mercoledì 23 agosto 2017

Ma voi pregate per l'anima di Carmen?

«Tu non ci sei Gesù mio. Cammino controcorrente. Questa psiche tenebrosa, lamentosa, che amarezza. Non so vivere. Abbi compassione di me. Mi affatico in una tragedia esistenziale». Ecco una delle tante, neanche troppo forzate, espressioni di una delle "Notti Oscure" di Carmen Hernàndez, cofondatrice, insieme a Kiko Argüello, della setta Neocatecumenale.

Mentre scorro con fare critico, ma propenso alla logica, queste frasi della "santa di categoria superiore", ecco che mi soffermo su queste righe che ho appena riportato, che chiare ed esplicite esprimono la reale Carmen. Chi ha avuto la mia stessa occasione nefasta d'incontrarla potrà rendere veritiere queste mie parole; chi, invece, non l'ha conosciuta, potrà constatare dando un'occhiata alla catastrofica creatura che ha messo in piedi assieme al suo spagnoleggiante compagno d'avventura.

Adesso analizziamo un attimo la personalità di questa donna che, durante i vari incontri preposti per il mondo, tormentava istericamente folle di persone straziate nell'intimo. Gente perseguitata dalla propria croce; un'angoscia che le parole della donna idolatrata evidenziavano ancora di più. Una croce imbrogliona, che sussiste a metà tra la realtà e la fantasia, di cui gli amici settari godono, poiché, secondo il concetto neocatecumenale, i veri doni derivano proprio dalla sofferenza, tanto più la croce è spessa tanto più il cammino riconosce i frutti buoni e... si prosegue! Passi contornati da un alone di superstizione, che distanzia nettamente dal cattolicesimo (anche se curiosamente, la maschera di cui son provvisti, regge alla grande)! Ma i neocatecumeni sono felici così, con il peso dell'anima che determina angoscia e tristezza. Ecco svelato il motivo per cui si dirigevano in massa ad ascoltare i discorsi nevrotici di Carmen rendendo la propria croce ancora più insostenibile, essendo le sue parole, per non dire la tonalità della voce, un vero fardello. Non considero tutto ciò un'opinione, bensì una constatazione oggettiva. Insomma, uno dei tanti "paradossi neocatecumenali". Diciamo pure che se dovessimo leggere ciò che i neocatecumeni scrivono durante ogni singolo scrutinio, di "notti oscure" ne avremmo a bizzeffe e di santi anche, ma non prima dei due prediletti, Kiko e Carmen.

Ovviamente, Carmen non rappresenterebbe l'ennesima Santa, bensì la prima Santa neocatecumenale; mi pare che si apra uno scenario finalizzato all'innalzamento della persona, senza una reale convinzione dell'evento.
Ma proprio il sentimento di angoscia determina i Diari che improvvisamente sono stati portati alla ribalta a scopo di lucro e di brama di successo (la Santità).
Allora eccomi quì a cercare di capire come sia possibile, anche solo pensare, di rendere Santa una donna dalla personalità ambigua e, come lei stessa si pronuncia, dalla psiche tenebrosa.

Quindi ecco che si inizia a parlare di "Notte Oscura", accostata con supponenza a quella attraversata da santi come Madre Teresa di Calcutta, Teresa d'Avila, Giovanni della Croce ed altri e altri; un affronto, quasi una prepotenza che vuole vedere Santa la Carmen de Madrid, la spagnola urticante che di vizi ne possedeva a bizzeffe, per la maggior parte ben documentabili da foto o esperienze dirette di chi l'ha conosciuta.

Cos'è la "notte oscura"? Cosa rappresenta nella realtà? Per spiegare questo concetto, astutamente utilizzato per enfatizzare gli scritti di Carmen e paragonarla a Santi per eccellenza, ci basiamo proprio su Santa Madre Teresa di Calcutta. Una donna minuta vissuta nell'umiltà e nella povertà, forte della sua fede e mai concentrata su se stessa. La piccola donna, vissuta d'amore per il prossimo, ha reso percepibile la sua propensione verso il bene senza mai auto esaltarsi. La sua era una visibilità donata dalla luce che il bene di per sé propaga. La donnina del Signore visse una costante oscurità finalizzata all'offerta del proprio essere, che portava al doloroso e ardente desiderio di Gesù.
Di quella desolazione interiore, Madre Teresa ne rendeva conto solamente ai suoi direttori spirituali, ordinando, addirittura, che le sue lettere venissero distrutte. Fortunatamente non fu così, donandoci modo di poter scorgere la realtà della piccola serva di Dio.

Ecco una delle frasi di Madre Teresa di Calcutta: "Se la mia separazione da Te permette che altri si avvicinino a Te e Tu trovi gioia e diletto nel loro amore e compagnia, voglio di tutto cuore soffrire ciò che soffro, non solo adesso, ma per l'eternità se fosse possibile". Cosa scaturisce da questa preghiera accorata, sofferente ma carica d'amore di madre Teresa? Lo rivela lei stessa con questo ennesimo e meraviglioso pensiero: "Ho iniziato ad amare la mia oscurità, perchè credo che adesso essa sia una parte, una piccolissima parte, dell'oscurità e della sofferenza in cui Gesù visse sulla terra". Quindi, con ammirazione, constatiamo come questa tempesta interiore sia offerta dedicata a Dio e amore indicibile che risalta sempre il divino e mai la sua stessa figura. Un voler soffrire per dono.

Desidero riportare il pensiero di Carmen, che dopo questa riflessione su Madre Teresa di Calcutta quasi logora: «Tu non ci sei Gesù mio. Cammino controcorrente. Questa psiche tenebrosa, lamentosa, che amarezza. Non so vivere. Abbi compassione di me. Mi affatico in una tragedia esistenziale». È un richiamo alla sua stessa persona che rende il lettore quasi depresso. Il suo cammino controcorrente è ben reso evidente nel contesto del "Cammino Neocatecumenale". Carmen offre una base teologica e liturgica che trova sbocco nell'eresia e nell'abuso, e una profonda mancanza di rispetto verso la Chiesa, la gerarchia e il Papa. Una situazione davvero drammatica, appesantita dalle sue considerazioni blasfeme di cui i Mamotreti abbondano e sovrabbondano data l'esagerazione e gravità dei suoi interventi.

Un'altra considerazione riguarda il suo dichiararsi lamentosa, si riferisce alla sua psiche, così malridotta da essere indicata come tenebrosa, eh beh, sì! Proprio così, una psiche lamentosa e tenebrosa che mai lasciava in pace chi la attorniava. Ogni singolo evento, anche il più insignificante, trovava risvolto in una lamentela estenuante che esasperava. Eppure lei per i neocatecumeni è già Santa. Eh già, una Santa che kiko definisce di categoria superiore.

Come se questa realtà sospinta da Francisco fosse già vigente, un pallone gonfiato (a scanso di errori sottolineiamo che non ci riferiamo a Kiko stesso), con il viso di Carmen, viene fatto volteggiare per i cieli a mo' di assunzione al cielo della stessa. Non ci stupiamo, ah no, siamo abituati a vedere certi atti degeneri e instabili da parte di Kiko e adepti. Però un dubbio sovviene prepotente e curioso: dato che i Santi sono purificati e quindi accolti direttamente in cielo al cospetto del Signore, voi, amici neocatecumeni, PREGATE PER L'ANIMA DI CARMEN?


35 commenti:

Pax ha detto...


Rebel riporta due frasi emblematiche di Madre Teresa di Calcutta:
1.
"Se la mia separazione da Te permette che altri si avvicinino a Te e Tu trovi gioia e diletto nel loro amore e compagnia, voglio di tutto cuore soffrire ciò che soffro, non solo adesso, ma per l'eternità se fosse possibile".
2.
"Ho iniziato ad amare la mia oscurità, perchè credo che adesso essa sia una parte, una piccolissima parte, dell'oscurità e della sofferenza in cui Gesù visse sulla terra".

Conclude:
Quindi, con ammirazione, constatiamo come questa tempesta interiore sia offerta dedicata a Dio e amore indicibile che risalta SEMPRE IL DIVINO e MAI LA SUA STESSA FIGURA. Un voler soffrire per dono.
___________________________________

Come il Cammino - che invece di essere un "cammino", appunto, un percorso che segue una direzione, che ha una partenza e un punto di arrivo - ha in se stesso una condanna che è quella di avvoltolarsi, piuttosto, su se stesso e consumarsi in una penosa involuzione; così i suoi iniziatori patiscono, entrambi, la condanna a rigirarsi solo su se stessi, ad autocontemplarsi (cosa c'è poi da "contemplare"!), in una assoluta auto-referenzialità idolatrica e schizzofrenica.
Ripeto, entrambi.

Ossia, Carmen accusava sempre Kiko di voler fondare un "kikianismo" di cui lei non voleva morire e di cui non voleva far morire il Cammino stesso.
Carmen si autoproclamava paladina della Chiesa: Cammino = Chiesa..era lei ad aver ricevuto questa investitura: "benedetta tu fra le donne".

Accusava Kiko di essere malato di "Io, Io, Io...", gli ripeteva spesso: "Tu dici solo io, io, io....sei un megalomane insopportabile....

Grazie Rebel, perchè hai messo in evidenza che Carmen non era da meno.
Il paragone con Santa Madre Teresa di Calcutta la smaschera impietosamente.

Le sue angustie, che si scioglievano in lamentele insopportabili, nascevano dalla sua psiche sofferente e inquieta, perennemente insoddisfatta, e di nuovo su di lei ripiombavano.
Non avevano alcuno sbocco escatologico, nessun passaggio dalla morte alla vita, nessuna trasfigurazione le faceva trasmigrare dall'umano al divino.

Pax

Anonimo ha detto...

Una delle sue donne morte ad Ischia era una catechista del cammino.

Rebel ha detto...

Ringrazio particolarmente Pax, cui contributo completa al meglio l' argomento proposto.
Credo sussista, per molti, una visione errata della "cara estinta",cui carattere e stile di vita ben poco hanno a che fare con la santità. Un rifiuto totale della fede cattolica che ha prodotto una creatura parallela ma assolutamente blasfema che sopravvive nella Chiesa, il cammino neocatecumenale.
Ricordo anche io le accuse propagate con sollecitudine a Kiko, ma mai contro se stessa, innalzata addirittura a paladina delle donne! Non so se ridere o piangere di fronte a questi eventi e dichiarazioni.
Il confronto con Madre Teresa era d' obbligo, poiché ultimamente i neoc non si risparmiano nell' accostare Carmen a questa piccola e tenera Santa; due figure invece ben distinte!Agli antipodi!
Ricordo che Carmen, un po' con la stessa propensione menzognera di Kiko, portava sulla sua borsa una Coroncina e una figurina di Santa Caterina da Siena, proponendola come modello di vita e rendendo anche lei stessa, ancora in vita, un personaggio equiparabile. Un concentrato di eresie che meritano di essere portate alla ribalta nella verità. Al momento noto che la fandonia vige imperterrita nella mente di molti ingenui.

Alex ha detto...

Schizofrenica è meglio. Non tanto per i comuni mortali quanto per il Prolusore accademico. Quello è capace che si arrabbia e vi togle il saluto.

Alex

Pax ha detto...

@ Alex
schizzofrenica....

Grazie per avermelo fatto notare!
Mi è sfuggita una "z" di troppo o, forse, nella mia mente si scriveva così!
Il dubbio non è stato tale da farmi controllare.

Sono un bel po di anni che non scrivo, ma altrettanti che elaboro e rivisito quanto ho vissuto, per interminabili decenni, nel cammino neocatecumenale, trovandomi spesso a contatto con Kiko e Carmen.

Dopo il tuo appunto ho controllato, grazie, c'è sempre da imparare....

Schizo-: deriva dal greco σχίζω (schizo, diviso) e φρήν (phren, cervello), e cioè "scissione della mente". Indica “scissione, divisione, dissociazione”.

Dunque schizofrenica.
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Certo farebbe piacere di più qualche confutazione che entri nel merito della questione sollevata da Rebel con il suo appropriato confronto.

Ma l'importante è distogliere l'attenzione dal tema, come accade sempre quando si ha difficoltà a trovare argomenti "a contrario" convincenti.

E' stato il Cardinale Cordes che, presentando autorevolmente i Diari di Carmen a Madrid, la paragona alla Santa di Calcutta, oltre che a San Giovanni Paolo II.
Dunque, analisi doverosa la nostra che, per quanto ci riguarda, avremmo volentieri evitato, a priori, a Carmen paragoni tanto ardui da sostenere.

Sperando di non aver fatto altri errori, concludo dicendo che...infondo...

"Schizzo" mi piace in questo contesto perchè richiama alla mente una attività in cui i due "aspiranti alla canonizzazione" sono maestri:
Schizzare di fango i loro adepti, ripetutamente, fino a seppellirli, fino a chiudere loro gli occhi per sempre.

Pax
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Uomo Libero ha detto...

Non definirei Kiko & Carmen eretici, sarebbe troppo per due para-guru deliranti, che hanno trovato fortuna e adepti negli anni '60, periodo di grandi stravolgimenti, a cui ha fatto seguito lo spuntare di tanti santoni, guru e maestri di vita: Osho, Sai Baba, Hare Krishna, ecc...tutti ciarlatani divenuti milionari, venditori di fumo, gadget, libri e stili di vita, per gente che non riesce a camminare con le proprie gambe. Kiko e Carmen fanno parte della categoria dei ciarlatani milionari.

Rebel ha detto...

Hai ragione cara Pax, ogni scusa è buona per distogliere dall' argomento in questione.
Quella Z in più attrae anche me, perché mi pare fortifichi la parola SchizZofrenica, donandole un valore incisivo in più. Effettivamente la logica era evacuata dall' encefalo di Carmen, la quale rendeva onore al suo motto: "l' inferno è pieno di predicatori come Kiko".
Uno sprazzo di verità la scuoteva dal suo torpore?
Oppure uno scorcio di correttezza cattolica si faceva largo in mezzo a quell' animo inquinato da eresie?
Nulla di tutto cio', semplicemente possiamo constatare come la santa fasulla fosse esattamente una predicatrice come Kiko. Per caso ambiva all' inferno? Almeno noi, che possediamo un' idea chiara degli eventi, preghiamo per la sua anima come quella di tutti i defunti.

Valentina Giusti ha detto...

"Forte nella sua fede e mai concentrata su se stessa". Così Rebel descrive Madre Teresa di Calcutta. Chiaro che il confronto con Carmen, nota soprattutto per il fatto che aveva sempre qualcosa da ridire e che enfatizzava sempre le colpe (altrui) senza dimostrare autocritica, rende chiaro in quale delle due si possa ritrovare la stoffa della santità, ma, senza arrivare fino a tali altezze, anche solo la trama dell'equilibrio umano e spirituale.
Ancor più incredibile il fatto che si identificasse in santa Caterina da Siena, ma fa il paio con Kiko San Domenico ai piedi della Madonna di Pompei.
Ricordo come santa Caterina
nel suo "Dialogo sulla Divina Provvidenza", opera ispiratale da Dio, scrisse, a proposito della dottrina della Verità, che sono tre le condizioni per poter esercitare il lume della ragione e ricevere la Verità senza cadere in inganno: la prima è non giudicare i difetti del prossimo, la seconda è non giudicare il grado di virtù del prossimo, la terza condizione infine, è non volere che tutti seguano la stessa via.
Un po' difficile credere che possa dichiararsi sua epigona chi ha inventato gli scrutini, strumento di scarnificazione delle coscienze che vengono meno proprio a questi tre principi necessari per poter esercitare correttamente la ragione e non cadere in inganno, doti umane che fanno da necessario fondamento a quella divina della fede.

by Tripudio ha detto...

Apriamo una breve parentesi culturale.

Ci segnalano che madre Teresa di Calcutta avrebbe detto che fra Galileo e l'Inquisizione avrebbe scelto quest'ultima. Tale espressione («se fossi costretta a scegliere fra Galileo e l'Inquisizione...») compare perfino sull'autorevole (oh-oh, "autorevole", perbacco!) wikiquote, con ben due fonti.

La prima fonte è un libro contro madre Teresa. La seconda è invece un'intervista pubblicata sul quotidiano India Today nel maggio 1983, dove leggiamo (alla faccia dell'autorevolezza di wikiquote/wikipedia) che madre Teresa non ha mai detto quelle parole, ma si è limitata a rispondere «la Chiesa» ad una domanda provocatoria. Domanda che era formulata così:

(domanda): Madre, se lei fosse nata nel Medioevo e le fosse stato chiesto di prendere posizione, all'epoca dell'inquisizione di Galileo, cosa avrebbe scelto: la Chiesa o l'astronomia moderna?
(risposta di madre Teresa, sorridendo): la Chiesa.

Bisogna essere particolarmente tonti per credere ciecamente al gruppo Wikimedia-Wikipedia-Wikiquote. Ma come diceva il cardinale Biffi, il mondo non è diviso fra credenti e non credenti, bensì fra credenti e creduloni: pur di disprezzare la Chiesa, si è disposti a credere perfino alle fiabe.

Chiusa parentesi. Questo blog è dedicato al Cammino Neocatecumenale e ai suoi creduloni.

Anonimo ha detto...

Alex, per cortesia, non insistere con il tuo fine umorismo. Le tue correzioni riservale per i tuoi cari fratelli che, non essendo abituati al confronto dialettico e che, di conseguenza, non sono costretti a ricerche bibliografiche (chiamasi fonti) necessarie a supportarne tesi ed ipotesi per cui di norma non espletano alcun sforzo di lettura - evidenti i pessimi risultati scritturali - a meno delle pallosissime e scorrette tracce di annunci e convivenze (ma in quelle si sa, e d'obbligo l'uso dell'itagnolo così caro agli iniziatori - ridicolo l'uso di questo pseudo-codice da parte di molti normalissimi indigeni catechisti). Dicevo, sii fine recensore per loro, di grazia, non ti curar dell'unico refuso di chi sa strutturare periodi in ottima corrispondenza grammaticale e logica, e stai pur certo che il nostro esimio accademico saprà valutarne disinvoltamente l'ininfluenza.
Buon pomeriggio.
M.i.B.

P.S. Mi accorgo, ad una rilettura del mio scritto, che forse il mio pensiero è strutturato in maniera complessa per la maggior parte di voi. Mi riprometto, alla prossima occasione, di usare i disegnini, redigere in modo semplice (soggetto, verbo, oggetto) senza subordinate e chiose che vi sono, probabilmente, di difficile lettura. Bye bye

alex ha detto...

aggiungo anzi speravo che volendo correggesse senza pubblicare l'invito alla correzione , non era mia volontà e non era proprio il caso
Alex

Pietro (NON del Cammino) ha detto...
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Pietro (NON del Cammino) ha detto...

A me sta bene che la Croce è un dono di Dio, nel senso che, come la Croce di Cristo diviene strumento di salvezza, così le nostre croci unite alla Sua.

Ma le malattie, così come certe situazioni che producono sofferenza, vanno combattute.
Accettarle non significa non curarsi, ma viverle con fede avendo fatto di tutto per guarire. Altrimenti non è fede, ma MASOCHISMO.

La differenza tra la fede e il masochismo tipico di tanti camminanti è che la fede fa amare la Croce non per se stessa, ma per Cristo, mentre il masochismo è puro dolorismo, una forma di superbia che postula la salvezza confidando nelle proprie FORZE UMANE.

La croce non è affatto bella per se stessa, ma è Cristo a renderla bella, cioè salvifica.
E' un mezzo, necessario finché si vuole, ma pur sempre un mezzo, e non un fine.

Per i camminanti, invece, spesso è fine a se stessa.
Faccio un esempio. Un mio amico, che viveva in una situazione psicologica molto provata, aveva sposato una donna così psichicamente disturbata, che il matrimonio durò poco.
Io capii subito che era probabilmente nullo e lo invitai a chiedere l'annullamento.
Ma nel frattempo era entrato nel Cammino e i suoi ignoranti catechisti, con la supponenza di chi si crede infallibile, gli hanno detto di NO.

"Questa è la tua croce" gli dicevano, infischiandosene della Chiesa che offre la possibilità dell'annullamento.
Così il mio amico ha vissuto per oltre DIECI ANNI da solo, cadendo spesso in peccato per poi confessarsi. Dieci anni duri.
Poi un giorno è uscito dal Cammino e ha chiesto l'annullamento. L'ha ottenuto, ha sposato una brava donna, sana di mente e di principi, ha avuto dei figli e vive sereno.

I camminanti volevano che vivesse come fosse sposato nonostante il matrimonio fosse chiaramente inesistente!
Dove è la fede? E dove la ragione?

Anonimo ha detto...

Allora perdona la mia arroganza. Se può servire da attenuante, se segui questo blog, saprai che siamo stanchi di "intrepidi conoscitori dello scibile umano". Sai, chi ha li spirito nc può essere teologo, fisico, letterato e persino... cristiano.
M.i.B.

Valentina Giusti ha detto...

Alex, si è capito che volevi solo segnalare il refuso. Il problema però è che non è possibile -o almeno credo non sia possibile- modificare i commenti, una volta inviati.
Ma dimmi, chi sarebbe il Prolusore accademico del blog? Grazie 😉

Ruben ha detto...
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Ruben ha detto...
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Ruben ha detto...

"A proposito dei matrimoni neocatecumenali, come già ho evidenziato in altre occasioni, la maggior parte, probabilmente sono Canonicamente e Civilmente nulli(Italia); proprio perché viziati nel consenso: nessuno può imporre "fissate la data entro l'anno" o "se il tuo fidanzato/a non fa il Cammino non puoi sposarlo/a e via dicendo: il Matrimonio, è un Sacramento che comporta una RECIPROCA LIBERA SCELTA, ed a me sembra che nel Cammino di RECIPROCO, non ci sia il benché il resto di nulla."
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Ruben ha detto...

P.S. Stasera sono un po' stanco, accettate il messaggio così com'è, refusi compresi.
Non mi va di ripostarlo per la quarta volta.
Un abbraccio,
Rubel
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Viola ha detto...

off topic Buonasera,leggo da qualche tempo questo blog e sono abbastanza inorridita dai racconti dei fuoriusciti anche se non capisco come la maggior parte di essi siano rimasti anni nel movimento prima di capire ciò che non andava bene per loro.Mi sono riavvicinata da poco alla religione cattolica ed avrei il desiderio di leggere le Sacre Scritture con una guida,nella parrocchia che frequento inizierà a breve il ciclo di catechesi catecumenali,ho conosciuto già qualche partecipante,ma non riesco a farmi dire molto altro se non il classico -vieni a provare e vedrai-c'è qualcuno che mi può dire cosa vedrò in questo periodo di prova? Mi è stato detto che le catechesi durano un'ora,ma non ci credo.Ho paura che l'impegno richiesto sia troppo gravoso per me,mi spaventa la pratica delle lodi la domenica mattina,io quel giorno voglio andare a Messa,non ci rinuncerei per nulla al mondo.Avrei molto altro da chiedere.Vi ringrazio anticipatamente

Lino ha detto...

@ Viola
I catechisti neocatecumenali non possiedono alcuna conoscenza del cattolicesimo, seguono un'altra dottrina. Nelle catechesi iniziali, peraltro, vedrai susseguirsi nelle "lezioni" più persone e tra essi quelli con minore esperienza, i più "anziani" seduti dietro di queste. Vedrai che illustreranno le lezioni con dei disegnini su una lavagna a fogli mobili, i medesimi disegnini del loro fondatore Kiko che mostrano da cinquant'anni. I "catechisti" neocatecumenali sono nastri registrati del direttorio catechetico di Kiko Arguello e Carmen Hernandez.
Vacci pure, è poco impegnativo e poco pericoloso, io l'ho fatto due volte. Potrai capire il metodo educativo (non c'è interlocuzione, interazione, essi parlano e tu devi ascoltare) e confrontare quello che essi dicono e come lo dicono con la pedagogia e il magistero della Chiesa. Anzi, qualora tu dovessi andarci, ti segnalo questa:
http://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/it/angelus/2008/documents/hf_ben-xvi_ang_20080302.html
Ascolta bene la catechesi iniziale sul cieco nato secondo Kiko (su essa si fonda l'intero Cammino) e confronta con la lezione di BXVI nel link soprastante.

Valentina Giusti ha detto...

Per Viola: è vero ciò che ti hanno detto, le catechesi iniziali durano poco. Sono delle lezioncine abbastanza stringate senza contraddittorio.
Se vuoi accostarti alla lettura della Bibbia con una guida, il cammino neocatecumenale non è la risposta alle tue esigenze, perché la lettura delle Scrittura viene fatta sempre esclusivamente da soli, senza il supporto di sacerdoti (il presbitero che fa servizio in comunità non è presente nelle preparazioni casalinghe della messa e della celebrazione della Parola e, durante gli incontri e le convivenze mensili, non ha alcun diritto di intervenire e correggere gli inevitabili strafalcioni e errate interpretazioni delle Scritture).
Gli unici che hanno diritto "magisteriale" sono i catechisti, di solito volutamente molto ignoranti in proposito, che si addestrano studiando le interpretazioni di Kiko e Carmen.
È così che, in questa mescolanza di fai-da-te e di adesione incontrastata ad alcune linee di pensiero imposte dall'alto, che in cammino si finisce per aderire, inconsapevolmente, ad idee non propriamente cattoliche come quella della sola Grazia, della sola Fede, del solo Cristo, della sola Scrittura, dei soli Kiko e Carmen.
In definitiva, se vuoi davvero apprendere qualcosa di Sacra Scrittura secondo la visione cattolica, meglio lo studio personale o seguire qualche buon corso di teologia.

Anonimo ha detto...

Pace e bene fratelli

Anonimo ha detto...

Per Tripudio che dice: "Questo blog è dedicato al Cammino Neocatecumenale e ai suoi creduloni."

NON E' VERO CHE SONO CREDULONI, SONO ERETICI!!! E come tali andrebbero trattati.

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Viola:

io non sono un ex del Cammino, ma conosco alcuni che ne fanno parte convintamente e altri che sono ex.

Da ciò che ho potuto capire, mi sembra che molte delle cose che nel Cammino si attribuiscono a Dio, in realtà sono dovute all'umanità.
Di fatto il Cammino presenta dinamiche molto simili di tante realtà solo umane: gruppi di amici, associazioni culturali, o di cacciatori, o di tifosi...
Solo che il Cammino, proprio come fanno le SETTE, attribuisce certe dinamiche a Dio.

Mi viene in mente come,anni fa, il mio capo ufficio si era dimenticato dove avesse parcheggiato l'auto. Allora entrò in una Chiesa a pregare e ne uscì trionfante: era stato "illuminato".
Sicuramente Dio, che guarda al cuore, l'avrà aiutato, ma portare una testimonianza simile come "prova" che lui è ispirato da Dio in tutto ciò che fa, come fanno i camminanti, è eccessivo. Anzi è assurdo.

Ciò che il Cammino può darti è un senso di sicurezza UMANA, che in se stessa non sarebbe un male, se non venisse spacciata per grazia divina e se non avesse il secondo fine di VINCOLARTI, attraverso tecniche psicologiche, per fare di te un soldatino ubbidiente e al quale estorcere denaro. Come regolarmente avviene.

Se vi entrerai a far parte e poi un giorno vorrai uscirne, scoprirai che tutta l'amicizia dimostrata era FALSA e sarai sola.

Naturalmente parlo in generale, perché perfino i camminanti, anche se condizionati, non hanno perso del tutto la libertà e perciò non sono dei robot, ma pur sempre delle persone che mediano le "istruzioni" ricevute dal Cammino.
Di conseguenza, qualcuno di quelli meno rimbecilliti dal lavaggio del cervello, che generalmente non sono catechisti,possono continuare a interessarsi a chi abbandona la "comunità", perché gli voleva davvero bene. Ma non è questo lo stile del Cammino.
In genere chi esce non riceverà più una sola telefonata, neanche se è malato terminale.

Perciò ti SCONSIGLIO il Cammino.
Se, bastandoti la vita parrocchiale "normale", tu vuoi solo crescere nella comprensione della Bibbia, ti consiglio un gruppo biblico di qualunque tipo, guidato da un buon teologo.

Se invece senti il bisogno di una comunità attorno a te, che ti manifesti costantemente la sua vicinanzqa, nel cammino di ogni giorno, ci sono realtà più sane del Cammino.
Vanno benissimo, ad esempio, i Focolarini, autenticamente cattolici e ubbidienti, o Comunione e Liberazione. Ma ci sono anche altre realtà che, sebbene i componenti, come tutti, non siano esenti da difetti umani, però sono ubbidieti alla Chiesa e dottrinalmente sicuri.

Auguri per la tua ricerca

roberta salerno ha detto...


@Viola

“.. io quel giorno voglio andare a Messa, non ci rinuncerei per nulla al mondo”

E’ molto bella questa tua affermazione, è il fondamento della nostra vita, è alla Messa che attingiamo per vivere un rapporto di tipo PERSONALE con Gesù per poi poterlo vivere anche negli altri momenti della vita quotidiana .. penso quindi che la Messa debba essere la base di partenza per ogni ricerca di approfondimento sia della preghiera, sia anche delle Sacre Scritture.

Per me è di aiuto tener presente, durante la settimana, le letture della Domenica, riflettere sull’omelia del sacerdote, leggere dei commenti che si trovano nei libretti di sussidio per la Messa o nei giornali cattolici.

Forse tu hai desiderio di qualcosa di più approfondito, ma allora le catechesi NC non servono, perché non “approfondiscono” la conoscenza della Parola di Dio ma solo ne danno una interpretazione fuorviante, superficiale, quel poco che basta per attirare le persone ad una vita “di comunità”.

Infatti è a questo che sono finalizzate le catechesi NC: proporre alle persone che hanno ascoltato il ciclo completo (circa sedici incontri distribuiti in 2 sere a settimana, quindi circa 2 mesi, in genere in periodo di Quaresima o di Avvento, precedute da un’ annuncio-testimonianza fatto in Chiesa durante la Messa, per invitare a partecipare) di formare, tutte loro insieme e (almeno all’inizio) nessun altro “esterno” una “nuova comunità”.

Il “cammino” neocatecumenale è tutto basato sulla COMUNITA’ , non si è aiutati a vivere un rapporto di tipo PERSONALE con Dio, non c’è preghiera se non in comunità, non c’è lettura della Bibbia se non a gruppi in comunità, non c’è Eucaristia se non in comunità.

Con questo non intendo dire che non sia importante l’aspetto comunitario del vivere la fede, ma solo che esso non può essere autentico senza una libera e consapevole adesione PERSONALE alla fede , per raggiungere la quale il CN non è di nessun aiuto, ma anzi di ostacolo.

Comprendo le tue perplessità sul fatto che in tanti abbiamo impiegato del tempo prima di capire che questa strada non rispondeva veramente ai nostri desideri e bisogni … ognuno avrà avuto le sue motivazioni e i suoi tempi per capire .. io posso parlare per me: ho aderito all’inizio perché attratta proprio da questo aspetto “comunitario” (che ci fosse o no la presenza di Gesù .. ho capito dopo era secondario per me in quel momento) ; sono rimasta per 12 anni, gli ultimi due dei quali passati a mettere insieme tutte le cose che non mi tornavano, a cercare una risposta ai dubbi accumulatisi col passar del tempo e al reale bisogno di trovare un rapporto VERO con Dio.

Forse si può dire, non per giustificarsi ma per cercare di comprendere, che il CN è molto ben strutturato, organizzato, si regge su un sistema gerarchico che, se da un lato soffoca la libera iniziativa e la creatività personale, dall’altro ti offre però una vita fatta di “sicurezze”: la “tua” comunità, i “tuoi” catechisti , le “tue” prassi giornaliere per essere nella “volontà di Dio”….

Fino a che non ti rendi conto che della “volontà di Dio”, quella vera, ti importa veramente.

Roberta

Ruben ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Ruben ha detto...

O.T.
A costo di essere monotono, "repetita juvant" e siano di chiaro monito ai Neocatecumenali, soprattutto quelli in buona fede, che PAGANO LORO i lussi del santone:
una volta si favoleggiava di Kiko in prima classe; ormai da qualche anno il jet executive per Kiko, è diventato la norma; ragazzi, far volare questi "gioiellini" costa! Ed anche un sacco(nero) di soldi, regolarmente pagati e buttati al vento da "Voi"!

https://www.youtube.com/watch?v=PMDF7U4Oa2Q&t=6s

Fine O.T.

Lino ha detto...

@ OT Ruben
Impressionante. E' l'arrivo di una star in un aeroporto, diciamo pure di un idolo.

Pax ha detto...

Rebel scrive:

Desidero riportare il pensiero di Carmen, che dopo questa riflessione su Madre Teresa di Calcutta quasi logora: «Tu non ci sei Gesù mio. Cammino controcorrente. Questa psiche tenebrosa, lamentosa, che amarezza. Non so vivere. Abbi compassione di me. Mi affatico in una tragedia esistenziale». È un richiamo alla sua stessa persona che rende il lettore quasi depresso.
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Si, voglio tornare ancora al post di Rebel.
Lo ho riletto più volte, offre spunti infiniti, forse perché dipinge in maniera tanto efficace la candidata agli altari che, per chi la ha conosciuta, pare quasi di averla davanti agli occhi.
Grazie Rebel per la tua sensibilità che tanto ci aiuta a capire, a penetrare il cuore di tutto.
La preghiera di Carmen parte da lei e a lei ritorna. Carmen è il centro di tutto.
Invoca Gesù per se stessa, per la sua incurabile angoscia che non la fa vivere; il suo dolore non è un dolore fecondo, non porta frutti.
Perché, diversamente dalla Santa di Calcutta - la santa dei derelitti che ha offerto tutta la sua esistenza, innestandola nella Croce di Gesù, nel suo Amore immolato, stretta e abbracciata al suo Sposo, offerta con Lui sull'Altare - Carmen non ha mai sottolineato l'aspetto oblativo dell'Amore Divino, dell'Amore Eucaristico e, saltellando saltellando nell'Esodo Pasquale, dalla morte alla vita, dal peccato alla grazia, dalla schiavitù alla libertà, in questo gioco quasi magico, come fosse una ricetta sicura per la cui riuscita le bastava entrare il più morta possibile per passare all'euforia della liberazione, è rimasta gabbata, si è imbrogliata da sola, ha raccolto ciò che ha seminato: tenebre profonde intorno, nel cuore, nella psiche, nella mente, fino al suo ultimo giorno.
Assurdo rito/carmeniano, scarnificato della millenaria storia della Chiesa con tutti i suoi Concili, preso di peso dalle origini è fatto atterrare nel Vaticano II alla sua maniera (di cui era tanto orgogliosa), alla Carmen-maniera.......che orrida maniera!

Pax

Pax ha detto...

Ti ringrazio ancora Rebel,
Dio ti ricompensi.

Pax

Viola ha detto...

Un immenso grazie a Lino,Valentina Giusti,Pietro (NON del Cammino) e in particolar modo a Roberta Salerno che mi ha illuminato sulla questione per me fondamentale:io cerco la presenza di Gesù,l'aspetto comunitario può scaldarmi il cuore per un pò,ma posso dire che il dolore nella mia vita lo hanno portato le "comunità" che ho sperimentato,dalla famiglia d'origine fino ai figli.Declinerò l'invito formale quando mi verrà posto cercando qualcosa di più adatto a me.Continuerò a leggervi e a porvi domande qualora ne avessi bisogno.Grazie ancora

by Tripudio ha detto...

Piccolo off-topic semi-comico a proposito di troll-pasqualoni che minacciano di far chiudere questo blog, lamentano "censura" quando qualche loro isterica esalazione non viene pubblicata in queste pagine, esigono (dall'alto del loro anonimato) di conoscere nomi cognomi e recapiti di chi partecipa al blog, ecc.: c'è qualche blog che sta messo peggio di noi...

3BO ha detto...

e' comprovato dai fatti. Sei tu che sei messo male. Classico bue che dice cornuto all'asino
3BO

John ha detto...

La vita dei Santi della Chiesa mostra persone sostanzialmente e profondamente libere che scelgono per amore di stare con Gesù e seguirlo.
La setta neocatecumenale raccoglie dalla strada persone profondamente turbate o sofferenti a cui inculca che la sofferenza in quanto tale è segno di superiorità che li rende graditi a Dio. Da ciò si autoconvincono di essere felici quando non lo sono, Santi quando non lo sono e liberi quando non lo sono.
La sofferenza è per se stessi, non spesa per gli altri con intima gioia di servire Gesù.
Da qui la caterva di croci a metà fra fantozziane sfighe e atroci tragedie di cui si fregiano a dimostrare la loro fede adulta.

Per fortuna i Santi veri ci riportano al Vangelo.

Coraggio fratelli neocatecumenali , accendete cuore e cervello e tornate all'Assemblea di Cristo. L'unica.