lunedì 17 ottobre 2016

Il Cammino è "gestazione alla fede"? No, è una "gravidanza isterica"

Diamo risalto a un interessante commento pubblicato nel post "Parrocchia neocatecumenalizzata, parrocchia a zero stelle".


Il carisma neocatecumenale del canto tribale
(sui gradini della chiesa...)
«Vorrei dire solo una cosa, a cui ho pensato insistentemente leggendo i vari commenti e, in particolare, ripercorrendo - nell'excursus di Anonimo del 16 settembre - tutte le Tappe del Cammino!
(Tengo a precisare che per 30 anni ho fatto parte dell'esperienza e terminato l'intero percorso N.C.: Tanto per chiarire che riferisco ciò che ho visto, conosciuto e vissuto.)
Anni di preparazioni, incontri, convivenze, eucarestie, scrutinii.
Un lungo e articolato itinerario che fa raggiungere al Neocatecumeno la Fede Adulta.


Dai frutti li riconoscerete. La Comunità Cristiana alla fine del Cammino: L'Amore e L'Unità.

Kiko in una convivenza, tanti anni fa, bloccò le esperienze dei suoi catechizzati, che avevano già da tempo finito il Cammino...e che raccontavano in Assemblea, con la saccenza propria dei catecumeni di Kiko e senza alcun pudore, l'esperienza fallimentare della Comunità Cristiana Adulta, coronamento del Cammino, di cui facevano parte
Se "dai frutti li riconoscerete!" a che serve fare tanti ragionamenti? 
Amore e unità? Se la famiglia è neocat... 
Basta guardare le Comunità che hanno finito il Cammino... sono un vero fallimento.. piene di scandali in tanti casi, invidie e gelosie e competizioni serpeggiano tra le tante "prime donne", giudizi che non si contano e..doppiezza di vita!

Davanti a questo non c'è altro.

Si discute che il Cammino, forse, è troppo lungo negli anni.... non è neanche questo il problema più grande...se non dà neanche frutti!

La famosa "gravidanza isterica"(*) di cui Kiko parla nelle prime catechesi - perchè il catecumenato è una gestazione - dovrebbe essere l'eccezione.....ma qui, è inquietante, è la regola!
Alcuni soggetti vissuti e cresciuti dentro e stabilizzati sono anche peggio di chi in una Comunità non ci è mai stato!
Tra quelli che, all'interno, hanno responsabilità a vari livelli sono stati generati dei mostri, altro che creature nuove "dove l'altro è Cristo"!

Di questo ho fatto dolorosa esperienza a mie spese.»

(da Pax)

(*) La gravidanza isterica o falsa gravidanza è un disturbo di natura psicosomatica per cui la donna accusa sintomi del tutto simili a quelli di una vera gravidanza a tal punto da convincersi veramente di essere incinta. Praticamente come i neocatecumenali che si convincono di essere cattolici....

55 commenti:

Anonimo ha detto...

L'albero si riconosce dai frutti; visto ció che é scaturito dal cammino in quarant'anni, la vostra affermazione mi pare completamente inappropiata.
Giuseppe Basucci

Anonimo ha detto...

Caro sig. Giuseppe Basucci,
Voglio porre per un istante la sua buonafede in quello che scrive (la buonafede non si nega a nessuno, almeno inizialmente). Sicuramente lei ha visto diverse esperienze positive: matrimoni, figli, riavvicinamenti alla chiesa, famiglie in missione, gente che si è impegnata nel servizio in chiesa... nessuno lo nega...
Ma le domando: A CHE PREZZO?
Per N matrimoni costruiti sinceramente, quanti N+N ce ne sono "imposti", "pilotati" o rovinati dalla superbia dei vari catechisti di ogni ordine e grado?
Per N famiglie che con amore e fede hanno accolto 3,4,5 o più figli, quante N+N famiglie ci sono che hanno fatto "a gara" tra loro, per esibirli (inconsapevolmente) come trofei, con ripercussioni psichiche e fisiche per i genitori, "abbandonarli" a babysitter per preparazioni-celebrazioni-convivenze, presi a sberle (sentito con le mie orecchie) perché non volevano fare le lodi la Domenica?
Per N fratelli che con vero spirito di servizio hanno voluto dedicare del tempo nel servizio in parrocchia, quanti N+N fratelli ci sono che sono stati "caldamente sconsigliati" dai catechisti di farlo per dedicarsi esclusivamente al cammino ("poi più avanti ci sarà un tempo nel quale vi verrà chiesto di impegnarvi in parrocchia")?
Per N fratelli che con vera fede hanno voluto coltivarla anche attraverso altre forme di preghiera individuale o in gruppo, quanti N+N fratelli sono stati scoraggiati dicendo loro "fai il cammino come ti è stato consegnato, il rosario poi vi verrà consegnato più avanti"
Per N famiglie che hanno scelto di partire per paesi sconosciuti armi e bagagli per annunciare Cristo, quante hanno realmente dato testimonianza di Cristo, e quante hanno vissuto lì, tra loro e la loro cerchia di fratelli dello stesso cammino?
Per N persone entrate in cammino, quante N+N+N hanno abbandonato dopo 1, 2, 5, 10 o 20 anni?

Sono domande pratiche, niente aspetti liturgici, catechetici e dottrinali che lascio a persone più preparate.
Ci rifletta un istante.

Etneo

Anonimo ha detto...

@ Giuseppe Basucci

Infatti... "l'albero si riconosce dai frutti" (Lc 6,43-45), e di frutti marci o difettosi nel Cammino ne ho visti tanti. Quei pochi frutti buoni che ho visto (per onestà alcuni li ho incontrato) è soltanto perché il loro vero albero non era il Cammino, ma Dio e la Chiesa.
Marco

by Tripudio ha detto...

L'albero si riconosce dai frutti; visto ció che é scaturito dal Cammino (carnevalate liturgiche, errori dottrinali, strapotere arrogante di laici ignoranti, estrazione ossessiva dei soldi dalle tasche dei fratelli delle comunità, false vocazioni, vera idolatria, ecc.) lungo gli oltre cinquant'anni di esistenza dell'opera di Kiko Argüello e Carmen Hernàndez, l'opinione del sedicente Basucci è completamente infondata.

Dopo oltre dieci anni di esistenza di questo blog, ancora non si è mai visto un fratello del Cammino Neocatecumenale che si sia mai dissociato dalle porcherie dei suoi capibastone, dalle disubbidienze alla Chiesa, ecc.

Anche perché non appena cominci a nutrire qualche minimo dubbio, i cosiddetti "catechisti" comandano che tu venga fatto "cuocere nel tuo brodo", cioè ti cacciano via dal Cammino e ti tolgono anche il saluto: per l'intera comunità di cosiddetti "fratelli", tu all'improvviso non esisti più.

Autore della Lettera ha detto...

@Giuseppe Basucci
Se fosse anche solo intellettualmente onesto considerebbe tutti i frutti, e sulla totalità analizzerebbe quelli buoni e quelli marci. Allora avrebbe un punto di vista obiettivo. Ma lei questo non può farlo, e non è per colpa sua: le hanno circonciso mente, vista e cuore per farle vedere solo i frutti a vantaggio del CNC (il che per lei è sinonimo di buoni). Fa un errore doppio: sulla quantità e sulla qualità.

Mi stia bene...tante care cose!

by Tripudio ha detto...

Noto con piacere che i primi a leggere le pagine di questo blog, non appena vengono pubblicate, sono praticamente sempre i fratelli del Cammino.

Autore della Lettera ha detto...

@by Tripudio

"Dopo oltre dieci anni di esistenza di questo blog, ancora non si è mai visto un fratello del Cammino Neocatecumenale che si sia mai dissociato dalle porcherie dei suoi capibastone, dalle disubbidienze alla Chiesa, ecc."

Su questo mi permetto di fare un'osservazione: io mi sono dissociata stando ancora dentro (il che non può che tradursi nel prendere le distanze dal CNC), e da quello che leggo nei commenti non sono la sola. Sai cosa sarei felice di fare? Sarei felice di rispondere alle domande, rivolte ai catechisti, poste più volte da l'apostata. Ne verrebbe fuori un post interessante!

Donna Carson ha detto...

Giuseppe Basucci, cerchiamo di intenderci sui "frutti".
Perchè quelli che possono essere visti positivamente li considerate garanti della bontà del cammino e invece gli scandali, le disobbedienze, le divisioni vanno ignorate o se proprio costretti vanno viste tutte come incidenti di percorso dai quali "non lasciarsi fregare"?
A me la "sveglia" è arrivata proprio così, iniziando a ragionare al contrario: e se nel cammino ciò che voglio vedere eccezione negativa fosse invece la regola? Ho iniziato ad osservare tutto quello che vedevo di negativo nel cammino alla luce d questo, collegandolo al cammino stesso e non ai singoli peccati/difetti/viziucci. E tutto allora si è fatto splendidamente più chiaro.
I frutti sono marci e derivano direttamente dai vertici, il cammino è voluto esattamente come è, gli incidenti di percorso per loro sono la gente che inizia a ragionare, semmai.

Vogliamo parlare dei frutti delle famiglie in missione? Ma parliamo anche dei figli costretti, dei figli disadattati, dei figli devastati, però.
E parliamo anche lucidamente del fatto che sono missioni che non portano NULLA alla Chiesa cattolica ma semmai al cammino neocatecumenale. E' pronto a farlo, signor Basucci?

Parliamo degli scandali messi a tacere a suon de "Il cristiano non denuncia", le va signor Basucci?

Parliamo delle famiglie aperte alla vita in modo irresponsabile perchè tutto quello che predica la Chiesa è carta straccia e poi si offendono alle parole del Papa?

Parliamo della virtù dell'Obbedienza così ben praticata all'interno del cammino ma inesistente nei confronti della gerarchia cattolica?

Parliamo dell'amore e del rispetto agli altri che va praticato solo con i fratelli di comunità, con tutti gli altri sarebbe moralismo e affettività, orrore.

O non se ne è mai accorto che ci sono sempre due pesi e due misure, Signor Basucci?

Dica, dica se vuole parlare di questi o di altri frutti, a scelta...

by Tripudio ha detto...

Vedo che a Guam i fedeli cattolici, in nome della loro fede, espongono cartelli che chiedono una moratoria di cinque anni alle attività del Cammino, cioè di bandire il Cammino per un bel po'.

Nel frattempo si prepara un'altra bufera: il 22 novembre prossimo scadono i termini legali per denunciare la truffa neocatecumenale. Il vescovo pedofilo neocatecumenale Apuron regalò in gran segreto la property di Yona (utilizzata come seminario Redemptoris Mater) all'equipe gennariniana del Cammino il 22 novembre 2011.

Da quando la porcata è venuta casualmente allo scoperto nel 2013 ("casualmente", cioè quando i kikos hanno spazzato via due buoni sacerdoti possibili candidati all'episcopato ma non comprabili dal Cammino), i kikos hanno sempre falsamente sostenuto (anche pochi giorni fa in conferenza stampa!) che la property sarebbe ancora dell'arcidiocesi. Un po' di settimane fa il vescovo Hon aveva inutilmente chiesto ben due volte che i kikos (cioè Gennarini-Gennarini-Pochetti e Apuron) spontaneamente restituissero la property, cosa che ovviamente non è avvenuta.

Hon non vede l'ora di tornarsene a Roma, lontano dai guai e dai media (gli era stato comandato di proteggere gli interessi del Cammino e ciò gli è costato parecchie pubbliche figuracce: c'è qualche piccola speranza che abbia cominciato a capire, ma è meglio non farsi illusioni).

L'aspetto assurdo della vicenda è che se i kikos vincono, avranno costituito un precedente clamoroso per spogliare la Chiesa di tutti i suoi averi: basta avere la possibilità di "aiutare a capire" un vescovo a regalare in gran segreto. Il Cammino Neocatecumenale sta mostrando a tutte le persone più avide di questo mondo il metodo per riuscirci.

Lino ha detto...

A proposito di Giuseppe Basucci
Ancora ci sono migliaia di esoterici impegnati nella ricerca del Santo Graal (la panacea per ogni male), quando esso è stato già trovato dai neocatecumenali. Non è un calice, non è una pietra discesa dal cielo, non è un libro. E' semplicemente una frase acriticamente (e sempre fuori luogo) estrapolata dal Vangelo: "L'albero si riconosce dai frutti".

Anonimo ha detto...

E parliamo anche lucidamente del fatto che sono missioni che non portano NULLA alla Chiesa cattolica ma semmai al cammino neocatecumenale. E' pronto a farlo, signor Basucci?

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Che i frutti siano il numero dei figli? Premesso che ogni vita è un dono, allora anche tra i musulmani ci sono gli stessi frutti.

Che i frutti siano il numero delle vocazioni?
Se i seminari sfornano preti obbedienti al magistero, tutto ok, ma se invece ne escono figliocci di Kiko, i sono frutti velenosi.

E le famiglie in missione? Se invece di portare la Chiesa portano divisione, sono dannose.

Allora tanti sacrifici per nulla?
Gesù dice che i farisei giravano il mondo pur di fare un solo proselito, che poi rendevano peggio di loro.

Gesù dice "dai loro frutti li riconoscerete". Ma non si riferisce al NUMERO dei frutti, ma dalla bontà.

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Giuseppe ha detto...

Un mio amico ex fratello neocatecumenale, mi dice che nonostante tutto (l'ho informato su tante cose, non è totalmente inquadrato. Anche lui vede delle cose che non quadrano), è grazie al cammino che si è avvicinato alla Chiesa, per questo, non se la semnte ancora a decidersi, se abbandonare. Ecco un frutto del Cammino, servirsi della parola di Dio perchè il pesce, che ha abboccato, resti attaccato all'amo. E' quello che succede con tutte le sette. Chi non ha dei frutti da esibere, come giustamente faceva rilevare Pietro non del cammino? Gli ho spiegato,che di questo non deve rendere grazie al cammino, ma a Dio che dal male trae il bene. Ma guai a dire che il male è bene e che il bene è male. Si deve essere riconoscenti a Dio piuttosto, che nonostante tutte le falsità di questa eresia, qualcosa di buono ne sia venuto fuori. Dopo di ciò via, andare via!!!
Giuseppe

Giuseppe ha detto...

Ecco un altro frutto del Cammino, quando ti dicono che Dio ti manda un cancro, è perché vuole che ti converta, in pratica perché ti vuole bene. Eppure dice Gesù: “Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una pietra? O se gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!” (Lc 11, 11-13) I neocatecumenali, essendo ritornati al giudaismo, ragionano come gli amici di Giobbe, che vedono nelle disgrazie di Giobbe un castigo di Dio, per la sua conversione. Ma ammettiamo per un attimo, che questa sia l’unica chance di salvezza: come la mettiamo con quella catechista, che ha fatto otto figli in obbedienza al cammino, che stava per un mese intero, senza vederli, perché sempre fuori a catechizzare, che ci diceva orgogliosa: “Siamo stanchi, ma soddisfatti”, e che è morta di cancro ancora giovane e non ha potuto godersi i suoi figli? Dio gli ha mandato il cancro per convertirla a costo della sua vita, oppure lo ha fatto, per convertire il marito anche lui catechista, ovviamente?!? Tra l’altro ho saputo, che anche uno dei capo catechista regionale ha il cancro. Si deve convertire anche lui? Allora, vediamo, se gli viene il cancro anche a Kiko e poi vediamo cosa ci dicono.
Giuseppe

Giuseppe ha detto...

Dio che ti manda il cancro. Mi collego all’intervento di prima. In comunità dicono, che Dio ti parla con i fatti della vita. Ora se Dio non ti ha mandato il cancro, per convertirti, che cosa ti ha voluto dire con quel fatto? Lo capite cari “illuminati”, che Dio ci chiama a conversione ogni momento a prescindere dai fatti, perché l’unico fatto con il quale ci parla è stato il fatto della morte di Suo Figlio? La potete smettere per carità di speculare stupidamente, e confondere le brave persone, che cascano nella vostra rete?
Giuseppe

Anonimo ha detto...

Sostenere che Dio ti manda un cancro è una bestialità.
Altro è dire che Dio permette che tu abbia un cancro. Poi ognuno è chiamato ogni giorno a vivere nella grazia, sia che abbia il cancro, sia che non lo abbia.

Luca

Anonimo ha detto...

ma l'albero e'solo uno:GESU'
dom

Michela ha detto...

Anche nella questione della sofferenza il cammino si dimostra una setta e come le sette usa due pesi e due misure.
La malattia nella famiglia di un catechista in attività è un'occasione per far pregare la comunità, per fare Eucarestie speciali, unzioni degli infermi e così via.
Se la stessa cosa capita in casa di un adepto qualsiasi viene letta come avete detto voi, un segno che la divinità manda a chi non è ancora convertito.
Ovvero ogni cosa che accade ai neocat deve essere rigirata in modo idolatra, in favore del cammino stesso.

Ma vi immaginate lo strazio di chi ha un figlio malato o abusato( v. thread precedente) e gli viene detto che questo viene per la sua conversione o, come nel mio caso, perchè Dio aveva un grande progetto su di me? i figli vengono colpiti perchè il genitore non è convertito?
Se questo ragionamento fosse vero, allora i genitori dovrebbero sparire in Sud America o suicidarsi direttamente per evitare ulteriori sofferenze ai figli innocenti.

Sono dei pazzi, ma dei pazzi molto ben organizzati e con una perfidia - il termine non è casuale! - che sottintende a tutta la loro evangelizzazione.

Lino ha detto...

La questione del cancro è molto semplice: è una fissazione di Kiko, un luogo comune della sua predicazione cupa e minacciosa, nella quale più che la gioia fa regnare la paura. Non c'è mamotreto nel quale non non lo citi quattro, cinque, sei volte, assieme a malattie mortali di di ogni genere.
"Soltanto una cosa a loro: se tu sei qui, in questa convivenza, è perché ti ha portato il Signore non per rigettarti ma per convertirti. Ma state attenti perché non sapete fino a che
punto ci sarà un dopo, non lo sapete. Né sapete se stanotte avrete un infarto o domani la morte. Non conosci tu la tua storia, Dio la conosce", sta scritto nel volume del secondo scrutinio battesimale.
La citazione escatologica gesuana del crollo della torre di Siloe sopra i diciotto per Kiko diventa un'altra occasione per legare l'adepto alle convivenze, come nella catechesi delle vergini stolte.

by Tripudio ha detto...

L'idea che il Cammino possa in qualche modo "avvicinare a Dio" è purtroppo sbagliata.

Il Signore può trarre il bene anche dal male, certo, ma non per questo possiamo lasciarci convincere che la pornografia o una liturgia carnevalesca sarebbero strumenti di conversione (ho fatto un paio di esempi a caso, cari professionisti del vittimismo).

Il Signore vero Dio ti ha reso libero al punto di rispettare la tua libertà anche se tu decidessi di dannarti l'anima. Per tutta la tua vita ti concede occasioni di conversione, anche quando stai facendo un cammino che è fondamentalmente sbagliato.

Il Cammino, anche solo considerando il fatto che si basa su una liturgia inventata e pagliaccesca, non viene da Dio. Da Dio viene al più il desiderio dei singoli di fare qualcosa per convertirsi - e quel "qualcosa" è buono anche se i capibastone del Cammino cercano di sfruttarlo per promuovere la gloria di Kiko anziché la vera gloria di Dio. Ma il desiderio non basta - il desiderare di lavarsi permanendo nel fango, non porta certo alla pulizia e all'igiene.

È vero che noialtri siamo i tralci, e Gesù è la vite: ma non basta autoetichettarsi come "tralcio" per portare buon frutto. Al contrario: oggi sono tanti (troppi!) i rami secchi e parassiti che si spacciano falsamente per "tralci". E si possono riconoscere dal fatto che portano avanti le loro prassi (diverse dalla prassi della Chiesa) e i loro insegnamenti (diversi da quelli bimillenari della Chiesa) a costo di disubbidire alla gerarchia cattolica.

by Tripudio ha detto...

A proposito di cancro: a Montorso nel 2007 Kiko ebbe la faccia di bronzo di dire ai giovani neocatecumenali, allo scopo di suscitare "vocazioni", testualmente: «devi forse aspettare che tua madre muoia di cancro?».

Anonimo ha detto...

@Luca
Anche perché se fosse vero che "Dio ti ha mandato un cancro" allora "Dio ha mandato Hitler" ed in ultima analisi Dio diventa un mostro.
Esiste una differenza enorme tra permettere e mandare meno chiara nell'esempio della malattia molto chiara invece nell'esempio di Hitler.... permette la libertà dell'uomo..si miei cari siamo tutti liberi di essere Hitler o San Francesco e l'assurdo di Dio è che ha mandato Suo Figlio a dare la vita per entrambi perché li vuole salvare entrambi...
...per la malattia come qualsiasi altro fatto....basta un lutto per fare bilanci..ci si interroga sul vero valore della vita....se aneliamo alla vita eterna..che non vuol dire non vivere..in un modo o in un altro moriremo tutti e li casca l'asino nel senso che davanti alla morte viene provata la nostra fede...

Mav

Lino ha detto...

Un giorno occorrerà che qualcuno - non io, mi deprimo facilmente - rediga un post molto allegro dal titolo: "Tutta la gioia delle catechesi di Kiko".
Fornisco solo uno spunto:
1) Per tutta la durata del Cammino, il neocatecumenale va lordato con un fango sozzo, perché egli non sa di essere un cieco nato e non si vuole lavare.
2) Nelle convivenze il neocatecumenale deve partecipare bene, perché potrebbe avere un infarto di notte e l'indomani morire.
3) Negli scrutini il neocatecumenale deve partecipare bene e non andare a trovare la cognata ammalata, altrimenti la porta si chiude e l'adepto finisce nei "guai" (in linguaggio biblico, finisce dannato).
4) Nelle GMG, il giovane neocatecumenale si deve "alzare", altrimenti Dio manda un cancro alla madre.
...

l'apostata ha detto...

@ Lino

5) Che cosa è il santo timore di Dio? Aspettarsi una disgrazia in ogni momento e chiedersi: "Perchè agli altri sì e a me no? Non sono migliore degli altri."

(da Anotacionas)

Pax ha detto...

Donna Carson ha detto...
"A me la "sveglia" è arrivata proprio così, iniziando a ragionare al contrario: e se nel cammino ciò che voglio vedere eccezione negativa fosse invece la regola? Ho iniziato ad osservare tutto quello che vedevo di negativo nel cammino alla luce d questo, collegandolo al cammino stesso e non ai singoli peccati/difetti/viziucci. E tutto allora si è fatto splendidamente più chiaro.
I frutti sono marci e derivano direttamente dai vertici, il cammino è voluto esattamente come è, gli incidenti di percorso per loro sono la gente che inizia a ragionare, semmai."

Grazie HAI COLTO NEL SEGNO: questo sintetizza perfettamente tutto.
E non è vero solo per l'esperienza delle Prime Comunità: dove tutto DEVE filare liscio e Kiko si contraria se quello che esce in Assemblea non è conforme ai suoi commenti precostituiti e autocelebrativi.... ma anche per i Catechisti: quelli che in convivenza portano in Assemblea i problemi, diventano loro il PROBLEMA!
Che bel paradosso.
Ossia, pubblicamente le cose vanno filtrate, alcune si dicono altre no, poi si riuniscono nelle "stanze" i vertici: Kiko e i mega catechisti e a volte le urla arrivano in Cielo!

Lino ha detto...

@ L'apostata
Così continuando, potremo comporre un libretto dal titolo: "disgraziationnes" :-)

Giuseppe ha detto...

Grazie a Michela, che mi fatto conoscere il doppio pesismo del CNC sulle malattie. Grazie a questo blog!
Ultimamente un vecchio catechista (siamo in buoni rapporti) mi raccontò, come alla morte del figlio una coppia di catechisti, al contrario di lui, che ha avuto, lo stesso dramma, perse la fede e si allontanò dalla comunità. Egli non lo giudicò, ma disse che la fede gli fece accettare quell’avvenimento. Lo stesso fatto, la stessa fede, eppure con un epilogo diverso. Poi…il silenzio! Forse in privato,ma questo non per assolverlo, anzì...dicevo forse, chissà Kiko come questo catechista, ritrova la sua umanità, ammette il suo limite di fronte al mistero della sofferenza, non si lascia andare a squallide esibizioni, non lo sappiamo. Noi purtroppo conosciamo solo il Kiko pubblico e di questo, siamo giustamente critici, quello che fa il “pagliaccio”, quello che con le sue farse, irretisce migliaia di persone, che ignorano di essere semplici marionette nelle sue mani.
Giuseppe

Giuseppe ha detto...

IL "PAGLIACCIO" CHE SPECULA SULLA PAURA DELLA SOFFERENZA

Giuseppe ha detto...

Grazie per l'assist Lino. Dopo tutte le "disgraziationnes" di Kiko vi invito a farci due risate, con la mia “storia vera di Kiko, Carmen e quello che non compare mai”
Carmen è una figlia di papà. Un giorno sogna la madonna, che le dice, da lei sarebbe nata la Chiesa. Allora dice a suo padre che vuole farsi suora.
Carmen va nel convento, ma la Superiora è ignorante e la caccia. Allora va a Madrid e qui incontra un ragazzotto di nome Kiko, anche lui figlio di papà, che vuole ammazzarsi; perché allora tra i figli di papà si usava così.
Anche Kiko ha sognato la Madonna, che gli dice di fare delle comunità, tipo la famiglia di Nazareth, solo un po' più allargate. Stava in mezzo ai drogati, solo che droga non c’è n’era, ma così è più bello.
Si guardano in faccia e decidono di fondare una nuova chiesa. A questo punto, compare quello che non compare mai e gli dice: “perché fare una nuova chiesa, quando c’è n’è una già bell’è pronta e basta darci una ripulita?”
Così vanno dal Papa e gli dicono di farsi da parte. Il Papa però li manda via a pedate. Allora, loro vanno in una parrocchia, prendono a bastonate il parroco e lo nascondono nell’armadio. Si travestono e dicono la messa a modo loro.
Cantano, ballano, suonano tamburi e tamburelli e alla fine la gente non capisce più niente. Comunque di passaggi in passaggi, si girano tutte le parrocchie d’’Italia e anche dell’estero.
Si fanno, anche una specie di banca tipo S. Paolo. Qui forse Kiko si è un po' confuso, perché la chiama fondazione Famiglia di Nazareth, ma la madonna qui non c’entra niente.
Comunque, ritornano di nuovo dal Papa e questa volta succede un parapiglia. Il Papa si avventa su Kiko, ma Kiko lo mette sotto, con la sua, come si chiama, merkaba, una specie di carro di fuoco.
Quindi si affaccia alla finestra e dice a tutti i fedeli di essere il nuovo Papa. Ma la gente lo prende per pazzo. A questo punto Carmen si gioca il tutto per tutto e si butta dalla finestra, così gli angeli la prendono e tutti possono vedere che è dio. Ma cade per terra e muore.
Quello che non compare mai, allora scappa; tanto non lo vede nessuno. Kiko pure va a nascondersi, a casa sua, sul monte delle beatitudini; Lo chiamano così, perché ogni volta che passano i beduini, dicono: “beato chi abita in quella casa”.
Infatti come arriva qui, Kiko prende la chitarra e si metta a cantare: “beato chi abita la tua casa, perché stare sulla soglia della tua casa è meglio, che abitare nei palazzi dei potenti”; quand’ecco piovere dal cielo zolfo e fuoco.
Ed è così, che finisce la storia di Kiko, Carmen e quello che non compare mai.


Anonimo ha detto...

Ma chi è, Giuseppe, -quello che non compare mai-: Don Pezzi scena-muta o Belzebu-bu-ssette-te? Schema fisso dei clienti catechesi iniziali: la vedova agiata che non sa più che caspita fare tutto il giorno:"almeno esco un po', mi faccio qualche weekend in albergo tra sonatine, canzoncine e balletti";l'inserviente della parrocchia "guai a non fare il cammino se no il parroco neocat.mi licenzia.....";qualche adolescente annoiato e sbuffante trascinato per i capelli dai genitori camminanti che maledicono un giorno sì e l'altro pure "quell'imbecille di Kiko Arguello che non ci vuole fare usare facebook"- Angelo Custode

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Se il Cammino facesse le catechesi coi mamometri corretti dalla Chiesa, se i camminanti non vedessero gli altri cristiani come inferiori e nemici, se facessero le veglie Pasquali insieme agli altri cattolici della parrocchia, se facessero la Comunione in piedi, se stessero attenti a non far cadere e poi a calpestare le briciole del Pene consacrato, ecc. ecc.... allora il Cammino sarebbe bene accetto a tutti.

Il Cammino è affatto "perseguitato" ma invece, con la sua aggressività anti evangelica e sicuramente all'antitesi dello stile voluto da Papa Francesco, "perseguita" gli altri cattolici.

Un Cammino veramente in comunione cogli altri membri del Corpo di Cristo sarebbe una ricchezza. Separato dalla Chiesa, sarebbe un problema relativo. Così com'è assomiglia a un cancro. Che è da curare o da estirpare: dipende da come si evolvono le cose.

Lino ha detto...

@Giuseppe
:-)
Devi meglio curare le location, però.Io, per esempio, l'incontro tra i due fondatori (quello della rivelazione a Carmen dell'apparizione) lo collocherei in un bar di Palomeras, intorno a un tavolino con sopra due bicchieri e una pregiata bottiglia di Porto. Decidi pure se l'ambiente ti pare idoneo, però: la storia è la tua :-)

Anonimo ha detto...

Ha tutte le caratteristiche di una chiesa neocatecumenale. Non riesco con lo smartphone ad ingrandire l' immagine, ma con i cerchi sul viso sembra anche un disegno di Kiko.
http://blog.messainlatino.it/2016/10/new-churches-in-new-towns-non-ci-sono.html?m=1

Xz

Michela ha detto...

Pietro (NON del Cammino) ha detto...
Se il Cammino facesse le catechesi coi mamometri corretti dalla Chiesa, se i camminanti non vedessero gli altri cristiani come inferiori e nemici, se facessero le veglie Pasquali insieme agli altri cattolici della parrocchia, se facessero la Comunione in piedi, se stessero attenti a non far cadere e poi a calpestare le briciole del Pane consacrato, ecc. ecc.... allora il Cammino sarebbe bene accetto a tutti.


...ma allora non sarebbe più il cammino neocatecumenale... :-)

Ruben ha detto...

OT:

"Quando cade l’ostia e sale l’arroganza"


http://www.lintellettualedissidente.it/italia-2/quando-cade-lostia-e-sale-larroganza/

Il fatto è recentemente accaduto nella parrocchia di Santa Francesca Cabrini, chiesa Romana storicamente e di fatto, controllata dal Cammino Neocatecumenale.
---

Lino ha detto...

@ Xz
Qui si dovrebbe vedere:

http://i.imgur.com/KWRYrjM.png

No, non credo che sia di Kiko. Per gli occhi e i pallini potrebbe esserlo; il tratto delle labbra è però diverso. La scuola, però, dovrebbe essere quella :-)

Anonimo ha detto...

Kiko Arguello: Annotazioni nn. 51 - 60
(tratte dal sito web Kairos)

51. Ricorda che essere cristiano significa cominciare ogni giorno di nuovo.

52. Dio ti concede ogni giorno della sua grazia. Ti dà ogni giorno il pane necessario perchè tu sia santo quel giorno (45). Se ti preoccupi del futuro o pensi al domani (46), questo è una cosa solo tua, stai disobbedendo e hai già il tuo castigo: l'inquietudine. Sei un superbo, che non accetta di dipendere da un altro, non sai obbedire, non ami. Solo chi obbedisce ama.

53. "Padre, sono caduto".- "Alzati".- "Padre, sono caduto ancora"- "Rialzati"- "Fino a quando?".- "Fino a quando sopraggiunga la morte. Se ti trova caduto, sarai condannato; se ti trova rialzato, ti salverai" (47).

54. Il giusto pecca sette volte e sette volte si rialza (48).

55. Non giudicare (49). Se giudichi, è perchè non sei umile. Se non sei umile, non possiedi la pace del cuore. Se non possiedi la pace del cuore, soffri. Se soffri, hai bisogno di gratificare te stesso con il peccato. Se pecchi, ti suicidi (50). Chi si suicida, si condanna. Non giudicare...

56. Chi giudica, uccide.

57. Sei un peccatore? Io personalmente non mi scandalizzo. Ti amo, ti comprendo. Io non sono migliore di te.. Tu sei quello che ti scandalizzi di te stesso; non ti comprendi, e questo ti succede perchè credi di essere migliore degli altri... Coraggio, Dio ti ama. Rialzati. Comincia di nuovo. Chiedi perdono.

58. Povero me, sono il più miserabile degli uomini! Faccio correre gli altri, mentre io sono sul punto di essere squalificato (51). Non tratto duramente il mio corpo (52). Gola, impurità, avarizia e tanta mancanza di umiltà riempiono la mia borsa di catechista itinerante. Dico e non faccio (53); predico e mi scopro mancante. Chi mi potrà salvare? Dopo tutti i miracoli e le innumerevoli meraviglie in nostro favore... Sono un ingrato. Signore, abbi pietà di me!Tu permetti tutto ciò per abbattere il mio orgoglio, perchè io tocchi, sperimenti, veda quello che sono: peggio degli altri! Accettarmi così e soffrire l'umiliazione e il terrore di condannarmi... Predicare sentendomi indegno... e confidare in Te che mi ami, che mi vuoi bene, che mi sopporti e mi perdoni una e mille volte al giorno... Sei meraviglioso, ed io... Che importa il mio io? Tu sei l'importante, il tuo amore, il tuo immenso amore, Tu, "l'amico degli uomini" (54).

59. Se sapessi quanto Dio ti ama, saresti felice. Che cosa ti impedisce di vedere il suo amore?

60. Sono un miserabile. Tu mi correggi e mi ami. Benedetto sia il tuo nome, Signore.

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(45): Cfr. Mt. 6, 11
(46): Cfr. Mt. 6, 34
(47): Cfr. Detti dei Padri del deserto
(48): Cfr. Prov. 24, 16
(49): Cfr. Mt. 7, 1
(50): Cfr. Sant. 1,15
(51): Cfr. 1Cor. 9, 27
(52): Cfr. ibid.
(53): Cfr. Mt. 23, 3
(54): Cfr. Sap. 7, 23

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Come al solito Kiko insiste sull'obbedienza (ovviamente intende a lui e ai catechisti... ma non alla Chiesa!).
E come al solito poi insiste sul "non giudicare", come se per un cristiano fosse un peccato saper discernere il bene dal male, e dire che una cosa è obiettivamente sbagliata.

Marco



l'apostata ha detto...

Una anotación su quel genio degli affari che è el señor trettre dottor (h.c.) financiero Arguello.


Il sacro libro di Sankiko è in vendita a 20 euro.

Come tutte le sue creazioni e invenzioni, è considerato indispensabile per ogni bravo neocat.

I camminanti nel mondo sono 1.200.000.

Fra sensi di colpa e pressioni psicologiche verrà indotta all'acquisto la metà degli adepti.

20 euro a copia significa un fatturato di 12.000.000 di euro.

Diciamo che un terzo lo prende l'editore, un terzo va a stampatore e distributore.

Quanto intascherà el señor trettre dottor (h.c.) financiero Arguello?

Intascherà 4.000.000 di euro!!!

Mica male per un nullatenente che vive a scrocco al centro di Roma a spese del Vaticano.

Buonanotte Sankiko, e sogni d'oro...

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Michela:

hai ragione. Il Cammino secondo la Chiesa non è quello secondo Kiko.

Come i manometri corretti non sono quelli secondo Kiko che, non a caso, sono quelli usati, in piena disubbidienza alla Chiesa

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Sui FRUTTI ci sono divergenze tra il Cammino e il PAPA.

Quando il Papa disse che non bisognava fare "figli come conigli", citò una donna, che poi si seppe essere del Cammino, che si vantò davanti a lui di aver subito 8 cesarei.

"Mi sono fidata di Dio" disse lei. "Hai tentato Dio" replicò lui.

Mi sono chiesto: quante volte questa donna sarà stata citata dai suoi catechisti come uno dei magnifici frutti del Cammino? E quante testimonianze avrà dato in chissà quante piazze?

Quello che per il Cammino è un frutto dello Spirito, per il Papa è solo esaltazione umana...

sandavi ha detto...

Kiko confessa i suoi peccati al mondo intero. Assurdo!!

Anonimo ha detto...

@ Sandavi

Purtroppo non è assurdo che Kiko "confessi" (in realtà dice cose molto ma molto generiche) i suoi peccati perché questo è perfettamente coerente con i suoi insegnamenti distorti.
Egli lo fa per un duplice scopo:
- il primo scopo è quello di apparire umile, ma la sua è una umiltà finta e strumentale, infatti se una persona ascolta con attenzione quello che dice nelle sue catechesi o vede come si comporta, capisce subito la sua falsità e il suo enorme ego.
- il secondo scopo è quello di affermare che "non bisogna giudicare", e questo lo fa solo perché vuole che tutti gli obbediscano e non critichino lui o il Cammino. Però poi lui è il primo a giudicare e condannare tutti, compresi i Parroci che non vogliono il Cammino, i Vescovi (compreso Mons. Galantino e la CEI), i "cristiani della domenica" (che secondo lui hanno solo una "religiosità naturale" basata sulla paura e sul bisogno) e quindi la Chiesa.

Tutto ciò che fa Kiko ha un centro ed uno scopo ben preciso: il centro è Kiko stesso, e lo scopo è l'adulazione di Kiko stesso... e quindi le due cose coincidono.
Insomma, quello che dice e quello che fa è perfettamente coerente co se stesso.

Annalisa



LAPAZ ha detto...

l'apostata, vamos a soñar como Kiko: cada caminante le regala un libro a un no-caminante, solo a uno!
Entonces la cifra crece al doble solo por amor!
Let's dream with Kiko. Each walker gives one book as a gift for one non walker person. Then, we have the double of incomes just by love!
Qué bonito es el amor.
How nice is love.
Un abrazo desde España.

l'apostata ha detto...

@ LAPAZ

Sankiko: "Todos nuestros sueños se harán realidad"

Un abrazo también a ti ;-)

Anonimo ha detto...

Sono un semplice catechista della prima comunione.Egregi signori catechisti, responsabili, parroci che gravitate nell'orbita dell' ufo spaziale generatore di grosso indotto per commercianti, albergatori, ristoratori,baristi compresi quelli senza fede e senza Dio,insieme all'affermazione che il Papa avrebbe raccomandato di trasformare le parrocchie in tante comunità fotocopia del movimento neocatecumenale potete darci indicazione di pagine, paragrafi e righe in cui ciò è stato affermato nella E.G.? Altrimenti vi poniamo una domanda:lo sapevate che pronunciare falsa testimonianza è una violazione dell'ottavo comandamento? si attendono con fiducia risposte concrete e precise, grazie

Anonimo ha detto...

@annalisa
"Tutto ciò che fa Kiko ha un centro ed uno scopo ben preciso: il centro è Kiko stesso, e lo scopo è l'adulazione di Kiko stesso... e quindi le due cose coincidono."

A questo punto basta solo attendere, e non ci vorrà ancora molto, che anche Kiko muoia e tutto evaporerà. Il problema vero è che adesso che non c'é più Carmen non avrà nessun freno, nessuno lo critica nessuno lo contraddice, qualsiasi cosa lui dica o faccia, per sete di potere, sarà sempre osannato... in questa situazione è pericolosissimo più di quanto lo può essere stato in cinquant'anni.

Mav

un sempio banalissimo: il canto nuovo è una cagata pazzesca...nessuno ha avuto il coraggio di dirglielo...anzi pare che qualcuno gli ha detto ( o forse se lo è detto da solo ) "Vi piace? Mi hanno detto che è il canto più bello"

Lino ha detto...

Kiko Arguello ha scritto: "Tu permetti tutto ciò per abbattere il mio orgoglio, perchè io tocchi, sperimenti, veda quello che sono: peggio degli altri!"

In realtà, Arguello sta dicendo quello che ha sempre detto: sta facendo una kenosis. E insiste sul concetto di Dio che glielo permette, ancora forse non ha capito il concetto di libero arbitrio, è convinto che sia un permesso speciale accordato a lui affinché, con questa perenne discesa nel proprio fango ("perché io veda quello che sono") si salvi, lui e l'esercito di NC che lo segue.
In fondo è un auto-scrutinio: agli altri lo fa fare, lui si scrutina da solo nei libri e produce denari a palate.

Anonimo ha detto...

Non so se sapete che ho scritto un libro che è stato pubblicato che s’intitola “Annotazioni” e penso che avrà successo.

E già ci sono tutti gli "avvoltoi" che mandano mail per procacciarsi le vendite

by Tripudio ha detto...

Quanto agli "avvoltoi", chi non conosce gli eventi relativi al precedente "libro di Kiko" (di cui Kiko stesso diceva che ha provocato "numerose conversioni", perbacco!) può leggersi questi due articoli di febbraio 2013:

* l'arcano con il ticket

* l'ossessione per Mammona

Kuku ha detto...

Lino credo Kiko intenda dire che le situazioni della vita il rapporto con gli altri etc. lo aiutino a fargli vedere che non e' migliore di nessuno. Ringrazia Dio perche' attraverso le situazioni della vita si rende conto di quello che e'. Non c'entra il libero arbitrio in questo caso.Non e' un permesso speciale, credo che tutti gli uomini siano "chiamati" a sentirsi peggiore degli altri. Kuku

Lino ha detto...

@Kuku
Il problema è che questa cosa del "permesso" che Dio gli dà Kiko la dice da quarant'anni. E' tardi, magari domani, se ricorderò, ti segnalerò una delle prime interviste, quando ebbe il permesso da Dio di scendere nel proprio inferno. Forse non mi hai capito: Dio permette tutto a tutti, sin dalla Genesi e fino all'ultimo giorno del mondo. Soltanto Kiko, però, se ne fa un vanto, manco fosse un privilegio da eletti (gnostici, naturalmente). Dio non sta a controllare cosa Kiko mette o toglie nella sua borsa di catechista itinerante, pronto a fulminarlo se lo spagnolo ci ficca dentro un'aragosta e un sigaro cubano.

Lino ha detto...

oppure a dirgli: "Va bene, te lo permetto".

sandavi ha detto...

No Kuku, Kiko sta dicendo (e questo è coerente con le sue credenze da sempre) che il Signore gli permette il peccato per fagli sperimentare la sua pochezza.
Peccato che questa "discesa nella terra" non sia cristiana ma gnostica e luterana. E' morale luterana! E' attribuire a Dio la propria mancanza, la propria fragilità escludendo invece la libertà dell'uomo di rifiutare Dio e voltargli le spalle.

Se pecchi non è perché "Dio te lo ha permesso" nel senso che intende lui! Kiko dice "Tu lo permetti" (questo è vero, Dio lascia liberi, mistero della permissione) "...così che io sperimenti" (questo è FALSO, FALSO, FALSO: Dio non ti lascia fare il male così che Lui possa trarne un bene, Dio ti lascia fare il male per lasciarti la libertà di sceglierLo e anche se compi il male Lui ne può trarre il bene NONOSTANTE te!)

Luteranesimo!

Dice P.Bellon:

La morale valdese, come quella protestante, ha dimenticato che l’uomo è chiamato alla santità. Anzi, per meglio dire, afferma che l’uomo rimane sempre intrinsecamente peccatore e che si salva solo per la fede, indipendentemente dal modo in cui opera. Per questo Lutero diceva: pecca fortemente, ma credi ancor più fortemente (pecca fortiter, sed crede fortius).

Lino ha detto...

In italiano, caro Sandavi (ma non l'abbiamo tradotta noi l'annotazione) è proprio così, come hai scritto: il perché è seguito da congiuntivi, quindi esprime un fine. Il Signore dà il permesso a Kiko affinché lo spagnolo conosca se stesso, "veda quello" che è. Puro gnosticismo, Gesù non salva dal peccato mediante la Croce, bensì salva mediante la rimozione dell'ignoranza del peccato. Lo ripeto, nulla di nuovo alla luce del sole: non c'è Grazia, non c'è guarigione nel cieco nato secondo Kiko, infangato con il fine di fargli riconoscere la propria sporcizia.