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martedì 29 agosto 2023

Come si riceve la conversione?

Un esempio di kikolatria:
drappi "sacri" che riproducono
gli sgorbi disegnati da Kiko
(notare il "font" di caratteri kikiani)
Voglio riprendere un commento kikolatrico del 25/10/2022 postato sotto al thread sulla storia di Fuentes del Carbonero, per evidenziare quanto il Cammino sia essenzialmente rimasto il medesimo dai tempi delle convivenze all'Hotel Ergife di Roma e anche prima. Questo il commento:

La conversione come si riceve, senza un cammino di conversione? Senza un catecumenato? Come ci si converte, con un atto di volontà? Oppure con una bacchetta magica? Cosa è la conversione per te? Nella Chiesa ci si è sempre convertiti attraverso il catecumenato, che era un metodo, i sacramenti presuppongono la fede, ma per chi non ha fede? Chi non crede all'eucarestia? Chi non crede alla confessione? Ma poi è evidente che non basta solo accostarsi ai sacramenti, alcuni prendono i sacramenti ma non sono cristiani, non fanno una vita cristiana, scappano dalla Chiesa. Non vi rendete conto che siete in un corto circuito? Continuate ad offrire una cosa che non interessa più, la gente nemmeno lì capisce più i sacramenti perché essi presuppongono la fede. La vostra soluzione è superata, bisogna evangelizzare di nuovo la Chiesa non ostinarsi in metodi ormai caduchi e atrofizzati.

Tralasciamo il fatto che questo commento puzza parecchio di pasqualoneria (il nostro ripete questo concetto con le stesse parole come un mantra da anni nel tentativo di estenuarci), chiunque nel cammino potrebbe ripeterlo nello stesso modo. Provate a domandare a 10 camminanti di quelli duri e puri perché serve un "catecumenato" oggi nella Chiesa e vedete in che percentuale vi risponderanno così. Se non volete perdere tempo in questo esercizio di ricerca sociale ve lo dico io: il 100%.

Non si tratta di farina del sacco loro, chiaro, ma della trasposizione pedissequa di quanto predicato da Sankiko e Sancarmen lungo tutto l'arco del Cammino, fissato nei mamotreti e ripetuto a pappagallo dai catechisti pasciuti a eresie dal 1968 almeno fino al 2011 (e oltre). In quasi tutti i volumi il concetto è riportato in diverse declinazioni: la Chiesa moderna è morta, la predicazione non serve più a nulla, il mondo è secolarizzato (?), nessuno più fa una vita cristiana (tranne loro), e così via.

Il Cammino è un "movimento" solo di nome, in realtà è fermo immobile, o meglio ancora cammina sì ma in tondo, come i girotondi e balletti che si fanno attorno alla mensa, in stile tribù centrafricana. La predicazione non ha subito una vera evoluzione, le parole ma soprattutto i concetti sono gli stessi da tempo immemore e modificarli è vietato. Sebbene nello Statuto si richieda che il Cammino si attui "secondo le linee proposte dagli iniziatori", ciò non significa che gli iniziatori non possano modificare queste stesse linee, adeguandosi di conseguenza man mano che il tempo passa e le epoche cambiano (e in questi decenni del XXI secolo cambiano in fretta usi e costumi, rendendo doveroso un aggiornamento dei metodi di predicazione), o apprendendo dalle proprie esperienze, o errori. Quanto bene farebbe all'arrogante luterano Kiko raccogliere le idee e le proposte delle famiglie inviate in missione o degli itineranti o dei "seminaristi"! Ma ahimé queste persone pesantemente indottrinate non hanno altro compito che riportare le stesse catechesi del 1972 (sbobinatura Hotel Ergife) ai nuovi adepti della setta, ma non possono nulla aggiungere o modificare, pena la damnatio memoriae. Il Cammino neocat, come dimostrano gli stessi adepti neocat, non è cambiato in niente nei quasi 60 anni di vita.

Chiarito questo, facciamo un piccolo esercizio a uso dei camminanti in buona fede e dei passanti che vogliano informarsi sulla setta e rispondiamo punto per punto alle trite osservazioni dell'anonimo.


1. La conversione come si riceve, senza un cammino di conversione? Senza un catecumenato?

La conversione non dipende da fantomatici cammini. Essa è una disposizione stabile dell'anima che come l'ago di una bussola si orienta a Dio che è il "nord", il punto di riferimento, che con la sua forza attrattiva chiama a Sé tutti i suoi figli in continuazione. È inoltre un dono di Dio, che viene elargito a chi Egli desidera, secondo i profondi desideri dell'anima stessa che a volte grida a Lui senza neppure accorgersene. I casi di conversioni improvvise sono innumerevoli e molti illustri: san Francesco, san Paolo, san Camillo, sant'Agostino; nessun cammino neocatecumenale, nessun itinerario di iniziazione, nessuna riscoperta, nessuna catechesi... Dopo l'iniziale adesione, ciò che serve non sono periodici incontri, versamenti di decime, passaggi, scrutini, piazzate, e così via discorrendo, ma la frequentazione dei Sacramenti, che uniscono alla vita divina della Santissima Trinità e sono il nostro Cielo sulla terra; la conversione va alimentata, protetta e lasciata sviluppare, restando per tutto il pellegrinaggio della vita terrena nella volontà divina, per quanto possibile nelle umane debolezze. Lo dice Giovanni Paolo II nella sua Enciclica Dives in misericordia (13):

La misericordia in se stessa, come perfezione di Dio infinito, è anche infinita. Infinita quindi ed inesauribile è la prontezza del Padre nell'accogliere i figli prodighi che tornano alla sua casa. Sono infinite la prontezza e la forza di perdono che scaturiscono continuamente dal mirabile valore del sacrificio del Figlio. Nessun peccato umano prevale su questa forza e nemmeno la limita. Da parte dell'uomo può limitarla soltanto la mancanza di buona volontà, la mancanza di prontezza nella conversione e nella penitenza, cioè il perdurare nell'ostinazione, contrastando la grazia e la verità, specie di fronte alla testimonianza della croce e della risurrezione di Cristo.

Pertanto, la Chiesa professa e proclama la conversione. La conversione a Dio consiste sempre nello scoprire la sua misericordia, cioè quell'amore che è paziente e benigno a misura del Creatore e Padre: l'amore, a cui «Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo», è fedele fino alle estreme conseguenze nella storia dell'alleanza con l'uomo: fino alla croce, alla morte e risurrezione del Figlio. La conversione a Dio è sempre frutto del «ritrovamento» di questo Padre che è ricco di misericordia. L'autentica conoscenza del Dio della misericordia, dell'amore benigno è una costante ed inesauribile fonte di conversione, non soltanto come momentaneo atto interiore, ma anche come stabile disposizione, come stato d'animo. Coloro che in tal modo arrivano a conoscere Dio, che in tal modo lo «vedono», non possono vivere altrimenti che convertendosi continuamente a lui. Vivono, dunque, in stato di conversione; ed è questo stato che traccia la più profonda componente del pellegrinaggio di ogni uomo sulla terra in stato di viandante.

E vale la pena citare il vangelo di Luca e la predicazione di Giovanni il Battista, che annunciava un battesimo con acqua per la conversione:

[Lc 3,7] Giovanni dunque diceva alle folle che andavano per essere battezzate da lui: «Razza di vipere, chi vi ha insegnato a sfuggire l'ira futura? [8] Fate dunque dei frutti degni del ravvedimento, e non cominciate a dire in voi stessi: "Noi abbiamo Abraamo per padre!" Perché vi dico che Dio può da queste pietre far sorgere dei figli ad Abraamo. [9] Ormai la scure è posta alla radice degli alberi: ogni albero dunque che non fa buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco».

Sono quindi le quotidiane opere buone, l'esercizio delle virtù nel concreto (non in teorici sentimenti religiosi), l'assiduità nei sacramenti, a mantenere costante la giusta rotta. Non serve nessun cammino neocatecumenale.

Il "catecumenato" citato dal pasqualonide anonimo, come abbiamo più volte spiegato, è una fase dedicata ai non battezzati che desiderano ricevere da adulti il sacramento del Battesimo ed essere incorporati nella Chiesa. Continuare a definirlo così conferma solo che per i neocatecumenali il battesimo dei bambini fuori del Cammino non vale niente. La fantasiosa "riscoperta" del Battesimo altro non è che una baggianata che maschera il vero intento, ossia condurre i neocatecumenali a un secondo "battesimo" nel fiume Giordano alla fine del Cammino.

2. Come ci si converte, con un atto di volontà? Oppure con una bacchetta magica?

Si, esattamente: è un atto di volontà, che il kikino sprezzante chiama "bacchetta magica", confermato dalla Grazia divina santificante ad avviare la conversione. È Dio a scegliere i modi e i tempi, laddove trova un'anima che desideri conoscerLo. A limitare questo fenomeno infatti non è il peccato, come insegnava Giovanni Paolo II, ma l'uomo che non vuole convertirsi a Dio. Egli rispetta la volontà della Sua creatura e non forza nessuno a seguirLo, così come non lo ha fatto nella Sua prima venuta, quando camminava tra noi.

3. Nella Chiesa ci si è sempre convertiti attraverso il catecumenato.

Questa affermazione è una colossale mistificazione: sin da tempo immemore e con ogni probabilità dal tempo degli stessi Apostoli intere famiglie venivano battezzate, compresi i figli piccoli dopo una singola predicazione (vedi Atti 10,44-48, circa Cornelio in Lidia, in At 16,14ss, del carceriere di Filippi in At 16,33, del capo della sinagoga di Corinto, Crispo, in At 18,8ss, di Stefana a Corinto 1Cor 1,166), e si verificavano allo stesso modo conversioni di intere folle (anche in questo si vedano gli Atti degli Apostoli).

L'affermazione del neocat viene dal fatto che nella Chiesa primitiva l'assoluta maggioranza degli adulti veniva dal paganesimo e doveva essere istruita, per cui era stabilito un catecumenato di durata non ben definita (alcune fonti dicono 3 anni) che servisse a spiegare i fondamenti della fede cristiana. Inoltre la Chiesa dei primi secoli visse in una profonda persecuzione che richiedeva prudenza e nascondimento, da cui il percorso del catecumenato che prevedeva alcune fasi intermedie per assicurarsi che chi non fosse realmente interessato alla conversione al cristianesimo non accedesse a misteri che non era in grado di comprendere.

Dopo la liberalizzazione del cristianesimo il catecumenato venne man mano abbandonato, i missionari si diffusero in tutto il mondo predicando il Vangelo e battezzando i pagani: Nostro Signore non disse "Andate dunque e diffondete un catecumenato a tappe" ma disse «ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo» (Mt 28,16-17).

Oggi, anche se le persone non sono più cristiane come un tempo e la fede è in forte crisi, i Sacramenti non possono perdere di efficacia. Il bambino battezzato riceve la Fede in modi misteriosi dalla Chiesa universale che assiste come unico Corpo Mistico e ad esso si appoggia. L'anima inoltre ha una coscienza superiore che travalica quella psichica e vede Dio anche se il bambino nella mente non può comprenderlo. Ecco perché la Chiesa da sempre raccomanda il battesimo dei più piccoli, prima possibile, per la remissione del peccato originale. Il Battesimo da solo è sufficiente a risvegliare il desiderio di conversione perché la Grazia che viene effusa non si può cancellare. Nessun cammino neocatecumenale è necessario.

4. I sacramenti presuppongono la fede, ma per chi non ha fede? Chi non crede all'eucarestia? Chi non crede alla confessione?

Non sono sicuro al 100% di cosa l'anonimo intendesse, ma i Sacramenti non presuppongono un bel nulla. I Sacramenti sono efficaci ex opere operato, per il fatto stesso di essere amministrati validamente, e alcuni di essi imprimono un incancellabile carattere; ciò che serve non è la Fede ma lo stato di grazia perché il sacramento sia fruttuoso. Essendo un dono di Dio non c'è nulla che l'uomo possa fare per rendere efficace un Sacramento, esso può essere solo valido o invalido. Se invalido, non è amministrato all'origine, cioè è nullo, non si è mai verificato. Tante persone si sposano senza Fede con il rito religioso, ma se c'è il consenso la grazia è incancellabile.

Per credere all'Eucarestia è sufficiente, come insegnava san Pio X, che il bambino sia in grado di distinguere il pane comune dal Pane eucaristico, ecco perché raccomandava la Prima Comunione in tenera età e sono diversi i casi di santi bambini che l'hanno ricevuta anche a 4 anni: nessuna speciale Fede più alta di credere che Dio esiste ed è presente nel Santissimo Sacramento. La Fede come virtù peraltro è un dono divino e l'uomo non può né concedersela da solo né acquisirla in cammini infiniti per non si sa quali meriti. La fede viene attraverso l'ascolto della Parola di Dio, ma non è un presupposto dei Sacramenti. La volontà di riceverlo rende il Sacramento valido.

Per la Riconciliazione il semplice desiderio di essere perdonati manifestato dal fatto di dirigersi al confessionale è già un atto di contrizione sufficiente a ricevere il Sacramento del perdono. Anche in questo caso nessun cammino e nessun "presupposto". Potremmo continuare con gli esempi, ma mi fermo qui.

È chiaro pasqualoni? Voi come i farisei non entrate nel Regno dei Cieli e impedite a chiunque di entrarvi.

5. Ma poi è evidente che non basta solo accostarsi ai sacramenti, alcuni prendono i sacramenti ma non sono cristiani, non fanno una vita cristiana, scappano dalla Chiesa.

Anche questa è una falsità mostruosa come dimostrato dall'esempio di un esercito di Santi di ogni epoca, fra cui il recentissimo Beato Carlo Acutis, i cui meriti derivavano dal solo essersi accostato frequentemente ai sacramenti. I Sacramenti hanno un potere divino che trascende l'uomo in tutto: è l'equivalente di trovarsi esposti al sole, una persona si abbronza anche se non sa cosa significhi abbronzarsi. Il sole non perde il suo potere solo perché non vogliamo avere la sua luce. Chi prende i sacramenti senza fare una vita cristiana non riceve i frutti dei sacramenti stessi, mentre solo in alcuni casi la Chiesa richiede lo Stato di grazia per la validità del sacramento, stato che si ottiene con una confessione fatta bene (è il caso del matrimonio, dell'ordine sacro, della confermazione). È compito della Chiesa e dei suoi ministri provvedere a ciò. Anche se molte persone poi abbandonano la Chiesa, l'effetto dei sacramenti ricevuti non si può annullare, perciò quel piccolo seme, che resta nella terra dell'anima, forse un giorno porterà frutto in modi impensabili, in tempi imperscrutabili.

Viene il dubbio che i neocatecumenali non credano alla divina Grazia, per loro la vita cristiana sembra tutto un effetto di qualche attività umana, concept by Kiko: vedi Dio io faccio le piazze, faccio l'Eucarestia, faccio la GMG, faccio la convivenza, un passaggio fuerte!


6. Continuate ad offrire una cosa che non interessa più, la gente nemmeno lì capisce più i sacramenti

Il neocatecumenalismo è tutto un "capire" qualcosa, e infatti è un'eresia gnostica-luterana. Triste che un tizio che in teoria dovrebbe amare la Chiesa e Dio dica una cosa così deprimente: "non interessa più", come se i Sacramenti fossero una specie di moda da aggiornare. C'è da dire che sebbene la chiamata sia universale, la Chiesa di fatto è per le moltitudini, non per la totalità, perché non tutti vorranno rispondere a questa chiamata. Il compito della Chiesa non è quello di trascinare la gente per i piedi, ma di annunciare il Vangelo a tutte le nazioni, fino all'ultimo uomo sulla Terra in attesa del ritorno del Signore, dal che poi la risposta è libera. Dio non vuole robot senza cervello ma figli che coscientemente anche in un unico attimo della propria vita rispondano "sì". Il resto lo farà la potenza di Dio.

Il cristianesimo è semplice, in realtà, non come vogliono far credere certi falsi profeti. L'insegnamento è pubblico, chiunque può ascoltarlo ovunque nel mondo. Non ci sono segreti, tutto è alla luce del sole. Il cammino invece opera nelle tenebre e insegna eresie. La Chiesa non ha previsto mamotreti segreti contenenti formule speciali per cristiani di livello superiore; il Nuovo testamento, il Catechismo e i Sacramenti sono più che sufficienti per vivere una vita degna e aspirare alla santità.

Non fatevi ingannare: l'unica cosa che vogliono, come Simone il Mago, è il potere, l'autorità e il denaro.

martedì 27 giugno 2023

Assurdo questionario per presbiteri formati nei R.M. di Kiko. Il nulla autoreferenziale.

Volentieri pubblichiamo, secondo i desiderata di chi ce lo ha fornito, il questionario della Convivenza di Presbiteri formati nei Seminari Redemptoris Mater tenutasi a Porto San Giorgio lo scorso giugno.


il foglio "trafugato" (*)

Già questo è molto strano, una Convivenza di Presbiteri il mese di giugno, quando si svolgeva solo la convivenza conclusiva dell'anno sociale con gli itineranti. A settembre si è sempre svolta la convivenza con i Rettori e poi con gli aspiranti al seminario, per rimpinguare i numerosi R.M. moltiplicatisi negli anni per il mondo intero senza alcun criterio, e oggi sempre più poveri di vocazioni. Questo è un dato certo e incontestabile.

"Abbiamo voluto radunarvi per ascoltarvi e per sentire cosa pensate.
"Questo ascolto è per noi molto importante"

Ma quando mai è stato importante per Kiko ascoltare? Ascoltare chi liberamente si esprime a proposito della sua esperienza del cammino? Libero dagli orientamenti inculcati? Dalla chiave di lettura unica data? Quella di Kiko: l'ispirato, colui che la Madonna ha scelto: lui solo!
Tutti gli altri sono "chiamati" "eletti" per mezzo di lui e... in vista di lui. Non hanno voce in capitolo.

Per questo Kiko ha coniato l'obbedienza totale a lui - l'iniziatore - come carattere distintivo e qualificante, l'unico che legittima la sopravvivenza dell'adepto. E chi esce dallo schema, prima o poi va via o viene malamente cacciato fuori. Il nulla autoreferenziale.
Sconcerta vedere che non cambia mai nulla.
Un questionario aiuta negli studi di settore. Fornisce materiale prezioso per una corretta analisi, indica soluzioni e delinea gli indirizzi futuri.
Ma non c'è onestà nei vertici del Cammino.


Gran presa in giro e assurda perdita di tempo quella di un questionario neanche a risposta multipla da due o tre opzioni almeno. La risposta è unica e obbligata.
È così rigidamente strutturato il Cammino e chiuso nel suo perimetro che una sola nota stonata lo manda in malora. O è così o non è. Nel suo angusto confine si consuma lo snaturamento progressivo e irreversibile della persona. Il fratello non conta nulla. Il presbitero meno di nulla.
Carmen insisteva che, non a caso, egli è chiamato ministro da 'minus' il più piccolo ma... nel senso peggiore.
E dunque, se il neocatecumeno non deve pensare il presbitero deve dimenticare di avere un cervello prima di mettere piede in un R.M...
Tutto, poi, lo soluziona l'obbedienza cieca.

Che senso ha un questionario? Solo l'ennesima beffa.
Se leggiamo, persino noi che abbiamo lasciato il Cammino da 2 decenni ci ritroviamo reimmersi nell'inconfondibile humus sangiorgese, che troppo ben conosciamo, come se non fosse passato nemmeno un sol giorno.
E restiamo sgomenti.

Cammino di che? Itinerario di cosa?
L'immobilismo ingessato è la cifra costante di un falso storico clamoroso che ancora inganna perfido, dentro e fuori il contesto.
"Siamo tutti in ascolto del Signore"
No. Kiko è il solo che ha il privilegio. E tutti ascoltano lui.
Tutti ci applichiamo a capire cosa Dio vuole da noi? Dal Cammino? Dai Seminari? Ma quando mai? Kiko solo lo sa! E lo comanda.
Quante volte gli abbiamo sentito dire, mentre lo guardavamo con gli occhi sbarrati per lo stupore: "Non vi scandalizzate! Dio ci ispira altro!".
...E il Cammino finisce e il catechista va via, come straccio che non serve.
No, il Cammino non finisce e il catechista resta qui.
...E il Seminario, diverso da tutti gli altri dei vari ordini religiosi, è diocesano, sottomesso al Vescovo più di tutti.
No, al presbitero ordinato Kiko sfacciatamente dice: "Obbedisci a noi o al Vescovo?"

E poi quel "come ben sapete".
Che altro significa se non che tutto già è bello e ispirato?

Irruenza degli Iniziatori: Carmen straparla,
il ghigno di Kiko, l'appoggio beota di Mario Pezzi.
 
I R.M. "per la missione universale della Chiesa" che nel gergo neocatecumenale significa 'per l'itineranza'.
E tutto si esaurisce - alla fine - nel piano espansionistico di Kiko e per la sua gloria.

Scomodano la PRESBYTERORUM ORDINIS n.10 (7 dicembre 1965) quando fa comodo a loro! (allora sì che tornano anche alla preistoria!)
I presbiteri sono per la missione universale della Chiesa e a servizio della Chiesa universale.
 
Eppure San Giovanni Paolo II in un discorso del 18 marzo 2004, abbastanza lapidario, presso il Seminario R.M. di Roma aveva loro ben spiegato cosa si dovesse intendere per missione universale:

"Occorre evitare una falsa alternativa tra il servizio pastorale nella Diocesi a cui appartenete e la missione universale, sino agli ultimi confini della terra, che è radicata nella stessa partecipazione sacramentale al sacerdozio di Cristo e a cui voi siete particolarmente preparati attraverso l’esperienza del Cammino Neocatecumenale.
La vostra concreta destinazione compete infatti al Vescovo, che ha a cuore sia le necessità della propria Diocesi sia le esigenze della missione universale. Affidandovi in atteggiamento di fiduciosa e cordiale ubbidienza alle sue decisioni voi troverete la vostra pace e serenità interiore e potrete in ogni caso esprimere il vostro carisma missionario, dato che anche qui a Roma la pastorale è, e dovrà essere sempre più, caratterizzata dalla priorità dell’evangelizzazione."

Sono passati vent'anni, cambiati due pontefici, e questi semplicissimi concetti non sono stati ancora compresi e digeriti.

Nessun neocatecumeno sa bene infatti cosa sia, se non l'evangelizzazione del cammino agli ordini di Kiko inviati per sorteggio, salvo eccezioni.

E il Cammino, nato per sciogliersi nella Parrocchia al servizio e in obbedienza al Parroco, travalica i confini diocesani, scavalca a piè pari anche i Vescovi e si lancia alla conquista.

... e giulivi gli fanno corona, come tutti i "servi sciocchi"....
"Abbiamo voluto radunarvi per ascoltarvi e per sentire cosa pensate."
"Questo ascolto è per noi molto importante"
Mai sentita frase più ipocrita.
Provate a dire quel che pensate senza remore, e vedrete!
Provate a rispondere non sempre con la stessa pappardella inculcata, lezioncina diligentemente imparata a memoria. Provate a esprimere il vostro pensiero in proposito: Che vi sentite prima Chiesa e poi del cammino. Che siete finalmente passati dal cammino alla Chiesa Universale, e vedete come vi si rivoltano contro.
"Chi sei tu senza di noi?"
"Ritieni di essere più intelligente di noi?"
"Vuoi farti il TUO cammino? Il tuo orticello? Il tuo regno?"
"Dì un pò! Ti sei forse messo d'accordo col Vescovo? Che non ti lascia partire? Non ti lascia per itinerante? Ti vuoi fate la tua parrocchietta? Il tuo incarico diocesano?"
Quante ne abbiamo sentite così! E anche peggio.
 
Eppure anche Papa Benedetto  XVI, nel 2009, aveva ricordato a Kiko e ai "formatori" del Cammino che l'obbiettivo  primario a cui dovevano mirare fosse quello di "preparare presbiteri ben inseriti nel presbiterio diocesano e nella pastorale sia parrocchiale che diocesana."

No. Non è prevista risposta libera né multipla, al questionario.
La risposta è una.
Kiko trionfi e comandi su tutti, anche sulla Chiesa per mezzo vostro.
Da bravi i presbiteri R.M. e gli itineranti di zona, influenzino i Vescovi a dovere, se sono davvero in gamba, e si faccia tutto come Kiko vuole.
Lui solo è il profeta, colui a cui Dio parla per tutti.

"Perchè Dio vi ha dato doni immensi": Battesimo e Presbiterato, ma tutto iscritto nel C.N., nella sua piccola comunità cristiana, dove Kiko impera e comanda. Dove SENZA obbedienza a lui NIENTE esiste.
Questa è finalmente la "grazia di stato" neocatecumenale.
 
Kiko benedice un sacerdote:
guardatelo, com'è contento!
Entrare nel merito delle domande è a questo punto la cosa più lineare e semplice del mondo. Vediamo.

 

 

Domanda 1
Ci troviamo in un momento storico difficile: la pandemia, la guerra in Europa, la situazione della Chiesa, con il segnale del Sinodo tedesco, lo svuotamento delle chiese e le ideologie che si stanno imponendo in tutte le nazioni: l’ideologia del genere, i diversi concetti di famiglia, ecc. In questo contesto e alla luce della tua esperienza qual è, secondo te, la missione che il Cammino ha oggi nella Chiesa?

Risposta: Evangelizzare dove Kiko mi mandi.

Domanda 2
Prima di essere destinato al Seminario in cui sei stato formato, ti è stata rivolta questa domanda: “Sei disposto ad offrire la tua vita per la nuova evangelizzazione dovunque Dio voglia?”. Credi che in te si stia realizzando questa prima chiamata? Pensi che un tempo di missione potrebbe essere per te un aiuto nel tuo ministero?

Risposta: Nell'ordine ai tre interrogativi:
 
                 Sì .
                 Sì .
                 Sì, Sì!!!

Domanda 3 
Di fronte al cambio epocale di fine della cristianità, credi che i metodi pastorali che vengono proposti nelle Diocesi rispondano a questo cambio? Come vivi la necessità di servire la pastorale parrocchiale e la chiamata al servizio del Cammino Neocatecumenale?


Kiko benedice un sacerdote:
è proprio convinto di avere "il carisma"...

Risposta: Qui vale la pena ricopiare:

  • ...credi che i metodi pastorali che vengono proposti nelle Diocesi rispondano a questo cambio?

No, non rispondono affatto.

  • Come vivi la necessità di servire la pastorale parrocchiale e la chiamata al servizio del Cammino Neocatecumenale?


La vivo ponendomi in totale sottomissione e obbedienza ai miei catechisti e formatori del seminario e al Supremo Kiko, mio unico capo e padre nella fede, per sempre.

E che dire della frase posta tra virgolette e attribuita letteralmente al Papa Francesco?
" Kiko: mentre tu sei con noi, il Cammino è ancora in fase fondazionale "

A me pare solo il solito, squallido mettere le mani avanti, tipico di chi è avvezzo a dire tutto e il contrario di tutto. A cambiare le regole in corsa nelle sue virate spericolate. Deviare senza scrupoli dalla strada intrapresa, portando i pecoroni che lo seguono dietro a lui nel precipizio.

____________

(*)

Convivenza dei Presbiteri Formati nei Seminari Redemptoris Mater di Italia Porto S. Giorgio 11-14 giugno 2023

Questionario

Siamo tutti in ascolto del Signore, per capire cosa vuole Dio da noi, dal Cammino, dai Seminari Redemptoris Mater, che come ben sapete sono stati suscitati per la missione universale della Chiesa e si ispirano alla Presbyterorum Ordinis, n. 10, che afferma che i presbiteri sono ordinati a servizio della Chiesa universale. Come ha detto il Santo Padre, Papa Francesco: “Kiko: mentre tu sei con noi, il Cammino è ancora in fase fondazionale”. Abbiamo voluto radunarvi per ascoltarvi e sentire cosa pensate della missione del Cammino di aprire un itinerario di Iniziazione Cristiana nelle Parrocchie. Questo ascolto per noi è molto importante, perché Dio vi ha dato doni immensi: il vostro Battesimo — e la riscoperta di esso in una comunità cristiana nel Cammino Neocatecumenale — e il Presbiterato. Questi doni vi conferiscono una grazia di stato per il bene della Chiesa e l’edificazione della comunità cristiana.

1) Ci troviamo in un momento storico difficile: la pandemia, la guerra in Europa, la situazione della Chiesa, con il segnale del Sinodo tedesco, lo svuotamento delle chiese e le ideologie che si stanno imponendo in tutte le nazioni: l’ideologia del genere, i diversi concetti di famiglia, ecc. In questo contesto e alla luce della tua esperienza qual è, secondo te, la missione che il Cammino ha oggi nella Chiesa?

2) Prima di essere destinato al Seminario in cui sei stato formato, ti è stata rivolta questa domanda: “Sei disposto ad offrire la tua vita per la nuova evangelizzazione dovunque Dio voglia?”. Credi che in te si stia realizzando questa prima chiamata? Pensi che un tempo di missione potrebbe essere per te un aiuto nel tuo ministero?

3) Di fronte al cambio epocale di fine della cristianità, credi che i metodi pastorali che vengono proposti nelle Diocesi rispondano a questo cambio? Come vivi la necessità di servire la pastorale parrocchiale e la chiamata al servizio del Cammino Neocatecumenale?

sabato 13 maggio 2023

Profetoni del Cammino che insistono sulla "visione" di Kiko: che vi ha detto la Madonna?

Il punto dei profetoni è questo (detto in due righe, in maniera molto sintetica): Kiko ha visto (o sentito, ora non è questo il punto, cioè se ha visto o sentito) la Madonna, e dopo vi sono tutte le conseguenze che sappiamo (esempio: i Papi hanno detto e fatto questo, lo Statuto, Approvati, siamo un milione ecc).

Quindi si diranno sempre: noi abbiamo ragione, e chiunque chi si oppone ha torto.

Ora vi metto un piccolo elenco messo a volo, il quale elenco può essere aggiornato e ampliato da chiunque:

La Madonna ha detto di rubare dentro gli Hotel?: NO!

La Madonna ha detto di violare il foro interno di un suo figlio?: NO!

La Madonna ha detto che avete solamente voi il dono dello Spirito Santo, cioè l'esclusiva di Dio, e chiunque vi dice qualcosa che non vi sta bene, ecco che va contro lo Spirito Santo?: NO!

La Madonna vi ha detto di non inginocchiarvi davanti a Gesù Eucarestia?: NO!

La Madonna vi ha detto che potete pretendere obbedienza da chi già obbedisce a Dio, cioè che voi siete gli unici ai quali obbedire?: NO!

La Madonna vi ha detto di diffamare le persone dietro le spalle?: NO!

La Madonna vi ha detto di dire al prossimo, ad esempio, sei attaccato al denaro, mentre voi ne siete il doppio attaccati al denaro e alla mondanità?: NO!

La Madonna vi ha detto che potete farvi voi le regole dentro la Chiesa e scegliere quali fare e quali no?: NO!

La Madonna vi ha detto di desiderare la morte di Papa Benedetto e di ridergli dietro delle sue disgrazie?: NO!

La Madonna vi ha detto fare la guerra al fedele della Chiesa cattolica che non va d'accordo con voi?: NO!

La Madonna vi ha detto di diffamare tutti coloro i quali non hanno voluto proseguire con voi lo stesso percorso, cioè il Cammino Neocat?: NO!

LA Madonna vi ha detto di farvi consegnare le decime e di amministrarle a vostro piacimento senza rispettare chi ve le da o altro?: NO!

La Madonna vi ha detto di chiamare il prossimo "cristianuccio della domenica", in modo dispregiativo, pensando che voi siate migliori, ma realmente siete peggiori, perché se andate in piazza una volta all'anno non avete evangelizzato e testimoniato nulla, in quanto ci dovreste andare ogni giorno per le piazze e fare altro?: NO!

La Madonna vi ha detto di credervi migliori, verso altri cristiani che pregano il Rosario o fanno altro, mentre voi siete mondani, cioè rubate, diffamate, dentro i posti di lavoro vi comportate come i pagani, siete attaccati al denaro e agli stipendi, ecc?: NO!

Quindi? State facendo la Volontà di Dio? 

(da: un lettore Anonimo)

lunedì 14 novembre 2022

Il Cammino è possibile solo grazie al modernismo

Insistiamo a far notare ai lettori di questo blog che la radice fondamentale dell'eresia neocatecumenale è il "modernismo".

Non spiegheremo qui i contorni filosofici e teologici del modernismo. Ci limiteremo a far osservare che il pensiero "modernista" si basa ultimamente sulla convinzione che l'errore e la verità avrebbero gli stessi diritti. Perciò Kiko e Carmen, "iniziatori" del Cammino, hanno potuto esalare un mucchio di panzane, errori, vere e proprie eresie, presumendo di avere come minimo la stessa dignità delle verità di fede che la Chiesa insegna da venti secoli.

...e neppure questa volta
dicono chi sono
Il cosiddetto "itinerario" inventato dai due spagnoli eretici ha addirittura la pretesa di portare alla fede cattolica. Sarebbe come se un bambino capriccioso impastasse sabbia e acqua di mare e dicesse di aver reinventato l'elettronica. Non è che etichettando "resistenze" e "condensatori" quelle polpettine di sabbia avverrebbe la magia. Non è che ricordando che nella sabbia c'è anche silicio, che l'elettronica improvvisamente prende vita. La fede cattolica non è il magico prodotto di qualche estemporanea invenzione. La fede è un dono di Dio. Per desiderarla, per alimentarla, per rafforzarla, occorre fidarsi della Chiesa che per venti secoli l'ha nutrita, promossa, diffusa, per esplicito mandato del Signore; Kiko e Carmen si sono illusi di sostituirsi alla Chiesa, si sono illusi che il loro errore avesse la stessa dignità della verità insegnata dalla Chiesa... si sono dati da fare per crearsi il loro piccolo impero in cui essere capi riveriti, osannati, temuti, e soprattutto pagati. Il Cammino è andato avanti fino ad oggi grazie all'ignoranza dei suoi adepti.


Un anziano giornalista se la prendeva con certi politici «privi di cultura generale, adoratori di una modernità che non hanno i mezzi intellettuali per capire nelle sue insidie e nelle sue falle e imposture: per questo la adorano come un idolo, i “Mercati”, la Scienzah, i Diritti… Una classe dirigente che crede alla propria propaganda…»

Sembra la descrizione dei facinorosi kikolatri:

- "privi di una cultura generale" sulle cose della fede. È inaccettabile che un qualsiasi "itinerario" di formazione cattolica non faccia conoscere gli elementi fondamentali della fede. Sul serio, Kiko va blaterando che la confessione dei peccati mortali sarebbe facoltativa e rinviabile a piacere («il Signore ti ha già perdonato... domani, se vuoi, sigillerai in confessione...») e nessuno dei kikolatri riconosce il madornale errore;

- "adoratori di una modernità che non hanno i mezzi intellettuali per capire nelle sue insidie e nelle sue falle e imposture": i kikolatri sono convinti che ciò che era di grandissimo valore per i santi fino a ieri, oggi sarebbe da buttare perché "preconciliare". Per esempio la Messa tridentina - quella celebrata da padre Pio da Pietrelcina - per loro è fumo negli occhi, è qualcosa da dimenticare e da abolire. Nella propaganda neocatecumenalizia le carnevalate kikiste-carmeniste del sabato sera sarebbero "adatte ai tempi odierni", ma non sanno spiegare perché - non hanno i "mezzi intellettuali" per capirlo, dunque non hanno alcuna intenzione di ascoltare chi dimostra che il Cammino ha ridotto la liturgia a uno spettacolino autogestito, ha ridotto la dottrina a fastidioso orpello, le devozioni a esteriorità per vecchiette "cristiane della domenica" (tranne nel caso in cui c'è da fingere devozione per la defunta cofondatrice del Cammino)... Non sanno spiegare perché una cosa che era valida fino a ieri (padre Pio) oggi sarebbe da rigettare con furiosa forza;

- "adorano come un idolo la modernità": ve lo ricordate Kiko che nella primavera 2013 si leccava i baffi gasatissimo dall'aver visto che il neoeletto Bergoglio aveva comandato di togliere gli inginocchiatoi dalla cappella Sistina? «Questo vuol dire qualche cosa! Questo vuol dire qualche cosa!» gridava, senza avere il coraggio di dire a chiare lettere il suo sogno: il divieto di inginocchiarsi davanti al Santissimo. (E infatti se parlate con qualche kikos vi dirà che l'adorazione eucaristica è tenuta talmente in gran conto nel Cammino che... è stata -nientemeno!- allestita una cosiddetta "cappella dell'adorazione" nella Domus kikiana in Israele, e quindi l'adorazione si può fare lì e solo lì; non sia mai che un kikolatra tradisca il proprio divin Kiko e si metta ad adorare il Signore Dio dell'Universo presente nel Santissimo Sacramento);

"Restaurata solo grazie allo sforzo
e al lavoro del Cammino neocatecumenale"
Sì, per farne una meta del proprio
turismo religioso
- «"Mercati", "Scienzah", "Diritti"...»: anche i kikolatri hanno i loro dogmi, "piccola comunità", "evangelizzazione", "testimonianza"... Notare la grande somiglianza concettuale: la critica non era ai mercati, alla scienza, ecc., ma alla loro perversione. Così, noi qui critichiamo non l'evangelizzazione (quale cristiano la criticherebbe mai?) ma il fatto che i kikolatri chiamano abusivamente "evangelizzazione" la propaganda della loro setta; qui critichiamo non la possibilità di vivere in modo comunitario la fede (che storicamente è avvenuta in tantissimi modi, non solo "parrocchia") ma il fatto che i kikolatri chiamano abusivamente "comunità" solo l'attivismo kikolatrico (come se l'intera Chiesa avesse sbagliato per venti interi secoli e fosse rinata solo grazie al comunitarismo kikiano-carmeniano, ed infatti, ad eccezione di quando devono "farsi notare", evitano in ogni modo qualsiasi iniziativa comunitaria cristiana); qui non critichiamo la necessità della testimonianza per ogni cristiano, ma il fatto che i kikos chiamino "testimonianza" i loro discorsetti preconfezionati ("io non faccio aborti risse divorzi discoteche: il Cammino mi ha salvato il matrimonio!") coi quali sentirsi nettamente superiori ai "cristiani della domenica";

- «una classe dirigente che crede alla propria propaganda»: esattamente come quella del Cammino Neocatecumenale, esattamente come quella dell'Unione Sovietica. Notare che l'URSS collassò all'improvviso proprio perché credette troppo ai numeroni inventati dalla propria stessa propaganda, giungendo al punto di chiedersi dov'era la crescente Produzione e il moltiplicarsi di Fabbriche.


In filosofia il concetto di "modernità" è grosso modo riassumibile così: «riconoscere alla verità e all'errore gli stessi diritti».

Applicatelo alla liturgia: "la liturgia cattolica è quella del Messale ma noi del Cammino celebriamo Variazioni Liturgiche che son molto belle, oh come sono belle, son proprio sentitissime".

Applicatelo alla dottrina: "la dottrina cattolica è quella del Catechismo ma noi del Cammino facciamo «esperienza», mica ci mettiamo sui libri (a proposito, avete comprato i libri di Kiko? e i libri di Carmen?), mica facciamo come i «cristiani della domenica»".

Applicatelo all'ubbidienza al Papa e alla Chiesa: "noi del Cammino siamo ubbidientissimissimi al Papa e alla Chiesa, che però certe volte «non capiscono il Cammino» e allora in quei casi facciamo di testa nostra, cioè testa di Kiko, per esempio la Lettera di Arinze non esiste, però è stata anche superata da qualcosa ma non ricordo cosa, ma comunque era privata ma è stata subito abolita, e poi nessuno deve intromettersi sul modo in cui celebriamo, poiché la liturkikia ci è stata consegnata da Kiko".


Sia lodato e ringraziato ogni momento...
Se l'errore ha gli stessi diritti della verità, uno smette di seguire la verità e l'autorità che la garantisce, e comincia a seguire le proprie paturnie. "Comunione seduti"? Autoreferenzialità esasperata? Liturgie carnevalesche con diluvio di omelie laicali? "Decime" obbligatorie e con ricatti morali? I cosiddetti "catechisti" arroganti e ignoranti che impongono arbitrariamente scelte di vita ai poveri adepti, fanno nefandezze di ogni genere, e devi continuare a incensarli? "Ma Kiko ha il carisma, chi sei tu per giudicarlo?"

Se l'errore ha gli stessi diritti della verità si finisce immediatamente nell'idolatria, nella menzogna, nell'arroganza. "Kiko ha il carisma, chi sei tu per giudicarlo?" "Il Cammino mi ha salvato! Ha salvato il mio matrimonio da ubriachezze, risse, divorzi, discoteche! Noi facciamo evangelizzazione! E voi invece?"

Ricordatevene, specialmente quando i kikolatri blaterano di "ventimila preti per la Cina" (a proposito, a che punto siamo? nel corso di tutta la loro esistenza i seminari neocatecumenali Redemkikos Mater hanno "prodotto" neanche 1800 presbikikos - includendo nel novero quelli poi spretati, quelli poi morti, quelli che poi hanno abbandonato il Cammino -, quanto manca per arrivare a 20.000?), o vi mostrano foto degli "alzati" che stanno in ginocchio davanti a Kiko (e vi dicono "90 ragazzi" quando nella foto super-panoramica non sono neanche 40), "trecento neocatecumenali a cantare sotto la finestra del Papa" (in realtà erano mezza dozzina di cui uno con la chitarrella e uno coi tamburelli, e il monsignore che si affacciò non lo fece per ringraziarli ma per dire di fare silenzio che il Papa era ammalato e doveva riposare), o gli stessi presbikikos e cosiddetti "catechisti" vi dicono ereticamente che «Gesù era un peccatore che ha fatto esperienza del perdono del Padre»...

sabato 5 novembre 2022

Inizio Corso 2022-23. Quarta parte: Rispondiamo al questionario nefario

Come al solito anche in questo Annuncio di Inizio Corso non poteva mancare il questionario. Stavolta è particolarmente inappropriato ed imbarazzante. Kiko spara le sue ultime cartucce per conoscere i cavoli vostri fino all'ultima foglia. Leggendo, pensate a quelli che hanno dovuto dare le risposte... a 80 anni (l'età dei pretoriani che vanno alla convivenza con Kiko si aggira intorno a questa cifra). Pensate anche che, dopo le risposte ai questionari, scatta subito la fase del gruppo di auto-aiuto neocatecumenale contro le dipendenze da pornografia, se ti classificano come caso grave.

Ma fa tutto da solo, Kiko, o glielo preparano, l'interrogatorio da reality show? E chi glielo prepara? Gli psicologi discernenti e scrutinanti del Cammino? E se gli psicologi del Cammino ne sanno di psicologia quanto i PresbiteriRM™️ di teologia? 


Ma andiamo a leggere direttamente il mamotreto a pag. 35:
INTRODUZIONE AL QUESTIONARIO
Mentre il nostro intorno si separa ogni giorno di più dalla Rivelazione e dal Vangelo, marciando a gran velocità verso l’apostasia e il paganesimo, noi siamo rafforzati dal Signore con tanti doni che non ci meritiamo: come l’avere un cammino di riscoperta del Battesimo, l’essere aiutati dai catechisti, il vivere la fede in una comunità cristiana; i tanti giovani, le vocazioni, le famiglie in missione, i seminari, ecc.
Ottima pubblicità, peccato che abbiano passato mezzo mamotreto a parlare di problemi di dipendenza dalla pornografia nel Cammino, che affliggono padri di famiglia, giovani, presbiteri RM...
In questo varco che si apre tra noi e il mondo, pensiamo sia importante:

1. non scandalizzarci, perché siamo chiamati ad amare ogni uomo, ateo, pagano, mussulmano, immigrato…, con lo stesso amore di Cristo;

2. l’essere disposti ad annunziare Cristo, salvezza eterna per ogni uomo, e ciò sappiamo che si fa fondamentalmente attraverso la comunità cristiana. In questo senso, cellula base della comunità cristiana, è la famiglia: chiesa domestica, dove l’uomo si fa adulto e si prepara a ricevere il destino celeste che gli affida il Signore.

Se ci soffermiamo un momento sulla famiglia, vediamo che in questa situazione di “marcia verso l’apostasia” della nostra società, la realtà più attaccata dal demonio è la famiglia: i media, l’ambiente, la scuola, la società in genere, con le sue manifestazioni sulla sessualità, la pornografia, l’ideologia gender, lo spaccarsi delle coppie dappertutto, il divorzio rapido, il matrimonio omosessuale, le coppie di fatto, l’aborto, l’eutanasia, la solitudine, la mancanza dei figli, l’ateismo - soprattutto a livello tecnologico e scientifico -, i cambiamenti sociali del internet, ecc…, ecco possiamo dire che la famiglia si trova al centro di una battaglia in atto.

La nostra esperienza ci mostra che famiglia e comunità cristiana sono un binomio vincente oggi di fronte al paganesimo…

Ricapitolando il discorsone di Kiko: "bisogna evangelizzare, perché il mondo è pieno di atei, di pagani, di mussulmani e di immigrati. È la comunità (neocatecumenale), che evangelizza il mondo. La cellula della comunità è la famiglia. E la famiglia è sotto attacco da parte del mondo. Quindi, se si vuole evangelizzare gli atei, i pagani etc.., bisogna prima sanare la famiglia (neocatecumenale)."

Par di vedere un cane che si morde la coda. Auguri a chi volesse entrare nella testa di Kiko per capire:

1. Come Kiko definisca ed identifichi la famiglia, dal momento che ogni nucleo familiare neocatecumenale si deve dissolvere nel Cammino e, per decreto kikiano, non è in grado di autoconservarsi a prescindere dalla vita di comunità. Poi, quando i genitori, in quanto sudditi morali dei catechisti, non riescono né a contenere se stessi né ad educare i figli, la soluzione del Cammino è... ancora più Cammino!

2. Come Kiko riesca a distinguere tra problemi e soluzioni. Le soluzioni che il guru cerca di assegnare ai problemi della famiglia - problemi che il Cammino, con le sue dinamiche tipiche, ha contribuito a consolidare - non sono altro che ulteriori aggravanti dei soliti meccanismi decennali neocatecumenali di avvelenamento familiare: isolamento dall'esterno, mentalità fatalista e connivente con il male, simbiosi con la comunità, violazione del foro interno, intromissione dei catechisti nella vita coniugale ...

Andiamo a leggere le domande del questionario kikiano. 

La prima domanda contiene la solita esazione feudale della tassa di sudditanza morale al Cammino.  

Domande:

1. Dopo tutto ciò, sinceramente, puoi testimoniare che il Cammino Neocatecumenale ti ha aiutato a riscoprire e vivere il valore del corpo, della sessualità, del matrimonio e della famiglia o la vita in castità secondo il piano di Dio? Dì fatti concreti!

Prima domanda, prima contraddizione:
Non si può essere al medesimo tempo casti e pudichi e raccontare i propri fatti concreti davanti a tutti, neppure velatamente. Neppure il confessore richiede i dettagli a cui sono abituati i neocatecumenali, anzi, ne fa volentieri a meno. Non è affatto detto che tutti abbiano gli stessi fatti concreti da raccontare. La crudezza esibizionista di alcuni scandalizza molti. Il voyeurismo di altri alimenta mostri. L'affidamento di giovani ad adulti disordinati, nelle comunità, ha dato luogo a gravi problemi ed abusi.

La purezza inizia dal cuore dell'uomo, dall'amore a Dio a quello per il prossimo. L'istruzione cristiana in materia è sana e ben ordinata quando è presentata in modo generale e lascia i singoli a meditare alla luce della carità, senza forzarli ad esprimersi o ad ascoltare le testimonianze altrui. A ciascuno compete poi un santo sforzo di volontà, sostenuto dalla grazia divina che si può invocare anche fuori dal Cammino, anche prima delle catechesi iniziali. Ma su questi fatti il lumacone cingolato Kiko è sempre passato con ghignante sufficienza.

Rispondiamo quindi al Kiko come ci hanno insegnato i Gesuiti: con altre domande. 

Rispondi! Di' fatti concreti, Dón Kikolón, se ci riesci!

1. Kiko (e compagnia cantante): perché hai combinato e scombinato un'enormità di matrimoni, hai preteso figli su figli da sacrificare all'altare del Cammino (in questo caso l'altare diventa sacrificale eh, furbacchione) ma tu no, non ti sei sposato e neppure ti sei riprodotto (e hai fatto benissimo)?

1 bis. E non ti sei neppure consacrato, cosa che hai invece imposto ai tuoi adepti celibi, nubili ed indecisi. Come mai?

2. Perché proteggi i pedofili e, soprattutto, i "tuoi" presbiteri e catechisti pedofili? Che esempio di castità danno, loro, in comunità?

3. Perché nel Cammino viene chiesto di violare il vincolo sacro del matrimonio ed i confini della famiglia, per raccontare a tutti cosa succede tra gli sposi o ai figli?

4. Piuttosto: quali sono i confini della famiglia, dal momento che i panni della famiglia vengono lavati non nel lavatoio di casa ma in comunità? 

5. Se, come tu hai voluto, la famiglia si fonde nella tribù della comunità, come può la famiglia essere nucleo cristiano, dal momento che non è neppure definita fuori dal Cammino e se, anzi, tu stesso la minacci di disgregazione e perdizione in caso dovesse allontanarsi da esso?

6. E quanto alle tue pratiche da comunità di alcolisti anonimi, cosa pensi che succeda, abituando la gente a questo tipo di discorsi inappropriati: che la gente diventa più pudica o che si abitua allo sciorinamento delle intimità coniugali e familiari?

7. Cosa intendeva dire San Paolo con la frase: "Quanto alla fornicazione e a ogni specie di impurità o cupidigia, neppure se ne parli tra voi, come si addice a santi; lo stesso si dica per le volgarità, insulsaggini, trivialità: cose tutte sconvenienti. Si rendano invece azioni di grazie!" (Ef. 5, 3-8)? Consigliava il santo di parlarne il più possibile  - per passare poi dalle parole agli atti - oppure di seguire il proverbio "lontano dagli occhi (orecchi), lontano dal cuore", per utilizzare piuttosto il tempo prezioso in azioni di grazie, invece che in risonanze e scrutinii?
 
Continua il questionario 
e va ad invadere la privacy dei figli del Cammino:
2. Nella trasmissione della fede ai figli, soprattutto nelle lodi della domenica, vi preoccupate, marito e moglie insieme, di trasmettere la visione cristiana del corpo e della sessualità? Si vive nella tua famiglia il senso del pudore e del rispetto dell’altro? Parli con i tuoi figli di quanto vedono in televisione, in internet, o ascoltano nell’ambiente della scuola o con gli amici? Cerchi di aiutarli nel combattimento che debbono sostenere, anche andando spesso contro corrente?
Come vedi i tuoi figli in rapporto al fidanzamento cristiano?
Quali difficoltà trovi per portare a compimento la tua vocazione?

E continuano le nostre risposte gesuitiche:

8. A Kiko: ma che ### te ne frega?! Sei confessore? Sei direttore spirituale? Perché mai qualcuno dovrebbe rendere conto a TE della sua vita matrimoniale e familiare?!

9. Perché sei così libidinosamente fissato con lo spremere pubblicamente i fatti altrui?

10. Cosa provi internamente nel tuo io più intimo (se ne hai uno), dopo aver indotto la gente ad una messinscena collettiva fatta di esibizionismo e voyeurismo, mentre tu stesso dirigi ed ascolti? Di' fatti concreti! Avverti forse come un sentimento di ordine e pulizia o ti senti magari lurido e putrido?

11. Come pensi che questa tua perversione voyeuristica abbia influito sulle dottrine strampalate con cui ci ammorbi da quasi un secolo, complici alti prelati afflitti dalla tua stessa degenerazione?

12. Sarà mica forse-forse per colpa dei metodi del Cammino, se le convivenze dei giovani abbondano di droga, sesso e rock'n roll?!

Rispondi! Non è difficile!

Terza ed ultima domanda del questionario, con la quale Kiko pianta il becco direttamente nelle carni dei propri adepti, andando a frugare per cercare i frutti di conversione:
3. Il nostro corpo è tempio dello Spirito Santo, come dice S. Paolo: come vivi tu oggi il rapporto con il tuo corpo dal punto di vista cristiano: apprezzi il valore della castità, anche nel matrimonio, come donazione di te stesso a Dio e all’altro, e come segno concreto della dimensione escatologica, celeste, che ha il tuo essere persona?

Rispondiamo. 
Ma insomma, Kiko:

13. Ti ritrovi ormai un Cammino malandato che ti scivola tra le dita, un Cammino che prometteva il centuplo quaggiù e l'eternità e si scopre invece afflitto da gravi problemi di dipendenza da pornografia, tanto da doverne parlare in lungo e in largo (più che degli ipotetici miracoli della Santacarmen!) annaspando per cercare soluzioni che non si trovano. Secondo te - e te la mettiamo facile, metti una crocetta sul punto corrispondente:

A. È solo un caso! Cose che succedono. Insistiamo come abbiamo sempre fatto, procuriamo che le magagne non saltino fuori (perdonate e dimenticate!), altrimenti finisce che mi fate chiudere il Cammino! Tiremm innanz!

B. È la diretta conseguenza di decenni di dottrine (e pratiche) perverse e squilibrate, le quali, a loro volta, discendono direttamente dalle perversioni mai sanate dei personaggi che hanno ideato e propagandato queste dottrine.

Fine delle domande. 
Poi hanno formato i gruppi, nei quali hanno trascorso due orette di reality show ed infine, a sorteggio, i fortunati estratti hanno lavato i loro panni più o meno sporchi davanti a tutti e davanti a Kiko:
Formazione dei gruppi. Si lavora fino alle 18, cominciate a lavorare alle 15:30 circa. Alle 18:15 passano gli autobus e siete qui alle 18:45. Alle 19 cominciamo ad ascoltare i segretari dei gruppi, che siederanno nel presbiterio. Allora dovete eleggere un segretario che parlerà qui, si lavora dalle 15:30 fino alle 18.

Ore 18:45 – Esperienze di alcuni fratelli sul questionario - Risposte di alcuni fratelli (a sorteggio). I fratelli delegati dai propri gruppi siedono in presbiterio. Kiko sorteggia il numero del gruppo e il fratello sorteggiato dà brevemente la propria esperienza.

"E dirò sempre le stesse cose viste sotto mille angoli diversi, cercherò i minuti, le ore, i giorni, i mesi, gli anni, i visi che si sono persi, canterò soltanto il tempo... E via, e via, e via parole vane che scivolano piane dalle chitarre. E se ne vanno e vibrano, non resta niente, un suono che si sente e poi scompare..." (cit.)

- Poi, ho iniziato a tradire mia moglie, a ***, a ***, ho *** e persino ***, e addirittura ***...
- Ma quanti peccatacci contra sextum, sei veramente il più bravo di tutti noi!

domenica 9 ottobre 2022

L'ordine della carità sull'amore ai familiari e al prossimo

"Sono moglie e mamma, mio marito frequenta assiduamente il Cammino, per il Cammino farebbe qualsiasi cosa, destina cifre consistenti al movimento: io non so che cosa significa andare a mangiare una pizza, a vedere un film o una vacanza, perchè non c'è tempo, ma per seguire tutti gli incontri durante la settimana, il sabato e le convivenze fuori casa della durata di due giorni e mezzo, che si avvicendano abbastanza di frequente e che mi comunica all'ultimo momento, ci mette tutto il tempo.

Siamo quasi a Natale, ebbene c'è convivenza dal venerdì sera alla domenica pomeriggio, io sono a casa non ho ancora adornato la casa, né mi sento di farlo, è questo che il Signore vuole da me...?

Mi sento offesa, trascurata, umiliata, come è possibile che il papa non capisca che esistano anche queste situazioni, perchè non impedisce questi oltraggi, le persone che entrano in questo cammino, oltre che ad essere alleggeriti, usano comportamenti con la propria famiglia se non frequentano allucinanti, quante volte ho pensato di dividermi, di farla finita, ma non ce la faccio a fare nulla di tutto ciò, per ora almeno."

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"Nelle famiglie neocatecumenali, il Cammino è anteposto ai figli. Non importa quante sere i genitori si fossero assentati, se i catechisti chiedevano loro un altro incontro, un altro impegno, erano capaci di assentarsi anche nell’unica sera rimasta a disposizione della famiglia. Ho visto bambini piangere disperati perché il loro papà dopo una giornata di lavoro tornava a casa solo per mangiare un boccone e poi scappare (tutto contento) a fare l’ennesima catechesi come se quel pianto non lo riguardasse. Ho visto madri prendere a schiaffi i figli che all’ennesima catechesi le accusavano di preferire i loro catecumeni ai loro figli. Un’aberrazione."

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"Da quando mio figlio è entrato a far parte di quella che per noi è una "setta" la nostra quiete familiare è finita. Non esiste più la mamma, il papà, il fratello, la sorella, i nonni. Un muro è stato alzato tra noi e lui, un muro che da anni, lentamente, sta divorando i nostri cuori. 

È come se ci fosse tanto odio da parte sua...addirittura una volta mi ha urlato di non essere sua madre. E allora, chi è che lo ha messo al mondo? 

Da qualche anno siamo diventati nonni...anche qui, uno dei momenti più belli della nostra vita si è trasformato in un dramma. Ci viene vietato, da entrambi, di vedere il bambino. 

Per riuscire ad avere un dialogo con mio figlio il "loro prete" voleva organizzare una riunione con 6 catechisti, che avrebbero dovuto stabilire quando noi potevamo vedere nostro nipote. 

Il "loro prete" ci ha assolutamente vietato la sua presenza, dicendoci che non eravamo in un tribunale e che alla chiesa non fregava niente delle beghe familiari. 

Ma a quale chiesa? Forse alla loro! Quindi, noi dovevamo avere davanti 6 estranei che niente sanno di noi e noi non potevamo portare nostra figlia. Ma di cosa stiamo parlando? 

Ma chi sono questi "catechisti" che devono decidere sulla nostra vita? È follia, pura follia e non ci rendiamo conto di come nostro figlio, così intelligente, colto, un tempo sensibile, sia potuto cadere in questa trappola infernale, annientandosi e seguendo questi estremisti, passatemi il termine, "malati"!

Da qualche settimana, mia suocera, nonna paterna, lotta tra la vita e la morte in un letto di ospedale e lui non si è degnato di fare neanche mezza telefonata, almeno a suo padre, si è completamente disinteressato...e dire che è cresciuto con i nonni! 

La sua famiglia d'origine non esiste più e noi non riusciamo a riconoscere nostro figlio. Abbiamo tentato il tutto per tutto, ma ci siamo scontrati con gente che di religioso non ha nulla, fanatici senza scrupoli. 

Ci chiediamo come mai la chiesa permetta tutto ciò, permetta di rendere queste persone senza più personalità. Viene fatto loro un lavaggio del cervello tale da non scindere il bene dal male."

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"Sono un ragazzo di 23 anni, papà di un bimbo di 3 anni che amo tantissimo. Ho una relazione con la madre di mio figlio da quasi 5 anni, il problema è che lei e la sua famiglia sono neocatecumenali ed io con la chiesa non avevo mai avuto niente a che fare (non che sia un male, ma semplicemente sono stato educato con la possibilità di scegliere). 

Lei è una ragazza speciale a cui tengo tantissimo, il problema è che al suo fianco mi ha fatto capire che vuole solo un uomo che entri per forza nella comunità neocatecumenale nonostante mi ami e me lo ha sempre dimostrato sarebbe pronta a rinunciare a me, mettendo "dio" davanti a tutto e tutti (figlio compreso)... "

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Nel corso degli anni abbiamo pubblicato molte di queste tristi vicende familiari, tutte caratterizzate da un tratto comune, e cioè l'appartenenza di uno o più  membri della famiglia al Cammino neocatecumenale. 

Purtroppo si tratta di un insegnamento costante e comprovato dai testi delle catechesi degli iniziatori Kiko Argüello e Carmen Hernández,  quello che avvia il distacco dal coniuge, dalla famiglia, dai genitori, un distacco affettivo e a volte anche fisico, e con risvolti spesso economici di grande rilievo.

Tale allontanamento non è fine a se stesso, ma è  specificamente voluto e provocato per privilegiare il rapporto con la "nuova famiglia spirituale" della comunità in cui si è inseriti, con la quale il rapporto simbiotico deve diventare sempre più stretto, fino ad essere addirittura sponsale, con tanto di contratto matrimoniale firmato alla Domus Galilaeae, il "nuevo Vaticano" costruito da Kiko Argüello sul lago di Genezareth, in Israele.

A favore di chi ci leggesse e si fosse lasciato convincere dalle catechesi del Cammino neocatecumenale a credere che sia necessario e corrispondente alla volontà divina il ripudio del rapporto affettivo e di reciproco sostegno anche economico con genitori, coniuge, figli, fidanzato, fratelli carnali per privilegiare quello con la nuova "famiglia spirituale" del Cammino, desideriamo rimettere in ordine certe "priorità" che la Chiesa stessa ordina e prescrive: chi finora vi ha detto il contrario, si è  messo automaticamente al di fuori dell'insegnamento cattolico di sempre.

Ci avvaliamo, a tale scopo, di un articolo del teologo padre Angelo Bellon, sul sito di "Amici domenicani", che chiarisce quale sia l'ordine della carità, cioè quali precedenze vi siano nell'amare noi stessi, i familiari e il prossimo.

 

Lorenzo Lotto, Sacra Famiglia
con i Santi Girolamo, Anna e Gioacchino
1534, Firenze Galleria degli Uffizi

Se nell’amare noi stessi, i familiari e il prossimo vi sia qualche precedenza (l’ordine della carità) 

C'è un ordine nell’amore, nell’esercizio della carità.

1. Circa l’ordine della carità fra noi e il prossimo la Sacra Scrittura comanda di amare il prossimo come se stessi (Lv 19,18 e Mt 22,39), e pertanto l’amore per se stessi precede quello del prossimo, essendone il sommo analogato o esemplare.
Sant’Agostino scrive: “Per prima cosa impara ad amare te stesso… Infatti se non sai amare te stesso, come potrai amare veramente il prossimo?” (Sermo 368).
E San Tommaso: “L’amore con cui uno ama se stesso è la forma e la radice dell’amicizia: l’amicizia infatti che abbiamo verso gli altri consiste nel fatto che ci comportiamo verso di loro come verso noi stessi” (Somma teologica, II-II, 25, 4).

2. Certamente l’amore per la famiglia precede la dedizione agli altri.
Dice la Sacra Scrittura: “Se poi qualcuno non si prende cura dei suoi cari, soprattutto di quelli della sua famiglia, costui ha rinnegato la fede ed è peggiore di un infedele” (1 Tm 5,8).
“Dunque si deve avere una carità maggiore verso i congiunti”, conclude San Tommaso (Somma teologica, II-II, 26, 7, sed contra).

3. Il motivo per cui vanno amati per primi i genitori è questo: dopo Dio sono i primi a darci l’esistenza.
Tuttavia chi è sposato, poiché è diventato una sola carne con il partner e con i figli, deve dare ad essi la precedenza. Vengono poi i genitori, i fratelli e gli altri parenti secondo la necessità e il grado di affinità.

4. Tuttavia c’è una proporzione tra i beni che vanno compiuti.
Tra il tenere il nipotino perché il figlio va a divertirsi per la quarta sera di seguito mentre non si dà una mano ad un vicino che ha un morente in casa ce ne corre.
Basta il buon senso per comprendere a chi si deve dare la precedenza.
Per cui la necessità grave del nostro prossimo ha la precedenza su beni tutto sommato futili dei propri cari.

5. I teologi poi presentano anche altre distinzioni e dicono che non è mai lecito commettere peccato con il pretesto di soccorrere spiritualmente il prossimo, neppure per liberarlo dal peccato mortale.
San Tommaso dice che “non ci si deve mai rassegnare al male del peccato, che è incompatibile con la partecipazione alla beatitudine, per liberare il prossimo dal peccato” (Somma teologica, II-II, 26, 4).
Questo non significa che non si debba soccorrere il prossimo. Solo si applica a questo caso il principio sancito da San Paolo, che non si deve fare il male a fin di bene (Rm 3,8).

6. I teologi ricordano anche che occorre amare di più il bene spirituale del prossimo che il nostro bene corporale.
Infatti l’anima del prossimo partecipa direttamente alla gloria di Dio, mentre il corpo solo indirettamente (e cioè per la ridondanza che deriva dall’anima).
Perciò quando lo richiede la salvezza eterna del prossimo si è tenuti a soccorrerlo anche col pericolo della propria vita.
Questo è successo molto spesso in passato per i sacerdoti che andavano a soccorrere gli appestati al lazzaretto o nelle loro case.
Padre Cristoforo dei Promessi sposi né è una bella testimonianza.

7. San Tommaso aggiunge: “Ciascuno è strettamente tenuto a curare il proprio corpo; mentre non è tenuto a curare così la salvezza del prossimo, se non in casi particolari.
Perciò la carità non esige a tutto rigore che uno esponga il proprio corpo per la salvezza del prossimo, se non nei casi in cui si è tenuti a provvedervi.
Appartiene però alla perfezione della carità che uno si offra spontaneamente per questo”
(Somma teologica, II-II, 26, 5, ad 3).

Padre Angelo Bellon


martedì 27 settembre 2022

Domanda ai camminanti dubbiosi: "Ma se chiude il Cammino, voi cosa fate?"

Il Cammino Neocatecumenale ha principalmente un solo grande nemico: la coscienza che ogni cattolico ben formato ha della priorità della fede e dei suoi articoli e la sua convinzione che sia sempre e comunque  necessario rispettare  la libertà e la dignità di ciascun individuo, in quanto figlio di Dio,  quindi anche la propria, senza permettere a nessuno di conculcarla.

Per questo motivo, chi si rende conto che per il Cammino ha più importanza la propria dottrina, la propria liturgia, la propria formazione, la propria ritualità, rispetto a quanto la Chiesa dispone e insegna, e parimenti ha più importanza la propria affermazione rispetto alla vita e alla dignità dei singoli, è già sulla  buona via per uscirne e non farvi mai più ritorno. 

Proponiamo due riflessioni su questo tema tratte dallo spazio commenti del nostro blog.

 

Viene il momento in cui si decide di non far più parte del teatrino...


Lancio una domanda ai camminanti dubbiosi:

"MA SE CHIUDESSE IL CAMMINO VOI COSA FARESTE?"

Questa è la domanda che, tanti anni fa io e mio marito ci facevamo:

"Se non avessimo più il cammino..."

La risposta era, per noi due, ovvia:

"Comunque, ANCHE SENZA CAMMINO, siamo nella Chiesa.
Partecipiamo alla vita della parrocchia e cerchiamo di testimoniare con la vita di tutti i giorni la nostra fede."

Per quello che è stata la mia esperienza il Cammino è stato un percorso che mi ha riavvicinato alla Chiesa. 

E' stato un "di più", ma di supporto.

Non ho consegnato la mia vita al Cammino, cosa che invece i catechisti ti chiedono di fare, pretendendo ubbidienza. 

Leggendo il Blog, qualcuno (qualche neocatecumenale) ha detto che guarda la sostanza e chiude un occhio rispetto la forma. 

Anche io per molti anni ho fatto così. 

Il poter ascoltare, leggere, meditare con calma la parola di Dio due volte a settimana, aiuta certo. Negli anni ottanta era una novità e questo, nel percorso da pellegrina su questa terra, penso sia stato bene per me. 

Tuttavia il Cammino è riuscito a diventare totalizzante e ripetitivo di sé stesso senza sapersi rinnovare e soprattutto disubbidendo alle correzioni; questo si esplica nella forma distorta che continua e sulla quale non puoi più far finta di niente.

(da: Alice de') 

 

Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.(Luca 6,39-40)


Se un'anima potesse rendersi conto dell'immanenza di Dio, che è più intimo a noi di noi stessi (Sant'Agostino), direbbe che fa tutto lui, ma se si rendesse conto della libertà che Dio le lascia, anche se è condizionata e suggestionata, le sembrerebbe che tutto dipende da lei.

Per cui i cattolici, se da una parte sono certissimi dei termini della fede Cattolica, dall'altra, proprio perché l'azione umana dipende da una volontà spesso condizionabile e suggestionabile, non sempre sono certi sulle scelte da fare e spesso si rendono conto delle valutazioni sbagliate che in un primo momento avevano fatto.

Per i modernisti, e penso anche per i camminanti, invece, il rischio è che accada l'esatto contrario: gli articoli della fede sono labili e incerti, mentre essi si mostrano sicurissimi sull'infallibilità della loro azione. 

Senza dubbi o ripensamenti: quando li cominciano ad avere, hanno già un piede fuori dal Cammino. 

(da: Pietro NON del Cammino)