venerdì 14 settembre 2018

Strane allergie cui vanno soggetti i neocatecumenali

Parole che ripugnano ai neocatecumenali e che risultano praticamente assenti dal loro gergo (alcune di queste vengono usate solo con accezione negativa):
  • Religione, religioso, religiosità, dottrina, ragione, contemplazione, adorazione, culto, dogma, purgatorio, suffragio, espiazione, propiziazione, sacrificio, sacro, sacralità, tempio, altare, regalità di Cristo, tradizione, comunione (preferiscono dire "fare eucaristia"), confessionale, inginocchiatoio, penitenza, indulgenza, meditazione, sacerdote, soddisfazione, devozione, Messa, Santa Messa, transustanziazione, miracolo, soprannaturale, estasi, mistica, ascetica, ascesi, disciplina, teologia, studio, filosofia, pena, castigo, riparazione, contrizione, attrizione, consacrazione, canone, offertorio, offerta, voto, giaculatoria, redenzione, Ostia, vittima, virtù, morale, etica.
Cari neocatecumenali, fatevi due domande, se avete problemi ad utilizzare queste parole nelle vostre catechesi, ammonizioni, risonanze, omelie e preghiere, non vi risulta ci sia qualcosa di strano?

Siate onesti, perché avete difficoltà ad utilizzare il linguaggio della Chiesa di sempre, in particolare della Chiesa di rito latino?

  • Perché siete allergici alla terminologia cattolica?
  • Perché ne avete creata una tutta vostra?
  • Perché questo insopprimibile bisogno di rifare tutto da capo, come se la Chiesa non esistesse da duemila anni?

Dite che la sostanza rimane anche se cambiano le parole...l'ho sentito dire tante volte dai vostri catechisti, ma nessuno è mai stato in grado di dimostrare questa affermazione.

La Verità è che rifiutando le parole voi rifiutate i concetti che queste parole esprimono.

Senza odio, senza rancore, ma con carità, vi prego, riflettete, prima che sia troppo tardi. Tutti dobbiamo comparire di fronte al tribunale di Cristo.

(da: un lettore del blog)

25 commenti:

  1. Su Jungle Watch fanno il punto della situazione ed invitano a pregare affinché la verità prevalga. C'è un paragrafo che vale la pena notare:

    «Lo scandalo è profondo e inquietante perché coinvolge dei cardinali che hanno eletto papa Francesco e che possono partecipare alle elezioni del suo successore. Ciò è aggravato dal fatto che molti di questi soggetti si erano distinti per aver attivamente deviato la Chiesa verso un approccio "modernista" su temi chiave come l'aborto, i diritti dei gay, ecc., e i cosiddetti "problemi di giustizia sociale" (immigrazione, confini, islam, etc)».

    In estrema sintesi, è l'ennesima conferma diretta che chi promuove il "modernismo", finisce inevitabilmente per promuovere l'immoralità.

    Noialtri "cristiani della domenica" lo sapevamo già, dal versante opposto: una teologia sbagliata conduce inevitabilmente ad una pessima morale, oppure, come diceva Juan Donoso Cortés (il laico che Pio IX interpellò per promulgare il Sillabo), ogni errore "sociale" è sempre figlio di un errore "teologico".

    Pio IX definì il modernismo «la sintesi di tutte le eresie e il compendio di tutti gli errori»: il perno fondamentale della mentalità modernista, infatti, è che l'errore avrebbe gli stessi diritti della verità (e dunque, di conseguenza, la bruttezza gli stessi diritti della bellezza, l'ingiustizia gli stessi diritti della liturgia, le carnevalate gli stessi diritti della liturgia, eccetera).

    Il neocatecumenalismo è fondamentalmente modernista. Infatti, per difenderlo, i suoi adepti non fanno mai riferimento alla verità, ma usano sempre trucchetti, inganni e menzogne:
    - solo io posso farmi un giuddizio sul Cammino poiché io faccio il Cammino e tu no
    - i nostri gruppetti casalinghi sarebbero "seminari R.M."
    - la nostra attività di espansione sarebbe "evangelizzazione", tu dunque critichi l'evangelizzazione?!
    - le "decime" vengono date liberamente
    - le "catechesi" e le "convivenze" fanno incontrare il Signore
    - i "catechisti" non sbagliano mai
    - i nostri canti sono canti biblici, tu dunque critichi la Bibbia!
    - eccetera, eccetera, eccetera
    - e quindi non ci dobbiamo meravigliare che il Cammino, specialmente grazie ai soldi versati dagli adepti,diventa comodo rifugio per i pedofili e abusatori sessuali.

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  2. Nella pagina precedente del blog c'era un commento che distingueva uno pseudo-Cammino iniquo da un Cammino santo e voluto da Dio.

    Tale affermazione, di per sé elegante perché prende le distanze da quelle che sono innegabilmente riconosciute come storture neocatecumenali, non dà però alcuna prova che il Cammino sarebbe "santo" e "voluto da Dio". Non ne dà perché non ne esistono.

    Il Cammino, infatti, è stato voluto da Kiko e Carmen, non da Dio. I due autonominati "iniziatori" spagnoli non si sono mai assoggettati a tutta la vasta quantità di fardelli che hanno calato sulle spalle dei propri adepti, e questo già è un pessimo indizio.

    Ma quel che è più importante, è che il Cammino è fondato su ambiguità, eresie, carnevalate liturgiche, cioè su errori. Può Dio contraddirsi, e chiamare "santità" l'eresia? Il Signore, nell'istituire l'Eucarestia, avrebbe forse detto «ognuno faccia come gli pare, in memoria di Me»? In caso di dubbi, il fratello di comunità a cosa deve fare riferimento: all'insegnamento immutabile della Chiesa, oppure ai recenti strafalcioni di Kiko, Carmen, e della loro schiera di pappagalli "catechisti"?

    Per chi è di mentalità modernista il problema non si pone: dato che pensa che l'errore ha gli stessi diritti della verità, allora le carnevalate del sabato sera nelle salette hanno lo stesso valore della santa liturgia cattolica, e le ambiguità di Kiko hanno lo stesso valore del Vangelo (infatti quando Kiko fece capire che la confessione dei peccati mortali sarebbe facoltativa e rinviabile a piacere, nessuno dei giovani kikos fresco di GMG ebbe da ridire).

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    1. Giustissimo.
      Il Cammino mi ricorda le IDEOLOGIE che, più si applicano rigorosamente, meno realizzano l'uomo.

      Molti considerano il Marxismo un'utopia perché sarebbe talmente perfetto da essere inapplicabile. In realtà è l'esatto opposto: e inapplicabile, e perciò un'utopia, non perché l'uomo non si adatta al Marxismo, ma perché è il Marxismo che non si adatta all'uomo, in quanto è inumano.
      Stalin negli anni Trenta provò ad applicarlo alla lettera cominciando con il disgregare il nucleo famigliare, ma ben presto dovette fare marcia indietro perché la società andava verso il collasso.

      Così l'ingenuo camminante deve sapere che il Kikismo funziona esattamente al contrario del Vangelo, più si applica più opprime.
      Sono le forme annacquate del Cammino che mitigano un po' la follia partorita dalle menti di Kiko e Carmen.
      Una prova? Kiko non si è mai sottoposto al regime che pretende dagli altri.

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  3. "Mistica" è una parola rifiutata, a meno che non sia accompagnata da una specificazione: "Mistica della Merkabah" è apprezzata.

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  4. Piccolo OT.
    Nell'articolo di Magister di mercoledì scorso («Francesco, un papa che dice una cosa e poi il contrario») vengono elencati alcuni fatti a cui però il giornalista evita di tirare la propria conclusione.

    L'unica conclusione che si può tirare è che un soggetto che «dice una cosa e poi il contrario» non può essere più preso sul serio quando parla, perché in qualunque momento potrà rinnegare ciò che avevi appena preso sul serio. Resterebbe, perciò, solo l'autorità del soggetto (da intendersi come autoritarismo, mero potere dittatoriale, non come autorevolezza, ascoltabile anche quando dice qualcosa di sgradito).

    Potrebbe persino darsi che quel "dire una cosa e poi il contrario" sia inteso a insistere sul potere per scrollarsi di dosso coloro che trasformerebbero le sue parole in alibi per portare avanti i propri porci comodi. Ma è in fin dei conti una strategia perdente perché un soggetto autoritario può solo essere temuto, non può essere amato.

    Che poi è un altro modo di dire che l'amore riguarda la verità. L'amore senza verità è buonismo. La prima carità è la verità.

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  5. KIKO È APPARSO ALLA MADONNA!!!!!!!!!

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  6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  7. Post magnifico. Tutto in esso è essenziale, chiarissimo, potente.
    Come potranno rispondere i camminanti? Penso che le alternative seno 2: o non intervengono, o se intervengono NEGANO.
    Ma TUTTI sanno che il post, tra i tanti pregi che ha, ha anche quello di un REALISMO assoluto, tanto che l'autore si permette perfino un'intonazione pacata e delle espressioni accorate nell'invitare i camminanti a rientrare in loro stessi.

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  8. Ciao Pietro, sono l'autore del post.
    Ti ringrazio di cuore per le parole che hai usato, ma soprattutto spero che il buon Dio possa usarle per tirare fuori dall'errore molti suoi figli, almeno quelli in buona fede.
    Mi scuso se continuo a mantenere l'anonimato, sinceramente non saprei dire se si tratti di codardia o di prudenza, ma provengo da una famiglia NC di lunga data, molto conosciuta, e potrei avere ripercussioni anche sul mio lavoro (insegno Religione in un Liceo).
    Se vi fa piacere, posso ancora contribuire con altre riflessioni (esclusivamente di natura dottrinale, teologica e liturgica; preferisco non riferirmi al dato esperienziale, che lascia il tempo che trova, in quanto per ogni esperienza negativa si trovano sempre neocatecumenali pronti a smentirla, non certo razionalmente, bensì portando a sostengno della tesi contraria esperienze che dicano l'esatto contrario, in una confutazione infinita ed inconcludente).
    Il Cammino va combattuto alla radice, contestando la dottrina di Kiko e Carmen, senza livore e con le armi della (sana) Teologia e del Magistero.
    Che il Signore ci aiuti in questa battaglia, e la Vergine Maria, terrore dell'inferno ed estipatrice dell'eresia, non ci privi mai del suo dolce conforto materno.
    Preghiamo incessantemente, il Rosario ogni giorno, se possibile anche il Breviario, confessiamoci frequentemente, partecipiamo devotamente alla Santa Messa, cibiamoci del Corpo di Cristo che spiritualizza e divinizza la nostra carne debole e peccatrice, affinché non ci accada di passare dalla parte del torto, di insuperbirci e dimenticarci l'unico motivo per cui condanniamo il Cammino: La gloria di Dio e la salvezza delle anime.
    Cristo Regni, sempre, per Maria.

    Tomista exNC

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  9. Anch'io ti ringrazio, Tomista exNC, per il suo commento che ha dato origine al thread di oggi. Volentieri pubblicheremo altri contributi, che puoi mandare alla mail redazione.osservatorioNCN@gmail.com
    È proprio vero che "nomina sunt consequentia rerum". Segnalo due termini, che nel gergo del cammino erano stati aboliti, poi reintrodotti rivestendoli di altri significati: adorazione e pellegrinaggio. Ambedue hanno perso la loro caratteristica di omaggio intimo a Dio e di devozione personale ai santi per diventare altre cose da "fare", punti da totalizzare, dietro indicazione dei catechisti e rigorosamente con la comunità, attorniati da gadget kikiani e finalizzati a raggiungere luoghi kikiani. Mai la persona viene lasciata sola con Gesù Cristo, senza essere eterodiretta dai catechisti dai responsabili, dai garanti e dai padrini, perchè non possa scoprire una propria dimensione spirituale che, prima o poi, andrà a cozzare contro la prosaicità del Cammino.

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  10. La questione del "linguaggio speciale del gruppo" neocatecumenale, perfettamente centrata dall'autore del post, è fondamentale. Non per caso nel saggio sul fango e il segreto le dedicai un paragrafo, citando Michela che qui aveva scritto: "Negli scrutini bisogna dimostrare di aver interiorizzato il linguaggio neocatecumenale con relativa simbolica". Copio e incollo un passaggio che, credo, fissa il problema:
    "Il linguaggio speciale di un gruppo non è materia da poco. Esso, se da una parte contribuisce oggettivamente a separare a ragione dell'incomunicabilità il gruppo dalla collettività più ampia, dall'altra cementa la comunità di parlanti il medesimo argot. 'Ricordo le prime GMG, i pellegrinaggi dove si ritornava in comunità più forti che mai della nostra appartenenza al Cammino, perché nel mondo c'erano tantissimi che parlavano la nostra lingua, ci capivamo benissimo' riferì Luigi, un ex catechista fuoriuscito dopo ventiquattro anni".

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  11. OT (ma non troppo)
    Quando sostengo che il CNC non è frutto di ispirazione bensì di un progetto a tavolino realizzato da vari esperti, lo sostengo a ragion veduta. Il problema è estetico (guarda caso: "nuova estetica") e lo conoscevo ben prima di incappare nel fango del Cammino. Ho riletto una mia vecchia lirica dei primi anni duemila, nella quale confutavo la mutazione della parola/simbolo, la quale mutazione separava la comunità dei poeti da quella dei lettori (così come Kiko separa la comunità dei neocatecumenali da quella dei cattolici). Qualcuno tentò di farne il manifesto di un movimento letterario. L'ho riletta ed è impressionante: oggi, specie nella seconda parte dagli "eserciti stranieri", ci leggo il CNC.

    Nouvelle Nausée

    Parole come vergini rapite
    a caso scelte per l’harem di un’opera
    e custodite dagli eunuchi flaccidi,
    non gemeranno mai per vero amore.

    Parole come femmine in vetrina
    tra luminari rossi di vie pubbliche,
    si doneranno ai ganzi dei postriboli
    accesi dalle forme senza veli.

    Parole più volgari delle vecchie
    coi seni al silicone e labbra turgide,
    sorrideranno con lucide protesi
    per rivangare i primi quarant’anni.

    E giungeranno eserciti stranieri,
    non troveranno sentinelle vigili,
    snatureranno le radici e i codici
    coi loro libri scritti ad otto mani.

    Trarranno il dado i barbari sul greto
    dell’essiccato sacro fiume Tevere,
    si ciberanno di querule papere
    avvezze a starnazzare ogni momento.

    Torme d’altere amazzoni impazzite
    ostenteranno l’arido capezzolo,
    il lampo di un fotografo pettegolo
    le renderà immortali come Saffo.

    Già il fumo dell’omologo m’annebbia,
    chiamo le cose con strani vocaboli
    ma non son quelle dell’età mia giovane,
    variando i nomi mutano gli oggetti

    e vedo intorno immagini sfocate
    – di quale fiore più farò l’esègesi? –
    io ero la radice del garofano,
    adesso come Sartre soffro di nausea.

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  12. Grazie Lino!

    E giungeranno eserciti stranieri,
    non troveranno sentinelle vigili,
    snatureranno le radici e i codici
    coi loro libri scritti ad otto mani (La chiamerei "strategia concordata")...

    ...variando i nomi mutano gli oggetti.

    Ho trovato illuminante la definizione di "scrutinio neocatecumenale" data da Michela e riportata da Lino nel suo libro "Il Fango e il Segreto", ne descrive bene la vera finalità:

    "Negli scrutini bisogna dimostrare di aver interiorizzato il linguaggio neocatecumenale con relativa simbolica". (Linguaggio affatto nuovo!)

    Verissimo, riflettendoci a posteriori devo ammettere che era proprio così! E chi continuava a parlare come prima del cammino, non solo veniva strigliato ben bene dai catechisti, ma anche ridicolizzato dagli altri fratelli. Cito una frase per tutte, nessuno avrebbe detto "ho partecipato alla Santa Messa" (inconcepibile espressione da sentire sulle labbra di un camminante convinto) sempre e solo "ho fatto l'eucarestia in comunità". Potremmo moltiplicare gli esempi.

    E ricordo anche come Kiko enfatizzava il fatto di star creando "un nuovo linguaggio", segno che qualcosa di nuovo sta nascendo. Chi non ha nulla da dire non crea "il linguaggio"; se uno non ha nulla da dire , non inventa nulla e viceversa.

    Ecco dietro il vestirsi da "paladini" della Tradizione Cattolica pura, il nuovo che avanza:
    Ecco la "nuova estetica" la "nuova liturgia"....dico io la "nuova dottrina"...il modo nuovo di intendere la vita nella Chiesa con la creazione di una "nuova comunione" nuova appunto non con la Chiesa e nella Chiesa, ma basata sulla comunione di sul far parte di "Comunità di Comunità"...tante piccole comunità legate le une alle altre dal VINCOLO DEI CATECHISTI e che camminano in comunione con gli Iniziatori e secondo il loro spirito, in obbedienza, secondo uno stile tutto nuovo e parlando, alla fine, tutti lo stesso linguaggio che ben intende solo l'iniziato!

    Ecco perché il risultato è ritrovarsi in un mondo fortemente identitario, con un Nominalismo tutto suo, in cui ci si riconosce l'un l'altro FINCHE' SI E' DENTRO E SI COMPRENDE E CONDIVIDE TUTTO QUESTO NUOVO CHE HA SOPPIANTATO IL VECCHIO. Ecco perché, una volta fuori, non si riesce più neanche a parlare con gli ex fratelli ancora camminanti, che ti guardano come un marziano. Non ti riconoscono e ti evitano per sempre. Strabuzzano gli occhi e ti fanno capire che si stanno chiedendo, senza dirtelo, ma questo come cavolo parla?

    Un mondo a parte, isolato da tutto il resto. Kikolandia. Zingareide. Il mondo di quelli che dicono "Noi siamo del Cammino".

    Pax

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    1. Pax ha detto: - E ricordo anche come Kiko enfatizzava il fatto di star creando "un nuovo linguaggio", segno che qualcosa di nuovo sta nascendo. Chi non ha nulla da dire non crea "il linguaggio"; se uno non ha nulla da dire, non inventa nulla e viceversa -

      E questo significa che Kiko della Parola di Dio non ha capito un fico secco. Perciò appiattisce sul piano dell'esistenzialismo la "densità del simbolo", per dirla con il teologo Bruno Forte che ho citato ieri. Quelle inventate da Kiko sono invenzioni di uomini, diventeranno polvere.

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  13. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. Padre Perdona Loro NON SANNO QUELLO CHE FANNO!

      Pace ai figli della Pace. Dio è la Pace.

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  14. Prendo varie espressioni dai commenti molto belli a questo post così incisivo.

    1.
    Valentina: Mai la persona viene lasciata sola con Gesù Cristo.

    Questo è un dato incontestabile che confermo con la mia lunga esperienza neocatecumenale.
    (Mio personale contributo è sempre la mia esperienza diretta, attraverso la quale ho visto concretizzarsi ciò che voi andate esponendo e che mi fa dire, senza tema di smentite, "tutto vero"!)

    Ti attirano promettendoti, prima di tutto, la morte dell'uomo vecchio e la nascita dell'uomo nuovo (vedi disegnino degli scalini che scendono fino alle acque del battesimo nelle quali l'uomo della carne muore, logo del c.n.), poi - mi è rimasta impressa - viene la promessa che ti fanno quando arriva il tempo della tappa della "Iniziazione alla Preghiera".
    Ossia, scavate le fondamenta col secondo scrutinio, imperniato sulla rinuncia agli idoli (che si risolve nel vendere i beni, denaro), si inizia a costruire la Vita Cristiana. (Più volte abbiamo messo in evidenza che nella realtà la risalita non inizia mai...è tutto una Kenosi infinita al di là delle parole).
    Con la Iniziazione alla Preghiera ti assicurano che si inaugura in te un rapporto personale, profondo, tra te e il Signore fino al "Cristo abitante in te" in te Parlante, col quale avrai un rapporto da solo a Solo. Questo si completerà con la Seconda Iniziazione che è a fine cammino: la tappa del Padre Nostro, in cui chiamerai Dio "Abba'", come Gesù, con Gesù, abitante in te.

    Raggiunta questa maturità di fede, che loro ti hanno assicurato al tuo ingresso al Cammino, che senso hanno espressioni come: "Hai finito il cammino e ancora non hai imparato ad OBBEDIRE A ME?"

    Qual è dunque il vero destino finale di chi ha finito il cammino?

    Ripetevano spesso - questo devo dirlo - che allora non avrai bisogno più dei tuoi catechisti, diventerai fedele, ossia tutti fratelli e nessun maestro, se non il Signore stesso, Maestro interiore.
    Impuniti!

    Devo dirlo per dare una prova in più delle loro STUDIATE menzogne.
    Nulla mantengono di quanto promettono, perfetti adescatori. Tutto trasformano in una sistematica riduzione in schiavitù; ma oramai dopo venti, trenta e anche quarant'anni di cammino tu neanche ricordi più la differenza tra schiavitù e libertà e, mentre credi di essere l'uomo più libero del mondo, sei uno schiavo miserabile senza scampo.
    Devo dire: le loro promesse! tutte chiacchiere cancellate dalle minacce con cui ti redarguivano quando, IN COSCIENZA, uscivi fuori dal loro binario.

    Sì, IN COSCIENZA, perché ogni uomo ben formato ad essa solo e a Dio deve rispondere delle sue azioni e comportamenti; sempre stando davanti a Dio e sotto il Suo sguardo, con Santo Timore.

    Ma questo nel cammino non è consentito a nessuno.

    Prima ti assicurano che il cammino ti porterà ad avere un rapporto personale, intimo e profondo col Signore, poi, quando tu dici che NELLA PREGHIERA E NEL DISCERNIMENTO il Signore ti ha suggerito di contrastare azioni inique in cui ti trovi coinvolto per il tuo ruolo nel cammino che loro stessi ti hanno affidato, se non riescono a farti ragionare a modo loro col tuo "pieno consenso" ecco che ti intimano di "obbedire senza pensare" poiché cercare di capire è pura idolatria del tuo cervello che non hai circonciso o immolato al Moria come tuo Isacco.....per passare alla fede...
    Questo dopo "Iniziazione alla Preghiera" fatta e fatto pure il "Padre Nostro".

    Eppure loro stessi ti hanno consentito di superare ogni tappa, dopo il canonico "scrutinio", ritenendoti quindi idoneo.

    Lo capisci dopo, idoneo a che? Vogliono vedere in te realizzarsi quanto ti hanno promesso? O quasi completa l'opera del tuo totale assoggettamento a loro, che ti rende affidabile sotto tutti gli aspetti?

    Ogni tanto prendono dei belli abbagli! Mi domando: come mi hanno fatto finire il Cammino, tappa dopo tappa, senza fermarmi loro in tempo? Credo che se lo siano rimproverati a lungo!

    Pax

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  15. 2.

    @ Tomista ex NC:

    Anche io scrivo conservando l'anonimato, penso sia meglio così per più di un motivo, non ultimo che poco importa chi sia tu o io veramente; so che dietro di noi, come noi, ci sono tanti, di tutti siamo portavoce. Quando parliamo appaiono ai loro occhi molti fantasmi. Meglio così. Infatti non siamo eccezioni,
    purtroppo per loro. E poi, sempre per loro molto meglio se non ci identificano.

    Io, per la mia parte, parlo di ciò che è stata la mia esperienza. Non intesa come esperienza personale, in senso stretto, troppo soggettiva per cui, forse, hai ragione; per uno che dice " il cammino mi ha distrutto la vita" un altro risponde "a me il cammino ha salvato la vita". E non si finisce più.

    Io parlo della mia esperienza con loro, della conoscenza diretta del loro modus vivendi e operandi, della prassi consolidata nel cammino insomma, per come gli iniziatori l'hanno concepito e voluto.
    Aver avuto a che fare con personaggi che parevano i "bravi" di don Rodrigo e ripetermi ogni giorno "se Kiko sapesse!" per poi scoprire, una volta arrivata a lui, che nulla si fa nel cammino e a nessun livello se non eseguendo, fin nei dettagli, le indicazioni che vengono direttamente da Kiko e Carmen. Per questo li chiamo "bravi".
    Che grande delusione! E che luce improvvisa ha illuminato tutto.

    Non li ho mai visti (parlo sempre di Kiko e Carmen in persona) correggere nessuno di questi predatori arroganti (parlo della casta dei catechisti neocatecumenali, in particolare degli itineranti) quando usavano e abusavano del potere che Kiko e Carmen avevano messo nelle loro mani.
    L'opera che gli iniziatori svolgevano nelle convivenze era sempre quella, dopo una laconica ramanzina nella migliore delle ipotesi, di ridurre alla sottomissione piena i sottoposti che avessero messo in evidenza qualunque stortura del capo-equipe responsabile itinerante a loro rischio e pericolo.
    Tutto questo faceva sì che tutti gli altri (ne punisci uno per correggerne cento) si guardassero bene prima di denunciare problemi, visto che gli si sarebbero ritorti contro sempre, alla fine.
    Bravissimi a invertire i ruoli, non c'è che dire!
    Questo consolidava anche il potere stesso di Kiko e Carmen, inattaccabili su tutti i fronti, infallibili, fino alla famosa espressione ricorrente per cui se il catechista sbaglia, Dio lo volge al bene.
    Quanto più questo assioma vale se applicato a Kiko!

    Riportare queste esperienze, che chiunque negli anni ha partecipato alle convivenze con Kiko può confermare, io lo ritengo fondamentale dal momento che i fans kikiani o pasqualoni sono sempre pronti a saltar su e contestare: Quando mai? Queste cose non sono vere! Mai il mio catechista mi ha imposto qualcosa! Voi mentite!
    Poiché dimostriamo così che ciò che loro raccontano è l'eccezione o l'anomalia nel neocatecumenato; le nostre testimonianze, che attingono alla fonte, rappresentano, invece, quello che il cammino è per volontà espressa e incontestabile di Kiko stesso.

    Ultimo corollario, quanto nel suo commento esprime Pietro (NON del Cammino): Kiko non si è mai sottoposto al regime che pretende dagli altri.

    Aggiungo io: e ci credo! Mica è scemo!
    Se minimamente avesse ritenuto bene quello che imponeva agli altri, via della vita, per primo lui l'avrebbe percorsa.

    Senza Obbedienza non c'è cammino di fede
    Kiko mai ha obbedito a nessuno.

    È come questo, tutto il resto.

    Concludo con te, molto bello:
    Che il Signore ci aiuti in questa (comune) battaglia (chi con l'esperienza chi con le armi della sana Teologia e del Magistero) e la Vergine Maria, terrore dell'inferno ed estipatrice dell'eresia, non ci privi mai del suo dolce conforto materno.
    Tutto a gloria di Dio e per la salvezza delle anime.

    Grazie infinite a te, Tomista, e benvenuto fra noi.

    Pax

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  16. otix

    vorrei dire che innanzitutto ai puristi della chiesa cristiana, i quali criticano tanto il cammino neocatecumenale, che forse alla luce dei fatti di cronaca giornalieri su abusi e ruberie varie all'interno del mondo ecclesiastico, forse un pò di silenzio, preghiera e riflessione gli farebbe bene. Inoltre poichè il cammino neocatecumenale, come altre realtà cattoliche, è fatto da uomini, ci può stare che qualche catechista si infervori cosi tanto da arrecare magare un danno d'immagine a tutto il cammino, però ci sono anche delle persone che con questo percorso di fede (perchè di questo si tratta), hanno veramente trovato nella via del signore, quella pace interiore e serenità, che non erano riusciti a trovare nella normale pratica cristiano. Il cammino ha un suo statuto approvato dalla chiesa cristiana e dal papa, quindi sputargli sentenze addosso è come rinnegare la stessa chiesa. Ci si scandalizza perchè si chiedono i soldi, è normale che in qualsiasi "gruppo ci sia una forma di autosostentamento", lo fanno anche i scout, allora perchè non li chiudiamo, ma poi non si dice che i soldi vanno per la maggior parte alla chiesa e solo il 10 20 percento rimane all'interno della comunita, il vero problema del cammino è che rispetto alla chiesa tradizionale ci dice parole forti che non vogliamo sentire, tipo che devi amare chi ti fà un torto (come si fà ad amare chi ti ha fatto un torto, questi sono matti, io ho ragione e devo anche chiedere perdono), chi crede in gesu sa che ha amato i suoi nemici, se non si crede in questo non andate neanche in chiesa la domenica; ti dicono di avere un unico dio e di non crearti degli idoli, quali l'idolo della famiglia, dello sport, del denaro, della macchina bella, della barca, non dicono che non puoi averla, dicono che non deve essere il tuo idolo, ma questo non lo ha detto kiko, è scritto sulla bibbia ufficiale della chiesa cattolica, quindi dove sarebbero queste aberrazioni; ci si raduna nelle case a scrutare insieme la parola di dio, per creare dei legami con altre persone e trarre magari giovamento dall'esperienza del fratello o da una sua risonanza, in italiano si chiama scambiare opinioni, lo si fa con il lavoro, con il calcio, con i film, etc... ma se lo fai con la bibbia allora si lanciano gli anatemi; per non parlare poi dei parroci che rifiutano il cammino in chiesa perchè la sera vogliono essere liberi e non vogliono impegni (sentito con le mie orecchie), ormai il lavoro del prete è diventato per alcuni un posto fisso con orario di ufficio, da vergogna. ecco in minima parte ma potremmo parlare per ore, perchè il cammino è cosi odiato, perchè alla fine ti fa vedere quanto poco credi in dio, e comunque ripeto puo piacere o no, ma è una realta della chiesa, riconosciuta e statutariamente regolata, ma poichè è regolata dall'uomo, ogni tanto il maligno ci puo mettere lo zampino, resta poi al discernimento umano capire cio che è giusto o no e prendere i dovuti provvedimenti. scusate se magari risulti anonimo, ma non ho ben capito come si pubblica con il nickname, ci provo ma non garantisco.

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    1. Caro Otis,
      Anche io ho provato una volta a scrivere su questo blog e cercare un dialogo con questi fratelli ma mi è risultato impossibile. Se sei rispettoso della loro visione ti dicono che sei asettico e dietro i tuoi modi educati nascondi altro (cito a memoria ma il senso è questo), se ti arrabbi ti dicono che non hai carità, se esprimi concetti normali come tu hai fatto (concetti che condivido appieno) mai ammetteranno che a te (ripeto: a te) il Cammino a dato giovamento. In qualche modo ti dovranno dire che sei stato manipolato e tu, lobotomizzato da anni di lavaggio del cervello, non ragioni più con la tua testa. Io vedo e ammetto che nel Cammino ci sono luci e ombre, come in qualunque realtà di questo mondo (a cominciare dall'intera Chiesa Cattolica) dove male e bene si mischiano perché così Dio permette fino alla fine del mondo (parabola della zizzania), ma su questo blog sembra che il Cammino sia SOLO male. Eppure in Cammino io vedo tante persone umili che senza fare chiasso (e senza elucubrare troppo) rinascono da situazioni di vera angoscia e smarrimento. Ma anche questo per loro è un fraintendimento, non è vero cristianesimo, insomma non va bene. Non ultimo è evidente che non perdono occasione di ridicolizzare qualunque aspetto si presti alla caricatura (e ammetto che in questo il Cammino scopre il fianco alla grande) nonché gli stessi neocatecumeni. Ora, io ho figli e se voglio correggerli e voglio che la correzione sia efficace, mai (mai..) mi permetterei di ridicolizzarli e far sentire loro disprezzo, non sarebbe certo carità. Ebbene io leggendo i loro interventi mi sento costantemente ridicolizzato e disprezzato. Dopodiché, per fortuna, c'è il Signore.

      Neocatecumeno

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    2. In qualità di neocatecumeno sei amico della menzogna, e ti ringraziamo per avercelo dimostrato col tuo commento delle 12:06.

      La menzogna non sempre è l'esatto contrario della verità, ma ha anche -come nel tuo caso- la forma di un'elegante e pacata disquisizione in cui qualche piccolo ma fondamentale dettaglio viene arbitrariamente alterato.

      Il primo fondamentale "piccolo" dettaglio è che il Cammino contiene strafalcioni liturgici ed errori dottrinali. Questo è dimostrabile da tutti i punti di vista, persino quello prettamente neocatecumenale. Se i neocatecumenali fossero onesti, disprezzerebbero tali errori e strafalcioni. Invece sono o particolarmente ignoranti (per cui occorre continuamente farglielo presente), o particolarmente in malafede (e quindi sono deliberatamente fuori dalla Chiesa, poiché loro stessi hanno scelto di esserlo mediante inquinamento liturgico e dottrinale, cosa che offende Nostro Signore, che ha insegnato la vera dottrina ed ha istituito personalmente i sacramenti, e non lo ha fatto certo perché si annoiava).

      Da questo primo "dettaglio" discendono un'infinità di storture del Cammino, ampiamente testimoniate e documentate: l'oppressione ai danni dei fratelli più piccoli e semplici, le ingiustizie e l'ipocrisia dei cosiddetti "catechisti", l'idolatria verso costoro e soprattutto verso gli autonominati "iniziatori"... Tutto questo non è accidentale, ma è frutto diretto dell'inquinamento spirituale che va sotto il nome di "Cammino Neocatecumenale": ad una fede inquinata, corrisponde necessariamente una liturgia inquinata.

      Ora, per "cercare un dialogo", sarebbe forse lecito e giusto ignorare tali "dettagli"?

      I "dettagli" di cui sopra non sono banalmente una "visione" di cui essere più o meno "rispettosi": sono i fatti concreti ineludibili, e Nostro Signore li vede anche molto meglio di noi. Come ci si può professare neocatecumenali e riuscire a fingere di non notare quei problemi? Quanta ipocrisia deve essere nel cuore di qualcuno per farlo restare inerte di fronte allo scempio spirituale che è il Cammino? Se davvero "non nascondi altro", cos'è che ti impedisce di combattere le storture del Cammino? (infatti ti converrebbe! purificheresti il Cammino dall'interno! renderesti il Cammino meno velenoso dal punto di vista spirituale!)

      Perciò, mettiti per un attimo nei panni di chi ti chiama "zombificato" e "lobotomizzato", e chiediti se le tue inossidabili convinzioni favorevoli al Cammino contribuiscano a dare quella impressione. Cosa penseresti di un drogato che vuole dialogare sulla droga ma rifiuta di riconoscerne i nefasti effetti? Cosa penseresti di un drogato che difende il proprio diritto a drogarsi perché "la droga mi ha salvato"? Cosa penseresti di un qualsiasi tuo interlocutore che nega gli effetti deleteri della droga ed anzi parla del "giovamento" ottenuto nel "bucarsi" fino all'overdose?

      La presenza di "luci e ombre" nel Cammino dovrebbe essere uno sprone per te per identificare quelle ombre e combatterle. Toh, che sorpresa: di quelle "ombre" l'internet è pieno di testimonianze, e ne hanno parlato anche tanti autori su libri e articoli pubblicati da molti decenni a questa parte, come hai fatto finora ad evitare di informarti?

      Hai poi menzionato a sproposito la parabola della zizzania, insinuando che il Signore sarebbe contento dell'esistenza della zizzania, vorrebbe che la zizzania venga lasciata in pace, praticamente il Signore sarebbe alleato del male e del peccato... In qualità di fratello del Cammino, ovviamente, sei uno di quelli che devono pervertire il Vangelo al preciso scopo di conservare il male nel proprio cuore e nel proprio Cammino.

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    3. Come al solito, ignorando la questione fondamentale degli strafalcioni liturgici e dottrinali, tu vai blaterando di persone che ottengono dal Cammino non la vera fede attraverso i veri sacramenti celebrati nella vera liturgia, ma solo un generico uscire dallo smarrimento, un vantaggio psicologico di uscire dall'angoscia, un sentirsi bene tipico dei protestanti e degli atei (persino la liturgia del sabato sera serve a "sentirsi bene", infatti deve terminare col cretinissimo girotondo e con la chiassata), tutto a scapito dell'Eucarestia (maltrattata e letteralmente calpestata) e delle verità immutabili della fede cattolica.

      In pratica sei tu stesso a qualificare il Cammino come club per star meglio, una specie di "super dogma intoccabile" che per far star meglio i propri adepti può e deve calpestare il Santissimo Sacramento a cui non crede (i neocatecumenali non credono nella presenza reale di Nostro Signore nel Santissimo Sacramento, altrimenti non si comporterebbero in quei bislacchi modi da "comunione seduti", dispersione di frammenti, sversamento di gocce, pulitura delle dita sulle gonne e sui pantaloni, uso di tavolinetti pieghevoli in salette d'albergo anziché di luoghi sacri consacrati per la liturgia cattolica...).

      Continua pure a sentirti "costantemente ridicolizzato e disprezzato": te lo meriti, e magari a lungo andare ciò ti farà riflettere su te stesso e sulla vera fede. Anche Nostro Signore ridicolizzava e disprezzava i farisei («razza di vipere!... ipocriti!... voi avete per padre il diavolo!...»). Ma non illuderti che ciò ti valga come "persecuzione", poiché è la tua ipocrisia il problema, la tua arroganza, il tuo illuderti che il Signore avrebbe insegnato solo per perdere tempo, avrebbe istituito la liturgia solo per perdere tempo, tanto ogni autonominato "iniziatore" avrebbe in futuro si sarebbe comodamente autoproclamato "Giovanni Battista in mezzo a voi" ed avrebbe allegramente inquinato sacramenti e dottrina.

      Se proprio ti resta un briciolo di cervello funzionante, impegnalo in questa riflessione: per essere più gradito al Signore, mi conviene seguire l'unica liturgia di tutta la Chiesa, oppure gli strafalcioni del Cammino? per essere più vicino al Signore, ti conviene conoscere le universali verità di fede, oppure le stupidissime menate eretiche dei servi del demonio Kiko e Carmen? Vorrai mica sotterrare il talento dell'intelligenza per paura che si consumi? Vorrai mica considerare "dogma" qualsiasi idiozia detta da Kiko e Carmen? Se il Cammino è funzionale alla Chiesa, perché mai ciò che dice e fa il Cammino dovrebbe essere considerato addirittura superiore alla Chiesa? Come puoi fidarti di gente che considera i vescovi solo nella misura in cui sono "dalla vostra parte"?

      Vedi, la tua elegante retorica è evidentemente in malafede perché rifiuta categoricamente di rispondere a domande come queste. Troppo comodo smettere di interrogarsi con onestà, troppo comodo illudersi che il Cammino sarebbe tanto perfetto da poter ignorarne i difetti e da poter ignorare la vita della Chiesa (vita che si esprime attraverso i suoi santi: come diavolo sarebbe possibile che ciò che i santi hanno vissuto fino a ieri, è da considerare sbagliato o superato? cosa ne penserebbe padre Pio delle carnevalate liturgiche neocatecumenali, delle confessioni pubbliche negli scrutini, dell'esagerato status "aristocratico" dei cosiddetti "catechisti", delle bislacche dinamiche comunitarie, della mentalità separazionista delle comunità e addirittura del sentirsi sottilmente superiori al resto della Chiesa?).

      Riflettici, per il bene della tua anima, perché il tuo posto all'inferno, laggiù, è pronto, insieme a Carmen Hernández e a tutti gli altri che il Cammino ha già fatto dannare pur imponendo loro di blaterare senza sosta i soliti paroloni ("La Pace", "Il Signore", "Il Cammino mi ha salvato"...).

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  17. Il fatto è questo otix: noi non mettiamo sotto i riflettori scandali ed errori del Cammino. Troverai che, in questo blog, il 95% delle volte ci occupiamo della regola del cammino, non delle sue eccezioni. Per questo leggiamo i mamotreti, cioè le catechesi degli scrutini ed anche quelle dei "momenti forti" dell'anno, Quaresima, Avvento, inizio corso eccetera.
    Li studiamo perché siamo convinti, è continuamente ne abbiamo la riprova, che tutto ciò che nel Cammino succede trovi lì la propria fonte.
    Praticamente tu dici che il cammino disturba per la sua troppa radicalità (ripudio del successo e del denaro, amore al nemico) in pratica confermando ciò che viene sempre sussurrato ed anche esplicitamente dichiarato nelle salette, che cioè che chi esce dal cammino o lo rifiuta non è cristiano, ma un tiepido, uno che non ha il coraggio di coglierne la sfida e la radicalità.
    Se però invece fai il contrario, cioè cominci ad analizzare chi in cammino ci è rimasto, credo che troverai invece non precisamente degli eroi della cristianità, ma piuttosto, in generale, delle persone che ottusamente credono solo in ciò che viene loro detto e che dipendono totalmente dal cammino per la propria identità di credenti (e spesso anche per la propria identità di esseri umani), oppure altre che hanno capito come sfruttare il sistema, anche economicamente, comunque, in generale, delle persone sgradevoli e superbe (questo è principalmente il motivo per cui il cammino non ha più alcuna attrattiva). Quando questo viene fatto notare, spesso la risposta è: per forza, sono peccatore, non sono cristiano eccetera. Allora mi chiedo, e ti chiedo: se davvero chi si allontana non accetta la radicalità del cammino e la sua ardua strada per diventare cristiani rinati nel battesimo, come mai chi rimane ammette d'essere sempre al punto di prima, un figlio del demonio, come vi viene detto nella tappa del Padre Nostro? Perché i vostri figli, che dovrebbero vivere in un clima perfetto di famiglia cristiana che trasmette la fede, riferiscono di crisi esistenziali profondissime, da cui a volte di nuovo il Cammino li salva (a loro dire)?
    Per questi pochi cristiani "arrivati" (non si sa dove) ha un senso creare un numero ben più grande (almeno quattro-cinque volte tanto) di persone che, uscite dal cammino, spesso fanno fatica a ritrovare la propria identità nella Chiesa o decisamente se ne allontanano?
    Davvero Gesù, che disse ai suoi apostoli, di andare e predicare la sua parola battezzando tutti i popoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, si può riconoscere e può apprezzare questo vostro elitarismo divisivo? Penso proprio di no.

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