mercoledì 7 marzo 2018

Il Tabernacolo "utile" contraddice le "catechesi" di SanCarmen SanHernandez

Era in una chiesa crollata.
All'interno la pisside era riversa,
ma non si era aperta.
E le particole, nonostante i tanti
mesi passati, si presentano integre:
nessuna muffa o alterazione.
Il seguente articolo è tratto da Avvenire di mercoledì 21 febbraio 2018  ed è intitolato "Terremoto. Ostie trovate intatte nel tabernacolo. «Gesù sotto le macerie» di Arquata", a firma A. Guerrieri).

A dispetto di quanto predicato da SanCarmen SanHernandez, che dichiarava il Tabernacolo "inutile" poiché (testuali parole) «se Gesù Cristo avesse voluto l'Eucarestia per stare lì, si sarebbe fatto presente in una pietra che non va a male», ad Arquata le Ostie consacrate in quel Tabernacolo "non sono andate a male", per interi anni.

Dedichiamo perciò tale articolo ai neocatecumenali maltrattatori dell'Eucarestia, chef di focacce e mescitori di vini liquorosi.


Le ostie sono perfettamente integre, nessuna muffa e nessuna alterazione.

Quasi subito la mente è volata al miracolo eucaristico di Siena del 1730. Un tabernacolo del ’500 sepolto per mesi sotto le macerie della chiesa di Santa Maria Assunta di Arquata, distrutta dal terremoto del 2016. Il dubbio ormai di aver perduto questa opera tanto cara ai parrocchiani.

Poi il ritrovamento in un magazzino dove, settimane fa, i carabinieri del nucleo Tutela beni culturali lo aveva riposto con cura sottraendolo alle intemperie. E infine l’apertura, con all’interno la pisside che, ben chiusa, manteneva intatte quaranta ostie. Perfettamente conservate.
«Si sentiva ancora il profumo, è qualcosa che ci commuove – sono le prime parole del vescovo di Ascoli Piceno, monsignor Giovanni D’Ercole – è un segno di speranza per tutti. Ci dice che anche Gesù è terremotato come tutti, ma è uscito vivo dalle macerie»

Non riesce a trattenere le lacrime neppure don Angelo Ciancotti, sacerdote della cattedrale di Ascoli Piceno, che per primo ha avuto tra le mani quel ritrovamento.
Madre di Pescara del Tronto e padre di Arquata del Tronto, dopo il sisma del Centro Italia il parroco si è impegnato per recuperare «quei pezzi della mia storia e della storia di tanti, a cui la gente è affezionata», dice.

Qualche settimana fa è riuscito a riportarlo, impolverato e malmesso, nella sagrestia della chiesa principale di Ascoli. «Il problema era aprirlo – racconta – ma la mia passione per le chiavi dei tabernacoli mi ha aiutato».

Pane neocatecumenale "che perisce" 
In un cassetto dove custodisce la sua collezione c’era una chiave singola ed ha iniziato da quella. «Al primo colpo il tabernacolo si è aperto – prosegue emozionato – dentro la pisside era orizzontale, ma chiusa. E al suo interno il corpo di Cristo dopo più di un anno e mezzo intatto, sia nel colore che nella forma e nell’odore. Nessun batterio o muffa come capita a tutte le ostie dopo qualche settimana. E invece quelle, ad un anno e mezzo di distanza, sembravano fatte il giorno prima».

Allora si è sentito come Giovanni Paolo II che davanti al miracolo eucaristico di Siena esclamò: «Ecco la presenza».
La stessa frase che adesso don Angelo continua a ripetere a chi insieme a lui ha assistito al «prodigioso e inspiegabile ritrovamento».

Per chi ha fede, «e per me è un miracolo – dice – ma soprattutto un messaggio per tutti: è un segno che ci richiama alla centralità dell’Eucarestia».
E inoltre, secondo lui, è un inno alla speranza per i giovani: «Gesù ci dice io ci sono, sono in mezzo a voi. Fidatevi di me».

35 commenti:

  1. Sempre a proposito di Eucarestia
    Frilù ha linkato: https://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=5190

    Dopo la storia pasqualona ""domani SE VUOI lo sigillerai nella confessione", oramai il sacerdote domenicano li conosce bene ;-)
    Ora il nostro Antico Sommo Pasqualone gli scriverà per informarlo che non è vero, che è tutta una invenzione, che nella celebrazione NC si usa il piattino conformemente all’Istruzione Redemptionis sacramentum al n. 93: “È necessario che si mantenga l’uso del piattino per la Comunione dei fedeli, per evitare che la sacra ostia o qualche suo frammento cada” (cf. Missale Romanum, Institutio Generalis, n. 118)". Magari dirà che le mani a trono SONO un piattino e quindi i frammenti non possono cadere.

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  2. Ennesimo episodio che evidenzia l'arroganza abissale di Sora Carmen

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  3. P.S.
    Non ho sottomano il mamotreto cartaceo per andare a verificare ma credo di ricordare che l'affermazione del Tabernacolo inutile sia di Kiko. Invito a verificare, prima che qualche devoto della santa di categoria superiore ci corregga. Naturalmente, siccome quella è una catechesi a due voci Kiko-Carmenen, la seconda condivideva le affermazioni di Kiko, qualora il testo non fosse suo.

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    1. No, l'affermazione è di Carmen Hernandez, ma dietro c'è la pseudo teologia liturgica di Farnes.
      A onor del vero la frase succitata è stata espunta nella nuova edizione del Direttorio.
      Ma a mio parere non basta, ci vorrebbe una ritrattazione ufficiale, fino ad ora mai avvenuta purtroppo.

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    2. Sì, ho potuto verificare sul mamotreto cartaceo ed. 1986. E' di Carmen. E' talmente pesante, eretica, che mi era venuto il sospetto che fosse di Kiko. L'ho riletta e anche il linguaggio è assolutamente di Carmen.
      Naturalmente Kiko la condivide, essendo una catechesi a due voci.

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  4. Sapete dirmi dove si trova il testo dell'annuncio di Quaresima 2018?

    Mario

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  5. @ Lino

    "...le mani a trono SONO un piattino e quindi i frammenti non possono cadere."

    E magari aggiungerà che si sleccazzano le mani perché Isaia, dopo aver visto "un popolo in piedi", ha visto anche "un popolo che si sleccazzava le mani" (cfr. Sankiko ciarlatano, cap. 7 e 3/4, versaccio 33 (h.c.)...

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  6. Grazie Valentina. Il post è commovente.
    Ho letto il tuo ultimo commento al post precedente: hai ragione, la risposta di padre Bellon, famoso per la sua sapienza e la precisione con cui sottolinea la retta dottrina cattolica, è magistrale.
    Merita un post.

    Spero che i camminanti si rendano conto...

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  8. Mi associo alle parole del vescovo: mi sono commosso...
    Ai neocat vorrei chiedere se si rendono conto che se la messa fosse celebrata in tutto il mondo come accade da loro, la Presenza Reale costante di Gesù nelle sacre specie scomparirebbe dalla faccia della terra.

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  9. Secondo me il pane azzimo che si fa nel NC, non è neanche quello ebraico. E' una ulteriore invenzione di Kiko e Carmen.

    https://it.123rf.com/photo_26165331_primo-piano-del-matzah-a-tavola-che-%C3%A8-il-pane-azzimo-servito-a-cene-pasqua-ebraica.html

    Il pane azzimo ebraico e' sottile e croccante.

    Il croccante e' dovuto anche al tipo di cottura che fa perdere la parte l'acqua. Lo scopo, oltre a farlo velocemente, era anche quello di conservarlo più a lungo possibile.

    Quello del cammino e' tipo una piadina, addirittura più alta.
    E sicuramente non si conserva, non avendo perso la parte di acqua.

    Perché questi tizi devono cambiare ogni cosa?

    EX-NC-???

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    1. @ EX-NC-???

      Per me la questione è da ricercare nel modo di agire degli eretici in generale, considerandoli dal punto di vista storico. Da sempre, gli eretici hanno pensato (e pensano) che quello che la Chiesa ha fatto e insegnato lungo il corso dei secoli sia sempre stato sbagliato, e così hanno sempre avversato la stessa, proponendo la loro "visione" della religione e modificando quanto più possibile ogni cosa venisse fatta e insegnata dalla Chiesa. Ecco perché, ad esempio, gli eretici hanno sempre cercato di modificare la Dottrina e la Liturgia - o almeno, questo è il mio parere -, ecco perché hanno cercato di inventare e dare nuovi significati a ciò che la Chiesa ha sempre insegnato, ecco perché hanno cercato di modificare (o annullare) il senso dei Dogmi di Fede proclamati dalla Chiesa. In pratica, hanno sempre cercato di modificare il Pensiero, la Dottrina e quant'altro ci ha consegnato direttamente Nostro Signore Gesù Cristo, anche per il tramite della Chiesa. Quindi, questo - secondo il mio pensiero, poi può essere che io mi sbagli - è il motivo che spiega e da la risposta alla tua domanda!

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  10. la vostra MEGAIGNORANZA mi supera.....

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    1. Ah! Gli argomenti... gli argomenti...

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    2. p.s.
      ignoranza, temine derivato dal greco "gnorizein", stessa radice di "gnosis", gnosi.
      Si in effetti non siamo gnostici come voi, grazie per averlo riconosciuto.

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  11. scusate se eso fuori post, ma sembra una storia neocatecumenale

    https://www.iene.mediaset.it/video/quando-l-amante-di-tua-moglie-e-il-prete_13160.shtml?r=q1-ba593970c2ee47469e384148257d1c73caf284700e1dd9610d0805010342baf9

    https://www.ilgazzettino.it/nordest/rovigo/prete_amante_tradimento_moglie_rovigo-3588040.html

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  12. Il pane neocat, tecnicamente parlando (e me ne intendo lavorando con l'industria alimentare), non è azzimo al 100%. Nella lavorazione artigianale fatta in casa, anche se non si aggiunge il lievito di birra è sempre possibile una fermentazione, di tipo lattico/acetico, che equivale a quella che si ottiene con il cosiddetto lievito madre (che altro non è che acqua e farina fermentate).
    Il pane neocatecumenale non può essere conservato in nessun modo, si inacidisce già al secondo/terzo giorno, proprio perché, come dice ex-NC, c'è troppa acqua residua. Nella lavorazione si lascia la massa acqua-farina a riposare per una mezz'ora, e questo tempo è già un inizio di fermentazione, seppure molto breve.
    Neanche la piadina è assimilabile al pane neocat, perché le proporzioni fra acqua e farina sono diverse e la cottura (specifica) asciuga la piadina. Spesso il pane neocat risulta ancora umido e può ammuffirsi in fretta.
    Il pane neocat non è per essere conservato, rispecchia la teologia neocatecumenale secondo cui "Il pane e il vino non sono fatti per essere esposti, perché vanno a male. Il pane e il vino sono fatti per essere mangiati e bevuti", come dice Kiko, "perché Gesù Cristo è presente in funzione del Mistero pasquale".
    Se il pane va a male, a che serve premurarsi che possa mantenersi così da mantenere anche la presenza divina in essi? A che serve la modalità di fabbricazione delle ostie che riduce la quantità di acqua presente a percentuali bassissime in modo da preservarne la forma ma impedirne l'ammuffimento?

    Il pane neocat è per il Signore che passa, per la Presenza Reale che non è un assoluto, per il nulla cosmico che c'è prima e dopo l'Eucarestia neocat.

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    1. p.s. come nota leggermente OT se i neocat avessero davvero voluto ripercorrere le orme dei primi cristiani avrebbero dovuto utilizzare un pane lievitato, ἄρτον (arton) come è nella koiné. Il "matzah" non era previsto nella cena di Gesù, perché come tante volte anche Lino ha ricordato, è da escludere che si trattasse di una cena pasquale.

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    2. In tutti i tre Vangeli il vocabolo usato è arton, non matzah (Mc 14,22; Mt 26,26; Lc 17,19.) La prescrizione dell'azzimo nella Chiesa latina è tardo, poco prima dell'anno mille. Ai latini di rito orientale è però consentito di usare pane lievitato, come nella Chiesa ortodossa.
      Ritengo interessante notare che anche nel "Padre nostro" è utilizzato il vocabolo arton. Il "Padre nostro" nella celebrazione Eucaristica è collocato tra la preghiera Eucaristica (anafora) e la Comunione.
      Che tutti i tre Vangeli e il "Padre nostro" - che evoca l'Eucarestia" - non usino il vocabolo della koinè per indicare l'azzimo è significativo.
      Magari ci spiega l'arcano il dotto anonimo MEGAsapiente che ha scritto "la vostra MEGAIGNORANZA mi supera.....". Gli suggerisco, comunque di non farsi superare anche dai puntini sospensivi. Tre bastano, lo dice la grammatica.

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  13. Anonimo delle 10:16
    Spiegaci esattamente che cosa ignoriamo in modo così "mega".

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    1. L'anonimo delle 10:16 appartiene alla corrente dei neo-socratici, al motto di "io so di sapere, e più non dimandare!" :-)

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    3. Forse risponde solo in terzine dantesche. Vediamo: :-)

      Fino alle stelle Kiko m'ha portato
      di me lo mio maestro fece un colto
      con gli scrutini un Sommo Illuminato,
      io so che di saper davver so molto
      ma tu non dimandar, cristiano nano,
      solo chi fa il Cammino non è stolto,
      ogni commento tuo è vuoto e vano
      se Kiko non t'ha tolto li peccati,
      vedere non potrai il Grande Arcano
      se pria non vai con gli oculi infangati
      ...

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  14. Riporto un aneddoto: durante una " celebrazione" nc al momento dell'offertorio viene posta sull'altare anche una pisside di quelle che si usano per portare la Comunione ai malati ( si chiama pisside?).Dopo la consacrazione, è prima dello spezzare del pane in tanti pezzetti il responsabile la prende e la mette via.Il sacerdote gli dice di rimetterla sull'altare e ci mette dentro un pezzetto di pane consacrato. Si svolge la distribuzione della Comunione nel solito modo e finito il suo giro il responsabile ( che non mi risulta essere ministro straordinario dell'Eucarestia) riprende la pisside e la rimetterla sul tavolino " di servizio". Il sacerdote gli dà un cicchetto " non di mette Gesù in un angolo!!" Risposta" ah!" Come a dire" non lo sapevo!" E la pisside torna sull'altare, pardon sulla mensa Al momento di sparecchiare il responsabile ci riprova, di nuovo fermato dal sacerdote.Guardavo quella pisside e provavo tanta tristezza. Elena

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    1. Davvero significativo, Elena! Tutto quello che non viene consumato, va buttato via... tanto, Gesù è già passato.😢

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  15. Scusate ,qualcuno ha visto il video per i 50 del cnc ? Auto celebrazione pura !

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  16. Non l'abbiamo visto, se vuoi puoi postare un link tramite mediafire o altra piattaforma di condivisione file.

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  17. Domanda:

    Durante le GMG, si fa solo l'incontro con Kiko tutti insieme, e l'eucaristia?

    Si partecipa con tutti a quella del Papa?

    L'unica eucarestia pubblica, in stile NC, e' quella fatta con papa Giovanni Paolo II a porto san Giorgio? E se mi ricordo bene mettendolo di fronte a fatto compiuto.

    Quando fanno le convivenze con i vescovi alla Domus come fanno l'eucaristia?

    Faccio queste domande visto che al funerale di Carmen non è stato fatto con il "rito NC".

    Grazie

    EX-NC-???

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  18. … sbattendo per lo buio in ogne canto,
    restando ormai anco di vesti spoglio,
    bramando di batoste quale vanto.
    Taciti dunque e più non rampognare
    color ch’Iddio, dal suo stellato soglio,
    scelti tra tanti, sol, volle ispirare!

    Lo Sacro Libro, aperto a caso, ha favellato!

    IGDDA

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    1. Lo Sacro Libro, aperto a caso, è un caso
      è per te forse vìscere d'uccello,
      auspicio di chi scruta un volo raso
      e tanto tenta fin che viene il bello.

      Se così cianci molto ti rampogno,
      l'istesso certo fai con il De bello
      traendone qual dado il tuo bisogno,
      pratiche antiche d'homini pagani.
      Se Amor vuol favellare viene in sogno,
      rileggi Dante che il cor tra le mani,
      Amor gli prese, leggi di Rachele
      leggi di Lïa, non far versi vani
      ...

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    2. O caro Lino,

      permetti orsù che noi ci presentiamo,
      siamo una nuova Setta Concorrente!
      ai Neocat un’opzione offriamo
      ma dei denari non ci’mporta niente:
      perché di Kiko le parole tante
      vonno ascoltar, invece che di Dante?!

      Per completar le tre terzine tue,
      semplicemente, ne abbiamo aggiunte due.
      Ed or poniamo fine all’interludio
      per non farci cacciare da Tripudio.

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    3. Complimenti, Lino, per la tua risposta per rime, e soprattutto vera. Applausi divertiti!

      Annalisa

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    4. Complimenti a Lino e a IGDDA! La poesia salva la vita!😍👏

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  19. Complimenti sinceri ai novelli prosatori in endecasillabi pressoché perfetti.
    Anche questo gli nc hanno perso: la voglia e la capacità di scherzare e du prendersi in giro. Ma si sa, loro sono così seriosi perché devono salvare il mondo.
    M.i.B.

    P.S. Ho seguito con attenzione le ultime diatribe tra Lino e lo sgnostico che conosce le segrete stanze e gli arcani nascosti. Considerazione amara: se la Chiesa fosse davvero così come la dipinge lui, converrebbe dare un calcio a tutti e a tutto.
    Buona giornata

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