4. Camminiamo piano piano piano. E il Cammino dura molto molto più di quanto promettiamo.
Ma lascia fare al Signore perché la Terra la si conquista poco alla volta. Il Signore ha promesso al suo Popolo di dargli la Terra Promessa, ma non l'ha promessa immediatamente: ha detto che la conquisteranno poco a poco.
Nello stesso mamotreto, a pag. 25 troviamo l'adattamento al Cammino della Parabola del fico sterile (Lc 13, 6-9) - e del conseguente tempo di pazientissima, lunghissima attesa (pag. 25):
Questa parabola non si potrebbe capire assolutamente al di fuori di un contesto catecumenale. Il catecumenato nella Chiesa primitiva dura 4 anni.
... ma Kiko e Carmen avevano raccontato a Papa Giovanni Paolo II che la durata del Cammino era di 7 anni! Il Papa ne era ancora convinto nel 1988, mentre già esistevano comunità di una ventina d'anni che non si scioglievano ancora nelle parrocchie. Nel 1977 Kiko invitava segretamente i suoi a preparare molta, moltissima pazienza, perché non avrebbero portato frutto tanto presto (evviva l'incoraggiamento). Notiamo anche il ritornello "fuori dal nostro contesto neocatecumenale, la gente non può capire il tale o talaltro concetto!", che compare più volte nei mamotreti e sta all'ego del neocatecumenale come l'elio al dirigibile.
El Kiko si improvvisa giardiniere, oltre che musicista e pittore (ma sicuramente col medesimo grado di "maestria") e prosegue:
Qui dice che il padrone viene tre anni a cercare frutti da questo fico e durante questi tre anni non ne ha trovati. Allora dice al giardiniere: "Taglialo!" Il giardiniere, leggasi catechista, dice: "No Signore, aspetta un poco, lasciamolo ancora un anno, lo poterò, gli zapperò la terra; ecco, farò catechesi, gli farò ascoltare la Parola di Dio, gli urlerò, lo picchierò, andrò a mangiare con lui, gli farò uno scrutinio, gli dirò che è un cretino, che si va a condannare. Se dopo un anno non troverai ancora frutti lo taglierò".
Nel medesimo mamotreto, a pag. 104:
Per questo il Pre-catecumenato era molto lungo nella storia della Chiesa: perché c'era bisogno di molto tempo perché si apra l'orecchio. Catecumeno significa colui che ascolta.
5. Tecniche per allungare il brodo e procedere più lentamente:
Mentre l'arbitro della corsa è distratto, Kiko e Carmen arretrano i blocchi di partenza: se i camminatori partono da un punto più lontano dal traguardo, arriveranno più tardi. Trattando i cattolici di parrocchia da pagani politeisti, il gatto e la volpe prospettano loro un lungo, molto lungo, lunghissimo cammino di conversione - al kikismo. Leggiamo dal mamotreto del secondo passaggio, a pag. 111:
Anche voi, all'inizio del cammino, eravate politeisti anche se vi credevate cristiani, come Abramo dunque, perché stavate chiedendo a molte cose, alla vostra carriera, al matrimonio, ai figli, stavate chiedendo loro la vita e forse, quando incominciaste il cammino questi idoli non vi avevano dato la vita.
Questi idoli ai quali vi consegnavate anima e corpo: il denaro, il lavoro..., con tutta la vostra anima vi consegnavate ad essi. Allora noi non ti dicemmo che tutto quello non aveva valore, perché anche quello ha valore, non ti dicemmo che quelli non erano dei; ti dicemmo che qui ti potevamo togliere quella sete e ciò che ti mancava.
E se uno di questi fratelli gli moriva in stato di peccato mortale, frattanto che i "catechisti" gli facevano "prendere coscienza di quel che gli mancava"? Ma Kiko è così: da una parte insegna ai fratelli che è da pagani farisei sforzarsi nell'osservanza di quelli che egli considera legalismi da cattolici (questi sarebbero i dieci comandamenti, i precetti, il catechismo, ...). Dall'altra, sotto il pretesto di un incontro personale con Nostro Signore, Kiko pretende obbedienza rapida ed assoluta ai suoi propri decreti, anche - e soprattutto - quando sono contraddittori. |
Prosegue Kiko:
Adesso, dopo quattro anni di cammino ti diciamo una cosa che forse hai già scoperto per tua propria esperienza: che mai nella vita né la famiglia, né la carriera, né il successo umano, né l’evasione che ti sei cercato nella religione ti possono dare la felicità.
Già hai capito che gli altri sono idoli perché quando l'uomo dedica tutta la sua vita, per esempio, alla famiglia si è prostituito perché l'uomo non è chiamato solamente a dedicarsi alla famiglia.
Ma che simpatico trucchetto: questi affabulatori, prima fanno perdere una marea di tempo ai fratelli delle comunità. Poi li esortano a ritenere di aver messo a buon profitto gli anni trascorsi in Cammino, per il fatto di aver imparato - a suon di repliche in un ambiente chiuso ed isolato - a descrivere la propria vita secondo gli schemi eretici kikiani. I fratelli escono soddisfatti di aver accumulato guadagni e meriti ...e non se la prendono con i catechisti, anzi, in certi casi di sottomissione grave li difenderanno a spada tratta.
[..] Però ritornerà, un giorno ritornerà dicendo: "Ecco, qui sono tutti i miei beni fratelli, vengo con voi, partiamo con questa nave verso la Terra promessa". [...] E quando tutto questo farà il suo effetto, lui si presenterà a noi.
Dio ha molta pazienza: se hai bisogno di 5 anni saranno 5 anni, se c'è bisogno di dieci saranno dieci, venti, trenta, cinquanta se c'è bisogno.
Dio ha una pazienza immensa con noi ed il silenzio di Dio continua: ci sono momenti nei quali non interviene perché ha pazienza con noi. Ma tu resisti. Qui entra in gioco la libertà dell’uomo.
7. Arriva il momento del raccolto: il tempo è denaro!
Il tempo è denaro e io non sarei qua né voi sareste qua se non fosse una cosa molto importante.
Il Cammino divide la vita dei fratelli in due grandi segmenti: il tempo prima del Cammino, il tempo dopo il Cammino (II Passaggio pag. 47). I secondi scrutini stabiliscono l'inizio del secondo tempo, il tempo della mietitura, nel quale Kiko e catechisti cloni, immedesimandosi nel padrone della Parabola dei talenti (Mt 25, 14-30 ; II Passaggio pagg. 18, 19, 22, 150), rivogliono indietro "le sostanze" che avevano consegnato ai fratelli all'inizio del Cammino, e con gli interessi. |
A pag. 22 del mamotreto del II passaggio:
Io non ti ho dato il talento perché adesso tu me lo ridia così. Noi ti abbiamo detto: Va' e fa presto, sperimenta che quello che ti ho dato è autenticamente vero, non sono chiacchiere! Allora non perdere tempo qui con noi, il tempo vale denaro oggi.
Se ti ascoltano si convertono e se si convertono devono mollare il malloppo. Così se tu ti accorgi che c'è una maggioranza schiacciante di gente che comincia a dormire, o che in comunità viene solo un gruppetto di fratelli, ricordati cosa dice il Vangelo: "Dio o il denaro". Il punto sta nei soldi come idolatria, e voi avete potere per espellere questi demoni.
E questo te lo dice pure Puntini, quando è in vena di sillogismi.
Siamo a pag. 173 del mamotreto del secondo passaggio. Kiko si è imbottito le tasche con le vendite dei beni dei fratelli che, oltretutto, stanno per iniziare a pagare le decime, e si lancia ad ipotecare il tempo di Nostro Signore, chiamandolo a garante dell'investimento neocatecumenale:
E inoltre questo denaro che si trova messo lì, sarà restituito al cento per uno su questa terra. Magari non immediatamente, ma vi sarà restituito. In modo che nessuno possa dire: “Un momento, io ti ho dato un milione e non mi hai dato cento milioni sulla terra”. Ti assicuro che il Signore ti darà cento milioni.
Pensate una cosa: forse mai più il Signore ti dirà che tu venda i tuoi beni, e l’idiota che sei stato che, giunto il momento in cui il Signore ti offriva un affare al cento per uno, non l’hai fatto.
E a chi volesse giocare allo specchio riflesso, accusando di avidità noi che denunciamo il pozzo senza fondo che è l' Arguello, ricordiamo sin da ora che questo blog, al contrario del vostro signore e padrone, non solo non vi ha mai chiesto un milione, ma neppure un centesimo. Amen.
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