martedì 21 febbraio 2017

Breve storia triste

Diamo spazio a una breve testimonianza sulla reale condizione di tanti giovani del Cammino.

«Vorrei condividere un esperienza che mi ha scioccato sulla gente del "cammino"...

avevo solo 18 anni e mi fidanzai con una ragazza appartenente a questa setta. Era già mia amica da un anno e le volevo molto bene. Fin dai primi tempi notai alcune stranezze nel suo gruppo di amici:

1) erano tutti nel cammino neocatecumenale;

2) uno di loro era stato a letto con un suo amico maschio ma aveva una ragazza(anche lei nel cammino) la quale aveva abortito tre volte (a 17 anni);

3) sembravano voler sempre convincere la mia ragazza che stare con me fosse sbagliato perché non ero uno di loro.

Avevano un senso dell umorismo che sembrerebbe troppo spinto anche in un night club di Harlem, la loro antipatia era sempre gratuita e rivolta solo a gente molto debole.

Riuscii ad ottenere apparentemente il consenso del padre andando a vedere per due volte "le catechesi". Questi incontri non erano altro che un discorso di gruppo di una banalità allucinante nel quale ti parlavano come se fossi un bambino di 5 anni.
Feci notare alla mia ragazza che Gesù predicava una vita semplice mentre loro non facevano che parlare di spendere 1.500 euro a famiglia per un imminente viaggio a Rio (la mensa dei poveri era al piano inferiore).
Durante questi viaggi il cui scopo era "evangelizzare" non mancavano canne, sbronze e sesso come in ogni viaggio fra ragazzi al mondo. L'unica differenza era che durante il giorno parlavano di Dio e facevano cose che io non ero ritenuto degno di conoscere.

Ci lasciammo diverse volte e puntualmente scoprii che persone molto più anziane di noi le parlavano in privato. Ovviamente io non entrai mai a far parte del cammino. Alla fine, dopo tre anni di tormenti riuscì a lasciarmi per un neocatecumenale. Da allora non l'ho più sentita. La mia attuale ragazza ancora convive con i dubbi che quella comunità mi ha creato a causa delle loro manipolazioni.»

Nota: Lo sappiamo che non tutti i giovani del CN sono come quelli descritti dall'esperienza di questo giovane "del mondo", è però da sottolineare che è tipica del cammino l'ipocrisia di andare in giro a dire "Signore, il Signore!" e poi comportarsi esattamente come tutti le altre persone "del mondo", tanto criticate. 

domenica 19 febbraio 2017

Le 8 tecniche di controllo mentale nel Cammino Neocatecumenale

"Dal Cielo vi fa gli auguri"
Qualche giorno fa un lettore del blog che non ha mai frequentato il cammino si chiedeva come mai tanti ex ci abbiano impiegato anche due o tre decenni per decidere di uscire dal movimento. Per spiegare in modo scientifico la questione, utilizziamo la ricerca psicologica del Dott. Robert  J. Lifton sulle psicosette. Egli individua otto tecniche che permettono ai leader di una setta di controllarne gli adepti: raffronteremo queste tecniche con usi e prassi invalse nelle comunità.


1. Controllo del milieu: Si tratta del controllo totale della comunicazione del gruppo. Dietro alla scusa che “pettegolezzi” e “chiacchiere” strapperanno il tessuto del gruppo o ne distruggeranno l’unità, si nasconde la ben più subdola motivazione di impedire agli affiliati di esprimere dubbi o perplessità su quanto sta accadendo e di comunicare agli altri membri qualsiasi cosa non sia una positiva approvazione. “Agli aderenti viene insegnato di fare rapporto su chi infrange la regola, una pratica che serve anche a mantenere i membri isolati l’uno dall'altro, ed aumentare la dipendenza dalla leadership. Il controllo del milieu spesso implica anche scoraggiare i membri dal mantenere contatti con parenti o amici esterni al gruppo, e dal leggere qualsiasi cosa non sia approvata dall'organizzazione.” È quello che Hassan classifica come “controllo dell’informazione”.Negare ad una persona l’informazione necessaria a formulare giudizi fondati fa si che essa non sia in grado di formarsi delle opinioni proprie.
Primo punto centrato in pieno. Nelle comunità viene ripetuto fino allo sfinimento che è un grave peccato mormorare, discutere le decisioni dei catechisti, mettere in dubbio le parole e gli atti del fondatore Kiko, rispondere negli scrutini; è anche pratica comune la delazione di altri fratelli di comunità e del responsabile ai propri catechisti: fatti gravi e meno gravi devono essere puntualmente riferiti. In molti casi i catechisti informano gli itineranti di regione o di nazione, fino a Kiko in persona.
E' inoltre fortemente scoraggiata l'attività fuori del Cammino, comprese altre attività parrocchiali, se tolgono tempo al Cammino stesso, nonché la frequentazione assidua di persone fuori del circolo d'élite neocatecumenale. Quest'utlimo fenomeno non avviene in modo palese, ma progressivamente, aumentando gli incontri di gruppo (es. post-cresima, convivenze, incontri mensili "della parola", GMG, pellegrinaggi).
I commenti negativi esternati in qualsiasi modo, persino su siti internet, blog, forum, social media, sono scoraggiati, combattuti e perseguiti come nel peggiore regime totalitario. Interi siti internet sono stati chiusi dalla sera alla mattina per ordine del fondatore, profili social fino all'utilizzo del pc. Nel passato i libri contro la dottrina del Cammino scritti da P. Zoffoli venivano addirittura bruciati.
Dice Kiko nel "mamotreto" relativo al passaggio dello Shemà:
«E’ meraviglioso!: che non si può stare qui indefinitamente, che c'è un tempo di pazienza con voi. Che il Signore avrà pazienza ed il cammino catecumenale ha pazienza, un anno, due anni, tre anni torna e ci ritrova senza frutti. Ma allora avrà desiderio di tagliare il fico. Il catechista, la Chiesa, dirà al Signore: “Aspetta ancora un anno, lasciami un altro anno, un altro anno di cammino, che lo concimiamo, che diamo catechesi. Se dopo un altro anno questo tipo continua con il suo orgoglio, continua con il suo collo di ferro, mormorando tutti i giorni della comunità (che c'è una mormorazione a volte orribile! il demonio assolutamente!... distruggendo la carità, raffreddando la comunità costantemente...), allora se l'anno prossimo continua a succedere questo, allora tagliamo".» 
Il cammino controlla il tuo milieu, il tuo ambiente.
2. Linguaggio caricato: L’utilizzo di un gergo interno al gruppo serve a limitare il pensiero dei membri e a cessare l’attività di pensiero critico. La traduzione dalla lingua originaria alla “neolingua” richiede un grosso sforzo e costringe i membri a censurare, correggere o rallentare esplosioni spontanee di critica o idee contrarie. Li aiuta a contenere sentimenti negativi o di resistenza. Alla fine, parlare il gergo della sètta diviene naturale e comunicare con gli esterni diventa faticoso e difficile. Fa parte del linguaggio caricato anche l’etichettare gli esterni con ogni possibile epiteto spregiativo: wog, sistemiti, reazionari, sporchi, satanici.
Chi non ha mai sentito parole come "faraone", "giuda", "pagano", "mondano", "cristiano della domenica", "religioso naturale"? Si può dire che non si tratti di epiteti dispregiativi che servono a etichettare chi è fuori del Cammino per impedire agli aderenti di dare credibilità a persone esterne?
Scrive Lino nel suo mai sufficientemente lodato saggio sullo gnosticismo del CNC: "Il fango e il segreto":
«nell'argot neocatecumenale anche assistiamo a una semplificazione del linguaggio, una riduzione e trasformazione del numero di parole che evoca la neolingua descritta da Orwell in «1984». I verbi "partecipare", "recitare", "pregare" sono tutti sostituiti dal verbo "fare" (...) Conseguenza della semplificazione del vocabolario è la ripetitività nella comunicazione (...) Una ripetitività che si arguisce immediatamente dall'ascolto di ogni oratore neocatecumenale: "ho sperimentato l'intervento di Dio nella mia storia", "il Cammino mi ha salvato", "dite fatti concreti", "mettiti nella tua realtà", "cosa vorrà dirti il Signore con questo fatto?", "vieni e vedi", "poi capirete, nessuno può capirlo, se non lo vive".
L'impoverimento del lessico determina l'annichilimento dei pensieri complessi, la riduzione dei concetti esprimibili a quelli di mera natura esistenzialista, l'assuefazione a un modello formativo nel quale non è lecito porre domande né dare risposte non contemplate nel manuale delle istruzioni e delle esperienze concrete.
(...) nel CN si riscontra un ampio uso di termini ebraici veterotestamentari e di neologismi.»
Il cammino utilizza un linguaggio speciale di gruppo, con la funzione di umiliare il pensiero indipendente.
3. Richiesta di purezza:
“il sistema di credenza tutto-o-niente del gruppo promuove un orientamento noi-contro-loro del gruppo: noi abbiamo ragione; loro (esterni, non membri) hanno torto, sono malvagi, non illuminati e così via.”
Molti gruppi asseriscono che esiste solo un modo di pensare, reagire o agire in ogni situazione. Non esistono vie di mezzo e i membri devono giudicare se stessi e gli altri con questo standard del tutto-o-niente. Questo sistema diventa la giustificazione per il codice etico e morale interno del gruppo. Il fine giustifica i mezzi e siccome il fine, cioè il gruppo, è puro, i mezzi sono semplici strumenti per raggiungere la purezza. “Se si è un neofita, questi onnipresenti sensi di colpa e vergogna amplificano la dipendenza dal gruppo. Il gruppo in sostanza dice “Ti amiamo perché stai trasformando te stesso”, che significa che in qualsiasi momento tu non stia trasformando te stesso stai scivolando indietro.” Questo comporterà che il seguace si sentirà spesso inadeguato e il mondo esterno verrà continuamente contestato.
Il mondo esterno è pagano, e in tutte le occasioni viene ripetuto che i neocatecumenali sono "fortunati a stare lì" e non fuori, nel mondo, dove l'uomo si perde dietro a droga, prostituzione, alcol, ecc. Dice Kiko:
«alienarsi, farsi borghesi, come sono il 90% dei mortali, che non hanno nessuna colpa. Appena guardano a se stessi, e si scoprono borghesi, amanti della comodità e del denaro, il risultato è: non pensare, perché pensare è riconoscere che sono un sessuale, un borghese, che mi piacciono le donne, che mi piace divertirmi, vivere bene a qualunque costo»
I neocatecumenali che piovono qui senza volersi porre nemmeno una domanda, portano a sostegno della bontà del proprio percorso frasi come "non vedete cosa succede fuori? Svegliatevi! Le parrocchie sono deserte! I mariti vanno al bar! I figli non si vedono a Messa! Il gender! I preti pedofili!" Con ciò pretenderebbero di dimostrare che il bene esista solo nel Cammino.
Impressionante la corrispondenza fra il "trasformare se stessi" e il continuo estenuante invito a una non ben definita "conversione" che non arriva mai. Per i catechisti si è in continua conversione e non si è mai convertiti: essi si presentano come la "chiesa adulta" che ha la "fede" mentre l'adepto è "da convertire". A ogni dubbio si risponde con "non hai fede", aumentando il senso di inadeguatezza e l'insicurezza. Progressivamente il Cammino rende dipendenti dal Cammino stesso, convincendo l'adepto che non ci sia possibilità per lui di vivere senza la sovrastruttura CNC.
E' perfettamente vero inoltre che il Cammino è tutto o niente, non per nulla i catechisti ripetono in continuazione che nel Cammino non si può dire "questo non mi piace" o "inventare": a conferma di ciò Don Pezzi disse, in una memorabile convivenza di inizio corso (Porto San Giorgio, 26-29 settembre 2013):
«Kiko: mi dice Padre Mario che alcuni gruppi di preparazione al matrimonio hanno introdotto cose nuove senza il nostro consenso. Non potete inventare nulla, dovete dare quello che avete ricevuto, sarebbe catastrofico se un gruppetto inventa qualche cosa perché quello che vi abbiamo dato siamo sicuri che è stato dato dal Signore. Ma se lo inventate voi… nel Cammino non si può inventare nulla senza il consenso nostro
Una cretinata simile non merita nemmeno di essere commentata. O ancora è parte integrante del secondo scrutinio instillare nell'adepto la paura di "essere buttato fuori", se non si è "salati":
Perché se tu oggi non sei disposto a far questo, domani sarai gettato fuori di qui. Finirai come sale che non sala. Ed un sale che non sala non serve a nulla
Esci di qui e sarai INUTILE. Dire che Kiko mi fa schifo è poco.

Il cammino adotta pienamente il sistema del tutto-o-niente, per stringere gli adepti in una morsa da cui non potranno liberarsi.
4. Confessione: con questa pratica i membri vengono indotti a rivelare comportamenti passati e presenti, contatti con esterni e sentimenti indesiderabili, con la scusa che in questo modo si libereranno di un peso. Tuttavia qualsiasi cosa divulgata verrà successivamente usata per plasmare ulteriormente il seguace, per farlo sentire legato al gruppo e lontano dai non membri. “Le informazioni raccolte possono essere usate contro un membro per farlo sentire più colpevole, impotente, timoroso e, alla fine, bisognoso della bontà della sètta e del leader. La confessione può essere usata per far riscrivere la storia personale del soggetto in modo da denigrare la vita precedente all'affiliazione, facendo sembrare illogico ogni desiderio di ritornare alla vecchia vita, alla famiglia e agli amici.”Attraverso questo processo e grazie agli insegnamenti del gruppo, i membri imparano che tutto ciò che è legato alla loro vita precedente, compresi familiari e amici, è sbagliato e deve essere evitato. Gli esterni metterebbero a rischio la loro possibilità di raggiungere l’obiettivo prestabilito diminuendo la loro consapevolezza psicologica, impedendo il progresso politico del gruppo e ostacolando il cammino verso la massima conoscenza.
Qui è fin troppo facile. Negli scrutini, davanti a tutti si raccontano i fatti intimi della propria vita in palese violazione del foro interno, una pratica vietata dal Diritto Canonico e dallo Statuto del CN. Costringere una persona a rivelare i propri segreti più intimi, specialmente davanti al gruppo è un delitto canonico grave, che andrebbe denunciato al Vescovo.
In particolare nel secondo e nel terzo scrutinio ogni persona a turno si siede al centro di una stanza, sotto a una croce, davanti all'equipe di catechisti al completo e circondato dal gruppo. Si viene interrogati su tre domande, le quali sondano la propria vita sotto tutti gli aspetti, in particolare quelli della vita morale: c'è gente che confessa aborti, rapporti omosessuali, adulteri, abusi e così via e il risultato è che la persona spesso cade in pianto, in shock... si vedono persone tremare e soffrire come cani. Dice Kiko stesso:
«L'importante è veramente toccare il fondo di noi stessi in maniera tale che più cercate di fare luce su queste domande più profondamente sarà illuminata la vostra realtà (...) Questo questionario è importantissimo. Su queste domande lavorerete questo pomeriggio e su di esse sarete scrutinati uno ad uno, davanti a tutti durante questo scrutinio. Dovete scrivere le risposte bene, perché quando sarete scrutati dovrete leggere le risposte". Così come Gesù Cristo è stato scrutato in questo Shemà, così sarete scrutati tutti voi. Lì dove tutti noi uomini cadiamo Gesù Cristo ha vinto per noi. Egli ha compiuto questa Parola perché la Chiesa ce la potesse consegnare compiuta.»
Naturalmente per legittimare questo abuso, Kiko ci piazza Gesù Cristo, che secondo lui sarebbe stato "scrutato in questo Shemà" e per darsi un'aria di autorità ciancia di consegna da parte della Chiesa. Non è dato sapere a che diavolo si riferisse, ma è sicuro che Gesù, il Figlio di Dio, non sia stato scrutato da nessuno, nemmeno davanti al sinedrio, a Pilato o a Erode, durante i molti interrogatori che subì. Gesù Cristo non mise mai in pubblico i peccati di nessuno, non lo fece con la peccatrice perdonata, o con il paralitico, con gli indemoniati, con l'uomo dalla mano inaridita. Questo perché Cristo non ha bisogno della PUBBLICA confessione dei peccati, ma della contrizione e dell'accusa a Egli stesso manifesto nella persona del confessore durante il Sacramento della Riconciliazione. La Chiesa inoltre non approva la confessione pubblica bensì la condanna duramente.

Non fatevi ingannare, il cammino non ha bisogno della confessione pubblica dei peccati. Il Cammino obbliga i suoi membri a confessare i propri peccati davanti alla comunità riunita e ai catechisti come forma di controllo degli adepti. Se non ci credete provate a rifiutarvi e vedrete.
5. Manipolazione mistica: il gruppo fa credere ai membri che i sentimenti e comportamenti nuovi sono frutto di una scelta spontanea maturata in questa nuova atmosfera. Il leader dichiara che si tratta di un gruppo prescelto con uno scopo superiore. I membri diventano esperti nell'osservare quale comportamento è richiesto, a captare tutti i tipi di indizi su cui verranno giudicati e a modificare il loro
comportamento di conseguenza.
“I leader dicono ai seguaci “Siete stati voi a scegliere di venire. Nessuno vi ha detto di farlo. Nessuno vi ha influenzato” quando in realtà i seguaci sono in una situazione in cui non possono andarsene a causa della pressione sociale o della paura.”
Pertanto per loro sarà più facile credere di avere realmente scelto quella vita. Se gli esterni accenneranno al fatto che sono stati plagiati o imbrogliati, i membri risponderanno che non è così, di aver scelto volontariamente. “Le sètte prosperano su questo mito della volontarietà, insistendo continuamente che nessun membro viene trattenuto contro la sua volontà.”
Questo punto è facilmente riassumibile nella seguente passo:
Gesù è veramente fatto carne nella nostra propria esperienza e ti pone oggi di fronte ad una decisione: "Scegli oggi chi vuoi servire. Vuoi continuare con i tuoi ideali di Dio nella famiglia, in tutto ciò che vuoi, o veramente vuoi il Dio manifestato in Gesù Cristo? " Questa elezione la faremo noi nel rito (...)Il Signore sta lottando. Che cosa significa Giacobbe? Che sei stato eletto. Tu sei Giacobbe, oggi (...)tu sei Giacobbe ed il Signore ti sta chiamando. Ti sta scegliendo perché da Giacobbe tu passi ad essere Israele.
Non c'è bisogno di altri commenti. Nel secondo scrutinio gli adepti "degni" del rinnovo delle promesse battesimali saranno invitati a pronunciare un giuramento davanti a tutta la comunità, dopo aver teatralmente gettato nel cesto i propri idoli (di solito preziosi, denaro, proprietà, o altro di valore).
Tale giuramento ovviamente a livello canonico non vale un fico secco, perché i voti veri si prendono davanti a tutta la Chiesa, ma è psicologicamente un laccio molto forte, dato dal pronunciare con aria di solennità le parole:
Presidente:“SCEGLIETE OGGI, FRATELLI, CHI VOLETE SERVIRE: SE IL DIO UNICO RIVELATO IN GESU’ CRISTO O GLI IDOLI DI QUESTO MONDO”. Tutti: “Lungi da noi abbandonare il nostro Dio per servire altri dei”. Presidente: “SIETE DUNQUE TESTIMONI CONTRO VOI STESSI CHE AVETE SCELTO DIO PER SERVIRLO”. Tutti: “Siamo testimoni
Il giuramento del popolo di Israele davanti a Giosuè non ha nessun valore davanti a Dio, oggi, non ha riscontro nella Chiesa e non rappresenta una formula o preghiera che la Chiesa approvi. Non è un sacramentale, non produce nessun effetto, ma nella mente degli adepti scava un solco profondo fra il prima e il dopo.
Il cammino manipola per far credere di essere eletti e di aver fatto una scelta irrevocabile ma volontaria, inducendo a pronunciare giuramenti per tener stretti a sé gli adepti e scoraggiare le fughe.
6. La dottrina è più importante della persona: dopo aver modificato in retrospettiva i racconti della loro storia personale, ai membri viene insegnato a interpretare la realtà attraverso i concetti del gruppo e a ignorare esperienze e sentimenti personali quando questi si presentano. Non va più prestata attenzione alle percezioni e bisogna semplicemente accettare la visione “informata” del gruppo.
7. Scienza sacra:
Alla saggezza del leader viene data una patina di scienza, aggiungendo in questo modo credibilità alle sue nozioni filosofiche, psicologiche e politiche centrali. Pertanto chiunque sia in disaccordo o abbia idee alternative a quelle del leader non solo è immorale e sfrontato, ma è anche non scientifico.
Kiko non fa che vantarsi pubblicamente dei suoi "successi" mondani: le lauree honoris causa, le opere pittoriche, la sinfonia, i suoi libri, vantando persino conversioni miracolose, sogni premonitori, e ovviamente non cessa mai di fare propaganda su tutti i mezzi di comunicazione riguardo a inaugurazioni, composizioni, viaggi...
8. Dispensazione dell’esistenza: L’ambiente totalitario della sètta enfatizza chiaramente che i membri appartengono ad un movimento elitario di prescelti. Se gli affiliati detengono l’illuminazione, allo stesso tempo i non membri sono esseri insignificanti, inferiori. Questo impianto di pensiero smorza la coscienza dei membri e giustifica, in quanto rappresentanti di un gruppo “superiore”, la manipolazione dei non membri per il bene del gruppo. Oltre a rafforzare la mentalità noi-contro-loro, questo tipo di ragionamento significa che l’intera esistenza del seguace si incentra sull'appartenenza al gruppo. Se se ne va entrerà nel nulla. Questo è il passo finale per creare la dipendenza dal gruppo.
 C'è bisogno di commentare questo punto? A tale proposito vale la pena di ricordare quanti ragazzi sono stati intruppati nel Cammino con il ricatto morale delle proprie fidanzate neocat: "se ti ama, allora deve venire a sentire le catechesi", per non parlare del Kiko delirante che sparlava di "cefale" neocatecumenali per adescare "cefali" cinesi vogliosi di vedere ragazze occidentali:
«Cosicché noi, quando mandiamo le ragazze, tutti i cinesi che stanno desiderando vedere una ragazza, mirando le ragazze: "venite alla catechesi!" vengono tutti i cinesi alla catechesi.
Sai che i cefali, i cefali si pescano così: si prende una femmina, cefala, un pesce, e tutti i maschi -shh!- la seguono, e cadono nella rete. Uno scherzo, ma interessante.»

venerdì 17 febbraio 2017

Senza Parole.

Unico titolo possibile: Senza Parole.... come nelle vignette.

Per cui non vi rubo tempo: non c'è nulla da dire nel presentarvi questo video.

Vi chiedo solo di guardarlo.


Kiko, di certo, non aveva alcun futuro come pittore!

I suoi quadri, al massimo, potevano essere oggetto di studi neuropsichiatrici.


Ma non contento, e visto che deve essere di esempio ai camminanti ai quali ha chiesto di rinunciare a tutto per l'evangelizzazione, si è dedicato anche alle composizioni sinfoniche e alla produzione di autentici best-sellers, per la gioia delle case editrici che, ovviamente, fanno a gara per accaparrarseli, visti gli enormi guadagni assicurati!

A me viene un dubbio: Kiko si sta inventando “nuove missioni”, con potenti ispirazioni divine a cui non può resistere, perché non ha alcuna voglia di impegnarsi negli infiniti problemi che lo assediano da ogni parte e rischiano di travolgerlo, né di andare a vedere quante famiglie, in missione o non, ha ridotto alla fame o ha comunque rovinato.

Meglio gingillarsi nel suo castello incantato.

Il mio è solo un dubbio, però!

Amara costatazione conclusiva del discorso:

Purtroppo se può continuare a giocare così, nonostante tutto, è perché i  "preziosi fratelli delle comunità" continuano a sganciare denaro.

Ma quando capiranno che l'unico sistema è chiudere, una buona volta, i rubinetti?
E, giusto per restare in argomento, caro Kiko, toglici una curiosità, ma tutto questo Ambaradàn quanto è costato? (tanto lo sai che queste domande le fa solo un giuda.)

Pax

P.S. Dimenticavo la nota più incoraggiante: nella serata del 14 febbraio 2017, al seminario neocatecumenale R.M. di Roma, il Cardinale Vicario Agostino Vallini ha presieduto la solenne inaugurazione.

A voi i commenti.

mercoledì 15 febbraio 2017

Provvidenza e residenza neocatecumenale


Per dovere di cronaca, dico che durante il colloquio che ho avuto con quel conoscente appartenente al CNC, parlando e ostentando la Provvidenza che aiuterebbe di continuo il CNC, una frase di quel conoscente mi ha fatto storcere il naso, mi ha anche un po' "scandalizzato"e mi ha reso diffidente:
  • "mi è arrivata la casa"... 
Grazie a Dio non ho problemi economici, ma posso capire che un'affermazione del genere fatta per invogliare una persona ad entrare nel CNC sia molto attraente; ma una tale affermazione o tentazione che fa leva su un bisogno materiale, non credo sia moralmente giusta usarla per attirare alla fede in Gesù Cristo. Cosa c'entra con la fede? (mi sono chiesto)

Non so se Dio si serva anche di questo tipo di "esche" per attirare delle persone alla fede, ma ne dubito.

(da: Fabio)

lunedì 13 febbraio 2017

Alcuni brevi punti di riflessione

Liturgia NC: al centro non c'è Dio, ma soltanto Kiko
(nei suoi numerosi autoritratti e nei suoi gadget);
notare l'addobbo per la liturgia ortofrutticola:
angurie, mele, uva... per le banane oggi c'è lo sconto
Vediamo alcune condizioni necessarie per capire se un itinerario spirituale è ragionevolmente genuino:

1) deve avere come riferimento ultimo il Magistero e la Tradizione, non le elucubrazioni del fondatore.

Per quanto possa apparire "ortodosso" e in buona fede, per quanto possa sembrare virtuoso e santo, per quanto possa essere consacrato e stimato dalla gerarchia ecclesiastica, il fondatore è pur sempre un uomo, e potrebbe insegnare qualcosa di sbagliato oppure i suoi seguaci potrebbero capir male qualcosa "detto bene" ma detto in modo anche leggermente diverso da come lo dice la Chiesa.

Se nel tuo movimento ecclesiale ogni tanto c'è bisogno di dire «ma noi invece facciamo così», significa che ti hanno già bidonato, ti hanno già inserito in un gruppo che crede di saper fare meglio della Chiesa Cattolica, della sua Tradizione, del suo Magistero, del suo innumerevole stuolo di santi.


2) non deve richiedere percorsi "segreti".

Chi è convinto della verità del proprio messaggio, sfida chiunque altro a verificare autonomamente. La verità è infatti più grande di tutti noi: se c'è bisogno di nascondere qualcosa, significa che proprio lì casca l'asino. Chi teme l'onesta verifica, sta con ciò stesso ammettendo di credere in qualcosa di sbagliato!

Tutto l'insegnamento della Chiesa è pubblico - da «gridare sui tetti», come comandò Nostro Signore - e se qualcosa non è adatto ad un certo uditorio («non dare le perle ai porci»), non significa che deve essere nascosto a tutti. Ai bambini si dà il Catechismo dei Fanciulli e agli adulti si dà il Catechismo completo (che non è segreto, non è vietato, non contiene cose diverse dal primo, e non è posticipato a chissà quale "tappa" di "iniziazione"): ma quest'ultimo non è segreto, non è da nascondere, non è proibito parlarne, al contrario!


3) deve sempre fidarsi della libertà dei singoli.

"Spiritualità" neocatecumenale
Altrimenti è un mettere pesanti fardelli sulle spalle della gente.

Diciamocelo chiaramente: perfino i bambini possono accedere alla santità senza aver bisogno di compiere particolari operazioni e preghiere. Le devozioni, le preghiere, l'ascetica, le giaculatorie, digiuni, fioretti, opere di carità, ecc., vanno compiute nella piena libertà, non dopo l'apposita "tappa" o dietro presentazione di un menù di qualche autonominato "iniziatore" che crede di aver scoperto la ricetta magica per essere "più adulti" dei cristiani "della domenica".

Una spiritualità può essere proposta, non imposta, tanto meno a suon di ricatti morali, mezze paroline, sguardi furbetti che sottintendono che "chi non fa come diciamo noi, è meno cristiano degli altri".


4) non deve richiedere denaro, ma solo promuovere la carità in generale.

Chi ti chiede soldi, sta implicitamente dichiarandoti che sa spenderli meglio di te. E lo sta facedo senza dimostrartelo.

Mentre nei gruppi cristiani è legittimo contribuire spontaneamente alle spese "comunitarie" (senza ricatti morali del tipo: "tu sei l'unico che non dà mai nulla!"), è ingiusto esigere il tuo contributo economico al fine di pagare certe spese che non hai deciso tu e che non sei profondamente e liberamente convinto che siano necessarie a far crescere la tua fede.

Non fatevi ricattare: per una "convivenza" non c'è bisogno di andare in albergo (poteva bastare anche la saletta parrocchiale), e per onorare il Santissimo Sacramento vale - oltre alle debite disposizioni dell'anima - vale più l'altare consacrato che un tavolone smontabile ricoperto di costosi fiori e prodotti ortofrutticoli.

E se proprio non ci credete, cari fratelli del Cammino, provate questo piccolo esperimento: dichiarate ai vostri responsabili e cosiddetti "catechisti" che la vostra Decima la verserete ad un convento di clausura che non c'entra niente col Cammino.
Se a loro interessa solo la gloria di Dio, ne proveranno grande gioia. Altrimenti...


Kiko allietato dal giretto in elicottero (chi pagava?).
Ricordiamo quel responsabile neocatecumenale
che dichiarava di voler «insaccare mille euro»
dal solito giro straordinario del sacco nero

sabato 11 febbraio 2017

A proposito di matrimoni e famiglie del Cammino

Marito e moglie neocatecumenali: croce l'uno dell'altra
A proposito di matrimoni e famiglie del cammino. La quasi totalità delle coppie è, o si dichiara, infelice del proprio coniuge, al matrimonio spesso ci si riferisce come una croce, come una prova, come un dono che permette di sperimentare il morire all’altro e l’amore nella dimensione della croce.
Checchè se ne compiacciano i catechisti, questo NON è un bene e NON è una testimonianza di vita cristiana.

Per carità, ci sono matrimoni difficili, situazioni particolari in cui cristianamente si è chiamati a “resistere”, e per questi non si può non provare compassione, ed è giusto che i fratelli nella fede li sostengano in tutti i modi. MA un cammino di fede che annovera tra i suoi frutti quasi tutte coppie in crisi che non superano i problemi ma semplicemente hanno lo stoicismo di non separarsi NON è un granchè, diciamocelo.
E in realtà c’è molta ipocrisia e confusione su questo.

Dico una cosa un po’ forte ma ritengo sinceramente che molte delle coppie che si dichiarano perennemente in crisi, perennemente scontente, in cui l’altro è la croce, in cui l’altro lo fa scontrare con i suoi peccati, ecc. e non vedono MAI niente di positivo, subiscono un’induzione in questo senso.
E piccoli problemi che potrebbero superarsi, evolvere nella maturità della vita di coppia diventano invece insormontabili, perché sono chiodi fissi di cui parlare, di cui sfogarsi in comunità e in definitiva (brutto dirlo) crediti da vantare in sede di scrutini.
Perché se esce fuori che hai una vita di cui sei felice, un matrimonio di cui benedici sinceramente il Signore (senza puntualizzare che lo benedici MALGRADO vorresti scappare, perché la sofferenza ti fa bene, ecc., ma proprio che ne sei felice e basta, e per un nc questo è qualcosa di inimmaginabile e inconcepibile) non sei negli schemi, e qualche magagna ti va tirata fuori. Forse se il tuo coniuge è proprio quello che vorresti al tuo fianco è un idolo, oppure non vi conoscete davvero, oppure siete alienati, ecc.


La risposta kikiana ad "Amoris Laetitia"
Ricordo una coppia di fratelli che anni fa visse una grave crisi matrimoniale (ovviamente erano perennemente in crisi, da ancor prima di sposarsi) ma questa volta c’era davvero una prova perché erano uscite fuori cose del passato della moglie che il marito ignorava, e questo aveva molto ferito entrambi. È stato un momento durissimo, ma con la preghiera e la sincerità reciproca, grazie a Dio e piano piano ne sono venuti fuori (più o meno). Un giorno che ne stavo parlando con il marito, lui disse che era un miracolo il fatto che non avesse ceduto alla tentazione di mandare il matrimonio all’aria, e chiosò così (glie l’avevano interpretata così i catechisti e lui era d’accordo): “Questa è la dimostrazione che il Signore tiene davvero tanto a questo matrimonio!” La cosa mi infastidì e gli risposi di getto: “Si, ma è anche la dimostrazione che ci tieni anche tu, e anche lei, ammettetelo ogni tanto”. Cioè, trovai davvero deprimente che il succo di una storia come quella potesse essere interpretata che siccome il Signore ci tiene, siamo legati a vita, mentre fosse per noi faremmo tuttaltro.
La bellezza di un matrimonio ricostruito non può essere semplicemente una dimostrazione del fatto che Dio renda possibile l’impossibile (praticamente una condanna); la bellezza di un matrimonio ricostruito è che quel matrimonio tu lo desideri e lo consideri un bene per te e con l’aiuto del Signore anche nelle difficoltà lo porti avanti.

Immaginate che grande equivoco spirituale nella vita di quegli sposi, e quei figli costretti a ripetere e ripetersi allo sfinimento che se non fosse per Dio e il cammino i propri genitori sarebbero separati.
Si, ma questo rimanere insieme non si può disgiungere da un atto di volontà, di scelta e di desiderio. Altrimenti tu finisci per pensare che Dio sia un sadico che si diverte a scegliere il compagno peggiore per ognuno in modo da far vedere che Lui ha il potere di tenerli uniti nonostante tutto.
Che tristezza vivere tutto così, che pesantezza, altro che Amoris Laetitia…
(da: Donna Carson)

venerdì 10 febbraio 2017

Il Vaticano cambia musica: basta con i canti neocatecumenali!

Chiesa, il Vaticano: «Rinnovare i canti durante le liturgie»


Bocciate le musiche dei movimenti cattolici dei Focolari, Comunione e Liberazione, Carismatici, Neocatecumenali e Taizè. Il livello «è quasi sempre modesto e non rispetta la diversità di culture».
   

Il Vaticano cambia musica e dice basta ai soliti canti in Chiesa durante le liturgie. L'obiettivo è rinnovare gli schemi, che secondo il dicastero della Cultura con una certa «pigrizia» vedono le parti musicali ripetere praticamente sempre gli stessi brani, noti ma ormai logorati dall'uso.

Bocciati quelli dei movimenti cattolici come i Focolari, Comunione e Liberazione, Carismatici, Neocatecumenali e Taizè. Anche se i loro repertori vanno crescendo, il Pontificio consiglio della Cultura ha messo in guardia dal fatto che il livelli di qualità «è quasi sempre modesto e non rispetta la diversità di culture, dando luogo a una falsa omologazione».

La stroncatura è arrivata da parte di monsignor Carlos Alberto Azevedo, delegato del dicastero vaticano della Cultura che insieme al presidente, il cardinale Gianfranco Ravasi, ha presentato il convegno «Musica e Chiesa: culto e cultura a 50 anni dalla Musicam Sacram», che si terrà dal 2 al 4 marzo al Centro congressi dell'Augustinianum.

Secondo monsignor Azevedo, i canti dei movimenti cattolici comportano sostanzialmente due problemi. Il primo è che «alcuni movimenti nascono in una certa area del mondo e poi diffondendosi obbligano a eseguire musiche di un altro Paese le comunità di fedeli dove arrivano». Mentre il secondo «riguarda la qualità di questa musica».

«Non dobbiamo avere paura di criticare la qualità della musica», ha detto Azevedo, «il convegno non è un tribunale, andiamo a discutere e la discussione dev'essere più universale possibile». Insomma, uno stimolo per riflettere «a livello musicale, liturgico, teologico e fenomenologico».

Lo scopo è «valutare il peso del cambiamento paradigmatico nella concezione della musica di Chiesa» e «rivisitare il luogo e il ruolo del musicista di Chiesa, aprendo a tradizioni musicali anche non di rito romano».

La discussione non mancherà di esaminare anche generi come il pop e il rock: «È un fenomeno universale che deve coinvolgere anche la Chiesa», ha detto monsignor Ravasi, estimatore di rockstar come Bob Dylan, David Bowie, Leonard Cohen e Prince, come lui stesso ha voluto ricordare.

(Da un articolo di Lettera43)

mercoledì 8 febbraio 2017

I matrimoni con i "pagani" non in cammino a rischio di separazioni in casa, ripudi e nullità

Gesù e i farisei
Codice miniato di C. De Predis 1476
Si è letto spesso, di questi tempi, che tra i difensori dell'indissolubilità del matrimonio ci sarebbero molti farisei, i quali sceglierebbero una posizione "rigorista" perché, privi di misericordia, vorrebbero così affermare una loro superiorità morale sul prossimo, chiudendogli così la porta. (...)

No, accade l'esatto contrario. I farisei sono proprio gli oppositori della dottrina matrimoniale evangelica. Sono loro che si avvicinano a Gesù e cercano di scalfire la sua chiarezza, domandandogli «se è lecito rimandare la propria moglie per qualsiasi cosa?» (Matteo 19,3). Per la legge di Mosè, infatti, era concesso all'uomo il libello del ripudio, cioè il divorzio e la relativa possibilità di risposarsi.


Consigliamo anche la lettura dell'articolo: Sul divorzio erano i farisei a decidere caso per caso (di Francesco Angeli su La nuova bussola quotidiana).

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L'impressione, di fronte a certi dolorosi racconti di matrimoni cattolici avversati e disciolti all'interno delle comunità neocatecumenali, è quella di trovarsi ad avere a che fare con dei "nuovi farisei", che si arrogano il diritto di decidere sulla prosecuzione o sullo scioglimento del matrimonio appunto "caso per caso".

Addirittura per decretare una separazione in casa, i cosiddetti "catechisti" e presbiteri neocatecumenali si sono avvalsi di una frase detta da san Paolo in 1 Corinzi 7,12-13:
"Agli altri dico io, non il Signore: se un nostro fratello ha la moglie non credente e questa consente a rimanere con lui, non la ripudi; e una donna che abbia il marito non credente, se questi consente a rimanere con lei, non lo ripudi".
San Paolo si rivolgeva a quei cristiani di origine ebraica che temevano di contrarre una specie di contaminazione morale convivendo con una persona estranea, forse avversa a Cristo, dal momento che le prescrizioni mosaiche intorno al matrimonio con degli idolatri potevano far nascere, in chi nutrisse tendenze ascetiche, questi scrupoli.

Quindi san Paolo non prescrive una separazione in casa o un divorzio di fatto, ma afferma che in questa unione mista, in cui il pagano consenta a convivere col cristiano, non è la parte incredula che contamina l'altra, bensì la parte credente che conferisce all'altra un carattere sacro.

Resta il fatto che le parole di san Paolo, dopo essere state stravolte e mistificate dai cosiddetti "catechisti" neocatecumenali, sono state applicate a un coniuge non pagano, ma battezzato e credente!

Ma, si sa, questi sono particolari che sfuggono ai "Nuovi Farisei".

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Riportiamo ora alcuni brani tratti da tre esperienze di matrimoni nel cammino neocatecumenale terminati con separazioni in casa, divorzi e richieste di nullità a causa delle decisioni "caso per caso" dei presbiteri e catechisti "novelli farisei".

AUGUSTO FAUSTINI e il "divorzio di fatto"

Il 27 aprile del 1992, alle ore 17, in presenza di testimoni, il parroco responsabile della parrocchia di S. Leonardo Murialdo, in Roma, dove i Neocatecumenali si riunivano e si riuniscono tuttora, Padre Domenico Paiusco, dei "Giuseppini del Murialdo", visti i gravi disaccordi che per colpa dei Neocatecumenali esistevano tra me ed il resto della famiglia, impose il DIVORZIO DI FATTO, pur di mantenere nella loro organizzazione il grosso della famiglia.
Giustificò il provvedimento citando le disposizioni di S. Paolo in merito alle coppie formate da una donna cristiana ed un marito "pagano" (1Cor 7, 12-15).
Nei sette anni antecedenti il gravissimo fatto da me testé riportato frequentavo la Comunità neocatecumenale che, sotto l'aspetto psicologico, si impadronì lentamente di mia moglie e dei miei tre figli.
Vivendo personalmente questa terribile esperienza, ho avuto modo di verificare, dall'interno, quale è la concezione di "famiglia" messa in atto dai dirigenti della organizzazione neocatecumenale.
In ogni singola "Comunità Neocatecumenale" si realizza, durante i numerosissimi anni di assidua ed esclusiva frequentazione, una situazione paradossale che, pur divenendo sempre più evidente, viene costantemente negata!
Si realizza una unica grande famiglia di 40 / 50 persone guidate da un unico Capo famiglia (il "Catechista").
La indipendente progettualità di coppia, che è uno dei fondamenti della famiglia tradizionale cristiana, viene a scomparire completamente. Al suo posto subentra quella che viene ispirata direttamente dalla filosofia e dalla pseudo-teologia del fondatore Kiko Arguello.
Anche la vita privata delle singole famiglie, sempre più limitata dai crescenti impegni di Comunità, viene manomessa ed orientata dai "Catechisti" neocatecumenali, fino a cessare definitivamente.
(Lettera di Augusto Faustini al Cardinale Alfonso Lopez TRUJILLO 10 agosto 2004)

"I nostri matrimoni non falliscono" ...Se non li facciamo fallire noi!


ILEANA e la richiesta di nullità "sponsorizzata" dal cammino

Non riesco più a credere nel cammino. Sono stata tanti anni nel cammino neocatecumenale a Scandicci, Firenze, con mio marito.
Tante cose non tornavano; comunque quando per la malattia di mio padre abbiamo dovuto lasciare i "catechisti" ci hanno detto che questo era male e i fratelli non ci hanno più guardati.
Ma questo è niente confronto a quello che sto subendo oggi:
mio marito dopo trenta anni di matrimonio è andato via di casa e mi ha completamente abbandonata.
Ho saputo che frequenta il cammino neocatecumenale a Signa con una donna, forse la sua nuova compagna; hanno fatto il primo passaggio e mi sono vista recapitare a casa una richiesta di annullamento dal tribunale ecclesiastico.
Un testimone di questo annullamento è proprio il responsabile della comunità di Signa.

Ho scritto al vescovo ma lui ha preferito tacere sull'operato del cammino.

Questo testimone è nato peraltro proprio nell'anno in cui ci siamo sposati e niente può sapere del nostro matrimonio.

E' uscito anche un articolo sulla mia vicenda sul giornale Metropoli ma il cammino neocatecumenale ha taciuto e purtroppo l'avvocato mi ha detto che non sono perseguibili per legge.
Non so cosa hanno fatto a mio marito, cosa gli sta facendo questa donna ma affermare che non era consapevole di contrarre un matrimonio cristiano dopo trenta anni di convivenza mi pare sia un poco insensato.
Pregate per me. Grazie!

ROBERTA e il "cartello di ripudio"

Nonostante che dal "cammino" me ne fossi già andata 8 anni prima, senza avercela contro nessuno, senza aver litigato e anzi addirittura ringraziando (!) i "catechisti" dicendo loro che semplicemente ritenevo il cammino non essere più una strada adatta a me... e questo pensavo: vedevo solo delle esteriorità in quelli che loro chiamavano "segni", delle frasi costruite in quelle che avrebbero dovuto essere delle risonanze "personali", delle forzate copiature di Kiko in gesti che avrebbero avuto significato solo se spontanei, insomma cornici senza più un contenuto, una continua STATICITA' in una cosa che si chiamava "cammino" (?!).
Invece la mia vita stava finalmente camminando, non più giovane mi ero sposata, sentivo una dinamicità nuova anche nel mio rapporto con Dio, con gli altri, mi sentivo come un'adolescente che sta crescendo!
MA questa nuova "incompatibilità" con loro, pensavo appunto dipendesse da me, non che la loro strada fosse sbagliata, quindi io me ne andavo, ma se un altro e in particolare mio marito voleva continuare, andava bene lo stesso ... pensavo si potessero salvare capra e cavoli...

SBAGLIATISSIMO!

Dicevo che io sono uscita mentre mio marito è rimasto, nominato stranamente responsabile dopo che me ne ero andata, ma ho continuato ad essere in “buoni rapporti” coi "catechisti", anzi mi dimostravano un inusuale -per loro- “rispetto” .. dopo un po’ ho capito che era solo una TATTICA PUBBLICITARIA, forse perché nel frattempo io avevo iniziato a frequentare altre realtà della parrocchia che loro non avevano interesse a inimicarsi.

A riguardo racconto un episodio: quando me ne ero andata mi avevano detto che, pur non
Una "ketubah",
contratto matrimoniale ebraico
facendo il cammino, avrei potuto accompagnare mio marito ogni volta che lo avessi desiderato (“una carne sola”) e così mi invitavano sempre alle convivenze regionali ed io andavo e loro mi facevano saluti gentilissimi dicendo "Grazie di essere venuta!”. 
Una volta , durante le presentazioni iniziali, c’era un uomo sposato venuto senza moglie: 
-- “dov’è tua moglie?” 
– “a casa” 
– “perché non è venuta?” 
– “perché lei non fa il cammino” 
–“non c’entra!” 
Poi indicando me : 
-- "ecco qui c’è la Roberta che è la moglie di ***, anche lei non fa il cammino , ma è venuta con suo marito! Vai a telefonare a tua moglie e dille di venire!” 
Solo dopo qualche anno ho capito di essere stata USATA!!!!!

Quando l'ho capito? Quando i catechisti hanno deciso di "trasferirsi" in altra città, cioè sciogliere le numerose e storiche comunità nella nostra Parrocchia (forse non gradendo il nuovo parroco) e mio marito ha deciso di seguirli io gli ho espresso tutta la mia contrarietà, forse anche in maniera troppo drastica.
Nella mia parrocchia a un certo punto diventa parroco un sacerdote a loro non gradito e loro sciolgono le comunità, di cui la prima esisteva da 30 anni, dicendo che chi voleva continuare il cammino poteva farlo in una delle altre loro comunità in città “vicine”.
C’è stato il caos: famiglie fino ad allora “amiche” che non si parlavano più, liti all’interno delle coppie, genitori in dubbio su cosa decidere per i loro figli in comunità ….
Mio marito ha deciso di seguirli in “città vicina” e io … purtroppo (essendo femmina) non gli ho portato un mazzo di fiori o cioccolatini … ma (maldestramente) mi sono opposta. Ho cercato sì di ragionare con lui perché per vari motivi la ritenevo una cosa profondamente sbagliata (come altri che pure erano in cammino: della sua comunità solo in 4 persone sono andate), ma visto che questo non serviva ho iniziato a “parlare male” dei "catechisti": (è stato l’inizio della fine del mio matrimonio, ma allora non lo immaginavo ancora!).
Mi sembrava che gli stessero facendo del male senza che lui se ne accorgesse ed io (anche se in modo forse sbagliato) volevo aiutarlo; può far sorridere ma ho anche fatto per tre giorni uno “sciopero della fame” e ogni giorno mandavo un messaggio ai "catechisti" chiedendo loro di dire a mio marito, loro stessi, che rimanesse a casa, perché erano gli unici che ascoltava e se glielo avessero detto, lui lo avrebbe fatto.
Non lo hanno fatto, era finito il tempo delle “gentilezze”! Non avevano più motivi per “tenermi buona”.

Nel giro di due mesi mi ha fatto una pressione psicologica costante ogni giorno dicendo"vai via". Certo non ho le prove nero su bianco che gli abbiano detto "manda via tua moglie", mica l'avranno detto davanti a testimoni, ma sono CERTA che è così perchè certi comportamenti, gesti, parole non erano farina del suo sacco e chi ci è stato dentro capisce in modo inequivocabile che la provenienza è da loro.
Il "get", documento di ripudio secondo la legge rabbinica
Come un grande cartello che mi aveva appeso sulla porta con la citazione:Chi non è con me è contro di me” e un altro: "E' lecito ripudiare la moglie? Mosè ha detto di darle i documenti e mandarla via". La citazione finiva qui, senza la risposta data da Gesù ....
Dopo tre anni mio marito ha voluto che ci separassimo adducendo pretesti e senza mai nominare il Cammino -almeno in tribunale- MA, come ho detto in altro intervento , anche se non ho prove oggettive -nel senso non dimostrabili a terzi- , per via di moltissimi “indizi” ho capito che LORO, oltre a fornirgli gli avvocati, LO HANNO INDOTTO, CONSIGLIATO, ISTIGATO!
Quindi, chi salvaguarda il matrimonio? Non certo questi cosidetti catechisti .

Il mio matrimonio è nato in cammino, ma non c’entra dov’è nato, è un Sacramento e come tale supera l’appartenenza a qualunque gruppo, resta valido sia che mio marito sia dentro o fuori dal cammino e io resto sua moglie, la stessa che “ringraziavano di essere presente”.

Certo, tutto ciò non è reato (perchè il plagio non lo è più) ...
ma cosa c'entra con la Fede Cristiana?
Questo è solo un sistema di controllo delle persone basato su tecniche psicologiche che, una volta identificate le tue debolezze, paure, ferite, tratti della tua personalità, le usano per creare a poco a poco, dipendenza e sudditanza, culto della loro personalità ...
usano la cosa più pura e santa che un uomo ha dentro il suo cuore: il bisogno di Dio, la nostalgia del proprio Creatore, il desiderio di trovare "l'amore dell'anima mia", ....
per il loro desiderio di potere ...
...ed io "ho dato le perle ai porci".

lunedì 6 febbraio 2017

Kiko: «Avanti! Che i Vescovi vanno a obbedire a noi! Animo!»

Barletta, chiesa di san Pasquale:
sono neocatecumenali ma non te lo dicono, e
ingannevolmente ti dicono che gli incontri durerebbero
soltanto "circa due mesi" anziché tutta la vita...
Prendendo spunto da un commento anonimo, molto simile ad altri che frequentemente appaiono su questo blog in cui, in forma acritica, null'altro si oppone alle nostre testimonianze se non che loro sono approvati e che i Papi li hanno elogiati.

· Anonimo cattolico, che si autodefinisce "non neocatecumenale", ha detto... 1. "Il Vaticano ha approvato lo Statuto del Cammino Neocatecumenale. Il decreto di approvazione è stato consegnato solennemente, il 28 giugno 2002, agli iniziatori: Kiko Argüello e Carmen Hernández insieme al sacerdote Mario Pezzi, dal Cardinale Stafford, presidente del Pontificio Consiglio dei Laici.
2. Giovanni Paolo II ha detto: ‘‘Se capisco bene, la vostra strada consiste essenzialmente in questo: scoprire il mistero del Battesimo... cosa vuol dire essere credente. (...) I Sacramenti fanno strada allo Spirito Santo che opera nelle nostre anime, nei nostri cuori,...., ci costruisce di nuovo, crea un uomo nuovo. Ecco, questo cammino, cammino della fede, cammino del Battesimo riscoperto, deve essere un cammino dell'uomo nuovo’ (Visita di Giovanni Paolo II alla parrocchia di Nostra Signora del SS. Sacramento e dei santi martiri canadesi (Roma) 02/11/1980."
1. Sono approvati:
Vorrei, con fatti concreti, dare significato all'espressione "approvati secondo Kiko", e dimostrare che l'«Approvazione» per la Santa Madre Chiesa è una cosa, l'«Approvazione secondo Kiko», un'altra.

Dobbiamo sentire da voi sempre la solita solfa siamo approvati”, ma non vi rendete conto che non sapete di cosa parlate?

Non è la forma, ma la sostanza che manca.

Qui riportiamo fatti, comportamenti, dichiarazioni, interviste di Kiko che dimostrano quella che noi chiamiamo la DISOBBEDIENZA CRONICA DEL C.N.

Kiko ha sempre usato la parola "approvato", per metterla su tutto quello che egli ha partorito come c.n., ma non ha mai ascoltato o ritenuto degno di considerazione il minimo richiamo/indicazione/correzione dei Dicasteri Vaticani. Questo è un dato di fatto.
 
Prima cosa: i famosi “mamotreti” non sono mai stati approvati, piuttosto sono stati pesantemente corretti, tanto da uscirne stravolti; negli Statuti definitivi sono stati fissati precisi paletti al "potere", fino allora, indiscusso dei cosiddetti "catechisti" e l'Iniziazione, chiamata cammino neocatecumenale, è stata messa totalmete in mano ai Vescovi e ai Parroci.

Altro che il Papa avrebbe detto che devono OBBEDIRE A UN LAICO...

Ma non voglio ora ripetere le cose dimostrate mille volte. È una fatica inutile e ci saranno altre occasioni. Voglio dire una cosa a tutti gli Anonimi cattolici, neocatecumenali e non:

Andatevi a rileggere il discorso di Stafford alla "SOLENNE CONSEGNA", come voi la chiamate, "del Decreto di Approvazione dello Statuto agli iniziatori del cammino"... quella fatta a Porto San Giorgio, però, il 30 giugno, davanti a tutti gli itineranti, non quella fatta a Roma, il 28 giugno, ai soli iniziatori.

foto d'archivio: Stafford, consegna Statuti
Aula magna Pontificio Consiglio dei laici,
28 giugno 2002, consegna Statuti.
Sono stati i loro atteggiamenti verso la Chiesa, le ritorsioni che subisce chi chiede spiegazioni... a portare alla decisione finale di lasciare tutto, col disgusto di ciò che si è conosciuto di loro, al di là del "Fratelli, amore alla Chiesa, obbedienza alla Chiesa!", di cui sempre si sono riempiti la bocca.

Il Cardinale Stafford, che il 28 giugno 2002 a Roma, presso il Pontificio Consiglio dei laici, aveva ufficialmente consegnato il Decreto di approvazione degli Statuti datato 29 giugno, nelle mani di Kiko, Carmen e padre Mario, il 30 giugno venne a Porto San Giorgio perché, a mio modesto avviso, aveva conosciuto i personaggi e voleva leggere di persona LE PRECISE INDICAZIONI DELLA CHIESA che accompagnavano il Decreto di Approvazione, a TUTTI QUELLI CHE ERANO IN CONVIVENZA non solo agli iniziatori, per ALLARGARE a TUTTI la RESPONSABILITA' di accoglierle DOCILMENTE e, una buona volta, O B B E D I R E.

4 PUNTI PRECISI. Questo il link: http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/laity/documents/rc_pc_laity_doc_20020630_stafford-porto-san-giorgio_it.html

1 - Parla del ruolo da riconoscere al parroco. Perché lo fa?

2 - Del rispetto del foro interno. Perché?

3 - Della "disponibilità" ad essere inseriti nella comunità parrocchiale al servizio dell'intera comunità e non solo del cammino. Perché?

4 - Richiama alla perfetta obbedienza. Perché?

Potreste dirmi: "ma che maligna che sei!". Ecco la cronaca:

Kiko si mostrò molto onorato della presenza del Cardinal Stafford, agitato durante la lettura, ma subito dopo ossequioso, sorvolava su tutto l'indigesto, ovviamente sottolineava tutto quello che gli faceva comodo... si sperticava in ringraziamenti, come un figlio che ringrazi il padre di fare il padre. Ipocrita! Quando Stafford andò via, Kiko, con le mani in testa, disse: "Mamma mia!" e domandò ai suoi fedelissimi, imbronciati anche loro:
"Ma questo discorso domani esce sull'Osservatore Romano? Oh, no! Per carità!"
Domanda a tutti gli anonimi pasqualoni: ma è mai trapelato qualcosa, nel riportare il "trionfo" degli Statuti solennemente consegnati alle comunità, di questi disagi, di queste contrarietà, di queste precise e indigeste disposizioni? Neanche per idea!

Trionfanti, appunto, all'unisono con Kiko, hanno gridato:
"Coraio, fratelli, siamo approvati, Animo! Andiamo avanti! Bene, bene, hanno detto che vanno ad obbedire a un laico, pensate il miracolo! Vescovi e Parroci devono accettare le linee degli iniziatori, fratelli, Miracolo! Coraio! Avanti! Che i Vescovi vanno a obbedire a noi! Animo!"
Questo è Kiko.

2. I Papi li hanno elogiati:
Giovanni Paolo II ha detto:
Se capisco bene, la vostra strada consiste essenzialmente in questo: scoprire il mistero del Battesimo. I Sacramenti fanno strada allo Spirito Santo che opera e crea un uomo nuovo."
I Sacramenti fanno strada allo Spirito Santo, non a tutte le trovate di Kiko!

Ma il Papa fa una premessa: "Se capisco bene!" certo... quello che vogliono farti capire, poi è quello che, essendo in mala fede, non ti spiegano, quello che ingarbugliano nelle loro mistificazioni, quello che, intenzionalmente, vogliono nasconderti:

  • per esempio, che il catecumenato ha un inizio e una fine, il neocatecumenato non finisce mai; che il battesimo è la porta della Chiesa Cattolica, il neocatecumenato è la porta per realizzare il progetto kikiano-carmeniano, e basta.

A Kiko serve stare nella Chiesa, per la sua credibilità, per pescare più abbondantemente.

Tanti camminanti, tranquilli di trovarsi nella Chiesa appunto, domande non se ne fanno.

Poter dire "Siamo approvati" basta e avanza per loro, non hanno capacità critica né metri di paragone e, soprattutto, essendo stati educati a non pensare con la propria testa, volentieri si fanno leggere dal leggio le indicazioni esplicite della Chiesa e se le fanno interpretare pure, neanche le vanno a rileggere, dopo che Kiko li ha convinti che, a parte il suo Kerigma, tutto è idolatria e che anche le approvazioni contano, fino a un certo punto. Fino a quale punto contano? Finché non mettono in discussione la sua divina ispirazione, ovviamente!

Che grande pena.

sabato 4 febbraio 2017

Perché la Chiesa non ferma i Neocatecumenali


Non so e non capisco se vi rendete conto che ragionate come si ragiona nel cammino cioè in modo illogico, per slogan vuoti di contenuto in un modo che non è comprensibile per chi invece non ha disimparato ad usare il buon senso.

Vi chiedete perché la Chiesa non vi ferma?
Perché voi non state chiedendo al cammino solo un aiuto per vivere la vostra fede, ma voi volete che il cammino vi plasmi la mente, vi metta in bocca gli slogan da ripetere, e difatti dite tutti le stesse cose, come gli adepti di una setta.
Se Annamaria, un nome per tutti, visto che siete tutti uguali, avesse interiorizzato la sua fede, saprebbe manifestarla con le sue parole, con l'originalità e la libertà dei figli di Dio.

Ma non basta, perché voi avete bisogno che il cammino vi dica ciò che deve fare un cristiano, quanti figli, quante convivenze, a chi dare il denaro. Avete delegato al cammino le decisioni della vostra vita, dalle più importanti alle più piccole. Non siete liberi di fare scelte libere, perché prima bisogna soddisfare le esigenze del cammino, poi se avanza tempo e denaro si può pensare ai propri cari, e a tutto il resto.

Cosa può fare la Chiesa per aiutarvi?
Chiudere il cammino significherebbe lasciare tanta gente infantilizzata come voi senza una guida. Qui il problema è molto serio, so che voi ci scherzate dicendo che dobbiamo avvertire la gerarchia, come se la Chiesa non conoscesse i problemi del cammino.
Lo sapete benissimo, anche quando non volete ammetterlo pubblicamente, che non potete stare neanche tre mesi senza andare in comunità; come si può pensare di lasciarvi senza il vostro biberon/cammino per sempre?

Se io fossi il papa o un vescovo agirei esattamente così: non forzerei nessuno, come invece fanno i vostri "catechisti", ma rispetterei i vostri bisogni del tutto umani di avere delle guide che vi dicono chi siete e cosa dovete fare.
Allo stesso tempo mi preoccuperei di quelli che invece vogliono fare un vero cammino di fede e che cercano un rapporto personale con il Signore senza la pesante mediazione della comunità e dei "catechisti".
E a questi che finalmente hanno capito che non c'è bisogno di rincorrere novità o percorsi di riscoperta delle origini, a questi che finalmente sono diventati adulti la Chiesa ha dato un magistero che indica la strada e ha insegnato ad affidarsi alla sua sapienza perenne.
Le tappe del Cammino: dagli iniziali 3 anni
ai 30 (se va bene)

Quindi continuate a fare il vostro cammino in pace, finché ne avrete bisogno. Quando il desiderio di libertà e Verità diventerà più forte delle piccole e meschine sicurezze che vi dà il cammino, tornerete qui e comincerete il vero cammino del cristiano.
(da: Michela)

giovedì 2 febbraio 2017

E' ora di "sciogliersi" nelle Parrocchie.


A Kiko pena tanto, ormai si è capito, vedere le SUE comunità sciogliersi nella Parrocchia.

Qual è la missione del cristiano? (IV Catechesi del primo mamotreto della fase di conversione - Kiko e i catechisti hanno sempre sostenuto che nel primo libro delle catechesi è contenuto tutto il cammino).

SALE, LUCE, LIEVITO.

Come compiono la loro “missione”? Sciogliendosi come il sale, facendo un servizio come la luce, fermentando la massa e perdendosi in essa come il lievito.

Siamo grati a questo Anonimo che in un commento lasciato qui sul blog ci racconta come, dopo 30 anni, si è reso conto che non si può rimanere segregati per tutta la vita, non ha alcun senso, mentre Kiko ci deve sempre spiegare perché si è rimangiato quello che aveva annunziato nelle prime catechesi, traendo in inganno tutti noi che abbiamo ascoltato la sua predicazione. Ecco qui sotto il suo commento:


· Anonimo ha detto... @Luca . Da un po' di tempo sto pensando seriamente di uscire dal cammino neocatecumenale dopo più di 30 anni. I motivi che mi spingono a fare questa scelta sono tanti ma uno in particolare è perché mi sono reso conto senza volerlo di fare parte di una realtà in cui ci si sente eletti.


Inizialmente mi faceva piacere ma poi ho sentito puzza di "fariseo" e ho capito che nella chiesa non c'è bisogno di eletti ma di cristiani veri che sanno mettersi in gioco in varie realtà sociali ma soprattutto cristiane di persone che dopo aver ricevuto uno Spirito sanno essere sale luce e lievito là dove la chiesa soffre ed è in difficoltà e sicuramente le parrocchie in questo momento lo sono.

Troppo comodo stare per tutta la vita tra di noi a interpretare la parola di Dio a suonare con le nostre chitarre gettando un sguardo ogni tanto sulla chiesa ma solo per dire che ormai le chiese si stanno svuotando. È vero in tante parrocchie le chiese si stanno svuotando.

Ma voi dove siete?

Ho cominciato a chiedermi cosa farebbe Gesù. Gesù sicuramente non farebbe parte del cammino neocatecumenale ma starebbe ancora una volta tra gente con l'odore delle pecore. Come dice il Papa. Cioè insieme con tutti.

È ora di finirla di fare le analisi di come va la chiesa. La chiesa ha bisogno anche di voi e non solo come catechisti o itineranti in giro per il mondo.

Non avete ricevuto uno spirito per sentirvi i migliori ma per essere al servizio non della comunità ma della chiesa del parroco che è solo.

La chiesa ha bisogno di vedere i vostri bambini. Non chiudeteli come fate voi nelle vostre salette.

martedì 31 gennaio 2017

Solenni esequie funebri neocatecumenali

Ecuador. La notte di venerdì 13 gennaio 2017, un pullman che portava i fratelli della quinta e della sesta comunità della Parrocchia Santa Fax ad una convivenza del secondo scrutinio, ha subito un sinistro.
Quindici di loro sono morti.
I loro fratelli di comunità li hanno ricordati con una mega-eucaristia allestita in un palazzetto dello Sport.
Nulla di simile alla solenne cerimonia celebrata nella cattedrale di Madrid per Carmen Hernandez, ma la prevedibile, chiassosa Eucaristia che ben conosciamo, con canti e batter di mani.
Anche se le è stato dato il nome di 'Celebrazione solenne', non abbiamo riscontrato solennità di sorta, la solita Eucaristia neocatecumenale, fino alla fine, con manifestazioni di gioia per i fratelli 'saliti in cielo' e già intenti, secondo il catechista Pino, ciascuno con un diverso strumento, a suonare i canti kikiani della Messa delle proprie esequie.
Visto che vi abbiamo anticipato che si tratta della celebrazione neocatecumenale così come viene fatta ordinariamente, non vi stupirete vedendo nel filmato del canto finale ciò che succede davanti alle file delle bare.
Intanto, anticipiamo qui un fotogramma del video.



Non è facilmente decifrabile, vero? Ebbene, si tratta di una folla, presumibilmente di neocatecumenali, stipata in un palazzetto dello sport, all'estrema destra c'è l'altare non più visibile perché,  all'uscita dei presbiteri, subito i presenti si sono assembrati nel caratteristico balletto in più cerchi concentrici, fino quasi ad incespicare sui feretri allineati alle loro spalle. 
Nella foto successiva evidenziamo quanto descritto: l'ovaloide rosso indica il balletto, il triangolo blu i feretri.


Questo è invece il link da cui è possibile visionare il video da cui abbiamo tratto questa immagine:

https://www.youtube.com/watch?v=TUMRpNybpHg

Per chi non avesse la forza di guardare il filmato, lo riassumiamo.
All'uscita dei presbiteri, si forma una girandola danzante intorno all'altare, davanti alle bare dei fratelli deceduti, a più cerchi, tra gran batter di mani al canto di Dayenu, inno ebraico malamente riadattato.
Un tanto dovevamo ai soliti epigoni del 'mai successo!'.
Avevamo finora pubblicato solo una foto con il balletto attorno ad una bara, ora abbiamo il filmato con un super carosello davanti a quindici feretri.
Tra le vittime, nelle foto pubblicate e nella lista delle vittime, abbiamo visto due bambini, uno dei quali di appena sette mesi.

Per loro, una prece.