sabato 19 agosto 2017

I "catechisti" volevano «che lasciassi mio marito»

La propaganda ufficiale dice che "il Cammino mi ha salvato", "il Cammino ha salvato il mio matrimonio". Vediamo un'altra testimonianza su come stanno in realtà le cose.


Buon giorno a tutti, anch'io sono una fuoriuscita dal "cammino/setta". Ci sono rimasta tanto, troppo...forse ho resistito perchè l'ho vissuto con un piede dentro e uno fuori (avendolo anche abbandonato per un certo periodo, schifata da tante catechesi). Sono stata "bocciata" alla fine dell'elezione, dopo circa 21 anni, "solo perchè avevo fatto troppe assenze" a detta del capo responsabile (persona ignobile). La cosa più sconcertante è che volevano, evidentemente, che lasciassi mio marito (mai entrato in cammino, per fortuna, e che mi ha aiutato molto soprattutto quando mi hanno "scaricata" la settimana prima della Pasqua). Ho pensato da subito che se una persona che vive queste esperienze e non ha una buona situazione familiare, sociale, lavorativa, etc, può ricorrere al suicidio (infatti dopo anni una persona che ha abbandonato la setta si è ammazzata, ma ovviamente il problema era suo non del contesto..). Durante l'ultimo passaggio mi ha impressionato più del solito il fatto che i "catechisti", persone ignoranti senza alcuna formazione, imperversavano con violenza e cattiveria sulle persone, e soprattutto sulle donne (alcune di loro si lasciavano andare a pianti e singulti davanti a tutti).

Ovviamente, a parte una donna, nessuno mi ha chiamato per sapere come sto (dopo 21 anni di rapporti stretti!). In cambio mi hanno mandato una cartolina da Gerusalemme con tanti auguri e le firme di tutti!!!

Sono molto contenta di non essere più in questa setta, e alla faccia loro la mia vita è migliorata, ma l'esperienza mi è rimasta dentro, male.Ho iniziato a leggere gli interventi in questo blog, e mi colpisce tantissimo che la mia terribile esperienza è stata quella di tantissimi altre/i... Vi ringrazio perchè mi aiutate ad "elaborare" la terribile esperienza che ho vissuto.
(da: Rosa)

A margine di quanto detto da Rosa ricordiamo che già da venticinque anni vengono testimoniati casi di "divorzio alla maniera neocatecumenale" ai danni di un marito che non condivideva troppo lo zelo neocat della moglie.

In quel caso si adoperò contro il matrimonio persino il parroco neocatecumenalizzato, timoroso evidentemente di perdere il beneplacito dei cosiddetti "catechisti".

È una lettura lunga e dettagliata, ma è ancora terribilmente attuale: la trovate a questo [link]

Segnalo anche un articolo su come i kikos senza alcuno scruopolo inoltrano richieste di nullità neocatecumenali quando torna comodo.

31 commenti:

  1. Il CN ha inventato questi ruoli detti CATECHISTI e una persona che non conosce il CN può equivocare su cosa essi siano.

    Infatti la parola fa subito pensare al Catechismo che viene fatto ai bambini in parrocchia …

    parlando però di catechesi rivolte agli adulti, uno che non conosce pensa innanzittutto che esse siano svolte da un SACERDOTE (o magari da una suora) e
    quando apprende che sono tenute da un gruppo di laici, immagina si tratti di persone “particolari” , con qualche preparazione approfondita in campo di religione o sociologia o di professione psicologi o pedagogisti o insegnanti di religione nelle scuole e
    quando gli dicono che sono delle coppie di marito e moglie con tanti figli, che nella vita si occupano di tutt’altro, allora uno pensa che essi siano presenti a queste catechesi SEMPLICEMENTE per dare la loro testimonianza come famiglia.

    Ti accorgi presto (o comunque te ne accorgi quando accetti di entrare nella comunità alla fine delle catechesi iniziali) che questa del CATECHISTA (nc) è una figura che esula dal contesto religioso della Chiesa:

    i contenuti dei loro discorsi (dei quali comunque, OGNI sacerdote che permette loro di parlare, farebbero bene a controllare la concordanza con la Dottrina della Chiesa) “riguardano” sì la Bibbia, la religione cristiana e un cammino per comprendere cos’è il Battesimo,
    ma quello che propongono alla gente è di praticare questo cammino all’interno di una COMUNITA’
    (termine che induce in errore facendo pensare alla comunità di una Parrocchia, per cui sarebbero più onesti se lo chiamassero genericamente “gruppo”) , e

    la MODALITA’ che usano è quella di una esposizione IMPOSITIVA, psicologicamente “violenta”, presto o tardi capisci che la loro non è una PROPOSIZIONE di verità di fede ma un vero e proprio “insegnamento” (ora non mi viene 1 altra parola , ma il termine non è appropriato perché 1 vero insegnamento è sempre rispettoso di chi ascolta e cerca l’interazione con chi ascolta)
    impartito per far agire le persone secondo un REGOLAMENTO, come all’interno di un corpo militare. Che c’entra con la Chiesa Corpo di Cristo?
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    Infatti, fin da subito ti elencano numerose regole che DEVI seguire:

    - i gesti da compiere durante le celebrazioni, il modo di allestire la sala dove fare qste celebrazioni, la lunghezza del gambo dei fiori da mettere sulla “mensa” (!);

    - come allestire casa tua quando ospiti il gruppetto per leggere la Bibbia ( alla fine DEVI offrire qlcsa da mangiare, non perché sei 1 padrona di casa ospitale ma perché così vuole la “liturgia” (?));

    -come deve avvenire il “giro d’esperienze” durante le convivenze, dove cioè ognuno racconta di se stesso alla luce della Parola di Dio ma non può assolutamente collegarsi al discorso di un altro, rispondere a un intervento precedente, insomma dialogare (l’unica cosa permessa è rivolgersi ad 1 fratello per dar inizio a un litigio).

    A questo proposito ho assistito ad una scena per me 1 po’ “penosa”: all’inizio che ero in comunità, con noi c’era anche un sacerdote che non era il sacerdote dell’equipe di catechisti ma il PARROCO nuovo che, accettando il CN perché già c’era in parrocchia, DOVEVA anche lui “entrare in comunità” e quindi iniziò nella comunità dov’ero io e le prime volte, durante i giri d’esperienze, lui aveva l’abitudine, dopo che una persona aveva parlato, di intervenire con 1 commento, una risposta a ciò che la persona aveva detto;
    a me sembrava questa una cosa buona ed utile (perché a volte si capiva che la persona soffriva ed esprimeva qualcosa di irrisolto, per cui mi sembrava una benedizione che ci fosse 1 sacerdote a dare un po’ di luce e di conforto) ma dopo poco il responsabile gli riferì (davanti a tutta la comunità) che
    i CATECHISTI avevano DETTO che lui non doveva più fare così, che lui era
    “un fratello come gli altri” , doveva parlare solo di se stesso e non dare risposte agli altri (praticamente non doveva svolgere un compito proprio del suo essere SACERDOTE!) , essendo di carattere mite e remissivo …. lui non disse niente e obbedì!
    CONTINUA

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    Col progredire (si fa per dire) del “cammino” le regole si moltiplicano e l’esercizio del COMANDO da parte dei CATECHISTI comincia a riguardare anche e soprattutto la tua VITA PERSONALE :

    con la stessa presunzione con cui avevano detto al sacerdote di tacere, così cominciano a dare “consigli” non richiesti su come devi agire in OGNI ambito dell’esistenza, consigli caratterizzati da una spaventosa LEGGEREZZA e menefreghismo riguardo alle CONSEGUENZE che le loro parole potrebbero causare, senza badare se la persona a cui parlano abbia un carattere forte o sia in condizioni di fragilità psicologica ( consigli che ormai a questo punto sei abituata ad accettare come ORDINI) :

    - tua madre non ha piacere che tu vieni qui, allora tu esci di casa, se non hai ancora indipendenza economica è lo stesso .. vedi c’è qui qsta coppia di fratelli disposti ad ospitarti .. scrivi 1 lettera a tua madre solo per dirle che stai bene, ma non dirle dove ti trovi, anzi vai ad impostare la lettera in 1 altra città così non capisce dove sei dal timbro postale …

    - questo ragazzo ti ha fatto la proposta di matrimonio , è “regolarmente” in cammino, proveniente da 1 altra città e misteriosamente aggiunto alla tua comunità (perché non ci sono motivi di lavoro o di trasferimento di abitazione) , a te piace, avete entrambi il desiderio (più o meno indotto) di formare una “famiglia cristiana” …… peccato che lui abbia un differente orientamento sessuale ma, grazie a Dio, è anche capace di ascoltare la propria coscienza (a differenza di tali CATECHISTI) e prima del matrimonio ti confessa tutto (dimostrando una sensibilità e saggezza che i CATECHISTI se la sognano) dicendo che non vuole farti del male, non vuole ingannarti facendo una doppia vita e se ha provato a farsi avanti è solo perché i CATECHISTI lo avevano convinto che se si fidava, facendosi avanti con “una” donna, Dio avrebbe risolto il suo “problema”. Essendo tu ingenua, inesperta e innamorata, non accetti questo rifiuto e fai di tutto (lo cerchi, gli telefoni, parli con i suoi amici, i suoi famigliari, gli scrivi lettere …) per farlo tornare e soprattutto vai a chiedere
    AIUTO ai CATECHISTI i quali, invece di dirti “lascia perdere” come qualunque buon educatore, buon padre di famiglia, buon amico , buon cristiano, avrebbe fatto, se avesse avuto a cuore il futuro di questa ingenua ragazza … ti dicono “brava fai bene, continua a cercarlo, perché è sotto l’inganno del demonio” (!) ; per poi dirti, a distanza di tempo, “il Signore non ha permesso che ti sposassi con questa persona preservandoti da 1 situazione d’inferno” ... ah sì, ma non certo grazie a loro!
    CONTINUA

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  4. CONTINUA

    Con la stessa leggerezza e INGERENZA i CATECHISTI hanno agito nel mio successivo matrimonio quando ho deciso autonomamente (se pur prima parlandone con mio marito) di abbandonare il CN per motivi di FEDE e cioè di COSCIENZA ; ho già raccontato in altri commenti qsta mia esperienza , ma voglio ribadire l’atteggiamento dei CATECHISTI:

    - finzione, in un primo tempo, che la cosa gli stesse bene …
    soltanto “non cercare di convincere tuo marito a lasciare il cammino”;

    - e comunque, loro giudizio di ingratitudine da parte mia verso il “cammino”
    (e che è questo cammino? una persona? A Dio e alle persone si deve gratitudine non ad
    un ‘ “entità astratta”!)
    citandomi il Vangelo dei dieci lebbrosi
    (che poi ho sentito da 1 sacerdote spiegato in un altro modo, ma lasciamo perdere .. )
    come se “il cammino” e non il Signore, mi avesse donato il marito;

    - carte scoperte infine, quando cercando di fare proprio ciò che mi avevano detto di non
    fare (per la situazione particolare che si era creata in Parrocchia) ho cercato di
    allontanare mio marito da loro … e loro me l’hanno fatta pagare .. istigandolo alla
    separazione e di questa
    ISTIGAZIONE per me è simbolo quel cartello appeso sulla porta di
    casa da mio marito, il quale, mai al mondo avrebbe fatto questa cosa di sua propria
    iniziativa : “ E’ lecito ad un marito ripudiare la propria moglie? Ma Egli rispose loro:
    che cosa vi ha ordinato Mosè?. Dissero: Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e
    di rimandarla” (Mc10,2-4)

    Mi dispiace molto per tutti coloro che hanno vissuto esperienze simili a quella raccontata nel post, anche se a volte mi viene quasi da “invidiarli”, perché mi viene da dire “almeno voi siete insieme”!
    La vostra famiglia, il bene che vi volevate ha avuto la meglio , ha avuto la precedenza rispetto al CN … invece per me e altri (come le storie riferite nei Link) è stato come se il Matrimonio, anziché essere quello che è (Sacramento donato da Gesù) fosse uno dei vari “prodotti” del CN , che gestisce con disinvoltura preti, mogli, figli, mariti ……

    “il cammino ha dato, il cammino ha tolto, sia benedetto il cammino”!

    Per fortuna che in 1 cosa hanno ragione questi CATECHISTI : Dio aggiusta le cose sbagliate ….
    Infatti è il Signore che tira fuori le vittime dagli inferni in cui LORO le hanno fatte piombare,
    che guida, sostiene, offre una strada sempre nuova a chi si trova in una vita di fallimento e solitudine anche causa alle LORO malefatte.

    Personalmente non tornerei indietro, meglio una vita di solitudine nella VERITA’ che vivere nella vita illusoria, nel “videogioco” di RUOLO del CN … perché quando è il momento che “viene meno la corrente” , la VITA VERA rimane, ma il videogioco sparisce per sempre in un istante.

    Roberta

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  5. @Roberta

    Grazie, grazie per la tua testimonianza, so che non è facile, scrivere certe cose perche' vuol dire riaprire ferite. Grazie per la tua generosità perché queste testimonianze sono utili per chi ha ancora dubbi o per chi si avvicina al cammino e vuole informarsi.

    Noi ex non scriviamo per rabbia o per rancore, ma per mettere in guardia gli altri affinché altre persone possono uscire da questa gabbia.

    Mi ritrovo in questa frase "....la MODALITA’ che usano è quella di una esposizione IMPOSITIVA, psicologicamente “violenta”, ...."

    voglio metterla in evidenza ed invitare le persone ad ascoltare le catechesi di Kiko che si trovono online.

    EX-NC-???

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  6. Grazie Roberta della tua esperienza nel cnc , traspare tanta rabbia e tanta amarezza . Nel cnc le persone non vengono rispettate per quelle che sono non c è amore , ma c è tutto un percorso molto lungo articolato esasperato che deve andare avanti proseguire . Tutte le celebrazioni devono essere fatte , tutte le convivenze devono essere fatte tutti i passaggi anche , con preparazioni bibliche , la promessa è una fede adulta , Gesù non è venuto a chiederci questo Gesù è venuto a insegnarci a vivere le beatitudini . Quel Gesù che tanti di noi hanno cercato nel cammino e che ci è stato presentato in modo diverso da quello che è realmente , non ci ha abbandonato ma veglia su di noi è vuole che gustiamo fino in fondo quella libertà vera profonda che il cnc ci ha negato . A Dio la giustizia

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  7. Grazie Roberta, hai la capacità di raccontare i fatti in modo oggettivo, senza nulla aggiungervi, cosicché ancor di più colpisce l'evidenza del gioco di ruolo su cui si basa la vita di molte coppie e famiglie in cammino dal momento in cui si permette ai catechisti (buoni o cattivi, non importa, a questo punto) di mettere il dito dentro la tua famiglia, nelle tue scelte vocazionali, nel tuo talamo, tra i fidanzati.
    Aggiungo a quanto da te raccontato, che comunque quando si limitavano a cercare di indirizzare gli adulti, cioè persone che comunque avevano imparato a pensare e a confrontarsi al di fuori dell'alveo neocatecumenale, i danni c'erano, erano gravissimi ma c'era una possibilità di riscatto. Ora invece, oltre a far entrare in comunità i ragazzini, hanno inventato il post cresima, che è una specie di allevamento in batteria in cui una coppia di adulti del cammino è autorizzata a mettere pesantemente le mani nella personalità in formazione degli adolescenti, in modo continuativo e pervasivo, portandoseli a gruppetti in casa, sostituendo la propria autorità morale a quella dei genitori, ingerendosi, là dove la scapigliata adolescenza suggerisce di allontanarsi dalle autorità costituita per provare le proprie forze, nei pensieri e nelle scelte dei ragazzi.

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  8. Interessante post e commenti.
    Se il Cammino non è una setta, allora qualcuno mi dia la definizione di SETTA perché, evidentemente, non è quella che io pensavo.

    Tra tante testimonianze di sofferenze causate dal Cammino, su cui non c'è da ridere, quelle riportate negli ultimi commenti del post precedente a questo, che riguarda i tribunali, sono veramente comiche.

    Per cui il Cammino non solo è una "chiesa" a parte, ma anche una società civile a parte, dove tutto è normato. Norme che si aggiungono alle norme dello Stato e tasse che si aggiungono alle tasse dello Stato!
    Che i camminanti siano masochisti?
    Come mai che Kiko non ha ancora pensato a scrivere un codice civile e un codice penale per gli aderenti al Cammino?

    Ma i camminanti non pensano che nella Chiesa, quella vera, nessuno ha mai detto che non bisogna ricorrere ai tribunali per fare giustizia? Ne, tanto meno, che non bisogna ricorrere ai sindacati?
    E tutta la storia del sindacalismo cattolico, sempre incoraggiato dalla Chiesa (quella vera)?

    Ma questi vengono dalla Spagna o da Marte?
    Io non credo agli alieni, ma la fantascienza mi diverte. Che Kiko e Carmen siano due extraterrestri scesi sulla Terra per iniziare una nuova "civiltà"?
    Sono incredibili gli effetti del lavaggio del cervello!

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  9. Piccolo promemoria tecnico per i facinorosi neocatecumenali: questo blog è dedicato al Cammino, non alle vicende di attualità ecclesiale. Se di tanto in tanto ci permettiamo di commentare qualche questione non relativa al Cammino, non significa che il Cammino diventa meno sbagliato. Dire che Tizio è un ladro non riduce il fatto che Caio è un assassino.

    Del resto è la vostra stessa ipocrisia a manifestarsi in quei casi. Per esempio, sul vescovo pedofilo neocatecumenale, che anche grazie al Cammino procede a grandi passi verso l'inferno, ancora non si è sentita neppure una misera vocina neocatecumenale sdegnarsi e condannare il pedofilo e specialmente i suoi protettori neocatecumenali. A quanto pare per voialtri kikos la pedofilia non è più peccato se viene commessa da qualche membro importante del Cammino.

    Sulle testimonianze relative ai sacrilegi dell'Eucarestia avvenuti nelle "piccole comunità" neocatecumenali, ancora non si è sentita neppure una misera vocina neocatecumenale sdegnarsi e condannare lo scempio e specialmente coloro che lo hanno permesso, facilitato, incoraggiato. A quanto pare per voialtri kikos l'Eucarestia è solo uno snack che acquisisce un pochino di importanza solo per il fatto di essere strumento adoperato nella liturkikia per simboleggiare l'unità fraterna.

    Questa mentalità - che porta i fratelli dritto all'inferno, dopo aver devastato la loro vita e saccheggiato i loro guadagni - in termini biblici si chiama idolatria perché la morale, le virtù, lo stile di vita, la verità, tutto si piega di fronte all'idolo, persino a costo di andare contro Dio. Questa mentalità è riconoscibile dal suo carattere più eclatante, quello di sentirsi autorizzati e obbligati anche a mentire e ingannare, pur di difendere Kiko, Carmen e il Cammino.

    La nostra generazione vedrà la tragica caduta del Cammino proprio nel momento del suo più alto trionfo, e state certi che il tonfo sarà enorme, perché da più in alto si cade e più duro sarà l'urto con la realtà. Sebbene il Cammino sia profondamente ispirato dal demonio, è tutto sommato opera di mani d'uomo, e in quanto tale destinato a perire senza neppure necessità di un intervento divino che ponga fine all'eresia.

    Già molti neocatecumenali bruciano tra le fiamme dell'inferno (in compagnia di Carmen) per aver coscientemente devastato tante anime col kikismo-carmenismo, e ora si torcono nel dolore e si dicono cose tipo: «ma perché almeno in quella precisa occasione ho preferito la legge di Kiko piuttosto che la legge di Dio?». Del Cammino resterà solo un triste ricordo e al massimo qualche brutta "icona" che non sarà stata coperta in tempo da una buona mano di vernice.

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  10. Tripudio, mi perdoni, ma nella semplice logica cosa c'entra la "dottrina" kikiana con i presunti atti di pedofilia del vescovo Apuron, compiuti dall'altra parrte del mondo. Non è che i kikiani siano "carpocraziani" per statuto (che pur non erano pedofili) e quindi, nel caso di specie, si tratterebbe di deviazioni personali e non istituzionali.
    Lei poi si lagna di una presunta omertà dei neocatecumenali intorno al tema della pedofilia di questa lontanissima diocesi. Purtroppo se qui c'è omerta intorno a un caso, perimenti ci si domanda: in quante occasioni c'è stata omertà intorno a mille casi forse anche ben più gravi?
    Ad esempio ricordiamo quello emblematico che ha riguardato il fondatore dei legionari di Cristo Marcial Maciega (pedofilo, bigamo e drogato). Esso è signiifcativo di una copertura arrivata fino a papa -santo subito- Giovanni Paolo II. L'articolo del sacerdote Ariel Levi di Gualdo, cui sembra che Lei si riferisca, denuncia poi, non tanto la presenza costante degli scandali ecclesiastici, ma l'occupazione, da parte della cupola gay e della massoneria, dei vertici stessi della chiesa e la qual cosa, com'è evidente, trascende le inevitabili miserie individuali e assume i contorni di un rovesciamento epocale di natura davvero diabolica.
    Siccome mi sembra che Lei e altri vi schierate sempre a difesa di una presunta purezza della Chiesa vi domando: ma la Chiesa cui vi ispirate può essere mai quella descritta dall'articolo del citato Levi di Gualdo dove neo-teologhe, più o meno smutandate, andrebbero in giro a proclamare quel relativismo tanto aborrito da Benedetto XVI?. E mai possibile che lo Spirito Santo abbia cambiato idea nel breve arco di due ponteficati con i due pontefici entrambi viventi?
    Prima di intervenire su altri argomenti, come l'Eucaristia, vorrei far presente che la Chiesa cui vi ispirate, seppur esistita, oggi non c'è quasi più, ed essa sembra essere destinata a estinguersi e questo non tanto per l'ascesa di Kiko, quanto per le deviazioni dottrinali del modernismo ormai accettato e favorito. Inutile fare l'elenco dei nuovo insegnamenti contrari a quanto finora s'è insegnato nei seminari. Per qusto trovo eccessivo puntare sempre e solo gli occhi da una parte e ribadisco l'esempio emblematico della pagliuzza e della trave. In altre parole se i kikiani si "convertissero" troverebbero probabilmente degli insegnamenti talmente inquinati e una chiesa talmente smidollata da farli tornare indietro.
    Anonimo

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  11. @ anonimo15:02

    A prescindere dal fatto che lei è intervenuto su un blog tematico - conosce il concetto? - probabilmente lei non sa che in questo blog intervengono decine di ex neocatecumenali che non sono tornati indietro. Relativamente agli "insegnamenti inquinati", sfido a trovarne nella Chiesa di peggiori. Sull'esempio della pagliuzza e della trave nell'occhio, cerchi di puntare quello suo aperto (ammesso che non sia chiuso con il fango di Kiko) sulle tante componenti sane della Chiesa.
    Su Apuron si informi: pare che lei sia l'unico a non conoscere i rapporti strettissimi esistenti tra i neocatecumenali il vescovo accusato di pedofilia, come si sono difesi a vicenda, anche in ragione della "grande imbroglio" concernente la property diocesana sulla quale fu insediato il seminario RM del Cammino.

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  12. Rispondo:

    - sono i neocatecumenali stessi a considerare come infondate accuse personali ("tu giudichi!") quelle che sono osservazioni sulle macchie del Cammino. Pertanto, per par condicio, è lecito aspettarsi che se un membro prominente del Cammino (quale ad esempio il sullodato vescovo pedofilo) fa decrescere il prestigio del Cammino, un onesto neocatecumenale dovrebbe condannare quel soggetto, non chi fa notare le storture del soggetto;

    - in secondo luogo, ma non meno importante: qui si parla di verità, non di opinioni. Non è un bar dello sport dove il calcio di rigore va considerato "valido" se era a favore o "ingiusto" se era contro. Se un neocatecumenale fosse autorizzato ad essere onesto, direbbe che la pedofilia è gravemente ingiusta anche quando a macchiarsene è un alto membro del Cammino. I veri cristiani sono come i matematici: riconoscono che c'è una verità superiore a loro, alla quale possono solo aspirare di adeguarsi;

    - quanto a Guam "dall'altra parte del mondo", tanto lontana non è. Nel seminario neocatecumenale di Guam sono presenti a vario titolo diversi italiani. A scrutinare le vocazioni provvede un italiano, un certo Gennarini, implicato - con altri italiani e con Apuron - nella furbata della Declaration of Deed Restriction. Un altro italiano, il vescovo Ballin, si è prestato (addirittura mentendo per iscritto ai suoi fedeli) a fungere da "porto sicuro" per la latitanza di un pretino neocatecumenale di Guam arrestato mentre faceva sesso con una minorenne neocatecumenale...

    - riguardo all'omertà sui «mille casi più gravi», saremmo lieti di pubblicare e commentare documenti riguardo a mille casi del Cammino. Questo blog, come già detto, si occupa del Cammino. La documentazione su Apuron proviene da fonti verificabili da tutti (la Curia di Guam, i proclami di Apuron, i giornali di Guam, ecc., più il blog Jungle Watch che ha pubblicato copie dei pubblici documenti disponibili al catasto di Guam, ecc.); come già detto, l'aver scoperto tre peccati di Tizio non fa sparire nemmeno uno dei tremila peccati di Caio;

    - su questo blog abbiamo spessissimo citato il caso di Marcial Maciel, di cui Giovanni Paolo II si fidava totalmente (anche ad un santo può capitare di avere dei pessimi consiglieri), proprio in opposizione a coloro che tentano la furbata del «se GP2 li approva allora non dovete criticarli». Ma come già detto sopra, questo blog tratta del Cammino;

    - i guai della Chiesa non sono banalmente la somma dei peccati individuali. Ma è un sintomo grave il denunciare determinati scandali per poi vedere che praticamente tutta la gerarchia fa orecchie da mercante (per esempio il caro cardinal Ratzinger, all'epoca, non rispose a padre Zoffoli: qualcuno cestinò la lettera prima che il cardinale la leggesse, oppure Ratzinger fu un agnello in fuga davanti ai lupi?); questo solo drammatico indizio significa già da solo che la crisi della Chiesa è sistemica;

    - che la barca di Pietro oscilli paurosamente nella tempesta non significa che ci aspettiamo il naufragio da un momento all'altro. Nostro Signore durante la tempesta dormiva, come leggiamo nel Vangelo. In qualità di cattolici, sappiamo che le porte degli inferi non prevarranno. Però sappiamo anche che è necessario denunciare e condannare, per evitare che tante anime si lascino irretire o perdano la speranza. Nel nostro caso ci occupiamo del Cammino. Inoltre sappiamo che lo Spirito Santo «soffia dove vuole» (in modo a noi imprevedibile), e sappiamo che lo Spirito va accettato da ogni singola anima (incluso il Papa, inclusi i cardinali, inclusi i vescovi, ecc.), per cui non possiamo attribuire allo Spirito le responsabilità degli uomini.

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  13. @anonimo delle 15.03 il cnc non è e non sarà mai la soluzione ai problemi della chiesa , 30 ti cammino ti bastano ? In trent'anni non ho mai respirato in bricco oli di amore per la chiesa ma solo rivalità necessita di affermare una superiorità di fede che di fatto non esiste e tu se sei sincero li sai bene ... Kiko ha di fatto fallito come le sue creature se è vero che li SS li aveva ispirato, quel sostegno alla chiesa quell unità alla quale era chiamato non c è mai stata , uno spreco di potenzialità per alimentare non certo la chesa , un fallimento , sii obiettivo !

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  14. Ricordo il caso di una signora di mia conoscenza che, molti anni fa, era tutta impegnata a elogiare la moralità della sua figliola (allora ci si faceva un caso, oggi, la "leggerezza", pare essere diventata un vanto). Ebbene questa donna, con grande solerzia, era usa affibiare l'epiteto di "puttana" a destra e a manca, magari per l'impiego di un vestito troppo "scollato" da parte di una coetanea della sua immacolata figliola. Ella, nella sua fisima, non si accorgeva che la figlia quel mestiere lo faceva per professione.
    Quando finalmente se ne accorse cambiò città per l'umiliazione.
    I discorsi "non hanno visto", "l'hanno mal consigliato" etc. sono scuse pietose per giustificare gli atti di realpolitik ecclesiastica che consistono nel coprire, coprire, coprire, anche quando tutti sanno, come asseritamente farebbero i cat. di Guam.
    Per questo trovo di dubbio gusto affibiare degli epiteti (ma ormai non si vergogna più nessuno come prova il linguaggio disinvolto di un certo alto prelato di una celebre abbazia, ma anch'io avrei casi da raccontare che provengono da persone fededegne)quando il marcio prospera in casa propria.
    Riguardo poi all'ispirazione spirituale della elezione papale ( e non degli atti conseguenti) si potrebbe parlarne ancora ma lasciamo perdere.
    Osservo però quello che mi pare un grave errore di Tripudio, quando egli sentenzia in ordine alla non necessità di intervento divino per porre fine all'eresia perchè essa finirà da sola. Per quello che ricordo del catechismo il fondamento "pattizio" del rapporto Dio - uomo è legato alla libertà del secondo nella sua scelta (come sapete eresia questo sostanzialmente significa) e presupporre la possibilità di un intervento divino sul kikismo mi pare totalmente contraddittorio con la premessa, il che vuol dire che se Dio avesse "voluto" non ci sarebbe stato nessun eretico ma non ci sarebbe stata neanche alcuna libertà.
    O forse sbaglio io?
    infine il tono dell'ultima osservazione, me lo lasci dire, assomiglia a quello dell'inquisitore de Nel nome della rosa. Il tribunale domenicano (per la storia riserva di eretici in quantità e ..qualità) è chiuso da un pezzo se ne faccia una ragione. Lasciamo giudicare a chi vede nel fondo dei cuori la comminazione della pena eterna e questo prescindendo dal fatto che la figura della cofondatrice camminante mi arrechi un istintivo e insopportabile disgusto.
    Per quanto riguarda i fuoriusciti, penso che abbiano fatto benissimo-anche se alcuni poi sono passati direttamente all'ateismo, essi non pareggiano di certo i nuovi entrati. Poi a Kiko che gliene frega? Lo sa perfettamente che il suo è un itinerario selettivo, come i marines, e la percentuale di "perdenti" la mette in conto fin dall'inizio.
    Anonimo

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  15. Anonimo delle 15 e 03:

    Se Madrid vede l'origine del Cammino, se a Roma Kiko ha stabilito la propria sede, GUAM è (era) il fiore all'occhiello del Cammino.
    Era il luogo dove il Cammino si è realizzato, della Chiesa del futuro in atto. A Guam la Chiesa parlava la lingua del Cammino e si muoveva coi ritmi del Cammino.
    Chi non si adattava veniva emarginato. Anzi, perseguitato.

    Ebbene a Guam il vescovo era pedofilo e ladro. Un truffatore.
    Ma non era solo il Vescovo ad aver truffato la CHIESA regalando dei beni della diocesi al Cammino (che il Vaticano ha preteso indietro), ma gli stessi vertici del Cammino che la truffa hanno approvato.

    Il silenzio sul Vescovo pedofilo non è di alcuni camminanti, ma è la posizione del Cammino.
    Anche nella Chiesa ci sono molti Vescovi reticenti, ma la posizione del Vaticano e quella di denunciare i pedofili.
    E poi: che ci vuole a dire: "Se Apuron è colpevole, come molte testimonianze concordi sembrano dimostrare, che paghi!"?
    Ma non lo dice NESSUNO. Il Cammino copre (cerca di coprire) e basta.

    Ci sono tanti eretici tra i frati francescani, ma sono fatti loro.
    Cioè: riguardano tutta la Chiesa, ma, come lei dice, sono posizioni individuali.
    Gli errori teologici e liturgici del Cammino, invece, sono "ufficiali". Non sono affatto considerati errori, ma verità assoluta.

    E' questo il motivo dell'esistenza di questo blog.
    Se fossero errori individuali gli "osservatori" non esisterebbero

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  16. Inviterei l'anonimo delle 17:25 a non stracciarsi le vesti e soprattutto a non giocare con le parole come facevano i sofisti.

    Il fatto che un autodefinito "itinerario" sia per propria scelta "selettivo" non esime dal dovere della carità verso coloro che vengono deselezionati (e invece da mezzo secolo sappiamo bene il disprezzo, l'inganno a suon di blandizie, l'emarginazione - anziché la carità - operati contro i "fuoriusciti" del Cammino da parte di Kiko e di coloro che continuano a "fare il Cammino"). Tirare in ballo la realpolitik non basta a trasformare il bianco in nero e il nero in bianco (se sei così convinto che GP2 fu scientemente complice di Maciel, va' a dirlo alla congregazione per le cause dei santi, così li convincerai ad "annullare" la canonizzazione di GP2). Così come è una ridicola fallacia ad hominem prendersela con il sottoscritto in modo da sorvolare sui fatti che stanno davanti agli occhi di tutti.

    Se all'inferno Carmen non ci va neppure dopo aver per una vita intera ostinatamente e pubblicamente insegnato fesserie e comandato di celebrare pagliacciate, allora nell'inferno chi ci dovrà mai andare? Credete che la giustizia divina sia come la giustizia civile in Italia, dove le multe, le cartelle pazze e il carcere se li beccano solo i poveracci e mai i milionari?

    Carmen e Kiko hanno avuto una vita intera per ravvedersi e rinnegare pubblicamente i propri errori: non lo hanno mai fatto, e così hanno rifiutato la divina misericordia. È un imbecillissimo buonismo illudersi che Carmen in fin dei conti si sia salvata (ed è ipocrisia celare tale convinzione dietro le parole "lasciamo che a giudicare sia Dio"), alla luce della più totale assenza di un suo adeguato sincero pentimento (che avrebbe come minimo dovuto avere effetti "pubblici": dopo che hai devastato pubblicamente la vita di tantissime anime, non è sincero credere di cavartela con un privato pentimento che non implichi il dire pubblicamente a quelle anime quale è la dottrina giusta e la liturgia vera), pentimento altamente improbabile visto il personaggio e visto il modo con cui ha trattato la dottrina e la liturgia per tutta la sua vita. Credi forse che Dio sarebbe così ingiusto da salvare sempre i personaggi famosi e da lasciar finire all'inferno i poveracci? (e fra parentesi, lo sapevi o no che ci si può dannare anche per un solo peccato mortale, anche per aver coltivato un singolo pensiero cattivo? e la vita intera di Carmen che ha inquinato la fede e la vita di un vero e proprio popolo di poveri fratelli, quanto la valuti? tu, nei suoi panni, ti illuderesti di salvarti senza dir nulla al popolo che hai rovinato e senza ammonire severamente e pubblicamente tutti i tuoi collaboratori a partire da Kiko stesso?).

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  17. Rispondo al telegrafico interlocutore circa quello che penso del cammino. Partiamo bruscamente da un presupposto: a me del cammino non me ne frega niente e non me ne ha mai fregato niente, almeno dal punto di vista dottrinale. Osservo però, sulla scia di altri intelligenti commenti apparsi sul sito che leggo da poco, un evento strano. Schiere di giovani evidentemente, in vuoto esistenziale, si accostano ad esso e in questo permangono.
    Ne conosco un paio, non più giovani, dai modi dolcissimi, amici miei, coi quali mai parlo loro del cammino nè loro parlano del Cammino con me. Erano ottime persone prima del cammino e non sono cambiate. Quando si può visitiamo qualche chiesa (tra pochi giorni andremo insieme alla messa domenicale dell'Abbazia di san Nilo), oppure ci piace visitare insieme luoghi archeologici.
    La parola "pagano" è bandita dal reciproco vocabolario A vederli non mi pare che il cammino gli abbia fatto male.
    Lasciando l'inciso torno a dire che il fenomeno neocatecumenale e il suo successo presso i giovani, forse può spiegarsi con l'idea di avere nella vita una "missione" e per giunta soprannaturale, ovverosia raggiungere la natura cristica al termine di un percorso.
    Non discuto del risultato, (davvero: chi sono il per giudicare?) ma della presa di beneficio che una simile appartenenza produce una volta giunta a compimento.
    E' chiaro che bisogna lasciare se stessi abbandonare l'ego e disporsi totalemente a far el avolontà di Dio (che poi Dio sia eventualemte kiko è altro affare).
    Personalmente trovo ripugnante l'abbandono dell'altare di pietra per quel "coso"di plexigas. Mi domando dove kiko abbia trovato fondamento per eliminare ciò che è ineliminabile dalla liturgia: l'altare. Inoltre sul tema eucaristico Mircea Eliade potrebbe tranquillamente sbugiardare kiko dimostrando la fallacia del ragionamento triunvirale sul quale qui non mi dilungo ma che sta guadagnando proseliti nel cattolicesimo "ortodosso".
    Trovo amcor più ripugnante costringere i propri figli a emigrare in terre estranee per "evangelizzare". I missionari che ci stanno a fare? Qui veramente dovrebbe intervenire l'assistenze sociale.
    In semlice parole il kikismo mi interessa sociologicamente e mi incuriosiche per qualche recupero della chiesa antica (il catecumenato, la prospettiva rovesciata delle icone e altro). Ma il tutto è osservato dal di fuori, senza partecipazione emotiva.
    Quello che mi dispiace è appunto vedere tanto odio rivolto ai seguaci kikiani e spesso anche verso persone che entrano in punta di piedi sull'argomento. L'odio, l'augurare l'inferno alle anime, non mi parrebbe da cristiani "adulti", anche perchè gli antagonisti, infine, seguono la propria coscienza.
    Anonimo

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    1. mmmm.... Nulla di nuovo sotto il sole; il solito topos letterario. Lo scrivente che non fa il cammino, lo studio e la visione antropologica dello stesso, i soliti amici così bravi e, addirittura, dolcissimi da sembrare... testimoni di Geova (si può dire?).
      E poi la difesa strenua della propria estraniazione rispetto al fenomeno (il ché ne assicurerebbe l'obiettività)...
      Insomma, il solito intervento da "studioso" (sigh!), il solito de jà vu.
      Il fatto è, caro anonimo, che chi scrive e interviene in questo blog, è pieno di cicatrici, alcune ancora non sanate, procurate proprio da quelle carissime persone che fanno il cammino. Per inciso: anche io, da ex catechista, penso di aver fatto male a qualcuno dei miei ex catecumeni... Ho grosse difficoltà a trovare pace nella mia storia. Ma questo è un mio problema. Buonasera. M.i.B.

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  18. Ti ringrazio, Anonimo, ti ringrazio per avere ridato un po' di slancio a queste pagine. In realtà c'era un po' di fiacca nel blog di certo causato dalle ultime giornate di ferie che meritano d'essere vissute sono in fondo, sei arrivato tu e mi è tornato il sorriso. Non è che mi mancassero le solite giravolte dialettiche nc, ne farei volentieri a meno, ma leggere il solito canovaccio di argomenti, le esemplificazioni retoriche ripetute, per dirlo in termini diretti: le solite stupidate (come vedi non ci riesco a dire "solite stronzate" nonostante 26 anni di linguaggio nc) ha una sua funzione, ti dà certezze, conferma nelle scelte fatte negli anni passati: ho fatto benissimo a lasciare il cammino. Scusa il tono leggermente ironico ed anche il fatto che ti dò del Tu anche se tu redigi in maniera formale e distante, sai, approfitto del fatto che tra fratelli... ex fratelli... diciamo Cugini vah! Da come scrivi mi sembri un prete, pardon presbitero, neanche uno di quelli allevati in batteria nei seminari a ciò dedicati dal Kiko spagnolo; direi che sei un prete forse diocesano molto kikizzato, e ciò, per me, è quasi un complimento nei tuoi riguardi. Per adesso ho un po' di bella confusione attorno a me, non ho modo e voglia di rispondere in maniera sistematica alle tue "argomentazioni", un punto però mi incentiva la riflessione: soltanto i migliori arriveranno alla fine del cammino. È un percorso per pochi, coloro chiamato a indicare la via ai popoli di cui saranno capi, degli altri, chi se ne fotte (pardon, mi è scappato). Grazie, quindi sono uno dei migliori, ho finito il cammino. Infatti adesso sto indicando la giusta via, il cammino Santo: quello della Chiesa Santa Apostolica Romana. Ciao
    M.i.B.

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  19. Tripudio
    Lei da anni evidentemente studia il movimento al punto di dare l'impressione che si sia trasformato in una tua personale ossessione. Lo vuole eliminare dalla faccia della Terra perchè contrasta con le sue personali opinioni in materia di fede e di morale.
    C'è una vicenda che rigurda Maometto che purtroppo è troppo lunga per raccontarla sapidamente come essa meriterebbe. Provo a concentrarmi. Gli iniziali seguaci della nuova religione si erano messi a perseguitare gli infedeli. Ad ognuno di essi proposero di convertirsi e questi rifiutarono, così furono tutti passati a fil di spada. Solo uno, uno volta raggiunto, si convertì subitaneamente all'Islam, ma i suoi assalitori non gli credettero e lo uccisero e raccontarono tutto al Profeta convinti che li avrebbe lodati. Questi invece li maledisse dicendogli (più o meno): "e che gli avete aperto il cuore per sapere se egli era davvero convertito". Questo per dire che nessuno oltre Dio, può sapere quello che c'è nel cuore di un uomo. Di fondo poi ho una certa idiosincrasia a immaginare l'inferno per ragioni "ideologiche", mi scuotono molto di più quelle banalità quali stragi, assassini, etc.
    Comunque volevo fare una domanda pratica. In letto di morte la suidicata fondatrice presumo si sia confessata e, data, la notorietà del personaggio, il citato confessore che cosa gli avrà imposto:rinnega il kikismo oppure sapendo benissimo chi era le avrebbe sussurrato "ego te absolvo a peccatis tuis".
    E' una mia ignoranza, ma i neocatecumenali, a parte gli psicodrammi collettivi degli scrutini, privatamente, si confessano? Penso proprio di si. A lei risulta che qualche sacerdote abbia imposto a loro di rinnegare la loro disciplina per dargli l'assoluzione? Io penso di no, quindi, fino a prova contraria, tutti assolti, sciolti in cielo, intendo.
    E allora scusi, se questo è il caso, che va cianciando di inferno come se si trattasse di qualche ora al commissariato. Se il sacerdote li assolve, conoscendoli come neocatecumenali, lei si vuole sostituire e mandarli nel fuoco eterno?
    Davvero non ho parole, mi scusi ma francamente, sembra un caso più psichiatrico che teologico.
    Ci pensi un po' su, perchè lei sembra una persona cattiva e vendicativa e sicuramente mi sbaglio.
    Anonimo

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  20. Anonimo da anonimo
    Proiezioni, gifantesche proiezioni in cui sulla lavagna si distinguono buoni 8compesi i pentiti ) e i cattivi. Scusami con simpatia e assolutamente senza acredne ma perchè dovrei per forza appartenere a una delle categorie da te elencate. Mi fai davvero sorridere ma non per sfottimento, quasi per tenerezza. NON MI FREGA NIENTE DEL CAMMINO. è solo un oggetto di studio Non sarei mai entrato nel cammino perchè rispetto a qualsiasi associazionismo ho l'orticaria. Se fossi davvero converso farei l'eremita manco il monaco, perchè c'è troppa gente figurati se mi raggruppo con qualcuno, non è nel mio dna o carattere o equazione personale.
    Mi è piaciuto comunque il tuo intervento, una volta tanto che una cosa non finisce in astio.
    Del tuo rientro all'ovile, senza offesa, non mi interessa particolarmente. Hai fatto quello che ti sei sinceramente sentito: felicitazioni, ma perchè mi dovrebbe riguardare?
    Comunque con simpatia
    Anonimo

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  21. Il Cammino si autoproclama cattolico. Se non fosse così, ce ne potremmo infischiare, limitandoci a dispiacerci per coloro che finiscono in quella setta.

    Invece il Cammino si spaccia per cattolico, ed è tutto qui il problema. Per capire il problema occorre necessariamente andare alle sue radici, cioè liturgiche e dottrinali. Un fedele cattolico non fa alcuna fatica a capire che sono perfettamente intrecciate, e che una dottrina sbagliata si riflette in una liturgia sbagliata, e che entrambe danno inevitabilmente luogo ad una vita spirituale sbagliata: le oppressioni, gli inganni, le ipocrisie, le menzogne, nel Cammino sono sistematiche proprio perché sono figlie dirette dell'accanimento a propinare strafalcioni dottrinali e liturgici.

    Il commento delle 18:45 parla di improbabili "schiere di giovani" che entrano in Cammino. Risate a parte (una panzana così comica erano mesi che non la leggevamo), si tratta di un'analisi sociologica, non teologica (per di più pateticamente giovanilistica perché il giovanilismo è di moda). Il fatto che schiere di giovani si accostino all'islam e vi permangano, ai testimoni di geova, al buddismo, non significa che islam e testimoni di geova e buddismo siano validi. Significa solo che certi vuoti esistenziali vengono riempiti con la prima cosa che capita a tiro. Un secchio può essere riempito di pepite d'oro o di spazzatura: se per te l'importante è riempirlo, allora va bene anche la spazzatura.

    Altrettanto comico è l'inserto sui "dolcissimi amici", che risente della moda contemporanea del buonismo. Chi si converte a qualche religione può cambiare alcuni tratti del proprio carattere (per esempio smettere di bestemmiare), ma non è detto che un carattere "dolcissimo" sia indice di una buona conversione. Al contrario. Padre Pio era burbero. Tommaso d'Aquino era soprannominato "il bue muto". Ignazio di Loyola aveva un caratteraccio. Quello che contraddistingue i santi è che man mano che approfondiscono il loro rapporto col Signore, producono frutti in maniere impensabili, con o senza smussare gli spigoli del proprio umano carattere. Purtroppo oggi nei seminari la figura del padre spirituale è stata da 30-40 anni soppiantata da quella dello psicologo. Se il profilo psicologico di un seminarista non risulta "dolcissimo", può dire addio al sacerdozio (parlo per conoscenze di prima mano): è lo stesso tipo di errore commesso nel commento delle 18:45.

    Ogni setta - protestante, scientology, testimoni di geova, ecc. - vanta di avere una missione. In tempi di fede tiepida, una setta con requisiti duri e severi attrarrà più persone di un circolo parrocchiale.

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  22. Il termine «raggiungere la natura cristica al termine di un percorso» è pura autoconvinzione del nostro caro anonimo delle 18:45, che essendosi infilato in testa da solo tale idea è convinto di avere la sacra missione di difendere il Cammino.

    Ricordiamogli dunque che l'unica cosa che conta, nella fede cattolica, è il rapporto personale con Nostro Signore, rapporto possibile attraverso i sacramenti (altrimenti Nostro Signore non li avrebbe istituiti), rapporto che passa anche attraverso la conoscenza (secondo le proprie capacità) delle verità di fede (altrimenti Nostro Signore non avrebbe investito tempo durante tutto il Suo ministero pubblico per insegnarle). Per questo perfino dei bambini possono giungere alla santità, senza scomodare percorsi per "raggiungere la natura cristica".

    Un movimento cattolico può avere come unico scopo quello di facilitare alle singole anime quel rapporto personale. Tutto il resto è o inutile o dannoso. Inutile come un mega-raduno finalizzato principalmente a dare l'impressione (a sé stessi e a terzi) di essere "tanti". Dannoso come un caricare sulle spalle degli aderenti qualche pesante fardello, oppure introdursi nella vita matrimoniale degli aderenti, oppure disincentivare pratiche cattoliche prima di aver raggiunto qualche particolare "tappa" del percorso, o ancora frugare nelle coscienze altrui addirittura insegnando che ciò è lecito a dei cosiddetti "catechisti" che hanno il "mandato" del fondatore...

    Il Cammino non dà benefici. È una setta. Adesca adepti con la promessa di un "percorso", e li carica di fardelli, impedisce loro di fruire liberamente dei tesori spirituali della Chiesa, insegna loro emerite vaccate (vedi ad esempio Kiko che nega la necessità di confessare i peccati mortali contraddicendo così il Vangelo), addirittura li impegna a celebrare pagliacciate dissacranti e sacrileghe.

    Quello che sociologicamente può essere classificato come successo, teologicamente è invece una setta eretica, dannosa per la Chiesa, dannosa per le anime. Il fatto che in tempi di crisi la Chiesa non abbia soppresso la setta, il fatto che oltre quindici anni prima di farsi approvare (alla faccia di Giovanni Paolo II) uno straccio di Statuto avevano già cominciato ad aprire dei propri seminari (grazie al cardinal massone Ugo Poletti), il fatto che tutti gli ultimi pontefici si siano sforzati di abbracciare i fratelli del Cammino (pur senza mai concedere nulla all'eresia e agli strafalcioni liturgici), non cambia il giudizio che qualsiasi cattolico può maturare tenendo presente le clamorose discrepanze fra dottrina e prassi neocatecumenale e dottrina e prassi cattolica.

    Chi disprezza i drogati sta condannando la droga, sapendo bene che è grazie alla droga che i drogati diventano pericolosi, e che è grazie alla droga che i drogati devastano il proprio corpo e la propria vita e anche le vite degli altri.

    Se un sofista ci accusa di odiare i neocatecumenali, dobbiamo ricordargli che siamo critici verso la droga spirituale neocatecumenale e che ne documentiamo e testimoniamo gli effetti.

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  23. Anonimo ci legge con interesse da un po', ma forse non è attratto dagli articoli un po' più noiosi, quelli sul profilo psicologico dei fondatori e sulla loro vita, perché altrimenti saprebbe che Carmen Hernandez, nell'ultimo periodo della sua vita (in realtà parecchi anni) non era propriamente in sé. Quindi molto probabilmente non avrà potuto rendere una confessione valida e, in particolare, non avrà potuto riconoscere, in limine mortis, la gravità del proprio comportamento e il danno da lei provocato direttamente alle persone con cui aveva contatti personali, indirettamente a coloro che sno stati convinti della correttezza e della ecclesiasticità delle sue catechesi.
    Questo vuol dire che è all'inferno? Ci è stato insegnato che l'inferno esiste e che coloro che hanno fatto del male, fisicamente e/o spiritualmente, al prossimo con piena avvertenza e non se ne sono pentiti, ne sono degli ottimi candidati.
    Non possiamo avere certezza perché il giudizio è di Dio, ma se l'inferno è così affollato come tanti santi hanno potuto constatare, al punto da dovercene continuamente guardare e mai essere certi della salvezza, qualcuno purtroppo ci è finito e ci finirà.

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  24. anonimo ha detto: "NON MI FREGA NIENTE DEL CAMMINO. è solo un oggetto di studio"

    Bene. Allora perché non comincia dal direttorio catechetico del Cammino, come ho fatto io? Inizi da quello usato per decenni, dalla fine degli anni sessanta perlomeno fino al 2004. Poi potrà passare alle correzioni della CdF.
    Se proprio vuole studiare, le do una primizia, uno scrutinio: può leggerlo solo qui e nella lontana Guam, è roba rimasta segretata per decenni. Potrebbe, però, anche chiedere il direttorio ai neocatecumenali, magari come oggetto di studio a lei lo daranno.

    http://thoughtfulcatholic.com/wp-content/uploads/2017/05/vXo1dbw.png

    http://thoughtfulcatholic.com/?page_id=46476

    Mi faccia conoscere le sue opinioni.

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  25. P.S.
    Davvero vorrei conoscere l'opinione dell'anonimo sullo scrutinio che ho linkato, così come volevo conoscere la risposta dell'amico gnostico (che di tanto in tanto qui interviene) sulla "adeguata pratica" con la quale Paolo di Tarso aprì il suo occhio del cuore. Quella risposta, però, non mi giunse.

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  26. Qui si può vedere ed ascoltare un video datato addirittura 1989. Da notare la posizione delle braccia incrociate o in tasca già a quei tempi.
    http://kairosterzomillennio.blogspot.it/2017/08/camino-neocatecumenal-1989-video.html?m=1

    Frilù

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  27. O.T.
    Spizzatevi Kiko, che arriva all'aeroporto di San Salvador nel 2010 con un jet executive privato:

    https://www.youtube.com/watch?v=tNG0-ECuQ4M

    dal minuto 1,56 al minuto 2,28.

    In fondo è un "imprenditore" spregiudicato come tanti altri, che sfruttano con diverse modalità, l'umanità a loro prossima. Il jet privato? Rientra nelle regole; è tranquillamente pagato dall'altrui sfruttamento.
    Fine O.T.

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  28. P.S.
    Non so se questo filmato fosse già noto; nel 2010 non scrivevo ancora su questo blog.
    In ogni caso, ricordare non fa mai male.
    ---

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  29. @Ruben: il video con Kiko che scende dall'aereo privato è favoloso.

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  30. E smettetela! Quel costoso jet privato è un sufrimiento per Kiko. Lui avrebbe voluto viaggiare in corriera. Il suo tempo, però, è prezioso, mica può sprecarlo in ore di viaggio, togliendolo all'annuncio del suo kerygma?

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