domenica 23 luglio 2017

Che c'entra l'orrido "Cena Pascual" con santa Gianna Beretta Molla?

Gianna Beretta Molla (1922-1962) nacque a Magenta (diocesi e provincia di Milano) il 4 ottobre 1922, decima dei 13 figli dei coniugi Alberto Beretta e Maria De Micheli.

Già dalla fanciullezza accoglie con piena adesione il dono della fede e l'educazione limpidamente cristiana ed apprende ad avere fiducia nella Provvidenza, ad essere certa della necessità e dell'efficacia della preghiera; la Prima Comunione, all'età di cinque anni e mezzo, segna in Gianna un momento importante, dando inizio ad un'assidua frequenza all'Eucaristia, che diviene suo sostegno  e luce.

Negli anni del liceo e dell'università è giovane dolce, volitiva, e riservata, e si dedicò a un impegno generoso di apostolato tra le giovani di Azione Cattolica e di carità verso gli anziani e i bisognosi nelle Conferenze di San Vincenzo. Laureata in Medicina e Chirurgia, apre un ambulatorio medico, si specializza in Pediatria e predilige, tra i suoi assistiti, mamme, bambini, anziani e poveri.

Mentre compie la sua opera di medico, esprime con gli sci e l'alpinismo la sua grande gioia di vivere e di godersi l'incanto del creato. Si interroga, pregando e facendo pregare, sulla sua vocazione che considera anch'essa un dono di Dio. 

Si fidanza con l'ing. Pietro Molla e vive il periodo del fidanzamento, nella gioia e nell'amore. Ringrazia e prega il Signore. Si sposa ed è moglie felice. Diviene mamma più che felice di tre bambini.

Nel settembre 1961, verso il termine del secondo mese di gravidanza, è raggiunta dalla sofferenza e dal mistero del dolore; insorge un fibroma all'utero. Prima del necessario intervento operatorio, pur sapendo il rischio che avrebbe comportato il continuare la gravidanza, supplica il chirurgo di salvare la vita che porta in grembo e si affida alla preghiera e alla Provvidenza. La vita è salva, ringrazia il Signore e trascorre i sette mesi che la separano dal parto con impareggiabile forza d'animo e con immutato impegno di madre e di medico. Trepida, teme che la creatura in seno possa nascere sofferente e chiede a Dio che ciò non avvenga.

Alcuni giorni prima del parto, pur confidando sempre nella Provvidenza, è pronta a donare la sua vita per salvare quella della sua creatura: «Se dovete decidere fra me e il bimbo, nessuna esitazione: scegliete - e lo esigo - il bimbo. Salvate lui». Il mattino del 21 aprile 1962, dà alla luce Gianna Emanuela e il mattino del 28 aprile, nonostante tutti gli sforzi e le cure per salvare entrambe le vite, tra indicibili dolori, dopo aver ripetuto la preghiera «Gesù ti amo, Gesù ti amo», muore santamente. Aveva 39 anni. 

Rapidamente si diffuse la fama di santità per la sua vita e per il gesto di amore e di martirio che l'aveva coronata.

«Meditata immolazione», così Paolo VI ha definito il gesto della beata Gianna ricordandola come «una giovane madre della diocesi di Milano che, per dare la vita alla sua bambina sacrificava, con meditata immolazione, la propria». È evidente, nelle parole del Santo Padre, il riferimento cristologico al Calvario e all'Eucaristia.

Fu beatificata da Giovanni Paolo II il 24 aprile 1994, nell'Anno Internazionale della Famiglia

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La santa della Famiglia, Gianna Beretta Molla, suscita molta devozione in Italia e all'estero; a lei sono stati dedicati quadri, altari, cappelle, chiese, perché il suo esempio possa essere conosciuto ed imitato. Nella breve rassegna che segue, riportiamo alcuni dei luoghi di culto e degli arredi a lei dedicati:




Ebbene, anche le parrocchie neocatecumenalizzate hanno pensato bene di dedicare qualcosa alla santa della Famiglia.
Per esempio, la parrocchia di San Leonardo Murialdo di Milano ha voluto dedicare una cappella, intitolandola a lei.

Ne vogliamo mostrare alcune foto, tratte dalla pagina di uno studio di architettura.
I patetici commenti a corredo delle immagini sono tratti dallo stesso sito.

I fuochi liturgici, SEDE, AMBONE, e MENSA sono posti al centro e a questi è orientata tutta l'assemblea poiché l'Eucarestia è un banchetto pasquale nel quale il Cristo ci invita a sederci intorno alla mensa.

Il cuore del corpo, la MENSA (...). Essa é di ampia forma quadrata per essere vero tavolo per il banchetto pasquale, ed é alla stessa quota rispetto all'assemblea e collocata al centro della stessa.


L'icona della SANTA GIANNA BERETTA MOLLA a cui è dedicata la cappella è posta al centro della sala sulla parete sinistra...

(Questa immagine è nostra)
Le immagini dicono già tutto, ma vogliamo aggiungere un breve commento.

In primo luogo, l'icona della Santa cui è dedicata  la cappella, e a cui si fa riferimento nel commento alle immagini della pagina new evangelization style, deve essere ben nascosta: tra le molteplici immagini dedicate alla cappella non siamo stati in grado di individuarla.

Nella sala vediamo invece troneggiare, al posto d'onore, dietro il seggio della presidenza, una stampa di grandi dimensioni: si tratta di una riproduzione dell'inquietante Cena Pascual di Kiko Argüello,
È una delle icone "consegnate" alle comunità neocatecumenali al termine del cammino, spesso affrescata, nelle salette delle comunità che hanno raggiunto gli ultimi passaggi iniziatici, con sfondo a foglio d'oro.
La Cena pascuál rappresenta una cena di Gesù con gli Apostoli, avvenuta però dopo la risurrezione, con Gesù Risorto recante i segni della passione. Gli Apostoli sono undici ma non è Giuda a mancare (infatti è rappresentato mentre intinge nel piatto). In essa è rappresentata la comunità dei credenti neocatecumenali, tra i quali non manca mai un Giuda, mentre è più facile che venga escluso dalla comunione con i fratelli chi per esempio preferisce rimanere a casa a curare la cognata malata.

Queste sono nostre deduzioni sul significato del dipinto, non ne abbiamo la spiegazione  e ufficiale: chissà se durante l'inaugurazione con il Cardinale Dionigi Tettamanzi (nella foto) ne è stato illustrato il significato, saremmo curiosi di saperlo!

L'inquietante dipinto, lo stile della cappella, a partire dall'altare trasformato in tavola per banchetti senza alcun valore sacrificale per finire alle seggiole pieghevoli in plexiglas attorno al tavolone (senza inginocchiatoi) e la lugubre spiritualità degli arredi tutti rigorosamente designed by Kiko, rappresentano perfettamente l'antitesi del messaggio di vita e di fede di Santa Gianna Beretta Molla, che, secondo quanto testimoniato dal marito, "amava tutte le cose belle che Dio ci ha donato", e la cui devozione era tale da farle affermare:
«La condizione più essenziale di ogni attività feconda è l’immobilità  pregante. L’apostolato si fa prima di tutto in ginocchio».

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P.S.: ringraziamo Simonetta che è riuscita a rintracciare, tra una finestra e l'altra, in mezzo ad una selva di sedie in plexiglass, il ritratto della santa.😉




32 commenti:

Beati pauperes spiritu ha detto...

Ah... Quelle sedie pieghevoli trasparenti! Sembra di essere seduti in cielo!

Anonimo ha detto...

Notare il gergo: ambone, mensa così come presbitero puzzano di NC da lontano un kilometro

l'apostata ha detto...

@ Beati paupere spiritu


Nulla nel cosiddetto Cammino è a caso, nemmeno le trasparenze.

Le sedie sono di plexiglas trasparente perché si possa essere edificati dal didietro di ognuno ben piantato sulla kikosedia. Solo tenendolo ben fermo si diventa adulti nella fede.

Per questo deve essere visibile, per dare il buon esempio e vigilare che non ci sia qualche religioso naturale che pretenda di inginocchiarsi.

Il didietro, strumento principe del Kikerigma, fulcro dell'interminabile Cammino neocat.

Riguardo a questo, mi sta venendo il dubbio che i neocat, anzi le neocat, siano molte di più di quelle che Sankiko millanta.
Me ne sono reso conto ieri su una spiaggia affollata. Era piena di gentili signorine e signore che mostravano integralmente il proprio didietro.
Mi sono detto, vuoi vedere che dopo i fallimenti delle varie centopiazzate e bisacciate a due a due, per attrarre i cefali è stato Sankiko a lanciare la moda del didietro in bella mostra?

Tutto collimerebbe. Il didietro come strumento di attrazione delle folle da kikonvertire; i cefali che prontamente seguono le evangelizzatrici, e soprattutto il marketing dei microbikini che rende tanti bei soldini...

Che genio Sankiko!

Qualcuno potrebbe obiettare: ma se i microbikini sono opera di Sankiko, perché la Cara Estinta S. Carmen (leggasi Sora Carmen) non ne ha mai indossato uno?

Facile. Tale era il kicarisma, tanta la santità di categoria superiore (ben cinque stalle!) della Cara Estinta S. Carmen (leggasi Sora Carmen) che nessun uomo avrebbe potuto ammirarne le terga senza cadere fulminato.

A questo proposito, e qui svelo un arcano neocat, si narra che quando Sankiko creò il microbikini kikerigmatico, ne fece provare uno alla Cara Estinta S. Carmen (leggasi Sora Carmen).
Dopodiché chiamò padre Mario per mostrarglielo. Il buon padre, oggi noto come don Pesce Rosso Ridens per la sua perenne afasia e il sempiterno sorrisetto pietrificato, venne, vide e... ammutolì! Per sempre!

Non stupitevi. All'epoca il buon padre era più ciarliero di un pappagallo, ed anche il suo viso era attraversato da molteplici espressioni.

Non perse la vita guardandola perché anche lui è un po' santo, anche se di categoria media (tre stalle).
Ma ammutolì di fronte a tanta grazia (g minuscola) kikerigmatica e non poté più proferire parola. D'altra parte la visione di tanta grazia (g minuscola) kikerigmatica sarebbe stata impossibile da descrivere in termini umani. Il sorrisetto pietrificato è un effetto collaterale, un riflesso nervoso diciamo.

Ecco perché non ci sono foto, nemmeno ritoccate, della Cara Estinta S. Carmen (leggasi Sora Carmen) in microbikini mentre annuncia il kikerigma sulle spiagge del mondo.

p.s. Quanto sarà costata la bella saletta? Chi avrà tirato fuori i quattrini? E chi li avrà intascati vendendo i kikoarredi? Chi c'è dietro i CAAL?


pp.ss. Grazie a chi ha detto una preghiera per la mia famiglia. E' stato un brutto periodo. Pian piano ne stiamo uscendo, anche se ci vorrà ancora tempo, ma insomma, è iniziato il recupero. Grazie.

Lino ha detto...

Allucinante! Cosa sta spiegando quel bellimbusto, l'arte di Kiko capace di mistificare anche l'iconografia tradizionale dell'Ultima Cena, capace di inventarsi una Cena post-Resurrezione con Cristo risorto, Giuda presente (perché "necessario" per il Mistero pasquale) e il discepolo che Egli amava in senso a Gesù, come nella rivelazione del tradimento di Gv 13,23-26? Spiega che manca un discepolo giovane (Tommaso è tale nell'iconografia, come Giovanni, Filippo e Giuda) in quanto fu scettico sulla Resurrezione?
http://i.imgur.com/wyJ2aIX.png
Cappella dedicata a santa Gianna Beretta Molla? Non hanno il senso del pudore. E poi anche si lamentano, con quell'ambaradan kikiano della sala, che c'è chi li confuta in ogni parte del mondo considerandoli "un cavallo di Troia"nella Chiesa.

Lino ha detto...

P.S.
"Le Immagini sono similissime alle Lettere; la disposizione e l'alloggiamento delle Immagini alla Scrittura", recita un detto attribuito a Marco Tullio Cicerone. Nel dipinto "Cena pascual", nella scodella, c'è il pesce eucaristico.
Questo, invece, manca nel dipinto di Kiko "Ultima Cena": http://3.bp.blogspot.com/-i16hUf0jKy4/UEpJuQX3YII/AAAAAAAAAdo/mXJn_Z-Yil8/s400/5-c3baltima-cena.jpg

Le immagini la dicono tutta sulla concezione eucaristica del Cammino, tutta dislocata sulla Resurrezione e con attenzione nulla sul Sacrificio.

FIDES ha detto...

quando stamattina ho letto il titolo di questo post mi ha preso lo stomaco! NO!Santa Gianna Beretta Molla non ha proprio nulla da spartire con loro, anzi!
Sono una devota di Santa Gianna Beretta Molla, ero presente in Piazza S.Pietro il giorno della sua canonizzazione, ho conosciuto personalmente a Mesero la sua famiglia, in particolare la figlia Gianna Emanuela, ho visitato i luoghi dove è vissuta, ho ricevuto da lei delle Grazie, le ho affidato i matrimoni delle mie figlie e le loro maternità. Vi assicuro che è una bestemmia affiancarla ai NC, sono opportunsti e ruffiani ad usare il suo nome in quella schifosissima cappella. La chiesetta accanto alla casa dove abitavano Gianna e il marito a Mesero e dove lei ogni giorno si recava a pregare è un piccolo gioiellino. Lei poi amava la bellezza, il creato, era sposa e madre dolcissima ma anche un medico veramente missionario.La figlia Gianna Emanuela è di un'umilta da imitare. La cappellina dove è sepolta a Mesero insieme alla figlioletta è di una semplicità assoluta, con un piccolissimo altare in pietra, benedetto, per la celebrazione della Santa Messa.Che si vergognino! che poi, alla fine, dicono di aver dedicato a lei questa saletta ma è un inno a Kiko! che si vergognino doppiamente!

Simonetta ha detto...

Sottoscrivo tutto quello che ha scritto FIDES.
Sono stata una volta a un incontro con l'ing. Molla, gia' molto anziano.
Mi colpi' molto la compostezza e l'essenzialita', unite a una profonda riservatezza.
A una domanda se fosse contento di aver una moglie in Paradiso (non testuali parole, ma il senso era quello) rispose che avrebbe preferito avere accanto sua moglie.
Altro che "meglio morire, meglio morire " (brrr...).
Inoltre si era opposto a che l'immagine della moglie venisse usata ai tempi del referendum sull'aborto. Anche per difendere la privacy dei figli.
Insomma un signore d'altri tempi, difficile da trovare ai nostri giorni caciaroni in cui tutto deve essere esposto su instagram.

A proposito delle pseudoicone, che cosa rappresenta l'immagine a sinistra guardando la "cena"? Non riesco a capire neppure ingrandendo.

Simonetta ha detto...

Ciao apostata,

se vai su pinterest e cerchi neocatechumenal, trovi svariate immagini classificate come "abitini per la messa".
Senza voler esser bacchettoni, io non metterei quegli abitiniiniini per andare a messa (e forse nemmeno in generale, ma npn ne ho piu' l'eta')...
Um mio amico sacerdote non farebbe neppure entrare.
Certo fa impressione scrivere questo proprio sotto a un post su una Santa che amava la moda e gli abiti di buon gusto.
Forse la si potrebbe proclamare santa del buongusto, merce sempre piu' rara in ogni ambito.

Sono contenta che le cose in casa tua vadano meglio.

Valentina Giusti ha detto...

Simonetta, non ci crederai mai, ma si tratta di un'icona di Kiko! Stranissimo vero? Insospettabile! È l'icona dell'assunzione, mentre al lato opposto della Cena Pascuál, ancora più sorprendentemente, c'è l'icona della Vergine del cammino, sempre by Kiko.

by Tripudio ha detto...

Nota tecnica: un certo pomposo gergo postconciliare ("mensa", "presbitero", ecc.) è stato ampiamente sfruttato dal Cammino, ma non è esclusivo del Cammino. Se ne trova traccia anche nelle varie comunità di Bose, sant'Egidio, ecc.

In alcuni casi si trattava di pura vanità: per esempio, visto che "sacerdote" pare un termine troppo diffuso, il novello pretino diocesano (non neocat) ha fatto scrivere sul santino della sua ordinazione "presbitero", con la comica conseguenza che sua nonna gli ha chiesto: "sì, ma poi quando diventerai sacerdote?". Specialmente nelle facoltà teologiche, poi, dove il latino è praticamente vietato ed è sostituito da greco ed ebraico, "presbitero" va di gran moda. Negli ambienti bosiani e bosizzati va anche di moda dire "allora, prima faremo eucarestia poi faremo vespro" ("faremo vespro", "faremo", "vespro") anziché "allora, dopo aver celebrato la Messa reciteremo i vespri". Anche da quelle parti gran parte dei verbi viene sostituita con "fare, facciamo, faremo", e per darsi un tocco chic riducono "vespri" a "vespro".

Nel caso del Cammino non si tratta tanto di vanità ma di un solidissimo disprezzo verso il sacerdozio, il sacrificio eucaristico, l'altare, disprezzo nascosto dietro la pomposa terminologia di "presbitero", "mensa", ecc.

Simonetta ha detto...

Oh, mai l'avrei detto! ;-)
Grazie per le spiegazioni,

Simonetta

by Tripudio ha detto...

Insomma, i fratelli del Cammino attivano una "cappella" che sarebbe "dedicata" a santa Gianna Beretta Molla...

...e in realtà della santa c'è solo un misero quadretto nell'angolo più nascosto possibile, mentre la "cappella" (cioè la solita saletta) è tutto neocatecumenalizzatissimo: le solite seggiole trasparenti pieghevoli, il solito tavolinetto smontabile, la solita collezione di sgorbi di Kiko...

È il solito tipico caso di ipocrisia neocatecumenale.

Simonetta ha detto...

Ho cercato e trovato la pagina dello studio dell'architetto.
Credo di aver trovato il quadro in questione nella quarta foto dall'alto (escluse le planimetrie).
Si vede Santa Giovanna con due bambini al centro della parete.
Non e' un dipinto in stile "icona ortodossa" e molto probabilmente non e' di Kiko.
So che nelle chiese l'immagine del santo cui la chiesa e' dedicayanon e' sull'altare maggiore ma in una cappella laterale, e' cosi' anche nelle cappelle a ingresso separato?

Valentina Giusti ha detto...

Sì, l'ho vista anch'io ora. Sembra una foto o un dipinto iperrealista tratto da una foto.

Anonimo ha detto...

https://pinterest.com/pin/772508142303086604/

La casa di Kiko, madrid

l'apostata ha detto...

@ Simonetta

"...svariate immagini classificate come "abitini per la messa"..."

Me le ricordo, certe "figlie di Israele", come venivano (s)vestite alle celebrazioni importanti. E nessuno, tra kikatekisti e presbiteri, che dicesse loro mezza parola.

Non è questione di essere bacchettoni, erano proprio indecenti in un contesto religioso.

Del resto fa parte della schizofrenia neocat: ferocemente moralista e contemporaneamente senza freni.

Quanto all'essersi appropriati anche di Gianna Beretta Molla, non c'è da stupirsi.
Sankiko è una sanguisuga opportunista e cerca di accaparrarsi tutto quello che pensa gli torni utile. Anche in contrasto con quanto magari ha affermato per decenni.
Vedi ad esempio i fulmini contro i religiosi naturali e le loro devozioni ai santi e poi la frenesia per la santa di categoria superiore a cinque stalle.

Un parassita, ecco che è. Prospera a scapito delle vite altrui, in tutti i sensi.

Bye.

aleCT ha detto...

@apostata

"Me le ricordo, certe "figlie di Israele", come venivano (s)vestite alle celebrazioni importanti. E nessuno, tra kikatekisti e presbiteri, che dicesse loro mezza parola."

Ricordo che, quando feci notare questa cosa in un altro posto, un gentilissimo NC mi disse senza girarci attorno che dovevo stare attenta alle persone che frequentavo che SICURAMENTE si vestivano peggio.

Per la serie: pensa alle tue amiche che vestono SICURAMENTE come zoccole.(chiedo scusa per il termine)

Tipico modo di fare neocatecumenale: non non sbagliamo, ma se sbagliamo SICURAMENTE c'è gente peggio di noi.

Adulti nella fede? Immaturi umanamente!

Beati pauperes spiritu ha detto...

Grazie apostata delle grasse risate che mi hai fatto fare ;-)

Anonimo ha detto...

Il commento del sig. Tripudio delle 17.21, sulla povera nonna del "presbitero", mi ha fatto sorridere e mi ha fatto ricordare un altro episodio di umoristico fraintendimento sulla terminologia nc, accaduto a me più di 20 anni fa.
Alla convivenza di fine catechesi, dopo aver tenuto la catechesi sull'eucarestia (nella quale si sottolineava che quella sera si sarebbe rivissuta un'eucarestia come quella della chiesa primitiva),la sera del sabato, come di consueto, si celebrò l'eucarestia secondo il rito nc.
Ricordo ancora che alla convivenza era venuto anche un vecchietto piccolo piccolo, che non aveva frequentato le catechesi ma che era stato portato lì in convivenza dal suo amico corpulento. Era spaesato e,pertanto, veniva rassicurato dall'amico sulla bontà di quanto ivi si ascoltava e si faceva.
Il giorno dopo, la domenica, quel vecchietto con fare furtivo si accosto' a me, mi prese in disparte e mi disse (parole quasi testuali):"Bella la rappresentazione che abbiamo fatto ieri sera... ma la messa quando la facciamo!.
Ricordo che a stento riuscii a trattenermi dallo scoppiare a ridere...
Un rimembrante

Ruben ha detto...

O.T.

Guardate la raffinatissima capziosità di quest'annuncio!

http://www.cammino.info/2017/01/raccolta-fondi-per-cammino-info/

Non aggiungo altro!
---

Anonimo ha detto...

aggiungi questo stronzo!!!!


http://chiesaepostconcilio.blogspot.com.es/2012/06/un-discorso-da-tenere-aperto-e-da.html

Valentina Giusti ha detto...

Sinceramente, qualche euro a testa per sostenere un costo di 100 euro, a meno che la pagina non abbia i manzoniani 25 lettori che meriterebbe, mi sembra una forma di auto finanziamento eccessiva.

Anonimo ha detto...

Non riesco a capire anonimo 11:19
Siete tutti analfabeti, avete problemi a comprendere i testi o siete ormai solo in grado di capire quelli di kiko.
Scrivimelo cortesemente, perché ho grande difficoltà a capirvi.

Frilù

by Tripudio ha detto...

Il commento delle 11:19 è interessante perché ci fa capire che il neocatecumenalismo è peggio della mafia: non perdona, non dimentica, non smette mai di odiare (bel modo di essere "adulti" nella fede e di cantare "non resistete al male").

Riguardo alla tentata truffa del seminario di Guam, è venuto fuori persino che il rettore del seminario neocatecumenale dell'epoca, il presbitero Pablo Ponce Rodriguez, non essendosi proattivamente dato da fare per Gennarini, dopo "pochi mesi" è letteralmente sparito dalla circolazione, c'è da supporre che sia stato "estratto" per la missione di Kiko. Come al solito, il neocatecumenalismo (o forse in questo caso dovremmo dire: il gennarinismo?) non perdona mai.

Altra notizia da Guam: le "Famiglie Cattoliche per Apuron", cioè un club di neocat tifosi del vescovo pedofilo neocat, sembra essersi dissolto nel nulla dopo aver fatto notizia nel corso di alcuni mesi per aver... tentato disperatamente di negare le affermazioni delle monache carmelitane e dei rapporti ufficiali sulla truffa del seminario (e naturalmente sulla pedofilia del vescovo neocatecumenale).

Valentina Giusti ha detto...

Non solo Tripudio non perdonano e non dimenticano, ma confondono la presentazione di un'opera frutto del proprio lavoro di intelligenza a chi volesse acquistarla per leggerla e trarne profitto, ad un accattonaggio da sacco nero per sostenere una pagina che non fa che copia-incollare notizie derivate da altre e neppure con completezza.

Lino ha detto...

@ anonimo 24 luglio 2017 11:19
Non ti rimbalzo la tua malaparola, vai da solo nello specchio.
Cosa c'è da leggere, asino? Hai letto quel libro? Io sì, e l'ho fatto girare. Tu, invece, cosa hai capito del concetto di "ermeneutica della continuità", secondo il quale il CV II va interpretato in continuità con il precedente magistero della Chiesa, in continuità con la Tradizione? Dicci, il CV II va interpretato in discontinuità con la dottrina millenaria, secondo le balordaggini di Kiko esposte nel primo mamotreto, con sedici secoli messi tra parentesi?
http://i.imgur.com/B4eBD24.png
Vai a zappare, non rubare braccia alla terra, invece di metterti a recensire libri che non hai letto, dei quali solo per tentare di capire il titolo sei costretto a consultare un vocabolario. Figuriamoci un neocatecumenale che legge un testo che cita "Iota unum e Stat Veritas" di Romano Amerio quale comprensione può avere, abituato com'è alle balordaggini di Kiko.

Ruben ha detto...

@ Anonimo ha detto...
aggiungi questo stronzo!!!!


http://chiesaepostconcilio.blogspot.com.es/2012/06/un-discorso-da-tenere-aperto-e-da.html
---
Infatti da buon pecorone NC; non hai capito nulla:

Un libro, di un autore che magari non stimi, si può tranquillamente vendere e costare 21 euro.

Ma non mi venire a raccontare che la gestione di Ecammino.info" costi solo 100 all'anno(27 centesimi al giorno) come intende far capire il link

http://www.cammino.info/2017/01/raccolta-fondi-per-cammino-info/


E' esattamente come la pastura per i pesci! Sicuramente molti abboccheranno all'amo!

Ti ringrazio comunque, per il "complimento" in apertura che mi dedichi con addirittura tre esclamativi.

Denota una discreta rabbia, per un Adulto nella Fede.

Stammi bene!

Lino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Pax ha detto...

@ Apostata

pp.ss. Grazie a chi ha detto una preghiera per la mia famiglia. E' stato un brutto periodo. Pian piano ne stiamo uscendo, anche se ci vorrà ancora tempo, ma insomma, è iniziato il recupero. Grazie.

Grazie a te, per averci dato notizie, eravamo in pena!
Abbiamo pregato e continueremo a farlo.

Domenica, in una Chiesa bellissima e antica, dedicata alla Madonna Annunziata, ho pregato tanto per te e la tua famiglia e per una bimba meravigliosa che combatte con una terribile malattia.
Si recitava, a fine messa, la Novena a Santa Anna e San Gioacchino, festa il 26 luglio prossimo.
Non avevo mai riflettuto profondamente sul fatto che sono i veri genitori della Santa Madre di Dio, entrambi, e dunque i Nonni naturali di Gesù.
Quale Grazia, che chiediamo per la loro potente intercessione, il Figlio di Dio e di Maria potrà loro rifiutare?

Scusate, ma sento il bisogno di rifugiarmi, sempre più, nella Fede trasmessa dalla Chiesa, nella ricchezza della sua multiforme santità.
attraverso modelli di vita che, pur essendo eroici, si presentano a noi con tutta la profondissima umiltà e semplicità di chi li ha incarnati, che, alla fine, non ci intimidiscono, né ci sembrano irraggiungibili.

Santa Gianna Beretta Molla ne è fulgido esempio. Ci rassicura, ci conforta, ci avvicina a Dio.

Non c'è l'ostentazione del SUFFRIMIENTO che passa il povero aspirante alla Canonizzazione, "Kiko che tormento" che con i suoi sospiri, i suoi lamenti, i suoi guai, vuole lacerarci il cuore....

Ah quanto avete sofferto Kiko - Carmen quanto avete sofferto!
Per causa nostra
Lungo 50 anni
Durante tutte le notti
Lungo tutti i giorni

Ahi, ahi che Suffrimiento!
Come non metteremo la gran parte dei nostri soldi
Nel sacco nero
Pieno delle vostre lacrime e del vostro sangue
Sparso per noi

Affinché si possano sostituire tutte le Chiese Parrochiali
Trasformate a Musei
In altrettante salette, quante sono le comunità della Parrocchia.

Poi, fra pochissimi anni,
Tutti i quadretti provvisori
Dei Santi Veri
Come la Santa Gianna
Saranno sostituiti
Con le Gigantografie fotoshoppate
Dell'imperatore Kiko e con-sorte Carmen, a cavallo.


Dice bene Valentina: "che cosa ha a che fare con l'Orrida Cena Pascual dei vanitosi, presuntuosi, spocchiosi neocatekiki delle salette, nelle quali tutto si respira tranne che il profumo della santità, la dolcissima Santa di Milano?"

Pax

Anonimo ha detto...

nuovo commento sulla pagina https://neocatecumenali.blogspot.it/2017/06/la-sindrome-del-bravo-ragazzo.html

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Sì, veramente interessante l'anonimo delle 11 e 19.
Non per il pensiero che esprime, dozzinale e irrilevante, ma per la bile che sputa. Peggio per lui.

Non so cosa il volgare anonimo intende dimostrare. Penso però che il concetto sia quello che più articolatamente poneva isaia Paolo Geremia nel post precedente. Cioè: "Se siamo accettati dalla Chiesa, chi siete voi per non accettarci?".

Il concetto in se sarebbe giusto se noi, qui, ci limitassimo a delle considerazioni soggettive. Ma le nostre obiezioni sono per lo più corredate da documenti e citazioni della CHIESA.
E' su queste citazioni che i camminanti dovrebbero rispondere.

Ad esempio: il PAPA ha detto che gli itineranti NON DEVONO REPLICARE IL CAMMINO in terra di missione.
Se il Cammino non ubbidisce, come si fa a dire che è accettato?

C'è sempre qualche camminante che dice: "Tra Kiko e il Papa scelgo il Papa! Tra il Cammino e la Chiesa, scelgo la Chiesa. Basta una sola parola del Papa!".
Bene: costoro possono mettersi alla prova immediatamente.

Possono pretendere catechesi coi mamotreti corretti e non con quelli eretici.
Oppure possono ribellarsi alla confessione pubblica in quanto il Codice di Diritto Canonico dice che non si possono fare pressioni psicologiche di quel tipo.
Oppure possono iniziare a comunicarsi in piedi, a non calpestare i frammenti del Pane consacrato, a pretendere che la Messa sia celebrata su un altare, come COMANDA la Chiesa, e non su un tavolo. Ecc.

Se da subito non scelgono la Chiesa, rischiano di non sceglierla mai più. Perché la Chiesa va scelta sempre, in ogni momento.

Se i camminanti cominciassero oggi stesso a scegliere la Chiesa, le cose sono 2: o cambiano il Cammino portandolo all'interno della Chiesa, o vengono buttati fuori dal Cammino (ma non certo dalla Chiesa).
Chi ama la Chiesa è un rischio che deve correre. Altrimenti le loro sono parole vane, aria fritta, ipocrisia e inganno.

l'apostata ha detto...

@ Pax

Grazie delle preghiere,

ma...
"Non c'è l'ostentazione del SUFFRIMIENTO che passa il povero aspirante alla Canonizzazione, "Kiko che tormento" che con i suoi sospiri, i suoi lamenti, i suoi guai, vuole lacerarci il cuore....

Vedi Pax, tu non ti sei ancora compenetrata nelle profondità dell'animo e della mente del Nostro, ecco perché ti stupisci.

A prima vista può sembrare a noi gente semplice un ciarlatano profittante e traffichino.

Ma non è così, noi siamo umile argilla, LUI è tanto più in alto di noi poiché la sua persona, la sua coscienza, la sua volontà sono come forgiati in una lega di metalli nobili.

Infatti Sankiko ha la faccia di bronzo, la coscienza di latta, il didietro di piombo, il desiderio d'oro, il cuore di ghisa, ma soprattutto è fatto di stronzio.

Chi come LUI?

Bye...


Al gentile e garbato anonimo neocat delle 11,19

Vorrei, egregio, prendere le tue difese.

Ti hanno tacciato di essere poco rispettoso e assai insultante, ma io ti ho compreso e so che non è così.

Per un refuso, certo dovuto al demonio, quando ti sei riferito a Sankiko ti è saltata una "i" e anziché rappresentarlo con il nobile metallo in cui è forgiato, lo Stronzio (Sr), ti è uscita una volgare parola, mai sentita da un neocat duro e puro quale certo sei.

Per questo hai subito una dura persecuzione in questo cenacolo di Giuda e Faraoni.

Consolati, Sankiko te ne renderà merito. In piccolo gli assomigli, sembrate fatti dello stesso metallo...


Nota esplicativa per gli adulti nella fede poco acculturati in materia.

Metalli:
Oro (Au)
Piombo (Pb)
Stronzio (Sr)

Leghe:
Bronzo, composto da Rame (Cu) e Stagno (Sn)
Ghisa, composto da Ferro (Fe) e Carbonio (C)
Latta, composta da Ferro (Fe) e Stagno (Sn)