giovedì 29 maggio 2014

Comunione seduti: e ti danno pure le istruzioni

Questo breve video mostra quello che è avvenuto durante un "matrimonio neocatecumenale" a Laguna (Guam) a marzo 2011:



Si tratta di un matrimonio dove a quanto pare erano presenti anche persone che non erano del Cammino. Perciò vediamo che vengono date istruzioni su come fare la Comunione. L'assemblea viene "istruita" a ricevere sulla mano e quindi subito sedersi e aspettare. Quindi si vede la distribuzione della comunione "alla maniera neocatecumenale".

Nel video si vedono gli sposi chiacchierare e ridere mentre hanno l'ostia consacrata sulle mani.

Il prete stesso riceve poi la sua particola (anziché consumarla prima degli altri) e lo vediamo mentre da seduto apostrofa i presenti, prima di fare "tutti insieme" la Comunione.

Ricordiamo che tale pratica della "comunione seduti" è stata vietata al Cammino dalla lettera del 1° dicembre 2005 con le «decisioni del Santo Padre», lettera pienamente recepita dallo Statuto del Cammino (articolo 13, nota 49).

Purtroppo l'Arcivescovo di Guam e i suoi sacerdoti promuovono tale pratica, e addirittura ordinarono nel 2008 ai sacerdoti filippini di adeguarsi oppure di andarsene dalla diocesi di Guam.

Questa assurda pratica che continua ancor oggi, che i leader del Cammino credono essere il "giusto" modo di fare la Comunione... ci fa onestamente domandare: ma i neocatecumenali ci credono davvero che in quell'Ostia Consacrata è realmente presente il Corpo, il Sangue, l'Anima e la Divinità di Nostro Signore Gesù Cristo?



Riceviamo un commento di conferma:

Vedendo il video confermo questa prassi neocat quando alle celebrazioni ci sono più cristiani della domenica che kikos: questo accade nei matrimoni e battesimi dove vengono invitati parenti ed amici non neocatecumenali.

Io l'ho fatto da responsabile e mi sentivo investito di una autorità speciale che oggi scopro falsa e blasfema, mi sentivo importante nello spiegare come ci si deve comportare, era anche importante consigliare un abbondante sorso di vino liquoroso.

Nelle veglie Pasquali dove i vecchietti stavano a digiuno da due giorni, dopo il passaggio del vino si inciuccavano dopo il fatidico abbondante sorso di "Porto", una vera bomba.

Tutto questo mi fa ricordare anche un episodio sgradevole dove i catechisti alla fine di un'importante eucarestia sgridarono davanti a tutti e a malo modo il nostro parroco solo perchè aveva trascritto su di uno spartito le note del Vangelo e della Preghiera Eucaristica, quegli ignoranti in materia e anche in altre cose, volevano sequestrare lo spartito perchè era proibito avere o divulgare questa musica.

Oggi abbiamo di tutto: dagli spartiti ai CD alle sinfonie di Kiko... l'importante è che tu paghi.



Un commento di Michela:


Ho visto anch'io qui in Italia, se ci sono ospiti spiegano come fare.

Ed è questo che contestavo qualche giorno fa a un neocat che si è arrabbiato con me: loro rivendicano la possibilità di ricevere la Comunione sulla mano (e seduti), visto che la Chiesa (secondo loro!) concederebbe tutte e due la modalità.

Io invece non capisco perchè nel Cammino bisogna comunicarsi in un'unica modalità, cioè solo come dicono loro.

Ma perchè quando partecipo a una celebrazione neocat mi devo sentire 'ospite', e c'è qualche imbecille che mi presenta, anche se non sa quasi niente di me?



Un commento di Sebastian:

Quel video mostra come si svolge l'Eucaristia NC in tutto il mondo, con la ipocrita "alzatina" per prendere il Corpo di Cristo per poi risedersi. Notate anche il prete come tiene il Pane consacrato con una mano, mentre con l'altra regge il microfono come uno show-man qualsiasi.

Che questa è la pratica ufficiale del kikianesimo lo riconosciamo tutti dalle nostre comunità, ma se non bastasse lo conferma anche un NC invasato nei commenti al blog Jungle Watch linkato sopra, che dice che è una pratica universale in tutto il mondo. Peraltro quasi a voler intendere che è diffuso anche tra i cattolici normali (non-NC).

Lo stesso NC invasato dice anche una frase che mi ha fatto impressione:
But you can't prevent us from doing this either. So why bother? Just leave us alone, okay?
Leave us alone, che in italiano significa "Lasciateci in pace", mi ricorda tanto i demoni che si rivolgono a Cristo. "Non abbiamo niente a che fare con te. Lasciaci in pace!".

E' questo il senso di ecclesialità secondo i Kikos?

82 commenti:

Uomo Libero ha detto...

Mi rivolgo ai curatori di questo blog: perchè non trasformarlo in un vero e proprio sito web, lasciando sempre ampio spazio alle testimonianze?

Valentina Giusti ha detto...

La comunione in comunità è profondamente diversa.
Il segno che viene esaltato è la dimensione comunitaria: tutti insieme ci si nutre del corpo di Cristo.
In sè (io non so nulla di teologia, quindi posso sbagliare) non ci trovo nulla di male: rimane sempre per ognuno la possibilità di vivere individualmente il proprio incontro con il Signore Gesù.
Però il problema è che, se partecipi all'eucaristia del cammino non puoi non comunicarti.
E lo dico a ragion veduta: in tanti anni non ho mai visto nessuno non partecipare (tranne i bambini).
Da ciò desumo che nel neocatecumenato, la dimensione comunitaria travalica quella individuale.
E come mai?
Posso solo supporre che sì metta in atto una delle catechesi più importanti: quella sulla confessione, non a caso una delle prime serate della catechesi iniziale.
Nel corso della quale sì insinua l'idea che la cosa importante è che il peccato venga denunciato davanti all'assemblea.
E come ha detto Kiko , "domani, se vuoi, ti confesserai".
Ora, la mia preoccupazione è la seguente.
I neocatecumeni già praticanti assommano questo insegnamento a quello ricevuto fin da piccoli e lo integrano (o almeno, sono in grado di integrarlo).
Ma i lontani?
E i neocatecumeni di seconda generazione?
Sicuramente no!
Quindi il fatto di ricevere il corpo di Cristo in piedi o seduti, in fila oppure al posto, insieme o individualmente è una cosa importante (anche perché sì segnala una disubbidienza alle indicazioni della Chiesa).
Ma la cosa più grave è:
il peccato, che in comunità ti insegnano essere inevitabile, viene sanato dalla propria presenza e partecipazione alla celebrazione comunitaria - "il Signore mi ha chiamato qui stasera...nonostante i miei peccati..." : quante volte abbiamo sentito e detto questa frase?
E se il Signore mi ha chiamato, vuol dire che già mi ha giustificato!

Ruben ha detto...

OT:
Premesso che odio, ricorrere alle pagine di questo blog per derimere i contenziosi tra me e Baccalà.
Qualche volta però, soprattutto negli ultimi tempi il "soggetto" si arroga il diritto di attribuirmi cose non vere e/o completamente distorte non pubblicando, ed in modo scorretto estrapolando dai miei post.
Riporto l'ultimo caso:

Il soggetto in questione oggi pubblica:
"Ruben mi ha scritto un messaggio che ho censurato perchè volgare,che diceva che il Sacerdote dopo tre figli gli aveva detto di smettere di fare i figli?Sono tutte scuse Ruben il numero dei figli lo decidono i coniugi.Il Sacerdote può consigliare ma non può decidere quanti figli deve fare una coppia."

Il mio post a "disertori"(che non ho salvato), diceva:

"Durante il periodo fertile della mia vita matrimoniale,i confessori mi hanno sempre detto che se avevi due figli, avevi fatto il tuo dovere e che con tre figli,ai tempi attuali la famiglia era già da considerarsi numerosa"

Ad onor del vero, ho due figli e non tre.

In ogni caso d'ora innanzi,tutte ciò che mi verrà attribuito da "Baccalà",senza preventiva integrale pubblicazione del post, è e sarà da ritenersi non veritiero.

Mi scuso con byTripudio, e gli amministratori del blog, per lo spazio usato.
Ruben

Fine OT.




by Tripudio ha detto...

Anni fa un vecchio amico, per devozione personale, accettò di fare il pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto, quello che si tiene ogni anno nel primo sabato utile dopo la fine delle lezioni scolastiche: era nato per opera di un sacerdote di CL, che lo aveva organizzato per i suoi studenti. Il pellegrinaggio era cresciuto a dismisura nel corso degli anni per cui da "gesto di ciellini" a cui partecipavano sempre più persone dalle parrocchie, divenne naturalmente gesto di tutta la Chiesa. Dopodiché c'è stata la piaga delle locuste. Immaginate dunque questo compassato dottore, convinto di andare ad un'iniziativa nata da ciellini, che faccia avrà fatto nel sentirsi strimpellare per tutta la notte del pellegrinaggio canti neocatecumenali ogni cinque minuti, nonostante i kikos fossero solo una piccola minoranza dei partecipanti.

In nome di una improbabile "pace" nella Chiesa, era stato assegnato "a rotazione" un canto ad ogni esperienza ecclesiale lì presente, come se gli orridi canti di Kiko (grattugiati sulle chitarrelle e con quei cupi vocalizzi da tribù di cannibali) fossero sullo stesso piano dei canti tradizionali della Chiesa e di quelli degli altri movimenti. In nome di una presunta parità di diritti, era stato concesso ad un manipolo di kikos di "taggare" il pellegrinaggio. In nome dell'accoglienza di tutti i fratelli, i kikos avevano potuto arrogarsi spazio per strimpellare i canti del loro idolo.

Quella sensazione di bruttezza fu argomento sufficiente per il compassato dottore. Non tornò più al pellegrinaggio "infestato", e capì cos'è veramente il Cammino.

by Tripudio ha detto...

Rispondo a Uomo Libero.

Purtroppo anche le nostre giornate durano solo 24 ore. Personalmente sono convinto che non cambierebbe nulla. Lo scopo principale è di scuotere un po' le coscienze, di gettar luce su ciò che i cosiddetti "catechisti" neocatecumenali comandano che non si sappia.

Questo blog nacque otto anni fa come spazio di discussione più aperto rispetto al blog di Tornielli, a Politicaonline, a Cattoliciromani, e ad altri spazi ugualmente contraddistinti da una moderazione dei commenti sfacciatamente "filo-neocatecumenale". L'atteggiamento di quei moderatori è dettato generalmente dall'idea che se il Cammino è "approvato", allora i capibastone neocatecumenali (e i loro sottoposti) "sicuramente" devono essersi adeguati alle norme richieste dalla Santa Sede (non voglio neppure nominare i moderatori che sono filokikiani perché «sono potenti e vendicativi, meglio tenerseli buoni»: Tornielli negò risolutamente di essere intimidito o minacciato dai kikos, con tanta foga che mi fece pensare che in realtà lo sia davvero).

Un moderatore di uno di quei forum, in perfetta buona fede, essendo legato al Regnum Christi (dove l'obbedienza è unanimemente considerata una virtù) non riusciva a credere che nel Cammino ci fosse ipocrisia e disubbidienza. Neppure di fronte alle fotografie degli strafalcioni e all'arroganza degli stessi neocatecumenali ai quali dava diritto di parola anche quando con enorme faccia di bronzo negavano l'evidenza. Non so dire se ultimamente le cose siano cambiate: fatto sta che ogni volta che torno a dare uno sguardo in quegli ambientini, vedo sempre quegli stessi risultati: non appena provi a far presente qualcosa, ti arrivano le solite lenzuolate di copia-e-incolla di documenti ufficiali e di propaganda già mille volte smentita (robe che qui generalmente non lasciamo "passare" in pubblicazione perché sono intese solo ad estenuare). Avvenne a me la stessa cosa che avvenne a Lino: non appena si tocca un argomento poco gradito, le discussioni vengono chiuse, i messaggi cancellati, mentre procedono normalmente i soliti interventi dei kikos. Gli attivisti neocatecumenali parlano e agiscono come se lo Statuto fosse una certificazione di santità (e i moderatori hanno timore a farlo notare e nel migliore dei casi ti azzittiscono con le solite frasi fatte). Come a dire che se la polizia ti ferma per un'infrazione, tu mostri la patente e pretendi che quella valga come giustificazione per ogni tuo comportamento in strada, passato, presente e futuro. E il bello è che perfino persone in buona fede (come il citato giovane del Regnum Christi) finiscono per credere a tale assurda propaganda.

Lo scopo di questo blog è di informare chi comincia ad avere dubbi sulla «propaganda kikiana» (nota: il termine "propaganda kikiana" l'ha coniato l'iniziatrice del Cammino Neocatecumenale, Carmen Hernàndez, durante un discorso ufficiale). Lo scopo, qui, non è quello di inseguire la cronaca oppure di competere con la propaganda ufficiale, e nemmeno di far cambiare idea a quelli che in buona fede si sono lasciati abbindolare (ci proviamo, ma senza farci illusioni). Dopotutto sul Cammino si può cambiare drasticamente idea con una sola foto o una sola frase. Come il compassato dottore sopra citato.

Anonimo ha detto...

Mi sento in dovere di intervenire sul pellegrinaggio da Macerata a Loreto, al quale ho preso parte negli ultimi due anni (quest'anno purtroppo non potrò partecipare e me ne dispiaccia molto).

È vero che sono stati eseguiti dei canti di kiko, ma al massimo uno o due in tutta la notte. Il pellegrinaggio è un'esperienza bellissima e non mi sembra giusto che per una cosa non vera qualcuno se lo perda!

Elen

Lino ha detto...

@ Ruben
Non farci caso, Ruben. Il personaggio citato ha trovato la propria "missione", la propria ragione di vita: la difesa a oltranza, in Internet, del Cammino neocatecumenale. Non essendo sposato (come noi), non avendo figli (come noi), non essendo partito per la Cina o andato in seminario (come Zaccheo, secondo il Kiko-pensiero :-), non avendo mai letto un Padre della Chiesa, scritto una poesia, un'esegesi, un saggio, un libro, che altro poteva fare? Una "missione" in un blog. La qual missione non sarebbe deprecabile, se non la facesse con gli strumenti dialettici propri degli ignoranti: l'aggressione e la menzogna.

Dimostro quanto sopra con un esempio. Di seguito rispondo, ON TOPIC, a Valentina.
No, non c'è niente di male a esaltare il segno della dimensione comunitaria della Comunione. Il problema nasce quando la dimensione comunitaria assorbe quella sacerdotale, l'eresia sta nell'insegnamento kikiano: "Troviamo poi una assemblea che si riunisce. Non si concepisce, in alcun modo un rito individuale. Gli ebrei non possono far Pasqua se non sono almeno in 11 come gruppo familiare. Perché il sacramento non è solo il pane e il vino ma anche l'assemblea... Non ci può essere una Eucarestia senza l'assemblea che la proclama".
Nella Chiesa Cattolica non fu e non è così, nemmeno dopo il CV II. Rimane perfettamente valido l'asserto della Summa Teologica: "l’opportunità di offrire il Sacrificio non è da considerare soltanto in rapporto ai fedeli di Cristo, ai quali bisogna amministrare i sacramenti, ma a titolo principale in rapporto a Dio, a cui questo sacrificio è offerto nella consacrazione di questo sacramento".


Ora un neocatecumenale come Baccalà, al cospetto di questa mia argomentazione, cosa risponderà? Mai a tono. Magari si limiterà a riferirsi alla mia poesia. Questo, ho notato, fanno i neocatecumenali (immagino cosa possa accadere negli scrutini!): trovano un apparente punto di debolezza (manco, nel mio caso, la poesia fosse una debolezza, un peccato!) e "torturano" la persona. Infieriscono sempre sullo stesso "peccato".

Baccalà non argomenterà mai spiegandoci perché Kiko abbia ragione, perché davvero "non c'è Eucarestia senza l'assemblea che la proclama", affermazione che è l'altra faccia della medaglia della Confessione comunitaria, una sorta di "comunitarismo teologico".
Al massimo Baccalà negherà che sia ciò stato detto da Kiko, come nella storia della lettera a padre Angelo.

Baccalà, però, lo ripeto, è soltanto un simbolo, un caso-studio: come persona, per quello che vale, nemmeno lo avrei nominato e soprannominato.

Lino ha detto...

O.T.
Baccalà continua a chiedere a Tripudio, a me e "a compagni" una professione di fede pubblica. Credo che dobbiamo accontentarlo. Per quanto mi riguarda, gli dico:
"Io credo in Dio. Padre
onnipotente.
Creatore del cielo e della terra.
E in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore..."


Capito, Pasquale Troisi? Vieni a presenziare domenica prossima, ore 12:00, nella parrocchia di Posillipo, quando professo pubblicamente la mia fede. E ti basti: tutto il resto è roba da scrutinio neocatecumenale, che non mi appartiene.

Al massimo lo faccio 'dipingere' su una copertina (non serve leggere il libro, soltanto l'immagine di copertina):
http://www.scuderieditrice.it/immo20-1.jpg
Tu, però, nelle immagini non sai leggere. Non ci tentare: è tempo perso, con gli occhi accecati dal fango simbolico di Kiko.

C. ha detto...

Però il problema è che, se partecipi all'eucaristia del cammino non puoi non comunicarti.

Su questa affermazione, pur non accettando nulla del cammino, debbo essere obiettivo e contestarla.

La comunione non è obbligatoria. Io stesso in più occasioni, quando ero nel cammino, mi sono rifiutato di prendere la particola di pagnotta e il presbitero è passato oltre.

Convengo che, a differenza della messa in chiesa, la simbologia ed il contesto spingono tutti a farla anche se non si sono confessati.
Io, essendo un carattere forte, non ho mai seguito la massa ma mi sono sempre interrogato e se non ero in conciliazione con il Signore non mi permettevo di comunicarmi.

Questo lo dico perché mi preme che tutte le critiche verso il cammino debbono essere serie e fondate. Creare "legende" non giova alla causa.

Anonimo ha detto...

cosa dice l'art.13 dello statuto alla nota 49?

by Tripudio ha detto...

È significativo il fatto che bisogna spiegare queste cose praticamente in ogni pagina del blog...

L'articolo 13 dello Statuto del Cammino stabilisce che le liturgie del Cammino devono seguire il rito romano ad eccezione delle concessioni esplicite della Santa Sede.

La nota 49 lo spiega indicando la lettera della Congregazione del Culto Divino (nota come lettera del card. Arinze) del 1° dicembre 2005 contenente le «decisioni del Santo Padre» Benedetto XVI, e il discorso di Benedetto XVI del 12 gennaio 2006 rivolto ai neocatecumenali, in cui conferma la lettera. La lettera sostanzialmente proibisce tutti gli strafalcioni liturgici del Cammino (comandando che «i libri liturgici vanno seguiti senza aggiunte né omissioni»), ammettendo soltanto l'anticipare lo scambio della pace al momento dell'offertorio e la possibilità di fare sempre la Comunione "sotto le due specie".

La nota 49 cita anche una notificazione del 1988 in cui si ammetteva l'anticipazione dello scambio della pace al momento dell'offertorio.

L'articolo 13 afferma anche che i neocatecumenali possono «ricevere la Comunione in piedi al loro posto»: detta così, non ha bisogno di ulteriori aggiunte, poiché è prassi legittima andare ad amministrare la Comunione "al posto" ai disabili. Naturalmente "ricevere" la Comunione e "fare" la Comunione, è la stessa cosa.

In sostanza l'articolo 13 dice che il Cammino deve seguire il rito romano senza aggiunte né omissioni e soprattutto senza furberie (per esempio dicono: «le eventuali monizioni devono essere brevi», e noi sappiamo tutti che quelle del Cammino non sono né «eventuali»,«brevi»; ugualmente la Comunione sotto le due specie deve tener conto di tutte le raccomandazioni della Chiesa per evitare la dispersione di briciole e gocce, e sappiamo bene che nel Cammino non è così; ed inoltre, anche se lo Statuto dice che la Comunione si «riceve» in piedi, è un grave abuso liturgico "sedersi" ed aspettare il segnale di "mangiata"...).

L'unica sostanziale variazione liturgica concessa al Cammino è l'anticipazione dello scambio della pace.

Se aggiungiamo poi che l'articolo precedente (art.12) dello Statuto non concede le "veglie pasquali neocatecumenali" separate dalla parrocchia (dedicheremo il prossimo "post" proprio a tale argomento), capiamo quale è il quadro normativo ribadito dalla lettera di mons. Becciu della Segreteria di Stato il 3 aprile 2014 (prot. n. 40.535).

Lino ha detto...

@ C. ha detto:
"Convengo che, a differenza della messa in chiesa, la simbologia ed il contesto spingono tutti a farla anche se non si sono confessati"

Ti spieghi meglio? Io direi non solo la simbologia (termine vago) e il contesto, ma anche il significato assegnato alla simbologia (significato meno vago) spingono a farlo. Attendo un tuo passaggio per la risposta.

l'apostata ha detto...

@ Lino

Quando hai scritto : "...Non essendo sposato (come noi), non avendo figli (come noi), non essendo partito per la Cina o andato in seminario (come Zaccheo, secondo il Kiko-pensiero :-), non avendo mai letto un Padre della Chiesa...", sembrava che parlassi del signor dottor (h.c.) Arguello ;-)

Ai piccoli neocat in buona fede.
Secondo voi perché il signor dottor (h.c.) Arguello impone a tutti di sposarsi o di entrare in seminario, mentre lui rimane scapolo e laico?

Perché il signor dottor (h.c.) Arguello pretende rinunce e donazione di beni dai "piccoli" mentre lui dispone di un appartamento gratis al centro di Roma, viaggia in prima classe, alloggia in hotel a cinque stelle e non ha mai lavorato un giorno in vita sua?

Perché il signor dottor (h.c.) Arguello negli scrutini scarnifica le coscienze mentre lui non vi si è mai sottoposto?

Perché il signor dottor (h.c.) Arguello pretende di avere la fede mentre tutti gli altri devono sottostare ad un percorso iniziatico trentennale condito da scrutini e passaggi demolitori?

Perché?

Ruben ha detto...

@Lino
Ti ringrazio sempre, per le tue parole sagge e ponderate.

Anonimo ha detto...

Scusate avrei bisogno di capire meglio la lettera del mons.Arinze. La comunione si deve fare in processione o si può fare al proprio posto stando sempre in piedi? Se rimanendo al proprio posto in piedi si deve mangiarla subito o aspettare il 'segnale' del sacerdote? Grazie Tabata

C. ha detto...

"Io direi non solo la simbologia (termine vago) e il contesto, ma anche il significato assegnato alla simbologia (significato meno vago) spingono a farlo".

Si, nella messa neocatecumenale esiste questo momento pensato da Kiko in forma "solenne" (solenne per chi ha inventato questa celebrazione, ovviamente). Quindi la stragrande maggioranza dei partecipanti partecipa all'eucarestia.

Nella "classica" messa questa percentuale è sicuramente più bassa.

Io ho risposto a Valentina che scriveva che era "impossibile" non comunicarsi nella messa neocatecumenale, ma questo non è vero perché io stesso ho partecipato a diverse eucarestie dove, se non ero riconciliato con il Signore o non avevo potuto confessarmi, non prendevo la particola e nessuno mi ha mai detto nulla per questo.

Valentina Giusti ha detto...

Veramente l'obiezione "non c'è l'obbligo di fare la comunione" me l'aspettavo, non però da C.!
Certo che non si è obbligati! Come non c'è l'obbligo di sedersi...o di non genuflettersi.
Anch'io un paio di volte non l'ho fatta.
Ma nel momento in cui sei all'Eucaristia, si considera "la norma" il comunicarsi.
A me poi fu esplicitamente insegnato: come puoi andare al banchetto e non mangiare? Partecipare ad una festa e non gioire?
Anche la decima, si può non dare...
E anche alle 100 piazze non credo sia un obbligo andare...
Come pure non è un obbligo mandare i propri figli alla catechesi iniziale...o essere aperti alla vita...
Nulla nel cammino è obbligatorio!
Ed è proprio questa apparente libertà dai legami e dalle "regole" che, all'inizio, affascina e conquista.
Poi però la realtà è che per restare "in comunione" con i fratelli e "obbediente" ai catechisti devi abdicare al tuo libero arbitrio.
E siccome ormai "quello" è diventato il tuo unico modo di vivere la fede, non hai altra scelta

Anonimo ha detto...

Apostata
le risposte alle tue domande (molto infantili, peraltro) le trovi tutte già scritte nel "Libro della vita".
Si vede che lo hai solo sfogliato.

Ciao
CL

l'apostata ha detto...

@ Tabata

L'unica concessione è di poter rimanere al proprio posto in piedi anziché dirigersi processionalmente dal sacerdote.

Per il resto si deve seguire il l'Ordinamento del Messale, di cui ti riporto il testo relativo:

159. Mentre il sacerdote si comunica, si inizia il canto alla Comunione (Cf. n. 86).
160. Poi il sacerdote prende la patena o la pisside e si reca dai comunicandi, che normalmente si avvicinano processionalmente.
... I fedeli si comunicano in ginocchio o in piedi, come stabilito dalla Conferenza Episcopale. Quando però si comunicano stando in piedi, si raccomanda che, prima di ricevere il Sacramento, facciano la debita riverenza, da stabilire dalle stesse norme.
161. Se la Comunione si fa sotto la sola specie del pane, il sacerdote, eleva alquanto l’ostia e la presenta a ciascuno dicendo: Il Corpo di Cristo. Il comunicando risponde: Amen, e riceve il sacramento in bocca o, nei luoghi in cui è stato permesso, sulla mano, come preferisce. Il comunicando appena ha ricevuto l’ostia sacra, la consuma totalmente.
Se invece la Comunione si fa sotto le due specie si segue il rito descritto a suo luogo (Cf. nn. 284-287).

Ricordati che sia Papa Wojtila sia Papa Ratzinger hanno pubblicamente richiamato il cammino perché seguisse senza eccezioni le norme liturgiche, che sono prescrittive. Stabiliscono cioè solo quello che si può fare. Il resto non è ammesso.

Dopodiché il santino se ne è infischiato e ha ordinato ai camminanti di continuare a fare come voleva lui.

Lino ha detto...

Ne faccio un problema di logica. Fossi un NC duro e puro, ragionerei così:
se nelle comunità "portiamo avanti infatti una catechesi basata sulla Pasqua ebrea, con il pane azzimo a significare la schiavitù e l’uscita dall'Egitto e la coppa del vino a significare la Terra promessa", se l'uscita dalla schiavitù e dall'Egitto significa essa stessa l'uscita dal peccato (questo non è soltanto Kiko a dirlo, è un'antica interpretazione), se io addirittura mi sono riconciliato con la comunità, perché mai dovrei confessarmi, prima di comunicarmi?
Ancora: se le "casette" sono roba molto recente - Carmen: "La necessità del confessionale nasce quando si comincia a generalizzare la forma della confessione privata" - e io mi rifaccio al cristianesimo primitivo quando le casette non c'erano, perché ci devo entrare, nelle casette?

Questione di logica elementare, o no?

by Tripudio ha detto...

Tabata,

la lettera di Arinze stabilisce che la Comunione va fatta come tutta la Chiesa (cioè processionalmente), abolendo la gazzarra della "comunione seduti".

Lo Statuto scrive invece che va «ricevuta in piedi al proprio posto».

Quest'aggiunta dell'ultimo momento contraddice la lettera di Arinze, ma formalmente non va contro i documenti liturgici. Infatti se c'è una persona disabile che vuol fare la Comunione, il ministro ordinato gliela porta lì al posto.

I neocatecumenali però hanno deliberatamente frainteso quell'indicazione del «ricevono in piedi al proprio posto», distinguendo ipocritamente tra il momento in cui si riceve "in piedi" e il momento in cui si fa effettivamente la Comunione.

Questo è un abuso grave, perché non esiste nessun motivo per tenere "sequestrato" il Santissimo Sacramento in attesa che scatti il segnale mangiatorio. Tanto più che si attende "seduti" (davanti a Kiko si inginocchiano, e davanti a Cristo Signore stanno seduti...). Nella Chiesa cattolica, "ricevere" la Comunione e "fare" la Comunione sono la stessa cosa. C'è un solo caso in cui il rituale della Messa in vigore dal 1969 prevede che il sacerdote dia l'Eucarestia ai ministri ordinati e concelebranti (e sottolineo ministri ordinati) prima di comunicarsi: ma questo avviene nella "concelebrazione" (vedi Messale, IV, da 242 a 249). Scimmiottare gesti del sacerdote non significa "celebrare meglio", ma significa rendere la liturgia una pagliacciata.

Infatti, riflettiamoci bene: la liturgia è vero culto a Dio, per cui ogni parola, ogni segno, ogni più piccola cosa ha un'enorme carica di significato, dall'Ultima Cena fino ad oggi, in cui si sono stratificati lentamente per venti secoli la devozione dei santi e l'autorità della Chiesa. Per sedici secoli (dal quarto al ventesimo) la struttura della Messa è rimasta sostanzialmente immutata (l'aggiunta di qualche formula e di paramenti non la snatura, e il fatto che i santi e ancor più l'autorità della Chiesa li abbiano resi obbligatori significa che introducono meglio al Mistero).

Per la maestosa bellezza del rito si sono addirittura convertiti i barbari. La bellezza del rito non ha bisogno di essere "capita": la liturgia, essendo diretta a Dio, è efficace anche se non capisci niente: eppure trasmetteva bellezza, esprimeva la sublimità di Dio. Ovvio che "bellezza", negli animi deboli, richiama l'idea di spettacolo, di qualcosa da guardare, di qualcosa che "deve" essere gustato altrimenti non è buono. Per cui gli stupidi pensano di poter "abbellire" il rito cambiandolo a loro piacere, per renderlo più scenografico, più "partecipato", infischiandosene della santità della Chiesa, infischiandosene della differenza abissale che c'è tra un atto di "culto" a Dio e una elegante messinscena. Con la scusa di farlo capire al popolo, con la scusa della maggior partecipazione, trasformano il culto (liturgia) in uno spettacolo (pagliacciata).

Queste cose le hanno spiegate molto bene tanti - tra cui Benedetto XVI - che però i neocatecumenali non amano ascoltare. Il grande equivoco neocatecumenale è mettere in primo piano l'assemblea che "partecipa", che "si dà da fare", che "interviene", che celebra la propria unità... e al centro del centro del neocatecumenalismo c'è il suo ineffabile fondatore, il sommo Kiko, autore della liturgia neocatecumenale, autore dei canti neocatecumenali, autore delle immagini sacre neocatecumenali, autore della ricetta delle pagnottone, autore delle suppellettili sacre, autore delle vocazioni neocatecumenali...

by Tripudio ha detto...

Quel "mangiare tutti contemporaneamente" vorrebbe essere un segno di unità. Ma perché mai bisogna adoperare Nostro Signore come strumento per manifestare l'unità della comunità? Da quando in qua Nostro Signore è diventato un mero strumento da usare per altri significati?

Evidentemente i neocatecumenali non credono alla Presenza Reale, anche se a parole dichiarano di credervi.

Se lì nel Santissimo Sacramento c'è realmente presente Gesù Cristo, chi sei tu per metterLo in attesa con la musichetta di sottofondo?

Chi sei tu per metterti comodamente seduto e - come si vede nel video degli sposi presentato su questa pagina - addirittura scherzando e ridendo?

Lino ha detto...

Tripudio ha detto:
"Quel 'mangiare tutti contemporaneamente' vorrebbe essere un segno di unità"
Mumble... mumble...
Non so, Tripudio. A mio avviso significa qualcosa in più: "Non ci può essere una Eucarestia senza l'assemblea che la proclama". E la proclamazione si fa tutti insieme, contemporaneamente.

Ruben ha detto...

OT.

Da fonti "confidenziali", si ritiene poco probabile, che il Papa in settembre si rechi a Porto San Giorgio.
Già invitato a Rimini da Rinnovamento nello Spirito,ha invitato i responsabili a trovare in Roma,sua Sede, un posto capiente ed idoneo, quale appunto, lo Stadio Olimpico della Capitale.
(1°giugno 2014)

Fine OT.

Ileana ha detto...

Stamani mi sono trovata di fronte ad un monsignore del tribunale ecclesiastico di Firenze perchè convocata.Mi ha fatto molte domande riguardo al matrimonio ma quando ho parlato del testimone catecumenale falso non ne ha voluto sapere e neanche dell'operato dei catecumenali.Ha detto che non è compito suo giudicare e il vescovo se ne è lavato le mani. La chiesa dunque li appoggia anche se sono ipocriti e fanno del male alla gente.Perchè?

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Questo filmato è un documento inconfutabile. Quelli, consapevolmente o no, stanno di fatto disubbiidendo agli statuti. Penso che non ci sia nessuno del Cammino che possa negarlo. Mi piacerebbe sentire il parere di qualcuno di loro in proposito.

l'apostata ha detto...

@ CL
che ha scritto: "... le risposte alle tue domande (molto infantili, peraltro) le trovi tutte già scritte nel "Libro della vita". Si vede che lo hai solo sfogliato...".

Egregio, nel Libro della Vita,come dici tu, ho trovato due passi che non mi sembra vadano molto d'accordo con l'"Arguello style of life".

Eccoteli.

Il signor dottor (h.c.) si fa mantenere e non ha mai lavorato in vita sua.
San Paolo(2Tes): "[7]Sapete infatti come dovete imitarci: poiché noi non abbiamo vissuto oziosamente fra voi, [8]né abbiamo mangiato gratuitamente il pane di alcuno, ma abbiamo lavorato con fatica e sforzo notte e giorno per non essere di peso ad alcuno di voi. [9]Non che non ne avessimo diritto, ma per darvi noi stessi come esempio da imitare. [10]E infatti quando eravamo presso di voi, vi demmo questa regola: chi non vuol lavorare neppure mangi. [11]Sentiamo infatti che alcuni fra di voi vivono disordinatamente, senza far nulla e in continua agitazione. [12]A questi tali ordiniamo, esortandoli nel Signore Gesù Cristo, di mangiare il proprio pane lavorando in pace".

Il signor dottor (h.c.) Arguello ha inventato un percorso iniziatico lunghissimo, carico di obblighi e doveri cui lui non si è mai sottoposto.
Vangelo di Matteo, 23: "[4] Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito. [5] Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro filattèri e allungano le frange; ]6] amano posti d'onore nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe [7] e i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare "rabbì" dalla gente.

Come la mettiamo?
San Paolo dice che non ci si deve far mantenere dagli altri, e il signor dottor (h.c.) Arguello non ha mai fatto nulla in vita sua.

Matteo dice che gli altri non vanno gravati di pesi che non si vogliono portare, e il signor dottor (h.c.) Arguello si è inventato di tutto e di più, cui lui ovviamente non si è mai sottoposto.

Matteo aggiunge pure di guardarsi da chi si esibisce all'ammirazione e pretende onori, e il signor dottor (h.c.) Arguello ha detto di sé di essere "il nuovo Giovanni in mezzo a voi", di parlare sempre per ispirazione divina, di essere un "angelo", un "inviato", ha diffuso il suo "santino" con scritto "il Messia che è in noi".

Se permetti, è proprio la Scrittura che fa sorgere qualche dubbio sull'individuo.

Comunque ricambio il ciao, sei uno dei rarissimi neocat che non mi ha insultato :-)

Ai piccoli neocat in buona fede.

Secondo voi il comportamento del signor dottor (h.c.) Arguello è coerente con quel che è scritto nei due passi della Bibbia sopra riportati?

O qualcosa non quadra?

Michela ha detto...

Blogger by Tripudio ha detto...

Quel "mangiare tutti contemporaneamente" vorrebbe essere un segno di unità. Ma perché mai bisogna adoperare Nostro Signore come strumento per manifestare l'unità della comunità? Da quando in qua Nostro Signore è diventato un mero strumento da usare per altri significati?


Ecco, perchè usare Nostro Signore come strumento?
C'è un nuovo idolo che usa i segni e le parole che sono di Cristo per attribuirle a sè.
Ci sono tante cose poco chiare, e quello che scrivo è il mio sentire rispetto a ciò che ho visto.
Anche se nel CCC c'è scritto che è la comuntà che celebra, nel cammino l'enfatizzazione di questo aspetto ha trasformato l'Eucarestia in qualcosa di pagano.
Oppure ha trasferito quelle che erano le prerogative di Gesù, alla comunità stessa.
E' la comunità che compie il miracolo trasformandoti da persona triste a gioiosa, non è Gesù, difatti quando si ha bisogno di rinnovare la gioia non si va alla messa parrocchiale, ma si aspetta il sabato sera.
E' la comunità che salva, e difatti ogni neocat sa che non può lasciare la comunità neanche per pochi mesi perchè si sentirebbe perduto,
e l'eucarestia diventa un'autocelebrazione della comunità che salva se stessa.

Anonimo ha detto...

@Apostata
ti sbagli e di grosso

Prova a fare tu quello che fa Kiko.
vediamo se ne sei capace.

Io NO, non sono invidioso di quello che fa Kiko e manco di come lo fa. Io non ne sarei capace, sostenere i suoi ritmi (notte e giorno e da + di 40 anni) non mi cambierei MAI. Ma Dio ha voluto così e lo permette da 40 anni. Un motivo ci sarà. Se Dio esiste.... o no.

Ma per te lavorare cosa significa - solo battere il martello, portare la cariola ?
No perché allora si che sei lontano, molto lontano.


stammi bene
CL

Anonimo ha detto...

Ileana, anche io ho avuto problemi seri, ed il vescovo si è lasciato corrompere. Mi dispiace dire che la Chiesa sbaglia, ma il Signore vede e provvede, l'inferno è pieno anche di vescovi! Alessia

psyco ha detto...

CruxSancta riporta che il portavoce del cammino che censurò le parole del Papa ha intervistato il cardinale Pell per fargli lodare Kiko e per fargli dire che ha eretto un seminario Redemptoris Mater.

by Tripudio ha detto...

Ileana,

sono sicuro che i lorsignori non vogliono sentir parlare del Cammino. Sanno che i capibastone del Cammino sono potenti e vendicativi e vorrebbero esaminare il tuo caso senza avere il minimo rischio di trovarsi contro tutto il Cammino.


Il caro fratello CL ha detto: «prova a fare tu quello che fa Kiko».

Dunque ha confermato che l'opera di Kiko viene da Kiko, non è opera dello Spirito.

Il caro fratello CL ha detto: «Dio lo permette da 40 anni. Un motivo ci sarà. Dio esiste».

Dunque ha affermato che se una cosa esiste da quarant'anni (per esempio: la legge sull'aborto in Italia, che in meno di quarant'anni ha permesso il genocidio di milioni di bambini innocenti) allora significa che "Dio lo permette, un motivo ci sarà, Dio esiste".

Il caro fratello Kiko Argüello "lavora" rimpinzandosi di aragoste (vuole sentirsi VIP) e viaggiando in elicottero (vuole sentirsi come il Papa).

Il "lavoro" del caro fratello Kiko Argüello consiste nell'insegnare ambiguità ed eresie, e comandare gli strafalcioni liturgici tentando di autoapprovarseli all'insaputa del Papa.

Non lo invidio per niente.

Aldo ha detto...

Mi permettete un O.T.:
Caro Saverio sei il solito coniglio... è troppo facile parlare di di me e Lino perchè sapete "nome e cognome"..lo scurtinio qui non Te lo puoi permettere .. non puoi permetterTi di chiedere a Ruben perchè solo 2 o 3 ... come ha fatto... queste "merde di domande" valle a fare nella tua comunità.. ma sicccome sei un coniglio coglione... pensi di poter usare gli stessi metodi con noi... dimmi come ti chiami... parchè hai così paura di dire il tuo nome e cognome? però pretendi che ti diciamo quante volte siamo "stati aperti alla vita"??
però mi fà piacere....Saverio c.c.
(che sta per coniglio coglione)
perchè alla fine è venuto fuori quello che siete...
hai esattamente fatto "le domande che sifanno negli scrutini"
è più forte di voi .. sosì tutti sapranno a cosa vanno incontro...

a tutti quelli che leggono qui in buona fede.. andate sull'altro sito (prima che da conigli cancellino gli interventi) e leggete le domande che subirete agli scrutini...
quante volte hai fatto l'amore con tua moglie??
perchè sei da sei anni in cammino e hai solo 2 figli?

dai Saverio ... fai un atto di coraggio una volta sola nella tua vita non voglio professione di fede o quanti figli hai fatto
voglio solo nome e cognome...

Anonimo ha detto...

adesso non ho dubbi
tripudio
sei malefico. Ti condanni con le tue stesse parole.
Non credo siano sufficienti le preghiere che presento per te.

stammi bene e vivi in pace,
Auguro a te la Pace di Gesù Cristo.

CL

by Tripudio ha detto...

Perché mi chiami "malefico"? Sei tu stesso che ti giudichi con le tue stesse parole.

Il Cammino Neocatecumenale è opera di mani d'uomo, e come tale perirà.

I santi si sono sempre dati da fare per la gloria di Dio, e invece il Cammino si dà da fare per la gloria di Kiko.

Se il Cammino fosse sano, promuoverebbe l'insegnamento della Chiesa invece di quello di Kiko.
Promuoverebbe la liturgia della Chiesa, invece di quella di Carmen e Kiko.
Se il Cammino fosse sano, non avrebbe bisogno di inganni, menzogne, trucchetti, astuzie, maldicenze, insinuazioni...

Tu credi in Cristo, o credi in Kiko?

Se Kiko veramente ti indica Cristo, allora per quale bislacco motivo ha bisogno di alterare la dottrina e la liturgia della Chiesa? Forse che la Chiesa si è sbagliata per due millenni?

Anonimo ha detto...

Ancora in cammino

CL: Prova a fare tu quello che fa Kiko. vediamo se ne sei capace.
Io NO, non sono invidioso di quello che fa Kiko e manco di come lo fa. Io non ne sarei capace, sostenere i suoi ritmi (notte e giorno e da + di 40 anni)


Uffa, un altro che ha Kiko come idolo. Temo che se K dicesse di andare a cantare tutta una notte sotto la pioggia senza ombrello per una settimana di seguito tu ci andresti, sempre a prescindere. Forse ti farebbe bene andare qualche mese a fare servizio di supporto alla Domus Galilaeae; un fratello di un'altra comunità che lo ha fatto qualche anno fa, pur elogiando completamente l'esperienza non si è potuto esimere dal citare il suo narcisismo e megalomania.

psyco ha detto...

Quando un neocatecumeno ti augura "la pace di Gesù Cristo" in verità ti sta maledicendo.

Cmq neppure Cristo stesso augurava "la pace" quando rimproverava i farisei.

Anonimo ha detto...

CL delle 10,33

Sai quante persone hanno un sogno nel cassetto e non possono realizzarlo?
Kiko è stato un uomo fortunato ha trovato il paese dei balocchi dove raccontare le sue favole, ha trovato venendo a Roma un Humus fertile dove piantare le sue radici,ha trovato il paese dei balocchi dove poter vincere ogni suo sfizio, si perchè se ne toglie tanti,e sai chi glieli fa togliere?
Le persone come Te che contribuiscono a mantenere questi fenomeni da baraccone.

Perchè Kiko ha lasciato la baraccopoli di Palomeras?
Mi correggo,perchè una volta che è venuto a Roma non è tornato a Palomeras povero fra i poveri?
Col Cavolo,mi sembra che San Francesco (D'Assisi, per non confondere i Santi)dormisse in una capanna fatta di rami d'albero,San Damiano non abbandonò mai i suoi lebbrosi,perchè Kiko non torna a Palomeras?, madre Teresa di Calcutta è vissuta fino alla fine in mezzo ai miserabili,ma a te va bene che questo vivi alla grande la sua pianificata vita da borghese, che comandi e non venga comandato.

Ti vorrei vedere nulla tenente e nulla facente come camperesti la tua famiglia o solo te stesso se non esercitassi un lavoro (Battere il martello e portare la carriola)

Credi che Kiko abbi pensieri d'affitto, di bollette del gas, della luce della spazzatura........

Vedi tante volte mi chiedo che fine farebbero le vostre famiglie itineranti, le vostre famiglie numerose se tutto questo un giorno dovesse finire.

by Tripudio ha detto...

Quanto alle Palomeras consiglio l'articolo False leggende sugli inizi del Cammino, scritto da uno che nelle Palomeras ci viveva proprio quando in teoria Kiko e Carmen le avrebbero "evangelizzate"...

l'apostata ha detto...

@ CL

che ha scritto: "...sostenere i suoi ritmi (notte e giorno e da + di 40 anni) non mi cambierei MAI. Ma Dio ha voluto così e lo permette da 40 anni...".

Ergo, San Paolo non aveva capito niente, e il Vangelo si riferisce agli "altri", non al santino.

Statti bene anche tu ;-)

Ruben ha detto...

@Anonimo
Perchè Kiko ha lasciato la baraccopoli di Palomeras?
Mi correggo,perchè una volta che è venuto a Roma non è tornato a Palomeras povero fra i poveri?
---
E pensare che di bidonville e di periferie esistenziali ghettizzate nel 1968,Roma ne era piena; ricordo sia Vigna Mangani che il "Fosso di S.Agnese,entrambe ad un migliaio di metri circa, sia dai "Martiri Canadesi",che da Santa Francesca Cabrini, però ci dovevi andare. Erano baraccopoli quanto meno di gente dignitosa,che non amava ostentare la propria miseria ed il proprio disagio.

Michela ha detto...

Perchè Kiko ha lasciato la baraccopoli di Palomeras?
Mi correggo,perchè una volta che è venuto a Roma non è tornato a Palomeras povero fra i poveri?


perchè i poveri e i lontani non erano il suo obiettivo.
Lui stesso racconta di essere stato invitato a Roma per andare nella baraccopoli al quartiere Latino e portare lì l'esperienza di Madrid.
e invece che ha fatto il nostro?
E' andato in una zona residenziale

Magari lo spirito ha voluto che lui fosse inviato solo ai benestanti, e non ai poveracci,
che ne sappiamo noi?
Qualcuno si chiedeva perchè Kiko non lavora, ma non siamo mica tutti De Foucauld, e poi neanche San Francesco lavorava... vuoi che Kiko sia meno di san Francesco?
Ce ne sono di ordini religiosi che vivono di offerte; Kiko non appartiene a nessun ordine - così nessuno lo può controllare - ma perchè non deve vivere di offerte anche lui?

Anonimo ha detto...

Vi ricordo a tutti che Il Papa ha fermato l'iter della Feria IV
Saluti

psyco ha detto...

Il blog filippino Pinoy Catholic annuncia che nelle prossime settimane una setta sbarcherà nella diocesi di Manila:

www.thepinoycatholic.blogspot.com/2014/05/a-cult-in-manila.html

l'Apostata ha detto...

@ Anonimo che ha scritto: "Vi ricordo a tutti che Il Papa ha fermato l'iter della Feria IV
Saluti".

Ti ricordo che DUE Papi vi hanno richiamato pubblicamente a osservare fedelmante i Libri Liturgici.

Che aspetta il santino ad obbedire?

sandavi ha detto...

@CL

Guarda che quel che fa Kiko in termini di fatica per l'evangelizzazione lo faceva molto di più San Paolo, che fra le altre cose, a differenza di Kiko, rischiava la pelle ogni giorno e fu più volte malmenato, lapidato e condotto in carcere. Quindi, signor CL smettila di dire str..ate!
Evangelizzare non è un lavoro nel senso proprio del termine e il buon San Paolo disse quelle parole proprio per evitare che qualche furbone con la scusa della preghiera e della predicazione se ne stesse in panciolle vivendo a sbafo. La Didaché lo riporta e i Santi hanno sempre prestato un servizio di qualche tipo unitamente al loro ruolo di predicatori.
Gli Apostoli non è scritto da nessuna parte che non fossero tornati alle loro occupazioni dopo la resurrezione (infatti quando Cristo appare la prima volta a Pietro lui e Andrea sono intenti a pescare).
E attenzione! Non è vero che San Francesco non lavorasse. Prima che fosse costruito il convento (che lui tra l'altro neppure voleva) spesso lavorava nei campi come bracciante o faceva altri lavoretti per guadagnarsi un tozzo di pane.
I frati di ogni ordine hanno sempre unito preghiera, apostolato e lavoro, persino quelli di stretta osservanza come i Certosini.
I catari e i valdesi invece non avevano nessuna intenzione di faticare....

sandavi ha detto...

OT:
Quasi dimenticavo un fatto che volevo riportare: mi è stato detto che dagli inizi del Cammino fino ai primi anni '80 si teneva una convivenza di 3 giorni dopo il primo anno di Cammino con i propri catechisti. In questa convivenza si consegnavano e si spiegavano due libri cioè "Sequela" e "Vita in comune"... come si chiamava bonariamente la convivenza fra i neocatecumenali?

"Convivenza del Bonhoeffer"!!!

Fine OT.

Questa roba me l'ha confidata uno che stava in cammino dal 1971.

Lino ha detto...

@Aldo ha detto:
"...andate sull'altro sito (prima che da conigli cancellino gli interventi) e leggete le domande che subirete agli scrutini... quante volte hai fatto l'amore con tua moglie?? perchè sei da sei anni in cammino e hai solo 2 figli?"

Infatti, Aldo, nemmeno intuiscono che stanno dando un'idea chiara di cosa si può incontrare nel Cammino. Chiunque apra quel blog, si renderà immediatamente conto della sublime finezza e del grande rispetto che i Neocatecumenali hanno del forum interno delle persone.
Capisco perché una donna, da un palco napoletano di una delle missioni, pubblicamente, in presenza del marito, ha dichiarato che avrebbe "voluto una vita piena di sesso selvaggio", dalla qualcosa è stata salvata dal Cammino! Sono abituati alle inquisizioni pubbliche.

Nel tabellone cerchietti e pallini, Kiko ha dimenticato di citare una tappa, che avrei definito della doppia Esse (Scrutinio & Spetteguless), forse preoccupato che qualcuno potesse rispondere con la locuzione resa famosa da Crozza imitatore di Razzi.

Valentina Giusti ha detto...

Scusate...Kiko lavora. È un artista. Dipinge e compone sinfonie. Crea oggetti di design.
È apprezzatissimo.
La chiave del suo successo?
Si è creato un mercato.

C. ha detto...

Questo post ha come oggetto un tema a me molto importante e che volevo trattare da tanto tempo: la c.d. "apertura alla vita" che, a detta dei neocatecumenali, essi avrebbero a dispetto degli altri cristiani, c.d "della domenica", per loro degli inutili egoisti e chiusi nel proprio io.

E' noto che molte famiglie nc hanno una media molto abbondante di figli: 6,7,8,9 ma si arriva tranquillamente anche ad ad oltre 10 figli.

Questa, chiamiamola "particolarità" familiare non comune neppure ai tempi dei nostri nonni dove, se si guardano le statistiche, la media per figli nel secolo scorso era comunque sotto i 5, esige una piccola riflessione sull'argomento.

Oggi, nel XXI secolo, è da considerarsi un comportamento di fede avere costantemente gravidanze?

I soliti nc cominceranno ad obiettare che qui siamo contro la vita, addirittura ho letto di nc che ci taccioni di abortisti (!), etc.

Niente di più falso, invece.

Comincio con il dire che io vengo da una famiglia molto cattolica, i miei genitori mi hanno trasmesso la fede anche nelle situazioni di difficoltà che si sono succedute nella nostra vita come la perdita del lavoro da parte di mio padre o una malattia che ha colpito nostra madre ad un certo punto. In tutto questo mai ho dubitato dell'amore del Signore per me ed i miei cari.

La mia, però, non è una famiglia numerosa (siamo 3 figli)! E non perché i miei genitori adottassero metodi contraccettivi, anche se già mi immagino i nc che pensano che non è vero.
Semplicemente i miei hanno adottato quella che nell'Humanae vitae è definita "paternità responsabile". Basata su metodi naturali e la responsabilità dell'atto sessuale.

Allo stesso modo oggi nella nostra parrocchia le famiglie in maggioranza hanno una media di 2,3 o 4 figli. Non ci sono famiglie "chiuse alla vita", ma sono vere famiglie cristiane dove i genitori seguono i loro figli personalmente e si preoccupano in prima persona di dare loro una educazione cattolica.
Nessuno ha mai sentito l'esigenza di dover avere gravidanze una dietro l'altra, tipicamente segno distintivo dei nc (e tralascio la parte "economica" sulle somme che il cammino elargisce a queste famiglie, perché occuperebbe troppo spazio).

Attenzione, io non giudico nessuno, perché non mi interessa e perché non sono demandato dal Signore a giudicare i cuori, ma avere tante gravidanze è ovvio che implica necessariamente una forma di non equilibrio.

E' un atteggiamento non della Chiesa, ma moderno. Figlio invece della nostra epoca modernista, rintracciabile in tante sette nordamericane, ad esempio.
Io ho sempre sostenuto che il cammino è figlio del pensiero moderno, non ha nulla della chiesa delle origini, è tipicamente novecentesco nelle sue strutture e nel suo modo di valutare ed operare sulle persone.
Non è esagerato dire che tra la chiusura alla vita e l'esigenza di avere molti figli vi sia in fondo lo stesso filo conduttore. Una incapacità della nostra epoca di avere un equilibrio, equilibrio che serve prima di tutto ai figli, che il Signore chiama a se per essere persone autonome e non "figli e figlie del cammino", ma figli di Dio tutti.

In ultimo, se avere tanti figli è segno dell'amore di Dio per te, perché Kiko non si è mai sposato e non ha mai messo al mondo figli e, contemporaneamente, non ha mai preso una via sacerdotale se tanto ama la Chiesa?

Ruben ha detto...

@ Anonimo ha detto...
"Vi ricordo a tutti che Il Papa ha fermato l'iter della Feria IV
Saluti"

30 maggio 2014 16:06
---
Sei anonimo, sei tassativo nell'affermazione,quindi, ammesso che tu abbia degli estremi, per perfezionare l'affermazione, forniscili, altrimenti non sei attendibile!

Lino ha detto...

Considerato che il nostro "scrutinatore" (il quale non la smette di citarmi con nome e cognome, chissà perché, mica io m'incavolo, anzi mi diverto per la scempiaggine, poi spiegherò il perché) ama molto Totò:

https://www.facebook.com/pasquale.troisi.10

a proposito di Kiko, riferendola a lui ma anche a Baccalà, voglio citare una famosa gag del principe Antonio de Curtis:
Armiamoci e... partite" :-)

Ruben ha detto...

@Blogger Aldo ha detto...
"Mi permettete un O.T.:
Caro Saverio sei il solito coniglio... è troppo facile parlare di di me e Lino perchè sapete "nome e cognome"..lo scurtinio qui non Te lo puoi permettere .. non puoi permetterTi di chiedere a Ruben perchè solo 2 o 3 ... come ha fatto... queste..."
---
Caro Aldo,
posteriormente al tuo OT,troverai o avrai trovato nell'"altro sito" alcuni miei post personalmente espliciti,questa volta,caso strano, sono stati corretti, hanno pubblicato tutto, e me ne assumo quindi la paternità.
Non ti sarà di certo sfuggito, il loro far finta di non capire, di fatto, la richiesta quasi incalzante, di un linguaggio più esplicito, cosa che gli ho fornito senza mezzi termini, e senza la minima emozione.
Se questo è l'"aperitivo", posso purtroppo ed amaramente immaginare ciò che avviene nelle salette alla presenza di tutti, mogli, mariti figli e figlie...che schifo ragazzi!

Lino ha detto...

Pasquale Troisi ha scritto:
"Beh vedi Ruben una testimonianza la puoi fare domenica.Invece di nasconderti e fare lo spione fatti conoscere e racconta quello che hai scritto qui.Che usavi metodi per regolare la natalità non cristiani e sbagliati e poi ti sei pentito e ti sei confessato.Più testimonianza di questa?

@ Ruben
Lascialo perdere, Ruben. Uno schifo totale. Vorrei sapere dove e quando, nella storia del Cristianesimo, si è giunti a simili argomentazioni. Solo con i seguaci di Kiko si poteva.
Talmente mi è voltato lo stomaco, che di seguito darò una mia testimonianza, ripetutamente richiesta da questi scrutatori del fango, che finora ho riservato a pochi intimi in grado di capirla o di impressionarsi perlomeno. Mai lo avrei fatto, senza questo disgusto totale.

Lino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Ruben ha detto...

@ Lino ha detto...
Pasquale Troisi ha scritto:
"Beh vedi Ruben una testimonianza la puoi fare domenica.Invece di nasconderti e fare lo spione fatti conoscere e racconta quello che hai scritto qui.Che usavi metodi per regolare la natalità non cristiani e sbagliati e poi ti sei pentito e ti sei confessato.Più testimonianza di questa?

@ Ruben
Lascialo perdere, Ruben.....
---
Hai capito Lino?
Una pubblica piazza di Roma, trasformata nel "loro" tribunale dell'Inquisizione, dove dovrei ritrattare non si sa cosa, e ti suggeriscono pure la traccia!
Scusate,ma è previsto anche un rogo!?.....

psyco ha detto...

Bruceranno tutto ciò che non è progettato disegnato o composto da Kiko.

I biglietti per assistere al rogo sono in vendita presso i responsabili delle comunità. Per sostenere la Domus ogni fratello si impegna a comprare almeno due biglietti.

Lino ha detto...

Non hanno luce, Ruben. Continuano - sia pur con l'alibi di "evangelizzare" - a rimestarsi nel fango, nell'attesa di un nuovo battesimo promesso da un falso profeta. E nemmeno possiedono quello Spirito che, una volta accordato l'illuminazione e il perdono dei peccati, spinse Dante a scrivere del fiume Letè, l'acqua che cancella la memoria del peccato passato, nell'uomo nuovo risalito nel giardino dell'eterna primavera.
Stanno sempre a rimestare i torbidi gorghi di fango dell'Acheronte. Fingono di ballare, ma non possiedono il senso della gioia. Se così non fosse, non starebbero sempre a scrutinare e a scrutinarsi, a incupire e a incupirsi, a giudicare e a giudicarsi.

Marco ha detto...

Salve

Marco ha detto...

Caro tripudio, saro' breve e conciso giusto per chiarire il mio punto di vista. Sono un NC in comunita' da soli 6 mesi.
Pur capendo la vostra attenzione per gli aspetti liturgici e dottrinali ti confesso che non me ne importa nulla.
Non e' arroganza, semplicemente credo che l'incontro con NSGC vada aldila' del seduti, inginocchiati, in piedi, insieme o dopo il sacerdote. Non mi importa del girotondo e di tutti i sofismi e formalismi di cui leggo spesso qui e altrove. Io credo in un Dio amorevole che mi vuol bene e cerco di entrare in relazione con Lui. Il resto lo lascio ha chi ha una sensibilita' liturgica maggiore della mia, o a chi vive un cattolicesimo che forse e' rimasto solo nella sua testa. Non c'e' nessuna polemica in questa affermazione.
Il punto e' un altro. Ultimamente ogni due per tre facciamo una colletta. Siamo una comunita' giovane per di piu'. Non esiste che ogni alzata o uscita di kiko si debba fare una colletta. Questa identica cosa l'ho detta al mio responsabile che viene da una vecchia comunita'. E' una follia. Nessuno puo' fare il grande con la pelle (diciamo cosi') degli altri. E qui che di gioca la partita sul futuro delle comunita'. Certo, si versa nella liberta' dei figli di Dio, pero' suona ipocrita come gli aggettivi roboanti e datati che usa la buona signra mic nei suoi post.
Ok e' tutto. Grazie dello spazio.
Marco

Mauri54 ha detto...

Mauri54 "versus" C. di - 30 maggio 2014 20:09

Egregio C. mi vorrai scusare se ti dico con grande franchezza che non ho, con tutte le mie speculazioni, capito assolutamente il senso, il motivo per il quale hai scritto un post che tratta dei figli spesso numerosi dei neocatecumenali. E' una tua indagine sociopsicologica? E' un p-to di domanda che lacera le tue notti insonni? Una di queste famiglie si è scatenata lasciando entrare nel tuo Camper in vacanza 6 o 7 golosi fratellini che hanno svaligiato il bunker della Nutella? Ti hanno fatto inciampare gattonando in mezzo alla strada? Cosa c'è che non va in una famiglia che ha nove figli come la mia?
Ti chiedo formalmente: cosa ti spinge a mettere il naso nella mia intimità dove il mio tavolo, come dice il salmo, è circondato da grappoli e la Vite, la loro Madre, siede accanto a me nel mezzo della nostra dimora? Ecco, Egli non temerà quando i suoi nemici verranno a bussare alla sua porta. Ti senti escluso dalla Benedizione che questo Salmo risuona per te?Tu , nella tua strana mentalità, affermi aprioristicamente che per il solo fatto di avere tanti figli io nutrirei dei giudizi verso di te, che hai..meno figli? Ma scusa,ragioniamo, a me per es. cosa me ne può importare di meno se tu hai 1, 3, 5 figli e q-b- (Il "quanto basta delle antiche ricette galeniche !) Io ho tempo, voglia, curiosità alcuna che mi spinga a indagare perchè tu abbia meno figli e giudicarti per questo ?!? Io, o un altro che appartiene o ha fatto parte del "Sistema Orbitale Kikiano" deve giudicare i messisti della domanica? Guarda. sono anni che sono tornato a seguirele Messe domenicali, mi guardo attorno e dovrei mettermi a contare i figli che hanno gli altri? Ma per piacere, su, dai ! E' semplicemente ridicolo! E pure aggiungi " I soliti nc cominceranno ad obiettare che qui siamo contro la vita, addirittura ho letto di nc che ci taccioni di abortisti (!), etc.
Niente di più falso, invece"
Bene,.Vorrei, visto che hai la orribile tendenza dello scrittore copia - incolla, "a scrivere frasi fatte, ormai lette e rilette senza esprimere con vigore un tuo personale parto mentale che sia magari disconnesso, ma tuo ! Chi ti ha mai giudicato abortista? Un nc te lo ha detto in faccia? Se è successo hai trovato un cretino. Punto. Lo vuoi davvero sapere perchè in famiglia siamo in 11 ? Poichè io e mia moglie crediamo nella Vita Eterna, nella bellezza della vita presente e nella immortalità della Vita che Cristo ci ha promesso. Per questo motivo, per Amore alla Vita e non certo per il fatto che eravamo nc passivamente succubi di Kiko o per venire notati nelle Convivenze dei Catechisti o meno, ricevendo il classico applauso alle Presentazioni, cosa della quale immaginiamoci, non aspettavo nulla di più per tutto l'anno ! Le vere e grandi soddisfazioni le ho avute altrove, in Ospedale o fuori, quando grazie al mio lavoro di anestesista rianimatore mi è stato affidato da Dio il compito di rianimare bambini, neonati e persone adulte, esseri umani che erano già sul bordo del salto dal quale nessuno torna indietro.

Aldo ha detto...

Caro Lino se è quella la faccia di Pasquale Troisi (faccebookk) è da incubo...
sembra una serial-killer...

non gli faranno mai fare il katekista...non somiglia per niente a kiko.. e non si fà neanche crescere la barba.

Caro Ruben, è proprio quello lo scrutinio che si subisce in comunità dal 2° passaggio in poi.
arrivano a chiederti di tutto... quante volte hai fatto l'amore con tua moglie.. e se secondo loro è poco .. si incazzano con la moglie...testuale: "lo sai che così metti tuo marito in una situazione di tentazione?? e potrebbe cadere nel peccato?"
poi se hai rapporti regolari e nel giro di un anno non arrivano figli cominciano i sospetti... "ma siete aperti alla vita?"...
dopo hai due possibilità ho "gli fai un figlio".. o dichiari che Dio non te li sta mandando... (possibilmente devi fare qualche risonanza "triste" sul fatto che non arrivano figli - e lì vedrai quante preghiere dei fratelli che ti arrivano, comprese pacche sulle spalle).. attenzione dopo due anni che non arrivano cominciano con il discorso "adozione".. "devi" avviare le pratiche per adottare figli.
chiaramente la domanda più importante nel cammino neocatecumenale é:
"STAI DANDO LA DECIMA"???

notate, tutti voi che leggete, cosa rispondono di là...

- non siete cattolici;
- l' Enciclica del Papa;
- fate la professione di fede;
- Lino Lista;
nessuno che dice la verità...

Caro Saverio c.c.

invece di preoccuparti della "mia violenza" (Pugilato, Saverio... chi ti ha informato non é aggiornato il karate l ho lasciato dopo 26 anni e la rottura del crociato anteriore dx.. ora faccio pugilato - so dove sfogare la mia rabbia - non di certo con i conigli come te)

fai un atto di coraggio - cosa che non ti si addice visto che menti anche sul cognome -
racconta qui.. vedrai che Tripudio non ti cestina se indichi il tuo vero nome e cognome..

sono queste le domande che si fanno negli scrutini?
sto mentendo? quante volte hai sentito chiedere alle coppie - soprattutto dopo qualche "risonanza/strumentale" da parte del marito- "state facendo l'amore?"

oppure nella tua comunità di trani (se è vero che sei di trani) queste domande non le fanno??
non fare sempre il vigliacco... di la verità...
chiaramente è una domanda retorica..Saverio (sai cos'è una domanda retorica? vero?)

Aldo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
by Tripudio ha detto...

Marco,

tu affermi «credo che l'incontro con NSGC vada aldila' del seduti, inginocchiati, in piedi, insieme o dopo il sacerdote. Non mi importa del girotondo e di tutti i sofismi e formalismi di cui leggo spesso qui e altrove. Io credo in un Dio amorevole che mi vuol bene e cerco di entrare in relazione con Lui...».

Ti faccio notare che nessun santo si è mai azzardato ad aggiungere strafalcioni alla liturgia.

Ti faccio notare che se i "formalismi" sono inutili, allora la Chiesa ha sbagliato per ben venti secoli a imporre norme (norme rispettate anzitutto dai santi, che erano convinti che non fossero "formalismi" ma fossero esattamente il modo di entrare in relazione con Dio). Benedetto XVI, tra la fine del 2005 e l'inizio del 2006, comandò ai neocatecumenali di celebrare la liturgia «senza aggiunte né omissioni» e si disse addirittura «sicuro che quelle norme saranno osservate». Il Cammino ha disubbidito e ancor oggi disubbidisce. Si può mai "incontrare Dio amorevole" disubbidendo al Papa e celebrando una liturgia di pagliacciate? In venti secoli di storia della santità, nessuno la pensava come Kiko...

Le incessanti collette del Cammino, quelle sì che sono "formalismi", quelle sì che sono sostenute da "sofismi".

Saprai già bene che "il Signore ama chi dona con gioia", e perciò il Signore vedrà bene quello che hai nel cuore quando doni. Ma... come mai bisogna donare solo al Cammino? Dopo tutte quelle collette, puoi ancora con gioia ad una qualsiasi altra opera della Chiesa, in cui magari il Cammino non c'entra niente?

Lino ha detto...

Marco ha detto:
1)"Io credo in un Dio amorevole che mi vuol bene e cerco di entrare in relazione con Lui
2) Il resto lo lascio ha chi ha una sensibilita' liturgica maggiore della mia, o a chi vive un cattolicesimo che forse e' rimasto solo nella sua testa".


Ed è questo, Marco, che ci rende diversamente cristiani.
La tua affermazione di cui al punto 1) è resa da ogni credente di ogni religione, dai seguaci di Manitou alla propaganda TdG. Per esempio:
http://www.jw.org/it/pubblicazioni/libri/volont%C3%A0-di-geova/farete-volont%C3%A0-di-geova/
L'affermazione di cui al punto 2) è di una genericità sconfortante: avessi tu detto "un cattolicesimo che forse e' rimasto solo nella Tradizione" avrei potuto risponderti. Anche dialogare magari, ribattendo che il vostro "cristianesimo" sta solo nei mamotreti con i quali siete catechizzati perché nemmeno è quello dei Vangeli.

Lino ha detto...

OT @ Aldo
Sì, Aldo, pare che il mio nome e cognome siano diventati un argomento ricorrente dei disertori. Riferisco perché avevo scritto che mi diverto:
1) Google Alert ignora quel blog. M'inoltra i testi in rete nei quali sono citato, anche forum o blog, ma quello di Pasqualone nemmeno lo cura.
2) Nei motori di ricerca, invece, Pasqualone viene logicamente indicizzato. La settimana scorsa ho incontrato il gestore del sito di un'associazione che ha pubblicato lavori miei (assieme a quelli di altri), con il contattore di accessi sulle singole pagine. Mi ha chiesto come mai, negli ultimi tempi, i clic sui miei testi sono aumentati oltre la media, addirittura triplicandosi rispetto ad altri.
"Sono i neocatecumenali che mi leggono..." ho risposto: "C'è uno di loro che quotidianamente mi fa una grande pubblicità" :-))

Anonimo ha detto...

Ancora in cammino

Marco Sono un NC in comunita' da soli 6 mesi.
Pur capendo la vostra attenzione per gli aspetti liturgici e dottrinali ti confesso che non me ne importa nulla.
Non e' arroganza, semplicemente credo che l'incontro con NSGC vada aldila' del seduti, inginocchiati, in piedi, insieme o dopo il sacerdote. Non mi importa del girotondo e di tutti i sofismi e formalismi di cui leggo spesso qui e altrove. Io credo in un Dio amorevole che mi vuol bene e cerco di entrare in relazione con Lui. Il resto lo lascio ha chi ha una sensibilita' liturgica maggiore della mia, o a chi vive un cattolicesimo che forse e' rimasto solo nella sua testa. Non c'e' nessuna polemica in questa affermazione.
Il punto e' un altro. Ultimamente ogni due per tre facciamo una colletta. Siamo una comunita' giovane per di piu'. Non esiste che ogni alzata o uscita di kiko si debba fare una colletta. Questa identica cosa l'ho detta al mio responsabile che viene da una vecchia comunita'. E' una follia. Nessuno puo' fare il grande con la pelle (diciamo cosi') degli altri. E qui che di gioca la partita sul futuro delle comunita'. Certo, si versa nella liberta' dei figli di Dio, pero' suona ipocrita come gli aggettivi roboanti e datati che usa la buona signra mic nei suoi post.


Caro Marc, sei molto giovani di cammino (io ero al tuo punto più di 30 anni fa) e mi permetto di contestare quello che hai detto. La questione delle collette (e poi dal secondo passaggio anche le decime) è chiaramente un punto importante e significativo sia per il bilancio delle famiglie (non tutti sono benestanti, sia perché nello statuto su questo punto le cose non sono molto chiare o addirittura sono omesse (le decime). Tuttavia, sulla base della mia esperienza trentennale devo dire che in realtà tra i due punti che hai citato non è questo il punto di contraddizione del cammino (seppure su questo blog viene molto enfatizzato ed esagerato).

Il vero punto è proprio quello che tu invece citi all'inizio e a cui non dai importanza. Ed è cruciale perché va al cuore di uno dei pilastri su cui è fondata l'esperienza del cammino; kl'avrai sentita già alla fine della catechesi iniziale, quando durante la convivenza e dopo l'istituzione della comunità i catechisti ti avranno detto in modo molto grave: "non c'è cammino senza obbedienza ai catechisti". Bene, questo te lo sentirai ripetere continuamente nei prossimi anni e non solo durante gli scrutini.

Ed è proprio qui che, come si dice, "casca l'asino" rispetto al nostro modo di celebrare l'Eucarestia. Se fino a qualche anno fa potevamo dire che non c'erano indicazioni ufficiali da parte dei Papi sulle nostre novità liturgiche, questo non è più vero dopo la lettera di Arinze, le dichiarazioni del Papa nel gennaio successivo, fino ad arrivare al discorso di Papa Francesco e alla lettera del suo segretario. E come ha reagito il nostro Kiko? Con la disubbidienza pratica malamente mascherata da assensi formali. Capirai allora che per un qualsiasi neocatecumeno che non ha ancora "circonciso la mente" al punto di smettere completamente di ragionare sull'evidenza delle cose, questo modo di fare mina alla base la credibilità di quel pilastro del cammino che è l'obbedienza ai catechisti.

Lino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Lino ha detto...

P.S. per Aldo
Sì, è lui, non avevo dubbi. E si è pure incavolato: "Ma non vi sentite ridicoli e infantili a scendere così in basso? Ad attaccare la gente sull'aspetto fisico".
A prescindere dal fatto che io ti ho solo mostrato, senza dare giudizi - li ritengo ridondanti - a te pare che sia da uomini maturi citare in continuazione le persone con nome e cognome, attaccarle sulla poesia, dare giudizi critici quando nemmeno sei capace di comporre un endecasillabo sgangherato?

Dai, Pasqualone, vai al sodo: ancora sto attendendo una risposta su due questioni cruciali.
1) C'è Eucarestia o no senza assemblea, in una celebrazione "individuale" del Sacerdote?
2) Le "casette", per quelli che si rifanno al cristianesimo primitivo, sono utili, o no?

Michela ha detto...

Marco ha detto...
Caro tripudio, saro' breve e conciso giusto per chiarire il mio punto di vista. Sono un NC in comunita' da soli 6 mesi.
Pur capendo la vostra attenzione per gli aspetti liturgici e dottrinali ti confesso che non me ne importa nulla.
Non e' arroganza, semplicemente credo che l'incontro con NSGC vada aldila' del seduti, inginocchiati, in piedi, insieme o dopo il sacerdote. Non mi importa del girotondo e di tutti i sofismi e formalismi di cui leggo spesso qui e altrove. Io credo in un Dio amorevole che mi vuol bene e cerco di entrare in relazione con Lui. Il resto lo lascio ha chi ha una sensibilita' liturgica maggiore della mia, o a chi vive un cattolicesimo che forse e' rimasto solo nella sua testa. Non c'e' nessuna polemica in questa affermazione.


Purtroppo non possiamo più perdere tempo a girarci intorno: non c'è polemica nelle tue affermazioni perchè così ti hanno insegnato. Non te ne sei accorto, come non me ne ero accorta io dopo 6 mesi di cammino, che ti hanno insegnato a non porti il problema della liturgia o della dottrina, e a considerare solo l'amore e la relazione con Dio.
Abbiamo messo al primo posto la gioia della relazione con Dio e con gli altri fratelli. Tutto il resto è secondario davanti alla bellezza dello stare insieme.

Ma ci sono alcune cose che 'stonano', piccoli avvertimenti che c'è qualcosa che non va.

Richieste eccessive di denaro, atteggiamenti sprezzanti dei catechisti, e tante altre cose di cui ti accorgerai piano piano.

Certo, si versa nella liberta' dei figli di Dio, pero' suona ipocrita come gli aggettivi roboanti e datati che usa la buona signra mic nei suoi post.

ecco qui sembri smentirti, allora vuoi farla la polemica!
mic qui non scrive quasi più, quindi non sei tanto sincero, segno che hai assorbito la mentalità chiusa e polemica del cammino.
Quando vedrai che questo stile arrogante e sprezzante sarà usato anche contro di te o un tuo fratello negli scrutinii, spero che aprirai gli occhi.

Valentina Giusti ha detto...

A Marc non interessano certi particolari: in piedi o seduti, prima o dopo il sacerdote perché importante è l'incontro con Gesù.
Marco: sei nel posto sbagliato, allora! In comunità ciò che per te è coreografia o poco più è fondamentale!
Prova solo a non sederti. Prova, se sei un tipo coraggioso, a genufletterti. Prova anche solo a cambiare inflessione della voce.
Non sono così convinta che Gesù non si possa incontrare in una Chiesa protestante...leggi qui
Per quanto riguarda le collette, dopo un salasso particolarmente significativo, il nostro catechista ci portò in stanza un "crocione" di Kiko. Interrogato, ammise candidamente che era stato acquistato con la nostra colletta. Preparati, Marco!

Lino ha detto...

Non voglio "sporcare" il nuovo post, che al momento è interessante. Commento qui.
Pietro ha detto:
"Si crede di essere qualcuno, (tipo lino) e non accetta che nella propria parrocchia venga uno scemo del cammino e faccia le catechesi, e portino frutti visibili..."

Non ci siamo capiti, Pietro. Dalla mia parrocchia i neocat sono fuori, non fanno più catechesi, non strimpellano più: sono out. Quando uno scemo è venuto a parlare del fango/peccato in mia presenza, però, un solo frutto visibile ha portato: il rossore della vergogna sul volto.

Vuoi commentare questa mia, Pietro?
http://neocatecumenali.blogspot.it/2012/02/kiko-chiesa-confronto-su-catechesi_02.html

Magari riesci a dimostrarti "meno scemo" dei neocat che finora ho incontrato. Fatti pubblicare da Pasqualone le confutazioni alla mia contro-esegesi: dovesse essere una confutazione intelligente, Pasqualone farà i salti di gioia.

Dai, Pietro: dimostra di essere qualcuno! Dimostra che Kiko ha ragione.

Sebastian ha detto...

Ma com'è possibile che Marc sia in comunità da soli 6 mesi, eppure conosce tanto bene questo blog da poter affermare "suona ipocrita come gli aggettivi roboanti e datati che usa la buona signra mic nei suoi post"?
Quando, come fa notare Michela, negli ultimi mesi mic è intervenuta solo poche volte...

Sento puzza di troll...

C. ha detto...

Caro Mauri54,
non so se leggerai questo post, io non guardo tutti i giorni il blog (ho altro da fare, sinceramente).

Ti senti offeso? Me ne spiace ma se ti irrita quello che scrivo vuol dire che un fondo di verità esiste. Io ho fatto una analisi lucida, che a te ed altri nc piaccia oppure non piaccia.
Da come scrivi mi sembri molto arrabbiato, prenditi una pausa e pensa ad altro. Io non ho nessun interesse per le vostre "pulsioni" amorose. Per me potete averne anche 20 di figli. Io ho analizzato le tematiche che portano a fare determinate scelte, se ti da fastidio anche che uno faccia analisi mi spiace, passa una buona domenica tu e famiglia. Buonanotte.

Ruben ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
AICI ha detto...

E' la prima volta che rispondo a questo blog ma vi leggo di tanto in tanto...anke se preferisco l'altro blog di Mic;)
Leggo delle cose gravissime, ma perchè non denunciarle con forza ai vescovi con una lettera firmata da migliaia di parrocchiani-o meglio, centinaia di lettere singole- e per conoscenza mandarla al Sant'Uffizio ed al Papa?

mic ha detto...

AICI,

La Dottrina della Fede ha tutti i nostri documenti (su loro richiesta e accompagnati da relazione sottoscritta) aggiornati regolarmente fino all'approvazione dello Statuto, avvenuto all'improvviso con u n blitz di Rylko (Pontificio Consiglio Laici), senza che i direttori (tuttora segreti) fossero stati approvati dagli altri dicasteri competenti.

Ho ricevuto una nota di rammarico degli Officiali competenti, completamente impotenti e scavalcati.
Benedetto XVI era intervenuto per rinviare la liturgia alla Feria IV; ma tutto è stato fatto cadere (almeno così pare) con le sue dimissioni.
Mysterium iniquitatis...

Michela ha detto...

AICI ha detto...

E' la prima volta che rispondo a questo blog ma vi leggo di tanto in tanto...anke se preferisco l'altro blog di Mic;)
Leggo delle cose gravissime, ma perchè non denunciarle con forza ai vescovi con una lettera firmata da migliaia di parrocchiani-o meglio, centinaia di lettere singole- e per conoscenza mandarla al Sant'Uffizio ed al Papa?


Il silenzio delle gerarchie comporta il silenzio dei fedeli.
Molti di quelli che escono dal cammino non sanno dare un nome al loro disagio. C'è la coscienza di essere incappati in qualcosa di settario e di estraneo alla chiesa, che non si sa come definire.
Se tutti tacciono non resta che dar ragione al cammino e pensare che il cammino è buono ed è il fuoriuscito a non essere adatto per questa esperienza.

per questi motivi se per 100 neocat attivi ci sono 150 fuoriusciti, pochissimi di questi sarebbero disposti a firmare qualcosa, senza considerare che molti lasciando il cammino lasciano la chiesa, di cui non gli importa più nulla.

Anonimo ha detto...

I vescovi si lasciano corrompere e non fanno nulla l'ho provato sulla mia pelle. Alessia

by Tripudio ha detto...

La corruzione di preti e vescovi, come abbiamo già ripetuto molte volte, avviene con i soliti metodi:

1) donare loro soldi con regolarità,

2) far loro sentir odore di promozione, a patto che appoggino il Cammino

3) "sbatterli in prima pagina"

Non importa se in contanti, in bonifico, in assegno non trasferibile: basta che i soldi arrivino con regolarità, basta che l'ecclesiastico da corrompere possa prevedere l'imminente arrivo di soldi.

Spesso accade che tanti ecclesiastici, sulle prime, rigirino i soldi ricevuti ad attività caritative, ai poveri, alle attività della parrocchia, a qualche cosa urgente da sistemare, ecc.: ma l'importante, da parte dei kikos, è arrivare al punto in cui gli ecclesiastici "oliati" prevedano che entro tot giorni arriva regolarmente una regalia del Cammino.

Una volta che ciò è avvenuto, l'«oliatura» ha già raggiunto il suo scopo: al prete o vescovo in questione dispiacerebbe che non arrivino i soldi: magari aveva già previsto di fare una buona azione per i poveri, oppure sistemare qualcosa della chiesa, oppure addirittura comprare qualcosa a rate (tanto le "rate" arrivano grazie al Cammino...) e così a poco a poco la fune si stringe al loro collo: non possono fare a meno della regalìa del Cammino.

Non prendiamoci per il sedere, cari fratelli neocatecumenali: il Cammino dona perché intende ricevere contraccambio. Le donazioni sono perfettamente calcolate e mirate. Preti e vescovi capiscono benissimo che quei soldi servono anzitutto a "chiudere un occhio" (e poi a chiudere anche l'altro): una volta che ritengono quei soldi "prevedibili", una volta che si abituano all'idea che entro tot giorni arriva puntuale l'«oliatura», cominciano a investirli ancor prima di riceverli, e cominciano a chiudere un occhio vistosamente, per evitare che il Cammino smetta di pagare.

E quindi ad un certo punto diventa peggio di una droga: per esempio il prete che compra la macchina nuova (per sé, o il furgoncino per la parrocchia, o per suo fratello che col suo lavoro non può permettersela, ecc.) grazie alle «oliature», e quindi scende a compromessi per evitare di doverla pagare di tasca propria dalla prossima rata in poi. Tanto, che ci vuole? Li lascio fare la loro veglia pasquale personalizzata, li lascio schitarrare nelle salette, nelle omelie infilo qualche espressione kikiana, qualche riferimento alle "alzate", così loro capiscono, e riferiscono ai cosiddetti "catechisti" che qui è tutto tranquillo e che quindi siano puntuali a versarmi la prossima oliatura...

Naturalmente tutto è più facile quando in parrocchia si installa un prete che già conosce il metodo e che quindi fa in modo che i kikos capiscano subito che c'è bisogno di "oliare"...

by Tripudio ha detto...

La seconda tattica è quella della promozione. Nelle diocesi è chiaro che se sei sgradito al Cammino, la tua carriera ne risentirà. I kikos sono riusciti a infilarsi dappertutto, e riescono - con i loro metodi trasversali - anche a influenzare decisioni che ti riguardano. Ti toglieranno l'insegnamento dall'istituto diocesano di scienze di religione, per darlo a un neocatecumenale ignorante e arrogante. Ti affideranno come vice-parroco il prete più antipatico e sfaticato della diocesi, togliendoti quello giovane che sgobbava con te dall'alba al tramonto. Ti toglieranno la parrocchia a pezzetti e bocconi, impedendoti le iniziative che ufficialmente il vescovo ti chiedeva di svolgere, in modo da farti apparire disobbediente e incapace.

A meno che... a meno che non concedi spazio al Cammino. Allora tu prete, per tener buoni coloro che possono metterti nei guai col vescovo, cominci a "invitare" (cioè a non rifiutare) gli autoinviti delle "catechesi" kikiane. Cominci ad incoraggiare la presenza neocatecumenale perfino durante le omelie della domenica. Cominci a parlar bene di qualche bizzarro soggetto kikiano che si aggira negli uffici di curia, in modo che qualche "orecchio attento" vada a riferire a "chi di dovere"... E così, a poco a poco, cominci a sentir odore di promozione ad un'altra parrocchia, magari anche un piccolo incarico nell'istituto diocesano, e dopotutto ricordi che i guai e i debiti che lasci qui in parrocchia saranno a carico del tuo successore...

E in tutto questo non hai mai parlato col vescovo, perché lui è il primo a temere la perdita dell'oliatura. Il vescovo, che sacramentalmente ti è padre, a cui avevi giurato fedeltà il giorno dell'ordinazione (a lui e ai suoi successori!), diventerebbe il tuo principale ostacolo qualora tu pretendessi di diventare "il prete che vuole far guerra al Cammino".

Eh, sì, perché la terza tattica neocatecumenale è quella dello sbattere il mostro (cioè te) in prima pagina. Lasciare che tutto il clero pensi che tu vuoi diventare un novello Faraone, un supereroe da fumetti, che pretende di guerreggiare al potente Cammino mettendo a rischio un sacco di... «oliature». Se qualcuno nei corridoi di curia comincia a vociferare che sei un "ribelle" o un "guerrafondaio", e la faccenda si diffonde, sta' pur certo che il vescovo ti ammonirà dicendoti che te la sei cercata, che il Cammino è un movimento come gli altri, che fare guerre è contro lo spirito del Concilio, eccetera.

Al tuo nome e cognome sarà associata l'idea di uno che ha letto troppi fumetti di supereroi e vuole improvvisamente fare guerra al Cammino. Diranno che ti vuoi vendicare di qualcosa di personale, che sei un ignorante che non capisce i doni dello Spirito, insinueranno che hai una tresca o una gelosia su qualche "camminante", circolerà la voce che ti hanno visto con chissà chi, chissà a che ora, chissà dove, chissà perché, verrai convocato dal vescovo per "chiarimenti" riguardo cose che non eri neppure a conoscenza... e tutti i tuoi tentativi di smorzare i toni, di affermare le verità più elementari, di ricondurre la questione nel suo alveo originale, verranno visti come un tentativo di sfuggire alle tue "responsabilità" improvvisamente divenute "pubbliche".

Ho parlato di fatti reali che i sacerdoti lettori di questo blog conoscono già per aver visto o addirittura provato di persona. Questo astuto meccanismo delle «oliature» non è carità verso i propri pastori, ma un sottile e sistematico metodo per imbrigliarli e sfruttarli, nascosto dietro il velo ipocrita della parola "offerte".

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Una testimonianza recentissima.
Sabato scorso un mio amico ha partecipato alla Messa del sabato del Cammino neocatecumenale e, mi ha riferito, ha visto fare a tutti la Comunione seduti.
Ne abbiamo èparlato e ieri si è unformata da una sua amica del Cammino, che anche io conosco, una bravissima persona, che le ha risposto che, non so quale ufficio della Santa Sede avrebbe concesso al Cammino la Comunione da seduti.
Ho fatto un giro sul web e mi sono reso conto che NON è vero. Non c'è stata nessuna concessione. Questa mia conoscente è stata evidentemente ingannata.
Ho visitato questo blog e ho visto che si parlava proprio di Comunione ricevuta da seduti. Non potevo non postare questa testimonianza.
Ricordo che, oltre alla proibizione di assumere la Comunione da seduti, le norme della Chiesa impongono di consumare l'Ostia consacrata appena ricevuta, senza aspettare. Se qualcuno del Cammino mi riporta un documento ufficiale della Chiesa che permettono oro tutto questo, ne prenderò atto.