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sabato 24 settembre 2022

Il Cammino e le profezie che si autoavverano (ma non sempre)

Nel 1965, lo psicologo di Harvard Robert Rosenthal descrisse il così detto “Effetto Pigmalione”, oggi meglio conosciuto come profezia che si autoavvera. La profezia che si autoavvera è un fenomeno psicosociale per cui ciò che crediamo di noi stessi influenza i nostri comportamenti e quelli degli altri nei nostri confronti.

Lo "specchio delle brame" del catecumeno

I mamotreti di Kiko, e in particolare gli esempi di scrutini, cioè di interrogatori pubblici degli adepti, sfruttano sistematicamente questo meccanismo psicologico. Il catechista "vaticina" un certo avvenimento che sicuramente avverrà nella vita del neocatecumeno scrutinato: per esempio che se abbandonerà il Cammino la sua vita sarà un seguito di disgrazie (vedi la tristemente famosa pagina 108 del mamotreto del Secondo Scrutinio); oppure che in casi di giogo disuguale, cioè di fidanzato fuori dal Cammino, sicuramente la coppia andrà incontro alla separazione; oppure ancora hanno una visione profetica sulla vocazione del neocatecumeno, prossimo presbitero in un seminario Redemptoris Mater o suora di clausura se si tratta di una giovane; inoltre hanno visioni anticipatorie anche sulle prospettive di aver figli per coppie con problemi di fecondità, oppure anche sul successo di un cambiamento lavorativo o altro ancora. 

Non ci sono limiti sulla tipologia di argomenti su cui ritengono di poter esprimere la "volontà divina" e il modo in cui si realizzerà nel futuro del candidato.

Dato il contesto particolare in cui vengono espresse queste previsioni, cioè in una situazione carica di aspettative in cui i catechisti hanno convinto chi li ascolta d'essere direttamente inviati da Dio, che parla quindi per loro bocca, le persone messe "sotto torchio" vengono spesso suggestionate a tal punto da convincersi di queste "previsioni ispirate", facendole proprie e agendo quindi e comportandosi in modo tale che queste "profezie" in effetti si avverino, secondo il noto meccanismo psicologico.

Nel caso però  che questo non succeda, i catechisti si riservano sempre una giustificazione: l'adepto non ha avuto abbastanza fede, ha interpretato male i loro consigli, o Dio stesso ha deciso diversamente per il loro bene operando la loro correzione. Naturalmente, nel caso che le false aspettative generate dai loro consigli abbiano provocato danni psicologici e materiali, non ci sarà mai una ammissione di colpa.

Leggiamo su Cruxsancta alcuni interessanti episodi che confermano l'uso di queste strategie per legare gli adepti neocatecumenali al Cammino e per confermare l'autorità sulla loro vita e le loro scelte dei loro "profeti", i catechisti discernenti.


Lo "specchio delle brame" del catechista

Una delle prime cose che mi ha fatto aprire gli occhi e ricredere sulla fiducia riposta nei catechisti neocatecumenali  - la stessa fiducia su cui facevano affidamento quando affermavano di venire da parte del Vescovo, su mandato della Chiesa, e di parlare nel nome di Gesù Cristo - è stata l'imbarazzante l'arroganza con cui sostenevano che, per il loro alto discernimento, non c'erano segreti nella vita degli altri... Degli altri, non della loro, visto che le loro famiglie non erano per nulla un buon esempio, anzi, erano un controesempio della loro presunzione, poiché tra loro c'erano violenti, bevitori, adulteri e tutta quella serie di problemi  che, dicono, guariscono magicamente se crocifiggi la ragione e obbedisci solo a loro. 

Il che dimostra che ciò che predicano non si è adempiuto in loro.... o che loro per primi non hanno obbedito ai propri catechisti!
Ma nonostante la loro vita non fosse esemplare, da buoni catechisti talebani chiedevano obbedienza a tutti i loro catecumeni. Come è evidente,  con quelle premesse, da loro non si poteva cavare nulla di buono.

Ricordo un'occasione, la seconda volta in cui la mia comunità è stata sottoposta al secondo scrutinio, i catechisti furono chiaramente illuminati sul futuro che attendeva una neocatecumena implicata in un complesso processo di divorzio.
Per darvi un'idea, il marito di questa donna se ne era andato con una sua amica, e lei ha dovuto lavorare come donna di servizio - non aveva studi - per poter mantenere i suoi figli. Firmarono la separazione e, per anni, mentre lei lavorava di casa in casa, l'ex amica andava a passeggio a braccetto con il marito. Dopo anni di umiliazioni, il marito ha chiesto il divorzio,   e lei si è ritrovato coinvolta in un procedimento legale che non voleva ma non poteva evitare.

Seduta sulla sedia dell'esame, ha dovuto spiegare ai luminari catechisti che, sebbene fosse contraria al divorzio, la sentenza sarebbe stata in qualche modo la fine di un calvario, se non altro perché il marito ormai conviveva da molti anni con un'altra, con la quale voleva sposarsi civilmente.

Che senso aveva, in una situazione del genere, opporsi al divorzio? Bisognerebbe chiedere a quelli di discernimento superiore!

La premonizione del catechista
Durante quello scrutinio  il catechista più anziano ha avuto una premonizione, un'ispirazione sul futuro di questo matrimonio fallito, e lo ha fatto sapere all'esaminata (e a tutti i presenti, visto che lo scrutinio si svolge davanti a tutta la comunità). 

Dal momento che spettegolare e dare giudizi affrettati sugli altri è un'attività a cui sono molto inclini nel Cammino, la prima cosa che questo catechista ha spiegato a tutta l'assemblea è stata che la ragazza che aveva preso il marito dell'amica era ovviamente una povera donna, una imbrogliona che ha cercato solo di assicurarsi la vita sfruttando la proprietà altrui. Quindi era ovvio che avrebbe sfruttato lo sciocco che era andato con lei, l'avrebbe spremuto più che poteva, fino al sangue, lo avrebbe prosciugato e poi, quando lo avesse privato di tutti i beni materiali, sarebbe andata via da  lui abbandonandolo. Si sarebbe sbarazzata di lui come uno straccio sporco.

In quel momento, quando lei lo avesse cacciato via come un cane, era dovere della moglie legittima aprirgli le braccia e riaccoglierlo come marito, perché lo era. E padre dei suoi figli.
Questo era ciò che sarebbe successo. Questo è ciò che Dio ha stabilito.

Ma, affinchè il marito, che era un povero tapino ingannato dal diavolo non per propria colpa, sapesse a chi rivolgersi quando lo avrebbero gettato per strada come un mozzicone di sigaretta, era necessario che lei, la legittima moglie,gli facesse sapere che lo aveva perdonato e che la porta di casa sua e della sua camera da letto sarebbe stata sempre aperta per lui. Sempre, poiché tale è l'obbligo della moglie cristiana.

Di conseguenza, le ordinò di chiamare il marito ribelle e di fargli sapere che lo amava ancora e che poteva tornare da lei quando voleva... o quando non avesse avuto altro posto dove rifugiarsi. Naturalmente la catecumena era invitata a digiunare, pregare e fare l'elemosina prima di procedere con la telefonata, ma che la dovesse fare era fuori discussione, cioè non spettava a lei discernere se tale chiamata avesse un senso, ma piuttosto era un imperativo divino, al punto tale che le avrebbero chiesto in seguito se avesse obbedito prima di decidere se poteva compiere il rito del secondo scrutinio.

La telefonata avvene. Lei si umiliò e lui scoppiò a ridere. E questa fu la conclusione di tutto. L'infedele e l'ex amica si sono sposati e anni dopo, quando già i ragazzi erano usciti di casa, il marito è tornato in tribunale per recuperare la sua quota di quella che era la casa di famiglia. Poiché la prima moglie non aveva i mezzi per comprarne la metà, la casa fu messa in vendita.

Attualmente, l'infedele e l'ex amica sono ancora insieme e si godono la pensione su un'isola tropicale. La moglie legittima sopravvive con la pensione da collaboratrice domestica nel minuscolo appartamento che ha potuto acquistare con la metà del ricavato della vendita della casa di famiglia.
Non pare proprio che la profezia di riconciliazione si sia realizzata.


Profeta veggente e ragliante
Vede, prevede e stravede

Lui non era nel Cammino ma entrò per lei (era di famiglia neocatecumenale d'alto lignaggio). Quando sono arrivati al secondo scrutinio,  lei voleva vendere la casa che stavano ultimando con i soldi di lui (lei non lavorava) per ottemperare al comando di vendere  i beni, e alla fine ci è riuscita. Da allora la loro relazione è peggiorata fino a quando lui se ne è andato e ha chiesto il divorzio (avevano già una figlia). Con i documenti quasi tutti firmati, gli illuminati catechisti l'hanno convinta a non accettare il divorzio e che doveva riconquistarlo, anche se lui si era già  fatto una nuova vita. 

Fatto sta che la moglie ha adoperato obbedientemente tutti i mezzi e tutto il suo fascino (era sempre molto bella). Lei lo ha riconquistato quel tanto che bastava a rimanere di nuovo incinta e lui ha finito per lasciarla di nuovo, creando un clima fra loro molto peggiore, che si è concluso con un divorzio conflittuale. Qualche anno fa e grazie alle "tasche" delle sue comunità (quella di origine, quella attuale e quella dei suoi genitori), ha ottenuto i soldi per pagare la nullità e poter essere di nuovo "single". Di lui non ho mai più saputo nulla, anche se so che ha un buon rapporto con i suoi figli, cosa che la moglie non ha.



Nella mia comunità ci sono stati diversi casi di donne separate, una delle quali ha divorziato dopo un matrimonio che non avrei augurato a nessuno. Ebbene, per passare attraverso la benedetta "porta stretta" obbligarono due di queste donne ad ottenere la nullità. Come tutti sapete, la nullità, purtroppo, è qualcosa che si può ottenere solo con molti soldi, ecco perché nella mia città è noto che solo i toreri la ottengono...  e kikos, haha. 

Una di queste non volle farlo  e ovviamente l'hanno invitata a tornare indietro, in una comunità più giovane, per ripensare la questione. Non ha superato il Secondo Scrutino, ha lasciato la comunità e non ci ha più messo piede, grazie a Dio. L'altra ha speso tutto ciò che aveva ed anche ciò che non aveva fino a quando non ha ottenuto la nullità. Visto che questa aveva assunto un avvocato fin dall'inizio (consigliata ovviamente dai kikotisti) e loro erano a conoscenza dell'intero processo, l'hanno lasciata andare avanti.



Ricordo che quei mascalzoni profetizzarono a un fratello che doveva rifiutarsi di divorziare, che la moglie sarebbe tornata. Dopo 25 anni gli stessi mascalzoni catechisti dissero a questo fratello: E cosa aspetti? Dopo tanto tempo, pensi che tua moglie tornerà da te??!!


Comunque sia, sono cose tipiche  delle sette.

 


martedì 9 marzo 2021

Babele by Kiko



Citazione dalla Lettera di Pentecoste 2020, predicazione di Kiko Arguello:

Noi siamo tutti dei privilegiati, perché Dio ha mostrato in noi quest’opera, che non è nostra, perché la comunione la costruisce Gesù Cristo, costantemente, grazie allo Spirito Santo, per cui ci dà questa lingua unica che è la comunione dei santi...


Atti 2, 3s.. 7s. opera di Dio:

 

Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi.

Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano: «Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? E com'è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa?...

 

 


 

Dove mai ha letto Kiko questo dell'"unica lingua" a proposito della Pentecoste?

Quando i discepoli uscirono dal Cenacolo nella Pentecoste parlavano in altre lingue e tutti li comprendevano perfettamente. Erano diventati universalmente comprensibili. 

Kiko, al contrario, ha ridotto tutti i linguaggi umani ad un' "unica lingua": la sua.

 

Citazione dalla Lettera di Pentecoste 2020: 

Sapete che Babele, Babilonia significa "confusione delle lingue", cioè significa che non c'è comunione...


Ma non è proprio così!

Perché essi avevano trovato, piuttosto, una bella intesa. Fondata sull'idolatria! Tutti concordi nel realizzare progetti megalomani, centrati sull'"IO" luciferino. E Dio dice che non sarebbe stato loro impossibile. Per questo Egli stesso scende in campo e decide di intervire. È Dio che li getta nella confusione e condanna alla distruzione tutti i loro idolatrici progetti. E come realizza questo? Confondendo le loro lingue per far sì che non possano più intendersi.

Di quale comunione parla dunque Kiko? Fondata sull'unica lingua?
Come nel cammino che si capiscono solo tra di loro?


La comunione si fonda sul parlare il linguaggio dell'altro, non nell'imporre il proprio.


Genesi 11,1-9

1 Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. 2 Emigrando dall'oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono. 3 Si dissero l'un l'altro: «Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco». Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento. 4 Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra». 5 Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. 6 Il Signore disse: «Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l'inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. 7 Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro». 8 Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. 9 Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.



 Kiko confonde, per pura convenienza, la Pentecoste che è una nuova creazione, con il mondo prima della Torre di Babele. Quando "Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole" (Gn. 11, 1-9), proprio come da 50 anni fanno loro. 

E dunque, Kiko impari la lezione!

Poichè Dio a Babele è sceso e ha confuso la loro lingua, condannandoli alla incomunicabilità. Li ha dispersi su tutta la terra e così essi "cessarono di costruire" (tra l'altro, cosa questa tra le più dolorose per il nostro Iniziatore!).

mercoledì 9 dicembre 2020

"Un nuovo Eone": Kiko profetizza uno splendido 2021... per il Cammino

È un'operazione penosa fare un resoconto sull'Annuncio dell'Avvento fatto in Spagna dalla équipe internazionale del Cammino Kiko Argüello, Mario Pezzi, Ascensión Romero.
Invece i neocatecumenali l'hanno ritenuto  cosi ispirato da pubblicarlo addirittura sulla loro pagina ufficiale! 
Questione di punti di vista.

In primo luogo notiamo che l'età ha intaccato i primi due sia fisicamente sia cognitivamente: neppure sembravano ricordare i nomi l'uno dell'altro, Kiko ha chiesto di pregare per sé "per la signorina e il sacerdote", Pezzi non è riuscito a finire di leggere la propria parte, l'ha terminata Asunción, che sembrava davvero essere la badante dei suoi due anziani compagni.

Ma se aumentano l'età e gli acciacchi fisici, non sembra aumentare la spiritualità e la saggezza, che dovrebbero contraddistinguere chi ha vissuto una esistenza intera dedicata alla fede ed alla evangelizzazione ed al servizio di Dio e del prossimo.

Abbiamo voluto concentrarci sulla catechesi di Kiko: recentemente nella convivenza di inizio corso il guru era rimasto "senza parola"; in questo inizio di Avvento ha ritrovato l'eloquio, ma sembra un disco rotto.
Non si contano infatti le volte in cui ripropone i singoli concetti usando le medesime espressioni: si va per ognuno dalle cinque alle dieci fino alle venti ripetizioni.

Ricostruiamo quindi brevemente il suo discorso per argomento, cercando di evidenziare il filo logico di questo annuncio di Avvento e considerando che ogni concetto è stato ripetuto più e più volte.


Sintesi della "catechesi" di Kiko:
Esordio: Gesù ci dice: "Amatevi come io vi ho amato". Che cosa grande fratelli! Che ci ha unito, ci ha chiamato, ci ha dato una comunità, una missione. 
Ci ha dato una COMUNITÀ; è una grazia grandissima; è meraviglioso; dite grazie a Dio perché avete una COMUNITÀ; avere una COMUNITÀ in cui celebrare Cristo; Cristo in noi si manifesta con l'amore alla COMUNITÀ; laddove siete in due o tre, là sarò io; per questo "congratulations" fratelli; quando andremo in cielo si apriranno i libri e lì si vedrà come il Signore ti ha eletto, ti ha dato una COMUNITÀ, dei catechisti; morire è molto migliore dice San Paolo che stare tutta la vita qui perché è stare con Cristo ma è necessario perché la COMUNITÀ necessita della mia presenza, per essere aiutati; gratitudine di essere stati ELETTI ; stai contento di vivere la tua fede in una COMUNITÀ, che cosa grande il Signore ci ha eletto e ha fatto di noi una COMUNITÀ; vivere l'avvento felici in famiglia e in COMUNITÀ; il Signore prende la COMUNITÀ e la manda in missione; il Signore non manda gli altri e a te no; vivere la COMUNITÀ nell'umiltà; avete la vostra COMUNITÀ dono del suo amore; dai grazie ai fratelli che ti sopportano in una COMUNITÀ; tanti cristiani non hanno una COMUNITÀ, vivono la liturgia e la preghiera individualisticamente, però voi avete una COMUNITÀ… Ci ha uniti: per questo stiamo uniti, perché possa manifestarsi lo Spirito Santo che abbiamo dentro; perché ci amiamo, ci perdoniamo e siamo contenti di essere uniti; in COMUNITÀ ci riuniamo per manifestare l'amore; si contrista lo Spirito Santo quando non ci amiamo e ci giudichiamo; vivere in Cristo mediante lo Spirito Santo si manifesta nella COMUNITÀ cristiana: "Guardate come si amano". Noi amiamo formando un corpo, per questo NON FREQUENTARE LA COMUNITÀ È UN PECCATO GRAVE. Dice San Paolo "abbandonare l'assemblea". Ci ha dato una missione: formiamo una COMUNITÀ cristiana che è testimone al mondo; il Padre ci ha dato una missione di evangelizzazione, di sofferenza a volte, CI PERSEGUITANO, una missione di amore a tutta la Chiesa e a tutti gli uomini; abbiamo dentro di noi il morire di Cristo che si manifesta nella contraddizione, negli INSULTI, nella MANCANZA DI DANARO; il Signore prende la COMUNITÀ e la manda in missione; stiamo qui per Sua grande misericordia e bontà facendo con noi una gran missione; la missione è avete i vostri figli, avete I VOSTRI CATECUMENI, avete la vostra parrocchia, avete la vostra COMUNITÀ, molti doni del Suo amore. 
"Consìderati l'ultimo e il peggiore di tutti" dicono i padri del deserto: pensa "sono il peggiore NON HO IL DIRITTO DI STARE QUI"; non giudicare e consìderati l'ultimo e il peggiore di tutti: IL PEGGIORE; in questa attitudine relaziònati con i fratelli, sei un peccatore e NON SEI DEGNO DI STARE QUI; pensa che NON HAI IL DIRITTO DI STARE QUI e di vivere in COMUNITÀ; Dio ti ha dato dei fratelli che sono TUTTI MIGLIORI DI TE, ti ha dato un CAMMINO, dei CATECHISTI CHE NON TI MERITI; dobbiamo essere umili e considerare l'altro superiore a te, tutti superiori a te, perché tu sei L'ULTIMO e IL PEGGIORE; io qui sono L'ULTIMO e il PEGGIORE di tutti, è un'ispirazione dello Spirito Santo che mi fa situare al mio posto; è la forma giusta di vivere il cammino, tu che nella tua vita sei stato un SUPERBO; il Signore vuole abitare in te in una forma nuova, nella umiltà, COSA CHE NON SEI, "Santa umiltà di Cristo, chi ti potrà incontrare" dicevano i Padri della Chiesa; Dio ti ha portato qua e NON NE SEI DEGNO, PER QUESTO DEVI VIVERE LA VITA IN GRATITUDINE A CRISTO; Lui che ci chiede? Che siamo umili e santi, che ci consideriamo gli ULTIMI e i PEGGIORI di tutti, la tua relazione con gli altri cambia, la tua attitudine non è di superbia ma di umiltà, di dar grazia ai fratelli che ti sopportano in una COMUNITÀ CHE NON MERITI; considerati L'ULTIMO e il PEGGIORE di tutti e Dio ti benedirà; vivere nel mondo essendo l'ultimo, questo è essere cristiano; spero che preghiate per me, che possiate un felice natale e anno nuovo e che siate umili considerandoti L'ULTIMO e il PEGGIORE di tutti; voi avete una comunità, fratelli che ti accolgono e perdonano a te che SEI UN ASSASSINO, UNA CANAGLIA, UN TRADITORE, UN PERFIDO. La realtà è che siamo tutti peccatori, se non si è manifestato è perché Dio non ci ha tolto la mano dalla testa.

Escatologia: ci chiama ad essere uomini nuovi, di un NUOVO EONE, di una escatologia; quando andremo in cielo si apriranno i libri e lì si vedrà come il Signore ti ha ELETTO, ti ha dato una COMUNITÀ, dei CATECHISTI perché Cristo è stato crocefisso, ha aperto il cielo per te e quando morirai si apriranno le porte del cielo per te; morire è molto migliore dice San Paolo che stare tutta la vita qui perché è stare con Cristo ma è necessario perché la comunità necessita della mia presenza, per essere aiutati; il giorno della nostra morte fisica è un giorno felice, di festa, perché entriamo nel cielo dove ci stanno aspettando la Vergine Maria, Gesù e tutti i santi. 
Immacolata: ricordate che il giorno dell'Immacolata Concezione apparve la Vergine e disse (eccetera) per questo la festa dell'Immacolata è la nostra festa. Quindi riunite la COMUNITÀ …(interviene Ascension)…sì come potete, c'è il CORONA haha 
Profezia finale: Se io sono PROFETA, allora PROFETIZZO che il 2021 sia un anno di grazia, di gloria per il Signore, per la tua famiglia, per la TUA COMUNITÀ e per IL CAMMINO: per questo dobbiamo abbandonarci totalmente all'azione dello Spirito Santo.

Qui si conclude il sunto della catechesi di Kiko: qualcosa può esserci sfuggita, ma sicuramente non si tratta di cosa di grande importanza.
Così si può sintetizzare il grande annuncio da portare ai neocatecumenali sparsi per il mondo:
Congratulations fratelli, Dio vi ha eletti per stare in una comunità neocatecumenale, se la abbandonate o non la frequentate assiduamente commettete un peccato grave, ringraziate Dio che vi ha dato una comunità, dei "catechisti", dei figli e ha dato ai "catechisti" dei "catecumeni"; badate a non alzare la cresta con i vostri capi del Cammino perché dovete sentirvi peggiori di tutti e non "giudicare" mai chi vedete essere in peccato anche grave in comunità, altrimenti qui comincia a non funzionare più nulla!

(Nota: nella parlantina neocatecumenale, "giudicare" significa farsi un'idea alla luce della ragione e della verità).

Purtroppo Kiko cita a sproposito le parole del Vangelo e di San Paolo senza mai approfondirne il contesto; ma qualche "catechista" non pappagallo, chissà, potrebbe dire ai fratelli: non contristare lo Spirito Santo non è solo essere benevoli gli uni verso gli altri perdonandovi a vicenda nello stretto ambito del vostro gruppo religioso, ma anche, come scrive l'Apostolo agli Efesini:
"Perciò, bando alla menzogna: dite ciascuno la verità al proprio prossimo; perché siamo membra gli uni degli altri. Nell'ira, non peccate; non tramonti il sole sopra la vostra ira, e non date occasione al diavolo. Chi è avvezzo a rubare non rubi più, anzi si dia da fare lavorando onestamente con le proprie mani, per farne parte a chi si trova in necessità. Nessuna parola cattiva esca più dalla vostra bocca; ma piuttosto, parole buone che possano servire per la necessaria edificazione, giovando a quelli che ascoltano".
E questo invito vale non all'interno delle gabbie delle comunità neocatecumenale, ma nell'ambito della Chiesa, della parrocchia e nella famiglia: parla del "prossimo", parola molto opportunamente non utilizzata in ambito neocatecumenale.

In secondo luogo, un catechista avveduto dovrebbe indurre ad una riflessione sul mantra di Kiko "Considerati l'ultimo e IL PEGGIORE di tutti", ripreso dall'Inno alla kenosis di san Paolo ai Filippesi. 
Per Kiko infatti, la kenosis è la discesa nella conoscenza del proprio peccato, presente ed eventuale. E vedi sempre e solo il brutto e il cattivo di te stesso. Sei un mostro. Sempre. 
Per san Paolo è UMILIAZIONE DI SÉ fino a considerare gli altri PIÙ IMPORTANTI DI SÉ (non meno peccatori) ed arrivare a considerare la propria vita sacrificabile per il bene del PROSSIMO. 
E vedi nel prossimo "quello da amare come te stesso", reputi meno importante la tua vita della sua, come fece Gesù morendo INNOCENTE per l'umanità. Il sacrificio di sé a favore degli altri. 
Kiko CREDE e predica che considerarsi ultimo sia quanto al peccato, PEGGIORE DI TUTTI = ULTIMO.
San Paolo SA e predica che considerarsi ultimo, consapevolmente peccatore come uomo, è quanto a importanza di sé. MENO IMPORTANTE = ULTIMO.
L'ULTIMO non è necessariamente IL PEGGIORE: Gesù si considerò ultimo ed era INNOCENTE. 
Lo vada a dire a Gesù che si considerò e agì come servo, come ultimo, che era perché "aveva compiuto la kenosis nella discesa del suo peccato"!
Tutti siamo peccatori perché tutti siamo creature fallibili, doversi SENTIRE IL PEGGIORE sempre è negare l'efficacia della grazia di Dio; d'altra parte, rimestare sempre sul proprio peccato e stare a mani in mano perché non si può non peccare è a dir poco diabolico e ti congela nella progressione alla virtù.
Gesù non si considerò ultimo perché peggiore, si considerò ultimo perché mise al primo posto non la sua vita, ma quella dell'uomo. 
Pochi discorsi e un grande fatto. 
 
Infine, qualche catechista più avveduto e più rispettoso delle Scritture, potrebbe dire che l'apostolo Paolo non ha lanciato nessun "anatema" contro chi non frequenta o lascia le comunità neocatecumenali inventate da Kiko!

Se stiamo a ben vedere, potrebbe dire il catechista, l'invito a non disertare l'assemblea (Ebrei 10,24-25: "Cerchiamo anche di stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone, senza disertare le nostre riunioni, come alcuni hanno l'abitudine di fare, ma invece esortandoci a vicenda; tanto più che potete vedere come il giorno si avvicina") è piuttosto rivolto a chi abbandona o disprezza la parrocchia o la vita di fede nel più ampio contesto della cattolicità per rinchiudersi nelle stie del Cammino, festeggiando la Madonna di Kiko al posto dell'Immacolata e sperando in un 2021 proficuo per il business neocatecumenale che riduca e ammortizza le mazzate ricevute dall'anno in corso.

Noi proprio questo ci auguriamo per il 2021: qualcuno che cominci ad aprire gli occhi e ad allontanarsi dai mantra personalistici e occlusivi di questo cammino alla rovescia.