mercoledì 19 luglio 2017

Il Concerto della "SPADA" (di Damocle, e che pende su Kiko)

"La sofferenza degli innocenti" è già stata rappresentata in tutto il mondo (centinaia di Rabbini la hanno ascoltata ai quattro angoli della terra): a Gerusalemme, Betlemme, Parigi, ad Auschwitz davanti alla Porta della Morte, all’Opera di Budapest, alla Boston Symphony Hall, al Lincoln Center di New York, alla Chicago Orchestra Hall, in Giappone a Fukushima, alla Suntory Hall di Tokyo, a Roma nell’Aula Paolo VI della Città del Vaticano).

Ma scusa Kiko, non faceva un caldo bestiale a Trieste, che fai con la tua inseparabile, fedele sciarpa?
E poi, lo dico subito, siamo alla follia megalomane, ormai fuori controllo.


"Stola nera Argüello" (Trieste, 25-06-2017)

Kiko dice:
«Il Signore mi ha ispirato di fare una celebrazione sinfonico-catechetica, non solo si tratta di sentire una musica... Canteremo Shema' Israel» (vedi più avanti Piccola parentesi) e, tutto orgoglioso, ci ragguaglia sul fatto che centinaia di Rabbini, emozionandosi profondamente, lo hanno cantato insieme a loro!

Continua:
«Siamo spettatori dell'agire di Dio» e, come sempre, conclude: «Dio ci precede con eventi...»

Orribile da dire, ma è terribilmente fastidioso sentirlo comandare Dio a bacchetta, con le sue inconfutabili affermazioni, che non lasciano spazio al dubbio.
E noi, senza essere stati interpellati da nessuno, ci intromettiamo in tanta ostentata sicurezza e spudorata insolenza e proviamo a distinguere, per favore, l'agire di Dio, che riguarda anche noi, dall'agire di Kiko.

Kiko ripete spesso di essere un miserabile, un peccatore, ma della santa umiltà non conosce neanche l'ombra.

Follia megalomane, ormai fuori controllo, appunto.

Gli preme sottolineare che, grazie a lui, il mondo ebraico si è avvicinato portentosamente alla Chiesa di Roma, non dimentichiamo la auto-dedica del suo santino, che si è scritta da solo e che rimettiamo in evidenza, per la centesima volta.
Leggiamo e non crediamo ai nostri occhi!

Santino di SanKiko con auto-investitura
Ma se Kiko pensa di prenderci per i fondelli e per stanchezza, può toglierselo dalla testa: quando lui parla noi lo ascoltiamo, ma senza spegnere i nostri cervelli! E lo ribattiamo, colpo su colpo.
Kiko racconta che un Rabbino ebreo, profondamente colpito dalla Sinfonia del "Sufrimiento",  gli ha raccontato di due  Chassidim. Dice l'uno all'altro: "Boris, tu mi vuoi bene? Sai tu quello che mi fa soffrire?"; "Perché? come puoi dire che mi vuoi bene, se non sai quello che mi fa soffrire?".
Kiko soggiunge: «Questo per dire che loro, gli ebrei, hanno sentito che noi capiamo profondamente il soffrire del popolo ebraico. E questo lo ha fatto Dio, non noi!» (rieccolo che si permette di attribuire a Dio ogni cosa che gli passa per la testa). Amicizia vera con i nostri fratelli maggiori, come Giovanni Paolo II ha definito, per la prima volta, gli ebrei: i nostri «fratelli maggiori».

Kiko ama vestire i panni del profeta degli ultimi giorni e, dunque, si spaccia per l'inviato per convertire gli ebrei che, finalmente, grazie a lui riconoscano miracolosamente, in Cristo, il Messia tanto atteso.

Tutto è preceduto da una "Celebrazione della Parola", il filo conduttore è "La Spada".

Prima lettura dal profeta Ezechiele (Ez 22,1.7-12; 21,14-22)

Dice Kiko: «Profetica, molto attuale: si chiama "Spada".
Il profeta enumera i peccati terribili del popolo di Israele, dopo questo elenco chiama la Spada per uccidere e per castigare, una profezia che si compirà con Nabuccodonosor, fino all'esilio. Ma la Parola di Dio è sempre perfetta, vuole dire che in tutte queste Nazioni, dove ci sono questa quantità di assassinati, di peccati orribili, come è stata la shoah, verrà la Spada. Che significa? Una guerra mondiale?» (sì, è proprio ciò che ha detto Kiko, potete verificare nel video indicato sopra)

Kiko vuole concludere che così, in questa generazione, piomberà la SPADA per i peccati abominevoli delle Nazioni, lontane da Dio.

Mi soffermo un attimo sulla Parola, per far notare il taglio che ad essa è stato dato.

Io vorrei consigliare a Kiko - e a Stefano Gennarini che l'ha proclamata - di andare a leggere e meditare i passi della scrittura, che hanno arbitrariamente bypassato.
(In realtà, se osservate bene il video, noterete la grande difficoltà di Gennarini che, per saltellare su e giù da un versetto all'altro, non si raccapezza tra il foglietto da consultare  e la Bibbia che ha davanti!)
Ma cosa attuano così, i due marpioni?
Fanno quello di cui SEMPRE hanno accusato chi li ha colti in fallo, i due marrani:
ESTRAPOLARE FRASI DAL CONTESTO, STRAVOLGENDO COMPLETAMENTE IL SENSO.

La Parola di Dio è perfetta - ancora oggi si compie tutta - ha detto Kiko, ma io gli ricordo che il Signore dice: "Finché il cielo e la terra non passeranno, neppure un iota, o un solo apice della legge passerà." (Mt 5:18).

Noi a lui ricordiamo l'Epilogo dell'Apocalisse di San Giovanni Apostolo:
[18] Dichiaro a chiunque ascolta le parole profetiche di questo libro: a chi vi aggiungerà qualche cosa, Dio gli farà cadere addosso i flagelli descritti in questo libro; [19] e chi toglierà qualche parola di questo libro profetico, Dio lo priverà dell'albero della vita e della città santa, descritti in questo libro.

Mettiamo in evidenza i versetti che sono stati omessi: dal taglio stesso, dato alla parola del Profeta - poichè Kiko ha scelto i passi che confermassero quanto voleva trasmettere, andando avanti e indietro dal capitolo 21 al  22 - coglieremo qualcosa di molto interessante.

Kiko applica questa profezia a una visione di punizione divina, che si abbatte sulle Nazioni per i suoi abomini e peccati, come oggi avviene nel mondo.
Ma, se si legge il passo di Ezechiele, si scopre che è rivolto tutto al suo popolo, in quanto suo popolo, non ai peccati di chi non teme Dio e non lo conosce.
  
Partendo dal versetto 4: "...ti sei contaminata con gli idoli che hai fabbricato: hai affrettato il tuo giorno, sei giunta al termine dei tuoi anni. Ti renderò perciò l’obbrobrio dei popoli... o città disonorata e piena di disordini. 6Ecco in te i prìncipi d’Israele, ognuno secondo il suo potere, intenti a spargere sangue... 15 ti disperderò fra le nazioni». (Ez 22)

E dal capitolo 21, laddove si rivolge a "chi sta in alto", ossia a colui a cui "più è stato dato", leggiamo:
30A te, malfattore infame, principe d’Israele, il cui giorno è venuto, al colmo della tua iniquità, 31così dice il Signore Dio: Deponi il turbante e togliti la corona; tutto sarà cambiato: ciò che è basso sarà elevato e ciò che è alto sarà abbassato" (Kiko, togliti e deponi la tua sciarpa)

E dal capitolo 22:
24«Figlio dell’uomo, di’ a Gerusalemme: Tu sei una terra non purificata, non lavata da pioggia in un giorno di tempesta. 25Dentro di essa infatti i suoi prìncipi, come un leone ruggente che sbrana la preda, divorano la gente, s’impadroniscono di tesori e ricchezze, moltiplicano le vedove in mezzo ad essa. 26I suoi sacerdoti violano la mia legge, profanano le mie cose sante. Non fanno distinzione fra il sacro e il profano, non insegnano a distinguere fra puro e impuro, non osservano i miei sabati e io sono profanato in mezzo a loro. 27I suoi capi in mezzo ad essa sono come lupi che dilaniano la preda, versano il sangue, fanno perire la gente per turpi guadagni. 
 28I suoi profeti hanno come intonacato con fango tutti questi delitti con false visioni e vaticini bugiardi e vanno dicendo: Così parla il Signore Dio, mentre invece il Signore non ha parlato.

Questa dell'aver "come intonacato con fango" tutti i delitti enumerati, utilizzando, come fango, appunto, le "false visioni e vaticini bugiardi" mentre vanno blaterando che "Così parla il Signore Dio, mentre invece il Signore non ha parlato", è una perla inestimabile, tutta dedicata a Kiko, un dono di Dio che ci conforta.

Povera Parola di Dio, così orribilmente mutilata!

Hai ragione, Kiko, quando dici che la Parola di Dio è perfetta e si compie, su questa speranza vivono i poveri, ma la Parola come essa è, tutta intera, non come tu la tagli e ritagli e strumentalizzi ai tuoi fini, caro Kiko, ricordalo!  
Per cui, guai a te!

Ti intrigava quella "spada"? Ti ha entusiasmato Ezechiele, nella tua potente ispirazione artistica del potente tuo cammino? 
Hai collegato con la spada che ha trapassato l'anima di Maria, e di tutte le madri straziate di Israele ma, a parte quello che abbiamo segnalato, avresti fatto bene, ancor prima, a leggere tutto il capitolo 20 di Ezechiele, che inquadra perfettamente l'obiettivo della punizione per cui Dio manderà la tua amata "spada"... e forse avresti scelto un diverso brano della Scrittura.

Così, invece, ti sei fatto una splendida auto-profezia.

Ed è allora una vera spada di Damocle quella che ora ti pende tra capo e collo, Kiko, grande principe d'Israele, profeta intonacatore col "fango" delle tue menzogne!

Andiamo avanti.

Kiko legge la sua solita monizione al Concertone:
«Carissimi fratelli, come pretendere di fare musica, sarà la mia presunzione? La mia vanità? Sia come sia. non lasciare mai di fare il bene per paura della vanità perché questo viene dal demonio, mi disse una volta un anziano sacerdote.»
Siamo di nuovo all'espressione che ritorna, sulle labbra di Kiko, ogni volta che fa un dipinto, presenta un suo libro o legge la solita introduzione al Concertone.
Ogni volta che compie, insomma, "le sue opere di bene".

Ma perchè ti affanni a giustificare il tuo operato? Chi ti chiede di giustificarti? Hai forse da nascondere qualcosa?
Già i latini insegnavano: excusatio non petita, accusatio manifesta.

Anche san Girolamo, nell'Epistola 4, ci ricorda: "dum excusare credis, accusas" (mentre credi di scusarti, ti accusi).
Questo già ti inchioda, abbastanza, direi. Eppure tu continui:
«Fare il bene. È un bene tentare di comporre musica? Vi presento una piccola composizione musicale, che vorrei fosse celebrativa e direi anche catechetica sulla sofferenza degli innocenti, sulla sofferenza della Vergine Maria, della Madonna, forse che la musica riesce a dire qualcosa di più profondo su un tema così importante: la sofferenza degli innocenti.»
Kiko ancora si chiede: "è un bene...?" Già vorremmo rispondere, per semplificare: NO. Ovvio, poiché non rientra nè tra le Opere di Misericordia Spirituale, nè tra quelle di Misericordia Corporale, a te tanto invise, se pure ne conosci l'esistenza.

Ma vogliamo fargli una concessione: l'anziano Sacerdote, che evidentemente Kiko riconosce come guida spirituale (cosa che da sola sarebbe già una grande notizia), gli ha dato un indirizzo certo nel discernimento del suo operare quando, per timore della vanagloria, Kiko vorrebbe desistere dal compiere "un bene" che potrebbe dargli lustro e gloria.
Tentare di comporre musica è un bene?
Kiko pone l'interrogativo e lo lascia lì, aperto; tanto si sa che se Kiko ha deciso di fare il compositore, la Sinfonia ci sarà, come c'è stata.
Ma rileva ancor più quello che Kiko sempre ripete, quando racconta la sua esperienza, ossia che Dio ha fatto una storia con lui in funzione nostra - novello san Paolo egli non vive per se stesso - dunque Kiko avrebbe dovuto usare lo stesso metro con le persone che, a sua volta, conduce.

Ma poi, ricordando la nostra esperienza e richiamando tante testimonianze, dobbiamo dire che, se qualcuno, dentro il Cammino, intraprende qualche "opera" non viene tranquillizzato con il "non lasciare di compiere il bene a causa della vanagloria!".
E parliamo di vere opere di bene, che vengono puntualmente scoraggiate, sconsigliate perché secondo i cosiddetti "catechisti" del Cammino servirebbero solo a nutrire l'orgoglio, a far crescere l'ego, e così finirebbero, piuttosto, per convincere il povero camminante di essere migliore degli altri e giudicare.
Ripeto, parliamo di opere di bene, come tante volte abbiamo raccontato dal volontariato, alle adozioni difficili, al soccorso ai poveri, cose tutte bandite dal cammino.

Cosa sono, al confronto, le opere in cui Kiko si affatica per fare del bene?
Che la predicazione di Kiko è falsa lo conferma il fatto che, da un lato, non una delle cose che insegna egli mette in pratica, quando tocca a lui; dall'altro, quello che egli sperimenta vero nella sua esperienza, che (a suo dire) Dio gli fa vivere per noi, non lo ritiene trasferibile agli altri.
Kiko afferma:
«Il filosofo Sartre ha detto: "guai a colui che il dito di Dio schiaccerà contro il muro".E Nietzsche dice "se Dio esiste e non aiuta coloro che soffrono è un mostro e se non può aiutarli, non è Dio, non esiste" essere schiacciati contro il muro, uomini buttati per strada, morti di freddo, bambini abbandonati raccolti in orfanotrofi di orrore tante volte violentati abusati, quella donna con la malattia del Parkinson abbandonata dal marito che ho conosciuto in quella borgata che il figlio malato di mente picchiava con un bastone. Sono rimasto sconvolto davanti a Gesù morto in croce presente in lei e in tanti altri e altri.

Così Kiko ha trovato e ha lasciato i poveri!
Sapete che io sono andato a vivere lì e mi sono trovato con la sofferenza degli innocenti che mi ha sconvolto la vita. Allora ho lasciato l'arte, ho lasciato la mia vita, ho lasciato tutte le mostre che abbiamo fatto, tutto, e me ne sono andato a vivere con i poveri. Pensando: "Dio quando viene, nella sua seconda venuta, vorrei che mi trovi in ginocchio davanti alla sofferenza degli innocenti!". Gli innocenti sono quelli che sono vittime dei peccati degli altri, questa povera donna che suo figlio la menava con un bastone tutti i giorni, perché? Che ha fatto? E perché non io?»
Ma davvero? Kiko avrebbe lasciato l'arte? No, Kiko ha lasciato i poveri.
E' tornato all'arte alla grande, e ora va a gonfie vele!

Grazie al Cammino ha trovato un palcoscenico eccezionale, invece che solo pittore, oggi è anche poeta, compositore, architetto...e chi glielo doveva dire, a uno come lui?
Infatti ognuno può concludere, da solo, quale sarebbe stata la fama di "Artista" di Kiko, se non ci fosse stato il Cammino Neocatecumenale!

Egli, dunque, "rinunciando a tutto", ha scelto di andare a vivere con i poveri, per farsi trovare, addirittura, in ginocchio ai loro piedi nel giorno del giudizio.

Cosa ne ha fatto dei suoi santi propositi? Delle sue divine ispirazioni?
Bisogna riflettere, dunque, su come si è comportato nel Cammino con i poveri, e su come si comportano, davanti al suo pessimo esempio, i cosiddetti "catechisti itineranti" del Cammino.

Tante esperienze e testimonianze sono già presenti in questo blog e altrove, ma noi speriamo di raccoglierne ancora, nel nostro dichiarato impegno di de-canonizzazione, condiviso da tanti che, come noi, sono atterriti alla sola idea che Kiko e Carmen possano, un giorno, raggiungere entrambi gli onori degli altari.

Parla ancora Kiko:
Quanta gente uomini ubriachi quante violenze. Di fronte a questa sofferenza, che fare? [sospira].
Di fronte a questa sofferenza... Che mistero è la sofferenza di tanti innocenti che portano su di sé i peccati di altri, incesto, una violenza inaudita, nella zona di Napoli la televisione ha detto trecentomila incesti, non vi dico in tutta Europa.  E quella fila di donne e bambini nudi verso la camera a gas e un guardiano che nel suo cuore sentiva una voce che gli diceva: "mettiti nella fila e va con loro alla morte" e non sapeva da dove gli veniva. Questo è storico un nazista che ha scritto un libro...Chi mi spiegherà questo? Vedeva l'orrore che stavano facendo che posso fare per loro? Ha sentito dentro di se questa voce... Spogliati e... entra con loro nella camere a gas! e questo non lo ha fatto, ma lo ha sconvolto e nel libro dice ancora nessuno mi ha spiegato perché ho sentito questo. Ma noi lo sappiamo, questo lo ha fatto il padre Kolbe, Gesù Cristo è la risposta perché ci dicono che dopo Auschwitz non si può più credere in Dio, hanno detto dopo gli orrori poiché la vita è una mostruosità e si uccide e voi sapete la statistica ogni minuto si uccide una persona sulla terra, nella statistica certa, non vi dico la quantità di suicidi in Europa e dei giovani. Se la vita è una mostruosità non c'è amore nella vita. Però se un uomo liberamente si spoglia e entra con te nella morte, una morte assurda c'è l'amore, c'è Dio nel mondo, questa è la nostra missione, la missione dei cristiani, non solamente nel sociale... una missione escatologica, molto più profonda. [sospira]
Dicono che dopo l'orrore di Auschwitz? No, non è vero... Dio si è fatto uomo per prendersi lui tutta la sofferenza degli innocenti, è lui innocente totale, l'Agnello condotto al macello, senza aprire bocca, colui che porta su di sé i peccati di tutti. In questa piccola opera si vede la Vergine Maria sottomessa allo scandalo della sofferenza degli innocenti nella sua propria carne, nella carne del suo proprio figlio "ahi che dolore", mentre una spada attraversa la sua anima... vorremmo celebrare insieme con questa sinfonia quando un angelo sostenne la Vergine, come Gesù nell'orto degli ulivi quando un angelo lo sostenne a bere il calice preparato per tutti i peccatori. Vorremmo contemplare e sostenere la Vergine che accetta questa "spada" che secondo il profeta Ezechiele Dio ha preparato per i peccati del suo popolo e che ora attraversa l'anima di questa povera donna, Maria, madre di Dio, Santa Theotokos tu sei la Madre di Dio... e Madre nostra canteremo tutti con te Shema' Israel.
Piccola parentesi.
Qualcuno dovrebbe ricordare a Kiko che sarebbe corretto da parte sua precisare che lo Shema' Neocatecumenale è un canto che ha composto, tanti e tanti anni fa, l'itinerante Giorgio Filippucci, responsabile della Regione Umbria, morto giovane all'improvviso mentre celebrava le lodi, a causa di un infarto, lasciando la moglie Lucia incinta dell'undicesimo figlio.

Giorgio era ingegnere, Kiko lo accusava sempre dicendo che egli si riteneva più intelligente di lui, perché era un "catechista" neocatecumenale pieno di zelo e di iniziative... ma si sa, le iniziative nel cammino possono essere solo quelle decise dai vertici!
E poi, che significa il fatto che Kiko spesso ripeteva, e non solo a Giorgio: "Tu pensi di essere più intelligente di me!"?
Il canto dello Shema' composto da Filippucci, però, è piaciuto troppo a Kiko, forse è uno dei canti più particolari del cammino, per cui Kiko se ne è appropriato, lo porta nei suoi Concertoni - è senz'altro il punto forte di attrazione per gli ebrei - non citando mai il vero autore.
Kiko è molto bravo a seppellire e cancellare i morti e, a volte, con loro seppellisce anche i vivi, i migliori sempre, nell'un caso e nell'altro.
Non lo ho mai visto piangere, in realtà, per la morte di qualcuno di questi, che pure a lui hanno dedicato la loro vita, con profonda abnegazione.
Chiusa parentesi.

Nella vita ci si imbatte, in ogni ambiente, in furbi e prepotenti che approfittano dei deboli e dei piccoli, in tante forme vittime dei loro peccati.
Kiko lo ha detto!
Ma si percepisce, nel suo esporre, un certo imbarazzo malcelato.
La menzogna pesa, anche ad un bugiardo patentato come lui, abituato a tutto.
Troppo diverso egli è nelle sue vere vesti, lui e i suoi degni scagnozzi, che tanto bene hanno imparato la lezione dal loro illustre maestro.
Perchè Kiko non ci racconta, dopo quella ispirazione, cosa ha fatto della sua vocazione per i poveri?
Così, come Carmen è passata dalla profonda devozione per il raccoglimento e la comunione quotidiana, a cui per nulla al mondo avrebbe rinunciato, al fulgore della Pasqua che trascina, secondo la riforma liturgica del Concilio Vaticano II fatta a modo suo; Kiko è passato dai poveri (ai quali aveva votato la sua vita, rinunciando a tutto) alla costruzione di un impero di cui lui è il capo assoluto, innalzando continuamente monumenti alla sua immortalità e alla sua imperitura fama, gestendo un gigantesco fiume di denaro di cui mai è sazio.

Quello che più grida vendetta è che compone una Sinfonia sulla sofferenza degli innocenti, che sono coloro che patiscono ingiustamente per i peccati degli altri, proprio Kiko che nel suo cammino non lascia alla giustizia alcuno spazio.
Abbiamo visto quale parola Kiko riserva per sè: non lasciare mai di fare il bene per paura della vanità perché questo viene dal demonio, e ora vediamo le parole che riserva nel cammino ai poveri, agli innocenti vittime di abusi, angherie o violenze.

Ecco qui sotto elencate alcune parole che Kiko aveva per loro: facciamo solo una sintesi (fatti concreti ne abbiamo raccontati e ne racconteremo), vogliamo solo portare alla luce la gigantesca ipocrisia del nostro autonominato iniziatore, ci bastano solo un paio di aspetti.

A chi denunciava al "Tripode" Kiko-Carmen-Pezzi fatti gravissimi, che richiedevano la difesa dei più piccoli di fronte alla violenza e prevaricazione di chi, tante volte, approfittava proprio del suo ruolo di comando nel cammino,
Kiko rispondeva:
1. «Il nevrotico è colui che si identifica con la sofferenza dell'altro: tu non accetti vedere soffrire? Sei un nevrotico. Non sei adatto per itinerante»
2. «Perché denunci queste cose? Tu cerchi la giustizia? Ma dietro ogni richiesta di giustizia c'è il demonio!»
In un capovolgimento totale, il perfido Kiko riusciva a ribaltare la realtà, completamente, giocoliere e incantatore, per cui il demonio abitava negli innocenti e in coloro (pochissimi in verità) che avevano il coraggio di farsi portatori delle loro ragioni, mentre la grazia, intesa a modo loro, abitava negli oppressori e violentatori che, avendo scoperto l'abisso dei loro peccati, potevano convertirsi alla predicazione del prossimo "kerygma", che il profeta Kiko avrebbe urlato dal leggìo brandendo la sua croce e indossando la sua sciarpa-stola nera, e ricevere lo Spirito Santo.

Una cosa mancava alla fine, sempre, il perdono della vittima - SI UMILIASSERO O NON SI UMILIASSERO I CARNEFICI POCO IMPORTA -... Quanti piccoli piegati sotto questo giogo crudele, implacabile, brandito da un lato da Kiko e Carmen, spettatore padre Mario, dall'altro dalla equipe itinerante del posto del misfatto, il povero o si piegava, sfinito, o se ne andava via, fuori dal recinto, gettato per terra, sanguinante, impazzito.

Delle due l'una: o Kiko ha mentito (ossia non è vero quello che racconta, della sua divina chiamata tra i poveri, e ha copiato da qualche memorabile vita di santi la sua finta vocazione, per rendersi canonizzabile), oppure ha tradito la sua prima chiamata, come ha fatto Sora Carmen.

Ecco la famosa "inversione ad U" della vera "metanoia", una conversione che avviene al contrario, fino a quando Kiko e Carmen non si sono comodamente sistemati nella vita che a loro piaceva fare.
Cosa piaceva fare?
Godere di tutto, togliersi ogni sfizio e ogni desiderio, comandare e spadroneggiare a tutto campo, fare la bella vita a spese del prossimo.

Come non concludere come abbiamo iniziato? 
Dulcis in fundo, ecco il Simpatico Commiato dell'arcivescovo Crepaldi:
«Termina qui questo straordinario incontro che abbiamo fatto e io voglio ringraziare di cuore prima di tutto il Signore che ci ha risparmiato i fulmini e i temporali, avevo tanta paura che andasse a finir male, ma il Signore ci ha aiutato come sempre, credo che ci sia lo zampino di Carmen, vero Kiko? Lei è stata il sole del Cammino.»  [questa battuta è proprio mondiale!]

Che dire? 
Stefano ascolta tutto compiaciuto, seduto accanto a Kiko, tutto pacione.
Certo, molto di ciò che è Crepaldi col cammino, è merito suo!
Il nostro Vescovo riserva a Kiko l'ultimo ringraziamento, e al Cammino Neocatecumenale: «ormai il Cammino è una presenza internazionale, che sta facendo tanto bene a tante persone, e con Kiko vogliamo dare un altro straordinario applauso a questa bellissima orchestra e al suo direttore.»
E, ringraziamenti a profusione, per tutti.

Noi speriamo solo che i nostri ringraziamenti, così sentiti, espressi qualche giorno fa parlando del primo incontro, per qualche via provvidenziale, gli siano arrivati. (*)

Non aggiungiamo nulla, davvero non c'è più parola.
Può calare, finalmente, il sipario su Trieste!
Ora ci aspetta Madrid, per i Diari di Carmen.

Fine secondo incontro.



(*) Trascriviamo qui sotto, dal precedente post, i ringraziamenti all'Arcivescovo di Trieste.

Conclusione della prima parte:
Io, personalmente, prima di passare al santo iniziatore, sento di ringraziare mons.Crepaldi, per tutti gli elogi fatti a Kiko, velati, forse è vero, da più di una sottile ironia, nel suo simpatico discorrere ma, se le reprimende esplicite e dettagliate a Kiko-Carmen e al Cammino, in tutti questi anni, hanno solo fatto loro il solletico, cose volete che faccia qualche sottile ironia canzonatoria? Nulla, nulla in assoluto, se non dare pubblicamente un'altra pessima impressione che è quella della confidenza tra amici che si respira fra Crepaldi e i kikos.
Confidenza dalla quale noi cattolici ci sentiamo totalmente esclusi, dalla quale ci sentiamo, anzi, profondamente offesi o, per meglio dire, presi in giro.
Sì, io lo ringrazio, infatti, a mio nome e a nome di tutti quelli che nel Cammino sono stati angariati, distrutti, usati e gettati via, come stracci, che hanno assistito a mille ingiustizie, che hanno fatto sentire la loro voce alla Chiesa, a tanti santi Pastori (Cardinali e Vescovi, insieme ai nostri cari Parroci) come era nostro diritto e sacrosanto dovere. Questo lo abbiamo fatto non senza prima aver provato, innumerevoli volte, a farci ascoltare dagli iniziatori e da chiunque comanda all'interno del cammino, gli unici che potevano e dovevano governare le situazioni anomale che si andavano creando.
E dunque, insieme a Lei, Eminentissimo Mons. Crepaldi, "ringrazio" tutti gli altri Pastori a cui ci siamo rivolti, senza mai ricevere alcuna risposta.
No, non posso credere che mai nulla di tutto questo dolore sia arrivato - come a tanti, a tutti i Pastori della Chiesa - al caro arcivescovo Crepaldi, così simpatico. 
Ma ognuno ha la propria coscienza a cui rispondere, in primis, e poi a Dio; anche gli Arcivescovi.

43 commenti:

l'apostata ha detto...

Tutto dolorosamente vero.

La strumentalizzazione della Scrittura a suo uso e consumo.

Lo sperpero di denaro per le sue iniziative megalomani.

L'orgoglio.

La pretesa di comandare Dio.

L'impedire le opere di carità che possono sottrarre denaro al Cammino.

Mi vene la nausea solo a pensare a quel che ho visto negli anni. Uno schifo totale.

Che dire di quel cialtrone che piagnucola di voler rimanere in ginocchio davanti ai poveri? Sanno tutti che vive a scrocco in un appartamento vicino al Vaticano. Come farà a inginocchiarsi tra un'aragosta e un sigaro cubano è un mstero.

I frutti del Cammino? Giovani costretti a sposarsi e ad avere un mucchio di figli che si ritrovano dopo qualche anno un matrimonio a pezzi.

Giovani e non che perdono la Fede quando scoprono di essere finiti in una setta che la Chiesa protegge.

Abusi e violenze psicologiche dei cosiddetti discernenti kikatekisti.

L'ipocrisia eretta a sistema di vita.

Sfruttamento delle persone, come le vedove che fanno le serve gratis nei RM e le ragazze le sguattere alle famiglie dei kikatekisti.

L'impoverimento delle famiglie cui sottraggono l'equivalente di almeno due mesi di lavoro all'anno. Questo senza contare le donazioni di beni e oggetti di valore.

Gli ordini idioti impartiti dai kikatekisti discernenti, che tanti danni hanno provocato nelle famiglie, sul lavoro, nella vita degli adepti.

Mi fermo qui, la rabbia è tanta, specialmente se penso a quei pastori che invece di proteggere le pecore loro affidate le hanno date in pasto ai lupi vendendosi per trenta denari.

Povera Chiesa, in che mani sei finita.

L'entusiasta mons. Crepaldi, a questo punto, poteva anche dare un ulteriore contentino a Sankiko esorciccio e nominarlo per premio esorcista ufficiale della diocesi.
A cotanto pastore, cotanto cacciadiavoli.

Lino ha detto...

Io mi pongo una domanda semplice semplice: ma i neocatecumenali, incupiti per anni a causa dei propri supposti idoli (figli, lavoro, studio ecc. eccetera) non si stanno rendendo conto che questo spgnolo oramai parla solo dei libri dei fondatori, delle fantomatiche missioni che avrebbe ricevuto da Dio, della propria immensa arte (dalla pittura alla poesia), della canonizzazione di Carmen e sua? Ma i neocatecumenali non si stanno accorgendo che il vero, grande idolo che si sono costruiti si chiama Kiko Arguello?

Anonimo ha detto...

rispondo a Lino:

molti se ne sono accorti nell'ultima convivenza di riporto dell'anno scorso.

Un insieme di bugie, di storie false, di elogi solo per i fondatori.
Niente scrutatio, niente questionario,solo filmini (già visti e rivisti) e catechesi SUI fondatori del CNC.

Per alcuni è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso per altri un seme di dubbio. Credetemi molti si stanno allontanando ..piano piano.


Il cammino è allo stremo, solo richieste di soldi.

I piu' anziani stanno morendo o sono troppo vecchi per uscire dal cammino, gli altri non hanno le fondamenta e continuano solo perchè non conoscono altro e rimarrebbero soli.

La paura di restare senza punti di riferimento è l'unica ragione che tiene molte persone con famiglia nel CNC.Per non parlare di quelli che avendo molti figli ed essendo famiglia monoreddito non potrebbero sopravvivere senza la provvidenza (leggi decima degli altri)

I giovani fanno quello che gli pare: è una scusa per poter uscire dalle grinfie di una famiglia NC.
Nel momento che hai una tua comunità tutto è permesso: esci la sera per le celebrazioni, ma anche per la birra dopo le celebrazioni, il dormire fuori nelle convivenze, il partire le missioni popolari o la GMG, facendo un viaggio da solo che i tuoi genitori NC mai ti avrebbero permesso di fare.

Nicola ha detto...

Concordo con Pax: la frase sui falsi profeti che dicono "questa è la parola del Signore! mentre il Signore non ha parlato" è veramente emblematica, e rappresenta perfettamente tutte le conventicole sedicenti cristiane che si muovono sulla falsariga del Cammino Neocatecumenale.
I katekikos si lasciano andare fin troppo spesso ad interpretazioni alla spicciola, "da bar", della volontà del Signore: "Ti è successo il fatto X? E' perchè Dio vuole dirti Y", "Sei indeciso tra X e Y? Scegli Y, perché il Signore da te vuole questo".
E come loro, ce ne sono tanti. Dovrebbe far riflettere che nemmeno i sacerdoti, che pure hanno una preparazione spirituale di tutto rispetto, si lasciano andare a interpretazioni così caserecce e improvvisate della volontà di Dio: forse perché sanno che è difficile sapere quali sono le vie del Signore, e perché fortunatamente mancano dell'arroganza presuntuosa e distruttiva dei katekikos.

Negli anni, ho imparato a dubitare FORTEMENTE di questi soggetti, che hanno solo certezze e mai dubbi, e dicono di sapere sempre con assoluta certezza cosa "vuole dire" il Signore in ogni occasione. E quando gli si muove la critica di cui sopra, la risposta è sempre quella: "Eh, un catechista non avrà la preparazione spirituale di un sacerdote, ma in quel momento, quando lo interpelli, è lo Spirito Santo che parla per bocca sua". Complimenti CNC, bel modo per mettere a tacere dubbi e critiche, tirare in ballo lo Spirito Santo.

by Tripudio ha detto...

Questa faccenda della "spada" suona praticamente come un simbolo fallico (senza nemmeno bisogno di scomodare la psicologia).

Kiko e Carmen hanno sempre avuto un'ossessione per le questioni sessuali, e anche stavolta - come dalle citazioni riportate in questa pagina - Kiko parla quasi come un maniaco sessuale, quantomeno come un disturbato squilibrato, come uno che involontariamente fa notare il marciume che ha nell'anima.

Le omelie di Kiko (impropriamente dette "kerygma") infatti contengono sempre qualche allusione sessuale - allusione totalmente gratuita rispetto al contesto. Bambini «violentati e abusati»: era necessario evocare tale immagine per chiarire le citazioni appena fatte di Sartre e Nietzsche? Figlio «picchiato con un bastone»: era necessario evocare tale immagine? La sofferenza degli innocenti: «nella zona di Napoli la televisione ha detto trecentomila incesti». Kiko, stai raccontando un film pornografico?

Stando alle statistiche ISTAT la "città metropolitana di Napoli" (quella che fino a pochi anni fa era "provincia di Napoli") conta 3,1 milioni di abitanti (in 1,1 milioni di nuclei familiari), di cui il 16,1% (circa 500.000) sotto i 15 anni. Il numerone gigantesco sparato da Kiko è assurdo perfino se lo riducessimo del novanta per cento. Kiko, mai sposato, mai generato figli, "vede" una quantità allucinante di incesti.

E non gli basta, insiste: «quella fila di donne e bambini nudi...» Kiko, il film porno di cui parli è pedofilo? Certo, lo abbiamo capito tutti che stai cercando di ingraziarti gli ebrei infilando a forza nel discorso le immagini più scioccanti possibili riguardo Auschwitz, ma in quel preciso contesto era davvero necessario menzionare la nudità?

In passato ho avuto a che fare con persone letteralmente avvelenate dalla pornografia, al punto che non si accorgevano di "ammetterlo" attraverso il loro modo di parlare, di guardare, di alludere, di scherzare, persino nei loro discorsi seri e nelle loro espressioni facciali quando tacevano... L'ossessione che uno ha dentro, le fantasie che uno coltiva, prima o poi cominciano a venir fuori, e vengono fuori continuamente, insistentemente. Kiko pare proprio uno di questi ogni volta che parla di peccati sessuali, di violenze, di morte.

Essendo campione nel mistificare simboli, parla con insano gusto della "spada", parla sempre degli incesti, della morte, dei bambini nudi, della violenza, dei suicidi... Sesso e morte, morte e sesso, incesti, morte, bambini, suicidi, violenze, morte... Non siamo più nel paradiso terrestre, viviamo in un'epoca particolarmente barbara, ma Kiko ci sguazza con malcelato piacere (e comunque le statistiche sui suicidi in Europa sono molto meno drammatiche di quel che dice Kiko: cfr. dati OMS). Se considerate un qualsiasi discorso di un qualsiasi Papa o vescovo o parroco sugli stessi temi, non vedrete lo stesso crogiolarsi nelle immagini forti, tanto meno spalmarle in ogni paragrafo.

Insomma, continuano costantemente a moltiplicarsi gli indizi che Kiko da tutta una vita ha qualche serio problema, terribili macchie nell'anima che si porta dentro almeno da quando si mise in testa di fare il predicatore nelle Palomeras Altas più di 53 anni fa. E Carmen probabilmente altrettanto, visto che pur offrendogli "il Concilio su un piatto d'argento" ha anche lei (sempre!) battuto ossessivamente sul tasto del sesso, non solo per mera solidarietà alle omelie di Kiko. Non è un'ipotesi campata in aria quella per cui i due, più che collaboratori, siano sempre stati complici. Tanto più che la loro unica e coerente perseveranza è stata nel fare la vita comoda a spese degli altri, comoda soprattutto per il proprio orgoglio.

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

Che la setta, fondata da Kiko e Carmen, due persone al servizio del demonio, si sia potuto istallarsi nella Chiesa - con la benedizione di un santo (G.P.II si lasciò ingannare per la sua ossessione di una Chiesa trionfalistica) - è un fatto unico nella sua storia bimillenaria e travagliata.
Kiko, più di Carmen, l'ideologa, ha indubbiamente un carisma satanico per distruggere la Chiesa, paragonabile a quello che aveva Hitler, sul piano politico e razziale; il carisma di impossessarsi di persone intelligenti e preparate teologicamente, ma sprovvedute psicologicamente e tanto più di anime inermi e semplici. Kiko finirà presto come Adolfo.
Penso in questo momento al mio amico Stefano Gennarini, citato nel
blog. L'ho conosciuto prima del cammino, quando stavo nella comunità di don Giuseppe Dossetti, che lui frequentava settimanalmente, prima di imbattersi nel duetto demoniaco. In quel periodo studiava a Tubinga teologia e seguiva la sana esegesi ed ecclesiologia di Dossetti.
Come Stefano abbia potuto cadere nella rete di quel mistificatore di Kiko non è un mistero, ma l'opera palese del demonio.
Mi viene in mente il salmo 10, 3 - 11:

3 Sì, l'empio si gloria della sua brama,
l'avaro, mentre benedice, disprezza il Signore.
4 L'empio, naso all'insù, non cerca nulla:
"Non c'è Dio", sono tutti i suoi ragionamenti.

5 Le sue vie prosperano in ogni tempo,
troppo in alto i tuoi giudizi contro di lui, +
soffia su tutti i suoi nemici.
6 Dice in cuor suo: "Mai vacillerò,
di generazione e generazione, sarò senza male".


7 Di spergiuri ha piena la bocca, di inganni e di frode;
sotto la sua lingua oppressione e iniquità.
8 Siede in agguato nei casolari, +
di nascosto uccide l'innocente,
i suoi occhi spiano il misero.
9 Sta in agguato nel nascondiglio,
come un leone nella sua tana,
sta in agguato per ghermire il povero;
ghermisce il povero, lo attira nella sua rete,
10 Si abbassa, si rannicchia,
e piomba con tutta la sua forza sui miseri.

11 Dice in cuor suo: “Dio dimentica,
nasconde la sua faccia, non vede mai nulla.”

Ruben ha detto...

Per quanto riguarda gli incesti,
Kiko può anche esserne ossessionato;
purtroppo, nel mondo ispano-latino-americano, sono talmente diffusi, che in alcuni paesi del centro-sud america a scarsissima densità di popolazione, sono talmente tollerati dalla legge, che al padre di famiglia, è di fatto riconosciuto una sorta di "ius", sulla
verginità delle figlie.
In ogni caso, nonostante la legge italiana in merito, sia molto permissiva, 300.000 incesti nel napoletano, mi sembrano da parte di Kiko, una sparata stratosferica.
---

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Post che merita molte considerazioni.

Kiko ha detto che dietro ogni richiesta di giustizia si nasconde il demonio! Stupefacente.
Ma il Vangelo LO SMENTISCE: Gesù, in Lc 18, cita una vedova che invoca GIUSTIZIA verso un giudice iniquo.
Gesù dice forse che è indemoniata? NO. Dice anzi, che, se pure il giudice le farà giustizia pur di non essere importunato, TANTO PIU' Dio soccorrerà chi lo invoca.
La giustizia umana come paragone della giustizia divina e non in contrapposizione.
INVOCARE GIUSTIZIA è, perciò, profondamente cristiano.

CAMMINANTI SVEGLIATEVI!!!!

Non credete a quello che dico perché io non sono all'altezza di Kiko?
Mi sta bene. Fate allora un esperimento virtuale.

Conoscendo un po' Papa Francesco, immaginate di trovarvi davanti a lui e chiedete: "Invocare giustizia, anche quella umana, come la giustizia sociale, la parità dei diritti tra tutti gli uomini, che i PEDOFILI e gli STUPRATORI paghino anche penalmente, è opera del demonio, come dice Kiko, o è giusto?"

Secondo voi come risponderebbe il Papa?
Io azzardo una ipotesi: direbbe che è Kiko ad essere indemoniato. O che è pazzo. O che, attraverso questo satanico artificio di parole, questo mefistofelico inganno perpetrato ai vostri danni, suoi FINANZIATORI, egli cerca di nascondere crimini come la pedofilia e lo stupro dei sacerdoti del Cammino.

Svegliatevi, perché le cose sono 2: o credete nella Chiesa, e allora dovete ammettere che Kiko sbaglia, o credete in Kiko, ma allora non state con la Chiesa.

Beati pauperes spiritu ha detto...

Su questo bellissimo post di Pax ci sarebbero da dire mille cose, che mi turbinano nell'anima ma sinceramente non me la sento di aggiungere niente, perché ne verrebbe fuori solo una enorme amarezza, dolore e rabbia.
Le parole di Tripudio fanno male come una gragnola di sassi in faccia, ma lo ringrazio per la chiarezza e anche per il coraggio di scrivere determinate cose.

Ho sempre pensato al suo stesso modo, e non sono il solo (si veda il commento del P. Vergara in proposito).

Voglio solo dire che mi uccide il modo in cui Kiko usa la sofferenza per farsi pubblicità. Che cosa c'è da dire sul male? San Massimiliano Kolbe, uno che ebbe davvero a che fare coi sofferenti senza riempirsene la bocca come fa l'anticristo Kiko: lui ci viveva accanto ogni giorno e diede la vita per loro, non avrebbe mai parlato in questo modo.
Madre Teresa visse accanto agli uomini reietti e miseri tutta la sua vita e mai parlò della sofferenza di quelle persone nel modo in cui fa Kiko.
Per Kiko quei sofferenti sono solo parole di cui riempirsi la bocca. Parole altisonanti utili a stupire l'uditorio beota.
Kiko ha mai passato un giorno in oncologia pediatrica a consolare i bambini con gli occhi scavati e senza capelli uccisi da dolore dentro la croce di un letto? Ha mai consolato vecchi afflitti e soli abbandonati da tutti? Kiko, criminale, sai solo evocare orribili demoni ai quali non sai dare una spiegazione e se non sai dare una spiegazione significa che dentro sei completamente vuoto, non hai nessuna fede in Gesù Cristo, sei un abisso nero che parla solo di distruzione, cioè quella che hai dentro di te.
C'è una risposta al male, certo che c'è, ed è semplicissima, ma tu non la sai trovare perché in fondo, a dispetto del tuo tanto vantarti delle "esperienze nei baraccati" tu sai solo contemplarli, i sofferenti, ma non li hai mai aiutati.
Anzi! Possiamo testimoniare, per averlo sentito dire dalla tua bocca e da quella della tua consocia, che la sofferenza di tanti innocenti può essere una tentazione del demonio per distogliere i tuoi "missionari" dal compito di diffondere il tuo orrendo sincretismo gnostico e diabolico.

E infine (alla fine ho scritto e nemmeno so perché , piangendo) chi ti credi di essere per dire che Cristo nella Sua gloriosa Parusia dovrebbe trovarti in ginocchio davanti ai sofferenti? Pensi di vivere in eterno? Ma cosa dici Kiko?! Tu sei impazzito completamente! Tu ti innalzi su un bel trono dorato altro che in ginocchio! Tu non hai mai piegato il tuo ginocchio davanti al Santissimo Sacramento nella Messa e vorresti che il Signore "ti trovi inginocchiato" nella Sua Venuta alla fine dei tempi? Ma prega piuttosto che Iddio nella ira dell'ultimo giorno non ti incenerisca come la pula del grano! Tu vuoi metterti al posto di Dio? Vuoi togliere a Dio persino la gloria del Suo ritorno? Vorresti metterti al centro della scena anche in questa occasione?

"Fino al Cielo sarai innalzato? Fino agli inferi precipiterai..!"

Max ha detto...

Blogger Lino ha detto...
Io mi pongo una domanda semplice semplice: ma i neocatecumenali, incupiti per anni a causa dei propri supposti idoli (figli, lavoro, studio ecc. eccetera) non si stanno rendendo conto che questo spgnolo oramai parla solo dei libri dei fondatori, delle fantomatiche missioni che avrebbe ricevuto da Dio, della propria immensa arte (dalla pittura alla poesia), della canonizzazione di Carmen e sua? Ma i neocatecumenali non si stanno accorgendo che il vero, grande idolo che si sono costruiti si chiama Kiko Arguello?

19 luglio 2017 09:14
Caro Lino, parlo da dentro il cammino, si in tanti ce ne siamo accorti e non abbiamo il coraggio di lasciare avendo dato tutto a questa realtà, standoci dentro con tanti parenti. Aspettiamo davvero che la Chiesa ci liberi. So che la Chiesa ha parlato e Kiko se ne infischia e continua il suo gioco, però se la Chiesa parlasse nettamente per molti di noi sarebbe più facile lasciare tutto questo. Forse mi sto solo giustificando ma è la realtà. Ci accorgiamo di tante cose e non riusciamo a lasciare, si siamo schiavi di un idolo. Io cerco di andare a messa, frequentare altre realtà e nel frattempo rimango anche qui, incapace di lasciare.

Lorenzo ha detto...

Anche questo è un concetto tipico del Cammino. Basti pensare alla catechesi su Gesù e Barabba nelle Catechesi iniziali, al "un cristiano non può avere cause" del Secondo Passaggio o al "Non resistere al male" dell'Iniziazione alla preghiera.

Un concetto distorto che genera ancora più distorsioni.
Sarebbe interessato farci un post

Beati pauperes spiritu ha detto...

Caro Max, io ero dentro come te e dalla nascita per giunta.
Anche io avevo paura di uscire, ma un giorno mi sono svegliato e li ho mandati semplicemente affan...o. E' stato veramente catartico. Si tratta di spostare l'attenzione dal "è colpa mia" al "è colpa loro" e perdonarli per il male che ti hanno fatto. Dopo scoprirai di non avere più bisogno di loro.

Sono uscito dal Cammino e non mi è successo nulla di male, sono ancora nella Chiesa con il vantaggio che non devo più ascoltare le stupidaggini che dicono.

Donna Carson ha detto...

Confermo Max, quando hai raggiunto questo grado di consapevolezza fai solo del male a te stesso a rimanere lì dentro. Ti stupirai nello scoprire come fuori sia molto meglio di quel che ti hanno sempre fatto credere! Si tratta solo dell'ultimo, grande inganno da cui devi affrancarti definitivamente. Da lì in poi la strada è faticosa, ma in discesa, e non dovrai mai più sopportare quello che ora ti sta logorando piano piano. Un gran sollievo!

D.D. ha detto...

x Max

ma se, per ipotesi, ve ne usciste tutti insieme, continuando magari a frequentare insieme la parrocchia con gli altri parrocchiani, per esempio per degli incontri di preghiera, rinunciando a tutte le kikate?

Non siete voi ad aver bisogno del cammino, è il cammino ad aver bisogno di voi.
È il cammino, come istituzione, a nutrirsi delle vostre energie, del vostro tempo, della vostra voce, della vostra umanità e dei vostri denari.

La ricchezza che il cammino vi promette, è quella che voi portate a lui e non un patrimonio che esso possiede a priori e che poi elargisce a piene mani.
Siete voi l'energia e la vita che il cammino spaccia per proprie!
Non siete poveri e bisognosi del cammino, siete ricchi, ed è per questo che il cammino vi tiene gelosamente con sé! Anche se fa di tutto per farvi credere che non sopravvivereste senza di lui. Quando uscirete dal cammino, tutta la vostra ricchezza umana e di fede verrà con voi, dove deciderete di portarla e di farla fruttificare.

E Nostro Signore è già lì per tutti, e quando Kiko Arguello ed i suoi pretoriani danno a credere (perdonate l'espressione) di possedere il brevetto e l'esclusiva persino di Dio... bestemmiano. Bestemmiano, né più né meno.
Quale bene spirituale può venire da dei bestemmiatori di professione?

Valentina Giusti ha detto...

Ma se non si lascia il cammino come segno di protesta di fronte a questa vergognosa pantomima mistificatoria della santità di personaggi che hanno invece passato la vita a demitizzare e disprezzare la santità autentica, cosa ci vorrà per lasciarlo? È una magnifica occasione per offrire le sofferenze dell'ostracismo e dell'umiliazione che certamente si patiranno, insieme all'inevitabile crisi di fede, a Gesù.
Meglio essere tra gli uomini che si prendono la responsabilità delle proprie scelte che tra i topi, che in massa abbandonaranno la barca che affonda.
Avviso ai naviganti: sulla santità non si transige! Verrà chiesto a tutti di sacrificare sull'altarino dei canonizzandi, non si potrà più dire "non mi identifico con Kiko e Carmen", sia chiaro, siamo alla stretta finale.

FIDES ha detto...

Per Max
Mio figlio piccolo sta guardando il cartone "Il principe d'Egitto" e per la prima volta ho sentito la frase di una delle canzoni, quella cantata dal sacerdote di Madian. Dice "nessuno può essere libero senza la volontà". Ho subito pensato al tuo commento: vuoi essere libero? Devi volerlo! Ti posso assicurare che poi gusterai veramente la libertà di vivere la Fede nell'unica Chiesa Cattolica. Sarà dura i primi tempi ma ti assicuro che ne vale la pena.

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Solo adesso ho letto i commenti del post: altrettanto interessanti.

Concordo con Lino: è incredibile che i camminanti non si accorgano di adorare Kiko. Ma forse a starci dentro è più difficile. Ma quando il cappio che lega al Cammino si stringe fino a diventare insopportabile, alla fine si esce.
Per questo sono fiducioso per Max: alla fine uscirà. Uno che ha raggiunto la sua consapevolezza non tornerà indietro.
Sarà dura lasciare l'Egitto, ma alla fine l'euforia della libertà già in questa vita compenserà abbondantemente il passo fatto.
Alla fine, quando sarà uscito, Max non avrà più paura di nessuno, tanto meno di Kiko, e già questa liberazione dalla paura è segno di vera libertà.

Tripudio: secondo me hai centrato un punto che varrebbe la pena approfondire. Kiko è così ossessionato dal sesso che, probabilmente, ha delle turbe sessuali. Forse perfino delle perversioni. Se così fosse mi fa profondamente pena nel senso cristiano del termine, ma ciò significherebbe che il Cammino per decenni è stato manipolato da un maniaco sessuale pervertito!
E potrebbe essere perché chi ha la fissa del sesso, anzi delle turpitudini del sesso, può davvero essere un pervertito.

Kiko paragonato a Hitler? Concordo.
Certo Kiko non pare raggiungere l'efferatezza del dittatore tedesco, ma i processi psicologici sono simili.
Come il Hitler voleva dominare il mondo, così Kiko vuole conquistare la Chiesa. Lo ha anche dato a intendere quando ha parlato dei sacerdoti camminanti che andranno a sostituire il clero cattolico.
Per non parlare del culto della personalità e dei tempi nuovi dell'umanità.
Non solo, come con Hitler è finito il nazismo, con la morte di Kiko (se non prima) finirà il Cammino. O, se non finirà, sarà tutto un altro Cammino, un Cammino non kikiano.
Kiko non è come il Papa che, quando muore, se ne fa un altro: no Kiko, no Cammino.

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

Tutt'altro clima dell'esaltazione messianica del Profeta, Kiko Arguello, si intuisce subito dalla lettera di un rabbino che partecipò al meeting nella Domus Galilaeae in Israele.


Testimonianza di Rabbi Jonathan Kliegler, americano, sull'incontro ebraico-cristiano alla Domus Galilaeae nel maggio del 2015


"Circa tre settimane fa, ho ricevuto una telefonata da un caro collega. Mi chiese se mi piacerebbe un invito ad un convegno interreligioso in Israele, con tutte le spese pagate. Dopo qualche telefonata, ne sapevo un po 'di più: un' organizzazione cattolica,  conosciuta come "Cammino Neocatecumenale" stava per organizzare  una riunione di rabbini e sacerdoti cattolici in Israele. Era  programmata per 100 rabbini, ma ne mancavano ancora 40. Pensai che potesse essere assai divertente. Inoltre, il centro congressi, dove l'incontro si svolgeva, si trovava vicino alla casa dei miei fratelli in Galilea; avrei potuto giocare con i miei numerosi nipoti. Cosi' decisi di prenotare il mio biglietto.

Lunedi sera arrivai alla Domus Galilaeae, uno splendido resort, in cima ad una collina con una vista  impareggiabile sul lago di Tiberiade. 

A colazione, mi trovai seduto accanto ad un uomo anziano. Si presentò come George dall' Australia, residente a Roma. Io, indagando più a fondo, ho imparato che si trattava del  cardinale George Pell, responsabile del Ministero delle Finanze in Vaticano.  Mi chiesi: Chi altro sarà qui?

Presto lo scoprii. Circa 300 partecipanti si erano riuniti in una grande sala rotonda. Il programma inizio' con le presentazioni. C'erano rabbini di tutte le varie congregazioni e confessioni, provenienti da 30 paesi. Alcuni molto importanti, tra cui i rabbini capo di diversi paesi europei. Le donne rabbino erano terribilmente sotto rappresentate (ne parleremo più avanti). C'erano 7 cardinali, arcivescovi  e alcuni missionari  neocatecumenali, provenienti da  tutto il mondo. Vennero distribuite delle cuffie per  la traduzione simultanea in italiano, francese, inglese ed ebraico. 

Al centro della sala, parlava un uomo di nome Kiko Argüello, iniziatore del Cammino. Kiko, come viene affettuosamente chiamato, ha creato il cammino neocatecumenale 50 anni fa. E' spagnaolo. Da giovane fu ateo e artista. Un giorno, Dio penetro' nel suo cuore e divenne un cattolico praticante. Uomo appassionato e carismatico, si stabili' con una ex suora di nome Carmen Hernandez alla periferia di Madrid e li' comincio' a evangelizzare i poveri. Dalla sua predicazione nacque  il Cammino Neocatecumenale - una forma di istruzione religiosa nuova o rinnovata per rinnovare la fede cattolica attraverso piccole comunità piene di entusiasmo e impegno. Questo movimento di rinnovamento spirituale cattolico, ha subito catturato l'attenzione del Vaticano, nel bene e nel male. 
La gerarchia cattolica è stata attratta dal suo grande successo nel rivitalizzare la vita cattolica, ma, allo stesso tempo, preoccupata per i suoi metodi poco ortodossi e fuori controllo. Il Cammino si è diffuso rapidamente in tutto il mondo, attraverso  missionari itineranti, impegnati nelle parrocchie cattoliche. 
Il centro Domus Galilaeae dove eravamo riuniti è il suo più grande successo.

I Rabbini, miei colleghi ed anch'io ci siamo resi conto che questo gruppo sembrava essere uno Chabad cattolico. Chabad (i Lubavich) sono una setta, la cui missione è di far ritornare gli ebrei secolarizzati alla pratica ebraica. Emissari Chabad vengono inviati in qualsiasi parte del mondo, per far tornare gli ebrei indifferenti alla religione, all'ortodossia ebraica. I neocatecumenali  fanno lo stesso nel mondo cattolico. 


Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

PARTE II

Kiko non solo possiede una forte personalità, ma ha anche un enorme ego . Ha parlato al suo pubblico accattivato a lungo solo di se stesso. La mia prima impressione fu - con il tempo è cambiata molto -  che tutti i rabbini presenti, o almeno gran parte di essi, erano dei trofei di Kiko per convincere la gerarchia vaticana lì presente, dell'importanza del Cammino Neocatecumenale. L'edificio in cui eravamo radunati, era inoltre una continua testimonianza dell'opera artistica, musicale e architettonica di Kiko.

Già il primo giorno della conferenza un'intera orchestra sinfonica si presento', insieme ad un coro di 80 voci a suonare per noi una sinfonia che Kiko ha composto, sulla sofferenza degli innocenti ad Auschwitz. Il culmine del coro sinfonico fu raggiunto dall'unione con il coro dell'assemblea. Tutti cantammo entusiasticamente  insieme lo Shema' Israel.
Mi chiedo se non sono a rinunciare alla divinità di Cristo.
Come spiegherò, questo è un cambiamento enorme e positivo nella Chiesa cattolica, che non deve essere preso alla leggera. Si tratta certamente di una sospirata boccata d'aria fresca. La strada, però, ha tutto l'aspetto  di un culto della personalità di Kiko.  Forse, per il resto del giorno di questa  conferenza, sarebbe bene aprire uno spazio per un dialogo vero.

Anche se Kiko ha parecchie ore a disposizione per un discorso che pubblicizza il suo sistema, il secondo giorno della conferenza, finalmente, egli dà la possibilità di parlare. Il rabbino Yitzchaq   Greenberg , uno dei più grandi rabbini americani del nostro tempo , ha fatto un discorso meravigliosamente chiaro,  in cui ha spiegato la storia dell'antisemitismo nella Chiesa cattolica, la storica trasformazione della dottrina antisemita della Chiesa verso i judíos, la "Nostra aetate"  abbiamo dichiarata  50 anni dal Concilio Vaticano II, e il lavoro ancora da fare. 
Mentre guardavo il pubblico cattolico ascoltare  incantato, ho cominciato ad avvertire la sincerità del loro desiderio di venire incontro a noi, i judíos . Dopo la  dissertazione di Yitzchaq, abbiamo avuto una  lunga opportunità per discutere in piccoli gruppi e, infine, di saperne di più su alcuni aspetti dei nostri partner .
In effetti , il divario tra noi e loro è enorme. In realtà, ci sono state diverse lacune culturali per conoscerci e  discutere. Il divario non è solo religioso, ma culturale. Inoltre, le sfide che si trovano ad affrontare le persone religiose nell'Europa intensamente  laica, divergono dalle nostre sfide in America, dove la separazione tra Stato e Chiesa rende in qualche modo più facile una vita religiosa.

Il Cammino Neocatecumenale è un movimento evangelico conservatore all'interno della Chiesa cattolica. Ciò significa che sono saldamente radicati nell''ideologia di una famiglia conservatrice, come lo sono da noi i  evangelici protestanti. 

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

PARTE III

La loro visione del mondo è binaria: o si vive una vita pia, o ci si trova in un percorso di distruzione. La  laicità è irredimibile e fonte del male. Nel nostro piccolo gruppo abbiamo condiviso le nostre storie di fede, e ogni cattolico ha raccontato come camminava  verso la  dissolutezza e l'immoralità, finché Dio lo ha salvato. Sono completamente opposti a qualsiasi cosa di diverso dal matrimonio eterosessuale, in cui la donna è subordinata al marito. E, ovviamente, esiste un solo vero Dio e un unica verità. Si dà il caso, che sono disposti a espandere il loro senso della  verità per includere unicamente gli ebrei, perché siamo i loro "padri" e "fratelli maggiori". Ma le altre religioni, in particolare l'Islam, sono al di fuori della piega. Questo poteva piacere ad alcuni dei rabbini più ortodossi che erano presenti alla riunione, ma la maggior parte degli rabbini americani aderiscono ad uno spirito di tolleranza e pluralismo, sono moderati e respingono apertamente ogni pretesa di essere l'unica vera via. 
Ho capito che abbiamo parlato senza ascoltarci gli uni gli altri, ma ho fatto del mio meglio per articolare la possibilità che Dio, dal suo amore per la diversità, avrebbe potuto creare più di un modo vero di conoscere Dio .

Poi c'è il divario di genere. La Chiesa cattolica è un bastione impressionante di privilegio maschile, accompagnato dal gran numero di rabbini ortodossi e delle loro mogli che erano presenti.

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

Parte IV

Altre differenze culturali
Infine, un altra diversità si nota nella descrizione è nei molti e diversi vocaboli che usano ebrei religiosi e cattolici. Per i cattolici, la sofferenza è santa, qualcosa per Dio come la più alta forma di servizio, messo a punto dopo Gesù. Pertanto, si può dire che la sofferenza degli ebrei, dal momento del martirio di Rabbi Akiva e dei suoi colleghi nel secondo secolo, che si conclude con le vittime dell'Olocausto nazista, è, in qualche modo un'esperienza nobilitante. 
Noi ebrei, ovviamente, non ci sentiamo nobilitati dall'oppressione omicida. Quando ricordiamo il martirio di Rabbi Akiva a Yom Kippur, lo facciamo con ansia piuttosto che con lode. E per me e per molti altri ebrei, la nostra risposta all'Olocausto è la necessità dello Stato di Israele, una chiara affermazione che noi preferiamo difendere le nostre vite , invece di essere vittime che soffrono. E 'stata una sfida per non essere offeso. Mi ha ricordato le persone ben intenzionate che ti confortano, appena hai  subito una perdita,  dicendo che è la volontà di Dio e tutto è per il meglio .

Se tutto questo suona scoraggiante, è perché lo era. La grazia salvifica , come sempre, è stata la possibilità di incontrare persone e ascoltare le loro storie . Questo è  il luogo naturale, dove la nostra umanità può brillare e il cuore può espandersi. Tutti quelli con cui ho parlato sono stati attenti e sincero fu il loro desiderio di connettersi con me . La loro ospitalità è stato esagerata , e hanno fatto del loro meglio per farci sentire bene.

Lino ha detto...

Daniel ha citato: "Kiko non solo possiede una forte personalità, ma ha anche un enorme ego . Ha parlato al suo pubblico accattivato a lungo solo di se stesso"; "I Rabbini, miei colleghi ed anch'io ci siamo resi conto che questo gruppo sembrava essere uno Chabad cattolico. Chabad (i Lubavich) sono una setta, la cui missione è di far ritornare gli ebrei secolarizzati alla pratica ebraica"

Certo che ha capito di più questo rabbino dopo un solo incontro in un "convegno interreligioso in Israele" (con tutte le spese pagate :-) che tanti cardinali e vescovi nostri dopo decenni :-)

by Tripudio ha detto...

Ennesima prova del fatto che la Chiesa oggi è in stato di confusione: generale dei gesuiti adora Budda e non viene punito.

Nicola ha detto...

La disamina del rabbino è chiara e precisa: le se impressioni hanno colto nel segno l'essenza del CNC. Se avesse approfondito oltre, chissà quante altre cose avrebbe scoperto, e chissà la sua opinione come si sarebbe evoluta!
In particolare, a mio parere i passaggi salienti sono:

"questo gruppo sembrava essere uno Chabad cattolico. Chabad (i Lubavich) sono una setta, la cui missione è di far ritornare gli ebrei secolarizzati alla pratica ebraica. I neocatecumenali fanno lo stesso nel mondo cattolico."

"tutti i rabbini presenti, o almeno gran parte di essi, erano dei trofei di Kiko per convincere la gerarchia vaticana"

"Ciò significa che sono saldamente radicati nell''ideologia di una famiglia conservatrice, come lo sono da noi i evangelici protestanti."

"La loro visione del mondo è binaria: o si vive una vita pia, o ci si trova in un percorso di distruzione."

"Sono completamente opposti a qualsiasi cosa di diverso dal matrimonio eterosessuale, in cui la donna è subordinata al marito"

"Ho capito che abbiamo parlato senza ascoltarci gli uni gli altri"

"La gerarchia cattolica è stata attratta dal suo grande successo nel rivitalizzare la vita cattolica, ma, allo stesso tempo, preoccupata per i suoi metodi poco ortodossi e fuori controllo." (Che spiegherebbe come mai il Vaticano si limita a tirare le orecchie al CNC, anziché prendere decisioni più drastiche e necessarie).

Complimenti al rabbino che, nonostante sia stato a contatto col CNC solo per qualche giorno, ha capito subito con chi aveva a che fare.

Michela ha detto...

Il paragone con Hitler è impegnativo, probabilmente poco credibile per chi non conosce le dinamiche del cammino ma regge molto bene.
Ho ascoltato le parole di Kiko il quale, come Hitler, sa mentire molto bene per dare di sé e del cammino un'immagine buona. Sappiamo tutti che nel cammino non importa nulla della sofferenza degli innocenti. Le opere di misericordia sono proibite finché, all'incirca al passaggio del Padre Nostro, il catechista dà l'autorizzazione a fare volontariarato. E comunque restano proibite se coincidono con qualche convivenza o impegno del cammino.
Regge pure il paragone con le vittime di Hitler. Per molti anni è stato impossibile raccontare delle violenze subite come adesso per noi è difficile dare voce a ciò che abbiamo passato. La sofferenza non è esprimibile. E' un controsenso in particolare quando viene da persone che dicono di fare il tuo bene.

Valentina Giusti ha detto...

Pax è stata molto chiara: la spada di Ezechiele che tanto ha intrigato Kiko, è in realtà la sua nemesi, una splendida auto-profezia.
Forse avrebbe dovuto riflettere di più su Ebrei 4,12: la Parola di Dio è "più tagliente di una spada a doppio taglio: essa penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore."
Chiunque non fosse più che limpido non invocberebbe mai l'azione di questa spada, chiunque, tranne chi non ci crede o chi ritiene di essere al di sopra di Dio.

Valentina Giusti ha detto...

P.S,: nel secondo capoverso del mio commento il soggetto è Kiko.

Anonimo ha detto...

La mia sorellina, che ha lasciato anche lei il Cammino ed è un'ammiratrice di Don Fabio Rosini, mi ha segnalato questo video: è la presentazione del libro "Solo l'amore crea" che Don Fabio Rosini ha scritto sulle opere di misericordia.
Mi ha fatto notare l'enorme differenza che c'è tra Don Rosini e Kiko, ed io ho pensato di condividerlo con voi. Ascoltate semplicemente quello che dice tra il minuto 35:46 e il minuto 36:24 al seguente link:
https://www.youtube.com/watch?v=W-4BrJOOZzU

Don Rosini è veramente un uomo di Dio, Kiko invece è solo un superbo ed un buffone.
Don Rosini mette avanti la Chiesa e Dio, e dice che è lui a doverli seguire; Kiko mette avanti se stesso, e dice che è la Chiesa a dover seguire lui.


Annalisa

by Tripudio ha detto...

Così come qui abbiamo gli anti-Lino, gli anti-Alect, ecc., così a Guam hanno gli anti-Tim, gli anti-Chuck, eccetera. Chuck scrive un commento su Facebook in una discussione riguardante i suicidi, e Zoltan - pasqualone euroguamaniano neocatecumenale - dà immediatamente in escandescenze...

Lino ha detto...

@ Annalisa
Ascoltato. Sì, c'è un abisso con lo sparaballe spagnolo.

Ruben ha detto...

O.T.
A Kiko ed alle sue false progenie, ovvero Rabbini; Vescovi, Arcivescovi Cardinali venduti ed agli "umani mortali" circuiti, purtroppo, moltissimi dei quali in buona fede, dedico il più alto inno Eucaristico sulla Transustansazione il "Pange Lingua";
che vi dia Pace, quella vera...

https://www.youtube.com/watch?v=r3H5f7oePQE

Fine O.T.
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zagor58 ha detto...

Pange Lingua


bellissimo , grazie ruben
a tutti i neokikos :
questa è la nostra Fede , questo è quello che vi state perdendo.

Isaia Paolo Geremia ha detto...

Anonimo Anonimo ha detto..Don Rosini è veramente un uomo di Dio, Kiko invece è solo un superbo ed un buffone.
Don Rosini mette avanti la Chiesa e Dio, e dice che è lui a doverli seguire; Kiko mette avanti se stesso, e dice che è la Chiesa a dover seguire lui.

Mi date, cortesemente, il materiale nel quale Kiko dice, esplicitamente, questa cosa.
E non giocate dicendo lo lascia intendere con l'atteggiamento ( già so dove andrete a parare), così mi converto.Ok!! Grazie.

Pubblicate per cortesia non nascondetevi.

by Tripudio ha detto...

Riecco il fratello Isaia Anania Safira Matusalemme che applica la strategia neocatecumenale del fingere di non capire e pretendere una spiegazione (è la solita storia: le chiare decisioni del Santo Padre vanno interpretate e poi considerate superate, ma se qualcuno fa notare un errore di Kiko allora bisogna esigere di sapere dov'è che Kiko avrebbe "esplicitamente" detto di voler sbagliare...)

Stavolta, bontà nostra, la spiegazione gliela diamo: il 1° febbraio 2014 Kiko Argüello si è lamentato col Papa dicendo (testuali parole): «È così tanto importante questo [Cammino] che non si capisce come non esista in tutte le parrocchie l'iniziazione cristiana degli adulti, com'è possibile?»

Com'è possibile che le parrocchie non siano tutte neocatecumenalizzate? eh? com'è possibile che le icone di Kiko non siano presenti in ogni parrocchia? Com'è possibile che su oltre un miliardo di cristiani, solo poche decine di migliaia paghino le "decime" al Cammino e comprino i costosi e orridi gadget neocatecumenali, eh? Com'è possibile?

Otto anni prima Kiko aveva fatto la stessa lamentela di fronte a Benedetto XVI, dicendo (3 giugno 2006): «Ma quanto è difficile, Santo Padre, che le istituzioni capiscano che hanno necessità dei carismi!»

Com'è possibile, eh? Le istituzioni ecclesiali non capiscono di avere necessità dei "carismi" del Cammino da lui inventato! Quindi la Chiesa istituzionale, senza carismi neocatecumenali, non varrebbe niente.

Poi, come è già stato ricordato nel commento delle 11:34 in questa stessa pagina (lo cito di nuovo anche se so che il fratello Isaia Pasqualone Abimelech Mattatia li ha letti assiduamente), da un po' di tempo dai vertici del Cammino provengono solo autocelebrazioni: il filmino di Kiko, il concertino di Kiko, il libro di Kiko, il libro di Carmen, il filmato di Kiko e Carmen, l'anniversario delle novene di SanCarmen, è tutto un parlarsi addosso, tutta un'autocelebrazione.

Quanto poi al lasciar intendere, invito i fratelli del Cammino a non versare più la "decima" al Cammino ma ad una qualsiasi opera cattolica che non c'entri niente col Cammino. Vedrete come i cosiddetti "catechisti" vi lasceranno intendere quello che "dovete" fare.

p.s.: nessun eretico ha mai storicamente detto "io sono un eretico, orsù, seguite la mia eresia". Mai avvenuto. Hanno sempre lasciato intendere.

Così come di fronte alla lettera del 1° dicembre 2005 i capicosca della setta neocatecumenale hanno sempre lasciato intendere che tutto sarebbe seguito come prima, anche se tantissimi fratelli restavano sbigottiti di fronte al fatto che così facendo si disubbidisce al Papa e alla Chiesa. Kiko lo vuole, quindi si fa come dice Kiko, anche se Kiko probabilmente non ha mai detto in pubblico "dobbiamo disubbidire al Papa".

Anonimo ha detto...

Al fratello Anania Geremia Chiunque sia...basta leggere il mamotreto della convivenza di inizio corso di quest'anno... pagina 65 e 66...quando Kiko dice che i neocatecumenali se ne possono andare dalla parrocchia perché sono un'altra cosa. Hai capito Geremia? Il cammino neocatecumenale è un'altra cosa rispetto alla chiesa cattolica, se la parrocchia per qualche motivo vi ferma, o la chiesa vi ferma, voi, per ordine di Kiko, ve ne andate e fate altro. Chiaro?
Laura

D.D. ha detto...

Comunque non è una cattiva idea quella di convertirsi al Cattolicesimo, Isaia Paolo Geremia. Invece di buttarla là sarcasticamente dovresti pensarci sul serio.
Te lo dico perché mi trovo giusto in questa condizione, visto che mi sono state insegnate a tradimento una sequela di kikate mamotretiche ed eretiche, invece della Dottrina della Chiesa. E che al cospetto dell'Altissimo non ho nessuna intenzione di nascondermi dietro a nessun Arguello.

by Tripudio ha detto...

“Sono proibite nelle chiese le celebrazioni di qualunque genere o i panegirici sui Servi di Dio, la cui santità di vita è tuttora soggetta a legittimo esame. Ma anche fuori della chiesa bisogna astenersi da quegli atti che potrebbero indurre i fedeli a ritenere a torto che l'inchiesta, fatta dal vescovo sulla vita e sulle virtù, sul martirio o sull’offerta della vita del Servo di Dio, comporti la certezza della futura canonizzazione dello stesso Servo di Dio”.

(papa Francesco, 11 luglio 2017, ribadendo una norma già data il 27 settembre 2016 dalla Congregazione per le cause dei santi).

Allora, cari fratelli kikos, come si spiegano i panegirici su Carmen Hernàndez che non è serva di nessuno e la cui "santità" di vita è tutta da dimostrare?

E come vi state astenendo da quegli atti che potrebbero indurre i fedeli a ritenere che SanCarmen sarebbe "di sicuro canonizzata"?

E come si spiega che Kiko Argüello va dicendo che Carmen sarà "canonizzata di sicuro", contrariamente alle indicazioni del Papa?

Michela ha detto...

Mi date, cortesemente, il materiale nel quale Kiko dice, esplicitamente, questa cosa.
E non giocate dicendo lo lascia intendere con l'atteggiamento ( già so dove andrete a parare), così mi converto.Ok!! Grazie.


Un bugiardo non verrà mai a dirti 'guarda che ti sto dicendo una bugia'.
Ma ci sono molti modi per smascherare un bugiardo, ma purtroppo per te richiedono il ricorso ad un'intelligenza libera ed autonoma.
Quando deciderai di aprire gli occhi - e la decisione sarà solo tua e non ci sarà nessun Arguello che ti dirà come farlo - vedrai quello che vediamo noi e la stragrande maggioranza dei cattolici che vede quanto siete strani.

Pubblicate per cortesia non nascondetevi.
purtroppo per te nessuno di noi si nasconde perché c'è un grande differenza tra me e te: io sono libera di dire ciò che ho visto e ciò che ho sentito nel cammino. Tu no. Tu devi difendere il tuo idolo, e lo sai che non puoi rivelare niente di ciò che accade nel cammino, altrimenti saresti buttato fuori all'istante.
Tu che chiedi risposte a noi, sei capace di rispondere ad una sola domanda?
Dimmi un difetto che vedi nel cammino, qualcosa che ha fatto soffrire te o un tuo fratello. Oppure è tutto giusto e perfetto e se qualcuno si lamenta è solo perché è orgoglioso e attaccato al denaro e non accetta di umiliarsi?

M. ha detto...

200 incesti a Napoli provati. http://www.ansa.it/campania/notizie/2016/06/21/minori-garante-campania-ci-sono-zone-dove-lincesto-e-normalita-_45f2b2db-7173-48cb-8c8f-14a08d990482.html

Chiaramente saranno molti di più, ma 300000.... come cavolo si fa ad arrivare a questo numero?

Ruben ha detto...

@ M. ha detto...
"200 incesti a Napoli provati. http://www.ansa.it/campania/notizie/2016/06/21/minori-garante-campania-ci-sono-zone-dove-lincesto-e-normalita-_45f2b2db-7173-48cb-8c8f-14a08d990482.html
Chiaramente saranno molti di più, ma 300000.... come cavolo si fa ad arrivare a questo numero?"
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La città metropolitana di Napoli, ha una densità abitativa di 2.653 ab/Kmq.
In questi casi la promiscuità è enorme: quando in un basso, o in una stanza, vivono e dormono sei o sette persone, o anche meno, può succedere di tutto; è una sorta di istinto primordiale ahimè, a prevalere.

Kiko, con questo, ha scoperto l'acqua calda: purtroppo queste cose nel mondo, sono sempre avvenute, soprattutto nei secoli passati, ma "non si sapevano" o meglio "non si venivano a sapere", o non si "volevano sapere".

Per completare il concetto, ti rinvio al mio post del 19 luglio 2017 15:41, dove per lo stesso tema parlo dell'america latina, dove avviene lo stesso fenomeno, per l'esatto motivo contrario, ovvero la scarsissima densità abitativa, con considerevole isolamento dai centri urbani.
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Ruben ha detto...

P.S.
Amo e sono un cultore della città di Napoli, che considero la più bella città italiana.
Unica città in italia ad avere la struttura di Capitale, quale è veramente poi stata attraverso i secoli.

Come tutte le cose che si amano, va presa però "in toto", ovvero nel bene e nel male.
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Beati pauperes spiritu ha detto...

Ripassando il post, rivedo la foto di Giorgio Filippucci, il mito di mia madre. Essendo un buono, non poteva sopravvivere nel Cammino, forse per questo Dio se lo è ripreso prima. Giorgio non amava la noblità romana che orbitava intorno a Kiko, i vari Gennarini, Donnini, Piermarini e altri "ini", e vedeva tante storture fra gli itineranti di Roma e il loro strapotere alla corte di Kiko...
Aveva ascendente e sapeva catturare l'attenzione... chi sa, forse Kiko vedeva in lui un possibile concorrente, a differenza dei corifei asserviti che si porta sempre appresso come cagnolini ammaestrati con tupè in testa e il fiocchetto. Nelle megaconvivenze osannava fino all'ultimo imbecille e a lui invece lo trattava da imbecille, nonostante fosse un uomo mite e saggio, pieno di cuore, e amasse davvero la sua famiglia.
Quando morì, la moglie se la dimenticarono tutti, poverina, impegnati a spartirsi la loro eredità sui neocatecumenali dell'Umbria, che per inciso è uno dei grandi fallimenti di Kiko, oggi come oggi. Pino e Beatrice i due talebani hanno fatto tabula rasa. Giorgio lo amavano, Pino molto molto meno, ben gli sta.

Kiko è un egoarca malato.

Lino ha detto...
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