domenica 23 giugno 2019

MURCIA, IL COVO SEGRETO DEI KIKOS

Che in Spagna la Chiesa sia in qualche modo rimasta legata al potere politico, retaggio della dittatura fascista di Franco, non è un mistero, ma magari è poco nota la reciproca influenza che si verifica nelle più alte sfere.

Recentemente è accaduto un FATTO SCANDALOSO che si teme possa varcare i confini spagnoli e venir discusso anche all’estero.

Ebbene, ci pare doveroso iniziare a “varcare questi confini” e rendere pubblico anche qui da noi come agiscono al di là dei Pirenei i kikos e i loro sostenitori ecclesiali.
Tante ne combinano senza che si abbia più che una limitata e circoscritta indignazione locale, abituati come sono a mettere a tacere ogni scandalo (sono pieni di scandali, di ogni tipo, ma è difficile avere una visione d’insieme, conosciamo solo quelli che hanno avuto maggiore risonanza mediatica).

Questo il fatto, dichiarato dalla rivista Religion Digital del 15 marzo di quest'anno:
José Manuel Vidal (vaticanista), direttore di Religion Digital rivela le PRATICHE DITTATORIALI di un vescovo che ha dato la sua diocesi e la sua università (UCAM) a un movimento come quello del Kikos ed aggiunge: VALE PER MOLTE DIOCESI NEL MONDO. ALERT!!
IL VESCOVO DI MURCIA JOSÉ MANUEL LORCA PLANES COSTRINGE I SUOI SACERDOTI A FIRMARE UNA DICHIARAZIONE DI SOSTEGNO PER IL VESCOVO ELETTO, CHE HA PERMESSO UNA MESSA A FRANCO AL SEMINARIO.
Il Vescovo di Cartagena-Murcia, Planes José Manuel Lorca, ha mentito negando la celebrazione di una Messa per Franco nella cappella del seminario, approvata dal vescovo vicario eletto, Sebastian Chico.
E quando la sua menzogna è venuta allo scoperto attraverso la pubblicazione della foto delle bandiere della dittatura e della Falange alla porta del tempio, il prelato lancia una campagna per ripulire l'immagine del suo 'delfino', coinvolgendo tutto il clero di Murcia per appoggiarlo.

Le bandiere di Franco e della Falange
fuori della cappella del
Seminario neocatecumenale di Murcia
Per ottenere ciò, ha inviato a tutti i sacerdoti della diocesi una lettera (a cui il portale web Religion Digital ha avuto accesso), in cui li costringe ad aderire "al comunicato stampa (allegato sul retro)", in cui ha mentito sull’avvenuta celebrazione della Messa sopramenzionata per Franco nella cappella del seminario. Ancor più, e poiché la chiusura dei ranghi è totale, li costringe a firmare il loro sostegno incondizionato al nuovo vescovo eletto.

Il modulo inviato ai sacerdoti dice: “Vorrei trasmettere al Santo Padre il mio riconoscimento nella carriera sacerdotale del vescovo Sebastián Chico Martínez, così come la sua nomina a Vescovo ausiliare della nostra diocesi”.

Lettera per i parroci di Murcia
L'evidente imposizione del vescovo sui suoi sacerdoti sta nel fatto che devono firmare e rubricare il documento di loro pugno, prima di martedì e prima dei vicari della zona episcopale. Come se fosse l'esercito, gli arcipreti chiamano ognuno dei sacerdoti dell'arcipretura, perché si approcciano alla parrocchia del vicario della rispettiva zona per firmare il documento.

"Non valgono scuse di alcun tipo e, inoltre, hanno fretta di far firmare, perché vogliono consegnare le firme alla Nunziatura e al Papa", spiega un prete murciano indignato con l'atteggiamento del vescovo.

E chi non lo fa? “Affronterà le conseguenze, vale a dire il trasferimento ad una parrocchia peggiore e, soprattutto, è etichettato e segnato per sempre come un traditore che ha rotto la comunione ecclesiale e come uno che attacca la Chiesa, il clero e il vescovo”, spiega un altro sacerdote. Aggiunge: “Funziona come una setta, come una mafia clericale, che risponde con l'insabbiamento di un caso sporco. Che si tratti di una messa per Franco o di un caso di abuso. La dinamica è sempre la stessa”.

OBBLIGATI DALLA BRUTALE PRESSIONE esercitata da questo sistema clericale chiuso, la maggior parte dei sacerdoti apporrà la propria firma nella parte inferiore del documento. Nemmeno i più coraggiosi, i più avventurosi e quelli che hanno meno da perdere oseranno sfidare l'ordine dell'apparato clericale. "Perché chi, in questo momento, non sta nei ranghi, è per sempre stigmatizzato come un traditore della casta del clero e questo è come la tua morte religiosa", spiega un terzo sacerdote.

Nella diocesi di Murcia, c'è ancora un gruppo di preti (una quindicina), che si dichiarano apertamente sostenitori di Francesco e delle sue riforme, tra cui la trasparenza. Però la maggioranza del clero, molto ideologicamente incline alla destra, continua a supportare queste vecchie strategie. "Per loro, la cosa seria non è che il vescovo eletto conceda una messa a Franco con incluse bandiere della dittatura, nella cappella del seminario; LA COSA SERIA, PER LORO, È CHE QUESTE COSE DIVENTINO NOTE ALL'ESTERO E I MEDIA LE SCOPRANO".

Tanto che i sacerdoti amici del vescovo stanno dicendo in questi giorni che "TUTTO QUESTO EMERGE E VIENE ALLA LUCE PUBBLICA, PERCHE' È OPERA DEL DIAVOLO". Una strategia strettamente collegata, d'altra parte, al CAMMINO NEOCATECUMENALE che, alla fine, è quello che DOMINA E COMANDA LA DIOCESI E CHE STA TRASCINANDO IL CLERO IN POSIZIONI IDEOLOGICAMENTE ULTRACONSERVATRICI. Non si dimentichi che MOLTI DEI LEADER DI VOX APPARTENGONO AL COSIDDETTO "KIKOS". (Vox è un partito politico spagnolo fondato il 17 dicembre 2013 da alcuni membri dissidenti del Partito Popolare, classificato come di estrema destra. ndt: sbaglio o il Cammino non doveva fare politica?)

Questo sbandamento verso l'estrema destra, promosso dalle massime autorità della diocesi e all'interno del proprio seminario, scandalizza i sacerdoti e i fedeli più vicini a Papa Francesco e a ciò che il suo pontificato riformista sta significando nella Chiesa.

Pertanto, "forse ciò che più ci ferisce è che, con questi atteggiamenti, il Vangelo viene calpestato e che, inoltre, IL PAPA VIENE INGANNATO DUE VOLTE. La prima, presentando una nomina vescovile inadeguata, e la seconda, facendogli vedere che il nuovo vescovo eletto gode del sostegno di tutto il clero diocesano. QUELLO CHE SICURAMENTE NON GLI DIRANNO È CHE SI TRATTA DI UN APPOGGIO FORZATO E COARTATO", si lamenta un prete murciano.

La stessa cosa sta facendo José Luis Mendoza per costringere i suoi lavoratori a firmare una lettera che lo scagioni dall'accusa di aver costruito edifici "illegalmente", chiedendo loro di dichiararli "di interesse sociale". Stessa cosa sta facendo con istituzioni e aziende che collaborano con la UCAM.
E' chiaro che Mendoza ORA è politicamente più vicino a Vox che al PP: "Dato che il PP non mi dà quello che voglio (la legalizzazione degli edifici abusivi), vado da Vox".
        
Lettera coercitiva di Mendoza ai dipendenti


Lettera di Mendoza
per aziende, istituzioni e Ong
che collaborano con la UCAM

Ecco i metodi NEOCATECUMENALI per ottenere e difendere il potere.
Apriamo gli occhi e rendiamoci conto di tutte le trame e i raggiri di cui sono capaci i NC.
Apriamo gli occhi sui loro intrallazzi con poteri politici che aprono molte strade, compreso il neo partito Vox, di estrema destra, che è diventato il partito dei neocatecumenali.

Apriamo gli occhi ed iniziamo a comprendere che qui non si tratta più soltanto di eresie dottrinali e follia dei predicatori, ma di potere e connivenze che hanno il loro quartier generale nella lontana, “Cattolica Spagna”.

venerdì 21 giugno 2019

GLI AMICI NEOCATECUMENALI DI KIKO (III° PARTE): JOSÉ LUIS MENDOZA, UNO DEI LAICI PIU’ POTENTI DELLA CHIESA

Il serial continua… rinviamo a questo [link] per la prima parte e a quest'altro [link] per la seconda parte.


Ricordiamo che tutto quanto riportato è ripreso fedelmente dalla copiosa stampa spagnola, nulla è aggiunto o modificato. Per questo la narrazione potrà mancare di fluidità, essendo costituita esclusivamente da brani di articoli dell'informazione spagnola reperiti on line e riuniti in una consequenzialità logico-cronologica a modo di "collage informativo".

2010 – Arriva una nuova lettera del Segretario di Stato vaticano, Cardinale Bertone, in cui si determina che "La proprietà appartiene alla Fondazione [San Antonio]”.
Mendoza, a proposito della lotta passata con Reig Pla dice: "Durante quel periodo ho ricevuto chiamate che mi minacciavano con una voce distorta. Ero un laico contro un vescovo e non ho mai voluto rispondere pubblicamente". Non c'è un solo capitolo nella vita breve della UCAM che non sembri un serial: al Vaticano e intrighi politici con milioni di dollari in gioco dobbiamo aggiungere le lamentele di molestie, la riprogettazione urbana e i dossier.
Il potere di Mendoza è misurato dall'altezza degli avversari che ha vinto. Tutti i rettori dell'Università pubblica (UMU) hanno cercato di fermarlo. L'UMU lo ha denunciato due anni fa presso la Commissione per gli Atenei per il controllo di monitoraggio e di accreditamento e presso il Ministero della Pubblica Istruzione, per la facilità che avevano alcuni laureati ad ottenere titoli [scommettiamo che erano dei kikos? ndt] Il Ministero della Pubblica Istruzione però non ha intrapreso alcuna azione concreta.
Tra le poche persone a Murcia che criticano pubblicamente Mendoza e l'UCAM c'è Germán Teruel, ex presidente del consiglio degli studenti dell’Università pubblica e attualmente studente di dottorato tra Spagna e Italia: “L'UCAM è una macchina per vendere titoli, un mostro e un peccato per Murcia…

Mendoza quindi annuncia piani per Roma, Singapore, Giacarta, Paraguay … E in Spagna, Alicante e Malaga, oltre a una rete di scuole.
Tra i suoi piani c'è anche Cuba, col cui governo afferma di mantenere "relazioni straordinarie". Fu lì che il 26 marzo, durante la visita di Benedetto XVI, diede al nunzio l'assegno che apparve nelle mani dell'amministratore Paolo Gabriele, che due anni dopo dette l’avvio ad un processo per corruzione in Italia per aver trovato in possesso Gabriele di un assegno dell’UCAM di 100.000 euro.

Francisco Javier Gomez Campillo, che José Luis Mendoza assunto come “capo della sicurezza” privata e che è stato condannato a Ibiza per estorsione e minacce al figlio del presidente della Guinea Equatoriale, ha accusato direttamente il Vice Cancelliere Higinio Marín dell’Opus Dei, di essere l'autore delle telefonate minacciose ricevute dal presidente dell'Università Cattolica di San Antonio de Murcia e dalla sua famiglia.
Ha testimoniato come testimone nella corte di istruzione numero 7 di Murcia dopo la causa legale che Mendoza ha presentato contro il suo ex vice-cancelliere, che ha accusato di minacce ed insulti. Il presidente della UCAM ha osservato che l'ex Vice Cancelliere, "mosso dal desiderio di vendetta", per due anni ha fatto "oscene e minacciose chiamate", in cui, secondo a Mendoza, ha detto frasi come "stai per morire" o "ti sto cercando".
Tuttavia, la denuncia di Mendoza non ha avuto molta presa, perché il giudice ha deciso il 23 novembre di archiviare la querela, considerando che "il procedimento è sufficiente per risolversi con la sua chiusura". Il magistrato dubitò addirittura della veridicità della denuncia, in cui Mendoza accusava Marin di molestarlo per due anni con chiamate minacciose e offensive.
Inoltre, il titolare della Corte di Istruzione numero 7 di Murcia ha messo in discussione "l'obiettività e la credibilità" di Francisco Javier Gómez Campillo, il testimone criminale presentato da José Luis Mendoza.

2011Altra truffa: Il 21 gennaio 2011, il Ministero dell'Istruzione italiano ha denunciato la Spagna davanti alla Commissione europea. Roma aveva rilevato "un'anomalia nel tipo di formazione degli insegnanti impartita dall'Università cattolica di San Antonio de Murcia per i cittadini italiani autorizzati." Al governo italiano iniziarono ad arrivare titoli di questa sconosciuta università di Murcia in modo che li convalidasse.
L'Italia ha chiesto all'UE di intervenire in quello che considera "un abuso della direttiva europea" - che richiede di riconoscere titoli di altri paesi dell'UE - e ha avvertito che avrebbe interrotto il riconoscimento. "L'università cattolica ha accettato le pratiche svolte prima che gli studenti fossero laureati e alcune anche nei campi estivi. Dato che il titolo era valido nell'UE, gli italiani pagavano, arrivavano qui ed evitavano l’esame". In quel periodo, circa 1.400 avvocati italiani sono stati truffati: si erano già registrati a Murcia dopo aver pagato circa 3.000 euro all'Università Cattolica. Hanno frequentato un corso online, sono arrivati in aereo ad Alicante, hanno superato un test e si diceva che poi avrebbero potuto esercitare in Italia. Altre università spagnole avevano approfittato di questo sistema, ma era la Chiesa cattolica di Murcia ad usarlo di più. La denuncia a Bruxelles, a cui il giornale ha avuto accesso, afferma che l'ambasciata italiana a Madrid aveva presentato due proteste a maggio e agosto 2010 e la Spagna non aveva risposto.

2012 - Il primo tentativo di aprire un’ulteriore università privata in Andorra è stato fermato nel 2012 nonostante il sostegno del sindaco, Francisco de la Torre , causa della crisi economica e del rifiuto del Consiglio.
Ma, a Murcia, chi si oppone a Mendoza deve perdere. Un consulente di Educazione del PP ha messo annunci nella stampa locale allertando i possibili studenti che Mendoza ha offerto titoli non omologati. Durò poco nella posizione.
Sulla sua strada, e sempre con il sostegno del Vaticano, ha affrontato anche il vescovo della diocesi e l'Università pubblica. Ha vinto sempre.

J.L. Mendoza apre
l'incontro vocazionale neocat all'UCAM
Kiko all'UCAM, nel 2016, "incontro di
preparazione alla GMG di Cracovia"
(da Youtube)
2016 - Viene svolto un Incontro Vocazionale per i giovani del Cammino Neocatecumenale in Spagna e Portogallo, in preparazione delle Giornate Mondiali della Gioventù (Gmg) a Cracovia. L'incontro si è tenuto sulla spianata del parcheggio dell'Università Cattolica di San Antonio de Murcia (UCAM). L’incontro, al quale Mendoza ha partecipato insieme a Kiko Argüello, è stato organizzato in omaggio a Papa Francesco. "circa 40.000 persone" - nelle parole dello stesso Kiko e secondo le fonti del centro di insegnamento - provenienti da tutta la Spagna e anche da paesi come il Portogallo e il Brasile, ascoltarono in Murcia la predicazione del fondatore del Cammino Neocatecumenale. Rivestito interamente in nero, Argüello scalò il pulpito preparato dall'UCAM tra gli applausi. Si tolse il cappotto e disse scherzosamente: "Vento, calmati”. Kiko ha incoraggiato il suo pubblico a convertirsi al Cammino, durante tutto il suo intervento ed ha detto: “Non è vero che le chiese sono morte, tutti sono atei e la fede nel mondo sta finendo: non è vero. Noi siamo un segno contrario” e, per evitarlo, "chiediamo ai giovani in seminari e ragazze di aiutare nelle missioni e nei monasteri di clausura. Senza di loro, la Chiesa collasserebbe". Tutto questo ha la missione, ha aggiunto Argüello, di sradicare il "problema serio": "Non possiamo annunciare la fede a tutti, perché abbiamo il grave problema che la gente non ascolta perché le orecchie sono chiuse a causa del pregiudizio contro il Vaticano, l'odio al Papa e ai sacerdoti, alla storia e alle Crociate», “"La pornografia non è abbastanza: quasi tutti i pagani che vengono a chiederci il battesimo sono persone sole. Non è sufficiente praticare il sesso, non basta vedere la pornografia, perché soffrono perché non sono amati o sanno amare", ha detto. La tua soluzione? «Il Cammino».

Il Gruppo Animalista della regione di Murcia ha organizzato una petizione contro Mendoza per aver firmato una convenzione di collaborazione con la scuola di Tauromachia della Regione di Murcia, per concedere borse di studio a tale scuola. La Chiesa si è sempre mostrata contraria alla tauromachia, come recita la Bolla Pontificia del 1957 di San Pio V "DE SALUTIS GREGIS DOMINICI", qualificando gli spettacoli dei tori opere "non degli uomini ma del diavolo", vietando di parteciparvi e negando la sepoltura ecclesiastica ai partecipanti che potrebbero morire nell'arena. Ed anche oggi la Chiesa continua a condannare a gran voce questi spettacoli sanguinari e vergognosi.
LA BOLLA SOSTIENE LA SCOMUNICA PERPETUA senza altri ambiti o possibilità di deroga, di tutti quelli che li permettono avendo autorità su di essi, o partecipano direttamente a spettacoli di corrida.
Mendoza non ha risposto alle richieste di sospensione dell'accordo, per cui il Gruppo Animalista ha chiesto la scomunica al vescovo di Cartagena e alla Segreteria di Stato Vaticano, per aver violato le leggi della Chiesa cattolica.


Cappella del Santissimo Sacramento (sic)
in perfetto stile neocatecumenalizio
2017 - Un gruppo di professori dell'Università Cattolica di Murcia (UCAM) rilascia una dichiarazione che denuncia la precarietà del lavoro e lo sfruttamento sofferto a lungo e un peggioramento nel corso dell'ultimo anno, nonostante i guadagni presunti ed il vanto di donazioni multimilionarie al Vaticano.

In un documento intitolato “Insegnare la precarietà è uno dei tratti distintivi di UCAM”, le persone colpite si riferiscono all'università di San Antonio de Murcia affermando: "Nonostante le entrate molto importanti che ricevono grazie all'iscrizione dei loro studenti, cifre esorbitanti stimate in milioni di euro, le misure dei loro dirigenti nei confronti dei loro lavoratori (in questo caso, verso gli insegnanti) sono finalizzate al loro sfruttamento continuo e de-professionalizzazione. "V'è denaro per le borse di studio, lo sport, serate di gala… ma per pagare gli insegnanti non ci sono soldi, e sulla base di tagli e più tagli, comprimendo la professionalità dei loro insegnanti e la loro volontà di erogare la migliore formazione agli studenti, stanno portando l'istituzione a confermare la loro già pessima fama: un'università dove comprarsi il titolo di studio".

Il progetto di Mendoza di aprire nel Principato di Andorra, come un business privato e personale puro, un prolungamento UCAM per il prossimo anno accademico 2017-2018, è stato decisamente bocciato dopo la presentazione dal suo promotore.

Andorra sarebbe stata messa in guardia dai vescovi vicini alla diocesi di Cartagena (Orihuela, Albacete e Almería), che già avevano stabilito di non approvare l'espansione del business della UCAM nelle loro rispettive diocesi. Anche a Malaga c'è stata la stessa interruzione (purtroppo solo temporanea).
"L'opposizione a questa iniziativa di Mendoza è dovuta, tra le altre ragioni, all'indagine che la Santa Sede considera ancora aperta sull'UCAM riguardo al giro di soldi di cui la provenienza è sconosciuta (50 milioni di euro). Inoltre, l'istituzione è indagata dal procuratore anti-corruzione per presunte irregolarità urbane e per crimini contro il patrimonio di Murcia”.

"Gli scandali economici e di corruzione che circondano l'UCAM hanno avuto eco dei loro media al di fuori dei confini spagnoli. Diversi media internazionali hanno investigato su presunti casi di corruzione che infangano la figura di Mendoza" .
"Il sospetto di corruzione di questa istituzione cattolica si è esteso anche alla Santa Sede durante i primi Vatileaks, quando è stato scoperto che l'amministratore di Papa Benedetto XVI aveva in suo possesso un assegno di 100.000 dall'UCAM”.
"ORA PAPA FRANCESCO HA CHIESTO CHE VENGA INDAGATO IL FINANZIAMENTO DELLA SANTA SEDE, ANCHE PER QUANTO RIGUARDA LE DONAZIONI DI MENDOZA".
"Le voci che si levano contro l'attuazione dell’UCAM in Andorra ricordano che il Principato non può essere coinvolto in nuovi scandali di corruzione e sospetti che circondano l'istituto diretto da Mendoza".

2018 – L’UCAM tenta per la seconda volta di sbarcare a Malaga per aprirvi un'università privata. A differenza del suo primo tentativo (2012), ora UCAM ha già l'offerta pronta per un territorio comunale (oltre 38.000 metri quadrati) dove costruirebbe i suoi centri universitari e ha fatto un passo avanti con la firma di un "memorandum d'intesa", dove i tre firmatari (Sindaco, UCAM, e COE - Comitato Olimpico Spagnolo), impegnano i loro sforzi per la costruzione e l'implementazione di "un campus universitario dell'Università Cattolica di San Antonio de Murcia, collegato al comitato olimpico spagnolo".


Mendoza, il sindaco Francisco De La Torre,
e Alejandro Blanco, presidente del COE

Il portavoce del PSOE, Daniel Perez, ha criticato il sindaco che "intende donare 40.000 metri di terreno pubblico all'UCAM, alcune terre che dovrebbero essere assegnate a strutture educative in un'area con una forte domanda di posti e istituti scolastici. Ci opponiamo completamente a questo incarico; se questa università vuole installarsi, quello che deve fare è comprare i terreni anziché riceverli gratis».
Questa università privata di Mendoza è molto legata al Partito Popolare (PP) spagnolo. L'attuale segretario capo del partito, Teodoro Garcia-Egea, è stato Professore Associato di Laurea in Ingegneria delle telecomunicazioni e José María Aznar è stato investito Dottore Honoris Causa nel 2010. L'elenco dei nomi pubblici PP nella regione che sono venuti ad insegnare alla UCAM è molto lungo. Mendoza ha fatto anche una campagna apertamente a favore dei conservatori nelle ultime elezioni regionali. Dopo essere stato accusato di corruzione, è stato definito un esempio di "buon cattolico" solo perché era... contro l’aborto libero.

I procuratori stanno ancora indagando su altre opere che sono state intraprese nel Campus di Jeronimos UCAM nel marzo 2016 per presunte irregolarità nella costruzione su terreni non edificabili di sette edifici costruiti in un giardino protetto.
Naturalmente tutti intestati ai familiari.

L'UCAM e il suo presidente hanno forti legami anche con il mondo degli sport d'élite. Nel 2017, Mendoza ha presieduto quattro club sportivi nella Regione di Murcia (tra cui UCAM Murcia Club Balonceso e UCAM Murcia Club Fútbol) ed è membro del Comitato Olimpico Spagnolo (COE), che supporta l'installazione dell'università nella "Città del Circo" di Alcorcón, la più importante università dello sport in Europa.
Prima di questo, l’UCAM aveva tentato di sbarcare a León, dando origine al caso “Enredadera”: A León nel gennaio 2018, la FITUR ha pubblicizzato la creazione di un campus dell'Università Cattolica con la presenza del Presidente della Comunità di Castilla y León e del sindaco di León, entrambi appartenenti al PP. Ma questo progetto è stato sepolto dopo aver fatto esplodere il "caso Enredadera". Una trama corrotta nelle indagini giudiziarie sulle irregolarità negli appalti pubblici e in cui sono registrate le registrazioni telefoniche della polizia degli uomini d'affari e dei politici arrestati del PP sull'impianto di questa università privata a León. Precisamente queste strutture sportive sono citate più volte nel sommario della trama di Enredadera, all'interno di intercettazioni telefoniche che parlano del possibile arrivo nella città dell'Università Cattolica di Murcia (UCAM).
Dalle conversazioni registrate dalla UDEF della Polizia Nazionale sembra che l'uomo d'affari DETENUTO Ángel Luis García Martín "El Patatero" sia stato uno dei promotori segreti del suo arrivo a León . In una conversazione prosegue dicendo "Questo dall'UCAM è un mio problema personale". Il “Patatero” mantiene anche una conversazione telefonica con Antonio Silván (sindaco di Leon), per parlare del progetto UCAM, prima di una riunione, in cui il sindaco chiede ulteriori informazioni sul campus che volevano installare e in quel caso "per quel momento, io mi impegno in un incontro con il consigliere o anche il presidente, sai?". In una conversazione intercettata dalla Polizia, datata 18 luglio 2017, e inclusa nel riassunto di Enredadera a cui l'EFE ha avuto accesso, Silván chiede a "El Patatero", che è in detenzione preventiva così come l'uomo d'affari José Luis Ulibarri, informazioni sul progetto di implementazione della UCAM a León.

24 dicembre 2018, León: L'UCAM sposta da Leon a Malaga il suo progetto di campus universitario privato "enredado". A chi farà mai comodo, tre mesi dopo l'operazione giudiziaria per corruzione, che il sindaco di Malaga stia seduto al tavolo con il presidente dell'Università cattolica che negozia per portare a Malaga quello che era scoppiato a Leon?

2019 – Quest’anno è stato riaperto il procedimento contro l’UCAM per crimine urbano(cioè abuso edilizio, di rilevanza penale), per appropriazione di spazi indebiti e fabbricazione in aree non fabbricabili. Mendoza ha chiesto alla corte di archiviare il caso per crimine urbano, ma il pubblico ministero non solo si oppone, ma afferma di aprire la procedura abbreviata.
“Il presidente della Fondazione Universitaria UCAM di San Antonio, José Luis Mendoza, è fallito: ha presentato una richiesta pochi giorni fa per il licenziamento del procedimento aperto da un presunto crimine urbano, per la costruzione senza una licenza di mezza dozzina di edifici nel campus di Los Jerónimos, e ha incontrato una richiesta formale da parte dell'Ufficio del Procuratore di emettere una procedura abbreviata (PA), che è il preludio all'apertura di una procedura orale. Il sostituto procuratore dei crimini urbani e contro l'ambiente, Miguel de Mata, ritiene che l'inchiesta giudiziaria, iniziata nel 2016 a seguito di una denuncia di Ahora Murcia, sia stata conclusa e che esista abbastanza materiale incriminante per dettare tale risoluzione, ciò equivarrebbe all'imputazione e metterebbe Mendoza ad un passo dalla panchina”.
Fonti informate di questa causa hanno confermato a "La Verdad" la presentazione di un rapporto del Ministero pubblico in cui, prima di reclamare il dettame dell’atto della suddetta PA, offre argomenti legali contro le due pretese del presidente dell'Università cattolica: l'archiviazione del procedimento e, nel caso in cui il tribunale non sia d'accordo, la sospensione cautelare del procedimento penale fino a quando un ricorso amministrativo-contenzioso non sia stato risolto nei confronti della Comunità autonoma.
Attraverso i suoi avvocati, Mendoza ha insistito da tempo che non vi sarebbe alcuna ragione per mantenere aperto un procedimento penale per un presunto crimine urbano, basandosi sul fatto che quelle opere che ha fatto senza una licenza sarebbero state legalizzate. Infatti, nel 2015 ha iniziato le procedure per ottenere la regolarizzazione amministrativa di quelle proprietà illegalmente sollevate, che intende ottenere in via eccezionale come "interesse pubblico".
Gli avvocati del presidente dell'università privata sostengono che attualmente gli edifici sarebbero legalizzati, ma il Ministero pubblico sostiene che anche se lo fossero, cosa che non crede, ciò non impedirebbe che il crimine urbano sia stato consumato.
Indipendentemente dalle possibilità che questa linea vada avanti, che attualmente sembrano piuttosto scarse tenendo conto delle segnalazioni contrarie che sono state emesse dai tecnici della Direzione Generale della Cultura, le fonti citate spiegano che l'Ufficio del Procuratore respinge che questo possa offuscare le presunte responsabilità criminali già contratte. Ed è che il pubblico ministero De Mata avrebbe affermato nel suo rapporto che il “crimine urbano” (abuso edilizio) sarebbe stato consumato dal momento in cui i lavori sono stati eseguiti senza le dovute autorizzazioni, tenendo conto che in quel momento non c'erano circostanze per una possibile legalizzazione di quelli edifici.
Il fatto che la Fondazione dell'Università di San Antonio a posteriori sia stata in grado di eseguire vari movimenti e operazioni volte a creare quelle condizioni per la regolarizzazione urbana del campus, come l'acquisizione di nuovi terreni e l'annessione a quelli esistenti per cercare di giustificare gli eccessi commessi nel volume di costruzione, non impedirebbe che il presunto “crimine urbano” fosse - come confermato dal Pubblico Ministero - già commesso.

Come rivelato 'La Verdad' tre anni fa, i sei edifici che hanno portato all'apertura di questi procedimenti nella Corte di Istruzione numero 5 di Murcia, guidati dal magistrato María del Mar Azuar, sono un'aula di 2.484 m², un laboratorio (261 m²), un magazzino (386 m²), un portico (81 m²), una caffetteria (235 m²) e una abitazione ausiliaria (32 m²), che occupano una superficie totale di 3.479 m².
Il fatto che questi edifici siano stati costruiti senza la licenza obbligatoria aggiunge un elemento di speciale gravità, poiché questi edifici sono situati in un territorio con vincoli paesaggistici e senza permessi di edificabilità, così come i dintorni del Monastero di Jerónimos, che rientra nella categoria di monumento.
Poiché l'amministrazione regionale non ha espressamente dichiarato, su richiesta dell'UCAM, la regolarizzazione di queste opere "per motivi di interesse sociale", e il silenzio amministrativo in questo caso equivale a una risposta negativa, i servizi legali dell'università hanno presentato un appello amministrativo-contenzioso per cercare di invertire quella situazione.
L'articolo 319 del codice penale spagnolo, che punisce gli abusi edilizi, stabilisce «pene detentive da un anno e sei mesi a quattro anni, una multa da dodici a ventiquattro mesi e squalifica speciale per professione o commercio per un periodo da uno a quattro. anni, a promotori, costruttori o direttori tecnici che realizzano opere di urbanizzazione, costruzione o costruzione non autorizzate in terreni destinati a strade, aree verdi, proprietà pubbliche o luoghi che hanno legalmente o amministrativamente riconosciuto il loro valore paesaggistico, ecologico, artistico, storico o culturale».

Come risposta all’azione del Procuratore, Mendoza ha inviato massivamente lettere per tentare di far riconoscere l’”interesse sociale” dell’UCAM che, se riconosciuto, contribuirebbe a far decadere le accuse, regolarizzando le opere. E’ stata stilata una lettera da far firmare ai dipendenti, nella quale si difende l’operato dell’UCAM e sono state inviate dozzine di lettere ad aziende, istituzioni e organizzazioni non governative che collaborano con l’UCAM, chiedendo di specificare che per loro l’Università è di “interesse pubblico”.
Sullo sbarco a Malaga dell'Università ultra-cattolica di Murcia ci si chiede: "Perché il PP vuole implementare a Malaga questo progetto che è stato respinto a San Juan de Alicante, a León e ad Alcorcón?… Un progetto che ha già tentato di atterrare qui nel 2012 e che ha avuto esito negativo e ha causato il rifiuto totale dell'Università di Malaga ".
Cosa c'è dietro questa generosità del Sindaco con questa università privata per voler consegnare i migliori 40.000 metri di terra pubblica in città? Con che grande cuore il Partito Popolare ha dato via i soldi della gente di Malaga! Ed è che è ancora un'istituzione privata che vuole venire a Malaga per fare i suoi affari e riempire le sue casse. Basta fare una semplice ricerca su Internet per trovare le tante polemiche che circondano l'UCAM: dalle sue operazioni fallite ad Alicante, a Leon e in Alcorcón, a quello che è stata la pubblicazione della rivista THE OBSERVER su UCAM Murcia e relazioni con il PP. Notizie da Murcia, da Castilla y León, dalla Comunità Valenciana o da Madrid che mostrano cosa succederà a Malaga.
Se un'università privata vuole venire a Malaga e soddisfa i requisiti legali per farlo, acquista terreni o edifici con i suoi soldi e impianta le sue attività private. Non è giusto che nessuno si arricchisca in un'operazione chiaramente dannosa per gli interessi del popolo di Malaga. Abbiamo fatto una serie di domande relative alla valutazione dei terreni che sono contemplati per cedere alla UCAM. Di nuovo l'oscurantismo e la mancanza di trasparenza del PP per nascondere questo tipo di operazioni.
Il mistero della pubblicità dell'UCAM nella città di Malaga: Il PSOE ha anche portato all'attenzione della Commissione di Trasparenza per segnalare il 5 marzo una serie di e-mail che arrivano dalle poste della città di Malaga alle e-mail private dei cittadini e che includevano i loghi dell'Università Cattolica di Murcia. Una pubblicità sotto forma di un link che ha dato loro il "Benvenuto nel sito ufficiale della città di Malaga". In questo caso, siamo stati in grado di individuare fino a sei e-mail pubblicate dal Consiglio comunale di Malaga, compresa quella pubblicità di un'università privata dalle e-mail ufficiali comunali.
Com'è possibile che dal consiglio comunale di Malaga sia stata pubblicizzata una società privata? L'UCAM ci paga per diffondere la sua pubblicità dalla posta ufficiale comunale? Dove sono contabilizzate queste entrate? Nel caso in cui il Comune non autorizzi tale pubblicità, chi lo ha pagato e come è stato incluso nelle e-mail ufficiali dal Comune di Malaga a loro insaputa e senza la loro autorizzazione? Se la pubblicità dovesse essere commissionata dall' UCAM, gli è stato chiesto di assumersi la responsabilità di contrattare o diffondere questa pubblicità nelle e-mail comunali senza la conoscenza del Consiglio comunale? Queste sono alcune delle domande che sorgono e che il Partito Popolare dovrebbe chiarire. Denunciamo pubblicamente questo fatto grave.

L’UCAM, come il cammino, non manca di portare avanti i suoi progetti espansionistici, infatti ad oggi troviamo la sua presenza, soprattutto come docenza della lingua spagnola all’estero, nei seguenti luoghi, chiamati Uffici Internazionali UCAM:

  • UCAM Cartagena Campus
  • UCAM Madrid Sports Management Institute
  • Indonesia - UCAM International Office
  • UAE - UCAM Español Institute Dubai
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Elenchiamo di seguito le fonti citate/tradotte/di approfondimento, in aggiunta a quelle fornite nelle parti precedenti (prima parte di questo articolo e seconda parte di questo articolo):



mercoledì 19 giugno 2019

GLI AMICI NEOCATECUMENALI DI KIKO (II° PARTE): JOSÉ LUIS MENDOZA, UNO DEI LAICI PIU’ POTENTI DELLA CHIESA

(Qui sotto, la seconda parte della riflessione iniziata a questo [link]).

Riprendiamo la narrazione delle vicende sporche, del giro di soldi, degli agganci politici ultraconservatori, dell’ancora amico di Kiko, José Luis Mendoza Perez.
Ricordiamo che tutto quanto riportato è ripreso fedelmente dalla copiosa stampa spagnola, nulla è aggiunto o modificato. Per questo la narrazione potrà mancare di fluidità, essendo costituita esclusivamente da brani di articoli dell'informazione spagnola reperiti on line e riuniti in una consequenzialità logico-cronologica a modo di "collage informativo".


Prima sede del Real Murcia.
Oggi questo stadio è sede dell'UCAM Murcia Football Club
2006 – Alcuni genitori degli studenti indagano perché ritengono che le plusvalenze ottenute durante l'ultimo decennio siano servite a speculare e fare affari invocando il nome di Dio, collocando questa università in una presunta situazione di deterioramento quasi irreversibile e bancarotta tecnica. "È urgente espellere questo mercante dal tempio", gridano.
I professori della UCAM non escludono un imminente contenzioso nei tribunali ordinari, tra la già citata Fondazione che presiede Mendoza e che si integrerebbe con alcune persone della sua famiglia, tra cui il fratello Vicente e il vescovato di Cartagena, come titolare legale con il diritto di erigere un'università nella Chiesa cattolica di Murcia, per cercare di annullare o risolvere il suo contratto di gestione abusivo per 50 anni.

Lo scandalo accademico in cui l'UCAM si sta già sviluppando, potrebbe costringere una prima azione del Governo spagnolo, in caso di reclami, a rivedere i protocolli seguiti per alcuni o tutti i gradi e la gestione del corso post-laurea in un'università cattolica teorica ma che in pratica è un'università privata.
Mendoza ignora i ripetuti avvertimenti del vescovo Reig Pla, che sarebbe disposto a intervenire con prudenza e discrezione prima di tutto, al fine di prevenire un ulteriore collasso dell'UCAM prima del flusso di denunce da parte degli insegnanti del centro all'opinione pubblica regionale, nazionale e internazionale. Sono tantissimi, genitori e studenti, preoccupati e allarmati dalla situazione.
Media mondiali come Le Monde, The Guardian, The Times, Il Corriere della Sera, CNN, BBC, RAI, CBS, NBC, ABC, TV5, hanno già documentato con servizi e notizie ciò che accade all'interno l'UCAM, così come i principali media spagnoli, grazie alla testimonianza di insegnanti "non malleabili". Hanno anche informato circa 25 università cattoliche o pontificali in tutto il mondo, tutte le università spagnole, partiti politici, sindacati, Arcivescovi e Vescovi, dicasteri vaticani, la Conferenza episcopale italiana e la spagnola, oltre al TSJ della Regione di Murcia, delle serie conseguenze legali che potrebbero derivare da tale stato di cose, nel mezzo di un crescente discredito della UCAM per la sua produzione scientifica inesistente e la disoccupazione galoppante che prevale tra i suoi ex studenti.
Nel frattempo, Mendoza sembra aver moltiplicato la sua ricchezza personale, decuplicata dal 1997 "a spese della perdita di prestigio di questo lavoro della Chiesa, in cui sembra esserci corruzione accademica ed economica". Molti sono del parere che "abbiamo un FALSARIO che abusa della bontà della gerarchia cattolica e che utilizza il nome di Dio con presunta SIMONIA".
Diversi preti della diocesi scrivono scandalizzati da tutto ciò che sta accadendo nell'UCAM, ma purtroppo non osano parlare in pubblico perché conoscono il potere di Mendoza sul Vescovo.
Mendoza ha avviato una persecuzione nei confronti dei docenti membri UCAM appartenenti all’Opus Dei, con la scusa che sarebbero massoni e vorrebbero porre fine al loro glorioso lavoro di insegnamento.
Due ex insegnanti hanno denunciato Mendoza per mobbing, ma hanno perso la causa, naturalmente.
L'UCAM è in uno stato di terrore in cui gli standard di lavoro non sono soddisfatti, non c'è rappresentanza dei lavoratori, è spiato e messo alle strette chi si oppone a Mendoza che diffama coloro che non sono d'accordo, i lavoratori non parlano perché sanno che i loro i coniugi o i loro parenti soffriranno rappresaglie se sono lavoratori universitari e possono perdere il lavoro... la situazione è molto più triste e degradante di quanto è stato detto nel processo.
Le diocesi limitrofe di Orihuela, Albacete e Almería gli hanno negato, fino ad oggi, di aprire succursali nei rispettivi territori proprio perché non erano convinte della santità tanto presunta di quel soggetto e, ancor meno, della sua competenza quale operatore nel campo educativo.
Il suo grande mentore e introduttore pubblico, vescovo emerito Javier Azagra, pur ritiratosi nel febbraio 1998, appare come il responsabile ultimo al Vaticano per la circolazione di questo personaggio unico, con una studiata posa illuminata al fine di ingannare meglio santi uomini come l'attuale nunzio a Madrid, il portoghese Monteiro de Castro. Il suo grande alleato in questo periodo è il Cardinale Primate e l'Arcivescovo di Toledo, mons. Cañizares Llovera, ma talvolta si avvale anche dall'Arcivescovo di Madrid, monsignor Rouco Varela, mentre il suo grande sostenitore a Roma è il colombiano cardinale Lopez Trujillo.
Dopo la questione con mons. Reig Pla è stata comunicata un’istruzione dal Vescovo Bertone, per la quale, secondo le istruzioni del Segretario di Stato della Santa Sede, José Luis Mendoza deve trattare direttamente con il nunzio su questioni relative all'Università Cattolica, che è sotto il diretto controllo del Vaticano (vedremo come questa istruzione cambierà totalmente nel 2010, una volta allontanato Reig Pla). Mendoza invece assicura che non dovrà rendere conto al nunzio Manuel Monteiro de Castro e che tutto rimarrà lo stesso. Altri pensano che il nunzio non sarà solo una figura decorativa e che richiederà maggiore trasparenza.
Sono giunte poi critiche e denunce pubbliche dei gruppi contrari alla gestione di Mendoza, che lo rimproverano di gestire l'UCAM come una sua azienda privata attraverso una rete di imprese familiari, assumendo un titolo che è proprio del vescovato. Tra i gruppi e le organizzazioni che si sono distinti contro Mendoza c'è l'Associazione delle famiglie numerose di Murcia. Il suo presidente, Antonio Sánchez Lapaz, ha raccolto le firme da presentare al nunzio. Secondo Lapaz, che si presenta come testimone diretto del tempo, Mendoza arrivò nel 1995 con l'idea di creare un'università cattolica senza soldi. Ora è diventato il proprietario dell'Università Cattolica con la benedizione di Javier Azagra e il consenso di Cañizares e Ureña.
Mendoza è identificato politicamente con l'estrema destra regionale che detiene Valcárcel al potere, il quale ha anche organizzato un sostegno pubblico a Mendoza e all'UCAM.
Un'ispezione ministeriale discreta sembra aver rilevato numerose irregolarità nell'emissione di diplomi nelle ultime settimane, dopo che diversi professori hanno denunciato pratiche accademiche poco ortodosse e l'accelerato degrado del peculiare centro di insegnamento.
Mendoza ha trasformato l'UCAM in una stazione di polizia per monitorare gli insegnanti che hanno scelto di rimanere, ancora legati al centro ma in attesa di soluzioni da parte di mons. Reig Pla, ma che ancora non sono ancora arrivate. Secondo alcuni di questi insegnanti, anche la situazione di tesoreria sarebbe disastrosa e metterebbe in pericolo il normale funzionamento della loro attività entro l'anno accademico corrente.

Mendoza e moglie
"cavalieri di San Gregorio"
2007 – Dopo tutto quanto abbiamo detto, Mendoza riceve addirittura una medaglia di San Gregorio Magno dai più alti dignitari della Chiesa cattolica, conferitagli dal Card. Alfonso López Trujillo.
Trujillo ha detto: "Il Signore ha reso possibile che la famiglia Mendoza abbia costruito una casa fondata in una fede viva" ed anche "l'UCAM sta dando frutti importanti grazie ai quali in questa istituzione si vuol fare qualcosa di grande per la Chiesa".
Era presente anche il card. Antonio Marìa
Rouco Varela che ha qualificato l'UCAM "come un miracolo autentico sorto alla fine del secolo ventesimo".
Presente anche l'arcivescovo Antonio
Cañizares Llovera, che ha detto: "con questo riconoscimento a José Luis Mendoza e a sua moglie, il Papa ha indicato quale è la strada che dovrebbe condurre la nostra vita che non è altro che un modo di vivere basato sulla famiglia cristiana".
Nel sito visitato avrebbe dovuto esserci la foto della consegna, ma è stata opportunamente rimossa. On line non circolano più le foto di tale cerimonia di onorificenza, tranne questo francobollino qui riportato. Mi domando perché...


2009 – Mendoza ottiene l'autorizzazione all'insegnamento dell'architettura, e le università pubbliche hanno visto l'Esecutivo Autonomo dare la priorità all'Università di Murcia.
Ottiene anche l’autorizzazione all’insegnamento di Medicina, pur non avendo le adeguate strutture. Con l'accordo con il Servizio Sanitario Murciano i futuri studenti possono svolgere stage in diversi ospedali e centri di assistenza primaria della rete pubblica. L’Università privata si avvale così facilmente delle strutture pubbliche.
Si dice che Kiko abbia rimproverato Mendoza (attenzione, era solo per il pubblico: ad oggi Kiko e Mendoza sono amicissimi come prima): "Un cristiano come te, con debiti e nemici, non può essere il presidente dell'UCAM". Argüello riconosce il contatto, ma nega di averlo gettato fuori dal Camino.
Kiko Argüello e Carmen Hernández, hanno sorpreso
Mendoza con i loro rimproveri, alla presenza del Vescovo di Cartagena, José Manuel Lorca, e al capo della comunità neocatecumenali a Murcia, Nicanor Martinez, il che potrebbe significare l'inizio della fine della marcia di Mendoza e probabilmente, anche dal Cammino (mai vero, lo vedremo).

"Lo stesso Kiko Argüello, attraverso i suoi addetti stampa in Spagna, ha confermato a questo giornale di aver incontrato Mendoza e Lorca Planes nella capitale della Murcia, anche se ha negato di aver esortato il presidente dell'Ucam a lasciare la sua università o a lasciare il Cammino". Tuttavia, le persone vicine a Kiko e Lorca sottintendono che l'incontro abbia avuto luogo e che il silenzio sia dell'artista che del poeta siano dovuti ad un accordo in modo che la situazione non sia resa pubblica, e quindi in grado di intravedere una "uscita con onore" per José Luis Mendoza.
Specialmente in relazione alla polemica che si è conclusa con la partenza dell'ex vescovo di Cartagena, Juan Antonio Reig Pla, Argüello ha esortato Mendoza a smettere di essere un "catechista" e responsabile del Cammino. Una decisione che Nicanor Martínez ha cercato di mediare e ha cercato di "salvare" la situazione di Mendoza nel Cammino. Chissà che, oggi, le comunità siano divise "a morte" a Murcia.


Nella discussione, Kiko Argüello ha accusato Mendoza di avere tra i suoi nemici sia Reig Pla che l'Arcivescovo di Granada, Javier Martinez, che ha dato rifugio a molti dei dipendenti licenziati da Mendoza, in particolare all'ex rettore, Higinio Marin e colleghi. "Con chi combatti? Chi sono i tuoi nemici, Don Juan Antonio e Don Javier?" Kiko sbottò contro il presidente dell'Ucam. Anche le posizioni dei cardinali Cañizares e Rouco sono emerse nella conversazione, in particolare la prima, che esercita un'autorità morale su Nicanor Martinez. (voleva mantenersi buoni i vescovi).
Per quanto riguarda il futuro dell'Università, alcune fonti dicono che il CEU - come già fatto a Valencia - potrebbe prendere in mano l’UCAM nel caso in cui gli attuali proprietari se ne andassero. Apparentemente, questa stessa proposta è stata presentata mesi fa all'Opus Dei, che ha rifiutato l'invito sostenendo che la sua missione educativa era già soddisfatta con l'Università di Navarra e le sue scuole. I debiti dell'Università, così come le richieste future dovute agli ultimi licenziamenti di quattro insegnanti, potrebbero accelerare i passi da compiere. Anche se quelli che conoscono Mendoza dicono che, come sembra aver con fatto Reig, Mendoza morirà uccidendo”.
José Luis Mendoza ha però categoricamente negato a InfoCatólica l'informazione che affermava la sua possibile partenza dall'UCAM. Ha anche negato che Kiko Argüello gli abbia chiesto di lasciare l'università o di abbandonare il Camino: "Non capisco perché questa continua PERSECUZIONE contro di me". Mendoza ha spiegato che di recente Kiko era a casa con lui, sua moglie e i suoi quattordici figli e, contrariamente a quanto è stato riferito, mostrò il suo desiderio di continuare ad approfondire la fede all'interno del Cammino e in comunione con la Chiesa. Il rapporto tra Argüello e Mendoza, nelle sue parole, è buono come lo è stato durante i suoi oltre 30 anni sul Camino, all'interno del quale è diventato un missionario in America Latina.
Prima del congedo del Nunzio, al quale il presidente dell'Ucam non ha partecipato, dicono che Kiko Argüello ha cercato di "reprimere" José Luis Mendoza alla presenza del nuovo vescovo di Cartagena, Llorca Planes. (tattica a pro del nuovo vescovo).
Mendoza, che non voleva prestare attenzione a Kiko sa che la sua influenza nella Santa Sede diventerà “passato”, se non è già finita, e cerca di "salvare le navi". Kiko, almeno per ora, ha deciso di "prendere le distanze" da Mendoza. E con lui, una buona parte dei Neocatecumenali. (mai vero). Situazione difficile, con un'uscita all'orizzonte: la marcia indietro del laico dell'Ucam. Qualcosa che, come diciamo, Mendoza sta prendendo seriamente in considerazione (ad oggi è sempre sulla cresta dell'onda e tenta di espandersi a Malaga).

Nella terza parte di questo articolo tratteremo degli intrighi economico-politici dell'amico di Kiko.

lunedì 17 giugno 2019

GLI AMICI NEOCATECUMENALI DI KIKO (I° PARTE): JOSÉ LUIS MENDOZA, UNO DEI LAICI PIU’ POTENTI DELLA CHIESA

Istintivamente, quando si pensa agli appoggi che hanno sempre sostenuto il Cammino Neocatecumenale, ci vengono in mente alte personalità vaticane che negli anni gli hanno aperto inspiegabilmente la strada.
Raramente ci siamo chiesti se questo fenomeno non abbia anche a che vedere con altri tipi di potenze, sia economiche che politiche, che operano quasi invisibilmente da dietro le quinte e che si trovano coinvolte in casi di truffa e corruzione, come a Guam.

Mi pare opportuno iniziare a parlare un po’ anche di questo aspetto, molto rivelatore quanto agli agganci potenti del Cammino. Per la mole di informazioni - in fondo a questa pagina la lista delle fonti da cui abbiamo tratto le citazioni -, occorre dividere il testo in tre parti: dal 1983 al 2005; dal 2006 al 2009 e dal 2010 ad oggi. In questa pagina presentiamo la prima parte.

In Italia non sono arrivate molte notizie circa i legami di Kiko col super discusso Presidente dell’UCAM (Università Cattolica di Murcia), neocatecumenale potentissimo che si è fatto anche tre annetti di itineranza come “famiglia in missione” a Santo Domingo, nella Repubblica Dominicana, con tanto di interviste rilasciate in stile neocatecumenale.

Tutto quanto riportato qui sotto è ripreso fedelmente dalla copiosa stampa spagnola, non abbiamo aggiunto o modificato nulla. Per questo la narrazione potrà mancare di fluidità, essendo costituita esclusivamente da brani di articoli dell'informazione spagnola reperiti on line e riuniti in una consequenzialità logico-cronologica a modo di "collage informativo".
UCAM

Kiko con la famiglia Mendoza







José Luis Mendoza Perez,
 Presidente della UCAM

L'Università Cattolica San Antonio, conosciuta come UCAM è un'università PRIVATA con sede a Murcia. Fondata nel 1996 dal NEOCATECUMENALE José Luis Mendoza Pérez e suo fratello Vicente. Molti membri della Fondazione appartengono al movimento fondato da Kiko Argüello.
José Luis Mendoza viene descritto come UNO DEI LAICI PIÙ POTENTI DELLA CHIESA.
Un uomo descritto come un ipocrita, un bugiardo, un falsario, fanatico, senza timore di Dio, che non cessa di usare il suo nome invano, giunto a sporca ricchezza in breve tempo utilizzando santi uomini della Chiesa cattolica.
L'UCAM, si dice, è stato un attore chiave nella lotta per ottenere influenza nella Chiesa.
Mendoza truffa, corrompe, evita la legge, ma parla in nome di Dio sull'aborto, sulla pedofilia, sull'omosessualità... Un vero “cristiano” alla maniera neocatecumenale.

1983 – I fratelli José Luis e Vicente Mendoza Perez fondano l’Accademia “Centro di studi Universitari san Antonio” come società anonima, che 1993 diventerà S.R.L. L’imbroglio inizia da subito: circa 1000 persone hanno pagato tra il 1983 e il 1985, 72.000 pesetas ciascuno per una specializzazione in Infermieristica FALSA e senza nessun valore ufficiale sotto l’esca che era una specialità ufficiale rilasciata dal Ministero dell'Educazione. Partono le denunce dei truffati. Mendoza era già nel Cammino Neocatecumenale.

1990/1993 – Mendoza è a Santo Domingo come “famiglia in missione”, molti sostengono che sia stato per sfuggire alla giustizia dopo le centinaia di denunce per truffa. Al suo ritorno non gli succede nulla, passa indenne.

1996 – Mendoza apre la sua Università appoggiato dall'anziano Javier Azagra Labiano, vescovo di Cartagena, che firmò il "decreto di erezione", nel quale si chiarisce che l’Università non sarebbe stata della Chiesa ma della Fondazione San Antonio, creata nel 1984 da Mendoza. Gli fu concesso un ex monastero dei Geronimiti, un bellissimo monastero del XVIII secolo che Mendoza restaurò con un investimento di 14 milioni. Grazie al sostegno della Chiesa, le Casse di Risparmio, in particolare la CAM e la Cajamurcia, non ebbero problemi a concedere prestiti.
Nella decisione del Consiglio di Amministrazione della Fondazione, del 24/9/1996 si afferma: “L'ecclesiologia della Fondazione San Antonio si manifesta con la condizione dei fedeli laici di tutti i suoi membri, per lo più appartenenti al Cammino Neocatecumenale”.
In pratica significa che mons. Azagra, che di lì a un anno si sarebbe ritirato, eresse un'università cattolica per darla immediatamente, per un periodo di 50 anni, alla Fondazione San Antonio, di proprietà di José Luís Mendoza (che non aveva nemmeno una laurea) e suo fratello Vicente.
Così Mendoza ipotecò una Cappella di cui era titolare, appartenente ai kikos, il vecchio convento di Via San Antonio a Murcia, che avrebbe dovuto dar vita alla sua compagnia per un valore di circa 280 milioni di valuta dell’epoca.
I soldi furono usati per restaurare il monastero, e per comprare un terreno, tutto messo a nome della sua Fondazione, in modo che se, dopo 50 anni, la Chiesa avesse ritirato la concessione, l'unica cosa che avrebbe dovuto essere restituita sarebbe stato il Monastero, dal momento che tutti i padiglioni costruiti nei suoi dintorni sono di Mendoza.
Ottenne la simpatia dell’Opus Dei (che poi scaricò)
così da essere nominato Consigliere Pontificio su questioni familiari, senza alcuno studio della materia, ed entrò in Vaticano. Una volta ottenuto l’accesso a Roma voltò le spalle all’Opus Dei licenziando il Vicerettore Higinio Marín, e successivamente diffamandolo e insultandolo, quando si oppose al suo modo di governare l'università.

1997 – Iniziò a portare personalmente assegni al Papa per l’«Obolo di san Pietro» e così ha continuato ogni anno. Nel 2012 afferma di aver donato 49 milioni di euro in 15 anni al Vaticano e altre opere religiose.

2005 – Arrivò come vescovo di Murcia Juan Antonio Reig Pla, che tentò di controllare l'UCAM opponendosi a Mendoza. Riteneva (giustamente) che un'università fondata in accordo con la Santa Sede non potesse essere posseduta dalla fondazione di un laico, ma dovesse essere agli ordini del Vescovo. L’Avvocatura di Stato ha concluso nel luglio 2008 la stessa cosa: L’UCAM apparteneva alla Chiesa e la Fondazione Mendoza la poteva soltanto sostenere.
Durante la disputa con Reig Pla, le Casse di Risparmio hanno chiuso il rubinetto e, per un anno e mezzo, pochi o nessuno dei cardinali e vescovi di altre giurisdizioni sono venuti a Murcia, nemmeno Cañizares e l'arcivescovo Manuel Ureña, i predecessori di Reig Pla, che ricevettero il consiglio di non farsi vedere a Los Jerónimos (UCAM). 
Nella sua disputa con la Fondazione, Reig Pla ha trovato numerosi aiuti sociali e politici a Murcia, principalmente il PSOE e il tristemente scomparso José Ramón Jara, che ha presentato appello al TSJ (Triunale Superiore di Giustizia) in favore degli interessi della Diocesi.
Purtroppo in tale pubblico scontro REIG PLA FU SCONFITTO: nel marzo 2009 fu trasferito nella diocesi di Alcalá de Henares.
 
Negli stessi anni, Mendoza acquisisce l'ex caserma di Los Dolores dal Ministero della Difesa a Cartagena, che è divenuta poi oggetto di indagine da parte del Procuratore anti-corruzione.

sabato 15 giugno 2019

A proposito di fobie

Un simpatico articolo di Aldo Maria Valli si intitola: "Breve elenco di fobie che mi colgono in chiesa".

Cristianofobia neocatecumenale:
Veglia di Pasqua in Cattedrale
quando i "cristianucci" della domenica
se ne sono andati via
Noi lo condividiamo di cuore, perché sono  le stesse fobie che coltiviamo noi ex del Cammino quando ci capita di assistere a celebrazioni 'neocatecumenaleggianti'.
Utilizzando poi l'interessante elenco fornitoci abbiamo individuato, a modo nostro, alcune delle fobie che, di converso, i neocatecumenali coltivano nei confronti della Chiesa, della sua dottrina e dei fedeli della Messa delle 12.00 ed anche  le fobie che, invece, sarebbero loro utili e necessarie per liberarsi dalla "malattia cronica" della Kikofilia e del fanatismo per il Cammino.

Nell'elenco delle fobie fatte ad inizio articolo ne troviamo di note e di meno note, paure di tutto e del suo contrario.

C’è l’acluofobia (la paura del buio) ma anche la fotofobia (la paura della luce); la criofobia (la paura del freddo, del gelo, del ghiaccio) ma anche la termofobia (la paura del calore); la xerofobia (la paura della siccità) ma anche l’ombrofobia (la paura della pioggia); l’idrofobia (la paura dell’acqua) ma anche l’enofobia (la paura del vino); la tricofobia (la paura dei capelli) ma anche la falacrofobia (la paura della calvizie) e via così.
Molto grave certamente è la polifobia (paura di tante cose) e ancora  peggiore è la panofobia (la paura di tutto).

Scrive Aldo Maria Valli:

Veglia Pasquale neocatecumenalizzata:
Vescovo estasiato, urlatore kikiano
su tribuna sopraelevata, biancovestiti
plaudenti, fedeli cattolici in ostaggio
 «In quanto cattolico, ultimamente ho sviluppato alcune fobie che voglio proporvi (le denominazioni le ho inventate io, ma forse qualcuno vi si può riconoscere).
Quando entro in chiesa, poco prima della Messa, vengo spesso colto dalla liturgofobia, che si estrinseca in una domanda: che cosa si saranno inventati stavolta?
Capirete perché soffro anche di abusofobia (il terrore degli abusi liturgici), e di protagonismofobia (ovvero la paura del prete che si mette al centro dell’attenzione e trasforma la Messa in uno show), nonché di strimpellofobia (il terrore delle schitarrate).
Da un po’ di tempo mi sono reso conto di soffrire inoltre di scambiodellapacefobia, che si manifesta nell’ostinato rifiuto di partecipare a quella gazzarra indecorosa che si sviluppa con il pretesto di dirci reciprocamente (e, secondo me, pleonasticamente) “la pace sia con te”.
Non so bene perché, ma in chiesa le mie fobie si moltiplicano. Ecco così la tazebaofobia (terrore dei cartelli appesi qua e là nel tempio sacro, come se fossimo in una sede sindacale o politica), la lectorfobia (paura del lettore che non sa leggere), la smartphonefobia (paura del telefonino che puntualmente squilla durante la consacrazione), la laudofobia (terrore dell’applauso che può scattare in ogni momento, senza ragione, perché la Messa è vissuta come un happening) e, più in generale, la animatiofobia (il terrore di ciò che i sedicenti “animatori liturgici” si fanno saltare in mente onde “agevolare la partecipazione”).
Come dite? Che dovrei scrivere al vescovo? Purtroppo è impossibile. Da quando i pastori hanno deciso di essere al passo coi tempi, soffro infatti di episcopofobia»

È facile la nostra diagnosi: la parrocchia frequentata dal giornalista A. M. Valli è affetta da infestazione neocatecumenale acuta!

Separati alla nascita:
Cammino Neocatecumenale e Setta del Dio Onnipotente

Ci permettiamo di seguito, cogliendo gli spunti di questo articolo, di continuare analizzando altri elementi di sicuro interesse. 
Infatti, se noi "cattolici della domenica" ed ex neocatecumenali veniamo colpiti dalle neo-fobie ben individuate da A.M. Valli, sono ben di più le fobie (ben descritte dalla letteratura scientifica) che affliggono gli adepti del cammino.

Essi infatti, presto o tardi, dopo un certo periodo di "clausura psicologica" nelle comunità del cammino, sotto l'egida controllante di catechisti e responsabili, finiscono per soffrire di eleuterofobia (paura della libertà), epistemofobia (paura della conoscenza), di allodoxafobia (paura delle opinioni diverse dalle proprie), come anche di genufobia (paura delle ginocchia, e quindi di inginocchiarsi) che però manifestano solo davanti al Santissimo, mentre davanti a Kiko e catechisti piegano le ginocchia e strisciano addirittura.

Non sono immuni neppure da cristianofobia e islamofobia, con attacchi incontrollati di teofobia (paura di Dio), instillata da opportune catechesi in cui li si convince che il Signore Dio si diverte a martirizzarli, soprattutto nel caso abbandonino il Cammino, ma anche se lo seguono, per renderli più e più docili e obbedienti; non sono esenti poi da lisifobia (timore di lasciare questioni in sospeso), in particolare li tiene legati al Cammino, che non finisce mai e  che, se lasciato, provoca la perdita della fede. -in realtà, causa la perdita della fede in dioKiko.

Altre fobie di cui si finisce per soffrire già dopo pochi anni di Cammino sono:
l’agiofobia (la paura dei santi e delle cose sacre - se non specificamente approvate dai fondatori e da loro deformate), l'amartofobia (la paura di peccare - contro Kiko), l’ecclesiofobia (paura della Chiesa), la satanofobia (paura di satana o del diavolo).

Kiko Argüello e suoi stretti accoliti coltivano poi le proprie personali  fobie. 
In particolare soffrono di papafobia (rara, ma documentata), ovvero della paura del papa, soprattutto quando si trovano in Italia un po' troppo vicini al Vaticano; li affligge ultimamente anche un terrore strisciante, la gesuitofobia (esiste! Aldo Maria Valli l'ha scovata in un libro scritto più di un secolo fa... ma ancora molto attuale).
In Israele alla Domus Galileae, Kiko invece patisce fortemente di staurofobia (paura delle croci e dei crocifissi) che infatti nasconde con grande accuratezza per non dispiacere ai "fratelli maggiori", gli ebrei.

Le fobie in sé non  sono positive, essendo una degenerazione della paura, meccanismo con cui, atavicamente, l'uomo si è difeso dai pericoli di un ambiente ostile.

Se i Neocatecumenali però coltivassero alcune fobie "utili" quali:
l'agorafobia  paura(delle -100- piazze), la ballistofobia  (paura dei proiettili/balle sparate dal loro guru e dai loro catechisti,); la emmifobia (paura di un grosso topo); la scolecifobia (paura dei vermi), l’ofidiofobia (la paura dei serpenti),
potrebbero affrancarsi a breve dal cammino e da tutti i suoi schifosi parassiti.

Se poi soffrissero di:
amatofobia (paura della polvere) e di rupofobia (paura dello sporco e di ciò che non è igienico)
non crederebbero fin dall'inizio di doversi infangare per conoscere la propria reale natura di peccato.

L'arithmofobia (paura dei numeri), la blennofobia (paura delle cose viscide), l'ereutofobia (paura di arrossire) li terrebbe poi alla devota distanza dal guru Kiko, dalla sua mania per i numeri, dalla sua viscida predicazione e dal suo esempio che dovrebbe imbarazzare chi si fregia d'essere un "kikos", cioè un suo seguace.

Se inoltre fossero interessati da:

aicmofobia (paura degli oggetti acuminati e taglienti), epistaxiofobia (paura delle emorragie dal naso), atomosofobia (paura delle esplosioni atomiche)
si terrebbero lontani dalle comunità e dalle parrocchie "atomiche" dove, dopo tanti anni di forzato "amore per decreto", le coltellate alle spalle e gli sganassoni sul naso si sprecano, mentre  l’eisoptrofobia (paura degli specchi) li terrebbe lontani dagli scrutini in cui dovrebbero specchiarsi nell'infinita inettitudine e incapacità di peccare l'uno dell'altro.
Infine l’arachibutyrofobia (paura del burro di arachidi attaccato al palato) li tratterebbe dal rovinarsi la dieta nelle frequenti agapi "fraterne".

Ma forse più di tante fobie, basterebbe un po' di più amore per se stessi e per la verità per cominciare a staccare i contatti con il Cammino Neocatecumenale, perché
"nell'amore non c'è timore, al contrario l'amore perfetto scaccia il timore" (1 Giovanni 14,18).