domenica 8 dicembre 2019

Intervista a Paola

Padre Enrico Zoffoli insegna ad un nipotino
a venerare l'immagine di Gesù crocifisso
Intervista di Lydia Tamburrino a Paola Travaglini, 85 anni, tre figli, nove nipoti una persona semplice, “comune”, attaccata strenuamente al Magistero bimillenario della Chiesa, nel solco dei più grandi teologi e sacerdoti che ha conosciuto nella sua vita, a cominciare da Padre Enrico Zoffoli, con il quale ha collaborato.

Quali sono i suoi fondamentali nella religione cattolica?

Prima di tutto la mia appartenenza al Cristianesimo è un’appartenenza all’unica Rivelazione nella storia, dove il Signore Gesù, Figlio Unigenito di Dio, si fa carne e con la Sua morte in Croce mi redime.

Da che cosa la redime?

Dal peccato, che è un’offesa a Dio.

Oggi, perchè è amareggiata?

Sono amareggiata perchè vedo come trattano sia i sacerdoti che i laici la Santissima Eucaristia. Dal 1983 ho incominciato a difendere le Sacre Specie, perchè fui testimone oculare di atti di profanazione in San Giovanni in Laterano e per questo feci una denuncia (n.d.r.: vedi “Il segno del soprannaturale”, n. 177, marzo 2003), ma tutto cadde nel silenzio, perchè non ebbi una risposta. Qui iniziò la mia battaglia per difendere Gesù e così potei incontrare sacerdoti e vescovi santi.
Collaborai con tanti di essi, con i vescovi Pestana e Bommarito, con Gherardini, con Landucci, oltre che con padre Zoffoli e il cardinale Ivan Diaz. Incontrai perfino due volte, una delle quali fortuita, l’allora cardinale Ratzinger. Erano in tanti ad opporsi al decreto del cardinale Poletti, che chiedeva di prendere la Comunione in mano. La Chiesa di sempre difendeva le Sacre Specie. Sono stata testimone oculare di liturgie con balli e profanazioni. Le ho fotografate e denunciate… Non mi sono mai arresa. Oggi, invece, vedo che il male è dichiarato bene e viceversa.

Da dove parte secondo lei tutto questo?

Per mia esperienza, sono certa che tutto è partito dalla deriva della liturgia neocatecumenale. S’intende, sono brave persone i catecumeni, ma con tanti errori dottrinali mai corretti dalla Chiesa.

Ci faccia un esempio.

Guardi, il più sconcertante è l’oggetto della mia pubblica denuncia. Padre Mirco, del Cammino Neocatecumenale, in San Giovanni in Laterano, in presenza di altri testimoni, ebbe a dire che loro non credono nella Transustanziazione, ma nella transignificazione (ricordo della Cena). Le pare poca cosa!?!
Io non mi capacito come di fronte a tale gravità dei fatti, i papi non solo hanno taciuto, ma anche approvato. Tant’è che oggi mi ritrovo sul foglietto della Domenica primo ottobre 2017 che la Chiesa ringrazia Lutero del grande dono spirituale e teologico che ci ha fatto. Ma come si fa, mi domando in un colloquio interiore, a screditare così il sacrificio dei martiri che sono morti per la fede? Penso, per esempio, a Tommaso Moro.

Forse la Chiesa si è modernizzata!?!

Ma cosa dice, la Chiesa è irreformabile e immutabile, perchè custodisce la Verità. La Verità non può essere messa ai voti con la collegialità (la Cei). La Verità è Una e non cambia.

Quando va a Messa oggi, perchè dice di soffrire?

Perchè parecchi sacerdoti non spiegano la parola di Dio in base al Magistero, ma fanno dire alla Sacra Scrittura le cose più fantasiose. Faccio dire tante Messe, proprio per i Sacerdoti, perchè il sacerdote può assolvermi dal peccato e celebrare la Messa. Solo a lui, neanche alla Vergine Santissima è stato dato questo potere. Purtroppo, oggi si preferisce dire Messa concelebrata, andando contro il diritto canonico (canone 904). Anche se ci fossero sull’altare otto sacerdoti che concelebrano, la Messa è una, uno il Sacrificio, uno la Vittima, uno Gesù. Così facendo si sottrae tanta grazia a Dio, perchè tante Messe vengono meno. Il sacrificio non si moltiplica in base ai celebranti. Ecco perchè lo stesso Paolo VI sollecita ed evidenzia il valore immenso della Messa, anche se celebrata da un solo sacerdote senza assemblea (Mysterium Fidei, n. 15). Io le sottolineo che a noi è stato sempre insegnato che sull’altare, in quel momento, c’è tutta la Chiesa: militante, purgante e trionfante.

Nella sua denuncia si parla anche di confessioni pubbliche…

Sì, è vero. I neocatecumenali hanno diversi ingressi piramidali e ogni gradino d’ingresso non conosce l’altro e praticano la confessione pubblica che Santa Romana Chiesa non ha mai consentito. Conservo ancora una copia del libro “Verità sul Cammino Neocatecumenale”. Questo è una raccolta di tutte le testimonianze delle persone sulle eresie del Cammino Neocatecunenale. Per farle capire quanto sia stato grave tacere su tutto ciò, le faccio un esempio. L’altro giorno, nel confessionale a San Giovanni, sono stata corretta nell’Atto di Dolore dal sacerdote. Questa cosa è pubblica, diffusa nei confessionali. Invece di dire “Ho meritato i Tuoi castighi”, avrei dovuto dire: “Mi sono allontanata dal Tuo amore”. Il sacerdote ha aggiunto che Dio non castiga. Mi domando: ma se la giustizia di Dio ha messo in croce Suo Figlio per salvarmi, com’è possibile che un sacerdote erri fino a questo punto? Come pretendono questi teologi che vivono oggi la Storia, cambiare il bimillenario Magistero della Chiesa? Il Magistero è la fede e neanche il papa può modificarlo. Il Magistero è lo Spirito Santo che ci ha sempre confermati in duemila anni nel Corpo Mistico della Chiesa. Come ebbe a dire Padre Zoffoli, “anche se dovessi rimanere solo, continuerei a credere perche il Magistero mi basta”. Io ascolto più Messe possibili, certa del loro valore salvifico, sia in latino che in italiano. Il valore della Messa è infinito! Una Messa vale di gran lunga di più di tutto il sangue dei martiri messo insieme.

Signora Paola, secondo lei perchè oggi i giovani non vanno più in Chiesa?

I ragazzi di oggi sono soli e pur cercando delle risposte, trovano una Chiesa che corre dietro alle cose del mondo: pace, ecologia, fratellanza universale. Questo fa sì che li si vuoti dal di dentro della loro personalità. Sono lontani dal concetto per cui ognuno di noi è, per Nostro Signore, unico, irripetibile. Tutto ciò era così chiaro quando avevamo il Catechismo di San Pio X! Con le domandine e le risposte, quanti santi bambini ha formato quel Catechismo. Capivamo il senso salvifico del sacrificio quotidiano, a cui l’uomo è chiamato nel tempo della sua vita. Ecco perchè anche da bambini saremmo stati felici di soffrire e morire per Gesù. Il Catechismo di San Pio X oggi è proibito nella Chiesa. Le dico proibito perchè io sono stata catechista. Ho preparato sempre le mie nipotine alla Prima Comunione. E proprio quando Papa Ratzinger decise di ristamparlo, io preparai l’ultima delle mie nipoti alla Prima Comunione. Beh, mi fu proibito di poter far accedere la bambina al Sacramento, proprio perchè preparata sul catechismo di San Pio X. In tutta Roma non ci fu una Chiesa che ci accolse. Ormai, Lutero, che è sulla copertina del Catechismo CEI, sembra che abbia vinto attraverso lo strumento del Catechismo di Kiko Argüello. Nell’aula Paolo VI, il papa ha fatto esporre una sua statua. Che Dio ci perdoni e abbia misericordia di noi!

Se lei tornasse indietro, cosa cambierebbe nella sua lotta per Gesù, Verità e Vita?

Agli inzi degli anni ’80 ero titubante nell’aiutare padre Zoffoli e il cardinale Ivan Diaz. Li facevano passare per retrogradi e contro il Concilio. Solo oggi ho capito che al Concilio hanno fatto dire l’impossibile, cioè entrare in contraddizione con il Magistero. Desidero morire prima, da cattolica, con tutti i Sacramenti, perchè io non appartengo ad una Chiesa luterana e che Dio non voglia farmela vedere, con questi occhi, diventare pagana.



Nostre note a margine: persone citate:
  • Mons. Luigi Bommarito (1926-2019), vescovo di Catania.
  • Mons. Manuel Pestana Filho (1928-2011), vescovo della diocesi di Anápolis in Brasile.
  • Mons. Pier Carlo Landucci (1900-1986), sacerdote e teologo. È in corso il processo di beatificazione.
  • Mons. Brunero Gherardini (1925-2017), sacerdote e teologo.
  • Padre Enrico Zoffoli C.P. (1915-1996), sacerdote e teologo.
  • Cardinale Ivan Dias (1936-2017).
  • San Tommaso Moro (1478-1535), martire.

venerdì 6 dicembre 2019

Farloccheide kikiana: 60esimo Anniversario delle Farlocche Apparizioni

Kiko nel momento dell'Apparizione
Da giorni c'è un continuo tam tam nelle comunità neocatecumenali: l'ordine dall'alto è di festeggiare domenica 8 dicembre 2019 nientepopodimeno che il sessantesimo anniversario delle apparizioni millantate da Kiko nel bar di Madrid nel 1964, cosicché la festa dell'Immacolata diventi lo strumento per festeggiare Kiko.

Facciamo anche notare che non era stata fatta tanta cagnara in occasione del 50esimo, 40esimo, 30esimo, 25esimo, ecc. Ma Kiko, l'autoproclamato «Vostro Catechista», oltre che «Giovanni Battista in mezzo a voi», accortosi di essere più che ottantenne, ha urgente bisogno di fabbricare nuovi appigli utili alla propria improbabile canonizzazione (del resto si è già canonizzato in vita da solo, dichiarando inoltre che Carmen sarebbe "santa di categoria superiore")... e di indurre i kikos ad evitare di festeggiare l'Immacolata (vedi ad esempio Roma).

Secondo le leggende fabbricate in questi ultimissimi decenni, Kiko, quando era appena ventenne, l'8 dicembre 1959, avrebbe avuto nientepopodimeno che una «visione intellettuale», vantandosi con la Carmen al bar.

Le visioni "intellettuali", come dice santa Teresa d'Avila, possono durare «molti giorni e alle volte più d'un anno» e si riconosce che vengono da Dio per gli effetti che producono: pace intima e santa gioia (macché! la stessa Carmen disse: «gli ho servito il Concilio su un piatto d’argento, in mezzo a lotte infinite. Abbiamo lottato a morte perché lui passasse dal Servo di Jahwè – che è vero - e dalla croce alla resurrezione»), profonda umiltà (macché! «io sono Giovanni Battista in mezzo a voi»), adesione incrollabile alla virtù (macché! sappiamo tutti del laido Kiko e le sue ossessioni sessuali e finanziarie...)

Infine ricordiamo un dettaglio: a Lourdes santa Bernadette vide «la bella signora» e non si azzardò a fare ipotesi o a vantarsene al bar, ma si limitò a correre dal proprio parroco (cioè a far vagliare la cosa all'autorità ecclesiale). A Madrid il falso profeta Kiko va al bar a vantarsi di aver "visto la Madonna", e decenni dopo all'improvviso esige festeggiamenti.

mercoledì 4 dicembre 2019

"Ci sono nel mondo 21.000 comunità; domani saranno 200.000". Kiko alza il grido: "Fratelli, all'armi!". Dall'autoannuncio all'autoaccusa.

In occasione dell'Autoannuncio dell'Avvento 2019, Kiko stesso ci spiega perchè è venuto al mondo per noi:
Ma vi ricordo, fratelli, che io, Francisco José Gomez de Argüello Wirtz – come mi chiamo –, Wirtz è il cognome di mia mamma che era inglese, anche se sembra tedesco, ma invece è inglese, sono il catechista che Dio ha preparato per te e che mi ha fatto patire le pene dell'inferno… Vi racconto cose turche! Ma questo Kiko che tipo è? È un tipo molto strano! Sarò molto strano ma sono il vostro catechista, io sono uno che Dio ha preparato per te… (pag. 9-10)
La Santa Vergine Maria ha ispirato questo Cammino, perché dovete capire che la Santa Vergine Maria si è presentata nella mia stanza con il suo Bambino, è venuta dal cielo per te, e mi ha detto: “Bisogna fare comunità come la santa Famiglia di Nazaret, che vivano in umiltà, semplicità e lode; l’altro è Cristo”. Non so se io ho capito qualcosa, ma mi trovo adesso che ci sono 21.000 comunità nel mondo. Non so chi le ha fatte!
Congratulazioni, siete fortunati, Dio vi ha guardato dal cielo e vi ha mandato catechisti, vi ha dato una comunità, è stato uno spettacolo con voi, è stato fantastico. (pag.7-8)
Adesso siamo chiamati dal Signore ad un'opera che è aprire una iniziazione cristiana. Ci sono nel mondo 21.000 comunità, domani saranno 200.000. Tra queste 200.000 ci saranno molti fratelli che troveranno l'amore di Dio. Se collabori con Cristo a questa opera è una cosa meravigliosa, fantastica! (pag.11)
La volontà di Dio si manifesta attraverso Kiko dicendoti…
quest’anno è importante che il giorno dell’Immacolata celebrate una bella festa con una cena, un’agape e commemoriate i 60 anni da quando la Madonna è apparsa ed ha ispirato il Cammino. Ci ha detto: “Dobbiamo fare comunità come la Santa Famiglia di Nazareth che vivano in umiltà, semplicità e lode: l’altro è Cristo”. Questa frase si sta realizzando nel mondo intero: in Africa, in Asia, con gli indios. Adesso abbiamo poco meno di 21.000 comunità, ma dentro poco tempo ce ne saranno altre. (pag.12)
È questa l'apparizione che Kiko ha avuto.
Dopotutto "Nessuno può servire due padroni".



Quali obiettivi si prefigge, oggi, il Cammino?

Rispondere a questa domanda coincide col delineare il ruolo che esso svolge nella Chiesa.

Torniamo all'Annuncio di Avvento, tenuto da Kiko al R.M. di Roma il 21 novembre 2019 (Festa della Presentazione della Beata Vergine Maria al Tempio), e lasciamoci guidare da Kiko stesso nei meandri del suo pensiero; per sgomberare, una volta per tutte, il campo dalla solita accusa che ci viene rivolta: quella di seguire i nostri rancorosi giudizi fondati su preconcetti malevoli e su insaziabili smanie di vendetta.

Passeremo, ipso facto, dall'autoannuncio all'autoaccusa, tutto in un unico pacchetto!

Ci affidiamo, dunque, all'"interpretazione autentica" dello stesso ideatore e primo responsabile dell'intero progetto che si snoda sinuoso e infido da 50 anni nell'organismo della Chiesa; egli è l'unico - a suo stesso dire - a cui bisogna far capo e al quale si deve obbedienza assoluta per l'attuazione e diffusione delle "comunità di comunità", nucleo fondante di tutta la complessa struttura.

Kiko non parla mai della Chiesa né dei Pastori della Chiesa; Kiko parla solo di Comunità e di Catechisti e …di se stesso.

Potete verificarlo scorrendo il testo dell'annuncio (se proprio avete uno stomaco abbastanza forte); qui ci limiteremo ad evidenziare passaggi salienti perché un breve excursus è già sufficiente per essere fedele e ampiamente esplicativo.

Una cosa preme mettere in evidenza.

Essendo vissuta a lungo nel cammino, colgo oggi con una chiarezza estrema il metodo studiato ad arte (unica arte!) per captare e strumentalizzare gli adepti, per poterli poi utilizzare, docili pedine, sull'enorme scacchiere neocatecumenale. Gente da sbattere di qui e di là a piacimento, secondo le necessità strategiche del momento.

Mi soffermo su questo aspetto, lasciando a voi il giudizio.

In premessa la mia esperienza, poiché penso possa descrivere la condizione di molti che stanno ad ascoltare Kiko con le migliori disposizioni del loro cuore…

  • convinti che gli sia davvero apparsa la Madonna
  • creduloni di trovarsi davanti ad un "ispirato"
  • stimolati interiormente dai suoi forti accenti
  • desiderosi di rispondere fedelmente alla chiamata…

Dove porta Kiko tutte queste persone che gli mettono la vita nelle mani, convinti di trovarsi di fronte un profeta, un vero iniziatore, un santo?

Una cosa appare chiarissima: Kiko non porta a Cristo, alla Vergine Maria, alla Chiesa.

"Yo soy el que soy"

Kiko usa spregiudicatamente le persone che gli si avvicinano per loro somma sventura.
Quelle che diventano, per contagio, uguali a lui trovano praterie da depredare.
Quelle che con cuore buono si donano, le usa, ne abusa, le porta fino alla consumazione finale.
Alla fine, le abbandona ai bordi della strada che batte da conquistatore implacabile.
Per loro neanche uno sguardo, un ricordo, un gesto di pietà, un accento di riconoscenza.
Nulla.

Nell'ascoltare questo Annuncio e di fronte ai martellanti e subdoli appelli di Kiko rivolti ai fratelli di buon cuore, sorgono insistenti nel profondo domande del tipo:
"Come faccio a dire di no?"
"Come posso non alzarmi e andare?"

Ed è così che si passa sulla propria vita, sui propri progetti, sulla famiglia, sui figli, sul coniuge se necessario.
L'anello più debole, che è anche quello più interiormente coinvolto, inizia a fare pressione in primis sul coniuge: sulla moglie, o sul marito, a seconda.

Ricordo storie memorabili nelle convivenze di invio delle famiglie, e Kiko e Carmen col loro cinismo far leva sui sensi di colpa, sulla poca fede, sul non fidarsi della provvidenza, sul rispondere NO alla volontà di Dio.
Iniziavano così vere e proprie avventure che spesso sono finite in autentici disastri, a volte in tragedia. Più spesso ancora non succedeva nulla apparentemente, ma poi si scopriva col tempo che quella famiglia, mandata allo sbaraglio all'insegna del "vado a dirti io qual è la volontà di Dio per voi", andava avanti e resisteva in terra di missione grazie agli psicofarmaci.
Stessa dinamica per tanti giovani dei centri vocazionali, inviati imprudentemente nei seminari neocatecumenali Redemkikos Mater per essere stati incoraggiati nei loro dubbi dal solito kikatekista a credere che il Signore li chiamava davvero e loro facevano resistenza! Fino all'accusa di "non voler salire sulla croce" (la croce di diventare sacerdoti poi… sic!)

Lasciamo la parola al Sommo fondatore dell'unica chiesa vera: il suo Cammino Neocatecumenale, parrocchia atomica, comunità di comunità.

No, non ci siamo inventati proprio niente. Ed è proprio il caso di dirlo: la realtà, in certi casi, supera di molto la fantasia!

Quanto segue dimostra il sistematico lavaggio del cervello messo scientemente in atto da Kiko nella sua predicazione, con annesso innesto profondo di sensi di colpa e stress da ansia di prestazione, mai sazia.
Kiko alza l'asticella ogni volta di più e la gara si fa estenuante, a chi è il più bravo!

Brani tratti dal testo dell'annuncio:
La preghiera è un ufficio che il Signore ci invita ad adempiere, lo dà a noi che siamo stati chiamati ad essere figli di Dio.
Voi siete la speranza del mondo, noi siamo la verità, noi siamo la testimonianza dell’amore di Dio, in Cristo, in questa generazione, a Roma: voi siete i testimoni dell’amore immenso di Dio in voi, per questo siete persone che vivete felici, nella pace, perché tutto concorre al nostro bene, tutto. (pag.5) [dove per voi-noi si intende noi del cammino, non la Chiesa]
Così tante volte il Signore ti dice: “È vero che sono bravo?”. Sì, Signore, sei bravo, bravissimo, hai fatto della mia vita un’opera d’arte, mi hai tratto dalla fossa della morte, mi hai tratto dall’essere schiavo delle concupiscenze della carne, mi hai resuscitato dalla morte e mi hai unito a te, e non solamente mi hai unito a te, ma posso aiutarti, nel tempo che sto in questo mondo, nella tua missione, nel portare il cristianesimo a tanta gente.
(pag.6) [appare evidente nel contesto che qui è descritto il privilegio assoluto di essere del cammino, non della Chiesa]
Yo soy su catequista, Grazie a Jhavè! Alleluja, Alleluja!

Ma per la sua infinita bontà Dio ti ama con un amore tanto grande che ha suscitato me per te e grazie a Dio io non mi sono opposto, non gli ho detto di no e sono qui, facendo un servizio a te per volontà sua, per la volontà di Cristo. Voi non sapete cosa significa avere catechisti, qualcuno che ti parla, che ti parli dell’amore di Cristo.

(Pagina 7) [cosa distingue i neocatecumeni dal resto dei credenti? Non certo aver incontrato Cristo ma AVERE DEI CATECHISTI. Conclusione logica: Chi non ha Kiko, cos'ha? Che campa a fare?]
E non solamente ha fatto questo, ma ci ha dato una comunità, ci ha dato un cammino di conversione, ci ha dato dei catechisti, anche bravi come me! Non scherziamo, sul serio: dio mi ha preparato,… Questo è storico, eh! Dico questo per dire come Dio vi ha preparato un catechista.(pag. 8) [no comment!
Il Signore ha i suoi progetti. Noi siamo dentro ad un mistero, il mistero dell'amore di Cristo a me! Questo succede al Cammino Neocatecumenale e succede a tutto ciò che Dio ha ispirato in questo Cammino: il primo scrutinio, il secondo scrutinio, passa per la comunità, passa per la parrocchia, passa per la missione che ti dà. Dovremmo tutti ringraziare il Signore, tutti i giorni, per come è buono con noi e per i doni immensi che ci ha dato. Per questo, dice San Paolo, siate grati a Dio che vi ama di un amore grande. Dio è amore! Fantastico! E mostra il suo amore nel fatto che ti ha dato una parrocchia, una comunità e soprattutto ti ha dato dei catechisti, come me! Modestamente, parlo con modestia. Sono contento della missione che mi dà per voi e non so se qualcuno disprezza questo
(pag.10) [no comment!
Noi siamo fratelli, abbiamo conosciuto il Signore, abbiamo una comunità, abbiamo una parrocchia, abbiamo una missione.(pag.12) [no, no comment!]

lunedì 2 dicembre 2019

COME MAI TRA TUTTI I MOVIMENTI PARLIAMO SOLO DEL CAMMINO?

P. Enrico Zoffoli (1915-1996)
Sul Cammino Neocatecumenale, uno dei Movimenti nati nel postconcilio, sono reperibili parecchi scritti. Non solo questo umile blog, ma proprio libri di teologi, dichiarazioni di vescovi e parroci, copiose testimonianze di fuoriusciti…

Basta aprire internet e, insieme alla loro battente propaganda, di molto superiore a quella di qualsiasi altro Movimento, si trovano subito siti web di tutti i generi che lo criticano, a differenza di tutti gli altri Movimenti “coetanei”. Il motivo va cercato ovviamente nel contenuto comune di tali critiche, poiché non esiste un generico “avercela con Cammino Neocatecumenale non si sa perché”: se una cosa suscita reazioni in tutti gli ambiti e lo stesso genere di critiche sugli stessi punti, un fondamento di verità ci deve essere per forza.
Nessuno critica il Cammino Neocatecumenale solo perché gli sta più antipatico degli altri.

Non è che le persone spendono il loro tempo a parlare di una realtà solo per il gusto di farlo, cosa che si potrebbe ipotizzare, ma molto molto lontanamente, solo per qualcuno fra quelli che ne sono usciti bastonati.

Insieme a queste persone c’è una schiera nutrita di “addetti ai lavori” molto ben preparati, spesso anche forniti di conoscenze dirette di questo Movimento.
Il mondo cattolico “non ce l’ha col Cammino Neocatecumenale” senza un motivo, quasi come se le persone si svegliassero al mattino e dal nulla lo prendessero a bersaglio.Le persone non biasimano il Cammino Neocatecumenale per il piacere di farlo, come non lo fanno in egual misura relativamente agli altri Movimenti. Chiediamoci dunque: quale ne sarebbe il motivo?
Si possono sgolare all’infinito i camminanti, negando le evidenze: “Da me non si fa…”, “I miei figli sono liberi…”, “ai catechisti si può dire e chiedere di tutto…” e chi più ne ha più ne metta.
Anche se può ben essere che esistano “catechisti anomali” e famiglie sane e persone in buona fede, non è che questo bonifichi un impianto inquinato. È dell’impianto infatti che si parla, non dei singoli casi. Una pozzanghera potrebbe contenere una grossa percentuale di molecole di acqua pulita, ma nessuno sano di mente andrebbe a bere da una pozzanghera.

Quando tante persone escono dall’esperienza neocatecumenale con le ossa rotte e la vita distrutta, non è che se qualcuno dice “qui da me non si era così…” cancella il vissuto di quelle persone ad opera di qualcosa che si definisce Chiesa.
I preti pedofili esistono, non è che se qualcuno dice "nella mia parrocchia non ce ne sono" annulla il fatto che esistano altrove.
Se le voci contrarie cominciano ad essere troppe e piuttosto concordanti, qualche onesta domandina bisognerebbe farsela…
Non basta un semplice “non è vero” per cancellare tutto.
Coloro che confutano il Cammino Neocatecumenale esistono e, se posso permettermi di stimare, ad oggi esistono in misura ben superiore alla realtà del Cammino Neocatecumenale.

Come mai la Chiesa continua a dare ascolto agli ormai pochi (e interessati) che dicono “non è vero”, invece di ascoltare le schiere che denunciano ciò che accade lì dentro, rivelando realtà uguali nel mondo ed invisibili all’occhio esterno?

Riporto come unico esempio tra i tanti il succo di un unico articolo di testimonianza di stampa locale del 2014, con i relativi commenti del “non è vero” e invito tutti ad osservare come molti di essi siano offensivi, rabbiosi ed irrisori, nonché totalmente negazionisti, in perfetto stile neocatecumenale.

Mi limito a riassumerne i punti salienti:

A Bari la parrocchia neocatecumenale più famosa è la cosiddetta “Chiesa di Goldrake”, costruita nel 1970 su progetto dell’architetto Onofrio Mangini, che si dice avrebbe voluto farla assomigliare più a una tenda ebraica che a un’astronave, quale fu invece il risultato finale. Tale Chiesa costò all’epoca ben 190 milioni di vecchie lire ma essendo volutamente stata costruita in cemento, è stata esposta ad un processo detto “carbonatazione”, di deterioramento ad opera della pioggia.
Alcuni interventi furono fatti nel 1984 e, nel 2013, si è resa necessaria una ristrutturazione complessiva per il valore di 770 mila euro, spesa coperta per metà dalla Cei e per metà da raccolte dei fedeli, donazioni e sponsor (questi ultimi 3 soggetti in definitiva ebbero a sborsare ben 385 mila euro…).
E’ stata la prima chiesa con meno di 50 anni di vita ad aver avuto un finanziamento dalla Cei. (Ndr. era davvero necessario, visto che le Chiese oggi risultano essere anche troppe?).

Nell’articolo si riportano diverse frasi di interviste sul CNC.

Un 37enne neocatecumenale afferma che “il sesso non è contemplato al di fuori del meccanismo riproduttivo”.

Martina, 23enne, sta cercando di lasciare questo Movimento di cui fa parte la sua famiglia e dichiara di aver sempre avuto l’impressione che “per i neocatecumenali il sesso sia esclusivamente funzionale all’allargamento della comunità, della serie “più bambini ci sono più diventiamo importanti”.

Un 56enne neocatecumenale spiega che “visti i numerosi impegni cui la nostra comunità religiosa sottopone i suoi adepti, è giusto che fin da piccoli, i nostri figli, si responsabilizzino. E lì dove sia necessaria una figura di maggiore esperienza, si rivolgano ai loro fratelli più grandi”.

Un ex neocatecumenale 35enne dichiara che “per i neocatecumenali la famiglia è importante, ma in un certo senso svuotata di significato. Essendo cresciuto in una famiglia neocatecumenale, posso garantire che i rapporti tra me e i miei genitori e i miei 5 fratelli non sono tipici di un nucleo familiare “normale”. Ci si rispetta e c’è confronto, ma il tutto è vissuto in maniera fredda e distaccata, senza emozioni che possono essere considerate troppo forti”.

La maestra conferma queste parole: “ci sono diversi figli di neocatecumenali nella scuola: nella stessa famiglia ci sono dai 5 ai 7 figli distribuiti nelle classi perché hanno al massimo un anno di differenza l’uno dall’altro. Arrivano tutti insieme, si aspettano per andare via, si aiutano a portare gli zaini, ma non si parlano, non si salutano. E poi non parlano quasi con nessuno, un pochino solo con bambini di altre famiglie che appartengono al Cammino come loro. E se il fratellino più piccolo fa amicizia con un altro coetaneo, interviene subito quello più grande per “verificare” la situazione. E’ lui che decide, per il fratello, se vale la pena intraprendere l’amicizia o meno”.

Una 27enne in procinto di lasciare il Cammino dichiara che “i neocatecumenali sono un Movimento chiuso, una casta, un gruppo elitario ed endogamo che quindi non può avere rapporti di nessun tipo con persone esterne”.

Un’altra “figlia del Cammino” fuoriuscita svela: “La cosa più difficile da sostenere è il momento dello “scrutinio”, in cui ogni membro si espone davanti a tutti gli altri, di fronte al crocefisso e si sottopone alle domande dei catechisti. Vengono fatte domande sulla vita privata di ognuno davanti ad un pubblico attento e pronto a giudicare se si è moralmente “corretti”. Ho visto confessare tradimenti tra moglie e marito o ragazze essere guardate male da tutti per essere uscite con gli amici il sabato dopo la Messa. La cosa che più di tutte non comprendo è il potere dato ai catechisti, sembrano quasi delle divinità”.

Una 32enne neocatecumenale, un po’ “aziendale” spiega: “Le singole comunità sono organizzate attorno alla figura del catechista che amministra il culto e gestisce le risorse”. (ndr. Evidentemente non si è resa conto dello sfondone che ha profferito dicendo “il catechista amministra il culto”. Sono veramente ignoranti).

Un 46enne cattolico precisa: “i preti sono mere presenze investite di una dubbia sacralità, ma in realtà esautorate da ogni autorità, che legittimano l’ispirazione religiosa del Movimento e la sacralità dei luoghi di culto. Ma la loro funzione si esaurisce in questo: loro non hanno alcun potere, servono solo a rendere religioso ciò che di religioso ha ben poco”.

ALCUNI COMMENTI NEOCATECUMENALI (“non è veroo!!!”) tra cui qualcuno offensivo nei confronti della giornalista:

  • non giudicare le cose a prima vista.
  • Pura disinformazione e distorsione della realtà.
  • Informarsi fa bene! Ignoranti!
  • Ragazzi informatevi prima di scrivere queste falsità! Mi viene da ridere!
  • La giornalista cambi mestiere.
  • - - ….. Sul ruolo dei sacerdoti: quello che nell’articolo ha riferito quelle frasi è evidentemente un detrattore del Cammino…. Basti pensare che il Cammino ha contribuito alla creazione di 100 seminari in tutto il mondo per la formazione di sacerdoti le cui vocazioni nascono in seno al Cammino Neocatecumenale. Anche solo per questo è evidente che i neocatecumenali riconoscono pienamente la sacralità e l’autorità dei presbiteri.
    È vero che la figura di riferimento è il catechista perché questo è un Movimento laico, non sacerdotale, ma sarebbe una follia pensare che siano i laici ad amministrare i sacramenti o che i sacerdoti siano delle mere comparse.
  • solo cavolate quello che dite
  • La pima cosa che volevo dire è questa: Essere giornalisti significa studiare, informarsi e tenersi costantemente aggiornati. Cara giornalista, l’unica bizzoca dalle poco ampie vedute sei tu e non i neocatecumenali (fedeli alla Chiesa e al papa e a nessun altro).
  • la maldicenza sul prossimo
  • … non è cristiano.
  • Sarà bene che tu ti documenti da fonte certa prima di sollevare polveroni inutili e denigranti! [ndr. Sta parlando ad un’altra catecumenale, nemmeno tra sé si capiscono…]
  • devo testimoniare che tutto ciò che è scritto dalla giornalista è tutto falsità!!!!! ……
  • membro del Cammino Neocatecumenale, che altro non è che un Movimento cattolico sparso in tutto il mondo. Mi scuso personalmente con tutti quelli che ti hanno accusata, quando hai solo fatto delle interviste e tratto delle conclusioni, magari per qualcuno troppo affrettate. Faccio parte del Cammino ma mi cadono le braccia nel leggere questi commenti nei tuoi confronti perché purtroppo chi fa parte del Cammino tende sempre a puntare il dito contro gli altri…. Riportando lo studio del CESAP il cammino è una psico setta e personalmente devo dirti che questi scrutini che vengono fatti dopo qualche anno, effettivamente sono molto forti psicologicamente parlando. Vieni messo sotto pressione perché si è seduti al centro con tutti gli altri attorno e vieni analizzato da questi catechisti… sentivo che anche i Testimoni di Geova fanno la stessa cosa con questi “anziani” che prendono decisioni. Tutto questo penso sia assolutamente sbagliato. Il Cammino è davvero bello, ma molto spesso ti cadono le braccia col passare del tempo, gli appuntamenti raddoppiano, triplicano, praticamente finisci col passare tutta la settimana in Chiesa e finisci per isolarti ed essere additato dagli altri per ogni cosa fuori “norma”. I catechisti hanno troppo potere e molto spesso ci si pone contro vescovi e Chiesa tutta se per esempio non lasciano celebrare la Pasqua tra sole comunità per tutta la notte. Quindi magari col tempo la gente cambia e diventa sempre meno obiettiva per arrivare ad un non dico lavaggio del cervello ma quasi… questo è quello che mi dà fastidio! Io personalmente non mollo… e continuo a pensare con la mia testa … ma non è affatto facile! Per non parlare di questo 10% di stipendio versato che molto spesso non si sa che fine faccia… (ndr. questa ha già tutti e due i piedi fuori dal Cammino).
  • SENZA UNO STRACCIO DI PROVA. VI ASSICURO, DA PADRE DI FAMIGLIA, CHE MAI HO VIETATO AI MIEI FIGLI DI INTERLOQUIRE CON CHICCHESSIA. LA MIA FAMIGLIA È FELICEMTNE NORMALE. UN’ULTIMA COSA, DIFENDETE LE FAMIGLIE INVECE DI CRITICARLE.
  • non ti lascia libero di frequentare altre persone di religioni e culture diverse
  • perché in fin dei conti siamo tutti figli dello stesso Dio… Quindi non sprecate il fiato a criticare alcun tipo di cammino spirituale ma vivete la vostra vita per Dio e per la famiglia…
  • il Cammino Neocatecumenale NON IMPONE NULLA e non esistono queste cose assurde che sto leggendo… Che coraggio avete avuto per pubblicare queste cose? Quanta ignoranza
  • nessuno mi ha imposto nulla, nessuno ha contestato la mia decisione. Sapete una cosa? Sono tornata da sola. Perché quando assaggi una fetta di paradiso non puoi starne senza [ndr. Oppure quando assaggi la protezione di un ambiente in cui ti fai il nido]
  • Pensavo che fossero soprattutto i giovani ad essere influenzati da dicerie del web ma prendo coscienza che gli adulti che le alimentano non sono da meno… C’è così tanta disinformazione….
  • niente è dovuto e forzato, Dio ti chiama ma non sei tenuto a rispondere, puoi liberamente scegliere, se poi a Bari si esagera quello è un problema forse legato all’antropologia del luogo…. (ndr il neocatecumenale che sottilmente infama i “fratelli” neocatecumenali baresi)
  • Non ascoltate questa massa di figli capricciosi… è bellissimo far parte di una comunità, pregare…
  • Queto articolo è assurdo e scritto senza essere veramente a conoscenza dell’argomento solo per diffamare senza conoscere.
Visto? Attaccano anche una giornalista della stampa locale, che ha fatto solo il suo mestiere E la attaccano con quali argomenti?

  • “Non è vero”
  • “A me non è mai successo”
  • “Da noi non si fa”
  • “Siete disinformati”
  • “Siamo approvati”
  • “Tutte calunnie”
Tutti questi mormoratori neocatecumenali “personalizzano” le accuse, noi invece generalizziamo: non è che se ci sono comunità “felici”, ammesso che ce ne siano, l’impianto neocatecumenale diventa automaticamente buono per estensione.

Se una fabbrica produce prodotti difettosi, non conta se l’operaio adibito al singolo pezzo ha lavorato con onestà e rigore: il risultato finale è che bisogna guardarsi dai prodotti di quella fabbrica, perché non sono conformi né alle normative né alla richiesta di mercato.

sabato 30 novembre 2019

"Sono un artista e sono anche il vostro catechista": Autoannuncio dell'"Avvento di Kiko Arguello", anno domini 2019.

Inevitabilmente ci tocca commentare il solito autoannuncio di Kiko per l'Avvento 2019, che da stasera verrà inflitto (oh, scusate, riportato) alle comunità del Cammino Neocatecumenale neanche si trattasse del nuovo Vangelo.

Anzitutto ci chiediamo: vale ancora la pena di soffermarsi sulle predicazioni cicliche di Kiko? Tutte uguali, tutte autocelebrative.
Mi pongo seriamente una domanda: quale sarà il fondo?
Ogni anno è peggiore del precedente! Sembra incredibile.

Kiko è un esaltato.
«Sarò molto strano ma sono il vostro catechista,
io sono uno che Dio ha preparato per te!»

Noi siamo usciti dal Cammino - grazie a Dio - da diversi anni ormai.
Ma il pensiero di quanti ancora sono lì dentro ci lacera il cuore!
Dobbiamo constatare, una volta di più, che l’ubriacatura neocatecumenale cancella negli adepti il bene dell’intelletto.

Un interrogativo martellante ci assilla: MA COME FANNO AD ASCOLTARLO ANCORA? MA COME FANNO?

Kiko è un affabulatore, un serpente incantatore.
«Dio ha voluto che il vostro catechista fosse un pittore!»

Completamente assuefatto al mondo surreale del cammino, nel quale sguazza e impazza senza freni ignaro com'è della realtà vera e scollegato da ogni umano contesto, l'ottantenne Kiko ormai è del tutto e irreversibilmente fuori di senno.

Sono tentata di passare ad altro ma… vince il desiderio di denunciare ancora e ancora tale scempio, affinché altri fratelli del Cammino ricevano la grandissima grazia di abbandonarlo. Perciò desideriamo portare alla luce ciò che continua a proliferare nelle tenebre. Kiko, ebbro della sua pluridecennale impunità, ha passato oramai il segno e ogni limite dettato dalla decenza.
«Ho voluto darvi un disegno perché penso di morire prestissimo e così avete un ricordo tangibile, oltre alle mie catechesi».
L'autoproclamato "vostro catechista" che per tutta una vita ha insegnato errori ed eresie che vanno sotto il nome di Cammino Neocatecumenale lo ha detto perché coglie l'occasione per rifilarvi il suo solito autoritratto sotto mentite spoglie, oltre che le sue "catechesi" mai pubblicate.

L'autoproclamato "vostro catechista", inventore di canti talmente orrendi che vengono usati solo dai suoi adepti, a suo tempo aveva addirittura composto un "Inno di avvento" storpiando gli inni liturgici in uso nella Chiesa Cattolica cattolici per infilarvi qualcosa di sapore neocatecumenale:

  1. l'iniziale immagine oscura dell’«anima intorpidita» che «striscia lungo il suolo», inquietante perché è il serpente biblico [il demonio] a strisciare lungo il suolo;
  2. «Ecco che ci invia un Agnello» (ah, Kiko, Kiko! confessa dai! volevi scrivere ci invia un Argüello”)
  3. quell’Agnello «riempia il mondo di spavento» (ah, Kiko, Kiko! questo è il tempo dell'Avvento, non dell'Apocalisse), lui «ci protegga pietoso» (solo i kikos?)Kiko, come sempre, pone un destino diverso e privilegiato per sé e per i suoi rispetto a quello che tocca ai comuni mortali.E che il mondo vada pure in malora, con tutti quelli che mai sono entrati in comunità e con quelli che ne sono usciti, con tutti quelli che non ascoltano il suo Kerigma.
  4. Conclude con l’augurio:
    Per questo noi cantiamo questa lode
    al Padre, al Figlio e allo Spirito,
    che essi vivano.
    (Siamo arrivati che vivono per kikiana concessione!)
Capite? Questo inno stravolto e sconvolgente dà la cifra della kikiana teologia.

Si deduce che il Kiko vuol farsi promuovere, oltre che a santo, anche a dottore della Chiesa!

Riguardo al suo ultimo disegno a matita inflitto ai fratelli delle comunità. L’arte lo ha perso (parole sue inizio pagina 5) ma lo ha guadagnato la catechesi e l’evangelizzazione!

"Mo' te meno!" - Kiketto e Pecora.
Da notare che le crocette in fronte, nei cartoni animati,
sono simbolo di disappunto e di imbarazzo

Tenetevi forte. Kiko dice: «Ho scritto: “San Giovanni Battista e Nostro Signore Gesù vi augurano un felice Natale e un provvidenziale anno nuovo 2020”». Ossia mandano tramite Kiko – che bazzica abitualmente dalle loro parti - i più banali auguri da biglietto natalizio che si possano immaginare, ai camminanti beoti con l’orecchio aperto all’ascolto di cavolate mondiali.

Poi spiega il disegnino da bimbo delle elementari, perché troppo complesso da capire - mi pare giusto! - dopo essersi detto da solo: “È bello!” (sottinteso: guai ai kikos che non ripeteranno belando «è bello! è proprio bello! è bellissimo! bellissima convivenza! bellissimissimo!»), dice: "Qui in alto San Giovanni Battista con il Signore Gesù, l’Agnello; e in basso Nostro Signore Gesù con un agnellino che siete voi."

Ma vorrei chiedergli: E TU DOVE SEI, KIKO, IN QUESTO BEL QUADRETTO SIMBOLICO?

Dì la verità! Sei combattuto?

Giovanni Battista in mezzo a voi…?
Oppure, il vostro Messia?…
[per chi non lo sapesse: Kiko nelle sue "catechesi" amava dire: «io sono Giovanni Battista in mezzo a voi», definendosi il vostro Messia... E poi, ci avete fatto caso che le figure - tranne la pecora - rassomigliano un po' troppo a Kiko?]
Povero Kiko, che orribile lacerante dilemma!

Intanto continua ininterrottamente a ricoprire se stesso di elogi sperticati, in una maniera così esagerata da sembrare uno scherzo. No, scherzo non è!
Kiko non scherza, egli fa proprio sul serio. Crede come un matto in tutto quello che dice. È euforico, anzi, è delirante. Chi ha uno stomaco di ferro può verificarlo da sé.

Ci fermiamo qua, per ora.



Una cosa è certa: Kiko annuncia solo Kiko.
Egli parla solo di se stesso, sta solo cercando di costruire un monumento da consegnare ai posteri affinché lo adorino e lodino, davvero crede alle favolette che egli stesso inventa.

giovedì 28 novembre 2019

IL CAMMINO DISTORCE ALLA RADICE IL DISCORSO DI PAOLO VI DEL 1977

Cercando i discorsi dei Papi sul Cammino Neocatecumenale a partire da Paolo VI, che conosceva zero questo movimento, mi sono imbattuta in una cosa INAUDITA, per pura serendipità.

Sul sito web neocatecumenale neocatechumenaleiter.org, viene riportato come fatto da Paolo VI un discorso all’udienza generale del 12 gennaio 1977, totalmente falsificato, distorto e “neocatecumenalizzato”.
NULLA A CHE VEDERE, MA PROPRIO NULLA, COL DISCORSO RIPORTATO INVECE SUL SITO WEB UFFICIALE DEL VATICANO.
Se il titolo della pagina neocatecumenale fosse stato chiaro nel far intendere che il discorso riportato era da loro unilateralmente MODIFICATO, trasformato e “precisato”, non vi avrei proposto queste considerazioni.

Invece l'introduzione data dai kikos è proprio questa: “Il Papa Paolo VI alle Comunità Neocatecumenali 12-1-1977” - Durante l’Udienza generale di mercoledì 12 gennaio, il Santo Padre San Paolo VI ha pronunciato il seguente discorso...
E presenta un testo che sarebbe stato “pronunciato dal Santo Padre (San) Paolo VI durante quell’udienza generale”.

Sappiamo tutti che nelle udienze generali del mercoledì il Papa parla a tutta l’assemblea dei fedeli in modo generale e non si sognerebbe MAI di dedicare un’intera udienza ad elogiare o approfondire un movimento in particolare, dato che l’udienza generale è generale, per l’appunto, proprio perché si riferisce ad una “generalità” di fedeli, a tutta la Chiesa.

Vediamo come sul sito neocatecumenale è stato DISTORTO il discorso di Paolo VI.
Ma credevano davvero che prima o poi qualcuno non se ne accorgesse? Mentire è un conto, ma mentire su certe cose, mettendo in bocca ad un Papa cose che non ha mai detto, è INAUDITO.
Dannata impudenza!

Qui sotto il discorso riportato dal sito vaticano.
Evidenziazioni e grassetti sono nostri.
Facciamo anzitutto notare che «un gruppo» di neocatecumenali è stato solo l'occasione per parlare d'altro, di qualcosa che vale per tutti i cristiani (i neocat non hanno mica l'esclusiva dello Spirito).

Dopo il battesimo

La presenza a questa Udienza d’un gruppo, notevole per numero e per dignità di partecipanti [ndr. si riferisce alla dignità episcopale, cioè ai vescovi, naturalmente: segue poi una virgola e quindi anche la menzione delle comunità neocat], di appartenenti alle «Comunità neocatecumenali» ci offre l’occasione di richiamare l’attenzione dei nostri visitatori e di quanti si collegano all’ascoltazione di questa nostra familiare parola, su due avvenimenti della Chiesa cattolica...
[...] Siamo dunque in una fase apostolica, missionaria, didattica quanto mai accentuata nella vita della Chiesa; tutti vi dobbiamo essere impegnati: la edificazione del Corpo mistico di Cristo sulla terra, che è la nostra Chiesa presente, è dovere d’ogni credente (Cfr. Lumen Gentium, 33).

In questa visione è chiaro, è auspicabile che si vengano moltiplicando gli sforzi per attuare questo immenso e urgente programma: evangelizzare, catechizzare; e si assiste alla fioritura di opere e di mezzi per dare all’annuncio del messaggio evangelico la sua migliore diffusione [ndr. non del Cammino ma in generale]...


E poi diremo che coloro che con cuore semplice e generoso si mettono al servizio dell’evangelizzazione subiscono, certo per un segreto ma immancabile carisma dello Spirito Santo, una metamorfosi psicologica e morale caratteristica, quella che trasforma le difficoltà in stimoli, i pericoli in attrattive, le sconfitte stesse in titoli di merito e quindi di pace serena.

Adesso possiamo comprendere anche la testimonianza che i nostri odierni visitatori ci offrono: essa si svolge intorno al cardine della vita cristiana che è il battesimo, il sacramento della rigenerazione cristiana, il quale deve ritornare ad essere ciò che era nella coscienza e nel costume delle prime generazioni del cristianesimo [ndr. sta parlando in linea di principio, le stesse cose si possono dire a chiunque consideri sul serio il proprio battesimo]. La prassi e la norma della Chiesa hanno introdotto la santa abitudine di conferire il battesimo ai neonati, lasciando che il rito battesimale concentrasse liturgicamente la preparazione che, ai primi tempi, quando la società era profondamente pagana, precedeva il battesimo, e che era detto catecumenato. Ma nell’ambiente sociale di oggi questo metodo ha bisogno d’essere integrato da una istruzione, da una iniziazione allo stile di vita proprio del cristiano, successiva al battesimo, cioè da un’assistenza religiosa, da un allenamento pratico alla fedeltà cristiana, da un inserimento effettivo nella comunità dei credenti, che è la Chiesa.

Ecco la rinascita del nome «catecumenato», che certamente non vuole invalidare né sminuire l’importanza della disciplina battesimale vigente, ma la vuole applicare con un metodo di evangelizzazione graduale e intensivo, che ricorda e rinnova in certo modo il catecumenato d’altri tempi. (ndr. Il “catecumenato” non è proprio del Cammino Neocatecumenale, ma è una prassi di lunga tradizione descritto nel documento noto come OICA; il Santo Padre lo sa e quindi parla di catecumenato in senso generico).

Chi è stato battezzato ha bisogno di capire, di ripensare, di apprezzare, di assecondare l’inestimabile fortuna del sacramento ricevuto. E noi siamo lieti di vedere che questo bisogno oggi è compreso dalle strutture ecclesiastiche istituzionali e fondamentali, le Parrocchie. Si prospetta così una catechesi successiva a quella che il Battesimo non ha avuto; la «pastorale degli adulti», come oggi si dice, viene delineando, crea nuovi metodi e nuovi programmi; poi nuovi ministeri sussidiari sostengono la più esigente assistenza del Sacerdote e del Diacono nell’insegnamento e nella partecipazione alla liturgia; nuove forme di carità, di cultura e di solidarietà sociale accrescono la vitalità della comunità cristiana e ne fanno di fronte al mondo la difesa, l’apologia, l’attrattiva.(ndr. E qui è chiaro che non si riferisce al Cammino Neocatecumenale, dove “carità” e “solidarietà sociale” sono sempre state parole sconosciute).

Con la nostra Apostolica Benedizione. (ndr. A tutti i presenti, non solo al Cammino Neocatecumenale)

Confrontiamo ora quanto pubblicato su neocatechumenaleiter.org ed attribuito alle parole di Papa Paolo VI, con gli errori di scrittura lasciati come da testo.
Anche qui le evidenziazioni e i grassetti sono nostri.
In giallo le affermazioni contenute nell’originale della Santa Sede.
In verde tutte le aggiunte e le modificazioni neocatecumenali.
In celeste le nostre considerazioni.

(ndr. Se si chiama “San” Paolo VI, dà da pensare che questa pubblicazione non sia contestuale dell’epoca, quando Paolo VI era vivo e non era ancora Santo)

«Siate tutti salutati “in nomine Domini”. Nonostante che la stagione, siamo nel cuore dell’inverno, non sia propizia ai pellegrinaggi, alle escursioni, alle visite, alle riunioni, tuttavia Noi siamo lieti di salutare ancora la nostra sala che SI FA ONORE con la presenza così copiosa di visitatori che adesso nomineremo. (ndr. Il Papa, nella sua sala “si fa onore” della presenza dei visitatori che nominerà. Non sono i visitatori ad essere “onorati” della presenza del Papa).

Sappiate che vi salutiamo tutti veramente con la coscienza di essere relatori, di essere trasmettitori di una benedizione che ci trascende, cioè di essere dei rappresentanti, dei ministri di una grazia del Signore che vorremmo a tutti comunicare, e comunicare proprio con un senso di quella unione, di quella carità, di quella fusione di spirito, di quella unità che ci distingue per la nostra fede e per la fortuna che abbiamo tutti di appartenere al Corpo mistico di Cristo. (ndr. Questo mi sa che serve a “dimostrare” che anche il Cammino Neocatecumenale appartiene “al Corpo mistico di Cristo). A tutti il Nostro saluto benedicente. Accompagneremo poi con le nostre preghiere e con il ricordo spirituale il momento che voi, visitandoci, Ci procurate vera felicità di essere insieme e di essere con Cristo. 

I saluti: abbiamo, con il Nostro grande piacere e con Nostra commozione, un gruppo di Vescovi particolari, i quali saluteremo, per non prolungare troppo questa prefazione alla Nostra udienza, poi a parte nella sala attigua . . .(ndr. Un “gruppo di vescovi "particolari"? E davanti a loro il Papa si “commuove”? Un po’ come fece Morcillo quando andò nelle baracche… ma fanno proprio commuovere tutti, ‘sti neocatecumenali! Inoltre si capisce bene che nella sala attigua saranno salutati solo “i vescovi particolari”, non tutti i camminanti).

Perchè sappiate almeno l’origine di questi Vescovi e l’importanza di questo gruppo di altri nostri fratelli nell’episcopato, che abbiamo oggi l’onore di avere con Noi, leggeremo, come Ci è suggerito, la provenienza: abbiamo due Vescovi del Messico, abbiamo un Vescovo di EI Salvador, di Guatemala, dell’Honduras, della Repubblica Dominicana, poi due Vescovi del Brasile, dell’Ecuador, del Perù, dell’Uruguay, delle Filippine, abbiamo un Vescovo dell’Inghilterra, uno della Spagna e uno del Portogallo; e alcuni altri d’Italia, che sono l’Arcivescovo di Rossano, poi il Vescovo di Sarzana e Brugnato, Macerata e Tolentino, di Fabriano, di Rieti, di Teramo, Crotone, e finalmente di Piazza Armerina. (ndr. e qui mi sbellico dalle risate: l’impronta neocatecumenale è inconfondibile. Il Papa fa le presentazioni come Kiko!? Ad un’udienza generale nomina i “vescovi particolari” ad uno ad uno! Ma come si fa… Addirittura direbbe: “l’importanza di questo gruppo che abbiamo oggi l’onore di avere con noi!” Maddai… E chi glielo ha “suggerito” di leggere la provenienza? Kiko?).

E’ un’udienza che HA VERAMENTE UN CARATTERE CATTOLICO (ndr. Casomai qualcuno fosse in dubbio, meglio precisare… A proposito: le altre udienze generali del Papa non avevano carattere cattolico? Questa lo ha VERAMENTE, le altre per finta?) per non dire ecumenico, ma cattolico vuol dire di più perchè è una perfezione già completa e già consumata, e quindi Noi salutiamo tutti questi confratelli, cerchiamo di leggere nel loro cuore il motivo della loro venuta e di corrispondere con tutta la nostra simpatia, col nostro incoraggiamento anche a questo loro atto tanto significativo del loro ministero. (ndr. Quale sarebbe l’ “atto significativo del loro ministero? Essere in rappresentanza del Cammino Neocatecumenale o essere vescovi? Perché se fosse per essere vescovi, che significato ha “simpatia ed incoraggiamento”? Ad un vescovo ci si rivolge così? “Ciao, sono il Papa, ti mostro simpatia ed incoraggiamento”…)

Accompagnano il GRANDE GRUPPO che adesso nomineremo subito (ndr. il Papa freme per nominare “subito” questo “Grande Gruppo”, non vi preoccupate…), e per il quale ABBIAMO RISERVATO la piccola allocuzione che siamo soliti tenere nelle Udienze generali. (ndr. La “piccola allocuzione c’è, ma è veramente vaga e minuscola, non è questo pappardellone neocatecumenale. Anche da qui si evince che non può essere stato il Papa a parlare: non avrebbe mai tediato i presenti così a lungo, come di regola i Papi non hanno MAI fatto). RIPETO, (ndr. Il Papa “ripete”, casomai non si fosse capita l’importanza del Cammino Neocatecumenale nel 1977) questi Vescovi siano tutti da Noi salutati, E STAREI PER DIRE, ABBRACCIATI; SIAMO TANTO UNITI di più per la loro presenza nel dare omaggio alla nostra Santa Chiesa, nell’onorare Gesù Cristo, nell’avere l’ansia dell’apostolato, di attingere le anime quali sono oggi nel mondo, e nella loro speranza comune che dura nel tempo e trascende il tempo, per l’escatologia finale dell’incontro visibile e pieno con Nostro Signor Gesù Cristo. (ndr. tutti questi elogi per i vescovi neocatecumenali).

A loro, il Nostro RIVERENTE RINGRAZIAMENTO per la loro partecipazione a questa udienza, il Nostro aiuto e la Nostra benedizione che vuol arrivare anche, carissimi confratelli nell’Episcopato, alle vostre Diocesi rispettive, e sappiate davvero che la preghiera, l’augurio, la speranza comune in Cristo accompagna questi nostri voti. .

Adesso, dunque, salutiamo innanzi tutto il GRANDE GRUPPO che fa la parte principale di questa udienza – e ne diremo poi qualche cosa -: sono parroci e missionari laici della comunità neo-catecumenale. Sono provenienti da diversi Paesi e, come vedete, sono componenti una comunità molto varia – sacerdoti, religiosi, laici, ecc. – e a tutti diamo un cordiale benvenuto. Diremo poi alcune parole per questa occasione e per lo scopo che li riunisce e li fa professanti la loro fede NELLA CHIESA, e infine la Nostra particolare benedizione. RIPETIAMO, COMUNITÀ NEO-CATECUMENALI DI PAESI E DI DIVERSI CONTINENTI. (ndr. il Papa ripete ancora, si vede che vuol vendere bene il prodotto, fosse stato davvero il Papa. Ma chi è che mette parole in bocca al Papa per vendere bene il prodotto?).

Salutiamo adesso il GRUPPO PRINCIPALE, dando loro quel PICCOLO REGALO, diciamo, che Noi siamo soliti dare nella Nostra udienza generale, cioè una parola, una parola che vorrebbe essere poi soggetto di meditazione, di riflessione, se non altro di prova della nostra simpatia per chi la ascolta. (ndr. Quinta volta che il Papa “saluta” il “Gruppo Principale”… Seguite bene, poi alla fine dell’articolo viene la BATTUTA, poveri neocatecumenali, che miseria! Poi il Papa dà ai neocatecumenali un “piccolo regalo”, prassi assolutamente neocatecumenale, come quando danno i santini dei “santoni”, i libri (a pagamento)… Ed il regalo che il Papa dà ai neocatecumenali cos’è? UNA PAROLA, prova della “nostra” simpatia per chi ascolta, cioè anche per i non neocatecumenali presenti all’udienza generale).

“La presenza, diciamo, a questa udienza di un gruppo, notevole per numero - siete quasi tutti voi - 
e per dignità dei partecipanti  - i vostri DIRIGENTI e soprattutto il gruppo di Vescovi CHE AVETE PORTATO CON VOI - di appartenenti alle comunità neo-catecumenali,Ci offre l’occasione di richiamare l’attenzione dei nostri visitatori e di quanti si cOlleganoall’ascoltazione di questa nostra familiare parola, intanto su due avvenimenti della Chiesa Cattolica, e cioè sul Sinodo dell’Episcopato del 1974,che ebbe per tema allora l’evangelizzazionel’evangelizzazione nel nostro tempo, COME SI FA ADESSO A PROPAGARE IL VANGELO: questo fu il tema del Sinodo del ’74, (ndr. Ma ve lo immaginate il Papa che per spiegare l’evangelizzazione dice “come si fa adesso a propagare il Vangelo?” Nemmeno “ad annunziare”, proprio a “propagare, la fissa dei neocatecumenali) che diede materia alla Nostra successiva Esortazione apostolica “Evagelii Nuntiandi”, che fu pubblicata l’8 dicembre del ’75.

 “Se avessimo la VELLEITÀ DI FAR LA RÉCLAME ai Nostri documenti, vorremmo quasi raccomandarvelo, perchè è tanto denso, è tanto tributario a tutto quello che i Vescovi hanno detto nel Sinodo. Ho cercato di interpretare, di raccogliere tutte le loro idee, di ordinarle e di renderle accessibili in linguaggio il più semplice possibile, ma anche il più importante e chiaro possibile, che ci fa arditi, ripeto, a raccomandarlo a voi e specialmente che volete essere i neocatecumenali, che volete, cioè, DARE ISTRUZIONE, evangelizzazione a queste GRANDI SCHIERE DI POPOLI CHE RIUSCITE AD AVVICINARE.”(ndr. Ma come? La raccomandazione ad attenersi alle risultanze di un Sinodo il Papa la chiama “velleità di far la réclame”? Ma stiamo scherzando…)
Credo che sarebbe buono per voi e buono per i vostri allievi, PER I VOSTRI DISCEPOLI. Fra due Sinodi: quello della “Evangelizzazione”, come evangelizzare oggi; 

II secondo avvenimento, invece, è ancora futuro, e cioè avrà luogo quest’anno, a cominciare dal 30 settembre: l’altro Sinodo dell’Episcopato.Avremo qui circa duecento Vescovi che vengono da tutte la parti del mondo, nominati dalle rispettive Conferenze episcopali. Quale sarà il tema? II tema riprende quello della evangelizzazione sotto un altro aspetto, cioè quello del “catechismo”; come si insegna la religione specialmente ai fanciulli, ai ragazzi, alla gioventù e anche agli uomini maturi, in questa stagione della nostra civiltà; e come si diventa maestri di catechismo. Sono i Vescovi che hanno voluto questo tema, lo riprenderemo e lo svilupperemo; questo per dire come voi catecumenali siete d’attualità. quello della “Catechesi”: come catechizzare i giovani e gli adulti in questa epoca Attualità del neocatecumenato...

Quante volte, facendo l’esame della storia che ha passato e ha caratterizzato i periodi della storia della Chiesa, si dice: “Ma di che cosa si occupavano?” O c’era la guerra fra i tali stati o c’erano davvero le tali questioni dogmatiche ecc., che interessavano sé e no l’opinione pubblica e l’apostolato pastorale. (ndr. Può un Papa in un’udienza dire queste cose, con questo linguaggio diretto e semplificato?).

La Chiesa è ritornata sopra le sue funzioni e i suoi doveri pastorali, e il primo dovere pastorale è quello di annunciare il Vangelo e andare incontro al mondo e dire: `Guarda, io ti porto il messaggio, il messaggio che GLI ANGELI HANNO PORTATO ALLA TERRA’: `Gloria a Dio e pace in terra’, e poi il messaggio di Cristo, annunciare il Vangelo, cioè la parola buona insegnataci da Gesù Cristo. (ndr. Il Papa direbbe che la Chiesa, che aveva abbandonato le sue funzioni e i suoi doveri, oggi vi è ritornata sopra, possibile? Potrebbe anche pensarlo, ma non lo direbbe mai)

La Chiesa torna sopra le sue funzioni: annunciare il Vangelo al mondo Questa coscienza, RIPETO, è vigile e operante nella Chiesa di oggi, e la impegna tutta –quello che è anche tanto bello– i ministri, cioè Vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose, ecc. e fedeli! I fedeli stessi diventano voce che deve propagare questo messaggio; il messaggio dell’annuncio evangelico che oggi più che mai è degno di essere annunciato per due titoli CHE SEMBRANO CONTRADDITORI
Uno, dobbiamo annunciarlo PERCHÈ IL MONDO È SORDO, e allora BISOGNA ALZARE LA VOCE, e allora BISOGNA TROVARE LA MANIERA DI FAR CAPIRE, e allora bisogna insistere, BISOGNA CONVOCARE TUTTI AD UNA SCUOLA NUOVA, ecc. La difficoltà diventa provocante, diventa un incentivo per diventare MAESTRI DEL NOSTRO CATECHISMO, cioè della Verità del Vangelo da annunciare. Perchè il mondo è sordo E, secondo motivo, che è proprio l’opposto del primo e cioè per chi sa vedere, per chi sa leggere nel cuore delle folle, nel cuore del mondo vede che in fondo c’è un malcontento, c’è un’inquietudine, c’è un bisogno di una parola vera, di una parola buona, di una parola che dica il senso della vita! che il mondo non sa più quale sia, che non ha più la forza di definire; vive come miope e come cieco in mezzo alle tenebre. (ndr. Ma figurati se il Papa parla così…).

Noi abbiamo la lanterna, noi abbiamo la lampada, noi abbiamo la Parola del Vangelo che diventa la luce del mondo. II Signore ha detto ai suoi apostoli: voi siete la luce del mondo. Ecco, se siamo la luce del mondo dobbiamo andare incontro a questa gente smarrita, così arrabbiata, così crudele, diventata perfino così sbandata, così senza principi, senza linee di con dotta buona e umana, e andare incontro e dire: ecco, guarda, questo è il sentiero, questa è la via. E ripeto, per queste due ragioni, l’una la difficoltà e l’altra l’opportunità di annunciare il Vangelo, ecco che la Chie sa prende la parola. ed ha bisogno di una parola che dica il senso della vita.

Noi abbiamo la Parola del Vangelo Siamo dunque in una fase apostolica, missionaria, didattica, quanto mai accentuata nella vita della Chiesa; tutti vi dobbiamo essere impegnati. L’edificazione del Corpo mistico di Cristo sulla terra, che è la nostra Chiesa presente, è dovere, come dice il Concilio, non soltanto dei preti, dei Vescovi ecc., ma di ogni credente; ciascuno deve essere testimone, deve saper tradurre, se non altro con l’esempio e con il suo appoggio ecc., il messaggio di cui è depositario.
Non esiste un cristiano muto, non esiste un cristiano sterile, non esiste un cristiano che viva per sé; DEVE VIVERE PER LA COMUNITÀ, per il Corpo mistico che si chiama la Chiesa. 

Ci sono tante iniziative parallele e UN PO' SIMILI A QUELLA VOSTRA, che adesso ascolta (ndr. ma che vuol dire: "iniziative un po' simili a quella vostra che adesso ascolta?" Forse vuol dire che adesso li lascia dare una testimonianza), e si assiste così alla fioritura di opere e di mezzi per dare all’annuncio del messaggio evangelico la sua migliore diffusione e interpretazione, potremmo dire. Noi osserveremo come questo multiforme fenomeno della Santa Chiesa non riguarda soltanto l’aspetto scolastico, didattico delle sue attività, non è soltanto insegnamento da MAESTRO a scolaro, è piuttosto quello più ampio, più pedagogico e più vitale, che riguarda anche lo stile della vita, nel quale l’insegnamento della verità religiosa è parallelo a quello scolastico, anzi è unito alla professione della vita di cui l’insegnamento è norma e principio.


In secondo luogo noteremo come questo dovere non assume in chi lo compie e anche in chi ne è favorito, la qualifica di un peso grave e difficile, anche se in realtà esso lo è.
Una delle grandi difficoltà che i preti incontrano, qual è? Eh, non vengono! MA CHE NOIA, SENTIRE LA PREDICA, SENTIRE LA LEZIONE, IMPARARE IL CATECHISMO, ma MI STANCA, a me piace andare a spasso, andare al cinematografo, giocare, ecc., MA INSOMMA QUESTA CHIESA CHE INSEGNA DIVENTA TANTO NOIOSA. Non è così! Diciamolo a noi stessi e diciamolo anche al nostro popolo. (ndr. Qui si tocca veramente l’apice: il Papa dichiarerebbe che i preti e la Chiesa sono una NOIA!).

Chi ha capito il segreto della Verità che le nostre parole contengono diventa come fulminato da questa luce, da questa verità, e si trasforma tanto nell’apostolo, il prete o l’annunciatore, quanto nel discepolo che ascolta: “AH! NON CREDEVO CHE FOSSE COSÌ BELLO, AH, MA È VERO, MA GUARDA…”. Si apre, ripeto, un orizzonte di luce e di bellezza che era quasi insospettato...
lo vorrei chiedere se ci sono dei missionari tra voi: perchè fate i missionari? MA PERCHÈ SIETE ESALTATI DAL SENSO DEL VANGELO, che cosa è annunciare la Verità, annunciare il segreto della vita, i disegni di Dio, le speranze che non muoiono! Ma diventa una tale bellezza che non ci si può più sottrarre e si diventa chiamati ad essere anche noi apostoli e annunciatori di questa verità! Il compimento di questo dovere dell’annunciare non è più noioso, come il compimento dell’ascoltare non è più fastidioso
ha in se stesso la rifusione della fatica che esso comporta e rende felici i suoi testimoni, li rende sicuri, li rende partecipi in anticipo dei beni di quel Regno di Dio che essi vanno annunziando.

Nel Nostro posto, qui al centro della Chiesa, noi abbiamo da ricevere tanti che vengono da lontano, dalle missioni, e soprattutto questi CHE RICEVIAMO CON TANTO PIACERE, li lasciamo parlare per avere da loro la testimonianza. Hanno difficoltà enormi alcuni, NON SI SA COME POSSONO VIVERE, campare, vincere le malattie, LE INIMICIZIE, i pericoli, ecc., eppure ve lo dico perchè siate contenti anche voi, quando loro dicono e definiscono se stessi dicono una felicità che non ha confronti con le altre felicità del mondo. E se Noi osiamo dire: “Ma lei resterebbe qui o vuol tornare?” “Tornare, tornare!”. E VANNO IN MEZZO A DIFFICOLTÀ ENORMI MA PERCHÈ SON PRESI DALLA GIOIA DEL VANGELO. (nrd. Tutta questa sviolinata sui “missionari” neocatecumenali nel testo originario è completamente ASSENTE) Dunque, e poi diremo che coloro che con cuore semplice e generoso si mettono al servizio della evangelizzazione, subiscono, certo per un segreto ma immancabile carisma dello Spirito Santo, una metamorfosi psicologica e morale che è caratteristica; è quella metamorfosi, quel cambiamento, che trasformale difficoltà in stimoliRIPETO quello che dicevo prima, i missionari perchè ritornano? Ma perchè c’è tanto da fare, ma perchè c’è quella povera gente da consolare, ma perchè c’è il pericolo, “devo andare io a guarire i lebbrosi, devo andare io a scongiurare che questa povera gente sia sopraffatta da altri movimenti sociali e diventi schiava di situazioni intollerabili”La difficoltà, l’ostacolo, diventa attrattiva, che prima faceva paura, faceva noia, faceva fastidioinvece poi diventa la forza che attrae, che impegna, che lega, e che rende l’apostolo, diciamo la grande parola, ma detta in un senso generale, “martire” cioè testimone.

Ed è stupendo questo fenomeno, che chi sa vedere i fenomeni della Chiesa – Noi abbiamo questa responsabilità e questa fortuna – non può non dire: grazie, Dio, perchè hai dato a me questa visione, di vedere appunto tanti che sono gli entusiasti del Vangelo, del Vangelo difficile, del Vangelo penoso, del Vangelo che costa, del Vangelo che non rende, del Vangelo che URTA CONTRO TUTTE LE MENTALITÀ E TUTTI I VIZI E GLI OSTACOLI DEL MONDO. (ndr. Sono davvero “fenomeni” della Chiesa, ma da baraccone. Fortunatamente il Papa ha “la responsabilità e la FORTUNA di poterli vedere e ringraziare Dio perché gli ha dato la visione per vedere che gli ENTUSIASTI del Vangelo difficile sono tanti e sono neocatecumenali).

II Vangelo, ripeto, rende felici coloro che lo predicano (ndr. Il Papa ancora “ripete”…)e trasformale difficoltà in stimoli, i pericoli in attrattive, e le sconfitte stesse?sembra un paradosso ? le sconfitte stesse cioè il non riuscire, in titoli di merito (però ho fatto quel che potevo!) quindi anche di pace che discende serena in questi cuori che non hanno avuto neanche la soddisfazione dell’esito delle loro fatiche. (ndr. Apologia degli insuccessi) Adesso possiamo comprendere anche la testimonianza che i nostri odierni visitatori ci offrono: essa si svolge intorno al cardine della vita cristiana che è il Battesimo.

La parola “catecumenato” è riferita al Battesimo: catecumenato era il periodo di preparazione al Battesimo. Adesso il Battesimo non ha più, almeno diffusivamente e didatticamente, questo sviluppo. Assistiamo alla fioritura di nuove forme per l’annuncio del Vangelo E allora questi dicono: “Beh, lo faremo dopo il Battesimo”.
NON È BASTATA LA GRAZIA SANTIFICANTE, anzi la grazia santificante non ha fatto che accendere un fuoco che deve essere poi illuminante e propagantesi nella vita. S. Agostino ha un accenno a questo: “non possiamo anticipare? facciamo dopo il Catecumenato”, cioè l’istruzione, il completamento e l’educazione, tutta la parte educativa della Chiesa, dopo il Battesimo (ndr il Papa dice che “la grazia santificante non basta”. Maddaiiii. Magari non è la grazia che “NON BASTA”, ma l’uomo che volge le spalle a Dio).

ii sacramento della rigenerazione cristiana deve ritornare ad essere ciò che era nella coscienza e nel costume delle prime generazioni del cristianesimo, la preparazione che i primi tempi, quando la società era profondamente pagana, precedeva il Battesimo e che era detta catecumenato.
Dopo la Chiesa ha concentrato questo periodo; perchè? Ma perchè le famiglie erano tutte cattoliche, erano tutte buone, tutte cristiane, la società era in fondo orientata cristianamente; impareranno lungo la via. Ma adesso che la nostra società non è più uniforme, omogenea, è pluralista, anzi è tutta piena di contraddizioni e di ostacoli al Vangelo in se stessa, nell’ambiente sociale di oggi, questo metodo ha bisogno di essere, DICEVOintegrato da una istruzione, da una iniziazione postuma, allo stile di vita proprio del cristiano: questa deve essere successiva al Battesimo.Cioè da un’assistenza religiosa, da un allenamento pratico alla fedeltà cristiana, da un inserimento effettivo nella comunità dei credenti, che è la Chiesa. (ndr. Questa VERA frase del Papa è stata del tutto omessa).

Il Catecumenato: preparazione al Battesimo. Il. Neocatecumenato “dopo il Battesimo” QUESTO IL SEGRETO DELLA VOSTRA FORMULA, cioè: dà una assistenza religiosa, conferisce un allenamento pratico alla fedeltà cristiana e compie un inserimento effettivo nella comunità dei credenti che è la Chiesa, dopo che uno è già effettivamente, soprannaturalmente entrato nella Chiesa, ma è stato come un seme che non ha ancora avuto il bene di svolgersi Realizza un effettivo inserimento nella Chiesa Ecco la rinascita quindi del nome “catecumenato”, che certamente non vuole invalidare nè sminuire l’importanza della disciplina battesimale vigente, ma la vuole applicare con un metodo di evangelizzazione graduale e intensivo che ricorda e rinnova in certo modo il catecumenato d’altri tempi.
Chi è stato battezzato ha bisogno di capire, di ripensare, di apprezzare, di assecondare l’inestimabile fortuna del Sacramento ricevuto... Si prospetta così una catechesi successiva a quella che il battesimo non ha avuto: “la pastorale degli adulti”, come si dice oggi, viene delineando, crea nuovi metodi e nuovi programmi, poi nuovi ministeriquanto bisogno c’è di chi assista: ecco i catechisti, ecco le suore stesse, ecco le famiglie che diventano anche loro MAESTRE di questa evangelizzazione postuma al Battesimo – “la pastorale degli adulti”, come oggi si dice, viene delineando e crea nuovi metodi e nuovi programmi, poi nuovi ministeri sussidiari sostengono la più esigente assistenza del sacerdote e del diacono nell’insegnamento e nella partecipazione alla liturgia, nuove forme di carità, di cultura e di solidarietà sociale accrescono la vitalità della comunità cristiana e ne fanno di fronte al mondo la difesa, l’apologia e l’attrattiva.

Bisogno compreso dalle parrocchie Tanta gente si polarizza verso queste comunità neocatecumenali perchè vede che là c’è una sincerità, c’è una verità, c’è qualche cosa di vivo e di autentico: c’è Cristo che vive nel mondo. E questo avvenga con la

Nostra apostolica benedizione». (ndr. Pare che la benedizione finale sia indirizzata ai soli neocatecumenali: “questo avvenga con la nostra benedizione apostolica”).


Questi i due testi a confronto. Se in verde sono le aggiunte neocatecumenali…Mistificazione pura.

Ma la BATTUTA che vi avevo promesso, è ancora più spassosa.

Dopo tutte le filippiche e le sviolinature che i neocatecumenali attribuirebbero al Papa, avendole invece scritte loro, si legge su Zenit, in una rimembranza di quella lontana udienza del 1977, che il Papa “nell’incontro di saluto avuto con gli Iniziatori del Cammino, Kiko e Carmen, al termine di quell’Udienza" chiese: “Chi è Kiko?”. “Sono io”, rispose Kiko.”

Bella conoscenza del Cammino Neocatecumenale!

Il Papa, nel 1977, nemmeno sapeva chi era Kiko… Eppure, quando arrivò nel 1968, nove anni prima, Kiko ce lo trovò come pontefice.
Nove anni di anonimato…