lunedì 5 maggio 2014

Indissolubilità del matrimonio e ipocrisia neocatecumenale

Premessa importante: presentando la testimonianza di Ileana intendiamo far riflettere sull'ipocrisia neocatecumenale che applica il metodo di "due pesi e due misure" a seconda delle convenienze degli appartenenti al Cammino, come riportato in tantissime dolorose testimonianze lungo diversi decenni (per esempio sul «divorzio di fatto» organizzato dai cosiddetti "catechisti" neocatecumenali).

Indipendentemente dall'esito che avrà il caso qui presentato e dalle astuzie che adopereranno i kikos per banalizzarlo, c'è già da registrare l'assurdo atteggiamento che hanno avuto finora i neocatecumenali e i loro "alleati".


Riprendiamo dunque le testimonianze di Ileana:

Io non riesco più a credere nel Cammino. Sono stata tanti anni nel Cammino Neocatecumenale a Scandicci (Firenze) con mio marito. Tante cose non tornavano: per esempio, quando per la malattia di mio padre abbiamo dovuto lasciare per un po' le attività del Cammino, i cosiddetti "catechisti" neocatecumenali ci hanno detto che ciò era male e perciò i fratelli non ci hanno più guardati. Ma questo è niente a confronto di quello che sto subendo oggi.

Mio marito dopo trent'anni di matrimonio è andato via di casa e mi ha completamente abbandonata. Ho saputo che frequenta il cammino neocatecumenale a Signa con una donna, forse la sua nuova compagna: hanno fatto il "primo passaggio" del Cammino e mi sono vista recapitare a casa una richiesta di annullamento dal tribunale ecclesiastico. Un testimone di questo annullamento è proprio il responsabile della comunità di Signa. Ho scritto al vescovo ma lui ha preferito tacere sull'operato del Cammino. Questo testimone è giovane: è nato proprio nell'anno in cui ci siamo sposati e niente può sapere del nostro matrimonio.

Sono usciti anche dua articoli sulla mia vicenda (sul Metropoli del 14 giugno 2013 e del 25 settembre 2013) ma da parte delle comunità del Cammino Neocatecumenale non è arrivata alcuna risposta. Purtroppo l'avvocato mi ha detto che non sono perseguibili per legge. Non so cosa hanno fatto a mio marito, cosa gli sta facendo questa donna, ma affermare che non era consapevole di contrarre un matrimonio cristiano dopo trent'anni di vita insieme mi pare sia un poco insensato. Non so come andrà a finire la causa - certo che io non credo più neanche alla Chiesa visto che sta tacendo.

Io sono una insegnante di scuola statale di ruolo da ben quarant'anni e ho attualmente sessant'anni. Mio marito ha attualmente cinquantotto anni. Non siamo ragazzini dunque. Ci siamo sposati in chiesa totalmente consapevoli di quello che era un matrimonio cristiano. Mio marito non aveva problemi psicologici. Siamo stati insieme trent'anni, abbiamo frequentato il gruppo religioso del Cammino a Scandicci poi siamo entrati nel gruppo di preghiera della casa Santi Arcangeli dove facevamo insieme attività di volontariato, insieme siamo stati nel 2005 a Medjugorie, due volte a Lourdes, a San Giovanni Rotondo. Non abbiamo figli, nonostante fossimo aperti alla vita. Andavamo d'accordo ma all'improvviso nell'ottobre 2007 mio marito abbandona la casa senza una parola dicendomi che aveva un brutto periodo e che voleva stare un po' da solo. Poi mi si è rigirato contro dicendo che voleva l'«annullamento» del matrimonio, dicendo che lui era morto per me e che non lo dovevo chiamare nemmeno se mi sentivo male.

Premetto che io non ho nessun parente e sono sola al mondo, e che a nulla è valso l'intervento del sacerdote nostro confessore. Sono passati sette anni in cui ho attraversato l'inferno. Solo nel 2009 si è scoperto che lui aveva una compagna, amica di mia cognata. Premetto che mia cognata - tutta casa e chiesa - non mi ha più guardata. Inoltre mi è impossibile parlare con mio marito, che quando mi vede scappa o si nasconde. Mi vergogno anche a dire queste cose ma tutto è rigorosamente documentato con tanto di testimoni. Ho dovuto con l'avvocato mio malgrado accettare la separazione perchè arrivavano a casa (che tra l'altro è ancora in comune) le sue pendenze da pagare.

Ma veniamo al dunque. Circa tre anni fa ho scoperto che la nuova sua compagna e mio marito frequentano assiduamente il Cammino Neocatecumenale di Signa dove lui fa l'ostiario. Vorrei che voi vedeste la faccia di una certa L., del Cammino, quando le ho detto che io ero la moglie di G.!

Comunque i sacerdoti che mi seguono - compresi i Cavalieri di Maria di Pulica - e tanti altri mi hanno consigliato di andare direttamente dal parroco e mi ci ha portato proprio una signora che è nel Cammino a Scandicci e che frequenta la mia parrocchia. Ma il caro don Alessandro di Signa che normalmente guarda in cagnesco tutti i conviventi, divorziati ecc., non mi ha fatto parlare molto: mi ha chiuso la bocca dicendomi che lui non era arbitro del mio matrimonio e che lui la comunione a mio marito gliela dava perché faceva il Cammino "da solo senza nessuno". Quindi per questo prete catecumenale il fatto di aver abbandonato la moglie, di non rivolgerle più la parola, non è un peccato grave e si può fare un cammino di fede in tale stato.

Ma questo non sarebbe stato niente se lì dentro non avessero spinto mio marito che mi sembra diventato un rincoglionito a chiedere un annullamento di un matrimonio durato trent'anni, a motivo di incapacità a discernere gli obblighi del matrimonio cristiano. Anche l'avvocato rotale che segue questa causa: ma è normale? Potrei parlare di tante cose pazzesche: il responsabile della comunità che si è messo come testimone e che è nato l'anno che ci siamo sposati, ma è normale? È per il bene dell'anima di mio marito che i neocatecumenali hanno fatto questo?


Una nota da parte di Valentina:
Sull'annullamento del matrimonio penso di poterti assicurare che la Chiesa ci va con i piedi di piombo, ne ho avuto esperienza. Soprattutto se la motivazione è quella proposta da tuo marito, che a mio parere è quella più debole, e se uno dei due coniugi non è d'accordo.

In particolare, a meno che anche tu non sia interessata ad ottenere l'annullamento, ti consiglio di rivolgerti ad un avvocato rotale per la tutela della verità e dei tuoi diritti.
Pensa che lo fai anche per il loro bene (di tuo marito e della sua nuova compagna) perchè promuovi anche in loro la maturazione e la riflessione sul loro rapporto.

La possibilità di annullare un matrimonio è secondo me uno degli strumenti che, pur nell'ambito della Chiesa, della fede e del rispetto dei sacramenti, serve a sanare alcune situazioni "limite" che si verificano.

Premetto che ora non sto parlando del caso di Ileana, che è sicuramente diverso, ma non escludo per esempio che uno dei due coniugi possa aver contratto matrimonio essendo gravemente immaturo ed essere stato plagiato dall'altro anche per 30 anni.

D'altronde, quanti fratelli sono da decenni in cammino e sì trovano in una situazione consimile? Nulla di strano dunque.

Non è la durata del rapporto a costituire una garanzia di validità, come neppure la nascita dei figli o l'aver frequentato la chiesa con regolarità.

Ciò che mi colpisce e mi scandalizza invece è l'atteggiamento dei neocatecumenali, da un lato apparentemente rigidissimo, al punto di deprecare i tentativi di riconoscere la nullità di un vincolo di matrimonio, dall'altro permissivo e lassista, quando si tratta di promuovere e tutelare i propri fedelissimi.

E ancor di più la negazione, contro ogni evidenza, che abbiamo constatato negli interventi qui sul blog.

Al Cammino interessano non poco, i processi di annullamento!

Guarda caso, il "segretario" del sacerdote che istruiva le cause e raccoglieva le testimonianze nella mia diocesi, era un sacerdote neocatecumenale. Combinazione?

Da parte di Michela ad un altro commentatore del blog:
Ci sono molte persone (vedi il post di Valentina) che si sono sposate durante il cammino e poi quando ne sono uscite si sono chieste se il loro matrimonio era 'valido'. In questo caso i catechisti si sono sempre opposti alla dichiarazione di nullità.

Poi c'è il caso di Ileana, in cui in caso di nullità, si costruirebbe un matrimonio neocatecumenale, e addirittura si trovano fratelli neocatecumenali disposti a testimoniare in favore della nullità.

Finora hai conosciuto un aspetto del cammino, oggi la testimonianza pubblica di Ileana ti permette di conoscere anche un lato piuttosto nascosto. Che farai? metterai la testa sotto la sabbia o con gran sofferenza comincerai ad ammettere che c'è anche falsità nel Cammino?

74 commenti:

Anonimo ha detto...
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sandavi ha detto...

Nella parrocchia che frequento da 28 anni (da quando ho 9 anni) si è verificato il caso (e penso che sia tutt'ora in queste condizioni) di due conviventi che hanno avuto in questa condizione 6 figli. I catechisti e il parroco precedente li considerano sposati...
Hanno chiesto l'annullamento entrambi perché entrambi sposati con altre persone, e aspettano da anni ormai, con non si sa quale esito.
Io veramente non riesco a capire come possono con simile leggerezza giocare con i Sacramenti. Faccio davvero una fatica immensa.

by Tripudio ha detto...

L'episodio che riportiamo oggi, doloroso per chi lo sta vivendo, conferma ancora una volta l'ipocrisia neocatecumenale: strenui difensori del matrimonio, i kikos fanno subito dietro-front quando si tratta di guadagnare qualche adepto in più alla loro setta. A costo di calpestare i sacramenti stessi (anche materialmente).

I kikos che considerano la pubblicazione di queste notizie «fango sul Cammino, screditare il Cammino» corrono qui a urlare sdegnati e a stracciarsi le vesti, ma non osano minimamente ammettere le storture neocatecumenali (anche se documentatissime), non si permettono minimamente di esprimere almeno un po' di vicinanza e solidarietà per le vittime del neocatecumenalismo. Infatti il Cammino consiste nell'idolatria di Kiko e Carmen e delle loro invenzioni.

Anonimo ha detto...

Prima di esprimere giudizi sull'ipocrisia neocat, con tutto il rispetto per la dolorosa vicenda, ma in questi casi e' meglio sentire entrambe le campane, i giornali si limitano solo alla sua versione. Grazie buona giornata.

by Tripudio ha detto...

Esatto: per esempio, non vedo l'ora di sentire come mai un giovane responsabile neocatecumenale testimonia a favore della nullità di un matrimonio avvenuto quando lui era ancora nella culla.

Finora l'altra campana è stata totalmente silenziosa.

Matteo ha detto...

Quando leggo questi articoli mi viene da pensare alla pericolosità di queste azioni mi dispiace tanto veramente tanto per Ileana perchè pure io ero un giovane devoto al cammino a scandicci e poi a signa , per mia fortuna ne sono uscito.

Valentina Giusti ha detto...

Mi fa molto piacere che si chieda, su questo doloroso argomento, di rispettare anche l'altra opinione.
Che si affermi che, soprattutto in certi argomenti che riguardano la persona o la vita di coppia, sì deve entrare in punta di piedi!
Spero che l'anonimo che chiede di sentire anche l'altra campana sia un neocatecumenale.
Al quale dico: è vero, si tratta di un argomento delicatissimo, in cui neppure la Chiesa si sente in diritto di entrare!
La stessa Sacra Rota, dovesse annullare il matrimonio, lo farebbe solo con "atto dichiarativo", sulla base cioè degli elementi e testimonianze, lasciando ai singoli la responsabilità di un eventuale falsificazione della realtà. In questo deprecabile caso infatti il matrimonio, pur annullato, rimarrebbe valido, e nullo l'eventuale matrimonio contratto successivamente.
Quindi, se la validità del matrimonio è argomento delicatissimo e opinabile e riguarda la volontà e la realtà fisica e psicologica dei coniugi, identica delicatezza e privatezza la deve avere la cosiddetta "apertura alla vita".
Allo stesso modo riguarda la coppia la decisione di partecipare insieme o meno ad una esperienza religiosa.
Tanto più poi devono rimanere all'interno del rapporto tra coniugi certi aspetti afferenti alla vita intima ed alla sessualità.
Se è così, allora perché voi, fratelli ancora in cammino, lasciate che venga violata questa sacralità coniugale?
Perché vi sembra normale che qualcuno dall'alto decreti se il vostro matrimonio è valido o no, se avete abbastanza figli o no, se la vostra coppia è cristiana o no?
Perché lasciate che la vostra vita, la vostra storia e la vostra intimità siano oggetto di giudizio di altri quando la Chiesa stessa si ferma rispettosa sulla soglia delle vostre case, delle vostre camere da letto e soprattutto dei vostri cuori e delle vostre menti?


Anonimo ha detto...

Cara Valentina, si sono un neocatecumenale, mi occupo di mediazione familiare, sono d'accordo con quello che dici, infatti nella mia esperienza non ci sono fatti contro la coppia e il matrimonio. Credo che tu sia la persona piu equilibrata e corretta che interviene sul Blog.
grazie

psyco ha detto...

I neocat ipocriti che chiedono di sentire l'altra campana fanno ridere. Infatti quando fanno le "100 Piazze" non chiedono mai di sentire l'altra campana.

by Tripudio ha detto...

Promemoria 1: le foto pubblicate su questo blog vengono tutte da fonti pubbliche (facebook, youtube, altri blog, ecc.).

Promemoria 2: l'importante non è «quanti siete a dire queste cose», ma solo la verità.

Due più due fa quattro anche se lo dicessero poche persone senza alcun titolo di studio in matematica.

Sfidiamo chiunque a verificare le cose che pubblichiamo su questo blog (ed è per questo che indichiamo sempre tutte le fonti pubblicamente accessibili); le correzioni documentate sono sempre le benvenute.

Le illazioni, invece, non sono benvenute. Non abbiamo tempo da perdere a rispondere ad ogni adoratore dell'idolo Kiko che pensa di fare cosa cristianissima calunniando e mistificando chi non adora il suo stesso idolo.

Promemoria 3: l'eresia ariana durò tre secoli e ci fu un momento in cui veniva professata dalla maggioranza dei vescovi. La verità non dipende dai successi o dalla durata del consenso.


Per Ileana possiamo contribuire solo con le nostre preghiere.

Questa pagina, infatti, non ha lo scopo di rimestare nel dolore di Ileana, ma ha lo scopo di mostrare la tipica ipocrisia neocatecumenale dovuta al fatto che per i kikos il Cammino è più importante della verità.

Una mia amica andò a confessarsi e disse al confessore di alcuni guai ricevuti a causa di un sacerdote. Il suo confessore la interruppe e le disse: "a nome di tutta la Chiesa, io ti chiedo umilmente perdono per ciò che hai dovuto subire a causa di un mio confratello", oltre ovviamente a suggerirle modi concreti per rimediare e per ottenere giustizia. Nessuna esigenza umana ha il diritto di calpestare la verità e la giustizia (che sono attributi di Dio).

Bene: questo episodio l'ho ricordato proprio perché in vita mia nessun neocatecumenale ha mai detto le stesse cose, neppure per finzione.

Quando ci sono problemi relativi al Cammino, reagiscono automaticamente e sempre allo stesso modo: "non è vero", "mai successo", "hai capito male", "hanno capito male", "non conoscono il Cammino"... nel migliore dei casi, si limitano ad ammettere che "ci può essere qualche mela marcia che però non deve essere usata per gettare fango sul Cammino".

Aveva proprio ragione, padre Pio da Pietrelcina, quando definì Kiko e Carmen (che ancora non si erano installati in Italia): «i nuovi falsi profeti».

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Anonimo ha detto...

Non si risponde senza pubblicare e' scorretto, sono quello delle 12:46:00 , trovo difficile dare responsabilità al cammino in questa vicenda senza conoscere tutti i contenuti, credo che già sia difficile farlo conoscendo bene la storia della coppia. Non sono documenti due articoli di giornale che non riportano dichiarazione del mariti, ma sono piu dichiarazioni spontanee. Il percorso con la Sacra Rota non e' cosi facile come di può pensare dall'articolo, e' molto piu lungo e complesso, per quanto riguarda le testimonianze, di questo ne risponderanno loro direttamente al Signore. Se costituisce una testimonianza valida delle dichiarazioni unilaterali, questo e' valido per tutto, soprattutto in questo blog, dove la prova viene chiestadolo su ciò che riguarda il Cammino.
Saluti Nicola

Ruben ha detto...

Non penso sia il caso Ileana,ma per quanto riguarda la maggior parte dei matrimoni nati all'interno del Cammino,o peggio,con uno dei partner già in Cammino,sarebbero da considerarsi nulli, in quanto difficilmente contratti in piena libertà, e con l'impegno,la gran parte delle volte estorto,della "paternità o maternità irresponsabile".

Anonimo ha detto...

I matrimoni nati nelle Comunità dono validi a tutti gli effetti, civili e religiosi. Non fate passare concetti scorretti, cercate di parlare di quello che secondo voi giustamente non va, ma distorcere la realtà non e' cristiano. Comunque continuare a censurare.
saluti Nicola.

Valentina Giusti ha detto...

Sei tu che soprattutto, vista la tua difficile professione, devi essere persona equilibrata e molto sensibile!
Posso chiederti se sei arrivato al secondo passaggio?
E in quell'occasione non hai avuto modo di constatare di persona interventi "a gamba tesa" dei catechisti nella vita delle coppie scrutinate (interrogate separatamente)?
Mai sentito per esempio nessuna sorella doversi "giustificare" per aver aspettato due o tre anni prima di fare il quarto/quinto/sesto figlio?
Mai sentito "risolvere" semplicisticamente problemi coniugali anche gravi con "viaggi di nozze", "richieste di perdono", "aperture alla vita"? Mai visto praticare "chirurgia spirituale" da persone impreparate e supponenti?
E se anche a te non fosse capitato, qui su questo blog ne hai potute leggere molti di esperienze consimili! Quale opinione te ne sei fatto?

Anonimo ha detto...

Sono alla redditio, mi spiace contraddire alcune testimonianze, ma quello che ho vissuto sono scrutini fatti nella totale libertà dell'altro, soprattutto nelle coppie che non sono mai state scrutinate separatamente, ma nella loro libertà hanno detto quello che hanno voluto, ti dico solo che chi ha avuto problemi di perché non aveva il coniuge in cammino alla traditio dopo la missione a casa gli e' stato consigliato di restare a casa per non creare al matrimonio. Non metti in dubbio le testimonianze riportate nel blog, ma voglio dire che se fatto bene il Cammino e' realmente una strada che ti porta a Cristo, quello che mi lascia turbato soni gli estremismi di alcuni nel cammino e le libere ed errate interpretazioni di questo blog. Quello che i nostri catechisti ci dicono sempre e' che non ci santifichiamo nel Cammino Neocatecumenale ma la nostra santificazione e' nella nostra vocazione cioè il Matrimonio, il marito santificato la moglie e viceversa, meglio fuori dal Cammino ma uniti nel matrimonio. Queste esperienze non le riportate mai, ma vengono finiscono nello spam, dopo questo mio intervento ci sarà quello di trypudio sulle disobbedienze e quello di altri acculturati sul magistero.
Cristo salva i matrimoni e le famiglie, anche attraverso il Cammino.
Un abbraccio in Cristo Risorto
Nicola

by Tripudio ha detto...

Nicola,

non menare il can per l'aia.

Prima di parlare dovresti ascoltare. Prima di scrivere commenti, dovresti leggere il testo a cui intendi rispondere.

Tu trovi «difficile dare responsabilità al Cammino» proprio perché hai letto solo il titolo di questa pagina, e nient'altro.

Proviamo ad analizzare solo uno dei punti di tutta la questione: un giovane responsabile neocatecumenale (chissà perché è "giovane": sarà figlio d'arte?) che testimonia sulla presunta nullità di un matrimonio avvenuto quando lui era ancora in fasce.

Punto.

Hai letto o te lo devo ripetere?

Non c'è molto spazio per le interpretazioni.

Non solo c'è quel bislacco "conflitto di interesse" del testimoniare una nullità che fa comodo alla sua comunità neocatecumenale... ma c'è anche la giovane età.

Come già detto sopra, non menare il can per l'aia: qui non intendiamo discutere la storia della coppia, ma i fatti concreti riportati anche dai giornali.

E cioè la mentalità neocatecumenale che applica ipocritamente due pesi e due misure: da un lato predicate l'assoluta indissolubilità del matrimonio... e dall'altro fate un'eccezione quando diventa conveniente per il Cammino.

In questo, sì, il Cammino ha responsabilità.


Quando poi Nicola dice «mi dispiace contraddire ma nel Cammino avvengono in totale libertà», in realtà non gli dispiace affatto "contraddire", a costo di ingannare.

Infatti, dopo che da oltre quarant'anni scorre un fiume ininterrotto di testimonianze sulle storture del Cammino, chi sei tu per smentirle tutte contemporaneamente sulla base della tua sola esperienza?

È come se qui si dicesse: i treni viaggiano spesso in ritardo! e giungi tu fresco fresco a dire che «non è vero! mi dispiace contraddirvi, ma a me non è mai capitato!».

Anonimo ha detto...

Chiedo a Ruben di ritrattare la stupidaggine che ha scritto riguardo la nullità dei matrimoni.
Questa è una calunnia gratuita.
O la ritira e si scusa oppure segnalo la violazione a chi di dovere. Tempo fino a domattina.
Saluti
Daniele

Anonimo ha detto...

Ecco perché e' inutile intervenire con chi e' pieno di giudizi e presunzione di essere nella verità. La separazione della sorella Ileana non e' avvenuta all'interno di una Comunita, ma quando non erano in cammino. Se poi il responsabile vuol fare da testimone ( non sappiamo di cosa) questo fa parte di quel lato oscuro della storia, che a lei fa comodo per imbastire un nuovo argomento, al postosuo non avrei neanche iniziato questo argomento perché incompleto nei fatti, quindi eticamente scorretto analizzare anche e solo dal punto di vista del cammino.
nicola

by Tripudio ha detto...

Nicola,

quello pieno di pregiudizi sei tu.

Sei tu il subdolo sostenitore che la separazione non è avvenuta durante il Cammino (e dunque vorresti insinuare che nel Cammino non ci si separa mai? ma credi forse che abbiamo la sveglia al collo e l'anello al naso?).

Sei tu, Nicola, che stai giustificando l'ingiustificabile: cioè un giovane che non ha alcun titolo per dimostrare la nullità di un matrimonio. Per prendere le difese del Cammino calpesti perfino il buonsenso. Per questo - a ragione - vi chiamano "zombificati".

Il Cammino non porta veramente a Cristo.

Se fosse così, allora di conseguenza, necessariamente, senza eccezione, porterebbe alla vera liturgia della Chiesa, al vero canto della Chiesa, alla vera dottrina della Chiesa, alla vera pace nella Chiesa...

E invece il Cammino Neocatecumenale fino ad oggi si è distinto per aver inventato una liturgia, per aver escluso qualsiasi forma artistica/musicale a favore di quella di Kiko, per aver introdotto bizzarrie dottrinali, ambiguità e vere e proprie eresie, per aver fatto guerra ai vescovi (vedi il caso Giappone), installandosi all'insaputa dei vescovi (vedi il caso Nepal), per aver calunniato vescovi defunti (per esempio mons. Cesare Pagani)...

Il Cammino potrebbe essere buono, se si fondasse sulle verità della Chiesa e sulla liturgia della Chiesa. A questo tendono tanti piccoli e semplici fratelli del Cammino: ma voi li opprimete col kikismo-carmenismo! Questa è la chiaramente espressa intenzione dei Pontefici, da Giovanni Paolo II in poi, ma voi vi illudete che l'idolo Kiko basti e avanzi! (e da ciò discendono tutti gli altri mali tristemente noti).

Per questo dobbiamo riconoscere onestamente che il Cammino è un veleno spirituale travestito da "itinerario" cristiano. Si fa presto a dire "Signore! il Signore" (in questo sono bravissimi anche i protestanti), per poi deviare subdolamente dalla verità cattolica (e dunque dalla liturgia cattolica).

by Tripudio ha detto...

Daniele,

tu che sei maestro segnalatore di violazioni (violazioni di cosa?) prova a leggere cosa ne pensa Giovanni Paolo II della paternità irresponsabile [link] in vigore nel Cammino Neocatecumenale.

Poi spiegaci come mai nel Cammino i fidanzamenti devono assolutamente diventare "matrimonio entro l'anno" poiché i cosiddetti "catechisti" così esigono.

Altrimenti farai la solita figuraccia neocatecumenale: in teoria proclamate certe cose assolute... e in pratica tutti sanno (voi compresi!) cosa succede veramente nelle comunità del Cammino. A cominciare dalle vostre bizzarre consuetudini in materia di fidanzamenti e matrimoni...

Ruben ha detto...

@Daniele @Nicola
"Chiedo a Ruben di ritrattare la stupidaggine che ha scritto riguardo la nullità dei matrimoni.
Questa è una calunnia gratuita.
O la ritira e si scusa oppure segnalo la violazione a chi di dovere. Tempo fino a domattina.
Saluti
Daniele"
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Violazione di cosa,di aver espresso un parere legale basandomi sul Codice di Diritto Canonico e sul Codice Civile della Repubblica Italiana!?
Ma "chi" credete di spaventare!?...

-Io non ritiro proprio nulla, anzi confermo!

-Se ti senti calunniato, sporgi pure querela presso la Stazione dei Carabinieri a te più vicina!

-Il "tempo fino a domattina", te lo puoi tranquillamente ridurre a cinque minuti a partire da questo momento.

-Per tua informazione, ,il mio indirizzo IP in questo momento è:
93.40.64.225

Valentina Giusti ha detto...

Nicola, spero che tu voglia accettare ciò che ti dirò ora, anche se non ti pare corrisponda alla tua esperienza.
Anch'io ho camminato, molti anni prima di te, fino alla Redditio.
C'erano tante cose che non mi piacevano (penso quelle che tu definisci "gli estremismi" del cammino, che io chiamo ora "l'arsenico") ma mi consolavo con quello che Tripudio ha definito, con una felicissima intuizione, il 99% del vino buono.
Mentre io camminavo sulle acque, intorno a me i fratelli crollavano e se ne andavano (io pensavo "si vede che il Cammino non è per loro"), la mia famiglia, divisa, si andava sfaldando (io pensavo "è il demonio che agisce"), Kiko cominciava a forzare le scelte vocazionali dei giovani come me (e io pensavo: Kiko non è il Cammino), durante il secondo passaggio ho assistito all'umiliazione dei miei genitori senza fare o dire nulla (non so dirti, in quei frangenti, cosa pensavo, perché credo che ormai ne stessi perdendo la facoltà).
Se in quegli anni però avessi dovuto parlare della mia esperienza in comunità avrei detto esattamente ciò che hai detto tu, "esagerazioni" comprese!
Non vedevo nulla. Non volevo vedere!
Per una felice casualità ho perso i contatti con la mia comunità per un periodo. Ho ripreso a frequentare la parrocchia, come una cristiana della domenica.
È stato così che ho capito quanto mi sbagliassi. Ho capito che non è vero che il cammino è una creatura separata da Kiko, ma che piuttosto è la sua immagine.
Che non è opera di Dio ma di mani d'uomo.
Che in cammino avevo appreso ad essere ipocrita ed insensibile.
Che lo scopo del Kiko-cammino è crearsi un'accolita di servitori, che mai sarei tornata alla Chiesa con la veste bianca, che avevo perso la mia libertà.
Ho riavvolto tutto il film e sono rimasta inorridita. Ci sono voluti anni per togliere dalla mia mente e dal mio cuore tutti i pregiudizi e gli stereotipi appresi in cammino. Anni per riconciliarmi con me stessa. Anni per perdonare ai sacerdoti del cammino. Mi fermo qui.
Cristo salva i matrimoni e le famiglie anche attraverso il cammino, hai detto tu. Il Signore agisce, è vero. E c'è chi (l'occhiuto assicuratore) spaccia i doni del Signore come l'effetto del "suo" cammino, ma nel contempo sta rubando la tua vita e il tuo capitale per i suoi "investimenti" del tutto discutibili.
E dopo trent'anni ti restituirà pochi euro.
Per fortuna però il Signore ci vuole bene!
Ricambio l'abbraccio.

Anonimo ha detto...

Naturalmente non vale come esperienza quella del sottoscritto super-neocatecumenale di una parrocchia super-neocatecumenale al quale i suoi catechisti (super-neocatecumenali, ovviamente) hanno detto: devi essere tu a sapere se la donna che é al tuo fianco sará tua moglie. Se ti serve piú tempo per scoprirlo (nonostante la mia non giovanissima etá, ndr) aspetta e chiedi discernimento al Signore.

Sebastian ha detto...

Dobbiamo elencare tutti i singoli casi? Io ho conosciuto un uomo al centro vocazionale che si stava per sposare e a poche settimane i suoi catechisti hanno bloccato il matrimonio perché per loro non s'aveva da fare, e hanno invocato il principio di obbedienza. Quell'uomo stava facendo il centro vocazionale perché non sapeva più che fare della sua vita, e non perché sentiva la vocazione al sacerdozio.
Ma vi pare normale che dei laici si permettano di dire a una persona che non si deve più sposare?

Ruben ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Lino ha detto...

Quando lessi gli Or. per il II scrut. batt. restai colpito dal numero enorme di volte nel quale si citavano i vocaboli "marito" e "moglie": oltre un centinaio di volte. Pensai al famoso detto: "tra moglie e marito non mettere il dito", e che Kiko e i catechisti NC, invece, ci mettono entrambe le mani e anche i piedi. Credo che a questo passaggio si sia riferita Valentina, lo scrutinio dove Kiko interroga pubblicamente una moglie e un marito. Ora, naturalmente, negli esempi del direttorio lui ci è andato cauto (ma non troppo). Immagino, però, i comportamenti di qualche individuo di scarsa sensibilità al quale è stato riferito:
"(Per i catechisti: I TRE PRINCIPALI CRITERI DI DISCERNIMENTO, NELLO SCRUTARE LE PERSONE SONO: SE HANNO CAMBIATO MENTALITA', SE SI SONO PROVATE COI BENI, SE HANNO FATTO IL CAMMINO. NON VI METTETE CON LA PSICOLOGIA. L'IMPORTANTE E' LASCIARE LEGGERE ALLA PERSONA IL SUO QUESTIONARIO. IL SIGNORE VI ISPIRERA' QUELLO CHE DOVRETE DIRE. ALLA FINE DI OGNI SCRUTINIO DITE AD OGNUNO SE ACCETTA DI NON PASSARE. E DOPO: 'IL SIGNORE VUOLE FARE UN'ALLEANZA CON TE, PER QUESTO TI DICE: ODIA TUO PADRE, TUA MADRE, TUA MOGLIE, TUO MARITO, I TUOI FIGLI, I TUOI
FRATELLI E SORELLE, E LA TUA STESSA VITA. PRENDI LA TUA CROCE
E VENDI TUTTI I TUOI BENI. POI VIENI E SEGUIMI..."


"IL SIGNORE VI ISPIRERA' QUELLO CHE DOVRETE DIRE": una pretesa all'ispirazione privata vantata con una tale sicumera che a mio avviso rasenta la blasfemia (1Giovanni 4,1).

Anonimo ha detto...

Sebastian,,confermo il tuo post delle 21,49 io sono stato a PSG ad un incontro per giovani dove stavo in camera con un pluri laureato in ingegneria che non sapeva che fare della sua vita.
Quando Gli chiesi perchè si trovasse li in quel contesto, mi rispose di non saperlo, che era li perchè ce lo avevano mandato i catechisti,era veramente smarrito,
come ho detto in precenza se tu accusavi un semplice mal di testa, i catechisti ti prescrivevano come cura rimedio "Il seminario"

by Tripudio ha detto...

All'anonimo delle 21:15 devo rispondere che:

Non vale a nulla perché non cancella ciò che ha già fatto il Cammino dal 1968 ad oggi.

Non vale a nulla perché non rende affatto false le numerosissime testimonianze di giovani kikos che, appena fidanzati, vengono «invitati» (cioè obbligati) a "fissare la data"... naturalmente "entro l'anno".

Non vale a nulla perché non hai precisato quella "comunicazione non verbale" fatta di sguardi, di mezze parole, di sottili allusioni, di fronti corrugate, di gesti di apparente fretta o di apparente calma, di atteggiamenti da catequista che "quando parla, sta parlando lo Spirito"...

I tuoi catequisti non ti diranno mai "ti obbligo a sposarti entro l'anno" (non sempre sono così espliciti), ma "simpaticamente" faranno capire che gradiscono quella "voce di popolo" (che non è proprio del "popolo" della comunità, ma è la loro vera intenzione), secondo cui è bene "fissare la data, entro l'anno"...

Basta proprio poco: basta elogiare qualche coppia che lo ha fatto, basta elogiare ripetutamente le coppie "con molti figli" e che magari addirittura "partono per la missione", e a suon di elogi, i piccoli fratelli di comunità cominciano a "capire" cos'è che nel Cammino bisogna fare e cosa bisogna evitare. E così va a finire che basta avere un semplice mal di testa per sentirsi dare certi consigli che in realtà sono ordini perentori.

Insomma, se leggi il Vangelo e rifletti sul comportamento dei farisei, ti accorgi della stessa cosa: i farisei ufficialmente non infrangevano alcuna legge, ma praticamente imponevano pesi che loro non toccavano neppure con un dito, si dichiaravano figli di Abramo ma compiendo opere completamente diverse da quelle di Abramo, dichiaravano «korbàn» qualsiasi cosa per tenersela anziché darla ai genitori poveri, e all'esterno erano tutti perfetti ma dentro erano pieni di ogni iniquità...

La casta dei catequisti, abituata a recitare a memoria le emerite fandonie inventate da Kiko e Carmen fingendole "ispirate", è anche abituata ad avere potere totale e assoluto sulle anime dei malcapitati fratelli delle comunità del Cammino.

Fingere di non saperlo significa essere o tonti o ipocriti.

Anonimo ha detto...

Avete sentito l' omelia di Papa Francesco di oggi? "Quelli che seguono Gesù per i soldi, cercando di approfitare economicamente della parrocchia, della diocesi o della comunità cristiana. Mi ricorda qualcosa, forse un sacco nero. Tabata

Sebastian ha detto...

Scusate l'OT, ma la propaganda NC si fa sempre più capillare:

http://www.gonews.it/2014/05/05/ventidue-comunita-per-500-fedeli-il-gregge-empolese-dei-neocatecumenali-di-kiko/

Leggete come si sono rigirati la famosa frase di GPII.

Anonimo per necessità! ha detto...

Confermo:
Matrimonio: fatto fissando una data anche se non avevamo la casa (io avrei aspettato)...con la "pressione" ben descritta da Tripudio nel suo ultimo post

Figli: matrimonio con problemi .... fare figli (stessa identica pressione)

Poi ovviamente i problemi rimangono e si acutizzano ma... poi sono cavoli tuoi tanto la "croce" assolve tutto.

Anonimo ha detto...

Carissima Valentina,
Mi spiace ma quello che era iniziato come un sano confronto tra noi, alla fine e diventato come ho avuto modo di leggere in altri casi. Terreno di scontro e insulti da parte di alcuni. Mi sono sentito tirato in causa da questo argomento non solo perché faccio parte del cammino, ma perché coinvolto come operatore di mediazione familiare, come in altri casi qui si giudica chi interviene in base malfattori se e' pro o contro il cammino, se e procammino e di base considerato un ignorante, se ci sarà modo ci confronteremo in un clima più sereni e piu imparziale, come le ho fatto notare, fino ad ora ho sempre considerato il Cammino un mezzo per arrivare a Cristo senza farne un'idolatria, domani non so cosa accadrà, vivo l'oggi, il domani non mi appartiene, e' del Signore e della storia che Lui fa con ognuno di noi.
Un abbraccio in Cristo
Nicola
P.s. spero che non mi censurino.

Anonimo ha detto...

Continua ad essere scorretto, dove ho giustificato il giovane responsabile? L'ho considerato come lato oscuro della vicenda, non mi pare una giustificazione.
Le ripeto solo che lei guarda la vicenda solo dal punto di vista del cammino, sta cavalcando una vicenda dolorosa per avvalorare le sue tesi sul cammino. Non so dove sta la ragione e le colpe in questa storia, perché conosciamo solo la versione di Ileana, che rispetto e s cui dono vicino con la preghiera, ma onestamente " chi ci ha costituito giudici in mezzo a loro?" Il procedimento giudiziario parlerà per noi, la Sacra Rota le posso assicurare che e' molto piu' attenta nei giudizi, non si fa prendere in giro dalla testimonianza di un giovane responsabile di comunita'.
La saluto
Nicola

Michela ha detto...

Anonimo ha detto...

Naturalmente non vale come esperienza quella del sottoscritto super-neocatecumenale di una parrocchia super-neocatecumenale al quale i suoi catechisti (super-neocatecumenali, ovviamente) hanno detto: devi essere tu a sapere se la donna che é al tuo fianco sará tua moglie. Se ti serve piú tempo per scoprirlo (nonostante la mia non giovanissima etá, ndr) aspetta e chiedi discernimento al Signore.

la tua testimonianza vale, ma è limitata
oggi ti dicono che sei libero di decidere, domani allo scrutinio ti trattano senza rispetto.
Allora quale aspetto è indicativo?

Quello che tu racconti fa parte di una tecnica manipolatoria: oggi sono gentile con te e domani ti svergogno davanti a tutta la comunità.

Uomo Libero ha detto...

Tripudio hai ragione da vendere! Io mi sono trovato nella stessa situazione che descrivi: la mia ex, dopo 8 mesi di fidanzamento, mi propone di fissare la data di matrimonio da li ad un anno. Io le rispondo che non potevo sposarla subito, avevo problemi di lavoro. In un primo momento, lei era sembrata comprensiva, poi, dopo un mese, mi invita alle "catechesi per adulti", che io frequento, ma poi lascio, dopo aver ascoltato delle assurdità ed essere stato sottoposto con gli altri, a dei test scritti, i cui risultati venivano letti dagli stessi catechisti ad alta voce. Un catechista, affermava di essere stato un tossico dipendente, ma di essersi salvato grazie a Dio,di aver conosciuto sua moglie (lì presente accanto a lui)e di essere felicemente sposato con 5 figli. Viste e sentite queste cose assurde e noiose,da "venditori di materassi" ho lasciato alla vigilia della "convivenza". Dopo qualche giorno, la mia fidanzata mi lascia "ufficialmente" perchè avevo problemi di lavoro. Poi, quei problemi li ho risolti, ma lei non è tornata. Il vero motivo era il mio rifiuto nell'entrare in comunità, ma lei non avrebbe mai confessarlo apertamente, dato che le sette sono così. Era tutta una grande bugia. Ho scoperto tutto questo brutto mondo, dopo essere stato lasciato, anche grazie a questo blog, e a tanti ex catecumeni che ho conosciuto...

by Tripudio ha detto...

Eh, no, Nicola, non tentare di fare il furbo in ritirata strategica.

Di tutta la vicenda di Ileana ti ho invitato a considerare un particolare fondamentale: il fatto che un giovane responsabile del Cammino intende testimoniare sulla nullità.

Non c'è scampo: o questo dettaglio è inventato, o questo dettaglio è vero. Non è banalmente un "lato oscuro della vicenda".

Se è inventato, vuol dire che l'intera storia è inventata, perché nessuno inquinerebbe un caso drammatico aggiungendo un dettaglio di fantasia così facilmente smentibile.

Se è vero - ed io ci credo che è vero perché è perfettamente secondo la vostra mentalità - allora tu che appartieni al Cammino sei tenuto a prendere posizione: o ammetti che nel Cammino si compiono ingiustizie come quella oppure scappi per evitare di interrogare te stesso e la tua coscienza.

Ma se scappi, significa che tu per difendere il Cammino hai bisogno di ingannare gli altri e perfino te stesso. Hai bisogno della menzogna. Hai bisogno di vantare il 99% di "vino" fingendo di non notare quell'un per cento di "arsenico" che sta nel vino. Significa che anche per te il Cammino viene dal demonio ma bisogna mentire per sembrare cattolico.

Queste cose sono state dette e ridette negli ultimi giorni, ma tu ti rifiuti di leggerle. Per te il "confronto" va bene solo quando ci sono parole gentili che evitano di affrontare gli argomenti fastidiosi per il Cammino: cioè per te il "confronto" e il "dialogo" si possono fare purché il Cammino non faccia le figuracce che merita.

Per questo - e Dio ci è testimone - dobbiamo chiamarla ipocrisia neocatecumenale.

Altri commenti di fratelli delle comunità del Cammino, tutti finiti in spam perché molto meno gentili di te, hanno lanciato accuse e calunnie ma non hanno minimamente affrontato l'argomento. Nessuno di voi ha il coraggio di ammettere che certe ingiustizie del Cammino non si possono criticare perché altrimenti poi bisognerebbe criticare tutte quelle simili, e si finirebbe per criticare praticamente tutto il Cammino, fondato sull'idolatria dei fondatori e dei loro scagnozzi "catechisti", a qualsiasi costo, anzitutto a costo di calpestare i fratelli delle comunità.

Voi avete una paura nera che qualche fratello di comunità (se non lo stesso "responsabile" testimone di qualcosa che non ha mai conosciuto) leggendo queste pagine pensi subito a come identificarvi e a informare segretamente i vostri cosiddetti "catechisti" che state "mormorando" contro il Cammino (cioè state dicendo la verità), azzerandovi la "carriera" fatta fino ad oggi. Sarebbe un bel guaio, alle soglie del "ribattezzarsi nel Giordano", venir condannati per il peccato neocatecumenale di "discomunione con Kiko"...

Valentina Giusti ha detto...

Vedi? Nessuna censura! Ciao

psyco ha detto...

Un responsabile di comunità è solo un galoppino dei catechisti neocat. E' una figura comodamente sacrificabile: basta spodestarlo e nominare un altro. Ma resterà lo scandalo del giovane che testimonia in Sacra Rota su una cosa che non può conoscere. Invece se è un catechista allora è chiaro il motivo per cui è intoccabile. Nel cammino i catechisti sono considerati uguali a Dio. Per il bene del cammino bisogna mettere a tacere tutti gli scandali. Coprendo perfino la pedofilia:

www.neocatecumenali.blogspot.it/2012/03/per-la-credibilita-del-cammino-di-fede.html

Anonimo ha detto...

Trypudo,
non ho mai detto che in questa storia è falsa e non l'ho ami pensato, ti ringrazio per la risposta molto chiara. Anch'io sono d'accordo che un giovane responsabile non può testimoniare in questa causa considerato che la sua età è inferiore agli anni di matrimonio. Quello che voglio far passare come mio pensiero è che in tutta questa vicenda mancano pari importanti per poter definire se le azioni delle comunità ( nell'articolo non parla solo di una) sono così determinati, tutto qui. Per il resto non sono uno che difende il Cammino se al suo interno ci sono personaggi a cui vanno bene le figuracce, peggio per loro. Per quanto mi riguarda sono intervenuto in questo argomento perché sono dentro la materia, altrimenti nonostante faccio il Cammino vi seguo volentieri e trovo alcuni spunti di discussione molto interessanti, altri molto forzati! Mi sento molto libero nelle mie decisioni, forse perché ho incontrato catechisti molto seri e rispettosi,
non mi sento colpito da ipocrisia neocatecumenale e fino ad ora sono stato sempre libero di decidere, quando non mi sentirò libero, come leggo da esperienze terrificanti e su cui non dubito, allora prenderò le mie decisioni.
vi ringrazio per il servizio che fate e per la possibilità di chiarimento, non nutro nessun rancore verso chi scrive e chi testimonia, siamo tutti Figli dell'Unico Padre, dobbiamo pregare perché certe storture non nascono dalla bontà della realtà del Cammino Neocatecumenale ma dall'uomo e dalla sua voglia di essere dio in tutto.
Magari ci confronteremo su un prossimo argomento.
Pace
un saluto Nicola

Anonimo ha detto...

Chiedo scusa ma con il cellulare si fanno un po' di errori di battitura
Nicola

by Tripudio ha detto...

Nicola,

tutta questa tua foga di ascoltare l'altra campana la applichi solo quando fa comodo al Cammino.

Vorrei proprio vedere nelle 100 Piazze se qualcuno di voi osasse dire: "il Signore mi ha salvato! però ascoltiamo prima l'altra campana, altrimenti la mia testimonianza non è valida".

Com'è che contro Ileana diventi garantista e precisino, e invece nelle "100 Piazze" no?

Come mai metti in dubbio la testimonianza di Ileana, ma pretendi che venga creduta quella che fai tu personalmente e senza contraddittorio nelle "100 piazze"?

Tu affermi di aver trovato dei cosiddetti "catechisti" molto rispettosi; prova a contraddirli (non per divertimento, ma semplicemente facendo notare cosa insegna esattamente la Chiesa), e poi vieni qui a dirci come ti hanno trattato.

Prova a chiedere che nel Cammino si celebri la liturgia della Chiesa «senza aggiunte né omissioni», così come richiesto dallo Statuto, e poi torna qui a dirci come ti è andata.

Prova a smettere di pagare la "decima" (in virtù del fatto che non è prevista dallo Statuto), anche senza avvisare nessuno, e guarda cosa ti succede. In particolare, guarda cosa ti succede se invece di versarla al Cammino la versi ad un monastero di clausura in cui il Cammino è totalmente assente.

Il neocatecumenalismo, essendo idolatria, non ammette l'esistenza di una verità infinita da riconoscere e da servire anche quando è scomoda.

Per questo nelle "100 piazze" esclude l'altra campana, e poi invece quando si tratta di difendere un responsabile di comunità pretende di seminare dubbi, pretende di spaccare il capello in quattro, esige "l'altra campana", ecc.

Le storture del Cammino nascono dalla stessa spiritualità del Cammino.

Se la fede cattolica è inquinata da strafalcioni liturgici e ambiguità dottrinali, è assolutamente naturale che nascano tante iniquità.

Iniquità che non vanno automaticamente banalizzate come colpe dei singoli peccatori, ma sono dovute direttamente al Cammino!

Infatti, per difendere a tutti i costi gli strafalcioni liturgici e dottrinali, occorre necessariamente diventare arroganti e idolatri e chiusi ad ogni dialogo.

Per difendere a tutti i costi il buon nome del Cammino, occorre diventare ipocriti e applicare il "due pesi e due misure", occorre calunniare e mormorare contro chiunque faccia notare le storture del Cammino, azzittirlo, banalizzarlo, aggredirlo in ogni modo. Meschinità travestita da gentilezza, ipocrisia travestita da garantismo, fracasso e allegria travestiti da conversione e grazia, affermazioni categoriche (e false) travestite da testimonianze di salvezza... questo è il Cammino Neocatecumenale: ed è così perché il Cammino non porta alla verità, ma porta solo a sé stesso.

È tutto qui il problema. Puoi rigirare la fiasca in tutti i modi possibili, ma se dentro c'è l'un per cento di veleno, quel 99% di buon vino rimanente è avvelenato, da qualsiasi punto di vista lo guardi.

Anonimo ha detto...

Anche tu stai mettendo in dubbio la mia testimonianza. In fondo non sei molto diverso da me.
Ciao Nicola

Lino ha detto...

"Nicola ha detto:...ma onestamente 'chi ci ha costituito giudici in mezzo a loro'?"
Ecco, signor Nicola, questa la condivido pienamente. E' del tipo "tra moglie e marito non mettere il dito", che più laicamente io citavo prima. La domanda vuole porla, però, in primo luogo al signore che, in pubblico, presenti la moglie e il presbitero, pone domande di questo tipo a un marito e determina ogni conseguenza con il suo esempio di scrutinio, comprese le possibili degenerazioni nelle interrogazioni dei catechisti, le loro intromissioni nelle famiglie e le stesse discussioni in questo topic?
"Kiko: Seconda tentazione: prima del cammino che cosa non accettavi della tua vita?
– X.: Non accettavo la incultura di mia madre, la povertà e la poco energia di mio padre. Mio padre lo sto scoprendo nel cammino. Non accettavo l’ingiustizia sociale, perché mi credevo giusto, anche se mi sapevo ladro. Non accettavo il peccato di mia moglie né dei miei figli. Non accettavo di non occupare un posto migliore nella vita. Non accettavo che qualcuno mi comandasse, benché fingessi di obbedire. Non accettavo di essere un uomo debole. Mi coprivo col cinismo e l’ipocrisia, se non
incontravo in casa ciò che volevo, lo cercavo fuori".


Magari se le confessioni le si lasciassero ai sacerdoti nelle "casette" il rispetto della vita delle persone potrebbe essere maggiore, non pensa? Lei mi pare una persona ragionevole, Nicola: non crede che possa esserci un problema di formazione? Non dico ovunque e al 100%, ma in un altissimo numero di casi, da quel che si legge in giro per il mondo e non solo nel caso di Ileana, alla quale auguro la pace e ogni bene.

Lino ha detto...

P.S.
Forse, con un "fatto concreto", mi spiego meglio, signor Nicola. Lei si farebbe scrutinare da un siffatto "catechista" - lui riferisce che lo è da 25 anni - che pubblica simili osservazioni? Legga il commento 06/mag/2014 11:03:00, per favore, è citato anche lei:
http://chisinasconde.blogspot.it/2014/05/inizia-levangelizzazione-per-le-100.html#comment-form

Magari già lo conosce, o no? :-)

l'altra campana ha detto...

Bene.
Sono il responsabile che è stato chiamato dalla sacra rota, siccome ognuno di noi deve dare conto delle proprie azioni a Dio e certamente non a tal tripudio o ileana, per vostra pace e tranquillità pastorale, vi comunico che nella mia udienza, sono stato invitato a testimoniare su fatti successi solo negli anni che la coppia ha frequentato, e dei quali sono stato diretto testimone.
L'avere solo ipotizzato che i giudici mi avessero chiesto di fatti avvenuti nella mia infanzia, fa di ileana, ma ancor peggio di voi dei perfetti imbecilli, ruolo che peraltro rivestite benissimo dal momento che avete crocifisso catechisti, iniziatori, giudici vaticani, sacerdoti e fratelli sulla base di una singola testimone, dai toni cattivissimi e sopratutto amica del giornalista.......
Non mi meraviglierei se mi censuraste, non siete nuovi a scandali terribili mai verificati e accertati, tanto voi il vostro nemico, lo avete già processato, giudicato e giustiziato, che vi importa se era innocente, voi tanto siete i veri cristiani e custodi della vera fede.

Malaparte ha detto...

Questa storia dei due pesi e due misure mi ricorda molto un episodio che all'epoca mi fece riflettere un po'.
Dopo la GMG di Toronto un tale, figlio di un super catechista (poi caduto in disgrazia), con un passato "trasgressivo" era diventato l'Eroe neocatecumenale di tutte le comunità della zona: lui e la sua ragazza/moglie venivano portati ad esempio a tutti i pellegrinaggi come "quelli che si sono fidati": si erano sposati piuttosto giovani, entrambi studenti, senza casa, senza lavoro, etc.
Dopo un paio d'anni, incontro di nuovo questo tizio a un pellegrinaggio (Amsterdam) con la moglie e il figlio di pochi mesi (!), scambiamo due chiacchere amichevolmente su quello che sta facendo (avevamo studiato più o meno le stesse cose) e con molta nonchalanche mi dice che lavora in nero, che purtroppo è un brutto momento e che non ha molte altre alternative.

La cosa che mi colpì era come tutti più o meno approvassero questo discorso e che nessuno si azzardasse a dire che lavorare in nero è un peccato grave, con il quale danneggi la collettività.

Questo episodio mi ha confermato che nel cammino ci sono i peccati di serie A (prevalentemente quelli a carattere sessuale) e di serie B e che la buon immagine del Cammino i secondi possono essere anche tenuti nascosti.

Per la cronaca, il tizio in questione dovrebbe avere 6 figli ed essere in attesa di partire per la missione.

by Tripudio ha detto...

Che c'è, Nicola, hai bisogno di ricorrere ai soliti trucchetti kikiani?

Prima i trucchetti retorici delle 12:08 e poi le complete invenzioni delle 13:59 ?

Complimenti!

Chissà cosa dirai al Signore nel giorno del giudizio: «sì, è vero, io ho finto di essere un'altra persona e ho mormorato contro di loro, ma quelli scoprivano gli altarini del Cammino! cos'altro potevo fare?!»

laltra campana ha detto...

Quello di cui soffre caro tripudio si chiama delirio di onnipotenza, e i danni le ricordo che non ricadono solo su di lei.
Se comunque le fa piacere dire che sono nicola o chi le piace, faccia pure, non starò certo a discutere con torquemada sulla mia identità, e comunque l'argomento era ben altro.

Ileana ha detto...

Vorrei rispondere a Nicola e dirgli che il problema è proprio questo:mio marito,i responsabili della comunità,i catechisti il prete non parlano,non hanno parlato Ma tutti mi hanno pugnalato alle spalle senza parlare:io sono una insegnante e in tutta Signa mi conoscono tutti mi ci è voluto un bel coraggio a fare una denuncia pubblica.I catecumenali di Signa dovevano chiarire,Bastava questo.Ma non possono farlo perchè l'altra campana è in torto

Lino ha detto...

l'altra campana ha detto (dopo averci molto ragionato sopra):
"ma ancor peggio di voi dei perfetti imbecilli..."

Che tempestività! Manco se l'Osservatorio fosse il Corriere della Sera o il TG1, guarda un po' chi giunge qui a rettificare la notizia? Addirittura il responsabile che è stato chiamato dalla Sacra Rota!

Tu non sei l'altra campana, anonimo: tu sei soltanto una campana stonata. Chi ti leggerà saprà ben giudicare chi è l'imbecille. E' proprio vero: siete i figli della menzogna.

Per quanto mi riguarda, anonimo, sappilo: lo scandalo più terribile e verificato, per me, è raffigurata in questa "icona"
Tu, però, sei talmente ebete che non riuscirai mai a leggerla, nonostante gli sforzi di Kiko nelle sue "catechesi" sull'Eucarestia.

Uomo Libero ha detto...

Vorrei porre una domanda agli amministratori del blog: perchè i fidanzamenti nc devono durare poco, e trasformarsi in matrimonio in fretta e furia? Perchè i catechisti consigliano ai loro adepti di sposarsi subito, forse per fare tanti figli da "donare" al cammino? A mio parere , dovreste pubblicare un post su questo argomento, grazie!

Ileana ha detto...

Vorrei sapere chi si è permesso di fare questo exploua di insulti e dire di essere il responsabile della comunità di Signa.Grazie ma se tu avessi davvero fatto una testimonianza così sarebbe falsa!Io conosco il responsabile e non sono amica dei giornalisti.Chi sei vieni allo scoperto se hai coraggio!!!!

Valentina Giusti ha detto...

A proposito dell'identità dell' altra campana.
Dice di essere stato chiamato a testimoniare su fatti avvenuti quando "la coppia" ha frequentato.
Ma di che coppia stiamo parlando?
Il responsabile che è stato chiamato a testimoniare è della nuova comunità, quella di Signa e non quella di Scandicci!
Quindi, nulla può sapere su Ileana e il marito.
Se per "coppia" l'altra campana intende il marito e la fidanzata...dubito fortemente che la Sacra Rota lo abbia chiamato per testimoniare fatti riguardanti la "nuova coppia"!
Ricordiamoci poi la versione ufficiale di don Alessandro: lui la comunità la frequenta da solo!
Insomma, l'altra campana è stonata, anzi direi fessa ...
E la cosa non mi fa ridere, perché stiamo parlando di cose gravissime, della vita di due persone, e fingersi quello che non si è per insolentire gratuitamente un po' tutti è davvero vergognoso.

Anonimo ha detto...

Per "laltra campana"
E' vero siete figli della menzogna, capaci solo a dir bugie e falsità. Neanche capaci a leggere a quanto pare. Sono particolarmente interessata, perché voglio capire sino a che punto arrivano in quanto moglie esterna di uno che frequenta il cammino da poco più di un mese. Lo scioglimento del matrimonio sarebbe anche più semplice visto che abbiamo celebrato un matrimonio misto, io credente e lui ateo. Mi piacerebbe un post sull' argomento per avere più risposte possibili su quali siano le modalità e i tempi cioè in quali passaggi. Cosa mi devo aspettare!!!?? Grazie Tabata

Anonimo ha detto...

Nel CN l’irriverenza non è un rischio, ma spesso è presente perché si riceve sempre Gesù sulle mani, nemmeno con l’Ostia, ma con pane sbriciolabile, non si recita neppure il Rosario, non si fa adorazione, ecc. E’ come la Messa vista in tv, in cui c’è il rischio dell’ irriverenza molto alto perché molti la ascoltano senza partecipazione, ma come se stessero vedendo uno spettacolo. come le inquadrature continue e variabili della tv sono distrazioni forti. Così è anche nel Cammino: c’è un eccesso di esteriorità e di distrazioni.

Anonimo ha detto...

Perché hai censurato la mia risposta a Ileana?
Nicola

Lino ha detto...

@Ileana
E' solo un fessacchiotto, Ileana, non se ne curi. Solo un fessacchiotto può presentarsi qui chiamando Tripudio con il nome di "torquemada", dopo averlo fatto in precedenza qui e sul sito dei disertori.

Anonimo ha detto...

Perché non fai leggere ad Ileana quello che ho scritto?
Credo che la mia rispostagli sia dovuta, visto che si era rivolta al sottoscritto.
Nicola

Anonimo ha detto...

Cara Ileana,
Spero di non essere censurato ancora, lasci perdere perché la stanno strumentalizzando, vado dalle autorità ecclesiastiche, qui pur di attaccareo difendere il Cammino la metteranno sotto i piedi. Qui non l'aiuta nessuno.
preghierone per lei.
Nicola

by Tripudio ha detto...

Siamo alle solite:

per gli attivisti neocatecumenali il Cammino va difeso a suon di menzogne.

Il vero Padre del Cammino certamente è orgoglioso di loro.

Nel Cammino, infatti, ci sono due tipologie di aderenti: quelli che in buona fede credono ancora che il Cammino serva a farli crescere spiritualmente... e quelli che hanno capito che non è così ma hanno preferito rimanervi.

Questi ultimi includono tutta la gerarchia neocatecumenale, perché fino all'ultimo dei cosiddetti "catechisti" i meccanismi sono molto più chiari.

Il loro silenzio continuerà perché sono abituati, come dice il prologo del Vangelo di Giovanni, a operare nelle tenebre. Il loro scopo non è la verità, ma solo il prestigio del Cammino.

Sì, sì, «preghierona», perbacco, mica preghiere normali! Perbacco se ci crediamo!

Anonimo ha detto...

Perché non pubblichi quello che sto scrivendo a Ileana. Potrei farlo privatamente visto che ne avete diffuso con tanta disinvoltura l'identità, di cosa hai paura? Che scopra che veramente e' stata usata? Che non c'è stata buona fede, tranne che x pochi interventi?
tira fuori gli attributi e pubblica la mia ultima risposta, dai uno slancio di dignità nella vicenda di Ileana.
Nicola

Anonimo ha detto...

Quando il papa si riferisce alla chiusura degli ambienti ecclesiali si riferisce alla stessa chiusura che ebbero i capi dei sacerdoti, come caifa nei confronti di GESÙ CRISTO .

Valentina Giusti ha detto...

Eh, sì! Ileana avrebbe dovuto incassare e tacere. E avrebbe potuto farlo, il marito ha scelto una motivazione che non la incolpa di nulla!
Invece ha reagito, prima incredula poi sempre più amareggiata si è rivolta alla Chiesa, che lei e il marito avevano servito attivamente, con fiducia, e ha ricevuto solo silenzi o risposte pilatesche.
In particolare dalle comunità, fieramente avverse all'annullamento (a parole...)
Allora si è rivolta ai giornali.
Doveva tacere, come una che si nasconde?
Non è il suo carattere, è una combattente!
E questo blog ha presentato la sua storia in modo equilibrato, senza emettere assoluzioni o condanne, facendo emergere però l'incoerenza e l'ipocrisia di coloro che si dichiarano i campioni dell'indissolubilità del matrimonio.


psyco ha detto...

Prima vengono qui ad aggredire Ileana e a negare i fatti e poi annunciano la "preghierona" per assolvere se tessi. Sembrano proprio il fariseo nel tempio.

Anonimo ha detto...

@psyco
Dimostra in quale mio intervento e' stata aggredita Ileana?
Non fare il pagliaccio quello e un errore di battitura, volevo dire preghero' .
Nicola

psyco ha detto...

Nicola alle 15:05 del 5 maggio rifiuta qualsiasi responsabilità del Cammino. Nicola alle 15:35 del 5 maggio accusa tutti (il blog e Ileana) di distorcere la realtà. Nicola alle 18:56 del 5 maggio dice che la separazione non è avvenuta all'interno del Cammino e che "a lei fa comodo imbastire". Nicola alle 17:57 del 6 maggio accusa Ileana di farsi "strumentalizzare" a danno del Cammino.
Ogni commento di Nicola è prevenuto contro Ileana ma a favore del Cammino.

Ruben ha detto...

OT:

«Il lato oscuro del Cammino neocatecumenale»

Sunto dell'articolo del giornale tedesco "Die Zeit"

http://www.giornalettismo.com/archives/1475513/il-lato-oscuro-del-cammino-neocatecumenale/



psyco ha detto...

Chi se la sente di tradurre l'articolo di Die Zeit dal tedesco all'italiano? Il riassunto fatto su Giornalettismo è un po' penoso, puzza tanto di traduttori automatici online...

www.zeit.de/gesellschaft/2014-05/neokatechumenaler-weg-katholizismus-kiko-arguello-aussteiger/

Attenzione, sono quattro pagine.

Oggi la tariffa dei trenta denari (60.000 marchi) equivale a 30.000 euro...

Valentina Giusti ha detto...

Se qualcuno è più versato nello spagnolo, qui c'è la versione spagnola (se non altro, più leggibile!)
http://sinmiedoalopusdei.blogspot.com.es/2014/05/un-camino-paralelo.html?m=1

by Tripudio ha detto...

Grazie per le segnalazioni.

Die Zeit è un settimanale tedesco con una tiratura di 470.000 copie.

Almeno mezzo milione di lettori tedeschi verrà messo in guardia da Kiko.

Il passaparola contribuirà a diffondere la notizia.

Grosso modo le tariffe europee per comprarsi il favore di un vescovo si equivalgono: mentre a Meisner i kikos versarono 60.000 marchi (grosso modo sessanta milioni di lire), negli stessi anni ad un vescovo italiano i neocatekikos versarono settantadue milioni di lire (evidentemente l'«oliatura» è proporzionale all'ostilità ritenuta "curabile").

Mi pare però interessante il fatto che quando ci esce la macchina nuova per la famiglia numerosa di qualche catequista, la spesa effettuata sia dello stesso ordine di grandezza (credete mica che una macchina nuova per "famiglia numerosa" costi meno della metà dell'«oliatura» di un vescovo?).

Anonimo ha detto...

Rispondo al commento di NICOLA, "Sono alla redditio, mi spiace contraddire alcune testimonianze, ma quello che ho vissuto sono scrutini fatti nella totale libertà dell'altro, soprattutto nelle coppie che non sono mai state scrutinate separatamente, ma nella loro libertà hanno detto quello che hanno voluto, ti dico solo che chi ha avuto problemi di perché non aveva il coniuge in cammino alla traditio dopo la missione a casa gli e' stato consigliato di restare a casa per non creare al matrimonio. Non metti in dubbio le testimonianze riportate nel blog, ma voglio dire che se fatto bene il Cammino e' realmente una strada che ti porta a Cristo, quello che mi lascia turbato soni gli estremismi di alcuni nel cammino e le libere ed errate interpretazioni di questo blog. Quello che i nostri catechisti ci dicono sempre e' che non ci santifichiamo nel Cammino Neocatecumenale ma la nostra santificazione e' nella nostra vocazione cioè il Matrimonio, il marito santificato la moglie e viceversa, meglio fuori dal Cammino ma uniti nel matrimonio. Queste esperienze non le riportate mai, ma vengono finiscono nello spam, dopo questo mio intervento ci sarà quello di trypudio sulle disobbedienze e quello di altri acculturati sul magistero.
Cristo salva i matrimoni e le famiglie, anche attraverso il Cammino."

Quante menzogne in poche righe, in tanti anni in cammino ho visto sempre le coppie divise negli scrutini, ho visto dire al coniuge non accompagnato che era meglio continuare cmq, venivano continuamente bersagliati per non abbandonare il cammino, etc... Caro Nicola ogni tanto dì la verità.
Mark

sandavi ha detto...

Mark, credo che Nicola per "divise" intendesse dire separati senza che l'altro senta ciò che dice l'uno.
Se invece si intende interrogati separatamente ma presenti entrambi, bé quello si.

giangio ha detto...

Quando leggo queste cose mi verrebbe voglia di fare piazza pulita di stà gente. Spiegatemi come cavolo fa stà setta di dementi a stare in piedi...
Codesto parroco non può che essere un barbagianni, visto l atteggiamneto che ha avuto col mio amico Nunzio (l ha trattato male)...pensassero di più alla brecia galefana starebbero meglio...l 'unico cammino che devono fare è quello verso un manicomio...