martedì 9 agosto 2011

Ritroviamo il significato e le ragioni della 'cattolicità'.

Nel Capitolo intitolato "Le proprietà della Chiesa" del suo ultimo libro: La Cattolica. Lineamenti d'ecclesiologia agostiniana, Mons Gherardini sviluppa l'excursus sulla Chiesa Una, Santa, Cattolica, Apostolica. Trascrivo uno stralcio del capitolo sulla terza proprietà, che dà titolo al libro e ragioni al nostro rivendicare che il Christus totus, sia storico che metafisico, è solo ed esclusivamente nella Chiesa Cattolica, nel quale risultano evidenti i punti di contrasto con la "Chiesa parallela", de facto se non de iure, generata dal Cammino neocatecumenale e quindi dai suoi iniziatori anziché da Cristo Signore.

[...] Ecco dunque il significato di cattolica: essere dovunque, con tutti, per tutti, per sempre e sempre rimanendo quel particolare soggetto ch'esso è e come è. Esattamente il contrario di fatti e persone che non posson perciò fregiarsi dell'appellativo cattolico. «Gli eretici son su tutta la faccia della terra, ma non tutti dappertutto. Gli uni qui, gli altri là. Tuttavia non mancan mai [...] La superbia è la loro unica madre, così come la madre di tutt'i fedeli cristiani, sparsi in tutt'il mondo, è la nostra Chiesa cattolica. Nessuna meraviglia: la superbia ingenera lacerazioni, la carità produce l'unità». Essi, infatti, si separaron dalla Chiesa madre, donde la Cattolica prese l'avvio per distendersi nel mondo intero; se fossero cattolici, si manterrebbero in rapporto con la Chiesa dalla quale l'Evangelo prese le mosse; non posson, però, comunicare con essa perché stravolgono l'Evangelo.

La Cattolica è tale per vari motivi: perché è «nota a tutti» [non ha nessun Arcano, né prassi o insegnamenti 'segreti']; perché è Cristo nella sua interezza: «Non lui uno e noi molti», ma «Cristo capo e corpo», una sola realtà vivente, un'unica e medesima Chiesa; perché s'avvera in lei ciò che fu profetato dal salmista: dominerà dall'uno all'altro mare, dal fiume (Giordano) all'ultimo confine del mondo (Sal 71,8); perché imporporata dal sangue dei martiri, che ingenera nuovi cristiani, come avvenne ieri, avviene oggi, avverrà domani. La Chiesa è, dunque, cattolica perché identità permanente; soltanto chi divide e chi sostituisce a quella dell'Evangelo la sapienza del secolo [o la sua rivelazione altra da quella Apostolica] non potrà mai esser cattolico: una tale sapienza è la negazione di tutte le ragioni della cattolicità. La Cattolica, invece, proprio in codeste ragioni trova la sua verità: il suo esser non una Chiesa, bensì la Chiesa è legato alla continuità del suo costitutivo formale che ne fa il corpo di Cristo Capo, ieri oggi domani, tanto all'interno di pacifici fraterni rapporti, quanto alle prese con la persecuzione e sotto gli artigli laceranti delle belve feroci. Anche la cattolicità, allora, senza venir meno al suo esser un costitutivo formale della Chiesa ed anzi in forza del suo immedesimarsi in esso, assume pure la funzione apologetica in comune con le altre proprietà della Chiesa. Perfino qualora Donato [oppure, oggi, Kiko Arguello] fosse in grado d'indicar una o più comunità ecclesiali in comunione con le sue posizioni, l'Ipponense gli opporrebbe la realtà del «toto orbe terrarum», di cui testimonia l'Antico e il Nuovo Testamento: «Quasi ogni pagina, in effetti, non trasmette che Cristo e la Chiesa diffusa in tutt'il mondo». In tutt'il mondo, quindi «omnes gentes habent Ecclesiam», non c'è popolo che le sia estraneo ed al quale in qualche modo non appartenga; all'interno d'ogni popolo, la Chiesa presenta un unico volto, quello nel quale è riconoscibile il proprio e può contemplarsi quello di Cristo. Così dovunque è per questo la Cattolica. E questa è la sua funzione apologetica: identificar in Cristo la sua più vera verità.

14 commenti:

Anonimo ha detto...

Come mai non avete ancora strumentalizzato la faccenda del Vescovo Nepalese?Vuole sospendere le attività del Cammino Neocatecumenalenche lui per cinque anni e sapete perchè?Perchè dei giovani del Cammino vogliono andare alla GMG.Suppongo per voi sarà un eroe?ne fare l'elogio come i Vescovi giapponesi.

Vi è sfuggito?Accidenti state perdendo colpi??

mic ha detto...

noi non strumentalizziamo mai nulla. Diamo le informazioni su ciò che conosciamo.

Del vescovo nepalese io non so nulla, ma di certo, se davvero ha deciso anche lui di sospendere il Cnc, non è per la ragione che ci dai tu, ma perché il modo in cui il Cnc vive anche la GMG non è quello della Chiesa.

Ne abbiamo già avuto ripetute testimonianze.

aleCT ha detto...

Vediamo di inquadrare la vicenda segnalata da anonimo (mettere un nome mai, vero?)

Dal sito ufficiale della GMG risultano iscritte (dati aggiornati al 18 luglio però) 23 persone dal Nepal.

Di 6 di queste se ne parla qua per problemi di visto:

http://www.asianews.it/notizie-it/Complicato-avere-visti-per-sei-giovani-nepalesi-che-vanno-alla-GMG-3893.html

Dice Augusty Pulickal, padre salesiano responsabile nazionale per i giovani: "i 6 giovani sono stati scelti perché molto attivi nella pastorale giovanile per almeno 3 anni e perché intenzionati ad impegnarsi ancora."

In quanto al Vicario Apostolico mons. Anthony Sharma, arcivescovo di Kathmandu,...

"i giovani cattolici nepalesi non sono ancora pronti a partecipare a un evento di questa importanza.

Prima di prendere parte a eventi internazionali preferiamo puntare sulla formazione spirituale dei nostri giovani”, ha spiegato il presule gesuita.

L'articolo completo lo trovate qua:

http://paparatzinger4-blograffaella.blogspot.com/2011/07/filippine-la-chiesa-inaugura-un-portale.html

Quindi la cosa non è proprio come la racconta il sito cammino.info. (dove sembra che Sharma sia il vescovo cattivo che vuole impedire ai giovani di vedere il Papa) ...

aleCT ha detto...

...ma evidentemente di un progetto di formazione più ampio in cui agli incontri internazionali come la GMG ci va chi si è impegnato e vuole continuare a farlo. Poi torna a casa e fa da lievito agli altri...

Questa posizione può piacere come non può piacere, ma sicuramente una cosa dl genere al CNC, per come è strutturato, non può piacere nè ora e ne mai...

ALESSIO ha detto...

ho letto anche io questa vicenda del nepal. Sembra in effetti molto simile a quella del Giappone.

Circa 6500 cattolici su 25 milioni di abitanti. A katmandu vivono 950 mila persone. le comunità sospese raggiungono 2 dozzine.

Cifre: lo 0.026% della Pololazione è cattolico. Lo 0.005% degli abitanti di katmandu fa il cammino neocatecumenale.

La religione cattolica, è ancora bandita, illegale per la costituzione, anche se sarà scritta una nuova costituzione per la cacciata dell'ultimo regnante.

le comunità ci sono da circa 7 anni, probabilmente come dice il sito, non invitate, ma entrate nella Chiesa, clandestinamente.... beh, detto da una Chiesa essa stessa non riconosciuta e bandita da quel paese fa un po' sensazione.

Vogliamo indovinare quali sono i motivi per tanta ostilità: separatismo (una parrocchia probabilmente con una buona percentuale di NC, un'unica celebrazione eucaristica domenicale che viene divisa, però da chi sonbo celebrate le eucaristie al sabato sera?), denaro che non entra più nelle raccolte domenicali (e quindi problemi di gestione che vanno affrontati, senza dubbio, in questi posti non c'è lo stipendio per il sacerdote a supplire...).

E' a dir poco incredibile poi la selezione dei giovani da mandare alla GMG. Solo alcuni mandati, quelli che da più tempo hanno fatto esperienza di fede... è una terra dove l'iniziazione cristiana è in atto in modo vivissimo, e probabilemnte vi si scontrano 2 metodi concorrenti. mentre quelli che fanno il CNC invece non possono partire. (temnpo fa avevate scritto che era il CNC a selezionare le persone da inviare... )

Guardate, siamo di fronte ad una questione di metodo, in un ambiente molto ristretto, con pochi soggetti che è bene non differenziare troppo. tutto qua. vedrete che nel merito(direttorio, eccc...) non c'è nulla.

In questa situazione l'unica soluzione è vietare l'eucaristia al sabato, e concedere tutto il resto, celebrazione della Parola, convivenze, passaggi, ecc...
Unità la domenica, collette salvate. magari una volta al mese....

Forse Mons. Filoni potrà trovare una soluzione. In effetti potrebbe essere prorio lui il delegato che avrebbe dovuto portare pace in questi casi, non è forse il "Papa Rosso"?

Sarà, ma c'è una questione che non mi torna: le comunità del CNC dove fanno comodo sono ben volute ed utilizzate dagli stessi Pastori, dove non fanno comodo, ma sono quasi concorrenziali, sono additate come la peste. C'è qualcosa che non torna in questo modo di pensare della Chiesa di oggi. Possibile che in queste terre di Missione non vi sia un rapporto strettissimo fra catechisti del CNC e Vescovo? Se fossi un catechista itinerante starei sempre ai suoi piedi ad ascoltarlo, a prender direttive. C'è qualcosa che non mi torna: dove più c'è necessità, e meno si è ben voluti.

Alessio

mic ha detto...

Grazie Alect,
ora il quadro è ancora più chiaro e completo.
Siamo una volta di più alle prese con l'elitarismo, ma anche con l'esibizionismo e con l'ostinato velleitarismo, in base al quale sono i vescovi che devono obbedire al Cnc e non viceversa, che caratterizzano il Cnc in ogni sua manifestazione.

mic ha detto...

L'articolata elaborazione pro-cammino di Alessio non si smentisce ancora una volta.

Mi soffermo solo su questo:

C'è qualcosa che non torna in questo modo di pensare della Chiesa di oggi. Possibile che in queste terre di Missione non vi sia un rapporto strettissimo fra catechisti del CNC e Vescovo? Se fossi un catechista itinerante starei sempre ai suoi piedi ad ascoltarlo, a prender direttive. C'è qualcosa che non mi torna: dove più c'è necessità, e meno si è ben voluti.

per me c'è qualcosa che non torna nel cammino e nei suoi metodi.
Possibile che non ti sfiora nemmeno l'idea che il problema sta nel fatto che gli itineranti obbediscono a Kiko, mentre al Vescovo solo in subordine e se la sua volontà coincide con quella di Kiko?

Nel Nepal evidentemente esiste alche un'altra 'formazione' alla quale il vescovo dà credito e nella quale si spende. Dove sta scritto che il Cnc debba averne dappertutto il monopolio e debba ritenersi il "non plus ultra"?

aleCT ha detto...

Lo ripeto: la "strategia" può anche non piacere, ma io preferisco che sia il MIO VESCOVO a decidere con dei criteri chiari (IMPEGNO VISIBILE AL SERVIZIO DI TUTTI) e che sono accessibili a ciascuno (ho fatto la ricerca in 1 minuto di orologio), piuttosto che un catechista itinerante che viene da fuori con logiche non altrettanto trasparenti.

Per il resto i gesuiti come missioni in Asia non penso che abbiano nulla da imparare da nessuno (permettetemelo)

Come al solito il CNC ha fatto di testa sua.

Per il resto appoggio in pieno la risposta di Mic.

Caro Alessio, ti chiedi perche proprio in posti come Giappone e Nepal ci siano questi problemi?

Magari è proprio perchè i catechisti itineranti non hanno NESSUNA INTENZIONE DI METTERSI AI PIEDI DEL VESCOVO, MA MAGARI DI QLC ALTRO?

mic ha detto...

temnpo fa avevate scritto che era il CNC a selezionare le persone da inviare...

avevamo detto - e lo ripetiamo - che il cammino seleziona al suo interno le persone da inviare. Ci risultano privilegiati i più fedeli ossequiosi e manipolabili...

Evidentemente quando è la Chiesa a selezionare, non è scontato che debbano essere scelti giovani del cammino. Inoltre quel che fa problema è il fatto che anche nella GMG il cammino faccia corpo a sé e non partecipi alle manifestazioni comuni, ad eccezione dell'incontro col Papa, cui segue -inesorabile- il megaraduno con Kiko del giorno seguente che è il clou della presenza neocat all'evento...

Giacomo70 ha detto...

Quest'anno la Chiesa italiana celebrerà il suo Congresso Eucaristico nazionale (spero che alcuni di voi potranno partecipare, la Chiesa di Ancona vi aspetta).
Sembrerebbe che la giornata di Kiko sia il sabato precedente la visita del S. Padre (non ho notizie di incontri il lunedì).
Il calendario ufficiale del C.E.N. non menziona l'incontro dei neocatecumenali (anche perchè in contemporanea ci saranno altri appuntamenti tra cui il pellegrinaggio nazionale delle famiglie organizzato da RNS e CEI) purtuttavia la notizia dellincontro di Kiko con le comunità sta circolando. Quasi quasi ci vado per ascoltare il suo messaggio.

mic ha detto...

Quasi quasi ci vado per ascoltare il suo messaggio.

Magari! saremmo interessati a pubblicare la tua impressione.

Emma ha detto...

Durante il suo discorso alla curia romana del 22 dicembre 2008, Benedetto XVI aveva anche parlato della GMG, ne estraggo questo passaggio:

"Infine la liturgia solenne è il centro dell’insieme, perché in essa avviene ciò che noi non possiamo realizzare e di cui, tuttavia, siamo sempre in attesa. Lui è presente. Lui entra in mezzo a noi. È squarciato il cielo e questo rende luminosa la terra. È questo che rende lieta e aperta la vita e unisce gli uni con gli altri in una gioia che non è paragonabile con l’estasi di un festival rock..

Sì la liturgia solenne è il centro che unisce gli uni con gli altri.

E INVECE

I neocatecumenali faranno tutto per conto loro, il centro sarà la loro "liturgia", seguiranno le loro catechesi, e poi, dopo aver visto il Papa, andranno ad ascoltare il loro solo e unico "maestro" Kiko Arguello.

A Madrid, come ovunque nel mondo, l`unione è fra neocatecumenali, il sentimento di appartenenza è al cammino nc, il maestro è l`iniziatore.

Una chiesa parallela, la superbia è il suo marchio, arrogante e prepotente, lo era prima dell`approvazione degli statuti, continua ad esserlo oggi.

by Tripudio ha detto...

All'anonimo del primo commento: caro fratello neocat, ricordati che è estate anche per noi...

Mi scuso per l'assenza e per gli interventi sempre sporadici... e per aver pubblicato poco fa una pagina su argomenti che erano stati già avviati qui.


I famosi "sei giovani" nepalesi con problemi di visto per la GMG... erano del 2005, alla GMG in Germania. Il link segnalato qui sopra da AleCT risale a sei anni fa.

Per la cronaca, il reddito pro-capite in Nepal, benché raddoppiato negli ultimi dieci anni, è oggi attorno ai 450$ l'anno.

Se consideriamo che dal Nepal partecipare alla GMG costa cinque o sei anni di stipendio medio, ci chiederemo a che pro mandare uno o più giovani dall'altra parte del mondo e se spendendo molti meno soldi non si possa fare molto di più e molto meglio.

Teniamo anche presente che la GMG non è un rigoroso monastero di clausura. Per un vescovo in terra di missione, cosa vale di più? Pagare l'intero curriculum di studi sacerdotali ad un giovane (avanzando ancora soldi), oppure pagargli una GMG dove ad eccezione dell'intervento del Papa potrà ricevere molti cattivi esempi?

aleCT ha detto...

cavoli, Tripudio..

Non l'avevo notato. Ti ringrazio.