domenica 13 agosto 2017

Fanno le CentoPiazze e si fanno pure pagare dal Comune!

Apprendiamo dal sito web del Comune di Verona che le comunità neocatecumenali di Verona si sono fatte pagare dal Comune cinquecento euro per aver "evangelizzato" in piazza.

Con determina n.46 del 7 agosto 2014 (determinazione dirigenziale n. 3888 dell'11 agosto 2014), il Comune di Verona, visto che tale nuova "evangelizzazione" «costituisce una modalità di realizzazione degli interessi generali dell'Amministrazione etc» (pag. 1), autorizza l'intervento finanziario nella misura di € 500,00 - nella persona del "referente delle comunità neocatecumenali di Verona" - nel rispetto dei limiti prefissati dal Comune, con obbligo di pubblicazione.

Sorge dunque qualche piccola domandina:
  • quali saranno stati i "giustificativi di spesa" per i cinquecento euro in questione? l'usura di corde di chitarra, megafoni e tamburelli?
  • le comunità neocatecumenali di tutto il mondo, ogni volta che fanno le centopiazzate, chiedono rimborsi al proprio Comune?
  • li chiedono ogni anno?
Vediamo qui sotto qualche foto esempio di autocelebrazione schitarrante, cioè di «modalità di realizzazione degli interessi generali dell'Amministrazione» simili a quelle costate cinquecento euro a tutti i contribuenti di Verona:

 



28 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma come?
Un gruppone di chitarristi di provata esperienza, predicatori, alcuni cantanti dalla voce squillante e altisonante e dalla faccia ispirata comprensivi di battito di tacchi sul pedalino quasi tzigano, clack di plaudenti canticchianti osannati con bambini al seguito, scenografia di lusso comprendenti tutti gli ammennicoli targati kiko, fondali e coprileggio, il tutto corredato da prete, scusare presbitero, forse parlante, il tutto per sporchi miseri ingiustificabili 500,00 euro??? Vergogna!!! Taccagni comunali di Verona!!!
Buona domenica.
M.i.B.

Io Non Sto con Oriana ha detto...

Internet ha comportato un brusco ridimensionamento per l'appeal dei gruppi settari di ogni genere perché pur con tutti i limiti del caso consente la comoda confutazione di sistemi di credenze e gerarchie più o meno ridicole.
Sarebbe interessante sapere, al di là dell'elemosina elargita dal comune di Verona (con la stessa cifra si coprono alcuni secondi di occupazione dell'Afghanistan a rimorchio degli aggressori statunitensi, per esempio) quale riscontro pratico hanno iniziative del genere, al di là dell'aiutare a serrare i ranghi e dall'autocelebrazione.
Non è detto che siano in molti ad aggregarsi ad un gruppo che in concreto, al pari di moltissimi gruppi consimili, "ti conta le scopate e ti vuota il portafogli", come l'ho sentito definire tempo fa a Firenze.
C'è da stupirsi, se mai, che organizzazioni del genere non abbiano fra i loro principali problemi l'affrontare le reazioni scomposte di quanti hanno fatto le spese della loro pura e semplice esistenza.

Anonimo ha detto...

Non é possibile
Spero di cuore che non sia vero quel documento che ho visto a inizio pagina
Veramente spero sia una bufala....
Pierangelo burgazzoli

by Tripudio ha detto...

Per verificarlo, puoi cliccare direttamente sul sito web del Comune di Verona a questo [link] che era segnalato fin dalla prima riga dell'articolo.

Si può facilmente supporre che una volta avuta tale autorizzazione i neocatecumenali abbiano compilato un "consuntivo di spesa" per ottenere il risarcimento (a spese dei cittadini contribuenti veronesi) di cinquecento euro che - come dice il documento - verranno pagati al responsabile (con tanto di nome, cognome e indirizzo).

Ora, se le eresie neocatecumenali hanno diritto ad essere non solo urlate in piazza ma anche pagate dai contribuenti, allora anche i testimoni di geova, gli atei, i seguaci della dea Kālī (quelli del suicidio rituale), ecc., avrebbero diritto. Tutto alla faccia dei contribuenti veronesi che in maggioranza assoluta sarebbero formalmente cattolici.

C'è quasi da ammirare questa capacità neocatecumenale di estrarre soldi dalle tasche altrui, hanno una dimestichezza che ha dell'incredibile. È come quando un parroco neocatecumenale prende possesso (letteralmente) di una parrocchia, e usa i fondi parrocchiali (cioè i soldi dei fedeli) per comprare quei blasfemi gadget kikiani, con o senza l'autorizzazione del consiglio affari economici. È come quando negli anni '90, nella diocesi giapponese di Takamatsu, che contava solo cinquemila battezzati, in un paese in cui non esiste l'otto per mille (per cui la disponibilità economica della Chiesa è limitata alle libere offerte dei fedeli), "convertirono" il vescovo Fukahori al neocatecumenalismo e sfruttarono la piccola e povera diocesi per impiantare un seminario Redemkikos Mater a spese degli altri fedeli.

by Tripudio ha detto...

Aggiungo pure che non importa che 500 euro sarebbero una "piccola" somma (sono sicuro che qualche kikos non vede l'ora di contestare la "piccolezza" di cinquecento euro). È importante il principio. Se il rimborso fosse stato possibile fino a 50.000 euro, i kikos non si sarebbero limitati a chiedere solo 500.

Il principio è che sono riusciti a far dire al Comune (attraverso chissà quali kikos incistati nel consiglio comunale) che la loro chiassosa e inutile piazzata avrebbe valore per tutta la cittadinanza, tale da meritare un risarcimento in denaro. Proprio loro che sono abituati a non rendicontare mai nulla, proprio loro hanno la faccia tosta di chiedere un risarcimento per un'iniziativa che a loro costa zero.

Lino ha detto...

A prescindere dal fatto che questa determinazione rappresenta un precedente (non potranno negarlo alle altre confessioni riconosciute, vedi http://host.uniroma3.it/progetti/cedir/cedir/Conf_Riconosciute.htm TdG compresi) non si capisce perché i neocatecumenali, presenti in mezzo mondo, vadano annoverati tra le espressioni culturali della città. Voglio vederli i leghisti di Verona quando a richiedere un contributo saranno gli islamisti :-)
Simili contributi sono erogati a fronte di preventivo oppure rendicontazione della spesa. E' possibile, ai sensi della trasparenza, richiedere la documentazione al Comune di Verona. Se qualcuno che frequenta l'Osservatorio è di Verona, potra farlo agevolmente.

Dal mio punto di vista distante da Verona, posso solo osservare che questi neocatecumenali vanno senza borsa e bisaccia sì, ma con molti finanziamenti, oggi anche a carico del contribuente veronese :-)

Lorenzo ha detto...

Chissà cosa I vari Donnini, Cometto, Rengo ai vertici della Fondazione Famiglia di Nazareth (ente a cui questi soldi sono stati erogati) penseranno.

Lorenzo ha detto...

P.S. È chiaramente una marchetta politica, visto che il Tisato in quanto politico dell'UdC ha iniziato a sostenere la giunta comunale (http://www.larena.it/territori/citt%C3%A0/e-l-udc-tisato-si-schiera-con-il-sindaco-1.7906).

Ruben ha detto...

Lino, stavo scrivendo, ma mi hai preceduto; stavo infatti, proprio pensando ad un tentativo di proselitismo islamico in una piazza di VERONA: feriti, contusi e forse ci scappava anche il morto!...

Tutto alla faccia della Determinazione "DEMENZIALE", tra l'altro, secondo il mio punto di vista, anche ai limiti della costituzionalità.
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Anonimo ha detto...

come diceva totò.... E IO PAGO !!!! E IO PAGO !!!!!!!

Valentina Giusti ha detto...

Immagino che li abbiano pagati come giullari e saltimbanchi, che fanno così tanto ambient per i turisti.

Lino ha detto...

Perdonatemi se "uso" il Vangelo (in accordo alla logica di Kiko) ma questa storia del rimborso spese per una missione della "nuova evangelizzazione" è demenziale.

Dal vangelo economico-finanziario secondo il Cammino:
«Fratelli neocatecumenali, quando vi ho mandato senza borsa, né bisaccia, né sandali, vi è forse mancato qualcosa?». Risposero: «Nulla». E Kiko soggiunse: «Ma ora, chi ha un politico amico in Comune chieda un rimborso spese».

Ruben ha detto...

Tra le altre cose, per gli standard Necatecumenali, 500,00 Euro, da un Comune importante, ricco e popoloso, è un ben misero obolo del tipo "tenga buon uomo!";
sicuramente il buon referente del CN che l'ha ricevuto, e probabilmente formalmente sollecitato, passerà qualche guaio.

Come in tutti i consessi ipocriti, sono sempre gli utili idioti a pagare!
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Anonimo ha detto...

Guardate che 500 euri non sono pochi,
Kiko ci fa 10 giorni di elemosina quando va a prendersi un caffè

Lino ha detto...

@ Ruben
Condivido perfettamente. Questa "nuova evangelizzazione con rimborso spese da fondi pubblici" farà il giro del web, giungerà ai vertici del Cammino e il promotore della richiesta se la passerà sporca. La classica buccia di banana, sulla quale scivola chi va a piedi e non chi va con l'elicottero pagato con fondi privati, come il Grande Fratello Kiko :-)

roberta salerno ha detto...


Qsta notizia nn l'avevo mai sentita .. chissà se sono riusciti a farlo anche in altre città .. i NC hanno davvero 1 modo originale di intendere la Provvidenza ... Come è stato originale anche questo Comune nell'applicare il
PRINCIPIO di SUSSIDIARIETA'...
chissà se poi qlche amministratore ha sottolineato i benefici arrecati alla cittadinanza da qsta iniziativa .. "culturale" (?) "sociale" (?) .. che aggettivo avrà usato?

Quando si potrà scegliere il cammino neocatecumenale nel 5x mille?

Anonimo ha detto...

Roberta.....
il 5 x 1000 già lo chiedono ai fedelissimi per il sostentamento del R.M. di Macerata,

Ruben ha detto...

@ roberta salerno ha detto...

Qsta notizia nn l'avevo mai sentita .. chissà se sono riusciti a farlo anche in altre città ..
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Non ho la certezza se ciò sia avvenuto in altre città.

Sono comunque abbastanza sicuro, che nelle pregresse edizioni delle 100 piazze a Roma(5), che è la città dove attualmente risiedo, il Comune abbia chiuso entrambi gli occhi, sulle autorizzazioni di temporanea occupazione di suolo pubblico, ai fini di pubbliche manifestazioni; tanto che non vedevi mai, non dico un Carabiniere od un Agente della Polizia di Stato, ma neanche l'ultimo Agente della Polizia Municipale.

by Tripudio ha detto...

Direi che il proporsi attraverso il cinque per mille è più onesto (in quel caso il meccanismo è chiaro per tutti e i soldi viaggiano solo dietro firma dei singoli che vogliono contribuire e proporzionali alla ricchezza del contribuente: in quel caso i kikos se la cantano e se la suonano e se la pagano... e come al solito tentano di turlupinare i cattolici [clic qui]).

Quella del chiedere un rimborso al comune, invece, pare proprio una furbata volpina, poiché il Comune ha chiarito che quei soldi - che sono stati estratti dalle tasche dei contribuenti ignari - vanno a ricompensare un'attività di «interesse generale», quando in realtà si tratta del solito proselitismo neocatecumenale, del solito show autoreferenziale. Il giudizio non cambierebbe se si trattasse di induisti o di fautori della terra piatta, perché sono minoranze che pur avendo diritto di parola non dovrebbero avere il diritto di estrarre soldi di tutta la comunità per fare i loro interessi.

C'è pure da notare che l'«interesse generale» del Comune su un tema religioso è applicabile solo alla Chiesa cattolica, dal momento che la maggioranza assoluta della sua popolazione è cattolica (anche quando in polemica con la Chiesa o addirittura non praticante). Questo per ribadire che una formazione religiosa minoritaria (induista, islamica, neocatecumenalista...) che vuol farsi propaganda non può pretendere di farsela anche pagare.

Beati pauperes spiritu ha detto...

"gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date" salvo quando si tratti di cacciare soldi in proprio, allora no, chiedete il rimborso al comune

Valentina Giusti ha detto...

Scusate amici, ho scoperto l'arcano del contributo di 500 euro ai Neocatecumenali!
La questione è semplicissima.
Uno scrupoloso impiegato del comune di Verona (si sa, a Nord Est vige il rigore di matrice austro-ungarica), avendo letto che nelle vie della sua città si facevano, a favore della cittadinanza, le "Cento Pizze" (ebbene sì, nel fervore dattilografico era saltata la "a" di Piazze), ha pensato bene di rimborsare i generosi benefattori.
Presa la calcolatrice, ha moltiplicato Ccento per cinque (il prezzo di una pizza Margherita) e voilà: il mistero del rimborso è svelato.
Che poi i generosi neocatecumenali abbiano offerto, per lo stesso importo, la famosa pizza UFO di Porto San Giorgio con uovo sodo ebraico e bufale a volontà, non fa altro che testimoniare a favore della loro tradizionale generosità. 😉

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Una sola volta mi sono imbattuto nelle 100 piazze.
Ho ascoltato per un po' con animo aperto (ancora non partecipavo a questo blog e non avevo un'idea precisa del Cammino come ora).
Testimoniava una ragazza che formalmente non ha detto nulla di sbagliato, ma il tono era esaltato e urlava da rompere i timpani: una sensazione sgradevole a cui però ho dato poca importanza.

Ciò che invece mi ha negativamente colpito è stata la forma di come certe cose sono state dette: mi ha ricordato il fariseo che RINGRAZIA DIO (dunque dà i meriti a lui) perché non è ladro come il pubblicano.
Fa bene a ringraziare Dio, ma fa male a GIUDICARE il pubblicano come un ebreo di serie B.
Fa bene a dare gloria a Dio, ma fa male a tenersene una parte per sé.

In qualche incontro ecclesiale a cui ho partecipato e in cui c'erano anche i camminanti, di loro mi ha sempre colpito che non sono disposti al DIALOGO: loro sanno tutto, il loro metodo è il migliore e, soprattutto, non hanno da imparare da nessuno.
Naturalmente ci sono delle eccezioni, ma in genere è così.
Su tutto hanno una visione diversa dal resto della Chiesa. Dico: su TUTTO. Questa è la mia esperienza.

Il Cammino è una chiesa a parte. Non ufficialmente, ma DI FATTO.
Con lo Statuto la Chiesa intendeva approvare una realtà ecclesiale e non una chiesa di fatto.
Tra una coppia di fatto e una chiesa di fatto, davanti a Dio è peggio una chiesa di fatto.
Camminanti, non fate come il fariseo... riflettete.

by Tripudio ha detto...

Segnalo un interessante articolo di Blondet sulla crisi della Chiesa, che farà rivoltare lo stomaco degli ipocriti che si illudono di sostituire la fede con una tifoseria o con un elenco di attività, e addolorerà coloro che quotidianamente sperano che "il Papa faccia qualcosa".

La crisi attuale della Chiesa si può affrontare, come tutte le altre crisi, solo con i soliti metodi: vivere santamente i sacramenti, pregare, conoscere di più le verità di fede. Che poi sono i fondamenti dell'ubbidienza, perché senza questi è nel migliore dei casi solo un eseguire ordini.

La chiamiamo "crisi" perché vediamo che la gerarchia stessa è allo sbando, vediamo troppo spesso che anche l'ultimo dei preti ha mille priorità ma non quelle essenziali. E se un ecclesiastico prega, santifica e insegna le verità di fede anziché le solite corbellerie di moda, viene immediatamente emarginato e qualificato come ribelle, retrogrado, lamentoso, "sedevacantista", "omofobo", "antisemita", e tutto il campionario di etichette che gli idolatri adoperano per distruggere una persona.

In qualità di cattolico sono fiero del fatto che anche un bambino può superarmi in santità e intelligenza della fede, perché questo significa che la verità e la santità non solo sono accessibili a tutti ma sono anche qualcosa di infinitamente grande che i "sapienti" di questo mondo non sono in grado di cogliere, tanto meno gli autonominati iniziatori di riscoperte e itinerari di cui quei santi bambini non hanno mai avuto minimamente bisogno.

Gli autonominati "adulti nella fede" sono così idioti che pur avendo recitato mille volte il salmo 8 e letto diecimila volte il Vangelo del «se non diventerete come bambini», non si rendono conto (o preferiscono rifiutare) che la fede è qualcosa di terribilmente semplice, non è un elenco di operazioni da effettuare, non è un elenco di discorsoni da fare e da subire, non è una patente da acquisire dopo una certa quantità di marcapresenza e pagamenti. La Chiesa non è un'azienda, tanto meno una caserma, e perciò la sacrosanta ubbidienza alla gerarchia può talvolta essere equivocata e trasformata in un banale eseguire ordini e vantarsi "fedelissimi" del capocannoniere (proprio come i farisei che si vantavano di essere discendenza di Abramo, col sottinteso che tale discendenza sarebbe stata un certificato di santità automatico e infallibile).

Provo una dolorosa fitta al pensare che domani, festa di particolarissima solennità, verranno dette tante idiozie nelle chiese, nei gruppi, nelle comunità, tanta inutile retorica, tante scemenze, tante inutili chiacchiere.

roberta salerno ha detto...

Vorrei condividere una "lettera ai sacerdoti" scritta negli anni '60 ma secondo me (a parte l'esempio della Lambretta) ancora valida per i nostri tempi.

"Sacerdoti, io non sono un Prete e non sono mai stato degno neppure di fare il chierichetto. Sappiate che mi sono sempre chiesto come fate voi a vivere dopo aver detto Messa.
Ogni giorno avete DIO tra le vostre mani. Come diceva il gran re San Luigi di Francia, avete «nelle vostre mani il re dei Cieli, ai vostri piedi il re della terra».
Ogni giorno avete una potenza che Michele Arcangelo non ha.
Con le vostre parole trasformate la sostanza di un pezzo di pane in quella del Corpo di Gesù Cristo in persona.
Voi obbligate Dio a scendere in terra! Siete grandi! Siete creature immense! Le più potenti che possano esistere. Chi dice che avete energie angeliche, in un certo senso, si può dire che sbaglia per difetto.
Sacerdoti, vi scongiuriamo: Siate santi! Se siete santi voi, noi siamo salvi.
Se non siete santi voi, noi siamo perduti!
Sacerdoti, noi vi vogliamo ai piedi dell'Altare.
A costruire opere, fabbriche, giornali, lavoro, a correre qua e là in Lambretta o in Millecento, siamo capaci noi.
Ma a rendere Cristo presente ed a rimettere i peccati, siete capaci solo voi!
Siate accanto all'Altare. Andate a tenere compagnia al Signore.
La vostra giornata sia: preghiera e Tabernacolo, Tabernacolo e preghiera.
Di questo abbiamo bisogno. Nostro Signore è solo, è abbandonato.
Le chiese si riempiono [si fa per dire] soltanto per la Messa.
Ma Gesù sta là 24 su 24 e chiama le anime. A tutti, anche a noi, ma in particolare a te, sacerdote, dice di continuo: «Tienimi compagnia. Dimmi una parola. Dammi un sorriso. Ricordati che t'amo. Dimmi soltanto "Amore mio, ti voglio bene": ti coprirò di ogni consolazione e di ogni conforto».
Sacerdoti, parlateci di DIO! Come ne parlavano Gesù, Paolo Apostolo, Benedetto da Norcia, Francesco Saverio, Santa Teresina. Il mondo ha bisogno di Dio! Dio, Dio, Dio Vogliamo. E non se ne parla. Si ha paura a parlare di DIO.
Si parla di problemi sociali, del pane.
Ve lo dice uno scienziato: nel mondo C'è pane! Ci sono risorse che, se ben distribuite, possono garantire una vita, forse modesta, ma certamente più che dignitosa a 100 miliardi di uomini!
L'uomo ha fame di Dio! E si uccide per disperazione. Dobbiamo credere, ecco il compito delle Missioni: donare Dio al mondo!"

(Enrico Medi - servo di Dio)

Ruben ha detto...

"la fede è qualcosa di terribilmente semplice"
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Grazie per questa frase essenziale tripudio; spesso mi trovo a doverla pronunciare sostituendo la parola fede con vita, a persone a me vicine.

Purtroppo non riesco a comprendere, chi si va a cercare complicazioni assolutamente non necessarie, non so per quale gusto di farlo.

Ruben ha detto...

"Ogni cristiano è spiritualmente vandeano."
O.T.
Lo ha detto il cardinal Robert Sarah durante un'omelia il 12 agosto. Un testo decisamente controrivoluzionario che trovate su MessaInLatino.

"È ormai nel cuore di ogni famiglia, di ogni cristiano, di ogni uomo di buona volontà, che deve insorgere una Vandea interiore! Ogni cristiano è spiritualmente un Vandeano! Non permettiamo che sia soffocato, in noi, il dono generoso e gratuito. Sappiamo, come i martiri della Vandea, attingere questo dono alla sua fonte: il Cuore di Gesù. Preghiamo perché una possente e gioiosa Vandea interiore si levi nella Chiesa e nel mondo".
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Grande Cardinal Sarah!..

Anonimo ha detto...

http://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/1990_0241.htm a me non sembra che la legge citata dia diritto a sovvenzioni da parte del comune , mi SEMBREREBBE una truffa

Anonimo ha detto...

Il Cammino neocatecumanle non è un'associazione, non è un'istituzione e non è un ente:
dunque l'atto è illegittimo e dovrebbe essere segnalato alla Corte dei Conti competente per territorio per danno erariale; inoltre non si comprende quale possa essere il carattere "culturale" dell'iniziativa