venerdì 14 ottobre 2016

Ragazza subisce violenza: ci si preoccupa solo delle conseguenze per il Cammino

Riportiamo una testimonianza reperita in un gruppo di Facebook.
La vicenda raccontata, non più triste e deprecabile di altre storie di abusi perpetrati nell'ambito dei luoghi cosiddetti 'sicuri' frequentati dai ragazzi (scuola, gruppi sportivi, parrocchia, famiglia), è per noi interessante in quanto conferma come, all'interno delle comunità neocatecumenali, non solo non sembra siano attivabili meccanismi di protezione e di tutela nei confronti di giovani e minorenni, soprattutto quando sono coinvolti, come in questo caso, "catechisti" neocatecumenali di un certo livello, ma anzi, la vittima viene lasciata sola, isolata, colpevolizzata anche da chi, in questo caso i responsabili della comunità neocatecumenale e i sacerdoti, dovrebbero aiutarla e allontanare il 'lupo' dal gregge...

Sono "nata in comunità" (così come usano definirsi nel gergo catecumeno i ragazzi nati da genitori frequentanti il cammino da prima della loro nascita).
A 13 anni entrai in cammino come mi era stato imposto dai responsabili della prima comunità. 
Ad un certo punto della mia adolescenza, avevo 17 anni, a causa di un piccolo problema - ai miei occhi enorme ma in realtà, col senno di poi, di normale routine per una ragazza - il responsabile della mia comunità decidette di farmi confidare con il catechista di regione. 
Un grandissimo onore, per come era impostata la vita comunitaria, parlare con il catechista significava essere una piccola eletta. 
Comunque, al di là di ciò, iniziò a chiamarmi insistentemente. Non capivo, ero confusa, ma non maliziosa. In fondo si trattava del catechista, quasi un Dio (QUASI, PERCHÉ  IL VERO DIO PORTAVA IL NOME DI KIKO ARGÜELLO). 
In fondo, pensavo a questo catechista apparentemente carismatico, sposato con un numero elevato di figli, cosa mai potevano significare quelle telefonate insistenti se non un aiuto, un sostegno? 

Passa un mese e mezzo, forse due, non ricordo bene... per l'ennesima volta mi squilla il telefono, un po' esaltata e un po' stressata risposi alla chiamata; era lui, voleva lo raggiungessi alla rotatoria, quella sera aveva un incontro in chiesa con la prima comunità.  
Mi fidai. Mi diressi a quel maledetto incontro.
Mi fece salire in macchina, ancora pensavo, sotterrata dalla mia ingenuità catecumena,  di possedere una specie di onore e che, nonostante quello strano e improvviso incontro, volesse ancora darmi un sostegno. Le prime avvisaglie che il mio corpo e la mia psiche mi diedero fu un insieme di brividi e confusione che mi percorsero,  quando mi strinse le mani. Erano gelate, ricordo alla perfezione  quel gelo che emanavano le mie mani poggiate con disagio sulle mie stesse gambe. 
"Hai le mani gelate" mi disse. Lo guardai di traverso, penso di aver capito solo in quel momento che qualcosa non quadrava, che gli schemi stabiliti erano saltati. 
Il disagio mi assillava ma nonostante tutto ancora una piccola fiammella di incauta speranza mi animava.
Mi stringeva la mano. Percorse una stradina sterrata, dietro di noi si imponeva freddo e solitario il carcere. Spense la macchina. Mi guardai intorno... solo vegetazione e nulla più. Non un' anima viva .....qui  risulta un po' difficile continuare, il cuore mi batte all'impazzata.
Allora... Mi girai e notai i suoi pantaloni abbassati alle caviglie. Doveva averlo fatto in un nano secondo, non mi ero accorta di nulla, o forse dipendeva dal fatto  che la mia percezione del tempo era svanita. Si, perché non riesco a quantificare quel maledetto tempo passato in quell'autovettura.  Con la sua forte mano mi abbassò la testa (Non farmi raccontare i particolari perché provo un grandissimo disagio) provavo schifo e impotenza. Cercava di baciarmi, non so come ma con la forza ci riuscì,  cercò di toccarmi... mi abbassò di nuovo la testa e lì si concluse il mio incubo... almeno così credevo.


Non parlavo, mi riportava a casa. Mi diceva che il Signore si serviva di mezzi ai nostri occhi subdoli per poi arrivare ad essere felici; diceva che avrebbe fatto avverare qualsiasi mio desiderio e che qualsiasi cosa usciva dalla sua bocca e qualsiasi azione lui perpetrava era ispirata da Dio.
Si, in effetti questo mi era stato insegnato nel cammino.
I catechisti erano esseri superiori... ispirati da Dio e Kiko. 
Purtroppo  però il mio incubo si sarebbe ulteriormente incupito.

Raccontai l'accaduto al mio responsabile, mi guardava in strano modo, guardava fuori dalla finestra finché, con mio estremo stupore, fiorì sulla sua bocca un flebile sorriso.
"Guarda" mi disse "secondo me Marco [nome di fantasia]" ha agito in questo modo perché un fine per la tua anima c'è. Un fine di salvezza".
Onestamente questo fine di salvezza non l'ho mai capito, nonostante l'avessi sentito 1000 volte nel corso delle eucarestie e convivenze in quell'evento non mi tornava granché. 

Comunque mi sentivo male e quasi in colpa, in colpa per i miei sentimenti di tristezza e angoscia verso un evento che a detta di Marco era un progetto di Dio per la mia vita. 
Cercai di distrarmi, di pensare ad altro...

Avevo ormai compiuto 18 anni; erano passati forse due o tre mesi da quell'evento ma le telefonate non cessavano così come non cessava il mio sentimento di sottomissione che mi portava a rispondere... sempre e comunque.

La comunità del nostro paese e altre comunità di altre parrocchie organizzarono una convivenza a […..] vari pullman erano colmi di catecumeni, per lo più giovani, pronti ad affrontare questa esperienza. Ogni pullman avrebbe avuto un capogruppo. Scoprii che il nostro capogruppo era proprio Marco... Alloggiavamo in un hotel, cercavo di non pensare al mio imbarazzo e al mio disagio; alla mia angoscia e alla mia tristezza. 
Cercavo di essere la ragazza di sempre che si fotografava qua e là con i suoi amici... cercavo di afferrare quel poco di normalità che mi era stata strappata via finché quella sera, mentre noi tutti ragazzi ci eravamo riuniti in un'unica stanza per parlottare e stare in compagnia il mio telefono squilla. 

Mi sentii quasi mancare a leggere il suo nome. 
Ebbi come un nefasto presentimento. Rispondo dirigendomi in bagno (mi era stato proibito dal supremo catechista di fare intendere ad alcuni che ci sentivamo, a detta sua Dio agisce nel silenzio non nel caos).
Mi chiese di dirigermi nella sua stanza. Di farlo perché era giusto così e… moralmente in quel contesto gli credetti. 
Salutai i miei amici e uscìi da quella stanza così sicura per me, per poi inoltrarmi nei freddi e isolati corridoi dell'hotel. Scesi le scale, quasi speravo volesse solo parlarmi, dirmi qualcosa di concreto e rassicurante... non era così. 
Col senno di poi non era poi così normale dirigermi a notte fonda verso la stanza di un uomo… si, oggi è un uomo, anzi no! Una bestia infame! Allora, invece, era il mio catechista ispirato da Dio.


Lo trovai ad aspettarmi fuori, si comportava come se stesse controllando i corridoi come un responsabile e adulto catechista che controlla i suoi ragazzi. Maschera meschina che ha sempre indossato. Mi fece entrare nella sua camera... […] 
Non so neanche gestire la mia testimonianza per colpa del male impostomi da una persona che diceva di essere ispirato da Dio. Per colpa di una mxxxx!  Mi fu imposto un rapporto, fui violentata... non ricordo come mai mi ritrovai a terra, sono caduta? Cercai di fuggire? 
Non ricordo il momento esatto in cui ho preso quella botta che mi lasciò un livido nero e grande per almeno 20 giorni. 
Non ricordo tante cose ma, purtroppo, ne ricordo tante altre.
Ricordo che finalmente mi ribellai, ma lui era più forte di me, ricordo che lo maledissi e che Dio non era questo! Che Dio non era sporcizia e che Dio non ispirava di certo una bestia a fare atti deplorevoli. Finalmente aprii occhi e mente, ma era troppo tardi. Ero in una situazione di sottomissione fisica che purtroppo non mi permise di salvarmi. Al solo pensiero di quel momento così doloroso, sia fisicamente che mentalmente, provo dispiacere per me e per l'aiuto da me richiesto al mio responsabile e non concesso. Marco era nervoso, io ero triste e malconcia. 

Non avevo il coraggio di parlarne con nessuno. 
Mi confessai ad […] ed il prete mi diede un Rosario invitandomi a recitarlo. Bhe, mi aspettavano altri dolori morali da parte dei kikiani.
Non lasciai il cammino ma ancora frastornata e triste partecipavo...

La notizia che qualcosa di particolare era successo con Marco e che io centrassi si diffuse, peccato che pur di difendere il cammino e il proprio amato catechista li portasse a non parlarmi. Si, perché successe un qualcosa di estremamente sconvolgente per loro. 
Kiko in persona diede l'ordine al catechista e la sua famiglia di lasciare la nostra regione e trasferirsi nella loro città di origine. 
Per la mia comunità fu uno shock e a qualcuno dovevano pur addossare la colpa, cioè a me (anche se il buon senso avrebbe dovuto indurli a riflettere sul fatto che Marco avrebbe potuto aver fatto qualcosa di grave per esser stato allontanato con tanta urgenza. Non erano neanche passati 15 gg da quel tragico evento).

Una sera vi fu un incontro con un prete di rilievo nella Regione, che fra tanti spesso e volentieri accompagnava anche Marco e famiglia alle convivenze. Partecipava anche il nostro prete estremamente catecumeno. Ognuno a turno parlava delle proprie esperienze o problemi che affrontavano in comunità.  
Arrivò il mio turno, espressi il mio disagio riguardo al fatto che nessuno mi rivolgeva più  la parola, che mi sentivo estraniata da un mondo al quale facevo parte sin dalla mia nascita e che "fratelli" che mi sono stati "amici" o che mi hanno vista crescere mi avevano abbandonata. Oggi direi che si trattava di vero e proprio bullismo. 

Mi sentii rispondere da questo prete eletto e saccente che era colpa mia, che se le cose accadono è perché io non avevo saputo gestire situazioni ed eventi e quindi tutto ciò accadde perché io ne avevo colpa. 

Mi arrabbiai intensamente,  piansi come una bambina, stavo per dire ciò che realmente era accaduto. Il prete se ne accorse e improvvisamente mi bloccò e alzandosi e benedicendo mi stoppò categoricamente. Non una parola di sostegno, non un abbraccio... solo, dopo tutto ciò che avevo passato, indifferenza.  
Finì il tutto e la nuova responsabile mi accompagnò dal prete della nostra parrocchia che in un batter d'occhio si era rifugiato nel suo studio. Stavo troppo male. 
Entrai e iniziai a parlare con lui. 
La responsabile con il marito si trovavano dietro la porta. Era quasi mezzanotte. 
Dissi al prete, in preda alla rabbia, disperazione e umiliazione che volevo denunciare l' accaduto. Ricordo che lui spalancò gli occhi e mi intimò di non farlo. Che se la storia fosse venuta alla luce tanti credenti avrebbero smesso di frequentare non solo il cammino ma anche la parrocchia.


Stremata, stanca umiliata e senza via d'uscita mi diresse verso la porta. Non vedevo l'ora che i responsabili mi riportassero a casa. Guardai fuori, non c'erano nè loro nè la macchina... erano andati via. Ero da sola, ancora una volta il peso del peccato altrui annientava me. 
Ripiombai nella mia tristezza. Stavo malissimo....
Iniziai ad incamminarmi verso casa, in lontananza vidi, seduti ad un bar di proprietà di altri catecumeni parenti dei responsabili proprio loro, i miei responsabili, il vecchio responsabile con il quale all'inizio mi ero confidata e altri. 
Parlavano di me, parlavano dell'accaduto e di tutto ciò che io avevo vissuto in prima persona e che mi aveva segnato profondamente.  
Io ero devastata loro spettegolavano... mi ritrovai sola al buio e so per certo che in quella strada semideserta mi avevano notata. 
So per certo che volutamente mi avevano lasciata da sola. 
So per certo che in quel momento Dio era con me, mentre da loro serpeggiava Satana ma tutto ciò lo so ora mentre allora sola e desolata percorrevo le vie del mio paese profondamente umiliata...

Lasciai il cammino. 

Un prete di un'altra città lontana [.....] che sapeva tutto partecipò ad un incontro a Roma al quale partecipavano preti e catechisti di un certo livello (secondo il loro metro di considerazione) riportò ciò che era successo e riferì un particolare di rilievo che successe:
Kiko disse a Marco con rimprovero e rabbia che per sua colpa il cammino neocatecumenale aveva seriamente rischiato di chiudere i battenti!
Ci fu un grande sfogo da parte di Kiko, non in difesa della vittima o dell'innocente ma in difesa della sua setta.
Ma cosa potevo mai immaginare da lui se non questo?  In fondo proprio lui ha innescato questo maledetto meccanismo.

80 commenti:

l'apostata ha detto...

Oltre alle responsabilità gravissime morali e penali di quello schifoso maiale, oltre alla unica preoccupazione del signor trettre dottor (h.c.) Arguello di difendere l'organizzazione della setta dallo scandalo fregandosene del trauma e del dolore di quella povera ragazzina; oltre alla disgustosa omertà tra i kikatekisti adulti nella fede, illuminati e discernenti, una cosa soprattutto emerge: il comportamento dei pastori.

Sono i più colpevoli di tutti, loro, maiale a parte.

Questo spiega perché la prima preoccupazione di Sankiko fu quella di farsi affidare il totale controllo di un Seminario già trent'anni fa.

Ha ottenuto il dominio di un cosiddetto clero, sottomesso ai suoi ordini, prono all'organizzazione, disobbediente alla Chiesa, connivente con il loro padrone, ignorante in molti casi e senza vocazione.

Ma voi ci pensate? Un laico qualunque, che professa eresie, senza nessuna approvazione di catechesi e quant'altro, riceve l'autorità di aprire un Seminario e organizzarlo come pare a lui, compreso il vaglio delle presunte vocazioni.

Qualcosa non torna, ma qualcosa di grosso però.

Perché glielo hanno permesso? E soprattutto, chi c'è dietro Kiko?

Non venissero a raccontare che Dell'Acqua era un santo e riconobbe e aiutò un altro santo.

Menzogne. Non ci crederebbe proprio nessuno. E' palese che dietro a quel pagliaccio ci fosse e c'è un burattinaio molto più intelligente e calcolatore.

Quello è stato il vero punto di non ritorno: l'avergli permesso di formare un clero a sua immagine e somiglianza che prende ordini solo da lui.

Al servizio della diocesi? Ma quando mai!

L'ho già scritto e lo ripeto, sono menzogne. Ricordo uno della mia ex comunità spinto ad entrare nel RM.

Una sera raccontò quasi piangendo che durante uno scrutinio i suoi "formatori" del seminario gli chiesero esplicitamente: "Quando sarai ordinato tu obbedirai a Kiko o al vescovo"?

Lui rispose: "Al vescovo".

I formatori: "No, tu devi obbedire a Kiko".

Entrò in crisi profonda e dopo un certo tempo lasciò il seminario.

Questa è la realtà, il resto sono solo chiacchiere, come la favola dei Mamotreti corretti.

Sono lo specchietto per le allodole, i kikatekisti continuano a ripetere le stesse cose.

Fanno come il loro padrone Sankiko, che strilla "viva il papa" e fa come gli pare.

Del resto che la radice del Cammino sia l'ipocrita disobbedienza lo si verifica facilmente tutti i sabato sera.

Se i presbiteri fossero obbedienti alla Chiesa non permetterebbero gli abusi liturgici. Punto.

Sono i fatti che contano, non le parole, e i fatti dimostrano a chi appartengono i preti RM.

E' colpa del loro silenzio se nelle kikatekesi si diffondono eresie.

E' colpa del loro silenzio se negli scrutini si violentano le coscienze.

E' colpa del loro silenzio se avvengono gli scandali come quello della discussione attuale.

E' colpa del loro silenzio se si perpetrano abusi liturgici.

Bei sacerdoti che siete!

Bella formazione nei RM!

I frutti del Cammino? Andate a Guam, ci sono tutti.

Qualche presbitero RM se la sente di discutere su questo blog o obbedisce all'ordine di Sankiko e non naviga in internet?

E in Curia, i supremi pastori vestiti di rosso, simbolo dell'essere pronti a dare il sangue per la Chiesa, continuano nel loro sonno perenne, tra un gioco di potere e l'altro, scandalizzando il gregge abbandonato ai lupi.

Dio ve ne chiederà conto, anche se dimostrate di non crederci.

sandavi ha detto...

È bene capire che il vero scandalo non è il fatto in sé (orrore che si verifica continuamente anche nel mondo ecclesiastico) ma la reazione di Kiko, che si preoccupa del bene del cammino e sopratutto non ha denunciato il crimine, non ha cacciato il responsabile con ignominia. Se l'avesse fatto avrebbe dimostrato forse che la sua ispirazione è reale, invece ha confermato ciò che sapevamo. Gli interessa solo della sua creatura

Giuseppe ha detto...

Il cammino fa veramente schifo. Setta delle peggiori. Vergogna per Kiko e per quella parte di Chiesa che l'appoggia. Vi state prenotando un posto all'inferno. Non è più tollerabile. Una subcultura che allontana dalla fede. Tu lo dici tanto per farti bello, ma io ti dico: Kiko sei veramente UN ESSERE DISPREZZABILE E IPOCRITA; UN PAGLIACCIO! Ma il tuo teatro non durerà ancora lungo. Come disse il Papa ai mafiosi: "anche per te e per tutti i tuoi complici, verrà il giudizio di Dio, prima o poi"
Giuseppe

Anonimo ha detto...

Stanno veramente tirando la corda.
Stanno veramente nutrendo dubbi e incertezze sul loro futuro ma anziché rendersi umili fanno ancora di più gli arroganti, i presuntuosi, i superbi e aggiungerei anche i bugiardi: in più parrocchie, fateci caso, in fondo all'annuncio della solita solfa delle catechesi iniziali ho letto che "dopo la morte di Carmen fondatrice del cammino insieme a K.Arguello e dopo l'approvazione degli Statuti-( e sappiamo con quali modalità)-appare evidente la necessità di portare il C.V.II nelle parrocchie affinché siano sempre di più comunità di comunità come dice anche il Papa in Evangeli Gaudium"
Ma vi rendete conto di quale mistificazione? Tirate fuori i passi precisi, i punti dove il Papa dice che bisogna trasformare le parrocchie in comunità a immagine del c.n.!Soprattutto: presbiteri che vi prestate a pubblicizzare simili menzogne obbedendo a catechisti laici, che vi hanno sottomesso essendo a conoscenza di ogni vostra debolezza, e al vostro santone e dio K.A. dov'é il vostro timor di Dio quello vero? dov'è la vostra coscienza?
Si dice che il sale è nella coda.....
D.

Anonimo ha detto...

Leggendo la testimonianza di questa ragazza mi è venuto da piangere, mi batteva forte il cuore e mi tremavano i polsi.
Riesco soltanto a dire una cosa sul comportamento di questi "catechisti", di questi "presbiteri", su KIKO e sul CAMMINO: CHE SCHIFO!!!!!!!
BASTARDI, DOVRETE RENDERE CONTO A DIO PER TUTTO QUESTO... E MOLTO ALTRO!!!!!
Nessuno di loro ha avuto il coraggio di consolare e aiutare la vittima di quegli abusi e di quella violenza, e nessuno di loro ha denunciato l'accaduto alla Polizia o Carabinieri. CHE SCIFO!!!!! VERGOGNATEVI!!!!!

Nel mio piccolo vi garantisco che io, mio marito e i miei figli faremo di tutto affinché il Cammino termini prima possibile.
Desidero soltanto che KIKO sopravviva abbastanza a lungo per vedere la sua opera (il Cammino) e la propria immagine completamente distrutte da DIO e dalla VERITA'!

Annalisa (e suo marito, anch'egli disgustato)


Giuseppe ha detto...

Giuseppe ha detto...
Come suona realisticamente vera, dopo questa testimonianza drammatica, la confessione teatrale e ipocrita dell’ipocrita Kiko
IO SONO UN ESSERE DISPREZZABILE E IPOCRITA; COME UN PAGLIACCIO PREDICO TANTE VOLTE COSE CHE NON FACCIO... Kiko, finalmente, anche se non ci credi, hai detto una cosa vera!
Ma qual’ è il problema? Lo hai insegnato fin da principio a tutti i tuoi imitatori, con il tuo libro Dis-Orientamenti che:
"...Non si può evangelizzare senza essere testimoni di quello che dite. NON SIGNIFICA CHE DOVETE ESSERE TESTIMONI DI TUTTO... (OR, p. 381)
Col cavolo che andavano a catechizzare, se dovevano smettere di ESSERE DISPREZZABILI E IPOCRITI come te.
Non ti ricordi che hai scritto:
"ALCUNE VOLTE PUO’ CAPITARE ANCHE DI DIRE DELLE COSE ESAGERATE E BISOGNA ACCETTARLO" (OR, p.383).
Come dire, intanto voi proclamate, proclamate e poi si vedrà. Magari in mezzo a tanti che ascoltano, qualcuno vi crede. Dite pure che:
“La posizione del Servo di Jahve è chiara. Per noi il vangelo non è né utopia né esagerazioni: SI COMPIE ALLA LETTERA” (OR, p.371).
Sappiate però cari figli miei, ma questo, lo sapete solo voi, perché il libro è segreto, che:
“QUESTO NON VUOL DIRE CHE AVERE CARITA’ SIGNIFICHI ESSERE IDIOTA” (OR, p.400).
Se quelli non mettono i soldi nel sacco, se non si liberano dei loro beni, prendeteli a martellate in testa, perché:
“QUESTO DI NON ESSERE MORALISTA NON VUOL DIRE “FAI QUELLO CHE TI PARE!” (OR, p. 395).
Altro che gratis, se non pagano buttateli fuori:
"Se Dio non ti dà i soldi necessari (pardon i "doni necessari"), probabilmente CIO’ SIGNIFICA CHE SEI CHIAMATO A PERCORRERE UN’ALTRA STRADA" (OR, p.351) …e meno male!
Domanda per Kiko: ma adesso che abbiamo scoperto i tuoi trucchi, cos’altro ti inventerai, per continuare a imbrogliare e fare stare male le persone?
Rifletti sulle tue stesse parole: “Lui (Gesù Cristo) mi aveva preparato tutto un programma…una liberazione…in confronto a quello che HO SOFFERTO per I MIEI COMPLESSI, PER L’ODIO VERSO MIO PADRE e mia madre, PER I MIEI CONFLITTI CON LE RAGAZZE, per una serie di avvenimenti che mi facevano stare in SCHIAVITU’; ma soprattutto per L’INCAPACITA’ DI AMARE, PER IL DESIDERIO SMODATO DI CERCARE ME STESSO, DI TRIONFARE, DI VINCERE. E NEL MONDO SI TRIONFA SOLAMENTE UCCIDENDO GLI ALTRI”.(OR,p.384-385)
Perchè vediamo purtroppo, che come il lupo hai perso il pelo, ma non il vizio.
Giuseppe

Anonimo ha detto...

Lo scandalo piu' forte è il fatto che il sacerdote che l'ha confessata non ha suggerito alla ragazza di andare dai suoi genitori, dire tutto e, e con loro o senza di loro, recarsi al piu' vicino posto di Polizia per denunciare l'infame.

I fatti di Catanzaro comunque ci illuminano pero' sul "dopo denuncia" :(

Anonimo ha detto...

Non è la prima volta che sento storie simili e una volta capitò qualcosa di simile anche nella parrocchia dove frequentavo il Cammino. Anche il quel caso si allontanò il molestatore in silenzio per non danneggiare il Cammino.

I mamotreti sono stati emendati ma il fatto è che i catechisti più vecchi sanno a memoria quelli "non emendati", non avranno mai letto quelli "nuovi", e così ripetono sempre i vecchi errori. Un esempio: nei vecchi mamotreti, gli scrutini riportavano anche le risposte alle domande in quelli nuovi sono state tolte per motivi di privacy, diciamo così. Molti usano quelli vecchi perché, leggendo le risposte e la reazione di Kiko, imparano a come comportarsi in certe situazioni.

Nei seminari RM quello dell'ubbidienza è un problema ENORME specialmente dopo il caso di d. Fabio Rosini aggravato dalla insofferenza di Kiko per l'impossibilità di mandare i suoi preti in missione. Infatti, essendo il seminario RM "missionario", Kiko vorrebbe inviarli al più presto in missione altrimenti "perdono la vocazione". Ad esempio, il card. Vallini vuole che stiano a Roma almeno 3 o 5 anni (non ricordo) prima di prendere in considerazione se autorizzarli ad andare in missione. In questo periodo, lavorando nelle parrocchie, molti toccano con mano le difficoltà del cammino ad arrivare alla gente, anzi il cammino le allontania dalla chiesa. Nascono crisi di coscienza e raffreddamento verso il cammino fino a lasciarlo.

cncspy


Anonimo ha detto...

Quanto mi dispiace leggere questa testimonianza. Quanta sofferenza mi ha causato sentire la sua di sofferenza.
Appena posso realizzare che sia stata certa tutta questa indifferenza e mancanza d'amore e della più elementare carità.
Sono sicura che nemmeno c'è stato amore alla verità, tutti avranno voluto credere che la storia che circolava, senza mai essere stata raccontata della ragazza perché nessuno le ha chiesto di sapere cosa fosse successo e come si sentiva, fosse che c'era stata una storia fra loro, che lei l'avesse innamoriscato, che avesse sempre risposto alle sue telefonate, che fosse andata da sola alla sua stanza... Nessuno ha considerato che lui fosse un violentatore (voglio pensarlo) perché come giustificare che abbia continuato nel proprio ruolo di catechista, che non abbia dovuto dare spiegazione a nessuno, nemmeno ai genitori di questa ragazza che adesso vorrei abbracciare. Ne alla polizia, e nemmeno l'abbiano inviato a chiedere perdono, anche se sarebbe stato ridicolo comunque. Tutti hanno preferito credere lo che era conveniente al cammino. Ma tutti!!! Il suo responsabile che sapeva, i suoi amici, i fratelli di sangue, i suoi genitori!! Voglio piangere!

Valentina Giusti ha detto...

La colpa dei sacerdoti, l'apostata, è quella di essere, in ordine:
-degli Innominati prima della conversione (quelli che sono tra i 13 o i 72, i vescovi come Apuron ecc.)
- dei don Rodrigo rapaci e goderecci (quelli che scorribandano nei team catechistici del mondo intero);
- dei don Abbondio (come il presbitero di questa ragazza).
Comunque di tutti fa giustizia la Peste.

l'apostata ha detto...

@ Valentina

Il problema è che all'orizzonte non si vede nessun cardinale Borromeo che voglia rimetterli in riga...

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Sconvolgente. Stento quasi a crederci.
Il pensiero a ciò che ha passato la ragazza mi commuove profondamente. Avrei voluto essere lì per proteggerla, non solo dal catechista, ma anche dagli altri infami che l'hanno accusata.

Non mi meraviglia tanto che un emissario di satana possa inserirsi in una realtà ecclesiale, ma che questa difenda il colpevole!

Se la storia risponde a verità, e credo proprio di sì, non fosse altro perché ci sono indizi per cui, se qualcuno volesse, potrebbe fare delle indagini, allora Kiko non è un santo, ma un CRIMINALE.

Così come quei preti e quei catechisti che hanno protetto chi, invece, dovevano fare arrestare.

Se qualche camminante fosse in ascolto, lo invito a esprimere il suo parere sulla faccenda.

Pax ha detto...

Sono totalmente d'accordo col primo commento dell'apostata delle 8: 56. Non avrei saputo esprimermi meglio. Lo stesso con Sandavi e Valentina, grazie.
Ma è' mio dovere dare qui testimonianza: una cosa determinante nella mia uscita dal Cammino è' stata una storia fotocopia di quella raccontata dalla ragazza, con toni devo dire ancora piu' inquietanti e oscuri a causa della megalomania congenita del catechista schiavo del sesso che era anche malato di "profetismo maniacale diabolico".
Una storia terribile, ma sento mio dovere scrivere qui perché' voglio sottolineare degli aspetti che sono per me conferme e sono testimonianze, contro i denigratori di questo blog, come carboni ardenti sulla loro testa perché' non parliamo di confronto di idee ( che pure ha il suo valore) ma di fatti concreti, come dicono loro, di storie di persone usate abusate e gettate via piene di dolore.
1. Il fatto di cui parlo è' stato gestito dai catechisti responsabili direttamente guidati da Kiko e da Kiko stesso alla stessa identica maniera descritta.
2. noi fuori dal coro ritirando sempre in ballo questa storia insabbiata perché' la ragazza era devastata e il/i responsabili del misfatto intanto facevano una brillante carriera nel Cammino siamo stati, insieme alla ragazza irretiti, minacciati, ....
3. la ragazza, in particolare, è' stata definita pazza, che infondo era lei ad essere innamorata di .......... Invidiosa della moglie, piena di peccati e cattivi pensieri e anche un poco visionaria..... Chi sa quanto della sua orribile storia lo aveva inventato di sana pianta. Dato che il mostro ha sempre spudoratamente negato tutto.
4. più' e più' volte le è' stato ordinato di chiedere lei perdono......per i suoi tremendi giudizi; alla fine piena di odio e rabbia si è' allontanata dalla comunità' dalla Chiesa dal mondo circostante in dissidio con i suoi di famiglia, tutti in comunità'.
5. La motivazione era che sarebbe stato un disastro per il Cammino, per questo la ragazza che non perdonava era preda del demonio che, attraverso lei, voleva distruggere il cammino.
Mi sento male ora non posso più' continuare..... Dico solo che questo evento, essendo anche io catechista in mezzo a questo macello, mi ha permesso di vedere. Le maschere sono cadute... Il cosiddetto bene che fa il Cammino ........ ed è' apparso ai miei occhi un sistema inumano che schiaccia i deboli, senza misericordia, senza pietà', senza ripensamenti, senza rimorsi.
Sicuramente da questo fatto è' iniziata una rilettura di tutto. È' andata sempre peggio negli anni successivi. Potrei scrivere un libro. Fino all'uscita finale irrevocabile e benedetta.
Ultimo aspetto un'altra arma viene sistematicamente usata in questi casa, è' stato vero per la ragazza ma anche per noi, la Calunnia menzogne e cattiverie messe in giro per togliere credibilita' a chi non si sottomette alle regole di omertà', mistificazione, abuso e quant'altro.
Questi sono gli strumenti di lavoro utilizzati dai mega-catechisti e dal loro Grande Capo e dalla Capessa, che era tale e quale, con una punta di acido in più'. Parlo per averla conosciuta.
Con l'apostata concludo... I frutti del cammino?....... Ma andate a...........Guam: ci sono tutti. E aggiungo restateci, in un' isola in mezzo al pacifico. Tutti.

Anonimo ha detto...

In tutta questa storia da voltastomaco c'è un elemento che mi sfugge: i genitori.
Non vengono menzionati tranne per precisare che sono in comunità e lei è figlia del cammino... per il resto niente... assenti? non pervenuti? ignari dei fatti? appecoronati al diktat di catechisti e responsabili?
Sarebbe interessante capire il loro ruolo o non-ruolo.
Perchè parlando con onestà, da genitore, io avrei fatto scoppiare un casino incredibile e denunce a raffica. Su me stesso posso anche soprassedere, ma sui miei figli no.

Aggravante in squallido questo episodio, sottolineato anche dalla ragazza, è che questo sedicente catechista ha approfittato del suo ruolo, esercitando anche quella forma di pressione psicologica/plagio dovuto al fatto di essere "più alto in grado"...

Etneo

Anonimo ha detto...

salve !

sicuramente ci sarà per tutti una giustizia divina , e credo che sarà molto dura , le parole del vangelo non lasciano dubbi.

" .....Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, è meglio per lui che gli si metta una macina da asino al collo e venga gettato nel mare. ... "

vale anche per quelli che omettono di vigilare , presbireri e responsabili in testa.

comunque , in questo calvario di questa ragazza non vedo emergere la figura dei genitori, prova è del fatto oramai acclarato che : la figura genitoriale nel cammino neocatecumenale è nulla , totalmente asservita al volere dei responsabili/catechisti, quindi forse anche complice.
vale anche per loro il versetto del vangelo, ma riflettendoci , vale per tutti quelli che "si girano dall'altra parte " sia per calcolo o per vigliaccheria.

Autore della Lettera ha detto...

Nel CNC c'è una visione distorta di tutto. Ad esempio, in questo caso, per un catecumento lo scandalo non è il fatto che questo sia successo (con l'aggravante che a costui siano state di fatto affidate anime da guidare mediante la predicazione a Dio) con conseguente riflessione su cosa significhi che un catechista di lungo corso sia coinvolto in un reato tanto grave in relazione all'adesione a un percorso di Fede; lo scandalo consiste nel fatto che questo venga detto, venga palesato, venga portato alla luce: perché se manifestare l'altrui peccato è un peccato a sua volta, qui c'è l'aggravante che ne risentirebbe il CNC.

Il CNC promuove un totale svuotamento di senso di qualsivoglia concetto cristiano, lasciando solo un guscio esterno che pensano possa non solo sostituire, ma anche superare il tanto odiato vestitino da prima comunione.

Il CNC rende tutto ambiguo, ma da un lato è ovvio che sia così: confondono la sostanza con la forma (e la forma poi non è neanche granché). Le azioni rivelano il cuore, solo che per loro il cuore è irrimediabilmente malato e quindi qualunque catecumeno, o per lo meno la stragrande maggioranza, di fronte a un racconto del genere e al fatto che sia stato messo tutto a tacere direbbe una e una sola cosa: "siamo deboli, io potrei fare di peggio". Il che è tristemente vero, perché nascondersi dietro una frase di per se giusta della quale però è stato stravolto e distorto il vero significato si traduce nel non difendere il debole e la verità: situazione grave almeno quanto il fatto stesso, perché ti fa complice.

Alla vittima, il cui senso di colpa purtroppo capisco (sebbene per cirostanze molto diverse) e che spero legga, dico una cosa che mi disse una monaca e che credo mi abbia salvato la vita, perché riaccese una Speranza che non sapevo essere seminata in fondo al cuore: non esistono ferite che Dio non sia in grado di guarire. E questo nel tempo si sta dimostrando vero giorno dopo giorno.

Ti auguro di poter fare questa scoperta, che per me è stata determinante anche nel prendere le distanze dal CNC, perché iniziai a chiedermi come mai, in 21 anni di cammino, nessuno me l'aveva mai detto e come invece il senso di colpa che avvertivo fosse stato nel tempo alimentato da frasi sempre volte ad avere una orribile concezione di me stessa e ad accusarmi di cose assurde, cosa totalmente diversa dal disprezzo di sé predicato dai Santi.

Un grande abbraccio

Don Giuseppe ha detto...

Caro Etneo,
I genitori, come io ho sempre imparato nel Cammino, hanno messo in pratica sicuramente quello che si insegna nel cammino:" l'amore al nemico", anche quando il nemico dovesse stuprare tua figlia!
Ve lo garantisco, così ci dicevano! Perciò questi genitori quando vanno al "gruppo dei garanti" gli viene chiesto (dopo le decime, se le hanno date) se hanno dei nemici. Cosa avranno dunque risposto? Si! Quelli che hanno stuprato tua figlia sono nemici e Gesù ci dice di amare i nemici, perciò...... Ecco il trucco caro mio!
Io so solo che Gesù ha sempre voluto la Verità, e che la verità non va nascosta, come il Vangelo di oggi dice!
Vedi come la girano su?
Se qualcuno di loro leggono questo mio intervento sanno chi sono, quel sacerdote che ha preferito per amore di Gesù e della Chiesa lasciare una schifezza ben organizzata.
E ce ne sarebbero da raccontare.
Ma ha ragione chi dice che i vescovi dormono sonni tranquilli e non vanno a vedere veramente che cosa fanno e dicono!
Don Giuseppe.

sandavi ha detto...

Caro Pax, fa bene parlarne. Loro vivono di segreto e questo è il loro punto debole. Se vuoi scrivimi il racconto al mio indirizzo di posta che trovi cliccando sul mio nick e lo pubblicherò. Io tuo racconto di testimone oculare darà forza alla testimonianza di questa ragazza.
È bene che gli scandali vengano alla luce per evitarne di peggiori, colpire gli esecutori e i complici, e mettere in guardia

Lino ha detto...

Ricordo una frase spettacolare, di un film che tutti hanno visto: "Quello che succede nel miglio [verde], rimane nel miglio. Da sempre".

Questo il problema. Sin dal 1972, i fondatori hanno insegnato: "Alla gente non dite nulla di tutte queste cose...", "Non imbarcatevi per nulla in questo discorso parlando con la gente perché creereste un mucchio di problemi". La lezione rimane, per tutte le cose: non si devono creare problemi al Cammino.

Giuseppe ha detto...

@autore della lettera

Nel CNC c'è una visione distorta di tutto. Ad esempio, in questo caso, per un catecumeno lo scandalo non è il fatto che questo sia successo...LO SCANDALO CONSISTE NEL FATTO CHE QUESTO VENGA DETTO, VENGA PALESATO, VENGA PORTATO ALLA LUCE: PERCHE' SE MANIFESTARE L'ALTRUI PECCATO E' UN PECCATO A SUA VOLTA, QUI C'E' L'AGGRAVANTE CHE NE RISENTIREBBE IL CNC.

GRAZIE PER QUESTE PAROLE. È uno dei temi capi saldo del Cammino, cioè quello di morire per l’altro, di non resistere al male, il tema che più interrogava la mia coscienza, che mi ha dilaniato per tanti anni. Da un lato sentivo che era vero, ma dall’altro mi difendevo e non avrei dovuto.

QUALSIASI RAGIONAMENTO,che mi portava a metterlo in discussione, mi appariva come frutto della mia debolezza di fronte al vangelo. Ancora oggi è per me motivo di lotta e di difficile comprensione. Tant’è che a volte invidio, chi vive fuori dalla Chiesa che non ha di questi problemi, che sa come comportarsi a prescindere, che si basa sul semplice buon senso.

KIKO E' VENUTO AD INCASINARE TANTA GENTE. Gli svuota la mente e non sanno più come vivere e chiedono sempre consiglio a quegli ignoranti dei catechisti. Naturalmente ci sono poi i furbi, che se ne fregano di quello che dice Kiko e finiscono il cammino, senza avere mai avuto problemi. È un tema a parer mio che andrebbe sviluppato ulteriormente.

“DEPROGRAMMATI DAL CAMMINO”, in attesa di completare la riprogrammazione, si diventa delle nullità, ma tanto per ogni problema ci sono i catechisti, che sono ancora più miserabili di te. Le pezze di appoggio non mancano, "siamo deboli, io potrei fare di peggio”. Fino a quando scatta quel non so che e ritorni a vivere.

KIKO ENTRA COME UN ELEFANTE dentro la cristalleria dei tuoi sentimenti e dei tuoi convincimenti, anche quelli sbagliati e distrugge tutto. Temi molto delicati per l’equilibrio di una persona, vengono trattati selvaggiamente, senza nessuna preparazione, anzi con la deformazione di salvaguardare ad ogni costo il buon nome della causa.

ANZICHE' OPERARE CON IL BISTURI, che non hanno, ti saltano addosso con ascia e coltelli e ti strappano il cuore. Basta! so che mi sto ripetendo, ma mi si è aperta una ferita.

CONCLUDO DICENDO CHE LE PORCHERIE DEL CAMMINO,le porcherie che escono alla luce, sono soltanto la punta dell’iceberg e che tantissimi drammi familiari e personali, sono il vero tessuto connettivo di questa esperienza pseudo cristiana.

KIKO PERSONA DISTURBATA sta facendo ammalare tante altre persone. Come il demonio, vuole condurre altri al suo misero destino e la Chiesa che fa? Applaude!!!

GIUSEPPE

Anonimo ha detto...

sicuramente la giustizia divina sarà terribbile per tutti i responsabili di questa setta. ma io qualche volta vorrei anche una giustizia terrena, perche non fate i nomi di questi CRIMINALI? Coprirli con nomi di fantasia e non denunciarli alle autorità significa lasciarli fare quello che vogliono. kiko lo ha trasferito da un'altra parte,e quello continuerà con altre povere figlie ANGELO

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...


Inserisco un piccolo scambio di email con un neocat doc, Buon divertimento!

KUK69:
Caro Daniel ho letto qualche intervento sul blog degli osservatori e faccio fatica a credere che una persona possa scrivere male, in un blog sfacciatamente in malafede, contro un cammino di fede che ha dato e continua a dare frutti buoni, io sono uno di questi. 

DANIEL L:

Caro Kuk69,

                  1. Chi sei, un Kuku? o Kukuksclan? Prima di mandarmi una email, identificati. Così rimani anonimo e non va bene. 
                   2. Perché mi insulti, affermando che scrivo male. Nesuno me l'ha mai detto, che scrivo male, eccetto mia moglie.
                   3. Forse volevi dire che scrivo male, perché combatto il Cammino neocatecumenale? 
Il blog è quello che è: qualcuno scrive contro, non solo in malafede, alcuni scrivono pro, io scrivo sfacciatamente in buona fede e per esperienza controKiko e la sua creatura il CNC.
                    4. Anzi, ti comunico che faccio due cose: sto pubblicando dall'editore Segno un libro con il titolo: "Kiko Arguello, santo o impostore?"
e un' altro: "Kiko, ti voglio parlare..."
                    5. Anche se non ti sei presentato, non so chi sei, non di vedo, in questo momento prego per te. Se mi comunicherai il tuo nome, la preghiera acquisterà  più' forza.

                     Un cordiale saluto in Maria e Gesù,

                                                                             Daniel Lifschitz


Kukù 69:

Noto con dispiacere che vi arrabbiate facilmente e non e' mia intenzione arrivare a questo. Non mi sembra di essere stato offensivo nei suoi confronti forse un po' nei confronti del blog. Mi chiamo Antonio e' la mia curiosita' verso di lei deriva dal fatto che mi sembra strano che una persona dopo tantissimi anni possa parlare male di una struttura che comunque lo aiutato nella vita(spero) e sinceramente anche se avessi tutte le motivazioni di questo mondo non metterei mai le perle davanti ai porci (Mi riferisco ai gestori del blog degli osservatori). Approfitto per augurarle una santa vita nel Signore. Antonio


Daniel L.

Ti sbagli, caro Antonio, mi arrabbio molto difficilmente, solo con mia moglie; anzi ora, che ho 80 anni quasi mai, poi mi calmo subito.
Non sono arrabbiato con Kiko Arguello, ma lo compatisco, perché ho la certezza che lavora sotto l'influsso del demonio, e se tu ed io abbiamo ricevuto dei benefici dal CNC , non è grazie a lui e a Carmen, pace alla sua anima, ma a Dio, che sa trarre fuori dal male, quando vuole, il bene.
Forse già fine di questo mese usciranno presso l'editore "Segno" due libri contro di lui. Se vuoi li puoi prenotare allo sconto del 60 %.
Cordiali saluti in Maria e Gesù,

Daniel Lifschitz

Kukù69:

Ti ringrazio non mi  interessa, vendili agli amici del blog. La pace


Anonimo ha detto...

.....anche perche questi sono talmente esaltati che secondo me SONO CONVINTI CHE DIO SIA CON LORO. Angelo

Anonimo ha detto...

lo sapete quante brave persone non mandano i loro figli in parrocchia per paura di pedofili? non capite che l'apostasia generale è dovuto anche a questi accadimenti? io purtroppo credo di no! Angelo

Giuseppe ha detto...

Grazie Don Giuseppe "Quelli che hanno stuprato tua figlia sono nemici e Gesù ci dice di amare i nemici, perciò...... Ecco il trucco caro mio!
Io so solo che Gesù ha sempre voluto la Verità, e che la verità non va nascosta, come il Vangelo di oggi dice!
Vedi come la girano su?
Parole sante Don Giuseppe.
Sono costretti a rigirarla per non essere costretti ad ammetere il fallimento spirituale della loro formula religiosa.
Ci diranno, che in realtà il cammino la verità te la fa dire. Rammentiamoci gli scrutini, l'accusa al fratello, come aiuto per la sua conversione. Ma dev'essere una verità, che non nuoccia al cammino e che rimanga perciò all'interno.Quei genitori non dovranno denunciare alle autorità pubbliche. E'un retrocedere a quella contrapposizione stato-Chiesa, superata dalla storia. Ma il cammino è fuori dalla storia,ovverossia vuole riscrivere la storia del cristianesimo, partendo da un nuovo inizio. Gli iniziatori del cammino, evidentemente si ritengono più bravi degli apostoli o dei loro successori. (Questo è un dato comune a molte sette fondamentaliste cristiane o peseudo cristiane, per esempio come i TdG)
Ma Kiko non può più ritornare indietro nei suoi passi. E' costretto, come diceva l'autore della lettera a forzare il contenitore, perchè non si scopra, che di contenuto non c'è n'è e sia costretto a ripensare tutto il cammino. Questo si presume, lo faranno alla sua morte.
Giuseppe

Sebastiano ha detto...

E' forte questo blog perche' fa passare i Nc come anticristiani additandoli di "COMPIERE IL VANGELO". Cari amici miei "Osservatori" leggevo l'intervento di tale Don Giuseppe e mi e' subito balzato agli occhi il fatto che si condannasse chi perdona l'aguzzino come se fosse un invenzione di kiko. Nessuno mette in dubbio che non e' facile compiere questo gesto, nessuno mette in dubbio che la verita' deve essere rilevata, ma da questo a dire che il cammino "obbliga " a perdonare ce ne vuole. Ci sono stati e cisaranno sempre cristiani che con l'aiuto dello Spirito possono compiere questa parola che e' VANGELO, stiamo freschi se questi sono i sacerdoti che devono guidare le pecore. Sebastiano

Antonius ha detto...

Alla ragazza di questa testimonianza:

Kiko assieme ai figuri che vuole proteggere come quello che hai avuto la sventura di incontrare nella tua vita si dovrebbero inginocchiare davanti a te e implorarti perdono, invece di difendere satanicamente il CNC.

Allo stesso modo dovrebbe fare davanti alle sue vittime il vescovo neocat Apuron per gli stessi danni arrecati ai bambini a Guam (e non sappiamo dove altro ancora).
Stesso metodo protettivo al contrario adottato dal CNC: si difende il violentatore e si offende addirittura il violentato.
Sono arcisicuro che alcuni degli autori di questi crimini saranno stati avvisati della notizia qui postata da qualche loro compagno di merenda omertoso e collaboratore.
A loro vorrei dire che sono graziati fino ad ora per il fatto che possono contare su una rete che a quanto pare li può proteggere: ma fino a quando?
Non si vive mai in pace in questa situazione.
Come sta il pedovescovo Apuron che si nasconde nel seminario di Guam "protetto" dai seminaristi che vivono li?

Una comunità umana sana tende a difendere la sua parte potenzialmente vulnerabile e fa di tutto per proteggerla.
Adulti nella fede non può essere sinonimo di paralizzati mentali: addirittura qui non si arriva neanche ad essere persone umane se non si pensa a porre degli argini a difesa di chi ha bisogno di protezione come nel caso di questa ragazza.
Altro che comunità nc di cristiani adulti nella fede: qui mancano le fondamenta; manca l'ABC!
Chi può cominci a parlare e possibilmente anche nelle sedi appropriate.


LAPAZ ha detto...

Valentina: I have translated this post in the best way I could, because there were some sentences very difficult for me. Here you are: http://www.junglewatch.info/2016/10/another-black-spot-on-inmaculated-kiko.html
If that girl read this, I whish her the best healing...You are not alone! Thank you and a warm hug from Spain.
Kisses for everybody.

Lino ha detto...

@ Daniel Lifschitz
e, p.c.,
Sebastiano 19:29

Ma questo bel tomo di Kukù 69 che chiama "porci" i gestori del blog degli osservatori, sta compiendo così la parola del Vangelo? Sta dimostrando così l'amore al suo nemico?
Mistero strabico della fede NC :-)

Anonimo ha detto...

Facciamo che succede a tua figlia e poi le fai chiedere tu perdono al suo violentatore. Questi falso buonismi non interessano più a nessuno. L'universo non è progettato per questo. Quello di cui tu parli è un'invenzione sadica proprio per giustificare e far tacere fatti simili. La pacchia è finita belli....ribellarsi e ribellarsi ancora finché le pecore diventeranno lupi!

Giuseppe ha detto...

@Sebastiano
Sebastiano che ha detto...
...ci saranno sempre cristiani che con l'aiuto dello Spirito possono compiere questa parola che e' VANGELO,

Credo che tu creda sinceramente nel cammino. Ma io ti chiedo: "come si compie la Parola del vangelo, coprendo gli stupratori e isolando le vittime? E se ti aiuto ad aprire gli occhi, per vedere la "sporcizia" che c'è nel cammino, questo non è amore?"

Gesù vegli su di te

Anonimo ha detto...

@Sebastiano
Perdonare non significa sotterrare e neanche insabbiare. Lo stupro è un REATO! E come tale si ha tutte le ragioni di questo mondo a denunciarlo. In più qui si hanno due aggravanti: 1. Il plagio e la manipolazione operate dal catechista, che tra l'altro bestemmia orrendamente Dio invocandoLo - che faccia tosta!- a sostegno delle sue nefandezze. 2. L'omertà mafiosa imposta dai vertici. Ora, il Signore dice di porgere l'altra guancia, non di dare il proprio corpo agli aguzzini! Un ambiente che sceglie di difendere i malvagi e attaccare le vittime non è cristiano e forse neanche umano. Lorenzo C.

Lino ha detto...

La questione è che persone come Sebastiano vengono a catechizzarci come se qui si ignorassero il Vangelo e le lezioni di Kiko.
La lezione di Kiko sul "nemico" sta di seguito, nella famosa catechesi del furto nell'appartamento:

http://www.collevalenza.it/Cesdim/08_Cesdim_0178.htm

"Se qualcuno a voi facesse un’ingiustizia sociale nel lavoro, dove state, vi opprimesse, vi facesse un’ingiustizia, lasciatelo fare, anzi 'fa due miglia con lui'..." dice Kiko.
Non hanno capito uno iota della lezione di Mt 5 che è in opposizione "all'occhio per occhio dente per dente"; ergo, nulla avendo capito, dal furto allo sfruttamento fino allo stupro "lasciatelo fare". Confondono il perdono con la rinuncia alla giustizia, anche sociale. Viva lo sfruttamento, anche su questo bisogna che Kiko dia una lezioncina al Papa quando si scaglia contro gli sfruttatori.

Valentina Giusti ha detto...

Bravissima LaPaz! In men che non si dica ha tradotto il thread odierno e l'ha pubblicato su Junglewatch.
Voglio riportare qui le sue interessanti considerazioni finali.

«Voglio sottolineare questi elementi:
1. Per l'ennesima volta, il Cammino non sta dalla parte delle vittime ma di coloro che abusano ed a favore degli interessi della struttura neocatecumenale.

2. Pur senza entrare nell'analisi dei fatti, è chiaro che ci sono stati diversi abusi che hanno le loro radici in una indebita influenza da parte di una persona adulta e responsabile nei confronti di chi è stato affidato alla sua cura spirituale.

3. Il Cammino, rappresentato da chi è stato scelto per ogni grado della sua struttura (responsabili, catechisti, sacerdoti), dovrebbe rispondere riguardo alla responsabilità morale insita nel proprio compito «in formando e vigilando».

4. Il modo in cui si affronta la questione degli abusi sessuali, che ha colpito anche la Chiesa Cattolica, sembra essere quello de "il fine giustifica i mezzi". Kiko pensa che sia meglio sacrificare la fede di una persona che perdere centinaia o migliaia di adepti neocatecumenali.

5. Mi chiedo quanti casi come questo possono essere stati messi a tacere per decenni. Ciascuno di noi ex neocatecumenali di certo può ricordare quante volte ha sentito suonare un campanello d'allarme ma non sapeva da dove venisse... perché Kiko e i suoi super catechisti nascondono sempre tutti i problemi, anche i più piccoli, ogni idea contraria, tutti gli errori, anche i più stupidi. Kiko è a conoscenza di tutto e vi acconsente, attivamente o per omissione.

Ogni volta che ho avvertito questi campanelli d'allarme e ho voluto indagare oltre, queste persone che sono a conoscenza dei fatti e dei nomi, semplicemente hanno mantenuto il silenzio, con la scusa di evitare che ci scandalizzassimo.

Sebbene il mio problema con il Cammino non fosse correlato con gli abusi sessuali, capisco perfettamente le sensazioni descritte da questa giovane donna: lei è stata il capro espiatorio del male che si è accumulato nel Cammino in un determinato e ben preciso momento.

Nessuno voleva parlare con lei, è anche troppo chiaro il fatto che lei sia stata la personificazione dei peccati commessi a catena da altre persone.
La cosa più e facile, per una collettività, è il focalizzare il proprio desiderio di punizione sulla persona più debole. Come sempre, si verifica il fenomeno della "doppia vittimizzazione delle vittime".

Il suo responsabile è stato così talebano da arrivare a concepire il peccato come volontà di Dio (cosa molto comune tra i neocatecumenali).
Per quanto riguarda Marco, il catechista, non ci sono parole per descriverlo.
Super catechista, itinerante, responsabile dell'evangelizzazione, padre di molti figli, santo coniuge neocatecumenale... si e inventato una teoria secondo la quale Dio ci permette di peccare e, quanto più e pecchiamo, tanto maggiore è la Sua Gloria, in accordo con le stupide idee di Kiko e con l'interpretazione di peccato data dal responsabile della comunità della giovane donna.

La mia conclusione è quella di sempre: noi vediamo solo la punta dell'iceberg.

Il Cammino neocatecumenale è in putrefazione.

Mentre alcuni vescovi e cardinali ballano e cantano con Kiko e la musica dei suoi soldi, diventa sempre più difficile porvi rimedio. Prima o poi si arriverà al collasso.

Ciò che temo è che questo avverrà nel momento peggiore, cioè mentre la Chiesa Cattolica sta soffrendo la sua più grande crisi di credibilità, mentre la nostra civiltà occidentale si sta incrinando e gli jihadisti si preparano a colonizzare un Europa ormai in ginocchio.

Grazie a questa giovane donna per la sua testimonianza. Mi auguro che possa sentire che non è sola.»

Autore della Lettera ha detto...

@Sebastiano

1. E' forte questo blog perche' fa passare i Nc come anticristiani additandoli di "COMPIERE IL VANGELO". Se tu avessi letto pensando a cosa significava quello che leggevi avresti capito che nessuno ha accusato i neocatecumenali di compiere il Vangelo, semmai del contrario. Se sei un bravo catecumeno oggi avrai letto il Vangelo del giorno (Lc 12,1-7): "Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze." Sai che vuol dire? Che la verità prima o poi viene fuori. E negare che sia stato commesso un reato e un peccato di una gravità che tu forse neanche sospetti al fine di salvaguardare un cammino di fede (?!) non fa un grande onore a quella verità che credi ingenuamente di proclamare. Il cristiano ama il nemico, ed è vero, sacrosanto, solo che qui si è tradotto neanche in "nega la verità" ma in "ribalta la verità". Dovresti conoscere la parola di Isaia che dice "Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l'amaro in dolce e il dolce in amaro. Guai a coloro che si credono sapienti e si reputano intelligenti. Guai a coloro che sono gagliardi nel bere vino, valorosi nel mescere bevande inebrianti, a coloro che assolvono per regali un colpevole e privano del suo diritto l'innocente (Is 5,20-23).
Sul serio vuoi che te lo spieghi? Spero capirai da solo che si parla di Gesù e di chi subisce ingiuste condanne. Amare il nemico semplicemente non può andare a scapito della verità. Il tuo è un punto di vista relativista.

2. Cari amici miei "Osservatori" leggevo l'intervento di tale Don Giuseppe e mi e' subito balzato agli occhi il fatto che si condannasse chi perdona l'aguzzino come se fosse un invenzione di kiko. L'aguzzino non ha bisogno di essere perdonato per il semplice motivo che la giuria CNC ha decretato che non è un aguzzino; è un perdono finto, non è perdono. Ha bisogno di perdono chi commette una colpa. Quindi lui non ha nulla da farsi perdonare. Se non hai capito rileggi il punto 1.

3. Nessuno mette in dubbio che non e' facile compiere questo gesto, nessuno mette in dubbio che la verita' deve essere rilevata, ma da questo a dire che il cammino "obbliga " a perdonare ce ne vuole. Il cammino non obbliga a perdonare, per il semplice motivo che non ha il potere di farlo. L'amore al nemico è una Grazia che solo Dio concede a chi la chiede credendo con cuore sincero che questa parola sia la sua salvezza; il CNC si limita a darti una forma esterna, non bada al cuore, a quello che contiene e che gli impedisce di ricevere una Grazia del genere (perché sappiamo che per quello non ci si può fare proprio niente: siamo schiavi del peccato e tali resteremo; non è contemplata la possibilità di scegliere il bene).

4. Ci sono stati e cisaranno sempre cristiani che con l'aiuto dello Spirito possono compiere questa parola che e' VANGELO, stiamo freschi se questi sono i sacerdoti che devono guidare le pecore. Ti ripeto, "Amate i vostri nemici" è una di quelle frasi che il CNC ha completamente svuotato di senso trasformandola in regole che interessano solo l'esterno, e che in questo caso specifico è stata tradotta in "nega la verità se nuoce al cammino". Sui sacerdoti non mi esprimo: stai lì a commentare un intervento di un sacerdote che non ti è piaciuto perché non è cazzuto come i preti RM, ma magari vatti a rileggere come hanno agito quelli coinvolti in questo caso. Sui sacerdoti RM, a parte rarissime eccezioni, si potrebbe stare qui a parlare per ore.

Auguri Sebastiano, ma tanti!

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Sebastià, ce sei o ce fai?

Tutti vanno perdonati (con la grazia di Dio, non te lo scordare, perché nessuno è buono, tranne Dio solo). Anche i mafiosi.
Ma chi difende un mafioso è anche lui un mafioso.

I mafiosi vanno denunciati e incarcerati. O devono continuare a fare i mafiosi?
Se permetti ai pedofili di fare i pedofili con la scusa di perdonarli, i pedofili non si convertono e i piccoli si scandalizzano.

Il tuo è squallido e vile buonismo.

Ricordalo bene: se chi accoglie come un profeta avrà la stessa ricompensa del profeta, chi tollera il peccato ne dovrà rispondere come lo avesse commesso lui stesso.

IN GALERA, diceva Bracardi. I violentatori e chi li compre ombrosamente devono andare in GALERA! Altro che agli onori degli altari

Anonimo ha detto...

certo ,il perdono va bene ,ma GIOVANNI PAOLO II CI HA INSEGNATO ANCHE ALTRO...
dom

sandavi ha detto...

Sebastiano stai delirando, ma non è colpa tua è colpa degli insegnamenti luterani di Kiko.
Ti invito caldamente a leggere il catechismo. Ti invito a leggere anche la storia di Santa Maria Goretti, la quale perdonò il suo assassino, che però si fece TRENTA anni di carcere e solo alla fine chiese e ottenne il perdono dei genitori di lei.
Quella ragazza può perdonare ma il suo stupratore DEVE pagare il crimine, Secondo la legge. La legge esiste per diritto naturale che viene da Dio. Ricordalo.

l'apostata ha detto...

IGNORATE IL FINTO SEBASTIANO

E' solo e sempre l'ignobile somaro Baccalà, quello della "toccatina".

Trattasi di soggetto ignorante, in malafede, amorale e pronto a giustificare qualunque aberrazione.

E' talmente nocivo che i suoi stessi kikatekisti gli hanno imposto la chiusura del blog!

Che senso ha pubblicare le oscenità di un simile ignobile somaro? Specialmente in casi in cui ci si trova di fronte a sofferenze personali terribili.

Ignobile somaro, ti prometto che se e quando verrò a Napoli passerò prima da Decathlon per acquistare un paio di scarponi chiodati, le cui suole ti applicherò nel posto che così fermamente tenete sulla sedia quando "fate" Eucaristia.

Poi evangelicamente mi perdonerai e mi chiederai scusa di essermi fatto indurre in tentazione da te.

Infine, ignobile somaro, sappi due cose:

-il tuo straparlare di "toccatine" e altre porcate può spingere qualche vittima di questi schifosi abusi a denunciare anche te per apologia di reato;

-non credere di nasconderti dietro i tuoi finti nick, agli IP si risale sempre.

Poi dopo la denuncia scappa a Guam e fatti nascondere con Apuron.

Ai gestori del blog: non pubblicatelo! Non è più nemmeno ridicolo, è solo ignobile e potrebbe aggiungere sofferenza a chi di sofferenza ne ha già patita troppa.

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Il correttore automatico ha fatto si che, nel mio intervento precedente, "omertosamente" divenisse "ombrosamente".

Detto ciò, ritorno sul tema.

SEBASTIANO è il tipico esempio di chi interpreta e asservisce la Parola di Dio alla sua ideologia.
Ma anche satana quando tentava Gesù ha citato la Bibbia.

Sebastiano non sa che la Parola va presa integralmente, altrimenti si cade nel FONDAMENTALISMO, tipico delle sette.
E se la a Parola dice di perdonare e non giudicare, dice anche: "togliete il malvagio di mezzo a voi".

Il Cammino si vanta di mettere in pratica la Parola così com'è. E invece no: il Cammino è buonista con chi vuole, mentre con altri è intransigente. Si usa la Parola per proprio tornaconto.

Abbiamo letto anche qui di persone CACCIATE via per argomenti da poco, ma i PEDOFILI, i LADRI e gli STUPRATORI vengono protetti. Con la SCUSA del perdono

Giuseppe ha detto...

IL CAMMINO E' RIUSCITO A METTERE IN OPPOSIZIONE L'AMORE AI NEMICI CON L'AMORE ALLA VERITA' . E' PROPRIO UN CARISMA ISPIRATO...DA SATANA IN PERSONA!!!

GIUSEPPE

Valentina Giusti ha detto...

Il fatto è che ci è sempre stato insegnato, dalla dottrina in su, ad amare il prossimo. Se si osserva questo precetto, prima di tutto, allora si può comprendere cosa vuol dire amare o perdonare chi ci ha fatto del male.
Come mai questa semplice istruzione non viene MAI data nella catechesi neocatecumenali? Non sono loro che predicano la necessità di introdurre i concetti di fede con gradualità?
Se i presbiteri e i catechisti che affollano il racconto di questa giovane donna come personaggi manzoniani avessero semplicemente amato il proprio prossimo, lei avrebbe ricevuto fin da subito aiuto e sostegno e la situazione non sarebbe precipitata.
Quindi, restiamo con i piedi ben saldi a terra e mettiamo in pratica la dottrina del catechismo prima di cercare di essere degli 'alter Christus'!

Giuseppe ha detto...

Riprendo il tema da Lino
Scrive kikuccio “… se qualcuno ti vuol togliere la casa che hai al mare, gli darai questa e anche quella di città. Sto dicendo il vangelo. Solo il Vangelo.POSSO CONTINUARE O VI SIETE SCANDALIZZATI SUFFICIENTEMENTE?” poi da un’altra parte: “alcune volte PUO' CAPITARE DI DIRE DELLE COSE ESAGERATE” e anche “Questo non vuol dire che avere carità SIGNIFICHI ESSERE IDIOTA ”. Ma insomma, com’è, cosa dobbiamo fare, la casa ce la dobbiamo dare oppure no?!? Ci stai prendendo, per il sedere, oppure non lo sai neanche tu quello che dici?!? A quale Kiko dobbiamo credere, a quello che ci dice di farci stuprare senza reagire e senza denunciare o a quello che ci dice, di non essere idioti e quella è una esagerazione?!? Come ci dobbiamo regolare, cosa vuoi dire, sei solo un ipocrita o anche un pagliaccio?!? Oh, la risposta ce l'hai data tu stesso! “Io sono un essere disprezzabile E IPOCRITA; come UN PAGLIACCIO predico tante volte cose che non faccio” Capito? E'solo un attore in carriera, che sta facendo fortuna nel campo religioso.

Lino ha detto...

@ l'apostata ha detto... "IGNORATE IL FINTO SEBASTIANO"

Non condivido, carissimo. Tu, invece, concorderai con me che quest'uomo è micidiale per il Cammino neocatecumenale. Lo hai detto: "E' talmente nocivo che i suoi stessi kikatekisti gli hanno imposto la chiusura del blog!". Allora: con più nick interviene trolleggiando qui, maggiori saranno i danni che fa. Chi legge penserà che sono in molti come lui, anche se questo non è vero: lui è 'o meglio :-)

Giuseppe ha detto...

Bravissima Valentina. E' quello che mi chiedevo tante volte io nel cammino.
Ci si metteva davanti un traguardo enorme e non eravamo neanche all'ABC. Ma una volta un catechista mi rispose, che soltanto in questo modo si poteva catturare l'attenzione dell'uomo della strada.Questo bel figuro faceva delle catechesi ancora più pesudo radicali di Kiko.
Subito dopo venni a sapere che il fan delle beatitudini, dopo che aveva stipendio lui e stipendio la moglie, arrotondava con lavoretti di ufficio in nero.
Ricordo che anche il mio parroco non catecumenale, che ancora non conosceva questa piaga, mi disse delle parole il cui senso era, che per avere 10 bisognava chiedere 100. Insomma un massimalismo, che si contrapponeva al minimalismo in voga in quegli anni, secondo lui.
Se era questo il senso, per me, era ingiustificabile.Ridurre il vangelo a una forma velata di contrattazione sindacale mi era deprimente. Ma tant'è! Il fatto è che poi con l'andare del tempo, una volta che sei dentro non ci pensi più, che sia tutto una strategia.
Ma il discorso è complicato perchè loro stessi, negano che sia uno stile. Rimani incastrato, anche se il mio parroco mi metteva sempre sul chi va là. Mi diceva di una che si era venduta la casa, per dare i soldi al camminio:"Questa è una pazza".
Altro che esempi di virtù, altro che vangelo alla lettera e questo oramai lo abbiamo ampiamente assodato.Il mio catechista, una volta mi disse, che se da tutto questo sarebbe uscito fuori un santo, ne sarebbe valsa la pena. Quindi giustificano in questo modo tutte le loro forzature. Ti mettono nel tritacarne neocatecumenale e come finisce finisce...o diventi santo o finisci in manicomio...oppure ti sistemi a vita!
Giuseppe

Valentina Giusti ha detto...

L'amore al nemico viene predicato in cammino perché hanno bisogno di sentirsi diversi dai cristianucci della domenica che, con la loro fede infantile, fanno ancora i fioretti e i sacrifici, si sforzano di essere buoni e di amare il prossimo. Invece la loro è un'idea vecchia di 500 anni, predicata da Lutero, la theologia crucis. Come anche quella dell'uomo vecchio e del ripiegamento su se stessi (curvitas). Hanno introdotto dei concetti luterani facendoli passare come cristianesimo delle origini. Come Lutero, non vogliono riformare la Chiesa ma sostituirsi ad essa. I paralleli sono troppi per non sentir suonare mille campanelli di allarme.

Valentina Giusti ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
l'apostata ha detto...

@ Lino

No Lino, non si può tollerare più la sua presenza.

Finché quell'ignobile somaro si limitava a propalare le imbecillità e le eresie sue e del Cammino, nessun problema.

Ma in casi come questo, dove ci sono vite segnate da abusi tremendi, che lasciano un segno per tutta la vita, no.

Mettiti al posto di quella povera ragazzina. Come pensi che possa sentirsi leggendo un post cinicamente idiota e spregevole come quello dell'ignobile Baccalà?

Non trovo giusto aggiungere altro dolore a chi ha già sofferto abbastanza.

Vittime di abusi ne ho conosciute, e se con l'aiuto di Dio e tanto, tanto affetto certe ferite si rimarginano, le cicatrici restano e a volte per un nonnulla, una parola, un gesto, fanno improvvisamente male, e tanto.

Per questo non vorrei più vedere post di quell'ignobile somaro.

Di lui me ne frego, ma di chi ha sofferto no.

Ciao.

Ruben ha detto...

O.T.
Mi sono sempre domandato se i fratelli del Cammino Neocatecumenale, partecipano ai Giubilei?
Perché da quando loro esistono, ce ne sono stati ben quattro, due ordinari e due straordinari.

Se tanto mi da tanto, conoscendoli ormai benissimo; per loro, il Giubileo della Chiesa Cattolica, sarebbe il massimo della "religiosità naturale"!...

Ovvero, troppo comodo ricevere un'Indulgenza Plenaria immediata, e per di più a costo zero.
---

by Tripudio ha detto...

Vorrei chiedere ai vari pasqualoni Sebastiano, Eliseo, Flando, Ker, Antonella, Eutimio, Jeff, Saverio, Veneranda, Urlodeldrago, signora Antonella L., e tutta la legione di anonimi, di minacciatori di azioni legali, di diluviatori di amenità e di "da me mai successo", di distributori di insulti, di severi e sospettosi vagliatori di vittime, di increduli, di gente che non ha mai osato minimamente dissociarsi dall'operato dei cosiddetti "catechisti" (nemmeno quando è finito sui giornali), insomma, a tutti i N.C. che ci hanno scartavetrato con incessante zelo: per quale motivo vengono ad esigere nomi, cognomi, indirizzi, paternità e maternità e certificati in carta bollata e quant'altro utile a identificare (per fare stalking? mobbing? doxxing? molestie?) le persone che danno le testimonianze "non preconfezionate" e "non approvate", quando essi stessi fanno della segretezza, degli "arcani", del "non puoi saperlo", del "non hai fede?", della fuga strategica in attesa di cambiare argomento, del metodo dello scaricare sulle vittime la colpa degli aggressori, il loro marchio di fabbrica.

I fratelli delle comunità, più entrano nella mentalità neocatecumenale e più sono anticristiani. Non "compiono" il Vangelo, così come i farisei "non compivano" la volontà di Dio ma precetti di uomini con sotterfugi diabolici (cfr. ad es. Mt 3,5-6: «avete annullato la parola di Dio in nome della vostra tradizione»). Nostro Signore ha usato parole severissime contro di loro, ricordando che non solo rovinano sé stessi, ma rovinano anche i fratelli più piccoli, specialmente caricandoli di quei pesi che loro non osano toccare neppure con un dito.

Anonimo ha detto...

@Ruben
Ti dimentichi che a loro basta fare il cammino per meritare il paradiso ;-)

Xz

Lino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Lino ha detto...

P.S.
A proposito di sbiellati: c'è in giro un sacco di neocatecumenali che si lamenta che i loro confratelli stiano a discutere del nuovo libro di Kiko, “Anotaciones (1988-2014)”, che rientrerebbe nella categoria dell'arcano e che andrebbe discusso soltanto nelle catechesi a gradi. Ma ce ne rendiamo conto? Questi considerano come non discutibile un libro pubblicato e già ultra-recensito. Come possiamo sperare che possano criticare uno stupro? Questi sono peggio di Clarinetto di Orwell.

Giuseppe ha detto...

Mi ha colpito quanto riportato da Tripudio "da me mai successo". Bè allora è tutto aposto. Sembra fargli eco l'espressione auto consolatoria di Kiko:" Il fatto è che la gente continua a frequentare...Perché trova qualcosa" (OR, p. 351).Chi è questa gente? Dapprima, nelle baracche:"Erano tanto poveri che credevano a tutto quello che dicevamo, che credevano nel vangelo, perchè non erano vaccinati" (OR, p5) Poi invece, con quelli vaccinati, cioè con le persone borghesi e sopratutto con i parrocchiani, cioè con noi, si è dovuto inventare un linguaggio, perchè come gli suggerì un esperto di comunicazione "Se non hai un linguaggio non hai nulla...Ciò di cui c'è bisogno E' VEDERE SE QUESTO LINGUAGGIO...AIUTA VERAMENTE LE PERSONE" E'il classico cane che si morde la coda.
Giuseppe

Giuseppe ha detto...

Sul cane che si morde la coda. Kiko pensa di aiutare le persone portandoli dentro con l'inganno o con la furbizia, come ci dicevano i catechisti.Continuano a trattenerli con lo stesso metodo e poi ci vengono a dire, che se continuano a venire è perché trovano qualcosa?!? A dirla tutta nonostante il loro linguaggio biforcuto,le persone,la stragrande maggioranza delle persone, se ne vanno lo stesso perchè, o non si sentono aiutate affatto, anzi si sentono a pezzi e nessuno si cura di loro, se non con gesti esteriori o non dimentichiamoci la cosa più importante, perché lo Spirito Santo opera sempre. Quelli che restano poi, non è perchè trovano qualcosa, ma perchè si sono rassegnate al peggio e non credono più a niente. Vanno in comunità o per socializzare o per abitudine o per farsi solleticare le orecchie(cfr 2 Tm 4,3) E questo lo dico basandomi sui fatti.
Giuseppe

Giuseppe ha detto...

Esultate pedofili, anche voi avrete il vostro santo protettore, sankiko!

Anonimo ha detto...


se ero io il padre di quella ragazza , ti avrei scannato con le mie mani

sandavi ha detto...

C'erano anche molti altri dettagli nel racconto, compresi nomi di gente coinvolta che abbiamo omesso perché i neocat si conoscono tutti, e avrebbero potuto risalire facilmente alla vittima.
Purtroppo ormai è tardi per la giustizia umana per porre rimedio, il reato sarebbe prescritto.
Quello che voglio dire è che i particolari di date, circostanze e persone sono terribili e fanno emergere un quadro spaventoso, di una vera setta molto simile si testimoni di Geova.
Chi si mette contro la gerarchia neocat viene schiacciato senza pietà

Anonimo ha detto...

Kiko Arguello: Annotazioni nn. 41-50
(dal sito Kairos)

41. Signore, sei tanto stupendo che mi vergogno di pensare a Te, guardarti; io, che sono tanto peccatore. Mi ami tanto. Sii benedetto, Signore!

42. Come potrò amare al Signore con tutto il mio cuore, con tutta la mia anima e con tutte le mie forze? (40)Con tutto il tuo cuore: accettando, senza mormorare contro Dio, le sofferenze, le scomodità proprie della tua situazione (insonnia, stanchezza,malattia, conflitti con i quali cammini, incomprensioni...), e digiunando.Con tutta la tua anima, o la tua mente: accettando la croce che crocifigge la parte più profonda del tuo io (umiliazioni, distruzione delle tue opere e dei tuoi progetti, fallimenti...) e pregando.Con tutte le tue forze: mettendo tutto il tuo lavoro al servizio del Signore, e facendo elemosina, accettando la precarietà più totale per essere libero.

43. E come potrò amare il mio prossimo come me stesso? (41)Considerandolo superiore a te (42). Soprattutto i poveri, gli ammalati, le vittime di vizi terribili: la droga, la lussuria, l'alcoolismo... Rimanendo nella verità su di te: che sei un gran peccatore.

44. Ricorda, figlio, che la debolezza non si cura. A Dio è piaciuto depositare un tesoro immenso in un vaso di creta (43). Stiamo attenti a non farlo rompere con il peccato e perdere in tal modo la santità di Dio, il suo prezioso contenuto.

45. Conoscere la tua propria debolezza ti farà essere forte.

46. Chi sa di essere debole, è forte. Chi si crede forte, costui è debole.

47. Chi conosce davvero la sua debolezza possiede discernimento di sè. Se il vaso di creta si scontra con il ferro, si rompe.

48. Se non fossimo deboli, non potremmo evangelizzare: predicheremmo solo noi stessi (44).

49. Accetta la tua storia e comprenderai la bontà e l'amore di Dio.

50. Chi non accetta la sua debolezza è un superbo e un accidioso: non vuole tornare a combattere.

****************
(40): Cfr. Dt. 6, 5; Mc. 12, 30
(41): Cfr. Lv. 19, 18; Mc. 12, 31
(42): Cfr. Fil. 2, 3
(43): Cfr. 2Cor. 4, 7
(44): Cfr. 2Cor. 4, 5; 10, 12

Marco

Pax ha detto...

Caro Sandavi, dopo il tuo invito del 14 ottobre 2016 16:17, ti ho inviato una email. Mi dici se la hai ricevuta?
Attendo un tuo riscontro. Grazie.
PAX

Anonimo ha detto...

Per quanto riguarda la prescrizione, attestata sui vent’anni, grazie alla convenzione di Lanzarote è previsto il raddoppio dei termini per i reati di abuso sessuale e sfruttamento sessuale dei minori.

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Marco

Belle le riflessioni di Kiko.

Ma lo sa che l'UBBIDIENZA è più del sacrificio?
Naturalmente parlo dell'ubbidienza alla CHIESA.

Lui pretende ubbidienza, ma non la dà, aaltrimenti non si farebbero veglie pasquali separate da quelle della Chiesa ufficiale, come chiesto da PAPA stesso!

Lui vuole la vostra precarietà, ma lui vive da precario?
Come fa a vivere da precario chi decide TUTTO riguardo al Cammino, che dispone di ricchezze ingentissime?

Non ti illudere: Lutero ha compiuto un'opera molto più grande di quella di Kiko e ha detto anche frasi che estrapolate dal contesto, sono bellissime. Ma l'opera era diabolica e il contesto eretico.

Kiko e il Cammino devono solo preoccuparsi di ubbidire alla Chiesa. Il resto è fumo negli occhi.

Sono sorpreso per come non date peso a cose di assoluta importanza, come la cura che si deve mettere per non disperdere i frammenti del Pane consacrato. Che importa se poi Kiko dice una frase ad effetto?

San Giacomo ci dice che se diciamo a un povero di ristorarsi, ma non gli diamo nulla, abbiamo solo detto belle parole.
Lo stesso vale per Kiko: se si dice figlio della Chiesa, ubbidisca alla Chiesa. Faccia quelle cose che il Papa ha chiesto nelle famose "tre tirate d'orecchie".

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

MARCO, di cui poco sopra è stato pubblicato un post con citazioni di Kiko, è un altro tipico esempio di camminante che non sa DISTINGUERE le cose.

Si parlava dell'appoggio dato da Kiko allo stupratore infischiandosene della vittima, e Marco estrae dal cilindro le meditazioni di Kiko, in cui dice di vergognarsi di pensare a Dio (?), ma non dice di vergognarsi per aver protetto pedofili e stupratori!
Dalle tue stesse parole ti giudico, gli direbbe forse Gesù.

Come se in un processo a un mafioso omicida, l'avvocato difensore dicesse: "è tanto attaccato alla famiglia".
Bene, ma che c'entra?

Il fatto che Kiko fa belle meditazioni, che CAVOLO c'entra con l'aver protetto ladri, stupratori e pedofili????

Anonimo ha detto...

@ Pietro (NON del Cammino)

Guarda che io sono totalmente contrario al Cammino (che secondo me distrugge la vita e le anime di moltissime persone, ed è da combattere)! Ho semplicemente riportato ciò che ha scritto Kiko per poterne discutere. Non mi sembra proprio di aver espresso un giudizio a favore della sua persona o di quello che scrive.

Marco

Anonimo ha detto...

Certo, lo può perdonare. Ma prima va denunciato per essere messo in condizione di non fare più del male. Voi nc volete perdono e omertà, è ben diverso.
Former NC

Lino ha detto...

@Marco
Mi permetti di citare la meditazione di uno che effettivamente meditò creativamente?
"Non posso perdonarla a Cartesio, il quale in tutta la sua filosofia avrebbe voluto poter fare a meno di Dio, ma non ha potuto evitare di fargli dare un colpetto al mondo per metterlo in moto; dopo di che non sa più che farne di Dio". (Blaise Pascal, Pensieri, 77).

"Non posso perdonarla a Kiko, il quale in tutta la sua filosofia esistenzialista sartriana avrebbe potuto fare a meno di Dio, ma non ha potuto evitare di fargli dare un colpetto al mondo per mettere in moto il Cammino; dopo di che non sa più che farne di Dio". (Lino, pensieri, 1).

Lino ha detto...

P.S.
Qualora Marco non abbia compreso la mia "annotazione" n. 1 a imitazione di quella di Pascal, lo invito a rileggere il commento di Pietro (NON del Cammino).

Anonimo ha detto...

@ Lino
Hai perfettamente ragione... Kiko usa Dio solo per soddisfare il suo gigantesco ego e farsi obbedire dai neocatecumenali. Però non posso non ammettere che Kiko (o chi lo ha guidato come una marionetta) è un genio (del male): è riuscito a creare un impero economico e a farsi idolatrare (il tutto cercando di minare pian piano e segretamente la Chiesa nelle sue basi).
Marco

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Marco:

pensavo fossi del Cammino. L'hai scampata bella e anche io, come diceva un bambino in un tema riportato in un libro di successo, "speriamo che me la cavo".

Ma anche fossi stato un camminate, la mia intenzione non era la polemica fine a se stessa, ma quella di evidenziare un concetto.
Diciamo che ci siamo riusciti.

Lino ha detto...

@ Marco
Io fisso l'attenzione su altro, Marco, non sulla tua ironia fuori luogo che la dice tutta in merito alla questione del post. Indovina: l'altro si chiama "Vangelo" (non "vangelo dei miserabili"), quel Vangelo che piano piano state minando nelle comunità NC, anzi che già avete minato in voi con le aberrazioni catechetiche di Kiko, a partire dalla guarigione del cieco nato.
Sei stato a Messa oggi, anzi ieri sera? Hai ascoltato la parabola sul giudice disonesto, il quale fa giustizia alla vedova ma solo perché stanco di essere molestato? La parabola è una lezione sulla preghiera, è escatologica, ma definisce disonesto il giudice che non fa prontamente giustizia alla vedova, una giustizia terrena, e quando la fa soltanto per non essere infastidito. Non è criticata la vedova che chiede giustizia, bensì il giudice che non la concede prontamente.
La verità è che le catechesi di Kiko hanno azzerato il vostro senso per la giustizia, a partire dalla idiozia del derubato che non deve pretendere indietro le proprie cose anche sapendo dove si trovano, dalla balordaggine che "se qualcuno a voi facesse un’ingiustizia sociale nel lavoro, dove state, vi opprimesse, vi facesse un’ingiustizia, lasciatelo fare, anzi fa due miglia con lui". Magari te lo spiego un'altra volta, il senso di quella di Cristo che dice: "Non opponete resistenza a chi vi fa il male".
Da qui la vostra insensibilità addirittura di fronte a uno stupro o a una violenza pedofila, qui come a Guam.

Lino ha detto...

P.S.
Marco, i tuoi commenti stanno sempre in mezzo al guado, sempre c'è qualcuno che fraintende. Guarda caso. La prossima volta cerca di spiegarti meglio.

Valentina Giusti ha detto...

Leggendo la storia della ragazza in questo thread, non capivo che "fine di salvezza" potesse esserci nell'abuso partito dalla ragazza, secondo la frase detta dal caporesponsabile, il primo al quale lei trova il coraggio di confidare l'accaduto.
Eppure, in un altro caso simile trattato qui nel nostro blog, ho ritrovato una espressione del genere:
"Credendo di potermi infatuare come fanno con chi si avvicina a questi movimenti, mi hanno detto che Gesù Cristo con questa storia stava creando un disegno santo per la mia bambina e quello che era successo era un segno della sua santità sulla nostra famiglia. E poi mi hanno detto che se io avessi denunciato l'accaduto Gesù Cristo ci avrebbe mandato un castigo superiore a quello che stavamo già subendo".(Osservatorio 5/3/2012)
Come è possibile che abuso e violenza siano segni di predestinazione e che abbiano come fine la salvezza?
Io non riesco a capacitarmene, davvero non sono in grado neppure di intuire che cosa si intenda dire con queste parole.
Forse che Dio permette che il suo credente subisca violenza perché risplenda il suo perdono e la sua Grazia? Ma come fa chi è stato abusato a perdonare se il colpevole non chiede perdono, non ammette neppure la sua colpa? Com'è possibile che un'eventuale richiesta di giustizia lo trasformi in un reprobo degno del castigo di Dio? Dico solo che queste frasi hanno dell'incredibile, eppure non sono invenzioni, sono state dette davvero, anzi, sembrano essere frutto di uno specifico indottrinamento.
Cioè, nel caso in comunità qualcuno subisca ingiustizia, deve tacere, non deve denunciare, deve perdonare, ma non solo, deve accettare di essere considerato colpevole, in qualche modo, del danno ricevuto: solo così potrà continuare ad essere accettato ed aiutato in comunità. Mentre il vero colpevole resterà impunito.
Considero vergognoso e inaccettabile che si trasformi tutto questo fango in "amore al nemico", in santità ed elezione. Ed è vero ciò che dice Kiko, tutto il Cammino dovrebbe chiudere i battenti, di fronte a queste enormità.

Lino ha detto...

Valentina Giusti ha detto... "Leggendo la storia della ragazza in questo thread, non capivo che 'fine di salvezza' potesse esserci nell'abuso partito dalla ragazza, secondo la frase detta dal caporesponsabile, il primo al quale lei trova il coraggio di confidare l'accaduto"

La kenosis secondo Kiko, cara Valentina, diciamola pure come la definisce Kiko "una profonda discesa nell'inferno della mia esistenza", è interpretabile da due punti di vista. Quello dell'abusatore e dell'abusata. Del carnefice e della vittima. Non c'è differenza - secondo Kiko - nel disegno di Dio. Rinvio alla catechesi sul Giuda necessario.

Gino ex ha detto...

La cosa più grave è che se non stai sottomesso ai santi consigli dei capi ti sbattono fuori.

Giuseppe ha detto...

A proposito di "Kairos", mi sono ricordato di quanto il nostro catechista ci diceva, che quando lo Spirito Santo, ci dava di fare un segno, praticamente sempre quello...di dare soldi al cammino... dovevamo farlo subito senza aspettare. Quello era il kairos, il momento opportuno e non bisogna rimandare, altrimenti il demonio passava e ti toglieva quello spirito.
Farneticante!
Giuseppe

Giuseppe ha detto...

Ciao Lino. Mi spieghi come mai Kiko, non sta in manicomio?

Anonimo ha detto...

@Giuseppe
allora sai quanti miei exfratelli di comunità questo "spirito" non l'hanno mai conosciuto!!
Pero' le richieste di aiuto per i vari figli da tenere/case da pagare/auto che si rompono ecc ecc...quello si che lo conoscono.

@Lino
esattamente.
Ricordo ancora una ragazza che durante una serata "scrutinio" del secondo passaggio,tra le lacrime,racconto' la sua storia di "infanzia abusata"...
Purtroppo la risposta dei catechsiti fu: ""Forse dio (scusate il minustolo ma l'ho scritto appositamente cosi') ha permesso questo nella tua vita".
Una parola di conforto?Una parola gentile? Uno sguardo di comprensione? Una parola contro l'abusatore (che era un suo parente) NIENTE.

Noi,sia i piu' grandi come me sia quelli della sua età, fummo tutti colpiti da questa storia (che fu spiegata davanti a tutti e ai catechsiti nei dettagli da questa ragazza) e alla fine le andammo vicino per consolarla. Lei non ce la fece a restare oltre e usci' prima della fine dello scrutinio della serata.
Una tristezza. Non se n'è piu' parlato. Mai piu'.
Vi rendete conto di quello che ha potuto provare questa giovane nel vedere che i suoi sforzi per condividere con noi la sua tristissima esperienza e il suo stato di prostrazione nel parlarne cosi' davanti a tutti,era praticamente stato ritenuto inutile dai Catechisti .
Cosa da poco,un'esperienza come tante... e già.
Pero' quando qualcuno di "importante", cioè con un bello stipendio a fine mese,ha messo in discussione la sua permanenza in comunità, allora si che hanno perso tempo a fare catechesi e a parlarne e a parlarne.
La ragazza, buon per lei usci anni prima prima di me.

Giuseppe ha detto...

lino ti ho mandato un'altra e-mail. Chiedo soccorso per appuntamento in canonica, martedì pomeriggio, a parlare del cnc,con sacerdote pluripreparato in teologia biblica.
Impegniamoci anche fuori della rete!
Giuseppe

Don Giuseppe ha detto...

Mi spiace che mi perdo il momento giusto dell'intervento, ma gli impegni pastorali non me lo permettono. Vorrei però dire a Kukù, detto Antonio, che non mi sembra di parlare a vanvera o in malafede! Quello che dico è senza astio, ma quando Antonio avrà fatto 40 anni di cammino come l'ho fatto io gli auguro di accorgersi dell'ipocrisia cge ho cercato di combattere fino all'ultimo. Quando avrà fatto quello che ho fatto io allora ne riparleremo.
Io che sono Sacerdote, anche se nel cammino non hanno se non un rispetto relativo, mi allineo con quelli che sono stati definiti porci. Io credo che a parte certe intemperanze vogliano, come me, aiutare quelli irretiti dal cammino ad aprire gli occhi e vedere veramente dove sta la Chiesa.
Un giorno il cammino verrà giù tutto, il giorno forse sarà quello in cui anche Kiko prenderà posto ne suo personale e santo Mausoleo. Allora i famosi dodici non reggeranno senza uno che tiene in mano il mazzo. Quello che Kiko preventivamente dice che bisogna obbedire ai catechisti sarà una colla non sufficiente. Infatti un conto è dire: l'ha detto Kiko (incontestabile perché è ritenuto Santo e a lui ha parlato la Madonna, e la chiesa avrà anche verificato i Miracoli e quindi dichiarato Santo insieme al resto della trinità. Un altro conto sarà quando lo avrà detto uno dei "dodici" (non apostoli perché Kiko non è Gesù!) e allora non vedremo più le mega radunate osannanti un catechista qualsiasi.
Comunque, caro Antonio Kukù io ti rispetto come sempre ristretto i miei ex catecumeni, e prego il Signore per loro è per te da oggi nella celebrazione della Santa Messa, al memento dei vivi.
Don Giuseppe.

Valentina Giusti ha detto...

Riporto qui un commento fatto sul thread precedente:

Buonasera a tutti gli amici lettori. Sono appena rientrato dalla convivenza di inizio corso. Premetto sono alla redditio symboli in una comunità Calabrese. Non ho mai visto una convivenza simile. Un tripudio in fase di solennità a Carmen e Kikio. Personalmente molto deluso da quanto visto in questi giorni. Un merito all'onnipotenza o pseudo tale. Ho deciso grazie aquesta convivenza di scappare immediatamente da questa follia che mi ha offuscato il cervello per 20 anni.