lunedì 21 maggio 2018

Dopo i festeggiamenti dei 50 anni del Cammino Neocatecumenale: Spunti di riflessione ai camminanti dubbiosi. (mettiamo a disposizione le nostre esperienze).



Torniamo a Tor Vergata mettendoci, questa volta, dalla parte del numeroso popolo neocatecumenale.

Il cammino, autoreferenziale e totalizzante, non lascia spazio alla persona, che viene solo usata come un trofeo da ostentare per dimostrare la sua forza, o un buon pagatore da sfruttare per i suoi circhi mediatici. (nota 1)

Seduti sul palco, in prima fila,
per loro neanche un saluto.

Il Papa parla solo al cuore
del popolo neocatecumenale.
Pensiamo, forse è solo una nostra illusione, che col passare del tempo e specie dopo il tanto atteso Giubileo del Cammino, i fratelli delle comunità neocatecumenali cominceranno, sempre più numerosi, a porsi qualche domanda.
Confidiamo che il dubbio si affacci, in maniera prepotente, alla loro mente e, finalmente, in fondo al tunnel vedano la luce che apre gli occhi, piano piano, com'è accaduto a tanti di noi.
Ci dà fiducia l'aver costatato che, questa volta, i fratelli camminanti che hanno partecipato all'evento di Tor Vergata, non sono tornati da Roma caricati, come sempre, raccontando meraviglie, tutti orgogliosi di poter dire: "C'ero anche io!"; "Ho conosciuto Kiko!"

Un silenzio surreale è sceso sul grande evento storico: Il Cammino Neocatecumenale ha compiuto 50 anni! 

Questo il commento di Elena, ad esempio:
"Io conosco diversi nc che sono stati a Roma il 5 maggio e al ritorno nessuno ha detto una parola sul raduno, su quello che ha detto il papa, su quello che è successo là... non una citazione, non un commento, nulla. Elena"
Iniziano forse, sempre più, ad affiorare, nella mente dei docili camminanti, i primi interrogativi e le prime perplessità?
E' probabile che tanti, già da un poco di tempo, nutrano seri dubbi; essi tacciono, pensando di essere solo una minoranza, ma non è così!
Qualcuno parlerà un giorno, con un pò di timore, e un altro dirà subito: "Ma va! Anche tu l'hai pensato?!" ...l'effetto domino sarà inevitabile.

Intanto noi cerchiamo di favorire questa presa di coscienza e, se possibile, di accorciare quella che può trasformarsi in una penosa, lunga, inutile agonia.

(da EX-NC-???)
Penso a chi è venuto dall'Australia con 18 ore di aereo, ma forse anche di più, per poi partecipare ad un evento durato solo un'ora e 50 minuti, di cui solo 50 minuti di catechesi e riflessioni, il resto solo presentazioni, ben 1 ora. Non si sentono strumentalizzati, un numero da esibire, non si sono sentiti mancare di rispetto? Se era un cinquantesimo potevano organizzare un evento con un programma ben più articolato.
Ma l'unico scopo della macchina NC era far vedere la propria forza, i propri numeri. Delle persone venute da tutto il mondo non gliele importa niente.Non a caso il Papa parla di trionfalismi!
Ma, ci chiediamo: i fratelli del cammino se ne rendono conto?
Con quali occhi vedono Kiko esibirsi, ripetendo sempre se stesso, da una vita?

Kiko ispirato... Ma lui ci crede davvero?
L'impressione è che, accecati dal loro idolo, hanno perso, per la gran parte, ogni senso critico, ogni capacità di analisi.
Lo ascoltano estasiati e gli perdonano qualunque corbelleria gli esca di bocca.
Kiko, oramai, per la maggior parte di loro, è un novello "pifferaio magico" che li trascina dietro a sé in un "mondo che non c'è"; a questo "mondo a parte" hanno aderito e non ne sanno più fare a meno.

La rigida struttura neocatecumenale - fondata sull'obbedienza a 360 gradi a Kiko, in tutto e per tutto, e ai suoi capibastone sguinzagliati, sempre e solo ai suoi ordini, nel mondo intero e legati a lui più che alla Chiesa - li esime dalla responsabilità di decidere da soli anche la più piccola cosa, rendendo loro più agevole la fatica del vivere.
È chiaro che Kiko ha fondato la riuscita del suo progetto, in buona parte, facendo leva su tutto quello che rende le persone più vulnerabili, senza alcun pudore, senza provarne alcuna vergogna; mettendosi sotto i piedi la "dignità dell'uomo", spadroneggiando in maniera assolutamente disinvolta sulla vita dei suoi numerosi adepti. Compito arduo quello di dirigere la vita di altri, specie se nello stile proprio del Cammino, da far tremar le vene e i polsi! Ma non a Kiko, che dispensa i suoi oracoli a destra e a manca, ostentando una continua "ispirazione divina" sulla quale nessuno mai solleva la minima riserva e che egli stesso non ha messo mai  in discussione (mille volte ha raccontato la sua vita, ma se egli abbia o chi sia il suo "direttore spirituale" nessuno lo ha mai potuto sapere). Un profeta mai visto prima nella Chiesa, profeta ante litteram; più banalmente: lui se la canta e lui se la suona, da sempre!

Resta un dubbio: ma Kiko ci è o ci fa?
È veramente assurdo vederlo esibirsi in pubblico. Il mondo chiuso creato nel cammino fa male ai fratelli, relegati in un ghetto, ma ha fatto male anche a Kiko che, visto come gli è andata bene, continua a fidarsi solo delle sue "ispirazioni", andando a ruota libera in qualunque contesto si trovi, senza rendersi conto dell'immagine che dà di se stesso, quando si mostra al mondo che è al di fuori del suo ristretto cerchio.
Così avviene che si crea quel clima surreale, sempre più fuori dalla realtà, lontanissimo dal mondo circostante, in cui si spiega il linguaggio di padre Mario, improponibile al di fuori delle loro Sale della Riunione; in cui si spiega quel modo di fare di Kiko "patetico", come uno piombato ai nostri giorni da epoche lontane.
Questo è il prezzo che si paga quando si idolatra se stessi, il prezzo di un narcisismo esasperato.

Hanno collezionato, in questi anni, un'infinità di figuracce e sempre più si rendono ridicoli. Come nella assurda ostentazione di grandiosità dei 50 anni.

Ma ditemi, cosa dobbiamo aspettarci da chi, in questi ultimi anni, definisce senza pudore la sua creatura "Il Potente Cammino"?
Ma che brutta definizione, sconveniente direi, per un itinerario volto a formare PICCOLE comunità come la Santa Famiglia di Nazareth chiamate a vivere in UMILTÀ - SEMPLICITÀ e LODE!

Esemplare il racconto di Donna Carson del Family Day dove, ascoltando Kiko predicare alla folla, si vergognò di essere neocatecumenale e decise di uscire definitivamente dal cammino.
(Riproponiamo l'esperienza di donna Carson):
Allora succede che alcune cose inizi a sentirle come pugnalate al cuore, attentati alla tua dignità. Per me un evento traumatico è stato il family day del giugno 2015. Quanta vergogna e amarezza mascherata da soddisfazione. L’entusiasmo di far parte di quella folla di gente e l’imbarazzo di trovarsi di fronte a un guru vuoto e inutile, deludente nelle sue esternazioni pubbliche, incapace di cambiare contesto, totalmente inefficace a sentirlo dall'esterno, intento solo a replicare l’ennesimo show per i suoi. Un disadattato, in fondo. Perché, diciamocelo, cantare a squarciagola sotto la pioggia un inno a Maria col ritornello che fa “laa la la la la…” a ripetizione, in un evento pubblico, civile e laico, non è granché. Autoreferenzialità fine a se stessa. E tu che sei una persona intelligente lo capisci e te ne vergogni anche se intorno a te tutti sembrano contenti (ma molti stanno fingendo, come te, è solo che non lo ammettete).
La moglie lo abbandona? questo richiama l’inferno!
“Come posso far capire a mia moglie il danno che mi ha fatto?
 La sofferenza che ho?”
. Uccide i bambini.

(Continua Mav, con un commento da incorniciare!)
C'ero anch'io :( 
Il tentativo goffo per spiegare l'odio che può portare a simili eccessi per poi doverci appendere il suo tanto amato Kerigma, aveva i minuti contati ed ha fatto un casino che la metà bastava. A lui interessava solo dare il Kerigma perché fuori da quello non sa dire niente, è terribile dirlo ma corrisponde al vero, non sa leggere il contesto, non si prepara mai niente perché lui è ispirato, e quelli sono i risultati. Sarebbe bastato un po di umiltà, scriversi poche righe e ben costruite, magari fatte anche verificare e correggere, o addirittura stare zitto per una volta, ma lui DOVEVA mostrare che li aveva radunati tutti lui, cosa peraltro non vera, e giù di Kerigma e di canto. Morale della favola, se il movimento in difesa della famiglia e la lotta contro l'ideologia gender è stata bollata come oscurantista lo deve anche e sopratutto al suo intervento. (Per dirla tutta anche Amato e Adinolfi con la loro violenza verbale non hanno aiutato e tutt'ora non aiutano, ma qui andiamo decisamente off topic.) Tornando su Kiko non sa leggere il contesto e sempre finisce nei suoi monologhi, vedi le interviste, gli fanno le domande e lui non da mai risposte, parte per il suo mantra, da questo purtroppo si evince che i suoi intervistatori non sono obbiettivi e lo lasciano fare. Perché non prova a farsi intervistare dalla Annunziata e poi ne riparliamo.

(Conclude Pietro Non del Cammino)
Kiko sembra uno di quei pazzi che si credono Napoleone: per questo quella megastruttura degna di Cape Canaveral, facente la funzione di palco, a Tor Vergata.
Per questo tanto trionfalismo.
Vacci tu a dire al Napoleone spagnolo che non è il caso di tirare fuori il petto davanti al Papa! Che ha fatto una figura ad un tempo squallida e ridicola.

(Alla fine un ultimo appello da Alice de')
Lancio una domanda ai camminanti dubbiosi: MA SE CHIUDESSE IL CAMMINO VOI COSA FATE?questa è la domanda che, tanti anni fa io e mio marito ci facevamo:"se non avessimo più il cammino..."La risposta era, per noi due, ovvia:"comunque, ANCHE SENZA CAMMINO, siamo nella Chiesa. Partecipiamo alla vita della parrocchia e cerchiamo di testimoniare con la vita di tutti i giorni la nostra fede."Per quello che è stata la mia esperienza il cammino è stato un percorso che mi ha riavvicinato alla Chiesa. E' stato un "di più'" ma di supporto, al quale non ho consegnato la mia vita, cosa che i catechisti ti chiedono di fare pretendendo ubbidienza. Leggendo il Blog, qualcuno ha detto che guarda la sostanza e chiude un occhio rispetto la forma. Anche io per molti anni ho fatto così. Il poter ascoltare, leggere, meditare con calma la parola di Dio due volte a settimana, aiuta certo. Negli anni ottanta era una novità e questo, nel percorso da pellegrina su questa terra, penso sia stato bene per me. Tuttavia il cammino è riuscito a diventare totalizzante e ripetitivo di sé stesso senza sapersi rinnovare e soprattutto disubbidendo alle correzioni e questo si esplica nella forma distorta che continua e sulla quale non puoi più far finta di niente. Ho visto in TV l'incontro a Tor Vergata....Kiko, all'età che ha, era patetico nel reiterpretare se stesso come cantore, guru o iniziatore ispirato. Mi sembrava uno di quei vecchietti che non si arrendono al passare del tempo....il detto "ogni stagione ha i suoi frutti" non gli appartiene.

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(nota 1)



Testo originale spagnolo.
Notizie da Mav:

È arrivato - il dispaccio raccatta soldi - in formato Word non intestato in allegato ad una mail dal Centro CNC di Roma...

 
"Cari fratelli
invio una lettera da parte di Kiko da leggere in tutte le comunità e un foglio con i riferimenti per inviare le offerte.
la pace
."


La richiesta è arrivata anche in italia ma è in terza persona

Roma 8 maggio 2018, festa della Madonna di Pompei


Carissimi fratelli,
dopo il meraviglioso incontro, in cui abbiamo avuto la gioia di ringraziare il Signore per il suo amore e per la sua fedeltà durante i 50 anni del Cammino Neocatecumenale, siamo stati contentissimi delle parole del Santo Padre: “Il vostro carisma è un grande dono per tutta la Chiesa del nostro tempo”.
Eravamo in tanti, grazie a Dio, la polizia ci ha detto che abbiamo superato i 200 mila. Potete capire che lo sforzo organizzativo è stato veramente immenso.
Per questo ringraziamo anzitutto il Comune di Roma, la Prefettura, il Ministero degli Esteri, le Forze dell’ordine, l’Università di Tor Vergata, le Misericordie d’Italia, tutti sono stati bravissimi. Anche le parole stupende del Rettore dell’Università di Tor Vergata su Carmen. (*)
Ora stiamo lavorando per vedere se riusciamo a coprire le spese, come: l’allestimento del palco, i servizi igienici, la bonifica e la successiva pulizia del terreno, gli impianti tecnici per il servizio audio e video, la traduzione simultanea, il servizio di sicurezza, le transenne ecc. In questo senso avremmo bisogno di un vostro piccolo aiuto, se potete, fate una colletta per comunità e inviatela.
Carmen dal cielo ci ha protetto con la giornata fantastica, ha cominciato a piovere solo dopo l’incontro.
Animo fratelli, Kiko, Ascénsion e Padre Mario vi ringraziano e vi chiedono di pregare per loro.


(*)  N.B. L'enfasi data a questo risibile particolare - risibile perché ci chiediamo: a che serve mai  sottolinearlo in un contesto in cui Papa Francesco non ha nominato la compianta Carmen neanche una mezza volta - nasconde tutta la delusione per non essere stati considerati degni neanche di una citazione! Neanche di un semplice saluto!

sabato 19 maggio 2018

Il casino neocatecumenale

Nostra traduzione dell'articolo «On the Neocatechumenal Way and “making a mess”», di John L. Allen Jr., del 2 febbraio 2014.

Facciamo notare il gioco di parole: in inglese "mess" significa disordine, putiferio, confusione, casino, e si pronuncia quasi come "Mass", che significa Messa.



Sul Cammino Neocatecumenale e sul "fare casino"

Lo scorso luglio [2013], papa Francesco ha detto che vuole che i cattolici escano e facciano casino.

“Voglio casino nelle diocesi!” ha detto il Papa, quasi urlando, in una conversazione con un gruppo di giovani in Brasile per la Giornata Mondiale della Gioventù. “Voglio che la gente esca per le strade, che la Chiesa vada nelle strade!”

A parte il Cammino Neocatecumenale, nel corso degli anni sono stati pochi a meritarsi l'etichetta del "fare casino".

Il Cammino è un movimento laico fondato in Spagna nel 1964 da Kiko Argüello e Carmen Hernández. Tale gruppo controverso sembra guadagnare in egual misura amici e nemici. Creato per offrire una formazione post-battesimale per i cattolici che volessero approfondire la loro fede, il Neocatecumenato è visto dai suoi ammiratori come la “Nuova Evangelizzazione” in atto – scatenata, aggressivamente missionaria e di un notevole successo.

Organizzato in comunità dalle 20 alle 50 persone, comunità basate in parrocchia, il Neocatecumenato oggi vanta più di un milione di seguaci in 124 nazioni del mondo. Tale movimento conta anche duemila preti, gestisce circa cento seminari, e sponsorizza migliaia di “famiglie in missione” per diffondere la fede nei quattro angoli del mondo.

Il gruppo tende a far presa particolarmente sui giovani e sulle famiglie. Durante la GMG del 2008 a Sidney, in Australia, il cardinale George Pell disse che dei 110.000 partecipanti internazionali, 40.000 venivano dal Neocatecumenato.

Ma per i critici il Cammino è emblematico di ciò che va storto quando il fervore cede il passo al fanatismo.

Nel corso degli anni, il Cammino è stato accusato di controllo eccessivo sulle vite dei membri, di abusare dell'insegnamento della Chiesa e delle norme liturgiche, di promuovere il culto della personalità dell'Argüello e della Hernández, di dividere le parrocchie pretendendo che i propri membri seguano le liturgie neocatecumenali del sabato sera piuttosto che la Messa domenicale della parrocchia.

Queste accuse non sono venute fuori solo da ex-membri delusi e da attivisti liberali nella Chiesa. Sono state invece fatte anche da un certo numero di vescovi, dal vescovo Mervyn Alexander di Clifton (in Inghilterra), che nel 1994 chiamò il Neocatecumenato una forma di “schiavitù spirituale, all'arcivescovo Luigi Bommarito di Catania, che nel 2001 disse che il Cammino “scarnifica le coscienza con domande che nessun confessore farebbe”, ecc.

La coppa gelato illuminata di Kiko Argüello,
accanto alla gelateria arredata con
sedie e tavolone in plastica trasparente
Il Neocatecumenato è stato scacciato via - o ha visto limitazioni - in un sorprendente numero di posti, inclusi il Giappone, le Filippine, il Nepal, e anche in parecchie singole diocesi europee e nordamericane.

In questo background assume un particolare significato l'incontro di sabato 1° febbraio 2014 tra papa Francesco e circa 10.000 “neocat” urlanti in una sala udienze vaticana.

Da un lato, come vescovo latinoamericano, Francesco certamente conosce il successo di "vendite" del neocatecumenato. È tra le poche imprese che ha avuto parecchia fortuna a cavalcare l'erosione del popolo cattolico nell'America Latina, avvenuta per l'opera di protestanti evangelici e pentecostali.

D'altro canto Francesco è anche un gesuita, e le relazioni tra i “nuovi movimenti ecclesiali” e le congregazioni religiose sono state nel corso degli anni, per dirla in modo delicato, non proprio delle migliori. Per di più il Neocatecumenato ha la reputazione di essere di posizione conservatrice su parecchie questioni del mondo cattolico, proprio nel momento in cui Francesco sembra voler far sterzare la Chiesa verso il "centro".

Sul Corriere della Sera del 2 febbraio 2014 il vaticanista di lunga data Luigi Accattoli ha riportato che in questo primo incontro di Francesco col movimento neocatecumenale, Francesco ha “elogiato [il Cammino] più che altri papi” ma ha anche “criticato [il Cammino] con maggiore severità” rispetto ad altri Papi.

Francesco ha ripetutamente ringraziato il gruppo per il suo “ardore” e la sua “testimonianza.” Si è anche complimentato per il loro impegno con le famiglie. Vedendo tanti bambini presenti, Francesco ad un certo punto ha chiesto ai genitori di alzare i loro figli. All'improvviso l'Aula Nervi del Vaticano, come ci racconta Accattoli, sembrava diventata una “galassia di infanti.”

Francesco ha anche applaudito l'impulso missionario del Neocatecumenato.

“La Chiesa vi è grata per la vostra generosità,” ha detto.

A sostegno di ciò che ha detto, Francesco ha personalmente consegnato crocifissi alle 414 famiglie neocatecumenali in partenza per le missioni in posti come Cina, Mongolia, India, e altrove.

Allo stesso tempo, il Papa ha anche detto di voler dare tre “semplici raccomandazioni” al gruppo, e chiunque conosca la storia del Cammino capirà subito cosa intendeva Francesco.

Anzitutto il Papa ha detto che per il Cammino deve essere più importante essere in comunione con la Chiesa che il seguire tutte le particolarità di tale itinerario spirituale.

“La comunione è essenziale,” ha detto Francesco.
Traduzione: se i parroci locali o il vescovo vi chiedono di partecipare alla Messa della Domenica, fatelo. Se il Vaticano vi dice di seguire i libri liturgici, fatelo.
Secondo punto: Francesco esige che il Neocatecumenato rispetti le culture locali nelle quali intende mettere radici.

Imparare lingue straniere è utile, ha detto il Papa, ma “Tanto più importante sarà il vostro impegno ad "imparare" le culture che incontrerete, sapendo riconoscere il bisogno di Vangelo che è presente ovunque, ma anche quell’azione che lo Spirito Santo ha compiuto nella vita e nella storia di ogni popolo.”
Traduzione: non lanciatevi in paesi come il Giappone, o il Nepal, ad insistere che in aggiunta al diventar cattolici tutti devono anche diventare spagnoli o italiani.
5 maggio 2018: il Papa
ribadisce le critiche al Cammino
che aveva fatto già il 1° febbraio 2014;
notare SanCarmen proprio sotto il diavolo
Terzo, il Papa ha chiesto al Neocatecumenato di promuovere al suo interno la libertà e di rispettare coloro che decidessero di lasciare il gruppo.

“La libertà di ciascuno non deve essere forzata, e si deve rispettare anche la eventuale scelta di chi decidesse di cercare, fuori dal Cammino, altre forme di vita cristiana che lo aiutino a crescere nella risposta alla chiamata del Signore.”
Traduzione: non prendetevi troppo sul serio e, quando qualcuno lascia, non scatenatevi in azione come un'azienda di lobby di K Street specializzata in character assassination.
Ho aggiunto queste "traduzioni" informali per la gente che potrebbe non aver seguito da vicino le vicissitudini del Cammino, non perché il linguaggio del Papa fosse in qualche modo poco chiaro. Fidatevi: le diecimila persone che erano in quell'aula hanno capito benissimo cosa intendeva il Papa.

Resta solo da capire se le ammonizioni del Pontefice avranno mai impatto sull'esperienza che la gente fa del Neocatecumenato. Forse, nel rapportarsi ai neocatecumenali come amico piuttosto che nemico, Francesco potrebbe magari essersi assicurato un'uditorio serio.

giovedì 17 maggio 2018

Il neocatecumenale amato da Dio e il cugino odiato

Il neocatecumenale amato da Dio e il cugino odiato

Kiko Argüello ha detto:
"[...]. Allora dov’è il segreto? Il segreto lo dice la Scrittura: Ho amato Giacobbe e odiato Esaù. Questa è una parola molto forte, il mistero dell’elezione che Dio ha fatto con te: perché ha eletto te e tuo fratello si è separato dalla moglie, sta con un’altra ed è distrutto? E tu perché no? Che significa: Ho amato Giacobbe e odiato Esaù? Dio non ha bisogno di ragioni: il Libro di Giobbe è un libro che dice questo: Dio non ha bisogno di alcuna ragione. Allora che cosa è, uno schiaffo alla nostra intelligenza? Sì, se volete è così! Per questo l’elezione divina è sorprendente, Dio non ha bisogno di ragioni per agire, ha eletto te! Perché? Giacobbe è forse anche peggiore di Esaù: è il soppiantatore, Giacobbe è peggiore di Esaù. Perché tuo cugino non sta qui? Amai Giacobbe e odiai Esaù..."(Fonte: Annuncio di Quaresima 2018, pp. 17-18).
Dio, quindi, secondo Kiko, odierebbe il cugino del neocatecumenale assimilato a Esaù. Perché quest'odio del Creatore di entrambi? Semplice: perché il cugino non fa il Cammino oppure, forse, lo fa ma – come nella parabola delle vergini stolte secondo Arguello – si assenta nelle convivenze per andare ad assistere la cognata ammalata, si perde l'olio del II scrutinio.
Dio ama Giacobbe e Giacobbe è assimilato all'adepto che fa il Cammino; naturalmente, parimenti all'adepto, Giacobbe è il peggiore. Nel Cammino c'è l'esaltazione dei peggiori, l'ostentazione delle perversioni, il giusto è disprezzato; il loghion di Cristo in Mt 9:13 ("Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori") è assolutamente distorto. Ecco perché Giacobbe, l'eletto, è considerato da Kiko il peggiore tra i due gemelli biblici, perché nel CNC per essere eletti occorre essere i peggiori, non i minori. Come sempre Kiko usa le Sacre Scritture per esaltare i propri adepti, per far credere loro che Dio chiama i preferiti nel Cammino. E i preferiti, secondo la dottrina del fango, sono naturalmente i peggiori, coloro che negli scrutini dichiarano le massime maialate. 

"Comunione seduti" neocatecumenale:
in attesa che scatti il segnale manducatorio
Come costante suo abito mentale, Kiko manipola la Bibbia.
1) C'è la solita mistificazione del verbo "odiare": Dio non odia nessuno, il Creatore ama ogni sua creatura. Quando il verbo ebraico corrispondente a "odiare" è usato in un confronto, esso significa semplicemente una preferenza, una scelta; la quale nel caso di Esaù e Giacobbe è evidentemente determinata da comportamenti opposti, uno apprezzabile e uno deprecabile.
2) La primogenitura nell'ebraismo non è cosa da poco. “Il primogenito dei tuoi figli lo darai a me”, sta scritto in Esodo 22:28. Il comportamento di Esaù è disprezzabile perché, per una cosa da poco come un piatto di lenticchie, liberamente rinuncia alla missione alla quale era stato per nascita predestinato, mentre la condotta di Giacobbe è amabile, perché il fratello minore dimostra di voler perseguire con ogni mezzo la primogenitura e la missione a cui Esaù dà uno scarso valore.

Morale del post: il pittore neocatecumenale non ne insegna una sola giusta! "Appartiene ad Esaù chi vuol vivere secondo la carne o attendersi beni materiali nella vita futura", disse sant'Agostino nel discorso 4. Esaù è figura del popolo eletto ebraico, Giacobbe del mondo pagano che si sarebbe convertito al cristianesimo.
È così semplice: Giacobbe non è peggiore di Esaù, come predica  Kiko, Giacobbe è certamente migliore di Esaù. Giacobbe desidera la primogenitura, Esaù la disprezza ("A tal punto Esaù aveva disprezzato la primogenitura" cfr. Gen 25,34).
Come suo solito, il pittore del Cammino dimostra di ignorare (o di voler ignorare, Cicero sempre ragiona pro domo sua) il linguaggio biblico, fondato su parabole, allegorie, simbolismi, paradossi e iperboli. Certo, l'azione compiuta da Giacobbe non è encomiabile da un punto di vista etico: ma non è criticabile anche quella dell'uomo della parabola gesuana, il quale trovato un tesoro nascosto in un campo lo nascose, vendette i suoi averi e comprò il podere? Il tesoro apparteneva al proprietario del campo, o no? La morale della Sacra Scrittura va oltre la lettera, la lettera uccide, Kiko è un fondamentalista, altro che ispirato.
Come sempre accade, a ben leggere Kiko gli si può solo dare una zappa sui piedi. La zappa di Giacobbe agricoltore, nella catechesi in questione.

martedì 15 maggio 2018

Papa Francesco a Tor Vergata, a Loppiano e a Nomadelfia: un interessante studio comparato.



Il Papa, il 10 maggio scorso, a Loppiano ha incontrato il Movimento dei Focolari. 
(nota 1)

Basta guardare e ascoltare, per fare un confronto con l'incontro del 5 maggio a Tor Vergata con i Neocatecumeni.

 
"sul ponte sventola bandiera bianca"
Basta guardare l'espressione serena e sorridente di un Papa Francesco completamente a suo agio: a Loppiano si sente a casa.
Basta ascoltarLo all'inizio, quando dice che Loppiano illustra cosa è la Chiesa, quando dice che realizza il Vaticano II.
Quando dice che Chiara Lubich è stata ispirata...

...Quando dice tutto quello che Kiko voleva sentirsi dire a Tor Vergata, ma non si è sentito dire.
Dopo aver ascoltato, Kiko, avrebbe fatto il finto umile, mentre in cuor suo, compiaciuto, avrebbe pensato: "E già! Proprio così...e molto di più...caro Papa"


Qualcuno può dire: ma Chiara è morta, per lei è avviata la causa di beatificazione.
Bene, anche Carmen è morta, e la hanno dichiarata "santa subito".

"Chi si umilia, sarà esaltato"

Il Papa poteva parlare, fare un accenno almeno a lei, che ha consegnato in dono a Kiko "il Concilio Vaticano II su un piatto d'argento!" Niente. Anche su Carmen, neanche una sola parola, neanche un requiem. Nulla.

Il Papa descrive l'ispirazione ricevuta da Chiara Lubich, che ha al suo centro L'Unità: vivere nella mistica evangelica del NOI, CONTRARIO DI IO di ogni individualismo È NOI (Carmen ha, per prima, accusato Kiko di essere ammalato, come sempre diceva, di IO - IO - IO).
Egli parla spesso a braccio, cosa che a Tor Vergata non ha fatto mai.

Papa Francesco nomina subito Chiara Lubich, parla del suo messaggio.
Abbraccia sorridente, con calore,  Maria Voce, successora di Chiara.



"Chi si esalta, sarà umiliato"

Esorta a riandare sempre alle origini, a custodire la "memoria", ricordare i primi tempi della loro chiamata e dice "avete bisogno solo di perseveranza".

Cosa avrebbe dato Kiko per sentir dire dal Papa ai suoi neocatecumeni:
"Tornate alle origini, secondo lo spirito dei vostri santi iniziatori"!





Invece di mostrarla così com'era!

Che delusione, povero Kiko!

Ma, dobbiamo riconoscere: 

"ben gli sta a Kiko che ha insegnato ai suoi a nutrire disprezzo e disistima verso gli altri movimenti "concorrenti"!
L'affetto sincero che il Papa riserva ai focolarini, a Chiara Lubich in particolare che Carmen criticava per l'esperienza mistica come per la capigliatura, è come uno schiaffo in pieno viso".
(Valentina Giusti) 



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Mettiamo a confronto gli incipit dei due discorsi, poichè parlano da soli, smontando quanto i neocatecumeni, duri e puri, stanno cercando, in questi giorni, di contestarci come nostre gratuite interpretazioni, a loro dire, faziose e forzate.

Papa Francesco a Loppiano:

Cari Fratelli Vescovi,Autorità, e tutti voi,

grazie per la vostra accoglienza! Vi saluto tutti e ciascuno, e ringrazio Maria Voce per la sua introduzione… chiara, tutto chiarissimo! Sì vede che ha le idee chiare!
Sono molto contento di trovarmi oggi in mezzo a voi qui a Loppiano, questa piccola “città”, nota nel mondo perché è nata dal Vangelo e del Vangelo vuole nutrirsi. E per questo è riconosciuta come propria città di elezione e di ispirazione da tanti che sono discepoli di Gesù, anche da fratelli e sorelle di altre religioni e convinzioni. A Loppiano tutti si sentono a casa!
Ho voluto venire a visitarla anche perché, come sottolineava colei che ne è stata l’ispiratrice, la serva di Dio Chiara Lubich, vuole essere un’illustrazione della missione della Chiesa oggi, così come l’ha tracciata il Concilio Ecumenico Vaticano II. E mi rallegro di dialogare con voi per mettere sempre più a fuoco, in ascolto del disegno di Dio, il progetto di Loppiano a servizio della nuova tappa di testimonianza e annuncio del Vangelo di Gesù a cui lo Spirito Santo oggi ci chiama.
Io conoscevo le domande, si capisce! E adesso rispondo alle domande. Le ho inserite qui tutte.

Papa Francesco a Tor Vergata:


Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Sono felice di incontrarvi e dire con voi: grazie! Grazie a Dio, e anche a voi, soprattutto a quanti hanno fatto un lungo viaggio per essere qui. Grazie per il “sì” che avete detto, per aver accolto la chiamata del Signore a vivere il Vangelo e ad evangelizzare. E un grande grazie va anche a chi ha iniziato il Cammino neocatecumenale cinquant’anni fa.
Cinquanta è un numero importante nella Scrittura...

La differenza è stridente. Mi preme una sola notazione: Il Papa, a Tor Vergata, si rivolge, esclusivamente ai camminanti, ai semplici fratelli. Egli ignora gli Iniziatori (tamquam non esset), non rivolge alcun saluto ai Suoi Confratelli nell'Episcopato, accorsi in gran numero, (si sono messi visibilmente dalla parte di Kiko, facendosi da lui strumentalizzare). Il Papa Francesco non ci sta. Infatti tutto il Suo discorso, che legge così come scritto, senza alcuna estemporanea improvvisazione, è rivolto esclusivamente ai numerosi fratelli accorsi dai quattro angoli della terra. A loro rivolge il suo accorato appello. Dirà: "Vi parlo col cuore!". Intenderà che, oramai, soltanto da loro aspetta una correzione di rotta del Cammino Neocatecumenale, di cui fanno parte.


Un palco grandioso, tinto di rosso, sovrastato dalla Icona del "Giudizio" di Kiko, anch'essa di enormi dimensioni. Icona gigante di una mistica Carmen surreale, ad oscurare l'Icona della Madonna del Cammino.
Vescovi e Cardinali in gran numero, provenienti da Roma, tanti dall'Italia, da tutto il mondo.
Interminabile la presentazione (come sempre!), una vera e propria ostentazione, tronfia di orgoglio, mettendo sotto gli occhi del Papa, ad una ad una, le 134 Nazioni raggiunte dal Cammino e, ad uno ad uno, presentando per nome (tutti tranne Apuron - vescovo Neocatecumenale condannato per pedofilia -, che pure è lì, ben in vista) gli innumerevoli Pastori della Chiesa, considerati vicini al Cammino e schierati al fianco di Kiko - sotto gli occhi stupefatti del Papa - per l'evento memorabile dei 50 anni . 


Un palco semplice, con segni essenziali, nessuna icona o immagine della Serva di Dio Chiara Lubich. Un gruppo di Pastori su un lato del piccolo palco. Maria Voce di fronte al Papa Francesco, Gli rivolge un saluto a nome di tutti, senza lungaggini, senza ostentazioni.
Anche qui sul palco alcuni Vescovi, che Maria non presenta ad uno ad uno al Papa poichè Egli li conosce meglio di lei (nomina solo il loro Vescovo di Fiesole e il Cardinale Bettori), così i focolarini, ella dice, provenienti da varie nazioni: di esse ne nomina solo qualcuna, senza fare tutto l'elenco, inutile vanteria!

Maria, nel suo saluto iniziale, richiama il video messaggio di Papa Francesco - in occasione del loro cinquantesimo celebrato il 2014 - col quale li esortò a "puntare in alto, con fiducia, coraggio e fantasia". E' palpabile la grande gioia per la Sua visita e l'attenzione alla Sua parola che "certamente illuminerà il nostro cammino", conclude Maria Voce.
Un popolo in ascolto, dunque. Un popolo che pone domande al Papa e attende risposte e segue le sue indicazioni. Questo lo schema dell'incontro. In cui il Papa si sente proprio a suo agio, come appare evidente.

Alcune espressioni tratte dal Discorso del Papa:

"Chiara Lubich ha sentito da Dio la spinta a far nascere Loppiano."

"E così Chiara, contemplando l’abbazia, è stata spinta a dar vita a qualcosa di simile, in forma nuova e moderna, in sintonia col Vaticano II, a partire dal carisma dell’unità: un bozzetto di città nuova nello spirito del Vangelo."

Nulla di simile è avvenuto nell'incontro di Tor Vergata, con i neocatecumeni.

"Il carisma dell’unità è uno stimolo provvidenziale e un aiuto potente a vivere questa mistica evangelica del noi."
"Per questo Gesù ha pregato il Padre: «perché tutti siano uno come io e te siamo uno» (Gv 17,21), e ce ne ha mostrato in Sé stesso la via fino al dono completo di tutto nello svuotamento abissale della croce (cfr Mc 15,34; Fil 2,6-8)."

Kiko, invece di inventarsi l'ennesima, inutile, convivenza con il questionario "cosa dovete fare per essere UNO!" - che ci ha costretti a sottoporre, a nostra volta da questo Blog, Kiko al suo stesso questionario - perchè non espone, come Maria Voce, al Papa i suoi dubbi e i suoi travagli?

Ma questa cosa a lui, nei suoi tormenti (veri o finti?) che spesso ostenta tutto sofferente, e nelle cose che egli dice di non capire, non gli viene mai in mente come soluzione?
Quante volte gli abbiamo sentito dire "Io non so cosa devo fare con le comunità che hanno finito il cammino!" e, come un invasato, aspetta la "solita ispirazione".
Avesse mai pensato, una mezza volta, di rivolgersi al Papa (piuttosto!) con l'umiltà dei focolarini, chiedendo "Santo Padre, ci aiuti Lei con la Sua Parola, ci dica, in questo travaglio finale del cammino, davanti a tanti fallimenti, cosa dobbiamo fare?".

Avrebbe ricevuto, anche lui, una risposta illuminante e risolutiva.



Basta avere l'orecchio teso alla parola della Chiesa, al Magistero, in umile e obbediente ascolto,"per non rischiaredi correre o di aver corso invano, come dice San Paolo. (nota 2)

Kiko ama identificarsi spesso con l'Apostolo delle genti (il carismatico e l'istituzionale, dice lui).

Ma Paolo va appositamente a Roma, prima di continuare la sua predicazione, per esporre a Pietro la sua dottrina, poichè Gesù stesso ha messo Pietro a capo della Sua Chiesa, per fare unità, per salvaguardare la dottrina.

 Eppure a Paolo, caduto da cavallo, Gesù in persona ha parlato! Non una, non due volte, ma innumerevoli volte.

Ma Kiko chi crede di essere?


Papa Francesco continua:

"Ma come si fa a conoscere e a seguire lo Spirito Santo? Praticando il discernimento comunitario. E cioè riunendosi in assemblea attorno a Gesù risorto, il Signore e Maestro, per ascoltare ciò che lo Spirito oggi ci dice come comunità cristiana (cfr Ap 2,7) e per scoprire insieme, in questa atmosfera, la chiamata che Dio ci fa udire nella situazione storica in cui ci troviamo a vivere il Vangelo. 


Questo di seguito il passaggio cruciale...

Occorre l’ascolto di Dio fino a sentire con Lui il grido del Popolo, e occorre l’ascolto del Popolo fino a respirarvi la volontà a cui Dio ci chiama. I discepoli di Gesù debbono essere dei contemplativi della Parola e dei contemplativi del Popolo di Dio. 

...che condanna Kiko, senza appello! 
Kiko MAI ha ascoltato le istanze, le stesse esperienze, che salivano dal "popolo dei neocatecumeni" ma li ha governati con pugno di ferro, imponendo, dall'alto delle "sue millantate ispirazioni" - mai sottoposte al vaglio della Chiesa - quella che da sempre spaccia per essere "la volontà di Dio per voi" che arditamente, ma con convinzione ripete "PASSA PER ME".
Davanti a questa illuminante indicazione del Papa, Kiko è totalmente mancante. E' un uomo solo, che non ascolta chi gli è sottoposto come popolo che egli guida e che non ascolta la Gerarchia della Chiesa a cui deve obbedienza. Un vero pericolo per sè e per gli altri! (Guai all'uomo solo!)  


Siamo chiamati tutti a diventare degli artigiani del discernimento comunitario. Non è facile farlo, ma dobbiamo farlo se vogliamo avere questa fedeltà creativa, se vogliamo essere docili allo Spirito. È questa la strada perché anche Loppiano scopra e segua passo passo la via di Dio a servizio della Chiesa e della società."
Il Papa spiega a braccio questa Fedeltà creativa: fedeltà alla ispirazione originaria aperti al soffio dello Spirito, per comprendere le vie nuove che lo Spirito stesso suggerisce. Ma il Papa indica chiaramente che non è mai uno solo che fa discernimento, ma l'intera comunità, perchè ascolto di Dio è ascolto del grido del Popolo e di nuovo definisce i "discepoli di Gesù" no i "maestri", poichè gli ultimi saranno i primi. (credo sinceramente che, proprio alla luce di tutto questo, il Papa, a Tor Vergata - intenzionalmente - non ha tributato alcun riconoscimento agli Iniziatori del Cammino Neocatecumenale)


"E insieme un’ultima cosa che mi sta a cuore dirvi. Siamo qui raccolti di fronte al Santuario di Maria Theotokos. Siamo sotto lo sguardo di Maria. Anche in questo c’è una sintonia tra il Vaticano II e il carisma dei Focolari, il cui nome ufficiale per la Chiesa è Opera di Maria.
E non dimenticatevi che Maria era laica, era una laica."

Ulteriore omaggio alla figura di Chiara Lubich, che Papa Francesco si è guardato bene dal tributare a Carmen/la laica/suora fallita.
E pensare che lei, con la storia della "laica" ci ha rotto, per anni, la testa!
Vedersi scavalcare così da Chiara Lubich, che umiliazione!

"E non dimenticatevi di pregare per me perché ne ho bisogno. Grazie!"
Questa la conclusione a Loppiano.

A Tor Vergata aveva detto:
"E, per favore, non dimenticatevi di pregare per me, che rimango qui!"
"era serio e ha fatto un gesto, come uno scatto, puntando il dito a terra quando ha detto : "resto qui"! che a me è venuto da pensare che abbia voluto intendere: non mi sposterete dal mio posto, resto a tenervi d'occhio (Roberta Salerno).

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(nota1)

(da EX-NC-???)

Lo stesso giorno il Papa si è incontrato anche con la realtà di Nomadelfia.
Anche qui ha tenuto un discorso.
Cito solo due frasi “Sono venuto qui tra voi nel ricordo di Don Zeno Saltini e per esprimere il mio incoraggiamento alla vostra comunità da lui fondata.” e “Il vostro Fondatore si è dedicato con ardore apostolico a preparare il terreno alla semente del Vangelo, affinché potesse portare frutti di vita nuova.”
Per rimarcare che solo Kiko e Carmen non sono mai, una sola volta, nominati esplicitamente dal Santo Padre e, a questo punto, è chiaro, volutamente!
 
Interessante il confronto degli articoli usciti sull'Avvenire per i tre incontri.

Mentre l’articolo di Avvenire sui NC apre con un rimprovero ed il titolo ha questo avvertimento: “per annunciare bisogna rinunciare al mondo”, gli altri iniziano con parole di lode e incoraggiamento. A Loppiano “Qui tutti si sentono a casa”, a Nomadelfia “la vostra è una grande famiglia col sapore schietto del Vangelo”.
Papa Francesco in preghiera sulla tomba di don Zeno Saltini.

Nell’articolo su Nomadelfia si vede il Papa in preghiera nella cappella, con una foto “normale” di Don Zeno.

Come si vede l’articolo di Avvenire sull’incontro a Tor Vergara, non a caso, inizia con queste frasi del Papa: “la Chiesa deve essere “svincolata da potere e denaro, libera da trionfalismi e clericalismi”, deve essere “sorella dell’umanità” evitando il “proselitismo”, e deve “amare le culture e le tradizioni dei popoli, senza applicare modelli prestabiliti”.

Leggere questa frase in cui si parla di trionfalismi e vedere la foto riportata nell’articolo fa riflettere: Dietro il Papa c’è la gigantografia del “dipinto” di KiKo e su un lato una foto di Carmen ad altezza uomo. Il Papa è circondato.
La scenografia è stata impostata per far apparire il Papa volutamente piccolo, una macchia bianca nell’immenso quadro di Kiko, (forse una mosca bianca ?!?). L’attenzione delle persone deve essere non sul Papa ma su Kiko e quel dipinto esageratamente grande vuole proprio mandare questo messaggio. Non è certo un messaggio di umiltà. Nella foto di questo post si vede chiaramente che da lontano il Papa si vedeva a malapena, al contrario del quadro di Carmen.

Vedete la differenza con Loppiano e Nomadelfia? Ci sono gigantografie di Chiara Lubich o di Don Zeno?


                                Anche gli amici di Crux Sancta hanno notato il diverso trattamento   riservato    alla visita a Loppiano e la «realtà profetica» che non era quella del Cammino.


(nota 2)

Dopo quattordici anni, andai di nuovo a Gerusalemme in compagnia di Barnaba, portando con me anche Tito: vi andai però in seguito ad una rivelazione. Esposi loro il vangelo che io predico tra i pagani, ma lo esposi privatamente alle persone più ragguardevoli, per non trovarmi nel rischio di correre o di aver corso invano. (Gal 2, 2)



domenica 13 maggio 2018

Allora coraggio, non contristatevi mai!

La star saluta i suoi fan
Abbiamo più volte udito da San Paolo che "La gioia è frutto dello Spirito Santo" (Gal 5,22):
chiaro che l'apostolo non si riferisce ad una gioia superficiale, dettata da enfasi transitorie che scaturiscono da situazioni dalle origini prettamente umane e per nulla spirituali; egli parla piuttosto della gioia vera, donata dallo Spirito Santo e che produce Amore e Pace.

A tal proposito il Vicario di Cristo - irrispettosamente inserito dai neocatecumeni in un palcoscenico meramente kikiano - sprona i presenti, alla festa organizzata per i 50 anni del cammino a Roma, ad addolcire i tratti omologati e contriti che caratterizzano da sempre i partecipanti al cammino, nonostante la festosità di alcune azioni inserite in frangenti strategici.

Papa Francesco:
"Dio continua ad amarci fedelmente. Questa è la fonte della nostra fiducia, la grande consolazione della vita. Allora coraggio, non contristatevi mai! E quando le nubi dei problemi sembrano addensarsi pesantemente sulle vostre giornate, ricordatevi che l'amore fedele di Dio splende sempre, come sole che non tramonta. Fate memoria del Suo bene, più forte di ogni male, e il dolce ricordo dell'amore di Dio vi aiuterà in ogni angustia".
Il Pontefice, dopo i dovuti ringraziamenti e dopo aver reso chiaro il significato biblico del numero che contraddistingue l'evento, ha proposto con priorità la riflessione appena esposta, chiamando in causa la fedeltà di Dio nell'amore - e non parliamo della salvezza a prescindere - spesso dimenticata dagli afflitti kikiani, i quali sguazzano nelle varie persecuzioni immaginarie, trascendendo la realtà a favore delle imposte riflessioni neocatecumenali.
Quindi il Papa conosce la malsana abitudine delle "esperienze fasulle e sovrabbondanti di tristezza e depressione" che spesso i neocatecumeni non solo propongono a parole ma anche vivono, per stravolgimento psichico che le sette in genere causano!

La richiesta del Vicario di Cristo è facilmente identificabile, basta far caso alla meravigliosa parola che viene ripetuta nell'estratto: "fedeltà" di Dio, che vorrebbe infrangere le barriere del "peccato neocatecumenale" che aleggia su ogni adepto come legge di vita, e fare invece emergere una delle caratteristiche più misericordiose e gioiose attribuite a Dio, la fedeltà appunto.

Il Papa parla di angustia, non di malinconia o problemi ma di vera e propria angustia che, come purtroppo ben sappiamo, è un sentimento che vige tra le mura della comunità. L'angustia è rappresentata dal soffocamento, dalla profonda angoscia e dalla prepotente depressione;  in questo caso chiamiamo in causa il rovinoso stile di vita kikiano, inculcato con durezza nel soggetto senza rispetto del singolo.

Dal discorso del Papa durante l'evento in oggetto:
"Siamo pellegrini che, accompagnati dai fratelli, accompagnano altri fratelli, ed è bene farlo personalmente, con cura e rispetto per il cammino di ciascuno e senza forzare la crescita di nessuno, perchè la risposta a Dio matura solo nella libertà autentica e leggera".
 Andiamo avanti, Papa Francesco a Tor Vergata:
"...perchè nel Tuo battesimo le cose vecchie sono passate e gusto le cose nuove".
L'apostolo Paolo (Ef 4,20-24) :
"Voi non così avete imparato a conoscere Cristo, se proprio gli avete dato ascolto e in Lui siete stati istruiti, secondo la verità che è in Gesù, per la quale dovete deporre l'uomo vecchio con la condotta di prima, l'uomo che si corrompe dietro le passioni ingannatrici. Dovete rinnovarvi nello spirito della vostra mente e rivestire l'uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e santità vera".
Stesse identiche esortazioni quelle del Papa e dell'apostolo Paolo, di certo non casuali, che ancora una volta sospingono a ricrearsi della gioia divina derivante da un animo ripieno di Spirito Santo.
Papa Francesco il 5 maggio con i kikos

Come dicevo, nulla è casuale e le parole del Pontefice risultano ovviamente adeguate al cammino, che piuttosto appare prostrato alla mondanità.
Ma paradossalmente il viso del Papa pareva esprimere un senso di scontentezza, rifiuto di espressioni adeguate all'evento cui era partecipe, anzi, ospite d'onore, anche se indubbiamente sempre dopo Kiko.

Come poter catalogare questa circostanza se non "azzardando" ipotesi che poi così fantomatiche non sono, anzi oserei dire che paiono scontate? Presentiamole.

Una grande manifestazione ha provocato un movimento mondiale; un anniversario che ricorre con fervore e frenesia, che accoglie pastori e gente da ogni dove ha trovato riscontro un dì, ed ecco che come per ogni festeggiamento dalle caratteristiche terrene che si rispetti, balli, canti e vanità non sono mancati, ma l'ospite d'onore non ha partecipato, si è appartato alla meglio, con le mani giunte e il viso basso, senza manifestare alcuna allegria "di paese" e frivola, preso da una sorta di insoddisfazione che ha chiarito la sua posizione nei confronti dell'accadimento ben più del discorso in sé.

Ma qualcuno ha supposto che un malessere fisico possa averlo afflitto, addirittura! Beh, il divino non doveva essere concorde con quella sceneggiata quindi; ovviamente la buttiamo sulla battuta, eh.

Ma fatto sta che un energico e sereno Papa Francesco, il giorno seguente, ha presieduto la Celebrazione Eucaristica - negata invece ai neocatecumeni - finiamola con la favoletta secondo cui kiko avrebbe preferito non svolgerla - nei pressi della periferia di Roma, a Tor de' Schiavi, inaugurando la " Casa della Gioia" - coincidenza che ha il sapore di Provvidenza - una casa famiglia per ragazzi disabili.

Papa Francesco, 6 maggio, con i "cristiani della domenica"
La parrocchia romana del SS. Sacramento ha goduto di una meravigliosa omelia fondata sulla gioia che, in realtà, è amore! Un discorso semplice, spontaneo, senza direttive scritte su un foglio, che solitamente serve per ricordarsi di raddrizzare il tiro del contesto in cui si comunica. Parole dolci, giuste, un po' simpatiche hanno diretto l'evento, creando un'atmosfera accogliente e deliziosa, contraddistinta dalla commozione. Era il 6 maggio 2018, giornata conseguente alla gran caciara neocatecumenale dominata dalla frenesia ma non dalla spiritualità.

Chiaro quindi che la gioia manifestata dalle espressioni deve potersi identificare nel contesto cui si ci trova, senza lasciarsi trasportare da inutili, false ed equivocabili esternazioni di allegria, che altrimenti acquisirebbero un significato alterato e non conforme alla verità, la quale è imprescindibile per chi ama Dio.

Quindi il Papa ha parlato ben più del discorso letto e pronunziato, poiché l'indifferenza del Vicario di Cristo nei confronti delle esaltazioni neocatecumenali ha ben presentato la posizione della Chiesa nei confronti del cammino.
  • Una Chiesa non concorde a questo contesto, che non propone gioia al riguardo, che ritiene sia doveroso utilizzare cautela ma anche rimproverare, sperando che qualche buon proposito faccia capolino e le correzioni possano trovare riscontro.
  • Una Chiesa che non permette la celebrazione kikiana - fatto sta che il Papa rifiuta di compromettersi effettuando una simile leggerezza - e che pensierosa prende le distanze dalla reale sostanza che contraddistingue questo percorso.


  • Una Chiesa agli occhi di kiko minuscola, basta guardare la foto proposta sopra per rendersene conto, ma che in realtà risalta e predomina nonostante l'abominevole, astuta e mastodontica apparecchiatura; semplicemente perchè così ha deciso Dio!

Ma torniamo alle espressioni del Papa il 5 maggio a Tor Vergata, che chiaramente si è riferito al peccato: "...e il dolce ricordo dell'amore di Dio vi aiuterà in ogni angustia".
L'angustia, come sinonimo di peccato, è parte integrante del concetto, ed essendo una delle distorsioni più diaboliche della dottrina di kiko quella riguardante il peccato, risulta ovvia la sostanza del rimprovero effettuato, infatti non dimentichiamo che la vera fonte di tristezza è il peccato poiché scaturisce da una distorsione dell'animo dal giusto ordine di Dio. È lo Spirito Santo che elimina la tristezza e dà la gioia.

Ma come? E tutto quel fiorire di Spirito Santo sciorinato durante gli annunci del kerigma kikiano, della quale azione è stata annunciata fino allo sfinimento che fine ha fatto? Contraddizioni concrete che non trovano accordo, essendo lo Spirito Santo contrario all'angustia, quindi al peccato. 1+1=...

Il Vangelo è un invito alla gioia vera e profonda. Così nell'Annunciazione, Maria viene invitata alla gioia: "Rallegrati (Khaire), piena di grazia" (Lc 1,28). La gioia di Maria si coronerà con la venuta dello Spirito Santo, annunciata a Maria come motivo del "Rallegrati".
Senza gioia non sussiste Spirito Santo, quindi constatiamo che quelle frasi kikiane del genere: "maiale!"; "Sei uno schifoso"; "Devi sperimentare le tue miserie"... e le altre umiliazioni neocatecumenali elargite con sorprendente "generosità", risultano contrarie alla trasmissione della fede, quindi al Paraclito, poichè instaurano un animo contrario e... contrito!

I neocatecumenali hanno provveduto ad utilizzare il mese di maggio per la loro festicciola, tempo dedicato alla Vergine Maria, contraddistinto dall'amore e dalle rose, simbolo di verginità ed elevazione spirituale.
Ma non solo, il giorno preposto riguarda il cinque, il primo sabato del mese, dedicato proprio a Lei, la Madre del cielo, festosa nell'animo per amore. Eppure, a questo proposito, non posso esimermi dal ricordare le detestabili e incoerenti esternazioni di kiko durante i suoi annunci di Avvento e Quaresima riguardanti l'Assunzione della Vergine, negata nella Sua totalità e presentata come un evento similare a quello di chiunque, quindi salita al Cielo con l'anima e non il corpo, come a significare che fosse stata corrotta dal peccato, negando a questo modo tutti e 5 i Dogmi Mariani. Che triste convinzione. Altro che Spirito Santo!

Ed ecco che kiko non ha stentato a manifestare il suo reale animo, proponendo il quadro della sua "beata tra le donne" ben più in evidenza rispetto alla Vergine Maria, che seppur mal disegnata perlomeno avrebbe preteso un posto d'onore.

Ha ragione Papa Francesco:
"Dopo 50 anni di cammino sarebbe bello che ciascuno di voi dicesse: "Grazie Signore perché mi hai davvero liberato; perchè nella Chiesa ho trovato la mia famiglia... perché attraverso il cammino mi hai indicato il sentiero per scoprire il Tuo amore tenero di Padre".
Sarebbe  stato bello Sua Santità, davvero bello! Ma come Lei deduce sono passati ben 50 anni ma sono di coccio!

Come da tradizione neocatecumenale,
Kiko bussa sempre a denari...

giovedì 10 maggio 2018

"De Profundis" per Kiko: glielo ha cantato Papa Francesco a Tor Vergata il 5 maggio 2018.

Iniziamo a rimettere in ordine partendo da un commento del fratello neocatecumenale Roberto:
"Credo che il Papa oggi all’Angelus abbia cancellato ogni vostro dubbio.
Non UNA parola contro ma solo totale approvazione e tantissimo amore e sostegno."
(Roberto)
Ma io ti domando:
...e i tuoi di dubbi, il Papa, li ha cancellati?

Vi siete recati all'Angelus, il giorno dopo Tor Vergata, con l'amaro in bocca, spinti dalla speranza di recuperare in extremis il sigillo papale, almeno in "zona Cesarini"!
Intendo dire che, certo, non poteva bastarvi quanto il Papa Francesco vi ha detto e che tutti abbiamo ascoltato, diamine!
Festeggiavate i 50 anni! Se non vi ha consacrati in questa occasione, quando lo farà mai?

Palco, sgargiante e grandioso, per il megalomane Kiko.
Mistica Carmen, photoshoppata alla prima maniera,
oscura la Madonna del Cammino


Ora potete anche tentare di rigirare la frittata, fare salti e piroette, come vostro solito; il discorso che il Papa vi ha riservato, sulla spianata di Tor Vergata, è di quelli che lasciano il segno e i cui effetti si dispiegano solo col passare del tempo.
Intendo dire che il disagio inconfessato che avete provato ascoltando le Sue parole, mentre pensavate: "OK, i catechisti ci spiegheranno!" è niente, rispetto alle ricadute che registrerete in futuro.
Lo stesso Kiko ha ben camuffato la sua amara delusione (e se parlo  è perchè lo conosco, mi pare di vedere la sua reazione dietro le quinte!)

Da oggi in poi, questo discorso del Papa tutto per voi potreste trovarlo stampato, in bella vista, sulla scrivania dei Parroci delle Parrocchie che andrete a visitare. Lo terranno lì, bello e pronto, e vi chiederanno: "Cosa è questo che vi dice il Papa?". Sappiate che molti aspettavano con ansia questo giorno, più di voi!
Leggere nero su bianco è diverso che dire: "Il Papa ci approva!"
Leggere, interpretare, applicare al cammino, è molto diverso: "Verba volant, scripta manent".
Sono convinta che i frutti di questo evento saranno copiosi e duraturi, mentre mi sorge una curiosità: Kiko vi dirà di farne una pergamena da esporre nelle vostre case, in un posto di onore, come la famosa Lettera Ogniqualvolta, estorta con uno stratagemma al Papa Giovanni Paolo II e che costò la carriera a mons. Cordes?

Entriamo nel merito:
Un primo messaggio chiaro per Kiko voglio evidenziarlo subito per dire che, forse, già si è pentito di aver organizzato tutto questo!. Avrà capito che era molto meglio per lui non mettersi tanto in mostra, che meglio sarebbe stato evitare i riflettori e commemorazioni tanto impegnative.
E comunque, credo, avrà capito una cosa: da ora in poi, più sta nell'ombra e meglio è, per lui in primis e poi per il cammino! Fin che campa. Si fa meno male.

In Piazza san Pietro vi siete esibiti con la più bella foga dei vecchi tempi, quando, dovunque il Papa andasse, in Italia o all'estero, eravate maestri ineguagliabili nel precederlo ovunque, tallonarlo sempre, blandirlo con mille serenate, sotto le sue finestre, pur di strappare una affacciatina in più, un supplemento di discorso tutto per voi, un'accento affettuoso dedicato solo a voi, che dimostrasse a tutti di essere voi i figli prediletti, gli unici, i migliori e, ovviamente, anche i più numerosi (se pure erano sempre le stesse truppe a spostarsi da una parte all'altra, con canti, chitarre, bonghi e schiamazzi, al grido incalzante "Viva il Papa!" "Viva il Papa!".
(come il famoso esercito di Franceschiello Re di Napoli).

Queste le parole del Papa all' Angelus del 6 maggio:
  • "Ho sentito anche alcuni canti dei Neocatecumenali… Eccoli! Grazie! Grazie per il vostro lavoro di evangelizzazione.
(Fa capire che nessun saluto per loro aveva programmato e, in ogni caso, li ha risposti per pura cortesia, nessuna enfasi.)
  • Siete dappertutto, grazie!"
(Quel «siete dappertutto» è quasi la stessa imprecazione della nonna quando scopre una colonna di formiche...)

Del Discorso del Santo Padre del 5 maggio qualche lapidaria notazione:
All'inizio il Papa ringrazia tutti quelli che hanno accolto la chiamata e, dice, "un grande grazie va anche a chi ha iniziato il Cammino neocatecumenale cinquant'anni fa." (Pare chiaro il riferimento ai primi fratelli entrati in cammino.)
Ma non era questo il momento in cui il Papa Francesco avrebbe dovuto esprimere un minimo di gratitudine agli "Iniziatori" del Cammino (non "a chi ha iniziato il Cammino neocatecumenale cinquant'anni fa")? Magari chiamandoli per nome! No, il Papa li ha totalmente ignorati, sia i vivi che i morti. Quale cosa più ovvia e più semplice di questa, nei confronti di una realtà che vive nella Chiesa ormai da 50 anni? Più che ovvia, naturale! Il distacco del Papa, il suo silenzio a proposito è stato assordante.


Papa Francesco sopporta, in attesa di parlare.
Nè all'inizio dell'incontro, nè alla fine, magari parlando a braccio (cosa che, contro le sue abitudini, non ha fatto in nessun momento).
Nè all'inizio e nè alla fine del suo discorso (che ha letto rigorosamente così come era scritto) ha fatto il minimo cenno a Kiko, Carmen e padre Mario. Mentre Carmen Hernandez - santa subito - troneggiava sul palco in una immensa icona, molto più grande di quella della Madonna del Cammino.

Il Papa va subito al sodo e dice: 
  • "a quanti state per andare in missione. Sento di dirvi qualcosa dal cuore proprio sulla missione."
Questo incipit sgombra il campo da ogni eccezione si tentasse di sollevare, sostenendo che il Papa ha dato tutta una serie di indicazioni (chiaramente indigeste per i neocatecumeni) rivolgendosi in forma generica a tutti, alla "Chiesa che evangelizza". Ma se pure così fosse: loro non sono parte del tutto?, non sono, in ogni caso, Chiesa?
Ma intanto, a scanso di equivoci, il Papa si rivolge proprio ed esclusivamente a loro: "gli evangelizzatori neocatecumenali".
D'altronde e come ultima annotazione, scusate, ma i neocatecumeni, alla scuola di Kiko, non dicono che nessun altro evangelizza nella Chiesa (solo loro hanno l'annuncio del Kerigma)? 
Che solo loro hanno questo carisma, di andare - laici e presbiteri in equipe - come i primi discepoli e secondo il primo modello apostolico (senza borsa, senza bisaccia, senza calzari... come condannati a morte...)?
Allora, ditemi voi, se non sono rivolte a loro le esortazioni del Papa, a chi sono rivolte? Al nulla?

Partendo da queste premesse, è evidente che il Papa conosce molto a fondo il cammino perchè lo conosce anche attraverso le migliaia di testimonianze, di storie vissute a lui raccontate. Questo io colgo, essendo stata a lungo dentro l'esperienza, questo il messaggio più accorato del Papa riservato a me e a quelli come me. Sento che, dietro ognuna delle sue esortazioni,  alcune delle quali altrimenti inspiegabili, c'è tutto questo popolo di poveri che hanno sofferto tanto a causa del cammino, a cui il Papa non fa espresso riferimento, ma che tiene presente nelle Sue parole e mostra di avere particolarmente a cuore perchè lo conosce molto bene. Oltre noi, certamente, anche Kiko comprende tutto molto bene, altro che se lo comprende!

Ecco come ci riducono i kikatechisti
dopo il loro "passaggio".

Tor Vergata il giorno dopo l'incontro.
Ancora ho tutto negli occhi.
Durante gli incontri con i Pastori, non solo col Papa, diceva sempre entusiasta: "Ottimo! Ragazzi, tutto meraviglioso!" Poi dopo, nei giri più ristretti, tirava fuori tutto il malcontento: "Ma non avrebbe dovuto dire questo e questo? Perchè ha detto invece così?". Posso testimoniare che mai hanno ascoltato, quello che gli era scomodo, lo hanno sempre ignorato, mistificato, trasfigurato alla Carmen maniera.

Racconto un episodio molto esemplificativo di questo loro atteggiamento. 
Molti anni fa, al tempo dei primi lavori per preparare gli Statuti, si tenne un incontro nell'Aula Nervi col Papa Giovanni Paolo II. Grande era l'aspettativa per quello che il Santo Padre avrebbe detto, ci si diceva che Kiko e Carmen gli avevano espressamente richiesto, attraveso padre Stanislao, di sostenerli, per carità!, con una parola di incoraggiamento e di conferma, che ne avevano tanto bisogno, poiché forte era la battaglia per l'approvazione degli Statuti e tanti i nemici. Ebbene il Papa gelò l'assemblea neocatecumenale dicendo testualmente: "Vi invito ad essere docili a tutte le indicazioni che questi Autorevoli Dicasteri vorranno darvi per la stesura degli Statuti". Finita l'udienza, seguì subito un incontro con Kiko e Carmen, per riflettere sull'incontro, tanto importante, tenuto col Papa e caricato da loro di tante aspettative. Vi fu un lungo silenzio, Kiko era nero; a un certo punto Carmen dice, rompendo il silenzio, candidamente: "Io non ho capito. Cosa voleva dire il Papa?", si guardava tutto intorno, nessuno rispose, non ci fu alcuna discussione. 
Questa è la sintesi, per chi li ha conosciuti da vicino, del loro vero rapporto con la Chiesa. Quel suo "Io non ho capito" seppellì tutto nell'oblio. Dal giorno dopo invece di obbedire in semplicità e umiltà, confidando in Dio, hanno ricominciato, come il giorno precedente all'incontro col Papa, a brigare nei palazzi Vaticani peggio di prima. Ecco quanto conta per loro la parola del Papa, quando non è quella che loro si aspettano, quando non è utile per facilitarli nel conseguimento dei loro fini; mentre di obbedienza, non se ne parla nemmeno.

Tornando al Papa Francesco, egli ha parlato, sperando di suscitare l'«ascolto» dei camminanti di buona volontà, che gli stanno a cuore. Forse, spera di recuperare il Cammino neocatecumenale partendo da questi, come ultima spiaggia:
"Sento di dirvi qualcosa dal cuore..." (per chi qui ascolti col cuore: "chi ha orecchi per intendere, intenda")

Colgo solo gli aspetti più salienti, quelli che incarnano le criticità e le contraddizioni più stridenti del cammino, incancrenite ormai per colpa della arcinota e pluridecennale disobbedienza (anche di questa hanno festeggiato il giubileo! 50 anni, che tenaci però!). E sono arrivati a questo punto perchè mai hanno prestato "ascolto" alle istanze di correzione, sempre più accorate, provenienti dalla Chiesa, come mai hanno ascoltato le istanze che salivano all'interno stesso dell'esperienza. E di questo noi siamo testimoni.
  • "Gesù non autorizza trasferte ridotte o viaggi rimborsati:non potete portar dietro tutte le suppellettili di casa"
Qui mi sovvengono tutte le partenze ostentate, finite in rovinosi ritorni, con annessi tutti i disagi per i coniugi e i numerosi figli, in più l'onta di "non essere stati fedeli alla chiamata".
Come tutte le mormorazioni serpeggianti nelle comunità di provenienza delle famiglie in missione, spremute come limoni, per mantenerle, con biglietti aerei, case, sostentamento, scuole ai figli nei paesi di destinazione. (vado per pennellate, come piace a Kiko, perché qui ci sarebbe da scrivere un romanzo di mille "storie maledette": sottolineo solo un aspetto, che si aggiunge a volte e peggiora il quadro notevolmente, ossia che la famiglia che parte ritiene che tutto le sia dovuto da parte della comunità, finendo per pretendere tantissimo e, molte volte, la famiglia non è una sola in quella unica comunità e, magari, c'è anche un seminarista R.M. sbattuto in America Latina o qualche sorella single in aiuto alle famiglie. Troppe comunità sono stremate e scocciate).


  • "Camminare insieme, un'arte da imparare ogni giorno.Bisogna stare attenti a non dettare il passo agli altri,senza isolarsi e senza imporre il proprio senso di marcia".
  • "Si va avanti uniti, come Chiesa, coi Pastori, con tutti i fratelli, senza fughe in avanti......cura e rispetto per il cammino di ciascuno e senza forzare la crescita di nessuno,perchè la risposta di Dio matura solo nella libertà autentica e sincera".
(N.B. della fedeltà allo "spirito degli Iniziatori" NEANCHE UNA PAROLA) 

  • Gesù non dice: conquistate, occupate, ma "fate discepoli"

QUI UN PASSAGGIO CRUCIALE che trascrivo:
  • "Missione è tornare discepoli con i nuovi discepoli di Gesù. È riscoprirsi parte di una Chiesa che è discepola. Certo, la Chiesa è maestra, ma non può essere maestra se prima non è discepola, così come non può esser madre se prima non è figlia. Ecco la nostra Madre: una Chiesa umile, figlia del Padre e discepola del Maestro, felice di essere sorella dell’umanità. E questa dinamica del discepolato – il discepolo che fa discepoli – è totalmente diversa dalla dinamica del proselitismo."
Questo passaggio del Papa è sorprendente e dimostra che il Santo Padre conosce profondamente Kiko Argüello. A chi, se non a lui, ricorda che per essere maestro devi essere prima discepolo? Anzi il Papa dà più importanza a questo secondo aspetto "essere discepolo" che non al primo, "essere maestro"
Anche il Santo Padre ha chi gli predica gli esercizi spirituali, ma a Kiko chi predica? 
Chi è il suo direttore spirituale? Sempre mi sono fatta questa domanda! 
E, visto che Kiko si fregia di ispirazione mariana, il Papa lo inchioda mettendogli davanti il modello di Maria: umile, figlia, discepola, sorella. Tutto questo il Papa definisce "dinamica del discepolato" totalmente diversa dalla "dinamica del proselitismo". (la prima si esplicita nel "farsi servo di tutti", la seconda nel "fare sempre il comandino")

  • "Tutti chiamate amici e tutti siate amici.Amate le culture e le tradizioni dei popoli, senza applicare modelli prestabiliti. Non partite dalle teorie e dagli schemi, ma dalle situazioni concrete: sarà così lo Spirito a plasmare l’annuncio secondo i suoi tempi e i suoi modi. E la Chiesa crescerà a sua immagine: unita nella diversità dei popoli, dei doni e dei carismi."
Ultima raccomandazione, "l'umile semplicità"
E poi, per finire:
  • "Ringraziamo il Signore per questi cinquant’anni: un applauso ai cinquant’anni!"
Insomma il Papa (poverino!) ringrazia i cinquant'anni, pur di non ringraziare "Kiko Argüello dei poveri delle baracche", finito coi borghesi più borghesi di Roma; applaude ai cinquant'anni, pur di non esaltare gli Iniziatori, neanche per un attimo, neanche una mezza volta!
Ah, come li conosce bene! Che subito se ne vanno di testa. E così Lui, il Santo Padre, li ha tenuti buoni e a cuccia: povero Kiko, sai che sangue amaro!

Equipe Responsabile al completo:
ad intimorire, sullo sfondo, inquietante icona.
Neanche un ringraziamento, neanche un cenno ai due Autonominati, Pre-canonizzati, Iniziatori spagnoli; non una sola parola per Kiko, per Carmen, per il padre Mario, che da una vita sta con loro, per la successora Ascen, che sarebbe stata imposta dal Vaticano, poiché è vitale, per la Chiesa, avere l'Équipe Internazionale al completo!
Ma, dico io, con tutti i grattacapi che il Cammino Neocatecumenale procura alla Santa Sede, la priorità assoluta - che avrebbe richiesto una missiva ad hoc che nessuno ha mai letto - poteva mai essere la nomina della sostituta della insostituibile Carmen?
Kiko non ha mai obbedito, questa obbedienza ostentata puzza di una invenzione delle sue. (vedi nota sotto)

In conclusione, contrapponiamo lapidariamente il Credo iniziale di Roberto al Credo di Lino, che riassume bene le convinzioni di chi collabora a questo blog e  che si fonda sulla nostra consolidata esperienza con i neocat ed è confermato da chi li ha conosciuti e studiati a lungo e seguiti nel loro percorso, scandito da reiterate disobbedienze, per cui abbiamo dovuto tante e tante volte constatare essere "la disubbidienza" immutabile e consolidata prassi del cammino neocatecumenale.

Roberto:
  • Credo che il Papa oggi all’Angelus abbia cancellato ogni vostro dubbio.


Lino:
Io, Roberto, Credo che voi oggi stiate confermando la natura del CNC: incorreggibile. 
Io Credo che voi:
  • non lascerete a casa le suppellettili di Kiko
  • non rinuncerete ai trionfalismi
  • continuerete a pretendere di dettare il passo agli altri
  • continuerete ad isolarvi e a voler imporre il vostro senso di marcia
  • continuerete a voler fare i maestri e non i discepoli
  • continuerete a non rispettare (perché non le amate) le culture e le tradizioni dei popoli,   pretendendo di evangelizzare partendo dai vostri modelli prestabiliti, dai vostri schemi e teorie
  • ancora crederete che lo Spirito Santo non vi anticipa ma viene assieme a voi
  • pretenderete sempre che il cammino degli altri debba essere identico al vostro, tappa dopo tappa, mamotreto dopo mamotreto.
Queste considerazioni di sopra, naturalmente, sono mie invenzioni, perché a voi il Papa ha dato solo totale approvazione.
Meritate tutta la disappravazione che riscuotete all'esterno delle vostre salette, Roberto.

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(nota):
Mi spiego. 
Quando mai Kiko ha ostentato la sua obbedienza alla Chiesa, menandone vanto?
Penso che questo, di sbandierare ai quattro venti che la Chiesa gli aveva imposto di completare la Sua Equipe, sia stato un modo per mettere al centro dell'attenzione, della Chiesa in primis, l'Équipe Internazionale Responsabile del C.N., per sottolinearne il ruolo centrale nella "gestione" e "conduzione" del Cammino stesso (la famosa espressione, da loro tanto amata e rimarcata in ogni occasione, che recita "secondo le linee degli Iniziatori", frase che Kiko avrebbe voluto sentire dalla bocca del Papa, sigillo inconfutabile della loro legittimazione).

Ma il Papa Francesco ha completamente ignorato sia Kiko che il ruolo, anche la stessa esistenza, nella struttura del C.N.  della fantomatica Equipe Internazionale Responsabile, non nominando MAI nè lui, nè questa.
Mentre ha detto, espressamente, che i Neocatecumeni vadano avanti "uniti" "come Chiesa" "coi Pastori".