martedì 22 aprile 2014

Contro le strumentalizzazioni e l'ignoranza

Anche stavolta i kikos si sdegneranno senza leggere nemmeno una riga.

Lo scopo di questa pagina non è parlare di Giovanni Paolo II, ma solo di far riflettere su come la sua canonizzazione viene accanitamente strumentalizzata dai kikos per far credere che la sua presunta "approvazione" del Cammino Neocatecumenale sarebbe un argomento "santo", inattaccabile e indiscutibile.

Quella propaganda neocatecumenale è falsa e ingannevole per molti motivi, fra cui ci limitiamo a evidenziare:
  1. il fatto che "santo" non significa "infallibile in ogni momento della sua vita";
  2. il fatto che Giovanni Paolo II ha anche ammonito i neocatecumenali;
  3. il terribile trattamento ricevuto a Porto San Giorgio dai kikos;
  4. la mistificazione del caso Riconosco il Cammino del 1990;
  5. il fatto che Giovanni Paolo II non abbia realmente gradito certe "approvazioni" del Cammino.

1. "Santo" non significa "infallibile"

Anche i santi possono commettere errori, specialmente se in buona fede. Solo gli stupidi possono scandalizzarsi di una simile affermazione: eppure la storia ce lo insegna bene. Per esempio alcuni santi (come Vincenzo Ferrer, Pietro di Lussemburgo, Coletta di Corbie) seguirono un antipapa. Santi che in buona fede prendono una cantonata, come lo stesso don Bosco, di una vita sacerdotale a dir poco esemplare: commise un errore ingenuo con un vescovo ricordandogli a chi doveva la sua formazione in oratorio e il sacerdozio (e perciò se lo ritrovò -ahilui!- nemico e persecutore).

Lo stesso san Pietro, nei suoi primi anni di pontificato, commise qualche errore, a cui l'apostolo Paolo ebbe da opporsi «a viso aperto» (cfr. Gal 2,11). Nostro Signore, non senza motivo, aveva personalmente preavvisato il "primo Papa": «e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli» (cfr. Lc 22,32).

Giovanni Paolo II bacia il Corano
in diretta televisiva - 14 maggio 1999
Santità non significa infallibilità totale e assoluta in ogni gesto e ogni parola. Specialmente sulle decisioni prese un po' alla leggera (come nell'immagine qui a lato) oppure dietro insistenza di pessimi consiglieri, come ad esempio per quel che riguarda quel bizzarro "Riconosco il Cammino" del 1990 di cui parleremo tra qualche riga.

Santità significa invece un donarsi a Dio totalmente, in maniera pura, cioè vivere eroicamente le virtù cardinali e teologali. Dal 27 aprile 2014 la Chiesa ci indicherà Giovanni Paolo II come uno dei tanti esempi di quel donarsi. Ma questo non significa che ogni gesto e ogni parola del canonizzato siano automaticamente da prendere come esempio e guida: altrimenti tutti potrebbero rubare poiché il primo santo (canonizzato da Nostro Signore personalmente) è stato il Buon Ladrone, e tutti potrebbero seguire un antipapa, poiché santa Coletta di Corbie nel farlo era convinta di essere nel giusto.

Di Giovanni Paolo II occorre dunque prendere sul serio ciò che è chiaramente legato a quel donarsi (come ad esempio la sua spiritualità prettamente mariana: «il rosario è la mia preghiera prediletta»), ma non i gesti dettati da un moto puramente umano, come ad esempio quel bacio del Corano in diretta televisiva. Giovanni Paolo II viene dichiarato santo nonostante quell'evidente errore. Chi finge di non vedere gli errori, non sta rendendo testimonianza alla verità.

Avendo chiarito che "santo" non significa "infallibile in ogni sua azione della vita terrena", possiamo passare ora a riflettere sui suoi numerosi incoraggiamenti al Cammino Neocatecumenale, tutti puntualmente traditi e strumentalizzati dal Cammino.

Con lo spirito del pastore che lascia le 99 pecore nel deserto per inseguire quella smarrita e recalcitrante, e con l'amorevole attenzione di un padre verso i figli più piccoli e deboli, Giovanni Paolo II non ha preso provvedimenti adeguati contro il Cammino, preferendo far leva sul buon cuore dei singoli fratelli e incoraggiandoli benevolmente (stile proseguito poi nei suoi successori e ugualmente senza risultato). Ma non possiamo dimenticare che un Papa - e tanto meno un santo Papa - non "pasce gli agnelli e le pecorelle" del Signore nel momento in cui li lascia nutrire di cibo spirituale avvelenato (come gli strafalcioni liturgici e dottrinali del Cammino). Il suo percorso verso la santità, attraversando anche la sofferenza fisica, evidentemente è tale nonostante l'essere talvolta venuto meno - come l'apostolo Pietro - ai doveri del suo stato, provocando (involontariamente) scandalo e confusione tra i fedeli.


2. Giovanni Paolo II ammonisce il Cammino

Ad onore della verità dobbiamo pure ricordare che Giovanni Paolo II non ha mancato di ammonire i neocatecumenali. Riportiamo qui due esempi notevoli.

Il 2 novembre 1980, in visita alla parrocchia romana dei Martiri Canadesi (in cui i kikos si distinsero per lo strapotere di incontrare il Papa da soli nella cripta lasciando tutti gli altri gruppi parrocchiali fuori), avvenne un episodio unico nella storia della Chiesa: una donna laica che interrompe ripetutamente il discorso del Papa, rimproverandolo di aver definito "movimento" il neocatecumenalismo. La donna era Carmen Hernàndez, cofondatrice del Cammino. Giovanni Paolo II, seccatissimo, comandò: «la donna taccia!»  (cfr. 1Cor 14,34).

Quando gli si presentò un gruppo di kikos il 10 febbraio 1983, il Papa rivolse loro un discorso che a rileggerlo oggi sembra profetico perché contiene tutte le fondate critiche che il Cammino avrebbe pubblicamente ricevuto da allora in poi.

Nel discorso, in cui Giovanni Paolo II erroneamente presume che i "catechisti" del Cammino portino le verità di fede piuttosto che le invenzioni di Kiko Argüello e Carmen Hernàndez, in cui invita i kikos al «religioso ascolto della Sacra Tradizione» ed all'«approfondimento personale e comunitario dell’insegnamento del Magistero della Chiesa», in cui chiama alla conversione anche attraverso la «confessione individuale» (e «con fedele diligenza alle norme»), in cui comanda di non isolarsi «dalla vita della Comunità parrocchiale e diocesana», aveva avuto modo di ammonire i neocatecumenali anche sulla liturgia:
Celebrate l’Eucaristia e, soprattutto, la Pasqua, con vera pietà, con grande dignità, con amore per i riti liturgici della Chiesacon esatta osservanza delle norme stabilite dalla competente autorità, con volontà di comunione con tutti i fratelli.
(...)
Le leggi sono munifico dono di Dio e la loro osservanza è vera sapienza. Il diritto della Chiesa è un mezzo, un ausilio e anche un presidio per mantenersi in comunione col Signore. Pertanto le norme giuridiche, come anche quelle liturgiche, vanno osservate senza negligenze e senza omissioni.

3. Il trattamento ricevuto a Porto San Giorgio


30 dicembre 1988:
la "comunione seduti"
in barba a Giovanni Paolo II
Il 30 dicembre 1988 Giovanni Paolo II è in visita pastorale a Fermo e Porto San Giorgio. Viene «invitato» a celebrare la Messa per le "famiglie itineranti" neocatecumenali (già all'epoca il Cammino aveva potenti e misteriosi agganci per sfruttare ai propri fini una visita pastorale del Papa), in un diluvio di prediche di Kiko e Carmen, davanti al solito tavolone quadrato zeppo di fiori e con la bislacca menoràh a nove fuochi.

Nel momento esatto in cui Giovanni Paolo II stava cominciando a cantare il Padre Nostro gli è stato spento il microfono allo scopo di far partire la schitarrata di Kiko: stranamente, in questo genere di "sviste", non è mai Kiko a rimetterci. A costo di silenziare il Papa.

Nel video si vede anche la bislacca «comunione seduti» alle spalle di Giovanni Paolo II, mentre Nostro Signore viene messo in attesa con la solita musichetta in sottofondo (una delle cupe e funeree canzonette ndrùng-ndrùng di Kiko). Il montaggio del video fa notare come i kikos abbiano aspettato di comunicarsi contemporaneamente al Papa, in spregio alle norme liturgiche e al Santissimo Sacramento.

Avendo compiuto lo scempio in presenza del Papa, gli iniziatori hanno ulteriormente alzato la cresta e movimentato i loro potenti appoggi per far sembrare "approvata" la loro invenzione.


4. Il tranello di "Riconosco il Cammino".

Il 30 agosto 1990 Giovanni Paolo II firma la lettera Ogni Qualvolta indirizzata a mons. Paul Josef Cordes (vicepresidente del Pontificio Consiglio per i Laici dal 1980 al 1995), che aveva incaricato personalmente di occuparsi del Cammino.

Quanto hanno strumentalizzato Giovanni Paolo II !
Nella lettera parla delle «Comunità Neocatecumenali, iniziate dal Signor K. Argüello e dalla Signora C. Hernàndez (Madrid, Spagna)» e parla di «copiosi frutti di conversione personale e fecondo impulso missionario» venuti da queste comunità, citando fra l'altro anche un elogio di Paolo VI del 1974.

Su richiesta di Cordes, la lettera si conclude con questa affermazione: «riconosco il Cammino Neocatecumenale come un itinerario di formazione cattolica, valida per la società e per i tempi odierni».

E fu così che nell'autunno del 1990 le parrocchie in cui si era incistato il Cammino furono tappezzate dai kikos con trionfanti volantini «Riconosco il Cammino - Giovanni Paolo II». Molti parroci, ahinoi!, caddero nel trabocchetto e ammutolirono.

Ma se leggiamo l'intera lettera vediamo che la situazione è molto diversa.

Anzitutto è inviata a Cordes, che pur essendo incaricato personalmente di seguire il Cammino, era solo il vicepresidente del Pontificio Consiglio per i Laici. Paradossalmente il cardinal Pironio (presidente del PCL dal 1984 al 1996) poté leggerla solo quindici giorni dopo.

Andiamo avanti. Nella lettera firmata da Giovanni Paolo II c'è scritto:
  1. «avendo preso visione della documentazione da Lei presentata,
  2. «accogliendo la richiesta rivoltami
  3. «riconosco il Cammino Neocatecumenale come un itinerario di formazione cattolica, valida per la società e per i tempi odierni
  4. «auspico, pertanto, che i Fratelli nell'Episcopato valorizzino e aiutino - insieme con i loro presbiteri - quest'opera per la nuova evangelizzazione,
  5. perché essa si realizzi secondo le linee proposte dagli iniziatori, nello spirito di servizio all'Ordinario del luogo e di comunione con lui e nel contesto dell'unità della Chiesa particolare con la Chiesa universale».
L'Osservatore Romano si rifiutò di pubblicarla. Quando poi la lettera è stata pubblicata sugli Acta Apostolicae Sedis (AAS), vi è stata inserita una fondamentale precisazione che ridimensiona drasticamente il valore della lettera:
  • La Mente del Santo Padre, nel riconoscere il Cammino Neocatecumenale come valido itinerario di formazione cattolica, non è di dare indicazioni vincolanti agli Ordinari del luogo, ma soltanto di incoraggiarli a considerare con attenzione le Comunità Neocatecumenali, lasciando tuttavia al giudizio degli stessi Ordinari di agire secondo le esigenze pastorali delle singole diocesi.
Chiaro? Quello che fino a poche righe prima sembrava un roboante riconoscimento per il Cammino, scritto addirittura usando il gergo neocatecumenale ("tempi odierni", "comunità iniziate", "linee proposte dagli iniziatori", ecc.)... a leggerlo bene è solo un generico incoraggiamento «a considerare con attenzione», che non impegna in alcun modo i vescovi e nemmeno il Papa.

In sintesi: non solo quella lettera non ha cambiato nulla ma la precisazione suggerisce l'esistenza di strane manovrine attorno a Giovanni Paolo II, o quantomeno che l'abbia firmata un po' troppo alla leggera.

Ma riprendiamone la lettura.

Dal punto 1, «avendo preso visione della documentazione da Lei presentata», apprendiamo che Giovanni Paolo II ha dovuto richiedere a Cordes una qualche documentazione sul Cammino. Se ancora nel 1990 il Papa ha bisogno di "documentazione", occorre dedurre che fino a quel momento non aveva molti elementi sul Cammino, pur constatandone genericamente “copiosi frutti”. Il mons.Cordes raccoglie "documentazione" presso i neocatecumenali, ma prende iniziativa chiedendo al Papa di riconoscere il Cammino. Quest'ultimo gli risponde “accogliendo la richiesta” così come era stata presentata (dunque quel “riconosco il Cammino...” era legato solo alla richiesta: non è stata un'idea del Papa, non è stata un'iniziativa personale di Giovanni Paolo II, quantunque nella stessa lettera il Papa presenti numerosi elogi al Cammino).

Nel punto 4 vediamo Giovanni Paolo II augurarsi che i vescovi “valorizzino e aiutino” (poteva mai auspicare diversamente?) a condizione che il Cammino sia lì per servire i vescovi, in comunione coi vescovi, ed in unità coi vescovi. Anche pensando che queste ultime siano solo formule di rito, dovremmo chiederci: i kikos che sbandierano la lettera l'hanno letta per intero o si sono limitati a tagliuzzarne le sole parti utili alla propaganda neocatecumenale? Se quel “riconosco il Cammino” è stato tanto pomposamente utilizzato dai neocatecumenali, allora quelle raccomandazioni sul rapporto coi vescovi hanno lo stesso peso, no? E le imprecisate linee-guida degli "iniziatori", sarebbero mai autorizzate ad essere di ostacolo ai vescovi?

Ma andiamo avanti. La lettera è stata scritta a Cordes: non è stata scritta al Cammino, non è stata inviata ai vertici del Cammino, e perciò non è un riconoscimento al Cammino. Giovanni Paolo II ha «accolto» una richiesta di Cordes, parlandone con Cordes anziché coi diretti interessati: non è strano? Ha firmato una lettera un po' troppo facile da strumentalizzare: non vi pare strano?

E poi c'è stato bisogno di precisare significativamente su Acta Apostolicae Sedis: «la Mente del Santo Padre, nel riconoscere il Cammino Neocatecumenale come valido itinerario di formazione cattolica, non è di dare indicazioni vincolanti...» (i neocatecumenali però faranno finta di non saperlo e tappezzeranno abusivamente le parrocchie in cui sono presenti, con la sola lettera; ed ancor oggi, sul sito web ufficiale del Cammino, quella precisazione è misteriosamente assente).

Sappiamo inoltre che Giovanni Paolo II, pur non cambiando il suo atteggiamento paterno nei confronti del Cammino, non concesse più nulla. Come già fatto per gli altri movimenti ecclesiali, il 24 gennaio 1997 il Papa ancora ricordava al Signor Kiko e alla Signora Carmen di proporre una regolazione statutaria per il Cammino (i due spagnoli preferivano infatti agire senza documenti scritti, al di fuori del diritto, a suon di "fatto compiuto", come abbiamo visto sopra col video del dicembre 1988). Nel 1998 la prima bozza degli Statuti veniva respinta perché non conforme al Catechismo (cominciamo bene!). Nel settembre 1999 alle convivenze di inizio corso (e pochi giorni dopo anche alla Radio Vaticana) Kiko annunciava l'approvazione con pubblicazione entro un mese, e invece lo Statuto era stato nuovamente bocciato. Nel giugno 2002, dopo altre bocciature e numerosi aggiustamenti, il Pontificio Consiglio per i Laici approverà "ad experimentum per cinque anni" lo Statuto (anche se incompleto, poiché fa riferimento ad un Direttorio che ancor oggi non è stato pubblicato).


5. Giovanni Paolo II non gradisce l'approvazione

L'approvazione ad experimentum dello Statuto del Cammino nel 2002 ad opera del PCL fu accompagnata dal silenzio di Giovanni Paolo II per interi mesi. Non mandò felicitazioni e non ne fece cenno né negli Angelus, né negli interventi pubblici e discorsi. Eppure, pochi mesi prima, aveva scritto al fondatore di un altro movimento ecclesiale una lettera per il ventennale del riconoscimento pontificio (evento significativo perché normalmente questo genere di auguri avviene negli anniversari 25°, 50°, ecc.). È evidente che Giovanni Paolo II non aveva troppa simpatia per i vertici del Cammino e le loro oscure manovre e manovrine.

Il 21 settembre 2002, quando finalmente menzionò per la prima volta lo Statuto, Giovanni Paolo II accompagnava i paterni incoraggiamenti con alcune importanti precisazioni:
L’approvazione degli Statuti apre una nuova tappa nella vita del Cammino. La Chiesa si aspetta adesso da voi un impegno ancora più forte e generoso nella nuova evangelizzazione e nel servizio alle Chiese locali e alle parrocchie. Pertanto voi, Presbiteri e Catechisti del Cammino avete la responsabilità che gli Statuti siano messi in opera fedelmente in tutti i loro aspetti, così da diventare un vero fermento per un nuovo slancio missionario.
(...)
Desidero specialmente rivolgere una parola a voi sacerdoti, che siete impegnati al servizio delle comunità neocatecumenali. Non dimenticate mai che, in quanto Ministri di Cristo, avete un ruolo insostituibile di santificazione, di insegnamento e di guida pastorale nei confronti di coloro che percorrono l’itinerario del Cammino. Servite con amore e generosità le comunità a voi affidate!
(...)
Gli Statuti costituiscono, altresì, un importante aiuto per tutti i Pastori della Chiesa, particolarmente per i Vescovi diocesani, ai quali è affidata dal Signore la cura pastorale e, in particolare, l’iniziazione cristiana delle persone nella diocesi.
Dunque Giovanni Paolo II vuole che gli Statuti siano uno strumento per i vescovi anziché una certificazione che tutto ciò che fa il Cammino sarebbe automaticamente buono.

Vuole inoltre che i sacerdoti del Cammino, in quanto ministri di Cristo, non debbano essere sottoposti ai cosiddetti "catechisti" neocatecumenali: il sacerdote ha un ruolo insostituibile di santificazione, insegnamento e guida.

Chiede inoltre che gli Statuti vengano fedelmente rispettati - e sappiamo invece che i neocatecumenali se ne sono sempre infischiati (in particolare mistificando gli articoli 12 e 13 sulla liturgia), e sappiamo pure che nel Cammino vigono ancor oggi degli obblighi non previsti dagli Statuti (come le famigerate "decime").

Giovanni Paolo II morirà nel 2005, senza che i neocatecumenali ottengano altro (ancora il 22 febbraio 2006 Kiko si lamenterà di non aver avuto concessioni concrete sulla liturgia da parte di Giovanni Paolo II).

Padre Enrico Zoffoli scrisse numerosi libri e articoli per documentare le storture liturgiche e dottrinali di Kiko Argüello e Carmen Hernàndez, tra cui i libri Magistero del Papa e catechesi di Kiko: un confronto (nel 1992) e Catechesi neocatecumenale e ortodossia del Papa (nel 1995), svelando le eresie kikiane confrontandole col vivo insegnamento di Giovanni Paolo II. Da ciò - e dalla mancanza di adeguati provvedimenti contro il Cammino - padre Zoffoli dedusse che il Papa non era correttamente informato sul veleno neocatecumenale (veleno diffuso con sistematica segretezza e solo oralmente), perfino dopo la massiccia strumentalizzazione della lettera Ogni Qualvolta. Forse c'entrava qualcosa il privilegio misteriosamente guadagnato dalla Carmen di avere «libero accesso a Giovanni Paolo II a qualsiasi ora, anche dopo cena quando in Vaticano è sacro silenzio».


6. Conclusioni

"Il rosario è la mia preghiera prediletta": sono queste parole a qualificare la spiritualità di Giovanni Paolo II, non l'improvvisato bacio al Corano, non la strana lettera Ogni Qualvolta.

I neocatecumenali, come al solito, vogliono trasformare la canonizzazione di Giovanni Paolo II nella canonizzazione del Cammino.

Non fatevi abbindolare dai kikos, che sono maestri della menzogna e campioni della mistificazione. E comunque, anche se riuscissero ad ingannare l'autorità della Chiesa, ricordate sempre che non potranno mai ingannare Dio.

Concludiamo ricordando ancora una volta che su questo blog non ci interessa dare spazio alle discussioni su Giovanni Paolo II e sulla sua canonizzazione, tanto meno se provenienti dai kikos che credendosi furbi fingeranno di non capire questa pagina.

Lo scopo di questa pagina è solo di fornire motivi di riflessione sulla propaganda menzognera del Cammino Neocatecumenale: i kikos hanno sempre strumentalizzato il Papa (ogni Papa!) ed intendono approfittare in ogni modo di questa canonizzazione per gloriare sé stessi e ingannare i cristiani.

70 commenti:

Lino ha detto...

Nella lettera "Ogni qualvolta" va notata una citazione: "Ogniqualvolta lo Spirito Santo fa germinare nella Chiesa impulsi di una maggiore fedeltà al Vangelo, fioriscono nuovi carismi... È stato così dopo il Concilio di Trento e dopo il Concilio Vaticano II".

"Dopo il Concilio di Trento". La precisazione può significare soltanto due cose:
a) Papa GP II non conosceva il direttorio catechetico NC e le catechesi di Kiko, costantemente tese a svilire il Concilio di Trento (Kiko: "Le stesse decisioni del Concilio di Trento sono – non un progresso – ma una stasi nel cammino della Chiesa che per causa di quelle decisioni è stata bloccata nel suo sviluppo dal sec. XVI al XXI, fino al Vaticano II...").
b) Papa GP II conosceva il direttorio catechetico NC e le catechesi di Kiko e intese correggerle.

Decidete pure voi, NC: in ogni caso, la lettera "Ogni qualvolta" afferma, sul Concilio di Trento, il contrario di quello che insegna Kiko.
Fossi in voi, citerei la lettera il meno possibile: in essa si afferma a sufficienza per bruciare molte pagine del vostro direttorio catechetico.
Purtroppo, lo penso da quando sono incappato in voi per la prima volta: voi non leggete, oppure non sapete leggere.

sandavi ha detto...

@Lino
aggiungerei "o non volete leggere".

@Tripudio
Sottolineerei, se ce ne fosse bisogno, che la Lettera Ogniqualvolta è una "lettera semplice" non è un documento magisteriale. Non può e non deve essere confuso con le Lettere Apostoliche, che sono di tutt'altra natura, dunque non impegna la fede di nessuno. Come hai ben sottolineato, un Papa può commettere qualche errore, anche quando sia un Papa Santo.

Lo specifico, perché moltissimi considerano quella lettera allo stesso livello di una Encicica o simili.....

Anonimo ha detto...

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=276981562468793&set=pcb.276987019134914&type=1&theater si continua a celebrare separati...

Lino ha detto...

@ Sandavi
Aspettiamo, Sandavi, a giudicare: tra poco verrà l'utente NC Pietro a darci una lezione sull'unione degli opposti, vale a dire a dimostrarci che GP II e Kiko sul Concilio di Trento hanno avuto la medesima opinione

Sebastian ha detto...

Vorrei aggiungere alla discussione la seguente intervista che ho trovato su Corrispondenza Romana circa l'eventuale infallibilità delle canonizzazioni:

http://www.corrispondenzaromana.it/notizie-dalla-rete/le-canonizzazioni-del-27-aprile-sono-infallibili-intervista-al-prof-roberto-de-mattei/

L'intervistato, prof. Roberto de Mattei, pone dubbi in particolare sulla santità di Giovanni XXIII, affermando che non esiste il dogma dell'infallibilità delle canonizzazioni.

Riporto il passo centrale:

Se, come Lei pensa, Giovanni XXIII non fu un santo pontefice e se, come sembra, le canonizzazioni sono un atto infallibile dei pontefici, ci troviamo di fronte a una contraddizione. Non si rischia di cadere nel sedevacantismo?

I sedevacantisti attribuiscono un carattere ipertrofico all’infallibilità pontificia. Il loro ragionamento è semplicista: se il Papa è infallibile e fa qualcosa di cattivo, vuol dire che la sede è vacante. La realtà è molto più complessa ed è sbagliata la premessa secondo cui ogni atto, o quasi, del Papa è infallibile. In realtà, se le prossime canonizzazioni pongono dei problemi, il sedevacantismo pone problemi di coscienza infinitamente maggiori.

Eppure la maggioranza dei teologi, e soprattutto i più sicuri, quelli della cosiddetta “scuola romana” sostengono l’infallibilità delle canonizzazioni

L’infallibilità delle canonizzazioni non è un dogma di fede: è l’opinione della maggioranza dei teologi, soprattutto dopo Benedetto XIV, che l’ha espressa peraltro come dottore privato e non come Sovrano Pontefice. Per quanto riguarda la “Scuola romana”, il più eminente esponente di questa scuola teologica, oggi vivente, è mons. Brunero Gherardini. E mons. Gherardini ha espresso sulla rivista Divinitas, da lui diretta, tutti i suoi dubbi sull’infallibilità delle canonizzazioni. Conosco a Roma distinti teologi e canonisti, discepoli di un altro illustre rappresentante della scuola romana, mons. Antonio Piolanti, i quali nutrono gli stessi dubbi di mons. Gherardini. Essi ritengono che le canonizzazioni non rientrano nelle condizioni richieste dal Concilio Vaticano I per garantire l’infallibilità di un atto pontificio. La sentenza della canonizzazione non è in sé infallibile perché mancano le condizioni dell’infallibilità, a cominciare dal fatto che la canonizzazione non ha come oggetto diretto o esplicito una verità di fede o di morale, contenuto nella Rivelazione, ma solo un fatto indirettamente collegato con il dogma, senza essere propriamente un “fatto dogmatico”.


by Tripudio ha detto...

Il motivo per cui vorrei evitare i discorsi sulle canonizzazioni è che si perde di vista ciò che sta succedendo in questi giorni, cioè il tam-tam partito da Kiko per trasformare la canonizzazione di Giovanni Paolo II in una canonizzazione del Cammino.

Lo scopo di questa pagina è di mostrare che quella manovrina è una truffa indipendentemente dal valore della canonizzazione.

La grande menzogna neocatecumenale è: "il Papa che ci approvò è santo (dunque il Cammino è santo!)".

Valentina Giusti ha detto...

Non c'è dubbio, un santo può aver commesso errori, anche molto gravi!
Che ne dite per esempio dei Santi Adamo ed Eva?

Lino ha detto...

Sono d'accordo con Tripudio, anche perché una beatificazione - relativamente al topic - presuppone l’ esercizio eroico delle virtù, non è inficiata da una lettera di riconoscimento nella quale, come sto dimostrando nella discussione con Pietro che tenta vie di fuga nel solito fumo NC, GP II appare poco informato (per responsabilità non sua, evidentemente) della concezione neocatecumenale sulla Chiesa pre-conciliare.

Lino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Lino ha detto...

P.S.
Naturalmente, da notarsi quello che è stato segnalato nell'articolo: sul sito del Cammino manca la nota finale, disponibile su quello del Vaticano.
Confrontare, prego.

http://www.camminoneocatecumenale.it/new/default.asp?lang=it&page=cordes

http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/letters/1990/documents/hf_jp-ii_let_19900830_ogni-qualvolta_it.html

Questo la dice tutta, sulla trasparenza dei kiko's.

Valentina Giusti ha detto...

Ero presente a quello che fu credo il primo incontro di Giovanni Paolo II con la realtà del Cammino. Precipitosa convivenza dei cantori, tutti a schitarrare per il Papa!( un Kiko sull'orlo del collasso si mangiava le parole più del solito).
Il Papa fu freddissimo: nelle sue parole sentivamo il gelido vento del Nord.
Da allora il Cammino ha subito una violenta sterzata. Credo che le iniziative di far alzare i giovani per il Seminario, per esempio, nacque dalla necessità di "dimostrare" i frutti del Cammino. Fino ad allora infatti ci si alzava per fare gli itineranti.
Non so se qualcuno con la memoria più salda della mia può confermare questi miei lontani ricordi.

Anonimo ha detto...

il 1 giugno dobbiamo andare tutti a porto san giorgio viene anche il papa

Anonimo ha detto...

"Nella guerra tra falsita' e verita', la falsita' vince la prima battaglia, la verita' l'ultima". (M. Rahman)

Anonimo ha detto...

http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_1998_professio-fidei_it.html Credo pure con ferma fede tutto ciò che è contenuto nella Parola di Dio scritta o trasmessa e che la Chiesa, sia con giudizio solenne sia con magistero ordinario e universale, propone a credere come divinamente rivelato.

Fermamente accolgo e ritengo anche tutte e singole le verità circa la dottrina che riguarda la fede o i costumi proposte dalla Chiesa in modo definitivo.

Aderisco inoltre con religioso ossequio della volontà e dell’intelletto agli insegnamenti che il Romano Pontefice o il Collegio dei Vescovi propongono quando esercitano il loro magistero autentico, sebbene non intendano proclamarli con atto definitivo. x kiko e ço

Anonimo ha detto...

Ho avuto occasione di confrontarmi, io francescano, con due amici appartenenti al cammino neocatecumenale, uno dei quali catechista di lungo corso. Quest’ultimo mi chiedeva informazioni sul cammino intrapreso e quali fossero i contenuti dei vari incontri settimanali che si svolgevano in parrocchia. Presi ad elencare quelle che erano le attività preminenti dei nostri gruppi e quando raccontai che, tra l’altro, in ogni occasione recitavamo i vespri egli, con tono sarcastico, si finse sorpreso dal fatto che “addirittura” recitassimo la Liturgia delle Ore. Avvertivo la spiacevole sensazione di essere giudicato un cristiano diverso e soprattutto non di pari dignità rispetto ad essi. Il catechista cominciò allora il suo sermone lanciando invettive impronunciabili nei confronti dei sacerdoti tutti ed in conclusione disse che l’attuale Papa, in più occasioni, non aveva tenuto un comportamento corretto nei confronti dei neocatecumenali. Dai suoi farneticanti discorsi traspariva chiaramente la volontà di delegittimare e svuotare il sacerdote dalle proprie funzioni. Ovviamente non era ammessa replica e quando riuscivo ad esprimere la mia opinione mi veniva detto che “non capivo niente” e che non era necessaria la presenza della Chiesa e dei suoi sacerdoti in un percorso di fede…. opponevo esempi di obbedienza totale alla Chiesa da parte di santi quali San Francesco d’Assisi e San Pio da Pietrelcina senza ottenere gli esiti sperati… Mi veniva detto che io “non vedevo”, non capivo ad esempio il sacrificio delle famiglie neocatecumenali itineranti che lasciavano tutto per andare ad evangelizzare all’altro capo del mondo mentre noi invece non eravamo capaci di rinunciare alle nostre “certezze”. Per tutto quanto detto devo, con vero dispiacere, confermare quanto viene abitualmente testimoniato su questo blog. Ho scritto di persone a cui voglio bene, persone degnissime, lavoratori, mariti e padri esemplari ed è per questo che non riesco a spiegarmi da dove provenga questo pessimismo estremo e questo astio così devastante nei confronti della Chiesa e di tutto ciò che non sia neocatecumenale. Ho letto in passato vari post che riferivano di una sorta di “lavaggio del cervello” praticato dai responsabili del Cammino nei confronti soprattutto dei catechisti e sono portato ad ipotizzare che probabilmente è ciò che in effetti avviene. Pace e bene a tutti voi.

by Tripudio ha detto...

Questo anonimo delle 10:12 ci starebbe dando una notiziona, ma perché non dice qualcosa in più? Forse ha paura che il 2 giugno lo prenderemo in giro perché magari non si è realizzato nulla? Come già detto, Kiko e Carmen hanno già fallito tre obbiettivi che vantavano in pubblico: il far celebrare a papa Francesco la "messa kika" entro tre mesi dalla sua elezione, l'invitarlo al quartier generale neocatecumenale di Porto San Giorgio ed il fare l'adunata oceanica neocat in piazza san Pietro.

Naturalmente i kikos hanno già dimenticato tutto: tutte le volte che la realtà contraddice i due spagnoli, tanto peggio per la realtà. Del resto i fervorini e le dicerie neocatecumenali sono talmente numerosi che si potrebbe aprire un altro blog solo per raccoglierle.


Valentina, il primo seminario R.M. fu avviato a Roma il 14 febbraio 1988, con un percorso "ad experimentum" di tre anni, tre anni che il cardinal vicario dell'epoca fece concludere anticipatamente il 1° ottobre 1990 (poiché il 17 gennaio 1991 avrebbe dovuto dare presentare le dimissioni per raggiunti limiti di età) ed aveva giustamente paura che un suo successore - magari sotto suggerimento dello stesso Giovanni Paolo II - avrebbe potuto bocciare quel seminario di Kiko.

Il potente cardinal Poletti, infatti, era sospettato di essere massone (nel 1978 dalla lista pubblicata da Mino Pecorelli, e ancor prima nel settembre 1976 da Sì, sì, no, no). Papa Luciani era notoriamente intenzionato a rimuovere Poletti insieme ad altri ecclesiastici massoni, ma morì dopo appena 33 giorni di pontificato.

La prima GMG si era svolta a Roma il 23 marzo 1986. Secondo fonti neocatecumenali, le celebrazioni delle "alzate" sarebbero cominciate lì, e pochi mesi dopo avrebbero ricevuto da un "gioioso" Giovanni Paolo II l'autorizzazione a inventarsi un seminario kikiano a Roma.

Inutile precisare che i tre anni scarsi di "experimentum" per quel seminario fanno a pugni con i tempi normalmente lunghissimi per questo stesso tipo di approvazioni... tanto più che non furono tre anni "regolari": iniziarono ad anno scolastico quasi finito (a metà febbraio) e terminarono ad anno scolastico appena iniziato (il 1° ottobre).

Piccola chiosa finale: Kiko si lamenta che la diocesi ruba le vocazioni del Cammino...

by Tripudio ha detto...

Non avevo neanche finito di scrivere dei tre obiettivi falliti di Kiko e Carmen, che leggo che i cosiddetti "catechisti" vanno dicendo che Papa Francesco «in più occasioni, non ha tenuto un comportamento corretto nei confronti dei neocatecumenali».

Sebastian ha detto...

Kiko ha sempre detto che è stato lo stesso Giovanni Paolo II ad ordinare a Kiko di fare un proprio seminario e di chiamarlo Redemptoris Mater.

Qualcuno mi può elucidare la questione? Come sono andate veramente le cose?

Sebastian ha detto...

Per rimanere in argomento, bisogna anche ricordare che Giovanni Paolo II ha sempre difeso a spada tratta Marcial Maciel, il fondatore dei Legionare di Cristo, del quale poi è venuto fuori tutto il torbido.

Lino ha detto...

@ anonimo francescano
Non esiste possibilità di confronto, carissimo. Ci troviamo al cospetto di una sorta di riedizione di "1984" o, meglio, della "Fattoria degli animali" di Orwell. Quello che Napoleon sostiene è inconfutabile.

Ignoranza e menzogna si fondono in un amalgama micidiale in questi movimenti dove si pratica il culto della personalità del fondatore.

Da ieri a oggi ho ripensato varie volte alla storia della lettera "Ogni qualvolta", che considero un caso studio: mentre i Neocatecumenali la ostentavano come riconoscimento, nelle salette i cosiddetti catechisti insegnavano il contrario del senso della lettera: "ogni qualvolta", Concilio di Trento compreso che Kiko disprezza, rivendicando per il post-CV II e per sé tutto lo Spirito Santo.

Valentina Giusti ha detto...

Per Tripudio: ti assicuro che la richiesta di alzarsi per andare in Seminario (quello vescovile, non i RM) cominciò poco dopo quel primo incontro con GP II, nel 1979 o nel 1980.
La richiesta veniva fatta nelle megaconvivenze, subito dopo la richiesta di alzarsi per fare gli itineranti.
Ne sono sicura.
In particolare ricordo fu fatta nella convivenza dei cantori del 1983 e sicuramente a Roma nella primavera del1984, quando, mi venne riferito, i ragazzi saltavano oltre le barriere per candidarsi (sic!).
Probabilmente, la nascita dei seminari RM fu dovuta anche alla veloce dispersione di quelle vocazioni "emozionali" e quindi alla necessità di mantenere i giovani nc in un ambiente "protetto".
Comunque, ribadisco la stretta correlazione temporale tra le "alzate" per il seminario e l'inizio del pontificato di GPII.
A quel tempo ero ancora in cammino ed ero disgustata da questa iniziativa di Kiko che consideravo scorretta nei confronti di tanti ragazzi che, nell'euforia del momento, si offrivano senza la giusta maturazione che una tale vocazione dovrebbe avere.
Un'operazione che a quel tempo mi parve fatta chiaramente per dimostrare al papa polacco come dal cammino scaturissero vocazioni sacerdotali.

by Tripudio ha detto...

La Chiesa ha sempre considerato santi Adamo ed Eva anche se non hanno una festa liturgica.

Lino ha detto...

Possibile, Valentina. Il Cammino dimostra, s'inventa, amplifica, esibisce tutto ciò che è utile alla propaganda. E nasconde la sua vera natura.

"avendo preso visione della documentazione da Lei presentata: accogliendo la richiesta rivoltami, riconosco il Cammino Neocatecumenale come un itinerario di formazione cattolica, valida per la società e per i tempi odierni".

E' un passaggio fondamentale della lettera. E' evidente, sia dal riferimento al Concilio di Trento, sia da quello alla documentazione presentata, che GP II non conosceva in profondità il Cammino e la sua teosofia, se non per gli aspetti pubblici e per la propaganda, che ancora oggi ingannano i più. D'altra parte, la lettera "Ogni qualvolta" è del 30 agosto 1990 e fino al 1992 non credo che ci sia stata una conoscenza ampia e approfondita e del fenomeno. Gli scritti di padre Enrico Zoffoli furono diffusi successivamente al 1992 e le sue lettere a Cardinali, Vescovi e a padre Livio sono del 1994-1995. Soltanto nel giugno del 1990 - scrisse il sacerdote passionista Vittorio Lucchetti che gli aveva passato una copia degli Orientamenti - lo stesso padre Zoffoli comprese la gravità del problema NC.

La lettera di GP II va inquadrata in questo contesto, non in quello attuale in cui ancora permangono segreti: il direttorio catechetico approvato, per esempio. E, magari, un po' anche nel contesto storico dei finanziamenti occulti a Solidarność, che procacciarono simpatie in Vaticano anche a loschi personaggi, banchieri massoni in primo luogo.

Lino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
by Tripudio ha detto...

Dal 1983 in poi, anni prima di p. Zoffoli, c'erano stati gli interventi del gesuita p. Virginio Rotondi, che aveva una rubrica su Il Tempo nella quale tra i vari argomenti di fede denunciò gli errori del Cammino. Purtroppo non ne se ne trovano tracce nell'internet (chissà dove possono essere reperiti quegli articoli in forma cartacea).

Successivamente ci fu il dettagliato articolo di mons. Pier Carlo Landucci (del quale nel 2002 è stato aperto il processo di beatificazione.

Il passionista padre Enrico Zoffoli ebbe la copia del primo volume degli Orientamenti dal suo confratello padre Vittorio Lucchetti. Solo successivamente al suo studio e alle prime pubblicazioni contro le eresie del Cammino poté reperire i testi di Landucci e (forse) di Rotondi.

Dopo le prime pubblicazioni, p. Zoffoli cominciò a ricevere un'immane quantità di testimonianze scritte. Molti sacerdoti, anche da fuori Roma, andavano a fargli visita in lacrime per come venivano maltrattati dai cosiddetti "catechisti" e per la gioia di vedere finalmente qualcuno che aveva scoperchiato il calderone infernale.

Contemporaneamente cominciarono le vessazioni neocatecumenali contro padre Zoffoli, dalle minacce telefoniche fino alla persecuzione dei suoi superiori timorosi di perdere l'«oliatura» o di inimicarsi qualche potente (numerosi suoi confratelli passionisti lo calunniavano e disprezzavano), passando per certe "strane" coincidenze editoriali (solo le Edizioni Segno, e non sempre con professionale correttezza, accettarono di pubblicare i suoi testi) e certe "miracolose" vendite dei suoi libri (alcuni monsignorotti curiali romani spazzolavano le librerie cattoliche di tutti i testi di p. Zoffoli contro il Cammino per mandarli al macero, a costo di rimetterci soldi).

Contro padre Zoffoli Kiko mobilitò perfino il superiore generale dell'ordine, non sappiamo con quanto successo; fatto sta che padre Zoffoli in ospedale se la vide brutta (lasciato da solo e curato con medicine sbagliate).

Il fatto che il Cammino "dono dello Spirito" per andare avanti abbia sempre bisogno degli strumenti del demonio, è un argomento che già da solo è convincente.

Lino ha detto...

@ Tripudio
Sì, hai ragione, Tripudio, non conoscevo né data né contenuti del testo che hai segnalato. La data è antecedente, essendo mons. Landucci tornato alla casa del Padre nel 1986. Faccio, però, notare l'incipit di mons. Landucci:
"L’opinione approssimata che, per sentito dire, avevo di questo movimento era parzialmente favorevole, ritenendo che si trattasse di gruppi beneficamente attivi e volenterosi, anche se un po' troppo autonomi e un po' fissati su alcune loro originalità liturgiche. Ma l'accurata analisi che ho potuto ora compiere mi ha purtroppo svelato un quadro ben diverso e gravissimo. Ho potuto studiare attentamente il volume di quasi 400 pagine che contiene gli "orientamenti" per i catechisti del movimento, tratti "dai nastri degli incontri avuti da Kiko e Carmen per orientare i catechisti di Madrid nel febbraio 1972". Storia, finalità, dottrina e prassi sono qui condensati nel modo più autentico..."

Una testimonianza, qualsiasi testimonianza, anche quella dei fuoriusciti più credibili, rimane una testimonianza individuale, alternativa a quelle NC, se non viene supportata da elementi oggettivi: alla fine, intendo dire, nella storia, Kiko sarà giudicato dai suoi mamotreti, tutto il resto - anche il nostro piccolo resto su questo blog - svanirà col tempo. I quali mamotreti sono eretici e sono vaso di Pandora di ogni altra iniquità.

"Sleale è il frequente appello che fanno al Vaticano II, come rotto con la Tradizione e in particolare col Tridentino, il che è assolutamente falso", ho letto nel testo di mons. Pier Carlo Landucci.

Guarda caso: è quello che qui si scriveva segnalando l'incipit della lettera "Ogni qualvolta".

Semmai un Papa potrà e vorrà dedicare del tempo alla lettura dei mamotreti, scomunicherà seduta stante - non è un modo di dire casuale - Kiko Arguello. Purtroppo i Papi hanno molto da fare e ben altro da leggere che Kiko Arguello.

Anonimo ha detto...

a proposito di strumenti del demonio, le due ultime foto di questo post sono un po' inquietanti. La faccia della Carmen sembra una posseduta-ubriaca-drogata che chiede soldi per farsi e nell'ultima, lo schienale della sedia dietro ai due sembra proprio la sagoma del diavolo.
ci sono poi delle immagini eloquenti e divenatate famosi, di cui cercherò di mettere un link qui sotto (il sito da dove le ho prese ha solo una funzione grafica, si vedono meglio e basta) che evidenziano una certa forma mefistofelica e che si possono sintetizzare nella famosa caduta dell'anticristo raffigurata nella cappella del duomo di orvieto.
In quella di kiko che parla con GPII sembra proprio il demonio che cerca di sussurrare il falso per convincere il papa della bontà delle sue azioni, nella seconda, kiko sta alle spalle del cardinale, non si vede il suo braccio, e l'effetto ottico è che l'atto che tiene in mano il cardinale siano invece le mani di kiko e carm che si allungano, come nel dipinto di Orvieto, dove il braccio del povero anticristo che sbucca dalla veste, non si sa se sia quello suo o quello del diavolo.

ecco i link. spero siano giusti

http://musainquietante.files.wordpress.com/2013/10/picmonkey-collage1.jpg

http://www.stpauls.it/fc02/0228fc/0228fc40.htm

http://www.korazym.org/49/cammino-neocatecumenale-la-storica-consegna/

Valentina Giusti ha detto...

Lino ha scritto:
" nella storia, Kiko sarà giudicato dai suoi mamotreti, tutto il resto - anche il nostro piccolo resto su questo blog - svanirà col tempo."
Credo proprio che ci saranno un po'di problemini con la canonizzazione!

Anonimo ha detto...

Beh Tripudio fammi capire.Rispondi per cortesia non censurare.Giovanni Paolo II domenica viene fatto santo ma non è infallibile,secondo te, quindi può avere sbagliato con il Cammino.Anzi a sentire te ha sbagliato certamente.

Mons.Landucci invece ha criticato il cammino e per avvalorare le sue critiche dici che stanno aprendo il processo di beatificazione?

Quindi fammi capire due pesi e due misure ipocritamente?Si è fallibili quando si incoraggia e appoggia il Cammino.Infallibili quando lo si attacca e critica?

Vedi Tripudio in te c'è una ignoranza e malafede di fondo.

Anzitutto c'è una differenza sostanziale che forse ti sfugge.Il Papa,in quanto succesore di Pietro e Vicario di Cristo ,ha un discernimento e una assistenza particolare da parte dello Spirito Santo superiore a qualunque altro Vescovo e battezzato nella Chiesa.Gesù ha dato a Pietro le chiavi de regno dei cieli non a Mons.Landucci o a te.

Gesù ha promesso l'assistenza particoalre dello Spirito Santo a Pietro e i suoi successori non a qualunque Vescovo nè teologo.Nè l'ha concessa a te.Se neghi ciò sei come Lutero.

Se un santo può sbagliare allora chi ti assicura che non sbagliasse
Mons.Landucci?Perhè stanno facendo il processo di beatificazione?

E daii!!!

by Tripudio ha detto...

Vediamo le cretinate scritte dall'anonimo delle 19:23.

(1) Hai chiamato "censura" il fatto che le insulsaggini anonime non vengano pubblicate. Hai accusato il sottoscritto senza sapere chi è che ha cancellato i tuoi messaggi (non sono certo l'unico collaboratore di questo blog). Inoltre non so chi sei, per cui non so che diritto hai di pretendere la pubblicazione di tutto quello che ti passa per la testa.

(2) Come c'è già scritto in questa pagina, qui non ci interessa parlare della canonizzazione di Giovanni Paolo II, ma ci interessa di far notare come i furbi neocatecumenali (a cominciare da Kiko stesso, cfr. intervista in francese di alcuni giorni fa) vogliono astutamente trasformarla in canonizzazione del Cammino.

(3) Come c'è già dimostrato in questa pagina, "santo" non significa "infallibile". Alla luce di questa semplice evidenza, si può ragionare sui singoli gesti per capire cosa hanno a che fare con la santità. Ti erano stati portati due esempi che tu non hai letto: il bacio del Corano e il rosario «preghiera prediletta»: domanda retorica: quale di queste due cose ha a che fare con la santità?

(4) Come c'è già spiegato in questa pagina, Giovanni Paolo II non ha fatto tutto quel che doveva fare contro il Cammino. Nel Cammino vigono strafalcioni liturgici e bizzarrie dottrinali: cioè cibo spirituale avvelenato. Giovanni Paolo II, nonostante certi fatti concreti (come l'essere stato silenziato durante la liturgia, o addirittura interrotto dalla Carmen mentre parlava), è stato lungamente ingannato. In questa pagina, che tu non hai letto, sono elencati i fatti concreti con le date e perfino i riferimenti completi, che ti invito a verificare personalmente poiché sono sicuro che non lo hai mai fatto.

(5) Il processo di beatificazione di mons. Landucci non è necessario per avvalorare le sue critiche. Le sue critiche sono fondate perché dice la verità. La verità vale anche se venisse detta da un ateo: 2+2 fa 4 anche se lo dicesse un asino. Voi neocatecumenali confondete l'esterno della tazza con l'interno, proprio come i farisei.

(6) In questo blog non abbiamo mai dato spazio a critiche al Cammino che non siano circostanziate da fatti, documenti e testimonianze personali. In particolare ti ricordiamo che un singolo testimone può anche sbagliarsi, ma un popolo di ex neocatecumenali che conferma gli stessi fatti, non può essersi sbagliato.

(7) L'ignoranza e la malafede ci sono solo da parte tua, ed è "ignoranza colpevole", poiché ti rifiuti di verificare, ti rifiuti di leggere le argomentazioni, ti rifiuti di accettare qualsiasi cosa non vada bene al Cammino. È ben strana questa tua spiritualità neocatecumenale, che ha bisogno della menzogna per difendere il Cammino, ha bisogno di censurare perfino quello che vedi coi tuoi stessi occhi. Hai mai provato ad ammettere anche soltanto come ipotesi che Kiko possa essersi sbagliato in qualche cosa?

(8) Tu che sbraiti sul "discernimento" e sulla "assistenza particolare da parte dello Spirito Santo", come te lo spieghi il bacio al Corano? Quante volte, in pubblico, davanti a degli islamici, hai baciato il Corano?

(9) In questa pagina non è stato dato nessun giudizio sulla canonizzazione. Se leggi all'inizio, oppure se leggi alla fine, ci trovi scritto (e ripetuto) che il Cammino tenta di sfruttare la canonizzazione di Giovanni Paolo II per farla diventare canonizzazione del Cammino.

(10) Il tuo intervento cominciato con "rispondi e non censurare" non ha introdotto nessun argomento e ha solo dimostrato che non ti sei minimamente preso la briga di leggere quello che c'è scritto. Infatti mi hai fatto perdere tempo a riscriverti le cose che potevi già sapere semplicemente leggendo prima di scrivere. Invece voi neocatecumenali siete fatti così (e lo diceva proprio mons. Landucci): invece di ragionare, sparate affermazioni categoriche (a comodo vostro) e pensate così di aver chiuso il discorso.

Ruben ha detto...

OT:

"Cl e Comunità di Sant’Egidio, exploit con Papa Francesco. Male i Neocatecumenali"

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/22/vaticano-con-bergoglio-exploit-per-cl-e-comunita-di-santegidio/960168/

---

Sebastian ha detto...

E' inutile Ruben, non riescono a farsene una ragione. Sono proprio accecati dal proprio idolo. Se ne sono accorti tutti che il Papa gli ha fatto una bella ramanzina.
Tutti tranne loro, che sentono solo gli elogi.

by Tripudio ha detto...

Da fonti che ritengo abbastanza affidabili, il grande "successo" di CL mi pare del tutto infondato. Sono parecchi anni che CL vede costantemente diminuire i partecipanti agli esercizi spirituali e al Meeting di Rimini (i due momenti in cui si possono contare gli "effettivi" della falange macedone ciellina), mentre Scola mi pare che non abbia mai avuto tanto mordente e che l'abbia perso del tutto proprio a causa della mancata elezione al soglio di Pietro (a meno che non speri di succedere a Francesco quando si dimetterà al compimento degli ottant'anni). Addirittura ci sono stati dei casi di militanti che si sono permessi di contraddire pubblicamente il capo attuale di CL, ed è tutto dire (ad una convivenza con Kiko sarebbe mai successa una cosa del genere?). Chiusa parentesi.

L'articolo del Fatto Quotidiano verrà criticato dai kikos perché è stato pubblicato sul Fatto Quotidiano. Però se avesse elogiato Kiko, con la loro solita faccia di bronzo avrebbero subito gioito: "anche il Fatto Quotidiano registra il successo del Cammino".

Intanto quel generico articolo riporta a galla la notizia fastidiosissima per i vertici del Cammino, che ancora non riescono a seppellire nell'oblio le "tre tirate d'orecchie"...

Kiko ha il pallino di fare una grossa autocelebrazione ogni 18-24 mesi davanti al Papa, ma quella dello scorso 1° febbraio è stata meno gloriosa del previsto. Per questo sente ancor più l'urgenza di "santificare il Cammino" sfruttando ai propri fini la canonizzazione di Giovanni Paolo II.

Accecato dalla sua solita superbia, Kiko ancora non ha capito che Francesco non è proprio "malleabile" come Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Per i neocatecumenali sono in arrivo altri bocconi amari, e dovranno ricorrere ancor più a inganni e menzogne per glorificare il Cammino. Che, ricordiamolo, da molti anni vede crescere solo le proprie defezioni e le proprie figuracce...

montmirail ha detto...

E' perchè non dovrebbe farlo , visto il favore accordato al CNC dal beato e prossimo santo?

Ognuno è libero di pensarla come vuole e di sostenere la propria tesi a progetto. Poi però ci sono i fatti.
Che senso ha dire la canonizzazione non ci interessa? E' evidente che questo atto , seppur riferito alla persona , finirà per "asfaltare" tutti i possibili errori di valutazione e lascerà alle critiche solo la mitologia. E' infatti mitologia pensare che un pontefice nel 1986 incarichi di fondare dei nuovi seminari e quattro o cinque anni dopo non sappia ancora di cosa si stia parlando.

"Il 26 agosto 1986 fu incaricato da Papa Giovanni Paolo II di erigere il primo Seminario Redemptoris Mater a Roma, dopo che gli iniziatori del Cammino neocatecumenale avevano presentato l'idea al Pontefice".

http://it.wikipedia.org/wiki/Ugo_Poletti

E Valentina ha confermato :

"Comunque, ribadisco la stretta correlazione temporale tra le "alzate" per il seminario e l'inizio del pontificato di GPII".


montmirail ha detto...

"Kiko ancora non ha capito che Francesco non è proprio "malleabile" come Giovanni Paolo II e Benedetto XVI".

Perdonami ma anche questa è una pia illusione. Bergoglio sta solo puntellando il suo pontificato , in vista di una rivoluzione oserei dire totale , che già si è vista in varie occasioni. E' chiaro che il Cammino non è al vertice del "sentire" bergogliano , ma solo perchè magari hanno un po' di soldi, e nella svolta pauperista stonano, nulla di più. (Che poi considerare Benedetto XVI malleabile nei confronti del CNC è un'altra ricostruzione antistorica. Ratzinger è stato così malleabile che si è dovuto dimettere)

Lino ha detto...

@ Montmiral
Perdonami, Montmiral, ma qui non si è scritto che nel 1986 GP II non sapeva di che cosa si stesse parlando. Nel 1986 si parlava di un movimento che evangelizzava, che era appoggiato da vari Cardinali, che sembrava pienamente integrato nella Chiesa, che - come ho scritto - probabilmente finanziava scenari che stavano a cuore a Karol Wojtyła. Le (poche) voci dissonanti, anche esse inizialmente favorevoli fino a una più approfondita analisi della questione, non potevano mettere in discussione il consenso intorno al Cammino. Questo è il dato storico. Giudicare quei tempi - nei quali oltre la lettera del 1983 di mons. Landucci poche critiche si conoscono - alla luce delle conoscenze di oggi è questo sì mitologico. Le prime divergenze a livello di diocesi sono successive all'agosto 1986 e si diffusero negli anni '90.

Mi chiedo, senza l'intervento del Cardinale L. Burke, cosa sarebbe stato approvato al Cammino sotto BXVI. Se non si parte dal presupposto che il CN è un movimento che pratica molto bene il segreto e il silenzio, che gode di appoggi potenti che lo "velano", non si comprende perché soltanto negli ultimi anni sono giunte la lettera di Arinze e le tirate di orecchie. E nemmeno si capisce perché Arguello appare nervoso, molto nervoso negli ultimi mesi, con dichiarazioni che sempre hanno qualche gocciolina di veleno.

Lino ha detto...

Katartiko ha scritto: "L'ex ingegnere è stato a scrivere sino a tarda ora, tripudio idem"

Magari, se invece di scrutinare l'ora di inoltro dei messaggi, rispondessi alla questioni faresti fare più bella figura al Cammino.
La ripropongo:

Dai, Pietro, spiegaci: sbagliò GP II a scrivere, nella lettera "Ogni qualvolta", che dopo il Concilio di Trento anche fiorirono nuovi carismi? Oppure ha ragione Kiko a disprezzare il Concilio di Trento, anticipatore di tempi bui, di stasi, di decadenza?

Verrò a leggere la tua risposta, stasera, non dubito che saprai cavartela molto molto bene, katartiko :-)

by Tripudio ha detto...

Mi permetto di pensarla diversamente da montmirail e tento di spiegarne i motivi.

Sappiamo bene che il carisma dei neocatecumenali è la disubbidienza: il fare appello alle decisioni del Papa è solo un tentativo di risvegliare qualche coscienza. Un caso notevole che ha spaventato Kiko è stato il parroco di Madrid che gli ha scritto che avrebbe ubbidito al Papa; se Kiko all'annuncio di Pasqua ha citato con orrore e sdegno la lettera di quel parroco, significa come minimo che che il parroco in questione gli ha fatto capire che è capace di trascinare fuori dal Cammino un sacco di gente (cioè di adepti paganti). Sarebbe bello leggere quella lettera (che i kikos madrileni sicuramente hanno: quel parroco non avrà certo agito d'istinto e nel segreto). Ugualmente sarebbe bello sapere quale vescovo italiano e quali kikos americani hanno dato tanto "dolore" a Kiko, evidentemente per gli stessi motivi.

Che il Papa "approvasse" senza saperne niente, ahinoi, è uno dei caratteri più tipici della storia di tutto il papato, non solo di Giovanni Paolo II. Le capacità di un uomo di comando sono in funzione dei consiglieri che si è scelto, e GP2 non è stato da meno. Dopo il caso del «la donna taccia!» è incredibile come la Carmen abbia avuto accesso alle stanze di GP2 "anche dopo cena", e chissà in quante occasioni avrà devotamente tessuto le lodi del Cammino. Non oso immaginare quanti e quali cardinali, per garantirsi ampie oliature (sai, tutti hanno il mutuo, tutti hanno nipoti a cui vorrebbero regalare un futuro...) hanno perorato la causa dei due instancabili spagnoli. Non so immaginare grazie a quali "appoggi" la Carmen aveva maturato quell'incredibile privilegio. Chissà quanta gente ha scritto al Papa (a GP2 o ai successori) nella speranza di denunciare le storture del neocatecumenalismo, e la lettera si sarà misteriosamente spostata nella pattumiera...

In base alla mia esperienza personale posso affermare che tutto questo succede anche coi vescovi e coi preti, capaci di prendere decisioni sommamente ingiuste e impopolari perché qualche astuto "consigliere" ha potuto avere ore, giorni, mesi, anni lavorandoselo di cesello. Ho visto con questi miei stessi occhi sbattere fuori dal seminario dei candidati pii e devoti, e tener dentro delle checche che amavano stravolgere la liturgia; ho visto personalmente più un vescovo impegnato con le unghie e coi denti a difendere sacerdoti indegni che meritavano più una denuncia che l'essere cacciati via a pedate...

Aggiungo pure che non dimentico mai che i neocatecumenali sono maestri della menzogna e delle mezze verità. Quando la loro propaganda ti dice che l'Osservatore Romano «registrò» favorevolmente i seminari kikiani R.M. (espressione che compare perfino sulla Cathopedia), ti nasconde il fatto che l'articolo di lode dei seminari era stato scritto dall'ineffabile Gennarini. Quando i kikos ti dicono che il Papa ha "con gioia approvato" qualche loro cosa, non ti dicono delle oscure manovrine per mettere il Papa davanti al fatto compiuto.

E purtroppo gli ecclesiastici - dal più santo Papa fino al più scalcagnato prete - hanno la discutibile abitudine di fare sempre buon viso a cattivo gioco perché temono che una reazione energica provochi un'escalation di vendette trasversali (i neocatecumenali ne sono espertissimi, per questo ad ogni voce critica cercano anzitutto di identificare bene chi sta parlando contro il Cammino).

Ho definito "malleabile" Ratzinger perché dopo aver dato un ultimatum di due anni contro gli abusi liturgici del Cammino... scaduto l'ultimatum a dicembre 2007, non ha preso la decisione che doveva prendere. Anche a me sono giunte voci che la principale delusione del suo pontificato l'ha avuta dai kikos (vedendoseli poi approvare di soppiatto sotto il naso e addirittura la furba autoapprovazione della liturgia sventata in extremis dal card. Burke).

Anonimo ha detto...

R. De Mattei :

Sono innanzitutto perplesso, in linea generale, per la facilità con cui negli ultimi anni si avviano e si concludono i processi di canonizzazione. Il Concilio Vaticano I ha definito il primato di giurisdizione del Papa e l’ infallibilità del suo Magistero, a determinate condizioni, ma non certo l’ impeccabilità personale dei Sovrani Pontefici.

Nella storia della Chiesa ci sono stati buoni e cattivi Papi ed è ridotto il numero di quelli elevati solennemente agli altari. Oggi si ha l’impressione che al principio dell’infallibilità dei Papi si voglia sostituire quello della loro impeccabilità. Tutti i Papi, o meglio tutti gli ultimi Papi, a partire dal Concilio Vaticano II vengono presentati come santi. Non è un caso che le canonizzazioni di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II abbiano lasciato indietro la canonizzazione di Pio IX e la beatificazione di Pio XII, mentre avanza il processo di Paolo VI. Sembra quasi che un’aureola di santità debba avvolgere l’era del Concilio e del postconcilio, per “infallibilizzare” un’epoca storica che ha visto affermarsi nella Chiesa il primato della prassi pastorale sulla dottrina.

by Tripudio ha detto...

Una pagina da tradurre da Crux Sancta: un Kiko particolarmente indiavolato dice: «in Giappone ci odiano, ci hanno chiuso il seminario, ci hanno perseguitato, hanno spazzato via le comunità del Cammino (che ora si nascondono come topi), e le famiglie in missione lì ne hanno sofferto...»

Ad Hong Kong un prete italiano curava ben dieci comunità neocat: quando è stato sostituito da un parroco cinese, questi ha sbattuto per strada le comunità, definendo «la croce dell'orrore» il crocifisso-sogliola di Kiko.

Le comunità che sono state mandate via, a detta di Kiko, hanno minacciato: «ce ne andiamo dai protestanti!»

Ma un attimo dopo annuncia tronfio che il cardinal Rouco Varela sta innestando vescovi favorevoli al Cammino (Kiko parla della «linea del Papa» ma, come al solito, bisogna interpretarlo nel senso di «la linea di Kiko»).

Anonimo ha detto...

Su iniziativa del Vicariato di Roma ci sarà nella notte fra sabato 26 e domenica 27 p.v., come fu fatto in occasione della Beatificazione di Giovanni Paolo II alla Chiesa Nuova, una veglia di Preghiera in preparazione alla Canonizzazione dei Papi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II.

Al Cammino Neocatecumenale è stata affidata la Veglia nella Chiesa del Gesù all’Argentina (non alla Chiesa Nuova).

La veglia avrà inizio alle 21,30 e si protrarrà nella notte prevedendo un ampio spazio per la preghiera (vespri, rosario e litanie, adorazione del Santissimo Sacramento con preghiera silenziosa) per l’ascolto della Parola di Dio e la predicazione, per le confessioni con più di 70 presbiteri.

Molto probabilmente interverrà Kiko e si farà una chiamata vocazionale.

Sono invitate tutte le comunità di Roma, in particolare i giovani e le famiglie con bambini.

Per ulteriori informazioni rivolgersi ai responsabili di Settore o al Centro Neocatecumenale.

Ruben ha detto...

@by Tripudio ha detto...
"Ma un attimo dopo annuncia tronfio che il cardinal Rouco Varela sta innestando vescovi favorevoli al Cammino"
---
Quello stesso "Rouco Varela",neanche tanto amato dai madrileni,che dimissionario da tre anni per limiti di età,inspiegabilmente,non viene ancora sostituito!

Anonimo ha detto...

NON INSISTERE LINO
i neocatecumenali sono quelli che considerano il concilio vaticano ii una rottura con il passato, non ti risponderanno mai

Anonimo ha detto...

Voglio confermare i post di Valentina sulle" alzate emotive" dopo i primi anni ottanta essere giovane e stare in comunità era una vera guerra fra catechisti e giovani.Questi catechisti si immedesimavano in santoni taumaturghi che, se esponevi loro un tuo problema, lo risolvevano con il consigliarti il"seminario", potevi avere anche solo un semplice mal di testa che l'unica via di guarigione a detta loro era solo ed esclusivamente il"seminario".

Nacque allora un vero e proprio mobbing verso i giovani delle comunità e credo che questo venga esercitato ancora.

Nella prima giornata mondiale della gioventù svoltasi a Roma l'evento delle alzate fu fatto al palazzetto dello sport di Roma.
Si alzarono fra ragazzi e ragazzi circa 300 giovani dall'Europa allora rappresentata, in stragrande maggioranza eravamo italiani e spagnoli.
La sera in piazza San Pietro al cospetto del Beato GPII Carmen si vantò dei frutti del Cammino,mentendo disse che i 300 giovani erano tutti spagnoli, fu un proprio campanilismo,al che il Papa ironicamente disse "Ah la santa Spagna".

Tornati da questa Gmg nelle comunità della mia città si scatenò la caccia alle vocazioni, in una settimana per ben due volte seguendo l'iter Kikiano (cioè a pappagallo) i catechisti durante le celebrazioni chiesero ai giovani se volevano entrare in seminario seguendo la logica de:"Il ferro si batte quando è caldo".

Alcuni si alzarono ma poi mi confessarono che l'avevano fatto solo per poter conoscere Kiko da vicino.

Uno solo entrò in seminario (allora non c'erano i R.M) ma alcuni anni dopo l'ordinazione uscì dal cammino confermandosi diocesano.

Anzi devo dire che delle molteplici vocazioni e confermazioni nate nel cammino su di una decina solo due sono rimaste fedeli al cnc.

Ricordo pure che prima dei R.M. Kiko ordinava a chi si fosse alzato di entrare nell'ordine religioso retto in parrocchia (Francescani,Domenicani,Passionisti .....) "Così che il monda veda i frutti del cammino".

Devo aggiungere che una chiave di volta in mano a Kiko verso ilBGPII fu un suo canto "Benedetta sei Tu Maria" che il Papa apprezzava molto, durante una convivenza cantori il Papa ci invitò tutti in Vaticano nel cortile San Damaso a cantarla e sono sicuro che il giorno della beatificazione i kikos canteranno interrottamente questo canto come un'approvazione papale.






by Tripudio ha detto...

Comincia ad esserci un'inflazione di chiamate vocazionali, eh?

Ormai le chiamate vocazionali di Kiko non impressionano più nessuno.

Gli stessi kikos cominciano a non poterne più: «ma quante volte ci dobbiamo alzare?»

Anonimo ha detto...

http://www.news.va/it/news/canonizzazioni-briefing-su-veglie-di-preghiera-p-l come al solito però i neokatecumeni devono sempre privatizzare il tutto che senso ha fare la chiamata???? che ci azzecca????????? E' una veglia di preghiera aperta a tutti, mah!

Lino ha detto...

@ Anonimo ha detto... "NON INSISTERE LINO
Non è detto, anonimo. Qualcuno non lo sa, questo e altro. E allora, riservatamente, come è successo anche la settimana scorsa, mi scrive per avere ulteriori spiegazioni. In generale, poi, comincia a capire in piena autonomia. A non rispondere sono quelli che lo sanno bene :-)

psyco ha detto...

La news del Vaticano significa solo che le "alzate" sono la scenografia di Kiko.

Anonimo ha detto...

http://moked.it/blog/2014/04/23/dialogo-nuove-sfide-da-raccogliere/“I limiti del dialogo e una sinfonia che suona male” in cui critica l’omaggio sinfonico alla memoria delle vittime ebree della Shoah da parte dell’organizzazione cattolica Il Cammino Neocatecumenale

C. ha detto...

Quando leggo il termine "chiamate" mi vengono alla memoria tanti volti ed esperienze di ragazzi mandati in capo al mondo nei c.d "seminari" R.M., spesso solo una sorta di "casa famiglia" composta anche da una decina di persone, non di più.

Ho assistito personalmente a crisi ed a persone provate da queste esperienze, che nulla mi sembra oggi abbiano a che fare con la vocazione (sacerdotale, intendo).

Purtroppo il cammino si mangia tutto: anni, vocazioni, buone intenzioni, soldi e perfino la vita dei propri adepti.
Tutto per il cammino, ma cosa da il cammino alle persone? Vedendoli ed ascoltandoli (oggi di meno, ma un tempo era frequente che mi interfacciassi con loro anche dopo essere uscito) vedo vite svuotate, poca allegria se non quella "del cammino", che inesorabilmente scompare appena si esce dalle salette e dalle convivenze.
Si ritorna alla vita di tutti i giorni, che diventa amara, scabra, senza gioia vera. La gioia è stare nel cammino, non nella vita.

Prego per i ragazzi che sono nei seminari R.M., spero non perdano la fede uscendo, considerando che oltre i due terzi escono dopo pochi anni.

psyco ha detto...

L'articolo originale dove il Rav Di Segni critica la "sinfonia stonata" di Kiko è sul portale dell'ebraismo italiano Moked.it:

http://moked.it/blog/2013/11/26/i-limiti-del-dialogo-e-una-sinfonia-stonata/

psyco ha detto...

Ovviamente l'articolo del Rav Di Segni non è stato riportato su cammino.info: hanno troppa paura di pubblicare notizie sfavorevoli al Cammino...

Anonimo ha detto...

@ PSYCO Ovviamente l'articolo del Rav Di Segni non è stato riportato su cammino.info: hanno troppa paura di pubblicare notizie sfavorevoli al Cammino... hai ragione, su cammino neocatecumenale notizie di fb hanno riportato solo la risposta che è stata data a Di Segni, non di più..tanto i neo, mica andranno alle fonti?

Lino ha detto...

Grazie, psyco.
Estremamente interessante, non conoscevo l'articolo.
Segnalo due passaggi che condivido.
1)"Il paradosso del legame speciale tra ebrei e cristiani è che il punto di collegamento, la figura ebraica di Gesù, è anche il punto di rottura".
Il rabbino Riccardo Di Segni ha ragione. Occorrerebbe riferirgli, però, che sono i neocatecumenali che tentano di riunire in un "contesto performativo paraliturgico", nel concerto e altrove, ebrei e cristiani. Non altri. Cristo è criterio di unione ma anche di separazione, specialmente sull'Altare, dove si ritiene la menorah fuori luogo almeno quanto il passaggio degli ebrei dall'Egitto.

"Per tutti questi motivi non riesco francamente a capire quei rabbini che hanno partecipato all'evento, incapaci di distinguere la dovuta gratitudine per la solidarietà espressa dalla lezione teologica e dalla celebrazione paraliturgica, inclusiva e sostitutiva
Infatti. Occorrerebbe chiederlo ai Vescovi e ai rabbini presenti quale religione professano.

"...questo evento rappresenta un caso molto emblematico delle difficoltà e dei limiti del dialogo ebraico cristiano, perché ha scoperto, mettendoli insieme, due punti estremamente sensibili: la Shoah e la storia della Passione"
Ecco, questo non lo condivido. Chi li ha messo insieme, magari, dice "Olocausto" invece di Shoah. L'ebreo vigliaccamente vilipeso, deportato, ucciso, non ebbe gli strumenti per difendersi dalla carogna nazista, non scelse quella fine, volontariamente. Cristo poteva difendersi ma non volle: e questo fa la differenza. Si dice "Shoah", non "Olocausto".

Chi tenta d'interpretare teologicamente la Shoah non possiede il senso del divino e dell'umano, li mischia in un Athanor di sincretismi.

Nel piccolo, è come quell'idiota (supposto esperto di studioso di simbologia e semantica, nessuno lo conosce, perfino il suo nome hanno sbagliato, è noto soltanto a chi s'interessa di alieni) che oggi ha rilasciato un'intervista a proposito della croce cascata su un povero ragazzo, per dargli un significato teologico. Io, come studioso di simbologia e semantica, avrei semplicemente preso a calci nel deretano l'autore dell'opera che ha caricato una trave curva incapace di sostenerne il peso.

Valentina Giusti ha detto...

Sulle alzate vocazionali mi chiedo: il fine giustifica sempre i mezzi? Nessuno può ignorare il modo in cui vengono sollecitate le adesioni, cioè la chiamata fatta nei momenti di grande euforia ed emozionalità, perché Kiko se n'è vantato più volte.
Un po' meno si a che certe alzate vengono imposte dai catechisti nei vari passaggi (o ti sposi entro l'anno o vai in seminario, senza alternativa).
Nessuno che dica che gli operai nella messe del Signore non si reclutano a forza o con l'inganno?

by Tripudio ha detto...

In realtà credo che ci sia poco da rallegrarsi del titolo a effetto dell'articolo di Di Segni. Di Segni non parla della "sinfonia" di Kiko perché non vi ha assistito e nell'articolo si preoccupa quasi esclusivamente di affermare che non si può confrontare la Shoà con la Passione, quasi suggerendo l'idea che l'opera di Kiko sarebbe intesa a convertire gli ebrei piuttosto che a ingraziarseli.

Fino ad oggi in realtà il Cammino probabilmente non ha convertito nessun ebreo e nessun musulmano.

In particolare dobbiamo ricordare che agli occhi di un ebreo il neocatecumenalismo è una patetica pagliacciata, un confusionario insalatone di simboli cristiani abbruttiti (come la «croce dell'orrore» kikiana) e di simboli ebraici messi lì senza capire il significato (come l'hannukkià a nove fuochi, come le iscrizioni ebraiche nella Domus, come la ridicola fascetta reggi-chitarra...). Non si capisce in base a che cosa un ebreo - anche scarsamente religioso - debba rinunciare alla sua identità per abbracciare la religione del kikismo, coi canti di Kiko, le icone di Kiko, la liturgia di Kiko, le suppellettili sacre di Kiko, le millantate visioni di Kiko, le idiozie di Kiko (come quella secondo cui «Dio attraverso i testimoni di Geova ci sta dicendo qualche cosa»)...

Gli ebrei che hanno assistito al concerto di Kiko sapevano bene di non rischiare minimamente di convertirsi e non è né offensivo né infondato affermare che erano interessati esclusivamente a vedere un'altra forma di celebrazione della memoria della Shoà. Del resto, per dialogare, occorre - come ha detto lo stesso Di Segni - riconoscere onestamente le differenze e le specificità. Altrimenti non sarebbe dialogo, ma solo un reciproco incensarsi nell'ipocrisia.

Per l'occasione Kiko sfornò pure il santino di san Kiko, distribuito tra le comunità con autografata la richiesta di preghiere (leggasi: richiesta di soldi) e l'autoglorificazione d'occasione.

Lino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Lino ha detto...

Annuncio la pertinente e oculata risposta di "Pietro" alla questione GP II/Concilio di Trento (l'ha data dall'altra parte, naturalmente).

"Non è facile comprendere la psicologia degli osservatori osservanti. ...sembrano il branco di lemuri di Madagascar...Lino dice 'il fango....' e tutti sono professori in fangologia fichi e affini al tema. Trifoglio dice 'G.P.II e concilio vaticano....' e subito tutti diventano cultori del concilio e amanti di Giovanni Paolo II"

Guarda, Pietro, che Trento non sta nel Madagascar. E non è un problema di psicologia, è ben altro. Fraternamente, ti suggerisco un cammino che potrà far diventare anche te un po' esperto di "fangologia".
E' solo la prima tappa, dovessi superare lo scrutinio ti segnalerò quelle successive, "Pietro".

Lino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Valentina Giusti ha detto...

OT:
Lino: poesia bellissima e soprattutto vera! Nella malattia che lo ha curvato e immobilizzato, si è manifestata la sua autentica grandezza e l'amore che lo ispirava, quello che viene da Dio e non dall'uomo!

Lino ha detto...

Grazie, Valentina. E' una lirica che ho portato in giro nei reading di mezza Italia, quando accettavo gli inviti. Più che la lirica, naturalmente, intendevo far "leggere" l'incapacità e l'attitudine alla menzogna e alle false accuse del neocatecumenale "Pietro": invece di rispondere alla questione del Concilio di Trento, va cianciando di odio verso Papa Giovanni Paolo II. Un comportamento che soltanto un fanatico TdK (testimone di Kiko) può assumere. Ora, ci puoi scommettere, si faranno anche critici di poesia, senza manco sapere chi sia stato il compianto Raimondo_Venturiello - una preghiera per lui - autore di uno dei commenti più belli alla mia.

Lino ha detto...

@ Tripudio
Pietro ha scritto: "Mi piace lino che copia incolla da qui....
Caro lino non hai nessun onore, ti avevo detto che ti avrei risposto in .merito al tema, a condizione che garantivi la pubblicazione dei post. Hai dato la tua parola, con annessa faccina ;-) , ma siccome non hai onore ne tu ne re lemure.....caro maurice, resta con il resto della tribù, a loro la dai anche a bere con qualche strofetta e la stupidata che ami GPII"


"Qualche strofetta". Come Volevasi Dimostrare: è anche un esperto di poesia. Capisce tutto al volo Pietro, come per esempio che io qui non censuro niente perché le mie sono credenziali di utente, non di moderatore.
Allora regoliamoci così, Pietro. Mandami la risposta via mail, dal mio profilo: se essa è pertinente alla domanda e priva di ingiurie, te la pubblico io senza aggiunte e omissioni. Non credo che Tripudio mi censurerà. Giusto, Tripudio?;-)
Dai, Pietro, dimostra che non sei un pagliaccio: ho copiato e incollato da lì perché lo immaginavo, lì lo spazio per rispondere sul tema lo avevi, potevi darmi una lezione.
Rispondi, Pietro, è semplice:
Sbagliò GP II a scrivere, nella lettera "Ogni qualvolta", che dopo il Concilio di Trento anche fiorirono nuovi carismi, che lo Spirito soffiò su quel Concilio? Oppure ha ragione Kiko a disprezzare il Concilio di Trento, secondo lui anticipatore di tempi bui, di stasi, di decadenza?

Dai, Pietro, è vero che il tuo è un nicK e che la figuraccia che stai azzeccando non l'azzecchi con nome e cognome. Altrettanto vero, però, è che a casa uno specchio lo hai, per guardarti in faccia. Il problema, a questo punto, è più tuo e del Cammino che mio. L'Anonimo di "NON INSISTERE LINO" e altri ancora ti leggono. Potrebbero pensare che sei buono soltanto nell'argomentazione ad hominem e che in una chat di ragazzini spopoleresti.

cecilia ha detto...

scusate da ignorante posso chiedervi se fate parte di qualche movimento o cmq fate un percorso nella Chiesa?

Lino ha detto...

@ Cecilia
Da ignorante? Ma no, io piuttosto direi da furbetta.
Rispondo per me: sì, ho fatto un lungo "percorso" - diciamolo pure cammino - nella Chiesa, incolonnato nelle file di fedeli che percorrono la navata per andare a comunicarsi, stando in piedi.

Questa storia dei movimenti comincia a infastidire. Occorrerebbe crearne uno antagonista, con San Celestino V per patrono, definito "cammino degli eremiti", per controbilanciare :-)

by Tripudio ha detto...

Cecilia,

la tua domanda contiene dei falsi presupposti:

1) che il blog sia tenuto da una specie di mini-club di detrattori del Cammino: falso, poiché a danneggiare il Cammino sono anzitutto le parole dei Pontefici e le parole di Kiko e Carmen (per esempio: se Kiko fa "alzare" «cefale per la Cina», c'è bisogno di essere "un movimento" per notare l'assurdità?)

2) tu presupponi che "contro il Cammino" esista un qualche "movimento": falso, poiché la Chiesa non è una federazione di movimenti che giocano a fare alleanze o guerre

3) tu chiedi se "tutti" facciamo un percorso nella Chiesa, come se la verità dei fatti dipendesse dall'esistenza di un "percorso"... Ma per dire che 2+2 fa 4, non c'è bisogno mica di una laurea in matematica!

I collaboratori di questo blog sono di diverse estrazioni, diverse esperienze, diverse formazioni, diverse provenienze... Non siamo un "gruppo", non siamo un "movimento", non siamo un'organizzazione, non abbiamo un'etichetta.

Abbiamo in comune solo la conoscenza delle storture del Cammino Neocatecumenale, anzitutto dei suoi abusi liturgici e delle sue corbellerie dottrinali.

Se sfogli questo blog noterai come da qualsiasi parte del mondo lungo interi decenni vengono contestati al Cammino sempre gli stessi errori, errori che il Cammino non vuole correggere nemmeno quando glielo hanno chiesto Giovanni Paolo II e altri Papi.

La cosa più difficile da accettare per un neocatecumenale è l'idea che Kiko Argüello e Carmen Hernàndez abbiano sbagliato in qualcosa.

Le storture del Cammino infatti sono talmente tante che ammettere anche un solo errore significa poter interrogarsi su tutte le altre numerosissime storture.

Ed a quel punto si comincerebbe a capire che il Cammino è un'invenzione umana, zeppa di errori, portata avanti contro la Chiesa nonostante il lodevole buon cuore di tanti fratelli che hanno fatto tanti sacrifici (sul piano umano e su quello spirituale).

Il Cammino, come tutti i percorsi spirituali, deve essere vagliato e corretto dalla Chiesa.

Il Cammino, a differenza di tutti gli altri percorsi spirituali cattolici, ha sostanzialmente rifiutato le correzioni della Chiesa (pensiamo ad esempio agli abusi liturgici e alla "comunione seduti", vietati dallo Statuto e da Benedetto XVI, e che invece proseguono ancor oggi).

Il Cammino, purtroppo, insegna ancora le corbellerie di Kiko e Carmen, anziché le verità di fede così ben spiegate nel Catechismo della Chiesa Cattolica.

Lino ha detto...

OT
Poi cancello i link come sempre, naturalmente.
Pietro ha detto:
"Sarai stato (forse) invitato in tutta italia a decantare strofette, ma su di me hai meno influenza di un millepiedi, e come esso ti evito".
Dai, Pietro, non renderti ridicolo: tu non stai evitando me, stai evitando la domanda. Tu devi spiegare ai neocat e ai lettori che leggeranno qui, non a Tripudio o a me, se GP II non abbia espresso nella lettera che tanto rivendicate, "Ogni qualvolta", un concetto assolutamente dicotomico con gli insegnamenti di Kiko che lo disprezza, vale a dire che il Concilio di Trento fu ispirato e generò nuovi carismi. Tu devi spiegare se "Ogni qualvolta" non equipara, per carismi, il Concilio di Trento con il CV II. Perché, se così fosse, se non riuscirete a dimostrare il contrario, è meglio per voi evitare di citare la lettera.

Il problema sussiste indipendentemente da me che lo pongo. Immaginate pure che io sia uno stupidissimo sconosciuto privo di ogni qualità umana e fonte di ogni idiozia: il problema che ho posto rimane, o no? Allora risolvetelo, prima che lo diffonda, così come ho diffuso la storia del fango :-)

Certo che dibattere con voi è uno spasso.

Sebastian ha detto...

A tal proposito, leggete le cose allucinanti che scrivono i soliti noti su CR:

Tornando al mio esempio, vissuto personalmente meno di una settimana fa e che ho definito funerale, la mia definizione non e' per la mielosita' o per la spettacolarizzazione sentimentali della resurrezione, ma perche' non capisco come da una Veglia di Resurrezione si possa uscire imbronciati e silenziosi. Se succede ciò o quando succede ciò si e' fallito nell'intento, e ricordo l'intento e' Cristo Nostra Pasqua e' risorto per noi. Quella celebrazione, secondo me si e' fermata al venerdi', alla passione. Infatti la concezione mistica dell'Eucarestia non risponde piu' al messaggio adatto ai tempi attuali, essa e' un vecchio retaggio della Liturgia Tridentina. Purtroppo molti sacerdoti sono ancora ancorati ad una concezione liturgica che definirei trideromano dove il sacerdote viene ancora considerato il tramite, e non parte. Tutti costoro non hanno capito che il Concilio II ha voluto mettere in luce un'altro aspetto indispensabile della Funzione, l'assemblea come Popolo di Dio che loda e rende grazie, lodare pertanto non significa piangere.
La visione tridentina, se ci pensate bene, somiglia più' alla concezione ebraica che cattolica.Il sacerdote, unico intercessore tra il popolo e l'Altissimo, come Mose' e Aronne, che girato verso l'altare diviso dai fedeli da una balaustra, cancello chiuso, letture che solo lui legge a bassa voce in una sorta di dialogo con Dio come si si trovasse oltre la tenda del convegno, e che poi esce, apre il cancello e elargisce il sacramento, poi richiude il cancello e ritorna alle proprie orazioni per ricordarsi alla fine di impartire la benedizione. Per me tutto questo e' ben lontano dagli insegnamenti di Gesù. Sono cosciente di fare affermazioni forti e sono convinto che molti mi criticheranno, ma secondo me Cristo e' Dio fatto uomo, sceso al mio stesso livello per farsi toccare da me, ed e' morto e risorto per me, Lui infatti non ne aveva alcun bisogno, ma lo ha fatto per me, affinche' io potessi avere con Lui e per Suo mezzo la stessa sorte, altrimenti per me non ci sarebbe stata speranza. Ed allora come si puo' uscire imbrongiati, come non si può esprimere con la gioia che siamo stati salvati, come non puo' lo spirito esultare, cosi' come dice il salmo l'esultanza dello spirito.

Valentina Giusti ha detto...

Rispondo a Cecilia: grazie per aver posto questa domanda, perché è stata per me un utile spunto di riflessione.
Ho cominciato il cammino giovanissima (e a mio parere, così com'è strutturato, il cammino è inadatto in particolar modo ai giovani) e l'ho frequentato per dieci anni.
Una volta chiuso definitivamente con questa esperienza, nel mio cuore ho chiuso anche con la Chiesa perché in comunità si insegna a disprezzare profondamente il "cristianesimo della domenica" e si induce a credere che l'unica esperienza valida nella Chiesa sia quella pensata e gestita da Kiko e Carmen, e questo disprezzo in me è rimasto anche quando avevo chiuso con loro.
Solo con gli anni, quando ho cominciato a capire che avevo bevuto del buon vino sì, ma con del fiele che ancora stava facendo effetto (secondo la bella metafora coniata da Tripudio), ho cominciato a riavvicinarmi alla Chiesa e alla parrocchia con il cuore e la mente via via sempre più liberi.
Ma dopo un'esperienza di condizionamento psicologico si rimane sensibilizzati , e così non si aderisce più molto volentieri a "movimenti" o "percorsi" fortemente strutturati.
Personalmente, ora seguo un'iniziativa diocesana da alcuni anni, ma sono fermamente convinta che il percorso di fede è individuale, il Signore lo fa con ognuno di noi.

Sebastian ha detto...

Valentina Giusti ha detto:
Ma dopo un'esperienza di condizionamento psicologico si rimane sensibilizzati , e così non si aderisce più molto volentieri a "movimenti" o "percorsi" fortemente strutturati.
Personalmente, ora seguo un'iniziativa diocesana da alcuni anni, ma sono fermamente convinta che il percorso di fede è individuale, il Signore lo fa con ognuno di noi.


Sottoscrivo. Dopo tanti anni di CN, c'è bisogno di riscoprire il rapporto personale con Dio, che nel CN è del tutto secondario, se non assente, in favore del rapporto con la comunità e dell'intera comunità con Dio.
Per cui basta movimenti, associazioni, itinerari preconfezionati... La Chiesa ne ha fatto a meno per secoli.

psyco ha detto...

La santità non significa non aver commesso errori.

Lo disse lo stesso Papa Wojtyla nel settembre 2000 elevando agli altari Pio IX: «Beatificando un suo figlio, la Chiesa non celebra particolari opzioni storiche da lui compiute».

L'opzione del bacio del Corano e l'opzione del sostegno ai neocatecumenali non rientrano nella santità di Giovanni Paolo II.