venerdì 29 settembre 2017

Caro Daniele Neocatecumeno...


Don Jo Dwight, che abbiamo conosciuto quando ha spedito a tutti gli indirizzi dei fratelli neocatecumenali una lettera aperta in cui spiegava i motivi per i quali non se la sentiva più di celebrare la loro Eucaristia, continua il proprio dialogo, questa volta rispondendo ad una lettera di Daniele, un fratello del cammino, probabilmente catechista o responsabile.
Riportiamo qui la lettera e i punti salienti della risposta di don Dwight, che potrà essere letta nella sua completezza a questo indirizzo.


Il 5 marzo 2017 ho ricevuto il seguente email da Daniele, che è il responsabile di un gruppo neocatecumenale che ho offerto la mia assistenza per dieci anni.
Caro don John,
nel ricevere queste tue e mail, tutte a discreditare il cammino Neocatecumenale, di cui da oltre 20 anni ne faccio parte, non fanno altro che rafforzare la mia convinzione che tutto è opera dello Spirito Santo, in quanto la persecuzione, che tu stai evidenziando, in atto verso il cammino lo conferma.
La persecuzione è la cartina di tornasole per capire se è opera di Dio o del Demonio, il quale si accanisce, anche per mezzo di alti prelati per far si che il suo lavoro trovi un compimento e cioè eliminare tutto ciò che porta l’uomo ad incontrare e ad amare Dio.
Quello che viene detto, in maniera del tutto errata e totalmente difforme alla realtà, dal cardinale denota, anche se lui dice di conoscere molto bene il cammino, una completa disinformazione, la stessa disinformazione, che purtroppo hai te, in quanto, ci hai si seguiti, ma se non ricordo male non hai fatto con noi nessun passaggio o scrutinio e quindi non hai vissuto nessun momento significativo e formativo, che ci ha permesso di fare una concreta esperienza di Dio e che ha quindi fortificato la nostra fede.
Io come catechista di 40 fratelli non ho mai obbligato nessuno a fare figli, ho solo esposto l’enciclica di Paolo VI avvalorando che l’apertura alla vita è importante, fermo restando che un figlio è un dono di Dio, ne dimostra il fatto che io e Giovanna pur essendo stati aperti alla vita abbiamo avuto solo una figlia.
Invitiamo ed insegniamo poi anche i metodi naturali se per una coppia sia meglio non avere figli, la contraccezione non la tolleriamo, ma non la tollera Dio, in quanto con tali metodi prevale la nostra volontà e non quella di Dio, e cio denota chiaramente una mancanza di Fede.
Ti domando:
I figli sono o no un dono di Dio?
O sono frutto solo del desiderio umano?
Purtroppo tutte le nazioni del nord Europa, che non hanno aderito a Paolo VI, se non erro dichiarato Santo dalla chiesa, ora si trovano con le chiese vuote ed una società senza figli e di quelli che nascono molti di loro si suicidano. La cattolicissima Francia è oramai mussulmana, come pure il Belgio.
Le nostre celebrazioni Eucaristiche, descritte come dissacranti secondo me sono tutt’altro, e poi sono state approvate, dopo molti anni di disanima dalla congregazione per il culto.
Si parla di lobby all’interno della Chiesa che stia favorendo il cammino, non avevo mai sentito mai chiamare lo Spirito Santo in tal modo, ti ricordo, ma tu come sacerdote lo sai, che tutto è opera di Dio che agisce per mezzo dello Spirito del suo figlio Gesù Cristo.
Il tenere il corpo di Cristo in mano per alcuni minuti è per me una gioia immensa, poterlo adorare mi permette di sentirlo come un fratello che sta al mio fianco, e se sto seduto penso che non sia una cosa irriverente, anzi il contrario. La gioia poi di essermi nutrito di questo pane che è il corpo di Cristo e del suo sangue, cibo che non perisce, ma che mi da la vita eterna, mi porta, in comunione con i fratelli a ballare di gioia.
A di là di tutto ciò, io devo essere molto riconoscente al cammino in quanto mi ha salvato la vita e mi sta aiutando, come sta aiutando i fratelli, sentire gli scrutini di ognuno di noi, rafforza la nostra fede.
Se poi la chiesa, nella figura del Papa, dovesse dirmi che tutto quello che ho fatto fino ad ora è stato solamente un teatrino, lo accetterei, in quanto ho fatto, e li eri presente, sottomissione al vicario di Cristo, ma nessuno mi potrà mai togliere l’esperienza dell’amore di Dio per la mia vita, esperienza avvenuta grazie al cammino, che non è una creatura di KIKO, come il cardinale vorrebbe dimostrare ma, ripeto e ne sono pienamente convinto, opera dello Spirito Santo, Kiko e Cermen, (che spero al più presto sia proclamata beata) sono coloro che hanno aderito pienamente ad una chiamata di Dio, come la Vergine Maria, non per niente l’icona del cammino è proprio la Vergine Maria.
A settembre se Dio vuole andremo in Terra Santa come pellegrinaggio finale, che poi finale non è, anzi direi iniziale, in quanto dalla notte di PASQUA 2017 inizierà per me e per gli altri fratelli di comunità una vera vita da cristiani, in pieno combattimento con il demonio, ma siamo pronti ad entrare dentro al circo massimo e combattere con i leoni, aiutati dallo Spirito Santo.
Forse il Cardinale intervistato e forse neanche tu, non conoscete la storia che Dio sta facendo, tramite il cammino con il popolo Ebraico, che per la prima volta rabbini di tutto il mondo e vescovi di tutto il mondo, alla Domus Galilei hanno cantato insieme lo Schemà.
Il sentire dire che siamo degli scissionisti mi lascia veramente perplesso e che sia ridicolo chiamare gli Ebrei nostri fratelli maggiori nella fede, denota, secondo me una non conoscenza dell’opera che Dio sta facendo.
Tu sai benissimo, in quanto la scrittura ne parla Dio ha sacrificato, in un certo qual senso il suo popolo Israele, coprendogli il volto, al fine che non riconoscesse il Messia per permettere a tutti gli uomini di salvarsi, forse sta arrivando il tempo che questo velo si sta alzando.
La seconda venuta di Cristo nella gloria, in una notte di Pasqua, avverrà, dopo che l’anticristo avrà preso possesso del mondo e quando Israele riconoscerà il Messia.
Caro don John spero che il Signore ti stia sempre vicino e visto il legame particolare che ci lega, al dilà della momentanea tua parteciapazione alla nostra comunità, ma che deriva dalla vicinanza che hai avuto con mio padre, ti dico che ti voglio bene e pregherò per te, come spero che tu faccia per me, al fine che il demonio non inganni le nostre coscienze, ma che possiamo sempre operare nella verità, che viene da Dio.
La pace Daniele

Ecco la risposta di Don Jo (Joseph) Dwight:

Caro Daniele,

Grazie per la tua email. Almeno tu avevi il coraggio di comunicare con uno come Don Jo! (Non Don John; Jo è Giuseppe; John è Giovanni in inglese; io sono Joseph, Giuseppe!).

Vorrei dirti direttamente, trasparentemente, senza sprecare parole, come faceva anche il tuo babbo, Marco. Non credo che sei capaci di capire ciò che voglio dire perché sei formato nel soggettivismo, come i protestanti e come quasi tutti i cattolici oggi! Perciò non posso appellare ad un’autorità più alto di Kiko per te.
Perciò non c’è niente che posso dire. Non è una questione degli argomenti e l’intelligenza e la sofistica; è una questione di quale autorità ti fidi! E tu ti fidi più a Kiko invece al vero Magistero della Chiesa di 2000 anni che rivela la verità, Gesù, che non cambia! In fondo, non siamo della stessa religione, perché non cerchiamo la spiegazione della Verità dalla stessa fonte!!! (...)


Mi sono meravigliato quando ho scoperto che Kiko Argüello, Carmen Hernàndez e Padre Mario Pezzi non hanno obbedito alla lettera in cui si articolano le direttive del Papa. Il loro atto di parziale ubbidienza è in una lettera che essi hanno scritto al Papa il 17 gennaio 2006. Si limitano infatti a ringraziare il Papa per aver loro concesso altri due anni di tempo. E tornano a difendere il loro modo di fare la comunione. Sottolineano che il far la comunione “in questo modo” è strumento essenziale per CONVERTIRE I LONTANI: abbandonarlo pregiudicherebbe la loro missione. Sul punto cruciale della comunione fanno capire di voler proseguire per la loro strada. È infatti opinione diffusa tra i neocatecumenali che la lettera di Arinze sia qualcosa di provvisorio, di modificabile, un semplice “instrumentum laboris”, e che alla fine la loro prassi sarà sostanzialmente approvata. Questa opinione permane anche dopo il richiamo di Benedetto XVI relative al rito della Messa, nel discorso da lui rivolto ai neocatecumenali il 12 gennaio 2006.”

Kiko, Carmen e Padre Mario si sono affidati a se stessi, non al Magistero della Chiesa, non al Papa Giovanni Paolo II e al Papa Benedetto che hanno detto semplicemente di “obbedire il libri liturgici della Chiesa Cattolica fedelmente ed esattamente” come è richiesto a tutti i cattolici del mondo!
Perciò caro Daniele, non mi meraviglia che tu segui i vostri fondatori che hanno deciso di obbedire il vero (la verità che non cambia) Magistero della Chiesa, soltanto fino al punto che loro sono d’accordo! (...)

Hai scritto: “Il tenere il corpo di Cristo in mano per alcuni minuti è per me una gioia immensa" (...)
In nessuna parte della tua email, non hai mai indicato che vuoi cercare di scoprire insieme ciò che Gesù vuole in una certa situazione o in una cerca questione!!!
È tutto nel tuo soggettivismo! Kiko fa lo stesso!!!
Dio ha dato ad ognuno la sua vocazione con le grazie corrispondenti: il padre della famiglia, la mamma della famiglia, il sacerdote, il vescovo, il Papa. Il padre della famiglia ha le grazie della sua vocazione ma non le grazie della vocazione del Papa della Chiesa!!! Il diavolo vuole distruggere il rispetto delle vocazioni da Dio e cambiare tutto per distruggere la famiglia e la Chiesa. Kiko, Carmen e Padre Mario non hanno rispettato la vocazione di Papa Giovanni Paolo II e di Papa Benedetto XVI, e credono che le cose andranno bene?!?

Tu scrivi “una gioia immensa”! Ecco il tuo criterio di decidere, il tuo soggettivismo, i tuoi sentimenti, come fanno i protestanti, senza cercare la volontà di Dio che ci rivela nella Rivelazione Divina e che ci ha dato una Chiesa, con il suo Magistero, per interpretare la Rivelazione Divina secondo la volontà di Dio e non secondo il soggettivismo di ogni persona o di ogni gruppo in ogni periodo della storia del mondo! Mi meraviglia che tu non sai queste cose; ma non mi meraviglia perché sei stato formato da più di 20 anni con il catechismo di Kiko, Carmen e Padre Mario invece del Catechismo della Chiesa Cattolica degli adulti (CCC)!!! (...)

Se vogliamo seguire Gesù e arrivare al paradiso, tutti noi dobbiamo arrivare a quella maturità cristiana di poter scegliere Gesù, la Verità scomoda sulla croce, anche se siamo abbandonati da tutti come hanno fatto tutti i santi. “Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me …” (Mt 10,37). “Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo” (Lc 14,26). In quanto riguarda queste parole di Gesù, che cosa insegna Kiko, di seguire Kiko o il CCC e i libri liturgici della Chiesa Cattolica?
Kiko non vuole che diventiate santi. … Alla convivenza di inizio corso dell’anno scorso (2016) ricordo bene come il catechista la sminuì asserendo “Tu pensi a diventare santo? Guarda che non è questione della tua personale santificazione. È la comunità che diventa santa, non è un discorso di diventare santo tu.” … Quello che propone il cammino neocatecumenale è un abbassamento morale anziché un INNALZAMENTO SPIRITUALE, … Nel cammino siamo di fronte ad una costante banalizzazione e ad un totale svilimento del senso della “SANTIFICAZIONE PERSONALE” (...)

Siamo sempre più portati di lasciare il culto di Dio, dei Santi, e di abbracciare il culto dell’uomo, di Satana!
Caro fratello, il paradiso non è automatico! “Tutta intera la storia umana è infatti pervasa da una LOTTA TREMENDA contro le potenze delle tenebre” (CCC 409). Tu credi che sarà così facile di non scivolare nella grande apostasia prima del arrivo dell’anticristo? (...)
"Non è questione della tua santificazione"
ma della LORO!

Mi hai scritto: “il quale si accanisce …”
Caro Daniele, non ti rendi conto del grande pericolo alla tua anima immortale di fidarti ad un movimento invece al vero Magistero della Chiesa? Che cosa sarebbe amore vero, di cercare di dirti quello che ti piace e così tu sei contento in questa vita corta come vuoi tu le cose di essere, o che tu stai bene per tutta l’eternità con la Verità immutabile, dopo aver seguito Gesù fino alla crocifissione, perdendo tutto tranne la Verità che è Gesù (Gv 14,6)? (...)

Il tuo criterio di vero o falso è la persecuzione subìta o di obbedire il vero Magistero della Chiesa e il CCC??? Quanti gruppi, nella storia della Chiesa di 2000 anni, che erano condannati dal Magistero della Chiesa per proteggere le anime di buona volontà, hanno risposto all’autorità della Chiesa.
“La persecuzione è la cartina di tornasole per capire se è opera di Dio o del Demonio, il quale si accanisce, …”?
Che cos’è il tuo criterio per scoprire la verità, in particolare nel caso del Cammino Neocatecumenale, la persecuzione subita o obbedire il vero Magistero della Chiesa? Quanti figli ribelli fanno i capricci o cadano nel complesso martirio quando i loro genitori non fanno ciò che vogliono? Quanti adulti non sono mai maturati e sono rimasti bambini viziati prepotenti tutta la vita? I bambini viziati prepotenti non entrano in paradiso!

Hai scritto: “Forse il Cardinale intervistato e forse neanche tu, non conoscete la storia che Dio sta facendo, tramite il cammino con il popolo Ebraico, che per la prima volta rabbini di tutto il mondo e vescovi di tutto il mondo, alla Domus Galilei hanno cantato insieme lo Shemà.”

Simboli ebraici alla Domus Galileae
“Ascolta, Israele (“Shemà Israel”) … Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore …” (Dt 6,4-9; 11,13-21; Num 15,37-41). Non sono PAROLE VUOTE se gli Ebrei o i cattolici non obbediscono Dio? Come Papa Giovanni Paolo II ha spiegato nel 1987, se i cattolici sono “selettivi nella loro adesione” agli insegnamenti della Chiesa, non sono cattolici! Se i cattolici vivono il Padre Nostro, “Sia fatta la TUA volontà” soltanto quando sono d’accordo, non sono seguaci di Dio Padre! “Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male. …Scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza, amando il Signore tuo Dio, obbedendo alla sua voce e tenendoti unito a lui …” (Dt 30,15-20)! Che cosa scelgono Kiko, Carmen e Padre Mario quando obbediscono il Magisterio della Chiesa soltanto quando sono d’accordo loro? La vita e il bene o la morte e il male?!?

Se i “rabbini di tutto il mondo e vescovi di tutto il mondo, alla Domus Galilaeae hanno cantato insieme lo Shemà” ma obbediscono Dio SOLTANTO quando sono d’accordo con Dio, non è questo obbedienza falsa e ecumenismo falso?!? (...)

Tu scrivi: “Quello che viene detto, in maniera del tutto errata e totalmente difforme alla realtà …” Di nuovo, “tutto errata e totalmente difforme alla realtà”secondo chi? Secondo il catechismo di Kiko o secondo il CCC ed il vero Magistero della Chiesa???

Basta una goccia di veleno in un bel bicchiere di vino per ammazzare la persona. “Satana si maschera da angelo di luce” (2Cor 11,14). Come un cattolico che cos’è la tua base per discernere se un gruppo ci porta verso Dio o lentamente più lontano da Dio? Le catechesi di Kiko o il CCC? Benedetto era tutto stupido e Kiko era tutto illuminato quando ha scritto in gennaio 2006 a Papa Benedetto XVI di non obbedire? Il tuo criterio della verità, che cos’è – il soggettivismo come i protestanti, che hanno seguito Lutero, o Re Enrico VIII o Kiko o …?

Hai scritto: “A di là di tutto ciò, io devo essere molto riconoscente al cammino in quanto mi ha salvato la vita e mi sta aiutando, come sta aiutando i fratelli, sentire gli scrutini di ognuno di noi, rafforza la nostra fede.”
Ma il Rosario, la Messa secondo i libri liturgici, la confessione e adorazione prima che sei entrato nel Cammino, non valevano niente prima che entravi nel Cammino!?!

Hai scritto: “Ti domando: I figli sono o no un dono di Dio? O sono frutto solo del desiderio umano?”
Credi allora che di fare i figli, come fanno anche i musulmani, ma senza cercare di scoprire e di fare la volontà di Dio secondo il vero Magistero della Chiesa, è gradito a Dio?
Credi che Giovanni Paolo II scherzava con i vescovi del mondo quando ha detto: “ad essere selettivi nella loro adesione agli insegnamenti morali della Chiesa”?
“Questo è un grave errore …”! Fra i Dieci Comandamenti, se ne vivo gli 8 che sono d’accordo io, ma non gli altri due, credi che io sto vivendo il Padre Nostro, “Sia fatta la TUA volontà”, e andrò a paradiso?

“Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demoni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica …” (Mt 7,21-24). “METTE IN PRATICA” non vuol dire fare secondo i tuoi sentimenti o i feeling o secondo “una gioia immensa”, ma vuol dire obbedire il vero Magistero della Chiesa, vuol dire obbedire Papa Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI di “seguire i libri liturgici della Chiesa Cattolica fedelmente ed esattamente” anche se non si sente i feeling che vogliamo noi!!!
Quante persone dicono ho “una gioia immensa” di stare con la mia ragazza o con il mio ragazzo per giustificare di convivere e non obbedire le parole di Gesù spiegate bene dalla Chiesa Cattolica nel CCC? Tu credi che Gesù aveva buoni feeling sulla croce?!? Quando i discepoli “rimasero stupefatti”, e perfino “ancora più sbigottiti” (Mc 10,23-27), Cristo non ha offerto i compromessi falsi e vuoti e distruttivi e non ha cambiato “un iota o un segno della legge” (Mt 5,17-18; 24.35) come fanno tantissimi responsabili nella Chiesa oggi, ma piuttosto ha detto: “Impossibile presso gli uomini, ma non presso Dio! Perché tutto è possibile presso Dio” (Mc 10,23-27).(...)

Hai scritto: “Le nostre celebrazioni Eucaristiche, descritte come dissacranti SECONDO ME sono tutt’altro …”
Quando ho parlato di questo decreto (del 1° dicembre 2005) di Papa Benedetto con alcuni membri del Cammino Neocatecumenale, mi hanno risposto: “Abbiamo già superato quello”! Questo è come dire: “Abbiamo già superato Papa Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI!!! Si affidano a se stessi o a Dio?!? Come vivono il Padre Nostro, “Sia fatta la TUA volontà”, o “Sia fatta la MIA volontà”??? La religione o un movimento esiste per servire me o per aiutarmi a servire Dio, per aiutarmi a scoprire la volontà di Dio e di vivere la volontà di Dio??? Daniele, come ti sentirebbe se la tua figlia non vi obbedisce come i suoi genitori e poi dice alle sue amiche a scuola: “Ho già superato i miei genitori”? Si fida di chi?

Perciò, ormai caro Daniele, che cosa posso dire a una persona che fa parte dei Luterani, o degli anglicani, o di qualsiasi religione non cattolica, o un gruppo nella Chiesa, un cavallo di troia, che non si obbedisce al Magistero della Chiesa? Un prete, o un vescovo o il papa non può cambiare la verità, perché la verità viene da Dio non dalla Chiesa!

Quando non si fida più del vero Magistero della Chiesa, non c’è più un punto fermo di riferimento, e perciò ci rimane soltanto la sabbia mobile del soggettivismo e relativismo. A tempo lungo, la persona o il gruppo o una religione falsa va alla deriva e si sbanda dalla Verità immutabile nonostante credano di aver ragione e sentano i feeling o “una immensa gioia”, non si accorgono del grande danno se non dopo molti anni.

Hai scritto: “ma se non ricordo male non hai fatto con noi nessun passaggio o scrutinio e quindi non hai vissuto nessun momento significativo e formativo, che ci ha permesso di fare una concreta esperienza di Dio e che ha quindi fortificato la nostra fede.”
Mi meraviglia che per te, gli anni in seminario, la formazione permanente del clero della diocesi, gli studi dei documenti della Chiesa ed il CCC e le meditazioni e le preghiere e gli studi personali di un sacerdote, per rimanere fedeli alla Divina Rivelazione, sono meno importanti che la formazione in un movimento ecclesiale con responsabili che non obbediscono neanche Papa Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI!!!
Le tue parole rivelano bene che per te l’interpretazione della Verità, o perfino la Verità stessa, viene da Kiko e non dalla Divina Rivelazione spiegato dalla Chiesa Cattolica! Questo è ciò che tutte le religioni non cattoliche finiscono a fare, dai Luterani ai Testimoni di Geova! Non hanno l’umiltà di obbedire la rivelazione e la guida (il Magistero della Chiesa) di Dio. Daniele, fai parte di una setta o fai parte della Chiesa Cattolica?!?

Benedetto XVI? Superato!
Il card. Joseph Ratzinger disse il 27 maggio 1998:
«[…] si fanno visibili tanto i pericoli, quanto le vie di superamento che esistono nei movimenti. Vi è la minaccia di unilateralità che porta ad esagerare il mandato specifico che ha origine in un dato periodo o in forza d’un particolare carisma. [...] è un fatto che può indurre ad assolutizzare il proprio movimento, che viene a identificarsi con la Chiesa stessa, a intendersi come la via per tutti, mentre di fatto quest’unica via può esser fatta conoscere in modi diversi.»
Ho chiesto ai miei amici protestanti (circa 50) del 1970-1974 a UCLA (Università di California a Los Angeles) per email il 23 dicembre 2016 (“Christmas Greetings 2016 BCF”):
“Perdonatemi se dico questo, ma non capisco come un cristiano sincero non può credere nella presenza reale di Gesù nell’Eucaristia dopo aver letto capitolo 6 del Vangelo di Giovanni! … Ci sono migliaia dei gruppi indipendenti protestanti che credono nello stesso Dio, nello stesso Gesù Cristo, e più o meno con la stessa Bibbia, ma interpretano un gran numero dei brani della Bibbia nei modi contradditori. Non sapeva Gesù che sarebbe successo tutto questo? Quale era la soluzione che Gesù ci ha lasciato per questo problema soprattutto perché se uno non segue la verità da Dio c’è un grande rischio di non arrivare a paradiso? Soltanto la verità di Dio che ci «fa liberi» (Gv 8,32)! …”
Oggi ci sono tanti gruppi nella Chiesa che fanno come i gruppi indipendenti protestanti! Credono di fare una bella esperienza oggi, ma si sono staccati dalla vigna, e dopo i tralci si seccano e saranno bruciati (Gv 15,1-17). Daniele, che cosa dirai a Gesù alla tua morte, che hai seguito Kiko o hai seguito la verità oggettiva spiegata dalla Chiesa di Gesù?

Quest’anno la tempesta, “la violenza del vento” (Mt 14,30), diventerà più forte che la Chiesa e il mondo ha mai visto (Mt 24,21). Senza l’ancora del vero Magistero della Chiesa, senza tenere fissi i tuoi occhi sulla Verità immutabile che è il vero Gesù (Gv 14,6) con umiltà vera, si affonderà come Pietro (Mt 14,30) e non sarà neanche dopo la possibilità di pentirsi come ha fatto San Pietro!

Don Jo

mercoledì 27 settembre 2017

Castronerie gigantesche al secondo scrutinio

Il "secondo Scrutinio" neocatecumenale, così come descritto da una catechista "pentita", è un massacro, durante il quale vengono dette castronerie pazzesche che fanno davvero male alle coscienze. Secondo i suoi superiori gerarchici, cioè i suoi cosiddetti "catechisti", non avrebbe dovuto preoccuparsi: bastava la buona fede e il Signore avrebbe aggiustato tutto.

Immagine che rende l'idea della notte
oscura a cui conduce il cammino
Il tema del secondo scrutinio mi appassiona e non posso non dare la mia esperienza. Sono stata "catechista" del Cammino per molti anni e credo di aver sempre dato il massimo del mio tempo, attenzione e preparazione per ogni catechesi, convivenza ecc.

La mia sincera convinzione era che quella strada fosse la volontà di Dio per me. Eravamo seguiti da un religioso molto in gamba che sapeva infondermi sicurezza soprattutto i primi tempi. Sentivo la responsabilità di ciò che annunciavo e quindi avere in equipe un sacerdote bravo mi consolava.

Ben presto il religioso fu trasferito e noi ci sentimmo persi. I nostri catechisti ci dissero di continuare confidando in Dio che non ci avrebbe mollato.
Vengo al punto.
I secondi scrutini.
Ripetevo ai "catechisti" che gli scrutini erano un massacro, venivano dette delle castronerie gigantesche, facendo veramente del male alle coscienze.
Coloro che venivano scrutinati neanche se ne rendevano conto, ma io sì.
Tornavo a casa scossa profondamente. Non me la sento di farvi esempi altrimenti non finisco più.
Per farla breve quando ne parlai con i miei "catechisti", raccontando cosa succedeva sapete cosa risposero? "Non preoccuparti: basta la buona fede. Il Signore sistemerà tutto". Sono uscita di corsa.


Ed ecco una bella disamina delle risposte preconfezionate dei catechisti agli scrutini (le cosiddette "corbellerie pazzesche") scritta da EX-NC-???
Per le persone che pensano che il Cammino sia un movimento come gli altri e che gli errori siamo frutto della debolezza umana e come tutti i movimenti il Cammino ha anche degli aspetti positivi dedico questi esempi.
Ricordo che la persona risponde ai catechisti di fronte a tutta la comunità.
Negli scrutini:
  • se sei single ed hai una relazione sentimentale ti chiedono se hai rapporti prematrimoniali
  • se rispondi affermativamente ti dicono di pensare al matrimonio. Se uno risponde che non ha lavoro e che sta ancora studiando ti rispondono che si devono fidare di Dio che lui provvederà.
  • se sei sposato ti chiedono, ripeto di fronte a tutti, se hai mai tradito il coniuge. Ci sono mariti o mogli che hanno saputo li davanti a tutti dell'infedeltà del proprio coniuge. Ma ci pensate? Se uno lo fa notare la risposta dei cosiddetti "catechisti" è che in quel momento c'è lo Spirito del Signore e quindi questa verità in quel contesto aiuta la persona a perdonare e ha essere misericordioso e quindi serve per la conversione della coppia.
  • se sei sposato ti viene chiesto se sei aperto alla vita. Se rispondi di no, anche con solide argomentazioni (come l'astinenza), ti rispondono che non ti fidi di Dio e le argomentazioni non sono ascoltate. Inoltre vuol dire che tu vorresti essere il Dio della tua vita, e magari ti dicono che hai qualche idolo. Gli idoli, per loro, sono come il sale, da mettere ogni tanto nell'interrogatorio, oops, scrutinio, alla bisogna.
  • Icona della Trasfigurazione di Kiko.
    I mantelli a forma di becco di Mosè ed Elia
    fanno comparire sullo sfondo
    l'Occhio Onniveggente
  • chiedono se sei fedele al Cammino e se dici che non vai alle celebrazioni perché hai bimbi piccoli o familiari da accudire, ti dicono che hai l'idolo degli affetti e citano (in modo truffaldino) un versetto del Vangelo che dice "chi ama il proprio figlio o genitore più di me non è degno di me"
  • ti chiedono se hai dei avuto problemi con i fratelli di comunità. Se dici di si, non vogliono sapere se hai subito ingiustizie, non vogliono sapere il tuo punto di vista. Ti dicono che devi chiedere scusa al fratello. Se cerchi di controbattere ti citano (in modo ingannevole) un versetto del Vangelo che dice "se un fratello ha qualcosa contro di te lascia l'offerta e vai a riconciliarti con lui".
  • Ti chiedono se ti sei provato con i soldi oppure - a seconda del passaggio - se dai regolarmente la Decima. Se dici di no perché in quel momento sei in difficoltà economiche ti dicono che non ti fidi della provvidenza di Dio. Se poi dici che per un periodo l'hai data ma poi quando hai avuto bisogno non sono sei stato aiutato, ti dicono che la decima va data senza tanti retro-pensieri e si fermano lì, non cercano di capire perché uno nel momento del bisogno non è stato aiutato. Se uno dice che ha dato la decima ma non in comunità ma ad un'altra realtà che aveva in quel momento bisogno (convento, missione, terremotati), ti viene detto che uno deve dare la decima in comunità, dopo se vuole può aiutare anche gli altri. 
  • se si è fatto il passaggio della preghiera ti chiedono se fai tutti i giorni le lodi e se uno è sposato se fa le lodi tutti i giorni con il coniuge. Se uno dice che non recita la preghiera delle lodi ma va tutti i giorni a messa, oppure con il coniuge non fa le lodi ma i vespri perché la mattina per la gestione figli e/o lavoro non è possibile, ti dicono che non sei nell'obbedienza e che se ti sono state consegnate le lodi DEVI fare le lodi. Puoi anche fare il resto come andare a messa tutti i giorni, ma solo dopo aver fatto le lodi.
Una persona si sente di rispondere a tutte queste domande ed altre perché gli è stato inculcato che il non rispondere o dire una bugia vuol dire tacere o mentire a Dio, perché in quel momento i catechisti sono degli inviati di Dio e parlano ed agiscono per conto di Dio.
In tutto questo ci sono gli estremisti che dicono cose intime anche se non richieste esplicitamente. Alcuni dicendo anche peccati sessuali. Non ho mai visto un cosiddetto "catechista" che interrompano questi facinorosi per farli tacere dicendo che quello era ambito del foro interno. 
Io avevo subito un torto lavorativo e mi dissero che un cristiano deve prendersi l'ingiustizia e quindi se avessi iniziato la causa voleva dire che non mi fidavo della giustizia divina ma di quella umana. Addirittura ti dicevano di non ricorrere neanche al sindacato, aderire agli scioperi...
Kiko sfrutta il Family Day
per fare il suo show personale
  • Se il datore di lavoro commetteva un'ingiustizia, ti dicevano che come cristiano dovevi prendertela. Tutto senza specificare caso da caso, senza un minimo di discernimento. Ovviamente il discorso era diverso se ti citavano altri in tribunale, in quel caso ti dicevano che era ovvio che ti dovevi difendere. Ma se tu ricevevi un torto lavorativo o di natura economica non dovevi ricorrere alla giustizia umana. Per reati penali non ho testimonianze dirette o indirette quindi non so dire.
Mi si sono aperti gli occhi per il Family Day. Ci avevano sempre detto di accettare le ingiustizie, di non resistere al male e quindi niente forme di protesta o denuncia rispetto anche a ingiustizie sociali. Poi ci "chiesero" di partecipare in massa al Family Day. C'era da rispondere "non partecipo perché mi fido del Signore e della sua giustizia", ma in quel caso Kiko doveva far vedere la sua forza e quindi il suo peso politico.

lunedì 25 settembre 2017

Kiko nello spirito di Charles de Foucauld

Lettera per tutti coloro a cui può interessare.

Protesta di un membro della fraternità di Charles de Foucauld
(nostra traduzione)


Copia di Yeshivah ebraica
allestita all'interno della Domus Galileae
Alla notizia apparsa su Internet sulla Domus Galileae installata sul Monte delle Beatitudini in Israele, e visto alcuni commenti di protesta, il mio spirito e stato invaso da: un duplice sentimento: uno di non preoccuparmi e di lasciar andare e l’altro di levare la mia protesta e biasimo.

Per dire la verità, è stato quest’ultimo a prevalere.

Però ho voluto dare una giustificazione a questo malessere che mi ha dominato per più giorni. Lo ho incontrato nella seconda lettera a Timoteo, capitolo 4 versetti 1 e 2 che dice:
“Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina”.
Sono così inorridito e scandalizzato che chiedo a Gesù di Nazareth che mi dia luce per dire ciò che per parte mia credo sia un obbligo proclamare.

Lusso sfrenato nella "casa di accoglienza"
allestita "nello spirito di Charles de Foucauld"
È un vero e proprio scandalo e una profonda contraddizione edificare una simile Domus, che è una proclamazione di ricchezza, potere e dominio nel sito da cui Gesù predicò e proclamò le Beatitudini, e parlò dei poveri, tra i poveri e per i poveri, essendo come uno dei più emarginati e disprezzati abitanti di Nazareth.

Ed ancor peggio, si dedica o costruisce la “Casa” senza tener conto dei nostri fratelli palestinesi.

A proposito: questi ultimi sono stati invitati al’inaugurazione di tale edificio? Molti cardinali e vescovi (dicono circa 170) autorità civili, ambasciatori, tutti quelli che hanno a che fare con il potere e molto poco con Gesù di Nazareth e con i poveri.

Tutto cioè mi procura un tal malessere interiore che non ho visto un’ugual cosa contro cui Gesù visse e predicò.

Tutto ciò è, a mio modesto parere, contro il Vangelo.

Rabbini e cardinali amici danzano attorno ai falò
nel cortile della Domus Galileae in onore del messia
(non Gesù, uno venuto un secolo dopo)
E la cosa peggiore è che si sono applicati a pagare e ad erigere una simile costruzione coloro che si chiamano cristiani e fratelli della mia stessa fede.

E, come se non fosse abbastanza, hanno manipolato e mal utilizzato, ingiustamente ed antievangelicamente, la persona e lo Spirito del fratello Carlo de Foucauld.

Perché si vuole fare ciò nel suo nome? Il fratello Carlos, apostolo del nostro tempo, pensò e operò in e per Gesù di Nazareth, in e per i poveri.

Se avessimo l’opportunità di farlo sapere al Fratel Carlo, ci direbbe tante cose da mettere nel terrore coloro che hanno manipolato la sua persona e il suo spirito; tanto che, permettetemi lo sproposito, lo ammazzerebbero come ammazzarono Gesù, indisciplinato per i poveri.

Non so se anche ci sarà qualche cambiamento nelle intenzioni di questi che, avendo conosciuto in gioventù Fratel Carlo, oggi stanno ad anni luce dal suo esempio e dal suo spirito.

Per adorare Gesù nell’Eucaristia non ho bisogno di ricchezze, di grandi e mausolei né di grandi templi, come quella oggi chiamata indebitamente “Domus Galileae”.

Oh Gesù! Dischiudi loro l’intelligenza perché comprendano e capiscano l’azione del tuo spirito questi nuovi interpreti del carisma del Fratel Carlo, che vanno tanto bene con il denaro e tanto male con i poveri.

Fratel Carlo, come Gesù di Nazareth, perdonali perché non sanno quello che fanno. E se lo sanno, scenda su di loro il perdono del Padre.
Mi perdonino coloro che leggeranno le mie parole su questa lettera. La ricchezza e i mausolei come casa di orazione e di accoglienza per l’Eucaristia non vanno né con Gesù né con il suo Vangelo.

Un abbraccio a tutti,

Pepe Escalona Idáñez, Fraternità Secolare Charles de Foucauld di Málaga.

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È molto interessante leggere quale sia l'articolo che ha suscitato la reazione indignata del membro della fraternità secolare di Charles de Foucauld.
Si tratta di un articolo, ancor oggi leggibile nell'edizione inglese di Zenit ma che non ho più potuto rintracciare in quella italiana e spagnola (chissà perché?) a questo link .
Ne traduco una parte:

KORAZIM, Israele, 3 APRILE 2008
Cristo nell'Eucaristia sarà perpetuamente adorato sulla montagna dove proclamò le Beatitudini, grazie ad un monastero dell'adorazione edificato a fianco ad un centro di ritiro del Cammino Neocatecumenale.
Il monastero a fianco del Centro Internazionale Domus Galileae è stato inaugurato il 29 marzo, in un incontro con 170 vescovi e figure chiave fra i laici cattolici neocatecumenali.
Il monastero è costituito da 23 celle che circondano una cappella circolare dove è esposto il SS. Sacramento. Sul tetto c'è una scultura di Kiko Argüello, il fondatore del Cammino Neocatecumenale, che raffigura Gesù e i dodici Apostoli durante la predicazione del Sermone della Montagna.
Il monastero è anche ispirato al Beato Charles de Foucauld, fondatore dei Piccoli Fratelli, che quasi un secolo fa, mentre era a Nazareth, auspicava ci fosse un luogo che permettesse l'adorazione perpetua sulla montagna ove Cristo predicava.
Egli prefigurava una comunità monastica che si dedicasse a imitare la vita segreta di Gesù a Nazareth.
Come segno concetto di comunione con il fondatore dei Piccoli Fratelli, una reliquia e del Beato Charles de Foucauld, è posta sotto l'altare della cappella circolare.


Negli articoli italiani sull'inaugurazione della cappella, scompare il "monastero" ed ogni riferimento a Charles de Foucauld e la cappella viene definita "moderno complesso architettonico, comprendente 20 cellette e un colonnato formato di sette colonne con archi che rappresentano i Sacramenti."
Evidentemente, lo scandalo per aver tirato per la giacca addirittura il beato de Foucauld attribuendogli la paternità di un "monastero neocatecumenale" inserito nel lusso della Domus, è stato immediato e ha consigliato, come al solito, di nascondere le prove della gaffe sotto il tappeto, come continuamente fa questo itinerario di fede che ama un po' troppo il lusso e la menzogna, e troppo poco la semplicità e la verità.

sabato 23 settembre 2017

Habemus Papam! (Parte II)

Aggiorniamo con nuove chicche la carrellata iniziata nell’articolo Habemus Papam! per continuare a riflettere, al di là di tutta la falsa propaganda che circola tra i camminanti, se effettivamente il cammino neocatecumenale, nella sua vera essenza, sia così vicino ai messaggi di Papa Francesco, come i neocatecumenali amano millantare.


Che pazienza che ci vuole!
Iniziamo riflettendo sull’OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO in Piazza San Pietro il 4 Giugno 2017 - Santa Messa nella solennità di Pentecoste:
Per fare questo è bene aiutarci a evitare due tentazioni  ricorrenti. La prima è quella di cercare la diversità senza l’unità. Succede quando ci si vuole distinguere, quando si formano schieramenti e partiti, quando ci si irrigidisce su posizioni escludenti, quando ci si chiude nei propri particolarismi, magari ritenendosi i migliori o quelli che hanno sempre ragione. Sono i cosiddetti “custodi della verità”. Allora si sceglie la parte, non il tutto, l’appartenere a questo o a quello prima che alla Chiesa; si diventa “tifosi” di parte anziché fratelli e sorelle nello stesso Spirito; cristiani “di destra o di sinistra” prima che di Gesù; custodi inflessibili del passato o avanguardisti del futuro prima che figli umili e grati della Chiesa. Così c’è la diversità senza l’unità. La tentazione opposta è invece quella di cercare l’unità senza la diversità. In questo modo, però, l’unità diventa uniformità, obbligo di fare tutto insieme e tutto uguale, di pensare tutti sempre allo stesso modo. Così l’unità finisce per essere omologazione e non c’è più libertà. Ma, dice San Paolo, «dove c’è lo Spirito del Signore, c’è libertà» (2 Cor 3,17).”

Prove generali di
uscita dalla parrocchia
Che buffo: possiamo notare facilmente che, pur parlando di due tipi di attitudini opposte, in entrambi i casi il cammino esce piuttosto malconcio dal confronto con questi passaggi.

Quel “Quando ci si vuole distinguere, ecc..” è un discorso fotocopia a quello fatto ai neocatecumenali il 18 marzo 2016 quando il Papa metteva in guardia dai rischi del non “vigilare sul carisma” (l’ha detto il Papa, non lo diciamo noi), qui diventa anche più diretto con “l’appartenere a questo o a quello prima che alla Chiesa” che sappiamo benissimo essere un problema dei neocatecumenali in genere e dello stesso Argüello in particolare, che infatti senza problemi contempla la possibilità di uscire dalle parrocchie. 

Il Papa poi parla del rischio opposto, ossia dell’uniformità, dell’omologazione e della mancanza di libertà. Non è proprio il cammino lo sfornatore per eccellenza di cristiani cosiddetti adulti, tutti uguali? Ad esempio tutti dediti alla pratica della preghiera ma se e solo se così come deciso dagli iniziatori, altrimenti “non sarebbe fedele al carisma”; tutti che bollano come “religiosità naturale” qualunque forma di devozione non passi direttamente dai cosiddetti catechisti; tutti con un vocabolario proprio incomprensibile agli esterni al Cammino, con regolette e prassi che arrivano a determinare senza possibilità di alternative la vita materiale e spirituale dei camminanti come mai la Chiesa si sognerebbe di fare proprio in nome della libertà e del discernimento personale (come vivere l’elemosina, come vivere il digiuno, come vivere la paternità responsabile, come comportarsi in caso di ingiustizia subita, e perfino come impostare la voce, come imbracciare la chitarra e come pregare ad alta voce per tacere d’altro…).

Che altro c’è da dire, chapeau, il cammino con il suo stile riesce a presentarsi come il contrario di quello che propone il Papa persino quando il Papa parla di due atteggiamenti in teoria opposti, ma nella pratica complementari perché fare bene il cammino è proprio questo: distinguersi dal resto della Chiesa (e possibilmente del mondo), e annullarsi al proprio interno.

Ma chi l'ha detto che il Cammino
tende a omologare le persone?
Ma cambiamo argomento, che ci sono cose più urgenti a cui pensare, ad esempio il tema della "santità" degli iniziatori. Sappiamo tutti che il Papa, o meglio il Papa-secondo-il-cammino, è sempre stato un grande, grandissimo fan del duo Kiko e Carmen, e uno dei primi sponsor della loro canonizzazione. Quale camminante degno di questo nome non ricorda con un pizzico di commozione la Convivenza di inizio corso 2015-2016 e più precisamente la leggenda narrata nella giornata di Domenica, leggenda riportata senza un minimo di riscontro oggettivo come nella miglior tradizione, incorporata in una storia improbabile, avvincente e a tratti esilarante, di un messaggero a piedi sotto la pioggia per non so quanti chilometri portatore della notizia che il Papa avrebbe detto ai Vescovi domenicani, tra le altre cose, di essere certo che Kiko è un santo?

Il particolare che incuriosisce non poco è che questa esternazione del Papa (riportata solo ed esclusivamente da fonti neocatecumenali, ricordiamolo sempre), sembra stridere un po’ con quanto lo stesso Papa ha tenuto a sancire con il Motu Proprio dell’11 Luglio 2017 MAIOREM HAC DILECTIONEM, in cui ha deciso di modificare l’Art. 36 delle Normae servandae in inquisitionibus ab Episcopis facendis in Causis Sanctorum in tal modo:
Sono proibite nelle chiese le celebrazioni di qualunque genere o i panegirici sui Servi di Dio, la cui santità di vita è tuttora soggetta a legittimo esame. Ma anche fuori della chiesa bisogna astenersi da quegli atti che potrebbero indurre i fedeli a ritenere a torto che l'inchiesta, fatta dal vescovo sulla vita e sulle virtù, sul martirio o sull’offerta della vita del Servo di Dio, comporti la certezza della futura canonizzazione dello stesso Servo di Dio”.
Santino sanCarmen - Versione 1 (poco solenne)



Santino sanCarmen 2.0 - Versione definitiva
Cioè, il Papa-secondo-il-cammino parla con tale leggerezza della santità di Kiko come se fosse un fatto assodato (“una cosa certa” sono le parole che gli sono state attribuite nel racconto della convivenza) mentre il Papa-della-vita-reale fa un atto ufficiale proprio per condannare leggerezza e faciloneria su questi temi. Un cattolico quale Papa dovrebbe seguire?

Ma camminanti, facciamo uno sforzo di immaginazione in più. Senza voler malignare sull’ipotesi (comunque non da escludere a priori) che il Papa abbia voluto intervenire su questi temi proprio a seguito di quello che sta succedendo in cammino; anche solamente e semplicemente prendendo atto di questa Sua posizione espressa così chiaramente, come pensate che il Papa risponderebbe se gli si chiedesse cosa pensa della pre-canonizzazione in atto di Carmen che sta avvenendo sotto gli occhi di tutti?

Forza, ragazzi, altrimenti
non si può cominciare
Parliamo di santini stampati (con immagine photoshoppata e tanto di preghiera già composta per l’occasione intitolata alla santa), gigantografie "santa subito" (vedi foto) esposte come immagini sacre, novene in occasione dell’anniversario, inviti a chiedere intercessioni alla defunta, racconti a destra e a manca di presunti miracoli già avvenuti, dichiarazioni di certezza di santità in occasioni pubbliche (“santa di categoria superiore nella lettera di Kiko ai camminanti di maggio 2017, la celeberrima frase pronunciata a Trieste in occasione della presentazione del suo libro: Tu pensi che mi canonizzeranno? Carmen senza dubbio, dopo i suoi scritti”) e chi più ne ha chi ne metta?

Ora, è evidente che a Kiko le indicazioni del Papa fanno un baffo come sempre, e i camminanti che lo seguono coscientemente idem, ma un pochino di imbarazzo?

Infine, citiamo l’intervista di Andrea Tornielli del 31agosto 2017, nella quale ci preme sottolineare questo passaggio: 
C'è un grande pericolo per i predicatori, quello di cadere nella mediocrità. Condannare solo la morale - la prego di perdonare l'espressione - “sotto la cinturaˮ. Ma degli altri peccati, quali l'odio, l'invidia, l'orgoglio, la vanità, l'uccisione dell'altro, prendere la vita, non se ne parla. Entrare nella mafia, fare accordi clandestini... “Sei un buon cattolico? Allora dammi l'assegnoˮ.
Che ne dite, chi conosce il cammino sa perfettamente e non può negare che in comunità, sebbene si condannino apparentemente tutti i peccati, c’è una sorta di gerarchia per la quale si tende sempre a concentrarsi (sia negli esempi riportati nelle catechesi, sia nelle focalizzazioni dei discorsi nel corso degli scrutini) sui peccati sessuali, mentre si alimenta una certa indulgenza compiaciuta su tutti gli altri. Ad esempio il peccato di ira si annulla se “in verità e per correzione fraterna”, così come i peggiori giudizi e le malignità, se si conclude la frase con “La pace”. È vero o non è vero?

E poi quella citazione finale sull’assegno, come se fosse un indicatore di fede. Cosa vi fa venire in mente? Un indizio? Inizia dal secondo passaggio e non è menzionata nello Statuto…
"E io avrei dovuto scrivere
la Prefazione ai Diari di Carmen?"

giovedì 21 settembre 2017

Piccole confessioni di una catechista di alto livello

Un lettore del blog ci ha trasmesso il contenuto di una conversazione avuta con la propria ex-"catechista" neocatecumenale, la quale incidentalmente è anche la madre della sua ex-ragazza. L'oggetto della conversazione è un chiarimento da lui richiesto alla catechista riguardo a una lite apparentemente grave accaduta durante un colloquio fra loro.

Per ulteriori dettagli sulla vicenda rimandiamo al commento dell'anonimo lettore: [clicca qui, neocatekiko pigrone!]

Non entriamo nel merito delle questioni discusse nella conversazione, non ci interessano minimamente, ma mettiamo invece in evidenza alcuni degli errori neocatecumenali più volte denunciati sulle pagine del blog, tranquillamente ribaditi dalla donna durante la conversazione. Chiunque parli con un cosiddetto "catechista" neocatecumenale si ritroverà di fronte a quello stesso metodo, quelle stesse risposte.

Ecco dunque alcuni passi salienti.

1. Il cammino è infallibile, lo Statuto è un certificato di santità passata, presente e futura di qualsiasi vaccata.
Ragazzo: «...a luglio mi avevi detto che anche tu potevi sbagliare, no? E io ti dissi: "il Cammino stesso può sbagliare, perché è stato bocciato due volte." Non è vero? Sta scritto sui libri di storia---»
Catechista: «Se vogliamo continuare con il Cammino, tu il Cammino a me non me lo devi toccare per niente, perché quello è un dono dello Spirito Santo che è stato approvato dalla Chiesa e tu non hai niente da metterci! Tu sei andato sui siti, sulle cose... A me di queste cose non me ne frega un cavolo!»
R: «[...] anche il Cammino stesso ha sbagliato, durante la [sua] storia è stato bocciato due volte su tre, quindi magari si poteva sbagliare... tu mi dicevi che questo io non potevo dirtelo---»
C: «tu non ci devi entrare in queste cose!»
R: «ma non ero un catecumeno allora?»
C: «tutte le realtà passano per la purificazione, e se è stato ammesso la terza volta sai che significa questo? Che veniva dallo Spirito Santo. Una cosa che è ammessa, basta. Tu invece l'hai fatto con l'atto[?] di ferire, perché tu XXX ce l'hai! [con il Cammino]...»
R: «Io ho soltaNeodogmanto detto, magari tu puoi sbagliare, uno perché tu stessa me lo dicesti a luglio---»
C: «si ma tu non puoi strumentalizzare un detto! [si altera] Puoi sbagliare su un'altra cosa ma sul Cammino, tu non avevi... ecco adesso mi fai incaz... un'altra volta! Sul Cammino... c'è la Chiesa che ha dato una sentenza! Chi sei tu?
[...] noi fuori del Cammino non abbiamo detto mai che siamo dei cristianoni arrivati. Quando ci presentiamo alle comunità sempre abbiamo detto... noi quando ci dicono "Eh voi andate in comunità!" sai come rispondiamo? Noi andiamo in comunità perché abbiamo bisogno, perché siamo peggio di quelli che non ci vanno...»
(dopo alcuni momenti di ulteriore lite sullo stesso argomento, la catechista scivola su un pensiero molto interessante)

2. Nel cammino i preti non contano niente; le prerogative sacerdotali, come la direzione spirituale, sono usurpate da catechisti laici senza nessuna preparazione.
R: «Tu mi dicesti: "sono la catechista di Don XXX, quello che ti disse lui scordatelo e vai avanti". Per me, hai più potere di Don XXX.»
C: «Eh, no! Tu mi stai a dire di Don XXX che non sa la storia, non sa niente, non ha...»
R: «No, Don XXXX sapeva tutto. Ad Agosto gli dissi, Don XXX ho un problema a fare il cammino e lui mi disse---»
C: «Ma tu lo sai che viene dai laici? che il Cammino viene dai laici? Lo conosci XXXX [nomina un catechista itinerante]»
R: «Si, ma se il prete ti legge una parola, ti dà una parola---»
C: «Eh ma tu non ti puoi scegliere di andare a parlare con il prete---»
R: «Ma se stavamo in pellegrinaggio! Ma dico, uno non può andare a parlare con un prete...»
(il ragazzo a questo punto chiede alla catechista perché, pur avendo inizialmente richiesto ella stessa di parlare con loro, in qualità di catechista, dei problemi di coppia della propria figlia e del suo fidanzato, abbia poi ritrattato e fatto prevalere i propri diritti di madre davanti alla confessione di un peccato mortale contro il sesto comandamento, commesso dal ragazzo con la figlia)

3. Negli scrutini i catechisti violano sistematicamente il foro interno insistendo particolarmente sui peccati sessuali, anche quando si tratta dei propri congiunti. Questa pratica, secondo loro, sarebbe "approvata dalla Chiesa".
R: «al catechista queste cose si devono dire tu me l'hai insegnato»
C: «NO»
R: «come? ma quando tu chiedi se uno ha fatto sesso con quella ragazza---»
C: «no, te l'ho detto prima! c'è un foro interno, certe cose si possono dire a---»
R: «ma come? A XXXX gli avete chiesto quante volte aveva fatto sesso con il suo ragazzo, non è lo stesso foro interno?»
C: «tu adesso vuoi ritornare in quelle cose là, tu adesso vuoi farmi dire---»
R: «voi mi avete detto che uno quelle cose le deve dire... voi mi avete sempre detto che per essere giudicato bene dallo Spirito di Dio, dal catechista---»
C: «Si, ma con che spirito l'hai detto, per farmi saltare?»
(la discussione continua con un battibecco, nel quale i due reciprocamente si accusano di aver provocato la lite, dopo alcuni minuti, il discorso ritorna all'origine del problema, ovvero il fatto che la madre-catechista si è intromessa nella relazione di questi due giovani ed è esplosa alle critiche del ragazzo riguardanti il Cammino. Le reciproche accuse sono sfiancanti e per ovvi motivi vengono omesse in questo articolo: non ci interessa entrare nel merito della ragione o del torto, delle piccinerie e dei dispetti dell'una o dell'altra parte. È interessante invece commentare la reazione della catechista alle accuse mosse dal ragazzo a riguardo dello Statuto del Cammino)

4. Solo gli aderenti al Cammino, e solo se di alto rango, hanno il discernimento. Nessuno può giudicare il Cammino o il comportamento dei suoi intoccabili catekikisti, la vera corte di Kiko.
C: «...e dopo hai cominciato ad attaccare il Cammino, e quando io ho detto: "che ne sai tu del Cammino?!" tu mi hai risposto: "si, si e perché solo tu che sei catechista sai?" Io, Io e hai cominciato ... e non ti si fermava più---»
R: «...vi hanno corretto lo Statuto, ti ho detto---» 
C: «non ti fermavi più e allora io ti ho detto: "Chi ca... sei tu per venire a dire a me queste cose, che sono 44 anni [che sono catechista]---»
R: «Ah, allora te lo ricordi bene!»
C: «Si, me lo ricordo bene, e non ti dovevo chiedere scusa per quello. Potevo chiederti scusa per il metodo, ma di quello che hai detto [le critiche al cammino], non l'ho accettato per niente. Io non l'ho accettato per niente! [...] non ti giustifica, dire male del cammino! »
5. Se fallisci nel Cammino la colpa è tua. Seguire il Cammino (movimento laico) rientrerebbe addirittura nella volontà di Dio, come fossa una vocazione.
C: «...tu il Cammino non l'hai fatto seriamente e non ti diamo una colpa. Non ce l'hai fatta, sta a posto. Non era nella volontà di Dio.»
R: «quando io dicevo pure a te e pure a lei: "non me la sento di farlo più [il Cammino] perché non ci trovo nulla di buono e voi mi avete detto "continuate a farlo, continuate"»
C: «infatti ti ho detto, fai almeno il secondo passaggio»
R: «ma fare il secondo passaggio vuol dire sei anni!»
C: «embé? perché no? il secondo passaggio è una tappa dove o si entra o si esce!»
6. Il Cammino comanda sugli affetti, il fidanzamento è valido solo fra aderenti. Il matrimonio è a tre: lui, lei e l'esigentissimo dio-cammino, del quale ci si deve addirittura "innamorare".
C: «...tu mi dici: "perché mi hai detto insisti"... che se tu ti innamoravi del Cammino, mia figlia restava con te ... tu ti sei sentito pressato... ma ricordati che l'ho fatto perché lei era contenta. [...] lei che è entrata lì [nel Cammino] e che vive... lei che ne è convinta, come quelli che fanno il Cammino se no se ne vanno, ha visto che con te non ci poteva condividere tante cose...»
R: «...ma se lei mi avesse parlato, mi avesse detto queste cose---»
C: «...no, lei con buona intenzione, ha sperato fino alla fine, che tu---»
R: «...eh, questa è da una parte buona intenzione, dall'altra parte anche un minimo di egocentrismo! [...] Sapeva che nel frattempo io stavo buttando anni e anni là dentro!»

mercoledì 20 settembre 2017

"Ogniqualvolta" parte la propaganda kikiana...

Mons. Isao Kikuchi
Lo scorso 14 settembre 2017 il Papa ha inviato ai vescovi giapponesi una lettera di esortazioni. Spieghiamo qui sotto perché i neocatecumenali, mentendo, la spacciano come una loro vittoria.

Sintetizziamo anzitutto gli otto paragrafi della lettera (per chi vuole verificare, il testo completo è disponibile sul sito web del Vaticano):
  1. il cardinal Filoni è latore della lettera;
  2. il Papa loda i martiri della fede cattolica del Giappone;
  3. il Papa ringrazia i vescovi giapponesi per il loro impegno missionario;
  4. li esorta a cercare operai per la vigna del Signore;
  5. conosce i problemi della società giapponese e sa che non si risolvono solo con le parole;
  6. sottolinea la necessità di una buona formazione sacerdotale e religiosa;
  7. dice che «i movimenti ecclesiali... possono essere di aiuto»;
  8. benedice i vescovi augurando loro operai per la vigna del Signore.
Per chi non ci avesse fatto caso:
  • la lettera non parla del Cammino Neocatecumenale;
  • la lettera non comanda qualcosa a riguardo dei movimenti ecclesiali;
  • la lettera non impone alcunché ai vescovi giapponesi.
In Giappone sono presenti da vari decenni diversi movimenti ecclesiali.

Come al solito i neocatecumenali gente fanatica, abilissima a mentire, malata di presunzione») tentano la furbata e sparano la solita sequenza di menzogne della propaganda kikiana:
  1. la lettera riguarderebbe direttamente il Cammino Neocatecumenale;
  2. il Papa esigerebbe che i vescovi giapponesi cambino idea sul Cammino;
  3. dunque il Cammino deve imporsi di nuovo in Giappone.
L'urgenza di tali menzogne neocatecumenali deriva dalla tremenda sconfitta di Kiko e del Cammino quando i vescovi giapponesi chiusero d'autorità il seminario neocatecumenale Redemkikos Mater di Takamatsu nel 2008. I singoli vescovi giapponesi, a loro discrezione, vietarono le "catechesi iniziali" e la costituzione di nuove comunità neocat.
Si vedano ad esempio un intervento dell'arcivescovo di Tokyo, del vescovo di Takamatsu, del vescovo emerito di Takamatsu, e del vescovo suo predecessore; anche il nunzio apostolico in Giappone dell'epoca elevò critiche al Cammino.

La chiusura del seminario neocatecumenale ha avuto lunghi strascichi e la notizia che Benedetto XVI avrebbe voluto più tempo per riflettere sulla questione venne trasformata nelle redazioni dei giornali in una vittoria del Cammino. I vescovi giapponesi incontrarono Benedetto XVI a gennaio 2012 pochi giorni prima che il cardinal Burke evidenziasse la truffa dell'autoapprovazione della liturgia neocat.
Contro tali menzogne neocatecumenali è sceso in campo mons. Kikuchi, vescovo di Niigata e presidente della Caritas giapponese, che in un'intervista ad AsiaNews ha detto che «uno» dei movimenti ecclesiali (che la redazione di AsiaNews ha identificato nel Cammino Neocatecumenale) è da tempo una «questione irrisolta» perché i suoi adepti «creano divisione tra le piccole comunità di cattolici» ed anche perché il loro modus operandi non viene discusso coi vescovi locali.

In particolare mons. Kikuchi ha fatto notare una stranezza - di quelle stranezze che avvengono sempre quando c'è di mezzo il Cammino (cfr. ad esempio mons. Mizobe e l'udienza del 13 dicembre 2010).
Nell'intervista ha detto: «Pensavo che ci sarebbe stato l’annuncio della visita del papa in Giappone, ma non c’era. E questo ha creato un piccolo disappunto».
Anche se nel testo italiano esordisce con «pensavo», è evidente che è molto più di un'opinione personale, e che ai vescovi giapponesi era stata davvero ventilata l'idea di una visita del Papa: la presenza del Filoni sembrava il momento migliore per annunciarla. Invece il Filoni si è limitato a leggere in italiano la lettera di esortazioni del Papa (che i vescovi già conoscevano, avendola già tradotta in giapponese sul sito ufficiale della loro Conferenza Episcopale). Perché l'equivoco sulla visita del Papa? Era forse un'esca per attirare tutti i vescovi a Tokyo e far pesare la lettera come un pressante invito del Papa a lasciare campo libero al Cammino? Capirete che il disappunto è «piccolo» in senso ironico...

Per questo il vescovo Kikuchi ha avvertito il bisogno di chiarire nella stessa intervista che «questi movimenti, qualunque essi siano, spesso creano divisione fra le piccole comunità di cattolici in molti posti di un Paese come il Giappone... [...] Noi speriamo soltanto che questi movimenti abbiano il coraggio e la volontà di discutere il loro modus operandi delle loro attività con i vescovi locali».

Insomma, i vescovi giapponesi non hanno cambiato parere sul Cammino poiché il Cammino ancor oggi rifiuta di essere al servizio dei vescovi.

E in ogni caso la lettera del Papa non ha chiesto loro di cambiare parere.

Ieri mons. Kikuchi ha commentato sul suo blog la visita di Filoni negli stessi termini dell'intervista già citata ed ha espresso riconoscenza al Papa per i singoli temi della lettera. Ma per quanto riguarda i "movimenti ecclesiali" ha aggiunto:
Non intendo ribadire ancora una volta la posizione ufficiale della diocesi di Niigata, ma è compito del vescovo decidere in che modo vadano valorizzati i movimenti ecclesiali riguardo all'evangelizzazione e nelle parrocchie. Nelle singole parrocchie, infatti, va fatta in comunione con i sacerdoti, i consacrati e i fedeli. Come già indicato dal Papa, i movimenti ecclesiali coi loro carismi sono un dono importante per l'intera Chiesa universale, ma è non è possibile considerarli automaticamente vantaggiosi per qualsiasi comunità ecclesiale di qualsiasi regione. In futuro chiederò di conoscere al riguardo i giudizi dei singoli parroci e in comunione con le comunità parrocchiali tenendo presenti le circostanze locali e la situazione delle parrocchie. La posizione ufficiale della diocesi di Niigata resta la stessa espressa qui il 1° febbraio 2011.
La posizione espressa il 1° febbraio 2011 contiene sostanzialmente le stesse considerazioni di mons. Mizobe già tradotte qui. In più mons. Kikuchi aggiunge:
Siamo a conoscenza del fatto che le attività [del Cammino] sono state accettate in molte diocesi del mondo. [...] Ma allora perché nelle parrocchie giapponesi sono nati conflitti, confusione e divisioni durante vent'anni, cioè fin da quando era stato fondato il seminario [di Takamatsu]? Ed hanno coinvolto ampiamente fedeli, religiosi e sacerdoti. Penso sia necessario chiarire che l'avere successo in una parrocchia di un altro paese non significa la possibilità di avere esattamente lo stesso successo anche in Giappone. Del resto ho avuto notizia che ci sono parrocchie nel mondo dove [a causa del Cammino] avvengono gli stessi problemi registrati nelle parrocchie giapponesi.

[...] Anche nella diocesi di Niigata ci sono membri del Cammino sparsi in diverse comunità parrocchiali. [...] Adottare o no il Cammino come itinerario di formazione è una decisione che spetta al vescovo. Al momento non intendo adottare, e non considererò l'adozione in un prossimo futuro. Come già indicato nella mia prima lettera pastorale, "Per promuovere la fede in questa chiesa locale che è la diocesi di Niigata non sono d'accordo ad affidare la formazione a qualche itinerario prestabilito o esercizi specifici". Questa resta la mia idea di base. Se consideriamo lo stato attuale della diocesi di Niigata, ogni parrocchia è una piccola comunità. Per cui è più appropriato che le parrocchie procedano insieme nella comprensione reciproca piuttosto che dividersi ulteriormente in gruppetti ancora più piccoli. [...] Per lo stesso motivo per la liturgia quotidiana e della Settimana Santa pensiamo che non sia appropriato per le nostre parrocchie celebrare liturgie diverse e separate dalla comunità parrocchiale. [...]