giovedì 25 maggio 2017

Mano al portafoglio fratelli! Caviale, aragoste e sigari cubani non crescono sugli alberi!


Puntuale quanto Equitalia, nel maggio-giugno di tutti gli anni l'autonominato "iniziatore" del Cammino Kiko Arguello scrive una delle sue personalissime comunicazioni esattoriali, chiedendo collette ai "fratelli" del suo Cammino per coprire i mostruosi debiti da lui contratti in ogni parte del mondo, in nome di una non meglio specificata "evangelizzazione", che non sarebbe nient'altro che la pappagallesca ripetizione delle sue cosiddette "catechesi" ammuffite vecchie di 50 anni.

Non bastava la Kiko-tax, ovverossia la famigerata "decima" - già imposta indistintamente a studenti, casalinghe e pensionati minimi - e utilizzata spesso e volentieri per pagare le spese di ipertrofici "catecumenium", la kikizzazione delle chiese, l'oliatura di Vescovi e Parroci e l'acquisto di macchine e viaggi per i cosiddetti "catechisti" di alto rango. Non bastava la ridicola sceneggiata della raccolta del "bottino" al secondo scrutinio, no, non bastavano nemmeno i continui ed esosi balzelli imposti per ogni cretinata che venga in mente all'Augusto Kiko!

Si sa, gli idoli sono sempre molto esigenti, ed EquiKiko non fa eccezione, perciò ecco che anche quest'anno, 2017, l'amministratore delegato della Cammino Neocatecumenale S.p.A. invia a soci e investitori il seguente messaggio (diffuso già in Italia, Spagna e USA):
«Cari fratelli,
Perdonate queste parole, ma avremmo bisogno che ci diate un vostro aiuto. Concludendo il corso dell’anno 2017 e preparandoci per il prossimo corso, ora a Giugno avremo la convivenza di tutte le équipes itineranti d’Europa per rivedere la situazione del Cammino in Scandinavia - soprattutto Danimarca, Svezia, Finlandia, ecc. -, nel Regno Unito, in Olanda, Germania, Austria, Svizzera, Cecoslovacchia, nei Paesi della ex-Iugoslavia - Croazia, Montenegro, Bosnia, ecc. -, e la situazione dei Paesi che sono stati sotto il comunismo, come Ucraina, Lettonia, Lituania, Georgia, ecc. Oltre a questa convivenza, il prossimo 25 Maggio, avremo l’incontro delle Famiglie, dato che gli Itineranti di tutto il mondo ci chiedono più di 200 famiglie per rinforzare la missione nelle loro nazioni.
Ohibò! In sintesi ci sarà un summit del G20 del Cammino Neocat per "discutere della situazione della Scandinavia" (chi sa se gli scandinavi sono a conoscenza del fatto che si deciderà presto del loro futuro in termini di invasione neokikiana...) e dei "paesi che sono stati sotto il comunismo". Poffarbacco! Il Comunismo! il comunismo è finito dal 1989, quindi da quasi trent'anni, ma tirarlo fuori ogni tanto fa bene, a Kiko serve sempre uno spauracchio da agitare per spaventare i suoi fedelissimi discepoli e rendere più fluido l'allargamento dei cordoni della borsa.... uuuuhhhh il comunismo! uhhhh la bestiadellapocallise! lo dimonio! uhhhhhh 
Passata l’estate, avremo prima la convivenza dei presbiteri e dei seminaristi di Italia e Spagna, dove saranno inviati, senza soldi, ad annunciare il Vangelo a due a due; dopo ci sarà la convivenza dei Rettori dei diversi Seminari, dove ci riuniremo per accogliere e distribuire i circa 300 giovani che già sono pronti per entrare nei Seminari Missionari Redemptoris Mater. Poi ci sarà la convivenza di inizio corso e, a fine Gennaio, come tutti gli anni, avremo la convivenza mondiale di tutti gli Itineranti del mondo, assieme ai Rettori e ai Responsabili delle comunità più antiche del Cammino. Lì vedremo la situazione dell’Africa, dell’Asia e dell’Oceania. Tutte queste convivenze le facciamo in Italia, vicino al mare, in un luogo chiamato Porto S. Giorgio, dove gli alberghi che dovremo utilizzare, sono abbastanza cari e questo comporta che dobbiamo sempre lasciare, dopo la colletta, un debito che, nel migliore dei casi, è di 100 mila euro.
Il "lider maximo" Kiko nella sua mise da
convivenza degli itineranti
Ah ma allora è un vizio! La situazione dell'Africa? Ma chi si crede di essere? il Papa? Ovviamente, come tutti i grandi di Stato con la corte al seguito, non è che può andare ospite in monasteri e pensioni, o meglio ancora in uno dei tanti Redemkikis mater semivuoti costruiti in giro per il mondo, no! solo alberghi vicino al mare, in una località non proprio economica, in piena alta stagione. Apprendiamo - per esempio da Booking.com - che un albergo medio, a Giugno, costa come minimo 65 euro a notte a pensione completa, il che vuol dire per circa 500 persone, in 10 giorni - ebbene si, le convivenze degli itineranti arrivano a durare anche 10 giorni passati ad ascoltare i deliri di Kiko - ben 325.000 euro! E questo senza contare i soldi dei biglietti aerei che spesso e volentieri sono a carico della Fondazione Famiglia di Kik... ops! di Nazareth.

Mano al portafoglio fratelli!
Potete quindi immaginare che con questa lettera vi chiediamo un aiuto per la quantità di convivenze che ci attendono; dato che il debito supererà il mezzo milione di euro, se non riceviamo un aiuto dovremmo fermarci. Ad ogni modo io non mi vergogno di chiedervi dei soldi, dato che è per prendere parte alla EVANGELIZZAZIONE MONDIALE ITINERANTE e sono certo che il Signore vi pagherà il 100 per uno.
Così, fratelli, prima di concludere il mese di maggio, voi Responsabili delle diverse comunità d’Europa potete annunciare ai fratelli che si farà una colletta per aiutare l’Evangelizzazione.
Coraggio! I miracoli che Dio sta facendo con il Cammino in tutto il mondo sono impressionanti: inoltre Carmen, che è una santa, diciamo di “categoria superiore”, e che speriamo che, giunto il suo momento, sia canonizzata, ci aiuterà dal Cielo, e soprattutto vi aiuterà ad essere generosi con il Signore. Auguro a tutti buone vacanze in Gesù Cristo, supplicandovi di pregare per me e per Padre Mario.»
Eh, certo, Kiko non si vergogna di abusare del Nome di Cristo Gesù per estrarre soldi dalle tasche di tanti semplici di cuore che gli credono! E la richiesta, ovviamente - dopo i tanti paroloni, dopo le rileccate a lingua di burro in cui è maestro - è perentoria: la colletta "si farà", costi quel che costi, tanto lui "non si vergogna". Altro che "pregate per me": questa è una cartella esattoriale! Potremmo suggerire all'Agenzia delle Entrate di accompagnare le richieste di soldi ai contribuenti con questa magica formula finale: "pregate per noi". Chi sa: magari funziona!

Cosa sia poi una "Evangelizzazione mondiale itinerante" non lo sa nessuno, ma è scritto in maiuscolo, perbacco, deve quindi essere Una Cosa Molto Importante!

E infine, chicca delle chicche, Carmen sarebbe una "santa" di "categoria superiore". Toh, come il vino liquoroso, quello che Kiko si è bevuto prima di scrivere questo schifo! Se è santa perché non chiede l'intercessione? I soldini appariranno come per magia....

Orbene, Kiko non contento di aver già chiesto alle vecchine di fare testamento in favore del Cammino, non soddisfatto di tutte le spaventose donazioni ricevute in cinquant'anni - la terra della stessa Domus Galileae, del Centro di Porto San Giorgio e della Domus Jerusalem, i lasciti, le proprietà regalate anche quando sottratte illegalmente ai fedeli della diocesi... - come un Moloch insaziabile continua a ingoiare denaro per finanziare le sue attività turlupinando i suoi seguaci con la scusa dell'evangelizzazione!

Cari neocatecumenali: per testare la bontà del cammino e dei suoi iniziatori, rifiutatevi, non in segreto ma pubblicamente e motivatamente, di dare altro denaro. "Fermate" la macchina tritatutto del Cammino - come ha minacciato The Kiko - e osservate come reagiscono i vostri "catechisti", i responsabili regionali, gli itineranti. Guardate quanti secondi impiegheranno a cacciarvi, umiliarvi, annullarvi, rivoltandosi contro di voi per divorarvi.

Solo a quel punto vedrete davvero di che pasta sono fatti! Solo allora vedrete chi davvero si nasconde dietro alla barbetta luciferina e l'aria da profeta ispirato!

STOP. THE. MONEY.

Avete l'occasione.

martedì 23 maggio 2017

Devozione mariana in Casa Argüello

“….Roma, città meravigliosa nella quale alloggiava, con una certa consuetudine, il fondatore del cammino neocatecumenale. 
La casa ospitava tutti i componenti dell'equipe internazionale del cammino. Kiko, Carmen e p. Mario. 
Ricordo un via vai di "catechisti" neocatecumenali e la comodità smodata della quale i Cefa usufruivano.
Vi erano tutte le stanze, sulla destra la cucina nella quale ero solita fare colazione e sostare per la maggior parte del tempo. Qualche "catechista" potrà facilmente identificare l'edificio e il suo proprietario.
Un pensiero mi sorprende con prepotenza e inquietudine e riguarda la figura di Carmen Hernàndez. In quella casa da me descritta si succedevano, con sollecitudine, degli scontri con la sua persona, perché restia al mio esternare una particolare devozione Mariana. Vorrei riportare, a tutti, un evento in particolare che racchiude il significato di ciò che sto raccontando. 

Mi ritrovavo a fare colazione in cucina, sola ma frettolosa, cosciente che di lì a poco sarebbero arrivati dei "catechisti responsabili di regione". Notai la figura di Carmen, che improvvisa si diresse verso di me, il suo avvicinarsi mi creava un senso di agitazione. Ero a conoscenza del suo carattere non proprio mansueto, bensì sarcastico e ribelle. Era solita esternare i suoi pensieri pronunciandoli a voce alta!
Parlava da sola in continuazione! Risultava essere frustrante e intollerabile!

Mi disse in tono ironico e con voce altisonante:
"Ma togli una buona volta quella croce (Santo Rosario) da quel collo! Che sei una santa? Una veggente? Una pazza sei!"
Poi, con voce ancora più squillante, volgendo lo sguardo a destra e sinistra esclamò, come a voler far sentire la sua presa in giro da tutti:
“Ecco la pazza che si crede una devota fedele!".

Presa dall'esasperazione, viste le continue cattiverie gratuite ricevute al riguardo, mi ritrovai a strillare anch'io, le chiesi di smetterla di urlare a quel modo, che la pazza sembrava essere lei e, soprattutto, di lasciarmi libera, finalmente, di esprimere la mia devozione alla Madre del Cielo.
Si mise a ridere a mo' di sfottò. Non accettavo la pressione psicologica che mi arrecava, la sua ironia e il suo ridimensionare la figura della Vergine tramite questi gesti ostili, sempre velati di irrisione!
Rimasi con l'animo in tumulto, anche se oramai l'abitudine avrebbe dovuto fare capolino.

Un altro punto inaccettabile e insolente riguarda la figura predominante di Kiko, il quale per diletto ed ego personale, guidato dalla necessità di dimostrare la sua dedizione alla figura di Maria Vergine, decise di indossare un Rosario, legato alla cintura, (chi ha avuto occasione di conoscerlo è al corrente di questa sua pratica irrispettosa) e lasciato sobbalzare e incastrarsi senza cura.
Ad un certo punto dava la sensazione si fosse logorato, consumato... non so... ridotto male. Incurante del Sacro Simbolo, lo trattava come si trattasse di un oggetto di poco conto. L'ego e il narcisismo del nostro fondatore, non poteva esimersi dal creare egli stesso la croce che contraddistingue il suo personale oggetto di "devozione".

Mi resi conto, e ancor oggi me ne rendo conto, di quanto l'immagine della Vergine venga utilizzata da Kiko, ma non amata, lodata, rispettata.... Ho potuto constatare che non sussiste alcuna Santa Venerazione verso la Madre piena di Grazia. La Madre di Gesù, sentiero luminoso e via che porta a Cristo, viene emarginata.
Ciò mi pone molteplici domande e riflessioni…”
(dal gruppo FB Testimonianze di ex-neocatecumenali)

domenica 21 maggio 2017

L'«Arcano» nel Cammino Neocatecumenale: il «Divide et impera» di Kiko Argüello

Rispondiamo ad un commento a firma carmelogct:
Domanda seria,
anche io sono ex NC. Mi è capitato questa sera fuori dalla Messa di sentire due parrocchiane che parlavano di come una persona in cammino all´ultima tappa fosse stata respinta. Siccome anche io ero nella discussione, mi sono lasciato sfuggire che nel cammino funziona così, ci sono dei passaggi in cui i catechisti possono decidere secondo le loro direttive se si è idonei o meno a proseguire. Tuttavia mi sono chiesto se parlare delle prassi del cammino possa costituire un peccato dato che nel CN si tende a tenerle nascoste. Questa domanda forse vi farà sorridere lo so, però realmente mi chiedo se non sia illecito come rivelare qualcosa che ti viene chiesto rimanga segreto.
Interessante il quesito e le risposte ci fanno davvero riflettere.

Sant’Ermacora battezza Gregorio e
la sua famiglia, XII sec., Aquileia (Udine), Basilica
Annalisa ha detto: Per risponderti da solo su questo atteggiamento del Cammino di tener segrete ("arcane") le cose e le tappe ti consiglio di leggerti cosa dice il Catechismo della Chiesa Cattolica a proposito dell'Ottavo Comandamento (n. 2464-2513, "Non dire falsa testimonianza"). I tuoi ex-catechisti non hanno alcun diritto di chiederti di tenere nascosta la Verità di Cristo. Soltanto le tenebre hanno paura della Luce.

L'Apostata ha detto: Carmelo, le "prassi" del Cammino sono solo abusi. I passaggi si dovrebbero svolgere come stabilito nello Statuto, ampiamente violato. Quel che hai scritto dimostra una volta di più che ai neocat vengono instillati fortissimi sensi di colpa, come sanno bene tutti quelli che ci sono passati. Mettere in guardia chi rischia di rimanere intrappolato nella setta non è un peccato, è un'opera di carità.
Questo il vero "Arcano"
di Kiko Argüello

Un altro Anonimo: A noi un catechista  una volta disse che violare l'arcano era un peccato contro lo Spirito Santo. Ovviamente era una grossa cavolata.

Come si vede l’argomento immediatamente appassiona, perché la “Segretezza” nel cammino viene legittimata dal cd. “Arcano”, e il solo pronunciar questa parola fa un grande effetto. Al sentir dire: “Arcano” i poveri fratelli già restano tutti intimoriti, a prescindere! Certo nessuno osa chiedere spiegazioni.

E’come pronunciare una formula magica che, senza alcuno sforzo e istantaneamente, sortisce l’effetto desiderato: tenere tutti buoni e a cuccia. 
Occhio nel triangolo

Che    meraviglia!
Ricordo poi la consueta evocazione, a ratifica e sigillo della estrema serietà con cui la cosa andava presa da tutti i presenti, si diceva:
“Nella Chiesa Primitiva ogni cosa a cui si veniva progressivamente iniziati   era coperta dall’arcano”.

Il seguente intervento di Roberta apre un varco nel "muro dell’arcano neocatecumenale" che tiene separati i fratelli del cammino dal resto del mondo circostante, e le varie comunità tra loro, a seconda delle diverse tappe in cui stanno procedendo: nessuno, che sia più avanti nel cammino, deve dire a chi viene dopo quello che in futuro si vivrà.

Certo, a pensarci bene, si governa meglio e si controlla meglio tutta la realtà, se dividi i sudditi in piccoli gruppi, impedendo loro di confrontarsi e, magari, di coalizzarsi. Non si sa mai. Infatti tra loro non possono comunicare, se non facendo parte della stessa comunità, - all’interno della quale, bisogna precisare, il “codice comunicativo” ha anche regole e limiti ben definiti, il tutto sottoposto al controllo dei kikatechisti - e così tutti fanno riferimento a te solo, o supremo Kiko (a te o ai tuoi emissari/alter ego)! Che genio!
Il profeta della penombra
Altro che "Arcano", questo è il famoso "Divide et impera"  (*) dei sapienti Romani, maestri nel governare il mondo, dove con la violenza, dove con l'astuzia, dove fingendo di mettere i popoli soggiogati sul loro stesso piano, di trattarli come alleati, ma solo fingendo.

Roberta ha detto:
Risposta seria a Carmelogct Quando ho iniziato a leggere su questo blog e poi anche a fare qualche intervento, ho avuto un pensiero simile al tuo (perché ciò mi rendeva più irrequieta e sembrava facesse aumentare la mia rabbia verso i NC) ne ho parlato in confessione e il sacerdote ha affermato che la VERITÀ VA DETTA e quando sei interpellata a farlo, anche se è passato del tempo, è un bene dire la propria esperienza ed opinione (ha detto che lui stesso ha agito così esprimendo durante delle riunioni la sua disapprovazione ai NC); l'importante però è non restare attaccati al passato ma andare avanti nella Chiesa, dove c'è il bene e il male (mentre io sono andata in crisi perché avrei voluto ci fosse solo il bene!) e non la salva l'ideologia ma solo Gesù. Ha anche detto che l'ideologia non si abbatte in un solo giorno. Io mi trovo d'accordo con qnto detto da qsto sacerdote e anche con gli interventi precedenti. Personalmente, se qualcuno mi chiede, racconto tutto di ciò che ho visto fare e dire nel cammino (senza parlare di nomi e cognomi e cose private di persone) mettendo in luce tutto il negativo! Mi spiace solo che conosco poco perché sono arrivata non oltre la tappa della preghiera, ma forse è sufficiente x capire qnto sia deleterio qsto gruppo: segretezza,  mancanza di dialogo e di confronto, separazione dal contesto parrocchiale, culto della persona di Kiko Arguello, intromissione nella coscienza delle persone, nella vita di coppia, pretesa di obbedienza cieca alle persone dette "catechisti" ... In più le interpretazioni sbagliate del Vangelo e le altre eresie di cui mi sto rendendo conto leggendo su qsto blog. Il desiderio della Verità da' la forza: l'altro giorno ho visto un NC che stava appendendo alla porta della Chiesa la locandina delle "missioni" in piazza e mi sono sentita di dirgli che quella iniziativa lì non è una cosa cristiana ... poi me ne sono dovuta andare per una chiamata e nn sono riuscita a sentire la risposta che mi ha urlato dietro ma :) sono stata contenta di averglielo detto! Ciò che ci mette a disagio nel parlare di queste cose, caro Carmelo, non è che stiamo "violando" un segreto è che parlarne, dover sempre spiegare e ridire ... rinnova la SOFFERENZA che LORO (questo gruppo SETTARIO) ci ha causato. Io non riesco ad es. a guardare o leggere i link coi discorsi di Kiko che vengono GIUSTAMENTE portati come DOCUMENTAZIONE dei loro articoli, dagli autori di qsto blog, i quali stanno facendo un lavoro direi "scientifico" nel confutare qsti imbroglioni. Certo il Signore gliene renderà merito! Grazie e buona domenica a tutti.

Conclusione: Lino conclude per noi alla grande, con una notazione puntuale e documentata, spazzando via definitivamente ogni residuo dubbio: finalmente “l’Arcano” si sgonfia, trascinando dietro di sé “la Segretezza”, sua complice infame, per precipitare, dileguandosi entrambi, nel nulla! Noi speriamo così di contribuire a sollevare qualche camminante dubbioso, gravato da anni anche di questi insopportabili e iniqui pesi e che, leggendo le nostre esperienze, sta cercando risposte e un “passaggio”, sì l'unico vero passaggio che dovrebbero fare tutti i camminanti, il "passaggio" per la Libertà!

Lino ha detto:
@ Carmelogct ha detto: "Tuttavia mi sono chiesto se parlare delle prassi del cammino possa costituire un peccato dato che nel CN si tende a tenerle nascoste." Se mi consenti, risolvo il problema alla radice con il rasoio di Occam(**) Parlare delle prassi segrete del Cammino oramai - questo dovrebbe essere riferito a tutti i catechisti NC - non può più essere un peccato. Non può esserlo per il più semplice dei motivi: non c'è più niente da tenere nascosto. Infatti, dallo Statuto NC: 1) "il Cammino Neocatecumenale si attua nelle diocesi: 1°. sotto la giurisdizione, la direzione del Vescovo diocesano [...] 2º. secondo «le linee proposte dagli iniziatori», contenute nel presente Statuto e negli Orientamenti alle Èquipes di Catechisti".
Evidenzio: una prassi è un'attività pratica. Attuare è realizzare un progetto, tradurlo dalla teoria alla pratica. Ora, siccome gli Orientamenti alle Equipes di catechisti sono usciti dal segreto, sia nelle versioni originali sia in quelle emendate (dal 1997 al 2003) dalla CdF e approvate dal PCpL, che peccato si può fare a non tenere nascoste cose che sono venute alla luce? :-)


Questi imbroglioni si confutano da soli!
Continua Lino: @ Roberta ha detto: "i quali stanno facendo 1 lavoro direi "scientifico" nel confutare qsti imbroglioni" Infatti, un plauso agli autori tutti del blog, con una "annotazione": le pagine uscite alla luce sono tali che gli imbroglioni riescono nella più ardua delle imprese, quella di confutarsi da soli. E nemmeno c'è bisogno di leggersi tutti i tomi dalla Traditio all'Elezione. Basta quello della Traditio, dentro c'è di tutto e di più, dentro c'è "l'immagine del Cammino", nelle pratiche interne ed esterne di "evangelizzazione". È Kiko Argüello a riferirlo, non io: quindi, scientificamente parlando, ciò non può essere confutato considerata la fonte che lo sostiene, il massimo principio di autorità in materia di CNC :-)





(*) "Divide et ìmpera" (letteralmente «dividi e comanda») è una espressione latina, secondo cui il migliore espediente di una tirannide o di un'autorità qualsiasi per controllare e governare un popolo è dividerlo, provocando rivalità e fomentando discordie. Questa tecnica permette quindi ad un potere centrale, che può essere un governo dispotico, o un governatorato coloniale-imperialista, numericamente modesto, di governare e dominare su una popolazione sensibilmente più numerosa.

(**) Rasoio di Occam: metafora del rasoio: eliminare con tagli di lama le ipotesi più complicate. (inutilità di formulare più ipotesi di quelle che siano necessarie per spiegare un dato fenomeno)
"A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire" (Guglielmo di Occam)

venerdì 19 maggio 2017

Famiglie neocatecumenali allo sbaraglio: "La Chiesa non vuole questo", ma Kiko sì...

Nostra traduzione:

"Cari tutti,
La missione popolare in Lettonia 2015 è stata fatta in una delle piazze del rione Zolitude (Riga), precisamente in quella che sta davanti al supermercato Maxima che, nell'anno 2013, crollò mentre veniva sopraelevato senza le dovute sicurezze strutturali e provocò 54 morti, lasciando 13 orfani ed una quantità di persone colpite dalla catastrofe. Un bambino fu l'unico superstite.
Abbiamo partecipato: i fratelli della Comunità di Ventspils, una città che sta a 180 km di distanza, da dove vengono due famiglie in missione dall'Italia; le tre famiglie Ad Gentes di Riga con i loro 13 figli provenienti da Italia, Polonia e Valencia; la 1a Comunità Neocatecumenale di St. Albert (Riga) che ci aiutavano con la traduzione in lettone dall'italiano, dallo spagnolo, inglese e polacco.
La preparazione tecnica è consistita nel fare il cartello, distribuire gli inviti nelle case e per le strade, fare gli annunci su Radio Maria, effettuare il trasporto dei segni, delle sedie ecc.
Le prime tre domeniche sono state di freddo, vento ed acqua mista a neve. Siamo rimasti fermi in preghiera sotto gli ombrelli.
Questo ha fatto sì che chi passava non si fermava, non solo per indifferenza e ostilità, ma anche per il maltempo. Noi continuavamo imperterriti, con il morale più alto del Betis quando perde. Questo sì, la curiosità, non potevano dissimularla e guardando di sfuggita, o dalle finestre, oppure dalle macchine e dagli autobus, non potevano non accorgersi che lì stava accadendo qualcosa di insolito: in quel luogo di morte si stava annunciando il vangelo, e da cattolici!
Oltre al poco risultato ed allo scarso interesse, abbiamo dovuto sentire varie critiche: questo è negativo, la Chiesa Cattolica non fa così; c'era poi chi si scandalizzava per i balli, ma noi non ci siamo scoraggiati, sappiamo che Gesù Cristo stava lì, con noi, ponendo la prima pietra del tempio di pietre vive e poi riconoscendo che i primi evangelizzati eravamo noi stessi, in questa che abbiamo definito una auto-evangelizzazione."

mercoledì 17 maggio 2017

Traditio Symboli (episodio VI): L'epitaffio della CDF sugli scrutini kikiani.

Il santino (autografo) di SanKiko!
Scavando, come al solito, nei mamotreti, abbiamo scovato una vera perla, che vale la pena condividere, in particolare con i fratelli neocatecumenali. Cominciamo a capire perché Kiko non vuole la pubblicazione dei suoi sacratissimi mamotreti: le correzioni sono tante e tali che il cammino come lo concepisce lui ne esce completamente disossato... 

Per mostrarvi la "perla", vi chiediamo solo un minimo di pazienza.

Kiko vanta continuamente, come accaduto anche di recente, che il Cammino Neocatecumenale "si ispira" all'OICA, ovvero all'Ordo Initiationis Christianae Adultorum, aggiornato nel 1972, il quale rappresenta un itinerario di iniziazione cristiana per adulti non battezzati, della durata di 2 o 3 anni, durante i quali il candidato viene formato sulle verità cattoliche, sul catechismo, sulla fede, secondo un percorso che termina con il Battesimo.

Ripetiamolo meglio: si tratta di uno strumento rivolto, nella sua forma più completa, a persone non battezzate (mentre i battezzati che non hanno ricevuto la Prima Comunione o la Confermazione seguono un percorso "semplificato" e adattato alla loro condizione di già battezzati).

Durante questo percorso sono previsti tre scrutini, i quali sono liturgie (quindi culto pubblico) presiedute da un ministro ordinato e di norma inseriti nella Messa, durante le domeniche di Quaresima.

Domanda: Cosa sono dunque gli "scrutini" secondo la Chiesa Cattolica?

Risposta: Cominciamo con una breve digressione.
Ciascuno scrutinio consiste in una preghiera, fatta in silenzio, in ginocchio, davanti al ministro di Dio e davanti all'assemblea dei fedeli. Di seguito lo schema del primo:
158. Gli scrutini sono celebrati dal sacerdote o dal diacono che presiede la comunità, perché dalla liturgia degli scrutini anche i fedeli ricavino profitto e nelle orazioni intercedano per gli eletti.

159. Gli scrutini si svolgono nelle Messe degli scrutini che si celebrano nelle domeniche III, IV e V di Quaresima; si scelgano le letture del ciclo «A» con i loro canti, come sono assegnate nel Lezionario domenicale e festivo. Se, per ragioni pastorali, non si possono tenere in queste domeniche, si scelgano altre domeniche di Quaresima o anche giorni feriali particolarmente adatti. Tuttavia la prima Messa degli scrutini sia sempre la Messa della samaritana, la seconda del cieco nato, la terza di Lazzaro (nn. 386-389).
   
PRIMO SCRUTINIO

160. 
Il primo scrutinio si celebra nella III domenica di Quaresima, usando le formule che si trovano nel Messale (Messa rituale «Per gli scrutini battesimali») e nel Lezionario domenicale e festivo, ciclo A (cfr nn. 386-387).
OMELIA
161.
 Nell'omelia il celebrante, soffermandosi sulle letture della sacra Scrittura, spiega le ragioni del primo scrutinio, tenendo presenti sia la liturgia quaresimale come anche l'itinerario spirituale degli eletti.
PREGHIERA IN SILENZIO
162.
 Dopo l'omelia, gli eletti insieme con i padrini e con le madrine si dispongono davanti al celebrante. Questi, rivolgendosi anzitutto ai fedeli, li invita a pregare in silenzio per gli eletti per chiedere in loro lo spirito di penitenza, il senso del peccato e la vera libertà dei figli di Dio.

Poi, rivolgendosi ai catecumeni, invita anche loro a pregare in silenzio e li esorta a esprimere anche esteriormente il senso della penitenza o inchinandosi o inginocchiandosi. Infine conclude con queste parole o con altre simili:

Eletti di Dio, inchinatevi [oppure: inginocchiatevi ] e pregate. Gli eletti si inchinano o si inginocchiano. Tutti pregano per qualche tempo in silenzio. Poi, secondo l'opportunità, tutti si alzano.
E fine. Ripetiamo: Messa, omelia, preghiera in ginocchio, in silenzio, in Chiesa, sempre durante l'Eucarestia.

D.: E ora domandiamo: cos'è uno scrutinio nel Cammino Neocatecumenale?
(Prima di leggere la risposta, è bene tenere a mente che il Cammino Neocatecumenale si rivolge ai battezzati, in prima istanza, come da Statuto.)

R.: È un interrogatorio individuale condotto dall'équipe di cosiddetti "catechisti" neocatecumenali che segue la comunità NC. Ciascun candidato viene sorteggiato a caso da un cestino o sacchetto dove si trovano tutti i nomi dei partecipanti. A volte i "catechisti" neocatecumenali possono scegliere d'imperio chi debba parlare, non esiste una vera e propria regola scritta.

Il candidato, seduto in assemblea o, come accade nel Secondo Scrutinio, al centro della stanza su una sedia vicino alla croce con tutta l'equipe davanti, risponde alle domande di un questionario, consegnato all'interno di una convivenza di tre giorni (o quattro, nel caso del Primo Scrutinio).
Le regole sono che bisogna rispondere "con fatti concreti" della propria vita e non si deve nascondere nulla.

Niente preghiere in silenzio e riflessione nell'intimità della propria anima, no. Tutti i fatti della vita - specialmente quelli più dolorosi e scandalosi - vengono tirati fuori davanti a decine di persone, spesso anche completi estranei. Accade così che siano confessati pubblicamente peccati occulti, [1] sia personali che dei propri familiari (genitori, figli, parenti) o conoscenti (datori di lavoro, amici, ecc.). In uno scrutinio, in particolare dal secondo "passaggio" in poi, può venir fuori ogni genere di sofferenza e di sconcezza: abusi, violenze, peccati sessuali, impurità, adulteri, omosessualità, ruberie, furti, corruzione e cose del genere [2].

Non è permesso sottrarsi all'interrogatorio, il quale è condizione indispensabile per il superamento del "passaggio", quindi dello scrutinio, inoltre i cosiddetti "catechisti" giudicano il "fratello di comunità" in base alle risposte che dà: se sembrano loro troppo generiche, non pertinenti o semplicemente non rispondenti allo schema kikiano, essi chiederanno integrazioni e scaveranno più in profondità finché non si sentiranno soddisfatti del risultato. Si tenga presente che nei volumi dei mamotreti in versione anni '80, prima della correzione della Congregazione per la Dottrina della Fede, erano presenti molti esempi di scrutini con domande e risposte tipo, estrapolate da veri scrutini fatti da Kiko. C'erano le domande, le risposte dei candidati e le correzioni di Kiko, nonché le reazioni specifiche a certi casi - per esempio se il candidato non voleva rispondere, se il candidato oppone dubbi, se non vuole effettuare una certa attività, se non esegue compiutamente i dogmi kikiani riguardanti la decima mensile, la preghiera, ecc. - In questo modo il cosiddetto "catechista" non avrebbe dovuto "inventare" niente, essendo già previsti tutti i casi possibili più frequenti.

Durante tale interrogatorio il malcapitato non può contraddire i cosiddetti "catechisti", a meno di voler intavolare una discussione penosa e fiaccante, che si conclude in ogni caso con l'umiliazione pubblica del candidato che verrà rimandato "indietro" nel cammino di fede, un "itinerario di iniziazione" che somiglia più al gioco dell'oca che a una vera formazione cristiana...

E ora veniamo a noi... Tutto quanto sopra esposto è una pratica vietata dalla Chiesa, addirittura dal Codice di Diritto Canonico:
Can. 220 - Non è lecito ad alcuno ledere illegittimamente la buona fama di cui uno gode, o violare il diritto di ogni persona a difendere la propria intimità.
canone ripreso pari pari dal famigerato (e inapplicato) Statuto del Cammino art. 19 §2, nota 79:
§ 2. Gli scrutini, ispirati all’itinerario catecumenale dell’OICA, aiutano i neocatecumeni nel loro cammino di conversione, nel rispetto della coscienza e del foro interno, secondo la normativa canonica.
Chiaro? DIFENDERE LA PROPRIA INTIMITÀ.
Ma questo è lo Statuto, non il Direttorio Catechetico, non sono le "linee degli iniziatori", si potrebbe obiettare. Gli scrutini sono qui solo citati, la modalità con cui si svolgono è invece inserita negli Orientamenti (o Direttorio), cioè nelle catechesi.

Il neocat duro e puro urlerà: "Siamo approvati! Siamo approvati!", con la bava alla bocca e il fumo dalle orecchie, e in effetti avrà ragione: gli scrutini sono nel Direttorio, quello approvato, del 2010. Ma il neocat sa ESATTAMENTE COSA è approvato? No? Bene, glielo diciamo noi...
Pag. 89 Traditio Symboli, 2001, volume 6:
Si ricorda ai catechisti che la richiesta di leggere le risposte al questionario nel gruppo e forse davanti a tutti sia fatta in modo che nessuno si senta obbligato e sempre venga delicatamente rispettata la libertà e la sensibilità di ogni persona.
Avete capito stupidi neocatekiki?!

Non è lecito al catechista ledere la buona fama, indagare sui peccati passati e presenti, occulti o manifesti, certamente non davanti a tutti!
Non è lecito umiliare, ironizzare le persone, non è lecito chiedere informazioni ad altri della comunità!
Non è lecito forzare la libertà dei singoli!
Non è lecito ferire la sensibilità di ciascuno!

Al prossimo scrutinio rifiutatevi di parlare davanti a tutti e se subite un abuso qualsiasi (tipo essere "rimandato" per non aver parlato di questioni di coscienza, del foro interno, di peccati...) potete DENUNCIARE il catechista al Vescovo, per violazione del canone 220 del codice di Diritto Canonico!

Lo scrutinio a modo di Kiko NON È APPROVATO dalla SANTA SEDE!

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Note:
[1] Aggiunge, a tal proposito, Aldo:
«alla fine dello scrutinio il capo equipe (che è l'unico a parlare) chiede ai fratelli di comunità "se hanno da dire fatti sul fratello scrutato" sia positivi che negativi... a quel punto le temperature nella sala diventano davvero alte:
1) nessuno dice niente: per i katekiki non è un buon segno perché significa che i fratelli non ti conoscono e/o tu ti nascondi;
2) dicono cose positive: non va bene perchè sei "idolatrato" ai delle maschere e sei un piacione... così i fratelli non ti dicono la verità;
3) dicono cose negative: attaccano il fratello parlante e lo accusano di "fare giudizi" però intanto la katekika che scrive sull'agenda (sappiate che viene tutto scritto di solito dalla moglie del capo equipe su una agenda) annota "i fatti" che poi saranno usati contro di te.Esempio di scrutinio nc: una mia sorella di comunità disse davanti a tutti che aveva "fatto degli aborti"... non bastò, volevano sapere il numero... a tutti i costi, la incalzarono così tanto che questa sorella tra le lacrime disse il numero "11 aborti"... immaginate l'esplosione che ci fu nell'assemblea e le conseguenze di quell'ammissione... fu una tragedia.
ecco perché io li definisco "stupri dell'anima"»

[2]: Ciò è anche contro la parola di san Paolo agli Efesini: "Di fornicazione e di ogni specie di impurità o di cupidigia neppure si parli fra voi - come deve essere tra santi - né di volgarità, insulsaggini, trivialità, che sono cose sconvenienti. Piuttosto rendete grazie!"

lunedì 15 maggio 2017

Traditio: piccolo confronto sinottico

Riportiamo qui sotto uno stralcio del celebre "kerigma" di Kiko, come proposto nel volume della Traditio 1982 e più o meno identicamente espresso in qualsiasi occasione pubblica - nelle "alzate", convivenze di inizio corso, annunci, ecc. (Carmen soleva dire che Kiko in queste occasioni "metteva il CD" e attaccava con la solita solfa...).

"Kerigma", parola greca che in realtà indica l'annuncio della Buona Notizia, ossia della morte e resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo, è il termine con cui Kiko e i suoi seguaci abusivamente definiscono tutta la predicazione kikiana. Kiko vanta a tal proposito di aver riproposto questo annuncio in modo nuovo, diverso dalla Chiesa attuale, ritornando alle "origini" (secondo lui) della predicazione primitiva, addirittura "correggendo" la Chiesa stessa che per secoli avrebbe predicato (addirittura) "male" il dogma della Redenzione.

In questo articolo vediamo come la Chiesa ha trattato, in uno dei tanti passaggi di "approvazione" degli Orientamenti, l'annuncio in salsa kikiana, ciò di cui l'iniziatore del cammino va più fiero. Ne diamo solo un breve assaggio.


- Volume "Traditio Symboli" 1982 (pagg. 51-52):

«La conversione provoca in noi la fede, cioè la fede viene per la predicazione. Se qualcuno questa mattina crede realmente, che i nostri peccati sono perdonati, riceverà... perché Cristo che cosa è venuto a fare? Noi siamo tutti peccatori, per la paura che abbiamo, schiavi del demonio, schiavi del peccato. Non è che siamo cattivi. Non è una questione morale, cattivo o più cattivo o meno cattivo, è una questione reale di schiavitù: la gente è schiava e cerca nel lavoro di liberarsi primeggiando, cerca nella famiglia di calmare un pochino questa angoscia che sente; e trova dei conflitti, che non sa amare la moglie e allora non vuole più bambini, cioè un macello, conflitti. E nel fondo non si trova felice, perché -come dirà S. Paolo- il peccato non ha rovinato la nostra natura assolutamente, non è che ha cambiato la nostra testa, noi sappiamo che l'amore è la verità; la legge sta lì sempre a dirci qual è il cammino della vita, ma noi sperimentiamo tutti i giorni la nostra pochezza, la nostra realtà, in definitiva il peccato che troviamo nelle nostre mani. Conosciamo il nostro orgoglio, conosciamo il nostro egoismo, la nostra pigrizia, non vogliamo, e questo non ci provoca gioia, assolutamente fratelli!»

- Volume "Traditio Symboli" 2001 (pag. 69):

«Attenti! La fede nasce dalla predicazione. L'ascolto della predicazione del kerigma provoca in noi la conversione e la fede. Noi tutti siamo peccatori. Il peccato non ha rovinato completamente la nostra natura, no. Sappiamo che l'amore è la verità. La legge sta sempre lì a dirci qual è il cammino della vita. Ma noi sperimentiamo tutti i giorni la nostra pochezza, la nostra debolezza; tutti i giorni ci troviamo il peccato nelle nostre mani. Conosciamo il nostro orgoglio, il nostro egoismo, la nostra pigrizia. Non vogliamo essere così. Il peccato ci provoca una profonda insoddisfazione. Pecchiamo perché ci sentiamo insoddisfatti; e, dopo aver peccato, ci sentiamo doppiamente insoddisfatti.»

Ci aiutiamo con un po' di colori.
In rosso sono evidenziate le parti cancellate dalla Dottrina della Fede, in verde quelle mantenute, in arancio le espressioni aggiunte.

Leggete attentamente e fate mente locale su cosa disse Kiko negli ultimi annunci e nella GMG di Rio del 2013.
Non ricordate? Ve lo riproponiamo noi:
«I padri della Chiesa chiamavano il Kerygma "sperma dello Spirito" perché possiede il potere, se qualcuno lo ascolta e lo crede e passa i suoi peccati a Cristo, di gestare in lui l'uomo nuovo: Cristo, che sta come sommo sacerdote davanti al Padre, assume i peccati di quest'uomo anche se è un adultero, un assassino, una canaglia, e lui può ricevere dal cielo il perdono dei peccati e con il perdono dei peccati riceve dal cielo anche lo Spirito divino, lo Spirito Santo che è Dio (...) E come la Vergine Maria quando dice all'angelo: "Sia fatto in me secondo la tua parola", immediatamente entra il lei lo Spirito Santo e forma nella Vergine un piccolo embrione, così questo si realizza in ogni cristiano. Dentro ogni cristiano che ascolta l'annunzio del Vangelo, del Kerygma, immediatamente si forma - se crede - un embrione che si chiama FEDE.»
Ancora non si capisce? Allora lo diciamo in modo più chiaro: Kiko ripete il proprio "kerigma" nel 2017 esattamente uguale al 1982, nonostante la CDF abbia cancellato, con matita rossa, l'assurdità del "se credi sei già perdonato e convertito". Kiko, ostinatamente, continua a ripetere che per il perdono dei peccati è sufficiente una generica "conversione" che viene per credere all'annuncio, cioè viene per fede, e sarebbe del tutto svincolata dall'opera di pentirsi dei propri peccati in confessione, con il proponimento di non peccare più e riparare il male fatto.

Kiko parla inoltre di "reale schiavitù", annullando di fatto la responsabilità personale riguardante la malvagità e il disordine degli atti commessi contro la legge divina ("non è una questione morale") e trasforma in realtà ineluttabile il peccato personale.
La CDF ha depennato, cancellato, e quindi NON APPROVATO questa convinzione eterodossa di Kiko, riproponendo ciò che è nel Catechismo: l'umana natura è ferita dal peccato, ma il peccato non può rovinarla DEL TUTTO, e aggiunge in fondo al paragrafo che una delle ragioni alla base del peccato è l'insoddisfazione dell'uomo (non è quindi il peccato una condizioni intrinseca alla quale l'uomo non può mettere rimedio, insomma, non è la sua realtà)

Se la Congregazione già solo in dieci righe ha dovuto intervenire in modo così pesante, si può ammettere che le convinzioni di Kiko non sono in linea con il cattolicesimo, sono eterodosse, sono spesso eretiche, o no?
Almeno davanti all'evidenza dei fatti, i neocatecumenali saranno per lo meno disposti ad ammettere che il loro fondatore qualche idiozia l'ha detta? Saranno disposti ad ammettere che finché i loro catechisti non si allineano alle correzioni della CDF continuano a diffondere eresie ed errori e sono fuori dalla comunione con la Chiesa che ha richiesto di adeguarsi al Catechismo?

sabato 13 maggio 2017

Francisco e Jacinta, altri due santi che smentiscono il Cammino

Oggi, centenario delle apparizioni di Fatima, papa Francesco canonizza Francisco e Jacinta Marto, ai quali, insieme alla loro cugina Lucia dos Santos (poi suor Lucia), apparve la Beatissima Vergine.

Quella domenica 13 maggio 1917 Francisco ha quasi nove anni, Lucia poco più di dieci anni, Jacinta poco più di sette.

Senza aver fatto alcuna "iniziazione alla vita cristiana", "itinerario di riscoperta del battesimo", "scrutinio", "tappa", "convivenza", "lodi domestiche", ecc., ancor prima delle apparizioni quei bambini recitavano il rosario ogni giorno, anche tra di loro (e senza minimamente percepirlo come un peso o un obbligo), anche tutti e quindici i misteri e senza per questo essere considerati strani nel loro paese e per la loro età. Inoltre passavano spesso molto tempo in adorazione silenziosa davanti al Santissimo Sacramento riconoscendovi presente Nostro Signore, coscienti di ciò anche quando era ancora alquanto lontano il momento della loro Prima Comunione. Più tanti piccoli gesti di devozione e di penitenza, come il baciare il crocifisso, come offrire a Dio sofferenze e mortificazioni in riparazione dei peccati, come il portare la medaglietta della Madonna, ecc.: a quanto pare non avevano il patentino di "fede adulta" che si consegue dopo un pesantissimo "itinerario di iniziazione" che dura almeno trent'anni, ideato da certi due "iniziatori di itinerario" spagnoli (comprendente almeno ventisei anni di puntuali pagamenti della tassa delle "Decime") che esige di spazzar via simili gesti.

Alla prima apparizione dell'angelo (nella primavera del 1916), si erano sentiti dire che «i Cuori di Gesù e di Maria sono attenti alla voce delle vostre suppliche». A quanto pare, dunque, quell'angelo è un "religioso naturale" - secondo la terminologia kikista-carmenista -, un cristiano della domenica bigotto che perde tempo in devozioni. Infatti nella seconda apparizione dice a quei bambini che non hanno fatto ancora alcuna "convivenza": «Pregate molto! I Cuori santissimi di Gesù e di Maria hanno su di voi disegni di misericordia. Offrite costantemente all’Altissimo preghiere e sacrifici».

E nella terza apparizione dice che Gesù è presente «in tutti i tabernacoli della terra» e parla di «riparazione di oltraggi, sacrilegi e indifferenze» (proprio gli oltraggi, sacrilegi e indifferenze che avvengono nelle riunioni "liturgiche" neocatecumenali: "comunione seduti",  gente che si pulisce le dita sui pantaloni per spazzar via i frammenti dell'Eucarestia, gente che fa la Comunione in stato di peccato mortale, comunità neocat che installano gli obbligatori tabernacoli kikiani "a due piazze"... senza contare i cosiddetti "presbiteri" del Cammino che vanno blaterando che Gesù sarebbe stato un peccatore, e altre emerite eresie).

Ah, già, quei bambini non sapevano neppure leggere, per cui non si sono mai messi pensosi e meditabondi alla scrivania con gli occhialetti a metà naso a Scrutare la Bibbia aprendola a caso per sapere "la parola che il Signore ha per te"... ma è ovvio! Non hanno mai fatto alcun Cammino di itinerari di riscoperte di battesimi e non hanno mai pagato la fatidica "Decima"! (puntualissima immancabile telefonata del responsabile della comunità: «guarda che stasera c'è la Decima!» chiaro il sottinteso?)

I genitori di Francisco e Jacinta, senza fare alcun "cammino di riscoperta del battesimo", vivono quotidianamente la fede e sono stati benedetti da Dio con sette figli. Quando si diffonde la notizia delle apparizioni, il padre si dispiace molto perché la credeva una bugia, e disse che non avrebbe mai permesso una bugia ai figli e ancor meno una bugia su una questione riguardante la fede (altro che Kiko e Carmen, ignoranti che si sono autoproclamati maestri e guide, e che hanno cominciato la loro "carriera" inventandosi apparizioni e locuzioni vantandosene al bar).

Ancor prima che si installassero in Italia nel 1969,
padre Pio li definì «i nuovi falsi profeti»
Dalla Vergine, il 13 maggio 1917, si sentono raccomandare: «recitate il rosario tutti i giorni per ottenere la pace nel mondo e la fine della guerra». Ma guarda, a quanto pare perfino la Beatissima Vergine è da catalogare tra i "religiosi naturali" e addirittura parla di "rosario tutti i giorni" nonostante i bambini non abbiano superato l'apposita "tappa di Loreto" in cui il Cammino "finalmente ti consegna" il rosario di Kiko. Ma che vergogna! E che dire dell'apparizione del 13 giugno, quando la Vergine raccomanda la devozione al Suo Cuore immacolato? A dei bambini, capite? Anziché far rifiutare loro la "religiosità naturale" del "cristiano della domenica", raccomanda devozioni! E rincara la dose il 13 luglio successivo: mostra ai bambini per un attimo il mare di fuoco rigurgitante di anime dannate e dei loro gridi di dolore, e vi si distinguevano anche i diavoli dell'inferno per la loro forma orribile. E insegna loro la giaculatoria: «O Gesù mio, perdonateci, liberateci dal fuoco dell'inferno, portate in cielo tutte le anime, soprattutto quelle più bisognose».

Il 15 agosto chiede la costruzione di una cappella (che strano, non di una saletta o di una hall di albergo, chiede proprio una cappella, una di quelle cose dove i cristiani della domenica celebrano il Santo Sacrificio della Messa). Il 13 settembre fa sapere loro che Dio apprezza le loro penitenze (ma come? perfino Dio sarebbe un "cristiano della domenica religioso naturale"?) e che addirittura li esime dal portare la "corda-cilicio" anche di notte (ma come? Dio non era un sadico cattivone che gode a mandarti sofferenze e disgrazie? dunque i neocatecumenali si sono sempre sbagliati?)

Il 13 ottobre la Regina del Rosario dice loro, a proposito di certi peccatori: «Non offendano più Dio nostro Signore, che è già molto offeso». Ma come? Allora non ha proprio capito niente del kerygma ispirato di Kiko e Carmen che hanno lo Statuto del Pontificio Consiglio dei Laici e le lauree honoris causa e il plauso di 153 grossi vescovi pescati da Kiko nella sua Domus autocelebrativa?
Insomma, vuoi vedere che il Cammino è una catasta di stupide e dannosissime invenzioni di due autonominati "iniziatori" che hanno preteso di condannare i gesti semplici della vera fede per sostituirli con fardelli complicati e pesanti?
(diverse citazioni sono state tratte
da un libretto di p. Fernando Lejte)

giovedì 11 maggio 2017

Devozioni? Quali devozioni?

Roberto, fratello del Cammino, pensando di essere originale ci propina la solita frase demente ripetuta a pappagallo da tutti i neocat:
"non si può approcciare uno che non ha fede con il sacro cuore o con queste devozioni che richiedono già una Fede adulta"

Per Kiko questo Dio non esiste
Quella è una cretinata sesquipedale. Né la Santissima Madre di Dio (realmente apparsa ai pastorelli di Fatima) né Nostro Signore Gesù Cristo (realmente apparso a Faustina Kowalska e Maria Margherita Alacoque) hanno mai detto "raccomandate la preghiera del Rosario a chi ha fede adulta", "diffondete la devozione al Mio Sacro Cuore tra le persone religiose". Tutti i messaggi non fanno distinzione, perché solo dall'Alto viene la Grazia che permette di aprire la mente ai misteri cattolici. A noi è richiesto solo di recitarli e basta, il resto viene da Dio. I neocatecumenali invece, GNOSTICI sostengono che ci sia qualche "mistero", qualche "conoscenza" SUPERIORE da comprendere dopo un cammino eterno, pluridecennale; conoscenza, ovvero GNOSI che tuttavia non arriva mai a completezza.

Devozioni nel Cammino? Ma quali? A San Kiko e Santa Carmen? Kiko sostiene che quel Gesù rappresentato come lo vide Santa Maria Margherita (SANTA), disegnato secondo la sua descrizione come un uomo di bellezza indicibile, è un "Dio di cartapesta che non esiste", addirittura "con le sopracciglia rifatte e la mano così", sberleffo diabolico e incommentabile. Del resto, lo stesso Cristo lo disse in modo chiaro: "Ecco quel Cuore che ha tanto amato gli uomini e dai quali non riceve che ingratitudini e disprezzo...!"

Quali devozioni? Kiko nella convivenza inizio corso 2016 ha sostenuto che i cursillos erano dei poveracci perché presentavano dei voti all'altare (Rosario tutti i giorni, Adorazione tutti i giorni) e che questo era stupido, inutile.
Immagine di devozione neocatecumenale:
invece del Sacro Cuore
ecco l'Occhio-nel-Cuore massonico

Quali devozioni? Kiko sostiene, anche in questo caso in modo demoniaco, che il Rosario farebbe scappare la gente se lo si dà subito in mano a persone non educate alla fede, ma ciò è contrario alle stesse parole della Santissima Madre di Dio, che ovunque sia apparsa ha raccomandato la recita del Rosario, preghiera dei semplici, fattibile anche da un bambino della Prima Comunione. Questo dimostra che a ispirare il Cammino non è la Vergine Maria ma qualcun altro.

"La devozione comunque non é FEDE! questo sia chiaro. La devozione é necessaria al fedele per aumentare la sua fede...

La FEDE é tutta´altro. Non devozione...inginocchiarsi...etc etc.."

La devozione, l'inginocchiarsi sono SEGNI della fede, DIMOSTRANO esteriormente nei gesti la Fede, ovviamente insieme alle opere; non servono ad aumentarla (la Fede non si "aumenta", lo dice anche Gesù): se uno ha realmente Fede nel Santissimo Sacramento, nella Purezza della Vergine Maria, nella potenza della Preghiera allora senza esitazione si inginocchia, prega, recita, adora. E lo fa perché forse senza nemmeno rendersene conto capisce con lo sguardo dell'anima di essere di fronte a qualcosa di soprannaturale, che supera completamente la percezione dei sensi, è più grande di noi, realmente esiste.
Chi non si inginocchia davanti al Santissimo Sacramento, pur potendo farlo, evidentemente NON crede nel Santissimo Sacramento.

"Il fatto che insistiate tanto nella FORMA, evidenzia come VOI vogliate porvi su un gradino più alto rispetto a tutti quelli che non applicano queste forme di religiosità.Sarebbe come dire...IO faccio così, quindi ho più fede di te....beh a questo risponde abbondantemente il Vangelo."

Quelle che l'anonimo chiama con disprezzo "forme di religiosità", degno discepolo del maestro Kiko, sono modi per accostarsi a Dio, per mostrare nel corpo ciò che si crede nell'anima, segni raccomandati e praticati da tutti i veri santi, che consumavano le proprie ore, giorni e settimane in ginocchio davanti a Dio, in adorazione, preghiera, digiuno. Quanti ne potremmo nominarne? Centinaia, tutti santi che i neocat non conoscono o non venerano, perché sono abituati a guardare solo le croste blasfeme di Kiko, che - guarda caso! - mai ha dipinto un santo al di fuori dei dodici Apostoli. Non lo ha mai fatto perché non crede nei Santi (ovviamente appena avranno beatificato Carmen spunteranno i quadri di Santa Carmen).

Naturalmente Roberto non sa dire quali segretissime devozioni siano praticate nel Cammino - sarà un altro arcano? - e il motivo è semplice: non ce ne sono. Tanto più che le devozioni autorizzate dalla Chiesa sono già tutte note e sono patrimonio di tutti i cattolici, quindi: ma di quali devozioni parla Roberto? Pensa forse che abbiamo la sveglia al collo e l'anello al naso?

E infine domando: chi è quella non-persona che continuamente, ovunque si sia manifestata, ha sempre disprezzato e temuto il Rosario, l'Adorazione, l'inginocchiarsi, il Sacro Cuore di Maria e di Gesù?

Dunque, chi è il vero ispiratore del Cammino?

martedì 9 maggio 2017

Tutta la dottrina di Kiko in uno scrutinio


 LA DOTTRINA DI KIKO IN UNO SCRUTINIO

Articolo di Lino Lista 
Tavole della Legge nella Domus Galileae di Kiko in Israele:
"Non commettere atti impuri" c'è ancora, a quanto pare.
Anche se è il settimo comandamento, non il sesto.

Riporto la prima parte di uno scrutinio della tappa Traditio, tratta dal mamotreto in uso nei primi anni del Cammino.
Lo scrutinio è stato eliminato nel direttorio corretto e concerne il fango sul cieco nato di Gv 9, tema portante della tappa e degli altri scrutini.


Kiko: Prima del cammino tu eri cieco? Cosa non vedevi?

Z.: Prima del cammino io ero un bigotto, perché sono nato nella Chiesa e avevo un moralismo terribile, una terribile paura dell'inferno. Dovevo presentare sempre la faccia di buono, non avevo mai un peccato, la colpa era sempre degli altri. Io ho fatto quello che ho voluto durante tutta la mia vita e nel fondo non mi sono mai creduto peccatore perché sono stato una brava persona, perché andavo sempre a messa e non mi vedevo cieco. Un giorno ho sentito l''annuncio e attraverso quello il Signore mi afferrò; dopo aver ascoltato tutta la catechizzazione, dopo essermi messo in cammino, il Signore ha fatto sì che attraverso la sua Parola, attraverso la comunità, io cominciassi a vedere che ero un maiale. Il Signore ha permesso, mentre stavo in comunità, ha permesso che io peccassi perché vedessi come ero. Dentro la comunità, attraverso la Parola, il Signore mi ha messo davanti i miei peccati.

Kiko: Tutto il fango che c'era in te, la porcheria che c'era in te.

Z.: In quantità! Io non capivo, prima del cammino, perché uno sposato se ne andava con un'altra; questo non lo comprendevo. Il Signore ha permesso che io commettessi adulterio, quando stavo già nel cammino. Mi ha fatto vedere che sono un adultero, mi ha fatto vedere che sono un egoista, che adoro il denaro; mi ha fatto vedere che non amo nessuno, né mia moglie, né i miei figli, che amo solo me stesso, che ho cercato sempre di trarre vantaggi dagli altri. Questo mi ha fatto vedere il Signore attraverso questo tempo, mi ha messo fango sugli occhi facendomi vedere che sono cieco perché potessi vedere che Lui mi ha amato così, non ha avuto schifo dei miei peccati, non mi ha disprezzato, mi ha amato! E questo l'ho visto nella comunità, perché conoscendo i miei peccati il Signore si è avvicinato attraverso i fratelli; attraverso mia moglie si è avvicinato a me e mi ha voluto bene. Il Signore si è avvicinato a me in persone concrete, e mi ha voluto bene. Allora io ho sperimentato che Dio mi ama così come sono, ridotto ad essere un disgraziato.
[...]

    Evidenzio e commento i seguenti passaggi (che Kiko non biasima nel seguito dello scrutinio).
  1. "Prima del cammino io ero un bigotto, perché sono nato nella Chiesa e avevo un moralismo terribile, una terribile paura dell'inferno". È il solito svilimento dei percorsi di fede nella Chiesa. La Chiesa produce bigotti e moralisti e inculca la paura dell'inferno.
  2. "Il Signore ha fatto sì che attraverso la sua Parola, attraverso la comunità, io cominciassi a vedere che ero un maiale". Nasce spontaneo chiedersi in quale Parola, in quale passo di Gv 9 o altri, Gesù mostra agli evangelizzati che essi sono dei maiali. Forse lo scrutinato aveva in mente i porci di Mc 5:1-20, non avendo inteso che quelli sono per davvero suini. 
  3. "Io non capivo, prima del cammino, perché uno sposato se ne andava con un'altra; questo non lo comprendevo". Dal fatto che non capiva i motivi di un adulterio, è evidente che lo scrutinato prima di entrare in Cammino non lo commetteva.
  4. "Il Signore ha permesso che io commettessi adulterio, quando stavo già nel cammino". L'uomo, quindi,  ha commesso adulterio (con il permesso del Signore! Niente di nuovo per la dottrina NC) dopo l'entrata in Cammino. E pure ne è gongolante, giacché significa che il fango di Kiko ha sortito un buon risultato, giacché in tal modo egli ha conosciuto e riconosciuto l'adulterio e altri peccati. Andrebbe analizzato dove, in Gv 9 al quale tutta l'epopea del fango di Kiko si riferisce, si può dedurre il permesso dato dal Signore al cieco nato di peccare.
  5. "[Il Signore] Mi ha fatto vedere che non amo nessuno, né mia moglie, né i miei figli...". Eccone un altro al quale proprio la Chiesa non aveva fatto vedere niente (e pure andava a Messa, racconta!). Eccone un altro che non amava moglie e figli, prima di entrare in Cammino.
  6. "perché conoscendo i miei peccati il Signore si è avvicinato attraverso i fratelli [...]". Spiacente egregio Z., ma la tua confessione è chiarissima: prima che tu frequentassi i "fratelli", il Signore il tuo peccato di adulterio non lo conosceva, se non per prescienza, perché ancora non era un "fatto concreto": adultero lo sei diventato nel Cammino, testimonianza tua.
  7. "Il Signore si è avvicinato a me in persone concrete". "Concrete": ecco un'altra espressione gergale NC di cui lo scrutinio è pieno. "Il Signore attraverso questo tempo, mi ha messo fango sugli occhi". "Attraverso questo tempo"? Pare di leggere le parole di Kiko del primo mamotreto.

Giunto alla fine del post, io mi chiedo: 
  • Ma chi ha dovuto "emendare" queste sozzure, sarà stato tentato o no di portarsi appresso una tanica di benzina per fare un bel falò con il catechismo di Kiko? 
  • Questa sarebbe la scuola alla quale sono stati educati i sommi del Cammino, dai  dodici Cefa ai Settantadue, fino agli itineranti? 
  • Questa robaccia sarebbe un catechismo cattolico con il quale sono stati formati "cristiani adulti" per decenni, fino alle correzioni (e certamente oltre, causa la tradizione orale in uso nel CNC)? 
  • Sarebbe il frutto del pensiero di un illuminato ispirato dallo Spirito Santo che vanta "visioni intellettuali"? 
  • E il sig. Z., infine, sarebbe uno da mandare per le case a evangelizzare, a parlare di fango e maiali?
Foto di repertorio:
Cardinali impegnati nella correzione dei mamotreti

domenica 7 maggio 2017

Quando il cammino neocatecumenale “si intromette”.

Riportiamo una bella analisi di Roberta, nata da una esperienza personale di fallimento del proprio matrimonio vissuta nel cammino e che ha lasciato dietro di sé una scia di dolore insanabile.  
La troviamo particolarmente interessante, perché mette in evidenza un aspetto fortemente caratterizzante del cammino stesso.
L’analisi nasce sì da un’esperienza di coppia, ma quello che porta alla luce è un problema strutturale: il Cammino neocatecumenale, con le sue continue “intromissioni”, mette in atto un controllo tale sulle persone e un altrettanto forte condizionamento da provocare conseguenze devastanti nella vita privata, e non solo, dei singoli membri delle comunità.


Balletto-girotondo "liturgico"
ad un matrimonio neocatecumenale:
auguriamo agli sposi "catechisti" neocat saggi!
E’ attraverso l’obbedienza ai catechisti, i soli che possano indicarti qual è la volontà di Dio “per te”, che si finisce per essere, in primis come “persona”, totalmente inglobati o meglio ingabbiati nel sistema cammino.
Sì perché il cammino neocatecumenale, alla fine, si dimostra essere un vero e proprio “sistema”, potremmo chiamarlo “O’ Sistema” in quanto tende a proporsi sempre più nel tempo, proseguendo di tappa in tappa nell’itinerario kikiano/carmeniano, quale unico e vero fulcro e perno di tutta l’esistenza, il vero senso della vita. 

Solo così si spiegano le tante storie, più volte raccontate e riprese in questo Blog (vedi qui per esempio), di matrimoni rovinati dall’aver vissuto, entrambi i coniugi o uno solo dei due, dentro il Cammino, nel momento in cui è il Cammino che si pone come “problema” nella comunione della coppia stessa e, dunque, la coppia diventa, a sua volta, “ostacolo” per il cammino.
Ma lo stesso discorso si può fare in tutti gli altri ambiti in cui si svolge la vita di ciascuno e identico sarà il condizionamento a cui si è sottoposti nel momento in cui si devono fare comunque delle scelte; vedremo riprodursi sempre le medesime dinamiche.

Alla fine sempre IL CAMMINO, unico idolo che ha sostituito e superato tutti gli altri idoli.
Questo fa profondamente riflettere anche per un altro fondamentale aspetto, ossia è proprio la famiglia uno dei cavalli di battaglia, se non il cavallo di battaglia, di Kiko, a tutti i livelli: matrimoni salvati dal cammino, famiglie numerose, famiglie in missione, figli del cammino predestinati dal seno materno e indirizzati alla vocazione oppure a sposarsi tra loro per poi evangelizzare, come i loro genitori.


Roberta ha detto...

Non sono d’accordo con molti dei vostri interventi che invitano il coniuge non in cammino alla “prudenza”, alla “cautela”, a non obbligare alla scelta “o me o il cammino”, al non arrivare a uno “scontro diretto coi catechisti”, al “compromesso” .

Scusate ma, non avendo potuto rispondere di volta in volta, non ricordo precisamente tutti coloro che in questo post e nel precedente hanno scritto le espressioni di cui sopra… cerco di riassumere ora il mio pensiero.

La mia esperienza è diversa da quella di Roberto perché sia io che mio marito eravamo già in cammino prima di sposarci (non facciamo parte però dei “matrimoni combinati” perché non eravamo più dei giovincelli già quando ci siamo sposati ed anzi lo abbiamo deciso autonomamente ed anche un po’ “controcorrente” con l’ambiente circostante).

Io non sono certo la persona più adatta a dare consigli in materia visto che il mio matrimonio è fallito, ma poiché in questo fallimento è direttamente coinvolto il CN penso qualcosa di poterla dire.

Penso che quando un matrimonio fallisce la colpa non stia da una parte sola, io certamente (come mio marito) ho la mia responsabilità, ma questo non è interessante ora… ciò che interessa è la presenza di questo TERZO soggetto, che è il cammino neocatecumenale, che si INTROMETTE tra moglie e marito ..

La MIA colpa NON TOGLIE LA COLPA che ha il CAMMINO nella DISTRUZIONE del MIO (e di mio marito) MATRIMONIO: era solo NOSTRO il matrimonio e non LORO!

Attenzione alla parola INTROMETTE:
Arbitraria intromissione

può sembrare che, in caso di problemi tra coniugi, chiunque dà dei consigli all’uno o all’altro "si intrometta" (ciò a volte può confondere di più o al contrario essere utile, sta poi alla singola persona valutare i consigli ricevuti)… ma non è questo che il CN si limita a fare perché il CN si intromette, tramite le persone dei “catechisti”, ad un livello ben più profondo, dando dei veri e propri ORDINI, che sa di poter dare, alla persona che GIA’ ha accettato di obbedire a LORO qualunque cosa dicano perché li vede come degli INVIATI di Dio.
Questi “inviati” non si fanno scrupolo di dirti come si deve svolgere anche la tua vita coniugale (in ogni suo singolo aspetto) proprio perché GIÀ non hanno rispetto della tua PERSONA SINGOLA, pretendendo di dirti ciò che devi PENSARE, SENTIRE, FARE fino nei minimi (RIDICOLI!) particolari, facendo passare tutto come “volontà di Dio”!

Il motivo per cui faccio questa affermazione è il seguente.

Io ero una che per tutto il (forse poco) tempo che sono rimasta in cammino (fin dopo la tappa dell’”iniziazione alla preghiera”) chiedevo di parlare spesso privatamente coi catechisti perché la mia “abitudine” nella vita (anche di fede) è di trovare sempre una corrispondenza tra quello che ascolto in una “predicazione” e quello che “grida” essere Vero nel mio cuore... per cui quando qualcosa non “mi tornava” andavo ad esporre a loro (che sciocca!) le mie difficoltà ed essi… ATTENZIONE…
Prima di parlare mi facevano sempre questa domanda:
“CREDI CHE ATTRAVERSO DI NOI PASSA LO SPIRITO SANTO”?

Finché ho risposto ho obbedito a quello che mi dicevano, quando il mio CUORE mi ha fatto capire che la risposta era NO, allora sono uscita da questo “cammino” (cioè SETTA).
Mi rendo conto ora che in fondo è un criterio semplice!
Però comprendo anche mio marito che aveva un’altra sensibilità e un altro modo di rapportarsi alla vita, per cui per lui, come per tanti, non è affatto semplice distinguere il loro inganno (e io purtroppo, in questo hanno ragione loro, non sono stata una buona moglie perché non ho saputo aiutarlo… Ma questo riguarda le famose faccende tra moglie e marito tra cui “non mettere il dito”).

Quindi, tornando al perché non sono d’accordo con molti che hanno scritto… ho rintracciato, come es., il seguente intervento di cui riporto una parte (ma ce ne sono stati altri):

Rispondo a @RomanoApostolico che diceva:
“5: ultimo consiglio, importantissimo. Non portare lei allo scontro con i catechisti. Per reggerlo deve avere un carattere di ferro e una personalità molto matura, merce rara in giro. Piano piano devi farle capire che l'unico motivo per cui non vuoi che faccia il cammino è che non aiuta la vostra comunione stare separati tutto quel tempo. Poi il Signore farà il resto, aprendole gli occhi su tante cose;6: se cerchi di fare una guerra al cammino rischi di fare a pezzi il tuo matrimonio;7: tu non sei chiamato a giudicare il cammino, ma a santificare il tuo matrimonio. Lascia ad altri il ruolo di inquisitori, teologi e dottori della Chiesa.”
Può sembrare che la mia esperienza ti dia ragione perché in effetti il mio matrimonio è andato in pezzi ma NON perché “ho fatto guerra al cammino”, il percorso è esattamente al contrario:
mi sono opposta al cammino perché si è intromesso inducendo mio marito a “mandarmi via” (usando una espressione dell’Antico Testamento);

non è questione di TEMPO portato via allo stare insieme che fa male alla comunione, ma ciò che viene inculcato nel coniuge durante quel tempo e il fatto, non secondario, che quanto faceva in quel tempo NON LO CONDIVIDE con il coniuge, perché viene imposto il SEGRETO:
io invece, quando facevo qualcosa di “bello per me” senza mio marito, non vedevo l’ora di condividerlo con lui, perché lo volevo far partecipe di questo “bello”, volevo che fossimo in comunione su tutto (che non vuol dire necessariamente essere sempre insieme a fare le stesse cose)… ma un NC questo non lo fa! Allora che “bello” è, se non lo puoi condividere con la persona che ti dovrebbe essere la più vicina? 
Testimonianza
di chi li ha conosciuti da vicino
Se ti sposi, soprattutto se con matrimonio cristiano, come fai a non mettere alla base la sincerità e a “fare finta” che ti vada bene una cosa che giudichi sbagliata e nociva? Soprattutto a livello di fede e quindi di coscienza?

Perché certamente il matrimonio per due sposi è il bene più prezioso da salvaguardare, ma prima ancora viene la propria COSCIENZA da salvaguardare, altrimenti che cosa gli DONI al tuo coniuge?

Non c’è bisogno di essere teologi o dottori per RICONOSCERE che il cammino è una setta che plagia il pensiero e la coscienza delle persone, basta usare la ragione e averli praticati per qualche anno;

e perché mai non ci dovrebbe essere SCONTRO con questi plagiatori che si intromettono in un rapporto PERSONALE tra moglie e marito?

Scusate, la vostra opinione è degna di rispetto, anche persone amiche, a suo tempo, mi hanno espresso opinioni simili, basate sul principio (e mistero) della LIBERTÀ, cioè di “lasciare libero” il marito di fare le sue scelte… Ma come potevo io, volendogli bene, lasciare che continuasse e prendere questa “droga” senza fare niente?

Domanda retorica, i fatti parlano da soli, evidentemente il mio metodo non è stato appropriato ma voglio concludere:
nessuno prenderebbe la “droga” se non ci fossero degli “spacciatori” a fornirgliela.
Roberta