venerdì 24 maggio 2019

CI SONO SEGNI DI UN LUSSO ECCESSIVO, E IL LUSSO PUÒ ESSERE UN ANTISEGNO. Parole di Kiko nelle catechesi del 1° scrutinio

Veniva dai poveri nelle baracche, questo Kiko, voleva una vita alla Charles de Foucauld, e don Dino Torreggiani agli inizi lo aiutò perché sembrava che si volesse dedicare agli ultimi, specialmente agli zingari, che don Dino, Fondatore dei Servi della Chiesa, ha seguito fino alla fine.

Oggi il Cammino Neocatecumenale è un impero, più finanziario che catechetico. Si costruiscono seminari costosissimi nel mondo per accogliere un numero insignificante di seminaristi, perché non si vogliono formare ai già esistenti seminari diocesani, dovendo rispondere a ben altro “carisma”.

Il seminario Redemptoris Mater di Avignone, per citarne uno, è costato circa 15 milioni di euro ed ha ospitato, almeno in un determinato momento storico, soltanto 8 seminaristi.

Se si fa il paragone con una classe scolastica, formata al massimo da 25-28 alunni, si evidenzia come gli "alunni" di una classe dei Redemptoris Mater riempiano da soli tutto l'edificio di un'intera scuola che di classi ne può contenere fino ad almeno 25-30, cioè oltre 600 soggetti, con le debite proporzioni relative alle necessità abitative.

Ci sono poi il fastoso Centro Neocatecumenale di Porto San Giorgio, la facoltà teologica neocatecumenale del Callao in Perù, la Domus Galileae in Israele, il progetto per la Domus Jerusalem, sempre in Israele, la controversa università spagnola UCAM di Murcia, i cui scandali relativi al presidente José Luis Mendoza, super alter ego di Kiko, non cessano nemmeno negli ultimi mesi di riempire le pagine dell’informazione spagnola…

L'ex Presidente spagnolo José Maria Aznar
e José Luis Mendoza, Presidente dell'UCAM
al conferimento della laurea Honoris Causa
Il Presidente di Panama Juan Carlos Varela
con Kiko, Pezzi e Maria Ascension,
i BIG della scena politico-religiosa attuale

Bisognerebbe ri-catechizzare Kiko con le sue stesse parole: CI SONO SEGNI DI UN LUSSO ECCESSIVO, E IL LUSSO PUÒ ESSERE UN ANTI-SEGNO”.

Alcuni esempi di super edifici costruiti ex novo a partire almeno da 15 milioni di euro l’uno ed oltre (consideriamo che i Redemptoris Mater sono circa 120 nel mondo, facile fare un calcolo matematico per ottenere il totale approssimativo soltanto in relazione ai seminari). Il numero dei seminaristi citato si riferisce ad un preciso momento storico, variabile ne tempo. Ma di quanto variabile?:

Seminario neocatecumenale R.M. della Murcia,
una ventina di seminaristi
Seminario neocatecumenale R.M. di Brasilia
Seminario neocatecumenale R.M. di Managua,
in Nicaragua: dieci seminaristi
Seminario neocatecumenale R.M. di Pamplona,
in Spagna: otto seminaristi


Seminario neocatecumenale R.M. di Varsavia,
in Polonia, 25 seminaristi, famoso per certi scandali


Seminario neocatecumenale R.M.
di Granada, in Spagna, undici seminaristi

Seminario R.M di Santo Domingo

Seminario neocatecumenale R.M. di Newark, in USA
(istituito dallo scandaloso ex cardinale McCarrick)


Facoltà teologica neocatecumenale del seminario R.M.
del Callao, in Perù

Seminario neocatecumenale R.M. di Avignone,
in Francia - otto seminaristi

Seminario neocatecumenale R.M. di Beja,
in Portogallo, con cinque seminaristi

Seminario neocatecumenale R.M. di Lezhe,
in Albania, con undici seminaristi

Seminario neocatecumenale R.M. di Sepino,
in Molise (Italia), otto seminaristi
Seminario neocatecumenale R.M. di Denver,
in USA, trenta seminaristi
Complesso della Domus Galilaeae, in Israele
Sala del regno del Centro Neocatecumenale
a Porto San Giorgio, Italia, che prima della
ristrutturazione veniva chiamata "tenda della riunione"

O Kiko credeva di riempire questi Redemptoris Mater con un numero molto più alto di seminaristi, che poi non c'è stato, oppure dietro al lusso, all'opulenza e alla fastosità di tutte queste costruzioni inutili c'è dell'altro che per ora non è dato conoscere. Un impero finanziario, una potenza economica, per esempio?
Ma dove sono i poveri, i baraccati, le periferie territoriali ed esistenziali? Dove sono gli zingari?

mercoledì 22 maggio 2019

Roma: niente Veglie di Pentecoste neocatecumenali, per disposizione della Diocesi

Documento originale: PDF diocesi di Roma.

Roma, 17 maggio 2019

Ai Parroci, a tutti i Sacerdoti, ai Diaconi della Diocesi di Roma

Carissimi,

condivido con voi la gioia di raccogliere le parole ispirate di Papa Francesco, rivolteci durante l’ultima assemblea diocesana. Mi riferisco in particolare al suo invito: «Vorrei comprendere meglio il grido della gente della Diocesi: ci aiuterà a comprendere meglio cosa chiede la gente al Signore» (All’Assemblea Diocesana, 9 maggio 2019).

Dobbiamo poter tradurre l’orientamento datoci dal nostro Vescovo in gesti concreti e in scelte pastorali che ci aiutino a percorrere un’altra tappa del nostro cammino, che inizia fin da ora e proseguirà lungo tutto il prossimo anno pastorale. Per far questo occorrerà che in ogni parrocchia si formi una équipe pastorale che avrà il compito di guidare e dare autentica concretezza all’ascolto della gente del proprio territorio: individuando situazioni, ambienti di vita, persone concrete delle quali farsi carico, per riconoscere che cosa il Signore ci stia chiedendo attraverso di loro.

Occorrerà che questa équipe sia formata da persone non solo sensibili al tema, ma anche capaci di strutturare un lavoro pastorale del genere. Nei prossimi giorni con i Vescovi Ausiliari, i Prefetti e i Direttori degli Uffici della Diocesi metteremo a punto anche un testo che offra alcune linee pratiche, secondo le indicazioni e gli atteggiamenti che ci ha suggerito il Papa, a cominciare dall’ascolto umile dallo stile disinteressato.

L’ascolto al quale ci disponiamo avrà un momento preciso di avvio, fatto di comunione e di spiritualità: celebreremo infatti l’Eucaristia della Veglia di Pentecoste col Papa in piazza S. Pietro sabato 8 giugno alle ore 18.30. Possiamo lodare il Signore per questa opportunità. La celebrazione avverrà in piazza e si prolungherà, al termine della Messa, riaccompagnando processionalmente l’icona della Madonna del Divino Amore a piazza di Porta Capena. Coloro che lo desiderano potranno, poi, vivere anche l’esperienza del pellegrinaggio notturno al Santuario del Divino Amore. Evidentemente – come segno di unità nella Diocesi e di comunione col nostro Vescovo – in quella sera chiedo che non vengano celebrate altre Veglie nelle singole Comunità.

Un secondo momento, molto importante, sarà il successivo 24 giugno, alle ore 19, nella Cattedrale di San Giovanni. In occasione della festa della Basilica vi invito a ritrovarci – tutti i sacerdoti e alcuni collaboratori pastorali – nella celebrazione dei Vespri per la consegna degli obiettivi essenziali e delle linee pastorali da condividere per il prossimo anno pastorale. Questo ci darà modo di iniziare già ad assimilare meglio la traccia del cammino, innestandolo con creatività e fedeltà nel cammino ordinario delle nostre comunità.

Troverete allegata a questa lettera anche una scheda di iscrizione per prenotare i biglietti che consentiranno l’accesso alla piazza e quelli con cui i sacerdoti potranno concelebrare. Le prenotazioni dovranno pervenire alla Segreteria Generale del Vicariato (segreteriaeventi@diocesidiroma.it / fax 06.69886528) entro il 25 maggio, mentre i biglietti potranno essere ritirati (sempre presso la Segreteria Generale) dal 3 al 6 giugno negli orari indicati nella scheda. Concorderemo con le autorità comunali la possibilità di far giungere nelle adiacenze del Vaticano eventuali pullman. Daremo indicazioni ancora più precise attraverso il sito diocesano e Romasette.

Vi assicuro il mio costante ricordo nella preghiera e, mentre affido ciascuno di voi alla materna protezione della Vergine Maria, Madre della Chiesa, Madre del Divino Amore, vi benedico con affetto

Angelo Card. De Donatis
Vicario Generale di Sua Santità
per la Diocesi di Roma



Per contrasto, riportiamo cosa ha detto l'anno scorso Kiko Argüello, cofondatore del cammino Neocatecumenale, nell'annuncio di Pasqua 2018 a riguardo della Veglia di Pentecoste:

Forse qualcuno non la fa… Dio ha ispirato al Cammino di fare la Veglia di Pentecoste che ha un carattere preciso: è una veglia per comunità. Allora tutti nel Cammino facciamo così: andiamo in convivenza e nella sala della convivenza facciamo la Veglia di Pentecoste, potete non cenare e dopo fare una bella colazione, con tutti i tipi di cose, molto ricca. Dopo la colazione si va a dormire un po’ e verso le undici le Lodi, poi il pranzo e poi la messa in comune, il giro di esperienze fino alle cinque di sera. Questa Veglia di Pentecoste è piena di risonanze , piena di forza, è ispirata da Dio, ha un suo carattere forte e crea una grande comunione nella comunità. Ricordo i fratelli che hanno sofferto tanto quando il parroco non permetteva loro di farla.

"Non contristate lo Spirito Santo"
Che cosa farà quindi Kiko Argüello di fronte all'invito del Vicario del Papa per la Diocesi di Roma ad essere in comunione con la Chiesa?

Lascerà le comunità neocatecumenali della Diocesi di Roma libere di obbedire al proprio vescovo, o imporrà la Veglia separata, magari clandestina, negli alberghi, con i battesimi per immersione non fatti a Pasqua?
Per rendere la disobbedienza ancor più clamorosa farà loro celebrare l'Eucaristia rigorosamente separati dalla parrocchia e impartire il sacramento del Battesimo in locali non consacrati?

Che segno di unità darà il Cammino Neocatecumenale?

Dopo la disobbedienza di Pasqua, noi purtroppo prevediamo la disubbidienza di Pentecoste. Come sempre chiediamo ai fratelli del Cammino cosa pensano di questo leader "religioso", che impone loro di vivere un vero e proprio scisma di fatto con la Chiesa Cattolica

lunedì 20 maggio 2019

I lupi del Cammino (e altri demoni): le contraddizioni dei cosiddetti "catechisti"

Dalla testimonianza di José Román, "Los lobos del Camino. Acerca del neocatecumenado y otros demonios" (I lupi del Cammino. Sul neocatecumenato e altri demoni - prima parte), proponiamo la nostra traduzione di un interessante paragrafo.

Le contraddizioni dei catechisti

1. I catechisti ordinano che si debba venire all'Eucaristia vestiti nel miglior modo possibile, compatibilmente con le possibilità di ognuno, ma loro possono venire trasandati, con addosso degli stracci, in jeans o con immagini di teschi o di Mickey Mouse sulla maglietta.
Se qualcuno dice loro qualcosa, sfoderano con le loro lingue di serpente una retorica che li giustifica di tutte le loro mancanze.
Che spirito li ispira, mi chiedo? Sappiamo già quale.

2. Ti richiedono d'essere umile e che ringrazi se non hai di che mangiare, però loro si comprano l'auto dell'anno e i loro figli buttano soldi in locali e vestiti.

3. Ti dicono che sei nella morte se non sorridi e non dimostri allegria "nel Signore", però loro hanno la faccia scura, non ti salutano ed alzano la voce ad ogni minima provocazione. Ti insultano. Ti chiamano ritardato o idiota davanti a chicchessia.

4. Dicono che il peccato degli altri non ti deve scandalizzare, ma sono i primi a metterti allo scoperto davanti alla tua comunità esigendo che tu dica i tuoi peccati davanti a tutti per sgridarti e mettere in risalto i tuoi errori.

5. Ti dicono "il denaro è cacca" o è "mammona", però loro fanno affari con i catechisti più danarosi.
Passano in continuazione con la borsa (cioè raccolgono denaro anonimamente), gestendo poi i soldi come loro aggrada, ad esempio inviandoli a conventi a cui affidano le loro figlioletto.
Decisamente, il denaro non è poi così maligno come essi vogliono far credere.

6. Non lesinano sulle spese sotto Pasqua perché vogliono godere dei lussi migliori con il pretesto che siano "per il Signore", mentre sono principalmente proprio per sè, visto che occupano i primi posti nei banchetti, mentre il denaro proviene dalle tasche dei loro catechizzati, e loro, i capi, si limitano puramente a disporne e a sfruttare ciò che ricavano dai sacrifici altrui.

7. Generalmente i catechisti non si sporcano le mani, ma sono i loro sudditi a fare tutto. Non trasportano tappeti, non spostano mobili, non puliscono le sale eccetera. E quando i loro catechizzati non sono efficienti, fanno pure gli offesi.
A me toccò molte volte di vedere come ordinavano di smontare tutta una sala dopo ore di lavoro di sistemazione delle sedie e della mensa; come nulla fosse, dopo essere arrivati in ritardo, pretendevano che ci mettessimo a risistemare un'altra volta ancora, secondo i loro gusti.

8. Ti richiedono che tu "faccia il cammino", cioè che tu a quanto richiesto, assistendo e facendo ciò che devi fare, però, davanti al tuo sguardo attonito, accade che quelli che loro approvano sono quelli che non fanno nulla.
Se protesti, ti dicono che non sei umile.

9. Dicono che non si devono festeggiare ricorrenze per nessuno, perché "questo non è un circolo ricreativo", ma loro si riuniscono con la élite composta dai più ricchi e festeggiano i compleanni in casa dell'uno o dell'altro e si sbronzano pure.
Fra di loro, si aiutano economicamente e si fanno compari.

10. Ti richiedono di non fare preferenze, di trattare tutti allo stesso modo, però loro di solito non si avvicinano, non salutano né quasi rivolgono la parola a chi è povero.
Se vanno a visitarlo a casa sua quando si ammala, rendono subito pubblico il fatto perché sanno che darà loro un "punteggio" per passare al livello successivo.
Non hanno 33 livelli come la massoneria, però comunque hanno dei livelli o "passaggi" molto complessi, con rituali e tutto.

11. Esigono che tu non chieda condizioni per i favori che fai, che non dia in prestito soldi né li chieda.
Però fra di loro, nel loro circolo di amici, si fanno prestiti in danaro e si prestano persino le case, a quanto mi risulta.

12. Infine, cacciano fuori a spintoni (letteralmente, io l'ho visto fare più volte) chi vogliono.
Fanno pressione sui single perché si sposino.
Sono specializzati nell'arte di far piangere la gente con parole che li feriscono nell'intimo.
Fanno pressione sulle persone perché vendano i beni per dare i soldi ai poveri e lo esigono così insistentemente che alla fine lo fai più per l'obbligo di dover passare al livello successivo che per amore a Dio.











sabato 18 maggio 2019

LA NUOVA CHIESA. SCRUTINIO AD UN PRESBITERO DA PARTE DI UN LAICO “ILLUMINATO DALLO SPIRITO”

Nella NUOVA CHIESA del DIO KIKO, succedono cose strane, cose “nuove”.
Non esiste la direzione spirituale alla vecchia maniera, fatta da un buon sacerdote confermato nella fede da un SACRAMENTO, che ti porta consiglio, ma che poi ti lascia libero di seguirlo, che non si impone, che non rivendica l’AUTORITA’ che la Chiesa gli ha conferito, ma ti ascolta e ti suggerisce la via buona per la tua vita, per il tuo caso personale, totalmente in libertà. Tu puoi seguire i suoi consigli spirituali, sarebbe meglio per te, ma se non vuoi o non riesci, la volta successiva che tornerai il sacerdote sarà lì per te, non ti dirà che sei “bocciato” perché non hai obbedito, ma con pazienza e misericordia ti ascolterà di nuovo e ti darà consiglio.
Nella NUOVA CHIESA invece, esiste il contrario. La “novità” è che un ministro ordinato riceve esami e verifiche attraverso gli “scrutini”, da un LAICO QUALSIASI, un semplice inviato del DIO KIKO, senza arte né parte, senza formazione ecclesiale alcuna, titolare soltanto dell’”illuminazione” che gli proviene dallo spirito che la NUOVA CHIESA gli ha dato. Il laico indagherà la vita del sacerdote, gli interpreterà i fatti e gli dirà cosa deve fare per essere un buon cristiano. Se il sacerdote non obbedisce, il laico lo “boccerà” ed il povero sacerdote non potrà proseguire nel cammino, dovrà attendere, finché la sua fede non venga valutata sufficiente dal laico “illuminato” senza sacramento. Solo allora potrà proseguire il cammino che lo porterà all’incontro con Gesù Cristo.


Abbiamo qui un esempio, non sono frottole, e da questo esempio, leggendo attentamente, è anche possibile capire in quale situazione versasse LA NUOVA CHIESA DEL DIO KIKO nel 1977, a 9 anni dalla sua nascita.

Scrutinio integrale al SACERDOTE da parte del DIO KIKO in persona, 1977, come riportato nel mamotreto vecchio del 2° scrutinio:

Kiko: Dove ponevi le tue sicurezze?
P.: Io penso che ponevo le mie sicurezze nella perfezione etica, una vita di sacrificio, nell'obbedienza portata fino all'estremo nella povertà totale, nella castità, nell'autodominio, nell'onorabIlità. Cioè, in quello che io intendevo essere un buon prete, e per esserlo ben riuscito. Questo mi portava a superare i complessi della mia infanzia, l'essere di un paese, il fisico. lo mi ricordo che leggevamo a scuola un racconto di due sorelle, e una era molto brutta e non so che, e l'altra era molto bella. E la brutta disse: "Bene, io sarò molto buona", e finirono tutti per amarla molto di più. Beh, un po' questo. La gente diceva: "Che prete santo!", avevo amici e io mi sentivo realizzato. Mi dava libertà per parlare con gli altri e di giudicarli senza sentirmi colpevole perché io giudicavo secondo alcuni principi che credevo di compiere almeno esteriormente. Di fronte ai miei superiori non mi intendevo del tutto perché sempre mi dicevano che ero un po' estremista, che non bisognava prendersela tanto (intanto questo è un prete che non si intende coi superiori. Ora come superiore ha Kiko, si intenderà meglio?Vedremo). Io così pensavo che mi accettavano di più, sempre avevo questa speranza.
KikoConcludendo: avevi un complesso di brutto. E questo complesso di brutto ti ha portato ad avere paura che non ti amassero e ad adottare una linea di perfezionismo perché ti amassero. Quindi dove cercavi la tua sicurezza? Nel fatto che ti amassero, no?
P.: Nella perfezione, nell'essere prete..
Kiko: Però la tua sicurezza era l'affetto, che ti amassero, no?
P.: Sì, effettivamente l'essere buono senza che nessuno lo sapesse non mi attraeva molto.
Kiko: C'è stato qualche cambiamento di direzione nella tua vita?
P.: Quello che so è che mi sembra che mi importi meno l'essere buono. (eh certo, sta ad ore a sentire uno che dice che si può liberamente peccare!) Io credo di sì. Continuo ad aspirare alla stessa perfezione e a vedermi perfetto, però c'è una cosa che vedo chiara ed è che l'apparire buono non mi importa tanto, benché mi importi qualcosa. Non dico che sono già buono
Kiko: Tu hai detto che non ti importa tanto di fronte agli altri ma sì davanti a te stesso.
P.: Non lo so, non sono sicuro. Però credo che no, che anche di fronte a me stesso mi importi meno. Certamente io mi vedo con difetti e vedo la falsità di tutto ciò. Penso che se continuassi nella stessa linea la gente continuerebbe ad amarmi, continuerebbe a pensare che sono un prete straordinario o cose simili. Di fronte a me stesso non mi importa tanto vedermi così e credo che di fatto non lo sono. Credo che sì, ho visto un cambiamento. E non solamente in questo, ma anche in altre cose, nel denaro, nei rapporti con le persone. Per esempio io mai avrei portato una ragazza in macchina per accompagnarla a casa sua dopo una celebrazione, e adesso non mi importa (ha abbandonato la prudenza… vedi vedi che pian piano il cammino fa effetto… ).
Kiko: Ancora oggi in quali cose cerchi la tua sicurezza?
P.: Questa è una domanda alla quale non ho saputo rispondere. Cioè io vivo oggi in una specie di scetticismo.
Kiko: In che senso, scetticismo?
P.: Credo che non si tratti di sfiducia. Non lo so. E' come una mancanza di sicurezza.
Kiko: Hai perso il senso del cammino? Tu credi che qui ARRIVERAI VERAMENTE AD ESSERE CRISTIANO?
P.: Non ho perso l'idea del cammino, però ciò nonostante nella mia sensibilità non ho una esperienza forte di Gesù Cristo in modo che Gesù Cristo sia la mia sicurezza. Ora, tutto il resto non lo so. (sta mettendo in crisi la fede del prete… ora è in crisi perché non ha un’esperienza forte di Gesù Cristo come richiede il cammino. Avrà un’esperienza normale, ha avuto la vocazione… Ma la predicazione di Kiko lo mette in crisi, con tutto lo sperticare di esperienze forti.)
Kiko: Un momento. Gesù Cristo non è la tua sicurezza, allora qual'è la tua sicurezza oggi?
P.: Io penso che non è nessuna cosa
Kiko: All'infuori di Gesù Cristo non cerchi la tua realizzazione in nessuna altra cosa?
P.: Pensando che mi si va a dare qualcosa? No
Kiko: Cioé che quando qualcuno ti critica tu non ti arrabbi.
P.: Sì, mi arrabbio, però…
Kiko: Se non fosse una sicurezza per te l'affetto che gli altri hanno verso di te, non ti arrabbieresti se qualcuno ti rifilasse una punzecchiatura, così, con noncuranza
P.: Ti assicuro che non so se sarà per autoeducazione, ma io realmente cerco di non aver bisogno dell'affetto di nessuno, che nessuno mi creda buono né che nessuno mi ami. Chiaro, è che non ho avuto tempo per raccontarlo. lo ho avuto un momento di crisi molto forte in questo aspetto, in cui tutto, umanamente, mi veniva meno e io mi so no sentito totalmente solo, tutte queste cose che avevo lasciato non le cercavo perché so che non servono; e tutto questo di che la gente mi ami, non lo so. Oggi cerco di non aver bisogno dell'affetto di nessuno
Kiko: Ah, cerchi. Però forse non puoi averlo, no?
P.: Certamente a volte ho bisogno che la gente mi ami, però io reagisco, c'è un momento in cui reagisco, non resto in questa situazione. Questo è quello che volevo dire. (combattimento per la fede, si chiama caro Kiko)
Kiko: Vediamo. Io vorrei dirti una cosa, non solo a te ma anche a tutti gli altri. In questo momento la Chiesa esercita attraverso i catechisti un POTERE di DISCERNIMENTO, di aiuto, di ESORCISMO, attraverso la vostra realtà; e io credo in questo potere, e che è una GRAZIA DI DIO CHE DÀ AL CATECHISTA, COME LA DARÀ A VOI QUANDO SARETE CATECHISTI DI ALTRI FRATELLI per poter aiutare, e che ci è dato nella buona intenzione che ha la Chiesa, attraverso questo catechista, di aiutare il fratello. (questo è il suo castello mentale. La Chiesa esercita il potere di discernimento attraverso di loro. Ma se non li conosce nemmeno i catechisti la Chiesa, non li conosce il vescovo… il catechista non ha nessuna grazia, nessun sacramento che gli dia autorità anche se Kiko crede in questo potere perché gli torna comodo) Pertanto approfittate di questo momento non per difendervi ma per ricevere questo atteggiamento, questa correzione, questa cosa dalla Chiesa. La Chiesa prima lo faceva sempre per mezzo delle DIREZIONI SPIRITUALI, e oggi la direzione spirituale STA CAMBIANDO nella Chiesa in un'unica direzione che è la Parola di Dio nel Tempio (che vorrà dire?), corretta ed illuminata in certi momenti, come sono gli scrutini, nei quali si aiuta il fratello quando la vite si incastra e non va né indietro né avanti, ed allora c'è bisogno di un intervento della Chiesa che lo aiuti e l'illumini.  (a Kiko piacerebbe che la direzione spirituale della Chiesa appartenesse al “prima” per essere sostituita con la direzione dei suoi scrutini. Beh, come dice lui, il Signore non l’ha permesso. Nella Chiesa la direzione spirituale è viva e vegeta anche oggi, per grazia di Dio) Proprio per questo non scruteremo tutti, ma solo quei fratelli che abbiamo bisogno di aiutare. Tanto più per ché questo serve a tutti, perché al sentire come un fratello è scrutato state vedendo la vostra vita, vi state scrutando.
P.: Be', io una cosa mi dimenticavo. A me piace che le cose riescano bene, che la gente pensi: "Che bella cerimonia delle prime Comunioni", "Che celebrazione dell'Eucarestia stupenda!".
Kiko: Questo cosa vuol dire? Che ti importa ciò che dicano gli altri?
P.: Beh, un poco quello che ho detto prima, questa perfezione. Che mi piace che si vedano le cose che faccio bene. (piano piano, anche nel sacerdote, si insinua l’idea che cose normali, come la gratificazione che si può ricevere da una cosa ben fatta, siano invece deprecabili tendenze all’orgoglio e alla superbia)
Kiko: Seconda tentazione: che cosa non accetti della tua vita?
P.: Ho avuto sempre una paura terribile del ridicolo, non ho mai accettato secondi posti, non ho accettato il ricevere dagli altri, mi è piaciuto molto dare, mai ricevere, e se ho ricevuto qualcosa è stato pensando che facevo un favore a coloro che mi davano qualcosa.
Kiko: E questo perché? Perché non ti è mai piaciuto ricevere?
P.: Non lo so. Possibilmente per quello che ho detto prima, perché mai mi sono creduto inferiore a nessuno, perché ho bisogno di essere superiore. (inizia a manifestarsi la predicazione, sii ultimo, devi essere ultimo, sottomesso al catechista… un sussurro lieve, ma che penetra)
Kiko: Un momento. Perché hai avuto bisogno di crederti superiore. E perché hai avuto necessità di crederti superiore? Perché ti sentivi inferiore!
P.: Sicuramente, chiaro.
Kiko: Se si sente bisogno di credersi superiore è perché ci si sente inferiori. (sarà lo stesso problema che ha Kiko?)
P.: Tutto questo fino al punto di incrociare uno per le scale e se ci diciamo qualcosa, restare a pensare che gli avrei potuto dire tale cosa, perché così ho fatto l'indiano.
Kiko: Non puoi ricevere perché non puoi accettare di sentirti inferiore. Ricevi cose dagli inferiori. Tu hai relazionato il non ricevere con l'affanno che hai di sentirti superiore. E perché vuoi sentirti superiore? Ah!, sarà perché ti sentivi inferiore. Se vuoi essere superiore è per ché ti senti inferiore. Per questo non sopporti il ridicolo, i secondi posti, gli inferiori, gli animali, che dice la gente "poverino", "poverino". Avanti, hai visto un cambio di direzione? Cioè che tu non accettavi il tuo complesso, di brutto o di quello che sia (perdonami) che ci porta a non accettare il ridicolo, ecc .... Bene, nella comunità hai visto un cambio di direzione?
P.: Beh, non lo so. Io vedo alcuni segni di si, in quanto accetto le cose degli altri.
KikoUn segno sarebbe per esempio INCOMINCIARE AD ACCETTARE DI FARE IL RIDICOLO, dico, no? (gli sta dicendo che deve iniziare a fare il ridicolo? Ad un prete?)
P.: No, lì non sono arrivato.
Kiko: Questo si trova ben radicato.
P.: E i secondi posti, tantomeno. Nemmeno qui se vuoi, in questi giorni.
Kiko: Devi essere il primo.
P.: Posso non aver nessun ruolo, ma fare il secondo... Nemmeno nel canto. Io devo fare sempre una seconda o terza voce... (ma pensa te a che livelli si arriva: se uno fa un controcanto è perché non vuole essere secondo…. La vita imprigionata in schemi rigidissimi dove tutto è male)
Kiko: Un momento, un momento. Questo è molto importante. Dici che hai una vera impossibilità (questo lo dico perché impariate tutti) a ricevere, per complesso psicologico, forse non hai ricevuto nulla dalle catechesi, perché ciò significa ricevere e se stai con la chiave chiusa. Questo è molto importante. Se sei stato chiuso a chiave, ascoltando solo ciò che ti va bene, come il primo, mai il secondo. Beh, non ti dico nulla!  Voglio dire se tu credi che questo complesso che tu hai è giunto a questo estremo o no? 0 realmente la catechesi per te è impossibile che abbia influito però non...
P.: Me lo chiedi?
Kiko: Te lo chiedo.
P.: Io credo che non è arrivato a questo punto, credo di aver accettato.
Kiko: Meno male
P.: Credo che mi sono staccato dalla mia teologia, dalla mia linea di vita e di tutto questo, penso che si, che ho accettato.  (frittata già fatta! Si è staccato dalla sua teologia, dalla sua linea di vita, ha accettato la catechesi di Kiko) Forse non da tutti. Degli stessi catechisti ci sono alcuni che non accetto, però ALCUNI LI ACCETTO COME SUPERIORI A ME E NE ACCETTO DELLE COSE. Anche se son solito passare pure il conto, cioè che restituisco loro qualcosa. (ma mica ha torto. I catechisti NON sono superiori a lui)
Kiko: Cioè che se ricevi qualcosa devi restituire. Ancora oggi che cosa non accetti della tua vita o non comprendi?
P.: Lo stesso di prima, già l'ho detto, i secondi ruoli e il ridicolo.
Kiko: Allora il responsabile della comunità lo avrai accettato sempre male.
P.: Si, si, male, si
Kiko: Vediamo un pò. Gli idoli di questo mondo per te.
P.: Il denaro, le cose che dà il denaro, il successo, i figli come opera maestra della propria vita.
Kiko: Durante il cammino hai sperimentato una vittoria di Gesù Cristo?
P.: Senti, non lo so. Quello che ho sperimentato è che adesso non so che cosa sia essere povero, essere efficace, essere umile. (ha già raggiunto l’obiettivo di confonderlo. Il sacerdote ormai non ha più le idee chiare) So che con il mio sforzo non posso ottenere nessuna di queste cose, perché io ho voluto essere povero e umile e poi non lo ero (l’ha messo in confusione, gli ha insinuato il dubbio…). Son vissuto molti anni pensando che amavo tutti e poi risulta che non amavo nessuno, questa è una esperienza lunghissima nella mia vita. E in generale non so cosa sia essere povero né nulla, per questo dico che non so se sono cambiato o no. C'è una cosa in cui, si, ho avuto una luce da Dio riguardo a questo aspetto ed è quello che mi mantiene nella vita e nel cammino, l'essere come Gesù Cristo, essere felice con Gesù Cristo, essere povero come Gesù Cristo ed essere crocefisso come Gesù Cristo.  (attento però, perché il cammino non va in quella direzione…) Allora chiedo a Dio perché me lo dia, perché questo è meraviglioso, però io non so come si arriva a questo ne cosa sia, ma voglio che me lo dia. Io non so se sono cambiato o no. E quali sono i miei idoli? Beh, io stesso, e lo stare su un piedistallo che mai si affonda.
Kiko: Molto bene. Tu vuoi entrare nel catecumenato? Sinceramente
P.: Io voglio giungere ad essere la presenza di Gesù Cristo nel mondo. Ma il fatto è che ....
Kiko: Bene. Io voglio chiedere a te, indipendentemente dal fatto che sei parroco, che sei nella parrocchia e che questo fatto del cammino ti da buona fama davanti al vescovo della diocesi, adesso, e che si diano catechesi; perché tutto questo il Signore te lo può togliere tranquillamente, ti mette in crisi e ti secolarizzi entro venti giorni. (la crisi, semmai non gliela mette il Signore, gliela mette Kiko) Io ti chiedo: come persona, a te interessa questo cammino, vuoi entrare nel catecumenato?
P.: Bene, è che a me, da quando abbiamo incominciato il cammino, ci sono varie cose che mi mettono in crisi, che a volte mi fanno dubitare. Più che dubitare, a volte mi fanno sentire a disagio. (si vede che non è per nulla convinto...)
Kiko: Quali cose?
Kiko: Chi preferiresti che lo conducesse?
Kiko: Però, chi ti piacerebbe che conducesse il catecumenato?
Kiko: Però adesso il Vescovo della tua diocesi vi accetta il cammino, no?
P.: Sì, sì.
Kiko: Accetta questo cammino e non ha nessun problema.
P.: Sì, ha pure detto che è ciò che ha più consistenza di quello che c’è nella sua diocesi
Kiko: Tu sei stato a Roma quando abbiamo fatto la riunione di parroci? Lì parlò il Papa pubblicamente e c'erano presenti vari vescovi. Bene, ti dirò una cosa che può servire per tutti. Mi dispiace che nel fondo di tutto questo ci sia la tua situazione psicologica e tutte queste cose, ma i carismi Dio molte volte non li dà ai Vescovi, li può dare a un tipo qualsiasi.  (cioè a Kiko…PRECISAMENTE SE I VESCOVI PENSASSERO ESATTAMENTE COME NOI, NON CI SAREBBE BISOGNO CHE CI FOSSIMO NOI, IL CATECUMENATO, NON AVREMMO UNA RAGIONE DI ESISTENZA. (ah, loro la pensano diversamente dai vescovi?) precisamente perché NON LO SANNO, NOI ABBIAMO UNA RAGIONE DI ESISTENZA. (i vescovi non lo sanno… loro esistono perché lo sanno, invece. Meglio dei vescovi!) Come disse l'Arcivescovo Morcillo: "Io non ho ricevuto il carisma, lo avete ricevuto voi" (e con questo se ne lavò le mani). In quella riunione c'eri tu. Il vescovo non è il padre dei carismi. L'autore dei carismi è Gesù Cristo. Il vescovo ha il discernimento dei carismi e decide se un carisma è da Dio o non è da Dio. Colui che discerne i carismi nella tua diocesi è il tuo vescovo. E il tuo vescovo che ti può dire di più? Ti ha detto che questo è quello che ha più forza e più entità nella diocesi, la cosa più seria che c'è. Ed egli stesso va aprendo il cammino e dicendo a voi parroci che potete accettare. (non va quindi aprendo il cammino, consente ai parroci di accettarlo, è ben diverso) Vi sta comandando di fare catechesi, lo stesso vescovo. (una semplice tolleranza del cammino per Kiko diventa comando del vescovo) E' curioso come in te c'è una cosa contradditoria. IN ALTRE DIOCESI LE COSE NON STARANNO COSÌ BENE, il vescovo ha i suoi dubbi, ma qui il vescovo sta così bene e invece TU HAI GELOSIE perché noi portiamo il cammino, ti piacerebbe che lo portasse di più il vescovo. (gelosie? Ecco il giudizio cattivo, tendenzioso e sbagliato, insinuante. Quel prete non sta parlando di gelosie, sta mettendo in dubbio l’inserimento del cammino nella Chiesa, nonostante abbia un vescovo che lo accetta) O ti piacerebbe condurlo di più tu? Perché in definitiva tu hai detto qui che non ti piace aver secondi ruoli. Bene, vediamo. Con tutto questo non mi hai risposto alla domanda che ti ho fatto prima, se tu volevi passare al catecumenato, cioé che AUTORITÀ dai tu a questo cammino, nel senso che ti può condurre personalmente alla fede, ad una fede più adulta (il parroco, evidentemente, non ha la fede adulta che ha Kiko, che è invece in grado di condurre il sacerdote ad ottenerla)
P.: Già sapete che vengo così da altre convivenze ed ancora non l'ho digerito.
Kiko: Ma che cosa non hai digerito in concreto? Il fatto della LEGGE DI KIKO? 0 il fatto che io conduca il cammino? Che cosa?
Kiko: Vediamo. Se il Signore ci porta qui, tu devi discernerlo come parroco della tua parrocchia. Devi considerare che il Signore va a creare uno scombussolamento tremendo nella tua parrocchia e questo disorienterà molto le persone. Se noi apriamo un cammino, dobbiamo portare UNA INTERPRETAZIONE della Parola e se stiamo aprendo un cammino che in definitiva vuole essere per gente non adulta nella fede, secolarizzata, allora dobbiamo portare una interpretazione della Parola. E ai Vescovi toccherà, in ultima istanza, sapere se questo è un carisma da Dio, o se è che io sono un idolatra di me stesso, mezzo pazzo(pochi vescovi amano il cammino, ma sono quelli che contano di più, nei posti strategici. La maggioranza sì, lo considera mezzo pazzo) se qui veramente si sta facendo del bene alla gente o se la si sta distruggendo. (dopo 50 anni possiamo affermare con certezza che ne ha distrutta tantissimaNessun vescovo ci ha proibito mai nulla.  (ma che dice? A decine glielo hanno proibito, anche all’epoca, quando lo conoscevano meno) E quando giunse il momento che il Papa parlasse, non credo che abbia detto nulla di negativo, e il Papa non parla a casaccioQUI IN SPAGNA NON ABBIAMO FATTO NESSUNA PROPAGANDA, NÉ ABBIAMO VOLUTO PARLARE DI QUESTO, PERÒ IL PAPA CHIAMÒ MONS. ROMERO DE LEMA, CHE È IL VESCOVO DI JESUS E OGGI È IL SEGRETARIO DELLA CONGREGAZIONE DEL CLERO, E STETTE TUTTO UN POMERIGGIO, CIRCA SEI ORE PARLANDO DI QUESTO CAMMINO, PERCHÉ QUESTO VESCOVO È QUELLO CHE PIÙ LO CONOSCE. (propaganda ne è stata fatta a iosa, in Italia almeno proprio tanta. Mons Romero è proverbiale per essere un superneocatecumenale al 100% . Non fa testo). Ma bene, tutto questo è il meno importante. Voglio dirti che tutto questo non ti servirebbe, perché è un problema tuo, personale, che ti nasce un poco da questa realtà che hai dietro di te, che se la hai illuminata è stupendo. Tu forse esponi qui tutto questo forse per farti notare, però è necessario sapere se questo è ILLUMINATO in te. ALLORA, SE SI TROVA ILLUMINATO, SE È ILLUMINATO CHE TU NEL FONDO HAI UN COMPLESSO MOLTO PROFONDO DI INFERIORITÀ PERCHÉ NON TI SENTIVI AMATO DAL SUPERIORE, O PER ALTRI MOTIVI, ED HAI PAURA DI FARE IL RIDICOLO, TUTTO QUESTO INFLUISCE NEL TUO MINISTERO E TI CONDIZIONA.  (psicologia di bassa lega. Qui si tratta di questioni di fede, dell’ortodossia del cammino, che tanto piaceva a Mons. Romero fin dall’inizio) Se questo fosse illuminato la prima cosa che succederebbe è che saresti molto più cauto di fronte a te stesso, alle tue proprie convinzioni, e ti appoggeresti di più in Gesù Cristo. Non lo so, ne parleremo se vuoi, però pensa: da altre convivenze fino ad oggi tutto questo si trova NON ILLUMINATO. C'è una zona in te che non è chiara. (se non è “illuminato” questo prete è destinato a bocciare)
Kiko: Ma adesso hai un vescovo nuovo e questo già è finito. Perché la causa non era questa. Abbiamo passato la vita lottando con i preti: che se si tocca il calice, se non si tocca. (lottare con i preti non è buono ed indica la superbia di Kiko che crede di poter insegnare anche ai vescoviE RISULTA CHE POI ABBIAMO SCOPERTO CHE NEL FONDO NON C'ERA LA QUESTIONE DI "SE IL VESCOVO LO PERMETTE, O SE IL VESCOVO NON LO PERMETTE", MA CHE ERA UNA QUESTIONE AFFETTIVA CHE NON SOPPORTAVA CHE UN ALTRO LO COMANDASSE. (oohh!!! L’ha detto: è una questione di COMANDO. Nella Chiesa, caro Kiko, non devono comandare i laici. Nello Statuto poi approvato, non c’è che il laico comanda, ma “aiuta e collabora”. In realtà nel cammino, in barba allo Statuto e in disobbedienza alla Chiesa, hanno sempre comandato e continuano a comandare i laici) Però ci sono altri casi e come dici tu molto bene bisogna vedere le condizioni. Bene, ne parleremo. Vediamo il responsabile. Tu come responsabile, hai visto se il presbitero ha condotto il cammino, o questi problemi sono stati sempre in primo piano? Sinceramente.
R.: Io credo che il problema viene dall'inizio. Quest'uomo aveva nella sua mente uno stile di comunità. Allora noi facevamo con lui alcune riunioni di sposi, di revisione di vita, e così incominciò a lavorare con noi; però tutta la sua visione era comunità, comunità. Quindi ci riempie dell'idea di comunità, io un giorno vengo a Madrid è mi incontro con una comunità di Pio XII. Allora lui disse: "Fate quello che volete". IO PENSO CHE NOI GLI ABBIAMO IMPOSTO UNA COMUNITÀ, non quella che lui aveva un mente. E credo che da lì venga il problema. Per il resto non ci fa soffrire degli altri problemi. Quando presiede ci situa pienamente nella celebrazione perché lui è il primo che la vive. (pover’uomo, deve subire i neocatecumenali. Come molti del resto, subiscono il loro COMANDO)
Kiko: Tu hai visto attraverso il cammino catecumenale un cambiamento in lui?
R.: Sì. Lo vedo perché all'inizio era incapace di soffrire e adesso soffre. Perché abbiamo avuto grandi scontri, gli ho detto cose molto grosse e le ha sopportate. Vedo che c'è una forza al disopra di lui che lo fa recuperarsi (perché è un parroco, un uomo di Dio, lo sorregge un sacramento…)
Kiko: Bene, con questo finiamo. Io ti dirò che in te vedo un problema affettivo profondo, di complesso che ti ha 'mediatizzato' moltissimo nella vita. (psicologia a buon prezzo. Sembra una chiaroveggente con la palla di cristallo: “Vedo un problema affettivo profondo….”) Hai avuto espressioni mentre parlavi, come per esempio "vedermi perfetto". Non sopporti un'imperfezione. Bisogna scoprire dove sta il non accettare i difetti, l'avere un atteggiamento di scetticismo perché stai sopportando una situazione di comunità quando tu vorresti apparire bene di fronte alla diocesi, che la tua parrocchia sia la migliore, ecc. Il non poter accettare assolutamente il ridicolo. (ma è giusto che non sopporti il ridicolo, il ridicolo non è buono, specialmente per un prete) Tra quello che non accettavi prima della comunità e quello che non accetti oggi, non hai potuto dire un cambiamento reale perché sta tutto lì (menomale). In cambio hai speranza di raggiungere questo e hai detto che ti darebbe molta gioia il poter soffrire come Cristo, essere povero come Cristo. Tutte cose MASOCHISTE di Cristo. E' curioso eh? (lo dileggia) Questo ti può aiutare. La cosa più importante per te è che tu scopra a questo punto del cammino, nel passaggio al catecumenato, se questo è un carisma o non è un carisma. Ogni carisma che Dio dà alla sua Chiesa è per aiutare la Chiesa. Tu forse, per le tue circostanze psicologiche, per le tue circostanze di vita, o per ciò che sia, puoi inventarti perfettamente un altro catecumenato, o copia il nostro, quello che vuoi. Oggi lo stanno facendo molti preti.  (veramente solo Rosini l’ha fatto, che io sappia. Il neocatecumenato come il nostro, lo copiano… ma che è, spionaggio industriale nella Chiesa, secondo lui?) Poi il tempo dimostrerà quelli che restano. (restare mica è un vanto eh? Quelli che restano è perché si sono fatti il loro posticino, il loro calduccio, la loro posizione all’interno della comunità. Comunità come luogo di ritrovo, non come luogo di santità) E io con questo non voglio dire nulla. Puoi farlo perfettamente tu, mi sembra una cosa molto buona. PERÒ QUELLO CHE MI SEMBRA STRANO È CHE DOPO QUESTI ANNI, NELLA CITTÀ NESSUNA ALTRA PARROCCHIA HA CHIESTO CATECHESI.  (ammissione triste: nonostante il vescovo li accetti, i preti non li vogliono!) Questo mi meraviglia moltissimo. (eh già, credeva che la sua creatura andasse a ruba. La sua NUOVA CHIESA, coma l’ha definita luiE con te sempre molte lotte, e problemi. In questo momento io ti vorrei CHIAMARE A CONVERSIONE. (lui è già convertito e lo sta dimostrando. E’ Kiko che non capisce) Dobbiamo vedere tutti e due insieme con umiltà, seriamente. Perché se questo è un carisma di Gesù Cristo forse viene anche per te, per convertirti come sacerdote, perché riscoprire il battesimo non credo faccia male a nessun religioso, a nessun prete, né a nessuna persona, a tutti ci fa bene. Ad ogni modo, siccome ci vedremo nella comunità, parleremo. Grazie, puoi sederti.
Kiko: Ad ogni modo è si importante, che se qualche fratello vede qualcosa, (noi siamo un cammino della Chiesa, che si sta aprendo, importante o non importante, lo dirà il Signore), (potente, più che importante, con tante proprietà, con tanti soldi, con vescovi compiacenti importanti, ma sta finendo, dopo 50 anniCHE LO SCANDALIZZA LA NOSTRA PAROLA, CHE NON CREDE CHE SIA VERA, CHE NON SIA D'ACCORDO CON IL FATTO CHE NOI CONSIDERIAMO CHE PASSARLO AL CATECUMENATO SIA FARGLI DEL MALE, OSSIA, CHE TRA POCO TEMPO STAREBBE FUORI PERCHÉ NON HA POTUTO CONTINUARE E SARÀ FRUSTRATO E AFFONDERÀ, PUÒ ANDARE IN UN ALTRO LUOGO DELLA CHIESA. (molti lo hanno fatto, infatti e stanno benissimo adesso. Altri, per lo scandalo,hanno proprio perso la fede) Oggi ci sono molti catecumenati. Noi abbiamo avuto molti macelliIl parroco di Pio XII ci disse: "Ma che è questo, voi a messa da soli, questo è un piacere". Non accettò il cammino.  (saggio prete!) E se noi non avessimo difeso un pò il cammino nella sua idiosincrasia, nella sua ragion d'essere, oggi sarebbe completamente distrutto perché ciascun prete lo avrebbe inventato a suo stile Siamo andati avanti come abbiamo potuto, senza alcuna autorità, infatti io non sono nessuno. Adesso quelli della catechetica stanno inventando un altro catecumenato, quelli del mondo migliore se ne inventano un altro, ciascuno a suo stile, ciascuno si inventa le sue comunità. Alcuni con maggiore impegno politico, altri con meno, altri con non so cosa, e come più gli piace. Mi sembra una cosa molto buona che ciascuno stia nel cammino che vuole. Noi abbiamo questo. Adesso abbiamo una riunione con il Cardinale Tarancòn con tutti i parroci e presbiteri del cammino nella diocesi di Madrid, che sono circa 70 , per parlare di questo cammino. (e dice che non fanno propaganda?) Adesso, che voglia accettare questo cammino e crede che è un cammino cristiano che può portare veramente al cristianesimo, sa che deve accettare questo. Allora, per voi, per quelli che il Signore chiama e vogliono seguire questo cammino, coloro che vogliano.... Chiaro, questo è una cosa che io dico un pò tristemente, perché? Perché io penso che la Chiesa primitiva non aveva che un solo catecumenato, perché il catecumenato è il Battesimo, non c'era una differenza fra Battesimo e catecumenato.  Si chiamava catecumenato il cammino del Battesimo. Non ci potevano essere due battesimi né tre battesimi, né un'altro catecumenato in cui i segni fossero più debolucciSE C'ERA UN'ALTRO CATECUMENATO ERA QUELLO DEGLI ERETICI, CHE LA CHIESA PRIMITIVA CHIAMA: " DI COLORO CHE SONO USCITI DI MEZZO A NOI".  (l’ha detto! Voi siete usciti di mezzo alla Chiesa, con regole vostre, liturgie vostre, riti vostri, decime…Allora siete voi gli ereticiLa prima decomposizione che c'è stata nella Chiesa di Gesù Cristo è stata precisamente questa: che la gente che stava nella Chiesa primitiva usciva e faceva una altra Chiesa per conto suo. Di essi dice San Giovanni che sono l'ANTICRISTO e sono usciti di mezzo a noi. (ma non si rende conto che sta parlando di se stesso?) Questo, sapete, è una cosa terribile, perché vedendo la storia della Chiesa primitiva una delle cose che scandalizza è precisamente la decomposizione in sette: i docetisti, i manichei, ecc.....  (come oggi) Non potete immaginare la quantità di sette che sorgono dalla Chiesa primitiva, che si sganciano e ciascuno diceva che la sua era migliore dell'altra. Dopo, con la storia, soccombettero; molte di esse sono morte ed ha continuato la Chiesa vera. Con questo non voglio dire che il NOSTRO CAMMINO sarà meglio,  ("nostro cammino", sente proprio che è una cosa “sua”, la prima di molte copie. Ma questo è Chiesa? Si potrebbe dire “la nostra Chiesa”? Di Paolo, di Cefa…) sorgeranno anche altre cose. Io veramente sono sorpreso della comunione che abbiamo ancora nonostante la diffusione che ha già il cammino.

giovedì 16 maggio 2019

Concertone kikiano dirottato da Matera al Palaflorio di Bari: 2 giugno 2019.

Unico e vero "assillo" di Kiko
Continuiamo ad attingere notizie dai nostri fratelli - non ancora ex - infiltrati "sotto copertura" e a divulgarle. Una miniera!
Abbiamo così il termometro della situazione costantemente aggiornato.

Nell'ultimo "Annuncio di Pasqua", a proposito della programmazione futura della iperattiva macchina neocatecumenale, Kiko, tra le altre, dà questa notizia:
Il 2 giugno faremo la Sinfonia a Matera, nella capitale della cultura 2019. Speriamo che possiate venire.
Ma all'improvviso ci arriva il "contrordine compagni".

Ecco il bollettino aggiornato, divulgato capillarmente nelle comunità nelle ultime ore:
"Kiko ci ha annunciato, in occasione dell'incontro per la Pasqua, che il 2 giugno si terrà a Matera la celebrazione sinfonico-catechetica "La Sofferenza degli Innocenti".
Purtroppo dobbiamo informarvi che sono sorti problemi tecnico-amministrativi che rendono impossibile lo svolgimento dell'evento a Matera, come programmato, questo anche per le numerose iscrizioni pervenute.
Il concerto è confermato, ma invece che a Matera si terrà al Palaflorio di Bari sempre il 2 giugno 2019, alle ore 17,30.
Ho prenotato due pullman per 100 partecipanti e vi prego di sensibilizzare i fratelli.
Per il concerto è richiesto un contributo di circa 20 euro a testa, al di fuori della spesa dei pullman per cui faremo l'apposita colletta.
Una volta raccolte le adesioni per comunità si prega di farle pervenire tempestivamente alla segreteria di questo Centro.
La pace."
Prima considerazione: Appare evidente che i concertoni kikiani tutto sono fuorché "celebrazioni sinfonico-catechetiche".

Celebrazioni di che? (della megalomania ormai eclatante, questo solo è sicuro!)
Il "contrordine compagni" ci fa comprendere ancora una volta che questi eventi sono organizzati e pianificati dall'alto.

Mi spiego: se Kiko fosse andato a Matera perché invitato a portare in quella terra il "suo spirito" e se comunque la sua missione fosse quella di "evangelizzare", il criterio che seguirebbe per scegliere un luogo piuttosto che un altro risponderebbe a questa esigenza e dunque non avrebbe mai cambiato idea a motivo dei "posti" insufficienti. Non vi pare?

Insufficienti perché, poi?

Non sarà che la "capitale della cultura" ha fatto due conti, concludendo che non poteva accogliere un evento musicale di così basso livello, lasciando a piedi l'Argüello? Chi lo sa!
(Ultima postilla: sarebbe interessante conoscere quanto costa, nell'uno e nell'altro posto, una serata e fare un confronto "costi-benefici".)
Una cosa è sicura: questo Concertone è ormai stantìo e sono anni e anni che Kiko lo replica nel mondo intero, per cui tutti i fratelli lo hanno sentito e risentito abbastanza. Inoltre non si sa come Kiko lo abbia "composto", non ne sarebbe capace, se pure è scadente di qualità. Di una cosa siamo sicuri: di esso non rimarrà traccia alcuna nella storia della musica.

Ma torniamo all'argomento: cambio di location. Il presuntuoso Kiko non avrebbe mai preferito un normale palasport a una delle città più amate e preziose, unica al mondo come Matera, che doveva fargli da cornice.

La nostra idea è che questa è la prova più evidente che nessuno si prende la briga di invitare Kiko pregandolo ad esibirsi mentre lui, il santo, si offre e si immola (insieme al Suffrimiento degli Innocenti che nel cammino sono stati sempre bistrattati, per usare un eufemismo!).

Insomma, siamo di fronte ai soliti commedianti e appare fin troppo chiaro che a organizzare il tutto sono stati, come sempre, solo loro: Kiko, Donnini e compagnia bella; per dirla tutta, credo fermamente che lo fanno solo ed esclusivamente per beceri fini economici. Business!
Ossia, anche questo è un modo come un altro per rastrellare soldi poiché per loro tutto fa brodo, nella loro insaziabile ingordigia.

Ma ditemi voi, che senso ha organizzare un concerto in terra pugliese per riempire un palasport di gente che viene da ogni dove, sollecitata da loro stessi? I veri big della musica moltiplicano i loro concerti e riempiono gli stadi solo se il pubblico dei loro fans li segue e si attiva mesi e mesi prima per assicurarsi i biglietti che vanno a ruba. Ma qui non si tratta di fans, ma di deportati sollecitati e spinti a partecipare alla solita neronesca kikiana esibizione autocelebrativa, come tutto quanto Kiko intraprende. E si porta dietro immancabilmente il suo "esercito di Franceschiello", alias sempre gli stessi! (guarda un poco, anche Kiko si chiama Francisco!)


"Icona" di Kiko, affranta
per tanta ignominia
Ricordando la prassi del cammino che ho vissuto per decenni, vi spiego come funziona e come si mette in moto l'ambaradan ogni volta:

L'idea nasce dall'alto, come già detto, per ragioni di business (il piatto piange). Parte l'idea sempre da Kiko. Ora tutto sta all'itinerante che riuscirà a concretizzarla più velocemente e proficuamente e appetibilmente per Kiko stesso. Dopo di che partono gli ordini di scuderia, che si diramano dalla testa romana a tutte le equipe di itineranti responsabili, disseminate sul territorio: "Kiko ha detto che… dalla Calabria (dall'Abruzzo, dalla Campania, ecc.) si aspetta almeno 20 pullman (facciamo un esempio)". Scattano tutti sugli attenti. Partono i dispacci per i singoli centri neocatecumenali, diramati dagli stessi itineranti: "Fratelli, ci aspettiamo dal vs. centro almeno 5 pullman" e così si arriva all'ultimo comunicato "formato parrocchia" di cui sopra: "ho prenotato 2 pullman..." Ecco perché prima si prenotano i bus e poi si sollecitano le comunità per riempirli: nessuno dei capetti di zona - sotto itinerante responsabile di Regione - vorrà mai far brutta figura non mantenendo lo standard di prestazione richiesto dal suo diretto capo: il gioco è fatto! E i poveri fratelli pressati, oltre a tutti i disagi del doversi sorbire per l'ennesima volta quel "Suffrimiento" in musica, devono anche sborsare per il bus, in una colletta "gira gira" fino al raggiungimento della cifra, e in più devono pagare una quota, come ogni comune mortale, di 20 euro per l'acquisto del biglietto per "dover" ascoltare Kiko Superstar.
Concertone a partecipazione forzosa o forzata, insomma.

Ma di cosa stiamo parlando?

Trarre la conclusione è semplice.
Kiko, novello Rockstar, quanto incasserà per questo ennesimo bidone tirato ai camminanti?
Calcolatrice alla mano, deve andargli male per incassare non meno di 100.000 euro.


Segnaliamo da CruxSancta l'ultimo, in ordine di tempo, accorato appello, questa volta esplicito, volto ad ottenere denaro, datato 1° Maggio 2019 ( NB  Festa dei lavoratori! Ironia della sorte! ) un mese esatto dall'atteso Concertone di Matera/Bari. Ci chiediamo: e la versione romana c'è?



Oramai sono sempre al verde, a sentire loro, e l'ansia li assale implacabile: come faranno a continuare ai ritmi di sempre a cui non sanno rinunciare?
Oramai per Kiko l'assillo per mancanza di denaro è un disturbo ossessivo compulsivo allo stato cronico di cui tutti gli aderenti al suo "potente cammino" fanno da decenni le spese.


A proposito di assillo, mettiamo a confronto Kiko con l'Apostolo Paolo, e cogliamo l'occasione per offrire ai camminanti, dubbiosi e non, qualche ulteriore spunto di riflessione, molto utile alla loro definitiva presa di coscienza. È l'apostolo Paolo stesso che si rivolge a loro esponendo quali sono i "privilegi" del vero Apostolo di Gesù Cristo. Tutte cose da cui Kiko si tiene ben alla larga, come ognuno può appurare da solo; Kiko che ha fatto sempre la bella vita e non ha mai lavorato un sol giorno.

Il brano è tratto dalla Seconda Lettera ai Corinzi (11, 20-28):
"In realtà sopportate chi vi rende schiavi, chi vi divora, chi vi deruba, chi è arrogante, chi vi colpisce in faccia. Lo dico con vergogna, come se fossimo stati deboli!
Tuttavia, in quello in cui qualcuno osa vantarsi - lo dico da stolto - oso vantarmi anch'io. Sono Ebrei? Anch'io! Sono Israeliti? Anch'io! Sono stirpe di Abramo? Anch'io! Sono ministri di Cristo? Sto per dire una pazzia, io lo sono più di loro: molto di più nelle fatiche, molto di più nelle prigionie, infinitamente di più nelle percosse, spesso in pericolo di morte. Cinque volte dai Giudei ho ricevuto i quaranta colpi meno uno; tre volte sono stato battuto con le verghe, una volta sono stato lapidato, tre volte ho fatto naufragio, ho trascorso un giorno e una notte in balìa delle onde. Viaggi innumerevoli, pericoli di fiumi, pericoli di briganti, pericoli dai miei connazionali, pericoli dai pagani, pericoli nella città, pericoli nel deserto, pericoli sul mare, pericoli da parte di falsi fratelli; disagi e fatiche, veglie senza numero, fame e sete, frequenti digiuni, freddo e nudità. Oltre a tutto questo, il mio assillo quotidiano, la preoccupazione per tutte le Chiese. "