venerdì 10 aprile 2020

L’ANNUNCIO DI KIKO FATTO ONLINE DA RINO ROSSI

Tre "lauree" al Kiko-trettré
tutte "honoris causa":
per il maestro Ciruela,
"che era analfabeta
e fondò una scoela"
Anzitutto ci chiediamo come mai il laico Kiko Argüello non ha fatto quello che poi ha tranquillamente potuto fare il presbikiko don Rino Rossi alla Domus Galilaeae: il cosiddetto "annuncio di Pasqua" neocatecumenale online per tutti i kikos di lingua italiana (e non solo). Cos’è che ha consentito al Rossi di diramare l’annuncio online ed invece l’ha inibito all’Argüello?

La latitanza totale dell’Argüello ci pare alquanto sospetta e, nel caso stia bene e sia ancora in vita, appare quantomeno fuori luogo che non abbia rasserenato i “suoi” con la sua presenza. Non è nemmeno nel suo stile onnipresentemente presenzialista: nulla è stato mai fatto senza Kiko, nemmeno la cosiddetta "convivenza di inizio corso" del 2018, che per indisposizione dell’Argüello vide riunire Spagna e Italia sotto la stessa tenda.

Li ha lasciati soli nel momento della difficoltà.
Non era quindi un buon leader come poteva sembrare. Niente vita eterna dentro di sé. Niente vero carisma.

Comunque, dato che nemmeno si è scomodato a scrivere un "annuncio" nuovo, inviando ai suoi adepti una lettera-annuncio del 1972, ci accontenteremo dell’attualizzazione di Rossi, che almeno parla un po’ anche della pandemia che sta colpendo il mondo e che ha costretto tutti, comprese le comunità neocatecumenali, a sospendere ogni attività esterna alla propria casa.

Poco prima, nel 1969, Kiko dipingeva questo
inquietante Gesù con l'omega rovesciata,
con due fosse nere al posto degli occhi,
e benedicente (?) con la mano sbagliata

L’introduzione a tale "annuncio", lo dobbiamo dire, rappresenta un’altra stranezza: per la prima volta in 50 anni Kiko “parla” al plurale. Mai successo, tanto che è diventata quasi una leggenda il suo ormai noioso IO, IO, IO, che peraltro nell’annuncio del 1972 puntualmente ritroviamo.

Al di là dell’incipit “Sono molto felice di inviarvi queste parole in questa Pasqua 2020”, incontriamo sorprendentemente verbi come “vi inviamo”, “alleghiamo”, “vi invitiamo”… Mah…

Comunque, don Rossi si dedica alla lettura dell’Annuncio del 1972 e lo commenta. Quasi non fosse sufficiente ed autoconclusivo, aggiunge del suo, specialmente attualizzandolo ai tempi odierni della pandemia, cosa che Kiko naturalmente non ha fatto.

Vorrei far notare a chi avrà il lo spettacolare coraggio di guardarsi il video, una cosa che mi ha sensibilmente messo a disagio nel quadro complessivo.

La postazione centrale dell’ambone da cui don Rossi parla, fa in modo che proprio all’altezza dell’orecchio dell’oratore si trovi la raffigurazione del demonio, nel dipinto del Giudizio Universale che si trova alla Domus. Per una casualità forse non voluta, tutte e due le ore di predicazione mostrano la fastidiosa effige del demonio prossimo all’orecchio di Rossi e, alla sua sinistra, il diavolo con il figlio della perdizione, Giuda Iscariota. Di tutto il dipinto, che è enorme, gli unici due elementi negativi si trovano all’orecchio o alla sinistra dell’oratore. Sorbire due ore di questa visione, devo ammettere, mi ha in qualche modo disturbata. Avrei preferito vedere due ore di un angelo o di un santo.

I demonietti lo circondano…
Questo "Annuncio" del Rossi dura due ore, infatti, vedremo quindi solo i punti salienti.
Ma permettiamoci una deroga cronologica: iniziamo dal fondo. Perché è proprio lì che si possono ascoltare le “perle” più preziose.

Nonostante il tentativo di sembrare sereno e positivo, quel che esce da questo annuncio è un pessimismo grigio, un’attenta e prolungata disamina del male che affligge il mondo, per poi dare risposte “nella fede” fugaci e sommarie, ripetitive, per non dire alcune completamente sballate.

Nel pessimismo pervadente, UDITE, UDITE!, osa parlare apertamente anche dell’impoverimento del reclutamento neocatecumenale, anche se - come prevedibile -, dà la sua neocatecumenalissima spiegazione:
… anche riferito alla nostra esperienza di evangelizzazione, io sono uno dei catechisti itineranti da tanti anni, voi siete anche qui. Tante volte abbiamo partecipato alle convivenze degli itineranti e una cosa che è uscita spesso nelle ultime convivenze era che LA GENTE NON ASCOLTA. HA DIFFICOLTÀ, NON VENGONO PIÙ ALLE CATECHESI, POCHISSIMA GENTE DELLE PARROCCHIE. PRIMA ERA TUTTO MOLTA GENTE CHE VENIVA ALLE CATECHESI, CHE ERA CONTENTA, ADESSO… La gente com’è SORDA, come in un altro pianeta, tutta presa, sedotta dal lavoro, dai soldi, anche con buone intenzioni, mica… ma tutta buttata lì… essere, realizzarsi, il provare piacere, la comodità… tutto questo.
(Bene, su questo punto siamo d’accordo: alle "catechesi" del Cammino non va più nessuno, da nessuna parte. Parole di Rino Rossi. Ma com’è che se la raccontano i neocatecumenali? "La gente è sorda! Sedotta dal mondo!" Perché? Non era così anche prima? L’antropocentrismo non è arrivato dopo il Cammino, la gente è oggi come era 50 anni fa, quando nacquero le sinistre estreme, il femminismo e la sperimentazione genetica c’era già. Non è affatto quello il motivo per cui “non vengono più alle catechesi”. Ma non lo ammetteranno MAI. È "la gente" che deve per forza essere peggiorata, "la gente"… In 50 anni sono magicamente diventati tutti sordi).

Poi, come parlando ad altri e non a loro stessi per primi, Rossi sentenzia:
Ecco, e Dio, attenti, guardate cosa sta facendo: ci sta educando a vivere secondo la giornata. Quando noi abbiamo detto più volte, che programmi facciamo, viviamo alla giornata, viviamo l’oggi, preghiamo, poi il futuro non è nelle nostre mani. E così dovrebbe anche tutti i fratelli, che fai il programma! Su quali basi? I soldi non sappiamo, l’economia non sappiamo, il lavoro non sai se lo continuerai… come sarà? Questa è la realtà.
(Nessuna empatia, come fosse tutto normale. Un’analisi fredda che ha portato avanti nel corpo centrale di tutto il suo discorso. Secondo lui Dio ci sta educando a vivere giorno per giorno. Tutto qui. Non dice che magari ci sta educando a vedersi come creature, a dismettere l’antropocentrismo, a guardare in alto, sentendosi fragili e vulnerabili. No, riduttivamente solo a vivere giorno per giorno, perché, caro mio bello, non sai nemmeno se potrai continuare a lavorare… Parla di soldi, progetti e programmi come se non fosse evidente che loro sono i primi a campare di questo: fanno i loro programmi già a settembre per tutto l’anno, e poi il Signore glieli manda tutti a monte. Programmano una nuova milionaria Domus, ennesimo monumento a Kiko e per la gloria umana del Cammino. Che tristezza quando i “maestri” prendono per il sedere i discepoli).

Ma non vi preoccupate, LORO hanno la risposta:
Allora noi abbiamo una parola: nel deserto! Perché Dio ha abituato il suo popolo a vivere giorno dopo giorno, provvedendo a poco a poco perché si fidasse di Lui. Dacci oggi il nostro pane quotidiano… dice il Padre Nostro.
(Tutto qui. Lo dice mentre sta sfogliando i suoi appunti, svagato, molto meno coinvolto di quando doveva descrivere il tutto nero).

Pacchianate blasfeme alla Domus kikiana
esibite su Facebook senza alcuna ironia:
l'anguria intagliata col ritratto di KikoRedentore
Ma non c’è fine al nonsenso. Sembra che torni quello che dice quando, in realtà, ascoltandolo bene, dice solo kikiane sparate, un po’ subliminali e sbagliate. Enormità:
Mi ha fatto un’impressione enorme vedere questo Papa anziano vestito di bianco uscire nella piazza della basilica di San Pietro sotto la pioggia e mettersi sotto questo baldacchino lì al centro della piazza vuota. Anche questo è stato profetizzato, una parola di Dio “ecco le vostre case saranno lasciate deserte fino a quando direte "benedetto CHI viene in nome del Signore". Perché anche le nostre parrocchie, tante parrocchie che si sono aperte, ehm, si sono chiuse, come adesso, andiamo negli ultimi anni: sono chiuse perché non ci sono più fedeli, FINO A QUANDO NON DIRETE, A QUESTA GENERAZIONE NON DIRAI “BENEDETTO CHI VIENE NEL NOME DEL SIGNORE, BENEDETTI GLI ALTRI CHE DIO TI HA MANDATO, BENEDETTO COLUI CHE TI DÀ LA PAROLA, IL PRESBITERO, IL PARROCO, BENEDETTO!
(Avete notato la falsificazione del Vangelo? Nel Vangelo di Marco, la frase esatta riportata è “Benedetto COLUI che viene nel nome del Signore”, non chi vienema colui che viene”.
La differenza è abissale: COLUI CHE VIENE NEL NOME DEL SIGNORE È GESÙ. IL FIGLIO DI DIO, IL MESSIA.
Quindi il “BENEDETTO” si riferisce a Gesù stesso. Benedetto Gesù, che viene nel nome del Signore.
Non lo dico io, lo dice il Catechismo della Chiesa Cattolica: “…i fanciulli e i «poveri di Dio», i quali lo acclamano come gli angeli lo avevano annunziato ai pastori. La loro acclamazione, «Benedetto COLUI che viene nel nome del Signore» è ripresa dalla Chiesa nel «Santo» della liturgia eucaristica come introduzione al memoriale della Pasqua del Signore.” (CCC, 559).
È l’acclamazione della domenica delle Palme, l’ingresso messianico a Gerusalemme. Poi è ripreso pari pari da Marco.
Il buon caro Rossi però, alterando arbitrariamente quell’unica parola “colui” in un comodo chi”, può far credere che “le nostre case rimarranno deserte finché non diremo “benedetto «chi» viene nel nome di Gesù”. Indovinate il sottinteso? “Chi” va dai neocatecumenali "nel nome di Gesù"? Ma ovvio: i cosiddetti "catechisti" del Cammino!
Allora, attenzione, perché cari signori, finché non direte benedetti gli annunciatori e non L’ANNUNCIATO, le vostre case resteranno deserte.
Ma com’è possibile? Stravolgere così il senso della Parola di Dio! Le Chiese sono vuote e chiuse fino a quando non dirai “benedetto CHI viene nel nome del Signore”, cioè, e lo spiega anche, “benedetto chi ti ha mandato il Signore, colui che ti dà la parola, benedetto il presbitero, il parroco!
No, signori, le Chiese si svuoteranno fino a quando l’uomo non riconoscerà in Cristo COLUI che è venuto nel nome del Padre per la nostra salvezza. Cioè finché non ci sarà la fede in Dio e in Gesù. E questo, fra l’altro, riferito nel Vangelo ai Farisei che non lo riconobbero come il Messia.
Ma scherziamo? Rubare così la gloria a Dio, mettersi al suo posto, benedetti "gli altri" che «Dio» - cioè il Cammino - ti ha mandato… Eppure don Rossi è anche un prete…).

Poi, quando noi diciamo che le comunità sono problematiche, fino alla fine del Cammino ed oltre, ci tacciano di giudizio, ci accusano di "giudicare" (sottinteso, di giudicare temerariamente). Sentiamo un po’ cosa dice don Rossi:
Questo l’abbiamo visto con una sorella che diceva: "guarda, nella mia comunità c’erano tanti di quei problemi, da quando è arrivato il coronavirus, tutti umili, si sono chiesti perdono”. Anche adesso, sabato, hanno fatto una convivenza, l’abbiamo vista qui, tutti si sono chiesti perdono, le mogli ai mariti, i mariti alle mogli, uno spirito… Il presbitero dice “mah io non ho mai visto, IN TANTI ANNI CHE STO CON QUESTA COMUNITÀ…".”
(L’ha detto lui, e pure il presbitero della comunità. Questo è il prototipo della comunità kikiana. Lo sa bene chi l’ha vissuta. “Tanti di quei problemi…”. Col coronavirus, tutti improvvisamente diventano umili, tutti improvvisamente perdonano. È la fede improvvisa? No, a me pare la strizza. È una cosa che passa.  Tutti in tempo di coronavirus sono più buoni, ma non è fede, è messinscena. Il presbitero infatti, IN TANTI ANNI non aveva MAI visto quelle cose. Una volta passata l'emergenza, mai più le rivedrà, poiché il Cammino non educa).

La superbia dei neocatecumenali:
"gente che ha ricevuto le Palme Alte",
per distinguersi dai "cristiani della domenica"
che ricevono soltanto i rametti di ulivo
Poi, dopo aver sparato diverse cavolate senza ancora aver mai parlato della Pasqua, il Rossi aggiunge la solita pia illusione, ma che nei catecumeni fa molta presa:
La chiesa sarà un resto in mezzo alle nazioni”. Guardate che KIKO L’HA DETTO, saremo un resto, non saremo più una chiesa trionfalista, una cristianità… eh, saremo pochi.”
(KIKO L’HA DETTO! Allora siamo a posto. A vedere lo stato in cui versa la Chiesa, è facile da dire. Quello che sconcerta è che LORO son sicuri di rientrare in quel famoso "resto": “SAREMO pochi”. Ciò serve anche a spiegare il perché del loro vertiginoso calo di numero: saranno pochi, saranno IL RESTO).

Poi ricomincia, molto noiosamente, con la solfa di Kiko-profeta, Kiko di qua, Kiko di là, Kiko ha sempre ragione, Kiko l'aveva sempre detto, Kiko, Kiko, Kiko…:
Io sono convinto che in questa fase della chiesa LE NOSTRE COMUNITÀ HANNO UNA GRANDE MISSIONE: QUELLA DI PREPARARE UN RESTO” (parole di Kiko).
Guardate che visione aveva Kiko!. Io mi ricordo di una esperienza che abbiamo fatto nel ’72 mi sembra, che ci ha inviati a due a due e diceva “ecco arriveremo in Cina e in Russia” a noi sembravano cose stratosferiche perché a pensare a Mao Tse-Tung, all’Unione Sovietica, invece tutto si è realizzato, siamo andati oltre. Dio sta preparando questo resto, aiutando la Chiesa, aiutando le parrocchie e il Papa lo ha visto, lo ha riconosciuto, non solo questo, ma anche gli altri Papi ci hanno sempre aiutati in questo senso, hanno visto l’operare di Dio e un’azione dello spirito santo.
È sempre una "Grande Missione",
quella dei kikos
(Chiaro? il Movimento Neocatecumenale si sente chiamato ad una GRANDE MISSIONE, addirittura quella di “preparare” un resto! Kiko-profeta aveva “profetizzato” che sarebbero arrivati in Cina e Russia: infatti mandava gente obbediente, come Pezzi, ad “evangelizzare” la Russia e diverse famiglie in Cina. L’ha programmato, in quei continenti ancora oggi sono pochissimi kikos, ma ci sono. E certo, almeno metà di quei kikos sono i missionari kikiani, i creduloni locali sono ancor oggi piuttosto pochi… Profezia un corno: molta organizzazione, agganci, soldi, enorme voglia di emergere e di non fallire: come una premiata ditta che si vuole espandere. Ma la miopia neocatecumenale - e con miopia ho fatto un complimento -, si allarga ancora: se sono loro ad avere la "grande missione" di preparare il “resto”, attraverso loro “Dio sta aiutando la Chiesa, le parrocchie e, vedendo questo, tutti i Papi li hanno aiutati”. Solita auto-certificazione. Ecco perché urge un Papa che li rimetta a posto definitivamente e non solo attraverso gentili “raccomandazioni”).

Ci avete fatto caso? Il Rossi prima ha detto che la gente è SORDA e non vuole ascoltare, adesso, siccome deve introdurre il discorso dell’evangelizzazione, cambia improvvisamente disco e dice che la gente sta aspettando l'annuncio del Cammino. Cambiano disco con una facilità “impressionante”, per usare un termine a loro tanto caro:
Non aver paura di annunciare Cristo e Cristo risorto. Questo è speranza, le nazioni, la gente lo sta aspettando, lo sta aspettando la gente questo. Sta aspettando i cristiani. Vi ho detto anche nell’annuncio della Quaresima, Sant’Agostino dice "la piazza, lo stadio è già pronto, guardate le gradinate, sono piene, piene!" E stanno aspettando, diceva Sant’Agostino, il cristiano che gli dia una risposta
(Ora gli stadi sono pieni e le Chiese vuote. Ora la gente non è più sorda e non va alle catechesi, ma sta aspettando… Si decida).

Nel 2014 nello stadio a Valencia pronto per il Kiko-show,
c'era ancora un po' di posto sulle gradinate…
Naturalmente ogni "Annuncio" deve per forza contenere una lode al Cammino:
Il "demonio-forbici" kikiano tiene in braccio
il fratello di comunità che non paga la Decima
“Abbiamo visto che anche attraverso questo mezzo dell’ Internet il Signore ci ha aiutato moltissimo, ha aiutato anche le comunità che adesso sono in internet, ci stanno ascoltando, a fare le celebrazioni della Parola ogni settimana, anche l’Eucarestia, a volte anche la convivenza e tutto questo ci ha aiutato anche a sentirci UNITI, a stare attaccati alla Parola di Dio, a NON LASCIARE IL CAMMINO che è così importante per la nostra vita.”
(Ecco il loro grande terrore: che qualche fratello di comunità lasci il Cammino.
L’aiuto di internet e le comunità che guardano: avrebbero potuto ascoltare direttamente Kiko, se solo si fosse mostrato. Internet serve a farli sentire UNITI fra sé, non di certo con la Chiesa Universale, e soprattutto è utile A NON LASCIARE IL CAMMINO, così importante per la loro vita. E se internet non ci fosse stato? Beh, tralasciamo…).

Don Rino ha pensato “importante questo incontro” perché la gente li interroga e fa domande. Kiko non lo ha ritenuto altrettanto importante, evidentemente:
NOI ABBIAMO PER QUESTO PENSATO CHE ERA MOLTO IMPORTANTE QUESTO INCONTRO, perché anche la gente oggi di fronte a questo virus che ci ha sorpresi tutti per la sua diffusione, per il male che sta facendo, ci interroga, ci mette di fronte a una domanda. Io ho visto anche ascoltando persone che mi hanno chiamato, fratelli, ma perché, perché questo? Che senso ha tutto questo? Che questo ha messo in ginocchio tutti, ha messo in ginocchio l’umanità.”
Rino Rossi prende il posto di Kiko, sembra preoccuparsi dei suoi adepti e tenta di dare le risposte che avrebbe dovuto dare Kiko:
Ecco, che cosa ci vuol dire, perché il Signore permette questo? Perché noi vorremo anche con questo incontro dare una parola di fede, sapere leggere un poco questo momento che Dio ci dà.
Quindi comincia:
La Parola della Messa di oggi, domenica delle Palme, diceva nella prima lettura "il Signore ha aperto il NOSTRO orecchio"… dopo tanti e tanti anni per abituarci a capire come qui sta agendo nella storia e c’è voluto tanto per capire certe cose, per aprirci l’orecchio. Questa è una grazia enorme che ha fatto con noi il Cammino che da tanti anni ci tiene in questo itinerario e ci aiuta a capire.
(Chiaro? È "un bene" che IL CAMMINO LI TENGA DA TANTI ANNI IN QUESTO ITINERARIO, UNA GRAZIA ENORME, PERCHÉ LI AIUTA A CAPIRE. Chi non ha questa fortuna, peggio per lui.)
Infatti, già dall’inizio del Cammino ci è stato chiesto proprio questo, di metterci in ascolto, non eravamo abituati ad ascoltare, allora a poco a poco i CATECHISTI che CI HANNO AIUTATO, CI HANNO MESSI SOTTO LA PAROLA e CI HANNO DETTO: “Che cosa ti dice questa Parola, cosa vuole dire per la tua vita?”.
(I cosiddetti "CATECHISTI" li hanno messi sotto la Parola, i preti - incluso Rossi? - evidentemente non riuscivano a mettere se stessi e i loro fedeli “sotto la Parola”).
I catechisti che hanno iniziato il Cammino, che l’hanno potato avanti durante tanti anni, ci hanno aiutato facendo ogni anno una catechesi sull’annuncio della Pasqua per aiutarci a vivere meglio la Veglia Pasquale, farci capire il senso, perché la risposta vera che c’è davanti a questo problema che ha l’umanità è la Pasqua.
(Povero prete… se non aveva i “CATECHISTI” laici scelti dal laico Kiko, che gli facevano "capire" il senso della Pasqua, che lo "aiutavano", non si sa come Rossi poteva svolgere il suo ministero e a che gli siano serviti tanti anni di seminario, di studio della teologia, di attività pastorale… e ora che finalmente l’ha capito, tocca a lui dare la risposta, perché Kiko, l'autonominato "Vostro CATECHISTA", è assente, non risponde, non ha una risposta da dare).

Poi Rossi chiama amore quello che noi ex sappiamo benissimo essere solo amicizia:
È meraviglioso sentire l’amore di Dio, l’amore dei fratelli. Siamo un corpo, siamo una comunità, tutti i fratelli si chiamano, si aiutano, si sente questo amore che Dio ha creato dopo tanti anni di cammino.
(Anche nelle Associazioni non religiose "si chiamano" e "si sentono". Gli amici lo fanno. A volte bastano anche pochissimo tempo per stringere rapporti di amicizia duraturi. Illusi loro, che Dio abbia creato l’amore… fosse da quello che dice lui che si vede l'amore, il mondo sarebbe già bello che mezzo convertito).

Naturalmente, il Movimento Neocatecumenale è sempre MIGLIORE della Chiesa, non so che "chiesa" conoscono questi qua:
Ci diceva un vescovo in questi giorni, abbiamo parlato con lui: "Mi impressiona come voi del Cammino siete subito pronti, avete subito le risposte" perché LA CHIESA STA PROVANDO UN GRAN DISAGIO OGGI a organizzarsi per aiutare la gente, come fa? Non c’è una relazione di conoscenza, di amore, non c’è e A NOI BASTA POCO PERCHÉ C’È UN QUALCHE COSA FRA DI NOI che ci aiutiamo che ci chiamiamo, conosciamo tutti i fratelli, abbiamo gli indirizzi, ci chiamiamo, tutti sono disposti e abbiamo visto che in questo momento partecipano alla liturgia più di prima.”
(Quelli del Cammino hanno subito le risposte: risponde anche chi spara a caso, spesso basta aprire la bocca e dare fiato e ripetere gli slogan preconfezionati, ripetere robe "del 1972"... Le chiese che conosco io, non solo la mia, si sono organizzate benissimo: Messa online, via crucis online, post cresima online, preti disponibili… canti e riprese da casa dei fedeli, collages dei fedeli e ultimamente, addirittura, tre foto per panca dei fedeli che le inviano, come rappresentanza ideale della persona. Ma quel dire che sarebbero i kikos che «partecipano alla liturgia più di prima» mi pare molto azzardato. Le mie figlie hanno dato forfait e così anche molti delle loro comunità… siccome tutto il mondo è paese, non credo proprio che altrove sia andata molto diversamente, tranne forse qualche "isola kikiana felice").

Rossi procede quindi a fare il quadro sull’Italia:
ho sentito molte cose dei fratelli della Lombardia, molti hanno il coronavirus, alcuni sono morti, sono stati toccati i seminari, qualche rettore ha avuto il coronavirus, grazie a Dio stanno uscendo, sono morti dei presbiteri, anche dei Redemptoris Mater… cento morti, cento presbiteri morti che HANNO DATO LA VITA. Anche andare incontro alla gente con problemi, con preoccupazioni, con panico.”
(Sì, interi seminari neocatecumenali in quarantena, tutti infetti, seminaristi, presbiteri e personale di servizio. Chissà se c'entra qualcosa la promiscuità del "rito mistico" del coppone...)

Non può mancare la Lode a Kiko, che il Rossi cerca di far passare come un profeta, pur avendo detto le stesse cose che un tempo dicevano in moltissimi:
"Veglia spezzata": cioè ogni componente
della famiglia finisce in una saletta diversa,
perché deve farla con la "sua" comunità.
Altro che la Veglia pasquale cattolica,

uguale per tutti i cattolici
È interessante quello che dice qui Kiko. NOI SIAMO STATI PREPARATI… E si è lavorato molto sulla famiglia, si è lavorato molto nel trasmettere la fede ai figli, si è lavorato molto anche per portare avanti la domenica la celebrazione domestica, trasmettere la fede ai figli. E vediamo i risultati, vediamo un aiuto, per questo anche per esempio il Papa, anche il nostro vescovo qui di Gerusalemme, ha detto “adesso è una grande opportunità che abbiamo tutti per celebrare, per avere momenti in comune con la famiglia, perché LA VEGLIA È SEMPRE SPEZZATA, UNO SEMPRE CORRE E DIVENTA UNA SPECIE DI PENSIONE, UN HOTEL. Adesso non potete uscire, possiamo stare insieme, possiamo pregare”.
("Loro" sono preparati. Poveretti quindi tutti quei fedeli “della domenica” che la domenica vanno alla Messa, magari con la famiglia, e non fanno le Lodi a Kiko… Rossi aggiunge però una cosa importante: LA VEGLIA È SEMPRE STATA SPEZZATA. Certo, Nel Movimento Neocatecumenale, sempre. Ogni comunità doveva celebrare la veglia autonomamente e così si ha che i figli sono sempre separati dai genitori e dai fratelli di sangue perché ognuno di loro deve partecipare con la comunità di appartenenza. È solo per puro caso se si ritrovano insieme perché, nella dinamica degli accorpamenti per mancanza di preti, magari toccano insieme comunità di fratelli di sangue. Altrimenti, tutto questo OSANNA ALLA VEGLIA IN FAMIGLIA, CHE PUÒ STARE FINALMENTE INSIEME è, proprio la sconfessione della prassi cinquantennale neocatecumenale, dove le famiglie sono SEMPRE SPEZZATE ALLA VEGLIA, per espresse disposizioni dei Sommi Capi. Adesso invece - causa virus - c'è il contrordine: “che bello che possiamo stare insieme in famiglia!” Ma scherziamo? Quando mai è parso loro “bene” che la famiglia celebrasse la Pasqua insieme? La Pasqua neocatecumenale andava tassativamente vissuta OGNUNO CON LA SUA COMUNITÀ. Ci hanno fracassato i timpani con queste sempiterne ineludibili disposizioni. E intanto, per la cronaca, so di famiglie che ieri - Giovedì Santo - hanno spezzato la famiglia pur essendo confinati in casa insieme: ogni componente ha "celebrato" via internet con la propria comunità, altro che con la propria FAMIGLIA. Addirittura ad orari diversi, in stanze diverse, perché la comunità, come si diceva, è più importante della famiglia. Penso proprio che questa "divisione familiare" avverrà anche per la Veglia, altro che "stare finalmente insieme"!).

Loro erano “avanti”, “preparati e pronti”:
Eh ma questo è facile, ci vuole un allenamento, ci vuole una formazione. Ecco quello che abbiamo fatto durante anni, questo i catechisti che hanno iniziato il Cammino ci hanno fatto un servizio enorme e lo stiamo vedendo. Leggendo si capisce benissimo quello che sta dicendo Kiko adesso.”
(Ma quale servizio? Intanto, in questa settimana santa, costretti in casa dalle misure vigenti contro il coronavirus, anche i figli cristiani dei non neocatecumenali possono pregare coi genitori, anche senza “allenamento”. Inoltre, magari in una famiglia ci sono figli o componenti non neocatecumenali, quindi questi che fanno? vengono "spezzati" e isolati? La famiglia si spezza, specialmente se i figli sono contrari al Cammino e usciti da questo, come ce ne sono tantissimi. La famiglia neocatecumenale modello "spot pubblicitario del Mulino Bianco", non esiste ovunque. Anzi, non è nemmeno tanto diffusa. Come loro insegnano, un conto è l’ideale, un conto è la realtà).

Rossi rincara, parlando del ritornello a loro molto caro, gli imprecisati "FRUTTI"  della "vita" di Kiko:
dicevo proprio questo che Kiko sta dicendo, che anche lui si consola, per tutto questo lavoro ha dato la vita. Ha speso la vita tutti questi 50 anni, lui, insieme a padre Mario e Ascension, hanno dato la vita per anni, per aiutarci e anche adesso vedono i frutti.”
(come al solito, danno per scontati certi imprecisati "FRUTTI", che quando proprio sono costretti a descriverli... li descrivono come i successi del Cammino. Allora li sfidiamo a censire le case neocatecumenali, una per una, per vedere quante famiglie portano questi "frutti". Per quel che so io, molte famiglie neocatecumenali che conosco, col cavolo che si riuniscono a pregare con tutti i figli. "Frutti" un corno. "Frutti" di che? Si fa presto a vaneggiare di ipotetici frutti).

Ma quant’è buono Kiko! Vi LASCIA LIBERI, per la prima volta in vita sua:
Potete organizzarvi come volete (quelli soli), in comunità o con la parrocchia”. Vedete, lascia aperte tutte le possibilità.”
Poi si rimangia le parole a lungo spese a proposito dell'uso dell'internet e dei social networks, tutti i divieti:
In questo momento che c’è questo strumento dell’internet e noi lo usiamo, perché no… Noi non vogliamo dire che sono cose del demonio, no: son cose che sono state fatte e che stan facendo un servizio. È vero che si può usare male, ma perché no…
(eh beh, a loro è rimasto solo internet, quindi all'improvviso non è più “del demonio”, ora “fa un gran servizio”. Bisognerebbe spiattellare loro le volte in cui predicavano, tassativamente, mai ubbiditi dalla maggioranza dei catecumeni, che era PROIBITO INTERNET. Si erano dovuti adeguare, come tutti, niente “casi speciali” nelle salette. Interi siti web neocatecumenali sparirono dalla sera alla mattina senza spiegazione).

Li ha abituati benissimo Kiko. Rossi infatti dice che Kiko REGALA quell’orribile disegnino sull’annuncio di Pasqua:
Kiko ci ha mandato un annuncio che ha fatto tanti anni fa, una cinquantina di anni fa. Ha voluto mettere davanti questo dipinto che ha fatto in questi giorni e l’ha VOLUTO REGALARE A TUTTI I FRATELLI DELLA COMUNITÀ. Chi è questo? Questo è Abramo, qui abbiamo… ecco, col coltello, il sacrificio di Isacco, è stato chiamato a sacrificare suo figlio
Ecco il REGALO: quest'immagine pare poco pasquale
(Il guru scarabocchia e i bovini credono al “regalo”. Sai che fatica… Si è sempre divertito un mondo a scarabocchiare… E quello nel disegno chi è? Abramo col coltello! Il sacrificio di Isacco, ma senza Isacco… Kiko per la Pasqua ha avuto la genialata di rappresentare il sacrificio al posto della Resurrezione. Scarso tempismo. Abramo uccide l’agnello col coltello ben visibile - cattivo gusto -, in un tempo che dovrebbe parlare di Resurrezione e di Vita…).

Ora ascoltate bene: dice che un tempo gli annunci si facevano per lettera. Poi, righe sotto, Kiko dice nella sua stessa lettera che “Voi sapete che io MAI VI SCRIVO, ma con la vicinanza della nostra festa…”.
MAI VI SCRIVO…. “. Allora, scriveva o no?:
C’è questa lettera perché agli inizi del Cammino non si faceva l’annunzio della Pasqua come lo facciamo noi, cioè di riunirsi e i catechisti fanno l’annuncio della Pasqua. Quante volte lo fa, tutti gli anni Kiko. All’inizio Kiko mandava una lettera a tutte le sue comunità, per questo abbiamo una lettera che aveva fatto tanti anni fa.
OSANNA A KIKO, OSANNA AL PROFETA:
Vedete che dopo quasi 50 anni, questa lettera è come se parlasse all’oggi. È meraviglioso, è una parola veramente attuale. Io mi ricordo quando Kiko parlava all’inizio, quando è arrivato a Roma e PARLAVA IN UNA FORMA MOLTO PROFETICA: “che pensate che le Chiese rimarranno sempre così piene di gente? SARANNO VUOTE!” e gli dicevano vai in Spagna, non abbiamo bisogno… E vediamo tutto quello che succede nel mondo, abbiamo visto quello che succede nel nord Europa, quante Chiese si stanno svuotando, quante Chiese si chiudono, e anche in Italia la pratica domenicale è sempre più bassa, sempre. E sempre più anziani, non ci sono i giovani, pochissimi. E questo ha dato una parola veramente…COME SI SA SE UNO È PROFETA? Da quello che dice, poi nel tempo si verifica.
(Ma vogliamo scherzare??? Cosa avrebbe detto che moltissimi altri già all’epoca non dicevano? Poi, quando mai Kiko ha detto che le Chiese “erano piene di gente”? MAI. Ha sempre parlato delle quattro vecchiette, dell’assenza di giovani… Secondo Kiko le Chiese ERANO GIÀ VUOTE, anche se oggi lo sono di più. IN ITALIA LA PRATICA DOMENICALE È SEMPRE PIÙ BASSA, mica come la pratica del sabato sera neocatecumenale, quando si riuniscono le comunità formate al massimo da 30 “fratelli” ciascuna. Al massimo dico, moltissime ne contano anche meno. Se si conteggia una media di 20 “fratelli” per comunità, ammesso e non concesso che siano tutti sempre presenti, in una parrocchia con 4 o 5 comunità (ma ne esistono tante anche con meno), all’Eucarestia partecipano in totale 80-100 persone. E c’è una sola Eucarestia neocatecumenale (o più di una, ma sempre per quelle 80-100 persone), non come nelle Chiese dove le Messe possono essere almeno 3 o addirittura, come nella mia parrocchia, anche 5, sempre pienissime. PROFETA È COLUI CHE DICE E POI SI VERIFICA. Allora sai Rossi, quanti profeti ci sono oltre Kiko? Un po’ troppi direi…)

Poi si vede che in Israele, dove si trova don Rossi, le informazioni non arrivano correttamente dall’Italia:
Ti saltano tutti i sogni, tutti i progetti, chi aveva progetti di costruire, un mutuo, cosa succederà. Anche noi, avevamo tanti progetti, tutto organizzato, tutto quest’anno, tutti i gruppi, e non sappiamo più quando verranno… Vedo che mi ha impressionato quest’anno del governo italiano di mettere il libretto per dargli i pasti giornalmente. Ritorniamo al deserto, eh, fratelli miei.
(Il brutto di tutto questo discorso, che è più ampio ma che abbiamo tagliato, è che parla di tutte queste sofferenze con un moto di soddisfazione. Non ci pare proprio l’ostentazione di una serenità impropria per i tempi, quanto piuttosto un sottile gusto del pessimismo neocatecumenale sulla sorte dell’uomo: eh, ragazzi, il deserto… Anche il Papa è mesto, sofferente per l’uomo, ma i santi neocatecumenali, più santi addirittura del Papa, stoicamente analizzano, mica interiorizzano. A questo punto sarei molto felice se improvvisamente si seccassero tutte le entrate economiche e gli aiuti ai residenti alla Domus, come sta accadendo per tantissime nostre famiglie, col problema gravissimo addirittura di come sfamare i figli. Vorrei vedere allora se il deserto è sempre “ah, ritorniamo al deserto, fratelli miei”, punto. È che a questi kikos la crisi mondiale non li sfiorerà nemmeno con un dito, hanno risorse illimitate, hanno incassato fiumi interminabili di "Decime" ed eredità. Non avranno il problema di mangiare tutti i giorni, perché tutti i giorni avranno le scorte provvedute da chi lavora ed elargisce. Quale deserto per loro? Forse perché non possono rispettare la scaletta di PROGRAMMI che si erano prefissi? Quando vedrò con i miei occhi i big del Cammino dimagriti per gli stenti e la fame, allora potranno parlarci di deserto. Forse non lo faranno o lo faranno stavolta senza ironia palese.
Ma dov’è che il Rossi ha saputo del “libretto per i pasti giornalieri” agli italiani? Spesso dicono cose non verificate, perché l’hanno “sentito dire” chissà da chi, diffondendo falsa informazione).

Sembrerebbe poi darci un lume sul “perché "DIO" ha aperto questo Cammino”, ma in realtà non lo fa affatto, com’è tipico dei neocatecumenali, domande retoriche seguite da sproloqui:
È necessario illuminare… Perché DIO HA APERTO QUESTO CAMMINO? Perché, qual è il motivo?
(Rossi sembra piuttosto sicuro che questo Cammino l’avrebbe aperto Dio…)

Ascoltiamo il commento:
È stato tutto preparato, a me impressiona, anche con alcuni di voi vi ricordate, siamo stati in Egitto, abbiamo fatto le tappe dell’Esodo, abbiamo continuato per la Giordania. Vedere tutto ci sta preparando, poco a poco a questa venuta di Gesù Cristo. E dopo arriverà nel momento in cui è tra il popolo e i Giordano. Proprio in quel luogo, più avanti, arriverà Giovanni il Battista e battezzerà Gesù, perché in Lui si dovevano compiere tutte le promesse, tutte! Da quando Israele stava schiavo in Egitto, quando vi ho aperto il Mar Rosso, questo è bellissimo in Matteo, come Gesù è il compimento di tutta questa storia. Tutto, tutto l’ha vissuto Lui. E che dà un nuovo senso Gesù del Battesimo a tutta questa storia, perché per il popolo era entrare in una terra concreta, mangiare ecc. Ma Gesù farà una cosa nuova, eccezionale e si sentirà una voce dall’alto che dice “Questo è mio figlio diletto nel quale io mi compiaccio”. Cioè l’Esodo ha senso in quanto Lui è collegato al cielo, l’Esodo finisce in cielo per un cristiano. È venuto a distruggere la barriera della morte che ci impediva di passare al cielo.”
(Se a voi sembra una risposta al perché “Dio” ha aperto il Cammino… Dio avrebbe preparato quelli che sono stati insieme a lui in Egitto… Avrebbe preparato Israele. Stessa identica predicazione di sempre. Non c’è risposta… c'è solo la vanteria del "siamo stati in Egitto ecc.": siamo stati turisti a vostre spese, il "vedere" tutte queste cose turistiche nella Terrasanta ci ha "preparati"  ad ammannirvi la solita predica...).

E quindi il Rossi legge la lettera di Kiko e prosegue:
Cioè questo fatto della morte e dopo è risorto, già sta preparando una cosa molto più grande per l’umanità. Vado e torno. Ritornerò, ritornerò e vi porterò con me.”
Io sono contento che il Signore forse vorrà che abbiamo anche la Domus Jerusalem nel monte degli Ulivi, perché dice il profeta, che quando verrà, verrà lì. Verrà con tutti i suoi santi
Ne vogliono un'altra uguale…
(Già pensa al futuro. Nel tempo di una crisi economica mondiale, sulla quale si sofferma a lungo a parlare, pensa alla “futura” multimilionaria Domus Jerusalem. È totalmente scisso, fuori dalla realtà, il deserto mica li tocca…, il giorno per giorno. La nuova Domus, ennesimo monumento che Kiko erige a sé stesso, doveva essere eretta a Mamre, ma qualcosa dev'essere andato storto per diversi anni, per cui ora è da edificare sul Monte degli Ulivi fresco comprato per cinque milioni di euro tramite il paradiso fiscale panamense...).

Che il Rossi sia scisso dalla realtà, nonché volto a mammona, lo mostra l’allucinante discorso successivo:
Ricordo sempre una sorella della mia comunità che quando era medico un giorno mi disse: "Guarda, la notte di Pasqua mi metto le cose più belle", una bella pelliccia, andava in giro con tutti i suoi ori, tutta agghindata, perché mi diceva "se passa il Signore in questa notte e mi porta con Lui, vado con tutte queste belle cose, vado in cielo. Con tutte queste cose". Era una forma per specificare questa presenza, questo passaggio del Signore che ci porta con Lui.
(Sembra il pirandelliano "roba mia, vientene con me": questa sua sorella ricca, adesso in pensione presumibilmente, ma prima medico, giustamente indossa per Pasqua gli indumenti più belli, per andare "in cielo con tutte queste cose" - sic! Ma se per il popolino neocatecumenale con miriadi di figli “l’indumento più bello” può essere un bel cappotto e un bell’abito, magari acquistato al mercato (dico perché SO), per questa sorella è LA PELLICCIA, TUTTI I SUOI ORI… E perché si “agghindava con il meglio di tutti i suoi ricchi beni?" Perché se dovesse passare il Signore e portarla con sé, se ne va con tutte queste belle cose, tutti questi ricchi beni! Ma scherziamo? Disse Giobbe: “Nudo uscii dal seno di mia madre, e nudo vi ritornerò”. Non portiamo con noi beni terreni quando trapassiamo. E il buon don Rossi approva la signora ricca con la pelliccia e gli ori, considerando la sua una forma per “specificare il Signore che ci porta con Lui”. “Se PASSA il Signore in questa notte…” Il Signore trattato come un “passante” nella notte di Pasqua. Se passa, i poveri come andranno agghindati, non potendo portarsi tutte le loro pellicce e i loro ori con sé… Disuguaglianza anche nell’Aldilà?
Il vestirsi decorosi e con le cose più belle è in rispetto a Gesù, per onorarlo, accoglierlo al meglio, dignitosamente: è per LUI, non è PER SE STESSI, così che "se passa" si va insieme a Lui con tutte queste belle COSE NOSTRE, I NOSTRI AVERI TERRENI, I NOSTRI BENI).

La ricca "sorella", con tutte queste belle cose,
attende il "passaggio" del Signore, l'Uber per il cielo

Rossi insiste ancora su Kiko-profeta. Ma ci crederà davvero? Legge la lettera di Kiko, dove dice che “Il Signore viene a liberarci dalle nostre paure…”:
Allora, se è vero questo, fratelli, Kiko sta parlando 50 anni fa, è attualissima questa parola (parola di Kiko) e guardate come stiamo, siamo attorniati da tutto questo coronavirus, tutti questi problemi, le paure, le ansie, cosa sarà domani… “Le nazioni escono dalla Chiesa”. GUARDATE COME STAVA VEDENDO TUTTO QUELLO CHE STA SUCCEDENDO OGGI! “Ossia, sono già uscite…
(Kiko-profeta 50 anni fa, facendo l’annuncio di Pasqua, previde il coronavirus. O non è che la Pasqua è proprio di per sé l’Eucarestia delle Eucarestie e perciò le parole di Kiko, lungi dall’avere valore profetico, erano soltanto un richiamo alla Pasqua? Come anche “le nazioni escono dalla Chiesa”… dove la profezia? Stavano già uscendo allora e molte erano uscite già, lo dice poi Kiko stesso: “Ossia, sono già uscite”. Profezie zero. Eppure Rossi ci tiene a far passare Kiko per quello che non è: un profeta).

Ma l’Osanna a Kiko continua e di risposte alle domande che fa, nemmeno l’ombra, tranne che quelle che chiunque può leggere nella Scrittura:
Perché Dio ha permesso il coronavirus? Veniamo al dunque. Ve lo dirà ora la Scrittura (Tess. 2,3). Quante volte ce l’ha detto Kiko, Carmen, Padre Mario… Vi ricordo quante volte hanno portato questo testo nelle convivenze dell’inizio corso… Guardate a me impressiona molto una cosa che sempre ci ha detto Kiko e l’ha ripetuta a noi catechisti, ecco, che tutta la nostra cultura oggi è centrata sull’uomo”.
(La domanda sarebbe: Perché Dio ha permesso il coronavirus? La risposta sarebbe: Quante volte ce l’ha detto Kiko! Quante volte hanno portato questo testo nelle convivenze! Kiko ha sempre detto a noi "catechisti" che la cultura di oggi è centrata sull’uomo. Bella scoperta! La scoperta dell’acqua calda! Ci voleva proprio Kiko a dirlo, dopo secoli di Rinascimento ed Umanesimo… Come non parlare di idolatrica disconnessione? Mettono Kiko ovunque, anche nelle più banali ovvietà).

Allora, in questa cultura antropocentrica, cioè centrata sull'uomo, - indovinate un po'? - il CAMMINO HA LA RISPOSTA. Non la Chiesa, ma il Cammino:
l’uomo è caduto in questa trappola di cui parla qui: “mistero dell’iniquità”. È stato sedotto, ingannato. Questo NOI NEL CAMMINO PARTIAMO DA UNA COSA… CI HANNO ANNUNCIATO NELLE PRIME CATECHESI UNA COSA IMPORTANTISSIMA. Partendo dalla Genesi, facendoci vedere l’esperienza che hanno fatto Adamo ed Eva: è stato sedotto dal maligno, perché Dio aveva detto, introducendo Adamo ed Eva in un bellissimo giardino “Guarda tu puoi mangiare, tu puoi approfittare di tutto quello che hai, però non mangiare di questo albero, l’albero della vita. Se mangi, se lo tocchi, morirai. Due segni, quante volte dobbiamo proclamarlo, quante volte ve lo hanno spiegato i nostri catechisti, è questo il problema di oggi.
(Naturalmente, i borricos neocatecumenali nulla sanno. È per questo che devono SPIEGARE TUTTO I "CATECHISTI", che invece saprebbero. La solita immancabile catechesi su Adamo ed Eva, anche se in forma ridotta. Ve l’hanno detto i CATECHISTI, quante volte! È questo il problema di oggi! La cosa IMPORTANTISSIMA che i CATECHISTI hanno annunciato nelle prime catechesi è infatti che cosa? Adamo ed Eva in salsa neocatecumenale).

Si dilunga moltissimo sui mali della società: manipolazione genetica, coronavirus, eutanasia, aborto, gender, crisi economica, perfino la crisi turistica (ovvio: perché riduce i soldi in entrata alla Domus di Kiko!), cita anche quei pochissimi medici che si sono suicidati per stress da coronavirus (tacendo i moltissimi, anche non cristiani, che fin dall'inizio della crisi hanno fatto il loro dovere e spesso anche di più)… Tutto per dire quel che tutti sanno: l’uomo artefice di se stesso attenta alla creazione.
Il gusto sottile nel narrare in nero permane ancora, fino ad arrivare a dire con indifferenza:
Quanti italiani non avranno più lo stipendio, forse, non so, così i nonni li aiuteranno, vediamo quello che succederà. E certamente ha distrutto anche l’economia dei prezzi, un salasso forte, non so come riprenderà l’economia mondiale e tutte queste cose.
(Uno può parlare come Rossi solo se ha la certezza di una comoda vita di rendita.
Io e mio marito siamo italiani che rischiano lo stipendio e non abbiamo "nonni". Fosse stato davanti a me a fare un discorso del genere con quella faccia a metà tra l’ironico e il minimizzante, come minimo l’avrei mandato a farsi friggere… Ma lui (anzi: loro) di tutto questo se ne infischiano. Hanno un impero, pensano già alla futura Domus multimilionaria… Ingordi, non gliene bastava una faraonica. No, ne vogliono due, per quattro gatti).

Gli riesce benissimo parlare di catastrofismo, pessimismo, malanni sociali vari, deterioramento dei valori, ci dedica un sacco di tempo. Tutto il nero che c’è lo descrive al millimetro. Ma la salvezza? Siamo a Pasqua! A quella dedica tempo relativo, dicendo sempre le stesse cose.

Conclusione

Scusate la lunghezza, ma era necessario commentare per far capire l'andazzo alla corte di Kiko-Versailles.

Un kikos abituato a prendere per oro colato le pompose prediche dei Kiko e dei Rossi, ne resterà impressionato ("ooh, Kiko ci ha regalato un disegno! ooh, la sorella impellicciata e piena di ori, e il Signore-Uber passa a prenderla! ooh, il Cammino è stato aperto da Dio cioè da Kiko! ooh, Kiko aveva profetizzato tutto, anche il numero di infetti e di disoccupati dai nonni!...") ma non riuscirà a notare che dai piani alti gli stanno dicendo in faccia: «Se non hanno più pane, che mangino brioche».

martedì 7 aprile 2020

La "comunione da asporto" nell'Annuncio di Pasqua 2020: Kiko Arguello è felice e sta bene e se ne fotte del mondo intero

Eravamo tutti in pena perché Kiko, da quando è fuggito in Spagna (cioè non appena la situazione della pandemia si era fatta seria), non aveva dato notizie di sè; era letteralmente sparito.

“Quo vadis Kiko?” Da quel grande, impareggiabile Iniziatore qual è, ha fatto orecchie da mercante (ahahah mercante!) e se l’è data a gambe: bye bye Roma!
L’annuncio-lettera ci ha rassicurato. Pare stia bene; non solo ma mai ha parlato tanto di felicità come in questo annuncio!

La prima parola di Kiko: sono felice, sono molto felice, rallegriamoci. La grazia più grande: avere una comunità. Sapere che la nostra fine è gloriosa nel cielo, piena di felicità.

Ma poi parlando del coronavirus che ci circonda - che potrebbe anticipare di pronto, rendendolo attuale, il suo glorioso ingresso nel desiato cielo - non dice che porterà molti di noi alla morte ma “che porterà molti fratelli alla morte”. E insiste: questa Pasqua ci trova tutti circondati dal coronavirus che crea inquietudine, perché tanti fratelli e sorelle possono andare al Padre” e “speriamo che questo possa aiutare molti fratelli a convertirsi da una vita contro Dio”.
Ordunque il nostro Kiko non si colloca né tra quelli che “salgono al cielo”, né tra quelli che devono “convertirsi”. Certo, dimenticavo che lui è dio, lui dirige l’orchestra.
Kiko continua: “In mezzo alla tenebra in cui si trova la nostra società (e insiste! È tenebra e vede tenebre solo fuori di lui!), abbiamo più che mai bisogno della Veglia Pasquale, che viene a riempire di speranza la nostra esistenza”.

E dunque dopo un lungo silenzio, Kiko parla così.
Questo è quanto partorisce la sua mente oscurata, la sua anima insensibile e il suo cuore indurito. Questo “gli è stato ispirato”, senza dubbio, ma da chi non si sa.
Davvero mai prima d'ora ha parlato tanto di felicità nei suoi sproloqui. Cosa gli è preso? Una strana euforia incontenibile.
Kiko il più felice di tutti e tre!
L'unico che "si cinge la veste da solo"
e fa sempre e solo il cavolo che vuole lui.
E ora continua così, mettendo sul tavolo il suo asso nella manica:
“Abbiamo più che mai bisogno della Veglia Pasquale” e noi la celebreremo in “una maniera unica; ma la cosa meravigliosa è che Dio ci ha preparato in modo provvidenziale in questi 50 anni per poterla celebrare in casa, con la nostra famiglia”. “Il padre di famiglia presiederà la Pasqua, che sarà vissuta come abbiamo sempre fatto”.
Questo vale per tutti.

Per i fratelli che sono proprio soli e non possono mettersi in contatto con la comunità “possono celebrare la Pasqua collegandosi con la televisione del Vaticano o della Diocesi”.
Ossia, quei fratelli che proprio sono soli e non hanno mezzi per connettersi con la comunitàpossono celebrare la Pasqua collegandosi con la televisione del Vaticano o della Diocesi”!
Per tutti gli altri, neanche a dirlo: va vissuta la Veglia Neocatecumenale autenticamente unica, finalmente senza restrizioni di sorta né controlli. (Alias, comunione col Papa e con la Chiesa: ultima ratio, una specie di contentino).

"Pregheremo per i fratelli che il Signore ha chiamato già e per quelli che chiamerà presto". I fratelli che chiamerà? Proprio non ipotizza che potrebbe essere chiamato lui “di pronto”!

Perché, Kiko ne è certo, il Signore nella sua Provvidenza sono 50 anni che li prepara all’agognato giorno in cui si può celebrare nelle case. Con le Lodi a Kiko della domenica a casa coi figli li ha preparati, udite udite, a poter "celebrare in pienezza la Pasqua nelle case". Si realizza così il sogno di Kiko e Carmen che accarezzavano da tutta una vita: poter finalmente celebrare nelle case la Veglia così come consegnata ai neocatecumeni fin dalla notte dei tempi e che mai hanno modificato di una virgola. Che hanno sempre difeso a spada tratta e col coltello fra i denti da ogni divieto o possibile correzione.
Ma sì, diciamoci la verità! Negli ultimi anni non se ne poteva proprio più con i continui interventi della Chiesa, in varie Diocesi, sempre più diffusi.
E una volta attaccavano il Giovedì Santo, una volta il Venerdì, la Veglia sempre, e loro lì a doversi difendere ogni volta. Una battaglia continua ed estenuante. Ed ogni anno si rischiava di perdere un pezzo per strada.
Invece ora, finalmente, grazie al coronavirus, nelle case potranno fare il cavolo che vogliono e lo considereranno pure come precetto adempiuto.
Onde per cui Kiko allega un’antica lettera del 1972 sulla Pasqua, per rinverdire lo spirito originario (tutto resta immutabile in secula seculorum) con cui va tassativamente celebrata. Ha anche diramato insieme le debite disposizioni puntuali per tutto il Triduo Pasquale in salsa neocatecumenale, in perfetto stile kikiano/carmeniano.

Cosa desiderare di più dalla vita?

Merita però una nota speciale questo singolare passaggio, tratto dal documento "Orientazioni liturgiche", le kikiane disposizioni sulla Santa Veglia (pagina 22)

Guardate con i vostri stessi occhi
c’è tanto di timbro e marchio della Premiata Ditta:
“Qui si fanno solo gli affari nostri”

Questa volta non se la caveranno gridando:
“fake news – fake news”

QUESTO IL TESTO:
* Se i Vescovi (o i Parroci) danno la possibilità di ricevere la comunione sacramentale (portata precedentemente da un ministro straordinario), dopo il Padre nostro si canta o si recita l’Agnello di Dio, poi il capofamiglia distribuisce la comunione dicendo ad ognuno:
- Il Corpo di Cristo
Portata precedentemente? Quanto tempo prima? Quando saranno state consacrate le sacre specie da asporto? (chiamiamole così) Siamo sicuri che non portino dei bei pani azzimi in teli di lino, pronti per essere consumati nelle famiglie, proprio come fossero pizze da asporto? Per quanto tempo sosteranno nelle loro case, prima di essere consumate alla fine della lunga Veglia? Il Sabato Santo prima della Veglia nessun Sacerdote può consacrare. L’ultima Messa è stata quella in Coena Domini del Giovedì Santo. Chi saranno i riders designati per la consegna a domicilio? Quanto tempo prima la faranno?
Allora io non oso neanche immaginare dietro questa postilla * cosa può mai celarsi.
Quali consegne sotterranee, quali perverse indicazioni segrete. Penso solo a tutte le parrocchie con parroci neocatecumenali, del tutto sottomessi al volere dei fantasiosi kikatechisti, unite alla prassi di cui sono testimone di arricchire della "interpretazione autentica" fornita a voce le consegne scritte.
Quali disposizioni avranno ricevuto in proposito da Kiko per trasmissione orale?
Di consacrare tanti pani azzimi quanti ne servono, uno per famiglia (sembra la trasposizione del racconto di una pasqua ebraica in piena regola), che poi il padre distribuirà dopo averlo frazionato ripetendo il gesto della Pasqua (con quale permesso?) o glielo manderanno già frazionato (non credo proprio) con tutte le inevitabili briciole?
Magari per questa volta si accontenteranno delle ostie, tante quanti saranno i partecipanti per famiglia? In ogni caso dovranno arrivare nelle casa con anticipo (di quante pissidi è dotata una Parrocchia media?) custodite come? Lasciandole lì, in custodia loro, fino al momento della consumazione?
Si aprono varchi pericolosi, illegittimi, in uno scenario orripilante e di riduzione del Santissimo Sacramento a "pizza da asporto".
Un “ministro straordinario” in tutta autonomia che andrebbe dispensando per le case la comunione sacramentale senza distribuirla egli stesso a ciascuno nel contesto di un piccolo rito fatto proprio per i malati e gli anziani, i soli che possono ricevere a casa la comunione. Questa roba da disinvolti maneggioni del sacramento (sia pure con la scusa dell'epidemia) suona davvero sacrilega e indegna.

I kikos si atteggiano ad eletti anche in questo. Chi cristiano della domenica avrebbe mai osato pretendere tanto? Anche solo ipotizzarlo sarebbe assurdo.
Ritengo che andrebbe in ogni caso informato anche il Governatore della Campania V. De Luca, per vedere cosa ne pensa di questa ennesima genialata furbetta dei capi del Cammino: girare casa per casa portando il pane eucaristico come fosse una pizza da asporto (e ci chiediamo anche se i riders neocatecumenali tratteranno anche il "beveraggio": tra le comunità del Cammino c'è sempre chi vuole strafare).

Piccola notazione curiosa: se cercate nell'Annuncio di Kiko la parola Croce non avrete riscontro. Provate a mettere la parolina IBAN e, voilà, appare magicamente. Perché, neanche a dirlo, stanno a secco, hanno bisogno di aiuto economico per loro con la scusa delle tante famiglie in missione che da loro non hanno mai ricevuto il becco di un quattrino (ossia, se non provvede la loro comunità stanno fresche!), come sempre; non per l’emergenza umana e sanitaria di cui al caro Kiko non frega niente e che considera solo un inconveniente passeggero, un accidente, un inciampo sul suo cammino.

Le sue infinite scorribande sono state stoppate di colpo dal coronavirus. Ma per Kiko “non c’è più parola”, come avveniva per i falsi profeti; la profezia, il suo mestiere di sempre, è cessata. Non sa leggere la storia, non ne è più capace? O forse non gli conviene. Poiché inequivocabile è il linguaggio di Dio e chiaro, neanche Kiko, da grande equilibrista, può farci nulla!
Dovrebbe provare a spiegarci, e spiegare per primo a se stesso, come mai - visto che è Dio stesso che lo ispira in tutto quello che dice, che fa e che programma - il Signore ha mandato all’aria in un soffio tutta la sua fitta agenda di appuntamenti comunicata nel dettaglio all’annuncio di Kikuaresima di quest'anno, tutto l’enorme lavoro per l’evangelizzazione/volontà/di/dio che lo aspettava nel 2020, ottuagenario infaticabile che spende senza risparmio la sua vita per/amore/dei/fratelli blablabla.

Kiko si interroga sulla sua morte
e Kiko si risponde da solo, 
da falso profeta.
Non sa neanche che:
“l’uomo propone e Dio dispone”
Perché mai il Signore ha permesso tutto questo assurdo macello? Perché non gli importa niente che vada all’aria tutto il kikiano super-attivismo? Come può tollerare di vederlo sepolto vivo a Madrid con tutto quello che aveva da fare? Perché assiste senza intervenire alla totale disgregazione di tutte le comunità nel mondo che non possono più riunirsi in ogni parte, né andare ad ascoltarlo, né ricevere i catechisti per gli scrutini, né celebrare l’eucarestia? Non potranno neanche usare più l'irrinunciabile coppa, alla quale credo fermamente che non berranno mai più dopo quanto è successo per “volontà di Dio”. Eppure Carmen diceva “Se ci tolgono l’eucarestia il cammino muore!” (AMEN, aggiungo io. Finalmente è giunta l’ora!), e giustificava così tutte le sue aggressioni violente in Vaticano.
E tutto questo è Dio stesso che lo ha fatto, è indubbio (questa la loro predicazione di sempre, avulsa dalla religiosità naturale)! Senza intervento di Papa, Cardinale o Vescovo o anche nonostante l’appoggio incondizionato di tanti di loro. Dio lo ha fatto, Dio stesso ha steso la Sua mano. E mentre Kiko se ne stava tranquillo, pensando di avere tutto sotto controllo, la rovina gli è piombata addosso improvvisa, per una via sconosciuta e inimmaginabile. E non c’è nulla da fare, non ci sono strategie da mettere in campo, astuzie, menzogne studiate ad arte per salvare, in questo caso, non solo il "buon nome del cammino" ma la sua stessa sopravvivenza; messa in discussione da oggi in poi da uno tsunami violento e imprevedibile, piombatogli addosso improvviso.

Kiko dice: “In mezzo alla tenebra in cui si trova la nostra società (appare evidente che nella tenebra più fitta brancola lui), abbiamo più che mai bisogno della Veglia Pasquale, che viene a riempire di speranza la nostra esistenza”. La grazia più grande: avere una comunità. Sapere che la nostra fine è gloriosa nel cielo, piena di felicità. La famosa “salvezza a grappoli”, secondo cui uno si salva automaticamente se la sua comunità fa bene il Cammino.
Ma Dio ci ha messi ciascuno al Suo cospetto senza intermediari, senza alibi "comunitari".

Uno che parla come Kiko è più fuori di un balcone, fuori dalla grazia di Dio in primis, ma proprio fuori di testa. Nell’attuale contingenza si misura il grado di alienazione ormai irreversibile in cui è rovinosamente piombato, quella stessa in cui sta trascinando con sé tutti coloro che hanno riposto in lui fiducia e ogni loro speranza.
“La grazia più grande: avere una comunità. Le nostre comunità salveranno il mondo e questa generazione.”
Il coronavirus ha posto un alt imperioso proprio a tutte le forme aggregative.
Perché Kiko non dice neanche una parola su questo? Cosa Dio gli sta dicendo, a lui personalmente, con questi fatti? Ci salviamo a grappoli? “Essere UNO”? La comunità che è il fulcro di tutto il Cammino, salvezza del mondo (nientemeno!) e di questa generazione (addirittura!), Dio l’ha disgregata (cioè non ha impedito il coronavirus), l'ha frantumata con tutti i suoi rituali e i suoi raduni, convivenze, passaggi, celebrazioni, eucaristie in disobbedienza alla Chiesa, con pani azzimi spezzati e distribuiti da chi capita e la coppa gigante a cui tutti si abbeverano, prendendola dal ministrante tra le loro mani. Il coronavirus pare fatto apposta per disintegrare tutto questo “in un istante, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba”. Ossia, ci siamo coricati che il mondo era in un modo e il mattino dopo nulla più è stato uguale. Il Cammino ha cessato di esistere così come lo conosciamo, quasi per incanto. Chi lo poteva immaginare? Chi poteva mai prevedere una simile sciagura piombare così improvvisa? Come la notte dell’esodo, del mare che si apre e salva il popolo e sommerge il faraone e il suo esercito spazzandoli via per sempre, travolti tutti a causa dalla smisurata superbia e arroganza di uno solo, per la sua testarda ostinazione nel continuare ad opporsi a una volontà di Dio tante volte e in tante forme a lui chiaramente manifestata, convinto che la sua forza fosse unica regola alla giustizia. Chi ci farà cadere? Chi ci farà vacillare? Chi ci priverà del nostro bene? Anima mia, riposa e godi dei tuoi beni che tieni al sicuro!

Ma neanche questa ultima lezione gli è bastata. Lo diciamo con tremore. Dalla lettera di Pasqua ne abbiamo conferma: piuttosto, come avvenuto per il faraone, il suo cuore si indurisce ogni volta di più: Kiko non è sincero. Siamo certi che Kiko non è affatto felice in questo tempo. A chi vuol darla a bere? Finge di sicuro. Parla tanto di felicità perché felice non lo è per niente. Ostenta sicurezza per tenere strette le fila. Chi lo seguirebbe più tra gli adepti, che in tanti gli obbediscono sol perché trovano la loro sicurezza nel cammino? Se anche questa venisse meno, tanti fuggirebbero a gambe levate, in troppi sopportano già da molto tempo.
Kiko è sconvolto in questo tempo, altro che!
Imperatore che vede il suo regno cadere a pezzi. Da ogni parte arrivano a Kiko notizie catastrofiche: focolai di pandemia scatenati dai "riti mistici" kikiani-carmeniani, interi seminari Redemkikos Mater infettati, tanti fratelli e presbiteri che muoiono un po' dappertutto mentre i pretoriani di Kiko, tutti vecchi come lui e già malridotti in salute perché non si sono rifugiati per tempo in un bunker blindato come lui... e Kiko il vigliacco, cosa ha fatto? È scappato così rapidamente che neanche si sa dove sia andato a rintanarsi. Un esercito in disfatta, i fratelli - sempre vigilati per 50 anni e tenuti nel recinto sicuro delle loro comunità chiuse che mai si sciolgono nella Chiesa, obbedienti ai cosiddetti “catechisti” e allineati e coperti anche dopo finito il cammino come sappiamo bene - ora sono tutti dispersi e fuori controllo, poiché non possono più riunirsi né in molti né in pochi, ognuno sta nella sua casa. Il Signore ha distrutto la comunità neocatecumenale, riducendo tutti a monaci di clausura agli arresti domiciliari.
E ancora, cosa farà mai Kiko senza tutti i suoi impegni?
Credo che sia in piena crisi di astinenza: senza assemblea, senza popolo osannante, senza microfono e senza leggio, senza chitarra, orchestre e viaggi continui. Senza arte né parte più, e tutto questo da un giorno all’altro, dalla sera alla mattina.
Quanto è falsa le lettera di Kiko, la sua felicità! Credo che Kiko sia un disperato in questo tempo. La sua missiva asettica e fasulla lo dimostra. Non una parola per i morti, non una parola per chi soffre, con il suo “che bello arriva la Pasqua 2020, in questa circostanza eccezionale sarà meravigliosa” è solo stonato e fuori luogo; non trovo un solo aggettivo per definire il falso storico che è Kiko Argüello.
Guardate i piedi e le mani,
un bambino farebbe meglio.
Sciatteria e imperizia!
Arte zero: ispira angoscia.
Non gli riesce proprio quest’anno 2020 di fare un “annuncio” roboante come negli anni scorsi.

Cosa Dio vuole dirci con il coronavirus? Illuminaci Kiko. Insegnaci tu, come sempre fai. Rispondi: Cosa Dio dice a te con questo evento? Non è forse questa la domanda cruciale in tutti gli scrutini che infliggi agli altri?

Kiko, invece, deformando tutto, trasforma la totale disfatta in una legittimazione più forte delle sue piccole comunità, da lui autorizzate (cioè obbligate) a celebrare ora autonomamente la chiassata kikiana-carmeniana nelle case (ci saranno anche le grattugiate di chitarrella notturne? cosa diranno i vicini di casa e il condominio?); nasce la vera chiesa, mentre il Signore di fatto le ha già disgregate. Poiché tutto quello che le caratterizzava è divenuto impossibile da praticare.

Ma Kiko insiste ossessivamente sul celebrare nel loro modo esclusivo e chiuso ad ogni costo ancora in questa situazione dando delle indicazioni apparentemente precise ma ambigue ed aperte a stranezze e sacrilegi, discutibili e pericolose per la comunione ecclesiale, ancora una volta come sempre.
Non a caso ha scelto il datato annuncio del 1972. Così tenta di mettere i fratelli in salamoia immergendoli nelle nostalgie del passato.

In esso leggiamo:
“Vorrei innanzitutto mettervi in guardia da alcuni pericoli che corriamo riguardo alle feste pasquali, dato che non dobbiamo dimenticare in nessun momento che ancora siamo dei neocatecumeni in cammino verso le acque della nostra rigenerazione, e neocatecumeni tanto all’inizio da avere subito bisogno costante di guida, consiglio e catechesi, perché la nostra ignoranza ancora è grande.”
Dobbiamo aiutarvi perché siete giovani di cammino, vi manca per finire il percorso battesimale e avete bisogno che vi diciamo noi cosa è la pasqua e come celebrarla. Una domanda sorge legittima: siamo nel lontano 1972, ma cosa è cambiato dopo 50 anni? Kiko oggi, senza neanche menzionare il coronavirus, dice che vale come indicazione quanto lì scritto, ossia egli continua a trattare i suoi adepti come studentelli alle prime armi, eterni bambini, stupidelli erano, stupidi sono rimasti senza rimedio.

È detto che sono disposizioni per coloro che sono catecumeni e non fedeli “che hanno bisogno di essere guidati, di ricevere catechesi costanti”. Allora è evidente che per Kiko catecumeni o neofiti o fedeli adulti nel cammino è tutto lo stesso, non cambia nulla; si è sempre sotto i precettori, sempre sotto i cosiddetti “catechisti”. Quello che fu detto all’epoca, oggi non è cambiato di una virgola. Statuti o non Statuti, correzioni o non correzioni, richiami o non richiami. Questa la verità. Aggiungiamo anche: coronavirus o non coronavirus.

Ma questo lo avevamo capito da molto tempo.
Le cose vere e intoccabili per Kiko e Carmen restano tali ancora oggi per Kiko all’epoca del Covid-19.
Quanto inopportuna è questa vecchia catechesi!

Alla prima pagina già ironizza sulla “teatralizzazione esterna dei fatti” che ha caratterizzato, a suo dire, “una religione ciclica di eterno ritorno… in un ciclo ininterrotto di anni”. E noi, dopo 50 anni, possiamo chiederci: perbacco! Ma proprio lui parla? Ma si è almeno riletto? Sembra infatti che parli di se stesso? Che ipocrita! Proprio lui che ha ridotto tutto a uno squallido teatrino, identico da cinquant'anni, nel suo cammino auto-celebrativo fatto di ritualismi vuoti e imbecilli che si ripetono sempre uguali nel "ciclo ininterrotto" degli anni e dalla cui fedele osservanza nel cammino dipende tutto. Instillando terribili sensi di colpa negli adepti che non eseguono con puntigliosità.

La Pasqua non è la Veglia Neocatecumenale celebrata secondo il rigido schema rituale dato dai kikatechisti, ma è un passaggio di Dio oggi nella tua storia concreta, non è mera commemorazione di un fatto del passato. Parola di Kiko! Che poi di questo nostro oggi non spiega un bel niente, eppure è il suo mestiere! Dal momento che é tutto molto chiaro, ha capito che è meglio se tace. Spera col silenzio che passi presto la nottata e lui possa risorgere dalle ceneri, come l’araba fenice. Kiko è un gran furbacchione e fa finta di niente. Furbo sì, ma non stupido.

Tanto per darsi delle arie Kiko ritorna, con la sua vecchia lettera per la Pasqua, all’antico amore: "la chiesa resto" che sarà perseguitata e non capita. Dice di essere lui questo resto con le sue piccole comunità, oggi annientate dal coronavirus.

Sono passati 50 anni, ma assume un senso speciale rivolgersi in quest’oggi a tutti i fratelli con una lettera delle origini scritta per chi ha appena intrapreso il cammino neocatecumenale.
Per un itinerario di formazione che ha un inizio e una fine, che è dinamico, che prevede una meta, un unico e autentico schianto, un vero e totale fallimento.

domenica 5 aprile 2020

Perché esiste questo blog?

Vescovo si fa "ri-battezzare" da un kikos
allo scopo di onorare Kiko Argüello
Il Cammino Neocatecumenale contiene gravi e numerosi errori almeno in materia liturgica e dottrinale. Tali errori non sono mai stati corretti; al massimo, camuffati.

Su tali errori esiste una vasta e crescente documentazione (a cominciare dagli interventi dei Papi letti nella loro interezza più libri e articoli scritti da validi teologi che hanno esaminato a fondo le "catechesi" del Cammino confrontandole con l'insegnamento della Chiesa). Sono errori che il Cammino non ha mai corretto; al massimo, ha camuffato.

Questo nostro blog è nato quattordici anni fa, a maggio 2006, come spazio di discussione sul Cammino Neocatecumenale, in seguito al fatto che su diversi forum internet dell'epoca - a cominciare dallo spazio commenti del blog del Tornielli - le osservazioni critiche al Cammino e le testimonianze non allineate, anche quando espresse in maniera civile e documentata, venivano cancellate, mentre passava sempre comodamente la "propaganda kikiana", anche se fatta di lenzuolate di copia/incolla del più trito clerically correct, dei soliti slogan, di insulti più o meno velati, e di documenti e articoli che non c'entravano niente.

Questo blog non avrà più motivo di esistere quando si verificherà una di queste circostanze:
  • 1) il Cammino viene condannato dalla gerarchia cattolica.
Ce lo auguriamo, poiché ogni volta che la Chiesa condanna qualche errore, viene più fortemente evidenziata la verità poiché viene tolta ogni possibilità di sfruttare i "non detti" e le ambiguità.

Facciamo qui notare che l'esistenza dello Statuto del Cammino non implica comode scappatoie: in passato (anche recente) sono stati soppressi interi ordini religiosi dotati di regolari statuti e approvazioni... Lo Statuto del Cammino non è un certificato di santità passata, presente e futura; tanto meno è un dogma intoccabile della fede. E comunque i kikos sono i primi a non rispettarlo (si consideri l'esempio di un vescovo che non vuole nella sua diocesi la presenza del Cammino o un seminario del Cammino: e cosa hanno sempre fatto i kikos infischiandosene dell'articolo 2 del loro Statuto riguardo all'essere «al servizio del Vescovo»?).
  • 2) si creano circostanze per cui il Cammino viene "di fatto" soppresso.
Alcune più o meno imprevedibili circostanze (politiche, liturgiche, finanziarie, naturali, pandemie...) potrebbero in futuro rendere pressoché impossibile alle comunità continuare il Cammino nella versione originariamente prevista dagli autonominati "iniziatori". Così smetteranno di riunirsi (e soprattutto di "mollare il malloppo") e di seguire i 613 precetti di Kiko, dipenderanno sempre meno dai cosiddetti "catechisti", finiranno per adattarsi (forse perfino loro malgrado) ad uno stile di vita senza le soffocanti attività neocatecumenali.

Anche nel caso che qualcuno riesca a riprendere le redini del Cammino e intronizzarsi sul trono di Kiko, sarà difficile circuire di nuovo coloro che hanno scoperto la differenza fra la prigione kikiana e la libertà dei comuni fedeli. Dopotutto il Cammino è sostenuto solo dall'idolatria per Kiko. Perfino il diabolico zelo di voler incistare il tumore kikiano in ogni ambiente cattolico dipende strettamente dall'idolatria per Kiko; si può mica fare l'«alzata» davanti ad un Gennarini? Dei kikos italiani volerebbero forse a Londra per applaudire uno che non è Kiko? Venuto meno Kiko, a tenere insieme il Cammino restano solo i pii ricordini kikiani e la superbia dei fratelli del Cammino (specialmente della gerarkikia), che non bastano a tenere unito e in piedi il già oggi traballante impero.
  • 3) il Cammino si stacca volontariamente dalla Chiesa.
Lo scisma neocatecumenale è già in atto da più di mezzo secolo.
Di tanto in tanto Kiko lo minaccia apertamente, dicendo cose che si possono riassumere in: "ma che aspettano, che ce ne andiamo coi protestanti?...  che facciamo come in Giappone che ci ritiriamo nelle case?". Kiko è talmente accentratore che potrebbe davvero stufarsi di fingersi cattolico. E tutti i suoi adoratori lo seguiranno senza fiatare, poiché per loro la Parola di Kiko val più di qualsiasi cosa decidano il Papa e i vescovi (cfr. ad esempio la questione della liturgia).
Se Kiko comandasse esplicitamente di "ritirarsi nelle case" o di "andare dai protestanti", quasi tutti i suoi adoratori lo seguirebbero senza fiatare perché "Kiko ha il carisma, chi sei tu per criticarlo?" e perché conferma ciò a cui aveva fatto allusione per tanti decenni.
  • 4) Kiko si pente pubblicamente di tutte le proprie eresie e ambiguità.
È una possibilità, sebbene estremamente improbabile (e che va sfumando man mano che Kiko si avvicina al giorno in cui dovrà rendere conto al Creatore del proprio diabolico operato, e se il pentimento non è pubblico e dettagliato, tante anime che Kiko ha avvelenato resteranno in pericolo di dannazione, cioè non sarà stato un pentimento sincero).
Se Kiko si pente sinceramente, il Cammino continuerebbe ad esistere, ma drasticamente cambiato:
  1. con la Messa cattolica in parrocchia anziché la carnevalesca liturgia neocatecumenale nelle salette
  2. con la confessione e la direzione spirituale scegliendo un sacerdote di fiducia possibilmente esterno al Cammino, anziché la confessione pubblica e "scrutini" e "giri d'esperienze" diretti dai cosiddetti "catechisti" e dalla loro proverbiale arroganza
  3. con il Catechismo della Chiesa Cattolica anziché i mamotreti, il Dufour, le Anotaciones, il Bohnöffer, i Diari, e tutte le altre emerite scemenze dell'armamentario neocatecumenale
  4. con la normale ubbidienza al vescovo ed al parroco, anziché l'ubbidienza cieca ai cosiddetti "catechisti"
  5. con gli incontri in parrocchia aperti a tutti (e praticamente a zero spese), anziché costose "convivenze" nel chiuso di lontani alberghi
  6. con l'arte sacra cattolica anziché le squallide deiezioni canore/pittoriche/tessili/architettoniche di Kiko
  7. con libere donazioni anonime ad altre opere della Chiesa, anziché il "circuito chiuso interno" al Cammino sostenuto dall'obbligo di decime, collette, sacchi neri, ecc.
  8. con liberi gesti di carità non diretti obbligatoriamente al Cammino
  9. con liberi gesti di fede senza seguire i programmi prestabiliti del Cammino e senza venir etichettati "religioso naturale"
  10. con la libertà dei figli di Dio, anziché i 613 precetti di Kiko e dei suoi pretoriani contapresenze/esattori/controllori/kapò.
In pratica, in questo scenario, i fratelli delle comunità sarebbero costretti a scegliere: professare ancora le scemenze che Kiko avrà rinnegato, o prendere atto di essersi sbagliati a seguirle per una vita intera? Per quanto riguarda la salvezza delle anime (a cominciare da quella di Kiko), il pubblico e dettagliato pentimento dell'eretico Kiko sarebbe più efficace di una condanna da parte della Chiesa.
  • 5) muore Kiko e il Cammino sparisce come nebbia al sole.
È l'ipotesi più probabile: alla morte di Kiko, e indipendentemente dall'esito della guerra fratricida fra i suoi colonnelli "aspiranti al trono e al tesoretto", viene a mancare un pilastro fondamentale del Cammino - cioè l'idolatria per il "santo vivente" spagnolo che ha ragione anche quando pronuncia mostruose eresie. Il fiume carsico delle "decime", sempre più rinsecchito anno per anno, riduce sempre più il numero di pretoriani che possono campare di rendita e far la cresta, e si seccherà ancora di più perché in assenza di Kiko diventa ancor meno importante mettere soldi e beni nel "sacco nero".

Il Cammino, truffaldinamente definito "insieme di beni spirituali", si rivelerà sempre più chiaramente per quel che è - un «cavallo di Troia», una «setta protestante-ebraica» (e idolatrica) «che di cattolico ha solo la decorazione», e che ha sempre devastato la vita (non solo spirituale) di coloro che si sono lasciati abbindolare.