mercoledì 27 ottobre 2021

Il presbitero della Triade, SuperMario Pezzi, lo dice chiaro: al coppone del vino noi non rinunciamo (e il Sudamerica dà l'esempio).

Vorrei decriptare a modo mio questo predicozzo anticipatorio del padre SuperMario racchiuso nel mamotreto di Inizio Corso 2021/22.

Tra i toni bassi di un Kiko spento, tenuto sotto vigilanza controllata e le lezioncine ben preparate di Ascension l'eroina, che cerca di essere all'altezza dell'insostituibile, si staglia il Pezzi che forse nessuno controlla, perché per una vita è stato inoffensivo. Ora è lui che ci restituisce con onestà i tratti inconfondibili del Cammino, in perfetta continuità con quello che di loro abbiamo conosciuto, sperimentato, sofferto.

Qui un commento a pezzi dell'anteprima del Pezzi (di seguito il suo discorso compiuto che si commenta da solo): 

 Padre Mario (pag.19)

"E in questo periodo del Covid è possibile che entri anche nelle nostre comunità la divisione che rompe la comunione. Ne parleremo di più domani, perché tutto quello che divide viene dal demonio

(ndr: Che c'entra la divisione col COVID? Viene dal demonio o dai catechisti che pressano i fratelli per farli tornare in presenza "se no non hanno la resurrezione dentro"? Così si scatenano i giudizi contro i codardi. La divisione la provocano loro e non il COVID) 

È vero che c’è una pressione di tipo sociale, c’è una pressione anche da certi settori nella Chiesa, ma il Signore ci chiama a essere liberi della sua libertà che ci ha dato come figli di Dio. 

(ndr: Le pressioni le esercita la società e anche la Chiesa, vero? Loro no, per carità!. Non pressano nessuno! E appare nella dittatura neocatecumenale "la libertà dei figli di Dio". Ma quando mai? Tradotto in linguaggio neocatecumenale unica libertà che hanno è quella di "obbedire ciecamente ai catechisti".) 

E abbiamo la missione di testimoniare l’amore di Dio a questa generazione. 

(ndr: E certo si testimonia come dicono loro: sfidando la pandemia e anche la morte, bevendo in obbedienza tutti allo stesso coppone ad ogni costo.) 

Non sappiamo cosa ci aspetta. Gesù ha predetto: “Il mondo gioirà, voi piangerete. Vi perseguiteranno, vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai tribunali: non vi preoccupate, lo Spirito Santo vi suggerirà cosa dire”."

(ndr: Che vuoi che vi aspetti? Di essere chiamati pazzi incoscienti senza cervello! No, loro la chiamano "persecuzione": quando sarete portati davanti ai tribunali non vi preoccupate: "il vostro kikatekista - supremo detentore dello 'spirito del cammino' - vi detterà che cosa dire". Questi ormai sono da manicomio, e basta.) 

Kiko con stola bianca e bibbia

Padre Mario fa una interessante anticipazione che molto ci intriga e andiamo a vedere in fondo alla convivenza di cosa si tratta. 

Aspettavamo da tempo che parlassero del COVID. Speravamo che, almeno per una volta nella vita, si chiedessero loro finalmente: "Che cosa mi vuole dire Dio con questa storia?". 

Con il fatto che il COVID, con la sua alta contagiosità, metta di fatto in crisi la comunità, il radunarsi nelle salette e nelle case, le convivenze; insomma, tutto quello che è il Cammino come lo abbiamo conosciuto. 

E soprattutto l'Eucarestia neocatecumenale che nessun Papa e nessuna Congregazione ha potuto intaccare mai fino ad oggi. Mai hanno obbedito alla Chiesa o alle correzioni imposte. 

Carmen è il raccordo
 Non rinuncerebbero mai alle due Specie o alla modalità di distribuzione invalsa nel Cammino. 

E oggi, in tempo di pandemia, non si piegano neanche ai fatti concreti, alla storia. Anche se la storia la fa Dio come hanno sempre insegnato. Almeno così dicono agli altri, quando loro conviene.

Sono rimasti in due
Ma il vino no, non si tocca. Del loro coppone non si può fare a meno. E noi ci chiediamo il perché. Perché la comunione al gran coppone di tutti i fratelli è irrinunciabile? 

Sono inquietanti, simili agli adepti di una setta che devono rinnovare con riti periodici un patto di sangue. 

Straparlano di obbedienza a Dio nella storia (beninteso degli altri, se no "escono dalla croce"). Obbedienza ai discernenti catechisti che "leggono" la storia (sempre quella degli altri) senza fallo.

Ma quale libertà - ci chiediamo - quale coscienza ha mai trovato spazio o ha albergato in loro? Ora che la storia gli va contro, ecco che scoprono la libertà che abita nella coscienza (coscienza alla quale mai hanno riconosciuto un ruolo), fino ad accettare la prospettiva possibile della persecuzione

Eh sì, perché incitano ad agire in nome della libertà e secondo coscienza, senza paura, fino alle estreme conseguenze: la morte da COVID, la disobbedienza alle autorità costituite, dentro e fuori la Chiesa, la persecuzione.

I soliti esagerati dalle tinte fosche!

Ecco infine il discorso completo che si autocommenta da solo del padre Mario Pezzi (pag.53) 

"Celebrazione dell’Eucarestia settimanale

Riguardo alla Celebrazione dell’Eucaristia in comunità, negli ultimi due anni, dopo che dal Maggio 2020... siamo stati privati di questo privilegio che c’è stato concesso dalla Santa Sede nel 1988, dopo tanti anni di combattimento da parte di Kiko e Carmen.

Durante quest’ultimo anno, in alcune Diocesi è stato possibile Celebrare l’Eucaristia con le due specie, del Pane consacrato e al Calice del Sangue di Cristo... Ma in altre diocesi, soprattutto dell’Europa, rimane ancora il divieto da parte dei vescovie delle conferenze episcopali, per cui siamo invitati a comunicare solamente al pane eucaristico consacrato, a meno che il Vescovo, conoscendo il Cammino, lo permetta.

Comunità del Panama

Questo perché? Nel maggio del 2020 è uscito un decreto che proibiva ai concelebranti dell’Eucarestia di bere al calice del presidente. Dopo si cominciò a diradare le concelebrazioni, poi si cominciò a fare che ciascun prete utilizzasse il proprio calice e la propria patena. Alla fine per intinzione. Cioè che separa i due segni liberazione dalla schiavitù alla libertà. Dove riuscite a conquistare il Vescovo... Qui siamo in una diocesi dove il Vescovo non... e dobbiamo obbedire a questa regola.



Era pericoloso già prima!

Stanno allargando le regole, concedendo di aumentare il numero degli spettatori nei cinema... speriamo che possiamo aumentare anche le nostre convivenze e se siamo tutti –come qua –con il green pass o con il tampone si potrebbe comunicare ma questa ossessione, questa paura che hanno infusa che non è cristiana, non è una paura cristiana perché chi ama Dio non ha più paura di niente."


Si persegue il ritualismo assoluto. Fede zero. 

Si sentono snaturati, non sono più loro senza il rigoroso  rispetto di ogni singolo rituale (o rito tribale?) stabilito. 

Pare che se non si beve il vino alla grande coppa tutti, il Cammino non è più il Cammino

E forse è così per loro: sigillo della setta, legame di sangue nella esasperata ed esaltata ostinazione a voler mantenere la comunione sotto le due specie ad ogni costo. Senza la grande coppa comune pare si giochino tutto. Inquietante!

Per motivare l'assemblea padre Mario riprende la catechesi della santa di categoria superiore sull'eucarestia e, a conclusione dell'excursus carmeniano, dice:

Un laico maneggia le sacre specie sulla mensa

"Se questa è l’Eucaristia, come possiamo solo astenerci dalla sua celebrazione in comunità, proprio in questo momento in cui ne abbiamo più bisogno che mai" 


Poi parla della Comunità, della libertà e della coscienza la cui voce va ascoltata (che bella novità!) e cerca di blandire con la nostalgia dei bei tempi andati. (pag.54ss.)


Questi i bei tempi di una volta
sotto gli inquietanti sgorbi kikiani


 "In questi anni abbiamo goduto del dono della comunione che il Signore ci ha donato, sia nelle nostre comunità, sia nelle diverse convivenze, sia nelle giornate mondiali della gioventù come in tanti altri eventi in cui abbiamo goduto della comunione dei fratelli e della gioia donataci gratuitamente dallo Spirito Santo. 
L’interrogativo sul Vaccino e sul Green Pass, sembra come un’arma in mano al demonio per dividere dall’interno le comunità, e distruggerle dopo tanti anni di cammino.

La realtà che stiamo vivendo noi la possiamo vedere in due modi: con la visione del mondo, terrorizzato dalla paura, o con la visione della fede di coloro che già da tempo hanno sperimentato la vittoria sulla paura e sulla morte."

"Per questo mormorazioni, giudizi, esigenze che vengono dal demonio minacciano di rompere la comunione." (pag.56)

Ecco l'immancabile demonio a chiusura di tutto, unico responsabile finale del fallimento delle comunità; senza dubbio è tutta colpa sua. 

Così come delle mormorazioni e dei giudizi; anche in tempo di COVID, come sempre.

Padre Mario, eroico condottiero
a suon di coppone


Ndr: Testi tratti dal mamotreto di Inizio Corso 2021/ 2022

Segnaliamo anche il mamotreto spagnolo di Inizio Corso 2021/22

lunedì 25 ottobre 2021

Confessioni di un tappeto neocatecumenale col nuovo parroco, che non sa niente del Cammino perché si è appena trasferito da Marte.


Siamo ad inizio corso e sono giornate di grandi pulizie nelle salette. Le sorelle neocatecumenali, scambiando il confessionale per un armadio, ci appoggiano il tappeto di regime, senza immaginare che nel confessionale c'è il nuovo parroco in attesa di penitenti. Ma il tappeto non si perde d'animo e non perde neppure l'occasione per confessarsi. Dramma in un atto unico (che è pure troppo):

Mi benedica padre perché ho peccato.

Dio ti benedica, figliuolo. Dimmi, da quanto non ti confessi?

Eh, sa com'è... non mi sono mai veramente confessato, padre.

Ah. E dimmi, tappeto caro, cosa ti porta a confessarti oggi?

Sa padre, io di solito sto steso sul pavimento di una saletta parrocchiale occupata dai neocatecumenali e oggi mi hanno arrotolato e messo un attimo qui, nella "casetta", come la chiamano loro... non pensavano neppure che ci potesse essere un sacerdote dentro, padre! Non se la prenda eh, sa che loro non usano i confessionali ma fanno la confessione neocatecumenale addosso a me, lo sa come funziona? O si scrutinano tutti insieme, a giro di esperienze, oppure si confessano uno alla volta dal sacerdote, in piedi nel centro della stanza, mentre tutti gli altri intorno cantano fortissimo. Così il penitente si trova in imbarazzo e si figuri io che non c'entravo niente.

Il sacerdote confessa in piedi, in mezzo all'assemblea?

Sì padre, ma lo sa che il sacerdote lo chiamano "il presidente"? Il presidente dell'assemblea. Se domani lei va da loro, non è più padre in Persona Christi, ma presidente dell'assemblea! Perché quel che veramente conta, per loro, è la comunità, l'assemblea, cioè una specie di ego collettivo che funge da harem per il falso profeta...

...ah, ecco chi è questo presidente di cui parlano ogni tanto, non mi spiegavo i poteri del presidente del consiglio parrocchiale. Ma dimmi, figliuolo, come mai mi parli di confessione neocatecumenale? Perché, proprio l'altro giorno mi hanno dato da leggere il mamotreto della convivenza di inizio corso, in cui Kiko parla di esame di coscienza e di dolore dei peccati. Dice cose che sono nel catechismo...

...ah padre, guardi: lei è appena arrivato da Marte e queste cose da voi non succedono. Sorvoli sulle cose che dicono in questi ultimi due anni per rifarsi un'immagine, perché in realtà sono cinquant'anni che la dottrina neocatecumenale del peccato è una commedia dell'orrore. Da cinquant'anni predicano che l'uomo non può non peccare, che Gesù Cristo si è fatto servo di Jahvè per ottenerci il perdono di tutto, persino della bestemmia che uno ha deciso di dire tra cinque minuti se Dio gli fa trovare traffico. Da cinquant'anni predicano che per conoscere bene la propria condizione di peccatore bisogna sprofondarsi nelle proprie sozzure, rosolando sopra e sotto qualche annetto, per poi meglio assaporare il perdono di Dio! Dei veri scostumati. 

Ma l'idea di fare un buon esame di coscienza è indice di responsabilità...

... ma si figuri, padre, lo hanno sempre deciso i vertici del Cammino cosa è peccato e quando! Per esempio, durante i primi anni gli lasciano tenere l'amante e, ad un certo punto deciso da loro, basta! Perché lo impongono i catechisti. Ma allora, se qualcosa è male, perché non dirlo subito? E ancora, se uno non dà la decima al Cammino, che non sarebbe affatto peccato, per loro è il peccato peggiore: apostasia! Insomma, un groviglio di eresie e di abusi che non finisce più...

A seguito di numerose testimonianze, la Curia Cattolica Marziana ha disposto un accurato sistema di controlli per evitare l'imperversare del Cammino Neocatecumenale anche sul pianeta rosso. Finora l'iniziativa si è rivelata imbattibile e Marte può proclamare con fierezza: "da noi non succede!".

... ma ti trovo un po'polemico figliuolo. Per esempio in questo mamotreto dicono che tutto ciò che distrugge la comunione con i catechisti viene dal demonio, devi riconoscere che ci tengono a vivere in comunione...

...eh, padre, la comunione con i catechisti. I catechisti sono agenti del potere centrale neocatecumenale e devono far rispettare l'obbedienza, sennò ognuno se ne va per conto suo e la festa finisce, e con tutti i soldi che pagano... Ci rovinano le famiglie sa, padre, con le loro collette a ripetizione. L' unica comunione a cui tengono è che la gente stia lì nel gruppo, non li lasciano mica andare a fare il santo altrove! Li inchiodano a fare il peccatore in comunità, a convertirsi il più lentamente possibile, e intanto pagano. 

Eppure anche in questo mamotreto di inizio corso si presentano come nucleo di fermento d'eccellenza per tutta la cattolicità...

... mi perdoni la frustrazione, padre, ma come fermentano, che stanno sempre chiusi a fare le loro cose? Ma forse è meglio così per tutti, sa, perché quando "aiutano" in parrocchia, la colonizzano. Però ha detto bene "d'eccellenza". Lo sa, padre, che anche la Messa l'hanno sempre detta separata, nelle salette parrocchiali oppure negli alberghi? Si separano per celebrare la festa del passaggio del Mar Rosso e questo lo ribadiscono anche nel mamotreto. Niente aspetto sacrificale.

Li descrivi come dei protestanti disubbidienti...

E lo sa che a quelle Messe si sono sempre comunicati da seduti, insieme al sacerdote, cioè il presidente, manco fossero protestanti? Usano un pane che sembra una focaccia e se lo cuociono da soli, non lo fanno le suore. E mai e poi mai rinuncerebbero alle loro usanze giudaico-protestanti.

Consacrano un pane friabile e fatto da mani di laici e magari peccatori?

Sì! E alla Comunione poi, a me che sono un povero tappeto sotto i loro piedi, fanno cadere addosso le briciole di Pane Consacrato! M
i sento più in colpa io per quelle briciole che prendo, di loro che le lasciano cadere! Proprio per questo mi confesso. Ma dicevamo della confessione: ecco, stia sicuro che la riparazione e la penitenza non la nominano manco per sbaglio, neppure stavolta. Riconciliazione, non penitenza! Venisse mai in mente a qualche fuoriuscito di chiedere i danni... sia materiali che morali...

...ma ...ma come è possibile che nel Cammino succedano queste cose e che nel mamotreto di inizio corso sia scritto a chiare lettere che i neocatecumenali sono un cammino di iniziazione cristiana?

Eh Padre, non si lasci abbindolare perché nelle salette, quando non li vede nessuno, più che iniziarli i cristiani li finiscono. Stia attento che la parrocchia gliela svuotano. Per cinquant'anni hanno cercato di tenere segrete tutte le loro prassi ma, da quando c'è internet, si parla ovunque delle loro malefatte. Dopo vent'anni di internet l'hanno capito pure loro che è il caso di darsi una smaltata in senso cattolico, se vogliono andare avanti. Ben arrivati! 

Quella che mi descrivi è una situazione surreale!

Lo è caro padre. Di più, è grottesca. Ma mi permetta di darle un'umile indicazione per districarsi su questo pianeta, perché lei arriva da Marte e forse non è pratico di certe cose. Le suggerisco di visionare attentamente il film "L'arte di arrangiarsi" con Alberto Sordi, che le darà una buona descrizione dello spirito di questa gente. Ci dovrebbe essere una versione, appositamente un pochino rovinata per renderla quasi legale, su youtube, se non la trova altrove...

Vedrò il film che mi consigli. Ma come è possibile che il Cammino Neocateumenale sia come dici tu ed abbia, come leggo nel mamotreto, una santa in casa, una santa eroica...

...senta, padre, quella della creazione di una santa de categoria superiore è un'opera, più che di cosmesi, di reincarnazione epica. Non so come dirglielo padre, devo usare le figure: 

Appunti su come realizzare un'inversione narrativa: da strega dislessica, malefica e mortalmente invidiosa delle giovani belle e virtuose, a Regina dell'Impero, Maga della Chimica e pure Patrona de Lascienzah in generale: già che ci stiamo, esageriamo!

...beh ora mi pare che tu esageri, si capisce l'entusiasmo, è la loro fondatrice. Ma il culto dei santi i neocatecumenali ce l'hanno sempre avuto sin dall'inizio, sai che sempre nel mamotreto di inizio corso Kiko si dilunga sulla devozione a Santa Teresina...

... padre caro, lo so anch'io che Kiko nell'ultimo mamotreto ha aggiunto altra panna montata sulla mitologia delle baracche. Adesso si è inventato che all'epoca venerava Santa Teresina di Lisieux! Ma io che sto sotto i loro piedi da decenni, padre, decenni! Io posso dirle che non l'hanno mai nominata. Non c'è traccia di santità in nessuna delle catechesi storiche. Si legga i mamotreti vecchi, quelli che hanno fatto scuola per mezzo secolo. 

Però io leggo nel mamotreto terminologie cattoliche come la pratica delle virtù "in grado eroico", come di persone che sanno cosa stanno dicendo. Magari si sono ravveduti...

....padre, i santi, con tutto il rispetto, il Cammino non se li è mai filati. Casomai li ha derisi o relativizzati, finché non è arrivata la ghiotta occasione di accedere agli onori degli altari. Questo mamotreto lei può accettarlo solo se loro abiurano 50 anni di porcate, mi scusi il termine, ed anche in quel caso ce ne impiegherebbero altri 50. Almeno! Ma lo sa, padre, che Kiko ha sempre predicato che San Paolo puzzava ma era santo lo stesso e quindi dovevi fartelo piacere? Povero San Paolo. Ma lei saprà bene il perché. 

No non lo so. Perché, figliuolo?

Ma perché nella sua logica tutta invertita, se San Paolo che puzza è santo, allora anche Kiko che puzza è santo. Giochi di prestigio con le parole, padre. Se Padre Pio che è santo era burbero, allora Kiko può essere un cafone infernale e filibustiere quanto gli pare, e quelli lo considerano santo lo stesso! Perché Padre Pio era burbero! Sono capaci di sollevare macigni con un filo di ragno. O di credere fortiter di averlo fatto, tanto per loro è lo stesso. Alla fine è tutta una questione di soldi e di sopravvivenza della casta.

Ma Kiko in questo mamotreto dice che non hanno mezzi e che chiederanno l'elemosina, perché gli itineranti non hanno soldi. Parla di andare in giro per le strade come gli ultimi del mondo. Perché non trovi niente di buono a chi parla di sé in questo modo?

Perché è tutto finto, padre. Quelli sono nati ricchi e da ricchi hanno sempre vissuto, e sulle spalle dei poveri e di quelli che hanno impoverito. Adesso, dopo tanto tempo, è arrivato il momento di ricucirsi l'immagine (parlo costumato, eh, padre) comprandosi magari un "titolo nobiliare" per fuggire dalla puzza di beccume del loro "casato".  Sa come fece il parvenu Calogero Sedàra, del Gattopardo, se ha avuto modo di leggere i nostri libri terrestri. Potremmo pure rifarci quel canto dajenu... "no non ti sarebbe bastato e ti saresti lamentato: parvenu! parvenu! parvenu!" ...

Va bene figliuolo, si è fatto tardi, tu ti stai distraendo e non ti sei veramente confessato. Penserò a quel che mi hai detto, intanto ti do la benedizione. Per la confessione torna però, facciamo domani? Tanto sei qui nelle salette, no?

Grazie padre, ma la devo avvisare che stanotte lascio la parrocchia. Ho trovato un ingaggio nel settore trasporti perché non voglio più essere un tappeto neocatecumenale. Però tornerò, mi lasci aperta una finestra magari, che in quota atterro meglio. Ora vado, mi stia bene e che Dio benedica anche lei.




Nel mamotreto di inizio corso leggiamo che i fondatori del Cammino Neocatecumenale hanno dichiarato l'intenzione di puntare alle vittime collaterali di questo periodo pandemico, attirandole con le cosiddette "Catechesi per giovani ed adulti" che si tengono in parrocchia. Dietro il pretesto di dare un senso alla sofferenza, queste catechesi introducono le persone nel Cammino Neocatecumenale. Non aggiungete problemi ai problemi, non fatevi fregare.

Ecco un BREVE VADEMECUM su come riconoscere o far riconoscere al volo un volantino o una locandina di catechesi iniziali del Cammino Neocatecumenale - e quindi evitarle.

La pubblicità può contenere una delle seguenti immagini (di seguito tre, fra le più ricorrenti):


COSA NON SCRIVONO:


Che sono neocatecumenali.

Che le catechesi per giovani e adulti sono in realtà le catechesi iniziali del Cammino Neocatecumenale.

Che il Cammino Neocatecumenale non finisce mai.


FRASARIO CHE IDENTIFICA I NEOCATECUMENALI:


Catechesi per giovani ed adulti

Vieni e Vedi

Dio ti vuole incontrare
Dio ti ama!

Una buona notizia

Gustate e vedete quanto è buono il Signore

Il Signore vuol parlare al tuo cuore, vieni!

Vieni a scoprire la gioia di credere

La fede viene attraverso l’ascolto


sabato 23 ottobre 2021

Quando Mosè diventa Faraone (bis). Dal libro di Antonio Lombardi

Riallacciandoci ad un precedente post sul libro dell'ex-catechista del Cammino Antonio Lombardi, proseguiamo con la lettura di alcuni stralci.


Motivi di tanto successo (del Cammino neocatecumenale, ndr).

Oggi il Cammino, strutturato in modo piramidale, guidato da Kiko e dalla sua equipe, conta migliaia di seguaci, ben motivati e indottrinati, in ogni parte del mondo. Viene spontaneo chiedersi il motivo di tanto successo.

Esso è dovuto soprattutto al grande fascino che tutto il movimento nel suo insieme svolge nell'immaginario collettivo di essere la vera Chiesa di Gesù Cristo.

Ad avallare questa convinzione è l'acquiescenza al Cammino e il silenzio operato della gerarchia ecclesiastica in tutti questi anni ignara di quanto realmente avviene all'interno di questo movimento. Il punto nevralgico di questo successo parte proprio da questa convinzione che gradualmente prende quota negli itinerari del neofita: di essere la chiesa che Gesù ha scelto in questo tempo per salvare l'umanità dal peccato
Non dicono chi sono... perché sono la Vera Chiesa inviata dal Vescovo.
Il fatto che dei semplici laici, perlopiù cattolici non praticanti, si trovino un giorno da soli, riuniti insieme da un sentire comune, senza l'oppressione dell'autorità preposta a gestire ogni parte della loro vita religiosa, come ad esempio la liturgia della parola e quelle eucaristica, dove persino il celebrante occupa un posto marginale, di per sé, è già per molti un motivo di novità e di incoraggiamento a procedere su una strada che sembrerebbe avere del miracoloso.

Il cammino neocatecumenale offre conoscenza della parola di Dio, gioia di vita comunitaria, suggestive liturgie. Nei primi due anni non viene chiesto alcun impegno, se non la partecipazione alle catechesi e all'eucaristia, e ciò rende tutti illusoriamente felici. Poi a partire dal primo passaggio improvvisamente il registro cambia, si richiedono atti eroici e le mete spirituali più alte non vengono proposte, ma imposte.

Ma si arriva a questa fase quando ormai l'individualità e la coscienza personale hanno subito un lento processo di sopimento. Il ricorso all'analisi razionale e al pensiero critico autonomo sono etichettati in modo negativo come tentazione demoniaca, quasi fosse l'irrazionalità e il continuo a gettarsi nel buio la caratteristica del vero credente.

Infatti sono frequenti gli inviti a calpestare la coscienza personale per obbedire senza porre domande ai catechisti, che rappresentano Gesù Cristo! Per oltre 40 anni Kiko ha tenuti nascosti i contenuti delle sue catechesi e da sempre ostenta una forte religiosità ed un apparente ossequio alla Chiesa.

Soprattutto ha saputo imporre una struttura piramidale in cima alla quale c'è la sua figura carismatica di Capo assoluto meritevole d'essere creduto, venerato, seguito e obbedito. Anche per i sacerdoti del cammino Kiko gode di una credibilità maggiore di quella dovuta ai rispettivi Vescovi e persino al Papa.

A lui fanno capo le equipe nazionali degli itineranti ed i super catechisti interregionali che trasmettono ordini e messaggi ai capi catechisti delle singole comunità rette da norme ferree e indiscutibili e e guidate una per una da fidati responsabili. Le persone deboli ed emarginate si sentono circondate dall'affetto dei fratelli e seguiti dai catechisti come padri, anche economicamente se bisognosi.

in marcia sul cammino di Kiko
Perché è difficile uscire dal cammino neocatecumenale.

All'interno delle comunità nulla si sa di quanto avviene nella Chiesa. Talvolta trapelano certe critiche rivolte al Cammino da parte dei sacerdoti ed i vescovi, ma tali critiche diventano sempre motivo di grande orgoglio come per una persecuzione scaturita dal fatto che il Cammino è la vera Chiesa dov'è possibile essere cristiani fino in fondo.

Quando non possono nascondere qualche critica i catechisti dicono sempre: il Cammino e osteggiato perché è radicale, chi non lo accetta è perché rifiuta il Concilio.

Pertanto la critica di assomigliare ad una setta non preoccupa le persone che fanno il Cammino in quanto una volta che se ne fa parte sono continuamente ribadite l'appartenenza alla Chiesa Cattolica e la simpatia personale che il Papa e il Vaticano nutrono per il Cammino.

Quando si è dentro la comunità sembra che di settario non ci sia niente: cose che prima sembravano strane diventano familiari. Il linguaggio e gli atteggiamenti individuali cambiano gradualmente e senza che uno se ne renda conto finisce per assomigliare sempre più agli altri.

Solo dopo un lungo distacco si può notare l'omologazione che era avvenuta con un lento processo di assimilazione frequentando la comunità. L'omologazione è così forte che sono sufficienti poche battute per riconoscere immediatamente uno del Cammino.

Il fideismo ed il senso di impotenza della persona che si acquisiscono gradualmente nel cammino rendono tutti estremamente fragili ed incapaci di lasciare questa realtà e di fare esperienze libere alternative. Nel corso del Cammino inoltre è posta una grande enfasi su ciò che era la propria vita prima e su ciò che è stata dopo l'ingresso in comunità. Tutto era vissuto nel modo sbagliato, niente aveva senso.

L'incontro con il cammino diventa l'evento per eccellenza della propria vita al punto che le persone si convincono a disprezzare la loro vita precedente, convinte che solo adesso hanno trovato la vera vita.

In raccoglimento davanti alla famosa kikona della Madonna di Kiko
C'è ironia e diffidenza nei confronti di sacerdoti, religiosi e credenti che non fanno parte del Cammino, come se fossero sacerdoti religiosi di serie B o cristiani della domenica che non vedono i loro peccati e vivono nell'inganno e nell'ipocrisia.

Questa convinzione è un grande deterrente per i membri delle comunità in crisi. Essi infatti, difficilmente si rivolgono sacerdoti diocesani o ad altri religiosi, dato che anno dopo anno è stata loro comunicata una sorta di sfiducia nei loro confronti oltre alla convinzione che l'unica Chiesa si è quella neocatecumenale.

Per tanto chi pensa di lasciare la comunità ha l'impressione di abbandonare Dio e la Verità. Chi arriva a ripudiare Il Cammino dopo averlo seguito per anni anche se con motivazioni ben precise e oggettivamente condivisibili, è considerato un apostata e un Giuda. Con tali persone viene di colpo interrotto qualunque contatto.

Terrorismo psicologico e minacce per chi lascia il Cammino.

In tutte le comunità neocatecumenali i catechisti ripetono spesso quanto predicato da Kiko e riportato nel testo delle catechesi.

"Fratello mio tu puoi tornare indietro però attento attenti fratelli, perché Dio vi ho inviato dei catechisti concreti, che vi hanno detto che hanno visto Gesù Cristo! Dove andrai? Diventerai un uomo disgraziato, non servirai a niente, già sei stato marcato fuoco e questo non te lo può togliere nessuno! Se andate via il Sangue di Gesù Cristo per la nostra testimonianza ricadrà su di voi"(Orientamenti alle equipes dei catechisti per l'iniziazione alla preghiera pagina 412)

Il potere di queste affermazioni, lanciate ora con stile profetico e vagamente minaccioso, ora con tono paterno, hanno il potere lentamente di plagiare le persone! Le conseguenze sono gravissime. Così Kiko mantiene i suoi seguaci nel dubbio di salvarsi e fa credere loro che chi lascia il Cammino lascia anche la Chiesa e si allontana da Dio.

E poi dove andare?

Siccome il Cammino monopolizza la vita delle persone per decenni, si constata che chi lascia il Cammino difficilmente riesce a reinserirsi in parrocchia e si sente come un pesce fuori dall'acqua.

giovedì 21 ottobre 2021

Scandalo!

(Ep. Galati  5:22-23) Il frutto dello  Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo.


Neanche la vecchiaia oramai soggiunta e avanzata è riuscita a disanimare la convulsa ricerca di approvazione e predominanza di Kiko. 

Sfogliando i fogli gravosi del corrente mamotreto mi sono imbattuta in molteplici argomenti ambigui e disagevoli, ma uno su tutti si è letteralmente schiantato nel mio animo richiamando come un potente e autoritario squillo di tromba il seguente brano biblico: 

"Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare."

 

Ecco come pensano ai piccoli:
saletta neocat realizzata in Lego

Dal mamotreto della convivenza di Inizio Corso 2021/2022: 

«il  problema, come sanno bene gli psicologi e gli psichiatri, è che molta gente si disprezza immensamente a causa dei peccati che ha fatto, o perché è stato maltrattato, o perché ha toccato una bambina, o ha rubato, mille cose. E’ gente che ha l’intimo distrutto, diventa mostruoso, pieno di tenebre e di oscurità, si autodisprezza e questo disprezzo lo porta al masochismo, all’autodistruzione: per questo la droga o l’alcoolismo sono modi di autodistruggersi, o il disprezzo di sé che fa violenti verso se stessi. [...]

Chi può guarire questa persona dentro? Chi può fare del suo essere una persona, lui che è distrutto dalla storia, dai peccati altrui verso di lui? Ecco, lo Spirito Santo scendendo su di lui gli garantisce, gli dà la certezza interiore, profonda che Dio c’è, che lo ama, che Dio è Padre!»

 

Dopo più di cinquant'anni di vita il movimento neocat. non ha ancora acquisito la capacità di infondere pace e sentimenti propositivi.

La disonestà insita nelle considerazioni di Kiko è sottile e occultata da una sorta di fittizia cattolicità che ha l'incarico di rendere plausibili anche i concetti maggiormente eterodossi. 

Argüello sembra un sociologo (egli è fornito di un numero cospicuo di travestimenti d'eccellenza neocat dai più sacri a quelli terreni provvisti di licenza per studiare l'animo e la psiche umana. Peccato che egli non possegga assolutamente simili missioni e titoli) alle prese con soggetti da studiare ed esaminare. Ma risulta chiaro che è invece lui stesso ad avere necessità d'essere analizzato a causa delle sue preoccupanti convinzioni che riflette sugli altri - e sappiamo che in effetti uno psichiatra lo esaminò  -. Infonde turbamento. La sua inaffidabile impresa è totalmente protesa a porre in evidenza il peccato, sino a mutarlo in un idolo da trasmettere ai seguaci. Il suo idolo consegnato ad altri!  

È questa la vera consegna d'ogni passaggio: il peccato ineluttabile! Il dio di Kiko dinanzi al quale i suoi affiliati sono invitati a prostrarsi, denominato per l'occasione con termini cattolici per mascherarne la reale natura avversa (un esempio non casuale: «Vi verrà consegnato il padre nostro (intenzionalmente minuto)» Attenzione! Riflettete: a quale "padre" si riferiscono i catechisti? Perché durante la suddetta Tappa il fedele proclama la sua appartenenza al maligno? Porsi dei quesiti è essenziale.)

“Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli
che credono in me…”

Egli avalla la lussuria e la pedofilia negando il sommo bene della conversione del cuore. 

Kiko chiacchiera abbondantemente di guarigione e Paraclito, saltando a piè pari, come se si trovasse di fronte ad una pozzanghera da scansare, il bisogno di accostarsi al sacramento della Confessione. 

Kiko non invita mai a fuggire il peccato, a evitarlo, a pentirsi e a risorgere da esso, per vivere con gioia ogni momento, da VERI figli di Dio, cercando “le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio” (Col 3,1).

Kiko infatti annuncia (mamotreto di I.C. pag.9):

«Chi può guarire [...]? Lo Spirito Santo scendendo su di lui [...]» ma non prima di aver sottolineato questa idea: «Chi ti ha fatto credere che quello che dice Kiko è vero? Che cosa ti può far credere veramente che quello che dice questo catechista è vero, che questa è la verità? Che cosa, la ragione? No, dice S. Paolo: "Lo Spirito Santo dà testimonianza al nostro spirito (strumentalizzazione delle Sacre Scritture)". S. Giovanni dice ancora un'altra cosa: "è lo Spirito che ti dona la certezza intima, nel profondo del cuore, che quello che dicono esteriormente gli apostoli è la verità (altro uso improprio delle Scritture)". Ossia la prova che hai ricevuto lo Spirito e che hai creduto nel kerygma (kerygma secondo Kiko)»

Prosegue sempre sulla stessa linea:  

«non è tanto importante quello che io dica quanto che lo Spirito Santo vi dia la certezza interiore, ascoltando, che quello che stiamo dicendo è la verità. È lo spirito Santo l'autore dell'evangelizzazione.» Della loro evangelizzazione chiaramente. 


Ergo: affinchè lo Spirito agisca, risani e fruttifichi nell'animo del credente bisogna ascoltare, senza avanzare obiezioni, gli annunci insindacabili degli "ispirati' catechisti. Essi, secondo la logica trasmessa da questa catechesi - un concetto in verità reiterato per l'intero percorso nc -, sono gli unici dispensatori del Paraclito, quindi o credi a Kiko e accogli lo Spirito Santo o ti danni nella tua miseria! 


Quindi si deduce agevolmente che in cammino è impossibile evitare il male, seguire Cristo, facendo  «tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode» (Fil 4,8). Ciò, ahimè, s'inserisce perfettamente nel contesto delle idee di Kiko intorno alla natura dei rapporti dell'uomo peccatore col Cristo che lo salva.

Non per nulla...È stato notato che certi suoi seguaci (di Kiko e di conseguenza anche di Carmen) non si confessano, pur avendo a disposizione il sacerdote prima della celebrazione eucaristica, nella quale certamente non si riconosce quella istituita da Cristo e della quale parla S. Paolo contro quanti accedono alla mensa eucaristica indegnamente: essi mangiano e bevono la propria condanna (1Cor 11, 29).



Ma ciò che più sconcerta è il guazzabuglio di peccati e tragedie che "butta lì" con inconcepibile superficialità e dissennatezza, omettendo la gravità di determinati peccati ed evitando di evidenziare la sofferenza di chi riceve il danno. In linea con la sua predicazione pone sul medesimo piano chi ha subito il danno e colui che lo ha causato, così da creare confusione e mantenere intatta la sua difesa del cammino, quindi di sé stesso, che parte proprio dalla soppressione del sentimento di giustizia dalle coscienze dei fedeli.


".. O perché ha toccato una bambina" 

Il ragionamento di contorno è fin troppo impreciso, approssimativo e generico per poter giustificare l'utilizzo di questa frase spiattellata con inaudita leggerezza!

Kiko si è auto dichiarato "peggiore di un pedofilo (onestamente non riesco a concepire nulla che superi in gravità questo stato)" e sembra proprio che non si dispiaccia di rendere questo peccato e reato alla stregua di un inconveniente facilmente superabile grazie all'ascolto del kiko-kerygma. Non sussiste uno straccio di riferimento alla legge divina e terrena, alla riparazione necessaria, allo sconto sacrosanto della giusta pena! Nessun richiamo al più severo dei moniti di Cristo: "È meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi!". Si tratta di una sentenza esemplare: una macina pesantissima legata al collo del corruttore e gettata in fondo al mare, nel nero più profondo, per non vedere più quel corpo, che evidenzia ribrezzo agli occhi del Padre e del Figlio!


".. O perché ha toccato una bambina" 

Un'espressione pronunciata con frivolezza, eppure la corruzione della pedofilia è un peccato gravissimo che sovente è concatenato alla bestemmia contro lo Spirito Santo. Tanto da procurare un giudizio assoluto e senza appello. La giustizia divina è categorica e non si fonda sull'adesione o no al cammino. All'inverso di quanto afferma il guru, l'appartenenza alla comunità non scherma né garantisce la salvezza degli affiliati! I catechisti propagano menzogne che deviano la spiritualità; alterano la realtà propagando una finta luce del Vangelo che induce a bestemmiare il Signore, ignorando che lo Spirito Santo chiama a ravvedimento. Persuadere a concepire il male inflitto al minore come una situazione regolabile con l'ascolto della parola neocatecumenale è inconcepibile (Ep. Romani 10:3) "Perché ignorando la giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria, non si sono sottomessi alla giustizia di Dio". Dunque un tragico destino toccherà agli scellerati, immersi nell’errore  e compiaciuti nel sudiciume.


“Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me…” (9,42).


Scandalo è la pedofilia; scandalo è tutto ciò che offusca la fede e/o non rivela pienamente la luce; scandalo è il silenzio dei "fratelli" che non denunciano il male difendendo il piccolo; scandalo è mescolare verità e menzogna. Scandalo è tutto ciò che calpesta la verità del Vangelo. Tutte circostanze che competono a Kiko e non di meno a chi gli dà retta applicando i suoi insegnamenti.

Sancte Michael Archangele,
defende nos in proelio;
contra nequitiam et insidias diaboli
esto praesidium.

 

 


martedì 19 ottobre 2021

Inizio Corso 2021. Della serie: Il buongiorno si vede dal mattino e "Il lupo perde il pelo, ma non il vizio!"

 

Scorrere, dopo tutti questi anni, l’Indice dell’ennesima Convivenza di Inizio Corso è di una noia mortale; sono tutte perfettamente sovrapponibili. L’argomento da sviscerare è sempre lo stesso: Il Cammino ieri, oggi e domani. 

Diventa difficile parlarne, ogni volta di più. Il Cammino da troppo tempo ormai conosce una fase tragica di involuzione, perché ciò che non cresce più non permane, regredisce. E il suo declino è inarrestabile

Venerdì

Troneggia in prima battuta, come sempre dal 2016 in poi, il rendiconto sulla pratica di canonizzazione di Carmen a cui anelano e l’immancabile recente incontro di Kiko col Papa che li elogia. 

Poi si snodano il consueto digiuno, la scrutatio introdotta dal Kerigma, penitenziale, la proiezione di un video. 

(...primo giorno) 

Sabato: 

Lodi, predicazione, preghiera silenziosa e si consegna il solito questionario per interrogarsi (indovinate un poco!) sul Cammino e i suoi immediati e futuri destini. Poi la parola al Padre Mario “La iniziazione cristiana e il cammino neocatecumenale nella chiesa di oggi”. Ti pareva! Cammino… Cammino… Cammino… 

(...secondo giorno) 

Domenica: 

Merkabà, Eucarestia… con annessi e connessi e conclusiva Colleta ovviamente; se pure ognuno ha pagato anticipatamente le quote di partecipazione.

(...terzo giorno) 

Fa sorridere che alla fine dell’Indice ci siano in grossetto le “Raccomandazioni” sulle cure. Il Cammino ormai è in perfetta simbiosi con la necessità di “cure”: “cura delle vocazioni”; “cura delle dipendenze”. Sono un sanatorio, ormai, un ambulatorio polifunzionale. Speriamo non ancora un lazzaretto! 

Tra gli immancabili allegati poi:

  • Causa di Beatificazione di Carmen 
  • Gruppi di recupero e... (dopo gli Avvisi...)
  • Coordinate Bancarie.

 

Kiko, travestito da messia, fa il bello e il cattivo tempo! Ut semper.

Iniziando a scorrere più o meno rapidamente le prime pagine emerge subito una voglia di normalità che sconcerta, un bisogno di essere rassicuranti a cui, sinceramente, non ci hanno abituato. Da quando Kiko “non ha più parola” quello che mettono in giro a suo nome è sempre più patinato, ripulito, lindo e pinto, come un bimbo apparecchiato per il primo giorno di scuola. Scorriamo e scorriamo pagine in rapido volo prima di soffermarci, e non scorgiamo nulla. Una moderazione e una insolita giustezza aleggiano sovrane. E noi che ben conosciamo gli uni (i luogotenenti tipo, quelli del cerchio magico per intenderci) e l’altro (Kiko, che possiamo finalmente chiamare il fondatore/che/non/sarà/rimosso) restiamo basiti e ci coglie lo sconcerto di fronte a cotanta ipocrisia che la fa da padrona indisturbata. 

Il buongiorno si vede dal mattino. 

E Kiko inaugura la Convivenza, come sempre ha fatto, con la solita ostentazione de "Il meglio del trascorso anno" (come si fa per ogni programma di successo della RAI che si rispetti). Mettendo a confronto col passato, però, oggi poco o nulla c’è da raccontare vantandosi (più nulla che poco, in verità), mentre costoro i problemi sono soliti non palesarli mai per niente, in pubblico poi mai!

Quest’anno, in cui a causa del COVID non hanno potuto raccogliere allori in giro per il mondo, due soli gli eventi da ostentare, mandandoli avanti per aprire cuori e menti degli adepti all’ascolto: la Canonizzazione di Carmen e l’Incontro col Papa

 Canonizzazione - 

Alcuni passaggi: 

A proposito della Biografia di Carmen che hanno messo in commercio:

- “io non ci guadagno nulla. È proibito fare commerci con le cose spirituali, si chiama simonia ed è condannata dalla Chiesa.” 

Cosa dobbiamo ripetere qui? L’Excusatio non petita accusatio manifesta? E rispondiamo da noi: Ma quando mai! Possiamo mettere in dubbio che Kiko ci abbia mai guadagnato qualcosa? Lui o il Cammino, dalle “cose spirituali”

 Alcune altre affermazioni sconcertano, e riguardano Carmen. Dalla Prefazione al libro di Kiko

- “Amava Cristo e la Chiesa e il Papa al di sopra di tutto.” (come no!) - “Queste note biografiche non sono solo per i fratelli del Cammino, bensì per tutta la Chiesa, per far conoscere una donna straordinaria, che ha vissuto la fede in grado eroico. Carmen Hernández! La migliore catechista del mondo!” 

 (l’hanno già consacrata santa, e di categoria superiore, ma noi che l’abbiamo conosciuta non la riconosciamo affatto. Ma chi è costei che Kiko descrive? Bah!) 

- “io credevo che seguissero me, ma ora scopro che migliaia di fratelli sono nel Cammino grazie a Carmen.” 

 (Kiko, da quando Carmen è morta, ripete spesso questa cosa (quando era viva non se n'è mai accorto); e noi ci chiediamo: scusate, ma lì dentro “chi segue Cristo?”) 

- “più di 1.700 grazie e favori, di 70 paesi diversi, concessi per intercessione di Carmen In questo periodo, e in tutto il tempo del processo, non deve diminuire (anzi aumentare) la fama dei segni per l’intercessione di Carmen. Per questo, vi invitiamo a chiedere favori e grazie a Dio, per intercessione di Carmen, con la preghiera ufficiale della immaginetta che vi daremo domenica, che ha la approvazione ecclesiastica dell’Arcidiocesi di Madrid per uso soltanto privato, ...” 

(a questo servono i fratelli del cammino!) 

- “Daremo questa immaginetta a ciascuno di voi e dietro troverete la preghiera approvata dalla Chiesa e una piccola biografia di Carmen.” 

- “Carmen è la vostra catechista, una grazia grande, mia compagna di fatiche!” 
Triade in carica, grazie a Kiko e Carmen.

(...e di bella vita vissuta per 50 anni alle spalle degli altri, senza mai privarsi di nulla: figli di re che altro non sono). Sconcertano simili affermazioni, dicevamo, perché non ha un senso tanto accanimento. Perché mai - ci chiediamo – costoro ci tengono tanto e tanto a questa canonizzazione? Da porla sempre come primo obiettivo da 5 anni? Non dovrebbe essere da loro! O sbaglio? Per come li abbiamo conosciuti, come si sono presentati... che hanno a cuore l’evangelizzazione dei popoli. Mentre “il tempo si è fatto breve”…. Ma deve poi essere un pensiero assillante: essere o no riconosciuti “santi da altare”? Cosa aggiunge o toglie al loro lavoro e impegno h24 per l’evangelizzazione, senza mai risparmiarsi e non per il proprio personale interesse? E così ancora una volta nei fatti, “i fratelli della comunità” non sono i destinatari dei benefici di un Cammino nato per loro, per donare all’uomo la “natura nuova”; ma sono meri strumenti nelle mani del “potente cammino” perché diventi agli occhi di tutti sempre più grande. 

 

Udienza privata, il 3 settembre, col Papa - 

"Devo continuare". E IO sono ancora qua.
 Alcuni passaggi tratti dal... racconto secondo Kiko

- “Mi ha confermato come responsabile del Cammino insieme alla mia equipe e mi ha detto che fino a che il fondatore è vivo si è in una tappa fondazionale. Quindi devo continuare! Perché questo processo non è ancora terminato.” 

(e ora Kiko si autoproclama pure fondatore… pur di..., quando ha sempre ripetuto che lui non ha fondato niente: Iniciador e Iniciadora, altro che!). Kiko continua imperterrito: 

- “Ci ha molto rallegrato la sua chiarezza nel riconoscere la natura del Cammino Neocatecumenale come una iniziazione cristiana, come dicono gli Statuti, e non come un’associazione o movimento.” 

(ma scherziamo? L’iniziazione cristiana non ha fondatore, è della Chiesa, suo munus e missione primaria, nella persona dei Parroci e dei Vescovi; Parroci e Vescovi a cui questa gente mai ha veramente obbedito. Ma ora a Kiko conviene fare il fondatore! E pure in obbedienza agli Statuti!) 

- “Ci ha sorpreso il fatto di notare come (il Papa) si ricordava l’aneddoto tra Carmen e Giovanni Paolo II durante la visita ai Martiri Canadesi. Quando il Papa dice “movimento”, Carmen lo ha interrotto e ha detto: “Non siamo un movimento siamo un cammino”. La seconda volta che lo interrompe, Giovanni Paolo II, sorridendo, le ha detto: mulieres taceant in Ecclesia. Anche Papa Francesco, nel ricordarlo, ha fatto un sorriso.” 

Bentrovata, Carmen!

 La Carmen ripeteva stizzita “Non siamo un movimento siamo un cammino” interrompendo in continuazione il Papa che “sorridendo” le ha intimato “La donna taccia” (N.B. Questa citazione – da mamotreto – Kiko l’avrebbe fatta in latino. Vien solo da ridere. Questa una prova che il testo – come leggendo ci è nato il sospetto - è tutto rimaneggiato e non è più la “fedele trascrizione dei nastri della convivenza”… Bugiardelli e biricchini (va ricordato a costoro che “chi non è fedele nel poco, non è fedele neanche nel molto”. E questi son loro, come tutti i truffatori, pericolosi!). 

- “… e anche Papa Francesco, nel ricordarlo, ha fatto un “sorriso”. 

Tutti sorridenti i Papi con loro! Son proprio fenomeni! 

E così anche con il Papa tutto si gira a barzelletta. Che ridere... Con questi si ride sempre! (ricordo anche in assemblea di itineranti era un continuo teatro tra Carmen e Kiko). 

Le solite barzellette di Carmen. Che innocua simpaticona che era? E come le piaceva far ridere tutta l'assemblea alle sue pazzoide esternazioni.

A questo punto del copione partono le Presentazioni e… iniziano le danze. 

Non certo vogliamo ripercorrere ora tutto il mamotreto!

 Ripetiamo però che il buongiorno si vede dal mattino... 

La sensazione è che ora non hanno più, come priorità assoluta, di diffondere le loro eresie, svarioni liturgici, scorrette letture dottrinali con annessi stravolgimenti del Catechismo Cattolico e del legittimo ordine gerarchico della Chiesa stabilito da Cristo stesso. Hanno altro a cui pensare. 

Il loro bacino lo hanno inquinato abbastanza e da quel punto di vista stanno più tranquilli. Come Kiko ripete, il problema è "l’acqua in cui vivono i pesci e non i pesci in sè... basta cambiar loro l’acqua…" e la sua (di Kiko) è di già avvelenata, per quello spirito che ne resti immerso stabilmente. Oramai gli adepti sono talmente impregnati del kikiano verbo che da soli filtrano ogni cosa e ciascuna la mettono al giusto posto, neocatecumenalmente parlando. 

Hanno fatto sottotraccia, Kiko e i suoi, un grande lavoro in questi 50 anni, con grande abilità, non c’è che dire! Non è questo a creare problemi ai vertici del Cammino, oggi. 

Oggi la priorità è un’altra: ripulirsi formalmente e stilisticamente, riciclarsi. Dovessero continuare a presentarsi sfacciatamente per quelli che sono, non potrebbero neanche candidarsi ad alcuna santità, sicuro, neanche di facciata. Hanno ora urgente la necessità di non prestare il fianco, con le loro classiche ed estemporanee esternazioni, a critiche; di non lasciarsi sfuggire svarioni esagerati che potrebbero ritorcerglisi contro. Visto e considerato che non riescono ad evitare la fuoruscita dei loro testi segreti, nonostante i reiterati avvisi e minacce, tanto vale servirsi di questa falla del cammino - per cui tutto quanto vien detto tra loro prima o poi trapela - per cercare di mostrarsi presentabili e dimostrarsi affidabili finalmente, sotto ogni aspetto. 

"...pilum mutat, non mores" e ama pure camuffarsi!

 

Ma basta scavare tra le pieghe, andare un poco più a fondo e li riscoviamo sicuro. Inutile tentino di nascondersi ancor meglio... 

D’altra parte son sempre loro, conosciamo la loro natura corrotta: "Vulpes pilum mutat, non mores"

Il lupo perde il pelo, sì. Ma non il vizio!

domenica 17 ottobre 2021

Qual è il problema per cui non si inginocchiano davanti a Dio?

Rispetto all' inginocchiarsi davanti al Signore vorrei fare un appunto.
Ci si inginocchia per Umiltà, in quanto siamo sue creature, e si fa per Amore, in quanto abbiamo ricevuto amore e lo rimanifestiamo nel nostro piccolo.
E quindi, ognuno è libero di volerlo fare o non volerlo fare, sono liberissimi.
Ma il non volerlo fare è una scelta, libera, ma è scelta.

Mi chiedo, e spero che ve lo chiediate anche voi: qual è il problema a non inginocchiarsi davanti al Santissimo?
Ripeto: qual è il problema?

 

Il problema di Kiko: abolire l'altare e il Sacrificio

 

Anche se siamo risorti ( così mi pare di aver sentito alcuni affermare delle cose), o altro di qualsiasi, ecco che vi dico che Lui è Dio, noi siamo, e saremo sempre sue creature. E per cui, la creatura quando ha davanti l'Onnipotente e l'Eterno quale problema ha di inginocchiarsi?
Anche se fossimo ora tutti in Paradiso con Dio, qual è il problema ad inginocchiarsi davanti a Lui? Anche in Paradiso Lui è sempre Dio.
Anche in Paradiso noi non saremo mai alla pari con Dio. Lui rimane sempre Dio e noi sue creature.
Voi che dite?

Non si inginocchiano per obbedire a qualcuno che gli ha insegnato a non farlo.
Ma l'obbedienza si dà con amore, non con costrizione. Chi è lì che giudica il prossimo di una presunta disobbedienza, e condanna, non viene da Dio. Vi è un altro spirito che sta agendo, lo spirito impuro.
Dio non vuole schiavi e burattini, ma ci vuole liberi e liberi di amarLo. Nella libertà noi siamo chiamati nell'amore, non nella costrizione.
Costoro hanno tradito loro stessi e si sono dati alla presunzione. Credevano che Dio gli avesse dato le sue creature per sottometterle alla loro volontà con costrizione. Nulla di tutto questo. Ovviamente sono liberi di voler agire in quel modo, ma la loro libertà, ricordatevi tutti, si ferma davanti alla libertà del prossimo. Cioè non hanno nessuna libertà di obbligare il prossimo.
Hanno la presunzione di voler entrare nella vita del prossimo, come se fossero Dio in persona, senza che nessuno gli abbia dato il consenso. Prima ti invitano, poi iniziano a fare tutte le loro cose, di cui non hanno nessuna autorizzazione. Infatti, vi chiedo: cortesemente mi portate un documento scritto dove si riporta che costoro possono entrare nella tua vita intima, e farsi giudici e direttori spirituali?

Invito tutti a considerare un aspetto, e non è di poco conto.
Se alcuni non si inginocchiano davanti a Dio, e lo vedete con i vostri occhi, quale amore e rispetto potrà avere verso il suo prossimo?
Se non si ha rispetto di Dio, come lo si potrà avere sul prossimo?
Il fatto di non voler inginocchiarsi è grave, molto grave.
Vi invito a rifletterci bene. Il linguaggio del corpo è importante, cioè dalle azioni esteriori si può intravedere cosa si muove dentro l'anima.
Faccio un esempio.
Se io esco di casa con un fucile, ecco che si intuisce che sto andando a caccia. Se esco di casa in tuta e scarpette sportive, ecco che si intuisce che sto andando a fare una corsa.
E per cui: se un ambito dentro la Chiesa non si inginocchia davanti a Dio, cosa stanno facendo?

Vi ricordo a tutti, nella libertà e non nella costrizione, di non esitare a inginocchiarvi davanti a Dio durante la Santa Messa, nella sua Casa e ovunque al suo cospetto.

Giovanni Paolo II e il Corpus Domini:
"Aiutatemi a inginocchiarmi: lì c'è Gesù!"
 
È un piccolo nostro segno di amore, rispetto e umiltà. Infatti ci inginocchiamo perché riconosciamo si essere sue creature, ci inginocchiamo perché riconosciamo di avere davanti a noi, in quel momento, Lui, ci inginocchiamo perché crediamo che Lui sia realmente presente in quel momento, ci inginocchiamo anche per rispetto, ci inginocchiamo per chiederGli, in quel momento, di salvarci e accoglierci nel suo regno, ci inginocchiamo come segno di annullamento di noi stessi, e quindi mettiamo la Sua Volontà sopra la nostra, ci inginocchiamo perché riconosciamo di essere nulla senza di Lui. L' inginocchiarsi è importante, molto importante.

Mi sento di scrivere a tutti, ma principalmente a me: amiamo Gesù che ci ama tanto. La vita delle volte è dura, ci capitano situazioni dure e pesanti, e ci chiediamo: perché Dio lo permette? 

Purtroppo, nel senso buono del termine, noi non siamo Dio e Lui sì, e per cui in alcuni momenti non capiamo il perché. E Dio che sa il perché e sa come devono andare le cose, non noi abbiamo la perfetta visione. E per cui rimaniamo sempre nell'amore verso di Lui.

Amore significa tante cose, non sto qui a giudicare.
Amore è risorgere con Lui, amore è rimanere in Lui, amore è soffrire con Lui.
E quindi con amore e senza giudicare cerchiamo di stare avanti a Lui senza spegnere la Fiamma Divina. Un segno di amore, tra i tanti, è l'inginocchiarsi quando Egli viene nella Santa Messa, non in segno di schiavitù, ma si dovrebbe fare con amore. Credo che l'amore sia la via maestra e più sicura.
Chi ha un amore grande per Dio? Sua Madre. Impariamo da sua Madre su come ci dobbiamo comportare, e ascoltiamola.
Amiamo Dio e amiamo il prossimo.

(da: Cristiano Della Domenica)




venerdì 15 ottobre 2021

Il “Non resistete al male” neocatecumenale: ennesimo strumento di schiavismo morale.


 Il “Non resistete al male”, tramutato in comando neocatecumenale, configura l’ennesimo strumento di schiavismo del popolino prono alla indiscussa autorità del Tripode. Il problema del Cammino è sempre lo stesso: assolutizzare strumentalmente affermazioni vere in se stesse (che diventano false proprio perché assolutizzate). 

Ecco il popolo in Cammino

Per giustificare la perversione del “Non resistete al male” imposto nelle comunità dall’alto viene citato il famoso aforisma di Sant’Agostino d’Ippona:

“Amare il peccatore e odiare il peccato” (Enarrationes in Psalmos, 392-420, V sec.)

Lo stesso Agostino che nelle Epistole ha scritto:

“Vi può essere anche una crudeltà che perdona, come vi può essere una misericordia che punisce” (Epistolae, V sec )

Riportiamo due frasi ancora, tratte sempre dagli scritti del Santo Padre e Dottore della Chiesa Agostino, Vescovo di Ippona: 

  • “Se non peccassimo volontariamente, nessuno dovrebbe esserne rimproverato, né ammonito; ora senza di ciò non avrebbe necessariamente piú ragione di essere la legge cristiana ed ogni disciplina di religione. Dunque si pecca volontariamente. E poiché non vi è dubbio che si pecca, ne viene che non è affatto possibile il minimo dubbio che le anime nostre non abbiano il libero arbitrio.” (De vera religione, 389-391) 
  •  “Se l'uomo fosse privo del libero arbitrio della volontà, come si potrebbe concepire quel bene per cui si pregia la giustizia nel punire i peccati e onorare le buone azioni? Non sarebbe appunto né peccato né atto virtuoso l'azione che non si compie con la volontà.” (Sul Libero Arbitrio, ca. 395) 


Chi, come me, per una intera vita – dalla giovinezza fino all’età matura – ha frequentato il cammino sa bene che alcune frasi topiche e di grande effetto – arbitrariamente estrapolate dai Testi Sacri o dagli scritti dei Santi - vengono impresse ad arte nella mente e nel cuore degli adepti con catechesi martellanti, ripetitive e unidirezionali. Mentre altrettanti pezzi della dottrina cattolica vengono del tutto ignorati e colpevolmente omessi, by-passati. Ed è dall’assolutizzazione strumentale che se ne fa che inevitabilmente discendono deviazioni ed errori senza numero. 

Avete mai sentito Kiko parlare del “libero arbitrio”? Il bene o il male commesso pone le sue radici nella volontà dell’uomo. E Dio, Misericordioso e Giusto, punisce i malvagi e premia i buoni. Senza il concorso della volontà e di una coscienza consapevole dell’uomo, punizione e premio non avrebbero alcun senso.


Riceviamo e pubblichiamo da Veterano:

Mt, 5, 38ss.:

"Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente; 

ma io vi dico 

di non opporvi al malvagio;..."


Tanti anni ho fatto parte del cammino neocatecumenale, troppi per non accorgermi che dietro la maschera si nascondeva una “Setta”, ne ha tutte le caratteristiche! Grazie a Dio, dopo interminabili anni di assidua e fedele partecipazione, mi hanno allontanato perché non accettavo i loro parametri di valori. Non mi voglio dilungare oltre su questo increscioso capitolo della mia vita (che ho più volte raccontato) che da solo dimostra l’essere settario ed elitario di cui si sono rivestiti. Per chi ostinatamente non si lascia irreggimentare esiste solo l’espulsione violenta. Quando mai nella chiesa cattolica è stato allontanato qualcuno per motivi simili? 


Chi canta indottrina due volte!




C’è un fascino attrattivo esercitato dai canti e dalle musiche che accompagnano le liturgie, almeno un tempo era così. E non si comprendeva che anche questa era una trappola a modo suo, in grado di cambiare, lentamente ma irreversibilmente, la sana dottrina del catechismo. I canti e le musiche del Cammino imprimono, come un timbro, nelle coscienze dei neocatecumenali gli errati convincimenti imposti dalla oscura catechesi degli iniziatori. Funziona qui il “repetita juvant”. Le espressioni del ritornello entrano nella mente degli adepti e lo ossessionano quotidianamente con quel pensiero che si vuole conculcare, giorno dopo giorno. Tutti allineati e coperti; completamente omologati, e un pensiero differente non è contemplato. 




"Non resistete al male" ripetuto nel canto 16 volte!

 Uno dei canti emblematici della collezione kikiana è, senza dubbio, quello che si intitola “Non resistete al male” (Mt 5, 39)

Una esortazione, un comando, una imposizione assoluta su cui non si transige. Basta mettere nel motore di ricerca di internet questo titolo, ecco che appaiono pagine e pagine dove viene cantato e spiegato infinite volte, naturalmente in maniera unidirezionale e anche errata. Una vera bandiera. 


Perchè il  - “Non resistete al male” (Mt 5, 38ss.). che (come si vede dalla foto) nel Titolo del canto è posto con tanto di citazione puntuale del Vangelo da cui è tratto si condanna da se stesso. Il Vangelo di Matteo diversamente recita - "Ma io vi dico di non opporvi al malvagio".


Il titolo che diventa subdolo in mano a loro, corredato della loro pseudo-catechesi esplicativa. Nonostante sia anche indicata la citazione evangelica da cui è tratto. Ma la citazione nessuno la va a controllare, poiché la parola di Kiko, una volta pronunciata, sovrasta tutto e la sua interpretazione convince i seguaci ignari e in buona fede, certi della buona fede anche di chi li indottrina con tanto zelo. Titolo che di per sé disorienta e non se ne capisce il senso perché lo hanno reso ambiguo. Lo hanno asservito ai loro scopi occulti: tenere gli adepti lontani da ogni senso di giustizia, sottomessi docilmente ad ogni genere di angherie, pronti a prendere su di sé ogni sopruso, senza mai ribellarsi ai malvagi, come all’autorità costituita, che sono sempre loro

Ma se si ascolta o legge con attenzione ciò che segue nel testo evangelico:  

“…ma io vi dico: “amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori” (Mt 5, 44; cfr. Lc 6, 27.35) 

e si pensa a quanta cattiveria ha subito nostro Signore Gesù Cristo, ci si va convincendo che il senso vero è piuttosto questo: Lui mai ha reagito con violenza. Mentre il “Non resistere al male” è stato usato dai catechisti (kikatekisti) come anche dai preti (presbikiki) che dietro a Kiko hanno perso il lume della ragione piuttosto per zittire chiunque subisce un’ingiustizia e vorrebbe denunciarla! 

Se si dovesse veramente non reagire al male mai (come regolarmente avviene nel cammino nel senso imposto nelle comunità e purtroppo fedelmente praticato ovunque per un dictat dall’alto) si andrebbe inesorabilmente incontro (come di fatto si va incontro) a conseguenze devastanti e disastrose; com’è sotto gli occhi di tutti. E questo non ha niente a che vedere con la natura nuova del cristiano, millantata come loro esclusiva eredità. Al massimo ci troveremmo di fronte ad un buonismo o solo ad un pietismo fasullo. Dietro cui si nasconde la debolezza di uomini che hanno sempre favorito i violenti. La chiesa mai si è schierata al loro fianco: dei controproducenti e inutili buonisti, e tantomeno dei violenti. 

Cruciale è questo punto. Nel Cammino Neocatecumenale è proibita la denuncia e invisa ogni istanza di giustizia (quando denunciare e chiedere giustizia è bene anche per la salute spirituale del malvagio, di chi si macchia di spregevoli peccati contro il prossimo, perché viene richiamato con forza al ravvedimento). Ma noi siamo stati testimoni oculari della pessima gestione di Kiko e Carmen degli scandali - Qui si compie che "il pesce puzza dalla testa"! - Quanto di spregevole fanno nelle zone gli itineranti sopprimendo le vittime e tutelando gli aguzzini è assolutamente mutuato dagli Iniziatori. Come abbiamo infinite volte raccontato. 


Papa Francesco, più di tutti propenso alla misericordia, nella tanto discussa Enciclica Amoris Laetitia parla chiaramente di denuncia almeno in un passaggio al numero 197 scrive che 

“Questa famiglia allargata...(ndr. come dal Papa stesso specificato nel senso di famiglia più ampia che comprende anche gli amici e le famiglie amiche, ed anche le comunità di famiglie) ... può anche aiutare a scoprire e denunciare in tempo possibili situazioni di violenza o anche di abuso subite dai bambini, ...” 


 Nella Verbum Domini di Papa Benedetto XVI, al numero 100 è scritto 

“La Parola di Dio spinge l’uomo a rapporti animati dalla rettitudine e dalla giustizia, attesta il valore prezioso di fronte a Dio di tutte le fatiche dell’uomo per rendere il mondo più giusto e più abitabile. È la stessa Parola di Dio a denunciare senza ambiguità le ingiustizie e promuovere la solidarietà e l’uguaglianza.” 


 L’errore di fondo, credo voluto, sta proprio nella citazione biblica che non è fedele. 

“…Ma io vi dico di non opporvi al malvagio...” (Mt 5, 39) 

è la citazione letterale e significa non rispondere alla violenza con violenza. Perché ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, quindi saremmo anche noi malvagi. 

Il malvagio va amato, ma il male va dichiarato apertamente 

... e se ancora non si è convinti che denunciarlo appartiene all’essere cristiani, si può leggere il Catechismo; ne riporto solamente alcuni articoli: 

- 1777 Presente nell’intimo della persona, la coscienza morale le ingiunge, al momento opportuno, di compiere il bene e di evitare il male. Essa giudica anche le scelte concrete, approvando quelle che sono buone, denunciando quelle cattive. 

- 1868 Il peccato è un atto personale. Inoltre, abbiamo una responsabilità nei peccati commessi dagli altri, quando vi cooperiamo: -prendendovi parte direttamente e volontariamente; -comandandoli; -consigliandoli; -lodandoli o approvandoli; -non denunciandoli o non impedendoli, quando si è tenuti a farlo; proteggendo coloro che commettono il male. 

 - 2302 Richiamando il comandamento: “Non uccidere”, nostro Signore chiede la pace del cuore e denuncia l’immoralità dell’ira omicida e dell’odio. 


In aggiunta si evidenzia un versetto della lettera di Giacomo dove è usato proprio il verbo “Resistete” ma non in relazione al male

“Sottomettetevi dunque a Dio; resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi” (Gc 4, 7). 

Dove sappiamo che Diavolo è tutto ciò che impedisce la realizzazione del regno di Dio sulla terra. Le Sacre scritture, in mille modi diversi, indicano esplicitamente di compiere il bene ed allontanare il male. 

Tutti i profeti sono stati inviati al popolo proprio allo scopo di denunciare il male che vigeva in Israele e in ogni uomo! Innumerevoli sono le citazioni a riguardo, ognuno che conosce un po’ la Bibbia lo sa. Lo stesso Cristo ha fatto un lavoro di denuncia per riportare la casa di Giacobbe a pentirsi e fare Teshuvah (04/11). È pur vero che Paolo scrive: “(l’amore) … non tiene conto del male ricevuto” (1 Cor 13, 5), ma questo significa che chi ama non conserva il male che gli viene addossato, non lo tiene in “conto” per poi ricambiare al momento opportuno, cioè non medita la vendetta

Questo significa che, con i dovuti modi, chi subisce un male lo deve sempre e comunque denunciare! 

 (da Veterano)