lunedì 24 settembre 2018

Io ti perdono

Questa mattina sostavo dinanzi al Tabernacolo, nella piccola cappellina che accoglie le anime come fosse la piccola casa di Nazareth. Guardavo affascinata il grande crocifisso che sovrasta il ciborio, e nel mentre del Padre nostro una domanda mi scosse: ma io, perdono? Una domanda complicata, alla quale ho dovuto trovare risposta navigando nel mio percorso di vita, il quale ha avuto compimento, sino a qualche tempo addietro, sul ventre deforme del cammino. Quindi fissai le mani di Gesù inchiodate a quel legno, nel quale, ad osservare bene, si potevano addirittura scorgere le venature e i buchi dei tarli. Sembra vivo. Cristo abbraccia la croce!

Mi persi nell'ammirazione di quel meraviglioso crocifisso che mi pareva di vedere per la prima volta, immergendomi, nel contempo, nella mia di croce, quella che il cammino mi ha inflitto.

Mi concentrai sul perdono, pensando a Gesù Cristo, il quale ha stravolto ogni cosa rivoluzionando le idee e i comportamenti dell'umanità. Egli non ha detto: "uccidete il nemico" ma "amate il nemico", che è addirittura più del perdono.


Ma si possono perdonare gli atti che ledono in maniera profonda, direttamente nell'animo? Cristo mi dice di amare il prossimo, non l'azione malevola che sconvolge per crudeltà.

Allora capisco che devo amare, perché il perdono insipido neocatecumenale prevede che io lo dia da una posizione di potere: ti posso condannare o ti posso graziare. Questo non è il perdono ma è la clemenza del potente.

Oggi guardo la croce dalle mura sacre di una chiesa, mentre ieri, inteso come anni addietro, ascoltavo delle catechesi contraffatte che danneggiavano le convinzioni e lo spirito.

Ora andiamo tutti a pregare in silenzio. Non si prega camminando, non si prega fumando. Quando arriverete nella vostra stanza, chiudete la porta, mettetevi in ginocchio (cercate un luogo solitario), alzate le vostre mani al Signore e gridate: “Signore, abbi pietà di me!”. Chiamalo, guardalo con gli occhi dello spirito; io ho degli occhi che vedono il tetto, però il mio cuore ha altri occhi che vedono più in là del tetto e con il mio cuore dico: “Signore, tu mi stai vedendo. Abbi pietà di me che sono un peccatore, Signore, aiutami!”. Starete mezz’ora. Sono ora le 12.25, alla 1 e un quarto torneremo qui. Ora vi metterete in ginocchio, alzate le vostre mani e gridate al Signore… passate in rassegna i vostri nemici e perdonateli. Dopo nell’ abbraccio della pace, se avete qualcosa contro un fratello, dovete dirglielo, dovete chiedergli perdono. Questa mattina dobbiamo pulirci, fratelli, perché se no il Signore non ci ascolterà.

kiko arguello - iniziazione alla preghiera
E mentre osservavo le mani sanguinanti del mio Signore mi chiedevo: che razza di perdono chiede arguello? Non quello di Gesù.
kiko ordina che in una stanza d'albergo si riuniscano due, tre, quattro persone dandosi le spalle, mettendo in scena un mea culpa obbligatorio di una mezz'ora - facciamo anche 20 minuti, gli ultimi dieci si passano con gli occhi fissi sull'orologio - che pare assai ridicolo. E mentre lo sguardo punta il soffitto la mente vaga sul fratello di comunità, sulla sua colpa verso noi e sul perdono da regalare come fosse una circostanza di parole e non di infinito amore a Cristo.

Ma loro devono pulirsi a questo modo perché il sacramento della Confessione - non lo show della penitenziale neocatecumenale - è per loro non necessario.
Albergo, stanze, salette…che forse i luoghi benedetti fanno paura a kiko?

L’esistenza della guerra ci fa vedere come Dio rispetta e ama gente tanto peccatrice come noi; per questo tutto, anche la tortura, la mostruosità, in Gesù Cristo acquista una grandezza immensa, tutto in Gesù Cristo diventa luminoso, inclusi i peccati più mostruosi che ci fanno vedere come Dio ci ama, come ci rispetta e ha misericordia di noi, come non ci distrugge. Tutto in Gesù Cristo acquista senso.>>

kiko arguello
Che i peccati mostruosi divengano luminosi per opera divina la ritengo una bestemmia. Ma perché dovrebbero servire i peccati più mostruosi - cosa intende per peccati più mostruosi? - per "vedere come Dio ci ama"? Questo ragionamento squilibra la verità incitando a non combattere le tentazioni. Il male non può avere senso in Cristo!

Dio non rispetta il male, ma ama l'uomo e questo, comunque, non garantisce il Paradiso. L'uomo possiede il libero arbitrio ma anche delle responsabilità. L'inferno sussiste anche se arguello non lo reputa esistente.


Il Signore si avvicina al peccatore, ma chiarisce che i peccati non devono essere accettati (Gv 8,11). È per questo che invita sempre il peccatore alla conversione.

Cristo è venuto a salvare ciò che era perduto. Il suo obiettivo è la salvezza dell’uomo, chiunque sia. Cerca tutti i peccatori con amore e non vuole sollazzino nell'orrido per comprendere quanto Lui li ami.


Cari neocatecumeni, Gesù non obbliga nessuno a lasciarsi salvare, se tu non vuoi non si può. È il mistero insondabile di un amore così grande che non lede nemmeno la nostra libertà di scelta. In questo senso, Egli si permette di “fallire” con Giuda, con i farisei, con la sua amata città di Gerusalemme: “Quando fu vicino, alla vista della città, pianse su di essa, dicendo: Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace…” (Lc 19,41-44). Gesù usa parole durissime non contro il peccatore, ma contro il peccato: “Se la tua mano o il tuo piede ti è occasione di scandalo, taglialo e gettalo via da te” (Mt 18,8). Enorme è la catastrofe che un peccatore respinga l’essenza stessa della dignità umana: essere figlio di Dio e non schiavo dei propri egoismi. Questo kiko non potrà mai insegnarvelo. La superbia e l'ego lo dominano, non può istruire su cose che non lo persuadono.

"L’esistenza della guerra ci fa vedere come Dio rispetta e ama gente tanto peccatrice come noi"
Da quello che comunica sembra quasi che la guerra sia necessaria per lo spirito. La guerra non possiede alcun fine benevolo, da qualsiasi prospettiva la si scruti. Essa non illumina sui sentimenti di Cristo. Piuttosto esplicita il rifiuto del Dio della vita. E con la guerra, abbiamo elevato la morte all’ennesima potenza.

Una guerra l'ho subita io ad esempio, per colpa del cammino, di kiko e dell'esigenza neocatecumenale del silenzio; del segreto! E se i numeri, i seminari, le vocazioni e le nascite di nuove comunità vanno gridati a gran voce, gli orrori del cammino si devono tenere ben nascosti. kiko è un difensore di pedofili, abusatori e sopraffattori in genere, personalmente posso garantire che egli ha nascosto il male che mi è stato inflitto, proteggendo il suo cammino a discapito della giustizia, forse perché fautore lui stesso di questo meccanismo.

Non solo il male è stato ben nascosto, ma i Pilato hanno anche provveduto a lavarsene le mani, circoncidendo la loro fede. Abbandonata e demolita ho goduto soltanto - evento più straordinario non esiste - dell'amore di Dio e del sostegno della Vergine Maria. Non della madonna devastata da colori bruni e mesti, senza luce nè bellezza di kiko, ma di quella vera, quella insita nel cuore.

Il perdono, dopo aver esaminato le catechesi di kiko e aver ricordato le violenze subite, mi pare quasi un fenomeno antibiologico, ma lo scruto da una visione spirituale e so che esiste la potenza gloriosa dello spirito di perdono. Il perdono trasforma le vite, apre le cateratte del cielo. Riempie fino all’orlo la nostra coppa di benedizioni spirituali, con pace abbondante, gioia e riposo nello Spirito Santo.

Ma da voi, neocatecumeni, come mai si usa che il perdono lo richieda chi ha subito? Perchè, in una comunità, mi è capitato di sentire un catechista dire a 3 fratelli: andate a chiedere perdono a colui che ha ucciso vostro padre?

È forse un mondo capovolto? Forse una croce voltata, un cristo kikiano che piuttosto che gridare: "padre perdona loro…" ha detto: " perdonatemi!". Il vangelo di kiko è distorto, menzognero, infernale.

Ma oltre alla stortura morale del gesto, che rende l'idea che il malfattore viva uno stato di grazia privilegiata proprio in conseguenza alle sue cattive azioni, cosa provate voi nell'eseguire quest'ordine? Non vi sentite forse confusi? depredati della vostra dignita? Non vi pare di vivere un'ingiustizia? Mai vi è stata rivelata la verità sul perdono, sull'amore al prossimo, compìte passi preposti da un uomo e non da Dio!
Perdonare non significa giustificare le angherie e i soprusi, né nascondere il marcio a discapito della verità e della giustizia, ma piuttosto significa avere compassione del prossimo sperando si converta, amando, a questo modo, Gesù e Maria.

Ecco cosa vi inculcano: un pastore neocatecumenale, riguardo la mia personale vicenda, espresse i seguenti concetti:

"Il problema non risiede in chi ti ha fatto del male, ma nel fatto che tu non perdoni. Il problema vive in te e non nella mancata denuncia. Denunciare (le violenze) non è cristiano".

Secondo questo personaggio neocatecumenale, con alle spalle molteplici anni di cammino ed una fiorente carriera kikiana, la mia ricerca di giustizia non è altro che un'inquietudine causata dal mio rifiuto di perdonare. Sono priva di misericordia e perdono neocatecumenale e questo, secondo lui, fa di me una cattiva persona.

Mi spiega che non è corretto denunciare; mancherei di carità. Proprio queste persuasioni hanno fatto si che il cammino proseguisse indisturbato.

Kiko, hai dimenticato che Dio ascolta
il pianto degli innocenti?
kiko incita al peccato disincentivando la giustizia, esaltando il malfattore che superbo accoglie il perdono della sua vittima, umiliata di fronte a lui. È una realtà contorta e insopportabile!

Adesso poniamo come esempio quella bimba di 9 anni che nel mamotreto di Inizio Corso dell'anno passato, a pagina 16, kiko presenta come spaventata dall'orco che puntualmente le fa del male, vi sentireste forse di perdonare alla maniera neocatecumenale l'orco? È disumano! Ma il perdono vero lo ha predicato Cristo. Un uomo che ha saputo perdonare e che ha amato incondizionatamente non da un salotto, ma dalla croce. È stato talmente rivoluzionario che ha detto: non affliggetevi, non dovete odiare i nemici ma amarli.

E non è che Lui non abbia conosciuto nemici. È stato tradito persino dai suoi -"prima che il gallo canti, tu mi tradirai" - e non credo ci sia un'educazione al perdono, penso che ci sia solo una visione che va oltre l'uomo, è così che vien fuori la religione. La religio; il legame.

La bimba dell'esempio solo così può perdonare, amando Cristo, continuando a provare disgusto per il male e denunciando la verità.

Non credete alle menzogne che vi catechizzano nel cammino, ma seguite il vostro animo. Quella disapprovazione che nutrite ad ogni scrutinio non è una sofferenza necessaria alla vostra salvezza ma un danno che vi viene inflitto gratuitamente.

Dal canto mio ho carità, ma la misericordia non prescinde dalla giustizia e dalla verità. Provo profonda ripugnanza per voi come uomini, per le vostre azioni e per il vostro nascondimento, ma il mio animo è in pace e questo mi basta per dire che il mio cuore sa cos'è il perdono!

64 commenti:

  1. Prima pagare poi pregare! (citazione neocatecumenale)

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  2. È impressionante questo post.
    Stigmatizza in maniera prodigiosa le aberrazioni kikiane, avallate e rinforzate da Carmen.
    Affermo questo per averli visti nel concreto gestire in combutta situazioni simili a quella descritta dall'autrice del post, sempre lo stesso andazzo. Fino a inculcarlo profondamente nei catechisti, CHE LO RIPRODUCONO FEDELMENTE e che vengono istruiti - prima e meglio che dalla predicazione - dal loro modo di operare con le anime e dalle incontestabili decisioni prese ai loro danni e a cui tutti devono piegarsi, senza scampo.
    Della predicazione abbiamo prova dai passi tratti dal mamotreto dell'"Iniziazione alla Preghiera" sapientemente riportati, che illustrano il perverso Kiko/pensiero che solo un disturbato mentale poteva partorire, come è ben spiegato.

    La preghiera a cui si viene "iniziati" è fondata sull' "amare il nemico" che per i deboli diverranno loro stessi, in varie forme e sfumature. Si garantiscono così la impunità.
    Ecco che "la tortura e la mostruosità" acquistano una "grandezza immensa" e i "peccati più mostruosi ci fanno vedere come Dio ci ama".
    Sicché loro dimoreranno stabilmente nel paradiso "degli orchi" e gli altri poveri nell'inferno di averli un giorno incontrati.

    Solo un dono di sapienza dall'alto e una sensibilità fuori dal comune poteva consentire a Rebel di coniare questo epitaffio ai santi iniziatori del c.n.:

    "E' forse un mondo capovolto? Forse una croce voltata, un cristo kikiano che piuttosto che gridare: "padre perdona loro..." ha detto: " perdonatemi!". Il vangelo di kiko è distorto, menzognero, infernale."

    Sotto una croce capovolta hanno fatto sedere il Santo Padre quando si è recato in mezzo a loro, così obbligano da 50 anni la Chiesa ad avallare le loro bestialità. E la Chiesa prende sottogamba, non si dà pensiero della devastazione provocata da una simile aberrante dottrina che continua nella prassi a mietere vittime. Ma Dio chiederà conto a tutti loro, ognuno per la sua parte!

    Pax

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    1. Mi ricordo che dicevano che era la croce di san Pietro. Il martirio del primo papa perché vedevano in Giovanni Paolo II un martirizzato. Non c'ho creduto. Rebel mi ha stupito come ha giocato con la croce capovolta dicendo in sintesi la verità del cammino.
      "E' forse un mondo capovolto? Forse una croce voltata, un cristo kikiano che piuttosto che gridare: "padre perdona loro..." ha detto: " perdonatemi!". Il vangelo di kiko è distorto, menzognero, infernale."

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  3. Un post che ti spezza il cuore per la sua cruda verità! Piccola Rebel ti auguro di essere il sassolino che farà sbriciolare la grande statua del dio Kiko. Non riesco aggiungere altro per il dolore!

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  4. Sono senza parole...dico solo grazie Rebel

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    1. Quello che dice Rebel è teologicamente esatto: il "perdono" di cui blatera il signor Argüello non è quello di Gesù.

      Amare il mio nemico non può mai significare amare il peccato del mio nemico: sarebbe un controsenso, sarebbe un farsi complici di quel peccato, sarebbe un andare contro Dio (poiché Dio non ama il peccato).

      Pertanto, se il mio nemico ha compiuto un grave peccato XYZ, il mio "amare il nemico" non può fingere che XYZ non esista o che sia una cosuccia di poco conto: significherebbe farsi complici di quel peccato e dover risponderne a Dio. Per la salvezza della sua anima quel mio nemico deve assolutamente riconoscere quel peccato e pentirsene e compiere atti di carità in "controtendenza" (si veda il caso di Zaccheo).

      Kiko e Carmen sono a pieno titolo membri della tribù dei cretini che interpretano il perdono come "perdonismo": Nostro Signore ha detto di porgere l'altra guancia, e loro pensano che ciò significherebbe "autorizzare" il peccatore a peccare ancora di più... cosa che contraddice tutto il resto dell'insegnamento di Nostro Signore!

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    2. Bisogna diffidare di chiunque tenti l'astuzia di usare le parole del Signore per contraddire/superare l'insegnamento del Signore. Il demonio, nel deserto, fece esattamente questo.

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    3. Rebel ha colpito nel segno. Mi sono venuti i brividi.
      Tripudio dici -Amare il mio nemico non può mai significare amare il peccato del mio nemico: sarebbe un controsenso, sarebbe un farsi complici di quel peccato, sarebbe un andare contro Dio (poiché Dio non ama il peccato).-
      Il cammino crede un' altra cosa, bisogna amare il peccato perché apre l' angolatura su Dio. Ti fa capire chi sei e mediante questo conosci il Signore.
      Ricopio sempre il tuo perché è troppo importante -Bisogna diffidare di chiunque tenti l'astuzia di usare le parole del Signore per contraddire/superare l'insegnamento del Signore. Il demonio, nel deserto, fece esattamente questo-

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    4. Quando Claudia Koll si convertì, in un'intervista le chiesero qualcosa a proposito dei suoi peccati passati. Lei si limitò a rispondere: "sono peccati perdonati". Dunque il suo giudizio su quei peccati restava del tutto negativo, ma essendosene pentita e riconoscendosi perdonata attraverso il sacramento della riconciliazione non erano diventati materia di scrupoli e ossessione. È quello che si chiama equilibrio: altro che "angolatura" e scempiaggini kikiane-carmeniane.

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  5. "Non solo il male è stato ben nascosto, ma i Pilato hanno anche provveduto a lavarsene le mani, circoncidendo la loro fede. Abbandonata e demolita ho goduto soltanto - evento più straordinario non esiste - dell'amore di Dio e del sostegno della Vergine Maria."
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    Grazie Rebel, del tuo esempio.
    Grazie che attesti con la tua vita che se gli uomini abbandonano e anche gli uomini di Chiesa abbandonano, Gesù non abbandona, è più vicino che mai a guarire i cuori affranti e fasciare le ferite.

    Spero che qualche NC, qualcuna di quelle persone abituate a farsi dire dai "catechisti" cosa è giusto e cosa è sbagliato, legga con gli occhi della coscienza, sappia riconoscere nelle tue parole i "segni dei tempi" della presenza di Gesù .. che è tempo anche per i NC di guardare a LUI e NON più alla "comunità", a Kiko
    ma di fare come Gesù dice:

    "E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto? " (Lc.12,57)

    Dal Vangelo di oggi:
    " Non c'è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce." (Lc.8,17)
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    Roberta

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  6. Post molto profondo che, come a volte mi capita, mi "costringe" a leggerlo in due volte.
    Rebel fa un percorso di introspezione, e conseguentmente di analisi "profonda" del Cammino, veramente impressionante.

    Hai ragione Rebel: dire che i peccati un giorno risplenderanno è peggio di un'eresia. E' una vera bestemmia. E dare a Dio del malvagio, che è la peggiore delle bestemmie.
    A risplendere saranno le FERITE che il male ha inflitto, come nel caso delle gloriose piaghe di Cristo, ma il male, come la morte, è sconfitto. Il male non può risplendere, perché sarà "confinato" nell'inferno.

    Il perdono, quello vero, non è una negazione della giustizia, ma una sua riaffermazione a livello più alto, che non nega la giustizia, ma la compie nell'amore.
    Ma se non c'è giustizia senza amore non c'è nemmeno amore senza la giustizia. Altrimenti perché l'inferno? L'amore PRETENDE la giustizia e non la nega.

    Hai ragione Rebel riguardo al perdono. Esso è una cosa seria e non si può banalizzare come fa Kiko.
    Scrive san Paolo (Rm 12,19-20): Non fatevi giustizia da voi stessi, carissimi, ma lasciate fare all'IRA DIVINA. Sta scritto infatti: A me la vendetta, sono io che ricambierò, dice il Signore. Al contrario, se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere: facendo questo, infatti, AMMASSERAI CARBONI ARDENTI SOPRA IL SUO CAPO.

    Il perdono CRISTIANO è amore, ma l'amore di Dio richiede una risposta: "Chi non è con me è contro di me" ha detto Gesù.
    Se il perdono, come atto eroico di volontà e non come negazione della verità che PRETENDE giustizia, non produce conversione e sincero pentimento da parte del peccatore, cioè se l'atto eroico del perdono è disprezzato perché il peccatore non cambia e non dà, per quanto possibile, soddisfazione alla giustizia, allora il perdono si manifesta solo attraverso la giustizia, espressa dai carboni ardenti che si ammassano sul capo del peccatore.

    Giovanni Paolo II diceva che non c'è pace senza giustizia. Questo vale anche per il perdono che si riceve.

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  7. Un post eccezionale. I miei complimenti.

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  8. ^LÈ comunque importante riflettere anche sul ritualismo scenografico prescritto da Kiko, a cominciare dal disprezzo per i luoghi sacri.

    La preghiera - così come la liturgia - non è uno spettacolino da allestire. Se certi gesti aiutano a viverla meglio, bene: ma è la Chiesa, nella sua lunghissima Tradizione, a dirci quali gesti aiutano, quali non sono né necessari né di grande aiuto, quali sono addirittura da scartare.

    Kiko e Carmen hanno sempre disprezzato a morte i gesti di pietà popolare, bollandoli come "religiosità naturale" di cui vergognarsi e sbarazzarsi. E poi, ipocritamente, i due spagnoli cosa hanno fatto? Hanno preso qualcuno di quei gesti e lo hanno reso una scenografia da recitare in albergo, con tanto di durata prescritta in minuti, a comando. Che ipocrisia! (è clamoroso che qualche fratello abbia tanto buon cuore da riuscire in qualche modo a vivere il gesto non scenograficamente, ma è come riuscire a completare un tratto di autostrada tenendo il freno a mano innestato...!).

    Quei gesti sgorgano dal cuore. Alcuni sono talmente antichi e diffusi che sono diventati - per così dire - "standard": l'inginocchiarsi, le mani giunte, il chinare il capo... L'esempio dei santi, confermato dall'autorità della Chiesa, ci rassicura.

    Il fatto che sgorghino dal cuore non implica che siano automaticamente tutti giusti e preziosi. Ad esempio, quello di "alzare le mani al Signore", spesso suona un po' scenografico (quantomeno nella nostra epoca): non voglio aprire un dibattito su questo (immagino già la torma di cretineocatecumeni che si straccia le vesti perché critico un gesto dettato da Kiko), mi limito solo a far notare che è vero sia il fatto che il Signore non ha bisogno di scenografie e coreografie, sia il fatto che se per tantissimi secoli la Chiesa raccomanda una postura ("inginocchiati") anziché un'altra ("seduti"), qualche solido motivo c'è. La fede popolare non è automaticamente perfezione espressiva: ha bisogno di una guida. Fabbricarsi "espressioni" e spacciarle per migliori di ciò che la Chiesa ha accompagnato per interi millenni significa come minimo pensare da protestanti e agire da protestanti.

    In diverse epoche storiche, quando la fede popolare si affievoliva, l'apparenza ha finito per tentare di sostituirsi alla sostanza. Per esempio lo stile barocco sarà anche bello da vedersi, ma spiritualmente è meno incisivo dell'arte sacra dei secoli precedenti. Quando ci si illude che per rendere più intensa la preghiera occorre "aggiungere" ingredienti, in pratica è già la chiara ammissione di una fede decadente (si pensi anche al gergo clericale di oggi: "animare la liturgia", sottinteso che la liturgia è comatosa e ha bisogno di essere rianimata; "abbellire la celebrazione", sottinteso che la bruttura è evidente; "facciamo una liturgia un po' speciale mettendo l'accento sulla festosità", sottinteso che quella ordinaria è una riconoscibile ciofega).

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  9. Cara Rebel,
    ciò che hai scritto oggi per noi nasce dalla tua dolorosa esperienza ed è intriso di lacrime, ma, nello stesso tempo, della grande consolazione che Gesù e la Madonna sono stati per te quando tutto pareva volgerti contro.
    Ciò che per te è sollievo, per i tuoi persecutori diverrà condanna, se non si convertiranno, in forma di tizzoni ardenti, come Pietro Non del Cammino ha scritto prima.
    Rebel, tu scrivi "secondo questo personaggio neocatecumenale, con alle spalle molteplici anni di cammino ed una fiorente carriera kikiana, la mia ricerca di giustizia non è altro che un'inquietudine causata dal mio rifiuto di perdonare. Sono priva di misericordia e perdono neocatecumenale e questo, secondo lui, fa di me una cattiva persona."
    So bene cosa può averti detto questo (indegno) sacerdote, parola per parola. Secondo lui, la giustizia divina è misericordia, e chi sei tu per giudicare? Il bruto è certamente stato perdonato, dopo un attimo di afflizione. Tu, invece, la vittima, chiedi giustizia e quindi conservi rancore: il problema sei tu...
    Il dio del cammino perdona il malvagio, che poveretto non può non peccare, lo perdona senza che mai abbia espresso pentimento e infigge ancor più profondi i chiodi nel Cristo crocifisso.
    È vero ciò che hai scritto, è il capovolgimento della Croce, Gesù che supplica chiedendo perdono ai suoi aguzzini...
    Fra le tante parole di cui il cammino si pasce, non emerge mai la giustizia, eppure sarebbe l'unica che vorremmo sentire, ora, perché, se è vero che Giustizia di Dio è Misericordia, è vera anche l'affermazione speculare e, come disse Alfonso Maria de' Liguori, ne manda più all'inferno la misericordia di Dio che non la Sua giustizia.

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  10. Io non lo so come hai fatto...hai descritto il cammino benissimo. Io non so de ce la faro a uscire dalla comunità pregate per me. C' hai le palle brava

    Marta

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    1. Io ce l’ho fatta dopo 26 anni, ce la fai tranquillamente anche tu...solo non temporeggiare e sii testarda nel farlo!

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    2. Cari indecisi, venite via in massa, tutti insieme, vi ritroverete insieme nelle parrocchie e non rimarrete soli.

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    3. Ti dico che con grande difficoltà, perché solo, sono riuscito a trovare il coraggio di uscire dopo quasi 20 anni, e nonostante sia rimasto solo, ma molto meglio solo che frequentare persone false,ipocrite,moraliste, asociali e insensibili e un ambiente che ti riempe solo di falsi sensi di colpa,ti fa sentire sbagliato e inutile; esci subito,perché i danni che fa il cammino ti rovinano la vita,e purtroppo chi ha già un carattere debole ed insicuro ,non fa altro che distruggere ogni residuo di amor proprio! Fuggi,non fare il mio errore che già da anni avevo dubbi sul cammino ma per paura di restar solo ho continuato a farmi del male! Poi arrivi ad un certo punto che non reggi più quell'ambiente di infami esaltati che non puoi far altro che scappare. Non aspettare più se vuoi uscire è perché la tua coscienza te lo sta suggerendo,che non stai più bene li,segui il tuo istinto,nonostante la paura di ricominciare da capo,ce la puoi fare,non sei sola,qui puoi trovare un appoggio morale,anche se virtuale,e ti capiamo benissimo,perché ci stiamo passando anche noi!
      Ascolta solo la tua coscienza.
      Ex fratello!

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    4. Ci ho messo anni per capire che stavo facendo una cazzata. Ho lasciato il mondo fuori mi sono cobcentrato sulla comunità. Sono stato responsabile e cantore ma quando non ho potuto frequentare per un problrma sono rimasto solo. La comunità non c era piu e neanche il mondo. Non è vero che il cammino ti fa stare con le persone anzi ti rende solo.

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  11. Affermazioni come questa del famoso "personaggio" del Cammino:
    "Il problema non risiede in chi ti ha fatto del male, ma nel fatto che tu non perdoni. Il problema vive in te e non nella mancata denuncia. Denunciare (le violenze) non è cristiano"
    mi fanno chiedere se non sia il caso di ripristinare la Santa Inquisizione.
    Senza roghi materiali, ma solo morali.

    Se tale "personaggio" fosse aggredito (o fosse aggredito qualche suo caro) e ridotto paralizzato su una sedia a rotelle, vorrei vedere se non denuncia l'aggressore.
    Ma anche non lo denunciasse, dimostrerebbe solo la sua vanagloria.
    Non dimostrerebbe certo amore, che vuole la conversione del peccatore e perciò la giustizia, ma solo superbia. Solo il sentirsi buono di fronte a Dio a costo di non dare la possibilità di convertirsi a chi l'ha aggredito.

    Costringere a chiedere perdono a chi è innocente e, anzi, a colui a cui a cui il perdono va richiesto, è il massimo del disprezzo verso una persona. Forse a tanto non si è arrivati nemmeno nei lager e nei gulag.
    E' voler dominare sulla stessa volontà delle persone. E' qualcosa di perverso come la pedofilia, soprattutto quella del clero.

    Come i preti pedofili ripugnano doppiamente perché, se mi si permette l'espressione impropria, scandalizzano nel "nome" di Cristo (cioè abusando del nome di Cristo), così la dottrina e la morale del Cammino che, di fatto, fa passare ciò che è di Dio come una cosa cattiva e ciò che è di satana come una cosa buona.

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  13. Qualche giorno fa, mi pare aleCT, ha TESTIMONIATO come Kiko ha detto che lui non si riconosceva nelle correzioni che la CHIESA ha fatto ai suoi mamotreti.

    Poi Samuel Beckett ha TESTIMONIATO come un suo amico che ha frequentato le alte sfere del Cammino ha detto di aver udito con le proprie orecchie CARMEN ABIURARE LA FEDE e maledire Kiko!

    Oggi il post di Rebel ci testimonia come nel Cammino ci sono personaggi che affermano a chi ha SUBITO VIOLENZA:
    "Il problema non risiede in chi ti ha fatto del male, ma nel fatto che tu non perdoni. Il problema vive in te e non nella mancata denuncia. Denunciare (le violenze) non è cristiano".

    Ripeto: per me occorre la Santa Inquisizione

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  14. "...per questo tutto, anche la tortura, la mostruosità, in Gesù Cristo acquista una grandezza immensa, tutto in Gesù Cristo diventa luminoso, inclusi i peccati più mostruosi che ci fanno vedere come Dio ci ama, come ci rispetta e ha misericordia di noi, come non ci distrugge".

    Siamo ritornati alla dottrina del fango, che mostra i peccati sperimentati e, mediante i peccati, conduce a vedere Cristo-Luce. Una dottrina aberrante, dalla quale discendono scrutini come quello del sedicente maiale, il quale, per l'appunto di Rebel, una volta sperimentate le mostruosità riferisce dell'amore che ha Dio per lui così com'è: http://thoughtfulcatholic.com/wp-content/uploads/2017/05/vXo1dbw.png

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    1. P.S.
      Qualcuno sostiene che le catechesi di Kiko sono "a braccio". Ebbene no, signori miei: qui c'è una vera e propria dottrina eretica studiata a tavolino, che viene ripetuta in tutte le salse: con i simboli, con la prosa, con gli scrutini.

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    2. Se sia studiata a tavolino o no, io non lo so, Lino carissimo.
      Non lo faccio tanto intelligente Kiko e se qualcuno ha studiato - questo penso - non è lui ma altri che poi lo hanno imboccato. Posso sbagliare.
      Come ho detto, più lo osservo restrospettivamente più mi convinco che Kiko ha una personalità disturbata che rovescia sugli altri le sue inquietudini, che non tollera la debolezza e se vede soffrire qualcuno di solito infierisce, la povertà, sotto tutte le forme, lo disgusta, l'impotenza di chi gli sta dinanzi provoca la sua brutalità, sottile, psicologica.
      Ti stringe il braccio e ti dice: " Dimmi, soffri molto?"
      Mentre sei lì, a subire il "trattamento" a te riservato da lui e da Carmen.

      Io penso che la lingua parla dalla pienezza del cuore, che l'albero si riconosce dai frutti e che uva dai rovi non se ne raccoglie.

      Quello che rende il tutto oltremodo inquietante è il fatto che tanta gente si sottomette con piena adesione ai maltrattamenti neanche tanto camuffati. Tanta mediocrità unita ad una costante crudeltà verso i piccoli dovrebbe piuttosto spingere a fuggire lontano, invece tanti subiscono una irresistibile "attrazione fatale".
      Donde l'indiscutibile fascino kikiano? Il potere della sua subdola seduzione?

      Passiamo dai cartelloni che invitano alle catechesi, del "Dio ti ama come sei" del "passerai alla felicità"...al tono imperioso e definitivo del brano di catechesi riportato nel post.

      I verbi sono all'imperativo e si impongono i comportamenti consequenziali da tenere con dovete....dovete....dobbiamo...
      .....perché se no il Signore non ci ascolterà!

      Lo ricopio dal post a riprova che nel cammino "tutto è grazia".
      Kiko è il re dei bugiardi:
      _______________
      passate in rassegna i vostri nemici e perdonateli. Dopo nell’ abbraccio della pace, se avete qualcosa contro un fratello, dovete dirglielo, dovete chiedergli perdono. Questa mattina dobbiamo pulirci, fratelli, perché se no il Signore non ci ascolterà.
      kiko arguello - iniziazione alla preghiera
      _______________

      A ulteriore riprova della lingua biforcuta, tipica del serpente, Kiko da un lato si autoesalta, ostenta tutto quanto gli procuri vanagloria, dall'altro senza alcun rimorso di coscienza si sente autorizzato a tacere e a pretendere il silenzio su quanto potrebbe danneggiare il cammino, su ogni sorta di scandali, con buona pace della giustizia e delle lacrime dei poveri.
      In questi casi il primo e ultimo rimprovero aspro a cui si assisteva era sempre "Ma ti rendi conto che così si distrugge il cammino?"
      Alla faccia dello zelo per la Casa di Dio e per le anime di cui non gliene frega un fico secco.

      Dal post:
      _______________
      se i numeri, i seminari, le vocazioni e le nascite di nuove comunità vanno gridati a gran voce, gli orrori del cammino si devono tenere ben nascosti.
      proteggendo il suo cammino a discapito della giustizia....

      Pax

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    3. Infatta, cara Pax, ho solo scritto "studiata a tavolino", non credo da Kiko, perlomeno non da lui solo. C'è coerenza della dottrina sui vari registri della comunicazione NC (letterale, simbolica, iconografica, rituale) è questo non è roba da poco, non considereo Kiko per davvero il genio di Montale. Per me ci sta la manina dei fratelli di Annibale Bugnini, citato anche nel sito ufficiale del Cammino.

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    4. In altro post ho manifestato anch'io l'idea che non sia propriamente farina del suo sacco, lui è un gran "venditore" con molto carisma, ma il prodotto è di qualcun'altro. Teniamo presente che la teoria l'ha portata Carmen, lui era un Cursillista ( e se ne vanta tutt'ora vedi il famoso video della corazzata ) prima di andare alle baracche. E sono convinto che anche Carmen abbia pescato da quello che girava in quegli anni. Insomma sono altri gli ideologi del cammino, i nostri due cari iniziatori sono solo il veicolo di dottrina altrui. Loro ci hanno messo del loro, nei metodi, etc, e i quegli anni tutti erano a caccia di novità ed è stata la loro fortuna, unita al fatto che si poteva spacciare tutto come "frutto" del concilio. Non solo, la faccia la mettevano i due spagnoli mentre la regia poteva rimanere occulta e le responsabilità completamente riversate su di loro.
      Questo non toglie niente alle loro personali responsabilità su tutta un'altra serie di fronti.

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    5. C'è stato un periodo oscuro della vita di Kiko in cui egli frequentò ambienti ecclesiali francesi e olandesi, in cui studiò i punti di contatto fra l'arte cattolica e le altre confessioni, protestante e ortodossa, un periodo oscuro di cui si parla pochissimo.
      È mia opinione che in quel tempo abbia conosciuto eretici di vario tipo qualche tenebroso personaggio di quelli che subito dopo massacrarono la liturgia cattolica.
      Un tempo poco conosciuto ma che andrebbe indagato.
      La frase riportata da Rebel "denunciare non è cristiano" è talmente anticattolica che è difficile credere sia stata pronunciata da un prete.

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  15. Contrapporre la misericordia alla giustizia è un errore enorme, come quello che fa chi contrappone la paura dell'inferno all'amore.
    Certo la paura dell'inferno non è l'amore, ma lo richiede e lo prepara.
    Gesù stesso ha detto "Temete piuttosto Dio, che può mandare in rovina sia il corpo sia l'anima".
    La giustizia perciò non si contrappone al vero bene: sia della vittima, che soprattutto del carnefice, ma lo prepara.
    Gesù stesso ha detto che il Padre fa GIUSTIZIA a chi lo invoca e a chi cerca GIUSTIZIA.
    Senza giustizia non c'è misericordia. Non si illudano i camminanti.
    Se il non dare la giusta mercede all'operaio grida vendetta al Cielo, forse lo scusare lo stupratore senza soddisfare la giustizia non grida vendetta? E' la Giustizia che grida.
    Kiko è proprio un ERETICO!
    Camminanti leggetevi il Catechismo!

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  16. Abbi pietà di me che sono un peccatore, Signore, aiutami!”. Starete mezz’ora. Sono ora le 12.25, alla 1 e un quarto torneremo qui. Ora vi metterete in ginocchio, alzate le vostre mani e gridate al Signore… passate in rassegna i vostri nemici e perdonateli. Dopo nell’ abbraccio della pace, se avete qualcosa contro un fratello, dovete dirglielo, dovete chiedergli perdono. Questa mattina dobbiamo pulirci, fratelli, perché se no il Signore non ci ascolterà.

    Ora dico la mia su quanto ho letto.
    Credo che se una persona ha il bisogno di fare quelle cose, cioè in quel luogo e per quel tempo, spero di non giudicare, credo che quella persona non incontrerà mai Gesù Cristo realmente. Perchè dico questo? Perchè se una persona/cristiano si sente di inginocchiarsi dentro un Hotel, quando ha avuto tutta la vita per farlo, e sente di pregare in quel modo, quando ha avuto tutta la vita per farlo, evidentemente non crede a Dio molto, e per lui quella cosa è una messa in scena fatta al momento, in quanto è preso dal vento della novità. Immaginatevi, dentro un Hotel, dopo aver fatto una colazione abbondante, risate con gli altri appartenenti, fumate prima di iniziare le catechesi, e tanto altro, ecco che il catechista gli dice: vai in camera per tot tempo e fai questa cosa. Capisco che alcuni devono essere indirizzati a dovere, ma arrivare a farsi dirigere a quel modo, mi sembra eccessivo.

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  17. +
    Ma quello che vorrei sottolineare, che secondo me è il cuore di tutto quanto, è questa frase qui:

    Dopo nell’ abbraccio della pace, se avete qualcosa contro un fratello, dovete dirglielo, dovete chiedergli perdono. Questa mattina dobbiamo pulirci, fratelli, perché se no il Signore non ci ascolterà.

    Qui c'è molto. Tutto viene fatto tra di loro. Se io chiedo perdono al mio fratello di comunità, ecco che sono pulito e potrò sentire il Signore che passa, altrimenti Lui non passerà. Cioè, se io faccio azioni dentro la mia comunità ecco che Dio da la sua benedizione, cioè ci ascolterà. Tutto dentro la comunità. Non conta il chiedere perdono ad una persona alla quale ho fatto del male che è fuori dalla comunità, ma conta, per essere puliti e santi, chiedere questa cosa dentro le quattro mura. Tutto al chiuso tra di noi. Quelli fuori non esistono, noi siamo gli eletti. Ecco perchè costoro non accettano il confronto con le altre realtà, ma sono chiusi in se stessi, credendosi migliori. Ecco perchè si gonfiano di vano orgoglio, e accusano tutti coloro che non la pensano come loro di essere il male, cioè di essere nemici del Cammino. Come se Gesù ha creato il Cammino che è sopra le coscienze, sopra ogni tuo senso di giustizia, sopra ogni cosa. Secondo me si potrebbe accostare il Corano dei Musulmani con il Cammino dei Catecumenti. Ma per smontarli ci vuole poco, basta accostare la Croce di Gesù a tutto questo, e il tutto si sgonfia come un nulla. Noi abbiamo un Dio che è salito sulla Croce per distruggere il Male, che ha denunciato sulla Croce il Male ai quattro venti, che davanti a tutti, cioè a tutto il Popolo, Romani, Giudei, Greci, e altri, si è manifestato e ha dato se stesso per tutti coloro che lo vogliono accogliere. Non è un Dio che in Nome del Giudaismo ( del Cammino) ha nascosto tutto, per non far cadere il Tempio ( che era la Casa di Suo Padre). Ma ha visto il Tempio che era diventato una spelonca di ladri e di serpi, per cui, sapendo che Dio, cioè il Padre, lo aveva abbandonato, ecco che il Figlio lo ha distrutto con la Verità della Croce. Infatti il Nuovo Tempio è fatto da tutti coloro che amano Dio, e Dio viene ad abitare dentro al Nuovo Tempio.

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  18. +

    Ecco perchè quando sono confrontati si sentono perseguitati, cioè non accettano che qualcuno li possa contrastare, per ovvi motivi, e poi reagiscono facendo le povere vittime, accusando gli altri di odiarli e di calunniarli. Ecco perchè non si rendono conto di ciò che fanno e dicono, e arrivano a credere a tutte le cose che gli passano per la mente, e danno a queste cose un valore di santità, cioè pensano che provengono dallo Spirito Santo, ma realmente sono acciecati dal giudizio e dall'ipocrisia. Un esempio, il classico, la decima ( scusate, ma credo che faccia capire bene il tutto), cioè a costoro, dopo una tale autocelebrazione, credendosi ripieni di spirito, appena gli va a capitare un pensionato al minimo, un disoccupato, un lavoratore monoreddito, insomma uno che non se la passa male a livello di entrate economiche, ecco che se va dirgli che non da la decima, costui viene accusato di essere un attaccato al denaro. Non si va a vedere la realtà dei fatti, cioè che uno può dare ciò che si sente di dare, ma si va a vedere che quell'azione va a rompere la situazione che si è creata, per cui si va a vedere il prossimo come un grande peccatore. Ma quello che conta, maggiormente, è che chi giudica fa peggio. Ho fatto l'esempio della decima, perchè se dovessi fare esempi più concreti, cioè più solidi, costoro impallidirebbero. Eccone uno. Chi si ricorda del famoso Kiko, che diceva del parroco che non accettava il Cammino nella sua parrocchia, che era uno che non aveva capito nulla, in quanto il Kerigma si attua ogni volta che lo proclami? Vi ricordate di tutto questo? Bene! Se è vera questa cosa detta dalle sue labbra, e dalle loro labbra( perchè vi ripeto, il signor Kiko è circondato da persone che sono un tutt'uno, e forse sono più accaniti e convinti) chiedetevi tutti: perchè costoro vi contrastano quando gli proclamate il Kerigma? Cioè se provate ad evangelizzarli vi mandano a quel paese, non apertamente perchè sono furbi, ma attuando sotterfugi e tanto altro? Evidentmente quel dire vale solamente sugli altri. E se vale solamente sugli altri, cari tutti, ritorniamo sempre lì, gira e gira, sempre lì siamo:

    MT.23.
    Allora Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: 2«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. 3Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno. 4Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito. 5Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro filattèri e allungano le frange; 6amano posti d'onore nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe 7e i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare 'rabbì''dalla gente. 8Ma voi non fatevi chiamare 'rabbì'', perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. 9E non chiamate nessuno 'padrè'sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo. 10E non fatevi chiamare 'maestrì', perché uno solo è il vostro Maestro, il Cristo. 11Il più grande tra voi sia vostro servo; 12chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato.

    Pace ai figli della Pace. Dio è la Pace.

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  19. Verissimo Isaia! Quello che dici è molto interessante: "perchè costoro (i Neocatecumenali) vi contrastano quando gli proclamate il Kerigma? Cioè se provate ad evangelizzarli vi mandano a quel paese, non apertamente perchè sono furbi, ma attuando sotterfugi e tanto altro? Evidentmente quel dire vale solamente sugli altri. E se vale solamente sugli altri, cari tutti, ritorniamo sempre lì, gira e gira, sempre lì siamo...".
    È più che evidente che ascoltano un solo Vangelo, quello che li fa essere e sentire Comunità, come hai ben illustrato nel commento precedente. Quindi la comunità non nasce dall'annuncio, ma viceversa è la comunità che annuncia se stessa, parla di sé, si giustifica. È la fine e l'inizio, l'Alfa e l'Omega.
    Per questo la sofferenza del singolo non conta, non ha nessun valore, oppure lo ha solo finché contribuisce all'esaltazione del gruppo.
    Per questo motivo sembra quasi inutile continuare a ripetere che Dio non c'è laddove non c'è giustizia, non c'è e non ci può essere laddove non c'è misericordia per il debole.

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  20. Su JungleWatch commentano le posizioni "erratiche" del Papa e le conseguenze (purtroppo non positive) che ne stanno derivando e che ne deriveranno.

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    1. Comprendo i timori dei fedeli di Guam, ma speeo si basino più su impressioni che su elementi reali. Se McCarrick e Apuron riceveranno la giusta condanna, mi auguro non si attribuisca anche questa a un presunto machiavellismo del Papa. Cioè, della buona fede di Guam ne sono certa, meno di quella di certa stampa.

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    2. Se Apuron la scampa - anche solo col trucchetto di rinviare la sentenza definitiva a dopo che abbia compiuto i 75 anni - significa che per salvare uno sporco pedofilo neocatecumenale la Chiesa pagherà un prezzo altissimo, sia in termini di persecuzioni giudiziarie, sia in termini di pedofili veri che a loro volta esigeranno di farla franca.

      Sicuramente il Papa è sotto pressioni fortissime - certe lobby hanno abbondanza di leve del potere e punti su cui ricattare. Ma è proprio questo il motivo per cui dovrebbe dare una seria sterzata subito, per quanto dolorosa e costosa possa essere per la Chiesa. Quantomeno per il fatto che il tergiversare ancora significa lasciar ulteriormente devastare il già malandato popolo di Dio...

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    3. Piccola precisazione:

      «Non è peccato criticare il Papa, si può fare...» (papa Francesco ai vescovi italiani, 21 maggio 2018).

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    4. Si può fare, come no! E infatti rimando ogni eventuale fondata critica al momento in cui tra le mani avremo dei fatti e non dei timori.

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  21. Il perdono non è un bicchiere d acqua fresca. Kiko si è venduto al mondo. Gioia coraggio non ti conosco ma vorrei conoscerti sento che sei una bella persona le brutte persone sono loro.

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  22. “Dopo nell’ abbraccio della pace, se avete qualcosa contro un fratello, dovete dirglielo, dovete chiedergli perdono.”

    Mi colpisce molto questa frase.
    Durante un “giro di esperienze” fatto in convivenza, un mio ex fratello ha chiesto perdono pubblicamente al responsabile della comunità.
    Il responsabile non ha accettato il perdono, perché non è stato spiegato il motivo della richiesta di perdono.
    Non so se avete capito, ma quella persona ha chiesto perdono senza dire cosa ha provocato il problema verso il responsabile.
    Queste richieste di perdono generiche del tipo “perché ti sto giudicando”, “perché mi sei antipatico”, “perché non sono in sintonia con te”, perché tra me e te non c’è empatia”, sinceramente a cosa servono ?
    Secondo me ha fatto bene quel responsabile a non accettare un perdono così generico, fatto per prassi e senza possibilità di un chiarimento con la persona, senza verità, senza capo ne coda.
    Mi sei antipatico da sempre, non ti sopporto quando parli, quindi ti chiedo perdono !!!
    Ti chiedo perdono perché esisti ?
    Troppo facile,troppo insulso,troppo inutile.
    Nessuno si fa un analisi seria di stesso, nessuno cerca veramente i motivi per cui non sopporta una persona.
    Tutto rientra in una prassi, prassi forzosa all’interno di se stessi e forzata dai catechisti del cammino.
    Dopo anni di cammino, all’avvicinarsi di un passaggio con scrutinio, tutti i catecumeni evitano come la peste di arrivare allo scrutinio con qualche problema con i fratelli di comunità e fuori comunità.
    La prassi del perdono non lascia scampo, per superare gli scrutini bisogna essere puliti con tutti, quindi niente cose in sospeso.
    I problemi fuori dal cammino non sono importanti anche perché non c’è nessuno che può sbugiardarti in comunità.
    Puoi parlarne ma è meglio di no altrimenti ti tocca andare a chiedere perdono a persone che magari odi profondamente e verso le quali non vuoi perdere la faccia.
    All’interno della comunità puoi essere sbugiardato, quindi vai con i perdoni a raffica, cosi sei in regola davanti ai catechisti e ai fratelli di comunità.
    Eccolo il succo del perdono neocatecumenale ……
    Certo, non è piacevole umiliarsi chiedendo perdono ma è utile per dimostrare agli altri che tu sei umile e obbediente ai catechisti.
    Magari sei preso da esempio per gli altri, così acquisti punti in comunità e magari ti danno qualche compito importante per accrescere la tua autostima e sentirti sempre più legato a questo cammino di fede.
    LUCA

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  23. Buongiorno, sono Giacinto. Non so se questo intervento verra' pubblicato, io ci provo, speriamo che i gestori si siano svegliati con il piglio giusto. Il vangelo parla chiaro su quello che e' il perdono, come al solito ognuno interpreta la parola come vuole. Non puntate il dito contro i catecumeni perché ne conosco tanti dell'azione cattolica, e dell'Ofs francescano che non si parlano con parenti, da anni, per motivi di soldi. Va be, questo non e' importante. Isaia, ammazza quanto sei logorroico, quanto cominci non la finisci più, comunque la mia esperienza di perdono "serio", cioe' contro una persona extracomunitaria che odiavo, e' stata bellissima e senza sforzo. Ho "solo" pregato, lo Spirito Santo mi ha portato su ali di aquila dal mio nemico e mi ha permesso di riconciliarmi con lui. Stop, questo e' tutto. Velocemente vi volevo raccontare di un fatto realmente accaduto nella mia comunita',la figlia di una sorella vittima di "attenzioni" da parte di un soggetto e' stata invitata, da un catechista cefalo, a denunciarlo. Fatto vero e persone realmente esistenti, non frutto di fantasie. Ps. Tripudio, capisco che ho centrato il problema tuoi e dei tuoi amici pero' sii cooerente con te stesso e pubblica tutti gli interventi, non solo quelli a cui sei capace di rispondere. Giacinto

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    1. "Invitata a denunciarlo": altrimenti lei - secondo lo stile neocatecumenale - avrebbe evitato di denunciarlo. Come se il sullodato Cefalo avesse diritto di dettar legge nella coscienza della vittima.

      Piuttosto, sarebbe interessante sapere di casi in cui l'abusatore era un membro prominente del Cammino. Per esempio: quanti Cefali hanno consigliato alle vittime del vescovo pedofilo neocatecumenale Apuron di denunciarlo? Quanti Cefali e Microcefali hanno consigliato alla minorenne neocatecumenale di denunciare il pretino neocatecumenale Lickin' Louie?

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    2. Sappiamo bene che in comunità ci si rivolge volentieri all'avvocato, per ottenere la nullità, per esempio, o per ottenere terreni per la costruzione di catecumenium, o mantenere seminari ingiustamente acquisiti. In questo caso immagino il molestatore fosse extra cammino, i Neocatecumenali aborriscono gli scandali in famiglia.
      Se non è così, e il molestatore era del cammino, congratulazioni! Una rondine però non fa primavera, anche perché questo catechista prima o poi, più o meno "spintaneamente", dal cammino se ne uscirà. Troppa trasparenza.

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    3. Tre casi di molestie sesusali più o meno gravi di cui sono personalmente a conoscenza per via diretta, e conto sono le notizie di prima mano, non i numerosi casi riportati nelle catechesi come modello esemplare di come si può perdonare qualunque cosa.

      Tutti e tre i colpevoli extracammino, e tutti e tre ideologicamente "assolti per aver commesso il fatto" dai teorici del CNC, che sono bravissimi ad intravedere i disegni di dìiììo, belli come i kikosgorbi, per la conversione delle vittime.

      Le vittime colpevolizzate in anticipo di tutti i loro peccati futuri e convinte energicamente ad assumersi lo sforzo "spintaneo" del perdono. Imprigionate "a Stoccolma" a lungo, qualcuna per sempre, in una vita distorta, nonostante gli sforzi esterni per convincerle a ridiscutere i concetti dei catechisti. Una famiglia retrocessa di grado perché non riusciva nell'eroico atto di perdonare, perdono qualche anno di comunità. La famiglia riparte col cammino dal primo anno, ancora senza forze ed in stato di trauma.

      Connivenza dei fratelli di comunità con i catechisti. Connivenza ingenua ed irragionevole da parte di quei fratelli a cui non è toccato tanto dolore. Mancanza completa di empatia. L'empatia arriverà sì, molto tempo dopo, quando i catechisti comanderanno di mostrare i frutti di conversione. E connivenza vendicativa ed irosa da parte dei fratelli che hanno costretto se stessi a subire e perdonare in modo irragionevole.

      Comunque, dopo 50 e passa anni di evidenze, qualche esempio in più o in meno non cambia la montagna di prove del fatto che la "teologia" del CNC è satanica. Punto.

      Questo non vi piace e fate i sarcastici solo perché qualche fortunata eccezione vi riempie di endorfine della gioia, e tanto vi basta? Poco importa. La "teologia" del CNC è, e resta, satanica. Che voi vi accontentiate delle vostre endorfine o meno.
      Ormai da tempo siete voi, "neocatecumenali convinti", a dover produrre sostanziose prove contrarie, se ci riuscite. Buona arrampicata sugli specchi.

      Come dice Valentina, una rondine non fa primavera.
      Specialmente quando è evidente che sta arrivando l'autunno.

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    4. "Non puntate il dito contro i catecumeni perché ne conosco tanti dell'azione cattolica, e dell'Ofs francescano che non si parlano con parenti, da anni, per motivi di soldi."
      ----------
      Litigare tra parenti per soldi pone le persone più o meno tutte sullo stesso piano, il perdono (se uno lo SENTE) va chiesto reciprocamente; non così per una ragazza che viene abusata e il suo violentatore, essi sono su piani diversi: la vittima schiacciata come Gesù sotto il peso della croce e il carnefice sul piano alto del potere. Quale è secondo te il desiderio e la volontà di Dio? Che CHI, faccia COSA?
      Poi uno è libero di continuare sulla via del MALE, ma non sarà benedetto per questo, lo Spirito Santo non lo porterà "su ali d'acquila" SENZA sforzo, cioè senza che si PENTA, che abbia VOLONTÀ di RIPARARE (nel desiderio almeno, poiché nei fatti è ormai impossibile ) e non CAMBI abitudine abbandonando il vizio che lo porterà a danneggiare altre persone in futuro.

      Inoltre se, come è vero, il peccato di uno danneggia anche tutta la società, come AIUTATE voi NC, in quanto "comunità " , in primo luogo chi è stato vittima e in secondo luogo chi ha commesso questo peccato? Come lo aiutate a convertirsi? Facendo finta che non sia successo niente .. che sia 1 affare privato della vittima che deve "pentirsi" (!) del suo "giudizio"?

      Il male sta nelle azioni commesse e non nel fatto che tali azioni vengano denunciate!

      Se anche nella tua "comunità " non è successo niente di tutto questo , avete ugualmente 1 mentalità che favorisce questi malvagi comportamenti, siete già educati all' OMERTÀ, in modo che il giorno che dovesse succedere qlcsa , più facilmente il colpevole saprà di non dover rendere conto.
      Infatti a volte uno è più facilmente indotto ad assecondare istinti malvagi quando sa che ciò rimarrà NASCOSTO.

      L'esempio che hai raccontato che significato ha, smentisce forse quello che sto dicendo? Come lo leggi tu?
      Io lo leggo come l'ennesimo esercizio di POTERE da parte del "catechista" che vuole stabilire lui cosa è giusto e cosa è sbagliato: in questo frangente ha stabilito che è giusto denunciare, ma se in altra occasione stabilisse il contrario, voi lo accettereste allo stesso modo ..
      .. NESSUN confronto con la Voce della coscienza!

      Roberta

      PS Le risposte bisogna
      1 - leggerle
      2 - accertarsi di averle comprese
      3 - volerle davvero comprendere.
      Finora non hai per niente centrato il tema di questo post che merita elogio e rispetto .. torna a rileggerlo, prova a farti guidare dallo Spirito che ti illumini per comprenderlo "senza sforzo".

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    5. Giacinto:

      hai chiesto perdono al tuo nemico (per il male che tu gli hai fatto)?
      Bene. Ma nessuno ha mai detto che i camminanti non sono mai capaci di chiedere perdono o di dare il perdono come Dio comanda.
      Qui non evidenziamo le cose buone che vengono fatte, ma ciò che rende il Cammino un cammino sbagliato.
      Dici il Rosario nonostante Carmen ne provasse disprezzo? Fai bene.
      Qui non si critica il fatto che tu dici il Rosario, ma che Carmen lo disprezzasse.
      E non per una questione personale. Forse anche per quella, ma ciò riguarda solo lei, ma per una questione IDEOLOGICA e, perciò, dottrinale.

      Certi camminanti, quelli meno contagiati dall'eresia, fanno adorazione, ma molti che potrebbero farla non la fanno perché dopo anni che hanno visto Carmen fumare durante la Messa, ragazzi masticare la gomma duralte la Messa, calpestare i frammenti del Pane consacrato, hanno iniziato, anche non volendo, ma solo di fatto, a disprezzare l'Eucaristia, con frutti negativi.

      L'eresia, prima o poi, incide anche sul comportamento morale.

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    6. Buongiorno Giacinto, anche se è sera, è una risposta al tuo saluto. Ma caro Giacinto tu hai letto ciò che ho scritto? Perchè se non leggi, ma guardi con spirito di contesa, ecco che il dialogo non ha senso.
      Io sono intervenuto su questo:

      Dopo nell’ abbraccio della pace, se avete qualcosa contro un fratello, dovete dirglielo, dovete chiedergli perdono. Questa mattina dobbiamo pulirci, fratelli, perché se no il Signore non ci ascolterà.

      Amico mio è tutto scritto davanti a te. Dentro la comunità sei chiamato a fare quei gesti,non mi sembra di leggere vai fuori e riconciliati con il tuo prossimo, chiunque esso sia e qualunque sia la sua appartenenza. Mi sbaglio? Se mi sbaglio mi fai vedere quale punto non riesco a comprendere? Ovviamente di quello scritto. Perchè se iniziamo a raccontarci le cose della nostra storia, sai quanti episodi abbiamo da racontarci.

      Caro Giacinto ti parlo direttamente: voi siete i veri nemici del Cammino, quello vero, perchè, ripeto quello vero, lo avete distrutto quasi completamente con la vostra ipocrisia. Infatti credete di avere solo ragione voi, anche davanti alle cose più ovvie, infatti su quanto scritto da Rebel,non avete nessun rispetto e nessuna pietà, e andate contro, dicendo che altri fanno l'opposto di alcuni catechisti. Caro Giacinto fino a quando sarete confrontati da persone come noi, abbastanza pacifiche e cristiane, vi andrà ancora bene. Ma pregate che non vi capitino persone che non si fanno scrupoli, perchè a quel punto non so cosa vi accadrà.

      Pace ai figli della Pace. Dio è la Pace.

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  24. Rebel ti devi fidare di Dio. Solo Lui è il padrone se non permette le cose puoi stare sicura che non succedono. Tutti abbiamo le sofferenze, il Signore da una croce a tutti secondo il peso che ognuno puo portare. Non ti devi concentrare sulla croce ma siccome c è devi capire come viverla per rinforzare la tua fede. Dio questo vuole.

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    1. Come è facile fare i moralisti, i "santi" i "forti" quando le cose non capitano a se stessi, comodamente seduto sulla tua poltrona comoda a dare consigli non richiesti e soprattutto privi di empatia e comprensione per chi ha sofferto. Solo chi prova un tale dolore può capire, invece di dire frasi fatte e davvero inutili, porta rispetto e comprensione per chi ha subito un grande dolore e se non si capisce fino in fondo limitarsi a stare in silenzio per evitare di dire str*****, scusate la volgarità!
      Ex fratello!

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  25. “….comunque la mia esperienza di perdono "serio", cioe' contro una persona extracomunitaria che odiavo, e' stata bellissima e senza sforzo. Ho "solo" pregato, lo Spirito Santo mi ha portato su ali di aquila dal mio nemico e mi ha permesso di riconciliarmi con lui. Stop, questo e' tutto.”

    Caro Giacinto, indirettamente confermi quello che penso del perdono neocatecumenale, quando parli di perdono “serio”, guarda caso ti riferisci ad una persona fuori comunità.
    Bellissima immagine quella di te che preghi e lo Spirito Santo ti porta a riconciliarti con il tuo nemico.
    Quello che non mi convince nella tua affermazione è l’odio che senza sforzo diventa riconciliazione.
    Per esperienza personale l’odio non si vince “senza sforzo”, mi spiace ma non mi convinci.
    L’odio che hai suscitato in un’altra persona con il tuo comportamento sbagliato forse lo superi più facilmente perché ammetti i tuoi errori , ma l’odio che provi quando hai subito una ingiustizia e tutto un altro discorso.
    Tu parli di riconciliazione non di richiesta di perdono da parte tua in maniera unilaterale.
    Quello che manca in questo commento è se il torto lo hai fatto tu a questa persona o se lo hai ricevuto da questa persona e come ti ho spiegato prima è tutta un’altra musica.
    Caro Giacinto, cerca di essere più preciso e poi magari ne riparliamo.
    LUCA

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  26. Anch'io mi chiedevo cosa avesse fatto questa persona a Giacinto per essere odiato (oltre all'essere extra-comunitario, da quel che capisco).

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  27. Cari tutti,
    ho letto il post ed i commenti con grande angoscia, poiché come tanti di voi sono incastrato nel CNC e per uscirne dovrei mandare all'aria il mio matrimonio. Raccomando a chi non l'ha letto, un post dal titolo "Gli incastrati del Cammino". Io sono uno di quelli, per i quali sono il crollo totale del cammino potrebbe salvarci dalla condanna che stiamo subendo. Conosco persone che hanno suocere, nuore e persino il datore di lavoro in cammino. Come potrebbero mai uscirne?? Purtroppo temo che la maggior parte delle persone in cammino siano incastrate in un giogo infernale.
    Riguardo alla genialità di Kiko, non c'è dubbio che sia geniale. Nulla di quello che dice e fa è casuale, tutto si incastra, tutto sembra reale, tutto sembra ispirato. Come i cartomanti che leggono le carte e senza conoscerti danno la sensazione di sapere tutto di te e del tuo futuro, così lui. Usa tecniche psicologiche da veterano, frasi fatte molto astute (tutte le convivenze iniziano con: "io no so come siete venuti qui oggi, con fatica, mormorando, maledicendo, … ebbene se siete arrivati qui nonostante tutto è perché Dio vi ha chiamati, …" quale sapienza anche nelle piccole cose, quale astuzia. E poi alla fine delle convivenze "sapete che il demonio vi aspetta qui fuori ber rubarvi quello che avete ricevuto qui (??) non dategli ascolto, …." Altro che casuali, sono frasi geniali, che fanno presa!

    Un ultima richiesta: devo affrontare gli scrutini del "Padre Nostro" e sono tentato di mandare tutti a quel paese. Ma sapendo che ciò non servirà a nulla, chiedo a chi ha dovuto patire questa ennesima condanna, un aiuto nel poter rispondere alle domande che mi faranno, di cui non ho idea. Magari un bel post sull'argomento: "Sopravvivere agli scrutini" sarebbe davvero utile.

    Continuate così!

    M.A.

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    1. @ M.A.

      Ti capisco, io ho avuto e ho i tuoi stessi problemi.
      Non posso dirti niente che tu non sai già.
      Quello che potresti fare è sganciarti piano piano dal cammino.
      Senza contrasti con i catechisti, senza discussioni con i fratelli, io ho preso la strada della contestazione ma se non ce la fai è inutile, il cammino non si cambia da dentro.
      Lamenta problemi di salute, simula qualche mancamento in comunità.
      Lamenta malanni psico-somatici ogni volta che hai comunità.
      Prendila molto larga, vai alle convivenze ma poi rimani in stanza a dormire perchè accusi forti mal di testa.
      Se ti giochi bene questa carta, magari con qualche seduta di psicoterapia, puoi dimostrare che la tensione che vivi in comunità ti provoca evidenti disturbi psico-somatici.
      Ti fai bocciare agli scrutini, cambi comunità e piano piano esci senza colpo ferire.
      Forse è un modo subdolo e meschino di agire, ma ti evita tante sofferenze e tante battaglie sanguinose con morti e feriti in casa e fuori casa.
      Spero che non ti ho scandalizzato.
      LUCA

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    2. @ M.A.
      Non mi è chiaro cosa intendi esattamente per "devo mandare all'aria il mio matrimonio".
      Se non ricopri ruoli nel cammino è più semplice di quanto tu possa pensare, i veri "incastrati" nel cammino sono i responsabili e/o i catechisti perchè sanno che qualsiasi loro decisione si ripercuote su tanta gente che guarda a loro e devi essere veramente sicuro delle tue decisioni prima di fare "colpi di testa", chiamali sensi di colpa, poi possiamo discutere sul fatto che siano reali o indotti, ma sono una grande pressione di assicuro. Se poi hai guidato per tanti anni persone li dentro diventa un gran casino perchè devi fare i conti sul fatto di aver ingannato altri, ma ti basta il dubbio di averlo potuto fare per farti stare di merda. Torniamo a te, ci sono evidenti incongruenze negli ultimi annunci e prese di posizione, di quelle puoi iniziare a discutere con tua moglie, sonda un po il terreno per capire quanto sia realmente talebana, se trovi una posizione, e la trovi, inconciliabile con la tua coscienza puoi sempre fare leva su quella.

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    3. Scusa mi sono dimenticato una cosa.
      NON sei obbligato a fare lo scrutinio, certo questo è un gesto di rottura che non so come possa vivere tua moglie, ovviamente devi essere pronto a fare spallucce davanti a qualsiasi pressione per convincerti a farlo. Io ho notato una cosa ci sono NO e NO, nel senso che in certe situazioni vengono detti NO per "piagniucolare" un poco e li i catechisti si infilano come il coltello nel burro, quando si dicono i NO con lo sguardo dritto, senza tentennamenti, li ho visti fermarsi. In fondo come molti hanno ribadito, a volte siamo noi stessi che permettiamo che ci trattino in un certo modo.
      Spero di non averti ulteriormente confuso

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    4. Buongiorno, strategie di uscita dal cammino possono essercene molte. Non le chiamerei strategie però. Il Signore ha vie molteplici non solo il percorso inventato dal signor arguello. Il Signore si trova ovunque e in ogni momento e non circoscritto nella saletta dove "passa" e che,solo lì, puoi afferrare per i capelli come la "dea fortuna". Gesù, unico giusto, è presente nel tabernacolo, in Chiesa, dove lo si può pregare sempre. Creature di Dio le incontri ogni giorno, stare alla sequela di Cristo è una battaglia che si fa quotidianamente contro chi ci vuole separare da Lui. Esige un coinvolgimento della volontà.
      Fuori del cammino non c'è la perdizione con la quale i "catechisti" (di cosa?) fanno vero e proprio terrorismo. Fuori del cammino c'è la Chiesa. C'è la comunità parrocchiale....quanti anni ci vogliono per far diventare un cristiano adulto nella fede? Non si possono misurare perché siamo tutti diversi. Quando capisci che il tuo vivere è per l'altro allora ti sciogli come il sale e ti rendi disponibile per aiutare nella parrocchia ("par oikia" vicino casa
      se non ho scritto correttamente, mi scuso). Cominciare a mettere il naso fuori dalle salette, vedere se in parrocchia c'è qualcosa da fare, partecipare alla messa domenicale. ....
      Se per amore al coniuge, l'allontanarsi dal cammino potrebbe essere disastroso, anche io concordo nell'essere fermo e non permettere ai catechisti con la loro pseudo psicologia di entrare nel foro interno, e nemmeno di gironzolarci attorno. Non hanno la grazia che c'è nel Sacerdozio.
      P.S.
      l'articolo scritto da Rebel mi ha commosso....Quanta prevaricazione e melma sotto una coperta appariscente. :-(
      Alice de'

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    5. Scusa, scusa la brutalità ma se in in matrimonio uno dei due tradisce stabilmente l'altro il matrimonio è finito, anche se fa comodo non farlo finire. Per conseguenza se uno dei due ha sposato kiko..vada per la sua strada e lasci libero l'altro.
      La libertà. come si dice, non ha prezzo

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  28. @ Giacinto

    “Velocemente vi volevo raccontare di un fatto realmente accaduto nella mia comunita',la figlia di una sorella vittima di "attenzioni" da parte di un soggetto e' stata invitata, da un catechista cefalo, a denunciarlo.”

    Giacinto, volevo lasciarti passare questa seconda parte di commento, ma oggi proprio non ce la faccio a lasciare perdere.
    Anche qui mancano alcune indicazioni importanti.
    1- Non è specificato se il soggetto colpevole delle “attenzioni” alla figlia della sorella, sia persona di comunità.
    Inutile ricordarti che non è un particolare di poco conto nel contesto del discorso di oggi.
    2- Mi chiedo se questa “figlia di una sorella” abbia dei genitori, dei tutori, dei parenti prossimi.
    Per quale motivo la decisione di denunciare le “attenzioni” debba essere messa nelle mani di un catechista, cefalo o non cefalo ?
    In questo blog parliamo spesso di “circoncisione della ragione” di “de-responsabilizzazione” delle persone, di “ingerenza indebita” dei catechisti necatecumenali nella vita e nelle decisioni delle persone.
    Allora abbiamo ragione noi EX ?
    Sembra che il tuo commento dica di si.
    Un piccolo O.T. sul catechista cefalo :
    Io sono appassionato di pesca e dalle mie parti il cefalo o muggine è un pesce molto comune.
    Nel cammino ho sentito spesso questo termine, in un incontro a Napoli Kiko parlava di ragazze “cefale” da mandare in Cina a convertire/irretire i cinesi nel cammino neocatecumenale.
    Figurati che io ho capito che si trattava di un “esca” di tipo sessuale, ma sicuramente ho capito male, forse dipende dalla grande ambiguità del vostro Gurù o dalla mia mente contorta.
    Comunque questo termine, oltre in comunità, l’ho letto anche in un libro di Daniel Lifschitz.
    Sembra che ci siano 12 catechisti cefali, che rappresentano l’elite del cammino, tra i quali verrà scelto il successore di Kiko.
    Questa cosa risale alle origini del cammino, prima dell’approvazione dello statuto.
    Infatti nello statuto di cefali,cernie,sogliole o triglie non si fa menzione.
    Riporto brevemente dagli statuti del 2008 :

    Art. 35 [Elezione dell’Équipe Responsabile internazionale del Cammino]
    § 1. L’elezione dell’Équipe Responsabile internazionale del Cammino sarà affidata a un Collegio elettivo, in numero tra ottanta e centoventi, scelto dalla stessa Équipe.

    .....continua

    RispondiElimina
  29. …. Continua

    3 – Caro Giacinto hai mai letto lo Statuto?
    Dove hai trovato questo termine “catechista cefalo”?
    Io non l’ho trovato da nessuna parte, forse è stato approvato un nuovo statuto a mia insaputa ?
    O forse è vera un’altra cosa che noi ex diciamo da anni e che è affermata spesso in questo blog : Il cammino non conosce/considera/rispetta il contenuto del suo statuto.

    4 – Diciamo che questo “catechista cefalo” è un catechista che fa parte del Collegio elettivo del cammino.
    Se ricordo un pò l’organigramma e il modus operanti del cammino, prima dei catechisti del Collegio elettivo, ci sono i catechisti parrocchiali, i catechisti diocesani, i catechisti di settore, i catechisti regionali e i catechisti nazionali.
    Mi fermo ai catechisti nazionali.
    Per avere portato la decisione del caso a un catechista del Collegio elettivo, significa che tutti gli altri catechisti hanno fatto a scarica barile?
    Non mi sorprenderebbe, almeno per quello che ricordo del cammino e anche questa cosa la diciamo spesso sul blog.
    Oppure questa “sorella” ha scavalcato tutta la catena gerarchica e si è rivolta direttamente ad un catechista del Collegio elettivo?
    Questa cosa mi sorprenderebbe molto di più, se non ricordo male fare una cosa del genere vorrebbe dire subire le rappresaglie virulente dei diretti catechisti di quella tua “sorella”.
    Concludendo caro Giacinto, ho gradito il tuo commento, mi ha fatto tornare in mente tante piccole e grandi incongruenze del cammino neocatecumenale.
    Spero che i tuoi catechisti, cefali o non cefali, ignorino che tu venga a scrivere commenti su questo blog.
    Per due motivi:
    1 - Ci dai degli spunti davvero interessanti per confermare quello che pensiamo del cammino neocatecumenale.
    2 – Rischi di essere cacciato dalla comunità perché Kiko ha detto tante volte a voi catecumeni di non usare internet.
    E penso che nel tuo caso ha ragione LUI.
    LUCA

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  30. @ Giacinto

    “Non puntate il dito contro i catecumeni perché ne conosco tanti dell'azione cattolica, e dell'Ofs francescano che non si parlano con parenti, da anni, per motivi di soldi. Va be, questo non e' importante.”

    Va bene Giacinto le famiglie non sono perfette, su questo hai ragione.
    Ma le famiglie rappresentano la nostra identità, sono un valore aggiunto per la nostra vita.
    Se hai un problema grosso, chi meglio della tua famiglia ti può aiutare ?
    La famiglia è l’unica comunità dove sei sicuro di essere amato, e amato per quello che sei veramente, perché la tua famiglia ti conosce meglio di chiunque altro.
    La tua famiglia è dove sei nato, dove sei cresciuto e dove sei stato preparato a vivere nel mondo.
    Ci possono essere famiglie migliori o peggiori, ma la tua famiglia “è la tua famiglia” per sempre.
    Nel cammino questo ruolo è considerato un “idolo” quando ti separa da DIO.
    Ma siamo sicuri che la famiglia ti separa da DIO ?
    Non ci viene mai il dubbio che nel cammino la famiglia viene considerata un “idolo” solo quando ti separa dal cammino ?
    Ma allora il cammino e DIO sono la stessa cosa ?
    No, non sono la stessa cosa.
    Non possono essere la stessa cosa quando il cammino sostituisce la famiglia con la comunità.
    Non possono essere la stessa cosa quando alcune persone mettono la comunità prima della famiglia.
    Non possono essere la stessa cosa quando alcune persone mettono la comunità davanti a DIO.
    Non possono essere la stessa cosa quando alcune persone mettono il cammino neocatecumenale davanti a DIO.
    Perché nessuno avverte il pericolo che il cammino neocatecumenale prima ti separa dalla tua famiglia e poi diventa un “idolo” che ti separa da DIO ?
    Giacinto, fai attenzione a questa cosa della famiglia, fai attenzione a rinnegare le tue origini, fai attenzione a perdere la tua doppia natura di figlio di un Padre Celeste ma anche figlio di un padre terreno.
    Chiudere la porta alla tua famiglia è rinnegare la tua natura terrena.
    Se sicuro che è quello che vuole Dio da te ?
    Cambiamo discorso e parliamo di soldi.
    Giacinto con i soldi nel cammino state messi maluccio.
    Parlare di cammino e di soldi è come sparare sulla croce rossa.
    Ti dico solo due parole “DECIMA” e “Fondazione famiglia di Nazareth”.
    Spiegami dove si parla di “decima” per esempio negli statuti e se la Chiesa Cristiana Cattolica chiede la “decima” ai cristiani.
    Poi dopo che mi hai spiegato questa cosa mandami cortesemente i bilanci della “Fondazione famiglia di Nazareth” così vediamo da dove arriva il denaro e come viene speso.
    Aspetto tue notizie.
    LUCA

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  31. Promemoria tecnico per i finti tonti:

    lo Statuto del Cammino NON prevede le Decime. NON PAGATELE.

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  32. Carissimi, siccome mi hanno stufato, e non poco, ora andremo a fondo su tante questioni notate con i propri occhi.
    Nipotismo e Simpatie personali. Cari tutti nel CNC non c'è nulla di diverso dal Mondo, infatti in mezzo a loro fanno carriera i figli dei catechisti, i figli degli amici dei fondatori, i parenti, amici di sacerdoti, e tanto altro. Avete vissuto in mezzo a loro, per cui sapete cosa intendo. Le situazioni le avete viste con i vostri occhi. Cosa cambia tra un politico che infila suo figlio in un ufficio, tramite conoscenze, e costoro che infilano i propri parenti in posizioni di potere, dove saranno serviti dalle decime per tutta la vita? Cambia qualcosa? Allo Stato entrano le tasse dei contribuenti, a loro entrano le decime. Sempre di soldi parliamo, sempre di succhiare sangue parliamo, sempre di agevolare chi voglio io parliamo. Non si va a vedere il reale spessore spirituale della persona, cioè se una persona ha qualità spirituali e altro, ma se sei amico, parente, compiacente, afflilliato, confidente, lecchino, traditore ( come Giuda che vendeva Gesù per denaro) e tanto altro. Ecco che in mezzo a loro fai carriera. Ovviamente, premetto, che potrebbe uscire un BRAVISSIMO CRISTIANO ANCHE TRA I PARENTI. Ma ora si sta sottolineando altro, cioè le raccomandazioni. Non conta Dio, e la sua Parola Santa, cioè seguire Gesù senza guardare in faccia alle persone, anche se sono i tuoi più intimi e sono i tuoi più stretti fratelli e altro, ma conta non rompere quel cerchio magico che si è creato, cioè quel legame umano fatto di favori, simpatie terrene, e altro di mondano. Su tutto questo, ritorniamo sempre lì : è IPOCRISIA verso il Signore. Ma cari amici, Gesù non la pensa così, perchè il Signore non ha nulla da spartire con il Peccato, tant'è che a Pietro quando provò a deviarlo, ecco cosa gli rispose il Signore:

    27 Poi Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo; e per via interrogava i suoi discepoli dicendo: «Chi dice la gente che io sia?». 28 Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista, altri poi Elia e altri uno dei profeti». 29 Ma egli replicò: «E voi chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». 30 E impose loro severamente di non parlare di lui a nessuno.
    31 E cominciò a insegnar loro che il Figlio dell'uomo doveva molto soffrire, ed essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, poi venire ucciso e, dopo tre giorni, risuscitare. 32 Gesù faceva questo discorso apertamente. Allora Pietro lo prese in disparte, e si mise a rimproverarlo. 33 Ma egli, voltatosi e guardando i discepoli, rimproverò Pietro e gli disse: «Lungi da me, satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».

    RispondiElimina
  33. +
    Cari tutti quanti di voi hanno assistito a discriminazioni, quanti di voi hanno visto la disparità nei trattamenti, quanti di voi hanno subito calunnie e richiami ingiusti, mentre vedevate dall'altra parte l'ipocrisia. Un fatto ben visibile di questa immane ipocrisia è quanto accaduto a Rebel. Se lei fosse stata una della loro cerchia, ecco che avrebbero intrapreso le azioni più dure verso il colpevole. Invece hanno detto a lei di andare a chiedere perdono. Disse bene una persona: CHE LERCIUME.
    E si dicono cristiani, si proclamano cristiani, cioè dovrebbero essere un altro Cristo. Immaginatevi un Dio Padre che va a dire a Gesù: vai a chiedere perdono ai Farisei. Penso che sarebbe stato meglio non essere stati creati da questo Dio. Ma cari tutti, Dio non è così, Dio è Amore e Giustizia, non può esserci Amore senza la Giustizia, cioè nell'Ingiustizia. Ricordatevi tutti una cosa, penso di essere nel giusto, Dio ha creato il Paradiso e l'Inferno. Per cui vi è la condanna degli ingiusti. Non saremo noi che condanneremo le persone, questo è vero, ma è verissimo che c'è l'Inferno. Per cui c'è una Giustizia e un Giudizio. Infatti:


    Matteo 25,31-46
    31 Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. 32 E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, 33 e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. 34 Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. 35 Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, 36 nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. 37 Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? 38 Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? 39 E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? 40 Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me. 41 Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. 42 Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; 43 ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. 44 Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? 45 Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me. 46 E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna».

    Pace ai figli della Pace. Dio è la Pace.

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  34. @ Alice de' (9:16)

    Quando capisci che il tuo vivere è per l'altro allora ti sciogli come il sale e ti rendi disponibile per aiutare nella parrocchia.....

    Per capirlo basta il primo comandamento e la parola dei Vangeli di Gesù che è limpida, semplice e di interpretazione immediata.
    Se poi 30 40 50 anni di cammino ti addestrano per la comunità, di rendono un comunità/neocatecumenale/dipendente, invece di insegnarti quello che tu con tanta essenzialità descrivi ti riducono solo a schiavitù di un sistema di potere di cui loro sono gli approfittatori che fanno di te carne da macello. Altro che "vivere per l'altro" ma vivere dell'altro...fino a consumarlo. Il peggio del peggio.

    Pax

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