domenica 9 luglio 2017

Habemus Papam!

“Il Papa ci loda”, “Il Papa ci approva”, “Il Papa quando dice di aprire le porte si riferisce alle nostre missioni in piazza”, “Il Papa ha chiesto al seminarista di andare da Kiko a dirgli che gli vuole bene e deve stare tranquillo”, “Il Papa ha detto che la Chiesa deve al cammino la Notte Santa!” fino all’epocale: “Il Papa ha detto ai vescovi domenicani che si possono dire molte cose sul cammino neocatecumenale, ma una cosa certa è che Kiko è santo!”, sono le posizioni fatte circolare più o meno ufficialmente nella vulgata neocat a proposito dell’attuale Pontefice (ufficiosamente, invece, serpeggiano perplessità e critiche più o meno velate), e il suo nome in alcuni casi, come un passepartout, viene inserito nei volantini promozionali delle Cento Piazze, degli inviti alle catechesi e anche nelle lettere di invito alla Missione estiva due a due.

Tale vulgata ufficiale, ovviamente, come ogni tormentone neocatecumenale, ha un’origine ben precisa: non fatti e parole documentabili tratte da fonti imparziali, ma semplicemente asserzioni dei vertici del cammino, incontestabili in quanto tali, fatte ricascare a pioggia su tutti gli adepti con il tramite dei catechisti e responsabili nelle occasioni delle convivenze di riporto e degli annunci.
Cerchiamo per una volta di cambiare metodo, e cerchiamo, analizzando alcune esternazioni autentiche e verificabili di Papa Francesco di provare a farci un’idea su come DAVVERO il Papa consideri gli aspetti fondamentali del cammino neocatecumenale, ve la sentite, vero? Sono tutti argomenti che sono già stati affrontati approfonditamente sul blog, ma forse riordinandoli tutti insieme potranno dare nuovi importanti spunti di riflessione...

Neocatecumenale, ce l'ho con te!
Cominciamo dal 1° FEBBRAIO 2014, Discorso del Santo Padre Francesco ai rappresentanti del cammino neocatecumenale, riportando gli estratti di quelle che sono state definite come le famose 3 tirate d’orecchio, di cui comunque abbiamo già parlato diffusamente:
Il Cammino ha un proprio carisma, una propria dinamica, un dono che come tutti i doni dello Spirito ha una profonda dimensione ecclesiale; questo significa mettersi in ascolto della vita delle Chiese nelle quali i vostri responsabili vi inviano, a valorizzarne le ricchezze, a soffrire per le debolezze se necessario, e a camminare insieme, come unico gregge, sotto la guida dei Pastori delle Chiese locali. La comunione è essenziale: a volte può essere meglio rinunciare a vivere in tutti i dettagli ciò che il vostro itinerario esigerebbe, pur di garantire l’unità tra i fratelli che formano l’unica comunità ecclesiale, della quale dovete sempre sentirvi parte.
Tradotto: al Papa non importa un fico secco di tutte le assurde imposizioni e impostazioni formali del cammino (quelle fissazioni che i vostri catechisti cercano di inculcarvi etichettandole come “fedeltà al carisma”), quel che conta è la comunione ecclesiale. Vi sembra che in questi ormai 3 anni trascorsi il Cammino abbia modificato uno iota delle proprie prassi a favore di questa importante indicazione del Papa? Vogliamo parlare di come facilmente si grida alla persecuzione se solo un Parroco, un Vescovo o un Cardinale osa provare a intromettersi e dare indicazioni che si discostano anche minimamente dalle linee degli iniziatori? A più di 10 anni dalla Lettera di Arinze non si è riusciti ancora ad ottenere che ci si comunichi nei modi previsti in tutta la Chiesa, no, per dire…
Reazione neocatecumenale alla Lettera di Arinze
Un’altra indicazione: dovunque andiate, vi farà bene pensare che lo Spirito di Dio arriva sempre prima di noi. Questo è importante: il Signore sempre ci precede! Pensate a Filippo, quando il Signore lo invia per quella strada dove incontra un amministratore seduto sul suo carro (cfr At 8,27-28). Lo Spirito è arrivato prima: lui leggeva il profeta Isaia e non capiva, ma il cuore ardeva. Così, quando Filippo gli si avvicina, egli è preparato per la catechesi e per il Battesimo. Lo Spirito sempre ci precede; Dio arriva sempre prima di noi! Anche nei posti più lontani, anche nelle culture più diverse, Dio sparge dovunque i semi del suo Verbo. Da qui scaturisce la necessità di una speciale attenzione al contesto culturale nel quale voi famiglie andrete ad operare: si tratta di un ambiente spesso molto differente da quello da cui provenite. Molti di voi faranno la fatica di imparare la lingua locale, a volte difficile, e questo sforzo è apprezzabile. Tanto più importante sarà il vostro impegno ad “imparare” le culture che incontrerete, sapendo riconoscere il bisogno di Vangelo che è presente ovunque, ma anche quell’azione che lo Spirito Santo ha compiuto nella vita e nella storia di ogni popolo.
Tradotto: Basta con l’insopportabile presunzione di essere i depositari unici, assoluti e incontrastati dell’azione dello Spirito Santo. Basta ritenersi elite nella Chiesa, sempre convinti che l’incontro con l’altro sia un dare e mai un ricevere, perché si dà per scontato che gli “altri” non abbiano nulla (ipse dixit). E basta con queste missioni assurde, improvvisate, nelle quali si ritiene che la conoscenza linguistica e culturale siano questioni secondarie perché l’unica cosa che conta davvero è conoscere a memoria il verbo kikiano. Ricordate quel discorso assurdo di Kiko che diceva che proprio la non conoscenza linguistica degli inviati costituiva la precarietà necessaria per incarnare lo spirito missionario? Vi sembra che da allora sia cambiato qualcosa?
E infine, vi esorto ad avere cura con amore gli uni degli altri, in particolar modo dei più deboli. Il Cammino Neocatecumenale, in quanto itinerario di scoperta del proprio Battesimo, è una strada esigente, lungo la quale un fratello o una sorella possono trovare delle difficoltà impreviste. In questi casi l’esercizio della pazienza e della misericordia da parte della comunità è segno di maturità nella fede. La libertà di ciascuno non deve essere forzata, e si deve rispettare anche la eventuale scelta di chi decidesse di cercare, fuori dal Cammino, altre forme di vita cristiana che lo aiutino a crescere nella risposta alla chiamata del Signore.
Qui abbiamo raccolto diverse testimonianze di ex fratelli che hanno deciso di lascare il cammino e TUTTI concordano nell’aver avuto problemi proprio per aver incontrato ostilità, pressioni, mancanza di rispetto e molto spesso di essere stati oggetto di damnatio memoriae.
Ma del resto, per chi conosce le dinamiche del cammino questo è più che comprensibile: come potrebbe mai il cammino rispettare la scelta verso altre forme di vita cristiana se tuttora continua a considerarsi l’unica possibilità di fede autentica? Don Fabio Rosini ce lo vogliamo dimenticare? Kiko ha poi fatto un passo indietro e chiesto scusa?
Neocatecumenali, pensate che il Papa abbia sparato parole a caso o piuttosto le sue parole non sembrano risposte precise e puntuali alla fotografia esatta di alcuni dei peggiori aspetti del neocatecumenalesimo?

18 MARZO 2016, Discorso del Santo Padre Francesco ai rappresentanti del cammino neocatecumenale
A distanza di oltre due anni, il Papa ci riprova; questa volta per variare, invece delle tirate d’orecchio, decide di sottolineare tre parole che il Vangelo vi ha appena consegnato, come un mandato per la missione: unità, gloria e mondo.” Ma misteriosamente il discorso torna a vertere sugli stessi temi di due anni prima.
Come mai? Ecco alcune chicche:
Ma il carisma può deteriorarsi quando ci si chiude o ci si vanta, quando ci si vuole distinguere dagli altri.
E ancora:
Questa è la fecondità della Chiesa, che è Madre: non è una organizzazione che cerca adepti, o un gruppo che va avanti seguendo la logica delle sue idee, ma è una Madre che trasmette la vita ricevuta da Gesù. Questa fecondità si esprime attraverso il ministero e la guida dei Pastori. Anche l’istituzione è infatti un carisma, perché affonda le radici nella stessa sorgente, che è lo Spirito Santo. Lui è l’acqua viva, ma l’acqua può continuare a dare vita solo se la pianta viene ben curata e potata. Dissetatevi alla fonte dell’amore, lo Spirito, e prendetevi cura, con delicatezza e rispetto, dell’intero organismo ecclesiale, specialmente delle parti più fragili, perché cresca tutto insieme, armonioso e fecondo.
Organizzazione che cerca adepti? Gruppo che va avanti secondo la logica delle sue idee? Prendetevi cura dell’intero organismo ecclesiale? Neocatecumenali, in coscienza, cosa vi dice CONCRETAMENTE questa parola? Vi sentite allineati a queste indicazioni papali?
Così anche la Madre Chiesa è feconda quando imita l’amore misericordioso di Dio, che si propone e mai si impone. Esso è umile, agisce come la pioggia nella terra, come l’aria che si respira, come un piccolo seme che porta frutto nel silenzio. Chi annuncia l’amore non può che farlo con lo stesso stile di amore.
Neocatecumenali, sul serio vi sembra che il Papa inneggi allo stile delle 100 piazz(at)e o della missione in generale nell’inconfondibile stile nc?

Ma cambiamo argomento: 19 GENNAIO 2015, Conferenza stampa del Santo Padre durante il volo di ritorno dalle Filippine:
Questo non significa che il cristiano deve fare figli in serie. Io ho rimproverato alcuni mesi fa una donna in una parrocchia perché era incinta dell’ottavo dopo sette cesarei. “Ma Lei vuole lasciare sette orfani?”. Questo è tentare Dio. Si parla di paternità responsabile. Quella è la strada: la paternità responsabile. Ma quello che io volevo dire era che Paolo VI non ha avuto una visione arretrata, chiusa.
Non so se sia documentabile il fatto che questa frase sarebbe stata rivolta proprio a una neocatecumenale, ma questo sposta di poco il discorso. Trattasi di fatto oggettivo che in cammino si propone un concetto molto diverso di paternità responsabile e spesso proprio in cammino, con il beneplacito dei catechisti, si trovano situazioni di gravidanze numerose, anche al limite del buon senso e della prudenza umana. Bene, semplicemente, il Papa non è d’accordo.

Nella stessa AMORIS LAETITIA, l’Esortazione Apostolica del 19 MARZO 2016, qualora rimanessero ancora dei dubbi, il Papa rincara la dose nel capitolo 5, paragrafo 167
167. Le famiglie numerose sono una gioia per la Chiesa. In esse l’amore esprime la sua fecondità generosa. Questo non implica dimenticare una sana avvertenza di san Giovanni Paolo II, quando spiegava che la paternità responsabile non è «procreazione illimitata o mancanza di consapevolezza circa il significato di allevare figli, ma piuttosto la possibilità data alle coppie di utilizzare la loro inviolabile libertà saggiamente e responsabilmente, tenendo presente le realtà sociali e demografiche così come la propria situazione e i legittimi desideri».
Sana avvertenza? Inviolabile libertà?? Ma Kiko lo ha sentito??? Nessuna sana avvertenza nel catechismo neocatecumenale, la lezione la conosciamo bene: L’unica forma di paternità responsabile è quella di non limitare il numero di figli (sempre ipse dixit).
Tipica reazione neocatecumenale
quando si parla di paternità responsabile

Ancora nell’Amoris Laetitia, sempre nel capitolo 5 troviamo un altro paragrafo da far fischiare le orecchie ai neocatecumenali, il 182:
182. Nessuna famiglia può essere feconda se si concepisce come troppo differente o “separata”. Per evitare questo rischio, ricordiamo che la famiglia di Gesù, piena di grazia e di saggezza, non era vista come una famiglia “strana”, come una casa estranea e distante dal popolo. Proprio per tale ragione la gente faceva fatica a riconoscere la sapienza di Gesù e diceva: «Da dove gli vengono queste cose? […] Non è costui il falegname, il figlio di Maria?» (Mc 6,2-3). «Non è costui il figlio del falegname?» (Mt 13,55). Questo conferma che era una famiglia semplice, vicina a tutti, inserita in maniera normale nel popolo. Neppure Gesù crebbe in una relazione chiusa ed esclusiva con Maria e Giuseppe, ma si muoveva con piacere nella famiglia allargata in cui c’erano parenti e amici. Questo spiega che, quando tornavano da Gerusalemme, i suoi genitori accettassero che il bambino di dodici anni si perdesse nella carovana per un giorno intero, ascoltando i racconti e condividendo le preoccupazioni di tutti: «Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio» (Lc 2,44). Invece a volte succede che certe famiglie cristiane, per il linguaggio che usano, per il modo di dire le cose, per lo stile del loro tratto, per la ripetizione continua di due o tre temi, sono viste come lontane, come separate dalla società, persino i loro stessi parenti si sentono disprezzati o giudicati da esse.
Camminanti, che ne dite, questa cosa vi riguarda? Se avete dubbi potete leggere queste parole ai vostri parenti non in cammino (se ancora ne avete e se ancora gli rivolgete la parola, naturalmente) e magari ve lo spiegano loro cosa vuol dire…

Ricordiamo inoltre il discorso del 12 maggio 2014 nell’Aula Paolo VI ai Rettori e agli Alunni dei Pontifici Collegi e Convitti di Roma, già oggetto di un bel post Venerdì 2 Giugno u.s.:
Posso fare una parentesi? Perché ho parlato della Madonna? Io vi consiglierò questo che ho detto prima, cercare rifugio… Un bel rapporto con la Madonna; il rapporto con la Madonna ci aiuta ad avere un bel rapporto con la Chiesa: tutte e due sono Madri… Voi conoscete il bel brano di Sant’Isacco, l’abate della Stella: quello che si può dire di Maria si può dire della Chiesa e anche della nostra anima. Tutte e tre sono femminili, tutte e tre sono Madri, tutte e tre danno vita. Il rapporto con la Madonna è un rapporto di figlio… Vigilate su questo: se non si ha un bel rapporto con la Madonna, c’è qualcosa di orfano nel mio cuore. Io ricordo, una volta, 30 anni fa, ero nel Nord Europa: dovevo andare lì per l’educazione dell’Università di Cordova, nella quale io ero in quel momento vice-cancelliere. E mi ha invitato una famiglia di cattolici praticanti; un Paese un po’ troppo secolarizzato era quello. E a cena, avevano tanti bambini, erano cattolici praticanti, tutti e due professori universitari, tutti e due anche catechisti. A un certo punto, parlando di Gesù Cristo – entusiasti di Gesù Cristo!, parlo di 30 anni fa – hanno detto: “Sì, grazie a Dio abbiamo superato la tappa della Madonna…”. E com’è questo?, ho detto. “Sì, perché abbiamo scoperto Gesù Cristo, e non ne abbiamo più bisogno”. Io sono rimasto un po’ addolorato, non ho capito bene. E abbiamo parlato un po’, su questo. E questa non è maturità! Non è maturità. Dimenticare la madre è una cosa brutta… E, per dirlo in un’altra maniera: se tu non vuoi la Madonna come Madre, sicuro che l’avrai come suocera! E questo non è buono! Grazie.
Chiara sferzata diretta al ridicolo contentino del cammino alla devozione mariana, con il pellegrinaggio a Loreto e la consegna del Rosario (prima d’allora bandito e disprezzato) dopo una dozzina d’anni.

Infine, concludiamo (per il momento) la carrellata con la Visita del Santo Padre alla Parrocchia romana “Santa Maria a Setteville” di DOMENICA 15 GENNAIO 2017, Parrocchia ad alta presenza neocatecumenale, ma non solo, per Grazia di Dio… Ricordiamo che i neocatecumenali hanno molto pubblicizzato questa visita dandole il significato di uno speciale riconoscimento del Papa al cammino. Ovviamente noi non faremo l’errore dei kikos di ritenere che tutta la visita e tutto quello che è stato detto in essa sia riconducibile al cammino, però, alcune frasi dette dal Papa sono interessanti per le nostre riflessioni…
Quei giovani ascoltano la Parola del Signore, ma come noi diciamo le parole del Signore? Quando io sento parlare un giovane o una giovane del Signore, o un catechista, una catechista, non so, uno qualsiasi, io mi annoio. Parliamo del Signore con una certa tristezza. Lui ha detto gioia: è questo il segreto. Parlare del Signore con gioia, e questo si chiama testimonianza cristiana. 
Una certa tristezza? Nelle testimonianze nc si passa come un niente dall’angoscia più profonda all’autoesaltazione folle, ma di gioia nemmeno l’ombra.

Vabbè, andiamo avanti, sorvoliamo su fatto che il Papa per spiegare come si fa testimonianza cristiana scomodi nientepopòdimeno che… le opere di misericordia, poco conosciute e notoriamente osteggiate dai neocatecumenali D.O.C., comunque… A un certo punto una ragazza pone al Papa la domanda su come spiegare a chi non crede perché la fede è importante, ecco la risposta:
Come potete spiegare a qualcuno che non crede perché o come la fede è importante? Questa è la domanda? Non si deve spiegare. Sentite bene questo: se tu hai un amico, un’amica che non crede, tu non devi dire: “Tu devi credere per questo, per questo, per questo…”, e spiegargli tutte le cose. Questo non si deve fare! Questo si chiama proselitismo, e noi cristiani non dobbiamo fare proselitismo. Cosa si deve fare? Se io non posso spiegare, cosa devo fare? Vivere in modo tale che sia lui o lei a chiedermi: “Perché tu vivi così? Perché tu hai fatto questo?”, e allora sì, spiegare. Capito? Ma mai per primo spiegare, per convincere. La fede è una grazia di Dio e ci vuole l’inquietudine [la ricerca interiore] dello Spirito Santo per avere la fede, e l’inquietudine dello Spirito Santo viene anche dalla nostra testimonianza. 
Mai per primo spiegare? E allora le missioni per strada e in piazza che nessuno ha chiesto? Le testimonianze urlate a mo' di sfida verso i passanti che scappano? Ma se togliamo il proselitismo cosa rimane del cammino neocatecumenale?

Vabbè, ma queste sono piccole forzature da parte nostra, come abbiamo detto abbiamo scelto queste frasi perché ci sembravano interessanti (e lo rimangono comunque) ma in effetti sono indicazioni rivolte un po’ a tutti i fedeli… Andiamo quindi al sodo, cosa dice il Papa a una coppia che si presenta come coppia in missione ad gentes in Austria e presentano un’altra sorella in missione a Toulon, in Francia:
A Toulon… Andare in missione non è facile. Ci vuole coraggio, ma ci vuole la chiamata del Signore. Non è un problema di entusiasmo mio: “Mah, parliamo, andiamo in missione!...”. No, no, fermati! Che ti chiami il Signore ad andare in missione. E non è facile. Non è facile lasciare terra, casa, quel “vattene” che Dio ha detto a nostro padre Abramo: “incomincia a camminare”… Non è facile. Ma c’è la piccola missione di tutti i giorni: nel posto di lavoro, nel quartiere, nella scuola, con i bambini, con i ragazzi, una buona parola… C’è la piccola missione dove io lavoro, dove io vivo. E la grande missione è questa, a trovare nuovi orizzonti…
La Chiesa è cresciuta con le missioni! Dopo Pentecoste, la Chiesa, che era chiusa, è diventata una Chiesa in uscita, cioè esce, va in missione. E dopo la persecuzione, la prima persecuzione a Gerusalemme, tutti sono scappati, [se ne] sono andati e hanno fatto missione in tutto il mondo… E alcuni non tornarono mai a Gerusalemme… Parlavo con un Cardinale brasiliano, che era incaricato delle popolazioni dell’Amazzonia brasiliana, e lui mi diceva questo: “Quando io vado in un piccolo villaggio, la prima cosa che faccio è andare al cimitero. E trovo tante, tante sepolture di suorine, di preti, di missionari… Tanti sono morti giovani perché hanno preso malattie alle quali non erano preparati, non avevano l’antivirus… E hanno dato la vita lì”. Dare la vita è un po’ il proprio della missione. E lui mi diceva: “Se io fossi Papa, canonizzerei tutti questi, perché hanno dato la vita per il Vangelo”. E questo è bello. E la missione è un po’ questo: lascia, anche con la possibilità di non tornare. E’ un po’ brutto, questo. E’ brutto ma è bello. Ma ci vuole una chiamata. Io non posso dare a me stesso la missione. Hai capito?
Interessante che il Papa si sia soffermato così sull’importanza di capire CHI chiama ad andare in missione, non trovate? La frase “Io non posso dare a me stesso la missione” non vi fa venire in mente nessuno?

Insomma, camminanti, qui abbiamo solo iniziato, ce ne sarebbero ancora tante da dire e riportare, e non dubitate che lo faremo, ma già ora provate a riflettere seriamente e in coscienza se non vi sembra che il Papa e Kiko viaggino su due lunghezze d’onda completamente differenti, e ricordatevelo, la prossima volta che strumentalizzerete l’autorità del Papa per legittimare le arbitrarie invenzioni del vostro pittore spagnolo preferito…

N.B. Tutte le citazioni del Papa riportate in corsivo sono fedelmente riprese dal sito www.vatican.va, per cui le abbiamo ritenute un filino più attendibili del libero passaparola che tanto piace ai neocatecumenali.

44 commenti:

LAPAZ ha detto...

Gracias, Donna Carson, por esta buenísima entrada!
Un abrazo a todos, os leo cada día.

Beati pauperes spiritu ha detto...

La vera chicca di questo bellissimo articolo sono le immagini :D
Grande Donna Carson per la pazienza e precisione.

roberta salerno ha detto...


Davvero è una strumentalizzazione, quello che fanno i NC, 1 strumentalizzazione del Papa che è chiarissimo in quello che dice ,

anche se non li può chiamare x nome e cognome perché si deve rivolgere a tutti i suoi figli e cercare di non perderne neppure uno.

Ma la cosa che più mi fa tristezza nel vedere volantini come qllo pubblicato è leggere in fondo la

FIRMA DEL PARROCO

e tanto più è triste , quanto più si tratta di 1 parroco in buona fede (perché se uno è corrotto non c'è di che parlare ..)

che in buona fede cerca tutte le strade per far del bene ai fedeli che gli sono affidati e, preso da mille impegni e preoccupazioni non pensa di dover approfondire personalmente la conoscenza di ciò che gli viene proposto da questi che si presentano come "brave persone" , raccontando la loro esperienza "forte" di fede ed esibendo la loro "bella famiglia" e quindi, davanti ad alcune rimostranze o sue stesse perplessità risponde che .. deve obbedire al vescovo o che, per prendere posizione circa i NC, aspetta il pronunciamento "ufficiale" della gerarchia della Chiesa..

Vorrei ripetere qui, rivolto (nel mio cuore) a tutti i parroci, ciò che già ho detto a voce a un sacerdote che molto stimo e rispetto:

"Se una cosa è sbagliata, dovete aspettare che ve lo dica il Papa ? Non lo capite da voi stessi?"

Io penso che un parroco, nel suo piccolo, possa fare molto più del Papa ..

basta dire NO alle proposte NC ,

come alcuni grazie a Dio fanno

( o sarebbe meglio dire: hanno il CORAGGIO di fare ?!)

perché, anche se un vescovo (per motivi che spero prima o poi valuterà nella sua coscienza ) li appoggia, non penso possa obbligare 1 parroco ad accettare qlcsa che x la sua parrocchia ritiene non adeguato ...

Quanto detto non è 1 critica ma 1 richiesta d'aiuto a voi che siete nostri Pastori:

abbiamo bisogno del vostro aiuto, difendeteci dalla MENZOGNA e dalla PPREPOTENZA di quelli che usano la Chiesa per diventare dei "vincenti" schiacciando i deboli,

abbiamo bisogno del vostro ESEMPIO,

cercate di diventare Santi, perché anche noi possiamo convertici.

Spero che la grande amarezza che ora sento si possa un giorno trasformare in gioia .. e dipende molto dai sacerdoti far sì che questo giorno non sia troppo lontano.

Grazie @Donna Carson

Buona Domenica a tutti.

Roberta


Anonimo ha detto...

Mi sembra interessante pubblicare anche alcuni passi dell omelia di Papa Francesco il giorno di Pentecoste 2017 quando dice che ,nella chiesa ci sono 2 tentazioni ricorrenti , la diversità senza unità e l uniformità , La diversità senza unità succede quando ci si vuole distinguere , quando si fanno schieramenti, partiti , quando ci si irrigidisce su posizioni escludenti quando ci si chiude nei propi particolarismi magari ritenendosi migliori. Sono i cosiddetti custodi della verità . Allora si sceglie la parte non il tutto , l appartenenza a questo o a quello prima che alla chiesa e si diventa tifosi di parte anziché fratelli e sorelle nello stesso spirito cristiani di destra e di sinistra prima che di Gesù custodi inflessibili del passato o avanguardisti del futuro prima che figli umili e grati alla chesa . Anche questo ha detto Papa Francesco ,troppo comodo strumentalizzare il papa quando dice quello che vi fa comodo . Purtroppo è vero voi prendete dei suoi discorsi solo quello che vi interessa , ma a voi interessa la chiesa di Gesù Cristo ?

Donna Carson ha detto...

Grazie per la segnalazione. Un altro tassello importante!

Anonimo ha detto...

Bellissimo articolo, grazie Donna Carson; le parole del Papa che hai riportato mi hanno dato speranza,oltre che aver sottolineato che il carisma del cammino non è né la verità e ne se vai contro questo carisma,segui il demonio come loro asseriscono! Grazie davvero!
Buona domenica a tutti!
Ex fratello

Anonimo ha detto...

Al tg5 hanno mandato in onda un servizio sugli abusi liturgici durante la messa in particolare riguardo all'ostia.
Niente birra,latte,miele e zucchero e niente frutta sull'altare,necessità di controllare la produzione e la provenienza del pane utilizzato durante la celebrazione della messa e magari anche attraverso delle certificazioni attestare la qualità della materie prime utilizzate!
controllo da parte di preti e vescovi sulla qualità del pane e del vino che può essere sostituito con il mosto solo da quei preti che hanno avuto problemi di alcolismo.
Queste e tante altre indicazioni,sono contenute nella circolare che il cardinal Robert Sarah prefetto della congregazione per il culto divino,riporta per incarico del Santo Padre Francesco in una lettera ai vescovi.
A tal proposito è interessante anche leggere l'articolo del quotidiano «La stampa».
L'unica cosa che mi ha dato un po'fastidio è che non si parla chiaramente dei neocatecumenali quando è chiaro che questi abusi liturgici appartengono a loro!
Francesca da Barletta

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Donna Carson: Bravissima!
Ti ringrazio perché quello che hai scritto mi è stato molto utile.

Riguardo al Cammino ci sarebbe molto da dire ma, almeno per ora, mi limito ad una testimonianza.

Io sono un ex, non del Cammino, ma di un'altra realtà ecclesiale.
Io e altri abbiamo lasciato quella realtà in tempi diversi e per motivi diversi: alcuni perché si sentivano chiamati ad operare stabilmente in parrocchia, altri per sopraggiunti impegni, altri, anche, sbattendo la porta.
Ma, personalmente, in genere siamo rimasti tutti amici e in buoni rapporti, tanto che, a volte, abbiamo collaborato in dei progetti ecclesiali.

Porto ad esempio una coppia di amici che uscirono da quella comunità ecclesiale arrabbiati. Questi due ora, pur rimanendo attaccati alla Chiesa, sfuggono ogni forma di aggregazione: non possono sentir parlare di incontri abituali, di impegni che non hanno un limite preciso, di statuti o regolamenti...
Ma personalmente sono in contatto con molti della loro ex comunità e una loro figlia ha di recente sposato un membro della loro ex realtà ecclesiale figlio a sua volta di una coppia della comunità. Tutto in armonia.

Nessuna scomunica, nessun considerare chi è uscito come un apostata.

Dopo questo post, anche sforzandosi a essere aperti e tolleranti, come non paragonare il Cammino ad una SETTA?

Pax ha detto...


e il suo nome in alcuni casi, come un passepartout, viene inserito nei volantini promozionali delle Cento Piazze, degli inviti alle catechesi e anche nelle lettere di invito alla Missione estiva due a due.
-------------

E' evidente, questo è il modo di agire nel c.n., inculcato nei responsabili che riportano e livello locale tutte le invenzioni di Kiko.
Una cosa intollerabile.
Kiko partorisce le sue iniziative, che non hanno mai come matrice le indicazioni del Papa, nè di nessun Pastore della Chiesa, sono quelle che lui ritiene vadano perseguite da tutti i camminanti, quelle di cui dice : "Il Signore mi ha ispirato!".

Ora, se lo ha ispirato il Signore, chiunque osi contrastare la "sua santa ispirazione" per ciò stesso sta nel torto, è strumento del demonio.

Vorrei dire che, a mio avviso, la Chiesa, in primis, dovrebbe proibirgli di parare così! Di millantare ispirazioni che non vengono sottoposte a nessun discernimento. Kiko è ispirato, e basta, perchè lo dice lui, ma per me egli pecca contro il comandamento che dice: "Non nominare il nome di Dio invano".

Ma dato che nessuno lo ridimensiona un attimo cosa succede?

In sostanza Kiko va avanti come un treno, indica la strada e tutti devono stargli dietro, anche il Papa, appoggiandolo e confermandolo incondizionatamente, visto che, a lui, Dio Stesso parla.

Io sono d'accordo con chi dice....."tutto molto vero, tutto molto bello e noi, qui o altrove, facciamo bene a mettere sempre in evidenza la Parola Autentica del Papa sul Cammino, ma finchè la Chiesa non dirà una parola chiara RIVOLTA A LORO, FACENDO NOMI E COGNOMI E IMPONENDO OBBEDIENZE NON PIU' PROROGABILI...staremo qui a scrivere e commentare ancora per molto tempo, e Kiko con i suoi continueranno indisturbati a fare TUTTO CIO' CHE VOGLIONO, QUANDO VOGLIONO, COME VOGLIONO.

Pax

Anonimo ha detto...

@Donna Carson

GRAZIEEEEEEEE.

Grazie di cuore.

E ringrazio infinitamente questo Papa per le parole che ci ha donato. Aiutano a crescere spiritualmente. Mi fanno soffrire i vari Socci & c. che lo stanno osteggiando. Ma quelli che mi fanno più arrabbiare sono quelli che lo osteggiano in modo non esplicito, ma in modo sotterraneo e subdolo.

Ripeto quello che ho detto in passato, quando in quell'annuncio (quaresima o pasqua) ci fu proposto il filmato con il discorso del Papa del 1 febbraio 2014 alla fine l'UNICO commento fu:
"KIKO E CARMEN Il GIORNO DOPO SONO RITORNATI DAL PAPA DICENDOGLI CHE DOPO QUEL DISCORSO TUTTI SOSTENEVANO CHE IL PAPA CRITICAVA IL CAMMINO E LORO ERANO PREOCCUPATI. IL PAPA RISPOSE LORO CHE NON DOVEVANO PREOCCUPARSI PERCHÉ LUI CRITICAVA TUTTI."

Questo è stato ripeto l'unico commento al discorso del Papa durante l'annuncio.

Quindi durante l'annuncio:
- non si è riflettuto sulle parole del Papa,
- non sono state individuate delle azioni, atteggiamenti a cui prestare attenzione per fare delle correzioni al cammino secondo le esortazioni del Papa.
- unica preoccupazione di Kiko e' che il Papa avesse criticato il cammino, e non capire cosa dovesse cambiare
-Kiko ha dovuto trovare una formula per non far preoccupare i neocatecumenali e per non farli ragionare troppo sulle parole del Papa, quindi ha minimizzato il messaggio: Il Papa critica tutti. Cioè non ha criticato noi in quanto NC ed quanto ci sono errori. Ha criticato perché lui deve criticare tutti. Quindi se critica tutti e come se non criticasse nessuno.
- quelle parole come le successive, sono cadute nel vuoto, non sono state oggetto di riflessione ne' in quell'annuncio ne' in una successiva convivenza di inizio corso.

A questo aggiungo che non è mai stata analizzata una qualsiasi parte di un enciclica di Papa Francesco.
Si parla tanto di evangelizzazione ma non si è mai letto e riflettuto insieme sull'enciclica evangelii gaudium.
Le catechesi e convivenze si basano solo sulla parola di Kiko e Carmen. Kiko non ha mai fatto un atto di umiltà ed almeno una volta poteva basate una INTERA convivenza, ripeto almeno una, su un enciclica, ad esempio evangelii gaudium , invece di basare tutto sulle sue parole e sulle sue interpretazioni di Bibbia/cosa succede nel mondo/realtà / encicliche....

Lo spazio dedicato all'encicliche e' riduttivo c'é solo una catechesi di due ore sul magistero della Chiesa nella convivenza di inizio corso che dura ben 3 giorni, quindi poche ore rispetto a fiumi di ore del verbo kikiano.
Ed in ogni modo lo scopo è kikizzare l'interpretazione anche delle encicliche, ovvero normalizzare il pensiero della Chiesa al pensiero di Kiko. Vedi ad esempio enciclica Humanae Vitae.

E ripeto non sono mai state utilizzate le encicliche di Papa Francesco.
Sono state utilizzate solo pochissime frasi tolte dal contesto e quindi spirito generale per essere strumentalizzate ad uso e consumo del NC, come ha fatto notare giustamente Donna Carson.

Ad esempio dicono "noi facciamo le 100 piazze per rispondere all'invito di Papa Francesco, di essere una Chiesa che esce e sta in mezzo alla gente."
Tralasciando però lo spirito con cui fare questo: senza fare proselitismo, avendo delicatezza ed attenzione di chi abbiamo di fronte, proponendo senza imporre nulla...

EX-NC-???

Anonimo ha detto...

Aggiungendo una riflessione:
Le convivenze di inizio corso sono un momento di omologazione del pensiero kikiano.

Tutto ruota intorno a Kiko, tutto e' in sua funzione:

-creare un palcoscenico in cui il sommo Maestro può esibirsi, dove il pavone può far ammirare la sua ruota.
- omologare, ovvero riportare le persone sul binario kikiano, rinsaldare le righe e togliere eventuali impurità di pensiero,ovvero quello che non in linea con il kikopensiero, dalla persone.
- la Bibbia,encicliche sono reinterpretate dal pensiero kikiano.

Il protagonista è solo lui: Kiko. Nelle convivenze e' mai stato invitato una persona, un teologo, uno studioso, un esperto un religioso per arricchire ed allargare il punto di vista delle persone? NO

Figurarsi poi invitare a parlare persone che non sono del cammino!!!

Ci stavo riflettendo pensando a varie realtà che nei loro incontri chiamano persone esterne alla loro stessa associazione o movimento per avere un arricchimento maggiore. Per non rimanere chiusi in loro stessi, nel proprio linguaggio, nel proprio punto di vista. Per lasciarsi mettere in discussione ...

Anche in questo si vede che il cammino e' una realtà completamente chiusa in se stessa.

EX-NC-???

Anonimo ha detto...

Aggiungo un'altro tassello.

Papa Francesco e lo gnosticismo:
http://m.vatican.va/content/francescomobile/it/speeches/2015/november/documents/papa-francesco_20151110_firenze-convegno-chiesa-italiana.htmlarricchire
In particolare:
".....Una seconda tentazione da sconfiggere è quella dello gnosticismo.Essa porta a confidare nel ragionamento logico e chiaro, il quale però perde la tenerezza della carne del fratello. Il fascino dello gnosticismo è quello di «una fede rinchiusa nel soggettivismo, dove interessa unicamente una determinata esperienza o una serie di ragionamenti e conoscenze che si ritiene possano confortare e illuminare, ma dove il soggetto in definitiva rimane chiuso nell’immanenza della sua propria ragione o dei suoi sentimenti» (Evangelii gaudium, 94). Lo gnosticismo non può trascendere...."

EX-NC-???

PS: Cari NC cosa volete fare, noi abbiamo il brutto vizio di leggere, documentarci, cercare, confrontare, ragionare....ed infine PENSARE CON LA PROPRIA TESTA. Noi citiamo fonti e documenti e voi?

Pax ha detto...

@ EX-NC-???

Ha detto che le convivenze di inizio corso servono per....

"creare un palcoscenico in cui il sommo Maestro può esibirsi, dove il pavone può far ammirare la sua ruota.
- omologare, ovvero riportare le persone sul binario kikiano, rinsaldare le righe e togliere eventuali impurità di pensiero,ovvero quello che non in linea con il kikopensiero, dalla persone.
- la Bibbia,encicliche sono reinterpretate dal pensiero kikiano"

_____________

Hai fatto una sintesi straordinaria, in poche parole.
È precisamente così, Kiko è un narciso, ama molto i complimenti e chi racconta, nelle convivenze di inizio corso, appunto, che magari durante l'estate lo ha telefonato perché in crisi e lui, l'ispirato, gli ha dato "una parola" che lo ha liberato, prodigiosamente è guarito.

Per quello che riguarda confrontarsi o arricchirsi di esperienze diverse dal cammino, ho sempre notato che Kiko, finché tiene lui il palcoscenico e si esibisce a modo suo, ossia lui se la canta e lui se la suona giganteggia nell'assemblea. Anche perché, a pensarci bene, quando parla chiede L'ASCOLTO, la sua è sempre una predicazione che non ammette mai il dialogo.
Figuriamoci se può mai confrontarsi con chi è "altro", non è mai intervenuto in tavole rotonde, in incontri dove realtà ecclesiali diverse si ritrovano. Se, per sbaglio, si è trovato qualche volta, suo malgrado, prima o poi ha sparato il Kerigma, chiamando tutti gli altri "a conversione"! No, non sta bene.

Pax



Anonimo ha detto...

Scusate nel link c'era finito un refuso.

http://m.vatican.va/content/francescomobile/it/speeches/2015/november/documents/papa-francesco_20151110_firenze-convegno-chiesa-italiana.html

Grazie a te Pax per il tuo impegno e per i tuoi contributi.

Abbracci

EX-NC-???

Anonimo ha detto...

Dal precedente link aggiungo anche questo estratto:
"....La prima di esse è quella pelagiana. Essa spinge la Chiesa a non essere umile, disinteressata e beata. E lo fa con l’apparenza di un bene. Il pelagianesimo ci porta ad avere fiducia nelle strutture, nelle organizzazioni, nelle pianificazioni perfette perché astratte. Spesso ci porta pure ad assumere uno stile di controllo, di durezza, di normatività. La norma dà al pelagiano la sicurezza di sentirsi superiore, di avere un orientamento preciso. In questo trova la sua forza, non nella leggerezza del soffio dello Spirito..."

http://m.vatican.va/content/francescomobile/it/speeches/2015/november/documents/papa-francesco_20151110_firenze-convegno-chiesa-italiana.html

-----------------------

Discorso tratto dall'incontro con RDS. Fa un discorso rivolto a TUTTI sui rischi di un leader di un movimento:
"...C’è un altro punto che è molto importante chiarire, in questa corrente di grazia: quelli che guidano. Esiste cari fratelli e sorelle una grande tentazione per i leader - lo ripeto, preferisco il termine servitori, che servono –; e questa tentazione per i servitori viene dal demonio, la tentazione di credersi indispensabili, qualunque sia l’incarico. Il demonio li porta a volere essere quelli che comandano, quelli che sono al centro e così, passo dopo passo, scivolano nell’autoritarismo, nel personalismo e non lasciano vivere le comunità rinnovate nello Spirito. Questa tentazione fa sì che sia “eterna” la posizione di coloro che si considerano insostituibili, posizione che sempre ha una qualche forma di potere o di sovrastare sugli altri. Abbiamo chiaro questo: l’unico insostituibile nella Chiesa è lo Spirito Santo, e Gesù è l’unico Signore. Vi domando: chi è l’unico insostituibile...."
http://m.vatican.va/content/francescomobile/it/speeches/2015/july/documents/papa-francesco_20150703_movimento-rinnovamento-spirito.html


EX-NC-???

Ruben ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Ruben ha detto...

Ruben ha detto...
O.T.

nella Home page dei SS Martiri Canadesi, nella locandina in alto a destra:

"Per riflettere",

è presente un link da scaricare attraverso download: DISCORSO DEL SANTO PADRE AI CATECUMENALI

vi posso garantire, che fino a qualche tempo, fa il link recitava: DISCORSO DEL SANTO PADRE AI NEOCATECUMENALI.

Che qualcuno abbia approfittato delle ferie del Parroco Padre Maurizio, per dare un ritocchino onde confondere le idee?!...

http://www.martiricanadesi.it/

fine OT.
---

aleCT ha detto...

Ricordo il passo sui pelagiani. E ricordo anche quanti NC venivano qui a dirci che lo eravamo.
Perchè noi credevamo alle "strutture" e e loro erano il "soffio dello spirito"
RIDICOLI

Valentina Giusti ha detto...

Sicuramente papa Francesco e Kiko, come dice giustamente Donna Carson, stanno su un'altra lunghezza d'onda, parlano di due diversi Vangeli.
Riporto per esempio una parte dei loro discorsi a dei diverse GMG, per esempio su Zaccheo.

Kiko GMG 2008

Cristo lo guarda, lo fissa e gli dice: “Scendi!”. Anche oggi dirà: “Scendi, dal tuo albero, dalle tue cose, dal tuo montare sopra gli altri, perché sei piccolo e non accetti la tua piccolezza: di statura, di carattere, di soldi, di quello che sia… D’intelligenza… Scendi perché vado ad abitare in casa tua."

Papa Francesco GMG 2016

Zaccheo non riusciva a vedere il Maestro perché era piccolo. Anche oggi possiamo correre il rischio di stare a distanza da Gesù perché non ci sentiamo all’altezza, perché abbiamo una bassa considerazione di noi stessi. Questa è una grande tentazione, che non riguarda solo l’autostima, ma tocca anche la fede. Perché la fede ci dice che noi siamo «figli di Dio, e lo siamo realmente» (1 Gv 3,1):

Zaccheo aveva un secondo ostacolo sulla via dell’incontro con Gesù: la vergogna paralizzante. (...)Zaccheo era un personaggio pubblico; sapeva che, provando a salire sull’albero, sarebbe diventato ridicolo agli occhi di tutti, lui, un capo, un uomo di potere, ma tanto odiato. Ma ha superato la vergogna, perché l’attrattiva di Gesù era più forte.


Lino ha detto...

Gia, Valentina, salendo sul sicomoro Zaccheo non aveva inteso montare sopra gli altri, come nella catechesi di Kiko. Zaccheo voleva vedere Gesù: il sicomoro è una sorta di scala, un mezzo di ascesa. Ma come si fa a dare ascolto a un "esegeta" del genere, che nemmeno il piano della lettera rispetta?
Siccome giusto ieri il mio saggio ha subito un attacco (a proposito della "censura" dello Store paolino) da un pasqualone che sta facendo a gara con il sommo Pasqualone per scalzarlo dalla vetta, lasciatemelo dire: questa di Zaccheo secondo Kiko, che ho segnalato per primo e alla quale ho dedicato un paragrafo nel saggio, ha fatto ridere un sacco di gente. Credo che anche le Paoline si siano sbellicate, può essere un motivo della cancellazione dal catalogo: il timore dello Store che gli acquirenti del libro potessero scoppiare dalle risate :-)

Anonimo ha detto...

Chi può e sa in che modo fare, informi il Papa oltre quanto già pubblicato sul blog di come i neocatecumenalkiki deformino sistematicamente e utilizzino indegnamente le parole del vicario di Cristo pro-domo sua, fategli arrivare più cose possibili perché secondo me non sa totalmente quello che gli fanno alle spalle, questi furbacchioni patentati:
il Papa ha detto che dovete fare le catechesi iniziali per reclutare soci nel vostro club?? Il Papa ha detto tanto "l'uomo non può non peccare"?? Il Papa ha detto che per essere aperti alla vita ( ossia per alimentare e tenere in piedi lo scandaloso baraccone) bisogna fare anche 8 cesarei?? Il Papa ha detto che si deve fare la missione allo sbaraglio, non si sa con chi e non si sa con cosa?? Io per il c....da questi tizi non mi ci faccio prendere e voialtri, adepti un poco indecisi e un poco dubbiosi che vi affacciate qui, sempre più spesso, cosa aspettate a venir fuori da questo colossale imbroglio spirituale e psicologico?

luca ha detto...

scusa Valentina le parole di kiko su zaccheo sono completamente diverse...ma perche' dovete stravolgere la verita' ad ogni costo??? boh, inspiegabile!!! Invito tutti a cercarle su google.
Luca

Anonimo ha detto...

Ciao Luca, leggi tu stesso :
http://liturgiadomenicale.blogspot.it/2010/10/kiko-arguello-sydney-zaccheo-scendi.html?m=1
Laura

roberta salerno ha detto...


@Luca, ci sei?

Hai letto quanto segnalato da Laura?

Ti invito e ti consiglio, quando fai 1 ricerca su Google,

a non fermarti ai video "propagandistici".

Se vuoi ascoltare il tuo Kiko , ascoltalo in TUTTO.

Roberta

Beati pauperes spiritu ha detto...

Luca, tu sei ancora accecato dal bagliore di Kiko (o meglio ottenebrato dal suo buio).
Stai tranquillo, se sei disposto ad accettare che facciamo un po' di vera illuminazione, vedrai che starai molto meglio.

Lino ha detto...

A luca le parole di Kiko le facciamo dire da don Iapicca, la mia fonte :-)

http://liturgiadomenicale.blogspot.it/2010/10/kiko-arguello-sydney-zaccheo-scendi.html

Poi Luca verrà a spiegarci perché don Iapicca ha mentito :-)

Lino ha detto...

P.S.
Non avevo letto Laura, che mi ha anticipato. Dai Luca, scrivi al presbitero itinerante, e digli che ha falsificato le parole di Kiko.

Valentina Giusti ha detto...

Vosti i dubbi di Luca, non accontentandomi della trascrizione, cercavo un filmato della catechesi di Kiko su Zaccheo, senza molta fortuna. Addirittura c'è un video della catechesi di don Pezzi, è tutto dire! Ma quella di Kiko, non c'è.
Mi sembra molto strano.
Ho l'impressione che sia in atto un'operazione di "ripulitura" del Web, terminata la quale scopriremo che Kiko non parlava mai, restava per la maggior parte del tempo in umile silenzio.

Donna Carson ha detto...

Dai Luca, a questo punto una spiegazione ce la dovresti. A te quale favoletta avevano raccontato invece i catechisti?

Anonimo ha detto...

....invece Luca tace....
Viene qui dice che diciamo bugie, non inserisce link dei documenti che dimostrino quanto dice, al contrario di noi.

Noi affermiamo una cosa e mettiamo il link del documento che lo comprova.

oppure non è ancora intervenuto perché non trova il documento originale....

Che dire, sulle note di una famosa canzone aggiungo solo:
Luca non c'è, e' andato via....

EX-NC-???

luca ha detto...

https://www.youtube.com/watch?v=-CeogryZsdY

Io qui sento altro: sia al minuto 3.52 che al minuto 5.10. Senza tagli, che mi pare siano stati fatti dopo.

luca ha detto...

il commento di Lapicca e' del 2010, non la GMG del 2008 (dove kiko dice altro), come erroneamente (volutamente) dice Valentina.
Luca

Anonimo ha detto...

Articolo bellissimo di Aldo Maria Valli. Anche se mi ha stupito trovarlo proprio in questo blog.
http://kairosterzomillennio.blogspot.it/2017/07/alla-ricerca-della-liturgia-perduta.html?m=1

Assolutamente da leggere. Imparate neocatecumenali.

Frilù

Beati pauperes spiritu ha detto...

Confermo che il video integrale è sparito... Ci sono solo versioni tagliate senza la spiegazione del canto che è il momento in cui Kiko dove quelle cose inventate su Zaccheo

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Volevo fare un intervento che doveva più o meno suonare così: "Sono certo che i CAMMINANTI NON AVRANNO IL CORAGGIO DI COMMENTARE questo post. Come potrebbero contestarlo?"

Poi ho letto il commento di LUCA. Commento coraggioso?
No. Solo un commento VISCIDO.

Se io notassi, come Luca vuol farci credere di aver notato, una citazione sicuramente sbagliata a cui voglio porre rimedio, come avrei agito?
Semplice: avrei citato alla lettera le parole di Kiko, dopodiché avrei citato la fonte in modo che tutti potessero verificare.

Invece a LUCA vuole istillare un dubbio.
Non importa se così facendo diffama Valentina, come avesse fatto una citazione falsa: lui non pare preoccupato della verità, ma solo dei camminanti che leggono il blog. Vuole istillare il dubbio che Valentina mente.
E invece VALENTINA HA RAGIONE, HA DETTO LA VERITA', E' LUCA CHE MENTE.

LUCA non si ricorda le parole di Kiko, ne le va a cercare, dice solo che Valentina mette sulla bocca di Kiko cose che lui non ha mai detto.
Che importa se una diffamazione tale, anzi una calunnia così grave, per la Chiesa è PECCATO MORTALE?
A lui pare non interessare salvare la sua anima, ma solo salvare il Cammino.

Non mi meraviglierebbe se LUCA fosse un CATECHISTA.

Sebastian ha detto...

Credo si siano accorti della cantonata, perché poi alla convivenza di inizio corso successiva, alla "consegna" del canto di Zaccheo, ci fu il cambio di rotta: compagni, ehm fratelli! Il sicomoro è metafora della convivenza! "Sali" su questa convivenza se vuoi vedere Cristo!

Valentina Giusti ha detto...

No, nessuna diffamazione. A me anzi fa piacere che qualcuno cominci a dire: "non posso credere che Kiko abbia detto quelle parole". Vuol dire che si hanno delle idee proprie ed una più elevata concezione della Parola di Dio a cui l'uomo, per quanto carismatico, deve attenersi, e non viceversa.
Più preoccupazione mi fanno sorgere coloro che idolatrano a tal punto l'uomo, che sono disposti a difendere e a far propria qualsiasi boiata pazzesca gli salti in mente di dire.
E l'operazione di cancellazione dei filmati su YouTube, la riscrittura continua della storia e della cronaca anche recente a mo' di Grande Fratello (come l'attribuzione del merito dell'approvazione degli Statuti alla Madonna di Lourdes, quando nei discorsi di ringraziamento non viene neppure nominata, o la recente scomparsa, dalle testate del Cammino, di due importanti convivenze, quella dei vescovi e quella dei rabbini, a causa probabilmente di qualche veto della Santa Sede che non si vuol rendere noto) spero ancor più facciano sorgere dei dubbi nelle persone di buona fede.

Lino ha detto...

La catechesi di Kiko su Zaccheo alla GMG di Sydney fu tanto balorda, talmente assurda fino all'alzata di "Zaccheo" che diventa immagine del neocat che si alza, che cede tutti i propri beni e se ne va in seminario, che mi curai di salvare la pagina di don Iapicca come prova del paragrafo nel mio saggio del Zaccheo secondo Kiko. Credevo che anche questa del don fosse stata cancellata, oggi.
Condivido Valentina, ma la catechesi su Zaccheo è il top di Kiko, non mi meraviglio che Luca abbia rifiutato di pensare che Kiko abbia potuto riferire una balordaggine simile.
Spero, però, che Luca si metta a ragionare anche su catechesi più sottili ma non meno sballate, come quella delle vergini stolte e, soprattutto, del fango sul cieco nato.

Bruno ha detto...

Prima che il cammino faccia opera di pulizia totale per darsi una nuova "verginità" si potrebbe fare un archivio di tutto quello che di "assurdo" kiko ha detto negli anni?
far in modo che quando tra qualche anno negheranno le loro eresie ci sia la possibilità di smascherare la loro ennesima bugia.
Specialmente ora che vogliono fare santa carmen, hanno già tirato fuori dei diari (falsi?), e faranno sparire tutto quello che contro la Chiesa ha detto, già è diventata una "patita del Rosario e della Madonna.
Ho paura che entro poco tutto quello di più "assurdo" esiste nel cammino sparisca del web e poi non ci sia più la possibilità di smascherare facilmente le loro catechesi sballate

luca ha detto...

Grazie Valentina, Pietro non merita risposta.
Luca

Lino ha detto...

Sì, Luca, ma la questione più importante non è il commento di Pietro, bensì la tua accusa di aver messo in bocca a Kiko parole che non ha mai pronunciato. E leggo che insisti: "il commento di Lapicca e' del 2010, non la GMG del 2008 (dove kiko dice altro), come erroneamente (volutamente) dice Valentina. Luca".
Hai letto la catechesi riportata da don Iapicca? Il titolo è: "Kiko Arguello a Sydney: Zaccheo scendi subito. Catechesi". E all'interno il testo recita: "Guardate: sapete quanti suicidi ci sono in Australia?". E recita ancora: "Siamo cristiani non per quello che facciamo,ma per i doni che abbiamo ricevuto” – l’ha detto il Papa qui a Sydney".
Mica se l'è inventato il don itinerante in Giappone, questa catechesi, attribuendola a Kiko? Se questo credi, vai a confutare con nome e cognome sul blog di Iapicca, non qui. Verrò a leggerti, domani. Per serietà dovrai farlo, altrimenti ti annovererò nella genia dei pasqualoni.
Avevo in parte concordato con Valentina. Avendo solo ora letto il tuo secondo commento del 10 luglio 2017 20:50, do perfettamente ragione a Pietro.

Lino ha detto...

Dunque, caro Luca. L'accusa che hai fatto per me è importante, perché la catechesi su Zaccheo di Kiko a Sydney sta nel mio saggio (paragrafo 1.4 - Il sicomoro dei peccati di Zaccheo), quindi anche io avrei accusato falsamente Kiko.
Ho fatto un po' di ricerche, per verificare se la catechesi di don Iapicca avesse dei riscontri. Ebbene: i video sono stati tagliati. Invito a visionare questo:
https://youtu.be/VlY_w05Qz8A?t=66
Dal minuto 1' e 06" (dal saluto del Papa) la catechesi è quella riportata da don Iapicca (il quale anche ha eliminato vari passaggi, la catechesi è lunghetta). La ridicola parte precedente relativa al sicomoro (“Scendi, dal tuo albero, dalle tue cose, dal tuo montare sopra gli altri, perché sei piccolo e non accetti la tua piccolezza: di statura, di carattere, di soldi, di quello che sia… D’intelligenza…) è scomparsa, non riportata nel video.
Chiedi scusa, Luca, oppure cambia nick nei tuoi interventi qui.

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Grande Valentina, dici sempre le più cose giuste.

Un plauso anche a Lino, che ripristina la verità con acume.

Forse non merito risposta da Luca, ma non riesco a immaginare quale risposta avrebbe potuto dare, perché non capisco dove posso aver sbagliato. Tutto quello che ho detto è vero.

Forse ho usato un tono un po' duro, alla neocatecumenale, ma non sopportò certi modi di fare. Se vuoi contestare fallo, ma citi la fonte.

Del resto, non mi si può dire di aver giudicato Luca: ho giudicato la sua azione. Al contrario di certi camminanti che spesso accusano le persone, io ho detto che il suo COMMENTO è viscido. La sua anima la giudicherà Dio e probabilmente la giudicherà meglio della mia. Ciò non toglie che io ho ragione e lui no

Donna Carson ha detto...

Luca, però adesso, se eri in buona fede, e voglio credere che tu lo fossi, un commento nel merito dovresti concedercelo. Kiko ha effettivamente detto quelle balordaggini su Zaccheo. Ebbene, che ne pensi? Cambia il tuo giudizio su di lui per questo?