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mercoledì 9 dicembre 2020

"Un nuovo Eone": Kiko profetizza uno splendido 2021... per il Cammino

È un'operazione penosa fare un resoconto sull'Annuncio dell'Avvento fatto in Spagna dalla équipe internazionale del Cammino Kiko Argüello, Mario Pezzi, Ascensión Romero.
Invece i neocatecumenali l'hanno ritenuto  cosi ispirato da pubblicarlo addirittura sulla loro pagina ufficiale! 
Questione di punti di vista.

In primo luogo notiamo che l'età ha intaccato i primi due sia fisicamente sia cognitivamente: neppure sembravano ricordare i nomi l'uno dell'altro, Kiko ha chiesto di pregare per sé "per la signorina e il sacerdote", Pezzi non è riuscito a finire di leggere la propria parte, l'ha terminata Asunción, che sembrava davvero essere la badante dei suoi due anziani compagni.

Ma se aumentano l'età e gli acciacchi fisici, non sembra aumentare la spiritualità e la saggezza, che dovrebbero contraddistinguere chi ha vissuto una esistenza intera dedicata alla fede ed alla evangelizzazione ed al servizio di Dio e del prossimo.

Abbiamo voluto concentrarci sulla catechesi di Kiko: recentemente nella convivenza di inizio corso il guru era rimasto "senza parola"; in questo inizio di Avvento ha ritrovato l'eloquio, ma sembra un disco rotto.
Non si contano infatti le volte in cui ripropone i singoli concetti usando le medesime espressioni: si va per ognuno dalle cinque alle dieci fino alle venti ripetizioni.

Ricostruiamo quindi brevemente il suo discorso per argomento, cercando di evidenziare il filo logico di questo annuncio di Avvento e considerando che ogni concetto è stato ripetuto più e più volte.


Sintesi della "catechesi" di Kiko:
Esordio: Gesù ci dice: "Amatevi come io vi ho amato". Che cosa grande fratelli! Che ci ha unito, ci ha chiamato, ci ha dato una comunità, una missione. 
Ci ha dato una COMUNITÀ; è una grazia grandissima; è meraviglioso; dite grazie a Dio perché avete una COMUNITÀ; avere una COMUNITÀ in cui celebrare Cristo; Cristo in noi si manifesta con l'amore alla COMUNITÀ; laddove siete in due o tre, là sarò io; per questo "congratulations" fratelli; quando andremo in cielo si apriranno i libri e lì si vedrà come il Signore ti ha eletto, ti ha dato una COMUNITÀ, dei catechisti; morire è molto migliore dice San Paolo che stare tutta la vita qui perché è stare con Cristo ma è necessario perché la COMUNITÀ necessita della mia presenza, per essere aiutati; gratitudine di essere stati ELETTI ; stai contento di vivere la tua fede in una COMUNITÀ, che cosa grande il Signore ci ha eletto e ha fatto di noi una COMUNITÀ; vivere l'avvento felici in famiglia e in COMUNITÀ; il Signore prende la COMUNITÀ e la manda in missione; il Signore non manda gli altri e a te no; vivere la COMUNITÀ nell'umiltà; avete la vostra COMUNITÀ dono del suo amore; dai grazie ai fratelli che ti sopportano in una COMUNITÀ; tanti cristiani non hanno una COMUNITÀ, vivono la liturgia e la preghiera individualisticamente, però voi avete una COMUNITÀ… Ci ha uniti: per questo stiamo uniti, perché possa manifestarsi lo Spirito Santo che abbiamo dentro; perché ci amiamo, ci perdoniamo e siamo contenti di essere uniti; in COMUNITÀ ci riuniamo per manifestare l'amore; si contrista lo Spirito Santo quando non ci amiamo e ci giudichiamo; vivere in Cristo mediante lo Spirito Santo si manifesta nella COMUNITÀ cristiana: "Guardate come si amano". Noi amiamo formando un corpo, per questo NON FREQUENTARE LA COMUNITÀ È UN PECCATO GRAVE. Dice San Paolo "abbandonare l'assemblea". Ci ha dato una missione: formiamo una COMUNITÀ cristiana che è testimone al mondo; il Padre ci ha dato una missione di evangelizzazione, di sofferenza a volte, CI PERSEGUITANO, una missione di amore a tutta la Chiesa e a tutti gli uomini; abbiamo dentro di noi il morire di Cristo che si manifesta nella contraddizione, negli INSULTI, nella MANCANZA DI DANARO; il Signore prende la COMUNITÀ e la manda in missione; stiamo qui per Sua grande misericordia e bontà facendo con noi una gran missione; la missione è avete i vostri figli, avete I VOSTRI CATECUMENI, avete la vostra parrocchia, avete la vostra COMUNITÀ, molti doni del Suo amore. 
"Consìderati l'ultimo e il peggiore di tutti" dicono i padri del deserto: pensa "sono il peggiore NON HO IL DIRITTO DI STARE QUI"; non giudicare e consìderati l'ultimo e il peggiore di tutti: IL PEGGIORE; in questa attitudine relaziònati con i fratelli, sei un peccatore e NON SEI DEGNO DI STARE QUI; pensa che NON HAI IL DIRITTO DI STARE QUI e di vivere in COMUNITÀ; Dio ti ha dato dei fratelli che sono TUTTI MIGLIORI DI TE, ti ha dato un CAMMINO, dei CATECHISTI CHE NON TI MERITI; dobbiamo essere umili e considerare l'altro superiore a te, tutti superiori a te, perché tu sei L'ULTIMO e IL PEGGIORE; io qui sono L'ULTIMO e il PEGGIORE di tutti, è un'ispirazione dello Spirito Santo che mi fa situare al mio posto; è la forma giusta di vivere il cammino, tu che nella tua vita sei stato un SUPERBO; il Signore vuole abitare in te in una forma nuova, nella umiltà, COSA CHE NON SEI, "Santa umiltà di Cristo, chi ti potrà incontrare" dicevano i Padri della Chiesa; Dio ti ha portato qua e NON NE SEI DEGNO, PER QUESTO DEVI VIVERE LA VITA IN GRATITUDINE A CRISTO; Lui che ci chiede? Che siamo umili e santi, che ci consideriamo gli ULTIMI e i PEGGIORI di tutti, la tua relazione con gli altri cambia, la tua attitudine non è di superbia ma di umiltà, di dar grazia ai fratelli che ti sopportano in una COMUNITÀ CHE NON MERITI; considerati L'ULTIMO e il PEGGIORE di tutti e Dio ti benedirà; vivere nel mondo essendo l'ultimo, questo è essere cristiano; spero che preghiate per me, che possiate un felice natale e anno nuovo e che siate umili considerandoti L'ULTIMO e il PEGGIORE di tutti; voi avete una comunità, fratelli che ti accolgono e perdonano a te che SEI UN ASSASSINO, UNA CANAGLIA, UN TRADITORE, UN PERFIDO. La realtà è che siamo tutti peccatori, se non si è manifestato è perché Dio non ci ha tolto la mano dalla testa.

Escatologia: ci chiama ad essere uomini nuovi, di un NUOVO EONE, di una escatologia; quando andremo in cielo si apriranno i libri e lì si vedrà come il Signore ti ha ELETTO, ti ha dato una COMUNITÀ, dei CATECHISTI perché Cristo è stato crocefisso, ha aperto il cielo per te e quando morirai si apriranno le porte del cielo per te; morire è molto migliore dice San Paolo che stare tutta la vita qui perché è stare con Cristo ma è necessario perché la comunità necessita della mia presenza, per essere aiutati; il giorno della nostra morte fisica è un giorno felice, di festa, perché entriamo nel cielo dove ci stanno aspettando la Vergine Maria, Gesù e tutti i santi. 
Immacolata: ricordate che il giorno dell'Immacolata Concezione apparve la Vergine e disse (eccetera) per questo la festa dell'Immacolata è la nostra festa. Quindi riunite la COMUNITÀ …(interviene Ascension)…sì come potete, c'è il CORONA haha 
Profezia finale: Se io sono PROFETA, allora PROFETIZZO che il 2021 sia un anno di grazia, di gloria per il Signore, per la tua famiglia, per la TUA COMUNITÀ e per IL CAMMINO: per questo dobbiamo abbandonarci totalmente all'azione dello Spirito Santo.

Qui si conclude il sunto della catechesi di Kiko: qualcosa può esserci sfuggita, ma sicuramente non si tratta di cosa di grande importanza.
Così si può sintetizzare il grande annuncio da portare ai neocatecumenali sparsi per il mondo:
Congratulations fratelli, Dio vi ha eletti per stare in una comunità neocatecumenale, se la abbandonate o non la frequentate assiduamente commettete un peccato grave, ringraziate Dio che vi ha dato una comunità, dei "catechisti", dei figli e ha dato ai "catechisti" dei "catecumeni"; badate a non alzare la cresta con i vostri capi del Cammino perché dovete sentirvi peggiori di tutti e non "giudicare" mai chi vedete essere in peccato anche grave in comunità, altrimenti qui comincia a non funzionare più nulla!

(Nota: nella parlantina neocatecumenale, "giudicare" significa farsi un'idea alla luce della ragione e della verità).

Purtroppo Kiko cita a sproposito le parole del Vangelo e di San Paolo senza mai approfondirne il contesto; ma qualche "catechista" non pappagallo, chissà, potrebbe dire ai fratelli: non contristare lo Spirito Santo non è solo essere benevoli gli uni verso gli altri perdonandovi a vicenda nello stretto ambito del vostro gruppo religioso, ma anche, come scrive l'Apostolo agli Efesini:
"Perciò, bando alla menzogna: dite ciascuno la verità al proprio prossimo; perché siamo membra gli uni degli altri. Nell'ira, non peccate; non tramonti il sole sopra la vostra ira, e non date occasione al diavolo. Chi è avvezzo a rubare non rubi più, anzi si dia da fare lavorando onestamente con le proprie mani, per farne parte a chi si trova in necessità. Nessuna parola cattiva esca più dalla vostra bocca; ma piuttosto, parole buone che possano servire per la necessaria edificazione, giovando a quelli che ascoltano".
E questo invito vale non all'interno delle gabbie delle comunità neocatecumenale, ma nell'ambito della Chiesa, della parrocchia e nella famiglia: parla del "prossimo", parola molto opportunamente non utilizzata in ambito neocatecumenale.

In secondo luogo, un catechista avveduto dovrebbe indurre ad una riflessione sul mantra di Kiko "Considerati l'ultimo e IL PEGGIORE di tutti", ripreso dall'Inno alla kenosis di san Paolo ai Filippesi. 
Per Kiko infatti, la kenosis è la discesa nella conoscenza del proprio peccato, presente ed eventuale. E vedi sempre e solo il brutto e il cattivo di te stesso. Sei un mostro. Sempre. 
Per san Paolo è UMILIAZIONE DI SÉ fino a considerare gli altri PIÙ IMPORTANTI DI SÉ (non meno peccatori) ed arrivare a considerare la propria vita sacrificabile per il bene del PROSSIMO. 
E vedi nel prossimo "quello da amare come te stesso", reputi meno importante la tua vita della sua, come fece Gesù morendo INNOCENTE per l'umanità. Il sacrificio di sé a favore degli altri. 
Kiko CREDE e predica che considerarsi ultimo sia quanto al peccato, PEGGIORE DI TUTTI = ULTIMO.
San Paolo SA e predica che considerarsi ultimo, consapevolmente peccatore come uomo, è quanto a importanza di sé. MENO IMPORTANTE = ULTIMO.
L'ULTIMO non è necessariamente IL PEGGIORE: Gesù si considerò ultimo ed era INNOCENTE. 
Lo vada a dire a Gesù che si considerò e agì come servo, come ultimo, che era perché "aveva compiuto la kenosis nella discesa del suo peccato"!
Tutti siamo peccatori perché tutti siamo creature fallibili, doversi SENTIRE IL PEGGIORE sempre è negare l'efficacia della grazia di Dio; d'altra parte, rimestare sempre sul proprio peccato e stare a mani in mano perché non si può non peccare è a dir poco diabolico e ti congela nella progressione alla virtù.
Gesù non si considerò ultimo perché peggiore, si considerò ultimo perché mise al primo posto non la sua vita, ma quella dell'uomo. 
Pochi discorsi e un grande fatto. 
 
Infine, qualche catechista più avveduto e più rispettoso delle Scritture, potrebbe dire che l'apostolo Paolo non ha lanciato nessun "anatema" contro chi non frequenta o lascia le comunità neocatecumenali inventate da Kiko!

Se stiamo a ben vedere, potrebbe dire il catechista, l'invito a non disertare l'assemblea (Ebrei 10,24-25: "Cerchiamo anche di stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone, senza disertare le nostre riunioni, come alcuni hanno l'abitudine di fare, ma invece esortandoci a vicenda; tanto più che potete vedere come il giorno si avvicina") è piuttosto rivolto a chi abbandona o disprezza la parrocchia o la vita di fede nel più ampio contesto della cattolicità per rinchiudersi nelle stie del Cammino, festeggiando la Madonna di Kiko al posto dell'Immacolata e sperando in un 2021 proficuo per il business neocatecumenale che riduca e ammortizza le mazzate ricevute dall'anno in corso.

Noi proprio questo ci auguriamo per il 2021: qualcuno che cominci ad aprire gli occhi e ad allontanarsi dai mantra personalistici e occlusivi di questo cammino alla rovescia.

domenica 9 dicembre 2018

Sul come Kiko abbia risciacquato nel Tevere l'annuncio di Madrid

Autoritratto "honoris causa"
Alcuni spunti per un'analisi comparata dei cosiddetti "Annunci di Avvento 2018" di Kiko che abbiamo già introdotto qui e qui, per riflettere sulle notevoli differenze tra il testo spagnolo (pronunciato a Madrid il 22 novembre 2018) e in quello italiano (pronunciato a Roma pochi giorni dopo, il 28 novembre): perché a Madrid ha detto certe cose, e a Roma ha parlato in modo così diverso?


 GESÙ TORNERÀ SICURAMENTE A PASQUA, MA FORSE NO
Testo spagnolo: «La grande festa della Chiesa Cattolica è la Vigilia Pasquale dove aspettiamo, tutta la Chiesa, la venuta del nostro Signore Gesù Cristo. Speriamo che venga quest'anno. Tutti i cristiani sperano che il Signore venga quanto prima.»
Testo italiano: «il Signore viene anche con la seconda venuta che ogni anno i cristiani aspettano fondamentalmente nella veglia Pasquale. Magari il Signore venisse sulla terra in questo 2019!»
Argüello non ne ha fatto mai mistero: la venuta di Gesù  avverrà in una notte di Pasqua. Per questo la Veglia dei neocatecumenali si protrae per tutta la notte fino all'alba, per essere svegli ed essere così portati direttamente in Cielo. Questa dottrina assomiglia molto a quella evangelica sul rapimento della Chiesa negli ultimi tempi. Da quando poi è stata edificata la Domus, per Kiko il ritorno di Gesù avverrà in Palestina e, in particolare, proprio sul monte delle Beatitudini su cui è situata la Domus: infatti, insieme ai notabili del Cammino, non manca mai alla Veglia pasquale ivi celebrata con grande sfarzo.
Vediamo nel testo italiano, attentamente emendato, che invece specifica che ci sarà una "seconda" venuta di Gesù (e non una semplice "venuta" del Messia come credono gli Ebrei osservanti e come Kiko afferma a Madrid), attesa "fondamentalmente" a Pasqua e senza nessuna fretta: non dice più che "tutti i cristiani (sottinteso neocatecumenali) sperano che il Signore venga quanto prima), ma si limita ad esprimere un auspicio personale, che venga nel 2019.


IL DEMONIO TENTATORE È NECESSARIO? A MADRID SÌ, A ROMA NO
Testo spagnolo: «Però tutto ciò, che è qualcosa di meraviglioso, ha un problema.
Dio è amore e l'amore non si impone mai, non sarebbe amore.
Ma noi dobbiamo rispondere se vogliamo partecipare con Lui al Cielo.
Per questo ci ha messo sulla Terra, ci ha dato un corpo, ci ha dato la Torà, ci ha dato la Parola, ci ha dato la Chiesa.
Ed ha detto al demonio che è necessaria la sua presenza perché noi possiamo rispondere a questa domanda.
È necessario che lui, il demonio, ci seduca, che ci presenti altre possibilità, perché mostriamo nella nostra vita la libertà, che siamo liberi.
E liberamente, dopo che il demonio ci presenta che possiamo andare ad accostarci alla moglie di un altro perché è molto carina, dopo che ci ha invitato a rubare di nascosto sul lavoro perché abbiamo pochi soldi, dopo che il demonio - che ha il permesso di Dio per tutto ciò - ci invita a una serie di cose, si vede in noi chi siamo, cosa abbiamo nel cuore, e possiamo rispondere a questa domanda...»
Testo italiano: «Ma questa felicità ha un problema, questa donazione totale di Dio ha un problema, un unico problema. Qual è? Che Dio è amore e non può amarci senza chiederci il consenso, perché l’amore non si impone. (...) E la dichiarazione che Dio sta facendo, la fa durante la nostra vita, per questo tutti gli eventi della nostra vita, della nostra storia, hanno questa dimensione escatologica: abbiamo un incontro con il Signore. E questo Avvento ce lo ricorda e ci fa riflettere.»
Ebbene, l'incipit è identico, ma nel testo spagnolo Kiko asserisce che per dare una risposta all'amore di Dio è necessaria la presenza del demonio, anzi è Dio stesso a dire al demonio che il suo intervento è necessario; asserisce che, per poter avere libera scelta, è necessario poter scegliere il male.
Nel testo italiano Satana, come per incanto, scompare. Ma non era necessaria la sua azione? Nel testo emendato addirittura poco prima Kiko afferma: «Cristo ama noi: si dona totalmente a noi, non si riserva nulla. Noi magari
rispondiamo come possiamo» : quindi gli rispondiamo come possiamo, non è necessario il peccato o la tentazione. Kiko non lo dice: eppure, sembrava così convinto, a Madrid..


GIUDICARE È RICONOSCERE IL PECCATO ALTRUI O È PARLAR MALE DELL'ALTRO?
Testo spagnolo: «Per questo è molto importante non considerarsi superiore a nessuno [sic!], "consíderati l'ultimo e il peggiore di tutti". Perché se per qualche circostanza ti alzi e cominci a giudicare i fratelli della tua comunità, qualche fratello è caduto in adulterio e tu lo giudichi, perché ti credi superiore, Dio agirà. Questo è molto importante.»
Testo italiano: «un cristiano non parla mai male di nessuno. Sparlare dell'altro: proibito! Giudicare l'altro? Proibito ai cristiani! Non possiamo giudicare…»
Nell'annuncio spagnolo, Argüello riprende l'usuale tema del giudizio nei confronti degli altri: per lui, e così da sempre ha insegnato ai suoi catechizzati, non è il peccato mortale, il tradimento, lo stupro, ad essere obbrobrioso, ma il vederlo e il riconoscerlo nei fratelli (e magari denunciarlo).
Nell'Annuncio italiano ecco pronta la correzione di rotta: usando quasi lo stile di papa Francesco, dice che il giudizio è parlare male, sparlare dell'altro, non accorgersi del peccato e condannarlo.


DIO PREFERISCE I MALVAGI, MA NON IN ITALIA
Testo spagnolo: «O non vi importa nulla? Non vi importa nulla perché non siete eletti. Non avete nessuna grazia speciale, nulla. Siete amorfi. "Magari tu fossi freddo o caldo!"
Se tu fossi malvagio, in carcere, un assassino "perché non sei nulla, né freddo né caldo, dalla mia bocca sto per vomitarti"
Dio ti vomita, non ti vuole.
Amico, per rubare devi avere naso, devi essere qualcuno! Tu nulla, non sei capace neppure di rubare…»
Testo italiano: nessuna corrispondenza per le espressioni riguardanti "vomito" oppure sul fatto che per rubare ci voglia naso.
  O SEI SANTO, O SEI UNA CANAGLIA
Testo spagnolo: «Per essere santo è necessaria la croce. Per questo, se rifiuti la croce, sei un malvagio, non sei un cristiano, sei uno svergognato, sei una canaglia, sei uno che merita l'inferno.»
Autoritratti dell'autonominato «iniziatore»
Testo Italiano: «Dio in Cristo ha reso la sofferenza sacra. Tu la vuoi rifiutare? Non la vuoi vero? La sofferenza la detesti! Detesti la croce! No, illuminati nella nostra anima dallo Spirito Santo, dovremmo avere un rispetto immenso per la sofferenza umana…»
Se chi rifiuta la croce è un delinquente ed una canaglia, ciò dovrebbe valere al di là della nazionalità: invece scopriamo che questa regola è valida nei paesi di lingua ispanica, mentre in Italia Kiko ha preferito auspicare, per chi non accetta la croce, l'illuminazione dello Spirito Santo. Tutt'altra musica!




L'AMORE, I SENTIMENTI, SONO SOLO UN SOLLETICO AL CUORE
Testo spagnolo: «"Chi non ama Cristo sia anatema" dice San Paolo sia qui maledetto chi oggi non ama Cristo. Cos'è l'amore? È un sentimento? Ma io non sento nulla. Cos'è amare?… cos'è questo? Solletico nel cuore? Cosa è questo? Si ama Cristo come si ama una ragazza?»
Testo italiano: «Tutti dobbiamo amare Cristo: "Maledetto colui che non lo ama" dice San Paolo. Amare Cristo è l'unica verità, tutto il resto è vanità…»
Come si può constatare, non solo il testo dell'annuncio romano  è stato emendato dottrinalmente, ma ha subito una pesante revisione stilistica e di contenuti. 
Per esempio, nel passo riportato dal testo spagnolo, Kiko sviliva il sentimento d'amore fra uomo e donna e, in generale, qualsiasi sentimento umano, degradandoli al rango di pruriti del cuore". Kiko dimentica che l'amore tra uomo e donna è immagine dell'amore di Cristo per noi e per la Sua Chiesa. Naturalmente il testo italiano non riporta nessuna di queste espressioni poco felici.
Da notare che è stata anche cassata l'espressione kikiana "amare nella dimensione della croce".

Praticamente nel testo italiano mancano tutti i principali pilastri della bislacca "teologia" kikiana.


KIKO OPERA DI DIO, ARTISTA, CARISMATICO, MISTICO, PERSEGUITATO E FISCHIATO
Testo spagnolo: «Noi stiamo ricostruendo la Chiesa e la Chiesa non può prescindere da noi.
Sarebbe un errore enorme. Possono farlo ma sarebbe un errore, perché sarebbe opporsi all'opera del Signore.
Io sono un'opera del Signore. Parlo qui mosso dallo Spirito del Signore, come tutto ciò che ho fatto è stato per l'azione dello Spirito Santo.»
Testo italiano: «Non sono stato io: il Signore ha fatto con noi un'opera enorme».
Naturalmente nel testo italiano non compaiono le espressioni su "Pietro e Paolo, istituzione e carisma" (che nel gergo neocatecumenale hanno il chiaro sottinteso che Paolo = Cammino = carisma, cioè la Chiesa avrebbe assoluto bisogno del Cammino).
Così come non rinveniamo il racconto delle estasi di Kiko con la mente che fa crack e i fischi (ben meritati) ricevuti dai parroci di Firenze.
Nel testo italiano non c'è lo sproloquio sulle icone, sull'arte "occidentale" e sul Rinascimento.

Invece nel testo italiano viene aggiunto il termine "redenzione", che nel testo spagnolo non c'era.
Il termine "sacrificio" c'era nel testo spagnolo solo nell'espressione: "e se non si accorge che lo ami, non so, fai qualche sacrificio… entra in chiesa fai il rosario alla Vergine, chiedile Aiutami..." (sottinteso: non devi mica cambiare condotta di vita)…

martedì 16 ottobre 2018

Rompiscatologia kikiana

Pagliacciata kikiana del
"girotondo col passetto"

attorno alla bara durante i
funerali di un giovane neocat
Invenzione neocatecumenale: il "gruppo escatologico" (vedere un esempio [qui]).

L'escatologia è la scienza teologica riguardante il destino ultimo dell'uomo e dell'universo. Come al solito i neocatekikos amano riempirsi la bocca di paroloni altisonanti per qualificare le proprie attività di proselitismo neocatecumenale: racimolare nuovi adepti.

Ufficialmente vanno a portare "una parola di conforto" ai familiari delle persone defunte, come se ne avessero la capacità e il sacro dovere di farlo. Praticamente vanno a celebrare il kikismo-carmenismo e approfittare del dolore della gente per attirarla al Cammino.

Sono loro stessi a dircelo: infatti, tutte le volte che i neocatekikos proclamano di "annunciare il kerygma" (notate il parolone altisonante), in realtà stanno annunciando Kiko e Carmen (quando dicono "kerygma" in realtà intendono Kiko e Carmen).

Questo è molto pericoloso per le anime già in lutto per la perdita di una persona cara, poiché nella mentalità neocatecumenale "il Signore ti manda le disgrazie", cioè è un "dio" cattivo che ti infligge sadicamente lutti e dolori allo scopo di convertirti (noialtri cattolici invece sappiamo che la morte è entrata nel mondo a causa del peccato, non a causa di Dio; e sappiamo che benché Dio possa estrarre il bene dal male, non compirà mai il male allo scopo di ottenere il bene).

Come se non bastasse, tali gruppi di rompiscatologia kikista-carmenista si sono dati anche il compito di "animare le esequie". Animare? Nel senso che la Messa esequiale sarebbe di per sé inanimata e bisognosa di soggetti che facciano spettacolino e caciara? Scusate, non sarà mica che fanno quell'infantile balletto-girotondo attorno alla bara? (vedi foto in alto). Non sarà mica che qualche prominente membro neocatecumenale debba andare al funerale per zappare le corde della chitarrella ndrùng-ndrùng-ndrùng mentre canta urlando il tristissimo "Risuscitò" kikiano?

La neocatecumenalizzazione delle parrocchie procede speditamente:
Nella Parrocchia, quando i componenti delle varie comunità [neocatecumenali] cominciano ad avere esperienza della misericordia di Dio [sic], e a seconda della maturità di Fede, si mettono a disposizione del parroco dando un valido aiuto per le necessità della parrocchia, anche nelle varie pastorali:
  • Pastorale dei Battesimi.
  • Pastorale Liturgica.
  • Pastorale matrimoniale.
  • Pastorale degli ammalati.
  • Pastorale escatologica.
Chiaro? ogni scusa è buona per "invitare alle catechesi", per interferire con tutti i momenti di formazione cattolica dei fedeli, con tutte le preparazioni ai sacramenti, con tutte le occasioni in cui la Chiesa si dedicherebbe invece alla carità.
  • Sono laici che usurpano il compito del parroco con la scusa di "aiutarlo" (riesce facile solo se il parroco è neocatecumenalizzato per convinzione personale o per quantità di bustarelle ricevute). Ricordiamoci che quando un laico normale aiuta in qualche modo il parroco, lo fa per il bene di tutta la Chiesa, non lo fa per promuovere la propria agenda ideologica.
  • Si arrogano compiti a cui non sono affatto preparati (la panzana dell'esperienza della misericordia nasconde invece il fatto che sono stati i cosiddetti "catechisti" del Cammino a studiare a tavolino il modo di invadere la parrocchia). Vanno ad annunciare Kiko, a recitare preghiere secondo la modalità stabilita da Kiko, cantando i canti di Kiko, "testimoniando" le opere di Kiko, parlando il gergo di Kiko... Non a caso il Cammino viene visto sempre come una setta.
  • Essendo idolatri del tripode Kiko-Carmen-Cammino, sono zelantissimi ("i ministri di satana sono sempre più zelanti dei ministri di Dio", come osservò santa Francesca Cabrini). Chiunque abbia avuto a che fare con dei neocatekikos conosce la loro ossessione e metodicità nel tentare di imporre in ogni modo il kikismo-carmenismo.

giovedì 5 aprile 2018

Kiko nasconde, dietro l' "abitazione celeste" di Carmen, il "regno delle tenebre".

Osservando alcune icone dell'Anastasis, ho fatto una scoperta inaspettata.

In tutte, nella parte inferiore, viene rappresentato il regno oscuro della morte con tratti, spirali, piccole figure strane e linee spezzate che riportano alla mente il ritratto di Carmen Hernández, riveduto e corretto, dipinto da Kiko su uno sfondo "astratto" apparentemente senza senso... qualche scarabocchio e niente di più; una cosa proprio curiosa e inusuale dipingerci sopra un santino, tanto che uno si domanda: Kiko, come mai?

Quindicesima mancata verità: il "santino" di Carmen tutto buchi e scritte tra i capelli.

Kiko dice:
"Io vi regalerò questo (mostra l’icona) e anche questo (santino di Carmen). Dietro ho scritto:
Cari fratelli, vi do un ricordo di questa convivenza. È un disegno che ho fatto da una foto di Carmen. Ve lo regalo perché preghiate per lei e per me e il Padre Mario.Coraggio il Signore Gesù e la Santa Vergine Maria ci aiutino in tutto.Kiko
Ho messo uno sfondo che ricorda la sua abitazione celeste: un fondo astratto. È un buon regalo vero? Ci ho messo un mese perché quel disgraziato del Padre Ezechiele mi ha comprato in Austria una carta che non era da disegno e mi ha fatto morire, perché ogni volta che dovevo fare una correzione all’occhio, perché basta poco perché non gli assomigli, ogni volta che lo cancellavo si rompeva la carta. Se vedete l’originale è pieno di buchi e rattoppi. Alla fine è venuto bene. È un disegno che ho fatto da una foto di Carmen. Un foglio da disegno ha un certo spessore che ti permette di cancellare, ma questa non so cosa fosse, forse un foglio per fare le fotocopie. Correggevo e facevo un buco: mamma mia, cosa faccio adesso? Prendevo un altro foglio e provavo a incollarlo dietro, non vi dico! Ci ho messo un mese."
Ci ha messo un mese. Infatti, deve averlo riempito di buchi a forza di scrivere inquietanti messaggi tra le ciocche dei capelli.



Forse gli "inquietanti messaggi" possono, finalmente, essere interpretati.



Ho trovato una incredibile somiglianza tra l'incomprensibile sfondo astratto e tutto colorato di Kiko alla sua "Carmen rifatta" e la raffigurazione in bianco e nero del regno della tenebra, ricorrente in tutte le icone dette dell'Anastasis.

Cliccare per ingrandire
A dimostrazione, due di queste icone (ma se ne possono visionare molte) e qualche stralcio tratto dalla lettura interpretativa delle stesse:

I due "imperi" (in basso e in alto): l'icona presenta anche due sfere della vita spirituale: l'impero della morte, raffigurato nella cavità sotterranea scura e popolata di ombre che agiscono nell'uomo in modo "camuffato", nell'ombra, appunto; la sfera di Cristo, in alto, che, al contrario, si presenta apertamente, è luminosa, alla quale l'uomo arriva se cammina nella vita spirituale, rinunciando a chiudersi nel peccato.

Il fondo dell'icona dipinge l'Ades come un baratro tenebroso e spesso attorno sono disegnati catene e lucchetti spezzati. Frequentemente una o due figure sono rappresentate nell'oscurità, incatenate e generalmente identificate come personificazioni della Morte e/o del Diavolo.

Kiko, quando ha lavorato per un mese sull'immagine di Carmen, aveva forse in mente le icone dell'Anastasis? Le aveva impresse dentro? O lavoravano semplicemente nel suo subconscio?

Concludiamo ricordando che Kiko ha sempre detto che nessuno può fare arte sacra se non attenendosi all'iconografia sacra. Se questo è vero, nulla giustificava un infantile disegno astratto senza senso. Piuttosto Kiko, maestro in mistificazioni, ha preso dalle icone i canoni del regno della tenebra e, semplicemente colorandolo, ha preteso di propinarcelo come regno della luce.



Il "Ritratto della Carmen reinterpretata da Kiko" è pieno di simbolici significati.

Oltre che santino e icona, è anche la copertina del primo tomo dei "diari".

Sul retro del libro torna prepotente il nero pece! ("Vade retro!")

Forse un omaggio doveroso al "regno della tenebra", abilmente camuffato sullo sfondo del ritratto.

Al centro troneggia, inquietante, puntuto, il "Logo Aziendale" del maestro Argüello:




Kiko





Giusto per porci l'ultima, risolutiva domanda: 

Forse gli servivano per la "dimora celeste"!

lunedì 2 aprile 2018

Kiko svela l'unico peccato che spedisce il neocatecumeno dritto all'Inferno.

Il confronto immediato tra queste due parti, tratte dallo stesso Annuncio di Pasqua, fatto da Kiko, è sorprendente.


Annuncio di Pasqua 2018: pag.12-13. estratto:
(Kiko ricorda che, nelle domeniche di Pasqua, ci sarà la Missione delle 100 piazze con Papa Francesco (sigh!). 5 incontri.)
Si parla di Chiesa, si pensa alla "kikomunità".
"Dico questo perché tutti siete chiamati a questi incontri nelle piazze, ad annunciare il vangelo. Siamo assolutamente obbligati a rendere testimonianza al mondo della fede che Dio ci ha dato.Al primo incontro dovete andare tutti con i giovani, le chitarre, ballando e cantando e poi, alle persone che si sono radunate, farete la catechesi: “Chi è Dio per te".Nel secondo incontro: “Chi sei tu?"Terzo incontro: annuncio del kerigma. La notizia della salvezza è dire a tutti che se ascolti questa notizia e credi ti salverai, avrai la vita immortale.Il quarto incontro: chiamata a conversione. Si prepara una penitenziale con i preti nella piazza.Nel quinto incontro si parla della Chiesa: Che cosa è una comunità cristiana, invitando coloro che sono presenti – se vogliono – ad essere aiutati attraverso una comunità cristiana. Coloro che dicono di sì li radunate in una casa e fate le catechesi con la convivenza e possono entrare in una comunità. Dio ci ha ispirato di fare questo. E’ importante questo annuncio. Vi è scomodo andare per le piazze? Se preferite la comodità che non annunciare Gesù Cristo, sicuramente il Signore manderà un altro fatto che vi salvi dall’inferno. Non c’è cosa peggiore che il borghesismo. Le parole più terribili sono per queste persone e dice la Scrittura: “Poiché non sei né freddo e né caldo, ma tiepido, io ti vomiterò”. Dio vomita. Magari fossi freddo, un ladro, un ateo, magari! Non sei niente, uno che si passa la vita davanti alla televisione, sei un comodo ed hai perso lo zelo. Come puoi chiamarti cristiano se hai perso lo zelo di tuo Padre che vuole salvare l’umanità, tutta l’umanità inviando il suo unico Figlio? Perdere lo zelo è la tragedia più grande. Lo zelo si perde per la tiepidezza, diventa tiepido chi si installa, essere installati, come un prete che si accomoda nella parrocchia con la sua macchina, i soldi, i suoi amici e non si rende conto che ha perso lo zelo per evangelizzare, non ha niente. Magari Dio deve mandare qualcosa: con la tiepidezza si va all’inferno!Il mondo intorno a noi sta morendo e tu vuoi stare comodo? Attenti! È importante che venga la Pasqua a svegliarci."


Annuncio di Pasqua 2018: pag.20-21. estratto:
Giovani neocatecumeni zelanti.

"Allora, Signore, cosa dobbiamo fare perché questo - che Dio ci ama e vuole essere uno in noi - si realizzi veramente? Che cosa dobbiamo fare? Ecco, convertitevi e credete. Dobbiamo credere, credere! E che cosa è credere? Credete che Cristo sta desiderando di stare dentro di voi. E c’è bisogno di mettere qualcosa da parte nostra perché questo si realizzi? “Devo lasciare il peccato, devo cambiare la mia vita? Che devo fare? Credo quello che Kiko sta dicendo, perché sta facendo un ministero a favore della mia fede e lo ringrazio, anzi ringrazio Dio che ha suscitato questi catechisti per aiutare me. Ma vorrei sapere di più: che devo fare perché Cristo sia perfettamente uno in me?”. Credete alla Buona Notizia, credete. Credi che Cristo ti ama, non avere paura. Cristo mai ci ha giudicato, mai, è sempre pieno di misericordia soprattutto con i peccatori. Quando quella prostituta, che aveva una cattiva fama, ha cominciato a toccargli i piedi – come sapete i piedi sono un simbolo erotico – e li bagnava con le sue lacrime e li asciugava con i suoi capelli – anche i capelli sono un segno erotico, è proibito alle donne ebree mostrare i capelli, hanno sempre il capo coperto perché i capelli sono un segno erotico – i farisei dicevano: “Se sapesse chi lo sta toccando, che donna è questa” e Gesù Cristo dice: “Non sono venuto per i giusti, sono venuto per i peccatori”, e i peccatori siamo noi, perché siamo tutti peccatori.
[ndr. solita sublimazione dei peccati sessuali]
Coraggio fratelli, vi annunzio che viene la Veglia Pasquale del 2018, in modo che siamo contenti di andare nelle piazze ad annunciare Gesù Cristo.
...dovremo portare la Buona Notizia a tutti gli uomini... Ecco, qui ti si dice come si può essere uno con Cristo: devi vivere per Colui che è morto e risorto per te. E Cristo, che è morto per te ed è risorto per te, cosa vuole da te? Vuole che ti offri come famiglia in missione? Devi offrirti. Sei una donna nubile e vuole che ti offri alla Chiesa per andare ad aiutare un seminario? ...Cristo è morto perché tu non viva più per te. No no, dovresti odiare la tua vita, e non solamente la tua vita, dovresti odiare la tua anima.“Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo Chi non odia la sua anima non può essere mio discepolo” (ndr. citazione inventata di sana pianta - [nota 1] ) Dice S. Paolo che chi è in Cristo è una nuova creazione, le cose vecchie sono passate e ne sono nate di nuove. Le cose nuove sono la fede, la grazia dello Spirito Santo. “Colui che non aveva conosciuto il peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore Dio lo ha fatto peccato per noi”...
(ndr. altra citazione inventata: il testo scritturistico dice Dio «lo ha trattato da peccato» per noi, non dice che Dio «lo ha fatto peccato», che è una cosa completamente diversa).
...e in questo canto ho inserito la frase di S. Paolo che dice: “Guai a me se non annunziassi il Vangelo”.
Vorrei anche accostare alla catechesi del "cosa dobbiamo fare per essere uno con Dio?" - abbiamo visto che la risposta di Kiko è una sola: "ascoltare me" - lo scrutinio, scovato da Lino e tratto dal mamotreto della Traditio, sul porco/nato, che scopre la sua natura, facendo il cammino neocatecumenale, grazie al fango.

Questo scrutinio è stato eliminato nel direttorio corretto e concerne il fango sul cieco nato di Gv 9, tema portante della tappa e degli altri scrutini.


Kiko: Prima del cammino tu eri cieco? Cosa non vedevi?

Z.: Prima del cammino io ero un bigotto, perché sono nato nella Chiesa e avevo un moralismo terribile, una terribile paura dell'inferno. Dovevo presentare sempre la faccia di buono, non avevo mai un peccato, la colpa era sempre degli altri. Io ho fatto quello che ho voluto durante tutta la mia vita e nel fondo non mi sono mai creduto peccatore perché sono stato una brava persona, perché andavo sempre a messa e non mi vedevo cieco. Un giorno ho sentito l''annuncio e attraverso quello il Signore mi afferrò; dopo aver ascoltato tutta la catechizzazione, dopo essermi messo in cammino, il Signore ha fatto sì che attraverso la sua Parola, attraverso la comunità, io cominciassi a vedere che ero un maiale. Il Signore ha permesso, mentre stavo in comunità, ha permesso che io peccassi perché vedessi come ero. Dentro la comunità, attraverso la Parola, il Signore mi ha messo davanti i miei peccati.

Kiko: Tutto il fango che c'era in te, la porcheria che c'era in te.

Z.: In quantità! Io non capivo, prima del cammino, perché uno sposato se ne andava con un'altra; questo non lo comprendevo. Il Signore ha permesso che io commettessi adulterio, quando stavo già nel cammino. Mi ha fatto vedere che sono un adultero, mi ha fatto vedere che sono un egoista, che adoro il denaro; mi ha fatto vedere che non amo nessuno, né mia moglie, né i miei figli, che amo solo me stesso, che ho cercato sempre di trarre vantaggi dagli altri. Questo mi ha fatto vedere il Signore attraverso questo tempo, mi ha messo fango sugli occhi facendomi vedere che sono cieco perché potessi vedere che Lui mi ha amato così, non ha avuto schifo dei miei peccati, non mi ha disprezzato, mi ha amato! E questo l'ho visto nella comunità, perché conoscendo i miei peccati il Signore si è avvicinato attraverso i fratelli; attraverso mia moglie si è avvicinato a me e mi ha voluto bene. Il Signore si è avvicinato a me in persone concrete, e mi ha voluto bene. Allora io ho sperimentato che Dio mi ama così come sono, ridotto ad essere un disgraziato.[...]
Questo lo scrutinio: e Kiko ascolta, senza scomporsi, questa esperienza.
Ricordiamo che alla Traditio si arriva dopo diversi anni di cammino.
Il fulcro dell'annuncio kikiano è innestato sulla catechesi del cieco nato, paradigma del cammino, che altro non è se non il metterti fango sugli occhi, in modo che tu, sentendoti sporco, vada a lavarti alle acque del tuo Battesimo e, finalmente, veda. Cosa? I tuoi peccati. Questa è la patente necessaria per poter essere inviato (da Kiko) ad evangelizzare.

Il cammino non insegna mai a fermarsi
un gradino prima di cadere nel peccato.

Appare chiaro che, in tutto quello che si dice agli scrutini, risuona la predicazione di Kiko, instillata per anni.


Kiko stesso ripete che è il Signore a permettere che tu cada, perché devi riconoscere che "sei un peccatore che non può non peccare". Nel concreto Dio permette che tu commetta un adulterio, che tu rubi, che tu sia un violento, un iroso, un prepotente, un falso, un approfittatore. In sostanza, se necessario, Dio permetterà che tu commetta tutto quanto non hai mai commesso prima di entrare in cammino, perché se non ti viene messo fango sugli occhi, mai potrai essere cristiano, mai potrai essere evangelizzatore per gli altri [notare che l'azione di mettere il fango sugli occhi è di Cristo: qui è racchiuso il senso, di quanto insinuato da Kiko, di un dio (il dio di Kiko) che concretamente ti spinge a peccare, perché tu possa finalmente vedere]

Non una parola sulla gravità del peccato di adulterio, sul rendere vana la grazia, nulla. Abbiamo conferma di tutto questo nelle decine di esperienze, raccontate dalle vittime di abusi di ogni genere subiti nel cammino. Il cammino, che è cammino del fango, è ben fatto quando ti illumina su tutti i tuoi peccati, ti convince che sei capace delle peggiori cose, un essere abietto, uno schiavo che non puo non peccare, tanto che, se non ne sei ancora convinto, Dio stesso permetterà che tu pecchi rovinosamente. Questa per Kiko è una grazia immensa, concessa da Dio al vero camminante! Mentre le vittime sono accusate di moralismo, poiché giudicano il peccatore e non perdonano: esse; in fondo, credono di essere migliori. Concludiamo che la loro esperienza del fango non è altrettanto compiuta.

Voglio anche sottolineare che il modo di esporre la propria esperienza, da parte di questo fratello grato del bene che il cammino gli ha fatto, segue un cliché; non ha nulla di spontaneo, come del resto niente è spontaneo nel cammino di Arguello.
Si inculca un modo di pensare, stereotipi che si ripetono sempre uguali. Appare chiaro che Kiko è compiaciuto del bel risultato sortito dal cammino, nel caso di specie.

Sì, proprio questo si vuole ottenere, questo lo scopo ultimo e questo noi vogliamo portare alla luce.
La terribile frase "Dio mi ha fatto commettere un adulterio" in fondo, non l'ha inventata il fratello, è quanto Kiko trasmette subdolamente con il suo insegnamento.
Una eresia totale, una cosa che non si poggia sulla Parola di Dio, né sui Vangeli, né sul Magistero della Chiesa, nè sull'insegnamento dei Padri. [nota 2]
Ed è bene andare a fondo, perché qui è un punto molto importante: Kiko copre, con l'indulgenza che usa solo in questi casi con gli scrutinati, la sua autoassoluzione e, contestualmente, quello che è il pilastro del suo Potente Cammino - ma che non è né cristiano né cattolico -, ossia la scoperta del "peccato come luce donata al cieco nato attraverso il fango", questa sola conoscenza abilita il camminante all'annuncio del prodigioso Kerigma kikiano.

Notate come fino a questo punto
non ha pronunciato qui nessuna delle parole dure
che destina a chi si sottrae all'attività delle "100 piazze".

Tanto parlare di indolenza, borghesismo, assenza di zelo, ci fa inoltre intuire quanta pesantezza serpeggia tra i fratelli delle comunità: numerosi non tollerano più il ripetersi di questi invii ridicoli, con chitarre, megafoni, arredi kikiani, come scemi nelle piazze.

Più che un'intuizione, sappiamo di alcuni fratelli che, nel loro discernimento, avendo anche finito il cammino, si sono rifiutati di andare e sono stati cacciati via dal cammino, per essere di esempio a tutti. Certo Kiko non puo' tollerare che qualcuno pensi e faccia di testa sua e gli sfugga dalle mani.

Per questo ripete ogni volta "Il Signore ci ha ispirato". La verità è che ha bisogno di adepti che dedichino tutto il loro tempo a fare proselitismo. Ha, perciò, trasformato (solito kikoabuso della Parola di Dio) la "tiepidezza" dell'Apocalisse nell'assenza di zelo per il kikannuncio e il "sto per vomitarti dalla mia bocca" nello spedirti, da parte di Kiko, dritto all'inferno. Di nuovo con le sue minacce a terrorizzare gli sprovveduti fratelli, per tenerli saldamente sotto controllo.

Kiko superstar si concede ai suoi fans.
Nessun amore alla persona, nessuna premura per le anime che si affidano a lui. E, mentre insegna ai fratelli ad "odiare la loro stessa anima" [deturpando ancora una volta la Parola di Dio] lui la devasta con la sua pestifera dottrina.

Avrebbe dovuto dire - come nel caso dell'"adultero tardivo"- a chi pecca, e pecca tanto gravemente dopo anni e anni di cammino, da vero padre, se lo fosse: "Ma ti sei reso conto di cosa hai fatto? Tu hai reso vana in te la grazia di Dio! Pensa a quanto Dio ti ha amato? Quanto sta facendo per te in questi anni? Quanti strumenti di salvezza ti ha dato?" (Da notare che già hanno venduto i beni, versano mensilmente la decima e hanno ricevuto la consegna della Preghiera quotidiana delle lodi, in più molti sono catechisti o esercitano vari carismi nella cominità).

Avrebbe dovuto dire che Dio ci chiama alla santità, che a chi commette questi peccati, peggio se dopo anni di cammino, e dà scandalo soprattutto ai piccoli, a questi sì che Gesù riserva le parole più dure, le più tremende! Altro che a chi si scoccia di andare nelle piazze! (cfr. Mt. 18, 6s. [nota 3])

Avrebbe dovuto mettere sotto gli occhi la verità, per chiamare seriamente al pentimento e al fermo proposito di non peccare più, sapendo che Dio a questo ci chiama, Gesù per questo è morto sulla Croce, per darci la vittoria sulla tentazione e sul peccato sempre, tutte le volte che gli chiediamo aiuto con cuore sincero, appoggiati in lui, per poter vivere nella santità.

Se no che razza di cammino di fede facciamo mai? E a che cosa serve?
Ma per Kiko tutto questo è solo un moralismo. (abbiamo già raccontato come Kiko si rivolge, a chi manifesta di voler "impegnarsi nel bene" - parola bandita nel cammino - con la fatidica frase: "Ma tu sei entrato nel cammino per diventare santo?", come a dire "Tu non hai capito niente!".)


Di fronte a uno che dice "il Signore mi ha fatto adulterare", Kiko ascolta, tace e sorride!
Altro che borghesismo e televisione e il suo solito tirare in ballo il povero prete indolente, e idolatra! Invece di guardare piuttosto alla sua misera vita!

L'annuncio di Kiko è questo:
«I padri della Chiesa chiamavano il Kerygma "sperma dello Spirito" perché possiede il potere, se qualcuno lo ascolta e lo crede e passa i suoi peccati a Cristo, di gestare in lui l'uomo nuovo: Cristo, che sta come sommo sacerdote davanti al Padre, assume i peccati di quest'uomo anche se è un adultero, un assassino, una canaglia, e lui può ricevere dal cielo il perdono dei peccati e con il perdono dei peccati riceve dal cielo anche lo Spirito divino, lo Spirito Santo che è Dio (...) E come la Vergine Maria quando dice all'angelo: "Sia fatto in me secondo la tua parola", immediatamente entra il lei lo Spirito Santo e forma nella Vergine un piccolo embrione, così questo si realizza in ogni cristiano. Dentro ogni cristiano che ascolta l'annunzio del Vangelo, del Kerygma, immediatamente si forma - se crede - un embrione che si chiama FEDE.»
Kiko lo ripete, invariato, dall'inizio alla fine del neocatecumenato.

Che significa? Che se un suo adepto cade nei peggiori peccati, anche una volta finito il percorso e indossata la veste bianca, Kiko lo conferma perché ha fatto bene il cammino, visto che è uscito, ancora una volta, dagli inganni, perché ha conosciuto - nel senso biblico del termine - che è uno schiavo capace dei peggiori peccati.
E ora deve solo ascoltare il KERIGMA e credere, per essere salvato.
Mi domando:
ma perché a chi non ha zelo per le "100 piazze" - ben descritte come occasione di proselitismo, non come gratuito annuncio di Gesù Cristo (cosa che Kiko sfacciatamente sostiene, mentendo, al Papa e ai Vescovi) - Kiko minaccia l'inferno?
Perché li terrorizza dicendo loro che conviene vadano, con o senza desiderio, altrimenti Dio li punirà con castighi memorabili, manderà loro terribili avvertimenti perché è Dio che "vuole che tu ti offri per la missione" "tu devi rendere testimonianza...nelle 100 piazze", questo obbligo te lo impone Dio, perchè Dio parla in me!

E ancora mi domando:
Perché non dice "ascoltami bene, se sei tiepido, se, invece di andare alle 100 piazze ti sei istallato nelle tue comodità e, mentre i tuoi fratelli andavano, tu sei rimasto a casa e hai visto che sei un peccatore, e oggi sai che sei il peggiore di tutti! Ora "ascoltame" io ti annuncio il Kerigma e se tu mi ascolti, "di pronto" tutti i tuoi peccati sono perdonati... poi domani se vuoi puoi anche confessarti, ma ora scende su di te lo Spirito Santo e, come nella Vergine Maria, gesta in te una nuova creatura!"?
Non trova di meglio, nelle Scritture, che il passo dell'Apocalisse (cap. 3) sulla tiepidezza, forzando l'interpretazione tutta a suo favore, come al solito.

Kiko, sempre lui...
...trascura la parola sugli scandali, dimentica la macina di mulino al collo, tralascia gli scritti di S.Paolo, che mette in guardia i cristiani sui peccati della carne, ricordando ai suoi che il nostro corpo è "tempio dello Spirito Santo" e che "non apparteniamo a noi stessi".

Dice san Paolo: "Qualsiasi peccato l'uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà alla fornicazione, pecca contro il proprio corpo". [nota 4]
Qui davvero si tradisce l'essere uno con Dio, di cui Kiko parla e straparla a sproposito, mutuando, il più delle volte, un linguaggio umano irriverente, perché, nel cammino, si tiene in bassissimo conto il peccato che, più di ogni altro, ci allontana dall'essere uno con Dio.

Kiko non comprende il significato - per se' e per i suoi inviati, testimoni di tanti sorprendenti miracoli, come egli stesso dice a sua condanna - di ciò che dice Gesù: "A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più". [nota 5]

Un vero catechista dovrebbe interrogarsi, restare costernato, di fronte al fatto che, dopo anni e anni di formazione, di predicazioni ascoltate, di preghiera quotidiana, di evangelizzazione, un suo discepolo cade e ricade in peccati della carne: adulteri, abusi, approfittando proprio dello stare in comunità, e magari del ruolo stesso che ricopre, tutti peccati che gridano vendetta a Dio.
Questo è rendere vana la Grazia.
Kiko annuncia il potere del Kerigma "ascolta", dice, credi e tutti i tuoi peccati sono perdonati, se credi veramente. Tanto basta, per lui... eccezion fatta per un solo peccato.
Kiko ha definito "peccato di morte", degno dell'inferno, unicamente il preferire le comodità all'andare per le 100 piazze a fare il saltimbanco; qualunque cosa, pur di rimpolpare le sue comunità sempre più ridotte al lumicino, visto che, con le ultime catechesi nelle parrocchie, non nasce neanche una comunità decente, per l'esiguo numero di persone che le seguono.
Non sa più cosa inventarsi.
È alla caccia di nuovi seguaci, a qualsiasi costo e, come lui percorre la terra instancabilmente, così vuole che facciano i suoi; tutto per conquistare nuovi "proseliti".
Si'! tutti questi teatrini di ispirazione kikiana sono finalizzati unicamente al proselitismo della sua setta, ed egli è cosi' spudorato che ha pure il coraggio di intestare a Papa Francesco l'iniziativa della sua opera!
Ma per Kiko è la parola:
Mt. 23, 15
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo prosèlito e, quando lo è divenuto, lo rendete degno della Geènna due volte più di voi.





[nota 1]
Mc 8,34-37:
34Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. 35Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà. 36Che giova infatti all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima? 37E che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria anima?
[nota 2]
Sant'Agostino.
La grazia e il libero arbitrio. [A VALENTINO E AI SUOI MONACI]
L'uomo non può giustificarsi chiamando in causa Dio.2. 3. Ma ci sono uomini che cercano di giustificarsi perfino mettendo avanti Dio stesso, e a loro dice l'apostolo Giacomo: Nessuno, quando è tentato, dica: E' da Dio che sono tentato. Dio infatti non è tentatore al male; Egli al contrario non tenta nessuno. Ma ognuno è tentato perché attratto ed allettato dalla propria concupiscenza; poi la concupiscenza, quando ha concepito, genera il peccato; e il peccato, quando è stato commesso, genera la morte 4. Sempre a coloro che vogliono scusarsi prendendo a giustificazione Dio stesso, risponde il libro dei Proverbi di Salomone: La stoltezza dell'uomo stravolge le sue vie; e invece nel suo cuore egli accusa Dio 5. E il libro dell'Ecclesiastico afferma: Non dire: E' a causa del Signore che ho deviato; infatti tu non fare ciò che Egli detesta. Non dire: E' perché Egli stesso mi ha tratto in errore; infatti Egli non ha bisogno di uomini peccatori. Il Signore odia ogni turpitudine e questa non è cosa che si possa amare da parte di coloro che lo temono. Egli all'inizio creò l'uomo e lo lasciò in mano al proprio consiglio. Se vorrai, osserverai ciò che ti viene prescritto e la completa fedeltà a ciò che a Lui piace. Egli ti mette davanti il fuoco e l'acqua; stendi la mano verso ciò che vorrai. Dinanzi agli occhi dell'uomo c'è la vita e la morte, e gli sarà data quella delle due che gli piacerà 6. Ecco che vediamo espresso nella maniera più lampante il libero arbitrio della volontà umana.

[nota 3]
Mt 18,6-7:

6Chi invece scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare. 7Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che vengano scandali, ma guai all'uomo a causa del quale viene lo scandalo!
[nota 4]
1Cor 6,15-20:

15Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò dunque le membra di Cristo e ne farò membra di una prostituta? Non sia mai! 16O non sapete voi che chi si unisce alla prostituta forma con essa un corpo solo? I due saranno, è detto, un corpo solo. 17Ma chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito.18 Fuggite la fornicazione! Qualsiasi peccato l'uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà alla fornicazione, pecca contro il proprio corpo. 19O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? 20Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo!
[nota 5]
Lc 12,47-48:

47 Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; 48quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più.