sabato 2 marzo 2013

Menzogne nella raccolta offerte

Il problema centrale del Cammino è di natura liturgica e dottrinale.

Ma - come prima o poi chiunque riesce a verificare di persona - una fede che non sia ben poggiata conduce inevitabilmente a strane bizzarrie nella vita personale e comunitaria, per esempio nel rapporto coi soldi (e soprattutto con i "soldi altrui" e con la necessità di mentire per poter portare avanti un'iniziativa immobiliare).


Ecco qui sotto una serie di testimonianze che ci sono giunte in questi giorni.


Una sera vengono i super catechisti e chiedono un'offerta per gli itineranti: quindi viene messo il sacchetto, canti, offerte, e.... dopo una settimana tornano chiedendo altri soldi perche' le prime non erano state sufficienti,quindi nuovi canti nuovo sacchetto,nuove offerte.

Dopo un mesetto, parlando con altri catechisti della mia citta' ma di parrocchie diverse, venni a sapere che i soldi delle due offerte non erano serviti per gli itineranti (per me cosa giusta e meritevole) ma per l'acquisto di un immobile a Roma per un valore di un miliardo e mezzo di lire nei lontani primi anni ottanta.

Davanti a questo scandalo,durante una preparazione delle catechesi con la mia equipe, mi sentii in dovere di informarli di questa "bestemmia".

Risultato:

nella preparazione della catechesi seguente che veniva fatta in casa di uno ''pseudo'' ''fratello'' passo' per caso (cosi' disse lui) un nostro catechista.

Fui invitato da questo catechista a seguirlo in una stanza dell'appartamento e qui' non vi dico che successe.

Il candido agnello si trasformo' (sottolineo trasformo') in una belva feroce, con gli occhi pieni di odio nei miei confronti, e ''gratuitamente'' (termine da loro molto usato) mi riempi' di insulti cercando di fiaccare la mia personalita' (credendo forse che mi avevano gia' indebolito interiormente e che ero gia' alla loro merce' come tanti miei ''fratelli'' che allo schiocco delle loro dita si prostravano a loro e non al nostro Dio).

Mi disse che io in quel momento di catechesi non annunciavo Gesu' Cristo ma bensi'il demonio.(forse perche' li avevo traditi?)..............

Secondo lui l'immobile acquistato a Roma non diventava una proprieta' del Cammino ma sarebbe stato donato al Papa.

A voi osservatori del Cammino vi risulta che siano stati donati degli immobili al Santo Padre?
e poi che ci fa il Papa con un palazzo ?

La cosa che mi ha fatto male di questa storia non e' il comportamento distorto del mio "catechista" nei miei confronti ma il tradimento dei miei fratelli che quel giorno mi tesero la trappola. Credete veramente che il mio catechista passasse lì per caso???????????????

Io cercavo di aprire loro gli occhi ma...ancora oggi preferiscono vivere nella cecita' loro indotta.

Dopo questa esperienza e tante altre negative sono uscito dal cammino (con tante difficolta'ed amarezze).

Progetto kikiano: la "Domus Jetsons" a Gerusalemme
Oggi sono libero
Dio ci fa' liberi
Dio ci ama cosi' come siamo.

Se negli anni ottanta con due sole raccolte fondi sono riusciti a raggranellare un miliardo e mezzo di lire oggi a livello mondiale quanto raccolgono?????????????????????????

Meditate, gente, meditate!

p.s.: quest'estate ho saputo che stanno raccogliendo fondi per la costruzione di un palazzo a Gerusalemme, per il Papa, ma il Papa che ci fa con tutti sti' palazzi??


Voglio precisare che i fatti accaduti e da me raccontati risalgono agli anni 1982/83 massimo 84 (ci sono voluti quasi 10 anni per cancellare dalla mia mente queste terribili esperienze e ce ne furono tante altre che mi fiaccarono e indebolirono,tanto da diventare cateco-dipendente alias Kikodipendente,........ pensate 10 anni della mia vita ''gettati'' per ritrovare la mia identità per non uscirne pazzo dico PAZZO quindi non ricordo bene ma penso 1982/83).
Penso che quell'immobile non sia un seminario R.M.


Nei primi anni 80 non si parlava affatto di seminario R.M.(Visto che se Kiko avesse accusato mal di pancia, il giorno dopo tutta Italia ne sarebbe stata al corrente) sarei stato sicuramente informato di questo progetto, si parlava di palazzo e non di R.M.e poi, figuratevi se il mio catechista non avesse usato questa arma del R.M. per fiaccarmi ancor di più facendomi sentire un fallito,un verme ecc ecc per quelle mie accuse.

Voglio ricordarti che in diverse convivenze dei cantori di quegli anni a Roma con Kiko (io ne sono testimone) ai giovani che si alzavano per entrare in seminario Kiko diceva che: ''Se nella tua parrocchia ci sono i Cappuccini, tu devi entrare nell'ordine dei Cappuccini, se nella tua parrocchia ci sono i Passionisti tu devi entrare nell'ordine dei Passionisti, ci sono Domenicani? Nei Domenicani in mondo che tutto il mondo veda i frutti del cammino'' Tutto questo per anni e, veniva ripetuto anche nelle convivenze regionali dall'equipe regionale.

Oggi che cosa è successo? Perchè i giovani non vengono più aiutati, orientati in questo modo?

Questo per me era cosa buona, ma tutto quanto cadde quando alcuni miei amici (ancora nel cammino) vennero a chiedermi un piccolo contributo per il seminario R.M. della mia regione, (ero fuori già da decenni). Rimasi allibito di questa scelta settaria del R.M. vista la decantata fraternità del cammino tanto proclamata da Kiko e ricordando loro quanto detto sopra dal loro fondatore chiesi se per caso Kiko fosse uscito di senno.
Mi risposero (senza risposta) con il loro solito sorriso sottomesso e mieloso.

Cari neocatecumeni visto che avete trovato la giusta ''chiave'' per sopperire alla crisi vocazionale che attanaglia questo mondo, siamo in tanti a chiedervi che i vostri giovani tornino a riempire i seminari diocesani e ordini religiosi perché ''il mondo veda'', questi frutti sono di tutta la Chiesa e non ad uso e consumo del vostro cammino, se parli con loro si sentono diversi di serie A non in comunione con i diocesani e viceversa, perchè creare altri muri?

Sapete dirmi perchè Kiko ha cambiato orientamento creando i R.M.? non ci si sentiva tutti più Chiesa con gli orientamenti di prima? qualcuno mi risponda, grazie.

...Ho preso visione del progetto Domus Gerusalemme sono allibito.
Con tutti quei soldi quanti fratelli aiuteremmo?

37 commenti:

DG ha detto...

"Sapete dirmi perchè Kiko ha cambiato orientamento creando i R.M.? non ci si sentiva tutti più Chiesa con gli orientamenti di prima?"

da quello che so per 2 motivi:

1° perchè i neocatecumenali proprio negli anni 80 (per quel che mi riguarda nella seconda metà) furono cacciati via da alcune Chiese proprio dove c'erano gi ordini che tu citavi.

2° per dare un'identità al CNC e per contare i "suoi frutti"
Come avrebbe potuto fare Kiko a contare i "suoi presbiteri" e sbandierare cosi' numeri su numeri?

La chiesa di Kiko è un mondo a parte e da quello che so io, finche' ero in comunità (pochi mesi fa) si spera e si prega perchè i sacerdoti RM in un futuro possano diventare Vescovi e perchè Cardinali.

Si porta l'esempio di Mons. Zbigniew KIERNIKOWSKI(Polonia) che ha fatto il cammino NC e che completamente a favore della liturgia NC.

15€ ha detto...

"finche' ero in comunità (pochi mesi fa) si spera e si prega perchè i sacerdoti RM in un futuro possano diventare Vescovi e perchè Cardinali. "

Nella mia comunità c'è già questa certezza. E' molto tempo che in nostri Catechisti ci dicono che "prima o poi avremo un Papa proveniente dal Cammino".

Su questo non dissento, il Signore potrebbe anche disporre in questo senso.

Kikarmezzi ha detto...

Credete veramente che il mio catechista passasse lì per caso???????????????

Sarà stata la volontà del Signore a muoverlo, nel Cammino vige la cleromanzia. La gerarchia di Papa Kiko I non si discute.

Anonimo ha detto...

"Nella mia comunità c'è già questa certezza. E' molto tempo che in nostri Catechisti ci dicono che "prima o poi avremo un Papa proveniente dal Cammino".

La volta che succede divento mussulmano integralista, o passo alla comunità sacerdotale San Pio X.
Che Dio ci salvi da una trale nefasta eventualità, sarebbe la volta che la profezia di Giovanni si avvera ed arriva l'anticirsto, se mai accadesse avrebbe sicuramente la sfrontatezza di chiamarsi Pietro II con tutto ciò che questo vole dire.

Sebastian ha detto...

In molti c'è anche la certezza che il cammino è il futuro della Chiesa, e che nel prossimo futuro sarà il cammino a doversi prendere l'onere di guidare l'intera Chiesa Cattolica nel nuovo millennio...

l'apostata ha detto...

ad anonimo che ha detto: "...chiamarsi Pietro II".
Ti pare che il santino si potrebbe sentire "secondo" a qualcuno?
Sarebbe solo "Kiko Primo e Unico" detto il Grande...

aleCT ha detto...

@Sebastian

"In molti c'è anche la certezza che il cammino è il futuro della Chiesa, e che nel prossimo futuro sarà il cammino a doversi prendere l'onere di guidare l'intera Chiesa Cattolica nel nuovo millennio..."

Questa frase è indice del fatto che si è perso il contatto con la realtà. Chiunque con un minimo di consapevolezza di se stesso e conoscenza di Dio si guarderebbe bene anche solo dal pensare una cosa del genere...

DG ha detto...

mi ha colpito molto un articolo apparso oggi su Avvenire
http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/Purissima%20gioia%20scintilla%20divina.aspx

in cui si legge:

"...Romano Guardini,
considerato da Joseph Ratzinger 'grande maestro', scrive che c’è completa diversità tra l’ESSERE ALLEGRI allegri e LA GIOIA.
Questa vive nell’intimo, è silenziosa, profondamente radicata, ed è sorella della serietà.
L’essere allegri invece è un fatto esterno, rumoroso, che presto si dissolve.
La gioia trasforma ogni cosa ed illumina il mondo. Viene e va a piacer suo. Tuttavia ognuno può tendere verso d’essa; ciascuno la può possedere. «Non proviene dal denaro, da una vita comoda, o dal fatto d’essere riveriti dalla gente, anche se da tutto questo possa essere influenzata».
Viene piuttosto dalle cose nobili, da un lavoro intenso, da una parola gentile, che si è sentita o si è potuta dire, dall’essersi opposti coraggiosamente all’errore di qualcuno o dall’aver raggiunto una veduta chiara in qualche questione importante."

Ecco iflettendo su queste parole ho pensato che io stesso ho sperimentato in tanti anni di cammino neocatecumenale molti momenti di "allegria" ma sinceramente pochissimi attimi di gioia.
Cosa che ho riscoperto in maniera naturale nel corso di pellegrinaggi e attraverso la Messa Domenicale, in compagnia cioè di miei fratelli nella Fede, che potevano essere anche a me sconosciuti ma che avevano uno stesso comune denominatore con me: la Fede che viene dall'amore per Gesu'

Ruben ha detto...

"@Sebastian

In molti c'è anche la certezza che il cammino è il futuro della Chiesa, e che nel prossimo futuro sarà il cammino a doversi prendere l'onere di guidare l'intera Chiesa Cattolica nel nuovo millennio..."
---
Il voler "conquistare" il Papato,ritengo sia il massimo della superbia per un Cattolico; e la superbia stessa è considerata dalla
Chiesa il peggiore dei sette vizi capitali in quanto, per poterla esercitare, si commettono una serie di peccati gravi, di valenza più bassa,ma pur sempre gravi.
Non vorrei essere nei loro panni.

Anonimo ha detto...

"Sapete dirmi perchè Kiko ha cambiato orientamento creando i R.M.? non ci si sentiva tutti più Chiesa con gli orientamenti di prima?"

i maliziosi rispondano come vogliano. la verità è che si volevano formare sacerdoti itineranti per la nuova evangelizzazione. per la missio ad gentes servono preti, le famiglie in missione hanno bisogna di preti, l'equipes di itineranti hanno bisogno di preti. questi preti pero per andare in missione, per spostarsi continuamente con gli itineranti, devono essere sacerdoti itineranti, disposti (se il loro vescovo diocesano gliene concede il permesso) ad andare in qualsiasi posto del mondo.

ecco spiegato il perche dei redemptoris matter. tutto qua.

che poi voi diciate che sono sorti per creare il clero catecumeno, per pompare i numeri di kiko, per arroganza, per settarismo, per quello che volete sta bene. pero tutti questi sono vostri pensieri (fondati o meno, giusti o sbagliati) che siete liberi di fare ma lasciano il tempo che trovano.

mic ha detto...

devono essere sacerdoti itineranti, disposti (se il loro vescovo diocesano gliene concede il permesso) ad andare in qualsiasi posto del mondo.

Con la clausola di impiantarvi il cammino e portare quindi il verbo kikiano non quello di Cristo Signore.
E di avere la formazione (obbligatoria) del cammino stesso, compresa la sudditanza al catechisti, obbendendo a Kiko piuttosto che al Papa (alla faccia del munus regendi docendi e sanctificandi).

E questi non ce li siamo inventati noi. Sono fatti!

Anonimo ha detto...

Con la clausola di impiantarvi il cammino e portare quindi il verbo kikiano non quello di Cristo Signore.
E di avere la formazione (obbligatoria) del cammino stesso, compresa la sudditanza al catechisti, obbendendo a Kiko piuttosto che al Papa (alla faccia del munus regendi docendi e sanctificandi).

E questi non ce li siamo inventati noi. Sono fatti!



conordo sulla clausola di impiantarvi il cammino. chiaro che si io provengo da un carisma innesto il carisma di cui sono portatore è normale. un benedettino che decideva di aprire un monastero come lo apriva? con la regola benedettina ovvio.

concordo sulla clausola di essere formati al cammino perche per portare avanti il cammino bisogna averlo prima fatto

concordo pure sull'obbedienza a kiko che è l'iniziatore di questo cammino.

non concordo con lei solo nelle sue contrapposizioni. ovvero:
- per me portare il cammino neocatecumenale non va in contrasto con il portare Gesu Cristo perche il cammino è di Gesu Cristo
- per me l'obbedienza a kiko non esclude quella al Papa primo perche kiko obbedisce al Papa io obbedisco a kiko di conseguenza obbedisco anche al Papa e secondo perche obbedire a uno non esclude l'altro un bambino obbedisce sia alla maestra che ai genitori senza che l'una escluda l'altra


dai per piacere pubblicate. poi non commento piu prometto ma questo dovete pubblicarlo per completezza del precedente

Anonimo ha detto...

non ho capito una cosa.
Il prete che esce da un R.M.è a disposizione della comunità diocesana,
del suo vescovo e quindi partire in missione per una sperduta parrocchia di montagna della sua diocesi o dei catechisti per la loro missio ad gentes?

DG ha detto...

rispondo ad anonimo kikiano del 03 marzo, 2013 ore 15:50

sono sempre esistiti i Sacerdoti missionari, i quali lavorano ed evangelizzano tutt'oggi, in varie parti del mondo e lo fanno nella Grazia e nell'Amore di Dio.

Nel tuo ragionamento quello che trovo di sbagliato è che è come se KIKO avesse sentito la necessità di creare un "esercito di sacerdoti NC" cioè itineranti solamente per accompagnare coloro che sono nel movimento NC, come una specie di evangelizzazione Kikiana.

A mia conoscenza non ho mai visto né sentito dire che un Sacerdote uscito dal R.M. abbia potuto o voluto andare in una missione insieme ad altri sacerdoti non R.M. ma solamente come accompagnamento delle famiglie di Comunità Neocatecumenali.

Me ne domando il perchè.

E mi domando anche il perchè, visto che le famiglie itineranti vanno nelle diocesi anche lontane nel mondo e vengono ospitate dalle parrocchie i cui parroci vengono dai piu' diversi ordini, non basta a queste famiglie itineranti neocatecumenali avere come guida ed accompagno un Sacerdote della Parrocchia o della diocesi che li accoglie ma debbono avere un Sacerdote uscito dal R.M.

Perchè la necessità per kiko di istituire un nuovo ordine è stata cosi' pregnante?

Non si puo' non pensare che il motivo principale per kiko è stato quello di distinguersi ancora una volta anche attraverso le missioni di evangelizzazione NC.

Inoltre molte famiglie itineranti partono per prestare servizio presso i Seminari del R.M.

Allora qual'è lo scopo di questa itineranza?

IL cerchio si chiude perchè nel CNC tutto è fine a se stesso.


Come dice MIC non è l'evangelizzare la parola di Dio ma di portare quella kikiana, cioè di aprire nuove comunità.

E a conferma di questo c'è il fatto che, se dopo anni di "evangelizzazione kikiana" le famiglie itineranti o ad gentes NON aprono nuove comunità, vengono richiamate alla base per poi, magari, essere mandate da qualche altra parte del mondo dove l'humus per aprire nuove comunità NC è piu' fertile.

Altra cosa: i Sacredoti che escono dai seminari DIOCESANI R.M. debbono prestar servizio come tutti i sacerdoti DIOCESANI nella Diocesi dove è il propio seminario.
Pero' questo servizio è limitato a 5 anni o a 3 se sorgono "gravi motivi" perchè molti di questi sacerdoti non accettano volentieri (e poveracci non ce la fanno proprio) di vivere questa dimensione diocesana perchè abituati alla vita "comunitaria". Cioè prima nella comunità di provenienza, poi nel seminario R.M. e quindi nella comunità dove seguono il cammino.
Quindi non essendo abituati ad una vita da Sacerdote al servizio di tutti i parrocchiani e del parroco non proveniente dal CNC non ce la fanno o lo vivono male.
Dico questo perchè in tanti anni di cammino ho visto e sentito, in giro di esperienze e risonanze, Sacerdoti R.M. lamentarsi proprio di questa incapacità e impossibilità a vivere un servizio di diocesi e non missionario con famiglie NC.

DG ha detto...

Stiamo proprio fuori. Scusa te lo dico in piena onestà anonimo
delle 17:12

Tu dici:

"per me l'obbedienza a kiko non esclude quella al Papa primo perche kiko obbedisce al Papa io obbedisco a kiko di conseguenza obbedisco anche al Papa"

Tu, come me e come tutti noi, da cattolico devi obbedre al Santo Padre e non ad un laico anche se questo laico per te la persona piu' importante di questo mondo!

Devi obbedire alle regole e alle disposizioni del Papa,
vedi anche lettera del C. Arinze... ma se ne potrebbe fare un elenco di queste
"disobbedienze" al Santo Padre!

Ti faccio un esempio secondo me incisivo e importante per capire che l'obbedienza al Papa e l'obbedienza a kiko non sono la stessa cosa: per anni nella mia comunità sembrava di stare in palestra, la comunione seduti-poi in piedi-poi seduti ma si riceve in piedi.. e via discorrendo, sino a che un giorno il responsabile ci disse che il catechista lo aveva chiamato e che kiko stesso in persona aveva detto (credo in una convivenza dei responsabili) che la comunione si doveva fare tutti insieme e da seduti.

Ne abbiamo parlato tra noi, visto che la mia comunità non era poi cosi' giovane da non sapere cosa stava succedendo, perchè sapevamo che le ultime disposizioni del Santo Padre erano state che la comunione di dovesse fare in piedi.

Secondo te a chi abbiamo obbedito?

DG ha detto...

scusa anonimo delel 17:12 mi ero dimenticato una cosa
Tu dici "concordo sulla clausola di impiantarvi il cammino..."

il cammino neocatecumenale NON è un ORDINE RELIGIOSO come i Benedettini o i Frati Francescani ...c'è una differenza.
;-)

15€ ha detto...

@Anonimo del 03 marzo, 2013 17:12

Noi,in tutta onestà, non obbediamo nè al Papa nè a Kiko: ci limitiamo a seguire quello che dicono i Catechisti perchè siamo certi (io in verità qualche dubbio comincio ad averlo...) che sia in comunione perfetta con gli insegnamenti di Kiko approvati dalla Chiesa, rappresentata dal Papa.

Questo lo dico in tutta onestà, ripeto.

Lino ha detto...

"per me l'obbedienza a kiko non esclude quella al Papa primo perche kiko obbedisce al Papa io obbedisco a kiko di conseguenza obbedisco anche al Papa"

Classica argomentazione neocat priva di logica perché:
1) L'affermazione "io obbedisco a Kiko" - è vera, perché sei tu a certificarla
2) L'affermazione "Kiko obbedisce al Papa" è soltanto una tua congettura, non puoi certificarla in primis perché tu non sei Kiko, in secondo luogo perché ci sono cento esempi che possono invalidarla.
Ergo: il fatto che tu obbedisca a Kiko non determina necessariamente che tu obbedisca al Papa.

jp ha detto...

mia cara mic, per una volta non sento di dover correggere di molto il tuo commento, che è breve e forse per questo non lontano dalla realtà. l'unica cosa che sento di dire è che la cosiddetta obbedienza a kiko non ha i contorni ben definiti nel senso che non si capisce bene come un prete in missione lontana per esempio debba obbedire a kiko e in cosa: se per obbedienza a kiko si intende quella ai catechisti che gestiscono il cnc e come questo debba andare avanti, non trovi che non ci sia poi molto di strano? il cnc è portato avanti da coloro che lo hanno fondato, e questo mi sembra normale. se invece per obbedienza ai catechisti si intende che sono i catechisti e quasi esclusivamente loro che dicono al prete che cosa deve fare in parrocchia e decidere quasi esclusivamente da soli la vita del detto prete e la sua attività e il suo ministero sacerdotale, e questo succede, condordo con quello che hai detto.

Sebastian ha detto...

Pero' questo servizio è limitato a 5 anni o a 3 se sorgono "gravi motivi" perchè molti di questi sacerdoti non accettano volentieri (e poveracci non ce la fanno proprio) di vivere questa dimensione diocesana perchè abituati alla vita "comunitaria". Cioè prima nella comunità di provenienza, poi nel seminario R.M. e quindi nella comunità dove seguono il cammino.
Quindi non essendo abituati ad una vita da Sacerdote al servizio di tutti i parrocchiani e del parroco non proveniente dal CNC non ce la fanno o lo vivono male.
Dico questo perchè in tanti anni di cammino ho visto e sentito, in giro di esperienze e risonanze, Sacerdoti R.M. lamentarsi proprio di questa incapacità e impossibilità a vivere un servizio di diocesi e non missionario con famiglie NC.


Ahimé ho avuto la stessa esperienza... E' uno dei motivi che mi hanno indotto a pormi delle domande. I preti neocatecumenali considerano il servizio in parrocchia di serie B. A loro basta "seguire" una comunità (cioè celebrare l'eucarestia e presiedere alla liturgia della parola) per sentirsi a posto con la coscienza. Questo spiega perché nelle parrocchie dove ci sono solo preti neocat spesso non esistano gruppi giovanili o di altro tipo. I preti si fanno i fatti loro tutto il giorno, poi ricompaiono la sera per celebrare nella comunità. Dei numerosissimi ragazzi delle comunità, pochissimi frequentano la parrocchia durante il giorno. I preti non si curano di loro, se non organizzando le scrutatio di Kiko. Rapporti con altre realtà, qualora queste sopravvivano, sono ridotti a zero.

Dopo circa 3 anni il prete neocatecumenale molto probabilmente inizia a scalpitare perché non sopporta la vita di parrocchia (specialmente dove non c'è il cammino).
Ma come non comprendere il loro stato d'animo? 10-15 anni prima si sono "alzati", ad una convivenza o a un pellegrinaggio, su "chiamata" di un catechista o di Kiko stesso, per "andare a annunziare a tutto il mondo il Kerygma" (cioè, per andare nelle missio ad gentes a "formare" e "seguire" comunità neocatecumenali).
Quindi questi ragazzi hanno fatto dei mesi (oppure anni, se si sono alzati ad una età di 10-17 anni) di "Centro Vocazionale", terminato con una convivenza di 4 giorni a Porto San Giorgio. Lì, nella "tenda" (l'astronave), hanno subito ore e ore di predicazione di Kiko sul sentirsi liberi di andare dovunque in tutto il mondo ad annunziare il Kerygma. Sono stati sottoposti a "scrutini" da Kiko stesso o da altri supercatechisti (Gennarini, Donnini ecc.) e all'estrazione a caso ("pilotata dallo SS") del seminario a cui verranno mandati.
Se sono "fortunati" verranno mandati lontano dalla propria città. In tal modo già si sentiranno un po' in missione, e quindi forse non avranno problemi a rimanere nella diocesi straniera dove sono stati ordinati.
I meno fortunati rimangono nel seminario RM della propria città, o comunque del proprio paese. Il seminario dura circa 8-10 anni, durante i quali faranno varie esperienze di "missione" neocatecumenale. Durante questi anni, vengono formati all'idea di andare in giro per il mondo a diffondere il cammino.
Capite perché dopo tre anni in una parrocchietta senza cammino neocatecumenale gli viene la crisi?

FDF ha detto...

@Anonimo [PARTE PRIMA]
concordo sulla clausola di impiantarvi il cammino.....

SE il cammino fosse un ordine religioso ciò avrebbe pure un senso, MA il cammino NON è un ordine religioso QUINDI non può impiantare un bel nulla. Quello che il cammino dovrebbe fare è la tanto sbandierata implantatio ecclesiae o sostenere le parrocchie in difficoltà pastorali, MA si dà il caso che la missione è subordinata alle catechesi iniziali e alla predicazione nelle strade, e SE il vescovo si oppone o cerca di correggere il tiro, e DEVE farlo essendo un principe nella Chiesa, un successore degli Apostoli, la missione viene chiusa, ovvero o fate come diciamo noi oppure ce ne andiamo. Mi dici dov'è lo spirito missionario?
Inoltre il "portare Cristo" è discutibile nei modi e nelle prassi del cammino. Basta guardare come operano TUTTE le missioni di TUTTI gli ordini religiosi della Chiesa Cattolica. A difesa di alcune famiglie devo dire che non si può fare di tutta erba un fascio e che in diversi casi le famiglie hanno "fatto miracoli", grazie a Cristo ovviamente, costruendo chiese, rinnovando quartieri, ecc. Purtroppo però tutto è subordinato al kikianesimo (arredi di kiko, tovaglie di kiko, coprileggio di kiko, niente tabernacoli, menorah, mensa al centro, ecc.) e questo è ben più che "portare Cristo". Si va oltre, sfasando nell'assoluto NON RICHIESTO e NON NECESSARIO.

concordo sulla clausola di essere formati al cammino......

Per portare Gesù Cristo a persone ferite e lontane da Dio non ci vuole una formazione al cammino, ma una Fede in Dio grossa come una casa. E la Fede non viene dalla formazione, ma dai sacramenti, dall'ascolto della Parola di Dio, dalla preghiera costante, ed è una virtù donata dallo Spirito Santo (Ma voi, chi dite che io sia?". Rispose Simon Pietro: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente". E Gesù gli disse: "Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli)

Basta vedere come spesso viene fatta la traditio: si entra in una casa che spesso e volentieri è abitata da persone che sono o nemiche della Chiesa, o atei materiali che non prendono un Sacramento da anni. A costoro non dirai forse prima o poi nella tua esperienza che hai fatto il cammino e che grazie al cammino Dio ti ha salvato la vita? non hai mai sentito questa espressione? Ebbene questo modo di fare non è annuncio del Vangelo ma più banale propaganda

concordo pure sull'obbedienza a kiko....

su questo ci sarebbe da dibattere, ma ho dei seri dubbi che Don Giussani o San Josemaria Escrivà pretendessero lo stesso tipo di obbedienza. Inoltre non avevano un cammino a tappe chiuse, che implicano un certo grado di obbedienza, alla faccia del comandamento di Cristo:
"Ma voi non fatevi chiamare "rabbì", perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate "padre" nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare "guide", perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato."
Se di fatto sei obbligato ad agire in un certo modo altrimenti non prosegui nel cammino, e prima o poi a forza di stagnare nello stesso punto lascerai il cammino, a mio parere hai collezionato un fallimento. Inoltre non stiamo parlando dei Comandamenti di Dio, ma dei consigli di un tizio.

FDF ha detto...

@Anonimo [PARTE SECONDA]

- per me portare il cammino neocatecumenale non va in contrasto ....

Ciò sarebbe vero SE il cammino riconducesse all'ovile del Signore le pecore che se ne sono allontanate, per esempio riportandole in una Chiesa e insegnando loro nuovamente a praticare i sacramenti e a stare a contatto con la Parola di Dio. Nel cammino PURTROPPO si agisce spesso costruendo la casa dal tetto, anziché dalle fondamenta e proiettando persone praticamente atee in un mondo di suoni luci e colori e coinvolgimento senza curarsi dello stato della loro anima. Ma non sai che molti all'inizio del cammino, alla celebrazione dell'Eucarestia arrivano senza nemmeno i fondamenti più elementari della Fede? Per esempio che è necessario confessarsi per poter prendere il Corpo di Cristo se non si è in grazia e che è necessario per lo meno pensare che quel pane è il Corpo di Cristo perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna.?
Solo una volta ho visto, in un caso eclatante di una persona divorziata e convivente, catechisti e sacerdote spiegare a questa persona che non era assolutamente in condizioni di fare la comunione; queste cose non sono sciocchezze.

- per me l'obbedienza a kiko non esclude ....

Bah... il genitore e la maestra richiedono obbedienza e impartiscono educazione in due ambiti ben distinti e l'una obbedienza non esclude l'altra solo per questo motivo.
Se la maestra invece pretendesse di insegnare l'educazione ai miei figli al posto mio, squalificando ciò che dico e faccio, allora non sarebbero più ambiti distinti e la maestra non starebbe più collaborando con noi genitori nell'educazione complementare dei nostri bambini. Ti suggerisce niente? Quante persone nel cammino sanno esattamente ciò che dice Kiko, pensa Kiko, fa Kiko, e quante invece seguono il Santo Padre?
Infine, la Fede e l'Annuncio del kerygma sono materie un tantino più serie e complesse dell'insegnamento e dell'educazione non credi?

mic ha detto...

SE il cammino fosse un ordine religioso ciò avrebbe pure un senso, MA il cammino NON è un ordine religioso QUINDI non può impiantare un bel nulla. Quello che il cammino dovrebbe fare è la tanto sbandierata implantatio ecclesiae o sostenere le parrocchie in difficoltà pastorali, MA si dà il caso che la missione è subordinata alle catechesi iniziali e alla predicazione nelle strade, e SE il vescovo si oppone o cerca di correggere il tiro, e DEVE farlo essendo un principe nella Chiesa, un successore degli Apostoli, la missione viene chiusa, ovvero o fate come diciamo noi oppure ce ne andiamo. Mi dici dov'è lo spirito missionario?

Queste cose le ho detto un migliaio di volte. Mi fa piacere, ma soprattutto ringrazio il Signore, che oggi siate voi a dirle...

aleCT ha detto...

Il punto principale di tutta questa storia è che PEER STATUTO il Cammino dovrebbe essere AL SERVIZIO della Parrocchia.

E la parrocchia è NOTORIAMENTE la casa DI TUTTI.

Pretendere di impiantarvi un percorso che , e questo credo che nessuno abbia il coraggio di smentirlo, COMPLETAMENTE AUTOREFERENZIALE E AVULSO DA QUALSIASI CONTATTO COSTRUTTIVO con quello che c'è al di fuori di sè è quantomeno una contraddizione in termini.

Benedetto XVI ve lo ha detto in tutte le salse di modificare questo atteggiamento. Voi siete stati sordi e per giunta avete cercato di ottenere quello che volevate col sotterfugio.

E di questo mi vergognerei alquanto.

Invece state qua a continuare a dire che "quello che dice Kiko e quello che dice il Papa è la stessa cosa"

Pretendete di sapere in che cosa Benedetto XVI vada ubbidito e in che cosa no (e poi fate gli gnorri quanto vi ripetiamo le parole che vi stanno scomode)

Pretendete che vi dicano alla lettera come fare quando basterebbe un pò di buon senso e un sano dialogo. Ma evidentemente non siete stati educati a questo.

Vi cercate mille scuse

(i vescovi ci approvano e quelli che non ci approvano ci maltrattano ed hanno problemi, i preti ci lasciano fare, il parroco non sa guidare la parrocchia, gli altri parrocchiani tanto non ci sono o se ci sono ci fanno i dispetti...)

per non interrogarvi sui possibili DANNI CHE FATE CON IL VOSTRO ATTEGGIAMENTO.

L'unica cosa che avete saputo dire in questi giorni è stata: "speriamo che eleggano qlc che ci approvi"

Siete sempre voi il termine di paragone su ciò che è buono e ciò che non lo è...

La Chiesa Cattolica è altro. Mettetevelo in testa prima che sia troppo tardi...

Giacomo70 ha detto...

Anche quest'anno ci stiamo avvicinando alla Santa Pasqua.
Mio cognato e mia cognata (fratelli in Cristo e membri di una CNC), hanno ricevuto il dono della loro quarta figlia.
La bimba verrà battezzata durante la veglia pasquale, probabilmente per immersione.
Ora, sembra, questa sarà celebrata dalle 24 alle 5 del mattino in una località a 40 km dalla parrocchia in cui la CNC è innestata, presso una struttura ricettiva di ospitalità di un ordine (mi sembra di aver inteso Scalabriniani).
Non conosco altri dettagli ma aiutatemi a capire, a trovare una ragione per partecipare.
Concludo dicendo che finita la veglia ci sarà il grande pranzo di Pasqua e poi tutti a dormire!

Anonimo ha detto...

Ragazzi la storia della nascita dei R.M. è molto semplice. Nei seminari Diocesani la formazione è cattolica e parrocchiale quindi non da al cammino presbiteri per permettergli di crescere. Sapete che delusione per alcuni Genitori quando il figlio ordinato al Sacerdozio decide di seguire la parrocchia e non di dedicare la sua vita al cammino. (ne conosco uno che ha avuto una vicenda simile) Mentre nei R.M. isolando i sacerdoti dalle altre realtà si toglia a loro stessi la possibilità di conoscere quella che potrebbe essere la loro vera vocazione, magari la semplice vita parrocchiale.

Poi da che son nati i seminari c'è sempre stata, per chi dimostrasse di essere adatto, la formazione alla vita missionaria con un adeguato percorso di discernimento. Quindi questa argomentazione per giustificare l'esistenza dei R.M. è assurda.

Il problema è che solitamente nei seminari diocesani quando ti formano per andare in missione ti insegnano che non puoi imporre i tuoi usi e costumi nel posto dove vai e che bisogna anche adattare catechesi e celebrazioni (usare il battimano e ritmi gitani in Giappone per esempio è un assurdità)

Quindi, per un sacerdote così formato, risulterebbe impossibile esportare il cammino in qualunque posto che non abbia una cultura di derivazione latina. Infatti il cammino non si può adattare perché chi lo porta nel mondo non è in grado di ragionare sui concetti che esprime ma sa solo ripetere a memoria ciò che un pittore, una suora scalza mancata e un presbitero cacciato dal suo stesso ordine.


NE consegue che serve un R.M. che tenga lontano dalla tentazione di seguire altre vie che non siano il cammino e ti insegni a ripetere a pappagallo senza riflettere o confrontare i testi, se no va a finire che ti rendi conto che gli orientamenti sono pieni zeppi di errori. E soprattutto va a finire che scopri di disubbidire al Papa per obbedire a Kiko.



Gv

Anonimo ha detto...

@Giacomo 70


C'è poco da capire. Un bambino dovrebbe essere battezzato nella sua parrocchia e presentato come cristiano alla sua comunità. Logica conseguenza è che per i tuoi cognati la parrocchia non è la vera comunità a cui appartengono, ma esiste solo il cammino.

O per lo meno questo dicono i loro gesti. Senza tener conto che impediscono ai familiari non nc di partecipare al battesimo.


Gv

by Tripudio ha detto...

Qualcuno ha idea di come si traducano le parole neocatecumenali alabanza, asamblea y burgués?

Ovviamente non dalla lingua spagnola, ma... dal gergo neocatekiko!!

Anonimo ha detto...

Visitante
Andate qui: www.cruxsancta.org

DG ha detto...

@Triupudio
la parola borghesi è molto usata nel cammino neocatecumenale per indicare tutti quelli che rifiutano, per comodità per attaccamento ai beni terreni e alla vita agiata, di lasciare la loro vita comoda e non decidere diseguire Dio, cioè di seguire il CNC.
Ci è stato detto che eravamo dei "borghesi quando ad esempio c'erano le alzate per le famiglie itineranti o per entrare in seminario, quando c'era una decima piu' forte da fare o durante uno scrutinio.

Indica anche chi va a Messa la domenica ma si limita a questo. Perchè, come sappiamo, i Fedeli che NON sono NCN sono visti da chi fa il cammino come dei "Borghesi" (gente triste e paciuta, riempita cioè dal proprio egoismo e ego) cioè quelli che non rinunciano a nulla per seguire Cristo.

La parola borghese, nel CNC, ha perso il suo originale significato per raggiungerne un altro.
In effetti se ci pensiamo bene, kiko puo' aver scelto di utilizzarla perchè lui in orgine era un "borghese" cioè viene da quella parte di società che è agiata e che non ha problemi di denaro, cioè da quella società di cui lui per nascita faceva parte. Forse una conseguenza del rifiuto della sua famiglia? Mah!

Per la parola assemblea nel CNC si intende sempre l'assemblea degli "eletti" dei "chiamati",cioè di chi asccolta ad esempio le catechesi oppure di chi è chiamato dal Signore a seguire il CNC per far parte, alla fine, dell'Assemblea degli Eletti.

Quante volte abbiamo sentito: "Fratelli, siamo qui riuniti in questa assemblea perchè NOI siamo stati chiamati (NOI e solo NOI) da Dio..." oppure "Fratelli...in questa assemblea santa...."

Una specie di gruppo privilegiato e scelto da Dio. L'assemblea di Dio che siederà con Lui alla Sua destra.

l'altra parola non so cosa significhi in italiano.

FDF ha detto...

"alabanza" vuol dire "lode", e si dice per dire che nel CN la comunità vive nella lode a Dio (questo in teoria verso la fine del cammino). E' un tema ricorrente perché secondo il racconto di Kiko la Madonna gli disse di formare piccole comunità che vivessero in umiltà, semplicità e lode (humilidad, sencillidad y alabanza). Si riporta spesso dicendo che nel CN la comunità è chiamata a "vivere nella lode" e se non sei nella lode è perché non sei convertito.

15€ ha detto...

@Giacomo70:

nella mia Comunità abbiamo una giovane famiglia già al loro 5° figlio e tutti sono stati battezzati da altri fratelli del Cammino.
A me come decisione non piace molto, così si esclude completamente la famiglia di origine..... ma tant'è.

DG ha detto...

per 15

...e poi i fratelli NC faranno i padrini della Cresima e i garanti a fine cammino.
Rassegnati, purtroppo la famiglia di origine in queste ricorrenze non viene mai presa in considerazione.

Giacomo70 ha detto...

I criteri di scelta dei Padrini ce li suggerisce la Chiesa.
Quello che non capisco è come sia possibile celebrare la veglia pasquale in un luogo isolato e assieme a 30/40 persone.
Non stiamo parlando forse del momento più importante della comunità ecclesiale?
Anche qui le indicazioni sono abbastanza precise.
Proverò a chiarire questa situazione con qualcuno.

Anonimo ha detto...

@ Giacomo70


Sinceramente che si celebri la veglia pasquale in un gruppo ristretto di persone (tra le trenta e le settanta a seconda degli anni) non lo vedo poi così un male, io più volte mi son ritirato a fare esercizi spirituali nella settimana pasquale che culminava con la veglia. Mi stupisce il battesimo celebrato fuori dalla comunità. MI stupisce che in una parrocchia ci sia una veglia riservata ad un unico gruppo e preparata solo sui canoni di quel gruppo. Di solito le veglie pasquali dalle mie parti o si fanno ospitati in qualche monastero e li si seguono le regole del posto o se sono in parrocchia ogni gruppo partecipa preparando una o più letture, canti, ecc...

E' strano che finita la veglia parrocchiale inizi la veglia nc e alla fine c'è la messa domenicale. Ne consegue che le comunità nc viaggiano parallele alla parrocchia, mentre in teoria il loro ruolo dovrebbe essere inserire nella parrocchia persone esterne.



Gv

Giacomo70 ha detto...

Vorrei chiarire che la Veglia, probabilmente, non verrà celebrata in una chiesa ma in una sala.
Un amico sacerdote mi ha detto che lui non avrebbe mai concesso una cosa simile ma qualcun altro evidentemente sì.
Mi chiedo se i Vescovi delle 2 diocesi ne siano a conoscenza.
Staremo a vedere.

DG ha detto...

Le veglie Pasquali in comunità si fanno nella propria sala con battesimi dei loro propri bimbi.

In genere si comincia verso le 10.30 e si finisce verso le 5/6 di mattina. Sonno 9 letture raggruppate a tre a tre, ci sono le risonanze alla fine di ogni gruppo di 3 letture.

A volte in Chiesa ci sono le Comunità "anziane" che celebrano la veglia. Puo' succedere che in contemporanea delle veglie NC ci sia quella della Parrocchia.
O per meglio specificare , quella della parrocchia comincia prima ma finisce quando quelle delle comunità NC sono già iniziate

Oppure se la Chiesa deve essere occupata dalle comunità piu' anziane la veglia della Parrocchia si farà anticipando l'orario per far si che max alle 11 possa cominciare quella della(o delle) comunità piu' anziana.

Molte volte chi ha i figli abbastanza grandi da stare già in altre comunità, ma non abbastanza grandi da tornare a casa da soli, deve andarli a riprendere dopo il banchetto di Pasqua nel ristorante o nella sala dove si celebra l'Agape, perchè ogni comunità fa l'agape per proprio conto.

Una grande confusione insomma.

Se in una chiesa ci sono parecchie comunità, queste possono essere "accorpate" per celebrare la veglia insieme (a seconda pero' della vicinanza delle tappe del cammino)

Ma sempre in contemporanea di altre comunità che comincano in orari differenti e finiscono in orari differenti.

I padrini si scelgono per la maggior parte delle volte nella comunità stessa.
Puo' succedere che la famiglia dei genitori del battezzato inviti i parenti, allora questi assisteranno alla vegia comunitaria e andranno a mangiare la mattina a veglia finita con la comunità tutta.

Si "celebra l'agape" di mattina presto perchè per 3 gg dal giovedi pom alla domenica mattina si sta in digiuno.

Questo è quello che ho vissuto io