venerdì 7 luglio 2017

I princípi non negoziabili del Cammino Neocatecumenale

I due delitti che il cammino neocatecumenale non perdona: la sincera devozione alla Vergine Maria e lo stare in ginocchio in adorazione dell'Eucaristia.
Riportiamo qui sotto una testimonianza reperita su Facebook.


Chiedo scusa volevo portare l'esperienza dei miei genitori a proposito dei frutti dell'albero da giudicare...
I miei erano la seconda generazione di persone catechizzate in Umbria (la prima comunità in poche parole), il cammino era la loro vita ed io e tutti i miei 11 fratelli/sorelle siamo nati e cresciuti nel cammino.
Dopo 30 e rotti anni di devozione assoluta mio padre mi disse che sentiva nel cuore il bisogno di trovare una dimensione più mite, silenziosa, intima della propria fede così con tutta la mia famiglia siamo andati a Medjugorje con mille perplessità e scetticismo (era più un occasione rarissima di stare tutta la famiglia insieme) ma siamo andati.
Da li loro... piano piano, poco per volta capirono che ci sono diversi modi di vivere la fede e non esclusivamente con l'ardore interventista che il cammino gli aveva insegnando andando in giro nelle piazze a urlare la propria fede.
Dopo questa esperienza mio padre e mia madre non rinnegarono il cammino ma cominciarono a capire che ci sono tante strade con le quali il Signore conduce a lui, ognuno con il proprio passo (più o meno spedito), cominciò a sentire il bisogno di inginocchiarsi durante l'Eucaristia (segno di un rinnovato rispetto per il Corpo di Cristo), niente di eclatante... non ha cercato di convertire nessuno, ma tanto bastò per essere trattati come reietti dai suoi responsabili regionali i quali conclusero che o facevano come Dio aveva stabilito tramite il profeta Kiko oppure potevamo andarcene (30 ANNI DI CAMMINO, VI RICORDO, NON GLI ULTIMI STRONZI CHE ANCORA DEVONO CAPIRCI QUALCOSA) inutile dire che lasciarono amareggiati ciò che era stata la loro linfa vitale per più di 30 anni, trattati come reietti dai loro stessi fratelli nella fede perché diventati poracci fedeli di serie B.

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Ho assistito anche io alla terribile reazione, ingiustificata e inspiegabile, degli iniziatori del cammino a chi raccotava che, trovandosi ad attraversare, durante l'estate appena trascorsa, una terribile crisi, si era recato a Medjugorje e lì la preghiera intensa, la frequenza dei Sacramenti, l'Adorazione Eucaristica costante l'avevano aiutato e ricostruito.

Di fronte a questa esperienza cosa pensate abbia risposto Kiko in persona, con la Sora Carmen, che annuiva convinta (cosa rara in verità!), mentre gli seduta accanto?
Ipse dixit: "Va bene, faccio finta di non aver sentito! Non dire mai più una cosa del genere, se no ti caccio da itinerante." (mentre riporto le sue parole, ho la "musica" della sua voce nelle orecchie.). Pax

39 commenti:

by Tripudio ha detto...

Esattamente dieci anni fa Benedetto XVI promulgava il motu proprio Summorum Pontificum.

Il quinquennio ad experimentum degli Statuti neocatecumenali del 2002 era scaduto e quel motu proprio (cioè una decisione personale del Papa, un documento pubblicato di propria iniziativa) riaffermava che la liturgia della Chiesa non è un terreno di gioco, dichiarando che la liturgia tradizionale in latino non è mai stata abolita, e menzionando anche l'inascoltato Giovanni Paolo II che aveva mosso i primi passi verso tale liberalizzazione.

In particolare, nella lettera ai vescovi scritta per accompagnare il documento, Benedetto XVI spiega la sua decisione controbattendo alle obiezioni:
- il Summorum Pontificum non «intacca» il Vaticano II
- il timore di creare spaccature e divisioni è «infondato»
- lo scopo è di «giungere ad una riconciliazione interna nella Chiesa»
- «ciò che per le generazioni anteriori era sacro, anche per noi resta sacro e grande, e non può essere improvvisamente del tutto proibito o, addirittura, giudicato dannoso».

Ma la stangata maggiore è quando Benedetto XVI dice:
«...in molti luoghi non si celebrava in modo fedele alle prescrizioni del nuovo Messale, ma esso addirittura veniva inteso come un’autorizzazione o perfino come un obbligo alla creatività, la quale portò spesso a deformazioni della Liturgia al limite del sopportabile».

Chiaro il punto? I cosiddetti "tradizionalisti" esistono perché il nuovo Messale promulgato da Paolo VI era non soltanto seguito con scarsa fedeltà, ma ci si sentiva autorizzati o addirittura obbligati a essere creativi, ad inventarsi una propria liturgia.

Cioè esattamente ciò che fecero anche Kiko e Carmen: credersi autorizzati a inventarsi una nuova liturgia.

Ad un certo punto Benedetto XVI dice: «Parlo per esperienza, perché ho vissuto anch’io quel periodo con tutte le sue attese e confusioni».

Chiaro il punto?
- grandi attese degli imminenti cambiamenti dovuti al Concilio
- le attese vengono trasformate in confusioni
- dalla confusione ognuno ne tira fuori quel che gli pare, incluse presunte "autorizzazioni" (o addirittura "obblighi") ad essere creativi con la liturgia, trattandola come un giocattolo alterabile a piacere (con la scusa di "abbellirla" o renderla più simile a quella dei "primi cristiani delle origini cristiane").

Il Summorum Pontificum e la lettera che lo accompagna sono di fatto una grande stangata alle liturkikie perché pur avendo come oggetto la liberalizzazione della liturgia tridentina (da dieci anni celebrabile senza dover chiedere il permesso ai superiori, vedi articolo 2) spiegano con stupefacente esattezza le cause dello sfascio liturgico postconciliare, demolendo così anche uno dei pilastri fondamentali del kikismo-carmenismo:
- dalle grandi attese alla confusione
- dalla confusione alla creatività liturgica
- dalla creatività liturgica alle spaccature in seno alla Chiesa.

È un'analisi spietata e precisa, che dimostra con autorità - se mai ce ne fosse ancora bisogno - che chi «deforma» la liturgia (come fanno i neocatecumenali), oltre ad andare contro i diritti di Dio, oltre a dare testimonianza di una fede inquinata, va anche contro l'unità della Chiesa, alimentando una confusione nel popolo di Dio anche se si celebra in una "piccola comunità" e nel chiuso di una saletta.

Una liturgia deformata è infatti chiara espressione di una fede deformata.

aleCT ha detto...

La Santa Madre Chiesa, nella sua maternità, raccomanda di stare in ginocchio, ma non SCOMUNICA chi sta in piedi. E quando raccomanda spiega perché. Kiko invece che fa? Innanzitutto insegna COSE OGGETTIVAMENTE SBAGLIATE.
E che siano sbagliate non lo dico io, basta leggere le CONSISTENTI Correzioni sui mamotreti.

Eppure per anni si è insistito a dire che di correzioni non ce n'erano e che, se se c'erano erano insignificanti.
La questione sarebbe stata facilmente risolvibile se i mamotreti fossero stati pubblici (come in realtà sarebbero), ma (guarda caso) si è fatto di tutto per tenerli nascosti anche con la complicità di pontificio consigli non più esistenti ora.

Inoltre, come ogni buon caposetta che si rispetti,SCOMUNICA IPSO FACTO chiunque cerchi di usare la libertà che gli da Santa Madre Chiesa.

Vedete, cari NC in buona fede, basta usare la semplice proprietà transitiva.

Se nella Chiesa è permesso e nel cammino no EVIDENTEMENTE il cammino NON FA PARTE DELLA CHIESA.

In realtà il Cammino ODIA LA CHIESA.
Odia la stragrande parte della sua storia quando la definisce pagana. ODIA I SUOI SANTI quando denigra le loro vite e i loro esempi. ODIA MARIA SANTISSIMA (sissignore, la odia) quando allontana i suoi figli dalla pratica BIBLICA E PROFONDAMENTE CRISTICA del Santo Rosario.
ODIA I Papi quando si azzardino a dire qualcosa che non gli piace (vedasi quando se ne sono fregati delle raccomandazioni di GPII,quando hanno provato a farsi approvare la liturgia con l'inganno sotto il naso di Benedetto XVI definito " ottimo teologo, ma pessimo liturgo", quando hanno censurato le "strigliate" e di FRANCESCO)

ODIA tutti i "cristiani della domenica" quando li definisce religiosi naturali, quando sminuisce il loro impegno, quando mette loro addosso tutti i loro difetti.
ODIA IL MINISTERO CONSACRATO quando pretende di fare quello che è a loro deputato, quando li chiama Presidenti dell'assemblea invece che CELEBRANTI, quando rifiuta di chiamarli SACERDOTI (perchè non c'è nessun sull'altare)

Si potrebbe continuare per ore.
Ci credo che poi Kiko dica: "i Tdg hanno qualcosa da insegnarci"

Lino ha detto...

aleCT ha detto... "Eppure per anni si è insistito a dire che di correzioni non ce n'erano e che, se se c'erano erano insignificanti"

Hanno immaginato di poter mantenere segrete le correzioni per i prossimi secoli oppure che, qualora qualcuno fosse venuto in possesso dei vecchi e dei nuovi, non si sarebbe impegnato nel confrontarli. Una stupidità assoluta.
Oggi le eresie corrette, le pagine intere cancellate, le spiegazioni essenziali della nostra fede che si possono ritrovare soltanto nelle note (le quali sono ulteriori correzioni e non semplici note, come ho mostrato nel post precedente in relazione alla fondamentale catechesi sull'Eucarestia) sono sotto gli occhi di tutti.
Questa insistenza può anche essere definita in modo diverso: menzogna.
Può definirsi "itinerario di formazione cattolica" un movimento che mente su aspetti tanto importanti? Può definirsi "itinerario di formazione cattolica" un movimento che, così comportandosi, nei fatti impedisce a chi per trent'anni si è cibato di quelle eresie e balordaggini di correggersi, anzi lo induce a riferirsi ancora al vecchio catechismo dei fondatori?
L'affaire dei mamotreti, che ho sempre considerato fondamentale perché la storia si fa sui documenti certi, non sulle chiacchiere dei parolai neocatecumenali o sulle singole testimonianze positive o negative che siano, definisce la natura del CNC precedentemente alle approvazioni e successivamente. Precedentemente è un movimento che ha diffuso le eresie corrette dalla CdF, quindi non era un frutto dello Spirito Santo bensì di una ex suora e di un pittore spagnolo. Successivamente il Cammino ha mentito sulle correzioni, ha difeso perciò quelle eresie, non si è voluto nei fatti correggere: perciò è un movimento che ha in tedio la verità, quindi non è un movimento cristiano e tanto più cattolico.

C. ha detto...

Credo che ci fossero altri motivi oltre quello raccontato.

Lo dico da ex nc che non li ama di certo ma per mia esperienza c'è solo una cosa non perdonabile e non negoziabile dal cammino, il voler fare di testa propria.

Comincia a non pagare la decima, a dire di volerla dare a qualche convento non kikiano, a voler fare evangelizzazione "a modo tuo" (ovvero fuori dagli schemi imposti da questi signori) e vedi che in quattro e quattrotto di danno un calcio nel deretano e ti mandano via, generalmente attraverso pubblica umiliazione ad uno scrutinio o altra occasione pubblica.

Probabilmente c'erano stati altri atti di "disubbidienza" ed hanno colto la palla al balzo.

Dico questo non per giustificarli, ma il testo potrebbe dare a questi signori una aurea culturale (una sorta di "anti marianisti") che questi ignoranti non meritano assolutamente.

E' gente rozza ed ignorante, non sanno nulla di Maria e della Bibbia, per loro conta solo fare quello che dice Kiko, il resto sarebbe sbagliato indipendentemente da quello che è (Maria, il Diavolo, la Juventus).

C. ha detto...

P.s. la frase di Tripudio in calce all'ultimo post riassume benissimo i nc:

"Una liturgia deformata è infatti chiara espressione di una fede deformata".

Andrebbe scritto sulla copertina del blog, a sintesi delle critiche che si fanno.

D.D. ha detto...

Ottima, AleCT, continuo un po'io l'elenco,

il CNC, per come è progettato dai fondatori:

- odia il sacramento del battesimo perché ne nega la validità di fatto, costringendo ad una non necessaria discesa e risalita del battezzato dalla fossa dei suoi peccati, prima di poter osare pensarsi adulto nella fede.

- odia il sacramento del matrimonio perché lo schiaccia e vi si sostituisce, innanzitutto premendo per combinare coppie o separarle a piacimento, e poi dissolvendole nella comunità, in una grande omnigamia decisionale di fatto, dove i camminanti sono l'harem ed il marito padrone è Kiko, con Carmen finché c'era, e chi dietro a loro.

- odia il sacramento dell'Eucaristia, per i motivi enumerati negli ultimi post.

- odia il sacramento della Confessione o Riconciliazione, perché violenta le coscienze e l'intimità delle persone, inculcando un preteso valore salvifico delle figure di *** davanti a tutti e oltre, pena, per chi non si adegua, il marchio infamante di ipocrita e superbo.

- odia la virtù in generale, sbeffeggiandola come posa cinematografica, e le Virtù cristiane in particolare, insistendo sull'inevitabilità del peccato ed entrando nel dettaglio della conta dei peccati. E quindi, ama il peccato e chi ci si crogiola lamentandosene tutto soddisfatto, mentre rinnega la Fede, annulla la Speranza, scoraggia la Carità.

- odia la direzione spirituale secondo ortodossia. Non un direttore ma la comunità è il referente per la vita di Fede del singolo. E la comunità copia dai mamotreti e non è permesso deviare.

continua

L.C. ha detto...

Oggi, preparando un esame di comparatistica, sto cimentandomi nella lettura di alcuni libri. Potrebbe non essere l'esempio più azzeccato, ma vorrei farvi partecipi di un mio pensiero.
Leggendo "Il ritratto di Dorian Gray" mi sono imbattuto in questa frase di Lord Henry che dice: "Del resto, niente è consolante quanto il sentirsi dire che siamo peccatori" (cap 8); tale signorotto borghese, nonchè controparte malvagia del protagonista e della società ottocentesca, un po' mi ricorda il "nostro" caro dittato... ehm,Kiko. Che sia in realtà così? Cioè che ha capito, in fondo, che la massa si sente meglio quando è peccatrice, ma quando strappa questo velo di Maya si ritrova ad essere finita, spazzatura da gettare, come in questo caso?
Oppure è solo colpa dei kikatekisti che sono così "zelanti"?

Mi viene solo da dirgli una cosa: Shame on you! Vergognati! Ma ovviamente non si può combattere, l'unica cosa che spero è che altri ragazzi si sveglino da questo incubo e che magari non perdano la luce della Chiesa vera.

D.D. ha detto...

continua
...Il CNC per come è strutturato:

- odia l'uomo perché "l'inferno, sono gli altri", vale a dire che il vero profeta del CNC, sotto sotto, è Jean-Paul Sartre. Odia doppiamente la donna, in quanto umana ed in quanto femmina. Questo, presumibilmente, a causa di disordini irrisolti di entrambi i fondatori, conflitti che, invece di essere onestamente pacificati, vengono proiettati pari pari nella vita di molte altre persone, travestiti da legge divina.

- odia i bambini, perché li sottopone a ritmi fisicamente, affettivamente e psicologicamente pesanti, perché li tratta da piccoli peccatori in erba secondo una pedagogia degna delle peggiori dittature, e perché inculca loro il fatto che il cammino comanda sulla loro famiglia e, tramite la loro famiglia, sulle loro vite.

- odia l'intelligenza che Dio ci ha dato. Oggi pretende che il camminante creda a qualcosa, domani vorrà che creda al suo contrario. Ed il camminante crederà, obbedirà, adeguerà la sua vita (e quella di chi gli sta vicino) ad ordini e controdini. E, paradossalmente, in tutti questi passaggi da un contrario al successivo resterà convinto (e se ne vanterà!) di essere il libero autore del proprio destino.

- odia la realizzazione personale, la creatività, il talento, tagliando via tutto ciò che non viene dal - e non confluisce nel - cammino.

- il CNC odia anche se stesso, perché i fondatori si guardano bene dal praticare quello che pretendono dai camminanti.
Scrutini? Matrimonio/consacrazione? Decima? Obbedienza? etc...
Ma quelle sono boiate per le truppe, mica per i fondatori!
Ma se sono buone solo per gli altri, vuol dire che chi se le è inventate le odia!
Ma camminanti, ci andreste a cena nel ristorante di un cuoco che non mangia mai di quello che cucina?
E no, che non si tratta di "generosità": chi è che ha il permesso di scalare il Monte Decime, fino in vetta? E a chi invece è proibito persino chiedersi quanto sia alto?!

Camminanti, specialmente i dubbiosi, toglietevi i dubbi, venitevene via!

Anonimo ha detto...

@ D.D.

Sono pienamente d'accordo su tutto. Complimenti per la chiarezza e la semplicità nell'esporre tutta la dottrina di odio da parte del Cammino e di Kiko circa ogni singolo insegnamento della Chiesa e di nostro Signore Gesù Cristo.
Grazie davvero!

Annalisa

by Tripudio ha detto...

Carmen e Kiko erano fissati con «l'altro è Cristo», e naturalmente nel Cammino vale anche l'esatto contrario («l'inferno sono gli altri»), e in entrambi i casi i due autoinventati "iniziatori" hanno commesso madornali errori teologici. Il fatto di voler vedere Cristo nel prossimo non significa automaticamente che il prossimo sia Cristo. Il prossimo è pur sempre un peccatore, ed è la legge della carità a rendere ciò che fai al prossimo come fatto a Cristo. Ma la carità richiede intelligenza (per evitare di commettere l'errore di diventare complice dei peccati del prossimo), e la prima forma di carità è pur sempre la verità (Nostro Signore ha guarito e sfamato, ma ha anzitutto insegnato, e anche quando operava miracoli era per suscitare la fede).

Ridurre la fede a rapporti con gli "altri" significa ridurla a un moralismo. Ridurre la liturgia a una chiassata comunitaria significa ridurla a carnevalata. Ridurre la vita morale a un perbenismo (che contiene anche il suo contrario, come detto nei commenti della pagina precedente) significa ridurla a ipocrisia e menzogna.

A proposito dei principi non negoziabili del Cammino, la testimonianza riportata oggi mi ha ricordato un'altra commovente testimonianza riguardo all'Eucarestia presentata nel libro L'eresia dell'informe di Martin Mosebach. L'osservatore nota come «un circolo di donne che avevano l’abitudine di pregare insieme, incominciò a interessarsi allora alla biancheria dell’altare», e a poco a poco capisce cosa avviene davvero nella liturgia. Vale la pena di leggere l'intero estratto pubblicato [qui]. Lo stesso percorso di quei due coniugi neocat rampognati dal cosiddetto "catechista" perché s'inginocchiano alla consacrazione.

Nella foto a corredo di questa pagina, suore Francescane dell'Immacolata inginocchiate in adorazione silenziosa davanti al Tabernacolo, foto scattata in una chiesa di Napoli (a loro insaputa, naturalmente: erano lì per Cristo, non per dare una photo opportunity ai turisti di passaggio).

Che il demonio si sia accanito contro i FFI lo ha detto persino papa Francesco, e non c'è da meravigliarsi, vista la serietà e la sincera devozione con cui celebrano sia la liturgia Novus Ordo che quella Vetus Ordo. Mi pare statisticamente normale che vengano accusati delle più orribili nefandezze (e poi puntualmente assolti perché "il fatto non sussiste"... ma questo non guadagna altrettanti titoloni sui giornali perché non è infamante). Seri dal pulpito, solenni e devoti all'altare, misericordiosi in confessionale: ne ho sempre avuto un'ottima impressione. Ancora ricordo quel frate africano a Roma, in quella chiesa accanto a via della Conciliazione, uno di quelli che a guardarlo in faccia crederesti che non sappia spiaccicare due sillabe in italiano, e che invece poi vedi celebrare con compunzione e solennità la Messa tridentina, con un latino impeccabile e senza il minimo accento o indecisione. Si capiva che non era un talento o una bravura da esibire, ma era il portare alle logiche conseguenze la sete di verità -delle divine verità- che nasce dal cuore. E quanto più ti avvicini veramente al Signore, tanto più vuoi celebrarlo nella maniera che più gli si addice: quella della sublimità, quella della lunghissima tradizione dei santi, perché la Chiesa non "volta pagina" su ciò che è stato sempre benefico per le anime.

Per questo i neocatecumenali odiano in modo viscerale i Francescani dell'Immacolata.

Valentina Giusti ha detto...

Grazie D.D., sei stata molto chiara.
Alla testimonianza di oggi ho dato il titolo "I principi non negoziabili del CNC" perché, e ne sono convinta, tutto nel cammino viene tollerato, anche la disobbedienza occulta o palese ai catechisti, pur se a fatica;
ciò che però è intollerabile è la devozione cattolica, sia nei confronti dei Santi, della Madonna o di Gesù stesso, che fin dalle prime catechesi viene svalutata, ridimensionata, ridicolizzata.
Per cui, la testimonianza di oggi è perfettamente credibile, così come sta, senza aggiungere null'altro: dopo trent'anni di cammino non è per loro tollerabile una ricaduta nella religiosità naturale da fratello maggiore o da parrocchiano della domenica.
Perché sia così, esattamente non posso dirlo.
AleCT ha giustamente ricordato che un'uguale insofferenza la troviamo nei TdG, ed io aggiungo anche in tanti evangelici, che aborrono soprattutto il culto a Maria, ai santi ed alle loro immagini.
Se non altro, si può dire che, per questa loro idiosincrasia, i neocatecumenali si trovano in ottima e numerosa compagnia, anche se più coerente, perché tutti costoro stanno fuori dalla Chiesa cattolica e non al suo interno.

Pax ha detto...


"Dopo 30 e rotti anni di devozione assoluta mio padre mi disse che sentiva nel cuore il bisogno di trovare una dimensione più mite, silenziosa, intima della propria fede così con tutta la mia famiglia siamo andati a Medjugorje."
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Mi piace mettere in evidenza alcune cose dell'esperienza di oggi.

Prima di tutto, il fatto che dopo 30 anni di cammino, fatto secondo tutte le regole, come par di capire, quest'uomo sente nel cuore il bisogno di trovare una dimensione più profonda, più essenziale, direi, della propria fede, del proprio rapporto personale con Dio.

Questo mi consola tanto, dimostra che davvero, come in altre occasioni abbiamo messo in evidenza, il Signore va oltre, il Signore guarda il cuore di ogni uomo e dà a ciascuno secondo i suoi desideri più autentici.
Mi consola perchè mi ritrovo molto in questa esperienza e perchè questa storia, come la mia e quella di tanti altri silenziosi camminanti, dimostra che, nonostante tutto, il gran male del cammino non riuscirà a corrompere tutto quello che attira in sè, perchè l'unico e vero Pastore delle nostre anime è sempre e solo il Signore e nessuno potrà strapparci dalla sua mano.

Detto questo, e per inciso, certo che ci è costato molto: 30 anni con loro, tutto il cammino, fino alla fine, essere catechisti di altri, andare fino in Terra Santa con loro, insomma una intera vita per poi scoprire, alla fine, che tutto questo è stato solo un terribile inganno.
Sì, ci è costato, ma credo intravvediamo che anche a noi il Signore affida una missione precisa: testimoniare e smascherare la grande menzogna, e chi più di noi?
Questo per tanti fratelli ancora dentro il cammino, questo per la Chiesa affinchè intervenga, alla buon'ora!

In secondo luogo mi piace dare una conferma al racconto, ho assistito anche io alla terribile reazione, ingiustificata e inspiegabile, degli iniziatori del cammino a chi raccotava che, trovandosi ad attraversare, durante l'estate appena trascorsa, una terribile crisi, si era recato a Medjugorje e lì la preghiera intensa, la frequenza dei Sacramenti, l'Adorazione Eucaristica costante l'avevano aiutato e ricostruito.

Di fronte a questa esperienza cosa pensate abbia risposto Kiko in persona, con la Sora Carmen, che annuiva convinta (cosa rara in verità!), mentre gli seduta accanto?

Ipse dixit: "Va bene, faccio finta di non aver sentito! Non dire mai più una cosa del genere, se no ti caccio da itinerante." (mentre riporto le sue parole, ho la "musica" della sua voce nelle orecchie.)

Pax

Donna Carson ha detto...

Anch’io ringrazio i vostri interventi così precisi e sagaci, e soprattutto questa testimonianza che è davvero una bomba!
Tanti camminanti continuano, contro ogni ragionevole dubbio, a cullarsi nell’illusione che il cammino sia un percorso di fede all’interno della Chiesa cattolica e in cui vige la libertà e il rispetto degli altri. Ebbene, è molto semplice, non c’è nulla di più lontano dalla verità.

La verità è che in cammino non è permesso ragionare con la propria testa e coltivare la propria vita spirituale secondo i propri desideri, persino quando questi sono in linea con la Tradizione della Chiesa. Per stare in cammino c’è bisogno di un atto di fede totale al cammino, che può essere indulgente su ogni genere di caduta e imperfezione, eccetto la disobbedienza a quello che è il vero fulcro del cammino: volersi distinguere dalla Chiesa.

Il grande equivoco è che quando si è dentro si è portati a pensare che i catechisti, anche quando esagerano, in fondo lo fanno perché hanno a cuore il camminante e quindi la correzione, anche se dura, è sempre vista come qualcosa di positivo. Del resto sono veri maestri nel contorcere, stravolgere e mistificare che spesso riescono sinceramente a convincere chi li ascolta che c’è il male dove c’è il bene e viceversa.

Ebbene, puntualizziamolo, in un fatto del genere i catechisti NON hanno nessuna ragione per biasimare i camminanti che desiderano vivere in un clima di maggior rispetto il momento della Consacrazione. Ma dal loro punto di vista hanno fatto bene a cacciarli, perché si era superato il punto di non ritorno. Camminanti che dimostrano con i fatti di preferire obbedire alla Chiesa piuttosto che al cammino sono soggetti pericolosi, da distruggere, esporre al pubblico ludibrio e poi cancellare per sempre. Ennesima replica di un copione che ormai conosciamo bene, declinato in tutti i modi e in tutte le salse…

Donna Carson ha detto...

Pax ha detto:
Di fronte a questa esperienza cosa pensate abbia risposto Kiko in persona, con la Sora Carmen, che annuiva convinta (cosa rara in verità!), mentre gli seduta accanto?

Ipse dixit: "Va bene, faccio finta di non aver sentito! Non dire mai più una cosa del genere, se no ti caccio da itinerante." (mentre riporto le sue parole, ho la "musica" della sua voce nelle orecchie.)

Ecco uno di quei dettagli che la Chiesa farebbe bene a tenere bene presente, se mai un giorno si arrivasse davvero a ipotizzare una/due canonizzazione/i...

Mav ha detto...

Certo se si fosse trattato di Loudes sarebbe stato meglio, parlo al fine di adurre prove a confutazione della canonizzazione.

A meno che nel mentre la Chiesa si pronunci diversamente su Medjugorje.

Valentina Giusti ha detto...

Secondo me, Donna Carson, tutti noi che abbiamo frequentato il cammino che lei ha contribuito a fondare e promuovere e ne conosciamo le volute ambiguità, abbiamo qualcosa da dire sulla sua santità. Pur non avendola conosciuta personalmente, abbiamo avuto modo di conoscere i suoi cloni, le donne catechiste con gonne, zoccoli e sguardo implacabile, sempre pronte a dire una "buona" parola, come era lei.

Michela ha detto...

I principi non negoziabili che ho visto nel cammino sono due.
La decima che è la misura della fedeltà al cammino molto più della preghiera mattutina o della apertura alla vita.
La salvezza che si realizza solo nella comunità, grazie alla comunità e di cui l'Eucaristia è la manifestazione e che non ha niente a che vedere con la salvezza di Cristo.
Per questo non si può modificare nulla dell'eucarestia, per non distruggere il cammino che poggia su se stesso e non su Gesú Cristo

Beati pauperes spiritu ha detto...

Naturalmente, non possiamo permettere come cristiani cattolici che la Chiesa Cattolica possa essere ingannata riguardo alla santità di vita della Carmen Hernandez.
Per quanto ci riguarda faremo di tutto, tutto ciò che è in nostro potere, per impedire che questo scandalo si verifichi, combattendo sia sul piano materiale che su quello spirituale. Qui sono in gioco forze umane e forze non umane, che spingono perché la fondatrice del Cammino sia elevata all'onore degli altari, così da santificare, nelle menti dei neocatecumenali, anche tutto il cammino per i decenni a venire.

La Voce dello Ionio ha detto...

@ D.D. ore 12:38 - 12:50
Concordo in pieno e aggiungo:
Odiano il sincero cordoglio e raccoglimento di parenti e amici prima, durante e dopo i funerali, stravolgendo il rito funebre con omelie, canti e balli disprezzando di fatto la dignità del defunto e dei parenti, ma la cosa più grave é che alterando le norme liturgiche di fatto cercano d'interferire nella mediazione che la chiesa compie a favore dell'anima che si presenta al cospetto di Dio.
In buona sostanza sono dei veri e propri killer dei sacramenti.

Michela ha detto...

Io credo che siano dei killer di Gesù Cristo. Tutto il disprezzo per la preghiera personale e per i sacramenti è solo la conseguenza di aver ridotto Gesù a uno che 'passa' in maniera condizionata ovvero secondo le disposizioni dell'adepto e della comunità. Mal che vada 'passerà' di nuovo il sabato prossimo.
É la comunità l'agente della salvezza, non il Cristo.

Michela ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2017/07/08/0479/01066.html

Frilù

Anonimo ha detto...

Senti Frilu'il link non mi apre niente, ma di cosa si tratta?

by Tripudio ha detto...

Dunque, riassumiamo, traducendo dal gergo vaticano la Lettera della Congregazione del Culto Divino riguardo a pane e vino per l'Eucarestia:

- punto 1: si denuncia la scarsa qualità di pane e vino usati talvolta nelle Eucarestie;

- punto 2: la buona qualità era garantita solo dalle comunità religiose (tipicamente suore) che producevano con serietà le ostie, mentre oggi si è irresponsabili e non si vigila, e i produttori (non solo quelli industriali, ma anche gli ostiari neocatecumenali) spesso non rispettano assolutamente i requisiti necessari alla liturgia;

- punto 3: in giro si usa pane non azzimo, non fatto di frumento, non recente, o addirittura alterato e commisto a sostanze estranee (cfr. i neocatecumenali che insaporivano le pagnottone con olio, sale e frammenti di olive; e magari anche frutta, zucchero e miele); inoltre si usa vino non naturale (ricordiamo che molti processi di vinificazione contengono molto più che succo d'uva...) o addirittura lasciato ridursi ad aceto;

- punto 4: dopo appena una quindicina d'anni, finalmente arriva la strigliata sulla moda della Comunione "per i celiaci". Sebbene colpisce solo le ostie presunte a "zero per cento di glutine", è un primo passo finalmente una misura cautelativa contro un abuso; inoltre il mosto di vino non deve subire congelamento o altre procedure industriali;

- punto 5: le ostie OGM vanno bene... immagino che ci sarà parecchia discussione su questo (e magari anche i titoli di giornali di domani);

- punto 6: i neocatecumenali si vanteranno di fare la preghiera di Kiko secondo la ricetta del Master Chef Kiko, senza notare che il loro ruolo di "ostiari" è dovuto invece al fatto che Kiko e Carmen hanno sempre odiato la prassi ordinaria della Chiesa e con la scusa dei "primi cristiani delle origini cristiane" hanno imposto nel Cammino una prassi quantomeno inutile (che poi ha dato i suoi diabolici frutti, con gente che perfino quando a parole dichiarasse il contrario, in realtà non crede nella presenza reale)

- punto 7: in sintesi, smettetela tutti di commerciare con ostie, azzimi, vini, e lasciate fare a chi storicamente ha sempre fatto bene, cioè ordini religiosi.

Anonimo ha detto...

Lettera della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ai Vescovi sul pane e il vino per l’Eucaristia

Provo con questo. Ma sono un po negata.

http://m.vatican.va/content/francescomobile/it.html#salastampabollettino

Frilù

Anonimo ha detto...

@ Frilù
Grazie per l'interessante indicazione! Immagino che gli "ostiari" neocat. non abbiano più ragione di esistere.


@ Anonimo delle 13:45

Al link (che funziona bene) trovi la "Lettera della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ai Vescovi sul pane e il vino per l’Eucaristia" (08.07.2017)
del Card. Sarah


Annalisa

Ruben ha detto...

@ Anonimo ha detto...
http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2017/07/08/0479/01066.html

Frilù
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Quindi,
da quanto letto, sul link, che hai postato, da oggi, abbiamo un'ulteriore conferma che la "pagnotta kika ", per la celebrazione dell'Eucarestia non è legittima, pena l'invalidità dell'Eucarestia.

Così per il vino; non sapete quante marche commerciali(neanche il pudore di nasconderle travasandole in contenitori anonimi), a cominciare dal "Chianti Ruffino"(è solo un esempio), ho visto nelle celebrazioni NC.

Ora mi domando: chi saranno i controllori della lettera giustissima Lettera Circolare del
Card. Sarah?

La maggior parte dei Vescovi, puntualmente "oliati" dal Cammino?...

Personalmente penso, che una pianta cattiva, che è marcia dentro, costi quello che costi, vada estirpata senza indugio alla radice!

Sfrondarne "benevolmente" i rami malati non porterebbe a nulla.


Anonimo ha detto...

credo che tripudio si riferisca al fatto che le ostie piccole contengono pochissimo glutine e che molti celiaci sono solo allergici ai farinacei ogm e di dubbia provenienza....

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

Dopo 5 settimane trascorse in una parrocchia nel sud del Togo (Aklakou-Diocesi di Aneho) ritorno piena della gioia del Risorto, con l'esperienza di incontri, catechesi e moschitos, nella chiesa moritura della Svizzera.
Ho fatto tanti video di incontri, interviste, liturgie ecc, e vorrei farne un documentario.
Chiedo: C'è qualcuno che visita questo blog che è in grado di realizzarlo?
Lo faro' dopo girare ( il documentario, non il tecnico ) per parlare del Togo e trovare eventuali aiuti per le scuole delle suore e quelle pubbliche.

Un cordiale saluto,

Daniel Lifschitz


Beati pauperes spiritu ha detto...

Da notare anche l'uso di farine addittivate, quindi illecite, e l'uso di vino aleatico , che spesso è aggiunto di zucchero, come minimo dubbio che sia corretto.
La lettera giunge dopo la partecipazione del cardinale alla convivenza di Kiko....

Beati pauperes spiritu ha detto...

"Conferenza Episcopale possa incaricare una o più Congregazioni religiose oppure altro Ente in grado, di compiere le necessarie verifiche sulla produzione, conservazione e vendita del pane e del vino per l’Eucaristia in un dato Paese e in altri Paesi in cui vengano esportati"

Interessante... Ora chi controllerà il master chef Kiko e i suoi fidi adepti?

Michela ha detto...

I neocat dovranno cambiare il vino troppo liquoroso ma per quanto riguarda il pane diranno che è tutto approvato e che chi lo prepara lo fa pregando e salmodiando.

Michela ha detto...

I neocat dovranno cambiare il vino troppo liquoroso ma per quanto riguarda il pane diranno che è tutto approvato e che chi lo prepara lo fa pregando e salmodiando.

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Questo post potrebbe rappresentare la PROVA che per Kiko il Cammino non è solo la MIGLIORE delle realtà ecclesiali, ma molto di più: è l'UNICA realtà ecclesiale e, fondamentalmente, la Chiesa stessa.

Non solo: questo post pare proprio dimostrare come nel Cammino c'è un controllo oppressivo, proprio come nelle sette.

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

A proposito di disprezzo verso l'Eucaristia, un mio amico ex camminante mi ha raccontato come nella sua comunità c'era gente che, quando il Vino consacrato aveva un sapore particolarmente buono, c'era gente che beveva più sorsi di Vino e, se alla fine del "giro" ne era avanzato un po', tornava a bere di nuovo!

D.D. ha detto...

Il commento di Pietro delle 23:05 mi fa ricordare dei catechisti neocatecumenali che ammiccavano compiaciuti perché avevano scelto del vino molto buono da consacrare. Era un modo di propagandare in parrocchia (neocatecumenalizzata) la comunione pizza-vino, considerata superiore a quella con l'ostia perché più appetibile, perché fatta in casa da fedeli devoti e perché consumata tutti insieme appassionatamente. Occhiolini e sorrisini anche quando avanzava il vino ed i soliti santi bevitori venivano serviti di nuovo.

Il pensiero retrostante a questa superficialità ridanciana è che "tanto ormai il Signore è risorto e anche lui ne ride da lassù, della sua brutta avventura sulla Terra".
Leggi: "presenza reale? Ma figurati, questa è ovomaltina spirituale benedetta da Dio".

Ma si rendono conto di cosa vuol dire per un comune mortale - versare il sangue - ? Persino un ateo ci arriva. A loro, si potrà o no chiedere di riconoscere che il Sangue di cui ridacchiano è quello versato da Nostro Signore per la nostra salvezza?

fab ha detto...

Dagli Atti degli Apostoli:
"[1]Un uomo di nome Anania con la moglie Saffira vendette un suo podere [2]e, tenuta per sé una parte dell'importo d'accordo con la moglie, consegnò l'altra parte deponendola ai piedi degli apostoli. [3]Ma Pietro gli disse: «Anania, perché mai satana si è così impossessato del tuo cuore che tu hai mentito allo Spirito Santo e ti sei trattenuto parte del prezzo del terreno? [4]Prima di venderlo, non era forse tua proprietà e, anche venduto, il ricavato non era sempre a tua disposizione? Perché hai pensato in cuor tuo a quest'azione? Tu non hai mentito agli uomini, ma a Dio». [5]All'udire queste parole, Anania cadde a terra e spirò. E un timore grande prese tutti quelli che ascoltavano. [6]Si alzarono allora i più giovani e, avvoltolo in un lenzuolo, lo portarono fuori e lo seppellirono.
[7]Avvenne poi che, circa tre ore più tardi, entrò anche sua moglie, ignara dell'accaduto. [8]Pietro le chiese: «Dimmi: avete venduto il campo a tal prezzo?». Ed essa: «Sì, a tanto». [9]Allora Pietro le disse: «Perché vi siete accordati per tentare lo Spirito del Signore? Ecco qui alla porta i passi di coloro che hanno seppellito tuo marito e porteranno via anche te». [10]D'improvviso cadde ai piedi di Pietro e spirò. Quando i giovani entrarono, la trovarono morta e, portatala fuori, la seppellirono accanto a suo marito. [11]E un grande timore si diffuse in tutta la Chiesa e in quanti venivano a sapere queste cose."
Due considerazioni:
1) Premettendo la diversa contestualizzazione, non è poi così lontana dalla metodologia neocatecumenale;
2) Pietro, zelota, killer, quello del perdono settanta volte sette

Donna Carson ha detto...

Anche a me il commento di Pietro è servito a riportare alla memoria tutta quella situazione di cenni al Presbitero o al Responsabile, ammicamenti e risatine per accaparrarsi l'ambitissimo secondo giro di vino. Dire che tutto ciò non favorisce il giusto raccoglimento che il momento esigerebbe è davvero un eufemismo dell'eufemismo dell'eufemismo...

Ruben ha detto...

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...
Dopo 5 settimane trascorse in una parrocchia nel sud del Togo (Aklakou-Diocesi di Aneho) ritorno piena della gioia del Risorto, con l'esperienza di incontri, catechesi e moschitos, nella chiesa moritura della Svizzera.
Ho fatto tanti video di incontri, interviste, liturgie ecc, e vorrei farne un documentario.
Chiedo: C'è qualcuno che visita questo blog che è in grado di realizzarlo?
Lo faro' dopo girare ( il documentario, non il tecnico ) per parlare del Togo e trovare eventuali aiuti per le scuole delle suore e quelle pubbliche.

Un cordiale saluto,

Daniel Lifschitz
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- con l'esperienza di incontri, catechesi

-Ho fatto tanti video di incontri, interviste, liturgie ecc

-nella chiesa moritura della Svizzera


Beh,
dopo queste affermazioni, all'interno del tuo post, penso che "la deformazione professionale del tuo passato NC, sia un pò ostica ad andarsene!...