lunedì 19 marzo 2018

Fanno le domande, non ascoltano le risposte: ecco perché i Neocatecumenali non imparano mai

Proponiamo oggi un quesito, pubblicato sulla rubrica "Un sacerdote risponde" del portale "Amici Domenicani", che si compone di nove domande, dalle quali, nonostante non faccia cenno al cammino neocatecumenale,  traspare la convinzione del proprio autore che gli usi invalsi nelle Eucaristie "private" del cammino (rivendicate spesso sulle nostre pagine, sui social e addirittura su alcuni avvisi nelle parrocchie come "riti Neocatecumenali") siano più corretti rispetto alla liturgia della Messa della Chiesa Cattolica perché, egli sostiene, risalenti ai primordi del cristianesimo.

Nella propria risposta, il teologo domenicano padre Angelo specifica con grande chiarezza che, "se nel corso dei secoli ci si è evoluti in una determinata direzione, non è stato affatto per mutare il senso dell’Eucaristia, ma per celebrarla in maniera sempre più degna" e che essa non va trasformata in un "cinema, dove ognuno mostrerebbe i numeri che vuole", contravvenendo in ciò alla "semplicità di cuore" di cui si parla negli Atti degli Apostoli (At 2,46).

"Sull'Eucaristia non si finisce mai di imparare" scrive il lettore al termine dei propri quesiti: frase profetica perché a tutt'oggi, dopo quasi dieci anni, sembra che abbia ancora molto da apprendere.

Diverse domande sulla celebrazione dell’Eucaristia nella Chiesa primitiva

Quesito

Due per due neocat
"per evangelizzare l'Africa":

balletto religioso-folkloristico
a Pretoria
Caro Padre Angelo,
Vorrei porre alcune domande sull'Eucarestia dei primi secoli della Chiesa.

  1. È vero che si usavano Patene, Ostie, Calici grandi e che la comunione si faceva sempre sotto le due specie? Anche i laici bevevano ad un calice grande?
  2. È vero che l'Ostia era grande e veniva spezzata in tante piccole parti?
  3. È vero che la comunione avveniva sulle mani, cioè il Corpo di Cristo non veniva messo sulla lingua ma sulle mani?
  4. È vero che l'uso di inginocchiarsi alla consacrazione deriva dall'ordine che anticamente si chiamava dei "penitenti" ma che non ci si inginocchiava perchè l'Eucarestia era nuova veglia pasquale quindi il sentimento predominante era la gioia?
  5. Quale relazione c'è tra Eucarestia e Pasqua?
  6. È vero che i primi cristiani celebravano solo l'Eucarestia domenicale e non feriale? E che la celebrazione domenicale avveniva nella notte tra sabato e domenica?
  7. È vero che nella Chiesa primitiva non si celebrava il Credo nè il Gloria come nella Messa feriale? Perchè si decise di inseririrli?
  8. È un male, durante l'Eucarestia, dimostrare gioia anche attraverso il corpo? Dimostrando gioia si commette un sacrilegio verso il SS Sacramento?
  9. Una Messa può essere privata? Cioè se un singolo Sacerdote o gruppo di fedeli decidono di celebrare una Messa in un luogo che non è quello canonico questa Messa può dirsi minore o privata nel senso che riguarda solo quel gruppo?

Mi perdoni per le troppe domande ma sull'Eucarestia non si finisce mai di imparare,
grazie
Pasquale T.

Risposta del sacerdote

Caro Pasquale,
1. Nei primi secoli la forma e la grandezza delle ostie non erano prescritte, ma erano lasciate alla discrezione del clero o del popolo che le offriva. Sull’esempio del Salvatore si consacrava un pane intero e molto presto si preferì la forma rotonda, che del resto era riguardata come il simbolo della perfezione.
Nel secolo XI le ostie erano ancora di dimensioni abbastanza grandi così che si potevano dividere per la Comunione dei fedeli. In seguito si confezionarono ostie sottili, piccole e distinte per ogni comunicante.
Da un video di una celebrazione neocat:
notare i frammenti (indicati dalle freccette)

Come mai si è passati a questa prassi?
Evidentemente c’erano dei motivi, riconducibili soprattutto ai molti frammenti, anche vistosi, che potevano saltare qua e là nella frazione dell’ostia con evidente timore di profanare il corpo di Cristo.
Se nel corso dei secoli ci si è evoluti in una determinata direzione non è stato affatto per mutare il senso dell’Eucaristia, ma per celebrarla in maniera sempre più degna.
Il criterio attuale della celebrazione non può essere semplicemente quello di tornare alla prassi antica, ma di verificare se esprime meglio il suo significato e se l’amore per Cristo viene meglio stimolato.
Se fosse solo per la prassi primitiva, Plinio riferisce all’imperatore Traiano (siamo all’inizio del II secolo) che i cristiani si radunavano in riunioni prima del sorgere della luce (ante lucem). Questo non significa che noi oggi dobbiamo celebrare l’Eucaristia a quell’ora.

2. È vero che all’inizio il Corpo di Cristo veniva deposto sulla mano. Verosimilmente anche Cristo si è comportato così nell’ultima Cena.
Ma se la Chiesa ha sentito la necessità di passare ad un’altra disciplina non è stato evidentemente per sovvertire quanto ha fatto il Signore, ma per la ferma volontà di impedire la profanazione del Corpo di Cristo.
Oggi la Chiesa lascia la facoltà ai fedeli di ricevere la Santa Comunione nell’uno o nell’altro modo.

3. La preghiera in ginocchio non era una forma di preghiera tipica dei penitenti.
Per San Paolo è anzitutto una forma di adorazione. Scrive ad esempio: “Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nel cielo, sulla terra e sotto terra” (Fil 2,19). E ancora: “Per questo io piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ogni paternità nei cieli e sulla terra prende nome” (Ef 3,14).
La preghiera in ginocchio veniva fatta anche per supplicare Dio, come si evince dalla testimonianza di San Pietro e di san Paolo: “Pietro fece uscire tutti e si inginocchiò a pregare; poi rivolto alla salma disse: Tabita, alzati” (At 9,40); “(Paolo) detto questo si inginocchiò con tutti loro e pregò” (At 20,36).; “Per questo io piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ogni paternità nei cieli e sulla terra prende nome” (Ef 3,14).
È vero che nei primi secoli a volte si chiedeva ai penitenti di stare in ginocchio o a anche di stare prostati per terra. Ma questo non significa che la preghiera in ginocchio fosse intesa solo come la preghiera dei penitenti. Le testimonianze bibliche che ti ho riferito dicono diversamente.
Se pertanto la Chiesa chiede, se è possibile, di mettersi in ginocchio alla consacrazione e alla comunione, desidera che i credenti esprimano in quei momenti così sacri e preziosi la loro adorazione e la loro supplica.
Eucaristia neocat
-----
Messa cattolica

4. L’Eucaristia perpetua sui nostri altari la Pasqua del Signore.
Nell’Eucaristia noi ci incontriamo con Cristo risorto che ci rende contemporanei al sacrificio che ha compiuto sulla croce e che ha anticipato nell’ultima cena.
San Paolo dice chiaramente: “Ogni volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di questo calice,voi annunziate la morte del Signore finché egli venga” (1 Cor 11,26).
Per questo la Messa è essenzialmente la perpetuazione del sacrifico della croce.
Ma questa perpetuazione viene fatta incontrandoci col Cristo risorto, che ci fa vivere da protagonisti, da contemporanei, la sua immolazione sulla croce.

5. Per il Gloria: inizialmente era un inno che i cristiani recitavano al mattino. Poi si sentì l’esigenza di metterlo a disposizione di tutti nella celebrazione dell’Eucarstia.
Per il Credo: nelle prime comunità cristiane non lo si recitava quando si celebrava l’Eucaristia.
Ma poiché la domenica perpetua anche quanto Cristo ha fatto nel giorno ottavo della sua risurrezione, in cui ha stimolato Tommaso a emettere la proclamazione della sua fede dicendo “Mio Signore e mio Dio”, la Chiesa poco per volta ha introdotto l’uso di recitare durante l’Eucaristia una professione di fede. Il primo a farlo è stato Pietro Fullone, vescovo di Antiochia, nel 471.

6. I testi più antichi ricordano che l’eucaristia veniva celebrata nel giorno del Signore, cioè la domenica. Questo però non significa che si celebrasse solo la domenica.
Gli Atti degli Apostoli riferiscono che tutti i discepoli erano assidui nella frazione del pane (At 2,42). Frazione del pane è il primo nome con cui si è stata chiamata l’Eucaristia. In At 2,46 si legge che “ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore”.
L’ora della celebrazione domenicale era ante lucem, e cioè di notte prima del sorgere del sole (così scrive Plinio a Traiano), così anche Tertulliano (II secolo) il quale parla di coetus antelucani (riunioni prima del sorgere della luce).
Va ricordato che a quei tempi la domenica, detta giorno del sole, era un giorno feriale. La gente in tutto l’impero romano riposava il sabato.

7. Mi chiedi se sia un male, durante l'Eucaristia, dimostrare gioia anche attraverso il corpo?
Per me la preoccupazione più grande, quando si è a Messa, non dev’essere quella di mostrare col proprio corpo la gioia, ma di viverla.
San Tommaso dice “per la potenza di questo sacramento, l’anima spiritualmente si ristora, rimane gaia (deliziata) e in un certo modo inebriata dalla dolcezza della bontà divina, secondo quanto è detto nel Cantico (5,1): Mangiate, miei amici; io vi inebrierò miei prediletti” (Somma teologica, III, 79,1, ad 2).
Questa gioia spirituale è bene che rimanga dentro l’anima e si mostri attraverso la serenità del volto.
Esprimere con atti del corpo la propria gioia trasformerebbe la celebrazione in un “cinema”, dove ognuno mostrerebbe i numeri che vuole. Gli Atti degli apostoli parlano di semplicità di cuore (At 2,46).
Nessuno ti stringe la mano:
succede nelle messe "private" neocat

8. La Messa in quanto tale non è mai privata. Insieme al sacrificio di Cristo viene unito sempre il sacrificio di tutta la Chiesa, anche se per caso nessun fedele fosse presente, come succede quando il sacerdote per mancanza di fedeli celebra da solo.
È lecito invece celebrare la Messa per un gruppo particolare. In certi casi è lecito celebrare anche nelle abitazioni dei malati. Anche il Papa talvolta celebra la Messa fuori della Chiesa, in piazza san Pietro o in altre piazze del mondo, quando lo richiede la moltitudine dei fedeli.
Non ha senso però parlare di una Messa “minore”.
In ogni caso, la Messa, come qualsiasi altro atto liturgico, esprime il culto pubblico della Chiesa.
Solo la forma della celebrazione talvolta è “privata” perché senza presenza di fedeli o perché viene celebrata per un particolare gruppo.

Ti ringrazio per le domande e anche per la paziente attesa della risposta. Come ti avevo scritto privatamente, in questo periodo mi sono trovato sommerso da molte esigenze di ministero.
Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo

Pubblicato 13.06.2009

48 commenti:

  1. Ringrazio padre Angelo, se ci leggerà, per le tante parole spese per correggere gli erranti.
    È chiaro che, se qualcuno, dopo aver letto le sue risposte, continua a difendere le pratiche del cammino come più "autentiche" rispetto al rito della Chiesa, solo perché più antiche (ma allora, volessero essere davvero coerenti, come giustamente ha osservato il padre, dovrebbero fare le loro Messe sempre alle prime luci dell'alba della domenica, per esempio e, aggiungo io, senza tutti quei gadget kikiani, canti tribali, balletti e grandi mangiate finali) non si può dire sia in buona fede, oppure, appunto, manca quella capacità di ascolto vero dell'altro tipico delle menti ottuse e/o ideologizzate.

    RispondiElimina
  2. L'interrogante, il signor Pasquale T. (un pasqualone, quindi :-) ) pone domande precise, coerenti con le prassi e la dottrina neocatecumenale. Sono inconfutabilmente domande retoriche, per le quali il pasqualone si attendeva avalli dal teologo domenicano. Non ne ha ricevuto uno solo.
    Una pasqualonata è stata quindi la lettera, una delle solite dei Pasqualoni: a oggi le risposte hanno ricevuto 6516 contatti, con grande sufrimiento dell'Arcano Maggiore, il Carro (di fuoco).
    Chissà se Kiko e i catekistoni condividono questo grande agitarsi nella Rete ;-)

    RispondiElimina
  3. Vorrei far notare lo stile dialettico del Pasqualone.

    È lo stile che gli americani chiamano sprezzantemente lead-in question, termine con cui indicano le "domande che contengono già la risposta preconfezionata".

    Anzitutto le domande riguardano tutte le manie del neocatecumenalismo nascoste nell'untuoso parolame kikiano. Per esempio «calici grandi»: quanto e come possono essere "grandi" i calici? Poiché in certe occasioni solenni qualche vescovo adopera un calice particolarmente grande, è lecito chiederselo. Tanto più che tale calice ha la forma di un calice, non di una grossa insalatiera ottagonale designed by Kiko e in vendita a salatissimo prezzo nei kiko-shop (acquisto obbligatorio per le comunità).

    In secondo luogo, il fatto che le domande presumono che qualcuno stia "negando" qualche fatto storico: «è vero che la [...una modalità neocatecumenale a caso...] era in uso presso i primi cristiani?». Praticamente il Pasqualone sta "scrutinando" padre Angelo, facendo a quest'ultimo l'esamino sulle dottrine del kikismo-carmenismo.

    Questo arriva ad un patetico eccesso quando chiede: «Quale relazione c'è tra Eucarestia e Pasqua?» Come se esistesse qualche cristiano intenzionato a negare tale relazione. E come se a tale domanda non avessero già risposto assai ampiamente numerosissimi santi autori lungo venti secoli.

    Notate poi come il Pasqualone, nel 2009 (dunque dopo l'approvazione definitiva dello Statuto del 2008), va suggerendo l'idea che il Credo e il Gloria sarebbero sopprimibili (il Cammino fu sgridato da papa Ratzinger nel 2005 proprio per quell'abusiva soppressione; il 17 gennaio 2006 Kiko, Carmen e Pezzi scrissero al Papa che avrebbero reintrodotto tutte le parti soppresse: evidentemente in tre anni si erano già rimangiati la parola data per iscritto, visto che nelle comunità non cade foglia che Kiko non voglia).

    Quindi il Pasqualone fa confusione sulle Messe "private". Padre Angelo capisce che il soggetto è confuso e gli risponde su entrambi i versanti: gli ricorda che la Messa, opera buona in sé, è pienamente valida anche se non c'è assemblea, e gli ricorda che la Messa è un gesto pubblico per cui anche il celebrare per un "gruppo particolare" non la rende una funzione "privata", e a scanso di sofismi pasqualonici aggiunge pure che «non ha senso parlare di una Messa "minore"».

    Infine il Pasqualone rivela definitivamente le proprie patetiche intenzioni blaterando di «dimostrare gioia anche attraverso il corpo» (poiché nella citata lettera del 17-1-2006 il Tripode neocatekiko scrisse al Papa che le liturgie inventate da Kiko e Carmen portavano i fratelli neocatecumenali "dalla tristezza all'allegria", come se fossero le comiche di Ridolini).

    Dimostrare gioia a chi? Al Signore? A sé stessi? Credete forse che il Signore non sappia leggere nei cuori?

    Dimostrare gioia a chi? Agli altri presenti? La liturgia avrebbe dunque bisogno di un indice di gradimento dei partecipanti? Avrebbe bisogno di un feedback positivo, like, upvote? È forse una rappresentazione cinematografica? Gli altri partecipanti ne avrebbero a male se uno non si esibisce con il corpo negli appositi balletti, girotondi, passetti idioti e strafalcioni vari? (a proposito: sarebbe davvero "gioia" quella che si vede nel video commentato [qui]?)

    Nonostante le risposte pazienti e precise di padre Angelo, il Pasqualone ancor oggi non ha capito. E si è guardato bene dal pubblicizzare le risposte che nove anni fa ricevette su Amici Domenicani. Chissà perché.

    RispondiElimina
  4. Ebbene sì: è il Pasqualone antico, il Sommo. Fu il signor Pasquale Troisi napoletano (il quale non si esime mai dal citarmi per nome e cognome, ricambio la cortesia) a inviare la lettera a padre Angelo. Parola sua:
    https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=1788710704763891&id=1768652926769669

    Rispondo velocemente:
    1) "CARO LINO LISTA TI E' CONVENUTO FARE UN THREAD?", ha chiesto. Caro Pasquale Troisi, nemmeno hai capito che io i miei thread li firmo sempre. Eppure sono anni che li leggi! Il post non è mio, sforzati di leggerlo fino alla fine.

    2) Ha critto Troisi: "P.Bellon confermava quanto dicevo,pur facendo dei distinguo.La risposta confermava la verità storica delle mie affermazioni". Ah Pasqualò, te lo spiego in dialetto, magari capisci meglio: «'O prevete domenican' ha ditto ca 'a Chiesa è gghiuta annanze, ca dint' 'e secule c'è stat' n'evoluzzione, 'o vuò capì o no ca nun staje cchiù 'e tiempe d' 'a comunità 'e Gerusalemm'? ».
    3)Pasqualone insinua: "L'OSSERVATORIO STRUMENTALIZZA E DISTORCE TUTTO ANCHE LE MIE DOMANDE A PADRE BELLON". Distorce cosa, cosa ha distorto Valentina? Le domande sono queste, nemmeno ti sei preoccupato di andare a verificare quale lettera si è pubblicata qui? Quante ne scrivi a padre Bellon, che manco le ricordi? Fonte del 3d: https://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=1217

    Chioso un commento del mio amico Andrea, che mi ha segnalato il post: "Questi stanno nel cristianesimo primitivo o nel post CV II a seconda della convenienza. Si fanno approvare gli statuti nel secondo millennio, però pretendono di rimanere per tutto il resto nei primi secoli del primo".
    Ah Pasqualò, perché non pretendete che ai pagani convertiti, prima di battezzarli, si debba praticare la circoncisione? Anche questo è storico :-)

    RispondiElimina
  5. 0 su 9, si direbbe in basket
    O 9 tiri 0 centri, si direbbe nel tiro a piattello.
    9 domande retoriche (cioè 9 affermazioni), 0 risposte esatte!
    Che direbbe il professore se Pasqualone fosse stato interrogato? Somaro! Zero spaccato!

    RispondiElimina
  6. Ah Pasqua' lassa perde! Ma chi t'ho fa fà?

    Padre Bellon ti ha dato TORTO! Inizi a preoccuparmi. E' il bipensiero orwelliano.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io non mi preoccupo: ne ho conosciuto tanti che non hanno risposto alle domande Invalsi di comprensione testuale. Dovrebbe prendere una abitudine: analizzare periodo per periodo. Quelli della risposta di padre Angelo sulla gioia, per esempio :-)

      Elimina
    2. Le domande fatte sono vuote e prive di cognizione storico teologico. Le risposte del Padre Domenicano molto generiche. La storia della Chiesa è molto complessa. Paragonare il rito eucaristico permesso ai Neocatecumenali a quello antico è una forzatura. Come non spiegare che il processo di sacralizzazione dell'Eucaristia non sia frutto del processo di clericalizzazione della Chiesa.
      Ahimè tutti esperti del nulla

      Elimina
  7. Ah ah ah! Non mi ero sbagliato! Sta sempre a infastidire padre Angelo! Qui voleva che il teologo domenicano spezzasse una lancia in favore delle piccole comunità del Cammino.
    https://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=1076

    0 su 10, Pietro (NON del Cammino) :-)

    Basta, mi ritiro dal post: ridere troppo fa venire il senghiozzo

    RispondiElimina
  8. Rileggendo le risposte di amiciDOMENICALI mi sembra che il cn sia in pieno dentro le norme descritte

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Aggiungo che avendo approvato la chiesa il suo percorso, eventuali usi o cambiamenti nelle forme di esecuzione della liturgia siano comunque benvenute se (come accade di fatto) siano una forma di aiuto per le persone.
      Le vostre critiche purtroppo a volte esageratamente infondate, credo provochino solo allontanamento dalla fede, perché l’eucarestia, se ne conoscete la storia, si è sempre adeguata ai tempi.
      Voi proponete un congelamento ad un determinato periodo della storia della chiesa.
      Questo non porta nessun beneficio; porta esclusivamente a voi il convincimento di aver compiuto il vostro rito!
      Questo mi dispiace non è la fede cattolica.

      Elimina
    2. La Chiesa ha approvato l'entità Cammino, non le variazioni liturgiche, non le eresie, non l'oppressione dei fratelli, non le decime...

      Poi, senti chi parla: il neocatecumenale che propone un congelamento ad un determinato periodo della Chiesa ("i primi cristiani delle origini cristiane!", con le chitarrelle di Kiko e i canti di Kiko e i copribibbia di Kiko e le fascette reggichitarra di Kiko e le "icone" di Kiko e le seggiole pieghevoli e tutto il resto).

      Elimina
    3. La Chiesa ha approvato l'entità Cammino, non le variazioni liturgiche, non le eresie, non l'oppressione dei fratelli, non le decime...

      Poi, senti chi parla: il neocatecumenale che propone un congelamento ad un determinato periodo della Chiesa ("i primi cristiani delle origini cristiane!", con le chitarrelle di Kiko e i canti di Kiko e i copribibbia di Kiko e le fascette reggichitarra di Kiko e le "icone" di Kiko e le seggiole pieghevoli e tutto il resto).

      Elimina
    4. "Le vostre critiche purtroppo a volte esageratamente infondate, credo provochino solo allontanamento dalla fede"

      da quando ho scoperto che Dio non è quello predicato in lungo e in largo dai neocatecumenali, ho anche riscoperto la fede, quella cattolica. le critiche qui non sono né esagerate né infondate.

      Elimina
  9. Promemoria tecnico: a parte la quantità, non c'è alcuna differenza tra le ostie normali usate per la Comunione in tutte le parrocchie del mondo, le ostie un pochino più grandi usate dal celebrante, e le ostie molto grandi usate in alcune occasioni particolari da papi e cardinali (generalmente solo nelle celebrazioni con grandissima partecipazione di popolo, per evitare che i fedeli seduti a cento metri dall'altare non vedano il momento dell'elevazione). Si tratta sempre di pane azzimo: non si tratta di qualcosa di speciale, né per dimensioni né per formula.

    La pasqualoneria tira in ballo GP2 e B16 tentando di farci credere che il loro sporadico adoperare ostie molto grandi equivalga ad approvare le carnevalate neocatecumenali, incluse le pacchianerie campagnole ignoranti come l'aggiungere olio extravergine, olivette e altri materiali per insaporire le focacce neocatecumenali (di questa cosa noialtri cattolici ci rallegriamo perché in quel caso la consacrazione eucaristica non avviene - per difetto di materia: consacrazione invalida - e perciò frammenti che i kikos disperdono in quel caso non sono sacrilegio contro l'Eucarestia).

    La pasqualoneria tira in ballo anche "ortodossi" e "copti", senza spiegare quali ortodossi (intendeva i cattolici di rito greco? le chiese bizantine? oppure quelle che non hanno riconosciuto il concilio di Calcedonia? ma lo sa di cosa parla o la sua cultura si è formata solo sulle Spigolature della Settimana Enigmistica?), senza spiegare quali copti (intendeva quelli che seguono il patriarca di Alessandria? o quelli che seguono il vescovo di Roma? quella etiope? quella francese? quella eritrea? ma lo sa di cosa parla?), e senza spiegare per quale bislacco motivo un movimento ecclesiale che si vanta di essere frutto del Concilio Vaticano II si debba sentire in diritto di storpiare la liturgia romana aggiungendo arbitrariamente elementi "ortodossi" e "copti" (e vantando lo spostamento del segno della pace come mutuato dalla liturgia ambrosiana: un insalatone liturgico pazzesco).

    Come dice un proverbio delle sue stesse parti: a lavare la testa al ciuccio, si spreca l'acqua e pure il sapone... C'è da aspettarsi che anche i neocatekiki più acculturati ripeteranno le stesse idiozie, magari rispettando la grammatica italiana, ma sempre adoperando le solite tecniche neocatecumenali (come quella del difendersi da accuse che nessuno aveva mosso).

    RispondiElimina
  10. "Aggiungo che avendo approvato la chiesa il suo percorso, eventuali usi o cambiamenti nelle forme di esecuzione della liturgia siano comunque benvenute"

    Aggiungi una balordaggine. Allora di quello che fu approvato (e ribadito da BXVI nel discorso alle comunità neocatecumenali) non hai capito niente? Furono approvati i riti extraliturgici contenuti nel direttorio. Punto.
    Tieni, rileggi, con molta attenzione: http://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/it/speeches/2012/january/documents/hf_ben-xvi_spe_20120120_cammino-neocatecumenale.html

    RispondiElimina
  11. Ad Anonimo delle 16:23 che ha scritto "Questo non porta nessun beneficio; porta esclusivamente a voi il convincimento di aver compiuto il vostro rito!
    Questo mi dispiace non è la fede cattolica."
    Percepisco un accento di sincerità nelle tue parole, per questo vorrei ti chiedessi come mai la flessibilità deve essere sempre esercitata a favore vostro, mentre, voi sì, non potete derogare in nulla dal vostro, chiamiamolo così, rito. Perché tanta rigidità, se è vero che è necessario andare dove porta lo spirito? È da cinquant'anni che siete inchiodati lì! Le uniche novità, introdotte dal guru,sono qualche suppellettile in più, qualche canto in più, rigorosamente provenienti dal suo estro ideativo.
    Da lui, vi fate pure spiegare cosa è cattolico e cosa non lo è, e questa grande capacità di udire altre voci, ben più coerenti e consistenti, senza fermarsi ad ascoltare, che nella lettera di Giacomo viene esemplificata con l'immagine di colui che si guarda allo specchio e poi subito si allontana, fa di te l'ascoltatore smemorato, che non sa frenare la lingua (cioè parla a sproposito) né ascoltare il proprio cuore (e non sempre l'indottrinamento altrui), e per questo non sa che cosa sia veramente la fede della Chiesa Cattolica, della quale il cammino ha usurpato il posto.

    RispondiElimina
  12. PARTE 1 di 2 (ho frazionato perché troppo lungo, sorry)
    Da OGMR propongo alcuni spunti di riflessione, al solo fine di sottolineare che la discussione in merito alle presunte differenze tra la messa del CN e le altre mi pare inappropriata.
    320. Il pane per la celebrazione dell’Eucaristia deve essere esclusivamente di frumento, confezionato di recente e azzimo, secondo l’antica tradizione della Chiesa latina.
    321. La natura di segno esige che la materia della celebrazione eucaristica si presenti veramente come cibo. Conviene quindi che il pane eucaristico, sebbene azzimo e confezionato nella forma tradizionale, sia fatto in modo che il sacerdote nella Messa celebrata con il popolo possa spezzare davvero l’ostia in più parti e distribuirle almeno ad alcuni dei fedeli. Le ostie piccole non sono comunque affatto escluse, quando il numero dei comunicandi, o altre ragioni pastorali lo esigano. Il gesto della frazione del pane, con cui l’Eucaristia veniva semplicemente designata nel tempo apostolico, manifesterà sempre più la forza e l’importanza del segno dell’unità di tutti in un unico pane e del segno della carità, per il fatto che un unico pane è distribuito tra i fratelli.
    323. Con la massima cura si conservino in perfetto stato il pane e il vino destinati all’Eucaristia; si badi cioè che il vino non diventi aceto e che il pane non si guasti o diventi troppo duro, così che solo con difficoltà si possa spezzare.

    Ora, posto che in ogni tipo di ostia consacrata è sempre presente in pienezza il mistero salvifico della risurrezione di ns Signore Gesù Cristo in corpo e sangue (transustansazione e consustanzazione), mi pare si possa ragionevolmente affermare che il principio guida del OGMR è quello di usare un pane, che visibilizzi il segno del nutrimento e che manifesti la forza e l'importanza del segno dell'unità per il fatto che un unico pane è distribuito tra i fratelli.
    Da questo punto di vista direi che l'uso del pane azzimo che si fa nel CN risponde pienamente ai requisiti del OGMR e anzi, limitatamente all'aspetto della frazione del pane visibilizza meglio questo segno.
    Ovviamente da questo non discende nessuna considerazione di diversità della pienezza sacramentale, ma solo di migliore corrispondenza alla richiesta di visibilizzazione di un segno.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anzitutto bisogna contestare l'espressione «ogni tipo». Non tutti i tipi sono uguali. Nelle comunità neocatecumenali, per qualche "strano" motivo, fino a tempi recenti le pagnottone-focaccette sono spesso state preparate insaporendo con olio, olivette, ecc., nonostante la bislacca ricetta dello chef Kiko non lo prevedesse (vedi documento semi-ufficiale).

      In secondo luogo, i neocatecumenali sfruttano la lettera per sovvertirne lo spirito, proprio come facevano i farisei (che di conseguenza sono quelli che nei Vangeli vengono più spesso rimproverati dal Signore). Come già detto sopra, i fratelli del Cammino pretendono flessibilità nelle norme liturgiche, ma sono rigidissimi riguardo ai dettami liturgici di Kiko e Carmen.

      Infatti, tranne quando devono fare buon viso a cattivo gioco, i neocatecumenali celebrano sempre secondo tali dettami. Non si è mai vista una comunità in cui i fratelli abbiano proposto un canto che non sia di Kiko, o che abbiano proposto di fare la comunione con le "ostie normali" per evitare la dispersione di frammenti... Mai.

      Per cui il Pasqualone che si prodiga a citare l'OGMR ancora una volta ha evitato di chiedersi come mai nelle comunità del Cammino bisogna per forza sembrare più speciali dei "cristiani della domenica". Come mai ciò che viene concesso dai documenti liturgici deve essere inquinato, distorto, stravolto, pur di compiacere il kikismo-carmenismo. Poco importa che a farne le spese, ad essere calpestato, è anzitutto il Santissimo Sacramento.

      Elimina
  13. Parte 2 di 2

    Un altro punto qualificante è l'art 14 di OGMR:
    14. Mosso dal medesimo spirito e dallo stesso zelo pastorale, il Concilio Vaticano II ha potuto riesaminare le decisioni di Trento a proposito della Comunione sotto le due specie. Poiché attualmente nessuno mette in dubbio i principi dottrinali sul pieno valore della Comunione sotto la sola specie del pane, il Concilio ha permesso in alcuni casi la Comunione sotto le due specie, con la quale, grazie alla forma più chiara del segno sacramentale, si ha modo di penetrare più profondamente il mistero al quale i fedeli partecipano[21].

    Rispetto a questo punto il CN ha avuto l'autorizzazione a celebrare sempre l'Eucarestia sotto le due specie quindi anche questo non è un problema liturgico.
    Nella mia parrocchia non succede mai di vedere un ostia grande (o pane azzinmo) frazionata e distribuita ai fedeli, ne mai si vede la comunione sotto le due specie (solo agli sposi nel giorno del matrimonio).
    Ovviamente nulla quaestio in merito alla pienezza del sacramento di salvezza, ma rispetto alla maggiore e più chiara esplicitazione dei segni (pane nutrimento, frazione e distribuzione di un unico pane, eucarestia sotto le due specie), come indicato da OGMR mi sembra che ci sia qualche omissione.

    In riferimento alla ortodossia liturgica, e al rispetto delle indicazioni del OGMR, tutti possono essere tranquilli che nelle celebrazioni del CN non c'è nessun errore dottrinale ne tanto meno nessun abuso.

    E' sacrosanto e giusto porsi il problema del pieno rispetto delle norme liturgiche. Teniamo tutti bene a mente che la chiesa è una galassia piena dell'amore di Dio dove il CN è anche abbastanza poca cosa.
    E' pienamente valida la messa preconciliare celebrata dai seguaci di Lefevre con il celebrante che consacra dando le spalle al popolo e mai e poi mai metterebbe l'ostia sulla mano di un fedele.
    E' pienamente valida la messa celebrata dal CN.
    Manco a dirlo è pienamente valida la messa celebrata in tutte le parrocchie, dove vi assicuro si vedono cose che fanno piangere il cuore.
    Buona settimana Santa e buona Pasqua a tutti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche in questo caso il problema non è il fare la Comunione sotto le due specie. Il pasqualon de' pasqualonis si difende da un'accusa che nessuno ha fatto.

      Il problema è che nel fare la Comunione sotto entrambe le specie:

      1) i fratelli di comunità vengono indotti a pensare che quello è un modo più speciale e che loro sono privilegiati rispetto ai cristiani della domenica; cfr. tutte le volte che dicono che la carnevalesca liturgia del Cammino è più speciale, più bella, più vissuta, ecc.;

      2) i fratelli di comunità finiscono per pensare che "sotto le due specie" deve tassativamente significare "nel modo inventato da Kiko e Carmen", cioè abbeverandosi all'insalatiera e trattenendo sotto sequestro la propria porzione stando seduti, ecc.

      Si è mai vista una comunità neocatecumenale fare la Comunione "sotto le due specie" per intinzione come caldamente raccomandato dalla Chiesa? Mai.

      Dunque strizzano al massimo "la lettera" in modo da sovvertire "lo spirito". Ipocriti, ingannatori e idolatri - oltre che eretici.

      Elimina
  14. "mi pare si possa ragionevolmente affermare che il principio guida del OGMR è quello di usare un pane"
    Per due volte nelle diposizioni del Messale si fa richiamo alle tradizioni della Chiesa latina e al confezionamento tradizionale, quindi è ultra chiaro che stiamo parlando della tradizione seguita tutt'oggi del confezionamento del pane in ostie.
    In più si prevede di poter conservare sia il vino che il pane, e sappiamo bene che fine fa il pane neocatecumenale, intriso di umidità e quindi facilmente attaccabile da muffe e batteri se chiuso, soggetto a diventare duro come pietra se lasciato aperto.
    Per quanto riguarda la comunione sotto le due specie, quando ci sono molti fedeli, anche per motivi igienici, si pratica per intinzione, quindi il giro delle coppe fra i fedeli, per esempio durante la Veglia di Pasqua o i sabati a comunità riunite, non è consigliato.

    RispondiElimina
  15. "In riferimento alla ortodossia liturgica, e al rispetto delle indicazioni del OGMR, tutti possono essere tranquilli che nelle celebrazioni del CN non c'è nessun errore dottrinale ne tanto meno nessun abuso"

    Non ho letto, nell'apologia dell'anonimo, l'attesa dei fedeli con il Pane tra le mani, fino al segnale convenuto per comunicarsi tutti insieme e assieme al sacerdote. Come mai? Nella sua comunità non accade, forse?. Non mi meraviglierei se giusto nella sua non accadesse, scrivono sempre così. Oppure accade raramente nel mondo intero? Magari succedeva solo a Guam, dove l'arcivescovo di Agana Byrnes lo ha vietato?

    P.S.
    Ho scritto "arcivescovo", così come Byrnes sta segnando le sue comunicazioni (e non Arcivescovo Coadiutore): vuol dire che Apuron non è più arcivescovo a Guam. Punto.

    RispondiElimina
  16. E non lo sarà mai più, arcivescovo da qualsiasi parte, perché la Chiesa non si rimangia le sue decisioni.

    Quanto all'Eucarestia, vi sono state concesse solo due "variazioni": Spostamento della pace e comunione sotto le due specie, che NON vi vengono contestate, e che NON sono opera di Kiko e Carmen. Le invenzioni di Kiko sono invece state bocciate IN BLOCCO: soppressione delle rubriche (Credo, Gloria, Orate, Agnus Dei), comunione seduti, comunione insieme al Sacerdote, omelie dei laici, risonanze.

    Voi siccome siete eretici, ipocriti e farisei avete obbedito a quanto vi faceva comodo e ignorato il resto.

    Sul vostro pane riflettete bene: ho ancora una domanda che non trova nessuna risposta.
    Se la vostra celebrazione è così ricca e avvicina i lontani, dovrebbe essere adottata in tutto l'orbe cattolico. Se così accadesse, la Presenza Reale di Gesù nella Eucarestia sparirebbe dalla faccia della terra, perché il vostro pane dopo 24 ore è immangiabile.
    Finirebbe l'Adorazione eucaristica, l'esposizione del Santissimo, la riserva Eucaristica per i malati e i moribondi.
    I tabernacoli del mondo non esisterebbero più, inutili, e con essi le chiese, che non dovendo più ospitare la sacralità di Gesù potrebbero essere sostituite con le anonime salette del cammino.
    Le grandi messe pontificali non potrebbero essere celebrate perché non ci sarebbe modo di distribuire i pani a migliaia di persone, non avrebbero più senso le processioni, non avrebbe senso il corpus domini. Il venerdì santo non sarebbe più dato il corpo di Cristo.
    La Chiesa Cattolica perderebbe il suo tesoro più dolce e prezioso, davanti al quale i santi più grandi di sono inginocchiati.
    Dunque, cosa esattamente la vostra cosiddetta "eucarestia" porterebbe di utile alla Chiesa?

    RispondiElimina
  17. Bps ha detto: "la Presenza Reale di Gesù nella Eucarestia sparirebbe dalla faccia della terra, perché il vostro pane dopo 24 ore è immangiabile"

    Giusto quello che ci vuole secondo la catechesi di Carmen: "il pane è per il banchetto".

    RispondiElimina

  18. Sacerdote a proposito del ricevere la Comunione in mano nella Chiesa antica e di oggi - da minuto 10:50 a 13:10

    https://youtu.be/Fb10EnUHHi4

    Penso che se i NC avessero condizioni più favorevoli (cioè meno frastuono, più raccoglimento interiore e atteggiamento del corpo maggiormente rispettoso) mentre incontrano Gesù nell'Eucaristia, alcuni comincerebbero forse a riflettere un po' di più sulla realtà di questo incontro con Gesù sulla Sua Presenza che l'Eucaristia è, nella realtà appunto, e si troverebbero sempre più a disagio a continuare a riceverla nel modo che fanno e prima o poi smetterebbero (come ho fatto io) .. spinti anche solo da 1 briciolo di desiderio di amare e compiacere Gesù.

    In qsti giorni ho avuto modo di ascoltare la predicazione di un frate che, in un suo scritto, riguardo al l'Eucaristia dice quanto segue:

    ".. quando Cristo è in me, se lo accolgo nella fede, divento relazione immediata e totale con Lui e con il prossimo. Questo accade nella Messa: un miracolo in me.
    Ecco perché durante l'Eucaristia si esige il raccoglimento. Se c'è un'insistenza eccessiva sull'assemblea, sul fatto conviviale, sullo stare insieme, la Messa diventa autocelebrazione dell' assemblea . Per questo a me non piacciono gli applausi in chiesa .. perché l'applauso è lode ed esaltazione per quella certa persona .. se si fa tutta questa autocelebrazione, si rischia di esaltare gli uomini e di far passare il Signore Gesù in secondo piano. Tu applaudi e Cristo non c'è. Infatti si applaude anche allo stadio e al circo.
    'Spogliato del suo valore sacrificale, il mistero eucaristico viene vissuto come se non oltrepassasse il senso e il valore di un incontro conviviale fraterno (_Ecclesia de Eucaristia, 10_). Questo lo dice Giovanni Paolo II ed è Magistero.
    Nella Messa c'è Gesù che si sacrifica .. L'incontro conviviale lo facciamo dopo , al ristorante o nel salone parrocchiale , in chiesa devo essere concentrato in Cristo, realtà che dal di dentro mi pone in uno stato di pura relazione. Se non è così, esco dalla Messa e dalla Chiesa denutrito, vuoto.
    Non sono d'accordo con quanti dicono: tutto questo è intimismo; non bisogna ridurre la Chiesa a intimismo, perché il Cristianesimo è dimensione sociale e aiuto al prossimo.
    Sì, è un intimismo, ma viva l'intimismo, perché con Dio viene prima la vita interiore, la relazione con Lui, poi l'atto di carità che procede dal cuore.
    É dal cuore infatti che vengono i pensieri buoni o i pensieri cattivi come ci ha detto il Signore stesso (Mt 15,18-19).
    Nella Messa io vivo qsto atto di unione intima con Gesú che viene in me, e poi, fuori, dimostro che sono diventato davvero 'pura relazione' sopportando le situazioni difficili, uscendo da me, amando con pazienza il prossimo, anche se sgarbato, e lavando i piedi a tutti.

    Il Corpo del Signore rimane presente anche nel tabernacolo, dove mi chiama di tanto in tanto per ravvivare il suo dono . Quando noi facciamo adorazione, riviviamo questo evento intimo.
    Io mi creo uno spazio per riceverlo, mi pongo sotto il suo sguardo e anche quel Corpo che io adoro, è Cristo in relazione.
    È come se uscisse da sé per venire da me.
    Lo sguardo di Gesú è trasformante .."
    (padre Serafino Tognetti "Meditazioni sull'Eucaristia" - la forza della debolezza-)

    Per approfondire l'atteggiamento corretto da avere durante la Messa, non come obbedienza formale a regole esteriori ma come modalità efficace per meglio entrare col corpo e con l'anima, cioè con l'intera nostra persona, in "relazione" col Signore , segnalo quest'altro articolo dello stesso padre:

    http://ilnaufrago.com/lapplauso-in-chiesa-ita-padre-serafino-tognetti/

    Grazie
    Roberta

    RispondiElimina
  19. Abbiamo un po' riso di Pasquale e delle sue domande ma confido che, dopo 9 anni da quelle domande, Pasquale non sia più un camminante.
    Del resto il primo passo lo aveva fatto. Cioè mettere in dubbio i dogmi del Cammino tanto da chiedere chiarimenti non a un catechista, ma a padre Bellon.

    Il post è comunque attualissimo perché il Cammino, in questi 9 anni, non ha modificato assolutamente nulla e continua nei suoi errori. Nonostante che le sentinelle (come noi osservanti) non tacciono e stanno avvertendo i camminanti.

    Le domande di Pasquale dimostrano, senza tanti giri di parole, come in una cosa importante come l'Eucaristia, il Cammino commette almeno 9 sbagli.

    Sbagli che appaiono non tanto come frutto dell'ignoranza, ma VOLUTI, perché sono 50 anni che sono asseriti mentre negli stessi 50 anni la Chiesa ha insegnato cose ben diverse.

    Errori voluti probabilmente da Carmen Hernandez, la "teologa" che dice di ispirarsi al Vaticano II ma che di Vaticano II non hanno nulla. Non esiste nessuna affermazione conciliare contraria a quanto afferma padre Bellon.

    Se nel Cammino TUTTO è diverso da ciò che si crede e si fa nella Chiesa Cattolica, come fa ad essere considerato cattolico?

    RispondiElimina
  20. Molto intense le parole di padre Serafino Tognetti che Roberta ci ha regalato.
    Voglio citare questo passo, che contiene una citazione di GPII, che è Magistero della Chiesa:
    "Spogliato del suo valore sacrificale, il mistero eucaristico viene vissuto come se non oltrepassasse il senso e il valore di un incontro conviviale fraterno (_Ecclesia de Eucaristia, 10_). Questo lo dice Giovanni Paolo II ed è Magistero.
    Nella Messa c'è Gesù che si sacrifica .. L'incontro conviviale lo facciamo dopo , al ristorante o nel salone parrocchiale , in chiesa devo essere concentrato in Cristo, realtà che dal di dentro mi pone in uno stato di pura relazione. Se non è così, esco dalla Messa e dalla Chiesa denutrito, vuoto."
    La pura relazione con Gesù è un rapporto uno a uno con lui, che pure per Carmen è stato esaltato: sola a solo, è stato detto.
    Ebbene, se è necessario e opportuno imitare la fondatrice, perché non partire da qui? Perché non ricercare questa relazione privata, personale con Gesù, disturbata invece da quella conviviale, dalla dimensione dell'incontro conviviale con i fratelli?
    Perché Carmen deve essere diversa da ciascun neocatecumeno? Perché deve esserlo Kiko, che ha fatto sempre ciò che ha voluto, si è fatto ispirare dalla Madonna (dice) e non si è fatto dire da nessun altro cosa fare, cosa pensare, cosa credere?
    Nella libertà e nell'autodeterminazione, siate come i vostri fondatori!
    Ricercate il rapporto univoco con Gesù, così come sostengono di godere loro, così come, con tutti i mezzi, cercano che voi non abbiate mai.

    RispondiElimina
  21. La vera teologia prende ispirazione direttamente da Dio non dal concilio o da conferenze di guesdto o guel teologo vedi padre farnes ecc..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anonimo delle 14:02, potresti spiegare queste cose che hai scritto? non è la prima volta che mi imbatto in queste idee ma nessuno le approfondisce, chi parla in questo modo di solito conta sulla accettazione emotiva del contenuto.

      per esempio, come ti regoli con le implicazioni, come il fatto che, da quel che hai scritto, segue che la falsa teologia è quella che prende ispirazione dal Concilio e dai teologi?
      cioè, se uno è teologo, allora la sua teologia è mendace?
      oppure non è possibile ricevere ispirazione leggendo i teologi?
      o che scrivono a fare, allora?
      e come si fa a prendere ispirazione direttamente da Dio?
      e chi può dirsi sicuro di essere ispirato? e da dove prende questa sicurezza?
      e perché l'ispirazione diretta (ma di chi?) dovrebbe escludere quella mediata da un teologo?

      spero che vorrai almeno tu rispondere alle domande che non si possono fare quando siamo riuniti solo per ascoltare.

      Elimina
    2. L'inferno è pieno di teologi.
      E gli ultimi teologi santi sono tutti preconciliari.

      Elimina
    3. Anonimo 14,0221 marzo 2018 07:42

      Anonimo 14,02

      Intendevo dire.Che se il cammino avesse preso ispirazione ad esempio dallo Spirito della Liturgia di Ratzingher non avrebbe fatto la fine che ha fatto seguendo la teologia del Padre Farnes.
      Spero di aver chiarito

      Non sono un camminante anzi....

      Vi seguo con simpatia un saluto particolare al signor Lino

      Elimina
  22. Perché i neocat non imparano mai?
    Ricopio qui la segnalazione di un anonimo nel post precedente:

    Anonimo20 marzo 2018 16:46
    https://cieloroma.blogspot.it/2018/03/muore-il-cardinale-scozzese-obrien.html

    è morto il cardinale che abusò sessualmente di due seminaristi e di un sacerdote


    E' da notare un fatto importante: i pasqualonidi sostengono che, dato che la pena comminata ad Apuron è "lieve", evidentemente il reato non è grave.
    La vicenda di O'Brien è estremamente significativa dell'operato della Chiesa. Nel 2012 fu riconosciuto colpevole di abuso sessuale su due seminaristi e su un prete; nel 2013 Benedetto XVI lo rimosse dal governo della Diocesi, nel 2015 Papa Francesco (DOPO BEN DUE ANNI) lo ha condannato all'esilio dalla Scozia, per poi togliergli la dignità cardinalizia. Non è mai stato "spretato" e non ha perso il titolo di Vescovo.
    I Pasqualoni diranno che è una pena lieve quindi non era colpevole nonostante riconosciuto tale da ben due Papi? Ora è morto, e se la vedrà con Dio.
    Stiano attenti i pasqualoni, a non fare figuracce nella faccenda Apuron, confondendo la misericordia con la tolleranza!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I pasqualonidi dovrebbero spiegare quale sarebbe il reato non grave che ha indotto il Tribunale apostolico della Congregazione per la Dottrina della Fede a comminare la pena di rimozione dall'Ufficio (giò operativa, sulla carta intestata della Diocesi Byrnes è definito arcivescovo di Agana e non più vescovo coadiutore) e l'esilio. Ha rubato le caramelle a qualche bambino, forse?
      I pasqualonidi non faranno mai - a loro avviso - brutte figuracce, Bps: quelli rovistano nei contenitori di spazzatura fuori le sartorie per fare incetta di pezze a colori.

      Elimina
  23. Anonimo camminante delle 14 e 02.

    Grazie per l'ERESIA in diretta.
    La VERA teologia, come la chiami, è quella della CHIESA! Chiaro?
    Certo che viene da Dio, ma non lo decidi tu da chi viene. Leggi il Catechismo della Chiesa Cattolica, che è ispirato da Dio, e lascia stare i mamotreti!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma tu faresti parte della chiesa pietro??
      Ma per favore
      Noi nc non scriviamo in anonimo su blog criticando il papa...

      Elimina
    2. Commento di un pasqualone certo. 1) "Noi nc": cosa è, un plurale maiestatico, o parli a nome di tutti? 2) Pietro scrive in anonimo, ha criticato il Papa? 3) Qualora qualcuno abbia criticato il Papa, lo ha fatto confutandone il Magistero? 3)Considerato che tanto devoti siete al Papa, vi siete adeguati alle sue prescrizioni, altrimenti dette "tre tirate di orecchie"? 4)L'avete smessa di celebrare un rito nel quale non vi adeguate ai dettami dello Statuto, voluto da un altro Papa, che vi obbliga a seguire l'OGMR, oppure ancora vi comunicate tutti insieme con il sacerdote?

      Elimina
    3. E stranamente si zittiscono...che c'è non parli più pasqualone?...cos'è successo il gatto ti ha mangiato la lingua...Anonimo delle 18:53 come tutti i neocatecumenali non sai di cosa stai parlando. Sapete ripetere quelle tre quattro parole dette da kiko poi quando riguarda di ragionare con la propria testa e si contesta quelle tre quattro cose NON SAPETE COSA DIRE MA FATELA FINITA. Marco

      Elimina
    4. Non sono propriamente zittiti: sono finiti in "spam" come tutti i commenti che lanciano insulti anonimi. Questo è uno spazio commenti, non il muro da imbrattare a disposizione dei vandali. Questo blog nacque a maggio 2006 proprio perché stranamente le discussioni che avvenivano nello spazio commenti del blog di Tornielli contenevano inspiegabilmente tutta l'arroganza neocatecumenale e la propaganda kikiana, mentre venivano magicamente censurati coloro che invece prendevano sul serio le «decisioni del Santo Padre» contenute nella lettera del 1° dicembre 2005 (divenuta poi parte integrante dello Statuto). Dopo un paio d'anni, stufi degli insulti e delle paginate di copiaincolla dei vari pasqualoni, fu necessario attivare la "moderazione" dei commenti.

      Insomma, qui ci sta bene la discussione, anche da altri punti di vista, anche con un linguaggio duro (se serve a chiarire senza sprecare paginate di politically correct), e in qualche caso ci può star bene perfino l'intervento di qualche imbecille che nega furiosamente l'evidenza, cosicché si può aggiungere qualche chiarimento a beneficio degli altri lettori che magari si ritrovano su queste pagine per la prima volta. È sempre indispensabile riepilogare astuzie, trucchetti e schemi della parlantina neocatecumenalizia, in modo che chi non li conosce non si lasci abbindolare e tenga sempre presenti le abissali differenze fra l'insegnamento cattolico e quello eretico kikiano-carmeniano, fra la liturgia cattolica e la carnevalata neocatecumenale, fra la mentalità cattolica e quella zombificata e "circoncisa la ragione" neocatecumenale.

      Non ci stanno bene, invece, i copiaincolla completamente fuori dal discorso e gli insulti anonimi, i sofismi e i tentativi di cambiar discorso, gli attacchi alle persone, ecc. I neocatecumenali hanno ripetutamente tentato di conoscere le nostre identità (e in certi casi in cui ci sono riusciti le molestie sono state tali da dover allertare le Forze dell'Ordine, e non per modo di dire), hanno attivato blog e pagine facebook per spargere le loro menzogne e aggredirci, hanno appestato wikipedia e i forum cattolici facendo leva sul punto debole dei cattolici (il volémose bbène e l'idea che chi è dotato di Statuto è automaticamente al di sopra di ogni critica), ecc., poiché per loro non è importante ragionare, ma solo aggredire chi si accorge delle eresie del Cammino.

      Elimina
    5. Finiti in Spam? Censurati? Poco male, hanno dove rispondere all'Osservatorio.
      Qui ce n'è un altro che...

      https://rispondiallosservatorio.blogspot.it/2017/12/monsapuron-e-colpevole_26.html

      ...che le azzecca tutte (le figurelle) :-)

      Elimina
    6. Mi sovviene un dubbio amletico: c'è un ordine di Kiko di sopprimere gli spazi dopo i segni di interpunzione, oppure il Sommo Pasqualone Antico è stato nominato evangelizzatore antiosservatorio itinerante in internet?

      Elimina
    7. @Lino
      Chissà, sicuramente però c'è l'ordine di sopprimere i blog di Pasquale. Questo è durato 15 ore. Cassato subito dai catechisti aiaiai, sei guardato a vista.

      Frilù

      Elimina
  24. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  25. Anonimo delle 18 e 53.

    Vuoi giocare a chi è più papista? Comincio io: il Papa ha detto che gli itineranti NON DEVONO FORMARE NUOVE COMUNITA' DEL CAMMINO in terra di missione. Perché non ubbidite? Rispondi e poi gioca tu e vediamo cosa ti rispondo io.

    Ma ritorniamo all'eresia che hai scritto alle 14 e 02: dunque secondo te la teologia del Vaticano II non è vera teologia? Dunque per te la VERA teologia è quella di Kiko scritta nei mamotreti che ha Chiesa ha corretto con la vanga? Vorrei una risposta

    RispondiElimina
  26. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina
  27. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Le paginate di copia/incolla non sono gradite, e ancor meno lo sono quando servono solo a cambiar discorso.

      Elimina

I commenti vengono pubblicati solo dopo l'approvazione di uno dei moderatori.

È necessario firmarsi (nome o pseudonimo; non indicare mai il cognome).

I commenti totalmente anonimi verranno cestinati.