lunedì 22 agosto 2011

Diecimila 'alzate'!

«In cauda venenum»: la GMG è finita ma c'è la "coda" kikiana-carmeniana. Oggi a Madrid, in piazza Cibeles alle 17:30, ci sono le "alzate". Cioè la chiamata vocazionale che Kiko fa con tutta la delicatezza di cui è capace: «aspetti forse che tua madre muoia di cancro?»

Subito dopo Kiko grida il numero di giovani che si sono "alzati" alla sua chiamata ("alzarsi" corrisponde al dichiarare di voler entrare nei seminari kikiani o nei conventi kikizzati), arrotondandolo a favor suo.

Si tratta sempre di cifre tonde, enormi, gonfiate, e naturalmente i giovani neocatecumenali si prestano sempre molto a tale messinscena: si "alzano" infatti perfino bambini e gente che ha voglia di scherzare. Lo sappiamo da una fonte insospettabile: l'ineffabile neocatecumenale Caredda. Nel settembre 2007 commentava quelle che Kiko chiamava "3.200 alzate" e che in realtà erano meno di mille, incluse le numerose alzate per scherzo e quelle da parte di bambini. L'articolo venne pubblicato il 5 settembre 2007 sul sito web Korazym, ma poco tempo dopo venne opportunamente fatto sparire, in quanto anche se scritto in buona fede... rivelava una pericolosa verità sul Cammino, fatto più di grossi numeri gridati alla stampa che di persone concrete.

Riportiamo qui sotto il suo articolo, marcando in neretto alcune parole che richiederanno un minutino di riflessione: invitiamo infatti a sostituire Loreto*** e Montorso*** con GMG Madrid e "alzate" piazza Cibeles e vedere che effetto vi fa.

Originariamente pubblicato su Korazym (http://www.korazym.org/news1.asp?Id=25057)


Loreto***, lunedì a Montorso*** per 100mila neocat. Kiko: ''Gli Statuti saranno approvati''

di Stefano Caredda/ 05/09/2007

Nella spianata dell’incontro con il papa, lunedì pomeriggio l’incontro vocazionale delle comunità neocatecumenali: centinaia di giovani rispondono all’appello. Arguello: “Sull’ok agli Statuti ho avuto la conferma del segretario di Stato”.

Dal nostro inviato.

MONTORSO*** (Loreto***) - Il giorno dopo, sono ancora lì. Dopo i gemellaggi nelle diocesi, le missioni nelle piazze, le due giornate con il papa e con tutti gli altri giovani dell’Agorà, loro ritornano sul posto, a Montorso***, e cantano, suonano, ascoltano, pregano, fanno silenzio. E qualcuno comprende e manifesta, davanti a tutti, la “chiamata della vita”: diventare sacerdoti o religiose, missionarie o consacrati. Alcuni fra loro lo diventeranno certamente.

Il giorno dopo il papa, Montorso*** è solo per il popolo del Cammino Neocatecumenale. Sono 100mila, viene detto, e se le proporzioni hanno un senso il numero è attendibile: il colpo d’occhio è notevole, i primi due settori di fronte al palco, parterre compreso, sono affollati di giovani e di chitarre.
Un quarto, forse un terzo dell’intera Agorà, è ancora qui. E’ l’incontro nazionale con gli iniziatori del Cammino (Kiko Arguello e Carmen Hernandez, e con padre Mario Pezzi), e con loro per questo appuntamento vocazionale, tutto orientato alla scoperta della “chiamata di Dio per te”, c’è anche il presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, mons. Stanislaw Rylko. Presenza di un certo peso, in tempi come questi nei quali si attende da due mesi la decisione del suo dicastero sulla sorte degli Statuti del Cammino, approvati per cinque anni con la formula ad experimentum il 29 giugno 2002. Presenza di peso soprattutto se poi, parlando ai giovani, li ringrazia per la loro “straordinaria testimonianza di fede”, per lo “spettacolo di fede profondo”, per il loro “entusiasmo e amore per Cristo”, per star lì a dimostrare che “essere cristiani è bello”.

Parole eloquenti, ma non quanto quelle che, a proposito degli Statuti, Kiko pronuncia davanti ai 100mila di Montorso***: “Il papa è contento, avremo l’approvazione degli Statuti del Cammino Neocatecumenale: quindici giorni fa me lo ha confermato anche il segretario di Stato”. Il tutto a ribadire che il Cammino si attende a breve – e ha certezza che così sarà – l’ok definitivo al documento che, fra l’altro, regola i rapporti con la Santa Sede e i vescovi diocesani. Rapporti con i vescovi diocesani che, in verità, tanto idilliaci con tutti proprio non sono: Kiko non ne parla con i cronisti, ma con il suo popolo sì, e apertamente, quando ricorda le difficoltà percorse in questi quarant’anni di vita e quelle ancora esistenti (“…le diocesi che ci detestano e quelle che non ne vogliono sapere niente di noi…”), per concludere che “niente si può fare nella Chiesa senza incomprensioni e difficoltà” e “delle difficoltà occorre essere contenti perché il giorno che non ne avremo saremo finiti”.

In questo giorno, comunque, in questo lunedì di sole, Kiko problemi non sembra proprio averne. Anzi, va tutto alla perfezione: ad ascoltarlo, a sentirlo parlare e catechizzare, a vederlo muoversi sul palco in quello che somiglia molto ad un “one man show”, uno spettacolo che ruota intorno alla sua verve, alla sua chitarra, alla sua voglia di comunicare un messaggio di speranza e fiducia, ci sono i vescovi di quasi tutte le Marche: c’è il vescovo di Loreto, l’unico che prenderà la parola per salutar tutti e ricordare che “ormai a Loreto siete di casa, tutte le settimane ritmate le nostre strade con la vostra preghiera e i vostri canti per incontrare la ‘madre del si’", e con lui ci sono Menichelli e Giuliodori, i titolari delle diocesi di Ancona e Macerata, e poi con Fano anche qualche innesto calabrese, con i vescovi di Reggio Calabria e Lamezia Terme, e qui e là anche qualche vescovo polacco. Va tutto alla perfezione non solo perché ci sono i vescovi che ascoltano e benedicono, ma anche perché sul palco, sul far della sera, praticamente non ci entrano neppure, da quanti sono, i giovani che si sono sentiti “chiamati”: 2mila ragazzi e 1200 ragazze, dice Kiko, e per quanto lui abbondi un po’ (erano molte centinaia, e probabilmente nell’ordine di un migliaio complessivamente), ciò toglie poco all’importanza di avere di fronte ragazzi e ragazze pronti a cambiare vita, a “donarla interamente al Signore”, a diventare preti e suore.

Certo, fra i tanti che all’appello di Kiko (“Se qualcuno si sente chiamato dal Signore venga qui”) si sono “alzati” si notano anche bambini di poco più di sette anni, e facce che danno l’impressione più di scherzare che di fare sul serio; ma con questi ci sono anche tanti, tantissimi giovani sui volti dei quali si legge la gioia e la paura per una decisione nuova, una decisione per la vita. Inginocchiate di fronte al ritratto di Cristo, prima che i vescovi impongano a tutti loro le mani sul capo in segno di incoraggiamento ad andare avanti e di preghiera ad essere perseveranti, colpiscono i volti di due giovani ragazze: una è bionda, capelli a caschetto e occhi azzurri, dai quali scendono lacrime e lacrime. Piange, e ha il volto felice. L’altra è nera, nera africana, la pelle scura e un sorriso di fronte al quale puoi solo fermarti. Guardarlo e gustarlo. Là attorno è un fiorire di macchine fotografiche e cellulari, e ci sono anche gli abbracci degli amici e delle amiche, e di tutti i “fratelli di comunità”. Per chi si è alzato, il futuro è fatto di un incontro con i propri catechisti, di un ritiro (convivenza) al Centro internazionale di Porto San Giorgio e poi di una nuova destinazione, in ogni parte del mondo. Per i ragazzi, ci sono certamente settanta seminari Redemptoris Mater, aperti proprio dal Cammino.

Del resto, non che manchi l’internazionalità, al Cammino neocatecumenale. Il benvenuto di Kiko era stato una sorta di grande appello geografico: a Montorso*** sventolano le bandiere e pregano con lui comunità di tutta Europa, da Svezia, Finlandia, Danimarca e Norvegia fino all’Olanda, dalla Germania all’Austria, dalla Polonia (sono in seimila) all’Ucraina, dalla Bielorussia all’Albania, chiassosi e visibili, questi ultimi, proprio di fronte al palco. Ci sono gli spagnoli (10mila, dice Kiko), e ci sono – numerosi – gli appartenenti delle comunità di Israele e Palestina. E poi ancora maltesi, bosniaci, macedoni, serbi, croati, turchi. “Mamma li turchi!”, esclama divertito l’iniziatore del Cammino. Arrivano anche dalla Corea e dall’Australia, e viene nominato anche il Madagascar. Dodici mila in tutto, da oltre confine, e poi gli italiani, regione per regione, che urlano e saltano quando vengono nominati dal palco. Il loro esser felici d’esserci.

Tutto l’incontro pomeridiano prepara al momento conclusivo, quello della chiamata. Si prega perché “il Signore della messe mandi operai per la sua messe”, si leggono le letture del giorno, si proclama il Vangelo, si ripete il cuore dell’annuncio cristiano: “Dio ti ama, adesso, così”. Fa quasi tutto Kiko, che insiste, muovendosi avanti e indietro per il palco, tenendo il palcoscenico da oratore esperto per quanto sui generis, ricordando che “è ora il momento favorevole: quando meglio di adesso devi far entrare Cristo nella tua vita? Devi forse aspettare che tua madre muoia di cancro? Ora! Ora è il momento favorevole!”. L’esempio che serve a rendere concreto (pure troppo) il messaggio, nel contesto globale scivola liscio, quasi non ci si fa caso. Dopo il Vangelo, quando Kiko cede il campo, tocca a mons. Rylko: “La chiamata di Dio non è una storia lontana. E’ presente. E’ ora. Ora Cristo passa in mezzo a voi, e dice ‘Ho bisogno della tua bocca per proclamare la buona notizia, per annunciare la luce della verità’. Come ha detto il papa, non siete l’evento di un caso o di una coincidenza. Sei stato voluto da Dio, Dio ti ha pensato personalmente, ha nei tuoi confronti un disegno di vita e di amore. Cerca di scoprirlo e cerca di dire si a ciò che il Signore chiede a te. Se il Signore passa e ti dice ‘Seguimi!’ quale sarà la tua risposta stasera? Maria ha dato il suo ‘si’, Maria insegna a non avere paura di dire si a Dio, un si totale e incondizionato, senza se e senza ma. Chi sceglie Cristo non perde nulla, Cristo non toglie niente a dona tutto”.

Non ci sono solo le parole di Rylko per i ragazzi di Montorso***: c’è l’ebbrezza di un canto nuovo composto da Kiko “appositamente per l’occasione”, con tanto di applausi mentre l’autore annuncia che l’avvio è a ritmo di flamenco, e partono sorrisi e divertiti commenti (“Mah, sembra più una rumba”, mormora qualcuno). C’è spazio anche per Carmen e padre Mario Pezzi. Entrambi invitano a lasciarsi guidare da Dio, ed entrano decisi nelle dinamiche e nelle contraddizioni del mondo: “sesso”, “pornografia”, “masturbazione”, “la famiglia combattuta dalle leggi dello Stato”, “l’aborto” nelle parole di Carmen, la disperazione dei giovani in quelle di padre Mario. Riferendosi alle provocazioni forti lanciate sabato davanti a Benedetto XVI durante la veglia dell'Agorà, dice: “Avete sentito sabato nella veglia del papa le testimonianze dei giovani delle parrocchie: quanto sconcerto! Quanto disorientamento! E questi sono i giovani delle parrocchie… Immaginatevi gli altri! Quanta disperazione! Voi avete un dono immenso, di poter vivere in comunità in cui il Signore vi dà delle certezze e non dei dubbi. Perseverate!”. Persevereranno, certo, i giovani neocatecumenali. Come in verità perseverano, fidandosi di Dio, anche “i giovani delle parrocchie”, e la speranza è che lo sappiano e ne siano ben consapevoli, i ragazzi che affollano Montorso*** anche il lunedì. Vista la realtà di molte parrocchie, vista la troppa distanza fra i ragazzi "delle parrocchie" e quelli "delle comunità", andrebbero forse enfatizzati i motivi che uniscono, più che le differenze, vere o presunte.

Il sole sta per tramontare, la Protezione Civile ha chiesto, per un deflusso sereno, che l’incontro si concluda con la luce del giorno; la Polizia non è tranquilla, all’arrivo la gestione dei pullman e dei parcheggi non è stata ottimale, e qualcuno ha anche attraversato i binari della ferrovia. “Non fatelo fratelli!”, ripeteranno più volte dal palco. Il sole sta per tramontare, e allora arriva il momento della chiamata. Pianti e sorrisi, e poi tutti in viaggio. L’incontro è finito. I vescovi se ne vanno. Kiko lascia la scena. Gli Statuti aspettano. Centomila tornano a casa. Per alcuni fra loro, è stato il giorno che cambia la vita.

82 commenti:

Francesco ha detto...

Quanta differenza tra l'approccio/intimazione di Kiko ad "alzarsi" e la delicatezza, lo swpirito di preghiera e di fraternità con cui i "vocati" sono condotti per mano a discernere dai Padri Rogazionisti, fondati d S. Annibale Maria di Francia , e i Padri Vocazionisti, fondati dal Beato Giustino Russolillo.
Siamo agli antipodi.

elena ha detto...

“Avete sentito sabato nella veglia del papa le testimonianze dei giovani delle parrocchie: quanto sconcerto! Quanto disorientamento! E questi sono i giovani delle parrocchie… Immaginatevi gli altri! Quanta disperazione! Voi avete un dono immenso, di poter vivere in comunità in cui il Signore vi dà delle certezze e non dei dubbi. Perseverate!”.

solo a me questo passaggio fa rabbrividire?
come a dire: perseverate in cammino perchè solo qui c'è il Signore, in parrocchia solo dolore e disperazione!! brrr....

Emanuele ha detto...

L'informazione non è completa.
La disponibilità che danno i giovani "alzandosi" alle "chiamate vocazionali" verrà abbondantemente vagliata nei cosiddetti "centri vocazionali" (in un percorso formativo che può durare mesi ma anche anni a seconda delle predisposizioni del singolo) e si concluderà in una convivenza nella quale chi vorrà entrare in seminario darà l'adesione e verrà destinato in un seminario RM (dove pure lo attendono molti anni di studio).
Dunque tranquillizzatevi: è vero che molti ragazzi si alzano trasportati da un sentimento dell'attimo (esaltazione...) che vivono ma poi la strada sarà talmente lunga che solo chi ha davvero la vocazione entrerà in seminario o in monastero.
Quindi è vero che si alzano migliaia di ragazzi (li ho visti con i miei occhi) ma è vero anche che oltre il 90% di quei ragazzi entro poche settimane o mesi si "abbasseranno" e io ne conosco moltissimi.
Molti di quelli che si alzeranno oggi sono esaltati, altri lo faranno in buona fede senza rendersi conto del significato della vita consacrata, forse altri addirittura con spirito perverso "per scommessa" o per goliardia.
Qualcuno però si alzerà per vocazione.
Infatti i seminari RM sono oltre 70, per un totale di oltre 3000 seminaristi, ed anche i monasteri che accolgono le suore provenienti dal CNC sono diffusissimi, e quindi anche oggi vi sarà qualcuno che davvero sente la vocazione e troverà il suo posto nella chiesa.
Se poi si ritiene che il cnc non sia nella Chiesa ma sia una eresia, questo è tutto un altro discorso.
Io oggi pomeriggio pregherò per quei ragazzi (pochi) che si alzeranno spinti da una vera vocazione ad una vita consacrata.

Emma ha detto...

Segnalo che questo blog è citato su Messa in latino e ci sono commenti sul raduno nc di questo pomeriggio.


http://blog.messainlatino.it/2011/08/gmg-2011-manifestazioni-anticattoliche.html#comments

Che Kiko Arguello abbia ottenuto di riunire i suoi kikos, il suo popolo, sulla Piazza in cui solo l`altro giorno parlava il Papa a tutti i giovani cattolici è sintomatico e rivelatore dell`infliuenza che esercita sulla gerarchia della Chiesa.
Ma non dovremmo esserne stupiti, sappiamo che il card. di Madrid è un grande sponsor del cammino nc.

Anonimo ha detto...

Non avrei mai immaginato che esistesse un sito fatto a posta per parlare male dellos Kikos.
Purtroppo per voi, accanirvi così dimostra solo che ci sia qualcosa di molto profondo e serio dietro questo cammino, altrimenti il demonio non sarebbe così infuriato.

Purtroppo molte volte l'invidia e la paura di aderire ad un cambio radicale di conversione vera accecano molta gente, da come si apprende da questo sito "educativo"!!
Eppure non vi accorgete di passare il tempo a parlar male, invece magari di scambiarvi le esperienze di fede!

Come mai ad esempio è anonimo questo blog? Chi lo gestisce? come mai non ci sono contatti?
Mi piacerebbe tanto sapere l'esperienza di fede di questa persona

Anonimo ha detto...

A Francesco che chiama in causa i Vocazionisti e il Beato Don Giustino Maria Russolillo dico:

Vergognati Francesco di osare di nominare il Beato Don Giustino su questa fogna di blog!Sono un suo
conterraneo,abito ad un passo
dal Vocazionario e non posso permettere che il Beato Don Giustino sia usato da dei buzzurri pagliacci come voi per attacare il Cammino!

I vocazionisti sono dei ferventi amici ed estimatori del Cammino Neocatecumenale.In molte delle
loro parrocchie accolgono il Cammino Neocatecumenale e molti di loro ne fanno parte attiva.Non so che rapporto hai con i
Vocazionisti ma se sapessero le cose che dici sul conto del Cammino Neocatecumenale ti prenderebbero a pedate nel sedere.Sei solo un povero ciarlatano,buffone,pagliaccio.

Un commediante da quattro soldi che non sa cosa dice!!Se non sei troppo vigliacco pubblica questo commento.

Se ti è rimasta un po di dignità lascia il Beato Don Giustino Maria della Trinità(Russolillo)fuori da questa fogna,cloaca di blog.Che schifo mamma mia!!Che razza di gente siete?Fate pena!!

Buffone vergognati!

by Tripudio ha detto...

Altre note a margine...

Kiko annunciò più e più volte l'approvazione imminente del CNC, come a Montorso, fallendo ogni volta perché il Papa era contrario.

Anche in quell'occasione a Montorso stava mentendo, perché era ben noto che il Papa non aveva alcuna intenzione di approvare gli Statuti.

Dopo Montorso Kiko annuncerà ancora l'avvenuta approvazione (prima per dicembre, poi per gennaio o febbraio).

Nell'aprile successivo un monsignore di curia si lasciò sfuggire in un'intervista telefonica ad un blog poco conosciuto, l'affermazione che secondo il Papa i tempi dell'approvazione erano assai "lunghi"... e in pochissime ore fu costretto ad una tormentata supersonica smentita, perché ormai Rylko aveva già deciso. Caso clamoroso: un monsignore di curia che in fretta e furia cerca di smentire una notizia apparsa su un sitarello web cattolico poco conosciuto. Curioso, vero?

Pochi giorni dopo (siamo ancora nell'aprile 2008) il Papa ancora rassicurava i vescovi giapponesi che non aveva intenzione di approvare il Cammino (notizia a tutt'oggi presente sul sito web della conferenza episcopale giapponese).

E pochi giorni dopo ancora, magicamente, Kiko viene richiamato d'urgenza in Italia (era in Israele) per preparare la gran festa per l'approvazione: Rylko aveva apposto la firma sugli Statuti.

Su tale approvazione il Papa non spenderà neppure una sillaba per più di un anno. Un silenzio assordante di fronte al "fatto compiuto".

La strategia del "fatto compiuto" è diabolicamente efficace: se il Papa dichiarasse che una apparentemente legittima decisione della Curia è sbagliata, allora l'intero apparato della Santa Sede diventa di colpo "fallibile", diventa inutile, diventa ancora più anarchia di quanto non lo sia già.

Per questo è rimasto in silenzio, per questo ha continuato ad incoraggiare i neocatecumenali più semplici, quelli che ancora non pensano che Kiko valga più del Papa.


Apro un'altra parentesi: l'ineffabile Caredda di Korazym, molto opportunamente non ha inserito nella presentazione né la sua foto né la sua presentazione. Chissà perché.

Sarei sinceramente lieto di offrirgli una cenetta in pizzeria, per ringraziarlo per tutte le risate che mi ha fatto fare con i suoi articoli, lasciandosi sfuggire nel suo entusiasmo brevissime notizie che rivelano tante magagne del Cammino Neocatecumenale.

A volte penso che i suoi articoli sul CNC hanno fatto più danni al Cammino che non le nostre lunghe e faticose inchieste.


Altra nota a margine: le "alzate".

Le "alzate" del Cammino riguardano solo i seminari kikiani (per i maschi) e i conventi "kikizzati" (per le femmine); il Cammino dà vocazioni praticamente solo a se stesso.

Gli altri movimenti ecclesiali, invece, chi più, chi meno, danno vocazioni a tutta la Chiesa.

E non fanno il percorso vocazionale separati da tutti (come avviene invece nei seminari kikiani e nei conventi kikizzati).

Abbiamo sempre detto che i seminari kikiani (ironicamente chiamati "Redemptoris Mater", come se il latino e la devozione alla Santissima Vergine vi fossero veramente di casa) erano funzionali solo al Cammino: e per questo siamo sempre stati accusati e insultati.

Negli ultimi anni, invece, tanti vescovi di tante parti diverse del mondo hanno lanciato quelle nostre stesse accuse. Che dunque si dimostrano ben fondate.

a.rita ha detto...

Il caro ultimo anonimo ha fatto un'incredibile servizio a questo blog con le sue turpi parole. E chi lo ha pubblicato ha fatto molto bene.

Ora, a chiunque avesse ancora dei dubbi sulla natura violenta, aggressiva, superba, arrogante, immorale, volgare, indegna del nome di "cristiano", che si acquista con decenni di Cammino Neocatecumenale, non ha altro che da rileggersi il suddetto intervento.

Costui è la dimostrazione vivente che questo blog non fa altro che descrivere il Cammino ed i suoi adepti per quello che REALMENTE sono.
E che costui abiti vicino al Vaocazionario non gli da alcun diritto di ergersi a portavoce nè dei Vocazionisti (che se accolgono il Cammino vuol dire che si sono traviati dietro alla Chiesa modernista conciliare), nè tantomeno di Don Giustino Russolillo, che da vero cattolico si sta rivoltando nella tomba a vedere i suoi figli aprire le porte ai nuovi falsi profeti di questi tempi, diffusori di eresie e false vocazioni.

by Tripudio ha detto...

Rispondo anzitutto al fratello neocatecumenale che si firma buffone vergognati.

Non hai detto niente di nuovo: lo sapevamo già che i Rogazionisti ci tengono tanto alle vocazioni (posso testimoniare io stesso).

E purtroppo sappiamo che molti di loro non hanno ben chiaro il problema costituito dal Cammino Neocatecumenale (ed è per questo che continuano a sostenere anche le "vocazioni al kikismo").

Però è vero che il loro fondatore si starà rivoltando nella tomba: il guaio è che non si possono servire due padroni, non si può servire a Dio e a Kiko (anche se quest'ultimo, per i neocat, è più importante di Dio: infatti quando si racconta una barzelletta blasfema i neocatecumenali ridono sguaiatamente, quando invece si fa una battutina su Kiko e Carmen i neocatecumenali assumono una faccia da funerale e implorano a bassa voce che non bisogna offendere i loro "iniziatori").


Rispondo poi all'altro fratello neocatecumenale: qui non si "parla male" de los kikos. Qui si dice la verità.

E se la verità fa male a los kikos, allora è perché amano le tenebre.

Coraggio, fratello neocat, fammi sapere se esiste almeno una critica al Cammino che tu abbia mai accettato come vera, giusta, fondata, onesta.

Fammi sapere se hai almeno una volta ammesso che Kiko ha insegnato errori. Mostraci qui, a tutti, che Kiko non è certo più infallibile dello Spirito Santo.

Insomma, dichiara qui davanti a tutti che non sei il solito cretino che sa parlare soltanto partendo dai propri pregiudizi ("Cammino: buono, resto del mondo: cattivo").


Rispondo poi ad Emanuele: in questa pagina non si era parlato del vaglio delle vocazioni ma solo dell'astrusa chiamata di Kiko e della messinscena delle "alzate".

Magari avrei dovuto aggiungere che molti giovani neocat sono stati inviati alla GMG proprio per "alzarsi" davanti a Kiko (nel senso che la decisione l'hanno di entrare in seminario o in convento l'hanno già presa da tempo) ma Kiko pretende che si "alzino" davanti a lui, per i cosiddetti "catechisti" neocatecumenali è importante questa manata d'incenso all'idolo Kiko, sempre assetato di gloria e di onori. Al punto da dover esagerare sempre le cifre da sventolare ai giornalisti, affiché nelle curie si dica: "Kiko è una potenza, guardate, duecento vocazioni, mille, tremiladuecento, diecimila!"

Se per assurdo i cosiddetti "seminari" di Kiko fossero novecentomila, il discorso non cambierebbe.

A tutto questo, caro Emanuele, puoi aggiungere il problema serio di cosa c'è in quei seminari kikiani, cosa c'è in quei conventi kikizzati: c'è forse la disponibilità a far crescere la Chiesa piuttosto che il Cammino? ci saranno forse dottrine diverse da quelle che insegna Kiko? ci saranno forse liturgie diverse da quelle che hanno reso famigerato il Cammino?

Luisa ha detto...

La creazione-erezione del primo seminario Redemptoris Mater è una della tante, troppe, gravi anomalie legate al cammino nc.

In effetti nel 1981 non esisteva NESSUNA approvazione anche solo ad experimentum, nessuno statuto, i testi erano, come oggi, segreti, ma all`epoca non erano nemmeno ancora stati sottoposti alla CdF e sappiamo quanto fossero farciti di gravissimi errori teologici.

Kiko Arguello sapeva che per far durare la sua creatura aveva bisogno di sacerdoti, ma dovevano essere formati con la sua "parola",con la sua pseudoteologia, con la sua "liturgia", sottomessi e obbedienti, ha voluto i suoi seminari e li ha ottenuti , ha voluto il primo a Roma e lo ha ottenuto.

Insomma, seminari ad hoc per il cammino, senza nessuna sorveglianza ed esigenze, libertà assoluta di deformare i seminaristi con quelle prassi non cattoliche che conosciamo.

Emma ha detto...

"Purtroppo per voi, accanirvi così dimostra solo che ci sia qualcosa di molto profondo e serio dietro questo cammino, altrimenti il demonio non sarebbe così infuriato."

!?!?!

Ma piantatela, credete veramente che basta menzionare il demonio per zittire chi informa sul cammino neocatecumenale?
Purtroppo, dolente di dirvi che se quell`uso del demonio funziona alla perfezione nel cammino, qui non prende.

Non c`è nessuna furia in chi informa e testimonia, sconcerto, amarezza, inquietudine, sgomento, sì, senza dubbio, e forse anche, presso alcuni, una "santa collera" nel vedere il volto della Chiesa deturpato, nel vedere la sua Liturgia calpestata, nel vedere una certa gerarchia farsi complice delle disobbedienze neocatecumenali, nel sapere quanto i metodi neocatecumenali siano ad alto rischio di violenza del foro interno dell`adepto, nel vedere la struttura stessa della parrocchia devastata, e, ancora una volta, nel assistere al silenzio di chi dovrebbe vigilare, custodire e proteggere.

by Tripudio ha detto...

Lo show kikiano-carmeniano di piazza Cibele verrà trasmesso anche da SAT2000 e dalla Radio Maria spagnola.

Questo significa che stavolta Kiko tenterà di stare più attento e di non dire, come la volta scorsa, frasi come: "aspetti forse che tua madre muoia di cancro?"

Kiko e Carmen sono insaziabili, quanto a glorie, onori e pubblicità.

Ma troppa pubblicità può far male, perché chiunque seguirà quelle trasmissioni, anche in forma di resoconto, capirà che per i neocatecumenali la GMG era solo la "rampa di lancio" verso il suo idolo Kiko.

Michela ha detto...

A Emanuele rispondo che si sa che le 'alzate' vengono vagliate in percorsi che durano molti mesi.
Inoltre anche dopo l'entrata in seminario continua lo 'scrutinio' dei catechisti e ci sono altri ragazzi che lasciano dopo 1 o 2 anni.

Ma allora perchè smuovere tante persone e tante emozioni, - il palco, l'esaltazione, i battimani...- quando poi si sa che i 'veri chiamati' sono poche decine?
che ne è poi di questi animi squassati da questa bufera di emozioni?
Che serenità di scelta c'è in chi si sente costretto ad alzarsi solo perchè sente in sè una generica inquietudine?
Come potrà poi scegliere serenamente quando ha preso una posizione pubblica davanti alla comunità e ai catechisti?

Emanuele, converrai con me che tutto questo somiglia ai ritrovi delle sette protestanti, con il predicatore infervorato, e la gente che avverte la presenza di Dio.
Tutta questa messainscena non serve a chi è in cerca di discernimento,
allora perchè si fa?

by Tripudio ha detto...

Quasi quasi mi dispiace dover cancellare dalla "moderazione" certi commentatori inviperiti che insultano me ed altri collaboratori del blog. Quei commenti inviperiti sono tanto sgangherati quanto divertenti. Vuol dire che queste poche paginette del blog hanno colpito il bersaglio.


Ora però mi viene in mente un fatto statistico: se a Montorso, nel 2007, si sono "alzati" duemila ragazzi (sappiamo che non è vero) per entrare nei seminari kikiani... è una media di circa ventotto per ognuno dei settanta seminari kikiani nel mondo.

Perbacco: ventotto seminaristi in più rispetto a quattro anni fa! i seminari kikiani dovrebbero esser pieni fino ad esplodere...! (giacché adesso quei ventotto virgola qualcosa di ogni seminario starebbero in teoria per cominciare il quinto e ultimo anno di formazione al sacerdozio).

E invece... invece... invece...

Emma ha detto...

Su TV 2000 da Madrid si è passati a Lourdes, dall`esaltazione kikiana al Rosario.

Francesco ha detto...

Vergognati Francesco di osare di nominare il Beato Don Giustino su questa fogna di blog!Sono un suo
conterraneo,abito ad un passo
dal Vocazionario e non posso permettere che il Beato Don Giustino sia usato da dei buzzurri pagliacci come voi per attacare il Cammino!


La miglior risposta a questo turpe attacco è il silenzio nel quale chi legge può discernere da quali pulpiti provengono certe "delicate" prediche.
Basta solo questo linguaggio da trivio a catalogare la persona che lo usa.

Francesco ha detto...

Quanto ai Padri Vocazionisti, per informazione dell'anonimo accademico della Crusca,gli stessi non si sognerebbero mai di farsi affiancare dal Cammino Neocatecumenale. La loro condivisione avviene con il Movimento Carismatico Cattolico "Servi di Cristo Vivo".

Francesco ha detto...

Quanto al discernimento VERO, esso può e deve avvenire preventivamente, prima cioè di entrare in un seminario, specialmente se si tratta di un seminario R.M.
Un discernimento solo " a posteriori" può essere giustificato e produttivo solo se è stato opportunamente preceduto da un discernimento preventivo.
Se è solo fine a se stesso può provocare molti danni...

Anonimo ha detto...

Tutto ciò che avvicina a cristo deve essere salvaguardato, anche nelle sue diversità.La chiave della vita eterna non la possiede nessuno, solo cristo è l'unico custode che può farci entrare.....Questo è il mio pensiero

Emma ha detto...

Ahinoi...ritorno a Madrid con la lugubre "sinfonia" composta da Arguello.

Michela ha detto...

Non mi risulta che ogni anno tutti i seminari riescono ad avviare il corso di studi.
( A Roma per es. non è successo)


ecco perchè i numeri finali delle alzate sono ancora più bassi.

Ed ecco perchè continuo a chiedermi il perchè di questo spreco di energie materiali ed emotive per avere così pochi risultati.

Maranatha ha detto...

Concordo con Emanuele....per una visione moderata delle cose, certo è che quando leggo i nuovi monasteri NC in questo articolo: http://neocatecumenali.blogspot.com/2011/03/ci-occupiamo-ancora-del-miracolo-di.html me se drizza la pelle!!!

perplesso ha detto...

Ho guardato le "alzate vocazionali", non ho parole per esprimere tutto lo sconcerto che quelle immagini hanno suscitato.
Per il momento posso solo dire: povera la mia Chiesa!

Anonimo ha detto...

per tributo: ci sono persone del cmn che entrano in altre realta' oltre ai redentoris mater: tipo carmelitani e francescani: li' il percorso e' ancora piu' duro..
ci sono persone che non si alzano al primo incontro ma ci vogliono dei tempi perche' questo accade, sono persone che pregano tanto e chiedono veramente a Dio se questa e' la strada giusta.. e fanno un percorso interno serio e adesso sono preti oppure stanno frequentando un seminario da qualche oarte del mondo.. (forse sono poche ma bisogna comunque considerale) faccio parte del cam,imo e secondo me ci sono tante esagerazioni tipo queste delle chiamate: rimango ogni volta stupita e sconcertata..
un saluto

Freedom ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

La televisione della Cei si è trasformata questo pomeriggio in una televisione neocatecumenale, un lungo spot pubblicitario neocatecumenale, con i commenti entusiasti dei cronisti neocatecumenali che, consapevoli che le immagini che dovevano commentare erano allucinanti e grottesche, hanno in modo maldestro tentato di giustificare quello che era solo uno spettacolo indegno della Chiesa cattolica.

Emma ha detto...

"Povera la mia Chiesa".

Sì, povera la mia Chiesa in cui cardinali e vescovi accettano di partecipare a quella messa in scena che definire grottesca è dir poco, povera la mia Chiesa in cui un pittore spagnolo impone i suoi deliri ai nostri pastori.

Anonimo ha detto...

una domanda, detto che i numeri non contano niente, ma se in giro ci sono solamente 500.000 nc, come afferma qualcuno dei gerenti questo blog, come e' possibile che ci fossero 210.000 nc a Madrid (fonte polizia spagnola)evidentemente in massima parte tra i 15 e i 30 oltre agli accompagnatori? O a Madrid c'era 1/2 Cammino?

edo

by Tripudio ha detto...

C'è qualche neocatecumenale (forse più d'uno) che scrive come il nostro caro fratello Zunbla, mandando commenti isterici a manetta. Forse gli è dispiaciuto leggere la verità, ancora una volta, su queste pagine.

Dovrebbero essere i cosiddetti "catechisti" neocatecumenali a dirvi la verità... e invece siete costretti a cercarla di nascosto nell'internet, finendo sempre su queste pagine (che comunque vi fanno infuriare, perché la verità non è mai troppo gradevole).


Purtroppo le vocazioni provenienti dai neocatecumenali hanno due grossissimi problemi.

Il primo è che la loro "pre-formazione" è avvenuta in un ambiente pessimo: tanta buona volontà, tanto impegno, tanto spirito comunitario, ma... liturgie straziate e dottrine bislacche.

Piaccia o non piaccia, quei giovani si porteranno l'eredità degli errori liturgici e dottrinali di Kiko e Carmen lungo tutta la formazione al sacerdozio o alla consacrazione.

A meno che la formazione non faccia piazza pulita dello scempio neocatecumenale... ma quali seminari e quali conventi garantiscono l'insegnamento della solida dottrina e la sublimità della liturgia? e quanti giovani fortemente impregnati di neocatecumenalismo saranno disposti ad accettare che la liturgia non è un'insalata di baccano, balletti, chiasso, grida, strafalcioni di ogni genere? quanti saranno disposti ad accettare che le cose, nella vita, nella Chiesa, nei Cieli, stanno come dice il Papa e non come ha urlato Kiko?

Quindi, anche quando qualche giovane neocatecumenale finisse in un buon seminario o un buon convento... è sempre purtroppo un problema!

Ma c'è di più. C'è un secondo grave problema.

I cosiddetti "catechisti" usano le vocazioni per "neocatecumenalizzare" tutto. E sappiamo benissimo che per i neocat le parole del cosiddetto "catechista" valgono più di quelle del superiore del convento o seminario... a meno che quest'ultimo non sia a sua volta neocatecumenale!

Se un neocat viene spedito dai francescani, non è per farlo plasmare dal carisma di san Francesco, ma è per neocatecumenalizzare il convento!

Ho personalmente notizia di comunità in cui vi vengono spedite frotte di vocazioni (a volte velocemente, a volte lentamente), di modo che i superiori prima o poi debbano arrendersi al numero: "ma dai, son tanti, lasciamogli mettere le icone di Kiko, altrimenti se vanno via qui ci azzeriamo!" Eppure sanno bene che si comincia con quelle orrende icone kikiane e quei bruttissimi canti kikiani... e si finisce chissà dove!

E così tali comunità avvelenate dal parassita neocat, o soccombono al neocatecumenalismo oppure si spaccano. Come ad esempio è avvenuto a Valencia, in Spagna, dove i neocatecumenali pretendevano di essere gli unici autorevoli interpreti del carisma di san Giuseppe Calasanzio: ecco come funzionano le "vocazioni" neocat.

by Tripudio ha detto...

Caro Edo,

quanto ai balletti delle cifre, tutto ciò che possiamo dire è che come metodo:

a) prendiamo in considerazione, come punto di partenza, i numeri che ci dà la propaganda neocat

b) prendiamo in considerazione le assurdità sparate dai neocat stessi (in una bottiglia da un litro non ci puoi mettere tre litri d'acqua, e neppure uno e mezzo)

c) prendiamo in considerazione le smentite dei neocat (come quella dell'ineffabile Caredda sopra citata, e che è un'ottima chiave di lettura per tutti gli eventi come questo).


Ora, secondo te, con Kiko che sta a far la predica, in piazza c'erano soltanto i giovani della GMG? Secondo te nessun neocatecumenale spagnolo si è preso la briga di portarvi quanta più gente è possibile? Hai un nipote che farà la sua "alzata" e non ci porti tutta la parentela fino al quarto grado? E poi non ci sarà stato nessun cosiddetto "catechista" che disonestamente ha cercato di riempire la piazza il più possibile?

Inoltre, se gli stessi dati della vigilia parlavano pomposamente di 130.000 neocat, com'è che dal sabato al lunedì sono raddoppiati?

Tutto questo assumendo che il dato che hai fornito viene da fonti ufficiali della polizia madrilena anziché essere una notizia che le è stata attribuita da qualche giornale...


Ma il parametro che smonta tutti i numeretti è questo: se non ci fosse stato Kiko, quanti neocat sarebbero volontariamente andati alla GMG?

E se per ipotesi assurda alla GMG fosse stato proibito di far sapere a quale movimento ecclesiale appartieni... quanti neocat si sarebbero presi la briga di andare a Madrid? Ti dico che neppure un madrileno abitante a piazza Cibeles si sarebbe accollato la fatica di uscir di casa!

by Tripudio ha detto...

Ricordo di aver raccontato su questo stesso blog, almeno due volte, di un "pellegrinaggio giovani" organizzato da una certa diocesi a cui parteciparono ben quaranta neocatecumenali (su una sessantina di posti disponibili).

Quaranta: non uno di più, non uno di meno. Spediti dai loro stessi cosiddetti "catechisti". Quando i neocat si muovono, sono sempre cifre tonde, sono sempre percentuali "televisive".

E l'effetto desiderato era non solo quello di monopolizzare il pellegrinaggio, ma anche di dare un messaggio del tipo: "se non ci fossimo stati noi, il pellegrinaggio sarebbe fallito": come a pretendere una sorta di diritto di prelazione su qualsiasi iniziativa riguardante i giovani.

E state pur certi che quello che succede "nel piccolo", succede anche "nel grande".

Francesco ha detto...

La polizia spagnola ha fatto una stima complessiva dei giovani presenti ai vari eventi della GMG.
Per fortuna,a differenza del monsignore Rouco Varela, la polizia spagnola non è "neocatecumenale"

Anonimo ha detto...

per tributo: mi spiace ma non sono molto d'accordo con il tuo discorso..se conosci una realta', non e' detto che tutte le realta' sono uguali!!!
io cpnosco tantissimi carmelitani: sono persone serie e credono molto nel ordine carmelitano... anche se aiutano i neocatecumenali a fare le messe...mettendo anche a loro posto Catechisti su catechisti...
questo e' quello che ho vissuto.. ede' la mia esperienza.. quindi forse siamo pochi ma ci sono anche persone serie!!! nel cammino!!! non fumentati e che vivono il cammino come un modo nuovo di vivere nella chiesa!!! questa e' la mia esperienza..
mi chiamo alice e adesso mi e' complicato inserirmi con il mio accaunt perche' non ricordo la pass e ho due bimbi piccoli che mi aspettano!!!
un saluto

elena ha detto...

mi unisco a chi chiede a che servono queste messe in scena delle alzate se poi anche i nc ammettono che le vocazioni vere sono la minima parte. Aggiungo che conosco personalmente un ragazzo che si era alzato per entrare in seminario e sentendolo parlare aveva veramente desiderio di diventare sacerdote ma non so bene il motivo non è mai riuscito a mettere piede nè in un redemptoris mater nè in un seminario diocesano!! Forse perchè la sua era una vocazione a Cristo e non a Kiko?

Emanuele ha detto...

Percorro da anni il cnc ma concordo in chi ritiene la chiamata vocazionale eccessivamente plateale.

Però il mio intervento intendeva sottolineare che il discernimento sulla vocazione è approfondito.

Del resto, se ad ogni "chiamata" entrassero in seminario tutti coloro che si alzano, allora non ne basterebbero 700 di seminari.
La "chiamata" in effetti avviene al termine di una "full immersion" di circa 7-8 giorni di pellegrinaggio e sono molti coloro che si fanno contagiare dall'esaltazione del momento.

Il vero problema è soggettivo: qualche ragazzo che si fa prendere dal desiderio di "alzarsi" poi potrebbe non avere la forza psicologica per "rimettersi a sedere" potendo essere colto da quei "sensi di colpa" che mi sembra di aver capito che qualcuno qui ben conosce.
A quel punto nasce il compito del centro vocazionale: è determinante che i catechisti del centro sappiano cogliere la singola personalità dei ragazzi e assumere loro stessi l'incarico di "metterli a sedere".

Comunque gran parte dei ragazzi che si alzano, nemmeno ci arrivano al centro vocazionale, poichè cambiano idea già nel momento in cui risalgono sul pulmann che li riporta a casa.

Qualcuno però davvero cambia vita e ricorderà per sempre il giorno in cui si è alzato per la prima volta.

Dimenticavo di dire che molti dei 5000 ragazzi che si sono alzati ieri probabilmente si erano già alzati uno - due anni fa (o anche più) e quindi non sempre i numeri riportano... :)

elena ha detto...

E l'effetto desiderato era non solo quello di monopolizzare il pellegrinaggio, ma anche di dare un messaggio del tipo: "se non ci fossimo stati noi, il pellegrinaggio sarebbe fallito": come a pretendere una sorta di diritto di prelazione su qualsiasi iniziativa riguardante i giovani.

Stessa cosa successa nella mia diocesi: un pellegrinaggio organizzato a un eremo per i giovani , con gli anni è diventato un pellegrinaggio nc, organizzato da catechisti nc con tutte le esagerazioni del caso: non basta partire all'alba e fare tre ore di cammino, ci sono vari punti di partenza fra cui il più lontano è a un'ora di strada di macchina ! quindi si parte in piena notte per arrivare al mattino.

Luisa ha detto...

Chi ha visto la prestazione di Kiko Arguello ieri su TV2000, chi ha visto in atto il potere che quell`uomo esercita sulle sue truppe, chi ha visto quei giovani, quei bambini, salire come ipnotizzati su quel palco, chi ha visto i nostri vescovi partecipare a quella messa in scena che potremo definire teatrale se non fosse la Chiesa ad essere implicata, se non fossero dei giovani, delle anime ancora giovani, ad essere manipolati in quel modo e ad esserlo davanti a chi avrebbe dovuto proteggerli, perchè quella è la loro responsabilità, chi ha assistito a quello spettacolo degradante e indegno della Chiesa cattolica, se ha una coscienza cattolica rettamente formata, ma anche solo un pò di buon senso, non può che essere sconcertato, sconvolto, allibito, non può non porsi tutta una serie di domande, chi non conosce il cnc avrà voglia di informarsi, vorrà porre delle domande, ma dove quelle domande troveranno una risposta che non sia uno spot pro-cammino che banalizzerà, minimizzerà, occulterà la verità ?
Non le troverà di certo nei media cattolici, non le troverà presso i pastori, il cnc continua a tessere la sua tela e ad imporre la legge del silenzio e del segreto.

Michela ha detto...

Sarebbe bello se i neocat che scrivono qui volessero riflettere pacatamente sul metodo per 'raccogliere' vocazioni.
penso sempre alla pressione psicologica a cui si sentono sottoposti i ragazzi durante le chiamate.
Oltre all' ego smisurato di Kiko, c'è da accontentare anche l'orgoglio delle famiglie ncn, sopratutto se catechisti, di poter avere almeno un figlio RM.

Inoltre penso alla spettacolarizzazione delle alzate: i ragazzi ne restano sconvolti, Kiko furbescamente alza il livello degli stati emozionali in modo da portare tensione e confusione negli animi.Molti, pur di risolvere questo stato di tensione, si sentono obbligati a fare qualcosa e si alzano.
A questo punto pur di risolvere lo stato di agitazione interiore, ci si 'sente obbligati' - il termine non è mio, è quanto riferito dai ragazzi stessi-
a fare qualcosa, alzarsi davanti a tutti.
Questa menzogna farà sì che molti di questi entreranno in crisi, usciranno dal cammino. Molti di loro devono aspettarsi dai 5 ai 10 anni di confusione psicologica.
Alcuni ritorneranno nel cammino per riparare gli errori fatti nel periodo di confusione.

discorso diverso per i figli di catechisti: questi sanno già da piccoli che diventeranno sacerdoti RM, e ci sono meno problemi psicologici. Forse.

Michela ha detto...

Non ho guardato la Tv, per cui non so cosa ha detto il grande imbroglione,
ma ho presente alcune persone che si sono alzate negli anni scorsi, ed a loro che penso, alla loro sofferenza, a quanto tempo perso in inutili sensi di colpa.
Che diversità dalle altre vocazioni, dall'accompagnamento che la Chiesa ha verso i suoi giovani, attraverso la formazione personale, senza scrutini pubblici!

by Tripudio ha detto...

Rispondo ad Alice:

so quel che dico perché ho conosciuto di persona seminaristi neocatecumenali, sia dei RM che diocesani che di congregazioni religiose.

Quando li incontri per la prima volta sembrano persone normali ma solo un po' cupe (ti accorgi che una persona è cupa anche se in quel momento sta ridendo sguaiatamente).

Ma a poco a poco, nel conoscerli da vicino, ti accorgi di diverse cose.

Prima di tutto ti accorgi che la loro vocazione è a Kiko, non è a Cristo. Possono parlarti di preghiera quanto vogliono, ma in fin dei conti vogliono arrivare a fare come Kiko. Vogliono arrivare a suonare come Kiko. Vogliono arrivare a parlare come Kiko. Vogliono, taluni, perfino esibire la barbetta con la foggia di Kiko.

Possono fare in chiesa qualsiasi cosa, ma appena ti volti finiranno sempre per farla alla maniera di Kiko.

In ogni momento, ogni giorno, ogni minuto, sembrano pensare a come "neocatecumenalizzare" l'ambiente che li ha accolti. Si comporteranno da carmelitani tra i carmelitani quel tanto che basta per non essere cacciati via a pedate, ma nel frattempo, lentamente, inesorabilmente, instancabilmente, tenteranno di aggiungere un "canto di Kiko" qui, un arredo kikiano là, un'icona di Kiko alla bacheca, un'altra in sagrestia...

Ora, io capisco che ognuno tenti di promuovere ciò che più ha a cuore, ma nel caso dei neocat è proprio un'ossessione (lo dico perché è una dinamica che ho visto e rivisto più volte con questi miei stessi occhi): non puoi fare una proposta, che già il neocat ti dice "ma potremmo fare anche così", cioè alla maniera di Kiko e Carmen, e se proprio gli dicono di non farlo, i chierici neocat troveranno ugualmente modo di "istruire" parrocchiani più o meno compiacenti per sabotarti ogni cosa che frena la glorificazione del loro idolo Kiko.

Sono inoltre ossessionati dai loro cosiddetti "catechisti", che non nominano mai, e dai quali prendono come oro colato indicazioni e giudizi su qualsiasi cosa, giudizi e indicazioni che poi vengono a discutere con te come se se li fossero formati in modo autonomo.

Ho in mente ora uno in particolare, di cui i suoi stessi compagni di seminario dicevano: "la vocazione gliel'hanno data i suoi catechisti".

I suoi cosiddetti "catechisti" lo hanno convinto che è bene per lui essere "presbitero" neocatecumenale (non usano mai il termine "prete", non usano mai il termine "sacerdote" che odiano dal profondo del cuore, usano sempre e solo il parolone altisonante "presbitero", così come Kiko comanda).

Ricordo la Prima Messa di un sacerdote proveniente da un Redemptoris Mater: sembrava arrabbiato e desolato, come se qualcuno in un incidente gli avesse sfasciato la macchina ed ammazzato il gatto. Era la sua prima Messa! e lui invece di essere in lacrime di gioia, o almeno lieto per il dono ricevuto e l'inizio del ministero, era arrabbiato e schifato, desolato e infastidito. Come si fa a non pensare che la vocazione gli era stata programmata dai suoi cosiddetti "catechisti"?

Infine: se tutta la messinscena delle "alzate" produce solo tanta inutile cagnara... perché mai Kiko la fa? Se in tanti si "alzano" solo per effetto dell'emozione, e poi tornano "seduti" già il giorno dopo, perché mai Kiko la fa? Se Kiko raccoglie ogni volta "migliaia" di vocazioni, e invece poi a conti fatti tra i 70 seminari RM le vocazioni nuove sono spesso talmente insufficienti da non far cominciare un nuovo "anno", perché Kiko fa quella messinscena?

Abbiamo dunque ragione noi a dire che Kiko sfrutta i giovani per aumentare il proprio prestigio davanti ai vescovi?

Abbiamo dunque ragione noi a dire che Kiko la fa solo perché i giovani lo adorino come un idolo?

by Tripudio ha detto...

Rispondo ad Emanuele:

tu parli di un "centro vocazionale" e di cosiddetti "catechisti" preposti a vagliare le vocazioni.

Ora, è già strano che dei cosiddetti "catechisti" laici vaglino vocazioni alla vita consacrata e al sacedozio.

Ma poi ti chiedo: come mai questi cosiddetti "catechisti" non impediscono ai giovani di "alzarsi" senza motivo?

Anonimo ha detto...

Cosa pensare di questo blog dopo quello che si è visto e sentito ieri su TV 2000 ?

Mi domando:
Un pò di umilta sarebbe sufficiente a stimolare alcuni interlocutori di questo blog a mettere in discussione le loro certezze?

L'evento non lascia dubbi.
Se Kiko è un'eretico adesso ne abbiamo le prove. Ha fatto delle affermazioni che sono sempre state contestate da questo blog.

A chi devo credere ?

Rispondetemi per favore perchè sono disorientato.

by Tripudio ha detto...

Ripeto:

come mai dei cosiddetti "catechisti" laici hanno l'incarico (ricevuto dai laici Kiko e Carmen) di vagliare vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata?

Emma ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Emma ha detto...

Piccola sintesi della prestazione di Kiko Arguello a Madrid.

Kiko Arguello ha fatto dell`allora card.Ratzinger colui che ha introdotto il cammino nc in Germania, ma ha taciuto le NORME che il cardinale diventato Papa gli ha trasmesso sulla "liturgia" e che aspettano ancora di essere applicate,
ha fatto del card. Bertone colui che li ha aiutati a correggere i testi quando trovava un errore(!), ma ha evidentemente evitato di menzionare il suo rifiuto del lavoro di correzione della commissione ad hoc perchè non riconosceva più le sue catechesi è saltato poi direttamente all`approvazione senza, ancora una volta, evidentemente menzionare l`arcano e il suo rifiuto di pubblicare i testi corretti e approvati, ancora una disobbedienza.
Insomma menzogne, silenzi, strumentalizzazione di assenti sicuro di non essere smentito, il tutto ad usum cammini.
Niente di nuovo dunque, ma non è perchè è un scenario interpretato come da copione che chi lo guarda può restare indifferente.

Michela ha detto...

Lo sappiamo che una parte di quei ragazzi entreranno in un percorso di discernimento vocazionale.
E cioè per circa i nove mesi (ottobre-maggio) parteciperanno a delle specie di convivenze domenicali, a frequenza mensile, in un centro vocazionale in una città che riunisca un certo numero di giovani, con i catechisti regionali o superiori.

E di nuovo giri di esperienze in cerchio, di nuovo scrutinii ( cose che continuano anche nei seminari).
Praticamente si valuta il livello di obbedienza, se si preferisce autoaccusarsi peccatori, piuttosto che criticare il cammino e così via, esattamente come in tutti i passaggi del cammino.
Questo tipo di sacerdozio diventa un rifugio sicuro: mi impegno a non criticare e avrò il mio posto nell'universo neocatecumenale.
Non si corrono rischi, non ci si affida al Signore, per lasciarsi guidare da Lui su strade nuove. Si continuerà a cantare a squarciagola il Resuscitò, e a fare ciò che si è sempre fatto.
E in tempi di crisi materiale e spirituale, è pur sempre qualcosa!

by Tripudio ha detto...

Attenzione: sul piano giuridico la parola "eretico" significa qualcuno che nega ostinatamente e apertamente qualche verità di fede.

Purtroppo gli eretici di oggi negano ostinatamente ma ambiguamente. Sono abbastanza intelligenti da voler sembrare cattolici senza proferire parole con le quali li si possa accusare. Si nascondono nelle parole ambigue e si difendono dicendo: "i vescovi non ci capiscono".


Per danneggiare il Cammino Neocatecumenale basta descrivere esattamente e onestamente ciò che il Cammino fa, ciò che il Cammino dice, ciò che il Cammino realizza.

A volte può sembrare incredibile: al punto che un amico, sbigottito, mi chiedeva: ma possibile? davvero un leader religioso (cioè Kiko) può aver esclamato "aspetti che tua madre muoia di cancro" mentre faceva un incontro vocazionale?

È vero, è assolutamente vero. E ce lo testimonia una fonte neocatecumenale! Il Cammino Neocatecumenale viene danneggiato dalla verità. Ecco perché i neocatecumenali, per direttiva superiore o di propria iniziativa, per difendere il Cammino devono adoperare la menzogna.

Devono escogitare ogni trucchetto:

- ridurre tutto a opinioni ("io nel Cammino mi trovo bene": ma così stanno negando il dolore di chi soffre e ha sofferto a causa del CNC)

- cambiare discorso ("siamo approvati!" - come se l'approvazione fosse il dono dell'infallibilità)

- insultare ("tu giudichi!" - come se solo Kiko e i suoi cosiddetti "catechisti" fossero abilitati a dare un giudizio sulla realtà)

...e via di questo passo.

by Tripudio ha detto...

Il CNC è una delle croci di Ratzinger.

Nel '74, male informato, commise l'ingenuo errore di perorare la causa neocat in Germania (anche se personalmente non credo che abbia fatto chissà che baccano per farli arrivare in Germania; magari era un episodio del tutto secondario, che però oggi la propaganda neocat amplifica a dismisura).

Appena divenuto Papa, tra i primi atti del suo pontificato, fu quello di dare una raddrizzata ai neocatecumenali. Quando si seppe che Ratzinger era divenuto Papa, ai neocatecumenali (da Kiko e Carmen in giù) venne un travaso di bile e subito si attivarono per "amicarselo".

Ma a sei mesi dall'inizio del pontificato, il cardinal Ratzinger incontrò la triade NC (novembre 2005) informandoli che il Cammino doveva utilizzare il "Messale Romano, senza aggiunte né omissioni": niente più liturgie bislacche e straziate.

Poi la lettera di Arinze, poi la negazione della triade neocat (il 17-1-2006 si dissero "contentissimi" delle norme ma... avrebbero obbedito a modo loro!)

Quindi c'è stata l'approvazione in stile "fatto compiuto", come al solito.

Ed ora tutta questa cagnara per cercare ancora di apparire come amici del Papa... per cercare ancora di dichiararsi "approvati"... per cercare ancora di sembrare utili alla Chiesa in quanto pieni di vocazioni... ebbene, tutto questo dimostra esattamente il contrario!

Infatti cercano di "amicarsi" il Papa perché sanno che non è affatto amico delle liturgie straziate e delle dottrine bislacche!

Insistono sempre a dichiararsi "approvati" perché sanno bene che in realtà, sotto sotto, nessuno li approva (ah!! cosa sarebbe il Cammino se smettesse di staccare lauti assegni e ricche offerte agli ecclesiastici!!) e in fondo in fondo tutti aspettano il momento in cui Kiko dichiarerà lo scisma e diverrà "papa" della sua chiesuola neocatecumenale!

Infine cercano di sembrare "pieni" di vocazioni proprio perché sanno che il Cammino è spiritualmente sterile: le vocazioni neocatecumenali non sono vocazioni del Signore, ma sono vocazioni di Kiko e Carmen!

Anonimo ha detto...

ciao tributo: grazie della risposta. e su tante cose sono d'accordo con te.. ma, non voglio insistere, e ti dico che ci sono anche persone come me. che frequentano il cammino in pace, e serenita' senza avere idoli di kiko e carmen, io adoro padre Mario, pensa un po'!!!!
adoro la mia parrocchia di roma, carmelitana, e mi sono adesso trasferita atrieste in una parrocchia sempre carmelitana.. adoro questi "preti".. e pur essendo del cammino lo frenao in tante cose, perche' ci ripetono noi siamo fratelli della parrocchia e non siamo persone a se'.. quindi molte volte ci troviamo a fare messe con la parrocchi, servizi e altre cose..e qui rispetto a tante altre realta' del mondo ce un gran rispetto per il parrocco e per quello che ci dice.. anche i catechisti stanno alle volonta' del parrocco non dei catechisti!!! quindi ci sono anche altre relata'...
cmnq conosco due ragazzi del cammino che hanno frequentato l'ordine carmelitano fin dall'inizio e adesso sono diventati preti.. ma sono preti carmelitani prima di essere di kiko... Loro non si sono mai alzati a nessun incontro e in silenzio sono entrati nel ordine... e avevano tanta gioia quando hanno fatto la loro prima messa!!!!
quindi come vedi c'e' un eccezione... ed e' tutto vero..
un saluto

roberto ha detto...

Qualcuno che conosce lo spagnolo potrebbe tradurre questo articolo d' El Pais ecco il link:
http://www.elpais.com/articulo/portada/Kiko/colera/Dios/elpepusoceps/20080629elpepspor_3/Tes

by Tripudio ha detto...

El Paìs, in Spagna, è un quotidiano alquanto feroce contro la Chiesa (come "Repubblica" in Italia).

Dice che il Cammino sarebbe "conservatore" (giacché Kiko parla male del divorzio, dell'aborto e dei matrimoni omosessuali). L'intervista, alquanto pepata, riporta virgolettate molte strambe affermazioni di Kiko (che per noi non sono affatto una novità, ma per chi lo sente sempre idolatrare saranno sicuramente sorprendenti).

L'articolo di El Paìs comincia col descrivere il bislacco personaggio: Kiko ha una barba luciferina e porta con sé soltanto una Bibbia rilegata in pelle (come i protestanti), fuma continuamente sigarette senza filtro (che non è propriamente un segno di equilibrio interiore), sembra un predicatore western (i tipici telepredicatori protestanti televisivi americani).

E naturalmente chiede a chiunque incontra di convertirsi ma... attenzione! chiede testualmente di convertirsi al Cammino Neocatecumenale!

Il Kiko dalla barba diabolica dice all'intervistatore che tutti parlano male di lui e del cardinale Rouco (noialtri conosciamo bene quanto Kiko ritenga utile assumere sempre una posizione vittimista).

L'intervistatore descrive Arguello come un maestro nel fare monologhi; dice che i suoi adepti, sebbene non sappiano esattamente lui dove viva e come viva (infatti viaggia molto in tutto il mondo) gli mandano continuamente soldi (già dal secondo scrutinio devono mandare la "decima" e se hai una moglie o marito nel Cammino, anche lei/lui deve versare la fatidica "decima").

Prosegue l'intervistatore: per la costruzione della Domus Galilaeae, Kiko chiese all'improvviso 1.000$ per ogni neocatecumenale (mille dollari ciascuno!)

Un seguace di lungo corso parla di Kiko: non vuole stare sotto il comando di un vescovo. Predica senza aver studiato teologia. Affronta i conflitti interiori dei suoi seguaci senza essere psicologo. Si autodefinisce artista, povero peccatore, e dice che il giorno più felice della sua vita sarà quando morirà.

Kiko descrive brutalmente il Cammino Neocatecumenale, sia come "la stalla", sia come "l'ambientaccio in cui siamo infognati".

Parla di tutto quel che gli passa per la testa, non per ragionamenti ma a casaccio, a volte addirittura contraddicendosi, infilando senza sosta citazioni bibliche.

Insomma, dice il giornalista, Kiko è la cosa più vicina ai tele-evangelici che si sia mai vista in Spagna.

Kiko parla male dei gesuiti "di sinistra", del progressivismo religioso [da qual pulpito!]

Kiko mormora contro i parroci che non concedono al Cammino le proprie parrocchie, e contro quei vescovi poco compiacenti col Cammino. E si vanta perfino di aver fatto "gran danno" a chi attacca il Cammino.
Ha perfino la faccia tosta di dire che nel Cammino gli sposati non si separano mai.

(l'intervistatore dice che Kiko mormora contro a los curas que no ceden sus parroquias al Camino. Y a los monseñores poco complacientes. Es decir, a los que no piensan como él.)

(quindi, commentando il fatto che lui e il CNC sarebbero attaccati da tutti, Kiko aggiunge: "Nos ataca a todos. Ha dominado a monseñores para que se pusieran en contra del Camino. Nos han hecho mucho daño. El demonio siempre está dispuesto. Si eres casado, está al acecho para que te enamores de otra. Pero en el Camino, los matrimonios no se separan. ¿Sabes por qué? Porque la relación de amor de los que tienen dentro vida eterna es distinta. Un matrimonio no se separa si tiene vida eterna")

by Tripudio ha detto...

Kiko aggiunge, con sommo sprezzo del ridicolo, che quando un matrimonio è in pericolo la comunità interviene per salvarlo (con preghiere e gesti)... e il matrimonio automaticamente si salva!

L'intervistatore prosegue a descrivere Kiko dalla barba luciferina dicendo che Kiko centra tutta la sua catechesi sul sesso.

Sessualità, pornografia, omosessualità ("malattia curabile"), contraccettivi ("che nel 25% dei casi falliscono"), modo di vestire delle giovani ("che non devono scoprire l'ombelico o usare minigonne esagerate", per evitare sorprese come gravidanze o addirittura aborti) e che addirittura la celebrazione del sabato sera serve a "non far andare i giovani nelle discoteche a fornicare o drogarsi: infatti i giovani delle nostre comunità non fornicano, non si drogano, non si suicidano".

"Kiko Arguello vede il mondo in bianco e nero" dice l'articolista di El Paìs. Che il mondo lo voglia o no, Kiko vuole rievangelizzarlo [a modo suo]. Ha spedito in tutto il mondo i suoi "apostoli" ("Apóstoles":: così Kiko li chiama), cioè centinaia di famiglie e di seminaristi.

Un prete spagnolo ricorda di come fu sorpreso nel trovare Kiko in Kazakhstan, con una famiglia di kikos originari di Valencia (in Spagna), mentre evangelizzavano porta a porta [come i testimoni di geova].

L'articolista dice che chi conosce Kiko lo ricorda orgoglioso, superbo e autoritario. Kiko si considera addirittura all'altezza dei Cardinali della Chiesa. "Controlla in modo ferreo l'organizzazione neocatecumenale, attraverso cerchi concentrici. Senza luogotenenti, senza regolamenti, senza uffici stampa, senza incaricati delle risorse finanziarie: dopotutto lui è l'iniziatore, e non sono ammesse obiezioni.

I suoi seguaci sono detti kikos, "la fanteria più intollerante di tutta la Chiesa cattolica". Kiko dice che in totale sarebbero 16.000 comunità in 6.000 parrocchie, con 3.000 preti e 1.500 seminaristi... senza contare le infiltrazioni nei media, nelle università e nei college.

I neocatecumenali, afferma l'articolista, controllano le agenzie di stampa "Zenith" [sic] ed "H2O".

A Kiko piace dare dimostrazioni di forza: qualsiasi strategia prevede che lui sia al centro dell'attenzione. Kiko ama stare a stretto contatto con i cardinali della Chiesa.

Agli inizi era considerato un luterano, un pazzoide, un hippy, ma poi è riuscito a farsi strada. A tutt'oggi è considerato tale, sempre sul filo del rasoio, con le sue "messe" e il suo codice interno, con le segretezze assolute che avvolgono le pratiche dei neocatecumenali.

I testi trascritti delle sue catechesi non sono disponibili ai neocatecumenali normali, ma solo ai cosiddetti "catechisti", ossia i suoi pretoriani, poiché "la gente non capisce".

Ma quando finalmente diventi "catechista" e accedi a quei testi, l'impressione è pessima. Il suo confuso misticismo e la sua visione catastrofica del mondo... e soprattutto il suo chiedere soldi continuamente: per esempio quando dice "se qualcuno ha un'eredità, se qualcuno ha qualcosa, ponga subito qui cinque milioni di pesetas per il seminario di Madrid".

I cosiddetti "catechisti" sono gente durissima, intransigente, ostinata, che vuole modificare la mentalità degli adepti". E per preparare i cosiddetti "catechisti" Kiko dice che non serve nessuna preparazione, ma solo le tremila pagine dei "mamotretos".

by Tripudio ha detto...

L'articolista di El Paìs prosegue:

il Cammino Neocatecumenale, cocktail di archeologismi cristiani e giudaismo, pratica l'interpretazione letterale della Scritture con le terapie di gruppo, e poi con chitarre, battimani e balletti accompagna quelle sedute da tipiche sette protestanti. Non si contano le similarità con i Born Again Christians degli USA.

È tutta creazione della sua fervida immaginazione (mentre per i suoi adepti è opera dello Spirito Santo).

Con gli Statuti è stata data una forma "legale" ad un'organizzazione basata sull'assoluta incertezza: non è un ordine religioso, non è una associazione, è un "cammino", cioè quanto di più fumoso è possibile immaginare. Ed infatti i vertici non si ritengono per nulla responsabili di quel che si fa ai livelli più bassi.

Ha un quartier generale a Roma, esattamente come i Gesuiti o l'Opus Dei.

Quando si installano nelle parrocchie, i neocatecumenali evitano il più possibile i contatti con i parrocchiani normali. Per i kikos oltre il Cammino non c'è niente che valga la pena di considerare: e guai a te se non sei convinto che nel Cammino "bisogna" essere felici.

Con tale isolamento, è difficile uscire dal Cammino. Non ti restano più amici, non ti resta più amore né salvezzaz, non ti resta niente. Nel gergo di Kiko Arguello, quelli che lasciano il Cammino sono "rebotados", rinnegati, e che "il Sangue di Cristo ricadrà su di loro" [intendono citare l'auto-maledizione che si lanciarono gli ebrei che insistettero per far condannare Gesù piuttosto che Barabba]

Se un figlio abbandona il Cammino, ai genitori viene vietato di restare in contatto con lui, e viceversa. Chi avesse dubbi se questa sia una setta, può sempre partecipare a qualche veglia pasquale neocatecumenale: interminabili digiuni, al buio, vestiti con tuniche bianche, portando candele, battezzando i figli per immersione e ballando in cerchio finché non sorge il sole... beh, ci si sente un po' a disagio, no?


Kiko afferma che il 70% dei neocatecumenali erano cristiani non praticanti [resta da capire come mai allora praticavano la parrocchia dove poi sono stati adescati dalle anonime "catechesi per adulti"].


La relazione tra Kiko e Carmen è uno dei maggiori arcani del Cammino.


"Kiko è un genio", dice Mattia del Prete, uno degli architetti del Cammino.


Non è facile entrare nelle celebrazioni del Cammino. Sono "chiuse". Quella notte erano tutti in tuniche bianche di lino, tranne Kiko, tutto in nero. Kiko parla per ore intere e, come nelle comiche, la Carmen, seduta dietro di lui, interviene sempre per correggerlo o addirittura ridicolizzarlo: dice Carmen "io dico la verità, tu te la inventi" e "fate la foto a san Kiko".

Paternità irresponsabile: un applauso per chi ha dieci figli.

(...il lungo articolo prosegue ancora...)

roberto ha detto...

Ho visto diversi filmati dell'incontro di Piazza Cibeles ecco un link
http://www.youtube.com/watch?v=H_lOgQmwb2A&feature=related.Fa veramente impressione vedere quest'uomo e questa donna.Secondo me hanno serissimi problemi a livello mentale.E poi le stesse persone che si alzano si vede lontano un miglio che non sono serene.Appena viene dato il via cominciano a correre,malati di protagonismo.E poi quanti bambini e bambine,se non è plagio questo.E la cosa piu'disgustosa tutti quei vescovi li dietro ubbidienti agli ordini come burattini.Vi prego guardate questi video sono inquietanti,ma soprattutto li guardino i fratelli del cammino perchè non possono rimanere ciechi davanti a queste immagini,Kiko e Carmen rasentano lo psichiatrico.Scusate lo sfogo,scusate se mi sono espresso male scusate tutto ma sono basito veramente.Che il Signore ci conduca sempre perchè senza di Lui ci attende il baratro.Buonanotte.

by Tripudio ha detto...

Sui seminari "Redemptoris Mater" (che a dispetto del nome sono seminari kikiani-carmeniani) c'è una pagina di qualche tempo fa, ancora attuale: http://www.internetica.it/neocatecumenali/seminariRM.html


Vedi, cara sorella, il problema è che anche i protestanti possono dire di essere contenti del loro percorso di fede, anche i testimoni di geova possono dire che nelle loro comunità vanno avanti in modo sereno e pacifico. Ma tali sensazioni significano forse che loro stanno nella verità? Seguire falsi maestri è pericoloso per la propria anima, perché specialmente in questi tempi ci sono troppi lupi travestiti da pecore...

Stessa cosa per il riduzionismo della fede a un elenco di regole sulla sessualità: secondo te basta essere contro i matrimoni gay per dirsi cattolici? Basta ripetere la pur giustissima serie di accuse all'aborto, al divorzio, etc, per essere qualificati come cattolici? Ma queste accuse le sanno fare anche gli islamici... anche gli islamici sono contro l'aborto (sono quelli che abortiscono di meno!!), anche gli islamici sono contro il matrimonio omosessuale (che da loro non è neppure contemplato come ipotesi), anche gli islamici sono contro le minigonne e gli ombelichi scoperti...

Capisci cosa intendo con questa analogia?

Uno può autodefinirsi cattolico, e poi può anche essere contro la dissoluzione morale della società, e poi può anche essere contento della spiritualità che vive... ma in realtà segue un falso profeta! Capisci il pericolo da cui tento di metterti in guardia?


Poco tempo prima dell'approvazione definitiva degli Statuti, durante una convivenza a Porto San Giorgio Kiko minacciò pubblicamente uno scisma qualora non fossero stati presto approvati. La cosa incredibile è che nessuno degli astanti osò fiatare (nessuno vuole essere etichettato a vita come "un demonio", come un "rebotados").

Ora, se tu ti senti "bene" e "a posto", non significa che sei in un ambiente tranquillo. "Piacevole", infatti, non significa "vero".

by Tripudio ha detto...

All'inizio del video segnalato da Roberto, prevedibilmente Kiko conta "5000 muchachos!"

Ecco perché questa pagina, scritta diciotto ore prima dell'evento, era stata ironicamente intitolata diecimila 'alzate'.

Notare poi l'infinita tristezza in quel bruttissimo volto (che vorrebbe rappresentare Nostro Signore) disegnato da Kiko, con cui si apre il video.

Si tratta della stessa tristezza dei "volontari" per la messinscena delle 'alzate': tristi anche quando fingono di sorridere. Poveri ragazzi. Magari già temono il momento in cui i loro rispettivi cosiddetti "catechisti" urleranno il delicato verbo kikiano: ti sei 'alzata' e adesso non vuoi più continuare? deciditi! aspetti forse che tua madre muoia di cancro?

Le canzoncine di Kiko sono già orrende, ma il cantarle sguaiatamente negli altoparlanti le rende ancora più funeree. Più nere della sua cravatta nera.

Paola ha detto...

Se un CATTOLICO vedrà quel filmato sarà basito, forse anche sgomento, e si chiederà se quella è la sua Chiesa, chi avrà visto la diretta sarà stato sconcertato nel vedere vescovi e cardinali mettersi in fila come dei burattini eseguendo gli ordini di Kiko Arguello, stenterà a capire come abbiano potuto accettare di ridicolizzarsi in quel modo e di MOSTRARE AL MONDO QUELLA IMMAGINE DELLA CHIESA CATTOLICA.

A chi NON È CATTOLICO, e vedrà quelle immagini, vorrei dire che quella NON È LA CHIESA CATTOLICA fondata da Gesù Cristo con alla sua guida il Successore di Pietro e con i successori degli apostoli garanti della conservazione e trasmissione del sacro Deposito della Fede, quella è la chiesa di Kiko Arguello, una chiesa nella Chiesa che, purtroppo, nella divisione, nella confusione e nel clima di insubordinazione che vive la Chiesa cattolica ha avuto e ha il potere di manipolare i vertici della Chiesa, riuscendo anche a mettere il Papa davanti al fatto compiuto.

Le immagini delle "alzate vocazionali" di Madrid, in presenza di vescovi e cardinali, non contribuiranno di certo a restaurare l`immagine della Chiesa già messa a male,grave è la responsabilità di chi, partecipandovi, non aiuta di certo i cattolici che già devono difendersi dagli attacchi di chi schernisce la Chiesa e la nostra Fede.

Spero di tutto cuore che, vedendo quelle immagini, chi fra i nostri responsabili religiosi ha ancora conservato l`integrità della sua Fede, della sua coscienza cattolica, chi si ricorda ancora della sua responsabilità verso noi piccoli, dell`importanza della sua missione di essere al servizio della salvezza delle anime, rifletterà seriamente sulle gravi conseguenze della libertà lasciata a chi sta inquinando la Chiesa cattolica, con le sue prassi, i suoi metodi,il suo potere, un potere che è anche quello della sua ricchezza, una ricchezza che non è spirituale ma materiale.

Luisa ha detto...

È veramente peccato che quel predicatore dall`ego ipertrofico, agitato, furbo e manipolatore, abbia occupato quella piazza ancora piena della presenza mite, umile e dolce di Papa Benedetto.

È peccato che le immagini e il ricordo di tutti quei giovani in ginocchio in adorazione silenziosa, uniti al Papa, rivolti a Cristo, vengano inquinati in quel modo, in primis per i giovani neocatecumenali stessi ai quali non è stato nemmeno lasciato il tempo di accogliere e meditare le parole e l`esempio del Papa.

Invece di permettere ai messaggi del Papa di radicarsi nei cuori e nelle menti dei giovani, Kiko Arguello strumentalizza il Papa, consapevole che il Papa non dirà niente, e grida ai suoi kikos "viva il Papa!" e i kikos gridano con lui " Viva il Papa".
Come se quei "viva il Papa" riuscissero a nascondere che in realtà è "viva Kiko", "viva il cammino neocatecumenale" o, al limite, "Viva il papa che ama il cammino e che ci lascia fare tutto quel che vogliamo perchè noi siamo diversi, noi simao i migliori, noi siamo la nuova chiesa, noi siamo gli apostoli della nuova evangelizzazione....."che grida in coro il pubblico neocat che pende dalle labbra del suo idolo.

Manzogna e inganno di chi SA che NON obbedisce al Papa, di chi sa quanto il Papa sia buono e mite, di chi incita i giovani a gridare "viva il Papa" ma che impedisce a quei giovani di vivere l`Eucaristia come lo ha ordinato quello stesso Papa di cui strumentalizza il nome, menzogna e inganno di chi continua a disobbedire al Papa anche non pubblicando i testi catechetici.
Orgoglio, arroganza, superbia.

aleCT ha detto...

Sono tornata da Madrid! In brevissimo: prima della veglia di NC ne ho visto pochi e niente.

Alla Via Crucis ho visto qlc cartello, ma non più di uno o due.

Ai Cuatro Vientos ovviamente erano tanti, ma una minoranza (ammesso e non concesso che i numeri siano veramente importanti in queste occasioni)

Insomma, tutto da programma.

Emma ha detto...

Bentornata, ale!

Anonimo ha detto...

caro tributo: se la risposta e' riferita a me.. non credo che dopo quasi 20anni di cammino mi possano cambiare idea.. ho conosciuto tante realta' diverse di cammino.. piu' bigotto o meno..(io faccio parte di quello meno!!!) e di persone a se' che la pensano in maniera molto diversa da come le impone il cammino!!! ci sono tante persone dentro il cammino che non hanno 10 figli,ma ne hanno due o tre, ma enon se la sentono ad essere aperti alla vita.. usando contraccettivi di vario uso.. pero' approvati dalla chiesa tipo metodo Biling o persona...
quindi ci persone normali anche dentro al cammino che forse vediamo solo le cose in maniera diversa...
le nostre celebrazioni non sono diverse da quelle della messa.. ci sono dei canti in piu' e alle volta diamo la nostra esperienza se la parola ci parla..
ma credimi ho visto messe(non essendo del cammino) fare quasi lo stesso..
io non voglio assolutamente farti cambiare idea. mi spiace solo che si dicono cose che alle volte non sono vere.. oppure che si possa fare tutto l'erba un fascio.. un saluto alice

by Tripudio ha detto...

"Prima della veglia, di NC ne ho visti pochi o niente".

Ennesima conferma quello che abbiamo sempre detto: per i NC la GMG era solo un trampolino di lancio verso Kiko.

Bisognerebbe farlo sapere a tutti quelli che credevano di contribuire alla GMG e invece in realtà hanno contribuito a Kiko.

Per esempio ai benefattori di Iapicca col suo video di giovani giapponesi...

infinitoquotidiano ha detto...

Sono tornato ieri sera dalla prima GMG della mia vita e sono rimasto entusiasta della santità, la dolcezza e l'umiltà di Benedetto XVI, espressa soprattutto sabato sera durante la veglia e la Consacrazione al Sacro Cuore di Gesù.

Per il resto ho assistito anche io all'evento organizzato dal sig. Arguello e sono rimasto molto turbato.

Non ne capisco il senso, l'utilità e la sanità, oltrechè l'ortodossia cattolica.

Magari con calma descrivo le mie impressioni.

aleCT ha detto...

Caro Infinito,
hai ragione. Quello è stato un momento meraviglioso...

Per il resto qlc postilla sul mio intervento. Vi racconto questo.

Il 17 ho visto a puerta del sol 2 gruppi NC. Uno brasiliano ( la mattina) e un altro della Cantabria (avevano le magliette personalizzate quindi so quello che dico).

Come sicuramente saprete il 17 sera c'è stato il famoso "incontro" con gli "indignatos".

Io mi sono ritrovata praticamente in mezzo e posso dire che, all'inizio, era a chi faceva più casino. Loro sparavano slogan in piedi e noi (intesi come pellegrini) eravamo seduti gridando "esta es la juventud del Papa"

Io avevo in mente altro ovvero (come poi è stato fatto) di tirare fuori la corona del Rosario. Mentre cercavo di spiegare questa cosa a chi mi stava vicino, arrivano questi NC della Cantabria e attaccano a cantare il Resuscitò.

Ora, per l'amor di Dio, non erano solo loro a far "casino", ma se avevo anche solo una possibilità di far recitare il Rosario con il loro arrivo era praticamente impossibile. (valli a fermare)

Posso dirvi come è continuata quella storia. Mi sono alzata e sono andata insieme ad i miei amici , che mi avevano raggiunta oltrepassando la folla (dimostrando che non c'era intenzione di fare male fisico, ma solo di provocare una reazione possibilmente violenta da parte nostra).

Siamo saliti in un locale a cenare ed a un certo punto sentiamo un gran rumore. In pratica siamo assediati.

Eravamo noi, un gruppo della GAM di Siviglia, dei brasiliani e un gruppo di volontari francesi con una suora di Charles di Foucauld. La suora (benedetta donna) attacca a recitare il Rosario. Ovviamente la seguo a ruota. e man mano la seguono tutti.

dopo un pò salgono 3 persone (ma chi le ha fatte salire?) Uno è un fotografo. Glialtri sono un ragazzo sulla trentina e una signora di mezza età. All'inizio provano a confonderci parlandoci addosso poi stanno zitti a sentirci.

Per un'ora la situazione era: noi seduti a dire il Rosario e loro in piedi ad ascoltare con i cartelli in mano. Surreale...

Il finale ve lo racconto dopo ;-)

Anonimo ha detto...

Sono tornato dalla GMG questa notte. Mi porto a casa una bellissima esperienza culminata con l'Adorazione Eucaristica di sabato sera e con la Santa Messa di domenica. Parlando di domenica, sono rimasto piacevolmente sorpreso dagli inviti da parte dell'organizzazzione a stare in silenzio, a rispettare la celebrazione, ad evitare gli applausi durante la Messa. E' stato bello vedere che celebrare rettamente col Novus Ordo Missae si può; il Santo Padre ne ha dato testimonianza con il suo esempio: segno di croce iniziale in latino, Liturgia della Parola in volgare, Preghiera Eucaristica in Latino, croce sull'altare, nessun intervento di laici per commentare le letture, nessun intervento di laici nell'omelia, comunione in ginocchio. I canti pur essendo armonicamente moderni, hanno reso bene il senso di rispetto per la liturgia. E' chiaro che il Papa voglia esortare tutti i sacerdoti a comportarsi nel piccolo delle loro parrocchie in questo modo. Nel mio piccolo posso dire che sento attrattiva per il sacerdozio vissuto come il Papa vuole insegnarci con il suo esempio.

Anonimo ha detto...

Chissà perchè i nc entrano tra i carmelitani e i francescani e mai tra i domenicani...

aleCT ha detto...

Concordo sulla Messa finale. Sobria, semplice, essenziale. Ti portava NATURALMENTE a stare attento...anche a chi non è abituato...

Emma ha detto...
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Emma ha detto...

/ "le nostre celebrazioni non sono diverse da quelle della messa."


Ma per favore!

Innazitutto non ci sono "le vostre celebrazioni" e la Messa(in maiuscolo please) MA c`è la Santa Messa celebrata nella forma ordinaria o straordinaria.

Vi sembra che il vostro modo di celebrare assomigli anche lontanamente ad una santa Messa celebrata dal Santo Padre?
Anche senza prendere l`esempio del Papa, forse che il vostro modo di "celebrare" rispetta il NOM, la forma ordinaria dell`unico Rito Romano?
E la prego di non prendere in esempio i tanti abusi liturgici che, ahinoi, sono diventati la norma in troppe parrocchie, senza però assumere il carattere rigidamente codificato degli abusi liturgici neocatecumenali.

Forse che i cattolici che rispettano la sacra Liturgia restano al loro posto, alzandosi rapidamente(quando lo fanno) per poi sedersi al momento della Comunione?
Forse che hanno sconvolto lo spazio sacro?
Forse che mettono un candelabro ebreo sull`altare?
Forse che dei laici vanno a "spezzare il pane" all`altare? Forse che si mettono a danzare una danza ebrea attorno all`altare? Forse che fanno della Messa una cerimonia privata, una specie di psicoterapia di gruppo, con un fiume di parole, aperta ad uno straniero solo dopo debita presentazione e accoglienza?

Perchè crede che il Papa vi ha trasmesso delle NORME per modificare il vostro rituale?

Luisa ha detto...

In realtà quelle parole "le nostre celebrazioni" sono sintomatiche e rivelatrici di come i neocatecumenali si sentono un mondo, chi dice "un popolo", a parte, oramai entrato nella Chiesa, sono nella Chiesa ma fanno TUTTO a modo loro, rifiutano la Liturgia,la Tradizione,l`insegnamento della Chiesa e l`organizzazione delle parrocchie, per loro vale solo ciò che ha creato Kiko Arguello, ciò che dice e fa Kiko Arguello.
Le sole norme che accettano di seguire sono quelle imposte da Kiko Arguello, le NORME imposte dal Papa, le direttive di un vescovo saranno disattese se impongono dei cambiamenti, perchè il cnc non si cambia, nessuno, nemmeno il Papa può cambiarlo!
E vi pare normale?
O non è piuttosto un grande scandalo presente nella Chiesa?

perplesso ha detto...

"Le nostre celebrazioni" sono parole sintomatiche e rivelatrici di come i neocatecumenali si sentono un mondo, chi dice "un popolo", a parte, oramai entrato nella Chiesa, sono nella Chiesa ma fanno TUTTO a modo loro, rifiutano la Liturgia,la Tradizione e l`insegnamento della Chiesa, per loro vale solo ciò che ha creato Kiko Arguello, ciò che dice e fa Kiko Arguello.

Le nostre catechesi, le nostre comunità, le nostre celebrazioni, i nostri seminari,le nostre famiglie e via dicendo.
Eppure ci è stato detto che sono entrati nella Chiesa, sono dentro ma fanno tutto come se fossero fuori o una realtà a parte a cui tutto è permesso.

by Tripudio ha detto...

Leggo qualche numeretto su un nuovo giornale che non è neocatecumenale:

- la GMG vedeva la presenza di 5 cardinali e 59 vescovi

- Kiko ha stabilito che ci vogliono 20.000 preti da mandare in Cina

- i presenti alla chiamata kikiana vocazionale sarebbero stati 200.000

- di cui 8.200 "alzate" (5000 maschi e 3200 femmine)... che magari erano non più di qualche centinaio, compresi molti bambini e gente che aveva l'aria di non fare sul serio

Qualcuno dovrebbe scriverlo alla redazione de L'Ottimista, il giornale fondato da tale Gaspari, che in passato aveva lavorato per Zenit.

Magari segnalandogli proprio questa pagina.

Anonimo ha detto...

Ho 29 anni e faccio parte di una comunità, ma sto facendo fatica in questo periodo della mia vita.
Non trovo più serenità nel cammino e se ne sono fuori mi sento comunque angosciato, in colpa.

Volevo comunque segnalarvi che alla GMG di Madrid, molti pulmann di ragazzi del cammino sono stati portati in visita alla "Casa di Kiko"...

saluti
Saint Spy

aleCT ha detto...

Caro Saint Spy,
trova il tempo per la preghiera e per una visita al Ss.mo Sacramento. ( e possibilmente un buon sacerdote che ti consigli)

Vedrai che ti aiuterà a fare discernimento....

Anonimo ha detto...

Caro Trypudio i seminari kikani per maschi e per le femmine( convento) sono al servizio della chiesa universale, difatti in ogni seminario trovi ragazzi di ogni nazione che saranno poi fatti preti e serviranno in quella determinata diocesi, non in quella in cui sono nati, i vescovi ne hanno bisogno e sono molto contenti, poi gli studi sono di pari passi ai loro colleghi dei seminari diocesani: il nome preciso è seminario internazionale diocesano redentoris mater. Per le donne, il cammino non ha conventi suoi, anzi grazie alla stragrande varietà di conventi di clausura e non sono le stesse ragazze a decidere, chi va con le paoline, chi con quelle del preziosissimo sangue, chi con quelle dell'agnello immolato, etc
ciao gabriele

by Tripudio ha detto...

In teoria sono a disposizione della Chiesa, in pratica sono a disposizione esclusiva del Cammino.

Se fosse come dici tu, allora solo una piccola percentuale di preti neocat seguirebbe il Cammino.

Invece i preti neocat, dal primo all'ultimo, o seguono il Cammino, o si danno da fare per impiantarlo da qualche parte.

Dunque non sono a disposizione della Chiesa, ma a disposizione di Kiko e Carmen.


Quanto alle vocazioni femminili il discorso è lo stesso: una può mai seguire il carisma delle paoline e contemporaneamente il Cammino Neocatecumenale? No! Impossibile!

Infatti coloro che ci provano finiscono sempre per anteporre il Cammino a tutto il resto, addirittura con l'arrogante pretesa di essere i "veri" interpreti del Carisma (come ad esempio gli scolopi neocatecumenali in Spagna, che hanno preferito lasciare l'ordine degli scolopi piuttosto che ridurre un pochino l'importanza del kikismo-carmenismo).

Anonimo ha detto...

voglio solo porre una domanda: ma com'è che questi hanno dei sacerdoti formati ed ordinati nei "loro" seminari RM? perchè devo tollerare che mia figlia inizi un percorso catechistico che dura 5 anni e a me sa tanto di NC, con tutti i kerygma e le mistagogie del caso?

by Tripudio ha detto...

Per la cronaca, il titolo "diecimila alzate" era ironico.

Kiko infatti in quell'occasione vanterà 5000 "alzati" maschi e 3200 "alzate" femmine, per un totale di 8200 vocazioni suscitate dalla sua chiamata (18% in meno rispetto alla nostra ironia).

Successivamente, nel 2013, rettificherà il numero in 5000+3000: amante delle cifre tonde, non sopportava di avere quelle 200 ragazze in più.

Salvatore ha detto...

Io sono un neocatecumenale. Seguo il cammino da circa 10 anni. Innanzitutto dire sono un neocatecumenale non vuol dire che sono uscito dal cammino parrocchiale, vuol dire solo che lo Spirito Santo che agisce dentro ognuno di noi mi ha indicato una strada (non la strada, ma una strada) seguendo la quale mi arricchisce in maniera più diretta di forza e coraggio a vivere la mia vita, così come sono sicuro che ascoltando la sua Voce sarà Lui a condurmi alla conversione del cuore e della mente. Chi parla male del C.N. vuol dire soltanto che non sta seguendo nessun cammino. In una Comunità Neocatecumenale, essendo formata al massimo da 25 famiglie, compresi i figli, la Parola di Dio viene vissuta e testimoniata. Io vedo le Comunità Neocatecumenali come una ricchezza nella Chiesa, un dono che lo Spirito Santo ha fatto a tutti noi. Quanta gioia e quanta attiva armonia quando il Parroco accetta le Comunità N. , le segue nei limiti del tempo a disposizione e fa si che la presenza dei N. sia una presenza attiva!!

AnonimoX ha detto...
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Anonimo X ha detto...
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by Tripudio ha detto...

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