sabato 26 novembre 2022

Portfolio di miracoli di una santa de categoria superiore, da presentare alla commissione scrutinante, per l'ammissione alla santità de categoria superiore (VI)

Il giorno 4 dicembre prossimo è prevista l'apertura della fase diocesana (ripetiamo: fase diocesana) della causa di canonizzazione della co-fondatrice del Cammino Neocatecumenale, Carmen Hernández Barrera. In questo blog abbiamo più volte motivato le nostre obiezioni al tesseramentosubito in Cielo della cosiddetta Santadecategoriasuperiore. Leggi per esempio i seguenti articoli:

In realtà dovrebbe bastare il fatto che il guru Kiko, dopo aver ignorato (nel migliore dei casi) o ridicolizzato (più frequentemente) il culto dei Santi, ora che si fa ghiotta l'occasione di dare una lucidata al nome della sua creatura, Il Cammino Neocatecumenale, sono anni che va chiedendo, a tutti i fratelli camminanti e non, testimonianze di miracoli della sua defunta collega.

Signor Giudice, il mio cliente vorrebbe che
fosse data la parola ai testimoni della difesa!

Il vantato numero di miracoli della Santadecategoriasuperiore è diventato talmente enorme che persino sul nostro blog sono giunte numerose testimonianze di effetti speciali decategoriasuperiore, che pubblichiamo per due motivi:

1. Ma quali miracoli di quale Santacarmen!

2. I miracoli depositati nel blog dall'anonimo dei miracoli ci sembrano molto più onesti di quelli che Kiko vuole utilizzare per contrabbandare come santa un'anima che ha passato la vita a disprezzare i sacramenti, la dottrina, la liturgia, la vita dei fratelli e delle sorelle di comunità - e tutto ciò che le capitava a tiro, in generale.



Miracolo n. il più incenerito

Giorni fa un ladro è entrato nel centro UFO di Porto San Giorgio e ha rubato la prima icona, disegnata da Kiko nel 1964 ai primordi del Cammino, valutata da Vittorio Sgarbi 2.500.000 euro. Padre Mario ha detto che se il quadro fosse stato protetto da Verisure, come dice la recente pubblicità tv, non sarebbe successo niente, ma Kiko ha detto che c'è un sistema di allarme molto più efficace : Carmen. L'hanno subito implorata e lei, da Lassù, con uno schiocco di dita, ha mandato un fulmine al ladro, incenerendolo, e ha fatto recuperare il quadro che ora è al suo posto. Kiko ha avvisato Semeraro che ha avvisato il Papa che ha detto : "hermano cardenal, Carmensita ha operato in doppio, quindi merita un doppio premio : beatificasion e canosisasion. Procedamos".

Semeraro ha avvisato Kiko, che ha ringraziato il Santo Padre inviandogli un pacco con una fotocopia del quadro, che il Papa ha fatto mettere nella Pinatoteca Vaticana, pensando fosse l'originale, protetto da una teca a prova di bomba atomica costruita dalla Verisure, e un'assicurazione presso i LLoys di Londra di 4.000.000 di euro, più un cartello : "Ecco come un quadro può generare un santo".

Ultime notizie ci ragguagliano sul fatto che, per uno spiacevole disguido, nell'UFO di Porto San Giorgio al posto del primo quadro di Kiko hanno messo il ladro incenerito. L'artista iberico ha dichiarato che egli stesso non aveva saputo distinguere l'uno dall'altro, tanto simile era alle sue tele del primo periodo orror-cubista.


Miracolo n. quello più fertilizzante

Kiko ha letto sul Corriere della Sera che c'è la proposta di recuperare la cacca umana, come già si fa con quella degli animali, per ridurre l'inquinamento e utilizzarla come fertilizzante. Ogni uomo ne produce circa 450 g al giorno, moltiplicando per 7 miliardi quanti siamo, sono svariate tonnellate al giorno. Kiko ha invocato Carmen che, da lassù, con uno schiocco di dita ha modificato i canali dei wc del mondo, per cui la suddetta cacca va a finire in un apparecchio che la trasforma in un fertilizzante con ottima resa.

Kiko ha avvisato Semeraro che ha avvisato il Papa che ha detto : "hermano cardenal, esta notizia es mas fantastica, Se Carmensita riesce a rivalutar anque la mierda, es signo qui es sancta veramiente, perciò procedamos con la beatificasion". 

Semeraro ha avvisato Kiko, che ha ringraziato il Santo Padre inviandogli un pacco, contenente un manufatto preziosissimo in avorio a forma di cacca, del modico valore di 100.000 euro, fatto da un artigiano madrileno. Il Papa l'ha fatto mettere in una bacheca nei Musei Vaticani, con un cartello : "Anche la cacca, nel suo piccolo, è utile".

Kiko ha aggiunto, al già insigne regalo, un'opera di sua personale produzione datata 1961, cioè di due anni dopo la fatidica data in cui, appena ventenne, vinse il famoso concorso artistico per bambini, riconoscimento che lo rese il pittore più in voga del pianeta.


In seguito all'elogio vaticano della produzione artistica kikiana, quest'ultima è stata riprodotta in numerose copie, in ragione di 450 grammi al giorno per ciascun catechist-artista-collaboratore di Kiko. È anche possibile acquistarla al Kikoshop, al modico prezzo di 45 euro la scatoletta più una libera offerta obbligatoria, del 70%, per amor di causa.


Miracolo n. il più sindonologico

Quando Carmen è morta nel 2016, la salma è stata avvolta da un lenzuolo che poi è stato tolto quando la misero nella bara. Il giorno dopo il funerale, sul lenzuolo si notò che era rimasta impressa la sagoma del corpo di Carmen e si vedeva benissimo la faccia, che era quella di quando era giovane con lo sguardo rivolto in alto. E' stato fatto vedere al famoso prof. Pierluigi Baima Bollone, espertissimo di Sindone, e ha confermato l'autenticità del manufatto, analizzato con un sofisticato apparecchio ai raggi X quantici molli di ultimissima generazione.

Monumento funebre a Carmen raffigurata mentre, dall'aldilà, si sporge sul mondo terreno per abbracciare amorevolmente uno dei suoi neocatecumenali zucconi (cit.). Ma non lo troverete al kikoshop, dovete andare nei negozi di giardinaggio.
Kiko ha avvisato Semeraro che ha avvisato il Papa che ha detto : "hermano cardenal, que voler de plus come prova de sanctitad de Carmensita? Procedamos con la beatificasion". Semeraro ha avvisato Kiko, che ha ringraziato il Santo Padre inviandogli un plico con un articolo scaricato dal sito UAAR, Unione Atei Agnostici Razionalisti, che sosteneva che il lenzuolo fosse un falso come la Sindone, abilmente dipinto dallo stesso Kiko, che poi avrebbe pagato Bollone per dire che è vero. Vi era allegato un biglietto : "Ma lei, Sancto Padre, non crede a quei ateacci dello UAAR, vero? Cordialitad Kiko".


Miracolo n. quello di San Valentino

Oggi, 14 febbraio 2022, è il giorno di San Valentino, tradizionalmente festa degli innamorati di qualsiasi età. A causa della pandemia Covid che ha dato una mazzata all'economia mondiale, con perdita di lavoro, aumenti di bollette elettriche e quanto altro, un nutrito numero di fidanzati e sposi non hanno i soldi per fare una cena in questo fausto giorno. Kiko, preoccupato soprattutto per le coppie del Cammino che, a causa di pochi soldi, rischiano di non pagare neanche le decime, ha implorato Carmen, e lei, da Lassù, con uno schiocco di dita ha fatto comparire nei portafogli delle coppie dei camminanti e non camminanti un gruzzoletto di 500 euro, con il quale ogni coppia potrà passare la serata in allegria e serenità.

Più di un catechista della prima ora, di quelli che saranno catechisti anche nell'ultima e che prendono alla lettera ogni parola che esce dalla bocca del Kiko, ha avuto in seguito un po'di indigestione.

Kiko ha avvisato Semeraro che ha avvisato il Papa che ha detto : "bueno, hermano Cardenal, Carmensita vede e provvede. Siccome nosostros non avemos la dolce metà con cui festeggiare, potremo implorarla de fare comparire nelle casse dello Ior un pò di dinero, giusto per recuperare quello sperperado da quel canchero de Becciu con l'aquisto del palazzo de Londra, e per ricompensarla, la faremo sancta subito".


Dopo aver avvisato Semeraro e il Papa, Kiko ha preteso, dai fratelli neocatecumenali normali, la decima e la vendita dei beni sulle elargizioni sanvalentinesche di Carmen. Alleghiamo quindi foto della cena delle coppie neocat, al netto delle detrazioni kikiane.
Semeraro ha avvisato Kiko, che ha ringraziato il Santo Padre spedendogli un pacco di biglietti augurali di San Valentino del 1914, rarissimi e introvabili, del modico valore di 60.000 euro, con un biglietto : "Buen San Valentino, Sancto Padre, anche se nosostros non semos esposados. Cordialità Kiko".


Miracolo n. quello del metaverso

Kiko sta leggendo da tempo articoli sul metaverso, e non capendone una beneamata mazza, per evitare figure barbine, si è rivolto a Carmen, e lei da lassù gli ha spiegato che, inforcando degli occhiali speciali, si entra in una realtà virtuale. Kiko si è procurato questi occhiali e, inforcandoli, ha visto una realtà nella quale tutta la Chiesa era diventata neocatecumenale, a iniziare dal Papa, cardinali, vescovi, ecc... per cui i neocatecumenali, che erano solo un milione, sono diventati un miliardo, cioè l'intera cattolicità. 

Kiko ha immediatamente convocato i suoi ghostwriters per ordinar loro di lasciar perdere i mamotretini stagionali e di mettersi invece a programmare neoc.app, l'applicazione metaverse neocatecumenale che dona nuova vita alle comunità in crisi (cioè quasi tutte). L'applicazione va ormai a sostituire i suddetti mamotretini e permetterà ai fratelli di vivere ogni giorno nel mondo neocatecumenale ideale promesso da Kiko, senza autocostringersi ad un incredibile sforzo di fantasia per negare ogni evidenza contraria. In neoc.app metaverse la comunità litiga ancora di più e va avanti benissimo, la decima non prosciuga il conto in banca, anzi, ti porta il centuplo quaggiù il giorno dopo che l'hai versata, i canti di Kiko sono tutti bellissimi, le veglie fino alle 7 di mattina senza mangiare né bere non lasciano tramortiti, i lontani si avvicinano spontaneamente al Cammino invece di fuggire ancora più lontano, eccetera eccetera. Dal Kikoshop online si può scaricare un aggiornamento dell'applicazione per ogni promessa che esce dalla bocca del Kiko.
Kiko ha avvisato Semeraro che ha avvisato il Papa che ha detto : "eccelso, hermano Cardenal, con il metaverso tutta la cattolicità es nel Cammino, infatti mi è passato anche il dolore al ginocchio. Que dire? Solo una parola : beatificasion". 
Semeraro ha avvisato Kiko, che ha ringraziato il Santo Padre inviandogli un pacco con dentro un paio di occhiali da metaverso, con un biglietto : "que meraviglia que el mundo es todo neocatecumenal, Sancto Padre. Saludos Kiko".
 

Miracolo n. il più astronautico

E' morto Tito Stagno, il mitico cronista dello sbarco sulla Luna nel 1969. In quel periodo fecero una trasmissione in tv di 3 giorni, e quando il razzo, dopo il conto alla rovescia, stava per partire, rimase inchiodato a terra pur con i motori accesi. I tecnici della Nasa erano disperati per la figura barbina che stavano facendo con il mondo, essendo la trasmissione in mondovisione. Kiko e Carmen stavano guardando la tv e Carmen, con uno schiocco di dita, esortò Gennarini, il futuro responsabile del Cammino negli Usa, che era presente nello spiazzo dov'era il razzo, a intervenire. Gennarini si mise sotto il razzo e con una pedata stratosferica fece partire il razzo alla velocità quasi della luce. Carmen disse a Kiko di non rivelare nulla finchè Tito Stagno non fosse morto, per non mettersi in mostra perchè tutti conoscono la sua proverbiale modestia e riservatezza.
 

Oggi che Tito è morto, Kiko ha rivelato in una conferenza stampa a Rai 1 l'episodio, e Semeraro, che stava guardando la tv, lo disse al Papa che disse : "grandioso, hermano cardenal, esta es la prova che Carmensita era una donna muito propulsiva, in tutti i sensi. Procedamos con la beatificasion".
 
Questa non l'abbiamo creata noi, se la sono fatta da soli...

Semeraro avvisò Kiko, che ringraziò il Santo Padre inviandogli un pacco con un DVD contenente la trasmissione di allora del 1969. Il Papa ci ha messo tre giorni a vederla, perchè nel 1969 se l'era persa, e disse a Semeraro: "hermano cardenal, esta trasmission es una rottura de pelotas terrificante, a preferensia es melio ascoltar todos los cantos del Cammino eseguiti da Filippucci". Semeraro pensò : "come diceva De Sica in una pubblicità, meglio niente" ma lo pensò solo e non lo disse al Papa, perchè è brutto contraddire il Santo Padre.


Miracolo n. quello delle sardine

Ai tempi di Palomeras Altas, quando si verificò l'increscioso episodio del furto delle sardine, Kiko minacciò di prendere a pedate i presenti se le scatole di sardine non sbucavano fuori. 

E i catechizzati, che avevano ben inteso Kiko urlare "che ne sai tu perché quello ti ruba? Magari è nato e la mamma non lo voleva! Magari gli hanno rubato da piccolino e ora si dice -ora rubo anche io!- ma a Dio non importa se pecchi sono fatti tuoi" ; con la panza ancora piena di sardine si guardavano tra di loro chiedendosi: "Ma che vuole questo, perché non si decide? Possiamo rubare o no??!!!"

Siccome i presenti se le erano mangiate tutte, Carmen intervenne e, con uno schiocco di dita, fece ricomparire le scatole di sardine in misura anche superiore, per cui tutti i presenti mangiarono a sazietà e ne avanzarono 12 scatole, come le ceste dei pesci del miracolo evangelico.

Ah sì scusate... si era detto sardine, vero?
Sapete com'è, la produzione di Kiko e Carmen è esuberante!

Kiko ha avvisato Semeraro che ha avvisato il Papa che ha detto : "hermano cardenal, Carmensita ha operado un miraclo como quello de Nuestro Segnor, quindi procedamos con la beatificasion". Semeraro ha avvisato Kiko, che ha ringraziato il Santo Padre inviandogli un pacco con dentro una scatola di cristallo, contenente una sardina d'oro di 2 Kg, del modico valore di 800.000 euro. Il Papa l'ha fatta mettere nei Musei Vaticani in una teca con un cartello : "come la santità di oggi vale una scatola di sardine".

Miracolo n. quello della pausa

Kiko è preoccupato perchè oggi, domenica, Carmen non ha dato segno di nessun miracolo giornaliero. L'ha interpellata e lei, da Lassù, ha risposto : "Caro Kiko, Nuestro Segnor el settimo giorno si es reposado, e io, che non sono Nuestro Segnor, non me posso reposar anca mi? Se ne riparla domani lunedi". 
 
Chiusa alla domenica come la Domus...

Kiko ha avvisato Semeraro che ha avvisato il Papa che ha detto : "hermano cardenal, se Carmensita osserva il giorno de repueso la domenica, vuol dir que observa todos los comandamientos de Nuestro Segnor, quindi es una sancta por definision. Ordunque procedamos con la causa de beatificasion". Semeraro ha avvisato Kiko, che ha ringraziato il Santo Padre inviandogli un DVD con la versiore restaurata de "I Dieci Comandamenti" del 1956 con Charlton Heston, con 5 minuti inediti dove appare come comparsa Carmen ventenne nella parte di un'ancella della figlia del Faraone, e un biglietto : "prometteva bene".

Noi pensiamo che, anche se in questa epoca fossero capaci di canonizzarti, nell'epoca successiva, quando sarà pronunciata la tua litania, il popolo di Dio risponderà con una sonora pernacchia. Poi ti decanonizzeranno e, finalmente, qualcuno pregherà per la tua anima (forse). Buon divertimento, nel frattempo. Perché il senso dell'umorismo di Dio è più sconfinato della tua cupidigia, Kiko.

mercoledì 23 novembre 2022

Riassunto della questione Guam: come si giunse a smascherare il vescovo pedofilo neocatecumenale

Traduciamo e riassumiamo qui sotto parte della testimonianza che Tim Rohr rese al cardinal Burke all'inizio del 2017. È una lunga lettura, ma è perché riepiloga una lunga catena di eventi.

Certamente la gran parte dei nomi citati non significherà nulla per chi non ha contatti con i cattolici di Guam. Quello che ci interessa mostrare è il dipanarsi degli eventi, il "come si è giunti" a far emergere gli scandali del vescovo pedofilo neocatecumenale Apuron. (E un po' anche a come si scrive una testimonianza destinata alle autorità ecclesiastiche: in modo asciutto, elencando fatti, date, luoghi, nomi, opportunità di verifica, senza omelie intermedie).

Apuron, "fratello di comunità" del Cammino Neocatecumenale, aveva un lungo passato di abusi sessuali sui chierichetti (anche di meno di 10 anni di età, per questo lo indichiamo come pedofilo), abusi che aveva perpetrato almeno fin da quando era seminarista, continuato quando era stato parroco, proseguito anche dopo essere diventato vescovo.

Nella lettera inviata a Burke, Tim spiega che l'escalation è avvenuta a partire dall'arroganza neocatecumenale di calpestare chiunque non promuova il Cammino. Nel caso specifico, se il vescovo è neocatecumenale, bullizza e mobbizza i preti che non accolgono il Cammino, opprimendoli in spregio alla legge di Dio e a quella della Chiesa, oltre che al semplice buon senso. È per difendere dei sacerdoti onesti e amati dai fedeli, che Tim si è ritrovato a scoprire le porcherie di Apuron.

Notiamo che il Cammino Neocatecumenale ama servirsi di questi soggetti con enormi scheletri nell'armadio, in quanto sono ricattabili e manovrabili anche per le manovre più bieche (si veda ad esempio il caso dello spretato ex cardinale McCarrick, pederasta dotato di una lussuosa suite in un seminario Redemkikos Mater con viavai di giovani seminaristi neocatecumenali ricattabili). Non deve meravigliare che un vescovo pedofilo, legandosi al Cammino, diventi improvvisamente disposto a calpestare i suoi migliori sacerdoti qualora risultino antipatici a qualche cosiddetto "catechista" neocatecumenale.

Il dipanarsi di questa storia smentisce tutte le "teorie del complotto" neocatecumenali, che giustificavano Apuron dichiarandolo onesto e candido, affermando che veniva ingiustamente attaccato, dicendo che gli accusatori si sarebbero "messi d'accordo" per accusarlo, dicendo che Tim avrebbe avuto chissà che loschi interessi e avrebbe tessuto chissà quali magagne, addirittura dicendo che non si trattava di stupri perché il ragazzino vittima sarebbe stato consenziente... Come sempre, i neocatecumenali sanno difendersi solo adoperando inganni e menzogne.

Insistiamo a far notare che scoperchiare il calderone è stato un gesto di carità nei confronti delle vittime. Non è mai stata un'aggressione contro un "nemico", tanto meno un tentare di dare una randellata gratuita al Cammino Neocatecumenale e ai suoi esponenti. È stato solo un perseguire la giustizia - e se i neocatecumenali fossero onesti davanti a Dio, avrebbero combattuto essi stessi affinché alle vittime venisse resa giustizia. E invece, acriticamente, ciecamente, come un branco di asini raglianti, i fratelli del Cammino hanno professato il nuovo kikodogma stabilito da Kiko: "preghiamo per Apuron e per tutta la persecuzione!"

Affresco in una parrocchia napoletana:
Kiko e Carmen all'inferno, insieme alle
anime che hanno contribuito a dannare



[...] Pur di fronte al fatto che per quasi trent'anni che ho vissuto a Guam si vociferava riguardo agli abusi sessuali di Apuron, non mi ero mai impegnato a renderli pubblici. Il mio scopo, in origine, era di difendere un sacerdote che ritenevo essere stato trattato ingiustamente a causa della sua nota opposizione all'accoglienza del Cammino Neocatecumenale (CNC) nella sua parrocchia.

Per parecchi anni avevo osservato Apuron prendere sempre le difese del CNC e andar contro i sacerdoti e i fedeli che non accettavano l'avanzamento del CNC nella nostra diocesi.

A gennaio 2006 Apuron criticò pubblicamente l'allora prefetto della Congregazione per il Culto Divino, cardinal Arinze, per la lettera del 1° dicembre 2005 che esigeva che il CNC adeguasse le sue liturgie ai libri liturgici. Successivamente partecipai ad un incontro in cui, Apuron presente, inventarono una menzogna per coprire l'attacco di Apuron contro Arinze.

Nel 2008 Apuron minacciò tre preti filippini (che avevano servito la diocesi a Guam per parecchi anni) esigendo che celebrassero Messa per le comunità del CNC, o che altrimenti andassero via da Guam trovandosi un altro vescovo. Dopo una pubblica protesta contro il trattamento di tali sacerdoti e, per estensione, dell'aggressiva espansione del CNC favorita da Apuron, quest'ultimo sembrò darsi da fare a ordinare al sacerdozio parecchi seminaristi che studavano nel seminario Redemptoris Mater, che sembravano clamorosamente impreparati perfino riguardo al dir Messa.

Nel 2013 Apuron se la prese con don Gofigan, esigendo che si dimettesse da parroco oppure «subirai una molto più pesante e dolorosa revoca del tuo incarico». Gofigan era il sacerdote che si era opposto all'accogliere il CNC in parrocchia fintantoché i suoi membri non avrebbero seguito le norme liturgiche che infatti rifiutavano.

Nel 2014 Apuron se la prese con mons. Benavente, allora parroco della cattedrale, accusandolo di cattiva gestione finanziaria. Sebbene tre diversi professionisti del campo spiegassero che le accuse erano infondate, Apuron rispose attaccando Benavente sui media per parecchi mesi.

[...]

Verso luglio 2014 ho ricevuto sul mio blog un commento anonimo che affermava che un suo parente era stato sessualmente abusato da Apuron. Non pubblicai il commento, in quanto non permetto accuse anonime di quel genere, ma pubblicai un messaggio sul blog suggerendo di contattarmi in privato e col proprio vero nome. Mi rispose in privato un certo Toves, e mi disse che suo cugino da piccolo era stato nel seminario minore agli inizi degli anni '80, e che Apuron era stato spesso visto venire a prelevarlo dal seminario per poi sparire per ore intere. Notò strani cambiamenti nel cugino, che successivamente tentò più volte il suicidio.

Toves, di sua iniziativa, chiamò poi un'emittente radio locale e lanciò l'accusa. Questo fu il primo momento in cui Apuron veniva menzionato riguardo gli abusi sessuali e ci fu un po' di trambusto sui media. A novembre 2014 Toves venne a Guam per confrontarsi personalmente con Apuron, ma quest'ultimo si rifiutò di incontrarlo e minacciò di chiamare la polizia. L'accusa di Toves continuò a rimbalzare sui media finché una mattina di aprile 2015 una donna chiamò un'emittente radio durante un talk show e disse che ad un funerale di pochi giorni prima, un uomo di mezza età, apparentemente commosso dalle notizie riguardanti Apuron, aveva confidato di essere stato molestato da Apuron.

La donna non fece nomi ma nel giro di alcune settimane seppi che si trattava di un certo Denton, che era stato chierichetto ad Agat con il cugino di Toves negli anni '70. I rumors riguardo gli abusi sessuali commessi da Apuron contro gli "Agat boys" riguardavano infatti la parrocchia ad Agat dove era stato parroco per due anni verso la fine degli anni '70. Da quel che ho capito, quando Toves seppe di Denton, riuscì a contattarlo e a dirgli di mettersi in contatto con me o col mio blog, in quanto il blog era il flusso centrale di comunicazioni per questa faccenda. Denton, parecchi mesi prima, era già riuscito a contattare il delegato apostolico dell'epoca, l'arcivescovo Krebs. Non ho idea di come si fosse mosso a contattare Krebs, anche se sul mio blog avevo indicato come contattare il delegato apostolico e incoraggiato i lettori a scrivergli.

Alcuni mesi dopo Denton mi mandò una copia della sua lettera a Krebs e della risposta che aveva ricevuto. Krebs gli aveva suggerito di contattare un avvocato. Posso capirne il motivo: se Denton fosse venuto allo scoperto da solo, Apuron lo avrebbe querelato così come aveva minacciato di fare con Toves.

Nella lettera di Denton si parlava di un terzo ragazzo, con le iniziali "R.S.", col quale si erano presentati da don Niland, all'epoca viceparroco della parrocchia di Agat, per dirgli cosa aveva fatto loro Apuron, all'epoca solo prete, e che Niland - oggi deceduto - non fece nulla. La possibilità che "R.S." o qualcun altro delle vittime di Apuron potesse corroborare la testimonianza di Denton era chiaramente preziosa.

Denton era comprensibilmente in ansia: non mi aveva mai incontrato e non sapeva di chi fidarsi. Non mi disse chi fosse "R.S.", così chiesi a Toves di scrivermi i nomi dei chierichetti dell'epoca che ancora ricordava. [...] Scoperto il suo nome (Sondia), chiesi ad un suo parente che lavorava in un bar che frequentavo, di chiedergli qualcosa di generico su Apuron e osservarne le reazioni. Mi rispose che Sondia aveva reagito in modo strano, scuotendo la testa, dicendo solo "quel tipo [Apuron] ha dei problemi". Capii che finalmente avevamo una pista. Chiamai Denton (che risiedeva in Arizona) e gli chiesi conferma del nome Sondia. Denton mi rispose: "gli devi parlare tu, Tim, gli devi parlare". Diedi a quello che lavorava nel bar la lettera di Denton. Sondia non solo rispose che ciò che c'era nella lettera era tutto vero, ma confermò di essere stato anche lui vittima di Apuron.

A questo punto capii che Denton poteva farsi avanti perché c'era almeno un secondo testimone che poteva corroborare le sue accuse. Ma sapendo quanto potere avesse Apuron all'epoca (a causa del sostegno della leadership del CNC), non volevo che Denton e Sondia ne ricevessero danno da Apuron.

Sondia si ricordò del suo amico Quintanilla, che era stato nello stesso gruppo di chierichetti e si era successivamente trasferito alle Hawaii. Lo contattò, gli raccontò della situazione, ed ebbe conferma che anche Quintanilla era stato molestato a suo tempo. Dunque i tre erano pronti per incontrare Apuron e chiedergli di scusarsi. Non avevano pensato ad azioni legali, dato che per le leggi vigenti all'epoca il reato era considerato in prescrizione. Ma senza una copertura legale, sarebbe stato difficile procedere senza aspettarsi che Apuron li querelasse.

Fu così che contattammo l'avvocato Lujan, al solo scopo di trovare il modo di indurre Apuron a pensarci due volte prima di far qualcosa contro gli accusatori. Quando incontrarono Lujan (ero presente), chiesi ai tre di considerare un'accusa pubblica, poiché se i tre hanno sofferto così tanto, c'era da chiedersi: quanti altri c'erano là fuori a soffrire in silenzio con le stesse ferite e nessuno a cui rivolgersi? Una denuncia pubblica avrebbe aiutato altri. Avevo ancora più motivo di suggerirlo, a causa dell'aggressività del CNC, principalmente da tale padre Sammut, il "catechista" neocatecumenale che era incaricato di Guam e che guidava la diocesi da dietro le quinte.

Il massimo esempio di tale aggressività era stato a novembre 2015 la pubblicazione sul giornale diocesano di un falso certificato di proprietà per l'immobile che era in uso al seminario neocatecumenale di Guam. Il falso certificato era inteso a coprire il fatto che Apuron avesse clandestinamente donato l'immobile a soggetti del Cammino. La pubblicazione era avvenuta da parte del vicario generale diocesano, il presbitero neocatecumenale D.C.Quitugua. Uno sguardo più approfondito sul certificato [con un fraseggio truffaldino ben calcolato, ndt] e il silenzio da parte delle autorità interessate era allarmante, e suggeriva di smascherare Apuron il più presto possibile.

Tre testimoni sono meglio che uno, ma tentai di trovare altri prima di andare avanti. Pubblicai un annuncio sui giornali locali chiedendo che si facesse avanti chiunque avesse subìto abusi (o potesse testimoniarne) riguardo alle parrocchie dove era stato Apuron negli anni '70 e '80. Negli annunci non si faceva il nome di Apuron. È significativo notare che i presbiteri neocatecumenali Cristobal e Oliveira (che curarono le comunicazioni della curia dopo che Apuron scappò a fine maggio 2016) affermavano che tali annunci avessero indotto le vittime a farsi avanti, quando al momento della loro pubblicazione erano già in tre (ricevemmo parecchie telefonate ma nessuno volle farsi avanti).

Dei tre testimoni, Denton era da considerare il più pericoloso per Apuron: 1) era stato stuprato; 2) in seguito lo aveva affrontato parlandogli. Ero convinto che Apuron sospettasse che fossimo in contatto con Denton, almeno fin da quando quella donna aveva chiamato all'emittente radio parecchi mesi prima.

Il primo a fare un intervento pubblico fu Quintanilla (Apuron non se lo sarebbe aspettato), che di fronte alla Curia il 17 maggio 2016, e accompagnato dall'avvocato Lujan (la presenza del quale parve evitare che Apuron minacciasse querele), tenne una conferenza stampa in strada. Nello stesso giorno Apuron rilasciò una dichiarazione per negare quanto detto da Quintanilla.

La notizia sui media fece ricordare ad una donna di Agat, che suo nipote (figlio di sua sorella), poco prima di morire durante un'operazione nel 2005, aveva detto di essere stato stuprato da Apuron negli anni '70. [...] Dunque eravamo giunti a quattro testimonianze. La madre di Quinata, che viveva in Arizona, comunicò la notizia ai media locali.

I presbiteri neocatecumenali Cristobal ed Oliveira reagirono dalla curia con un comunicato stampa in cui la definivano "un'accusa maliziosa e calunniosa". Questo comunicato aprì la possibilità di una causa per diffamazione e la questione arrivò a Roma così rapidamente che nel giro di pochi giorni giunse la notizia che Apuron era stato rimosso sede plena e l'arcivescovo Hon era stato assegnato a Guam come amministratore apostolico.

Durante una liturgia neocatecumenale:
il laico Kiko Argüello all'ambone,
con crocifero e candelieri:
crede di essere il vescovo?

Il 6 giugno 2016 Denton testimoniò pubblicamente di come era stato stuprato a dodici anni da Apuron, all'epoca prete, e di come lo avesse affrontato molti anni dopo, verso il 2000. Il 15 giugno parlò anche Sondia. Dopo questa terza testimonianza si consolidò l'opinione pubblica sul caso: i primi due avevano abitato lontano da Guam per molti anni, ma Sondia era residente da tutta una vita e ben conosciuto da tanti isolani.

Nessuno di quelli con cui avevo parlato, che conoscevano Sondia, avevano sospettato che Apuron lo avesse molestato. Ma questo non deve sorprendere. Sondia e Quintanilla, amici fin dall'infanzia, non sapevano cosa Apuron avesse fatto all'altro. Apuron li aveva minacciati tutti e tre dicendo «nessuno vi crederà». In più, c'era quella paura delle conseguenze del dire qualcosa contro "il prete"; ho avuto parecchie conferme da persone di mezza età, che da bambini sono stati puniti o minacciati dai parenti o dagli anziani dell'epoca, per aver detto una qualsiasi cosa contro il prete, anche se fosse stata questione di molestie, e perfino se fosse stato vero.

Caro cardinal Burke, posso provare tutto ciò che ho scritto qui. A titolo personale, vorrei anche precisare che non ho nulla da guadagnare da tutto questo. Infatti mi è costato molto, a me ealla mia famiglia (sono padre di 11 figli): lo stress, le minacce (Apuron ha minacciato di querelarmi), il tempo perso... tutto questo non l'ho chiesto né voluto. Sono eventi che sono semplicemente avvenuti, non potevo tirarmi indietro. [...]

domenica 20 novembre 2022

Pellegrini nei "sacri luoghi" di Kiko e Carmen

PELLEGRINAGGIO  in "Enciclopedia Italiana" (dal lat. peregrinatio "viaggio in terra straniera"; fr. pèlerinage; sp. peregrinación; ted. Pilgrimschaft, Wallfahrt; ingl. pilgrimage).


Il pellegrinaggio è una pratica devozionale che consiste nel recarsi collettivamente o individualmente a un santuario o a un luogo comunque sacro e quivi compiere speciali atti di religione, sia a scopo di pietà sia a scopo votivo o penitenziale. La pratica del pellegrinaggio, sotto entrambe le forme, si trova in tutte le religioni perché è naturale che l'uomo visiti i luoghi santificati dalla presenza della divinità o dalle reliquie di un defunto insigne, eroe o santo, irradiando da essi più immediata e più efficace la virtù divina.

 

Pellegrinaggio cattolico

Pellegrinaggio  neocatecumenale

PELLEGRINAGGIO nel neo-linguaggio neocatecumenale (da non confondersi con il pellegrinaggio dei bigotti e inconvertiti cristianucci della domenica a Lourdes, Fatima o altri luoghi di devozione cattolica).

Il pellegrinaggio è una pratica devozionale neocatecumenale che consiste nel recarsi collettivamente o individualmente a un santuario o a un luogo comunque sacro a Kiko e Carmen e quivi compiere speciali atti di religione neocatecumenale, sia a scopo di pietà sia a scopo votivo o penitenziale,  a scopo economico- finanziario e di glorificazione del Cammino. La pratica del pellegrinaggio, sotto entrambe le forme, si trova in tutte le religioni ma non era importante, anzi , era un devozionismo inutile e superstizioso dei cattolici bigotti finché  non lo ha scoperto e sdoganato Kiko Argüello  perché è naturale che l'uomo visiti i luoghi santificati dalla presenza della divinità o dalle reliquie di un defunto insigne, eroe o santo, irradiando da essi più immediata e più efficace la virtù divina, in particolare se la santa è  la defunta Carmen e ancor più  santo è  l'ancora non defunto Kiko.


Leggiamo ora (e commentiamo) il resoconto di uno di uno di questi pellegrinaggi neocatecumenali dal titolo "Sui passi di Carmen e Kiko, riempiti della Sua grazia"

Lo scorso 25 agosto noi giovani di Poggiomarino, coordinati dal Centro Neocatecumenale di Salerno, siamo partiti per un pellegrinaggio in Spagna che ci ha dato modo di toccare con mano le meraviglie che il Signore ha fatto e continua a fare ogni giorno nella nostra vita.

Sono stati sei giorni molti intensi durante i quali il Signore ha parlato ad ognuno di noi attraverso la Sua parola (probabilmente con gli scrutini sui bus e l'apertura a caso della Bibbia) e ci ha donato l’opportunità di conoscere persone nuove, con le quali abbiamo legato come se ci conoscessimo già da tempo (persone nuove, cioè  neocatecumenali come loro che fanno le stesse cose che fanno loro, quindi è logico che sembri di conoscersi da sempre).

In questo pellegrinaggio abbiamo ripercorso il cammino vocazionale di Carmen Hernández, co-fondatrice insieme a Kiko Argüello del Cammino Neocatecumenale: siamo stati a Ólvega, suo paese natale e dove ha ricevuto il battesimo, a Tudela dove ha ricevuto la cresima e la sua prima chiamata vocazionale (quindi, come dicevamo, il cosiddetto pellegrinaggio riguarda la cofondatrice del Cammino neocatecumenale, non un santuario o altra meta religiosa).

Abbiamo potuto visitare e toccare con mano i luoghi dove, per opera dello Spirito Santo, è nato il Cammino Neocatecumenale (frase riportata in grassetto nell'articolo originale. Per opera dello Spirito Santo? Poveri giovani, il Cammino per loro è un vero e proprio messia...)

La "mistica" cameretta di Kiko
Siamo stati alla casa di Kiko a Madrid – oggi centro neocatecumenale diocesano –, dove l’8 dicembre 1959 ha accolto l’ispirazione della Vergine Maria – “Bisogna fare comunità cristiane come la Santa Famiglia di Nazareth, che vivano in umiltà, semplicità e lode e nelle quali l’altro è Cristo” – che lo ha portato successivamente, nel 1964, a fondare la prima comunità neocatecumenale nelle baracche di Palomeras Altas a Madrid. (Diciamo che tra l'ispirazione e la messa in atto sono passati  degli anni... per poi creare qualcosa che la Vergine Maria -se vogliamo dar credito alla supposta visione- non aveva richiesto, visto che il mandato era quello di creare piccoli gruppi che vivessero insieme in letizia come una famiglia, mentre Kiko e Carmen hanno creato grossi gruppi che non vivono assieme come una famiglia e che devono ancora imparare, con un percorso trentennale che comincia con il fango e la discesa nel peccato più fondo, cosa sia lode e letizia).

Abbiamo visitato importanti luoghi sacri spagnoli: il monastero della Concezione a Ágreda, il castello di San Francesco Saverio, la Basilica di Nostra Signora del Pilar a Saragozza (Visitati perché luoghi sacri a Carmen, probabilmente).
Siamo stati poi a Barbastro, in una chiesa che custodisce le spoglie dei 51 martiri claretiani uccisi durante la Guerra Civile spagnola; abbiamo visitato la cattedrale di Madrid, dove Kiko ha dipinto la corona misterica e dove è custodita la prima icona della Madonna del Cammino dipinta da Kiko nel 1973 (Non poteva mancare l'omaggio all'unica produzione artistica valida nella Chiesa odierna, quella di Kiko Argüello.. )

Giovani del Cammino
sull'orlo di una crisi di nervi


Abbiamo, poi, visitato la chiesa di Fuentes, luogo della prima convivenza con gli zingari e della prima Pasqua (la chiesetta di Fuentes è stata acquisita proprio per questo scopo, per essere luogo di pellegrinaggio alla riscoperta delle "radici" del Cammino); a Segovia, invece, siamo stati sulla tomba di san Giovanni della Croce.

Infine abbiamo pregato sulla tomba di Carmen al seminario “Redemptoris Mater” di Madrid (probabilmente ai giovani viene indicato, invece di pregare per Carmen, come sarebbe giusto ed indicato, di chiedere un miracolo a Carmen, da comunicare poi fra le migliaia di grazie che Kiko e Pezzi hanno sollecitato per poter far decollare la causa di beatificazione dell'impresentabile Hernández).

Il pellegrinaggio si è concluso con la celebrazione dell’Eucaristia in una parrocchia di Madrid, nella quale, come da tradizione del Cammino Neocatecumenale, ci sono state le chiamate vocazionali (ormai è divenuta una tradizione approfittare della buona predisposizione e dell'idealismo dei giovani per chiedere vocazioni per il Cammino).
Ringraziamo il Signore per questa opportunità che ci ha donato, per questi giorni in cui ha toccato il cuore di ognuno di noi. Gli siamo grati perché dopo il pellegrinaggio siamo tornati a casa rinnovati nello spirito e pieni della Sua grazia (dalle visite fatte, sono stati solo confermati nel Cammino neocatecumenale e convinti della sua origine soprannaturale e delle sue magnifiche sorti progressive).


Uno dei principali motivi
per cui i neocatecumenali fanno i pellegrinaggi...




giovedì 17 novembre 2022

Aprire la Bibbia a caso è dannoso per l'anima e per la propria vita

In questo blog abbiamo parlato diffusamente in varie occasioni della pratica neocatecumenale di "aprire la Bibbia a caso", ma vale la pena fare un riassuntino per i nuovi lettori.
Nel cammino la lettura delle Scritture rappresenta un'attività molto importante, tanto da dedicare ad essa una delle obbligatorie celebrazioni settimanali cardine del Cammino, la "celebrazione della Parola" e da considerarla una delle "gambe" del cosiddetto "Tripode" neocatecumenale (parola, liturgia, comunità), ovverossia una parte della vita del neocatecumenale senza la quale il Cammino "non si regge", non funziona. Naturalmente non è l'unico caso in cui la lettura delle Sacre Scritture riveste un ruolo di primo piano: il neocatecumenalesimo, da buona "religione del libro" al pari di islamismo ed ebraismo, utilizza la Bibbia a ogni pie' sospinto e quasi in ogni momento, preghiera, tappa, ritiro spirituale, pellegrinaggio... spesso e volentieri con la mediazione di laici (i catechisti). 
Il neocatecumenale, da solo o in gruppo, viene spinto a "interrogare" la Bibbia, soprattutto in momenti di dubbio, dilemma, o difficoltà, aprendo il volume in una pagina a caso e meditando il passo che esce.
A dirla in questo modo non sembrerebbe così male, no? Del resto la Bibbia è il testo di riferimento di noi cristiani, che male c'è a prendere ispirazione per la vita di tutti i giorni dalle parole che vi sono scritte?

In realtà in questa pratica comune al neocatecumenali e a molte sette e derivazioni protestanti cela gravi rischi per la propria vita concreta, la psiche, e persino la propria anima. Vediamo il perché.

Un primo serio pericolo per chi indulge in questa prassi riguarda l'influenza sulla vita quotidiana. I neocatecumenali vengono spesso indotti dai propri catechisti ad aprire la Bibbia a caso in momenti di difficoltà o indecisione e sono portati a farlo anche senza ricevere questo suggerimento perché il rituale dell'apertura a caso avviene in molti momenti sin dall'inizio del cammino e anche alla presenza dei sacerdoti: il neocat è portato a credere che sia una cosa buona e prassi normale della Chiesa. Dalle parole che leggono, quasi sempre senza ombra di direzione spirituale, molti traggono conclusioni che corroborano le proprie scelte in questioni fondamentali della vita, quali la scelta di una vocazione, la scelta di un lavoro, il comportamento da tenere con un genitore, la scelta di avere un figlio, e così via. Decisioni che possono influenzare pesantemente la vita di una persona e la sua relazione con gli altri, anche in modo irreversibile fino a causare danni molto seri non solo a se stessi ma anche a quelli che li circondano.

Il secondo punto da sottolineare è il danno psichico che può verificarsi in persone già fragili. Immaginiamo dei soggetti che vivono gravissimi problemi famigliari o sociali (e la buona parte dei camminanti vive situazioni di questo tipo, a causa delle quali si avvicina al Cammino stesso), che si trovano in condizione di necessità, nel bisogno di trovare risposte alle proprie angustie e dubbi. Tali persone vedranno nella "parola a caso" in primo luogo una facile scappatoia a una seria meditazione e riflessione personale, in secondo luogo tenderanno a piegare le parole secondo ciò che più sarà consolante e comodo per la propria vita, ovvero vi leggeranno una sorta di "profezia" che si auto-avvera. O, in alternativa, in certe espressioni dure, private della necessaria esegesi e guida, potrebbero vedere una forma di lontananza di Dio, di rimprovero o addirittura di condanna. Non pensiamo di esagerare se sosteniamo che questa pratica potrebbe danneggiare la stabilità psichica di una mente magari già indebolita.

Infine non è da sottovalutare il più grave e importante danno spirituale causato dalla apertura a caso della Bibbia. Se non attentamente guidata, anche se effettuata con le migliori intenzioni, aggiungendo meditazioni o preghiere, può assumere la forma di una vera e propria divinazione, altrimenti detta "cleromanzia". Affidare al caso, cioè alla sorte o "fortuna", l'estrazione di un versetto biblico è l'equivalente di chi gioca numeri alla lotteria e spera che siano quelli fortunati; far dipendere dalla sorte (come i divinatori dell'antichità: tante diffuse pratiche divinatorie pagane richiedevano il lancio di oggetti e l'interpretazione della disposizione casuale degli stessi), le decisioni della propria vita fa pensare all'episodio della pitonessa (1Samuele 28, 3-11) nel quale il re Saul interroga i profeti, invoca sogni e infine costringe un'indovina a evocare lo spirito del profeta Samuele per conoscere il proprio futuro. L'apertura della Bibbia a caso è, quando priva di guida e direzione spirituale, a tutti gli effetti una pericolosa divinazione, la ricerca di una combinazione di parole che letta opportunamente riveli "il futuro". Serve specificare che ciò va contro il primo comandamento?
Agli eventuali neocatecumenali che ci leggono anticipiamo che non serve a nulla citare il rituale della "scrutatio" neocatecumenale (pallida caricatura della scrutatio cattolica che è sempre diretta da un sacerdote), solo ipocritamente ammantata da momento di preghiera e di condivisione ma nella quale in realtà il neocat si trova a pescare da solo i versetti della Bibbia citati a margine, inseguendo, in un ideale albero di riferimenti, una risposta ai problemi della propria vita.

I neocatekiki con la schiuma alla bocca diranno che prendere la parola a caso è una pratica comune della Chiesa e comunque "chi siamo noi per giudicare?", ma per dissipare questa obiezione citiamo un interessante articolo di Aleteia, pubblicato a ottobre 2019, nel quale padre Alain Bandelier divulgatore religioso francese responsabile di Foyer de Charité (Istituto di Carità) e redattore del settimanale cattolico francese "Famille Chrétienne" ammonisce e invita alla prudenza circa la prassi dell'apertura a caso delle Sacre Scritture. Dice il padre:
"Bisogna ... rimanere prudenti e misurati. Rendere sistematico, o più o meno “magico”, l’uso di questa pratica comporta un pericolo spirituale e psicologico. Le personalità fragili possono cercarvi una sorta di sicurezza che le assolve dalla responsabilità – come se il nostro destino fosse scritto, come se non dovessimo più assumere i rischi del libero arbitrio e del dibattito intelligente.
Più chiaro di così non potrebbe essere. E aggiunge il padre:
Di converso, le persone con un carattere dominante o persuasivo possono cercare di usarlo, in modo consapevole o meno, per manipolare un gruppo o degli individui. Alcuni dicono “Prendiamo un versetto”, altri “Leggiamo un versetto a caso”. Sono espressioni fuorvianti. Aprire la Bibbia non è come giocare alla lotteria o prendere una carta. È compiere un atto di fede. Significa in primo luogo entrare in un atteggiamento di preghiera, ascoltare in modo umile e attento. È quindi un abbandonarsi al Signore nell’atteggiamento di un discepolo aperto alle indicazioni, di un figlio che cerca di obbedire.

Servono spiegazioni? Questa descrizione di persone con carattere dominante e persuasivo che usano la scrittura per manipolare gruppi o individui, non vi ricorda qualcuno?

Anche il padre cita casi in cui alcuni Santi hanno fatto ricorso a questo strumento per comprendere meglio certi momenti della propria vita, compiere determinate scelte, approfondire il senso di eventi importanti (ad esempio Santa Teresa di Lisieux, San Bernardo), ma appunto si tratta di giganti della fede, con una vita spirituale intensa e vivificante, che avevano già un colloquio attivo con Gesù alimentato dalla preghiera fervente e dalla partecipazione assidua ai sacramenti. Nel loro caso ricorrere alla lettura di un passo evangelico preso a caso era solo un modo per mettersi in ascolto di Dio e dissipare le ultime ombre proiettate dall'umano timore sulla volontà di Dio già pienamente compresa e vissuta ogni giorno. Non è invece salutare utilizzare strumentalmente il libro, cercando in esso passi dei quali non si comprende appieno il significato per confermare pensieri già formati, attribuendo a Dio determinate scelte e sottraendosi ai rischi del libero arbitrio. 

La Sacra scrittura non si interpreta da sé, come diceva alcuni decenni fa l'eretico Kiko, per parallelismi, ma solo attraverso l'unica e autentica interpretazione che è data dalla Chiesa. Dice il Catechismo della Chiesa cattolica:

108 La fede cristiana tuttavia non è una « religione del Libro ». Il cristianesimo è la religione della « Parola » di Dio: di una Parola cioè che non è « una parola scritta e muta, ma il Verbo incarnato e vivente ». Perché le parole dei Libri Sacri non restino lettera morta, è necessario che Cristo, Parola eterna del Dio vivente, per mezzo dello Spirito Santo ce ne sveli il significato affinché comprendiamo le Scritture.

109 Nella Sacra Scrittura, Dio parla all'uomo alla maniera umana. Per una retta interpretazione della Scrittura, bisogna dunque ricercare con attenzione che cosa gli agiografi hanno veramente voluto affermare e che cosa è piaciuto a Dio manifestare con le loro parole.

110 Per comprendere l'intenzione degli autori sacri, si deve tener conto delle condizioni del loro tempo e della loro cultura, dei « generi letterari » allora in uso, dei modi di intendere, di esprimersi, di raccontare, consueti nella loro epoca. « La verità infatti viene diversamente proposta ed espressa nei testi secondo se sono storici o profetici, o poetici, o altri generi di espressione ».

E' molto meglio, se siete nel dilemma, o nella sofferenza, interrogare un buon padre spirituale, nutrire la propria anima con il Pane di Vita, frequentare la Messa e confessarsi spesso: nel cuore liberato dall'oppressione delle umane debolezze sarà il Cristo stesso vivo e vero a parlare, lo Spirito Santo a consigliare i Suoi figli. Non serve rivolgersi ai falsi profeti che Bibbia in mano ingannano i poveri e i miseri in cerca di luce. Non vi porteranno alla salvezza ma dentro un fosso!

lunedì 14 novembre 2022

Il Cammino è possibile solo grazie al modernismo

Insistiamo a far notare ai lettori di questo blog che la radice fondamentale dell'eresia neocatecumenale è il "modernismo".

Non spiegheremo qui i contorni filosofici e teologici del modernismo. Ci limiteremo a far osservare che il pensiero "modernista" si basa ultimamente sulla convinzione che l'errore e la verità avrebbero gli stessi diritti. Perciò Kiko e Carmen, "iniziatori" del Cammino, hanno potuto esalare un mucchio di panzane, errori, vere e proprie eresie, presumendo di avere come minimo la stessa dignità delle verità di fede che la Chiesa insegna da venti secoli.

...e neppure questa volta
dicono chi sono
Il cosiddetto "itinerario" inventato dai due spagnoli eretici ha addirittura la pretesa di portare alla fede cattolica. Sarebbe come se un bambino capriccioso impastasse sabbia e acqua di mare e dicesse di aver reinventato l'elettronica. Non è che etichettando "resistenze" e "condensatori" quelle polpettine di sabbia avverrebbe la magia. Non è che ricordando che nella sabbia c'è anche silicio, che l'elettronica improvvisamente prende vita. La fede cattolica non è il magico prodotto di qualche estemporanea invenzione. La fede è un dono di Dio. Per desiderarla, per alimentarla, per rafforzarla, occorre fidarsi della Chiesa che per venti secoli l'ha nutrita, promossa, diffusa, per esplicito mandato del Signore; Kiko e Carmen si sono illusi di sostituirsi alla Chiesa, si sono illusi che il loro errore avesse la stessa dignità della verità insegnata dalla Chiesa... si sono dati da fare per crearsi il loro piccolo impero in cui essere capi riveriti, osannati, temuti, e soprattutto pagati. Il Cammino è andato avanti fino ad oggi grazie all'ignoranza dei suoi adepti.


Un anziano giornalista se la prendeva con certi politici «privi di cultura generale, adoratori di una modernità che non hanno i mezzi intellettuali per capire nelle sue insidie e nelle sue falle e imposture: per questo la adorano come un idolo, i “Mercati”, la Scienzah, i Diritti… Una classe dirigente che crede alla propria propaganda…»

Sembra la descrizione dei facinorosi kikolatri:

- "privi di una cultura generale" sulle cose della fede. È inaccettabile che un qualsiasi "itinerario" di formazione cattolica non faccia conoscere gli elementi fondamentali della fede. Sul serio, Kiko va blaterando che la confessione dei peccati mortali sarebbe facoltativa e rinviabile a piacere («il Signore ti ha già perdonato... domani, se vuoi, sigillerai in confessione...») e nessuno dei kikolatri riconosce il madornale errore;

- "adoratori di una modernità che non hanno i mezzi intellettuali per capire nelle sue insidie e nelle sue falle e imposture": i kikolatri sono convinti che ciò che era di grandissimo valore per i santi fino a ieri, oggi sarebbe da buttare perché "preconciliare". Per esempio la Messa tridentina - quella celebrata da padre Pio da Pietrelcina - per loro è fumo negli occhi, è qualcosa da dimenticare e da abolire. Nella propaganda neocatecumenalizia le carnevalate kikiste-carmeniste del sabato sera sarebbero "adatte ai tempi odierni", ma non sanno spiegare perché - non hanno i "mezzi intellettuali" per capirlo, dunque non hanno alcuna intenzione di ascoltare chi dimostra che il Cammino ha ridotto la liturgia a uno spettacolino autogestito, ha ridotto la dottrina a fastidioso orpello, le devozioni a esteriorità per vecchiette "cristiane della domenica" (tranne nel caso in cui c'è da fingere devozione per la defunta cofondatrice del Cammino)... Non sanno spiegare perché una cosa che era valida fino a ieri (padre Pio) oggi sarebbe da rigettare con furiosa forza;

- "adorano come un idolo la modernità": ve lo ricordate Kiko che nella primavera 2013 si leccava i baffi gasatissimo dall'aver visto che il neoeletto Bergoglio aveva comandato di togliere gli inginocchiatoi dalla cappella Sistina? «Questo vuol dire qualche cosa! Questo vuol dire qualche cosa!» gridava, senza avere il coraggio di dire a chiare lettere il suo sogno: il divieto di inginocchiarsi davanti al Santissimo. (E infatti se parlate con qualche kikos vi dirà che l'adorazione eucaristica è tenuta talmente in gran conto nel Cammino che... è stata -nientemeno!- allestita una cosiddetta "cappella dell'adorazione" nella Domus kikiana in Israele, e quindi l'adorazione si può fare lì e solo lì; non sia mai che un kikolatra tradisca il proprio divin Kiko e si metta ad adorare il Signore Dio dell'Universo presente nel Santissimo Sacramento);

"Restaurata solo grazie allo sforzo
e al lavoro del Cammino neocatecumenale"
Sì, per farne una meta del proprio
turismo religioso
- «"Mercati", "Scienzah", "Diritti"...»: anche i kikolatri hanno i loro dogmi, "piccola comunità", "evangelizzazione", "testimonianza"... Notare la grande somiglianza concettuale: la critica non era ai mercati, alla scienza, ecc., ma alla loro perversione. Così, noi qui critichiamo non l'evangelizzazione (quale cristiano la criticherebbe mai?) ma il fatto che i kikolatri chiamano abusivamente "evangelizzazione" la propaganda della loro setta; qui critichiamo non la possibilità di vivere in modo comunitario la fede (che storicamente è avvenuta in tantissimi modi, non solo "parrocchia") ma il fatto che i kikolatri chiamano abusivamente "comunità" solo l'attivismo kikolatrico (come se l'intera Chiesa avesse sbagliato per venti interi secoli e fosse rinata solo grazie al comunitarismo kikiano-carmeniano, ed infatti, ad eccezione di quando devono "farsi notare", evitano in ogni modo qualsiasi iniziativa comunitaria cristiana); qui non critichiamo la necessità della testimonianza per ogni cristiano, ma il fatto che i kikos chiamino "testimonianza" i loro discorsetti preconfezionati ("io non faccio aborti risse divorzi discoteche: il Cammino mi ha salvato il matrimonio!") coi quali sentirsi nettamente superiori ai "cristiani della domenica";

- «una classe dirigente che crede alla propria propaganda»: esattamente come quella del Cammino Neocatecumenale, esattamente come quella dell'Unione Sovietica. Notare che l'URSS collassò all'improvviso proprio perché credette troppo ai numeroni inventati dalla propria stessa propaganda, giungendo al punto di chiedersi dov'era la crescente Produzione e il moltiplicarsi di Fabbriche.


In filosofia il concetto di "modernità" è grosso modo riassumibile così: «riconoscere alla verità e all'errore gli stessi diritti».

Applicatelo alla liturgia: "la liturgia cattolica è quella del Messale ma noi del Cammino celebriamo Variazioni Liturgiche che son molto belle, oh come sono belle, son proprio sentitissime".

Applicatelo alla dottrina: "la dottrina cattolica è quella del Catechismo ma noi del Cammino facciamo «esperienza», mica ci mettiamo sui libri (a proposito, avete comprato i libri di Kiko? e i libri di Carmen?), mica facciamo come i «cristiani della domenica»".

Applicatelo all'ubbidienza al Papa e alla Chiesa: "noi del Cammino siamo ubbidientissimissimi al Papa e alla Chiesa, che però certe volte «non capiscono il Cammino» e allora in quei casi facciamo di testa nostra, cioè testa di Kiko, per esempio la Lettera di Arinze non esiste, però è stata anche superata da qualcosa ma non ricordo cosa, ma comunque era privata ma è stata subito abolita, e poi nessuno deve intromettersi sul modo in cui celebriamo, poiché la liturkikia ci è stata consegnata da Kiko".


Sia lodato e ringraziato ogni momento...
Se l'errore ha gli stessi diritti della verità, uno smette di seguire la verità e l'autorità che la garantisce, e comincia a seguire le proprie paturnie. "Comunione seduti"? Autoreferenzialità esasperata? Liturgie carnevalesche con diluvio di omelie laicali? "Decime" obbligatorie e con ricatti morali? I cosiddetti "catechisti" arroganti e ignoranti che impongono arbitrariamente scelte di vita ai poveri adepti, fanno nefandezze di ogni genere, e devi continuare a incensarli? "Ma Kiko ha il carisma, chi sei tu per giudicarlo?"

Se l'errore ha gli stessi diritti della verità si finisce immediatamente nell'idolatria, nella menzogna, nell'arroganza. "Kiko ha il carisma, chi sei tu per giudicarlo?" "Il Cammino mi ha salvato! Ha salvato il mio matrimonio da ubriachezze, risse, divorzi, discoteche! Noi facciamo evangelizzazione! E voi invece?"

Ricordatevene, specialmente quando i kikolatri blaterano di "ventimila preti per la Cina" (a proposito, a che punto siamo? nel corso di tutta la loro esistenza i seminari neocatecumenali Redemkikos Mater hanno "prodotto" neanche 1800 presbikikos - includendo nel novero quelli poi spretati, quelli poi morti, quelli che poi hanno abbandonato il Cammino -, quanto manca per arrivare a 20.000?), o vi mostrano foto degli "alzati" che stanno in ginocchio davanti a Kiko (e vi dicono "90 ragazzi" quando nella foto super-panoramica non sono neanche 40), "trecento neocatecumenali a cantare sotto la finestra del Papa" (in realtà erano mezza dozzina di cui uno con la chitarrella e uno coi tamburelli, e il monsignore che si affacciò non lo fece per ringraziarli ma per dire di fare silenzio che il Papa era ammalato e doveva riposare), o gli stessi presbikikos e cosiddetti "catechisti" vi dicono ereticamente che «Gesù era un peccatore che ha fatto esperienza del perdono del Padre»...

venerdì 11 novembre 2022

Coerenza evangelica – Incoerenza neocatecumenale


 Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Veterano


"fatemi vedere dopo la grazia sacramentale il cambiamento di costumi e, la trasformazione in meglio, fatela conoscere con la purezza della vita. 

c’è bisogno di una dimostrazione evidente che faccia riconoscere l’uomo novello, affinché distinguiamo con segni evidenti l’uomo nuovo da quello vecchio. Penso che questi siano i moti deliberati dell’anima, per cui essa si stacca dalla vecchia consuetudine, si mette in una via nuova, fa vedere chiaramente ai suoi conoscenti d’essere diventata tutt’altra e non conserva più segno di quel che era prima. 

Prima del battesimo c’era un uomo scostumato, avaro, rapace, oltraggiatore, bugiardo, calunniatore e con altri simili vizi. Adesso diventi modesto, sobrio, contento della sua roba, anzi generoso a soccorrere i poveri, sincero, rispettoso, gentile nel parlare ed esercitato in ogni lodevole attività. Perché come con la luce scompare il buio e non si vede il nero se viene dipinto in bianco, così l’uomo vecchio scompare quando si adorna delle opere di giustizia……………………………Tale deve essere la rinascita: troncare la consuetudine del peccato e vivere da figli di Dio, poiché tali siamo diventati con la grazia del battesimo” (S. Gregorio di Nissa, Disc. Sul battesimo di Cristo). 


Risuonano spesso nella memoria, ancor oggi a distanza di tanto tempo, le parole uscite dalla bocca di Kiko: “Mica sei entrato nel Cammino per diventare santo?”. D’impulso verrebbe da rispondere: “No, sono entrato per diventare peggiore di prima!”. Ma di norma si resta muti e basiti. Con simili frasi - una oggi, una domani - Kiko è solito forgiare, pian piano i suoi. Dopo qualche anno ciascuno sa cosa lo aspetta nel neocatecumenato. Questa nuova consapevolezza si accompagna - nel 90% dei casi, più o meno - ad un totale asservimento mentale, psicologico e spirituale, anche questo perseguito ad arte da Carmen e Kiko, una vera e propria strategia. Se solo il cervello si connette e provi a dialogare o peggio ancora ad eccepire, vieni subito irretito:
“Il Cammino si fonda sull’obbedienza ai catechisti, senza pensare”;
“Pensi forse di essere più intelligente di me?”;
“Tu devi essere legato a noi”. 


Col tempo te lo spiegano bene cosa significa essere “legato”. Devi aver rinunciato a tutto, lasciato tutto, per dipendere totalmente dal Cammino, in primis sul piano economico – fondamentale per laici non consacrati -, tu e la tua famiglia (cosa gravissima, rispetto alle responsabilità e doveri verso i figli e che ti rende completamente ricattabile). Poi viene tutto il resto. Ecco che ora la loro dottrina può impregnarti del tutto, Questo il loro scopo primario. E tu ti presti a sperimentarla su te stesso e a trasfonderla – pari pari – agli altri. Con i frutti deleteri e marci di cui su questo Blog abbiamo ampiamente e dettagliatamente rendicontato nel dettaglio.


Quante volte abbiamo detto o sentito dire, anche comunemente: “Mica sono un santo?”. Frase per giustificare nostri o altrui comportamenti che non corrispondono a ciò che è scritto nei Vangeli che non tolgono niente, ma indicano all’uomo una vita migliore per essere felici: “Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena” (Gv 15, 11; cfr. Dt 5, 33) e santi come Dio: “Santificatevi dunque e siate santi, perché io sono il Signore, vostro Dio” (Lev. 20, 7; cfr. Lev 11, 44-45; 19, 2; Mt 5, 48; Gc 1, 4). Il pensiero che non siamo chiamati alla santità, e quindi la convinzione che non possiamo nulla contro la nostra precarietà, è un qualcosa che ha sempre cercato di farsi strada all’interno della Chiesa Cattolica, ma non ha mai trovato spazio come è avvenuto, invece, nella chiesa protestante. 

Interessante mettere in relazione due frasi che hanno pronunciato prima s. Agostino e dopo Lutero: 

Pecca fortemente, ma ancor più fortemente confida e godi in Cristo (s. Agostino)


Sii peccatore e pecca fortemente, ma più fortemente credi e godi in Cristo che è vincitore del peccato della morte e del mondo (Lutero)


Come si vede due frasi analoghe, molto simili, anzi molto probabilmente Lutero ha ricopiato, riadattato e fatta propria quella di s. Agostino per dimostrare ancora di più che il suo pensiero era cattolico, perché espresso precedentemente da uno già riconosciuto “Dottore” della Chiesa. Questo dimostra che i proverbi, le frasi famose, i detti sapienziali, specialmente quelli inerenti alla religione e quindi al mondo spirituale, non devono essere usati come verità assiomatiche non passibili di errori di interpretazione, ma bisogna calarli nel contesto del discorso o collegarli al concetto che l’autore sta trattando conformemente alla sua spiritualità. 

Grazie a Dio s. Agostino ha anche detto “Ama e fa ciò che vuoi” ridimensionando e gettando luce sulla precedente affermazione, perché è sicuro che chi Ama veramente Dio, Ama anche l’altro e non ha più alcuna intenzione, con volontà ferma, di peccare; chi pecca uccide il prossimo e Dio in se stesso. Si coniuga perfettamente la regola rabbinica fondamentale di non interpretare mai nulla nella Scrittura contro la gloria di Dio

Ora, come interpretare la doppia affermazione di s. Agostino? 

Che la “passione” per Cristo deve superare la passione per il peccato, perché il godimento che si prova con Lui supera notevolmente quei promessi piaceri corruttibili che poi si rivelano fittizi quando si pecca. Agostino era certo di rivolgersi ad un popolo di peccatori ai quali vuol far conoscere la Buona Notizia del Vangelo! Agostino li vuole conquistare e introdurre nel Regno dei Cieli: anche per loro c’è un posto nella Chiesa. Da buon conoscitore di se stesso (tutti conosciamo la sua vita prima della conversione e quante lacrime è costata a s. Monica) sa con certezza che la “passione” per Cristo riesce a dissipare come nebbia al sole ogni altra passione mondana e che, se si comincia a godere di Lui che è la “Parola” vivente, come sarà mai possibile continuare a stare nel peccato?

Pecca fortemente, ma ancor più fortemente confida e godi in Cristo

Agostino non pretende un cambiamento moralistico dei peccatori, li farebbe scappare immediatamente da lui e dalla Chiesa, ma dà un consiglio da fratello maggiore: quello di godere di Cristo. Il successivo abbandono dei peccati è solo una sicura conseguenza che provvisoriamente viene nascosta all’interessato. La frase di Agostino comincia con un presente: Pecca fortemente, per arrivare ad un futuro prossimo ma ancor più fortemente confida e godi in Cristo e noi possiamo aggiungere con il senno di poi: affinché non pecchi più, in accordo con quanto dice diverse volte Cristo: “E non peccare più” (Gv 5, 14; Gv 8, 11) o quanto afferma sempre Giovanni nella sua lettera: “Chiunque è nato da Dio non commette peccato, perché un germe divino dimora in lui, e non può peccare perché è nato da Dio” (1 Gv 3, 9). 

All’opposto, la frase di Lutero è molto ambigua perché comincia con un futuro: Sii peccatore condizione imperativa che regna sulla vita di ogni persona che pecca fortemente. E’ vero che continua ma più fortemente credi e godi in Cristo che è vincitore del peccato della morte e del mondo, ma questo contraddice il “Sii peccatore”.
Questa triste condizione per i protestanti dura tutta la vita e non se ne può in alcun modo uscir fuori con la nostra volontà. Non esiste la confessione, il perdono sacramentale, ma solo “La Grazia”.
Ricordo che per i protestanti esistono solo due sacramenti: Il Battesimo e l’Eucarestia visti come “segni” e non perfetti dispensatori della “Grazia santificante”. E nell’Eucarestia non credono alla presenza reale di Cristo.

Ma Kiko fa qualcosa di peggio. Perché si inserisce lui e si pone come unico mediatore tra il riconoscersi peccatore e la salvezza con l’annuncio del suo Kerigma. Tutto passa per l’”udito”: ascoltare e credere e - di pronto – si genera la “creatura nuova” e inizia la “gestazione”. Utero è la “piccola comunità” nella parrocchia, cordone ombelicale i catechisti che tutto comandano e ci si salva a grappoli attraverso l’obbedienza cieca sempre ai propri catechisti.

Si fa un unico conto nella comunità neocatecumenale tra chi pecca “più fortemente” e chi meno e chi non pecca affatto. 

“Dio ti ama così come sei”.

         Violenta predicazione di Kiko,

              sensazionale ed emotiva

Che nel contesto diventa aberrante. Il Cammino è una gnosi, come ben descrive Lino Lista, ciò che conta è conoscere che sei un “peccatore che non può non peccare” per il quale ogni pretesa di migliorarsi è assurda, moralista, stigmatizzata da Kiko e Carmen e bandita dalle salette.

Come tu sei il Kerigma te lo mostra. E tanto basta.
A questo si riduce il Cammino. Il di più, ossia il desiderio di non più peccare la volontà di santificarsi, sono ridotti a pura superbia spirituale.

Cosa ne è, per costoro, di chi non ascolta il Kerigma kikiano e resta nell’ignoranza?
Di chi non entra nel C.N., come di chi ne esce?... ...alla buon’ora (visto che mai finisce né porta da nessuna parte)?
Non è dato saperlo.

Di quelli che chiamano “i salati”, nella migliore delle ipotesi, o “i giuda”. A seconda della collocazione nell’esaustivo disegnino kikiano che circoscrive e comprende l’intera umanità in una balorda semplificazione rapportata al Cammino

Tutto il mondo kikocentrico


Sii peccatore e pecca fortemente, ma più fortemente credi e godi in Cristo che è vincitore del peccato della morte e del mondo (Lutero).

       “La morte ma non peccati”

            San Domenico Savio


La frase di Lutero non si può interpretare in maniera rabbinica - non interpretare mai nulla nella Scrittura contro la gloria di Dio - perché contiene una contraddizione:  

Che si possa continuare ad essere peccatori e buoni cristiani contemporaneamente, perché i cristiani sono salvati per la grazia e non per le opere (Rm 11, 6; 2 Tm 1, 9). 

Parole di Paolo che interpretano a supporto della “teologia della giustificazione”, mentre non vogliono assolutamente mettere in opera la volontà a migliorarsi

Cosa che i protestanti e tutti coloro che aderiscono a questa teologia, non considerano fondamentale nè fattibile, anzi, credono che dietro questa volontà si nasconda quel moralismo e quella ipocrisia che molti cattolici mostrano con il loro comportamento e usando la Parola di Dio come arma per distruggere il prossimo. 




Oggi come allora, Cristo dice ai Farisei che sono ipocriti (12 volte nel vangelo di Matteo, una volta in Marco e due volte in Luca). 

Oggi e in tutti i tempi passati, questo pensiero protestante ha cercato di insinuarsi nella Chiesa Cattolica e molte volte riuscendovi; portando le persone a credere che ogni cosa che si potesse fare per il proprio innalzamento spirituale è un inutile volontarismo che non gioca a favore della salvezza, essa è già predestinata. Un certo estremismo protestante afferma che di sicuro, fin dal momento della nascita dell’individuo, è già predisposta la salvezza o la perdizione eterna. A conferma di questa teoria abbastanza dubbia, inverosimile e priva di senso, portano come riprova il salmo che dice: “Invano vi alzate di buon mattino, tardi andate a riposare e mangiate pane di sudore: il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno” (Sal 127, 2).

Salmo che se si legge nella forma interlineare e dal suo inizio, si capisce immediatamente ciò che vuole dire: tutto è inutile se al centro della nostra vita non c’è l’avvento del regno dei cieli sulla terra, tutto il resto è vano perché sparirà con la nostra dipartita, come pula dispersa al vento per usare un’altra espressione di Davide (Sal 1, 4). D’altronde il salmo citato è rivolto ai Suoi amici, che hanno discernimento per intendere, e solo Abramo, in tutto il Tanak, è chiamato Amico di Dio e, per diventare tale, egli ha combattuto fortemente contro la mentalità del secolo per un continuo miglioramento, tant' è vero che il suo figlio è diventato immagine del figlio spirituale

Tutti i Santi e Padri della Chiesa Cattolica hanno confermato questo con espressioni che non lasciano spazio al dubbio (come abbiamo evidenziato in premessa): 

Chi ha in se qualcosa di ingiusto non può essere considerato giusto, anche se crede in colui che ha risuscitato il Signore Gesù dai morti, poiché l’ingiustizia non può avere niente in comune con la giustizia, né la luce con le tenebre o la vita con la morte. Così, anche a coloro che credono in Cristo, la fede non può essere ascritta a giustizia se non depongono il vecchio uomo con le sue azioni ingiuste. Ugualmente, come la giustizia non può essere attribuita all’ingiusto, così neppure il pudore può essere attribuito all’impudico, l’equità all’iniquo, la generosità all’avaro, la pietà all’empio fino a che costoro non getteranno via i vecchi abiti dei vizi e non si avvicineranno all’uomo nuovo, creato secondo Dio, “che si rinnova, per una piena coscienza, a immagine del suo creatore” (Col 3, 10). Gesù “è stato messo a morte per i nostri peccati ed è stato resuscitato per la nostra giustificazione” (Rm 4, 25), per mostrarci che anche noi dobbiamo aborrire e respingere tutto quello che è stato motivo della Sua morte. Se infatti crediamo che egli è morto per i nostri peccati, come non considerare estraneo e avverso ogni peccato, a causa del quale sappiamo che il nostro Redentore è stato messo a morte? Se ancora manteniamo qualche legame o amicizia col peccato, dimostriamo di non tenere in nessun conto la morte di Gesù Cristo, abbracciando e seguendo proprio quello che egli ha combattuto e vinto. È stato messo a morte per i nostri peccati, ed è risorto per la nostra giustificazione. Se siamo risorti con Cristo, che è la giustizia, e camminiamo in novità di vita, cioè viviamo secondo giustizia, Cristo è risorto in noi, per la nostra giustificazione. Se invece non abbiamo ancora deposto l’uomo vecchio con le sue azioni, ma viviamo nell’ingiustizia, oso dire che Cristo non è ancora risorto per la nostra giustificazione, né è morto per i peccati nostri. Se credo questo, come posso amare quello per cui subì la morte? Se credo che egli è risorto per la mia giustificazione, come può piacermi l’ingiustizia? Cristo dunque giustifica soltanto coloro che, sull’esempio della Sua resurrezione, si sono rivestiti di una vita nuova, gettando via come causa di morte i vecchi indumenti dell’ingiustizia e dell’iniquità. -Dopo una breve disquisizione su cosa sia la Pace, conclude- Se uno dunque è in pace con Dio ed è riconciliato con il sangue di Cristo, non abbia più niente in comune con ciò che è nemico di Dio(Dalle catechesi di Origene sacerdote). 


Su un’ultima cosa resta da interrogarsi: come mai il Divino Maestro riservi le sue espressioni più dure proprio alla classe dirigente (leggi, nel nostro caso, quelli che reggono e comandano nel Cammino: Kiko, gli iniziatori e gli itineranti e tutti i presbiteri a codazzo)

Si compie che sulla Cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei ipocriti… e questi falsi profeti e maestri, mentre pretendono di salvare gli altri, perdono rovinosamente per primi se stessi.

Gesù Cristo, per far notare che questo processo non è avvenuto nella classe dirigente dell’epoca, li denuncia dicendo: “Allora il Signore gli disse: Voi farisei purificate l’esterno della coppa e del piatto, ma il vostro interno è pieno di rapina e d’iniquità; Stolti! Chi ha fatto l'esterno non ha forse fatto anche l’interno? Piuttosto date in elemosina quel che c’è dentro, ed ecco, tutto per voi sarà mondo” (Lc 11, 39-41).
I vangeli, come la Torah, sono sempre riferiti ad un tu, alcune volte ad un noi, ma mai ad un voi, quindi dobbiamo cercare innanzitutto di conoscerci e agire di conseguenza nel dare in elemosina l’usufrutto delle rapine e delle iniquità che il vangelo denuncia.

Sono prima gli annunciatori che devono mettere in pratica per se stessi!

Quali sono gli usufrutti della rapina e dell’iniquità che dobbiamo dare in elemosina? Ci viene incontro il Vangelo di Zaccheo che è stato iniquo e ha rapinato tutta la vita il suo prossimo: “Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto” (Lc 19, 8). Zaccheo sta distribuendo i suoi beni estorti con inganno, ma l’elemosina non è questa, piuttosto quella che fa verso se stesso: spogliarsi di ciò che lo rendeva iniquo e ladro affinché si rendano vere anche le parole di Paolo: “Ci preoccupiamo infatti di comportarci bene non soltanto davanti al Signore, ma anche davanti agli uomini” (2Cor 8, 21; cfr. Mt 5, 16; At 24, 16; Rm 14, 18). E se qualcuno con l’iniquità e la rapina non si è arricchito come Zaccheo, ma ne ha usufruito solo per acquistare potere e fama è la stessa cosa. Bisogna devolvere il loro usufrutto per gli altri, cioè facendo acquistare potere e fama a chi ci sta intorno e specialmente a Cristo ricordandoci le parole di Giovanni il Battista: “Egli deve crescere e io invece diminuire” (Gv 3, 30).


Ma costoro si sono messi al centro, e Kiko si è seduto sul trono.

Madre di ogni Grazia, ora pro nobis!


                                                                                                                   (da Veterano)