martedì 15 gennaio 2019

La Messa di Kiko - che tutto offre al suo Io, Io, Io - senza Altare e senza Sacrificio...

Riprendiamo un commento di Tomista ex NC:

Se Kiko fosse stato umile, si sarebbe convertito realmente. Ma anziché aderire a Cristo nella Chiesa, ha cercato di adattare il Cristianesimo a sé stesso, ai suoi gusti, alle sue impressioni, alle sue idee, alla sua arte, alla sua musica.

Rileggiamo cosa ci racconta durante la catechesi sull'Eucaristia:

Messa cattolica
…"Io ricordo le Messe che ascoltavo a Madrid nella Chiesa del Buon Successo. Tutto in latino; stavi lì dieci minuti, suonava un campanello e ci inginocchiavamo per la consacrazione; subito dopo suonava un'altra volta il campanello; poi sette minuti ancora e quello vicino a me si faceva il segno della croce, che voleva dire che la messa era finita. Pensate a quell'epoca in cui non avevamo Parola perché era in latino; non c'era omelia, né orazione dei fedeli, né bacio della pace, né anafora in volgare; il pane in forma di carta, nessuno comunicava, il calice lo beveva solo il sacerdote, etc.." (*)

Altare consacrato ignorato.



Kiko dice che la messa non gli dava niente: non dava niente perchè lui è un cretino. Invece di accusare la messa, avesse accusato se stesso: di essere un superficiale, di non capire niente di teologia, di liturgia, di arte (dipinge malissimo), di spiritualità. Non era la chiesa ad avere delle colpe nei suoi confronti, era lui che da troglodita non capiva, e gli è venuto l’estro di voler rivoluzionare tutto. Atteggiamento sbagliato: se non capisci, sforzati di capire. Se una cosa è oscura, studia di più.

Tomista ex NC







(*)
Citazione dagli "Orientamenti per le equipe di catechisti" (Appunti presi dai nastri degli incontri avuti da Kiko e Carmen per orientare le equipes di catechisti di Madrid nel febbraio del 1972) da pag. 315… e mai realmente contraddetti da Kiko fino ad oggi.

"Questa notte celebreremo una meravigliosa Eucarestia.
Rallegratevi, perché la celebreremo come dice il ConcilioRicordate l'epoca in cui ascoltavate la Messa in latino senza omelia…"
Questa la conclusione:
"…Questo lo abbiamo vissuto tutti. Immaginatevi la cosa meravigliosa che il Concilio presuppone: uomini, diceva Carmen, che hanno dato tutta la loro vita per studiare l'Eucarestia della Chiesa primitiva. Ma accade che il popolo continua a non capire nulla per mancanza di catechesi."
Ma ora il problema non sussiste più: ci ha pensato lui a catechizzarci!
Perché - afferma ancora Kiko - "Gli uomini di Chiesa han fatto tutto il possibile per abbatterla (ndr. Kiko invece, in verità, la sta rimettendo in piedi proprio bene!)… In che direzione va il rinnovamento del Concilio? ( ndr. Il Concilio, ovviamente, sono loro!).
In quella di togliere tutti i rivestimenti e paludamenti che occultavano il tesoro della Pasqua."

Solo due esempi di "paludamenti" e orridi "rivestimenti" secondo Kiko e Carmen:

1. La Presenza Reale. A dire di Kiko diventa una vera e propria "ossessione" per la Chiesa, come appare in tante "discussioni teologiche su questo problema che fanno ridere".

Mentre, detto fra noi, Kiko fa solo piangere quando, traendo le estreme conseguenze, col suo dotto ed "ispirato" argomentare arriva a queste conclusioni sconclusionate che vogliamo ben evidenziare, ancora una volta: "Non è questione - ipse dixit - di briciole o cose di questo tipo". (ndr. già solo per questo il caro Kiko resterà incenerito quando apparirà davanti alla Maestà Divina!)

2. L'Idea Sacrificale. Sempre a dire di Kiko: " Forse che Dio ha bisogno del Sangue del Suo Figlio, del suo sacrificio per placarsi? Ma che razza di Dio abbiamo fatto? … Dio, in Cristo, dice San Paolo, stava riconciliando il mondo in noi (ndr. DEVO fare questo inciso per forza! Quell' in noi *è una delle bestialità più macroscopiche partorite da Kiko e mai corrette (cfr. 2Cor.5,19: "È stato Dio infatti a riconciliare a sé il mondo in Cristo ) non perché Cristo placa Dio in qualche modo, ma perché vuole dimostrare agli uomini che ci ama nonostante il nostro peccato; … È il mondo che aveva bisogno di scoprire l'amore di Dio…qualcuno può dire perché Dio ha permesso che nell'Eucarestia entrassero l'Introito e l'Offertorio, o tutte queste idee sacrificali? Perché in quel momento storico era necessario. … Per questa ragione fu necessario che le offerte entrassero nell'Eucarestia, perché questa idea di offrire a Dio non si toglie dalla testa della gente in un giorno." (ndr. Sì perchè la gente - secondo Kiko - è scioccherella e la Chiesa - sempre secondo Kiko - combina solo pasticci! Meno male- aggiungiamo noi - che El Kiko c'è!).

Una volta ridotto il Divino Sacrificio a un nulla - per Kiko, infondo, Gesù si è offerto solo per dimostrare quanto Dio ama l'uomo - il nostro iniziatore cancella del tutto il valore "espiatorio" dell'eucarestia; mentre in ogni Consacrazione, Gesù si offre di nuovo per tutti noi, in maniera incruenta, Egli che è la "Vittima Immolata per la nostra Redenzione" . (ndr. parole come vittima, redenzione, immolazione Kiko non riesce neanche a pronunciarle!)

Chiudiamo in bellezza con la conclusione alla catechesi di Kiko:

"Il pane è per il banchetto, per condurci alla Pasqua. La presenza reale è sempre un mezzo per condurci ad un fine, che è la Pasqua. Non è un assoluto, Gesù Cristo è presente in funzione del Mistero pasquale.
Invece da Trento in poi si celebrerà la Messa per consacrare ed avere presente Gesù Cristo e metterlo nel tabernacolo.
In molti conventi di monache si dice la messa per riempire il tabernacolo. Abbiamo trasformato l'Eucarestia che era un canto 
al Cristo glorioso, nel divino prigioniero del tabernacolo."


Ti adoriamo, Signore Gesù Cristo,
qui e in tutte le tue chiese che sono nel mondo intero,
e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

(Ogni volta che San Francesco d’Assisi passava accanto a una chiesa
si fermava, baciava per terra e recitava questa preghiera)
Con questo l'abissale ignoranza kikiana raggiunge la sua massima profondità, oramai incolmabile.
La presenza reale "Non è un assoluto" - egli afferma - ma "è in funzione del Mistero pasquale". Ma cosa significa?
Kiko stravolge tutta la dottrina e la teologia della Chiesa e le stesse parole del Maestro: "Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dei tempi" (Mt.28,1); altroché "non è un assoluto".


Mentre Kiko nega Cristo Vivente in tutti i Tabernacoli del mondo millanta il "Messia che è in noi *"! Riempiendo la testa dei suoi seguaci di queste ostentazioni blasfeme, non confermate dalle loro stesse opere.

Parla così e pensa di poter fare tutto ciò che vuole a suo esclusivo vantaggio impunemente:

Quando ha Gesù sulle labbra, mentre predica la sua falsa dottrina.

Quando, arbitrariamente, trattiene nelle sue mani il Corpo di Cristo, prima di mangiarlo.

Quando ripete: "Io ti dico da parte del Signore…!" e, nel Suo Santo Nome, pretende per se' obbedienza assoluta.

domenica 13 gennaio 2019

Insultato e umiliato in pubblico, neppure i tuoi familiari a difenderti: questo è ciò che succede in Cammino

Personalmente mi sono trovato dalla parte del neocatecumeno "scrutato" dal super-talebano catechista di turno e devo dire che ho provato di tutto, meno che la voglia di ridere.

E' stata una esperienza umiliante.
Talmente assurda da lasciarmi senza parole, con il cervello scollegato e un senso di angoscia assoluta.

Insultato pubblicamente per non aver adempiuto ad uno dei tanti obblighi Kikiani a cui ho sempre affermato di non volere adempiere.
Nel cammino funziona così, ti si chiede di essere sincero e poi quando lo fai ti mettono alla gogna.

Non interviene nessuno in tuo favore, compresi i tuoi familiari e questa per me è stata la cosa più brutta che ho dovuto sopportare.

E' una ferita che ancora mi lacera l'anima e che ha rischiato di uccidere il mio matrimonio.
Loro sbagliano tutto e tu che sei stato sincero vieni annullato e fatto sentire in colpa proprio perchè sei stato sincero.

Nessuno interviene, per paura ma anche per il sottile piacere nel vederti umiliato per avere rifiutato di fare una cosa che anche altri non vogliono fare ma alla quale non hanno il coraggio di opporsi.
Bisogna fare buon viso a cattivo gioco, bisogna fingere di essere obbedienti, guai ad essere sinceri.

Stare nel cammino significa rinunciare a se stessi, annullare la propria volontà e almeno nelle "salette" fare finta di essere bravi e obbedienti catecumeni.
Poi fuori fai come ti pare, ma davanti ai catechisti, sguardo basso e mea culpa.
Allora diventi un buon catecumeno, degno di fiducia e pronto per avere anche tu un posticino al sole.

Non mi meraviglia il ruolo del Morfino del post precedente.
Il cammino è una farsa in cui c'è da recitare un ruolo, da come sei convincente dipende il tuo futuro radioso all'interno della setta.

(da: Luca)

venerdì 11 gennaio 2019

A.A.A. Catechista Cnc cercasi

Gentili lettori del blog Osservatorio sul Cammino Neocatecumenale secondo verità,

vi proponiamo un quesito al quale, con il vostro aiuto, contiamo di dare una rapida e soddisfacente risposta.
Il quesito, articolato in due domande e corredato da due immagini tratte dal web, è il seguente.

QUESITO
Perché mai un catechistone di alto livello, uno che ha rinunciato a se stesso per seguire la “volontàdidio” (volutamente minuscolo), uno che non cerca la gloria terrena né la realizzazione personale ma solo la “volontàdidio” (sempre volutamente minuscolo), si cimenta con una cosa come questa?



E perchè mai sempre il suddetto eletto dalla fede forteuno che non ha grilli per la testa, un cristiano adulto, un ispirato dallo spirito santo (ancora volutamente minuscolo), un itinerante, uno che ha fatto della precarietà la propria condizione esistenziale, uno che ha rinunciato a uno per avere il centuplo, uno che non si è accontentato della vita del borghesuccio, non contento, replica con questa interessante variante l'iscrizione a Linkedin?


PREMESSA

Linkedin è un social per professionisti che vogliono interagire con l’ambito professionale di appartenenza. Fondamentalmente ha due funzioni:
  1. Presentarsi nel mondo del lavoro per quello che si è fatto o raggiunto a livello di carriera, una sorta di biglietto da visita virtuale che può essere utile a livello di rappresentanza, contatti, ecc
  2. Essere reperibili e aggiornati per eventuali opportunità di lavoro.

Quale è dunque il senso di iscriversi come “Catechista” e come “Pensionato parziale” del CNC?

Proviamo a formulare alcune ipotesi.


IPOTESI
  • Glielo ha imposto Kiko?
  • Ha pensato così di santificare con la sua sola presenza virtuale il social?
  • Voleva iscriversi a qualcosa ma poiché Kiko ha vietato Facebook e Whatsapp non ha trovato di meglio?
  • Ha pensato così di darsi un tono rispetto agli altri catechisti non iscritti a Linkedin, sperando che questo gli possa tornare utile all’occorrenza?
  • Spera che in questo modo i suoi neocatecumenali saranno più impressionati dalla sua figura e obbediranno di più e meglio?
  • Pensa che questo possa valere per arrivare a “Quota 100” per la pensione?
  • Ha voluto per una volta provare l’ebbrezza di fare qualcosa come la gente che lavora sul serio e non vive da parassita?
  • Sta percependo che la “sua azienda” è in crisi e vuole rimettersi su piazza caso mai ci fosse qualche altra setta pseudocattolica alla ricerca di santoni professionisti che possano vantare una certa esperienza nel settore?
ED ORA, A VOI...

Quale di queste ipotesi vi sembra più verosimigliante?
Nel caso nessuna di queste vi soddisfacesse appieno,  accettiamo altre ipotesi atte a spiegare questo nuovo arcano del Cammino...

mercoledì 9 gennaio 2019

Da avere "sete di infinito" ad essere "figlio del Diavolo": parabola di una vocazione nelle mani del Cammino

Vorrei portarvi la mia esperienza.

Seminaristi della Domus Galileae in pellegrinaggio sul sito
ove sorgerà la Domus Jerusalem
Per circa 2-3 anni ho frequentato il centro vocazionale neocatecumenale della mia regione. Premetto che i miei genitori non sono in comunità, ma sono molto cristiani, e ci entrai su consiglio del mio parroco di allora, poiché diceva di vedere in me una sete di infinito non comune nei giovani, e quindi pensava che un'esperienza forte mi avrebbe permesso di riscoprire un autentico rapporto con Dio. 

Allora, raccogliendo il suo invito, entro in comunità. 

Passa poco tempo e ad un incontro vocazionale mi "alzo" insieme ad altri ragazzi per manifestare la mia volontà di entrare in seminario.
Da lì, l'inferno. 
I miei genitori, giustamente, ci avevano visto lungo e mi ripetevano, "per noi non è un problema che tu voglia entrare in seminario, ma è un problema che questi neocatecumenali ti hanno fatto il lavaggio del cervello. Perché non sei disposto ad entrare in un seminario diocesano, se è Dio che ti chiama?".

Non vi nascondo che sono stati anni difficili quelli. Pieni di ferite. Perché nascosti dietro alla parola di Dio, gli angeli inviati alla mia vita (ndr: i catechisti), mi invitavano da un lato ad onorare mio padre e mia madre, ma dall'altro a forzare la loro mano, ad ingannarli, al fine di poter mantenere una presenza costante agli incontri del centro e in comunità. Non vi dico poi i "fratelli" che misero a mia disposizione i loro mezzi familiari per andare agli incontri vocazionali. 

Passano due anni di inferno e poi mi accorgo di non avere questa vocazione! mi accorgo di come ciò che portavo nel cuore non era tanto il desiderio di servire Dio come consacrato, ma semplicemente quello di farmi strada nel cammino neocatecumenale al fine di staccarmi dal mondo, in cui ricevevo solo batoste.
Non so se ho reso bene l'idea.
Avevo 18/19 anni. Vivevo una classica crisi adolescenziale, nulla di più nulla di meno. Insomma la classica preda del CN. Ma loro, così illuminati, non se ne erano accorti, o meglio, non se ne sono voluti accorgere.

Dopo questi due anni, decido di non andare più al centro vocazionale anche grazie al fatto che, nonostante i kikatechisti mi avessero consigliato di lasciare da parte l'università (mi sono laureato in ingegneria meccanica, alla faccia loro), lo sport e tutto ciò che non fosse kikizzato (i miei genitori mi dissero "se lasci l'università ti fai mantenere da loro", e forse avrei anche trovato chi mi avrebbe mantenuto, dico davvero!) non pensavo fosse una cosa buona, isolarmi. E quindi se lasciavo il centro vocazionale, avevo comunque altro nella mia vita. Altro in cui Dio era ugualmente presente.

L'orrida "Cena Pascual"
in una chiesa del Guatemala
Al momento del dover comunicare la mia decisione, me ne sono state dette di tutti i colori. Dal "Tu sei figlio del Diavolo" a "tutte le volte che ti abbiamo aiutato e ora ci ripaghi così".
Terribile.
Con molta fatica sono uscito da questo senso di colpa perenne, da questo dover tendere a un dio che non è quello vero! perché se Dio è amore, come può essere secondo loro un sadico che manda sventure nella vita umana come se fossimo delle marionette!?

Tirando le somme, ho avuto modo di fare cose che solitamente in comunità si fanno dopo 10-15 anni, forse. Ho parlato con molti pretoriani di kiko, ho avuto modo di parlare con lo stesso kiko. Ho partecipato alla missione due a due di un po' di estati fa, pur non avendo il passaggio necessario. Forse credevano che non avessero bisogno di plagiarmi ancora, ma invece, eccomi qua.

La chiave di volta è stata quella domanda "Perché non sei disposto ad entrare in un seminario diocesano, se è Dio che ti chiama?". risposi che certamente ero disposto. ma in me si palesava l'eventualità che il loro disegnino perfetto, non fosse poi certamente realizzabile. 

(da: Samuel Beckett)

lunedì 7 gennaio 2019

Declino inarrestabile del Cammino Neocatecumenale entrato oramai nella sua "fase di decadenza".

Premessa:
Il Cammino Neocatecumenale ha conosciuto un'età d'oro, è indubbio. Ma ora al compimento dei suoi 50 anni, e già da un bel po' di tempo in verità, sta conoscendo una inarrestabile decadenza, sempre più difficile da dissimulare.
Oramai quelli che contano e portano tutto avanti con autorità dai primordi, sempre gli stessi, sono tutti sul viale del tramonto se non altro per motivi anagrafici. Kiko, indubbiamente dotato di un'energia fuori dal comune, ha quasi ottant'anni. Mentre un buon numero dei suoi generali, essendo più anziani di lui, sono passati a miglior vita. La stessa Carmen è morta, sono ormai tre anni. Gli itineranti storici sono tutti più o meno malandati, basta vederli arrancanti agli innumerevoli raduni, questo da un lato.
Kiko cerca invano ispirazione
sotto la sua "Pentecoste" da Museo Kikiano.

D'altra parte non si è mai pensato nel cammino a un ricambio generazionale, né ai vari livelli né al vertice, secondo l'esempio preclaro di Kiko; tutti arroccati sulle loro posizioni di potere acquisite e difese con le unghie e coi denti, forse perché convinti di essere immortali. Nel Cammino non è neanche stato mai previsto un sistema salutare di alternanza, come avviene saggiamente nel maggior numero di ordini religiosi e nello stesso sistema ecclesiastico; cosa che dimostra disinteresse per il bene del Cammino stesso, a fronte della gran cura che invece hanno profuso zelanti per il loro personale ed esclusivo tornaconto.
Dopo di loro, insomma, il vuoto assoluto. Questo ci dà novella speranza.
Mentre tutti i camminanti - che questi pezzi grossi tengono sotto saldamente, distribuiti ai vari livelli e con diverse responsabilità di governo giù giù fino alla truppa -, sono stati da sempre educati a trarre la loro linfa vitale esclusivamente da loro. È palese che senza i cosiddetti "catechisti", dopo anni e anni di supina obbedienza e abituati a essere indirizzati sempre e comunque - finanche per la più piccola decisione da prendere - dalle loro parole ispirate, considerate veri e propri vaticini, oramai questi poveri esseri succubi sono privi di ogni capacità decisionale autonoma.
Cosa avverrà, ci chiediamo, una volta scomparsi anche coloro che con Kiko hanno direttamente collaborato in anni e anni di un'attività instancabile? Solo a costoro è stato concesso di attingere senza posa alla "fonte unica dell'ispirazione": Kiko stesso! Impegnati sui molteplici fronti aperti un poco dovunque in tutto il mondo, hanno costituito negli anni una casta separata che ha vissuto nel Cammino e del Cammino soltanto, scorrazzando di qua e di là e ritrovandosi nelle svariate Convivenze di itineranti tenute in quella che essi considerano la loro casa a Porto San Giorgio, sempre gli stessi; convivenze tutte per loro scandite ogni anno con ritmi regolari e alle quali nessun altro è ammesso. Perché fondamentale è la formazione degli itineranti, diceva Carmen, alla "scuola" messa su dai due auto-nominati Iniziatori santi-subito. Carmen ripeteva spesso la ricetta infallibile di tutto questo mostruoso ambaradan, ricetta estremamente inquietante che era: "Voi DOVETE ESSERE legati a noi!" e questa realtà andava ogni volta vagliata e ratificata; questo lo scopo finale delle "Convivenze di Itineranti" tanto numerose e "dispendiose" (per i camminanti paganti decima e generosi nelle mille collette) ogni anno.
Una casta chiusa e autoreferenziale, dunque. Se la sono cantata e suonata solo loro in tutti questi anni. Ma oramai si stanno estinguendo sparendo uno dietro l'altro, ineluttabilmente!


Mi ritrovai, qualche mese fa, ad assistere all'annuncio dell'inizio delle "catechesi" in Parrocchia durante la messa di mezzodì.
Icona della Parrocchia
trasfigurata in Kiko
Oramai fuori dal cammino da più di dieci anni mi ha fatto uno stano effetto ascoltare la solita tiritera rimasta invariata negli anni e scandita dai soliti "Il Cammino ha salvato il mio matrimonio, credevo di essere una persona per bene, cinque figli e quattro in cielo, ho visto che sono un peccatore e che Dio mi ama così come sono, se non conosci il senso di tante cose della tua vita e non sai perché vivi… vieni e ascolta!"… e sullo sfondo, non lo nascondo, l'amarezza più grande l'ho provata nel constatare che i Parroci, il mio Parroco, ANCORA autorizzano nelle loro Chiese questa strampalata e supponente predicazione che si propone come la risposta, l'unica risposta, a tutti i "perché" dell'uomo. E questo i Parroci continuano a consentirlo, dopo tutto ciò che quelli come noi hanno loro raccontato! Davvero la prendono troppo sottogamba e io ho pensato: "Affari loro!" giusto per non amareggiarmi ancora. Intanto sono rimasta vigilante e, trascorso il tempo delle quindici catechesi della Fase iniziale di Conversione e annessa Convivenza finale per la nascita della nuova comunità, mi sono attivata per avere notizie sull'esito dell'ennesima kikiana predicazione che ha la pretesa di istituire un "catecumenato permanente" incardinato saldamente nelle nostre Parrocchie.
È così che sono venuta a sapere, non senza soddisfazione lo confesso, che è stato ancora una volta il solito fallimento: 12 o 13 persone in tutto. Coppie: zero. La gran parte "figli", ovviamente ancora adolescenti, "del cammino" e qualche fidanzato/a di giovani camminanti, sempre arruolati a suo tempo nelle fila del cammino. Questo il gran risultato finale dopo tanta fatica!
E io ricordo i tempi andati, quando le sale si riempivano di adulti, tante le coppie e spesso nascevano in convivenza due comunità "gemelle" perché iniziare con più di 50 fratelli era eccessivo e ingestibile e alle catechesi avevano partecipato in più di 100. Le Parrocchie si riempivano sempre più negli anni di comunità e le salette erano insufficienti.

Ma la notizia è un'altra: i poveri catechisti responsabili si stanno rendendo conto che queste, formate solo di giovanissimi fanciulli, NON sono più comunità neocatecumenali - dovevano essere un campione della società, formate da adulti, coppie, di vari strati sociali, giovani e anziani, - e visto che anche cercando di rinforzarle, moltiplicando le evangelizzazioni, non cambia nulla poiché non hanno più alcun potere attrattivo col loro annuncio ormai stantio, la volta successiva in convivenza ne vanno appena altri 7 o 3 e quasi sempre e solo ragazzini. Continuano a fondere le ultime nate che ingranano a stento, e così hanno pensato di potenziare un'invenzione già da tempo messa in campo (quando parliamo di invenzioni nel cammino, forse è superfluo puntualizzare, lasciamo per inteso che NESSUNO può prendere alcuna iniziativa: si portano i problemi a Kiko e lui solo prende i provvedimenti del caso che si riproducono in tutte le zone fedelmente). L'invenzione, dunque, è mettere come responsabili nelle comunità appena nate e tanto fragili una coppia presa dalle prime comunità della stessa Parrocchia, in genere la stessa comunità dei catechisti, che faccia il cammino anche con loro, oltre che nella propria comunità: due cammini, insomma. Ma essendo la situazione sempre più allarmante, adesso prendono un intero gruppo di fratelli già avanti nel cammino e lo innestano nella neonata come un rinforzo. Questi fratelli devono fare il cammino daccapo in tutto e per tutto anche loro. Per cui certe persone stanno proprio in due comunità contemporaneamente. Allucinante ragazzi!
Questa la trovata geniale di Kiko in risposta ai catechisti che gli hanno esposto il problema ormai cronico dell'«evangelizzazione»! Mica Kiko si interroga minimamente sul fatto che il Signore magari gli sta chiedendo di rallentare o proprio di smettere, di fermarsi per un tempo almeno per chiedersi seriamente cosa Dio gli voglia dire - proprio a lui - con questa storia che sta facendo OGGI col suo "Potente Cammino". No, per Kiko bisogna andare avanti in ogni caso, cocciutamente! Ma ormai, purtroppo per loro, hanno anche raschiato il fondo…sono finiti.
Restando in argomento è molto interessante osservare anche quanto succede con le Convivenze, in particolare con quelle di Inizio Corso; cosa inconcepibile da accettare nel Cammino come è stato tradizionalmente concepito. Mi piacerebbe su questo un confronto con altre esperienze perché ho sentito ciò che avviene, ma non riesco a crederci.

Ecco dunque le novità su quest'altro fronte.

Com'era sempre stato: alle convivenze - cosa nota a tutti quelli che hanno fatto esperienza del cammino - si "deve" rigorosamente partecipare dalla prima sera. A nessuno è stato mai consentito arrivare neanche la mattina dopo. Figuriamoci il sabato sera senza prendere giorni al lavoro o addirittura solo la domenica.
In più, alle convivenze di Inizio Corso - ora è meglio parlare al passato -, potevano partecipare solo i responsabili più i catechisti e i corresponsabili (oltre i coniugi in missione familiare alla Traditio che solo in questa occasione venivano graziati poiché per tutto il resto dell'anno non potevano frequentare la comunità, salvo all'eucarestia se accompagnati dal coniuge fuori del cammino).
Solo in casi eccezionali un normale fratello camminante veniva accettato e solo dietro autorizzazione espressa dell'equipe responsabile e per circostanze gravi; c'era chi pregava mesi prima, sperando di essere ammesso, tante volte simulando crisi che richiedevano un aiuto speciale: poter partecipare alla mitica Convivenza di Inizio Corso così esclusiva! Un sogno irrealizzabile per tanti.

A quei tempi, dicevo, anche solo se uno arrivava in ritardo poteva essere rispedito a casa.

Ebbene quest'anno i catechisti hanno chiamato fratelli in PENSIONE pregandoli di andare almeno loro (poiché anche su questo fronte ci sono sempre più defezioni), essendo gli unici che non hanno problemi! (Ormai nessuno rinuncia neanche a un giorno di ferie con leggerezza per andare ad ascoltarli!)
Mi hanno riferito che quest'ultimo anno è stato un via vai continuo.
Chi andava e chi veniva come e quando gli pareva.
Addirittura i cosiddetti "catechisti" hanno chiesto espressamente e senza battere ciglio chi sarebbe arrivato di sabato, anche per non pagare l'albergo con stanze prenotate ma vuote due giorni!!!!
Qualcuno è arrivato pure di sabato, ma come si sa la Convivenza era iniziata dal giovedì sera, perdendo tutta la fase di conversione col "Kerigma" al venerdì? È una cosa che in passato non era stata mai e poi mai concessa.
Qualcun altro ha viaggiato ogni giorno (senza dormire in albergo), altra cosa considerata intollerabile..

Questa la fine che sta facendo il cammino! E noi non possiamo che rallegrarci.

Non esiste più niente, dunque, dei primi tempi "gloriosi".
E i cosiddetti "catechisti" mandano giù tutto... Almeno, alla fine, alla colletta partecipano tutti, che diamine!

In definitiva il cammino è divenuto un mero sacrificio per molti, difatti non è più al primo posto della classifica e la gente stenta ad abbandonare il lavoro o altre esigenze per dirigersi a queste cavolate.
Non hanno soldi da sperperare quindi provano a risparmiare, sia seguaci che catechisti organizzanti.


Le comunità non nascono più, ormai anche il senso di novità è sbiadito, deperito e incartapecorito come Kiko.

Nessuno più è disposto ad ascoltare
la solita stantia, soporifera, indigeribile
"lezioncina" di Kiko.

Ho saputo di un'altra zona dove in quest'ultima catechesi sono entrati appena 10 ragazzini (bambini!) e hanno messo come coppia di responsabili, due che sono quasi ottantenni della comunità dei catechisti.

La questione dei responsabili è un fatto ormai consolidato da lungo tempo. Ma ora innestano proprio gruppi di fratelli avanti nel cammino nelle ultime comunità formate tutte da ragazzini. Un non senso. Dei dodicenni con dei vecchi?
Sempre in questa zona alla convivenza di Inizio Corso hanno fatto andare un sacco di gente pur di riempire, addirittura intere comunità di ragazzi.

E… riscaldano la stessa minestra. Rimestando nel solito pentolone.

sabato 5 gennaio 2019

Promemoria sulla liturgia

Le celebrazioni neocat sono zeppe di abusi liturgici.
Ogni suppellettile è rigorosamente designed by Kiko:
è Kiko il vero protagonista delle "liturgie" neocat
Lo Statuto del Cammino afferma che il Cammino deve seguire il Messale Romano, con l'eccezione delle concessioni fatte al Cammino.

"Concessioni" significa qualcosa che i documenti liturgici non prevedono né consigliano.

Secondo quanto afferma lo Statuto del Cammino (all'articolo 13, nei documenti elencati nella nota 49), le concessioni fatte al Cammino sono soltanto due:
1) la possibilità di fare ordinariamente la Comunione sotto entrambe le specie (attenzione: questa concessione non implica affatto la modalità delle "pagnottone" e dei "beveroni-insalatiera"). Tale possibilità non contraddice i documenti liturgici, che spesso invitano a valorizzare la modalità "sotto entrambe le specie" ma si scontrano con le difficoltà pratiche (per cui nella Chiesa Cattolica, la Comunione "sotto entrambe le specie" avviene quasi esclusivamente per intinzione, cioè bagnando la particola nel calice e amministrandola alla bocca e col piattino);
2) l'indulto, temporaneo e "ad experimentum" (dunque annullabile in qualsiasi momento e senza dover dare giustificazioni), di anticipare il segno della pace a prima dell'offertorio; indulto concesso perché nel Messale Romano il segno della pace è indicato come facoltativo e la celebrazione liturgica è lecita anche se si omette; dunque non pone nessun problema l'anticipare il segno facoltativo della pace.
"Prima Comunione" neocatecumenale:
una carnevalata in uno sgabuzzino,
l'Eucarestia trattata come una specie di snack,
non c'è niente di sacro. Povera bambina!
Lo Statuto - che è un documento di natura giuridica, non di natura liturgica - aggiunge di suo nell'articolo 13 un inciso bizzarro: "ricevere la Comunione al proprio posto". Si noti che ciò non contrasta con i documenti liturgici e la prassi vigente (che tengono conto delle persone con difficoltà di deambulazione). La bizzarria di tale inciso si comprende solo quando ci si accorge di come è stato sfruttato.

Qui entra in campo l'ipocrisia e la perfidia di Kiko, Carmen, e dei neocatecumenali:

1) quell'«entrambe le specie» diventa l'alibi per fare la sceneggiata delle "pagnottone" e dei "beveroni-insalatiera": tra i tanti modi che potevano scegliere per facilitare i sacrilegi e la dispersione di frammenti e gocce, hanno scelto quello più pacchiano (cosa normale, per gente che considera la liturgia uno spettacolino da osteria di campagna). Fateci caso: nelle comunità del Cammino non fanno mai la Comunione "per intinzione", ancor meno "sotto la sola specie del pane". Cercate su wikipedia l'eresia degli utraquisti, condannata dalla Chiesa: affermavano che la Comunione sotto una sola specie sarebbe di valore inferiore (o di tono minore) rispetto a quella sotto entrambe le specie;

2) il segno della pace nelle liturgie del Cammino diventa ordinariamente una inutile e chiassosa gazzarra. Pur essendo "facoltativo" non viene mai omesso (dunque considerano obbligatoria quella gazzarra);

3) il "ricevere al proprio posto" viene arbitrariamente trasformato nell'alzatina ipocrita: stanno comodamente seduti, poi arriva il "cameriere liturgico", ipocritamente si alzano per ricevere e... si siedono di nuovo e senza "manducare"! Tengono sotto sequestro la propria "porzione" in attesa che scatti il segnale manducatorio, poiché è prassi universale del Cammino comunicarsi tutti insieme e contemporaneamente al celebrante (cosa vietata dai documenti liturgici).

Il laico Kiko dietro le sbarre (...magari!)
esegue una "benedizione"
In tutto questo vanno blaterando di essere ubbidienti allo Statuto. Mentitori!

Bisognerebbe anche considerare che quell'intempestiva nota sul "ricevere al proprio posto" fatta nell'articolo 13 crea confusione, poiché per coerenza avrebbe dovuto formalmente precisare: "contrariamente a quanto stabilito nella lettera del 1° dicembre 2005..." Ma non lo precisa, poiché non può contraddire il Papa e non può contraddire il contenuto della propria stessa nota 49: può infatti essere solo il Santo Padre a rimangiarsi le «decisioni del Santo Padre», e il Papa non lo ha mai fatto, e non lo ha fatto neppure il suo successore.

Quel "ricevere al proprio posto" è solo una furbata posticcia aggiunta lì all'ultimo momento, ad uso e consumo dell'ipocrisia neocatecumenale intenzionata a tradire lo Statuto fin da quando è stato approvato dagli amiconi di Kiko che hanno messo il Papa davanti al fatto compiuto.

Tipico sgabuzzino "liturgico" neocatecumenale:
niente di sacro, a parte il ridicolo crocifisso-sogliola
e la cosiddetta "icona" con su scritto "Maria Kiko"
(infatti il Bambinello ha le fattezze di Kiko)

giovedì 3 gennaio 2019

Curiosità malsana nel Cammino

Riportiamo una testimonianza molto significativa apparsa recentemente sul nostro blog.

Tipiche ipocrisie neocatecumenali
Sono stato nel CNC 15 anni. Al termine di un lungo periodo di serissimi problemi di salute incontro i catechistoni (Dio li perdoni).
L'interrogatorio (loro lo chiamano "giro di esperienze") é tutto sulla mia vita affettiva e la mia sessualità.
Nessuno spazio o tempo per condividere ciò che mesi di sofferenze e rischio della mia stessa vita mi avevano "insegnato" su me stesso e sul senso dell'essere vivo.
"Stai facendo la volontà di Dio?" chiedeva l'inquisitore. In codice: come stai conducendo la tua vita affettiva e sessuale?
No, non contava la fede, ma se e quali rapporti sessuale avevi.
Lo feci notare con sincerità e sdegno.
Ricordo anche io le urla, i versetti farisei recitati dal catechista-cantore-itinerante-siculo guardando il cielo, sommo sacerdote di un culto settario e ipocrita.
Mi é bastato per sbattere la porta.
La mia vita spirituale e personale (lode a Dio e gratitudine alla sua misericordia) é rifiorita da allora. 
(da: Un lettore)

Padre Dominique Auzenet, nell'articolo sulle derive settarie nella Chiesa Cattolica, commentando gli atteggiamenti di negazione dell'identità dell'altro, visto esclusivamente come un "oggetto di conquista", da parte di componenti di gruppi che hanno perso l'equilibrio di fede e di umanità, si è espresso così:
Tutto ciò ha anche a che vedere con la castità.
Quest'ultima caratterizza il nostro atteggiamento di profondo rispetto all'altro, nel complesso delle nostre relazioni umane.
Rispetto delle opinioni altrui, ascolto attento delle persone, rifiuto di giudicare, di etichettare, di chiudere in una scatola, di mettere la mano sull'altro, di nutrire una curiosità malsana nei suoi confronti…
Questa delicatezza è l'espressione della castità.
Viceversa, la sua assenza si esprime tramite atteggiamenti di seduzione, di predazione, di dominio, di manipolazione, di violenza psicologica
Nel Cammino Neocatecumenale non c'è questo atteggiamento di rispetto verso l'altro che può essere definito "casto", cioè puro, cristallino, disinteressato, pulito. 
È considerato invece opportuno forzare l'intimità altrui, di fronte a tutto il gruppo, la comunità; se l'interrogato non riferisce spontaneamente i particolari della propria vita personale, delle vicende private, anche sessuali, anzi, soprattutto sessuali, viene sollecitato con insistenza, in nome di Dio, ad aprirsi, mettendo così tutti a conoscenza di quanto normalmente dovrebbe essere detto solamente in confessione.

Poco importa se quanto viene riferito riguarda anche la vita intima di altri, fidanzati o coniugi. Addirittura a coppie anziane viene rivolta la fatidica domanda "Come va con il Sacramento?" che, tradotta per i non neocatecumenali, vuol dire "Fate all'amore?"
Si narra che un catechista assai talebano abbia rivolto questa domanda alla propria suocera, più che settantenne, di fronte alla figlia, ai catechisti e a tutta la comunità riunita per assistere agli scrutini, rimproverandola poi perché i due anziani vivevano come fratello e sorella.

Per non parlare del fuoco di fila a cui sono sottoposte le coppie più giovani, con la domanda "Sei aperto alla vita?" si sottointende "Hai rapporti nei periodi fertili, o non fai uso di altri contraccettivi?"
Ai giovani fidanzati, invece, si chiede se hanno rapporti sessuali... al subdolo scopo di affrettarne la data del matrimonio.

La cosa più grave è che non si tratta di casi particolari o di aberrazioni che riguardano solo alcuni facinorosi esagitati: al cosiddetto "catechista" viene specificamente insegnato a fare così, e sono ormai note le umiliazioni alle quali Kiko e Carmen sottoponevano gli itineranti nel corso delle convivenze a Porto San Giorgio.
Addirittura un sacerdote non neocatecumenale che, per fare loro un favore, si era aggregato ad un equipe itinerante,fu rimproverato da Kiko di fronte a tutti di aver fatto da padrino al figlio di una giovane per motivi inconfessabili.  
Kiko si è vantato più volte, a sproposito, della castità dei giovani del Cammino.
In realtà la castità in Cammino è la virtù più avversata, perché obbliga ognuno a mettere in piazza la propria intimità e ad ascoltare i particolari di quella altrui, sviluppando degli atteggiamenti e delle curiosità malsane.





martedì 1 gennaio 2019

Il "siculo Itinerante in Sicilia" al soldo di Messer Kiko da Madrid.

Per capire la falsa spiritualità neocatecumenale può essere utile considerare cosa testimoniano i grossi super-catechisti fedelissimi di Kiko. Che se facessero o dicessero qualcosa di sgradito a Kiko, verrebbero strigliati per bene o sostituiti.



Ci scrivono:
"Ricordo anche io le urla, i versetti farisei recitati dal catechista-cantore-itinerante-siculo guardando il cielo, sommo sacerdote di un culto settario e ipocrita..."
In questi ultimi giorni c'eravamo intrattenuti su un altro tipico personaggio della sceneggiata neocatecumenale, un interessante commento lo ha portato alla ribalta (ne sarà ben contento!): il catechistone-siculo-cantore-itinerante Salvatore Morfino, un clone di Kiko che nella sua testa ha solo il "sommo".

È lui! Accanto a Kiko, come sempre,
camicia, cravatta e gilè, e l'immancabile barba.
Essendo un concentrato unico di tutti gli strafalcioni, di tutte le aberrazioni, di tutte le scempiaggini kikiane elevate alla ennesima potenza noi pensiamo, senza ombra di dubbio, che possa essere molto utile alla nostra causa.
Se leggete i commenti che lo riguardano (per esempio a questo [link]), capirete da soli che per tanti già è stato motivo di aprire gli occhi sulla vera natura marcia del cammino. Noi ne siamo molto contenti; egli porta così "acqua al nostro mulino", suo malgrado; certamente molto più di quanto la sua instancabile opera sia utile alla colonizzazione kikiana della Chiesa.
Morfino, insomma, conformato al modello kikiano in tutto e per tutto, ha trovato la sua realizzazione nel cammino, la compensazione ai suoi disadattamenti e alle sue instabilità, alla sua mancanza di personalità, proprio il soggetto ideale!
Volete vederlo? Facile: è accanto a Kiko in tutti i raduni, con la sua chitarra e sempre seduto al suo fianco nelle convivenze di itineranti, specie nelle liturgie, strimpellante ed esaltato e, come ci scrivono nello spazio commenti, sempre con gli occhi rivolti al cielo, in estasi costante accanto al suo guru. Completamente fuori dal mondo.
Ha avuto una moglie anche lei fanatica per Kiko e Carmen ma certamente migliore di lui e che egli non meritava. Devota e zelante come tutte le itineranti coniugate, madre di numerosa prole: otto femmine di cui l'ultima, nata in un parto gemellare, con seri problemi di autismo (ndr: queste e le seguenti sono tutte notizie che lui stesso ha dato in pubblico) a cui lei dedicava ogni cura, apparendo lui molto fuori da questa cosa, come se non lo riguardasse. Perché il nostro siculo-catechistone-cantore è proprio uno dalla "fede forte, tutto …volontà di dio" (il dio minuscolo di Kiko, intendiamo, fede forte in Kiko).

Più di dieci anni fa la povera moglie, colpita prematuramente da un male incurabile, è morta e l'encomiabile "fede forte - volontà di dio" anche in questa circostanza ha dimostrato di essere proprio un superdotato! Ricordo ancora l'incontro al primo raduno di itineranti dopo il terribile lutto che lo aveva colpito. È da dire che, con la moglie Rosalia, Salvatore aveva condiviso proprio tutto. Per seguirlo lei aveva rinunciato alla sua laurea in medicina, gli era sempre accanto in piena sottomissione, una vita insieme, esempio di moglie e madre devota e, come accade in questi casi, Salvatore e Rosalia erano ormai un binomio inscindibile. Ebbene, se uno avvicinava Salvatore per dimostrare partecipazione al suo indicibile dolore egli ti guardava con gli occhi di chi ti dice: "È forse successo qualcosa?", con quell'eterno sorrisetto stampato sulle labbra socchiuse. Restammo sconvolti dal suo inqualificabile atteggiamento, come se davvero nulla fosse successo.
Molto bene lo descrive anche un commento a firma Etneo:
"Confesso che non l'ho mai sopportato, neanche quando ero un assiduo neocatecumenale, e non è una questione di campanilismo Catania-Palermo… è proprio una questione a pelle, il modo di parlare, di esprimere concetti, le battute sceme a cui rideva solo lui, anche fuori dai momenti di catechesi si mostrava tutto distaccato, tutto etereo, altezzoso...
Deve avere avuto un rapporto conflittuale con il padre, perchè ripeteva spesso (e sicuramente lo farà tutt'ora): "…e non accetti tuo padre, perché è un borghese, un fascista…"
Come prevedibile, si è rapidamente risposato con una sua "catecumena" - mi pare scontato! - molto più giovane di lui e, ovviamente, della ex moglie (pace all'anima sua!). Nulla ha scalfito la sua carriera di capo/equipe implacabile e spesso mi domando della sua ultima figlia malata di autismo cosa ne è stato. È un fatto che egli ne parla solo per ostentare che per lui è "un dono di Dio" ma con quella disdicevole punta di esaltazione che pone sempre se stesso al centro dell'universo, mai traspare un sentimento o un'emozione dalle sue "prediche" - Morfino non parla mai come un uomo normale, è un eterno Kiko/Kerigma -; e poi mi domando ancora sgomenta: come può un simile personaggio "fare scrutini" alla gente? Pontificare sulla vita altrui? Fare il terzo grado sulla vita affettiva e sessuale altrui? Questi capiscono solo sesso e affettività, turbe e traumi e rapporti distorti coi genitori, mostrandosi dei completi disadattati ignoranti, incapaci di dare e ricevere amore, quello vero; che facendo "scrutini" giocano con la vita delle persone dicendo sempre le stesse cose spacciandole per novità, ascoltate esclusivamente dalla bocca di Kiko e impregnate solo di ignoranza allo stato puro.
Per questa risma di masnadieri itineranti il senso di tutto l'universo è solo il Kiko Argüello; questo è vero di certo per tutti quelli fatti della stessa pasta del siculo duro e puro di cui stiamo parlando ed io sono proprio curiosa di vedere tutta questa bella gente che fine farà quando Kiko scomparirà dalla circolazione!

L'Argüello, per la sua parte, avrebbe fatto bene a pensarci su due volte prima di circondarsi di simili soggetti, consentendo loro di entrare a far parte della nutrita schiera di quelli saldamente "legati a lui e alla defunta Carmen" secondo i loro desiderata, dando così egli stesso e a sua vergogna inconfutabile dimostrazione di che razza di mostri genera il cammino!

I due "santi/iniziatori" spagnoli sono stati sempre convinti di tenere sotto controllo queste mine vaganti mentre questi ultimi, lasciati in campo libero e con i pieni poteri che solo il cammino conferisce, producono più danni loro, come suol dirsi, che Carlo in Francia, discreditando a tutti i livelli il "potente cammino" - mostruosa creatura - al di là delle loro stesse intenzioni e molto più di quanto possano fare tutte le nostre esperienze, argomentazioni e confutazioni messe insieme.
E aggiungo io: ben gli sta!

Se Kikolandia non fosse popolata, come lo è per la gran parte, da un numero considerevole di simili lestofanti bisognerebbe inventarli.
E concludo: "Morfino, grazie di esistere!"
Soggetti come Morfino contribuiscono validamente a dimostrare che il Cammino non viene affatto da Dio.

Non è certo la prima volta che a margine di esperienze di dolore raccontate sul nostro Blog - oltre le quali chi sa quante altre sono rimaste sepolte e a noi sconosciute! - appare in sottofondo la oscura figura di Morfino.

Manipolazione affettiva,
in essa eccellono i capi/itineranti alla scuola di Kiko.
Tengo molto al evidenziare questo aspetto non secondario, perché trattasi delle esperienze più tristi, deprecabili e raccapriccianti che si possano vivere, raccontate più volte anche su questo blog da chi le ha subìte restandone con la vita devastata.

Mi riferisco alla gestione degli scandali, quegli scandali avvenuti proprio nelle comunità neocatecumenali e il più delle volte ad opera proprio dei capicosca più corrotti e in primo luogo PER QUESTO PRECISO MOTIVO seppelliti "per il bene del cammino - appunto - che se no si distrugge" (pura e schifosa, schizofrenica idolatria!) mortificando le vittime, quasi sempre giovani donne per lo più bambine, le quali devono andare, secondo questi sconsiderati, a chiedere perdono ai loro carnefici che invece sono adulti, uomini e in più con anni e anni INUTILI di cammino che "non possono non peccare" e che non sanno cosa sia il pentimento.

Secondo quanto blatera l'osceno "discernimento" inculcato da Kiko e Carmen (questa cosa va sempre rimarcata bene!) ai soggetti della casta degli itineranti come Morfino sguinzagliati per il mondo a far danni a nome loro, il Signore "permettesimili orrori  perché una manica di delinquenti "conoscano se stessi" sommersi dal "fango". Ossia il Signore permetterebbe che essi siano "costretti" a cedere alle loro basse passioni in funzione della loro "conversione" (il concetto gnostico di "salvezza mediante il peccato"), e il Signore stesso chiederebbe alle vittime di riconoscere l'immenso "privilegio" di essere state elette "strumento" per una simile e impareggiabile opera di "illuminazione", indispensabile a quei tristi e scandalosi figuri per farli diventare cristiani adulti alla maniera neocatecumenale, ossia sull'unico esempio del santo e "puro" fondatore incorrotto.
Sì, perché nel c.n. il modello da imitare non è Gesù Cristo, ma Kiko.
E a dimostrazione di questo il citato Morfino è uno dei casi più emblematici, un vero prototipo: esempio preclaro che assurge a simbolo del perfetto "convertito in Kiko". In lui di Cristo non c'è niente, c'è solo il nominarLo invano! "Salvatore il siculo" è specchio fedele del suo unico idolo e signore Kiko Argüello, appunto.
Kiko può essere molto orgoglioso di circondarsi di simili figuri a lui fedeli.
Guarda Salvatore e vedi Kiko.
E il Morfino ha certo avuto di che guadagnarci per la sua parte, altro che! Un essere insignificante e disturbato, pieno di complessi, che andava aiutato lui per primo, come già abbiamo detto, messo a comandare e guidare il mirabolante "Neocatecumenato" in due delle più grandi regioni d'Italia: la Sicilia e la Calabria, con quei poteri assoluti che Kiko dà solo agli "itineranti" che gli rassomigliano.
Calcolare i danni e la devastazione di tutto questo sui poveri malcapitati camminanti è impossibile.

Della prima comunità di Palermo fondata da un'equipe della parroccha dei Martiri Canadesi di Roma, con "catechista" Franco Voltaggio di felice memoria, il nostro Salvatore si è gettato a capofitto nel cammino subodorando le immense sue "potenzialità" - se inquadrate in un simile contesto, s'intende!, e inconsistenti, per uno come lui, in qualunque altro ambito umano - di fare una bella carriera.
Essendo privo di una sua personalità si è fatto forgiare ad arte. Ha imbracciato la chitarra e in tutto e per tutto ha iniziato ad emulare Kiko. Una bella barbetta, il modo di gesticolare, di parlare e di cantare, di vestire e di stare impostato in assemblea, insomma un'omologazione in piena regola sempre molto gradita al narcisista autonominato iniziatore, che davanti a certe nullità inconsistenti che arricchiscono la sua corte si pavoneggia compiaciuto.
Ammesso molto presto nel numero degli itineranti Salvatore è diventato così la longa manus dei suoi "catechisti" romani nella sua stessa terra, rimanendo - che bell'itinerante! - a Palermo tutta la vita. Itinerante in loco, insomma.
Ma una sola regione per uno come lui era poco, per questo è diventato responsabile anche della vicina Calabria. Ripetiamo che dietro di lui c'è la gestione diretta della sopra citata parrocchia dei Martiri Canadesi e, col tempo, avendo dato innumerevoli prove di fedeltà ed essendosi conformato in tutto e per tutto al "sistema", ha ottenuto finanche di entrare nell'elenco dei 72 discepoli privilegiati di Kiko. Cosa desiderare di più dalla vita?
Per fare il generale di un doppio territorio ha avuto sempre sotto di sé almeno due altre equipe di "itineranti", cosiddette "di appoggio", per ciascuna regione... Ricordo alle convivenze di itineranti che tutti costoro avevano problemi con Salvatore. Ma non facevano in tempo neanche ad esporli che venivano subito allineati da Kiko e Carmen che ribadivano il ruolo preminente del Morfino per loro unico referente accreditato, un simil-Kiko insomma nelle zone a lui assegnate, per cui la sua parola valeva più di quella di chiunque altro e su questo non c'era da discutere! Lo stesso dicasi per i malcapitati presbìteri che si sono alternati nella sua equipe e quasi sempre reclutati nell'ambito del suo stesso territorio, quindi per loro somma sventura anche suoi catecumeni. Avendo a che fare con questa "razza di itineranti" potete star certi che i presbiteri adescati nelle catechesi si ritrovano a fare il cammino come tutti gli altri fratelli delle comunità, scrutini con annesso discernimento del capo equipe laico compresi, oltre la piena obbedienza ai catechisti e la fedeltà allo "spirito degli iniziatori" altrimenti "si chiude il cammino!", ipse dixit.

Relegati al ruolo di figuranti, irretiti in ogni iniziativa, i presbìteri itineranti (salvo poche eccezioni di quelli che definisco la pessima genia dei "preti imbastarditi itineranti" che in alcune zone ricoprono anche il ruolo di capo equipe in quanto più kikiani del Kiko) sono considerati buoni solo a celebrare eucaristie e amministrare sacramenti in genere: potere decisionale zero. Dei perfetti padre Mario, totalmente annullati. Nella sua equipe identica sorte per i ragazzi cantori. Mera decorazione, poiché il nostro si ritiene il miglior cantore, dopo Kiko si intende!
Ricordo che ogni volta che doveva essergli assegnato un cantore - dal momento che in ogni equipe deve esserci, oltre la coppia e il prete, un single - il "Son tutto mì'" e "Faccio tutto mì'" precisava: "Kiko, ricorda, per me se non è cantore è meglio!", perché tanto i canti li faceva lui. Tutti i ragazzi che lo avevano in sorte andavano in crisi e resistevano poco all'ombra dell'ingombrante Morfino che li teneva a fare le belle statuine. Sì e no in mesi di itineranza riuscivano a fare un paio di canti in tutto (giusto per!). E su questo nessuno è riuscito in tanti anni a farlo cambiare neanche un poco.

Ora la perla finale:

Il video (di quasi quaranta minuti, sic!), pubblicato sul sito Kairos, di Salvatore Morfino che fa la presentazione del cammino neocatecumenale in un incontro diocesano in Sicilia. Da non perdere!

Per chi, come me, non ha mai ascoltato dal vivo il "mitico" ecco la prova che a volte "la realtà supera di molto la fantasia".

Non sappiamo di chi sia stata la brillante idea di divulgare un documento tanto prezioso a conferma di tutto ciò che diciamo su questo Blog. Non vi segnalo altro; troverete nella visione più di quanto possiate mai desiderare.
Io lo ho visionato e ascoltato, ma è un tale supplizio che non ce la faccio proprio a sottopormi una seconda volta!

Cosa aggiungere? Come abbiamo detto di Kiko in post recenti anche il suo alter ego si commenta da solo tanto bene che ogni ulteriore parola nostra di commento appare superflua.


È impressionante come Morfino riesce a mettere insieme, nel suo insopportabile sproloquio, l'accozzaglia del meglio della kikiana predicazione, un campionario completo di tutte le scempiaggini, mistificazioni, professioni ipocrite di sottomissione e obbedienza alla Chiesa.
Ma tanto lo sanno da loro stessi di essere il meglio, gli unici nella Chiesa!

Esaltato dalla convinzione di essere ispirato in ogni circostanza come Kiko, senza alcun rispetto per il suo uditorio che avrebbe richiesto una adeguata preparazione, quando gli viene fatto notare che è ora di chiudere si scusa dicendo che lui non è abituato a prepararsi. Aveva scritto sì dei fogli ma poi li ha persi! Supponente e presuntuoso e falso umile a un tempo.
Gli unici foglietti li caccia alla fine, quando chiede i tempi supplementari; su di essi ha appuntato le frasi "utili alla causa" pronunciate dal Papa, sapientemente estrapolate dal contesto, per dimostrare che il "carisma ispirato" non si tocca ma va difeso anche contro i Pastori della Chiesa (incluso il vescovo lì presente?) e questo con la benedizione costante dei Papi, che li hanno da sempre super/approvati e mega/elogiati.

Accanto a lui la giovane moglie di cui non conosciamo neanche il nome; di Rosalia non parla affatto.
I numeroni dei suoi successoni quelli no che non li tralascia. Come Kiko.

Si sa che lui è stato uno dei primi "beneficiari della provvidenza a quattro ruote" e si vanta di non aver voluto e preso MAI nulla dalle collette dei fratelli per sé... "se dovessi chiedervi soldi - dice - prendetemi a calci!". Anche in questo è identico a Kiko. Bugiardo matricolato!

Lo sfondo dell'incontro è di un grigio assoluto, l'eloquio del predicatore lascia dentro l'anima un'inquietudine serpeggiante che non riesci neanche a spiegare!
Il prete seduto, che tiene disperatamente la sua testa tra le mani, la sintesi di tutto; in special modo dell'inspiegabile persistente inerzia della Chiesa che potrebbe ora stesso liberatoriamente cacciarli fuori a calci, ma tanti bei calci finalmente, per non farli rientrare mai più.

È un sogno!

sabato 29 dicembre 2018

Chiamate vocazionali "su richiesta" e comunque poco serie

"90 kikos": in realtà sono meno la metà,
ma a Kiko piacciono i numeroni giganteschi,
«abbiamo più di 123 seminari!»
Considero il rituale delle alzate una delle cose più vergognose e disoneste intellettualmente del Cammino Neocatecumenale.

Ho visto alzarsi bambini di 10 anni, persone con disagi mentali, ragazze un po' più fragili e sensibili spedite senza indugi in convento di clausura (chissà poi perchè per i neocat l'unica vocazione femminile è il convento di clausura).

Avevo abbandonato la comunità da un paio di mesi, quando una sera mi squilla il telefono: era il mio responsabile che voleva darmi un consiglio, visto che ero in "crisi nera" (solo perchè avevo deciso di non andare più in comunità): voleva invitarmi ad andare al centro vocazionale.

La cosa bella è che in quel periodo lo stesso identico consiglio è stato dato a tutti i giovani single (e non), come se fosse arrivato una richiesta di vocazioni dall'alto.

Un povero ragazzo, in un periodo più debole della sua vita è stato convinto a smettere l'università e ad andare nel seminario Redemkikos Mater (dal quale è uscito tre anni dopo trovandosi con un pugno di mosche in mano).

(da: Malaparte)

mercoledì 26 dicembre 2018

Vecchie mode americaniste hanno ispirato il neocatecumenalismo rampante

Citiamo qui sotto alcune considerazioni di don Curzio a proposito di un testo scritto alla fine dell'800 da mons. Delassus, vescovo francese, che ci aiutano a riflettere su quanto il Cammino Neocatecumenale sia organico all'eresia modernista.
Vogliamo in particolare far notare come il Cammino si inserisca in quel filone di moralismo, sentimentalismo, concessioni all'errore, mutilazione del dogma...
Tavolone-mensa ortofrutticolo kikiano
con gadget kikiani e armamentario neocat:
notare come l'altare cattolico
venga del tutto ignorato
Monsignor Henry Delassus scrive che: «La base, o il minimo denominatore comune, della mistura di religioni, popoli, culture, voluta dall’americanismo, è un moralismo sentimentale o “una vaga morale”» “una vaga morale” soggettiva ed autonoma kantiana, “indipendente dal dogma, ove ognuno è libero d’interpretarla a modo suo”. Essa si è realizzata oggi, tramite l’unione tra teo-conservatori americanisti con il sionismo e alcuni elementi conservatori-liberali del cattolicesimo europeo, che si uniscono per difendere la vita, l’embrione, contro il materialismo ateo (cosa buona in sé), l’ordine naturale contro il gender, ma a discapito della specificità della purezza del dogma (il che è inaccettabile), della tradizione culturale di ogni nazione e delle differenze etniche. “Il movimento neo-cristiano o americanista, tende a liberarsi dal dogma per fondarsi sulla bellezza dell’etica”, “a rimpiazzare la fede con una cultura o una sensibilità di morale autonoma e indipendente, in una vaga religiosità superiore a tutte le altre religioni positive”. Secondo la dottrina cattolica, “la fede senza le opere è morta” (s. Giacomo), ma “senza la fede non si può piacere a Dio” (s. Paolo). Quindi non bisogna disprezzare la morale, ma neppure ridurre la religione alla sola moralità, senza tener più conto dell’integrità dogmatica. Monsignor Delassuss si spiega ancor meglio scrivendo che: “Vi è un’intesa tra ebraismo e americanismo, per sostituire la religione cattolica/romana con questa religiosità cristiano/americana, la Chiesa di Pietro con una chiesa ecumenista o mondialista, questa pseudo religione democratica, di cui l’Alleanza Israelita Universale prepara l’avvento”. L’americanismo è lo strumento del giudaismo liberale e filantropico/umanitario, il quale ha rimpiazzato la “fede” del giudaismo ortodosso (in un Messia personale e militante, che avrebbe ridato ad Israele il dominio sul mondo), con la “credenza umana” dell’ebraismo liberale (in un “messia idea”, ossia il mondo moderno), “per condurre l’umanità, dolcemente, verso la Nuova Gerusalemme”. Lo spirito del “Mondo Nuovo” o dell’americanismo è caratterizzato (secondo il Delassus) dai princìpi dell’89, che sono “l’indipendenza dell’uomo da ogni potere umano e anche divino”, vale a dire i diritti (o il culto) dell’uomo e lo spodestamento di Dio e della sua Chiesa.

Il Delassus concludendo il suo studio sull’americanismo lo definisce con poche ma efficaci espressioni: “Compromesso con l’incredulità, concessioni all’errore, mutilazione del dogma, attenuazione del soprannaturale e facilismo di ogni specie” (p. 226). Egli propone quindi il rimedio a tanto male: “Evitare lo scoraggiamento, come attitudine di coloro che sanno e conoscono la realtà, ma non hanno il coraggio di reagire [è il male che paralizza molti cattolici oggi]. (…) Dunque mai incrociare le mani, rinunciando alla lotta; anzi occorre impiegarle per la preghiera, la penitenza e l’azione culturale e dottrinale con conseguenze pratiche concrete (…). Occorre essere circospetti per non prestare, neppure involontariamente, aiuto al giudeo-americanismo. Quindi, non predicare il Benessere come fine ultimo, … il successo in questo mondo, … la trasfigurazione del corpo umano, … la preoccupazione disordinata degli interessi umani, … l’abolizione delle barriere tra religioni e culture, la cessazione della polemica per sostituirle l’irenica, l’annacquamento del dogma a favore di una moralità soggettiva, la conciliazione tra lo spirito di Cristo e quello del mondo”.
Immagini sacre
cattoliche
letteralmente
gettate in strada
dai kikos che hanno
appena "kikizzato"
una parrocchia
Notate come descrive bene le circostanze che settanta-ottant'anni dopo permetteranno il successo del Cammino Neocatecumenale:
  • anzitutto chiama «americanismo» quel moralismo sentimentale indipendente dal dogma, dove ognuno è libero di interpretarla a modo suo... e che tende a liberarsi del dogma (nel Cammino conta il darsi da fare, il pagare le quote, non le verità di fede)
  • l'obiettivo è quello di rimpiazzare la fede cattolica con una cultura o una sensibilità di morale autonoma e indipendente, in una vaga religiosità (il Cammino "porta avanti una catechesi" incompatibile col Catechismo della Chiesa; la mentalità neocatecumenale è tutto un sentirsi superiori ai "cristiani della domenica"; la colonizzazione neocat delle parrocchie spazza via tutto ciò che c'era prima per sostituirlo con le deiezioni di Kiko; l'attivismo neocat è autoreferenziale e funzionale solo a procacciare nuovi membri; il Cammino "evangelizza" a modo suo e infischiandosene dei vescovi);
  • cioè è quello di ridurre il cattolicesimo ad una religiosità "cristiano/americana", meno attaccata al dogma e più attaccata ad un moralismo sentimentale (attenzione: nel contesto, "americana" non va intesa in senso "geografico oggi", ma nel senso di mentalità americanista ottocentesca; riguardo al moralismo neocat, ecco alcuni esempi: "la dai la Decima? sei aperto alla vita? fai le lodi a Kiko? tu giudichi!")
I suoi strumenti sono:
  • il compromesso con l'incredulità: cioè la convinzione che alcuni stanno così bene con la propria religione, che non c'è bisogno di evangelizzarli; pensiamo ad esempio alla patetica sterilità del dialogo interreligioso, del dialogo ecumenico, ecc... e pensiamo al fatto che il Cammino, a fronte di tanta cagnara sulla Nueva Evangelizzazione, non ha mai convertito nessuno dalle altre religioni al cattolicesimo, limitandosi ad accalappiare i "cristiani della domenica";
  • le concessioni all'errore: cioè uno dei princìpi fondamentali del modernismo, quello di illudersi che l'errore e la verità abbiano gli stessi diritti. Pensiamo per esempio al Cammino Neocatecumenale. Vai da un seguace di Kiko e gli fai presente che le liturgie del Cammino contengono abusi liturgici e strafalcioni (sono vere e proprie carnevalate). Prima ti risponderà che quelle liturgie sarebbero "approvate" (non è vero) e poi, messo alle strette, ti risponderà che quella è la "prassi invalsa nelle comunità del Cammino" (col sottinteso che "siccome noi lo facciamo da tempo, allora possiamo continuare a farlo": perseverare diabolicum!);
Un esempio di "attenuazione del soprannaturale":
tavolata neocatecumenale, notare le bottiglie del vino
da consacrare, ancora nella sportina da mercatino rionale
  • l'attenuazione del soprannaturaleNon è che un capo dice: "ehi, fratelli, attenuiamo il soprannatuale" e il pasticcio è fatto. No. I modi in cui viene annullata la percezione del soprannaturale sono molto più sottili. Per esempio: banalizzare le sante devozioni etichettandole "religiosità naturale", facendo di tutta l'erba un fascio. Oppure considerare di serie B le celebrazioni eucaristiche altrui. Oppure banalizzare ogni evento dicendo: "è stato il demonio" se si tratta di una circostanza sfortunata, "è stato Dio" se è stata una circostanza fortunata, come se gli uomini fossero marionette. Avete notato che tutti questi esempi riguardano il direttamente il Cammino Neocatecumenale?
  • il facilismo di ogni specie: la faciloneria neocatecumenale è un perfetto risultato dell'ipocrisia del Cammino. "Il Signore salva a grappoli". "Quando il Signore mi toglie la mano dalla testa, ne combino di ogni". "Noi facciamo evangelizzazione". "Il Papa ci approva". "Apri la Bibbia a caso e leggi cosa ti sta dicendo il Signore".