sabato 15 dicembre 2018

Il Cammino Neocatecumenale è una deriva settaria all'interno della Chiesa

Pubblichiamo un documento frutto di un'analisi di Sr Chantal-Marie SORLIN, responsabile dell’Ufficio Derive settarie (CEF) e delle riflessioni di don Dominique Auzenet, delegato alla Pastorale «Nuove credenze e derive settarie» ed esorcista diocesano.
La Conferenza Episcopale Francese, infatti, di fronte alle denunce di consistenti gruppi di ex aderenti a gruppi o comunità religiose e laicali, ha deciso di adottare una vera e propria Pastorale che si occupi di identificare gli elementi a rischio deriva settaria di queste associazioni e, per quanto possibile, di combatterli, tutelando nel contempo le vittime di abusi psicologici e non solo.
Ebbene, benché questo documento non si occupi specificamente di Cammino Neocatecumenale, lo descrive con fedeltà impressionante e, dalla quantità di link ad articoli del nostro blog, possiamo concludere che il Cammino non "ha" alcune derive settarie, ma che il Cammino Neocatecumenale, nel suo complesso, "è" una deriva settaria, probabilmente la peggiore e la più distruttiva nel panorama attuale della Chiesa Cattolica.
Si consideri che nell'articolo non viene affrontato il problema degli abusi liturgici e della deriva teologica, altro campo in cui il Cammino Neocatecumenale non ha rivali per quantità e qualità.

VITA NELLA CHIESA E INFLUENZA SETTARIA

I – UNA GRIGLIA IDENTIFICATIVA DELLE DERIVE SETTARIE ANCHE ALL'INTERNO DI ISTITUZIONI ECCLESIALI

Il servizio «Pastorale Derive Settarie» della Conferenza Episcopale Francese, diretta da suor Chantal-Marie Sorlin, ha recentemente redatto un documento che permette di valutare le derive settarie all'interno di una comunità religiosa facendo riferimento ad alcuni criteri.
Per identificare tali derive, l'analisi si concentra su quattro aspetti del funzionamento deviante dei gruppi: il culto della personalità, la rottura con il mondo esterno, la manipolazione, l'incoerenza della vita.
Tale testo è accessibile su vari siti Internet.
Nell'esposizione, verranno fornite delle riflessioni complementari, con l'obiettivo di ampliare la prospettiva alle comunità non residenziali di varia natura e origine, che investono ormai la vita della Chiesa fino ai più alti livelli di responsabilità.
Esaminiamo ora i quattro capitoli sottostanti.

1. IL CULTO DELLA PERSONALITÀ



Idolatria dei fondatori:
«Carmen santa subito»
e «Tutto ciò che il signore ispira a Kiko è buono»
1.1 LA NASCITA DEL GRUPPO
Una disfunzione nel discernimento delle vocazioni può avere conseguenze temibili. Non mancano esempi di candidati al sacerdozio respinti in una diocesi ma accettati in un’altra. Stessa cosa per quanto riguarda il riconoscimento di un’associazione di fedeli o di una comunità.
I vescovi svizzeri hanno quindi appena ricordato questa esigenza: «Quando i candidati al sacerdozio o alla vita religiosa cambiano luogo di formazione o comunità, le informazioni tra i responsabili devono circolare in modo chiaro e preciso.»
Riflessioni:
Stessa cosa per quanto riguarda il riconoscimento di un'associazione di fedeli o di una comunità.
Occorre esaminare da vicino il contesto socio-culturale dell'epoca della fondazione ed è altrettanto importante tener conto delle filiazioni a cui fa appello il fondatore e degli strumenti di formazione che privilegia.
Alcune comunità cristiane sono state fondate in un periodo torbido, in cui la disgregazione morale della società sconvolgeva anche i fondamenti evangelici della vita ecclesiale.
I membri tendono a considerarsi assediati, assumendo una posizione difensiva, da detentori della verità, convinti di aver ricreato all'interno della loro cerchia comunitaria un'atmosfera dottrinalmente pura.
Questa cultura della "rettitudine" e della "fedeltà al Santo Padre" ha spesso come corollario lo sviluppo di uno spirito di superiorità. Convinti di essere gli unici salvatori della Chiesa, cercano di mettere in atto la propria rete. Nonostante le apparenze, tale "verità senza carità" si rivela altamente tossica.
Kiko, il «profeta», la «verità» che cambia la vita
1.2 IL CULTO DEL FONDATORE
In alcuni gruppi accade che il fondatore o il superiore prenda il posto di Cristo: i membri del gruppo lo venerano, lo innalzano su un piedistallo, gli giurano un’obbedienza assoluta. Dio passa direttamente solo e soltanto attraverso di lui. La sua parola è… parola del Vangelo. E i suoi scritti arrivano a sostituire le Sacre Scritture, che ovviamente è possibile capire solo grazie alle spiegazioni del “maestro”.
Un tale investimento nel fondatore permette in modo del tutto naturale di proclamarlo “Pastore a vita”.
E ovviamente qualsiasi rivelazione di comportamenti scandalosi va incontro al diniego, alla denuncia di complotto e di persecuzione.
Riflessioni:
Questo investimento rischia di invitare la comunità a lanciarsi in un' "operazione di brillantezza" dell'aura del fondatore. La corsa alla beatificazione e alla canonizzazione ne è un'espressione eloquente.
Nella maggior parte dei casi, le comunità sane non hanno un fondatore, ma un gruppo di fondatori.
1.3 NIENTE SALVEZZA FUORI DAL GRUPPO
Il gruppo non si presenta come complementare di ciò che già esiste, ma si concepisce come esclusivamente alternativo. È solo e soltanto attraverso di lui che passa oggi la salvezza della Chiesa.
Tutto il resto è tacciato di tiepidezza, d’infedeltà, di modernismo.
Da questo elitismo deriva il carattere “olistico” di tali comunità: tutte le vocazioni sono rivendicate nel gruppo, che basta così a sé stesso come un’“arca di salvezza” e una chiesa parallela.
Il gruppo si vuole autosufficiente perfino nel discernimento o nell’accompagnamento: gli psicologi esterni sono il diavolo! A volte è fatto obbligo di confessarsi presso un solo sacerdote della comunità, poiché gli altri non sarebbero in grado di comprendere il carisma.
La formazione si svolge rigorosamente all’interno e il pensiero del fondatore è fortemente enfatizzato.
Riflessioni:
Certe comunità sono a tal punto segnate dal fondatore che questi diviene il loro punto di riferimento assoluto, esclusivo e insuperabile.
Ma altre trovano il loro punto di riferimento "al proprio interno", e nel loro stesso nome il "marchio di qualità" ecclesiale.
Il fatto che questa realtà abbia solide basi non rappresenta un ostacolo a una sana rimessa in discussione?
Non si corre il rischio di sviluppare il sintomo della "Chiesa autoreferenziale" denunciato da Papa Francesco? O ancora diventare senza dirlo una "Chiesa nella Chiesa"?

1.4 AL DI SOPRA DELLE LEGGI
Gli abitanti della “Città celeste” che costituisce il gruppo non appartengono più al mondo. Quindi, contrariamente alle ingiunzioni dei vescovi, non si versano i contributi sociali alla Cavimac… Per non parlare delle infrazioni a livello economico, o sul piano del diritto del lavoro, o alla normativa in materia di sicurezza. Peraltro, l’ambiguità giuridica del gruppo espone i membri recalcitranti a ogni sorta di abusi senza la minima possibilità di presentare ricorso.
Riflessioni:
In certe comunità si è potuto constatare come gli insegnamenti biblici inducessero una concezione deformata della Provvidenza divina, portando ad un fideistico infantilizzante, che svilisce il senso di responsabilità. Si cercava in questo modo di giustificare le infrazioni costanti e lo sfruttamento dei membri allo scopo di arricchire la comunità.

2. LA ROTTURA CON IL MONDO ESTERNO

2.1 LE ROTTURE
Sono molteplici, e tali da rinchiudere la recluta in una vera e propria bolla completamente sconnessa dalla realtà:
Riflessioni:
Senza andare così lontano, come non notare gli squilibri introdotti nella vita delle giovani famiglie, esortare a mettere il loro tempo a disposizione dei servizi comunitari, o a sostenere il ritmo imposto dagli incontri comunitari? Come se la comunità fosse prioritaria rispetto alla famiglia…
Certo, le giovani famiglie possono correre senza avere l'impressione di una mancanza di tempo; anche se forse un giorno il risveglio sarà più difficile. Ma i nonni, dal canto loro, si vedono costretti a subordinare i nipoti alle esigenze della comunità. È forse normale?

2.2 CONTROLLO SULLA SCELTA DI CONFESSORI E DIRETTORI SPIRITUALI
Riflessioni:
L'infiltrazione, tentazione frequente della comunità, conduce più o meno alla sindrome della "chiesa nella Chiesa": se la comunità è potente,è in grado di "duplicare" le strutture diocesane già esistenti, con l'obiettivo di un'evangelizzazione performante. E allo stesso tempo imprigiona i suoi membri impegnati, limitando il loro paesaggio ecclesiale è un ripiego sul nutrimento intracomunitario.
Finiranno tutti per bere a un'unica fonte…

2.3 UNA FORMAZIONE CARENZATA, nutrita esclusivamente degli scritti del fondatore o di una selezione tendenziosa di autori. L’enfasi non è posta sulla Parola di Dio in quanto tale.

Riflessioni: la formazione può anche non essere carente, ma univoca. La comunità orienta verso le buone formazioni, serie, e possibilmente esenti da quei virus troppo contaminanti nella Chiesa diocesana ordinaria.
L'epoca in cui viviamo, con una società europea destrutturata al massimo, non rischia forse di favorire il pensiero ecclesiale "preconfezionato", elaborato dai responsabili della Comunità?
Domus Galileae:
lapidi con i nomi degli "eletti"

2.4 UN LESSICO SPECIFICO DEL GRUPPO
o tramite la creazione di nuove parole, o per cambiamento di significato delle parole usuali.
Riflessioni:
Non è solo il lessico, ma anche l'abbigliamento, il ritmo di vita, la liturgia, l'architettura, il modo di presentarsi, la strategia evangelizzatrice, ecc., che possono essere ambivalenti.
Se da un lato rappresentano elementi di aggregazione che aiutano a costruire l'identità credente, dall'altro possono anche trasformarsi in un'influenza vincolante.
Pertanto occorre sempre controllare il "gioco" della libertà offerta ai membri comunitari.

2.5 LA MOLTEPLICITÀ DI DEVOZIONI SENZA LEGAME DI UNITÀ DOTTRINALE
con sovrabbondanza di regole, segni e ascesi di ogni tipo, obbedendo all’ispirazione, ai capricci o alle trovate del responsabile. L’enfasi è posta sul demonio, il che spiega la frequenza delle liberazioni e degli esorcismi selvaggi; la visione dualista presenta il mondo come malvagio e ogni critica come una persecuzione dei “santi”.
Riflessioni:
In certi ambienti «apparizionistici» si ricorre alla consumata arte di sviluppare un business finanziario intorno a queste famose devozioni.

2.6 CONDIZIONI DI VITA DISUMANE CON PERICOLOSE CONSEGUENZE PER LA SALUTE FISICA, PSICHICA E SPIRITUALE
In queste comunità problematiche si ritrovano le stesse carenze che si manifestano nei gruppi settari in generale: carenze alimentari, carenze di sonno, carenza d’igiene di vita e di cure, estenuazione da lavoro, ecc. E se succede un incidente, l’irresponsabilità che l’ha causato viene nascosta elaborando un’interpretazione in chiave mistica dell’accaduto.
Riflessioni:
Queste interpretazioni «mistiche» possono riguardare ovviamente il cibo, a partire da demonizzazione ecologiche o da rivelazioni private.
Ma possono anche influire sul sonno per eccessivo impegno nell'adorazione eucaristica o in preghiere notturne, che possono diventare una nicchia privilegiata per persone fragili.
O sviluppare una concezione erronea della guarigione divina allo scopo di far desistere il soggetto dalle cure mediche necessarie.
O ancora indurre a sviluppare un attivismo invadente e stressante, che quasi non lascia tempo per la preghiera, e ancora meno per il riposo personale.

2.7 QUALE POVERTÀ?
Ci si procura il cibo presso il Banco alimentare. I membri non sono iscritti alle assicurazioni sociali, ma richiedono la CMU. Il lavoro è per la gente del mondo, ma si pratica la mendicità presso i “veri” poveri: Ai pagani, le preoccupazioni del mondo… Tuttavia, la collettività in quanto tale non disdegna i beni immobili e altri investimenti onerosi.
Riflessioni:
Possiamo tutti scivolare dalla ricerca di povertà autentica alla messa in atto di una povertà pigra.
Per esempio, la «mentalità da pascià», separazione semplicistica della componente spirituale da quella materiale: noi siamo al servizio della componente spirituale e della santificazione delle anime; grazie di provvedere al nostro sostentamento.
O ancora, la «mentalità hippy»: ignorare e infrangere deliberatamente le leggi dell'economia, le disposizioni di sicurezza anti incendio, dell'igiene alimentare, con il pretesto di promuovere la semplicità, la flessibilità, la carità…
Avere in bocca la parola «Provvidenza» senza preoccuparsi minimamente del prezzo dei beni, come se la cosa non riguardasse queste persone, è segno di una spiritualità sviata.
2.8 UNA DISINCARNAZIONE
Alcuni gruppi, per via della loro concezione e del loro sistema, hanno reciso il legame che unisce i figli ai genitori: l’autorità parentale viene per così dire trasferita al “pastore” e i figli diventano figli della comunità; l’immagine dei genitori ne risulta sminuita.
Quanto alla sanità: un evidente bisogno di trattamento terapeutico lascia posto a una pericolosa parola d’ordine: «Il Signore guarisce! Noi ci crediamo.»
Riflessioni:
L'accettazione del dovere di stato, il discernimento delle priorità, la preoccupazione di verificare gli equilibri sono tre mezzi da utilizzare per evitare di lasciarsi trascinare in progetti mirabolanti che finiranno per calpestare l'umanità delle persone.
Gesù non è stato estraneo alla vita ordinaria, anzi, l'ha accettata e vissuta in pieno per trent'anni. Vivere da cristiano non è il sogno di un destino straordinario, ma l'apprendimento dell'amore ordinario vissuto nel quotidiano..
Quando un'esperienza spirituale importante, o ancora una vita comunitaria pregnante, giungono a turbare la vita familiare, nei suoi equilibri (tensioni eccessive) e nelle sue relazioni (rottura con i parenti), occorre porsi in fretta le domande opportune.

2.9 DOLORISMO E CULTO DELLA SOFFERENZA
Le difficoltà – obiettive – incontrate sono sublimate con l’invito al sacrificio. La sola risposta è del tipo: «Soffrendo,porti la croce che salva i tuoi amici; se vivi la croce significa che sei sulla buona strada, molto vicino a Gesù; se stai male significa che cresci lottando contro le tue debolezze; se soffri è perché non ti sei ancora convertito a sufficienza»; «Se non hai retto è perché non preghi abbastanza; significa che non ti sei ancora spogliato completamente di te stesso».
Occorre sottolineare, in alcuni gruppi, la proporzione rilevante di membri in cattive condizioni di salute: in particolare, depressioni, tentativi di suicidio, suicidi, comparsa o aggravamento di malattie psichiatriche.

3. LA MANIPOLAZIONE


Proselitismo con figli al seguito
3.1 IL PROSELITISMO
I membri del gruppo organizzano delle uscite dalla loro cittadella allo scopo di andare a convertire gli altri, che si presume vivano nell’ignoranza e nell’errore. All’esterno, l’alterità non è oggetto di interesse o di curiosità, o promessa di arricchimento. L’altro è davvero accettato solo negandone la differenza e l’apporto. Il suo interesse risiede solo nel fatto di essere un potenziale convertito.
Riflessioni:
Tutto ciò ha anche a che vedere con la castità.
Quest'ultima caratterizza il nostro atteggiamento di profondo rispetto all'altro , nel complesso delle nostre relazioni umane.
Rispetto delle opinioni altrui, ascolto attento delle persone, rifiuto di giudicare, di etichettare, di chiudere in una scatola, di mettere la mano sull'altro, di nutrire una curiosità malsana nei suoi confronti… Questa delicatezza è l'espressione della castità.
Viceversa, la sua assenza si esprime tramite atteggiamenti di seduzione, di predazione, di dominio, di manipolazione, di violenza psicologica…

3.2 IL RECLUTAMENTO VOCAZIONALE
Bisogna sedurre e portare in comunità. Il reclutamento è rapido, le prede sono spesso giovani e senza grande esperienza. Se, malgrado tutto, il bersaglio si pone delle domande, lo si mette sotto pressione, convincendolo che il dubbio è opera del demonio. Il reclutatore è un esperto nell’arte della doppia costrizione. Richiamiamo soltanto il canone 219 del Codice di diritto canonico: «I fedeli godono del diritto di non essere sottoposti ad alcuna costrizione in merito alla scelta di uno stato di vita.»
Riflessioni:
L'attuazione - più o meno esplicita - di un vero e proprio potere di seduzione può diventare uno stile di vita. Tale spirito di seduzione riveste molteplici forme nel comportamento della personalità, nel tono della voce, nelle prese di posizione, nel vissuto relazionale: mellifluo, ossequioso, ammaliatore, sentimentale o sessuale, subdolo, canzonatorio, bugiardo, insinuatore, perverso
La si potrebbe quasi definire una predazione organizzata.
«Cosa sarebbe la "pastorale delle vocazioni" se si trattasse di una tecnica di reclutamento, con tanto di agenti reclutatori e reti di influenza?
Cosa ne sarebbe delle persone che, adescate da queste reti, dovessero rendersi conto un giorno di essere state strumentalizzate e brandite come segno di una buona prestazione spirituale, con proposte pie dietro le quali si nascondono pratiche meno confessabili?
Alla lunga, queste forme di gestione spirituale si rivelano pericolose, malgrado i risultati positivi che ottengono nell'immediato.»
(Mons. Claude Dagens, "La pastorale delle vocazioni non è una strategia" La Croix dell'8 luglio 2014).

3.3 LA CONFUSIONE DEI FORI ESTERNO E INTERNO
I ruoli di confessore e direttore spirituale (foro interno) non devono mai essere confusi con l’incarico di superiore (foro esterno). Eppure, ci si accorge che questa confusione è molto comune.
Allo stesso modo, il sostegno psicologico non dovrebbe mai essere effettuato all’interno di una comunità o di un’associazione cristiana, per tutelare la libertà delle persone e ridurre le interazioni:
presa di potere, lotta d’influenza, rischio di concertazione senza riguardo per il segreto del sostegno, gaffe varie e indiscrezioni che scaturiscono e si spandono velocemente in un ambiente
ristretto. Se una stessa persona gestisce i ruoli comunitari importanti, il sostegno spirituale e psicologico, e perfino la confessione, non è difficile capire quanta influenza possa esercitare sulle persone. Questa distinzione tra pubblico e intimo è anche distrutta dalla moda della “trasparenza”,
in altre parole dalle confessioni pubbliche. Sotto l’apparenza di fraternità e compassione, l’intimità salutare dell’individuo è calpestata, forzando la persona a una sorta di esibizionismo psico-spirituale, che in definitiva è sinonimo di stupro psichico.
Riflessioni:
La distinzione tra foro interno e foro esterno è un concetto fondamentale per la vita spirituale.
Tutto ciò che ha attinenza con la vita privata e intima, che si condivide con un confessore o con un accompagnatore spirituale sotto il sigillo della fiducia, appartiene al foro interno e non può essere divulgato a terzi senza l'autorizzazione dell'interessato.
Nel diritto canonico, il giudizio di un atto del foro interno avviene in rapporto alla coscienza personale.
Ciò che viene fatto in rapporto della società, degli altri, appartiene invece al foro esterno e il giudizio degli atti commessi avviene riferendosi a criteri oggettivi esterni.
Questa confusione è lo strumento numero uno messo in atto per sfociare in derive gravi.
La porta è aperta agli abusi di potere, all'onnipotenza del «guru» che, nell'esercizio della propria autorità, rafforza le sue ragioni «visibili» con ragioni «invisibili» e private.

Kiko crea, Kiko dirige, Kiko celebra, onore a Kiko!

3.4 DEI VOTI PARTICOLARI
Mai parlare male del fondatore o di un qualunque superiore e denunciare immediatamente quanti infrangono questo voto. Si sente anche parlare di un voto d’unità: le critiche (vale a dire ogni minima domanda legittima od ogni minima riflessione personale) e le disobbedienze mettono in pericolo la fraternità.
Riflessioni:
L'autorità religiosa può purtroppo derivare verso l'oppressione.
La tradizione cattolica ha visto svilupparsi concezioni e pratiche mirate a prevenire - anche se non sempre con successo - gli abusi di potere religioso: basti pensare alla funzione critica della riflessione teologica, alla presa di decisioni collegiale o sinodale, alla pratica della accettazione da parte del popolo di Dio delle decisioni prese e al ruolo insostituibile della coscienza personale.
L'assenza di uno spazio riservato a questi quattro aspetti deve far sorgere qualche domanda.

3.5 IL SEGRETO IMPOSTO COME REGOLA ASSOLUTA
Poiché si suppone che la funzione di tali associazioni sia quella di servire la Chiesa, tutti i membri dovrebbero poter dialogare apertamente e liberamente con i membri della gerarchia, ogniqualvolta si renda necessario. Quando si compiono opere buone, non si ha paura della luce. Succede invece che venga proibito di parlare con il vescovo locale, giudicato incapace di comprendere il carisma
Allo stesso modo, si fa uso di tutta una documentazione interna che deve rimanere nascosta.
Riflessioni:
Se da un lato si può considerare normale il fatto che non tutti abbiano accesso a tutto, sta di fatto che le persone esterne percepiscono un'opacità quasi totale sulle modalità di governo, sulla gestione finanziaria, ecc.
Perfino all'interno si riscontrano spesso rotture di comunicazione tra i vari livelli o settori, che favoriscono tale opacità. Con l'arrivo delle nuove comunità, si può quindi percepire una sorta di diffusione di cultura del segreto perfino all'interno della Chiesa, come non era mai accaduto prima a questi livelli.
Tra l'altro, si pone così la questione della responsabilizzazione dei battezzati nelle comunità: entrandovi, rischiano di acconsentire inconsapevolmente a una certa formattazione che può sviare in infantilizzazione.

3.6 BUGIE, INGANNI E DISSIMULAZIONI
La dissimulazione può aver luogo fin dall’inizio, ovvero per ottenere l’approvazione (documentazione presentata alle autorità e documentazione “interna”, alla quale i membri stessi non hanno accesso). Successivamente, anche quando l’autorità riesce a penetrare all’interno del funzionamento del gruppo, quest’ultimo fa di tutto per sottrarsi al controllo e alle misure intraprese per migliorare la situazione.

Riflessioni:
In un'ottica di potere, il gioco del gatto e del topo diventa uno sport da cui le comunità rischiano di uscire vincitrici. Viceversa, le relazioni di fiducia presuppongono vulnerabilità, trasparenza, rinuncia ad atteggiamenti di potere, sia da parte dell'autorità ecclesiale che della comunità, cosa che ovviamente presuppone il drastico rifiuto del doppio linguaggio.

3.7 L’AUTORITARISMO DEL RESPONSABILE E LA SOTTOMISSIONE DEI MEMBRI
L’obbedienza – si tratta perfino di sottomissione – è innalzata al rango di somma virtù: ciò avviene in modo incondizionato e infinitamente più marcato rispetto a una comunità religiosa tradizionale. Ma la vera obbedienza non è sinonimo né di autoritarismo, né d’infantilizzazione.
Passa anche attraverso la mediazione e non è caratterizzata da colpi di bacchetta magica del tipo:«Dio mi ha detto»… Non è forse vero che i “capetti” possono lasciarsi prendere da una forma di godimento nel consigliare e nel comandare?
Riflessioni:
Di capetti ve ne sono dappertutto: nelle famiglie, nelle società, nelle imprese, e anche all'interno della Chiesa, dal momento che è dotata di una struttura gerarchica.
La mentalità del «capetto» è prima di tutto una configurazione psicologica.
Spetta al responsabile della formazione individuarla. In seno alla Chiesa cattolica ciò solleva la questione della formazione alla psicologia, anche per i vescovi.

3.8 IL DUBBIO È OPERA DEL MALIGNO
«Decisi di comunicare i miei dubbi e le mie domande al fondatore. La sua risposta è stata corta e precisa: “Sento che non fai più parte della comunità.” Ben undici anni di vita comune, di fede comune, spazzati via da queste poche parole scritte su un foglietto di carta. In questo sistema di certezze, non c’era posto per dubbi e domande. Rispondere ai dubbi significava ammettere la possibilità di averne. L’esclusione era l’unica risposta. L’anzianità, l’impegno solenne a vita, i sacrifici fatti, l’energia profusa senza contare non avevano più alcun valore…»
Riflessioni:
La demonizzazione di colui che solleva dubbi è solo l'ultima tappa di un atteggiamento che consiste semplicemente nell'ignorarlo, o nel fargli presente che lo si comprende, ma di fatto ignorando le sue osservazioni o le sue domande.


Spaventose imitazioni
delle "opere" di Kiko
3.9 UMILIAZIONI E SENSI DI COLPA INFLITTI
Il ribelle, colui che fa molte domande, non gode mai di buona reputazione in una comunità deviante. E in generale paga i suoi sgarri a caro prezzo, a suon di umiliazioni e sensi di colpa inflitti: « Spiegarsi significa diffidare… la depressione è il rifiuto di Dio… amare significa scendere nel fango… tacere significa amare… la tensione è frutto soltanto della nostra cattiveria… riposarsi significa non amare a sufficienza… rivendicare significa essere egoista… difendersi significa ribellarsi al Vangelo». Quanto a coloro che non si annullano nella sottomissione silenziosa e che rischiano quindi di contaminare gli altri, sono semplicemente cacciati via. All’interno li si copre di calunnie:il ribelle è un Giuda. La dinamica relazionale si semplifica all’estremo: sottomissione o esclusione. Negoziare verbalmente è impossibile, siamo in una situazione di tutto o niente.
L’altro è ridotto allo stato di oggetto: è assimiassorbito o respinto. Non può essere soggetto di parola, e quindi partecipare a un dialogo. Una parola diversa, infatti, suscitando il dubbio, crea angoscia nel gruppo e mette in moto i meccanismi di difesa che culminano nell’esclusione. All’interno del gruppo, l’alterità è insopportabile.
Riflessioni:
Gli specialisti della manipolazione conoscono bene questo fenomeno di mobbing finalizzato all'eliminazione. A questo scopo si può ricorrere ad ogni sorta di tecniche che colpiscono la persona stessa, le modalità e la natura del suo lavoro, la sua posizione sociale all'interno della comunità.
La dinamica relazionale si semplifica all'estremo:sottomissione o esclusione. Negoziare verbalmente è impossibile, siamo in una situazione di tutto o niente. L'altro è ridotto allo stato di oggetto: è assimiassorbito o respinto. Non ha diritto alla parola e quindi non può partecipare a un dialogo.
Una parola diversa, infatti, suscitando il dubbio, crea angoscia nel gruppo e mette in moto i meccanismi di difesa che culminano nell'esclusione. All'interno del gruppo, l'alterità è insopportabile.

3.10 L’ABBANDONO
  • In che condizioni relazionali? Le partenze vengono sempre nascoste agli altri membri. Inoltre, nessuno rivolgerà più la parola al traditore. E poiché l’adepto aveva già tagliato i legami con tutte le sue conoscenze precedenti, si ritrova solo.
  • In che condizioni economiche? Ciò che ha portato al suo arrivo, ciò che ha costantemente versato nella cassa comune, è un dono, no? Dopo aver forse abbandonato una professione, dopo aver lavorato sodo per anni – ovviamente a titolo gratuito e senza assicurazione sociale – colui o colei che lascia il gruppo si ritrova nudo/a come Giobbe… Eppure il canone 702 par. 2 del Codice di diritto canonico stipula che l’istituzione continuerà a comportarsi con equità e carità evangelica nei confronti del membro che è partito.
  • In che condizioni fisiche e psichiche? La vita è stata talmente difficile che la persona ne esce annientata. Alcuni sono ancor più gravemente distrutti a livello psichico: quante depressioni, quanti tentativi di suicidio, quanti suicidi! Le persone, infatti, sono afflitte da sensi di colpa e si ritrovano a fare i conti con un sentimento di fallimento totale.
  • In che condizioni spirituali? Alcuni conservano la fede, perché prima di questa sfortunata esperienza che hanno vissuto avevano davvero incontrato Cristo. Molti, invece, non vogliono più sentirne parlare


4 L’INCOERENZA DELLA VITA

4.1 LA VITA “STRAORDINARIA" DEI CAPI
Anche solo per una questione di carità: nei confronti dei più deboli, nei confronti delle persone la cui situazione economica è cambiata, nei confronti degli altri componenti della Chiesa, ecc.
Il fondatore dovrebbe consumare gli stessi pasti e attenersi alle stesse regole e costituzioni applicate nella comunità.
Riflessioni:
La cecità della Chiesa sulla doppia vita dei fondatori non è che la conseguenza di due atteggiamenti ben radicati: il suo rifiuto di ascoltare veramente le vittime e la sua ignoranza della perversità delle derive settarie in generale, e al suo interno in particolare.
Il punto più basso è stato raggiunto probabilmente con il fondatore dei Legionari di Cristo, Marcial Maciel.
Numerosi segni mostrano che non è servito da lezione.
Ecco un esempio, senza andare a cercare troppo lontano: il terzo congresso mondiale dei Movimenti ecclesiali e delle nuove comunità, organizzato a Roma dal 20 al 22 novembre 2014 dal Pontificio Consiglio per i Laici, si è svolto presso il collegio internazionale Maria Mater Ecclesiae. Tenere questo congresso un una struttura dei Legionari di Cristo non è neutro. È un segno forte.
Se una struttura creata dal più corrotto di tutti i fondatori viene scelta dal Vaticano come sede di un congresso di questa portata, significa che le altre comunità che possono essere implicate in altri abusi non devono minimamente preoccuparsi.

4.2 IL DENARO
La comunione dei beni:
data la scarsa stabilità offerta dalla vita moderna e la probabilità che dei membri abbandonino la comunità dopo qualche anno, c’è un vantaggio nel mettere i beni di un membro al sicuro fino alla sua morte, in modo tale che se decide di partire, tali beni possano
servire a soddisfare i suoi bisogni una volta uscito dalla comunità. Ma al momento della partenza l’adepto se ne va spesso nudo come Giobbe, sebbene il Codice di diritto canonico parli di equità.
Si capisce allora come, data la situazione, un adepto con un minimo di buon senso non abbia più la forza di partire.

  • Lo sfruttamento del lavoro dei membri.
  • La gestione finanziaria dovrebbe essere sempre onesta e trasparente. Tuttavia, certi gruppi sono esperti nell’arte di mettere in piedi false sotto-associazioni o associazioni fantasma.
  • I doni e le captazioni di eredità.

Riflessioni:
Il volontariato, la gratuità e il disinteresse sono fortemente incoraggiati, se non espressamente richiesto.
Sono tutti comportamenti lodevoli, ma certe comunità sono scivolate, forse senza nemmeno accorgersene, verso uno «sfruttamento» della disponibilità o dell'idealismo dei loro membri, delle loro reti o delle loro offerte. Tali membri fungono allora da manodopera domestica a buon mercato - cucina, cura della casa e del giardino - ma anche di fornitori di fondi, facendo alla comunità e al gruppo cospicue offerte, perfino di una parte dei propri beni.
In questo caso bisognerebbe potersi assicurare che i mezzi raccolti servano appunto a perseguire gli scopi che la comunità si prefigge. Ma spesso la gestione finanziaria è tutt'altro che trasparente.

4.3 I COSTUMI
Qui abbiamo a che fare con reati, perfino reati ben conclamati: pedofilia, stupri, palpeggiamenti, efebofilia

CONCLUSIONI
Beninteso, un solo criterio non può essere sufficiente per identificare un gruppo a derive settarie.
Solo un insieme di criteri correlati permette di prendere coscienza del carattere patologico di una comunità o di un’associazione.
Ma di fatto sorprende sempre constatare che molti dei sintomi descritti ricorrono regolarmente in un certo numero di gruppi di cui si sente parlare attualmente.
Peraltro, tutte le derive evidenziate in alcune comunità cattoliche sono in fin dei conti identiche a quelle che si riscontrano nei gruppi settari in generale. Le tre tentazioni del potere, dell’avere e del godere sono a tutti gli effetti universali.

Analisi di Sr Chantal-Marie SORLIN, responsabile dell’Ufficio Derive settarie (CEF)
Marzo 2014
Riflessioni di don Dominique Auzenet, delegato alla Pastorale «Nuove credenze e derive settarie» ed esorcista diocesano.
Tratte dal libro «Dall'abuso alla libertà. Derive settarie all'interno della Chiesa. Testimonianze e riflessioni» a cura di Vincent Hanssens.

34 commenti:

  1. Ringrazio Valentina Giusti per aver reso pubblico questo documento che con chiarezza definisce i punti essenziali che caratterizzano il cammino neocatecumenale. Il numero elevato di link, che coincide con le argomentazioni prese in esame, è impressionante e altamente sintomatico.
    Entri nel cammino e la tua vita non è più quella di prima, perché esso aziona un meccanismo furtivo che alla fine spoglia totalmente il fedele, dei suoi averi, dei suoi rapporti familiari, della sua propria identità.
    Lo cattura stritolandolo in una rete che falsifica la dottrina cattolica, la stessa che l' adepto poco (o per nulla) istruito pensa invece di perseguire.
    Il cammino neocatecumenale possiede la capacità di “spolpare” le persone che ne fanno parte, di ingannare, plagiare, violentare. E quando qualcuno si rende conto di ciò che si nasconde dietro l’attrattiva dei balletti esaltanti, convivenze lussuose, forze naturali e sovrannaturali kikiane, uscire diventa complicato.

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  2. E così ho imparato che in Francia, la conferenza episcopale ha l'ufficio per le derive settarie (CEF) .. bene.
    L' analisi della suora responsabile di questo ufficio (e del sacerdote delegato), riportata nel libro del dottor Hanssens, risale al marzo 2014 .. bene ( sono passati più di 4 anni ..).
    In essa, a conclusione del capitolo riportato dice:

    "un solo criterio non può essere sufficiente per identificare un gruppo a derive settarie. Solo un insieme di criteri correlati permette di prendere coscienza del carattere patologico di una comunità o di una associazione".
    ---------------
    All'inizio del post viene giustamente osservato:
    "possiamo concludere che il Cammino non "ha" alcune derive settarie, ma che il Cammino Neocatecumenale, nel suo complesso, "è" una deriva settaria, probabilmente la peggiore e la più distruttiva nel panorama attuale della Chiesa Cattolica".
    ----------------
    Quindi, praticamente quasi TUTTI gli aspetti settari esposti sono concentrati nel CN.

    Bene, quindi?
    Questo libro (e quelli teologici e dottrinali che lo precedono di anni o decenni, ed altri studi concernenti sia il cristianesimo che la psicologia) che fine fa?
    È solo 1 lavoro accademico divulgato tra pochi esperti interessati?

    Ma non riguarda forse la Chiesa? Infatti non parla delle sette in generale, parla di quelle che sono DENTRO la Chiesa.

    Allora, supponendo (mi auguro) che anche in altri paesi esista un ufficio che si occupa di questo problema (esiste qualcosa del genere in Italia? E in Spagna?) visto che la Chiesa è universale, mi chiedo .. quello che sempre mi chiedo .. dopo aver raccolto queste informazioni (tramite persone che a quanto pare hanno lavorato in modo meticoloso e competente) la CHIESA che FA?
    Come AGISCE?
    Soprattutto, perché non comincia col chiamarli per NOME e COGNOME (tali associazioni) quando li richiama e li rimprovera, invece di farlo sempre INDIRETTAMENTE?

    Nel libro si trova la seguente spiegazione (mi pare 1 po' debole, ma ciò è comprensibile, visto che viene da persone di Chiesa che forse non possono osare di più):

    "La cecità della Chiesa sulla doppia vita dei fondatori non è che la conseguenza di due atteggiamenti ben radicati: il suo rifiuto di ascoltare veramente le vittime e la sua ignoranza delle perversità delle derive settarie in generale, e al suo interno in particolare"
    ------------------
    Mi permetto di dubitare che si tratti solo di IGNORANZA, e se è così, torno al paragone con lo Stato: "la legge non ammette ignoranza". ☆

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  3. ☆Cioè tu , Pastore, che nascondi la testa sotto la sabbia per non vedere i forti (ricchi, potenti, vincenti) che schiacciano i deboli (poveri o di mezzi, o con doti personali non apprezzate, soli, con eccessiva sensibilità, con vicende fallimentari ecc. ) sfruttando proprio coloro di cui la carità cristiana imporrebbe di avere cura maggiore .. non è che fai così per tornaconto? O per quieto vivere?
    Ricordati che la GIUSTIZIA è la prima cosa che devi praticare, non c'è religione, non c'è cristianesimo, non c'è consacrazione che possa prescindere dalla Giustizia, che passi da un' altra via che non sia quella della COSCIENZA.

    Pastore che dici AMEN a Kiko e al suo monumento, renditi conto che esso ha i piedi d'argilla e ricordati che Dio te l'ha data 1 COSCIENZA .. anche se nel tempo l'hai allenata a diventare sorda alla voce di Dio e vibrante a quella di Kiko, sintonizzata sulla sua frequenza, tanto da non farti scalfire da niente e da nessuno .. stai facendo del male alle tue pecore e molto, molto di più a te stesso.

    Questo vale anche e soprattutto per quei Pastori che sono NEUTRI.

    Volete lasciare il grano con la zizzania? Va bene, è Gesù che ha detto di farlo, MA
    non ha comandato che siate voi, Suoi servi, a SEMINARE la zizzania in mezzo al grano.

    È quello che fate, parroci, quando lasciate entrare il CN nelle vostre parrocchie, vescovi, quando lo lasciate agire nelle vostre diocesi, cardinali, quando mal consigliate il Papa e disponete perché avvenga questa semina.

    Uno Stato non si limita a promulgare leggi ma CONTROLLA anche che siano rispettate e se scopre qualcuno che non le osserva commina SANZIONI. ☆

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    1. ☆Ora, anche se il paragone con la Chiesa arriva solo a 1 certo punto perché la Chiesa non è uno stato (tanto meno un regime), però le sue "leggi" le ha (quindi perché non CONTROLLA e non sanziona?) e non parlo del diritto canonico, ma
      dell'AUTORITÀ di Gesù, che la vincola INNANZITUTTO alla GIUSTIZIA.

      Ad es.
      "Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta." (Mt6,33)
      ---------
      "Se uno dichiara al padre o alla madre: è Korbàn, cioè offerta sacra, quello che ti sarebbe dovuto da me,non gli permettete più di fare nulla per il padre e la madre, annullando così la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte". (Mc7,11)
      -----------
      "Misericordia e verità s'incontreranno,
      giustizia e pace si baceranno.
      La verità germoglierà dalla terra
      e la giustizia si affaccerà dal cielo." (Sl84)
      ------------
      "chi pratica la giustizia è giusto come Egli è giusto ..
      chi non pratica la giustizia non è da Dio" (1Gv 3,7-10)
      ------------
      "Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
      perché saranno saziati." (Mt5,6)
      ------------

      Forse il mio è il classico lamento sterile del "piove governo ladro" , per niente costruttivo, ma chissà che sia meglio non costruire affatto che costruire opere mostruose come il CN, che la Chiesa stessa ha costruito .. No?
      Non è stata la Chiesa stessa a volerlo?
      Quando in 1 scuola la commissione di 1 progetto fallisce nell'attività didattica, causando danno a degli alunni e gettando discredito sull'istituto, il dirigente scolastico potrà solo sgridare o sanzionare gli insegnati coinvolti, ma gli utenti (leggi 'FEDELI semplici ' nel paragone con la Chiesa) hanno tutte le ragioni di ritenere responsabile il DIRIGENTE (o il gruppo dirigente, perché nella Chiesa penso che in molte cose il Papa abbia le mani legate da cardinali e vescovi, cattivi consiglieri) e chiedere all'ISTITUTO risarcimento.☆

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  4. ☆Ecco, questa è la parola che meglio descrive la mia attuale posizione riguardo alla Chiesa: RISARCIMENTO, morale, senza dubbio. Da chi? A chi fare "ricorso"?
    Frase ridicola la mia, senza senso, eppure .. perché questa forte esigenza? Non è una pretesa, ma una ESIGENZA e, forse mi sbaglio, ma mi sembra 1 esigenza voluta, benedetta da Dio.

    Spesso mi dico che invece di lamentarmi, devo preoccuparmi di fare la mia piccola parte, crescendo nella fedeltà e abbandono a Gesù .. ma ho come 1 blocco di fronte a questa Chiesa che agisce in modo ingiusto e non univoco:
    trovo destabilizzante, fonte di confusione, amarezza, dispiacere il fatto che un prete parla e opera in 1 modo e 1 altro prete in 1 altro ..
    e così non basta più dire "è 1 prete" .. ma bisogna vedere se è uno che si appoggia a Gesù (e così è sicura guida) oppure si appoggia agli uomini (e si lascia guidare dove Gesù non lo vorrebbe, trascinandosi dietro i "suoi" ).

    D'altra parte, non tutti abbiamo uguale forza morale e i preti non dovrebbero esserci proprio per aiutare in questo?

    Cmnq ritengo vero che occorra fare la propria parte, secondo le proprie capacità:

    "I veri rivoluzionari sono coloro che hanno rivoluzionato se stessi. Nella misura in cui io cambio e sono di Dio, per quella mia piccola parte il mondo cambia!"
    (don Oreste Benzi)
    --------
    Chiedo scusa se ho fatto confusione e parlato dei miei sentimenti ma ho pensato che forse qui qualcuno può capire ..

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    1. Ciao Roberta, il tuo pensiero sulla Chiesa,come forse ricordi,è lo stesso mio, il continuo silenzio davanti a queste sette interne alla Chiesa,il chiudere gli occhi ed orecchie davanti al Dio denaro e potere e il non praticare la giustizia,come benissimo hai descritto te,mi fanno tanta rabbia e considero la Chiesa corresponsabile del danno verso i più deboli. Basta vedere come nascondono i casi di pedofilia. Andrò contro qualcuno che ancora difende la Chiesa,ma io credo che la Chiesa e i suoi rappresentanti siano i primi responsabili dell'allontamento delle persone da Dio,oltre naturalmente alle sette come la comunità!
      Il tuo sfogo è giustificabile.
      Ex fratello!

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    2. Ciao Ex fratello, sì però a volte la vedo anche in 1 altro modo: e se fossero loro a essere fuori posto e non noi?
      Loro, cioè quelli che, avendo autorità nella Chiesa sono, come dici, corresponsabili del danno verso i più deboli. Perché dovrei permettere che oltre a questo danno mi debbano anche fare 1 danno peggiore allontanandomi da Dio?
      In fondo Dio l'ho incontrato prima di conoscere la setta e direi anche prima di frequentare la Chiesa perché, anche se la Chiesa mi ha aiutato a conoscere le verità di fede, l' "incontro" non avviene tramite "nozioni" ma attraverso la coscienza che vaglia la vita che ti circonda, le persone, le situazioni, distinguendo il bene dal male .. È nella coscienza la voce di Dio. Poi si tratta di confrontarla con quello che la Chiesa insegna e devo dire che tutto concorda .. perchè quindi dovrei andarmene io? Che se ne vadano loro, quelli che "usano" della Chiesa anziché servirla, bassi o alti prelati che siano.
      In fondo la Chiesa non deve essere come la vogliono i movimenti laici, come la vogliono i preti, come la vogliono i vescovi, come la vogliono i cardinali e nemmeno il Papa, la Chiesa deve essere solo come la vuole Gesù.
      Sono loro che devono adeguarsi al loro e nostro Signore, non viceversa, quindi, se non lo fanno, possono anche essere numerosi, anche la maggioranza, possono avere ricchezze, possono avere potere, possono avere "carisma", la parrocchia piena di iniziative e di aggregazioni, ma contano zero per la mia fede.

      Il problema che mi pongo è quello dei Sacramenti: se davvero non trovassi più onestà in nessun sacerdote, tanto da dover proprio andarmene dalla Chiesa (e sarebbe 1 obbligo morale per me), come stare col Signore senza l'Eucaristia e la Confessione? Senza la Messa?
      Cmnq per ora è inutile pensarci, se avverrà, credo, adesso, che sempre Gesù mi guiderà nella coscienza .. Lo avessi ascoltato e Gli avessi dato retta PRIMA, non sarei finita in quella setta malefica travestita da "angelo di luce" .
      Non avevo capito che frequentare i Sacramenti, pregare e cercare di non dispiacere a Dio, voleva già dire fare parte della Chiesa ... credevo che se uno non faceva parte di qualche "gruppo", non si potesse davvero sentire parte della Chiesa .. solo recentemente ho cominciato a capire che non è così.

      Ci sono anche dei bravi sacerdoti nella Chiesa, forse più nei paesi poveri o dove i cristiani subiscono persecuzioni, ma anche qui da noi qualcuno ce n'è .. io ringrazio di aver incontrato quei pochi della parrocchia dove frequento che sono così e chiedo al Signore che non mi vengano a mancare, perché altrimenti dovrei mettermi di nuovo in 1 difficile ricerca ..

      Mi spiace di essere sempre lunga nei miei interventi ma ad una riflessione ce n'è sempre 1 altra che si collega e così via .. (deve essere l'età che avanza e la solitudine che permane :) ).
      Concludo, però 1 altra cosa voglio condividere, alcune parole dell'omelia che ho ascoltato stasera (appena a casa le ho scritte perché le ho trovate sagge e incoraggianti):

      "Il rinnovamento non viene dall'alto, da 1 legge, ma dal piccolo, da un cuore che vede che il bene è bene, è questo che porta alla giustizia e alla pace.
      È con la nostra vita che portiamo Gesù, opere, parole, sguardi, atteggiamenti, anche il silenzio; anche quando sei solo in silenzio nella tua casa e fai il bene, quel piccolo bene si propagherà 'fino ai confini del mondo'."

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  5. Nel cammino si annulla il confine tra la libertà di culto e la manipolazione.
    La libertà di culto, che argüello proibisce, richiama l' ispirazione personale, l' adesione a religioni che non comportano azioni illegali e neppure forme di aggressione o di autodistruzione. La manipolazione invece può condurre ad atti delinquenziali. Non si parla di valori ma di azioni di suggestione compiute ai danni di qualcuno che, truffato o raggirato, viene condotto ad agire nell'interesse di kiko (catechisti d' alto rango tutti. Nell' interesse del cammino). Questo interesse è congiunto al potere assoluto che kiko desidera avere sull'altro, a vantaggi di tipo economico o sessuale o altro ancora. Vale davvero la pena annullarsi per una setta, quindi per il cammino?

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  6. E ancora, così, semplicemente, mi viene da pensare a tutti quegli ex che esprimono: "ma come ho potuto aderire al cammino? Perché non me ne sono liberato immediatamente?"
    Il punto è che allontanarsi è difficile proprio a causa dell'isolamento. Questo viene praticato convincendo le vittime che i familiari fuori dal cammino sono entità negative, che vogliono il loro male e che sono all'origine della loro sofferenza. Nei casi più fortunati in cui si riesce a venire fuori da quella che è una vera e propria setta, la persona sente un fortissimo disagio psicologico, non riesce a riconoscersi, ad accettare e comprendere come sia stato possibile essere manipolati fino a quel punto.

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    1. Beati voi, uomini dell' era tecnologica, che avete modo di afferrare la verità con maggiore semplicità rispetto al passato, dati i documenti e le testimonianze che circolano riguardo il cammino.

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    2. C'è anche il caso,cara Rebel, di chi non aveva nessuna relazione da tagliare, perché relazioni forti familiari o di amicizia non ne aveva .. e proprio per questo è entrato in questo gruppo, abbacinato dal vedere 1 apparenza di "famiglia", fratellanza che non poteva sapere cosa volesse dire, apparente considerazione nell'avere, come gli altri (come le persone normali), un proprio posto: "Questa è la TUA comunità, questi sono i tuoi fratelli e le tue sorelle" !

      Non so se potete immaginare quanto forte e irresistibile possa essere questa ESCA per chi, ancora giovane e con già grandi problemi interiori, personali, familiari e di relazione si sente dire PROPRIO ciò che vorrebbe sentirsi dire .. comincia così a credere che quelle persone (le persone, non Dio che in quel frangente purtroppo ti appare secondario, solo 1 parola ..) siano in grado di "risolvere" la sua vita, che la promessa che ti fanno sia vera:
      "camminerai sulle acque della tua vita e vedrai le meraviglie che il Signore farà per te".

      Se prima di entrare i problemi erano grandi, stando lì sono diventati enormi e nelle acque ci sono affondata.

      Spero che l'informazione per via tecnologica serva a tanti .. ma nel mio caso, nemmeno quella sarebbe servita, non mi interessava la fede PURTROPPO ma solo liberarmi dall'ormai insopportabile dolore di 1 vita di solitudine e di "mai 1 gioia".

      Ora nulla è cambiato MA tutto è cambiato:

      evidentemente la solitudine di allora non era così insopportabile se ora, che è ancora più grande, la vivo senza morirne e la
      non-considerazione sociale mi dà più pace che avvilimento.

      Ora quando grido "Signore salvami", sulle acque ci cammino davvero..

      Che dire? Grazie al Cammino che ha cercato di farmi annegare?

      NO,la mia vita forse era già molto compromessa (perché l'imprinting dell'infanzia è fondamentale) ma quando sono entrata nel CN era il momento dell'"ultima occasione" (per matrimonio, figli, lavoro .. la vita delle persone normali insomma!) e loro me l'hanno portata via per sempre.

      :) scusate, non so cosa mi è preso oggi, devo aver scambiato questo blog per "Caro diario"..
      :) forse sei tu, cara Rebel, che mi susciti queste considerazioni con la delicatezza e sensibilità che esprimi .. il tuo articolo di qualche giorno fa sulla Santissima Vergine e il Rosario, mi ha lasciato senza parole (come pure le tue precedenti testimonianze), perciò ti ringrazio.

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    4. Cara Roberta, grazie davvero di cuore.

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    5. La ricerca e la voglia di trovare un ambiente protetto,in cui trovarti a tuo agio, valutato per quel che sei e semmai aiutarti ad essere una persona migliore con l'esempio di persone positive,ti spingono ad entrare in certi ambienti. Poi però quando ti scontri con la realtà e le ipocrisie e soprattutto un ambiente in cui ti riempiono di sensi di colpa,e come dici tu Roberta "
      Se prima di entrare i problemi erano grandi, stando lì sono diventati enormi". Però per una cosa voglio ringraziare il cammino,mi aperto gli occhi e se prima ero diffidente,ora non mi fido di nessuno e non parlo più di me a nessuno,meglio solo che male accompagnato!
      Cara Roberta,se "sfogarti" qui ti è di aiuto,noi ti capiamo,tutti noi ex sappiamo di cosa tu parli e ti capiamo avendo avuto a che fare con lo stesso mostro che è il cammino!
      Ex fratello!

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  7. Spero che qualche Sacerdote timorato di Dio legga e se ne faccia portavoce a chi di dovere.

    Nel cammino viene richiesta l'obbedienza cieca e contro coscienza,fate qualcosa!

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  8. Anche ringrazio @Valentina,
    per aver fatto conoscere questo importante testo .. sbaglio o ho contato bene: 130 link ?
    Hai fatto 1 lavoro immenso e davvero significativo: il CN è l'esempio perfetto di SETTA così come descritta nel libro.

    Basterebbe che qualcuno con autorità nella Chiesa, prendesse questo articolo, il libro di Hanssens e facesse 1 confronto serio con le testimonianze e gli argomenti trattati nei vari articoli di Osservatorio.

    Ma sì .. certo .. fantascienza!

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  9. Alcuni dei link alle fonti non funzionano, ma stiamo provvedendo a sistemarli.

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  10. Cari fratelli! Faccio un appello a tutti voi, cioè a tutti gli uomini di buona volontà, anche tra i Neocatecumenali. Vi chiedo di essere dei "Piccoli Apostoli della Resurrezione di Gesù" . Dentro il vostro ambito c'è bisogno di Luce, perchè molti necessitano di avere più forza nella Fede. Molti dei vostri fratelli si sono persi nelle vie del mondo, cioè nelle opere della carne e della mondanità, e non riescono ad avere uno spirito forte per resistere alle seduzioni di questo mondo. Non svalutate questo mio messaggio, perchè la situazione è seria e non può essere presa alla leggera. C'è bisogno di portare lo Spirito della Resurrezione e del Perdono. Incontrerete mille difficoltà, mille impedimenti, il vostro nemico, il Diavolo, appena vi metterete in azione seminerà zizzania, prima dentro di voi, mettendovi le paure e altro, poi se vedrà che con voi non avrà vittoria, passera ai vostri fratelli neocatecumenali e non. Andate avanti sempre nel Perdono e nella Resurrezione.

    Gesù ha detto:

    «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. 16 Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. 17 E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, 18 prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
    Delle volte il mondo è il compagno, delle volte è il vicino, delle volte è il collega, delle volte è il fratello di comunità neocatecumenale, e altri. Quello che conta è fare la Volontà di Dio.

    Vi chiedo, umilmente, di mettervi al lavoro. Non abbiate paura ne dei vostri catechisti e ne di altri. Portate l'Amore e la Resurrezione di Gesù.

    Andate, prima di iniziare, dal vostro Vescovo, Sacerdote, Confessore, e dite similmente così: "chiedo l'autorizzazione a Santa Madre Chiesa di portare Gesù ai miei fratelli, per la loro salvezza". Poi fate voi, se sapete dire meglio o dire altro. Ma conta rimanere nello Spirito del Perdono e della Resurrezione. Non iniziate se non sarete autorizzati dalla Chiesa.

    Non vi chiedede chi io sia e non cercatemi. Conta Gesù, e sarà Gesù che vi indicherà cosa dovete dire.Chiedete tutto a Gesù, pregate Gesù, parlate di Gesù, e fate ciò che vi dice Gesù. Per fare ciò, seguite la Chiesa, nel Papa, e chiedete alla Chiesa se avete dubbi o altro da chiarire e definire. Sarà la Chiesa a guidarvi. Fatevi guidare, chiedetelo, nello Spirito del Perdono e della Resurrezione. Non fate senza la guida della Chiesa. Rimanete uniti alla Chiesa. Pregate per la Chiesa e per il Papa.

    Sarete calunniati! Offesi! Presi per pazzi! Ma riceverete anche tanta Pace dal Signore.

    Diranno ogni sorta di male, tireranno fuori ogni menzogna e raggiro, tireranno fuori i vostri peccati passati e perdonati e cancellati dal Signore, faranno le vittime, faranno i carnefici, vi rideranno in faccia, qualsiasi cosa la useranno per andarvi contro. Non rispondete al Male con altro Male, ma rispondete con Verità e Giustizia. Gesù è la Verità e la Giustizia. Se cadrete, causa il forte contrasto, rialzatevi con il Signore e rimettetevi all'opera. Vi sentirete più forti di prima. Sarà il Signore che vi rimettera in piedi, vi ristabilirà con il Suo Spirito, lo Spirito della Resurrezione. Mettete parole di Amore dove è l'Odio, portate la Luce dove è la Tenebra. Lasciate messaggi e parole pieni di Luce, ovunque, e portateLa. Portate la Resurrezione, perchè siete figli della Resurrezione. Non ci costa nulla! Fate passare questo messaggio anche agli altri fratelli credenti e uomini di buona volontà.Che Gesù vi benedica a tutti!

    Pace ai figli della Pace. Dio è la Pace.

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  11. "Queridos hermanos! Apelo a todos ustedes, es decir, a todos los hombres de buena voluntad, incluso entre los neocatecumenales. Os pido que seáis "Pequeños Apóstoles de la Resurrección de Jesús". Dentro de su esfera hay una necesidad de Luz, porque muchos necesitan tener más fuerza en la Fe. Muchos de vuestros hermanos se han perdido en los caminos del mundo, es decir, en las obras de la carne y de la mundanalidad, y no pueden tener un espíritu fuerte para resistir las seducciones de este mundo. No devalúen mi mensaje, porque la situación es grave y no se puede tomar a la ligera. Necesitamos traer el Espíritu de Resurrección y Perdón. Encontrarás mil dificultades, mil impedimentos, tu enemigo, el Diablo, tan pronto como tomes acción sembrará la disensión, primero dentro de ti, poniendo tus miedos y más, entonces si él ve que contigo no vas a ganar, pasa a tus hermanos neocatecumenales y no. Tú siempre avanzas en el Perdón y la Resurrección.

    Jesús dijo:



    "Id por todo el mundo y predicad el evangelio a toda criatura. 16 El que creyere y fuere bautizado, será salvo; mas el que no creyere, será condenado. 17 Y estas son las señales que acompañarán a los creyentes: en mi nombre echarán fuera demonios, hablarán nuevas lenguas, tomarán las serpientes en sus manos, y si beben veneno, no les harán daño, pondrán sus manos sobre los enfermos y los sanarán.

    A veces el mundo es el compañero, a veces es el prójimo, a veces es el colega, a veces es el hermano de la comunidad neocatecumenal, y otros. Lo que cuenta es hacer la voluntad de Dios.



    Humildemente te pido que te pongas a trabajar. No tengáis miedo de vuestros catequistas y de los demás. Trae el Amor y la Resurrección de Jesús.


    Antes de empezar, id a vuestro Obispo, Sacerdote, Confesor y decid lo mismo: "Pido permiso a la Santa Madre Iglesia para llevar a Jesús a mis hermanos, para su salvación". Entonces hazlo, si puedes decir mejor o más. Pero es importante permanecer en el Espíritu de Perdón y Resurrección. No empieces a menos que estés autorizado por la Iglesia.



    No me pregunta quién soy y no me busca. Pregúntale a todo Jesús, ora a Jesús, habla de Jesús, y haz lo que Jesús te dice. Para ello, seguid a la Iglesia, en el Papa, y preguntad a la Iglesia si tenéis alguna duda o alguna otra cosa que aclarar y definir. La Iglesia te guiará. Déjate guiar, pídelo, en el Espíritu de Perdón y Resurrección. No lo hagas sin el liderazgo de la Iglesia. Permanece unido a la Iglesia. Oren por la Iglesia y por el Papa.



    ¡Serás calumniado! ¡Ofendido! ¡Eres un tonto! Pero también recibirás mucha Paz del Señor.

    Dirán toda clase de maldad, sacarán todas las mentiras y engaños, sacarán tus pecados pasados y perdonados y borrados por el Señor, serán las víctimas, serán los verdugos, se reirán en tu cara, lo que sea que usen para ir contra ti. No respondan al Mal con otro Mal, sino con la Verdad y la Justicia. Jesús es Verdad y Justicia. Si te caes, debido al fuerte contraste, ponte de pie con el Señor y vuelve a trabajar. Te sentirás más fuerte que nunca. Será el Señor quien te pondrá de nuevo en pie, quien te restaurará con Su Espíritu, el Espíritu de Resurrección. Pongan palabras de Amor donde está el Odio, traigan la Luz donde está la Oscuridad. Dejen mensajes y palabras llenas de Luz por todas partes y llévenlo. Traed la Resurrección, porque sois hijos de la Resurrección. ¡No nos está costando nada! Que este mensaje también se transmita a otros hermanos creyentes y hombres de buena voluntad, ¡que Jesús los bendiga a todos!



    Paz a los hijos de la Paz. Dios es Paz."

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  13. Grazie Valentina. Hai detto tutto ma, nello stesso tempo, hai dato tanti spunti di riflessione.

    Certamente molti ex camminanti si chiedono "come è potuto accadere".
    Anche molti tedeschi, riguardo al Nazismo, si sono chiesti "come è potuto accadere" e, in futuro, molti se lo chiederanno riguardo all'aborto, all'ideologia gender, ecc.

    Il fatto è che quando si crede, anche in buona fede, che una cosa è vera, allora si fa di tutto per ottenere ciò che promette. Lo dimostrano le ideologie.
    Chi però è in buona fede col tempo tende a porsi delle domande e, se non gli hanno lavato il cervello fino in fondo, alla fine esce.

    Il problema del Cammino non sono solo le eresie conclamate, come "non si può non peccare" o "il mondo tutto malvagio" e "la natura che si contrappone alla grazia".
    Ci sono anche delle eresie occulte. Ad esempio si dice che anche fuori del Cammino ci si può salvare, ma si crede che solo il Cammino salva. O, almeno, si VIVE come fosse così, tanto è il "resettamento" psicologico che una setta può causare.
    "Resettamento" che nulla ha a che vedere col cambiamento di mentalità che auspica San Paolo, ma che è un vero e proprio lavaggio del cervello.

    Il fatto è che tutti siamo, in una certa misura, condizionabili. Lo dimostra l'educazione che, se è buona, propone il bene nel rispetto della libertà, mentre se è negativa darà frutti negativi, per quanto è da sperare non riuscirà mai del tutto a distruggere le libertà umana.

    E' stato detto così tante volte che le Torri Gemelle le ha buttate giù la CIA che molti ci credono al 100% e io stesso ormai ho dei dubbi e mi astengo da ogni giudizio. Se fosse una falsa notizia, come probabile, ha fatto effetto. In qualche modo anche su di me.
    Se poi la falsa notizia ti dà sicurezze riguardo alla salvezza... è come chi promette facili guadagni. Chi cerca in qualche modo una salvezza, ha un'attrazione istintiva e può facilmente cadere in trappola.
    Ma se cerca Dio prima di Kiko e la Chiesa prima del Cammino, se proprio non è diventato un automa teleguidato, alla fine esce.

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  14. L'articolo che abbiamo pubblicato è impressionante perché stigmatizza segnali di deriva settaria presenti in vari movimenti e realtà ecclesiali odierne (in particolar modo Opus Dei, Legionari di Cristo e Focolarini): ebbene, tutti questi elementi si ritrovano nel Cammino Neocatecumenale, ed anzi, in esso sono ancor più enfatizzati.
    I link ad altrettanti articoli dell'osservatorio, che si riferiscono a loro volta ad altri articoli o a testimonianze dirette, sono 137, al momento, ma volendo potrebbero raddoppiare o triplicare, come, prendendo in esame le specificità del Cammino, potrebbero essere aggiunti nuovi paragrafi allo studio in uso all'Ufficio derive settarie costituito dalla Conferenza Episcopale Francese.
    Roberta si chiedeva se un analogo organismo sia stato creato presso altre Conferenze Episcopali Nazionali: credo di no, per il momento. La Chiesa francese è stata sensibilizzata da una presa di posizione a livello governativo che attualmente l'Italia è ben lontana dal realizzare.
    E purtroppo, l'abbiamo visto succedere con lo scandalo pedofilia, sono stati i processi penali che hanno obbligato ad una policy interna nella Chiesa.
    Per quanto riguarda l'articolo, molto vasto e con tante puntualizzazioni, forse sarebbe bastata una sola frase per descrivere il fenomeno e le sue cause primarie, cioè la seguente:

    La confusione fra il foro interno ed esterno è lo strumento numero uno messo in atto per sfociare in derive gravi.
    La porta è aperta agli abusi di potere, all'onnipotenza del «guru» che, nell'esercizio della propria autorità, rafforza le sue ragioni «visibili» con ragioni «invisibili» e private.

    In fin dei conti, la fonte della deriva settaria del Cammino è questa grande confusione fra ciò che riguarda la coscienza personale e che non può essere sollecitato e strumentalizzato da nessuno, né tantomeno messo in piazza continuamente davanti alla "comunità dei fratelli" e ciò che riguarda la propria esteriorità,che in cammino diventa addirittura un'inversione.
    Non si può cioè parlare apertamente di fatti di cui sono tutti a conoscenza (ad esempio, la malattia degenerativa di Carmen negli ultimi dieci anni di vita, oppure le strane disponibilità finanziarie di alcuni responsabili e catechisti) perché si tratterebbe di un "giudizio" inviso agli occhi di Dio, il quale ci chiede addirittura "circoncidere la ragione", mentre è lecito giudicare quanto una persona abbia fede o meno, se ama "troppo" il coniuge o abbia la giusta autorità con i figli, oppure anche sapere i particolari della sua vita più intima.
    Sempre nell'articolo, leggo una riflessione molto interessante, che mi fa pensare che nel Cammino viene messa al bando una grande virtù, che è la castità. La riporto di seguito:

    Tutto ciò ha anche a che vedere con la castità.
    Quest'ultima caratterizza il nostro atteggiamento di profondo rispetto all'altro , nel complesso delle nostre relazioni umane.
    Rispetto delle opinioni altrui, ascolto attento delle persone, rifiuto di giudicare, di etichettare, di chiudere in una scatola, di mettere la mano sull'altro, di nutrire una curiosità malsana nei suoi confronti… Questa delicatezza è l'espressione della castità.
    Viceversa, la sua assenza si esprime tramite atteggiamenti di seduzione, di predazione, di dominio, di manipolazione, di violenza psicologica

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  15. Buongiorno a tutti voi, anche a me colpisce questa spiegazione della carità.
    Questo articolo è semplice in maniera disarmante.
    Spiega tutti o quasi tutti i problemi del cammino neocatecumenale.
    Ho letto le testimonianze di Roberta e Rebel con un groppo alla gola.
    Mi sono riprovato tanto anche troppo nelle loro parole.
    Forse mi ripeto ma provo tanta ma veramente tanta pena per i neocatecumenali in buona fede e tanta veramente tanta rabbia per quei "capetti" che distruggono le persone.
    Ha ragione Roberta, la Chiesa deve prendere posizione, non è possibile ammettere tutto questo al suo interno.
    Cosa dobbiamo scrivere ancora per avere un po' di GIUSTIZIA???
    LUCA

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  16. Qualcuno in un commento aveva chiesto di creare un articolo,un commento di riferimento da mettere come prima lettura , per far capire ai lettori di questo blog , il tema trattato.
    Se posso permettermi, proporrei questo post.
    È chiaro è semplice ed è uno studio pubblicato anche su un libro.
    Non si riferisce solo al cammino, ma pone l'attenzione sulle sette in generale e proprio sulle sette più pericolose cioè quelle che si spacciano per cristiane.
    Contiene inoltre 137 riferimenti ad altri articoli ed una infinità di spunti di riflessione.
    Valentina ha fatto un lavoro prezioso che secondo me merita ampiamente di essere evidenziato.
    Grazie a tutti per i vostri commenti, mi avete ridato la speranza.
    LUCA

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    Risposte
    1. Ciao Luca,
      si avevo chiesto io di fare questo e sono d'accordo con te! Questo articolo, fuori dal contesto del Blog ma così incredibilmente dentro allo stesso tempo, penso sia la perla che dovrebbe rifulgere per tutti coloro che arrivano qui anche per caso. Un uomo di chiesa, con una funzione così particolare, che descrive il Cammino senza citarlo in modo così perfetto, tanto che chiunque legga il passo non possa non vedere che tutto quello che è riportato si applica al cammino, beh penso sia davvero un vademecum da mettere in primo piano. Magari nella striscia laterale del blog, con un Leggimi ni caratteri cubitali. E un incipit del tipo: Se riconosci due o più punti sotto riportati nel tuo cammino di fede, allora esso in realtà non lo è.

      Per finire concordo con roberta salerno nel suo primo post qui sopra: a allora??? un documento così non ha cambiato nulla?? c'è nessuno in ascolto?? siamo qui a scrivere male cose che altri hanno già scritto meglio di noi e ..nulla?? Non un sussulto di coscienza, non una parola dalla chiesa? Solo qualche tirata d'orecchie del Papa al cinquantenario che Kiko ha prontamente rimosso dalle poche menti che lo avevano ascoltato…. Un bel segno sarebbe stato non andare affatto! Non vi riconosco come movimento cattolico!

      M.A.

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  17. Ho notato un Thread sconvolgente. E' questo:

    https://neocatecumenali.blogspot.com/2016/09/dicevano-che-io-ero-satana-e-che-ci.html

    poi leggendo sotto, oltre le tante utili, mi ha molto colpito la risposta di una certa persona, E' stata questa: Anonimo17 settembre 2016 12:59.

    Davanti a quella risposta, mi chiedo? Ma costoro dentro la testa cosa hanno? Il marciume, oppure la fogna? Dal momento che ci troviamo nella stessa melma, non si cambia di molto.
    Cioè, predicano l'apertura alla vita, faccia d' agnello, predicano l'amore ai bambini, faccia d'agnello, predicano l'amore al prossimo, altra faccia d'agnello, e poi abbandonano un bambino di 6 mesi, così, dicendo: Dicevano che io ero satana e che ci saremmo lasciati - Risultato? Dopo un mese lui mi ha lasciata con un figlio di 6 mesi, dicendo che io non lo "completavo"... per via del Cammino neocatecumenale!

    Bene hanno scritto: Antonius17 settembre 2016 08:38 ( che condivido in pieno totalmente, non vi stupite di me, ma il fegato bolle dentro, e delle volte quando ci vuole ci vuole) ( sapete quante ne dare ad alcuni catechisti e regionali e altri, non sapete quante, poi Gesù mi frena e mi calmo, ma se ci penso, tipo PFR [è un esempio concreto, ma ce ne sono migliaia di questi soggetti], se sapesse..., a quest'ora starei, o starebbe lui, in galera, per direttissima, ma ripeto, poi Gesù mi ferma e..., e so che è meglio seguire Lui, invece del proprio istinto) e Anonimo17 settembre 2016 17:08

    Riporto un commento che condivido in pieno:


    No non sono tutti stupidi, anzi, ci sono e sono la maggioranza coloro, i più furbi, che vivono sulle spalle della comunità, piangono sempre miseria non hanno mai soldi lavorano ma non vengono pagati, e vestono sempre all'ultima moda capelli fatti colorati le mogli e unghie rifatte, vanno in convivenze che si fanno anno su anno sempre piangendo miseria e il responsabile con la decima copre i debiti, si si batte sempre sulla decima perché i capi ed i loro figli devono campare con i soldi delle comunità, si riempiono la bocca con frasi del tipo: io ho lasciato il lavoro miamoglie non lavora eppure abitiamo 8n una villa, abbiamo la macchina monovolume, e stiamo in giro per convivenze ... che fede ragazzi ecco perché cercano proseliti fanno catechesi anno su anno non perché gli preme l'evangelizzazione, ma gli interessa avere quante più entrate possibili per vivere bene loro ed i loro figli QUESTA È LA VERITÀ.




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  18. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. Mi ricollego a quanto scritto da Luca e da M.A. che appoggio in pieno.

      Prezioso e ricchissimo questo post, con tutti i link segnalati, un compendio dei temi più importanti evidenziati in anni e anni di Osservatorio col contributo di tanti fuorusciti e di tanti che con impegno hanno studiato il cammino neocatecumenale aiutando a portarne alla luce la vera natura. Una creatura falsa e bugiarda che si traveste da angelo di luce per attrarre a se' e acquistare la fiducia degli adepti e dei Pastori della Chiesa per poi fare arbitrariamente il cavolo che vuole. Creatura ribelle che riconosce solo in se stessa autorità per realizzare la sua vocazione predatoria. Sì creatura predatrice, credo che questa sia la definizione più illuminante.

      Penso anche io che questo post andrebbe messo in evidenza sulla pagina di apertura di Osservatorio. Chi capiti qui per la prima volta e lo apra ha subito il concentrato di tutto, la ratio profonda, la chiave di lettura di qualunque post sia pubblicato ciascun giorno.

      Ringrazio di cuore Valentina per il suo lavoro. Roberta per i suoi commenti condivisibili in tutto. Alla Chiesa, intesa come gerarchia a tutti i livelli, dovrebbero tremar le vene e i polsi...ma come si fa? Come si fa a restare inermi così. Condivido soprattutto il fatto che il Papa avrebbe fatto meglio, per lanciare un segnale chiaro, a non andare proprio a Tor Vergata. Oppure andare ma correggere con decisione, raddrizzare, indirizzare e soprattutto mettere l'Equipe degli Iniziatori in riga. Un Triumvirato di despoti insensati a caccia di gloria effimera.
      Questo post è una miniera a cui puoi attingere a piene mani, perché? Perché, come è stato già detto, il c.n. non incarna un aspetto solo o alcuni tra quelli elencati come identificativi di derive settarie, ma in tutti si ritrova sorprendentemente qualcosa di neocatecumenale. Vogliamo porci qualche domanda infine? Cosa ancora dobbiamo dimostrare?

      Pax

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    2. Cara PAX,
      io comincio a dubitare di tutto. Una chiesa che non affronta queste derive, che tende a chiudere un occhio anche su delle malefatte gravi, che non taglia con realtà come Medjugorie, che riconosce i sui sbagli con secoli di ritardo (vedi le scuse fatte a Galileo Galilei, un po' fuori tempo massimo) solo per non perdere qualche conversione scricchiolante, non ha futuro.
      Una chiesa che accetta un movimento che impone di pagare il 10% dei propri introiti come una tassa per la conversione, cosa può raccontare ai suoi fedeli?
      Qui non si tratta più di cammino si o no, qui si tratta di tagliare con queste derive settarie, di riportare la parrocchia al centro della vita cristiana, di ridare a parroci e vescovi il potere di decidere cosa fare e come farlo.
      Un ottimo esempio di questo e che sta funzionando sono i dieci comandamenti e le tappe seguenti, gestiti dai parroci, seguiti con grande interesse dalle persone, tappe che hanno fini chiari, un inizio e un termine. Non è un caso che il cammino si opponga con grande forza ai dieci comandamenti, perché vede in iniziative come quella una vera spina nel fianco, contro le quali non riesce a combattere in modo proficuo. Cari camminanti, provate a chiedere al vostra catechista cosa ne pensa dei 10 comandamenti e ne vedrete delle belle…
      Scusate lo sfogo ma davvero una chiesa così per me è destinata a perdere di interesse.

      M.A.

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  19. Voglio sottolineare ancora due cose.
    La prima è evidenziata da Valentina all'inizio del post quando ci fa notare che...

    "Si consideri che nell'articolo non viene affrontato il problema degli abusi liturgici e della deriva teologica, altro campo in cui il Cammino Neocatecumenale non ha rivali per quantità e qualità."

    Ossia, ma ci rendiamo conto? Tutto quanto illustrato nell'articolo prescinde da due capisaldi per ogni realtà ecclesiale, cattolica: la Liturgia e la Teologia.
    Sappiamo bene che su questi due fronti il Cammino di Kiko e Carmen ha fatto i più grandi devastanti scempi.
    Eppure quanto elencato non sfiora neanche questi due ambiti che da soli condannano il cammino senza appello. Svegliati Chiesa!

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  20. La seconda nelle...

    CONCLUSIONI
    (Così Valentina)
    "Beninteso, un solo criterio non può essere sufficiente per identificare un gruppo a derive settarie.
    Solo un insieme di criteri correlati permette di prendere coscienza del carattere patologico di una comunità o di un’associazione.
    Ma di fatto sorprende sempre constatare che molti dei sintomi descritti ricorrono regolarmente in un certo numero di gruppi di cui si sente parlare attualmente.
    Peraltro, tutte le derive evidenziate in alcune comunità cattoliche sono in fin dei conti identiche a quelle che si riscontrano nei gruppi settari in generale."

    Ora quanto mi preme sottolineare:

    "Le tre tentazioni del potere, dell’avere e del godere sono a tutti gli effetti universali."

    Questa la sintesi mirabile di tutto. Ne discutevamo recentemente con Lino.
    Potere - Avere - Godere

    Come non trovare in questo la sintesi - appunto - di tutto il male che alberga nel cammino neocatecumenale a causa, non è mai troppo ribadirlo ancora, della inquietante personalità narcisista e megalomane di Kiko Arguello che mai "ha servito" ma tutto sempre "si è offerto a se stesso"? (la stessa Carmen senza sosta lo accusava di questo e negli anni sempre più, ossia mai ha riconosciuto in lui un'inversione di tendenza, anzi, con gli anni è solo peggiorato, purtroppo per lui e per tutti noi che siamo stati nelle sue grinfie!)

    Detto questo diciamo NEI FATTI Kiko Arguello si è dimostrato schiavo del
    Potere
    Avere
    Godere

    Devo forse fare qualche esempio? Per ciascuno di questi mali? Il Blog è pieno zeppo delle performance kikiane in ciascuna di queste specialità. Ognuno ricordi, ognuno trovi le prove.
    Kiko in balia delle tre fiere descritte da Dante alle porte dell'Inferno.

    Pax

    RispondiElimina
  21. @ M.A.

    tappe che hanno fini chiari, un inizio e un termine dice M.A. a proposito dei dieci comandamenti di Fabio Rosini. Questo il punto. Per questo sono una denuncia silenziosa del tradimento del cammino alla sua vocazione primaria: essere un itinerario che come tale parte da un punto e conosce un traguardo un arrivo e dunque una fine, Kiko non tollera tutto quanto lo sbugiarda, quanto gli mette sul muso, col solo esistere, le sue contraddizioni. Che il cammino sia eterno è un controsenso, meglio un non-senso insanabile. Eppure, va ricordato Rosini è nato e cresciuto nel cammino. Legatissimo a Kiko. Ma aveva stoffa, un carisma, o meglio dovremmo dire Dio lo ha ricolmato di doni di grazia indubbiamente. Ora Kiko che fa? Invece di gioire e di compiacersi che il Signore elargisce i suoi beni tra i camminanti anche ad altri che non sia lui, cosa fa? Roso dall'invidia più nera comanda a Fabio Rosini di smetterla, che sta distruggendo il cammino, che si è messo in competizione con lui e con tutto per REALIZZARSI. Ma guarda! Il bue che chiama cornuto l'asino! Saul con Davide, tale e quale.
    Perché Kiko vede i dieci comandamenti come una spina nel fianco? Perché li combatte tanto aspramente? Ricordo anche io, tanti e tanti anni fa, il divieto assoluto di frequentare i dieci comandamenti, pena essere cacciati letteralmente fuori dal cammino.
    O noi o lui, alias Fabio Rosini.
    E come dici tu, la Chiesa sta a guardare questo e tutti gli altri scempi.
    Una vergogna.

    Pax

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    Risposte
    1. @Valentina Giusti

      Articolo molto interessante e istruttivo. Grazie per aver pubblicato questo documento della conferenza episcopale francese. Leggo con interesse anche gli interventi di valentina Giusti.

      @Pax

      Lei ha partecipato al percorso dei dieci comandamenti di don Fabio Rosini?

      Fabio

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