sabato 2 luglio 2022

Catechesi parrocchiali e diocesane affidate ai neocatecumenali: fedeli cattolici confusi e costernati. (Parte 1/2)

Riceviamo e pubblichiamo una lunga e meditata testimonianza (che abbiamo separato in due parti - qui la seconda) di nostri lettori cattolici che, pur non avendo frequentato il Cammino, ne hanno ascoltate molte idee e suggestioni, causa la pesante neocatecumenalizzazione della diocesi di appartenenza.

Questa testimonianza dà ulteriore conferma del fatto che quando il Cammino Neocatecumenale si insedia in una parrocchia o in una diocesi, le catechesi e le attività dell'organismo ospitante finiscono inevitabilmente per ricalcare il modus operandi neocatecumenale. L'obiettivo del Cammino, quando si adopera sul territorio per la parrocchia o per la diocesi, è quello di predisporre i cattolici ad essere successivamente attirati nella cerchia neocatecumenale.

Chi, senza entrare in una comunità, frequenta regolarmente incontri o ritiri organizzati dal Cammino viene fortemente esposto alla cosiddetta "neocatecumenalizzazione", esercitata con discorsi martellanti e ferree pratiche esclusive, dalle pessime conseguenze sulla salute spirituale, psichico-intellettiva, emotiva, organizzativa, materiale e fisica, nel senso stretto della sicurezza personale.



TESTIMONIANZA: 
Uno sguardo critico sul passato.

Pur non appartenendo al Cammino Neocatecumenale, era molto difficile evitarne l'influenza. Il Cammino era presente in numerose parrocchie della diocesi in ruoli decisionali o preminenti: nei consigli pastorali, nell' animazione delle Messe, con canti, ammonizioni ed occasionali redditio. Anche le omelie erano modellate sui testi segreti del Camminoche ancora non conoscevamo, con tutte le esagerazioni e le eresie del caso. I neocatecumenali gestivano il catechismo per bambini, di pre- e post-cresima, cicli di catechesi sui dieci comandamenti ed ovviamente le immancabili catechesi iniziali del Cammino Neocatecumenale con cui all'epoca rimpolpavano ancora le file degli adepti. Magari non li vedevi al volontariato ma avevano in mano la narrativa catechetica.

Nelle parrocchie rimaste fedeli alla dottrina cattolica il discorso catechetico si contrapponeva a quello neocatecumenale. Tuttavia, la libertà lasciata ai fedeli di scegliere tra due realtà opposte ed inconciliabili, come se fossero entrambe valide, dava luogo ad una penosa confusione, aggravata dal fanatismo con cui questi neo-schitarratori convinti di sé, veri parvenus del "rapporto finalmente personale col Signore", criticavano  la fede "dei nonni", fatta di messe giornaliere, rosari, sacrifici, digiuni e devozioni, tutti aspetti in realtà ammirevoli.

Leggendo questo blog abbiamo finalmente trovato ragione delle numerose dissonanze a cui va incontro un battezzato cattolico in una diocesi fortemente neocatecumenalizzata. All'epoca dei fatti ignoravamo che dietro al fanatismo chiassoso ed apparentemente spontaneo di molte parrocchie governasse la ferrea volontà di un'organizzazione ben finanziata e dalla rigida struttura occulta, il messaggio della quale, lungi dall'essere improvvisazione dello "Spirito Santo" come vantato, era scritto in copioni tenuti segreti. Il Cammino avanzava in diocesi, seguendo il suo progetto di colonizzazione.

recenti post sugli scrutini, sui garanti, sulle vicende di abusi, sia fisici che di potere, ci hanno dato occasione di confrontarci per raccogliere i ricordi sul messaggio catechetico neocatecumenale in materia di relazioni interpersonali. Desiderando lasciare una testimonianza ma limitati da ragioni di brevità, ci siamo focalizzati sulle catechesi sul sesto comandamento, per via delle stringenti somiglianze con quei metodi neocatecumenali che avete ampiamente documentato nel blog.

Le catechesi diocesane e parrocchiali a cui torna la nostra memoria, gestite da presbiteri del Cammino e loro collaboratori, erano aperte a tutti e vi partecipavano perlopiù giovani e giovani adulti di età compresa tra i 17 ed i 35 anni. Ciascuna delle sezioni che seguono si riferisce a momenti diversi delle catechesi sul sesto comandamento o del corrispondente ritiro finale della durata di qualche giorno.


1. I "gruppetti" di discussione sui peccati contro il sesto comandamento:

Gli organizzatori dividevano il gruppo dei partecipanti al ritiro sul sesto comandamento in piccoli sottogruppi, separati per sesso, nei quali era richiesto di aprirsi gli uni agli altri seguendo le domande di un questionario. Improvvisamente ci si trovava in questi mini-gruppi formati in modo casuale, composti da persone sconosciute e di età e stili di vita anche molto diversi tra loro. A tutti era chiesto di aprirsi: si mescolavano abitudinari della promiscuità, persone afflitte da tristi vicende di aborto, personaggi rancorosi ed aggressivi che usavano il sesso come un'arma, altri dipendenti da pornografia ed altri vizi, sposi dal matrimonio in disordine o in crisi, ma anche persone che non avevano molto da dire, continenti, vergini, e qualche minorenne. Alla fine della discussione, il referente di ciascun mini-gruppo riportava, di fronte a tutti quanti i partecipanti, un resoconto anonimo di quanto richiesto dal questionario. I resoconti venivano brevemente commentati dai presbiteri, secondo categorie di giudizio che abbiamo in seguito individuato come tipiche del Cammino.

Questo "lavoro di gruppo", oltre che non preannunciato, non era veramente facoltativo, senza considerare il fatto che poteva risultare estremamente sgradevole. Tuttavia era una tappa obbligata in questo percorso chiamato "di incontro col Signore". Si dava per scontato che tutti avessero qualcosa da raccontare e che tutti volessero parlare dei fatti propri ed ascoltare quelli degli altri. 

Indipendentemente dalla carità e dalla discrezione dei partecipanti, forzare questo tipo di condivisione era, già di per sé, una sorta di violazione morale dei confini personali, una specie di morbido preludio agli scrutini neocatecumenali, che possono essere molto scioccanti. Anche se il linguaggio e l'atteggiamento dei partecipanti, perlopiù di formazione o cultura cattolica (non ancora neocatecumenali) erano rispettosi, gli organizzatori avevano organizzato le attività in modo da lasciare briglia sciolta alla condivisione spudorata. Anche le catechesi erano ricche di esempi concreti ed espliciti. L'impudicizia primigenia proveniva dal Cammino e consisteva nell'imporre le sue abitudini ai cattolici che esso definisce "della domenica".

Purtroppo, si riscontrava anche una certa complementarietà con il punto seguente:


2. L'eccessiva facilità con cui la maggior parte dei giovani esponeva i dettagli più delicati della vita intima:

La maggior parte dei partecipanti ai gruppetti di discussione si apriva senza ribellarsi, incoraggiata sicuramente dalla scriteriata ideologia, già da tempo imperante, del condividere i fatti propri, in pieno contrasto con le indicazioni di San Paolo: ”Quanto alla fornicazione e a ogni specie di impurità o cupidigia, neppure se ne parli tra voi, come si addice a santi." (Ef 5,3). Questo tipo di condivisione costituisce già una molestia sessuale di tipo morale, sia sui maschi che sulle femmine.

In molti casi si trattava di incosciente fiducia nel prossimo. In taluni soggetti si riscontravano superficialità, esibizionismo, voyeurismo, desiderio di sporcare almeno a parole, insomma quei mali che andrebbero gestiti in ambiente controllato, come in una pudica e ben fatta confessione oppure in un ambulatorio psichiatrico o addirittura in un'aula di tribunale. Invece, tutti erano tenuti ad "accogliere l'altro nell'ascolto e nella condivisione". 

Eccettuato un brevissimo richiamo formale dei presbiteri alla delicatezza e alla segretezza con l'esterno, la moderazione dei contenuti era lasciata ai partecipanti. Alcune coincidenze ci hanno fatto capire che gli organizzatori raccogliessero, da queste esternazioni semipubbliche, materiale da portare come esempi di supporto in catechesi per altri gruppi. 

A volte i presbiteri, senza indicare il peccatore, riportavano materia udita in confessione, specificandolo esplicitamente. Quando in seguito abbiamo scoperto i mamotreti, non ci ha stupito leggere che Kiko avvalora le sue indicazioni con il fior fiore delle confessioni pubbliche ottenute nei suoi scrutini (in alcuni casi addirittura riportati nella loro completezza).



3. Inopportuna esposizione dell'intimità coniugale:

Durante le risonanze e i giri di esperienze, succedeva che persone sposate esponessero, tranquillamente e pubblicamente, dei fatti da rendere noti solo al confessore. La cosa avveniva persino a coniuge presente e di fronte ad una foltissima assemblea di sconosciuti. Nessuno si permetteva di commentare e riteniamo anche possibile che la maggior parte dei presenti, caritatevolmente, non abbia fatto pettegolezzi in quel periodo. Ma sulla correttezza di quelli che successivamente sono entrati nel Cammino Neocatecumenale, in cui si parla senza veli dei fatti di tutte le persone che si conoscono, non possiamo scommettere.

Solo in seguito abbiamo riconosciuto come neocatecumenali il linguaggio e l'atteggiamento di queste persone. All'epoca non sapevamo che nelle comunità neocatecumenali si travalicano i limiti dell'individuo e della coppia, arrivando persino ad obbligare lo scrigno santo e sacramentale dell'unione tra l'uomo e la donna ad aprirsi alla conversazione con i fratelli di comunità ed a sottostare alla supervisione dei cosiddetti "catechisti ispirati".

Abbiamo considerato come la trivializzazione pubblica, tipicamente neocatecumenale, dei discorsi sul legame tra uomo e donna, a lungo andare crei una massa indistinta di confidenze illecite, che forza tutti ad essere trasversalmente pseudo-sposati con tutti e ad oltrepassare i confini di ciò che è lecito pensare, dire e fare a proposito della vita degli altri. Quando le persone non sono abituate alla continenza, né verbale, né psicologica, né fisica, si rischia di sconfinare nella violenza, sia morale che fisica. Si tratta di casi dalle tinte estreme ma purtroppo tutt'altro che rari.


4. Introduzione del dogma dell'inevitabilità del vizio ed allontanamento dagli apostati:

In generale, con il procedere delle catechesi, venivano sparse le spore dello stigma di bigotto, di ipocrita, di bugiardo, di stolto che perde il "passaggio del Signore" e rinuncia al cielo per aggrapparsi alla propria buona fama, contro chi difendeva la virtù e contro chi si rifiutava di sottoporre "volontariamente" la propria intimità alla revisione altrui (boicottando per esempio i questionari e le risonanze). Il Cammino, tramite i suoi emissari in ambiente diocesano, stava lentamente iniziando a screditare chi rifiutava il dogma dell'inevitabilità del vizio e la condivisione impropria e forzata.

In quel contesto, in cui si andava principalmente per ascoltare, le relazioni tra i partecipanti non erano particolarmente forti e neppure conflittuali. Tuttavia il cammino dei colpi bassi iniziava ad aprirsi: in diversi erano già in trance da annuncio: in mesi di ascolto passivo e di fallacie logiche avevano assorbito il linguaggio neocatecumenale e la relativa forma mentale. 
Al termine dei cicli di catechesi, dietro invito o sotto pressione dei presbiteri, molti partecipanti entravano nelle comunità neocatecumenali e portavano a compimento le abitudini acquisite alle catechesi parrocchiali e diocesane.

Dottrina neocatecumenale del peccato:
Quando vi trovate davanti una pozza di fango cosa fate, non vi ci buttate?!
Non cercate di negarlo, ipocriti! Borghesi!

5. Ignoranza del dovere di riparazione:

Durante gli incontri di catechesi, alcuni collaboratori (forse fratelli di comunità) davano la loro testimonianza di conversione. In materia di sesto comandamento raccontavano le esperienze sbagliate della loro vita precedente l'incontro con il Signore, una specie di redditio

Una cosa però mancava alle loro storie finite bene: benché in certi casi avessero arrecato gravi danni al matrimonio proprio o a quello altrui, parlavano di misericordia divina sempre intesa come "annullamento del debito" e mai ricordavano la necessità di far penitenza e riparare. Benché la loro stessa testimonianza di conversione potesse essere considerata una forma di riparazione, lo stile omissivo con cui catechizzavano lasciava passare (non sappiamo quanto consapevolmente) il messaggio neocatecumenale che a riparare i peccati anche molto gravi ci pensa esclusivamente il Signore e che nessuna responsabilità e nessuna riparazione sono richiesti al peccatore. I presbiteri invece contestavano esplicitamente la riparazione, insegnando che il peccato è un atto talmente grave che l'uomo è folle se pensa di poter riparare. Unendo questa nozione a quella dell'impossibilità di evitare di peccare, ci si allontanava di molto dalla via dello sforzo personale e dell'ascesi e ci si avvicinava alla kenosi del Cammino.


6. Colpevolizzazione delle vittime e l'inversione di ruolo tra vittima e colpevole:

Durante i giri di esperienze o nelle direzioni personali, i maestri di spirito neocatecumenale invitavano donne e ragazze vittime di torti contra sextum (molestie, violenze, maltrattamenti, tradimenti...) a spostare piuttosto l'attenzione sui propri peccati, per convincerle di non essere meno peccatrici della persona da cui avevano subito il torto, che andava perdonata con una sanatoria generale e definitiva. Di fatto pretendevano che la vittima si ripiegasse su se stessa, rivolgendo su di sé l'eventuale aggressività e dimenticasse l'idea di volere giustizia, facendosi carico del male altrui.

Questa strana ideologia, mai sentita fino a quel momento, suonava da subito visceralmente invertita e sinistramente infetta e non capivamo come mai la Chiesa, che sempre ha un occhio per tutti, si mettesse a salvare "il primo che picchia", tramite questi emissari. Tuttavia, purtroppo, succedeva anche che se una vittima veniva catturata dalla predicazione di questi fanatici, proseguiva per la via dell'autodistruzione e a nulla valevano i richiami alla ragionevolezza degli amici. Distorcendo gli esempi di eroica pazienza dei santi, il Cammino Neocatecumenale preparava gli animi di chi sarebbe successivamente entrato in comunità, a non denunciare e addirittura a chiedere perdono al violentatore.

Fine della prima parte. 

59 commenti:

  1. Innanzitutto ringrazio Dio di non appartenere ad una diocesi del genere, nonostante il Cammino sia presente in diverse parrocchie, sempre meno, per la verità.
    Se quindi a livello parrocchiale è sicuramente avvenuta la situazione descritta nell'articolo, a livello di diocesi manco per sogno.
    I rapporti dei neocatecumenali con la diocesi sono infatti sempre stati freddi e distanti.
    Poco prima di lasciare il Cammino partecipai ad un incontro col vescovo in visita ai neocatecumenali della diocesi.
    Dopo vistose tirate d'orecchie su molti punti fondamentali, che forse nemmeno gli organizzatori si aspettavano, all'uscita dovetti sentire frecciatine al curaro contro il vescovo, fino alla più eloquente che diceva: "Ma cosa vuole "questo qui"?.
    Ascolto, rispetto ed obbedienza buttati al macero dagli astanti neocatecumenali, sempre più decimati nel corso degli anni, ma ugualmente supponenti e superbi anche di fronte alla massima autorità locale recentemente rammentata anche da Papa Francesco.
    Questo cardinale, tra l'altro, è anche uno in vista con molti incarichi anche nei dicasteri romani, non un parvenu.

    Dico questo perché mi preme evidenziare che il quadro descritto nell'articolo, pur essendo veritiero nelle intenzioni neocatecumenali, non è l'unico panorama diocesano, anche se lo è sicuramente a livello di parrocchia.

    Mi fa piacere, inoltre, che l'articolo sia scritto al passato, forse riferito ai tempi neocatecumenali più gloriosi e sicuramente relativi a diocesi in cui il vescovo era/è neocatecumenal-dipendente.
    Altrove ci provano, sicuramente, a portare avanti in incognita le loro catechesi ma spesso, grazie a Dio, non ci riescono.

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  2. Ricordiamo ai gentili lettori di fede cattolica che la religione idolatrica neocatecumenale parte dal presupposto che la Chiesa ha sbagliato per diciassette secoli (dall'epoca di Costantino fino alla comparsa di Kiko e Carmen) e quindi con grandissima arroganza si sentono abusivamente in diritto di:

    - proclamare le loro dottrine anziché quelle della Chiesa

    - promuovere con trucchetti e sotterfugi le loro stramberie liturgiche (convinti che, poco a poco, le liturgie cattoliche debbano essere forzosamente "neocatecumenalizzate")

    - attingere a qualsiasi risorsa dei cattolici (parrocchiale, diocesana, interdiocesana) pur di promuovere la loro setta

    - chiamare "evangelizzazione" la loro attività, anche quando fallimentare, anche quando produce i loro soliti scandali (pedofili, ecc.) che gettano fango sul volto della Chiesa.

    Ora, sappiamo tutti che la Chiesa oggi non naviga in buone acque. Però sappiamo anche che il neocatecumenalismo non è la cura, ma un male molto peggiore.

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  3. @tripudio, questo tuo marcare la differenza tra il cammino e la Chiesa, addirittura inventandoti una nuova religione come il "neocatecumenismo", il "kikismo carmenismo" (e altre amenità simili che solo a pronunciarle fa ridere) è assolutamente anacronistico e fuori dalla realtà, come del resto la gran parte dei partecipanti a questo blog. Il Santo Padre, Papa Francesco nell'ultimo discorso al Cammino, fatto completamente a braccio, segno di una grande familiarità verso questa grande realtà ecclesiale, ha detto a chiare lettere che quello che fa il cammino lo fa in "obbedienza a Gesù Cristo nella sua Chiesa. Tutto nella Chiesa, niente fuori dalla Chiesa". Il cammino è tutto nella Chiesa, lo dice il Capo della Chiesa e dovreste prenderne atto una buona volta.
    Fallacio Asino Vinicio

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    1. Il Papa, ha parlato "a braccio" ma ha parlato molto poco; non è che il parlare "a braccio", sia necessariamente una componente di simpatia, verso chi dovrebbe recepire le Sue parole.
      Spesso, ed il parlare pochissimo e con il volto, scuro potrebbe significare l'esatto contrario ovvero, "vi reitero
      ancora una volta i concetti che vi ho ripetuto per circa otto anni, e qui finisco.

      Fav,,avete sempre il trucco ingannevole di estrapolare frasi ed altro, dal contesto di un discorso completo.

      Vatti a rileggere nel contesto generale, il discorso del Papa a "voi" rivolto.

      https://www.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2022/june/documents/20220627-neocatecumenali.html

      Ruben.
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    2. Ti piace diffamare il prossimo.
      Anch'io sono stato dal Papa e ha benedetto tutti i presenti! Ed io ero tra i presenti.
      Per cui: chi è fuori della realtà?

      Carissimi tutti i lettori, questo è il giochetto che fanno: diffamano, vi fanno del male, vi condannano, vi giudicano, vi diranno menzogne, fanno discriminazioni.
      Quando chiederete conto, perché sapete che Dio è Luce, non è tenebra, ecco che vi diranno: Siamo approvati! Il Papa è con noi! Il Papa ha detto il Cammino...! La lettera di GPII! e cose del genere.
      Come se io andassi a rubare e uccidere, e preso dalla Polizia dicessi: Siamo approvati! Il Papa è con noi! Il Papa ha detto il Cammino...! La lettera di GPII! e cose del genere.
      Ma anche un bambino di due anni capirebbe che se io faccio il male non faccio ciò che dico, ma sto dissimulando e vado con menzogna.
      Vi troverete davanti queste persone, davanti faccia di agnello ( Gesù, la croce, Dio ti ama, la Misericordia ecc, ecc); dietro cuore da lupo : vi controllano se fate ciò che piace a loro ( ma non a Dio, devi piacere a loro) ; vi piegano alla loro volontà umana nomìnando Dio, opprimono chi fa la volontà di Dio che non rientra nella loro piccola mente mondana, rubano alle convivenze ( avendo soldi da parte e si fanno pagare le catechesi, cioè ti devi pagare le catechesi e devi pagare anche gli altri, come se Dio si facesse pagare il conto, Dio, al contrario, ha pagato lui il conto per tutti); si fanno pagare l'arredo delle salette sempre sotto il loro controllo e in nome di Dio, violano il Foro Interno di chi odiano ( ai figli e compiacenti fanno il teatrino per nasconderli), infilano parenti in Vaticano mentre dicono agli altri sei attaccato al denaro, sei un seperbo, orgoglioso ecc, ecc; diffamano ( perché hanno trovato davanti a loro una persona che li ha capiti, per cui la odiano e iniziano a diffamarlo); raccontano cosa si dice lì dentro ( prima dicono che è segreto, poi tutti sanno tutto), il Sangue di Dio offerto a bicchierini; conadannano nella Settimana Santa di Pasqua usando la Parola di Dio; negano la Resurrezione come dono fatto da Dio a chi vuole Lui ( come se Dio fosse vincolato alla loro volontà); credono che Dio operi solamente con loro; sono presuntuosi, falsi, odiano il prossimo, e odiano Dio, perché sappiamo che se odiano chi fa la Volontà di Dio, e per cui il prossimo, e lo odiano mentra sta facendo la sua Volontà, ecco che odiano realmente anche Dio.
      Negano tutto questo, dicendo che chi scrive sul blog scrive in anonimo, minacciano denuncie e querele, dicono che loro sono dalla parte della verità e gli altri sono calunniatori.
      Quando gli dici di uscire allo scoperto davanti ad una telecamera, e davanti ad una Commissione Vaticana, fanno finta di nulla, silenzio, tutto tace, e qualcuno ha affermato per coprire il silenzio che Kiko ha detto che non si denuncia nessuno. Ma io non parlo di denuncie, nessuna denuncia, andiamo davanti ad una telecamera e filmiamo il tutto senza denuncie. Risposta di questi paladini: Assoluto silenzio.
      Per cui è chiaro che sono dei mistificatori, lavorano per le tenebre, e amano la menzogna.
      Vi ricordo delle cose: marzo 2020: da questa data non riescono più a celbrare, sono crollati. Esplosione a Madrid di un loro edificio importantissimo; a Guam è crollato un altare ( secondo me arriverà qualcosa di brutto, ma staremo a vedere, spero di sbagliare); Guam condanna del perseguitato, un loro catechista è finito su tutti i giornali per stupro di una ragazzina, in piena pandemia hanno causato la chiusura di alcuni Comuni in Campania e alcuni sono morti e sono finiti su tutti i giornali ecc, ecc.

      CDD

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    3. Eh beh, lo avevamo previsto che avrebbero fatto i finti tonti.
      Scrive Fav che il Papa ha detto a chiare lettere che quello che fa il cammino lo fa in "obbedienza a Gesù Cristo nella sua Chiesa. Tutto nella Chiesa, niente fuori dalla Chiesa".
      Papa Francesco invece ha detto:
      "vi chiedo docilità allo Spirito che vi invia, docilità e obbedienza a Gesù Cristo nella sua Chiesa. Tutto nella Chiesa, niente fuori dalla Chiesa."
      Il Papa chiede obbedienza, non dice che i neocatecumenali sono obbedienti; ed è difficile che possa dirlo, visto che da 6 anni sta ripetendo loro le stesse osservazioni e neppure una volta li ha lodati per il fatto di averlo ascoltato.
      Comunque questo era argomento dello scorso articolo, sembra che qualcuno lo faccia apposta a parlare sempre d'altro.

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    4. @Fallacio
      "questo tuo marcare la differenza tra il cammino e la Chiesa, addirittura inventandoti una nuova religione come il "neocatecumenismo", il "kikismo carmenismo" (e altre amenità simili che solo a pronunciarle fa ridere) è assolutamente anacronistico e fuori dalla realtà"
      Ma se siete i primi a dire continuamente che il VOSTRO è un percorso "serio" (mentre il resto è fuffa). Se siete voi i primi a starvene il più lontano possibile dal resto dell'orbe cattolico (che siano celebrazioni, riunioni, GMG, Giornate della Famiglia etc.etc) perchè non sia mai che vi mescoliate con i cristianucci della domenica. Se siete voi i primi che dite che la Chiesa Cattolica da Costantino al CVII ha sbagliato tutto e di più. A riprova di tutto quello che ho detto ti sfido a dire UN SOLO NOME di santo o di personalità cattolica di spicco che sia stata citata nel cammino come esemplare.(ovviamente senza che si dica che "kiko ci assomiglia tanto"). Ti sfido a dire che considerazione si ha nel cammino di gente come Giussani o la Lubich. Gli unici che sono stati valutati positivamente sono LUTERO ed i TDG (che hanno "Molto da insegnarvi" a detta di Kiko). Ecco, se questi sono gli esempi che vi si additano io una domanda me la farei. Sopratutto su QUANTO amiate la CHiesa. Ovvero ZERO SPACCATO. Ps. Smettila di citare ipocritamente il Papa. All'inizio del suo pontificato eravate convinti che avrebbe celebrato a Porto San Giorgio, la ruffianeria che avete dimostrato nei suoi confronti è stata squallida e palese. Solo che lui, da bravo gesuita vecchio stampo, odia gli adulatori e gli ipocriti. E ve lo ha fatto capire molto bene. E voi ve ne siete accorti a quanto pare. Ora vediamo se dopo l'estate ci dobbiamo trovare con Kiko che prega per la sua imminente morte...

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    5. @valentina, è esattamente il programma che si affida a chi parte per evangelizzare, te l'ho già detto. E più o meno le stesse parole e gli stessi concetti le dirà al prossimo invio. Chiedere a chi parte per l'itineranza di affidarsi allo Spirito e il più bel viatico che si possa dare, è quello che spesso dico ai miei figli, di affidarsi a Cristo e allo Spirito Santo, lo dice ogni padre che ama i figli. Ma il Papa ha voluto fare di più e forse, proprio rivolto a quei pochi come voi che pensano che il cammino non è nella Chiesa, lo ha dichiarato a chiare lettere che il cammino deve continuare ad essere "tutto nella Chiesa..." State combattendo una guerra in perfetta solitudine, anzi non c'è nessuna guerra. Il comandante in capo non è in guerra e siete solo una piccola guarnigione impazzita che sta conducendo una guerra solitaria contro un nemico che non c'è. Prima ve ne renderete conto e prima potrete tornare ad vita normale, lontani dal blog e a pensare veramente a far fruttificare la vostra fede
      Fallacio Asino Vinicio

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    6. Fav: intanto considero estremamente fuori luogo pretendere di commentare l'articolo precedente nello spazio commenti del successivo. Hai qualcosa da dire sul discorso del Papa? Fallo nel posto adeguato. Questo è un altro thread e l'argomento è completamente diverso.
      Poi, capisco che hai voluto chiamarti Fallacio, e mai nomen fu più omen che nel tuo caso, ma la devi finirla di mettere in bocca al Papa parole che non ha detto. Il Papa non ha detto che il Cammino deve "continuare" ad essere "tutto nella Chiesa", ma ha "chiesto" di esserlo.
      I tuoi fratelli e tu stesso sapete benissimo che sono 6 anni che il Papa vi sta chiedendo di cambiare registro. Kiko ha pure risposto, nel corso di un'intervista, che non intende cambiare, perché glielo chiede il Papa, quelli che considera aspetti essenziali del suo Cammino "approvato dalla Chiesa". Kiko non ha fatto il pesce in barile, non ha fatto finta che il Papa lo avesse lodato o che non lo avesse rimproverato, almeno quella volta, come adesso fai tu.
      Metto di seguito la prima richiesta fatta del Papa nel 2014, per la quale, come anche per le altre, il Cammino non ha fatto nulla di nulla.
      "La prima richiesta è quella di avere la massima cura per costruire e conservare la comunione all’interno delle Chiese particolari nelle quali andrete ad operare". Il Cammino "deve "mettersi in ascolto della vita delle Chiese nelle quali i vostri responsabili vi inviano, a valorizzarne le ricchezze, a soffrire per le debolezze se necessario, e a camminare insieme, come unico gregge, sotto la guida dei Pastori delle Chiese locali. La comunione è essenziale: a volte può essere meglio rinunciare a vivere in tutti i dettagli ciò che il vostro itinerario esigerebbe, pur di garantire l’unità tra i fratelli che formano l’unica comunità ecclesiale, della quale dovete sempre sentirvi parte."
      È chiaro spero. Si tratta della stessa indicazione/richiesta/rimprovero.
      Non una semplice esortazione come vuoi farla passare tu. Spero che ora si possa passare a parlare dell'argomento di questo thread. Se ti rimangono dei dubbi, c'è sempre il thread precedente. Ma, fossi in te, lascerei perdere.

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    7. In effetti vorrei osservare, con un apparente OT in realtà in tema col post, che FAV (e non solo lui) non solo non rispetta il lavoro di questo blog e dei suoi commentatori ma addirittura ostenta smaccatamente la sua mancanza di rispetto: ammettendo di non leggere niente perché, a detta sua, i post sarebbero tutti uguali e tutti ugualmente noiosi, andando sistematicamente fuori tema come se ciò fosse ben accetto (se la cosa piace a lui deve piacere per forza anche agli altri), rispondendo ai commenti come se gli altri non avessero detto niente, mentendo e distorcendo fatti noti come se gli altri fossero degli emeriti imbecilli che non sanno leggere un giornale - ma dando loro dei bugiardi quando la situazione diventa imbarazzante per il Cammino. Oltre ad altre pizzicature inutili di minor rilevanza.

      Questa attitudine di ostentare smaccatamente la propria mancanza di rispetto è profondamente, intrinsecamente ed irrimediabilmente neocatecumenale. È l'atteggiamento tipico di certi catechisti neocatecumenali fradici che ti devono modificare la vita per adattarti al mamotreto e, siccome pensano di farlo per il bene indissolubile del re e della patria, non importa quanto ti manchino di rispetto e quanto ti bypassino in questa operazione salvifica. Sono talmente convinti che le modifiche che hanno in mente su di te siano necessarie, da agire in modo plateale ed in perfetta tranquillità di coscienza: se non ti prendono sul serio loro, che sanno tutto di tutto e di tutti, non ha senso che ti prenda sul serio pure tu. Se lo fai, sei esagerato.

      Ebbene, non vi lamentate, neocatecumenali duri e puri, se poi la gente dice che siete dei (hem) personaggi diversamente beneducati e diversamente posizionati nella curva di distribuzione del quoziente di intelligenza. Sono i vostri atteggiamenti di sufficienza (peraltro niente affatto meritati perché, diciamolo, non siete esattamente dei premi nobel) che attirano questo tipo di complimenti.

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    8. Vinicio! Ma se ti chiudono il blog, per esempio tutto agosto per ferie, tu che fai? Ce l'hai il tuo blog dove andare a scrivere? Non è che ricominci a scrivere sui muri della scuola, vero? Che poi ci siamo pure fatti beccare per gli errori di ortografia. (Per non dire della firma)

      Cartolibreria FungKu. Sconti anticipati sui diari, anche con il lucchetto.

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    9. Ogni volta che arriva una testimonianza, i soliti neocatecumenali ci scrivono insinuando il dubbio sulla nostra buona fede.
      Desidero chiarire che, per motivi del tutto comprensibili di tranquillità personale e familiare, gli autori di questo post desiderano rimanere anonimi nel blog. Non lo sono invece con la redazione. Abbiamo nomi, cognomi, luoghi e anni ed ulteriori dettagli su fatti e circostanze relativi a questa testimonianza, di cui abbiamo trovato riscontri indipendenti in internet. Con buona pace dei soliti detrattori neocatecumenali che mai ci hanno scritto fornendo prove (nomi date eccetera) a dimostrazione delle proprie smentite.

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  4. Dire che il peccato è necessario alla salvezza è un'assurdità. E' come dire che la guerra è necessaria.
    Non ci si salva grazie al peccato, ma grazie alla misericordia di Dio, che in noi si manifesta col perdono (Battesimo e Confessione), e nella Madre di Dio, che è di gran lunga la più santa di tutti, si manifesta senza bisogno di perdono, visto che è nata e si è mantenuta immacolata.

    E' vero che Dio permette il peccato a fin di bene e spesso il peccato diventa occasione di conversione e santificazione, ma la grazia non sta nel peccato, altrimenti l'inferno non esisterebbe.

    La misericordia divina è generosa coi peccatori PENTITI, cioè che nella Confessione fanno il proposito di non peccare più e, anche dovessero ricadere, sempre tprnano a Dio impegnandosi a mantenersi lontani dalle occasioni prossime di peccato.
    Ma chi si ostina nel peccato mortale fino alla fine, non si salva affatto ma va all'inferno.
    Il peccato, perciò, è necessario per andare all'inferno.
    E il figlio prodigo, ritrovato l'amore del padre, non si è allontanato più da lui.

    Snta Teresa di Lisieux ha scritto che la grande misericordia divina in lei si è manifestata prevenendola dal peccato grave, e questa è la strada migliore se si risponde a Dio con generosità.
    Per lei il peccato, almeno quello grave, non è stato affatto necessario per diventare la santa enorme che è diventata.

    Che il peccato è necessario lo diceva Lutero: "Pecca fortemente, ma credi ancor più fortemente".
    Ma questo è tipico del demonio: ha peccato fortemente e crede, al modo in cui può credere un demonio, molto fortemente.

    Ci sono espressioni che quando si dicono occorre che non siano ambigue, perché l'ambiguità da scandalo e, in genere, nasconde qualcosa di falso.

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  5. Ricordiamo ai gentili fedeli cattolici che nell'espressione del Preconio pasquale «felice colpa che meritò tale e così grande Redentore», il termine "felice" si riferisce a "dopo" la colpa, non "prima".

    Chiaro il concetto?

    "Dopo" aver peccato, "dopo" che quella colpa aveva creato danno irrimediabile all'umanità e alla natura, solo "dopo", il Signore si degna di redimere l'uomo. In altre parole, il peccato non era assolutamente "necessario" o "utile". Il Signore ci salvava in modi imperscrutabili anche senza il peccato (anzi, ci aveva già posti nel "paradiso terrestre", dove non esistevano malattie, sofferenze, dolori, ingiustizie, carestie, eccetera).

    Il neocatecumenalismo cerca di far sembrare "necessario" il peccato. Ora, anche se in certe prediche si usano espressioni enfatiche paradossali (che hanno senso solo perché la risposta di Dio al peccato dell'uomo è stata la più inattesa possibile, la più misericordiosa possibile: la redenzione; invece di punirci, ci ha redenti; i "pezzi di ricambio", cioè i sacramenti, ci rendono addirittura migliori di ciò che avremmo potuto essere nel "paradiso terrestre"), resta il fatto che Dio è infinita giustizia, perciò non può contenere peccato, non può indurre al peccato, non può promuovere il peccato, perché sarebbe un controsenso assoluto, sarebbe un andare contro la sua infinita giustizia. Dunque il peccato non è "necessario", non è nemmeno "utile" o "augurabile" in vista di una conseguente "redenzione". Il peccato è sempre e stato esclusivamente ostacolo - ostacolo in senso assoluto, perché allontana da Dio e impedisce di avvicinarsi a Dio.

    Nel neocatecumenalismo -che è molto gradito al demonio- vige la mentalità che chiamerei «un'autorizzazione a peccare»: ti dicono robe tipo "fai bene il Cammino? allora non preoccuparti dei peccati"... e così va a finire che i kikolatri si autoassolvono dando a Dio tutta la colpa dei propri peccati: "eh, se il Signore mi toglie la mano dalla testa, ne combino di ogni". Capite? Si danno da soli l'autorizzazione a peccare, quindi incolpano Dio, e credono di aver messo la coscienza a posto perché sulla Decima a Kiko e sulle Lodi a Kiko e sulle Convivenze e lo Sfornar Figli Come Conigli sono stati puntuali. Razza di vipere! Possono far mille sproloqui biblici e teologici, ma la loro ipocrisia la vediamo benissimo - e la vede ancor di più Nostro Signore.

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    1. Tripudio, potresti ricordare ai fedeli cattolici, ma in modo però che capisca anche FAV se possibile, il motivo per cui gli scrutini neocatecumenali sono una bestialità che non ha niente a che fare con la Chiesa Cattolica? (Al post di ieri ci si sono messi in venti a spiegarglielo ma lui niente. Secondo me lo bocciano. Vabbè, c'è abituato).

      Radio FungKu. A noi non chiedono ripetizioni ma dediche!
      Ci ha appena mandato un messaggio un seminarista, ex neocatecumenale ormai convertito al cattolicesimo, che dedica questo pezzo al suo ex maestro Kiko, con tanti cordiali saluti! Non chiudete l'orecchio, rimanete in ascolto sulle nostre frequenze!

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    2. @fungku, in venti non ci siete neanche tra questo blog e il blog spagnolo messi insieme.
      Fallacio Asino Vinicio

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    3. Infatti nello scorso thread siamo intervenuti in 17 più alcuni anonimi.

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    4. @fallacio
      Sì Fallacio, continua a pensare che siamo 4 gatti, che non ci considera nessuno e blablabla per minimizzare tutto e tranquillizzare e tranquillizzarti. La realtà è sotto gli occhi di tutti: i vostri amichetti vescovi e sacerdoti stanno invecchiando o sono morti, alle catechesi non viene più nessuno e vi dovete inventare trucchetti squallidi, neppure i vostri figli entrano nel cammino se non li costringete...con l'unico risultato di fargli odiare la CHIESA VERA, dato che vi proclamate unici detentori della cattolicità. Fatti un giro FAV, guarda le espressioni VERE dei tuoi fratelli camminanti e chiedi loro se sono "felici" o se stanno nel cammino SOLO ED ESCLUSIVAMENTE perchè per DECENNI li avete bombardati con la frase "oltre il cammino c'è solo il nulla e l'inferno". Avete creato una pletora di persone infelici. Dio ve ne chiederà conto, sappilo.

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    5. Sempre in riferimento al post di
      aleCT 09,12 odierno,
      Fav non tiene in considerazione il
      fatto che questo blog, non è un qualcosa a "senso unico" come
      siete abituati "voi ".
      Nel blog oltre a poter interloquire,
      si può anche soltanto "leggere" e non sapete quanti di "voi ", semplicemente LEGGONO.
      Ruben.
      ---

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  6. Ricordiamo ai gentili lettori cattolici che quando un kikolatra vi dice qualcosa tipo "gli scrutini neocat avvengono in rispetto del foro interno e secondo le normative della Chiesa canone 1234567 eccetera", stanno mentendo, sapendo di mentire.

    Infatti, salvo casi eccezionali (cioè salvo quei casi in cui un vescovo ostile è presente alla pagliacciata), tali cosiddetti "scrutini" sono uno «scarnificare le coscienze con domande che nessun confessore farebbe». Nella mentalità neocatecumenale se non parli dei tuoi peccati sei uno che vuole nascondere le cose, cioè uno che non si è convertito. La quantità di situazioni scandalose e dolorose è talmente grossa, che qualunque neocatekiko vi dica che "avvengono in rispetto bla bla bla" sta mentendo e sapendo di mentire.

    Ora, il fedele cattolico - colui che spregiativamente chiamano "cristiano della domenica" - parla dei suoi peccati solo nel segreto della confessione.

    Ricordiamo - solo per completezza - che in certi casi il fedele cattolico, per ricevere un aiuto più esteso rispetto al poco tempo disponibile nella confessione («sacramento della penitenza»), potrebbe ricorrere alla "direzione spirituale" da parte di qualche sacerdote di cui si fida. Il direttore spirituale è ovviamente tenuto al segreto rispetto ai contenuti. Alcuni preferiscono avvalersi di consigli di anime consacrate (monache, frati, ecc.; per esempio chi mi diceva "tra donne ci si capisce meglio"), che ovviamente non è classificabile come direzione spirituale, e comunque sarebbe peccato piuttosto grave per chi ascolta e dà consigli il rivelare qualcosa dei contenuti del colloquio. Detto questo, ricordiamo che un laico non può essere considerabile un direttore spirituale, nemmeno se preparatissimo più del sacerdote (il sacerdote ha una grazia di stato che gli deriva dal sacramento dell'ordine; la direzione spirituale non è una roba culturale, di empatia, di capacità di esprimersi, di psicologia, ma uno dei tanti modi con cui la Chiesa ha sostenuto il percorso spirituale delle anime lungo venti secoli).

    Ricordiamo anche che la direzione spirituale non dà obblighi (e nemmeno la confessione, tranne eventualmente a penitenza assegnata dal sacerdote) ma solo consigli, e solo su richiesta. Il sacerdote, sia in confessione che in direzione spirituale, non si azzarderà a calarti sulle spalle fardelli materiali e spirituali, perché il frutto spirituale migliore è quello nato nella libertà.

    Nella mentalità neocatecumenalizia ci sono molti madornali errori:

    - la sbagliatissima idea che uno debba in qualche modo parlare "in comunità", "al catechista", o addirittura "in pubblico", dei propri peccati altrimenti "non si è convertito";

    - la sbagliatissima idea che i cosiddetti "catechisti", in virtù dell'appartenere alla gerarchia degli scagnozzi di Kiko Argüello, avrebbero un qualche "potere" di direzione spirituale (come se la Chiesa non avesse valore, come se il sacerdozio fosse solo decorativo);

    - la sbagliatissima idea che i cosiddetti "catechisti" del Cammino, anche quando fossero sacerdoti, possano e addirittura debbano "discernere" la tua vita, dirti cosa devi fare, impedirti di fare scelte legittime perché loro ritengono che dovresti fare altro.

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    1. sbagliatissima idea, eh??????

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    2. Sbagliatissima si, direi satanica. È gravissimo che nella Chiesa cattolica venga permesso a dei laici qualunque, il più delle volte ignoranti e frustrati, di avere il potere di dire a delle persone cosa devono fare della loro vita. Ho visto donne lasciare un lavoro che amavano perché il catechista riteneva che dovessero stare a casa con marito e figli. E ovviamente il catechistucolo di turno riteneva anche che una donna non potesse aspirare a realizzarsi nel lavoro, perché la donna nel Movimento Neocatecumenale è ritenuta inferiore all'uomo. E hai bisogno pure di chiederlo? Si vede che ti sei proprio circonciso la ragione.
      Porto

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    3. Non solo inferiore all'uomo ma "fabbrica della vita". Definizione carmeniana. Che era donna priva di ogni ombra di vocazione materna, che invece tante Sante (vere) pur mantenedosi vergini, hanno espresso in grado sommo nella maternità spirituale. Cosa distantissima dalla cinica e crudele, anaffettiva Carmen per come io l'ho ben conosciuta.
      Un continuo sminuire la donna sotto ogni aspetto. Che doveva sentirsi in colpa anche solo se lavorava, non parliamone proprio se aveva anche un lavoro di prestigio. Ho assistito anche io a molte penose rinunce.

      Insomma, ma questo vale in quel contesto per donne e uomini in egual misura alla fine, tutto è ridotto, dall'ottuso discernimento dei kikatekisti, a odiosa idolatria.

      Tutto, fuorchè il mettere sempre il Cammino al primo posto, calpestando se stessi, la propria dignità, gli altri....

      Quando poi a nostre spese abbiamo scoperto che nel Cammino tutto diventa idolatria e Dio scompare da ogni orizzonte.

      Restano loro, Kiko e Carmen... Carmen e Kiko.

      Pax

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    4. Dicevo "inferiore" in quanto alla donna nel Cammino si applicano dei trattamenti che gli uomini nella stessa condizione generalmente non ricevono. Se sposata, deve essere sottomessa al marito; se non sposata, deve cercare di capire se farsi suora, oppure viene invitata ad andare per un tempo in missione (sostanzialmente a fare la baby sitter/tuttofare/sguattera per le famiglie in missione), ma difficilmente può rimanere così, con il suo lavoro e la sua vita da single: le verranno comunque fatte pressioni in un senso o nell'altro. In realtà, è proprio il cosiddettro "discernimento" dei catechisti sulla vita dei catecumeni ad essere sbagliato, anzi un vero e proprio abuso, perchè non si tratta di consigli od opinioni, ma ci si aspetta che il catecumeno faccia quello che gli indica il catechista e che, all'opposto, prima di prendere decisioni importanti per la sua vita, si consulti con i catechisti. Come se le persone non fossero capaci, da sole, di prendere decisioni buone per la propria vita. Tenuti come eterni infanti che prima di fare alcunché devono chiedere ai "catechisti". Allucinante.
      Porto

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  7. Questa testimonianza così ben specificata e approfondita, che mantiene obiettività e serenità di giudizio, da parte di cattolici, che non sono ex neocatecumenali, quindi non possono venire accusati d'avere qualche particolare e personale motivo di acrimonia verso il Cammino neocatecumenale, su come l'influenza neocatecumenale dia un'impronta ambigua e "maleodorante" alle catechesi rivolte ai giovani in parrocchia ed in diocesi, conferma con dati di fatto ciò che spesso abbiamo avuto modo di dire, e che è abbastanza evidente: la formazione dei catechisti e presbiteri del Cammino neocatecumenale non solo contiene veri e propri errori dottrinali e sdogana abusi liturgici, ma è proprio pericolosa, soprattutto per i giovani, a cui si vorrebbero far passare come insegnamento della Chiesa una modalità di "messa in comune" delle proprie esperienze intime, peccati, perversioni di cui sappiamo invece San Paolo disse che neppure si deve parlare.
    I motivi sono tanti: il principale è quello del rispetto del foro interno di ciascuno e, nello stesso tempo, del comportamento prima di tutto dei sacerdoti, casto non solo nei comportamenti, ma anche nel linguaggio usato, nel modo di trattare gli argomenti.
    Non così ci ha insegnato e ci insegna la Chiesa!
    Comprensibile a cosa si miri, cioè esattamente a presentare ciò che è stato insegnato fino a quel momento come qualcosa di sorpassato, ad indicare una scorciatoia per la santità, che non passi per la noiosa richiesta di mantenersi il più possibile puri e in grazia.
    Tutto ciò appunto sta a dimostrare quanti disastri queste aberrazioni possano portare anche al di fuori del Cammino, una volta che uomini e donne de-formati alla scuola di Kiko, pensano di poter usare la stessa metodologia e gli stessi contenuti per catechesi in parrocchia e in diocesi rivolte ai giovani, ai bambini, ai cresimandi, agli sposi anche se non prettamente neocatecumenali.
    Purtroppo il mamotreto, anche se in questo caso non lo utilizzano direttamente e completamente, ce l'hanno stampato nel cervello: non sono neppure in grado di pensare autonomamente al di fuori di quelle categorie.
    Infatti, se voi vedete una persona che ansima e sbuffa durante un incontro parrocchiale, e poi magari interviene per insegnare a tutti cosa secondo lui sia la fede, ebbene, potete starne certi: quello è un neocatecumenale! Anche un ex neocatecumenale, purtroppo, che non è andato mai a risciacquare i panni in altro fiume che non sia quello del Giordano del battesimo kikiano.
    Non abbiamo bisogno di questi soggetti, nelle nostre già tanto bistrattate parrocchie e diocesi!
    Un grande ringraziamento agli autori di questa testimonianza.

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    1. i mamotreti "speciali" ( almeno per la preparazione ai matrimoni ) li hanno eccome

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    2. Sì, giusto, e anche per il postCresima! In questo caso mi riferivo a questi incontri diocesani con docenti neocatecumenali, ma non di emanazione kikiana.

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  8. @fungku, in venti non ci siete neanche tra questo blog e il blog spagnolo messi insieme. Fallacio Asino Vinicio Risposta: 2 Il Signore disse a Gedeone: «La gente che è con te è troppo numerosa, perché io metta Madian nelle sue mani; Israele potrebbe vantarsi dinanzi a me e dire: La mia mano mi ha salvato. 3 Ora annunzia davanti a tutto il popolo: Chiunque ha paura e trema, torni indietro». Gedeone li mise così alla prova. Tornarono indietro ventiduemila uomini del popolo e ne rimasero diecimila. 4 Il Signore disse a Gedeone: «La gente è ancora troppo numerosa; falli scendere all'acqua e te li metterò alla prova. Quegli del quale ti dirò: Questi venga con te, verrà; e quegli del quale ti dirò: Questi non venga con te, non verrà». 5 Gedeone fece dunque scendere la gente all'acqua e il Signore gli disse: «Quanti lambiranno l'acqua con la lingua, come la lambisce il cane, li porrai da una parte; porrai da un'altra quanti, per bere, si metteranno in ginocchio». 6 Il numero di quelli che lambirono l'acqua portandosela alla bocca con la mano, fu di trecento uomini; tutto il resto della gente si mise in ginocchio per bere l'acqua. 7 Allora il Signore disse a Gedeone: «Con questi trecento uomini che hanno lambito l'acqua, io vi salverò e metterò i Madianiti nelle tue mani. Tutto il resto della gente se ne vada, ognuno a casa sua». 8 Egli prese dalle mani del popolo le brocche e le trombe; rimandò tutti gli altri Israeliti ciascuno alla sua tenda e tenne con sé i trecento uomini. L'accampamento di Madian gli stava al di sotto, nella pianura. CDD

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  9. Ho inviato diversi commenti a questo sito, con il link, inserendo il mio psudonimo,Porto. Tuttavia, non sono stati pubblicati. Li avete ricevuti? C'è qualche problema? Grazie. Porto

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    1. Se non ti viene data conferma dell'invio del messaggio, significa che per qualche motivo non è stato inoltrato, o perché troppo lungo, o perché va in errore. Potresti provare a inviare gli stessi messaggi con i link in forma anonima (magari firmandoti Porto). Se non ti dà conferma di invio e non li trovi pubblicati, allora è un problema che riguarda i messaggi stessi, il loro formato. Altrimenti, può esserci un problema con l'account.
      Ma intanto puoi fare questo primo esperimento.

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  10. I sette pani e i pesci.

    Signore Gesù, Ti amiamo e desideriamo fare la tua Volontà, sapendo di non esserne all'altezza e di non esserne capaci, ma disponiamo il nostro cuore nel volerLa fare. Sarai Tu, Signore, che La porterai a termine e farai in modo che si compia. Noi nella nostra imperfezione ci affidiamo a Te, e Tu con la tua Onnipotenza puoi tutto, e quindi puoi fare in modo che tutto si compia inTe.
    Signore Gesù, Ti doniamo il nostro cuore e lo mettiamo nella tue santissime mani benedette, costodiscilo e curalo, e fondilo al tuo Cuore Santissimo, in maniera tale che sia un Cuore solo.
    Signore Gesù dacci la capacità di accettare la croce e di non riggettarla da noi, dacci la forza di sostenerla, dacci la gioia d'animo nelle fatiche e nelle incomprensioni.
    Signore Gesù dona Pace al nostro cuore.

    Pace.

    CDD.

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  11. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  12. Nello stile del Cammino il top è:
    L'illuminazione sulla propria realtà.
    Per questo la testimonianza/riconoscimento del proprio peccato, esposto con dovizia di particolari, è il massimo, l'effetto proprio del Kerigma kikiano su chi lo "ascolta" con l'"orecchio aperto".
    Da questo discende la perdita del pudore, quel senso di vergogna naturale che è anche preservazione della propria dignità e rispetto della dignità degli altri.
    Insomma, si gioca a chi la spara più grossa, il vanto è nell'aver riconosciuto il peccato. Ma fine a se stesso.

    Solo così si spiega l'esibizionismo esasperato. Che travalica i fratelli frequentanti. E trasborda in zona "presbiteri neocatecumenali".

    Specialmente nella categoria degli itineranti: presbiteri itineranti.
    Una razza protetta, una scuderia di pregio.
    Disseminati nelle equipe responsabili di zone e regioni e nazioni.

    Sentirli, ascoltarli, era sconvolgente.
    Poi ci facevi l'abitudine. Urla dal leggio, mentre si brandiva la croce.
    Proferendo a profusione espressioni volgari e scurrili nel cuore della celebrazione Eucaristica. Da arrossire.

    Ma se eccepivi qualcosa eri tacciato di moralismo.
    Quanto disgusto e nausea provo!

    Pax

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  13. "Da questo discende la perdita del pudore, quel senso di vergogna naturale che è anche preservazione della propria dignità e rispetto della dignità degli altri".
    Questa frase di Pax individua chirurgicamente quale sia il codice distintivo di questa casta di presbiteri e catechisti del Cammino: la mancanza di pudore, che è una delle manifestazioni della castità.
    Pare quasi che più scendono in basso, nella animalità delle descrizioni, più credano che le loro parole assumano forza di convinzione. Poi, l'uditore cattolico, si aspetterebbe la risalita verso registri più spirituali e consoni alla situazione e al rispetto appunto di se stessi e degli altri, ma questo non avviene mai. Si resta raso terra.
    C'è anche per questo un motivo teologico: il ritenere l'uomo incapace di bene, non riconoscergli neppure virtù umane naturali, lo degrada al rango degli animali se non più in basso. Il catechista vuole convincere chi ascolta di trovarsi a quel livello, e dà per primo l'esempio di abiezione, se ne vanta quasi; da quel limo poi lo Spirito Santo da loro invocato dovrebbe operare la mirabolante conversione.
    Un po' come la donna tagliata a pezzi dal prestigiatore che esce fuori bella e sorridente, oltre che intera.
    C'è un'altra caratteristica che si associa in questi soggetti alla mancanza di pudore e castità: il cinismo.
    Non per niente il termine deriva da "cane" e identifica un livello di umanità davvero molto basso. È la vecchia catechesi del cieco nato che lavora sotto traccia: secondo Kiko egli non sapeva d'essere peccatore, e per questo Cristo "si incarica" di lordarlo ben bene con il fango.
    San Giovanni Bosco e tutti gli educatori cattolici sarebbero rimasti profondamente scandalizzati da uno che, tanto peggio se sacerdote, pretendesse di essere formatore e che, come prima cosa, si profondesse a far piazza pulita della verginità e della castità dei giovani a lui affidati.
    Questo è il loro obbiettivo finale, lo diceva nello scorso thread aleCT: appiattire tutto alla loro (miserevole) visione delle cose.
    I Santi che si dedicavano al riscatto dei più miserevoli trattavano le prostitute come fanciulle smarrite e bisognose di protezione: questi invece trattato le fanciulle come prostitute. È più che chiaro l'errore (diabolico) e il rovesciamento di impostazione.

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  14. Piccolo O.T.
    "incipit" di Kiko il 27 u.s. all'invio delle missioni NC:

    "Carissimo Padre,...."
    ma ti stai rivolgendo ad un tuo amico od al Vicario di Cristo in terra?
    Caro Kiko, anche se di senti superiore a Lui, sei comunque un cafone ed anche maleducato; al Papa ci si
    rivolge sempre con l'appellativo di Santità.
    Ruben.
    ---

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    Risposte
    1. Hai ragione Ruben è mi associo.

      Dici bene che il problema di Kiko è che si sente superiore.
      Come minimo!!!

      Ascoltando il Vangelo di questa Domenica ho riflettuto per la prima volta su una cosa proprio singolare.
      Mai ci avevo fatto caso così intensamente prima.

      E riguarda e conferma quel che tu dici.

      Il Papa è Vicario di Cristo in terra.

      Ma Kiko si considera proprio il Messia, Gesù tra noi.

      Infatti ha istituito prima i dodici e poi i settantadue.

      E lui dov'è? In nessuno dei due elenchi formali.

      Pietro è il primo degli Apostoli, e così tutti i Papi dopo i lui.

      Non tra gli Apostoli, non tra i discepoli è Kiko.
      Chi è mai?
      Chi crede di essere?

      Per questo invia lui, lui designa.
      Kiko rimuove dagli incarichi, Kiko sostituisce. Nessuno può resistergli.
      Kiko non obbedisce a nessuno.
      Nemmeno al Papa.

      Gesù è sottomesso al Padre in tutto. Egli stesso lo dice.

      L'obbedienza è carattere distintivo.

      Lucifero precipitò come folgore perché non volle essere secondo neanche a Dio. Lui, l'angelo più bello!

      Pax

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    2. mi sembra di ricordare che si sia sempre rivolto così ai Papi, da GPII in poi, non credo con Paolo VI.

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    3. Confermo Neo, con Paolo VI era
      ancora in vigore il" pluralis maiestatis" e nonostante il Concilio, c' era ancora una parvenza di Chiesa Tradizionale;
      quindi, certe libertà non potevi
      proprio prenderle
      Ruben.
      ---

      Elimina
  15. Continuando.
    Quello che viene descritto nell'ultimo paragrafo del post, a proposito del modo in cui è vissuto nel Cammino essere vittima di abusi, definisce i contorni e completa il quadro desolante.

    Ed è una formidabile conferma del mio precedente ragionamento.

    Essere vittima, cosa che prescinde dalla volontà dell'abusato, diventa matematicamente "la storia che Dio ha permesso " PER IL TUO BENE.
    Come minimo tu vittima avevi bisogno di essere illuminato a tua volta sul fatto che "non sei migliore del tuo violentatore".
    In una semplificazione esagerata e strumentale del " tu non sei migliore di nessuno " e "tutti siamo peccatori".
    CHE È IL NERBO, IL NOCCIOLO DEL C.N..
    Tutto il resto per i katekiki è fuffa. Questo hanno imparato da Kiko e Carmen.

    Pax


    RispondiElimina
  16. E così violenze psicologiche si sommano a quelle fisiche e morali.

    Dopo aver subito abusi si DEVE sottostare al feroce discernimento "illuminato" dei propri catechisti, che ti spingono in un angolo e ti lasciano solo.
    Se non ti mostri inerme - come a loro piace - e non cedi subito alle loro suggestioni.

    Dicevo che il top, l'acme del Camnino, è riconoscersi peccatore e, per dimostrarlo, negli scrutini che si susseguono impietosi negli anni, tappa dopo tappa, tu lo devi dimostrare ogni volta. Quindi sei sempre allo stesso punto e lì devi stare.
    Logica della eterna Kenosis neocatecumenale! Come bene sottolinea il post.

    Pax


    RispondiElimina
  17. Ecco che nel post, giustamente, è evidenziato che non c'è alcuno spazio per un cammino di perfezione, per l'ascesa.

    Non a caso Kiko usava questa assurda espressione contro chi deragliava dal sentiero da lui stesso tracciato:
    "Mica sei entrato in comunità per diventare santo!?".

    Capite ora l'assurdo?

    "No" risponderei io, "Sono entrato per diventare peggiore di quello che ero!".
    Ma, che senso ha?
    Spiegatemi se potete!

    Ed è così che ogni volta si faceva a gara.
    E Kiko compiaciuto prima ti diceva "Disgraziato!". Ma poi, con una pacca sulla spalla, ti dimostrava, più che con mille argomenti, che eri sulla giusta via.

    E tu, se non raccontavi ogni Inizio Corso le tue cadute, le tue estive marachelle, di cosa parlavi?

    E questo era singolare e stupefacente soprattutto per i presbiteri itineranti, che avevano un primato assoluto nel collezionare cavolate periodiche specie estive, coinvolgenti al 90% la sfera affettiva.

    Questa la giostra, dalla quale giocoforza decidi di scendere, se non ce la fai proprio ad adeguarti.

    FINE della storia.

    Pax


    RispondiElimina
    Risposte
    1. Pax 3 luglio 2022 19:52 Riporta:
      "Non a caso Kiko usava questa assurda espressione contro chi deragliava dal sentiero da lui stesso tracciato:"Mica sei entrato in comunità per diventare santo!?".
      ---
      In completa antitesi con ciò che afferma per esempio, L'Opus Dei, che auspica la Santità dei suoi membri, anche attraverso la santificazione del lavoro quotidiano, qualsiasi esso sia, oltre che a rispettare la Chiesa
      nelle sue norme e Liturgia.
      Ma si sa, è questione di serietà e soprattutto di qualità: 90.000 membri attuali, con anno di fondazione 1928.
      Ruben.
      ---
      P.S. Non faccio parte dell' Opus Dei.

      Elimina
    2. Che la santificazione personale non sia neanche lontanamente una aspirazione perché denota "superbia spirituale". Questo il senso. Parlan loro che sono superbi... e basta.... in senso stretto e non ne provano vergogna.
      Facile è dedurre la conseguente paralizzante inerzia a cui Kiko tristemente condanna i suoi.

      Pax

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    3. @Ruben: non è un caso che Monsignor Escrivà, il fondatore dell'Opus Dei, sia stato dichiarato santo.

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    4. Opus Dei batte Cammino 3 a 0.................................................................................................................

      Elimina
    5. Anonimo 5 luglio 2022 10:41
      "Opus Dei batte Cammino 3 a 0................................................................................................................."
      ---
      Non siamo mica allo Stadio!
      Mister Puntini, facci capire ciò che vorresti dire!.. Anche se scrivi nel più completo anonimato, comincio
      a pensare che tu sia un caso patologico.
      Ruben.
      ---

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    6. caso patologico, eh??????????

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  18. Scriveva padre Auzenet analizzando il fenomeno delle derive settarie all'interno della Chiesa Cattolica: "La confusione fra il foro interno ed esterno è lo strumento numero uno messo in atto per sfociare in derive gravi.
    La porta è aperta agli abusi di potere, all'onnipotenza del «guru» che, nell'esercizio della propria autorità, rafforza le sue ragioni «visibili» con ragioni «invisibili» e private".
    In fin dei conti, la fonte della deriva settaria del Cammino è questa grande confusione fra ciò che riguarda la coscienza personale e che non può essere sollecitato e strumentalizzato da nessuno, né tantomeno messo in piazza continuamente davanti alla "comunità dei fratelli", e ciò che riguarda la propria esteriorità, che per il cammino diventa addirittura un'inversione.
    Non si può cioè parlare apertamente di fatti di cui sono tutti a conoscenza (ad esempio, la malattia degenerativa di Carmen negli ultimi dieci anni di vita, oppure le strane disponibilità finanziarie di alcuni responsabili e catechisti) perché si tratterebbe di un "giudizio" inviso agli occhi di Dio, il quale ci chiede addirittura "circoncidere la ragione", mentre è lecito giudicare quanto una persona abbia fede o meno, se ama "troppo" il coniuge o abbia la giusta autorità con i figli, oppure anche sapere i particolari della sua vita intima.
    Così proseguiva il sacerdote:
    "Tutto ciò ha anche a che vedere con la castità.
    Quest'ultima caratterizza il nostro atteggiamento di profondo rispetto all'altro , nel complesso delle nostre relazioni umane.
    Rispetto delle opinioni altrui, ascolto attento delle persone, rifiuto di giudicare, di etichettare, di chiudere in una scatola, di mettere la mano sull'altro, di nutrire una curiosità malsana nei suoi confronti… Questa delicatezza è l'espressione della castità.
    Viceversa, la sua assenza si esprime tramite atteggiamenti di seduzione, di predazione, di dominio, di manipolazione, di violenza psicologica."
    In questo articolo vediamo come queste tendenze non si fermano alla interno del gruppo chiuso, ma vengono sversate all'esterno. Motivo per il quale ci preoccupiamo tanto dell'esistenza di questo carisma bacato all'interno delle nostre comunità parrocchiali.

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  19. padre Auzenet è per caso un altro nemico del Cammino???????????????????????????????????????????

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    1. @Anonimo 4 luglio 2022 15:44
      padre Auzenet è per caso un altro nemico del Cammino??????????????????????????????????????????
      ---
      Mister "puntini", non esistono amici o nemici del Cammino,
      esistono solo persone di buona volontà che possono pensarla
      in modo diverso dal Cammino;
      mica stiamo in guerra!...
      Ruben.
      ---

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    2. Chiunque faccia delle analisi serie e opportune finisce per darvi connotati sempre più inquietanti nella direzione temuta della settarizzazione del Cammino e diventa ai vostri occhi un vostro nemico.
      Chiedetevi perché.
      Alla buon'ora.
      E chi vi appoggia ed elogia amicone di fede provata.
      I buoni e i cattivi alla lavagna e voi sempre il discrimine.
      Oltretutto siete fastidiosamente ingombranti.

      Pax

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    3. Signor Ruben, siamo in guerra, in guerrissima, come dicevano gli antichi romani, o con noi o contro di noi, quindi o con il Cammino o contro il Cammino. Voi da che parte state?????????????????????

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    4. Fuori dal Cammino, per grazia di Dio!
      Porto

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    5. Anonimo èa5 luglio 2022 10:52
      Signor Ruben, siamo in guerra, in guerrissima, come dicevano gli antichi romani, o con noi o contro di noi, quindi o con il Cammino o contro il Cammino. Voi da che parte state?????????????????????
      ---
      " Noi", ovvero la Chiesa, 1.200.000.000 fedeli meno il vostro milione di fedeli eretici, siamo sicuramente persone
      libere; ognuno può decidere secondo la propria volontà e libero arbitrio.
      Dopo di che, gli "ultimatum" li vai a fare agli imbecilli.
      Siccome l'anima e la coscienza, sono "individuali ", come la Carta di Identità, personalmente sono e sarò per sempre Cattolico, Apostolico e soprattutto Romano, non posso prendere decisioni come da te richieste per altri. Non ritengo neanche il caso di rispondere al tuo "aut aut", in quanto implicitamente, ti ho già risposto.
      Ruben.
      ---

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    6. Speriamo, e vogliamo essere, dalla parte di Dio.
      Non vogliamo essere da nessuna altra parte.

      CDD.

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  20. Sempre per restare attinente al tread,
    faccio personali considerazioni liturgiche che dopo il Concilio, con la scusa del "clericalismo condiviso", si sia fatta un'enorme confusione.
    Ovvero, nella Messa "Vetus Ordo", la celebrazione era demandata interamente al Sacerdote con l'assistenza di un Diacno
    se presente, e praticamente sempre dai ministranti all'Altare(chrichetti).
    Dopo, anche in termini di competenze,
    da un giorno all'altro "la rivoluzione":
    le letture lette da laici, uomini e donne, che non avevano neanche il primo dell'Ordine Sacro, ovvero il Lettorato, autorizzati abusivamente(anche attualmente) a questo e ad altro.
    Tutte cose, che hanno contribuito a sterilizzare la Liturgia, come se fosse una sorta di potere condiviso.
    E così è andato a finire: "il potere", anche se poco, da la soddisfazione di essere "qualcuno", anche in una semplice lettura alla Messa della Domenica.
    La normalità che ci dà o dovrebbe darci la Fede, è proprio "quella di una volta" : Tu sei il Sacerdote ed in quanto tale agisci
    nel nome di Cristo; io un semplice fedele
    ovvero a ciascuno il suo.
    Ruben.
    ---

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