martedì 27 marzo 2018

Testo del Kikoannuncio di Kikopasqua 2018


Notare le sigarette e
l'atteggiamento del santone
(fonte 1) (fonte 2)

Nel gergo neocatecumenale, i grandi show in cui Kiko Argüello si degna di ammannire le sue omelie ai fratelli del Cammino, vengono detti "annuncio".

Presentiamo qui sotto il testo completo del cosiddetto "annuncio" di Pasqua 2018 avvenuto lo scorso fine settimana a Roma, evidenziandone in giallo alcuni passi discutibili (naturalmente non sono gli unici passi meritevoli di dibattito).

In estrema sintesi, i punti principali di questo Annuncio sono due:

1) celebrare le veglie pasquali neocatecumenali separatamente dalla parrocchia, contraddicendo le disposizioni del Santo Padre, della liturgia, dei vescovi "Faraoni", dello Statuto, ecc.;

2) il ciclo delle cosiddette "catechesi iniziali" del Cammino viene trasferito nelle 100 Piazze Neocatecumenali, possibilmente affidato a dilettanti allo sbaraglio, e i nuovi adepti che vengono raccattati vanno spediti a rimpolpare le nuove comunità fondate altrove.

In pratica il Cammino si prepara a ritirarsi nelle case perché non può più abbindolare le parrocchie.

A differenza di altre occasioni (come ad esempio quando Kiko blaterò che il Papa avrebbe detto "Kiko è un santo"), nel solito diluvio di vaccate stavolta non ne ha dette di grossissime, ad eccezione della processione a Cuenca. Nel testo che segue (riportato per intero ad esclusione delle pagine pubblicitarie conclusive) suggeriamo in particolare di considerare questi punti:
  • Kiko parla di sé stesso: «Non solo sono un grande artista ma anche musicista» (pag. 3) e più avanti aggiungerà: «io... io... io...»
  • Carmen, citata dalla Ascension che ne avrebbe preso il posto, dice che i vescovi sfavorevoli al Cammino sono "faraoni" che si reincarnano ad ogni Pasqua per impedire al Cammino di fare la propria veglia pasquale separata (pag. 5)
  • si nota l'ossessione per Mosè e la Pasqua ebraica, e l'uso maniacale di termini come "faraone", "midrash", ecc. Il comico don Mario a pagina 7 altera le parole del Papa, rimpiazzando "Messa" (una parola da cristiani della domenica!) con "Eucarestia". Solito vecchio vizietto neocatecumenale;
  • Pezzi poi addirittura afferma che fare la veglia separata non significherebbe rompere la comunione con la Chiesa, e fa tutto uno sforzo per mistificare le parole del Papa, blaterando che l'unità della parrocchia si farebbe anche con le veglie separate neocatecumenali (pag. 7).
  • notevole e "pericolosissimo" l'esempio fatto, secondo cui un fratello di comunità che frequenta poco, può nonostante ciò sentirsi "unito" alla sua comunità (che ne pensate? il sottinteso è che si faccia vivo alle convivenze e soprattutto che paghi puntualmente la Decima...) (pag. 8)
  • Kiko disprezza le parrocchie ("vengono in 4 o non vengono affatto") perché non fanno la veglia di tutta la notte - quella neocatecumenale che si conclude pranzando alle 5 o alle 6 del mattino (pag. 9);
  • Kiko afferma che bisogna avere per forza delle sofferenze, altrimenti niente santificazione (capite? non parla di santificazione mediante l'«accettare» le eventuali sofferenze della vita, ma sta insinuando di "cercarsele" se non si hanno! è il narcisismo delle sofferenze, tipico dei kikos, e i cosiddetti "catechisti" te le rivangano addosso) (pag. 10)
  • Kiko profetizza quasi 150.000 fratelli presenti il 5 maggio a Roma (pag. 10) e già ora "non c'è più posto" a Roma e nelle parrocchie, tutto miracolosamente pieno (pag. 11)
  • Kiko nomina (molto probabilmente a sproposito) il card. Florit (1901-1985), che notoriamente era un conservatore e che aveva punito don Milani e don Mazzi (pag. 11)
  • Kiko racconta del magico italo-spagnolo Torreggiani che avrebbe tanto, tanto, tanto insistito affinché Kiko facesse "l'iniziazione" nelle parrocchie italiane; l'éskimo era tipico dei giovanotti di sinistra; la citata "messa con le chitarre" era certamente la messa beat che andò di moda brevemente all'epoca (pag. 11)
  • il fu Franco Voltaggio è il grosso Super Catechista citato nella Tela del ragno (pag. 12)
  • Kiko la spara grossa dicendo che 250.000 inglesi nell'arco di 365 giorni non hanno parlato con nessuno (pag. 13)
  • Kiko lancia le nuove catechesi iniziali in piazza per rimpolpare le comunità fondate altrove: dopo l'ultimo incontro in piazza «li radunate in una casa e fate le catechesi con la convivenza e possono entrare in una comunità» (pag. 13): per la serie, ci cacciano dalle parrocchie e noi proseguiamo in piazza... e se le comunità appena fondate si sfrondano rapidamente, le rimpolpiamo con gli adescati della piazza;
  • chi non fa la missione in piazza è malato di «borghesismo» e di «tiepidezza»: lo dice Kiko, praticamente minacciando l'inferno a chi non partecipa alle Cento Piazze... (per tutti gli altri peccatori basta ascoltare il suo "kerygma" e credere per essere salvati) (pag. 13)
  • Kiko l'astrofisico proclama: quando Dio dice "sia la luce", appare il big bang (pag. 13)
  • Kiko ancora ossessionato dal sesso... (pag. 14)
  • ...e dall'imbonire i fratelli ebrei: "la spada del nazismo" (pag. 14)
  • Kiko nomina il grande classico della spiritualità L'imitazione di Cristo ma evita di consigliare di leggerlo (infatti ne conosce solo il titolo). Invece varrebbe davvero la pena di leggerlo e meditarlo. Ma se i kikos prendessero sul serio quel libro, uscirebbero rapidamente dal Cammino (pag. 15)
  • Kiko vanta un successone a Pechino, in Cina, ma sta parlando dei vescovi "patriottici" cinesi praticamente ostili al Papa e alla Santa Sede, definendoli «entusiasti perché erano stati alla Domus» di Kiko («tutti dicono che è una meraviglia e tutti sono entusiasti»)... ed «erano rimasti toccati dal kerigma» kikiano (pag. 17)
  • in Cina il Cammino avrebbe appestato sia la Chiesa "clandestina" (quella unita al Papa e perciò sempre perseguitata), sia la Chiesa "patriottica" (quella unita invece al Partito Comunista Cinese) (pag. 18)
  • Kiko ripete il solito raccontino dell'esorciccio alla Cina del 1995 (è dal 1995 che lo ripete in ogni occasione) e la storiella sbagliata dell'ammiraglio Nimitz (pagg. 18-19)
  • Kiko menziona una processione a Cuenca dove «permettono alla gente di insultare Cristo... dicono delle bestialità tremende... mi venivano i brividi per come insultavano Cristo...» (pag. 19). In realtà a Cuenca non si fa niente del genere. La processione delle Turbas del venerdì santo a Cuenca mette in scena la Passione del Signore «col massimo rispetto e devozione», senza insulti, ma solo a suon di trombe e clarinetti. Kiko ha mentito, non è mai stato a quella processione, e spaccia per realtà le sue fantasie blasfeme;
  • Kiko dice «mi sento veramente un peccatore e non so se mi salverò» (pag. 20); subito dopo gli sfugge un'affermazione tagliata a metà: «e adesso anche questa sorella mi conosce». Quale sorella? E riguardo a tale "sorella", cosa diavolo c'è da conoscere su Kiko che non è stato ancora ufficialmente rivelato?
  • Kiko vede "segni erotici" dappertutto (pag. 21)
  • Kiko mistifica il Vangelo di Luca: Lc 14, 26-27 dice: «26Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. 27Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo». Kiko invece lo deforma così: «Chi non odia la sua anima non può essere mio discepolo». (pag. 21) Scusate, ma Kiko lo sa che "odiare la propria anima" significa rifiutare la salvezza?
  • Subito dopo Kiko mistifica anche la Seconda Lettera ai Corinzi: 2Cor 5,21: «...Dio lo trattò da peccato in nostro favore», e Kiko invece lo distorce così: «...Dio lo ha fatto peccato per noi» (pag. 21)
  • lo chef Kiko parla di mangiare «l'agnello» alle sei del mattino di Pasqua, e dice che non conviene andare al ristorante; subito dopo menziona la «bella colazione, con tutti i tipi di cose, molto ricca» per la veglia di Pentecoste, e dopo tale colazione «si va a dormire un po'» (per compensare la nottataccia e non sbadigliare troppo durante le "risonanze" e il "giro di esperienze") (pag. 23)
Qui di seguito, il testo completo con le omelie di Kiko, Pezzi e Ascension Romero.





ANNUNCIO DI PASQUA
Roma, Seminario Redemptoris Mater
23 marzo 2018

Sono presenti le comunità:

1 SS. Martiri Canadesi
2 SS. Martiri Canadesi


1 S. Francesca Cabrini
2 S. Francesca Cabrini

1 S. Luigi Gonzaga
2 S. Luigi

1 Natività
2 Natività

1 S. Bartolo in Tuto di Firenze
2 S. Bartolo in Tuto di Firenze

1 Ivrea

Alcune équipes itineranti delle nazioni d'Europa
Le équipes itineranti delle regioni d'Italia
I seminaristi del Seminario Redemptoris Mater di Roma
I presbiteri di Roma

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Annuncio di Pasqua 2018

ANNUNCIO DI PASQUA


Roma, Seminario “Redemptoris Mater”, 23 marzo 2018

Kiko:

Buona sera a tutti. Coraggio! In piedi e cominciamo.

Preghiera iniziale

Kiko:

Siamo appena arrivati da Madrid e siamo stanchi morti, grazie a Dio. Stanchi, ma il Signore mi manda il suo angelo custode che mi sostituisce. Vi sto guardando per vedere se vi riconosco. Cominciamo con un video. Dio mi sorprende che mi dà la possibilità di fare arte per voi. Ho voluto mettere in musica una frase di un martire del secolo IV, Vittorino di Pettau, martirizzato sotto l’imperatore Diocleziano. Vittorino di Pettau ha coniato questa frase poetica: “Il Messia, leone per vincere, si fece agnello per soffrire”. Ho fatto un canto su questa frase e ho
aggiunto una frase di un confessore della fede che si chiama San Quodvultdeus, del secolo V, che dice: “Salì sul legno per essere sposo, per morire. E lasciò il suo sangue come dote per la sua sposa vergine”. Queste due frasi le ho volute mettere in musica. Dura 8 minuti, non è troppo lungo. Prima vediamo il video, perché vi voglio avvicinare alla cultura dei primi secoli, dei grandi cristiani, dei martiri che sono molto importanti. Dopo faremo la presentazione e cominceremo la preparazione per la Veglia Pasquale.

Nel video non c’è la traduzione, ma non importa.

Proiezione del video¹

Spero che vi sia piaciuta questa immagine, questa espressione poetica di Vittorino di Pettau: “Il Messia, leone per vincere si fece agnello”, perché tutti noi  siamo il Messia di questo mondo, di questa storia, di questa generazione e dovremo imparare, grazie alla dote che ci ha lasciato Cristo, che è il suo sangue – dote che vediamo nella Santa Eucarestia, nel calice –, dovremo imparare tutti ad essere agnello per soffrire, altrimenti non c’è in noi nessun tipo di cristianesimo: se non siete capaci nel matrimonio, nel lavoro, con gli amici, se non sapete essere mansueti, non opporre resistenza al male, come agnelli, agnelli insieme a Cristo, come scrive Vittorino di Pettau. Ho messo in musica anche un testo di Romano il Melode. E adesso questo testo di San Quodvultdeus che dice: “Salì al legno per essere


1 E’ importante che gli itineranti e i catechisti usino una assoluta prudenza nella proiezione di questo video, in modo che non sia pubblicato in nessuna maniera sui social-network. Si devono avvisare i fratelli di non pubblicare o distribuire il video in rete in modo assoluto.Questo video è solo per uso interno al Cammino Neocatecumenale per la trasmissione dell’annuncio.

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Annuncio di Pasqua 2018

sposo, per morire”. Ossia Cristo sulla croce è il nostro sposo. Magari fossimo cristiani! Una cosa meravigliosa, immensa che Dio ci abbia chiamato ad essere cristiani, e partecipare della sua immensa gloria, partecipare del suo Spirito Santo che si offre per tutta l’umanità, facendosi agnello per soffrire, salendo sul legno della croce. “Salì al legno per essere sposo per morire”. Anche noi siamo invitati a morire e a mostrare questo amore: “Amatevi come io vi ho amato”. Cristo ci ha amato nella dimensione del nemico, quando eravamo nemici di Dio e vuole che ci amiamo in questa dimensione, perché Dio ci ha dato di poter partecipare della sua vittoria sulla morte. Queste cose che posso dirvi, ed altre bellissime, non valgono niente..., ma grazie a Dio moriremo tutti, ci resta poco. La vita che Dio ha creato è un disegno eterno, la vita di ciascuno di noi non si ripete mai, come Dio lo ha disegnato così avviene nella vostra vita; magari avete fatto uno schifo della vostra vita, non vale nulla! Nonostante questo, Dio ha fatto per la vostra vita un disegno grande. Proprio perché questo disegno si realizzi Dio ha stabilito la Veglia Pasquale. Conoscete il poema delle 4 notti: Dio ha stabilito 4 notti fondamentali per la storia della salvezza. La prima è la creazione del mondo, prima lettura della Veglia Pasquale; la seconda notte è quando appare la fede sulla terra, seconda lettura della Veglia Pasquale: Abramo; la terza notte è quando Dio apre il mare, salvando il suo popolo dalla schiavitù d’Egitto, terza lettura della Veglia Pasquale; la quarta notte è Israele che è entrato nella terra promessa e aspetta questa notte con il seder pasquale con un posto a tavola vuoto perché aspettano che in quella notte venga Elia ad annunziare la venuta del Messia. Il teologo Bouyer si chiede: ma Cristo, celebrando la Pasqua con i suoi discepoli, ha chiuso la porta? E risponde: “No, perché tutti attendiamo la seconda venuta di Cristo”, nella gloria, con tutti i suoi angeli e santi. S. Paolo spesso parla di questa seconda venuta, di coloro che attendono con speranza e con desiderio immenso la seconda venuta di Cristo, che tutti desideriamo che sia la nostra vita. S. Paolo dice che, quando verrà, coloro che sono vigilanti nella notte pasquale, in piedi leggendo i profeti, in quella notte si apriranno i cieli in tutto il mondo e vedranno Cristo che viene nella gloria, insieme ai santi. Quelli che sono nella Veglia Pasquale saranno trasformati, saranno rapiti, senza passare dalla morte fisica e mentre salgono in cielo saranno trasformati. Questa è Parola di Dio. Per questo tutti i cristiani desiderano che in questa Pasqua dell’anno 2018 dvenga Cristo. Potete dire che non verrà in questa Pasqua? Nessuno sa quando sarà! Non possiamo pensare che in questo anno 2018 Cristo non viene, nessuno lo può dire. E se Dio ha pensato invece di venire quest’anno? Sappiamo che secondo la tradizione verrà nella Santa Veglia Pasquale. Per questo la Veglia Pasquale è piena di escatologia, di attesa della venuta di Cristo. È così importante questa notte santa che la Chiesa nella sua tradizione ha voluto che venga preparata per 40 giorni di conversione e ci invita a prepararci, nella quaresima, alla venuta di Cristo, alla notte santa con il digiuno, con la preghiera e l’elemosina. Non so se avete digiunato un poco, non so se avete fatto qualche elemosina: noi forse siamo cattivi catechisti, non siamo buoni.

Facciamo rapidamente le presentazioni. Siamo nel seminario. Avete visto che bel quadro. Non solo sono un grande artista ma anche musicista. Dio ha voluto

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Annuncio di Pasqua 2018

che io sia artista per voi e mi ispira, come fa nelle catechesi. Ha voluto che Carmen sia stata con noi per fare di voi un segno, un popolo rinnovato, un popolo cristiano.
Tutto ciò che possiamo dire del cristianesimo è molto importante perché si può
alimentare, rinvigorire nella Veglia Pasquale. Allora, vediamo chi siamo qui.

Presentazioni

Sapete che la nostra equipe è stata completata da una sorella che si chiama Ascensión Romero. Facciamole un applauso. È la sostituta di Carmen. È spagnola della stessa città di Carmen, di Tudela. In Spagna si dice che nel mondo ci sono i testoni, i più testoni, e poi ci sono quelli di Tudela! Lei ha studiato nello stesso collegio di Carmen, per questo forse dietro a questo c’è la mano di Carmen. Ha passato 25 anni tra Russia, Kazakhstan, Bielorussia, ultimamente era a S. Pietroburgo. Il Presidente della Congregazione per i Laici, la Famiglia e la Vita, Card. Farrell, ci ha scritto alcune lettere per sollecitarci a fare la sostituzione di Carmen, secondo quanto dicono gli Statuti e abbiamo risposto che alla convivenza mondiale di gennaio avremmo trovato una sorella, perché non sapevamo che fare. Durante l’ultima convivenza degli itineranti ci hanno scritto una lettera, dicendo che non ci davano più tempo e che alla fine di gennaio dovevamo presentare il nome. Provvidenzialmente abbiamo pensato a questa sorella anche, perché la sorella che era in missione con lei a S. Pietroburgo era andata nell’equipe dell’Ucraina. Padre Rajmund, itinerante in Ucraina, infatti, mi aveva detto che aveva necessità che andasse in equipe una sorella che sapesse il russo e abbiamo pensato alla sorella che era socia di Ascensión, per cui lei è rimasta libera. Così abbiamo inviato al Pontificio Consiglio una lettera con il suo nome, il Card. Farrell ha risposto con una lettera che dice:

Vaticano 26 febbraio 2018

Egregio dottore,

Il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita ha ricevuto la Sua lettera del 30 gennaio scorso, mediante la quale si è premurato di comunicare la recente nomina – a norma dell’art. 34 §2 dello Statuto del Cammino Neocatecumenale – della Sig.na Maria Ascensión Romero Antón, come nuovo membro dell’Equipe Responsabile Internazionale.

Prendendo atto di questa nomina, mi è gradito porgere alla Sig.na Romero Antón le mie vive congratulazioni per l’incarico ricevuto. Auspico che possa assolverlo con fedeltà e impegno, al servizio del Cammino e della Chiesa intera, fruttificando appieno la grande eredità spirituale lasciata dalla Sig.na Carmen Hernández.

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Annuncio di Pasqua 2018

Profitto volentieri dell’occasione per porgerLe cordiali saluti in Cristo,
Kevin Card. Farrell
Prefetto

Deve far fruttificare a pieno l’eredità di Carmen Hernandez. Poverella! Speriamo che lo possa far fruttificare. Per questo le ho detto che deve dire una breve parola.

Maria Ascención:

A tutti e tre, ma soprattutto a me, ha dato una grande gioia quello che ha detto la Santa Sede che parla di questa grande eredità di Carmen Hernandez, che abbiano riconosciuto e che ha portato tante cose grandi per la Chiesa, che ancora non conosciamo tutte e che riconosceranno poco a poco. Per questo volevo leggere qualcosa detta da Carmen tanti anni fa in un annuncio. Ci sono tanti fratelli che stanno raccogliendo tutto quello che ha detto Carmen, i suoi scritti, quello che ha predicato negli annunci di Avvento, di Quaresima e di Pasqua. Ho cercato l’annuncio dell’anno 1984, quando tanti fratelli ancora non erano in cammino o non erano ancora nati. Ho scelto un breve passo che parla del faraone. Anche qui in Italia alcuni fratelli non possono fare la Pasqua o hanno delle difficoltà. A S. Pietroburgo era sempre un miracolo poter celebrare la Pasqua. Tante volte sembrava impossibile poterla celebrare, che non c’era il posto... Dicevamo tra noi: non faremo la Pasqua! Sempre rischiavamo nel preparare la Pasqua e alla fine era un miracolo meraviglioso quando arrivavamo e cominciavamo la celebrazione. Tanti faraoni che vedevamo davanti a noi, ma il Signore ci precedeva e li vinceva sempre. Vincitore di tanti faraoni. Posso dire che quante più difficoltà c’erano, tanto più era meravigliosa. Eravamo pochi, ma le difficoltà ci rendevano forti di fronte al faraone. Vedevamo la resurrezione già quando si accendeva il fuoco nuovo della Veglia. Leggo questo annuncio che ha fatto Carmen nell’anno 1984 e che racconta un midrash molto bello, ma che tanti fratelli non hanno sentito. Dice Carmen:

… per tutti gli itineranti che avete difficoltà io sono contentissima che esistano le difficoltà, perché non si può avere la Pasqua se non si ci sono le difficoltà: il Faraone si reincarna sempre per la Pasqua. Tanto è così che questo libro di Edmond Fleg – “Mosè secondo i saggi” – sembra un riassunto grazioso, ma ha cose profonde, anche se sembra per bambini. Io stavo pensando all'Esodo perché lui stesso dice che nel Mar Rosso tutto l'esercito del faraone precipitò, ma non il faraone. Per questo Dio gli permette di reincarnarsi in tutte le generazioni in attesa che si compia la Pasqua, in attesa del Messia che compirà la Pasqua cosmica, universale.

Io vedo anche una cosa stupenda in questa lotta per la Pasqua con il faraone, che non è una cosa concreta, ma l'incarnazione del potere o dei problemi, che sempre sono nel fondo una politica che impedisce al popolo

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Annuncio di Pasqua 2018

di essere felice, come capita alla nostra generazione che non ha la festa, perché è circondata dalla morte a livello cosmico.

Nella nostra generazione oggi è lo stesso. Oggi la Chiesa può dire quello che ha detto la Vergine Maria: “Non hanno vino”, non hanno festa. La nostra umanità sta cercando, si trova in una dimensione di morte molto più forte di quella dell’Egitto, perché è circondata di missili e sta uccidendo la matrice della vita, che è nella donna. Oggi la singola persona e l’umanità intera è circondata dalla morte ed anche oggi si alza un grido di morte.

… È interessantissimo vedere le 10 piaghe. Voi pensate che è una stupidaggine e sono una cosa fantastica, fantastica, perché tutti quelli che avete problemi qua..., non dico nessuna cosa pratica: leggete le 10 piaghe, vedrete come dovete attuare, non facendo miracoletti ma lasciando attuare il Signore.

Io vedo che la Chiesa nella situazione di schiavitù del mondo può fare davanti al potere molti miracoli, come Mosè butta il bastone per fare una magia: trasformandolo in un serpente... Ma il faraone sorride di queste cose e dice: “Anche i miei bambini sanno fare queste cose e vieni tu qua, credendo di fare chissà cosa!". E così risponde a tutte le piaghe. Ma resta una cosa. Il faraone cerca anche alcune volte di lasciar uscire il popolo ma si pente immediatamente, perché quelle cose sono risolvibili umanamente.

Arriva un momento in cui il faraone non può più risolvere nulla: Dio - come sta facendo anche oggi - circonda l'Egitto con la morte dei primogeniti. In quella notte - dice il midrash bellissimo- il faraone non ha avuto bisogno di nessuno che andasse a svegliarlo, perché il grido dell'universo arrivò al suo cuore; le braccia delle donne di tutte le famiglie si alzarono in un grido di terrore, come è oggi anche l'umanità. E davanti a questo il faraone non ha più soluzione, e lascia uscire il popolo. Il midrash è bellissimo.

Questo di stare tutta la notte vegliando non sono invenzioni dei santi Padri, ma è Parola di Dio. È Parola di Dio che dice che nel cuore della notte: "Io passerò, questa notte”. E il popolo di Israele, che ancora non poteva partire, durante tutta la notte è pronto per partire, con l'agnello, i fianchi cinti, e ancora il faraone non ha dato il permesso.

Ma aspettano durante tutta la notte, perché il popolo non parte di notte, parte all'alba, come l'alba della resurrezione; c'è il sole ad illuminare la sua uscita. Dio ha preparato tutte queste cose per preparare, per far capire la resurrezione.

Così passa la morte con la notte, e loro sono preservati dalla morte per il sangue. E quando sono pronti, il faraone sente il grido... Voi sapete che il faraone aveva una madre, no? Era la stessa madre che aveva dato il latte a Mosè. E in quella notte è tale l'angustia del faraone per il grido dell'universo, per la morte dei primogeniti, che con l'immaginazione, o non

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so cosa, il faraone vede sua madre che appare là (questo è un racconto midrashico). E sua madre gli prende la mano e gli fa dire davanti a Mosè: “Fai uscire il popolo!”. Tre volte lo dice al faraone: “Lascia uscire il popolo”.

Perché sente venire questo dall'oltretomba (questa immagine viene a dire al Faraone che esiste la resurrezione), sua madre gli fa udire i canti di tutte le famiglie ebree che si preparavano cantando a partire, e gli dice: "Perché non lasci che tutti questi canti portino tutto l’Egitto alla salvezza? E Mosè dà una risposta stupenda: "È proprio questo ciò che vuole Dio! Per questo ha chiamato Israele, per trascinarsi dietro tutto l'Egitto, ma l'Egitto è libero di seguirlo oppure no". Ossia, Dio fa tutto il possibile per trascinare dietro a sé l’Egitto, ma non lo fa senza la volontà dell'uomo. E questo è stupendo! Allora lei dice: "Almeno risparmia il mio primogenito". Per questo, se leggete il passaggio del Mar Rosso, non si dice che muore il faraone, dice: "Ha sepolto nel Mare tutto l'esercito del faraone", per questo il faraone si reincarna in ogni generazione.

Kiko:

Sono parole di Carmen in preparazione alla Veglia Pasquale su come, in ogni generazione, il faraone si reincarna mettendo impedimenti perché si celebri la Veglia Pasquale. Ad alcuni che siete qui non si permette di celebrare la Veglia Pasquale per tutta la notte. Alcuni Vescovi non permettono la doppia celebrazione in chiesa, sempre abbiamo avuto problemi. Il faraone si alza per impedire la Veglia Pasquale. Prima che parli io, vorrei che dicesse una parola Padre Mario.

Padre Mario:

Siamo in un sistema democratico e quindi, se parla la donna, deve parlare anche il presbitero. È bellissimo questo passaggio di Carmen che ci aiuta e ci prepara alla Pasqua già vicina. Vorrei leggervi un breve passo. Sapete che Papa Francesco ultimamente ha fatto le catechesi del mercoledì sull’Eucarestia. Nella terza catechesi risuonano le parole di Carmen che sono arrivate, attraverso il Papa, a tutta la Chiesa. Dice il papa che l’Eucarestia (Udienza Generale del Mercoledì, 22 novembre 2017):

…È il memoriale del Mistero pasquale di Cristo. Essa ci rende partecipi della sua vittoria sul peccato e la morte, e dà significato pieno alla nostra vita.

Ogni celebrazione dell’Eucaristia è un raggio di quel sole senza tramonto che è Gesù risorto. Partecipare alla Messa all’Eucarestia, in particolare alla domenica, - molto più la Pasqua - significa entrare nella vittoria del Risorto, essere illuminati dalla sua luce, riscaldati dal suo calore. Attraverso la celebrazione eucaristica lo Spirito Santo ci rende partecipi della vita divina che è capace di trasfigurare tutto il nostro essere mortale. E nel suo passaggio dalla morte alla vita, dal tempo all’eternità, il Signore Gesù trascina anche noi con Lui a fare Pasqua.

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Annuncio di Pasqua 2018

Ricordate le catechesi di Carmen che la forza della resurrezione ci trascina in ogni eucarestia dalla nostra situazione di morte, di debolezza, di tristezza alla gioia, alla vita eterna.

Nella Messa si fa Pasqua. Noi, nella Messa, stiamo con Gesù, morto e risorto e Lui ci trascina avanti, alla vita eterna. Nella Messa ci uniamo a Lui. Anzi, Cristo vive in noi e noi viviamo in Lui. «Sono stato crocifisso con Cristo – dice S. Paolo -, e non vivo più io, ma Cristo vive in me. E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me» (Gal 2,19-20). Così pensava Paolo.

Per questo la Chiesa, Gesù Cristo stesso, e ancora prima con gli ebrei è stata istituita la Pasqua, questa solennità, perché tutti sperimentiamo la nostra debolezza, la nostra stanchezza, la vecchiaia, ecc. perché ci rinnova con la potenza della resurrezione. Poi, finisco con un testo di S. Atanasio, che ho trovato nel breviario pochi giorni fa. Fin dall’inizio del Cammino, uno dei problemi per i parroci è che il giorno di Pasqua tutta la comunità parrocchiale deve essere unita. Cosa sono questi gruppi che si separano dalla parrocchia? Molti impediscono di fare l’Eucarestia. Questa teologia non sembra proprio fondata nella rivelazione, perché chi fa l’unità nella parrocchia non è il luogo né il tempo. Non è celebrare tutti insieme, non è quello che crea l’unità. Dice:

Il Mistero pasquale riunisce nell’unità della fede coloro che sono lontani con il corpo.

Io vado poco nella mia comunità ma mi sento unito alla mia comunità. La distanza non rompe la comunione.

Fratelli miei, è bello passare da una festa all’altra, passare da una orazione all’altra. Infine, da una celebrazione all’altra. È vicino ora quel tempo che ci porta e ci fa conoscere un nuovo inizio: il giorno della Santa Pasqua, nella quale il Signore si è immolato…

Per tanto miei cari, Dio che per noi ha istituito questa festa ci concede anche di celebrarla ogni anno. Egli che per la nostra salvezza consegnò alla morte il Figlio Suo, per lo stesso motivo ci fa dono di questa festività che spicca nettamente sulle altre nel corso dell’anno

La veglia delle veglie, la festa più grande.

La celebrazione liturgica ci sostiene nelle afflizioni che incontriamo in questo mondo…

Stiamo diventando più vecchi, più acciaccati, abbiamo bisogno di attingere a questa fonte. Vi ricordate, Carmen parlava della forza della resurrezione che il Signore aveva dato a Giacobbe per togliere la pietra che copriva il pozzo. Diceva che la forza della resurrezione gli ha dato la forza per togliere quella pietra che solo 40 uomini potevano alzare...

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Annuncio di Pasqua 2018

Per mezzo di essa Dio ci accorda quella gioia della salvezza che accresce la comunione tra di noi. Mediante l’azione sacramentale della festa ci fonde in un'unica assemblea, ci unisce tutti spiritualmente, fa ritrovare vicini anche i lontani. La celebrazione della Chiesa ci offre il modo di pregare insieme ed innalzare comunitariamente il nostro grazie a Dio. Questa anzi è un’esigenza propria di ogni festa liturgica, è un miracolo della bontà di Dio quello di far sentire uniti nella celebrazione e fondere nell’unità della fede lontani e vicini, presenti e assenti.

Per cui se una comunità celebra al di fuori della parrocchia, in comunione con il vescovo ed il parroco, celebra la comunione con tutta la parrocchia.

Ho finito.

Kiko:

Bene! Adesso, come sempre, la miglior preparazione alla Santa notte, alla Veglia Pasquale, è che io canti un pezzo del Preconio, dell’Exsultet. Dove dice: Questa è la notte, questa è la Pasqua in cui è immolato l’Agnello. Questa è la notte in cui hai liberato i nostri padri dalla schiavitù dell’Egitto. Questa è la notte che ci salva dall’oscurità del male. Questa è la notte in cui hai vinto le tenebre del peccato.
E tutti cantiamo: questa è la notte in cui Cristo ha distrutto la morte e dagli inferi risorge vittorioso. E’ un inno della Chiesa molto antico. Si chiama Exultet. In Vaticano – ed altrove – lo cantano in gregoriano. Noi lo abbiamo messo in musica.
Esulti il coro degli angeli, esulti l’assemblea celeste ed un inno di gloria saluti il trionfo del Signore risorto. Gioisca la terra, inondata di nuova luce, perché lo splendore del re ha vinto le tenebre, le tenebre del mondo. Si rallegri la Madre Chiesa, tutta splendente del suo Signore. In questa sala risuoni unanime l’acclamazione di un popolo in festa. E’ veramente cosa buona e giusta esprimere con il canto l’esultanza dello spirito, inneggiare al Padre Onnipotente e a suo Figlio Gesù Cristo. Egli ha pagato per noi all’eterno Padre il debito di Adamo e con il suo sangue sparso per amore ha cancellato la condanna della colpa antica. Questa è la Pasqua! Questa è la festa per eccellenza, il centro! Il Santo Padre ha detto il Cammino Neocatecumentale ha restaurato nella Chiesa la Veglia Pasquale, che è il centro di tutta la vita cristiana. La notte santa, tutta la notte in veglia, non lo fa quasi nessuno. Lo facciamo noi in tante parti. Abbiamo parlato dell’alba che annuncia l’escatologia. Alcuni finiscono alle 5, altri alle 6, poi pranziamo e aspettiamo l’alba escatologica del giorno senza tramonto. Noi siamo i vostri i catechisti, non l’abbiamo inventato noi, lo abbiamo sentito dai liturgisti, come Bouyer, De Lubac che parlano della notte, del Concilio.

Capisco che le parrocchie che devono fare le messe, non passano una notte intera, anche perché vengono in 4 o non vengono affatto; inoltre nelle parrocchie c’è gente vecchia e non sanno come celebrare tutta la notte. Non c’è una vera catechesi per cui tutti stanno attendendo con ansia questa santa notte. Noi abbiamo detto che in questa notte passa il Signore e noi abbiamo bisogno che lui passi distruggendo l’uomo vecchio in noi. Stanotte il Signore ha promesso che non solo si

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battezzano i bambini, che l’uomo della carne, l’uomo vecchio venga distrutto, affogato nell’acqua del Battesimo, ma che anche tutti i presenti rivivano questo. Per questo la Chiesa vuole che tutti i presenti in questa notte rinnovino le promesse battesimali. Vi abbiamo insegnato a partecipare alla liturgia e non ad assistere ad un atto fatto dai preti; vi abbiamo detto che dobbiamo attendere il passaggio del Signore che ha promesso di passare distruggendo in noi l’uomo vecchio, l’uomo della carne, l’uomo dell’ipocrisia, della lussuria, dell’avarizia, della malvagità, del giudizio agli altri, ecc. Questo uomo che tutti noi vorremmo che fosse distrutto in noi, in questa notte che è privilegiata, può succedere, per diventare più cristiani. Per questo è tanto importante il passaggio del Signore in questa notte e la Chiesa vuole che ci prepariamo tutti, perché abbiamo bisogno di essere veramente cristiani. Che significa essere veramente cristiani? Essere agnelli, essere disposti ad aprire le nostre braccia sulla croce che Dio, nel suo disegno, ha preparato per ciascuno di noi. Per alcuni è la malattia, per altri la vecchiaia, per altri i conflitti famigliari, per altri i problemi con i figli, o i problemi di eredità, dei soldi, ecc. A tutti noi, come dicono i Padri del Deserto, ai cristiani, Dio manda una spina per la nostra santificazione. Un santo diceva: Se nella Chiesa tutto va bene, non va bene!
Se nella tua vita tutto va bene, non va bene! Devi avere una spina, devi avere dei
problemi, devi avere delle sofferenze, perché questo è necessario per la tua santificazione. Si vive una sola volta nella vita e tutto è scritto per il giudizio finale, dopo la tua morte. Dice S. Paolo che dopo la morte tutti andremo davanti al tribunale di Cristo. Se nella tua vita tutto va bene, non va bene! È interessante sapere che la nostra vita è un disegno celeste e tutti siamo chiamati alla santità. Come va la nostra santità? Siamo cristiani? Non lo siamo? Sappiamo davvero morire in favore dell’altro? Siamo contenti di essere umiliati? Siamo contenti di soffrire per l’altro? Di soffrire soprattutto umiliazioni? Che le cose non vadano bene: siamo cristiani o no? Per questo la Veglia viene in nostro aiuto, ogni anno il Signore ha preparato la Veglia Pasquale per aiutarci alla missione che ci affida.

Sapete che stiamo preparando i 50 anni del Cammino. Questo è un depliant d’invito per i Vescovi. Ho scritto:

Cari fratelli,

è per noi una grande gioia annunziarvi che celebreremo con Papa Francesco i 50 anni del Cammino Neocatecumenale.

In questi anni abbiamo sperimentato l’amore e la fedeltà di Dio verso di noi, per questo non possiamo fare a meno di rendergli grazie e cantare tutti insieme il “Te Deum” alla sua bontà e alla sua misericordia.

Ho messo una foto del Cristo e lo abbiamo dato ai Vescovi, al Vicario… Li abbiamo invitati se vogliono venire a questo grande incontro. Saremo circa 150.000 fratelli che verranno dall’Europa e dal resto del mondo. Certamente non potranno venire tutti. Lo faremo a Tor Vergata. L’università ci ha detto che se lo facciamo il sabato ci mettono a disposizione un parcheggio per 2.500 pullman. Ho detto ai fratelli di venire prendendo un albergo a 100, 150, 200 km. da Roma e

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dopo con un bus venire all’incontro. Alla fine dell’incontro ritornate al vostro albergo e magari il giorno seguente andate ad Assisi. Non c’è più posto a Roma né nelle parrocchie, né negli alberghi. Tutto pieno per questi 50 anni del Cammino Neocatecumenale.

Noi siamo arrivati a Roma nell’anno 1968, abbiamo fatto le catechesi ai Martiri Canadesi, sono andato a vivere al Borghetto Latino. Carmen ed io siamo stati invitati da don Dino Torreggiani, dei Servi della Chiesa: uomo santo, è in corso il processo di beatificazione; lui è rimasto impressionato ascoltando le mie catechesi nella parrocchia di Avila. Mi ha invitato a Roma. Mi ha accompagnato a parlare con Mons. Casimiro Morcillo, vescovo di Madrid, che mi ha invitato ad andare a Roma. Don Dino ha chiesto a Mons. Casimiro di scrivere una lettera per il Card. Dell’Acqua e per il Card. Florit, di Firenze. Erano stati insieme nel Concilio Vaticano II. Erano 4 segretari generali: uno era Morcillo, un altro era Florit, in una foto si vedono i segretari con il Papa Paolo VI. Erano molto amici tra di loro e per questo siamo andati anche a Firenze. In quel momento c’era il problema dell’Isolotto, era difficilissimo che ci facessero fare catechesi. Mi ricordo che il parroco di Santa Maria di Scandicci era scandalizzato delle mie catechesi ed è andato a parlare con Mons. Florit che gli ha detto: ti devi convertire! Accettalo, ti farà bene convertirti. È stato provvidenziale il Card. Florit.

Siamo venuti a Roma grazie a don Dino Torreggiani. Sono andato a parlare con i parroci per sentire se erano interessati all’iniziazione cristiana e mi hanno risposto che erano cose buone per la Spagna e che qui in Italia non ce n’era bisogno. Alla fine sono andato a vivere tra i poveri, sperando che Dio mi chiamasse e mostrasse la sua volontà. Ho chiesto dove erano le baracche a Roma e mi hanno detto: “Al Borghetto Latino”, vicino alla parrocchia di S. Giuda Taddeo. Siamo andati con don Dino a parlare con il parroco il quale ci ha ricevuto molto bene. Ho detto che volevo vivere con i poveri. Ha chiamato la suora che s’incaricava del Borghetto Latino e mi ha detto che non conosceva un posto dove potevo vivere ma conosceva una famiglia che aveva un pollaio. Ha parlato con loro e mi hanno dato la metà del pollaio. In questa metà ho messo delle porte che avevamo trovato; mi ha aiutato Romano Fucini che ci conosceva perché Carmen aveva conosciuto Maura. Abbiamo fatto una baracca e lì abbiamo cominciato. In principio Carmen viveva in una baracca vicina poi è andata a vivere con le suore di S. Brigida, a Piazza Farnese. Mentre stavo nella mia baracca sono venuti dei giovanotti dei Martiri Canadesi, non so perché fossero venuti lì, ma sono rimasti impressionati della mia presenza e mi hanno invitato al lago di Nemi dove si faceva un incontro di giovani delle comunità di base. Io andare lì? Erano tutti un po’ sinistrorsi e gli dicevo: “Volete che dica che Lenin è un falso profeta, che il comunismo è un orrore?”. “Dì quello che vuoi!”. Siamo andati, avevo un eschimo verde. Mi sono trovato davanti a tantissimi giovani. Va bene, già sapete tutto questo. Un gruppo che era lì mi ha inviato ai Martiri Canadesi. Nella cripta ho partecipato alla messa con le chitarre e alla fine mi hanno chiesto cosa ne pensavo. Io gli ho detto: “Non si rinnova la chiesa con le chitarre!”. “E come si rinnova?”. “Con il mistero pasquale”. “Cosa è? Mai sentito parlare”. “Allora ve lo spiego io, ma facciamo una

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convivenza di 3 giorni”. Siamo andati in una villa a Poggio Catino. Eravamo 30 o 40, ho fatto il kerigma. È venuto con noi il Padre Amadei, che non sapeva niente, ma è rimasto impressionato e ha chiesto di cominciare in parrocchia, ma io dicevo: non solo giovani, chiamate anche degli adulti! Hanno chiamato Franco e Margherita Voltaggio, Diana e suo marito, poi è venuto Giampiero Donnini. Lasciamo stare. Sono 50 anni da quell’evento che Dio ha portato come ha voluto Lui. Mi chiede Padre Mario: quando pensi di cominciare l’annuncio? Bravo, Mario!

Vi ricordo la missione delle “100 piazze”, dopo Pasqua ci sarà la missione.

Mi hanno lasciato qui il volantino, che dice:

Grande missione nelle piazze con il Papa Francesco. 5 incontri durante le domeniche di Pasqua per aiutare la nostra fede. Dice S. Paolo: Dio ha voluto salvare il mondo attraverso la stoltezza della predicazione, del kerigma. Che cosa è il Kerigma? E’ quella notizia della tua salvezza dalla sofferenza, dal peccato e dalla morte. Cristo è risorto perché tu possa avere la vita immortale.

Dico questo perché tutti siete chiamati a questi incontri nelle piazze, ad annunciare il vangelo. Non c’è cosa più grande che annunciare il vangelo. Siamo assolutamente obbligati a rendere testimonianza al mondo della fede che Dio ci ha dato.

Come sapete al primo incontro dovete andare tutti con i giovani, le chitarre, ballando e cantando e poi decidete chi parlerà e farà la catechesi alle persone che si sono radunate. Anche se sono poche persone è lo stesso. Farete la catechesi: “Chi è Dio per te, credi in Dio? Perché? Hai sperimentato nella tua vita che Dio esiste, hai sentito qualche volta che Dio ti ha aiutato?

Nel secondo incontro: “Chi sei tu? Perché vivi? Quale senso ha la tua vita? Sei felice”, lo può fare una sorella.

Terzo incontro: annuncio del kerigma. Presentando che l’uomo vive per morire, ma Dio ha inviato suo Figlio per distruggere la morte. La notizia dellasalvezza è dire a tutti che se ascolti questa notizia e credi ti salverai, avrai la vita immortale.

Il quarto incontro: chiamata a conversione. Si prepara una penitenziale con i preti nella piazza.

Nel quinto incontro si parla della Chiesa: Che cosa è una comunità cristiana.

Oggi non si può vivere da soli. L’epidemia più totale è la solitudine. Avete letto la notizia su “La Repubblica” di oggi riguardante il Giappone? I vecchi in Giappone rubano per andare in prigione. Perché non sopportano di essere soli, sono anziani, completamente soli, ed il cervello impazzisce per la solitudine. Allora hanno pensato che se rubano li mettono in prigione dove non sono soli. Parlano con qualcuno. E’ sul giornale. La settimana scorsa nel Regno Unito parlavano di una epidemia enorme che è la solitudine ed hanno creato un ministero incaricato di come venire incontro a questa piaga della gente sola. Calcolavano 250.000 inglesi che in

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quest’ultimo anno non hanno avuto relazioni con nessuno, un anno intero senza parlare, senza avere relazioni con qualcuno. E’ un’anomalia assoluta, la solitudine provoca la pazzia e crea una società crudele. Alla fine la gente preferisce non relazionarsi.

L’ultimo incontro parla della Chiesa come comunità cristiana, invitando coloro che sono presenti – se vogliono – ad essere aiutati attraverso una comunità cristiana. Coloro che dicono di sì li radunate in una casa e fate le catechesi con la convivenza e possono entrare in una comunità. Dio ci ha ispirato di fare questo. E’ importante questo annuncio e soprattutto la veglia pasquale. Vi è scomodo andare per le piazze? Se preferite la comodità che non annunciare Gesù Cristo, sicuramente il Signore manderà un altro fatto che vi salvi dall’inferno. Non c’è cosa peggiore che il borghesismo. Le parole più terribili sono per queste persone e dice la Scrittura: “Poiché non sei né freddo e né caldo, ma tiepido, io ti vomiterò”. Dio vomita. Magari fossi freddo, un ladro, un ateo, magari! Non sei niente, uno che si  passa la vita davanti alla televisione, sei un comodo ed hai perso lo zelo. Come puoi chiamarti cristiano se hai perso lo zelo di tuo Padre che vuole salvare l’umanità, tutta l’umanità inviando il suo unico Figlio? Perdere lo zelo è la tragedia più grande. Lo zelo si perde per la tiepidezza, diventa tiepido chi si installa, essere installati, come un prete che si accomoda nella parrocchia con la sua macchina, i soldi, i suoi amici e non si rende conto che ha perso lo zelo per evangelizzare, non ha niente. Magari Dio deve mandare qualcosa: con la tiepidezza si va all’inferno!
Il mondo intorno a noi sta morendo e tu vuoi stare comodo? Attenti! È importante che venga la Pasqua a svegliarci. Non tanto dal punto di vista psicologico o dal punto di vista ideologico o fisico: è l’azione dello Spirito Santo, in questa Pasqua dove ha promesso il Signore di passare, se passa il Signore e ti tocca lo spirito hai la voglia di andare, quando prima non volevi, ora ce l’hai non come un merito tuo, ma come una grazia: ha promesso passare in questa notte. Per questo è importantissima la Veglia Pasquale, prepararla bene, preparare una sala, fare il banchetto la mattina, ecc.

Adesso, in piedi, cantiamo una parte del preconio.

Canto del Preconio pasquale (una parte)

Kiko:

Ecco, questa è la Notte. Restate in piedi un minuto, proclamiamo come sempre una Parola. Avete visto che monizione alla Notte! Questa è la Notte! Dio ha preparato le quattro notti: la notte della creazione, importantissima, quando Dio dice: “Sia la luce” e appare il big bang, un’esplosione di luce – come dicono gli scienziati – e comincia ad apparire tutto l’universo. Ma ancora più grande di questa notte è quando appare la fede sulla terra, e sappiamo che Abramo, contro ogni speranza, è disposto a sacrificare il figlio. Ecco la fede sulla terra – dice il Targum dei Neofiti –, un padre che è disposto a sacrificare il suo unigenito e il figlio che gli offre la sua gola. Ecco la fede sulla terra. Poi Dio non permetterà che Abramo sacrifichi suo figlio, ma Dio sacrificherà suo Figlio per tutti noi. Dopo la notte in

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cui il mare si apre, notte che profetizza la vittoria di Cristo che apre la morte per tutti noi. Questa è la Notte in cui Cristo è risorto. Dio ha lasciato per noi questa festa per aiutarci, è un enorme regalo del Signore la Veglia Pasquale, e soffriamo tanto quando non ci permettono di realizzarla per il motivo che sia. Dio lo permette, ma questa notte è una cosa immensa perché non è una cosa che fai tu, abbiamo tutti bisogno che passi il Signore e ci faccia veramente cristiani. Non c’è cosa più grande che Cristo viva in me, “Non sono io che vivo, è Cristo che vive in me”, è Cristo che vive in ciascuno di noi. In questa notte il Signore ci vuole fare cristiani, lui vorrebbe abitare dentro di noi, essere in noi, profondamente in noi uno, profondamente uno.

Vangelo: Gv. 17, 18-26

L’amore: se amo la croce, e non posso separare la croce dall’amore che ho per la croce, se il Padre ama Cristo, deposita il suo amore in Cristo. Per questo Cristo è pieno dell’amore del Padre che è lo Spirito Santo. Allora quell’amore che ha il Padre per il Figlio sia in essi e Io in loro, perché non si può separare l’amore da Cristo.

Bene, non sarò molto lungo, se Dio me lo permette. E’ doveroso per me annunziarvi il kerigma, annunziarvi Gesù Cristo, come preparazione a questa Santa Notte, perché Dio ha voluto salvare i credenti – dice S. Paolo – attraverso la stoltezza della predicazione. Ma, come abbiamo detto tante volte, il testo greco non ha la parola “predicazione”, ha la parola “kerigma. Allora: Dio ha voluto salvare i credenti attraverso la stoltezza del kerigma, ossia voi siete salvati attraverso l’ascoltare il kerigma, perché annunzia la salvezza. Che cosa è il kerigma? E’ una notizia, una notizia che ha la forza, la potenza di realizzarsi quando si proclama, quando si annuncia. E che cosa realizza il kerigma? Quello che dice. E che cosa dice, che cosa dice il kerigma? Il kerigma ha un punto di luce enorme: quale? Che Dio nessuno lo ha visto, nessuno sa che cosa sia Dio, come è, nessuno lo ha visto né lo conosce. Dice l’Epistola agli Ebrei che Cristo crocifisso è l’impronta della sostanza. La sostanza di questa croce sarà l’argento, e della croce astile sarà il bronzo.

L’Epistola agli Ebrei dice che Cristo è impronta, impronta della sostanza divina. Il kerigma vuole toccare un punto che ha una relazione grande con tutti noi adesso. Vediamo se il Signore me lo fa dire. Credete di conoscere il kerigma, no?  Sapete già quello che dirò? Va bene, peggio per voi, allora non ascolterete, penserete ad altre cose, se già lo sapete. No. Guardate Cristo crocifisso, questa immagine piccola o una più grande. Diceva Cicerone che non c’è stato supplizio  più grande nel mondo né ci sarà, perché il supplizio si misura nella quantità di tempo che soffre una persona E questa mostruosità fu inventata dai romani per dominare i popoli barbari, così che al crocifisso non veniva toccato nessun organo vitale, né il cuore né i polmoni, né il fegato, niente. Solamente le mani o i polsi che hanno dei nervi, perché la mano deve essere protetta in quanto è uno strumento molto

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importante, come anche i piedi. Allora appendevano il crocifisso per le mani o per i polsi, e come sapete i polmoni si necrotizzavano – diciamo così – perché veniva a mancare l’ossigeno. Allora l’organismo per sopravvivere, indipendentemente dal fatto che il crocifisso lo volesse o no, si muoveva per respirare; ma ogni volta che muoveva le mani con i chiodi i dolori erano indescrivibili. Allora dicevano che i crocifissi gridavano, gridavano, e che un uomo crocifisso non stava mai fermo, stava costantemente tentando di sopravvivere, di respirare. Questo supplizio così pesante di dolore, alle mani e ai piedi, poteva durare non un’ora, ma venti ore, non venti ore, ma un giorno intero e una notte, o due giorni, o tre giorni. E questo era una mostruosità, perché non morivano. La Madonna ha visto suo Figlio sommerso in questa mostruosità dalle nove del mattino alle tre del pomeriggio. Non so se Cristo gridava, perché i crocifissi gridavano: era tale il dolore che sentivano ogni volta che si muovevano; i chiodi provocavano un dolore così lacerante che gridavano. Non so se Cristo ha gridato, avrà gridato perché era un uomo. La Madonna lo ha visto in questo supplizio, in questa sofferenza inaudita. Tante volte si presenta Cristo che regna sulla morte, ma la verità è più cruda, è più terribile, e la Madonna, vedendolo soffrire tanto, ha sentito una spada che ha trafitto la sua anima. In questo si compie la profezia di Ezechiele quando grida: “Spada, spada”.

Nella sinfonia “La sofferenza degli innocenti” proclamo questa Parola di Ezechiele, che viene preceduta dai peccati che ha fatto Gerusalemme; comincia con sei peccati sessuali – il padre che violenta la figlia, uno che va a letto con la nuora, l’altro con la sorella – va dicendo i peccati di sesso e poi continua dicendo che si assassina, si fa usura, va dicendo tutti i peccati che fa il popolo di Dio. A questo punto, dopo tutta questa quantità di peccati – è impressionante, ed è Parola di Dio! –, Dio dice a Ezechiele: “Grida: spada, spada aguzza per uccidere, ecco che lampeggia per uccidere”, è un inno alla spada. Questo è molto importante perché nella nostra epoca potete vedere la spada nel nazismo, con i campi di concentramento, nelle due guerre mondiali, con novanta milioni di morti tra la prima e la seconda guerra, spada che ha trafitto nazioni intere, morti e morti e morti, orrori! La Parola di Dio è sempre perfetta, sempre che si diano questi peccati di incesto, di lussuria, di adulterio, di assassinio, si adempirà la parola della spada, verrà la spada in una guerra o in quello che sia. Questo è molto importante, e vedete che il castigo terribile di questa profezia della spada la Madonna lo ha assunto su di sé. Dopo aver letto il brano della spada di Ezechiele – dovete conoscere i profeti, spero che abbiate letto Ezechiele –, dopo aver letto la spada, di nuovo in due capitoli più avanti parla della coppa di amarezza che Dio ha dato al suo popolo per i peccati. Cristo berrà questa coppa, questo calice, lo berrà per noi e anche la Madonna riceverà la spada per noi. Questo rivela un amore immenso di Gesù Cristo, che ha assunto su di sé l’amarezza: nel Getsemani non riesce a bere questa coppa dal terrore che sente, per questo ho messo in musica questo momento nella sinfonia “La sofferenza degli innocenti”, nel primo movimento che si chiama “Getsemani”. Mi impressiona quando Cristo non ce la fa e dice al Padre: “Non ce la faccio, se è possibile, che passi da me questo calice. Ma non sia come io voglio, sia come tu vuoi”.

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E’ impressionante, ha una tale sofferenza che suda gocce di sangue, dice il Vangelo, suda sangue e il Padre invia un angelo per sorreggerlo, perché non ce la fa. Mi emoziona questo angelo che sorregge Gesù Cristo nel Getsemani. Possiamo vedere questo anche noi nel nostro Getsemani, che dovremo avere tutti se siamo imitatori di Cristo. C’è un libro che si intitola: “L’imitazione di Cristo”, perché in tutti noi deve adempiersi questo disegno in cui mostrare la sua gloria, se siamo cristiani. Ma possiamo avere la consolazione che quando arrivi questo Getsemani per noi – perché devi partorire e non ce la fai, perché devi essere operato e hai sofferenze orribili, non so in quale situazione Dio permette il Getsemani e anche tu non ce la fai – grideremo come ha gridato Cristo: “Abbà, Padre”, chiama Dio Papà, Papà, e dice “Abbà, Papà”.

Anche noi, quando saremo nel nostro grande o piccolo Getsemani grideremo a Dio con la fiducia di un bambino: “Abba, Papà, aiutami” e Lui ci invierà un angelo che ci sorreggerà, ci aiuterà nell’agonia in modo che morirai in pace nonostante sia in un inferno per l’operazione che ti hanno fatto, per le malattie che hai o per quello che sia. Ma Dio ti aiuterà, perché la Parola di Dio è una consolazione per noi, è tutto per noi perché Dio ci vuole moltissimo bene. La verità del mondo è Cristo crocifisso, è l’unica verità. Noi annunziamo Cristo, e Cristo crocifisso: assomigliarci a Cristo è la verità, assomigliarci a Cristo crocifisso. Tu assomigli a Cristo crocifisso? Stai oggi crocifisso? No. O forse sì, non lo so. Quelli che siete oggi più crocifissi, per una malattia o per un problema, siete più vicini a Cristo, perché dicono i Padri della Chiesa che l’unica verità è Cristo e Cristo crocifisso, e assomigliare a Cristo crocifisso è la gloria nostra più grande. Dio ha mostrato in Cristo crocifisso la sua esistenza, il suo amore inimmaginabile per ciascuno di noi.

Come dicevo, il kerigma ha un punto di luce: quale? Un punto impressionante: Cristo crocifisso impronta della sostanza divina. Allora se vediamo questo crocifisso in questi dolori, in questi contorcimenti, e ci dicono che colui che sta soffrendo è Dio stesso per noi, allora lì si vede che cosa sia Dio. Allora qual è la sostanza divina? Adesso ve lo dico nel kerigma: la sostanza divina è che Dio ci ama non con un amore qualsiasi, ma con un amore così, crocifisso, fino a patire sofferenze inaudite, ci ama fino a morire per noi, ha inviato Suo Figlio per noi. Questa è la sostanza divina: l’amore che Dio ha per noi, e in questo amore sta tutta la creazione, il perché ha fatto i fiori, perché ha fatto gli animali, perché ha fatto l’universo. Ha fatto l’universo cercando di farci innamorare di Lui, le piante, i fiumi, il mare, tutto quello che ci attornia, perché sappiamo che chi ha creato queste cose le ha create in Cristo, e Cristo mostra la sostanza di Dio che è l’amore che Dio ha per ciascuno di noi. Per questo cosa significa vivere in questo amore? Ripagare Dio per questo amore. La nostra vita cristiana sarebbe un dialogo di amore; e qui: chi ama Cristo? Chi non ama Cristo sia oggi anatema: preti, seminaristi, catechisti, sia anatema chi non abbia un vero amore a Cristo. “Ma Kiko, io non ho niente di amore. Come si può avere questo amore?”, mi domanda uno. Ah, io non so! Come, come? Amare Cristo è l’unica verità, dicono i Padri del deserto, il resto è tutto vanità. Cosa ti posso dire se tu non hai nessun amore a Cristo?

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L’amore a Cristo non è un sentimentalismo, come si ama una ragazza o un ragazzo, non è un sentimento soltanto, è qualcosa di molto più profondo. Se non senti niente, se sei disgiunto totalmente da Cristo nonostante sia crocifisso… per questo i cristiani in cucina hanno un crocifisso, nella camera da letto hanno un crocifisso, nel salone un altro crocifisso, sempre c’è Cristo crocifisso. Nella tua casa, nelle vostre case, c’è un crocifisso? Sempre guardando Cristo, guarda lì Cristo crocifisso che ci ricorda la nostra condizione cristiana: essere crocifissi con Cristo. Cristo ha voluto che noi partecipassimo del suo amore, un pochino, per salvare questa umanità.

Tutto questo, che è profondo, lo dico fratelli perché la Veglia Pasquale viene in nostro aiuto; non per denunziarvi, per esortarvi, per dire che non avete nessun amore e siete cattivi cristiani, no! Non è questa la mia intenzione, la mia intenzione è un’altra: viene la Pasqua del 2018 per aiutarti, per avere amore a Cristo, per poter ricevere lo Spirito di Cristo, per poter essere trascinato come diceva Carmen dalla Sua Resurrezione e avere dentro la vita eterna. Per questo è molto importante che io vi annunzi la Santa Notte, la Veglia Pasquale del 2018, ed è per me una grande gioia. Forse io la vivrò in Israele, alla Domus, perché avremo poi lì un incontro di Vescovi di tutto il mondo; per me è una morte, una sofferenza perché non so quali Vescovi verranno, se vengono dall’Africa o da dove, sempre è un combattimento,  perché non sai se ti rifiutano, se si scandalizzano per le cose che sentono, nel fondo è un travaglio per la mia poca fede. E dopo sempre il Signore mi aiuta e manda il mio angelo custode che mi sorregge e mi dà forza, anche se prima sono morto poi il Signore mostra la sua potenza e il suo amore per i Vescovi. Tutti i Vescovi che sono stati alla Domus hanno chiesto il Cammino, sono cambiati: il Cardinale di Seul è cambiato e ha aperto un seminario, non so, è una grazia andare alla Domus.

Siamo stati anche in Cina ed è stato impressionante, siamo stati con l’Arcivescovo di Pechino ed erano presenti altri presbiteri; l’Arcivescovo ci ha invitato a cena e ha preparato una cena impressionante, meravigliosa; ci hanno detto: “Pernoi questa notte è una Pasqua, una Pasqua. Per noi il Cammino è una cosa enorme” e ha cominciato a dire meraviglie del Cammino. E l’incaricato della Cattedrale ha detto: “Voglio che si cominci il Cammino nella Cattedrale di Pechino”. Hanno cominciato la scorsa settimana e sono andate alle catechesi più di 200 persone. Risulta che questi tre presbiteri, che erano tutti entusiasti, dicevano: “Che meraviglia l’Eucarestia del Cammino”. Sapete che qualche giorno fa il Vaticano ha riconosciuto la Chiesa ufficiale, è la grande notizia di questa settimana: la Chiesa del Papa riconosce la Chiesa ufficiale, la Chiesa detta patriottica. Erano così entusiasti perché erano stati alla Domus nell’incontro dei Vescovi ed erano rimasti toccati dal kerigma, dalla bellezza della Domus. Per questo dice Dostojewski che la bellezza salverà il mondo. Tutti dicono che la Domus, con il lago, con l’architettura, è una meraviglia e tutti sono entusiasti. Allora siamo contenti che adesso siano in atto le catechesi a Pechino e molti vogliono che si apra il Cammino nelle parrocchie della Cina. Siamo anche contenti che coincidendo con questo atteggiamento della Chiesa ufficiale, la Santa Sede sta facendo dei passi per riconoscere la Chiesa patriottica. Come sapete in Cina ci sono come due chiese, la Chiesa patriottica e la

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Chiesa undeground, clandestina. Noi abbiamo comunità sia nella Chiesa clandestina che nella Chiesa ufficiale.

Come sapete, una sorella del Cammino fu chiamata in Cina dalla Chiesa clandestina che aveva bisogno di qualcuno che insegnasse lo spagnolo. La Chiesa clandestina aveva bisogno di formare preti, e con l’aiuto di alcuni Vescovi dell’America Latina aveva concordato di mandare seminaristi in Sud America; ma aveva il problema che questi giovani cinesi non sapevano niente di spagnolo. Noi abbiamo il Cammino a Taiwan in diverse parrocchie, c’è un seminario Redemptoris Mater, e lì tutti sanno il cinese: abbiamo chiesto se qualcuno poteva andare a insegnare spagnolo e abbiamo mandato una sorella. Ci ha raccontato un viaggio lungo in treno, quando è arrivata le hanno detto che doveva tingersi i capelli di nero e l’hanno messa in una stanzetta e alle 5 del mattino l’hanno svegliata, le hanno dato un tè e quando ha aperto la porta c’era un salone pieno di cinesi in ginocchio, e un prete che celebrava la messa volto verso la parete. Tutti in ginocchio. E finita la messa – e a lei facevano male le ginocchia –, hanno cominciato a pregare un Rosario di ringraziamento, sempre in ginocchio. Ossia avevano fatto un Rosario in preparazione prima di cominciare la messa, e dopo la messa sempre in ginocchio un rosario di ringraziamento. Questa è la fede dei cinesi, almeno alcuni anni fa, non so se continuano così. Hanno conosciuto questa sorella i responsabili della Chiesa clandestina e sono rimasti così impressionati della sua fede che han voluto conoscere Kiko Argüello, cioè i catechisti che hanno insegnato a questa sorella la fede. Così siamo andati in Cina. Pensate come Dio prepara le cose!

Siamo andati in Cina con Carmen e P. Mario, c’erano Stefano e Letizia, Eusebio e Giulietta e altri, siamo andati per un incontro con i responsabili della Chiesa clandestina e sono venuti anche dalla Manciuria. Lì ho detto ai fratelli: “Prima di cominciare vorrei andare a fare un esorcismo”. Siamo andati alla torre della televisione e abbiamo imprecato il demonio, tutti con il dito puntato. A un certo punto Carmen dice: “Kiko, basta di insultare il demonio dicendo: ‘Vai al deserto del Gobi, hai distrutto questa nazione, sono atei, non hanno più fede, la famiglia è distrutta’, basta, chiama lo Spirito Santo”. Allora ho detto: “Stendete le mani. Vieni Spirito Santo” e in quel momento una colomba si è messa sopra di noi. Le abbiamo dato un applauso! Questo è storico: tre volte la colomba ha volteggiato su di noi. Ho detto: “Questo, fratelli, è un segno”. Ed effettivamente l’incontro che abbiamo avuto dopo con i responsabili della Chiesa clandestina è stato meraviglioso, un unico spirito, sono stati contentissimi. E sapete cosa hanno fatto? Hanno offerto le loro comunità che sono tutte nascoste. Quando quella sorella è stata in quella stanzetta piena di fratelli cinesi, ha domandato: “Ma come sono venuti qui?” e le hanno detto: “Vieni”. Le hanno mostrato un armadio, hanno aperto l’armadio e c’era un corridoio che portava a una casa; in quella casa c’era un altro armadio e c’era un altro corridoio che portava a un’altra casa, tutto nascosto… E così di corridoio in corridoio si riuniscono e preparano una torta nel caso che intervenga la polizia… Adesso la Cina è molto importante ed è importante, fratelli, quello che il Cammino sta facendo in Cina: le famiglie in missione, le comunità, i miracoli che

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Annuncio di Pasqua 2018

il Signore sta facendo in questa nazione che è chiamata ad essere conomicamente una potenza, ogni giorno ci sono problemi di tipo economico con gli Stati Uniti.

Allora, stavo dicendo che nel kerigma c’è un punto di luce enorme: quale luce? Che Cristo crocifisso mostra la sostanza di Dio, perché Dio nessuno lo ha visto. E che cosa è questa sostanza? Questa sostanza, se vedete che questo Uomo sta soffrendo così per amore a te e per amore a me, allora questa sofferenza vuol dire che Dio ti ama, ama te, ti ama con un amore indescrivibile. Questo è il punto: l’amore che Dio ha mostrato in Cristo per ciascuno di noi, un amore che supera ogni concezione, ogni concetto, un amore inimmaginabile. Questa è la sostanza di Dio: amarci, l’Amore. Ma questo Amore ha un altro punto, come sapete, ed è quello che ha detto Carmen quando ha letto quel midrash: anche se Dio pensava di trascinare l’Egitto, immagine del mondo intero, insieme al popolo di Israele, anche se Dio vorrebbe che noi trascinassimo questa generazione al cielo, c’è un punto che è la libertà. Ecco, l’Egitto può rifiutare tutta la testimonianza di Israele come la gente che ci attornia può rifiutare la nostra testimonianza. Cioè questo amore infinito, impressionante, che Dio mostra in Cristo ha un punto che è la libertà dell’uomo: l’uomo può perfettamente rifiutare l’amore di Dio, l’amore di Cristo.

Una volta mi hanno invitato a Cuenca, dove c’è una processione speciale perché quando la statua del Cristo, legato alla colonna, esce dalla Cattedrale, per significare la Passione permettono alla gente di insultare Cristo. Bene, potete credere che vengono da tutte le parti a insultare Cristo? E dicono delle bestialità tremende contro Cristo. Mi hanno invitato a stare lì alle cinque del mattino ma mi venivano i brividi per come insultavano Cristo - e Cristo fu insultato veramente – insulti veri di gente che odia Cristo. C’è gente così orgogliosa che se all’improvviso la moglie si ammala gravemente comincia ad avere un odio a Dio, un odio tremendo: “Come si permette Dio di far soffrire così mia moglie?” e gli viene voglia di massacrare Dio. Come sapete, un ammiraglio americano, così importante che hanno dato il suo nome a una portaerei, quando la moglie di questo ammiraglio si è ammalata si è ribellato contro Dio e hanno scritto nel testamento: “Se esiste un cielo io lo nego, non voglio andare in cielo né io né mia moglie”, un testamento di orrore attaccando il cielo, la resurrezione, dicendo che è contento di stare nell’inferno bestemmiando: “Voglio stare nell’inferno bestemmiando contro Dio”. Così ha scritto nel testamento: figuratevi a quale punto può arrivare l’orgoglio e la superbia di un uomo! Questo può sorprenderci, ma mostra la grandiosità di Dio che permette all’uomo di fare cose simili.

Allora, fratelli, questo kerigma è per voi: come potrei convincervi, come potremo convincerci dell’amore di Cristo crocifisso? Per questo guardate a Cristo perché è scritto: “Guarderanno a Colui che hanno trafitto”, guardate a Cristo. Questo Cristo è Dio che muore per te, che ci ama con un amore così grande fino alla morte e una morte piena di sofferenza. Per questo amore Cristo adesso sta nel cielo come sommo sacerdote, intercedendo per ciascuno di noi perché Dio vorrebbe –

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come abbiamo letto nel Vangelo di Giovanni – vorrebbe essere uno in noi. E per-
ché non è uno in noi? Questa è una domanda importantissima. Abbiamo letto: “Tu in me e io in loro perché siano perfettamente uno”. Questa unità è perché l’amore che Dio ha mostrato in Cristo è unitivo, sono Tre Persone in un solo Dio, Uno. Allora come può essere Cristo uno in me? Io sono Kiko e Cristo due: siamo uno, perfettamente uno. Cosa significa essere uno? Io non lo capisco. Tu lo capisci? Bene, guarda cosa dice Cristo: “Io in loro e tu in me perché siano perfettamente uno e il mondo creda che Tu mi hai inviato”. Questo è un amore speciale: uno, essere uno. Nel matrimonio un uomo e una donna saranno due in una sola carne, ma sono due e solo la carne è una. Ma qui Cristo dice “essere perfettamente uno”, è una cosa sorprendente.

Nella vostra comunità siete uno? Siete perfettamente uno? “Siate uno e il mondo crederà”. Siete uno? Allora dovete fare una convivenza e domandarvi: “Siamo uno?”, prima domanda. Seconda domanda: “Che cosa dobbiamo fare per essere uno?”. E parlate. Terza domanda: “Cosa dovremmo fare per arrivare ad essere perfettamente uno secondo il Vangelo?”. Ecco, l’essenza divina, la sostanza di Dio è che Dio sia in te uno. Come possiamo fare perché Dio possa essere adesso uno in te? Cosa devo dire perché Cristo discenda nello Spirito Santo e sia uno in te? Cosa devo fare, cosa devo dire? Devo dire: Convertitevi e credete alla Buona Notizia che Dio vorrebbe abitare in voi come uno, in modo che tu possa dire: “Non sono io che vivo, è Cristo che vive in me”. Allora come possiamo fare adesso, come posso fare perché Cristo sia perfettamente uno in me? Dovrei convertirmi, e sto sempre protestando che sono affaticato, che non ce la faccio più, e non è vero! E’ il mio uomo della carne, perché dovrei essere lieto, dovrei essere molto più santo, essere contento che non sono in prigione, che non sono nella droga, che non sono un ladro. Lui mi tiene vicino e mi fa parlare a voi di Lui, e questo è una grazia che non merito. Ma io, fratelli, non mi sento migliore di voi, mi sento veramente un peccatore e non so se mi salverò, non so. Perché i miracoli che Dio ha fatto con me, e anche con voi, sono così grandi e io sono un poveretto come tutti. P. Mario mi conosce e adesso anche questa sorella mi conosce.

Allora, fratelli, ho già parlato delle Quattro Notti: la prima è la notte della creazione, la seconda è Abramo, la terza è il passaggio del Mar Rosso, la quarta è Cristo che viene e alla fine chiuderà la porta. Per questo devo parlarvi dell’escatologia, perché Cristo viene e meno male che viene: che venga! Allora in questa Veglia Pasquale aspettiamo che Cristo venga sulle nubi del cielo con i suoi angeli e i suoi santi. Coraggio, io vi invito nel nome del Signore a convertirvi e a credere nella Buona Notizia che Dio vi ama: ci ama e vorrebbe essere profondamente uno in noi, perfettamente uno come il Padre e il Figlio sono uno grazie allo Spirito Santo perché si amano. Il Padre ama il Figlio e il Figlio ama il Padre e non si possono separare, così Cristo ama me. E l’amore che Cristo ha per me è così grande, così grande che vuole essere perfettamente uno, il Padre è in me come è nel Figlio, il Padre vuole essere in voi come è nel Suo Figlio, vuole essere in noi. Allora, Signore, cosa dobbiamo fare perché questo si realizzi veramente? Che cosa dobbiamo fare? Ecco, convertitevi e credete. Dobbiamo credere, credere! E che

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cosa è credere? Credete che Cristo sta desiderando di stare dentro di voi. E c’è bisogno di mettere qualcosa da parte nostra perché questo si realizzi? “Devo lasciare il peccato, devo cambiare la mia vita? Che devo fare? Credo quello che Kiko sta dicendo, perché sta facendo un ministero a favore della mia fede e lo ringrazio, anzi ringrazio Dio che ha suscitato questi catechisti per aiutare me. Ma vorrei sapere di più: che devo fare perché Cristo sia perfettamente uno in me?”. Credete alla Buona Notizia, credete. Credi che Cristo ti ama, non avere paura. Cristo mai ci ha giudicato, mai, è sempre pieno di misericordia soprattutto con i peccatori. Quando quella prostituta, che aveva una cattiva fama, ha cominciato a toccargli i piedi – come sapete i piedi sono un simbolo erotico – e li bagnava con le sue lacrime e li asciugava con i suoi capelli – anche i capelli sono un segno erotico, è proibito alle donne ebree mostrare i capelli, hanno sempre il capo coperto perché i capelli sono un segno erotico – i farisei dicevano: “Se sapesse chi lo sta toccando, che donna è questa” e Gesù Cristo dice: “Non sono venuto per i giusti, sono venuto per i peccatori”, e i peccatori siamo noi, perché siamo tutti peccatori.

Coraggio fratelli, vi annunzio che viene la Veglia Pasquale del 2018 e spero che sia Dio a prepararvi per questa Santa Notte in modo che possiamo uscire tutti sentendo rafforzata la nostra fede, in modo che siamo contenti di andare nelle piazze ad annunciare Gesù Cristo.

Facciamo un canto prima di pregare, cantiamo: “Caritas Christi”, l’amore di Cristo ci spinge al pensiero che se Cristo è morto per tutti gli uomini, tutti gli uomini sono morti. Cioè dovremo portare la Buona Notizia a tutti gli uomini, perché tutti possano avere accesso alla vita immortale, alla vita eterna. “Ed è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi ma per Colui che è morto e risorto per loro”. Ecco, qui ti si dice come si può essere uno con Cristo: devi vivere per Colui che è morto e risorto per te. E Cristo, che è morto per te ed è risorto per te, cosa vuole da te? Vuole che ti offri come famiglia in missione? Devi offrirti. Sei una donna nubile e vuole che ti offri alla Chiesa per andare ad aiutare un seminario? Cosa vuole Cristo da te? Non so. Ma è vero, Cristo è morto perché tu non viva più per te. No no, dovresti odiare la tua vita, e non solamente la tua vita, dovresti odiare la tua anima.Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo Chi non odia la sua anima non può essere mio discepolo”. Dice S. Paolo che chi è in Cristo è una nuova creazione, le cose vecchie sono passate e ne sono nate di nuove. Le cose nuove sono la fede, la grazia dello Spirito Santo. “Colui che non aveva conosciuto il peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore Dio lo ha fatto peccato per noi”, e in questo canto ho inserito la frase di S. Paolo che dice: “Guai a me se  non annunziassi il Vangelo”. Cantiamo.

- Canto: “Caritas Christi

Bene, fratelli, questo canto è Parola di Dio: “Guai a me se non annunziassi il Vangelo”, dice S. Paolo. Chiaro, perché è portare Cristo, aiutare gli uomini a conoscerlo, perché Dio vorrebbe realizzarsi, essere Dio in quelli e non è Dio nelle persone. E’ Dio? No, perché se loro non lo amano, Dio non può farsi uno in loro, pertanto Dio viene frustrato come Dio, diciamo, in quella persona che non lo accetta e lo rifiuta. Ma se noi lo accettiamo, Dio si radica totalmente in noi facendoci

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essere perfettamente uno in Lui. Allora preghiamo. Come sapete, in ogni incontro di cristiani dove si annunzia il Signore, perché l’azione dello Spirito si realizzi, facciamo una preghiera al Signore. Dopo P. Mario viene qui e raccoglie le nostre preghiere in nome di Cristo. Preghiamo. Se qualcuno vuole fare una preghiera, sappiate che la preghiera dei fratelli radunati ha una forza speciale. Dovete farla brevemente e con voce forte.

- Preghiere spontanee

Preghiamo anche per il Santo Padre, il Papa Francesco. La Segreteria di Stato ci ha mandato una lettera in cui dice che il Papa ci ha concesso una udienza privata che avevamo chiesto, P. Mario ed io, anche per presentare questa sorella nuova al Santo Padre, Oggi ci hanno scritto che il Santo Padre è contento di riceverci alle 10,30 del mattino. Preghiamo che il Signore lo consoli, gli dia forza profetica e discernimento per guidare la Chiesa.

Padre nostro

P. Mario:

Prima della benedizione alcuni avvisi. Alvaro De Juana, un giornalista del Cammino incaricato da Kiko, che prima lavorava per la Conferenza Episcopale Spagnola e adesso è a Roma in una agenzia giornalistica, ci ha mandato un comunicato per il cinquantesimo anniversario del Cammino. Ha avuto un incontro con gli incaricati del Vaticano, Mons. Burke e i suoi collaboratori, per televisione e stampa. Ci ha pregato di trasmettere questo comunicato, di farlo conoscere a tutti. Dice così:

Comunicato per la Celebrazione del 50° Anniversario del Cammino Neocatecumenale in Roma

Stiamo organizzando l’incontro per i 50 anni del Cammino Neocatecumenale con il Papa Francesco e al tempo stesso stiamo stabilendo relazioni con i mezzi di comunicazione e la stampa. Sarà un incontro molto importante ed essendo presente il Papa si deve preparare molto bene secondo alcune richieste del Vaticano.

I giornalisti che lo desiderano potranno accreditarsi all’incontro, al più presto, attraverso la propria sala stampa del Vaticano mediante un modulo di accreditamento che sarà in seguito disponibile.

Questo non è solo per i giornalisti, ma anche per gli operatori di televisione, per i fotografi, per i media, tutti devono essere accreditati dal Vaticano e se ho capito bene anche i nostri biglietti per accedere, per motivi di sicurezza, perché
sarà presente il Papa.

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Per ogni necessità o quesito potrete mettervi in contatto con Alvaro de Juana, che come sapete, già da un anno ci aiuta nei rapporti con la Stampa.

C’è il suo indirizzo mail se volete comunicare con lui.


Kiko:

Ancora una cosa che mi ha ricordato Ascensión: così come stiamo insistendo perché la Veglia Pasquale si faccia con tutta solennità, preparando una sala meravigliosa piena di luce e di fiori, e preparando anche l’alba escatologica con una cena in un posto con luce, una cena ben preparata. Meglio che andare in un ristorante, dove è difficile che ti diano alle 6 del mattino l’agnello, meglio è preparare voi la cena. E’ sempre molto bello e molto importante la preparazione della Pasqua, non solamente la preparazione della Parola ma anche questi segni.

Anche è importante – ce lo ha ispirato il Signore – che non solamente celebriamo questa Veglia, che è la madre di tutte le veglie, ma c’è un’altra Veglia, che è la Veglia di Pentecoste. Forse qualcuno non la fa… Dio ha ispirato al Cammino di fare la Veglia di Pentecoste che ha un carattere preciso: è una veglia per comunità. Allora tutti nel Cammino facciamo così: andiamo in convivenza e nella sala della convivenza facciamo la Veglia di Pentecoste, potete non cenare e dopo fare una bella colazione, con tutti i tipi di cose, molto ricca. Dopo la colazione si va a dormire un po’ e verso le undici le Lodi, poi il pranzo e poi la messa in comune, il giro di esperienze fino alle cinque di sera. Questa Veglia di Pentecoste è piena di risonanze, piena di forza, è ispirata da Dio, ha un suo carattere forte e crea una grande comunione nella comunità. Ricordo i fratelli che hanno sofferto tanto quando il parroco non permetteva loro di farla. Allora coraggio, fratelli: buona Pasqua, buona veglia di Pentecoste e pregate per noi!

- Benedizione

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114 commenti:

  1. Stavolta ho letto poco dell'annuncio, mi da la nausea francamente.
    I fatti che ho trovato interessanti: la novità della veglia di Pentecoste in albergo, annessa alla convivenza mensile, il delirio sulla Chiesa clandestina cinese, le catechesi traferite nelle piazze.

    La prima è chiaramente una innovazione per stupire i gonzi e aggirare i divieti della veglia di Pasqua.
    La seconda merita pure io racconto che ha fatto di come ha conosciuto una comunità cinese clandestina. L'unica cosa che ricorda è che gli facevano male le ginocchia e che volevano conoscere Kiko Arguello.
    Da qui si capisce come minimo che non ha capito niente: questa gente, veri martiri, pregano il rosario in ginocchio prima e dopo la messa tutti i giorni, sapendo che possono essere arrestati e sparire. E sarebbero rimasti impressionati dal cammino? Ahahah
    La terza rivela la sua disperazione.

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  2. Dal dizionario Treccani:

    paranòia s. f. [dal gr. παράνοια «follia», comp. di παρα- «para-2» (per indicare disordine, condizione anormale) e di un tema affine a νοῦς «mente»]. – 1. In psichiatria, psicosi caratterizzata dallo sviluppo di un delirio cronico (di grandezza, di persecuzione, di gelosia, ecc.), lucido, sistematizzato, dotato di una propria logica interna, che non è associato a allucinazioni, e non comporta deterioramento delle funzioni psichiche al di fuori dell’attività delirante.

    Sempre lo stesso da decenni.

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  3. Io non ne posso più di sto neocatecumenali nella mia parrocchia. Ho dovuto cambiare parrocchia a causa loro. Quando se ne andranno ci ritornerò, spero il prima possibile. Giulia

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  4. Complimenti vivissimi a Kiko per aver esposto un concetto proprio del pentecostalismo protestante, e cioè il rapimento della Chiesa cioè degli eletti, attribuendolo a San Paolo e situandolo durante la Veglia Pasquale. Certo che questa è la ciliegina della torta del Cammino. Questa volta si è dimenticato di dire che Gesù Cristo tornerà in Palestina, e in particolar modo alla Domus, durante una stratosferica Veglia Pasquale.
    Come sempre, fa passare dei concetti che non fanno parte del credo cattolico come addirittura scontati, tirando in ballo pure le Scritture. E tutti i catechisti ignoranti a ripetere. Sempre di più il Cammino sta imboccando la strada della setta millenaristico apocalittica. Nel caso il Cristo Neocatecumenale non si sia presentato a Pasqua, la replica avverrà a Pentecoste.

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    1. In particolare, dal momento che Kiko pensa che Cristo possa tornare (a Pasqua) facendo scapolare ai propri eletti tutta la grande tribolazione degli ultimi tempi, si situa in una particolare fascia dei pentecostali credenti nel rapimento della Chiesa, detti pretribolazionisti, che con aleatori argomenti scritturali assicurano ai propri adepti una sicura ascesa al Cielo, senza essere naturalmente sottoposti a Giudizio (altro elemento di coincidenza con la predicazione Kikiana).
      Svegliatevi ragazzi! Non è mai troppo tardi. Può essere che, per voi, sia questa Pasqua il momento per capire che non vi siete propriamente affidati in mani sicure.

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  5. Grazie per aver pubblicato l’annuncio!!
    È bellissimo.
    Non ero presente ed ho potuto leggerlo attraverso di voi.
    Potreste pubblicare anche il video?
    Grazie mille!!!

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    1. Tranquillo ci sarà pure quello! Grazie per avermi regalato una sonora risata

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    2. per loro anche uno scorreggione di Kiko è BELLISSIMO

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    3. Non preoccupatevi, non lo ha letto. Da buon adepto nc, sa che il fideismo nasce dall'ascolto, non dalla lettura.
      Infatti Sant'Agostino scrisse "Audi et vide" cioè "ascolta e guarda", spiegando che non è sufficiente credere alla predicazione ascoltata e che il guardare con intelligenza è essenziale alla fede, perché non si cieca, ma pienamente ragionevole e pienamente libera.
      Ascolta la sua promessa, guarda il suo compiersi: «veritas plena fides certa / la promessa è stata verificata completamente, la fede è certa».
      Per questo i mamotreti devono essere ascoltati, in preda possibilmente ad un preciso stato emotivo, mai letti.

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    4. Hai ragione Valentina, non si è mai visto nessuno cadere ipnotizzato mentre leggeva un libro :-)

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    5. Riguardo a pubblicare il video, Kiko ci ha proibito di metterlo sui social e su internet, perciò non possiamo pubblicarlo, caro fratello anonimo delle 9:32, ma se pagherai puntualmente tutte le decime e le collette e i balzelli del Cammino, forse i tuoi cosiddetti "catechisti" si degneranno di farlo vedere anche a te (e sarà un onore grandissimo, e non ti basterà ripetere cento volte «bellissimo bellissimo»).

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    6. Aggiungiamo pure che i kikos come quello delle 9:32 vogliono la Sacra Omelia di Kiko ma non vogliono ragionarci su.

      Pensate un po': nella Chiesa Cattolica si può ragionare sul Vangelo.
      Ma nel Cammino non si può ragionare su ciò che dice il sacro SanKiko.

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  6. Scusate, una domanda:
    Chi sono le 11 comunità presenti, che sono (mi pare) sempre le stesse, in queste riunioni dal contenuto segretissimo?
    Grazie

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    1. Giusto: chi è quella massima aristocrazia kikiana che ha il privilegio di farsi "annunciare" il kikismo-carmenismo da Kiko in persona?

      Sono le prime comunità fondate da Kiko? Quindi stanno camminando dal 1969-1970 e ancora hanno finito? Ancora non si sono disciolte nelle parrocchie? (e dopo quarantott'anni di Cammino pagano ancora le decime?)

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  7. Come al solito Kiko si è fatto preparare l'omelia da qualcun altro (per ribadire la Veglia Neopasquale Separata e per iniziare a traslocare le "catechesi iniziali" nelle centopiazzate, mossa veramente disperata), tanto più che la fortuita citazione carmeniana e il fortuito intervento pezziano gli hanno ampiamente fatto da "spalla" (in ogni film comico il protagonista ha bisogno di qualche "spalla"). Ma non appena Kiko parla un po' "a braccio"...

    Sarebbe bello avere la registrazione audio dell'omelia di Kiko, per ascoltare la sua confessione pubblica riguardo a «questa sorella che mi conosce» (quante "sorelle" avrà rovinato Kiko?) e quali diavolo sarebbero i presunti «miracoli» e il motivo per cui addirittura Kiko dice: «non so se mi salverò».

    Insomma, sia pure lentamente e nel corso degli anni, Kiko ci sta dicendo di averne combinate di grosse. Altro che SanKiko "pensi che mi faranno santo". Chissà se il marciume verrà fuori mentre lui è ancora vivo - c'è da augurarglielo, specialmente dopo l'affermazione retorica (e falsamente umile) «non so se mi salverò». Se temesse davvero un posto all'inferno, si affretterebbe a rinnegare le eresie e tutti gli altri peccati per i quali finora crede di averla fatta franca.

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  8. Kiko è pazzo e probabilmente anche masochista, augurando a sé ed ai camminati disgrazie e "spine nel fianco":

    Un mese fa, tentando di spalare la neve,a Roma, sul terrazzo di casa, mi sono "sdrumato" una spalla.

    Sono stato incazzato some una iena per un mese e lo lo sono tuttora.

    Lungi da me attribuire tutto ciò al Padreterno, come una benedizione o un dono da parte Sua.

    L'incazzatura l' ho avuta solo verso me stesso, per aver usato male il libero arbitrio ed il discernimento che poi, altro non è che il buon senso delle cose.

    Il Catechismo di San Pio X, mai revocato, recita che Dio è bontà infinita, quindi, con i nostri guai terreni, non c'entra assolutamente nulla!..
    Ruben.
    ---

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  9. Il video non può legittimamente essere pubblicato, a differenza degli anni precedenti, perché realizzato da una casa di produzione cinematografica che quindi può vantare il diritto d'autore. Tale casa di produzione si chiama, manco a dirlo, "Siloè films", ha sede in Spagna e sono pronto a scommettere che sia gestita da neocatekiki: Siloe films di Saragozza, fondata da Ricardo del Pozo, come rinvenibile sul loro sito internet.
    Farà parte anche questo della visione della Vergine Maria?

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    1. Interessante informazione, Beati Pauperes Spiritu.

      Però. Sgattaiolare dietro ai diritti d'autore facendosi scudo di una casa cinematografica, fa tanto "resistere al male" e anche "sappia benissimo la tua sinistra che cosa fa la tua destra”, non trovate, Camminanti?

      Non si fidano più della Provvidenza, i vostri sommi capi ? Forse che lo "spirito" ha iniziato a soffiare in verso contrario? O forse che i suddetti boss sono in ribellione contro la storia che Dio stava preparando per loro tramite la diffusione pubblica di questi video, e non vogliono più entrare nell'umiltà, nell'obbedienza, nella testimonianza...?

      A proposito di testimonianza, fateci capire, Camminanti:
      quando Kiko si augura di morire martire per mano di un musulmano, voi ci credete e lo ammirate. Ma lo sapete vero, da qualche fonte alternativa come Wikileaks e simili, che quei musulmani si macchiano di morti molto molto brutte, anche se le testate giornalistiche mainstream non indulgono nei particolari, cioè del tipo di cose che non si augurano veramente a nessuno?

      E quindi, se Kiko desidera per se stesso quel bruttissimo martirio, come spiegate il fatto che lo stesso Kiko si protegga poi legalmente (legalmente: con gli stessi mezzi del “mondo” che proibisce a voi!) dalle conseguenze sicuramente incruente di un’eventuale fuoriuscita dei contenuti dell’annuncio?

      Perché desiderare il martirio e proteggersi da quattro critiche su un messaggio che (se siete in buonafede!) dovrebbe essere buono, vero e giusto?! E quindi, quanto più buono, vero e giusto, tanto più da testimoniare?
      Camminanti, non vedete una o più contraddizioni in questo? Come le spiegate?

      Se invece Kiko & Co. volevano solo un video ben girato, senza diritti d’autore.
      Che bisogno c’era di chiamare una ditta con copyright, dalla Spagna (1500 Km circa)? Non ci sono fratelli bravi che potevano fare il lavoro bene, volentieri e magari gratis, come in tutti i movimenti cattolici? O non ci sono case cinematografiche a Roma, lì da dove vengono la maggior parte degli uditori dell’annuncio?

      E, passando al vile denaro: quanto costa chiamare una casa cinematografica che viaggia dalla Spagna all’Italia (non si tratta certo di una multinazionale con sedi in tutto il mondo), con tutto il delicato armamentario ben impacchettato, cioè bagagli su bagagli da preparare e portare in aereo?
      E chi mai l’avrà pagata, questa nuova spesa extra della casa cinematografica che arriva apposta da 1500 Km?

      Ma, cari Camminanti, ormai potete prendere esempio dal vostro maestro di vita che si auto-protegge benissimo da minacce infinitamente inferiori a quelle che lui stesso si augura, ed iniziare anche voi a resistere al male con i mezzi del “Mondo”.

      Potete avvalervi, Cammin facendo, di un commercialista, di un avvocato. Anche di un buon direttore spirituale esterno al Cammino. Inoltre: gustate e vedrete cosa vi dirà uno psicologo competente a proposito del Cammino Neocatecumenale. Chiedetegli la sua opinione professionale, fatelo veramente, sentirete.
      Ovviamente siano queste persone tutte rigorosamente non neocatecumenali.

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  10. Scusate ma l'Imitazione di Cristo fu consigliato come lettura sui pullman durante il pellegrinaggio per la GMG di Denver nel 1993. Nel mio pullman fu effettivamente letto ed io, a distanza di decenni, di tutto il libro (che vorrei presto rileggere) ricordo la frase: "ama il non essere considerato e l'essere stimato un nulla".
    È una frase che mi ripeto quando sento di essere disprezzato e mi conforta molto.
    Perché dunque dite che che Kiko evita di far leggere questo libro?

    Neocatecumeno

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    1. Quel libro contraddice gravemente le teorie kikiane-carmeniane riguardo al peccato e alla grazia. Per i due eretici spagnoli «l'uomo non può non peccare». Per i cattolici (anche quelli che non hanno letto L'imitazione di Cristo) l'uomo deve sforzarsi di non peccare. Sono due visioni diametralmente contrapposte.

      Nella Chiesa cattolica, grazie al sacramento della confessione ci si rivolge ad un ministro di Dio per accusare i propri peccati, rinnegarli dichiarandosi pentiti, accettare la penitenza, ricevere l'assoluzione (che è opera di Dio e giunge attraverso il sacerdote che è "alter Christus", come un altro Cristo, che efficacemente opera in virtù del sacramento del sacerdozio).

      Invece, in una setta come il Cammino Neocatecumenale, ci si autoassolve mediante confessione pubblica (cosicché la confessione sacramentale diventa un accessorio relegabile alle "penitenziali" di gruppo; nel Cammino di fatto viene enormemente sminuita la confessione personale). Nella "confessione pubblica" non c'è niente di spiritualmente efficace (non è un sacramento), non c'è un sacerdote, non c'è Cristo che opera. C'è solo una platea di spettatori, di fronte ai quali basta recitare una parte sufficientemente drammatica, dopodiché ci si finge pii e candidi e si annuncia "il Signore mi ha salvato, il Signore perdona"... Come se Nostro Signore, istituendo il sacramento della riconciliazione, avesse voluto perder tempo.

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    2. Bene.
      Ma la mia obiezione era un'altra.
      Ripeto: perché dite che Kiko evita di far leggere questo libro quando lo ha indicato come lettura durante un pellegrinaggio?

      Neocatecumeno

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    3. La frase esatta è "ama nesciri et pro nihilo reputari", cioè "ama non essere conosciuto ed essere considerato una nullità". Proprio come un certo personaggio, che in questo annuncio dichiara: «Non solo sono un grande artista ma anche musicista».😂😊😋

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    4. Questi kikos così disperatamente ossessionati dal desiderio di coglierci in fallo (come se qualche errore da parte nostra rendesse automaticamente false tutte le verità già enunciate e i fatti concreti già dimostrati) è la credibile conferma che in cuor loro hanno già capito che il Cammino li porta su una pessima strada.

      Per cui, nel menzionare l'Imitazione di Cristo, non si accorgono che tale testo proclama esattamente il contrario di ciò che Don Kikolone va blaterando da oltre mezzo secolo: «tu pensi che mi canonizzeranno?»

      In cuor loro hanno capito benissimo che il Cammino è gradito solo al demonio (quello vero, non il simpatico portasfortuna neocatecumenale che ti fa trovare il traffico sulla statale quando c'è da andare in convivenza). Perciò hanno disperato bisogno di convincere anzitutto sé stessi che l'adesione al Cammino sarebbe stata una cosa giusta.

      In un intervento di oggi Tim risponde ad un altro di tali ossessi che dichiarava che secondo una certa apparizione non bisognerebbe mai attaccare un sacerdote, nemmeno quando questi ha torto marcio. Come al solito mistificano la lettera per sovvertirne lo spirito: adoperano tale cavillo in difesa del vescovo pedofilo neocatecumenale (la Santa Sede ha condannato Apuron come pedofilo), senza domandarsi cosa ne pensa Nostro Signore dei pedofili e delle macine al collo.

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    5. Scusa ma questa non mi sembra una risposta bensì una divagazione.
      Divagare per divagare voglio solo aggiungere un pensiero sul tuo commento.
      Sono Laureato in Conservatorio, vado pazzo per le 3 B (Bach, Beethoven, Brahms), mi sembra di avere una visione molto accademica della musica (forse sin troppo) per cui, come potrete immaginare, ho anche alcune riserve sulla musica di Kiko. Però è innegabile questo: la musicalità di Kiko è molto spontanea (e per certi versi gliela "invidio" molto) e l'intima struttura dei suoi canti è "sorprendente". Attenzione, ho scritto "sorprendente", non ho scritto che sono meravigliosi, sublimi o orecchiabili, ma che la loro struttura sorprende. Questo solo per dire che qualcosa come musicista sicuramente ha.
      Aggiungo che non ho mai partecipato alle esecuzioni delle sue "sinfonie", mai stato coinvolto.

      Neocatecumeno

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    6. Carissimo Neocatecumeno, a me "sorprende" che tu ritenga "sorprendente" (da laureato in conservatorio), le musiche di kiko Arguello, strimpellate su appena 4 accordi di chitarra classica e bypassando ogni forma di arte (che tu giustamente richiamavi nelle tre B). Proprio in quanto laureato in musica presso conservatorio mi stupisce e non poco che tu possa anche parlare di una "spontaneità", visto che di spontaneo ha semplicemente il "buon gusto" di copiare, nulla altro. Domandina facile facile, laureato in musica: è possibile comporre musica senza sapere come si solfeggiano due semiminime in tempo 4/4? La mia è una domanda retorica, non devi rispondermi (se sei veramente laureato in conservatorio), chiedilo a kiko come fa a comporre, magari gli riconosciamo qualche altra virtù "celestiale"......

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    7. A noi di BHS (Bach Händel Schubert) la musica di Kiko fa rivoltare la milza! Gli originali (quelli da cui ha copiato) un po'meno, lo ammettiamo.

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    8. Ma infatti è evidente che Kiko non abbia mai studiato musica e non sappia nulla di come si strutturi un qualunque brano (in senso classico ovviamente). La cosa che mi sorprende è l'uso che fa della parola (cioè dell'inflessione del parlato,intendo) intesa infine, e involontariamente credo, come gesto estetico. Questo di fatto ha parecchie implicazioni. Comunque credo che Kiko troverebbe più comprensione e apertura musicale nella classe di composizione del mio maestro di Conservatorio che tra voi. Se poi abbia copiato onestamente non so. Ma anche nei secoli passati ci si copiava. E non poco.

      Neocatecumeno

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  11. Interessanti i commenti in coda al precedente post (Bruno, Bps, ecc.) dove già si ragione, ampiamente, sull'annuncio spagnolo. Ne consiglio la lettura. Ricopio qui il mio, pubblicato ora.
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    La faccenda dei soldi nel cammino è davvero inquietante.
    Non manca mai una richiesta di denaro, qualunque cosa si faccia, dalle catechesi iniziali, durante le quali per la prima volta si fa la conoscenza del sacco nero, alla fine del cammino con l'onerosissimo viaggio di nozze che costa tanto da farsi debiti.

    Collette per tutto: Seminari, Domus, Missioni. E del capitolo "mantenimento itineranti e famiglie" ne vogliamo parlare?

    Ora fate bene a mettere in evidenza che fanno la pre-colletta per i 50 anni del cammino [cfr. Bruno] dai conti che avete fatto nelle loro tasche, appare chiaramente l'ennesima occasione per far traboccare i loro forzieri all'inverosimile,
    fanno ribrezzo, questa la mia conclusione, non sono di nessun esempio, incitano a fidarsi della Divina Provvidenza e loro conoscono solo la PREvidenza.
    Dicono che il denaro è lo sterco di satana...per cui ti educano a gettarlo via con disprezzo e in fretta e furia e loro lo afferrano al volo come il Gatto e la Volpe.
    Tra il lanciarlo puzzolente e infetto (pecunia olet?) mentre loro lo afferrano al volo....miracolo....miracolo....la "pecunia" (come risaputo da secoli) "non olet" più.
    Bastardi, idolatri, furfanti matricolati. Adept, aprite gli occhi!

    Vi ricordo anche - cosa che all'epoca mi scandalizzo profondamente - che hanno perfino costretto i fratelli ad accollarsi un mutuo come comunità, sotto la responsabilità del Responsabile (altrimenti a che serve) quando, per la costruzione della Domus, avevano fatto i conti che ogni comunità (!) doveva sborsare 10.000€. Se i fratelli non erano in grado di racimolare la cifra richiesta, DOVEVANO fare un mutuo, onorando il debito con "parte" delle Decime raccolte mensilmente. Che menti diaboliche, una più del diavolo ne pensano.

    Mi meraviglio che quest'anno non hanno chiesto-ricordato di destinare loro il 5 per mille, come mai, si sono dimenticati? Mi pare tanto strano. Oppure si vergognano di pubblicare sull'annuncio...ma no, questi non conoscono vergogna,

    Pax

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    1. Tranquilla :) in fondo c'è la paginetta per il 5 x 1000 per il seminareio di Roma con il quadratino rosso "da consegnare a tutti i fratelli"

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  12. NEOCATECUMENO delle 12 e 13:

    vedo che la frase che ti ha più colpito e che dopo ben 25 anni ancora ricordi è "ama il non essere considerato e l'essere stimato un nulla".
    Una frase che davvero può aiutare, ma occorre fare chiarezza.
    Se la "usi" nello spirito dell'autore del libro, ti aiuta senz'altro, ma se ti "aiuta" a incassare il disprezzo dei catechisti a dei tuoi legittimi chiarimenti riguardo al Cammino, allora non è utile, perché è sbagliato l'utilizzo che ne fai, perché hai male interpretato la frase, perché, forse, così ti è stato insegnato in quell'estate del 93.

    Non vorrei infatti che quella lettura del 1993 fosse stata guidata e interpretata da catechisti a cui importava solo finalizzarla l'ubbidienza assoluta verso loro stessi.

    Se l'umiltà e l'ubbidienza sono virtù da perseguire, l'umiltà non deve però avvallare la menzogna, altrimenti è "umilismo", una forma meschina e vigliacca di bavoso buonismo.
    E l'ubbidienza la si deve alla CHIESA GERARCHICA e non a dei catechisti laici che nessuno ha incaricato di essere tali (se non Kiko) e che, comunque, nessuno ha dato un'autorità assoluta come quella del dittatore coreano.

    Se nel Cammino siete così liberi di leggere qualunque cosa, leggiti IL LIBRO DI LINO. Poi, se ci riesci, confutalo. Hai forse paura?
    Se hai paura vuol dire che la tua fede in kiko non è così forte.
    Sarebbe un buon segno

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    1. Perdonate se non mi sono espresso bene.
      Non volevo entrare nel merito dell'Imitazione di Cristo e sulla sua aderenza o meno a quanto si dice in Cammino, ma solo confermare che questo libro a) fu effettivamente letto, b) fu letto su indicazione di Kiko.
      Inoltre ricordo che la lettura non fu accompagnata da commento di alcun tipo di alcun catechista.
      Non capisco la necessità da parte di Pietro (non del cammino) di speculare su cosa io avrei capito realmente e messo in pratica di quella frase e soprattutto non capisco la sua necessità di ipotizzare infine mie paure (peraltro inesistenti, altrimenti non vi avrei seguito come semplice lettore da tanto tempo) e le mia fede in Kiko (...ma di che parliamo? io sono Cristiano e non certo Kikiano).
      Non capisco questo cose perchè non è l'oggetto della mia domanda anche perchè per ipotizzare tutto questo dovreste conoscermi un poco (poco...) di più che non da un semplice commento di 4 righe.
      Detto questo, io mi ripeto questa frase quando in particolare le persone della mia famiglia, oppure i colleghi, oppure presunti amici (dentro e fuori dal cammino), mi disprezzano o semplicemente non mi considerano, cosa che mi fà soffrire molto. Di più onestamente non mi sento di dire. E comunque non mi riferivo assolutamente ai catechisti.
      Detto questo non ho ottenuto risposta alla mia domanda: perchè nel blog si dice che Kiko non fa leggere l'Imitazione di Cristo? Non ci vanno dietro tanti ragionamenti o speculazioni.

      neocatecumeno

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    2. È vero che non ti sei espresso bene.

      Ma ora stai insinuando che qui qualcuno avrebbe detto che non ti era mai stato fatto leggere. Il che è falso. Stai rispondendo ad un'obiezione che nessuno aveva posto. Sei intervenuto solo per dire «fu consigliato come lettura sui pullman durante il pellegrinaggio» (tuo intervento di oggi delle 12:13).

      Ora, il tema di questa pagina è il kikoannuncio della kikopasqua e le corbellerie che Kiko ha proferito in tale occasione. Tu hai selezionato un singolo particolare pertinente alla discussione, e hai risposto cambiando discorso e parlando del tuo autobus neocatecumenale alla GMG.

      Per di più, come ti ha fatto notare Valentina, hai frainteso il testo e non hai nulla da ridire sul fatto che Kiko contraddice quella citazione che ti è tanto cara.

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    3. Inoltre, se fosse davvero stata "indicazione di Kiko", allora ci potevamo aspettare che Kiko ne raccomandasse di nuovo la lettura. Invece non è successo.

      Qui nessuno sta aggredendo te. Stiamo solo facendo notare le corbellerie dei capicosca della setta neocatecumenale. Nel presentare il kikoannuncio è stato fatto notare che i due punti principali vi richiedono di disubbidire ai vescovi e ai parroci per quanto riguarda le "veglie separate pasquali", e di prepararvi a raccattare nuovi adepti neocatecumenali dalle "cento piazze" anziché da nuovi cicli di cosiddette "catechesi iniziali".

      Ora, se tu sei uno che riesce a guardare al di là del proprio naso e a tenere il cervello acceso, ti accorgeresti che nonostante tutto il ridicolo parlatorio kikiano-pezziano-ascensorista sui "vescovi faraoni" e sulla presunta unità ecclesiale che sussisterebbe mentre vi separate dalla Chiesa per fare le vostre veglie separate, è un atteggiamento scismatico, di ribellione alla Chiesa, aggravato dal fatto che la disubbidienza riguardo alle veglie pasquali è uno dei pilastri del Cammino fin dagli inizi (per ammissione dello stesso Kiko nella sua stessa omelia del 23 marzo 2018 riportata in questa stessa pagina).

      Dato che ti ritieni cristiano, dovresti aborrire tanta arrogante disubbidienza, no? Altro che il conservare una singola citazione dagli autobus neocatecumenali della GMG, piegandola peraltro al diabolico odio «alla propria anima» proclamato da Kiko.

      E dovresti allarmarti e preoccuparti anche per l'annunciata disperata mossa tattica di cominciare a spostare nelle "centopiazze" il reclutamento di nuovi adepti, per di più affidandolo a dei dilettanti allo sbaraglio anziché ai cosiddetti "catechisti" professionisti: oltre che un segno di crisi, è anche un ulteriore passo di preparazione al momento in cui verrete sloggiati dalle parrocchie.

      Quel momento si avvicina inesorabile. Credevate che papa Francesco veramente accettasse l'idea della parrocchia "comunità di comunità" che paghino la decima a Kiko? Nel luglio 2016 Kiko fu ricevuto in udienza da papa Francesco e ne uscì nero come la pece. Incredibilmente - caso più unico che raro - non ci fu alcun proclama neocatecumenale riguardo ai contenuti dell'incontro. Successivamente Kiko cominciò a blaterare sempre più spesso di "ritirarsi nelle case, come già fatto in Giappone".

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  13. Neocatecumeno chiede: perché dite che Kiko evita di far leggere questo libro quando lo ha indicato come lettura durante un pellegrinaggio?
    Rivolgo io a lui questa domanda: perché avrebbe indicato come lettura adatta ad altri "L'imitazione di Cristo" un soggetto che ha scritto sul suo catechismo le seguenti frasi:
    «Cristo non è affatto un ideale di vita. Gesù Cristo non è venuto a darci l’esempio
    e ad insegnarci a compiere la legge»
    «… Molta gente pensa (…): ci ha dato l’esempio con la sua vita, dicendoci: Vedete come faccio io? Così fate anche voi”. Se poi chiedi alla gente: “Tu lo fai?”, ti rispondono: “Via, io non sono Gesù Cristo, non sono mica un santo…”. Il Cristianesimo non è per nulla un moralismo. Perché, se Gesù Cristo fosse venuto a darci un ideale di vita, come avrebbe potuto darci un ideale talmente alto, talmente elevato, che nessuno lo può raggiungere?».
    Grazie in anticipo per la risposta.

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    1. Non capisco perchè dovrei rispondere alla tua domanda prima che qualcuno abbia risposto alla mia. Nelle conversazioni di solito si procede che a domanda segue risposta. Eventualmente la risposta potrebbe essere "non lo so", ma neanche questo mi è stato risposto.
      Neocatecumeno

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    2. Potresti capirlo se tu riflettessi sul fatto che hai posto quella domanda allo scopo di cambiar discorso. Qui nessuno aveva proclamato che nel tuo autobus alla GMG non si era mai letto quel libro.

      Come ti è già stato fatto notare, Kiko non ha consigliato la lettura di quel libro, ma ha fatto tutto il discorsino «non solo sono un grande artista ma anche musicista...»

      Alla faccia della lettura in autobus.

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    3. Io non ho dubbi sul fatto che possa essere stata consigliata quella lettura, Neocatecumeno. Quello che mi preoccupa è che tu debba risalire a un quarto di secolo fa per poter dire che Kiko ti abbia fatto leggere qualcosa di cattolico.

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    4. Ed aggiungo, che ai fini di ciò di cui si discute, non mi sembra che la lettura ipotetica o reale di questo testo (da neocatecumeno citato) in un autobus verso Denver 1993, possa essere decisivo per comprende ciò che oggi (A.D. 2018) il komandante Kiko ancora va blaterando durante annunci e convivenze varie.

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  14. Non vorrei infatti che quella lettura del 1993 fosse stata guidata e interpretata da catechisti a cui importava solo finalizzarla l'ubbidienza assoluta verso loro stessi.

    Bene coglie il punto Pietro (NON del Cammino).

    Se leggi con attenzione anche quello che ti scrive Valentina, già puoi trarre le conclusioni da solo.

    Kiko non ha paura di fare man bassa della sana dottrina della Chiesa, la usa, come usa la Parola di Dio (molti post abbiamo dedicato alla questione, ultimo quello in cui si analizza la frase di S.Agostino che citano di frequente "AMA E FA' CIÒ CHE VUOI").

    Tanto lui è tranquillo, dopo avervi imbottito la testa della sua corrotta predicazione, dopo avervi inquinato lo spirito, voi filtrate tutto. È sicuro, Kiko, del fatto suo, sa che, al di fuori delle sue interpretazioni, voi non comprendete niente altro. Infatti è proprio così. Se qualcuno comincia a nutrire dubbi, pone questioni, viene irretito, emarginato e bollato come uno che "NON SA ASCOLTARE" ma usa il cervello, perché è un superbo.
    Ma vi rendete conto in che stato vi ha ridotti? In che razza di porcile siete finiti?
    Svegliatevi che è ora.

    Pax

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    1. La lettura non fu accompagnata da alcun commento. Semplice lettura mentre si viaggiava.

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    2. Ciò non toglie che Kiko contraddice tale lettura: «Non solo sono un grande artista ma anche musicista».

      Altro che la leggenda metropolitana (smentita dal kikoannuncio kikopasquale) del "Kiko ci consiglia di leggere".

      (e se anche fosse così, quante pagine ne hai letto e meditato finora?)

      Chiaramente in tali autobus neocatecumenali non è stato mai letto un testo come il Catechismo di San Pio X.

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    3. Non capisco questo atteggiamento. Credetemi non sono maldisposto solo che vedo che altri miei commenti (sempre garbati) sono cestinati in toto. La mia non era volontà di cambiare discorso. Solo si è alzata una gran discussione perché ho citato una frase solamente a prova del fatto che quel libro è stato letto.
      Poi volevo dire, più importante, che per preparare il credo il solo testo che io ho usato un comunità è stato il catechismo della Chiesa (ULTIMO USCITO cioè quello del 91, se non erro).
      Per cui i testi cattolici non mancano neanche in Cammino.

      Neocatecumeno

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    4. Tagliamo la testa al toro: Psyco, per cortesia, nella frase "Kiko nomina il grande classico della spiritualità L'imitazione di Cristo ma evita di consigliare di leggerlo" inserisci: "evita di consigliare di leggerlo a titolo di lettura personale -magari facendo un confronto punto a punto con il catechismo di Kiko- e non collettiva e supervisionata dai catechisti di turno come durante il viaggio a Denver dei giovani nc nel 1993 (fonte della notizia: Neocatecumeno)". Grazie.

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    5. Boh...
      Sono esterrefatto da risposte così.
      Per favore fatelo sapere a Valentina Giusti.
      Gradirei discutere con persone un poco più obiettive e mature che non fanno pungente ironia su di me per il SOLO fatto di frequentare il Cammino.
      Questa constante ironia e sarcasmo a prescindere da tutto non fa certo del bene a chi si accosta a voi. Almeno non a me.

      Neocatecumeno

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    6. Non volevo essere ironica, ma soddisfare la tua richiesta mantenendo però il senso di quanto detto nell'introduzione all'annuncio: Kiko non consiglia pie letture personali, neppure dei propri mamotreti (anzi, soprattutto di quelli, non per nulla non li ha mai pubblicati). Le uniche letture personali forse che gli ho sentito sponsorizzare sono quelle del Kerigma tra le baracche, le sue Annotazioni e i Diari di Carmen. Neppure la Bibbia mi è mai capitato di sentirgli consigliare, al di fuori delle scrutatio guidate, delle preparazioni e delle aperture a caso.

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    7. Non mi sembra che lo scopo del tuo intervento fosse quello.
      Io tra altri libri ho anche letto in passato, ad esempio, La Notte Oscura di S. Juan de la Cruz e l'ho anche detto ai miei catechisti (solo pour parler) e nessuno mai mi ha scoraggiato.
      Ricordo ancora la convivenza di riporto del 92 (o 91) quando la catechesi del magistero fu sul nuovo Catechismo appena uscito. In quell'occasione raccomandarono ESPLICITAMENTE di comprarne una copia e leggerlo tutto anche se poco alla volta, anche se lungo e forse non accessibile a tutti. Poi so di tantissimi altri fratelli che leggono parecchio. Una mia sorella di comunità, tanti anni fa ormai, mi consigliò Storia di un'anima di Teresa di Lisieux. Lo lessi e ne fui molto gratificato. Poi tutti i giorni i neocatecumeni leggono DA SOLI le letture dell'ufficio che come sai sono prese dalla patristica, documenti conciliari, ecc.
      Perché a te non è evidente che leggiamo in autonomia testi cattolici?

      Neocatecumeno

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    8. Mi attribuisci frasi che non ho detto. Comunque, uscendo da questa sterile polemica di qui pro quo fra noi del tutto inutili (penso a chi ci dovesse leggere), approfitto della tua disponibilità al dialogo e della tua preparazione sui testi per invitarti a leggere questo annuncio di Kiko e a commentarlo. È molto lungo e capisco che sia un po' indigesto, sicuramente dei commenti ad hoc possono essere d'aiuto a tutti.

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    9. A me, invece, neocatecumeno, è evidente che non nel Cammino non si leggono altri testi. Magari tu sei l'eccezione, ma mi chiedo: come si fa a sorbirsi corbellerie come quella della GMG su Zaccheo, avendo letto altro? Come si fa a non rendersi conto che Gv 9, la parabola delle vergini stolte, le Nozze di Cana eccetera eccetera sono tutte mistificate, stravolte persino nella lettera?
      Magari un tuo commento sulla interpretazione del vino di Cana secondo Kiko, in un post recedente, sarebbe gradito.

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    10. Caro Lino,
      Ti assicuro che io ho cominciato a leggere libri di papi, agiografie, padri della Chiesa, ecc. perché l'ho visto fare a molti fratelli.
      Nel merito delle nozze di Cana devi perdonarmi, non sono in grado di commentare il commento di Kiko in quanto: 1) non so a quale catechesi o episodio ti riferisci (del Cammino mi manca l'elezione, non so se è contenuta lì ), 2) se anche leggessi il passo incriminato non avrei il tempo di redigere un commento ordinato e chiaro, data la mia situazione famigliare che mi occupa totalmente, 3) non mi sento preparato a sufficienza per fare corretta esegesi biblica o correggere eventuali corbellerie (la mia unica preparazione in merito sarebbe la filosofia studiata al liceo...). Detto questo ti posso confortare nel dirti che di corbellerie in Cammino mi sembra di sentirne parecchie e ogni tanto anche di eccessive. Per tutto questo in passato ebbi momenti di forte avversione al Cammino. Ma infine vidi che per me camminare non significa solo né principalmente ascoltare le catechesi di Kiko (che peraltro ascolto poche volte all'anno, riportate da catechisti maldestri e confusionari, per la maggior parte in serate in cui soffoco dal sonno). Camminare per me significa prima di tutto sperimentare la vicinanza dei fratelli che in pochi casi diventa profonda comunione. Ma ti assicuro: per quei pochi casi vale la pena. Per me la vita (non le parole) di certi fratelli è stata una catechesi così tanto più vera e profonda che poi di quello che dice Kiko mi importa relativamente, perché DIO mi può parlare, anche attraverso dei fratelli. Faccio presente che queste persone sono probabilmente del tutto ignare dell'importanza che hanno avuto per me.
      Riguardo infine alle nozze di Cana, io non so dirti se è giusto o sbagliato e dove ho sentito (se ho sentito) queste cose ma la vedo così: c'è un matrimonio, c'è un problema evidentemente serio, la Madonna intercede e Cristo opera una "sostanziale" trasformazione donando vino laddove prima c'era acqua.
      Cosa capisco? Per me in particolare significa che solo Cristo può profondamente salvare il matrimonio dalle crisi che affronta e un aiuto enorme può arrivare dalla Madonna che intercede e che sembra vedere anche dove suo figlio non riescie (prendetela come esagerazione licenziosa, evidentemente). Poi io non so, e onestamente credo mi serva poco sapere, delle giare e di altro che mi è sembrato di leggere in queste righe.
      Pertanto: se il matrimonio vacilla che fare? Rosario alla mano, breviario, digiuni, e aspettare che Dio parli e agisca come e quando Lui vuole (avendo cuore e mente aperti ovviamente).
      Per me è tutto qui, non so se è riduttivo ma è quanto mi viene in mente ascoltando questo Vangelo.
      Ultima cosa che non c'entra: considerateci fratelli e quindi parlateci come fareste con dei fratelli che vorreste salvare, con amore e rispetto anzitutto. Questo non è riferito in particolare a te, caro Lino, ma in generale a tutti nel blog. Credetemi se dico che non sento molta accoglienza ma solo tanto pregiudizio.

      Neocatecumeno

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    11. Purtroppo a volte questo spazio commenti si trasforma un po'in un'arena e si fatica a fare distinzioni di persona.
      Dal mio punto di vista, credo di non dimenticare mai di essere stata in cammino anch'io e ricordo benissimo quali fossero i miei pensieri, le convinzioni, i dubbi, le certezze, le emozioni.
      Motivo per il quale non potrei mai schernire nessuno che attualmente frequenta il cammino, sarebbe come rinnegare la me stessa del passato.
      Capisco ciò che dici, giustamente non puoi coprire tutte le possibili manchevolezze di questo percorso ma, per la tua crescita spirituale, ritieni valido soprattutto l'aspetto comunitario, e, in esso, il rapporto con alcune persone esemplari.
      Sono moltissimi coloro che restano in cammino proprio e quasi solo per questo.
      Personalmente, ma l'ho capito solo molto tempo dopo averlo abbandonato, rimprovero al Cammino principalmente l'avermi inoculato delle convinzioni tanto più ferme quanto più errate che mi hanno negato tutte le altre possibilità di crescita spirituale. Per farti un esempio, fa rabbrividire il fatto che Kiko e catechisti stiano portando tanti buoni cattolici insensibilente ad abbracciare dottrine come quella del rapimento della Chiesa, di cui ho parlato a inizio commenti.
      È vero, si può essere dei credenti anche se protestanti, anche se si frequenta la Nuova Gerusalemme del Gallinaro...ma perché devo perdere la mia integrità di cattolico, fra l'altro senza neppure rendermene pienamente conto?

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    12. Per questo, non è poi così inutile e assurdo confrontare ciò che è insegnato nel cammino con la teologia della Chiesa, non è assurdo parlare di Zaccheo, di argilla o fango del cieco nato o dell'albero di Zaccheo; non lascia il tempo che trova indagare su un canto in cui una frase di Paolo è ripetuta dieci volte ed altre completamente rimosse.
      Perché i catechisti non sono confusionari, ripetono Kiko, e Kiko non è confusionario, ma perfettamente conseguente a se stesso, e lo possiamo provare perché abbiamo tutti i suoi mamotreti o quasi di questa metà secolo, il suo ragionamento è chiaro, conseguente e coerente.
      Se riteniamo opportuno leggere san Giovanni della Croce, santa Teresa d'Avila, santa Caterina da Siena, perché non dovremmo leggere Kiko?
      Noi, è questo che stiamo facendo, e non è tempo perduto, ma guadagnato, te lo posso assicurare.

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    13. Neocatecumeno,

      non è pregiudizio
      è post-giudizio.

      Se consideriamo delle persone "fratelli" dobbiamo anche imparare a vedere la loro sofferenza e a chiederci se in qualche modo ne siamo anche noi causa ...

      magari col nostro fingere di non vedere le ingiustizie che vengono loro fatte ed essere così complici delle persone che le commettono, le quali le commettono, non per debolezza umana o peccato solo personale ma come sistema di pensiero e di comportamento.

      Se noi facciamo parte di questo sistema perché ci troviamo bene in esso e lo pubblicizziamo e propugnamo.. rifiutando ed evitando di approfondire le cose che ad altri procurano sofferenza o che sono SBAGLIATE AGLI OCCHI DI DIO siamo colpevoli delle stesse ingiustizie ...

      dovresti accertarti di quello che insegna Kiko, perché i catechisti che tu ascolti magari non sono per niente "maldestri" ma piuttosto direi che sono "bravi" perché estremamente fedeli nel DIRE e FARE esattamente quello che lui vuole che sia detto e fatto.

      A te sembra cosa secondaria accertarti che questo coincida con quello che è volontà di Nostro Signore?

      Tu vuoi far sembrare che Kiko é una cosa e il cammino 1 altra

      ... beh accertati che il tuo punto di vista sia corretto ..
      perché al momento quello che stai facendo, coi tuoi modi asettici ed educati, è solo di sponsorizzare gratuitamente Kiko.

      Ma non avevi detto che eri Cristiano e non Kikiano?

      Un po' meno lettura "teorica" e un po' più di OSSERVAZIONE...

      .. te lo dico con rispetto della tua intelligenza e della tua dignità di essere umano.

      Roberta

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    14. Cara Valentina,
      sono felice che ci si possa capire un po' meglio.
      Ritengo di dover precisare una cosa: io non credo che il mio percorso spirituale abbia delle manchevolezze. O meglio non credo che Dio si stia dimenticando di darmi TUTTE le grazie necessarie alla mia conversione benché il Cammino incarni ed esprima evidentemente meglio certi aspetti della fede cristiana rispetto ad altri.
      E' ovvio che la multiforme azione dello Spirito si incarna sempre in modo da far ogni volta apparire meglio certi aspetti di Dio rispetto ad altri ed è peraltro impossibile che esista una qualunque realtà che contenga TUTTE le manifestazioni dello Spirito (dovrebbe essere una realtà infinita come è infinito Dio). Questo solo per dire che credo non potremo mai concepire o vedere concepita un'esperienza che "completi" il nostro percorso di fede, che completo sarà sono quando vedremo Dio (e allora non servirà più la fede perchè ci sarà solo la Carità).
      Del resto anche le vite dei santi ce lo mostrano: ad alcuni Dio ha detto "digiuna e flagellati", ad altri ha detto "mangia" (sto ovviamente estremizzando...), ed entrambi sono comunque santi!
      Detto questo credo che il Signore mi voglia nel Cammino vivendo quella particolare manifestazione dello Spirito che è la comunità di fratelli.
      Poi, ripeto, non sono kikiano ma cristiano, ma ciò non toglie che nutra riconoscenza e gratitudine profonda a Dio per il dono di Kiko. Verso di lui, che ho incrociato diverse volte personalmente, non nutro venerazione nè particolare soggezione, ma un'infinita curiosità (credo sana) di come il Signore si sia servito di lui e di come un uomo strambo ma tutto sommato normale sia stato strumento di Dio.
      E' così: se io apprezzo la comunione che ho con certi fratelli (non con tutti) credo sia anche dovuto al fatto che un giorno il Signore ha ispirato a Kiko un'esperienza come il Cammino, con le sue catechesi non sempre ortodosse, con i suoi limiti, ecc e per certa bellezza che ho visto in esso non posso credere che sia opera di un uomo.
      Kiko stesso poi mi ha dato l'impressione che non considerasse il Cammino come "cosa sua" e questo mi stupì moltissimo. Ne parlava dando l'idea che lui fosse solo uno dei tanti e che aspettasse di vedere cosa Dio ispirasse.
      Constatare questo mi fece "riconciliare" con il Cammino dopo l'avversione di cui ho già parlato.
      Poi è vero che Kiko invecchiando ha assunto alcuni tratti un po' troppo marcati, un po' megalomani ed eccessivi, ma sai, anche Salomone nella vecchiaia non era proprio al top (andatevi a leggere le ultime righe sulla sua vita...).
      Quindi: Kiko non ha inventato nulla, credo che lo Spirito abbia suscitato il Cammino attraverso e nonostante lui.
      Riguardo a possibili "esuberanze" teologiche credo che calzi il paragone seguente: il mio insegnante di strumento mi diceva sempre "tira fuori il suono! se poi sarà eccessivo si potrà ridurre, correggere, ammorbidire, ma se non c'è suono non si potrà fare nulla!".

      Neocatecumeno

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    15. Naturalmente il tuo ultimo commento non mi trova concorde in nessun punto, ma non ritengo opportuno togliere altro spazio a ciò che qui dovremmo fare e cioè leggere e commentare il documento che abbiamo riportato, ricordandoci che nessun catechista, anche fosse teologo sopraffino di santa Madre Chiesa, oserà modificarne gli strafalcioni e lo riporterà fedelmente ai suoi fratelli, quasi fosse la Sacra Scrittura (chissà questo come si concilia con la propria fede cattolica è con il retto intendimento che dovrebbe guidarli nella loro "predicazione").
      Comunque mi chiedo se dopo venti trent'anni vai ancora dal tuo maestro di strumento il quale paternamente ti perdona le stecche micidiali perché "devi tirar fuori la voce". Il maestro Kiko ha fatto delle stonature micidiali di fronte ai suoi pluri medagliati allievi con più di trentacinque anni per gamba. E ora, io cambio argomento.

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    16. Neocatecumeno ha detto: "Per me in particolare significa che solo Cristo può profondamente salvare il matrimonio dalle crisi che affronta e un aiuto enorme può arrivare dalla Madonna che intercede e che sembra vedere anche dove suo figlio non riescie (prendetela come esagerazione licenziosa, evidentemente)".

      Caro neocatecumeno, il Cammino è un itinerario di formazione cattolica, o no? E la formazione cattolica dovrebbe essere prioritariamente sul Deposito della fede (Sacra Scrittura e Tradizione), giusto? Allora permettimi di dire che la tua risposta è sconfortante: stiamo parlando delle Nozze di Cana, il primo dei segni di "Giovanni il Teologo". Hai scritto una cosa allucinante sulla "Madonna che intercede e che sembra vedere anche dove suo figlio non riescie (prendetela come esagerazione licenziosa, evidentemente)". Il Figlio vede benissimo, neocatecumeno, vede che nel segno c'è la prefigurazione del Vino dell'Ultima Cena, vede la prefigurazione della Passione e, umanamente, allontana da sè il calice (come ho tentato di spiegare qui: http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2017/12/la-cristologia-delle-nozze-di-cana-lino.html ).
      Non è che l'altra tua affermazione a sostegno della tesi di Kiko sia irrilevante: il Vino viene a mancare non solo agli sposi - non è un caso che essi siano assenti dalla discussione, è significativo, gli sposi sono simboli), bensì agli invitati tutti, significando questo che il vino vecchio, la Legge, le purificazioni e i sacrifici dell'AT hanno esaurito la loro funzione per l'intera Israele. Questa ultima notazione, però, non è mia, questa è lettura dai Padri della Chiesa fino a BXVI, è una lettura evidentissima.
      Lascia stare il pregiudizio, qui si discute di opere e non di persone, quando le persone sono educate: non mi pare che tu sia stato accolto male, hai avuto molti commenti a tua disposizione e molte risposte. La questione è che le "interpretazioni licenziose" - mi riferisco a Kiko, che di licenze se ne prende a iosa - non sono qui apprezzate, specie quando in gioco è la Parola del Signore. Un cordiale saluto, buona Pasqua.

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    17. Neocatecumeno, pure io lo sono, ho fatto più pellegrinaggi di te di sicuro e penso che solo sul tuo autobus sia stato consigliato.... Dimostrami il contrario. Ma come fai a difendere gente che dice che si va in paradiso con la propria comunità, che i vescovi sono faraoni, che dicono di non avere nulla e basta una visura per smentirli, che dicono che internet è il demonio e poi sono sempre qui !

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    18. Bravo Anonimo. Una risposta chiara con la quale dimostri che non si può continuare nel cammino prendendo alcune cose che sembrano buone e facendo finta che altre non esistano. Si avalla un sistema infame, prima o poi se ne pagano le conseguenze.

      Pax

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  15. Voglio tornare un momento sulla questione DENARO.

    questa cosa va messa in evidenza ben bene.

    Dice il Signore: " Non potete servire Dio è il denaro (Mammona)!"

    Bene, allora cosa è tutto questo affanno per il denaro NECESSARIO per tutto nel Cammino?

    Senza soldi la Macchina dell'Evangelizzazione (del Potente Cammino) si ferma. Parola di Kiko.
    Bisogna fare mutui per costruire la Domus, serve la Pre-colletta per festeggiare i 50 anni di Cammino! Le comunità si devono svenare per sostenere i fratelli in missione, i ragazzi nei seminari, le sorelle che partono in aiuto alle famiglie. Poi c'è il Centro di Porto San Giorgio, poi le salette da arredare acquistando fino all'ultimo arredo al CAAL di Roma, o sedi distaccate autorizzate. Tutto così! Libri dei canti, mamotreti (che paghi) libri autobiografici o celebrativi di Carmen e del Cammino, da acquistare, UNA COPIA PER FRATELLO.

    VOSTRO DIO È IL DENARO.

    Per questo ho ripetuto, mille volte e oggi ancora lo ripeto, " Fratelli, volete "saggiare" il cammino? Metterlo alla prova? NON CACCIATE PIÙ UN EURO, camminate gratuitamente, sospendete l'erogazione della decima e di tutti gli esborsi, vivete la Fede in libertà - acquistate senza denaro e senza spesa vino e latte, come dice il profeta Isaia - poi osservate la reazione di chi vi ha annunciato il KERIGMA e, se volete, venite a raccontarci ogni cosa. Aspettiamo fiduciosi.

    Pax

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  16. Dice il Signore: " Non potete servire Dio e il denaro (Mammona)!"
    Correggo.

    Intanto approfitto per completare.
    Ho detto: "osservate la reazione di chi vi ha annunciato il KERIGMA."

    Dal momento che si vantano di essere "gli annunciatori del KERIGMA" sulle orme degli Apostoli, gli unici a seguire il loro "primitivo" esempio, quindi di essere proprio loro gli eredi degli Apostoli [cosa che spiega in maniera lampante perché ritengono la loro autorità superiore a quella dei Vescovi, per cui si permettono di giudicarli e dividerli in Pastori e Faraoni, a seconda se consentono la Veglia Neocatecumenale], voglio metterli a confronto della Parola.
    Inoltre hanno un canto tutto per loro, il famoso "Come condannati a morte" dal quale hanno estrapolato alcune frasette considerate insignificanti guarda un po', proprio quelle che si riferiscono al mantenersi col lavoro delle proprie mani!

    Ecco che, mi preme evidenziare un carattere imprescindibile dell'"annunciatore del KERIGMA" alias Apostolo, sul modello primitivo, senza inquinamenti, che è questo:
    "Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date" (Mt. 10)

    Non aggiungo altri commenti, riporto le parole di Papa Francesco sulla gratuità dell'annuncio cristiano, buona lettura:
    Link:
    http://m.vatican.va/content/francescomobile/it/cotidie/2013/documents/papa-francesco-cotidie_20130611_dare-gratuitamente.html

    MEDITAZIONE MATTUTINA NELLA CAPPELLA DELLA
    DOMUS SANCTAE MARTHAE

    I segni della gratuità

    Martedì, 11 giugno 2013 (da: L'Osservatore Romano, ed. quotidiana, Anno CLIII, n. 133, Merc.12/06/2013)

    Povertà e lode di Dio: sono le due coordinate principali della missione della Chiesa, i «segni» che rivelano al popolo di Dio se «un apostolo vive la gratuità». Li ha indicati Papa Francesco durante la messa di stamane, martedì 11 giugno, nella Domus Sanctae Marthae, concelebrata tra gli altri dall’arcivescovo Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, presenti responsabili e dipendenti dell’ex Santo’Uffizio.

    La riflessione del Pontefice, prendendo spunto come di consueto dalle letture del giorno — tratte dagli Atti degli apostoli (11, 21-26; 13, 1-3) e dal vangelo di Matteo (10, 7-13) — è stata tutta incentrata sul tema della gratutità. Perché, ha spiegato, «la predicazione evangelica nasce dalla gratuità, dallo stupore della salvezza che viene; e quello che io ho ricevuto gratuitamente, devo darlo gratuitamente».

    Lo si vede quando Gesù invia i suoi apostoli e dà loro le istruzioni per la missione che li attende. «Sono consegne — ha evidenziato il Santo Padre — molto semplici: non procuratevi oro, né argento, né denaro»; visto che basteranno «le cinture, la sacca di viaggio, le due tuniche, i sandali, il bastone», per il compito loro affidato. Una missione di salvezza, aggiunge Gesù, che consiste nel guarire gli infermi, risuscitare i morti, purificare i lebbrosi, scacciare i demoni.

    Si tratta di una missione, ha specificato Papa Francesco, per avvicinare gli uomini al regno di Dio, per dare loro la bella notizia che il regno di Dio è vicino, anzi è arrivato. Ma — ha subito avvertito — il Signore vuole per gli apostoli «semplicità» di cuore e disponibilità a lasciare spazio «al potere della Parola di Dio». Del resto, ha fatto notare, se essi non avessero avuto una grande «fiducia nella Parola di Dio, forse avrebbero fatto un’altra cosa», ma non avrebbero annunciato il Vangelo.

    CONTINUA...

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  17. La frase chiave delle consegne di Cristo ai suoi è appunto: «gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date»: parole in cui c’è tutta «la gratuità della salvezza». Perché — ha chiarito il Pontefice — «noi non possiamo predicare, annunziare il regno di Dio, senza questa certezza interiore che tutto è gratuito, tutto è grazia». È quanto affermava sant’Agostino: Quaere causam et non invenies nisi gratiam. E quando noi agiamo senza lasciare spazio alla grazia, ha affermato il Papa, allora «il Vangelo non ha efficacia».

    Del resto, che la predicazione evangelica nasca dalla gratuità lo testimoniano diversi episodi della vita dei primi apostoli. «San Pietro — ha ricordato il Santo Padre — non aveva un conto in banca e quando ha dovuto pagare le tasse, il Signore lo ha mandato al mare a pescare per trovare dentro il pesce la moneta con cui pagare». E Filippo, quando ha incontrato il ministro della regina Candace, non ha pensato di creare «un’organizzazione per sostenere il Vangelo», non ha negoziato; al contrario, «ha annunziato, ha battezzato e se n’è andato». La buona novella, dunque, si diffonde “seminando” la Parola di Dio. È lo stesso Gesù che lo dice: «il regno è come il seme che Dio dà. È un dono gratuito».

    Fin dalle origini nella comunità cristiana c’è stata la «tentazione di cercare forza in altra parte che non sia la gratuità». Ma la nostra unica «forza è la gratuità del Vangelo» ha ribadito il Santo Padre, mettendo in guardia soprattutto dal rischio che l’annuncio possa sembrare proselitismo: «per quella strada — ha assicurato — non si va» da nessuna parte. E ha citato in proposito il suo predecessore Benedetto XVI, secondo il quale «la Chiesa non cresce per proselitismo» ma «per attrazione». Perché, ha aggiunto Papa Francesco, «il Signore ci ha inviato ad annunziare non a fare proseliti». E la forza di attrazione deve venire dalla testimonianza di quanti annunziano la gratuità della salvezza. «Tutto è grazia» ha ripetuto. E tra i tanti segni di questa gratuità ha individuato in particolare la povertà e la lode a Dio.

    Quanto al primo, ha spiegato che l’annunzio del vangelo deve passare per la strada della povertà, per la testimonianza di questa povertà. «Non ho ricchezze, la mia ricchezza è soltanto il dono che ho ricevuto da Dio. Questa gratuità è la nostra ricchezza». Ed è una povertà, questa, che «ci salva dal diventare organizzatori, imprenditori». Il Papa è consapevole che «si devono portare avanti opere della Chiesa» e che «alcune sono un po’ complesse», ma bisogna farlo «con cuore di povertà, non con cuore di investimento o come un imprenditore. La Chiesa non è una ong: è un’altra cosa, più importante. Nasce da questa gratuità ricevuta e annunziata».

    Quanto alla capacità di lodare, il Santo Padre ha messo in chiaro che quando un apostolo non vive la gratuità perde anche la capacità di lodare il Signore, «perché lodare il Signore è essenzialmente gratuito. È un’orazione gratuita. Non chiediamo soltanto, lodiamo». Invece — ha concluso — «quando troviamo apostoli che vogliono fare una Chiesa ricca, una Chiesa senza la gratuità della lode», essa «invecchia, diventa una ong, non ha vita».

    Così ci disintossichiamo pure un poco dalla lettura dell'intero annuncio, veramente insopportabile!

    Pax

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  18. Davvero ci saranno dei catechisti che avranno il coraggio di riportare l annuncio della Pasqua che ha fatto kiko ? No , non ci credo , non voglio crederci ! Siete in balia
    Di un pifferaio che vi sta portando dove vuole lui . Il vostro Maestro è e resta per sempre Gesù Cristo

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  19. Pasqualone,
    nella tua pagina FB, ti hanno messo Accanto un tutore per limitare i danni al Cammino?
    Ruben.
    ---

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    1. Leggi sotto, Ruben. Io credo che i danni li stanno aggravando :-)

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  20. OT
    Casomai le risate sul "grande artista ma anche musicista" che - ancora non l'ha detto: nacque sul Parnaso e fu nutrito da tutte le Muse, in particolare da Talia (commedia) e da Polimnia (canto sacro) - ne conto un'altra.
    In FB i fanatici neocat stanno facendo in modo di far bloccare da Facebook un po' di critici del Cammino. Io sono stato bloccato per tre giorni.
    Mi divertono: ma cosa credono di fare? Ancora non hanno capito che io sono interessato ai contenuti e non all'autore, che mi dovranno sorbire per un bel po' di tempo, che le mie riflessioni me le pubblicano ovunque, a differenza dei loro ragli?
    Meditate neocat con qualche dubbio, meditate quando vi dicono "porgi l'altra guancia", "non giudicare" ecce. ecc. eccetera.
    Comunque li ringrazio: per tre sere avrò più tempo da dedicare al prossimo saggio sul CNC, giusto BPS? ;-)

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  21. Fatevi una sonora risata, ma , SONORA VERAMENTE!
    In un post di 21 minuti fa, il tutore di Pasqualone afferma con grande candore che:"...,tutto nel cammino è assolutamente gratuito,..."

    Un po' come affermare che Dracula il Vampiro bevesse solo ed esclusivamente acqua!
    Ruben.
    ---


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    1. Sappiano i quaqquaraqquà di quella pagina pasqualoide di FB, che i loro pettegolezzi di infimo livello vengono print-screen-ati.

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    2. E non solo i print screen. Scrivono troppo, anche nei messaggi. Naturalmente non sarà inviato il tutto a FB, troppo poco sarebbe.

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  22. Torniano ai ragionamenti seri (si fa per dire :-)

    Dalla Convivenza di inizio corso 2017:
    "Tutto questo muore, appare un Raffaello che dipinge Madonnine dolci e carine, ma poco religiose. E non ti dico Michelangelo con tutti i suoi muscoli!O il genio di Beethoven…, ma di religioso non ha nulla, perché l’arte religiosa occidentale va morendo. Abbiamo immagini oggi? La Vergine di Fatima? Abbiamo statue così, sculturine, ma davvero poco o niente nelle chiese, non abbiamo immagini che alimentino la nostra fede...".

    Dall'Annuncio di Quaresima 2018 di cui al presente post:
    "Avete visto che bel quadro. Non solo sono un grande artista ma anche musicista. Dio ha voluto che io sia artista per voi e mi ispira, come fa nelle catechesi".

    No comment. Si commenta da solo, con i riferimenti incrociati nei suoi sacri annunci.

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  23. Giustissimo caro Lino. E questo non è niente prevedo dolori per i ragazzi della porta accanto.

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    1. Non scrivere dolori. Sufrimientos è meglio. Grandi sufrimientos.
      Mi riferisco all'Annuncio: "Come sapete al primo incontro dovete andare tutti con i giovani, le chitarre, ballando e cantando e poi decidete chi parlerà e farà la catechesi alle persone che si sono radunate". Davvero? Persone che si sono radunate? Come a piazza del Plebiscito a Napoli? Visionare questo video dal minuto 5' per due minuti:
      https://youtu.be/wScJrcsoHgM?t=308
      Parliamoci chiaro: è un'altra balla che si raccontano, perché sanno benissimo che senza gli annunci e le catechesi nelle parrocchie sarebbero quattro gatti, meno di quello che sono. E' soltanto propaganda.
      https://youtu.be/wScJrcsoHgM?t=308

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  24. Per favore, per quanto possibile non rimandiamo ai post del Pasqualone. Il quale merita una sola cosa: l'oblio. Come il suo mentore vive di se stesso specchiandosi nella considerazione altrui. Ignorarlo è la medicina migliore.

    Quanto alla Imitazione di Cristo non fu un consiglio univoco, nel mio pulman non lo leggemmo nella stessa GMG, quindi ho dei seri dubbi fosse un consiglio di Kiko.
    Lui ha spesso utilizzato testi e parole dei santi per darsi importanza, ma non le ha mai applicate a se stesso, oppure le ha contraddette con il suo pessimo esempio.
    Ebbene ti faccio contento:
    "il testo dell'articolo è impreciso: potrebbe essere che 25 anni fa Kiko abbia consigliato la lettura della Imitazione di Cristo".
    Ora che ti ho dato una risposta, puoi tornare sul pezzo e dirci qualcosa su cosa pensi della reincarnazione dei Vescovi Faraoni?

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    Risposte
    1. "Beati pauperes spiritu 27 marzo 2018 21:21
      Per favore, per quanto possibile non rimandiamo ai post del Pasqualone. Il quale merita una sola cosa: l'oblio. Come il suo mentore vive di se stesso specchiandosi nella considerazione altrui. Ignorarlo è la medicina migliore."
      ---
      Si, hai ragione;
      è comunque deprimente constatare che questi pezzenti mentali ricorrano ai mezzucci automatici di FB per emarginare i dissenzienti.
      Ne risponderanno di fronte a Dio, che nell'intimo delle tastiera li vede!

      Il Dio nostro però,
      Il loro, e un cieco che non vuol vedere.
      Ruben.
      ---

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    2. Riguardo alla questione della "censura" dei messaggi e del "bannare" le persone, il problema nasce solo nei cervelli circoncisi e zombificati che non fanno altro che ripetere i soliti slogan da cinquantaquattro anni, dal 1964 ad oggi sempre a dire le stesse idiozie, sempre uguali. Su questo punto abbiamo ironizzato parecchio, e ironizzeremo ancora.

      Questo non è un muro da imbrattare a disposizione dei vandali. Questo è uno spazio commenti. Chi ha avuto la pazienza di seguirlo per un po', ha già scoperto che abbiamo affrontato i problemi del Cammino da tanti diversi punti di vista. Per esempio, a coloro che ci accusano di essere "tradizionalisti", possiamo ricordare l'equadoregno mons. Luna Tobar (1923-2017) criticò l'«inaccettabile culto della personalità di Kiko». E lo fece nel 1992, in tempi non sospetti, senza citare neppure una volta padre Zoffoli (che probabilmente non conosceva), in una lettera aperta nella quale spiegava i motivi del suo rifiuto di partecipare ad un raduno di vescovi organizzato da Kiko per ammaestrarli e oliarli. Ovviamente mons. Luna Tobar sarà stato classificato anche lui come "faraone"...

      Insomma, c'è una netta differenza tra il rifiutare di pubblicare commenti che sono solo paginate di copiaincolla dei soliti slogan già pubblicati su questo blog millemila volte, e il "bannare" persone che offrono argomenti e ragioni che i kikos tentano in ogni modo di schivare (poiché sanno bene che se cominciano a usare la ragione finiscono presto per dare torto a Kiko). Vale la pena ricordare come esempio la signora neocatecumenale che ostentava il sorrisetto di plastica in modo da poter accusare gli interlocutori di essersi "alterati": è proprio questo il loro modo di "ragionare" e "dialogare", poiché dato che Kiko-Ascen-Pezzi dicono che bisogna andar contro i "faraoni" e celebrare la veglia pasquale "separatamente", allora non c'è ragionamento che tenga.

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  25. Scusate , io sono una di quelle che ancora una volta farà la veglia di Pasqua nella mia parrocchia , sono una delle 4 di cui parla Kiko , anche quest anno ascolterò con attenzione le letture e canterò con forza aspettando che passi anche per mè lo Spirito Santo di Gesù Risorto , só che passerà perché passerà ne sono certa . Vorrei dire a Kiko , troppo comodo denigrare la veglia della parrocchia con 4 gatti quando è lui per primo che invita a disertare la veglia , troppo comodo volersi innalzare schiacciando verso il basso gli altri , poco cristiano e poco umano . Buona Pasqua

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    1. Solo una precisazione: non è che il Signore "passa", il Signore "c'è sempre" presente nel Santissimo Sacramento (sì, il tabernacolo c'è proprio per tale motivo).

      La nostra partecipazione alla liturgia non riguarda un marcare presenza eseguendo certe attività per avere tutti i bollini sacri nelle caselline, ma riguarda il beneficio spirituale che otteniamo personalmente dall'assistere personalmente al sacrificio eucaristico e l'enorme beneficio (direttamente riguardante la propria salvezza personale) nel fare la Comunione secondo le dovute disposizioni.

      Tutto qui.

      Nella mentalità neocatecumenale la liturgia è invece uno spettacolino da far riuscire bene, e perciò vi si dà eccessivo peso ai canti, alle letture, alla "preparazione", alle omelie dei laici (un parolame interminabile che di fatto annacqua la liturgia), ecc. Troppo accento alle attività umane, e troppo poco alla Comunione, ridotta ad un gesto rappresentativo da compiere tutti insieme contemporaneamente.

      In realtà per vivere bene la liturgia occorre solo l'unione con Dio, gesto interiore e del tutto personale. I santi hanno nutrito la loro spiritualità senza sgolarsi a cantare, senza comunità fraterne affannatesi a preparare, senza diluviare di parole la Parola di Dio, senza ammennicoli né fronzoli (e perfino restando indifferenti alle inutili chiassate delle grandi occasioni): semplicemente uniti di cuore al Signore, vivendo bene (e frequentemente) il sacramento della confessione, e facendo la Comunione riconoscendo Colui che è veramente presente nel santissimo Sacramento.

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    2. Questa cosa che i NC chiamano "il passaggio del Signore" descrive nel migliore dei casi una presa di coscienza dove l'intervento della Grazia è sicuramente possibile, anche se la denominazione è discutibile.

      Spesso però i NC chiamano "passaggio del Signore" quella suggestione "mistica" particolarmente intensa, indotta da stimoli emotivi fuori dal quotidiano (intimità emotiva forzata, specialmente nelle convivenze), ed eventualmente favorita dalla privazione del sonno (come a Pasqua), da ritmi incalzanti (sia nell'agenda che nella musica), dall'isolamento dal quotidiano per più giorni, dall'impossibilità di raccogliersi nel silenzio, insomma da tutte quelle tecniche di cui si servono tutti i gruppi settari. E, chissà perché, quando il "Signore passa" il camminante finisce per ammettere che tutto e solo quello che c'è scritto nei mamotreti è vero nella propria vita.

      In questo caso, hai voglia a dirgli che Dio è in cielo, in terra ed in ogni luogo, è sempre stato e sempre sarà, perché si sono costruiti un tipo di fede basata sul "sentire" (mentre io scommetto sul rilascio di dopamina indotto verbalmente), e per la quale Dio è presente solo e quando Lo sentono, cioè al momento del suo passaggio (e qui scambiano la causa con l'effetto).

      Però, dopo un po' di tempo, o a volte sulla dura pista di atterraggio della realtà, alcuni di loro si risvegliano e si rammaricano delle sensazioni che sono state indotte in loro, in preda alle quali hanno compiuto magari scelte sbagliate. Ammettere a se stessi di essere stati manipolati è già un atto di coraggio ed un bel balzo in avanti.

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  26. Vi ripeto! Io sono stato cacciato dal cammino neocatecumenale dopo 26 anni per aver denuncia un catechista pedofilo!
    Mi avevano prima detto che avevo il demonio e che se avessi denunciato Dio mi avrebbe mandatoun fatto più grande!
    Dovevano proteggere la credibilità del cammino
    Questi hanno potere per via del danaro accumulato attraverso le decine e le donazioni di case terreni preziosi in oro!
    Per questo affermo che la chiesa è corrotta attaccata al potere del danaro e al successo!
    Legata al CAMMINO NEOCATECUMENALE che ha reso adepti plagiati vescovi e cardinali con il Dio danaro!
    Hanno preso possesso della chiesa di Roma !
    Sono come serpenti che si sono infiltrati nella casa di Dio per fare cose abominevoli
    Per questo dico che sono OMERTOSI ipocriti infami
    Corrotti! Come i testimoni in tribunale che sapevano che aveva questi atteggiamenti nei confronti dei bambini !
    Ma in tribunale hanno ritrattato tutto!
    Così come lo psicologo dal quale pati la denuncia alla procura della Repubblica!
    Ma che in tribunale sminui tutto!
    Dovete sapere che lo psicologo è un membro del tribunale eclesiale! ( Dipendente della chiesa)
    Anche il vescovo che quando ci diede udienza non parlo da pastore ma da mercenario
    Fatevi pagare i danni morali e chiudere la faccenda! Non difesa la famiglia piccola chiesa domestica immagine di Dio! Ma dicendovi che noi come famiglia abbiamo la macchia del peccato la macchia della denuncia!
    Venni a conoscenza che il vescovo è un adepta al
    Cammino!
    Immaginate se questo catechista fosse stato condannato ! Che scandalo nella chiesa
    Guai a voi pastori che pascolare i vostri interessi che camminate con lunghi vesti e con l'anello grosso al dito!
    Guai a chi scandalizza uno di questi miei piccoli è meglio che si leghi una macina al collo e si buttò nel mare !
    L'invito che fa il Signore a queste bestie al suicidio ! È MEGLIO PER TE!
    Chi salirà il monte Santo del Signore?
    Chi ha mani innocenti e cuore puro!
    E chi se non i bambini?
    La verità si affaccerà dal cielo e la giustizia germogliera'dalla terra!
    Lontani dalla peste!

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  27. Dall'Annuncio di Pasqua :
    Preghiamo anche per il Santo Padre, il Papa Francesco. La Segreteria di Stato ci ha mandato una lettera in cui dice che il Papa ci ha concesso una udienza privata che avevamo chiesto, P. Mario ed io, anche per presentare questa sorella nuova al Santo Padre, Oggi ci hanno scritto che il Santo Padre è contento di riceverci alle 10,30 del mattino. Preghiamo che il Signore lo consoli, gli dia forza profetica e discernimento per guidare la Chiesa.

    Dunque è prevista un'udienza prima dei festeggiamenti.

    Frilù

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    1. Magari fatecela vedere questa lettera della Segreteria di Stato, almeno potremmo veramente sapere, se l'udienza è stata veramente chiesta da Kiko, o è stata "pretesa" dal Papa prima dell'evento.

      Leggi:
      se ci fosse stata una lettera secondo il racconto di Kiko, già sarebbe stata nota.

      State pur certi,
      che se il documento non verrà diffuso, sarà stato il Papa a pretendere l'incontro.

      Kiko, ormai sei più prevedibile de meteo!
      Ruben.
      ---

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    2. Oh cielo, un'udienza! Ufficialmente per presentare la Ascension Romero al Papa (eletta in ritardo e dopo numerose tirate d'orecchie da parte della Santa Sede, per ammissione dello stesso Don Kikolone). Ufficiosamente per parlare del vescovo pedofilo neocatecumenale.

      Intanto Tim su Jungle Watch fa notare un altro delicato dettaglio: il fatto che il vescovo pedofilo neocatecumenale non sia stato ancora ridotto allo stato laicale significa che è ancora soggetto alle decisioni del Vaticano e, in particolare, dell'arcivescovo Byrnes (poiché Apuron, pur esiliato, è ancora incardinato a Guam). E quindi dovrà affrontare tutto il processo a Guam senza poter rifugiarsi comodamente in qualche casa neocatecumenale dall'altra parte del mondo.

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  28. "pedissequo"
    Parola rara, ormai un po' desueta, ma che definisce perfettamente il Neocatecumenale; dal primo dei Katekisti, all'ultimo degli adepti.
    Ruben.
    ---

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  29. Ieri sera ho fatto contare a Word le ricorrenze di vari vocaboli nell'Annuncio di Pasqua 2018 del Cammino. Trovo interessante le ricorrenze, nell'analisi testuale sono molto significative. Dunque:
    faraone = 25 citazioni
    Egitto = 10
    midrash/misdrashico = 6
    Mosè = 5
    più varie occorrenze singole (seder pasquale, per esempio).
    Di contro, degli eventi e dei personaggi della Resurrezione (il Risorto nel giardino, gli angeli, apparizione alle donne, Maria di Magdala, Pietro e Giovanni che entrano nel sepolcro, i lini, ecc. eccetera) niente di niente.
    E questo sarebbe un Annuncio della Pasqua dei cattolici? Ebbe ragione mons. Athanasius Schneider: "il Neocatecumenato è una comunità Protestante-Ebraica all'interno della Chiesa, che di cattolico ha solo la decorazione".


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    1. @ Lino

      E' vero quello che hai ricordato riguardo mons. Schneider. Anche io, a suo tempo, lo ricordai e lo scrissi in altri miei interventi, senza peraltro ottenere risposta alcuna dai vari utenti NC. Sembra che siano come gli ebrei antichi - e forse anche moderni -, che sono rimasti fermi all'AT, e che ancora aspettano la venuta del Messia. Il NT lo deformano e utilizzano solo per avallare le loro "dottrine" e i loro "insegnamenti", per "propagandare" il CNC! Invece, di Gesù Risorto ne parlano pochissimo, e se lo fanno ne distorcono anche il Pensiero e le Parole (basti vedere le loro spiegazioni di diverse parabole)! Della Madonna, poi, non ne parliamo nemmeno. Se fanno qualche accenno, è già tanto (e visto come ne hanno parlato quelle poche volte che lo hanno fatto, forse non è un male... )!

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    2. Osservazione molto pertinente, che merita di essere approfondito.
      Credo che la dica lunga sulla vera ANIMA del Cammino

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  30. http://w2.vatican.va/content/francesco/it/events/year.dir.html/2018.html

    Curioso per sapere quando dovrebbe esserci questo incontro tra Papa Francesco e kiko, sono andato a vedere il calendario degli impegni del Santo Padre e non risulta questo incontro, per la verità non risulta nessun impegno neanche per il 5 maggio 2018; vuoi vedere che non andrà ai 50 anni del camino? Sai che colpo per kiko......

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  31. I camminanti che scrivono in questo blog mi pare non si rendano conto che la maggior parte degli "osservatori" sono ex. Perciò non possono essere ingannati: loro scrivono ciò che hanno constatato.
    Anzi, le loro testimonianze sono più affidabili di quelle dei camminanti perché fatte da un'altro "sistema di riferimento".

    Noi non ci accorgiamo che la Terra è in movimento perché ci muoviamo con essa, ma un sistema di riferimento al di fuori della Terra ci accorgeremmo che essa si muove relativamente a noi.
    Così dall'interno del Cammino non ci si può bene rendere conto di quanta "libertà" il Cammino concede. Finché non apre gli occhi sembra che tutto venga fatto liberamente.

    Ricordo che un amico camminante mi diceva di quanto essi studiassero sul Dizionario Biblico Dufour (un testo il cui autore non è Kiko). Solo il Dufour era "spiegato" dai catechisti.
    Se anche le tirate di orecchie del Papa sono interpretate come lodi, quanto più l'"Imitazione di Cristo"!

    Mi spiego con un esempio, se il Papa dice che occorre ubbidire ai Vescovi e se in Giappone i Vescovi cacciano il Cammino, il Cammino se ne deve andare. Se continua nelle case, DISUBBIDISCE ai Vescovi, alla Chiesa e al Papa.

    Sì, il Papa ha a volte lodato il Cammino, ad esempio per lo zelo, ma ha subito detto che deve UBBIDIRE.
    La lode, cioè, è CONDIZIONATA: "sei bravo SE ubbidisci ai Vescovi". Di conseguenza: "se non UBBIDISCI ai Vescovi non sei bravo".
    Un po' come la predestinazione alla vita eterna di cui parla San Paolo. Tutti siamo predestinati alla salvezza SE... amiamo Cristo e, perciò, UBBIDIAMO ai suoi comandi.

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  32. Buon giorno!sono un neoCatecumeno alla Tappa della Redditio,sono costretto a venire su questo blog per leggere gli Annunci di Kiko,in quanto quelli riportati dai Super Catechisti benché Super, mi sono accorto non sono Fedeli all'Originale.Gli Annunci vengono Emendati dai Super Catechisti,ho potuto riscontrarlo con molti altri fratelli..mancano quasi il 50% degli Annunci... NON si Capisce Assolutamente il Perché! Siamo Molto Confusi!

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    1. Ma no, i Catechisti sono abbastanza fedeli, ci risulta che a Napoli, cioè a casa dell'impiccato, abbiano addirittura ripetuto la bufala dei 300 mila incesti! Sarà piuttosto lo SS che, mentre ascolti, ti preserva dalle baggianate peggiori! Gentilmente, puoi dirci di che regione/città sei e cosa esattamente i catechisti avrebbero omesso di riferire? Grazie.

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    3. Il cosiglio che ti dò è che la risposta la CERCHI da solo e vedrai che chi cerca trova, se a muoverti è la verità.
      Io posso dartela, la risposta, ma quella che tu potrai trovare DA SOLO confrontandoti coi catechisti, sarà senz'altro più forte e soddisfacente, perché nata da un'esperienza personale.
      L'importante è avere come punti di riferimento la verità e la trasparenza

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    4. Ammesso che tu sia reale, la risposta sarebbe molto semplice: lo stanno CENSURANDO!
      La rsposta alla domanda sucessiva ( perché? ) è ancora più semplice: Sta dicendo cose IRRIPETIBILI, e se fosse vero quello che dici vuol dire che esiste almeno qualcuno che si stà interrogando, la qual cosa sarebbe anche un fatto positivo. Il mio sospetto invece è che lo censurino per evitare che tutti gli altri si mettano dubbi e poter prendere decisioni di conseguenza ( mollare tutto ), questo modo fa si che la baracca stà ancora in piedi, fino a quando....non ti saprei dire. Due ipotesi: 1) si prende tempo finchè il "guru" mouore e poi ci si allinea 2) si "nascondono" i veri pensieri del "guru" e si trscinano le comunità fuori dalle parrocchie e di conseguenza a norma dello statuto fuori dalla Chiesa.
      Per completezza di informazione lo schema della missione nelle piazze è cambiato e se fino a qualche anno fa si continuava in parrocchia quest'anno è stato detto di continuare in una casa....a buon intenditor poche parole

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    5. Valentina: hai ragione.
      Quando cantano imitano perfino l'itagnolo di Kiko...

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    6. Pasqualone,
      ti "conosco" da sei anni e pervicacemente sei riconoscibile nei tuoi post per stile, tentato humor che fa ridere ed interpunzione completamente sballata.
      Visto che intellettualmente non ci arrivi, fatti assistere da un correttore di bozze!
      Ruben.
      ---

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  33. ... la ''''FORZA''''' del cammino neocat .... matrimonio spirituale ....

    http://www.diocesiassisi.it/la-forza-del-cammino-neocatecumenale/dsc01613-1-com-s-rufino-matrimonio-spirituale/

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    1. Molto interessante. Dimmi: in questo vescovo il faraone si reincarna, o no? :-)

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    2. Proprio forza non direi 85 NC su una diocesi ci circa 150.000 Anime, fai le percentuali e scopri che pesate in diocesi lo 0,056 dei fedeli del Vescovo, se non foste così "eretici" in quello che fate molto probabilmente i Vescovi non saprebbero neanche della vostra esistenza in Diocesi.
      Per arrivare all'1% dovreste passare da 85 a 1.500, considerando che le comunità sono al matrimonio spirituale o comunque monto avanti, vuol dire che in 40 anni quello è il massimo che siete riusciti a fare, e visto che le comunità sono poche e distanziate nelle tappe, suppondo che le altre sono formate dai figli delle 2 prime comunità e l'ultima quella di 8 soli praticanti siano i nipoti, quindi sintetizzando e facendo la media del pollo, direi che se ogni famiglia NC fosse formata anche solo da 3 figli avremmo che in tutta la Diocesi di sono tra le 15 e le 20 famiglie "adescate" in 40 anni.
      Non lo chiamerei proprio "successo" e Forza del cammino, forse è la dimostrazione dell'insuccesso

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    3. L'unica FORZA che io riconosco è quella della VERITA'.
      I numeri non mi impressionano.
      A un certo punto nel mondo c'erano più ariani che cristiani. Ora molti quando si parla di arianesimo pensano ai tedeschi...

      Foste anche un MILIARDO, non sarebbe comunque vero che l'uomo è costretto a fare peccato, che Zaccheo salì sul sicomoro perché si sentiva superiore e tutte le baggianate dette da Kiko.
      Una setta di un miliardo di adepti? Rimarrebbe comunque una setta.
      Un miliardo di fessi? Rimarrebbero fessi.

      Se poi ci tieni a parlare di numeri, sappi che sono più gli ex del Cammino che i camminanti e che nel Cammino, ormai, non entra più nessuno

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  34. Anonimo delle 12:52: ti ha ben risposto Bruno! Siete ridicoli, altro che "forza": se non fosse per le parrocchie, quelle dei cristiani della domenica che il vostro dio-kiko odia tanto, sai dove stavate.....E anche state implodendo. Continua a tenerti i paraocchi, continua pure; 85 persone su 150.000:non possono nemmeno definirsi una c...ta perché quest'ultima avrebbe più consistenza. Lo sai quando c'è bisogno di prosopopea? quando bisogna far parlare o animare cose morte o inesistenti, ecco perché gonfiate sempre tutto e se stavolta avete dato dei "numerini" li avete fatti precedere da una mega introduzione sul cn al solito vostro modo: "il Papa ci loda....siamo approvati....gnè gnè gnè gnè...."D.

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    1. "Gné gné gné" mi piace, D., lo conosco già :-) E' di quanto più significativo si possa commentare per definire i blateramenti NC. Gli "gné gné gné" si sbrodolano addosso,

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  35. Forse Anonimo delle 12:52 voleva solo segnalarci la sfilata di tuniche candide.😏☺😋

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  36. Ho ritrovato in questo annuncio la presentazione di Ascension, la sostituta dell'insostituibile Carmen, quasi con le stesse parole usate il 2 febbraio a Porto San Giorgio davanti agli itineranti e nel precedente Annuncio di Quaresima:
    "Lei ha studiato nello stesso collegio di Carmen, per questo forse dietro a questo c’è la mano di Carmen. Ha passato 25 anni tra Russia, Kazakhstan, Bielorussia, ultimamente era a S.Pietroburgo.(...) Provvidenzialmente abbiamo pensato a questa sorella anche, perché la sorella (precedentemente aveva detto che era una sorella di Siviglia, Eugenia) che era in missione con lei a S. Pietroburgo era andata nell’equipe dell’Ucraina. Padre Rajmund, itinerante in Ucraina, infatti, mi aveva detto che aveva necessità che andasse in equipe una sorella che sapesse il russo e abbiamo pensato alla sorella che era socia di Ascensión, per cui lei è rimasta libera."
    Mi chiedo: se davvero ha passato 25 anni in Russia, come è possibile che non sapesse parlare la lingua? Kiko in tre diverse occasioni è stato categorico: la collega Eugenia è stata richiesta dal padre Rajmund per integrare l'equipe perché "sapeva il russo", come dire, che Ascen, la segretaria di don Pezzi, il russo, dopo 25 anni di permanenza in loco, non lo sa.
    Forse c'entra davvero il fatto che ha frequentato lo stesso collegio di Carmen, notoriamente refrattaria ad apprendere alcun altra lingua che non fosse il castigliano? D'altronde, Kiko lo dice chiaramente: "In Spagna si dice che nel mondo ci sono i testoni, i più testoni, e poi ci sono quelli di Tudela"
    Piccole rivincite post-mortem ai danni dell'insostituibile Carmen?

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    1. Promemoria tecnico:

      1) SanCarmen è di Òlvega, Ascension Romero è di Tudela. Le due città sono in due diverse regioni. Accostarle significa dire che Milano e Novara sarebbero la stessa cosa;

      2) "testone" è un aggettivo tipicamente usato per muli e somari, ma forse a Kiko non lo hanno detto;

      3) la minoranza russa in Ucraina è geograficamente nei pressi della Crimea (annessa alla Russia nel 2014). Considerata la difficile situazione politica dell'Ucraina da diversi anni a questa parte, la minoranza russofona ha ben ragione di temere persecuzioni e rappresaglie, per cui non ama farsi notare in pubblico, ancor meno parlar russo in pubblico. Tale Rajmund, per spirito kikiano o per altri motivi, se davvero ha bisogno di un'interprete per il russo significa che sta scherzando col fuoco. Come al solito il Cammino avanza con la foga di un elefante imbufalito in una cristalleria.

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    2. In spagnolo, esattamente il termine usato da Kiko è "bruto", che al femminile fa "bruta" e vuol dire, esattamente come in italiano, "lordo, grezzo, bruto".
      La traduzione "testone" non rende molto.

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    3. Visto che, come ricorda Tripudio, Carmen non era originaria di Tudela, mi correggo, la frecciata è tutta rivolta all'ex segretaria Ascen. Che gli si sia opposta in qualche modo? Che la frase "ora anche questa sorella mi conosce", detta da Kiko più avanti, intendesse dire che ha già dovuto imporsi a lei?

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    4. In effetti Valentina io tra le righe avevo letto che hanno litigato. Poi, sai, tra le righe è scritto piccolo, bisognerebbe sentire il sonoro :-)

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    5. A meno che Kiko non abbia detto quelle parole esplicitamente indicando la Ascen, sembrerebbe uno dei suoi improvvisi lapsus in cui sta per rivelare qualcosa. Per questo lo avevo interpretato come una "confessione pubblica" tagliata a metà, tanto più in concomitanza con tutte le allusioni sessuali appena fatte.

      Se è davvero un'allusione all'essersi dovuto imporre alla Ascen, allora significa che la Ascen non ha più tutto quel potere di contrattazione (a suo tempo avevamo ipotizzato che fosse stata scelta perché sa cose che è meglio non far sapere, e perciò la si promuoveva al posto di Carmen sia per "onorarla" e indurla volontariamente a tacere quelle cose, sia per controllarla meglio).

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    6. Eh sì Dorothea, ci manca il sonoro e pure il video, per vedere la mimica dei due.
      Forse Kiko cerca di riproporre, in chiave opposta, il teatrino che faceva ogni volta con Carmen?
      Per cominciare, è già tre volte che la tratta come una scolaretta, dimostra di stimare la sua compagna Eugenia che sa il russo più di lei; ora persino le dà della tarda... Mah, staremo a vedere.

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  37. Mi dicono dalla regia che probabilmente Kiko intendeva citare Gv 12,25: «Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna».

    Ovviamente lo strafalcione kikiano resta lo stesso: Kiko confonde "vita" con "anima". Sono cinquantaquattro anni che Kiko vive in Italia e ancora non ha imparato a parlare italiano? Da quale anfratto infernale gli è stata suggerita la locuzione "odiare la propria anima"?

    Le parole di Gesù riportate da Giovanni riguardano infatti la vita terrena, poiché l'anima non è soggetta alla morte. Tant'è che al termine della vita terrena l'anima è chiamata alla felicità eterna (cioè il paradiso, cioè alla piena comunione con Dio, tipicamente a seguito di periodo in purgatorio) o alla perdizione eterna.

    Un'anima che odia sé stessa è evidentemente un'anima nell'inferno (o prossima all'inferno), lì «dove è pianto e stridor di denti» tra urla di odio e sofferenza di "fuoco inestinguibile".

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  38. Il "video proibito" fatto proiettare da Kiko vorrebbe essere qualcosa di struggente e maestoso e invece è la ripetizione continua e ossessiva della solita insalatona di parole Messia-leone-agnello-soffrire-sangue (l'unica cosa effettivamente "composta" da Kiko, riconoscibilissima), mentre la musica alterna momenti di preparazione a momenti di marcetta della banda dei pompieri.

    Naturalmente non è adatta né al venerdì santo, né alla veglia pasquale, né alla celebrazione della resurrezione, proprio perché è un'insalatone misto.

    Nell'insieme, però, rende bene l'idea religiosa che frulla nella testa di Kiko: il Messia sarebbe qualcosa di estraneo alla storia dell'uomo (notate l'ostinazione sul termine "Messia" piuttosto che su termini come Redentore, Salvatore, Figlio di Dio, Verbo Incarnato, ecc.), parole e musica evocano solo una terribile tristezza interiore, lo scopo di Kiko e del Cammino è quello di intristire la gente. Altro che "dalla tristezza all'allegria".

    Insomma, Kiko ha proibito di mettere sui social questa mini-sinfonietta solo perché racimolerebbe al più qualche sbadiglio. Notevole l'impegno dei suoi adoratori e del coro, ma il messaggio che ultimamente trasmette è solo tristezza. E la tristezza non è di casa nella Chiesa Cattolica.

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  41. da by Tripudio
    Mi dicono dalla regia [cosa è questa regia?] che probabilmente Kiko intendeva citare Gv 12,25: «Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna».

    Ma come? Sono così esperti di Scrutatio e neanche prendono due riferimenti?
    Pur di difendere l'indifendibile Kiko, sono disposti a tutto!

    Leggete...dalla regia...

    Mc.8, 34-37
    34 Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. 35 Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà. 36 Che giova infatti all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima? 37 E che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria anima?

    Si vede che Kiko è un grande conoscitore della Parola di Dio!

    Pax

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