sabato 22 settembre 2018

R.I.N.O.: il Registro dei Neocatecumenali

Finalmente ha contattato anche me.

È uno che ti chiede l'amicizia e se non sei neocat te la toglie

C'é gente strana, sarà lo stesso che la chiese a me (tale C...i o qualcosa del genere). Notte

Oh ma la ha chiesta anche a me, ho riconosciuto la foto del profilo. Ma non accetti da chi non so manco di striscio chi sia

Di male nulla, è che questo sta facendo il R.I.N.O.
Registro Italiano Neocat Ommorte.

Io non sapevo che lui eliminasse chi non è del cammino

Sei fortunato. A me l'ha chiesta un ex sindaco PD della mia zona... È ben peggio... Ah, l'ho rimbalzato in due secondi.

Fratello sei un bischero.

L'ha chiesta anche a me oggi

Me l'ha chiesta due settimane fa. Mi ha chiesto se ero nel Cammino. Ho risposto che no, frequento l'Oratorio di San Filippo Neri. Sparito. Deve anche avermi tolto l'amicizia perchè ieri me l'ha chiesta di nuovo. Mah... Non gli ho risposto ma non ho ancora trovato il coraggio di fargli fare la stessa fine delle richieste di amicizia farlocche di Carmen da Cuba o Oksana dalla Moldavia con foto di donna in perizoma allegata. Non mi pare corretto, ecco... 😁

Bloccare, bloccare subito dopo la fine della conversazione

Sì, ma questo, com'è che non si fa i suoi?



Io sono Neocatecumenale, ma questo non sta bene purtroppo e fare questi post non aiuta né lui e tantomeno il Cammino

Si spera che anche su FB si distingua un neocatecumenale da una persona con mania religiosa (così specifica, poi!). Grazie per l'informazione. Se dovesse chiedermi l'amicizia, gli risponderò che accetto solo cattolici impegnati nei centri di aiuto alla vita. 😉

Io amo il cammino, un bischero resta un bischero qualunque viottolo prenda

Filippo tu ami il camino, che è diverso

... beccato ...

Mater trollorum semper pregna est...

Fatto bene

Fratello, anche io contattato e non assunto, mi si nota di più adesso?

Come una petardo in un aereo

Occhio che ora pure altri neocat ti toglieranno l’amicizia. Esperienza personale

Io non ho mai limitato la libertà di nessuno, soprattutto la mia.

Avvisavo solo...

Si si, anche io avvisavo chi se ne vorrà andare

Poverino dai ...il problema che dopo la domanda: "sei neocat?" gli ho tolto l'amicizia... ( P.s. sono neocat. ma di matti mi bastano quelli della mia comunità 🤣🤣🤣🤣🤣🤣...)

Il rino come lo chiami tu comunque altre persone neocatecumenali lo fanno... 
Io non sono neocatecumenale , avevo ascoltato in tv in occasione del raduno internazionale la catechesi di Kiko arguello. Nel corso della catechesi non ho compreso un passaggio per cui le ho scritto chiedendole come era giusto interpretare questa frase.... si è arrabbiata e  mi ha bannato. Mi dispiace.

Posso testimoniare che anche nel Rinnovamento  ci sono casi di ricovero!!! Stanno stanno!!

...e ne stanno anche troppi 😂😂

Dai su, siamo tutti un po' pazzarielli 😂😂

Non mi sembra proprio a piombo....

Poverino, dai, ha un ritardo da quello che ho sentito dire.

Non lo conosco, non ho fatto neanche il nome.

"Quale dan di illuminazione hai raggiunto"...!!! Mi fai morire!!!

Tu sei mia sorella di comunità...diciamolo 🤣🤣🤣

Facciamo outing !

No leggi il mio commento sopra ....outing te lo faccio fare a te 🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣

aaaahhhh!!! In effetti la mattitudine da noialtri è dilagante!!

Ah ma allora non è successo solo a me 😂 
Accettai  e quando risposi di no alla fatidica domanda, quindi me la tolse. Poi, richiesta nuovamente ma stavolta  resterà in attesa, eh. 😀

Perchè voi non sapete cos'altro ha fatto ...
Un gruppo whatsApp con persone "rigorosamente neocat" (io sono del cammino eh) di tutto il mondo!!!!

Secondo me se non sbaglio ha pure due profili....comunque io ammessa l’ho eliminato perché è uno stalker, pubblica da far venire l’ansia. Ma te sei catecumeno?

No ha il quinto Dan... Ma non è catecumeno...😬

È solo catechistico

Io sono parrocchiano semplice

Allora hai mentito sui Dan 🤣... Buona domenica e grazie per il tuo umorismo...mi riporta sempre un po' a 🏠.

Ma scherziamo? Io sono neocatecumenale  ma scartare chi non lo è ...
Questo è  estremismo. Sicuramente non frequenta neanche atei, lungi da lui. Non sta bene con la testa. Esaltato. Forse ho capito chi è!

Fratello yoda, obiuan è tuo padreeeeee........

Ma non è che nel vostro profilo ci sono i dipinti di Kiko e vi sgamano subito? Occultatevi meglio altrimenti rischiate che proprio Kiko vi chieda l’amicizia!

Uh mamma! Lo stalker dei neocat.! 😱😱😨 Poverino... ha contattato più volte anche me 😅😆

Finalmente una risposta a tono :) letto la parrocchia di provenienza, magari si può fare qualcosa per questo ragazzo che è seriamente disturbato

Comunque è un ragazzo che ha problemi.
È stato ripreso anche più volte dal centro neocatecumenale di Roma.
Purtroppo come in tutte le realtà c’è chi è “sui generis” se poi questa sua stravaganza è corroborata da una qualche patologia psichiatrica allora il soggetto diventa una bomba esplosiva.
Che io sappia non frequenta nemmeno più....(motivi di lavoro dicono).

Mito😂

Sta diventando quasi virale... 🤔


(da: un pubblico thread su Facebook)

giovedì 20 settembre 2018

Sul concetto di "comunità" all'interno del Cammino Neocatecumenale

Crocifisso-sogliola designed by Kiko.
Sullo sfondo, la moschea d'oro di Omar
Il Cammino Neocatecumenale ha come sua caratteristica fondamentale (almeno il Cammino delle origini, perché l’attuale può essere solo considerato “quello che resta” di una cosa nata con uno scopo, trasformato in corso d’opera, ed oggi sussistente con altri scopi e parte delle vecchie strutture: un edificio in stato di decadenza) la sostituzione della teologia della redenzione classica, operata da Cristo, con una teologia della redenzione in cui il ruolo attivo è svolto dalla comunità. Cioè, sostanzialmente il centro del Cammino è l’idea di comunità, la quale assorbe in sé prerogative divine e cristologiche: se la Chiesa è il corpo di Cristo, il Cammino si identifica come la vera chiesa, e quindi la comunità neocatecumenale è Cristo. Con tutto quello che ne consegue, di categorie teologiche tradizionali travisate e reinterpretate alla nuova bisogna: fuori dalla comunità neocatecumenale non c’è salvezza; la comunità ha il potere di rimettere i peccati; la comunità salva.

Credo che l’origine di una simile teoria sia incentrata nella mentalità anni ‘60, quel comunitarismo che nel mondo ha prodotto comuni, hippies, lotta armata ecc. Il senso del Cammino è quello di trasferire gli attributi di Cristo alla comunità, pertanto occorre da un lato destrutturare la tradizione e tutto ciò che essa attribuisce a Cristo (la liturgia, la sacralità del culto, l’idea di sacrificio: tutti “retaggi pagani”, di religiosità “verticale”); dall’altro ricoprire la comunità di tutti gli attributi di Cristo, usando anche tecniche di fidelizzazione dell’appartenenza comunitaria.

Il catechista non è un esperto di fede, ma un guardiano della comunità, che vigila affinché i membri stiano alle regole e non ci siano deviazioni; la liturgia è svuotata di fini e caratteristiche soprannaturali, ma serve a istituire-rinforzare-ricompattare la comunità (è un rito collettivo in cui sentirsi membri di una sola cosa: ecco che non puoi sostituirla con una celebrazione qualsiasi, non è uguale alle altre messe perché è un privilegio della tua sola comunità di cui tu sei un eletto membro; ha canti che altri non cantano, ma tutti li cantano insieme; idem per i balli e le altre cose che cementano l’appartenenza al gruppo, al vertice c’è il pane azzimo, volutamente distinto dalle tradizionali ostie, svuotato del senso sacramentale, diventa un pane di condivisione comunitaria).

Guappo concertone kikiano per celebrare
Kiko, "autore" delle vocazioni neocat
La confessione dei peccati alla comunità è basata sull’idea che sia la comunità a redimere e a garantire la salvezza, non un atto di clemenza sovrana di un Dio altissimo. Pensiamo anche a tutte quelle caratteristiche che sono simili ai partiti di massa (anche se più squallide): uso di simboli comuni per riconoscersi e cementare l’unità (icone e merchandising di Kiko); si leggono le stesse letture, si ascolta la stessa musica, si usa la stessa uniforme (la barba sfatta, le Lucky Strike, il clergyman, i camici con lo stesso pizzo, le casule con le stesse righine d’oro, ma pure la giacca e cravatta a messa ecc.).

Ora, senza il presupposto di una comunità divinizzata, che ruba attributi soteriologici a Cristo, tutto ciò non ha senso. E senza il ribaltamento della dottrina su redenzione e peccato, tutto ciò non ha senso. Kiko ha svuotato il Cammino del suo presupposto originario, ed ora c’è una balena abnorme che continua ad esistere, con mille seminari e centomilioni di chitarristi, ma senza più la sua “mission” originaria. Il fatto che Kiko abbia ricondotto la teologia su alcuni punti alla visione tradizionale (sto preparando una riflessione sul “cambio di rotta” interno al Cammino circa la teologia della soddisfazione vicaria, la natura sacrificale della Messa, l’offertorio e la Presenza reale.


Ora non sappiamo se Kiko se si sia pentito o cosa: certamente l’orgoglio gli impedisce di fare ammenda e di ritenere che la sua creatura sia un gigantesco equivoco nato per sbaglio), fa sì che si celebri la “messa” per niente, che ci si umili di fronte ai catechisti per niente, che ci si riempia la casa di icone per niente: lo si faceva perché era il gruppo a dare la salvezza in quanto unico; era la sola vera chiesa cattolica, dato che il presupposto logico del Cammino è una crisi della chiesa (dal 313) talmente grave che essa ha smesso di essere salvifica e utile spiritualmente, laddove non addirittura dannosa e complice di dannazione dei suoi fedeli, educati al paganesimo e al disprezzo della bibbia e della comunitarietà; in pratica il Cammino è una sorta di sedevacantismo, dove si ritengono la sola vera chiesa, pure all’interno del contenitore formale cattolico con vescovi e cardinali e papi (immagino che i più zelanti abbiano sempre pensato che i vescovi stessi non neocatecumenali che li accoglievano in diocesi sarebbero finiti nel girone dei pagani), dove soprattutto tutti i sacrifici sono giustificabili da quel presupposto. Pago le decime altrimenti sono fuori dalla sola comunità che salva. Confesso le oscenità altrimenti sono dannato. Ecc.

Clone di Kiko che clona gli sgorbi di Kiko
Io credo che conti moltissimo in questo processo anche il passare del tempo e la modernità. Una volta non ci si conosceva, non ci si parlava, trovare testi e informazioni era difficile. Con internet tutto è cambiato e sono circolate le informazioni e pure l’accesso all’informazione. La comunità come sola fonte di istruzione religiosa non ha senso oggi, quando col cellulare ti leggi quello che vuoi ovunque. Poi su internet la comunitarietà è diversa: non ci si incontra o chatta insieme solo tra membri del gruppo. Scopri che esistono altri che si interessano delle stesse cose e dicono le stesse cose. Pensavi di essere l’unico che avesse interesse per la liturgia e scopri mille blog e forum liturgici con gente più competente di te. Pensavi di essere l’unico a tutelare la famiglia o la procreazione e scopri che ce ne sono a milioni anche fuori dal Cammino. Il Cammino era l’unico posto in cui c’erano certi valori e scopri che tutti li possono avere e anche meglio, pure fuori. Secondo me è questo che ha spaventato Kiko, più che il pericolo di leggere i blog. Il pericolo di scoprire che la specificità unica del Cammino non ha fondamento, perché è solo una goccia in un mare. Che quindi tutte le croci fatte portare ai membri in nome del privilegio di appartenere alla sola comunità degli eletti, non hanno senso perché ci sono altri che riescono ad essere cattolici ottimamente anche senza Cammino. Essere un gruppo della vasta chiesa è inconcepibile per chi si riteneva la sola chiesa. Probabilmente Kiko sta cercando in extremis di salvare il Cammino, dandogli una teologia “tradizionale” (che sia effettivamente tale poi mi sembra discutibile) per farlo diventare una delle stampelle tradizionali della chiesa, ma questa operazione gli si ritorce contro.

(da: Tomista ex NC)

martedì 18 settembre 2018

Convivenza di Inizio Corso? Cambio di programma


C'è stato un tempo, a Madrid, nel quale i kikocatechisti si incontravano nella Valle dei Caduti in occasione dell'inizio corso. Quindi, chissà se a causa dell'accumulo dei debiti, la manifestazione fu trasferita in un albergo fuori Salamanca. La spiegazione che diedero allora per un simile trasferimento  fu che, poiché eravamo così numerosi, non c'era più posto nella Valle.

Ad essere onesti, tra le montagne di Madrid e Salamanca ci sono molti siti più vicini alla capitale molto più contenitivi. Ma questo è il minimo. Il fatto è che mentre i kikocatechisti andavano dove gli era stato detto per imparare le nuove frasi che avrebbero poi ripetute come pappagalli ben addestrati, i loro stessi kikocatechisti stavano ancora incontrandosi con Kiko senza tanti problemi turistici... Fino a quest'anno.

Quest'anno l'incontro con Kiko sarà congiunto e unico per i catecumeni spagnoli e italiani. E promette di essere strappalacrime.



(Testo del post in immagine)
Kiko sta male, è in ospedale a Porto San Giorgio. Il cuore ha una forte tachicardia. Ci chiedono di pregare per la sua salute.
È in riposo assoluto, ha cambiato la data della convivenza dalla prossima settimana alla successiva, insieme Italia e Spagna.
Non può più mantenere il ritmo di prima, i medici lo hanno obbligato a riposare, quello che è successo in ospedale non lo so,  ma immagino gli abbiano fatto un controllo e per questo lo abbiano messo a riposo assoluto.
Info del Padre Alfredo Sanchez del Seminario di New York


(Non avevano detto che il morire è certamente migliore? Perché sembra che alcuni se lo siano dimenticato).

Molte altre cose sono cambiate da quei giorni in cui ero presente agli incontri di start-up per i kikocatechisti al giorno d'oggi. 
A quel tempo era una costante che ti dicessero che non dovevi rinunciare ad andare a causa dei soldi, che Dio avrebbe provveduto, una cosa e l'altra.
Ora quello che vengono a dirti è che o prendi i soldi in anticipo o meglio lasciar perdere.



(Testo della lettera in immagine)
Luglio 2018
Cari fratelli,
la pace di Cristo sia con tutti voi.
Vi inviamo il calendario per le convivenze di inizio corso per quest'anno 2018/2019.
La convivenza avrà luogo in...
Comincerà con la cena del giovedì 18 ottobre e terminerà con il pranzo di domenica 21.
È necessario assolutamente che ci mandate l'allegato con i dati dei fratelli che assisteranno, il prima possibile, non più tardi del 30 settembre.
Gli anni precedenti abbiamo avuto difficoltà in questa convivenza a pagare il conto dell'albergo.
Per questo, sarà il caso che chiediate aiuto alle vostre Comunità nel caso che la vostra equipe non sia in grado di sostenere il costo abituale della convivenza. In qualsiasi caso, davanti a qualsiasi dubbio di questo tipo, consultatevi direttamente con i catechisti.
Pregate per noi. La pace.
I catechisti

Sarà un  segno dei tempi!

(da: Cruxsancta)






domenica 16 settembre 2018

«Dall'interno non si può fare niente»

Il fatto che io, parlo di me, sia uscita [dal Cammino Neocatecumenale] dopo ben trenta anni, 28 per l'esattezza, da un lato mi fa vergognare.
Perché non prima? Il mio travaglio è durato almeno otto anni. Ma questo oggi mi consente di dire che ho davvero tentato di tutto prima di arrendermi.

Una prima conclusione ho tratto: DALL'INTERNO NON SI PUÒ FARE NIENTE.
O sei un soldatino allineato, che come tiri fuori il capino alla prima bastonata discernente ben assestata dal tuo catechista/padrone e signore delle tua vita ti pieghi e taci, oppure non hai futuro: ti distruggeranno se non scappi via in tempo.

Per quello che riguarda i fratelli ti dico la mia esperienza. Non è questione di aggredire verbalmente o sputare veleno, anche se ho provato quella esasperazione che genera il parlare con un muro. Terribile. Muro di gomma.
I confronti più crudi e diretti li ho avuti con chi era testimone di esperienze vissute da fratelli che sono stati letteralmente irretiti dai catechisti, che hanno dovuto, dopo aver subito violenze o ingiustizie, subire anche lo scrutinio del "tu giudichi" "tu credi di non essere capace di fare peggio" e simili.
Cose che abbiamo raccontato tante volte e che non mi sento di riferire di nuovo....
Quello che mi sconvolgeva era l'impossibilità di ragionare con questi "fratelli" con i quali avevi condiviso tutto il cammino, che erano "testimoni" come te di nefandezze e che si accontentavano, o meglio, si acquietavano con la parola dei catechisti.
Quale era questa parola?
"Ci hanno detto che non dobbiamo farci carico noi di questa storia, che tutto è stato messo nelle mani di Kiko, ci hanno dato la consegna del silenzio, di non parlarne con nessuno, DI NON PARLARNE MAI PIÙ NEANCHE FRA DI NOI! SE NO FACCIAMO IL GIOCO DEL DEMONIO! TU SEI DISOBBEDIENTE!".
E così si mettevano in riga e con la coscienza apposto e....ti giudicavano! Ovvio! Questo non è un peccato per loro.
Non si denuncia, non si chiede giustizia, non ci si immedesima col dolore altrui - se lo fai sei nevrotico - dopodiché ti becchi anche tu scrutini supplementari su scrutini. Tutti portavano a "ti levo da catechista" "ti rimando al secondo scrutinio" "ti rimando a fare le catechesi daccapo" e chi più ne ha più ne metta, in un crescendo che alla fine li costringeva a manifestarsi per quelli che sono.
Se avevi da difendere qualcosa non avevi via d'uscita. Dovevi obbedire.

Forse sono stata trenta anni (28) per vedere con la lente d'ingrandimento tutto questo. No, non hanno giustificazione alcuna. Né loro, i grandi condottieri del C.N., né i cari fratellini clonati, lobotomizzati, senza speranza di recupero alcuno.
Mi consola che noi ex che abbiamo aperto gli occhi e non ci siamo prestati a questo gioco sporco siamo comunque in tanti e spero che saremo sempre di più. Andando avanti, un bell'effetto domino!....."

Ho cercato di parlare e confrontarmi con i camminanti come me. Ho parlato con i miei catechisti, con gli itineranti, con i vertici stessi del cammino.
No, non so fare differenze. Sempre un buco nell'acqua.
E quelli che erano, sono e restano dentro pur avendo visto mille volte le stesse cose che io ho visto, sono i più refrattari.
Mi hanno evitato come la peste. Quando ho provato a parlare (gente con cui ho vissuto 30 anni) le risposte più frequenti: "Preferisco non sapere niente!" "Non parlarne più, si riaprono le tue ferite!" e simili espressioni senza senso.
Anche dopo anni, mai hanno cercato di capire, mai hanno favorito gli approcci che pure ho tentato, mai sono venuti a chiedere "ma cosa è successo?" Surreale? Per anni fratelli, dimenticando i fratelli di carne? Fratelli di chi? Non c'è proprio nulla da salvare nel cammino, neanche i rapporti umani che si creano in questo contesto. neppure sono umani! Eppure questa è la mia esperienza.

(da: Pax)

venerdì 14 settembre 2018

Strane allergie cui vanno soggetti i neocatecumenali

Parole che ripugnano ai neocatecumenali e che risultano praticamente assenti dal loro gergo (alcune di queste vengono usate solo con accezione negativa):
  • Religione, religioso, religiosità, dottrina, ragione, contemplazione, adorazione, culto, dogma, purgatorio, suffragio, espiazione, propiziazione, sacrificio, sacro, sacralità, tempio, altare, regalità di Cristo, tradizione, comunione (preferiscono dire "fare eucaristia"), confessionale, inginocchiatoio, penitenza, indulgenza, meditazione, sacerdote, soddisfazione, devozione, Messa, Santa Messa, transustanziazione, miracolo, soprannaturale, estasi, mistica, ascetica, ascesi, disciplina, teologia, studio, filosofia, pena, castigo, riparazione, contrizione, attrizione, consacrazione, canone, offertorio, offerta, voto, giaculatoria, redenzione, Ostia, vittima, virtù, morale, etica.
Cari neocatecumenali, fatevi due domande, se avete problemi ad utilizzare queste parole nelle vostre catechesi, ammonizioni, risonanze, omelie e preghiere, non vi risulta ci sia qualcosa di strano?

Siate onesti, perché avete difficoltà ad utilizzare il linguaggio della Chiesa di sempre, in particolare della Chiesa di rito latino?

  • Perché siete allergici alla terminologia cattolica?
  • Perché ne avete creata una tutta vostra?
  • Perché questo insopprimibile bisogno di rifare tutto da capo, come se la Chiesa non esistesse da duemila anni?

Dite che la sostanza rimane anche se cambiano le parole...l'ho sentito dire tante volte dai vostri catechisti, ma nessuno è mai stato in grado di dimostrare questa affermazione.

La Verità è che rifiutando le parole voi rifiutate i concetti che queste parole esprimono.

Senza odio, senza rancore, ma con carità, vi prego, riflettete, prima che sia troppo tardi. Tutti dobbiamo comparire di fronte al tribunale di Cristo.

(da: un lettore del blog)

mercoledì 12 settembre 2018

«Ci ha telefonato il Papa!» - le frottole che i kikos amano raccontarsi

Ci scrivono a proposito di una curiosa coincidenza: quanto più l'immagine pubblica di questo Papa si va deteriorando (McCarrick, Catechismo e pena di morte, Amoris Laetitia…) tanto più i neocatecumenali avvertono il bisogno di far credere che il Papa stia dalla loro parte - se non addirittura il bisogno di sfruttarlo di più per i loro loschi fini.

A quanto pare, coi loro soliti trucchetti neocatecumenali, sembrano riuscirci abbastanza bene.

È il caso della "telefonata del Papa" giunta magicamente al minuto giusto sabato 8 settembre 2018 durante una "convivenza" di Kiko, che subito ha scatenato i soliti pomposi peana cernuziani, le millemila tronfie condivisioni facebook e whatsapp (ma Kiko non aveva proibito Facebook e Whatsapp?), e i commenti trionfalistici lasciati su questo blog da parte dei fratelli del Cammino ossessionati dall'idea che ogni evento come quello dovrebbe "tapparci la bocca per sempre", e tutto il resto della tipica fanfara dei neocatecumenali.

Ma al di là della cronaca preconfezionata ante factum e prontamente propinataci dai neocatecumenali (wooo! il Papa sorprende tutti telefonando a Kiko! wooo!), cosa c'è di notevole in quella telefonata? Anzitutto il fatto che papa Francesco non l'ha fatta spontaneamente.

Riportiamo, prima di ogni altra cosa, la trascrizione della telefonata direttamente dal video messo a disposizione da una pagina Facebook del Cammino.

Sta per iniziare l'incontro. In primo piano alcuni rettori di Seminari Redemptoris Mater si abbracciano. Riconosciamo Giosuè Voltaggio e il rettore del Seminario di Medellin, fra i più attivi mediaticamente parlando.
Il Tripode Pezzi, Kiko, Ascension è già pronto in tribuna.
Don Pezzi: "ssssh, ssssh"
Kiko, con il cellulare all'orecchio, ma parlando al microfono della sala "dime… dime" (dimmi… dimmi).
Don Pezzi: "ssssh, ssssh…il Santo Padre!"
Kiko: "Bene, Padre, grazie. Siamo qui, pieni di e…". Silenzio, ascolta.
"Grazie Padre grazie che le vogliamo tanto bene, siamo qui con tutti centoventi rettori dei seminari… è un expectaculo Padre…tutti qui nell'en…siasmo, disposti a dare la vita per la Chiesa Padre ..e tutti le vogliamo bene…diamo un applauso!"
Applauso dei presenti.
Don Pezzi suggerisce a Kiko di chiedere al Papa di rivolgere una parola agli astanti.
Kiko: "Padre, una parola a tutti questi… una parola!"
Papa (scandendo le parole): "Guardate sempre il Signore"
Kiko (ripete): "Guardate sempre il Signore"
Papa (sovrapponendosi a Kiko): "Capito?"
Sta per partire un applauso, fatto subito cessare per ascoltare le parole del Papa (magari un elogio, un incoraggiamento, chissà?)
Papa: "Avete capito???"
Kiko: "Benissimo!"
Risate, applausi, urletti.
Kiko: "Grazie Padre, grazie… dà una grande consolazione…in questa battaglia (affranto).
Molto bene! (di nuovo pimpante) Preghiamo per Lei, eh? …Padre???
Don Pezzi: "È caduta la linea"
Kiko (ripete): "È caduta la linea." Poi aggiunge, furbesco: "Bene, màchia!" (Ndr: màchia è magia, così come pronunciato in spagnolo)
Risate e applausi
Kiko (rivolto al suo pubblico): "E grazie".


Vediamo un po' di commentare quanto riferito punto per punto.

1) In primo luogo il Papa viene contattato da qualcuno: le parole «dimmi, dimmi…» Kiko le rivolge all'agente neocatecumenale che si è avvicinato al Pontefice col telefonino in mano già pronto.
La telefonata, infatti, era stata accuratamente preparata, lato Kiko, naturalmente, non lato Pontefice, che è stato preso in contropiede. Infatti il Papa deve aver esordito la telefonata con un generico "Come va", domanda a cui Kiko ha risposto in prima battuta con "Bene". Non gli ha chiesto come sta, nulla di personale, altrimenti Kiko avrebbe colto la palla al balzo per dimostrare intimità con il papa.
2) Poi Kiko per due volte sta in silenzio ed ascolta. Riprende a parlare dicendo «bene», che è il suo intercalare quando cambia argomento.
Papa Francesco non ha dimostrato di essere a conoscenza di ciò che Kiko stesse facendo e della convivenza dei seminaristi, perché è lo stesso Kiko che si premura di spiegarglielo, non resistendo alla tentazione di vantarsi dei soliti numeroni (120 rettori, di cui la maggior parte reggono a fatica se stessi) e della eroicità pronta al martirio di tutti i seminaristi e sacerdoti presenti, ospiti a spese delle comunità del Cammino presso le strutture residenziali di Porto San Giorgio.
Da notare, i due si parlano in italiano, benché per ambedue la lingua madre sia lo spagnolo, quindi intimità zero. E fin da subito, nonostante il Papa non intenda fare un saluto ufficiale in un simposio di cui probabilmente neppure sapeva l'esistenza, Kiko parla al plurale e fa capire al papa di essere nel pieno svolgimento di un incontro, di fronte a rettori e seminaristi, e soprattutto che di essere in "viva voce".
3) Poi c'è Pezzi, più lucido dall'esterno, che dimostra di essere il regista occulto della telefonata: suggerisce a Kiko cosa dire, gli fa chiedere al Papa la famosa "parola", cioè un saluto ufficiale al consesso che, per stringato che fosse, i Neocatecumenali si sarebbero subito venduti il giorno dopo su tutte le emittenti con i titoloni: il Papa conferma e benedice i seminari del Cammino (magari anche quello di Tokyo nonostante la disapprovazione dei vescovi giapponesi).
Per questo, la "Parola" che il Papa, che notoriamente non si fa tirare per la giacchetta nessuno, si riduce ad un generico «guardate sempre il Signore» (che può essere detta a chiunque, è come se il Papa neanche sapesse con chi stava parlando). Che però sapesse invece che stava parlando con sacerdoti Neocatecumenali, notoriamente affetti da irrimediabile sordità agli appelli del Papa, lo si immagina facilmente, visto che aggiunge subito un "Capito?" per poi aggiungere, per buona misura, mentre tutti trattenevano il fiato per attendere finalmente la benedizione papale: «Avete capito???» e chiudere subito la telefonata (oh, che disdetta, è stranamente "caduto il segnale"… magia, dice Kiko).
Insomma, abbiamo troppi motivi per pensare che l'Agente Get Smart Neocatecumenale ha messo a sorpresa il cellulare nelle mani del Papa, spaccando il minuto, addirittura tentando di turlupinarlo.
Visto poi che la prontezza di spirito del Papa gli ha fatto pronunciare non la benedizione auspicata ma una frase abbastanza generica e diversamente interpretabile, si passa alla mistificazione di secondo livello, riferendo all'Ansa e a tutta la stampa "amica", una parola che il Papa non ha pronunciato, e cioè "Avanti" che naturalmente sottointende "continuate ad andare avanti in questo modo".
Pensare che Kiko non menta, significa credere che un fiume possa invertire il proprio corso.

Il Papa, comunque, si sarà sentito assai urtato dall'essere sfruttato per la propaganda kikiana e dall'essere stato messo ancora una volta davanti al fatto compiuto.

Conoscendo il suo caratterino, ci permettiamo di pensare che ai kikos questa furbata costerà molto cara.

lunedì 10 settembre 2018

Inghilterra: il cuculo protestante nel nido cattolico

Pubblichiamo qui sotto la traduzione di alcune parti dell'articolo Neocatechumenate CULT FICTION - The Protestant cuckoo in the Catholic nest, ancora attualissimo benché pubblicato subito dopo l'autoapprovazione degli Statuti del Cammino del 2002, ricordando che il cuculo è un uccello che deposita le proprie uova nel nido di altri uccelli.


Eretici in vacanza
(a spese dei kikos)
[...] Per esempio, (i neocatecumenali) intercaleranno casualmente con espressioni del tipo: "Quando il Papa mi ha mandato in missione in Inghilterra, io non conoscevo l'inglese". Sono un commerciante ben allenato, e vi posso assicurare che non c'è niente di casuale in quelle espressioni: sono tecniche subliminali di vendita, sono utilizzate deliberatamente, e loro sono allenati ad usarle. Il loro scopo è di piantarvi nel subconscio l'idea che se queste cose vengono dal Papa allora devono essere per forza buone. Ovviamente se tali affermazioni fossero esplicite e aperte, susciterebbero il sospetto e il desiderio di verificarle, per cui il trucco è di sganciarle casualmente nel discorso e proseguire rapidamente prima che l'interlocutore abbia tempo di pensare e reagire. L'idea che il Papa, che è al di sopra del Cardinale Arcivescovo di Westminster e dell'intero episcopato inglese, chiederebbe ad un avvocato italiano incapace di parlare in inglese di andare a convertire gli inglesi (neanche fosse un novello sant'Agostino) è talmente assurda che non ci sono altri commenti a parte un: "Già: e io sono Napoleone Bonaparte".

La più grande difficoltà nel formarsi un'opinione equilibrata sul Cammino è la loro segretezza istituzionale. Non viene scritto nulla ad uso del pubblico. I suoi fautori sono evasivi. Coloro che partecipano agli incontri introduttivi non possono porre domande. Le domande vengono comunque deviate con risposte tipo: "ti diventerà chiaro a suo tempo". Non c'è un vero dialogo con chi tiene gli incontri: ci si aspetta che per la maggior parte tu stia lì ad ascoltare. Questa tecnica di vendita viene ben descritta come "softly softly catchee monkey" ("pian pianino si acchiappa la scimmietta"). Questa segretezza si estende perfino nei confronti di vescovi. Centoventi vescovi europei hanno preso parte ad aprile 1993 ad una presentazione del Cammino durata cinque giorni, in un hotel di Vienna (tutto pagato dai Neocatecumenali). Molti dei vescovi si sono sentiti offesi e delusi dal fatto di essere stati costretti a sedersi e ad ascoltare per ben cinque giorni! E a quelli che desideravano fare domande non è stato permesso. Un coraggioso vescovo italiano ha tentato di parlare ma è stato bruscamente messo a tacere da Carmen Hernández, con l'oltraggiosa motivazione che lui non aveva permesso al neocatecumenato di attecchire nella sua diocesi e pertanto non aveva diritto a spiegazioni!

Tavolone super-gigante per una
pagliacciata super-gigante
Chiaramente non tutti i movimenti sono uguali. È un esercizio interessante confrontare il pesante velo di segretezza che definisce il Cammino con il modus operandi del santo recentemente canonizzato dalla Chiesa, Josemaria Escrivà. Quest'ultimo si poneva di fronte a una folla di parecchie migliaia annunciando: "Chiedetemi qualsiasi cosa su qualsiasi argomento", e quindi rispondendo a domande per una o due ore. I figli della luce non hanno nulla da nascondere.
[...]

Certe critiche al Cammino vanno considerate con circospezione

Il Cammino, a prima vista, appare impeccabilmente ortodosso. Per esempio non troverete membri che lottano per far sposare i preti, o per le "donne-prete" (...) [C'è gente che] prendendo alla lettera tale facciata di ortodossia e osservando il successo dei neocatecumenali, li crede un ostacolo alla promozione delle proprie convinzioni private. Il Cammino viene denunciato da tali pseudo-Cattolici per essere "fondamentalista" e ammonito per il suo proselitismo aggressivo.

Gordon Urquhart, ex membro dei focolarini (un altro movimento moderno), ha scritto un libro intitolato The Pope's Armada. Questo libro è diventato la bibbia di chi si oppone al Cammino. Ma Urquhart è un omosessuale dichiarato che aveva anche abbandonato la moglie e i tre figli. Tali testimoni, essendo ovviamente disaffezionati in modo drastico al Cammino e con più di qualche dente avvelenato, vanno perciò trattati con un certo grado di circospezione. Comunque, molte delle informazioni concrete di tale libro sono pervenute da ex membri del Cammino e perciò non possono essere scartate a priori.

Dimmi cosa illustra il tuo "santino"
dell'ordinazione sacerdotale
e capirò a chi sei consacrato...
Il vescovo della diocesi di Clifton, Mervyn Alexander, divenne famoso per aver bandito il Cammino dalla sua diocesi. Ma è stato comunque considerato da tanti cattolici come un modernista che ha protestantizzato Clifton insieme ai suoi sottoposti liberali. Il suo successore, il vescovo Declan Lang, un modernista d'allevamento della stalla del vescovo Hollis, mantenne il divieto per il Cammino. (...) Purtroppo la devastazione della diocesi di Clifton sotto tali uomini è garantita con o senza l'aiuto del Cammino. (...) E tuttavia, per essere onesti nei confronti di tali vescovi, bisogna ricordare che le divisioni, i guai e la diffusa collera causata in tre parrocchie della diocesi di Clifton da parte del Cammino Neocatecumenale è qualcosa di pubblicamente ben documentato.

Alcuni punti dottrinali - Una deprimente e pessimistica dottrina sull'uomo

[...] Il mio momento di "eureka!" è stato nell'autunno del 2002, partecipando ad una serie di cosiddette catechesi tenute da esponenti del Cammino nella mia parrocchia. Da ex protestante, le mie orecchie saranno certamente più allenate a riconoscere certi motivetti, piuttosto che quelle di cattolici che sono stati tali fin dalla culla. Ebbene, questa deprimente visione pessimistica dell'uomo ("zero più peccati") era il punto di partenza del credo neurotico di Lutero. Se pensate che l'uomo sia così tragicamente danneggiato dal peccato originale da essere al di là di ogni possibilità e speranza di salvezza, e che il massimo che Dio possa fare sia di "rifilargli" un po' di santità lanciandogliela addosso, allora senza dubbio state rigettando la dottrina cattolica della redenzione: non si può redimere ciò che è essenzialmente e ontologicamente irredibimile, cioè "zero più peccati"!

[...] Questo insegnamento che la Chiesa sarebbe andata a rotoli dall'editto di Costantino in poi, viene fuori in realtà dalla setta protestante dei Battisti. Alcuni apologi dei Battisti dicono che la loro non sarebbe una chiesa nata dalla Riforma protestante, ma sarebbe una rimanenza dei cristiani dei primi secoli, di prima della pace di Costantino. Questa specie di fantasiosa astruseria è la loro risposta immaginaria all'obiezione cattolica che una chiesa fondata nel sedicesimo secolo (dai riformatori protestanti) non può per ciò stesso proclamarsi fondata da Cristo. Per rifiutare le loro assurdità, basterà semplicemente ricordare che nei primi quattro secoli non c'era propriamente un Nuovo Testamento (i ventisette libri così come li conosciamo oggi) su cui questi "credenti nella Bibbia" fondano la loro fede cristiana. La lista dei ventisette libri da includere nel Nuovo Testamento è stata finalizzata dalla Chiesa dopo Costantino - così come la formulazione delle dottrine sulla Trinità e sulla Divinità di Cristo. Niente male per una Chiesa "corrotta"!

[...] Gli ex neocatecumenali indicano che è il Cammino ad essere il vero "idolo" di coloro che fanno il Cammino. Una testimonianza che mi è stata personalmente fatta da una ex neocatecumenale a Bristol illustrerà questo aspetto. Un giovane non battezzato aveva aderito alla sua comunità. Dopo un paio di anni di coinvolgimento col Cammino incontrò una brava ragazza cattolica della parrocchia (che però non faceva il Cammino) e pianificarono di sposarsi. Quando il Cammino scoprì che lui voleva sposare una cattolica che non era nel Cammino, gli fu rifiutato il battesimo! Il giovane fu costretto a lasciare il Cammino e a chiedere il battesimo nella propria parrocchia per poter sposare la sua fidanzata cattolica praticante!...

La liturgia neocatecumenale raggiunge il suo culmine nella Veglia di Pasqua, che è un affare che dura tutta la notte... e viene celebrata separatamente dalla parrocchia! Così, nelle parrocchie in cui il Cammino è presente, ci saranno due diverse Veglie di Pasqua, una aperta ai parrocchiani, e una a porte chiuse per il Cammino! Quando ciò ha comportato problemi (il che non ci sorprende), come a Bristol nella parrocchia di san Nicola da Tolentino, la veglia parrocchiale è stata eliminata e ai parrocchiani non restava altra scelta che la veglia neocatecumenale che durava tutta la notte. Un ex neocatecumenale mi ha spiegato come la veglia terminasse con una colazione comunitaria alle sei del mattino in un grosso hotel della zona, per la quale ognuno era obbligato a pagare 25 sterline. Costui aveva chiesto di poter evitare la colazione a causa di impegni familiari, ma i leader del Cammino gli risposero che i fratelli della comunità dovevano assolutamente partecipare a quella colazione comunitaria.

Kiko vuole gestire anche papa Francesco
[...] Uno può legittimamente domandarsi se la "Messa" neocatecumenale sia attualmente una Messa valida. La Chiesa insegna che per essere valida è necessario che il sacerdote intenda fare ciò che fa la Chiesa. La Chiesa intende offrire un sacrificio propiziatorio, ma Kiko e Carmen esplicitamente negano che la Messa sia un sacrificio propiziatorio, per cui come potranno i loro preti intendere di fare ciò che fa la Chiesa? Fra parentesi notiamo che il motivo per cui la Chiesa ritiene che gli ordini anglicani non siano validi è proprio perché il loro rito intenzionalmente ha omesso la nozione di sacrificio propiziatorio. [...] Questa sconquassata dottrina della Messa, e la negazione che la Messa è un sacrificio, è anche il motivo per cui Kiko vieta l'uso degli altari, che sono spacciati per una sorta di rimanenza pre-cristiana dove gli dèi adirati andavano placati a suon di sacrifici pagani. La Messa neocatecumenale deve infatti essere celebrata su un tavolo posto al centro della chiesa...

[...] Avendo personalmente seguito quattordici incontri di "catechesi iniziali" dei loro catechisti, posso personalmente testimoniare che in quelle ventuno ore non c'è mai stato neppure un singolo riferimento al Catechismo della Chiesa Cattolica! Questo è strano per un'organizzazione che presenta una facciata di ortodossia, tanto più che il Santo Padre ha ripetutamente decretato che tutte le future catechesi debbano essere basate sul Catechismo. Rigettarlo esplicitamente comporterebbe pesanti censure ecclesiastiche, per cui credono di risolvere il problema semplicemente ignorandolo, come se non esistesse...

Crudele inganno nelle file degli adepti

L'aspetto più malefico del Neocatecumenato è il calcolato inganno ai danni dei loro stessi ranghi, che per gran parte è gente esemplarmente buona. Al tipico fratello di comunità i leader non dicono mai che il motivo per cui devono chiamare "presbìteri" i loro sacerdoti è perché non credono nel sacerdozio. Non dicono mai che il motivo per non permettere gli altari è che Kiko nega che la Messa è un sacrificio. Quando i fratelli esprimono preoccupazione per i frammenti di ostia consacrata dispersi, vengono scoraggiati dai loro catechisti a raccoglierli, ma non verrà detto loro che il motivo è che i leader del Cammino negano la dottrina della transustanziazione e considerano la presenza di Cristo nell'ostia consacrata un mero simbolo della sua presenza. Quando celebrano il loro banchetto festivo al posto della Messa, non viene detto che è dovuto al fatto che Kiko e Carmen rigettano l'intera teologia cattolica della Messa, redenzione, sacrificio, tutto.

"Prima Comunione" neocatecumenale:
l'Eucarestia ridotta ad un "sacro snack"
distribuito nella stanzetta della carnevalata
Kiko e Carmen hanno chiaramente imparato molto dal modus operandi dei professionisti del dissenso, femministe radicali e sodomiti militanti, presenti sotto mentite spoglie in parecchie delle curie dei paesi di lingua inglese, e che stanno erodendo da anni il tessuto della Chiesa come termiti. Infatti, se uno vuole cambiare il credo cattolico, è uno spreco di tempo tentar di farlo onestamente e alla luce del sole... Per esempio, se non credi nella transustanziazione, incoraggia i cattolici a ricevere l'ostia in mano e in piedi... se non credi nell'adorazione eucaristica, tira fuori qualche complicata teoria liturgica per la quale il tabernacolo andrebbe rimosso dall'altare principale e spostato in uno sgabuzzino, mentre nel frattempo tessi le lodi dell'adorazione eucaristica per non far sentire ai tuoi fedeli la puzza delle tue eresie... se non credi che la Messa è un sacrificio, incoraggia celebrazioni carismatiche festose in stile banchetto... il trucco è sempre quello di non rivelare mai le tue intenzione, sii solo molto paziente e lascia che la corrosione dovuta al passare del tempo faccia lo sporco lavoro.

Trucchi usati dai neocatecumenali per vendere le loro "liturgie" ai vescovi

Trucco numero 1: "promuovere il mito post-Conciliare delle liturgie fai-da-te dei primi cristiani"

Trucco numero 2: "mentire sul Vaticano II; dopo tutto, sul Vaticano II mentono praticamente tutti, e pochi hanno letto i documenti"

Trucco numero 3: "distorcere la storia della Chiesa"

Trucco numero 4: "ridicolizzare la liturgia tradizionale della Chiesa"

Trucco numero 5: "presentare la liturgia del Cammino come il male minore, con una falsa scelta tra due sole opzioni prefabbricate (il fervore dei primi cristiani e la distrazione di quelli attuali), come se non esistessero alternative (trucco usato dai venditori porta a porta)".

sabato 8 settembre 2018

Guerra, battaglie, nemici e alleati: addestramento reclute nei campi di post-cresima neocat

Nelle parrocchie in cui è presente il Cammino neocatecumenale si organizza un'attività indirizzata ai giovani che si definisce post-cresima.
Non si tratta, come in generale nelle parrocchie, di gruppi di giovani con uno o più animatori, solitamente più vicini alla loro età, che alternano momenti ricreativi a momenti di riflessione sulla Parola di Dio, iniziative di volontariato a gite e pellegrinaggi.
Nel caso del post-cresima neocatecumenale alcune coppie, dette "padrini", selezionate tra quelle più ferventi ed obbedienti alle direttive dei catechisti, seguono ciascuna un gruppetto di 6 ragazzi per 6 anni, incontrandosi un giorno alla settimana, solitamente il venerdì, e organizzando almeno un campo estivo. I ragazzi sono quasi tutti figli del cammino, ma l'adesione è aperta a tutti i ragazzi della parrocchia.
Seguendo le indicazioni di un "mini-mamotreto" ogni mese si stringe una "alleanza con Dio" impegnandosi a superare qualche problema/peccato e a prendere qualche impegno di vita: la prima e la seconda settimana c'è una catechesi a casa dei padrini, al terzo incontro vi è una celebrazione in parrocchia, tutti i gruppi di  post cresima assieme, con catechesi del sacerdote, penitenziale e una piccola agape finale.
Al quarto incontro viene organizzata una cena a casa dei padrini, con tavola elegantemente imbandita e cibo fresco preparato personalmente dalla madrina (o padrino).
Il percorso dura sei anni, ma nel frattempo ai ragazzi viene prospettato di entrare in comunità con una piccola cerimonia con le "alzate" per chi intende entrare in cammino.
Il campo estivo è una ripetizione di tutte queste attività. I padrini si alternano nel "dare le catechesi" raccontando le proprie esperienze di vita, i problemi coniugali, le crisi felicemente risolte dal cammino, anche se dai musi lunghi non sembrerebbe proprio! Un'attività che non manca mai è una caccia al tesoro con brani delle Scritture: saranno poi i padrini a dire la parola tipo oracolo, su cosa voglia dire la scrittura trovata per la vita del ragazzo. Naturalmente di fronte a tutti.
Le attività coinvolgono ragazzi di un'ampia gamma di età, dai dodici ai diciotto anni, e a tutti vengono proposti gli stessi contenuti senza riguardo ai diversi stadi evolutivi attraversati e alle sensibilità individuali.
Leggiamo alcuni brani di un articolo recentemente comparso su un giornale diocesano a conclusione di uno di questi campi estivi di post cresima di una parrocchia neocatecumenalizzata e, di seguito, il commento di una catechista parrocchiale che ha frequentato per alcuni anni il cammino e quindi conosce bene sia la realtà del cammino sia quella parrocchiale.




Stile neocat usato anche nel post-cresima con gli adolescenti.
Rammentiamo che, per Kiko, Babilonia, la grande meretrice,
è la Chiesa (fonte: Vangelo dei Miserabili).


Da un articolo tratto dal giornale diocesano "Vita Nuova", pubblicato il 12 agosto 2018.


Un post-Cresima per preparare i ragazzi alla battaglia della vita
[...] I padrini sono coppie che si sono rese disponibili a seguire un gruppo di ragazzi in questo percorso che dura in totale sei anni durante i quali s'incontrano con frequenza settimanale. Ma l'opera è tutta dello Spirito Santo, che attraverso di loro arriva ai ragazzi.
Quello che più ha impressionato i ragazzi sono state la testimonianza di vita, diretta e raccontata, data dai padrini; storie normali, di lotta ordinaria, e straordinaria proprio perché tale: il disagio davanti all'adolescenza, alla ricerca della vocazione, alla vita coniugale e familiare, ai vizi e ai peccati. Queste sono le storie che sono state donate ai ragazzi assieme alla testimonianza di come Dio è intervenuto in esse. Perché la vita è combattimento, questo il tema scelto per il campo del post-cresima di quest'anno, ma è importante prima di tutto insegnare ai giovani a riconoscere il loro nemico, il loro alleato e le loro armi.
Il loro nemico si chiama Satana, il loro alleato Dio, la loro arma Parola di Dio. Questo è in estrema sintesi questo campo. Insegnare ai ragazzi a prendere coscienza di una realtà che troppo spesso passa in sordina nella Chiesa: c'è un nemico che vuole distruggerci. San Paolo chiarì questa realtà in modo inequivocabile nella sua lettera agli Efesini:
«La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di came, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti».
La buona notizia, il Vangelo, è che questo nemico è già stato sconfitto grazie al sacrificio di Cristo. La guerra è vinta! In questa vita ci attende una battaglia «Ma guai a voi, terra e mare, perché il diavolo è precipitato sopra di voi pieno di grande furore, sapendo che gli resta poco tempo», come sta scritto nell'apocalisse. Vivere fuori da questa consapevolezza è vivere alienati. Allora ecco il tema del combattimento e dei cavalieri, coloro che si assumono pienamente questa responsabilità.
Ecco quindi le storie dei padrini, i nuovi cavalieri che combattono la battaglia alleandosi ogni giorno con Dio, come Giacobbe, una delle figure bibliche di cui si è parlato nel campo. Questo è ciò di cui hanno bisogno I ragazzi, incredibilmente ricettivi perché inconsapevolmente consci della loro personale guerra contro gli inganni del demonio che li sminuisce e li accusa rendendoli fragili e vulnerabili. Le attività ricreative, che pure ci sono state e devono esserci, sono solo il substrato su cui è seminato qualcosa di durevole: la speranza che nella loro vita Dio sia l'alleato e non il nemico, che la parola di Dio sia l'arma invincibile, l'Eucaristia alimento vitale e non un rito antiquato. I ragazzi, accompagnati dai loro alleati nella fede che sono i padrini, durante il campo è stata consegnata una parola di Dio, personale, che sono invitati a custodire come tesoro prezioso, e che è stata suggellata dall'eucarestia in cui la nuova realtà del Cristo vittorioso è offerta. [...]


Gadget kikiani, canti kikiani, teste canute con le chitarre:
sarebbero i "nuovi cavalieri", alleati di giovani
"inconsapevolmente consci".


Commento all'articolo di una catechista parrocchiale che conosce il post-cresima neocatecumenale.


Già il titolo "un post cresima per preparare i ragazzi alle battaglie della vita" è assurdo! Dovrebbe essere un post cresima per preparare i ragazzi all'incontro con Gesù e nella loro vita di tutti i giorni. L'articolo esprime chiaramente la metodologia neocatecumenale, tutta in negativo: lotta, demonio, peccato...

Le armi: la Parola...e tutto il resto? Preghiera, Rosario, Adorazione, Confessione frequente, gesti di carità?????
Questo si insegna ai ragazzi nei campi scuola "parrocchiali" e nella catechesi dei ragazzi cristiani della domenica! Mai mancano gli esempi non di peccato ma di gesti di Amore fatti al prossimo per Amore a Gesù.

La figura dei padrini che si sostituisce ai genitori: altro punto dolente. Raccontano la loro vita, i loro problemi con i figli o di coppia. 
Sicuramente i ragazzi conoscono bene i figli dei catechisti essendo tutti in comunità e quindi possiamo solo immaginare che peso possa avere su di loro che la propria intimità sia esposta davanti ad altri coetanei.

A ragazzini di 12/18 anni i padrini parlano di "un nemico che vuole distruggerci"...questo è vero terrorismo! Al contrario si deve dire loro che c'è un Padre che li ama e li protegge, che li aspetta, sempre!
Un amico fidato, Gesù, che indica loro la strada da percorrere, li perdona, li accoglie, si dona a loro, possono stare a parlare con Lui nell'Adorazione, raccontargli tutti i loro problemi!
Una mamma, Maria, (grande assente nel Cammino) che con la sua dolcezza sta loro accanto con Amore materno, un Angelo custode che Dio ha messo loro accanto proprio per difenderli.

Tutti discorsi sconosciuti nei post cresima neocatecumenali.
"Cavalieri che si assumono le responsabilità"! Non si può  proprio sentire! I ragazzi oggi più che mai questo lo devono imparare in famiglia guardando ai loro genitori, in parrocchia e nel mondo dove vivono, anche a scuola! Non mi sembra che certe coppie neocatecumenali diano esempio di "responsabilità".

"La speranza che Dio nella loro vita sia un alleato e non un nemico" rasenta la blasfemia....

Inoltre sminuiscono l'attività-gioco, importantissima a questa età,  attraverso la quale si possono trasmettere bellissimi messaggi più che mille pappardelle. 

Per ultimo ma non meno grave la caccia al tesoro dove i ragazzi trovano una Parola per la loro vita che poi i padrini interpreteranno per loro consegnandogliela.
Che preparazione psicologica hanno per entrare nel foro interno di questi ragazzi?
Si ripetono le scene già viste negli autobus della GMG, che preludono alla forzature vocazionali dei meeting con Kiko.
Poi si scrive che i ragazzi sarebbero "inconsapevolmente consci della loro personale guerra contro gli inganni del demonio che li sminuisce e li accusa rendendoli fragili e vulnerabili", non rendendosi conto che sono proprio gli adulti, con il loro pesante carico di esperienze spesso di grande crudezza, a minare la fiducia in sé degli adolescenti, quella nell'amore di coppia, nel matrimonio ed anche quella in Dio, alleato o nemico a seconda delle scelte che si compiono, cioè se si resta dentro il Cammino o se ne esce.

Poveri ragazzi!

giovedì 6 settembre 2018

Le balordaggini avverse di Argüello e Carmen sulla Vergine Maria

Pio IX nella Bolla Ineffabilis Deus, con cui ha definito l’8 dicembre del 1854 l’Immacolata Concezione di Maria quale dogma di fede, ha usato la seguente definizione o formula dogmatica: “La Santissima Vergine, sin dal primo istante del suo concepimento, per grazia singolare e per privilegio di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo, Salvatore del genere umano, fu preservata immune da ogni macchia di peccato originale”.

Fin dai primi secoli del cristianesimo, il sentire dei fedeli aveva intuito che il peccato era incompatibile con Colei che aveva concepito il Figlio di Dio, Gesù di Nazareth. Così, ancor prima che si giungesse alla definizione magisteriale del dogma, figli eminenti della Chiesa hanno attribuito a Maria una perfezione di santità che, per essere completa, doveva necessariamente riguardare anche l’origine del suo concepimento. Tutti concordi, tranne kiko.

Per intenderci, ancor prima di approdare al fulcro della questione, vi ripropongo le parole di Arguello dall'estratto contenuto nell' Annuncio d' Avvento neocatecumenale 2017.
Kiko Argüello:
"In questo momento in cui muori, in cui l’anima si separa dal nostro corpo, sappiamo che viene Gesù Cristo a prendere la nostra anima. Per questo nell’icona della Chiesa di Oriente – che potete vedere lì in alto – si vede la Madonna che è morta e Gesù Cristo che viene e porta l’anima di Maria. Così Lui viene a prendere la nostra anima per farla uno con lui e portarla in cielo con lui. Il corpo, le nostre spoglie, restano qui e le portano al cimitero, ma Cristo viene per noi [...] Nel momento della morte della Vergine Maria vengono gli apostoli, che sono stati portati da tutte le parti del mondo, e viene Cristo a prendere la sua anima e la porta in cielo, e c’è l’Assunzione della Vergine Maria."

Non c'è ombra di dubbio che le idee di arguello intacchino norme e dogmi, fede e spiritualità, salute fisica (per il mal di testa ed il crepacuore che comportano le sue parole) e psicologica (l'addentrarsi delle sue convinzioni inaccettabili e insopportabili nella mente). 

Diceva il Santo Padre Giovanni Paolo II - proprio colui che dicono appoggiasse il cammino perchè concorde con ciò che professa kiko - in una sua catechesi mariana:
“A Maria, prima redenta da Cristo, che ha avuto il privilegio di non essere sottoposta neppure per un istante al potere del male e del peccato, guardano i cristiani, come al perfetto modello ed all’icona di quella santità, che sono chiamati a raggiungere, con l’aiuto della grazia del Signore, nella loro vita”.
Maria Immacolata ricorda a tutti i battezzati la perfezione della santità. La tutta Santa è stata e continua a essere nella Chiesa la guida sicura che conduce alle alte vette della perfezione evangelica.

Kiko celebra la liturkikia neocatekika
E’ da qualche giorno trascorsa la solenne festività dell’Assunzione in cielo, in anima e corpo, della Beata Vergine Maria e per l’occasione, precisamente il 12 agosto, durante l’incontro vocazionale del cammino neocatecumenale, Kiko ha “benedetto” l’evento costringendo Ascensìon, la portatrice – non sostituta – della palabra de Carmen a leggere, per l’appunto, uno scritto della Hernendez. Il suo contenuto, percepito come rivelativo e sapiente a causa di un certo plagio mentale identificativo di ogni seguace settario, non è altro che un’accozzaglia di pensieri già risaputi e malamente espressi, con la solita e immancabile aggiunta eretica.
"Nessuno può credere che noi siamo in un pianeta, girando l'universo adesso ad una velocità impressionante. Più grande e meraviglioso di tutta la Creazione, della galassia e di tutto è l'uomo.
Dio ha creato l'uomo, fa una creazione fantastica, meravigliosa, onnipotente. Ma dice che tutto è creato in ordine per fare I'uomo a Sua immagine. Immagine di Dio è l'uomo nella libertà. A Sua immagine Io creò, l'uomo e donna li creò. Molto importanti i due, perché Il potere di dare la vita che ha l'uomo è dell'uomo con la donna e il serpente attacca sempre la donna e non l'uomo. Perché? Perché la donna ha la fabbrica della vita, la matrice. Per questo I'aborto è mettere la morte dentro la fabbrica della vita della donna.
L'Apocalisse presenta una Donna vestita di sole. Questa Donna vestita di sole è la Vergine Maria, la nuova Eva, anche se Gesù Cristo non l'ha liberata da alcun peccato è l'immagine meravigliosa di quello che in ebraico si chiama  Rahamìm, che noi traduciamo con misericordia. In latino misericordia ha relazione con il cuore.
Ma non cosi nell'originale ebraico. Rahamìm in ebraico è la matrice, quello che noi in italiano chiamiamo ricreare. Resuscitare dai morti è Rahamìm, è la Potenza di Dio di ricreare l'uomo. Di riportarlo al piano originale, alla felicità, al Paradiso."

Appare chiaro come il pensiero di Carmen, riferito da Ascensión, possegga dei contorni anomali che sfociano con sconcertante facilità nello sproposito. Riportiamo testualmente il nucleo centrale dell' eterodossia della defunta Carmen.
Ella dice, riferendosi alla Vergine: "anche se Gesù Cristo non l' ha liberata da alcun peccato" 
Per la Hernàndez la nuova Eva è la matrice, l’utero da cui viene ricreato l’uomo nuovo necessariamente riscattandolo dal peccato.
Ecco perché  l’iniziatrice spagnola, dovendo far coincidere la figura della Madonna con quella della  nuova Eva così come da lei concepita, deve specificare “anche se Gesù Cristo non l’ha liberata da alcun peccato”:  l’Immacolata, per Carmen, ha una caratteristica in meno e non è  perfettamente coerente al disegno divino di ricreazione dell’umanità!


Cerco di spiegarmi meglio, a partire dalla parola ebraica Ramahim intorno alla quale ruota il concetto espresso da Carmen e del quale la Madonna è parte marginale e quasi inadatta.
Il termine Ramahìm è presente nelle Sacre Scritture insieme ad altre parole ebraiche che convergono sempre nel significato di misericordia, ma con un senso intrinseco differente.
Carmen mistifica il termine Rahamìm, il quale è vero che riguarda la misericordia ma non la matrice e la ricreazione, infatti ella lo prende in considerazione per sostenere il suo pensiero, ormai risaputo, sulla "fabbrica della vita".
Rahamìm riguarda le viscere, l'utero, ma non nel senso espresso dalla Hernández, piuttosto questo termine vuole mettere in risalto la dimensione interiore della misericordia. È il sentimento intimo e amoroso che lega due persone, come la mamma al proprio bambino ma anche un fratello all’altro. Facendo parte dell’intimità dell’uomo questo sentimento è anche molto spontaneo (normalmente a nessuna mamma l’ostetrica deve spiegare che una volta fatto nascere il bambino lo deve anche amare) il sentimento spontaneo che ne nasce è aperto ad ogni tipo di tenerezza, che si traduce, quando serve anche in atti di compassione e perdono.

Adamo ed Eva cacciati dall'Eden (Masaccio)
San Giuseppe e la Vergine Maria (Argüello)
Nulla di tutto ciò traspare nelle frasi della iniziatrice del Cammino, nessuna purezza e compassione virginale: per Carmen la Nuova Eva, la Donna vestita di Sole, è più simile alla pagana grande Madre, rigenera ed è rigenerata, come un utero di misericordia, attraverso peccato e morte: la Madonna per Carmen non può essere la Nuova Eva perché, al contrario, Ella è Immacolata, esente da peccato, partoriente senza dolore, preservata fin dall’origine da ogni macchia.

Se infatti andiamo a riprendere l'intero cap. XII dell’Apocalisse, ritroviamo tre protagonisti speculari a quelli della colpa originale: da una parte la Donna (la Nuova Eva) con il Figlio e dall’altra il Dragone rosso. Tra le due parti vi è un’inimicizia assoluta, che esclude ogni tipo di amicizia mediante il peccato, anche per un solo istante.

Per la teologia di Carmen e Kiko, la Vergine è un doloroso controsenso, perché il loro utero di misericordia ha assoluta necessità del peccato per ricreare l’Uomo Nuovo.

Per questo Carmen la mette a margine togliendo alla Donna vestita di sole il ruolo di comprimaria nella salvezza, modificando i Testi Sacri, per questo Kiko la fa morire come qualsiasi sordido peccatore: le loro mistificazioni pongono dalla parte del serpente mentre noi sappiamo che, grazie al Sangue  Innocente dell’Agnello e ai dolori spirituali di Maria Immacolata, il serpente è vinto!

Perciò le parole di Carmen, assieme alle dichiarazioni di kiko riguardo l'Assunzione della Vergine Maria in cielo avvenuta solo in spirito e non in corpo, o escludono la Madonna dalla Storia della salvezza o alludono alla possibilità che la Madre di Gesù, Tabernacolo primo di nostro Signore, fosse macchiata dalla colpa.

A questo punto, incerta su quanto kiko creda nei Testi Sacri, mi sovvengono spontanee un paio di riflessioni suscitate dall'argomento in atto. Ho vissuto in prima persona la disapprovazione di Carmen nei confronti della devozione mariana, con la sua estrema e forte contrapposizione a tutti quei segni che richiamano la Vergine Maria, ad iniziare dal Santo Rosario, decretato da kiko non idoneo ai neocatecumeni di età inferiore ai quindici anni di cammino (e anche dopo non è che sopraggiunga tutta questa devozione...). Altre testimonianze, tutte contraddistinte dalla stessa identica trama, sono andate ad aggiungersi alla mia,  contribuendo a comporre quel quadro che argüello aveva cominciato quando decise di approfittare della Vergine per i suoi scopi terreni.

Un estratto dell'angosciosa "poesia" composta da Kiko il 15 agosto del 1992.

Ma kiko possiede una passione molto evidente, l'amore per se stesso, tanto grande da dedicare alla Vergine Maria, in occasione della festività dell'Assunta, una preghiera impregnata di egocentrismo, incentrata sulla sua stessa figura di peccatore incallito immerso in una realtà fatta di "leggi demoniache", sin dal primo verso. Ogni elaborazione di pensiero possiede come finalità il suo risanamento da quel peccato che per intere pagine (Annotazioni 1988-2014 ) nomina e distingue come lussurioso. Nessun canto alla Madonna, nessuna luce, nessuna esaltazione del misericordioso e celestiale dono di Dio, la Vergine Maria. Nessuna gratitudine, solo piccoli sprazzi di ragione immersi in un mare di depressione e negatività. Concetti bipolari tendenti al pessimismo.

Per essere un profeta che ha ricevuto la grazia della visione della Madonna (di che genere è un mistero irrisolto data la confusione volutamente determinata da argüello) ne discute pochino, e quando lo fa elargisce - o fa elargire, come nel caso di Ascension - delle bestemmie che lacerano all'impatto data la gravità.


Fu papa Pio XII il 1° novembre del 1950, Anno Santo, a proclamare solennemente per la Chiesa cattolica  come dogma di fede l’ Assunzione della Vergine Maria al cielo con la Costituzione apostolica Munificentissimus Deus: "pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che: l'immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo. Perciò, se alcuno, che Dio non voglia, osasse negare o porre in dubbio volontariamente ciò che da Noi è stato definito, sappia che è venuto meno alla fede divina e cattolica".

martedì 4 settembre 2018

Miseria e nobiltà neocatecumenale

Sulla concezione di povertà e di rapporto che un cristiano deve avere con il danaro e, più in generale, con successo e fallimento nella propria esistenza, vi proponiamo due diverse testimonianze, la prima di un non neocatecumenale ma con la moglie in cammino, la seconda di una coppia di neocatecumenali; per comprendere i fattori comuni delle due esperienze, riporteremo alcuni brani delle catechesi di Kiko Argüello e Carmen Hernàndez, con un nostro commento finale che stimoli riflessioni e commenti.
"Mi sono sposato con una donna neocatecumenale che praticava il cammino da 20 anni. Lei mi diceva che era la chiesa, vabbé… lei ha sempre dato la decima, il dieci per cento del suo stipendio. Quando ci siamo sposati non ha potuto lavorare più e col mio stipendio è un anno che non riusciamo a stare all’interno dello stipendio, cioè per varie necessità siamo costretti a spendere circa 300 euro in più dello stipendio (non so quanto riusciremo a resistere) . Comunque lei, sapendo le nostre difficoltà mi ha chiesto di dare la decima, non al cammino neocatecumenale, MA A DIO, dice lei. A causa di quella setta ormai siamo costretti a separarci perché lei preferisce la loro amicizia che il marito. Vi dico solo una cosa, state attenti a questa setta, chiedono soldi facendo credere che vadano a Dio (certo, Dio ha bisogno di soldi) e preferiscono far dividere le famiglie ma non rinunciare ai soldi." (zingaro, 21 novembre 2016)
Seconda testimonianza:
Espressioni significative di papa Francesco
per il 50esimo del Cammino a Tor Vergata
"Ricevi la mia famiglia e se puoi dacci una mano per il lavoro: siamo neocatecumenali, i figli sono una ricchezza"
Professore precario, 44 anni e dieci figli. Racconta così la sua famiglia il prof precario che lancia un appello a Papa Francesco:
«Mia moglie ha 41 anni, la figlia più grande ne ha 15, le ultime tre ne hanno 5, nate con un parto trigemellare. Siamo neocatecumenali, riteniamo che i figli siano una benedizione. (…)
Ci siamo trasferiti quando ho avuto una supplenza in Abruzzo per sostituzione di maternità e al momento stiamo ancora qui. Con noi sono venuti i quattro nonni che ci danno una mano sia dal punto di vista logistico che economico, altrimenti non potremmo mai farcela»
«Siamo fedeli di Francesco, entusiasti di quello che fa e di come parla. È a lui che lanciamo un appello, fosse solo per riceverci. Vorrei che baciasse i nostri figli. Se poi potesse aiutarmi a trovare un lavoro non precario per sostenere la mia numerosa famiglia, sarei l’uomo più felice» (16 febbraio 2018 - La Nazione.it)
Sono due delle tante voci di cui è invaso il web. Sembrano essere diversissime ed avere una sola cosa in comune, cioè il fatto che i loro protagonisti siano neocatecumenali.

A ben vedere però c'è qualcosa in più che le accomuna, e cioè il fatto che in entrambi i casi ci sia un rapporto un po' particolare e, sembrerebbe, irresponsabile, con il danaro e con la sicurezza quindi economica personale e della famiglia.

Nel primo caso una moglie neocatecumenale vuole dare la decima anche in una difficilissima congiuntura, togliendo risorse ad un bilancio familiare già in forte passivo, arrivando persino alla crisi coniugale ed alla separazione; nel secondo  caso una coppia, che si auto dichiara del cammino, si carica di figli nonostante il lavoro aleatorio del marito, e senza preoccuparsi del fatto che le due coppie di nonni li debbano mantenere e addirittura trasferirsi per aiutarli con i bambini, chiedono al papa Francesco un lavoro "sicuro" per il capofamiglia.

Queste due storie hanno una radice ed una causa comune: il cammino neocatecumenale così come voluto dal suo fondatore, Kiko Argüello.

Per capire quindi il perché di queste e di tante altre vicende che hanno come minimo comune denominatore il cammino neocatecumenale, leggiamo un ritratto del suo ideatore così come tratteggiato su Facebook da un fan sfegatato:
Kiko Argüello c'è modo e modo di leggerlo.
Quello di tutti quelli che gli stanno intorno e che sono giustamente preoccupati di continuare la sua opera. Di non deviare a destra e a sinistra. Di tracciare una strada per il carisma. Perché un carisma ha bisogno di una strada. E allora di qui a cascata tutti gli incarichi e i responsabili e tutti quelli che fanno in modo che non si improvvisi, non si defletta. Poi c'è lui. Attorniato dai molti. Spinto da destra a sinistra, di fianco, sopra e sotto. Lui, con una libertà interiore immensa. Lui che il carisma ha scelto per depositarsi. Per indicare una strada su cui un milione si è messo in cammino.
Cosa ci ha insegnato a tutti Kiko Argüello? La mostruosa libertà interiore, pur di fronte a gerarchi che tali sono anche se sono ecclesiatici. La libertà di farsi crocifiggere, di farsi umiliare e di accettare di essere crocifisso e umiliato.
La libertà di girare con un eskimo e un cappuccio calato in testa per non farsi riconoscere dai suoi fedeli ed esserne esaltato.
La libertà di interpretare francescanamente la povertà.
Povertà non è avere pezze al culo. Povertà non è vivere in una catapecchia piuttosto che in un albergo a cinque stelle con piscina idromassaggio. Povertà vera e libertà vera è vivere, senza soldi, sia qui che lì, come la Provvidenza ti manda a vivere. Accettare tutto quello che ti viene, come riceverlo direttamente dalle mani di un Padre.
Quindi, tralasciando tutte le altre affermazioni, non ci può sfuggire il fatto che Kiko propugni non povertà, o rigore o semplicità di vita francescana, ma che piuttosto sostituisca al concetto di povertà, quello di precarietà, non subìta, ma attivamente voluta e ricercata.

Libertà di interpretare francescanamente la povertà…
Riportiamo infatti un brano (pagg. 97-100 degli Orientamenti dalla catechesi originale di Kiko dello Shemà, convivenza che viene fatta circa dopo tre anni dall'inizio del Cammino, fra primo e secondo passaggio.
"Prima d'ora noi non ti abbiamo mai detto di fare nulla.
Ora te lo diciamo PER AIUTARTI, NON PER STOICISMO. Per favore! Che nessuno mi dica che si tratta di essere poveri, perché non è che a Dio piaccia che tu abbia una casetta povera (come qualcuno di voi mi diceva), con le tendine di tela perché non si possono avere di creton perché ci sono molti poveri in India?
Questo è falso! Abbiamo letto questa mattina nel Deuteronomio che Dio dà al suo popolo vigne, olivi, ecc. Per questo se voi parlate con gli ebrei vi diranno che il possedere denaro è segno che Dio ti aiuta. Perché se ti vanno bene gli affari non credere che è perché tu sei intelligente o perché rubi molto o poco, perché nessuno può fare niente in questo mondo se Dio non l'aiuta. Non è il senso stoico, che sempre insegna che bisogna fare rinunce per soffrire meno. (…)
Ci fu un tempo in cui si credeva che per essere virtuoso era necessario sacrificarsi molto facendo piccoli atti per esercitare la volontà (mi tolgo ora questa sigaretta; domani…). Oggi questo non si accetta più. È stato per altre epoche. Io non ti consiglierei mai, fratello, questo stoicismo.
Perché toglierti questa sigaretta, questo pò di acqua, o dare questa elemosina a un povero per acquistare virtù, può fare di te l'uomo più fariseo del mondo. E quindi se vedi un prete che stà per cadere, lo giudicherai pensando che è perché non smette di fumare, né si priva di questo o di quell'altra cosa. No! Non si tratta di questo.(…)
"Toglierti questa sigaretta
può fare di te
l'uomo più fariseo del mondo"
Inoltre, questa faccenda della povertà è frutto della religiosità naturale, e non del cristianesimo. Nella religiosità naturale la povertà significa la purezza e la ricchezza la impurità. Questo c'è in tutte le religioni. Allora uno è considerato un religioso e ha un'automobile davanti alla porta di casa, la gente lo nota e dice: "guardalo" e fa i sorrisini.
Il cristianesimo non ha affatto questo senso. Quando la gente importa tanto che uno abbia l'auto o no è perché nel loro cuore pensano che l'auto sia una cosa molto importante. S. Francesco d'Assisi visse in un'epoca in cui se non andava scalzo, poveretto non poteva predicare il Vangelo perché la gente era molto religiosa e non l'avrebbe ascoltato. Se arrivava Gesù Cristo in quell'epoca l'avrebbero battuto, lapidato.(…)
Allora scoprirai che il denaro non t'importa un tubo, e ti verrà a palate. Ma avrai imparato a usarlo, a spenderlo: la casa per l'amore, il denaro per l'amore, tutto ciò di cui hai voglia, perché il motivo che ti muove in tutto è l'amore. Se in te non c'è questa liberazione, a me dispiace molto, però da qui non puoi passare perché tu non sarai un sacramento di salvezza ma il contrario."
S.Francesco,
ripara la tua Chiesa!
Più sinteticamente, a pag. 50 dice Kiko:
"… questi discorsi non sono per i cristiani, sono per i catecumeni, tutto questo è scritto per i catecumeni.
Anzi un cristiano vero, una persona trasformata da Gesù Cristo può avere soldi, non si tratta quindi essere poveri, che dobbiamo essere spogliati; il Cristianesimo non è uno stoicismo, anzi il Signore ci vuole fare liberi e una volta che siamo liberi dai soldi ci darà tanti soldi, perché saprà che li possiamo amministrare bene."
Naturalmente abbiamo tantissimo materiale sul soggetto "danaro", molto caro a Kiko Argüello e a Carmen Hernàndez.
Ma ciò che ci premeva dimostrare viene già ampiamente chiarito dai paragrafi riportati.

Qualche incredulo potrebbe dire che si tratta di catechesi obsolete, ma sappiamo benissimo che esse vengono ripetute allo stesso modo anche oggi.
Ad ulteriore conferma però della ripetizione ossessiva e costante, dopo cinquant'anni, delle medesime argomentazioni, citiamo della catechesi di inizio corso 2017-2018:
"Ci sono tre voti: obbedienza, castità e povertà. Ma la povertà non è vivere poveramente con i pantaloni rotti, senza soldi, o vivere in una casa povera, malfatta, no. Non è questa la povertà cristiana, la povertà è accettare la precarietà, la precarietà che tu cammini in una religione in cui Dio va davanti a te ed è Lui che mostra quello che vuole e come vuole."
Quindi: del danaro ci si deve "liberare", non necessariamente per aiutare chi ne ha bisogno, anzi, decisamente meglio di no perché altrimenti ti potresti sentire "buono" ed arrivato. Dove debba essere messo questo danaro diventa chiarissimo quando decima, collette, partecipazione a convivenze in albergo e GMG scandiscono la tua esistenza, a tal punto da far dire a qualcuno che la celebrazione della Parola è un diversivo tra una colletta e l'altra.
Ma non è solo questo che si deve fare: è necessario mettersi nella precarietà, come il professore con i dieci figli, questa è la vera povertà, non vergognarsi neppure del fatto che la tua famiglia è spesata ed accudita dai nonni e il lavoro lo devi chiedere al papa.

Nel contempo, le catechesi spiegano perché siano tanti i neocatecumenali a ritenersi poveri anche senza avere le "pezze al culo", anzi, permettendosi dei veri e propri lussi, penso soprattutto alla casta dei catechisti. Semplicemente costoro, da veri cristiani, dopo essersi volontariamente "provati" e messi nella precarietà, hanno ottenuto il centuplo.
"Una volta che saremo liberi dai soldi, Dio ci darà tanti soldi".

Come negarlo? Famiglie con dieci figli senza un lavoro che scorrazzano in aereo più volte all'anno, con lussuosi SUV, professionisti neocatecumenali con clientela tutta del cammino, appartamenti acquistati dall'oggi al domani, pranzi e cene "da re" e viaggi in Israele per itineranti e presbiteri del cammino.
Tutto perché hanno scelto la precarietà, si sono umiliati e la Provvidenza del sacco nero ha dato loro il centuplo. D'altronde, perché preoccuparsi della effettiva provenienza dei loro soldi, quando il loro modello di vita sono gli zingari delle Palomeras?
Chi invece sta alla base della piramide di questo "schema Ponzi"? Perché naturalmente se c'è uno che mangia aragoste, ci devono essere dieci famiglie che si privano del necessario.
Beh, per quelli c'è la povertà vera, non quella dorata che Kiko promette.
Questi poveretti hanno dimostrato in mille modi che dei soldi non interessa loro nulla, ma questi non sono arrivati "a palate".

Che fanno allora, queste persone allevate a pane e Kiko?
O continuano a seguire il dettato kikiano, a costo di distruggere il proprio matrimonio, come nella prima esperienza, o, dopo aver messo al proprio servizio genitori e, laddove è possibile, fratelli di comunità, chiedono al papa di risolvere i problemi che si sono creati da soli, secondo loro, per seguire Dio, in realtà, per seguire Kiko, come nella seconda esperienza, oppure si rassegnano alla propria povertà, ma sempre aspettando il famoso centuplo.


E se qualcuno di questi autentici poveri del cammino, osa criticare il catechista con la macchina davanti a casa, si sente pure dare del religioso naturale, della persona che ha il proprio cuore nei soldi, ed è per questo che non capisce la meravigliosa libertà del cristiano "arrivato".

Neppure la consolazione d'essere come San Francesco resta loro, visto che anche questo grande Santo, secondo Kiko, ha dovuto essere povero perché ai suoi tempi non avrebbero creduto alla sua predicazione, altrimenti anche lui avrebbe pasteggiato lautamente e non si sarebbe negato la sigarettuccia o il sigaro pregiato, come tanti super catechisti di nostra conoscenza.