martedì 29 aprile 2014

I dolori del giovane Kiker

Kiko, 1967: l'occhio massonico
nel "Vangelo dei miserabili".
Da chi voleva farsi riconoscere?
Oggi parliamo del libro di Kiko. Non il libro L'arcano con il ticket, ma il Vangelo dei miserabili, che Kiko ha scritto di suo pugno nel 1967 e di cui ancor oggi non sono molti i neocatecumenali che ne conoscono l'esistenza.

Una copia di quel brevissimo libro è finita nelle mani di Crux Sancta, che lo ha passato allo scanner. Tale testo manoscritto di Kiko è interessante perché getta una luce in più sulle origini del Cammino Neocatecumenale, "ufficialmente" iniziato nel 1964 a Madrid e a novembre 1968 in Italia, a Roma, nella parrocchia dei Martiri Canadesi.

Ricordiamo infatti che per interessamento di don Dino Torregiani prima e del cardinale Angelo Dell'Acqua poi, i due laici Kiko Argüello (sedicente veggente) e Carmen Hernàndez (ex suora espulsa per disubbidienza), neanche trentenni, si stabilirono a Roma per "iniziare" la loro invenzione, spacciando le proprie "catechesi" e la loro "liturgia" per "ispirate dallo Spirito". Pochi anni dopo, nel 1974, le comunità neocatecumenali - numericamente irrilevanti - già ricevevano l'encomio del massone Annibale Bugnini. Per pura coincidenza, nel 1968 Kiko dipingeva su Nostro Signore dei simboli massonici...

Commento da Lino:
Bah! Non capisco perché, sopra una dedica, a pag. 20 del manoscritto, ci fu il bisogno di disegnare "l'occhio che vede tutto", l'occhio nel triangolo che storicamente è uno dei simboli della massoneria per eccellenza. E, mi chiedo ancora, perché a pag. 9 fu disegnata la solita figura con il braccio destro a squadra, inconfutabile saluto massonico. Fossi stato un frammassone di quei tempi, avrei riconosciuto una volontà di farsi riconoscere.

Confermo le perplessità che esposi nelle considerazioni al link nell'articolo dei simboli massonici. Il collegamento con mons. Annibale Bugnini, poi, e la matrice gnostica del Cammino, queste perplessità le trasformano in un inquietante sospetto.
Prego il Signore che si tratti soltanto di coincidenze determinate dall'ignoranza e dal caso, perché sarebbe terribile.
Commento da Sebastian:
Incredibile, Kiko è anche un evangelista!

Peccato che le beatitudini del "Vangelo secondo Kiko" sembrino scritte da un rivoluzionario socialista, più che da un cattolico.

"Guai a voi sani di mente, astemi, puri, volontari, normali, mogli rispettabili, quelli che vanno quotidianamente a messa, quelli che non conoscete il vizio, quelli che non vi sporcate mai le mani"

Può un cattolico scrivere queste cose?

Avrebbe poi scritto le seguenti cose se avesse saputo che decenni dopo sarebbe stato servito e riverito, abitando in un ottima casa al centro di Roma, mangiando nei migliori ristoranti e viaggiando per il mondo nei migliori alberghi?

Illustrazione di Kiko
nel suo libro del 1967
"Guai a voi che ora ridete e gioite, che banchettate ogni giorno, che vi chiamano intellettuali, che esigete da tutto il mondo, i potenti, i sani, voi che siete serviti, che non siete piccoli, che vivete in buone case, che siete assicurati"

E non poteva mancare l'invettiva alla Chiesa Gerarchica:

"Guai a voi sacerdoti ipocriti, che non siete entrati e non lasciate entrare. Guai a voi sacerdoti e religiosi ipocriti, che mangiate e vi ingozzate comodamente mentre due terzi dell'umanità soffre la fame.
Guai a voi che avete reso il vangelo così complicato, che nessuno lo comprende.
Guai a voi, teologi e sacerdoti ipocriti, che elevate agli altari i santi che i vostri padri uccisero, così testimoniate l'opera dei vostri padri.
Guai a voi teologi e sacerdoti ipocriti, che vivete in buone case e andate in macchina mentre Il Giusto, quello che dite di imitare, si carica con le ingiustizie della società di cui voi siete i primi; in questo modo acconsentite alle sue ingiustizie essendo i primi a condannare al giusto.
[...]
Guai a voi che fate voto di povertà per non mancare mai di nulla, mentre sempre più uomini sono sfruttati al vostro fianco non possedendo nemmeno l'indispensabile.
Guai a voi che avete riempito la Chiesa di riti e prescrizioni dimenticandovi della fedeltà e della giustizia.
Ipocriti! Non entrate voi e non lasciate entrare, dove sono i poveri, dove sono i miserabili, dove sono i miei fratelli più piccoli."

Segue simbolo massonico.

"Guai a voi che fate voto di povertà per non mancare mai di nulla"

Guai a Kiko che dice di non possedere nulla, eppure fa la bella vita a sbafo dei suoi adepti.

"Guai a voi che avete reso il vangelo così complicato, che nessuno lo comprende."

Guai a Kiko che ha reso il vangelo così complicato, che richiede un itinerario lungo 30 anni per convertirsi, densissimi impegni settimanali, e che non è possibile comprendere ciò che verrà svelato nelle tappe successive perché il Direttorio è secretato.

"Guai a voi che avete riempito la Chiesa di riti e prescrizioni dimenticandovi della fedeltà e della giustizia."

Guai a Kiko che ha reso l'itinerario di conversione pieno zeppo di riti e prescrizioni e dettagli imprescindibili inventati di sana pianta e che non possono essere modificati di una virgola... dimenticandosi della fedeltà ai Riti e al Magistero della Chiesa e della giustizia nei confronti dei poveri cristi che vengono sottoposti agli scrutini.

Ecco il testo:

125 commenti:

Anonimo ha detto...

http://www.corriereadriatico.it/fermo/papa_bergoglio_francesco_neocatecumeni/notizie/657130.shtml

Lino ha detto...

Bah! Non capisco perché, sopra una dedica, a pag. 20 del manoscritto, ci fu il bisogno di disegnare "l'occhio che vede tutto", l'occhio nel triangolo che storicamente è uno dei simboli della massoneria per eccellenza. E, mi chiedo ancora, perché a pag. 9 fu disegnata la solita figura con il braccio destro a squadra, inconfutabile saluto massonico. Fossi stato un frammassone di quei tempi, avrei riconosciuto una volontà di farsi riconoscere.
Confermo le perplessità che esposi nelle considerazioni al link nell'articolo dei simboli massonici. Il collegamento con mons. Annibale Bugnini, poi, e la matrice gnostica del Cammino, queste perplessità le trasformano in un inquietante sospetto.
Prego il Signore che si tratti soltanto di coincidenze determinate dall'ignoranza e dal caso, perché sarebbe terribile.

psyco ha detto...

Piccolo OT:

PORTO SAN GIORGIO - Il centro neocatecumenale aspetta grandi notizie, i segnali ci sono tutti: Bergoglio potrebbe arrivare. L'incontro internazionale con i giovani del centro neocatecumenale, inizialmente fissato per il primo giugno, verrà posticipato perché il Papa vuole essere presente. E così il rinvio dell'ultima ora avvalora ancor di più l'ipotesi secondo cui il Santo Padre, da qui a breve, arriverà in città. Il centro neocatecumenale sangiorgese, infatti, di recente ha invitato il santo Padre al Kerigma di inizio giugno. E il pontefice non ha avrebbe rifiutato l'invito, anzi. Ma gli impegni in agenda del Papa non gli consentirebbero di partecipare il primo giugno all'annuncio della buona novella che, come ammesso da Raffaele Turri del centro neocatecumenale, richiamerà in città circa 70 mila ragazzi. Ma, a questo punto, con la disponibilità di Papa Francesco sì a partecipare ma non per la data inizialmente annunciata, il Kerigma è stato posticipato, forse a settembre. Il rinvio sta dunque a testimoniare che il pontefice, notoriamente vicino ai giovani, con ogni probabilità arriverà in città per stringersi alle nuove generazioni. La richiesta di rinvio è arrivata al centro neocatecumenale ieri mattina, a poche ore dalla diffusione della notizia dei lavori in corso per il raduno internazionale. "Siamo onorati di essere ancora un punto di riferimento certo per l'organizzazione di un tale evento - fa sapere il sindaco Nicola Loira - in amministrazione ancora non abbiamo comunicazioni ufficiali. So che si vuol far presidiare il Kerigma al Santo Padre. L'arrivo di così tanti giovani in città non può che riempirci di gioia ma, allo stesso tempo, ci preoccupa perché dovremo essere impeccabili nell'accoglienza. Noi, però, abbiamo l'energia e le competenze giuste per riuscirci. Ho saputo che la conferma della partecipazione di papa Francesco potrebbe far slittare il raduno". Parole, quelle del sindaco Loira, che dunque accreditano ancora di più le indiscrezioni sull'arrivo del pontefice.

www.corriereadriatico.it/fermo/papa_bergoglio_francesco_neocatecumeni/notizie/657130.shtml

Sebastian ha detto...

Incredibile, Kiko è anche un evangelista!

Peccato che le beatitudini del "Vangelo secondo Kiko" sembrino scritte da un rivoluzionario socialista, più che da un cattolico.

"Guai a voi sani di mente, astemi, puri, volontari, normali, mogli rispettabili, quelli che vanno quotidianamente a messa, quelli che non conoscete il vizio, quelli che non vi sporcate mai le mani"

Può un cattolico scrivere queste cose?

Avrebbe poi scritto le seguenti cose se avesse saputo che decenni dopo sarebbe stato servito e riverito, abitando in un ottima casa al centro di Roma, mangiando nei migliori ristoranti e viaggiando per il mondo nei migliori alberghi?

"Guai a voi che ora ridete e gioite, che banchettate ogni giorno, che vi chiamano intellettuali, che esigete da tutto il mondo, i potenti, i sani, voi che siete serviti, che non siete piccoli, che vivete in buone case, che siete assicurati"

E non poteva mancare l'invettiva alla Chiesa Gerarchica:

"Guai a voi sacerdoti ipocriti, che non siete entrati e non lasciate entrare. Guai a voi sacerdoti e religiosi ipocriti, che mangiate e vi ingozzate comodamente mentre due terzi dell'umanità soffre la fame.
Guai a voi che avete reso il vangelo così complicato, che nessuno lo comprende.
Guai a voi, teologi e sacerdoti ipocriti, che elevate agli altari i santi che i vostri padri uccisero, così testimoniate l'opera dei vostri padri.
Guai a voi teologi e sacerdoti ipocriti, che vivete in buone case e andate in macchina mentre Il Giusto, quello che dite di imitare, si carica con le ingiustizie della società di cui voi siete i primi; in questo modo acconsentite alle sue ingiustizie essendo i primi a condannare al giusto.
[...]
Guai a voi che fate voto di povertà per non mancare mai di nulla, mentre sempre più uomini sono sfruttati al vostro fianco non possedendo nemmeno l'indispensabile.
Guai a voi che avete riempito la Chiesa di riti e prescrizioni dimenticandovi della fedeltà e della giustizia.
Ipocriti! Non entrate voi e non lasciate entrare, dove sono i poveri, dove sono i miserabili, dove sono i miei fratelli più piccoli."

Segue simbolo massonico.

Sebastian ha detto...

"Guai a voi che fate voto di povertà per non mancare mai di nulla"

Guai a Kiko che dice di non possedere nulla, eppure fa la bella vita a sbafo dei suoi adepti.

"Guai a voi che avete reso il vangelo così complicato, che nessuno lo comprende."

Guai a Kiko che ha reso il vangelo così complicato, che richiede un itinerario lungo 30 anni per convertirsi, densissimi impegni settimanali, e che non è possibile comprendere ciò che verrà svelato nelle tappe successive perché il Direttorio è secretato.

"Guai a voi che avete riempito la Chiesa di riti e prescrizioni dimenticandovi della fedeltà e della giustizia."

Guai a Kiko che ha reso l'itinerario di conversione pieno zeppo di riti e prescrizioni e dettagli imprescindibili inventati di sana pianta e che non possono essere modificati di una virgola.

Anonimo ha detto...

Salve, c'è la possibilità che qualcuno lo traduca per intero? Sarei interessato a leggerlo in italiano, io non ne sono capace, a dire il vero io non conoscevo neanche l'esistenza di questi scritti, e come me, credo neanche i miei fratelli, per l'incontro a porto san giorgio è vero, è stato rimandato ma non si sa quando grazie

by Tripudio ha detto...

Mi vien che ridere: i kikos hanno letto su questo blog che il Papa era già impegnato il 1° giugno e quindi si sono dati da fare per spostare l'impegno.

Ovviamente scrivono che "il Papa vuole essere presente".

Siccome quelli di Rinnovamento riempiono uno stadio, allora Kiko deve fare di più: ed ecco che sono già pianificati improvvisamente settantamila giovani kikos, cioè molte più presenze dello stadio di Rinnovamento.

Poi, sentite che linguaggio astruso: vogliono il Papa per «presidiare il Kerygma», però «il Kerygma è stato posticipato, forse a settembre»...


Passo ad un altro argomento: un promemoria per i neocatecumenali accecati dall'ira.

Carmen Hernàndez, di ricca famiglia, era entrata nell'istituto religioso delle Misioneras de Christo Jesùs. Fu lì che per qualche anno ha studiacchiato un po' di teologia con alcuni cattivi maestri.

L'obbedienza le richiedeva di andare in missione in Bolivia, nella regione delle miniere di Oruro, ma lei preferì fare di testa sua, "evangelizzando" autonomamente nella periferia di Madrid (praticamente sotto casa). Rifiutò anche un'altra destinazione.

Fu così che venne espulsa dalle Misioneras per disubbidienza conclamata. Infatti per decenni la propaganda kikiana la descriveva solo come "laureata in chimica" (in realtà pare che sia solo un diploma breve).

Dopo l'espulsione continuò la sua opera, nel tentativo di fondare una qualche comunità. Avute da sua sorella notizie di Kiko (che in quei tempi flirtava con una svedese e nel tempo libero andava nei stessi baraccati armato solo di Bibbia e chitarrella), fece combinare un incontro in un centralissimo bar di Madrid. Dove Kiko, appena giunto, le disse subito di aver visto la Madonna che gli aveva "comandato" di fondare una comunità. Era il 1964, e i due divennero soci in affari con il primo gesto fondativo di Kiko: chiedere soldi.


Quando il comboniano don Mario Pezzi incontrò il Cammino nel 1970, abbandonò completamente tutte le attività dell'ordine religioso che lo aveva portato al sacerdozio, per dedicarsi esclusivamente al servizio di Kiko e Carmen.

Anche lui, dopo oltre vent'anni di disubbidienze (i comboniani sono un ordine decisamente rilassato e ci hanno messo più tempo a prendere una decisione irrevocabile), fu costretto dal Capitolo Generale a lasciare l'ordine. Così, espulso dai comboniani ("dolorosamente", lo disse lui stesso in un'intervista opportunamente fatta sparire dal sito web Segnideitempi che l'aveva pubblicata), nel 1992 fu comodamente incardinato nella diocesi di Roma e successivamente aggregato (per sole finalità di prestigio) all'equipe internazionale composta da Kiko e Carmen.

Sebastian ha detto...

(segue)... dimenticandosi della fedeltà ai Riti e al Magistero della Chiesa e della giustizia nei confronti dei poveri cristi che vengono sottoposti agli scrutini.

by Tripudio ha detto...

Sebastian già ti ha dato un ricco assaggio delle elucubrazioni del giovane Kiko.

Nel frattempo, in virtù delle 517 (cinquecentodiciassette, lista ancora incompleta) pronunciamenti della Chiesa cattolica contro la massoneria, potresti chiederti a cosa diavolo servano nel libercolo di Kiko quei simboli massonici...

psyco ha detto...

La grafia infantile e nervosa del giovane Kiko farebbe la felicità di uno squadrone di psichiatri.

by Tripudio ha detto...

Tutto questo senza dimenticare che le leggendarie evangelizzazioni di Kiko e Carmen nei baraccati delle Palomeras sono per gran parte una leggenda inventata [clicca qui], stando alla testimonianza di un giornalista che ci è vissuto e le conosceva bene.

Sebastian ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

http://www.20minutos.es/noticia/2122778/0/carabanchel-opanel/protesta-santa-maria-laboure/camino-neocatecumenal-kikos/ Il gruppo religioso ultra-conservatore Neocatecumenale vuole costruire una cappella, 230 nicchie, diverse sale riunioni e un parcheggio.Un centinaio di residenti di Carabanchel Sabato dimostrato numero esterno 29 Brook Street Opañel per protestare contro l'ampliamento della chiesa di Santa Caterina Labouré , di proprietà del gruppo religioso ultraconservatore Neocatecumenale


Domenica 4 Maggio, grande rappresentazione, alle sette, per protestare contro la visita di Rouco "per posare la prima pietra" del progetto fantasma.

Sebastian ha detto...

Non è difficile da comprendere. Con un minimo di base di conoscenza della grammatica spagnola e un buon traduttore (con google traduttore a volte è più accurata la traduzione da spagnolo a inglese) si può comprendere.

Comunque mi sono accorto che mancano varie pagine: 24, 56, 64-66, 72, 80.

Ruben ha detto...

Nei confronti del Corriere Adriatico,ho qualche perplessità:

-La proprietà del giornale stesso, è molto vicina a formazioni politiche, che hanno come bandiera "i valori non negoziabili", e che assorbono la totalità dei voti dei Camminanti.

-Nel microcosmo marchigiano, 1.500.000 ab.circa, un "Centro",buono o cattivo che sia, come quello di porto S.Giorgio, capace di catalizzare migliaia di persone paganti per volta,non è un elemento da sottovalutare nella ora fragile economia marchigiana.

Il "Corriere Adriatico", deve necessariamente prestare attenzione a qualsiasi voce, anzi in questo caso a qualsiasi sussurro che faccia intravedere nella Regione, una visita d'eccellenza, quale quella del Papa.

Da parte del Cammino, nella "faccenda", ancora un tentativo di mettere il Papa, di fronte al fatto compiuto(l'impegno Papale del 1°giugno è noto da tre mesi), ovvero una sorta di ricatto morale:

Ti faccio trovare a PSG 70.000 giovani,che fai rifiuti?...
Visto che non hai ancora il dono dell'ubiquità, Ti metto a disposizione un elicottero,che fai rifiuti?...
A questo punto,è anche verosimile e ragionevole che il Papa, abbia
preso tempo.

Carlo ha detto...

Ruben credi davvero che Bergoglio non voglia andare dai nc? Cosa te lo fa pensare? Io vedo un vescovo di roma iperinclusuvista, fino ai divorziati e ai sodomiti, figurati una ordalia di giovani di una "chiamata vocazionale" (??). Piuttosto penso all'ordine pubblico, nelle marche non esiste uno stadio da 70000 posti, dove li mettono? E i posti letto? O fanno tutti un botta e via in autobus?

Anonimo ha detto...

Ho letto l'articolo del "corriere adriatico", non mi stupirei se il sindaco si PSG fosse un neocatecumenale, (o albergatore)credo che PSG sia una cittadella NC dove fra convivenze annunci ritiri ecc per gli albergatori è una vera manna visto l'affluire continuo e il sostare per convivenze di diversi giorni di adepti in questo comune.

Ho sperimentato sulla mia pelle in un albergo di PSG un vero e proprio sequestro della mia persona da parte di un catechista e del suo albergatore complice.

In breve:

Non potendo partecipare alla convivenza di 3 giorni a PSG ne informai i miei catechisti che insistentemente mi vollero li,giungemmo ad un accordo, io sarei potuto ripartire la domenica mattina, ma ai me, la mattina di domenica nell'accingermi a lasciare l'albergo trovai la porta chiusa a chiave, alla reception non c'era nessuno ed io spazientito cominciai a bussare sulla porta, ecco che d'incanto spuntò il mio catechista ricominciando ad insistere per farmi rimanere e, arrivando quasi alle mani,riuscii a farmi aprire, le chiavi le aveva Lui nelle proprie tasche, con la complicità di chi era alla reception aveva chiuso a chiave la porta principale dell'albergo, vi sembra normale?

Può un albergatore permettere che qualcuno chiuda a chiave il suo albergo?

con il senno del poi ora mi chiedo:

Mi avevano sequestrato perchè da li a poche ore ci sarebbe stato lo spettacolo delle alzate?

Tutto puo essere.








Anonimo ha detto...

Ecco potenzialmente confermati i miei dubbi sull'origine massonica del cammino.

Anche considerando la disposizione delle salette che somiglia a quella delle Logge Massoniche.

Sarò cattivo, ma se andiamo a leggere il piano della massoneria per demolire la chiesa cattolica, c'è molto del cammino che si può associare a quel piano.

Carmelo

sandavi ha detto...

Posso tradurlo io abbastanza facilmente, se mi date il tempo.

Anonimo ha detto...

grazie sandavi! ci conto, così almeno lo faccio leggere ai miei fratelli

Lino ha detto...

Traduci, Sandavi. Il libercolo è estremamente interessante, perché coevo al direttorio catechetico e ai primi dipinti di Kiko. Al momento, infatti, per i disegni, si notano i medesimi simbolismi delle "icone" del '68. In relazione agli Orientamenti, invece, dal poco che ho letto, si evidenzia un Kiko più aggressivo, meno prudente, meno mediatore, un Kiko portatore di un misticismo malato che si scaglia contro i cattolici e le persone normali manco fossero i farisei dei nostri tempi. Segno che qualcuno l'ha moderato, negli Orientamenti alle equipes, e certamente non Carmen.

A leggere il libercolo di Kiko, c'è da dire ai neocat che qui intervengono e a Rosy: e voi, con questo bel po' di "guai a voi", venite a scrivere che "chi ama la Chiesa non passa il tempo ad infangare gli altri"?

Daniele Maoddi ha detto...

Quanto siete cattivi. Ogni giorno vi svegliate per offendere e criticare Kiko e il Cammino. Ma perchè? Perchè questa cattiveria e quest'accanimento? L'unico grande motivo per giore è che il Cammino è perseguitato, come Gesù Cristo.

Lino ha detto...

P.S. in risposta degli OT
Sapete una cosa, psyco e anonimo 10:54:00? Se non ci andasse, mi dispiacerebbe. Da quel che leggo, là ci saranno 70.000 ragazzi. Fossero anche 5.000, sarebbero degni di ogni attenzione. Farà bene il Papa a stabilire un rapporto diretto con loro, magari a inviare altri "messaggi" - diciamoli pure tirate di orecchie - a farli sentire parte integrante della Chiesa oltre l'isolamento nelle salette, magari dei prospettati garage. E' il miglior modo per ridimensionare la leadership assoluta del profeta delle baracche, "dell'occhio che vede tutto".
Occorre distinguere tra il diavolo, l'errore, l'errante consapevole che induce all'errore, l'errante inconsapevole indotto nell'errore.
Magari Kiko dovrà scrivere un'altra lettera per chiedere chiarimenti, o no? E, in linguaggio burocratico clericale, gli sarà risposto che le parole del Papa "non si prestano a fraintendimenti" :-)

Sebastian ha detto...

Quanto siete cattivi. Ogni giorno vi svegliate per offendere e criticare Kiko e il Cammino. Ma perchè? Perchè questa cattiveria e quest'accanimento? L'unico grande motivo per giore è che il Cammino è perseguitato, come Gesù Cristo.


A parte l'eresia di paragonare il cammino al Cristo, spiegaci dove il cammino è perseguitato: è appoggiato da vescovi e cardinali, ha 100 seminari, uno statuto, un direttorio segreto, una fondazione, potenti amici ebrei, la domus...

Invece perché non ci spieghi cosa ne pensi delle scemenze del giovane Kiko neo-iniziatore come "Guai a voi che andate a messa tutti i giorni e non avete vizi"?

Oppure "Guai a voi sacerdoti e religiosi ipocriti, che mangiate e vi ingozzate comodamente mentre due terzi dell'umanità soffre la fame." sembrano parole di un anticlericale Augias qualunque.

O che ne pensi dei simboli massonici?

Non mi aspetto delle risposte, perché tanto non siete in grado di ragionare con la vostra testa.

sandavi ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
sandavi ha detto...

Sono d'accordo con Lino, un incontro con il Papa è sempre trasformante.
Quel che mi dispiace davvero è che non è aperto a tutti! Ma gli altri del cammino contano come il due di picche?

@Lino
Il libercolo è interessante ma anche difficoltoso. Sono pensieri scollegati, vicende minime della vita nelle baracche ricollegate a passi evangelici. Il linguaggio non è semplicissimo, sembra molto stile "parlato". Sono in questo momento a pagina 28. In due o tre sessioni ce la dovrei fare.

Anonimo ha detto...

Se l'emerito Papa decide di incontrarli è perchè "loro" sono gli eletti.
Tutti gli altri, poveri Cristiani senza fede ?
Confermiamo che il Cammino sia l'unica salvezza a questo mondo.
Allora facendo due conti :
circa 7 miliardi di persone sul pianeta, delle quali solo un milione circa NC, il resto può crepare.
Tradotto in percentuale 0,014% di anime nobili da salvare, tutti gli altri si freghino !!!
Forza Papa Francesco che ce le fai ad allontanare qualcun altro dalla Chiesa.

Valentina Giusti ha detto...

Se non altro, l'esperienza di povertà di Kiko e Carmen alle Palomeras è da ridimensionare temporalmente, se già nel 63-64, secondo la testimonianza non sospetta di un prete che in seguito fu anche itinerante e che in quell'occasione li incontrò per la prima volta, i nostri due iniziatori organizzavano convivenze con gente delle Palomeras e famigliole molto "in", gente "assai elegante e snella", arrivando con macchinoni che all'epoca non erano per nulla normali.

psyco ha detto...

Hanno chiesto la traduzione del giovane Kiko per poterla leggere e meditare in comunità. Prima maledicono questo blog e poi lo leggono per trovare i documenti di san Kiko.

Lino ha detto...

Daniele Maoddi ha detto...: "Quanto siete cattivi. Ogni giorno vi svegliate per offendere e criticare Kiko e il Cammino"

Kiko ha detto: "Guai a voi sacerdoti e religiosi ipocriti, che mangiate e vi ingozzate comodamente mentre due terzi dell'umanità soffre la fame."

Quant'è buono Kiko, vero Daniele?
E nemmeno è ipocrita: qui li sta riprendendo, i suoi persecutori, perché s'ingozzano:
http://4.bp.blogspot.com/-G94GfU45ZEc/UNr04vOIAQI/AAAAAAAAA-w/9xEjP7BynXc/s200/kiko-dice-sei-stato-nominato.jpg

Ma fatemi il favore! Se Umberto Eco dovesse leggere il libercolo, potrebbe scrivere un nuovo romanzo: "Il nome del giaggiolo puzzolente". E questa volta di Bernardo Gui ne farebbe una figura luminosa!

Gioillo ha detto...

Vorrei aprire una parentesi che dovete chiudere voi stessi, per questo vi chiedo di pubblicare il commento. Vi chiedo:
Come mai, visto che il cammino è tutto sbagliato, continua ad esserci? I papi che ci sono stati ultimamente avrebbero potuto farlo chiudere con un semplice schiocco delle dita, perché non lo hanno fatto? Vi prego rispondetemi. Grazie in anticipo

Anonimo ha detto...

Su CruxSanta il manoscritto non c'è più

Ruben ha detto...

Carlo ha detto...
Ruben credi davvero che Bergoglio non voglia andare dai nc? Cosa te lo fa pensare? Io vedo un vescovo di roma iperinclusuvista, fino ai divorziati e ai sodomiti, figurati una ordalia di giovani di una "chiamata vocazionale" (??). Piuttosto penso all'ordine pubblico, nelle marche non esiste uno stadio da 70000 posti, dove li mettono? E i posti letto? O fanno tutti un botta e via in autobus?
---
Può essere che vada, ma ricordatevi che che è un Papa che "parla",come già ha parlato e si espresso" per ben due volte nei vostri confronti e
visti i risultati pari a zero ottenuti fino adesso,non so quanto convenga a Kiko, "sfruculiare" ulteriormente questo Papa.

Per quanto riguarda l'ordine pubblico e la logistica,sarebbe portare più del doppio della GMG di Rio, la vedo dura!

Ruben ha detto...

Anonimo ha detto...
Ho letto l'articolo del "corriere adriatico", non mi stupirei se il sindaco si PSG fosse un neocatecumenale, (o albergatore)credo che PSG sia una cittadella NC dove fra convivenze annunci ritiri ecc per gli albergatori è una vera manna visto l'affluire continuo e il sostare per convivenze di diversi giorni di adepti in questo comune.
---
Ci poi giurare; hanno lavoro l'intero anno, contro i tre mesi estivi del resto della costa!

Lino ha detto...

Perché Gioillo? Ti rispondo senza andare OT, con riferimento a quel simbolo massonico. Perché il fumo di Satana è un fumo sottile, che si nasconde nelle intercapedini dei Palazzi, nelle crepe dei muri, talvolta nella valigetta di un alto prelato. Perché:
"Io debbo accusare la sensazione che da qualche fessura sia entrato il fumo di satana nel tempio di Dio. C’è il dubbio, l’incertezza, la problematica, l’inquietudine, l’insoddisfazione, il confronto, non ci si fida più della Chiesa. Ci si fida del primo profeta profano che viene a parlarci da qualche giornale o da qualche moto sociale per rincorrerlo e chiedere a lui se ha la formula vera della vita. E non avvertiamo di essere invece già noi padroni e maestri, è entrato il dubbio nelle coscienze, ed è entrato per finestre che invece dovevano essere aperte alla luce; nella Chiesa regna questo stato di incertezza" (Paolo VI, 1972).

Il manoscritto su CruxSanta c'è ancora.

by Tripudio ha detto...

La pagina blog originale di Crux Sancta col Vangelo "miserabile" di Kiko è a questo [link].

Sul sito di documentazione online Scribd sono però presenti due diverse scannerizzazioni di Crux Sancta e altri documenti che ha presentato sul suo blog.


Vorrei chiedere a Gioillo come mai ha fatto una domanda a cui questo blog ha risposto almeno cinquanta volte. Era così difficile sfogliare un po' di più questo blog?

Il Cammino Neocatecumenale è sbagliato proporzionalmente agli strafalcioni liturgici e dottrinali.

Gli altri problemi del Cammino (l'arroganza dei "catechisti", l'idolatria nei confronti degli iniziatori, ecc.) dipende esclusivamente da quei due problemi. Infatti chi propugna una cosa falsa diventa automaticamente arrogante, perché deve difendere il falso. Diventa automaticamente idolatra, poiché ammettere la verità significherebbe ammettere gli errori degli iniziatori, e quindi significherebbe ammettere che la propria "carriera" (e magari perfino la macchina nuova) non ha alcun valore (per cui diventano ancor più arroganti e idolatri: "Kiko ha ragione anche quando sbaglia").


Il caro fratello Gioillo poi tira in ballo la solita astuzia neocatecumenale: confondere il piano della verità col piano giuridico. Per cui siccome il Papa non ha condannato il Cammino allora il Cammino sarebbe perfetto.

Eh, no, questa è una menzogna! Ricordate il caso Maciel? Fondatore dei Legionari di Cristo (peraltro una congregazione benemerita sotto tutti gli aspetti)... Giovanni Paolo II lo ha sempre difeso e protetto. E alla fine è venuto a galla che Maciel non era affatto lo stinco di santo che credevamo.

Cosa ci insegna il caso Maciel? È un caso da riflettere per almeno tre motivi:

1) che i Papi (come anche Giovanni Paolo II), mal consigliati, o semplicemente male informati, possono prendere cantonate e non punire chi merita di essere punito;

2) che questo può succedere anche lungo tutto il pontificato; i guai di Maciel sono effettivamente cominciati dopo la morte di Giovanni Paolo II durante il pontificato di Benedetto XVI; GP2 lo considerava un santo, B16 lo ha qualificato «falso profeta» (nel suo libro "Luce del mondo" del 2010);

3) che esiste un'infinità di situazioni in cui è chiarissimo che la verità dei fatti non è affatto uguale alla verità giuridicamente dimostrabile in un tribunale.

Mi fa sorridere infine l'ingenua battuta di Gioillo che pensa che uno schiocco di dita di un Papa possa azzerare all'improvviso il Cammino. Kiko minaccia di andarsene coi protestanti, altro che ubbidienza al Papa...

Sebastian ha detto...

Attendiamo la traduzione di Sandavi, ma mi sembra che a un certo punto (pag. 33) Kiko dica di essere stato portato in un istituto psichiatrico.

Anonimo ha detto...

Scusate, non per difendere kiko, ma pensare che l'occhio onniveggente è un simbolo prettamente massonico è falso. L'occhio onniveggente è un simbolo antichissimo presente in moltissime culture, addirittura l'ho visto in una chiesa cattolica ad aosta.

by Tripudio ha detto...

Ecco il solito neocatecumenale (più ignorante che anonimo) che confonde l'occhio massonico con l'occhio nel triangolo.

Evidentemente è proprio vero che nel Cammino vengono disprezzati come "superbia" gli studi teologici e la cultura generale...

Anonimo ha detto...

http://cruxsancta.blogspot.it/ itinerari di kiko

Valentina Giusti ha detto...

L'occhio nel triangolo, simbolo pagano e non cristiano, che in alcuni casi è stato adottato (alcuni affreschi, fregi architettonici ecc.), in realtà a me ricorda la New Age, diffusasi negli anni 60 - 70, e un certo sincretismo religioso che può aver ispirato il giovane Kiko.

Anonimo ha detto...

@ valentina L’immagine dell’occhio, in virtù della sua importanza quale organo di senso, simboleggia presso quasi tutti i popoli l’occhio divino che vede tutto. Nell’antichità l’occhio compariva abitualmente come raffigurazione del dio Sole. Anche nella Bibbia si parla dell’“occhio di Dio” per rappresentarne l’onnipresenza e l’onniscienza. A partire dal Rinascimento, nell’iconografia cristiana l’occhio venne disegnato dentro un triangolo, con riferimento al mistero della Trinità.
Simbolo di perfezione. Il triangolo equilatero è il corrispondente geometrico del numero 3, che universalmente rappresenta la perfezione. Nel triangolo compariva di frequente anche il nome ebraico di Dio: Jahvè o JHWH.

Lino ha detto...

"Scusate, non per difendere kiko, ma pensare che l'occhio onniveggente è un simbolo prettamente massonico è falso"

Nel medesimo istante nel quale hai inviato questo commento hai dimostrato di non conoscere nemmeno il significato di simbolo o una sua definizione. Ti do quella di Visher, sposata da Edgar Wind, storico dell'arte e tra gli studiosi di iconologia più qualificati: "Il simbolo è una connessione fra un’immagine e un significato mediante un punto di comparazione". Per immagine Visher intendeva un qualsiasi oggetto visibile, per significato un qualche concetto, da qualsiasi campo del pensiero umano possa essere tratto. Il significato di un simbolo, quindi dipende dal punto di vista.
Vuoi che ti dia quella di Pavel Florenskij, genio cristiano, da me preferita? "La simbolica dà notizia di sé, incarnandosi in una serie di involucri consecutivi e stratificati l’uno sull'altro".
La mia definizione, invece, te la mostro con una parola-immagine: MATRIOSKA. Meditala.

Per chiarire:
1) La massoneria non ha simbolismi propri (a parte quelli "alchemici"), è un'organizzazione rituale-simbolica - sincretica come il Cammino - che forma il proprio symbolarium con il mito, l'AT, il NT e la Cabala ebraica.
2) L'utilizzo di un simbolo, quindi, dipendendo il suo riconoscimento da "un punto di vista", non deve dare adito a dubbi. Nessun pubblicista userebbe il serpente come simbolo positivo in Occidente. In India lo fanno.
3) L'utilizzo di un simbolo va, quindi, contestualizzato nel tempo, nella cultura e nello spazio. Se è vero che nel Rinascimento l’occhio dentro un triangolo, nell'iconografia cristiana, fu utilizzato per raffigurare la Trinità, negli ultimi due secoli è stato usato soprattutto nell'iconografia massonica dove raffigura il GADU, il Grande Architetto dell’Universo. I significati di un simbolo, nel tempo, scompaiono e ne nascono di nuovi.

Lino ha detto...

Per concludere, anonimo: nessun artista nei nostri tempi - a meno di non voler passare per massone - utilizzerebbe immagini come l'occhio nel triangolo, un braccio a squadra, un braccio a squadra e la mano dell'altro in un tondo, un occhio in un cuore, una "familia" nella quale un fratello abbraccia il vicino ponendogli la mano destra sulla spalla sinistra e tenendo l'altra sotto il mento. Kiko le ha dipinte tutte, queste immagini.
Perciò, oltre a "per ignoranza", ho scritto "per caso". Quando le coincidenze diventano troppe, però, io m'insospettisco. Tu no?

Sebastian ha detto...

Scusate, non per difendere kiko, ma pensare che l'occhio onniveggente è un simbolo prettamente massonico è falso. L'occhio onniveggente è un simbolo antichissimo presente in moltissime culture, addirittura l'ho visto in una chiesa cattolica ad aosta.

Quindi se io ti alzo il dito medio dicendoti che in antichità era un segno di buon augurio non mi prendi a calci vero? xD

Lino ha detto...

@ Sebastian

Simbolicamente:
;-)
E mo' fallo leggere agli antichi.

Sebastian ha detto...

@Anonimo 13:16

Almeno potresti dire da dove hai copia-incollato quel testo:

http://www.focus.it/cultura/storia/Cosa_significa_locchio_racchiuso_nel_triangolo_C39.aspx

Certo che non l'hai riferito, altrimenti uno andrebbe a leggere il testo completo, e vedrebbe che hai tagliato la parte sulla massoneria:

L’occhio racchiuso nel triangolo è poi entrato anche nell’iconografia massonica. I massoni attribuiscono all’occhio una duplice simbologia: sul piano fisico il Sole, sul piano spirituale il Grande Architetto dell’Universo, un modo di indicare Dio. Il triangolo rappresenta alla base la Durata e ai lati Tenebre e Luce.

Lino ha detto...

Puntualizziamo, Sebastian: il Grande Architetto dell’Universo non è Dio, è un'entità imprecisata in grado di mettere tutti d'accordo: pagani, panteisti, deisti e teisti, musulmani, ebrei, (pseudo)cristiani etc. etc. etc..
La Massoneria è la più attiva "chiesa ecumenica" del mondo.

Valentina Giusti ha detto...

Per Anonimo:
Mi pare che siamo d'accordo.
Simbolo pagano (non cristiano!)
Adottato per una breve stagione.
E, aggiungo, riscoperto in epoca di NewAge, e quindi vettore di un approccio alternativo alla spiritualità, di sincretismo religioso e di una effettiva opposizione alla rivelazione cristiana.

Anonimo ha detto...

Prima di accusare altri di aver omesso parti di discorso leggiamo bene (peccato che nei commenti non si possano sottolineare le parole)!! Premetto che per me le sole ricerche internettiane non fanno fede proprio di nulla perché appartengo alla vecchia scuola e mi cibo di libri, ma tant'è che non si possono portare interi brani di libri...
Riporto da: http://www.latelanera.com/misteriefolclore/misteriefolclore.asp?id=295
"Nelle culture europee, africane e asiatiche si è sempre creduto e dato molta importanza al malocchio, spesse volte causato dalla gelosia e dall’invidia di altre persone. Gli zingari credono che anche i bambini siano soggetti a malocchio da parte di altri madri invidiose.
Ecco quindi l'Occhio nel Triangolo: questo simbolo è un amuleto che protegge dal malocchio e lo respinge, spesso amplificandolo al mittente.
Immagine dal forte significato simbolico è composto da altri due simboli il cui significato si perde nella notte dei tempi.
L’occhio, essendo l’organo di senso più importante, simboleggia presso quasi tutte le culture l’occhio divino che vede tutto. Nell’antichità l’occhio compariva abitualmente come raffigurazione del dio Sole (vedi occhio di Horus). Anche nella Bibbia si parla dell’occhio di Dio per rappresentarne l’onnipresenza e l’onniscienza.
A partire dal Rinascimento, nell’iconografia cristiana l’occhio venne disegnato dentro un triangolo, con riferimento al mistero della Trinità. Il triangolo equilatero corrisponde infatti al numero tre , in altre parole alla perfezione.
L’occhio racchiuso nel triangolo (o più spesso in una raggiera), o al vertice di una piramide, è stato largamente utilizzato in massoneria e, in questo caso, assume un duplice significato.
Nel piano materiale rappresenta il sole mentre in quello spirituale il Grande Architetto dell’Universo, cioè Dio: la base del triangolo rappresenta la durata mentre i lati rappresentano il connubio Luce-Tenebra.
Questo simbolo si ritrova in numerose cattedrali, edifici e manufatti: questo simbolo nasconde concetti culturali-teologici molto antichi ed è errato attribuirlo esclusivamente alla massoneria che l’ha adottato come simbolo solo a partire dal diciottesimo secolo" - sottolineamo il seguente assunto:Questo simbolo si ritrova in numerose cattedrali, edifici e manufatti: questo simbolo nasconde concetti culturali-teologici molto antichi ed è errato attribuirlo esclusivamente alla massoneria (!!!) - Lella

Anonimo ha detto...

Mi avvalgo ora di uno dei maggiori studiosi di Esoterismo e non solo, Massimo Introvigne che certo conoscerete.
Alla domanda: "Tuttavia, non è forse vero che il retro del sigillo ufficiale degli Stati Uniti – quello che compare tuttora sulle banconote da un dollaro e raffigura una piramide tronca sormontata da un occhio in un triangolo – è un simbolo degli Illuminati?"
Risponde: "No, non è vero, nonostante si continui a ripeterlo quasi ovunque. Il simbolo con la piramide tronca e l’occhio nel triangolo non si ritrova affatto presso gli Illuminati. In realtà non è neppure un simbolo massonico, anche se nella massoneria del XVIII e XIX secolo, che è affascinata da tutto quanto riguarda l’Egitto, si trovano talora simboli simili. La specifica piramide usata nel simbolo americano è tratta dalla Pyramidographia, un volume pubblicato nel 1646 a Londra da John Greaves (1602-1652) dopo un viaggio in Egitto. L’occhio nel triangolo è presentato dal segretario del Congresso americano, Charles Thomson (1729-1824) – che tra l’altro non è mai stato massone –, nel suo discorso nel 1792 che precede il voto con cui il Congresso adotta ufficialmente il Sigillo, come un simbolo cristiano, l’“occhio della Provvidenza” trinitaria che presiede ai destini degli Stati Uniti. Come tale, il simbolo si ritrova nell’iconografia cristiana non solo a prescindere ma anche ben prima del suo uso in alcune fonti massoniche".
...e buona serata, Lella.

Anonimo ha detto...

P.S. per essere precisi, nemmeno voi avete riportato per intero la dicitura di http://www.focus.it/cultura/storia/Cosa_significa_locchio_racchiuso_nel_triangolo_C39.aspx
Che dice, copio e incollo integralmente. "Cosa significa l’occhio racchiuso nel triangolo?

L’immagine dell’occhio, in virtù della sua importanza quale organo di senso, simboleggia presso quasi tutti i popoli l’occhio divino che vede tutto. Nell’antichità l’occhio compariva abitualmente...

L’immagine dell’occhio, in virtù della sua importanza quale organo di senso, simboleggia presso quasi tutti i popoli l’occhio divino che vede tutto. Nell’antichità l’occhio compariva abitualmente come raffigurazione del dio Sole. Anche nella Bibbia si parla dell’“occhio di Dio” per rappresentarne l’onnipresenza e l’onniscienza. A partire dal Rinascimento, nell’iconografia cristiana l’occhio venne disegnato dentro un triangolo, con riferimento al mistero della Trinità.
Simbolo di perfezione. Il triangolo equilatero è il corrispondente geometrico del numero 3, che universalmente rappresenta la perfezione. Nel triangolo compariva di frequente anche il nome ebraico di Dio: Jahvè o JHWH. L’occhio racchiuso nel triangolo è poi entrato anche nell’iconografia massonica. I massoni attribuiscono all’occhio una duplice simbologia: sul piano fisico il Sole, sul piano spirituale il Grande Architetto dell’Universo, un modo di indicare Dio. Il triangolo rappresenta alla base la Durata e ai lati Tenebre e Luce".
Sottolineo: "A partire dal Rinascimento, nell’iconografia cristiana l’occhio venne disegnato dentro un triangolo, con riferimento al mistero della Trinità.
Simbolo di perfezione. Il triangolo equilatero è il corrispondente geometrico del numero 3, che universalmente rappresenta la perfezione. Nel triangolo compariva di frequente anche il nome ebraico di Dio: Jahvè o JHWH". Lella.

Lino ha detto...

Ci siamo quasi, Valentina; io, però, te lo ripeto, sono un "florenskijano" e preferisco così:

1) Un simbolo è costituito da una forma (il significante) e due o più significati (se il significato è unico, oppure un solo significato è noto agli interpreti, esso non è un simbolo bensì un segno: come disse - giustamente - Kiko Arguello, c'è riconoscibilità semantica).
2) Nessuno può inventarsi un simbolo universale, la sua forma è preesistente, creata (come il triangolo e l'occhio)
3) Un simbolo si stratifica nel tempo con nuovi significati
4) L'occhio nel triangolo, due forme comuni e universali, precede il cristianesimo e la massoneria
5) Il triangolo (equilatero) correttamente può simboleggiare la Trinità e l'ha simboleggiata; l'occhio nel triangolo è stato utilizzato in un periodo storico (il Rinascimento) che è un periodo sincretico: basti pensare agli influssi del neoplatonismo sull'estetica cristiana
6) Il significato di un simbolo è tale in una enclave culturale; è differente in un'altra.
7) Essendosi l'occhio nel triangolo, nei nostri tempi, affermato come segno massonico, chiunque lo utilizzi o è ignorante, oppure se ne frega della lettura che del simbolo sarà dato oppure è massone. Non esistono altre vie.

Ha voglia l'anonimo di tagliare la parte sulla massoneria del copia e incolla: lo sanno tutti, perfino Wikipedia.

Lino ha detto...

P.S.
Questo insiste: ma lo sa quanti "One dollar" ci sono in circolazione oggi?

A partire dal Rinascimento? E che c'entra Kiko con il cristianesimo del Rinascimento? Non è passato dal cristianesimo primitivo al post CV II? Questa me la devi spiegare.

Anonimo ha detto...

...non mi sembra di aver tagliato nulla, tantomeno di aver utilizzato wikipedia che, almeno per me, non fa testo alcuno. Lella.

Lino ha detto...

Rinascimento? Vabbeh! E me lo riferisci, allora, se invece che nel triangolo l'occhio lo metto in un cuore (comunque di forma triangolare) in quale Rinascimento lo trovo, in petto a Cristo?
"Occhio nel cuore"

Anonimo ha detto...

al di là del beneficio del dubbio, che non si nega a nessuno, io perché dovrei sapere che cosa c'entra Kiko con i simboli che disegnò quasi 50 anni fa? Perché non lo chiedi a lui? Io rispondo delle mie azioni, giuste o sbagliate che siano, certo non di quelle di qualcun altro, a meno che non sia stato da me provocato, ammesso che ciascuno è responsabile di sè e delle proprie scelte. So solo che in 30 anni di Cammino non ho MAI, e ripeto MAI, sentito che Cristo è "solo significato" nel Sacramento, MAI nessuno mi ha impedito di studiare, di pensare, di agire, di sbagliare, di fare volontariato se e quando l'ho ritenuto opportuno, nessuno mi ha costretta a fare figli, a dare collette non dovute o inquisita se non avevo fatto la colletta, o se non sono andata a celebrare le Lodi in Parrocchia in Quaresima ed in Avvento... eccetera eccetera eccetera... per esperienza ho contatti tranquillissimi con fratelli che sono usciti dalla comunità, gli unici con cui non si hanno rapporti sono proprio coloro che, usciti dal Cammino, ne parlano spietatamente, ma nessuno mi ha mai detto di non intrattenere rapporti con queste persone, piuttosto sono molti di loro che appena usciti tolgono il saluto e se ti incontrano per strada fanno finta di non conoscerti... e nessuno, NESSUNO, degli "ex", come amano definirsi loro stessi, perché per me restano fratelli in Cristo comunque sia, dico nessuno racconta anche la seconda faccia della medaglia della loro esperienza negativa che rispetto e non giudico... ma le campane, caro Lino, sono sempre due e chiunque si ritenga persona matura ed intelligente lo sa. Lella... mi sono sempre firmata, perché mi chiami "anonimo"??

Anonimo ha detto...

La spiegazione di Guenon la conosci, perché me la chiedi? Perché ti ripeti ossessivamente?? E nella spiegazione di Guenon nulla, NULLA, è contrario a ciò in cui sia te, sia io, crediamo, ovvero che il triangolo, che rovesciato assume la forma di un cuore, è un simbolo comune al Cristianesimo e alla massoneria (il perché ai massoni piaccia tanto utilizzare la simbologia cristiana bisognerebbe chiederlo a loro)... dopodiché mi sembra assodato che sia te, sia io crediamo all'immortalità e crediamo anche a che dal costato di Cristo, dal suo Cuore FERITO, sgorgarono Sangue ed Acqua... Guenon spiega (E LO SAI): "nel simbolismo cristiano il doppio getto di sangue e d’ acqua che esce dall’ apertura del cuore di Cristo si riferisce anche esso alla “fonte d’ immortalità”. Proprio questo “liquore di immortalità”, secondo la leggenda, fu raccolto nel GRAAL da Giuseppe d’Arimatea; e infine ricorderemo a tale proposito che anche la coppa è un equivalente simbolico del cuore e che, esattamente come quest’ ultimo, essa è anche uno dei simboli tradizionalmente schematizzati nella forma del triangolo rovesciato". e ti ripeto anche in questo commento, assodato che non è una simbologia "solita" bisognerebbe chiedere a Kiko perché la utilizza/ava. Lella.

Anonimo ha detto...

Non sono l'Anonimo mercoledì 30 aprile 2014 07:51:00 a cui stavate tutti rispondendo. Lella.

Lino ha detto...

@ Lella
Non avevo letto. E mica vuoi farmi contendere con Massimo Introvigne? :-)
Digli di ragionarne con René Guénon (lo trovi citato da me a proposito di un'icona di Kiko); gli suggerisco di contendere con questo testo, al quale mi pare che Introvigne si sia parecchio ispirato:

http://www.loggia-rene-guenon.it/sito/Guenon/Bibliografia/Libri/SimboliScienzaSacra.htm

Da "Simboli della Scienza Sacra":
"Uno dei simboli comuni al cristianesimo e alla massoneria è il triangolo nel quale è inscritto il Tetragramma ebraico [...], o qualche volta semplicemente uno “iod”, prima lettera del Tetragramma, che in questo caso può esserne considerato un'abbreviazione [In ebraico, il tetragramma è talvolta rappresentato in forma abbreviata anche da tre “iod”...]... Talvolta lo “iod” stesso è sostituito da un occhio, che viene generalmente designato come l'«Occhio che vede tutto» (The All-Secing Eye); la somiglianza di forma fra lo “iod” e l'occhio può effettivamente prestarsi a un'assimilazione..."

Lino ha detto...

P.S.
E poi, perdonami gentile Lella, che significa "ed è errato attribuirlo esclusivamente alla massoneria che l’ha adottato come simbolo solo a partire dal diciottesimo secolo"? Ti è chiaro il concetto di simbolo (ho tentato di spiegarlo sopra)? In questa rivista te lo riferisco con miglior approfondimento: http://www.cartesio-episteme.net/ep8/lista-simbolo.pdf

Quel simbolo di un testo di 50 anni fa era già un segno universalmente riconosciuto come massone. L'occhio nel cuore dell'altra icona, invece, non sono in molti a conoscerlo, a ricondurlo a Guénon.
E' interessante conoscere la genesi di un autore, dovresti saperlo, se ami studiare: io sono attratto dalla traduzione del libercolo, che ho intuito come una sorta di diario. Si scoprirà, te lo anticipo, che ebbe ragione Carmen in un suo intervento "E Kiko può morire con tutto il suo kikianesimo e i suoi canti e continuerà la vasca battesimale...":
http://www.camminoneocatecumenale.it/new/default.asp?lang=en&page=statuto02_04
Col libercolo siamo nella primitiva fase del kikianesimo. Ne riparleremo, se si discuterà con educazione (noto che Tripudio non ti ha censurata, chissà perché, forse perché sei stata educata e hai esposto argomenti e non slogan).

Anonimo ha detto...

Ma perché non pubblichi i commenti in già prima di te parlavo di guenon? Lella

by Tripudio ha detto...

Dunque, vediamo se ho capito bene.

Lella prende una citazione di Introvigne (che notoriamente strizza un occhio alla massoneria di stampo americano, credendola "buona" e contrapponendola a quella europea "cattiva"), e insinua che Kiko abbia dipinto un innocentissimo "occhio con piramide" che non c'entrerebbe nulla con la massoneria.

Tutto il dotto sproloquiare di Lella è ovviamente in difesa di Kiko. Il quale, fra l'altro, appena un anno dopo (nel 1968) dipinge il massonico "occhio del cuore" sul petto del Signore.

Ora, anche ammettendo che Lella abbia ragione, restiamo comunque di fronte ad un evidente fatto concreto: Kiko ha bisogno di esibire simboli massonici poco prima di guadagnare una parrocchia italiana dove rifondare daccapo la propria opera. Chissà perché. Arcano.

Il caro fratello che si firma Lella, dopo averci imbottito di copia-e-incolla, tira in ballo anche Guénon, il sedicente «vescovo gnostico» (oltre che massone), nato cristiano e morto islamico, presso la tomba del quale il sullodato Introvigne amava farsi fotografare.

Si è già divagato troppo, per cui riassumiamo a beneficio di Lella:

1) nel suo "Vangelo dei miserabili" Kiko affastella un sacco di sciocchezze

2) sulla "dedica" disegna un simbolo che nel migliore dei casi non c'entra niente col testo

3) quel simbolo puzza tanto di massoneria, per cui o Kiko era un perfetto ignorante sfortunato (diciamo come un bambino che si disegna una svastica addosso mentre attraversa il quartiere ebraico), oppure voleva farsi riconoscere

4) l'anno successivo, nel 1968, (ma guarda un po'!) Kiko disegna il massonico "occhio del cuore" sul petto di Nostro Signore...

5) a difesa di Kiko, Lella tira in ballo Introvigne (quello che per scrivere libri sul satanismo ha assistito - sia pure parzialmente - ad una messa satanica) e tira in ballo Guénon (sarebbe come chiamare il dottor Mengele a testimoniare sulla bontà di Auschwitz).

Tutta questa frettolosa difesa di Kiko a suon di copia-e-incolla dell'esperto famoso Introvigne è la solita conferma che i neocatecumenali hanno urgente bisogno di "nascondere la polvere sotto il tappeto".

Infatti per loro sarebbe particolarmente vergognoso ammettere che la propria vita spirituale segue il piano di uno spagnolo che ha ripetutamente chiesto aiuto alla massoneria (e pochi anni dopo, nel 1974, il buon Bugnini indirizzò una nota di encomio alle allora irrilevanti comunità neocatecumenali).

Nel libro di mons. Luigi Marinelli Via col vento in Vaticano si parla infatti dei due motivi che maggiormente attraggono ambiziosi ecclesiastici alla massoneria: "potrà essermi di aiuto alla carriera, e potrà aiutarmi anche a fare del bene".

Cinquant'anni fa il laico Kiko, su suggerimento della sua musa laica Carmen, potrebbe aver pensato come minimo le stesse cose.

Anonimo ha detto...

1 - Vediamo se ho capito bene io... prima di tutto in italiano non si inizia mai una frase con “dunque”… ma sorvoliamo su questo.
Tripudio insinua che io abbia preso una citazione di Introvigne, il quale visto che con le sue parole sbugiarda tutto quel che si è andato via via affermando in questo post, viene tacciato di essere uno “strizzatore d’occhio” alla massoneria… per non perdere credibilità verso chi lo segue su questo blog dice che io stia insinuando “che Kiko abbia dipinto un innocentissimo "occhio con piramide" che non c'entrerebbe nulla con la massoneria”… peccato che io non abbia insinuato nulla e che sia ricorsa “al beneficio del dubbio” che si concede a tutti, anche agli imputati sul banco di un tribunale.
Tal Tripudio poi, non potendo attaccare con altre argomentazioni perché sa, se vuole, che tutto ciò che è simbolismo va preso molto con le pinze, attacca dal punto di vista, secondo lui, “anti-neocatecumenale” sostenendo che io abbia sproloquiato a difesa di Kiko, la qual cosa non mi è passata nemmeno per l’anticamera del cervello tanto che ho ripetuto un paio di volte che si dovrebbe chiedere a Kiko stesso il motivo di quei simboli (triangolo/occhio e occhio del cuore) sui suoi disegni.
Consapevole del fatto che ciò che ho qui riportato “potrebbe” tuttavia esser vero, e parliamo del simbolismo, non del Cammino, scrive: “Ora, anche ammettendo che Lella abbia ragione, restiamo comunque di fronte ad un evidente fatto concreto: Kiko ha bisogno di esibire simboli massonici poco prima di guadagnare una parrocchia italiana dove rifondare daccapo la propria opera” – per quel che penso ho già ripetuto fino alla nausea che non so i motivi che indussero Kiko ad esibire determinati simboli.
“Il caro fratello che si firma Lella” è una sorella che si firma col suo abbreviativo, non ho bisogno di fingermi di sesso opposto, non ce n’è motivo… continua Tripudio scrivendo che vi avrei imbottiti di “copia-e-incolla”, né più, né meno del metodo usato anche, e non solo, in questo blog che traduce dal sito Crux-Sancta e copia-incolla da internetica… ebbene dopo avervi tediati col mio copia-incolla, scrive sempre Tripudio, “tira in ballo anche Guénon, il sedicente «vescovo gnostico» (oltre che massone), nato cristiano e morto islamico, presso la tomba del quale il sullodato Introvigne amava farsi fotografare”... ti ricordo, Tripudio, che Guénon fu tirato in ballo da voi per primi a suo tempo…

Ad esempio qui: http://neocatecumenali.blogspot.it/2011/12/continuiamo-ricevere-richieste-su-cio.html
Qui (commento di Lino, venerdì 23 agosto 2013 13:03:00 ): http://neocatecumenali.blogspot.it/2013/08/le-decime-del-cammino-ti-individuano-e.html
O anche qui (commento di Lino, lunedì 5 novembre 2012 21:58:00 ): http://neocatecumenali.blogspot.it/2012/11/non-credono-nella-presenza-reale.html
(continua…)

Anonimo ha detto...

2 - Non contento del fatto che non uso parolacce, insulti, o epiteti, come magari hanno fatto altri, Tripudio sembra “affrettarsi” a chiudere quando scrive che ho divagato troppo… per cui riassume, a mio beneficio, in 5 punti… ma non è che la discussione si sta facendo “stretta”??? Convinto di conoscere le mie intenzioni, Tripudio afferma che avrei frettolosamente difeso “Kiko a suon di copia-incolla dell'esperto famoso Introvigne”… sai, Tripudio, nei miei studi di Teologia Dogmatica e Filosofia, i professori mi insegnarono che qualunque cosa affermassi in campo teologico-scientifico-filosofico, fosse anche il mio personale pensiero su un qualsivoglia argomento, doveva necessariamente essere supportata dalle cosiddette “pezze d’appoggio”, ovvero da studi di chi prima di me, aveva dedicato la vita a spiegare/insegnare/comprendere… i miei commenti, fino a prova contraria, non sono affatto frettolosi e tantomeno tendevano alla difesa di Kiko che, se/dove/quando/perché ha sbagliato ne risponderà alla Chiesa e a Dio, sicuramente una mia difesa di Kiko non giova a nessuno, figuriamoci!!!
Per cui, per una volta, smettiamola con i luoghi comuni e le frasi fatte “è la solita conferma che i neocatecumenali hanno urgente bisogno di nascondere la polvere sotto il tappeto”… se avessi dovuto o voluto nascondere qualcosa nemmeno mi sarei fermata a leggere, ma questo non lo sai perché non mi conosci e nemmeno ti prendi la briga di leggere davvero chi, come me in questo caso, ha tentato un dialogo, ha argomentato educatamente e assolutamente lontana dal pensare ad altro che non fosse la spiegazione dei simboli che, come hai potuto leggere e come ha confermato Lino, si prestano a molteplici interpretazioni.

In conclusione, mi dispiace, ma lo scivolone con conseguente botta a terra lo fai affermando che “per loro (quindi anche per me) sarebbe particolarmente vergognoso ammettere che la propria vita spirituale segue il piano di uno spagnolo che ha ripetutamente chiesto aiuto alla massoneria”… Tripudio, ho una vita spirituale, approfondita all’interno di quel Cammino che tu consideri demoniaco, che mi ha portato ad una profonda intimità con Gesù, con la sua Parola, col suo Amore, con la Preghiera… ero nella Chiesa anche prima del Cammino, ma ho potuto conoscere meglio Gesù, NON KIKO e se anche Kiko se ne andasse con i protestanti io non lascerei la Chiesa, se Kiko morisse domani e chiudessero il Cammino, io non dimenticherei Gesù Vivo e Vero nell’Eucarestia, se anche il Papa, presente o futuro, cancellasse tutto ciò che c’è di equivoco e/o costringesse il Cammino a rinunciare alla Messa del sabato, io non potrei dimenticare l’esperienza profonda che ho dell’Amore di Gesù… perché tutto questo con la conoscenza e la vicinanza di Dio, non c’entra nulla.
…spesso vi lamentate che alla fine tutti i neocatecumeni che sono passati di qua son stati meteore di un momento e mai più tornati… spero che tu capisca che sei non dai alcuno spazio al confronto: uno non ti va bene perché insulta, uno perché è ignorante, uno perché non sa rispondere, uno perché parla in modo standardizzato, uno nonsoche… resta il fatto che non vi va bene nessuno, ah voglia a dire che non è con chi sta in Cammino che ce l’avete… proprio con chi sta in Cammino, invece, ce l’avete.
Buonanotte. Lella.

Lino ha detto...

Devi sapere, Lella, che quando invii un commento prima che sia pubblicato passano vari minuti. Quindi quello che tu hai scritto prima io lo leggo dopo.
Ancora: in verità, Lella, già prima di me - a proposito di Kiko - avevo parlato io, qualche anno fa, nel testo linkato in questo sito. Sei tu a non leggere, vai al primo commento:

http://neocatecumenali.blogspot.it/2011/12/continuiamo-ricevere-richieste-su-cio.html

Nella spiegazione di Guénon, c'è una cosa che è contraria a ciò che io credo: Guénon medesimo, il quale come ogni "esoterico" che si rispetti, mette nel frullatore tutto ciò che gli capita a tiro. Il Graal? Cosa è il Graal? Ci mancava il Graal! Lo sai cosa è il Graal? E' un'invenzione poetica (seconda metà del 1.100); di Chrétien de Troyes, precisamente. Ti risulta che qualche Padre della Chiesa abbia scritto del Graal, prima di Chrétien? Magari lo andiamo a cercare nella chiesa dell'Abate Saunier a Rennes-le-Chateau, il Graal? O ci informiamo con Dan Brown?

Per favore: ritornate al sano simbolismo cristiano, quello evangelico, dove il fango è creta e il sicomoro un simbolo di elevazione. Dall'Occhio che vede tutto, dal Graal, facilmente si giunge alla pietra filosofale. E là avete chiuso, cominciate a salutare come nelle icone di Kiko: benedizioni con la mano sinistra, dita con la V di Churchill, braccia a squadre.
Con questo ho chiuso sul simbolismo massonico: nel libercolo ci sono altre cose interessantissime.

Lino ha detto...
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Lino ha detto...

In ogni caso, se in Guénon nulla fosse contrario a ciò che io credo, mi spieghi perché ci dovrebbero essere Logge massoniche a lui intitolate? Te ne posso mostrare un paio, in Italia, nel mondo saranno centinaia:
http://www.granloggia.it/page/ren%C3%A9-guenon
http://www.loggia-rene-guenon.it/

Domani andrò a verificare se gli hanno dedicato qualche associazione cattolica. A leggere te, potrebbe darsi.

P.S.
Aggiungo al commento che ho cancellato, per Tripudio: con la tua citazione della svastica, mi hai rammentato un polemica che ebbi anni fa. Un poeta aveva composto una poesia nella quale inneggiava a una svastica. Io m'incavolai. Lui si difese riferendo che la svastica era una runa, un simbolo solare, e così la dovevamo intendere. Se ne fregava che il simbolo, oramai, nella comune opinione, era diventato il segno nazista per eccellenza.
E' un ragionamento analogo all'occhio che vede tutto. Resto dell'idea che quel poeta fosse un po' nazista.

Anonimo ha detto...

Il Graal è citato per completezza di pensiero. La simbologia, ed i simboli stessi, nasce soprattutto da miti e leggende, se togliamo questo nulla di tutto ciò che abbiamo/avete scritto qui cade... Tuttavia vedo che i due commenti con cui ribatto a Tripudio non son stati pubblicati... Buona giornata. Lella.

Mauri54 ha detto...

Da Mauri54
Caro Lino, ma dovremmo essere i primi a rallegrarci se Kiko usa simboli massonici... Io tengo nel portafoglio la banconota da un dollaro, che ha sul retro la piramide con la punta staccata e l'occhio che tutto vede Abbiamo una mente eletta come fu Wolfgang Amadeus Mozart ! Però c'e' un grosso problema... Ratzinger ama molto tre cose' il suo gatto, Beethoven e... Mozart e si beatifica a suonarli al pianoforte, quindi che si fa ?
No dai, a parte gli scherzi leggendo testi che descrivono le caratteristiche della massoneria, pare - e le prove sono numerosissime, che un massone non sopporti l'anonimato assoluto e che in tutti i modi sia costretto a lasciare il marchio di fabbrica sulle sue opere. La citta' di Washington per es. è in toto un Inno alla Massoneria. Scelgono l'anonimato come Monti che ha fatto ridere tutti quando intervistato se fosse massone ha affermato di non sapere nemmeno bene cosa fosse la Massoneria :-)!
Kiko sinceramente non saprei. Penso che certamente nel periodo delle baracche non lo fosse assolutamente. Che qualche Massone di grande lignaggio in tutti questi anni si sia convertito ( tutto è possibile) ed abbia donato al Cammino parte del suo patrimonio? Succedeva anche con Padre Pio, ci sono le testimonianze. In cambio Kiko gli puo' aver dedicato qualche simbolino per farlo sentire più a suo agio... Le vie del Signore (e di Kiko) sono infinite. Del resto in questa ipotesi dei suoi soldi che farne? Utilizzarli per la Evangelizzazione... Perché no, o per la Domus. Mah, il tempo e' galantuomo, con gli anni lo scopriremo !

Lino ha detto...

Io amo più di un testo di Carducci, Maurizio. Ci sono passaggi di "Davanti a San Guido" - come quelli di nonna Lucia - sublimi. Però, dovessi citarne qualche verso, non farei una dedica con l'occhio che vede tutto o con il rametto di acacia :-)

Si trattasse solo dell'occhio, potremmo immaginare che ne è rimasto impressionato. I riferimenti, i casi, sono però troppi.

No, il problema riguarda il prima, il durante e il dopo. Il libercolo - da quel che ho potuto intuire - mi pare indicativo di una persona che ha scritto in preda a una crisi mistica. Una crisi mistica, però, mediata e pilotata dalle proprie convinzioni culturali e socio-politiche, con il "messaggio" inviato al proprio ambiente. Ne riparleremo.

by Tripudio ha detto...

Il sedicente Lella, dall'alto dei suoi numerosi studi teologici, va azzeccando figuracce. Eh, sì, perché si possono prendere grosse cantonate anche se dotati di Grossi Titoli di Studio: si veda per esempio la raffica di fandonie sparate dal cardinal Kasper, documentatamente sbugiardate dal cardinal Brandmüller poche settimane fa.

Anzitutto chiedo umilmente perdono per aver usato "dunque" all'inizio di una frase. Scrivendo su un blog anziché in un'enciclopedia teologica, mi permetto spesso di usare forme colloquiali. Evidentemente per Lella quel "dunque" iniziale è una pezza d'appoggio per smentire tutto ciò che dico dopo.

Mi si dovrà perdonare anche l'uso del buon senso: per esempio l'aver pensato che se un aspirante "iniziatore" dipinge l'occhio massonico del cuore massonico sul petto di Nostro Signore, è ben possibile che un anno prima nel disegnare l'occhio nel triangolo sulla piramide abbia inteso dare un messaggio più massonico che evangelico...

Visto che Lella non legge ciò che scrivo, sono costretto a ripetermi: secondo te una persona normale nel vedere un energumeno con la svastica sulla maglietta che si aggira nel quartiere ebraico, a cosa pensa? Alle antiche rune che simboleggiano la fortuna, oppure ad un neonazista provocatore?

Vedi, Lella, vai elucubrando sui simboli ma sembri ignorare il modo in cui vengono percepiti. Che bisogno c'era per Kiko di aggiungere quello sgorbio nella dedica? Non c'è scampo: o lo ha fatto dall'alto della sua somma ignoranza, oppure è stato intenzionale. Il fatto che un anno dopo abbia dipinto l'occhio del cuore sul petto di Nostro Signore fa ragionevolmente propendere per la seconda ipotesi. Potremmo allargare la discussione anche all'uomo-patata col braccio a squadra e agli altri "segnali" che Kiko va disseminando in giro nel '67-'68, che confermano quanto già abbiamo detto in questa pagina.

Quanto alla pezza d'appoggio "Introvigne" io ti ho solo fatto notare che la sua indubbia preparazione non lo rende infallibile. Infatti non ne contesto la preparazione, ma il bias, il pregiudizio. Ho anche fatto più esempi: se desideri notizie del buon funzionamento di Auschwitz non dovresti chiederle ad un gerarca nazista, nonostante il fatto che quest'ultimo sia preparatissimo in materia.

Tanto più che Kiko, nello scrivere il libretto "dei miserabili" nel 1967, non è un esperto di simbologie ma solo un ventottenne ignorante e infoiato che vuole fondare una comunità cristiana di cui essere capo carismatico (ce lo ha testimoniato la Carmen definendolo testualmente «messianista», «bigotto», «cursillista»). Il contesto in cui Kiko applica quel simbolo non è quello di un sobrio articolo sulla comunicazione simbolica ma una sorta di Mein Kampf Kikiano ricco di invettive contro coloro che non sono "cristiani" come lui. Il Cammino Neocatecumenale, infatti, nasce come frutto della pretesa arrogante dei due iniziatori di essere maestri di un cristianesimo "migliore" di quello della Chiesa.

Come tutti i troll neocatecumenali, poi, Lella si lamenta che i propri commenti non godono del privilegio di automatica pubblicazione; protesta di avere non solo titoli teologici ma anche una vita spirituale intensa (come se ciò fosse una "pezza d'appoggio" per le proprie affermazioni del giorno prima); tenta infine di buttarla sul personale: «ce l'avete con chi sta nel Cammino».

Tutto, pur di non interrogarsi sulle vere radici spirituali del Cammino.

Per loro qualsiasi cosa va bene per dichiararsi esperti «dell'amore di Gesù», senza che da ciò segua l'amore per la Chiesa, per il Magistero, per la Tradizione, per la liturgia...

E quando la discussione si mette male -zac!- urlano "ce l'avete col Cammino" e scappano.

Lino ha detto...

Lella ha detto:
"La simbologia, ed i simboli stessi, nasce soprattutto da miti e leggende, se togliamo questo nulla di tutto ciò che abbiamo/avete scritto qui cade"

No, cade soltanto quello che tu hai scritto Lella. Cade il Graal, che è un mito, cade gran parte della simbologia esoterica alla quale ti riferisci.

Per me il simbolo (specie quello cristiano) è tutt'altro. E' linguaggio speciale di un gruppo, che caratterizza il gruppo medesimo. Se scrivo "spada a doppio taglio" qualche cultore del Graal penserà alla spada nella roccia :-). Per me è tutt'altro ed è reale, non mitico o leggendario.

Divertente, questa discussione sul Graal. Mi hai rammentato che ci fu un altro che m'invitò a farla:
(leggi dal commento 27 gennaio 2009 alle 13:20):
http://ilblogdiadrianoforgione.myblog.it/2008/07/14/arconti/

Li conosci quei nomi? Sono i massimi produttori di minestroni esoterici (sotto forma di riviste) in Italia. Naturalmente declinai l'invito: io discuto solo con persone serie in blog selezionati. Mica tu leggi quelle riviste, Lella?

Lino ha detto...

P.S.
Qualora dovessi leggerle, Lella, ti suggerisco di cambiare autori: magari uno studio approfondito di questo tal signor Cesare Ripa ti aiuterà a comprendere meglio le immagini:
http://www.humi.keio.ac.jp/~matsuda/ripa/catalogue/ripa_illus_html/043k0299w.html

Anonimo ha detto...

Non sono scappata Tripudio, sono qui e non ho scritto "ce l'avete col Cammino" il che é palese, ma che ce l'avete con tutti coloro che fanno il Cammino, nonostante abbiate più volte ripetuto cge non è così. In più ho semplicemente e solo dedotto che quel che si dice di te lo dimostrano le tue parole stesse. Non ho millantato di essere esperta dell'Amore di Gesù, lo sperimento ogni giorno e non puoi in nessun modo dimostrare che non è così, non mi conosci e continui a confondermi con altri continuando a parlare di me come se fossi uomo e non lo sono. Le dubbie radici del Cammino? Sarà la Chiesa a chiarirle, anche se a tuo dire i Papi sarebbero emeriti deficienti che si lasciano abbindolare da chiunque. È la Chiesa, e solo la Chiesa, che Amo come Madre checché tu ne dica e ne pensi, che chiarirà queste cose. Kiko? Avrò tanto di mio da parlare con Dio il giorno in cui mi chiamerà a sè, non posso assumermi la responsabilità anche di ciò che gli racconterà Kiko. Il Cammino continua ad essere vagliato dalla Chiesa ed in essa ho fiducia. Se e cosa è sbagliato, sarà la Chiesa a chiarire, ma son stanca di ripetermi... ah, sono un'insegnante e la prima cosa che insegno ai miei studenti è proprio la lettura attenta... non ti preoccupare, ho letto tutto molto attentamente. Mi ricordi molto un fratello che uscì tanti tanti anni fa dal Cammino e che ancora oggi non si dà pace... per cui ti auguro di cuore che tu possa trovar pace in te. Lella.

Anonimo ha detto...

Lino era chiaro che frase fosse: "se togliamo questo nulla di tutto ciò che abbiamo/avete scritto qui passa". Comunque no, non leggo riviste di sedicenti esoterici e non era nella mia più lontana intenzione parlare del graal, spiacente :) Lella

by Tripudio ha detto...

Padre Pio aveva un ottimo rapporto coi massoni: li condannava, li convertiva, e non si sognava affatto di usare simboli massonici per ringraziare i benefattori.

Vorrei aggiungere anche che anche se Kiko non avesse mai emanato simboli massonici qua e là, il giudizio sul Cammino Neocatecumenale non cambia: ancor oggi il Cammino stravolge la liturgia e la dottrina, con tutte le conseguenze del caso (l'arroganza dei cosiddetti "catechisti", la raccolta fiscale dei soldi, ecc.).

Negli anni del Concilio si era diffusa l'idea dell'arrivo di una Grande Rivoluzione che avrebbe spazzato via tutto ciò che c'era prima. C'era un'esagerata sete di novità, una irrefrenabile voglia di mettere in discussione tutto ma proprio tutto, una insaziabile foga di "riscoprire" qualsiasi cosa utile ad azzerare l'esistente. In quegli anni, ad andare controcorrente erano coloro che volevano salvare la Tradizione piuttosto che gettarla via. Nell'indiavolata rincorsa alle novità, erano controcorrente i padre Pio, non i Kiko e Carmen.

I due iniziatori spagnoli hanno avuto molta fortuna. Dopo che è fallita miseramente la loro iniziativa in Spagna, ottengono un "invito" a Roma - dove nessuno li conosce e quindi possono spacciarsi per santoni - per mettere in pratica la loro invenzione, evidentemente gradita a qualche "eminenza grigia" non proprio allineata a padre Pio. All'inizio di novembre 1968 si installano presso la parrocchia dei Martiri Canadesi, tutt'altro che i baraccati delle periferie di Madrid.

Da lì i due continuano a millantare immodificabili "ispirazioni" dello Spirito: gli orientamenti dei primi anni '70 fanno testo e vanno ripetuti a memoria, perfino negli aneddoti per abbassare la tensione e nel modo di enfatizzare le singole espressioni. È Kiko stesso che personalmente esamina i suoi cosiddetti "catechisti", su come sapessero recitare la parte degli ispirati che ripetono con estrema precisione la "catechesi" «ispirata».

I due spagnoli tornano spesso in Spagna: nel '72, infatti, organizzano il mega-convegno a Majadahonda e probabilmente lì consolidano l'idea che il Cammino debba durare un po' più dei sette anni previsti in origine (dopo numerosi "allungamenti" successivi a suon di "ispirazioni" del presunto Spirito, oggi siamo arrivati al Cammino trentennale).

E nel '74, quando i fedeli di Kiko e Carmen sono ancora pochissimi, giunge la lode del cardinale "BUAN".


Come previsto, Lella passa agli insulti.

Protesta la bontà del proprio amore a Gesù. Un amore a Gesù che richiede gli strafalcioni liturgici? Ma allora perché dichiararsi cattolici se si è convinti che si può amare Gesù rifiutandone l'insegnamento e la liturgia? Anche i protestanti dichiarano di amare Gesù facendo a meno della Chiesa. Anche i testimoni di geova...

Se la liturgia fosse personalizzabile a piacere (come nel caso di Kiko e Carmen), allora perché mai Nostro Signore l'ha donata alla Chiesa?

Se la dottrina fosse modificabile a piacere (come nel caso di Kiko e Carmen), allora perché mai Nostro Signore ha insegnato?

Se la Chiesa istituita da Nostro Signore è davvero Madre, allora perché portare avanti un Cammino di strafalcioni personalizzati e in netto contrasto con lo Statuto del Cammino?

Da notare che nella discussione Lella non ha fornito altri argomenti. Evidentemente professa un orwelliano bispensiero, in cui le cose sono vere solo finché elogiano l'idolo Kiko. Lella non si sognerà mai di ammettere anche soltanto come ipotesi che Kiko abbia potuto sbagliare. Per questo ha bisogno di ricorrere agli argomenti e agli insulti.

Comicamente irresistibile il finale di Lella, dove insinua che chi non elogia il Cammino dev'essere per forza uno che non vive in pace col Signore.

Anonimo ha detto...

Scusa dove ti ho insultato?? Dove ho difeso Kiko? Dove ho scritto che chi non elogia il cammino non vive in pace col Signore? Secondo me tu non vivi in pace con te stesso, non è un insulto e posso anche sbagliarmi, perchè in tutto ciò che penso a livello personale non ho alcuna pretesa di possedere la verità. Dove sto rifiutando Chiesa, Liturgia, Tradizione, Magistero? Quel che mi dispiace davvero è che, nonostante io abbia argomentato e parlato tranquillamente, mi son presa i tuoi pregiudizi e la tua mancanza di dialogo. La mia intenzione, e l'ho ripetuto fino alla nausea, non era difendere Kiko e/o il cammino e non l'ho fatto, non mi interessa farlo, ma il parlare tra gente ragionevole, capace di confronto e che non abbia bisogno di etichettare l'altro per parlare insieme. Non era un parlare tra non catecumeno e catecumena, volevo parlare come adulti maturi e responsabili delle proprie azioni, delle proprie scelte senza giochetti di tentativi di introspezione psicologica (intendeva, supponeva, difendeva... ma chi?? dove??) quanto mai fuori luogo. Quando ho detto di aver constatato che quello che si dice di te sul web è vero, non intendevo offenderti, più semplicemente intendevo che sei una persona chiusa al dialogo, nonostante cerchi e/o provi e/o mostri di volere un dialogo con i neocatecumeni... non è così... se sono intervenuta in questo post è perché mi interessano i simboli e la simbologia e li studio. Ora se vogliamo parlare, PARLARE, benissimo, rimango e parliamo da persone civili, se invece devo per ogni virgola giustificarmi e leggere la tua personale inquisizione su ciò che "intendo/non intendo, suppongo, ecc" bè lasciamo stare... ma non perché io non abbia argomenti, bensì perché, sinceramente, di sbattere continuamente contro un muro che anziché ragionare come ha fatto Lino, e gliene rendo atto, espone solo illazioni ed insinuazioni che con me non hanno nulla a che vedere non mi va. Buona Vita Tripù :) Lella.

Anonimo ha detto...

Rileggendo: "Lella non si sognerà mai di ammettere anche soltanto come ipotesi che Kiko abbia potuto sbagliare. Per questo ha bisogno di ricorrere agli argomenti e agli insulti".
Ma non scritto più e più volte che se/dove/come/quando Kiko ha sbagliato resta un suo problema di coscienza?? Che deve, nel caso, rendere conto a Dio e alla Chiesa? Se porto argomenti non vado bene, se altri non te ne portano non ti va bene, dici che ricorro agli insulti e mi par sotto gli occhi di tutti coloro che leggono che non l'ho fatto, quando su tutto il blog non fate che insultarvi tutti da anni e anni. Lella.

Lino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

Lino... ho risposto rispondendo a Tripudio. Ancora non compare. Lella.

Anonimo ha detto...

..."per amore dei miei fratelli NC"... perché non dovrei rispondere? A me i toni forti non piacciono, nè qui, nè di là e li disapprovo comunque, da qualsiasi pulpito arrivino.

Lino ha detto...

"Sono dei poveri ignoranti, dei ciarlatani, dei pagliacci,buffoni"
Insisto, Lella: questo è il tuo parere? Oppure, magari, consigli ai tuoi fratelli di chiudere il loro, di blog? Chiuderlo per amore del Cammino, naturalmente. Come consiglierebbe Kiko.
Resto in attesa di leggere cosa l'insegnante Lella risponde.

by Tripudio ha detto...

Lella,

questa pagina si intitola "i dolori del giovane Kiker" e presenta lo scritto "Il vangelo dei miserabili" in cui abbiamo evidenziato anche simboli massonici del giovane Kiko.

Questa pagina non è un referendum di gradimento su ciò che scrive il sottoscritto o ciò che scrive Lino.

Non è nemmeno un referendum sulle purissime intenzioni del giovane Kiko: abbiamo semplicemente riportato dei fatti e provato a riflettere.

Gli strafalcioni del Cammino Neocatecumenale esistono indipendentemente da questo blog.

Lino ha detto...

"A me i toni forti non piacciono, né qui, né di là e li disapprovo comunque, da qualsiasi pulpito arrivino"

Questo è un commento di comodo, che si fissa sulla forma e non sui contenuti.

Qui non si ragiona di forma - come nella questione del simbolo - qui si ragiona di contenuti. E nemmeno si ragiona sull'autore, di chi sia noto o di chi sia sconosciuto, si chiami Kiko, Lella, Tripudio, Lino o altro.

Qui si ragiona sull'opera che, anche quando esposta con toni forti, potrebbe essere condivisa da un cristiano: "Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo proselito e, ottenutolo, lo rendete figlio della Geenna il doppio di voi" (Mt 23 15).
Qui si ragiona se il "guai" possa essere rovesciato sui cattolici da un pittore colto da crisi mistico-esistenziale:
"Guai a voi sani di mente, astemi, puri, volontari, normali, mogli rispettabili, quelli che vanno quotidianamente a messa, quelli che non conoscete il vizio, quelli che non vi sporcate mai le mani"
"Guai a voi sacerdoti ipocriti, che non siete entrati e non lasciate entrare. Guai a voi sacerdoti e religiosi ipocriti, che mangiate e vi ingozzate comodamente mentre due terzi dell'umanità soffre la fame".

Qua si ragiona di inversione di simboli e di concetti, di catechesi e dipinti perlomeno equivoci, che non si sa a quale fonte originaria riferire: massonica, cabalista, gnostica, protestante, para-marxista. Un minestrone sincretico, per l'appunto di Guénon.

Lino ha detto...

In conclusione, non hai risposto, Lella. Dillo: "ti sono sembrato ridicolo, nelle mie considerazioni sul simbolo? Ti è parso che con te qui si è fatta 'una brutta figura'? Magari a questa, per amore dei tuoi 'fratelli' NC, non rispondi?" :-)

by Tripudio ha detto...

Lino,

non ti sei perso nulla.

Le argomentazioni di Lella erano le solite neocatecumenalate ad hominem, col solito vizietto di dichiararsi offesi non appena si ritrovano a corto di argomenti (cioè subito):

- "non avevo difeso Kiko!"

- "se Kiko sbaglia, è un problema di coscienza suo, non mio!"

- "non ti ho insultato! mentre voi su questo blog insultate da anni!"

- "tu non vivi in pace con te stesso! e questo non è un insulto!"

- "non ho mai detto di aver rifiutato la Chiesa, la Tradizione, ecc.!"

- "la tua è mancanza di dialogo!"

- "io volevo solo un confronto con gente ragionevole tra adulti maturi e responsabili!"

Insomma, le solite astuzie retoriche neocatecumenali.

Fingono di credere che gli errori di Kiko in materia di liturgia e dottrina riguardino solo Kiko, e non chi fonda la propria vita spirituale proprio su quegli errori.

Fingono di credere che per negare la Tradizione occorra necessariamente una solida dichiarazione in carta bollata «io nego la Tradizione», e poi continuano comodamente a seguire alla lettera le liturgie inventate dai due "iniziatori" convinti insieme a loro che la Chiesa sarebbe stata per sedici secoli nel buio e senza carismi, e che il cosiddetto "carisma del Cammino" richieda di inquinare perfino la liturgia del Vaticano II (bel modo di amare la Tradizione, eh?).

Insomma, salvo ultimissimi colpi di coda, sono certo che non sentiremo più parlare di "Lella". Altro nickname bruciato, cari fratelli, eh?

Ironia della sorte, l'ingresso a gamba tesa di tale "Lella" è solo la conferma che i kikos che leggono queste pagine hanno accusato il colpo. Ancora una volta hanno reagito d'istinto, come al solito, con una veloce ricerchina google, il solito frasario di circostanza per imbellettare il commento, e la solita "scaletta": prima l'argomento gentile (cioè la ricerchina google, qualunque risultato essa restituisca), poi la protesta del proprio "amore per Gesù" (che però esigerebbe la liturgia degli strafalcioni), e infine gli insulti insieme alla dichiarazione del sentirsi offesi.

E come al solito, da parte loro non arriva mai (dico: "mai!") uno straccio di risposta alle legittime domande che qualsiasi cattolico si porrebbe sul nesso che ci sarebbe fra gli strafalcioni neocatecumenali e il loro millantato "amore di Gesù".

Nonostante tutto il buon cuore, sarebbe davvero "amore a Gesù" quello fondato su una liturgia inquinata e su una dottrina zeppa di ambiguità e vere e proprie eresie?

Secondo loro sì. Secondo i kikos un buon vino è da chiamare "buon vino" anche se mescolato a del veleno. In una botte di buon vino metti uno o due litri di cianuro, e per i kikos quello è ancora un buon vino, ottimo da bere, salutare e inebriante: dopotutto per il 99% è buon vino, vorrai mica guardare "ciò che ci divide" anziché "ciò che ci unisce"?

Per loro l'idolo Kiko viene prima di tutto, prima di ogni cosa, prima della fede, prima della ragione, prima della propria dignità. Corrono a difenderlo perfino su una questione di 47 anni fa perché hanno il terrore nero (il nero terrore!) di scoprire di aver affidato la salvezza della propria anima alla spiritualità inventata da qualcuno che chiedeva aiuto alle massonerie... Hanno paura di dover dare ragione ad Aldo, sul modo in cui si sono lasciati trattare dal Cammino.

Ancora una volta, ancor oggi nel 2014, abbiamo da loro stessi la conferma che hanno seri problemi con la verità e che un neocatecumenale non è più tale se comincia ad interrogarsi onestamente sulla spiritualità del Cammino.

Anonimo ha detto...

Tripudio sarebbe stato molto più corretto ed onesto da parte tua postare per intero i miei commenti. Sai bene che non ho scritto quel che tu hai sapientemente filtrato in questo ultimo commento. Mi dispiace per Lino perché il filtro che gli hai imposto lo colpisce a sua insaputa...

Valentina Giusti ha detto...

Qual è il problema? Il nc duro e puro che legge il Vangelo dei miserabili di Kiko non vede errori, non è imbarazzato dalla sua spiritualità barricadera e antiecclesiastica.
Perché in realtà il cammino seduce proprio perché si presenta con dei contenuti di critica e condanna nei confronti dei "fratelli maggiori" che frequentano la parrocchia e di forte anticlericalismo (Guai a voi...che andate a messa tutti i giorni...).
Vi assicuro che questo libercolo piacerà ai fratelli del cammino. Simboli massoni compresi.
Anzi, qualche sorella li ricamerà sulla tovaglia dell'altare!


by Tripudio ha detto...

I commenti di Lella delle 14:26 e 14:28 aggiungono a questa discussione solo l'ennesima conferma di ciò che avevo scritto.

Intanto gli strafalcioni liturgici e dottrinali del Cammino proseguono senza modifiche...

Anonimo ha detto...

A questa discussione non aggiungono nulla, ma rispondevo a Lino. Fai giudicare a lui pubblicando integralmente, visto che il discorso ets tra me e lui. Grazie. Lella.

Lino ha detto...

@ Tripudio
Ha scritto proprio così?
"non ti ho insultato! mentre voi su questo blog insultate da anni!"

Accipicchia, e io che pensavo che fosse una nuova arrivata nel blog ;-) mentre, invece, legge da anni! Forse già conosceva il commento del sommo maestro critico disertore, sul quale non ha espresso un giudizio. E io che mi sono sforzato di ricopiarlo, invece di andarmi a leggere Guénon che, nello scritto dell'occhio che vede tutto, passando per il Graal, oltre il "lapis ex coelis”, anche ci vide il "Libro della Vita". Vuoi vedere che l'hanno ritrovato, che il Graal è il libercolo di Kiko?

Lino ha detto...

@ Valentina
Sono perfettamente d'accordo con te. Nel libercolo c'è lo spirito dell'attacco al sacerdozio ministeriale (oltre che ai cristianucci della domenica), già evidenziato in quella lettera a padre Zoffoli che ragionava di strane concordanze tra NC e Massoni, tanti anni fa.

Anonimo ha detto...

Ragazzi il libretto è interessantissimo, ma attenzione: non potrebbe essere un falso? Sarrbbe interessante avere qualche prova effettiva della sua composizione ed esistenza.

by Tripudio ha detto...

La "prova effettiva" la puoi avere chiedendo ai cosiddetti "catechisti" del Cammino.

I quali anzitutto ti ringrazieranno per averlo ritrovato (molti neocatecumenali hanno gioito nello scoprire che esiste una "reliquia" del giovane Kiko... e di trovarla pubblicata gratis sui blog, sebbene siano blog non favorevoli al Cammino).

I cosiddetti "catechisti" di lungo corso (più anziani) certamente conoscono il libretto.

Anonimo ha detto...

Grazie per la risposta. Ma quindi Kiko ha composto più copie a mano del suddetto? Chissà che quanto prima non ne vedremo una copia esposta in qualche cattedrale...

by Tripudio ha detto...

L'originale manoscritto sarà stato ciclostilato agli inizi del neocatecumenalismo.

Non c'è stata però proliferazione di fotocopie, e questo può essere dipeso solo da un esplicito ordine di Kiko di far dimenticare il suo imbarazzante scritto giovanile.

Ora, è normale che nella maturità della propria vita si cambi radicalmente idea rispetto a certe "intuizioni" giovanili (che, a leggerle, non sembrano proprio una manifestazione di santità).

Quello che non è normale è che un aspirante fondatore di comunità "come la famiglia di Nazaret" abbia bisogno di adoperare simboli massonici nel suo manoscritto.

Anonimo ha detto...

Si.. ed è sorprendente che questo documebto sia saltato fuori dopo 50 anni... sarebbe interessantissimo sapere chi lo ha diffuso, dev essere stato qualcuno certamente vicino a Kiko immagino... ed è ancora più sorprendente se si pensa alla segretezza con cui sono ancora conservati, ad esempio, gli orientamenti dalla preghiera in poi...

Lino ha detto...

@ anonimo ha detto:
"Ragazzi il libretto è interessantissimo, ma attenzione: non potrebbe essere un falso?..."
No, lo escludo. Prima di commentare il 29 aprile, ho confrontato le lettere "bi" e "di" di varie pagine del libercolo con la scritta di Kiko sul "santino". Anche considerando che sono passati circa 50, la mano si riconosce. E c'è la stessa fissazione dei simbolismi esoterici.

No, non credo che si tratti di più copie manoscritte. La data sulla prima pagina 67 è, probabilmente, quella di chiusura del libercolo. E' molto probabile (come accade sovente) che l'originale sia stato fotocopiato e passato a una cerchia di intimi - dodici copie immagino :-) in Kiko - e soltanto ora una copia è riemersa.

Lino ha detto...

@ Sandavi
Leggi ancora, Sandavi?
Potresti tradurre soltanto la pagina antecedente e quella successiva al disegnino dell'uomo disteso a terra? Voglio verificare eventuali riferimenti al significato della spirale e al cammino iniziatico nel quale "l'uomo vecchio" muore. Grazie.

Sebastian ha detto...

Lino, ci ho provato io. Nei punti di traduzione incerta ho messo l'originale tra parentesi.

Quattordici di dicembre, quell'uomo era morto.
Avvisata la polizia, subito venne il furgoncino grigio della funeraria che lo caricò in un feretro nero e lo portò al deposito dei cadaveri.
Una macchia di sangue scuro rimase sul suolo grigio di quella strada; gli ultimi curiosi se ne andarono e i negozi cominciarono ad aprire. Erano le otto e un quarto di mattina nel quartiere di Argüelles ("barrio de Argüelles") della città di Madrid.
Chi era?
Nessuno sapeva nulla; era stato visto, ubriaco perso, nel bar all'angolo la notte precedente.
-Morì da solo? Morì di freddo? Di angina pectoris? Chi se ne frega.
-Che diceva lei signora? Patate... quante?

Quarantatré anni fa in una strada stretta, molto rumorosa e con molti bar, c'era un bambino di dodici mesi e mezzo che dormiva nella culla del corridoio mentre nella grande camera da letto sua madre faceva l'amore vendendo il suo corpo, con un signore coi baffi che rideva miserabilmente mostrando i suoi denti d'oro. Quel bimbo dava poco fastidio; dormiva tutta la notte, non si svegliava quasi mai. Quel bimbo si addormentava con il vino.
Passò la sua infanzia in un collegio da cui scappò passando l'adolescenza con sua madre nel quartiere cinese di Barcellona.
Come tanti ragazzi guadagnava per andare al cinema e al biliardo, lasciandosi fare certe porcate dagli invertiti.
Fu il pappone di tre donne di strada ("Fué chulo de tres mujeres de la vida"), andò in carcere 28 volte, per diverse questioni, e fu un ubriacone per tutta la vita.
Amava gli animali alla follìa; probabilmente proiettava su di essi tutta la mancanza di affetto che manifestava il suo carattere.
Ricevette 13 percosse di cui 2 gravi per non voler tradire gli altri.
Rubò per poter vivere, poiché il suo difetto di alcolismo non gli permetteva di durare molto in nessun lavoro, e soprattutto la sua struttura psichica non era adatta alla sottomissione ("su contestura siquica no estaba formada en la sujecciòn").
Amò una donna follemente e per essa andò in carcere due volte.

"No conociò nunca la doblez ni la hipocresia, ni con el mismo ni con los de su condiciòn. si sabìa de enganos y de mentiras frente a la sociedad por la que siempre se viò rechazado y sobre todo hacia la fuerza publica, de otra manera no hubiera podido subrevivir."
(Di questo paragrafo non sono riuscito a rendere una traduzione decente, per cui la lascio in spagnolo)

Conobbe Dio al riformatorio quando aveva 14 anni. Di Lui sapeva che aveva fatto le leggi su cui si fondava la società, e che aveva creato il mondo.
Ebbe sempre invidia degli sposati che vivevano in belle case e andavano a messa. E avrebbe dato la sua mano destra per poter lavorare e possedere ciò che quelli possedevano; non sapeva come ottenerle poiché non riusciva a smettere di bere e aveva bisogno di andare con le donne poiché altrimenti non sopportava la solitudine che lo sommergeva. Desiderò sempre avere molto denaro; pensava che lo avrebbero amato di più e gli avrebbero tolto la paura.
Gli morì un figlio di bronchite capillare ed entrò in una chiesa per la prima volta. Rimase mezz'ora a guardare un cuore sacro dalla barba ritoccata ("un sagrado corazòn de barba retocada") e chiese perdono fra molte lacrime; molte volte chiese perdono; era un essere disprezzabile, ubriacone, giocatore d'azzardo, ladrone, donnaiolo, se l'era ripetuto tante volte... Il suo figlioletto era morto e da allora gli doleva la bocca dello stomaco. Non sapeva perché ora si ritrovava pregando in quella chiesa e chiedendo perdono. Si voleva confessare e quel vecchio prete, gridando ad alta voce, lo chiamò ubriacone.
Non conobbe mai l'amore di Gesù Cristo e morì in una strada di non so che quartiere di Madrid.
Sulla sua tomba, la fossa comune, qualcuno ha lasciato interrata una pietra con una inscrizione che dice: "Beati i poveri".
FINE

Valentina Giusti ha detto...

Ci provo io, Sandavi mi correggerà ...
"No conociò nunca la doblez ni la hipocresia, ni con el mismo ni con los de su condiciòn. si sabìa de enganos y de mentiras frente a la sociedad por la que siempre se viò rechazado y sobre todo hacia la fuerza publica, de otra manera no hubiera podido subrevivir." 
Non conobbe doppiezza né ipocrisia, né con se stesso né con quelli della sua stessa condizione.
Se sapeva ingannare e mentire di fronte alla società dalla quale fu sempre respinto, e soprattutto con la forza pubblica, in altro modo non avrebbe potuto sopravvivere.

Lino ha detto...

Grazie. No, non ci sono riferimenti. L'unico appunto degno di nota in queste due pagine è: "Si voleva confessare e quel vecchio prete, gridando ad alta voce, lo chiamò ubriacone". Chissà come lo ha saputo questo, Kiko.

Molto educativo, questo libercolo, per quanto concerne la stima che induce nei lettori nei confronti dei sacerdoti.

Anonimo ha detto...

Era giovane Kiko! da giovani si pensa di cambiare il mondo... e la Chiesa... poi gli è passata! : )
Non è inquietante il sagrado corazon de la barba retocada?

Lino ha detto...

@ anonimo
Concordo con la riflessione: era giovane Kiko!
Un piccolo appunto solo, però: il libercolo è datato 1967. Nel 1968 gli iniziatori del Cammino già si erano insediati a Roma e "catechizzavano", dopo aver "catechizzato" in Spagna.
Che ne pensi, di questo piccolo appunto?

sandavi ha detto...

La traduzione di Sebastian è corretta.
Ci sto ancora lavorando, ho avuto vari intoppi e impegni personali, sono a pagina 44. Ogni frase ha una sua difficoltà dovuta al fatto che il libro è scritto come un flusso di coscienza. Non c'è inizio né fine, sono solo accadimenti e pensieri, riflessioni alternate da passi del Vangelo.
Non capisco come mai lo abbia chiamato "vangelo". Di originale non c'è niente, nemmeno le riflessioni anti borghesi e anti clericali.

Comunque, Lino, non esagero se dico che a mio modo di vedere questo libricino è più importante del Direttorio.
C'è tutta la filosofia di Kiko, in particolare questo passo:

Pentitevi, date segni degni [dei cristiani] così che noi crediamo. Già la scure è posta alla radice degli alberi, e ogni albero che non porta frutto sarà tagliato e gettato nel fuoco. Pentitevi perché il Regno dei Cieli è già arrivato.
Quando scesi le scale della “gran Ramera” e mi ritrovai con i miei compagni, il mio petto stava per scoppiare.
Che ti hanno detto? Mi domandò Richard. Ti hanno ascoltato? Risposi:
- Mi hanno ascoltato
- Si sono meravigliati
- Mi hanno chiesto
- Mi hanno risposto, e…
Si, questo va bene per pulirsi, e per mangiare cosa ti hanno dato?
- Niente
Tutto questo era da ridere.
Il gran palazzo. La Grande Chiesa. Le grandi macchine. Tutto, tutto era comico rispetto allo spettacolo di Julian che non mangiava da tre giorni, di Richard che non rubava niente da nove mesi e non so come facesse a mantenersi. Il Mata… e tanti altri deboli.
...
Passando davanti a una finestra, sentii un ciarlatano vestito di nero che diceva: “Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per provare in lui diletto. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire”.

E mi sono detto: questo sei tu, Richard, e una allegria intima e segreta, ma tumultuosa, cominciò a invadermi.

Valentina Giusti ha detto...

La "gran Ramera" è la grande meretrice

sandavi ha detto...

Tutti i problemi della logica kikiana stanno nell'identificazione che fa dei disadattati con Cristo, e va anche oltre attribuendo loro anche la stessa missione salvifica del Signore, dicendo che i poveri si fanno carico del peccato del mondo, compresi quelli che in una certa forma il peccato lo hanno scelto. Sebbene sia vero che Cristo è presente in modo particolare nei sofferenti, queste persone non hanno il compito (e nemmeno potrebbero) di caricarsi del peccato altrui come ha fatto il Signore.
Da questa considerazione sballata del significato della sofferenza e della povertà, Kiko ha fatto discendere tutte le sue catechesi.

Lino ha detto...

Sandavi ha detto
"Ogni frase ha una sua difficoltà dovuta al fatto che il libro è scritto come un flusso di coscienza..."

Sì, ho compreso qualche frase e concordo, è una sorta di diario frammentato, composto da pensieri sciolti. Darà l'idea di come la pensava Kiko negli anni stessi della fondazione del Cammino.
Il riferimento alla Grande Chiesa, citata nello stesso passo della Grande Meretrice, al prete che non diede la confessione, ai sacerdoti dei "guai a voi..." già forniscono un quadro chiaro della visione apocalittica del profeta Arguello.

Sebastian ha detto...

Mi sembra chiaro che Kiko fosse un giovane anticlericale, come ce ne erano tanti, che voleva rifondare la Chiesa tornando all'essenza del Vangelo (secondo la sua interpretazione). Poi deve avere incontrato qualcuno che ha sfruttato il suo carismo e il suo furore, cercando in parte di domarlo, in modo da farlo agire all'interno della Chiesa.

Valentina Giusti ha detto...

Giustissimo ciò che dice Sandavi.
Mi sono chiesta come mai, con questa vocazione di vita tra i poveri, si sia poi allontanato da loro.
Faccio un'ipotesi: il cammino serve a trasformare i ricchi e tiepidi, quelli che vanno a messa tutti i giorni, le persone "per bene" (che si sono meritare le invettive del suo vangelo), nei miserabili, sentina di vizi, ma proprio per questo prediletti dal Signore ("beati quelli che sì sentono spazzatura")
A questo mira la kènosi.
Kiko ha fatto il percorso inverso di quelli che hanno fondato le comunità di recupero.
Ha fondato le comunità di svalorizzazione.

sandavi ha detto...

Col termine "grande meretrice" credo si riferisca alla zona dove abitava.

Lino ha detto...

@ Valentina e Sandavi
Non fu vocazione. Fu ideologia. Il vangelo apocrifo (vale a dire nascosto :-) di Kiko ha corrispondenza in un dibattito culturale che c'era stato in quegli anni a livello europeo, in particolare tra Pasolini e - guarda caso - Sartre, dopo l'uscita del film "Vangelo secondo Matteo" del poeta-regista italiano.
Cito questo passo da un un loro colloquio:
Tuttavia sono del suo avviso – prosegue Sartre – che l’atteggiamento francese di fronte al Vangelo, così come l’atteggiamento francese di fronte alla Chiesa, è un atteggiamento ambiguo. Esso non ha integrato Cristo culturale. La sinistra lo ha messo da parte, à-côté. Né si sa che fare dei fatti che concernono la cristologia. Hanno paura che il martirio del sottoproletariato possa essere interpretato in un modo o nell'altro col martirio di Cristo. Il problema di Cristo resta da affrontare...".

http://www.sartre.ch/Cristo_e_il_marxismo.pdf

Valentina Giusti ha detto...

Sandavi, non ho ben capito l'episodio precedente, quindi forse sto equivocando.
Ma pare proprio che Kiko scenda le scale della "gran meretrice" dove è andato a chiedere aiuto per i sui amici. Loro gli chiedono "cosa ti hanno dato?" Lui risponde "nulla". E poi dice: il grande Palazzo, la grande chiesa ecc. e la mette a confronto con la povertà degli ultimi.
Quindi la gran meretrice sembra proprio la Chiesa, come d'altra parte è stata definita da molti interpretando l'Apocalisse.

Lino ha detto...

Sì, così ho interpretato io (dal pezzo di testo pubblicato, naturalmente). E' Babilonia la grande di Ap., letta da vari esegeti come la Chiesa degenerata che sovverte la morale del Vangelo.

sandavi ha detto...

si hai ragione Valentina, avevo inteso male io. Grazie anche a Lino per l'interpretazione acuta. ;)

Lino ha detto...

Sai, Sandavi? Ho sempre ipotizzato, sin dalla prima lettura della storiella dei baraccati, che Kiko intese riproporre, in chiave di sottoproletariato, più radicale quindi, una sua "teologia della Liberazione". Una riproposizione ben presto abbandonata, relegata al ruolo di puro mito, quando s'insediò in luoghi per niente bisognosi.

Siccome i simboli sono roba non intuita dai più, in questo "vangelo dei miserabili" io fisserei l'attenzione sulla concezione che Kiko aveva della Chiesa e dei preti. Ricercherei, intendo, tutti i passi nei quali Kiko parla di Chiesa e di sacerdoti. Sono convinto che ne uscirà uno scenario apocalittico: da qui la nuova estetica, che deve salvare la Chiesa del terzo millennio.

sandavi ha detto...

@Lino, la tua analisi ahimé è corretta....ma c'è anche di meglio a venire.

Valentina Giusti ha detto...

La copertina arreca l'indicazione dell'anno 1967, ma sappiamo che già nel 1963/64 Kiko girava con le macchinone di lusso dei primi aderenti della nascente comunità di Madrid.
Quindi, anche se possiamo supporre che si tratti di una raccolta di scritti di anni precedenti, le idee espresse vengono confermate anche nel momento in cui già, insieme a Carmen, aveva scelto di predicare il verbo nelle parrocchie, in cui già era definita filosofia e struttura del cammino, in cui
già avevano deciso di puntare al cuore della "grande meretrice", la Chiesa di Roma.
Non credo abbia mai voluto riscattare i poveri. I miserabili, ce lo dice nel suo librettino, sono già salvi in quanto incarnazione del Servo sofferente.
La sua missione e la sua intuizione sono state quelle di riscattare i ricchi.
Progetto sicuramente più interessante!

Anonimo ha detto...

Una domanda: ma della famiglia di Kiko e Carmen non si sa nulla? Cioè fratelli sorelle madre padre..anche loro sono nel cammino?

sandavi ha detto...

I familiari di Kiko e Carmen che io sappia sono defunti da tempo, ad ogni modo poco importa, di loro non si è mai saputo nulla in quanto a passato. Su questo argomento è sempre stato mantenuto il più stretto riserbo.
Di S. Francesco si è sempre saputo chi fossero padre e madre, così come di Padre Pio, o di S. Massimiliano Kolbe, ma di Kiko... lui è nato dallo spirito... non si sa di dove viene, né di dove va...

Lino ha detto...

@ Sandavi
Un altro aspetto del libercolo m'interesserà, Sandavi: l'esistenza di riferimenti (e in che quantità) agli ebraismi poi massicciamente presenti nel direttorio catechetico e nei cerimoniali NC. L'eventuale assenza di questi riferimenti, in un testo che come ha scritto Valentina è una raccolta di scritti di (pochi) anni precedenti, può darci un'informazione importante, che io ho sempre supposto: il direttorio catechetico non è farina del sacco di Kiko, è un brainstorming sincretico di autori vari.

Gli "scritti giovanili" sono importantissimi nello studio di un autore. Senza la "Vita nova" tanti passi della "Divina Commedia" sarebbero oscuri. Mi perdoni il Sommo Vate per l'esempio blasfemo :-)

sandavi ha detto...

Fino a pagina 65 non ce ne sono. Sto proseguendo la traduzione, non sempre facile.
Complessivamente è un misto di brani della scrittura (anche se finora solo Isaia e i Vangeli) a cui seguono considerazioni personali o esempi pratici di cose accadute a lui.

Ci sono degli eventi interessanti. Sembra che Kiko abbia passato del tempo in un sanatorio, anche se non si capisce bene e non si sa né come, né perché. Sembra anche che facesse una vita non esattamente limpida, e che abbia partecipato anche a una rapina.

Verso la fine trae le sue conclusioni, che sembrano essere il suo pensiero fondamentale, in tanti aspetti che poi si ritroveranno nel Direttorio e nelle sue numerose esternazioni.

E' come un abbozzo, un Direttorio allo stadio fetale. E penso anche io che la data non si riferisca affatto al momento in cui è stato scritto. Credo che lo abbia vergato molto tempo prima, a brani, e poi abbia riunito il tutto nel 1967. In quell'anno il cammino era già iniziato e se non sbaglio già esisteva la prima comunità a Zamora.


sandavi ha detto...

Oh oh oh! Attenzione! La prima comunità di San Fortis, in Zamora, è nata nella Quaresima del 1967! Elementare Watson!

Zamora

Lino ha detto...

"E' come un abbozzo, un Direttorio allo stadio fetale"

Non può essere un "Direttorio allo stato fetale" se manca un riferimento ricorrente ai simbolismi ebraici, al cammino nel deserto, all'uscita dall'Egitto alla Terra Promessa, all'uscita dal peccato, alla liberazione dagli idoli, al Battesimo sul Giordano, etc. etc. etc.. Quelli relativi a Isaia (immagino al "Servo sofferente" di Isaia) mi appaiono coerenti con il contesto trattato nel "vangelo dei miserabili": una teologia dei sottoproletari, mi ripeto. Sottoproletari che di beni dei quali liberarsi hanno ben poco.

Attendo curioso la traduzione.