... ma non chiedeteci di chiamarlo pasquale. Il motivo si chiarirà alla fine di questo articolo.
Trovate qui il PDF. Siccome i nostri fratelli in cammino ci hanno abituato al fatto che non fanno tutto quello che dicono e non dicono tutto quello che fanno, abbiamo anche seguito l'annuncio alle comunità francesi e belghe (composte in buona parte da fratelli italiani) che è andato in onda domenica 21 marzo in diretta Zoom e YouTube, dalla parrocchia di Notre-Dame de Bonne Nouvelle a Parigi. Oggi vi diamo un resoconto dei contenuti questa conferenza.
Ricalcando lo schema simbolico della triade neocatecumenale, un catechista laico di lungo corso, il parroco ed una giovane signora laica si sono susseguiti per: catechizzare, dare le comunicazioni di servizio e poi concludere con ulteriori annunci e direttive, rispettivamente. Proprio come hanno fatto Kiko, Padre Mario ed Ascensión. Esaminiamo l'Annuncio nelle sue parti.
All'interno del resoconto, il testo in questo colore è dei nostri commenti.
Prima parte dell'Annuncio: la catechesi, tenuta da un laico.
Veglia ed Eucaristia:
La catechesi inizia come la Veglia Pasquale, enfatizzando giustamente il ruolo della luce che arriva ad illuminare le tenebre, Gv. 1, 4-5, N.d.R. Subito dopo, però, il catechista ci informa che non è importante se quest'anno la notte di Pasqua dovremo celebrarla in famiglia come era per il popolo di Israele, oppure attraverso internet, perché, spiega citando a memoria la Carmen consorella dei primi annunci:
"Cosa credete che sia più importante, nella Pasqua? Credete che solo l'Eucaristia sia la cosa più importante? Siamo fortunati ad averla. Ma immaginatevi che un ebreo si trovi in prigione. E che non possa riunirsi - con gli altri, N.d.R.- per avere tutti i segni. Cosa credete che sia più importante per lui, di avere tutti i segni per celebrare la Pasqua? Di avere il pane azzimo, le erbe, la coppa... ? No!" - ci aveva detto Carmen - "la cosa più importante per il popolo di Israele è la notte! La notte di veglia in onore del Signore. La notte! "
Il Signore passa per risuscitarci dalla fossa della morte dei peccati:
La catechesi prosegue con la discesa e risalita di Nostro Signore, che duemila anni fa entrò nella morte per uscirne vittorioso e risuscitato dal Padre. Oggi questa morte sono le nostre situazioni, cioè le disgrazie ed i peccati, di cui i più terribili sono quelli della carne. In questa fossa il Signore passa, esattamente durante la notte di Pasqua, per risuscitare a vita nuova chi veglia e prega attendendolo.
Prosegue il catechista: "che il Signore in questa notte vi possa mettere la potenza della sua resurrezione, del suo amore e che ci faccia vivere l'esperienza di una cosa che si chiama il cielo. Sapete cosa vuol dire il cielo? Vuol dire Dio, in tutta la sua totalità. Ecco per cosa ci prepariamo a vivere, quest'anno."
Il Poema Rabbinico delle Quattro Notti
Questo argomento richiede un post a parte e ne riparleremo in seguito. Al posto del testo vi lasciamo questa bella icona di San Paolo Apostolo delle genti, ed un testo scelto da noi, tratto dagli atti degli Apostoli.
At 19, 11-17: Gli esorcisti giudei.
Dio intanto operava prodigi non comuni per opera di Paolo, al punto che si mettevano sopra i malati fazzoletti o grembiuli che erano stati a contatto con lui e le malattie cessavano e gli spiriti cattivi fuggivano. Alcuni esorcisti ambulanti (itineranti?) giudei si provarono a invocare anch'essi il nome del Signore Gesù sopra quanti avevano spiriti cattivi, dicendo: «Vi scongiuro per quel Gesù che Paolo predica». Facevano questo sette figli di un certo Sceva, un sommo sacerdote giudeo. Ma lo spirito cattivo rispose loro: «Conosco Gesù e so chi è Paolo, ma voi chi siete?». E l'uomo che aveva lo spirito cattivo, slanciatosi su di loro, li afferrò e li trattò con tale violenza che essi fuggirono da quella casa nudi e coperti di ferite. Il fatto fu risaputo da tutti i Giudei e dai Greci che abitavano a Efeso e tutti furono presi da timore e si magnificava il nome del Signore Gesù.
Continuiamo con l'Annuncio:
Continua il catechista:
"Molti fratelli hanno iniziato a disertare l'assemblea per paura del covid e della morte, nonostante il nostro grande rispetto delle misure di sicurezza [...]. Ma l'assemblea... è la presenza di Gesù Cristo, che si rende visibile! Il Signore vuole che formiamo una comunità che è il Corpo di Cristo, per questo vuole che ci amiamo tra noi.
È una cosa meravigliosa che Dio voglia che Nostro Signore Gesù Cristo risuscitato dalla morte abiti in noi perché possiamo amarci. Amatevi facendo del bene a quelli che vi fanno del male. Amatevi di un amore nuovo, che deve apparire nella parrocchia e nelle comunità. Un amore nuovo in cui portiamo su di noi anche i peccati e le tare degli altri. Dobbiamo avere fiducia profonda nel Signore, che è Lui che ci dona la forza di amare i nemici, le persone difficili, quelli che non ci amano, ci fanno del male, secondo l'esempio magnifico dei nostri fratelli in Iraq.
Per questo siamo privilegiati. Perché il Signore ci ha scelti, ci ha eletti e vorrebbe che le nostre parrocchie risplendessero di queste comunità nelle quali poco a poco, nutrendo la nostra fede, noi possiamo arrivare a questa statura adulta della fede, che è la presenza di Gesù Cristo in ciascuno di noi [...] che possiamo trasmettere ai nostri figli."
Seconda parte dell'annuncio: comunicazioni di ordine pratico, date dal parroco.
Ordinazione Sacerdotale: Durante il canto delle Litanie i fedeli si inginocchiano, mentre
gli ordinandi si prostrano a terra in segno di umiltà e di consegna totale della propria vita a Dio.
Un parroco giovane e pieno di energie ha dovuto mettere da parte i tria munera sacerdotali (insegnare, santificare, governare) per limitarsi alle comunicazioni di servizio, cioè riferire il comunicato di Padre Mario, il quale, anche lui, ha solamente dato voce alle disposizioni del laico Kiko.
Kiko, colto da un afflato di obbedienza ed umiltà, ha invitato tutti i fratelli a sottostare "alle differenti disposizioni dei governanti e delle Chiese nelle differenti nazioni, seguendo l'esempio del Figlio di Dio che, fatto uomo, si è fatto obbediente al Padre, fino alla morte e alla morte di croce. "
Padre Mario, per nobilitare ulteriormente il nobile sacrificio di Kiko, ha letto il passo della Prima Lettera di San Pietro (5-11):
"Rivestitevi tutti di umiltà gli uni verso gli altri, perché Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili. Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, perché vi esalti al tempo opportuno, gettando in lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi. Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede, sapendo che i vostri fratelli sparsi per il mondo subiscono le stesse sofferenze di voi. E il Dio di ogni grazia, il quale vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo, egli stesso vi ristabilirà, dopo una breve sofferenza vi confermerà e vi renderà forti e saldi. A lui la potenza nei secoli. Amen! "
Nel seguito, a dispetto di tutto questo cantare di obbedienza, umiltà, sacrificio, martirio... alla prova del fuoco di una situazione generale obiettivamente difficile, i neocatecumenali rivelano, con le decisioni prese in merito alla Veglia Pasquale, l'irrinunciabile supremazia attribuita a "la notte" di Pasqua, a scapito dell'Eucaristia.
Ora, causa restrizioni covid, a Parigi è vietato celebrare Messe notturne. Tutte le Veglie Pasquali della città sono posticipate alle sei e mezzo di domenica mattina ed i controlli della polizia sono stati rinforzati, cui va ad aggiungersi la collaborazione dei residenti dalla denuncia facile. Il Vescovo ha già dovuto tirar fuori dai commissariati qualcuno dei suoi figli sacerdoti e non concede più deroghe a nessuno e per nessun motivo. Il Parroco di Bonne Nouvelle ha tentato, inutilmente, di convincerlo che la veglia fino all'alba è fondamentale e che i Neocatecumenali in particolare non possono rinunciarvi, dal momento che hanno il grande merito di averla restituita a Madre Chiesa, la quale l'aveva ormai dimenticata da secoli. Per ribadire questo merito, non si esita, anche in questo Annuncio, a citare le lodi fatte al Cammino da Papi e Vescovi.
In realtà, il Cammino la veglia l'ha restituita solo a se stesso, dal momento che la celebra separatamente, spesso neanche in una chiesa consacrata ma in istituti religiosi o, peggio, negli alberghi, e che i neocatecumenali non si sono mai più sciolti nelle parrocchie come avevano promesso inizialmente. Del resto come poteva essere altrimenti, dal momento che la loro Pasqua è la notte in cui il Signore letteralmente passa e ci fa resuscitare dalla fossa della morte e dal fango della palude, cioè da tutte situazioni di sofferenza e di peccato? Questa non è la Pasqua Cattolica ed i Neocatecumenali lo sanno benissimo anche quando non lo sanno spiegare: la spiegazione sta nelle loro scelte.
Seguono quindi le disposizioni pratiche per la Pasqua, e qui siamo alle solite: tutto come l'anno scorso.
La veglia notturna sarà celebrata a porte chiuse, in teleconferenza dalla chiesa, dai preti insieme ai soli seminaristi che vivono nella stessa casa, più un cantore. Le comunità celebreranno nelle case, ogni famiglia per sé seguendo il libretto neocatcumenale e, se vorranno, si connetteranno su Zoom e YouTube. Questo permetterà loro di riscoprire il sacerdozio dei fedeli (di cui al CCC 1656, dietro al quale si riparano) che consiste nella trasmissione della fede dai genitori ai figli, intenzione lodevole ma attuata secondo le modalità della Pasqua Ebraica.
La Comunione da asporto, come l'anno scorso, sarà distribuita ai fedeli nel pomeriggio del Sabato Santo, secondo una modalità non meglio specificata (... i nostri timori e domande sono gli stessi dell'anno scorso: pane intero? pane già spezzato? ostie? chi spezza il pane? chi lo distribuisce? quando è stato preparato? quando è stato consacrato?...). I fedeli dovranno recarsi in Chiesa portando con sé un' apposita teca per ricevere il pane consacrato che consumeranno la notte in famiglia.
Qui dobbiamo purtroppo constatare che, messi di fronte all'alternativa tra onorare degnamente il Sacramento dell'Eucaristia come comanda Madre Chiesa ed anche a costo di iniziare la celebrazione all'alba, come consentito dalle autorità civili e salvaguardare "la notte" ubbidendo a Kiko tramite l'obbedienza alle leggi dello Stato, i neocatecumenali hanno deciso, senza esitare, per la seconda opzione, prendendo una serie di misure contrarie alla disciplina dei sacramenti. E tutto pur di rispettare la loro dottrina eterodossa o nascondendosi dietro ad essa, pur di agire come un unico corpo, corpo del quale hanno tutta l'intenzione di conservare inalterata l'identità.
Una inquietante novità che fino a qualche anno fa aleggiava solo vagamente nell'aria, è la dichiarata attesa del ritorno del Messia in carne ed ossa e del rapimento al cielo dei suoi cristiani in questa notte di Pasqua 2021. Ne aveva accennato esplicitamente Kiko nel 2018 :"S. Paolo dice che, quando verrà, coloro che sono vigilanti nella notte pasquale, in piedi leggendo i profeti, in quella notte si apriranno i cieli in tutto il mondo e vedranno Cristo che viene nella gloria, insieme ai santi. Quelli che sono nella Veglia Pasquale saranno trasformati, saranno rapiti, senza passare dalla morte fisica e mentre salgono in cielo saranno trasformati. Questa è Parola di Dio." , ma ora sembrerebbe che la voce si sia sparsa tra i fratelli delle comunità ed infatti tutti quelli che hanno fatto l'Annuncio a Notre Dame de Bonne Nouvelle hanno dichiarato di aspettarsi questo evento.
Ma... tra parentesi: scusate, fratelli delle comunità: dite che tra due settimane torna il Signore, dite anche che fate parte della Chiesa e non avvertite gli altri fedeli? O non credete a una delle due cose che dite, ma, se credete ad entrambe: siete dei grandissimi filibustieri!
E, purtroppo, persino il parroco dice di sperarci e sembra, benché con un po'di ironia, possibilista.
Ci lascia profonda tristezza constatare che un presbitero di Santa Romana Chiesa speri che questa sia "l'ultima notte", quella del "rapimento della Chiesa", in cui i fedeli (ma presumibilmente solo i neocatecumenali) saranno rapiti al cielo, come nelle dottrine pretribolazioniste dei pentecostali e senza tener conto di tutti gli eventi che, secondo la Tradizione Cattolica, precederanno la fine dei tempi. Preghiamo, umilmente, da laici, per questo Sacerdote di Dio e per la santificazione del suo Ministero.
Terza parte dell'Annuncio: Santa? Subito?
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Dipinti in vecchia estetica di tre Santi fondatori, del terribile periodo tra l'Editto di Costantino e il Concilio Vaticano II, quando i cristiani erano dogmatici e ipocriti e pregavano ripetendo formulette imparate a memoria. (cit.) |
Ascensión, a nome di tutti gli iniziatori, invita i fratelli alla missione di evangelizzazione nelle strade, cioè a fare almeno un'uscita domenicale collettiva di piazza e strada, come avviene tipicamente durante la Cinquantina di Pasqua, per quanto consentito dalle norme sanitarie in vigore nelle varie regioni. Lo scopo è quello di testimoniare la gioia della resurrezione. I fratelli che hanno avuto il covid sono invitati a raccontare la loro esperienza con la malattia, perché può essere una testimonianza forte per chi ascolta. Si invita anche a fare un kerigma. Si ricorda che, data la situazione, la gente si trova in un momento di grande fragilità ed ha bisogno di una parola, di essere evangelizzata.
I giovani non ne possono più dei contatti solo virtuali e si raccomanda quindi alle comunità di non lasciarli soli. Purtroppo non si possono organizzare né le missioni due a due né un grande pellegrinaggio. Si raccomanda di trarre profitto dal periodo estivo, in cui le restrizioni sanitarie presumibilmente si allenteranno, per organizzare dei brevi pellegrinaggi, anche di due o tre giorni ed anche se i giovani tornano a casa a dormire. Ciascuna parrocchia o zona si organizzi secondo la sua creatività, per organizzare un pellegrinaggio giovanile con catechesi, penitenziali, scrutatio, vite dei Santi...
Il 19 luglio prossimo la diocesi di Madrid aprirà la causa di beatificazione di Carmen (applausi in sala) e presto sarà distribuita una biografia della sua vita. Ascensión sottolinea che proprio a Carmen dobbiamo il centro della nostra vita cristiana, cioè, la notte di Pasqua, per l'ispirazione che il Signore le ha concesso.
Carmen fu espulsa dal suo ordine di suore proprio nel momento in cui, dopo otto anni di preparazione, era a Londra sul punto di imbarcarsi per l'India come missionaria. Ha sperimentato la crocifissione in nome della legge, soleva ripetere, sentendo questa crocifissione fortissima un giorno particolare in cui si trovò in una sala di museo a Madrid nella quale erano esposti dei crocifissi. Ascensión ribadisce che anche noi oggi siamo crocifissi dalla legge, ma il Signore viene a risuscitarci.
"Il Signore passerà anche in questa Pasqua, che forse sarà l'ultima, anche se siamo pieni di dolore e di peccati Il Signore non ci lascia nelle nostre situazioni e viene a risuscitarci."
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FINE. Ringraziamo Exitus per il resoconto sulla videoconferenza.
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L'Annuncio è terminato ma esitiamo ancora a definirlo pasquale. Vi abbiamo trovato elementi cattolici, ebraici, luterani, pentecostali, influenze gnostiche, persino elementi di teoria del complotto... di che Pasqua stiamo parlando?
Per rinfrancarci l'anima proponiamo quindi un breve quanto lineare e luminoso "Annuncio di Pasqua di Risurrezione" dal Catechismo di San Pio X Papa. Certo, sarebbe meglio se i parroci lo insegnassero a catechismo e durante le omelie. Intanto, lo si può leggere e meditare da soli a casa, sul treno, davanti al Tabernacolo...
Santa Madre Chiesa insegna e tramanda che Nostro Signore Gesù Cristo è innanzitutto Eucaristia, e che dobbiamo vivere santamente per poterci accostare ad essa, e cioè a Gesù Stesso. In caso di impedimenti gravi, Dio nella sua provvidenza e creatività ci invia altri strumenti di Comunione con lui.
Ma in assenza di impedimenti è comandamento e precetto andare a Messa tutte le domeniche e precetto comunicarsi almeno a Pasqua. Quindi, siccome è sacrilegio fare la Comunione senza aver confessato i peccati mortali, la Pasqua è il giorno in cui Nostro Signore ci trova tutti belli rinnovati, puliti, confessati e disposti a cambiar vita. In questo senso la Pasqua è il giorno dell'anno in cui un cattolico, idealmente, dovrebbe farsi trovare sulle vette dell'imitazione di Cristo, e non in fondo alla fossa dei peccati.
Iniziamo a notare le enormi differenze tra la dottrina del kikarmenesimo e quella cattolica e che buon pro ci faccia.