lunedì 31 ottobre 2016

La "Messa di Lutero", cioè l'obiettivo di Kiko e Carmen

"Comunione seduti" nel Cammino Neocatecumenale
La prima “Messa” protestante venne celebrata nella notte tra il 24 e il 25 dicembre 1521, quando Lutero e Carlostadio erano già stati scomunicato perché eretici. In questa Messa Lutero comincia con una predica sull’Eucaristia, in cui presenta la Comunione sotto le due specie come obbligatoria, e la Confessione come inutile, essendo convinto che per la salvezza fosse sufficiente la sola fede. Poi Carlostadio si presenta all’altare in abiti civili, recita il Confiteor e inizia la stessa Messa di prima, ma in lingua parlata (non in latino) e solamente fino al Vangelo, sopprimendo l’Offertorio e l’elevazione dell’Ostia e del Calice: sopprime cioè tutto ciò che significava l’idea del Sacrificio.

Alla consacrazione segue la Comunione. Molti ‘assistenti’ avevano mangiato e bevuto (anche alcolici) prima di comunicarsi. Distribuiscono la Comunione sotto entrambe le specie, e per di più "sulle mani".

Una delle Ostie sfugge e cade sul vestito di un fedele. Un prete la raccoglie; un’altra cade in terra: Carlostadio dice ai laici di raccoglierla e siccome si rifiutano, per rispetto o per timore, dice: «Resti pure dove si trova, poco importa, purché non ci cammini sopra». Poco dopo la raccoglie lui stesso.

Numerose persone erano contente della novità e molti erano quelli che venivano ad assistere a questa "nuova Messa" perché una parte era detta in lingua parlata invece che in latino, e dicevano di comprenderla meglio.

Una grande anarchia cominciò a regnare tra i sacerdoti: ognuno diceva la Messa come voleva. Il Consiglio, non sapendo più cosa fare, prese la risoluzione di definire una nuova liturgia, di non lasciare più la piena libertà e di mettere un po’ di ordine. Stabilì che la maniera di dire la Messa doveva essere la seguente: l’Introito, il Gloria, l’Epistola, il Vangelo, il Sanctus; poi avrebbe dovuto seguire una predica. L’Offertorio e il Canone erano soppressi e il prete recitava l’«istituzione della Cena». La diceva ad alta voce, in lingua nazionale e dava la Comunione sotto le due specie. Poi veniva l’Agnus Dei e, per terminare, il Benedicamus Domino. Nel maggio 1523 Carlostadio predicava pubblicamente negando la Presenza Reale nell'Eucarestia.

"Senso del sacro" in una "liturgia" neocatecumenale
Nel gennaio 1526 Lutero fece stampare un nuovo rituale per le cerimonie della Messa. Nella sua mente, in realtà, desiderava la totale libertà: «Se fosse possibile», diceva, «vorrei dare ai preti la libertà totale di fare il rito che vogliono; ma in tal caso nascerebbe il pericolo degli abusi. Occorre stabilire dei regolamenti». La sua idea di fondo restava però la totale libertà per i preti e anche l’uguaglianza tra preti e fedeli. E così anche i fedeli potevano avere delle idee per ‘creare’ le forme del culto.

Voleva inoltre che l’uso del latino fosse facoltativo. Non era contro il latino, auspicava anzi che i bambini lo apprendessero. Ma riteneva anche il desiderio dei “laici ordinari” di avere una Messa interamente in tedesco era perfettamente legittimo. Molti però si recavano alle sue Messe solo per vedere delle cose nuove: erano solo dei curiosi. Lutero mantenne il nome di «Messa» con un po’ di ripugnanza. I paramenti sacri e i ceri furono mantenuti per qualche tempo, provvisoriamente. La celebrazione doveva iniziare, secondo il nuovo Rituale, con l’Introito (in lingua nazionale), poi il Kyrie, poi una Colletta cantata dal celebrante, rivolto ancora verso l’altare, non verso il popolo. Ma per l’Epistola e il Vangelo doveva voltarsi verso il popolo e cantare assieme a tutti il Credo, sempre in lingua parlata, non in latino. «Il celebrante pronuncerà una parafrasi del Pater noster, un’esortazione alla Comunione, poi seguirà la consacrazione. Sarà cantata, in lingua nazionale».

Dopo l’elevazione dell’Ostia e del Calice, che Lutero ha mantenuto fino al 1542, veniva la Comunione, che si riceveva “sulla mano”. Infine un’ultima orazione – la Colletta – terminava la Messa, come il Postcommunio nella Messa cattolica.

E’ una cosa assai curiosa il fatto che Lutero ebbe sempre un po’ paura delle riforme che aveva fatto. I suoi discepoli andavano avanti più velocemente di lui, mentre egli sempre un po’ timoroso. Per esempio nel 1524 Lutero criticava Carlostadio e Müntzer come “pericolosi settari”. Ai più intimi confidava che non condivideva la nuova pratica di far passare l’Eucaristia tra i fedeli da mano a mano, come pure un uso sconsiderato e incontrollato della Comunione sotto le due specie. Questo i primi tempi; poi accettò tutto.

E, dopo aver detto che la Confessione non era più necessaria, anche per chi aveva sulla coscienza peccati gravi, ebbe qualche esitazione e disse che la confessione in sé non è una cosa negativa, è negativo imporla, e perciò cominciò ad avere degli scrupoli sul fatto che anche proibirla non fosse una cosa buona.

"Liturgia eucaristica" del Cammino Neocatecumenale
Lutero era contrario alla formula usata nell’Offertorio della Messa perché rendeva esplicito il “sacrificio”. Per questo fece anche dei cambiamenti nel Canone della Messa, in modo da rendere equivoco se si tratti di un racconto o di un’azione. Ma noi cattolici sappiamo invece che la consacrazione è proprio un’azione: un’azione sacrificale. In una cena si fa un racconto, in una Messa si compie un’azione sacrificale.

Come avrete già notato, le liturgie del Cammino Neocatecumenale presentano allarmanti assonanze con le idee eretiche di Lutero e l’eresia protestante. Nelle liturgie del Cammino c’è il serio rischio che i “presbiteri”, a causa della formazione dei seminari neocatecumenali Redemptoris Mater e della mentalità luterana degli autonominati “iniziatori” Kiko Argüello e Carmen Hernández, non hanno più l’idea del Sacrificio, della Presenza reale, della transustanziazione. Per loro spesso tutto questo non significa più niente, e rischiano di non avere l’intenzione di fare ciò che fa la Chiesa e, quindi, non dire più Messe valide: nelle comunità del Cammino si perde la Presenza reale di Gesù.

71 commenti:

Anonimo ha detto...

Lutero si fece monaco per fuggire all’arresto, avendo ucciso in duello tale Hyeronimus Busch. “Io sono stato un monaco che voleva essere sinceramente pio. Al contrario, però, sono sprofondato ancor di più nel vizio. Sono stato un grande furfante ed un omicida”.

Nel 1516, Lutero scrisse: “Raramente ho il tempo di pregare il Breviario e di celebrare la Messa. Sono troppo sollecitato dalle tentazioni della carne, del mondo e del diavolo”.

Valentina Giusti ha detto...

Lutero pare non abbia ucciso nessuno.
La diceria si basa su un'affermazione del riformatore in un sermone del 1529: "Io sono stato un monaco che voleva essere sinceramente pio. Al contrario, però, sono sprofondato ancor di più nel vizio. Sono stato un grande furfante ed un omicida".
Intendeva dire molto probabilmente che è stato un omicida nel cuore, negando Cristo e odiando il prossimo.
Un'altra piccola coincidenza con un modo di esprimersi che conosciamo molto bene...

by Tripudio ha detto...

Nella sua Omelia della I domenica di Avvento Lutero dichiara:

«Io dichiaro che tutti i postriboli, gli omicidi, i furti, gli assassinii e gli adulteri sono meno malvagi di quell’abominazione che è la messa papista».

Mentre nel Contra Henricum Lutero afferma:

«Quando la messa sarà distrutta, penso che avremo distrutto anche il papato... Infatti il papato poggia sulla messa come su una roccia. Tutto questo crollerà necessariamente quando crollerà la loro abominevole e sacrilega messa».

Parlava della Messa "tridentina". Proprio come un neocatecumenale.

by Tripudio ha detto...

Altri pensieri di Lutero.

Su Dio e su Gesù Cristo.

“(Dio) E' un tiranno. Mosè agiva mosso dalla sua volontà, come suo luogotenente, come boia che nessuno superò e nemmeno eguagliò nello spaventare, atterrire e martirizzare il povero mondo” (Discorsi a tavola, ed. di Weimar, I, p. 230).

Nel neocatecumenalismo Dio è un tiranno che ti manda le disgrazie per convertirti.

Secondo Lutero, Dio è il vero responsabile del tradimento di Giuda e della rivolta di Adamo: “Lutero - commenta Funck Brentano - arriva a dichiarare che Giuda, tradendo Cristo, agi per imperiosa decisione dell’Onnipotente. La sua volontà (di Giuda) era diretta da Dio; Dio lo muoveva con la sua onnipotenza. Lo stesso Adamo, nel paradiso terrestre fu costretto ad agire come agi. Egli fu messo da Dio in una situazione tale che gli era impossibile non cadere” (Discorsi a tavola, ed. di Weimar, I, p. 246).

Secondo Kiko e Carmen, "Giuda è necessario".

Daniel Lifschitz ha detto...

Lutero è un criminale, un autentico precursore del Nazismo. Vado, ricordandomi dei suoi misfatti su "Wikipedia" evito a leggere:

Nell'aprile del 1525 Lutero pubblicò l'Esortazione alla pace a proposito dei dodici articoli dei contadini di Svevia. In questo scritto, con cui dimostrava di aver scelto ormai definitivamente l'alleanza coi signori feudali, egli prendeva le distanze da quel movimento, esortando i principi tedeschi alla soppressione delle "bande brigantesche ed assassine dei contadini":[17]
« Che ragione c'è di mostrare clemenza ai contadini? Se ci sono innocenti in mezzo a loro, Dio saprà bene proteggerli e salvarli, Se Dio non li salva vuol dire che sono criminali. Ritengo che sia meglio uccidere dei contadini che i principi e i magistrati, poiché i contadini prendono la spada senza l'autorità divina. Nessuna misericordia, nessuna pazienza verso i contadini, solo ira e indignazione, di Dio e degli uomini. Il momento è talmente eccezionale che un principe può, spargendo sangue, guadagnarsi il cielo. Perciò cari signori sterminate, scannate, strangolate, e chi ha potere lo usi. »
Fu un gesto importante e dalle terribili conseguenze (le fonti dell'epoca parlano di 100.000 morti); con esso Lutero aveva garantito la sopravvivenza della Riforma, ponendola al riparo dalle posiziontesimo ni estremiste e garantendole la protezione di un buon numero di prìncipi tedeschi.

Per preservare il potere alla "riforma", la consegno' in mano allo Stato, un giogo, da cui il protestantesimo, fino ai nostri giorni non si è ripreso, mentre la Chiesa liberando.cattolica, ovunque se ne è o se ne sta
liberando.

Appena ho tempo, descrivvero' l'atteggiamento ambiguo di Lutero verso gli ebrei.

by Tripudio ha detto...

Il link indicato da Xz è in realtà cliccabile qui, sul bollettino Sala Stampa di oggi.

Si tratta di un "arcivescovo coadiutore con facoltà speciali", dunque non è il nuovo vescovo di Guam, ma solo il sostituto di Hon (che non vede l'ora di scappar via da Guam). Vocazione adulta (è diventato sacerdote a 37 anni).

Ruben ha detto...

O.T.
I tristi e recenti accadimenti naturali, del nostro Paese, hanno provocato un doloroso esodo degli sfollati verso il litorale marchigiano.

Mi domando perché, all'uopo, non sia stato ancora messo a disposizione, a scopo di accoglienza e cristiana solidarietà, il Centro Internazionale Neocatecumenale di Porto San Giorgio(FM-MARCHE).
Fine O.T.
---

by Tripudio ha detto...

In qualità di "coadiutore", mons. Byrnes ha il diritto di successione qualora Apuron si dimetta o venga rimosso dall'incarico. Evidentemente i kikos che appestano la Santa Sede sono riusciti - per adesso - ad evitare la rimozione.

Finalmente la stampa italiana si accorge che il vescovo neocatecumenale Apuron era accusato di abusi sessuali (cfr. articolo su Libero).

Anonimo ha detto...

Per Ruben

A Porto San Giorgio non ci sono posti letto. I fratelli che partecipano alle convivenze alloggiano a loro spese negli alberghi vicino. Anche i super catechisti.

Andrea

Daniel Lifschitz ha detto...

Visto che la mia missiva a Taru, figura su un blog precedente, sperando di raggiungerlo la ripeto in questo attuale.

Caro Taru,
io, al contrario di Sandavi e Annalisa, sono proprio contento che hai parlato della tua omosessualità e della sua strumentalizzazione che tu avvertivi da parte dei catechisti. E' piu' che probabile; forse ti volevano "salvare", cretini.
Cara Annalisa, nel mondo odierno l'omosessualità non fa piu' parte della sfera intima; è diventata un fenomeno normale come l'eterosessualità, la bisessualità ecc.
Taro ha fatto, quindi molto bene di parlarne, come, anch'io ho fatto, 10 anni fa nella mia autobiografa: "Israele, fine di un sogno" o "Dio sceglie l'immondizia".

Che io ia questa tendenza, con la quale non sono nato, ma che è stata suscitata e sviluppata dall'educazione morbosa di mia madre e dalla totale assenza educativa di mio padre, non ha impedito al Battesimo, per il potere di Gesu', di rendermi oggi felicemente sposato, con 5 figli e 8 nipoti. Ma la tenendenza omosessuale, che, se uno l'ha, non la perde, ma ne diventa libero, mi permette oggi di evangelizzare chiunque, eterosessuali, bisessuali e omosessuali, con la forza e la verità che ti conferiscono non le pie idee, ma l'esperienza.
Vi prego, cari Sandavi ed Annalisa, non date a Taru suggerimenti di santi sacerdoti - se ne trovano oggi pochi - dove andare a consolarsi o cambiare cio' che uno è. Anche laici possono essere di aiuto.
Caro Taru, se vuoi parlare con me, ne saro'lieto e sono convinto che, con l'aiuto del Signore, ti posso essere utile.
Io "barcollo" tra Roma e Lugano. Venerdi' torno a Lugano, e mi puoi raggiungere fino a Giovedi' al 06 94430075.
Dal 5 Novembre a fine mese, saro' a Lugano, e puoi comunque scrivere a

danielalexanderlifschitz@gmail.com

Cordiali saluti in Maria e Gesu',

Daniel Lifschitz

Daniel Lifschitz ha detto...

Tripudio ha detto...
In qualità di "coadiutore", mons. Byrnes ha il diritto di successione qualora Apuron si dimetta o venga rimosso dall'incarico. Evidentemente i kikos che appestano la Santa Sede sono riusciti - per adesso - ad evitare la rimozione.

Caro Tripudio,
il vero enigma da risolvere non è la rimozione di Apuron, ormai definitiva, ma chi è mons.Byrnes.

Cordiali saluti in Maria e Gesu',

Daniel Lifschitz



31 ottobre 2016 14:07

fab ha detto...

Perché li hai visti te che pagano di tasca loro? A me è capitato nelle varie convivenze di inizio anno, che dopo gli infiniti giri di sacco, ci veniva chiesto (noi responsabili) di pagare una quota fissa per conto della comunità...alla faccia della libertà e della privacy...

Daniel Lifschitz ha detto...

2003 il nuovo vescovo di Guam, ha conseguito la laurea alla Gregoriana con

BYRNES Michael Jude
Conformation to the Death of Christ and
the Hope of Resurrection: An ExegeticoTheological
Study of 2 Corinthians 4:7-15
and Philippians 3:7-11. (Teologia,
BRODEUR Scott, S.J., 8311)"

Anonimo ha detto...

Stavo vedendo l'incontro ecumenico del Papa con i luterani a rai1, aldo maria valli stava introducendo la cosa, dopo un po è arrivato il Santo Padre e in sottofondo distintamente è partito il risuscito' alleluia alleluia zum zum zum. Pure li!

Daniel Lifschitz ha detto...

Mons. Byrnes ha vissuto dal 2001 al 2003 a Roma; speriamo che non abbia beccato il virus mortiferus neocatecumenalis.

Lino ha detto...

A proposito di quote fisse e collette.
Qui posso dare io una strana e inquietante testimonianza personale, normalmente mi esimo dalle testimonianze personali.
Domenica scorsa, nella mia parrocchia, non negli annunci finali bensì nel corso della Messa [sic!] il parroco, che non è un neocatecumenale ma solo uno che si barcamena, ha annunciato che le collette domenicali sarebbero state devolute a una famiglia bisognosa. Una famiglia tutta laica che - Udite! Udite! - qualche decennio fa era partita per evangelizzare il Giappone, dopo che il capofamiglia aveva chiuso la propria azienda. Il quale capofamiglia, nei giorni precedenti, aveva chiamato dal Giappone in parrocchia per chiedere un sostegno, trovandosi in difficoltà economica.
Ora - il parroco non lo ha detto, ma mi pare evidente - in gioco c'è una famiglia neocatecumenale partita in missione evangelizzatrice. La richiesta di aiuto alla parrocchia mi appare triste e preoccupante: con le comunità ridotte al lumicino, con le difficoltà economiche delle stesse famiglie italiane, in particolar modo nelle missioni dove il Cammino non ha rapporti amichevoli o stretti con i vescovi, le famiglie che non si sono integrate e non hanno un reddito da lavoro, come si sosterranno? Chiedendo questue domenicali tra i non adulti nella fede?
Questo, in tutta onestà, mi pare uno scenario ripetibile per molte altre, uno scenario davvero spiacevole e inquietante, con tutte la famiglie che Kiko ha mandato allo sbaraglio, mentre lui se ne andava per ristoranti, concerti e presentazioni di libri.

l'apostata ha detto...

@ Lino

"...dopo che il capofamiglia aveva chiuso la propria azienda..."

...e licenziato i propri dipendenti.

Ma questi lo sanno che un cristiano ha anche una responsabilità sociale?

Tornare in Italia e rimettersi a lavorare no? O si è disabituato?

E i figli in che condizioni sono cresciuti?

E' triste e preoccupante davvero quello che hai scritto. Rappresenta le regola del cosiddetto Cammino: se sei utile sei considerato, se diventi inutile verrai emarginato.

Altro che la favola della Santa Famiglia di Nazaret.

Squallore e nulla più.

sandavi ha detto...

Uno di quei casi in cui per seguire il proprio ego una persona ha chiuso l'azienda , costringendo chi sa quante persone a trovarsi un lavoro! Massa di irresponsabili.

Antonius ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
by Tripudio ha detto...

Anche se la parrocchia è grande, la questua coprirebbe al massimo uno o due giorni di necessità di una famiglia. E poi?

Anonimo ha detto...

e che ne sai?? può pure essere ke questo stava fallendo,o aveva l'amante,e allrora scappare in giappone era troppo comodo.Evviva il cammino ci paga per fare i missionari!!....poi xò la pacchia nn dura x sempre....

Ruben ha detto...

Anonimo ha detto...
Per Ruben

A Porto San Giorgio non ci sono posti letto. I fratelli che partecipano alle convivenze alloggiano a loro spese negli alberghi vicino. Anche i super catechisti.

Andrea
---
Si, ma in caso di emergenza, ogni tetto sulla tesa è casa!...

Lino ha detto...

Infatti, è stato il mio primo pensiero: "E poi?". La parrocchia è grandicella e anche sta in un quartiere benestante, ma questo non risolverà certamente il problema per oltre un po' di giorni. Immagino che prima avranno fatto la colletta nelle due comunità parrocchiali (sono solo due, oramai da tempo). Immagino che questa storia particolare sia aggravata anche dal fatto che la famiglia è in missione in Giappone, dove i rapporti con i Vescovi non sono certamente idilliaci. Certamente sono rimasto molto colpito dall'annuncio, il quale pur senza citare il Cammino - il solo movimento esistente nella mia parrocchia, da molti anni - è stato come un pugno nello stomaco e tutto sommato anche un velo squarciato sulle chiacchiere relative alle grazie ricevute dalle famiglie in missione, chiacchiere con le quali Kiko inonda gli accoliti da mandare allo sbaraglio.

Ruben ha detto...

A seguire dal mio post: 31 ottobre 2016 19:48

Il solo "Disco Ufo" del Centro potrebbe tranquillamente ospitare al caldo e sdraiati, almeno 500 persone.
---

by Tripudio ha detto...

Quindi Kiko e Carmen non alloggiavano a Porto San Giorgio ma andavano in albergo?

Ruben ha detto...

Cari fratelli del Cammino Neocatecumenale, avete a più o meno di 60 Km da Porto San Giorgio una catastrofe senza precedenti, e state ancora con le mani in mano?....

Ma fatemi il piacere!!!...
----

Antonius ha detto...

Il mio commento delle 19:27 parte da una considerazione delle 17:28 di Lino.
Avendo letto in viaggio in condizioni avventurose ho saltato la parte in cui Lino spiega che la famiglia in difficoltà economiche è ancora in Giappone.
Erroneamente ho capito che questa avesse problemi una volta rientrata in Italia.
Ancora peggio di quanto avevo appreso inizialmente :-( .

by Tripudio ha detto...

Ma se poi qualcuno dei rifugiati vede qualche Segreto Arcano nell'UFO di Porto San Giorgio e corre a riferirlo qui?

by Tripudio ha detto...

Mi dicono dalla regia che la nomina del nuovo "coadiutore" è molto probabilmente un trucchetto preparato da tempo.

Ci vorranno settimane prima che mons. Byrnes abbia finalmente in mano tutte le redini della diocesi. Cioè proprio quelle tre settimane necessarie a far scadere i termini per rivalersi contro la truffa neocatecumenale.

Il che combacia perfettamente col misterioso silenzio di Hon di queste ultime settimane: stava comodamente preparando la valigia.

Una volta portata a definitivamente a termine la truffa del seminario Redemptoris Mater di Guam, i kikos conserveranno un avamposto in diocesi indipendente dal vescovo, nel quale i cosiddetti presbiteri legati al Cammino potranno rifugiarsi nel caso il vescovo faccia qualcosa a loro sgradito. Quindi il problema non è solo del piano economico: quel seminario diventerebbe un'enclave, una "diocesi nella diocesi", un'autonoma "chiesa nella Chiesa".

Inoltre, previa la sola modifica di qualche articolo degli statuti di incorporazione, la property del seminario può essere comodamente venduta, tutto a vantaggio dei kikos, e nemmeno un centesimo alla diocesi che -mentendo- dicevano essere "proprietaria".

Purtroppo è un vizietto tutto clericale - preti e vescovi che calibrano la data delle nuove "nomine" in extremis, in modo da mettere (a sorpresa, e con perfidia) in difficoltà chi chiedeva giustizia.

Il fatto è che per questo miserabile guadagno del Cammino, ne farà le spese l'intera Chiesa, poiché sarà usato come precedente per fare altrettante truffe in tutti quei casi in cui si riesce a "comprare" il consenso di un vescovo. Il mondo laicista non aspetta altro.

Vedo che Tim è più speranzoso di me, e però chiede che il nuovo vescovo stabilisca chiaro e tondo che la liturgia neocatecumenale non è approvata, perché quella è l'origine di tutti i problemi.

Anonimo ha detto...

O.T.
ad andrea

A porto san Giorgio ci sono le stanze (cellette dotate di riscaldamento) da una persona e sono riservate agli ospiti del centro. Ci sono anche le stanze particolari riservate a Kiko Carmen e don pezzi piu' quelle dei supercatechisti. Nel centro c'è un albergo che sovrasta il centro ed è dotato di ristorante.Questo albergo è grande ed è di proprietà di una famiglia NC. In questo albergo soggiornano a pagamento le comunità in visita al centro NC
Chiuso O.T.

sandavi ha detto...

Vero, confermo. Circa una cinquantina di stanze. Le camere di Kiko e Carmen erano al secondo piano, gli adepti si fermavano sotto alle finestre tutti emozionati, quando le luci erano accese.

by Tripudio ha detto...

Le "camere" di Kiko e Carmen? Che quindi venivano ospitati gratis? Chissà chi avrà pagato... magari proprio quelli che si fermavano sotto alle finestre tutti emozionati per essere stati salassati.

Nessun "rifugiato" verrà ospitato, poiché non solo nessuno di loro risulta essere un "catechista" del Cammino e non c'è neppure una comunità disposta a pagare la quota per qualche "rifugiato". Fra l'altro, con lo Stato che passa solo 35 euro al giorno, nei costosi resort kikiani non ci paghi nemmeno il caffè.

Anonimo ha detto...

Vi dico la verità, preferisco che non vengano ospitati al centro neocatecumenale. Non sia mai che organizzino una convivenza per loro, con tema : ""il Signore ti ha mandato questa disgrazia perché tu ti convertissi al cammino"".

Xz

Anonimo ha detto...

@tripudio :

è chiaro che Kiko e Carmen non pagano ( a parte che non pagano mai, cosi' come i catechisti e i catechisti itineranti) perchè le abitazioni del Centro sono riservate a loro e ad altri catechisti storici. Le stanze di Kiko e Carmen a don Pezzi nessun "catecumeno normale" le ha mai viste. Non si puo' entrare. Le si possono ammirare ...da sotto.

Le cellette in genere NON ospitano le comunità, quindi le comunità alloggiano negli alberghi li vicino, sempre a pagamento.

Il costo della manutenzione e costruzione di altre opere nel Centro è a carico di tutte le Comunità.

I soldi vengono presi dal conto intestato alla "Fondazione Famiglia di Nazaret".

Per chiarezza: tutte le collette extra che si fanno alla fine di ogni convivenza, o in altre grandi occasioni, destinate non al pagamento delle spese della convivenza stessa,sono versate su questo conto.
Da li, a furia e misura del bisogno del CNC, vengono prelevati i soldi.

Sinceramente non so a chi è affidata la gestione di questi soldi.

Anonimo ha detto...

a Tripudio: rispondo a questo:

"..e non c'è neppure una comunità disposta a pagare la quota per qualche "rifugiato"

ti diro' di piu' da quanto mi risulta non ci sono MAI state collette in comunità per i terremotati (di ora e del passato)
Chi lo vuole fare lo fa per conto suo...magari attraverso la Parrocchia dei "cristiani della domenica"

Anonimo ha detto...

ovvio che non si possono ammirare.... xkè invece del crocifisso hanno lo stemma del satanasso...

by Tripudio ha detto...

Hon se ne torna a Roma - chissà se tra qualche anno davvero otterrà l'agognata berretta cardinalizia - e il pasticciaccio neocatecumenale di Guam passa a mons. Byrnes: il nuovo vescovo coadiutore di Guam è però un supporter di quel movimento Alpha consistente di "corsi" di catechesi... maturate dai protestanti. Proprio come il Cammino.

Insomma, mai nessuno che intenda fare catechesi ed evangelizzazione seguendo esclusivamente il Catechismo della Chiesa Cattolica e la liturgia della Chiesa Cattolica.

Hanno sempre qualcosa di "nuovo" da proporre, qualcosa da "riscoprire", qualcosa da "rinnovare", qualche Bibbia da "rileggere"... mai una buona volta che mettano al centro gli strumenti principali della Chiesa.

Giuseppe ha detto...

Ho letto su un sito che: "il primo febbraio 2014 il Papa ha ricevuto in udienza alcuni rappresentati del movimento del Cammino (tra cui il suo fondatore Kiko) e in quell’occasione ha sostanzialmente dato il via libera ai neocatecumenali a dire messa come piace a loro"(?!?)Che significa?
Vorrei notizie in merito. Grazie

Anonimo ha detto...

I vescovi in America li sceglie mons. Vigano', hanno voce in capitolo O'malley Cupich e Levata.

by Tripudio ha detto...

Hai letto una di quelle classiche "notizie di propaganda": siccome il Papa in quell'occasone non ha parlato di liturgia allora i kikos hanno detto in giro che gliel'avrebbe approvata.

A volte in questo tranello ci cascano perfino i giornalisti che non hanno tempo di spiegare daccapo tutta la situazione.

Comunque, nella colonna a sinistra della pagina principale del blog, trovi un "Archivio articoli" (è possibile che su tablet e cellulari non sia visibile).

Da lì, se clicchi su 2014 e poi su febbraio, scopri che il tema dell'incontro di febbraio 2014 era già stato trattato in parecchi articoli, sul tema delle «tre tirate d'orecchie» che papa Bergoglio fece a Kiko e Carmen.

Ovviamente senza ottenere alcun risultato, visto che i neocatecumenali considerano Kiko e Carmen più importanti del Papa, della Chiesa e di Nostro Signore.

Anonimo ha detto...

La notizia riportata da Lino della richiesta pubblica di aiuti per una famiglia del cammino in Giappone è veramente sconcertante.
Non avevo mai sentito nulla di simile.
Chiedere aiuto economico ai non camminanti.
Vuol dire che iniziano a mancare parecchi soldi.

Luca

Ruben ha detto...

@ sandavi ha detto...
Vero, confermo. Circa una cinquantina di stanze. Le camere di Kiko e Carmen erano al secondo piano, gli adepti si fermavano sotto alle finestre tutti emozionati, quando le luci erano accese.
---
Ne' più, ne' meno come la finestra del Duce a Palazzo Venezia, che di notte, veniva spesso artatamente accesa, per far vedere agli imbecilli della situazione, che il Capo insonne, lavorava per la nazione.

Poi, sappiamo tutti, per nostra fortuna, com'è andata a finire.

Ruben ha detto...

Mi chiedo tra l'altro, se gli alberghi di Porto San Giorgio(Costa Marchigiana), si siano veramente messi a disposizione della Protezione Civile per l'accoglienza a prezzo politico dei terremotati, o vi abbiano rinunciato, a favore del sicuro andirivieni delle continue convivenze
a prezzo più che pieno dei camminanti.
---

Lino ha detto...

@ Luca
Sì, anche io sono rimasto sconcertato, perciò l'ho scritto qui. Mai sentito o immaginato prima una colletta del genere nel bel mezzo della Messa domenicale delle 12.
Ripeto, per onestà intellettuale, che il parroco non ha riferito che fossero del CNC. Non riesco a immaginare, però, un'altra famiglia laica partita anni fa per una missione di evangelizzazione in Giappone, in una parrocchia che da sempre ha soltanto il Cammino neocatecumenale, nemmeno i ragazzi della Caritas o altri movimenti.

Lino ha detto...

P.S.
Però, per curiosità, lo chiederò en passant al sacrestano, anche lui del Cammino, che non disdegna di chiacchierare con me.

Anonimo ha detto...

ricopio (tralasciando il cognome e il nome del ragazzo a cui è destinata questa "carità") una notizia trovata in un Blog (tenuto da un neocatecumenale) La richiesta di aiuto per questa famiglia neocatecumenale risale al 2014.
.
"....Così anche oggi, di fronte al nostro terzo figlio, (nome del ragazzo), che vorrebbe entrare all’Università. I costi per l'iscrizione e la retta sono proibitivi, e dovremmo versare, entro la fine dell'anno, circa 6000 euro.

Noi sinceramente non sappiamo da che parte iniziare, l'unica cosa che possiamo fare è pregare che il Signore provveda a noi, come ha fatto fino ad oggi, inviandoci degli angeli che possano sostenerci con i loro beni e le loro preghiere.
.....
È pur vero che in Giappone i missionari non possono lavorare se non saltuariamente; a ben vedere, la stessa presenza di una famiglia missionaria con così tanti figli e senza un lavoro fisso durante un periodo di dieci anni in Giappone Paese che ha fatto del lavoro il proprio unico fondamento sociale e morale, è già un miracolo meraviglioso che interroga il più profondo dei cuori delle persone che vengono a contatto con noi.
Per questo, con il cuore in mano, vi chiediamo di darci una mano, di entrare con noi ed (nome del ragazzo) in questa nuova avventura.

...
Ci rendiamo anche conto che sentirsi chiedere aiuto può sembrare una cosa imbarazzante e forse anche fastidiosa, ma la serietà della chiamata e l'urgenza che Dio sta imponendo alla marcia, insieme alla nostra totale impossibilità a far fronte alle spese, ci spinge ad essere oltre modo inopportuni un pochino come la vedova insistente del Vangelo. Ma siamo anche certi che, attraverso di noi, è il Signore stesso che bussa alla vostra porta.
Siamo in Giappone per compiere la volontà di Dio, e, crediamo, che questa passi anche per gli studi universitari di (nome del ragazzo)

Non è certo un obbligo studiare all’Università, e molti di fatto, non possono.
E conosciamo bene anche la crisi che attraversa l’Italia, dove manca il lavoro, le tasse crescono sempre più, e non c’è denaro
...
Se Lui (il Signore) ha già suscitato dei benefattori che risponderanno al nostro appello significa che essa prevede l’Università per (omissis).. altrimenti Dio ci indicherà un’altra strada.
(Nome del ragazzo)...è un ragazzo volenteroso e, pur tra molte difficoltà, è riuscito a superare l'esame di ammissione.
Vediamo come anche l'Università è, oltre ad un luogo dove poter studiare e prepararsi per il lavoro futuro, anche e soprattutto un luogo dove il Signore vuole farsi conoscere attraverso (nome del ragazzo)....Per questo vi chiediamo, nel nome del Signore e per amore a Lui, di aiutarci, di farvi strumento della sua Provvidenza.
Attraverso di voi molti giapponesi potranno vedere Cristo in (nome del ragazzo) , ascoltare l'annuncio capace di cambiare la loro vita..."


Non ho parole. Chiedono soldi per mandare all'università il loro 3° figlio (ne hanno 10).

Non credono che qui in Italia ci sono persone, che loro chiamano "cristiani della domenica" che lavorando 8/10 ore al giorno, marito e moglie, e non riescono a mandare i loro figli all'università???

E già ma il ragazzo,volenteroso e studioso (come se fosse il solo su questa terra) ha una missione da compiere !!

Anonimo ha detto...

ho trovato un'altra richiesta di aiuto per una famiglia neocatecumenale di Napoli con le stesse modalità di quella di prima che era di Roma, cioè lavoro che non si trova e quindi soldi che mancano, ma risale al 2006.

Questo vuole dire che le famiglie "inviate in missione" in giappone sono solite non integrarsi con la realtà che li circonda e che le comunità da cui provengono non ce la fanno a sostenere i loro bisogni.
Quindi già nel 2006 c'era chi chiedeva aiuti in denaro dal giappone, poi nel 2014 e nel 2016 le cose NON sono cambiate.

se si cerca sul web "famiglie missionarie in giappone senza soldi" si possono trovare le lettere di queste due famiglie.
Magari ce ne sono anche altre ma non sono andato a fondo.

Anonimo ha detto...

scusate,
non è che mi scandalizza il pensiero che una famiglia povera o meno abbiente possa rivolgersi al Parroco per sensibilizzare il suo stato e chiedere aiuti economici o di altro tipo, ma quello che mi fa restare perplesso (per non dire altro) è che a noi ci era sempre stato detto che le famiglie itineranti erano mantenute con le collette delle loro( e nostre) comunità.

Ora invece viene fuori che non una sola famiglia itinerante,perchè ce ne saranno chissà quante altre, chiedono aiuto in Parrocchia.
Mi domando se il Parroco non è a conoscenza di cio' che è la precarietà di tante famiglie che vivono in parrocchia..delle difficoltà dei pensionati che vivono con 500 euroal mese
Mi domando se con i soldi raccolti (la famiglia di roma chiedeva, tanto per iniziare,6000 euro per la prima rata (!) dell'università del loro 3° figlio) non si potrebbero aiutare chi non ha le spalle "coperte" come le famiglie NC itineranti in missione?
In fin dei conti lo hanno scelto loro di partire e le loro comunità e di aiutarli.
Ma se l'aiuto della comunità, per un motivo o per un altro, manca e la famiglia non lavora per potersi mantenere, vuole forse dire che "il signore" (minuscolo) non provvede a loro!
Forse la "volontà del signore" (minuscolo) è quella che ritornino a casa loro e che si cerchino un lavoro come fanno tutti, cristiani della domenica in primis!

Se il figlio di questa famiglia itinerante in Giappone, non puo' andare all'università,perchè solo la prima rata costa 6000 euro, forse vuole dire che dovrebbe tornare in italia dove l'università pubblica costa meno .

Avranno anche dei parenti no? Oppure qualcuno della loro comunità di origine potrebbe ospitare il ragazzo,che è sicuramente maggiorenne, e la comunità aiutarlo negli studi.
E il ragazzo stesso mettersi a lavorare facendo il cameriere di sera o il fine settimana...come tanti ragazzi universitari che conosco.

by Tripudio ha detto...

Magari con la classica domanda-trabocchetto: "allora, è partito il bonifico? quanto abbiamo mandato come parrocchia alla famiglia in Missio ad Gentes?"

Segue una scenetta modello Totò e Peppino, da immortalare su youtube...

Anonimo ha detto...

Ma questa famiglia non ci pensa proprio ad andare a lavorare?
San Paolo nella Seconda Lettera ai Tessalonicesi si poneva come modello per i cristiani che dovevano lavorare duramente sia per non essere di peso a nessuno, ma e sia per aiutare i poveri. Ma questa famiglia nc in missione l'ha letto il Nuovo Testamento, oppure si è fermata a Mosè?
Perché non si chiedono: "E se fosse volontà di Dio che torniamo in Italia? E se il bene per i nostri figli fosse tornare in Italia? E se Dio ci stesse dicendo con i fatti cpncreti della nostra vita che abbiamo sbagliato a venire qui in Giappone?"
Preferiscono sacrificare i figli all'idolo Kiko piuttosto che ammettere che la loro missione è stata un fallimento dopo ben 10 anni.
Marco

l'apostata ha detto...

Che strano, il Cammino si basa sui "numeri" di Sankiko (in tutti i sensi) eppure non è dato sapere quanti Giapponesi si sono convertiti grazie alla presenza della famiglia neocat in missione, che non lavora, non parla la lingua e vive a scrocco.

Quanti?

Magari ce lo potrebbe dire il vescovo della locale Diocesi, al servizio del quale il cammino è per Statuto.

Salvo che il Vescovo non ne sappia niente oppure sia contrario, ma tanto non può mica rispedirli a Napoli d'autorità.

Qualcuno ci illumina?

Simonetta ha detto...

Magari ci pensa a lavorare in Giappone, ma non puo', almeno legalmente.
In Giappone, a differenza che in altri paesi, esiste il visto per attivita' religiose o missionarie, che escludono la possibilita' di essere assunti per lavori di altro tipo.
Insomma i missionari se li deve mantenere la chiesa di appartenenza.
Altrimenti restano solo i lavoretti in nero, l'arte italica di arrangiarsi in fondo.
Proprio di questo tratta una lettera-testimonianza di una famiglia napoletana, facilmente reperibile in rete...

Capisco partire con il cervello pieno di illusioni, difficile poi ammettere le sconfitte e soprattutto le illusioni.


Simonetta

psyco ha detto...

NOTIZIE DA GUAM !!!

formalmente denunciati APURON IL PEDOFILO NEOCATECUMENO, l' arcidiocesi di guam , uno dei preti pedofili coperti da apuron , e circa 50 soggetti in qualche modo implicati ....

oltre ai 4 denuncianti ci sono PIU' DI ALTRE 10 VITTIME DEL PEDOFILO che stanno sporgendo denuncia .

http://www.junglewatch.info/2016/11/wednesday-november-2-2016-in-news.html

Daniel Lifschitz ha detto...


Parte I

"Fratelli nel Signore", di Martin Lutero (1483-1546),cosi' comincia il libro del tristemente famoso riformatore tedesco:"Degli Ebrei e delle loro menzogne", da lui pubblicato nel 1543 e che, secoli dopo, sarà usato da Adolf Hitler per avvalorare e diffondere il suo odio verso gli Ebrei, tanto è vero che sotto l’Hitlerismo questo libro di Lutero ebbe diverse edizioni gratuite.
Ho ritenuto perciò opportuno farvi conoscere alcune delle cose che disse Lutero contro gli Ebrei, tratte dalla parte di questo libro che concerne le misure da adottare contro di loro, e sono persuaso che vi lasceranno sbigottiti e sconcertati,per la crudeltà, cattiveria e stoltezza di Lutero, ma è doveroso che veniate a conoscenza di questo aspetto dell' "Padre della Riforma".
Lutero, quando affisse le sue 95 tesi contro la Chiesa Cattolica alla porta della cattedrale cattolica di Wittenberg - alcune di queste tesi sono condivisibili, non quelle teologiche, ma quelle sul malcostume della Chiesa cattolica di allora - non sembrava essere antisemita, ma ardeva di un amore infinito per i suoi fratelli ebrei. Lo stesso amore pervade oggi un' altro megalomane, el Senor Kiko Arguello, anche lui pervaso di zelo per Israele (incluso lo Stato) e convinto di essere lui, l'uomo della provvidenza che unirà la Chiesa cattolica con l'ebraismo.
Infatti, nel 2015 - dopo che Kiko fu indottrinato, ammaestrato in questo "ebraismo fasullo" da Carmen Hernandez - i due hanno introdotto in ogni aspetto del loro "Tripode": Liturgia - Parola - Comunità, elementi della tradizione ebraica, preparando cosi', con diabolica furbizia, un popolo - i neocatecumeni, pronto ad un falso ed eretico ecumenismo con l'Israele di oggi (cioè gli ebrei di tutto il mondo e, in modo particolari li ebrei dello Stato d'Israele).
Nel 2015, a Kiko (Carmen, morente non contava piu' niente) venne l'illuminazione di convocare nel suo mausoleo, la "Domus Galilaeae", un' incontro - convivenza di 120 rabbini di tutto il mondo, con le loro mogli, viaggio, permanenza, cibo kasher, nuove lenzuola immacolate, tutto pagato
dalle CNC. Erano presenti anche, sotto tono, 3 rabbine dalle USA, 9 Cardinali, piu' di venti vescovi, centinaia di itineranti da tutto il mondo. Papa Francesco, preoccupato dall'ecumenismo, e tirato per il naso dalla potente lobby NC nel vaticano, non fu di meno, ma invio' un sentito augurio di bene e una benedizione particolare su questo evento secolare, l'inizio di una nuova fraternità tra ebrei e cristiani.
Per non urtare la sensibilità dei rabbini - vennero' tolte dai muri della "Domus" tutti i crocifissi che erano amovibili. Ne rimase, purtroppo uno.

Anonimo ha detto...

In Giappone, complice anche la grande differenza storica e culturale rispetto ad altri stati, mica è semplice arrivare e mettersi a lavorare. Le regole sono molto ferree in proposito, così come anche Simonetta ha spiegato (un po' come in quelle trasmissioni "airport security" girate in Australia, quando bloccano gente alla frontiera per un visto errato... solo che lì parlando inglese magari ci sono più possibilità). In Giappone o ci si entra come dipendente/funzionario di qualche ditta/azienda con sede in Giappone o - ancora più complesso - come imprenditore che intende investire dei capitali (es. settore ristorazione), ma sono due casi molto lontani dalle prassi del CN. Ancora oggi per quanto cortesi verso gli ospiti i giapponesi, soprattutto nel campo lavorativo sono molto conservatori ed usano spesso il termine "ghosn" per indicare lo straniero, non sempre con significato positivo.

Etneo

Antoby ha detto...

Non guardate la pagliuzza nell'occhio del fratello, piuttosto guardate la trave che e' nel vostro. Sono poco a conoscenza del metro di giudizio di Dio ma nel mio piccolo non credo che saremmo giudicati sul fatto che stiamo a spiare gli altri.

Lino ha detto...

@ Antoby
Così disse l'eretico Ario ad Alessandro che lo aveva scomunicato.

by Tripudio ha detto...

Il termine esatto è "gai-jin" (letteralmente: straniero-uomo). In sé non è dispregiativo verso i non giapponesi, ma esprime il percepito forte distacco per quel che riguarda la mentalità e le abitudini. E potete giurarci che un italiano neocatecumenale in missione per conto di Kiko potrà forse perdere un po' di "italianità", ma non perderà mai una virgola del neocatecumenalismo.

Sul giornale della conferenza episcopale giapponese riportavano un esempio che da solo valeva tutto un discorso: i neocatecumenali, durante un funerale, accompagnavano il rito con la chitarra.

Difficilmente si può trovare una cafonata peggiore agli occhi dei giapponesi, abituati ad una sobrietà e una serietà nella vita di tutti i giorni (e figurarsi in un funerale). La chitarra, ai loro occhi, suggerisce solo l'idea del chiasso dei ragazzini maleducati e viziati, e figurarsi la chitarrella neocatecumenale strimpellata con quei canti idioti e urlati per imitare Kiko.

Il fratello delle 10:50 che ci calunnia e ci giudica severamente ha parlato di «spiare gli altri». Come se desse per scontato che le liturgie e le attività del Cammino esigano la massima segretezza, esigano di essere compiute nelle tenebre perché odiano la luce (cfr. prologo del Vangelo di Giovanni).

Crede di leggere nei nostri cuori dichiarando che noi avremmo una "trave": crede mica di essere Dio?

Poi dichiara di essere «poco a conoscenza del metro di giudizio di Dio»: ma allora tutte quelle letture bibliche, tutte quelle liturgie, tutte quelle monizioni ambientali e non ambientali, non sono servite a niente?

Vediamo le sette opere di misericordia spirituale nei confronti del Cammino:

1. Consigliare i dubbiosi, e aiutarli ad abbandonare il Cammino, che è a tutt'oggi verificabilmente pieno di eresie e carnevalate liturgiche.

2. Insegnare agli ignoranti, perché il Cammino ti tiene all'oscuro delle verità di fede e ti imbottisce di eresie ed ambiguità kikiane-carmeniane.

3. Ammonire i peccatori, in particolare i neocatecumenali che vengono qui a giudicarci, calunniarci, diffamarci, scagliarci addosso espressioni come "guardate la trave" fingendo di non sapere che la trave è tutta loro. Ed in particolare ricordiamo che nelle Eucarestie del Cammino il Santissimo Sacramento viene calpestato dai neocatecumenali, letteralmente.

4. Consolare gli afflitti, poiché il Cammino oltre a spennarti economicamente ti affligge inculcandoti la sbagliatissima idea che Dio sarebbe un cattivone vendicativo che «ti manda le disgrazie per convertirti».

5. Perdonare le offese, poiché i neocatecumenali credono di avere il diritto di offendere chiunque non la pensi come loro. Sono ipocriti e mentitori, perché credono che il neocatecumenalismo renda santi l'inganno e la menzogna qualora si tratti di difendere il Cammino e i suoi autonominati "iniziatori".

6. Sopportare pazientemente le persone moleste: cioè quei neocatecumenali che accorrono qui a giudicarci e a calunniarci, come il fratello delle 10:50 che sotto mille diversi pseudonimi - poveraccio! - passa le giornate a distribuire insinuazioni e cattiverie contro i lettori e i collaboratori di questo blog.

7. Pregare Dio per i vivi e per i morti, poiché nel Cammino non si fa - tranne l'intercalare del «pregate per me» che quando viene da qualche neocatecumenale non è una richiesta di preghiere ma solo l'ennesimo modo di porsi al centro dell'attenzione e di insinuare l'idea che gli altri sono più superbi di lui.

Simonetta ha detto...

@Lino et altri

Non solo in parrocchia chiedono i soldi, ma anche sui giornali:

http://www.ecoaltomolise.net/da-schiavi-allestonia-per-annunciare-il-vangelo/

Mi ha inoltre colpita, in negativo, questo articolo, dove viene descritto il metodo di diffusione (mi rifiuto di chiamarlo diffusione del Vangelo e evangelizzazione) del neocatecumenalismo:

http://www.laporzione.it/2016/06/18/otto-famiglie-neocatecumenali-pescaresi-missionarie-nel-mondo/

Mi interrogo sull'eticità di usare i propri figli in questo modo.
Ma quello che mi chiedo sempre è ci stanno a fare tutti i teologi e compagnia bella, se ci siamo ridotti a questi metodi da strapazzo? Perché vengono permessi?
Mi ricordano tanto i TdG che bussano alle porte accompagnati dai bambini per non farsi sbattere le porte in faccia. Che tristezza.

Non so se poi quetso metodo funzioni davvero o resti nel mondo della mitologia kikiana. Non c'è modo peggiore di incontrare il prossimo che farsi dei progetti su di esso.

Leggendo poi la testimonianza di una famiglia in Giappone, vi si diceva che in una società fissata con il lavoro (vero) è di testimonianza vivere in modo precario con tanti figli (più quelli in cielo).
Se questo SOLO fosse di testimonianza potrei andare a chiedere consiglio alla rom che chiede l'elemosina all'angolo, almeno lei non nasconde i propri problemi dietro un sorriso prestampato made in Kiko.

Scusate se sono molto dura, ma quando si tratta di difesa dei bambini ho preso molto da questo paese scandinavo in cui abito da tanto tempo.

Cordiali saluti,

Simonetta

sandavi ha detto...

Sulla questione del lavorare per vivere, persino la Didaché dà torto ai neocatecumenali. Già San Paolo, come altri hanno ricordato, sottolinea (per rimproverare gli oziosi) che anche lui, durante il suo soggiorno presso una delle sue comunità avesse lavorato per mangiare e non avesse chiesto nulla.

Nella Didaché ci si spinge anche a definire come falsi profeti quelli che si approfittano del buon cuore dei fedeli per avere vitto e alloggio gratis per più di tre giorni. Chi sa cosa avrebbero pensato gli Apostoli di questi novelli missionari kikiani.

Per onestà devo dire che tutte le famiglie in missione da me conosciute hanno sempre cercato lavoro come tutti, pur tuttavia potendo contare (almeno in parte) sul sostegno della comunità per le spese nei tempi difficili.
Di solito si apre un conto corrente, la comunità di origine versa i soldi oppure si fanno collette e versa il responsabile.

Non mi risultano altri gruppi, movimenti o persino altre religioni che inviano intere famiglie in missione; potrei sbagliarmi ma credo che sia una prerogativa neocatecumenale. Solo Kiko (quello non sposato che oggi si sposta e vive grazie ai soldi delle fondazioni) poteva essere tanto assurdo da spingere intere famiglie con figli al seguito a trapiantarsi in posti anche pericolosissimi.
In origine, nei primi quindici anni di cammino, le famiglie di itineranti partivano lasciando i figli a casa, causando in molti casi enormi problemi.

Anonimo ha detto...

a Simonetta

anch'io sono rimasto colpito della pubblicazione della foto del bambino minorenne nella lettera della famiglia di Roma e quella dei 6 bambini nella lettera della famiglia di Vasto (napoli).

Mi domando poi perchè pubblicano le loro foto e quelle dei loro bambini minorenni, le loro storie e i loro bisogni solo per arrivare allo scopo di farsi donare dei soldi, quando KIKO stesso ha vietato l'uso di internet!
Misteri ...

Anonimo ha detto...

@ Sandavi

Hai ragione pero' dipende da dove sono inviate le famiglie in missione.
Molte vivono per anni nella parrocchia a spese del parroco e dei parrocchiani. Poi se arrivano a trovare lavori sono lavori che non danno la possiblità di vivere decentemente con i loro figli.
Se sei inviato in Europa o in un paese dove si parla inglese, te la puoi cavare. Se sei inviato in altri paesi dove la lingua è ostica ...passeranno anni prima di trovare un lavoro.

Inoltre, almeno nelle comunità che conosco,non solo la comunità di origine aiuta le famiglie partite ma anche le altre comunità contibuiscono
Questo è dovuto dal fatto che piu' si va in là con il "percorso neocatecumenale" piu' i fratelli escono, quindi meno persone = meno decime.
Da li il ricorso alle comunità piu' giovani (giovani per modo d dire)

Quello che mi ha molto colpito lella lettera della famiglia di Roma è il fatto che non chiedono aiuto per il sostentamento della famgilia, ma chiedono soldi per una retta oltremodo esosa per permettere a loro figlio di andare all'università.

Ripeto: il ragazzo è maggiorenne, quidni puo' tornare in italia (magari ospite dei parenti o dei "fratelli'" di comunità) e puo' frequantare un'università italiana e magari si arrangia lavorando la sera o nel fine settimana.
Di conseguenza meno spese universitarie e non piu' il bisogno di domandare soldi ...dal Giappone!
Semplice

Simonetta ha detto...

@Anonimo 13:20

I bambini commuovono sempre, davanti al volto di un bambino è difficile rimanere indifferenti. Perlomeno vien voglia di leggere l'articolo, se non di inviare denaro.
Questione di marketing, insomma.

Inoltre se le parole di qualche minore vengono direttamente riportate, sono sempre o quasi le parole di un bambino sui cinque-sei anni, l'età in cui l'adorazione e la lealtà verso i genitori sono (giustamente) totali.
Le fasi di crescita dei nove anni e della pubertà (da loro chiamate ribellioni, non a caso) sono ancora lontane.

Simonetta

by Tripudio ha detto...

Notate poi come negli articoli dei "missionari" neocatecumenali compare sempre un IBAN, mentre negli articoli dei missionari cattolici (cioè religiosi consacrati) è raro trovare un IBAN.

La trafila all'università lì in Giappone è indispensabile: dopo quattro anni, ancor prima di "laurearsi", si comincia già a cercare lavoro (già nell'aprile dell'ultimo anno: il famigerato job-hunting a suon di colloqui personali e di gruppo). E chi ha un anno di ritardo, o peggio non ha il titolo di studio, è nei guai seri: passata la brevissima stagione di "caccia al lavoro", ci si deve accontentare delle briciole. Quel giovanotto rischia seriamente di doversene tornare in Italia se va storto uno solo di quei difficili passi, a meno di non accettare - dopo tutti i sacrifici già fatti e fatti fare - di lavorare a vita come sguattero o commesso (per di più con l'alone da gai-jin fallito).

In ogni caso la vedo proprio brutta per lui, proporzionalmente al suo coinvolgimento con la setta neocatecumenale. Il Giappone è uno dei paesi con minor numero di giorni di ferie all'anno, è il paese dove più difficilmente puoi scansarti di far tardi e tardissimo al lavoro, è il posto dove pochissimi lavoratori possono concedersi il lusso di un permesso o di un'assenza. Metteteci un neocatecumenale che all'improvviso si ritrova qualche convivenza, qualche incontrino di preparazione dell'ambientale, qualche liturgia kikiana, qualche concertino di Kiko, qualche blanda iniziativa diocesana in cui i cosiddetti "catechisti" comandano di marcare presenza. Che fa? Si assenta? Si dà per malato, mentre i suoi colleghi con la febbre a 38° fanno volontariamente ore e ore di straordinario?

"Dio provvede", gli dirà con aria crucciata ma asettica il cosidetto "catechista": e quando perderà il posto e andrà a mendicare lavoro altrove, gli chiederanno come mai è stato licenziato. I giapponesi disprezzano sommamente il vittimismo, le furberie e la slealtà: un itagnolo non può campare di rendita da bambino, figurarsi da adulto.

Simonetta ha detto...

@Anonimo 13:32

In teoria sì, potrebbe tornare in Italia, ma vuoi mettere avere una chiave di ingresso per l'ambiente accademico?
Questo alla luce del metodo da loro stessi spiegato.

Del resto, capisco anche che questo ragazzo si è ormai adattato alla vita nel nuovo paese, al metodo di studio, agli amici, e avrebbe di nuovo problemi a riadattarsi nel paese di origine. Pensa solo scrivere un saggio o una tesi in italiano dopo anni di scuola straniera.
Aggiungi inoltre tutti i problemi per la traduzione e la validazione dei titoli di studio. Non è una procedura semplice.
Insomma, un po' lo capisco.

Quelli che non capisco sono gli irresponsabili manovratori di queste famiglie.

Simonetta

by Tripudio ha detto...

Se sta facendo studi universitari, si può presumere che abbia una decente conoscenza del giapponese scritto e parlato e di parecchi anni vissuti lì, cosa che di suo in Italia è assai meglio di un titolo universitario; se quindi torna in Italia, il suo problema principale non sarà certo l'equipollenza dei titoli (e tanto meno la lingua, visto che in famiglia lì parleranno e pregheranno in itagnolo). Resta da capire se la pressione a fare il "missionario di Kiko" è superiore alla sua aspettativa per il presente e il futuro.

Sono in sostanza gli stessi problemi dei testimoni di geova (l'avete visto il film To verdener a proposito di quella setta?). Avere una setta che governa la tua vita, i tuoi affetti, il tuo futuro, è distruttivo oltre che opprimente. Magari il cosiddetto "catechista", dopo tanti tuoi sforzi per completare gli studi e trovare lavoro, decide che devi lasciare la fidanzatina e il lavoro perché ti devi "alzare" alla GMG e farti "estrarre" per andare in qualche buco sperduto di seminario kikiano a imparare una nuova lingua. Ehi, giovanotto, cos'è quella faccia? Il Signore ha una parola forte per te! Dai, muoviti e non far storie, c'è il diavolo dietro quella porta: che fai, vai via?

Anonimo ha detto...

“implantatio ecclesiae”, portando la Chiesa dove non c’è come accade in nord Europa, dove le parrocchie stanno chiudendo e vengono messe in vendita. In questi luoghi, le famiglie renderanno visibile una Chiesa viva, fatta di persone e non di mattoni. Realizzeranno anche un luogo dove accogliere le persone, ma il primo contatto con loro sarà proprio quello con la famiglia».

Dunque, la prima Chiesa che verrà annunciata, sarà una comunità domestica: «In questa fase – sottolinea Mantenuto – un ruolo importante verrà svolto dai figli i quali, imparando subito la lingua, andranno a scuola dove si faranno nuovi amici che poi inviteranno a casa a mangiare una pizza o un piatto di pasta asciutta. Poi, attraverso i figli, si conosceranno i genitori e sarà possibile fare un primo annuncio. Successivamente si procederà con una predicazione vera e propria, e quando verrà raggiunto un bel numero di persone intorno alla famiglia, si faranno predicazioni come le facciamo noi qui e nasceranno nuove comunità».

by Tripudio ha detto...

Il Papa vorrebbe che i kikos portassero la Chiesa.

Invece portano solo il Cammino.

Sarebbe bello se quelle «nuove comunità» che si prevedono nascere, fossero comunità cattoliche.

Invece sono comunità neocatecumenali, in cui interessano solo ed esclusivamente le deiezioni di Kiko e Carmen, e le cui risorse spirituali e materiali verranno dedicate esclusivamente al Cammino anziché alla Chiesa.

Anonimo ha detto...

@anonimo delle 16.26 che scrive

"implantatio ecclesiae”, portando la Chiesa dove non c’è come accade in nord Europa, dove le parrocchie stanno chiudendo e vengono messe in vendita. In questi luoghi, le famiglie renderanno visibile una Chiesa viva, fatta di persone e non di mattoni. Realizzeranno anche un luogo dove accogliere le persone, ma il primo contatto con loro sarà proprio quello con la famiglia».

si vede che il Nord Europa proprio non lo conosci.

Ci sono famiglie in missione da 20 anni e piu' e non sono riusciti a metter su nemmeno una comunità

Poi li hanno riciclati come per "guardiani del seminario". Pero' sono famgilie numerose (molti ragazzi sono nati li) quindi i genitori fanno i guardiani e i figli lavorano e studiano chi da una parte chi dall'altra. A prescindere dalla missione che dovevano "compiere"
Intanto, lasciatemelo dire, di "Chiese vive nemmeno l'ombra". In piu' sono stati mantenuti per anni dalle proprie comunità.

e continui scrivendo (cioè hai fatto copia incolla)

"Dunque, la prima Chiesa che verrà annunciata, sarà una comunità domestica: «In questa fase – sottolinea Mantenuto – un ruolo importante verrà svolto dai figli i quali, imparando subito la lingua, andranno a scuola dove si faranno nuovi amici che poi inviteranno a casa a mangiare una pizza o un piatto di pasta asciutta

ALT, ma quando mai!

I bambini e i ragazzini delle famiglie neocatecumenali (in missione o meno) non possono invitare nessun amichetto...altrimenti sarebbero traviati dal mondo.

Conosci forse famiglie (in missione o meno) che ai compleanni dei loro bambini invitano gli amichetti di scuola? Ma se nemmeno al catechismo delle parrocchie li mandano!

Io dopo tutti questi anni passati in comunità non ne ho visto nemmeno una!

e continui (facendo copia incolla):
"Poi, attraverso i figli, si conosceranno i genitori e sarà possibile fare un primo annuncio. Successivamente si procederà con una predicazione vera e propria, e quando verrà raggiunto un bel numero di persone intorno alla famiglia, si faranno predicazioni come le facciamo noi qui e nasceranno nuove comunità».

Ma di cosa? E' tutto un bla bla bla.

La realtà è che le famiglie in missione, ad gentes e le cefale inviate in Cina (per acchiappare cefali, sposarsi e cosi' fondare famiglie cattoliche e neocatecumenali) sono state tutte per lo piu' un fallimento.

Anonimo ha detto...

Non è vero che non crediamo nella presenza reale, nel sacrificio e nella transustanziazione... Questa è una bugia. I preti dei Redemptoris Mater ci credono eccome. Smettetela di dire menzogne.

Carlo

by Tripudio ha detto...

Nell'articolo cliccabile qui: I neocatecumenali non credono nella presenza reale [link] sono spiegati i numerosi validi motivi per verificarlo.

Ricordiamoci sempre che il principale carisma dei neocatecumenali è la menzogna. A parole ti dicono di essere ubbidienti al Papa, nei fatti lo smentiscono. A parole dicono di credere nella Presenza Reale. Nei fatti dimostrano il contrario.