifestazione di fronte alla Conferenza Episcopale Peruviana per esigere una spiegazione per questa inesplicabile censura. Alcuni rappresentanti si sarebbero impegnato al lavoro soluzione del problema.

Visto il silenzio del Vescovado del Callao di fronte alle numerose richieste di spiegazioni, abbiamo visitato la loro sede per ottenere la loro versione riguardo alla proibizione.

Ci ha ricevuto Jorge Chávez, responsabile dell'area legale del Vescovado. Ci disse che non sapeva nulla del problema in questione, che era di competenza canonica, e che perciò dovevamo presentare un sollecito scritto chiedendo informazioni al Vicario Generale, Jorge Escorcia. (ndr: presbitero neocatecumenale)
Dopo che gli avemmo consegnato il documento con il quale Balcazar proibiva la pastorale, ci disse che "i documenti vanno e vengono".

Così come ci aveva raccomandato Chavez, abbiamo inviato un sollecito di richiesta di informazioni sulla proibizione della pastorale afro.
Al momento di pubblicare questa nota, non abbiamo avuto risposta.
Nello stesso tempo, abbiamo cercato di rintracciare di persona monsignor Escorcia, ma è stato impossibile.
In Vescovado ci hanno detto di cercarlo nella parrocchia di Santa Rosa, e là ci hanno suggerito di cercarlo al Seminario Redemptoris Mater, ma lì abbiamo ricevuto delle risposte contraddittorie.

RAZZISMO NELLA CHIESA?
L'itinerante neocat vescovo Del Palacio Mendel

Lo spagnolo nazionalizzato peruviano José Luis del Palacio è vescovo del Callao dall'anno 2012.
Nella Pagina Facebook "Callao necesita pastor" (Callao ha bisogno di un pastore), sono stati rilevati a suo carico atti di razzismo sebbene non ci siano state denunce formali eccetto che per il caso della pastorale afro peruviana.

Carlos Alejos crede che la proibizione afro "sia una forma di razzismo, l'impedire che una pastorale di cultura negra si svolga con normalità. Se la Chiesa ha aperto le porte, se ci sono esperienze già realizzate e non c'è nulla che non vada, Dio è anche lì. E la Chiesa dice che non ci deve essere emarginazione. Se non è razzismo, come definirlo?"

...O NON PIUTTOSTO LO ZAMPINO DEI NEOCAT?

Anche Rosa Medrano, membro attivo e grande sostenitrice della pastorale afro, pensa che la proibizione del Vescovado risponda a motivi razzisti, ma ci vede anche una questione di carismi.
Secondo quanto afferma la Medrano, i membri del Cammino Neocatecumenale - istituzione alla quale appartiene il Vescovo - hanno l'abitudine di censurare i sacerdoti che non appartengono al loro movimento.

"Questo è il loro sistema. La Chiesa ha molti carismi, e comunque loro non possono dire che bisogna confluire in un unico carisma, quando ciascuno ha un modo diverso di esprimere la propria religiosità, e questo è il fatto per il quale stiamo lottando" sintetizza Rosa.

Riunione mensile dei sacerdoti del Callao
nella yeshivah del seminario Redemptoris Mater

D'altro canto, padre Victor Torres non crede che la proibizione della pastorale afro abbia motivazioni razziste. Per lui, si tratta di una strategia per isolare i movimenti diversi da quello neocatecumenale.
"Alla fin fine il fatto è che vogliono farci fuori tutti. Per impiantare il Cammino Neocatecumenale" dichiara.

Le denunce per un supposto razzismo - e incluso settsrismo - dei membri del Cammino Neocatecumenale nel Callao datano ormai vari anni.
Nell'aprile del 2015 il sacerdote neocatecumeno Edgar Clodomiro Flores - detto "Peter" - fece chiudere la parte superiore della parete della Parrocchia Villa Maria Ausiliatrice.
Secondo quanto denunciato dai vicini, la modifica della struttura avvenne per impedire il passaggio della processione del Signore dei Miracoli, immagine di speciale importanza per la popolazione di colore e patrono dei migranti.

I vicini credono che questo si debba al fatto che il Cammino Neocatecumenale non crede nelle immagini. Secondo quanto ci hanno riferito, padre Peter avrebbe detto in una predica durante la Messa:
"Che problemi si fanno per questo disegno dipinto da un negro scemo?"
riferendosi allo schiavo negro che, originariamente, dipinse l'immagine del Signore dei Miracoli nel 1600.
L'indignazione degli abitanti del quartiere fu tale che terminò in una occupazione della parrocchia il 24 aprile 2015.

Il presbitero neocatecumenale Peter ha detto:
"Che problemi si fanno per

questo disegno dipinto da un negro scemo?"

29 commenti:

  1. Post offensivo e razzista!!!
    Già linkato a blogspot!!!
    Grazie

    RispondiElimina
  2. Il razzismo di quel presbitero neocatecumenale Peter non era disprezzo del "negro scemo", ma disprezzo di tutto ciò che non è kikista-carmenista: un dipinto che non è nueva estetica, un'attività (la processione) che non è prevista dai mamotreti, una folla di fedeli tutti "cristiani della domenica"...

    RispondiElimina
  3. Viene ricordato nel post:

    "Eppure, il 1° febbraio 2014, papa Francesco chiese esplicitamente a Kiko Argüello e al Cammino Neocatecumenale di rispettare le tradizioni e le culture di appartenenza delle popolazioni oggetto del loro slancio "missionario" "
    -------
    Desidero mettere in evidenza tali parole del Papa segnalate da Valentina:

    Da discorso del 01/02/2014

    "..Lo Spirito sempre ci precede; Dio arriva sempre prima di noi! Anche nei posti più lontani, anche nelle culture più diverse, Dio sparge dovunque i semi del suo Verbo. Da qui scaturisce la necessità di una speciale attenzione al CONTESTO culturale nel quale voi famiglie andrete ad operare: si tratta di un ambiente spesso molto differente da quello da cui provenite...
    Tanto più importante sarà il vostro impegno ad IMPARARE le culture che incontrerete, sapendo riconoscere il bisogno di Vangelo che è presente ovunque, MA ANCHE quell'azione che lo Spirito Santo HA COMPIUTO nella vita e nella storia di ogni popolo".
    --------------
    Tale esortazione il Papa l'ha ripetuta anche nel discorso ai "missionari" NC del 18/03/2016:

    "Ogni carisma è una grazia di Dio per ACCRESCERE la COMUNIONE.
    Ma il carisma può DETERIORARSI quando ci si chiude o ci si vanta, quando ci si vuole DISTINGUERE dagli altri..

    Considerate un DONO le realtà che incontrerete; FAMILIARIZZATE con le culture, le lingue e gli usi locali,RISPETTANDOLI e riconoscendo i semi di grazia che lo Spirito ha già sparso.
    Senza cedere alla tentazione di TRAPIANTARE MODELLI ACQUISITI, seminate... La buona notizia che deve sempre tornare, altrimenti la fede rischia di diventare una dottrina fredda e senza vita".
    ----------
    Come si conciliano queste parole con la vicenda raccontata?

    Mi sembra insensato che si vietino un certo tipo di canti e danze nella Messa quando esse fanno parte della "cultura locale" e non alterano minimamente la liturgia .. mentre invece si permette, ovunque nel mondo, ai NC di praticare la loro liturgia ALTERATA .. sempre uguale, dal Sud Africa alla Lapponia.

    Questa è ovviamente 1 domanda a cui non sono principalmente (o solo) i NC tenuti a rispondere ...

    Roberta

    RispondiElimina
  4. all'anonimo linkante

    Divertenti 'sti neocat!

    Parlano di razzismo e poi sono loro quelli che, sentendosi degli eletti, coprono di disprezzo i mediocri cristiani della domenica e le loro devozioni da religiosi naturali [cfr. le innumerevoli invettive al riguardo della Cara Estinta S. Carmen (leggasi Sora Carmen)].

    Visto che ti ci trovi, linka alla competente Congregazione Vaticana gli esorcismi di Sankiko esorciccio e chiedi che ne pensano.

    Cordialità.

    RispondiElimina
  5. Grazie Valentina Giusti per il lavoro che hai fatto.
    Ancora una volta si mostrano con il loro vero volto, che viene in evidenza quando riescono a conquistare posizioni di comando e di potere.
    E' risaputo che la parola "Servizio" per loro non ha alcun senso.

    Degno di nota il fatto che "fate agli altri ciò che volete sia fatto a voi" per loro non significa niente.

    Pretendono rispetto, accoglienza, chiamano Faraone chi impunemente li corregge: Come osano gli altri "giudicarli! Loro i "perfetti"

    Poi quando si appropriano di Diocesi non ce n'è per nessuno.
    Bell'esempio di coerenza.

    La Chiesa rifletta bene su cosa succede se il Cammino ricostruisce e rinnova la Chiesa secondo la profezia di Carmen, distruggono tutto quello che trovano, peggio di Attila.

    Che bel futuro si profila. Poveri noi.

    Pax

    RispondiElimina
  6. Fatemi capire se il Vescovo dice che non da il mandato per evangelizzare due a due ha ragione,se invece un altro Vescovo dice che certi comportamenti non sono consoni alla Messa,perchè fa il Cammino,non va bene?Vorrei capire la logica di questi ragionamenti.Se questi afro danzano durante la Messa,per voi è normale?Va bene così?E allora perché criticate la danza alla fine della Messa anzi a Messa finita?Non esistono Vescovi neocatecumenali né è il Cammino che ha impedito supposti abusi liturgici ma un Vescovo che forse fa il Cammino.So che non risponderete perché il vostro obiettivo è mettere il Cammino in cattiva luce,non parlare secondo verità.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io ti rispondo così (il cammino in cattiva luce ci si mette da solo ... ma se uno gli occhi li chiude nn può vedere).

      È normale perché evidentemente, esiste una "pastorale afro".. mentre NON esiste una "pastorale neocatecumenale" .. se tu partecipi a 1 Messa in Italia, ad es, sei tenuto a comportarti secondo la pastorale "locale".

      Scusa l'imprecisione di linguaggio, vedrai che qlcno ti risponderà in modo più preciso.

      Roberta

      Elimina
    2. Io invece non ti rispondo perché ti mancano gli strumenti intellettuali minimi per comprendere qualsiasi linea di pensiero che non ti venga imboccata dai tuoi catechisti. Se non sai comprendere la differenza tra tradizione afro e pseudo liturgia kika sei perso. R.i.p.
      M.i.B.

      Elimina
  7. Per capire un po' meglio che putiferio abbia sollevato quel sacerdote che ha detto quella frase del "negro loco" con il suo disprezzo delle tradizioni locali, è interessante guardare questo video.
    Il parroco salvato per un pelo dalla folla inferocita e i manifestanti hanno lo stesso colore di pelle: il suo non è un semplice razzismo, è vero e proprio odio e disprezzo di ciò che gli è stato insegnato essere la "Verità" assoluta, quella appunto neocatecumenale, negli allevamenti di polli che sono i seminari del cammino.
    A Guam è successa la stessa identica cosa, cioè c'è stata una ribellione profonda contro i discorsi di intolleranza e di disprezzo che continuamente provenivano dall'altare.
    Si tratta di una forma di razzismo più totalizzante, cioè di vero e proprio odio nei confronti della razza umana, ciò che meno si concilia con l'essere cristiani.

    RispondiElimina
  8. Il commento delle 11:41 ci permette di mettere i puntini sulle "i".

    Anzitutto tale commento comincia con una menzogna, perché quel bislacco «evangelizzare due a due» in realtà significa annunciare il kikismo-carmenismo. Ai fratelli del Cammino interessa solo costituire nuove comunità neocatecumenali.

    E se anche fosse vera evangelizzazione (quella che porta il Vangelo infischiandosene di Kiko e Carmen e delle comunità), il fatto che il vescovo non vuole significa che gli autonominati evangelizzatori non sono in comunione col vescovo.

    Riguardo al fatto che quegli afro "danzano durante la Messa" si può anche essere contrari. Abbiamo infatti già ricordato in numerose occasioni che la danza non è un atteggiamento liturgico. Quello che ci preme di far notare è che i neocatecumenali proibiscono danze liturgiche che non siano quelle del Cammino. Indipendentemente dall'idea che si ha della "danza liturgica", riconosciamo nei kikos una profonda ipocrisia ed arroganza.

    Purtroppo esistono vescovi neocatecumenali, che considerano le mefitiche deiezioni di Kiko più importanti della Tradizione e del Magistero che in teoria erano chiamati a difendere e promuovere. Questi vescovi amano celebrare le pagliacciate liturgiche inventate da Kiko e Carmen addirittura vantandole come se fossero una vera e buona liturgia (cfr. il vescovo pedofilo neocatecumenale Apuron), amano scrivere libri e lettere pastorali mettendo come copertina qualche sgorbio kikiano (cfr. il vescovo Ballin, quello che ha ospitato il pretino neocat arrestato dalla polizia mentre faceva sesso con una minorenne neocat), non battono ciglio quando il laico Kiko si vanta di fare esorcismi (che sono una prerogativa esclusiva dei vescovi, che eventualmente possono concederla a qualche specifico sacerdote; cfr. il cardinale Schönborn, anche lui soggiogato da Kiko).

    L'esistenza di tanti mali della Chiesa (inclusi abusi liturgici, chierici pedofili, ecc.) non giustifica i sistematici errori del Cammino come metodo e del Cammino come persone. Non è che un ladro colto in flagrante diventa innocente dicendo "oggidì tutti rubano".

    Il nostro obiettivo è di gettar luce sul Cammino. Se a voi fratelli del Cammino dovesse sembrare una cattiva luce, è perché siete profondamente complici delle opere malvage del Cammino.

    Se per voi il centro fosse Cristo anziché Kiko, voi rinneghereste quelle opere malvage, quelle ambiguità, quelle eresie, quelle disobbedienze, quelle furberie, quelle arroganze, perché sono tutte cose che non provengono dallo Spirito e non sono gradite a Nostro Signore Gesù Cristo.

    RispondiElimina
  9. Il vescovo del Callao ha nel proprio stemma episcopale l'ottagono di Kiko. Quindi è neocatecumenale e vuole che tutto il mondo lo sappia, compreso il Papa.
    Inoltre è celebre amico di Kiko e Carmen e ha fatto il cammino nella sua parrocchia di appartenenza.

    RispondiElimina
  10. Segnalazione articolo: il papa rosso Filoni è alacremente all'opera: persino la Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori ha perso autorevolezza (è scaduta da cinque giorni, non sono state rinnovate le cariche). Come al solito, promuovere le esigenze del Cammino equivale a danneggiare tutta la Chiesa Cattolica...

    Non solo "abuso di autorità": il pretino neocatecumenalino ha anche insultato la fede dei cattolici di quella parrocchia.

    Chi mastica un pochino di spagnolo può ascoltare il video indicato da Valentina. E subito dopo può immaginarsi un parroco neocatecumenale nel duomo di Napoli che durante qualche Messa dice che il miracolo di san Gennaro è falso, oppure un parroco neocatecumenale nel santuario di Pompei che dice che il quadro della Madonna è dipinto da un "negro scemo", oppure un presbitero neocatecumenale polacco che dica che la Vergine Nera di Częstochowa sarebbe una roba "fatta da negri scemi". Immaginatevi le reazioni dei cattolici - anche quelli tiepidi - a gesti del genere. Succede in Perù, succede anche in Italia e in Polonia, anche se con meno clamore (ricordate i "missionari" neocatecumenali che si fanno beffe della fede altrui?).

    Eppure papa Francesco aveva detto che il Cammino deve rispettare le culture locali...

    Ma forse è solo il fatto che nel giorno del giudizio universale i fratelli delle comunità si aspettano di ritrovarsi non di fronte a Cristo, ma di fronte a Kiko.

    A titolo di curiosità apro una breve parentesi. Cielle non si può definire certo un movimento tradizionalista, eppure attraverso di essa capitava di accostarsi alla Messa tradizionale in latino perché alcuni dei preti ciellini amavano celebrarla e non venivano ostacolati né criticati né derisi dai loro capi del movimento. Per i quali, evidentemente, non era importante eseguire un preciso programma, ma solo indurre le singole anime a conoscere di più le verità di fede e a nutrirsi dei santi sacramenti.

    Sul Cammino abbiamo invece testimonianze riguardo ai "catechisti" che proibiscono gesti di carità fuori dal Cammino perché (testuali parole) «la carità va fatta nel Cammino». Finché il fratello neocatecumenale delle 11:41 non ha niente da ridire su tale atteggiamento, si rende complice di quello stesso peccato contro la carità, peccato promosso dal Cammino Neocatecumenale e dalla sua spiritualità ispirata dal diavolo.

    Altro che le patetiche elucubrazioni sul canone 9 degli Apostoli, sulla differenza tra «ricevere» e «manducare», su Teodoro di Mopsuestia e Giovanni Crisostomo... il Cammino è veramente frutto del demonio perché anziché aprire alla vera fede, propone solo la misera selezione di concetti kikiani-carmeniani (che peraltro servono non alla fede, ma solo a rimpinguare le tasche dei capibastone della setta e l'arroganza dei suoi autonominati iniziatori), e Kiko e Carmen sono veramente «i nuovi falsi profeti».

    RispondiElimina
  11. la logica di Tripudio
    Se c'è nella Chiesa che lui reputa "ordinaria" una diffusione dell'orrendo vizio della pedofilia ( che spesso è omosessualità maascherata) si tratta di casi e non di una malattia dell'organismo che, per definizione, è sano.
    Se simili cose avvengono (da provare) sporadicamente tra noi neo cat è l'effetto dell'insegnamento fuorviante dei fondatori è quindi tutto il cammino è malato .
    In altre parole da una parte "i compagni che sbagliano" dall'altra "i fascisti".
    Noi anche siamo lA CHIESA E NON PERMETTIAMO A UN PERDITEMPO LAICO E QUALUNQUISTA DI PENSARCI FUORI E DI TRATTARCI COME APPESTATI.
    Siccome siamo uomini, chi sbaglia, se davvero sbaglia, pagherà nelle sedi competenti.
    Ricordate quindi il gesto esemplare di San Benedetto: tacete!
    Voi morirete nella maldicenza e nell'odio e il cammino, a vostra eterno scorno e vergogna, vi sopravviverà perchè le sue radici sono forti e profonde e non si abbeverano nella fanghiglia della maldicenza ma negli insegnamenti più puri della dottrina cristiana.
    Neocat indignato

    RispondiElimina
  12. Caro neocat indignato: quali sarebbero gli insegnamenti più puri della dottrina cristiana (non cattolica, attenzione) ai quali vi ispirate?
    Andate oltre al Catechismo della Chiesa Cattolica, ai pronunciamenti delle Congregazioni Vaticane, a ciò che dice lo stesso Pontefice, che, mi è stato spiegato da poco da uno di voi, non sono altro che legalismi senza vita?
    Insomma, a quali fonti direttamente vi abbeverate a cui non attinga la Chiesa stessa? Attendo una risposta per capire meglio certe affermazioni.
    Voi siete la Chiesa (e chi dice il contrario?) quando siete in obbedienza alla Chiesa, rispettate le liturgie della Chiesa, rispettate ciò che la Chiesa definisce e prevede: quando non lo fate, non potete arrogarvi il diritto di dire "anche noi siamo la Chiesa".
    Per quanto riguarda la pedofilia (che non è omosessualità ma perversione) è da condannare ovunque venga praticata.
    Ciò che voi fate in più è nasconderla e giustificarla, soprattutto se è ascrivibile a catechisti o personaggi di rilievo del cammino, ritenendo addirittura abbia un significato di elezione divina. In questo momento non riesco a citare i molteplici articoli al riguardo riportati da noi, alcuni ispirati da tristissimi fatti di cronaca, ma fra poco vedrò di enumerarli.
    Forse questo comportamento che definirei criminale ha a che fare con le fonti purissime a cui vi abbeverate?

    RispondiElimina
  13. La diocesi di Callao è uno dei punti di forza dei NC.
    Anche uno storico itinerante di Scandicci (Bob Falorsi) è sacerdote in una parrocchia della diocesi: http://www.sanbartolomeointuto.it/index.php?cms_detail=90&cms_id=6

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Don Roberto Falorsi risulterebbe essere attualmente co-cappellano del penitenziario di Sollicciano.

      Elimina
  14. neocat indignato22 dicembre 2017 17:41

    Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina
  15. Mi piace quando i neocatecumenali si agitano come ossessi toccati dall'acqua santa. Neocat indignato perché non ti guardi allo specchio?
    Il vostro movimento è una setta ispirata da Satana, l'eresia peggiore del XX secolo dopo il modernismo. Una religione essenzialmente giudaica, decorata di cattolicesimo quel che basta a ingannare i sacri pastori. Io ho visto i vostri video blasfemi, con le vostre danze pagane intorno al fuoco a celebrare l'inventore della Cabala e dello Zohar, spacciate per dono del Signore.
    Siete un cancro nella Chiesa purtroppo, ma presto, proprio quando sembrerà che avete il vento a favore la vostra nave andrà a fondo, e allora per tutti voi fanatici senza più idolo da adorare saranno guai...

    RispondiElimina
  16. In risposta ad anonimo 11:41
    Fatemi capire....
    ______

    Gli "afro"
    Non vogliono sovvertire la chiesa è non pretendono che noi ci dobbiamo uniformare a loro.

    RispondiElimina
  17. ANONIMO DELLE 11 e 41:

    come da tua richiesta, ti faccio capire:

    1) dei camminanti NON invitati si presentano nelle parrocchie dicendosi inviati dalla Chiesa. Alcuni parroci cadono nell'EQUIVOCO e pensano che siano stati inviati dal Vescovo, che non ne sapeva nulla! La manovra fatta dal Cammino è stomachevole perché gioca sull'equivoco. Ovviamente il Vescovo quando l'ha saputo ha dovuto precisare che lui non ha inviato nessuno. I camminati si erano auto inviati! Questa l'hai capita?

    2) Nella diocesi di Callao il Vescovo camminante proibisce delle liturgie approvate dalla Chiesa per imporre quella del Cammino approvata da lui, e questo in barba a precise disposizioni del PAPA!
    Anche questo concetto mi sembra facile da capire. Applicati e vedrai che ce la fai.

    RispondiElimina
  18. NEOCAT INDIGNATO: ti rispondo da non neocat divertito.

    Avvertire i cristiani che il Cammino è un pericolo non è sinonimo di odio. Anzi, noi preghiamo sempre per voi e vi avvertiamo che calpestare l'Eucaristia per mancanza di rispetto è un sacrilegio gravissimo! Vogliamo la vostra salvezza e non la vostra condanna!

    Detto questo: il problema della pedofilia nel Cammino, non è tanto il crimine in se stesso, che va perseguito, ma è il Cammino che DIFENDE i pedofili!

    E' vero, anche nella Chiesa ci sono pedofili e ci sono vescovi che li coprono. Ma il Magistero della Chiesa condanna la pedofilia senza appello e le leggi della Chiesa condannano i pedofili alle pene più gravi.
    Il Cammino, invece, DIFENDE i pedofili!
    Su Apuron il Cammino non ha mai detto: che sia giudicato e, se colpevole, che venga condannato. Anzi, il Cammino ha sempre parlato di persecuzione.
    Non solo: il Cammino ha sempre difeso i suoi sacerdoti violentatori e colpevolizzato le vittime. Addirittura vuole che le vittime chiedano scusa a chi le ha violentate. Un atteggiamento che fa schifo tanto è falso e distorce la verità

    RispondiElimina
  19. Mi tocca ancora una volta precisare che gli anonimi narcisisti vittimisti ossessionati dal voler contraddire il sottoscritto stanno perdendo inutilmente il loro tempo.

    (Li definisco narcisisti perché il loro vero scopo non è il successo ma solo il cavare un po' di attenzione su queste pagine. Non lavorano per degli obbiettivi - lo sanno bene che non ci abbindoleranno - ma solo per la reputazione: la loro da accrescere, e quella di chi collabora a questo blog, da diminuire. E li definisco pure vittimisti perché a causa di quello stesso narcisismo, non avendo migliori argomenti per attirare attenzione, applauso e ammirazione, recitano la parte dei "perseguitati" - come il Gennarini con la faccia da agnellino all'aeroporto di Guam davanti ai cartelli "Gennarini go home". In breve, i pasqualoni sono dei falliti inconcludenti, e lo sanno bene).

    A differenza di un social network, queste pagine di blog vengono rintracciate anche a distanza di anni.

    Come già detto un milione di volte su questo stesso blog (e non solo dal sottoscritto), la Santa Chiesa è santa solo nella misura in cui prosegue l'opera del suo divin Fondatore - la triplice opera di guidare spiritualmente, insegnare le verità di fede, santificare attraverso i sacramenti.

    Nostro Signore non ha fondato la Chiesa per creare una federazione di club dotati di attività ricreative e dialoganti. La Chiesa esiste solo per proseguire la Sua opera e permettere ad ogni anima di incontrare davvero il Signore (quello vero, non la catasta di altisonanti paroloni di chi vuole conseguire un patentino di "fede adulta" sentendosi "più cristiano degli altri").

    Contano solo quelle tre cose (il triplice munus sacerdotale: guida, dottrina, sacramenti). Tutto il resto è relativo, di importanza al più secondaria. Per esempio, quando papa Bergoglio prega affinché i cristiani della Cina sappiano promuovere il dialogo, diciamocelo onestamente, sta perdendo tempo, perché Nostro Signore non è venuto a proclamare il "dialogo", e per quanto importante possa essere considerato il "dialogo" vale zero spaccato di fronte all'ipotesi che un cristiano faccia la Comunione in peccato mortale, vale zero spaccato di fronte ad un sacramento banalizzato in uno spettacolino, vale meno di zero spaccato di fronte all'esibire lo striscione Tu Es Petrus.

    L'autorevolezza di un prete, di un vescovo, di un Papa, vale zero se non è espressione della volontà di Dio. I farisei, espertissimi studiosi delle Scritture e specializzatissimi interpreti della parola di Dio, guadagnarono da Nostro Signore solo una vastissima sequenza di rimproveri e di insulti, perché dietro i loro altisonanti paroloni erano solo un branco di arroganti che piegavano la parola di Dio alle proprie comodità e ai propri idoli (esattamente ciò che hanno fatto Kiko, Carmen, e il loro esercito di fedelissimi "catechisti").

    Intanto continuiamo ad invitare i lettori (presenti e futuri) di questo blog a riflettere su come mai i neocatecumenali non hanno finora mai condannato il vescovo pedofilo neocatecumenale e i sacrilegi dell'Eucarestia compiuti ogni sabato sera praticamente in ogni comunità del Cammino. Se Kiko fosse "un santo", come dice la leggenda inventata da lui stesso attribuendola nientemeno che a papa Francesco, avrebbe abolito la "comunione con le mani" e le "pagnottone-focacce" alla sola notizia che un singolo fratello delle comunità si è pulito le dita sui jeans. E invece la valanga di abusi liturgici e sacrilegi continua imperterrita nel Cammino da oltre mezzo secolo.

    Queste cose sono vere indipendentemente dal sottoscritto che non si stanca di ripeterle su questo sperduto blog nell'immenso mare di internet. Con o senza questo blog, con o senza il sottoscritto, il giudizio di Dio riguardo al cancro del neocatecumenalismo sarà sempre lo stesso: «guai a voi!... là sarà pianto e stridor di denti».

    RispondiElimina
  20. @ neocat 22/12;14:58

    Per che cosa esattamente sei indignato?

    Io non lo capisco, visto che non ti suscita nessuna indignazione il fatto che i tuoi capi coprono e difendono .. e aiutano, degli ecclesiastici (e laici) PRESUNTI pedofili .. ma al contrario questo loro comportamento ti induce a "tacere",

    quando invece dovresti essere tu prima di altri, in quanto NC, a "domandare" a LORO chiarimenti ed a LORO esprimere il tuo sdegno x la mancanza di chiarezza e di "prudenza" che hanno nelle loro affermazioni.

    Infatti, se come dici tu:

    " chi sbaglia, se davvero sbaglia, pagherà nelle sedi competenti."

    Perché Kiko ha già tratto le conclusioni circa l'innocenza di tali "sospettati" ? Perché non aspetta il giudizio delle sedi competenti ? Perché ha detto che sono PERSEGUITATI?

    Tanti personaggi pubblici sono stati dimessi dal loro incarico x il solo fatto di essere indagati e non già condannati.

    Tu invece tiri in ballo S. Benedetto che nn ti dovresti "permettere" di accostare a quel "laico perditempo" (degli altri) del tuo boss , sia x la regola "ora et labora" (meglio sostituita con: "chiacchiera e vivi del lavoro altrui")

    sia per il TACERE che per S.Benedetto è il SILENZIO del discepolo che ascolta il Maestro .. La predisposizione dell'animo necessaria a vivere la liturgia (esattamente il contrario del frastuono delle vostre "celebrazioni")

    ... La tua INTIMAZIONE "tacete!" assomiglia invece di più ad una citazione del "Padrino".

    Roberta

    RispondiElimina
  21. Questo articolo andrebbe letto nella sua completezza, è molto documentato e rimanda ad altri articoli precedenti.
    Per chi volesse leggere e comprendere, e mi riferisco a chi si firma neocat indignato e non è probabilmente né l'uno né l'altro, è una delle dimostrazioni che il Cammino Neocatecumenale per sè chiede la massima flessibilità e comprensione, molto al di là di ciò che la Chiesa gli concede negli Statuti, e nel momento in cui non la ottiene è in grado di occultare e di mentire facendo della menzogna un sistema di vita per tutti i propri adepti; appena poi si trova per un attimo dall'altra parte della barricata, esercita potere ed autorità in modo parziale, poco trasparente, insopportabile, conculcando i diritti altrui, imponendo le proprie pratiche come uniche ed imprescindibili.
    Non mi stupisce che abbiano preso di mira la messa afro e la devozione popolare, perché la loro spiritualità (chiamiamola così) produce solo tristezza, rigidità, elitarismo, intolleranza.
    La differenza tra i loro pastori e quelli della Chiesa?
    Il vescovo Neocatecumenale che diceva ai preti minacciati "Se vi uccidono, diventerete martiri per la fede"
    mentre "Preferisco che ammazzino me piuttosto che uno di voi"
    sono state le parole con cui l'allora cardinale Jorge Mario Bergoglio accolse la notizia delle minacce di morte a don José Maria di Paola, padre Pepe, parroco in una delle 'villas miserias', le baraccopoli di Buenos Aires.

    RispondiElimina
  22. Dopo parecchi articoli nella categoria Perù, ancora non si è visto un singolo commento neocatecumenale che faccia un minimo di autocritica per esempio con qualcosa come: "un vescovo dovrebbe essere vescovo di tutta la Chiesa, un vescovo non dovrebbe comportarsi da mafioso che pensa solo al suo clan, e comunque noialtri kikos che facciamo il girotondo-trenino liturgico se disprezziamo gli afro ci tiriamo la zappa sui piedi...".

    No, nemmeno uno. Non sia mai che un adoratore del tripode Kiko-Carmen-Cammino desideri ammettere qualcosa. Non hanno avuto una singola minuscola parola di critica contro il vescovo pedofilo neocatecumenale, non hanno mai accettato di fare un'adorazione eucaristica riparatrice dei sacrilegi da loro stessi compiuti, figurarsi il riconoscere cose meno gravi.

    Del resto, di che meravigliarsi? Mentre i testimoni di geova comprano il panettone ma lo mangiano il 26 in modo da dire che non festeggiano il Natale, allo stesso modo i neocatecumenali stasera faranno l'alzatina ipocrita al momento della Comunione, per poi restare seduti in attesa che scatti il segnale manducatorio. Così facendo, sia i primi che i secondi si illudono di potersi presentare davanti a Dio avendo la coscienza "a posto", mica come i cristiani della domenica accanitamente credenti nella transustanziazione e "incrostazioni pagane e medievali" dello stesso genere...

    p.s.: questa cosa del panettone dei testimoni di geova è vera, e se la rinfacciate a qualcuno di loro s'infurierà come una belva perché è uno dei loro arcani da non rivelare in giro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì Tripudio, lo mangiano il 26 perché per loro Natale è tutto l'anno tranne il 25 dicembre.

      Elimina
  23. A proposito di Natale, anni fa i NC erano fissati con il fatto che non si fanno regali ai bambini per Natale, ma per l'Epifania. Anche l'albero di Natale era malvisto.

    Negli ultimi anni mi sembra che questa situazione si sia un po' "normalizzata".
    è una mia impressione oppure anche voi avete la stessa impressione

    RispondiElimina
  24. Qualunque giudizio si abbia su questo pontificato, non passa giorno che non ci sia una doccia fredda per coloro che per sentirsi superiori al prossimo cristiano dicevano "viva il Papa".

    Ebbene, il Papa della Misericordia si produce in «minacce e sfuriate». Può darsi che Kiko abbia già ricevuto la propria abbondante dose, per cui da ormai qualche annetto si lascia sfuggire (di proposito) che a causa delle "persecuzioni" (sottinteso: quelle da parte del Papa) i neocatekikos dovranno ritirarsi "nelle case".

    E in quel caso comincia un altro grosso, grosso, grosso problema: cosa ne penserà l'assemblea condominiale della mostruosa caciara del sabato sera? Strimpellare le chitarrelle e moltiplicare i battimani può andar bene in una saletta della parrocchia, ambiente tutto sommato isolato dalle abitazioni. La spiritualità neocatecumenale (il carisma delle bocche urlanti) diverrà presto argomento di discussione delle assemblee condominiali...

    Figurarsi poi con il Triduo Kikiano, quello che prevede un feroce digiuno il venerdì santo seguìto da un'abbuffata con annessa ubriacatura all'alba del giorno di Pasqua. "Ritirarsi nelle case"? Il caro Don Kikolone deve sperare che in ogni comunità ci sia un fratello dotato di villetta isolata (ma se anche ci fosse, lo spingerebbero a donarla al Cammino o almeno a lasciarla in eredità, gli ingordi).

    Dopodiché qualche vescovo comincerà a chiedersi chi è che ha autorizzato i neocatekikos a "ritirarsi nelle case". L'Eucarestia si può celebrare solo in chiesa o cappella, a meno di esplicite concessioni del vescovo... Kiko crede di avercele già per ogni diocesi?

    RispondiElimina

I commenti vengono pubblicati solo dopo l'approvazione di uno dei moderatori.

È necessario firmarsi (nome o pseudonimo; non indicare mai il cognome).

I commenti totalmente anonimi verranno cestinati.