giovedì 1 maggio 2014

Testimonianza da Louis

E' il mio primo commento sul blog: non essendo un neocatecumenale mi sono dovuto informare dopo aver scoperto che la mia fidanzata appartiene al Cammino, visto che neppure lei conosce le tappe che dovrà affrontare. Pur non condividendo sempre i toni aspri e l'astio che trasudano certi interventi, però (purtroppo) devo ammettere che il Cammino non stimola l'autocritica e crea profonde divisioni in seno alla Chiesa, nostra madre.

L'avanzata neocatecumenale: ndrùng-ndrùng-ndrùng!
Ciò che più mi sconvolge è la tendenza degli aderenti del CN a non giustificare le loro affermazioni con la ragione (né tantomeno con la fede in quanto non possono giustificare il Cammino con la fede della Chiesa dato che la loro è una fede diversa).

Non si è qui intransigenti verso il rinnovamento portato da un nuovo carisma, non è intransigenza. Qui si difende l'uniformità della fede cattolica, minacciata da idee filo-protestanti e settarie del CNC che vanno a creare una vera e propria Chiesa numero due. La decima, gli scrutini, gli abusi liturgici e, più pericolosamente, la MENTALITA' di questo gruppo creano disagio ai fedeli come me che vorrebbero vivere la fede in modo sereno con la propria fidanzata, ma non possono vista la segretezza e chiusura che accompagna il Cammino.

Detto ciò sottolineo con veemenza che non critico minimamente l'approvazione che la Chiesa ha dato a questo movimento né desidero che esso vada in malora. La mia è una lamentazione e una denuncia sulla base della mia coscienza ed esperienza personale. Spero che questa lamentela non sia scambiata per superbia... voglio solo vivere meglio il rapporto con la mia fidanzata, tutto qui e il CNC è un grosso intoppo.

Un'ultima cosa: sono stato invitato ad una celebrazione neocat privata e vi posso assicurare che la comunione l'hanno tutti presa insieme e seduti al loro posto. Ero completamente ignaro all'epoca del CN e mi sono molto sorpreso tanto che mi sono rifiutato di farla in quel modo, credendola una cosa sconveniente e poco rispettosa del Ss. Sacramento (tutto questo prima di informarmi a riguardo). Spero che la mia testimonianza sia utile a qualcuno, non per perdere la Fede ma per ritrovarla!

(da: Louis)

75 commenti:

Uomo Libero ha detto...

Louis, stai attento. A me, capitò la stessa cosa, con la mia ex fidanzata, neocatecumenale lei e tutta la sua famiglia di 6 figli. Fui invitato alle celebrazioni, poi la mia ex mi "invitò" a frequentare le catechesi per adulti, il primo passo per entrare nella loro comunità (setta). Dopo aver frequentato qualche catechesi e viste le cavolate che dicevano, ho lasciato. Dopo un mese, la mia ragazza mi lascia, perchè avevo problemi lavorativi, ma lasciandomi la speranza che se li avessi risolti, sarebbe tornata da me. Quei problemi li risolsi e glielo feci sapere, ma a e lei non interessava minimamente. Da solo, ho poi scoperto che lei mi ha lasciato poichè non ero entrato nel cammino. Mi aveva sempre mentito, dandomi false speranze di un ritorno da me. Il suo "amore" era subordinato alla mia entrata nella sua comunità, quindi non era amore, io le servivo solo per uno scopo:entrare nel cammino e sposarla per avere una caterva di figli, diventare succube dei suoi catechisti. Questa gente è fanatica e plagiata, attento!

Pietro ha detto...

Caro Luis, anche io, come te, non sono del Cammino, e anche io, come te, non sono chiuso ai suoi meriti, ma ho notato anche alcune ombre pericolose.
Io credo che il Cammino si attenga, in linea generale, agli statuti, ma non basta ubbidire formalmente agli Statuti, perché questi rappresentano solo le peculiarità del Cammino i cui aderenti, insieme a tutti gli altri credenti, devono ubbidire anche a tutto il resto. Ed è soprattutto in quel resto che la Chiesa deve vigilare, ma non solo sugli aderenti al Cammino, ma su tutti. Con gli statuti approvati non è, perciò, in gioco il carisma neocatecumenale, ma rimane da verificare la prassi dei suoi aderenti allo stile della Chiesa.
Il Cammino in se, infatti, ricco di vocazioni e di famiglie numerose, come non potrebbe essere apprezzato da tutti se desse anche testimonianza di apertura verso ciò che nella Chiesa non appartiene al Cammino, se manifestasse grande stima verso gli altri movimenti e verso i semplici cristiani, se mostrasse la capacità non solo di insegnare ma anche di ascoltare e imparare, se si astenesse da giudizi, ecc.?
La vera obbedienza alla Chiesa non si riduce ad una questione formale, ma è sottomissione del cuore nella fede che la Verità la amministra la Chiesa. Obbedire, perciò, consiste innanzi tutto nel conformarsi al pensiero e allo stile della Chiesa universale, cioè del Magistero.
Io ho amici nel Cammino che mi sono di esempio di fede e di umanità e disponibilità. Ma, devo dire, che ho visto anche errori, che più vengono eliminati più permetteranno al Cammino di portare frutti copiosi.
Qui di seguito riporto 2 di questi errori di cui sono stato testimone.
1) Mi è stato riferito da amici del Cammino che quando dei coniugi del Cammino scelgono responsabilmente di distanziare le nascite, in alcuni casi decidono di non servirsi dei metodi naturali, ma di astenersi del tutto dai rapporti coniugali. Cosa che mi insospettisce perché ci può essere il rischio di confondere l’austerità con la verità: non sempre ciò che è più asutero è più vero. Non vorrei che alcuni del Cammino considerino i metodi naturali come un rimedio che Dio ha concesso ai “deboli” per la durezza del loro cuore, nonostante i Papi hanno più volte detto che sono conformi alla dignità umana (perciò non esistono 2 Chiese e 2 morali, quelle di serie A e quelle di serie B).
2) Una domenica ho partecipato alla Messa vespertina in una parrocchia in cui il Cammino è molto forte. Celebrava un cappuccino del Cammino e la metà dei fedeli presenti in Chiesa erano neocatecumenali. Il cappuccino ha detto cose bellissime sulla morale coniugale e sulla bellezza delle famiglie numerose, ma il cipiglio era tale e il tono talmente aggressivo e di sfida, da sembrare quasi rabbioso e accusatorio contro coloro che erano “colpevoli” di non appartenere al Cammino. Sebbene a me non dispiacciono le omelie “toste”, lo stile usato dal cappuccino mi ha lasciato esterrefatto. Uno stile che è l’esatto contrario di quanto raccomanda e comanda la Chiesa.
Se il Cammino riuscirà a superare certe esagerazioni, peraltro piuttosto normali in un movimento radicale e di tanti convertiti, allora potrà portare molti frutti alla Chiesa, altrimenti rischia di diventare sterile.

by Tripudio ha detto...

Pietro,

in realtà non è vero che il Cammino si attiene agli Statuti. In modo particolare sulla liturgia disubbidisce totalmente agli Statuti, ma disubbidisce anche in linea generale (rapporto coi vescovi, rosario, adorazione...). Aggiungiamo pure che lo stesso Kiko esige cose che non stanno nello Statuto (per esempio sulle "decime", oppure con la pretesa che le parrocchie diventino «comunità di comunità neocatecumenali», pretesa avanzata addirittura di fronte al Papa lo scorso 1° febbraio 2014).

Il cosiddetto carisma neocatecumenale infatti si fonda esattamente sugli strafalcioni liturgici e dottrinali. Se fosse un vero carisma donato alla Chiesa allora esigerebbe solo la sana liturgia della Chiesa e insegnerebbe solo la sana dottrina della Chiesa. Invece il Cammino ha bisogno di deviare, fin dai suoi inizi: e le deviazioni dalla missione della Chiesa non sono certo dono dello Spirito.

Il buon cuore degli aderenti - come ad esempio la disponibilità ad andare in missione - è certamente un dono dello Spirito. Ma questo dono viene ancor oggi inquinato dall'idolatria e dai summenzionati strafalcioni.

L'invocare la vigilanza della Chiesa - scusami la franchezza - suona un po' ipocrita. L'autorità della Chiesa ha già ripetutamente stabilito che gli strafalcioni liturgici vanno azzerati: tali decisioni sono state pienamente recepite dallo Statuto del Cammino (art. 12 e 13 da leggere «nella loro integralità»), ma ancor oggi il Cammino disubbidisce. Papa Francesco, il 1° febbraio 2014, ha dovuto ricordare ancora una volta al Cammino di non angariare i fratelli del Cammino che vivono la fede in altri modi legittimi. Dunque il problema non sta nella "vigilanza" (che effettivamente c'è), ma sta nel Cammino, nell'idolatria dei due fondatori e nell'uso di ogni astuzia per evitare di ubbidire alla Chiesa.

Il problema è di tutto il Cammino perché tutti ma proprio tutti gli aderenti al Cammino preferiscono ubbidire a Kiko e Carmen piuttosto che alla Chiesa. Altrimenti avremmo avuto almeno una volta notizia di qualche comunità che abbia preferito sostituire la liturgia di Kiko con quella della Chiesa, e le dottrine di Kiko col Catechismo della Chiesa. Invece questo non è mai avvenuto: nemmeno da parte delle vocazioni neocatecumenali, che sono ugualmente soggette al vero "tripode" neocatecumenale (strafalcioni liturgici, corbellerie dottrinali, idolatria degli iniziatori).

Quando qualcuno comincia a dare più importanza alla Chiesa che a Kiko, succede sempre che viene espulso dal Cammino, indotto ad uscire, emarginato, perseguitato dai suoi stessi fratelli di comunità. A meno di non avere la grazia di uscirne con le proprie forze.

La propaganda neocatecumenale tenta di far credere che i problemi del Cammino siano in realtà problemi dei singoli, in modo da limitarsi blandamente a chiedere maggior "dialogo" e minor "mormorazione". Ma come già evidenziato dai fatti, il problema del Cammino è che è un buon vino in cui c'è dentro del veleno.

Il buon vino sono le famiglie numerose, la disponibilità alla missione, ecc. Il veleno è la liturgia degli strafalcioni, la bislacca "catechesi" neocatecumenale zeppa di ambiguità e vere e proprie eresie, e l'idolatria degli iniziatori.

Non puoi lodare un vino avvelenato dicendo che dopotutto è composto per il 99% da ottimo vino.

Non puoi darlo da bere ai tuoi cari dicendo di limitarsi a guardare solo il 99% buono.

Pietro ha detto...

Tripudio,
non solo scuso la tua franchezza, ma la apprezzo. Solo che non sono d'accordo. Se io avessi detto un'ipocrisia, riguardo alla vigilanza della Chiesa, come hai detto, la mia affermazione dovrebbe contraddire quanto precedentemente detto. Ma, rileggendo, non mi pare sia avvenuto. Oppure vuol dire che io ho detto una cosa che non penso. Ma, puoi non crederci, ho scritto esattamente quello che penso. Sì, sono ipocrita a volte e infatti mi confesso soprattutto i peccati che ho commesso consapevolmente. Ma in questo caso no.

psyco ha detto...

In Belgio i "giovani operai cristiani" (JOC) hanno deciso di sostituire la dicitura "giovani operai cristiani" con "giovani combattenti organizzati".

Anche Kiko minacciava di andarsene dai protestanti: a che aspetta?

by Tripudio ha detto...

Pietro,

il problema non sono i miei o tuoi peccati (veri o presunti che siano), ma l'atteggiamento nei confronti del Cammino Neocatecumenale.

È comprensibile che anime di buon cuore e disinformate possano avere una buona opinione del Cammino. Ma quando si comincia a scoprire il vero carattere del Cammino, o si chiudono gli occhi e la bocca e le orecchie (come le classiche tre scimmiette), oppure si matura un giudizio.

Anch'io per un certo periodo della mia vita mi sono sforzato di avere un buon giudizio del Cammino. Ma a poco a poco, per le cose che vedevo e che vivevo, mi rendevo conto di non poter più dire "ma tanto ci penserà la Chiesa, tanto sarà la Chiesa a vagliare, tanto il Signore rimetterà tutto a posto".

Il Cammino ha potuto espandersi proprio perché ci sono state troppe persone (anzitutto ecclesiastici) che hanno taciuto o per convenienza personale o per la convinzione che la vigilanza della Chiesa risolvesse automaticamente tutto.

Anonimo ha detto...

http://es.scribd.com/doc/135199750/Kiko mooolto interessante

Anonimo ha detto...

ECCO PERCHE' I NEOCATECUMENALI FANNO LE 100 PIAZZE E LI PORTERANNO NON IN CHIESA MA ALTROVE.... il PAPA DICE Non ho detto che i sistemi pastorali siano inutili. Anzi. Di per sé tutto ciò che può condurre per i cammini di Dio è buono. Ai miei sacerdoti ho detto: «Fate tutto quello che dovete, i vostri doveri ministeriali li sapete, prendetevi le vostre responsabilità e poi lasciate aperta la porta». I nostri sociologi religiosi ci dicono che l’influsso di una parrocchia è di seicento metri intorno a questa. A Buenos Aires ci sono circa duemila metri tra una parrocchia e l’altra. Ho detto allora ai sacerdoti: «Se potete, affittate un garage e, se trovate qualche laico disposto, che vada! Stia un po’ con quella gente, faccia un po’ di catechesi e dia pure la comunione se glielo chiedono». Un parroco mi ha detto: «Ma padre, se facciamo questo la gente poi non viene più in chiesa». «Ma perché?» gli ho chiesto: «Adesso vengono a messa?». «No», ha risposto. E allora! Uscire da sé stessi è uscire anche dal recinto dell’orto dei propri convincimenti considerati inamovibili se questi rischiano di diventare un ostacolo, se chiudono l’orizzonte che è di Dio.

ileana ha detto...

io non riesco più a credere nel cammino Sono stata tanti anni nel cammino neocatecumenale a scandicci FIRENZE con mio marito.Tante cose non tornavano comunque quando per la malattia di mio padre abbiamo dovuto lasciare i catechisti ci hanno detto che questo era male e i fratelli non ci hanno più guardati. Ma questo è niente confronto a quello che sto subendo oggi:mio marito dopo trenta anni di matrimonio è andato via di casa e mi ha completamente abbandonata.Ho saputo che frequenta il cammino neocatecumenale a Signa con una donna forse la sua nuova compagna hanno fatto il primo passaggio e mi sono vista recapitare a casa una richiesta di annullamento dal tribunale ecclesiastico. un testimone di questo annullamento è proprio il responsabile della comunità di Signa.Ho scritto al vescovo ma lui ha preferito tacere sull'operato del cammino.Questo testimone è nato peraltro proprio nell'anno in cui ci siamo sposati e niente può sapere del nostro matrimonio.E' uscito anche un articolo sulla mia vicenda sul giornale Metropoli ma il cammino neocatecumenale ha taciuto e purtroppo l'avvocato mi ha detto che non sono perseguibili per legge.Non so cosa hanno fatto a mio marito,cosa gli sta facendo questa donna ma affermare che non era consapevole di contrarre un matrimonio cristiano dopo trenta anni di convivenza mi pare sia un poco insensato.Non so come andra a finire la causa certo che io non credo più neanche alla chiesa visto che sta tacendo.pregate per me.Grazie!

Mauri54 ha detto...

Mauri54
Solo una impressione sul post. Io non ho nessuna, dico NESSUNA difficoltà a credere che ciò che scrive Louis sia del tutto vero. Ma leggendo quello che dice, purtroppo - e sono disposto a rimangiarmi tutto - le sue affermazioni sembrano un copia-incolla di tante testimonianze già lette. Sembra un Déjà Vu'. Non so, mi sembra una ripetizione di cose già sentite. Correggetemi se sbaglio.

Valentina Giusti ha detto...

Era un post pubblicato in un thread precedente che è stato riproposto.
Da ciò il deja vu...

by Tripudio ha detto...

Mauri54,

ti prego di notare che le testimonianze prefabbricate dei neocatecumenali sono tutte uguali nel loro gergo, nel loro stile, nella loro forma, nelle loro parole, nel loro vendere tutto fumo e niente arrosto.

Invece le testimonianze sulle storture del Cammino partono sempre da un dolore concreto. Come la testimonianza di Ileana delle 22:23, a cui assicuro le mie preghiere. Preghiamo sempre per le vittime della "spiritualità neocatecumenale".

ileana ha detto...

Grazie per la vostra solidarietà Voi siete veramente figli Di Dio e quello Vero!

Anonimo ha detto...

SONO VICINA AD ILEANA E LA CAPISCO BENISSIMO ANCHE LA MIA FAMIGLIA E' STATA ALLONTANATA DAL CAMMINO NONOSTANTE LE GROSSE CATTIVERIE RICEVUTE DAI FRATELLI E DALLE SORELLE (CON UN COMPORTAMENTO OMERTOSO VERSO LA MIA FAMIGLIA),MA SONO CERTA CHE IL SIGNORE MI RENDERA' GIUSTIZIA PER IL MALE CHE HO RICEVUTO. ILEANA NON DISPERARE RICORDATI CHE IL SIGNORE TI VUOLE BENE ANCHE SE NON SEI NEOCATECUMENALE, LA VITA ETERNA E' PER TUTTI I SUOI FIGLI. CORAGGIO TI SONO VICINA CON LA MIA PREGHIERA. ALESSIA

Ruben ha detto...

@ileana
Consiglio ad Ileana,di scrivere con fiducia direttamente al Papa; posso assicurare,anche da testimonianze di persone a me vicine,a cui è stato risposto,che risponde a tutti,ed in tempi anche ragionevoli.

Indirizzo:
Sua Santità Francesco, Casa Santa Marta, 00120 Città del Vaticano.




Valentina Giusti ha detto...

A Ileana:
sull'annullamento del matrimonio penso di poterti assicurare che la Chiesa ci va con i piedi di piombo, ne ho avuto esperienza.
Soprattutto se la motivazione è quella proposta da tuo marito, che a mio parere è quella più debole, e se uno dei due coniugi non è d'accordo.
In particolare, a meno che anche tu non sia interessata ad ottenere l'annullamento, ti consiglio di rivolgerti ad un avvocato rotale per la tutela della verità e dei tuoi diritti.
Pensa che lo fai anche per il loro bene (di tuo marito e della sua nuova compagna) perchè promuovi anche in loro la maturazione e la riflessione sul loro rapporto.

A Pietro:

certi aspetti che definisci esasperati nel Cammino (il cipiglio del frate cappuccino, la morale coniugale di serie A, l'obbedienza di facciata agli Statuti) , temo non siano delle caratteristiche accessorie di cui si possa emendare, ma che facciano parte dell'identità nc.
Quando Kiko dice "non possiamo celebrare la Veglia separatamente...ci sono dei vescovi/dei parroci che ci criticano...ci chiedono di rivedere la nostra catechesi perchè non è adatta ai giovani..." poi aggiunge sempre "è un disastro...una tragedia...io soffro...i fratelli andranno dai protestanti...".
Cioè ogni correzione, anche fraterna, è una minaccia alla sopravvivenza dell'esperienza nc in toto e come tale viene combattuta, ignorata, negata (come le recenti raccomandazioni di papa Francesco).
Questo perchè l'esperienza neocatecumenale (catechesi, insegnamento morale e liturgia) è la perfetta immagine del suo Fondatore che esercita un controllo ferreo, tramite una cinghia di trasmissione gerarchica, fin sull'ultimo adepto della più piccola comunità appena fondata.
Permettimi poi di dissentire dalla definizione "movimento...di tanti convertiti".
La maggior parte delle adesioni il cammino le fa tradizionalmente tra i cattolici che frequentano la parrocchia, ora addirittura sono i figli nc che costituiscono il nerbo principale delle nuove comunità.
Non definirei la scelta di partecipare ad una esperienza cattolica fra le tante una "conversione". Gli aderenti di AC, Scout, Comunione e Liberazione, Focolarini li definiamo forse "convertiti"?
Attenzione, lo stesso linguaggio che viene usato identifica il Cammino come "altro" dalla Chiesa, un culto "nuovo" al quale ci si debba convertire!

Anonimo ha detto...

Ma vi rendete conto del potere ha kiko che se si incavola la chiesa trema!!!!

Anonimo ha detto...

Mi dispiace per Ileana, davvero, ogni volta che leggo esperienze simile alla tua mi si riapre nel cuore una voraggine che mi fa male...purtroppo sono arrivata alla conclusione di pensare che è tutto inutile, il cammino è ovunque, è forte, ha appoggi molto potenti, i parroci non contano nulla, non hanno potere decisionale e non possono aiutare chi esce dal cammino, il Papa è circondato da vescovi che non gli riferiscono altro che la bella facciata del cammino, quello che viviamo noi usciti da lì nessuno lo sa, siamo zero per loro, c'è paura di affrontarli, e il Papa non conosce i particolari, le sofferenze di chi esce...Ti sono vicina Ileana e prego per te, forza che Dio è immensamente innamorato anche di noi! Lucia da Napoli

Anonimo ha detto...

http://www.camineo.info/news/153/ARTICLE/31167/2014-05-01.html eccolo che inizia a chiamare i giovani per l'Asia in ogni dove.

Anonimo ha detto...

Non sarebbe possibile creare un dossier cartaceo con tutte le numerose testimonianze contenute in questo sito e mandarlo al papa?

Anonimo ha detto...

Cara Lucia hai proprio ragione,ma anche nel mio caso il parroco anche lui molto coerente con il cammino si è messo contro la mia famiglia, e non serve scrivere nemmeno al Papa perchè qualora la lettera venga letta da qualcuno in Vaticano legato al cammino allora è finita, viene buttata in un angolo o penso addirittura cestinata. Io ho scritto una volta a Papa Benedetto, e due volte a Papa Francesco e non ho ricevuto alcuna risposta. Un sacerdote mi ha detto che il Papa risponde al Vescovo di appartenenza, quindi considerando il mio PASTORE (Vescovo) e avendoci parlato più volte penso proprio che non avrò mai risposta. Loro sono potenti, io sono una poveraccia. Però sono certa che un giorno tutti dovremo rispondere dei nostri peccati anche cardinali, vescovi, sacerdoti. Ognuno ha la propria coscienza. Io credo tanto nella giustizia divina.Alessia

Ruben ha detto...

@Valentina Giusti
Non definirei la scelta di partecipare ad una esperienza cattolica fra le tante una "conversione". Gli aderenti di AC, Scout, Comunione e Liberazione, Focolarini li definiamo forse "convertiti"?"
---
Farei un filo di differenziazione;
visto che "conversione" altro non significa "cambiamento", AC e scout,aggregazioni Ecclesiali pre conciliari non richiedono nessun tipo di "conversione" in quanto i propri iscritti di fatto e di diritto, sono già convertiti in quanto hanno rinunciato a Satana,prima col Battesimo,poi confermando in piena età della ragione con la Cresima.
Altro sono CL e Focolarini(entrambi post conciliari),dove in ogni caso devi "cambiare"(ecco la conversione), per adeguarti a nuove regole o statuti che siano.
Magari,sia Cl che i Focolarini,visto che almeno per le cose di Fede non sono "chiacchierati", gli Statuti li osservano.

by Tripudio ha detto...

Ne sono stati mandati tanti, di dossier cartacei, e ne abbiamo mandati anche noi.

Molte volte si commette l'errore di scriverli con il cuore, quando invece vanno scritti con freddezza asettica e precisione da farmacista. Infatti la prima linea difensiva dei kikos e dei loro «oliati» è il vittimismo: "ci criticano perché ci odiano, ci odiano perché non ci capiscono!" Per questo motivo quando si scrive a qualche ecclesiastico non basta dire "sono eretici" oppure "mi hanno fatto del male".

Dossier "cartacei" sono stati pubblicati in tutte le librerie in più occasioni ad opera di padre Enrico Zoffoli, don Elio Marighetto, don Gino Conti, ecc., non solo analizzando la velenosa spiritualità neocatecumenale, ma anche pubblicando testimonianze molto, molto circostanziate.

Finora non è servito a molto, ma possiamo stare certi che quando le cose si metteranno male per il Cammino, quelle testimonianze oggi seppellite nei cassetti e nelle pattumiere curiali torneranno tutte subito all'attenzione della gerarchia ecclesiale.

Gli oscuri "potenti appoggi" del Cammino hanno tessuto una rete di protezione ai livelli più alti, una rete conosciuta da tutti i vescovi e che nessuno si permette di criticare. C'era un vescovo del sud (ora ritirato) a cui erano state testimoniate verbalmente e per iscritto le storture del Cammino, e lui nonostante fosse totalmente d'accordo con tutte le critiche concluse che non si poteva "fare una guerra" e scatenare un inutile pandemonio senza la benché minima certezza di smuovere le acque ai piani alti. Come per la lobby dei preti gay, così anche la lobby neocatecumenale conta su una fitta trama di appoggi attraverso favori incrociati, ricatti incrociati, «oliature» incrociate, oltre che sulla caparbietà dei cosiddetti "iniziatori" nel portare avanti i loro errori senza minimi scrupoli di coscienza.

Padre Enrico Zoffoli, nell'ultimo periodo della sua vita, ci disse che la nostra generazione avrebbe visto la fragorosa caduta del Cammino proprio nel momento del suo più alto trionfo. Io ancora non so spiegarmi queste sue parole ma sono certo che "teologicamente" ha ragione: il Cammino è opera di mani d'uomo, e in quanto tale è destinata a morire: se non nel dolore, sicuramente nel ridicolo.

Nostro Signore che scruta nel segreto dei cuori ed è giustizia infinita, saprà ripagare con gli interessi tutti i neocatecumenali: sia quelli che mediante il Cammino hanno oppresso, sfruttato, mentito, ingannato, sia quelli che a causa del Cammino hanno subito oppressione, sfruttamento, menzogna, inganno.

Anonimo ha detto...

Buongiorno, a proposito di testimonianze ho trovato questa specie di intervista, molto interessante:
http://www.cdbchieri.it/rassegna_stampa/neocatecumenali.htm

Ele

Pietro ha detto...

A Valentina:

io non sono un ex del cammino e l'idea che me ne sono fatta è attraverso i contatti con i suoi aderenti, come il cappuccino e alcuni miei amici. A volte mi sono trovato a mio agio, altre volte mi sembrava di confrontarmi con degli squilibrati, che parlavano di Kiko con gli stessi toni con cui Catenacci (alias Bracardi) parlava del Duce. La mia esperienza di loro, perciò, è fatta di luci e ombre. Ma ora, a statuti approvati, è necessario che le ombre si dileguino al più presto. Ma, se la situazione è desolante come tu dici, il Cammino rischia di non fare più molta strada,

PS: quando parlavo di convertiti intendevo dire di persone battezzate, ma lontano dalla pratica religiosa. Una volta ce ne erano parecchi.

Ruben ha detto...

@by Tripudio @Alessia
Per quanto riguarda gli effetti pratici dell'invio di "notizie" riguardanti il Cammino in Vaticano,
sono perfettamente d'accordo con voi,lasciano il tempo che trovano...
In ogni caso, bisogna tener conto,che ogni "insabbiamento" od omissione di atti,è una decisione di libero arbitrio, per il bene o per il male da parte di chi la compie.
Il Signore è un buon amministratore: per ogni azione
negativa,necessariamente si crea
un corrispondente di positività(Giustizia infinita), fruibile dal defraudato;quando non è dato a sapere.
Quindi magari,visto che sicuramente non ci si rimette nulla,forse,è anche utile tentare ancora di scrivere.

Lino ha detto...

O.T. (ma non troppo)
Padre Enrico Zoffoli, probabilmente, anche per il modo con il quale era venuto a conoscenza del direttorio catechetico NC, aveva capito una cosa: il Cammino meocatecumenale sopravviverà fino a quando saprà mantenere il segreto della sua natura.

Il libercolo di Kiko è un'altra finestra che, inopinatamente per i neocat, si è spalancata sul mondo.

Il precedente post sul libercolo si era fissato sull'occhio che vede tutto.
Non ho avuto il tempo di discutere sulla postura della mano destra nell'omino disteso a terra, nel terzo disegno, a pag. 44 del libercolo:
"Spirale"
Osservate bene le dita della figurina distesa a terra. E' naturale, casuale?

Vi do un indizio: il segno è quello della spirale. Della spirale ne parla anche Guénon, naturalmente. Una spirale, nel linguaggio speciale di "quel gruppo", è tutto un programma :-)

Seguite voi l'indizio della spirale.
Mica posso io, da solo, "spifferare" tutto il repertorio del simbolismo di Kiko? ;-)

P.S.
Non ditemi, per favore, che quella postura rinvia al cristogramma delle icone: differenti sono le posizioni della dita.

Anonimo ha detto...

Ancora in Cammino

Ileana@ Sono stata tanti anni nel cammino neocatecumenale a scandicci FIRENZE con mio marito.

Allora forse conosci ho hai sentito parlare di un catechista itinerante di lungo corso, Roberto, detto Bob, che una trentina di anni fa andò itinerante in Brasile.

mi sono vista recapitare a casa una richiesta di annullamento dal tribunale ecclesiastico.
...
ma affermare che non era consapevole di contrarre un matrimonio cristiano dopo trenta anni di convivenza mi pare sia un poco insensato.


Non so quanto tempo sei stata in cammino e da quanto ne sei uscita. Perché se quello che scrivi è vero l'arma più potente che hai per opporti ad una richiesta simile (che se è vera è veramente abominevole) è proprio dall' "interno" del cammino. Infatti una cosa che hanno negli ultimi anni detto e ridetto è che i matrimoni sono indissolubili quasi in assoluto mentre vengono concessi troppi annullamenti e con troppa facilità (in una convvenza di inizio corso di non troppi anni fa è stato uno dei temi in rilievo). Quindi opporsi ad una richiesta di annullamento da parte di uno che fa il cammino è del tutto naturale per il cammino stesso.

Valentina Giusti ha detto...

Il consiglio di Ancora in Cammino di rivolgersi ai membri della comunità frequentata da Ileana e dal marito come testimoni in un eventuale causa di annullamento potrebbe essere valido, temo però più per il marito che per lei! Dubito infatti che possano testimoniare contro un "fratello" a favore di una fuoriuscita; benchè in generale contrari agli annullamenti (se riguardano le coppie in comunità), non mi stupirei se, in un eventuale causa, testimoniassero invece a favore del marito, a quell'epoca così immaturo e subornato dalla moglie da uscire dal Cammino (per poi ravvedersi con la nuova compagna e rientrare in comunità).
Ileana, se vuoi andare fino in fondo, scegliti un buon avvocato rotale e fatti consigliare da lui.
Non prendere decisioni emotive!

Valentina Giusti ha detto...

N.B.
Una domanda per Ancora in Cammino :
Il marito di Ileana con la fidanzata ha fatto il primo passaggio.
Ileana sì è vista recapitare la richiesta di annullamento.
Prova un po' ad indovinare CHI glielo può aver suggerito?
(subito dopo che lui ha denunciato la propria croce)

Anonimo ha detto...

Ancora in Cammino

Il marito di Ileana con la fidanzata ha fatto il primo passaggio.
Ileana sì è vista recapitare la richiesta di annullamento.
Prova un po' ad indovinare CHI glielo può aver suggerito?
(subito dopo che lui ha denunciato la propria croce)


Non credo che sia andata così perché, dalla mia esperienza di passaggi è semmai il contrario. In caso di abbandono da parte del coniuge si esorta a vivere questa realtà senza odiare e anzi amando il coniuge che ha abbandonato pregando per lui/lei perché è sempre tuo marito/moglie. Nel caso opposto (chi abbandona è del cammino) si chiede di ritornare col coniuge e comunque di non vivere in situazione di peccato.

E' per questo che mettendo alla luce del sole la cosa (ripeto sempre che sia vera), l'arma principale verso richieste di annullamento come quella è la prassi del cammino stessa.

Sebastian ha detto...

Lino, io non ne so molto, ma ho trovato questo sulla spirale:

nel “Dizionario massonico”, alla voce “spirale” c’è scritto: «Antichissimo segno che simboleggia l’esistenza dell’uomo ed il suo ritorno all’origine... (la spirale) simboleggia anche la potenza dinamica dell’universo, il Princìpio Creatore, il G.A.D.U. (...)»1.
[...]
La “spirale”, però, oltre a simboleggiare il modo di intendere Dio, per la Massoneria, simboleggia anche il suo modo di intendere il “cammino di fede”, o meglio il “percorso iniziatico” che l’uomo dovrebbe seguire per adempiere il “disegno divino”.

In un libro documentatissimo sulla Massoneria, infatti, leggiamo: «La Spirale è segno di evoluzione-involuzione nel bagaglio simbolico degli alti iniziati. La Spirale continua che, in forma di sentiero, si inerpica lungo i fianchi della montagna, è il “Sentiero del Pellegrino”, cioè la via iniziatica. La cima della montagna si perde in linea verticale verso l’infinito spirituale: è l’asse del mondo, “Asse universale” dell’unica verità professata dall’Alta Massoneria, il passaggio tra la terra e il cielo configurato dalla Gnosi: la divinizzazione dell’Uomo»7.


Tuttavia la fonte è un sito che non so quanto sia affidabile. Addirittura dicono che la Chiesa di San Pio sia tutta massonica.

Certo che se queste cose son vere, tale simbolo sul libro del fondatore di un percorso iniziatico ha un significato abbastanza lampante.

Fonte: http://www.chiesaviva.org/nuova-chiesa-a-spadre-pio/quarta-pagina.html

Lino ha detto...

Credo che quell'articolo che hai segnalato sia (o ne riprenda uno) di Francesco Colafemmina, anche se non ne ho letto il nome, Sebastiano. Con il quale Colafemmina non sono sempre d'accordo, talvolta mi pare esagerato. Nello studio simbolico occorre prudenza.
Tre cose, però, le do per certe:
1) La mano è atteggiata a forma di spirale. Il segno è noto ed è un segnale di riconoscimento
2) la spirale si rifà alla proporzione aurea - proporzione di perfezione - e significa un cammino iniziatico di perfezionamento. La scala a chiocciola (una doppia spirale) esprime il concetto della "salita" Non nel cristianesimo, naturalmente (e la scala di Giacobbe non era a chiocciola). Questo si ritrova anche in Guénon.
3) In tre disegni, nel libercolo, ci ritrovi: a) l'occhio che vede tutto b) La mano atteggiata a spirale c) un braccio a squadra.

Che quella mano a spirale stia in una persona distesa a terra, poi, è assolutamente emblematico: la conoscete la storia dell'uomo morto che deve rinascere nel cammino, vero?

Il libercolo (mai stampato, immagino) va approfondito. E' davvero una bomba.

Valentina Giusti ha detto...

Mi permetti di dubitarne?
Per un motivo in particolare.
Il signore in questione è separato, forse già divorziato ed è entrato in cammino con la sua nuova fidanzata/moglie.
Nessuno lo ha rimandato dalla prima moglie, anzi. Sono arrivati al primo passaggio senza colpo ferire. Lì qualcuno (il catechista?) si è ricordato di questo particolare. Superabile con la richiesta di annullamento. Anch'io qualche esperienza di mentalità nc e di passaggi ce l'ho.

Sebastian ha detto...

Anche io ricordo di una signora che era divorziata, poi è entrata in comunità (non la mia) e ha cominciato il processo di annullamento alla Sacra Rota. Conosco la figlia (ha la mia età), e ricordo che la cosa era abbastanza pesante per lei.
Non posso dire se siano stati i catechisti ad indurla a questa scelta, ma certamente non hanno fatto nulla per tentare di dissuaderla.

Anonimo ha detto...

Il catechista Bob dovrebbe essere questo:
http://www.sanbartolomeointuto.it/index.php?cms_detail=90&cms_id=6

by Tripudio ha detto...

Da tempo la Sacra Rota è diventata il primo e unico rimedio alle cosiddette crisi matrimoniali di quelli che vogliono continuare a spacciarsi per cristiani.

Ho testimonianze dirette e precise di situazioni molto diverse (in alcuni casi giustamente severi, in altri casi inspiegabilmente faciloni), il che mi fa pensare ad una specie di lotteria: se "vinci" e allunghi abbastanza soldi, dichiarerebbero nullo anche il matrimonio di Enrico VIII.

Siccome quella certa coppia ha superato il primo passaggio e si appresta a fare il suo ingresso nel mondo delle "decime", è ovvio cosa preferiranno i cosiddetti "catechisti".

Del resto è solida tradizione neocatecumenale preferire di "annullare" i matrimoni quando uno dei coniugi lascia il Cammino (si veda ad esempio il caso Faustini). Nel Cammino gli unici matrimoni considerati "indissolubili" sono in realtà solo quelli tra camminanti attivi. Ma questo, nella loro assillante propaganda, non osano ammetterlo.

ileana ha detto...

Ringrazio tutti voi per le belle parole che mi state dicendo e i bei vostri consigli.Vi voglio veramente molto bene.Cercherò di darvi meglio che posso delucidazioni sulla questione. Vi premetto che il mio è un caso eclatante del quale anche la stampa se ne sta occupando.Io sono una insegnante di scuola statale di ruolo da ben quaranta anni e ho attualmente sessanta anni.Mio marito giovanni ha attualmente cinquantotto anni.Non siamo ragazzini dunque.Mio marito è autista di scuolabus nel comune di Signa (Firenze)Ci siamo sposati in chiesa totalmente consapevoli di quello che era un matrimonio cristiano.Mio marito non aveva problemi psicologici. Siamo stati insieme trenta anni,abbiamo frequentato il gruppo religioso del cammino a scandicci poi siamo entrati nel gruppo di preghiera della casa Santi Arcangeli dove facevamo insieme attività di volontariato,insieme siamo stati nel 2005 a Medjougorie,due volte a Lourdes,a S Giovanni Rotondo.Non abbiamo figli perchè ho avuto un aborto a trenta anni e dopo nonostante fossimo aperti alla vita non ci sono più venuti.Andavamo d'accordo ma all'improvviso nel 2007 ottobre mio marito abbandona la casa senza una parola dicendomi che aveva un brutto periodo e che voleva stare un po da solo.Poi mi si è rigirato come una iena dicendo che voleva l'annullamento,che lui era morto per me che non lo dovevo chiamare nemmeno se mi sentivo male .Premetto che io non ho nessun parente e sono sola al mondo:A nulla è valso l'intervento del sacerdote nostro confessore. Sono passati sette anni in cui ho traversato l'inferno.Solo Nel 2009 è venuto fuori che si vedeva con la compagna amica di mia cognata.Premetto che mia cognata tutta chiesa non mi ha più guardata e che è impossibile parlare con mio marito che quando mi vede scappa o si nasconde.Mi vergogno anche a dire queste cose Ma tutto è rigorosamente documentato con tanto di testimoni.Ho dovuto con l'avvocato mio malgrado fare la separazione perchè arrivavano a casa che tra l'altro è ancora in comune le sue pendenze da pagare.Ma veniamo al dunque.Circa tre anni fa ho scoperto che la nuova sua compagna e mio marito frequentano assiduamente il Cammino Neocatecumenale di Signa dove lui fa l'ostiario.Vi farei vedere la faccia di una certa Luci del cammino quando gli ho detto che io ero la moglie di Giovanni e cosi della mia nuova collega che frequentava il cammino!Comunque i sacerdoti che mi seguono compresi i Cavalieri di Maria di Pulica e tanta gente mi ha consigliato di andare direttamente dal parroco e mi ci ha portato proprio una signora che è nel cammino a scandicci e che frequenta la mia parrocchia.Il caro Don Alessandro di Signa che guarda in cagnesco tutti i conviventi,divorsiati ecc.non mi ha fatto parlare molto mi ha chiuso la bocca dicendomi che lui non era arbitro del mio matrimonio e che lui la comunione a mio marito glie la dava perche faceva il cammino da solo senza nessuno.Quindi per questo prete catecumenale il fatto di aver abbandonato la moglie di non rivolgergli più la parola non è un peccato grave e si può fare un cammino di fede in questo stato.Ma questo non sarebbe stato niente se li dentro non avessero spinto mio marito che mi sembra diventato un rincoglionito a chiedere un annullamento di un matrimonio durato trenta anni per incapacità a discernere gli obblighi del matrimonio cristiano.Anche l'avvocato rotale che segue questa causa ma è normale? Potrei parlare di tante cose pazzesche il responsabile della comunità che si è messo come testimone e che è nato l'anno che ci siamo sposati ma è normale?E' per il bene dell'anima di mio marito che i catecumenali hanno fatto questo?Di

Anonimo ha detto...

La circostanziata testimonianza di Ileana (ri)apre il problema di una reale giurisdizione in materia di plagio. Inutile riaprire decennali e sterili dibattiti ma è dato di fatto che le misere normative vigenti in merito ad abuso della credulità popolare & simili risultano inefficaci. Bene inviare dossier in copia anche al Papa; benissimo sarebbe avere le Procure della Repubblica e la Guardia di Finanza come primo destinatario di tali dossier.

ileana ha detto...
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ileana ha detto...

Appunto io non capisco come dicono che i matrimoni sono indissolubili e poi proprio il responsabile della comunità neocxatecumenale si è messo come testimone di un annullamento.Io trasecolo.Veramente Ma Dio IN chiesa dov'è.Perche il cammino è nella chiesa,la chiesa cattolica,apostolica romana.Povero Gesù!

Anonimo ha detto...

@ ILEANA.tu dici: è uscito anche un articolo sulla mia vicenda sul giornale Metropoli, faccelo vedere e ti crederemo, altrimenti mi sembra strano il tutto!

by Tripudio ha detto...

Chi è questo ridicolo anonimo delle 9:57 che dall'alto del suo anonimato pretende di conoscere i dettagli della brutta vicenda di Ileana?

Vada a cercarsi lui stesso l'articolo del giornale.

Michela ha detto...

Anonimo ha detto...

@ ILEANA.tu dici: è uscito anche un articolo sulla mia vicenda sul giornale Metropoli, faccelo vedere e ti crederemo, altrimenti mi sembra strano il tutto!


E' ovvio che non riesci a crederci: chi professa un culto di tipo idolatrico tende a non voler cogliere gli elementi che sono in dissonanza con l'immagine interna che ci si è fatta dell'idolo.

E' molto più semplice negare il fatto e accusare di menzogna chi mette in ombra l'immagine dell'idolo

Invece chi conosce bene il cammino e i suoi mecccanismi sa che la storia di Ileana è credibilissima, perchè tante volte abbiamo visto che per difendere l'idolo-cammino si è cercato di nascondere la verità anche contraddicendo quello che viene pubblicamente insegnato dai catechsti.

Quindi se il coniuge fa il cammino allora è "l'uomo o la donna che Dio ha scelto per te dall'eternità",
se il coniuge ti conduce fuori dal cammino, allora il matrimonio deve essere nullo.

Anonimo ha detto...

Il catechista Bob dovrebbe essere questo: http://www.sanbartolomeointuto.it/index.php?cms_detail=90&cms_id=6

Sì è proprio lui. Ricordo che era anche cantore e per questo si era fatto crescere di 2 o3 cm l'unghia del pollice destro. Se ricordo bene prima di andare itinerante lavorava le pelli.

Anonimo ha detto...

Ancora in Cammino

il responsabile della comunità che si è messo come testimone e che è nato l'anno che ci siamo sposati ma è normale?E' per il bene dell'anima di mio marito che i catecumenali hanno fatto questo?

Come dicevo il comportamento del responsabile è assolutamente anomalo rispetto alla teoria e soprattutto alla prassi del Cammino. Quindi se le cose sono andate così io propenderei più per un "rilassamento" locale della prassi legata magari anche al fatto che la comunità attuale del marito non è quella in cui era stato all'inizio con la moglie.
Questa "indipendenza" locale potrebbe essere accresciuta dal fatto che, se ricordo bene, le comunità di Firenze e dintorni non sono seguite da catechisti itineranti ma sono seguite dalle prime comunità di Firenze.
Se c'è questo "rilassamento" locale i primi che dovrebbero esserne informati sono proprio gli alti livelli del Cammino.

Anonimo ha detto...

Ancora in Cammino

Quindi se il coniuge fa il cammino allora è "l'uomo o la donna che Dio ha scelto per te dall'eternità",
se il coniuge ti conduce fuori dal cammino, allora il matrimonio deve essere nullo.


Bo Tripudio scusa ma non è così. In molte cose le osservazioni che fate sul Cammino sono condivisibili, ma questo non è il caso. La teoria e prassi è ripeto strettamente quella che ho scritto.

Anonimo ha detto...

Quando sono entrato nel cammino il mio responsabile era un divorziato, vedovo di una seconda moglie che aveva convissuto con lui da divorziato con figli,e di nuovo convivente con un'altra donna.

Tutto alla luce del sole sotto il placet dei catechisti anzi lui più volte all'inizio del cammino quando ancora non ci si conosceva tutti, più volte aveva chiesto ai catechisti di essere sostituito dal suo incarico perchè cosciente della sua situazione di peccato.

il più dei fratelli era all'oscuro della sua situazione e per noi la sua convivente era sua moglie che normalmente ogni sabato sera si comunicavano insieme a tutti noialtri

Per i catechisti tutto questo era un "Segno Divino" e quindi il responsabile restò lui
fino allo scrutinio del primo passaggio dove fu eletto un nuovo responsabile.

Per quattro o cinque anni abbiamo avuto questo responsabile che fra l'altro era anche una brava persona cosciente della sua situazione ma irrilevante per i catechisti che lo aiutarono nell'annullamento del suo primo matrimonio,cosa che lui nell'arco della sua vita non era riuscito ad ottenere,a quei tempi (Circa 40 anni fa) era praticamente impossibile per un comune mortale ottenere l'annullamento del proprio matrimonio se non per cause veramente "forti".

A me la storia di Ileana sembra assurda, ma avendo vissuto una cosa simile so che è vera
come è vero l'immenso potere del cammino a danno della vera Chiesa.

by Tripudio ha detto...

Hai ragione, caro fratello: dovremmo dedicare una pagina all'ostinazione con cui i kikos corrono qui a dire "non è come dite voi!"

Se tu dici che teoria e prassi sono diverse, allora come mai da diversi decenni arrivano testimonianze da tutto il mondo che ti smentiscono?

Vedi, il vostro problema è che voi rifiutate di ammettere che nel Cammino c'è qualcosa di sbagliato.

Quando Kiko dice una vaccata, voi o scappate o lo difendete a spada tratta. Per esempio, quando Kiko ha detto ai giovani «e poi se vuoi ti confessi» (dichiarando facoltativo il sacramento della riconciliazione e contraddicendo il Vangelo che dice «...e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi»), i neocatecumenali si sono sdegnati, si sono stracciati le vesti, hanno detto che è un errore del traduttore, hanno detto che Kiko non direbbe mai una cosa del genere, addirittura hanno scritto al padre domenicano che aveva condannato quell'errore, hanno fatto una caciara pazzesca.

E poi quando abbiamo chiesto di verificare personalmente la registrazione su youtube, improvvisamente hanno taciuto e sono scomparsi, cambiando argomento.

Voi siete accecati dall'idolatria. Per voi l'idolo Kiko "ha ragione anche quando ha torto". Voi rifiutate di ammettere che Kiko può sbagliare (e sbaglia molto spesso).

Insomma, quando tu corri qui a urlare: «non è così! non è come dite voi!», sei già stato smentito dai fatti concreti che tutti già conoscono... e stai cercando di convincere te stesso che l'idolo Kiko ha ragione anche quando ha torto.

Anonimo ha detto...

Ancora in Cammino

Insomma, quando tu corri qui a urlare: «non è così! non è come dite voi!», sei già stato smentito dai fatti concreti che tutti già conoscono... e stai cercando di convincere te stesso che l'idolo Kiko ha ragione anche quando ha torto.

Beh, per prima cosa non ho affatto urlato; mi sono limitato a dire che non è così. Per seconda cosa qui non ho affatto detto che Kiko deve essere sempre difeso e che ha sempre ragione, anzi ho detto esattamente il contrario, che in molte cose (e tra queste l'aver rilevato l'infelice espressione alla GMG, oppure la non sservanza sul come fare la comunione) avete detto cose condivisibili. Ma qui stiamo parlando di un argomento su cui la teoria e la prassi del Cammino sono strettamente quelle che ho detto e che si sono mantenute invariate per decenni. E' per questo che posso ragionevolmente essere sicuro che agli alti vertici del cammino la cosa non può piacere.

Anonimo ha detto...

Anch'io ho visto persone annullare il proprio matrimonio con tre, quattro figli e naturalmente i cari fratelli hanno testimoniato per l'annullamento a favore del coniuge rimasto in comunità, addirittura chi ha ricevuto l'annullamento e diceva di amare il coniuge sposato grazie al cammino (con figli) si è risposato con il fratello (nubile o celibe) della comunità. Non è vero che il cammino aiuta i coniugi è tutta una menzogna!Alessia

Valentina Giusti ha detto...

Vorrei dire ancora qualcosa sull'argomento perché mi preme chiarire il mio pensiero.

La possibilità di annullare un matrimonio è secondo me uno degli strumenti che, pur nell'ambito della Chiesa, della fede e del rispetto dei sacramenti, serve a sanare alcune situazioni "limite" che si verificano.
Premetto che non sto parlando del caso di Ileana, che è sicuramente diverso, ma non escludo per esempio che uno dei due coniugi possa aver contratto matrimonio essendo gravemente immaturo ed essere stato plagiato dall'altro anche per 30 anni.
D'altronde, quanti fratelli sono da decenni in cammino e sì trovano in una situazione consimile? Nulla di strano dunque.

Non è la durata del rapporto a costituire una garanzia di validità, come neppure la nascita dei figli o l'aver frequentato la chiesa con regolarità.

Ciò che mi colpisce e mi scandalizza invece è l'atteggiamento degli nc , apparentemente rigidissimo, al punto di deprecare l'annullamento del vincolo del matrimonio, dall'altro permissivo e lassista, quando si tratta di promuovere e tutelare i propri fedelissimi.

E ancor di più la negazione, contro ogni evidenza, che abbiamo constatato negli interventi qui sopra.

Al Cammino interessano non poco, i processi di annullamento!

Guarda caso, il "segretario" del sacerdote che istruiva le cause e raccoglieva le testimonianze nella mia diocesi, era un sacerdote neocatecumenale. Combinazione?

Malaparte ha detto...

Cara Ileana, è possibile leggere online l'articolo?

Conosco abbastanza bene alcuni dei personaggi che citi e non mi meraviglio...

ileana ha detto...

Rispondo ad anonimo ringraziandolo per il suo intervento.Naturalmente il ringraziamento è esteso a tutti voi.Magari avessi trovato il modo di dialogare con voi prima.A S. Bartolo in Tuto i nostri catechisti erano regionali non itineranti,il sacerdote era Don Marco,eravamo la decima comunità ho conosciuto Bob e i Cianferoni itineranti in Cina. Un catechista mi pare si chiamava Giancarlo ed era della prima comunità.Mi doveva rimettere in contatto con loro Giulia una catechista della mia parrocchia che è nel cammino con loro però dopo la denuncia pubblica sul giornale e al vescovo mi saluta appena e io lascio perdere.Certo che tutto questo ha dell'incredibile.

Michela ha detto...

Anonimo ha detto...

Ancora in Cammino

Quindi se il coniuge fa il cammino allora è "l'uomo o la donna che Dio ha scelto per te dall'eternità",
se il coniuge ti conduce fuori dal cammino, allora il matrimonio deve essere nullo.

Bo Tripudio scusa ma non è così. In molte cose le osservazioni che fate sul Cammino sono condivisibili, ma questo non è il caso. La teoria e prassi è ripeto strettamente quella che ho scritto.


voglio credere che tu sia in buona fede e ti spiego meglio.
Ci sono molte persone ( vedi il post di Valentina) che si sono sposate durante il cammino e poi quando ne sono uscite si sono chieste se il loro matrimonio era 'valido'. In questo caso i catechisti si sono sempre opposti alla dichiarazione di nullità.

Poi c'è il caso di Ileana, in cui in caso di nullità, si ricostruirebbe un matrimonio neocatecumenale, e addirittura si trovano fratelli ncn disposti a testimoniare in favore della nullità.

Finora hai conosciuto un aspetto del cammino, oggi la testimonianza pubblica di Ileana ti permette di conoscere anche un lato piuttosto nascosto.
Che farai? metterai la testa sotto la sabbia o con gran sofferenza comincerai ad ammettere che c'è anche falsità nel cammino?

Ileana ha detto...

Cara michela l'articolo è uscito in metropoli Campi-la piana Venerdi 14 giugno 2o13 titolo abbandonata dal marito dopo 35 anni di matrimonioUna donna di S mauro sbigottita dall'annullamento alla sacra rotaS mauro è una frazione di Signa Firenze dove io abito:Venerdi 27 settembre 2013 è uscito l'articolo sui catecumenali sempre su metropoli Signa dal titolo Ecco perchè mio marito ha chiesto l'annullamento del matrimonio Prosegue l'odissea della donna che dopo trenta anni ha visto il proprio coniuge chiedere l'intervento della Sacra rota la lettera a monsignor Bet ori Vicenda delicata quella che vede coinvolta la signora ileana. Io non sto scherzando.Sono alla luce e non mi nascondo.

ileana ha detto...

Caro malaparte io non sono molto brava con il compiuter ma sono alla luce del sole:Mio marito è Gallerini giovanni.il responsabile della comunità è Maurizio Bini,il parroco è Don AlessandroSe sai qualcosa di più il mio e mail è ileana.sordi@alice.it.Naturalmente mi fa piacere dialogare con tutti.Io non sono anonima.Il cellulare ve l'ho gia dato.Grazie!

Michela ha detto...

Valentina Giusti ha detto...
Guarda caso, il "segretario" del sacerdote che istruiva le cause e raccoglieva le testimonianze nella mia diocesi, era un sacerdote neocatecumenale. Combinazione?


Valentina, vorrei chiederti di che diocesi sei?
ma sarà meglio farlo in privato....
tripudio ed altri hanno la mia mail

Mauri54 ha detto...

Mauri54 per Ileana
Ileana cara, quello che racconti e' sconvolgente. Io vorrei non fosse vero, ma ti credo. Non avevo mai sentito accadere nulla di simile... Scandicci, la "perla"del Cammino. Sarai nelle mie preghiere. Maurizio

Valentina Giusti ha detto...

A Michela: della tua :-)

ileana ha detto...

Grazie Maurizio,ne ho proprio bisogno

Sebastian ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Sebastian ha detto...

Cos'altro deve fare perché le si creda? Ha fatto nomi, ha lasciato i suoi recapiti, e ora la pagina di giornale:

http://ww7.virtualnewspaper.it/metropoli/books/130614campilapiana/#/25/

(il tempo di consultazione è limitato, dopodiché richiede l'abbonamento. Se qualcuno riesce a stampare lo schermo col tasto Stamp forse si riesce a salvare l'articolo).

Anonimo ha detto...

Quando si arriva a nomi, cognomi, luoghi, date, fatti circostanziati insomma, la controffensiva neocatecumenale si ferma. Questa vicenda, al di là del caso specifico, dovrebbe farci capire che l' unica strada utile per arginare il problema è solo quella della denuncia circostanziata di fatti concreti; unico modo per contrastare fumose parole tanto capaci di compiere danni a volte irreparabili

Anonimo ha detto...

@Anonimo ha detto...

Non sarebbe possibile creare un dossier cartaceo con tutte le numerose testimonianze contenute in questo sito e mandarlo al papa?

La conosci tu la corsia preferenziale per giungere direttamente al Papa?
Troppi ostacoli impediscono la comunicazione...bisognerebbe avere un'udienza con Papa Francesco e portare "a mano" tutti gli incartamenti. Chi ha questo coraggio? Ottimo il consiglio.

chiara ha detto...

Per vedere cosa ne pensa la Chiesa Cattolica Romana dei neocatecumenali, basta guardare il video pubblicato su youtube, dell'invio per la missione delle 100 piazze del Card.Vallini. E' veramente desolante constatare come all'interno della Chiesa, possano esserci queste divisioni! I fatti e i frutti parlano !!

Chiara

Anonimo ha detto...

Non è questione di coraggio.
Se non sei Scalfari o Pannella o una divorziata argentina o un gay o un musulmano o un ebreo o un iniziatore borderline, ma sei un cristiano normale e nemmeno 'adulto' o sessantottino, dubito che il papa ti dia credito.

Sebastian ha detto...

chiara ha detto...
Per vedere cosa ne pensa la Chiesa Cattolica Romana dei neocatecumenali, basta guardare il video pubblicato su youtube, dell'invio per la missione delle 100 piazze del Card.Vallini. E' veramente desolante constatare come all'interno della Chiesa, possano esserci queste divisioni! I fatti e i frutti parlano !!


Intendi quell'incontro alla Basilica di San Paolo Fuori le Mura, dove rispetto all'anno scorso c'era la metà della gente? Certo quest'anno non c'era bisogno di pubblicizzarsi, per cui la partecipazione dei neocat ha fatto cilecca.

Anonimo ha detto...

Bisognerebbe inventarsi un modo per farsi ascoltare. Pensiamoci...
Che so, la butto lí, invece che in un unico dossier le lettere spedite al papa potrebbero essere tante, semplici, della gente comune, ciascuna per ciascun caso o ciascuna tematica (se é il caso accompagnate da eloquenti foto) numerate tipo le litografie 1/100, 2/100... La prima delle lettere dovrebbe preannunciare il numero di quante ne dovranno arrivare cosí se spariranno sará evidente. Dovremmo dolcemente "sommergerlo" di lettere spedendole in modo scaglionato affinché arrivino per giorni. Tutte le buste potrebbero avere un colore comune che le contraddistingua e le renda vistose e una breve dicitura esterna, sulla busta chiusa che riassuma il nostro disagio tipo "Santitá abbiamo bisogno della sua guida" oppure "Santitá ci ascolti!" o qualcosa di piú efficace che al momento non mi viene.

Lettere assolutamente non polemiche, rispettosissime e oneste in cui non si vuole fare la lezione a nessuno né si vogliono tendere tranelli a nessuno ma in cui una parte del suo gregge sofferente e preoccupato chiede una chiave di lettura di tanti fatti per capire come vivere questa dicotomia che si é creata e come ritrovare la serenitá dello stare bene nella Chiesa e nelle parrocchie. Anche noi siamo il suo gregge. Come tale il nostro pastore non puó non ascoltarci.
Puntiamo su questo nostro disagio. Le riflessioni teologiche in un uomo di siffatta levatura non potranno che scaturire da sole.

Non so se con questo papa "nuovo" si sia giá tentato qualcosa e sia giá fallito. Chissá in Argentina cosa si sa dei nc? Con le tre tirate d'orecchie il papa ha dimostrato di sapere, ma fino a che punto?

Scusate davvero tanto se la proposta é stata forse un po' troppo ingenua! (Forse con questo sistema le lettere potrebbero trovare ancora più facilmente la via della pattumiera....!!!).
E' che é una questione che preme molto a tutti noi e si vorrebbe venirne fuori in qualche modo. Ma forse bisogna solo avere pazienza e attendere... Magari pregando perché forse la preghiera é piú efficace di tante letterine...

Nel frattempo ringrazio questo blog perché é una vera miniera di spunti di riflessione (a volte persino troppo vivaci e battaglieri) ma che in qualche modo mi stanno aiutando a riflettere sulla mia fede e a maturarla, almeno un pochino...

ileana ha detto...

Amici vi aggiornerò sulla vicenda:non ho nessuna intenzione di fermarmi e lo faccio per amore alla chiesa:nell'enciclica veritatis splendor di S: Giovanni Paolo II n°119 leggo. Maria comprende l'uomo peccatore e lo ama per amore di madre,proprio per questo sta dalla parte della verità e condivide il peso della chiesa nel richiamare a tutti e sempre le esigenze morali.Per lo stesso motivo non accetta che l'uomo peccatore venga ingannato da chi pretenderebbe di amarlo giustificandone il peccato perchè sa che in tal modo sarebbe reso vano il sacrificio di Cristo.Nella decima Comunità Neocatecumenale in cui ero a Scandicci Gioacchino convivente con bambino piccolo dopo la prima convivenza gli fu tolta la comunione,i catechisti gli dissero che doveva tornare dalla moglie ma assumersi tutte le responsabilità nei confronti della convivente e del figlio.Dopo avrebbe fatto un cammino in grazia di Dio.Gioacchino non se la sentì e lasciò la comunità.Ho ritrovato Gioacchino un anno fa,sa tutto sulla nostra vicenda ed è furibondo,vuole andare da don Alessandro e a tutta la comunità di Signa a dirgliene quattro:Vorrei sapere da qualche catechista o qualche sacerdote del cammino perchè a mio marito è permesso l'abbandono della moglie,il completo disinteresse di tutto,l'annullamento,la comunione e a Gioacchino no?Perchè non gli fu suggerito l'annullamento?Lo sanno nel Cammino che la vera misericordia consola ma poi illumina?Perchè Gioacchino è stato illuminato e il Signor Gallerini Giovanni,mio marito no?

by Tripudio ha detto...

Rispondo al commento delle 22:23.

Non dovremmo perdere il nostro tempo pensando a quale metodo escogitare per farsi ascoltare da certi ecclesiastici.

Anzitutto per il fatto che «i ministri di satana sono più zelanti dei ministri di Dio» (santa Francesca Cabrini). Qualsiasi cosa "pensiamo" noi piccoli adesso, sarà già stata ampiamente collaudata, perfezionata e sfruttata dai professionisti ministri di satana.

Poi per il fatto che non c'è peggior sordo di chi non vuole ascoltare. Puoi avere tutti gli argomenti di questo mondo, ma se un ecclesiastico è sottoposto al regime di rappresaglie e «oliature», c'è ben poco da fare.

E potrebbe esserlo anche in buona fede (nessun prete, vescovo o papa vorrebbe mai suscitare "guerre" all'interno della Chiesa: e di questi tempi ci vuol davvero poco ad adombrare il pericolo di "lotte" e "guerre").

Da parte nostra - parlo non solo di me, ma anche di altri - quando è stato possibile farlo con asettica precisione, abbiamo documentato per iscritto le storture del Cammino a chi poteva fare qualcosa. Talvolta con qualche risultato, spesso senza risultato. Nelle curie - da testimonianze personali certe - sappiamo bene che quando una lettera arriva con certi nomi e cognomi nel mittente, viene direttamente cestinata. Nostro Signore, che vede sia all'interno delle lettere che all'interno dei cuori, se ne ricorderà.

Il paradosso è che i guai del Cammino sono cominciati nel 2002, con la trionfale approvazione ad experimentum mettendo Giovanni Paolo II di fronte al fatto compiuto (e perciò sgradito). Più il Cammino riesce a farsi "approvare", e più ha bisogno di ulteriori colossali "approvazioni", perché ormai comincia ad essere chiaro ovunque (anche all'interno del Cammino) che il neocatecumenalismo è spiritualmente un cancro, e che non basta viverlo con le migliori intenzioni per farlo diventare davvero un'esperienza cattolica. La sempre maggior frenesia di Kiko (libro, "alzate", missioni, piazze, lettera al Papa, altre "alzate", ecc.) dimostra che non sa più cosa inventarsi per far sembrare "finalmente legittimato" il Cammino Neocatecumenale...

Per guarire (e per lasciar morire le storture come l'arroganza dei cosiddetti "catechisti", le "decime", ecc.) occorrerebbe che il Cammino rinunci al suo "tripode", cioè agli strafalcioni liturgici (in favore della liturgia della Chiesa), alle corbellerie dottrinali (in favore del Catechismo della Chiesa Cattolica) e all'idolatria dei due fondatori spagnoli (in favore della centralità assoluta dell'Eucarestia).

Michela ha detto...

Valentina Giusti ha detto...

A Michela: della tua :-)

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allora ci dobbiamo sentire!

Valentina Giusti ha detto...

Volentieri! La mia mail è ValentinaGiusti4@gmail.com

psyco ha detto...

La discussione sul caso di Ileana sta proseguendo nella pagina apposita:

www.neocatecumenali.blogspot.com/2014/05/indissolubilita-matrimonio-e-ipocrisia-neocat.html

Anonimo ha detto...

Tutto interessantissimo sono un ex del movimento focolari, ora a 40 anni x me solo la chiesa e il vangelo. Sono felice cosi.tutti questi movimenti perderanno slancio invecchiati i leader fondatori come e, stato del movimento focolari.la Lubich non era santa e tollerava di,essere,idolatrata amio modesto avviso. I decenni mi daranno ragione 😊