mercoledì 31 marzo 2021

*Quando Mosè diventa Faraone* un altro ex catechista del Cammino scrive un libro che ne svela i retroscena .


Dalla predicazione di Kiko e dei catechisti del Cammino Neocatecumenale:
«Ci sono vescovi e sacerdoti che ci accusano di essere una chiesa parallela. Siamo noi la "vera Chiesa" perchè prendiamo il Vangelo sul serio. Se c'è una chiesa parallela è la loro, non la nostra»

Così esordisce Antonio Lombardi, uomo di legge e docente di Diritto, ex neocatecumenale, catechista per più di vent’anni, nel suo libro sul Cammino Neocatecumenale.

Il titolo del libro (Edizioni Segno, settembre 2018) è il seguente: “Quando Mosè diventa Faraone”, e il sottotitolo: “ovvero neocatecumenali protetti a vita nell’utero di massima sicurezza di una chiesa parallela fondata da Kiko Argüello”.

In pratica, con questo titolo, corredato dalla suggestiva immagine di un prigioniero aggrappato alle sbarre della propria cella, l’autore ha voluto assicurarsi del fatto che solo gettando uno sguardo fugace alla copertina del libro, prima ancora di leggere una delle sue 240 pagine, chiunque possa avere le notizie fondamentali sul movimento neocatecumenale, del fatto cioè che esso si presenta come Mosè, liberatore e salvatore, e finisce per essere un carceriere, un tiranno, che trattiene al proprio interno, come fosse un carcere di massima sicurezza, l’incauto che vi aderisce, il quale finisce per appartenere non più alla Chiesa cattolica, ma ad una chiesa parallela.

Nelle note biografiche dell’autore leggiamo:

«Antonio Lombardi per circa 22 anni è stato catechista del Movimento Neocatecumenale. Egli, pur non rinnegando questi anni di fede, in coscienza e con spirito di servizio ecclesiale, conviene con le tante critiche piovute in questi anni sui metodi e sulla dottrina kikiana, che non siano consoni all’insegnamento della Chiesa Cattolica.
Si può ancora porre rimedio a questo gigantesco problema o la chiesa parallela neocatecumenale è destinata a scomparire o a divenire una delle innumerevoli sette che costellano il panorama religioso?
L’intento dell’Autore, un uomo di legge, è teso al risanamento di questa grave piaga, che marcisce lentamente, come un cavallo di Troja, all’interno della stessa madre Chiesa cattolica, apostolica e romana!»

Siamo venuti a conoscenza per pura casualità dell'esistenza di questo libro; certi di fare cosa gradita all'Autore e ai nostri lettori, riportiamo alcuni brani tratti da esso, la cui lettura consigliamo a chi fosse interessato ad una conoscenza “dall’interno” del Cammino Neocatecumenale.
 


 

Dal Capitolo: “Nascita e struttura del Cammino neocatecumenale” 

STRUTTURA GERARCHICA DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE

Il Cammino Neocatecumenale è una struttura rigidamente verticistica che fa capo a Kiko Argüello e alla sua èquipe. Seguono le èquipe dei catechisti itineranti, dei catechisti responsabili nazionali, regionali, zonali, delle Comunità parrocchiali.
Ogni Comunità ha poi un “responsabile”, che assume anche il ruolo di capo- èquipe dei catechisti di quella Comunità.
Ogni èquipe è composta da laici (una o due coppie) e da un Presbitero. Uno di questi laici ha il compito di “responsabile capo- èquipe” con poteri assoluti, superiori a quelli del presbitero.

Le catechesi, gli incontri, gli scrutini eccetera sono condotti dal capo- èquipe e dagli altri laici; uno spazio marginale viene concesso al sacerdote, il quale, se di carattere debole e remissivo, viene piegato a tutte le decisioni del capo- èquipe e degli altri catechisti.

Per essere catechisti, non occorre nessuna preparazione culturale o teologica, per cui anche un ex ateo, una persona di scarsa cultura, che mai prima abbia frequentato la Chiesa, può essere nominato di punto in bianco “catechista”, con poteri che nessun laico ha nella Chiesa!
La scelta non ricade su chi abbia dimostrato maggior adesione di vita alla Parola di Dio, ma su coloro che offrono maggiori garanzie di obbedienza cieca ai catechisti delle gerarchie superiori.

Si viene a creare così un sistema verticistico di potere assoluto e sicuro che fa capo a Kiko.

Chi nel Cammino tenta un dialogo o chiede spiegazioni su quanto dicono i catechisti è guardato con sospetto ed è tenuto sotto osservazione dal responsabile, il quale tiene i contatti con i catechisti che seguono quella comunità ed ha il dovere di informarli periodicamente sul comportamento di ogni singolo aderente (se frequenta regolarmente il Cammino, se è ubbidiente alle disposizioni dei catechisti, se mette “la sua vita in comune”, cioè se parla dei suoi problemi e peccati in comunità, se si sottomette docilmente oppure ”mormora” ecc.

Quando la persona più affidabile viene nominata responsabile di una Comunità, i catechisti le dicono alla presenza di tutti e in un linguaggio specifico e consueto:
Da questo momento tu sei nella Comunità l’occhio e l’orecchio dei catechisti”.
Ai catechisti non viene richiesta nessuna preparazione teologica, che, anzi, è motivo di ironia ed indice di mancanza di fede nella “forza della Parola”.

Dal Capitolo: “Quando Mosè diventa … Faraone”


PRIMA LA COMUNITA'... POI I FIGLI

Dopo la Messa vespertina viene a trovarmi in sagrestia una ex-parrocchiana che non vedevo da tempo. Ci siamo fermati a parlare... Apparentemente era sorridente e serena, ma a poco a poco ha cominciato  a manifestare un profondo disagio interiore.
Era piena di sensi di colpa verso Dio, perché convinta che Lo deve accontentare e servire andando a tutti gli incontri della sua Comunità neocatecumenale, in cui si trova da circa 18 anni. Accontentare e servire rinunciando a se stessa, alla famiglia, al tempo libero e persino alla sua legittima libertà di pensare.
Mi confida, tra l'altro, che una domenica ha sentito il permesso interiore di approfittare dei pochi giorni di ferie e di andare al mare con i suoi figli, rinunziando ad una convivenza con la sua comunità.
Non l'avesse mai fatto!
Ad un incontro successivo fu accusata pubblicamente dai suoi catechisti laici di idolatrare la famiglia e di non sapere mettere Dio al primo posto!
L'abbattimento morale ed i sensi di colpa la prostrarono fino alle lacrime. Ed una espressione di amarezza accompagnava a distanza di tempo il suo racconto.
Quando le dico che c'è più crescita spirituale nel godere un momento di relax e di comunione con i figli, piuttosto che andare ad un incontro comunitario controvoglia, mi guarda frastornata ed esclama con una espressione di impotenza:
Lo so, ma non riesco più ad essere libera senza sentirmi in colpa!
Non sto parlando di una classica bigotta da sagrestia, ma di una donna intelligente, colta, dedita al suo lavoro in campo sanitario.
Mi sono sentito profondamente triste.
Possibile che dopo tanti anni di cammino nessuno le abbia annunziato veramente il Vangelo?
Che nessuno le abbia rivelato il vero volto di Dio e che i suoi catechisti del Cammino, invece, le abbiano rinforzato il fantasma di certi tiranni terreni, ai quali immolare perfino gli affetti? (Don M. Marini).

QUANDO MOSÈ DIVENTA FARAONE

Impossibile trovare nel Cammino neocatecumenale persone davvero libere, spiritualmente svezzate e che, magari dopo un tempo ragionevole di formazione, continuano a crescere in direzione dell’autonomia e della maturità umana.

Nessuno sospetta che Kiko, sedicente nuovo Mosè, si sia trasformato in Faraone.

Nessuno all’interno di questo movimento si accorge che nelle comunità il conformismo uccide l’unicità, le regole la spontaneità, gli obblighi la libertà, la sottomissione cieca ai catechisti l’obbedienza allo Spirito.

LA DIPENDENZA EMOTIVA

Il fenomeno della dipendenza emotiva è particolarmente drammatico in tutte le esperienze religiose in cui il capo fondatore, ponendosi come alternativa con la Chiesa ufficiale, si presenta come guida unica e assoluta.
Costui quasi sempre è una persona che sente il bisogno di essere leader, di dominare; per questo anche Kiko è diventato possessivo nei confronti del movimento da lui fondato, che considera una sua “creatura”, e pretendendo cieca obbedienza, di fatto si è trasformato da liberatore a faraone.

Ed allora all’interno del Cammino neocatecumenale i segni del malessere diventano presto evidenti: senso di costrizione, rabbia latente pronta ad esplodere, sensi di colpa e di oppressione fisica; ci si sente “costretti”, chiusi imprigionati.
Ma nessuno osa manifestare sentimenti del genere: ci si sentirebbe colpevoli, diversi, fuori dalla volontà di Dio!

Pertanto lasciare un gruppo così strutturato, specie dopo anni di appartenenza, non è facile.

OPPRESSIONE IN NOME DI DIO

Non è facile, perché il catechista-faraone che ti opprime e che si è impossessato della tua vita è anche il padre che ti nutre, si prende cura di te, non ti lascia solo, ti guida con precetti e norme.
Ti dice quando vendere i beni, come e quando pregare! Egli prende la tua vita nelle sue mani e ti libera dal peso di gestirla da te; e tu lo segui ciecamente, perché ti ha convinto che grande peccato è ragionare, somma virtù “rinunziare a pensare”!
È vero che ti opprime con le sue assurde richieste, per cui ti ha costretto a trascurare i figli,
la famiglia, il lavoro; ma ti ha anche convinto che tutto quello che ti chiede è “volontà di Dio”.

Come dirgli di no?
Come tirarsi indietro?
E poi, dove andare?

Dopo anni di isolamento, chi tentasse di uscire dall’utero di protezione del Cammino neocatecumenale, che si considera la “vera chiesa”, si sentirebbe straniero persino nella propria comunità parrocchiale di appartenenza.
Così molti si rassegnano al peso delle catene che portano, tanto da considerarle normali o “volontà di Dio”!

MA DIO CI LIBERA DA QUESTE CATENE

“Se vuoi essere mio discepolo prendi la tua croce!”

E la croce potrebbe essere questa: lasciare il catechista-faraone che ti tiene legato in nome di Dio!
Ma per farlo occorre la potenza della Grazia ed il coraggio di riappropriarsi della propria vita.
Occorre un vero ministro di Dio che annunci la verità; che Dio è Padre e non padrone; che Egli è il nostro liberatore e che sta dalla nostra parte; che ha rispetto di noi e non dice “devi” ma “se vuoi”; che se sentiamo il desiderio di andare al mare con i figli, non ci obbliga a lasciarli a casa per seguire la comunità.

Perché è proprio la Comunità a trasformarsi in idolo quando, per servirla, costringe a sacrificare persino gli affetti familiari; che anzi possiamo rendere vera lode all’Altissimo gustando il sapore degli affetti, la bellezza del mare e il calore del sole.

Nel Cantico di San Damiano si trovano queste parole: 
“Ognuno di noi porta con sé un sogno: Dio ci aiuta a costruirlo!”
Quale liberazione scoprire che Dio non mette catene alla nostra mente; che Egli è Colui che ci riscatta dalla prigione in cui altri ci conducono (anche se in buona fede e per amore a noi); Egli è Colui che desidera i nostri desideri, sogna i nostri sogno, muove le nostre energie, esalta ed orienta la nostra libertà!

Dal Capitolo: “Confessione pubblica dei peccati” 

SACRALITÀ DELLA COSCIENZA VIOLATA DA KIKO

Nel corso degli scrutini tutti i componenti di una Comunità vengono messi a turno al centro dell’assemblea, di fronte ai catechisti, che, in veste di giudici ed esaminatori, li sottopongono ad un interrogatorio che può durare anche due ore.
Si tratta di un interrogatorio condotto con stile paterno, profetico e a volte anche minaccioso.
Si arriva, in pratica, alla confessione pubblica dei propri peccati, anche i più intimi e scabrosi, sotto l’interrogatorio di catechisti laici.

La confessione dei peccati, mettendo pubblicamente a nudo la propria vita, è condizione indispensabile per essere ammessi alle tappe successive del Cammino.
Questa confessione dei propri peccati è vissuta da molti malvolentieri e solo per ubbidienza ai catechisti, da altri magari con convinzione e pentimento fino alle lacrime, ma deleteria sull’equilibrio psico-fisico del soggetto e nei suoi effetti su un uditorio non preparato.
Kiko sostiene di ispirarsi alla “Redditio” fatta dai catecumeni della Chiesa primitiva; ma nessun documento attesta tale pratica.

Premesso che il Catecumenato della Chiesa primitiva durava circa 3 anni e non 30-40 come il neocatecumenato di Kiko, a nessun catecumeno veniva richiesto di confessare pubblicamente i propri peccati.
Solo coloro che si erano macchiati di peccati di pubblico dominio, e quindi conosciuti da tutti, come l’omicidio, l’adulterio o l’apostasia, veniva chiesto un atto pubblico di pentimento prima di poter ricevere il battesimo.
Ma oggi neppure al capo mafioso pluriomicida pentito la Chiesa osa chiedere una dichiarazione pubblica di pentimento: la sfera intima della persona è sacra.

Ma tale sacralità sembra ignorata da Kiko e dai suoi catechisti.

UNO SPETTACOLO PENOSO

Il sacerdote, ridotto spesso al ruolo di semplice “comparsa”, serve a dare l’illusione che ciò che essi fanno sia voluto e permesso dalla Chiesa.
Nel corso della “Redditio”, la confessione pubblica dei propri peccati - anche di quelli lontani nel tempo, ormai confessati, perdonati e dimenticati da Dio – avviene in chiesa, alla presenza di tutti i componenti delle altre comunità e dei parrocchiani. Viene anche gente da altre parrocchie, richiamata dalla curiosità.

Kiko è convinto che questo gesto così eclatante ed inconsueto, volto cioè a testimoniare le “vittorie di Gesù Cristo” sui propri peccati, sia un segno di fede e di libertà così forte, da poter richiamare altri nel Cammino.
Ma il risultato è completamente opposto: tutti coloro che assistono a questo “penoso spettacolo” fuggono lontano da una simile esperienza!
I catechisti dicono che si è davanti alla Croce e che bisogna raccontare tutto della propria vita, per testimoniare le “vittorie di Gesù Cristo”.

E così si sente di tutto:
  • chi confessa peccati di masturbazione davanti ai figli e tutta l’assemblea di catecumeni e curiosi;
  • chi rivela di aver avuto amanti;
  • chi confessa di aver abortito;
  • chi racconta di aver avuto rapporti omosessuali;
  • chi tira fuori rancori ed odi, magari sepolti ormai da anni, verso i propri genitori o persone assenti…
Molti affrontano questa prova con timore e grande sofferenza.
Ma come tirarsi indietro?
Significherebbe uscire dal Cammino!
E dove andare, visto che in tanti anni di isolamento tutti i ponti con le altre realtà parrocchiali e diocesane sono stati abbattuti?

UNA PRATICA CONDANNATA DALLA CHIESA, MA DIFESA DA KIKO

La Chiesa ha sempre condannato la confessione pubblica dei peccati.
A tale proposito interessante ed attuale è la posizione del Papa Leone I, alla notizia di tale pratica in alcune comunità della Calabria:

“Dispongo che venga rimossa in tutti i modi quella temerarietà che è anche contro la regola apostolica, di cui recentemente ho appreso, che viene commessa da alcuni circa la confessione pubblica che viene richiesta dai fedeli.
Dispongo che non si proclami pubblicamente nessun privato peccato, essendo sufficiente che la colpa della coscienza venga manifestata ai soli sacerdoti con confessione segreta.
Sebbene infatti, sembra essere lodevole una pienezza di fede, che per timore di Dio non abbia soggezione ad arrossire presso gli uomini, tuttavia dispongo che sia rimossa una consuetudine tanto inaccettabile, affinchè molti non vengano allontanati dalla fede e dal beneficio della confessione, per il timore di dover pubblicamente confessare i propri peccati!” (Dalla lettera “Magna indignatione” di Leone I ai vescovi di Calabria).

Dal Capitolo “Unici e irripetibili” 

AZZERAMENTO SPIRITUALE

Chi entra nel Cammino, anche se cattolico praticante e con una ricca e sincera vita spirituale alle spalle, viene inesorabilmente subito “azzerato” a livello spirituale e riportato “in Egitto”, cioè al punto iniziale della vita spirituale, in quanto solo nel Cammino, a detta di Kiko e dei suoi catechisti, c’è vera conversione e si trova la vera chiesa.

Nella fase iniziale di evangelizzazione neocatecumenale c’è una catechesi specifica, intitolata “Esodo”.
Con questa catechesi si presentano ai futuri membri della nascente comunità le varie tappe della storia della salvezza: Egitto, Passaggio del Mar Rosso, Deserto, Sinai, Terra Promessa.
Alla fine delle catechesi si interrogano le persone, ponendo loro queste domande:

“Tu, fratello mio, dove ti trovi in questa storia della salvezza? Sei in Egitto? Sei nel Deserto? Dove ti trovi?”

OPERA DI DEMOLIZIONE

Opportunamente stimolati e pressati, tutti devono dare delle risposte, per essere successivamente “illuminati” dal catechista.
Se qualcuno sostiene, ad esempio, di trovarsi nel “Deserto”, comincia da parte del catechista, a volte con un sorrisini di sarcastica ironia, l’opera di demolizione con domande del tipo:
“Se dici di essere arrivato nel Deserto, quando sei stato in Egitto? Quali erano i peccati che ti rendevano schiavo? Me li puoi elencare? Chi è stato il tuo Mosè che ti ha portato fuori dall’Egitto? Me lo puoi indicare con nome e cognome? E quando hai passato il Mar Rosso?”


Insomma alla fine tutti devono riconoscere:
  • di non aver mai fatto un vero cammino spirituale prima di allora;
  • di non aver mai lasciato l’Egitto;
  • di non aver mai avuto un Mosè nella loro vita;
  • che i catechisti del Cammino saranno finalmente i loro Mosè.
Anche il parroco, se accetta il Cammino, deve riconoscere di trovarsi ancora in Egitto e che inizierà anche per lui un esodo sotto la guida dei catechisti laici; è come se mai fosse stato in seminario, come se non avesse fatto nessun cammino spirituale prima di allora.

“TU SEI UNA… CACCA”

A tale proposito un significativo episodio.
Una èquipe di catechisti itineranti viene ricevuta da un parroco (per prudenza non riferiamo né la diocesi né la parrocchia) il quale aveva chiesto il Cammino nella sua parrocchia.
Il capo-èquipe ad un certo punto chiarisce che anche il parroco dovrà fare il cammino come tutti gli altri, perchè anche lui è un peccatore e ha bisogno di convertirsi.
Quel sacerdote fa presente che avrebbe potuto seguire una eventuale comunità, ma che non si sarebbe potuto impegnare a fare il Cammino!
La discussione si fa progressivamente più animata; i catechisti insistono e alla fine quel povero parroco dichiara: “…io il mio cammino di conversione l’ho iniziato con gli anni di seminario… non penso che debba ricominciare ora partendo da zero”.
A questo punto quel capo-èquipe, per dimostrare a quel parroco che non aveva lo spirito di Gesù Cristo, che non era capace di resistere al male e quindi non era convertito, gli dice: “Tu sei una merda!”
Incredulo ed allibito, quel parroco invitò quei catechisti ad andare via.
Mentre uscivano dalla sacrestia, uno di loro esclamò: “Hai visto che non sei convertito? Che non sai resistere al male? Che non hai lo spirito di Gesù Cristo? Almeno ti abbiamo fatto luce!”.

Il comportamento di tali catechisti, lungi dall’essere condannato, veniva citato all’interno del Cammino come esempio da imitare, in quanto “il catechista è un profeta con la missione di fare luce e convincere gli altri di peccato”.

Dal Capitolo: “Interpretazione oltranzista della parola sull’apertura alla vita e violenze psicologiche sulle coppie per indurle a fare figli per il cammino” 

PATERNITÀ IRRESPONSABILE

È cosa risputa che, nel Cammino, Kiko ed i suoi catechisti spingano le coppie, attraverso un lento processo di condizionamento spirituale che sfocia di fatto nel fanatismo, ad un’apertura alla vita “irresponsabile”, dando anche in questo campo un’interpretazione oltranzista e fideistica della Parola.
Così esibiscono come coppie dalla “fede adulta” tutte quelle che si sono distinte e si distinguono per l’alto numero dei figli: sei, otto, dodici e oltre!

Ma i risvolti negativi sono spesso drammaticamente e prudentemente mantenuti segreti: bambini che vivono senza la presenza dei genitori (sempre impegnati nel Cammino) e nella più totale precarietà igienica e affettiva, spesso con crescenti disturbi psichici, tali da costringere spesso i genitori ad affidarli alle cure di specialisti.

Spesso succede anche che all’interno di queste coppie qualcuno attraversi momenti di gravi crisi depressive; non occorre molta fantasia per intuire i problemi di varia natura in una famiglia di otto o dieci figli con un solo stipendio!
Crisi depressive che sfociano in alcuni casi di squilibri mentali e comportamentali veri e propri, che incidono negativamente sull’unità della coppia e sulla vita della famiglia nel suo complesso.

Non sono mancati e non mancano nel cammino casi di suicidio o di tentato suicidio a causa di tali problemi.
Ma anche di fronte a fatti del genere, che non sempre si riesce a tenere nascosti, i catechisti, lungi dal mettere in discussione la loro predicazione oltranzista sull’apertura alla vita, trovano la classica risposta intrisa di fideismo: “Il Signore sta permettendo questo…! È con questa storia che ti vuole salvare”.

LA TESTIMONIANZA DI UNA COPPIA

“Siamo una coppia di ex appartenenti al cammino neocatecumenale, del quale abbiamo fatto parte per molti anni: prima come singoli, poi come coppia sposata, infine come genitori.
Come tutti ben sappiamo, il cammino incoraggia le coppie all’apertura alla vita, intesa come disponibilità costante alla procreazione, senza porre alcun limite al numero dei figli da accogliere.
Accade poi che in ogni comunità ci siano famiglie più o meno numerose accanto ad altre in cui i figli sono uno o due al massimo. Ci sono infine delle coppie che, non potendo avere figli naturali, vengono indirizzate verso l’adozione.

Durante gli scrutini, in particolar modo nel secondo passaggio, i catechisti indagano a fondo, interrogando i coniugi in merito alla questione, ed è soprattutto la seconda tipologia di coppia ad essere presa di mira: chi non ha molti figli, infatti, è fortemente sospettato di porre dei limiti alla propria fertilità, per vivere la vita secondo disegni propri anziché secondo il progetto di Dio.

Durante la nostra permanenza nel cammino abbiamo incontrato molte di queste coppie, ed abbiamo potuto constatare che quasi sempre la decisione di limitare i figli a uno o due era dettata da motivazioni serie, quali ad esempio la necessità di occuparsi di familiari malati o disabili o la paura (per le donne) di perdere l’impiego.
Queste motivazioni venivano contestate dai catechisti, utilizzando le solite formule fideistiche: “lasciate che sia il Signore ad occuparsi dei vostri cari” oppure “lasciate il lavoro e vedrete l’intervento della Provvidenza nella vostra famiglia”.
A questo punto alcuni si ribellano e lasciano il cammino, scandalizzati da un’intromissione così pesante nell’intimità della loro coppia; altri temporeggiano ma con disagio, dando credito all’accusa loro rivolta di non essere ancora arrivati a una vera conversione.
Infine c’è chi accetta di aderire completamente ai dettami dei catechisti, imboccando una strada che per qualcuno corrisponde a quanto realmente desidera e si sente pronto ad affrontare, ma per molti altri è vissuto come un’imposizione o quantomeno come un compito gravoso.

Abbiamo visto con i nostri occhi coppie in reale difficoltà, sia economica che psicologica; donne che annunciavano in lacrime una nuova gravidanza quando ancora non si erano riprese dalla precedente; mariti preoccupati perché il peso della famiglia numerosa gravava interamente sulle loro spalle.
Ma abbiamo raccolto anche confidenze di figli che si sentivano trascurati da genitori spesso impegnati la sera con i continui incontri richiesti dal cammino, ragazzi che dovevano accudire i fratelli piccoli quando i genitori uscivano per le convivenze della comunità di uno o tre giorni e che non disponevano in casa di uno spazio tranquillo in cui poter studiare in pace.

Per tanto tempo abbiamo ascoltato le catechesi sull’argomento cercando di avere un atteggiamento umile e disponibile, ma i dubbi erano tanti.
Siamo purtroppo arrivati ad una conclusione ben triste: all’interno delle comunità neocatecumenali le coppie che mettono al mondo più figli di quanto ragionevolmente consentirebbe la loro condizione non solo economica, ma anche fisica e psicologica, si legano indissolubilmente al Cammino.
Questo perché, non avendo spesso il padre la possibilità di mantenere dignitosamente la famiglia (tenendo conto che la mamma non può certo lavorare), si trova costretto a chiedere denaro al responsabile della comunità, che raccoglie mensilmente la “decima” ed eroga le somme a chi ne fa richiesta secondo criteri non molto chiari.

Siamo entrambi convinti del fatto che i figli sono un dono di Dio e non un diritto dei genitori. Nel giorno del nostro matrimonio abbiamo con piena consapevolezza risposto alla domanda che ci è stata posta. “Siete disposti ad accogliere responsabilmente e con amore i figli che Dio vorrà donarvi e ad educarli secondo la legge di Cristo e della sua Chiesa?”

Secondo noi il punto sta proprio nel termine “responsabilmente”: siamo responsabili davanti a Dio dei figli che ci vengono affidati e siamo tenuti a crescerli ed educarli con amore e attenzione.
Ogni coppia ha una situazione diversa e non si può imporre indistintamente un identico comportamento. Questo non significa porre in essere dei comportamenti contro la morale cristiana, ma nemmeno ricercare il figlio a tutti i costi, come avviene spesso nelle comunità giovani dove si assiste a una specie di gara nella quale le famiglie più numerose sono da emulare.

A nostro avviso solo una mente malata può spingere le coppie ad avere quanti più figli possibile, salvo poi accusarle di idolatria quando esitano ad affidarli a mani estranee per dedicarsi ai doveri del cammino.
Un simile modello familiare mortifica entrambi i genitori e può avere gravi conseguenze sullo sviluppo psicologico dei figli stessi.
Grazie per la fiducia e l’attenzione!” (A. e C., ex neocatecumeni di una comunità della Calabria)

(Estratti dal libro "Quando Mosè diventa Faraone " di A.Lombardi - Edizioni Segno)






129 commenti:

  1. Sottoscrivo ogni parola.

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  2. Vengo a conoscenza solo oggi dell'esistenza di questo ennesimo libro sul C.N..

    Forse non sono tantissimi quelli che si sono cimentati nel confutare la sostanza di questa mala pianta. Ma tutti vanno nella stessa direzione, tutti confermano perplessità e inquietudini a noi ben note e che riteniamo assolutamente condivisibili. Partendo da cosa? E parlo per me. Partendo dalla propria personale esperienza.
    Inizialmente una intuizione, un disagio crescente, contraddizioni man mano più marcate, che si riconfermavano ogni volta. Infine la certezza di essersi ficcati in un guaio grosso. La necessità di trovare il coraggio di fare retromarcia, una inversione ad U (la loro metanoia... della metanoia precedente).
    Di buttarsi dietro le spalle una esperienza negativa, a tratti devastante. E con essa, purtroppo, una parte considerevole della propria esistenza spesa dentro un Cammino fagocitante, assolutizzante.
    Beh, niente è stato semplice, bisogna dirlo con sincerità.

    Anche perchè la copertina di questo libro è altamente esplicativa.
    Quando finisci dentro una cella, una gabbia, non è mai cosa semplice evadere. Ma Dio ci lascia nelle mani le chiavi. Questo è un bene.
    Chi decida di fuggire può sempre farlo. Con inseguitori alle costole, lanciatori di coltelli... alle spalle, canti di sirene frammisti a sentenze emesse da vati che lanciano strali e maledizioni copiose.
    Ma tant'è. Passata la fase dello sradicamento, tenendo duro per un pò (poichè è pur vero che molti, dopo pochi mesi e anche pochi anni, fanno un nuovo ditrofront al dietrofront per rientrare; alcuni rifacendo anche le catechesi daccapo... sic!) subito dopo si conosce la libertà!!!
    Quella vera, quella che si era del tutto perduta.
    ........

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    Risposte
    1. ........
      Vorrei sedurre così gli indecisi. Lo confesso!
      E dico:
      Ragazzi coraggio!
      Dura poco il tallonamento.
      Poi, grazie a Dio, avendo costoro altro da fare e altro da pensare che starti dietro, siatene certi, ben presto si dimenticheranno finanche di voi.
      E... respirerete finalmente aria pura!

      Vi ritroverete uguali alle persone normali. Cosa a mio avviso non da poco.
      Riuscirete a dialogare di nuovo, dopo tanto tempo, con tutti. Con i vostri simili.

      E soprattutto nessuno vi dirà mai più:

      Come dovete usare i vostri soldi e cosa dovete fare dei vostri beni.
      Come dovete amare moglie e figli.
      Come dovete passare le vacanze e come dovete impiegare il vostro tempo. Le vostre domeniche e i vostri sabato che non vi appartenevano più.
      Come dovete lavorare, o riposare. E poi come dovete pregare, celebrare, amare Dio.

      Nel Cammino tutto si trasforma in legge gravosa e in intimo tormento (che a volte neanche sai decodificare ma che ti accompagna ogni ora della vita passata con loro).

      Sei sofferente, ripiegato e a disagio per il 90% delle tue giornate e non comprendi il perchè.

      Ti pare di avere addosso, ogni minuto, l'occhio di un grande fratello che ti scruta.
      Che incubo!

      Ma di questo pienamente prendi coscienza solo e soltanto QUANDO TE NE SEI ANDATO VIA, E DOPO CHE SIA TRASCORSO UN BUON LASSO DI TEMPO.

      Se penso ai miei ex fratelli di comunità in questi giorni della Settimana Santa mi viene la pelle d'oca, mi si drizzano in capelli in capo. Riti vuoti da adempiere, che aumentano solo i peccati. Competizioni e gelosie, desiderio di prendere la scena, intolleranza per i soliti insopportabili primi della classe che si impongono. Tra chi canti il Preconio, chi prepari la Mensa delle mense, chi faccia l'ambientale o la risposta ai bambini....

      Ok, la finisco qui. Meglio.

      Pax

      Elimina
    2. P.S.

      Come ultima cosa vorrei consigliare di mettere il libro nella bacheca del Blog, accanto agli altri di cui si consiglia la lettura, qui, a sinistra della pagina di pubblicazione.

      Grazie Valentina, proprio di cuore per questo regalo.

      Pax

      Elimina
    3. Aggiungo qualcosa anch'io, con il rischio di essere ripetitivo, e me ne scuso.
      Quando parlo di "società utopica" è proprio in relazione a quanto riportato in queste pagine soprattutto la parte che riguarda le famiglie. Quale genitore lascierebbe i figli se non "intimamente" convinto che "qulcun'altro" se ne occuperà? Il problema nasce sull'interpretazione del "qualcun'altro", che non è Dio, ma la comunità, e qui casca l'asino. Perché nel lungo periodo i famosi "figli della comunità" si scopre che inevitabilmente sono sempre stati "figli tuoi" e quello che non gli hai dato non glielo ha dato ness'un altro, e parlo di educazione, vicinanza, dialogo, tutto quello che in "buona fede" si era demandato al cammino. Avranno una loro comunità, dei loro catechisti etc, ma purtroppo alla fine non avranno dei "veri genitori" che potranno essere anche il peggio del peggio ma che danno quello che hanno senza demandarlo ad altri.
      Perchè per ogni figlio e ogni genitore vale l'assunto "non farò mai gli errori di mio padre....infatti ti basterà fare i tuoi"
      Mi rendo conto che ho espresso il concetto in modo molto criptico, ma sono convinto che a Pax gli si sono accese tutte le lampadine potendo associare nomi e cognomi a quanto ho detto, ma non solo a Pax anche a tutti quelli che hanno fatto il cammino dai primi anni e hanno potuto vedere sia la "metamofosi" dello stesso, che le conseguenze.
      Una concetto emblematico è stato espresso nel post: è cioè che MAI si è parlato dei problemi REALI delle famiglie in modo da non "spaventare" chi li emulava, così come MAI si parla di tutte le famiglie che sono "saltate" anche e soprattutto dopo la fine del cammino.
      E' vero ci sono "responsabilità" personali, ma esiste anche l'ambiente che "condiziona" le scelte personali, e anche l'esasperazione può portare a scelte "estreme", non giustificabili, ma comprensibili certamente.

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    4. Sacrosanta verità che nel cammino è vietato parlare dei fallimenti.

      Perchè, come i successi, anche personali, del tipo "Siamo un matrimonio con 14 figli" è ostentato come successo del cammino, così costoro vivono tutto, anche i fallimenti degli adepti come uno smacco loro, intollerabile.

      E' per questo che la persona è sempre schiacciata.

      Se servi per ostentare trofei, ti portano in giro come un talismano e ti espongono come vessillo.

      Se nonostante il cammino il tuo matrimonio va a rotoli, come tu dici Mav ciò accade molto più frequentemente di quanto si possa immaginare alla fine del cammino, tante volte, queste storie vengono tenute nel massimo riserbo.
      Rispetto della privacy? Ma quando mai??

      Sono stata anche testimone che a volte, di fronte a coppie che avevano avuto ruoli importanti nel cammino e che sono scoppiate, l'atteggiamento da Kiko in giù è stato sempre quello di mettere gli sfortunati sotto torchio. Con la conseguenza inevitabile di coprirli di sensi di colpa.

      Bisognava trovare IN LORO l'origine del fallimento, certo il cammino in questo non POTEVA avere avuto alcun ruolo. Il cammino NON può sbagliare!

      Sempre la solita penosa storia della tutela ad oltranza del BUON NOME DEL CAMMINO del piffero.

      Pax

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    5. Da noi non esistono fallimenti, ma solo successi

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  3. Dal primo capitolo citato nel post metto in evidenza questo aspetto:

    Un ateo qualunque, uno che sia a digiuno completo di cose di fede può essere nominato di punto in bianco “catechista”, con poteri che nessun laico ha nella Chiesa!

    Questo è verissimo e fa il paio con la conclusione:

    " Ai catechisti non viene richiesta nessuna preparazione teologica, che, anzi, è motivo di ironia ed indice di mancanza di fede nella “forza della Parola”. "
    ________

    Bisogna prendere bene coscienza di questa realtà diffusa nel Cammino ad ogni livello. Prima cosa confermo con la mia esperienza che è proprio questo ciò che avviene.
    La differenza la fa la totale sottomissione all'obbedienza gerarchica.
    Quando, ad esempio, si vota per il responsabile non si può certo indicare questo come criterio per votare ai fratelli! Infatti si dice che bisogna guardare al "grado di conversione". Sottintendendo, io ritengo, conversione al cammino.

    Voglio dare un ulteriore dato che sgombri il campo dall'accusa che sento arrivare repentina "SIETE MALIGNI!!"
    Non vi risulta che quando, per avventura i fratelli eleggono un responsabile "inviso" ai kikatekisti costoro, bel belli, dopo un poco ritornano "a visitare la comunità" (occasione sempre propizia specie se i catechisti sono itineranti per essere anche foraggiati dalla consueta busta di offerta...libera) e tirano fuori il pippone che il Cammino NON è una democrazia, ma una monarchia, perchè c'è un Re.
    E quindi... i kikatechisti d'autorità designano loro UN ALTRO responsabile CHE SIA A LORO FEDELE?

    Poi aggiungo anche, sempre a proposito della succitata affermazione, degna di nota:

    " Ai catechisti non viene richiesta nessuna preparazione teologica, che, anzi, è motivo di ironia ed indice di mancanza di fede nella “forza della Parola”. "

    Forza della Parola che va intesa come insindacabilità dell'ispirazione CERTA del kikatekista inviato da Kiko. Questa ispirazione si impone ai fratelli singolarmente, alla intera comunità e, a cascata, ai presbiteri al servizio de cammino e allo stesso Parroco e Vescovo. Guai a chi la metta in dubbio...

    Pax

    a dopo per le altre notazioni........

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  4. Grazie a te Pax. Leggerti è sempre un grande arricchimento.
    Mi sembra importante dire che questo libro di Antonio Lombardi è veramente, a mio parere, un'opera che ha vari punti di forza.
    Innanzitutto tratta di una esperienza protrattasi fino in tempi recenti, che fa comprendere che il Cammino descritto da Lifschitz, da Marco Aurelio Bianchi o da Faustini nella sua drammatica Tela del ragno, scritto con linguaggio piano e facilmente comprensibile, non è cambiato: è assolutamente e sempre lo stesso.
    Conferma poi punto per punto molte testimonianze di Osservatorio. Tutte le esperienze rese generalmente in modo anonimo, trovano in questo libro una solida conferma.
    Non è scritto in forma autobiografica, ma dietro l'esposizione impersonale e il più possibile non emotiva, emergere una esperienza personale ed approfondita di decenni. Ogni parola ha un peso. Inoltre non ci sono accuse personali o alcun elemento che possa far dire a qualche mal disposto lettore che abbia voluto 'vendicarsi' di qualcosa o di qualcuno.
    Significativa a questo proposito all'inizio la citazione di un neocatecumenale che respinge la definizione di Chiesa parallela affermando che, eventualmente, Chiesa parallela è la Chiesa cattolica (!!!).
    Interessanti infine le citazioni dell'esperienza pastorale di un sacerdote alle prese con la grande sofferenza psicologica e spirituale da molte persone patita a causa del Cammino.
    Ringrazio ancora Antonio Lombardi e spero che questi piccoli anteprima del suo libro possano risultargli graditi.

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    1. Antonio Lombardi è un Lino Lista 2.0

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    2. Lino avrebbe sicuramente apprezzato il libro del prof.Lombardi.
      Naturalmente il libro di Lino Lista, Il fango e il segreto, tratta di alcuni aspetti del Cammino Neocatecumenale come l'uso dei simboli, l'iconografia, la nuova estetica nell'architettura cui il libro di Lombardi non accenna. Diciamo che Lino Lista ha indagato più sulla ragion d'essere del CN che sulle sue caratteristiche interne, di cui comunque ha parlato, trattando estesamente per esempio anche dell'Elezione.

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    3. Ho notato anche io un contatto tra i due autori.
      Il prof. Lombardi si intrattiene più agevolmente sulle dinamiche interne perchè, come leggo, ha fatto parte del cammino per un periodo abbastanza lungo ed è stato anche catechista.
      Lino all'ascolto di una sola catechesi, fuggi via.

      Pax

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    4. Se l'avesse conosciuto, l'avrebbe letto. Il libro è del 2018.
      Il fatto è che nessuno di voi conosceva questo libro, perché il prof.(come lo chiamate adesso per lustro) Lombardi non vi ha minimamente calcolati. Incredibile vedere come subito vi facciate proni a chi mostra una certa posizione. L'ingegnere Lista, il professor Lombardi. Avete ancora bisogno di figure forti dietro cui schiumare la vostra mediocrità.
      Lombardi ha pubblicato il suo libro, insieme alle altre decine e decine che ha scritto, infischiandosene di questo blog.
      Non c'è paragone con la miserrima produzione del Lista. I due soggetti sono ben differenti.
      Lombardi non ha cercato alcun seguito, tanto che nemmeno il contemporaneo Lista conosceva la sua opera, come neppure voi all'epoca.
      Lista cercava seguito e l'ha trovato qui presso di voi, che l'avete osannato fino alla nausea, ammaliati e lusingati dalle attenzioni di un dichiarato illustre tuttologo.
      Tra i due, se proprio dovessi scegliere, sceglierei Lombardi, non v'è dubbio. Almeno ha scritto di ciò che sapeva, sia nella vita che per professione. Non ha sconfinato dietro miraggi dilettantistici per hobby.
      Chi si loda si imbroda, dice un vecchio motto e Gesù insegna "State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro".

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    5. Hai un grave problema spirituale, per il quale dovresti fare urgentemente qualcosa, se anche in questa settimana santa vieni qui a insultare, da anonimo, il nome di una persona che non conoscevi ma che dal basso del tuo cuore e della tua mente assai limitati pensi di poter giudicare.
      Tu non avevi neppure idea che esistesse il libro del prof.Lombardi se qualcuno non lo avesse acquistato e recensito qui sul blog; non avresti conosciuto neppure nulla di ciò che ha scritto l'ing.Lista. Delle tue preferenze verso l'uno o l'altro ce ne infischia assai visto che tutto ciò che sai dei due lo hai letto nel blog e pretendi pure di esprimere inutili livorosi giudizi personali, addirittura sui nostri commenti e sulla stima che dimostriamo verso chi la merita.
      Sembra di essere tornati in Cammino, quando chi emergeva per proprie capacità personali doveva essere umiliato e fatto scendere da cavallo!
      Lino Lista ha saputo dire qualcosa di realmente originale e di utile per l'approfondimento delle cause prime e delle caratteristiche meno palesi del fenomeno Cammino; Antonio Lombardi ne ha descritto soprattutto le dinamiche psicologiche e la divisività rispetto alla Chiesa e alla parrocchia essendone diretto testimone.
      Ad ambedue va il nostro sentito ringraziamento e la nostra stima.
      Infine: non abbiamo nessun bisogno che il prof.Lombardi, don Ariel Levi di Gualdo o chi meritoriamente ha scritto sul Cammino venga qui a riverire il blog Osservatorio, anche se abbiamo i nostri ragionevoli motivi per pensare che tutti loro ci conoscano e ci abbiano letto, tanto o poco. Siamo noi a ringraziare loro. E che gli acidi Anonimi abituati a credere di aver capito sempre tutto meglio degli altri la pensino diversamente non ci tocca in nessun modo; è bene che lo sappiano, una volta per tutte.

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  5. Quello che stupisce in tutto ciò non sono tanto le pretese del cammino, ma il fatto che persone colte e responsabili accettino passivamente la prolungata e dolorosa sodomizzazione senza battere ciglio r questo per venti o trent’anni
    Sono come quelle donne che, picchiate prolungatamente dal compagno, dicono che questi le batte perché vuole loro bene, perché la gelosia, che porta al possesso di un’altra anima, sarebbe prova di “amore”
    C’ è una radice malata in questa accettazione, in entrambi i casi, un principio organico, “frenologico” di sottomissione che, forse, nel caso del cammino, ha una concausa sospetta. “educazionale”, che predispone al sopruso

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    1. Sì, c'è una concausa 'educazionale': la cultura modernista, ben presente sia fuori sia dentro la Chiesa Cattolica, che tende al rifiuto della sua sana dottrina e preferisce abbracciare piuttosto idee collettivistiche o solidaristiche o legate all'idea di una necessaria palingenesi religiosa, dandomi primato all'emotività o all'esperienzialità rispetto alla ragione.
      Chi è educato in modo solido e coerente nella Chiesa cattolica dà un altissimo valore alla coscienza e libertà individuale; infatti chi, pur impastoiato nel Cammino neocatecumenale, resta ancorato a questi solidi principi, di solito evita di perpetrare e di subire i guasti peggiori e ne esce prima o poi riconfermato nella fede e anche con la famiglia intatta e salva. Come si deduce anche dall'esperienza di Antonio Lombardi.

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    2. Valentina, ma come ci riesci a scrivere così bene. Ho dovuto leggere il libro della palingenesi per capire il tuo commento! Ma poi l'ho capito e da quando l'ho capito sono molto d'accordo.

      Al "cattolicesimo" del Cammino sopravvivono i cattolici!

      FungKu, Ma Dopo Tanti Anni Il Modernismo Non Diventa Antico Pure Lui?

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    3. Grazie FungKu! Sono d'accordo con te! Il modernismo è così antico che ormai è diventato tradizione. O almeno c'è qualcuno che ne è convinto
      (Pensavo che ti firmassi come Presidente Comitato Delusi da Rahner 😉)

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    4. (non posso farlo che poi si offendono tutti gli altri che ci hanno deluso)
      Ma è molto bello ed istruttivo questo articolo, grazie Valentina!
      FungKu, Comunque Presidente, Non È Che Mi Hanno Retrocesso.

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    5. FungKu è l'acronimo di :

      Finalmente Un Neocatecumenale Grandioso Kiko Universale

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    6. Palingenesi è l'acronimo di :

      Possiamo Ancora Liberamente Ignorare Neocatecumenali Gradassi Eretici Negligenti E Straaordinariamente Insulsi

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  6. Grazie ad Antonio Lombardi per la sua semplicità e per la sua chiarezza.
    Sottoscrivo ogni parola.

    LUCA

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  7. Grazie della segnalazione, ho appena comprato online il libro.

    L'autore sembra essere una persona di grande valore guardando la sua notevole produzione libraria:

    https://www.google.it/url?sa=t&source=web&rct=j&url=https://www.unilibro.it/libri/f/autore/lombardi_antonio&ved=2ahUKEwiB7f7rn9rvAhWFsaQKHTf-BI4QFjAEegQICBAC&usg=AOvVaw3d2qeW5IlnB9jWI32sdyN-

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    1. Noi il libro di Lombardi non lo compriamo e tanto meno lo leggiamo rischiamo grosso

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    2. non è mai morto nessuno leggendo un libro, ma che paure vi mettono in comunità!

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    3. Più che altro il diktat di Kiko : chi legge questo blog o un libro come quello di Lombardi va all'inferno. Noi non ci vogliamo andare perciò.....Traete voi le opportune conclusioni

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  8. Quello che emerge molto chiaramente dal libro di Lombardi è che il Cammino non propone il proprio itinerario come un incentivo spirituale, quasi come un'esperienza simile a quella degli esercizi spirituali, come fanno gli altri movimenti o le altre spiritualità.
    Il Cammino viene proposto come un vero cammino di conversione, tanto che anche i sacerdoti che prendono seriamente il loro ministero, per i "catechisti" del Cammino non ci hanno capito nulla di Vangelo!
    Questo non può che significare che, per Kiko, il "cammino" della Chiesa non funziona e che il Cammino detiene la vera interpretazione del Vangelo!
    Le parole di Kiko citate all'inizio del post sono, perciò, coerenti alle sue eresie.

    Un'altra cosa che emerge in modo chiarissimo è che il Cammino ha i suoi precetti, spesso non coincidenti con quelli della Chiesa, cosa che ne fa un'altra "chiesa".

    Per la Chiesa ci sono i Comandamenti e, poi, alcune norme che obbligno di per se, atte a realizzare i Comandamenti.
    Tutto il resto la Chiesa lo propone sotto forma di esortazione, di consigli, di bene maggiore che è preferibile al bene minore e, anzi, nella maggior parte dei casi lascia liberi di scegliere il bene, ognuno sotto la sua responsabilità e secondo "la misura della propria fede", attraverso un discernimento da basarsi sulla preghiera e sul buon senso.

    Il Cammino, invece, è pieno di precetti che obbligano gravemente e deresponsabilizza attraverso un fideismo tanto dannoso quanto idiota.

    Il Cammino non è un ordine monastico, nel Cammino non sono previsti voti, per cui gli impegni che si prendono nel Cammino sono da considerarsi, al massimo, dei semplici PROPOSITI.
    Invece Kiko i "catechisti" li propongono come comandamenti!

    Riguardo all'ultima parte del post, che parla dell'apertura alla vita "a oltranza", che consiste cioè in una partenità e maternità che comportano scelte imprudenti e irresponsabili (in dispregio proprio della vita, che non si riduce solo a sopravvivenza, ma che richiede anche condizioni di sopravvivenza dignitosa, come ad esempio il fatto che i coniugi non debbano chiedere l'elemosina col cappello in mano ed essere ricattabili), colpisce il fatto che perfino l'apertura alla vita si possa vivere come un'opera umana e non come una grazia.

    Tutto ciò che si fa per essere apprezzati dagli uomini, infatti, anche se è cosa di per se lodevole, è opera umana.
    Anzi, è un'opera disumana, perché se è umana in quanto fatta dall'uomo, non realizza l'uomo ma lo aliena, perché, oltre a non dare una ricompensa di ordine soprannaturale, è fatta per un fine cattivo, la vanagloria, che non è conforme alla natura umana.

    Non dico che tutti i camminanti vivano questa realtà in modo cosciente, per cui ammetto che per alcuni in buona fede non sia proprio così.
    Ma se non è così, il merito non è del Cammino, che è una chiesa parallela ma anche un'antichiesa, ma della Chiesa, che pensano di seguire e che si sforzano a conciliare coi dettami del Cammino.
    Uno sforzo così grande da essere vissuto, però, come una schiavitù.

    Il Cammino, come dice Mav, è un'utopia, e le utopie non sono irrealizzabili perché troppo elevate per l'uomo, ma perché non umane, cioè non adatte all'uomo.
    Infatti, più si cercano di realizzare concretamente, più trasformano la vita terrena in una specie di "inferno".
    Come il Cammino.
    L'autore del libro ha centrato in pieno il bersaglio.

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    1. "non realizza l'uomo ma lo aliena"
      Quanto è vero, nel cnc si combatte contro tutto cio che aliena l'uomo fornendo alla fine solo un'altra forma di alienazione, che ha l'aureola di "santità" ma sempre di alienazione trattasi ed'è molto più difficile da riconoscere/sdradicare perchè è erroneamente considerata "volotà di Dio".
      Quanti catechisti, cantori, responsabili etc vivono alienati nei loro "carismi" fuggendo nei fatti dalla realtà della loro vita, famiglia lavoro etc. sono quegli esemplari "talebani" che realmente "senza il cammino non sono niente".

      O.T.
      Mi immagino la fervente fantasia cnc all'opera in questi giorni per studiare il modo di non rinunciare al "latte e miele", al vino ormai si sono "rassegnati", ma al "latte e miele" giammai!!

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    2. Caro Mav, temo che dovranno rassegnarsi, a meno che non preparano un enorme vassoio con dentro tante piccole coppette monouso con latte e miele, non possono assolutamente bere all'unica enorme coppa di cristallo, come d'uso.
      COVID comanda, e non si può ricalcitrare contro il pungolo.

      Ma si chiedono perchè il Signore, in un sol colpo, li ha privati del vino porto dolcissimo a grandi boccate e del latte e miele della terra promessa?

      Pax

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    3. Latte e miele......

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    4. e cosi il Cammino è alienante,eh??? Metteremo in conto anche questo!!!!!

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    5. Solo ora lo scopri che siete una banda di alienati?
      Buongiorno!!!!!

      Pax

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    6. Banda di alienati,eh?????

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  9. Una cosa poco osservata é che non é possibile MAI che responsabile di comunità sia una donna o una persona celibe/nubile.
    Patriarcato di fatto.
    Ora, si può essere in dubbio a che siano ammesse al sacerdozio le donne, ma perché mai nelle nostre società ove le donne possono, giustamente, essere capi di governo non possano avere ruoli di responsabilità "laici"?

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  10. Questo libro potrebbe essere smontato facilmente, non fa altro che ripetere i soliti cliché, i soliti luoghi comuni, già più volte smontati alla luce della corretta interpretazione della Parola di Dio, del Magistero della Chiesa e della Tradizione. Questo signore ha espresso la propria opinione personale sul Cammino, che ha fatto bene a lasciare, il Cammino non sentirà la sua mancanza. Ripete le solite giustificazioni di chi non vuol e percorrere la strada della conversione e vuole una fede comoda, pantofolaia, aggiustata sulla propria mondanità e secolarizzazione. Una fede senza sacrifici, godereccia. Scrivere un libro non è la dimostrazione di aver ragione o di dire cose giuste, tutti ormai scrivono libri, le fesserie restano tali anche se ripetute mille volte e se gli si dà visibilita'. Fessi quelli che si lasciano abbindolare e comprano questi libercoli.Costoro non leggono i veri libri di teologia e di spiritualità cristiana, farebbero bene ad acculturarsi. Le fesserie più grosse questi signore, le dice sulla paternità responsabile della quale ha una visione distorta e non corrispondente al vero insegnamento della Chiesa. La paternità rsponsabile non significa fare pochi figli o non si esaurisce nel limitare le nascite, come sembra essere la convinzione di questo signore. Sono evidenti le sue lacune di fede e di conoscenza della Parola di Dio e del Magistero della Chiesa. Me lo perderò volentieri, meglio i libri seri di vera teologia.

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    1. Ma una volta nella vita perché non potete pensare che possa avere ragione, ed eventualmente rimediare a quanto afferma?
      Del resto è la sua esperienza contro la tua, se ad una catecumeno viene ripetutamente detto di pensare che possa essere "colpa sua"
      in qualsiasi situazione proposta, perché lo stesso approccio "garantista" non può essere usato al contrario?
      Se fosse stato fatto alemno 10 anni fa forse il cnc non sarebbe nelle condizioni in cui è, ma ci vuole una buona dose di "Santa Umiltà di Cristo" a partire dalla "testa". E guarda che l'unica voce dissonante ( pur con tutte le sue contraddizioni ) è sempre stata quella di Carmen e se ci si fa caso la deriva peggiore ( da un certo punto di vista ) inizia da quando lei è diventata marginale. Ne ha detto di cose "strane" ma non si è sognata di ripeterle identiche dopo 20 anni, adesso invece Ascension glele fa ridire con enfasi fuori contesto "faraoni" compresi. E' morta ( apparentemente ) "Kika" ma almeno diceva di non volerlo ne essere ne diventare.

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    2. E certo, basta che non suona come vorresti, ed ecco che sono fesserie. Diversay se avesse detto delle grandissime fesserie, ma al tuo orecchio di suono amico, ecco che è ispirato dal vento del kerigma.
      Che ci vuoi fare?
      C'è chi esce una volta all'anno facendosi una ricreazione in piazza, e si da del cristiano adulto, non pantafolaio, e c'è chi lavora tutti i giorni per il Signore nel silenzio e senza gonfiarsi la testa, ma viene calunniato per pantofolaio.
      La vita è questa, ognuno ragiona con la propria testa.

      Un saluto.

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    3. @ Anonimo delle 15:38

      Quelli che tu chiami i soliti "cliché o luoghi comuni" non sono altro che il "dì fatti concreti" a cui, in modo quasi ossessivo, reclamate all'interno della vostra setta: per te i "fatti concreti" sono solo quelli che, in positivo, rivelerebbero le "grazie" che il cammino donerebbe ai suoi adepti?
      Dove la Parla di Dio, il Magistero e la Tradizione smonterebbero queste testimonianze? Ma come, andate in barba al deposito della fede in continuazione (e per ben altre ragioni che non riguardano certo il piano della testimonianza e poi vi scandalizzate di quelle che parlano male del cammino)?.
      Questo signore, che ha espresso e condiviso un'opinione che, di fatti, hanno migliaia di persone fuoriuscite dalla setta, per sua fortuna, sarà lui a non sentire per niente la mancanza della stessa, fidati.
      Quelle che tu chiami "giustificazioni" al non voler percorrere il cammino di conversione (secondo la tua misura) per sposare una fede comoda, pantofolaia, e bla bla bla, è semplicemente la presa di coscienza che nel cammino non c'è salvezza de facto e la strada per lui non la decidi tu e tantomeno quella specie di setta che chiamate "cammino".
      Sono perfettamente d'accordo con te quando dice che fesserie ripetute migliaia di volte non diventano verità: ecco la prova provata che dalla tua setta, per fortuna, ci si può sempre affrancare.
      Poi, non certamente puoi pretendere di venire qui a dirci di conoscere la teologia, la spiritualità, anche perché, caso contrario, credimi, a gambe levate saresti dovuto scappare per primo tu che non solo non conosci la teologia (se non quella che ti propina il tuo capo in testa dottor teologo h.c. Arguello), tu, caro Anonimo, oltre ad acculturarti su quella cloaca di "teologia", per caso conosci anche la Summa Teologica di San Tommaso?
      Se non sei d'accordo con la dottrina della paternità responsabile devi pigliartela con Paolo VI, in primis, e magari anche con Papa Francesco dal momento in cui si è espresso in maniera chiara ed inequivoca sulla questione del fare figli "come conigli" .
      Ho un vago sospetto, caro anonimo, che di lacune (anche molto gravi) in materia di fede e di conoscenza della Parola di Dio, del Magistero della Chiesa l'abbiate voi camminanti ma di questo, almeno io, non ve ne imputo alcuna colpa, dal momento che siete totalmente ottenebrati di quello schifo di dottrina che vi propone il vostro "kapò" e che nulla ha a che vedere con il depositum fidei.
      Bravo, non acquistare il libro, non ti servirebbe a niente, meglio un buon libro di teologia che magari leggerai anche una ventina di volte, prima di capirne l'ambito!
      P.s. continuate così, ci regalate momenti di grande ilarità!

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    4. La paternità responsabile "non significa fare pochi figli": infatti significa "paternità responsabile".
      e "non si esurisce nel limitare le nascite": giusto.
      Ma il libro NON dice questo.
      Il libro dice che la paternità responsabile non significa fare figli come dice Kiko. Tutto qui.

      Una delle tante citazioni che si possono fare di Giovanni Paolo II che smentiscono Kiko:

      "Condizioni di POVERTA', o seri problemi di salute, possono rendere la coppia impreparata a ricevere il dono della nuova vita. Il fatto che in alcuni casi le donne trovino necessario lavorare fuori casa porta un cambiamento nella concezione del ruolo della donna nella società e nel tempo e nell’attenzione dedicati alla vita familiare. In particolare, alcune politiche familiari da parte dei legislatori non facilitano i doveri procreativi ed educativi dei genitori. La Chiesa quindi riconosce che ci possano essere motivi obiettivi per limitare o distanziare le nascite, ma ribadisce, in accordo con l’Humanae vitae..." (Discorso ai partecipanti all'incontro "La regolazione naturale della fertilità..." 11 dicembre 1992).

      Prova a smontare queste parole di Kiko:
      «Ci sono vescovi e sacerdoti che ci accusano di essere una chiesa parallela. Siamo noi la "vera Chiesa" perchè prendiamo il Vangelo sul serio. Se c'è una chiesa parallela è la loro, non la nostra»

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    5. 30anni

      Cima di pensiero Ripete le solite giustificazioni di chi non vuol e percorrere la strada della conversione e vuole una fede comoda, pantofolaia, aggiustata sulla propria mondanità e secolarizzazione.

      Peccato che io ho fatto più di 30 anni di cammino, elezione, matrimonio spirituale, cinquantine, latte e miele, missioni nelle strade, decime a go go, ecc ecc. E trovo che le anticipazioni del libro sono MOLTO aderenti alla realtà. Allora dimmi cima di pensiero puoi dire lo stesso ? Sei stato alla Domus? Hai il nome sulla mattonella vicino ai cerbiatti ? Dei passato per la porta stretta ? Sei uscito mani in alto dalla tomba di Lazzaro ? Hai fatto la cena finale al King David ? No ? Ahi Ahi Ahi ...

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    6. Anonimo, certo che in 13 righe ne hai azzeccate di sciocchezze!
      1) I soliti cliché sono tali perché in risposta alle solite cavolate kikiane: 10 cavolate, 10 cliché e luoghi comuni, come li definisci tu.
      2) sareste voi a predicare la corretta interpretazione della Parola di Dio, del Magistero della Chiesa e della Tradizione? Quelli che predicano che "una volta si credeva questo, ma adesso è quello..." e giù con le invenzioni kikiane...
      3) il Cammino non sentirà la mancanza di quel signore che lasciato. Ma come? Non è più fratello anche se sta nella Chiesa? Non avete amore al poveraccio che si è perso tutto il vostro ben di dio, alla pecorella smarrita del vostro ovile? Che aridi! Non sentite alcuna mancanza di un fratello con cui avete condiviso la vita...
      4) vuole una fede comoda, pantofolaia, aggiustata sulla propria mondanità e secolarizzazione. Però magari non frequenta edifici extra lusso allo stile neocatecumenale, non ballonzola in Chiesa come in un accampamento ebraico, non viaggia in prima classe per il mondo tutto spesato... Bisogna sapere che vuol dire mondanità e secolarizzazione. Mi sa che non vuol dire quello che credete in comunità. Bisogna anche sapere cosa vuol dire fede comoda, perché magari risulta che comodo è rinunciare al duro combattimento spirituale e al suo posto farsi delle uscite serali, magari con agape.
      5) Una fede senza sacrifici, godereccia. Non stai per caso parlando della vostra? Dove lo vedi il godereccio nella Chiesa, se non nelle vostre adunanze? Nemmeno il sacrificio di Gesù contemplate, avendolo trasformato in banchetto d'allegria... I sacrifici cristiani li considerate religiosità antica e naturale...
      6) Fessi quelli che si lasciano abbindolare e comprano questi libercoli. Potremmo dire "fessi quelli che si lasciano abbindolare dalla predicazione di Kiko e ascoltano i suoi libercoli predicati da gente senza arte né parte.
      7) Costoro non leggono i veri libri di teologia e di spiritualità cristiana, farebbero bene ad acculturarsi. Giudizio totalmente gratuito. Giudichi? Che ne sai tu di cosa leggono? Magari scrivono un libro come quello proprio perché hanno letto ciò che tu dici non leggono. Mai visto leggere di teologia o acculturarsi nel Cammino. I camminanti alla base della piramide non sanno nulla di nulla, garantito al limone.
      8) Questo signore ha una visione distorta e non corrispondente al vero insegnamento della Chiesa. La paternità responsabile non significa fare pochi figli o non si esaurisce nel limitare le nascite, come sembra essere la convinzione di questo signore. Cattiva interpretazione dell'esposizione contenuta nel libro: non si parla mai di fare pochi figli o limitare le nascite. Al contrario, si dice che nel Cammino, la legge non scritta di fare molti figli (innegabile che le coppie spesso hanno molti figli), spesso porta a situazioni limite, perché questi figli vengono parcheggiati presso altri e a volte non si è in grado di mantenerli adeguatamente.
      9) Sono evidenti le sue lacune di fede e di conoscenza della Parola di Dio e del Magistero della Chiesa. Però non spieghi mai cosa dice il Magistero, segno evidente che ti riempi la bocca di cose che non conosci tu per primo. Intanto, come ti è stato fatto notare, fa parte del magistero di Francesco "non fare figli come conigli".

      Difficile parlare del nulla dicendo un cumulo di aria fritta come hai fatto tu in 13 righe.
      Complimenti, in questo ti posso ammirare.
      Bravo!

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    7. Tutti ormai scrivono libri? Anche i fessi<?

      Infatti anche Kiko Arguello si è cimentato, un ignorantone senza pari che accusa gli altri di ignoranza.
      Questo anche hai imparato da lui, vero?

      Ricordo in una catechesi fiume in cui non si saziava di parlare di sè e della genesi del cammino quante volte accusò l'uditorio di ignoranza per certe stupide citanzioncelle che ostentò in pubblico. "Leggete, leggete che qui siete tutti ignoranti" ripeteva. Lui che non ha letto un sol libro in vita sua.

      Poi, di "corretta interpretazione della Parola di Dio, del Magistero della Chiesa e della Tradizione" non ti si può proprio sentir parlare!

      A volte toccate dei vertici impensabili!

      Pax

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    8. E cosi Kiko non ha mai letto un libro in vita sua, eh????? E cosi è un ignorantone, eh?????? Stupide citazioncelle, eh????? Vertici inpensabili, eh? Metteremo in conto tutto!!!!!

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    9. Anonimo 22:15. Scusa la curiosità: in che senso metteremo in conto tutto?

      Se potresti specificare.
      Ti ringrazio.

      Un saluto.

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    10. Ma che conto e conto? Avete sballato da tempo, che conti a fare.
      Confermo che Kiko non ha mai letto un sol libro in vita sua. Troppo intento ad ascoltarsi, a specchiarsi, a seguire le sue incessanti ispirazioni spontanee.
      Lui è uno che fa tutto all'impronta.

      Pax

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    11. L'interpretazione di un fatto o la formulazione di un giudizio in corrispondenza di un criterio soggettivo e personale presuppone che non sussistano riscontri oggettivi a ciò che si afferma. Mentre l'autore di questo libro - al quale rivolgo i miei umili complimenti - sostiene degli argomenti che non solo possono essere riconosciuti con facilità dall'occhio consapevole dell'ex nc, ed anche del neocat. stesso nonostante rifiuti di accettare la realtà, ma che vengono altresì confermati dai documenti riguardanti il cammino.

      "I soliti luoghi comuni, già più volte smontati alla luce della corretta interpretazione della Parola di Dio, del Magistero della Chiesa e della Tradizione."

      E dimostralo! Vogliamo le analisi e le confutazioni valide, non le solite uscite insensate mai provate.
      Ah! Se tu conoscessi davvero la Bibbia, il Magistero della Chiesa e la Tradizione non ti permetteresti di trasgredirli come avviene in cammino, ma lasceresti il contesto eretico a gambe levate!

      "Ripete le solite giustificazioni di chi non vuol e percorrere la strada della conversione e vuole una fede comoda, pantofolaia, aggiustata sulla propria mondanità e secolarizzazione;
      Sono evidenti le sue lacune di fede e di conoscenza della Parola di Dio e del Magistero della Chiesa."

      Quello che tu pronunci con risolutezza è un giudizio fermo e severo rivolto alla spiritualità dell'individuo. Questo atteggiamento, tipico del prepotente kikos, va inesorabilmente a convalidare quanto l'autore afferma. Sei tu, caro "catecumeno", la dimostrazione palese che quanto viene dichiarato nel blog è VERITÀ!

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  11. ...dimenticavo.
    Nel cnc non si insegna il Magistero della Chiesa riguardo alla paternità responsabile, chiedete ai cnc cosa c'è scritto nei documenti, e non nei "bignami" presenti nelle catechesi dello Shemà e/o della Traditio, lo si nomina si fa un rimando, spaendo benissimo che praticamente il 95% non leggerà un bel niente. Cosi come non leggono le note del CCC nei mamotreti e neanche negli statuti.
    Il risutato è sempre lo stesso, a fronte di "problemi" la risposta sarà sempre "avete capito male noi non abbiamo detto così"....peccato che il dogma preveda che "lo spirito sigilli la verità anche quando il catechista sbaglia"

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    1. Siccome il catechista non sbaglia mai per definizione, ha già il sigillo dello spirito. E' semplice........

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  12. @blog, ennesima pietruzza contro il Cammino. Libro che sembra scritto da tripudio per come è scontato e se in 2 anni e mezzo nessuno se ne era accorto un motivo c'è...
    Fallacio Vinicio

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    1. 30anni

      ennesima pietruzza contro il Cammino. Libro che sembra scritto da tripudio per come è scontato e se in 2 anni e mezzo nessuno se ne era accorto un motivo c'è...

      Fallacio è sulla stessa linea del precedente (ammesso che non sia lo stesso ... ) Quindi si becca la stessa risposta.

      Peccato che io ho fatto più di 30 anni di cammino, elezione, matrimonio spirituale, cinquantine, latte e miele, missioni nelle strade, decime a go go, ecc ecc. E trovo che le anticipazioni del libro sono MOLTO aderenti alla realtà. Allora dimmi cima di pensiero puoi dire lo stesso ? Sei stato alla Domus? Hai il nome sulla mattonella vicino ai cerbiatti ? Dei passato per la porta stretta ? Sei uscito mani in alto dalla tomba di Lazzaro ? Hai fatto la cena finale al King David ? No ? Ahi Ahi Ahi ...

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    2. In due anni e mezzo secondo te nessuno si è accorto del libro del prof.Lombardi. Questo non è vero, visto che l'ho comprato alcuni mesi fa ed oggi vedo che, nel negozio on-line da cui l'ho acquistato, hanno esaurito le copie disponibili. Certo, potrebbe averle comprate tutte Kiko :)
      Ma io penso che invece ci sia stato un certo passa parola, su quel libro, e noi di Osservatorio siamo arrivati buoni ultimi.
      Dici che è scontato. Ma devi pensare che per coloro che magari hanno visto il manifesto delle catechesi in parrocchia, è una novità assoluta, sapere che quelle 'riunioni bibliche' finiscono per coinvolgerti in una specie di setta, o di Chiesa parallela. Da come è stato scritto, il libro pare rivolgersi proprio a loro, a coloro che il Cammino non lo conoscono per nulla o molto poco. Perché i cosiddetti catechisti neocatecumenali hanno la consegna di non avvisare nessuno in che avventura si sta imbarcando, neppure del fatto che le catechesi confluiscono in una comunità e in un impegno che dura vita natural durante; quindi ci dobbiamo pensare noi ex che abbiamo molto 'tempo libero' non dovendo più stare alle dipendenze di Kiko, dedicandoci a questa opera di informazione che invece chi di dovere, colpevolmente, non fa.
      Voi che sapete tutto, abbiate pazienza. Magari può servirvi fare un ripasso.

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    3. Attento Fallacio a parlare di "pietruzze".

      Una pietruzza staccatasi dal monte colpì i piedi di argilla del gigante che pareva indistruttibile e tutto è venuto giù a cascata in un sol giorno. (cfr. Daniele 2,1:49)

      Davide con 5 "pietruzze" caricò la sua fionda colpendo al centro della fronte (sede della superba intelligenza che si ritiene imbattibile) il gigante Golia invincibile, che cadde abbattuto in un sol tonfo. (cfr. 1Samuele 17,40-51)

      Siete un gigante intoccabile? Contro di voi si erge invano il nulla? Le nullità che noi siamo? I libercoli che nessuno legge e di cui nessuno si accorge?

      I vostri attacchi superbi e le vostre accuse arroganti son sempre di questo tono. Ma chi o che cosa credete di essere?
      Notavo che anche il prof. Antonio Lombardi, uomo di legge e docente di Diritto, ex neocatecumenale, catechista per più di vent’anni - non il primo sprovveduto ignorante - ha edito il suo libro con la Casa Editrice Segno, la stessa che ha pubblicato il "Fango e il Segreto" di Lino Lista.

      Certo, voialtri invece, con i vari Ezechiele Pasotti e compagni che fanno parte dell'Ufficio Stampa del "potente cammino" e che si occupano della diffusione mediatica ed editoriale delle scempiaggini neocatecumenali, pubblicate con la ben più gloriosa Casa Editrice "San Paolo". Fino all'ultima Bibbia Unica al Mondo.
      Voi siete sempre super, altisonanti, super-pubblicizzati!

      (Intanto, visto che ti trovi, perchè non indaghi come mai non pubblicano l'opera prima di Kiko, scivolata nell'oblio, e di cui il suo autore MAI ha parlato con lo stesso orgoglio con cui ostenta tutte le altre sue opere?)

      Ora vedremo la Biografia Ufficiale di Carmen come la pubblicheranno insieme alla sua ricca produzione letteraria e teologica...

      Siamo sempre alle solite.

      Con e vostre stesse parole segnate la vostra condanna.

      Pax

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    4. Non c'è niente da fare, questi camminanti non ne azzeccano una. E continuano a scrivere sul blog.....

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  13. Ma caro anonimo sei qui a contestare tutto l intero giorno ma mai che tu avallassi una cosa mai sentita prima. Ma un po di domande a te stesso te le fai o ormai ragioni come se fissi chiuso in quella saletta? Sei proprio irrealista e mentiresti oltre che a te stesso anche alla tue prole pur di trovare nuovi clienti per il tuo negozio parallello

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  14. Guardate cosa ho trovato fresco fresco su YouTube: 2021 03 22 Pasqua Ebraica Don Francesco Voltaggio.

    https://www.youtube.com/watch?v=MM4M8XggpIs&t=316s

    L'ho sentito a tratti ma mi sembra di aver colto una cosa interessante. Da un lato dice che Carmen ha ideato una catechesi con accostamento Pasqua cristiana pasqua ebraica, "illuminando anche Farnes. Ma dice anche che adesso l'idea del collegamento diretto non sia più considerata vera. Vedere soprattutto verso la fine quando viene fatta una domanda precisa su questo.

    Pax magari riconoscerà qualcuno dei partecipanti.

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  15. negozio parallelo.....

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  16. Posizione n. 834816 dei Best seller di amazon libri e 40118 nella sezione "chiesa". Inutile spreco di carta.
    Per seguire Cristo ci vuole il coraggio di fare scelte di vita importanti e le persone lo capiscono. La fede "pantofolaia"(cit.) che voi predicate non la vuole nessuno.
    Fallacio Vinicio

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    1. Certo! Scelte di vita importanti! Come quelle di dire 'sei una merda' a un parroco perché non vuole tornare in Egitto a farsi 'salvare' da voi! La gente vi riconosce e vi apprezza, come no? Come le meduse urticanti.

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    2. La fede pantofolaia quale, quella dei digiuni di San Francesco? Quella del sonno interrotto dalla preghiera continua di San Benedetto? Quella del combattimento spirituale di Sant'Ignazio di Loyola e di San Francesco di Sales? Quella dell'obbedienza estrema di Padre Pio?

      Le pantofole stanno nella testa di Kiko. E kiko le ha trovate nei libri di Sartre e nei ciclostilati degli altri sessantottardi amici suoi.

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    3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    4. Fallacio, le tue parole sono relative.
      Come tu dici che chi non si impegna 7 sere su 7 come voi camminanti ha una fede pantofolaia, io dico che chi si impegna 7 sere su 7 fuori di casa è perché fugge le responsabilità, che sia quella di stare coi figli, o quella di assistere la "cognata malata", o quella di mischiarsi con la plebaglia dei cristiani della domenica in parrocchia.
      L'unica fede non pantofolaia che conosco consiste nella coerenza di vita e non nell'attivismo.

      Non nego che certe scelte dei camminanti siano sofferte, ma questo non significa che siano scelte di carità e che manifestino virtù.
      Anche in altre religioni si fanno scelte sofferte, ad esempio tra gli indù si fanno digiuni che spesso fanno impallidire i digiuni dei cristiani, ma se servono a montare in superbia, sono sofferenze insignificanti, che hanno la loro ricompensa sulla terra (con ciò non mi permetto di sindacare sulle motivazioni dei digiuni degli indù, ma cerco solo di rendere l'idea).

      Il libro forse per te sarà uno spreco di carta, ma che sia inutile, fossi in te, ci andrei piano.
      Conta oggi i membri della tua comunità, poi ricontali tra 3 anni, fai la differenza, e poi vedi se lo "spreco di carta" è stato inutile.

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    5. le pantofole stanno sulla testa di Kiko. Formidabile!!!!Da aggiungere agli epiteti del nostro libro di futura pubblicazione. Dai, continuate, dateci materia da scrivere

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    6. Fallacio Vinicio, accidenti, ma quanto tempo perdi su questo Blog!

      Vai a vedere pure le classifiche pur di sminuire gli articoli che pubblichiamo?
      Ma io ti rispondo, meglio pochi ma buoni.

      Meglio dei capolavori scritti da Kiko. Kiko della sua opera prima si vergogna come un ladro e l'ha misconosciuta. Infatti del suo "Vangelo dei Miserabili" (o forse meglio Vangelo miserabile o miserevole) abbiamo fatto più pubblicità noi che lui.
      Degli altri come Annotaciones ne ha venduti tanti. Perchè li ha imposti ai camminanti come tutti i suoi gadget, un vero mercato o mercimonio delle cose di Dio.
      Tutto ciarpame senza valore e senza gusto. Dagli arredi sacri neocatecumenali ai suoi quadretti orridi. Eppure li vende eccome, a migliaia o milioni. Ma questo cosa importa? Cosa significa? Che valenza ha per te? Tutto questo vale meno che zero. Solo per far soldi e per sentirsi importante. E poi Kiko è quello che per evangelizzare ha rinunciato all'arte!!!

      Guarda, te lo ripetiamo per la centesima volta, che Gesù mai ha guardato ai numeri, tanto meno ai numeroni vantandosi, come fa Kiko che quando ne parla si alza sulle punte, tutto impettito. A Gesù solo in dodici lo hanno seguito, uno lo ha tradito di suo, agli altri ha detto "Volete andarvene anche voi?"...

      Pax

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  17. Completo il commento delle 10:18

    “Da questo momento tu sei nella Comunità l’occhio e l’orecchio dei catechisti”

    Leggendo questo ho ricordato perfettamente questa consegna. Ci si premura di delineare i caratteri distintivi del responsabile della comunità. Al primo posto senza dubbio è la funzione di raccordo con i propri catechisti, una longa manus, un vigilantes, un garante del "carisma".
    E' vero quanto afferma l'autore.
    Così i kikatekisti dicono al responsabile dopo la sua designazione. Il perdurare nel ruolo è garantito dalla fedeltà assoluta a loro.
    I responsabili più accreditati son quelli che chiamano di frequente e "non fanno neanche un passettino" se non chiedono lumi per ogni sciocchezza, che tengono a bada i Parroci e allertano i vertici ad ogni scricchiolio, che fanno gli spioni ai catechisti di ogni comportamento "anomalo" di quei fratelli che stentano ad essere perfettamente allineati alle consegne....

    Pax

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    1. Grazie per aver confermato questa cosa. Sapevo che vi erano dei traditori, lì dentro.... Ora mi hai confermato ciò che pensavo....
      Vi ringrazio veramente di cuore ❤️. Loro si muovono sempre nell'ombra e dissimulano, quando l'incontro fanno finta di nulla. Ma dentro di me qualcosa mi ha sempre detto che qualcuno si muoveva di nascosto e faceva il doppio gioco.

      Grazie.

      Un saluto.

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  18. Il libro di Lombardi è molto gradito al blog e molto sgradito ai camminanti, che cercano di minimizzarlo.

    La la lotta contro le eresie del "potente Cammino" è come una guerriglia.
    Non consiste in una battaglia campale, in cui, dati i mezzi su il Cammino può contare, non avremmo molte speranze, ma consiste in una guerriglia.
    Una guerra di sfinimento.

    Il nostro vantaggio è che siamo molto pazienti, mentre, a quanto pare, Kiko ha fretta di vedere realizzare i suoi piani prima della sua morte.

    Nei primi anni del 2000 i camminanti erano euforici, come Hitler nel 1942 e come gli Ariani nel III secolo.
    I tempi sembravano maturi. Il Cammino nera in piena espansione e sembrava che il mondo cattolico, e lo stesso Papa, dovessero riconoscere Kiko come il Profetissimo.

    Ma qualcosa si è inceppato e la resistenza ha cominciato a fare sentire i suoi morsi.
    Noi non abbiamo fretta. A noi poco importa se occorreranno 3, 5, 10, 20 o 50 anni: sappiamo che il Cammino di Kiko sta finendo e già pregustiamo la vittoria della verità.
    Non vogliamo l'umiliazione delle persone, ma che riconoscano che a essere indispensabile è la Chiesa e non il Cammino.

    Non sappiamo se il Cammino sarà assorbito dalla Chiesa come una qualunque "azione cattolica" o se uscirà dalla Chiesa manifestando la sua natura settaria.
    Sappiamo però che il Cammino di Kiko, che vuole fare quello che gli pare dal seno alla Chiesa, non esisterà più.
    E abbiamo la speranza, l'ambizione e, anche, l'orgoglio, che anche grazie a questo blog, oltre che al libro di Lombardi, i tempi possano abbreviarsi.

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    1. Confessione esplicita che c'è un complotto per screditare il Cammino, avente come fine ultimo la sua distruzione. Se avevamo ancora qualche dubbio, ora c'è l' assoluta certezza.

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    2. Ma quale complotto? Noi lottiamo a viso aperto. Senza sotterfugi di sorta che lasciamo a voi.

      Pax

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  19. Dopo aver letto con attenzione tutti i passaggi ripercorsi dall'autore, che mi hanno stupita per lucidità e rigore del racconto, sono arrivata a questo punto tratto dal libro e messo in evidenza nel post:

    Dal Capitolo “Unici e irripetibili”

    AZZERAMENTO SPIRITUALE

    La descrizione della catechesi del ciclo iniziale cd. dell'Esodo.

    Non so se anche a qualcun altro nelle mie condizioni di ex fortemente coinvolto, all'epoca, nel cammino abbia fatto lo stesso effetto che a me.
    Leggere mi ha provocato un acuto dolore. Alcune cose, dopo tanti anni uno le rimuove, pur avendole vissute intensamente, oserei dire come una sorprendente scoperta, e pur avendole magari ripetute tante volte come catechista ad altri.

    Questa dell'Esodo, vista a tanta distanza di tempo, è davvero aberrante più di ogni altra e, al tempo stesso, altamente indicativa delle metodiche neocatecumenali che definirei, lì dove colgono nel segno, infallibili.
    Il clima che si crea con le catechesi iniziali, ancor più tanti anni fa, quando i catechisti erano tutti itineranti, era senza alcun dubbio molto coinvolgente a livello emotivo.
    Arrivavano in una città non si sa da dove, ti raccontavano la loro esperienza. Persone prese dal mondo, come te, che avevano lasciato tutto perchè avevano incontrato qualcuno che gli aveva annunziato quanto loro stessi ora annunziavano. E questo aveva cambiato la loro vita. Aveva dato un senso. Erano testimoni.

    Ora questo dell'Esodo serve, vista oggi, ad intruppare gli ascoltatori e metterli tutti al nastro di partenza.
    Come bene dice l'autore, ogni precedente esperienza viene abilmente azzerata ed è vero che questo avveniva anche per gli stessi sacerdoti. Chi si affezionava all'annuncio e lo ascoltava per sè, come caldamente veniva suggerito dai catechisti stessi, fosse anche sacerdote da decine di anni, si ritrovava col popolo in cammino, neanche a capo del popolo, ma uno del popolo. Tutti in Egitto, tutti schiavi.
    Nelle catechesi iniziali si segue lo schema di porre domande ma è una farsa, una squallida finta.
    Non si deve dimenticare che nel cammino non esiste dialogo, discussione. Si ascolta, si crede, si dice AMEN e basta. Se non capisci, capirai.
    Si fanno spesso dei questionari, ma è una pantomima: non esistono eventuali risposte, non ha spazio la TUA risposta; esiste la risposta, che è la loro.

    Ad essa pian piano ti portano, se no non si va avanti. Tutti nell'Egitto. Arriva il tuo Mosè (che son loro). Tutti in marcia. A ricevere tutto dal cammino.

    Pax

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    1. Ma kiko è Mosè o Faraone? Chi indovina avrà uno sconto del 2% sulla decima.

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  20. @Mav

    Dimmi perché dovrei ritenere oro colato, l'opinione personale di questo Signore?Esprime una opinione soggettiva, per lui il Cammino e' come lo descrive, non mi riconosco nella sua descrizione, non la condivido, penso di averne il diritto, oppure l'opinione di questo signore e' Vangelo? Ha la sua opinione sul Cammino, la rispetto ma non la condivido, né ho il diritto? Non è detto che il Cammino debba piacere a tutti ne' che tutti siano adatti al Cammino, ma se pensate di provare qualcosa con questo libro vi sbagliate, lo ripeto e' il punto di vista di questo signore, ha il diritto di esprimere le sue critiche noi quello di respingerle. Quello che voi non capite e' che queste testimonianze sono punti di vista soggettivi, personali, non oggettivi, inutile che cercate di condizionarci in questo modo, non funziona. Non sono le opinioni personali espresse anche in buona fede che possono avere peso, quando c'è un giudizio oggettivo della Chiesa. Quale sarebbe la condizione del Cammino che si poteva evitare? Il fatto che pochi o molti lasciano non conta nulla, non interessa la massa il numero. L'umiltà sta anche nell'accettare che la Chiesa approva e incoraggia il Cammino, sforzo che non vedo in voi. Ci accusate sempre di idolattare Kiko, ma mi sembra siate più voi ad idolatrarlo, ne parlare continuamente, per noi non è affatto un idolo, inutile che cercate continuamente di attaccarlo, di darne una immagine negativa, il Cammino supera Kiko, va oltre lui. Siete troppo concentrati su Kiko più di noi che siamo nel Cammino e ciò perché avete la falsa convinzione che attaccando Kiko o mostrando i suoi lati negativi potete scalfire la fiducia nel Cammino, ma vi illudete.Il discorso e'molto semplice, il Cammino non vi sta bene? Andate per la vostra strada, perché perdere tempo a discutere di una cosa che non vi interessa? Perché volete convincere le persone ad abbandonare il Cammino? O cercare di condizionarli? E' un atteggiamento stupido.

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    Risposte
    1. @Anonimo
      Anche se il tuo commento non è rivolto a me permettimi di risponderti. Nessuno dice che questo libro sia il Vangelo, è solo come hai detto tu un resoconto soggettivo di una vicenda personale a cui sei libero o meno di credere; anche io ho fatto parte del Cammino per 10 anni e purtroppo devo dire che molte cose sono reali. Ricordo ancora ad esempio le catechesi sul deserto a distanza di 13 anni. Il fatto che la Chiesa vi approvi non giustifica tutto quello che fate, soprattutto se quello che fate non è pubblicato negli Statuti ma solo nei mamotreti segreti. Se non vi interessa il numero allora come mai Kiko agli incontri vocazionali parla sempre di numeri e cifre, spesso parlando di cifre superiori alla realtà? Noi parliamo sulla base di fatti concreti, quelli che spesso si chiede di raccontare in comunità, ed è un fatto che Kiko venga imitato perfino nel modo di parlare, ci sono anche foto e video a riguardo non è un'impressione personale.Non abbiamo la presunzione di cambiare le cose o i cuori, a quello ci penserà Dio a suo tempo, ma abbiamo il dovere morale di informare e di testimoniare per essere d'aiuto agli altri. Poi a proposito di condizionamento mentale, ti invito serenamente a informarti sulle modalità di plagio psicologico e vedrai dei punti in comune con il Cammino, come quando Kiko in un incontro pubblico convinse il suo interlocutore che l'oggetto che aveva in mano era di un colore diverso da quello reale ( scena che mi hanno detto abbia ripreso da un film).

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    2. Va benissimo anonimo, allora scrivilo tu un libro sul CN.
      Dicci tu le cose che non vengono MAI spiegate da Kiko e dai suoi catechisti.
      Raccontaci tu la verità.
      Anzi raccontala a chi ci legge, a chi non conosce il CN, alle persone che tu hai paura che possano essere influenzate negativamente da questo blog che racconta bugie.
      Spiega tu alla gente che nel CN che è approvato dalla Chiesa e al servizio dei Vescovi, in realtà comandano i laici, che i sacerdoti del CN debbono obbedienza a Kiko Arguello, che voi neocatecumenali avete un vostro catechismo segreto che avete paura di pubblicare, catechismo consegnato solo a persone scelte da voi che hanno l'obbligo di ripetere parola per parola.
      Spiega che tutta la vostra predicazione è scritta in questo "catechismo segreto" , spiega che Kiko Arguello è il vostro "primo catechista" senza avere fatto il percorso che ha inventato, spiega che noi siamo fissati con Kiko Arguello ma che effettivamente è lui che scrive ogni cosa che viene detta all'interno del CN, ogni sua decisione è legge, ogni sua ispirazione é applicata alla lettera.
      Spiega che per i camminanti Kiko Arguello è più importante del Papa.
      Spiega chi sceglie il responsabile di comunità e perché lo sceglie e non parliamo delle comunità appena formate ma di quelle avanti di cammino.
      Spiega alla gente che nel CN si fanno confessioni pubbliche dei peccati personali e se non rispondi alle domande anche intime dei catechisti laici neocatecumenali non vieni considerato degno di proseguire il CN.
      Spiega il perché della decima obbligatoria, da dare al CN, solo al CN, senza ricevute, senza rendiconto, senza sapere cosa faccia il CN dei tuoi soldi.
      Spiega che questo 10 % mensile da dare al tuo CN, vale su tutte le tue entrate, anche eredità, vincite etc.
      Spiega che nel CN si applica alla lettera il Vangelo "se non odi tuo padre e tua madre" , spiega il perché gli idoli da odiare nel CN sono, oltre i tuoi genitori, la tua famiglia cioè tua moglie ed i tuoi figli, il tuo lavoro, gli studi, i tuoi sogni e tutto quello che ti distrae dal CN, dai suoi incontri, dalle due convivenze, dalle sue infinite disposizioni.
      Spiega le lodi obbligatorie tutti i giorni come vuole Kiko cioè 45 minuti invece dei 10 minuti delle lodi canoniche che fanno i religiosi.
      Spiega l'obbedienza ai catechisti laici neocatecumenali, spiega la veglia di Pasqua e la veglia di Pentecoste separate dalla Chiesa.
      Spiega il segno del pane, distribuito nelle Eucarestie neocatecumenali, dal responsabile di comunità o dal suo vice, senza essere sacerdote, diacono o ministro della Eucarestia.
      Spiega perché l'eucarestia nel CN si fà da seduti ed insieme al sacerdote.
      Spiega la Comunione da asporto della scorsa Pasqua.
      Anonimo devi spiegare queste cose alla gente, non basta dire che questo blog è bugiardo ed è fissato con Kiko Arguello.
      Non basta dire che la gente non và condizionata o spaventata da questo blog per far diventare migliore il CN.
      Non basta dire lasciate in pace la gente per far diventate più umano e cristiano il CN.
      Bisogna dire la verità.
      Tu vuoi dire alla gente la verità?
      Bene, allora smetti di lamentarti con il blog è spiega queste cose alla gente.
      Non interessa a nessuno che il CN è approvato, perché il CN approvato non è quello reale.
      E quello reale lo può raccontare solo chi lo ha vissuto o lo vive e non da pochi mesi, ma da 10-20-30-40 anni.

      Anonimo, aspettiamo di leggere il tuo libro, comunque ti consiglio di chiedere prima il permesso ai tuoi catechisti laici neocatecumenali, non vorrei che poi ti cacciano fuori a calci.

      Buon Giovedì Santo, ti aspettiamo in Chiesa.

      LUCA

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    3. "Non sono le opinioni personali espresse anche in buona fede che possono avere peso, quando c'è un giudizio oggettivo della Chiesa.
      Quale sarebbe la condizione del Cammino che si poteva evitare?"
      - La continua disattesa del proprio statuto in tutte o quasi le sue parti
      - La chiusura totale verso qualsi altra "spiritualità" all'interno della chiesa
      - L'organizzazione ormai diventata "settaria" ( forse lo è sempre stata )

      Il risultato di questa condizione è lo stato di "asfissia" di moltissimi camminanti e la quasi impossibilità di formare nuove comunità.

      "non interessa la massa il numero"
      Ma sei serio? In teoria forse, ma in pratica il CNC si basa sia nelle proprie catechesi che nel suo "funzionamento" su "un popolo", senza i numeri caro mio la comunità non dura sei mesi perché diventa insostenibile. Si fanno degli accrocchi impensabili pur di "ammucchiare" ( pardon fonderre ) i fratelli per fare numero. Quando fai catechesi a tre persone la frustrazione del catechista non è perché non ha uditorio ( per i più narcisisti forse ) ma perché sà intimamente che stà facendo promesse che non può mantenere e non ha l'autorità di "sciogliere" quel gruppetto nella parrocchia. Non parliamo poi della preoccupazione ultima di Kiko dei posti liberi nei seminari, controlla ( leggi l'annuncio ) come l'ha sviluppata e vedi se i numeri contano o meno. Altra piccola annotazione se i numeri non contassero come tu sostieni, che necessità ci sarebbe di fare il "censimento" ogni anno, e di snocciolare gli stessi ad ogni piè sospinto.

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    4. "quando c'è un giudizio oggettivo della Chiesa"
      Ero presente alle udienze nelle quali Benedetto XVI prima e Francesco poi hanno detto ( e fatto ) cose che non sono state per niente accettate anzi, oggetto di recriminazioni e giudizi pesantissimi. Vi fermate sempre allo statuto e lo usate come "clava" contro chiunque,
      e soprattutto sempre fuori contesto. Lo statuto è nato come garanzia "se vi comportate come è scritto qui siete sicuri di essere nella Chiesa" e non come la maggior parte di voi pensa "abbiamo lo statuto è siamo la Chiesa sempre e comunque"
      Ti faccio un esempietto stupido stupido. Quando vai in convivenza fuori diocesi, sia per una convivenza di I.C. con gli itineranti o chi per loro, sia per un passaggio, ti risulta che si stato informato il Vescovo? Sai perché ti dico questo, perché un Presbitero di altra diocesi ( o addirittura nazione ) non può celebrare come e quando vuole, ma proprio perché sia vero quello che pronuncia durante la preghiera Eucaristica "in comunione con...".

      "Dimmi perché dovrei ritenere oro colato, l'opinione personale di questo Signore?"
      Infatti io non ti ho detto questo, ti ho detto, e solo dopo la tua risposta molto superficiale, "Ma una volta nella vita perché non potete pensare che possa avere ragione, ed eventualmente rimediare a quanto afferma?". La mia risposta implicherebbe un analisi seria di quello che "la gente chi dice che io sia" o pensi che Gesù facesse quella domanda per retorica e non fosse realmente interessato alla risposta.

      Posso farti una domanda? Sentiti libero anche di non rispondere, oggi cosa prevede la tua personale giornata di Triduo?


      "Siete troppo concentrati su Kiko più di noi che siamo nel Cammino e ciò perché avete la falsa convinzione che attaccando Kiko o mostrando i suoi lati negativi potete scalfire la fiducia nel Cammino"
      Io personalmente non sono interessato ai lati negativi di Kiko ( e se leggi bene neanche sul Blog ), sono "interessato" agli sproposti che dice come "Iniziatore" e per i quali, in coscienza, ho abbandaonato i ruoli di responsabile e catechista per non essere obbligato a ripeterli. State attenti perché in gioco non c'è "la fiducia nel Cammino" ma piuttosto "la fiducia in Dio", motivo per il quale chi abbandona il cammino molto spesso, purtroppo, abbandona la Chiesa proprio perchè è venuta a mancare "la fiducia in Dio".

      Ti sei mai chiesto se qualche tuo atteggiamento, magari frainteso, può aver provocato una reazione di questo tipo? Perché è una responsabilità gigantesca che dovrebbe portare ad una prudenza che io nella mia esperienza non ho mai visto. ( se non sei catechista o responsabile a questa domanda non puoi rispondere, e, senza offesa, non la puoi neanche capire fino in fondo).




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    5. Non rispondere a prescindere. Anzi non scrivere più sul blog. Anzi non leggerlo più. Anzi.......

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  21. Per quanto mi riguarda, rispondo per me, ovviamente non condivido nulla di quanto affermi e pensi. Non capisco neanche cosa stai scrivendo, e perché le scrivi, non sono problemi miei, e non so neanche cosa ti sta succedendo.
    Non mi interessa ciò che stai scrivendo.
    L'unica cosa che mi interessa è capire e conoscere la verità. Non le tue conclusioni.
    Se lo capisci bene, altrimenti pazienza. Nessuno ti può obbligare a capire a forza un qualcosa.

    Un saluto.

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    1. Non si capisce a chi e a cosa sta rispondendo il commento delle 00:52.

      Intanto ci permettiamo di ricordare che chi ha bisogno di nascondere la verità, significa che appoggia la maenzogna. La Chiesa non ha paura della verità (infatti non solo abbiamo pubblicatissimi tutti i documenti del Magistero - persino sul web - ma vengono pubblicate perfino le questioni spinose, come la condanna del vescovo pedofilo neocatecumenale pubblicata addirittura dalla Sala Stampa della Santa Sede; a proposito, il giorno di Pasqua sarà il secondo anniversario di tale inappellabile condanna).

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    2. Ad anonimo 23:55. Era tardi, credevo di aver pigiato su rispondi.
      Ma si capiva.

      Un saluto.

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    3. I camminanti non hanno ancora capito che non devono scrivere sul blog. Ma lo capiranno, tardi, ma lo capiranno......

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  22. Anonimo delle 23 e 55:

    non vedo perché dovresti prendere per oro colato queste parole di Kiko su cui si FONDA il Cammino:

    «Ci sono vescovi e sacerdoti che ci accusano di essere una chiesa parallela. Siamo noi la "vera Chiesa" perchè prendiamo il Vangelo sul serio. Se c'è una chiesa parallela è la loro, non la nostra»

    Questa è un'OPINIONE eretica.
    Il Cammino si FONDA proprio per "ritrovare" quello che la Chiesa si sarebbe "perso"!
    Prova a dire a Kiko se l'evangelizzazione della Chiesa funziona: ti dice di no.
    Prova a dire che ne pensa della "pastorale sacramentale", ti dice che è sbagliata.
    Le sue soluzioni non sono MAI quelle della Chiesa, ma ALTRE.
    Il Cammino NON nasce per vivificare le iniziative e la pastorale della Chiesa, ma per cambiarle.
    Stando così le cose, il Cammino è una chiesa parallela, e perciò falsa.

    Il Cammino nasce dall'opinione di Kiko sopra riportata, e da questa opinione conseguono dei FATTI CONCRETI che il libro di Lombardi riporta.

    Non è sbagliata l'approvazione della Chiesa al Cammino, è sbagliato il Cammino a non corrispondere a ciò che la Chiesa ha approvato.
    Di fronte a ERESIE conclamate e a FATTI CONCRETI che scaturiscono dalle eresie, non c'è approvazione che tenga.
    L'approvazione, infatti, è sempre CONDIZIONATA alla professione di fede della Chiesa e all'ubbidienza alla Chiesa.

    Il postulato di Kiko, per cui è la Chiesa ad essere parallela al Cammino che è la vera Chiesa, è senza dubbio falso.
    E Kiko si presenta come un falso profeta

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  23. 'Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo' - dice Qoèlet (senza voler intendere che tutto è prefissato)

    Quando l’occhio è pronto la visione appare –  diceva spesso un'anziana e saggia signora della mia infanzia.

    Ebbene, oggi è tempo, per i lettori che ancora non avessero provveduto, di fare i conti con il libro del professor Lombardi. Pagine scorrevoli dotate di un linguaggio limpido e di un'elevata padronanza degli argomenti descritti. Una circostanza che riporta al nostro prezioso Lino Lista, poiché anch'egli possedeva un'eccellente cognizione del cammino e si esprimeva con una chiarezza che oserei dichiarare impareggiabile. Ricordiamo che Lino non ha mai frequentato il cammino ma ne conosceva le più intricate e minuziose caratteristiche. I suoi studi approfonditi lo hanno reso edotto sulla questione ed il senso di giustizia e verità, profondamente radicati in lui, lo hanno indotto a regalarci con generosità quanto aveva abilmente acquisito.
    Ed è proprio questa generosità, che scruto con ammirazione, a suscitare in me un moto di gratitudine anche verso il professor Lombardi, che nei prossimi commenti analizzerò in merito ai brani proposti nel thread.

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    1. Leggere questo libro è pericolosissimo, assolutamente esiziale, non tanto per la spesa che presumiamo bassa ma per il contenuto mefitico che ammorba le menti dei baldi camminanti. Perciò......

      NON COMPRATELOOOOO!!!!!
      NON LEGGETELOOOOOO!!!!!

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    2. L'ho acquistato. Purtroppo non credo a ciò che pensate voi.
      Credo sia molto interessante per capire alcuni meccanismi che vengono attuati da alcuni individui.
      Ma mi chiedevo: non affermate che il catechista parla per opera dello Spirito Santo?
      Mi è sembrato di capire che lui lo è.
      Ah! Scusa dimenticavo! Lo è solamente se ragiona come volete voi, altrimenti non lo è. È vero lo Spirito Santo siete voi, non Dio.

      Un saluto.

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  24. Kiko Arguello ha dado positivo en Covid hace una semana y lo han hospitalizad o ayer miércoles. Los kikos están rezando a Carmen para pedir su intercesión.

    ¿Morirá en Pascua? ¿O Carmen hará el milagro de salvarlo?

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    1. Stando a quanto riportato dal tam-tam dei fratelli del Cammino su Facebook (ma Kiko non aveva vietato Facebook?) da una settimana Kiko sarebbe "positivo al coronavirus" e ieri mattina si sarebbe svegliato con 38 di febbre, cosicché è stato necessario portarlo in ospedale.

      Che tempismo! La notizia arriva proprio in prima mattinata del 1° aprile: sarebbe davvero epico se il tam-tam neocatecumenale avesse battuto in velocità e rapidità le Notizie Ufficiali abboccando clamorosamente ad un pesce d'aprile.

      Nel caso che sia vero, ci chiediamo com'è possibile che il laico con Ben Tre Lauree Honoris Causa abbia potuto essere infettato, visto il cordone sanitario che da sempre circonda Kiko. Avrà partecipato al solito abbeveraggio "tutti dallo stesso coppone", come da prassi invalsa neocatecumenale?

      Intanto, come prevedibile, già invocano la falsa santa Carmen per fargli "superare" il momentaccio. Kiko ha sempre proclamato che sarebbe morto martire dell'islam non appena cento musulmani si sarebbero convertiti al Cammino; e visto che ne mancano ancora 100 al conteggio...

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  25. https://www.vidanuevadigital.com/2021/04/01/kiko-arguello-ingresado-por-coronavirus-en-madrid/

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    1. Grazie Alejada per le notizie!

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    2. Ormai stanno scendendo sempre più in basso. E non si accorgono di ciò che sta accadendo.
      Hanno scritto che Kiko era immune al virus, che il virus scappava da lui e da Porto San Giorgio ( luogo simbolo), invece lo ha abbattuto.
      Che dire? Ormai siamo alle barzellette.
      Ci sarà chi penserà.... Ma questo è un problema suo. Conta la Verità che è Nostro Signore.
      PafdPDelP.

      Un saluto.

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  26. «Ci sono vescovi e sacerdoti che ci accusano di essere una chiesa parallela. Siamo noi la "vera Chiesa" perchè prendiamo il Vangelo sul serio. Se c'è una chiesa parallela è la loro, non la nostra»

    Questo è il pensiero di Kiko che appare a tutti chiaro e palese.

    Quindi, secondo Argüello e non solo, anche dei suoi sostenitori e 'apostoli' tra cui sacerdoti, chi persegue il Vangelo della Tradizione e il Magistero autentico della Chiesa sarebbe la Chiesa parallela. Un bel paradosso, non c'è che dire.

    La verità è che la Chiesa Cattolica ha al suo interno una chiesa parallela - che è il cammino neocatecumenale - che potremmo definire 'nera' perché agisce nelle tenebre ed è soggetta a segreti inconfessabili.

    “Da questo momento tu sei nella Comunità l’occhio e l’orecchio dei catechisti”.

    L'occhio del responsabile deve scrutare e il suo orecchio ascoltare i più gravi, personali e a volte cupi pensieri dei fedeli. Questa circostanza è grave e pericolosa, perché addentrarsi nell'intimo di una persona può causare gravi ripercussioni "sull'equilibrio psico-fisico del soggetto" e avere "effetti - negativi - su un uditorio non preparato".

    Da quanto scritto dal professor Lombardi, che sintetizza con efficacia la verità concernente il cammino, si manifesta chiaramente che all’interno della Chiesa Cattolica sussiste un contesto, il movimento di Kiko, che si contrappone alla Sposa di Cristo, che ha un proponimento in opposizione a Gesù e alla sana Tradizione; che vuole sostituire il Gesù storico con un nuovo 'Gesù della fede', in cui di quello originario sopravvive soltanto il Nome, mentre si annullano i suoi miracoli, il suo Sacrificio, l’istituzione dei Sacramenti, soprattutto la Confessione e l’Eucaristia, i suoi insegnamenti, le parabole etc.
    Kiko agisce nelle tenebre per sostituire la vera dottrina con una fasulla, ferendo l'intera Chiesa.

    Perchè chi si aggrega ai neocatecumenali tralascia la realtà parrocchiale evitando addirittura di dirigersi alla Messa domenicale? Perchè non è possibile far parte di due realtà che perseguono due finalità antitetiche. È impossibile aderire alla Chiesa Cattolica e al cammino senza agire con falsità. Va fatta una scelta.

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  27. Da un commento del blog CruxSanta (tradotto con Google):
    "Uno dei due: se muore questa settimana, sarà la volontà del piccolo dio in quest'anno di gloria per te, per la tua famiglia, per la tua comunità e per Kikónides (poiché muore il Venerdì Santo, è molto probabile che risorgerà domenica, lol) Sì al contrario, si salva, sarà un altro miracolo dell'assente, da aggiungere alla causa. "

    La prima ipotesi mi fa rabbrividire, questi sono capaci di tutto. D'altronde sono riusciti a far resuscitare Carmen a giugno per poi farla morire un mese dopo al fine di preparare il mausoleo. Figuriamoci cosa sono capaci di inventarsi per Kiko.

    Frilù

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    1. In effetti per i capicosca del Cammino sarebbe comodo se Kiko morisse adesso: il suo ultimo autoannuncio di Pasqua era sufficientemente melenso da poter essere sfruttato abbastanza come testamento spirituale; sarebbe stato scomodo e disdicevole se Kiko morisse il giorno dopo aver detto vaccate tipo: «il Signore attraverso i testimoni di geova ci vuol dire qualche cosa», per la serie: le ultime parole famose del signior Trettrè Triplice Laurea Honoris Kikausa Argüellesca...

      Io mi chiedo solo se il veder avvicinarsi la morte possa essere sufficiente a farlo ravvedere, rinnegare il Cammino e tutte le eresie e tutti gli strafalcioni liturgici, e anche tutti quegli scheletri nell'armadio di cui è strapieno (sì, anche sessuali), perché non è che potrà presentarsi davanti al Signore gridando: "ehi, ma come osi? io ero l'iniziatore, Giovanni Battista in mezzo a voi, sono il Vostro Catechista, e ho visto pure la Madonna, mi hanno dato tre lauree Honoris Causa, mi sposto in jet privato, io!".

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    2. Signor Trettrè Triplice LAurea Honoris Kikausa Arguellesca : aggiungiamo quest'altro epiteto all'elenco che stiamo prpparando per il nostro libro, aspettiamo altro, sig. by Tripudio, su, si inventi qualcos'altro, sarà il successo dell'anno. I diritti di autore però saranno suoi, glielo promettiamo, quel ch'è giusto è giusto, anche Kiko è d'accordo.

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  28. Immagino che siete contenti di questa notizia?

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    1. Se fossimo come Kiko, risponderemmo 'Sì, speriamo muoia contento' come ha detto lui commentando le notizie sulla salute di don Maurizio.
      Dall'Annuncio spagnolo ipse dixit:

      KIKO: Come sta P. Maurizio? ÁNGELES: Beh, è ​​ancora in ospedale, ha bisogno di ossigeno e si sta lentamente riprendendo, ma il suo polmone destro è ancora gravemente danneggiato. Ma è di buon umore e offre le sue sofferenze per l'evangelizzazione. KIKO: Beh, pregheremo per lui che muoia felice. ÁNGELES: Vediamo, non credo che morirà. KIKO: Ah, no, tu vuoi che si riprenda. Bene, pregheremo che si riprenda. Molto bene.

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    2. Assolutamente no!!!!

      Per chi ci hai preso???
      Noi non siamo neocatecumenali.

      LUCA

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    3. Per niente. Auguriamo a Kiko lunga vita, poiché più parla e più danneggia il Cammino, svelandone magagne, idolatria, ipocrisia, Mammona, culto della personalità, eccetera.

      Che il laico Kiko si prepari al combattimento spirituale finale (al demonio farà molto comodo impedirgli un ravvediemnto pubblico e sincero), tenendo presente che i suoi capicosca hanno motivi molto solidi (e molto mondani) per impedirgli di rinnegare pubblicamente le eresie, gli strafalcioni liturgici, e il clamoroso squallore dei suoi scheletri nell'armadio. Nel profondo dell'inferno c'è un gigantesco posto già pronto per lui, accanto alla falsa santa. Che non vi venga l'ùzzolo superbo e autocelebrativo di invocare dannati.

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    4. @Anonimo
      Io spero che Kiko possa offrire questa prova al Signore e che possa sentirsi unito a Lui nella sofferenza del Venerdì Santo e sicuramente pregherò per la sua salute

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    5. No, non sono contento, perché quello che ha preso non è una passeggiata, ne ho esperienza diretta tra amici e conoscenti che ho perso in quest'ultimo anno, ma una cosa seria con sofferenze atroci ed in più il dramma della solitudine, non si può essere contenti.
      Spero che la fede lo possa sostenere in questi momenti, stiamo parlando di un uomo, la cui vita e la cui sofferenza è sacra, davanti a questo si stà in silenzio, e pregherò sinceramente per lui. Il resto lo sa solo Dio.

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    6. Però non è abbandonato, come lo sono stati e lo sono ancora tanti malati di Covid, tenuti a casa a Tachipirina finché non sviluppano sintomi gravi e spesso ormai irrecuperabili.
      L'articolo che ci ha linkato Alejada riferisce che Kiko è seguito, da quando è stato riscontrato positivo al virus Sars-Cov-2, da una vera e propria equipe medica ed è stato ricoverato per assicurargli i migliori trattamenti medici.

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    7. Ma figurati, è Kiko che gioisce della morte altrui, non vogliamo mica dimenticare che auspicò la morte di Benedetto XVI.

      Il comunicato riguardante il malore di Kiko contiene questa esortazione:

      "invitiamo tutti i fratelli, in questi giorni Santi del Triduo Pasquale a pregare per lui, per intercessione di Carmen, perché possa superare questo momento critico e tornare a celebrare con noi la Santa Pasqua".

      Invitano i fratelli a pregare Carmen piuttosto che la Madonna, eppure asseriscono che Ella sia l'artefice del cammino (menzogna meschina).

      La constatazione finale è amara: Kiko si è attorniato di una folla di idolatri che, ligia ai suoi insegnamenti, non lo supporta spiritualmente neanche nei momenti più critici come il seguente, ma che si ritrova a rivolgersi a Carmen perseguendo l'intento terreno del team dell'Argüello - vale a dire applicare l'aureola a Carmen per agevolare il cammino -.

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    8. A meno che, ipotizzo, non sappiano che il ricovero è solo precauzionale e il loro lider massimo sta bene, ma approfittano per far pregare tutti Carmen e accreditarle la sua 'guarigione' miracolosa.
      Non mi pare infatti che la stessa richiesta sia stata fatta quando un paio di anni fa fu ricoverato durante una convivenza degli itineranti. Siamo vicini all'apertura della causa di canonizzazione, servono emozioni forti.
      Nei Diari di Carmen infatti l'unico sentimento quasi umano che emerge e che non riguardi solo ossessivamente e narcisisticsmente se stessa, è la preoccupazione per la salute di Kiko.
      Sarà facile dire che 'sempre Carmen pregava per Kiko eroicamente con il salterio in mano' e quindi anche ora dal cielo eccetera.

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    9. Si Valentina, è un pensiero che è sorto anche a me. Può darsi che questa gente stia prendendo in giro tutti, i nc per primi. Il comunicato sembra una sceneggiatura mal costruita ove primeggia il loro intento malsano del momento: applicare l'aureola a Carmen.

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  29. Sara' pure che non vi fa piacere, ma non ci credo, secondo me tifate per la sua dipartita.

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    1. Non possiamo tifare per la dipartita di Kiko per molti motivi. Il principale, almeno per me, è che gli auguro di avere il tempo, prima di morire, di ripensare alla lettera che gli scrisse il suo amico Daniel Lifschitz qualche tempo fa, soprattutto a queste parole:

      Ora, Kiko carissimo, te lo dico, piuttosto scrivo, perché ti voglio bene:
      ”Convertiti a Gesu'!” Rischi di mandare tante persone in paradiso mentre tu scivoli lentamente all'inferno. Fermati, finché sei in tempo!


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    2. Guarda lasciamo proprio perdere...
      ...non siamo noi che abbiamo detto che la morte di un Cardinale era un segno perché si era messo contro il cnc.

      Il problema caro mio non è credere a quello che diciamo, ma vedere con obbiettività le cose che capitano.

      Tripudio lo sa che in qualche commento precedenta ha "esagerato", ma a leggere certe cose che scrivete alla fine uno a volte sbotta.

      Per tornare sul pezzo, l'operazione di "distrazione di massa" di pregare per la salute di Kiko serve solo per distrarre i più dal terrore che serpeggia già da tempo "e adesso cosa facciamo?" Non so se eri tu che avevi messo in campo una scommessa, ma adesso la posta in palio è la seguente "il CNC soppravviverà a Kiko?" ed è valida a prescindere dallo stato di salute attuale.
      Nella piramide gerarchica non c'è altro "unto" che possa prendere il suo posto, e il cnc sarà comunque diverso da oggi, ai posteri l'ardua sentenza.

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    3. Anonimo delle 16:09
      Perché "tifare". Tu tiferesti davanti ad un Kiko debole e morente? Sei un essere senza cuore e insensibile davanti alla malattia e alla morte! Comunque Alleluia, la morte non esiste, come dice Kiko, non è il momento di fare il patetico. S.R.

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    4. Caro anonimo,
      sinceramente di quello che pensi non me ne frega assolutamente nulla.
      A casa mia si dice "u lupu di mala cuscienza comu opera accussì pensa". Sai che vuol dire? Che chi ha la coscienza sporca tende a proiettare sugli altri il proprio modo di pensare.

      Mi spiace, noi non siamo neocatecumenali, non cerchiamo il male di NESSUNO.
      Quindi spero vivamente che Kiko si riprenda e se non succedesse (perchè ha una età ed il covid è purtroppo una brutta bestia e perchè, come dite voi, "di qualcosa bisogna morire) prego perchè abbia la grazia di una BUONA MORTE con tutti i sacramenti.

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  30. Ora solo mi accorgo di questo commento di

    @ Anonimo 1 aprile 2021 08:29

    accidenti, mi era proprio sfuggito.

    A volte uno si perde il meglio!
    ________

    Dato che è nella parte alta dei commenti, preferisco rispondere qui in coda. Per timore che ad Anonimo sfugga la mia risposta. Mi dispiacerebbe davvero!


    Doveroso rispondere a tono.

    Con tanti Anonimi si discute anche animatamente, si usano toni forti, da una parte e dall’altra. Ma questo commento ha un non so che di diverso dal solito.

    Penso che tu sia il padre di tutti i Pasqualoni e Troll che ogni tanto di persona ci onora della sua presenza. Il Pasqualone dei Pasqualoni, genia di soggettoni che dai tempi di Lino Lista sono calati sul Blog sempre con maggiore frequenza, tanto che abbiamo dedicato loro più di un post, come un’orda barbarica o come una legione di demoni imbizzarriti.

    Oh illustre Pasqualone - ti chiamerò, se preferisci, senza alcun problema dottor Pasqualone (così riconosciamo anche a te il titolo accademico che sicuramente hai) - posso dirti che questa volta hai proprio superato te stesso.
    ……..

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    1. ……..

      Nulla di straordinario dare il titolo di Ingegnere a Lino Lista, perché lo era; né chiamare Antonio Lombardi Professore, perché lo è.
      Cosa ti turba mai in una faccenda tanto normale? Perchè ti impressiona tanto negativamente?

      Sappi comunque che questo è un problema tuo, perché a noi non fanno impressione i titoli accademici come fanno impressione a te che, laureato o no, sei affetto da un’evidente complesso di inferiorità che ti tormenta la vita. Ti consiglio di farti curare. Così non si campa bene!

      E poi le persone sono stimabili e e gli uomini sono degni per la nobiltà d’animo che li contraddistingue, al di là e al di fuori della cultura.

      Tu sei palesemente carente dell’una e dell’altra cosa per il modo pedestre in cui ti esprimi. Non comunichi niente perché sei solo uno incavolato nero. Prendi provvedimenti perché così non si può vivere!

      Come il tuo guru tal Kiko Arguello, che si è fatto dare tre, dico tre, lauree honoris causa, perché l’ignorantone col suo sudore e col suo studio neanche una sola laurea ha mai conseguito. Ma è evidente che i titoli di studio hanno per lui una grande importanza (anche lui un complessato come te) se se ne è procurate tre addirittura e le ha ostentate pure in ogni occasione opportuna e non.

      Qui, secondo i vostri scrutini, te la prendi tanto perché “gli altri sono specchio dei tuoi peccati” e la vanagloria, la fame di titoli e onori e primi posti ti/vi divora. Questa cosa è chiara!

      Infine hai toppato proprio con noi perché, cosa che forse tu non sai, qui siamo tutti laureati. Per cui, ordinaria amministrazione.
      ……..

      Elimina
    2. ……..

      Infine…

      Se siamo mediocri o no lo lasciamo al giudizio di chi ci legge e ci segue e di chi collabora con noi o dà il suo supporto all’impegno di questo Blog.

      Poco rileva la tua accusa intrisa di un compiaciuto livore fuori dal comune, palesemente figlio di un’invidia malcelata. Anche io sono stata catechista e qualcosa ho imparato dagli scrutini di Kiko a cui tu credi e per difendere il quale vieni qui, ad attaccare sul personale uomini rispettabilissimi, di cui non sei degno neanche di pronunciare il nome.

      La tua invidia, nel caso specifico, scaturisce dal confronto che non hai mai retto con Lino Lista, del quale hai bisogno di definire miserrima la produzione letteraria. Forse perché ti brucia che se lo leggi non sei neanche in grado di comprenderlo e meno ancora di confutarlo nel merito. Cosa che in tutti questi anni di guerriglia in-urbana non hai neanche mai tentato di fare una mezza volta.Tu che non sai mettere neanche due parole una dietro l’altra.

      E’ una vita che lo ricopri di improperi, di insulti, di minacce, vomitando in ogni occasione il tuo odio luciferino contro di lui.
      Neanche ora che è morto ne hai il minimo rispetto.
      Ciò significa che Lino Lista vi fa paura più oggi che ieri. Lino è stato profetico e con gli anni lo si comprenderà sempre di più.

      Non importa scrivere migliaia di pagine o centocinquanta libri. La capacità di sintesi è di pochi. La sostanza non si misura con la quantità.

      In ogni caso già che lodi Lombardi è una gran cosa, allora ti ha convinto con le sue argomentazioni? Alleluia!! Ma tu, come tuo solito, mai – neanche questa volta - entri nel merito. Inutile sperarci; lo comprendo e ti compatisco.
      Cosa potresti mai aggiungere? Nulla!
      ……..

      Elimina
    3. ……..

      Intanto il tuo vero scopo era lanciare l’ultimo subdolo fendente contro l’Ing. Lino Lista.
      Per sottolineare che Lino era uno a caccia di consensi e di lodi.
      Quanto non lo conosci!

      Lino, oltre che umile, era un uomo ironico e profondamente, interiormente libero.
      Egli sapeva di non dover dimostrare niente a nessuno.

      Pensi forse che fosse uno sciocco? Che non sapesse che “Chi si loda si imbroda”?

      Lino parlava di se stesso in grande libertà, non aveva bisogno di vestirsi dell’umiltà pelosa del vostro Kiko Arguello che dice “Io sono il peggior peccatore” e poi si erge nella sua arroganza contro chiunque lo contesti.
      Lino non si è mai sottratto al confronto che, viceversa, il tuo Kiko non ha mai retto. La sua reazione era sempre la stessa, urla e imposizioni d’autorità. Punto.

      Lino ha sempre dialogato con tutti, col piccolo e col grande e da ciascuno diceva di aver imparato qualcosa.
      Si è abbassato e di molto per portare a compimento la sua opera sul Cammino, che gli è costata non poche umiliazioni e impopolarità. Poi, conoscendo l’abisso della vostra insensata insipienza e stupidità, amava provocarvi anche tessendosi le lodi da solo.

      E tu Pasqualone Numero UNO e Troll dei Troll ci sei cascato tutte le volte, come un pollo, venendo ancora oggi qui con questa tiritera stantia del Lino vanaglorioso che non ci crede nessuno.
      Sei meno di un alito di vento.
      Torna nel tuo tugurio dove ti sei rintanato. E restaci.

      Pax

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    4. Anonimo santo subito!!!

      Lista cercava seguito e l'ha trovato qui presso di voi....
      Beh era facile visto il livello medio deel blog non mi é sembrata un’impresa difficile...

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    5. Certo che ormai a voi neocatecumenali, appena vedete una persona acida, livorosa e invidiosa modello Carmen, vi scatta all'istante il riflesso pavloviano del 'santa subito'!🤣🤣 Siete irrecuperabili. Non sapete veramente più distinguere il bene dal male. Avreste bisogno di un bel corso di recupero non solo di cattolicità, ma anche di semplice buon gusto, decenza e soprattutto di buona educazione.

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    6. Ma siete proprio duri di comprendonio, ho scritto diffusamente per spiegare Lino e la ricerca del seguito di cui da un idiota peggio di te è stato accusato, e tu ricominci daccapo?

      Non leggete e se leggete non capite e parlate solo a vanvera .

      C'è da compatirvi perchè non ci arrivate proprio e non è colpa vostra.

      Per i giudizi sul basso livello del Blog che dire?

      Solo che Esopo deve aver conosciuto gente come voi quando scrisse la Fiaba della Volpe e dell'uva.

      Non fatevi sangue troppo amaro che fa male alla salute.

      Pax

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  31. Cari tutti, tutti quelli che penseranno che sia abbastanza giusto quanto scrivo.

    Viviamo momenti difficili, lo sappiamo, e non aggiungo altro perché se ne parla dalla mattina alla sera di quanto sta accadendo, per cui non serve aggiungere altro.
    Ma in questo tempo credo sia importantissimo, direi fondamentale, focalizzare il nostro cuore su alcuni aspetti vitali, vitali per chi vuole essere cristiano, per chi vuole seguire Nostro Signore in maniera, direi, più decisa e meno superficiale. Uno di questi è ristabilire nuovamente nel nostro cuore il Sacro Patto con Gesù, non che l'abbiamo violato o altro, ma rinnovarlo nuovamente, come quando si pulisce un vetro affinché la Luce passi meglio e si possa vedere bene oltre, Questo intendo. E per cui approfittiamo in questi giorni a orientare il nostro cuore verso Dio, il Nostro Dio, e quando siamo davanti a Lui, alla Sua Maestà, ecco che è bene inginocchiarci, sempre, se è possibile.Noi non dobbiamo aver paura o altro nel fare questo atto di profonda umiltà e di abbandono, perché abbiamo tutto da guadagnarci e nulla da perdere, il nostro cuore sarò in pace, e il Signore non mancherà di darci ciò di cui abbiamo bisogno spiritualmente. Sappiamo che si sta diffondendo in mezzo a noi come una pratica di poco rispetto, di scarsa umiltà, di... chiamatela come meglio credete, ovvero si pensa che l'inginocchiarsi sia come superato, come azione che si faceva una volta, nel migliore dei casi, altrimenti alcuni pensano che sia sbagliato, o da falsi cristiani.
    Ma chiediamoci tutti: come può un gesto di amore verso Dio essere superato o addirittura falso?
    Ed ecco cari figli di Dio che da qui capiamo come alcuni siano, purtroppo, ingannati, o siano stati ingannati, e per cui queste persone vanno svegliate.
    Vi sono tantissimi errori nella società, sono innegabili e innumerevoli, li vediamo e tocchiamo con mano, infatti ci stanno dicendo che non c'è più padre e madre, che non esiste il maschio e la femmina nel senso biologico e psichico e spirituale, che ci può suicidare, che si possono uccidere la vita dentro la pancia della madre, e tanto altro.
    Ci dovremmo chiedere il perché di tutto questo? E ci dovremmo chiedere il perché TUTTI QUESTI BATTEZZATI, perché molti lo sono, scelgono di compiere queste opere.
    Lascio a voi il proprio giudizio.
    Ma vorrei mettere un tassello.
    Nella società piano piano stanno inserendo delle dottrine, dei metodi, dei concetti, ecc, ecc, che vanno piano piano a smantellare nei cuori alcuni punti fondamentali. Un tempo era impossibile parlare di aborto, un tempo era impossibile parlare di alcune cose. Noto che queste cose vengono introdotte quasi sempre con un metodo, cioè le si fa passare per giuste e buone, facendo vedere l'errore che si è fatto in una circostanza, e per cui poi si pensa che la soluzione sia l'introdurle.
    Mi spiego in maniera semplice: se un uomo o una donna litigano e si menano, non è perché non funziona la famiglia, e per cui è bene divorziarsi e annullare il matrimonio in generale nella società, ma il punto è nella volontà di quella coppia, o del singolo( perché non è detto che per forza si sbaglia in due).

    segue

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  32. Ma, ecco che viene preso il caso, da alcuni, per introdurre nella società il metodo contrario alla famiglia e al matrimonio. Portate questo piccolo esempio su ogni dove ( mamma è papà, ai bambini viene inculcato che si può cambiare sesso mentalmente, eutanasia, femminicidi, pornografia portata dentro le case dalla tv e internet ( sanno che ci sono i bambini, lo Stato lo sa, ma ecco che non si fa nulla), ecc, ecc, ecc. Ed ecco che si sta costruendo, pezzo pezzo, un pò per volta, la società senza Dio.
    Ma dobbiamo chiederci: come mai queste cose riescono ad attecchire in mezzo a noi?
    Sicuramente vi è una parte che è in forte cancrena, chiamiamolo lo zoccolo duro, cioè ci sono degli individui ideologizzati o altri ( massoni e via dicendo per chi non capisse) che la pensano così e che vanno contro la nostra Fede, e per cui fanno questa guerra a tutto che è Dio, cioè alla Volontà Divina. E lo fanno apertamente e ci si mettono anima e corpo, poi è Dio che scruta i cuori fino nel profondo, e per cui Lui sa.
    Ma ecco che nella società vi sono tanti altri, tra i quali molti cristiani, se guardiamo all'Italia, e per cui è evidente che questi si siano come ammolliti e piano piano hanno ceduto.
    Quando si cede?
    Quando, evidentemente, ci allontaniamo da Dio. Per noi, credo, su questo punto non vi è dubbio. Infatti si parla di paganesimo, ricodate tutti" il lontano da Dio", infatti vi è stato in passato e per cui sappiamo cosa alberga dentro il cuore e dove si vorrebbe andare a parare.
    Ma attenzione che i pagani erano molto religiosi, e per loro alcune cose non esistevano proprio.
    E per cui ecco che questa situazione avanza sempre più.
    Ed ecco che qui subentra il mio dire.
    Piano piano si stanno cedendo i Doni che Dio ci ha fatto, come la sua vicinanza, il suo Amore, la conoscenza della sua Volontà, la Santa Comunione, l'Ordine Sacro, il rispetto del Papa, l'amore verso la Chiesa, l'appartenenza alla Chiesa, il sapere di essere Chiesa, cioè tutti una comunità di figli di Dio, ecc, ecc.
    Questi sono tutti Doni fatti dal Padre che attraverso il Figlio sono giunti a noi, e noi li custodiamo e ne gustiamo i frutti.
    Ma ecco che piano piano c'è come un vento che tira che vorrebbe farci sciupare i Doni ricevuti da Dio.
    Uno di questi, GRANDISSIMI SCIUPAMENTI, per non dire altro, è il NON RISPETTO DELLA SANTISSIME EUCARESTIA, infatti è entrata in mezzo a noi questo vento che vorrebbe metterci a credere che non si deve dare molts importanza a questo Dono, e per cui noi possiamo comportarci con leggerezza davanti a questo.
    Carissimi, qui non si sta incolpando nessuno, io non sono nessuno, ma si sta cercando di portare alla luce una sitazione. E per cui potrebbe capitare che non ci si inginocchia davanti a Gesù, ma per via di momentanea leggerezza di animo, o di impedimento vero e prorio. Ma altra cosa è il VOLER METTERE A CREDERE CHE SIA GIUSTO COSI', ora io non sto qui a dire il PERCHE' sta accadendo tutto questo, cioè se lo si fa intenzionalmente, o per ammollimento, lo sa Dio, ma sono qui a suonare la tromba, quella tromba che ho spolverato e ogni tanto spolvero che mi è stata donata con il BATTESIMO.
    Chi vuole capisca, chi non vuole pazienza: AMEN!

    Pace.

    Un saluto.

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    1. Il martirio non viene sempre dall'esterno; anzi, la peggiore persecuzione è quella che si vive nella propria casa. Ed è fatta di piccole cose, che a poco a poco trasformano in segni inutili ciò che c'è di più sacro e vero. Non smettiamo di insistere, anche se l'impressione spesso è quella di parlare al vento. Offriamo queste sofferenze a Gesù, avendo fiducia nel fatto che Lui non abbandona nessuno, nè chi si fa voce che grida nel deserto, nè coloro che, per ora, sembrano non volerla ascoltare.

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    2. Infatti Valentina...

      Un saluto.

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  33. Vi riporto ancora alcuni paragrafi del bel libro di Antonio Lombardi "Quando Mosè diventa Faraone".

    Motivi di tanto successo.
    Oggi il Cammino, strutturato in modo piramidale, guidato da Kiko e dalla sua equipe, conta migliaia di seguaci, ben motivati e indottrinati, in ogni parte del mondo.
    Viene spontaneo chiedersi il motivo di tanto successo.
    Esso è dovuto soprattutto al grande fascino che tutto il movimento nel suo insieme svolge nell'immaginario collettivo di essere la vera Chiesa di Gesù Cristo.
    Ad avallare questa convinzione è l'acquiescenza al Cammino e il silenzio operato della gerarchia ecclesiastica in tutti questi anni ignara di quanto realmente avviene all'interno di questo movimento.
    Il punto nevralgico di questo successo parte proprio da questa convinzione che gradualmente prende quota negli itinerari del neofita: di essere la chiesa che Gesù ha scelto in questo tempo per salvare l'umanità dal peccato.
    Il fatto che dei semplici laici, perlopiù cattolici non praticanti, si trovino un giorno da soli, riuniti insieme da un sentire comune, senza l'oppressione dell'autorità preposta a gestire ogni parte della loro vita religiosa, come ad esempio la liturgia della parola e quelle eucaristica, dove persino il celebrante occupa un posto marginale, di per sé, è già per molti un motivo di novità e di incoraggiamento a procedere su una strada che sembrerebbe avere del miracoloso.
    Il cammino neocatecumenale offre conoscenza della parola di Dio, gioia di vita comunitaria, suggestive liturgie. Nei primi due anni non viene chiesto alcun impegno, se non la partecipazione alle catechesi e all'eucaristia, e ciò rende tutti illusoriamente felici.
    Poi a partire dal primo passaggio improvvisamente il registro cambia, si richiedono atti eroici e le mete spirituali più alte non vengono proposte, ma imposte.
    Ma si arriva a questa fase quando ormai l'individualità e la coscienza personale hanno subito un lento processo di sopimento. Il ricorso all'analisi razionale e al pensiero critico autonomo sono etichettati in modo negativo come tentazione demoniaca, quasi fosse l'irrazionalità e il continuo a gettarsi nel buio la caratteristica del vero credente.
    Infatti sono frequenti gli inviti a calpestare la coscienza personale per obbedire senza porre domande ai catechisti, che rappresentano Gesù Cristo!
    Per oltre 40 anni Kiko ha tenuti nascosti i contenuti delle sue catechesi e da sempre ostenta una forte religiosità ed un apparente ossequio alla Chiesa.

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  34. Soprattutto ha saputo imporre una struttura piramidale in cima alla quale c'è la sua figura carismatica di Capo assoluto meritevole d'essere creduto, venerato, seguito e obbedito.
    Anche per i sacerdoti del cammino Kiko gode di una credibilità maggiore di quella dovuta ai rispettivi Vescovi e persino al Papa.
    A lui fanno capo le equipe nazionali degli itineranti ed i super catechisti interregionali che trasmettono ordini e messaggi ai capi catechisti delle singole comunità rette da norme ferree e indiscutibili e e guidate una per una da fidati responsabili.
    Le persone deboli ed emarginate si sentono circondate dall'affetto dei fratelli e seguiti dai catechisti come padri, anche economicamente se bisognosi.

    Perché è difficile uscire dal cammino neocatecumenale.
    All'interno delle comunità nulla si sa di quanto avviene nella Chiesa.
    Talvolta trapelano certe critiche rivolte al Cammino da parte dei sacerdoti ed i vescovi, ma tali critiche diventano sempre motivo di grande orgoglio come per una persecuzione scaturita dal fatto che il Cammino è la vera Chiesa dov'è possibile essere cristiani fino in fondo.
    Quando non possono nascondere qualche critica i catechisti dicono sempre:
    il Cammino e osteggiato perché è radicale, chi non lo accetta è perché rifiuta il Concilio.
    Pertanto la critica di assomigliare ad una setta non preoccupa le persone che fanno il Cammino in quanto una volta che se ne fa parte sono continuamente ribadite l'appartenenza alla Chiesa Cattolica e la simpatia personale che il Papa e il Vaticano nutrono per il Cammino.
    Quando si è dentro la comunità sembra che di settario non ci sia niente: cose che prima sembravano strane diventano familiari linguaggio e gli atteggiamenti individuali cambiano gradualmente e senza che uno se ne renda conto finisce per assomigliare sempre più agli altri.

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  35. Solo dopo un lungo distacco si può notare l'omologazione che era avvenuta con un lento processo di assimilazione frequentando la comunità.
    L'omologazione è così forte che sono sufficienti poche battute per riconoscere immediatamente uno del Cammino.
    Il fideismo ed il senso di impotenza della persona che si acquisiscono gradualmente nel cammino rendono tutti estremamente fragili ed incapaci di lasciare questa realtà e di fare esperienze libere alternative.
    Nel corso del Cammino inoltre è posta una grande enfasi su ciò che era la propria vita prima e su ciò che è stata dopo l'ingresso in comunità.
    Tutto era vissuto nel modo sbagliato, niente aveva senso.

    L'incontro con il cammino diventa l'evento per eccellenza della propria vita al punto che le persone si convincono a disprezzare la loro vita precedente, convinte che solo adesso hanno trovato la vera vita.
    C'è ironia e diffidenza nei confronti di sacerdoti, religiosi e credenti che non fanno parte del Cammino, come se fossero sacerdoti religiosi di serie B o cristiani della domenica che non vedono i loro peccati e vivono nell'inganno e nell'ipocrisia.

    Questa convinzione è un grande deterrente per i membri delle comunità in crisi. Essi infatti, difficilmente si rivolgono sacerdoti diocesani o ad altri religiosi, dato che anno dopo anno è stata loro comunicata una sorta di sfiducia nei loro confronti oltre alla convinzione che l'unica Chiesa si è quella neocatecumenale.
    Per tanto chi pensa di lasciare la comunità ha l'impressione di abbandonare Dio e la Verità.
    Chi arriva a ripudiare Il Cammino dopo averlo seguito per anni anche se con motivazioni ben precise e oggettivamente condivisibili, è considerato un apostata e un Giuda. Con tali persone viene di colpo interrotto qualunque contatto.

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  36. Terrorismo psicologico e minacce per chi lascia il Cammino.

    In tutte le comunità neocatecumenali i catechisti ripetono spesso quanto predicato da Kiko e riportato nel testo delle catechesi.

    "Fratello mio tu puoi tornare indietro però attento attenti fratelli, perché Dio vi ho inviato dei catechisti concreti, che vi hanno detto che hanno visto Gesù Cristo!
    Dove andrai? Diventerai un uomo disgraziato, non servirai a niente, già sei stato marcato fuoco e questo non te lo può togliere nessuno!
    Se andate via il Sangue di Gesù Cristo per la nostra testimonianza ricadrà su di voi" (Orientamenti alle equipes dei catechisti per l'iniziazione alla preghiera pagina 412)

    Il potere di queste affermazioni, lanciate ora con stile profetico e vagamente minaccioso, ora con tono paterno, hanno il potere lentamente di plagiare le persone!
    Le conseguenze sono gravissime molti vorrebbero uscire dal Cammino ma non ne hanno il coraggio: temono la punizione divina.
    Così Kiko mantiene i suoi seguaci nel dubbio di salvarsi e fa credere loro che chi lascia il Cammino lascia anche la Chiesa e si allontana da Dio.

    E poi dove andare?
    Siccome il Cammino monopolizza la vita delle persone per decenni, si constata che chi lascia il Cammino difficilmente riesce a reinserirsi in parrocchia e si sente come un pesce fuori dall'acqua.

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    1. Ringrazio Valentina di questo ulteriore squarcio del libro di Antonio Lombardi.
      Un'analisi limpida ed esposta con efficacia.

      Una cosa è proprio vera. Grande è la difficoltà di uscire una volta che si è stati coinvolti per molto tempo. Una cosa è lasciare il cammino dopo pochi anni, prima del secondo scrutinio, un'altra farlo dopo aver percorso tutte le tappe o aadirittura dopo averlo terminato con l'Elezione e magari anche il Matrimonio Spirituale.

      Eppure è da dire che non sono rare le uscite dal cammino neanche in questa ultima fase.

      Non per niente il C.N. è stato definito "Tela di Ragno" o "Gabbia dorata". Comunque un carcere a vita.

      Inoltre concordiamo, anche per l'esperienza personale, che non si ha tutto chiaro quando si abbandona. Pur essendo convinti che sia ormai l'unica cosa da fare. Si è come in una nebbia: alcune cose le vedi, altre le intuisci, altre ti sfuggono del tutto. E' solo col passare del tempo che si chiariscono davvero le idee.
      Per me personalmente prezioso è stato il confrontarmi con altri ex che avevano vissuto la mia stessa esperienza, o con chi, come Lino Lista, come l'Autore odierno, come padre Zoffoli o padre Ariel si sono dedicati all'approfondimento di questa realtà per l'80% coperta dall'"arcano".

      Pax

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  37. Nulla di nuovo rispetta a quanto gia' eviscerato qui e nel sito internetica, comunque le testimonianze dirette sono sempre importanti. C'e' da dire che da chi e' stato catechista per cosi' tanto tempo, e che per tale motivo si e' reso responsabile e parzialmente complice di nuovi reclutamenti e di induzione nell'errore, ci si aspetterebbe anche una analisi dei meccanismi che ti tengono inchiodati ai vari cerchi neocatecumenali, delle tentazioni/corruzioni a cui consapevolmente o inconsapevolmente si e' ceduto. Un'analisi onesta anche di questo aspetto renderebbe il libro ancora piu' interessante.



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  38. Posso fare una domanda? Esistono dei forum di aiuto per chi è uscito dal cammino come quelli che esistono per l'Opus Dei?

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    Risposte
    1. Non sapevo che esistessero forum per chi esce dell'Opus Dei! Non mi risulta che esistano nel caso dei neocatecumenali. Anche perché sarebbero presi d'assalto dalle truppe cammellate dei kikos al grido di 'non è vero-siamo approvati-voi cristianucci delle 12'. Gli Opus saranno sicuramente più civili.

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  39. Conclusione : Kiko è un faraone si o no?

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