domenica 26 febbraio 2017

Quel bambino "gestato alla fede" che non è mai nato

Evidenziamo un toccante scambio di battute che risponde egregiamente alla domanda che tanti, sia esterni al cammino che neocatecumeni militanti, fanno ai frequentatori di blog che si identificano fuoriusciti NC.


Fabio:
 
Non so i motivi per i quali siete stati cacciati, ma viene da pensare... La domanda mi è sorta spontanea: come mai vi siete accorti dopo cosi tanti anni che il CNC era un movimento che semina errori dottrinali e liturgici oltre a plagiare la gente ed estorcere denaro e adorare Kiko Arguello come fosse Giovanni battista?
Pax: Domanda legittima, mi rendo conto, da parte di chi mai è stato nell'esperienza o ne è uscito molto prima di noi ex incalliti, quelli dai 10 anni in poi.... ogni anno un'aggravante.. catechista e itinerante peggio mi sento... inqualificabili.
Personalmente 30 anni e nella mia personale esperienza non mi sono fatta mancare niente, quindi certamente sono all'ultimo posto.
Per questo lascio a voi un'analisi generale e trarre conclusioni, sono la persona meno adatta. Posso dire alcune cose vissute sulla mia pelle, non so, anche per me non sempre è facile capire. 
Ha inciso molto un Sacerdote inizialmente, mio professore preparato e in gamba sia come prete che come docente. Il ruolo della Chiesa, nel promuovere queste catechesi dichiarandole il futuro e il rinnovamento, è stato fondamentale.La conoscenza dei fondamenti mai mi è mancata. Analizzandomi mi rendo conto che, internamente, facevo un gran lavoro su quello che ascoltavo e lo integravo, completavo, rettificavo a modo mio (mi preoccupavo sempre di far parte di tutto questo a coloro che, come catecumeni, dipendevano da noi), devo dire che i Pastori della Chiesa con cui di tempo in tempo mi sono sempre confrontata, mai mi hanno allertata sulla pericolosità dell'indottrinamento neocatecumenale.
Non posso elencare le cose che aspettavo di ascoltare da loro finalmente, intanto attingevo e approfondivo, direttamente, dai Documenti della Chiesa, dalle Vite dei Santi e mi abbeveravo ad altre esperienze liturgiche, di cui nel cammino sentivo la mancanza (celebrazioni dai monaci benedettini, adorazioni, frequentazione di Santuari e sostenuta da varie "devozioni" radicate nella mia famiglia e trasmesse dai nonni)...non ce la faccio a rifare l'elenco, nei miei commenti ne ho già raccontate tante, non voglio fare una cosa che sembri una difesa articolata, difesa di che, poi?
Non posso giustificarmi, certo sono stata una sprovveduta e un'illusa e molto altro.
Pensavo che il cammino è un percorso progressivo e lento e prima o poi tutto quello che vedevo mancare, in tanti aspetti dottrinali e liturgici soprattutto, senza dubbio ci sarebbe stato dato. Mi ero fatta una mia idea che, alla fine, il cerchio si sarebbe chiuso con una serie di catechesi che avrebbero riempito tutti i vuoti. Mi ripetevo sempre: alla fine del cammino ci saranno finalmente le "catechesi mistagogiche"(1) che sentivo evocare sempre dai catechisti come un dono meraviglioso del fine cammino e finalmente.....MA LE CATECHESI MISTAGOCICHE NON CI SONO MAI STATE, neanche si nominavano più quando, chiusa la porta, ci siamo trovati in gabbia all'improvviso e li abbiamo visti in volto per la prima volta.
A questo tempo si è accompagnata la presa di coscienza della loro disobbedienza cronica, sugli Statuti e sull'Eucarestia, cosa per cui le sofferenze si sono sommate alle sofferenze! 
Ribadisco che questa è la mia esperienza, quello che dico non ha alcun valore assoluto per carità e neanche mi esime dalle mie colpe e dalle mie responsabilità per aver contribuito alla diffusione di questo che oggi considero senza mezzi termini un "morbo" infestante.
Il cammino non finiva, non si vedeva la luce, non ci si scioglieva nella parrocchia, l'eucarestia restava sempre la stessa e la metodologia da seguire pesantemente restava quella che aveva accompagnato tutto il catecumenato, stancamente, ripetitivamente, inesorabilmente... il cammino che doveva sbocciare nel vedere la luce (nascita), faceva dietro front in una involuzione, riavvolgendosi in un regredire penoso... una sorta di "aborto ritenuto": il bimbo, ormai pronto per nascere, veniva ringhiottito dall'utero che lo aveva gestato per.... anni e che non riusciva a separarsene, a lasciarlo andare... Scena degna di uno dei gironi danteschi.
Perdonatemi, non so, forse ho fatto male a scrivere qui queste cose. 
Si l'argomento è degno di studio e approfondimento, certo non da parte mia, sono la persona meno adatta, essendo anche io oggetto in questo studio....troppe cose....
Tra gli itineranti persone dotate di capacità non comuni, che ricoprivano nella società posti di prim'ordine, lo stesso tra quelli che poi sono diventati i presbiteri itineranti di maggior spicco, e non parlo solo di qualità mondane, no, anche da un punto di vista umano piuttosto che etico o di preparazione teologica.
Davvero cari, non ci sono parole, vi chiedo scusa a nome di tutti gli ex come me.

Ci sentiamo in dovere di dire che quelli che come Pax hanno portato catechesi del Cammino in buona fede, felici e convinti di lavorare sodo per la maggiore Gloria di Dio e per l'edificazione del Suo Regno, non possono essere imputati di errori commessi da chi ha abusato della loro fiducia per farne strumento della propria brama di conquista. Kiko e i catechisti di alto rango, ipocriti traditori di chi si fida farebbero bene a tremare per aver indotto altri in errore!

Per la maggior parte di noi, uscire dal Cammino dopo 20 e più anni è significato perdere quasi tutti gli affetti, persino nei parenti più stretti, negli amici di una vita. E' significato perdere completamente la protezione e il calore umano della comunità, che ci ha accompagnato per anni, e abbiamo dovuto sfidare le minacce (palesi o velate) dei catechisti riguardo alla nostra sorte e la paura di ferire le persone a cui vogliamo bene. Prendere questa decisione ha richiesto un tempo molto lungo, dubbi, combattimento contro noi stessi, preghiera, forza... E' significato rigettare integralmente tutti gli insegnamenti ricevuti, e ricominciare (letteralmente) da zero con l'educazione cattolica. Ha voluto dire rischiare ogni cosa, nella paura di perdere persino i propri figli nel mondo (perché è quello che ti dicono), o di ricevere disgrazie da Dio (dicono anche questo) per "aiutarti a capire".
Questo è il motivo, caro Fabio, per cui c'è voluto tanto per riuscire a credere di aver sbagliato tutto.

Note: (1) Il termine mistagogia affonda le radici nella parola greca mystérion che a sua volta deriva dal verbo myéô che significa: insegnare una dottrina, iniziare ai misteri; infatti erano chiamati mystai coloro che venivano introdotti (= ago) nella comprensione piena dei santi misteri della fede al termine del catecumenato e dopo aver ricevuto i tre sacramenti di iniziazione: battesimo, confermazione, eucaristia.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Mio marito mi ha regalato questo libro di San Josemaria Escrivà e quando ho letto queste parole ho pensato subito a Kiko e a quanto sia falsa la sua umiltà:

MANCANZA DI UMILTA'
(San Josemaria Escrivà, "Solco", edizioni Ares, Milano, 1992, n.263)

Lascia che ti ricordi, tra gli altri, alcuni sintomi evidenti di mancanza di umiltà:
pensare che ciò che fai o dici è fatto o detto meglio di quanto dicano o facciano gli altri;
— volerla avere sempre vinta;
— discutere senza ragione o, quando ce l’hai, insistere caparbiamente e in malo modo;
— dare il tuo parere senza esserne richiesto, e senza che la carità lo esiga;
— disprezzare il punto di vista degli altri
;
— non ritenere tutti i tuoi doni e le tue qualità come ricevuti in prestito;
— non riconoscere di essere indegno di qualunque onore e stima, persino della terra che calpesti e delle cose che possiedi;
citarti come esempio nelle conversazioni;
— parlar male di te, perché si formino un buon giudizio su di te o ti contraddicano
;
— scusarti quando ti si riprende;
— occultare al Direttore qualche mancanza umiliante, perché non perda il buon concetto che ha di te;
ascoltare con compiacenza le lodi, o rallegrarti perché hanno parlato bene di te;
— dolerti che altri siano più stimati di te
;
— rifiutarti di svolgere compiti inferiori;
cercare o desiderare di distinguerti;
— insinuare nelle conversazioni parole di autoelogio o che lascino intendere la tua onestà, il tuo ingegno o la tua abilità, il tuo prestigio professionale...


Annalisa


Ruben ha detto...

"Fabio: Non so i motivi per i quali siete stati cacciati, ma viene da pensare... La domanda mi è sorta spontanea: come mai vi siete accorti dopo cosi tanti anni che il CNC era un movimento che semina errori dottrinali e liturgici oltre a plagiare la gente ed estorcere denaro e adorare Kiko Arguello come fosse Giovanni battista?"
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Sarebbe come dire al al Popolo Italiano, consenziente verso il fascismo per oltre un ventennio: "scusa, ma ti accorgi(25 luglio del 1943), che un pazzo vi ha portato nel baratro?" Meglio tardissimo che mai!

Non pensando che allora, la Nazione era dal punto di vista delle idee e del pensiero completamente isolata dal resto del mondo.

Nel Cammino è successa la stessa cosa; solo che da una quindicina anni a questa parte,
oltre alla stampa ed i media tradizionali, secondo me sempre molto avari di notizie ed interessi di nicchia, quindi quindi a scarsa redditività, ha cominciato a funzionare bene
il web, la rete, internet, che ove serve "fa dissenso" e, anche nel caso lo stesso dissenso interessi a pochi, quei pochi si sono interrogati sui perché.

Come tutti sappiamo, Kiko non ha mai amato internet anzi, l'ha esplicitamente proibito;
ma si sa, quando si proibisce una cosa, gli si da sempre l'"aura" del peccato, e la trasgressione, lo sappiamo praticamente tutti, è antica come l'uomo.

Del resto, è proprio Kiko ad affermare che l'uomo non può non peccare;
quindi, cosa fa, ragiona a "corrente alternata"?
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Pax ha detto...

Vero quello che dici Ruben.
Bisogna aggiungere che se.......
...........Come tutti sappiamo, Kiko non ha mai amato internet anzi, l'ha esplicitamente proibito........
.......dovrebbe spiegare perché cerca continuamente visibilità su tutti i mezzi della moderna comunicazione che dice di aborrire, perché strumenti in mano a satana, nessuno escluso.

Interviste, video delle sue molteplici esibizioni oratorie e trionfi targati GMG con corredo di infinite "vocazioni compulsive", concerti, presentazione dei suoi libri, incontri con alti prelati di ogni provenienza alla famosa Domus, lauree ad honorem, pubblicità e presentazioni varie della sua molteplice arte pittorica, di cui non trascura mai di farci parte e su cui ci aggiorna ad horas, anche se, nulla di nuovo sotto il cielo, sono sempre e solo copie delle copie delle copie......... Solo copie di originali che originali non sono, neanche loro.

Di che parliamo?

Isolare gli adepti e mantenerli nell'ignoranza è la parola d'ordine, e tenerli costantemente storditi.

Concludi bene: Kiko proibisce, la proibizione ha l'aura del peccato, fatale attrazione per l'uomo che non può, proprio non può, resistere, essendo condannato a peccare sempre.

Direi Kiko, mettiti d'accordo con la tua testa. Un cammino fondato sulle proibizioni, che basa le sue regole su casistiche precise, NON HA LUNGA VITA.

Dedicato ad Apostata....
Kiko: Trettre' dottor (h.c.) acorrentalternata Arguello, internetorasiorano Arguello, bastachemicapiscoiovoinoncipensate Arguello..... ecc. ecc.
Scusami, non sono brava come te, ma è troppo divertente. E qui se non ridiamo un poco..... ci resta solo la tragedia.

Pax


Lino ha detto...

Pax ha detto: "Il ruolo della Chiesa, nel promuovere queste catechesi dichiarandole il futuro e il rinnovamento, è stato fondamentale"

Credo che ci sia di più. Tento di fornire anche un mio parere, un po' dilungandomi; in fondo penso di essere stato il primo, e non solo in Italia, a sottolineare gli stravolgimenti neocatecumenali di parabole e racconti evangelici come quelli del cieco nato, delle vergini stolte, del sale che secondo Kiko sarebbe la pietruzza dell'Apocalisse, del sicomoro di Zaccheo. Io, però, provenivo da esperienze letterarie e da studi danteschi, oltre che dalla frequentazione del Rettore di un Santuario mariano, un fine esegeta.
Non è facile capire le falsificazioni esistenti nelle lezioni di Kiko. Sono decenni e decenni, oramai, che la lettera dei Vangeli è considerata un optional e il suo simbolismo roba da esoterici. La lezione dantesca, secondo la quale il senso letterale è la "bellezza prima" che racchiude ogni altro significato allegorico, è fuori moda. Le omelie dei sacerdoti sono quasi tutte di impostazione morale, attualizzate secondo il pensiero del tempo o delle convenienze. Basti pensare all'intervista rilasciata pochi giorni fa dal Generale dei Gesuiti, il quale ha sostenuto: "Perciò è vero che nessuno può cambiare la parola di Gesù… ma bisogna sapere quale è stata!" e se ne è uscito fuori con il massimo relativismo interpretativo che mai avevo incontrato prima. Questo, peraltro, in un testo nel quale Gesù ribadisce il concetto con vari esempi per i quali c'è molto poco da interpretare, a meno di non volere sporcare la "bellezza prima", come Kiko con il suo fango.
Intendo dire: io non mi meraviglio che tante persone, anche in gamba, si siano "pappate" le cavolate di Kiko per decenni. Non è mica facile, con i "maestri" che ci ritroviamo al giorno d'oggi. Perciò sempre, nei dubbi, vado a ricercare anche quello che ha scritto e detto Benedetto XVI, nei nostri tempi.

Valentina Giusti ha detto...

In fondo, chi chiede come mai si esca dal cammino e lo si critichi dopo averlo accettato per anni o per decenni, non tiene conto del fatto che invece la maggior parte degli ex del cammino tace. Per la gran parte,tace perché non ha gli strumenti per capire esattamente quali siano i punti di caduta del cammino, in questo blog illustrati con chiarezza da anni: magari incolpa la Chiesa per certe sofferenze patite, oppure se stesso, ritenendo di non aver saputo rispondere fino in fondo ad una chiamata all'elezione.
Poi, mentre lo si frequenta, succede spesso quello che Pax ha ben descritto, e cioè si tende a 'completare' ciò che manca al cammino con la propria pietà personale, soprattutto se si è ricevuto una formazione cristiana antecedente alla comunità, motivo per il quale ben capisco il dispiacere di tanti camminanti quando vengono riportate catechesi o modus operandi nc, nelle quali non si riconoscono fino in fondo o ritengono far parte di una grammatica del cammino dalla quale la pratica si discosta largamente.
A questo fenomeno contribuisce il fatto che le catechesi vengono vissute in modo emozionale e non razionale e tutte in fondo non servono ad altro che riconfermare la comunità e la necessità della conservazione della stessa, dei suoi riti e dei suoi momenti di aggregazione, come se Gesù Cristo, così come passa a servire i fratelli nell'Eucaristia, non sia altro che un mezzo che permette di esplicare il bene maggiore, la comunione.
Insomma, il cammino è come una grande sbronza di sentimenti e di emozioni che difficilmente può essere analizzato nel momento in cui lo si vive, come fosse un innamoramento, una passione, una dipendenza.

l'apostata ha detto...

Sul perché molti di noi hanno resistito parecchi anni in comunità non si può generalizzare.

Persone diverse con vissuti diversi, situazioni diverse, interlocutori diversi, sensibilità diverse.

L'ho visto anche nel mio gruppo. Qualcuno si è accorto dell'inganno prima, qualcuno dopo, qualcun altro si è trovato in una situazione insostenibile, altri sono stati rimandati a casa perché il coniuge non era voluto entrare in comunità.

Per quanto riguarda me, sono rimasto a lungo per una serie di motivi.

Un parroco molto bravo, non RM, che equilibrava sempre il contesto e i kikatekisti.
Andato via lui è successo il finimondo.

Il mio carattere, che mi ha sempre permesso di rispondere no alle richieste assurde dei kikatekisti, decima compresa.

La mia testardaggine (purtroppo) che mi ha illuso di poter cambiare le cose da dentro.

Arrivato alla fine del Padre Nostro, sentito il capo equipe (uno dei mammasantissima della setta) che urlava "voi ci dovete obbedienza assoluta" ho mandato tutti a farsi friggere.

Punto.

Perciò tengano chiuso il becco i soliti villanzoni adulti nella fede e nella protervia che ogni tanto appaiono qui. Insultare chi ne è uscito dopo tanto tempo e a volte tante sofferenze è solo una mascalzonata.

Ci sono persone che ancora soffrono per la disumanità mostrata dai cosiddetti fratelli, che dopo venti o trent'anni insieme li hanno di colpo cancellati dalla loro esistenza perché non più in comunità.
A chi ne patisce ancora le conseguenze, a chi ha lasciato la Chiesa sentendosene tradito, mi permetto di suggerire di non farsi vincere dal male subito. Cercatevi un bravo sacerdote e fatevi aiutare, e per quel che potete ricorrete alla preghiera, con semplicità.
La Chiesa, pur con i suoi difetti, è meglio di come la racconta Sankiko patrono dei diffamatori.

Il fatto è che nel tempo, se si vuole sopravvivere in comunità, si diventa giocoforza ipocriti. Si finge un affetto che non c'è con gli altri, una falsa obbedienza ai kikatekisti, una insensibilità ai massacri degli scrutini e alle difficoltà altrui.

Questa è la realtà del cosiddetto cammino, con buona pace degli adulti nella fede che strillano il contrario spengendo il cervello.

A qualunque argomentazione rispondono con luoghi comuni e slogan, argomenti zero.

Dello spengimento del cervello, detto circoncisione della ragione, prove ne abbiamo avute in abbondanza, qui e fuori.

Basti pensare al gruppo di neocat su Facebook: IL CAMMINO NEOCATECUMENALE TRAMITE CRISTO SALVERA' IL MONDO E LA FAMIGLIA.

Questi non capiscono nemmeno quel che scrivono. Il salvatore (s minuscola) del mondo è il cosiddetto Cammino, di cui è strumento Cristo.
Più eretico e blasfemo di così. Rasentano la bestemmia e non se ne rendono conto, o non vogliono.

Di questo sono responsabili i pastori, che continuano imperterriti nel loro sonno.

D'altra parte anche qui non mancano le contraddizioni.

Il Papa da una parte condanna il carrierismo degli ecclesiastici, dall'altra si circonda di yes-men, capaci di tutto pur di dargli sempre ragione.
Ho letto anch'io l'intervista al Generale dei Gesuiti di cui ha scritto Lino.
Il testo è di un relativismo raggelante, ma permette di capire come è diventato Generale: adattandosi al Potere.

Del resto la Chiesa è fatta di uomini, e se va avanti è solo grazie all'assistenza dello Spirito Santo, che come tutti sanno, eccetto Sankiko, non è neocatecumenale.


@ Pax

Continua così, i carismi del signor trettre dottor (h.c.) fangologo Arguello sono pressoché infiniti! ;-)

Lino ha detto...

Io condivido le affermazioni sia di Valentina sia dell'apostata. Non si può generalizzare e sicuramente il "love bombing", la "sbronza di sentimenti e di emozioni", e l'ingresso in una comunità che tende ad assorbire tempo e ogni altro interesse hanno il loro effetto. Questo, però, ha un suo effetto negli anni. Io mi riferivo prioritariamente alle prime fasi, diciamo pure fino alla "porta chiusa" del II scrutinio, sicuramente alle catechesi iniziali.
Suggerisco di rileggere (ancora una volta, naturalmente) qualche pagina a caso del primo tomo, fissando l'attenzione soltanto sui testi, precindendo da ogni pre-giudizio, positivo o negativo. Gli sproloqui di Carmen sull'Eucarestia, per esempio, oppure la catechesi sulla scristianizzazione e desacralizzazione. Già qui la Chiesa raccontata da Kiko è svilita e offesa.

Pax ha detto...

apostata, ho avuto piacere di conoscere un poco la tua esperienza.
Un Parroco bravo,
La testardaggine per cui ti ILLUDI di poter cambiare le cose dal di dentro.
Conoscerli, una volta per tutte a fine cammino, quando si manifestano, credendo ormai di tenerti in pugno dopo tanti anni, e ti urlano sulla faccia che gli devi obbedienza assoluta.
Identiche queste tre cose nella mia esperienza.

Io almeno ho bisogno di queste conferme, vedere che quel modo violento, inqualificabile nella Chiesa, è lo stesso dappertutto, scimmiottando la sprezzante arroganza di Kiko e Carmen nei confronti dei loro sottoposti, catechisti ai vari livelli e, cosa più grave, anche nei confronti di preti ordinati, RM e non.
Io ho anche assistito alle minacce fatte ai Parroci che, dopo essere stati i primi ad accogliere il cammino e aver consentito loro di catecumenalizzare l'intera parrocchia, non avevano voce in capitolo su nessuna questione..
Se osavano qualche volta impuntarsi: in genere le questioni erano su terribili capibastone che li esautoravano e esasperavano, oltre ogni umana sopportazione, riducendo il Parroco ad un yes-man, e lui poverino chiedeva, per carità, che fossero rimossi (vedi Statuto sulla nomina dei responsabili nelle Parrocchie), non li ho mai visti "cedere", ma piuttosto minacciare di chiudere il cammino, oppure di non far fare la tappa dell'elezione alla sua prima comunità, solo perché il Parroco ci teneva tanto.
Cose oscene. Un Parroco l'ho visto anche piangere! Se era dei primi telefonava a Kiko, che aveva conosciuto, e lui cadeva dalle nuvole, ma mai ho visto cambiare qualcosa, dopo quelle telefonate.
Quello che ho conosciuto è che ti portano all'esasperazine, ti consumano, se non ti pieghi o non trovi la forza di mandarli a quel paese.

Pax

Michela ha detto...

Il cammino non finiva, non si vedeva la luce, non ci si scioglieva nella parrocchia, l'eucarestia restava sempre la stessa e la metodologia da seguire pesantemente restava quella che aveva accompagnato tutto il catecumenato, stancamente, ripetitivamente, inesorabilmente...

anch'io come Pax avvertivo la pesantezza della chiusura mentale e spirituale che ci imponevano. Ogni sera sentivamo le stesse cose, la comunità negli anni si era assottigliata, si avvertiva la mancanza di linfa nuova, si sapeva già cosa avrebbe detto e fatto ognuno di noi. Quando una 'sorella' affermò con la sicurezza del suo essere catechista e responsabile che noi non possiamo fare altro che ripetere gli stessi peccati... mi è risultato evidente che il cammino non aveva aiutato né me né lei...

La mia famiglia non era praticante, ho cominiciato a frequentare la parrocchia grazie all'oratorio e alle amicizie.
Quando nel cammino ho trovato un'interpretazione della Parola di stampo materialista, non mi sono posta problemi, perchè non sapevo neanche in che modo andasse letta la Scrittura. Una tale semplificazione della Parola non poteva che far felice chi come me desiderava capire/comprendere/possedere un po' di scienza sacra.
Da lì ho imparato che la Parola poteva essere manipolata anche a seconda di quanto io stessa volevo trasmettere al mio interlocutore.
Per quanto riguarda la Chiesa, non ci trovavo, e per certi aspetti non ci trovo, niente di sbagliato nel parlarne male, se questo nasce da un amore per essa, da un desiderio di fare sempre meglio. Ma solo in seguito mi sono accorta che denigrando la Chiesa si sviliva tutta la mia vita precedente al cammino, con i sacramenti ricevuti, gli insegnamenti, i sacerdoti incontrati e tutto ciò che aveva influito anche in modo misterioso sulla mia vita da cristiana, ovvero la Grazia che ci accompagna da sempre e che non può essere incasellata e ridotta nelle risposte dei passaggi quando ti chiedono di dire fatti concreti, misurabili e verificabili.

Poi quando ci si ritrova dentro si continua, c'è indubbiamente una forma di plagio che induce a credere di essere in un movimento simil-monastico per cui ogni ribellione viene vista come ribellione al voto di obbedienza e quindi a Dio.
Come i religiosi legati ad un voto si pensa che non bisogna rinnegare le radici, ovvero il carisma legato alla propria vocazione che, nel nostro caso, è avvenuta all'interno del cammino neocatecumenale.

A differenza dei religiosi, però, non ci hanno dato un periodo di prova, ci hanno frastornato di informazioni per 8 settimane e poi lontani dalla nostra vita concreta, in un albergo confortevole ci hanno chiesto di dire davanti a tutti che volevamo continuare il cammino.

poi c'è tutto quello che hanno già scritto Pax e apostata e Valentina ( perchè è vero che il cammino è una dipendenza)
e poi sensi di colpa e di inadeguatezza per cui devi ogni volta distinguere e dimostrare alla comunità se ciò che vedi di sbagliato lo è realmente o dipende da una tua interpretazione distorta e intrisa di peccati,
e poi ti dici che almeno nel cammino ti accosti ai sacramenti con regolarità,

e poi finalmente ti stufi di menzogne e sofferenze inutili e te ne vai...