venerdì 28 maggio 2021

"Pecca e lascia peccare!". Dalla "Catechesi sul Cammino" del secondo scrutinio neocatecumenale (IV)

Proseguiamo con la lettura della Catechesi sul Cammino dagli Orientamenti alle équipes di catechisti per il secondo scrutinio battesimale del Cammino Neocatecumenale (1977)In questa catechesi Kiko tratteggia le modalità di proseguimento successive al secondo passaggio, in un lungo e contorto discorso dal quale abbiamo estrapolato sette aspetti salienti. Kiko presenta ai fratelli un Cammino di:

4) Accettazione supina (salvo privilegi) dei peccati altrui, presentata come amore al nemico. (Qui di seguito)
6) Precarietà, spirituale e materiale, imposta come stile di vita. (Parte IParte II)
7) Liberazione dai Estorsione dei beni materiali, coperta dall'arcano.

Siamo alla quarta parte: Un cammino di accettazione supina (salvo privilegi) dei peccati altrui, presentata come "amore al nemico".

Per esaminare più in dettaglio le premesse "dottrinali" del cammino di amore al nemico che si apre al Secondo Passaggio è necessario uscire dalla catechesi in esame e scorrere tutto il mamotreto, soffermandosi in particolare sulla Catechesi del Sale (pagg. 93-112)Dice Kiko a pag. 104:
E che cosa ti dice Dio? Che l'amore è questo, che l'amore è portare i peccati degli altrilasciarti distruggere a causa dei peccati degli altri.
A pag. 141:
La perfezione alla quale ti chiama Gesù Cristo  l'amore al nemico.
In queste parole, molti fratelli che erano cattolici prima di entrare in Cammino avranno creduto di riconoscere gli insegnamenti evangelici di Madre Chiesa, scusando a Kiko l'espressività a tinte forti. In realtà, dalla lettura di tutto il mamotreto emerge, in modo chiaro ed inquietante, la predicazione di un amore deturpato e monco, strumentale alla conservazione del Cammino stesso ed offensivo di Nostro Signore.

"Pecca e lascia peccare... quell'uomo che voi chiamate Il Figlio di Dio ha fatto 
prooprio cossìì... poi Dio lo ha risuscitato... per aprirvi lo ssstesso cammino...." 

Sono innanzitutto le prassi del Cammino Neocatecumenale ad inchiodare la malafede delle catechesi pseudocattoliche di Kiko: "dai frutti li riconoscerete" (Mt. 7, 15-20)Nel Cammino l'amore al nemico è normato da definizioni rigide e direttive a cui non si sfugge. La gestione di inimicizie e reati è totalitaria e faziosa: fatta eccezione per la gerarchia, per i fratelli in Cammino vigono le consegne di abdicare al retto giudizio e di non opporre resistenza al male, quale che esso sia (pagg. 20, 44, 51, 52, 103-108), fino al punto di non denunciare gravi reati subiti pur avendone ovviamente diritto (pag. 51) ed indipendentemente dalla libera scelta e dal grado di crescita spirituale dei fratelli, distinzione che è prevista da Madre Chiesa. Kiko invece mette becco persino nei litigi dei bambini (altrui) (pag. 74)

A partire da questo passaggio, tappa dopo tappa, il Cammino attuerà una fine regolazione della (ormai non più) libera coscienza dei fratelli ed una meticolosa gestione delle loro vite tramite i catechisti,  facendo leva sulla superstizione tutta neocatecumenale che questi ultimi sarebbero investiti di ispirazione divina (pagg. 11, 20, 21, 25, 45, 126, 132, 162)Nella vita ordinaria del neocatecumenale, il nemico in questione, altrimenti detto la tua croce, non è qualcuno di lontano (quelli sono i Giuda, i Satana o i Faraoni) ma il coniuge, i figli, i genitori, i fratelli stessi di comunità, il catechista. L'altro "a cui devi morire" è il prossimo più intimo, sta facendo il tuo stesso percorso di iniziazione "battesimale" e gode del tuo stesso diritto di peccare e di esserti nemico e nel frattempo deve sopportare i tuoi peccati, così come tu devi sopportare i suoi.

Il dovere di accettare i peccati altrui va a sommarsi al diritto tutto neocatecumenale di peccare allo scopo (millantato) di sperimentare la misericordia di Dio (pagg. 77, 106), al dovere di aprirsi senza pudori alla comunitàurtando la sensibilità propria e quella altrui (pagg. 80, 169-190), al comandamento dell' "odio" contro i familiari che si oppongono all'appartenenza alla comunità (pagg. 78, 79) e contro i fratelli che ne escono (pag. 108), ed all'esortazione alle comunità ad essere litigiose, per liberarsi dall'idolatria del perbenismo. 

Un gran cumulo di pesi da portare, per i fratelli, ed è proprio a causa di questo carico pesante e sbilanciato che la vita in comunità diventa surreale e che le comunità sono spesso palestre di malamore ed inimicizia, con le pesanti conseguenze psicologiche o psichiatriche che molti riportano - pensiamo per esempio alla dissonanza cognitiva, alla depersonalizzazione, alla depressione. I professionisti del settore ne sanno qualcosa. 

Cammino Maratonda neocatecumenale: tra il diritto di peccare ed il dovere di subire il nemico,
non si arriva mai alla Terra Promessa. E difatti il Cammino non finisce mai.
Notare l'ottimismo di Kiko: Corajo, fratelli! L'onda in arrivo sommerge tutti tranne lui.
(Fotogramma dal film d'animazione Alice nel Paese delle Meraviglie)

A monte delle prassi, nel Cammino sono i concetti stessi di amore e di nemico ad essere ridefinitiKiko predica che l'amore di Dio Padre è principalmente datore di libertà (benché con le mistificazioni che abbiamo discusso in precedenza), evitando tuttavia ogni richiamo alla Divina Giustizia. L'amore umano invece è intrinsecamente omicida. Kiko non crede che sia vero un amore pacifico e virtuoso: lo marchia come ipocrita e banale desiderio di reciprocità (pag. 62, 75-76, 79, 111, 143-144). Il nuovo falso profeta teorizza quindi che l'amore vero, anche chiamato "morire all' altro", sia quello non corrisposto o avversato, quello di chi si lascia massacrare ed uccidere dal prossimo senza opporgli condizioni, limiti, resistenza né richiamarlo ai suoi doveri di virtù verso Dio e verso il prossimo.

Addentrandoci ulteriormente a monte dei suddetti concetti, troviamo il nucleo radioattivo, la radice marcia, il seme del male di questo tipo di amore al nemico nell'immagine deformata di Nostro Signore Gesù Cristo, mal ridipinta dall'imbrattatele spagnolo e martellata nella mente dei fratelli, all'apposito scopo di far loro perseguire una altrettanto mal riformulata imitazione di Cristo.

Kiko ci presenta la caricatura di un figlio di Dio (a volte unigenito, a volte non è chiaro - pagg. 33, 34) vittima imbellemuta e rassegnata di noi, tutti cristicidi volontari. Una vittima che subisce e si lascia fare, senza rispondere, senza pretendere, senza insegnare, e intanto ci perdona. Lo troviamo lungo tutto il mamotreto e soprattutto nella Catechesi del Sale. A pag. 106:
Hai visto come è morto Cristo, ha dato tutto il Suo sangue per tesi è lasciato dissanguare, si è lasciato torturare. Egli ha offerto il Suo corpo a Dio come sale. [...] 
Ma quello che ha fatto Gesù, lo farai anche tu: offire il tuo corpo. Ma questo non lo puoi fare senza il sale. Offrire il tuo corpo perché in te sia mostrato agli uomini che Dio li ama. [...]  
L'amore che cosa è? E' l'amore che Dio ha per il peccatoreper il nemico. E come lo può manifestare? Attraverso di te. Che il nemico ti uccide, che ti sta distruggendo e tu non hai odio per lui. Ricambi con il bene. [...] L'acqua attacca il sale, lo dissolve, lo distrugge. Ed il sale ricambia con un amore che dà sapore. Ricambia il male che gli vien fatto con il bene. [...]
 

Col suo perdono Cristo ci mostra l'esempio, con la risurrezione operata dal Padre ci fa risorgere con lui rendendoci identici a lui, cioè capaci di farci martoriare ed uccidere dal prossimo, perdonandolo senza porgli condizioni e, tramite il nostro perdono incondizionato, convertirlo a Dio. A Pag. 107: 

Il che vuol dire che tutte le canaglie, che tutta la gente malvagia, che tutti i ladri e le prostitute devono incontrare in te Cristo sulla terra, il Salvatore e la misericordia. Guarda come devi cambiare la tua mentalità! Perché essi non hanno altro segno nel quale appoggiarsi all'infuori di Cristo. Ma Cristo dov'è? Nella Chiesa, in te, se tu sei Cristo.[...]
Le icone non si firmano e non si datano, perché l'autore di un'icona non esprime se stesso ma è uno strumento nelle mani di Dio per trasmettere verità teologiche immutabili. Avendo firmato quest'opera, Kiko ne rivendica l'attribuzione, motivo per cui la kikona non può più dirsi icona, coerentemente col fatto che le rappresentazioni che Kiko dà di Gesù Cristo non corrispondono a Nostro Signore.

Ma di quale Cristo parla Kiko? Il "suo Cristo" non somiglia a Nostro Signore Figlio unigenito di Dio, partecipe della Sua infinita immensità, salvatore, 
giudice, maestro, profeta, sacerdote, Tabernacolo dell'Altissimo, Re di eterna gloriaRe di infinita maestàfonte di vita e santitàgioia dei Santiabisso di ogni virtùpace e riconciliazione nostravittima per i peccatorisperanza di chi muore (v. le Litanie al  Sacro Cuore di Gesù) e tutte le altre qualità che Madre Chiesa riconosce (cfr. Credo, 2-7) al suo Sposo Mistico (Mc 2,19, CCC 796).

Manca completamente Cristo modello di perfezione e santità: alla scuola di Kiko troviamo in cattedra, come supplenti, i catechisti e gli itineranti (pag. 162) a predicare eresie nel nome del Signore, e persino il Talmud (pagg. 72, 98, 143, 144, 194, 198). Mancano anche il riconoscimento del Santo Sacrificio dell'Altare e del Ministero Sacerdotale (pag. 58). Manca il riconoscimento del sacramento della Confessione perché dopo la risurrezione di Gesù, secondo Kiko, saremmo riscattati non solo dal peccato originale ma anche da quello attuale e non occorrerebbero né pentimento né penitenza: paga tutto il Signore al posto nostro (pagg. 50, 52, 54, 55, 59, 66, 105, 106, 124, 132, 149, 211).

La leggerezza con cui viene considerata la Passione di Cristo, poi, è inquietante, soprattutto se confrontata all' 
accanimento maniacale e morboso sulle sofferenze del Signore crocifisso e all'altrettanto ossessiva pressione sui fratelli affinché lo imitino. Colpisce, molto dolorosamente, la completa assenza di compassione verso le sofferenze di Nostro Signore, un connotato che invece risalta in modo eclatante in tutte le biografie dei Santi. Leggiamo per esempio dalla Pratica di Amar Gesù Cristo di Sant'Alfonso Maria de'Liguori, al Cap. I.21:

Dice S. Bonaventura che non vi è divozione più atta a santificare un'anima che la meditazione della Passione di Gesù Cristo; onde ci consiglia a meditare ogni giorno la Passione, se vogliamo avanzarci nell'amore divino: [...] E prima disse S. Agostino, come riferisce il Bustis, che vale più una lagrima sparsa per la memoria della Passione che il digiuno in pane continuato in ogni settimana: [...] 
Perciò i santi si son sempre occupati a considerare i dolori di Gesù CristoS. Francesco d'Assisi per tal mezzo diventò un serafino. Un giorno fu trovato da un galantuomo piangendo e gridando a gran voce; dimandato, perchè? «Piango, rispose, i dolori e le ignominie del mio Signore; e quello che più mi fa piangere è che gli uomini, per cui egli ha patito tanto, ne vivono scordati». E ciò dicendo raddoppiò le lagrime, sì che colui anch'esso si pose a piangere. Quando il santo udiva belare un agnello o vedeva altra cosa che gli rinnovava la memoria di Gesù appassionato, subito rinnovava le lagrime. Stando un'altra volta infermo, uno gli disse che si avesse fatto leggere qualche libro divoto: «Il libro mio, rispose, è Gesù crocifisso». E perciò non faceva altro che esortare i suoi frati a pensar sempre alla Passione di Gesù Cristo.

Leggiamo anche Santa Teresa D'Avila Dottore della Chiesa, da Il libro della mia vita, Cap. 9.1:
«Entrando un giorno in oratorio, i miei occhi caddero su una statua (statua lignea e dipinta, molto realistica n.d.r.) che vi era stata messa, in attesa di una solennità che si doveva celebrare in monastero, e per la quale era stata procurata. Raffigurava nostro Signore coperto di piaghe, tanto devota che nel vederla mi sentii tutta commuovere, perché rappresentava al vivo quanto Egli aveva sofferto per noi: ebbi tal dolore al pensiero dell’ingratitudine con cui rispondevo a quelle piaghe, che parve che mi si spezzasse il cuore. Mi gettai in un profluvio di lacrime, supplicandolo a darmi forza per non offenderlo più»

L'eretica "cristologia" del Cammino non è certo pensata per far progredire i fratelli nella conoscenza di Cristo e quindi nell'amore e nella vera e completa imitazione di Nostro Signore - anche se fortunate eccezioni in tal senso esistono ma non fanno regola. 

L'eresia cristologica è infatti funzionale all'esistenza in vita del Cammino stesso: i fratelli,  allontanati dalla pratica delle virtù per poter compiere la loro "kenosis(pag. 77) sono lasciati a stagnare per anni nei loro vizi e problemi: delusi, amareggiati, scontenti dei loro progressi nella fede malgrado le sincere intenzioni, tipiche di molti malcapitati. Si tratta di persone a cui viene impedito di ascoltare la voce dello Spirito Santo (quello vero), che le guiderebbe ciascuna verso il proprio ambito vocazionale, fuori dalla Comunitàcome era stato promesso dai fondatori del Cammino per farsi approvare dalla gerarchia ecclesiastica. A rinforzo della "kenosis", l'obbligo di amare il nemico (interno) apporta ulteriore collante a quelle comunità dalle quali si vorrebbe solo fuggire poiché piene di croci, ovvero di fratelli-nemici. 

Il Cammino non insegna ad amare il nemico ma a subirlo passivamente, principalmente nella "persona" del Cammino stesso (cioè dei fratelli, e dei suoi VIP). Il Cammino non vuole veramente che i fratelli conoscano e quindi amino Gesù Cristo, perché non vuole cedere a Lui il primato che Gli spetta: altrimenti non Lo disprezzerebbe nei sacramenti dell' Eucaristia, del Ministero Sacerdotale e della Penitenza. Di conseguenza il Cammino non vuole neppure che si ami veramente il prossimo, cosa che includerebbe le doverose correzioni e le giuste restrizioni da applicare al nemico, e cioè al Cammino stesso.

A riprova di ciò osserviamo due cose. (1): L
'incoerenza del nuovo falso profeta, che ha sempre tenuto se stesso ed i suoi sgherri al riparo dall'imitazione di quell'immagine di Nostro Signore da lui stesso adulterata. Qui non ci troviamo davanti ad un visionario che si getta anima e corpo in qualcosa di folle in cui crede sinceramente, ma ad un nuovo fariseo, amaro e cinico spregiatore del Cattolicesimo, che opprime i cattolici "con pesi insopportabili che egli non tocca nemmeno con un dito" (Lc 11, 46).

E (2): che all'apparire di un nemico esterno, cioè di chiunque metta in difficoltà il Cammino (famiglia, Parroci e Vescovi non consenzienti e persino il Papa), la tanto predicata docilità di fronte al nemico si rivela per ciò che è, ovvero un espediente che ordinariamente garantisce il controllo interno ma viene sconfessato appena si frappone un ostacolo all'avanzata della setta. In queste occasioni si dispiegano le forze della rissosità neocatecumenale, che è notoriamente di una slealtà sconfinataLa velocità di questa trasformazione fa comprendere l'entità della preparazione al combattimento, brace accesa sotto la coltre di cenere del falso pacifismo e del falso perdonismo.

Uscire dal Cammino? Proprio dopo il secondo scrutinio, quando bisogna iniziare a pagare la decima? Non se ne parla. Il Cammino è geloso delle sue risorse. Gli anni passano, i progressi sono intenzionalmente lenti (pagg. 18, 65, 104, 106, 109), sempre che non si regredisca. Causa che pende, causa che rende: il più che confortevole risultato a cui mirano i capi del Cammino è quello di tenere le persone legate al gruppo e con esse i proventi della vendita dei loro beni, dei lasciti, delle quote fisse e, non ultimo, garantire l'immunità penale per i catechisti ed i presbiteri abusatori di ragazze o bambini. Si tratta, in definitiva, di una truffa, innanzitutto spirituale e poi materiale di conseguenza. 

Cosa trattiene allora nel Cammino? Sorvolando sulle motivazioni poco nobili di esaltazione fanatica, orgoglio, abitudine, convenienza materiale e sociale e simili, ciò che fa esitare per anni molti fratelli in buonafede è la paura di abbandonare anche il Signore e di non ritrovarlo più nella Chiesa, timore purtroppo instillato in modo subdolo ed orrorifico dagli iniziatori della setta e supportato da anni di procurata dipendenza psicologica. 

A pag. 108 troviamo un inquietante ricatto morale di Kiko indirizzato agli eventuali disertori, cioè a chi pensasse, dopo aver passato gli scrutini, di poter rifiutare l'ormai definitivo ruolo neocatecumenale  di "sale che si lascia disciogliere dal peccato altrui per dare in cambio il perdono di Dio". Kiko promette disgrazie, odio, disprezzo, solitudine. Tuttavia, quando Nostro Signore ha detto "Nessuno che ha messo mano all'aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio" (Lc 9, 62), intendeva proprio il regno di Dio, non il Cammino Neocatecumenale: soltanto Kiko identifica le due cose. Il suo Cammino dell'amore al nemico invece non prevede alcuna pietà per i fratelli che scelgono di far fruttare altrove la propria vocazione:

Prima che questo succeda nella tua vita e ti spari un colpo (perché la gente che ha rinnegato Cristo degenera, degenera e cade sempre più in basso, e non può scappare perché la verità è la verità e tu non puoi liberartene), guardate che cosa dice il Signoreche non passino. Perché,se no, questi fratelli li distruggete. Dice: "Voi siete il sale della terra, ma se il sale perde il sapore con che cosa lo si salerà? Non serve che ad essere gettato fuori e calpestato dagli uomini". Guardate che cosa significa ciò: gettati fuori, non potete più stare nella comunità, gettati fuori dalla comunità e per giunta calpestati dagli uomini. La gente dirà: "E quello era così cristiano. Guarda com'è ridotto. Credo che la moglie lo abbia lasciato, sai? E adesso vive da qualche parte con un'altra. E i figli? Ah, li ha abbandonati. Sì, sì, questi cristiani* ... Te lo dicevo io che finiscono tutti allo stesso modo, che lì c'era un pasticcio".
* intende i cristiani da lui detti "della-domenica", cioè che non vanno o non vanno più in comunità.

La Barca di Pietro in un momento particolarmente difficile
dovuto all'emersione del Cammino Neocatecumenale.

La Santa Madre Chiesa che il Cammino pretende di "rivoluzionare" non può avere, per la sua natura di Sposa Mistica di Cristo, così tanti tentacoli e così tenaci. Quando ciò succede o sembra succedere, si tratta di infiltrazioni di servi cattivi e di aggressioni eretiche, come anche in questo caso.

Qualcuno dei suoi faccia pervenire copia di questo catechismo a Francisco Alvaro Marcelo Gomez Lopez Perez Fuentes Fernadez Alvarez Morales Cabron De La Vega Argüello. Fategli sapere che anche a lui, come a tutti, Dio ha cambiato il nome per la sua conversione (pagg. 110, 130, 131, 207) e che quando Dio lo avrà "pestato ben benino" per abbattergli l'orgoglio (pagg. 107, 108, 109, 110, 156)egli rimarrà "Chicco Gomez", vivendo "nella semplicità!!" (pag. 213).

Come il suddetto catechismo è stato d'aiuto a noi per uscire dalle grinfie delle eresie neocatecumenali che il suddetto Chicco Cabron De La Vega predica da 50 anni, la sua lettura e meditazione saranno d'aiuto a lui stesso per prepararsi all'esamone finale: sia a quello particolare che a quello generale, quando il Cristo che egli ha cercato di detronizzare, tornerà nella gloria per giudicare i vivi e i morti, e il suo Regno non avrà fine. Ricordate anche al vostro "Principe Giovanni d'Inghilterra" fanfarone ed impostore, che Cristo è nostro Re, anche se a lui piace chiamarlo Servo di Jahvè (pagg. 12, 24, 28, 47, 51, 54, 59, 61, 64, 65, 74, 84, 162).



110 commenti:

  1. Dice Kiko (che attribuisce questo suo pensiero a Dio): "l'amore è... lasciarti distruggere a causa dei peccati degli altri".
    In realtà è l'opposto: l'amore, incarnato da santi quali Padre Pio, è offrirsi a Dio (che non è precisamente lasciarsi distruggere) per ditruggere il peccato.
    E' il peccato che va distrutto, non noi stessi.

    Nel Cammino si fanno dire a Dio cose che non dice affatto.
    Il Grande Scrutatore della Bibbia è Kiko e tutti i camminanti devono "scrutare" la Bibbia alla luce della sua scrutazio.

    Dio deve essere a disposizione del Cammino e dei camminanti e deve rispondere secondo le loro attese anche se non volesse farlo in quel modo.
    Non dico che non possa ispirare attraverso la Bibbia, lo può fare, ma il fatto che deve farlo ogni volta su qualcosa di preciso e che lo si pretende, fa sì che la Bibbia diventi uno strumento di divinazione attraverso cui il Grande Scrutatore controlla i suoi adepti.

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  2. Kiko ne dice talmente tante e talmente grosse che non si possono riportare tutte in un post, sarebbero troppe. Tuttavia alcuni passi meritano particolare attenzione.

    A pag. 51 parla del sacrificio di Cristo - nonostante si guardi bene dall'onorarlo nella Santa Eucaristia:

    Oggi partecipare a questo Corpo di Gesù significa dire amen a questo corpo che si spezza, che si lascia uccidere, che si lascia rompere senza opporre resistenza. Noi non sopportiamo questo. Questo è uno scandalo, è un assurdo. Questo uomo scandaloso, questa assurdità si chiama: lo scandalo della Croce; è follia per il mondo, dice S. Paolo.

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    1. A Pag. 52 chiama i fratelli a farsi uccidere dal male altrui senza opporre resistenza.

      Quando gli Apostoli predicavano questo li chiamavano pazzi, folli, questo scandalo va contro la natura umana. L'uomo deve perdere la libertà. Perché non resistere al male? 

      Una cosa semplice, perché Gesù Cristo è risorto. Lui ha vinto il male. Il male non ha più potere contro di Lui, contro il cristiano, perché i cristiani sono resuscitati con Cristo. 

      Uno che vi resiste, si resiste perché ha paura. Ha paura del male. Voi avrete una paura sola: di perdere Dio, che è l'Unico che ha potere di salvarci. Cristo non ha bisogno di difese come pensano i fascisti, i guerriglieri di Cristo Re; pensano che bisogna difendere Gesù Cristo con le catene, con le squadracce .... hanno delle idee maniache

      Pensano: c'è una lotta nel mondo, il bene contro il male. No! 

      Cristo ha già vinto il male e regna nei cristiani dove il male non ha potere: perciò i Padri della Chiesa non avevano paura neanche del maligno anche se gli appariva fisicamente. Cristo ha vinto definitivamente.


      Il format è sempre lo stesso: travisando il cristianesimo, inizialmente insulta ripetutamente una presunta religiosità zuccherosa e di convenienza, che però esiste principalmente nella sua mente proiettiva. Poi insulta chiunque difenda la religione, dando loro dei fascisti - vecchio classico di chi non ha argomenti.

      Ma all'atto pratico, ciò che egli vuole è essere adorato lui tramite la sua creatura, trasudando veleno e minacciando vendette divine se non ci riesce. (cfr. Pag. 108 contro chi vuole lasciare il Cammino)

      Quindi chiama i fratelli alla "verità" (quella che vive nella mente bacata di cui sopra) cioè al masochismo. In una parola, è un "masochizzatore" - degli altri, ovviamente, incitando i fratelli all' abbandono del combattimento spirituale contro il male, che sia proprio od altrui.

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  3. Nel Cammino vige purtroppo una specie di «autorizzazione a peccare»: "sai, quando il Signore mi toglie la mano dalla testa, ne combino di ogni!". Che è un modo ipocrita di dire: sai, tutte le volte che vado peccando, do la colpa al Signore.

    La questione della libertà e della grazia è paradossalmente fra le più semplici da capire, e fra le più difficili da accettare, perché la tentazione è sempre quella di addossare a qualcuno/qualcosa (se non addirittura a Dio stesso) la responsabilità dei propri atti malvagi.

    Nella mentalità neocatecumenale ci si sente "autorizzati a peccare":

    - dicono che "l'uomo non può non peccare", perciò se non ne "combini di ogni", significherebbe che stai nascondendo qualcosa;

    - i kikos sono ipocriti al punto che nei loro cosiddetti "scrutini" e "giri di esperienze" c'è gente che deve inventarsi super mega peccatoni super giganti...

    - i kikos ripetono la cantilena secondo cui "il Signore ti ama così come sei", perciò, secondo la loro logica, se sei peccatore non ti devi sforzare di cambiare in meglio (in realtà, come vediamo in Gv 8,10-11, Nostro Signore disse all'adultera, perdonandola, «va', e d'ora in poi non peccare più»: il perdono non equivale mai all'autorizzazione a peccare, perché altrimenti significherebbe che il pentimento è un gesto di ipocrisia);

    - i kikos insinuano che lo sforzarsi di non peccare sarebbe una robetta da cristianucci della domenica; confondono il timor di Dio con la paura, cioè banalizzano l'infinita giustizia di Dio illudendosi di esaltarne così la sua misericordia (come se potesse esserci infinita misericordia senza infinita giustizia, cioè come se Dio fosse un allegro buontempone pronto a contraddire sé stesso);

    - nel frattempo dicono che "il Signore ti manda le disgrazie per convertirti", come se Dio fosse un sadico cattivone (quando fa comodo, lo descrivono come "solo infinita misericordia", niente giustizia; quando fa comodo lo descrivono come un "sadico cattivone", niente più misericordia...).

    Come vedete, il Cammino si fonda su ambiguità, ipocrisie, vere e proprie menzogne: per questo hanno tanta premura nel dirti di "fare bene il Cammino", cioè eseguirne le peculiari carnevalate (come le Lodi Domestiche del Kiko Domestico), lo sfornare figli come conigli (cioè la Paternità Irresponsabile, solo per vantare numeroni gigantoni), e soprattutto «mollare il malloppo» (la Decima e tutto il resto di balzelli, tangentine, pizzo, gabelle, espropri vari, altrimenti "sei schiavo di mammona e in braccio al demonio"). Tutto il resto è un usare il nome di Dio invano, dandosi l'autorizzazione a peccare come contentino, e la superbia del sentirsi più cristiani degli altri.

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    1. mollare il malloppo.............

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    2. Lo ha detto Kiko ai suoi cosiddetti "catechisti".

      La citazione completa è: «Se ti ascoltano si convertono, e se si convertono devono mollare il malloppo!» (Kiko Argüello, Orientamenti per il 1° Scrutinio, 1972)

      Sono parole sacre del sacro Kiko. Chi sei tu per criticare quelle parole ispirate dallo "spirito" di Kiko? Chi sei tu per dubitare degli Orientamenti dell'autonominato "iniziatore" Kiko?

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  4. A pag. 55 un'altra giustificazione "teorica" del peccato, proprio ed altrui, da parte di Kiko masochizzatore dei fratelli di comunità.

    Una raffica di bestemmie e di eresie:

    No, l'amore è prendersi i peccati degli altri. Questo é l'amore di Dio. Lui ha rivelato in Gesù Cristo una luce radiante di se stesso, come Dio ci ama. Lui ci ama senza resisterci al male. Dio ci ha amato quando noi eravamo nemici. Qui ci sono molti nemici di Cristo, molti, anch'io sono nemico di Dio. Io non rispetto la natura che ha fatto Dio, io non rispetto le persone che ama Dio.

    Lui ama anche l'ultimo disgraziato di questa terra. Lui ha dato il sangue del Suo Unigenito in riscatto per noi. E io ho mancato. E lui mi perdona una volta, due volte, mi segue chiamando. Lui non resiste al male, quando io pecco, che distruggo la vita,

    Cristo si lascia uccidere perché Cristo è morto per tutti i peccati che io commetterò, non solo per quelli che io ho commesso.

    Se Dio mi ha amato così, quando ero suo nemico, Lui vuole che ami anche i nemici, che non resista al male degli altri, in modo che vedano gli altri in me praticamente che Dio esiste.

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  5. Kiko non ha nessun diritto e tantomeno alcun mandato, di imporre ai fratelli, con ricatti e minacce, la sua versione storpiata della via che i mistici scelgono per se stessi, per chi vuole seguirli e comunque sia del tutto volontariamente.

    E per di più, lo fa completamente a sorpresa, attirando le persone in trappola col miele dei primi anni di Cammino e poi chiudendo le porte dietro le loro spalle, all'improvviso e quando, in più, arriva al punto di estorcere i beni.

    Se la gerarchia non fosse stata complice, non sarebbe successo niente. Se smettesse di essere complice e ci fosse ancora il reato di plagio, e sempre che la magistratura non fosse complice, si aprirebbero i cancelli della galera per diversa gente. Per dire che questa è la situazione da cui dobbiamo difenderci (da soli).

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  6. Ma di cosa parlate?State proprio farneticando, siete sempre più staccati dalla realtà.Anzitutto non avete nessuna competenza teologica per giudicare, siete solo dei poveri ignoranti matricolati, quindi quello che scrivete non ha alcuna credibilità, nessun valore, sono solo sciocchezze per perdere tempo, poi state vaneggiando sul testo del Direttorio Catechistico che Internet per caso?Oppure state citando i testi originali?Beh se avete i volumi originali, perchè non li publicate voi?Fate la manfrina che il Cammino non pubblica i volumi del Direttorio Catechistico?Beh allora pubblicateli voi, o avete paura di violare il diritto d'autore per caso, come del resto già avete fatto molte volte, violando la legge e commettendo reato?Pensate sul serio che all'uomo comune interessi cosa c'è scritto nel Direttorio Catechistico del Cammino o le sciocchezze che scrivete voi?Chi è in Cammino sa bene come stanno le cose, di certo non si fa ingannare da dei cialtroni come voi?Non avete capito che perdete solo tempo?Chi è in Cammino non si lascia abbindolare da voi.Evidentemente ne avete molto da perdere, per scrivere un thraed al giorno.Non avete proprio nulla di meglio da fare?Non avete una vita?Famiglia, lavoro, amici, preghiera, volontariato?Che fate tutto il giorno su questo blog?Dopo tutti questi anni, dovreste aver capito che perdete solo tempo, non vi calcola nessuno.Don Ariel Levi Gualdo, Lino Lista, che poi era ingegnere, cosa ne capiva della teologia?Nulla, ma giusto quello potete leggere.

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    1. Commento inutilmente offensivo, soprattutto senza nessun argomento da esporre e da contro proporre.

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    2. ...e poi copiato e sempre identico a se stesso. Un commento per tutte le stagioni.

      La distorsione kikiana della "Pratica d'Amar Gesù Cristo" (per riassumere, citando Sant'Alfonso) non vi fa un baffo? E smettete di dichiararvi Cattolici.
      E lasciate in pace Lino, che vi ha capito anche troppo bene, vigliacchi.

      (Inoltre non si capisce questo improvviso amore per la teologia, visto che nel Cammino è proibita a suon di urla.)

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    3. Senti, Anonimo innominato, quando parli di "diritti d'autore" e violazione della legge" superi il limite della decenza.

      Ma a quale legge ti appelli? Non esiste legge per chi "ama il nemico". Allora? Di cosa cianci?

      E predicate bene e razzolate male o predicate male e razzolate peggio, scegli tu.
      Degno allievo di Adelchi-Pasotti e il loro Comunicato Stampa respingente le accuse rivolte al cammino di aver favorito la diffusione del virus con esiti nefasti tra convivenze e annunci, che hanno minacciato fuoco e fiamme appellandosi alle tutele di legge per salvaguardare il BUON NOME DEL CAMMINO.

      Se interessa o no all'uomo comune ciò che noi scriviamo a noi non importa. Chiunque legga abbiamo piacere, il resto lo mettiamo nelle mani di Dio.

      Ma perchè a voi dà fastidio? Questo non capisco: scriviamo sciocchezze e allora?
      Nessun problema, vi facciamo fare solo bella figura con l'uomo comune e per chi fa il Cammino vi facciamo diventare martiri!

      Che volete di più dalla vita?


      Poi, scusa, questa è da incorniciare:

      " Chi è in Cammino sa bene come stanno le cose "

      Ma davvero? Qui ci sta solo da fare una sonora risata: Ahahahahahahahahahah

      E poi, noi saremmo quelli che non abbiamo nulla da fare?

      Allora, apri bene il tuo orecchio (catecumeno neo), ALCUNI DI NOI QUI HANNO PERSO META' DELLA LORO VITA NEL C.N., non ce n'era per nessuno: famiglia, lavoro, amici, tutto passava in secondo piano. Ci hanno fatto girare come trottole, neanche il tempo di fermarsi a riflettere mai, pansare.

      Oggi il tempo dedicato al Blog è ben speso, per una giusta causa che non sto a ripeterti per quante volte l'abbiamo esposta: testimonianza, denuncia, servizio alla verità e giustizia. Punto

      Se non ci calcola nessuno perchè, perchè mai te la prendi tanto? Non credi che sei tu che stai perdendo il tuo tempo? Non valiamo nulla, nessuno ci cura, diciamo sciocchezze... di cosa hai paura? Te lo domando ancora.

      Poi: Lino Lista un ingegnere ..."cosa ne capiva della teologia?" Tu dici...

      Ma chiediti che ne capisce Kiko, un pittore fallito, un artista mai esistito,
      che era partito con la opzione per i poveri e poi... se li è persi per strada anche loro e di povertà? A parlargliene neanche di striscio!

      Bell'esempio di coerenza, di onestà, di specchiata virtù.

      Pax

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    4. P.S.
      E poi, cerca di rispettare gli spazi alla punteggiatura, almeno per renderti più facilmente comprensibile. Anche questo è rispetto del prossimo. Oh sono anni! Sei proprio di coccio (o lo fai apposta) poi dici che noi siamo ignoranti.

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    5. Vi prego di continuare a pubblicare gli sproloqui di questa creatura. Costui ha del tutto abdicato alla propria dignità, mi sembra renda un ottimo servizio al Blog. Risulta talmente invasato da indurmi a pensare che in realtà si tratti di un antineocatecumenale mascherato. In tal caso però sarebbe un genio e noi abbiamo sbagliato tutto.

      Tomista EX nc

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    6. Oppure è il classico suonatore di bonghi da risonanza bi-settimanale.

      Tomista EX nc

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    7. Anonimo? ma? ogni? tanto? il? blog? lo? leggi? O? commenti? senza? cognizione? di? causa?

      Irene?

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    8. Per la gioia dei vicini. Ma tu resta in zona, caro Tomista, che ultimamente bingo bongo parla di teologia... Già ci dà degli ignoranti matricolati, prima o poi ci darà qualche lezione accademica e lì andrà a finire a fuochi d'artificio!

      A. Non.

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    9. Non ho mai sentito qualcuno più ignorante dal punto di vista teologico degli appartenenti al Cammino

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    10. bingo bongo.....

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    11. @anonimo
      CArissimo, di COSA HAI PAURA?
      PErchè tutta questa tirata ha solo questo di base. Stai sereno, Dio non è neocatecumenale.

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    12. Dio non è neocatecumenale, è un autore del blog.

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    13. Non ci sono né dèi né semidei tra gli autori del blog, se invece cerchi "è Dio che ti parla tramite meeh!!!" devi rivolgerti all'altro sportello, a buon intenditor.

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  7. A me, leggere di fila tutto questo sproloquiare, fa venire solo mal di testa.

    Non so di quante migliaia di pagine sono composti i mamotreti messi tutti in fila per tutte le tappe. Aggiungiamo tutti gli Annunci dei Tempi Forti. Aggiungiamo tutte le Convivenze di Itineranti, Famiglie in Missione, Seminaristi, Vescovi, Rabbini e in più tutte le GMG, tutti i Raduni fatti negli anni per ogni dove "da un confine all'altro della terra" fiumi di inchiostro.... fiumi di parole...

    Il pregio del lavoro che sta svolgendo Jubilate Deo è proprio in questo: estrapolare per noi passaggi topici della kikiana predicazione tratti dal cd. II Scrutinio battesimale del neocatecumenato e darcene una sintesi per temi che molto ci aiuta nel nostro disvelare il C.N. per quello che esso è, non per quello che vuole apparire, falsamente.

    ........

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    1. ........

      Molte cose si chiariscono, emergono dai ricordi mille conferme, ci si rende conto di quello che non si riusciva a mettere bene a fuoco quando queste stesse cose si vivevano sulla propria pelle durante le varie tappe, nei lunghi anni di permanenza nel cammino neocatecumenale.
      Io lo ricordo molto bene! Come in qualche commento dei giorni scorsi è stato detto, non ricordo più da chi. A volte ero assalita da un senso prostrante di disagio, oppure mi capitava che tornavo a casa, dalle convivenze soprattutto, con un senso oscuro che mi pervadeva, un'inquietudine, che però non riuscivo a decodificare. Alla fine lo attribuivo più a me stessa, ai miei problemi caratteriali o alla poca conversione, piuttosto che all'ambiguità del messaggio che mi era stato propinato. Che mi lasciava scossa e destabilizzata nel profondo.
      ........

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    2. ........

      Come sintesi estrema è proprio vero che basta far riferimento alle Icone raffiguranti Gesù fatte da Kiko, in particolar modo quelle del Servo di Jhavè.
      Alcune rappresentazioni di queste, che devastano gli ambienti frequentati dai camminanti, fin nelle loro case, sono di un orrido assurdo.
      Al solo guardarle trasmettono oscura disperazione e, al di là delle chiacchiere di Kiko, di tutto parlano fuorchè di Amore: trasmettono angoscia, disperazione, destino crudele ed ineluttabile a cui nessuno può sfuggire, condanna.

      In sostanza la rappresentazione per immagini offre la sintesi più efficace del messaggio malsano trasmesso agli adepti, molto più incisivo delle pur devastanti parole "profetiche" e Kerigma vari.

      L'Amore per Kiko è solo "l'amore al nemico" così come da lui riformulato nel cammino (questo aspetto lo estrapola molto bene Jubilate Deo), con quelle sue esplicitazioni raccapriccianti, sempre!
      Piene di dispregio per l'uomo che nulla, ma assolutamente NULLA di buono ha mai in se stesso.
      Da questo quel cinismo imperante nel cammino. Non si può parlare di amore coniugale perchè significa che tu sei ingannato, se credi di amare tua moglie, nel senso di volerle bene davvero.
      Poiché nessun uomo mai e in nessun caso "vuol bene a nessuno" se non a se stesso (qui Kiko traspone assolutamente se stesso negli altri).
      E se tu sei convinto di "amare" tua moglie (lo stesso dicasi per i propri figli, i propri genitori, i propri fratelli) SEI INGANNATO senza ombra di dubbio.

      ........

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    3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    4. ........

      Ecco che scatta la seconda fase: e Dio, per trarti d'inganno, TI DOVRA' FAR PECCARE togliendoti la mano dalla testa e tu... tradirai tua moglie (forse, questa una ipotesi, la più scolastica!), picchierai selvaggiamente i tuoi figli, ecc. ecc..
      Insomma, tutta una sequela di peccatacci che ti mostreranno il mostro che sei, o il porco che sei, o lo schifo che sei (N.B. tipico linguaggio loro, questo! Sia ben chiaro: non certo nostro).

      In ogni caso IL PEGGIORE DI TUTTI.

      Così tu
      - non giudichi più nessuno.
      - hai misericordia di tutti i peggiori peccatori (in cui ti rispecchi)
      - ami i "nemici" (in salsa neocatecumenale, beninteso sempre!)
      - non hai alcuna pietà delle tue vittime (intese come vittime dei tuoi peccati che NON puoi NON fare: della tua ira, invidia, lussuria, avarizia...)

      Perchè TU SAI che anche la tua vittima è peggiore di te!
      E' lei che ancora non lo sa e non l'ha scoperto. E' per questo che non ti perdona, non ti chiede perdono.
      A questo punto sei tu che siedi e aspetti l'altro al quale tu non devi nulla, grazia per lui sei stato, un eroe!!

      Insomma, ragazzi, alla fine questi "stinchi di santi", questi manigoldi, questi lestofanti, da colpevoli si trasformano, nelle mani di Kiko, in una specie di missionari con la "M" maiuscola.
      Riescono a convincere di peccato gli inconvincibili, prima ancora che inconvertibili (opera assolutamente divina, certo).

      Insomma, un capolavoro kikiano assoluto! Di quelli da premio Oscar.

      Pax

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  8. Ringrazio Jubilate Deo per questo articolo, decisamente approfondito e direi scientifico, sulla proposta di 'amore al nemico' fatta da Kiko e quindi recepita dal milione e più di neocatecumenali che hanno frequentato il Cammino e che lo frequentano ancor oggi.
    È evidente che Kiko voglia distrarre i propri adepti da due elementi cardine della fede in Cristo e di come essa viene vissuta ed insegnata nella Chiesa: l'amore al prossimo e l'odio al peccato.
    Perché Kiko si guarda bene dal parlare dell'amore al prossimo? Perché questo concetto porterebbe la comunità neocatecumenale lungo il solco 'pericoloso' dell'amore oblativo agli altri, dell'offerta di sé generosa, della beneficenza, dell'apertura al dialogo e all'incontro, dentro e fuori il proprio gruppo di appartenenza.
    Invece la comunità neocatecumenale, nel pensiero di Kiko e Carmen, deve rimanere un unicum, essere chiusa in se stessa e non farsi assolutamente contaminare dalle idealità religiose ed umanitarie che il cattolicesimo ha nel proprio DNA: che fra l'altro avrebbero come primo risultato la dispersione delle risorse (denaro, tempo, impegno, di nuovo denaro e ancora denaro) al di fuori della comunità neocatecumenale.
    Quindi, ecco perché mai sentirete parlare un neocatecumenale di amore al prossimo.
    Anche perché l'amore al prossimo implica l'odio al peccato, la lotta contro il peccato e contro le ingiustizie, dentro e fuori di noi, che porterebbero la struttura neocatecumenale al collasso in pochi mesi, distruggendo dal di dentro l'elitarismo, lo sfruttamento degli altri, l'auto assertività di alcuni sulla umiliazione di altri, la menzogna, l'obbligo di farsi spennare e soprattutto il culto dei fondatori e la voluta ignoranza o rifiuto della dottrina della Chiesa che lo fa essere ciò che è.
    Invece il concetto di amore al nemico, e la predicazione di un Gesù che si è fatto macellare senza aprire bocca (e basta), permette a Kiko di assicurarsi che i neocatecumenali si sentano in difetto se si lamentano di un problema all'interno del Cammino, se chiedono giustizia, se soffrono per essere oppressi o se si si accorgono delle menzogne diffuse ad arte per ottenere l'uno o l'altro obbiettivo.
    In realtà, il nemico da essere amato è interno al Cammino e assicura che molte persone si sentano pure gratificate dall'essere in grado di sopportare senza correggere il peccato proprio e altrui, e giustificate d'altra parte nell'essere loro il cosiddetto nemico, cioè nell'essere per nulla caritatevoli nei confronti degli altri o nello sfruttarli attivamente.
    Il peccato ci deve essere, nella struttura pensata da Kiko, ci devono essere il fango e la Kenosi, perché se invece si desse importanza ai valori di bontà, giustizia e verità, all'amore per il prossimo, al dolore sincero per il peccato proprio ed altrui e al desiderio di espellerlo o di correggerlo, il Cammino non esisterebbe più, se non altro nel modo in cui lo conosciamo.
    Per questo, in Cammino si parla tanto sempre di amore al nemico e per nulla di amore al prossimo.
    Vorrei che tanti neocatecumenali in buona fede ci riflettessero su. Soprattutto considerando che, se ci fosse vero amore al prossimo, non ci sarebbe nel Cammino questa feroce e insistita critica verso l'esterno, tanta superbia, e così poca devozione, umiltà, sincerità, apertura al dialogo.

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    1. L'amore al prossimo è anche l'amore al nemico perché tanto il prossimo È il nemico.
      (Ma anche quello dopo e quello dopo ancora e quello dopo di lui. Una fila interminabile di nemici.)

      FungKu, Stavo Seduto Buono Sul Muretto Solo Ciancicando Gomma Da Masticare Ma Mi Trattano Da Nemico Lo Stesso, Qualcosa Di Male Devo Aver Fatto Per Forza.

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    2. L'amore cristiano al nemico non equivale al farsene complici - e questo vale specialmente riguardo al perdono.

      Ma lo sappiamo già che i kikos applicano il metodo del "due pesi, due misure": una stessa azione malvagia, viene considerata gravissima se compiuta ai danni di qualche "camminante" (specialmente se è un VIP del Cammino), oppure un "amore che Dio ha per voi" se viene invece compiuta da qualche mega-catechistone del Cammino.

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  9. E' cosa molto buona disvelare le trappole, gli inganni e i sotterfugi del C.N. perchè davvero sono terribili e molto dannosi.

    E' vero che si riduce Gesù quasi a complice dei suoi aguzzini, come uno che entra SENZA CAPIRE in un dolore insensato e illogico. Tanto oscuro da non poter essere neanche denunciato, che va subito supinamente.

    Mi torna alla mente quanto in un articolo di non molto tempo fa Veterano ci spiegava a proposito della Coronazione di spine di Gesù, di come è stata brutalmente strumentalizzata per giustificare l'"obbedienza senza pensare (meglio senza capire)" propria del neo-catecumeno perfetto.

    https://neocatecumenali.blogspot.com/2021/04/il-cammino-neocatecumenale-se-non.html

    " Mistificano la Corona di Spine ricevuta da Cristo come lo strumento che ha circonciso la ragione del “Messia” (circoncisione a cui deve tendere ogni fedele camminante), omettendo che Lui ha ricevuto quella corona da altri. Significa che era la classe dirigente di allora a voler annullare il modo di pensare di Cristo che disturbava notevolmente, ma Egli risorgendo ha fatto proprio capire che la sua “Ragione/Volontà” è ancora viva e lo resterà per sempre; la volontà nella denuncia del male, con il pieno uso dell'intelletto, che spetta a noi cristiani.

    Per questo non circoncidiamo la ragione. "

    Pax

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    1. circoncidere la ragione. Fantastico....

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  10. Altra perla di Kiko sull'amore al nemico.

    A pag. 51 del mamotreto. Dice Kiko:

    I cristiani non si sentono di giudicare

    [lo decide lui, cosa si sentono, i cristiani NDR]

    ma di assumere i peccati di questa generazione, perdonando i nemici, senza resistere al male. Non resistere al male, non opporre resistenza al malvagio.[...] Perció che significa questa frase: "Se uno ti percuote nella guancia destra"? Anche se vi offendono nell'onore profondamente e voi avete il diritto cioé la legge vi aiuta anche se vuoi fare giustizia, fare causa a qualcuno, voi non lo farete anche se avete tutti i diritti, voi porgerete l'altra guancia.

    [Falso e bugiardo: chi si è permesso, neppure di lederlo profondamente nell'onore, ma solo di contraddirlo, ha assaggiato la sua vendetta. NDR]

    Se qualcuno ti ruba, tu non glielo reclamare. Se qualcuno ti toglie del tuo, tu non lo disturbare.

    Kiko dixit.

    Ma chi è questo "qualcuno" da cui bisogna lasciarsi insistentemente derubare? Un dubbio viene, visto che giusto 100 pagine dopo arriva la richiesta della vendita dei beni e della decima.

    Va sottolineato due volte che Kiko raccomanda di "non disturbare" il ladro, cioè di lasciarlo a godersi una comoda vita terrena, mentre per bene spirituale del ladro, egli dovrebbe smettere di esercitare la professione di ladro (lasciamo stare chi ruba per disperazione) e, pentito e confessato, riparare alle sue malefatte.

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    1. Per cui un ladro, per andare sul sicuro, basta che va a una catechesi del Cammino e poi va a rubare a casa dei "catechisti" e certamente non sarà denunciato.
      Di più: se anche i "catechisti" dovessero svegliarsi perché il ladro è un pivello, non lo disturberanno e faranno finta di dormire.
      O, se sono abbastanza adulti, si offriranno di aiutare il ladro.

      Basta portare alle estreme conseguenze un concetto per vedere se regge o se è un'idiozia.
      La Chiesa, che interpreta il Vangelo, dice che occorre amare il ladro, anche se lo si DEVE combattere. Un concetto che si può portare alle estreme conseguenza senza che faccia una piega.
      Le idiozie di Kiko, invece, se portate alle estreme conseguenze, si rivelano per quello che sono.

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  11. Nel frangente del mio sostare in cammino non ho mai ascoltato con attenzione queste "catechesi" (sembra eresia definire delle "catechesi" le chiacchiere eterodosse di Kiko), eppure le ho guardate dritte negli occhi. Negli occhi di chi, tra gli "allievi" di Kiko, aveva deciso di concretizzare las palabras del diablo divenendo un malfattore, un omissivo, un violento, un bugiardo.

    San Tommaso diceva che «La misericordia senza giustizia è madre della dissoluzione».

    Ecco perché il cammino è un covo brulicante di malfattori e di disperati - con le dovute eccezioni che, come afferma il noto detto popolare, non fanno altro che confermare la regola -, perché levata la giustizia divina non rimane altro che il disfacimento.

    A conseguenza dell'ingannevole idea di misericordia dominante, di questo “misericordismo” (che è ben altro dall’autentica misericordia), è normale che molte persone si perdano perché persuase di un perdono a prescindere e nonostante! Persone che non credono più nell’Inferno (e come dargli torto, se non si sente più parlare di peccato e Novissimi?), fino agli estremi del “non ho bisogno della Chiesa, con Dio me la vedrò io” e affini protestantizzanti. Infatti in quanti, anche dopo essere usciti dal cammino, si sono allontanati dalla Chiesa provando per Essa un rifiuto ed un rancore lacerante?

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  12. Kiko: "E che cosa ti dice Dio? Che l'amore è questo, che l'amore è portare i peccati degli altri, lasciarti distruggere a causa dei peccati degli altri."

    Cio significa che la vittima deve lasciarsi devastare sino alla 'morte' senza mai reagire o esigere giustizia!
    A seguire Kiko si ottengono due risultati correlati tra loro degni del più grande disprezzo: la morte - intesa in tutti i modi fattibili - e la dannazione eterna dell'impenitente.

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    1. Seguendo una linea di causa ed effetto, ad ogni scelta spirituale corrispondono dei risultati spirituali.
      Ma se l'uomo non può evitare il peccato, così come dichiarano i due fondatori del contesto eretico, anche la possibilità di scelta viene meno e con essa la responsabilità (il guru ha creato un ambiente confacente alla sua condotta, che giustifica ogni sua malefatta e lo solleva da ogni colpa).

      - Il Padre celeste è un Dio di ordine. Se non fosse perfettamente giusto e non agisse in conformità alle leggi spirituali da Lui stabilite, Dio smetterebbe di essere Dio. -

      Per logica possiamo concludere che il dio del cammino non è altro che un idolo.

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    2. L'approccio viscido del parlare esclusivamente alla seconda persona singolare (tu! tu! tu!) sostiene in modo inquietante la devastazione promessa dalle catechesi. Ho sempre considerato con sospetto questo parlare (anzi, urlare) perennemente rivolto al "tu". Inizialmente pensavo fosse solo dovuto alla approssimatività dei catechisti ma leggendo i documenti è proprio Kiko che parla sempre così, i catechisti ripetono anche nello stile. ("Stile", grande concessione in questo caso. :-/)

      O il guru della setta ha un ego talmente ipertrofico da avere il bisogno di riversarlo nell'identità altrui, ritenendo gli altri come semplici contenitori vuoti e scialbi atti a contenerlo; oppure si sopporta talmente poco da non riuscire a stare dentro se stesso, deve debordare; ad ogni modo l'impressione che si ricava dai suoi scritti va in questa direzione.

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    3. Spiccano anche la pretesa di Kiko di leggere nella mente e nella coscienza altrui, l'abitudine a riscrivere tale coscienza tramite le definizioni (sbagliate) che egli attribuisce a gente che non conosce - aggrappandosi magari ad un dettaglio generico - ed in generale la precisa volontà di colonizzare l'uditorio.

      Ciò che invece non spicca sono le sue qualità come per esempio competenze, abilità, innovazioni, virtù... il guru critica le persone, le mette in discussione "sovvertendole" contro se stesse, una e ciascuna, pur mai lasciandole uscire anche dal punto di vista espressivo, dalla folla. Il "tu" su cui egli insiste è allo stesso tempo obbligatorio e molto generico, è un tu qualunque, senza vera identità: abbiamo una setta uniformatrice dell'adepto. Sappiamo anche che certi catechisti mitigano questa tendenza ma, per l'appunto, sono eccezioni. Le direttive sono queste.

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    4. Il guru sfrutta la buona fede della gente. Ma ce l'ha una coscienza questo?

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  13. @Rebel: "Cio significa che la vittima deve lasciarsi devastare sino alla 'morte' senza mai reagire o esigere giustizia!". Così come ha fatto Cristo. Siamo chiamati a essere un altro Cristo se vogliamo prendere seriamente il Suo messaggio. "Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua."
    Altrimenti avrebbe detto prenda le sue pantofole e mi segua.
    Fallacio Asino Vinicio

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    1. FAV sei proprio fuori di testa e fuori da ogni logica. D'altronde cosa aspettarsi da uno che si è fatto fare il lavaggio del cervello dal Cammino.
      Dunque secondo te una moglie che viene picchiata dal marito deve tenersi le botte (croce) e zitta pure. O una ragazza che viene violentata non si deve diffendere e denunciare, ma anzi, secondo il vostro malsano ragionamento, proporli di ripassare l'indomani per porgere l'altra guancia e portare la sua croce ogni giorno.
      Ma usalo il cervello.

      Frilù

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    2. Ma quanto vi piace il male, FAV. Ci sguazzate proprio. Lo bevete e lo respirate a pieni polmoni, sia quando lo bevete che quando lo respirate.

      A. Non.

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    3. Dimenticavo che sul blog bisogna specificare tutto... Ovviamente i reati sono reati, non la croce.
      Fallacio Asino Vinicio

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    4. @Fav
      Credo che tu sia la stessa persona con cui ho parlato su facebook settimane fa, gestore di una pagina a favore del Cammino molto famosa, e la stessa persona di cui questo blog si è occupata in altre occasioni; a me hai detto esplicitamente la stessa cosa, ovvero che uscendo dalla comunità "sono scesa dalla Croce" e che il Signore non lo avrebbe fatto, solo perché a seguito di continui comportamenti dei fratelli che mi hanno ferito dopo aver avuto un lutto alla fine sono uscita del tutto; mi hai anche detto che dovevo sopportare tutto questo e caricarmi di queste colpe, o una cosa del genere, perché anche io posso avere atteggiamenti che feriscono.

      In quell'occasione ti avevo risposto che se uno ha atteggiamenti negativi vanno corretti e fatti notare, non è la vittima che deve subire perché il Signore non vuole questo, il contrario. Questo modo di ragionare del Cammino fa solo danni psicologi enormi, e io spero che tu non dovrai mai trovarti ad insegnare queste cose alle persone a te vicine.

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    5. Cristo ha preso su di sé i peccati di tutti e non è morto a causa di un "reato" in quanto la sua condanna 2000 anni fa era secondo la legge dell'epoca. Anche il Cristiano dovrebbe prendere su di sé il peccato degli altri (non i reati, al limite chi è vittima di un reato se vuole può perdonare in cuor suo il carnefice).
      @Gloria, quello che ti ha detto il fratello è giusto ed è ovvio perché fare la volontà di Dio è stare dove egli ti ha messo, come Cristo non è sceso dalla Croce e ha fatto la volontà del Padre fino alla fine. Te lo avrei detto anch'io specialmente per la tua esperienza che hai raccontato. Ma non sono io.
      Fallacio Asino Vinicio

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    6. Siete proprio voi neocat che non fate nessuna differenza tra reati e croce, FAV. Un reato è una cosa che è doveroso denunciare, mentre padron Kiko vi obbliga a stare zitti e buoni a subire. E grazie al cavolo, non è mica scemo, né lui né la sua progenie adottiva.

      A. Non.

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    7. Invece, obbedire ad un tizio del genere = connivenza.
      In certi casi la connivenza si configura come reato. Sicuramente mai come croce.
      A questo punto, non so chi sia peggio, tra il criminale e il complice che gli regge il sacco.

      A. Non.

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    8. @A.Non.

      Hai ragione, anche perché se questo discorso non riguarda i reati allora si può anche denunciare, cosa che invece vietano severamente (ma che minacciano di fare se uno critica il Cammino).

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    9. C'è un modo che da sempre la Chiesa Cattolica ha insegnato e percorso per unirci alle sofferenze di Cristo in espiazione dei peccati, quella di offrirsi ostia di espiazione. Attualmente non va più molto di moda, ma sono in molti a farlo, pure certi giovani del Cammino morti in concetto di santità che guarda caso non si richiamavano all'insegnamento di Kiko ma alla tradizione dei santi.
      Offrirsi ostia o vittima vuol dire offrire le proprie sofferenze in favore della salvezza di altri o a sconto delle pene delle anime del Purgatorio.
      Nulla a che vedere con l'atteggiamento passivo verso il peccato proprio ed altrui insegnato in Cammino.

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    10. @Fallacio

      Puoi indicarmi nel Catechismo della Chiesa Cattolica dove è scritto che non bisogna denunciare e accettare passivamente i reati? Penso che ti stia confondendo: accettare la croce vuol dire accettare le situazioni e le sofferenze della vita che il Signore permette per il piano che ha su di noi, e che noi capiremo alla fine, non vuol dire accettare le ingiustizie e non parlare/non denunciare, soprattutto perché così si diventa complici del male, e non denunciando si rischia di avere la responsabilità per ciò che il malfattore può fare ad altri e di questo il Signore ci chiederà conto.

      Non ti offendere, ma solo io e il mio padre spirituale possiamo sapere se era Volontà di Dio che io restassi o meno in Cammino, e dire ad una persona che abbandonando il Cammino non fa la Volontà di Dio mi sembra una violenza psicologica e un ricatto morale tipico delle sette che legano a sé le persone privandole della libertà di scelta e di giudizio.

      Poi non hai neanche idea della mia esperienza e di quello che mi è successo; non è tanto vedere chi ha ragione, se il fratello mi dice una cosa e ha ragione io lo ammetto, il fatto triste è stato il parlare di situazioni familiari che non si conoscevano,aver dato giudizi sui miei parenti che neanche conoscevano che mi ha fatto dire basta una volta per tutte, visto anche che quando avevo fatto presente il problema comunque non era cambiato niente; il Signore ci vuole felici e se in un contesto non lo siamo abbiamo il dovere verso noi stessi di andare via, per il nostro benessere psicologico.

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    11. @fallacio
      "Altrimenti avrebbe detto prenda le sue pantofole e mi segua."
      Se non appena ti muovi quello che fai è SOLO DANNO per te stesso e per gli altri è molto meglio che stai fermo.

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    12. Due cose : FAV dice prendi le tue pantofole e seguimi. Fantastico. Poi ci sono giovani del Cammino morti in concetto di santità . Assolutamente fantastico anche questo. Pensavamo che i camminanti fossero tutti peccatori incalliti, ci dobbiamo ricredere......

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    13. @alect, "Se non appena ti muovi quello che fai è SOLO DANNO per te stesso e per gli altri è molto meglio che stai fermo." non sono d'accordo cara @alect. La fede va "trafficata", il Cristiano non può più rischiare di essere un tiepido. È tempo di scelte importanti e coraggiose, un giorno Dio ce ne chiederà conto e se avremo "sotterrato il nostro unico denaro" per paura, invece di "investirlo" con coraggio non saremo riconosciuti dal Signore. I tiepidi, i pigri, saranno "vomitati" dal Signore.
      Fallacio Asino Vinicio

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    14. @Fallacio
      Quindi se non fai il Cammino sei un tiepido o un cristiano non coraggioso? Come spieghi allora tutti i santi, i martiri, i confessori della fede che sono tali senza essere stati neocatecumenali?

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    15. @fallacio
      QUALE fede? Perchè io sto parlando della fede cattolica che dice TUTT'ALTRO rispetto a quello che dice Kiko
      Dimmi un poco, fallacio: secondo te perchè Gesù, quando la guardia del sommo sacerdote gli molla uno schiaffone assolutamente gratuito, gli risponde: "se ho sbagliato dimmi dove, altrimenti perchè mi picchi?"

      Secondo il ragionamento di Kiko doveva starsene zitto e muto, o no? O addirittura chiedere perdono.

      LA verità è che il discorso di Kiko è solo una giustificazione per se stesso. Siccome lui è incapace di sforzarsi anche solo un minimo per evitare di peccare e di creare dolore, si è montato tutta questa autogiustificazione per cui non solo va bene peccare tranquillamente, ma chi subisce deve pure stare zitto. COsì si è creato l'alibi perchè lui, e quelli come lui, possano continuare a fare quello che gli passa per la testa ..

      E la cosa peggiore è che dicono che è cattolicesimo questo. Ma per piacere!

      HAi parlato di scelte importanti, caro Fallacio? Ebbene, ti informo che quelli che scrivono qua la loro scelta importante l'hanno fatta quando se ne sono andati dal cammino e, purtroppo per voi, non sono finiti nel baratro della disperazione..
      Certo, tu ed altri magari venite qui ad accusarli..ma ci state facendo solo una gran brutta figura. Credimi.

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    16. @Gloria dice: "@Fallacio
      Quindi se non fai il Cammino sei un tiepido o un cristiano non coraggioso?". Altra fallacia argomentativa. Dove ho parlato di fare il cammino?
      Fallacio Asino Vinicio

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    17. FAV 29 maggio h.12:12
      Non devi specificarlo qui sul blog ma a quell'incapace e ignorante di catechista che fece l'esempio durante la convivenza. Mise sullo stesso piano un torto subito a lavoro, una macchina rigata e un abuso a una figlia .

      Frilù

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    18. @alect, anch'io parlo della fede cattolica. L'unica che conosco e che ad ogni celebrazione professo.
      Fallacio Asino Vinicio

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    19. Lo stesso Gesù che non incenerisce il sommo sacerdote, pur potendo, eccolo al momento dell'arresto:

      Gv 18, 4-6 "Gesù allora, sapendo tutto quello che doveva accadergli, si fece innanzi e disse loro: «Chi cercate?». Gli risposero: «Gesù, il Nazareno». Disse loro Gesù: «Sono io!». Vi era con loro anche Giuda, il traditore. Appena disse loro «Sono io», indietreggiarono e caddero a terra".

      Decide Lui, quando far retrocedere la gente e quando no.
      L'immagine di passività sottomessa e succube che Kiko dà di Nostro Signore, invece, è funzionale alle perversioni della "testa del serpente" fatevene una ragione.

      Senti che roba a pag. 105:

      Kiko dixit:

      ----
      "Questa croce significa questo. Questa croce significa che Dio è l'unico che ama il nemico. Che ama me nemico, che ama me egoista. Allora il mio egoismo non mi separa dall'amore. Lui si lascia uccidere dal mio egoismo ed il Padre lo resuscita e lo innalza, e me lo invia nella Chiesa, questo Gesù Cristo, perché mi perdoni quel peccato di egoismo.

      ----
      FINE di questo Kikodixit, che però è accompagnato da molteplici esempi simili e disseminati dappertutto nel mamotreto. Mai un accenno alla necessità di smettere di peccare: "Tu pecchi tanto paga Pantalone!"

      Sbagliato. Dio perdona chi, pentito e confessato e disposto a cambiar vita, smette di peccare e ripara. A rigore, se ti ripresenti sempre con lo stesso peccato il confessore non dovrebbe neppure assolverti.

      È questa, la differenza tra la serietà di chi ci mette buona volontà per meritarsi la grazia e la scanzonata ipocrisia di chi prende in giro all'infinito perché in fondo pensa di non dovere niente a nessuno.

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    20. @fallacio
      Ne sei sicuro? Stiamo parlando della stessa cosa? Bene, allora rispondi alla domanda che ti ho fatto: GEsù che chiede conto e ragione dello schiaffo gratuito preso dalla guardia del sommo sacerdote E' o non E' compatibile con quello che dice Kiko sul "non resistere al male"?

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    21. @Fallacio
      Considerando che chiami "pantofolai" tutti quelli che non frequentano il Cammino...

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    22. Pantofolai è l'acronimo di :

      Possono Ancora Neocatecumenali Trovare Ora Folli Oscene Larvate Amorali Idee

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    23. @alect, ti risulta che un non cattolico reciti il credo in Chiesa? Ti senti più cattolica degli altri? E comunque l'amore al nemico non l'ha inventato Kiko. "Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. 33 E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso." "35 Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell'Altissimo;"
      Fallacio Asino Vinicio

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    24. E infatti, Vinicio, non è questo che è scritto nel post che non hai letto.
      Stai contestando qualcosa che nessuno qui ha scritto, neppure nei commenti.
      T'a lett nient. Ma da quando sei arrivato fino a oggi.

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    25. @Fallacio
      invece di accusare a vanvera perchè non rifletti su quello che dici?
      "E comunque l'amore al nemico non l'ha inventato Kiko". Ma non mi dire! Peccato che l "amore al nemico" di cui parla Kiko non c'entri NULLA con quello di Gesù Cristo.
      Ti avevo fatto una domanda logica: come si può giustificare quello che dice Gesù alla guardia del sommo sacerdote con quello che dice Kiko Arguello.
      TE l'ho domandato perchè le due cose NON SONO COMPATIBILI. Ora: siccome io credo in Gesù Cristo e non in Kiko Arguello io AFFERMO che quest'ultimo abbia TORTO MARCIO quando affermi che essere cristiani vuole dire "non resistere al male".

      Non sei d'accordo, Fallacio? Pazienza..io però ho delle basi solide per affermare quello che dico. Queste basi me le dà la Chiesa CAttolica, non me le sono inventate io.

      P.S
      "ti risulta che un non cattolico reciti il credo in Chiesa?"
      Ah boh..questo dovresti chiederlo ai tuoi catechisti dato che loro affermano che tutto quello che dicono i "cristianucci delle domenica" lo dicono senza capirlo...

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    26. @alect, rispondo alla tua domanda con le parole di padre Angelo degli amici domenicani che dice: <<... Ma al servo del sommo sacerdote che gli diede uno schiaffo Gesù ha risposto: Se ho parlato male, dimostrami dov’è il male. Ma se ho parlato bene, perché mi percuoti? (Gv 18,23). Replicando in questo modo il Signore non si contraddice con quanto ha detto in Mt 5,39: “Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra”. Gesù infatti nella disposizione d’animo era intenzionato non solo a porgere l’altra guancia, ma anche a dare tutto il corpo per essere crocifisso. Ma era necessario dare una mano a chi lo percuoteva e farlo rientrare in se sé perché capisse il male che aveva fatto">>. Capito? La domanda che fa Gesù al servo che lo ha schiaffeggiato, non è una ricerca di giustizia nei suoi confronti, ma un atto possiamo dire pedagogico per farlo rientrare in sé. Quindi mi dispiace ma kiko ha detto giusto. Il Cristiano è chiamato ad essere "un altro Cristo", a dare il sangue se necessario, (e qualcuno già lo ha fatto) e a noi speriamo che ci basti qualche insulto. La cosa però che più mi sorprende, è che la stessa obiezione che mi hai fatto tu sulla risposta di Gesù al servo del sommo sacerdote è quella che mi hanno fatto colleghi atei (attenzione non sto dicendo che sei atea!) che criticavano il "porgere l'altra guancia", precetto Cristiano, ahimè tra i più disattesi.
      Fallacio Asino Vinicio

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    27. Invece a me la cosa che sorprende, ma non troppo, è che per rispondere alla domanda di aleCT, Fallacio chiami in causa Padre Angelo Bellon e utilizzi le sue parole.
      Eppure ha le tremila pagine del mamotreto che, dice Kiko, sono più che sufficienti a preparare un catechista!
      Eh sì, ma Kiko non ha mai parlato di fare atti pedagogici per far rientrare in sé chi sbaglia...anzi! Ha sempre tempestato contro chi ha anche solo esprime un 'giudizio' verso l'altro, addirittura sostenendo che questo sarebbe il peccato peggiore, un segno che ti ritieni migliore degli altri e per questo devi essere tartassato e annullato, anzi Dio stesso dalla sua bocca ti vomiterà. Il Cristo di Kiko avrebbe dovuto rispondere: picchiami pure più forte che puoi perché io sono ancor peggio del più fetido peccatore sulla terra...
      Ma per fortuna Gesù non ha nulla a che fare con Kiko.

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    28. @fallacio
      Ma infatti non ho mai detto che Cristo si contraddice. Si contraddirebbe se Cristo affermasse quello che afferma Kiko. Quando mai Kiko ha parlato di "azione pedagogica per far rientrare l'altro in sè"? Ti risulta, forse? A me no. A me risulta che il peccatore non venga mai "invitato" a non peccare più nè tantomeno gli venga insegnato COME NON CEDERE ALLE TENTAZIONI.

      Inoltre ti invito a non confondere la GIUSTIZIA con la VENDETTA. La vendetta è rispondere al male con il male. LA giustizia è un'altra cosa. La giustizia (specie quella di Dio, il quale difende "l'orfano e la vedova" ovvero coloro che più facilmente possono subire ingiustizie) serve proprio a questo: A FAR RIENTRARE IN SE'. La giustizia di Dio è PEDAGOGICA per definizione.

      Infatti per rispondermi non hai citato i mamotreti (non avresti potuto farlo...anzi, mi chiedo se in 32 anni di cammino ti abbiano mai fatto "scrutare" quel versetto), ma un'altra fonte (fonte molto più autorevole di Kiko peraltro)
      Quindi, caro Fallacio...di che parliamo?

      Ps. stai tranquillo..so benissimo che non mi consideri atea...al massimo cattolica pantofolaia.
      PEr il resto a molti atei ho chiesto a quale Dio non credevano...e spesso dopo gli ho risposto: "ah beh...a quel dio non credo neppure io". Così come io NON credo al dio di cui parla KIKO ARGUELLO.

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    29. @valentina, non è in contraddizione kiko con quello che dice Padre Angelo. Gesù, il maestro, il figlio di Dio può insegnare al servo e farlo rientrare in sé stesso (in molti commenti di questo tread ho letto che Gesù chiederebbe giustizia al servo), invece noi non possiamo insegnare un bel niente, perché noi SIAMO quel servo. Non lo schiaffeggiamo fisicamente, ma quante volte lo offendiamo col peccato... Non si conosce il nome di quel servo, il vangelo non lo dice. Allora potremmo essere noi! E allora mi auguro che anziché metterci al posto di Gesù, ad insegnare, possiamo metterci al posto del servo, consapevoli che con i nostri peccati lo mettiamo ancora in croce. Anche consapevoli che Dio questa croce l'ha resa gloriosa e che proprio grazie a questa ci dà la possibilità di essere perdonati.
      Fallacio Asino Vinicio

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    30. @Fallacio
      L'amore ai nemici si ha quando tu vuoi salvare e correggere quelle persone; se una persona commette un reato contro di te o peggio un tuo familiari e tu non lo denunci non lo stai amando, perché quella persona continuerà a fare del male mettendo a rischio la sua salvezza eterna, mentre se tu lo denunci probabilmente smetterà di fare il male, e soprattutto non lo farà più ad altri di cui anche tu sarai responsabile

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    31. Chi propone a un cattolico la discesa e la kenosi nel peccato invece dell'ascesa, sta offendendo Cristo, lo sta crocifiggendo e facendo crocifiggere. Bene, penso che siamo arrivati ad una conclusione che ci può trovare tutti concordi.

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    32. @fallacio..
      Il fatto che tu dica che "non possiamo insegnare un bel niente" è contraddittoria. Tu sai benissimo che i catechisti neocatecumenali sono psicologi, psicopedagogi, teologi, medici e chi più ne ha più ne metta. Quindi, come si fa a dire "non possiamo insegnare un bel nulla"?? Nel cammino c'è chi insegna e se ne vanta! Ricordati che qlc giorno fa eri qui a sfottere dicendo che i catechisti neocatecumenali faranno gli "insegnanti" ai cristianucci della domenica. Hai la memoria corta, ma io no.

      Quindi tutta la supercaxxola che mi dici non ha senso. Dio Padre ci chiede di agire CON GIUSTIZIA e di COMBATTERLO il male. Perchè il MALE FA MALE.

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    33. Fallacio Vinicio, "noi non possiamo insegnare niente" non è esatto, è la Chiesa che insegna, tramite i Ministri Ordinati, che non sono la "testa della nostra assemblea" come pensa il Cammino ma dei veri e propri Alter Christus - e questo ci porta rimettere al loro posto i "catechisti", che il Cammino sostituisce ai Ministri di Dio e che ripetono a memoria i mamotreti, pur avendo dichiarato di essere ispirati dallo "spirito" in quel momento.

      A. Non.

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    34. Il fatto che il peccato offenda Dio stiamo cercando di dirvelo in tutti i modi da decenni, anche con le figure, non venire a domare i cavalli di battaglia del Cammino facendo finta che siano i nostri. Non sono i nostri. Domate voi i vostri cavalli così a noi religiosi primitivi resterà più tempo per dondolarci sul ramo.

      A. Non.

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    35. Se hai letto il mamotreto linkato in cima all'articolo, la croce di Cristo vi è descritta senza alcuna compassione ma con grande gusto dei dettagli macabri. Il discorso di Kiko che vi propinano in Cammino non ha niente in comune con ciò che dicono Santa Teresa D'Avila e gli altri santi. O anche loro non hanno niente da insegnare? Ditelo subito. Cioè alle catechesi iniziali: "noi siamo cattolici ci manda il Vescovo ed i Santi non hanno niente da insegnare. Erano tutti matti".

      A. Non.

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    36. @a-non, il discorso che fa kiko sul peccato è molto complesso e temo che non lo abbiate mai capito abbastanza. Per spiegarlo fa spesso il confronto tra il figliol prodigo e suo fratello. Il fratello vede il peccato come una cosa buona che offende Dio e pur desiderando compierlo non lo fa per non offendere Dio. Il figliol prodigo invece, nella sua libertà ha fatto una vita dissoluta e il padre non ha potuto far niente per fermarlo e ha dovuto farlo partire. La differenza tra i due è che il figliol prodigo si è reso conto che il peccato gli ha distrutto la vita e che quindi è una cosa da tener molto lontana. Ha sperimentato sulla sua pelle che il peccato porta in sé la morte e ti rende schiavo, mentre Dio ci vuole liberi e felici. È questo che offende per così dire Dio, non i peccati in sé stessi, ma il fatto che noi decidiamo di essere succubi del peccato invece di vivere nella libertà dei figli di Dio. Il Padre della parabola ama entrambi i figli (figlio, ogni cosa è tua, ma bisognava far festa...), ma ognuno viene da una storia diversa e in fondo in ognuno di noi c'è qualcosa di entrambi i figli. C'è chi nella sua storia ha toccato con mano che "il peccato è una realtà che uccide l'uomo" (come dice Kiko) e chi magari non lo ha mai provato sulla pelle e bontà sua se ne tiene lontano. Sono due facce della stessa medaglia quindi, uno ha sperimentato la morte nel peccato, l'altro magari lo desidera ma per rispetto e timore non lo fa.
      Fallacio Asino Vinicio

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    37. Ebbene, quanti anni deve sperimentare il peccato nella sua 'libertà dei figli di Dio' il neocatecumenale? 10 anni, 20, º più? Perché noi abbiamo esempi di 'catechisti neocatecumenali' che dopo 30 anni di 'cammino' dichiarano di non essere cristiani! Che, richiamati dal vescovo, neppure chiedono scusa per aver messo le mani addosso al fidanzato della figlia, reo di non essere convinto della 'bontà' del Cammino!
      Gente che si ritiene in diritto pure di insegnare agli altri e si sente giustificata agli scoppi di violenza perché gli hai messo in dubbio il loro itinerario...che in 30 anni neppure li fa sentire battezzati! Questi sono i famosi 'catechisti' del Cammino 'formati' sul mamotreto di Kiko. Sono rimasti lontani dalla casa del Padre, in mezzo ai porci, e forse hanno pure trovato modo di metterci su una bella fabbrichetta di salami.

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    38. Vinicio, quel che non si capisce del discorso di Kiko è: da dove lo copia?
      Altra cosa che non si capisce è: lo ripete anche dopo le correzioni della CdF?

      Il Cammino propone la dicotomia tra kenosis ed ipocrisia. Due sole vie si aprono all'uomo, secondo il cammino. La kenosis neocatecumenale del figliuol prodigo o l'ipocrisia che il cammino chiama cattolica.

      Il Cammino calunnia il cattolicesimo per ottenere il lasciapassare per rivoluzionarlo. Ebbene, il cattolico vuole evitare gli eccessi di entrambi i fratelli, pur imparando da entrambi.

      Se invece un neocat vuole folleggiare per poi pentirsi di essersi di aver folleggiato, non vada poi a calunniare come ipocriti a quelli che si pongono il problema di come fare la volontà di Dio senza bruciare troppo se stessi o gli altri, con azioni che si potevano benissimo evitare stando in grazia.

      Perché alla fine, quando c'è bisogno, è sempre questi ultimi che si chiede, non ai kenotizzati - e questa è la vera ipocrisia.

      A. Non.

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    39. @fallacio
      Il tuo discorso non sta nè in cielo nè in terra.
      Kiko sul peccato non fa un discorso "complesso". FA un discorso ERRATO inframmezzato con qlc mezza verità tutto impapocchiato. Io non voglio farne una disamina perchè è TEMPO PERSO. Io vedo i frutti. Ed i frutti sono che a furia di fare il discorso del "provare il peccato sulla propria pelle" nel cammino si giustifica OGNI COSA. OGNI COSA.

      Poi questa cosa del "dover provare il peccato sulla propria pelle il peccato" è una cosa non solo PERICOLOSA, ma anche profondamente stupida. Tutti noi proviamo le conseguenze del peccato nella nostra vita OGNI GIORNO. Il nostro cuore LO SA che è sbagliato, che fa male e che non ci può essere niente di buono. Lo SA perchè siamo stati fatti DA LUI a sua immagine e somiglianza e la nostra natura non si può eliminare. Siamo feriti, ma non uccisi dalla nostra inclinazione a fare le cose senza Dio (perchè questa è la sostanza del peccato originale)

      Quindi giustificare i piccoli e i grandi peccati senza STIGMATIZZARLI è profondamente ANTICRISTIANO. Sopratutto se lo si pone sul piano "pedagogico"

      Io non ho bisogno di provare la cocaina per sapere che mi distrugge. E questo lo si deve mettere in chiaro. Nel cammino invece sembra che la conoscenza di sè passi NECESSARIAMENTE dal fare le cose più sporche possibili (anche quando magari PER GRAZIA DI DIO nn ci sei "portato")

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  14. ma perchè i camminanti scrivono sul blog, quando Kiko disse in tempi non sospetti di non scriverci? E che, disubbidiscono a Kiko, adesso? Misteri della fede.....

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    1. I kikolatri sono stati addestrati per tutta una vita a diffidare di qualsiasi cosa che non lodi il tripode Kiko-Carmen-Cammino.

      Kiko e Carmen, mentendo fino alla blasfemia, si sono proclamati "ispirati dallo Spirito", cioè chiunque avesse avuto da ridire doveva essere considerato "contrario allo Spirito".

      I due eretici spagnoli hanno consolidato il loro potere imponendo che i loro cosiddetti "catechisti" ripetessero a pappagallo le loro panzane (col sottinteso che in quanto "ispirate dallo Spirito" andavano considerate al di sopra di ogni critica), col corollario che "l'ubbidienza al catechista è tutto" (se il cosiddetto "catechista" ripete le fandonie che Kiko e Carmen millantavano come "ispirate dallo Spirito", allora è automaticamente infallibile).

      Ora, nessun cosiddetto "catechista" è un robot, e perciò anche tra coloro che godevano della massima fiducia di Kiko (sempreché Kiko sia mai stato capace di dare sinceramente fiducia a qualcuno) ci sono stati sia quelli che si sono lasciati influenzare dalla Parola di Dio, sia quelli che si sono sentiti uguali a Kiko (cioè uguali a Dio).

      Fra i primi annoveriamo per esempio Daniel, che era "catechista itinerante" (grosso titolo nobiliare all'interno del Cammino) e che era sinceramente convinto che il Cammino fosse un'opera di Dio, che facesse del bene alle anime, che dovesse prendere sul serio la Parola di Dio. Quest'ultimo punto gli è costato caro: Kiko e Carmen lo dichiararono "un demonio" e comandarono di non comprare più i suoi libri. Se mi metto nei panni di Daniel, obietterei a Kiko: "ma come, non stavamo compiendo l'opera del Signore? ma come, non ci eravamo sempre detti che il Cammino è per il bene spirituale dei fratelli delle comunità? ma come, non abbiamo sempre lodato il Signore perché è buono, ed eterna la Sua misericordia?"

      Immaginate per un attimo tutti i cosiddetti "catechisti" che sono usciti dal Cammino. Com'è che hanno perso la fede in Kiko? Com'è che hanno smesso di credere che le vaccate di Kiko erano "ispirate dallo Spirito"? Semplicemente prendendo sul serio le cose che loro stessi erano tenuti a dire. Ti dicevano che "il Signore si vuole incontrare con te" ed erano convinti che fosse vero, cioè che lo scopo del Cammino fosse di portare le anime al Signore, il che implica un atteggiamento di carità verso quelle anime, che presto va in conflitto con l'attitudine neocatecumenale di vendere chiacchiere, imporre fardelli, estrarre soldi dalle tasche altrui, comandare sulle scelte di vita, ecc. C'è un vero e proprio popolo di fuoriusciti del Cammino; ci sono quelli che si sono stufati delle ingiustizie, e quelli che hanno ancora in cuore la sete di Dio in nome della quale avevano aderito al Cammino. Se i fratelli abbandonano il Cammino, è perché il Cammino ha tradito la promessa iniziale di farli crescere nella fede. E se è vero per i "fratelli", è vero anche per i cosiddetti "catechisti".

      Nessun cosiddetto "catechista" è un robot, e come ci sono i fratelli delle comunità che mentono a sé stessi (trovando nel Cammino il luogo dove primeggiare, dove avere un ambiente sociale e trovar moglie, dove essere almeno un pochino importanti, dove sentirsi migliori dei "cristiani della domenica", privilegi da pagare a peso d'oro ma che non troverebbero altrove), così ci sono i cosiddetti "catechisti" che prendendo sul serio le parole di Kiko ("l'ubbidienza al catechista è tutto! il catechista, anche quando pecca, è sempre per il tuo bene!"), pervertono le virtù di povertà, castità e ubbidienza in strozzinaggio, lussuria e potere dittatoriale. Trattano i fratelli delle comunità come vacche da mungere, carne da concupire, bestiame da macello. Al pari di Kiko e Carmen, abusano del nome del Signore per "godersi" una diabolica "bella vita"...

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    2. Chiarito quanto sopra, possiamo arrivare al dunque: i fratelli del Cammino raramente scrivono su questo blog. Ogni tanto compaiono come "meteore", pochi giorni al massimo - o addirittura fermandosi al secondo commento di risposta - e spariscono. Hanno paura di perdere la loro fede in Kiko, hanno paura di scoprire che anche solo una virgola di questo blog sia fondata (e ciò sarà sufficiente per far cadere come tessere del "domino" una dietro l'altra tutte le loro infondate "certezze" sul tripode Kiko-Carmen-Cammino).

      Quelli che spesso vedete su queste pagine sono quasi sempre quella scarsa mezza dozzina di troll che dopo ogni figuraccia cambiano pseudonimo e tornano a ragliare più forte. Sono fedelissimi di questo blog, da anni, ci passano letteralmente le giornate, dalla mattina presto alla sera tardissimo, non riescono a farne a meno. Ma non fanno testo, anche se il loro ragliare ci torna spesso utile per far capire che mentalità vige all'interno del Cammino, e per capire quali sono le "FAQ" a cui conviene più spesso rispondere.

      Lo scopo di questo spazio commenti è dare la possibilità di lasciare commenti a lettori occasionali, sì, ma il dibattito non è indispensabile. Infatti chi trova questo blog, lo trova perché ha cercato informazioni sul Cammino (o sulla liturgia, o su altre keyword adoperate qua e là nel testo, che magari non c'entravano niente col Cammino): cioè vuole informarsi, vuole leggere, vuole capire, anche se era certissimo che il Cammino fosse "santo". E anche quando la pigrizia e la distrazione vincessero, restano sempre le immagini parlanti a corredo delle pagine, grandissima parte delle quali proviene da fonti neocatecumenali. Ciò che nel Cammino viene considerato onorevole e "ispirato", fuori dal Cammino viene correttamente identificato come anticattolico, come "cringe" imbarazzante, come fardello sulle spalle di idolatri.

      Tanti kikos ci leggono senza aver mai scritto un commento - e a volte abbiamo persino avuto traccia di pezzettoni grossi del Cammino che si sono rovinati il fegato. Quando un troll pasqualone corre qui a ragliare a tutta forza, significa che qualche pezzettone grosso si sentirebbe urtato da ciò che viene pubblicato in queste pagine (o addirittura che nella sua "parolapervoi" ha fatto qualche allusione ai contenuti del blog come se si sentisse urtato; e considerate pure la foga con cui scrivono sui mamotreti di non metterli su internet... immaginate le loro "crocette al fegato" perché sanno che nell'internet - non solo qui - si commentano le supreme vaccate kikiste-carmeniste, quelle che loro ufficialmente devono ipocritamente proclamare come "paroladiddiopermé"), poiché la verità danneggia gravemente il Cammino, le verità di fede cattoliche distruggono il Cammino.

      Non ci interessa - e non avrebbe gran peso - che lo spazio commenti venga imbottito da commenti di kikos. Il cambiamento deve avvenire nel loro cuore, non sulle pagine web. Certe cose, nella vita, uno le riconosce all'improvviso. Un blog sperduto nell'internet ti mette una pulce nell'orecchio, e quella pulce ogni tanto ti ricorda che sei un idolatra e che sei in una setta interessata solo a spennarti fino alla fine (per esempio, nell'autoannuncio di Quaresima 2017, Kiko si lamentava che i suoi adepti italiani, a differenza degli spagnoli, raramente facevano testamento a favore del Cammino, perché per loro contava più il dare un futuro ai propri figli - come se per loro il matrimonio fosse un sacramento istituito da Dio! - che il dar sempre più soldi alla setta).

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  15. Risposte
    1. Hai ragione...più che simili siete delle fotocopie. Ma Dio fotocopie nn ne fa.

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  16. Ecco un'altra perla di saggezza di Kiko sessantottino e sovvertitore, a pag. 74.

    Questo è un passo del mamotreto in cui Kiko si arroga la libertà di vomitare spropositi sul modo in cui quelli che si credono cristiani (alla faccia del nongiudicateeeee!) vivono la propria fede, giudicandoli, appunto, dal modo in cui educano i propri figli - Kiko è notoriamente stato sposato a Carmen ed hanno avuto 15 figli, come tutti i neocatecumenali.

    Si intromette dappertutto. E così, da lui imparano i suoi ossequiosi ed indiscreti imitatori, che proprio in quegli anni iniziano a catechizzare le parrocchie secondo le idee del guru.

    Kiko dixit:

    - - - - - - - -
    "Guardate: il momento nel quale viviamo si deve vedere il cristianesimo in una dimensione molto più forte e più seria.

    Le comunità più avanti nel cammino incominciano a fare catechesi ai bambini in parrocchia per prepararli alla comunione. E in questo servizio ci rendiamo conto fino a che punto la gente che si crede cristiana si trova in una situazione particolare.

    Una catechista che fa le catechesi ai bambini mi ha raccontato che mentre faceva la catechesi per la prima comunione, il giorno prima di ricevere la comunione due ragazzi hanno fatto a pugni. Lei ha detto: "Ma come, dopo un anno che stiamo parlando di non resistere al male...". "Ma mi ha picchiato...". "Ma non abbiamo letto nel Vangelo: Se uno ti picchia sulla guancia sinistra...". "Ah! A questo non ci sto!", dice. "Come non ci stai?". "No, anche mio padre mi ha detto che se mi insegnano queste cose non mi ci porta più, anzi mio padre mi ha detto che se qualcuno mi picchia, io più forte...".

    Allora, se si insegna il Servo di Jahwé nel cristianesimo... Tutti i borghesi cristiani diranno che siamo matti e non porteranno più i loro figli alla Chiesa.
    "

    - - - - - - - -
    FINE del Kiko-dixit.

    Adesso, è chiaro che i ragazzi vadano moderati perché non hanno alcun diritto di scorticarsi a vicenda. Devono apprendere a regolare i conflitti in modo proporzionato e senza sopraffazione. Devono esercitarsi nel canalizzare le loro sovrabbondanti energie.

    Quello che il Kiko invece vuole farne, sotto minaccia di stigma di borghesismo contro i loro genitori, è delle ambebe lobotomizzate che si autodistruggono da sole con le energie represse. Non propone ai ragazzi di canalizzare le loro energie, né tantomeno come farlo.

    E per ottenere il risultato, il guru chiama i fratelli ad emulare la sua blasfema immagine di Nostro Signore Gesù Cristo, che egli bistratta come un servo calpestato.

 Gesù Cristo che è Re, e che come tale va rispettato ed onorato anche quando, per Sua divina volontà decide di servirci. Anche in quel caso è un Re che ha deciso di servirci, non un servo che possiamo comandare alla bisogna e che "pagapertutti" (cit.).

    E lo decide Lui Stesso, di servirci, non noi né tantomeno Kiko e similkiki, copie-carbone, con le loro subdole ed untuose bestemmie.

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    1. Kiko è semplicemente fuori dalla realtà.
      Invito TUTTI i camminanti ad andare su Instagram e cercare il profilo neocatmeme. Poi andare sulle storie in evidenza. C'è una raccolta chiamata CONVIVENZE. Troverete un picco esempio di quello che combinano i ragazzi neocatecumenali nelle convivenze. Cose che neanche i ragazzi del riformatorio combinano.
      Ed io di ragazzi turbolenti ne ho conosciuti, ve lo assicuro.

      Io li compatisco: un ambiente asfissiante come quello provoca determinate reazioni, ma quello che mi stupisce è la relativa "normalità " con cui la prendono.
      Faccio un esempio: ma per voi è normale andare nella cucina dell'albergo e saccheggiarla? Eppure per loro sono "le basi" E Kiko si "scandalizza" per una zuffa tra bambini? MA si guardasse in casa sua!

      Ps. Ora mi aspetto un orda di neocatecumenali inferociti

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    2. @ale
      Conosco bene quella pagina, l'esempio che hai citato non è neanche il peggiore, c'è chi ha scritto di aver fatto cose più gravi e anche contro i comandamenti; non sono qui per dare giudizi, assolutamente, ma mi fa strano quando dicono che i figli del Cammino sono persone sante mentre al di fuori c'è la perdizione, anche perché ne ho sentito di testimonianze quando ero in comunità, e non tutte erano leggere da ascoltare. Non sto dicendo neanche che il Signore non possa operare conversioni, il contrario,dico solo che far credere alle persone che solo in quella realtà c'è la salvezza e di fuori c'è il mondo e la perdizione è una cosa proprio delle sette

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    3. @gloria
      A me questi ragazzi fanno solo una gran compassione. Sono vittime di un sistema malato.

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    4. @ale
      Anche a me, penso alle tante persone che ho conosciuto e che sono ancora lì, moltissimi in buona fede, e mi preoccupa il loro futuro e il loro benessere psicologico, ma confido nel Signore 🙏

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  17. C'è una cosa a cui gli eretici non resistono: quella di voler innovare in materia di dottrina.
    Ora, qui nessuno può assurgere ad insegnante: siamo tutti allievi, è la Chiesa l'unica che può insegnare ed infatti è detta Maestra.
    È abbastanza facile quindi capire chi è il falso maestro: basta prendere il suo insegnamento e confrontarlo con quello della Chiesa.
    Questo è il motivo per cui Kiko mai ha permesso che ciò che insegnava fosse pubblicato: perché sarebbe stato troppo semplice per chiunque vedere la differenza fra la sua dottrina e quella cattolica.
    Noi non stiamo insegnando nulla a nessuno: stiamo solo mettendo a confronto le parole di Kiko con l'insegnamento della Chiesa Cattolica e ne rileviamo le incongruenze di fondo. È un lavoro di studio e di analisi cominciato da padre Zoffoli, portato avanti da don Gino Conti, don Elio Marighetto e tanti sacerdoti tra cui don Ariel di Gualdo e da laici come Lino Lista.
    Mettere le mani nel mamotreto non è facile, è come affondare in un pozzo nero, perciò siamo grati a chiunque si senta di farlo.
    Siamo certi che non è un lavoro inutile e che qualcuno, leggendo non ciò che noi deduciamo, ma principalmente ciò che eccepiscono la Chiesa e i santi, capirà di essere stato truffato e di aver seguito una spiritualità malata costruita appositamente pro 'Domus sua' (lasciatemi passare questo bisticcio di parole).

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  18. FALLACIO:

    continui a dire eresie.
    L'interprete del Vangelo non è Kiko e non sei tu ma la Chiesa.
    Leggiti il Catechsimo: per la Chiesa prendere la Croce non significa farsi devastare dagli abusatori senza cercare la giustizia.
    Significa amare gli abusatori, ma combattere la loro ingiustizia con la VERITA'.

    Dillo a Papa Francesco che i poveri e gli oppressi stanno bene come stanno perché sono chiamati a rimanere poveri e oppressi per sempre e devono anche tacere di fronte agli abusi.

    Tu di Cristo non ci hai capito nulla.
    La vedova che tutti i giorni chiede giustizia al giudice Gesù la porta come esempio.
    L'odio non è della vedova, l'odio e di chi la opprime.
    La vedova proclama la verità, chi la vuol far tacere è solo perche dall'ingiustizia ha dei vantaggi.

    Questa ignoranza del Catechismo dimostra che siete una SETTA.

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    1. Ancora una volta Fallacio ha fallaciato

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    2. ...non più si chiameran fallacie logiche, ma fallaciate.

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  19. Fallacio:

    "la volontà di Dio è stare dove egli ti ha messo"?
    E tu sei così presuntuoso da sapere se in una data situazione ti ci ha messo Dio e non le tue scelte strampalate o la prepotenza altrui?
    Per cui secondo te se un bambino dovesse subire abusi da un prete del Cammino, come è AVVENUTO più di una volta, deve tacere perché ce lo ha messo Dio?
    O deve denunciare?
    Tu che diresti a tuo figlio, di tacere perché è volontà di Dio?

    Le idee di Kiko possono far arrivare a questi eccessi se si applicano circoncidendo la ragione, come dice Kiko.
    Siete una SETTA.

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    1. @fallacio Vinicio: "Anche il Cristiano dovrebbe prendere su di sé il peccato degli altri (NON I REATI, al limite chi è vittima di un reato se vuole può perdonare in cuor suo il carnefice).".
      Risposta di @pietro non del cammino: "Per cui secondo te se un bambino dovesse subire abusi da un prete del Cammino, come è AVVENUTO più di una volta, deve tacere perché ce lo ha messo Dio?" Keep calm and reflect.
      Fallacio Asino Vinicio

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    2. @fallacio
      Quando ti ho chiesto più e più volte se Apuron per te sia colpevole e se nel suo caso avesse ragione Kiko o Papa Francesco...tu ci hai riflettuto veramente tanto. PURE TROPPO.

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    3. Keep Calm & chiediti piuttosto come si arriva al dato che c'è gente che, dopo aver conosciuto il Cammino, abbandona la Chiesa e la fede pensando che Dio sia un sadico.

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  20. Testa di Fallacio:

    ma lo capisci che accettare una croce con fede, ad esempio una malattia, significa OFFRIRE a Dio la malattia, ma se c'è una cura per guarire hai l'OBBLIGO di curarti e guarire?

    Lo capisci che se ti accusano ingiustamente di essere un ladro e offri queta croce a Dio, se puoi mostrare le prove che sei innocente lo puoi fare e, anzi, a parte casi eccezionali, lo DEVI fare?
    Altro che subire le ingiustizie PASSIVAMENTE!
    Avvallare i prepotenti e deridere chi ha subito abusi, come nel Cammino.
    E' da vigliacchi.
    Dio ha disgusto di offerte ingiuste e vigliacche.

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  21. Carissimi, chiedete se Kiko e compagnia non resistono al portafoglio. Non so se avete capito il senso?!
    Cioè, fanno ricevute, pagano tasse, vivono come poveri, e via dicendo.

    Vi racconto due righe di una storia.

    C'era un uomo che viveva nelle baracche (così ha detto), dopo lui e compagni, piano piano finirono chi in villa e chi nei palazzi. Tutto grazie alla provvidenza.

    Cristiano Della Domenica.

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  22. Sondaggi neocatecumenali

    Abbiamo chiesto ai camminanti che leggono il blog, pochi per fortuna, perchè Fallacio Vinicio scrive sul blog. Le risposte sono :

    1) vuole solo provocare, ma non gli riesce
    2)non è un neocatecumenale, si spaccia per neocatecumenale per confondere le idee
    3) è un neocatecumenale dissidente, disobbedisce a Kiko rifugiandosi sotto un pseudonimo
    4) è un neocatecumenale che scrive per far vedere che è libero di scrivere sul blog
    5) vuole convincere il blog, ma non ci riesce
    6) è uno che ha molto tempo da perdere

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    Risposte
    1. Perché continui ad attaccare il nostro FAV?
      Penso che sei sempre lo stesso che insiste a volere che smetta di scrivere.
      Per quale motivo reale vuoi farlo smettere?
      Non sei chiaro, in apparenza sembra che lo fai per lui, ma non credo che questo sia il tuo vero motivo.
      Sembri troppo interessato al suo bene, penso che in realtà ti scoccia molto di non poterlo far smettere di scrivere.
      C'è del disappunto molto ben dissimulato nel tuo fallimento.
      Sono convinto che ti piacerebbe moltissimo sapere chi c'è dietro al suo nick, tu sai benissimo che è un neocatecumenale, anche se fai il furbetto, prendendo le distanze da quello che scrive, tentando di mettere in dubbio la sua appartenenza al CN.
      FAV almeno gioca pulito e si firma con un nick, tu giochi molto più subdolo,non usi nick e continui a non essere chiaro.

      LUCA

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  23. Oggi è la solennità della Santissima Trinità. Per capire il dogma, basta paragonarlo all'Equipe Internazionale del Cammino Neocatecumenale. Se Kiko = Padre, don Mario = Figlio e Maria Ascension = Spirito Santo, sono tre persone uguali, perchè tutte del Cammino , ma distinte. Non sono intercambiabili perchè Kiko, capo supremo, non può intercambiarsi con don Mario e con Maria Ascension, quindi la Trinità è Uno = Kiko, le altre due persone ci sono ma solo di tappezzeria.

    APPUNTO!!!!!

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    1. Se concludi così... significa che siamo su altri piani, eretici, che sono sfociati nell' Islam. Allah Dio unico e solo, eterna solitudine e irraggiungibile...
      La Storia si ripete sempre, non c'è nulla di nuovo, tranne in Cristo Gesù, e per cui le situazioni passate ritornano a galla.

      Cristiano Della Domenica.

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  24. Chi malu cchiffari..cmq gli iniziatori del CN erano benestanti quindi non ha neanche senso dire che vivevano nelle baracche e adesso nei palazzi. In ogni caso chi frequenta il CN con fede non fa del male a nessuno. Quelli che ne escono devono semplicemente accettare che si sono stancati, senza giudicare chi ne fa parte.

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    1. Uno era borghese, l'altra straricca, ed hanno frequentato le baracche solo perché, per gli intellettuali dell'epoca, era di moda. Ma il loro obbiettivo era cooptare i borghesi della loro stessa estrazione, i professionisti, quelli che mettevano in tasca a Kiko buste di soldi per la evangelizzazione...che poi lui spendeva come voleva perché 'non faceva del pauperismo'.
      Per il resto chi ha conosciuto il Cammino e ne è uscito, ha tutto il diritto di parlarne e di svelare che cosa è in realtà, visto viene accuratamente nascosta. Se ti dà fastidio, astieniti dal leggere.

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    2. L'impressione che Kiko dà, è di aver voluto forzare un programma di autosabotaggio nella testa degli odiati borghesi. Da bravo figlio scalmanato di borghesi. E ovviamente a pagamento.

      Una persona sola doveva de-borghesizzare, secondo i suoi canoni, cioè se stesso. E non l'ha fatto.

      Tra i neocat ci sono le eccezioni va bene. Ma carta canta.
      Quelli che ne sono usciti sanno cosa hanno visto ed è completamente fuori luogo trattarli da esagerati.

      Quelli che non ci sono neppure entrati perché hanno visto cos'era e sono scappati, sanno come è diventato chi ne è uscito male o non ne è uscito più.

      A. Non.

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    3. In che senso? Dovrei fare la tua volontà?
      Mi sa che non hai capito nulla del Cristianesimo.

      Cristiano Della Domenica.

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  25. "Quelli che ne escono devono semplicemente accettare che si sono stancati, senza giudicare chi ne fa parte."

    Che la gente esce dal CN perché ci è "stancata" è una tua idea, anzi parlando la tua neo-lingua è un tuo "giudizio personale".
    Che questo blog giudica i camminanti è un'altra tua idea o altro tuo "giudizio personale."
    Qui non si parla male dei neocatecumenali si contesta il CN come organizzazione.
    E non lo si fà solo con le testimonianze personali di chi ha esperienze decennali del CN,lo si fà con la sua dottrina (quel poco che è stata rivelata), lo si fà sulle parole di Kiko, lo si fà con gli statuti,le interviste, gli articoli di giornale e qualsiasi altro documento pubblicato.
    Qui si espongono quelli che ti chiedono sempre agli scrutini i tuoi catechisti laici neocatecumenali :" fatti concreti ".
    Come ti ho scritto e te lo ripeto i tuoi sono solo e solamente "giudizi personali".

    Qui non si giudica nessuno, si mettono in evidenza i problemi reali del CN, come organizzazione che fà parte della Chiesa.
    Noi , come cristiani, abbiamo il dritto ed il dovere, di fare luce sui meccanismi contorti del CN e sulla sua dottrina distante anni luce dal cristianesimo.

    Non vi lasceremo mai tranquilli finché voi farete del male alla gente fingendovi di essere quello che non siete.

    Mettitelo bene in testa questo concetto:
    Questo blog smetterà di occuparsi di voi quando vi adeguerete alla dottrina della Chiesa o quando deciderete di uscire dalla Chiesa.

    Quindi, come scrive Valentina, se hai argomenti utili al dialogo o utili a sostenere le tue idee, ben venga, se sei solo infastidito dalla verità che non sai come confutare, allora fatti un favore ( e fallo anche a noi) non leggere questo blog.

    LUCA

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