lunedì 18 marzo 2019

Provate a riflettere: se ad un certo punto avessimo la certezza che lo Spirito Santo non parla per bocca dei catechisti di Kiko, cosa rimarrebbe di quello che dicono? Messaggio ai neocatecumenali.

Egli tiene in  pugno la vostra vita:
solo voi potete sottrargliela
Facciamo nostro l'appello che Nicola rivolge ai neocatecumeni - abbiano o non abbiano finito il cammino - che ancora continuano alla sequela di Kiko, degli itineranti e dei loro diretti catechisti:


Lo scopo di questo blog è quello di indurre i lettori a riflettere.

E aggiungo che, se non bastasse quello che scriviamo qui sul blog, su internet se ne trovano tanti altri, in altre lingue, scritti da persone che vivono in altri paesi. E indovina un po'? Anche loro scrivono, in sostanza, quello che scriviamo noi.

Cos'è più probabile: che ci sia un complotto globale, in vari paesi, contro il CNC, oppure che tanta altra gente si sia accorta di ciò che non va nel CNC?

Se qualche neocat ci sta leggendo in questo momento, vorrei mandar loro questo messaggio:

Non accontentatevi di quello che vi raccontano i catechisti. Se avete dei dubbi, sono SEMPRE legittimi, e mai "parole sussurrate dal demonio", "parole dettate dall'egoismo", o assurdità del genere.
Ogni dubbio merita di essere approfondito, non soppresso, e non accontentatevi delle risposte auto-referenziali del catechisti.
Diffidate da tutti quelli che dicono che "lo Spirito Santo parla per bocca loro": è solo un modo vigliacco e sacrilego di zittire le domande scomode. Il CNC non è nemmeno il primo gruppo religioso che usa questa tecnica: la storia è piena di sette, più o meno grandi, in cui le domande scomode venivano zittite proprio in questo modo.
La Verità non teme confronti.

Chiedetevi da dove ha preso le liturgie,
da dove ha preso le interpretazioni dei Vangeli.
Chiedetevi come mai vogliono tutti i vostri soldi. Chiedetevi come mai sono così esosi, e voi ricevete così poco in cambio. Siete sicuri che la vostra vita sia veramente migliorata, da quando siete in cammino? Tutti gli impegni settimanali, le serate, le convivenze, le trasferte, ecc., hanno portato un miglioramento alla vostra vita, oppure vi hanno apportato un peso via via sempre più insopportabile?

Se pensate che qua ci stiamo inventando le cose, cercate altrove su internet: cercate altri siti in cui ex-neocatecumenali hanno riportato le loro testimonianze. Ce ne sono parecchi, sia in italiano che in altre lingue. Cos'è più probabile: che ci sia un complotto a livello globale, in più paesi, contro il Cammino, oppure che il Cammino EFFETTIVAMENTE provochi il dolore descritto da quegli ex-membri ovunque, essendo un prodotto esportato in un "format" uguale in tutto il mondo?

Fatevi delle domande, perché sono queste che i "calibri alti" del Cammino temono di più: chiedetevi dove finiscono tutti i soldi che gli date, chiedetevi da dove hanno preso le loro liturgie, chiedetevi da dove Kiko ha preso quell'interpretazione così peculiare dei Vangeli (che contraddice qualsiasi altra interpretazione, e nota bene: Kiko non ha nessuna preparazione a livello teologico, è solo uno che ha preso in mano il Vangelo e ha detto "secondo me è così").
Chiedetevi se avete effettivamente fatto qualcosa di male per sentirvi in colpa di continuo; chiedetevi se è vero che siete degli "schifosi peccatori", anche se siete brave persone dedite al lavoro e alla famiglia.
Chiedetevi come mai alcune persone sono costrette a inventarsi dei peccati commessi da riferire durante quelle tremende assemblee-interrogatorio, altrimenti vengono etichettati come persone disoneste che non vogliono "aprirsi ai fratelli". Provate a vedere, nei Vangeli, se Cristo ha mai sottoposto qualcuno a una simile umiliazione.

Chiedetevi perché dovete chiedere sempre scusa, anche se non avete mai fatto nulla di male, fino ad arrivare al caso paradossale in cui dovete chiedere scusa a chi vi ha fatto un torto perché "avete nutrito rancore nei suoi confronti".

Provate a pensare: se ad un certo punto avessimo la certezza che lo Spirito Santo non parla per bocca dei catechisti, cosa rimarrebbe di quello che dicono? Insegnamenti validi, o deliri da parte di persone che non sanno di cosa stanno parlando?

Sedotti e abbandonati...
in quale stato vi ha ridotti!
E ricordate una cosa: in questo blog, non critichiamo i neocatecumenali. Critichiamo il Cammino Neocatecumentale, un mostro istituzionale che mastica i suoi membri e li sputa dopo averli privati dei loro beni e della loro autostima e fiducia in se stessi. Se qualche persona merita la critica, sono i fondatori che l'hanno creato, e i catechisti che contribuiscono a diffondere i suoi comportamenti oppressivi, come i kapò dei campi di concentramento.

E se vi rispondono "il Cammino Neocatecumenale non esiste da solo, il Cammino Neocatecumenale SIETE VOI", non gli credete: se foste veramente voi, allora avreste il diritto di fare delle domande, di esprimere la vostra opinione, e di rimuovere dal Cammino ciò che è inaccettabile. Ma questo diritto, voi non ce l'avete: e non ce l'hanno nemmeno i catechisti. Quindi, è evidente che il CNC non siete voi, ma è qualcun altro. Qualcun altro che si sta approfittando della vostra buona fede, perché NESSUNO, in questo blog, pensa che siate meno intelligenti: al contrario, vi consideriamo persone che ad un certo punto erano in cerca di risposte e di una via da seguire, e qualcuno senza scrupoli si è approfittato della vostra fiducia.


(da: Nicola)

sabato 16 marzo 2019

Come agisce la discontinuità? Con un discorso fluido e mai definitorio. Parole nuove che velano l’antica Sapienza

Il compito di svelare le sorgenti
 non è solo del Poeta
ma anche del Testimone.
E soprattutto del Maestro.

Dice il filologo: “La parola è come l'acqua di fonte, un'acqua che ha in sé i sapori della roccia dalla quale sgorga e dei terreni per i quali è passata”. Le parole hanno il loro peso e incidono nella comunicazione e quindi nella conoscenza nella misura in cui sono portatrici e veicolano tutto lo spessore della realtà che significano. Nella nostra epoca oscura e caratterizzata da confusione e disorientamento anche le parole hanno perso la loro pregnanza, non sono più feconde luminose e incandescenti del fuoco originario della Verità, ma diffondono il pallido chiarore lunare di un significato originario attenuato, diluito o spesso addirittura sovvertito. Molte di esse addirittura sono sparite dall'orizzonte della fede annunciata e trasmessa alle nuove generazioni. Basti pensare a termini come espiazione, vittima, sacrificio, redenzione.

La studiata ma colpevole strategia modernista ha usato la dichiarata non-dogmaticità del Concilio Vaticano II come varco per introdurre nella Chiesa novità dottrinali attraverso la ‘pastorale’; con l'accortezza, quindi, di non intaccare de voce il Depositum fidei, ma operando de facto la sua mutazione attraverso un linguaggio affascinante e coinvolgente, sentimentale e soggettivista, centrato sull'uomo e sulla sua “nuova consapevolezza” della Chiesa, fondata sul personalismo e non più sulla Rivelazione. Un linguaggio non definitorio per scelta perché solo rimanendo in bilico sul dire e non dire si possono veicolare alcune interpretazioni piuttosto che altre.

[...]

Le strategie e gli arcani del cammino neocatecumenale

Chissà come intendono “aprire la gabbia del linguaggio” dalle parti del Pontificio Consiglio per i Laici o della Congregazione per la dottrina della Fede a proposito del Direttorio Neocatecumenale appena approvato, coacervo di diversi volumi, del quale è legittimo affermare:  ...che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa, perché contiene l’Arcano e per questo non viene pubblicato! Può esistere una sorta di ‘catechismo’ cattolico non a disposizione di tutti i credenti che volessero conoscerlo o di chi aderisce al movimento che lo usa? Eppure molte diocesi hanno attuato la cosiddetta “conversione pastorale” a questo metodo chiavi in mano, nelle mani esclusive di iniziatori e catechisti, loro pedissequi ripetitori ed esecutori per quanto concerne le rigide ‘prassi’, persino quelle che violano il “foro interno” delle persone,  costrette a rivelare in pubblico i loro segreti più intimi.[1]

Si usa il nuovo lessico per definire nuove prassi: la conversione  è ri-orientamento del cuore e della vita al Signore, mentre la CEI per conversione pastorale intende “cambiamento di rotta” in senso pastorale, cioè di prassi con la quale si vuole formare e condurre il popolo dei fedeli: significa che la Chiesa intende cambiare rotta e prassi? Ma, in questo caso, la “conversione” avviene nei confronti di un “metodo” – che fa di sé un assoluto e che purtroppo si identifica col Signore – non nei confronti del Signore.

Riguardo alle sue catechesi e alle sue prassi, ad esempio, il Cammino neocatecumenale, continua a magnificare l'arcano, e conosciamo tutti la differenza tra “ascoltare” e “leggere”, che si continua a sottolineare, come se la “sorpresa” di ciò che accade ne giustificasse l'efficacia... ma non è lo Spirito che opera nell'annuncio? Che bisogno c'è di strategie, di metodi psicologici manipolatori o di arcani? Quello che conta è se nelle parole annunciate e nel cuore di chi le pronuncia c'è Verità che è una Presenza: quella del Signore... e allora le parole possono cambiare. Anzi, se sono parole autentiche non schemi rigidi, come accade in questa realtà ecclesiale, di fatto cambiano per ogni situazione a seconda del bisogno di chi ascolta, non del progetto di chi addottrina... E può esistere nella Chiesa cattolica una catechesi ed una prassi che continua a rimanere ‘segreta’, ma è di fatto utilizzata per la “nuova evangelizzazione”? 

L'insegnamento cristiano non è una dottrina né un fare gnostico e anche molto ebraico; è un incontro, un fatto, ma è soprattutto la narrazione e quindi la condivisione di un evento che le parole di Salvezza provocano per effetto dello Spirito e della buona volontà di accogliere e operano nella semplicità... non c'è bisogno di creare l'atmosfera, il clima, i canti, l'emozionalità esasperata, quei questionari, quella catechesi, quel percorso a tappe uguale per tutti, quei martellamenti... Se il cuore non assapora il Sacro Silenzio da cui le parole scaturiscono e nel quale prendono vita, gli ammaliati staranno tanto bene (momentaneamente, resta da vedere alla distanza), ma al cuore non succede nulla, rimane nella ‘morte’ anche se l'allegria lo frastorna, lo scuote e lo inganna.

E neppure c'è bisogno di “Aprire la gabbia del linguaggio” per favorire una comunicazione più efficace e feconda e un impegno concreto perché l'evangelizzazione sia realmente nuova, come dicono i nuovi ‘guru’ dell'evangelizzazione che vanno per la maggiore.

Si possono cambiare tutti i linguaggi del mondo, ma se nel comunicare dei parlanti manca la Parola Viva, che è il Signore (e che è quella che rende veri parlanti), allora c'è bisogno di trovare strategie comunicative e linguaggi nuovi... invece il linguaggio dell'Amore è uno solo ed è sempre quello. Servono solo veri parlanti portatori della Presenza del Verbo, che sappiano tirar fuori dal tesoro del loro cuore, per ogni situazione cose vecchie (la Rivelazione ricevuta) e cose nuove (l'attualizzazione necessaria per il momento che si sta vivendo), che il Signore ogni volta fa germogliare come “ruscelli d'acqua viva”, che portano la Sua Vita qualunque situazione e qualunque cuore ‘tocchino’.


1. “Conversione pastorale” viene indicata dal Documento CEI per il primo decennio del nuovo millennio “Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia”.  Un saggio significativo sul tema qui.

venerdì 15 marzo 2019

Saluti a un amico


Risultati immagini per angelo in preghiera statua
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Ricòrdati del tuo creatore
nei giorni della tua giovinezza,
...prima che vengano i giorni tristi
prima che si oscuri il sole,
la luce, la luna e le stelle
e ritornino le nubi dopo la pioggia;
...prima che si rompa il cordone d'argento
e la lucerna d'oro s'infranga
e si rompa l'anfora alla fonte
e la carrucola cada nel pozzo
e ritorni la polvere alla terra, com'era prima,
e lo spirito torni a Dio che lo ha dato.
Vanità delle vanità, dice Qoèlet,
e tutto è vanità.

(Qo 12,1-2.6-8)


Questo vi dico, o fratelli: la carne e il sangue non possono ereditare il regno di Dio, né ciò che è corruttibile può ereditare l'incorruttibilità. Ecco io vi annunzio un mistero: non tutti, certo, moriremo, ma tutti saremo trasformati, in un istante, in un batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba; suonerà infatti la tromba e i morti risorgeranno incorrotti e noi saremo trasformati. È necessario infatti che questo corpo corruttibile si vesta di incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta di immortalità.
Quando poi questo corpo corruttibile si sarà vestito d'incorruttibilità e questo corpo mortale d'immortalità, si compirà la parola della Scrittura:
La morte è stata ingoiata per la vittoria.
Dov'è, o morte, la tua vittoria?
Dov'è, o morte, il tuo pungiglione?

Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la legge. Siano rese grazie a Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo!

(1Cor 15,50-56)


Niente altro vien da dire, se non che davanti alla morte il mistero della vita umana raggiunge la sua vetta più alta. Tanto più quando a morire è un amico, un uomo gentile e premuroso, colto, riservato, mite. Un uomo retto che amava la Chiesa, che amava Cristo e la Vergine Maria con tutto se stesso ma senza farne un vanto, senza aver bisogno di ostentare, perché ciò che viveva dentro di lui era palese per chiunque gli avesse parlato.
Lui che sapeva combattere per difendere il deposito della Fede con arguzia e ironia, usando con cuore e dolcezza i talenti che Dio gli aveva donato.
Lui che Dio ha chiamato alla più grande di tutte le prove, l'ultima delle grandi battaglie. Agli occhi del non credente la sua morte sembrerà una sconfitta, ma noi sappiamo per fede che invece egli è vincitore in Cristo Gesù, perché è andato nel riposo, a incontrare il Suo Creatore.
Mi mancheranno le sue parole, e vivrà con me il rammarico di non esser riuscito a dargli l'ultimo addio.
Mancherà a tutti noi, che abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo.

Addio Lino, grazie per ciò che sei stato. Prega il Padre per noi che dobbiamo ancora resistere in questa valle di lacrime.


PERCORSI

Stringiti al petto amico, stretto abbracciami,
la via curva davanti ed oltre il gomito,
tra pochi metri di cammino sdrucciolo,
saremo al bivio che divide gli uomini.

Tieniti al braccio e non restare immobile,
niente c’è nella vita inseparabile,
chi si ricorda d’un taglio cesareo,
di quello del cordone chi può gemere.

Tra un mese sembrerà passato un secolo
ma non è stato il nostro un viaggio futile,
mi resteranno in mente i tuoi vocaboli
coi quali descrivevi l’indicibile.

Tu m’hai mostrato schiudersi crisalidi,
farfalle uscire da forme terribili,
fiori spuntare da terreni aridi,
api affamate dai roveti suggere.

Ed io t’ho fatto udir vagiti flebili
d’anemoni precoci, ai loro brividi
tremato abbiamo e redarguito Zefiro
che troppo presto ne rapisce i pollini.

In te ho visto in volto il Dio invisibile
specchiandomi nei cristallini umidi,
io t’ho svelato Iddio che il cor vivifica
fondendo una preghiera ed una lacrima.

Ancora pochi passi, amico, stringimi,
il bivio ch’è davanti può confondere,
che sia la strada tua piana ed agevole,
ti penserò per rischiarare tenebre.


Lino Lista

mercoledì 13 marzo 2019

Annuncio di Quaresima 2019: un'occasione come un'altra per Kiko di soggiogare a sé gli adepti spogliati di tutto e costretti al peggior proselitismo.

Sagra paesana dei prodotti ortofrutticoli
Siamo proprio sorpresi e allibiti. Per la prima volta in 50 anni Kiko non riporta, per l'annuncio di quaresima, la consueta catechesi trita e ritrita delle tre tentazioni (Mt.4,1-11) ma punta dritto al suo obiettivo oramai dichiarato: scardinare definitivamente i suoi seguaci da ogni altro contesto - familiare, lavorativo, sociale: tutte idolatrie da odiare - per essere pronti e disposti in ogni momento e ad un solo cenno di comando ad andare ad ogni parte, per la diffusione del suo "potente cammino".

Da pag. 6 a pag. 12 dell' Annuncio Quaresima 2019 di Kiko Arguello. Roma.
Seminario Redemptoris Mater (28 febbraio 2019).
Luca 14:25-3525Siccome molta gente andava con lui, egli si voltò e disse: 26«Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. 27 Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo.
28Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento? 29Per evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: 30Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro. 31Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? 32Se no, mentre l'altro è ancora lontano, gli manda un'ambasceria per la pace. 33Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.
34Il sale è buono, ma se anche il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si salerà? 35Non serve né per la terra né per il concime e così lo buttano via. Chi ha orecchi per intendere, intenda».
Kiko parla, con la stola sacerdotale,
intimando comandi perentori a cui lui mai si è sottomesso.
Nella penombra un fantasma lo ispira e lo assiste:
la Carmen..."me ne vado ad ogni parte" ...
Intanto dov'è lei, lì lo aspetta.
Questa la Parola del Vangelo, scelta e proclamata da Kiko per l'Annuncio di Quaresima 2019.
In essa la sintesi di tutta la sua dottrina riduttiva: Odiare (nel vero senso italiano della parola, non nel senso inteso dal Vangelo) gli affetti più cari, rinunziare a tutti i propri averi, obbedire per sempre a lui.

Intanto ai camminanti basta ascoltare la proclamazione di questa parola per riportare alla mente, ipso facto, un concentrato di tutta l'opera che il neocatecumenato ha compiuto o sta compiendo in loro. Stupefacente!
Ci chiediamo: che collegamento ha tutto questo con la preparazione a vivere la Santa Quaresima?
Se non l'unico senso di predisporre, in questo tempo forte della Chiesa come in qualunque altro momento che scandisca il cammino, coloro che ascoltano a cedere in modo totale la loro volontà, la loro vita, tutti loro stessi nelle mani di Kiko?
Questo sempre più, nello scorrere degli anni, in maniera marcata. Kiko è insaziabile, più ne ha più ne vuole. Così con tutto: adepti, famiglie da mandare in missione, vocazioni femminili per vari usi, ragazzi da mettere nei suoi seminari e, ancora, sempre più seminari, sempre più domus, sempre più "catecumenium"... tutto così.

In questo ultimo annuncio appare evidentissimo ed è sconcertante addirittura.

Basta scorrere le 16 pagine appena del predicozzo kikiano per rendersene conto, senza lasciare alcun margine al dubbio (pensiamo che per ascoltare questa squallida predicazione gli itineranti si sottopongono tutte le volte a lunghi spostamenti, andata e ritorno, dalle loro zone a Roma).
La parola di Kiko, sempre più povera, non offre alcuno spunto, anche lontanamente ispirato, al bene spirituale di chi lo ascolta.
Un ininterrotto unico martellante lavaggio del cervello, per inculcare sottomissione assoluta, pronta obbedienza, dedizione  totale - contro tutto e tutti, in primis contro se stessi e la propria dignità di persone - a Kiko e a Kiko solo e alla sua suprema causa.

Kiko prepara astutamente il terreno così:

"Che posso dirvi per aiutarvi in questa Quaresima? La Quaresima è un tempo che ricorda i quaranta anni nel deserto, dove il Signore preparerà il suo popolo... E come preparerà questo popolo? Prima di tutto deve conoscersi, per questo dice: “Ti ho portato nel deserto perché tu imparassi che cosa avevi nel cuore, se eri o no disposto a obbedirmi” (Cfr. Deut. 8,2)....
...Questo è interessante perché anche noi, per divenire il popolo di Dio, dovremo essere preparati dal Signore, e la prima cosa che fa il Signore è portarci nel deserto perché impariamo a scoprire cosa abbiamo nel cuore, se siamo o no disposti a obbedire al Signore, a divenire il popolo del Signore... e la cosa più importante della nostra vita è il Signore. Per questo dice Gesù Cristo: “Chi non odia il padre e la madre, chi non odia la sua propria vita non può essere mio discepolo”, perché la cosa più importante della vostra vita adesso è che siete il popolo di Dio, che Dio vi ha scelto per manifestarsi attraverso di voi."

Sostituite a "Signore" "Kiko" e... il gioco è fatto!

Due cose afferma Kiko che assumono nel contesto neocatecumenale un senso ben preciso e ben noto a tutti i camminanti, per averlo vissuto sulla loro stessa pelle fin dal giorno che sono entrati in comunità:
  • dobbiamo imparare a scoprire cosa abbiamo nel cuore...
E qui è descritto tutto il percorso iniziatico che conduce alla scoperta di "essere un peccatore che non può non peccare", nella comunità "il peggiore di tutti" che "non deve giudicare mai i fratelli"....
  • ...e se siamo o no disposti a obbedire al Signore ​(leggi Kiko)
Questo il fulcro attorno al quale ruota tutto il Neocatecumenato: obbedienza cieca a Kiko (tuo "catechista" per volontà di "Dio" e tuo unico signore) e ai catechisti che lo stesso Kiko un giorno ha inviato alla tua vita. E questo per sempre.

Abbiamo qui l'ennesima plastica conferma della furbesca strumentalizzazione che Kiko fa,  a suo unico vantaggio , della parola di Dio che attinge dalla sua inseparabile Bibbia che porta sempre sottobraccio, addomesticata a dovere.

I due pilastri portanti del Cammino Neocatecumenalela distruzione di ogni autostima con la terapia "del fango" svelata da Lino Lista, che ti mette senza scampo in pugno ai catechisti - dai quali dipende tutto il tuo cammino e ogni tua scelta - annullando ogni barlume di bene che, per avventura, si affacci alla tua mente in modo autonomo e votarti totalmente al cammino, prodigandoti in ogni modo per la sua diffusione e crescita e vivendo solo in funzione di questo grazie all'obbedienza irrazionale di tutti gli adepti, pretesa con violenza dai ricalcitranti: "Hai finito il cammino e ancora non hai imparato ad obbedire A ME?". Questa obbedienza cieca garantisce ai camminanti - secondo la predicazione martellante di Kiko stesso - di "fare la volontà di Dio" che è, ovviamente, sempre e soltanto la volontà di Kiko.

Dopo questo e prima di andare oltre per raggiungere i suoi scopi precisi Kiko mostra ai fratelli radunati come la Quaresima (finalmente appare la Quaresima, ma solo in funzione strumentale ai suoi beceri fini egoistici) deve aiutarli a prepararsi per compiere la kikomissione.

Porto San Giorgio: classico clima
del giorno del "sorteggio" per mandare "ad ogni parte"
Kiko gioca con la vita dei fratelli e avviene il miracolo:
il tavolo del convito si trasforma per una volta in "ara sacrificale"
...e Kiko se la ride...lui solo
La Quaresima è il tempo che deve portare i fratelli camminanti, nella prossima Veglia di Pasqua, a...
"...lasciare nella piscina battesimale... la salma dell’uomo della carne, dell’uomo vecchio. Ma non è facile lasciare l’uomo vecchio, prima di tutto perché non sappiamo cosa dobbiamo lasciare in quanto non lo conosciamo... [ndr. di fartelo conoscere si premurerà il cammino] ...il Signore vuole distruggere in noi l’uomo egoista, che cerca in tutto se stesso, l’uomo della cupidigia, attaccato al denaro, attaccato alle sue proprie idee, l’uomo che fa della sua vita una cosmogonia, un cosmo nel quale lui è al centro per soddisfarsi, essere felice. Questa è la missione della vita? Questo è un errore terribile. Dio vuole che questo uomo vecchio sia veramente distrutto, lasciato nelle acque del nostro Battesimo, perché questo è il Battesimo. Ma il Battesimo non è una cosa magica, deve contare sulla nostra adesione, per questo c’è il catecumenato, un tempo nel quale l’uomo possa scoprire che significa essere cristiano e come mi preparo a questa realtà, che il Signore faccia in me questa opera. Questa opera consiste nel distruggere in noi l’uomo della carne, l’uomo del peccato, l’uomo dell’egoismo, l’uomo del denaro, e possa nascere in noi un bambino." [ndr. ma Kiko, pronunciando queste parole che sono il suo perfetto autoritratto, si presenta ai suoi come colui che, dopo tante Veglie Pasquali, sta al punto di partenza perché ad oggi nelle acque del Battesimo non ha lasciato ancora un bel nulla della sua cosmogonia megalomane e kikocentrica. Qualcuno può forse dimostrarci il contrario?]
Kiko mette, a questo punto del discorso, davanti agli occhi dei suoi ascoltatori stupefatti l'immagine del bambino. Gli fa comodo certo! E come bambini li tratta, totalmente nelle sue mani, e li porta dove egli vuole.

E siamo alla parte finale, ci avviciniamo al traguardo, alla buon'ora, al quale Kiko abilmente tutti conduce. Mentre intanto ci siamo dimenticati che stiamo ascoltando un annuncio di quaresima! Perfino dimentichiamo cosa sia la quaresima!

Kiko mostrerà ora come Dio ama.

Invito a leggere con molta attenzione i passaggi dell'annuncio che si mettono in evidenza di seguito e che descrivono la riduzione del mondo in cui i camminanti vivono, per volontà di Kiko, al solo universo kikiano fatto di comunità chiuse, di fratelli da non giudicare, di chiamata a partire a evangelizzare per mostrare al mondo un amore che ha fatto intorno all'eletto prescelto terra bruciata, dopo averlo isolato da tutto il resto, e averlo messo perfino contro gli affetti più cari.

Insomma una contraddizione in termini.
Ma che amore è mai questo che ti spinge a rinnegare coloro a cui Dio stesso ti ha unito? Attraverso il Sacramento del matrimonio, ad esempio, ti ha unito a tuo marito o a tua moglie. Ti ha stretto con obblighi primari di assistenza e di educazione ai tuoi genitori o ai tuoi figli. E chi più ne ha più ne metta!
Per amare solo Kiko (come canta lo Shemà del Cammino con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente, con tutte le tue forze) e mettersi al servizio della sua opera, in ultima analisi, bisogna odiare tutto il resto: da se stessi, ai propri cari, ai propri beni, alle proprie aspirazioni di vita, ai propri desideri e ai propri progetti; tutto è sacrificato a Kiko: il Moloch, l'Idolo insaziabile, Unico dio e signore della loro vita.

Sostituite a "Dio" "Kiko" ancora una volta e tutto sarà chiaro come la luce!

"Dio sta portando avanti la nostra vita e ci sta mostrando un pochino come ci ama, e in questo amore c’è la vostra comunità, c’è il Cammino, ci sono io, c’è Maria Ascensión, c’è il padre Mario, c’è Carmen, c’è l’itinerario di educazione alla fede, c’è tutto quello che sta facendo il Signore (sic!).
...Per questo la Quaresima è un momento nel quale dobbiamo seriamente riflettere su chi sono io, cosa sia il Cammino e cosa vuole Dio da me. Dio vuole da te che accetti che Dio ti ami totalmente, totalmente, come uno, e ti invita a vivere questa Parola: “Chi non odia suo padre, sua madre, sua moglie, i figli, il lavoro e la sua propria vita, non può essere mio discepolo”. Chi non odia la propria vita, ossia noi dovremmo rinunziare a noi stessi e consegnare la nostra vita a Cristo e dire: “Signore, fai di me quello che tu vuoi. Vuoi abitare in me totalmente? Non hai paura che io ti cacci via, che commetta stupidaggini? Vuoi essere in me? Ma come è possibile?”. Eppure Dio vuole essere perfettamente uno in me, e non solamente uno in me, ma nella comunità, in ciascun fratello. È Parola di Dio nel Vangelo per la comunità: “Se siete perfettamente uno il mondo crederà” (Gv 17,23). La nostra missione di evangelizzazione nel mondo non è all’esterno, è all’interno della comunità nell’essere perfettamente uno...

...Che dici, Giancarlo, siamo uno? Per essere perfettamente uno, Giancarlo deve rinunziare alla sua vita totalmente, deve perdere la sua vita, odiarla, essere qua facendo la volontà di Dio. Non ha più volontà sua, non ha storia, non ha futuro, non è amareggiato per qualche motivo; e così tutti: chi non odia la sua propria vita non può essere mio discepolo.(ndr. discepolo di Kiko, ovvio!)

Che significa odiare la vita? Che io mi trovo in questa chiesa, e non so chi sono, la mia vita non mi appartiene, sto facendo la vita di un altro, sto seguendo un Altro che mi ha portato qui a parlare della Quaresima. E domani? Non so cosa sarà della mia vita. Ma io non vivo in me, è Cristo che vive in me (cf Gal 2,20) (ndr. qui è blasfemo! Ma dai Kiko! Ma chi ti crede! Tu vivi la tua vita! E chi vive meglio di te?). Questo è molto profondo, molto serio: vivere in Cristo accettando che Lui porti la tua vita dove vuole e come vuole, sapendo che Dio è amore. (ndr. qui Kiko perfeziona il percorso, verso l'abbandono totale della vita altrui nelle sue mani...ohi loro!)"

Ora, in un continuo crescendo, Kiko esce sempre più allo scoperto e cadono definitivamente tutte le maschere, inesorabilmente!

Leggiamo ancora di seguito, mettendo - come sempre -  al posto di "Signore" "Kiko" e tutto apparirà manifesto nella sua cruda realtà!
No, davvero non serve aggiungere null'altro. Basta seguire con attenzione il verbo kikiano per trarre da soli le terribili e allucinanti conclusioni di tutto questo suo inqualificabile "predicare" che non si può sentire.

"Quando esce dall’acqua, nasce un bambino, una nuova creazione, una persona che ha dentro la partecipazione della natura divina. Questo è così grande che l’uomo che esce dall’acqua non ha più vita in se stesso ma è Cristo (Kiko) che vive in lui e quindi dice ciò che gli dice Cristo (Kiko). Andrà a vivere con i poveri, missionario in Madagascar, ecc. Lui non esiste, non è lui che vive. Dice S. Paolo: “Non sono io che vivo ma Cristo che vive in me” (Gal 2,20). Per questo domani mattina, quando ci alziano, diciamo: “Cristo Signore, cosa vuoi da me oggi? Vuoi che vada per la strada a chiedere l’elemosina? Lo farò. Vuoi che chieda l’elemosina alla porta della chiesa? Cosa vuoi da me? Farò quello che tu vuoi perchè non vivo in me, ma sei tu (Kiko) che vivi in me”. Pensa un po’: come devo vivere per essere più vicino a Cristo (Kiko)? Risponditi! Quella è la volontà di Dio per te. Cosa devo fare per essere più vicino a Cristo? Devo vendere i miei beni? Cosa devo fare? Come devo vivere? Domadaglielo e ti risponderà. Vuole che ti alzi come famiglia in missione? Io ti invio alla Patagonia, lì, al sud dell’Argentina. Abbiamo bisogno di missionari. Al principio sarai terrorizzato ma dopo arrivi là e vedi che è tutto nuovo, che Dio è con te e ti aiuta e sarai contento, più contento di adesso. Che devo fare con la mia vita? Continuare in comunità, continuare nel lavoro, accettare la vecchiaia, accettare…: cosa vuoi da me? Questo è il dialogo che dobbiamo fare tutti in questa quaresima. Signore (Kiko) cosa vuoi da me? Vuoi che mi preparo in questa Quaresima per realizzarlo nella Veglia Pasquale. Sono disposto! Quello che hai deciso che io faccio, che io riceva come un sigillo nella Notte Santa, lo farò! In quella Notte riceverò un sigillo e riceverò il tuo Spirito e partirò. Partire! Partirò dove tu vuoi, con mia moglie, o senza moglie, come tu hai deciso. I primi monaci lasciavano le mogli e andavano al deserto. (ndr. qui Kiko supera decisamente se stesso e si manifesta per quello che è, al di là sicuramente delle sue stesse intenzioni, poiché addirittura incita i più zelanti a lasciare anche la moglie, se necessario, per correre dietro a lui in perdizione!) Nel deserto non c’è niente, solo Dio, il silenzio e tu. In quel silenzio devi ascoltare il Signore che ti parla. Il deserto è parte della nostra formazione cristiana, il tempo del deserto. Tempo di silenzio, tempo per ascoltare con il Signore, tempo di vivere solo per lui (per Kiko): amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua intelligenza, con tutte le tue forze. Ascolta Israele! Odierai tua moglie, odierai tuo marito, odierai i tuoi figli. Chi non odia i suoi figli, chi non odia le sue sorelle, chi non odia suo padre, sua madre… Avete sentito? I fratelli, le sorelle, persino la propria vita non può essere mio discepolo. Dobbiamo lasciare il mondo tutti, altrimenti che facciamo qua? Noi non siamo più del mondo, il Signore vorrebbe che lasciassimo il mondo e andassimo con Lui, lo abbracciassimo, vivessimo con Lui. Stanotte, prima di andare a dormire, mettiti in ginocchio e dì: Signore, vieni da me, aiutami ad amarti, a volerti bene, si realizzi in me ciò che dicono i Padri del deserto: amare Cristo è l’unica verità, il resto è tutto vanità. Amare Cristo! (leggasi Amare Kiko!)
Siete qui per prepararvi per la Quaresima. Ho la missione di dirvi questo: in questa Quaresima dovresti fare degli esercizi spirituali per amare Cristo. Inventarti degli esercizi perchè il Signore vorrebbe più amore da parte vostra. Lui è amore per te, ma trova poca consonanza in te. Come si ama Cristo? Domandalo a Lui: Signore, donami il tuo Spirito, che con il tuo Spirito dentro di me ti possa amare con tutto il mio cuore. Sono disposta ad odiare mio marito, mia moglie, i figli, la mia carriera, tutto me stesso, sono disposto a odiare la mia propria vita. Essere in te uno, perfettamente uno in te. Vivere in Cristo è essere già nel cielo. La morte fisica non può più distruggere nulla, il Signore ha già preso possesso di te e ti ama e vorrebbe essere amato. Amare Cristo è l’unica verità, il resto è tutto vanità. È importantissimo per tutti noi. (ndr. un Amore che ti porta a disprezzare ogni cosa, a distruggere tutto. E' certo che: "La morte fisica non può più distruggere nulla"... cosa vuoi che abbia più da distruggere, dopo tutta questa devastazione?)
In questa Quaresima il Signore vorrebbe che la vivessimo così, desiderando che Lui ci amasse e che noi lo amassimo di più. Per questo facciamo le lodi in comunità, è il tempo per fare qualche sacrificio per amore a Cristo. Anticamente i contadini spagnoli rinunziavano al formaggio perchè era Quaresima. Si fanno sacrifici perchè la Quaresima è il tempo nel quale noi, imitando Cristo crocefisso, possiamo fare qualche piccolo gesto (ndr. aspettiamoci la prossima colletta: ora hanno comperato all'asta anche il Monte degli Ulivi in Israele, ma scherzate! Una spesa esagerata...coraggio fratelli la prossima colletta nel sacco nero è alle porte!) perchè Cristo sia più presente in noi e si risvegli l’amore a Lui. Amare Cristo è l’unica verità, il resto è vanità! Amare Cristo è l’unica verità nella tua vita, il resto è tutta vanità, tu sei tutto vanità perchè non ami Cristo. Tutto vanità! Amare Cristo! Per amore a Cristo sei disposto a fare un pellegrinaggio senza soldi, come facevano anticamente. Per amare Cristo che devo fare? Amare Cristo è l’unica verità, il resto è vanità! Pensalo, domanda a Cristo cosa devi fare per amarlo. Lui ti risponderà: “Fatti ultimo, il peggiore di tutti. Considerati l’ultimo, il peggio di tutti, togli da te i giudizi, togli da te ogni giudizio nei confronti dei fratelli della comunità. Considerati l’ultimo, il peggio di tutti, considera che dovresti stare in galera, rientra in te stesso e stai contento che ti ho chiamato e che per te la mia amicizia sia l’unica verità, l’unica bellezza, l’unica gioia. Amare Cristo, il resto è tutto vanità!
In questa Quaresima ci alziamo presto per pregare, pregare. Pregare il Signore, fare mezz’ora di preghiera, pregare il Rosario. Domandati: cosa devo fare per amarti? Che vuoi da me, Signore? Che perdoni i miei nemici! Senza dubbio. Che faccia elemosina! “Sì, va’ e vendi i tuoi beni e seguimi”. Ah, questo vuoi da me? Che venda tutto e ti segua? Sì!


Eccolo El Kiko! Alè! Animo fratelli!
Voi rinunziate a tutto.
Che a fare la bella vita ci pensa lui: da Panama e dintorni...
..."ad ogni parte"
“Buona cosa è il sale ma se il sale perde la forza di salare con cosa il sale potrà essere salato? Non serve nè per la terra, nè per concime o lo buttano via” (Lc 14,34). Avere sale! Il sale è la capacità di soffrire per i fratelli, per il Signore, per tutto. Ma coloro che perdono il sale perdono l’amore agli altri, perdono l’amore a Cristo e questo è gravissimo; per questo tutti dobbiamo essere disposti a piangere e a chiedere piangendo al Signore: “Abbi pietà di me, Signore, hai ragione: non ti amo per niente, sono un disgraziato, sono un poveraccio, aiutami tu ad essere ultimo, ad avere amore a te e amore ai fratelli, a considerarmi non degno della comunità, ad amare i fratelli della comunità, a servirli bene, ad essere cristiano. Aiutami tu, Signore, aiutami ad essere cristiano”. I Padri del deserto dicono: Considerati l’ultimo ed il peggiore di tutti. Guarda che cosa interessante: considerati l’ultimo ed il peggiore di tutti e non giudicare nessuno; considera che non sei degno di stare in una comunità, nè di essere cristiano, considera queste cose! Dovremmo tutti domandare al Signore con la preghiera: “Signore, aiutami tu, aiutami ad essere cristiano, aiutami ad essere come tu vuoi che io sia, se devo fare qualche passo e vendere i miei beni, o andare a vivere con i poveri, offrirmi come itinerante, dimmelo tu. Se questo significa guadagnare Te, tutto considero spazzatura pur di guadagnare Cristo” (Fil 3,8), dice S. Paolo. Tutto! Guadagnare Cristo! Che tu senta dentro amore a Cristo, vero, e tu gli offra la tua vita, che Cristo prenda la tua vita e con essa faccia un’opera grande di evangelizzazione, di salvezza per gli altri. O cosa vuoi fare, continuare così, senza essere nè freddo e nè caldo? Dice il Signore: Siccome non sei nè freddo nè caldo sto sul punto di vomitarti (cf Ap 3,15). Sono le parole più terribili della Scrittura, le più terrbili sono per il tiepido, per la gente che vive così. Perchè non sei nè freddo nè caldo sto sul punto di vomitarti. Il Signore vorrebbe che fossi vero, freddo o caldo, cristiano, profondamente cristiano, unito al Signore, amando il Signore.
In questa Quaresima dobbiamo pregare gli uni per gli altri. Io come vostro catechista, con Ascensión e P. Mario, pregheremo per voi, perchè si realizzi il disegno che Dio ha per voi in questa Quaresima. Non potete far passare questo tempo di Quaresima come niente, senza che si realizzi in voi la volontà divina e la volontà di Dio per voi è la vostra santità, la vostra santificazione. Signore che devo fare per essere santo? “Me lo chiedi davvero?” Sì! Chiedilo seriamente al Signore e lui te lo dice. So che la tua volontà è che io sia santo. Che devo fare per essere santo secondo la tua volontà? Devo lasciare il cammino? Sono disposto a lasciare tutto, cosa vuoi da me? “Sì, lascia tutto, e vieni con me”. Dove mi porti? “Al deserto, con me”. Dove vuoi che vada? Dovremmo essere disposti a fare la volontà di Dio al di sopra di ogni cosa. (ndr. Kiko! Ma quando te ne vai finalmente?... Nel nascondimento del deserto tu per primo, dando l'esempio?)
Avete sentito qui la Parola: chi non odia il padre, la madre, la moglie, i figli, le sorelle, non può essere mio discepolo. Anzi, chi non odia la sua vita. Signore, vuoi la mia vita? Eccola, prendila tu. Il Signore con me ha fatto così, mi ha portato a vivere tra gli zingari...." (ndr. il resto ve lo risparmio!)

(fine seconda parte;

lunedì 11 marzo 2019

Terra Santa: Religione e Business - il Cammino compra da una fondazione del Gruppo Rotelli il Monte degli Ulivi

Alcune citazioni da un articolo di C. Marroni pubblicato ieri 10 marzo 2019 su Il Sole 24 Ore (pag.1-7).

Abbiamo evidenziato in giallo alcuni punti salienti.



Getsemani, venduta la terra di Don Verzè

Mezzo ettaro. Esattamente 5173 metri quadrati. Con l'aggiunta di un piccolo fabbricato ad un piano di una sessantina di metri, in pietra. [...] È il Monte degli Ulivi. E sulla sommità del rilievo che supera gli 800 metri, nel versante nord, il piccolo terreno è passato di recente di proprietà.

Il Monte degli Ulivi ai Neocatecumenali per 5 milioni di euro

A vendere è stata la Fondazione Monte Tabor in liquidazione, l'ente che in passato controllava il complesso ospedaliero del San Raffaele di Milano fino alla crisi del 2011 e la successiva cessione nel 2012 al gruppo imprenditoriale sanitario Rotelli. Alla Monte Tabor era rimasto il controllo della Joseph Foundation, ente con sede a Vaduz, capitale del Liechtenstein, che aveva nel suo patrimonio la proprietà del terreno. Dopo una lunga procedura di vendita e vari negoziati aperti e chiusi nel corso di due-tre anni, alla fine l'appezzamento con affaccio sul lato orientale della Città Vecchia e sovrastante la valle di Giosafat - dove secondo la Bibbia (Gioele 3,2) si dovrebbe svolgere il Giudizio Universale, quando sarà - se l'è aggiudicato la Fundacion Domus Jerusalem, con sede a Panama, ente che fa capo ai neo-catecumenali, l'organizzazione cattolica molto ramificata, soprattutto nel mondo di lingua spagnola, ma anche in Italia. Prezzo finale: 5,1 milioni di euro.

[...] Ad acquisire il terreno molti anni fa era stato don Luigi Verzè, fondatore del San Raffaele, morto alla fine del 2011 [...]
[...] A quel punto si aprì la strada della vendita da parte della liquidazione, mettendo come caveat che il terreno avesse come destinazione un'istituzione cristiana.
[...] L'unica soluzione rimasta era un'asta aperta a 42 organizzazioni cristiane, e alla fine in lizza ne erano rimaste tre: il Patriarcato Copto Ortodosso di Gerusalemme, la Chiesa Eritrea Ortodossa e la Fundacion di Panama. Nella procedura dell'asta (con rilanci da 100mila euro) presso la sede della Monte Tabor, sede in Via Olgettina 60, l'offerta migliore è risultata quella della Fundacion, presieduta da un sacerdote di 57 anni, Manuel Anselmo Diaz Ortiz, parroco di Nuestra Señora de Guadalupe, a Panama [...]

[...] Diaz Ortiz non è venuto in Italia per l'asta: si è fatto rappresentare alla procedura da un avvocato di Roma in forza di una procura con tanto di firma autenticata dall'ambasciata d'Italia a Panama. Quale sarà la destinazione del terreno, ora in mano al Cammino Neo Catecumenale, movimento mondiale fondato da Kiko Argüello, e che lo scorso agosto 2018 ha visto decine di migliaia di aderenti incontrarsi al Circo Massimo con la presenza di Papa Francesco? Il luogo non è solo al centro della tradizione cristiana: dal 1967 è parte della municipalità di Gerusalemme ma prima della guerra dei Sei Giorni era territorio giordano, quindi comunque un'area politicamente sensibile. E lo è anche dal punto di vista religioso: sulle pendici del Monte, fino a ridosso del terreno, insiste il più grande cimitero ebraico del mondo. La proprietà è passata di mano da poco, è presto per l'avvio di progetti, anche se è circolata la voce della destinazione ad un edificio di culto. Che non sarà certo la piccola costruzione, dove per anni hanno vissuto due suore italiane, entrambe di Cesena.

(C. Marroni, Il Sole 24 Ore, 10 marzo 2019)


Nostri spunti di riflessione:
  • Panama: paradiso fiscale e sede della Fondazione del Cammino.
    Chissà se c'entra qualcosa col fatto che nel Cammino le "Decime" e le "collette" (più gli altri giri del "sacco nero") non vengono mai rendicontate...
  • Religione kikiana e business: i fratelli delle comunità sono proprio polli, non c'è mai stata una raccolta fondi per comprare il Monte degli Ulivi: mentendo vi hanno sempre detto: "per le missioni, per i seminari, per gli itineranti", e invece alle vostre spalle fanno speculazione immobiliare...
  • Una fondazione fallisce e per ripagare i debiti vende all'asta i suoi beni, e per pura coincidenza il Cammino aveva pronti pronti oltre cinque milioni di euro a Panama... Mica come i Francescani della Custodia di Terra Santa, o altre 42 associazioni cristiane!
  • Monte degli Ulivi: un luogo cristiano agguantato (comprato) dagli eretici.
    Potevano comprare forse la Geenna? Macché! Loro credono che all'inferno ci va solo chi non loda il Tripode-Carmen-Cammino.

sabato 9 marzo 2019

«Si devono "alzare" tutti!» I deliri kikiani del Tostone Pubblicitario di Quaresima (Kiko peggiora sempre!)

Toh, ma guarda, ecco l'avvenimento mooooolto importante che tutti aspettavate: il cosiddetto "Annuncio" di Kiko.

Scusate, fratelli del Cammino, se ve lo facciamo notare anche stavolta: ma cosa diavolo c'è esattamente da «annunciare»? Forse che l'intera Chiesa non si accorge di star entrando in quel "tempo forte" che è la Quaresima? Ve lo deve per forza «annunciare» Don Kikolone?

Mentre negli altri movimenti ecclesiali i capi fanno una introduzione ai tempi forti, volta a far vivere più intensamente tali tempi liturgici, e mentre nelle parrocchie si fa altrettanto, Kiko e Carmen hanno sempre "annunciato" sé stessi. Qualunque fratello di comunità può confermarlo, ogni volta è sempre la stessa sbobba: il video del Cammino, l'autoelogio degli inizi del Cammino, lo spot pubblicitario dei seminari del Cammino... sempre la stessa sbobba indigesta.

Lo ripetiamo: l'unico scopo onesto che potrebbe avere un "annuncio" (o equivalente tale da altri movimenti ecclesiali) è quello di esortare il prossimo ad avvicinarsi di più al Signore e fidarsi di più della Chiesa. Ma questo è proprio ciò che non si fa nel Cammino, dove tutto è centrato sulla comunità e sulla gerarchia dei cosiddetti "catechisti", spacciando per "fede adulta" il solo darsi da fare nelle comunità. Non sia mai che qualche fratello capisca che in tempo di Quaresima può compiere opere di carità al di fuori del Cammino, può accostarsi alla confessione al di fuori del programma previsto dal Cammino, può visitare il Santissimo Sacramento infischiandosene delle indicazioni dei capicosca del Cammino, può vivere il tempo di Quaresima senza limitarsi alle attività previste dal Cammino...

Insomma, gli «annunci» di Don Kikolone sono solo autocelebrazioni dell'idolo che esigono tassativamente una grande platea plaudente. Come ai tempi di Stalin, in cui nei testi scritti dei discorsi ufficiali il suo nome era scritto in rosso e sottolineato due volte, affinché l'oratore non mancasse mai di dare massima enfasi e subito partisse rigorosamente la solita burrasca di applausi che subito si trasforma in ovazione (e guai a chi smetteva di applaudire per primo).

Se il Cammino ci tenesse almeno un pochino alla salute delle anime, non ci sarebbe alcun conteggio staliniano delle presenze ai cosiddetti "annunci" (e agli "annunci degli annunci" nelle singole comunità), perché l'importante - ciò che è davvero importante - non è il conformarsi pienamente alle paturnie del Don Kikolone ma solo il vivere i tempi liturgici così come la Chiesa propone a tutti i fedeli.



Quest'anno, nell'autoannuncio quaresimale, come leggiamo da Crux Sancta, Kiko si è anzitutto vantato degli auguri ricevuti dal Papa per l'ottantesimo compleanno... sorvolando sul fatto che il Papa aveva detto ai kikos polacchi radunati in piazza San Pietro: «siete venuti a festeggiare il compleanno di Kiko, sicuramente!» ("certo non siete venuti qui a San Pietro per onorare il Papa").
Kiko si è quindi vantato della lettera ricevuta dal Papa, che stranamente è cresciuta: se confrontiamo il testo italiano pubblicato dal neocatecumenalissimo Cernuzio con il testo che Kiko legge in spagnolo, compaiono nuove frasi: «Estoy a tu lado, rezo y te acompaño. Feliz cumpleaños» (sono con te, ti accompagno nella preghiera, buon compleanno). Che belle queste lettere del Papa che "crescono" giorno per giorno. Magari anche il Cernuzio aveva già un testo "accresciuto". Probabilmente nel prossimo Annuncio di Avvento, nel rileggere quella lettera, ci troverete anche "Kiko è un santo" e "approvo le liturgie del Cammino"...
Infatti la prima autocelebrazione dell'Annuncio Kikiano era stata una lettera di fratelli kikos spagnoli che hanno riportato un lungo discorso attribuito al Papa (lo avranno ricordato a memoria? il Papa parlava con le lettere maiuscole?) rivolto loro quando quest'ultimo benediceva un bambino. 
Segue quindi il «Kiko millenarista» (per usare un termine della deprecabile Carmen): Kiko spera che il Signore torni nella prossima Veglia di Pasqua. Così come gli ebrei si aspettano che il Messia venga durante la cena dello Shabbàt, così Don Kikolone - letteralmente ossessionato di compiacerli - spera che il Signore ritorni durante una Veglia kikiana. Qualcuno dunque avvisi i responsabili delle comunità di esigere anticipatamente il pagamento delle Decime...

E da lì comincia il crescendo di emerite vaccate, come avviene tipicamente negli annunci kikiani. Per parlare dell'unione spirituale con Dio, Kiko attribuisce a san Paolo un esempio riguardante l'unirsi carnalmente con una prostituta (hai ottant'anni, squallido vecchio porco d'un Kiko, vuoi che tutti capiscano finalmente che oltre che eretico sei sempre stato anche un viscido pervertito?). Come dice lo stesso Kiko pochi attimi dopo: «il porco dopotutto è contento di rotolarsi nel fango».

Senza alcuna vergogna (e senza minimamente dire che per prepararsi al giudizio finale occorre evitare i peccati, altrimenti tutto quell'«offrire ogni giorno e ogni momento al Signore» diventa un'ipocrisia, la tipica ipocrisia autoassolutoria neocatecumenale), Kiko recita il tipico dogma neocatecumenale secondo cui sarebbero i cosiddetti "catechisti" del Cammino a dirti cos'è che il Signore avrebbe chiesto per te (chiaro il sottinteso? per farsi aiutare dal Signore bisogna aiutare quei "catechisti"... soprattutto il sommo super-catechista Kiko...).

Continua poi la frenetica attività di fabbricazione di "santi neocatecumenali", che lo scorso mese cantava vittoria per l'avvio di una causa di beatificazione di una ragazza di Burgos accoltellata e uccisa nel 1992 per aver resistito ad uno stupratore.
Ora, al di là del fatto che "causa di beatificazione" significa un processo di verifica, non significa automaticamente "la faranno santa", occorre notare che il Cammino promuove un moralismo, non le virtù cristiane. Come infatti insegnano gli autonominati "iniziatori" del Cammino, «l'uomo non può non peccare», e una ragazza che subisce violenza deve «chiedere perdono al suo stupratore» poiché lei lo avrebbe "giudicato". È la mentalità neocatekika, che è all'esatto opposto di ciò che ha vissuto Marta Obregon. Che anche se venisse riconosciuta santa, quella santità non è un frutto del Cammino. Il lurido porco Kiko brama di sfruttare a scopi propagandistici la sorte di quella povera donna. Ci manca solo che comincino a dire che in punto di morte lei avrebbe gridato: il Cammino mi ha salvata! Kiko è un santo!
Occorre anche ricordare il terribile inganno che Kiko e i suoi pappagalli nascondono dietro le parole «cosa vuole Dio nella mia comunità». Infatti, in realtà:
  • la comunità neocatecumenale non l'ha voluta Dio, ma Kiko. Hanno sfruttato il tuo sincero desiderio di vivere di più la fede, quasi sempre col ricatto morale del "c'è il diavolo dietro quella porta, che fai? lasci?"
  • Dio vuole la tua salvezza, non la tua partecipazione alla comunità: la comunità neocatecumenale potrebbe essere un ostacolo alla tua vita spirituale (e lo è nella misura in cui celebra le liturgie inventate da Kiko e Carmen, insegna gli errori di Kiko e Carmen, mette continuamente al centro Kiko e Carmen, esige da te gesti e soldi per cose che non hanno a che fare con la tua salvezza, ecc.);
  • la tua salvezza si realizza attraverso i sacramenti: e il sacramento del matrimonio ti chiama a dedicarti alla famiglia che hai formato, non a giocare a fare i missionari "dilettanti allo sbaraglio" coinvolgendo la famiglia in una ridicola missione neocatecumenale in capo al mondo che non è voluta da Dio ma dai cosiddetti "catechisti" ossessionati dal dover far crescere il Cammino secondo i dettami di Don Kikolone (che infatti non manca mai di ripetere: «abbiamo bisogno di missionari»: sí, "armiamoci e partite"... «partiró come tu hai deciso»: questo "tu" non è il Signore ma è Kiko!Infatti Kiko a Madrid ha detto: «se domani dico che abbiamo bisogno di ottanta famiglie si devono "alzare" tutti, chi non si "alza" se ne vada dal Cammino!»
  • è un controsenso promuovere l'unità nella comunità mentre vi staccate dalla Chiesa (per esempio celebrando la Veglia separatamente): il Cammino vi impone delle assurdità che ostacolano la vostra vita di fede. Kiko vi inganna.
Segue poi la solita sagra delle scemenze kikiane che non tramontano mai. Kiko dice che «bisogna che il Signore distrugga in noi l’uomo della carne... la salma dell'uomo della carne... entrare in questa piscina che rappresenta la morte di Cristo...»: una collezione di scemenze mondiali. In realtà a dover essere continuamente vinti sono "i desideri della carne" (cioè le inclinazioni al peccato). Il corpo è tempio di Dio. La carne non è "peccato", se non nel senso figurativo di "desideri della carne".
Quando Kiko blatera che «non è facile lasciare l’uomo vecchio perché non sappiamo cosa dobbiamo lasciare in quanto non lo conosciamo», sta dicendo una corbelleria mostruosa perché il sottinteso è che con un adeguato itinerario di "conoscenza" di sé stessi uno potrebbe infine riuscire a seppellire l'uomo vecchio e diventare tutto spiritualeggiante. Ma questo è gnosticismo! Kiko vi riduce la vita cristiana al conseguimento di un patentino di "fede adulta" (adulta secondo Kiko), dietro pagamento di apposite rate ("Decime" e collette, per svariati decenni), e vi ha fatto un discorsetto inteso a farvi dimenticare che per tutta la vita occorre respingere le tentazioni, e che ad accogliere liberamente la grazia ci riescono anche i bambini, la santità è accessibile anche ai bambini. Kiko vi propina uno gnosticismo idiota (e se lo fa ben pagare!).
Anche se nell'annuncio di Kikuaresima ogni tanto capita che il Triplice Dottore Honoris Causa spiattelli qualche espressione che rispetta la fede cattolica («esiste il Cielo ed è molto difficile entrarvi... Amare Cristo è l’unica veritá...»), non fatevi ingannare: il Kikolone adopera il tre volte santo nome di Nostro Signore per ingannarvi: e infatti subito dopo che lo fa insinua subito: «per amore di Cristo sei disposto a fare un pellegrinaggio senza soldi» (sottinteso: quello che il Cammino ti comanda di fare).

Vorremmo poi far notare che nel suo borioso autoannuncio Kiko parla di sé stesso come "vostro catechista". Scusate, ma chi è che lo ha eletto tale? Quale autorità ecclesiastica gli ha conferito il mandato? Non vi siete ancora accorti che ha deciso da solo di essere "catechista" degli altri?
Intermezzo comico: Kiko racconta di quando per entrare nella zona delle baracche gli «tremavano le gambe» dalla paura. Scusate, ma allora perché ci andava, se c’era pericolo di essere accoltellato a morte? Chi lo aveva obbligato ad andare? Ha deciso lui, da solo, di imporsi come "catechista". Il suo direttore spirituale gli avrebbe potuto consigliare tanti modi di santificarsi senza mettersi in pericolo (tanto più che "chi ama il pericolo, in esso si perderà", cfr. Sir 3,25). E invece no, Kiko l’autoeletto missionario va lì a fare l’eroe... (ma sappiamo da testimonianze di chi viveva davvero nei baraccati, che era gente tranquilla, non c’erano né prostitute, né ubriaconi, né assassini: Kiko come al solito si inventa un passato mitico... e poi, scusate, quanto tempo è stato nelel baracche? uno o due anni? Perché invece non ci racconta delle comode vacanze al mare e in montagna che lui e Carmen hanno fatto ospiti riveriti e pagati dai "fratelli" borghesucci?).
(fine prima parte)

giovedì 7 marzo 2019

Stangata al Cammino: il Triduo si fa in parrocchia (scommettiamo che furbescamente la faranno negli alberghi?)

Riscoprire la centralità della parrocchia in quanto «casa di famiglia» e «comunità di fede», e far convergere nelle chiese parrocchiali le celebrazioni per il Triduo Pasquale. Evitare che la «la Veglia Pasquale sia riservata a gruppi particolari». Valorizzare il sacramento della Riconciliazione. Sono solo alcune delle disposizioni sintetizzate dal Consiglio episcopale della diocesi di Roma...
Così la diocesi di Roma presenta le disposizioni e chiarificazioni per il prossimo Triduo pasquale, inviate a tutti i sacerdoti della diocesi.

Si tratta di una vera stangata per il Cammino Neocatecumenale.

Il documento (se non riuscite a scaricarlo lo trovate anche dal link presente nella pagina archiviata) è strutturato in due parti: le prime quattro pagine sono un'ampia introduzione sulle motivazioni e lo spirito, e da pagina 5 ci sono le decisioni che hanno creato in questi giorni gran tumulto nelle comunità neocatecumenali della diocesi di Roma e altrove, perché quell'esempio potrà essere seguito da tanti vescovi.

Nel punto "a)" precisa il Triduo pasquale si celebra in parrocchia, più precisamente «nelle chiese parrocchiali» (poiché una "parrocchia" talvolta ha a disposizione più chiese, oratori, rettorie) e che eventuali permessi dati in precedenza sono «revocati tutti».

Nel punto "b)" richiede di «evitare che la Veglia Pasquale sia riservata a gruppi particolari e, pertanto, nessuna assemblea sia "chiusa": questo apparirebbe in aperto contrasto con il "senso della Chiesa"...».
La Veglia si celebra in parrocchia, non nelle comunità neocatecumenali in qualche saletta o rettoria. In particolare «Non è ammissibile la doppia celebrazione del Triduo pasquale, o di parte di esso, all'interno della stessa comunità parrocchiale, se non per ragioni pastorali comprovate».

Capito, fratelli del Cammino? Questa norma si applica proprio alla vostra abitudine di celebrare separatamente.
Il punto "c)" pure è inteso ad evitare che il Battesimo nella Veglia diventi una celebrazione privatistica ad uso e consumo di una comunità particolare.

Nel punto "d)" parla delle liturgie penitenziali ma nel quadro della vita della parrocchia, non come soluzione ad hoc per un gruppo particolare. In altre parole, non c'è bisogno della penitenziale neocatecumenale, il Cammino può benissimo indicare ai fratelli delle comunità di partecipare a quelle della parrocchia, e i sacerdoti del Cammino possono benissimo mettersi «a disposizione delle parrocchie» a tale scopo.

Nel punto "e)" ci sono raccomandazioni per le comunità religiose maschili e femminili e quelle che comunque «hanno una chiesa o un oratorio pubblico nel territorio parrocchiale».

C'è quindi il punto "f)" che è quello che i kikos ipocritamente tenteranno di sfruttare: i movimenti ecclesiali, «col permesso del Parroco», e nell'impossibilità di «stimolare la Parrocchia» nonostante le tante esortazioni (e la revoca di tutti i permessi dati in precedenza), potrebbero celebrare la Veglia pasquale con la loro comunità (attenzione: la Veglia pasquale, non l'intero Triduo).
Ora, il motivo per cui il Cammino pretende di celebrare "veglie separate" è che è separato dalla Chiesa.

Ciò che il punto "f)" consente, va letto alla luce di tutti gli altri punti del documento. A cominciare dall'«evitare che la Veglia Pasquale sia riservata a gruppi particolari». Non basta avere uno "Statuto approvato" e un "permesso del parroco" (che magari è un parroco neocatekiko che ha avuto ordini perentori dai cosiddetti "catechisti" neocatecumenali, oppure un parroco adeguatamente «oliato»).

Il punto "f)" esorta più volte al favorire la parrocchia. Vogliamo scommettere che tutti i kikos si sentiranno in diritto e in dovere di fare le "veglie pasquali kikiane separate"? (o addirittura negli alberghi)
Il punto "g)" ricorda che la Veglia pasquale deve «terminare prima dell'alba della domenica». Ciò colpisce sia certi soggetti frettolosi che celebrano all'imbrunire o anche prima, sia i neocatecumenali che trattengono i fratelli delle comunità fino all'alba e anche oltre.
Non tutti i fedeli hanno la salute per una liturgia che dura tutta la notte. La Chiesa non impone fantozziane maratone del sacro. I neocatecumenali che si vantano di aver fatto celebrazioni lunghissime e veglie interminabili, «hanno già ricevuto la loro ricompensa» (cfr. Mt 6,2ss).

Aggiungiamo alcune considerazioni da Mav:
Intanto consideriamo che queste disposizioni non vengono da una diocesi periferica, lontana da Pietro, e quindi classificabile come una iniziativa "privata" al solo scopo di combatterla e/o ignorarla. Questa volta tali disposizioni, stra argomentate, provengono dalla Diocesi di Roma, non solo ma la lettera di accompagnamento è a firma del Vicario, in pratica è come se fosse firmata direttamente dal Papa, e questo è una novità che pesa eccome. 
Tornando nel merito del punto "f" esso in effetti pare offrire il fianco ad una scappatoia, ma a leggerlo bene rappresenta una limitazione fortissima. Per iniziare il luogo della celebrazione DEVE essere "idoneo all'esercizio del Culto Divino" e questo potrebbe essere di "facile" realizzazione nel Urbe, ma in ogni caso ESCLUDE alberghi e/o saloni, in quanto espressamente citate Chiese non Parrocchiali, al massimo si potrebbe usare un salone di un oratorio, ma si incorrerebbe nel punto "d" e quindi sarà interessante vedere come si organizzano.
Come seconda considerazione ci metterei anche il "benestare" del Parroco, che SOLO nel caso di un Parroco Neocatecumenale è di facile attuazione, TUTTI gli altri hanno ora uno strumento per NEGARE le pretese delle comunità. 
Ultimo ma non ultimo il punto "f" è un clamoroso boomerang, infatti la disposizione fa riferimento a realtà ecclesiali "che per statuto" ritengano etc, peccato che proprio lo Statuto del Cammino (art. 12) parla di "stimolare la Parrocchia ad una celebrazione più ricca della Veglia Pasquale" e non di andare via. 
Concludendo, in gergo legale, questa si chiamerebbe una "sentenza" che fa giurisprudenza, è una disposizione che produrrà a valanga disposizioni simili in altre diocesi, e rafforzerà altre che già negli anni scorsi si sono espresse allo stesso modo.

La cosa devastante sarà che Kiko e/o Gennarini venderà il punto "f" come una vittoria, "animo fratelli vedete come ci ama la Chiesa, solo a noi è concessa la Veglia di Pasqua separatamente, la Santa Sede ci approva"

mercoledì 6 marzo 2019

Francia: la Nueva Estetica all'assalto

La Francia è la bestia nera di Kiko: il Cammino vi ha attecchito pochissimo.

Le foto qui sotto sono della parrocchia parigina di Notre Dame de Bonne Nouvelle. Notiamo anzitutto come la parrocchia è stata neocatecumenalizzata: seggiole, tavolone centrale, tappeti, vasca da bagno ottagonale kikiana per i battesimi per immersione:



Qui un presbikiko vi celebra la liturkikia: notare la distintiva pagnottona con le dodici crocette designed by Kiko anziché il pane azzimo cattolico col trigramma IHS in uso fin dal terzo secolo (Kiko deve sempre inventare qualcosa di nuovo per fare diversamente da come fa la Chiesa). Notare anche la distesa di insalatiere ottagonali designed by Kiko attorno ai prodotti ortofrutticoli:





Poveri kikos francesi! Sono pochissimi anche perché nella scristianizzata Francia, essendo le parrocchie ormai deserte, scarseggiano molto i parrocchiani "catturabili" dal Cammino (altro che i leggendari «lontani» e gli ancor più favoleggiati «atei» che il Cammino convertirebbe...).

lunedì 4 marzo 2019

Ci chiamano ciarlatani e ci leggono ogni giorno, anche "alti prelati", anche "nei sacri palazzi": era ora!

Solo Kiko comanda.
Una necessaria premessa: l'unica cosa che conta è la verità. Per questo, nel presentare documenti, testimonianze, spunti di riflessione, chiediamo sempre con insistenza che ciascuno verifichi personalmente e senza pregiudizio quanto c'è di vero in ciò che viene presentato dal 2006 ad oggi in queste pagine.

Vogliamo ricordarlo soprattutto a coloro che per vigliaccheria vanno dicendo che questo blog sarebbe «contro il Cammino» e proibiscono di leggerlo. Se avessero veramente a cuore il Cammino, desidererebbero purificarlo dagli errori (a cominciare da quelli liturgici e dottrinali), e si sentirebbero sinceramente interrogati dall'esistenza di tante testimonianze sulle sue storture. E invece...

Qui il dibattito, per quanto possibile, avviene in forma anonima perché conta solo la verità. Nomi e facce ce li abbiamo messi non qui, ma nelle denunce all'autorità ecclesiastica, dal parroco in su.
Il caso:
qualche giorno fa un lettore anonimo firmatosi "Don Giancarlo" ha comicamente affermato di aver presenziato ad «una cena con alti prelati vicinissimi al Papa» nella quale tali Alti Prelati avrebbero nientemeno che criticato in maniera grossolana questo blog e alcuni dei suoi collaboratori. 
Tali affermazioni ci hanno provocato una intensa, scrosciante tempesta di fragorose risate.
Indipendentemente da quanto ci sia di vero (poco o punto), esse richiamano - come ci fa notare un commento a firma E.P. - quel detto attribuito a Gandhi: "Prima ti ignorano; poi ti deridono; poi ti combattono. Poi vinci". Così, un fratello neocatekiko viene qui a fingersi "Don" favoleggiando come se nelle sue fantasie «Alti Prelati» debbano combattere questo blog (oltre che leggerlo frequentemente)... e solo perché in passato abbiamo fatto notare che a giudicare dagli indirizzi IP di provenienza, abbiamo lettori anche nei sacri palazzi.


Perfetti arroganti, alla scuola di Kiko.


Citiamo qui sotto da alcune risposte al sullodato neocatekiko:

Da Porto:
Io credo invece che questo blog lo leggano eccome i neocat. e non solo le piccole pecore, ma anche i catechisti, super e non. Soprattutto negli ultimi tempi in cui credo sia seguito assiduamente da un numero crescente di persone (ma non ho i dati esatti e quindi la mia è solo una supposizione). E anzi, ci scommetto che alcuni catechisti lo leggono anche in maniera compulsiva, curiosi e forse anche timorosi di trovare delle informazioni sul loro operato… Ho sentito personalmente più di un catechista parlare di questo blog con cognizione di causa, dicendo cosa ci hanno letto. Quindi lo leggono… e siamo alle solite: dicono agli altri di fare quello che invece loro non fanno, come non leggere i blog, rinunciare ai beni, non rivolgersi agli avvocati, accettare le ingiustizie… e la lista è ancora lunga.
da Ruben:
Sicuramente!
Sono intimamente ed internamente sicuro, proprio perche sono solito immedesimarmi negli altri, che al triumvirato neocatecumenale, non sfugga una parola di quanto scritto qui e su Crux Sancta; è normale che se hai degli oppositori devi sapere ciò che pensano di te.
E da ciò, oltre i capi, anche il codazzo dei catechistoni, catechistelli e catechistucoli con molta assiduità ci leggono.
Kiko stringe in un "abbraccio mortale" Rylko,
gli copre le spalle il fedele Pino Manzari.

da Anonimous la sintesi:
Ottimo, che i catechisti vengano pure a controllare cosa si dice del cammino, ma sappiano anche che c'è una gran parte di verità che si diffonde, non su questo blog, ma da persona a persona. Una parte di verità che essi non possono minimamente controllare. Anzi, potrebbero controllarla, ma in un modo solo: comportandosi BENE e ripulendo tutto il cammino dalle sue sozzure.

Dunque evitate di trattare la gente, che è intelligente e magari anche più di voi, da imbecille, propinando una dottrina finta e distorta in ogni suo aspetto, per giunta svelando questa dottrina un po' alla volta come nelle peggiori telenovelas, ed imponendo addirittura il segreto dottrinale. Ma quando mai? La Chiesa non nasconde niente.

Evitate di lavare il cervello ai fratelli. Non imponete loro di adulterare e recidere i legami con l'esterno, non incantateli con le solite false promesse iniziali, avendo già deciso di nascosto il loro destino e sapendo pure di mentire. Rendicontate le offerte. Non fate direzioni spirituali oltre il limite della divinazione. Non vietate agli offesi di sporgere denunce, non consigliate loro di tenersi i peccati per anni ed anni. Non costringete a denudarsi quelli che sono vestiti e non affamate chi ha da mangiare, non castrate le intelligenze. Non imponete un'immagine di Dio a misura delle perversioni degli iniziatori, non calpestate i Sacramenti. Insomma, smettetela di fare queste ed altre porcate e non sarete più costretti a prendere informazioni per cercare di arginare l'idea che cristiani e lontani hanno della vostra setta.

Altrimenti, più siete spietati in quello che fate ai fratelli, più sarà spietata l'opinione che tutti hanno del vostro camminare. Nessuno vi prenderà sul serio come cristiani, nessuno vorrà seguire le vostre orme, nessuno sentirà il desiderio di diventare come voi.

Il problema non è il blog, il problema è che più male infliggete alle anime, più numerose diventano le anime che vi evitano come la peste. Nessuno complotta contro di voi, è il vostro stesso operare che vi qualifica.


Nota a firma "Tomista ex NC":
La Chiesa non ha mai (né potrebbe) approvato nessuna liturgia del cammino.
Scrivendo "liturgia del CN" si è dato la zappa sui piedi, caro Don Giancarlo.
Non può esistere una liturgia propria di un movimento.
Se lei parla di liturgia neocatecumenale vuol dire che i moderatori del Blog hanno ragione da vendere.

Da un altro lettore del blog:
Che buontemponi!
Per il Sedicente don giancarlo:

Mangiavano e bevevano tra aragoste e sigari cubani, con elicotteri e mercedes, opprimendo l'orfano e la vedova. coppie e scoppiate,scapoli e nubili. Pensate che tutto questo possa rimanere impunito? Ci sono peccati e peccati, ma i vostri gridano al cospetto di Dio, e pensate che Dio non ascolterà il grido degli oppressi, degli abusati, di persone che tenete prigionieri in nome di Colui che e venuto proprio per liberarli?
Lei e i CINGHIALONI pensate di sfuggire
all'ira di Dio e anche degli uomini?
Il ricco epulone, vostro fratello, ha provato a metterci una pezza ma inutilmente perché dice il Padre di ascoltare ora il Figlio che é più di Mosè e dei Profeti.
La scure è pronta, state attenti, ravvedetevi! Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.

Nota conclusiva da Pax:
I nostri post si elevano in maniera esponenziale pubblicando i vostri commenti non viceversa, caro Don Giancarlo.
Quando vi "esprimete", infatti, le differenze si rimarcano e vi incartate da soli.

Ma noi non amiamo esaltarci e la vostra pubblicità gratuita non ci interessa, teniamo i piedi per terra ben saldi, siamo abituati a parlare da anni senza essere ascoltati, sappiamo di essere "voce di uno che grida nel deserto" ma non ce ne importa.
Sappiamo che chi si sente denunciato dal nostro parlar chiaro ha in cuore un solo desiderio: quello di tagliarci di netto la testa - con annessi e connessi - per esibirla, su un piatto d'argento, nei vostri lauti banchetti.

Ti qualifichi da solo!
Il fatto che si parli del blog nelle alte sfere, se è vero, non può che lusingarci.
Se non fossimo efficaci neanche si darebbero pensiero di nominarci.
La loro specialità è seppellire i dissidenti e cancellarne la memoria, se ne parlano significa che costituiscono un problema e devono superarlo…

Persone come Tripudio e mic credo bene che per i compagnoni siano come un incubo notturno che si tenta invano di esorcizzare, relegandolo nel "nulla cosmico".
Qualcosa mi dice che se ci foste riusciti, tu non avresti scritto il tuo insulso “articolo” che commento non è, ma solo un furioso ingiuriare di chi viene messo sul balcone in mutande.

Grazie per le tue conferme.
Salutaci tutti gli amici e state sereni.
Se non vuoi avvelenarti non leggerci più.
Ognuno per la sua strada è meglio.