venerdì 17 novembre 2017

La "teoria della voragine" della Miriano sui "Diari" di Carmen Hernàndez

Inascoltabile la Miriano (dal minuto 4:50; c'è anche il video).
Tralasciamo il Cardinale Schönborn, David, l'editore, e lo stesso Kiko.
Mettiamo al centro le donne.
Diamo il palcoscenico alla Costanza Miriano. (nota 1)
Non vale la pena trascrivere la sua languida e noiosa prolusione:
immaginando l'impegno che ha profuso nel prepararla, dando il meglio di sé, ci dà l'idea precisa dello "spessore" di questa grande sostenitrice di Kiko.
Oddio! Come sono emozionata! Non sono degna!
Kiko è qui accanto a me!

Inizia, con una umiltà pelosa e vomitevole, a dire che non merita lei questo onore: di presentare i Diari di Carmen; lei che neanche l'ha conosciuta la "santa", ma sa bene che a Kiko, che ti dice "Animo!", bisogna obbedire.

L'hanno aiutata le donne del cammino, abbeverate alla sapienza di Carmen, alla sua antropologia, donne con attributi, "molto virili direbbe Teresa d'Avila" (la citazione è della Miriano, non perdiamo tempo a verificarla!), poi subito si scusa se, in presenza di un Cardinale, parla di "donne con attributi".

Però da cronista seria avrebbe dovuto ascoltare anche noi!
Noi che siamo state lunghi anni nel cammino, uscite dal cammino, abbiamo conosciuto bene Carmen, non come lei che non ha avuto questo onore, e siamo andate via.
Vergognosa informazione di regime!

La Miriano ci aiuta a capire il cuore di Carmen:
Sono rimasta colpita da questo mondo interiore, così DOLORANTE, così FATICOSO, così PESANTE... tutti quelli che la hanno conosciuta non avevano idea di tutto questo...
 
E incalza....

(ndr.  Preferiamo non commentare quanto riportiamo di seguito e che battezziamo "Teoria della VORAGINE" della Miriano. Unica cosa che comprendiamo è che neanche la Costanza Miriano sta molto bene!)
Riconoscere in lei quella che io, per me stessa chiamo la VORAGINE, questo vuoto interiore, questo bisogno - che è poi lo spazio vitale - questo bisogno che la donna ha di essere guardata, riconosciuta, abbracciata, amata, questa voragine che nessuno, se non Cristo riesce a colmare.
Carmen ha saputo dare un nome alla sua inquietudine, Cristo.
[...]

Il mondo ci gioca molto su questo bisogno femminile di riconoscimento, il demonio agisce su di noi perché noi abbiamo la "fabbrica della vita", come diceva Carmen... questo vuoto che tutte le donne hanno, a cui pochissime sanno dare il nome giusto...  
Con il femminismo, con le catechesi umane è un vuoto che viene colmato con le catechesi che dicono cerca te stessa, affermati, non dipendere da nessuno, che ci invitano all'empowerment, che invitano a gridare alla discriminazione, a fare le vittime...

Il gioco del demonio è un altro... non vuole che incontriamo l'Unico che riempie questo desiderio...

Di questo bisogno sono costituite le donne.

Utero femminile, il vuoto, la capacità di fare spazio, di dare la vita, è l'altra faccia di questo desiderio...

Vederlo espresso qui da Carmen con tanta sincerità, lealtà verso se stessa è commovente.
Non dubito che Carmen sia Santa, senza dubbio.

L'albero dai frutti lo riconosci!

Bello vedere la battaglia quotidiana contro i suoi difetti, che elenca per sé meglio di chiunque altro:
  • dipendenza dal fumo
  • taccagneria
  • pigrizia
  • la fatica con Kiko...
(La Miriano, per metterci una pezza cita a sproposito San Paolo "vedo il bene ma non so compiere che il male", dicendo che tale elenco sarebbe "consolante" perché altre vite di Santi ce li fanno vedere inarrivabili, lontani).
Benedico la sofferenza nascosta e segreta di Carmen portata con fedeltà al cammino e alla chiesa. Non avrebbe potuto se si fosse accontentata di una fede tiepida bigotta. Non è una che cerca un rapporto religioso con Dio, ma un rapporto come di sposa.
[...] Sono grata a questa donna, e mi dispiace di non averla conosciuta.

E conclude:
«Sono grata a questa amica e sorella molto maggiore».

È tale la foga, tale l'ardore che la giornalista e scrittrice Miriano, oltre a metterci la faccia, ci rimette anche un tragico errore grammaticale, volendo, alla fine, compiere l'ultimo atto di super-superlativa dichiarazione di eterna, devota e prona dedizione incondizionata, fino al dono della vita se necessario, al sommo unico incommensurabile Kiko Argüello, iniziatore superstite, oggetto del suo (della Miriano) amore appassionato.

Non ci esimiamo da un ultimo penoso resoconto, lasciando concludere a Kiko.

Una cosa è chiara: neanche lui ce la fa più a ripetere sempre le stesse cose in tutte queste presentazioni dei Diari.
È stanco e si vede, si vede quanto soffre mentre la Miriano parla in uno stile troppo diverso da quello neocatecumenale.
Carmen l'avrebbe fermata in malo modo, dopo i primi cinque minuti, tanto le sarebbe stato insopportabile ascoltarla, con uno scostante e disgustato: "Statte zitta!".
E a Kiko avrebbe detto: "Ma questa dove l'hai trovata?"
 
Ma lasciamolo concludere, evidenziando pochissime battute del suo intervento, penosamente uguale a tutti i precedenti:
Parole di Kiko: (dal minuto 17:40)

Questi scritti per me sono stati una bastonata in testa, una sofferenza di 50 anni, sconosciuta. se uno psichiatra vede questo dice: "ammazza questa come sta, con una depressione terrificante"
Preferiamo non commentare...

Legge dai Diari queste affermazioni di Carmen, e noi lo ringraziamo:
Riunione dei catechisti a Madrid... 
Esperienze mistiche di Carmen, tratte dai suoi Diari: 
Non mi interessa nulla (comunità, catechisti, incontri, Scrutini, convivenze, ecc.)

Fumo drogatamente in questo assentarmi invecchiando nel nulla.

NULLA DI NULLA...
Kiko interpreta a modo suo queste sconclusionate, inconcludenti e deprimenti farneticazioni (che riportiamo in piccola parte soltanto)
Il Signore ha fatto un deserto intorno a lei perché abbia solo amore a Lui, a Cristo!

Ogni giorno tristezza, sprofondata nel nulla.

Abbiamo raccolto i primi due anni e sono tremendi, ma gli ultimi che orrore, non si possono leggere, io non posso, mi fa male.
(Caro Kiko, noi non vediamo l'ora!)
Io non ce la faccio...
Ho capito perché non parlava con me...
Non parlava con me e mi diceva "sei un idiota" perché io non capivo niente, non ho mai capito niente!
Non potevo capire nulla assolutamente di quello che passava, per questo mi chiamava "idiota".
Alla fine, di seguito, la spiegazione di Kiko degli orrori illeggibili che ci aspettano nei Diari dei prossimi anni; andando avanti sempre peggio, fino agli ultimi giorni della sua vita, un vero cammino di perfezione, in perfetto stile neocatecumenale, a base di "fango"!

INTANTO LA SPIEGAZIONE DI KIKO E' QUESTA:
"Perché Carmen è una Donna con un grado di santità unico e non poteva essere diversamente, visto la missione che Dio ci ha dato!"

E qui Kiko si tradisce, perché questa assurda persona che è Carmen, buona solo per uno studio psicanalitico serio e rigoroso, Kiko la spaccia per una "santa unica" vista la missione unica del Cammino.

Megalomania allo stato puro e fuori ogni controllo.

Fa rabbrividire che tutte queste corbellerie le abbia dette davanti ad un Cardinale di Santa Romana Chiesa, che non ha battuto ciglio, neanche quando Kiko ha descritto, ancora una volta, il famoso esorcismo fatto sulla Cina, quando Carmen, stufa di sentirlo nominare il demonio, gli disse: "Basta, Kiko, lascia perdere il demonio... invoca lo Spirito Santo!" Kiko obbedì e sulla parola della santa di categoria superiore invocò lo "spirito" e... di pronto scese su di loro una colomba bianca, così!
Il Cardinale lì, ad ascoltarlo, con la bocca aperta. Signore, misericordia!


 Non spreco altre parole, indico solo un confronto tra il dialogo inesistente tra Carmen e Kiko l'utile idiota (si vede utile se lo ha sopportato comunque al suo fianco per una vita, la poverina!)
Colloquio tra san Benedetto
e santa Scolastica, Orvieto
e l'incontro famoso - lungo tutta una notte, senza stancarsi di parlare di Dio ed ammaestrarsi a vicenda - tra i due santi fratelli Benedetto e Scolastica, poche ore prima che lei passasse al cielo, come Benedetto poi vide in visione, capendo perché la sorella lo aveva trattenuto tanto a lungo presso di lei.


O l'intesa perfetta e armoniosa tra san Francesco e santa Chiara.


O il colloquio edificante tra sant'Agostino e santa Monica, su una terrazza ad Ostia, l'ultimo di una lunga serie di dolci scambi di esperienze sulla opera di Dio, meravigliosa nella vita di entrambi, per cui i ricordi si intrecciavano alle lodi al Signore e alla Sua Misericordia.



Tra i Santi, quelli veri, si fa a gara a stimarsi a vicenda, a sostenersi reciprocamente, a stimare l'altro superiore a sè, a prediligere la reciproca compagnia a qualunque altra cosa al mondo. A essere uno in Cristo.
 

 
Guardate com'è bello e soave che i fratelli siano insieme.
Come rugiada che scende sui monti di Sion.

Altro che... "Sei un idiota, vattene e lasciame in pace!"
___________________________________________

(nota 1)

Non mi attendevo di meglio. Costanza Miriano è stata invitata a presenziare la presentazione dei Diari soltanto perché è una giornalista con un proprio seguito, anche esterno al Cammino. E' evidente che il Kiko-marketing sta mutando: dalle parrocchie alle associazioni ai testimonial. Per il resto Costanza Miriano è un pesce fuor d'acqua, una fondamentalista con poche frecce nella faretra. Fa più tenerezza che altro, come ogni pesce rosso fuoriuscito da una vasca. Ben più sconvolgente è la presenza del cardinale, che si è pappato gli esorcismi di un laico e la santificazione di Carmen senza battere ciglio. Mi meraviglia che non abbia proposto di farla - a canonizzazione avvenuta - protettrice dei tabaccai. (Lino)






 

mercoledì 15 novembre 2017

“Sei una sterile che non ha portato frutto”

...e il lupo saltò fuori dal letto e se la mangiò


C'era una volta una bocca untuosa, dedita a pronunciare parole rassicuranti.

Quando la posta in gioco è alta, non si può sbagliare.

Fondamentale è essere convincenti dal primo momento!

Dagli inizi della predicazione kikiana, si insiste su una cosa sola:
"Dio ti ama così come sei!"
"Tu per Dio sei unico!"
"Quello che Dio vuole fare con te, non può farlo con nessun altro; tu o niente!"

Carmen amava ripetere che "Dio non fa le cose in serie, ma le fa sul serio!"

Rimani incantato: mai nessuno ti aveva fatto sentire così importante!

Parole d'amore, pronunciate da una "bocca d'oro", poi scopri col tempo che era solo "per depredarti meglio!"


Quando, infine, il "Potente Cammino"
mostra il suo vero volto.


Ti mettono sotto gli occhi un sogno meraviglioso che va a realizzarsi nella tua vita.
Tante volte ancora, mentendo, ti ripetono che:
"Il Cammino è per l'uomo, non l'uomo per il Cammino."
Che anzi:
"La Comunità cammina con il passo dell'ultimo." (che bello!)

Perché - sottoliniamo che questo lo spiegava Kiko stesso - se la Comunità, in quanto «struttura», si pone al centro, accade che l'uomo è usato in funzione del «progetto», dell'«ideale»... e questo meccanismo è IDOLATRIA (poiché al centro dev'esserci Dio, non un metodo umano).
(sapete quante volte Kiko ripeteva quei bei concetti?
"la Comunità"... "il Cammino"... "la Comunità"...)

E dove c'è idolatria là c'è anche "l'uomo della provvidenza" che si pone al centro: come ogni idolo a lui si sacrifica tutto, in primis, la persona e la sua stessa vita, l'uomo che cede volentieri la testa a chi lo sa comandare, contento che un altro decida al suo posto, liberandolo da ogni conflitto!
NEL CAMMINO NON È COSÌ! (ovviamente, questo nelle catechesi di Kiko)
Quante belle parole, quanti begli esempi, per convincerti che tu saresti AL CENTRO DI TUTTO nel suo "potente cammino", tu saresti la cosa più preziosa!
Ma, una volta che ti ha tirato dentro, accalappiato, dopo, NEI FATTI, le cose vanno così come noi tutti le abbiamo conosciute.

Nel cammino neocatecumenale la dignità della persona, del singolo fratello non vale nulla.

Ribaltando tutto quello che hanno predicato - Kiko e i suoi kikatechisti - per conquistare la tua totale fiducia, riproducono, una volta che ti hanno messo in gabbia, proprio lo schema delle dittature, descritto nelle stesse catechesi per rimarcare la differenza.
Noi ci chiediamo: perchè, caro Kiko, ripeti sempre che nel tuo cammino non è così?

Per cui ribadiamo, a ragione,  quanto abbiamo affermato in altre occasioni:
il Cammino si può definire assolutamente "Un Sistema occulto" (o meglio: che si occulta).

Esempio di sistema occulto:
in un singolo manifesto, quante bugie!

Il Cammino ha un suo disegno molto elementare e semplice, in cui l'uomo è ridotto a figurante in commedia.
Egli più avanza verso la "statura adulta della fede" più è un burattino, una pedina che va collocata (docile, docile, che qua non abbiamo tempo da perdere!) sulla grande scacchiera del cammino, dall'unica testa autorizzata a pensare (di concerto con i suoi pessimi consiglieri) e che dirige tutto il gioco.

Kiko, quando organizza una delle sue imprese indossando - nella sua incurabile megalomania -   i panni del "novello messia", diventa davvero pericoloso.

Kiko chiama alla SUA sequela, com'egli fosse nostro Signore:
"Vieni, lascia tutto e seguimi!"


Ma neanche Gesù ha chiamato allo stesso modo tutti quelli che lo ascoltavano, che Egli ha guarito: alcuni li inviava ai sommi sacerdoti, altri li rimandava a casa a dare testimonianza, ad altri ancora diceva addirittura di tacere.
Kiko si serve della Parola di Dio per appropriarsi della vita dei suoi adepti e metterla completamente al suo capriccioso servizio, sbattendoli TUTTI indistintamente e a suo piacimento, di qua e di là, tutte le volte che è "ispirato" per qualche nuova, pericolosa, genialata delle sue, costringendoli a gettare all'aria coniugi, figli, genitori, fratelli, nonni e suoceri se necessario, chiunque in quel preciso momento dovesse aver bisogno di assistenza e si trasformasse in un impedimento.
 
Ma Dio non ci parla con i FATTI, nella storia? Compresa la famosa cognata malata del secondo scrutinio?

Questo ha strutturato da parte dei camminanti, quelli più fedeli ai dettami kikiano/carmeniani", un abbandono sistematico di tutta la parentela e, a ricaduta, dei fratelli più deboli che fanno parte della stessa comunità, con i quali sei un cuor solo e un'anima sola, non per legami di sangue e di carne, ma perché "rigenerati insieme in Cristo" (dopo 30/40 anni di cammino, accidenti!).

(Insomma questo DOVERSI DARE TOTALMENTE, sempre e comunque, per la priorità che ha su tutto e su tutti, per il dominio assoluto che esercita la MerKabà kikiana, mostruosa macchina della cosiddetta «evangelizzazione» neocatecumenale).
Abbiamo perfino visto affidare gli anziani delle comunità a Case di cura, ad onta di tutte le false garanzie di assistenza che, si diceva, nel Cammino sarebbero state garantite sempre a ciascun fratello, per cui MAI nessuno sarebbe rimasto solo. (vedi il commento di un lettore riportato sotto in nota 1)

La verità è che per onorare l'idolatria di Kiko (vedi nota 2), tutto il resto deve essere abbandonato e, soprattutto, la cura degli affetti più cari, sacrosanto dovere di ognuno.

Inviati da Kiko, travestiti da Chiesa

Trasposizione blasfema:
«Se uno viene a me/Kiko e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio/di Kiko discepolo..
"Chi ama il padre o la madre più di me/Kiko non è degno di me/Kiko; chi ama il figlio o la figlia più di me/Kiko non è degno di me/Kiko...
e ancora: "Lasciate che i morti seppelliscano i loro morti... tu vieni e seguimi (sempre me: Kiko)."

È storico questo ed è risaputo che, se si è convocati per una "Convivenza con gli Iniziatori", senza alcun dubbio si lasciano anche i genitori anziani alla fine dei loro giorni...
Un presbitero una volta scelse il capezzale del padre morente, arrivando solo dopo alcuni giorni dall'inizio, Carmen lo massacrò per tutta la convivenza di itineranti.
Non stiamo accumulando ragionamenti, non stiamo traendo conclusioni logiche, parliamo solo di FATTI.

Nel Cammino ad ognuno è assegnato un ruolo ben preciso, funzionale al sistema e riduttivo della persona e se non entri - prima o poi, con le buone o con le cattive - in quello a te assegnato dai kikatechisti - attraverso il discernimento della "volontà di Dio per te" che ti hanno rubato - resterai per sempre ai margini del "sistema", sperimentando una profonda prostrazione e frustrazione.

Matrimoni neocatecumenali - ovviamente
il dipinto di Kiko DEVE essere ben visibile
Ordinazioni sacerdotali neocatecumenali:
i gadget di Kiko e i dipinti di Kiko, ovviamente,
DEVONO esser ben visibili - sono il marchio di fabbrica!
In una estrema semplificazione e ribadendo cose qui trattate mille volte: i maschi, che devono scegliere tra le due vocazioni: matrimonio o presbiterato; le femmine, tra matrimonio e vita consacrata, oppure...

...Ecco una esperienza nella quale tante donne "sole" delle comunità si potranno ritrovare. L'esperienza di una single, che resta tale per tutto il percorso neocatecumenale, anch'essa uscita, finalmente, dal Cammino, appena in tempo per non restare completamente distrutta, in tempo per riappropriarsi, con sollievo, della sua vita.
Ed è anche ringiovanita, ha ritrovato il gusto di tante grandi e piccole cose a cui aveva rinunciato da troppo tempo, insieme al controllo assoluto della sua esistenza:

- Se sei una signora di mezza età che non si è sposata (anche perché l’uomo che eventualmente a suo tempo poteva andare bene non voleva entrare nella comunità e quindi “non fa per te”) e che ha capito (da sé stessa) che la sua vocazione non era farsi suora, nonostante le continue pressioni a riguardo, vieni indotta a passare un periodo di “verifica” forzata in un convento, vissuto piuttosto come una “detenzione” (e fortuna che c’era la madre superiora che ne capiva più dei cosiddetti “catechisti” del Cammino che l’avevano spedita lì!);

- Se dopo di ciò ti sei anche rifiutata di renderti disponibile per i servizi nei seminari ma, in contemporanea, hai sempre (SEMPRE) accudito i figli dei “catechisti” (e sbrigato le faccende nella loro abitazione), hai accudito i figli dei fratelli di comunità “altolocati” che neanche ti dicevano “grazie” ma lo consideravano come cosa dovuta ed anzi sottolineavano: “il grazie te lo dirà il Signore” e sei stata sempre (SEMPRE) disponibile ad ogni servizio richiesto per le celebrazioni della comunità e se anche stavi al mare qualche giorno per la tua salute, chi se ne importa... devi rientrare e correre su e giù perché nessun altro può occuparsi delle pagnotte e fiori e non si sa quant’altro, perché molte famiglie (in quanto “famiglie” degne di maggior riguardo rispetto a te single) sono via e le mamme che ci sono (in quanto “mamme” degne di maggior riguardo rispetto a te senza figli) hanno molto da fare (invece tu che sei sola, cos’hai da fare?)

- Se ti sei anche rifiutata di vendere la macchina e l’appartamento (non avendo famiglia questi beni “non ti servono” e poi tanto il tuo futuro è di andare a servizio nei seminari) e hai anche osato esprimere la tua gioia per un nuovo lavoro che ti dà soddisfazione, dove il capo e i colleghi ti apprezzano, pensando che i tuoi cosiddetti “catechisti” e i tuoi “fratelli” avrebbero dovuto condividere questa tua gioia…

…Ebbene, dopo tutto questo, ciò che ottieni è disprezzo: “sei una sterile che non ha portato frutto”.

In conclusione, comunque la si giri, verrai utilizzato comunque e senza nessun altra ricompensa che l'illusione di aver servito il Signore nel farsi adoperare dal Cammino.

Abbiamo parlato anche dei figli del cammino, i piccoli balilla di Kiko, che crescono in serie, in batteria, della cui educazione il cammino ti espropria, che tante volte sono afflitti dalle medesime patologie (i figli dei più talebani in particolare), assaliti dall'ansia di non essere quello che tutti si aspettano da loro.
Perché, come detto nell'esperienza, se non ti sposi o ti consacri, tu non sei nessuno.
Ma intanto, anche se non sei nessuno, dovrai contribuire all'opera almeno con i tuoi soldi, naturalmente, e con i tuoi servizi, ovviamente gratuiti (fosse anche soltanto come autista degli itineranti o baby sitter dei loro numerosi figli, o sguattero/a in casa...) restando all'ultimo gradino sempre, quello di servo della gleba.

Grazie a chi queste testimonianze ci ha fornito, sono preziosa conferma, ancora una volta, del fatto che è sempre tutto uguale: dappertutto le stesse devastanti sofferenze.

MA
Ormai - questo noi pensiamo - lo stesso male che è nel Neocatecumenato di Kiko Argüello e Carmen Hernàndez, come un seme di morte, sta consumando il Cammino dal di dentro: seme di corruzione, amore malato e disordinato ad un Ego smisurato e luciferino, idolatria e basta!

Sì, ormai l'involuzione è irreversibile e inarrestabile e sempre più sono quelli che aprono gli occhi e comprendono e ne danno testimonianza.

Fine seconda parte


Nota 1: riportiamo un commento di un lettore di questo blog:

"vorrei aggiungere una cosa, ci penso da giorni:
nel video della presentazione del libro Kiko dice che le persone anziane non verranno mai lasciate sole in comunità perché faranno parte della famiglia.

Non è vero!

Le persone anziane sole (quelle che non hanno figli in comunità) finché ce la fanno ad andare in comunità e pagare la decima sono ben accette: poi, quando non sono più in grado, vengono scaricate, tornano in famiglia (quella vera) e non sono più cercate né ricevono telefonate o visite dai "fratelli" della comunità.


No decima, no party.

Le donne vedove sono mandate nei seminari a fare le badanti finchè ce la fanno e lasciano tutta la loro pensione alla comunità e/o al seminario.

La storia degli anziani accolti in comunità è falsa.
Le persone nel bisogno (non parlo del bisogno economico, ma fisico e morale) vengono aiutate... solo con le "preghiere".
Preghiamo per te fratello o sorella. Punto.
Mi domando: se in una comunità, come è successo nella mia comunità, c'è una signora vedova e una coppia di anziani autosufficienti ma soli perché senza figli (e non ricchi abbastanza da lasciar testamento) perché invece di mandare "in missione" la vedova in seminario a fare la serva, non può andare a dare una mano e fare compagnia ai fratelli anziani?"

Nota 2.
Il Cammino, schiavo, è costretto a offrire tutto a se stesso, come ogni Moloch.
Kiko, schiavo, DEVE offrire il Cammino al suo io - io - io di carmeniana memoria.
Da qui il cammino neocatecumenale riproduce tutto il peggio di un sistema totalitario e Kiko il peggio di un qualunque megalomane fondatore.
Ci fa sorridere la sua consueta premessa all'annuncio del Kerigma: "L'uomo è schiavo, non può non peccare, non ne ha colpa, è condannato ad offrire tutto a sé... la moglie a sé... il lavoro a sé... i figli a sé... L'uomo vecchio è completamente schiavo del suo IO, ha bisogno di un cammino per potersi donare, per poter amare...nella dimensione della Croce".

Ora, come spiega Kiko il fatto che proprio lui incarna così bene questa catechesi OGGI?
Non quando si dibatteva nelle crisi esistenziali ed era nell'ateismo, ma OGGI che è un SANTO?
Molto scomodo dire di essere un santo - dovresti comportarti di conseguenza - ma Kiko ci tiene si sappia che, non solo lui lo pensa di sè, ma il Papa Francesco dice che "una cosa è sicura: Kiko è un santo!" ?

lunedì 13 novembre 2017

Vedove e Cammino neocatecumenale: destino finale. (Prima parte)

La tradizione neocatecumenale
delle coppe-insalatiera ottagonali
 

Riprendiamo alcuni commenti riguardo agli Hunger Games Neocatecumenali, altrimenti conosciuti come "invio a due a due".

Claudia ha detto:
 Ma quale evangelizzazione senza borsa né bisaccia? Cominciate a evangelizzare nel vostro piccolo: prendetevi cura dei vostri figli, dei vostri genitori, del vostro lavoro! È nella vita quotidiana che dovete evangelizzare. Non serve a nulla vagare per una settimana in una qualsiasi città, blaterando cose a caso.
Piantatela, per carità, con questi assurdi patetisimi! Non siete migliori degli altri, non siete santi, non avete capito il Vangelo meglio di chiunque! Volete rendervene conto?!

Pierangelo:
Neocatecumenali vergognatevi! Invece di perdere tempo nelle vostre orribili pagliacciate cercate di dedicarvi ai vostri figli, ai vostri genitori anziani.

Roberto:
Anche dei miei parenti stanno andando in missione. Non so dove e come perché purtroppo con i neocatecumenali non c'è dialogo. Io solo una cosa vorrei sapere: ma con quale autorità Kiko fa queste cose e perché la Chiesa le permette? È una cosa veramente allucinante. Prima queste cose sapevo le facessero solamente i seminaristi del Redentoris ma ora veramente sta esagerando. Ma poi questa non è blasfemia scimmiottare Nostro Signore? Scusate lo sfogo ma io veramente sono basito.

Sottolineiamo con Michela
Non serve a nulla vagare per una settimana in una qualsiasi città, blaterando cose a caso. Cosa direbbe il fedele camminante evangelizzatore davanti a questo? Rispondo io per lui, così non gli sottraggo tempo all'«evangelizzazione»:
"ma non sapete che figli, genitori e lavoro sono idoli da uccidere come il povero Isacco?"
"Liturgie" del neocatecumenalismo

Chiude un commento Anonimo proprio illuminante:
"vorrei aggiungere una cosa, ci penso da giorni:
nel video della presentazione del libro Kiko dice che le persone anziane non verranno mai lasciate sole in comunità perchè faranno parte della famiglia.
Non è vero!
Le persone anziane sole (quelle che non hanno figli in comunità) finchè ce la fanno ad andare in comunità e pagare la decima sono ben accette poi, quando non sono più in grado sono scaricate, tornano in famiglia (quella vera) e non sono piu' cercate nè ricevono telefonate o visite dai fratelli.
No decima, no party.
Le donne vedove sono mandate nei seminari a fare le badanti finchè ce la fanno e lasciano tutta la loro pensione alla comunità e/o al seminario.
La storia degli anziani accolti in comunità è falsa.
Le persone nel bisogno (non parlo del bisogno economico ma fisico e morale) vengono aiutate... solo con le "preghiere".
Preghiamo per te fratello o sorella. Punto.
Mi domando: se in una comunità, come è successo nella mia comunità, c'è una signora vedova e una coppia di anziani autosufficienti ma soli perchè senza figli (e non ricchi abbastanza da lasciar testamento) perchè invece di mandare "in missione" la vedova in seminario a fare la serva, non può andare a dare una mano e fare compagnia ai fratelli anziani?"


Conferma di ciò che in tanti abbiamo conosciuto: le persone anziane sono corteggiate fino a quando c'è da ricavarne qualcosa, poi vengono tristemente abbandonate, roba da famiglie disamorate, non certo da comunità cristiane, rigenerate in Cristo (ricordiamo la dolorosa esperienza del presbitero, abbandonato al suo triste destino, una volta divenuto inutilizzabile per l'itineranza). (vedi nota 1)

Ecco i frutti della fine del cammino, indossata la veste bianca, AMORE e UNITÀ.
Comunità neocatecumenale adulta
celebra il "Matrimonio spirituale" del Cammino


A proposito di anziani, prendiamo ad esempio le vedove che sono in cammino (i più indifesi il Signore li tiene sotto la sua speciale protezione, un posto privilegiato nella Scrittura è dedicato "all'orfano e alla vedova").

Il cosiddetto "Gruppo delle Vedove" viene strutturato nelle comunità che sono alla fine del percorso neocatecumenale.


Ecco l'esperienza di come funziona, raccontata da un ex fratello di una comunità che ha finito il cammino:

«Vi racconto questo sul "gruppo delle vedove".
Una di esse funge da responsabile, su indicazione dei suoi "catechisti" neocatecumenali.
Il gruppo si riuniva due volte al mese e, teoricamente, lo scopo era che queste vedove dovevano impegnarsi a pregare per l'evangelizzazionecon un'attenzione particolare per il seminario [neocatecumenale] di (omissis), che è quello più vicino.
Il vero scopo di tutto, per l'idea che mi son fatto, indovinate quale era? Che a fine anno queste vedove, tutte insieme, erano invitate a passare una giornata, con pranzo di livello, in seminario. Grande accoglienza ecc. ecc. Le vedove ovviamente raccoglievano una colletta, da lasciare come offerta. Gli ultimi anni il gruppo si è assottigliato e le vedove non erano più danarose come una volta e il bottino è stato davvero misero. Morale della favola?  Stop pranzi.  Finito il gruppo delle vedove.
Il rettore non le invita più e i kikatechisti hanno detto che non si riuniscano neanche più. Ovviamente la cosa non è stata posta in questi termini ma la sostanza è questa.
Non servivano più le vedove... Eppure, fino ad allora, i catechisti le assillavano letteralmente dicendo che tutte dovevano frequentare il gruppo. Qualcuna di loro, meno assidua, la minacciavano che non l'avrebbero portata avanti nei passaggi, se non avesse partecipato al gruppo delle vedove a cui era assegnata. Ma quando si è capito che avevano spremuto tutto... che era inutile continuare le visite al seminario... i pranzi e, soprattutto, le raccolte di denaro... Puff!... Non è poi così importante... lo scopo primario del gruppo... potevano fare a meno anche di riunirsi per pregare.
Dal racconto desumiamo anzitutto che, per i capi del Cammino, la potenza della preghiera è pari a zero (proprio ciò che pensano gli atei), mentre l'onore del pranzo in seminario è proporzionale alla ricca offerta.
Quella sì che è "fedeltà al carisma", altro che il pregare per l'«evangelizzazione» neocatecumenale...!


L'invio due a due per evangelizzare, in obbedienza a Kiko, della scorsa estate, è una cartina di tornasole, ci svela il suo vero volto e insieme passa al vaglio il Cammino, che ne esce piuttosto malconcio.

Mette in evidenza soprattutto le contraddizioni, il solito stile kikiano di dire e non fare, predicare in un modo e razzolare in un altro, sempre il peggior modo possibile.

Prima osservazione:
Di fronte ai neocatecumeni che, con la umiltà che li contraddistingue, si vantano di essere gli unici ad evangelizzare VERAMENTE "senza borsa ne bisaccia", restiamo perplessi e ricordiamo quel che Kiko ha detto:
«Ad ogni modo io non mi vergogno di chiedervi dei soldi, dato che è per prendere parte alla EVANGELIZZAZIONE MONDIALE ITINERANTE e sono certo che il Signore vi pagherà il 100 per uno».
Ascoltate bene:
Una evangelizzazione "senza borsa né bisaccia" che richiede una raccolta di soldi - altrimenti, come ha detto Kiko per invogliare i fratelli alla più grande generosità, qui si ferma tutto! - è un assurdo! (la richiesta è prima per far fronte agli ingenti debiti accumulati e poi per portare avanti tutto il costoso ambaradan degli itineranti).

Scusate, parliamo degli ITINERANTI?
Ma gli itineranti non erano quelli che avevano RINUNCIATO A TUTTO?
Sull'esempio di Kiko appunto, vivendo nella precarietà, affidati alla Provvidenza?

E le contraddizioni non finiscono qui:
Mentre gli itineranti, Kiko in testa, fanno la bella vita che è sotto gli occhi di tutti, al contrario, si svilisce il singolo individuo nella sua dignità e si pretende dagli adepti - dopo aver loro svuotato ben bene le tasche - IL TOTALE ABBANDONO DI TUTTI GLI AFFETTI LEGITTIMI, per servire la causa.


Fine prima parte


(nota 1)
Tra i tanti ricordi, un'altra storia particolare, che è perfetta sintesi delle considerazioni svolte e che sottolineo, a chiusura delle nostre riflessioni: la fine di un povero sacerdote e religioso, divenuto "presbìtero neocatecumenale per sempre" ridotto, dopo anni di cosiddetta "evangelizzazione" con una equipe di itineranti particolarmente talebani, in uno stato tale che non riesce nemmeno più quasi a parlare né a celebrare Messa.
Alla conclusione di tutto, fortunatamente per lui, è stato riaccolto nella sua famiglia di origine, che da sola se ne prende cura, ormai.
Ogni tanto qualcuno va a trovarlo.
Questo sacerdote non ha ancora compiuto 70 anni!
Il Cammino Neocatecumenale, ora che egli è inutilizzabile, lo ha completamente abbandonato.
Storie significative perché tutte simili, quante ne potremmo raccontare!
Chi ha frequentato con assiduità il Cammino per più di qualche anno può, da solo, dare nomi e volti a queste storie.
Ridotti a burattini in mano ai pezzi da novanta del cammino, i cosiddetti "presbiteri del cammino" vengono svuotati del loro essere sacerdoti, "usati" per poi, quando non ce la fanno più, essere gettati via.
Vivono una profonda solitudine!
Vittime sacrificate - come tanti altri innocenti - all'insaziabile Moloch del potente, implacabile, Cammino Neocatecumenale.
Fanno davvero una gran pena!
D'altra parte come loro tanti fratelli anziani delle comunità, ma di questo parleremo la prossima volta.

sabato 11 novembre 2017

Dieci domande per capire che tipo di "dialogo" può esserci

Non mi interessano le diatribe modello Street Fighter. Ciò che è importante, qui, è avere un'idea precisa su ciò che effettivamente credono i neocatecumenali. Loro infatti dicono "siamo cattolici, crediamo nelle verità espresse nel Catechismo", ma è tutta una scusa poiché dicendo così lasciano spazio a un mucchio di cose che contrastano col Catechismo stesso.

Finora nessun esponente del Cammino, "catechista" o "presbitero", si è mai permesso di dare una vera disponibilità al dialogo. Li ho pregati e invitati, anche coloro che non sapevano che io fossi quel Glaucon Jr del blog tradizionalista, ma finora non è successo nulla.

Tutto ciò che mi hanno risposto è stato: "vieni alle nostre catechesi, troverai tutte le risposte a suo tempo". Cosa? Io non sto cercando le risposte ai Misteri Eterni - ho già la Tradizione cattolica che mi ci guida. Le risposte che chiedo sono sulle poche questioni fondamentali per capire che differenza c'è tra me e voi kikos.

"Beh, siamo tutti peccatori". Ecco dove va a finire la conversazione.

Di fronte a tutta questa segretezza neocatecumenale, faccio del mio meglio, ma ci sono una serie di domande che bisogna davvero fare, e le risposte dei neocatecumenali faranno capire su cosa veramente siamo d'accordo o in disaccordo. Non è tanto questione di scoprire i loro altarini, ma di dimostrare su cosa basano il dialogo i neocatecumenali.

1) Come considerate la relazione tra il Padre e il Figlio? Dato che il Figlio viene dal Padre, "quando" è diventato Figlio? [ndt: i kikos insinuano che Gesù sarebbe un peccatore che ha fatto "esperienza del perdono"]

2) Quale è il ruolo della ragione nell'atto di fede? Ed in materia di fede? [ndt: i kikos insinuano che bisogna "circoncidere" la ragione, vogliono sotto sotto un fideismo, mentre i cattolici sanno che la fede completa e compie ciò che la ragione può riconoscere]

3) È l'amore a sostenere la ragione o è la ragione a sostenere l'amore?

4) In che modo sono efficaci i sacramenti?

5) Cos'è la "religione", e in che cosa sarebbe diversa dalla "religiosità naturale" qualora sia differente da quest'ultima? [ndt: i kikos considerano "religioso naturale" come un vergognoso insulto]

6) Quale è il principio fondamentale a riguardo del peccato? Cos'è che qualifica il peccato come tale?

7) Come considerate la battaglia spirituale e al demonio? Come può essere condotta dai cattolici?

8) Cosa ci aspetta alla fine dei tempi?

9) Quale è il ruolo della Scrittura nella Rivelazione di Dio all'uomo? Come è collegata alla Tradizione? Come è collegata alla ragione?

10) Quale è la più alta virtù umana, fatta eccezione per fede, speranza e carità? E perché lo è?

giovedì 9 novembre 2017

A confronto con padre Zoffoli: Kiko, sottoposto a scrutinio, è rimandato a fare le catechesi daccapo

Enrico Zoffoli - Padre Passionista
Un lettore del blog, Achille, ci chiede retoricamente:
Se volete che risponda alle vostre domande dovete voi spiegare cosa significano queste parole del Card.Ruini.
Risposta del card. Camillo Ruini, Vicariato di Roma, 8 aprile 1995, a padre Enrico Zoffoli:

Reverendo Padre,
in riferimento alla Sua lettera del 23 marzo 1995, che accompagnava l'opuscolo da Lei pubblicato "Catechesi neocatecumenale e ortodossia del Papa", sono a precisarLe quanto segue. Sono al corrente che la predetta catechesi è stata esaminata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. Ritengo che la Congregazione stessa darà una risposta alla Sua lettera.Per parte mia devo invitarLa fermamente a non sostituirsi agli Organi competenti e a non emettere, sia pure con buone intenzioni, giudizi personali e prematuri su temi che riguardano l'ortodossia di realtà ecclesiali, o addirittura del Santo Padre.
Abbia i migliori saluti, con la benedizione del Signore e con un vivo augurio per la Santa Pasqua.
Devotissimo
Camillo card. Ruini, Vicario Generale


Questo commento ha provocato la messa in evidenza della "Corrispondenza di padre Enrico Zoffoli con il Cardinal Ruini".
Ringrazio Achille.
È la prima volta che leggo tale corrispondenza e mi ha profondamente impressionato. Naturalmente non ci si può limitare a ciò che ha detto Ruini senza conoscere cosa ha scritto padre Zoffoli prima e dopo.

Riporto perciò un capoverso di quanto padre Zoffoli (da Roma, 15 settembre 1995) scrive in risposta al succitato riscontro del Cardinale (scritto a Roma, 8 aprile 1995) riguardo alla sua prima lettera (da Roma, 23 marzo 1995); lettera che il padre passionista aveva inviato, per conoscenza, a svariati altri ecclesiastici, senza ottenere grandi risultati, come al solito!

Questo il capoverso:
"La Sua risposta - impeccabilmente diplomatica - mi lasciò perplesso, amareggiato e direi allibito... Non avrei potuto mai prevederla. Per questo, ho preferito tacere e attendere per riflettere meglio e, con animo pacatissimo, sottoporre ora al Suo giudizio le seguenti riflessioni:"
Prima notazione:
  • Chi ha vissuto nel Cammino Neocatecumenale, in quegli anni, sa bene che nulla veniva riportato di queste problematiche e della reale portata delle affermazioni del padre Zoffoli.
Seconda notazione:
  • Dopo più di 5 mesi dalla risposta di Ruini, padre Zoffoli gli scrive di nuovo, dopo lunga riflessione. Si comprende bene anche questo!
  • Il suo stato d'animo, sintetizzato nel capoverso, rispecchia fedelmente quello che in tanti abbiamo dovuto patire (e tutt'ora patiamo!), in seguito alle denunce inutilmente fatte a chi di dovere nella Chiesa, senza ottenere, ad oggi, anche noi come il padre passionista, nessun risultato.
La delusione ricevuta da certe autorità della Chiesa, lo stato di prostrazione che ne consegue, inevitabilmente, ha fatto sì che molti hanno rinunciato a combattere e, nel desiderio di riacquistare un poco di pace dimenticando tutto - perché non se ne può più, arrivati ad un certo punto (ci vuole una tenacia fuori dal comune, essere una razza speciale di TESTARDI!) -, hanno preferito "tentare di vivere" senza avvelenarsi il restante dell'esistenza, dopo che già la gran parte è stata rovinata dall'esperienza del cammino neocatecumenale, e questo ad opera - meglio essere espliciti - di Kiko e Carmen e dei loro emissari, sguinzagliati ai quattro angoli della terra, dotati di "strapoteri fuori ogni controllo", PER COLPA DEI PASTORI CHE NON FANNO I PASTORI MA I COMPLICI DEL LUPO, per instaurare e consolidare quello che Kiko stesso, a ragione, definisce il SUO "POTENTE CAMMINO", INTOCCABILE, che mistero!

Sì, lo affermiamo senza mezzi termini: Kiko e i suoi sodali sono "lupi rapaci travestiti da pecore", falsi profeti dai quali Gesù ci mette in guardia (Mt. 7, 15): "Guardatevi dai falsi profeti, i quali vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci", istruendoci: "dai loro frutti li riconoscerete".
Sì, i frutti di cui siamo testimoni con le nostre storie di dolore, non quelli che loro strombazzano ai quattro venti, gettando fumo negli occhi.

S. Pietro, nella sua seconda lettera, al capitolo 2, ci mette in guardia, come fa Gesù, dai "falsi profeti che introdurranno eresie perniciose", perché, egli dice, grande seguito avranno i falsi profeti.
Essi "nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole false; ma la loro condanna è già da tempo all'opera e la loro rovina è in agguato" (2Pt. 2,3).
Perfetta "icona" degli autonominati santi-iniziatori: Kiko e Carmen.
Noi siamo testimoni! (come ci facevano proclamare, a gran voce, al rito del secondo scrutinio).

Ci conforta il padre Enrico Zoffoli che, avendo studiato i testi delle catechesi del C.N., distribuiti da Kiko esclusivamente all'interno dell'esperienza e ai soli catechisti neocatecumenali "inviati da lui" a diffondere fedelmente il "suo verbo", ne denuncia gli errori (dobbiamo ringraziare coloro che, per la disattenzione di un presbitero impegnato in una delle equipe neocatecumenali, hanno trafugato i testi facendo, di nascosto, le fotocopie che hanno consegnato al padre).

Benedico, dal profondo del cuore, padre Zoffoli e mi domando: - a parte un amore smisurato alla Verità, che lo ha reso capace di sopportare tutto ed esporsi a tutto, pur sapendo bene quello che si passa quando osi opporti alla genia kikiano/carmeniana - "chi glielo ha fatto fare?".

Zoffoli, infatti, diversamente da tanti di noi, non ha avuto alcun coinvolgimento personale, per non essere stato mai parte di questa pestifera e menzognera esperienza, per meglio dire "diabolica" che ha saputo abilmente travestirsi da "angelo di luce"; una vera peste distruttiva, sotto un manto di santità. Lupi travestiti, appunto, da agnelli mansueti.

Deduco, perciò, che padre Zoffoli certamente è un santo: lui sì che lo è!

Mi ha commosso la sua tenacia, la costanza di ripetere, se necessario, mille volte lo stesso concetto, il non stancarsi e non cedere, neanche un istante, di fronte alle subdole tattiche del demonio: portare, chi gli si oppone, senza timore alcuno e a viso scoperto, allo sfinimento, allo scoraggiamento e, infine, all'isolamento e alla emarginalizzazione più nera.

Mi ha commosso e incoraggiato:
non possiamo nè dobbiamo cedere o arretrare nella nostra sacrosanta battaglia ma, piuttosto, partire più agguerriti, lancia in resta, nonostante i Müller, i Cordes, i Crepaldi... per citare solo gli ultimi di una lunghissima schiere di Prelati elogianti.

Alzeremo ancora di più la nostra voce; sappiamo che "Non praevalebunt!".

Sappiamo che la Chiesa è anche la nostra Casa, la nostra Eredità!

Il padre Zoffoli, concludendo la sua ultima, sofferta nota, riferisce di "tentativi", sicuramente autorevoli, volti a "dissuaderlo".

Egli racconta al Cardinale che "ha pregato a lungo" e, infine, ha deciso di scrivere la sua "lettera-memorandum", sentendolo un "suo preciso dovere", direi irrinunciabile, nei confronti della Chiesa e della sua Gerarchia: non avendo nulla da sperare, nè da temere e per non incorrere nei rimorsi, se avesse taciuto.

Afferma inoltre, testualmente:

«Le ho confidato queste mie riflessioni come in punto di morte, a cui avendo compiuto 80 anni - mi sento ormai vicino.»

Questo il pensiero autentico di padre Zoffoli, fino agli ultimi giorni della sua vita: figuriamoci se aspettava, prima di morire, la visita di Kiko per potergli chiedere perdono, come hanno voluto far credere quei falsari!
(vedi Nota più avanti)

Testimonianza personale:

Con molta enfasi ci fu raccontato della visita di Kiko, al padre Zoffoli morente, col dono del dipinto del Buon Pastore di Kiko (catechesi subliminale del presuntuoso! Tanto più che nel "Buon Pastore" Kiko raffigura se stesso, riprendendo il suo volto, come ogni volta che dipinge il Cristo).

L'originale e (in piccolo) la copia.
Invece di farsi "modello del gregge",
Kiko fa il "modello del Buon Pastore"
Secondo il racconto neocatecumenale, padre Zoffoli, piangendo, avrebbe stretto al petto, insieme a Kiko, il singolare quadro tanto significativo, ringraziandolo per il suo magnanimo perdono che gli consentiva di morire in pace, dopo che egli, per una vita intera, aveva, INGIUSTAMENTE, perseguitato il glorioso Cammino Neocatecumenale "potente" e i suoi "potenti" santi-iniziatori.

Questo fecero correre come voce, nelle comunità neocatecumenali, tra le truppe ammaliate e obbedienti a ogni loro segnale.

Con grandi ostentazioni e, al solito, suonando la tromba davanti a loro (proprio come il Signore Gesù ci suggerisce di non fare, quando compiamo una opera buona) per tenere gli addomesticati fratelli "sotto botta impressionati".

Un nostro lettore che si firma L'Apostata dice di Kiko, in questa circostanza: "oh anima pia!", ma, poichè anima pia è ancora troppo poco, aggiungo che Kiko, in questo caso, si comporta da "padreterno", eh già!

Kiko non può sottostare alle regole che valgono per i camminanti, suo popolo, aspiranti cristiani adulti nella fede.

Egli è un ridicolo "padreterno" che, scendendo dall'empireo della sua megalomania malata, si china sui peccatori (cioè peccatori "contro di lui") e li ricopre della sua misericordia, del perdono, della pace.

Scende e dona la vita, a chi ha osato offendere la sua infinita grandezza e onnipotenza.

Kiko il sommo, l'unico, il misericordioso.

ll Buon Pastore,
Catacombe di San Callisto
- inizi del III secolo - una delle
piu antiche raffigurazioni di Gesù
Dunque...

Confermo che Kiko è andato da Zoffoli, ormai alla fine dei suoi giorni, non per chiedere "SCUSA"...
(Vedi, caro Achille, che per una volta ti diamo perfettamente ragione!
Ma, ricordi? Nel Cammino Potente non si chiede mai "scusa"; "PERDONO" si chiede!)
...e neanche per chiedere "PERDONO".

Cosa che se Kiko, almeno per una volta nella vita, fosse stato modello ai camminanti con la sua coerenza, avrebbe DOVUTO fare assolutamente, in verità!
Compiere lui, per primo, la Parola di Dio - come egli la annunzia agli altri - è davvero una sua specialità!

(Cfr. 1Pt. 5,2-3: pascete il gregge di Dio, non per vile interesse, "non spadroneggiando sulle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge" (Kiko predica e non fa, ut semper!)

INFATTI:
Nessun passaggio nell'itinerario neocatecumenale, che contempla lo scrutinio personale da parte dei kikatechisti laici neocatecumenali - addestrati alla scuola diretta di Kiko/Carmen -, può essere superato dal camminante se affiora, nella vita dello scrutinato, un "NEMICO" e il candidato non vuole recarsi da tale suo "nemico", per chiedergli perdono.

Sorge però un dubbio:
se, per caso, il nemico è tale perché ha commesso qualche ingiustizia grave nei confronti dello scrutinato - e anche quando, ulteriore aggravante, il "nemico", che piuttosto avrebbe dovuto essere di esempio, sia addirittura uno della super-casta neocatecumenale - di cosa deve chiedere perdono, il povero camminante?

Ma, naturalmente, del suo "giudizio" nei confronti del nemico "deve" chiedere perdono: perché egli, giudicandolo, si scandalizza del peccatore e si sente migliore di lui!

Ora ci chiediamo: perché Kiko NON ha chiesto perdono al padre Zoffoli "suo nemico"? Che gli ha fatto tanto male, ingiustamente?

La risposta è elementare:

Kiko NON è un peccatore come gli altri!

Egli è un peccatore "di categoria superiore".

È peccatore che NON pecca, non può cadere nella tentazione di giudicare, ha sempre ragione, la Madonna gli ha parlato, è sempre ispirato dal Signore, perché è... quello che è!

egli è ciò che è, ora e sempre. AMEN

Adesso credo che tu, Achille, possa rispondere alla madre di tutte le domande:
  • «Perché Kiko NON "ascolta" la Santa Madre Chiesa? Perché NON "ubbidisce"?»


(Nota)
conclusione della sofferta missiva di Zoffoli a Ruini:
parte IV
Eminenza reverendissima, Ella, prima e più acutamente di me, avrà intuito l'estrema gravità del momento vissuto da noi tutti.

Non sono in grado di dare consigli o suggerire rimedi. Ma, se mi consente di esprimere un parere, mi avvio a concludere questa mia, riflettendo che tutto può risolversi riaccendendo la FIAMMA DELLA FEDE EUCARISTICA che costruisce la Chiesa quale punto d'incontro e sintesi di tutti i suoi dogmi. In realtà:
Nell’Ostia sacra Egli è presente,
il vero tesoro,
sempre per noi raggiungibile.

- sottende il peccato-offesa di Dio,
- comprende essenzialmente la sua espiazione offerta nel Sacrificio della Croce,
- a sua volta perennemente evidenziato dal Sacramento eucaristico,
- Fonte primaria della grazia santificante,
- che condiziona la penitenza quale attiva partecipazione alla Passione redentrice,
- i cui meriti sono applicati dal sacerdozio ministeriale,
- che fonda la struttura gerarchia della Chiesa visibile.
Oggi, purtroppo, la teologia, riflessa in una prassi liturgica protestante, sta tentando ancora una volta di liquidare nel "Sacrificio eucaristico" il "CULMINE E FONTE DI TUTTO IL CULTO E DELLA VITA CRISTIANA" (C.J.C. 897), di liquidare il sacerdozio ministeriale, di abbattere l'Autorità ecclesiastica, di estinguere la pietà dei fedeli e di uccidere il Cristianesimo all'insegna di un umanitarismo imposto dal mondialismo ebreo-massonico, di cui il Cammino Neocatecumenale si è venuto rivelando strumento inconsapevole.
La massiccia riduzione del numero delle Messe individuali raccomandatissime dal C.J.C. 904 e dal Concilio (PO 14) e la tendenza a sopprimerle imponendo la concelebrazione, contro la disposizione del Vaticano II (SC 57/2) e del C.J.C. 902, mirano ad alterare l'essenza della liturgia cattolica, propagando l'idea protestante della Cena e facendo dimenticare la MESSA SACRIFICIO... Infine, la totale incomprensione e il netto rifiuto della TRANSUSTANZIAZIONE vanno diffondendo la convinzione di una presenza eucaristica ridotta ad un PURO SIMBOLO, col risultato della più disinvolta abolizione di tutti i gesti di adorazione dovuti al Santissimo.

È così che va morendo il culto eucaristico, per cui il popolo si va disabituando a contemplare "nel Tabernacolo il Cuore vivente di ciascuna delle nostre chiese" (Paolo VI, Professione di fede).
Creda, Eminenza reverendissima: i fedeli, scandalizzati da certe novità liturgiche, irriverenti e insensate, vanno dichiarando di NON POTERNE PIÙ... Si prevede anzi che presto si ritireranno in punta di piedi dalle nostre chiese per lasciarle del tutto deserte, preferendo pregare nelle proprie case per conservare quel residuo di fede nella quale sono stati battezzati ed educati.
Le ho confidato queste mie riflessioni come in punto di morte, a cui avendo compiuto 80 anni - mi sento ormai vicino.
Alcuni mi avrebbero dissuaso di scrivere questa lettera-memorandum; ma, dopo mesi di preghiera, ho creduto di compiere un preciso dovere di solidarietà con la Chiesa e la sua Gerarchia.
In questo mondo non ho più nulla da sperare né da temere: se avessi taciuto, ne avrei sentito il rimorso.

Ora mi resta soltanto da confidare nella sua paterna comprensione della lealtà con la quale mi sono espresso.

Abbia la bontà di benedirmi e ritenermi Suo sempre devotissimo

p. Enrico Zoffoli c.p.

Nota

La lettera è stata spedita "per conoscenza" anche al Card. J. Ratzinger, al Card. E.F. Pironio e a Mons. E. Antonelli, Segretario generale della C.E.I. Tranne quest'ultimo, nessun altro mi ha risposto.

Sembra chiaro che il primo destinatario della lettera del padre, il Cardinal Ruini, non abbia più risposto a Zoffoli, complimenti!
Stringata risposta di Antonelli, ulteriore risposta di Zoffoli, schietto e coraggioso, come sempre, e ancor di più (si può leggere, nel link già segnalato all'inizio, la corrispondenza integrale).

(Pax)

martedì 7 novembre 2017

La Top Ten dei motivi per NON santificare Carmen

Carmen come era realmente...
... e come vogliono farcela vedere
10) Perché, anche se la storia della sua giovinezza è ammantata di un alone confuso e altisonante che rende tutto più accettabile, di fatto, altro non è stata che una ragazzina viziata con ambizioni misticheggianti, da novizia cacciata dall'ordine missionario di cui faceva parte perché disobbediente.

9) Perché nella sua vita ha millantato visioni non approvate dalla Chiesa addirittura insinuando che la Madonna avrebbe appellato lei come “Benedetta tu fra le donne”.

Il "santino" di SanCarmen,
con mani giunte photoshoppate sopra,
viene rifilato alle ignare cattoliche irakene
8) Perché nella sua vita ha contribuito a diffondere eresie protestanti e gnostiche spacciandole per dottrina cattolica e, come ha tenuto ad affermare pubblicamente, si è pregiata di servire “il Concilio Vaticano II su un piatto d’argento” al suo degno compare, in modo che con le opportune distorsioni fungesse da sostegno per la loro eretica costruzione.

7) Perché insieme a Kiko Argüello è la fondatrice di una realtà scismatica, eretica e estorci-soldi ipocritamente installata in seno alla Chiesa cattolica, perseverante nell'errore e del tutto impermeabile alle numerose correzioni indicate dalla Chiesa (quella vera).

6) Perché si è fatta strada negli ambienti vaticani a suon di «regalini» (agli amici) e minacce (ai nemici).

5) Perché è responsabile di una serie di indicibili sofferenze a una moltitudine di anime direttamente e indirettamente e pur di preservare il buon nome del cammino si è prestata a coprire le peggiori malefatte dei suoi cosiddetti "catechisti".

4) Perché come modello da seguire lascia parecchio a desiderare e la sua testimonianza di vita cristiana è oggettivamente penosa, dal caso dell’arresto in aereo perché rifiutava di spegnere la sigaretta, alle sue esternazioni in pubblico da donna acida e irrispettosa, con tutte le testimonianze di un’indelicatezza cronica e mancanza assoluta di empatia con il prossimo.

3) Perché ha sempre scoraggiato e impedito ai suoi "catechizzati", anche in modo aggressivo, qualsiasi iniziativa di altruismo e solidarietà che non riguardasse il cammino stesso.

2) Perché i suoi presunti Diari pubblicati dopo la sua morte contrastano decisamente con la persona che è stata durante la sua vita, tanto da farli ritenere un falso studiato a tavolino o, in alternativa, la prova di una mente disturbata e una personalità dissociata.

1) Perché dopo una vita in cui ha esasperato il prossimo instillandogli il falso concetto dell’importanza di accettare la “storia” così come è senza neanche lontanamente desiderare di migliorarla perché sarebbe superbia e ribellione contro Dio, è davvero troppo attribuirle il potere di concedere o favorire "grazie" di qualsivoglia natura.

Esempio di devozione e di grande rispetto
al Santo Padre da parte dell'aspirante santa 

domenica 5 novembre 2017

Le false vocazioni del Cammino

"90 kikos", cioè una cinquantina di ragazzi
che si sono "alzati" davanti a Kiko
Quando i neocatecumenali vantano di avere duemila, anzi, tremila seminaristi, meriterebbero una lunga sinfonia di pernacchi.

Infatti un seminarista della Chiesa cattolica:

1- matura i primi segni di vocazione nel segreto della confessione e della direzione spirituale, cioè è aiutato e valutato anzitutto da un sacerdote e in segreto (per evitare interferenze e conseguenze di fuochi fatui);

2- dopo tutto il periodo necessario, viene presentato al vescovo (l'ordinario del luogo) da un sacerdote di reciproca fiducia, generalmente il suo stesso parroco, che ne garantisce adeguato discernimento;

3- se accettato, comincia il percorso di formazione e di studi nel seminario indicato dal vescovo, secondo i tempi indicati (e possibilmente personalizzati) dal vescovo, attraverso formatori di cui il vescovo ha fiducia;

4- se al termine della formazione viene giudicato idoneo, viene ordinato dal vescovo al diaconato (e perciò incardinato in diocesi intendendo rimanervi per sempre) e quindi al sacerdozio (promettendo ubbidienza al vescovo e ai suoi successori).

È sostanzialmente così anche negli ordini religiosi, società di vita apostolica, ecc.
Quando contestiamo i limiti e i difetti riscontati nelle case di formazione non stiamo mai contestando la prassi fiduciaria sopra indicata. Il sacerdozio è un sacramento che si trasmette "per fiducia": un vescovo non ha alcun obbligo di ordinare candidati che non ritiene adatti per la sua diocesi o che non ritiene di conoscere abbastanza bene e stimare degno del sacerdozio, così come un ordine religioso non ha l'obbligo di accettare qualunque candidato si presenti, pur ottimo.

Napoli: giovani presbiteri kikiani in processione
attorno al palco dello schitarrante Kiko
procedono facendo il "gesto del gorilla"
Passiamo ora ai cosiddetti "seminaristi" neocatecumenali:

Punto 1: salvo rare eccezioni, non hanno la vocazione.

Il loro percorso vocazionale, anziché nel segreto della confessione e della direzione spirituale, comincia con un gesto pubblico: l'«alzarsi» davanti a Kiko.

Durante il suo spettacolo il laico Kiko dal palco fa la sua cosiddetta "chiamata vocazionale" annunciando previamente i numeroni giganteschi da vantare alla stampa:
  • non solo Kiko apostrofa gli "alzati" con parole brutali e stupide: «aspetti forse che tua madre muoia di cancro?»,
  • non solo le presunte "vocazioni" sono tutt'altro che spontanee (chiedevano soldi per mandare alla GMG «quelli che si dovevano 'alzare' davanti a Kiko»), fabbricate dai cosiddetti "catechisti" che ritengono segno di vocazione il non essere fidanzati o sposati,
  • ma addirittura le vocazioni vengono vagliate da laici ignoranti e spedite a caso tramite una ridicola estrazione (dai nefasti effetti della quale scampano solo i raccomandati figli di alti esponenti del neocatecumenalismo).
Imbarazzante "liturgia" neocatecumenale
all'interno di uno spazio "sacro"
È davvero difficile immaginare che una vera vocazione possa nascere come istintiva "alzata" di fronte pagliacciate idolatriche e per di più gestita (se non addirittura pianificata) dai cosiddetti "catechisti", laici arroganti e ignoranti che hanno come unica "qualità" la loro fedeltà assoluta alle deiezioni kikiane-carmeniane.

Punto 2: tali presunte vocazioni sacerdotali procedono nei seminari neocatecumenali Redemkikos Mater senza che il vescovo abbia voce in capitolo. Se il vescovo davvero riuscisse a dire che non gradisce quel tale candidato, paff!, lo si sposta comodamente in qualche altro seminario R.M. aggirando il parere del vescovo.

I seminari R.M. non sono nati per esigenza della Chiesa, ma per esigenza del Cammino: fino a quel momento le false vocazioni neocatecumenali venivano puntualmente mandate via dai seminari (per la loro ignoranza, arroganza, competenza nel solo neocatecumenalismo e in nient'altro), e perciò Kiko e Carmen - con l'aiuto del cardinal massone Ugo Poletti - ebbero bisogno di "fabbricarsi in casa" il proprio clero inventando i seminari R.M., un'assurdità sul piano canonico, seminari che fanno capo a dei laici.

Con opportune «oliature» e opportuni trasferimenti "in missione", si troverà poi qualche vescovo disponibile a ordinare al sacerdozio quei candidati neocatecumenali vagliati da personale neocatecumenale e addestrati solo agli usi e costumi neocatecumenali.

GMG Rio 2013: pretino neocat prepara
il "sacro snack" per i giovani neocat
dotati di maglietta neocat di riconoscimento
Punto 3: la formazione nei seminari R.M., per quanto riguarda durata e contenuti, risponde esclusivamente alle esigenze del Cammino. Lo dice lo stesso statuto di tali seminari, intesi a preparare al sacerdozio per «seguire la vita e l'itinerario del Cammino Neocatecumenale».

Il vescovo non ha voce in capitolo: i capicosca del Cammino gli presentano un candidato da ordinare, cosa fa? Si rifiuta? Lo fanno ordinare da qualche altra parte, e cominciano a venir meno le comode «oliature» e a venir fuori pressioni e minacce trasversali. Vorrebbe rifiutarsi una seconda volta? Pressoché impossibile, a meno di chiudere il seminario R.M.

Quel seminario, lasciatogli in eredità dal vescovo precedente, diventa una palla al piede. Tanti sforzi per curare e vagliar bene le proprie vocazioni diocesane, e poi i kikos hanno il praticamente il diritto di fargli ordinare un perfetto incompetente, moralmente e spiritualmente sinistrato, psicologicamente dipendente dai cosiddetti "catechisti", convintamente al servizio esclusivo del Cammino salvo qualche gesto ipocrita nei primi anni.

Punto 4: dopo un po' di finzione sull'apparire disponibili per la diocesi (periodo nel quale il pretino neocatekiko farà di tutto, specialmente dietro le quinte, per impiantare il virus neocatecumenale nelle parrocchie che in teoria doveva servire), il pretino non vede l'ora di partire "itinerante" per la "missione", eterna vacanza pagata dal Cammino che ha come bonus la libertà di dare sfogo ai propri bassi istinti (si consideri ad esempio il caso del giovin pretonzolo neocatekiko arrestato mentre faceva sesso con una minorenne neocatecumenale, comodamente spedito a fare pastorale giovanile in uno degli ambienti più delicati della cristianità e addirittura difeso dall'oliatissimo vescovo).

Seminaristi neocatecumenali
mentre evocano qualche "spirito" di Kiko
I capibastone del Cammino sanno bene che la maggioranza dei vescovi è letteralmente assillata dalla scarsità di sacerdoti e dal problema di coprire le parrocchie. Tanti vescovi cadono nel tranello, la pubblicità neocat che presenta loro preti freschi pronti pronti da spedire in parrocchia, e magari sanno anche che dopo due o tre anni al massimo questi pretini "prendono il volo" (trovando mille scuse per farlo e diecimila appoggi dal Cammino), e magari sanno pure che questi sono degli emeriti incapaci su tutti i piani (liturgico, dottrinale, pastorale...) salvo nella foga di voler impiantare il Cammino dovunque vadano, e magari sanno persino che tali pretini non hanno la vocazione... ma l'urgenza di "coprire le parrocchie" acceca i vescovi (magari contribuisce molto anche l'«oliatura») e finiscono per lasciare lo scempio in eredità al vescovo successore.

Ribadiamo: salvo possibili ma decisamente rari casi, quelle dei seminari Redemkikos Mater sono false vocazioni, in quanto:
  • iniziano senza discernimento, con un gesto pubblico durante uno show idolatra;
  • proseguono affidate al giudizio di cosiddetti "catechisti" neocatecumenali, pressoché tutti laici, e certamente motivati anzitutto dalle esigenze del Cammino piuttosto che di quelle della Chiesa;
  • seguono esclusivamente l'itinerario e la spiritualità del Cammino, senza confrontarsi minimamente con gli itinerari e la spiritualità dei seminari diocesani o missionari;
  • vivono una moralità su cui c'è davvero molto da ridire;
  • vengono spostate un po' troppo spesso, per lo più in caso di scandali (esattamente come avveniva coi preti pedofili dello scandalo che devastò le diocesi americane una quindicina d'anni fa);
  • anche quando fingono di servire la Chiesa, la loro più impellente urgenza è quella di promuovere il Cammino a costo di disubbidire al vescovo al quale ipocritamente promettevano ubbidienza il giorno dell'ordinazione;
  • anche se un vescovo riesce a rifiutarsi di ordinare al sacerdozio tali false vocazioni, vengono comodamente fatte ordinare presso qualche altro vescovo più «oliabile»;
  • anche quando un vescovo decidesse di rimettere in riga tali pretonzoli neocatekiki, si scontrerà con la loro clamorosa inettitudine alla vita sacerdotale.
I seminari R.M. sono un vero cancro per la Chiesa anche quando partissero con le migliori intenzioni (e del resto le vie dell'inferno sono lastricate delle migliori intenzioni...).