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venerdì 5 marzo 2021

Nel catechismo di Kiko con i contenuti eretici viaggia di pari passo lo stile della comunicazione (Lino Lista).


da Lino Lista:

 C'è una questione nel catechismo di Kiko che viaggia di pari passo con i contenuti eretici: lo stile della comunicazione.

"A molti fratelli diremo: 'Tu non hai creduto alla predicazione, tu non credi'...". 

E chi sei tu per giudicare l'altrui credo, Kiko? A quale predicazione ti riferisci, al tuo kerygma? E il tuo giudizio, sulla base di quali elementi viene formulato, la disobbedienza alle prescrizioni tue, dei tuoi catechisti?.
E' un linguaggio autoritario, violento, arrogante di un laico che si esprime per fallacie (costante il ricorso insensato all'argumentum ab auctoritate), che pone sempre se stesso come attore e interlocutore dei dialoghi inventati ("Kiko, e io perché non vinco nulla?"), che si accanisce sui propri adepti manco fosse un angelo inviato a distruggere Sodoma e Gomorra.

Per i mamotreti solo il fuoco!


Io credo che un vocabolo avrebbe dovuto, nei nostri tempi, utilizzare la Chiesa nell'esame dei mamotreti: "IRRICEVIBILI"

Nei nostri tempi, perché appena un secolo fa sicuramente sarebbero stati motivo per una scomunica, ancor prima per un rogo.

Purtroppo, l'ho scritto, nella Chiesa è stata attuata una complessa mediazione tra la potente lobby gnostico-protestante che appoggia Kiko e vari componenti della CdF. La quale CdF, terminato nel 2003 il lavoro di correzione tomo dopo tomo, nemmeno ha ritenuto il direttorio che ne è uscito degno di un'approvazione. Se lo fosse stato, il Cammino non avrebbe dovuto attendere la fine del 2010 per riceverla, solo dopo le ulteriori pressioni della PCpL che indussero la CdF a lavarsi pilatescamente le mani della sporcizia che permane nel catechismo di Kiko e lasciando al card. Rylko il peso della vergogna storica della firma sul decreto.

CITAZIONE dalla Traditio:  

«Uno domanda: “Kiko, e io perché non vinco nulla? Nulla! Continuo a stare schiavo del peccato e sto in comunità”. A molti fratelli diremo: “Tu non hai creduto alla predicazione, tu non credi. ‘Sì, io credo, vado sempre alla Parola e mi confesso nelle penitenziali’. La Chiesa mai ha dato il Battesimo se non si dimostrava con i fatti che si era creduto. Per questo dice S. Giovanni Crisostomo agli eletti, 4 anni di catecumenato: “Quante volte vi devo dire... Volete essere battezzati? Non vi posso dare il Battesimo”, dice S. Giovanni Crisostomo nel Secondo Sermone agli eletti.Una, due, tre, quattro, cinque, mille volte devo dire a voi: non si tratta soltanto di amare il nemico, che vi sforzate, fate, non fornicate più, fate mille sforzi. Si tratta di fare la virtù senza sforzo: la fede. Viene dal Signore, non una cosa che “dovete”...: ahi ahi, che oppressione, che duro è questo di essere fedeli a Dio, che duro! No, mai han detto questo i santi della Chiesa: “Oh che orrore, con il bene che se la passano gli altri che non conoscono la religione!”. Senza sforzo! La fede è un dono gratuito per tutti noi. E in questi si conosceva che lo facevano con sforzo, era tutta una cosa di pugni, loro facevano:là si rendeva conto S. Giovanni Crisostomo che non potevano ancora.Per questo fratelli io vi annunzio una buona notizia: Cristo è risorto veramente, sta vivo, e Lui vi offre questa mattina la vittoria sulla morte e sul peccato!»


Kiko (con la sciarpa/stola nera) profeta tenebroso. Una finta Carmen veglia su di lui.

Quanto bene fa, ogni volta, rileggere le preziose sintesi del nostro Lino!

Vorrei poter fare una domanda a Kiko:

Chi ti ha detto che duro è questo di essere fedeli a Dio ( non fornicando, amando i nemici, per portare i tuoi stessi esempi))?

Chi ti ha suggerito una frase come: "che orrore, con il bene che se la passano gli altri che non conoscono la religione!"? 

Farebbe bene a interrogarsi poiché la lingua parla dalla pienezza del cuore!

Ma una domanda mi coinvolge: Come ho fatto io stessa, stando tanti anni dietro a Kiko, a non restare almeno perplessa davanti a simili affermazioni? Nessun santo ha mai ragionato in questi termini. Eppure in quegli anni ho letto anche tanto a mia vergogna devo dire. E questa stessa convivenza detta della Traditio Symboli l'ho vissuta e, da catechista, riportata tante volte!

Una cosa è certa. Tutti i santi hanno cantato la bellezza della sequela a Cristo, la dolcezza del suo giogo. Duro è il giogo del mondo, delle concupiscenze, altro che quelli di fuori se la passano bene fornicando e dandosi a tutti i piaceri, altro che i pagani, beati loro, che non sono costretti ad amare i nemici e, quando non c'è la fanno più, possono dar loro una bella bastonata e...tanti saluti!

immagine terrorifica del profeta per Kiko


Ah Kiko, Kiko!  (E con te tutti quelli che tentano inutilmente di difenderti). Non puoi prendertela con nessuno poiché non noi ti giudichiamo ma le tue stesse parole ti giudicano e ti smascherano e ti condannano.


Non dovrei rivolgermi a Kiko, lo so, che non ci legge. Ma, abbiate pazienza! Egli dice nella Traditio:

Uno domanda: “Kiko, e io perché non vinco nulla? Nulla! Continuo a stare schiavo del peccato e sto in comunità

Pensa tu come questo fratello è cascato male. Egli infondo dice come mai non vinco nulla, sono sempre schiavo del peccato?


Ossia, da buon camminante questo povero fratello fa tutto quello che gli è stato consegnato: celebrazioni, penitenziali, preparazioni, catechesi...e soprattutto ASCOLTA e NON SI SFORZA in nulla...

...risultato....anni e anni di cammino, neanche una VIRTÙ

Ma "Kiko, come è possibile? Faccio tutto quello che mi dici tu. Risultato: zero! Senza sforzo neanche una virtù!"

Ma Kiko ha sempre pronta la risposta: Tu non hai creduto alla predicazione, tu non credi"

Ma allora, io mi domando e dico, le Tappe del neocatecumenato a cosa servono? I vari stadi nel cammino di fede? Se il centro è sempre e solo l'annuncio del tuo Kerigma, sempre uguale, sempre lo stesso; che è presente in tutte le convivenze, di passaggio e non, come inizio corso, ad esempio e annunci vari dei tempi forti. Ma tu vedi l'assurdo!

E poi ti viene un cerchio alla testa...pensi...Kiko mi ha detto che non credo, bah se lo ha detto lui, fammi ascoltare, io devo credere, voglio credere, e mentre Kiko si sbraccia con la croce in mano e urla tu lì, provi ad ascoltare di nuovo, per bene, ma poi...di nuovo non credi perché neanche nulla cambia....che follia!

Ora sì che finalmente comprendo perché andavano bene quei camminanti che cadevano, di tempo in tempo, almeno una tantum in peccatacci, ma peccatacci inconfessabili, pur dopo anni e anni di cammino, pur dopo anni e anni di itineranza. Poiché, per ascoltare il fatidico e fantasmagorico Kerigma kikiano dovevi sempre essere morto, ma morto proprio per il peccato in modo serio, allora sì, il Kerigma era per te.  Ascolta oggi, convertiti oggi, perché tu non sei cambiato per niente, sei un peccatore schifoso, un traditore, un adultero, un idolatra attaccato al potere....e quante ancora.
Dunque, se eri lì per servire il Signore perché nulla è più dolce e bello, perché la virtù praticata rende libero l'uomo....eri uno fuori posto, e tale ti facevano sentire. 

Kiko ti diceva sul muso: "Ma tu sei qui per diventare migliore, per essere santo?"

Insomma, a Kiko gli impenitenti di una vita mai hanno creato problemi più di tanto!
Una bastonata, qualche urlo e poi ....sottobraccio e "Bene, bene, coraio, avanti, disgraziato che Dio ti ama", in una identificazione totale con se stesso.
E già, quello che Kiko non ha mai tollerato era imbattersi in qualcuno che il problema dell'ascesi se lo poneva; era incontrare qualcuno che si poneva una semplce domanda: "Ma Kenosi Kenosi. Scendiamo, scendiamo sempre. Ma......senza sforzo dove andiamo, all'Inferno andiamo". Basta aver letto qualche vita di Santi che per amore a Gesù altro che sforzi, altro che passarsela male secondo il mondo! Dei veri eroi, giganti della fede, in guerra continua contro le proprie concupiscenze.
Ma Kiko ha insegnato solo a diventare complici delle proprie cattive tendenze, ad assecondare in tutto se stessi, vedendo i nemici fuori e combattendo chi contrasta. Chi ti fa la guerra è il demonio, diventa il Faraone, il Giuda, fosse anche lo stesso Papa, o un Cardinale, un Vescovo, un Parroco. Chiunque ci perseguita, a torto o a ragione.

E Kiko mai ha potuto tollerare accanto a sé qualcuno che gli stesse davanti nella "santità". Accanto a lui solo i peggiori sono rimasti.
I migliori - rispetto a lui non ci vuol tanto - sono andati via. O li ha cacciati, o li ha distrutti.

Ci aiutano a concludere:
 

Ha abbandonato i poveri ed è andato coi ricchi
    
 Valentina Giusti

Kiko insegna a diventare complici delle proprie cattive tendenze.

 
Per questo, in Cammino stanno molto bene davvero certi personaggi inveterati nei vizi, e spero proprio (per Kiko, Carmen e i loro destini ultimi) che alcuni non siano stati proprio loro a corromperli.
Riporto qui il messaggio di fine 2015 di Kiko, dalla lettura del quale si desume che sono due le categorie di persone alle quali si rivolge: i pervertiti e i ricchi (l'optimum sarebbe ricchi & pervertiti): non certo ai poveri, disoccupati, onesti padri di famiglia.
"Ascoltalo bene Dio ti ama! A lui non importa che tu sia andato in un bordello perché Dio non ha schifo di te, lui non si scandalizza dei tuoi peccati, a lui non importa che cadi e cadi nello stesso peccato, la nudità delle donne nei tuoi pensieri, perché per gli altri potrai essere un maiale, ma per Dio sei molto prezioso e ogni giorno ti dà un'opportunità nuova per farsi conoscere, una occasione nuova per entrare nella conversione.
Forse sei stato in un tempo di perdizione, vivendo come un animaletto che non ragiona, macchiando il tuo corpo, avendo rapporti qua e là, con un uomo e un altro uomo o con più donne. Forse Dio non ti importa, forse hai sentito che lui ti limita per quello che hai voluto vivere, di sicuro hai avuto casa, gioielli, viaggi, ma nonostante questo ti assicuro che c'è un vuoto, una solitudine tremenda nel tuo cuore."

(Da notare: al 100% i peccati sono sessuali, altro non viene contemplato).

San Michele sconfigge Satana

e....

EX-NC-???

 Le tre S che molto spesso ci dicevano erano l'origine di tutti i peccati dell'uomo: Sesso, Soldi, Successo.

A vederla con distacco dico invece che sono le tre idee fisse, i pilastri del cammino:
Sesso, unico peccato a cui si dedica, come dice giustamente Valentina, il 100% delle catechesi. Parlato mai con la stessa intensità di ira, rubare, uccidere, egoismo, arroganza...
Soldi: E' lo sterco del diavolo, ma non ti preoccupare fratello il cammino si sacrifica e per farti un servizio lo prende lui! Infatti sono contemplati solo i soldi dati al cammino, non ad altri bisogni esterni.
Successo: Ma esaltando numeri ad ogni occasione (numero sacerdoti, numero comunità, numero itineranti...) il pallino del successo ce l'ha proprio il cammino. Cari NC mica mi direte che Kiko e' una persona umile, che fugge ogni occasione per mettersi in mostra!


lunedì 16 luglio 2018

Perché il Cammino Neocatecumenale è un itinerario di formazione acattolico

L'eresia della kenosis secondo Kiko  

Farabutti, canaglie, ladri, delinquenti
sono i "preziosi agli occhi di Kiko"
Se non fosse stato eccessivamente lungo, il presente post avrebbe potuto intitolarsi "Perché Giovanni Paolo quando firmò la lettera «Ogni qualvolta» non aveva letto i mamotreti, come ne fu certo padre Enrico Zoffoli". La tesi del passionista, però, sarà dimostrata.

Conosciamo il concetto di kenosis secondo il fondatore del Cammino. Lo apprendiamo da una sua intervista rilasciata nel 1996 nella città di Assisi:
«Bene, Dio permise che io facessi un'esperienza di ateismo, o, se volete, una kenosis, una profonda discesa nell'inferno della mia esistenza, un'esistenza senza Dio. Dio ha permesso che io tagliassi tutti i lacci con la trascendenza».
Nel volume per il secondo scrutinio l'idea era già stata esposta:
"La prima cosa che ha il Battesimo è una Kenosis, cioè ci porta al fondo di noi stessi, a conoscere la realtà di chi siamo noi; ma questa Kenosis, questa discesa non si può fare senza lo Spirito dei Signore. Ci distruggerebbe se Cristo non si accompagnasse in questa discesa. Bene. Quando tu hai toccato il fondo e stai vicino alle acque della morte e hai conosciuto te che cosa sei: che tu sei un assassino capace degli stupri, delle barbarità, delle mostruosità più grandi..."
Nel mio saggio "Il fango e il segreto" ho riferito che questa "discesa nell'inferno" si rifà a concezioni pagane e gnostiche; proprio sembra che sia rinnovata la discesa all’Ade e resurrezione di Elémire Zolla, divulgatore di dottrine esoteriche. Cristo è mostrato come una sorta di Mercurio Psicopompo che accompagna i viandanti neocatecumenali nell'Ade.

Il permesso che Dio avrebbe concesso a Kiko di fare una esperienza di profondo ateismo, la discesa nell'inferno dei propri peccati, è un paradigma del Cammino Neocatecumenale. Un paradigma che è strettamente connesso con la mistificazione del fango attuata da Argüello nella sua catechesi sul cieco nato.

La concessione di peccare la ritroviamo spesso negli scrutini; eclatante è il caso del sedicente maiale, il quale riferisce che "il Signore ha permesso che io commettessi adulterio". Ciò con la finalità di fargli conoscere la sua natura viziosa:
Kiko predica un Dio che incombe minaccioso, pronto a mandare il cancro alla madre dell'adepto che non si "alza" nelle adunate, disponibile però a permettere peccati di ogni genere quando c'è in gioco la conoscenza di se stessi.

Che c'entra san Giovanni Paolo II?

C'entra: nell'Enciclica Veritatis Splendor il Sommo Pontefice insegnò:
"80. Ora la ragione attesta che si danno degli oggetti dell'atto umano che si configurano come «non-ordinabili» a Dio, perché contraddicono radicalmente il bene della persona, fatta a sua immagine. Sono gli atti che, nella tradizione morale della Chiesa, sono stati denominati «intrinsecamente cattivi» (intrinsece malum): lo sono sempre e per sé, ossia per il loro stesso oggetto, indipendentemente dalle ulteriori intenzioni di chi agisce e dalle circostanze. Per questo, senza minimamente negare l'influsso che sulla moralità hanno le circostanze e soprattutto le intenzioni, la Chiesa insegna che «esistono atti che, per se stessi e in se stessi, indipendentemente dalle circostanze, sono sempre gravemente illeciti, in ragione del loro oggetto»"
"56. [... ] si pretende di fondare la legittimità di soluzioni cosiddette «pastorali» contrarie agli insegnamenti del Magistero e di giustificare un'ermeneutica «creatrice», secondo la quale la coscienza morale non sarebbe affatto obbligata, in tutti i casi, da un precetto negativo particolare.
Non è secondario che nella medesima enciclica GP II citi l'Humanae Vitae di Paolo VI:
"In verità, se è lecito, talvolta, tollerare un minor male morale al fine di evitare un male maggiore o di promuovere un bene più grande, non è lecito, neppure per ragioni gravissime, fare il male, affinché ne venga il bene, cioè fare oggetto di un atto positivo di volontà ciò che è intrinsecamente disordine e quindi indegno della persona umana, anche se nell’intento di salvaguardare o promuovere beni individuali, familiari o sociali".
I Comandamenti di Dio sono prescrittivi. Non è lecito quindi, anche volendo supporre per assurdo che la "conoscenza di se stessi" possa configurarasi come un bene spirituale individuale, sprofondare nell'ateismo ("Io sono il Signore tuo Dio"); Cristo si incarnò per essere accolto, non negato (Gv 1:9-14). Non è dato sperimentare l'adulterio (Mt 5:27-28), addirittura motivando la trasgressione con una concessione accordata dal Signore.

Si riesce a immaginare, allora, quale lettera "Ogni qualvolta" avrebbe mai potuto firmare Giovanni Paolo II se gli fossero stati dati in lettura il mamotreto del Secondo Scrutinio e gli scrutini del Cammino, con il permesso di peccare in virtù della "grazia" del fango?

Pagina del mamotreto della Traditio
Nella kenosis secondo Kiko c'è in primo luogo il solito appiattimento di categorie del Nuovo Testamento (lo "svuotamento" di Cristo" in Filippesi 2, nel caso) alle vicende esistenzialiste dell'uomo.

C'è la psicologia gnostica della "discesa nell'inferno e ritorno" di Jung.

C'è la negazione del libero arbitrio, sostituito da un millantato permesso a peccare accordato da Dio.

C'è anche, alla luce dell'enciclica Veritatis Splendor, una concezione contraria alla dottrina cattolica: da un volontaria opzione di ateismo, da un adulterio non può scaturire nulla di buono, il peccato rimane un peccato e Dio non lo permette, lo vieta.

La kenosis secondo Kiko è un teleologismo gnostico che schizza molteplici eresie.

Padre Enrico Zoffoli, nella sua apologia del Papa, ritenne impossibile che a Giovanni Paolo II fossero noti gli insegnamenti impartiti nel Cammino; non c'è dubbio che ebbe ragione.

Nemmeno c'è da dubitare che quella del CNC sia una vera e propria dottrina, differente dal cattolicesimo. Una dottrina – che ho definito "gnosi del peccato" – la quale ha per genitrice la kenosis secondo Argüello. Il bereshit di Kiko e del Cammino è: "Nel principio era la kenosis". Le mistificazioni della guarigione del cieco nato, della conversione di Zaccheo, e di molto altro, sono operazioni di adeguamento del Vangelo al teorema kenotico del pittore spagnolo.

(Lino Lista)

giovedì 12 luglio 2018

La "Kenosi dei portafogli": lettera di Kiko "Raccolta fondi 2018"

Il Cammino Neocatecumenale ha sempre gli stessi appuntamenti, che si rinnovano di anno in anno. Creatività dello Spirito? No. Una monotonia mortale!
Ciascun fratello può fare l'elenco di ciò che lo attende durante il Nuovo Corso, finanche gli argomenti o l'argomento che verrà trattato nella "Convivenza di Inizio Corso". Per non parlare di come Kiko esordirà, quali canti farà e in che ordine, cosa dirà nelle singole monizioni, di cosa si rammaricherà e in cosa si esalterà, fino ai saluti finali.
Roma, 2 luglio 2018
Clicca per ingrandiere
In questa noiosissima scaletta, ormai possiamo dirlo con sicurezza, c'è - tra i mesi di maggio-giugno-luglio, e in ogni caso prima dell'inizio delle vacanze! - la "Lettera annuale di richiesta fondi per l'evangelizzazione e attività varie ed eventuali del potente cammino".

L'anno scorso, in risposta, abbiamo indirizzato a Kiko una Lettera aperta, smontando a pezzi tutte le sue false argomentazioni, poste a sostegno della bontà e necessità e inevitabilità della onerosa richiesta, che veniva rivolta alle comunità di tutto il mondo. Proprio inutile non è stata visto che, quest'anno, la oramai rituale lettera di richiesta di denaro, datata 2 luglio, risulta più essenziale e stringata di quella precedente, come ognuno può verificare.


Ma non più di questo.
Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Kiko l'anno scorso ha comunicato ai fratelli sgomenti un debito di mezzo milione di euro!

Tra il "lascia o raddoppia" cosa sceglie Kiko? Ma, ovviamente, il "raddoppia"!
E, dunque, quest'anno il debito viaggia sul milione tondo di euro!
Un vero affare a perdere, avere a che fare con lui!

Il nostro insaziabile Kiko non ha saputo o voluto fare a meno del grande fiume di denaro che quest'anno si aspetta, anche a costo di fare, una volta di più, una pessima figura davanti al mondo intero.
Per questo noi non ci rivolgiamo più a lui, che non conosce vergogna, abbandonandolo al suo destino.
Kiko non merita alcuna risposta.

Madrid, 20 maggio 2017
(clicca per ingrandire)
Quest'anno ci rivolgiamo direttamente ai nostri fratelli che ancora sono nel Cammino, per incoraggiarli a riflettere.
[Più volte abbiamo detto e qui lo ribadiamo: Volete mettere alla prova la "fede" di Kiko Argüello e togliervi per sempre ogni dubbio? Chiudete i cordoni della borsa, chiudete i rubinetti; niente più denaro per tutti costoro! Conoscerete, una volta per tutte, l'amore gratuito di cui sono capaci.]

Intanto sappiamo da più parti che molte comunità sono ridotte allo stremo. Non reggono più le continue richieste di denaro e, all'arrivo della nuova Lettera di richiesta fondi per l'evangelizzazione neocatecumenale del 2 luglio 2018 alcuni fratelli non volevano crederci, altri erano disgustati. Molti tra i responsabili stessi, disorientati, hanno letto la missiva nella comunità "per obbedienza" senza avere il coraggio di guardare i fratelli negli occhi.

Più d'uno ha detto: "Fratelli, io ve la leggo, poi ognuno di voi si senta libero, davanti al Signore", ossia, fate un poco come vi pare!
Nessuna enfasi, nessuna insistenza, nessuno zelo o fuoco sacro nel riportare la parola "ispirata" del profeta, nessuno scrupolo morde le coscienze.
"Kiko ha colmato la misura!": questo pensate, anche se non avete il coraggio neanche di confessarlo a voi stessi o di dirvelo l'un l'altro.
Ormai nelle vostre coscienze, sempre più insidioso, serpeggia il dubbio che cresce col tempo: "Ma questi ci stanno prendendo per i fondelli?"

Ora passiamo all'analisi del testo, per aiutare i cervelli a mettersi in moto.

Primi due capoversi:
Primo:
"Siamo contenti dei miracoli che Dio sta facendo con noi e che ha fatto nelle ultime convivenze."
Istruzioni neocatecumenali
su come mandare i soldi…

Qualche riflessione infondo al post(*)
Tu mi porti su… (Kiko vi porta su, su... il "Cammino eletto" conta miracoli, miracoli, miracoli...di persone salvate dall'inferno, dal suicidio. Ma che gli costa chiedere al Signore il miracoletto che provveda lui alle necessità materiali del cammino? "Cosa è più difficile dire: «Ti sono rimessi i peccati o alzati e cammina?»" Se Kiko vuole essere credibile cominci a convincerci con i miracoli che tocchiamo! Precisiamo che, così facendo, la zappa sui piedi se l'è tirata da solo, ut semper.
Chi lo ha pregato di parlare di miracoli? Poi per i soldi immondi ha bisogno di voi, altrimenti non può più evangelizzare?)

Secondo:
"Sono qui in un incontro con Giampiero che mi presenta la realtà economica del Cammino oggi."
… e poi mi lasci cadere! (...ma subito dopo aver parlato di miracoli, vi precipita nella cruda realtà, dalle stelle alle stalle. Ma, dico io, vi fa fare un cammino così lungo, infinito, per affermare - come afferma - una cosa tanto banale, ossia che - e qui si fermano i suoi prodigi! - per fare qualunque cosa nella vita, ANCHE EVANGELIZZARE, ci vogliono i soldi? Senza soldi non si cantano messenon mi pare sia tratto dalla Parola di Dio!
Ali di cera, che si sciolgono al sole.
Ah che bellezza, ah che dolore.Sto imparando a volare!Cado, cado, cado!
Questa la sintesi interpretativa, affidata alla famosa canzone di Giorgia "Tu mi porti su e poi mi lasci cadere", dei primi due capoversi della Lettera.

Passiamo al terzo capoverso che chiameremo il capoverso dei numeri tondi, approssimati per eccesso sicuramente, poiché conosciamo bene questi personaggi...
"Dall’incontro di Tor Vergata abbiamo un debito di 200.000 euro ed anche l’ultima Convivenza degli itineranti ci ha lasciato un debito di altri 200.000 euro. Dobbiamo, inoltre, allestire l’incontro dei giovani di Europa a Roma il 12 agosto che ci costa 100.000 euro. Le prossime convivenze dei rettori e dei seminaristi, negli anni passati ci hanno lasciato un debito di circa 350.000 euro."
         (200.000 + 200.000 + 100.000 + 350.000 = Totale 850.000 euro)


...per arrivare al quarto capoverso che chiameremo del totale prefissato, perché suona bene 1.000.000 di euro (come si nota viaggiano sempre sulle cifre tonde, un 150.000 euro in più per varie ed eventuali - non si sa mai! - ma come sono accorti! Tanto i fratelli camminanti ingoiano tutto):
"In totale possiamo dire che avremmo bisogno, per continuare a evangelizzare secondo la nostra missione, di circa 1 milione di euro."
Abbiamo già sottolineato che, in un continuo crescendo, il cammino incrementa ulteriormente il totale dello scorso anno che, a sua volta, incrementava quello dell'anno precedente.

Certo il neocatecumenato si struttura come una infinita Kenosi dei suoi adepti, mentre lui, Kiko, va sempre più su, sempre più su... come dicevamo.
E questo da un punto di vista esistenziale:
i fratelli sono sempre più umiliati mentre Kiko, per parte sua, è sempre più un delirante esaltato.
Come dal punto di vista economico:
l'abbiamo chiamata per questo la "Kenosi dei portafogli", dei fratelli sempre più impoveriti, mentre Kiko vive nell'abbondanza.
Anche la sostituta della insostituibile Carmen si chiama, guarda caso, Ascension: sempre più inarrestabile è l'ascesa del "potente cammino". Ascen stessa, col suo nome svettante, come la mano lesta di un ladro che dopo il furto vola via veloce, ha soppiantato finalmente la Carmen, che non appare più neanche come riserva, neanche come "santa subito" neanche di "categoria superiore" e neppure inferiore.
Magari venisse almeno nominata come una piccola santerella o magari solo "santarellina", con quella punta di ambiguità che è insita nel termine stesso e che, visto la soggetta, non guasta.

Possibile che noi dobbiamo ricordarla a voi, la povera Carmencita caduta in disgrazia? Scivolata nell'oblio!
L'anno passato Kiko affidò espressamente alla sua intercessione la riuscita della raccolta fondi: Carmen, santa di categoria superiore e prossima alla canonizzazione «vi aiuterà soprattutto ad essere generosi con il Signore»: queste le espressioni usate da Kiko nella lettera dello scorso anno e quest'anno non le dedica neppure un accenno, neanche un requiem? Che pena grande! Povera dimenticata!
Si vede che le intercessioni, fin qui auspicate e richieste con ardore, sono cadute nel nulla, anche loro! Forse Kiko ha capito che è meglio lasciarla riposare in pace, la povera Carmen Hernández.
Aggiungo, per completezza, che la cosa non fa meraviglia (chi lo conosce bene può confermare) poiché per lui nulla è facile come dimenticare e cancellare totalmente i suoi compagni di viaggio.
Lo ha fatto con tanti, con tutti, eppure molti di loro gli hanno dato la vita, nel vero senso della parola!

Ma eravamo al quarto capoverso quello più squallido quello delle cifre tonte, che è anche il cuore della lettera. Il centro, appunto. Che vergogna!
Cari fratelli del Cammino, prendete questa lettera di Kiko e paragonatela a quelle scritte da San Paolo ai suoi evangelizzati; ha mai fatto simili richieste San Paolo? O sono forse il padre o la madre che devono essere mantenuti dai figli? Quando mai? Paolo considera per se il vanto più grande il fatto di non essere MAI stato di peso a nessuno. Così tutti i veri maestri di fede.
Kiko, invece, inaugura le sue richieste con un doppio 200.000 euro. Questo il debito residuo della ultima convivenza di itineranti - 200,000 euro - e questo il debito ancora di Tor Vergata, sempre 200.000 euro. Proprio così, per l'evento ognuno dei partecipanti ha pagato una quota di 10 euro, poi è stata indetta una colletta supplementare nelle singole comunità, subito dopo la celebrazione dei 50 anni col Papa, perché da Roma dicevano di avere ancora molti debiti da saldare.
Ma ancora non basta, Kiko continua dicendo: "dobbiamo allestire" l'incontro a Roma dei giovani di Europa il 12 agosto. Ma cosa è: uno spettacolo? E poi, lo allestiscono loro? Sono impresari, dunque!?
Perfetto! Siamo d'accordo, però d'ora in poi non dite più "È il Signore che vi convoca". L'allestimento, vi informa Kiko su input del solito Donnini, costa 100.000 euro (voi ci credete che ve la caverete così a buon mercato? O sarà un Tor Vergata bis? Con collette precedenti, contemporanee e successive? Vedremo).

Qui la botta finale: partendo dall'esperienza passata di cui fanno frutto - cosa strana perché fanno frutto delle esperienze solo se si tratta di soldi, mentre tutte le altre cose in cui sono mancanti le dimenticano! - ecco che tirano fuori il debito degli anni scorsi per le convivenze dei rettori e seminaristi, debito che ammonta ad altri 350.000 euro.
Da ciò, avveduti come sono, prevedono che anche quest'anno avranno un debito da saldare e, visto che si trovano, mettono nel conto anche i debiti futuri o presunti. Non si sa mai! Ma come sono previdenti e accorti!

Ed ecco finalmente il totale: 1.000.000 di euro ciò di cui avremmo bisogno (usano il condizionale, di fatto chiedono senza condizione, tutti, maledetti e subito!).


Quinto capoverso:
"Capite bene fratelli, che abbiamo bisogno del vostro aiuto per continuare la nostra missione."
Ma il vostro aiuto non è solo nel nome del Signore, che ha fatto cielo e terra!?
Così confondete le idee.
Dove è finito "Alzo gli occhi verso i monti"?

Non esiste Provvidenza di Dio.
Quella, nella loro generosità, la lasciano tutta a voi, fratelli camminanti, che intanto, pieni di fede nella divina provvidenza che mai abbandona, mettete nel sacco nero denaro contante e sonante, sudato col vostro lavoro. Come vedete, lasciano volentieri a voi, carissimi fratelli, che possiate sperimentare il centuplo, ma che magnanimi sono!

Lasciano a voi, fratelli, la Parola di Dio che parla nella storia: sono vari anni che le spese di evangelizzazione sono insostenibili e mai si chiedono "cosa vuole dirci il Signore con questo fatto?"
Ma poi non tralasciano proprio nulla al caso.
Ascoltate questa e riflettete bene:
Un corso di evangelizzazione è appena finito. Tutte le comunità hanno celebrato l'eucarestia conclusiva di ringraziamento nelle loro Diocesi. Ora c'è un alt fino a settembre, quando si inizia il nuovo corso 2018/2019. Ma non sia mai che Kiko vi lasci in pace per un poco! E no, perché bisogna motivare i fratelli PRIMA che vadano in vacanza.

Riflettete bene:
Ora, forse, avete ancora una cosina di soldi, a settembre avreste finito quel poco che, con fatica, in un anno in cui siete stati spremuti come limoni, avete, forse, messo da parte per voi. A settembre avrebbero raccattato di meno, sicuro.
Ecco che esplicita arriva la richiesta:

Sesto capoverso:
"Per questo vi chiediamo, prima delle vacanze, di fare, per comunità, una colletta e inviarla alla fondazione di Roma (in allegato le modalità e i riferimenti bancari). "
VI CHIEDIAMO, PRIMA DELLE VACANZE, DI FARE LA COLLETTA PER COMUNITÀ E INVIARLA. CERTO.

Settimo capoverso:
"Vi ringraziamo con tutto il cuore e preghiamo il Signore che vi dia delle vacanze stupende in Lui. "
Con una faccia di corno Kiko vi augura, con tutto il cuore di pietra che si ritrova, "vacanze stupende". Anzi dice "preghiamo il Signore che vi dia delle vacanze stupende in Lui. Certo! Che altro vi resta da fare?

Ma perché, piuttosto, Kiko birbone non prega il Signore, lui e la sua cricca di nuovo al completo, di mandargli la manna dal cielo? Di moltiplicare i pani e i pesci? Di aprirgli le vie? Di provvedere Lui a tutto?

Ma come non vedete che mai, nemmeno una volta, mette in pratica quanto vi ha predicato in tutti questi anni, quanto egli stesso PRETENDE da voi?



Ottavo ed ultimo capoverso:
"Ecco, pregate per noi, per il padre Mario, per Ascension e per me"
Almeno per questa volta ci ha risparmiato la pantomima del "per me che sono un peccatore".



Pregheremo, certo, anche noi per i tre, perché, finalmente, si diano una calmata; trovino pace e la facciano trovare agli altri!
________________________


Qualche riflessione finale su:




ISTRUZIONI PER INVIO COLLETTE (*)




* INDICARE Nome e Cognome, indirizzo e Città di chi effettua il versamento e nella causale Parrocchia, Comunità e motivazione.

Per esempio: “Mario Rossi – Via Bianchi, 3 - Roma
Causale: 4^Martiri Canadesi  – Roma – seminari”

* INVIARE copia LEGGIBILE del versamento bancario o postale all’attenzione di Renzo Rengo.






Quanta cura! Fin nei dettagli!
Accompagnassero così le anime che si affidano a loro!
Ci chiediamo: ma a che cosa servono tutti questi controlli incrociati?
Il denaro viene seguito, con grande attenzione, in tutti i suoi passaggi.
A che serve mai conoscere chi ha effettuato il versamento? E nel dettaglio Nome e Cognome, indirizzo e Città?
Ma ancora non basta. Va indicata la Parrocchia, la Comunità, la motivazione (come se poi a Roma non facessero un unico calderone di tutto e il parere, la volontà dei fratelli, che non conta nulla in cose ben più importanti e che riguardano la loro stessa vita, contasse qualcosa nella definizione della scala delle priorità economiche del c.n., che dipende solo ed esclusivamente da Kiko e dal suo arbitrio).




Insomma, che fine ha fatto il dare nel segreto nel sacco nero?




Trovo una sola spiegazione: Verificare quali sono le Comunità che contribuiscono con puntualità e quali no, quali le più generose e quali le più indolenti.
Renzo Rengo comunica a Donnini, Donnini riferisce a Kiko.
Così si sa chi richiamare all'ordine, una gara al più bravo.
Questo rileva molto per i vari responsabili: chi si dimostra zelante e invia puntualmente le sue belle collette può stare tranquillo, farà il responsabile per tutta la vita, e chi lo muove!
Ma se sei un responsabile che da un anno o più non manda il becco di un quattrino, stai attento, si avvicina la visita dei catechisti alla tua comunità!


 

domenica 30 aprile 2017

Arrivano i "Diari di Carmen Hernandez": predicava male e razzolava bene

Kiko ci dà questa preziosa anticipazione nei suoi ultimi Annunci:

Adesso stiamo trascrivendo i diari di Carmen, dove si vede l’amore che aveva a Gesù Cristo e l’amore che aveva a me.
(Altra cosa stupefacente, il modo in cui in questi scritti parla di Kiko, mentre in pubblico lo attaccava e, a volte, con epiteti irripetibili!)

Gli Iniziatori sorridono, disobbedienti, al Papa
e Carmen -ut semper- punta il dito contro il suo nemico
(Roma, 8 gennaio 2012)
...vorrei anche leggervi qualcosa di quello che stiamo trascrivendo e che pubblicheremo; come io ho pubblicato le mie “Annotazioni”, pubblicheremo anche alcune cose dei diari di Carmen, perché ha scritto ogni giorno. Ma abbiamo visto ora quanto ha sofferto ogni giorno e non ha detto niente a nessuno, per esempio vi leggo alcune cose. A volte aveva sofferenze, notti oscure, e gridava a Dio. Vi leggo per esempio:
26 gennaio 1979
In Madrid Notte. Gesù mio, la pace, incredibile. Tu sei buono. Grazie, Gesù. Non togliermela. Svegliami nella pace. Ispirami, se vuoi. Fa lo stesso. Tu mi basti, Gesù, Gesù mio. Mi hai tratto dall’abisso, grazie, Gesù. Mi dà misericordia guardare la gente. Consola quelli che soffrono, quelli che hanno paure, angustie. Gesù, che mistero è tutto. Grazie, Gesù. Vieni al risveglio a saziarmi del tuo volto.
29 aprile 1979
Signore, alla vigilia di persecuzione, non desiderando più nulla di questa vita. Povera e senza nulla, mi viene il desiderio intimo della tua unica presenza. La santità, Signore, desideri nascosti di santità, di sacrificio, di riempire il giorno della tua presenza. Preghiera. Signore, vieni Tu a riempire di senso il bene, le cose. Rafforza la fede a Kiko.

Vedete che tutti i giorni c’è un dialogo con Gesù, impressionante, di amore a Gesù. In questi testi parla spesso di me, sempre in maniera bellissima

Un altro giorno:
9 gennaio 1980
Gesù! Gesù, Gesù mio! Dall’oscurità della notte togli la mia anima. Nel nulla, nel non essere, la vita non esiste, solo oscurità, morte e tristezza, tristezza, tristezza e depressione. Oggi è il compleanno di Kiko. E’ infermo. Ed io, mani in mano, stupida, pigra, impossibile, immobile, senza nessuna illusione, speranza, né possibilità. Una indifferenza assoluta. Ti aspetto, Gesù, attendo la tua apparizione, il tuo volto, la tua presenza, la tua preghiera, gratitudine e amore. Gesù, le sofferenze... Tu sai tutto. Ti amo.

14 febbraio 1980 ...
Gesù mio... mi ammira il coraggio che dai a Kiko. Se gli succedesse quello che capita a me, sarebbe catastrofico...

Entrava in profonde sofferenze, ma mai ci ha detto niente, mai!

Ahi, Signore, se Tu venissi, se rompessi i cieli e apparissi, tutto cambierebbe nella vita, nella luce, nel giorno! ...Aiutami. Animami.

26 febbraio 1980 Roma. Lodi alle sei del mattino...

Vi ricordate che facevamo con voi le Lodi in Quaresima alle 6.

 Gesù mio, mi inquieto tutto il giorno in progetti, prevenzioni e preparazioni impossibili, cercando di dominare tutto, credendo che tutto dipenda da me.

Io le dicevo che doveva parlare, ma era molto timida, non le piaceva parlare. Passava tutto il giorno studiando, studiando, e dopo mi diceva che non voleva parlare.

Kiko improvvisa creativamente come se niente fosse necessario tutto possibile. Gesù mio, misterioso, grandioso nella Croce, Ti amo. In mezzo all’oscurità e al dolore, Tu sei il mio unico amore. In mezzo alla mia incredulità, ho fede solo in Te e Ti amo. Abbi compassione di me. Visitami che ho paura, terrore, tristezza grande, distacco da tutto, voglia di nascondermi e sparire muta, muta, muta totalmente e tristissima. Grandiose le tue opere, Signore dei cieli. Tanti stormi di uccelli... Grande sei e meraviglioso, imprevedibile, infinito. Signore, mi prostro davanti a Te. Voglimi bene. Strappa dalle mie labbra questo “Abbà” grandissimo, santissimo.

Questa è la vostra catechista, che Dio ha eletto da prima della creazione del mondo per aprire, con un tal Kiko Argüello, un Cammino di iniziazione cristiana.

Dovete leggerlo. Lo pubblichiamo con la BAC, come il mio libro, spero che faccia l’introduzione il presidente della Conferenza Episcopale Spagnola, mons. Blasquez 
(Kiko, perdonaci, ma questo proprio non lo reggiamo! Il bis del libro degli Iniziatori del cammino!)


La Madonna di Pompei con
Kiko-san Domenico

e Carmen-santa Caterina
Che dire. Ormai non ci meravigliamo più di niente!
Ma vogliamo fare anche noi qualche considerazione sugli scritti di Carmen, venuti alla luce dopo la sua morte, quelli che Kiko ha, per ora, reso pubblici negli ultimi incontri con i suoi adepti e di cui ha preannunciato la prossima pubblicazione.

Partiamo dallo Statuto.

L’Art. 19 dello Statuto del Cammino neocatecumenale, descrivendo la prima fase del Neocatecumenato, precisamente il precatecumenato post-battesimale, dice che esso è un tempo di kenosi per imparare a camminare nell’umiltà.

Essa è divisa in due tappe.

Nella prima tappa, ….

La Parola di Dio, l’Eucaristia e la comunità aiutano gradualmente i neocatecumeni a svuotarsi dei falsi concetti di sé e di Dio ed a scendere alla loro realtà di peccatori, bisognosi di conversione, riscoprendo la gratuità dell’amore di Cristo, che li perdona e li ama.

Svuotarsi dei falsi concetti di sé e di Dio.

Brevemente, chiunque abbia fatto il cammino, anche per qualche anno soltanto, sa e può confermare che, da un lato viene demolito tutto quello che ognuno pensa di se stesso.
Non serve dilungarsi, tutto quello che sta venendo fuori con la catechesi del fango sul cieco nato, la gnosi del peccato;
dall'altro, e qui è il punto che ora ci preme evidenziare, viene messa in discussione la tua idea di Dio, qualunque essa sia, prima del cammino e, con essa, tutto quello che, fino a quel giorno, ha costituito il tuo bagaglio di fede che loro etichettano, senza mezzi termini e in senso dispregiativo, nel migliore dei casi,  come "Religiosità naturale".

La prima fase del cammino, come esplicita bene l'art. 19 dello Statuto, è precisamente una fase di "demolizione", in essa vengono derise come puerili se non come pagane tutte le pratiche religiose precedenti, anche se consolidate nella Chiesa, fatte di Rosari, Novene, Devozioni ai Santi, Adorazioni Eucaristiche, i Primi nove Venerdì del mese, i Quindici sabati alla Madonna, la Messa quotidiana e chiedere "grazie", poi, diventa la prova regina che quella che uno chiamava "Fede", Fede non è mai stata ma, appunto, orrida e deprecabile "religiosità naturale" in quanto essa si fonda su un rapporto con Dio basato sul timore, sulla paura - questo si ripete insistentemente nella catechesi neocatecumenale  - per cui, come i popoli primitivi, si va alla divinità offrendo sacrifici per avere grazie, salute, denaro, buoni raccolti, ecc.

Demolito tutto questo, ripulito fino all'ultimo fratello della comunità nella fase del precatecumenato, esponendo chi "non cede il punto", da una parte, alla derisione dei fratelli che, ben per loro, hanno capito tutto subito e, illuminati, si sono "convertiti" e, dall'altra, al massacro sistematico dei catechisti quando vengono, periodicamente, a visitare la comunità.
E tutto questo dura il tempo necessario affinché, nella stessa comunità che avanza nelle tappe, non ci sia alcun residuo del passato, tutto spazzato via!

Ora, dal secondo scrutinio in poi, fatta piazza pulita si scavano le fondamenta......
Le Tre tentazioni impostano lo scrutinio a cui vengono sottoposti, seduti davanti alla croce di Kiko, i singoli fratelli, tenendo schierati davanti a loro i catechisti-discernenti, ripieni di Spirito Santo. Intanto i fratelli di comunità stanno seduti a cerchio, tutt'intorno:

  1. La tentazione del pane. Le sicurezze su cui poggiava e poggia la tua vita.
  2. La tentazione della storia. Rilettura di tutti i fatti della tua vita che illuminano i tuoi peccati, fino a giungere a che cosa non accetti oggi o ti risulta difficile capire, ossia qual è la tua croce.
  3. La tentazione degli idoli. Essenzialmente il denaro, per portarti a vendere i tuoi beni.


Ecco la sintesi:
Tolta di mezzo ogni precedente idea di Dio, ti si presenta il Dio della storia, il Dio che ti trascina in un esodo, "il Dio che viene con noi!", come ripetono costantemente i catechisti, e che sta facendo irruzione nella tua vita.

Si cancellano così, in un sol colpo, secoli di storia della Chiesa, si torna alla Chiesa Primitiva e i tuoi catechisti sono i novelli apostoli inviati a te.
Non si pone alcun Santo come modello, non si percorre alcuna via per la santificazione personale.
È un popolo che cammina, che evangelizza, che celebra, che è santo in quanto popolo, cessa ogni identità personale, fuori della comunità per te non c'è alcuna salvezza.
La persona scompare, la dignità non esiste, tu vieni fagocitato dal concetto stesso di comunità e tutto quello che, in quanto singolo, hai: esigenze, aspirazioni,  viene soffocato, annientato nel "fare comunione".
Ecco perché, se qualcuno subisce gravi torti o resta distrutto dal peccato dell'altro in maniera anche molto pesante, intollerabile, devastante, la comunione si ricompone in un solo modo: sempre e solo in che la vittima deve perdonare il peccatore, mentre il peccatore è giustificato, perché l'uomo è condannato a peccare, non può non peccare e tutti siamo peccatori.

Per caso tu pensi di essere meglio del fratello?
Sei un moralista e non sai che tu saresti capace di peggio.
Il fratello è specchio dei tuoi peccati.


Sì, come si sta mettendo in evidenza in questi giorni, il cammino è una gnosi del peccato infinita, ma devastante, annichilente, concepita in modo tale da ingessare letteralmente i fratelli, cancellando ogni capacità di reagire, di chiedere giustizia, di rivendicare il trionfo della verità.
Perché, cosa è che ti scandalizza?
O meglio, Perché tu ti scandalizzi?
Se ti scandalizzi, non sei ancora consapevole, in profondità, della realtà di peccato in cui è inchiodato l'uomo. Non stai facendo come si deve la tua Kenosi.
Per tutto questo non c'è spazio, nelle comunità neocatecumenali,  per la correzione, perchè correggere significa pensare che l'altro può cambiare, può non peccare più sulle sue forze.

Alla fine di tutto, aberrante chiusura del cerchio, il fratello che avanza nel percorso neocatecumenale davvero non si scandalizza più di nulla, e scandaloso sarà solo quel fratello che ancora si scandalizza, problema sarà colui che solleva "il problema".

Perdonate la digressione, ma questa cornice serve per mettere più in evidenza il quadro che voglio mostrarvi, che mette a fuoco il secondo aspetto evidenziato dal citato art. 19 dello Statuto del Cammino: la destrutturazione dell'idea di Dio.

Santino di Santa Carmen
con mani giunte
photoshoppate
Pochissime pennellate per lasciare nitida l'immagine.
Riportiamo, in premessa, penosamente, le espressioni che tutti noi camminanti abbiamo ascoltato nella predicazione kikiana, espressioni che restano impresse davvero per tutta la vita e che ricordo a mente, senza tema di smentite:
A detta loro:
Dio sicuramente non è il Dio di certe Immagini del Sacro Cuore  (*), con la manina così, benedicente, sdolcinato, con le sopracciglia depilate”
e tutte le altre cose orripilanti, in questo senso, che Kiko e Carmen hanno predicato con le loro catechesi, per fare spazio al dio di kiko/carmen che avanza,
demolendo vergognosamente le Immagini Sacre che abbiamo visto fin da bambini nelle nostre case, davanti alle quali le nostre nonne ci hanno insegnato le prime preghiere o iniziati al Santo Rosario, che ci facevano recitare in ginocchio.
Ma le nostre nonne erano disprezzabili religiose naturali, senza ombra di dubbio, che mai e poi mai, come alcune persone anziane nelle nostre comunità, avrebbero superato il secondo passaggio, senza prima sottostare alle pesantissime umiliazioni riservate loro proprio durante il summenzionato scrutinio.

Ora Carmen, e questo esce fuori dai suoi diari segreti, nel segreto, appunto, si sarebbe rivolta al Signore invocandolo col dolcissimo nome di Gesù, Gesù mio, Gesù mio amore????


Pompeo Batoni, Sacro Cuore di Gesù,
olio su rame, 1767, chiesa del Gesù, Roma
Beh, perdonateci, ma stentiamo a crederlo, allora formuliamo due ipotesi:

Prima ipotesi: tutto questo non è vero, quindi è un falso dal momento che:

E’  in contrasto con la Carmen che tutti abbiamo conosciuto quando predicava dal leggio, o pregava in assemblea, sempre e invariabilmente, come Kiko e tutti gli altri, rivolgendosi a Dio con le parole "Padre Santo.....", e nominando Nostro Signore sempre come "GesùCristo" così tutto attaccato, alla spagnola, anziché soltanto "Gesù" (cerca ad esempio le occorrenze di "Gesù Cristo" nel racconto personale della sua esperienza)

È in contrasto con la Carmen che ci correggeva e ci derideva se solo scorgeva un rapporto con "Gesù", definiamolo per comprenderci, "mistico", sul modello di tante Sante come Caterina da Siena (che nel quadro di Pompei sarebbe una sua prefigurazione!) o Teresa d'Avila, o Teresina di Lisieux, modelli ai quali, per essere onesti, mai hanno invogliato a fare riferimento nella personale crescita spirituale, dicendo anzi espressamente, tante volte, che perseguire la santificazione personale serve solo per montarsi la testa.

È in contrasto con la Carmen che non tollerava neanche un segno addosso ad una itinerante o ad una neocatecumena che fosse diverso dai soliti gadget kikiani o icone ortodosse di cui si fregiava, come, ad esempio, una catenina della Medaglia Miracolosa o dell'Immacolata (chi un poco ha letto sa che Padre Pio da Pietrelcina, santo, ne distribuiva infinite e raccomandava di portarle sempre addosso, lo stesso santa Teresa di Calcutta che ne aveva sempre in tasca e la consegnava a tutti quelli che la avvicinavano, per citare Santi del nostro tempo).

Dunque, questa è la prima ipotesi.

Oppure, seconda ipotesi, Carmen aveva una doppia personalità, per cui aveva una vita pubblica e una vita segreta, nascosta, dove praticava  -nel suo personale anzichè comunitario cammino spirituale-  una "Via diversa" da quella che indicava alle persone che Dio le affidava nell’evangelizzazione perché, insieme a Kiko Argüello, le conducesse ad una “fede adulta”; e questo attraverso un Cammino ispirato, come Kiko afferma raccontando la sua esperienza, dalla stessa Madre di Gesù che, apparendo a lui, lo avrebbe personalmente istruito.

Più chiaramente: Carmen predicava una cosa e ne faceva un'altra.
Si dice: “Predica bene e razzola male”.
Ma a questo punto la Cara Estinta, Carmen Hernandez, avrebbe stravolto anche questo famoso detto perché, se fosse vera la seconda ipotesi, ella sicuramente faceva il contrario, ossia:

“Predicava male e razzolava bene”.

Peggio mi sento! Una confusione totale!



(*) Appendice doverosa per i "lontani" che sono entrati a far parte del Cammino Neocatecumenale (art.5, Statuto definitivo del C.N. "Destinatari") e che non hanno, precedentemente, ricevuto in famiglia alcuna educazione alla Fede Cattolica, ma hanno ascoltato unicamente la catechesi kikiano/carmeniana: 
La devozione al Sacro Cuore
“Gli elementi essenziali della devozione al Cuore di Cristo appartengono in modo permanente alla spiritualità della Chiesa, lungo tutta la sua storia. Perché fin dall’inizio, la Chiesa alzò il suo sguardo al Cuore di Cristo trafitto sulla croce… Sulle rovine accumulate dall’odio e dalla violenza potrà essere costruita la civiltà dell’amore tanto desiderata, il Regno del Cuore di Cristo!”.
[Giovanni Paolo II, Messaggio ai Gesuiti, 5 ottobre 1986]
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Integrazione: 3 maggio 2017 

La teoria della mistificazione ad hoc dei Diari di Carmen, mirata al conseguimento dei finali obiettivi kikiani, si va, mano a mano, sempre più accreditando.

Se così fosse è Kiko, non certo noi, che manca di rispetto alla memoria della sua cofondatrice, con la quale ha condiviso più di 50 anni di storia del cammino neocatecumenale. Riporto per completezza, e perchè ci aiuta ad argomentare in questa direzione, la risposta a chi ci accusa di "calpestare i morti". 

Pietro del cammino (30 aprile, ore 19:29) ha detto:
"siamo abituati in CINQUANTA anni a gente come voi, capaci solo di calpestare anche i morti."
...Noi non calpestiamo nè morti, nè vivi, mica siamo come voi che letteralemte uccidete la gente viva che tenete nelle vostre mani e la calpestate, viva o morta che sia, come abbiamo dimostrato quando abbiamo documentato alcuni casi di suicidi, avvenuti tra le vostre fila, ad esempio il povero padre di otto figli in missione ad Odessa, strumentalizzato anche dopo morto, appioppandogli l'etichetta dell'«ingannato dal demonio!», per uscirne puliti (povera moglie e figli!).

Per quanto riguarda Carmen, Kiko (e non certo noi) sta strumentalizzando anche lei, mi dispiace dirlo, perchè anzi noi, probabilmente, le stiamo rendendo giustizia, descrivendola così come era: antikikiana doc, e per nulla "sdolcinata" nel suo rapporto con Dio e con gli uomini (molto probabilmente Carmen ce ne sarebbe grata!). Davvero non so, avendola conosciuta, se lei sarebbe stata d'accordo a vedersi dipinta, dopo morta, così diversa da quella che era e teneva ad essere, davanti a tutti, catecumeni, itineranti, Vescovi, Cardinali e pure davanti al Papa. 
Sì, Kiko sta usando anche lei, come fa con tutto e tutti, perchè, detto fra noi, a Kiko non interessa tanto che Carmen diventi beata e che poi sia canonizzata, quanto aprire a se stesso la strada verso la propria canonizzazione. Questo è il suo vero obiettivo. Altrimenti avrebbe parlato SOLO di Carmen.

Invece, anche con i Diari di lei, Kiko è riuscito a mettersi in primo piano "LUI", sbandierando tutti gli elogi che Carmen, a suo dire, gli faceva: è bravo, è ispirato, è indistruttibile, non soffre di depressione -come me- non va in crisi -come me- non ha dubbi di fede -come me-.
Sono indignata, questo è un incurabile megalomane - narcisista - idolatra. 
Al centro di tutto sta unicamente lui, come sempre!

sabato 17 dicembre 2016

Se porti alla luce la dottrina oscura del Cammino sei "divisivo"

 Diamo spazio a quanto ci riferisce Giuseppe, riguardo a un significativo incontro in parrocchia.

E la chiamano addirittura "liturgia"...
«Diario.
Durante l'incontro col gruppo famiglia, il sacerdote, sul tema del peccato originale ci ha spiegato come la genesi col suo racconto della creazione, invita il popolo di Dio a guardare a prima del peccato, per trarne motivo di speranza anziché rinchiudersi nel peccato o peggio ancora, come inteso da Lutero, intraprendere una vera e propria "discesa verso il peccato".
Non l'avesse mai fatto, mi ha invitato a nozze! Come non pensare alla Kenosis Kikiana, che come sappiamo, più che annullamento del proprio ego, è quasi un invito a peccare. Così sono intervenuto e ho citato il mamotetro, quando Kiko dice che non serve dire alla gente, di fare il bene ecc., se non ha lo Spirito Santo. Il sacerdote ironizzando ha commentato: "Senza tenere conto che si rivolge ai battezzati!" 
Ci sono state alcune persone che hanno frequentato il cammino che hanno concordato con quanto da me esposto. Addirittura una signora che lo frequenta da circa 8 anni, ha perfino detto che questa cosa è vera e lei personalmente ne prova turbamento.
Dopo di che il sacerdote, un po' contrariato, mi ha invitato a non portare più questi argomenti "divisivi" nel gruppo e lo capisco.
Intanto ho scoperto che nel gruppo ci sono tre coppie di neocat, di cui una sola attiva e due giovani. Una volta usciti, riprendendo il discorso delle "dottrine non corrispondenti" con uno di loro, che aveva detto "non mi risulta" ho rincarato la dose raccontantogli della disubbidienza di Kiko in merito all'Eucarestia. Insomma ho combinato un bel casino!»
La "kenosis" cui si riferisce Giuseppe è un topos del linguaggio kikiano, un tema ricorrente, secondo il quale il cristiano deve compiere una "discesa" negli abissi della propria condizione, della propria realtà di miseria e di peccato, possibilmente durante tutto il Cammino Neocatecumenale, per poi compiere la "rinnovazione delle promesse battesimali", dopo la quale, secondo Kiko i neocat avranno una nuova natura, saranno uomini rinati nello "spirito" (il minuscolo è volontario).

Dice infatti Kiko nei suoi "orientamenti" (versione non emendata) a p. 10:
«Il catecumenato è questa discesa fino alle acque del Battesimo. E' un cammino di conversione per toccare con mano la tua povertà e la tua impotenza, perché tu conosca la tua realtà profonda di peccato e di miseria
Attenzione alle parole... "Catecumenato" è per Kiko la parte che segue il "primo scrutinio battesimale", che si conferma nel "secondo scrutinio battesimale" e che continua fino all'elezione in veste bianca. Nel linguaggio cristiano invece i catecumeni erano le persone non ancora battezzate (nel testo si usa specificamente il termine "catecumenato", in luogo di cammino neocatecumenale, i neocat sono considerati come pagani non battezzati), distinte dai Fedeli o Neofiti che avendo ricevuto il battesimo potevano partecipare al Sacrificio Eucaristico.
Giustamente il sacerdote che guida il gruppo fa notare un fatto ovvio: Kiko sta parlando a battezzati, che non hanno nessuna necessità di "immergersi nelle acque del proprio battesimo" perché quel Battesimo, grazia unica e specialissima, l'hanno già ricevuto. Il battesimo, per usare una metafora, è un fuoco, che se non alimentato si affievolisce, ma non può mai spegnersi del tutto: è sufficiente una buona confessione ben fatta e l'Eucarestia per tornare nella Grazia di Dio. Nessun cammino trentennale di discesa! (ricordiamo agli accecati neokiki che secondo la dottrina cristiana la confessione sincera è già un'ammissione di colpe, una contrizione, un riconoscere il proprio peccato).
Argüello (è quello a destra) con la sua fan Miriano;
il dipinto alle spalle sarà il solito horror kikiano?
In più, se non fosse già chiaro, nelle catechesi della Domenica di convivenza, il Kiko si azzarda a dire:
«Questo cammino è una Kenosis, una discesa e nessuno può passare per la porta del Regno se non si fa piccolo, se non ha scoperto che tutto è grazia di Dio, dono gratuito. Chi non ha scoperto la sua povertà reale di uomo peccatore non scoprirà che Dio è quello che dalla morte e dal peccato tira fuori la vita ed una nuova creatura.»
In realtà dietro le espressioni decorate di cattolicesimo, troviamo gnosticismo allo stato puro: il concetto secondo cui bisogna scendere agli inferi per risalire e ascendere al Cielo è dottrina gnostica. Nessuno può passare per la porta del Regno Kikiano se prima non accetta di farsi piccolo e miserabile negli scrutini, se prima non scende gli scalini dei propri peccati, se non conosce la propria realtà di peccato e miseria. Ecco perché los kikos ripetono a pappagallo la frottola del "se Dio mi toglie la mano dalla testa allora io...", con ciò giustificando ogni porcata.
La continua insistenza sulla "realtà del peccato", sull' "esperienza concreta" del peccato, sulla sporcizia, sulla necessità di lavarsi, e così via sono solo modi vagamente edulcorati per suggerire ai propri adepti che il peccato è necessario alla conversione e che senza questa esperienza non c'è resurrezione, quindi niente conversione.
E' chiaro che si tratta di un'eresia grave, quindi c'è ben più che un argomento "divisivo" in gioco. Qualcuno dovrebbe ricordare, al prete che invoca l'unione e la concordia ipocrita contro ogni evidenza, quanto disse Gesù:
«Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada. Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera: e i nemici dell'uomo saranno quelli della sua casa.»
O ancora le parole di San Paolo:
«Non lasciatevi legare al giogo estraneo degli infedeli. Quale rapporto infatti ci può essere tra la giustizia e l'iniquità, o quale unione tra la luce e le tenebre? Quale intesa tra Cristo e Beliar, o quale collaborazione tra un fedele e un infedele?»
Non è possibile conciliare verità ed errore, come se avessero gli stessi diritti! Qui non si tratta di "argomenti divisivi" ma di proclamare la solenne verità, ovvero che "professiamo un solo Battesimo per il perdono dei peccati"! Altro che kenosis!