mercoledì 10 agosto 2022

Il silenzio di Kiko denuncia la sua vera natura di falso profeta

Riflettevo fra me e me sul lungo silenzio di Kiko nei due anni di pandemia, inframmezzato da brevi apparizioni (che hanno fatto in verità più danno che altro, rivelando la condizione pietosa nella quale si trova) e mi sono venuti in mente diversi santi, che, nonostante la malattia non hanno mai abbandonato i propri "seguaci", e mai hanno cessato di parlare di Dio e annunciare il Vangelo, fino all'ultimo respiro.

Prendiamo ad esempio San Giovanni Paolo II. Malato di Parkinson, che ne causò la morte, volle apparire al balcone e dare la sua benedizione, cercando di pronunciare le ultime parole il 30 marzo 2013, senza purtroppo riuscirvi, per poi morire il 2 aprile. Era evidente che fino all'ultimo sentisse la necessità di comunicare la fede, con la forza che lo ha sempre contraddistinto, per sfruttare il tempo concessogli senza perdere un minuto.

Grandi santi, che hanno avuto in comune l'arma vincente del rosario

Che dire invece di San Giovanni Bosco, il santo dei giovani, che tante anime raccolse intorno a sé, per tutta la vita forte nel fisico e di carattere. Visse gli ultimi 4 anni di vita pieno di forti malanni e dolori, ma non si sottrasse mai ai suoi doveri, continuando a confessare fino a quando le forze glielo permisero:

"È noto che dal febbraio 1884 in poi, infatti, passa da un malanno all'altro; la sua fibra robustissima perde colpi su colpi, i dolori fisici straziano le sue carni; il calvario si fa più doloroso; ma i giovani non lo avvertono e guardano a lui con ammirazione crescente ogni volta che, sia pure fugacemente, possono avvicinarlo, sentirlo, accostarlo nel sacramento della riconciliazione."

E ancora, un Santo vicino a noi, il grande San Pio da Pietrelcina: visse una vita intera in uno stato di salute cagionevole, aggravato dalla presenza delle stigmate che gli causavano gravi malattie e dolori, e dalla persecuzione del diavolo che si trasformava anche in aggressioni fisiche violente.

Fino all'ultimo fu disposto a stare vicino alla popolazione di San Giovanni Rotondo, oltre a confessare torme di persone che arrivavano da tutta Italia, per ore ed ore, e continuando a celebrare la Messa in pubblico fino al giorno del ritorno alla Casa del Padre, avvenuta il 23 settembre 1968.

Dov'è lo zelo divorante che ha sempre caratterizzato tutti i veri profeti e i Santi, le anime luminose che hanno accresciuto il Regno di Dio sulla terra, e combattuto per la Sua maggiore gloria? Ormai il cammino non è che la patetica ripetizione di se stesso, uno schema abusato e vecchio di decenni, che non ha mai incontrato nessuna forma di evoluzione. Sentire Gennarini delirare di "dito medio al diavolo" mi ha causato una tristezza profonda, l'ho trovata una scena umiliante. 

KikoArguelloTattoo: non è un photoshop
Questo insistere su espressioni vecchie e peraltro eterodosse, quel nominare la Santissima Madre di Dio sempre e solo con il suo nome di nascita, l'indulgere in teorie complottiste, tutto sa di uno spettacolo teatrale, una tragicommedia amara, tenuta in piedi solo dalla necessità di ripetere a se stessi che non è stato tutto sprecato. Dio vedrà il cuore buono dei piccoli fratelli del Cammino che non stanno su quei palchi che hanno aderito in buona fede alle allucinazioni di un falso profeta che ha saputo coprire la sua arroganza con l'aspetto umile, trasandato e la corta barbetta da moderno "poverello di Assisi", ma vedrà anche benissimo quanto i grandi capi hanno approfittato proprio di quel buon cuore, per ergersi in cima alla piramide neocatecumenale e ricavarne benefici per se stessi.

Kiko è in silenzio e non appare perché non ha più nulla da dire ai suoi o al mondo. Non ha mai avuto niente da dire, a parte le sue vuote catechesi farcite di eresie.

Kiko è un falso profeta e un ingannatore. Prima lo capiscono i fratelli del Cammino, meglio sarà per loro e minori saranno i danni da riparare per la propria anima.

domenica 7 agosto 2022

Depressione, malattie e vecchiaia non si addicono ai neocatecumenali

Riproponiamo un'esperienza molto interessante su come la depressione ed altre malattie debilitanti, allontanano dalla comunità  neocatecumenale invece di avvicinarla.

Il Cristo sofferente di G.Afrune
immagine che il CN rigetta.
La comunità che ho frequentato per 12 anni, della quale sono stato responsabile, ha “vantato” diversi episodi di depressione e sofferenza vari (nei fatti a seguito descritti, i fratelli, maschi e femmine, li chiamerò “persona” per discrezione).

Un giorno una persona della comunità ha iniziato a sentirsi male, a non avere più tanta forza e nemmeno la solita lucidità mentale. Durante il decorso della sua malattia, le uniche volte che stava con i ‘fratelli’ erano quelle in cui lei - racimolando le forze - veniva alle celebrazioni, altrimenti stava in casa senza che nessuno andasse a visitarla. 

Dopo qualche tempo scoprimmo che aveva metastasi al cervello e, dopo poco tempo, morì.

Non posso dimenticare quanto mi ha impressionato la richiesta fattami da un cantore di un’altra comunità che, galvanizzato dalla possibilità di ‘cantare’ durante un funerale (perché nell’accezione NC il funerale è una festa e quindi si canta e si balla attorno alla salma dicendo “... perché il morire è certamente migliore ...”), mi chiese il permesso (visto che io ero il primo cantore della comunità) di poter fare questo ‘servizio’ al posto mio perché ... perché ... boh? ... lui ha detto soltanto «... è da tempo che sento di farlo!» (che volete, un funerale non capita tutti i giorni eh!).
 
Peccato che questo fratello non si era mai visto durante il “calvario” di questa persona ormai defunta.
 
Comunque ... una bella croce sul suo nome nel bel “mezzo” della Sacra Bibbia e pace all’anima sua!
 
Per chi non lo sapesse ... Al primo passaggio ognuno scrive il proprio nome sui dei fogli bianchi apposti tra il VT ed il NT dopo aver ‘ricevuto dai catechisti’ le seguenti parole: «... quindi, adesso che hai capito che qui non c’è qualcuno che ti dice soltanto quali sono gli ingredienti e come si fa una torta ma che te ne dà una bella fetta già pronta da mangiare e gustare, se vuoi continuare a gustarla, prendi la tua decisione davanti a Dio ed alla comunità, scrivendo il tuo nome sul “Libro della Vita”.
 
Un’altra persona, in cura da sempre per problemi di depressione, veniva visitata dai fratelli esclusivamente quando era di turno il suo gruppo di preparazione e per di più veniva trattata da imbecille perché non era molto partecipe e presente durante l’incontro (chissà perché ... saranno stati gli psico-farmaci?). 
 
Comunque ... poi è morta anche lei (aveva anche altre malattie) quindi un’altra croce ha fatto capolino su quella ‘lista’.
 
Ancora un’altra persona (in cura anch’essa ma con in più diversi tentativi di suicidio) a me molto cara, che - sempre a causa delle cure - si assopiva spesso, era oggetto di commiserazione perché in quello stato non poteva fare bene il cammino. 
Per farla breve, questa persona -sentendosi soltanto criticata- è uscita dalla comunità con tutta la sua famiglia ma la cosa più bella è che è “uscito dalla depressione” grazie ad un vero atto di fede - libero e cosciente - non imposto da travolgenti e sconvolgenti emozioni (ricordo il mio I° passaggio tra lacrime, dubbi, incertezze e combattimenti anche con mia moglie) quali quelle che “propina” il CN.
 
Per inciso, né questa persona - né tantomeno qualcuno della sua famiglia - è stato più cercato da qualche ‘membro’ (senza offesa) della loro ex comunità e se venivano menzionati era soltanto per dire quanto può fare il demonio per distruggere le comunità (senza pensare quanto può aver fatto il “giudizio”su di loro) o che non avevano trovato ciò che cercavano (lasciando intendere che nel CNC non trovi gente che ti fa ‘il sorrisino e ti tratta dolcemente’ ma trovi gente concreta che senza ipocrisia ti dice ‘la verità’ - CAPITO!!!).
 
Mi rendo conto che la “depressione” crea forti pregiudizi e terrore soprattutto quando, come ‘insegnano’ i catechisti, viene attribuita al proprio peccato di orgoglio scaturente dal voler a tutti i costi ottenere ciò che si vuole senza “discernere” se è quello che vuole Dio per noi.
 
Capirete i sensi di colpa a ripetizione che si aggiungono allo stato di prostrazione dovuto alla sua malattia. Malattia - la chiamo con il suo nome - perchè, come un’appendicite acuta che può capitare a chiunque anche ai più ‘forti’, può essere curata!
 
A riguardo, non posso dimenticare quanto ebbe a dire un fratello di una comunità ‘avanti nel cammino’, ormai fuoriuscito anche lui, che diceva sempre: «Depressione. E’ una spada di Damocle che tutti hanno ma che non vedono».

Da ciò accadde che altre persone della comunità - chi prima chi dopo - hanno subito tale sofferenza, trattata quasi con indifferenza dal resto dei fratelli, anche perché si diceva: «cosa posso fare io per lui/lei ... e poi che ne so se è peggio andare a trovarlo/a e si deprime ancora di più? Posso solo pregare per lui».
 
Alcuni di questi soggetti ‘difficili’, sono stati ‘fermati’ al II° Passaggio senza ascoltare il loro grido: «non toglietemi la mia comunità, ho soltanto questo», altri hanno reagito con aggressività per non essere commiserati e/o criticati, altri, dopo una lunga assenza e senza che nessuno li abbia più cercati, sono morti ... in compenso ‘i fratelli’ sono subito accorsi al capezzale, infischiandosene della perplessità dei parenti diretti che non avevano visto nessuno durante il decorso della malattia (cancro) del loro caro defunto, per fare la regolare veglia con annessi Vespri. 
 
Ah dimenticavo ... la croce sul nome, quella non si deve dimenticare!
 
La misura si è colmata con l’estromissione di una di queste persone ‘difficili’ che, dopo un periodo passato fuori la comunità, ha chiesto di poter rientrare ...
Non potete crederci, ma è così, gli è stato detto che non sarebbe potuto più rientrare perché nel frattempo la comunità aveva ripetuto un passaggio (che lui comunque aveva già fatto) e lui non si era presentato in ‘quella convivenza’; comunque, se voleva, poteva inserirsi nella nuova comunità che sarebbe nata con le prossime catechesi (non so come si fa lo smile che esprime “sgomento” ma è quello che ho provato quando l’ho saputo).
 
«A voi, per i quali il fardello più pesante che dovete trascinare siete voi stessi. A voi, che fareste pazzie per tornare indietro nel tempo e dare un'altra piega all'esistenza. A voi, che ripercorrete il passato per riesaminare mille volte gli snodi fatali delle scelte che oggi rifiutate. A voi, che avete il corpo qui, ma l'anima ce l'avete altrove. A tutti voi voglio ripetere: non abbiate paura». Don Tonino Bello
 
Senza parlare poi delle persone anziane... poverine, non possono più muoversi, non possono frequentare bene... va bè, non le chiamare più mi sono sentito dire dal responsabile dell’equipe dei miei ex catechisti.
 
Non so che frutti siano questi ma, cosa pretendiamo da una comunità che nasce sotto ammonizioni di questo genere: «... e quando vi incontrate in casa per preparare, fatelo senza portare e/o preparare nulla da mangiare, perché non siete chiamati a scambiarvi le cortesie; voi fate parte di una comunità non per fare amicizia ma per fare esperienza di Dio nella vostra vita. Sarà il Signore a fare di voi una famiglia.»
 
Caspita! Ma non è stato Gesù a dire “quando avete fatto queste cose ad uno di loro, lo avete fatto a me”?
Ma davvero il nostro ‘fare’ per i fratelli si limita alle preghiere e non serve a nulla la presenza personale per condividere la sofferenza? Già, vero, la sofferenza non si può dividere con qualcun altro - dicono tra i ranghi NC - ma dico, almeno è possibile com-patire, o no?
 
Sola a solo??? ma davvero Maria Santissima era “sola” ad “addolorarsi” davanti al Crocefisso o c’erano anche altre donne e più in là c’era il discepolo prediletto e perché no, c’era anche il centurione, a com-patire - ognuno nella sua misura - con la nostra Madre Celeste?
 
Credetemi c’è tanto ancora di “assurdo” da raccontare ma per adesso mi fermo qui.
Un abbraccio in Cristo a tutti.
 
Ah dimenticavo ...
Chissà se verranno realizzati i ‘cimiteri NC’ (ricordate?) dove i fratelli “nati in cielo” verranno tumulati sottoterra, sempre in semicerchio, coperti soltanto da una lastra di vetro tale da rendere presente, comunque, un appartenente della comunità e dove si protrà celebrare ancora in ‘comunione dei santi’ (non scherzo, Kiko l’ha detto veramente!).
Perciò, anche se da vivo un fratello era un po’ ‘scomodo’, poi si avrà la possibilità di riconciliarsi con lui e pregare ancora insieme.
Poveri noi.
(da: Larus)

giovedì 4 agosto 2022

Piccolo promemoria riguardo al perdono

Gadget neocatecumenali
con illustrazione by Kiko,
per pensare al Cammino
anche quando vai al supermercato
Per evitare che i fedeli cattolici si facciano gabbare dalla pomposa e ipocrita parlantina neocatecumenalizia, ricordiamo qui alcuni punti riguardo al perdono cristiano.

1) il Cammino ti comanda di perdonare chi ti ha fatto del male... ma ti comanda anche di non perdonare mai chi ha fatto del "male" al prestigio del Cammino, ai soldi del Cammino, alla bella vita dei capicosca del Cammino. La grandissima ipocrisia neocatecumenale è quella di blaterare di "perdono perdono perdono", ma quando a dare scandalo sono dei pezzettoni grossi del Cammino, non chiedono mai veramente perdono. Infatti, nella superstizione neocatecumenalizia, i cosiddetti "catechisti" sono infallibili perché agiscono su "mandato" di Kiko e sarebbero assistiti nientemenoche dallo "Spirito", per cui anche quando sbagliano sarebbe un errore fatto "per il tuo bene".
È esattamente la definizione di ipocrisia: due pesi e due misure, voi bassa plebe kikiana siete costretti a "non resistere al male", ma il Cammino e i suoi capicosca "resistono sempre, anche a un male immaginario".

2) Nostro Signore ha riversato una gran quantità di insulti ai farisei («razza di vipere! ipocriti!...»): invece di "perdonarli" li insultava e quegli insulti sono Parola di Dio per la loro salvezza.

3) mai confondere il perdono con un generico perdonismo.
Nostro Signore ha minacciato la punizione eterna a coloro che non si fossero seriamente pentiti e convertiti, in un caso addirittura dicendo: «Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, è meglio per lui che gli si metta una macina da asino al collo e venga gettato nel mare» (cfr. Mc 9,42).
Oh, ma guarda un po' che combinazione: Nostro Signore considera certi peccati talmente gravi da meritare punizioni severissime. Di fronte all'aver creato danni irreparabili ad anime innocenti ("uno di questi piccoli"), che tipo di pentimento ci vorrà per scansare la severissima condanna espressa da Nostro Signore?

4) sì, lo sappiamo tutti che Nostro Signore ha detto che le anime sinceramente pentite potranno lucrare il perdono (ma non sarete mica così tonti da pensare che i peccatori non sinceramente pentiti si salverebbero, vero?): «Qualunque peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata» (cfr. Mt 12,31; la "bestemmia contro lo Spirito" è il rifiutarsi di credere che lo Spirito Santo può sanare, cioè equivale ad un rifiutare l'azione salvifica del Signore). Ma insistiamo a ripetere: può forse "salvarsi" colui che non si è adeguatamente pentito di ciò che ha fatto?

5) il perdono può forse confondersi con un fingere che il male non esiste? In altre parole: "perdonare" può mai significare "approvare il peccato"? (o addirittura "approvare che venga compiuto di nuovo"?)

6) nel Cammino si viene addestrati a pensare che il peccato consisterebbe solo nel "non far bene il Cammino". Invece, nella Chiesa Cattolica, si viene educati a riconoscere le tentazioni, a fuggirle, a riflettere sulla propria condizione di peccatori, a fare l'esame di coscienza, a chiedere perdono in confessione, a compiere opere di carità, a tentare per quanto possibile di rimediare ai danni fatti. Nel Cammino, invece, non solo si viene addestrati ad "autoassolversi" ("eh, sapete, quando il Signore mi toglie la mano dalla testa, ne combino di ogni!") ma addirittura si promuove (nel migliore dei casi) uno sterile attivismo interno che scimmiotta un po' il cristianesimo. Il Cammino si guarda bene dal fare ciò che fa la Chiesa Cattolica (la quale fa di tutto per dare ad ogni singola anima occasioni di salvezza e santità).

7) Nostro Signore non ha mai effettuato un "perdono automatico". Anzi, ha reagito. Per esempio, alla guardia che lo schiaffeggiò non diede il perdono, ma gli spiegò l'irragionevolezza del peccato evidenziandone la responsabilità personale: «Se ho parlato male, dimostrami dov'è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?» (cfr. Gv 18,23). Ai farisei che desideravano ucciderlo non diede il perdono, ma li insultò: «voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro...» (cfr. Gv 8,44).
Ai fratelli del Cammino, che più leggono il Vangelo e meno lo capiscono, questi passi sfuggono completamente. Per loro il perdonismo deve essere automatico, "anche se difficile", ma automatico. Naturalmente dev'essere super mega automatico qualora l'aggressore sia uno dei pezzettoni grossi del Cammino, che in quanto "mandati" da Kiko e "ispirati" da non si sa quale "spirito", credono letteralmente di avere l'autorizzazione a peccare. E chissà quanti di loro stanno già bruciando tra le fiamme dell'inferno, dopo essersi ribellati in punto di morte: "ma Signore, ma come ti permetti? io avevo il Carisma! io avevo lo Statuto! io avevo l'applauso di 153 grossi vescovi e pure del Papa! io laico esorcizzavo le città prima di evangelizzarle!"

Ah, quanti kikos sognano di farlo!


lunedì 1 agosto 2022

Kiko alla Tappa di Loreto ci rivela che egli è anche la madonna. Per questo non ce l'ha presentata prima!


Il rapporto con la Santa Madre di Dio è carattere distintivo inconfondibile di tutti i santi. 

Vogliamo addentrarci con Kiko nella Tappa detta di Loreto, quando nel Cammino Neocatecumenale finalmente si consegna’ la Vergine Maria ai fratelli di comunità, arrivati oramai agli ultimissimi passaggi del loro itinerario. La Tappa è collocata tra il primo e il terzo Padre Nostro. Dopo c’è solo l’Elezione e il rinnovamento solenne delle promesse battesimali. E il Cammino è finito.
Si impiegano in media 20 anni o più. E per andare a Loreto non meno di 15 anni


Madonna di Loreto - Altare nella Santa Casa -

Di seguito, proponiamo estratti dal mamotreto pubblicato il 1995, contenente il meglio delle catechesi di Kiko - tra il 1981 e il 1994 - alle comunità dipendenti direttamente dall’equipe degli Iniziatori; mamotreto ad uso esclusivo dei catechisti del cammino, da riportare fedelmente alle loro comunità. Sono gli estratti che maggiormente ci hanno impressionato da un lato, dall’altro che delineano con precisione il rapporto autentico di Kiko Arguello con la Vergine Santa.

Egli ha sempre dichiarato apertamente che il C.N. è stato ispirato direttamente da Lei, dalla Madonna, in una memorabile visione: sensitiva, intellettuale, o forse semplicemente una locuzione interiore?
(Le versioni sono state molteplici e si sono succedute negli anni secondo la convenienza del momento. Ad oggi, nonostante gli innumerevoli racconti kikiani, non è ancora dato conoscerne la natura con precisione.) 

Kiko ha apertamente disprezzato ogni forma di culto mariano tradizionale e trovato insopportabili i Santuari a Lei dedicati. Questo è un dato incontestabile. Kiko definisce “orribile e grandissimo” il Santuario di Pompei così come inutile e banale, se non fuorviante proprio per la richiesta ‘seriale’ di grazie e miracoli, Lourdes. Fatima non l’ha mai attaccata frontalmente. Lo si comprende, per la rilevanza che ha avuto per G.P.II (mica Kiko è scemo!). Infine, la Madonna di Loreto per Kiko, un “pezzo di legno scuro”.


Meraviglioso primo piano del Volto della Statua della Madonna di Loreto.



Intanto i “Messaggi” della Madonna, dovunque nel mondo, sono sempre perfettamente sovrapponibili: la Mamma Celeste si rivela preferibilmente a bambini, chiede la costruzione di un Tempio a Lei dedicato, invita alla preghiera del Rosario e alla mortificazione, per la conversione dei peccatori e per la Pace nel mondo. La Madonna lascia a bambini piccolissimi dettagliate profezie da trasferire fedelmente ai Pastori della Chiesa. Ha fiducia in loro. Non certo parla di “piccole comunità” in cui, prima di applicarsi alla preghiera mariana per eccellenza, necessita fare un catecumenato che porti alla “fede adulta”. Non rimanda i veggenti a Kiko e Carmen dicendo loro: “Ci rivediamo fra una quindicina d’anni”

E’ d’obbligo chiedersi il perché la Madonna faccia cadere da sempre la sua scelta su bambini anche ignoranti, poveri sempre, umili. Ma che cosa ha a che fare la Madonna con quella rappresentata da Kiko? Nulla di nulla. 

qui riassunti i canoni della bellezza per Kiko
E Kiko, diciamola tutta, solo a guardare le statue di Maria ne prova disgusto, per tutte indistintamente. Entrare nei Santuari a Lei dedicati ed eretti in Suo onore è per lui insopportabile, cosa che confessa apertamente. La visita ai Santuari ha sempre provocato in Kiko un’irrefrenabile sentimento di disprezzo, offendendo tutti indistintamente il suo “senso estetico” sublime (è da aggiungere che lo stesso giudizio esprime nei confronti della stessa Basilica di San Pietro!). 


Dall'  "Incontro di Kiko e Carmen con una comunità dopo il Pellegrinaggio di Loreto" - Roma, 16 dicembre 1981 (pag.30). 

" Vedrete come la Vergine Maria è stata dietro a tutto. Io mi ricordo che Paolo VI ci ha ricevuto ed ha parlato la prima volta del Cammino il giorno 8 maggio, giorno della Madonna di Pompei. Un piccolo segno. Dio ha messo qui come segretario della Congregazione del Clero, che ci aiuta e ci difende, l’incaricato del Santuario di Pompei. Dietro a una serie di cose c’è Maria. Arriviamo a Roma e Torregiani, come prima cosa, ci invita ad affidare tutto il Cammino alla Madonna di Pompei, tutta la nostra missione: “Voi potete fondare comunità chiedendolo alla Madonna”. Allora per prima cosa ci porta a Napoli e andiamo al Santuario di Pompei, che ci è parso orribile e grandissimo… E ne abbiamo fatta di strada! "


Madonna del Santo Rosario di Pompei, ora pro nobis!

 Procediamo di seguito con gli estratti

PELLEGRINAGGIO A ROMA E A LORETO. Domenica 13 dicembre 1987 - Pag. 45/46 - 

Le due Madonne: 

“ ...noi non crediamo negli idoli. La Madonna che c’è nella Casetta è un pezzo di legno scuro che hanno rifatto di recente perché l’immagine antica si è bruciata. Noi crediamo nella Madonna, Madre di Gesù, non diciamo: “Ah, io sono devoto della Madonna di Loreto, io sono devoto della Madonna del Perpetuo Soccorso….”. "Sì, puoi essere devoto di quello che vuoi ma sono sempre rappresentazioni dell’unica Madre di Gesù”.
Che non succeda come in un paese in Spagna, dove ci sono due Madonne e si passa nel codice genetico, di padre in figlio, l’amore alla propria Madonna e l’odio all’altra Madonna. E quando arriva la festa, succede un macello: si menano, si distruggono a vicenda, c’è una spaccatura totale del paese. Da secoli stanno in questa situazione: il paese è diviso in due Madonne, e non c’è verso di arrivare a un’intesa. “Guai a chi tocca la mia Madonna!”, ti uccidono, ti tagliano la mano! “La Madonna dell’altro non vale niente, questa sì che è autentica!”
Il miracolo è stato che il parroco ha chiesto le catechesi e nella comunità ci sono fratelli di entrambe le Madonne. Il prodigio è che lì non ci sono più due Madonne ma una: la Madre di Gesù. ” 

 Il caso del "paese delle due Madonne":
è il primo esempio che viene in mente a Kiko nello svolgimento della sua catechesi mariana.
Sorprende che, con tanti Santuari Mariani sparsi per il mondo, Kiko non trovi nulla di meglio da raccontare che questo caso estremo, per rendere gloria alla Madre di Gesù? (certo che tipi stì spagnoli!) O piuttosto per rendere gloria a se stesso? Difatti una situazione incancrenita, vecchia di anni se non di secoli – da codice genetico – viene risolta di pronto dall’avvento delle comunità neocatecumenali nella parrocchia… Poteva mancare? 


La Madonna? “un pezzo di legno scuro”:


Torna a parlare di Loreto ma, come leggerete nel prossimo estratto, anche il “pezzo di legno scuro” cede il passo (come le due Madonne) al primato del Cammino (pag.46): 

“ Allora qui a Loreto si conserva la Casa di Nazareth, il catecumenium di Gesù, il posto dove Gesù Cristo è diventato adulto. 

(ndr. apprendiamo con stupore che anche Gesù ha avuto bisogno del catecumenato)

Statuetta artistica del Bambin Gesù nella mangiatoia

“ Con tutto questo voglio dire che Dio aveva già tutto programmato, aveva un disegno che noi stiamo scoprendo poco a poco. Il disegno della Casa di Nazareth, il fare comunità nelle baracche come la Sacra Famiglia di Nazareth, Patrizio e Marisa a cui Dio stava muovendo il cuore nella loro libertà: Dio pensava già di fare qui qualcosa… le costruzioni che abbiamo fatte secondo i nostri mezzi; però sono estetiche perché l’arte è sempre un’espressione dell’amore.
Quando la Chiesa è in un momento di decadenza si vedono cose orribili: se volete vedere la decadenza della liturgia andate nei negozi dove vendono arredi liturgici e vedrete Bambini Gesù paciocconi, pupazzi orribili. E’ una cosa tremenda, viene da pensare: se questa è la Chiesa mi faccio musulmano! Se gli artisti cattolici arrivano a questo, a fare queste immagini sdolcinate di Gesù…! Non ci sono più libri liturgici, non c’è più bellezza nelle cose. Noi stamo cercando di fare qualcosa in questo senso…” 
(ndr. e continua così a sproloquiare, dal “pezzo di legno scuro" alle "immagini sdolcinate"; tutto un orrore) 

Della demolizione del “devozionismo”:  

Procede ora con la demolizione sistematica di ogni altro approccio alla Madonna che non sia quello neocatecumenale (pag.49) 

“ Ma attenzione: per ricevere la Madonna come tua madre in casa tua devi essere discepolo, e avere imparato a stare sotto la croce….
Noi non cominciamo dalla Madonna, facendo un devozionismo“Fiori a Maria, che buona Mamma mia!” -, si può anche fare: “A Gesù per Maria”.
Si può anche cominciare così, ma sono altre cose per gente molto pia, molto cristiana.
Noi abbiamo cominciato con il Kerigma….
...Per presentarvi la Vergine Maria non c’è bisogno di trovare un’icona particolare né un’apparizione – che sono anche cose necessarie, che la Madonna utilizza per aiutare la religiosità della gente – voi avete un fatto molto più importante: avete l’esperienza della vostra storia, di quello che la Chiesa ha fatto con voi fino ad oggi.
La Vergine Maria è quella che si è presa cura di voi, da quando avete ascoltato il Kerigma fino ad oggi. "

(ndr. chi se non Kiko e i kikatekisti si son 'presi cura'? Si attua qui la piena identficazione di Kiko con la Madonna, come ha fatto con il Signore Gesù e prima ancora con Mosè, con Elia, con San Giovanni Battista, con San Paolo, ecc.) 

" Anche il C.N. è stato una grazia della Vergine Maria: sapete che abbiamo avuto un incontro – diciamo così, non voglio spiegare troppo questo – in cui la Vergine Maria ci ha detto di fare piccole comunità come la Sacra Famiglia di Nazareth.
Ossia il C.N. è una rivelazione della Vergine Maria a noi per portarlo alla Chiesa…” 


Lentissima "progressione" neocatecumenale:  

Ora Kiko tenta di spiegare perché ha atteso tanto per rivelare ai neocatecumenali la Madre (pag.50) 

“ ...forse qui c’è qualcuno che era molto lontano dalla Chiesa e gli dava ai nervi tutto quel devozionismo alla Vergine Maria, anche perché dietro il devozionismo c’è gente molto nevrotica, mammista, fanatica, c’è di tutto!
C’erano preti mezzo pazzi che deviavano anche la devozione alla Madonna, c’era di tutto anche in reazione alla controversia protestante ... Si faceva poco meno che una specie di idolatria della Vergine
La Vergine Maria attraverso noi, vostri catechisti, vi ha insegnato ad OBBEDIRE
Per questo dicevo che tutto quello che avete ricevuto dal Cammino lo avete ricevuto da Maria, vostra Madre. Un bambino che sta nella pancia non conosce sua madre, eppure riceve da lei tutto… quando diventa più grande impara a dire “Mamma”
Voi siete già grandicelli, cominciate a camminare da soli,… adesso vi si può insegnare: “Questa è tua Madre chiamala!…” 


Ultimo estratto, tratto da 

“Incontro di Kiko e Carmen con una comunità dopo il Pellegrinaggio a Loreto" - Roma, 16 dicembre 1981 (ndr. questa è la prima volta che Kiko fa questa tappa) (pag.21-22) 

Autolegittimazione, interpretazioni in libertà:   

Kiko rispiega la genesi del Centro di Porto San Giorgio; tutto un disegno di Dio quello di chiamare proprio Patrizio e Marisa che risiedevano tanto vicino alla Santa Casa di Nazareth. 

“ ...tutte cose che indicano come sia vero il Cammino.
Fatto sta che Dio ha pensato già le cose in modo che avvenisse vicino a Loreto. Il nostro Cammino ha a che vedere con la Famiglia di Nazareth ”

E di nuovo racconta della sua 'ispirazione'. 

Da Incontro di Kiko e Carmen con una comunità dopo il Pellegrinaggio di Loreto (Roma, 16 dicembre 1981) 

Ancora sul 'devozionismo':

Senza il Kerigma, nulla di buono. (pag.28)

“ Il problema è che sostenere il cristianesimo su devozioni è assurdo. Le devozioni non servono se non c’è una base catechetica vera. Andare ai Santuari, andare a Lourdes, pregare il rosario: queste cose non sostengono sufficientemente, se manca il Kerigma, la gestazione della fede, la gente va a Lordes, si emoziona, si commuove e dopo 15 giorni pecca andando con la segretaria a far l’amore e non gliene importa. Ma è chiaro, fuori dubbio! Manca la catechesi seria, la gestazione, tutto l’arco della gestazione della fede che stiamo facendo noi.
Ma questo non vuol dire assolutamente che andare a Lourdes sia una cosa assurda né che pregare il rosario sia fasullo. Mantenere solo quello del cristianesimo non basta ed equivale a dire che hanno ragione i pagani a dire che quella gente è bigotta, cioè che basa la sua spiritualità su cose accessorie e che non hanno un fondamento nella sua vita, poiché dopo, alla verifica è ipocrita, gente che non ti aiuta (ti aiuta più un pagano anche se il bigotto tocca tutti i giorni i santi in chiesa). Hanno ragione è la verità. La colpa non l’hanno le forme, ladorazione al Santissimo o il rosario. Non è quello, anche queste son cose che aiutano a soffiare il fuoco, ma se non c’è il fuoco che si soffia? ”
(ndr. Kiko accusa i bigotti di ipocrisia e di cadere in peccati della carne dopo aver pregato la Vergine con tanto sentimentalismo. Il Kerigma solo salva! E si è ritrovato con un cammino covo di ipocriti che, alla sua sequela, hanno difeso sempre chi peccando gravemente contro il prossimo provoca scandalo).

In chiusura la conclusione finale di Kiko è degna di nota (pag.29) 

“ Voglio dire che noi abbiamo interpretato queste cose per voi così. Gesù Cristo quando affida sua madre alla chiesa, agli apostoli, gli dà sua madre? Quando lui deve sparire da questo mondo, quando Lui va a morire.
Così voi dovete capire che noi dobbiamo abbandonarvi, vi lasciamo alla Vergine Maria.
Perché? Fino adesso non avevate bisogno della Vergine Maria perché è sempre stata con voi eravate nel suo seno, vi ha dato tutto. Vi ha dato l’essere. " 

(ndr. qui l’assimilazione totale di Kiko con la Madonna è allucinante e sfacciata: i "fratelli di comunità" non avevano bisogno di Lei. Attraverso l'"opera" dei catechisti, la Madonna stessa li portava in grembo! Questo lasciano intendere. Quasi una bestemmia!)

" Adesso siete usciti come adulti, diciamo così, rinnoverete il vostro Battesimo, siete adulti e adesso vi presentiamo colei che vi ha partorito, che è stata la vostra genitrice, che vi ha portato, ha ispirato Kiko, Carmen, è stata sempre vicina a voi. Questo non perché ricorriate a lei quando avete un bisogno, no, ma io non ho detto niente di tutto questo ma tutto il contrario.”

Assolutamente un delirio. 

Questa è la dottrina kikiana delle origini, quando anche lui era ancora convinto che il cammino sarebbe finito, le comunità si sarebbero sciolte e lui e gli itineranti sarebbero andati via per sempre, esaurita la missione. Siamo negli anni 80 e avevano davanti la vita intera. Ma poi il tempo vola anche per Kiko e, quando una ad una le comunità cominciavano a sfuggirgli di mano - come fanno i figli una volta adulti che lasciano la casa d'origine - il panico lo ha colto, ha fatto inversione di marcia e non ha più parlato di "abbandonare" niente e nessuno.

Il Centro si espande con la "Tenda della Riunione"

La Tappa di Loreto, ennesima passerella neocatecumenale. 

A Porto San Giorgio ti raccontano com'è nato il Centro Internazionale Mondiale.
A Loreto ti insegnano il Rosario cantato con melodia kikiana, come se questa sublime preghiera ne avesse bisogno. Mica possono pregarlo come tutti gli altri!
A Loreto poi proseguono con la storia del Santuario solo per enfatizzare la solita domanda: "Perchè gli Angeli hanno trasportato la Santa Casa. proprio lì? Così vicino a Porto San Giorgio? Dove un tal Patrizio riccone si è convertito e ha donato tutto per fare un Centro di convivenze: "Casa degli Itineranti"


Storica "Sala Azzurra" delle prime convivenze di itineranti


Dio aveva tutto un disegno, nel quale solo loro sono l'unico centro. E così i kikatekisti fanno i fenomeni, sapendo che racconteranno ai fratelli cose sorprendenti.

Altro che battaglia di Lepanto, conversione della Russia, bambini di Fatima e profezie di Pace!  

Mentre, come sempre, si sostituiscono al sacro e al divino con le loro imperscrutabili baggianate sterili e fini a se stesse. 

Simone Martini, Annunciazione (1333)
Galleria degli Uffizi, Firenze