domenica 21 aprile 2019

Le ultime parole dei kikos prima di morire

Le ultime parole dei santi prima di morire:

Per molti di noi la morte può sembrare una prospettiva spaventosa. Nessuno sa esattamente cosa accadrà quando moriremo, e questo incerto può renderci ansiosi quando siamo sdraiati sul letto di morte.

Eppure, per i santi, questo non era il caso. Non avevano paura del “grande sconosciuto” e abbracciavano la loro morte con aspettative speranzose. Era qualcosa che stavano aspettando e così hanno accettato con entusiasmo quando è arrivato il loro momento.

Questo spirito di speranza può essere visto nelle loro ultime parole in particolare, quando potevano quasi vedere cosa li aspettava per tutta l’eternità:
  • “Ho raggiunto il punto di non poter più soffrire, perchè tutta la sofferenza è dolce per me…Dio mio, ti amo.” (santa Teresina di Lisieux)
  • “Sia fatta la tua volontà, vieni, Signore Gesù.” (sant’Agostino)
  • “Vedo il mio Signore.” (sant’Antonio da Padova)
  • “Gesù ti amo, Gesù ti amo.” (santa Teresa di Calcutta)
  • “Lasciami andare alla casa del Padre.” (san Giovanni Paolo II)
  • “Gesù. Maria.” (san Pio da Pietrelcina)
  • “Gesù, Gesù, Gesù.” (santa Giovanna d’Arco)
  • “Io perdono Alessandro Serenelli [il suo assassino] …e lo voglio con me in Paradiso.” (santa Maria Goretti)
  • “Muoio di gioia, perchè desidero essere unita al mio Dio. Vivere in modo da non temere la morte per coloro che vivono bene nel mondo, la morte non è spaventosa, ma dolce e preziosa.” (santa Rosa da Viterbo)
  • “Si amino come fratelli. Facciano del bene a tutti e del male a nessuno… Dì ai miei ragazzi che li aspetto tutti in Paradiso.” (san Giovanni Bosco)
Cosa dice invece prima di morire un presbitero kikos:
"Kiko, padre Mario, Ascensión, che il Signore vi benedica!
Alla fine della vita non resta altro che un ringraziamento grandissimo per tutto ciò che il Signore ha fatto attraverso di voi. Che il Signore vi benedica!
Non ho nulla da dire. Sono contentissimo. Questa di morire è la cosa migliore che può capitare a uno. Immaginate che il giorno di Pasqua vado a vedere Dio faccia a faccia.
Non c'è allegria più grande.
E per voi non sento altro che riconoscenza.
Che il Signore vi benedica!
Avanti Kiko! Non ti fermare! Avanti!
Addio! Un abbraccio."
Nota bene: non siamo noi a pubblicare queste parole ma i neocatecumenali stessi, che hanno diffuso addirittura la lettera dell'agonizzante come esempio a tutti gli adepti di come si debba morire lodando Kiko.

Siccome le “buone pratiche” in Cammino di diffondono a macchia d'olio, ci aspettiamo prossimamente di vederne in quantità.

sabato 20 aprile 2019

Dopo questa Santa Settimana

In risposta ad un fratello del Cammino:

Dopo questa settimana se hai qualcosa da dire di sarcastico, ci parleremo a dovere.

Ci diamo una bella chiarita
  • sui talenti, 
  • sul sarcasmo, 
  • sugli ipocriti che fanno gli ipocriti e dicono di non esserlo, e continuano nella dissimulazione, 
  • sulle persone che proclamano gli abusatori di essere dei perseguitati, e davanti a fedeli, ai vescovi, sacerdoti, e altri; 
e parleremo di tutti quelli che hanno ascoltato i falsi profeti che proclamavano false persecuzioni e che stanno zitti, facendo finta di nulla; 

parleremo dei venditori di colombe (ristoranti, hotel, viaggi in domus, buste nere, finti morti di fame, ecc, ecc); 

parleremo di chi si dice che ha riscoperto il Battesimo, e abusa delle vittime;

parleremo di vescovi che si sottomettono ad un falso profeta che proclama menzogne da un palco;

parleremo che il Papa ha preso a sè il caso Apuron e ha giudicato pubblicamente la cosa, davanti a tutti, per cui avete smentito il Papa e gli avete dato del bugiardo pubblicamente, 

e di tanto altro.

Dopo questa Santa Settimana.

Ora dobbiamo stare nell'assoluto silenzio e raccoglimento, Gesù sta soffrendo e sta dando la Vita per tutti noi, è troppo importante rimanere spiritualmente uniti a Gesù, e farGli compagnia, invece di sprecare il tempo su questioni importanti, ma ora secondarie.

(da: Isaia Paolo Geremia)


mercoledì 17 aprile 2019

Pasqua neocatecumenale, Pasqua di disobbedienza e di menzogna

Non siamo dei paragnosti, ma è fin troppo facile prevedere che, di fronte ad una scelta tra:

  • a) essere in obbedienza alla Chiesa ed ai suoi Ministri e
  • b) obbedire a Kiko e ai suoi diktat scismatici,

i Neocatecumenali scelgano sempre, acriticamente, fanaticamente la seconda strada, la via larga che porta alla divisione ed allo scandalo nel gregge della Chiesa Cattolica.

In data 7 marzo infatti, il nostro articolo a commento delle disposizioni per il Triduo Pasquale nella Diocesi del Papa, era intitolato "Stangata al Cammino: il Triduo si fa in parrocchia (scommettiamo che furbescamente la faranno negli alberghi?)"

Ebbene, giungono copiose le voci che confermano la nostra fin troppo facile profezia: Veglie pasquali "con rito neocatecumenale" in palestre, alberghi, oppure nella chiesa parrocchiale quando i parrocchiani se ne sono andati.

Ricordiamo a  quali disposizioni disobbediscono i fin troppo prevedibili neocatecumenali.

Nel punto "a)" del documento della Diocesi di Roma si precisa il Triduo pasquale si celebra in parrocchia, più precisamente «nelle chiese parrocchiali» (poiché una "parrocchia" talvolta ha a disposizione più chiese, oratori, rettorie) e che eventuali permessi dati in precedenza sono «revocati tutti».
Nel punto "b)" richiede di «evitare che la Veglia Pasquale sia riservata a gruppi particolari e, pertanto, nessuna assemblea sia "chiusa": questo apparirebbe in aperto contrasto con il "senso della Chiesa"...».

I punti "c)" e "d)" sono intesi ad evitare che Battesimi nella Veglia e Penitenziali divengano celebrazioni privatistiche ad uso e consumo di una comunità particolare e al  punto "e)" ci sono raccomandazioni per le comunità religiose maschili e femminili e quelle che comunque «hanno una chiesa o un oratorio pubblico nel territorio parrocchiale».

Del punto f) parla anche Kiko nell'annuncio di Pasqua vantandolo come fosse un "bellissimo regalo" fatto apposta per i kikos con queste precise parole:
Il Documento (al punto “f”) dà, però, la possibilità ai movimenti e realtà ecclesiali “che per Statuto approvato dall’Autorità ecclesiastica ritengano utile per il loro cammino formativo e catechetico, oppure in caso di un’assemblea troppo numerosa,” di celebrare “la veglia pasquale con la loro comunità, possono farlo con il permesso del parroco anche in luoghi idonei all’esercizio del Culto Divino…”
Vedete come il Signore ci aiuta: abbiamo l’approvazione per celebrare la Veglia Pasquale dalla Santa Sede e questo per noi è un bellissimo regalo con il quale il Signore mostra come ama la nostra liturgia. Noi abbiamo un grande pregio: l’amore alla liturgia. È qualcosa di stupendo, la liturgia! Questo è un premio che ci rende contentissimi, dopo tutto quello che abbiamo sofferto in ogni parrocchia per la Veglia Pasquale. Bene, questo è un regalo, un dono enorme. L’amore grande che abbiamo alla liturgia, ciò che abbiamo sofferto per tutte quelle parrocchie in cui non si permette la Veglia Pasquale per tutta la notte.

Le disposizioni del "Vescovo Kiko"

Un lungo capitolo a parte lo meriterebbe l'espressione kikiana "la nostra liturgia" che è in sé una menzogna plateale che viene subliminalmente e subdolamente proposta ai propri adepti.
Sappiamo che non esiste un monstrum che si possa definire "rito Neocatecumenale" o "liturgia Neocatecumenale". Mai i riti di invenzione Kiko carmeniana sono stati approvati dalla Chiesa: essi sono solo degli abusi gravi e continuati.

Naturalmente, ciò su cui, come al solito, il grande macellaio della liturgia cattolica, l'abusatore seriale, lo stupratore del Messale Romano Kiko Argüello, sorvola, è che ai kikos viene concesso sì di fare la veglia separata (probabilmente ascoltando la supplica dei molti parrocchiani che , in caso gli strimpellatori bonghisti ricadessero nella Veglia in parrocchia, piuttosto se ne starebbero a casa) ma: 
  • NON nell'ambito della chiesa parrocchiale, visto che la celebrazione della Pasqua deve essere unica ed unita; 
  • NON  in edifici non consacrati (come palestre ed alberghi); 
  • NON con i battesimi, che devono essere fatti nell'ambito della celebrazione parrocchiale;
  • NON facendo celebrazioni chiuse e non aperte a tutto il popolo di Dio.

Già, comunque,  dalle dichiarazioni fatte da Kiko Argüello nell'Annuncio di Pasqua si poteva capire che le sue Comunità avrebbero ancora una volta obbedito a lui e non alla Chiesa, ed ora cominciano a fioccare le prime conferme.
Riportiamo in proposito di seguito il commento di Bruno.
«Nel foglietto per la Settimana Santa della mia parrocchia, una delle tante parrocchie invasa dai neocatecumenali a Roma, c'è riportata solo una veglia di Pasqua alle ore 20, e che finirà intorno alle 22:30. Quindi tutti i parrocchiani sanno solo dell'esistenza di questa veglia e basta.
In realtà come se ne saranno andati via, arriveranno i neocatecumenali che ne faranno altre, una in Chiesa e un'altra in un salone sotto; come i parrocchiani andranno via, loro inizieranno subito ad allestire e a spostare le panche a semicerchio, a mettere un tavolo imbandito al posto dell Altare Consacrato, a scaldare l'acqua per fare le immersioni per i bambini che faranno il Battesimo ecc....
Ho fatto presente al parroco della lettera della Diocesi di Roma, e ho fatto presente che fare una veglia per noi parrocchiani "in fretta e furia" e che non arriva neanche alla Resurrezione della Domenica aveva poco senso, ed era in aperto contrasto con le chiare disposizioni del Vescovo.
Ho fatto anche presente, che oltre a essere noi parrocchiani "discriminati" rispetto ai neocatecumenali, veniva proprio infranta ogni possibile "unità" dei fedeli di quella Parrocchia,e che le altre 2 Veglie oltre ad essere "nascoste" ai parrocchiani diventavano anche chiuse, e anche questo contraddiceva pesantemente lo spirito della Veglia e l'intento che la veglia deve avere nell'ambito di una Comunità di Fedeli.
Non se ne è fregato minimamente, e mi ha detto che il Vicariato ha fatto una seconda lettere (di autorizzazione) solo per il cammino neocatecumenale a fare veglie separate, chiuse e in luoghi non consacrati.
Ho chiesto di vedere la lettera di cui affermava l'esistenza, ma mi ha "buttato fuori" con la scusa che era indaffarato.
A me sembra strano che il Vescovo di Roma prima scriva una direttiva dettagliata di 8 pagine per poi scriverne un'altra in cui ad un solo movimento permette di calpestare tutte le norme Pastorali che nella lettera precedente erano riportate.
Qualcuno ne sa qualcosa di questa autorizzazione ai neocatecumenali?
Ho poi saputo che nell'annuncio che la mia ex comunità ha fatto 2 giorni fa, il supermegacatechista ha detto alle comunità (quindi suppongo che anche qualcuno che segua il cammino comunque avrà saputo delle direttive del Vescovo), che loro "avevano una lettera di autorizzazione, e che quelle norme erano superate da questa seconda lettera", ovviamente non l'ha consegnata a nessuno, in compenso hanno distribuito il foglio con riportato dettagliamente come versare il 5 per mille al redentoris mater; le direttive della Diocesi non sono importanti da far conoscere, e anzi, nel caso che qualcuno ne abbia sentito parlare, diciamo che abbiamo una "fantomatica" lettera che ci esonera da quelle norme; ma il 5 per mille era ben ciclostilato per tutti i camminanti.
Se a qualcuno in altre parrocchie o durante gli annunci sa che è successa la stessa cosa potete condividere? sono curioso di capire fino a che punto di menzogna riescono ad arrivare per nascondere la verità ai fratelli pur di sopravvivere.»

"Come la lepre lascia delle orme sulla neve,
così l’umanità sta attendendo queste tracce
che lascia il genio sull’umanità"
Al quale aggiungiamo la conferma da parte di M.A.
«Io ho mandato il documento della diocesi al mio responsabile, chiedendo di cancellare la veglia.
Mi ha risposto che avrebbe sottoposto il documento al parroco per avere l'approvazione.
La veglia da me si farà in una saletta fuori dalla parrocchia ma anche fuori dal nostro quartiere, con alcuni che faranno la veglia di Pasqua in parrocchia e poi faranno la veglia neocat, cosa espressamente vietata dal documento.
So anche che in altre comunità si faranno battesimi durante la veglia e fuori dalla parrocchia, cosa espressamente vietata e senza possibilità di ottenere permessi.

Cosa dire? Siamo ormai fuori dalla Chiesa, di fatto e senza appello, con la connivenza di preti che tradiscono le stesse diocesi. Io lo chiamerei scisma di fatto.

Fate come dice IPG nel post sopra. Denunciate! Questa volta non potranno non ascoltarci!»


Però, come ci fa sapere Frilù:

«Sabato 20 aprile, alle ore 21, presiederà la Veglia di Pasqua, durante la quale sette comunità neocatecumenali di Roma, che hanno terminato la fase di iniziazione cristiana, rinnoveranno solennemente le promesse battesimali. Saranno inoltre amministrati i sacramenti dell’iniziazione cristiana a 7 adulti e il Battesimo a 2 bambini."

Neocatecumenali sotto stretto controllo. Vediamo come celebreranno la Veglia e i battesimi 😄»

























lunedì 15 aprile 2019

Si avvicina la Pasqua: neocatecumenali pronti al battesimo per immersione, senza alcun riguardo per i propri figli

Anche io mi sono rifiutato di battezzare i miei figli per triplice immersione durante la veglia di Pasqua, sia perché non volevo sottoporre dei neonati a quello stress assurdo (anzi la definirei cattiveria vera e propria contro degli esseri indifesi), sia perché volevo accanto a me le persone più care, nessuna delle quali era nel cammino, e non mi sembrava corretto costringerle ad assistere ad una veglia notturna per poter partecipare al battesimo dei miei figli.

Tre volte buttato sott'acqua:
in nome di chi?
Ovviamente io e mia moglie siamo stati sempre guardati come pecore nere nel cammino per questa nostra decisione, ma poco ci importava.
Quello che mi ha colpito di più è stato però un episodio che voglio raccontare perché è emblematico del fanatismo dei neocatecumenali.

All'ultima veglia alla quale ho partecipato qualche anno fa c'erano tre battezzandi.
Nella fretta di preparare la sala, i canti, gli arredi e quant'altro, chi di dovere si è dimenticato di inserire la spina nella presa elettrica per riscaldare l'acqua del fonte battesimale.
Risultato: quando è arrivato il momento del Battesimo, ci si è accorti che la spina era staccata e l'acqua era fredda.
Io pensavo che a quel punto si sarebbe riscaldata l'acqua aspettando il tempo necesssario prima di procedere con i battesimi.

Ma che!

Non si poteva mica interrompere o rallentare la kikoveglia per riscaldare l'acqua, NO!
Il supermega catechista ha deciso che si doveva procedere, i genitori dei battezzandi, fanatici e sottomessi, neocatecumenali doc, non hanno mosso ciglio, e i poveri neonati inermi sono stati immersi tre volte nell'acqua fredda!!

Voglio vedere se il catechistone capo o qualsiasi altro adulto avrebbe accettato di fare la stessa cosa per battezzarsi.
Nemmeno per sogno!
Ma siccome i poveri neonati non potevano difendersi né protestare, non ci hanno pensato due volte a sottoporli a quella triplice tortura!

Dopo la veglia sono andato dal catechista che tempo prima con fare accigliato mi aveva detto che il battesimo per immersione non era la stessa cosa di quello per infusione (ovviamente intendendo che quello per immersione era un battesimo migliore) e gli ho ricordato che non era proprio la stessa cosa, e che ero doppiamente contento di non aver sottoposto mio figlio alla barbarie della triplice immersione nell'acqua fredda.
Proprio dei barbari, altro che cristiani!

(da: Porto)


I presbiteri più "pietosi"
invalidano il Sacramento
battezzando il sedere del bambino
senza bagnare il capo

sabato 13 aprile 2019

«...Eccone un altro che vuole vendere libri!!!»

Clicca qui per
scaricare il libro
Proprio così.
Era il 2013 quando mi accostai, in punta di piedi, a questo blog per raccontare il mio vissuto alla luce del Cammino e subitamente, il pasqualone di turno, mi accusò di essermi presentato per promuovere il mio libro senza considerare, invece, che prima di scrivere quel post, avevo chiesto ai moderatori di approvarlo.

Mai avrei pensato di dare un seguito a “CORRERAI DI NUOVO”, e anche se possiamo considerare questo breve scritto solo come un compendio al libro che tanto scompiglio ha portato, se davvero fosse stato un altro trattato riguardo il Cammino Neocatecumenale, l’avrei intitolato “Ma le cicatrici rimangono”!

…O forse… è solo una confessione?!?”… così si concludeva l’abominevole scritto, etichettato quale satanico ancor prima della sua pubblicazione, ma che in realtà null’altro riportava se non la mia vita alla luce della “compagna di viaggio” e del Cammino Neocatecumenale… sì una confessione nella quale mettevo a nudo le mie mancanze come padre e marito, tutto preso a pensare a me, e solo a me e alla malattia mettendo al secondo posto mia moglie e i miei figli e, fanalino di coda, Dio… esattamente il rovescio di quello che sarebbe dovuto essere.

E, il tutto, alla luce del Cammino, tanto osannato, ma che mi avrebbe portato alla rovina se solo avessi continuato a percorrere quel tunnel di vetro ma da cui, creando una falla e deludendo le aspettative di tutti, sono fuggito.

Sono separato da cinque anni, vivo solo, con la mia malattia ma consapevole che essa viene dall’Alto.

Sono tornato ad essere un cristiano della domenica, felice di esserlo, felice di frequentare la Chiesa e non perchè qualcuno me lo imponga, ma perché lo voglio io, perchè sento che Qualcuno ha cura di me… e proprio perché le cicatrici rimangono, posso dire a quelli che si appresteranno ad ascoltare le catechesi (e non tanto a quelli già invischiati e manipolati dal Kiko-pensiero!)… siate molto accorti quando vi diranno “Obbedisci senza fare domande” perché, dal momento in cui lo fareste, comincerebbero a dominarvi… anche se obietteranno che questa sia solo una falsità!

Che le molte testimonianze e anche “Correrai Di Nuovo”, vi aiutino a discernere il vero dal falso e il buono dal cattivo!!!

Marco Aurelio Bianchi

giovedì 11 aprile 2019

Le comunità kikiane: falso amore e unità per decreto

«Disturbo narcisistico della
personalità, di tipo grave e
particolarmente acuto
»
Ritorniamo ancora una volta sul mostruoso AutoAnnuncio di Quaresima di Kiko Argüello, a proposito dell'unità. È da premettere, ed è importante, che l'annuncio di Kikuaresima inizia con una plateale menzogna, ovverossia che Marta Obregón, la giovane ventiduenne brutalmente assassinata da un violentatore nel 1992, sarà “la prima neocatecumenale a salire all'onore degli altari. Peccato che la ragazza in verità si fosse formata alla dottrina cattolica altrove (nell'Opus Dei) e che nel Cammino avesse trascorso solo pochi mesi: ma che importa a quell'imbroglione maiale luterano di Kiko? Se serve alla promozione del suo Cammino eretico tanto meglio, tanto peggio, l'importante è che lui possa vantarsi di qualcosa, tanto è disperato il suo bisogno di dimostrare che il Cammino produce qualche buon frutto:
«...ha scelto te per abitare in te, per essere perfettamente uno in te. Questa è la prima cosa che Dio vuole mostrare, la sua natura! Vuole mostrare in noi la sua natura come la mostra nel suo Figlio quando dice: “Il Padre e io siamo una cosa sola, siamo uno”, così Dio vorrebbe mostrare la sua unità, come Dio ama. Che significa che Dio si fa uno con te, totalmente uno? Perché non si riserva nulla, si dona totalmente a te, si dona totalmente a noi. Cristo si dona totalmente a noi, in modo che Cristo e io siamo uno, perfettamente uno. E come mostro io questo? Lo mostro? “Filippo, chi vede me vede il Padre”. Allora, chi vede me, vede Cristo? Io e Cristo siamo perfettamente uno? Questo è così importante che sapete che Cristo dice ai suoi discepoli: “Se siete perfettamente uno il mondo crederà”. Nella vostra comunità siete perfettamente uno? Che significa questa unità, come si realizza? Perché questo è quello che vuole il Signore, che nelle comunità neocatecumenali i fratelli abbiano all'interno un tale amore che siano perfettamente uno. Allora: siamo due, siamo tre? Quante persone detesti, con quanti non parli, chi ti è antipatico? Che significa essere perfettamente uno? Dice “perfettamente uno”, la perfezione si dà in questa unità: come il Padre è nel Figlio uno, così Dio vuol essere perfettamente uno in noi, uno. Ossia i fratelli che hai nella tua comunità sono uno con te, uno, non due, uno! La unicità di Dio, Dio ama così, si dona completamente e ci fa perfettamente uno con lui. Questa è una cosa veramente sorprendente.»
Sono decenni che l'Argüello ci propina la fola dell'unità delle sue comunità meccanizzate, gruppi creati grazie a un collaudato metodo studiato a tavolino (la bugia dell'ispirazione mariana è buona giusto per i gonzi neocat) da lui, dalla complice Carmen e da misteriosi potenti appoggi rimasti sempre dietro le quinte.
In comunità ci si ama, ovviamente, per finta, per decreto, solo perché dev'essere così e basta, perché l'ha detto Kiko per bocca dei suoi scagnozzi. È una unità che somiglia tanto ai confini di certi stati africani, o degli USA: disegnati sulla carta con un tratto di penna tirato con la riga, mancando della necessaria storia, cultura, della passione, della tradizione che nutrono e caratterizzano una vera comunità cristiana.
Non ci sono "pie pratiche", feste comuni, abitudini, cresciute nel tempo, e soprattutto tipiche, particolari di un ambiente. L'unità e l'amore neocatecumenali seguono delle semplici istruzioni, identiche in tutto il mondo.

Veniamo quindi alla penosissima "catechesi" di Kiko, che, come al solito, non fa che mettere pesi sulle spalle della gente che lo segue: interrogatorio kikiano perfetto, tipico degli scrutini: siete perfettamente uno? eh? eh? con chi non parli? chi detesti? chi ti è antipatico? eh? una lagna ripetitiva e insopportabile.
Evidenziamo intanto il primo svarione: Kiko modifica le parole del Vangelo, per far dire a Gesù quello che il Signore non dice: "siano perfetti nell'unità" , riporta il testo evangelico, non "perfettamente uno" ; la versione corretta suggerisce l'unione di intenti, di concordia, che dovrebbe contraddistinguere i credenti in Cristo nella medesima Fede. La versione dell'Arguello fa pensare invece a un'unione come "dissoluzione" dell'uno nell'altro per essere tutti insieme indistinti membri di una massa informe: la comunità neocatecumenale perfetta, composta di ubbidientissimi zombie che seguono fedelmente il dettato kikiano senza se e senza ma.

E' anche da evidenziare che il Signore prega il Padre per l'unità dei Suoi discepoli, gli Apostoli, che rappresentano la Chiesa nel suo complesso. Innanzitutto l'amore e l'unità tra i fratelli in Cristo sono doni che vengono dall'alto, non da uno sforzo: la pietosa retorica neocat del domandarsi l'un l'altro "siamo perfettamente uno?" è ai limiti del ridicolo. Gesù neppure si rivolgeva direttamente ai Dodici, ma in preghiera nel Getsemani elevava al Padre quelle parole, conscio che solo l'aiuto divino avrebbe potuto garantire tale unità. La preghiera "Sacerdotale" di Cristo è riferita all'intero corpus ecclesiae e solo per traslato si può applicare alla Chiesa particolare, diciamo "alla parrocchia", mentre Kiko sostiene, in una delle sue vuote acrobazie verbali, che il Signore vuole che le comunità neocatecumenali siano unite, applicando alla comunità l'attributo di "sacramento di salvezza", prerogativa della Chiesa tutta intera.

Kiko ha la fissazione di dimostrare qualcosa, come se fosse affetto da un complesso di inferiorità: le sue comunità devono sembrare super unite, i fratelli devono mostrare un super-amore, a conferma che il suo cammino è la vera Chiesa.
L'ossessione di Kiko per l'unità è uguale a quella per la fecondità e per l'elemosina: si tratta di doveri da compiere, calati in testa agli adepti, non di doni di grazia. Talmente sono vuote le sue parole, che dimostrano solo che egli non sa di che parla e la prova è che le sue comunità sono tenute insieme solo dall'autoritarismo e dal lavaggio del cervello da psicosetta che subiscono tutti gli aderenti al cammino H24/7.

Invece che ascoltare le panzane ripetitive ed errate di Kiko, i neocatecumenali dovrebbero leggersi per esempio Sant'Agostino: la perfezione dell'unità di cui parla il Signore viene dal "ricevere la gloria" di Gesù che è la purezza perfetta (Quale gloria, se non quella per cui egli è Dio? Beati infatti i puri di cuore, perché essi vedranno Dio) la quale viene dal dono totale di sé fino al sacrificio. Il dono totale è la natura divina, delle Tre Persone che si donano continuamente l'una all'altra, ma questa caratteristica non si applica agli esseri umani che sono limitati e finiti e non sono "in Dio" in senso pieno. Può l'uomo essere "perfettamente uno" con Dio come afferma l'Arguello? Può Dio "farsi uno" con noi, questa espressione così infelice, e inutilmente esagerata?
Ovvio no! Nella nostra mortalità non possiamo nemmeno lontanamente avvicinarci all'unione perfetta delle persone divine, se si eccettuano i casi in cui Dio concede di sperimentare l'estasi della visione beatifica. Gesù parla del futuro destino dell'essere umano nella Salvezza, non del presente: "come tu sei in me e io in te, così anch'essi siano una cosa sola" benché pronunciata al presente è una profezia di una condizione di là da venire. della quale l'amore fraterno è solo una piccola porzione.
Certo, Dio vuole donarsi totalmente a noi, ma per farlo ha scelto la Santissima Eucarestia, il dono totale di Sé perpetuato in modo incruento, Egli che si fa cibo per noi.
Kiko omette di dire questo così come omette colpevolmente di ricordare che né nella Comunione, né nella preghiera, Dio vorrà mai essere uno con noi, se siamo in stato di peccato mortale! Come può l'Assoluto unirsi alla nostra anima se questa è macchiata dal peccato?

Continua l'eresiarca dicendo che Dio vuole "mostrare in noi la sua natura", perché, sostiene, avendo Gesù detto "chi vede me vede il Padre", chi vede un cristiano vede Dio. False entrambe le affermazioni: la natura divina non può essere "mostrata" da nessun comportamento umano (inutile esagerazione dell'Arguello), neppure da coloro che sono stati elevati all'onore degli altari, inoltre la risposta di Gesù a Filippo è riferita a se stesso, altrimenti, se Egli avesse voluto intendere ciò che dice l'eretico, avrebbe aggiunto: "chi vede te, Filippo, vede il Padre".

L'unità di cui abbiamo bisogno è quella della comunione dei Santi che Gesù realizza nel Corpo Mistico. Egli è il capo, noi le membra, finché siamo davvero uniti a lui mantenendoci in grazia, in comunione, nelle giuste disposizioni, certo non della fasulla comunità neocatecumenale, obbediente solo ai dettami di Kiko e dei suoi ripetitori.

martedì 9 aprile 2019

Scemo e + scemo alla conquista dell'Isola di Patmos

Ricordate l'avventura eroica dei due pasqualoni, mandati da Kiko in missione senza calzari né bisaccia addirittura ad "evangelizzare" la esotica e pericolosissima città di San Giorgio a Cremano, stracolma di demoni da esorcizzare, a rischio della propria vita, dormendo all'addiaccio, mangiando a sbafo dalle suore, lontani addirittura 6 chilometri da casa?
Ebbene i due prodi si sono spinti, per una nuova avventura sotto l'egida del Kerigma di Kiko, laddove nessuno avrebbe pensato, cioè fino all'Isola di Patmos!



Alcuni flash della missione dei due
eroi: le enormi distanze, l'esorcismo,
la suora che li ospitò, le tarasconate
al rientro in "patria"
E pur essendo un'avventura virtuale, in quanto trattasi di un sito di argomenti teologici ed ecclesiali gestito da don Stefano Ariel Levi di Gualdo e molto letto e frequentato dai sacerdoti , anche in questo caso i due Pasqualoni hanno affrontato dure prove e combattuto aspre battaglie, a tutto vantaggio della propria santiKikazione.

Nel corso della precedente avventura abbiamo paragonato i due al prode crociato Anselmo, a Tartarino di Tarascona, a Totò e Peppino, a Ciccio e Franco: in questa invece i pasqualoni, cioè il sommo e antico di prima nomina Pasquale insieme con l'attendente cacciavitaro Shadyx l'Ombroso, assidui frequentatori del nostro blog, soprattutto della sezione Spam (spazzatura), sembrano la reincarnazione della coppia comica Carrey e Daniels in una pellicola americana di grande successo dall'azzeccatissimo titolo: "Scemo & più scemo".

Ci faremo quindi accompagnare nel racconto della tragicomica avventura all'Isola di Patmos, dalle frasi celebri della brava coppia di attori, sperando di fare cosa gradita ai nostri lettori, ma anche ai nostri due protagonisti, che giunga a maggior gloria del loro signore e padron Kiko.

Per presentare don Ariel Levi di Gualdo, con il quale gli intrepidi Pasqualoni incroceranno le proprie spade affilate da decenni di sermoni kikocarmeniani, ricorriamo alle sue stesse parole. Egli dichiara infatti di sé stesso:
"Sono l’ultimo dei preti della orbe catholica, ciò non toglie però che per grazia di Dio io abbia ricevuto:
1. una formazione umanistica;
2. una formazione filosofica;
3. una formazione giuridica;
4. una formazione teologico-dogmatico-sacramentaria;
5. una formazione storico-dogmatica;
6. continuo a studiare di giorno in giorno..."
 Naturalmente una presentazione del genere non intimorisce i pasqualoni che hanno al proprio attivo, come asserisce il loro padron Kiko, addirittura 3000 pagine di mamotreti ispirati dallo spirito di vino: per dirla tutta, il sommo Pasqualone modestamente dichiara di studiare anch'egli teologia benché "a un livello più basso". Difficile comprendere a che genere di  teologia si riferisca, anche se il riferimento alle parti basse ci pare significativo.




«Non lo capisci Harry? È la nostra grande occasione, amico! Dobbiamo mostrare solo un po’ di classe, un po’ di raffinatezza e saremo culo e camicia. Non c’è problema Lloyd...»

Già in apertura dello spazio commenti ecco che lo scemo numero due, l'Ombroso Shadyx, stalliere e palafreniere del Sommo Pasqualone,  parte con baldanza pensando di mettere subito al tappeto don Ariel con il solito video di Kiko e i papi.
Egli scrive, con grande raffinatezza di pensiero e di eloquio:
Scemo numero due: "lei è un emerito ignorante, in tutti i sensi … lei è un fallito come “teologo” e come prete, e siccome grazie a Dio nessuno se la fila, allora cerca disperatamente di mettersi in risalto.
San Giovanni Paolo II ci ha approvati, le piaccia o non le piaccia, se ne faccia una ragione, grandissimo coglione!"
1° sganassone:
Don Ariel:

"Il video che lei ci ha inviato, alla luce di questi fatti non vuol dire niente se non reiterare con penosa ostinazione il tentativo maldestro che fu fatto da Kiko Arguello nel 2002 di far credere ai propri adepti che la Santa Sede aveva approvato tutto, ed in tutto e per tutto, vale a dire le bizzarrie liturgiche e dottrinali che il Cammino seguitava imperterrito a perpetrare...
Se anche in quel discorso di rimprovero, lei legge una ennesima approvazione, allora io riemetto i remi in barca e proseguo oltre perché sarebbe come pretendere di convincere un Mormone che non è vero che un Angelo di Dio sia apparso a Joseph Smith nel 1823 dandogli il libro di una nuova rivelazione...
Abbia pertanto la serietà che hanno i membri del Partito Radicale, che non strumentalizzerebbero mai delle immagini nelle quali i loro due leaders sono ritratti con i Sommi Pontefici Giovani Paolo II e Francesco I, per fare credere che la Santa Sede approva l’aborto, l’eutanasia ed il gender. Cosa questa che non avverrebbe mai perché – come ripeto – i Radicali sono persone serie."

Commenta divertito Don Ciro:
"anche a me, negli anni in cui ero parroco in una parrocchia del Vomero (Napoli) un neocatecumenale mi dette del “coglione” davanti ai ragazzi del catechismo in preparazione alla cresima, è passato del tempo ma credo si stia sempre curando le ferite. Me lo tolse di sotto mano il diacono permanente, mentre tutti i ragazzini facevano il tifo per il parroco dicendo “dagli, dagli!”.
Anche al padre Ariel, è prudente e opportuno dare del “coglione” solo via internet …



«Una volta abbiamo provato ad incrociare un collie con uno spinone...Che cosa interessante! Già, lo abbiamo chiamato collione.»
Lo scemo numero due, il rintronato Ombroso, torna alla carica dopo aver cambiato alias e ripulito il linguaggio, con un argomento che ritiene definitivo per mettere alle corde il proprio avversario:
Scemo numero due: "...dopo aver letto questo articolo non ho più dubbi: Don Ariel è uno di quelli “dell’Osservatorio”.E naturalmente, tutto questo già basta a squalificare il suo imponente lavoro. Un lavoro estremamente fazioso che non riporta neanche un aspetto positivo del Cammino ma lo considera solo il male assoluto."

2° sganassone
Don Ariel:

"Lei ha dato prova di commentare, bordando pesanti accuse di superficialità a me, quello che lei non ha neppure letto. Ma d’altronde è comprensibile il motivo, la sua penna è stata mossa dallo Spirito Santo, che la esonera dal leggere, dall’analizzare e dall’uso stesso del buon senso comune. E la mancanza di questo buon senso, porta di triste necessità, il settario, a non rispondere mai nel merito delle questioni. Allora le faccio una sola, unica e semplice domanda:

Se la sente di smentire numerosi testimoni, inclusi ex seminaristi e sacerdoti che si erano avvicinati al Cammino, i quali hanno riferito di essersi sentiti chiedere in pubblico dai mega-catechisti se avevano mai commesso adulterio o se facevano ricorso alla masturbazione? Quindi se la sente di replicare a tutti loro che sono solo dei bugiardi che rendono false testimonianze per screditare il più grande dono fatto dallo Spirito Santo alla Chiesa, ossia il Cammino Neocatecumenale?...
P.S.
In seguito alla sua segnalazione sono andato a cercare il blog in questione, che in verità non avevo mai letto e del cui staff non faccio né mai ho fatto parte.
E anche se come lei dice, fossero espresse le stesse cose, ciò che cosa vuol dire? Anche i Vangeli sinottici riportano per la gran parte le stesse cose..."




«La fortuna di non avere un’identità è che nessuno può fregartela!»
Lo Scemo numero due vacilla ma non stramazza al suolo. Piuttosto,  molto coraggiosamente cambia di nuovo nome ed attacca il proprio nemico ai fianchi con un nuovo e inattaccabile argomento: siamo approvati...
Scemo numero due: "Se fosse tutto vero quello che dice Don Ariel vuol dire che la capacità di discernimento di ben 5 Pontefici e della Congregazione della Dottrina della Fede, nel corso degli ultimi 50 anni, sia pari a zero!
Naturalmente, già il semplice buon senso ci dice che ciò non può essere vero...
Ma non si può condannare il Cammino in toto e considerarlo il male assoluto...
Fino ad ora nessun documento ufficiale della Chiesa ha giudicato il Cammino come una setta, per giunta eretica. Quindi, per adesso sono nel torto tutti i detrattori del Cammino a cominciare da Don Ariel!"

3° sganassone
Don Ariel:

"La mia coscienza di sacerdote e la mia coscienza di teologo mi impongono di redarguirla, una volta e per tutte, rimproverandola per il pessimo servizio che lei sta rendendo al Cammino Neocatecumenale, all’interno del quale – parlando anzitutto nel mio scritto del mistero della grazia – non ho negato, anzi tutt’altro ho spiegato come esso possa essere uno strumento attraverso il quale molte anime giungano alla salvezza. Basterebbe solo conoscere quelli che sono i mezzi ordinari di salvezza, ossia la Chiesa ed i Sacramenti di grazia, ed i mezzi straordinari di salvezza, che sono racchiusi nel mistero di Dio e che Dio usa come e quando vuole – va da sé – senza certo dover chiedere il permesso a noi.

Il pessimo e dannoso servizio che lei sta rendendo al Cammino Neocatecumenale è dato dal fatto che, proprio come un Testimone di Geova con la filastrocca imparata a memoria, o come uno scientologo “lavato di cervello”, lei pretende da una parte di interloquire, ma quando le sono poste domande precise, ella seguita come un disco rotto a ripetere da capo la nenia «siamo stati approvati … siamo stati approvati … dal discernimento di cinque Pontefici … di cinque pontefici …».

1. Ribadisco: io le ho posto domande precise, come si può leggere, che sono basate su fatti provati e documentabili, ma alle quali lei non risponde;

2. nel mio scritto ho spiegato – con rigore teologico, non con l’umore di stomaco e con le passioni soggettive – che la santità non implica affatto la perfezione di tutte le azioni pastorali, le scelte ed i discorsi di un Sommo Pontefice, cosa questa che le può essere confermata da tutti gli specialisti che si occupano delle cause dei Santi;

3. i Sommi Pontefici che hanno avuto a che fare direttamente col Cammino Neocatecumenale sono due e solo due: Giovanni Paolo II che dopo molti anni gli ha concesso una prova ad experimentum e Benedetto XVI che ha approvato definitivamente gli Statuti debitamente rivisti e corretti;

4. questi due Pontefici hanno ripetutamente richiamato nel corso degli anni i Neocatecumenali con i loro discorsi e tramite i Dicasteri della Santa Sede, cosa di cui ho dato prova con documenti e atti ufficiali della Santa Sede che a lei non la sfiorano neppure di striscio;

5. nel 2012 Benedetto XVI ha fatto un discorso ai Neocatecumenali che è un pacato ma deciso rimprovero dall’inizio alla fine, ed è un discorso ufficiale pubblicato e leggibile da chiunque, lei incluso;

6. il Pontefice regnante ha richiamato i Neocatecumenali più volte e su punti fondamentali della ecclesiologia e della missionarietà della Chiesa, ma soprattutto ha fatto un preciso richiamo al fatto che chiunque deve essere lasciato libero di poter lasciare il Movimento, ed è tutto documentato agli atti, anche se a lei, questi fatti e atti, non la toccano neppure di striscio.

Ciò malgrado lei seguita imperterrito con la sua filastrocca, ma soprattutto negando risposta a ogni genere di quesito che le viene rivolto, andando in tal modo contro i fatti, i documenti, gli atti della Santa Sede ed i discorsi ufficiali dei Romani Pontefici, mosso in questo suo agire da uno spirito di irrazionalità che la induce al maldestro tentativo di manipolare dei dati oggettivi.

Non ritiene, a questo modo, di confermare lo spirito umorale, irrazionale e chiuso al ragionamento che io lamento nel mio scritto, anziché difendere, come invece lei presume, il Cammino Neocatecumenale, che con questi suoi interventi e con queste sue ostinate e mancate risposte, non fa altro invece che danneggiare nella sua immagine pubblica?"



«Però... Pensavo che le montagne rocciose fossero un po' piu rocciose... Stavo pensando la stessa cosa... nei film degli indiani avranno usato dei fondali.»
Lo Scemo numero due, palafreniere del Sommo Pasqualone, per non rispondere alla domanda di don Ariel, arditamente cambia nuovamente nome e, dopo aver dato ragione alle argomentazioni del suo alias precedente, riparte a vele spiegate con nuove ed entusiasmanti deduzioni (sì, dice proprio "siamo approvati!" Come avete fatto ad indovinare?)
Scemo numero due: "Il saggio sembra scritto da tripudio o da uno dei suoi cosiddetti osservatori. Stesso slang da odiatore... Per quanto mi riguarda lei potrebbe essere proprio tripudio...
parla di strafalcioni dottrinali, ma è assolutamente falso...
parla, così come il suo clone, degli “abusi” che ci sarebbero nella celebrazione secondo la prassi Neocatecumenale e qui entriamo nuovamente nel leggendario, in quanto non esistono. Sono solo leggende ...
E comunque per concludere, il tempo che ha perso a scrivere questo chilometrico articolo, zeppo di errori sul cammino... al posto suo l’avrei passato in confessionale o ad evangelizzare. Attraverso il Cammino ho conosciuto tantissimi santi sacerdoti... e vedere un bravo sacerdote come lei, perdere tempo a fare l’odiatore del cammino Neocatecumenale... è veramente triste."

4° sganassone
Don Ariel:

"Sulla base di ciò che scrive e per il modo in cui ella lo scrive, lei è paragonabile – è solo un esempio paradossale per rendere l’idea – ad una prostituta che batte il marciapiede sulla Via Casilina e che dinanzi ad una pattuglia della Polizia che si ferma dinanzi a lei e che domanda “ti stai prostituendo?” lei risponde “Ma siete pazzi? Come osate e come vi permettete, io sto recitando tutti e cinque i misteri del Santo Rosario. Vergognatevi, voi siete degli odiatori delle pie apostole del Santo Rosario!”»...

Mentre lei pontifica sul Santo Rosario sotto il lampione della Via Casilina, spiegando che il Cammino Neocatecumenale è la quintessenza della ortodossia liturgia e del rispetto della Santissima Eucaristia, io le lancio – a lei come ad Alberto al quale lei fa richiamo e che ha commentato prima di lei da sotto un altro lampione – una pubblica sfida che vi prego di raccogliere, vale a dire la seguente:

Fatemi convocare in vostra presenza dinanzi alla Congregazione per la Dottrina della Fede e poi dinanzi alla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti formulando a mio carico l’accusa di diffusione di odio e di false notizie contro il Santissimo Cammino Neocatecumenale, a quel punto io risponderò a questo modo:

1. chiederò che sia montato un maxi schermo ed esigerò che siano visionate dall’inizio alla fine un totale di 14 ore e venti minuti di filmati nei quali sono state riprese, in giro per tutto il mondo, varie celebrazioni eucaristiche del Cammino Neocatecumenale nelle quali si compie ogni sorta di abominio sulla Santissima Eucaristia;

2. esibirò in copia originale le lettere e le relazioni dei vescovi e dei sacerdoti che quei filmati me li hanno forniti;

3. produrrò un totale di 41 ore e otto minuti di catechesi registrate fatte dai vari mega-catechisti in giro per la sola Italia, all’interno delle quali sono espresse, contenute e diffuse le peggiori eresie pneumatologiche, cristologiche, trinitarie ed ecclesiologiche, quindi esibirò in copia originale le lettere di chi, quelle registrazioni, me le ha fornite..."



«Come, hai affidato il gatto a Billy? Ha centinaia di uccelli rari lì dentro! – E allora che fastidio può dargli un gatto randagio di 13 kg?»
Il palafreniere scemo, ancor più intontito da quest'ultima gragnuola di colpi di don Ariel, è preso da un subitaneo, agghiacciante dubbio: don Ariel ha davvero una videoteca con tutti gli abusi del cammino? Ha davvero raccolto un dossier sul cammino con le testimonianze dei fior di sacerdoti che stanno intervenendo? Non sarà che sta stuzzicando un feroce cobra del deserto e che questa sarà la vera volta che i catechisti lo individuano e lo cacciano a suon di sonori calci nel didietro?
Per questo motivo, interviene ancora ma avvisa: me ne sto andando...ci ho da fare... ho  pentola sul fuoco... i bambini che strillano...
E lo fa alla neocatecumenal-way, melenso e remissivo, arretrando con il didietro incollato alla parete, la vista annebbiata dagli sganassoni, lanciando ancora qualche freccia sbilenca e spuntata, salutando con un mesto "la pace"... e ringraziando per la salutare lezione ricevuta.
Scemo numero due: "Lei sa benissimo che non denuncierei mai nessuno, figuriamoci un uomo di Dio. Io non mento ...ciò che succedeva prima degli statuti provvisori è stato corretto... tutte le comunità celebrano secondo le disposizioni della Santa Sede. ... le ripeto, gli abusi i sacrilegi ecc sono solo leggende messe in giro da chi ha in odio il Cammino... Piuttosto caro Padre Ariel, io penserei bene al suo servizio che rende al ministero sacerdotale, se passa gran parte del suo tempo col dito puntato..."
"...Comunque volevo invitarla a guardare nel blog osservatorio ...come può vedere, sono sottoposto a un linciaggio ... se creiamo divisione tra i cristiani, questi sono i frutti che raccogliamo e non siamo certo portatori di pace... La saluto e la ringrazio.
La pace"




«Andiamo ad Aspen! - Ma lí ci Aspennano!»
Dopo il ritiro dello scemo numero due, l'Ombroso sbatacchiato e maciullato, ecco entrare sul ring, fresco e pimpante, lo scemo Number One, il sommo Pasqualone.
Egli non ha capito nulla di ciò che è successo, probabilmente, occupato a leggere una dispensa di teologia "di basso livello", non ha seguito il dialogo o non ha capito, e comunque non presta ascolto al proprio umile palafreniere che lo supplica di cedere il passo, perché il rischio di prendere solo sganassoni e soprattutto la certezza di ledere al signore e padron Kiko e all'idolo Cammino consigliano di battere in ritirata.
Gli dice sprezzante: Guarda me e impara, pivello! Non per nulla sull'Osservatorio, nel quale sono una vera istituzione, mi hanno definito Sommo Pasqualone, non credi?
Ed ecco infatti il suo intervento smagliante, assolutamente innovativo merita d'essere riportato per intero, infatti usa un argomento inedito (quale? Ma il "siamo approvati" naturalmente!)
Scemo numero uno: "L’intenzione di questo don Ariel è chiara, vuole solo provocare e guadagnare visibilità. Del resto è la stessa cosa che tutti quelli come lui hanno fatto e vogliono fare, quindi cari appartenenti al Cammino, perchè ci cascate sempre? Quanto scrive Don Ariel è di una banalità sconcertante e anche il più sprovveduto, degli appartenenti al Cammino, saprebbe confutare, quelle che sono le solite scemenze. Perché perdete il vostro tempo con costoro? Vogliono solo visibilità per vendere qualche libro. A noi cosa interessa di cosa pensa Don Ariel? La Chiesa ci ha approvato? Il Papa ci sostiene? Non perdete il vostro tempo appresso a queste stupidaggini.Buona giornata."

5° sganassone
Don Ariel:

"...io dirigo una rivista che nel corso degli ultimi tre anni ha superato i trenta milioni di visite. ... crede forse che questo scritto pubblicato oggi abbia data alla nostra rivista una visibilità … retroattiva?...
Banale è il vostro falso profeta e cattivo maestro Kiko Arguello che afferma pubblicamente di compiere esorcismi e di comandare ai Dèmoni...
Potrei invece sapere, al laico Kiko, chi ha dato questo mandato, visto che i preti stessi, senza espressa autorizzazione del vescovo, non possono esercitare il ministero di esorcista...
Io direi scemenze: lei pensa, dinanzi ad una platea di 100 persone, di poter reggere e sostenere con me, non dico uno discorso teologico, ma un discorso seriamente improntato sul Catechismo della Chiesa Cattolica, rispondendo con piena conoscenza e cognizione ad ogni quesito? Se è in grado di farlo, mi dica presso quale pubblica sala possiamo trovarci dinanzi ad un pubblico di ascoltatori...
Le è chiaro, che questo “scemo” di don Ariel, ...ha ricevuto, per Sacramento di grazia il triplice munus: docendi, gubernandi, santificandi che nessuno ha mai invece conferito ai laici confusionari Kiko e Carmen? E lei mi chiama diffusore di “scemenze” al quale non prestare ascolto?
Segue quindi la sua filastrocca: la Chiesa ci ha approvato … il Papa ci sostiene …
Benedetto XVI e Francesco I vi sostengono al punto tale che, ad ogni discorso ufficiale, vi hanno fatto ripetuti e severi richiami, che se lei sapesse leggere, potrebbe trovare tutti quanti pubblicati negli atti ufficiali della Santa Sede? Perché nel mio scritto, io riporto i fatti e gli atti ufficiali.
Negare l’evidenza dei fatti è tipico dei settari appartenenti alle psico-sétte. E adesso mi dica, chi dei due, lei od io, è uno stupido che dice scemenze?
La ringrazio comunque ed in ogni caso, lei ha data pubblica conferma del modo in cui, i kikiani messianici ed eletti tra gli eletti, sono abitualmente soliti trattare i sacerdoti.
Mentes tuórum vísita [visita le nostre menti] … Accénde lumen sensibus [sii tu la luce dell’intelletto]".



«Questo non è il mio vero lavoro. - E cosa fa? - Io e il mio amico Henry vogliamo aprire un negozio di animali e si chiamerà "Io ho i vermi". Vogliamo mettere su un allevamento di vermi»
Il Sommo Pasqualone, lo scemo primigenio, non si arrende e ripete la filastrocca delle approvazioni dei papi. Noi che lo conosciamo, sappiamo che può continuare così all'infinito... senza dimostrare un seppur minimo cedimento alla ragione. Siamo approvati... Giovanni Paolo II... Benedetto XVI... il carisma... l'evangelizzazione... ah, l'ho gia detto "siamo approvati"?


6° sganassone
Don Ariel:

"Mostrandosi privo di senso critico e analitico, lei prende dei testi e ne trae come citazione solo ed esclusivamente dei passi positivi estrapolati dal loro intero contesto, facendo così dire, in questo caso ai documenti dei Pontefici, ciò che essi non dicono.
Chiunque può quindi prendere i documenti citati nel mio testo, leggerli dall’inizio alla fine e comprendere quanto severi siano stati invece i richiami fatti da questi Sommi Pontefici al Cammino Neocatecumenale sul piano liturgico, ecclesiologico, pastorale e missionario.
L’operazione che lei ha appena compiuto gliela spiego con un brano del Vangelo del Beato Apostolo Giovanni. In pratica lei prende il brano del Vangelo giovanneo in cui si narra il tentativo di lapidazione della prostituta [cf. Gv 7,53-8,11] e lo cita a questo modo:
[disse allora Gesù] «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi. Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo. Alzatosi allora Gesù le disse: “Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?”. Ed essa rispose: “Nessuno, Signore”. E Gesù le disse: “Neanch’io ti condanno” ».
A questo punto, noi possiamo tranquillamente affermare e sostenere:
1. Gesù Cristo, ha forse condannata la prostituta? Niente affatto, quindi non aveva nulla contro le prostitute ;
2. Gesù Cristo, era forse contrario alla prostituzione? Beh, da come si è comportato no, dice chiaramente alla prostituta che non la condanna ;

Allora, perché non riaprire le case chiuse e non dare una regolamentazione legale alla prostituzione?
Si potrebbe dire e sostenere questo e altro, su quella pagina del Vangelo, semplicemente omettendo la sola parte finale, che però, dopo il «Neanch’io ti condanno», conclude il discorso dicendo: «[…] va’ e d’ora in poi non peccare più».

Citando questo brano a pezzi ed omettendo la parte finale, che implica il pentimento della donna, il perdono di Gesù Cristo e soprattutto il monito a convertirsi ed a non peccare più, si fa dire al Vangelo, in questo come in tanti altri casi, quello che il Vangelo non dice affatto.

E questa si chiama manipolazione e falsificazione della realtà, basta solo leggere per intero i testi integrali dei discorsi ufficiali, da me riportati, da Giovanni Paolo II sino a Francesco I, nei quali i Sommi Pontefici fanno garbatamente ai Neocatecumenali il pelo ed il contropelo, tutti, ed in più occasioni".



«Sto pensando a un numero dall'uno al tre, chi lo indovina diventa re del carro!- Uno!- No!- Tre!- No!- Mi arrendo, che numero era???” 
Mentre il suo palafreniere sta pensando di buttarsi giù direttamente dalla torre o di fare il harakiri, il Sommo Pasqualone interviene ancora dando, dall'alto della sua bassezza, quelle che ritiene intelligenti indicazioni (tutte riassumentesi in un generico "siamo approvati").
Noi sappiamo che può continuare così all'infinito, per eoni ed eoni...forse anche don Ariel sta cominciando ad intuirlo?

7° sganassone
Don Ariel (continua a picchiare, ma sembra ormai impietosito dal caso umano):

 "Io che senza calcolatrice non so fare neppure le divisioni fossi invitato ad un convegno di matematici, mi metterei in un angolo ad ascoltare in religioso silenzio, cercando di capire qualche cosa, ed alla fine non capirei niente, perché sono privo di nozioni matematiche...
perché lei invece, che come me non sa fare le divisioni, si mette a discutere con i matematici?
Forse perché lo Spirito Santo le ha dato in tal senso doni del tutto speciali?
Vede, se lei si affidasse alla mia direzione spirituale, anziché a quella di certi mega-catechisti laici, potrebbe essere aiutato ... lei ha solo bisogno di essere aiutato, da un sacerdote maturo, a sviluppare libero ragionamento e senso critico."



«Sono solo un essere umano, Harry, tutti possono sbagliare. Eddai, ci siamo solo allontanati un pochino..."Un pochino? Abbiamo percorso una distanza pari ad un sesto del paese... nella direzione sbagliata!"»
Si avvia verso la conclusione la rassegna dell'avventura di scemo + scemo, all'evangelizzazione Neocatecumenale degli abitanti dell'isola di Patmos, seguendo le indicazioni del sommo padron Kiko, cioè senza bisaccia, calzari ma soprattutto senza cervello (ma per fortuna però con vari cambi di mutande, perché più volte ne hanno avuto bisogno).
Non possiamo però tacere dello sganassone degli sganassoni provocato dallo scemo numero due -improvvisamente resuscitato e desideroso di mettersi in buona luce (naturalmente dopo aver cambiato un'ennesima volta nome)- che accusa don Ariel di "essere volgare".




8° sganassone
Don Ariel:

"Se vuole invece la informo io a dovere: correva esattamente l’anno 1985 quando a Roma vi fu un incontro tra i responsabili e fondatori dei vari Movimenti, tra cui Kiko e Carmen. Tra i presenti anche quella delicatissima e amabile Signora di Chiara Lubich e quell’indubbio sant’uomo del Padre Luigi Giussani.
E fu proprio il fondatore di Comunione e Liberazione che, dopo aver visto ripetutamente impallidire Chiara Lubich, richiamò la diva Carmen Hernandez ad un linguaggio più consono, perché in pubblico, del tutto incurante della presenza di uomini e donne, di sacerdoti e di un vescovo, animandosi nel discorso prese a dire «cazzo, cazzo!» ogni quattro o cinque parole.
Io non ero presente, però erano presenti ben quattro sacerdoti che oggi sono rispettivamente: due arcivescovi emeriti, uno dei quali cardinale, un vescovo diocesano tutt’oggi in carica, ed un’altro sacerdote che attualmente è arcivescovo segretario di un dicastero della Santa Sede.
E tutti sono sani, vegeti e pronti all’occorrenza a confermare come testimoni oculari quel che ho appena detto.
Pertanto, in risposta al suo autentico eccesso di pudore, posso assicurarle che, se allo scoccare dei cinque anni dalla morte, troverete un vescovo diocesano disposto ad aprire la prima fase del processo diocesano per la beatificazione della diva Carmen, molto ragionevolmente, con le debite prove e testimonianze, la proporremmo come la «Beata del cazzo!»".



«Ti sei beccato l’elettroshock e una parziale lobotomia. Sei un genio! Nessun altro ci sarebbe riuscito…»

Don Ariel
(togliendosi i guantoni ed appendendoli al chiodo):

"...Mi creda, la peggiore amarezza di un pastore in cura d’anime, ma proprio la peggiore in assoluto, è quella di perdere tempo, come ho fatto io, con soggetti che come lei si dicono cattolici, ma che rifiutano di capire, non vogliono capire e stravolgono in modo polemico tutto ciò che di dottrinalmente ragionevole gli dici.
E dinanzi a questa gente, sia chiaro, non ha fallito né la Chiesa né i sacerdoti come me, hanno clamorosamente fallito Kiko e Carmen dando vita, alla prova dei fatti, ad un mostro, quindi a dei settari che rifiutano di capire, che non vogliono capire e che stravolgono in modo polemico tutto ciò che di dottrinalmente ragionevole gli dici.
Il Signore la benedica e l’assista nel cammino verso la vera fede battesimale."

Parole sante, quelle di Don Ariel...parole di un pastore!
Ma dove sono i nostri amici? Non si saranno mica distratti? Staranno ascoltando? A cosa staranno pensando?




« Ehi guarda Pasquale: gnocche a ore 12! - Mancano 3 ore, Shadyx, non potrei guardarle subito?»

* L'intera sequenza di commenti nella loro forma integrale, a corredo del basilare studio del sac. Don Ariel Levi di Gualdo "C'erano una volta Eucaristia e sacerdozio cattolico. Poi vennero Kiko Argüello e Carmen Hernandez, fondatori del Cammino Neocatecumenale e l'eresia si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi", può essere letta sul sito dell'Isola di Patmos.

(da un'idea di Lettore napoletano) 

domenica 7 aprile 2019

Sacerdoti di fronte all'arroganza del Cammino

Sacerdote cattolico spiega perché ha
espulso i neocecumenali dalla parrocchia
Segnaliamo qui alcuni interessanti commenti al saggio sul Cammino Neocatecumenale di don Ariel (del quale consigliamo caldamente la lettura, specialmente a parroci e vescovi), scritti da diversi sacerdoti.

Iniziamo con questa testimonianza di don Angelo:
...giungendo nella parrocchia che all’epoca mi fu affidata dal vescovo, per prima cosa, dopo un mese, misi alla porta i sette gruppi di neocatecumenali che in essa la facevano da padroni.

E si presti attenzione: non mi svuotarono per nulla la parrocchia, ma anzi, andandosene loro, tornarono tutti i parrocchiani che per causa loro erano andati via, e la chiesa fu molto più popolata di prima.
Ho conosciuto e sperimentato a fondo, in tutti i peggiori risvolti, la mancanza di rispetto di certi catechisti laici verso i sacerdoti, questo modo di esprimersi e aggredire non costituisce la classica mina vagante isolata, ma purtroppo è in pratica la prassi verso chiunque li contraddica, parroci inclusi.
Consideriamo anche la testimonianza di don Ciro, che fa presente che se un kikos vuol dare del "coglione" a qualcuno, gli conviene farlo solo via internet:
…anche a me, negli anni in cui ero parroco in una parrocchia del Vomero (Napoli) un neocatecumenale mi dette del “coglione” davanti ai ragazzi del catechismo in preparazione alla cresima, è passato del tempo ma credo si stia sempre curando le ferite. Me lo tolse di sotto mano il diacono permanente, mentre tutti i ragazzini facevano il tifo per il parroco dicendo “dagli, dagli!”.

(...)

… allora diciamola tutta: eravamo nel 2002 e quella domenica di Pentecoste feci un’omelia sui doni dello Spirito Santo.
Senza riferimento a nessuno, tanto meno ai neocat.

Un catechista, che aveva sproloquiato in precedenza in varie catechesi sullo Spirito Santo (ma io questo non lo sapevo e non potevo saperlo), si sentì, come dire, “criticato” dinanzi ai suoi catechizzandi, e per essere precisi esordì così (le decine di persone che erano presenti lo ricordano sempre) :

«Ma smettila, buffone!». E rivolto ai suoi disse: «Andiamo via perché non dovete sentire queste cazzate, perché questo, in dieci minuti, rovina quel che io ho fatto con voi in mesi di catechesi».

Le persone rimasero allibite.

Sono un cosiddetto povero dottore in diritto canonico e posso dire che sia per la legge canonica sia per la legge penale italiana, interrompere a questo modo una azione di culto riconosciuta dallo Stato che si svolge all’interno di un luogo di culto riconosciuto, è un reato penalmente perseguibile, ieri come oggi, perché il codice di diritto penale è rimasto sempre lo stesso, ed il codice di diritto canonico, pure.
Don Giuseppe spiega perché il Cammino non attecchisce a Milano:
...Posso dire, comunque, che la nostra di Milano è una diocesi un po’ particolare, perché ha un rito proprio (l’ambrosiano) di cui in genere, tutti i preti, dai così detti conservatori ai progressisti, sono piuttosto gelosi. E questo è stato un problema non indifferente, con il Cammino, che di fatto rivendica l’uso di un … “rito proprio”.
La nostra diocesi conta oltre 1.100 parrocchie per un numero di fedeli superiore a 5 milioni e, se non vado errando, nella città di Milano, le parrocchie in cui è presente il Cammino Neocatecumenale, sono 3 o 4. Questo già lascia capire tutto: di fatto, questo movimento, da noi è inesistente. Più tentativi nel tempo sono stati fatti e con più parroci, questa la mia esperienza diretta: quando si presentarono al parroco della mia parrocchia di residenza dei “catechisti itineranti”, il parroco rispose che noi non eravamo terra di missione e che la nostra diocesi ha inviato missionari per il mondo sin dall’epoca di san Carlo Borromeo e che tutt’oggi ha un considerevole numero di propri sacerdoti in varie terre di missione.

Cambiarono registro e, dopo alcuni mesi, si ripresentarono, e lo fecero in altro modo. Fu allora che il parroco chiese a me di vederci chiaro e a fondo, anzitutto da un punto di vista canonico. Per prima cosa, domandi di poter visionare i loro statuti ma soprattutto i testi del catechismo approvato. Per tutta risposta mi presentarono il decreto del Pontificio consiglio per i laici che nel 2012 approvava gli statuti. Ribadii che non volevo visionare un decreto, reperibile all’istante sul sito della Santa Sede, ma i testi dei loro statuti e soprattutto quelli del catechismo adottato e approvato dalla Santa Sede. Tergiversarono in vario modo, ribadendo (come ho letto in vari interventi in questa pagina di discussione), che loro erano stati approvati ed erano stati promossi dalla chiesa e dai papi. Però, questi statuti e soprattutto i testi del catechismo approvato, non saltarono mai fuori, e mai furono esibiti.
Posso testimoniare che sono stati fatti vari altri tentativi analoghi con diverse altre parrocchie di Milano, e diversi altri parroci si sono rivolti a me, sapendo che mi sono occupato a più riprese in passato dei vari aspetti giuridici dei movimenti laicali. Tutti i parroci avvicinati hanno chiesto gli statuti e soprattutto i testi del catechismo approvato, tutti hanno ricevuto le stesse risposte, e a nessuno sono stati dati.

Posso solo concludere dicendo che chiunque venga da me e mi domandi di esibirgli il codice di diritto canonico, io prendo il codice e glielo esibisco, e, se qualcuno mi dice che vuole leggerlo, o gli dico dove può acquistarlo, oppure, in modo gentile, glielo offro in prestito, dicendogli di avere cura di restituirmelo quando lo avrà letto.

Dunque questi statuti ma soprattutto i testi approvati del catechismo, dove sono reperibili? A me non interessa leggerli, e non credo che interessasse nemmeno ai diversi parroci di cui dicevo sopra, ma se un movimento laicale domanda di poter entrare in una parrocchia e di poter usufruire per le proprie attività di una parrocchia, bisogna vagliare di che movimento si tratta, come è strutturato e organizzato, quali sono le sue finalità scritte nero su bianco e soprattutto, avendo un catechismo approvato, quale genere di linea catechetica segue. Questo infatti non lo dice e non lo spiega un decreto di approvazione del Pontificio consiglio per i laici, che tra l’altro non indica affatto: “Sono approvati, prendeteli a scatola chiusa!”. O no? Altrimenti, basterebbe prendere il decreto di approvazione di una legge e dare esecuzione a quella legge senza però conoscere il testo della legge, ma solo il suo decreto di approvazione.
Un'altra testimonianza da un anziano sacerdote:
All’epoca che ero parroco di una parrocchia di Roma richiamai i neocatecumenali (che ivi trovai già insediati da anni) al rispetto di varie regole, a partire da quelle liturgiche, ma soprattutto chiarii che se volevano delle catechesi su temi specifici di loro scelta, le avremmo fatte io e gli altri tre vicari parrocchiali, dopodiché i loro catechisti avrebbero potuto parlare e istruirli al cammino.

Il capo dei catechisti mi aggredì letteralmente, e in pubblico mi accusò di non avere rispetto del laicato nella Chiesa, e mi sbeffeggiò davanti a tutti. Alla fine disse testuali parole che testualmente riporto: “tu del concilio non c’hai capito un cazzo, studialo!”.

Chiariamo: all’epoca avevo 68 anni ed avevo insegnato per 30 anni ecclesiologia e per anni fui tra i formatori al Seminario Maggiore Romano. Parole sante Ariel quando tu nel tuo ottimo lavoro parli dei … rispettabilissimi muratori scesi dalle impalcature ripieni di Spirito Santo che lanciano strali e danno lezioni al mondo intero.

Praticamente a me è accaduto che, un inserviente dell’ospedale, davanti a tutti, aveva detto al chirurgo di imparare cosa fosse la chirurgia.
Riportiamo qui anche una testimonianza di don Ariel riguardo alla presunta "multinazionale satanica" di odiatori del Cammino, rispondendo ad un kikos:
…i mega-catechisti che, come possono testimoniare autentici eserciti di persone, durante incontri pubblici hanno pubblicamente indagato e invaso le coscienze sino a chiedere ripetutamente a mariti od a mogli se avessero mai commesso adulterio, od a giovani se si fossero mai masturbati.

O non le è forse noto che ad un certo punto, i dirigenti del Cammino, fecero correre voce tra i mega-catechisti che dovevano evitare di domandare a seminaristi ed a preti che si erano messi in cammino, se facevano ricorso alla masturbazione? I seminaristi ed i preti che si sono sentiti rivolgere in pubblico queste domande dai mega-catechisti, fanno anch’essi parte della multinazionale satanica dei falsi testimoni?

Intende forse affermare che anche tutto questo è un “idioletto” e che tutti questi testimoni, molti dei quali tutt’oggi sconvolti anche a distanza di anni per quelle aggressive invasioni delle loro più profonde coscienze, costituiscono tutti quanti la satanica multinazionale dei falsi testimoni che in giro per tutto il mondo si sono messi d’accordo per screditare il Cammino Neocatecumenale?

Pertanto lei ha dato prova di commentare, bordando pesanti accuse di superficialità a me, quello che lei non ha neppure letto. Ma d’altronde è comprensibile il motivo, la sua penna è stata mossa dallo Spirito Santo, che la esonera dal leggere, dall’analizzare e dall’uso stesso del buon senso comune. E la mancanza di questo buon senso, porta di triste necessità, il settario, a non rispondere mai nel merito delle questioni. Allora le faccio una sola, unica e semplice domanda:
Se la sente di smentire numerosi testimoni, inclusi ex seminaristi e sacerdoti che si erano avvicinati al Cammino, i quali hanno riferito di essersi sentiti chiedere in pubblico dai mega-catechisti se avevano mai commesso adulterio o se facevano ricorso alla masturbazione? Quindi se la sente di replicare a tutti loro che sono solo dei bugiardi che rendono false testimonianze per screditare il più grande dono fatto dallo Spirito Santo alla Chiesa, ossia il Cammino Neocatecumenale?
Come vede, rispondere a questa domanda, non è poi così difficile, basta replicare: tutti costoro, mariti, mogli, ex seminaristi e sacerdoti, sono dei falsi bugiardi che mentono.

Ci vuole poi così tanto?